Romana Gens (series nova)

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Romana Gens (series nova)

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Mitiche simmetrie

di Rosa Franzese

Diversi miti, tradizioni e poemi celebrano

il candore del cigno in una duplice luminosità:

quella del giorno, solare e maschile;

quella della notte, lunare e femminile.

Nei due aspetti combinati il cigno diventa

androgino. Nel mito di Leda, Zeus si trasforma

in cigno per avvicinarsi a Leda, dopo

che questa si è trasformata in oca

(metamorfosi del cigno nella sua accezione

lunare e femminile) per sfuggirgli. Gli

amori di Zeus-cigno e di Leda-oca ripropongono

il valore bipolare del simbolo,

congiungendo l’accezione diurna e notturna

dell’uccello, così come Leda e il suo

amante divino sembrano congiungersi in

una sola cosa.

Freud, sotto l’influenza di Wilhelm Fliess,

introdusse nella psicoanalisi il concetto di

bisessualità, secondo cui ogni essere umano

avrebbe costituzionalmente disposizioni

sia maschili che femminili. Alla coppia

mascolinità-femminilità viene fatta

corrispondere l’opposizione attivopassivo,

una delle coppie di contrari fondamentali

della vita psichica, che, anzi,

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precederebbe nello sviluppo l’antitesi maschile-femminile.

Freud intende la “pulsione” come un processo

dinamico consistente in una

“spinta” (carica energetica, fattore di motricità),

che fa tendere l’organismo verso

una “meta”. Una pulsione ha una sua

“fonte” in un eccitamento somatico (stato

di tensione), per cui la sua meta consiste

nella soppressione dello stato di tensione

che regna nella fonte pulsionale. Dunque,

quando si parla di pulsioni passive, ciò

non può significare altro che pulsioni aventi

una meta passiva (come nel masochismo),

dal momento che, per la definizione

appena citata, la pulsione è sempre

attiva.

Nell’universo freudiano delle grandi polarità

compare un’altra coppia di particolare

rilievo: l’antitesi “pulsione di vita” –

“pulsione di morte”. Il mito del cigno, nelle

sue diverse declinazioni, mette in scena

una serie di coppie dicotomiche, che sembrano

inseguirsi in un sofisticato gioco di

specchi: giorno-notte, maschilefemminile,

amore-morte.

Nel Lago dei cigni, musicato da Ĉajkovskij

(prima rappresentazione: Mosca, 4 marzo

1877), il principe Siegfried, alla vigilia del

ballo organizzato in suo onore, durante il

quale dovrà scegliere la fanciulla da sposare,

si reca a caccia con i suoi amici. Sulle

acque del fiume nuotano dei cigni; in realtà

si tratta di bellissime fanciulle che, per

un sortilegio del malvagio Rothbart, possono

assumere forma umana solo la notte.

I cacciatori prendono la mira, ma proprio

in quel momento i cigni si trasforma-

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