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Broker

Bimestrale Maggio/Giugno 2009 Spedizione in abbonamento postale 70% Roma

(

n u m e r o

120

PERIODICO DELL’AIBA ASSOCIAZIONE ITALIANA BROKERS DI ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI

Sommario

Assemblea Generale

Elezioni

Fondo di garanzia

Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è

Arfin, l’innovazione viaggia on-line

C’è del marcio (anche) in Danimarca

Dal mondo e dall’Italia

4

17

18

26

30

32

34


Bimestrale > numero 120 > maggio/giugno 2009

Direttore responsabile > Giorgio Mario Ghezzi

Sede e redazione > V.le Liegi, 48/b > 00198 Roma

Tel. 06/8412641 > Fax 06/8554714

www.aiba.it > info@aiba.it

Progetto grafico > Edigraf - Roma

Pubblicità > Finaiba Srl

Tipografia > Art Color Printing Srl - Roma

Aut. Trib. Roma > N. 376 del 21/6/89

Finito di stampare il 6/7/2009

Broker viene inviato a chiunque

desideri riceverlo.

A tale scopo si prega di voler contattare

la Segreteria Aiba.


Bimestrale

Broker

Gennaio/Febbraio 2007 Spedizione in abbonamento postale 70% Roma

Broker (

n u m e r o

100

PERIODICO DELL’AIBA ASSOCIAZIONE ITALIANA BROKERS DI ASSICURAZIONI E RIASSICURAZIONI

Broker 3


4

Maggio > Giugno 2009

Associazione

Broker

Assemblea Generale

La relazione del Presidente Francesco G. Paparella

Care Colleghe e Colleghi,

Vi do il benvenuto a questa Assemblea

che coincide con il quarantesimo anniversario

della costituzione della nostra Associazione.

I dati che ci troviamo ad esaminare oggi

sono quelli al 31 dicembre 2008, sui quali,

almeno per il nostro settore, non hanno

ancora inciso le conseguenze della crisi

finanziaria che, a partire dal 15 settembre

2008, data del fallimento della Lehman Brothers,

hanno coinvolto l’intero assetto

finanziario mondiale.

Volendo richiamarsi alla Cabala, il mese di

settembre rappresenta, almeno in questo

inizio di secolo, quello delle grandi catastrofi.

Dopo l’11 settembre 2001, abbiamo

oggi il 15 settembre 2008: crisi diverse ma

entrambi epocali.

Vero è però che già lo scorso anno il

nostro Paese avvertiva una crisi economica

rilevante che si rifletteva anche sulla raccolta

del mercato assicurativo. Una crisi

quindi mondiale che si è sovrapposta ad un

difficile momento dell’economia italiana. Il

sistema economico del pianeta si sta ripensando

e appare difficile disegnare lo scenario

nel quale il mondo potrà riconoscersi

quando verrà avviata la ripresa.

E’ ragionevole pensare che i protagonisti

dello sviluppo possano divenire soggetti

diversi da quelli che finora lo hanno determinato,

spostando gli equilibri verso realtà

quali quella cinese ed indiana che potrebbero

trarre beneficio da una profonda mutazione

delle regole che sembra profilarsi.

Il continente europeo dovrà decidere se e

con quali modalità presentarsi compatto a

questa sfida di rinnovamento. Gli Stati dell’Unione

sono profondamente diversi tra

loro per modelli di sviluppo, livello di vita

e capacità produttiva ma credo necessario

cercare le ragioni di una indispensabile integrazione

che possa consentire all’Europa di

raggiungere quella massa critica che la ponga

quale interlocutore alla pari con gli

altri attori dello sviluppo economico.

Fino al 1989 - caduta del muro di Berlino

- abbiamo vissuto in un mondo diviso in

due blocchi ideologici contrapposti.

Oggi si delinea un’analoga contrapposizione

di tipo economico: protagonisti diversi

ma rischio di commettere gli stessi errori

del passato.

Se questa tendenza troverà conferma,

l’Europa potrà rispondere solo se saprà creare

una capacità produttiva integrata per

contribuire ad assumere e non limitarsi a

subire le decisioni che cambieranno la vita

agli abitanti del pianeta.

Già si identificano alcuni temi, primo fra

tutti quello della salvaguardia ambientale,

che da pericolosa criticità può divenire, se

affrontato correttamente, opportunità di

sviluppo e miglioramento della qualità della

vita.

Appare necessario un confronto serrato

all’interno dell’Unione che, pur rispettando

le necessità e le aspettative di ognuno,

pervenga ad una sintesi e ad un progetto

che possa essere discusso e confrontato con

quelli degli altri partner economici mondiali.

La percezione è quella di aver raggiunto un

bivio cruciale che impone ad ognuno

l’assunzione di forti responsabilità. Il timore

è che prevalgano logiche “regionali” o,

peggio, atteggiamenti che definirei tipicamente

“italiani”, dove tutti si rendono

conto come sia necessario intervenire anche

con gravi sacrifici, ma ognuno dice “cominci

qualcun altro”.

Assistiamo oggi ad una riduzione comples-


siva del valore della ricchezza, al rallentamento

del credito, al perdurare della contrazione

del potere di acquisto delle famiglie,

ad una generalizzata sfiducia tra i consumatori

e le imprese.

Alcuni segnali sembrano indicare un possibile

rallentamento delle tensioni finanziarie

anche grazie alle manovre concertate

tra i governi e le banche centrali delle

principali potenze economiche mondiali.

Si è fatto il possibile per mantenere alta la

liquidità e rafforzare il sistema bancario,

che è quello che ha registrato la maggiore

debolezza di fronte all’incalzare della crisi.

E’ aumentata l’offerta di liquidità per

stimolare la ripresa dell’attività creditizia

e, quindi, imprenditoriale, anche se di ciò

non vi è ancora percezione condivisa se,

come è necessario, si fa riferimento alle

affermazioni del Presidente di Confindustria

e del mondo politico. In particolare,

si ritiene che il mercato del credito continui

a privilegiare quelle realtà di maggiori

dimensioni a scapito della piccola e media

industria, che, come ben sappiamo, hanno

sempre rappresentato il reale motore di sviluppo

di un paese quale il nostro.

Va sottolineato come le autorità monetarie,

riducendo il costo centrale del denaro a

livelli mai prima neppure ipotizzati, abbiano

posto le basi per conseguire benefici

influssi sui tassi di interesse a lungo termine

e garantire il funzionamento del mercato

globale del credito.

Per quanto riguarda l’area euro, la recessione

si è aggravata alla fine del 2008, con

un crollo delle esportazioni pari a quasi il

7% nell’ultimo trimestre.

Quindi caduta dei ritmi produttivi, consumi

delle famiglie in diminuzione,

prospettive occupazionali non

incoraggianti.

Anche l’Italia sta attraversando un

periodo di grande crisi, con una

dinamica negativa del PIL e dell’occupazione.

Segnali di rallentamento

della caduta produttiva

sono stati riportati dagli organismi

a ciò preposti e dalla Banca

d’Italia. Resta una situazione

recessiva peggiorata dal crollo delle

entrate tributarie.

E’ ovvio che in una tale situazione

generale anche il mercato assicurativo

non poteva avere una

evoluzione positiva.

54.565

Il mercato assicurativo italiano

Il totale dei premi 2008, secondo quanto

diffuso dall’Isvap, è stato pari a 92.014

milioni di euro circa (-7,2% rispetto all’anno

precedente), con una raccolta di 37.449

milioni di euro nei rami danni (-0,6%) e

54.565 milioni di euro nel vita (-11,2%).

L’analisi che possiamo sviluppare pone in

evidenza che per la prima volta la flessione

del comparto ha coinvolto anche i rami

danni.

Dal 2005, ultimo anno in cui la raccolta

complessiva è stata positiva - + 8,7% che

al netto del tasso di inflazione risultava

del 6,8% - abbiamo avuto un costante

decremento. Nel 2006, 106,6 miliardi di

euro, pari a un - 2,9%. Nel 2007, la raccol-

Associazione

Il Presidente Francesco

G. Paparella apre i lavori

dell’Assemblea

Suddivisione dei premi

del lavoro diretto italiano

17.635

Rca Altri Danni Vita

19.814

Broker 5


6

Maggio > Giugno 2009

Associazione

Broker

ta è scesa sotto i 100 miliardi di euro -

99,116, - 7%. E, come detto, nel 2008 una

ulteriore flessione del 7,2%. Ma è solo da

quest’anno che anche la raccolta dei rami

danni presenta un saldo negativo, seppur

minimo dello 0,6%, mentre continua a

diminuire l’incidenza della RC Auto obbligatoria

sul totale.

Il crollo del ramo vita, passato da 73,4

miliardi nel 2005 agli attuali 54,565, ha probabilmente

una genesi diversa.

Negli ultimi anni infatti la raccolta vita si

era sviluppata attraverso la vendita di

prodotti finanziari, ove cioè il contraente

non solo non trasferiva, secondo il principio

assicurativo, il proprio rischio in capo

ad un terzo, ma addirittura se ne assumeva

spesso inconsapevolmente di nuovi e più

gravi. Languiva, viceversa, la raccolta vita

“classica”, quella cioè riferibile al ramo primo.

L’amaro risveglio dei risparmiatori ed il conseguente

crollo di fiducia nei confronti di

simili prodotti, ad alto rischio speculativo

e poco chiaramente strutturati e percepiti,

ha generato la forte flessione che oggi constatiamo.

Gli indicatori dimostrano come nei primi

mesi del 2009, viceversa, si sia verificata

una ripresa della raccolta proprio nei rami

classici: Temporanea Caso Morte e polizza

a capitale e rendita garantita.

Tale ripresa tuttavia non è neppure lontanamente

paragonabile alla raccolta fin qui

persa.

La flessione seppur minima della raccolta

danni è certamente riconducibile a diverse

motivazioni.

Possiamo elencarle, anche se appare difficile

stabilire il grado di influenza che hanno

avuto sul dato complessivo.

Certo ha inciso una minore propensione

all’acquisto dovuta alla crisi finanziaria delle

famiglie italiane; il conseguente sviluppo

di una maggiore competizione sul

prezzo da parte degli assicuratori, che volevano

mantenere quote di mercato; ultime,

ma non ultime, le cosiddette “lenzuolate”

di Bersani che, specialmente nell’RC Auto,

hanno generato, come lo stesso Presidente

dell’Ania ha dovuto ammettere, un abbattimento

complessivo dei premi ed una maggior

volatilità dei portafogli.

In questo panorama complessivo, la nostra

Categoria è riuscita ancora una volta ad

operare in controtendenza, aumentando la

propria raccolta complessiva da 17.584

milioni del 2007, a 19.684 nel 2008. Stimiamo

di rappresentare nell’ambito del

mercato danni, una quota del 52,6%, che

si trasforma sul totale, nel 26,74%. Sono

aumenti significativi perché lo scorso anno

rappresentavamo rispettivamente il 46,7 ed

il 22,18.

Si sottolinea come permanga l’impossibilità

di confronto con i dati utilizzati dall’Ania

e dall’Isvap per i propri schemi riassuntivi

in quanto essi non tengono conto della

“produzione” appoggiata alle agenzie e neppure

i ricavi dovuti alle fees, che, per la

Categoria, rappresentano una percentuale

sempre più rilevante.

Dobbiamo però considerare che gli effetti

della crisi sui numeri riferibili ai nostri affari

tradizionali potremo vederli nel corso del

2009 ed alcuni indicatori significativi già

si sono manifestati.

Le regolazioni premio basate sui fatturati

o sulle retribuzioni si sono sensibilmente

ridotte e la fine del 2009 difficilmente vedrà

un impatto positivo sui rinnovi della nostra

clientela, in quanto è ragionevole supporre

che tali parametri di riferimento manterranno

il segno negativo.

Ci attende quindi una stagione di rinnovi

non facile, aggravata dalla tendenza confermata

dei principali riassicuratori ad

aumentare il costo di cessione dei trattati.

Su tale quadro generale inciderà anche quel

sano spirito competitivo che caratterizza

la nostra Categoria e di cui ha sempre beneficiato

la clientela negli anni.

Credo però che si imponga un richiamo alla

sana gestione delle nostre aziende e alla

difesa della professionalità di ognuno. La

competizione è di per sé sana ed è sempre

auspicabile.

La soglia oltre la quale diviene perversa e

scorretta è quella del dumping. Offrire i propri

servizi a costi non solo privi di remunerazione

ma addirittura in perdita rappresenta

una strategia miope che discredita

l’intera Categoria e alla lunga si rivela una

tattica suicida.

Analogamente, nei rapporti con la Pubblica

Amministrazione, che per la nostra Categoria

continua ad essere un comparto di

fondamentale importanza, rinnovo il richiamo

ad agire con spirito imprenditoriale, evitando

la litigiosità tra Colleghi ed acquisizioni

fatte a condizioni economiche del tutto

inadeguate al lavoro da svolgere.


Il mercato italiano dei broker e

l’Aiba

A supporto di questa Relazione viene fornita

una serie di elementi disaggregati di

approfondimento. Qui mi limito a riepilogare

la situazione al 31/12/08 degli iscritti

al RUI.

Le imprese sono tornate ad aumentare. Sono

ora 940 (rispetto alle 884 della fine del

2007), con una crescita del 6,3%. Per quanto

concerne le persone fisiche, al 31/12/08

risultano 2.893 iscritti, con un incremento

dello 0,3% rispetto al 2007 (nell’ambito delle

2.893 persone fisiche sono comprese

anche 349 ditte individuali).

In totale abbiamo 3.833 mediatori di assicurazione

e/o riassicurazione, con un aumento

dell’1,7% rispetto all’anno precedente.

Come sempre, occorre sommare le società

alle ditte individuali.

Alle 940 società occorre quindi aggiungere

le 349 ditte individuali esistenti. Il risultato

è quindi di 1.289 aziende operanti sul

mercato italiano nelle varie forme consentite

dalle norme civilistiche e commerciali.

La regione con il numero maggiore di Broker

rimane la Lombardia con un totale di

372 iscritti. Seguono il Lazio con 198 iscritti,

il Veneto e il Piemonte.

Per quanto concerne infine l’Associazione,

abbiamo registrato ulteriori adesioni: oggi

abbiamo 1.000 Aziende iscritte (società e

ditte individuali), con una rappresentatività

rispetto al totale della Categoria pari a

circa il 78%.

Dal punto di vista del giro d’affari, calcolato

sui soli introiti provvigionali, gli

associati Aiba rappresentano circa il 90%

del mercato.

L’attività istituzionale di Aiba

Tra i ruoli fondamentali che l’Associazione

deve svolgere a tutela della Categoria che

rappresenta, vi è quello dei rapporti con

gli organi istituzionali che di volta in volta

intratteniamo per poter riportare le istanze

e le aspettative dei Broker italiani.

La scelta di fondo è quella di mantenere con

i nostri interlocutori un atteggiamento di

collaborazione sempre e comunque impostato

al reciproco rispetto dei ruoli e delle

funzioni. Questo ci ha permesso di conseguire

alcuni importanti risultati e di mantenere

comunque aperta la strada per un

corretto confronto su altre tematiche.

Voglio sottolineare che la cordialità e reciproca

correttezza dei rapporti è garantita

non solo dal nostro atteggiamento, ma

anche da quello dei nostri interlocutori.

Isvap

Il rapporto costante di confronto e discussione

- già avviato lo scorso anno - è proseguito

nel 2008, con lo scopo principale

di approfondire le interpretazioni delle

norme, cercando di evitare inutili ridondanze

che non giovano all’utente e creano

problemi all’operatività della Categoria.

Dal nostro punto di vista, la chiarez-

Associazione

Serie storica degli iscritti

all’Albo/Rui

Fig. 1 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Pers. Fis. 1888 2063 2350 2552 2752 3018 3082 3415 3739 2885 2893

Var. Assoluta 128 175 296 193 200 266 64 333 324 -854 8

Var. % 7,2 9,2 14,3 8,2 7,8 9,6 2,1 10,8 9,5 -22,8 0,3

Pers. Giur. 773 790 807 882 912 932 940 ?963 1021 884 940

Var. Assoluta 35 17 17 75 30 20 8 25 58 -137 56

Var. % 4,7 2,1 2,1 9,3 3,4 2,2 0,8 2,6 6,0 -13,4 6,3

Totale 2661 2853 3166 3434 3664 3950 4022 4378 4760 3769 3833

Var. Assoluta 163 192 313 268 230 286 72 356 382 -1021 64

Var. % 6,5 7,2 10,9 8,5 6,6 7,8 1,8 8,8 8,7 -20,8 1,7

Broker 7


8

Maggio > Giugno 2009

Associazione

Suddivisione per Regione

Broker

za e la trasparenza si perseguono solo con

procedure semplici e con documentazione

sintetica ed efficace. Viceversa, abbiamo

constatato e spiegato come la sovrabbondanza

di modelli, formulari ed informazioni

non faccia altro che produrre

nel cliente un totale disinteresse.

Dopo aver ottenuto lo scorso anno un determinante

chiarimento sulla collaborazione

tra Broker e Broker, e quella tra Broker e

Agenti Procuratori, quest’anno, sul tema del

segnalatore occasionale, l’Istituto, nell’ambito

delle risposte alle domande più frequenti,

ha chiarito la sua posizione che oggi

risulta la seguente:

“Alla luce della definizione di cui all’art.

106 del Codice delle assicurazioni e all’art.

2, lett. d) del Regolamento, l’attività di mera

segnalazione di nominativi all’intermediario

non è riconducibile alla nozione di

attività di intermediazione, salvo che essa

non si sostanzi anche in un’attività di

assistenza o consulenza finalizzate alla presentazione

o proposta di contratti di assicurazione

ai clienti segnalati e comporti la

percezione di un compenso”.

Il chiarimento a nostro avviso rispecchia

nella sostanza le istanze avanzate dall’Aiba

nel corso del primo periodo di vigenza

del Regolamento. L’interpretazione di alcuni

poneva l’accento in primo luogo sulla

percezione del compenso da parte del

segnalatore, compenso che finiva per assurgere

ad elemento qualificante dell’attività

svolta che, nella maggioranza dei casi, nulla

aveva dell’intermediazione assicurativa,

limitandosi invece ad una pura e semplice

segnalazione di potenziali clienti. La non

rispondenza dell’interpretazione rispetto

alla effettiva operatività è stata fatta notare

più volte all’Istituto, chiedendo che venisse

tenuto conto della realtà del mercato, in

modo da qualificare correttamente l’attività

svolta ai fini dell’eventuale iscrizione del

segnalatore nella Sezione E del RUI.

Il pronunciamento anzi riportato chiarisce

che la percezione di un compenso per attività

di mera segnalazione non comporta

l’iscrizione alla Sezione E, se non associata

ad “attività di assistenza o consulenza

finalizzate”.

E’ quindi l’attività svolta, unita ad un

Fig. 2 Assicurazioni Riassicuraz. Ass./Riass. Ditte Indiv. Totale %

Piemonte 64 1 43 108 8,4

Valle d’Aosta 2 1 3 0,2

Lombardia 277 2 19 74 372 28,9

Trentino A.A. 14 3 17 1,3

Veneto 82 1 35 118 9,2

Friuli V. G. 18 4 22 1,7

Liguria 53 2 5 7 67 5,2

Emilia R. 74 2 16 92 7,1

Toscana 51 32 83 6,4

Umbria 8 4 12 0,9

Marche 9 9 18 1,4

Lazio 144 1 7 46 198 15,5

Abruzzo 7 7 14 1,1

Molise 3 1 4 0,3

Campania 44 1 26 71 5,5

Puglia 16 15 31 2,4

Basilicata 3 1 4 0,3

Calabria 2 5 7 0,5

Sicilia 22 19 41 3,2

Sardegna 6 1 7 0,5

Totale 899 5 36 349 1.289 100


compenso, ad assurgere finalmente a

discriminante per la necessità di iscrizione

al RUI. Il pronunciamento ci consente

di affermare legittimamente la possibilità

di corrispondere un compenso ad un segnalatore

che non svolga attività di intermediazione,

senza gli oneri di una sua iscrizione

nel RUI.

Revisione Regolamento Isvap n. 5/2006

Si deve dare atto all’Istituto di aver avviato

la procedura di revisione del Regolamento

n. 5/2006 ben prima del termine triennale

previsto dal Codice delle Assicurazioni.

Infatti, in data 17/12/2008, è stato

posto in pubblica consultazione il provvedimento

di revisione, con termine per

presentazione di osservazioni al 9/2/2009.

Va tenuto presente che l’avvio della pubblica

consultazione è stato contemporaneo

ad analoga procedura relativa allo schema

di regolamento recante i principi per

l’adozione degli atti regolamentari dell’Isvap.

Questa sovrapposizione temporale

non ha consentito di allargarne la previsione

alle modifiche del regolamento n.

5/2006, pertanto gli argomenti del Regolamento

posti in revisione hanno riguardato

soltanto alcune delle criticità rilevate dall’Aiba

nel corso del periodo di vigenza.

L’Associazione però ha potuto presentare

osservazioni limitate unicamente ai punti

in corso di modifica.

Per completezza di esposizione si riportano

gli argomenti trattati e la sintesi della

posizione assunta:

Modalità per l’iscrizione

Con l’obiettivo di snellire e semplificare le

procedure di iscrizione al RUI, l’Istituto ha

proposto di accorpare i modelli di iscrizione.

Pur apprezzando lo sforzo, riteniamo

che ciò non sia sufficiente a raggiungere

lo scopo fissato, perché non modifica i tempi

dell’istruttoria né gli oneri gravanti sugli

intermediari.

Cancellazione dal Registro

Abbiamo sottolineato come non trovi

ancora compiuta soluzione la problematica

emergente dalle iscrizioni contemporanee

di collaboratori da parte di più intermediari.

Fig. 3 Assic. Riass. Ass./Riass. Ditte Ind. Totale %

Milano 211 2 18 46 277 21,5

Roma 132 1 7 39 179 13,9

Torino 38 1 30 69 5,3

Genova 48 2 5 6 61 4,7

Napoli 36 1 18 55 4,3

Bologna 38 7 45 3,5

Firenze 20 12 32 2,5

Brescia 20 11 31 2,4

Padova 18 13 31 2,4

Altre 338 4 167 509 39,5

Associazione

Totale 899 5 36 349 1.289 100 Suddivisione per Provincia

Broker 9


Maggio > Giugno 2009

Associazione

Percentuali di mercato.

I calcoli sono stati effettuati

sulla base delle

provvigioni e delle fees

10 Broker

Aggiornamento Professionale

Nel condividere l’elevazione del termine per

l’aggiornamento professionale a due anni,

l’Associazione ha inteso richiedere un chiarimento

sui tempi dell’entrata in vigore di

tale disposizione.

Informativa Precontrattuale

Su tale argomento l’Aiba ha rinnovato la

richiesta di valutare la possibilità di uno

snellimento della modulistica e un chiarimento

circa gli obblighi di consegna di successive

copie di modelli 7B in occasione di

modifiche di rilievo.

Obblighi di separazione patrimoniale

L’Aiba ha apprezzato l’elevazione del termine

per il versamento sul conto separato

a dieci giorni, ma ha ritenuto di richiedere

una maggior precisazione in merito al diritto

del Broker a percepire le provvigioni

maturate al momento stesso in cui il premio

sia stato dal cliente versato direttamente

sul conto separato.

Fidejussione bancaria

L’inserimento di un articolo specifico per la

fideiussione bancaria in sostituzione del

patrimonio separato rappresenta un passo

avanti verso la soluzione della problematica

in passato legata al concreto operare

della fideiussione stessa. In particolare,

abbiamo richiesto venisse indicato in forma

esplicita il beneficiario della fideiussione,

ipotizzando alternativamente l’Isvap

o il Fondo di Garanzia presso la Consap.

In previsione della diffusione di tale strumento,

l’Associazione sta definendo delle

intese operative con un importante Gruppo

bancario per giungere ad un accordo

quadro che tra i vari servizi preveda anche

quello del rilascio della fideiussione su

richiesta degli iscritti.

Contratti in forma collettiva

L’Associazione ha chiesto di prendere in esame

l’estensione della disciplina semplificata

anche a tutte le altre fattispecie contrattuali

riconducibili per analogia alle

polizze collettive, per le quali la revisione

ha introdotto i criteri di semplificazione.

Violazioni alle quali si applicano le sanzioni

disciplinari.

L’Associazione ha richiesto una maggior

armonizzazione delle sanzioni, in base

alla reale gravità della infrazione.

La revisione del Regolamento, nella versione

definitiva, non è stata ancora pubblicata.

Informativa Precontrattuale ed Adeguatezza

Immediatamente dopo l’entrata in vigore

del Regolamento n. 5, l’Associazione ha

diramato diverse circolari per supportare gli

iscritti negli adempimenti obbligatori

relativi all’adeguatezza e all’informativa

precontrattuale. Per meglio approfondire i

temi e le criticità via via emerse, è stato

costituito un Gruppo di lavoro, supportato

dal Comitato Scientifico ABA, che, da un

lato monitorizza le problematiche che emergono

nel corso dell’operatività di ognuno

e, dall’altro, redige documenti e supporti

per consentire il mantenimento degli impegni

obbligatori, snellendone il più possibile

gli strumenti. In ordine di tempo, l’ultima

Fig. 4 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

Imprese e

Ditte Indiv.

1.070 1.142 1.219 1.245 1.271 1.251 1.289 1.435 1.222 1.289

Introiti (mln) 598 659 804 900 949 985 1.159 1.267 1.438 1.610

Premi gestiti

(mln)

Premi Italia

(mln)

% mercato

Broker

7.850 8.653 10.127 11.822 13.928 14.649 17.710 19.368 21.980 24.605

61.950 67.619 76.000 87.700 96.993 101.037 109.700 106.600 99.116 92.014

12,6 12,7 13,3 13,5 14,4 14,5 16,1 18,2 22,2 26,7


Circolare sull’Adeguatezza è la n. 1234

dell’8 giugno 2009.

Inoltre, da tempo, è stato avviato un

tavolo di lavoro con Isvap per la revisione

e semplificazione del modello 7 B. Sono

state presentate e discusse diverse ipotesi.

Ad oggi, dopo aver di fatto completato

l’attività di confronto, siamo in attesa di

un pronunciamento definitivo da parte dell’Istituto.

Il Gruppo di lavoro si è anche

occupato della formulazione di una lettera

di Libera Collaborazione standard da sottoporre

alle Compagnie con le quali vi

siano rapporti ed infine anche di un modello

di Lettera d’Incarico da richiedere alla

clientela.

Consap

Fondo di Garanzia

Sul tema del Fondo di Garanzia siamo intervenuti

a tutti i livelli (Governo, Ministero,

Isvap) per ottenere un transito privo di complicazioni

dalla gestione precedente a quella

Consap.

Come noto, scopo di tale Fondo, istituito

dalle legge 792/1984, è quello di risarcire

gli assicurati e le imprese di assicurazione

dei danni patrimoniali derivanti dall’esercizio

dell’attività di mediatore assicurativo

e riassicurativo, nel caso in cui il danneggiato

non fosse stato risarcito dall’intermediario

o non fosse stato indennizzato attraverso

la polizza di Responsabilità Civile

Professionale obbligatoria.

Il Nuovo Codice ne ha mantenuto la struttura

e le caratteristiche, trasferendone la

gestione alla Consap. Il 17 marzo 2009, è

stato emanato dal Ministero delle Attività

Produttive il previsto Regolamento di

Gestione, che, nel confermare la disciplina

previgente, fissa una tempistica più rapida

Fig. 5

Rami Danni

Premi totali

(mln)

Premi gestiti

Broker (mln)

% mercato

Broker

per procedere al risarcimento dei danni,

attribuendogli una funzione quasi sostitutiva

o, come affermato dal Presidente del

Comitato per il Fondo, anticipatoria della

Polizza di RC Professionale.

Come noto, già lo scorso anno la Categoria

ottenne, su pressanti richieste dell’Associazione,

di ridurre il contributo annuale

dallo 0,50% delle provvigioni introitate,

allo 0,10%. Lo scorso anno, in soluzione

unica e nella stessa misura, fu versato il

contributo 2007 e 2008.

Per il 2009, l’Aiba, attraverso i suoi rappresentanti

nel Comitato di Gestione,

ingegner Luigi Burei e dottor Ugo Rodinò

di Miglione, ha proposto di ridurre il contributo

allo 0,025%, presentando uno studio

che dimostra come tale riduzione sia

in grado di mantenere comunque l’integrità

del patrimonio del Fondo. Colgo l’occasione

per ringraziare, a nome mio e di tutti Voi,

i nostri rappresentanti, non solo per la

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

32.400 34.212 35.411 36.300 37.200 37.676 37.449

9.694 11.142 11.720 14.168 15.494 17.584 19.684

29,9 32,6 33,1 39,0 41,6 46,7 52,6

Associazione

Percentuali di mercato

Rami Danni.

I calcoli sono stati effettuati

sulla base delle provvigioni

e delle fees

Broker11


Maggio > Giugno 2009

Associazione

12 Broker

disponibilità e la competenza che dimostrano

nell’espletare la funzione delegata, ma

anche e soprattutto perché in tale ruolo

sono particolarmente ascoltati ed apprezzati

dai componenti laici del Comitato di

Gestione, che ritengono il loro supporto

insostituibile.

Il Presidente del Comitato, pur apprezzando

la proposta, non ha inteso modificare

il contributo per l’anno 2009, confermando

lo 0,10%. Egli ha sostenuto che la

nuova funzione delineata dal Regolamento

può portare a temporanei esborsi

molto superiori a quelli degli ultimi anni.

Ha dato comunque atto che il nostro metodo

di calcolo è certamente valido e potrà

essere applicato quando la nuova situazione

si sarà stabilizzata cioè dal prossimo

anno o successivi. Data la rilevanza

dell’argomento, quanto prima, i nostri Colleghi

redigeranno un commento al Regolamento

e più in generale al funzionamento

del Fondo di garanzia, che verrà pubblicato

da Broker affinché tutti possano

beneficiare di un aggiornamento sull’argomento.

L’Aiba ed il mondo politico

Durata contratti

Il 21 aprile 2009 la X Commissione del Senato

ha votato un emendamento che ripristina

la durata poliennale dei contratti, cancellando

la possibilità di risoluzione annuale

degli stessi senza oneri. L’emendamento

è stato approvato nonostante i pareri contrari

dell’Autorità Garante per la Concorrenza,

delle associazioni dei consumatori, del

sindacato agenti e dell’Aiba.

Va ricordato che l’Italia è tra i Paesi Europei

quello con la maggiore durata dei contratti

assicurativi e clausole di ulteriore rinnovo

automatico. La situazione comportava

un legame tra assicurati ed assicuratori

che veniva indicato dalla Commissione

Europea come lesivo della concorrenza, in

quanto in grado di limitare l’accesso al mercato

di nuovi operatori. La stessa Commissione

rilevava la incompatibilità di tale status

rispetto alle istanze di tutela del consumatore

che veniva posto nell’impossibilità

di adeguare la propria situazione assicurativa

a mutate, e più favorevoli, clausole

contrattuali.

In ottemperanza all’auspicio di armonizzazione

delle legislazioni nazionali rispetto a

tali principi di libertà del consumatore, il 2

aprile 2007 il Parlamento Italiano ha varato

la legge n. 40/2007, introducendo la

facoltà per l’assicurato di risolvere annualmente

i contratti assicurativi senza oneri.

Viceversa, se l’emendamento del 21 aprile

2009 verrà approvato in via definitiva

dalla Camera, l’Italia tornerà indietro di

anni nel cammino, già rivelatosi faticoso,

verso un mercato più libero, concorrenziale

e tutelante per gli assicurati.

L’Aiba, in base ai propri principi di libera

concorrenza e di tutela del consumatore, ha

percorso tutte le possibili strade per evitare

la promulgazione di tale norma, illustrando

la situazione alla Presidenza del Consiglio,

al Presidente dell’Antitrust Italiano,

al Presidente dell’Isvap e ai Componenti tutti

della X Commissione del Senato, nonché

alle associazioni dei consumatori ed ai

maggiori organi di stampa.

In caso di definitiva approvazione, l’Aiba si

sta preparando ad interessare anche la Commissione

Europea per verificare se sussistano

i presupposti per l’avvio di una procedura

di infrazione nei confronti del nostro

Paese.

Assicurazione delle calamità naturali

Il recente terremoto in Abruzzo e le sue

devastanti conseguenze hanno riproposto

il tema dell’assicurazione delle catastrofi

naturali. Prendendo spunto da una lettera

aperta del Ministro Brunetta, che indicava

come necessario introdurre l’obbligo assicurativo

di tali eventi, Aiba ha riproposto

quanto emerse nel corso di un Convegno

sul tema organizzato il 31 ottobre del 2000.

In quella sede l’Associazione propose al

mondo bancario di introdurre l’assicurazione

obbligatoria su tutte le operazioni di mutuo

immobiliare relative ad acquisto e/o ristrutturazioni

di edilizia abitativa. Il presupposto

era quello di consentire agli assicuratori

di raccogliere premi su tutto il territorio

nazionale, sì da evitare quella selezione

perversa che, limitando le richieste alle

sole aree ad alto rischio, di fatto ha reso

impossibile lo sviluppo su base volontaria

di tale copertura.

Dobbiamo rilevare che negli ultimi 20

anni ogni legislatura ha prodotto una proposta

per l’assicurazione di tali rischi che,


invariabilmente, è poi decaduta. Molte ne

sono le cause ma possono essere ricondotte

a una percezione diffusa che di tali

eventi debba farsi carico lo Stato.

Il mondo politico continua ad avvalorare

tale tesi, con una rincorsa tra maggioranza

ed opposizione a chi mette maggiori

risorse a disposizione di chi ha subito tali

eventi. Di fronte a ciò non potrà mai svilupparsi

una coscienza individuale che porti

a voler tutelare i propri beni.

Da ciò la proposta dell’Aiba, che di fatto

superava la necessità di una legge, riportando

nell’alveo di una negoziazione tra

privati e quindi, in teoria, di immediata

applicabilità, la questione della diffusione

dello strumento assicurativo privato. Ora

come allora, la proposta ci sembra valida

e ci stiamo perciò attivando perché possa

riaprirsi il dibattito.

Assicurazione inquinamento

L’entrata in vigore del Codice Ambientale

ha imposto nuovi parametri di tutela

dell’ambiente e del territorio. Di ciò ci siamo

occupati nel Convegno del 26 marzo

2008 a Milano. In quella sede avanzammo

la proposta di ridurre in modo sensibile

l’aliquota fiscale imposta sulle polizze

RC da inquinamento, al fine di favorire

la nascita di un mercato attualmente

inesistente.

La nostra iniziativa è ancora attuale e ci

stiamo confrontando con il mondo politico

con l’aspettativa di giungere ad un

concreto risultato.

L’Aiba e le Associazioni

Ania

Con la Rappresentanza delle Imprese manteniamo

un costante rapporto dialettico e

di reciproca collaborazione anche se, come

ha evidenziato il caso della durata dei contratti,

le posizioni possono essere diametralmente

opposte, vista la differenza degli

interessi che reciprocamente tuteliamo.

Sna e Unapass

Con le Associazioni degli agenti manteniamo

un contatto dialettico aperto e, nel

caso della reintroduzione dei contratti di

lunga durata, vi è una totale consonanza

ed unità di vedute. Gli intermediari professionali,

sono, tutti, contrari ad ogni iniziativa

che leda la libertà del consumatore.

Mi auguro che a fronte di un sentimento

così condiviso, sia possibile raggiungere

la firma di un protocollo tra le due

Categorie che ci veda responsabilizzati,

affinché un principio condiviso diventi

regola di operatività quotidiana.

Libertà di prestazione di servizi

La Direttiva del 2002 ha varato il passaporto

unico, in base al quale qualsiasi intermediario

registrato in un Paese membro dell’Unione

Europea può operare in regime di

Libertà di Prestazione di Servizi o in Libertà

di Stabilimento.

Si tratta di una reale opportunità per noi

tutti.

E’ però fondamentale che le norme di operatività

che ogni intermediario è tenuto a

rispettare siano quanto più possibile uniformi,

ad evitare penalizzazioni tra operatori

che rispondono a norme diverse o meno

vincolanti.

Associazione

Broker13


Maggio > Giugno 2009

Associazione

14 Broker

Dopo sette anni di operatività della Direttiva,

appare necessario che l’Unione determini

definitivamente tali criteri e limiti.

L’attività dell’Aiba

Statuto

Raccogliendo le istanze di modernizzare

lo Statuto vigente espresse nel corso degli

ultimi anni - ricordo che, seppur con

minime modifiche, il testo in vigore data

dal 1989 - la Giunta, su mandato del Consiglio

Direttivo, ha redatto un possibile testo

con le varianti sulle quali ha potuto raggiungere

un’intesa condivisa.

Nell’azione di riforma va tenuto conto che

lo Statuto vigente ha comunque garantito

il corretto svolgersi dell’attività dell’Associazione,

nel rispetto del pluralismo rappresentato

dalle diverse caratteristiche degli

Associati, e garantendo un equilibrio del

processo decisionale senza il quale non

avremmo potuto raggiungere quella effettiva

rappresentanza della Categoria che oggi

possiamo vantare.

La volontà di cambiamento deve confrontarsi

con questo importante elemento e

quindi la necessaria innovazione dovrà

coniugarsi con la salvaguardia degli equilibri

raggiunti, consolidati e quindi ormai

nostro inalienabile patrimonio.

Formazione

La nostra Accademia di Brokeraggio Assicurativo

ha sviluppato nel corso degli

anni una esperienza che la porta ad avere

competenze uniche nel settore. Il suo impegno

è cresciuto ed è andato consolidandosi

sino a che l’attività formativa dell’Associazione

è diventata un punto di riferimento

per l’intero mercato assicurativo

attraverso una vasta serie di iniziative utili

sia per conseguire i requisiti obbligatori

di ore di formazione e aggiornamento, che

una reale crescita professionale.

Per l’anno 2009 ABA ha ulteriormente

implementato la propria attività ed ha individuato

progetti mirati a soddisfare le diverse

esigenze degli Associati:

Corso di formazione delle 60 ore in aula

“Linea 38”

“Un giorno, un problema, una soluzione”

Corso di alta specializzazione “Tecniche di

mappatura, analisi e gestione dei rischi in

una Azienda e trasferimento al mercato

assicurativo”

Corso di laurea triennale in preparazione

alla professione di Intermediario Assicurativo

- accordo con Università Cattolica

Biblioteca Aba

Attività internazionale

Bipar

I contatti si sono ulteriormente intensificati

alla luce della ipotesi della diffusione

di una Terza Direttiva sull’intermediazione,

che potrebbe essere avviata a fine 2009 e

promulgata entro il primo semestre del

2010.

Il contenuto delle norme va delineandosi

nel senso di una sempre maggiore trasparenza

a favore dei consumatori che coinvolge

la remunerazione dell’intermediario,

i suoi vincoli con il mercato ed altri aspetti

fondanti della nostra attività.

In termini molto esemplificativi l’ipotesi

prevederebbe una direttiva di tipo generale

ed altri testi più specifici da recepire in

via automatica e senza modifiche dalle legislazioni

nazionali, sì da evitare la fase di

recepimento che ha portato ad avere attualmente

ventisette normative nazionali totalmente

differenti l’una dall’altra.

Il Bipar rappresenta una fondamentale ed

imprescindibile sede di confronto con i colleghi

degli altri Paesi in tema di evoluzione

del mercato assicurativo europeo, che

sempre più spesso fa riferimento a principi

quali il netquoting e la trasparenza.

Aiba avvierà con i nuovi eletti italiani al

Parlamento Europeo contatti per cercare

di influire sulle determinazioni che andranno

a delinearsi.

Fmba

La Federazione Mediterranea dei Brokers di

Assicurazione si sta ulteriormente ampliando

con l’ingresso di quasi tutti i paesi

rivieraschi e da una fase di confronto e collaborazione

con colleghi di un’area solo

parzialmente interessata alle vicende comunitarie,

si sta passando alla redazione di

progetti comuni che diano rilievo alla figura

del Broker ed anche possibili sviluppi e

scambi commerciali.

Comunicazione

Sul tema della comunicazione continua la


partnership ormai quasi decennale con la

società che cura la visibilità della nostra

Associazione e i rapporti con la stampa

sia di settore che generalista. La presenza

di Aiba sui media può ritenersi soddisfacente

anche se specialmente nel caso della

stampa generalista l’argomento assicurativo

è quasi sempre associato a quello

della RC Auto.

Anche per tale ragione, la visibilità della

Categoria e il suo fondamentale ruolo sul

mercato vengono costantemente evidenziate

attraverso iniziative pubbliche di cui

siamo promotori e realizzatori. La più

recente è stata il Convegno dell’8 aprile

scorso su “Sicurezza sul lavoro, prevenzione

e assicurazione: il Broker garanzia di

tutela”. La nostra categoria può contribuire

al miglioramento della tutela delle risorse

umane delle aziende non solo quale

obiettivo professionale, ma anche quale

apporto per assolvere ad un preciso compito

sociale. L’Associazione intende infatti

partecipare, attraverso i propri iscritti,

ai progetti volti a sviluppare un nuovo

modello di rapporto con l’Inail in favore

delle imprese clienti. Nello svolgimento di

questa attività, l’Aiba intende identificare

per i propri iscritti delle linee guida da diffondere

presso la clientela, consentendo agli

imprenditori “virtuosi” una serie di vantaggi

economici e normativi per premiare lo

sforzo fatto in materia di prevenzione e risk

management. Un percorso avanzato in tema

di sicurezza e prevenzione che garantisca

quindi il raggiungimento dei requisiti

indispensabili per usufruire dei vantaggi

economici che la direzione dell’Inail intende

riservare a quelle aziende che avranno

meglio saputo farsi interpreti di queste

istanze.

Ricordo anche la profonda modifica del

nostro bimestrale Broker, non solo dal punto

di vista grafico, ma anche da quello dei

contenuti e della diffusione, con la volontà

di rappresentare un punto di riferimento

per l’intero mercato e approfondire le

principali tematiche legate al mondo dell’assicurazione.

La totale rivisitazione del sito www.aiba.it

che, dopo circa 10 anni risentiva di un

aspetto grafico e di una modalità di consultazione

ormai superata. La nostra rassegna

stampa, mantenuta nella parte riservata

del sito, è, a mio parere, una delle più

complete disponibili sul web.

In occasione del quarantesimo anniversario

della nostra Associazione, il prossimo

26 ottobre si terrà a Milano una serata di

gala riservata ai nostri Associati. Ne trovate

memoria nella cartella che Vi è stata

consegnata oggi e comunque torneremo

in argomento per fornire ogni dettaglio sull’iniziativa.

Fin d’ora auspico che gli Ospiti Istituzionali

che interverranno si trovino con il più

ampio numero possibile di nostri Colleghi.

Sempre nell’ambito delle celebrazioni, si sta

completando la redazione di un volume

fotografico che abbina gli eventi più significativi

degli ultimi quattro decenni alla vita

della nostra Associazione. Il volume verrà

distribuito agli Associati e alle Istituzioni

nel mese di dicembre.

Servizi Aiba

La gamma dei servizi offerta agli Associati

è sempre più ampia ed include attività

progettuale e di consulenza su argomenti

di vario genere. Tra le principali vorrei

ricordare, per l’importanza oggettiva che

hanno, Check it auto; la convenzione per

la R.C. Professionale obbligatoria e la convenzione

Tutela Legale.

Associazione

Broker15


Maggio > Giugno 2009

Associazione

16 Broker

Di queste attività e di tutte le altre è stata

data ampia e puntuale informativa tramite

circolari e con appositi spazi su Broker.

In ogni caso la documentazione relativa e

tutto quanto possa essere utile per una

migliore comprensione delle opportunità

offerte è a disposizione degli iscritti sul sito

istituzionale Aiba.

Conclusioni

Care Colleghe e Colleghi,

prima di concludere questa mia Relazione

non posso tralasciare di sottolineare

l’insostituibile contributo dato da tutti i Colleghi

eletti e designati a vario livello alla

rappresentanza della Categoria.

I Vice Presidenti, la Giunta Esecutiva, il

Consiglio Direttivo, il Collegio Probiviri, il

Collegio Revisori dei Conti, le Delegazioni

Regionali, i Gruppi di lavoro, le nostre

rappresentanze al Bipar, alla Fmba e al

Comitato per il Fondo di Garanzia, hanno

lavorato con competenza e dedizione nel

nostro esclusivo interesse.

Un ringraziamento affettuoso e non formale

allo staff dell’Associazione che, sotto

l’attento coordinamento del Segretario

Generale, ci garantisce un insostituibile

supporto, basato su specifiche e universalmente

riconosciute capacità professionali.

Senza il loro impegno quotidiano, nessun

risultato si potrebbe

conseguire.

Oggi ci accingiamo a

rinnovare per il prossimo

triennio il Collegio

dei Probiviri e

quello dei Revisori

dei Conti.

Voglio perciò ringraziare

i primi che

hanno garantito

equilibrio di giudizio,

disponibilità

all’ascolto, ed i

secondi per aver

garantito la totale

trasparenza finanziaria

nella gestione

dell’Associazione,

entrambi adempiendo

al meglio ai

rispettivi incarichi.

Si tratta di ruoli

estremamente delicati ed importanti che

chiunque sarà chiamato ad assolvere sono

certo vorrà interpretare nel senso della continuità

e dell’impegno di cui i componenti

uscenti rappresentano il miglior esempio

possibile.

Il 2009 sarà un anno di transizione, in vista

di quella ripresa che tutti auspichiamo si

avvii dal prossimo anno.

La Categoria è chiamata ancora una volta

a dimostrare la propria capacità imprenditoriale

e professionale, dando dinamico e

propositivo supporto alla clientela la quale,

ancor più che in passato, dovrà poter

contare sulla nostra abilità a dare soluzioni

a problemi complessi, particolarmente

quando le risorse economiche disponibili

subiscono dei momentanei ridimensionamenti.

La competizione tra Broker è alla base della

crescita e dello sviluppo della nostra

Categoria: a tutti noi auguro che possa sempre

più prevalere nella clientela la percezione

che tale competizione debba basarsi

su capacità tecniche ed organizzative.

Tutto ciò, in ragioni di comportamenti trasparenti

nei confronti del mercato, dei

colleghi e della clientela.

La trasparenza è infatti un valore cui

aggiungere tutti gli altri e deve rappresentare

il comune denominatore dell’essere

Broker.

Grazie.


Elezioni

Rinnovo del Collegio dei Probiviri e del Collegio

dei Revisori dei conti

Al termine dell’Assemblea si è svolta

l’elezione dei componenti del Collegio dei

Probiviri e del Collegio dei Revisori dei conti

per il triennio 2009/2012.

Lo spoglio delle schede ha dato il seguente

risultato.

Collegio dei Probiviri

Categoria A: eletti Francesco Benetti e

Ugo Rodinò di Miglione, effettivi, Francesco

Bauducco, supplente.

Categoria B: eletti Marco Melani e Cesare

Sacerdote, effettivi, Vittorio Calvo, supplente.

Categoria C: eletti Carlo Marietti e Vinicio

Secinaro, effettivi, Marco Piasini, supplente.

Collegio dei Revisori dei conti

Categoria A: eletto Dario Scanu, effettivo.

Categoria B: eletti Antonella Di Giacomo,

effettiva, Cesare Burei, supplente.

Categoria C: eletti Federico Calissano, effettivo,

Augusto Alberti, supplente.

Associazione

Associazione

Associazione

Nelle foto: un momento

delle votazioni e, in basso,

alcuni degli eletti nei

due Organi associativi

Broker17


Maggio > Giugno 2009

Documenti

18 Broker

Fondo di Garanzia

Emanato il nuovo Regolamento

Decreto 30 gennaio 2009, n. 19

Regolamento recante norme per l’amministrazione,

la contribuzione e i limiti di intervento

del Fondo di garanzia per i mediatori

di assicurazione e di riassicurazione, in

attuazione dell’articolo 115 del codice delle

assicurazioni private, di cui al decreto

legislativo 7 settembre 2005, n. 209.

Art. 1.

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si

intende per:

a) «codice»: il codice delle assicurazioni

private di cui al decreto legislativo 7 settembre

2005, n. 209;

b) «Consap»: la Concessionaria servizi assicurativi

pubblici Spa;

c) «contributo»: la contribuzione annuale

dei mediatori a favore del Fondo determinata

a sensi dell’articolo 115, comma 3, del

codice;

d) «Fondo»: il Fondo di garanzia per i

mediatori di assicurazione e di riassicurazione,

di cui all’articolo 115 del codice;

e) «Isvap»: l’Istituto per la vigilanza sulle

assicurazioni private e di interesse collettivo;

f) «mediatori»: gli intermediari di

assicurazione e di riassicurazione iscritti

nella sezione di cui all’articolo 109, comma

2, lettera b), del codice;

g) «polizza»: la polizza di assicurazione

della responsabilità civile, di cui agli

articoli 110, comma 3, e 112, comma 3, del

codice;

h) «registro»: il registro unico elettronico

degli intermediari assicurativi e riassicurativi

di cui all’articolo 109, comma 1, del

codice;

i) «Comitato»: il Comitato di gestione di cui

all’articolo 115 del codice.

Art. 2.

Limiti di intervento del Fondo

1. Il risarcimento del danno patrimoniale

garantito dal Fondo è limitato in ogni

caso alle somme corrispondenti all’ammontare

di copertura della polizza. La garanzia

del Fondo ha ruolo sussidiario e interviene

per il mancato indennizzo previsto dalla

polizza.

Art. 3.

Patrimonio del Fondo

1. Il patrimonio del Fondo è costituito dai

contributi degli aderenti, da versamenti

volontari, dai redditi patrimoniali e da

ogni altro provento consentito dalla legge.

2. Il Fondo succede nei rapporti attivi e passivi

al Fondo di garanzia già previsto

dall’articolo 4, comma 1, lettera f), della legge

28 novembre 1984, n. 792.

Art. 4.

Funzionamento del Comitato

1. Il Comitato nomina il vicepresidente scegliendolo

tra i suoi componenti.

2. Il presidente e i componenti del Comitato

durano in carica tre anni.

3. Le funzioni di segretario del Comitato

sono svolte da un dipendente della Consap

nominato dal Comitato su designazione della

Consap medesima.

4. Il Comitato è convocato dal presidente in

via ordinaria almeno una volta ogni tre mesi

e in via straordinaria quando necessario o su

richiesta di almeno tre suoi componenti.

5. Il Comitato delibera con la presenza di

almeno quattro membri a maggioranza dei


voti dei presenti. In caso di parità prevale

il voto del presidente.

6. I verbali sono riportati integralmente nel

registro delle sedute del Comitato e sono

predisposti dal segretario e sottoscritti dal

presidente.

7. Con il decreto di nomina del Comitato

si stabilisce la misura del compenso annuale

nonché del gettone di presenza alle

adunanze, spettanti al Presidente ed ai

componenti; per i membri residenti fuori

Roma vengono rimborsate le spese documentate

di viaggio e soggiorno.

Art. 5.

Funzioni del Comitato

1. Il Comitato:

a) adotta gli atti di amministrazione e gli

altri atti di organizzazione relativi all’attività

e alla gestione del Fondo, compresa

l’individuazione dei fabbisogni di personale

e di servizi da destinare da parte della

Consap alle esigenze di funzionamento

del Fondo stesso;

b) delibera sulle domande di risarcimento

presentate ai sensi dell’articolo 9;

c) delibera il rendiconto finanziario e

approva la relativa relazione di accompagnamento;

d) fornisce annualmente al Ministero dello

sviluppo economico ogni elemento utile per

la determinazione del contributo annuale

dei mediatori.

Art. 6.

Presidente del Comitato

1. Il presidente del Comitato adotta i provvedimenti

di urgenza, sottoponendoli alla

ratifica del Comitato nella prima seduta.

2. Il vicepresidente esercita le funzioni del

presidente in caso di assenza o impedimento

di questo.

Art. 7.

Segretario del Comitato

1. Il segretario del Comitato di cui all’articolo

4, comma 3:

a) coordina l’istruttoria degli affari da sottoporre

al Comitato e predispone gli elementi

necessari per le deliberazioni;

b) redige i verbali delle riunioni del Comitato

e ne cura la trascrizione sull’apposito

registro;

c) coordina l’esecuzione delle delibere del

Comitato su delega del Comitato stesso;

d) coordina la tenuta della contabilità, dei

libri e della corrispondenza e la conservazione

degli atti e dei documenti relativi

alla gestione;

e) presenta al Comitato il progetto di rendiconto

finanziario e la relativa relazione.

Art. 8.

Norme per la nomina dei componenti del

Comitato in rappresentanza degli intermediari

e delle imprese di assicurazione e di

riassicurazione

1. I componenti del Comitato in rappresentanza

dei mediatori e delle imprese di

assicurazione e di riassicurazione, nominati

con decreto del Ministro dello sviluppo

economico, sono prescelti nell’ambito

di apposite terne di nominativi proposte

dalle relative associazioni di categoria maggiormente

rappresentative.

Art. 9.

Modalità di intervento del Fondo

1. L’assicurato o l’impresa di assicurazione

che abbiano subito un danno dal mediatore

e non siano stati risarciti dal mediatore

stesso, possono chiedere, mediante lettera

raccomandata con avviso di ricevimento, il

risarcimento al Fondo, allegando la documentazione

relativa ai fatti e alle circo-

Documenti

La sede della Consap a

Roma

Broker19


Maggio > Giugno 2009

Documenti

20 Broker

stanze che hanno determinato il danno,

nonché la documentazione comprovante

l’avvenuta richiesta di risarcimento al

mediatore.

2. Il Fondo contatta, ove necessario, il

mediatore e in ogni caso, entro trenta

giorni dal ricevimento della domanda di

risarcimento di cui al comma 1, trasmette

agli assicuratori che hanno stipulato

la polizza la domanda di risarcimento

stessa, comprensiva della documentazione

allegata.

3. Gli assicuratori sono tenuti a comunicare

al Fondo entro trenta giorni dal ricevimento

della documentazione se il danno

sia risarcibile per effetto della polizza

entro il limite del massimale ovvero le

ragioni per le quali eventualmente il danno

è in tutto o in parte non risarcibile.

4. Nel caso in cui l’assicuratore comunichi

che il danno è in tutto o in parte non

risarcibile, ovvero anche quando non fornisca

alcuna comunicazione nel termine

di cui al comma 3, il Fondo provvede a

risarcire il danneggiato entro novanta giorni

dal ricevimento della comunicazione dell’assicuratore

o dal giorno successivo alla

scadenza del termine di cui al comma 3.

5. Qualora l’assicuratore comunichi che il

danno è risarcibile per effetto della polizza,

il Fondo, entro e non oltre trenta

giorni dalla ricezione della comunicazione

dell’assicuratore, informa il danneggiato

di tale circostanza, allegando copia della

risposta dell’assicuratore.

6. Il danneggiato che, anche a causa dell’inattività

del mediatore, non sia stato

indennizzato dagli assicuratori che hanno

stipulato la polizza entro sei mesi dalla ricezione

della comunicazione di cui al comma

5, rende nota tale circostanza al Fondo

che provvede al risarcimento entro

novanta giorni dalla ricezione di detta

comunicazione.

7. Il Fondo trasmette copia della domanda

di risarcimento di cui al comma 1, comprensiva

della documentazione allegata,

all’Isvap per gli eventuali provvedimenti di

competenza ai sensi dell’articolo 329 e

seguenti del codice.

8. Il Fondo può agire in giudizio contro

gli assicuratori per far accertare il loro

obbligo a risarcire il danno nei limiti del

massimale e può chiamarli in causa a

norma dell’articolo 1917, comma quarto,

del codice civile.

Art. 10.

Surrogazione del Fondo

1. Il Fondo che ha risarcito il danneggiato

ai sensi dell’articolo 9, è surrogato secondo

quanto stabilito dall’articolo 115, comma

5, del codice, nei diritti del danneggiato verso

il mediatore, fino alla concorrenza dei

pagamenti effettuati a favore del danneggiato

stesso.

Art. 11.

Contributi annuali

1. Il contributo a carico dei singoli aderenti

al Fondo, è determinato entro il 31 maggio

di ciascun anno con decreto del Ministro

dello sviluppo economico ai sensi

dell’articolo 115, comma 3, del Codice.

2. Il contributo è versato al Fondo entro la

data fissata nel decreto di cui al comma 1.

Entro lo stesso termine annuale i mediatori

trasmettono al Fondo una dichiarazione

sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo

47 del decreto del Presidente della

Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,

attestante le provvigioni acquisite nell’esercizio

chiuso nell’anno solare precedente

quello del versamento.

Il Fondo può chiedere ulteriori documentazioni

comprovanti le dichiarazioni acquisite

e, ove occorre, segnalare al Ministero

dello sviluppo economico l’opportunità

di chiedere all’Isvap eventuali ulteriori

verifiche.

Art. 12.

Mancato pagamento dei contributi

1. Decorsi inutilmente trenta giorni dal

termine per il pagamento dei contributi stabilito

ai sensi dell’articolo 11, comma 2, il

Fondo dà notizia dell’inadempienza riscontrata

all’Isvap, che provvede per quanto di

sua competenza.

2. L’Isvap comunica al Fondo i provvedimenti

di cancellazione dal registro adottati

nei confronti dei mediatori inadempienti.

Art. 13.

Esercizio finanziario

1. L’esercizio finanziario inizia il primo

gennaio e termina il 31 dicembre di ogni

anno.


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Maggio > Giugno 2009

Documenti

22 Broker

Art. 14.

Rendiconto finanziario

1. Il rendiconto finanziario del Fondo,

deliberato dal Comitato ai sensi dell’articolo

5 entro novanta giorni dalla chiusura

dell’esercizio, comprende le seguenti

voci:

a) in entrata:

1) contributi degli aderenti al

Fondo di competenza dell’esercizio;

2) interessi su titoli;

3) interessi attivi diversi;

4) somme recuperate in dipendenza

di azioni di surroga;

5) altre entrate, da indicare analiticamente;

b) in uscita:

1) somme corrisposte per i risarcimenti

ai sensi dell’articolo 115 del codice

e relative spese di liquidazione;

2) spese di funzionamento;

3) oneri patrimoniali e finanziari;

4) altre uscite, da indicare analiticamente.

2. Al rendiconto è allegata una relazione,

approvata dal Comitato, che illustra le singole

voci del rendiconto.

3. Entro dieci giorni dalla delibera di

approvazione di cui al comma 1, il Comitato

trasmette il rendiconto alla Consap

che lo approva nei successivi trenta giorni.

Il rendiconto approvato dalla Consap

è trasmesso entro dieci giorni al Ministero

dello sviluppo economico.

Art. 15.

Situazione patrimoniale

1. Il rendiconto di cui all’articolo 14 è

accompagnato da un documento che illustra

la situazione patrimoniale del Fondo

dalla quale risultino alla fine dell’esercizio:

a) nell’attivo:

1) le immobilizzazioni finanziarie;

2) i crediti verso i contribuenti;

3) le disponibilità liquide;

4) i ratei e risconti attivi;

5) le altre partite dell’attivo, da

indicare analiticamente;

b) nel passivo:

1) il capitale netto;

2) la riserva premi;

3) la riserva sinistri,

4) i ratei e risconti passivi;

5) le altre partite del passivo, da

indicare analiticamente.

2. La riserva premi costituita alla fine di

ogni esercizio per far fronte agli oneri derivanti

dagli obblighi di risarcimento di cui

all’articolo 2, è pari all’intero ammontare

dei contributi versati dagli aderenti al

Fondo in ciascun esercizio, compresi i rendimenti

finanziari relativi agli investimenti

dei contributi stessi, al netto dei sinistri

dell’esercizio pagati o riservati e degli

oneri di qualsiasi natura sopportati per la

gestione e il funzionamento del Fondo

stesso.

L’obbligo di accantonamento a riserva

cessa quando l’ammontare della riserva

premi è pari a quaranta volte l’ammontare

del massimale annuo globale per tutti i

sinistri previsto dall’articolo 110, comma

3, del Codice.

3. La riserva sinistri è costituita alla fine

di ciascun esercizio accantonando

l’ammontare complessivo delle somme che,

da una prudente valutazione effettuata in

base ad elementi obiettivi, risultino necessarie

per far fronte al pagamento dei sinistri

avvenuti nell’esercizio o in quelli precedenti

e non ancora liquidati, nonchè alle

relative spese di liquidazione.

4. L’importo dei sinistri di un esercizio che

eccede l’ammontare dei contributi dell’esercizio

stesso è imputato sull’accantonamento

della riserva premi costituito alla

fine dell’esercizio precedente.

Art. 16.

Vigilanza

1. Il Fondo è posto sotto la vigilanza del

Ministero dello sviluppo economico.

2. Il Ministero dello sviluppo economico

può chiedere in qualunque momento al

Fondo notizie e dati sulla gestione del

Fondo stesso e disporre accertamenti ove

lo ritenga necessario.

Il presente decreto, munito del sigillo dello

Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale

degli atti normativi della Repubblica

italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo

e di farlo osservare.

Roma, 30 gennaio 2009

Il Ministro Scajola


Maggio > Giugno 2009

Documenti

24 Broker

Il nuovo Regolamento del Fondo

di Garanzia

Nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 17 3 2009

è stato pubblicato il Decreto ministeriale n.

19 del 30 gennaio 2009, riportato integralmente

nelle pagine che precedono, recante

le norme per il funzionamento del nostro

Fondo di garanzia in ottemperanza a quanto

previsto dall’art. 115 del DLgs 209/05

(Codice delle Assicurazioni).

Tale Decreto Ministeriale è entrato in vigore

il 1 aprile 2009.

Dalla lettura del Regolamento si evince che

il Legislatore, nella formulazione delle nuove

norme del Decreto, ha voluto estendere

il più possibile l’ambito di applicazione della

“protezione” garantita dal Fondo e la

celerità dei risarcimenti dovuti agli assicurati

ed alle Imprese, cioè ai soggetti

tutelati dal Fondo.

Ognuno di noi potrà leggere tutti i 16 articoli

che compongono il Decreto. Noi ci soffermeremo

solo sugli articoli 2, 9 10 e 11

che sono quelli per noi di maggior interesse.

Infatti l’art. 2 detta i limiti di intervento del

Fondo, l’art. 9 riporta le modalità di intervento

del Fondo, l’art 10 la rivalsa verso il

Broker ed infine l’art. 11 parla dei contributi

annuali che i Broker devono versare al

Fondo.

L’articolo 2 prevede che “la garanzia del

Fondo ha ruolo sussidiario ed interviene per

il mancato indennizzo previsto dalla polizza”,

con un massimo indennizzo pari ai

limiti “minimi” della copertura obbligatoria

previsti per la polizza di RC Professionale

del Broker (che possono essere elevati

da Isvap a norma dell’art 110/3 del

Codice delle Ass.ni).

In altre parole, se c’è un qualsivoglia danno

patito dagli assicurati o dalle imprese

di assicurazione dovuto al comportamento

del Broker e questo non venga indennizzato

in tutto od in parte dalla obbligatoria

polizza di RC, il Fondo, esperiti gli opportuni

accertamenti, dovrà pagare od integrare

quanto dovuto al danneggiato entro i

limiti sopraindicati.

Per capire bene come questo avvenga bisogna

leggere, con molta attenzione, l’art. 9,

in cui si descrivono le modalità di intervento

del Fondo.

Innanzitutto quando il Fondo riceve una

qualsivoglia richiesta di risarcimento

deve, in primis, contattare il mediatore interessato

e comunque, entro 30 giorni, inviare

la richiesta e tutta la documentazione

allegata alla Società di Assicurazione di RC

professionale del Broker.

Questa è una novità assoluta e di portata

molto dubbia. Infatti la Segreteria del Comitato

deve inviare tutto alla Società di Assicurazione

anche quando sia evidente che il

danno è dovuto a “dolo” del mediatore e

pertanto escluso dalla polizza.

Nel vecchio regolamento era il Comitato che

decideva se interpellare o meno la Società

di Assicurazione.

Non accadeva quasi mai poiché la quasi

totalità degli indennizzi richiesti al “vecchio”

Comitato erano dovuti a comportamenti

“dolosi” dei Broker e pertanto

esclusi dall’ambito della RC professionale.

Entro 30 giorni gli Assicuratori devono

rispondere al Fondo e dichiarare se il danno

sia risarcibile ovvero la ragione per cui

non lo sia in tutto od in parte.

Se gli assicuratori comunicano che il danno

non è risarcibile ovvero quando non

inviino alcuna comunicazione (sempre entro

i 30 gg di cui sopra) il Fondo provvede entro

i successivi 90 giorni a risarcire il danneggiato.

Se invece gli Assicuratori comunicano che

il danno è risarcibile, il Fondo nei successivi

trenta giorni informa il danneggiato e

l’assicuratore deve pagare.

Se entro sei mesi il danneggiato comunica

al Fondo di non essere stato ancora pagato,

nei successivi 90 giorni, il Fondo si sostituisce

alla Società di Assicurazione ed invia

l’indennizzo al danneggiato.

E qui dobbiamo necessariamente fare alcune

considerazioni poiché, su questo punto,

in seno al Comitato di gestione, si è aperta

una franca e delicata discussione che si

può così sinteticamente riassumere:

in tutti i casi in cui gli assicuratori non

paghino o ritardino i risarcimenti dovuti

a norma della polizza di RC professionale

e costringano il Fondo, a suo insindacabile

giudizio, ad intervenire pagando il danneggiato,

immediatamente dopo il Fondo

farà azione di rivalsa verso l’Assicuratore,

a norma del punto 8 dello stesso art. 9 che

richiama l’art. 1917 CC quarto comma.

Questa possibilità non esisteva nella prima

“bozza” del regolamento e solo il pressante

intervento di Aiba sul Ministero e su


Isvap ha fatto sì che il Legislatore integrasse

il testo con questa modifica.

Questa era infatti di vitale importanza per

la nostra categoria, poiché nella prima

stesura esisteva solo l’art. 10 che prevedeva

la rivalsa “solo” sul Broker e non anche

sull’Assicuratore di RC.

Si pensi al caso limite: il Fondo avrebbe

pagato ciò che l’Assicuratore rifiutava,

appellandosi, per esempio, ad inesistenti

carenze di polizza.

Senza questa modifica il Fondo avrebbe

dovuto fare rivalsa solo verso il Broker,

che a sua volta avrebbe dovuto chiamare

in causa il proprio assicuratore di RC.

Però se nel frattempo il Broker non avesse

soddisfatto la rivalsa del Fondo rimborsando

quanto da questo anticipato al danneggiato

(anche centinaia di migliaia di

Euro), il Fondo avrebbe segnalato la cosa

ad Isvap ed il Broker avrebbe anche potuto

essere radiato.

L’interlocutore più difficile da convincere

per questa modifica (estensione della

rivalsa all’Assicuratore di RC) è stato il Consiglio

di Stato che aveva respinto la richiesta

dicendo: quid novi? Cos’è questa novità

che non è prevista dal Codice delle Assicurazioni?

Nel caso invece più semplice (e più frequente),

che il sinistro sia chiaramente dovuto

ad un fatto doloso del Broker, il Fondo paga

nei termini sopra ricordati e poi a norma

dell’art 10, fa rivalsa sul Broker.

Se questo non paga, la cosa viene segnala-

ta ad Isvap e

questo provvede

alla radiazione

dal RUI.

In ogni caso

comunque la

domanda di

risarcimento viene

trasmessa ad

Isvap per gli

eventuali provvedimenti

ai

sensi degli artt.

329 e seguenti

del Codice delle

Ass.ni.

L’art. 11 parla

dei contributi

annuali a carico

degli aderenti del

Fondo stabilito

con Decreto del Ministero dello Sviluppo

Economico entro il 31 maggio di ogni anno.

Tale contributo viene stabilito in base alle

esigenze che il Comitato di Gestione segnala

al Ministero.

Su questo punto quest’anno i rappresentanti

dei Broker nel Comitato hanno presentato

una dettagliata e motivata relazione

spiegando che, data la consistenza del

Patrimonio del Fondo (circa 63 milioni di

Euro), gli interessi degli investimenti, circa

2,4 milioni di Euro prevedibili per il

2009, la media dei risarcimenti e delle spese

affrontate negli ultimi sei anni, il contributo

annuale avrebbe potuto anche

essere ridotto rispetto a quello degli

anni 2007 e 2008 e cioè inferiore a

0,1%.

Il Comitato, pur condividendo in

linea di principio le nostre motivazioni,

tenuto conto che il 2009 sarà il

primo anno di applicazione del nuovo

Regolamento (che amplia come visto

i possibili interventi del Fondo), ha

ritenuto di confermare per quest’anno

il contributo dello 0,1% con

l’impegno che, se le previsioni del

nostro studio dovessero essere confermate

dai dati effettivi registrati nel

2009, l’eventuale riduzione sarà presa

in esame il prossimo anno.

Luigi Burei, rappresentante dei Broker

nel Comitato del Fondo di Garanzia

Documenti

Nelle foto i rappresentanti

dei broker nel

Comitato di gestione del

Fondo di Garanzia: in

alto, Luigi Burei, autore

dell’articolo, e, in basso,

Ugo Rodinò di Miglione.

Broker25


Maggio > Giugno 2009

Attualità

26 Broker

Bisogna che tutto cambi perché tutto

rimanga com’è

Come il mercato assicurativo resta impermeabile a

qualsiasi tentativo di svecchiamento

( Francesco G. Paparella

Presidente Aiba

E’ singolare constatare come il mercato

assicurativo italiano brilli per staticità.

In parte ciò trae origine dalla natura

stessa del business assicurativo che, per

potersi sviluppare in modo ordinato e continuativo,

ha necessità di basarsi su elementi

statistici consolidati, su approcci di

alto contenuto tecnico e comunque su quella

che viene definita la “tradizione del mercato”.

Da un lato, perciò, l’atteggiamento prudente

è insito nella natura dell’assicuratore

e, purtroppo, abbiamo avuto modo

di constatarlo negli ultimi tempi, quando

nel mondo assicurativo ha cominciato a

prevalere lo spirito aggressivo della finanza

a breve, i risultati negativi non si sono

fatti attendere.

Un esempio per tutti: il crollo AIG.

Da un certo punto di vista, quindi, se si

vuole garantire continuità e certezza delle

prestazioni, è doveroso comportarsi in

modo estremamente prudente.

Nel nostro Paese però troppo spesso la prudenza

si è trasformata nell’immobilismo,

prima, e nel consolidamento di rendite di

posizione poi.

Un esempio per tutti: la durata dei contratti.

Chi allora viveva l’Associazione, ricorderà

come nel 1993 fu emanata la Direttiva

Europea n. 38 sulle clausole “vessatorie”.

In quella sede, rammento, cercammo

in tutti i modi di far rientrare tra di

esse anche la lunga durata dei contratti

assicurativi italiani.

Purtroppo, il nostro tentativo non ebbe

successo, come ben sappiamo tutti, in

quanto il legislatore europeo ci rispose,

correttamente dal suo punto di vista, che

la lunga durata dei contratti era un problema

esclusivamente italiano, non potendosi

riscontrare nel resto d’Europa e che

pertanto, proprio perché locale, sfuggiva

alla sua giurisdizione, rimanendo confinata

ad una problematica esclusivamente

nazionale.

Dicevo 1993: ben 16 anni fa. Ma il

problema era datato molto indietro nel

tempo.

La prova è in un’intervista che un assicuratore

che penso poter affermare abbia

lasciato traccia del suo passaggio nel

nostro mercato, Claudio Muto Nardone,

rilasciò al giornalista Gigi Giudice, pubblicata

nel numero di giugno-luglio 1972

dal mensile “Sicurtà”.

E’ un’intervista emblematica che, purtroppo

non risente del tempo. Anzi: potrebbe

essere stata rilasciata ieri. Ed è per questo

che voglio riproporla a tutti Voi.

Abbiamo accennato a un mercato tradizionale

che non si può certo dire “up

to date” per quel che riguarda i criteri

indispensabili a fare dell’assicurazione

uno dei settori di punta del sistema

economico italiano. Quali sono le lacune

più vistose dell’odierno modo di operare?

Nardone

L’atteggiamento passivo del mercato può

essere ricondotto a vari fattori negativi


collegati fra di loro.

I più macroscopici sono: il regime delle

polizze decennali, l’impostazione tradizionale

della vendita tramite le schiere degli

agenti, spesso senza una adeguata preparazione

professionale. Ed infine, la mancanza

di moderne metodologie di marketing.

Cercherò di portare alcuni esempi pratici,

riferendomi alla clientela aziende.

Le polizze decennali hanno questo difetto:

ci si reca dal cliente e lo si convince a

stipulare una polizza che, immediatamente,

viene riposta nel cassetto. Il cliente non

la guarda più per dieci anni.

Naturalmente il cliente pensa di avere la

propria assicurazione a posto per dieci

anni; l’agente rimane spesso passivo, limitandosi

a incassare ogni anno il premio;

la Compagnia è tranquilla.

Agente e Compagnia contano su una rendita

fissa sicura.

Nel frattempo avviene che l’imprenditore

si trovi con l’azienda assicurata per una

arco di tempo durante il quale cambiano

molte situazioni.

Cambiano i valori e persino i rischi: possono

sorgere nuove esposizioni finanziarie

non previste originariamente, quando

si è siglata la polizza.

Ma l’imprenditore tende a dimenticare

queste cose, dal momento che nessuno

gliele chiarisce.

Il brusco risveglio avviene quando si verifica

un sinistro e constata che non è sufficientemente

o adeguatamente coperto.

Il regime decennale è poi estremamente

conveniente per l’agente, poiché su queste

polizze acquisisce il famoso “preconto”.

Viene a crearsi un giro vizioso: il

preconto crea l’assuefazione alla totale

non-necessità di un servizio continuativo

al cliente, per tutti i dieci anni.

La polizza decennale condiziona la Compagnia,

la quale ha tutto l’interesse che

non si muova foglia. La competitività è

abolita.

Possiamo dunque salutare con sollievo le

recenti disposizioni nell’ambito del Mercato

Comune Europeo in materia assicurativa,

dato che provocheranno la fine delle

polizze a lunga scadenza e ogni polizza

sarà esposta alla concorrenza ogni

anno.

A questo punto gli agenti tradizionali

rischiano di vedersi sfumare una quantità

di affari se non si affrettano ad usare

metodi di lavoro tali da offrire alla clientela

una consulenza simile a quella elargita

dai broker e dai courtiers all’estero.

Il discorso sui broker è molto interessante:

ignorati o quasi fino a ieri, oggi

non fa altro che parlare di loro. Ci può

indicare le ragioni di questa repentina

sete di emulazione nei confronti della

Attualità

Un’immagine de Il Gattopardo

di Luchino Visconti

Broker27


Maggio > Giugno 2009

Attualità

28 Broker

loro professione? Diventeranno tutti

broker?

Nardone

Che cosa caratterizza i brokers rispetto

agli agenti?

Prima di tutto non rappresentano una

Compagnia in particolare ma rappresentano

un cliente: sono i suoi consulenti.

Avendo sempre davanti l’impostazione

agenziale su cui si regge il mercato assicurativo

tradizionale, all’opinione pubblica

sfugge la ragione per cui la consulenza

del broker possa essere del tutto

libera da vincoli con qualsiasi compagnia,

dato che il broker si presenta come libero

professionista.

Si sa per contro che il broker è pagato,

per il suo lavoro, dalla Compagnia e

questo rientra in una prassi diffusa in tutto

il mondo: pagato con le provvigioni

delle compagnie, non opera per queste ma

a vantaggio del cliente.

Una volta appurato che esiste per il broker

una totale libertà di azione, potendo

rivolgersi a qualsiasi compagnia, è implicito

l’enorme vantaggio che ha, rispetto

all’agente, nello svolgere il servizio

migliore per il cliente.

Infatti il broker non è impegnato da programmi

di vendita impostati dalle Compagnie

a forzare in un certo ramo piuttosto

che in un altro.

E’ libero di predisporre un programma

assicurativo per il proprio cliente secondo

la sua preparazione e esperienza: non

vende la polizza così come glielo imporrebbe

una determinata Compagnia.

Inoltre si batte, per prassi abituale, contro

le polizze decennali: si autoimpone

una limitazione nella durata della copertura

assicurativa.

Se convince il cliente a fare una polizza

annuale (oppure anche decennale, ma con

rescindibilità annuale) per gli ovvi vantaggi

che ne derivano, egli stesso, broker,

affronta il rischio di perdere il cliente

ogni anno.

Per “tenerlo” deve dunque essere tanto

abile da dimostrare di seguire il cliente

passo passo e fornirgli una consulenza

che risulti economicamente giustificabile.

Altrimenti il cliente può non rinnovargli

l’incarico.

E’ indubbio che il rischio dell’interruzione

del rapporto con il cliente viene dal

broker trasferito alla compagnia della

quale si serve.

A questo punto anche la Compagnia

non può dormire tra due guanciali: sa che

può contare su un portafoglio che non è

più garantito per dieci anni, ma varia di

anno in anno, in proporzione all’impegno

e alla capacità dimostrata.

Anche la compagnia deve essere aggiornatissima

sulle più recenti tecniche assicurative;

sa che i brokers operano seguendo

i criteri più aggiornati e che, per questo,

potrebbero sottrarle molti clienti.

La eliminazione delle polizze decennali

giova dunque a tutto il settore assicurativo.

Concludendo, a mio modo di vedere, le

compagnie farebbero bene ad affrontare

una volta per tutte il problema dei rapporti

con i brokers.

Dovrebbero strutturare le proprie organizzazioni

avendo ben presente che i brokers

sono una realtà con la quale è necessario

fare i conti.

Oggi come oggi chi ha il coraggio di negare

che è meglio fare il broker che non

l’agente?

Si perdono sì quei due o tre privilegi del

tipo liquidazioni, preconti e “tranquillità”,

ma in cambio si acquista una mobilità

notevolmente maggiore.

Inoltre l’agente, di solito, è limitato dalle

decisioni della compagnia mandante,

che inibiscono quasi completamente le

sue capacità di iniziativa autonoma.

Il futuro della consulenza assicurativa è

dei brokers o degli agenti che, pian piano,

si trasformano fino ad assumere le

caratteristiche peculiari dei primi.

Nei prossimi anni è facile prevedere una

evoluzione in questo senso.

Si svilupperà al massimo la tendenza a

trattare con i brokers gli affari riguardanti

le persone giuridiche, le ditte, le

aziende.

Per gli agenti la quota di mercato tenderà

a ridursi alle assicurazioni individuali.

(da “Sicurtà”, mensile assicurativo, del

giugno 1972, articolo-intervista a Claudio

Muto Nardone: “Compagnie americane

e mercato italiano”)


Maggio > Giugno 2009

Incontri

30 Broker

Arfin, l’innovazione viaggia on-line

Processi efficienti e soluzioni informatiche avanzate

per semplificare l’operatività dei partner esterni

(

Roberto Guccione

Arfin è una compagnia nata nel 2005 con

l’idea di recepire le nuove indicazioni di

Basilea II ed affiancare le banche nel settore

delle fideiussioni per aziende e imprese.

Ma l’offerta di Arfin non si esaurisce

nelle polizze fideiussorie: comprende

infatti polizze per l’assicurazione del credito,

per rischi tecnologici, per la tutela

dei promissari acquirenti di immobili e, di

recente, polizze Rami Danni dedicate alla

Linea Persona e alla Linea Imprese. Francesco

Jacini, AD del Gruppo, ha maturato

una conoscenza approfondita del mondo

bancario ed assicurativo. Alfiere dell’innovazione

in questo settore, ci spiega le linee

guida del modello messo a punto da Arfin.

Perché Arfin ha scelto di mettere al centro

del proprio business le polizze fideiussorie?

Molte piccole e medie imprese devono offrire

garanzie, per esempio per partecipare a

gare e appalti pubblici, o per la richiesta dei

rimborsi IVA. Fin dalla nostra nascita come

Compagnia sapevamo che l’introduzione di

Basilea II avrebbe comportato maggiori

costi e complicazioni amministrative e che

quindi queste si sarebbero rivolte a prodotti

differenti dalla fideiussione bancaria.

Anche per le banche, d’altra parte, concedere

una fideiussione non sempre è conveniente.

Arfin assegna un rating e una

relativa linea di credito, variabili nel tempo,

ad ogni cliente e mantiene un basso

costo di commissione. Per il cliente il vantaggio

è quello di non appesantire i propri

affidamenti bancari, il che è particolarmente

importante in un momento di crisi come

quello attuale.

Quali sono gli aspetti che caratterizzano

il “sistema Arfin”?

Abbiamo ideato un modello di business

innovativo, basato su processi efficienti e

soluzioni informatiche avanzate per semplificare

l’operatività dei nostri collaboratori

e dei partner esterni. La standardizzazione

dei processi inerenti le fideiussioni

permette ai nostri partner e promotori, sia

diretti sia broker specializzati, di giungere

in breve alla quotazione della polizza e al

contratto grazie a un applicativo on-line. Il

cuore del sistema è un complesso algoritmo

di calcolo, elaborato dalla struttura IT

di Arfin, in grado di valutare le caratteristiche

finanziarie e operative dei clienti e i

rischi dei mercati in cui operano.

Come avviene la distribuzione?

Arfin, subito dopo la sua costituzione, ha

stretto rapporti con circa 300 broker in

tutta Italia, selezionati per specializzazione

ed esperienza nell’approccio alle piccole

e medie imprese, soprattutto per polizze

fideiussorie e professionali. Abbiamo inoltre

accordi con banche per la promozione

dei prodotti della Linea Persona. Stiamo

infine creando una rete diretta con nostri

agenti che ci permetterà, in futuro, di vendere

prodotti assicurativi e nuovi prodotti

finanziari, per esempio finanziamenti a

mutui immobiliari.

Quali caratteristiche della vostra offerta

possono essere particolarmente interessanti

per un broker?

Un aspetto molto apprezzato del nostro

modello è la nostra capacità di integrare i

sistemi informativi. Una grande quantità di

dati viene gestita interamente dal nostro

sistema informatico. Con alcuni broker

abbiamo iniziato una collaborazione che

attraverso l’utilizzo di file standardizzati

permette di avere risposte molto rapide,


iducendo i tempi e semplificando

l’operatività. Grazie a questo sistema, il

broker può vedere lo stato di lavorazione

della pratica e quindi intervenire sul processo:

ne deriva anche un abbattimento dei

costi.

Lei è un sostenitore dell’innovazione

come atteggiamento mentale...

Come consulente, ho avuto modo, in passato,

di approfondire la conoscenza di banche

e compagnie di assicurazione, e mi

sono reso conto che il settore assicurativo

soffre di un ritardo nella ricerca di soluzioni

nuove. La colpa però non va attribuita

tutta alle compagnie: bisogna tener conto

del fatto che il cliente finale italiano non

ha una cultura assicurativa radicata come

in altri paesi europei. Anche se bisogna

ammettere che le assicurazioni non hanno

fatto abbastanza per cambiare questo

stato di cose. Arfin investe molto nell’innovazione

sia di prodotto sia di processo e

sotto questo aspetto tutta la nostra organizzazione

è chiamata a dare un contributo.

I collaboratori devono essere parte attiva

dell’innovazione. Visione del mercato e

capacità di cogliere le opportunità del segmento

aziendale gestito dal collaboratore:

così nascono le nuove competenze. Per questo

l’azienda deve mettere le informazioni

a disposizione dei collaboratori in modo

facile e rapido. Questi d’altra parte devono

crescere dal punto di vista professionale.

Almeno il 10% del tempo di ogni dipendente

dovrebbe essere dedicato a risolvere problemi

e proporre soluzioni: ci stiamo

organizzando per rendere questo sistema

operativo ad ogni livello.

In che modo il broker può contribuire

all’innovazione nel settore assicurativo?

Il ruolo del broker è molto importante: sempre

più dovrà avere un compito di consulente

per la piccola e media impresa, in collaborazione

con il risk manager dell’azienda.

Quest’ultimo sa qual è il rischio all’interno

dell’azienda e può cooperare con un

interlocutore qualificato come il broker

per strutturare una richiesta adeguata nel

mercato. È un compito impegnativo per il

broker che deve affrontare spesso una cultura

che vede l’assicurazione solo come un

costo per l’impresa, ma è la metamorfosi

alla quale dovranno arrivare tutti i broker:

diventare consulenti non solo dal punto di

vista normativo ma anche nel valutare i

rischi e gli interventi per ridurli. Per affiancarli

in questo cambiamento, cerchiamo,

come Arfin, di proporre ai broker non solo

prodotti ma soluzioni: anche da un punto

di vista operativo, con una piattaforma

informatica a supporto.

Quanto avete risentito della crisi finanziaria

internazionale?

In questi anni abbiamo avuto una crescita

oculata, investendo sia nelle persone sia nei

sistemi. Siamo in espansione, anche se

abbiamo dovuto rivedere leggermente al

ribasso le stime per il 2009. La situazione

di crisi crea indubbiamente un certo rischio

riferito alle fideiussioni concesse un paio

d’anni fa quando i bilanci erano ottimi.

Per far fronte all’impatto della congiuntura

economica, in un’ottica di crescita e

sviluppo, abbiamo istituito un Ufficio Studi

che analizza costantemente, sia per la

Compagnia sia per la società finanziaria,

alcune aree strategiche. Cerchiamo di mantenere

attenzione sul mercato, anticipandone

le dinamiche. Dobbiamo d’altra parte

ricordare che la domanda per quanto

riguarda le fideiussioni e il credito è aumentata

in maniera rilevante, perché le aziende

cercano di liberarsi il più possibile dall’intervento

delle banche e di utilizzare in

alternativa lo strumento assicurativo. È però

ovviamente peggiorato il consiglio di

rischio delle aziende: il lavoro più impegnativo

in questo periodo è proprio quello

di effettuare analisi molto approfondite.

Incontri

Francesco Jacini, Amministratoree

Delegato del

gruppo Arfin

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Maggio > Giugno 2009

Commenti

32 Broker

C’è del marcio (anche) in Danimarca

Quando le assicurazioni fanno più finanza che assicurazione

(

Manrico Tropea

Il dubbio resta amletico: meglio così o

sarebbe stato meglio una “Lehman Brothers”

in più e una “AIG” in meno?

Si tratta, ovviamente, di un esercizio su

un’ipotesi, aperta a qualsiasi argomentazione

e, sostanzialmente, inutile.

A titolo puramente personale devo dire

che il dubbio richiama inevitabilmente

alla mia memoria la storia di Gesù e dei

“ladroni” , due dei quali finirono con lui in

croce, mentre uno (Barabba) fu salvato nel

ballottaggio con il Cristo.

Qui di Gesù non c’era neppure l’ombra, ma

il sospetto che rimane è che il sacrificio di

Lehman sia stato deciso un poco frettolosamente

a fronte più dell’arroganza dell’imputato

che dei suoi argomenti a difesa e che

sia stata fatta prevalere la prospettiva di un

danno globalmente spalmato piuttosto

che di un danno maggiormente concentrato

sulle faccende di casa USA, quale chiaramente

sarebbe stato il default di AIG.

Se non mi metto alcun cappello in testa

devo dirmi molto dispiaciuto di questa soluzione.

Se invece mi metto il cappello del

mestiere che (ancora per poco) faccio,

allora posso sospendere il giudizio augurandomi

che il mercato assicurativo ne

abbia a trarre qualche vantaggio.

Ma sarà così?

Tutti noi abbiamo dovuto subire sgradevolmente,

almeno una volta, soprattutto da

parte di imprese del Nuovo Mondo, abbandoni

o forti penalizzazioni di singoli rami

o di interi portafogli, a causa di cattivi

andamenti da qualche parte del mondo,

Vecchio, Nuovo o Emergente che fosse.

Per poi vederle tornare imperterrite sui

nostri mercati.

Decisioni utili, più che alle loro società, ai

vari CEO e altri manager che le assumevano,

strapagati ben oltre il loro valore. In

alcuni casi ben oltre qualsiasi valore!

E’ da notare che queste vicende sono state

sempre sgradevoli anche perché le competenze,

le capacità di assunzione e ritenzione,

le disponibilità ad una costruzione

intelligente del prodotto, erano e sono una

dote costantemente presente di queste

imprese.

Forse ingenuamente, ma pensavo che le

conseguenze negative del fenomeno della

globalizzazione potessero essere enormi in

campo finanziario ma limitate in campo

assicurativo. Non assenti, ovviamente, ma

limitate.

Ora però sappiamo che le Assicurazioni

facevano più finanza che assicurazione e,

quando si ricordavano di fare assicurazione,

la facevano anche per assicurare i rischi

della finanza.

Pensare che fino a qualche anno fa ci

facevano spiegare sussiegosamente ai clienti

che il ramo cauzioni non operava a garanzia

degli obblighi “di dare” ma soltanto di

quelli “di fare”, perché non era consentito

varcare il rigido confine tra assicurazione

e finanza!

Forse, ancora una volta, ero io a non capire.

Ma, a che serve stupirsi? Il mondo dell’assicurazione

non sfugge alla regola generale

valida per tutto il genere umano. In tutti

i campi (politica, istruzione, sanità, giustizia,

economia) il genere è formato da due

specie : quella dei furbi (pochi, ma comunque

troppi) e quella dei pirla (tutti gli

altri).


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Maggio > Giugno 2009

Brevi

34 Broker

Dal mondo e dall’Italia

(

Roberto Guccione

Germania crisi e riassicurazione

Stando alle previsioni degli organismi

finanziari internazionali, i dati per la Germania

(la locomotiva europea), non sono

proprio incoraggianti. Gli esperti prevedono

un calo del Pil del 6,6 per cento, una difficile

ripresa dell’export mentre per quel che

riguarda il mercato del lavoro c’è chi sostiene

che la grande ondata dei licenziamenti

deve ancora arrivare. Quanto la crisi finanziaria

ed economica stia pesando sul paese

lo dimostrano tra l’altro gli interventi

massicci del governo. Per scongiurare il

crollo del sistema Germania, la grande coalizione

ha messo a disposizione oltre 200

miliardi di euro in garanzie per le banche

e iniezioni di capitale per l’economia.

Secondo molti, poi, la crisi porterà a un profondo

cambiamento del sistema economico

e produttivo nel suo insieme. Il paese

dovrà ripensare il suo impianto economico,

fino a oggi indirizzato fortemente all’export,

e per questo, particolarmente penalizzato

dalla crisi mondiale. Dovrà ripensare

anche al suo sistema bancario, un

ammodernamento chiesto da tempo. Due

terzi della banche tedesche sono infatti

ancora soggetti di diritto pubblico. E a tal

fine la parziale “nazionalizzazione” della

Commerzbank, la seconda banca privata del

paese (dopo la Deutsche Bank), salvata dal

governo all’inizio dell’anno con un’iniezione

di 18 miliardi di euro, in cambio del 25%

del capitale + 1 azione (il che garantisce allo

stato una minoranza di blocco) potrebbe tornare

utile. L’aiuto statale potrebbe infatti

facilitare l’accorpamento delle banche regionali

(Landesbanken) di diritto pubblico, strumenti

da sempre non solo finanziari, ma

anche politici. Le Landesbanken sono

quelle che in passato hanno fatto maggior

uso dei derivati, e dunque si trovano nelle

acque più turbolente. Una volta usciti dal

tunnel della crisi, il consistente gruppo di

banche regionali potrebbe ridursi a un paio,

attraverso accorpamenti.

Infine ci saranno le Bad Bank, una per ogni

istituto che ha la necessità di disfarsi dei suoi

titoli tossici, ma che non ce la fa da solo. In

cambio di questo aiuto varranno d’ora in poi

regole e controlli più rigidi. Certo, non è detto

che questi provvedimenti sortiscano

necessariamente l’effetto desiderato. Molti

analisti restano comunque perplessi di questo

ingresso massiccio dello stato nell’economia

e nella finanza nazionale, e non

sono del tutto convinti che si tratti delle

misure più idonee a contrastare l’ingente

debito pubblico che la Germania tornerà ad

accollarsi: si parla di un buco di entrate da

qui al 2013 di 316 miliardi di euro.Tornando

però ora agli effetti della crisi globale, non

tutti i settori la vivono solo come una scure

impietosa. Tra questi quello delle riassicurazioni,

di cui la Germania è numero uno

e il numero quattro al mondo. Così Wilhelm

Zeller, amministratore di Hannover

Rück, quarta società di riassicurazione al

mondo, in una recente intervista diceva: “Per

noi la crisi finanziaria è dannazione e

benedizione al tempo stesso”. La dannazione

è data dal fatto che la società ha dovuto

registrare nel 2008, per la prima volta nella

sua storia, un passivo di 127 milioni di euro

(contro i 722 milioni di euro di attivo del

2007), passivo causato dalle perdite in Borsa

del portafoglio titoli nelle loro mani.

Anche la Münchner Rück, la più grande

società di riassicurazioni, ha subito pesantemente

la crisi. E’ vero che ha chiuso il


2008 con un attivo di 1,5 miliardi di euro,

ma il risultato è però inferiore di due terzi

a quello dell’anno precedente.

Nulla di positivo registra invece la Swiss Re,

che ha accusato maggiormente il colpo, con

un passivo di ben 864 milioni di franchi

svizzeri. Ma nonostante l’anno orribile

2008, entrambe le società tedesche hanno

già potuto registrare la ripresa nel primo

quadrimestre 2009. Certo si tratta di utili

inferiori a quelli del passato, ma comunque

permettono di guardare avanti con più

fiducia . Il risultato migliore al momento

lo segnala la Hannover Rück con un incremento

del 43% rispetto all’ultimo quadrimestre

del 2008; la Münchner Rück, invece,

si sta riprendendo più lentamente: l’utile

prima della tassazione per il periodo esaminato

ammonta a 420 milioni di euro, mentre

quello dell’ultimo quadrimestre si attestava

a 777 milioni di euro. Così è soprattutto

Wilhelm Zeller a mostrarsi ottimista

- nonostante non abbia ancora reso pubblico

il danno subito dalla sua società per le

perdite causate dal portafoglio di derivati

acquistati dall’americana AIG - e parla di

una rendita di capitale attorno al 15% e un

utile per azioni tra i 4,75 e i 5,25 euro. Un

traguardo possibile anche grazie alla vendita

quasi totale del portafoglio di azioni

quotate in Borsa. Sia Münchner Rück che

Hannover Rück hanno deciso ora seguire

una politica di investimenti più cauta, meno

orientata alla massimizzazione a breve tempo

dei profitti, ma che in compenso non le

esporrà più così pericolosamente alla volatilità

del mercato azionario. Pur avendo

cambiato politica, resta più cauto nell’esprimere

ottimismo il responsabile finanziario

della Münchner Rück Jörg Schneider il quale,

nonostante la risalita del titolo nella Borsa

di Francoforte, preferisce non parlare del

futuro. A suo avviso non è infatti ancora

possibile dire se il fondo della crisi sia stato

veramente già raggiunto, e soprattutto,

quanto toccherà stare su questo fondo. La

società bavarese ha, infatti, registrato nel

primo quadrimestre perdite azionarie pari a

547 milioni di euro.

Nonostante i chiari di luna però ci sono

anche motivi, due per la precisione, per

guardare alla débacle finanziaria come

un’opportunità per il settore delle riassicurazioni.

Almeno questo pensa Zeller. Il primo

è più volatile: a differenza dell’anno

scorso, in questi primi quattro mesi dell’an-

no, la sua società non si è trovata a dover

coprire danni di vasta entità (anche se la

Hannover Rück ha dovuto comunque far

fronte con 70 milioni di euro ai danni per

una tempesta nel sud della Francia, così

come gli incendi in Australia richiederanno

diverse decine di milioni). Ma è soprattutto

il secondo motivo che spinge a guardare

con più fiducia ai mesi che verranno.

Il settore delle riassicurazioni conta su una

crescente necessità da parte delle compagnie

assicurative “dirette” di stipulare polizze

per tutelarsi dai rischi della crisi finanziaria.

Gli assicuratori hanno perso molto

capitale e devono ora, per ottemperare alle

norme vigenti, tutelarsi maggiormente

attraverso i riassicuratori. I prezzi in questo

settore hanno dunque già iniziato a salire

e non sono esclusi ulteriori aumenti. Hannover

Rück parla di un incremento percentuale

a due cifre, che nei primi quattro

mesi le ha permesso di mettere a libro un

eccedenza di 216 milioni di euro, grazie

soprattutto alle riassicurazioni nel campo

dei crediti e delle cauzioni. Ma anche nel

settore delle catastrofi naturali, così comunica

la Münchner Rück, si registra una

disponibilità ad accettare premi più alti, una

disponibilità manifestata soprattutto da

Giappone e Stati Uniti. Un aumento, queste

le indicazioni che arrivano dal quartier

generale di Monaco di Baviera, che potrebbe

arrivare attorno al 25%.

Tassi assicurativi al rialzo nel 2009

Secondo i Lloyd’s di Londra siamo di fronte

al primo periodo, dal 2004 ad oggi, di

rialzo significativo dei tassi assicurativi. Un

trend già iniziato e che durerà almeno per

tutto il 2009, anche se al momento è difficile

quantificare la portata di questa corsa

al rialzo. Richard Ward, chief executive officer

dei Lloyd’s osserva che “stiamo assistendo

a un movimento al rialzo complessivamente

pari ad alcuni punti percentuali che

non interessano però tutte le linee”. La crescita

è dovuta principalmente all’impennata

relativa alle coperture assicurative

per le linee aeree, per i manager degli istituti

bancari sempre nell’occhio del ciclone

e per gli eventi naturali. A questi fattori va

aggiunto il perdurare della crisi dei mercati

finanziari che continueranno ancora per

tutto l’anno a restituire agli investitori scarsi

risultati. Dopo la passata pesante stagione

degli uragani e l’arrivo della recessione

Brevi

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Maggio > Giugno 2009

Brevi

AIG - Sede di New York

36

Broker

globale, i sottoscrittori stanno correndo ai

ripari alla ricerca di redditività, per rimpinguare

nel corso dell’anno le casse vuote

in modo da poter rispondere al meglio

alle richieste di risarcimento.

In Cina crescono le polizze vita

Secondo alcuni dati pubblicati a fine aprile

dalla rivista “Asia Insurance Review”,

il settore assicurativo vita in Cina ha registrato,

nel primo trimestre di quest’anno,

una crescita della raccolta premi pari al

9,9%, raggiungendo i 327,3 miliardi di

yuan (34,3 miliardi di euro). China Life -

primo operatore vita sul mercato nazionale

- ha visto un aumento della raccolta

premi del 2%, a 104 miliardi di yuan

(11 miliardi di euro). Ping An Insurance -

secondo operatore - ha ottenuto un rialzo

della raccolta premi del 37%, a 49

miliardi di yuan (5 miliardi di euro). Infine,

China Pacific Insurance - terzo in graduatoria

- ha riportato un calo della raccolta

premi pari al 5% (totale raccolta:

29,2 miliardi di yuan, pari a 3 miliardi di

euro). Secondo i ranking Swiss Re - Sigma,

la Cina è il 3° mercato assicurativo

asiatico e il 10° a livello mondiale.

AIG, la ristrutturazione del Gruppo non

risparmia i gioielli di famiglia

Aig cerca di fare cassa e vende il suo quartier

generale di New York, o forse sarebbe

meglio dire “svende”: l’intero grattacielo,

icona della Grande mela degli anni Trenta

che si rialza dalla depressione, è stato valutato

circa 100 milioni. Un importo irrisorio

se paragonato ai 182,5 miliardi di dollari

sborsati finora dal Tesoro americano per salvare

Aig. Entro la fine dell’estate, inoltre, è

prevista la conclusione della vendita di un

altro immobile, questa volta in Wall Street.

Un mese fa, poi, Aig aveva annunciato la

vendita del quartier generale giapponese, che

si dovrebbe concludere entro agosto per 1,2

miliardi di dollari. E sempre dal mercato asiatico

potrebbero venire nuove risorse, con

l’annunciata quotazione alla Borsa di Hong

Kong della preziosa divisione che raggruppa

le attività nel Far East, l’American International

Assurance (Aia). Con questa operazione

il colosso assicurativo statunitense

punta a rastrellare circa 4 miliardi di dollari,

pari a meno del 5% del debito. AIA ha circa

20mila dipendenti e 250mila agenti, con

asset in gestione per 60 miliardi di dollari e

un totale di circa 20 milioni di clienti.

Cambiamenti climatici, rischi e

opportunità

Stravolgimenti socio-economici,

ma anche nuove oportunità di

business per le imprese che sapranno

puntare sulle migliori tecnologie

a basso impatto. E’ quanto

emerge dallo studio “Climate change

and security: risks and opportunities

for business”, realizzato

dai Lloyd’s insieme all’International

Institute for Strategic Studies

(IISS) e presentato all’inizio dello

scorso maggio. Secondo il rapporto,

i cambiamenti climatici

aggraveranno la scarsità d’acqua

in molte regioni del mondo,

potranno squilibrare le produzioni

alimentari e alterare in modo

drammatico le dinamiche migratorie.

La maggior competizione per

il controllo di risorse primarie

come l’acqua e le aree coltivabili

porteranno all’esasperazione del

nazionalismo economico e dei

contrasti tra gli stati, incrementando

fortemente l’insicurezza glo-


ale. Uno scenario che porterà a maggiori

rischi e costi in tutti i settori produttivi,

ma anche nuove opportunità, come sottolinea

Nigel Inkster, responsabile della

divisione Scenari Internazionali di IISS:

“Operare in un mondo sempre più sofferente

per i cambiamenti climatici sarà una

sfida che le imprese dovranno affrontare

valutando in anticipo, già oggi, i rischi ai

quali espongono il proprio business. Devono

considerare tutti i possibili effetti dei

cambiamenti di clima e valutare le proprie

vulnerabilità. Ma allo stesso tempo si apriranno

nuove e inaspettate opportunità di

business, non solo nello sviluppo di nuove

tecnologie a basse o nulle emissioni di gas

serra, ma anche promuovendo nei consumatori

una maggior consapevolezza ambientale,

in grado di orientare i consumi verso

prodotti e servizi a basso impatto”.

Crescono i premi delle assicurazioni aeree

Nel report “Airline Insurance Market Outlook

2009” presentato da Aon, si afferma

che il mercato delle assicurazioni aeree 2009

sarà caratterizzato dall’incremento del 7%

rispetto al 2008 dei premi per le coperture

dei vettori e per le polizze RC.

Un deciso cambio di tendenza dopo gli ultimi

5 anni di condizioni di mercato molto

competitive. Nel 2008 il comparto ha complessivamente

raccolto 1,60 miliardi di dollari

(1,51 miliardi nel 2007), contro una spesa

di 1,45 miliardi di dollari sostenuta

dagli assicuratori per i risarcimenti.

Nonostante lo scorso anno sia stato quello

con il più basso numero di vittime da incidente

aereo dal 2004 ad oggi, i numeri spiegano

bene come molti sottoscrittori abbiano

chiuso in perdita l’esercizio 2008 e come,

anche per l’anno in corso, non ci sia da

attendersi una ripresa, tra costi riassicurativi

in crescita e il perdurare della volatilità

dei mercati finanziari.

L’Isvap annuncia la banca dati dei sinistri

automobilistici

Stretta anti-frodi sull’Rc auto e un freno agli

aumenti tariffari indiscriminati. Questo il

duplice obiettivo del nuovo regolamento

Isvap, che prevede la creazione di una

banca dati finalizzata a prevenire e contrastare

gli illeciti nel settore dell’assicurazione

obbligatoria Rca. La nuova piattaforma

informatica raccoglierà tutti i dati

relativi ai sinistri che coinvolgono i veico-

li immatricolati, consentendo la possibilità

di controlli incrociati, finalizzati non solo

al contrasto di comportamenti fraudolenti,

ma anche alla verifica che non vi siano limitazioni

di accesso all’assicurazione obbligatoria

da parte delle imprese di assicurazione.

Nel dettaglio, l’Isvap ha fissato

regole più strette sulle informazioni che le

compagnie assicurative dovranno comunicare

all’Authority. L’archivio informatico,

precisa il regolamento, potrà essere consultato

anche dalle imprese del settore, ma solo

“per esclusive finalità di prevenzione, accertamento

e repressione di reati o comportamenti

fraudolenti”. In caso contrario (ogni

accesso sarà rintracciabile), l’Isvap potrà

sospendere o revocare l’abilitazione del soggetto

che ha operato la consultazione. In

definitiva, la nuova banca dati informatica

potrebbe rappresentare un’arma a doppio

taglio per le compagnie. Se da una

parte offrirà un importante strumento di

prevenzione delle frodi, al tempo stesso renderà

molto più difficile giustificare sia le

limitazioni di accesso imposte dalle aziende

(soprattutto nel Mezzogiorno) sia gli

eventuali aumenti tariffari che si intravedono

all’orizzonte. Dopo circa sei anni di

maxiprofitti, nel 2008 gli assicuratori italiani

hanno visto ridursi al lumicino i loro

utili e preparano una nuova ondata di

aumenti. Fondiaria Sai, leader del mercato,

dovrebbe ritoccare proprio da questo mese

i propri listini del 3,5% e sarà seguita -

secondo voci di mercato - dai suoi principali

competitor, Generali ed Allianz. Ma

gli aumenti saranno anche più marcati. È

il caso, ad esempio, di Groupama, dove i

rialzi annunciati si attesteranno tra il 5 ed

Brevi

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Maggio > Giugno 2009

Brevi

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il 10% anche per la necessità di giungere ad

un tariffario unico con la Nuova Tirrena,

società recentemente acquisita dalla compagnia

francese.

Automobilisti italiani più virtuosi grazie

al Tutor

E’ meno insidioso dell’Autovelox, ma certamente

più implacabile nel colpire chi viaggia

oltre i limiti di velocità in autostrada. Il

Tutor si sta infatti rivelando un ottimo dissuasore

per l’alta velocità e sta contribuendo

a ridurre il numero di incidenti mortali.

Lo rivelano gli ultimi dati sulle multe

emesse. Sono state 168mila dall’inizio del

2009 ad aprile. Se l’andamento dovesse

rimanere tale, a fine anno si supererebbe il

mezzo milione di verbali. Un netto aumento

rispetto ai 419.084 verbali del 2008, già

superiori ai 137.000 del 2007 e agli 11.050

del 2006. Il Tutor è un’apparecchiatura

complessa computerizzata, formata da sensori

montati nell’asfalto, che al passaggio

dell’auto fanno scattare le telecamere in

grado di rilevare violazioni del limite medio

di 130 chilometri orari. Concausa principale

dei decessi in autostrada: sei incidenti

mortali su dieci avvengono ad alta velocità.

Dal 2006 a oggi il Tutor è stato installato

su 2.093 chilometri della rete Autostrade

per l’Italia che entro il 2009 diventeranno

2.500, per un totale di 237 portali. E

in quei tratti gli incidenti mortali si sono

ridotti del 50%. Quelli con feriti sono

diminuiti di un quarto. E sono scesi anche

quelli senza feriti, meno tragici, ma altrettanto

deleteri per gli altri automobilisti

costretti a subire lunghe code e incolonnamenti.

Complessivamente, si registra il

22% in meno di incidenti.

Spiega Massimo Schintu, segretario generale

Aiscat (Associazione italiana società

concessionarie e trafori): “L’effetto importante

del Tutor è il riordino del traffico.

Diminuendo gli incidenti diminuiscono

anche le strozzature del flusso. E quindi le

code. In più dà la sensazione di una presenza

continua del controllo e questo influisce

sul comportamento di guida, più attento

alle regole”. Che in molti casi i guidatori

italiani infrangono per semplice non

conoscenza. E’ quanto emerge da

un’indagine commissionata da Direct Line,

che dimostra ad esempio come le rotatorie

costituiscano ancora un mistero per una

buona fetta di italiani. Preoccupante è anche

il dato sui limiti di velocità: il 17% non

conosce il limite urbano dei 50 km orari e

quello autostradale dei 130. L’11% inoltre

ritiene possibile effettuare un sorpasso di

un’auto ritenuta troppo lenta e il 2% di

una colonna di veicoli fermi o addirittura

di un’auto già in fase di sorpasso. Infine

l’11% non conosce il saldo dei propri punti

patente e il 42% non è al corrente delle

modalità per verificarlo.

Genertel prima compagnia diretta nel

2008

Genertel rafforza la propria posizione tra

le assicurazioni dirette in Italia: secondo i

dati di mercato del 2008, diffusi dall’Ania,

la compagnia on-line del Gruppo Generali

ha infatti una quota di mercato del 25,3%.

Un settore, quello del mercato diretto, cresciuto

solo dello 0,4% nel corso del 2008:

le polizze auto nel loro complesso se la sono

vista peggio, facendo registrare un -3%.

La raccolta di Genertel è arrivata nel 2008

a 267 milioni di euro (+0,6%) per un totale

di 733mila contratti in portafoglio: 1,2

milioni i nuovi preventivi, per il 75% erogati

via internet. I rami diversi dall’RC

auto sono cresciuti fino al 19% del totale

dei premi, con un +22% delle polizze

casa. Il 2008 ha visto anche il lancio di

prodotti dedicati a target specifici, come

Genertel Donna, riservata alle automobiliste,

e Genertel Slow Cost, pensata per i

guidatori più virtuosi. Alle spalle di

Genertel, per quota di mercato, si attestano

Direct Line (24,5%) e GenialLloyd

(21,3%), seguite da Linear (15,68%) e

Zurich Connect (10,89%). Percentuali

ancora marginali per Dialogo (2%) e la

neonata Quixa (0,33%).

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