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9 months ago

Caro francesco, dovunque tu sia...VINCEREMO INSIEME!

La mia prima lettera al

La mia prima lettera al giornale: Gentile Andrea Pontini, sono Francesco Gallone, il ragazzo che sogna Edicola Parlata. Non voglio insistere su questo tema, perchè i martelli pneumatici di solito raggiungono l'effetto opposto. Però ci tengo a dire, anzi a scrivere, che oggi è un giorno speciale: oggi, un ragazzo di 19 anni, che non cammina e non legge, che non è ricco, né famoso, né dotato di super poteri, è stato ascoltato. Le assicuro, non è normale. Oggi è un giorno speciale. E allora... ne approfitto. Ne approfitto perchè vorrei che il suo giornale potesse chiedere risposte a chi non me ne ha mai avute. A questo scopo le allego il documento con l'elenco delle mie domande, naturalmente sempre in evoluzione :-) I punti sono tanti, ma in questo momento, ritengo che il numero 1) sia il più importante, almeno per me. (nel link che allego potrà capire meglio perchè è così importante per me). So che non potrà mai dare risposta agli 8 punti di cui le scrivo, ma si può cominciare con uno. E un punto dopo l'altro...si può scrivere di un mondo migliore. Non la conosco personalmente, ma sono sicuro che lei lo sa: le ingiustizie passate sotto silenzio valgono doppio. 16

Dai colleghi del Giornale: “Sai Andre, sono proprio contento della mia vita, penso di essere fortunato. Certo, in questo periodo il Padre Eterno mi sta mettendo un po’ alla prova ma sono proprio fortunato” Queste parole mi hai detto poche settimane fa e ridevi e mi tenevi la mano. Tu a me. C’è tutto Francesco in quelle parole, in quel modo brillante di ridere e in quella mano che tiene la mia. Sono un po’ arrabbiato: non doveva andare così. Sono molto felice: perché sei arrivato nella mia vita e nella vita di tanti a me cari che ti hanno incontrato. Sei arrivato per restarci". Andrea Pontini "Io sono molto fortunato". Lo diceva sempre Francesco. Fortunato perché la sua malattia gli aveva dato occhi diversi con cui guardare il mondo. Erano occhi miopi, protetti da spesse lenti, ma vedevano meglio dei miei: vedevano il cuore di chi gli stava davanti. E lo toccavano, forse a volte senza accorgersene. Anche io sono molto fortunata perché quei suoi occhi color nocciola mi continuano a cercare e... a sorridere. Laura "We Domè! Spesso ti facevi vivo con un messaggio vocale in cui non mancavi mai di sfottermi per le mie origini terrone. Eri un cazzone testardo. Ogni volta che mi proponevi di scrivere un articolo per il tuo blog assumevi le sembianze di un martello pneumatico. "Dobbiamo indagare sullo stadio San Siro perché i posti per disabili non sono a norma"; "Ohi Domè, nei cinemal'accesso è fuorilegge"; "Facciamo vedere alla gente come sono le metropolitane".Continua a sfrecciare su quella che tu chiamavi "la mia sedia a 4 ruote da cui posso vedere il mondo da una prospettiva privilegiata". Io riascolterò quei messaggi vocali su WhatsApp quando avrò voglia di sorridere". Domenico 17

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