Views
8 months ago

Monte_Amiata_2-2018_web

Gli insospettabili

Gli insospettabili segreti delle piante Franco Tinelli Nelle foto, alcuni fiori di orchidea: la loro forma, che imita quella delle femmine di api e bombi, è strategica per favorire l'impollinazione Corteggiamenti, amori traditi, seduzioni, lusinghe, astuzie, ostentazioni e inganni. È primavera. Il meraviglioso mondo dei fiori che incontriamo nelle passeggiate di questa stagione ci affascina per i colori e i profumi che offre. Ma cela anche interessanti e avvincenti segreti sui meccanismi della sua vita. Andiamo a scoprirli con l'aiuto di Barbara Anselmi, naturalista autrice di libri di botanica e membro della commissione Territorio e Ambiente Montano (TAM) del CAI. Sulla Montagnola e sull'Amiata uno dei fiori più belli che si possono vedere è l'orchidea selvatica: viola, rosa e rossa. La Montagnola ne conta ben 26 specie diverse, l'Amiata addirittura 37. L'orchidea è uno dei fiori più diffusi al mondo: ce ne sono in tutto 24 mila specie. Come mai ha fatto così tanto successo? "Grazie alle eccezionali doti di seduzione, alla irresistibile ma ingannevole forza ammaliatrice esercitata sugli insetti" spiega Barbara Anselmi. Il fiore ha una ottima strategia per l'impollinazione: imita alla perfezione la forma della femmina delle api o dei bombi, con tanto di peluria tipica, colore e odore. Gli insetti maschi sono catturati dal fascino di questa presunta femmina e vi si posano sopra per fecondarla (video in internet con le parole chiave "ophrys" e "insetto", n.d.r.). Questa amante ingannatrice è tanto attraente che gli insetti ingaggiano lotte furibonde per averla e perdono la testa a tal punto da trascurare addirittura le femmine vere. Pardon: è un po' come se un giovane preferisse fare all'amore con una bambola gonfiabile anziché con la fidanzata. L'orchidea ha sì tanti insetti "ammiratori" ma in questa stagione la concorrenza è note‐ 8

Botanica Il Monte Amiata - 2 - 2018 vole. Tutti i fiori fanno a gara per mettersi in mostra. Incontriamo per esempio il Giglio di S. Giovanni e il Giglio Martagone, di colore arancione e molto appariscenti. L'arancione è uno dei colori preferiti dalle farfalle. Perché ogni insetto ha i suoi colori prediletti. Le api per esempio amano il blu o il giallo: hanno uno spettro visibile spostato verso l'ultravioletto e non vedono il rosso. Le api vedono sui petali di diversi fiori anche dei disegni (a noi invisibili) che le guidano verso il nettare. Tanti insetti adorano i buoni profumi dei fiori. Ma altri, contenti loro, privilegiano invece le puzze. Come fanno per esempio le mosche ma anche i coleotteri e i gazzillori (si sa che i gazzillori hanno gusti gretti). E così alcuni fiori si adattano: ce ne sono alcuni che odorano di carne marcia, di pesce fradicio o di cadavere, come i parenti selvatici della calla (aracee, Aristolochia e altri). Nelle passeggiate primaverili si incontra anche la Belladonna, con il suo bel fiore violaceo a campanella. È chiamata volgarmente così perché in passato le donne più civettuole che volevano sfoggiare dei begli occhioni usavano l'estratto di questa pianta, che ha la proprietà di dilatare la pupilla. Per il medesimo scopo, ma in ambito medico, questo estratto viene usato anche oggi dagli oculisti. Per scopi meno nobili in passato veniva invece usato un altro fiore, fatto "a torre", giallo, alto circa un metro, che incontriamo nei nostri prati: si tratta del Tasso Barbasso, chiamato anche volgarmente "carta igienica dei pastori" per le sue foglie grandi e coperte da morbida peluria... Come gli insetti si nutrono del nettare dei fiori, anche gli uomini nei millenni si sono cibati di fiori. Ma si può farlo anche oggi. Qui da noi si trovano viole e primule, che sono ottime in insalata, e i fiori da tisana come la camomilla. Poi sono commestibili anche i fiori dell'aglio e la borragine, per non parlare, però in ambito di colture, dei fiori di zucca o dello zafferano. Andando verso l'estate, incontriamo infine il maestoso girasole, con il suo strabiliante movimento alla ricerca della luce. Che cosa lo fa ruotare? La crescita maggiore dei tessuti del gambo rivolti verso il sole imprime una torsione alla pianta, che presenterà al mattino seguente la parte del gambo meno sviluppato pronto a ricevere la luce solare. Conclusa l'apertura completa del fiore, il moto altalenante si ferma e la corolla resta orientata stabilmente a est. Insomma, per concludere, accanto ai nostri piedi quando camminiamo in campagna o nei boschi palpita una vita solo apparentemente "immobile", di cui i fiori sono i grandi protagonisti con la loro vivace e accattivante esistenza. Un patrimonio che merita di essere ammirato e rispettato, piuttosto che colto... La quantità di nettare presente in un fiore è spesso modesta perché, per la pianta, è importante che l’insetto, prima di saziarsi, visiti il maggior numero possibile di fiori: questo aumenta le possibilità di impollinazione 9