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Magazine Avventista N°15 - MAGGIO / GIUGNO 2018

3 - Interview Jean-Luc Rolland, una missione di insegnamento e di ricerca al servizio della vita pastorale 5 - Dossier Quaranta giorni di preghiera, la sfida! 6 - La preghiera, 5 promesse di intervento divino 9 - Focus End it now - No alla violenza! 10 - Salute Una mente disposta a glorificare Dio 11 - Testimonianza Philippe Monnard - Dalle ricche banche svizzere al campus avventista di Collonges-sous-Salève 13 - A presto / Libretto rosa Giornale bimestrale della Federazione avventista della Svizzera Romanda e del Ticino (FSRT) © FSRT - Tutti i diritti sono riservati in tutti i paesi. N° ISSN 2571-6859 N°15 /Maggio-Giugno 2018 Rivista gratuita - Stampato in Germania

3 - Interview Jean-Luc Rolland, una missione di insegnamento e di ricerca al servizio della vita pastorale
5 - Dossier Quaranta giorni di preghiera, la sfida!
6 - La preghiera, 5 promesse di intervento divino
9 - Focus End it now - No alla violenza!
10 - Salute Una mente disposta a glorificare Dio
11 - Testimonianza Philippe Monnard - Dalle ricche banche svizzere al campus avventista di Collonges-sous-Salève
13 - A presto / Libretto rosa

Giornale bimestrale della Federazione avventista della Svizzera Romanda e del Ticino (FSRT)
© FSRT - Tutti i diritti sono riservati in tutti i paesi. N° ISSN 2571-6859 N°15 /Maggio-Giugno 2018
Rivista gratuita - Stampato in Germania

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MAGAZINE AVVENTISTA GIORNALE BIMESTRALE DELLA FEDERAZIONE AVVENTISTA DELLA SVIZZERA ROMANDA E DEL TICINO - <strong>N°15</strong> - <strong>MAGGIO</strong> / <strong>GIUGNO</strong> <strong>2018</strong><br />

DOSSIER<br />

QUARANTA GIORNI DI PREGHIERA,<br />

LA SFIDA!<br />

TESTIMONIANZA<br />

PHILIPPE MONNARD<br />

Dalle ricche banche svizzere al campus avventista<br />

di Collonges-sous-Salève<br />

INTERVISTA<br />

JEAN-LUC ROLLAND<br />

Una missione di insegnamento e di ricerca<br />

al servizio della vita pastorale<br />

N° ISSN 2571-6859


Come trascorrono le vostre giornate? Se siete cristiani, è molto probabile<br />

che la preghiera faccia parte della vostra routine quotidiana.<br />

Che duri tanto o poco, che sia diversa ogni mattina o che si ripeta,<br />

che sia messa per iscritto o pronunciata a voce, che sia espressa al<br />

mattino o prima dei pasti, che la facciate da soli o in famiglia, che<br />

sia d'intercessione o più personale, fatta nell'intimità della propria<br />

camera o in metro... non esiste un'unica tipologia di preghiera, un<br />

solo modo di pregare, anche se Gesù ci ha lasciato un modello da<br />

seguire (Matteo 6:9-13).<br />

Bisognerebbe invece chiedersi se notate una differenza tra i giorni<br />

in cui pregate e quelli in cui non lo fate. Detto altrimenti, pensate<br />

che la preghiera abbia un impatto visibile nella vostra vita? Ci sono<br />

delle differenze quando vi trovate ad affrontare i problemi con la<br />

preghiera?<br />

Questa azione così fondamentale nella vita di un cristiano può<br />

diventare una routine, un'abitudine, ma anche un fardello, un peso.<br />

Chi non si è mai trovato a distogliere lo sguardo quando, alla fine<br />

di una riunione o di un momento di chiesa, si cercava un volontario<br />

per pregare? Eppure la Bibbia è estremamente chiara quando dice<br />

che la preghiera è una maniera di comunicare con Dio che dobbiamo<br />

utilizzare continuamente. Per di più questo invito è spesso<br />

associato alla promessa di una vittoria, di una guarigione, di una<br />

liberazione, di grandi benedizioni.<br />

Se, per i più scettici, bisognasse dimostrare ancora una volta la potenza<br />

della preghiera la scienza ha condotto alcune indagini. Anche<br />

se ancora poco numerose, sono state fatte delle ricerche sugli effetti<br />

della preghiera sull'uomo; i risultati hanno dimostrato non solo un<br />

benessere psicologico, che potremmo considerare un po' come un<br />

effetto placebo; le conclusioni scientifiche sono state anche altre!<br />

Innanzitutto la preghiera ha delle conseguenze positive osservabili<br />

e misurabili a livello della salute. Inoltre la comprensione scientifica<br />

non riesce a spiegarsi i meccanismi che determinano questi effetti,<br />

quasi fossero sovrannaturali!<br />

Testate o rivedete il vostro principio di preghiera: non avete poi<br />

tanto da perdere ma avete tantissimo da guadagnare.<br />

Il dossier di questo numero (p. 5)<br />

potrebbe aiutarvi a farvi partire!<br />

Interview Jean-Luc Rolland, una missione di<br />

insegnamento e di ricerca al servizio della vita<br />

pastorale<br />

Dossier Quaranta giorni di preghiera, la sfida!<br />

La preghiera, 5 promesse di intervento divino<br />

Focus End it now - No alla violenza!<br />

Salute Una mente disposta a glorificare Dio<br />

Testimonianza Philippe Monnard - Dalle ricche<br />

banche svizzere al campus avventista di<br />

Collonges-sous-Salève<br />

A presto<br />

Libretto rosa<br />

Versione francese<br />

Giornale bimestrale della Federazione avventista della Svizzera<br />

Romanda e del Ticino (FSRT)<br />

© FSRT - Tutti i diritti sono riservati in tutti i paesi. N° ISSN 2571-6859<br />

<strong>N°15</strong> /Maggio-Giugno <strong>2018</strong><br />

Rivista gratuita - Stampato in Germania<br />

Caporedattore: Rickson Nobre - Editore: Dipartimento delle Comunicazioni<br />

FSRT - Redazione a cura di: Pierrick Avelin, Eunice Goi, Yolande<br />

Grezet, David Jennah, Rickson Nobre - Impaginazione e grafica:<br />

Eunice Goi - Redattori: Michel Burnier, Eunice Goi, Claudia Nobre,<br />

Rickson Nobre, Dr Jorge Pamplona, Anne-Catherine Soler - Collaboratori:<br />

Fabricia Bongard, Philippe Monnard, Gustavo Pales, Jean-Luc<br />

Rolland - Traduttore: Serena Zagara, Tiziana Cala - Correzione a cura<br />

di: Odette Cordas, Valérie Lefebvre, Geneviève Montégut.<br />

Photo credit<br />

Copertina, pagine 2, 5, 6, 7, 8, 10: Adobe PhotoStock - pagine 3,4:<br />

Jean-Luc Rolland - pagine 11, 12: Philippe Monnard - pagina 13: Le<br />

famiglie.<br />

La responsabilità degli articoli firmati pubblicati su ADVENTISTE MAGAZINE<br />

è dei singoli autori.<br />

Eunice Goi<br />

Assistente di comunicazione<br />

FSRT<br />

RICETTA<br />

MIELE DI DENTE DI LEONE<br />

Ingrédienti<br />

- 600 gr di fiori di dente di leone<br />

- 1 limone<br />

- 1 arancia<br />

- 750 ml d'acqua<br />

- 500 gr di zucchero<br />

- mezzo baccello di vaniglia<br />

Una ricetta di<br />

Claudia Nobre<br />

disponibile in su livro<br />

« Receitas Vegetarianas » Vol 1.<br />

1. Raccogliete 600 gr di fiori di denti di leone (freschi).<br />

Lavate i fiori.<br />

2. Tagliate il limone e l'arancia a fette.<br />

3. In una grande pentola versate i 500 ml d'acqua e<br />

aggiungete i fiori insieme alle fette di limone e arancia.<br />

4. Portate a ebollizione, coprite con un coperchio e spegnete<br />

il fuoco. Lasciate raffreddare per circa 20 minuti.<br />

Filtrate il composto.<br />

5. Tagliate la bacca di vaniglia e aggiungetela allo zucchero.<br />

Versate il composto filtrato in una pentola aggiungendovi<br />

i 500 gr di zucchero. Cucinate il tutto a fuoco lento<br />

per un'ora.<br />

Per sapere se il miele è pronto, mettete qualche goccia<br />

del composto in un piatto e guardate se il miele è perlato.<br />

Se la risposta è sì, allora il miele è pronto; in caso contrario<br />

deve cucinare ancora un po'.


INTERVISTA<br />

> JEAN-LUC ROLLAND, UNA MISSIONE DI INSEGNAMENTO E DI RICERCA<br />

AL SERVIZIO DELLA VITA PASTORALE<br />

Intervista a cura di <strong>Magazine</strong> <strong>Avventista</strong><br />

Abbiamo incontrato<br />

il pastore<br />

Jean-Luc Rolland,<br />

professore presso<br />

la facoltà di teologia,<br />

dove insegna<br />

storia contemporanea<br />

e teologia pratica. È<br />

anche direttore del centro di ricerca<br />

Ellen White dal 2002, anno della sua<br />

fondazione.<br />

Hai lavorato nel ministero pastorale per<br />

17 anni. Ciononostante, ti piace dire che<br />

la ricerca e l’insegnamento a cui dedichi<br />

il tuo tempo professionale sono molto simili<br />

a quello che è la vita pastorale.<br />

È bene evidenziato; è per me una gioia profonda.<br />

Vegliare a che delle persone siano<br />

felici lamentandosi di Dio, principalmente<br />

attraverso le parole e l’atteggiamento del<br />

Cristo descritto nel Vangelo, resta per me<br />

l'esperienza più bella che un essere umano<br />

possa vivere<br />

In questo senso, quando insegno, faccio<br />

una conferenza, predico, visito delle persone<br />

durante i miei spostamenti e accolgo<br />

gli ospiti del centro di ricerca Ellen White,<br />

mi sento un pastore come quando lo era<br />

nella Federazione sud della Francia. In un<br />

certo senso, sono uno dei pastori della federazione<br />

sud in missione l’insegnamento<br />

e nella ricerca.<br />

In che modo i corsi che dai sono relazionati<br />

alla vita pastorale?<br />

Il corso di spiritualità cristiana aiuta i futuri<br />

pastori, uomini e donne, a non fare un copia<br />

e incolla della meditazione ma a personalizzare<br />

il loro raccoglimento e a vivere<br />

un’esperienza di vita spirituale potente.<br />

Non si vuole imitare, ma vivere in presenza<br />

di Dio così come siamo. Questo corso permette<br />

agli studenti di aprirsi alla diversità<br />

e alla ricchezza delle persone che incontrano<br />

dentro e fuori dalla Chiesa. Questo<br />

approccio si ritrova anche nel corso di liturgia,<br />

che vuole far apprezzare la ricchezza e<br />

la diversità della liturgia cristiana, e favorire<br />

la creatività. Molte comunità avventiste<br />

non riescono a sbarazzarsi di alcune forme<br />

che spesso sono standardizzate. E questo<br />

vale sia per le liturgie conservatrici che per<br />

quelle moderne.<br />

La relazione tra l’attività pastorale e l'insegnamento<br />

è quindi più evidente nei<br />

corsi di teologia pratica, e forse meno<br />

evidenti in quelli di storia. Questa disciplina<br />

è utile ai futuri pastori?<br />

Assolutamente sì! Oggi è indispensabile. E<br />

non è sempre facile, ci vogliono degli sforzi.<br />

Innanzitutto perché non tutti hanno un<br />

interesse nello studio delle fonti, che per<br />

alcuni sono troppo antiche. La storia non<br />

è solo lo studio del passato, ma riguarda<br />

anche il nostro mondo contemporaneo. Ed<br />

è proprio questo che ho voluto dimostrare<br />

nelle recenti pubblicazioni sulle origini del<br />

movimento puritano, in un articolo della<br />

rivista Servir.<br />

Secondo te, questa corrente di pensiero<br />

può avere un impatto sulla Chiesa avventista<br />

di oggi?<br />

Non ne parlo nel mio articolo. Tratta in<br />

modo più specifico la storia di altre correnti<br />

protestanti e l’attualità politica degli USA.<br />

Questo studio permette di capire meglio<br />

lo sguardo avventista, che considero assolutamente<br />

legittimo, nel trovare una nazione<br />

che vuole considerarsi come il popolo<br />

eletto, chiamato da Dio a una missione<br />

provvidenziale e universale. Detto in termini<br />

avventisti, spesso utilizzati dai puritani,<br />

una specie di nazione del rimanente.<br />

La storia permette di capire meglio il<br />

mondo e le correnti religiose di oggi,<br />

e aiuta nella scelta della Chiesa a cui si<br />

vuole appartenere.<br />

Sì, sicuramente. Credo che molti avventisti<br />

non conoscono le origini della loro<br />

comunità. Questa ignoranza, spesso involontaria,<br />

li espone a delle interpretazioni<br />

e ricostruzioni di un passato attraverso<br />

delle rappresentazioni romantiche, a volte<br />

addirittura idilliache. Se è vero che sono<br />

successe delle cose magnifiche, che sono<br />

state elaborate delle belle convinzioni, la<br />

nostra storia non è stata uniforme, scorrevole<br />

e completamente esemplare. Ciononostante,<br />

è edificante, perché anche i<br />

momenti più bui sono stati chiariti, e hanno<br />

aiutato a vivere meglio la nostra fede<br />

all’inizio del XXI secolo.<br />

Puoi farci un esempio di un avvenimento<br />

inesplorato o di una fonte sconosciuta<br />

dal grande pubblico avventista che sia<br />

capace di alimentare la nostra riflessione?<br />

L’attualità non smette di mostrarci la sfida<br />

che tutti vivono nella fede senza eccessi<br />

né radicalizzazione. In fondo, è ciò che ci<br />

viene ricordato In modo meraviglioso nel<br />

libro dell'Ecclesiaste. L'autore invita a non<br />

chiedersi in cosa i tempi antichi sono stati<br />

migliori del nostro presente. “Non è la<br />

saggezza che ti fa fare questa domanda"<br />

dice l’autore. Qualche versetto più avanti<br />

afferma si aver visto tutto, incluso un<br />

uomo giusto che si perde per un eccesso<br />

di giustizia. Di conseguenza, raccomanda<br />

al lettore “non siate troppo giusti” (Ecclesiaste<br />

7.16). Il termine originale che la<br />

maggior parte delle versioni francese traduce<br />

con “troppo, in eccesso” significa<br />

anche “abbondanza, moltiplicazione delle<br />

cose eccellenti". Può anche evocare delle<br />

benedizioni divine. Essere giusti, ma oltre<br />

la ragione. È possibile essere avventisti, ma<br />

esageratamente? Essere avventisti e perdersi<br />

per eccesso di avventismo? “perché<br />

ti distruggi?” continua il testo. Una lettera<br />

di William Miller mi viene in mente, nella<br />

quale esprime il suo dolore nel vedere<br />

i suoi collaboratori, tentati dall’accesso,<br />

diventare intransigenti e chiusi alla differenza<br />

d'opinione. È così che una specie di<br />

intolleranza avventista e di radicalizzazione<br />

prende forma. Ovviamente non c'è niente<br />

di specificamente avventista, ma questa<br />

patologia può influenzare ogni pensiero,<br />

ogni convinzione, religiosa o no. Ecco perché<br />

Miller reagì vigorosamente. Non credo<br />

che il suo insegnamento sia stato preso abbastanza<br />

sul serio.<br />

Quali sono le parole di Miller per dirlo?<br />

Le sue parole, dirette a Joshua Himes all'inizio<br />

del 1845, sono sorprendentemente attuali:<br />

“ dobbiamo incoraggiare la diversità<br />

d'opinione. Questa diversità fu il timore<br />

dei grandi uomini e dei corpi religiosi. Per<br />

questo sono stati creati dei credo, dei vescovi<br />

e dei papi. È necessario o garantire ai<br />

nostri fratelli e sorelle la libertà di pensiero,<br />

di opinione e di parola, o ricorrere ai<br />

credo, agli enunciati dottrinali, ai vescovi<br />

e ai papi. Non vedo nessuna alternativa.<br />

[…] Abbiamo rimproverato ad alcune correnti<br />

religiose e alle chiese dj aver chiuso<br />

gli occhi, le orecchie, le porte, il pulpito e<br />

gli editori alla luce. Vuoi somigliare a loro?<br />

No, che Dio ce ne salvi! Meglio soffrire di<br />

abuso di libertà che di catene di tirannia".<br />

Queste parole sembrano profetiche, no?<br />

Sono assolutamente d'accordo. Profetiche<br />

non tanto nel senso biblico del termine<br />

quanto nell'accezione popolare che paradossalmente<br />

banalizza l'idea di profetismo<br />

dandogli un significato di un'altra dimensione.<br />

Cosa vuoi dire?<br />

Come molte parole d’origine straniera e<br />

diversamente dalle parole che vengono effettivamente<br />

tradotte, i termini collegati al<br />

profetismo (profezia, profetizzare, profeta)<br />

non sono delle vere traduzioni, ma delle<br />

traslitterazioni. Queste parole conservano<br />

la quasi totalità della risonanza iniziale<br />

(propheteia, prophetes) a cui con il tempo<br />

verrà associata una pronuncia latina e poi<br />

francese. Il problema di questo linguaggio<br />

è che oggi non è più inteso nel senso<br />

originale. È quindi difficile per molti dei<br />

nostri contemporanei, così come per alcuni<br />

membri di Chiesa, dissociare la profezia<br />

dall'idea di previsione, anticipazione, prospettiva.<br />

Il profeta in questo caso sarebbe<br />

un essere capace, attraverso la rivelazione,<br />

di predire il futuro. L'accento è quindi<br />

messo sul “pre" piuttosto che sul “dire".<br />

Questo profetismo esiste negli scritto biblico<br />

ma è molto più raro di quello che pensiamo.<br />

Tutto quello che la Bibbia qualifica<br />

come profezia non è relazionato con la predizione,<br />

al contrario.<br />

In che senso si può dire che il pensiero di<br />

Miller appena visto sia profetico?<br />

Lo è a livello massimo. La qualità principale<br />

della parola profetica è quella di<br />

essere una parola detta con uno scopo,<br />

apposta, che ci lega a Dio e ci alimenta.<br />

Questa parola di distingue per un'impressionante<br />

pertinenza. Risponde ai bisogni di<br />

chi ascolta e legge . Il profeta è all’ascolto<br />

delle necessità, dell’urgenza e risponde<br />

con un atteggiamento e parole appropriati.<br />

Può discernere ma non come un indovino,<br />

non come un predicatore, perché<br />

tutto ciò non caratterizza essenzialmente il<br />

dire profetico. Infine, il profetismo biblico<br />

è spesso sovversivo: non tanto allo scopo<br />

di sconfessare il comportamento o l'eterodossia<br />

dell'individuo o della comunità<br />

umana estranei, ma per chiamare i fratelli e<br />

sorelle dal suo luogo d’origine a più fede,<br />

umanità, empatia, servizio, equità, giustizia,<br />

rispetto, accoglienza dei vulnerabili e<br />

degli emarginati.<br />

Miller parla di tirannia: non è una parola<br />

troppo forte? In fondo sta Parlando del<br />

suo stesso movimento. Sembra sofferente<br />

nel vedere tra i fratelli e sorelle che<br />

l'hanno ascoltato una minaccia di violenza<br />

. È per questo?<br />

Miller è intelligente e chiaroveggente. La<br />

sua lucidità è interpellante. Di lui si ricordano<br />

gli sforzi e le ricerche per stabilire la<br />

data del ritorno di Cristo e ovviamente il<br />

fallimento dei suoi calcoli. È un peccato<br />

perché questa sua opinione che abbiamo<br />

visto dovrebbe essere più conosciuta.<br />

In cosa ti senti chiamato in causa?<br />

Viviamo in un mondo di grande violenza.<br />

Non è una novità, ma la particolarità di<br />

alcune violenze ci può far riflettere. Soprattutto<br />

quando la violenza è legata al<br />

fanatismo di qualunque genere e non necessariamente<br />

religioso. La violenza a cui<br />

fa riferimento Miller, o la tirannia per usare<br />

le sue parole, lo preoccupa molto. È preoccuperà<br />

anche la sua auditrice Elllen White.<br />

Questa violenza, l'avventismo lo vedrà venire<br />

spesso, e forse anche troppo, da fuori.<br />

Miller è consapevole e dimostra a che punto<br />

la gente di fuori della Chiesa ha contribuito<br />

alla diffusione del Vangelo. Tuttavia,<br />

è una riflessione piuttosto insolita, Miller<br />

aiuta a rendersi conto che la violenza non<br />

viene solo da fuori, ma bisogna aspettarselo<br />

anche dall'interno del movimento che lui<br />

stesso aveva suscitato. Gli sarebbe piaciuto<br />

vedervi della libertà d’opinione. Ai suoi<br />

occhi, non accettare la diversità dei punti<br />

di vista, non promuovere lo scambio d'opinione<br />

significa essere parte di ciò che si<br />

condanna. È essere parte della tirannia che<br />

si denuncia. Se la storia del cristianesimo<br />

mostra forza di fronte alla violenza e alla<br />

pretesa spirituale, questo atteggiamento<br />

non si presenta solo in un specifico. E l’attualità<br />

dell’inizio del XXI secolo gli da completamente<br />

ragione. L'ideale a cui ci invita<br />

Miller nel prendere in considerazione e di<br />

incoraggiare la diversità in una comunità<br />

come la sua favorendo un’unità a scapito<br />

della varietà ed eterogeneità , è un ideale<br />

molto nobile e una dura sfida. Credo che<br />

la libertà a cui ci invita il suo collaboratore<br />

Joshua Himes permette a ogni comunità di<br />

progredire: è solo in questa libertà che può<br />

respirare, crescere, sviluppare e durare.<br />

Ellen White usa diverse molte un linguaggio<br />

molto simile a quello di Miller. Così<br />

per esempio quando lei scrivere a Georges<br />

Butler, presidente della conferenza generale<br />

in cui lavorava in Europa. Secondo<br />

Bâle, Ellen White cercava di fargli capire<br />

che “se commettiamo degli errori, ci troviamo<br />

dal lato della misericordia e non della<br />

condanna e dell’intransigenza”. Questo<br />

tipo di pensiero Ellen White lo deve a William<br />

Miller che è il primo a parlarne. Delle<br />

parole che respirano il Vangelo, riempiono<br />

la mente di benevolenza che, in qualsiasi<br />

contesto, rappresentano una volontà di<br />

privilegiare l'umano, a scapito della regola,<br />

della tradizione e dei preconcetti.<br />

PER RISPONDERE ALL'ARTICOLO<br />

contact@adventistemagazine.com<br />

3<br />

4


DOSSIER<br />

QUARANTA GIORNI<br />

DI PREGHIERA,<br />

LA SFIDA!<br />

Che cosa sareste disposti a fare per trovare<br />

la vostra anima gemella? Cambiare look,<br />

acconciatura, stile di abbigliamento per<br />

piacere di più, frequentare nuovi posti<br />

per incontrare più persone o addirittura<br />

iscrivervi a un sito d'incontri? Questi passi<br />

sono tutti molto validi ma la cosa fondamentale<br />

resta comunque la qualità dell'incontro<br />

vero e proprio. Queste "strategie<br />

di marketing personali" fanno parte del<br />

gioco ma, presto o tardi, finiremo per conoscere<br />

la vera persona che abbiamo di<br />

fronte.<br />

Ammetto di non essere stato un bravo seduttore,<br />

non era una cosa che mi riusciva<br />

bene. Mi sentivo così incompetente ed<br />

essendomi convertito da poco, ho voluto<br />

lanciare una sfida al Signore. Era la fine<br />

dell'anno scolastico dell'università e ho<br />

chiesto al Signore di farmi trovare la mia<br />

futura moglie tra i nuovi studenti dell'anno<br />

successivo. Tutto qui, ma ci credevo.<br />

Quasi 5 mesi dopo, durante il primo<br />

giorno di lezioni, ho visto questa biondina<br />

che era in fila per iscriversi alla mia<br />

stessa facoltà. Sembrava irraggiungibile...<br />

così bella e proveniente da un mondo totalmente<br />

diverso dal mio. Durante tutto<br />

l'anno scolastico l'ho salutata raramente,<br />

un paio di volte al massimo. Corteggiata<br />

dagli studenti più ambiti della facoltà, non<br />

sapeva nemmeno della mia esistenza.<br />

La risposta alla mia preghiera sembrava<br />

sempre più improbabile. Ma "per caso"<br />

siamo stati accomunati dalla stessa voglia<br />

di essere missionari all'estero.<br />

E così, dopo aver risposto entrambi alla<br />

chiamata che ci invitava a partire come<br />

missionari, ci siamo trovati al servizio della<br />

Chiesa in Africa, nello stesso paese e<br />

questa volta senza avere praticamente<br />

altri "concorrenti"; ho avuto così l'opportunità<br />

di avvicinarmi e di costruire con lei<br />

un'amicizia. Condividiamo la nostra vita<br />

ormai da 18 anni, che il Signore ha ulteriormente<br />

arricchito donandoci due figli<br />

meravigliosi. Però non dimentico che il<br />

difficile, se non addirittura l'impossibile, si<br />

è trasformato in realtà proprio grazie alla<br />

preghiera.<br />

Avevo 18 anni quando mi sono convertito<br />

e, ho subito capito che la preghiera può<br />

fare la differenza. Dirò addirittura che Dio<br />

ama essere sfidato attraverso la preghiera.<br />

Non sfido Dio regolarmente, ma in alcuni<br />

momenti cruciali della mia vita e del<br />

mio ministero mi piace vedere la Sua presenza<br />

concreta, quando "osiamo" fidarci<br />

completamente di Lui.<br />

Come pastore posso predicare, invitare,<br />

incitare, stimolare, ma i membri non vivranno<br />

niente di sconvolgente nella propria<br />

vita spirituale se non compieranno il<br />

salto della preghiera, di una relazione personale<br />

con Dio. Mi piace particolarmente<br />

l'evangelizzazione e ho partecipato a diversi<br />

progetti di evangelizzazione, dai più<br />

classici a quelli più innovativi. Ma vedo un<br />

impatto diverso nelle persone grazie alla<br />

potenza motrice della preghiera, motore<br />

di ogni iniziativa evangelistica.<br />

Forse allora lo strumento più potente per<br />

portare le persone a Cristo è proprio la<br />

testimonianza del potere della trasformazione<br />

che il Signore ha operato nelle<br />

nostre vite. Le statistiche raccolte in alcuni<br />

stati laici mostrano che i non credenti si<br />

aspettano che la chiesa, ovvero i cristiani,<br />

assomigli di più a Colui che adorano,<br />

ovvero a Dio. Questo ci spinge automaticamente<br />

a rimetterci in discussione; le<br />

persone che ci circondano vedono che<br />

con Dio viviamo grandi cose?<br />

Sono il primo a dire che bisogna evangelizzare<br />

ma anche se qualcuno accettasse<br />

l'invito di andare in chiesa, non sono sicuro<br />

che vi troverà necessariamente la<br />

messa in pratica della teoria<br />

che predichiamo. E se invece<br />

stessimo continuando a mancare<br />

il bersaglio?<br />

40 giorni per vivere un'esperienza<br />

con Dio, sia personale<br />

che in chiesa<br />

Conosciamo tantissimi programmi<br />

di preghiera o di<br />

risveglio per la chiesa. Ma<br />

ce n'è uno che ha sempre<br />

avuto un forte impatto sulle comunità che<br />

ho servito come pastore. Non tanto per<br />

i consigli "tecnici", ma per la proposta,<br />

ovvero quella di pregare per 40 giorni,<br />

sfidando Dio a livello personale e in favore<br />

di 5 persone ben precise. Vivere una<br />

"lotta" spirituale con Dio per chiederGli<br />

la benedizione di quelle sei persone, ovvero<br />

voi stessi e le altre cinque a cui avete<br />

pensato.<br />

E perché non trenta giorni o cinquanta,<br />

invece di quaranta? Che bisogno c'è di<br />

essere così precisi? Nella Bibbia anche<br />

i numeri hanno un significato ben preciso.<br />

Prendiamo il numero 7, ad esempio;<br />

ci sono 7 giorni per arrivare al sabato, il<br />

giorno di riposo, che segna la fine della<br />

settimana, lo stesso numero che troviamo<br />

nella nostra denominazione "avventisti<br />

del 7° giorno", simbolo dell'alleanza con<br />

il Signore.<br />

Anche il numero 40 appare a più riprese<br />

nella Bibbia. È simbolo regolare di un<br />

periodo di cambiamento e di trasformazione,<br />

come negli esempi seguenti:<br />

• La vita di Noè e della sua famiglia è<br />

stata trasformata dai 40 giorni di pioggia<br />

(il diluvio) Genesi 7:12<br />

• La vita di Mosè è stata trasformata<br />

dai 40 giorni passati sul monte Sinai<br />

Esodo 24:18<br />

• Giosuè e Caleb sono stati trasformati<br />

dopo i 40 giorni trascorsi nella Terra<br />

Promessa Numeri 13:25<br />

• Davide è stato trasformato dalla sfida<br />

lanciata da Golia, proferita per 40<br />

giorni 1 Samuele 17:16<br />

• Elia è stato trasformato quando Dio<br />

l'ha sostenuto per 40 giorni 1 Re 19:8<br />

• Gesù è stato guidato dallo Spirito<br />

Santo e fortificato durante i 40 giorni<br />

nel deserto Matteo 4:2<br />

• I discepoli sono stati trasformati durante<br />

i 40 giorni con Gesù dopo la<br />

sua risurrezione Atti 1:3<br />

Il percorso dei 40 giorni di preghiera proposto<br />

dalla Chiesa si svolge così: dopo<br />

aver fatto un appello ai membri di chiesa,<br />

invitandoli a partecipare, viene distribuito<br />

un libricino contenente quaranta meditazioni,<br />

in modo che ognuno possa leggerle<br />

come piccole meditazioni<br />

quotidiane. Ci sarà anche<br />

una cartolina con un riquadro<br />

apposito per scrivere la<br />

sfida che vogliamo lanciare<br />

a Dio e cinque righe vuote<br />

da riempire con i nomi delle<br />

persone per cui vogliamo<br />

pregare. Prima di cominciare<br />

il programma dei 40 giorni, i<br />

membri sono invitati a scrivere<br />

i nomi senza avvisare le<br />

persone in questione. Continueranno<br />

a pregare per loro<br />

durante tutti i giorni; possiamo inserire<br />

anche delle situazioni che ci sembrano<br />

troppo difficili o addirittura impossibili.<br />

Ogni giorno, di solito la mattina appena<br />

svegli, si legge la meditazione nell'intimità<br />

della propria casa. È poi possibile<br />

commentarle attraverso i social network<br />

della Chiesa o anche durante il momento<br />

dedicato alle testimonianze creato ad<br />

hoc per questa esperienza. Ma la cosa<br />

più importante resta sfidare Dio nella<br />

preghiera, ricercando la Sua volontà nella<br />

propria vita, così come per i nomi scritti.<br />

Ecco il "segreto" di questa esperienza:<br />

più si prega per gli altri, più le benedizioni<br />

ricadono su di noi; richiedendo la benedizione<br />

del Signore per gli altri, io stesso<br />

finirò per godere della stessa grazia.<br />

La preghiera<br />

5 promesse<br />

di intervento<br />

divino<br />

Se il mio popolo, sul quale è invocato<br />

il mio nome, si umilia,<br />

prega, cerca la mia faccia e torna<br />

indietro dalle sue vie malvagie,<br />

io ascolterò dal ciclo, perdonerò<br />

il suo peccato e guarirò<br />

il suo paese.<br />

2 Cronache 7.14<br />

Io t'invoco, o Dio, perché tu mi<br />

esaudisci, tendi il tuo orecchio<br />

verso di me, ascolta le mie<br />

parole.<br />

Salmi 17.6<br />

L’Eterno è presso a tutti quelli<br />

che lo invocano, a tutti quelli<br />

che lo invocano in verità.<br />

Salmi 145.18<br />

Mi invocherete e verrete a pregarmi,<br />

e io vi esaudirò.<br />

Geremia 29.12<br />

Non siate in ansietà per cosa<br />

alcuna, ma in ogni cosa le vostre<br />

richieste siano rese note a<br />

Dio mediante preghiera e supplica,<br />

con ringraziamento.<br />

Filippesi 4.6<br />

6


E succedono dei veri e propri miracoli<br />

di trasformazione! L'ultima volta che ho<br />

vissuto questa esperienza, ho assistito a<br />

cose straordinarie. Una famiglia che da<br />

mesi non frequentava più la chiesa, arrabbiata<br />

con alcuni membri della comunità,<br />

si è presentata all'improvviso in chiesa.<br />

Un ragazzo che si era avvicinato da alcuni<br />

mesi alla nostra comunità ha deciso di<br />

smettere di fumare e di prepararsi al battesimo.<br />

Una ragazza della chiesa, che preferiva<br />

restare sempre in disparte, ha deciso<br />

di impegnarsi attivamente per la prima<br />

volta. Un padre di famiglia che da alcuni<br />

mesi non aveva più un lavoro, ha ottenuto<br />

un contratto. Un membro ammalato che<br />

non riusciva più a venire in chiesa, è ritornato<br />

con tutta la sua famiglia. Quindi sì,<br />

ne sono successe di cose, cose bellissime.<br />

Ma poi ci sono anche le preghiere che, almeno<br />

in apparenza, non hanno ottenuto<br />

risposta.<br />

Alla fine dei 40 giorni, la comunità si<br />

riunisce per celebrare una Santa Cena,<br />

per condividere le testimonianze delle<br />

esperienze vissute con il Signore e infine<br />

ognuno è invitato a scrivere, andare a<br />

trovare o chiamare le persone per cui ha<br />

pregato durante il progetto.<br />

Ogni volta che sfidiamo Dio in preghiera,<br />

Lui ci ascolta. Ed è bellissimo sapere<br />

come tantissime altre persone abbiano<br />

potuto sperimentare questa cosa proprio<br />

in prima persona.<br />

Come pregare?<br />

La preghiera può essere fatta e vissuta in<br />

un corridoio d'ospedale, al volante della<br />

propria macchina, in classe, in ufficio, in<br />

coda alla banca... la Bibbia però ci propone<br />

un luogo privilegiato per vivere questo<br />

momento, quello dell'intimità della solitudine<br />

umana connesso comunque nella relazione<br />

con il proprio Creatore. Un faccia<br />

a faccia con Dio e nessun altro. Potrebbe<br />

essere in natura, nella propria stanza. Personalmente,<br />

quando immagino Gesù che<br />

la mattina si inginocchia nella natura per<br />

pregare per me, anch'io ho voglia di fare<br />

lo stesso (Marco 1:35).<br />

Leggendo la Bibbia ci sono dieci principi<br />

che vengono messi in luce, a dimostrazione<br />

di come la preghiera abbia un impatto<br />

in coloro che vogliono vivere più<br />

profondamente questa relazione con Dio:<br />

1/<br />

Pregare equivale ad aprire il proprio cuore<br />

a Dio, come lo faremmo con il nostro amico<br />

più caro. Senza questa relazione profonda,<br />

non avremo nessuna possibilità in<br />

questa vita di vivere la felicità. Come dice<br />

un detto arabo "Si può vivere senza fratelli,<br />

ma non senza amici". La prima chiave della<br />

vita spirituale è quella di trovare in Gesù il<br />

proprio migliore amico. E questo avviene<br />

in maniera decisiva con la preghiera.<br />

2/<br />

La cosa si fa difficile: scarichiamo tutte le<br />

nostre preoccupazioni su Dio, attraverso<br />

la preghiera. Siamo i nostri più grandi nemici.<br />

Spesso ci sentiamo spinti a dimostrare<br />

che siamo forti o indipendenti e ci<br />

assumiamo l'incarico impossibile di risolvere<br />

i problemi facendo unicamente affidamento<br />

alle nostre forze, ai nostri schemi<br />

e tattiche. Tutto questo non serve a nulla.<br />

Le nostre più grandi vittorie spirituali<br />

avvengono quando permettiamo a Dio di<br />

prendere veramente il controllo della nostra<br />

esistenza.<br />

3/<br />

Se Gesù ha avuto bisogno di pregare, a<br />

maggior ragione ce l'ho io. È rivelatore il<br />

fatto che anche il Figlio di Dio, il Creatore<br />

di tutto, si sia inchinato davanti al padre<br />

per chiederGli aiuto durante la Sua missione<br />

sulla terra. Gesù è come noi e capirà<br />

le nostre richieste: "Egli è stato tentato<br />

come noi in ogni cosa" (Ebrei 4:15).<br />

4/<br />

Abbiamo la pienezza<br />

della Sua grazia a<br />

nostra disposizione.<br />

La parola "pienezza"<br />

rivela che il più grande<br />

desiderio del Signore è<br />

quello di riempirci con<br />

la Sua presenza. Non<br />

con beni materiali o fisici,<br />

rispondendo affermativamente<br />

a tutte le nostre richieste,<br />

ma dandoci la Sua pace in mezzo alla<br />

tempesta.<br />

5/<br />

La preghiera ci dà la forza di vincere la<br />

tentazione. Nessuno è esente dall'essere<br />

tentato; veniamo tentati proprio nelle<br />

nostre debolezze, nelle cose in cui siamo<br />

più fragili. La tentazione in sé non è un<br />

problema. Ma quando la cerco deliberatamente<br />

o quando mi arrendo alle sue<br />

proposte, è in quel momento che avviene<br />

la tragedia spirituale perché il nemico mi<br />

ruba la pace spirituale di Dio. La preghiera<br />

rende visibile e comprensibile quello<br />

che ci sta succedendo.<br />

6/<br />

Tutte le preghiere otterranno una risposta!<br />

Sì, avete letto bene! Tutte le preghiere<br />

sono esaudite, anche quelle che in apparenza<br />

non lo sono. La promessa è la<br />

seguente: "Io infatti spanderò le acque<br />

sul suolo assetato e i ruscelli sull'arida terra"<br />

(Isaia 44:3). Anche se la risposta non<br />

corrisponde a quanto richiesto, anche<br />

se arriva molto tempo dopo, addirittura<br />

anche dopo la mia morte terrena, anche<br />

se non riusciamo a capirla, la preghiera<br />

è stata ascoltata! A seconda della sincerità<br />

di colui che l'ha fatta, il Signore risponderà.<br />

Gesù stesso, nella Sua atroce<br />

sofferenza nel Getsemani aveva chiesto<br />

di non dover affrontare la croce eppure<br />

è finito per essere stato crocifisso, compiendo<br />

così la Sua missione. Suo Padre ha<br />

compiuto così il Suo più grande desiderio,<br />

quello di salvare l'umanità, anche se<br />

Gesù nella Sua umanità aveva sperato di<br />

non dover passare per la croce. A volte ci<br />

troveremo ad attraversare dei momenti di<br />

incomprensione, come quello della croce,<br />

prima di arrivare alla vittoria vera e propria<br />

rappresentata dalla croce stessa.<br />

7/<br />

Voglio impedire l'adempimento delle mie<br />

preghiere. Ci sono due modi per far naufragare<br />

il potere delle nostre<br />

preghiere: la presunzione e<br />

la mancanza di fiducia. La prima<br />

è quando pretendo che<br />

il Signore agisca secondo<br />

quella che è la mia visione.<br />

Quando si prega in maniera<br />

sincera, bisogna essere capaci<br />

di donarsi totalmente e<br />

di non aspettarsi niente se<br />

non le numerose benedizioni<br />

del Signore. La seconda<br />

è che non posso pretendere<br />

di ricevere la grazia di Dio se<br />

non rimetto tutto nelle Sue<br />

mani. Per Dio non ci sono né<br />

segreti né cose impossibili;<br />

bisogna avere il coraggio di<br />

dare tutto in mano a Lui. È questa l'unica<br />

cosa che dobbiamo fare: essere coerenti<br />

e coraggiosi nella preghiera.<br />

8/<br />

La preghiera di ieri non rimpiazza quella<br />

di oggi. In 1 Tessalonicesi 5:17 Paolo dice:<br />

"Non cessate mai di pregare". Questo significa<br />

che così come abbiamo bisogno di<br />

nutrirci e bere, il nostro spirito ha fame e<br />

sete di Dio, cosa che resta meno percettibile<br />

a causa della nostra tendenza "all'autogestione<br />

suicida". Come una pianta che<br />

non chiede in maniera palese di essere<br />

annaffiata ma che rischia di seccarsi con il<br />

tempo, il nostro spirito ha bisogno di acqua<br />

viva ogni singolo giorno per avere la<br />

vita in abbondanza (Giovanni 10:10).<br />

9/<br />

Pregare in nome di Gesù. Ovviamente<br />

questo non significa mettere in maniera<br />

meccanica il Suo nome alla fine e all'inizio<br />

di ogni preghiera, ma vuol dire "pregare<br />

con lo stesso atteggiamento mentale e lo<br />

stesso spirito del Cristo" (La via migliore,<br />

p. 101), ovvero pregare come Lui. Gli atteggiamenti<br />

che dominavano in Gesù erano<br />

la totale disposizione a fare la volontà<br />

del Padre e l'amore incondizionato per le<br />

persone, i vicini, i colleghi e addirittura i<br />

nemici. Gesù non aveva uno spirito egoista<br />

ma era pronto a fare il bene anche di<br />

coloro che lo ostacolavano. Preghiamo<br />

come Gesù ha pregato, con passione per<br />

la missione, con passione per gli altri.<br />

10/<br />

Se pregate, credete! Concetto breve ma<br />

fondamentale. Come potremmo mai sottoporci<br />

a un'operazione chirurgica senza<br />

fidarci prima del chirurgo? Nella preghiera,<br />

bisogna osare di più. Senza questa follia<br />

che consiste nel lasciare le cose reali della<br />

vita tra le mani spirituali del nostro Creatore,<br />

niente di spiritualmente eccezionale<br />

si realizzerà nella nostra vita sulla terra.<br />

La scommessa della preghiera<br />

Attraverso la mia esperienza personale,<br />

ho potuto constatare che la preghiera individuale<br />

ci offre un guadagno. Grazie a<br />

questo ho vissuto delle grandi esperienze,<br />

come trovare la mia anima gemella, aver<br />

capito che il Signore mi chiamava al ministero<br />

pastorale o anche cose più piccole,<br />

come quando sentivo di dover fare una<br />

visita o contattare una determinata persona<br />

per parlarle di Gesù. Per esempio un<br />

giorno, sapendo che una sorella di chiesa<br />

aveva il marito in gravi condizioni in ospedale,<br />

ho sentito il bisogno di andarlo<br />

a trovare, anche se avevo trascorso la<br />

giornata precedente con la sua famiglia.<br />

Sono arrivato in ospedale proprio nel momento<br />

in cui veniva portato con urgenza<br />

in sala operatoria; mesi dopo la sorella di<br />

chiesa mi ha confidato che il mio arrivo<br />

in quel momento preciso era la risposta<br />

alla sua preghiera, che non riusciva a vivere<br />

quel momento così difficile da sola.<br />

Succedono cose molto speciali quando ci<br />

abbandoniamo al Signore.<br />

Che sia invogliata dai 40 giorni di preghiera<br />

all'interno della chiesa oppure no,<br />

la sfida è quella di pregare. Ci potrebbe<br />

sembrare troppo semplice pregare in favore<br />

di qualcosa così "noto" della nostra<br />

comunità. Ma non bisognerebbe insistere<br />

su quello che potrebbe risultare ovvio<br />

invece di rischiare di non parlarne e dimenticare<br />

questo tesoro che Dio ci mette<br />

a disposizione? Forse state vivendo un<br />

momento cruciale della vostra vita, in cui<br />

vi trovate di fronte a una situazione o una<br />

decisione importante. E se accettaste la<br />

sfida della preghiera invece di fare affidamento<br />

solamente sulle vostre forze? Forse<br />

potrebbe essere questa la più grande sfida<br />

della vostra vita...<br />

Rickson Nobre<br />

Pastore<br />

e segretario FSRT<br />

PER RISPONDERE ALL'ARTICOLO<br />

contact@adventistemagazine.com<br />

La preghiera<br />

Tre libri<br />

ispiratori<br />

Il potere della preghiera. Storie di<br />

miracoli realmente accaduti.<br />

Roger Morneau<br />

Edizioni ADV collana Segni dei tempi<br />

La prehiera personale nel<br />

santuario<br />

Carrol Johnson Shewmake<br />

ADV Edizioni<br />

La potenza del genitore che<br />

prega<br />

Stormie Omartian<br />

EUN<br />

7 8


FOCUS<br />

> END IT NOW !<br />

Gli avventisti dicono NO alla violenza. La Conferenza Generale ha<br />

creato il movimento Enditnow che si mobilita per rompere il tabù<br />

della violenza contro le donne, i bambini e le minoranze in tutte le<br />

sue forme, fisica, sessuale e psicologica.<br />

In questo contesto, è stato ideato il "sabato End it now". Si tratta<br />

di una giornata speciale, un'occasione per parlare nelle chiese di<br />

questo fenomeno presente all'interno delle nostre società e a volte<br />

perfino delle nostre famiglie e comunità, un tema che troppo spesso<br />

passa in sordina.<br />

Ogni anno, le nostre chiese dedicano il 4° sabato di agosto a questo<br />

tema.<br />

La FSRT invita tutti i membri, insieme ai responsabili del dipartimento<br />

della Famiglia delle chiese locali, ai pastori e ai comitati, a riflettere<br />

insieme su quello che la propria comunità potrebbe proporre<br />

per partecipare all'evento (conferenze, culti, workshop, visione di<br />

film, etc.). Lo scopo è quello di risvegliare le coscienze e combattere<br />

per porre fine alle violenze non solo in Svizzera ma in tutto il mondo.<br />

MEMORIZZATE LA DATA<br />

25 AGOSTO <strong>2018</strong><br />

PER SAPERNE DI PIÙ<br />

WWW.ENDITNOW.ORG<br />

7<br />

-<br />

15<br />

ANNI<br />

super-camp d’été<br />

DA<br />

16<br />

ANNI<br />

DA<br />

16<br />

ANNI<br />

PPLAGE DE La Lignière<br />

1<br />

CAMP<br />

1 1 1<br />

Camp 111<br />

Cpagns / Jeunс adultс<br />

3 options :<br />

1<br />

DIEU<br />

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de la Suisse romande et du Tessin,<br />

tous ensemble.<br />

10 JOURS<br />

de rencontres et d’aventures.<br />

3 GROUPES<br />

en fonction de ton âge, pour des<br />

activités adaptées :<br />

- Tisons (7 ans révolus à 9 ans).<br />

- Aventuriers (10 ans révolus à 12 ans).<br />

- Explos (13 ans révolus à 15 ans).<br />

explos-tisons<br />

T8 - 18 juillet <strong>2018</strong><br />

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LAC<br />

Pour la première fois, viens vivre un<br />

Super-camp JA au bord du lac Léman.<br />

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Tisons (7 à 9 ans)<br />

*359.- chf.<br />

Aventuriers (10 à 12 ans)<br />

*379.- chf.<br />

Explorateurs (13 à 15 ans)<br />

*399.- chf.<br />

rATTENTION<br />

délai d’inscription > au 30 mai <strong>2018</strong>.<br />

4 TYPES D'ACTIVITÉS<br />

- le lac (activités nautiques).<br />

dès le 1er juin, le prix de chaque<br />

camp est augmenté de 60.- par<br />

- la forêt (randonnée, bivouac).<br />

personne !!!<br />

- les arts (arts, médias, bricolages).<br />

- les expériences (visites, attractions, sports). * rabais pour les familles, voir sous<br />

«conditions générales».<br />

J Inscription sur :<br />

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<strong>2018</strong><br />

20 luglio - 5 agosto<br />

Ginevra e la sua regione<br />

EVANGELIZZAZIONE DI STRADA /<br />

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SALUTE<br />

UNA MENTE DISPOSTA A GLORIFICARE DIO<br />

Dr Jorge D. Pamplona Roger<br />

Il cervello è il nostro orgqno principale.<br />

Oltre a controllare tutte<br />

le funzioni corporali ed essere<br />

la sede del carattere dei nervi<br />

del cervello, esso “costituisce il<br />

mezzo per il quale il cielo comunica<br />

con l’uomo…” 1 . Il cervello è<br />

la vera sede della connessione<br />

física tra la creatura e il Creatore.<br />

Tutti devono avere un cervello<br />

sano con lo scopo di avere una<br />

vita completa; ma i cristiani in<br />

modo particolare, hanno bisogno<br />

di un cervello forte e una<br />

mente sveglia. L’intelligenza, la<br />

perspicacia, il discernimento, la<br />

memoria e l’autocontrollo non si<br />

sviluppano spontaneamente. Tra<br />

altre cose, hanno bisogno di un<br />

cervello ben nutrito.<br />

Gli alimenti che ingeriamo vanno<br />

all’intestino e attraverso i vasi<br />

sanguigni arrivano poi al cervello.<br />

Se il detto “siamo quello che<br />

mangiamo” é vero, allora lo é<br />

anche quello che dice che “pensiamo<br />

e ci comportiamo cosi<br />

come mangiamo”.<br />

Gli alimenti devono proporzionare<br />

quotidianamente i nutrimenti<br />

di cui ha bisogno il cervello<br />

per funzionare in modo adeguato.<br />

Il glucosio, le vitamine, gli<br />

acidi grassi e i componente delle<br />

verdure son otra i più importanti.<br />

Il glucosio<br />

Il glucosio é l’elemento più importante<br />

per i neuroni: queste<br />

cellule specializzate hanno la<br />

capacità di convertiré l’energia<br />

chimica del glucosio in energía<br />

elettrica necessaria alla trasmissione<br />

degli input nervosi. Il<br />

glucosio é lo zucchero che più<br />

abbonda in natura vegetale. In<br />

realtà il glucosio é la prima sostanza<br />

chimica prodotta dalle<br />

piante a partire dal diossido di<br />

carbonio atmosférico e dall’acqua.<br />

Questa reazione chimica,<br />

chiamata fotosintesi, costituisce<br />

la base della vita sul pianeta<br />

Terra.<br />

Tutti i frutti e molti alimenti vegetali<br />

contengono zucchero di origine<br />

naturale. Lo zucchero non<br />

é un veleno ma un ingrediente<br />

naturale di cui il nostro cervello<br />

ha bisogno. Il Creatore ha fatto<br />

in modo che fosse cosi abbondante<br />

nelle piante, tra altre ragioni,<br />

per il fatto che ne abbiamo<br />

bisogno.<br />

Mangiare frutta e cereali garantisce<br />

un’adeguata quantità di<br />

glucosio ai neuroni. Pero’ non<br />

si trata dello zucchero puro,<br />

che in realtà non é salutare; si<br />

tratta invece dello zucchero accompagnato<br />

da vitamine, fibre,<br />

minerali, fitochimici, fornendo e<br />

tutti i componenti della frutta.<br />

Quindi quando mangiamo della<br />

frutta stiamo ingerendo un set<br />

completo di nutrimenti, tra cui lo<br />

zucchero, preparato nel laboratorio<br />

del cielo. Tutti questi ingredienti<br />

naturali della frutta contribuiscono<br />

a che tutto funzioni al<br />

meglio. Si puo’ dire che i neuroni<br />

sono contenti di ricevere questo<br />

set completo di nutrimenti. E<br />

quando ingeriamo zucchero raffinato<br />

o bianco prodotto in una<br />

fabbrica, come quello delle caramelle<br />

e di molte bibite, si crea<br />

un disequilibrio e uno stato di<br />

irritazione nei neuroni. All’inizio<br />

vengono stimolati ma poi ne seguono<br />

la depressione e gli sbalzi<br />

di umore. E il pancreas, dove si<br />

produce l’insulina, viene sovraccaricato<br />

dopo aver consumato<br />

zucchero senza le sostanze naturali<br />

di accompagnamento.<br />

Le vitamine<br />

Mentre il fegato é il magazzino<br />

delle vitamine, il cervello ne é il<br />

principale consumatore. Molte<br />

vitamine del gruppo B vengono<br />

usate per assorbire il glucosio,<br />

il principale combustibile dei<br />

neuroni. E’ interessante osservare<br />

che i due principali nutrienti<br />

necessari al funzionamento delle<br />

cellule nervose, il glucosio e le<br />

vitamine del gruppo B, sono altamente<br />

disponibili nei cereali<br />

integrali come il grano, l’avena,<br />

il riso e il mais. Potrebbe essere<br />

il motivo per cui il Creatore ci<br />

dette in primo luogo « le erbe<br />

che fanno seme », cioé i cereali 2 .<br />

Altre vitamine importanti per il<br />

funzionamento del cervello sono<br />

quelle antiossidanti, principalmente<br />

la C e la E. La principale<br />

fonte alimentare della vitamina C<br />

é la frutta, il secondo piatto del<br />

menú dell’Eden. La vitamina E si<br />

trova nei cereali come il grano,<br />

cosi come nelle mandorle, noci e<br />

altri frutti secchi. Le vitamine C e<br />

E neutralizzano i radicali liberi che<br />

si producono nei neuroni come<br />

risultato di un intenso lavoro e li<br />

proteggono dall’ossidazione.<br />

Gli acidi grassi<br />

La maggior parte del peso del<br />

nostro cervello é grasso: i grassi<br />

sono i componente principali<br />

delle membrane che rivestono<br />

i neuroni e le fibre nervose.<br />

Ci sono diversi tipi di grasso,<br />

in base alla struttura chimica<br />

dell’acido grasso. Il cervello ha<br />

bisogno di un tipo specifico di<br />

grasso, composto dagli omega-3.<br />

Il precursore di questo tipo<br />

di grasso é l’acido alfa-linolenico,<br />

che si trova nei semi come il<br />

lino, la chia, la soia e tutti i frutti<br />

secchi, come le noci, e anche<br />

nelle alghe. Le verdure dalle foglie<br />

verdi, come gli spinaci, la<br />

lattuga e le bietole contengono<br />

anch’esse una quantità significativa<br />

di questo speciale grasso.<br />

Le donne incinta o che allattano<br />

hanno bisogno di una quantità<br />

maggiore di omega-3 per fornirla<br />

anche al cervello del bébé.<br />

I bambini e gli adulti ne hanno<br />

bisogno constantemente per<br />

mantenere il cervello in buono<br />

stato. La mancanza di questa<br />

sostanza causa sbalzi d’umore,<br />

depressione, e anche attacchi<br />

cardiaci.<br />

Componente delle verdure<br />

Di recente un grupo di ricercatori<br />

delle università di Chicago<br />

e Boston hanno dimostrato che<br />

le persone che mangiano almeno<br />

una porzione di verdure dalle<br />

foglie verdi al giorno ha una memoria<br />

e delle facoltà intellettuali<br />

più sviluppate rispetto a chi non<br />

le mangia o lo fa ogni tanto 3 . La<br />

differenzia dimostrata tra i due<br />

gruppi é di 11 anni in meno, solo<br />

per il fatto di mangiare un piatto<br />

di insalata al giorno! Queste verdure<br />

forniscono delle sostanze<br />

chimiche che attraversano la<br />

barriera emato-encefalica, arrivano<br />

ai neuroni e favoriscono le<br />

funzioni cerebrali: carotenoidi,<br />

vitamina K, nitrati e folati. Gli<br />

spinaci, il cavolo verde, il kale,<br />

la lattuga e altre verdure rendono<br />

le persone più intelligenti: la<br />

scienza conferma quindi cio’ che<br />

Daniele e i suoi compagni sapevano<br />

quando dissero “dacci da<br />

mangiare solo verdura, e da bere<br />

solo acqua” 4 .<br />

Conculsione<br />

La frutta, i cereali, i semi, i frutti<br />

secchi e le verdure forniscono le<br />

sostanze migliori per avere un<br />

cervello sano e forte. Dimentica<br />

gli additivi, come il glutamato di<br />

sodio e gli edulcoranti chimici/<br />

gli alimenti modoficati contengono<br />

acido grasso trans, la carne<br />

contiene neurotossine come la<br />

xantina, ed evita l’alcool, il principale<br />

tossico per il cervello. Tutte<br />

queste sostanze passano la barriera<br />

emato-encefalica e arrivano<br />

ai neuroni.<br />

Caro lettore, non uscire di casa<br />

la mattina senza aver mangiato<br />

un po’ di frutta, dei cereali, un<br />

pochino di semi o di frutti secchi.<br />

E a pranzo non dimenticare di<br />

mangiare una buona porzione<br />

di insalata. Il tuo cervello ne sarà<br />

felice, e disposto per dare gloria<br />

a DIO.<br />

1<br />

White Ellen, Education<br />

2<br />

Genesi 1.29<br />

3<br />

Morris MC, Wang Y, Barnes LL,<br />

et al. Nutrients and bioactives<br />

in green leafy vegetables and<br />

cognitive decline: Prospective<br />

study. Neurology. 2017 Dec 20.<br />

PubMed PMID: 29263222.<br />

4<br />

Daniele 1.12<br />

9 10


TESTIMONIANZA<br />

PHILIPPE MONNARD, DALLE RICCHE BANCHE SVIZZERE AL CAMPUS AVVENTISTA<br />

DI COLLONGES-SOUS-SALÈVE<br />

Che cosa spinge una persona con una<br />

carriera avviata in un lavoro rinomato e<br />

molto ben remunerato a lasciare tutto<br />

per un lavoro più accattivante ma decisamente<br />

meno pagato, a qualche chilometro<br />

da casa sua? Questa è la storia di<br />

Philippe Monnard.<br />

Nato da madre serba e padre<br />

svizzero, sono cresciuto a Gland<br />

dove ho frequentato la chiesa di<br />

Lignière durante tutta la mia infanzia<br />

e adolescenza. La chiesa e la fede<br />

hanno sempre avuto spazio nella mia vita<br />

anche se, come molti, ho attraversato dei<br />

momenti in cui ho messo in discussione<br />

i miei principi. Tuttavia la preghiera è<br />

sempre stata un mezzo attraverso il quale<br />

mi sono messo in contatto con il<br />

Signore nei momenti cruciali<br />

della mia vita, prima di<br />

prendere decisioni importanti.<br />

Il mio percorso non<br />

è sempre stato lineare e<br />

facile, ho anche avuto<br />

dei passaggi tortuosi<br />

ma Dio mi ha sempre<br />

accompagnato e guidato;<br />

è proprio quello che<br />

ha fatto con i miei studi.<br />

Dopo sette anni di studi scientifici,<br />

proprio mentre stavo preparando<br />

un dottorato in chimica, mi sono<br />

reso conto che quella non era la mia strada.<br />

Non ero fatto per essere un ricercatore<br />

chimico. A 25 anni, con grande sorpresa<br />

della mia famiglia e dei miei amici, ho interrotto<br />

quel percorso. Quello è stato uno<br />

dei momenti in cui ho pregato Dio per capire<br />

cosa dovevo fare. Avevo pensato di<br />

lavorare come revisore contabile ma i ritmi<br />

allarmanti e l'esigenza di viaggiare spesso<br />

all'estero mi avevano fatto cambiare idea;<br />

quello stile di vita non si addiceva infatti al<br />

mio desiderio di mettere su famiglia. Dopo<br />

aver riflettuto su quello che volevo per me<br />

stesso e dopo aver pregato, mi sono finalmente<br />

indirizzato nel settore della finanza.<br />

Niente a che vedere con quello che avevo<br />

studiato per così tanti anni ma in quel periodo<br />

il mondo delle banche cercava dei<br />

profili scientifici che potessero lavorare su<br />

modelli per il controllo dei rischi.<br />

Potrebbe stupire che, da cristiano, io abbia<br />

scelto questo settore, sapendo che<br />

il mondo finanziario è spesso associato<br />

al desiderio del profitto, allo stress e alla<br />

figura degli "squali della finanza", tutti<br />

valori in contrasto con la Bibbia e con gli<br />

insegnamenti di Gesù. Ma la mia fede e<br />

il mio impegno nei confronti del Signore<br />

hanno guidato la mia scelta e sono sicuro<br />

che è stato proprio Dio a farmi avviare in<br />

questa direzione. In effetti, anche se il settore<br />

bancario non ha un legame evidente<br />

con la spiritualità, ho sempre trovato un<br />

significato e un modo di mettere in luce<br />

i miei principi personali e religiosi. Specializzandomi<br />

nel controllo dei rischi, ho<br />

scelto un settore che punta a proteggere<br />

le banche, i loro clienti e la stabilità economica<br />

del paese.<br />

Ho quindi seguito un corso di formazione<br />

arrivando a ottenere un diploma come<br />

analista finanziario. Questo mi ha portato<br />

a stare in stretto contatto per tanti anni<br />

con l'ambiente alla moda delle<br />

grandi banche svizzere.<br />

Sono stati anni che mi<br />

hanno fatto maturare<br />

una grande esperienza,<br />

anni in cui ho lavorato<br />

con grande interesse;<br />

mi piaceva quello che<br />

facevo. Ho lavorato<br />

per diversi anni a Zurigo,<br />

trasferendomi per<br />

un anno e mezzo a New<br />

York per poi tornare definitivamente<br />

nella zona di Ginevra<br />

nel 2007. Era un mestiere di<br />

grande responsabilità che mi piaceva molto.<br />

Visto che gli interessi finanziari sotto<br />

la mia responsabilità e di quella dei miei<br />

colleghi erano grandi, la mia retribuzione<br />

era alta. Questo permetteva a me e alla<br />

mia famiglia di vivere una vita agiata, senza<br />

eccessi.<br />

Dopo un anno e mezzo a New York, in<br />

piena crisi finanziaria, ho voluto cambiare<br />

posto e datore di lavoro. Sempre alla ricerca<br />

di una direzione e del rispetto dei miei<br />

principi, ho iniziato a lavorare in una banca<br />

privata di Ginevra che mi ha permesso di<br />

orientarmi nella gestione dei portafogli finanziari.<br />

Era un ambito che mi rappresentava<br />

e mi si adattava perfettamente perché<br />

si trattava di gestire i fondi pensionistici<br />

di una parte della popolazione svizzera e<br />

quindi di assicurare ai nostri anziani delle<br />

buone pensioni. Ho lavorato in questo settore<br />

per 6 anni. Nel corso del tempo il mio<br />

lavoro è leggermente cambiato, passando<br />

dalla gestione dei fondi pensione ai fondi<br />

di persone decisamente benestanti. Poco<br />

alla volta il mio lavoro iniziava a perdere<br />

parte del suo significato; avevo di nuovo<br />

voglia di affrontare nuove sfide.<br />

Due o tre anni prima, con mia moglie cercavamo<br />

dove mandare a scuola i nostri due<br />

figli. Avevamo incontrato un'insegnante la<br />

cui filosofia educativa ci aveva convinto a<br />

mandare i nostri ragazzi<br />

alla scuola avventista di<br />

Collonges-sous-Salève,<br />

il complesso scolastico<br />

Maurice Tièche. Questa<br />

scelta sollevava altre<br />

problematiche visto che<br />

abitavamo verso Nyon e<br />

non avevamo intenzione<br />

di fare così tanti chilometri<br />

tutti i giorni per portare<br />

e riprendere i ragazzi da<br />

scuola. Ancora una volta,<br />

mettendo il progetto e le<br />

relative difficoltà in preghiera,<br />

abbiamo ricevuto<br />

delle risposte. Mia moglie<br />

ha infatti trovato lavoro<br />

al campus e noi abbiamo<br />

visto questo contratto di<br />

lavoro come una risposta<br />

del Signore. Dal momento<br />

in cui mia moglie avrebbe<br />

lavorato nello stesso edificio dove i<br />

ragazzi sarebbero andati a scuola, la logistica<br />

sarebbe stata più facile. Le cose si<br />

incastravano alla perfezione ed eravamo<br />

consapevoli che Dio ci guidava nel percorso.<br />

Ci siamo letteralmente sentiti guidati<br />

verso il campus di Collonges. Però questa<br />

soluzione non risolveva comunque il problema<br />

dei chilometri. Ma ancora una volta<br />

Dio aveva un piano per noi e ci ha aiutato<br />

a trovare una sistemazione a Ginevra, proprio<br />

in un momento in cui il mercato immobiliare<br />

era fermo. Nonostante il prezzo<br />

elevato, abitare a Ginevra ci avvicinava<br />

molto al campus: tutto sembrava combaciare<br />

alla perfezione. Ci siamo quindi trasferiti<br />

e i ragazzi hanno iniziato a frequentare<br />

la scuola Maurice Tièche, scelta di cui<br />

ancora oggi siamo molto felici. È stata una<br />

vera e propria benedizione. E quindi per<br />

tre anni abbiamo vissuto così: io lavoravo<br />

in una banca in Svizzera e mia moglie e i<br />

miei figli andavano ogni giorno in Francia.<br />

Ma questa situazione non sarebbe durata<br />

a lungo. Ci aspettava una nuova svolta,<br />

più importante delle precedenti.<br />

Nel 2012 ho scoperto che il campus cercava<br />

un dirigente finanziario; ho pensato<br />

subito di presentare la mia candidatura.<br />

L'idea era nata anche dopo aver saputo<br />

che l'esistenza<br />

stessa della scuola<br />

era rimessa in discussione<br />

a causa di<br />

problemi finanziari.<br />

Mi sono fatto tante<br />

domande prima di<br />

arrivare a chiedermi:<br />

perché non provare<br />

ad aiutare questa<br />

scuola che mi sta<br />

così tanto a cuore e<br />

che fa tanto bene ai<br />

miei figli? Ho deciso<br />

quindi di presentare<br />

la mia candidatura.<br />

Sapevo che se<br />

mi avrebbero preso, sarebbero cambiate<br />

tante cose nella mia vita e in quella della<br />

mia famiglia, soprattutto a livello economico.<br />

Avevo esaminato il costo della vita<br />

in Francia e mi ero stabilito uno stipendio<br />

minimo sotto il quale non avrei accettato il<br />

lavoro. Ero in pace, sereno, in attesa di vedere<br />

il piano che Dio aveva per me. Qualche<br />

giorno dopo ho avuto un incontro con<br />

i responsabili del campus; la loro proposta<br />

di stipendio corrispondeva esattamente<br />

alla cifra minima che mi ero fissato, né più<br />

né meno! Ho letto in questo la risposta del<br />

Signore e ho deciso di accettare il lavoro.<br />

Così è iniziata per noi una nuova vita.<br />

Come in ognuna delle tappe più importanti,<br />

tutte le nostre decisioni (il trasferimento<br />

a New York, il cambio di banca, l'iscrizione<br />

dei ragazzi a Collonges, etc.) sono<br />

state messe in preghiera per conoscere<br />

e poi seguire la Sua volontà. E ogni volta<br />

"i pianeti si sono allineati" facilitando<br />

il nostro processo decisionale prima e la<br />

messa in pratica poi. Invece per il mio arrivo<br />

a Collonges non tutti i tasselli si sono<br />

sistemati al primo colpo. Con il mio nuovo<br />

stipendio non potevamo più permetterci<br />

l'affitto della nostra casa a Ginevra; prima<br />

di cambiare lavoro dovevamo quindi trasferirci<br />

in Francia. Ma avevamo firmato un<br />

Scola Maurice Tièche nel campus avventista di Collonges-sous-Salève<br />

contratto d'affitto per 5 anni che sarebbe<br />

scaduto solamente dopo due anni. Quindi<br />

prima di trasferirci dovevamo trovare un<br />

nuovo inquilino. Il mercato immobiliare<br />

si era un po' ripreso e il nostro affitto era<br />

tra i più alti esistenti. Ci sono voluti circa 6<br />

mesi prima di trovare qualcuno che sarebbe<br />

venuto ad abitare in quella casa. E per<br />

quei sei mesi abbiamo vissuto senza sapere<br />

a cosa saremmo andati incontro. Nonostante<br />

questo ostacolo eravamo sicuri<br />

che stavamo avendo la vita che il Signore<br />

voleva per noi. Questa esperienza mostra<br />

che anche quando è il Signore a dirigere<br />

le cose, non è tutto rosa e fiori. Anche se<br />

è Dio ad aprire una porta, possiamo comunque<br />

trovarci su un percorso accidentato.<br />

Anche se il Signore ha dato la Sua<br />

approvazione per un progetto, da parte<br />

nostra dobbiamo impegnarci, fare sforzi e<br />

rinunce, armarci di pazienza... per il nostro<br />

bene più grande.<br />

Può meravigliare questo mio cambiamento<br />

di vita, specie se consideriamo il cambiamento<br />

di stipendio. Si potrebbe anche<br />

dire che ho rinunciato a uno stipendio importante<br />

per un ritmo di vita più tranquillo.<br />

Ed è vero che il fatto di abitare vicino al<br />

mio posto di lavoro, circondato da persone<br />

che condividono le mie convinzioni<br />

e i miei valori, avere a disposizione più<br />

tempo da trascorrere con la mia famiglia è<br />

una vera e propria benedizione, un grande<br />

piacere. Ma contrariamente a quello che si<br />

potrebbe pensare, non ho lasciato il mondo<br />

della finanza spinto dal disprezzo. Non<br />

ho vissuto questo mondo come un peso<br />

o come fonte di stress, anche se il mio lavoro<br />

implicava delle grandi responsabilità.<br />

Quando tornavo a casa da lavoro, riuscivo<br />

a staccare completamente.<br />

Nel contesto di Collonges, le cose sono<br />

un po' diverse. Il mio impegno non si ferma<br />

agli orari di lavoro, finito il mio turno<br />

non riesco a staccare da tutto. Le problematiche<br />

umane sono spesso più difficili da<br />

gestire rispetto ai fondi dei clienti della<br />

banca. Il mio lavoro al campus non è quindi<br />

necessariamente più tranquillo rispetto<br />

a quando lavoravo in banca. Però alla fine<br />

di ogni anno scolastico, in occasione della<br />

consegna dei diplomi, ho l'opportunità di<br />

ascoltare le testimonianze degli studenti<br />

che condividono tutto quello che il campus<br />

ha dato loro. E queste testimonianze,<br />

per uno come me, sempre alla ricerca di<br />

dare un significato alle cose, mi riempiono<br />

e mi fanno sentire felice e realizzato. Incrocio<br />

molti studenti che hanno all'incirca la<br />

mia età e che hanno rinunciato a tutto per<br />

formarsi e mettersi al servizio. Li ammiro<br />

moltissimo perché io ho cercato di assicurarmi<br />

uno stipendio che mi permettesse<br />

di vivere con una certa tranquillità. Ma<br />

la maggior parte di queste persone non<br />

raggiunge quello stipendio minimo, continuando,<br />

nonostante questo, a portare<br />

avanti la propria missione, atteggiamento<br />

che è fonte di grande ispirazione per me.<br />

È questa la vera lezione da imparare.<br />

Mettendo la propria vita nelle mani del<br />

Signore, chiedendo il Suo parere prima di<br />

intraprendere una nuova mossa, Gli permettiamo<br />

di condurci per strade inaspettate<br />

nelle quali potrete trovare un significato<br />

per le vostre vite... che sia all'interno<br />

di un campus avventista o in una banca<br />

privata in Svizzera! Dio non ha una sola<br />

maniera di benedire i Suoi figli. Non esiste<br />

un solo modello da seguire. Considerando<br />

i vostri doni e le vostre aspirazioni, Dio<br />

creerà una strada per utilizzarvi e per rendervi<br />

felici perché una sola cosa è certa:<br />

vuole donarvi la vita e donarvela in abbondanza!<br />

PER RISPONDERE ALL'ARTICOLO<br />

contact@adventistemagazine.com<br />

11<br />

12


A PRESTO<br />

Omaggio a Georges Thibaud fatto<br />

da Michel Burnier<br />

Omaggio a Cécile Béal fatto da<br />

sua sorella, Anne-Catherine Soler<br />

LIBRETTO ROSA<br />

Georges se n'è andato, improvvisamente<br />

a causa di una breve ma folgorante malattia<br />

che ha sorpreso chi gli stava attorno<br />

oltre che lui stesso. Il vantaggio di questa<br />

situazione è che ha evitato i lunghi tentativi<br />

di cura e il soggiorno in ospedale, cosa<br />

che teneva. La sua rapida scomparsa ha<br />

lasciato la moglie José e le figlie Nathalie<br />

e Cécile, e gli amici della chiesa di Neuchâtel,<br />

nella tristezza. Solo il tempo di dirgli<br />

“tu sei speciale ai miei occhi, hai valore<br />

e io ti amo" (Esodo 43:4).<br />

Uomo di valori, dotato di un carattere temperato<br />

e di una fede solida, a Georges<br />

piaceva andare dritto al punto. Per quanto<br />

riguarda le credenze e la spiritualità,<br />

sapeva in cosa credeva, si preoccupava<br />

della sua fede e della sua speranza senza<br />

farsi distrarre ne influenzare dalle correnti<br />

contrarie, le idee estremiste o strane. Il<br />

suo Dio era il Dio della vita, del movimento<br />

e dell'essere. Sapeva di essere amato<br />

non solo dai suoi cari. La sua visione era<br />

positiva, fatta di riconoscimento per tutto<br />

ciò che quaggiù è giusto, bello e buono.<br />

Amava divertirsi in famiglia o con gli amici<br />

nel nell’ambiente di Peseux, la sua regione<br />

di Neuchâtel, la sua campagna, le foreste,<br />

le montagne e soprattutto il lago, che<br />

amava esplorare da una riva all'altra a bordo<br />

del suo yatch durante la bella stagione.<br />

Questo ambiente, insieme alla moglie e<br />

alle figlie, era in un costante incantesimo.<br />

Li, sul lago con gli appassionati del club di<br />

vela, poteva anche coltivare l’amicizia. Con<br />

i suoi amici, Georges viveva degli autentici<br />

momenti di spiritualità e di buon umore.<br />

Il suo senso dell'umorismo e della relatività<br />

del tempo che passa, il suo ottimismo,<br />

dinamismo, la sua fedeltà erano molto apprezzati<br />

da tutti. Georges era una di quelle<br />

persone che su frequentano con piacere .<br />

Il suo buon senso, la sua fede, la sua speranza<br />

erano delle fonti di riflessione e di<br />

edificazione per tutti. Ormai, Georges aspetta<br />

ciò che ha amato, nella città celeste,<br />

dove il male, la malattia e la morte non ci<br />

saranno più.<br />

“A chi ha sete, io sarò gratuitamente<br />

dell'acqua e io sarò il suo Dio, e lui sarà<br />

mio figlio". Apocalisse 21:6-7<br />

A presto Georges.<br />

Alle 6 del mattino di lunedì 4 luglio del<br />

1973 hai fatto coraggiosamente capolino<br />

nella vita di mamma e papà. Sul tuo visino<br />

c'era già un abbozzo di sorriso che lasciava<br />

intendere questo "marchio di fabbrica"<br />

che resterà impresso nei nostri cuori.<br />

A 13 anni hai chiesto di essere battezzata.<br />

Alcuni ti ritenevano troppo giovane ma tu<br />

sapevi in chi e in cosa credevi.<br />

A 17 anni eri animatrice dei giovani e cantavi<br />

nella corale "Alliance" della nostra<br />

chiesa di Valenza. Poi un bel giorno hai<br />

incontrato Alain, il tuo principe azzurro e<br />

con lui sei partita per la Svizzera. Entrambi<br />

eravate attivamente coinvolti in quello che<br />

più vi appassionava: servire Dio e le persone<br />

che vi circondavano.<br />

Nel 2000 sei diventata mamma dando alla<br />

luce William. Robin è arrivato nel 2003, seguito<br />

da Lucie nel 2005.<br />

Eri sempre coinvolta nella vita di chiesa:<br />

animatrice della scuola del sabato, anziana<br />

di chiesa, fonte di grandi testimonianze...<br />

Mese dopo mese è nato in te un progetto:<br />

costruire una casa dove poter pienamente<br />

rispondere a questa chiamata che<br />

il Signore aveva messo nel vostro cuore,<br />

ovvero quello di creare un circolo biblico<br />

aperto ai bambini non avventisti di Chézard,<br />

la cittadina dove abitavate.<br />

Ti sei anche lanciata nella realizzazione<br />

di un altro sogno nel cassetto: aprire un<br />

centro massaggi a domicilio. Ti sei impegnata<br />

duramente per realizzare i tuoi sogni.<br />

Poi l'esaurimento, il cancro invasivo al<br />

seno, la chemio, le sofferenze fisiche e morali,<br />

l'improvvisa scomparsa di Alain... in<br />

tutti questi momenti la tua fede è rimasta<br />

intatta e hai rappresentato addirittura un<br />

sostegno per gli altri. Non ti sei rassegnata,<br />

hai combattuto fino alla fine ma quando<br />

è giunto il momento non sei scappata<br />

dalla realtà. Sentendoti di stare per morire,<br />

hai coraggiosamente preparato un futuro<br />

per i tuoi figli, nonostante la grandissima<br />

sofferenza che questo provocava nel tuo<br />

cuore di mamma. Hai saputo mettere Dio<br />

al centro e alla base della tua esistenza, è<br />

stato il collante della tua vita. Ti ha dato<br />

la pace che ti ha accompagnato fino agli<br />

ultimi giorni, fino a quando domenica 18<br />

marzo <strong>2018</strong> ti sei spenta.<br />

Il tuo sorriso, presente fino alla fine, continuerà<br />

sempre a restare invariato nelle nostre<br />

menti.<br />

13<br />

Noah Bongard<br />

Fabricia e Steve Bongard della<br />

chiesa portoghese di Ginevra<br />

hanno il piacere di presentarvi il<br />

piccolo Noah, nato il 18 febbraio<br />

<strong>2018</strong>. Ringraziamo il Signore per<br />

questo bambino, un miracolo<br />

della vita.<br />

Ecco, i figli sono una eredità<br />

che viene dall'Eterno; il frutto<br />

del grembo è un premio<br />

salmi 127.3<br />

Sophia Simões<br />

Pales<br />

Gustavo e Joana Pales, entrambi<br />

membri della chiesa portoghese<br />

di Ginevra, sono felici di annunciarvi<br />

la nascita della loro piccola<br />

Sophia, arrivata il 10 marzo <strong>2018</strong>.<br />

La loro primogenita è fonte di<br />

grande gioia!<br />

Fate parte delle chiese della FSRT e<br />

la vostra famiglia si è appena ingrandita?<br />

Per annunciare il lieto evento<br />

nella nostra rivista, inviate le informazioni<br />

(nome del bebè, quello dei<br />

genitori, data di nascita e una foto) a<br />

contact@adventistemagazine.com

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