PRIMO PIANO - Porto di Venezia

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PRIMO PIANO - Porto di Venezia

Pubbl. bimestrale dell’Autorità Portuale di Venezia. Primo piano sul Porto di Venezia n.13 marzo-aprile 2009

Aut. Tribunale di Venezia n.1214 del 25.01.1996 Poste Italiane Spa – Spedizione in abbonamento postale – 70% - DCB Venezia

Porto di

Venezia

Primo Piano

1 3 - g i u g n o 2 0 0 9

Venezia,

alta tecnologia

per un futuro piu’ verde


GUARDANDO OLTRE LE APPARENZE,

SCOPRIRETE GRANDI ORIZZONTI.

PUBBLICITA’

Dal 1997, in VTP lavoriamo insieme a voi per promuovere e incrementare l’attività passeggeri nel porto

di Venezia. Incentiviamo il turismo di qualità, ospitando crociere, creando occupazione ed eventi.

Perché Venezia sa guardare lontano.

Marittima_fabbricato 248_30135 Venezia_Italia_Tel. +39 041 2403000_Fax +39 041 2403091_www.vtp.it


Editoriale

B i m e s t r a l e # 1 3 - 2 0 0 9

Cari lettori,

Ho il piacere di presentarvi la

nuova edizione della rivista del

Porto di Venezia, con il contributo

e la collaborazione delle

firme autorevoli e dei giornalisti

del gruppo Sole 24 Ore.

Ogni mese affronteremo temi

di attualità vicini al porto e alle

attività ad esso correlate con approfondimenti

e interviste a personaggi

di spicco appartenenti al

mondo politico-imprenditoriale e

dei trasporti, italiano ed europeo.

Il tema delle fonti energetiche

alternative sta vivendo una stagione

di grande sviluppo, acquisendo

una sempre maggiore

importanza nei documenti di programmazione

politica europea e

mondiale (si pensi ad esempio

all’impegno preso dal neo presidente

americano Barack Obama)

ma anche nel nostro Piano Operativo

Triennale al capitolo “Porto

Verde”; per questo abbiamo

Porto di

Venezia

pensato di dedicare la prima edizione

ai temi della sostenibilità

ambientale e alla salvaguardia.

Un porto moderno, qual è quello

di Venezia, non può esimersi

dal giocare il proprio ruolo

nel perseguimento collettivo

di uno sviluppo compatibile.

Tale consapevolezza si esprime

attraverso numerose attività già

intraprese e altre da intraprendere,

tese a monitorare e a rendere

più efficiente il consumo

energetico portuale, minimizzandone

l’ impatto sul territorio.

In secondo luogo, il tema della

salvaguardia della città, riconosciuta

“problema di preminente

interesse nazionale” dalla legge

speciale per Venezia, istituita a

seguito della drammatica alluvione

del 1966 ed oggi finalmente

risolto con vincoli e limiti definiti.

Da qui la necessità di preservare

il patrimonio attraverso la realizzazione

di un “piano integrato”

di interventi che affronti in modo

4 - Dalle alghe energia pulita

per il Porto di Venezia

6 - Produrre energia dagli scarti

8 - Porti Oggi: Venezia, utile 10.3 milioni

10 - Il fotovoltaico fa boom

12 - Enel scommette sullo sviluppo

di energie rinnovabili

14 - I signori dell’eolico comprano il vento

18 - A Venezia tornano le navi dopo 20 anni

Paolo Costa, Presidente

Autorità Portuale di Venezia.

unitario e organico, i diversi

aspetti della salvaguardia fisica

e ambientale dell’ecosistema.

Si tratta di iniziative che assumono

particolare importanza

per l’elevato pregio naturalistico

dell’area sulla quale insistono

- la Laguna di Venezia - i cui

equilibri ecologici devono necessariamente

essere preservati.

Se a questo aggiungiamo un uso

sapiente del sistema MOSE, la

bonifica dei canali e dei terreni

dentro l’ambito portuale, allora

la partecipazione del porto di

Venezia allo sviluppo dei traffici

nell’alto Adriatico può, e potrà,

avvenire nel pieno rispetto dei

vincoli ambientali che ci si è dati.

Mi auguro che nelle prossime

pagine possiate trovare alcuni

spunti di riflessione di vostro interesse.

PRIMO PIANO

sul Porto di Venezia

Pubbl. bimestrale dell’Autorità Portuale di Venezia

Aut. Tribunale di Venezia n. 1214 del 25.01.1996

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento

postale - 70% - DCB Venezia

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Direttore editoriale

PAOLO COSTA

Direttore responsabile

FABIO TAMBURINI

Redazione

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Davide Mazzucchi (Studio Mudita)

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SOMMARIO

20 - Escavi da 260 milioni

22 - Il vaporetto che rispetta l’ambiente

24 - Passa dal Mose la sfida alle maree

25 - “Così decolla il progetto”

28 - Un patrimonio da salvaguardare

30 - Notizie in Pillole

30 - Porti Oggi: La Grecia ora ha 4 corsie

32 - Il porto e la salvaguardia della laguna


4 fonti rinnovabili Dalle alghe energia pulita

Sorgerà a Venezia il primo impianto in

Italia a produrre energia ricavata dalle

alghe. A realizzarlo sarà l’Autorità

portuale di Venezia in collaborazione con

la società di energie alternative Enalg che

ha l’esclusiva per l’Italia sulle tecnologie

brevettate da Solena Group e Solena Biofuel.

“L’obiettivo - sottolinea il presidente

dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa

- è di garantire l’autosufficienza energetica

del porto e, nel prossimo futuro, di

guardare alla possibilità di fornire da terra

l’energia alle navi ormeggiate”.

Grazie alle biomasse prodotte dalle alghe

sarà possibile produrre circa 40 Mw (Megawatt),

vale a dire l’equivalente della metà

dell’energia necessaria agli abitanti del centro

storico di Venezia e un terzo della centrale

Enel di Porto Marghera. Si tratta di una

potenza importante per un impianto che

sfrutta le energie alternative e superiore anche

al fabbisogno attuale del Porto di Venezia

(7 Mw). Tuttavia il progetto è proiettato

al futuro, a quando cioè il porto di Venezia

fornirà energia elettrica alle navi ormeggiate

al porto dalla banchina e il fabbisogno del

porto salirà di altri 85 Mw.

Per far partire la centrale ad alghe è stata

costituita una newco, eNave, partecipata al

51% da Autorità Portuale e per il 49% da

Enalg, società guidata dall’ex ministro Willer

Bordon. I tempi per la realizzazione dipenderanno

molto dalle autorizzazioni, ma di

per sè la centrale può essere

pronta in due anni: tre mesi

per la progettazione e l’acquisizione

delle aree, 18 mesi per

la realizzazione e tre mesi per

l’avvio dell’impianto.

“Oggi - spiega Paolo Costa -

noi partiamo da un’idea che

può diventare un progetto

industriale e caratterizzare in

modo forte gli obiettivi che il

porto si è dato in materia energetica,

vale a dire ottimizzazione

dei consumi e riduzioni

delle emissioni di Co2”. La

centrale ad alghe, infatti, sarà

ad emissioni zero. Le alghe

– più precisamente le Diatomee,

microrganismi autoctoni

della laguna – saranno colti-

per il Porto di Venezia

anche il solare tra gli obiettivi

non ci sono solo le alghe nei progetti per

l’energia alternativa dell’autorità portuale

di venezia. oltre alla centrale a biomasse

da 40 Mw, l’autosufficienza energetica sarà

ottenuta anche con un parco fotovoltaico.

il progetto è quello di ricoprire i terminal

portuali a Marittima e i magazzini a Marghera

con pannelli solari. le superfici utilizzabili

ammontano a circa 50mila mq. l’obiettivo è

ricavare altri 32 Mw di energia per il porto.

vate in un’area ancora da individuare fra

quelle dismesse a Marghera grande fra gli

8 e i 12 ettari. L’impianto sarà composto

da due unità, la prima per la cultura delle

microalghe e la seconda per trasformare la

biomassa in energia elettrica. Le alghe, selezionate

e allevate in laboratorio, saranno

trasferite in cilindri di plastica nei quali sarà

immessa anidride carbonica e acqua che,

assieme all’effetto elettromagnetico dei

raggi del sole, provocheranno la fotosintesi.

La biomassa prodotta sarà centrifugata

ed essiccata per essere trattata con l’innovativa

tecnologia al plasma. La miscela di

idrogeno e monossido di carbonio così ottenuta

sarà il carburante per alimentare un

particolare tipo di turbina prodotta da General

Electric. Il gas di scarico della turbina

(Co2), a sua volta sarà immesso nei bioconvertitori

per nutrire le microalghe. L’impatto

sull’ambiente circostante sarà zero:

“Non c’e’ nessuna possibile contaminazione

con il territorio circostante - rassicura

Yves Bannel, vicepresidente esecutivo e

direttore della divisione europea di Solena

Group -. Le alghe che utilizziamo sono le

stesse che si trovano in laguna e il circuito

dei nostri impianti è chiuso all’esterno.

L’unica cosa che facciamo è

aumentare la concentrazione

di alghe per metro cubo di

un milione di volte rispetto a

quanto avviene in natura”.

Con questo progetto Venezia

può diventare pioniere

in una tecnologia che

può rappresentare il futuro

dell’energia alternativa: “Le

alghe - spiega l’ex ministro

dell’ambiente Willer Bordon

- superano molte delle criticità

delle energie rinnovabili

attuali come l’eolico e o

il fotovoltaico a cominciare

dal fatto che consentono di

produrre energia per 8.000

ore l’anno contro le 1.700

del solare”.


6

business & energia

Da Enel a Sorgenia

e Greenvision (Burani)

Ecco chi ha deciso

di scommettere

sulle biomasse in Italia

Produrre energia pulita dagli scarti del

legno, dall’olio vegetale o da fi eno, vinaccia

e rifi uti urbani. Gli impianti alimentati

a biomasse si fanno strada anche in

Italia che – sebbene abbia potenzialità inferiori

rispetto ad altri paesi Europei e d el Sud

America – ha deciso di investire in questo

settore. Secondo le stime elaborate dal governo

italiano e pubblicate nel “Position Paper”,

il potenziale massimo di sviluppo delle

biomasse in Italia si avrà nel 2020, quando

si raggiungerà quota 2.415 MW (Megawatt)

installati, rispetto agli attuali 1.636.

Tra i principali attori di questo mercato c’è

Sorgenia, che ha da poco annunciato un

piano di investimenti per circa due miliardi

di euro, da spendere entro il 2012 nel settore

delle rinnovabili.

le prospettive del settore

Gran parte dell’espansione riguarderà il

settore delle biomasse. Entro quest’anno

sarà realizzato un impianto da 1 MW a

Gallina, frazione del comune di Castiglione

d`Orcia (Siena). Sfrutterà pallet di paglia e

fi eno. Altri quattro impianti di pari potenza

sono in fase di autorizzazione. Complessivamente,

il piano Sorgenia per le biomasse

prevede di raggiungere la soglia dei 40

MW installati entro il 2014, con impianti

presenti su tutto il territorio nazionale. La

strategia seguita da Sorgenia è quella della

fi liera corta: le biomasse utilizzate (paglia,

fi eno, scarti di legno, ecc.) sono prodotti in

prossimità degli impianti. “Se le biomasse

avranno un futuro l’avranno per fi liera corta,

attraverso l’integrazione strutturale tra

Produrre

ENERGia

dagli scarti


agricoltura e produzione energetica

- ha spiegato Massimo Orlandi,

amministratore delegato della

compagnia.

Anche la Centrale Enel del Mercu- Mercu-

re, nel Comune di Laino Borgo, in

provincia di Cosenza, può produrre

energia da biomasse. Ha una potenza

di 35 MW, è costata circa 60

milioni di euro. La centrale brucia

esclusivamente biomasse vegetali

di provenienza certifi cata. L’impianto

è stato completato nel

2005, ma al momento la produzione

di energia da biomassa è bloccata

per motivi burocratici. Enel

sta puntato sulle biomasse anche

in provincia di Rovigo. La trasformazione

a carbone pulito della

centrale Enel di Porto Tolle, infatti,

sfrutterà biomasse coltivate sul

territorio, che saranno utilizzate in

combustione mista con il carbone.

Alerion, società quotata in borsa

attiva nella produzione di energia

da fonti rinnovabili guidata da Giuseppe

Garofano (ex amministratore

delegato di Montedison e stratega fi nanziario

del gruppo Ferruzzi fi no ai primi anni 90) ha

investito nel business delle biomasse.

i progetti di alerion

«Vogliamo diventare uno dei leader europei

fra gli operatori indipendenti nella generazione

di energia da fonti rinnovabili: dall’eolico al

fotovoltaico alle biomasse, dove però opere-

Enel

il potenziale delle bioMasse in italia

GLI OBIETTIVI FISSATI DAL GOVERNO ITALIANO CON IL “POSITION PAPER”

MW installati MW installati

oggi entro il 2010

bioMasse legnose 395

bioMasse liQuida (olio vegetale) 300

cdr / rifiuti urbani 594

biogas 347

totale 1.636 2.415

FONTE: STATISTICA FONTI RINNOVABILI GSE

gli iMpianti che utilizzano scarti del legno, olio o rifiuti

la centrale enel del Mercuri, nel comune di

laino borgo (cosenza), ha una potenza di 35

MW ed è costata circa 60 milioni di euro. brucia

esclusivamente biomasse vegetali di provenienza

certifi cata. la centrale è stata terminata nel

2005, ma per motivi burocratici la produzione di

energia da biomasse è bloccata.

remo solo nelle fi liere corte o integrate in cicli

industriali», spiega Giulio Antonello, ceo della

società. Oggi Alerion produce energia da biomasse

nella centrale di Anagni (Frosinone), di

cui controlla il 50 per cento. Si tratta di una

impianto con una potenza installata di 10,5

MW, alimentato da circa 120mila tonnellate di

vinaccia. La centrale è nata grazie a una collaborazione

tra Alerion e le distillerie Bonollo,

Il progetto di Sorgenia

entro l’anno il gruppo sorgenia realizzerà un

impianto a gallina, in provincia di siena, che

sfrutterà pallet di paglia e fi eno per produrre

energia. altri quattro impianti sono in fase di

autorizzazione.

GreenVision fa il bis

7

che da 50 anni producono grappa

ad Anagni ottenendo come

sottoprodotto il residuo di vinaccia.

La disponibilità costante

della biomassa da fonte locale,

la partecipazione delle distillerie

alla costruzione e gestione della

centrale, l’ottimo bilancio energetico

rendono la centrale perfettamente

integrata e sostenibile.

Greenvision Ambiente, società

del gruppo Burani quotata al

mercato Espandi, punta invece

sullo smaltimento dell’immondizia

attraverso procedimenti

biologici, ovvero senza dover

ricorrere all’incenerimento. Grazie

ad una speciale tecnologia

sviluppata e brevettata dalla

controllata Ladurner di Bolzano,

Greenvision Ambiente ha

aperto diversi stabilimenti – i

più grandi a Fusina (Venezia)

e La Spezia – che sfruttano un

trattamento meccanico-biologico

per lo smaltimento dei

rifi uti urbani, che permette di

ottenere, in modo pulito e senza emissione

di diossina in atmosfera, 50 tonnellate di

combustibile ogni 100 tonnellate di rifi uti.

Il combustibile da rifi uti (Cdr) così ottenuto

può essere utilizzato in centrali a carbone

o cementifi ci. La centrale Greenvision di

Fusina tratta più di 200 mila tonnellate di

immondizia ogni anno: il Cdr prodotto viene

destinato alla vicina centrale Enel.

greenvision ambiente, quotata sull’expandi,

punta sullo smaltimento dell’immondizia

attraverso procedimenti biologici, ovvero senza

dover ricorrere all’incenerimento. ha aperto

diversi stabilimenti che sfruttano un trattamento

meccanico-biologico per lo smaltimento dei rifuiuti

urbani che permette di ottenere 50 tonnellate di

combustibile ogni 100 tonnellate di rifi uti.

i più grandi sono a fusina (venezia) e la spezia.


8

business & energia

nel porto di venezia elettricitÀ dalle alghe

solo pochi anni fa erano considerate

una sorta di fl agello, ora possono

essere la principale risorsa energetica.

curioso destino quello delle alghe

della laguna di venezia. un impianto

che sfrutta la fotosintesi di microalghe

appositamente selezionate e coltivate

potrebbe fornire al porto di venezia

40 MW di energia elettrica ad impatto

zero (pari a metà del fabbisogno

dell’intero centro storico della città).

per realizzarlo l’autorità portuale,

attraverso la controllata apv, ha

costituito una nuova società, la enave,

partecipata al 51% con la enalg, che

detiene per l’italia i brevetti di solena,

società americana che ha ideato

questa tecnologia. ci sono solo due

impianti al mondo che attualmente

stanno sperimentando, ma su fronti

diversi, un analogo sistema.

la “fabbrica” di energia avrà

bisogno di circa 10-12 ettari,

facilmente recuperabili nella zona

di porto Marghera o nelle isole

costruite con

i fanghi di scavo dei canali. da un

lato sarà creata la coltivazione delle

microalghe, dall’altro l’impianto

di trasformazione della biomassa

in energia. per le alghe verranno

costruiti incubatori: cilindri di

plastica trasparenti dove, grazie

alla fotosintesi provocata dai raggi

del sole, raggiungeranno una

concentrazione esponenziale, un

milione di volte superiore a quanto

avviene in natura, “mangiando”

al tempo stesso alte percentuali di

co2. la biomassa centrifugata ed

essicata passa poi al “generatore”

dove, con una tecnologia al

plasma, vengono create correnti

gassose ad altissima temperatura

che una successiva rottura

molecolare trasforma in carburante

assolutamente pulito per la turbina

che genera energia. ottenute le

necessarie autorizzazioni, serviranno

3 mesi per stendere il progetto, 18

mesi per creare gli impianti e 200

milioni per fi nanziare il tutto.

PORTI OGGI

Venezia, utile

a 10.3 milioni

Il Comitato portuale ha

approvato il bilancio

consuntivo dell’Autorità

portuale di Venezia relativo

all’esercizio 2008.

Il 2008 si è chiuso realizzando

un utile pari a 10.3 milioni

di euro, il volume delle merci

si mantiene sostanzialmente

stabile (+0.1%) rispetto

al 2007. La

s i t u a z i o n e

p a t r i m o n i a -

le nel 2008

presenta un

valore complessivodelleimmobilizzazioni

pari

a 178 mln di

euro. Il risultatofinanziario

di chiude

con un avanzo

di amministrazione

di

10 milioni di

euro, con un

risultato di

parte corrente

di 17.1 milioni

di euro

che potranno essere utilizzati

per effettuare ulteriori investimenti.

Nel 2008 l’Autorità portuale

ha stanziato 53.1 milioni di

euro in attività quali l’escavo

dei canali portuali, infrastrutture

(terminal ferroviario, terminal

isonzo) e opere per lo

sviluppo strategico del porto

di Venezia (per un totale di

427 milioni di euro dal 2000).

Per quanto riguarda l’andamento

dei traffici del Porto

di Venezia nel corso del 2008

si evidenzia una complessiva

tenuta con un aumento dello

0.1% pari a circa 33 mila tonnellate.

Il settore delle rinfuse liquide

(compreso il settore petroli)

fa segnare una flessione del

3.2% in conseguenza della

scarsa dinamica dell’economia

interna e delle forti oscillazioni

del prezzo del greggio

sui mercati internazionali.

Le rinfuse solide (settore

agroalimentare, chimico, siderurgico

e

edilizia) mantengono

i volumi

di traffico

del 2007

anche grazie

a un aumento

dei traffici

nel settore

dei combustibili

solidi e

dei mangimi

che segnanorispettivamente

una

crescita del

7.9% e del

5.6%. Il settore

delle

merci in colli

ha incrementato

i volumi

di traffico del 4.9% rispetto

al 2007, in particolare grazie

ai settori Ro-Ro (+31.5%) e

container (+15%). Il Porto di

Venezia mantiene così la leadership

nell’Adriatico in questo

specifico settore. Infine,

anche il settore crocieristico

segna una forte crescita

(+21%) equivalente a oltre

1.2 milioni di passeggeri.

I dati provvisori del mese

di marzo 2009 evidenziano

una ripresa dei traffici rispetto

ai primi difficili mesi

dell’anno. Segnali di ripresa

sono particolarmente evidenti

nel traffico container

( +16,9%).


10

il settore solare

Il

fotoVoltaico

Crescono le richieste di famiglie

per impianti che producono

energia elettrica dal sole.

Per i condomini, però,

occorre molto spazio

fa boom

La locomotiva del fotovoltaico è in piena corsa. Secondo

i dati del Gestore dei servizi elettrici (Gse), nei primi mesi

del 2009 le richieste di installazioni per la produzione e il

consumo di elettricità da fonte solare (il cosiddetto conto energia)

avanzano a un ritmo di 50 MW (Megawatt) al mese. Per fare

un confronto, tutte le richieste arrivate dall’inizio del conto energia,

ormai circa tre anni fa, hanno portato a una potenza complessiva

di 313 MW. Ora, dicono dal Gse, la prospettiva realistica

è di arrivare a 800 MW entro la fine dell’anno.

Ma fino a che punto conviene per una famiglia, un condominio o

un’impresa dotarsi di un impianto fotovoltaico per produrre energia

elettrica e diventare piccoli produttori?


faMiglia

In media, per usufruire al massimo degli incentivi

governativi una famiglia dovrebbe installare

un impianto da 3 kWp (chilowatt picco) sul tetto

dell’edificio (per cui è necessaria una superficie di 21

metri quadri). Secondo i calcoli di Enel - che ha creato

una società ad hoc dedicata alle fonti rinnovabili (Enel green

power) con 17 miliardi di chilowattore prodotti ogni anno -

questo equivale a un costo complessivo di 18.000 euro (Iva 10%

esclusa). L’investimento potrà essere ammortizzato nell’arco di un

periodo che va da un minimo di 9 anni, se l’impianto è situato nel

sud Italia, ad un massimo di 12 se collocato al Nord. Mentre l’incentivo

dura 20 anni.

condoMinio

Ancora più conveniente potrebbe

essere lo scenario per i

condomini dove però bisognerà

trovare un accordo tra i proprietari.

Ipotizzando un condominio di

10 famiglie che necessita di installare

un impianto da circa 20 kWp, il

costo sarà di 131.400 euro (13.140 per

famiglia). In questo caso non ci sarà un

contratto unico ma 10, ciascuno per la potenza

di 2 kWp. Ogni utente avrà diritto al

massimo degli incentivi. L’inconveniente è

però rappresentato dallo spazio. Per realizzare

un impianto da 20 kWp, infatti, occorre

avere a disposizione una superficie da 140 mq.

iMprese

Il ricorso al fotovoltaico potrebbe essere molto

vantaggioso anche per le imprese, sia di piccole

che di grandi dimensioni. Per quelle interessate

alla produzione di energia finalizzata,

oltreché all’autoconsumo, anche alla vendita

della stessa al Gestore dei servizi elettrici è

consigliabile la realizzazione di un impianto

superiore ai 20 kWp. In questo caso i costi di

ternienergia investe 70 Milioni

tra le società più attive nel

solare c’e’ ternienergia che

ha siglato di recente un accordo

con nextenergy capital, merchant

bank europea specializzata nel

settore delle energie rinnovabili,

per realizzare impianti fotovoltaici

in italia nel periodo 2009-2010,

per una capacità complessiva di

15 megawatt. l’accordo prevede

un investimento complessivo di

oltre 70 milioni. ternienergia

si prenderà cura di tutte le fasi

fornendo gli impianti “chiavi

in mano”. “il nostro paese sta

attirando sempre più l’interesse

di fondi orientati a investire nel

settore della produzione di energia

da fonte solare – spiega stefano

neri, presidente di ternienergia

-. l’accordo con nextenergy

capital rappresenta una concreta

dimostrazione di come la nostra

società sia pronta a cogliere questa

opportunità”.

11

gestione connessi all’esercizio dell’impianto crescono,

arrivando a comprendere alcuni oneri fiscali e la

gestione del contratto di vendita dell’energia, mentre

la manutenzione rimane comunque limitata. Il tasso interno

di rendimento annuo può superare il 10 rendendo l’operazione una delle

forme di investimento più vantaggiose in assoluto.

finanziaMenti

Per finanziare l’operazione è possibile rivolgersi a un intermediario del

credito. I tassi applicati per i prestiti ad hoc sul risparmio energetico, in

media, sono più bassi rispetto ai prestiti di liquidità. Nei prossimi giorni

Banca Mps presenterà il “finanziamento fotovoltaico”, un prestito fino

a 50mila euro da rimborsare entro 15 anni. Mentre è già attivo il “Prestito

ecologico” di Intesa Sanpaolo destinato anche a finanziare impianti

fotovoltaici, pannelli solari o termici fino a 75mila euro (tasso nominale

annuo 9,25%). In campo anche UniCredit con “CreditExpress Energia”

(finanziamento fino a 100mila euro all’8,9%). Applica uno spread compreso

tra l’1,5% e il 2% Banca Sella, presente con due offerte ad hoc.

Anche Ubi banca ha lanciato un prodotto specifico, “Forza Sole”, che

finanzia (6,75% su importi fino a 30mila euro). È integrabile con una

polizza all risks. È rivolto a privati, condomini e imprese il “Mutuo fotovoltaico”

di Banco popolare. Per chi offre un’ipoteca in garanzia il tasso

equivale alla somma di Irs o Euribor e uno spread del 2 per cento.

foto Schüco International Italia – Padova


12 intervista

Il gruppo investirà in Italia 3,7

miliardi nell’energia pulita

con progetti anche nel Nord-

Est. Ne parliamo con il Presidente

dell’Enel Piero Gnudi.

s Enel punta alle energie

rinnovabili attraverso Enel

Green Power, costituita da

poco tempo. Quali obiettivi

si pone in termini finanziari

e industriali?

Enel Green Power, nata a dicembre

scorso, dispone già oggi

di circa 4.500 MW (Megawatt)

di potenza ottenuta dalla forza

del vento, del sole e dell’acqua.

Queste attività generano

un margine operativo lordo di

circa 1.188 milioni, destinati a

superare 1.200 milioni già l’anno

prossimo. Nell’arco del nostro

piano (2009-2013) abbiamo previsto

investimenti per 3,7 miliardi,

86% dei quali destinati alla

crescita. Il Veneto è certamente

tra le Regioni italiane per le quali

vediamo opportunità di sviluppare

le fonti rinnovabili. Il cash

flow di Enel Green Power, sempre

nell’arco di piano, sarà di 5

miliardi.

s Nell’eolico, nel solare e

nelle biomasse quali spazi

di crescita ci sono per Enel

in Italia e all’estero?

La società possiede già oggi

asset in Europa, Nord America

e America Latina, e prevede

di sviluppare ulteriormente la

propria presenza su scala mondiale.

La crescita di Enel Green

Power sarà incentrata principalmente

sull’eolico, destinato a

raggiungere 2.800 MW entro il

2013 rispetto ai 1.200 MW su cui

possiamo contare oggi. Aumenteremo

anche la potenza di fon-

Gnudi:«L’Enel scommette

sullo sviluppo di energie rinnovabili»

te geotermica di 130 MW a 800

MW: con questo incremento,

consolideremo la nostra leadership

mondiale in questo settore.

In totale, Enel Green Power punta

a crescere di altri 1.900 MW di

potenza entro il 2013.

s Ci puo’ parlare della

realizzazione del primo

impianto a idrogeno del

mondo di taglio industriale

che sorgerà nella centrale

Enel di Fusina a Marghera?

Stiamo costruendo a Fusina

il primo impianto al mondo di

taglia industriale per sperimentare

la generazione elettrica da

idrogeno. L’impianto consiste

in un ciclo combinato

in cui un turbogas

da circa 12 MW viene

alimentato a idrogeno,

con il risultato di produrre

fumi di scarico

costituiti esclusivamente

da aria calda e

vapor acqueo. Si tratta

di un’esperienza che

pone l’Italia all’avanguardia

nello sviluppo

di soluzioni di tecnologie

amiche dell’ambiente.

L’impegno di Enel

nelle nuove tecnologie

non si ferma alla frontiera

dell’idrogeno. Stiamo anche

realizzando una centrale solare

termodinamica innovativa

in Sicilia e siamo in

prima linea nelle tecnologie

di cattura e sequestro

dell’anidride carbonica.

s Ci saranno

ripercussioni dalla

nuova politica

energetica Usa sulle

strategie Enel?

Il reinvestment and recovery

plan presentato dalla nuova Amministrazione

statunitense punta

a raddoppiare la capacità di generazione

da fonte rinnovabile in

tre anni. Per dare un’idea delle

dimensioni del progetto della

Casa Bianca è sufficiente ricor-

Piero Gnudi

Presidente del consiglio

di amministrazione ENEL

dare che sono stati necessari 30

anni agli Stati Uniti per raggiungere

l’attuale livello di capacità

da fonte rinnovabile. Enel Green

Power è già un player significativo

sul mercato americano con

748 MW di potenza installata:

siamo dunque ottimamente posizionati

per cogliere le opportunità

che saranno offerte dal nuovo

corso della politica energetica

di Washington.

s Passando alle energie

alternative, Enel punta

molto sul nucleare, anche

attraverso il recente

accordo con la francese

Edf. Quali obiettivi vi siete

prefissati?

Non possiamo fare a meno

del nucleare se vogliamo assicurare

alle famiglie e alle imprese

energia in abbondanza,

a basso prezzo, limitando le

emissioni di anidride carbonica.

In seguito al referendum del

1987, col quale si decise di eliminare

la generazione nucleare

in Italia, Enel ha riconquistato

un ruolo importante nell’area

nucleare con l’acquisizione di

Slovenské Elektràrne (2006) ed

Endesa (2008). Oggi la capacità

nucleare di Enel in Europa è

pari a più di 5,6 GW, il triplo di

quello che deteneva prima del

referendum in Italia. Se il Parlamento

porrà le condizioni per

poter tornare ad investire nel

nostro Paese ci faremo trovare

pronti all’appuntamento con il

nucleare. Abbiamo però bisogno

di un’ampia convergenza

su una cornice di regole chiare

ed affidabili perché questa tecnologia

richiede investimenti

ingenti con un ritorno molto dilazionato

nel tempo.


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14

business & energia

Eolico

i signori dell’

comprano il vento

Da Giuseppe Garofano

(ex Montedison)

a Walter Burani.

Ecco chi ha deciso

di scommettere

sulle rinnovabili


Il 2008, per l’eolico italiano, è stato un anno record: 1.010,40

MW di nuova installazione e un totale di oltre 6 miliardi di chilowattora

di energia prodotta, pari al consumo domestico di 6,5

milioni di italiani e 4,5 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate. La

potenza installata ha dunque raggiunto i 3.736,47 MW, mentre la

produzione elettrica è passata da 4 a oltre 6 TWh (pari a quasi il

2% del Consumo interno lordo). Il tasso di crescita anno su anno

sì è mantenuto intorno al 35 per cento. In periodo di crisi, diffi cile

trovare performance del genere in altri settori industriali. Cosa che -

insieme alla pioggia di incentivi (1,6 miliardi solo nel 2008) - ha reso

questo comparto molto attraente per una lunga lista di investitori.

15


16

business & energia

il ritorno di garofano

Recentemente il business delle rinnovabili

ha attirato numerosi volti noti

dell’imprenditoria e della fi nanza italiane.

È il caso, per esempio, di Giuseppe

Garofano, ex amministratore delegato

di Montedison e stratega fi nanziario

del gruppo Ferruzzi fi no ai primi anni

90. Garofano è oggi leader della compagine

azionaria di Alerion, società

quotata in borsa attiva nella produzione

di energia da fonti rinnovabili. Oggi

il gruppo industriale opera nei settori

eolico, fotovoltaico e biomasse. Vanta

cinque parchi eolici operativi in Italia

(Ciorlano, Lacedonia, Albanella, Agrigento

e Callari), per un totale di 89 MW

installati. Il piano aziendale prevede la

costruzione entro l’anno prossimo di

quattro nuovi parchi (San Martino in

Pensilis, Ordona, Castel di Lucio, Licodia)

che quando entreranno in funzione

porteranno a 204 i MW installati

in Italia da Alerion. Nei prossimi anni il

gruppo guidato da Giuseppe Garofano

punterà sull’internazionalizzazione

come leva per lo sviluppo. L’attenzione

è focalizzata soprattutto sui Paesi che

sono entrati recentemente a far parte

dell’Unione Europea e stanno sviluppato

una politica volta al sostegno

delle rinnovabili: questo sta avvenendo,

per esempio, in Romania, Bulgaria

e Turchia. Paesi target per Alerion, che

conta di raggiungere i 500 MW di capacità

installata entro la fi ne del 2011.

gli iMprenditori del vento

La lista degli imprenditori conquistati

dal business dell’eolico è lunga, e

comprende persone provenienti da

settori più disparati. La moda, per

esempio. Walter Burani, marito di Mariella

e attivo nel settore del fashion

made in Italy, ha investito nell’eolico

con due società quotate in borsa:

Greenvision e Bioera. A Bologna ci ha

pensato invece Gaetano Maccaferri -

in arrivo le pale da appartaMento

Micropale eoliche da installare sui tetti di piccole aziende agricole o case di campagna, con la

promessa di diventare presto appetibili per le aree urbane. il settore delle rinnovabili è in fermento

e le idee per nuove forme di produzione energetica sgomitano per farsi notare. energia dal tetto. È il

caso, per esempio, delle piccole turbine per sfruttare il vento offerte da newtark o eolpower, spinoff

accademico dal gruppo di ricerca adag dell’università degli studi di napoli federico ii. costano

intorno ai 3mila euro per KW installato e promettono il ritorno dell’investimento in circa quattro anni.

un mercato che muove i primi passi anche in italia, soprattutto da quando, a gennaio, è diventato

operativo l’incentivo di 30 centesimi per KWh prodotto. le innovative turbine sono state presentante

all’energyMed, la fi era dedicata alla nuova energia che si è appena svolta a napoli. tra le novità anche

le tegole fotovoltaiche di elettro sannio, nate dalla collaborazione con la seconda università degli

studi di napoli e l’enea.

TOTALE DEI MW INSTALLATI IN ITALIA, PER OPERATORE

operatore MW tot installati

ip Maestrale 554

fri-el 418

enel s.p.a. 403

gruppo ivpc 320

edison energie speciali 307

endesa italia 246

fortore energia 110

Moncada 105

alerion 89

sardeolica 85

enertad 77

FONTE: ANEV

i big dell’aria


presidente dell’omonimo gruppo e di

Unindustria Bologna - che è entrato

nel settore con la Seci Energia. Ma

c’è anche il petroliere Ferdinando Brachetti

dell’Api, che è entrato nel business

delle nuove energie con Solar,

una joint venture italo-svizzera.

col vento in poppa

Tutti imprenditori che scommettono

sull’esplosione del business dell’eolico

in Italia. Stando ai dati disponibili,

non si tratta di un azzardo. «In Italia il

potenziale c’è – spiega Simone Togni,

segretario nazionale dell’Anev, associazione

nazionale energia del vento

–. Abbiamo fatto uno studio dei venti

in tutta Italia utilizzando 340 anemomentri.

È durato 15 anni. Escludendo

le aree protette, dove quindi le pale

eoliche non possono trovare applicazioni,

abbiamo stimato un potenziale

di 16.200 MW installabili con una produzione

effettiva di 27,2 TWh. Il tutto

occupando una superfi cie di territorio

pari allo 0,008% e garantendo posti di

lavoro: oggi, nel settore, trovano impiego

15mila persone. Se raggiungessimo

questo potenziale arriveremmo a

66mila addetti».

Walter Burani

Moda

Walter burani, marito

di Mariella e attivo nel

settore della moda, opera

nell’eolico con le società

quotate greenvision e

boera

Gaetano Maccaferri

Industria

gaetano Maccaferri

(gruppo Maccaferri

e presidente unindustria

bologna) è entrato nel

settore con la seci

energia

gli iMprenditori scesi in caMpo

Ferdinando

Brachetti Peretti

Petrolio

ferdinando brachetti

peretti, dell’api, ha

investito nelle nuove

energie con solar, una

joint venture italosvizzera

Giuseppe Garofano

Finanza

17

l’ex amministratore

delegato di

Montedison, giuseppe

garofano, opera nel

settore eolico con la

società alerion


18

canali da navigare

A Venezia tornano le navi dopo 20 anni

Lo scorso 17 marzo, pochi giorni dopo

che il comandante della Capitaneria

di porto di Venezia, Ammiraglio Vignani,

aveva certificato l’agibilità del canale

Malamocco-Marghera e il pescaggio alla

quota -11 metri di fondale, la nave porta rinfuse

Oasis West si è ripresentata nel porto

di Venezia dopo 20 anni. E’ stato questo il

primo effetto del dragaggio dei fondali lagunari:

un primo fondamentale passo in attesa

di ripristinare la quota di -12 su tutti i

canali di Marghera e -14,5 da Malamocco a

San Leonardo. L’escavo dei canali portuali

rappresenta per il Porto di Venezia una precondizione

per il rilancio delle attività com-

L’escavo dei canali ripristina i fondali originari

consentendo l’ingresso di navi di grandi dimensioni

e la messa in sicurezza dei fanghi nocivi

merciali ma anche un’occasione di riqualificazione

del territorio. Il progetto - promosso

dal Commissario per l’Emergenza Socio

Economica Ambientale relativa ai Canali

Portuali di Grande Navigazione, che coinvolge

Autorità Portuale, Comune, Provincia,

Regione, Ministero Ambiente e Magistrato

alle Acque - prevede una serie di attività

volte alla messa in sicurezza di fanghi nocivi,

attraverso la creazione di siti di stoccaggio,

la bonifica e lo smaltimento per i materiali

dragati dai canali portuali. Il progetto

è chiamato Accordo Vallone Moranzani.

La contropartita economica? Un costo che

si aggira tra i 20 e 30 milioni di euro per

gli escavi. I lavori saranno ultimati nel 2010

e, per allora il Porto di Venezia sarà in grado

di esprimere tutta la sua potenzialità,

diventando lo strumento logistico del Nordest.

Il tessuto imprenditoriale locale potrà

così godere di un Porto capace di smistare

merci dalle coste africane fino ai mercati

dell’Europa centro-orientale così com’era in

passato. I progetti di escavo infatti prevedono

il ripristino dei fondali come da Piano

Regolatore Portuale vigente con un impegno

finanziario in questi due anni di lavoro

dell’Autorità Portuale di circa 51 milioni di

euro, un terzo dei quali è destinato ad opere

di compensazione ambientale.


20

canali da navigare

ESCAVI da 260 milioni

L’accordo Moranzani prevede l’utilizzo dei fanghi

in un piano di recupero ambientale e urbanistico

dei canali tra il 1997 e il

2008 ha comportato la rimozio-

L’escavo

ne, finora, di quasi 5 milioni di metri

cubi di fanghi per un importo stimato

(compresi conferimenti ed oneri per

smaltimento) pari a 81,37 milioni di euro.

A questi si devono aggiungere 2,2 milioni

di metri cubi scavati e 27,84 milioni di euro

per raggiungere i -11 di profondità; 18 milioni

di euro per arrivare a -11,50, altri 30 milioni

per i meno 12 e – non ultimo - oltre 51

milioni di oneri per gli interventi di viabilità.

Alla fine dei conti serviranno circa 260 milioni

di euro . Questi i costi per il ripristino dei

fondali a Porto Marghera. Non bisogna infatti

dimenticare che una volta dragati, i fanghi

della laguna (alcuni dei quali altamente

inquinati) devono necessariamente essere

trattati. Per questo motivo è stato firmato

l’accordo di programma Moranzani che consente

– appunto - lo smaltimento dei fanghi

a costi comunque contenuti, in cambio di

lavori di viabilità e infrastrutturali nella zona.

Tra i progetti vi è anche la realizzazione

di Parchi per oltre 200 ettari: uno nascerà

nell’Ex area San Marco Petroli liberata dai

depositi petroliferi e bonificata e due saranno

i parchi umidi, quello del Lusore e del

Brombeo, che andranno a costituire il nuovo

bosco di Marghera.

i TerMini del PrOgeTTO

L’accordo sul Vallone Moranzani usa i fanghi

dragati in un programma di recupero

ambientale ed urbanistico che consegnerà

al porto i fondali necessari e alla comunità

di Marghera e Malcontenta parchi, una

viabilità rinnovata e molto altro ancora.

L’accordo è stato firmato da 17 enti pubblici

e privati tra cui le società Eni, Terna, Enel e

San Marco Petroli; coinvolge un’area di 500

ettari situata a Malcontenta, lungo la cinta

lagunare nei pressi di Marghera; e prevede

la messa in sicurezza permanente di oltre

2 milioni di tonnellate di fanghi inquinati

provenienti dai canali portuali Sud e Ovest.

Le discariche di elementi tossici già presenti

saranno bonificate e, su un’area di 200 ettari

sorgeranno nuovi parchi urbani, opere stradali

e idrauliche per la messa in sicurezza

da possibili alluvioni parte della terraferma.

Il costo dell’intera operazione è di circa

477 milioni di euro: 260 sono già disponibili

e derivano da risorse ministeriali, dal Porto,

da enti e da privati come Terna e dalle

cessioni di aree dell’Eni; il resto deriverà

dalla tariffa a carico dell’Autorità Portuale

per lo stoccaggio dei fanghi.


22

TrasPOrTi ecOlOgici

Il Vaporetto

che rispetta

l’ambiente

Un vaporetto eco-compatibile

concepito per abbattere,

fino ad eliminarle,

le varie forme di inquinamento,

da quello idrodinamico a quello

provocato dall’emissione di fumi.

A questo progetto, promosso e

coordinato da Confindustria Venezia,

sta lavorando una realtà

importante come Fincantieri assieme

ad altre 12 realtà, fra imprese

e centri di ricerca. Del vaporetto

a idrogeno, che fa parte

di “Industria 2015”, il piano del

ministero dello Sviluppo economico

sulla Mobilità sostenibile,

ne abbiamo parlato con Marcello

Panettoni, presidente di Actv,

l’azienda per il trasporto pubblico

operante nel comune di Venezia.

s Un vaporetto da 240 posti

con emissioni zero e aria

condizionata. Un sogno che

potrebbe presto diventare

realtà. È così?

Si, è così. “Vision”, così si chiama,

è ancora in fase di progetto

ma ha tutti i presupposti della

fattibilità. Si tratta di un vaporetto

ecologico alimentato con celle a

idrogeno e pannelli fotovoltaici.

Un’imbarcazione che sarà in grado

di spostarsi senza fare alcun

rumore e con delle eliche in grado

di muoversi a 360 gradi, dunque

non solo avanti e indietro.

s Qual è il ruolo di Actv, l’azienda

comunale di trasporto veneziana?

L’Actv è l’utilizzatore finale della

flotta e contribuirà ad alimentare

le iniziative di Hydrogen Park

per costituire a Venezia un centro

di eccellenza per lo sviluppo

di tecnologie all’idrogeno e per

le sue applicazioni.

s Quanto vale questo progetto?

Il progetto ammesso a finanziamento

vale circa 7 milioni

di euro, di cui circa tre milioni

finanziati con contributo statale.

Il costo complessivo della

sperimentazione e realizzazione

del primo prototipo si aggira

sui 12 milioni di euro complessivi.

s Quanto costa un singolo

battello? Quanti ne verranno

prodotti?

Un singolo battello da 240 posti

costa più o meno 1,2 milioni di

euro. Ne abbiamo già prenotato

un primo lotto di 10-15 unità.

Successivamente sarà il mercato

a dire quanti ne serviranno.

s Quando li vedremo in circolazione?

Tre anni a partire da oggi. Il

progetto - che in questo periodo

sta entrando in fase operativa

- prevede lo studio e l’elaborazione

di alcuni aspetti fino

alla messa in acqua - verso fine

2011, inizio 2012 - di un vaporetto

prototipo. La mini-flotta

di vaporetti ecologici dovrebbe

entrare in servizio a partire dal

TuTTi i nuMeri del nuOvO PrOgeTTO

2012: realizzazione Prototipo

2013: entrata in esercizio

16: la miniflotta prevista di vaporetti

360 gradi: la possibilità di movimento delle nuove imbarcazioni

12: le aziende e i centri di ricerca che partecipano al progetto

11,9 milioni di euro: il costo dell’investimento

2013, anche con il contributo

della Regione Veneto che sta

assicurando il supporto all’iniziativa.

s Il Comune di Venezia cosa

dice di questo progetto?

Naturalmente lo segue con grande

attenzione.

Per quanto siano quantitativamente

poche le emissioni inquinanti

dei nostri vaporetti è

evidente che l’emissione zero è

sempre un grande risultato.

s È pensabile che nel giro di

una decina d’anni la flotta

attuale sia tutta ecologica?

È tutto legato ai finanziamenti

assicurati all’azienda per accelerare

il processo di rinnovamento

della flotta. Noi, a questo

scopo, abbiamo già impegnato

molte risorse: abbiamo comprato

7 battelli foranei (quelli da

400 posti, quasi completamente

chiusi, ndr) e ne stiamo comprando

altri 10 tradizionali, da

240 posti.


24

nuOve TecnOlOgie

Passa dal MOSE

la sfida alle maree

Come funziona il complesso sistema, frutto

di lunghi studi, per arginare l’acqua alta

e proteggere la città dalle inondazioni

della “questione Venezia”risale

all’inizio degli anni ’70 quando, a se-

L’origine

guito della drammatica acqua alta

del 4 novembre 1966, venne avviata l’elaborazione

di un progetto complesso e straordinario

per la salvaguardia di Venezia.

Una quindicina d’anni fa sono state progettate

e proposte una serie di strategie di

difesa e di tipologie di opere destinate a

fermare le maree alle bocche di porto, tutte

esaminate e scartate in quanto ritenute non

valide o inefficaci. La soluzione adottata, il

Mo.s.e. (Modulo Sperimentale Elettromeccanico),

valutata e scelta dagli organismi

preposti, è frutto di un lungo iter di studi,

analisi, sperimentazioni, adeguamenti,

prescrizioni e verifiche; inoltre, per la

messa a punto del sistema, ci si è avvalsi

della collaborazione di università, centri di

ricerca a livello nazionale ed internazionale,

di enti specializzati e di singoli esperti.

A partire dalla decisione del Comitatone

del 2003, il compito del Magistrato alle

Acque è quello di eseguire un preciso pro-

Bocca di porto di Malamocco.

La bocca con i cantieri in corso,

vista dalla laguna. A destra, la conca di

navigazione per il passaggio delle grandi navi

quando le paratoie saranno alzate e gli interventi

per la costruzione della spalla sud della schiera.

Sistema Mose. Movimento delle paratoie.

Il Mose è composto da schiere di paratoie

che in condizioni normali di marea

giacciono piene d’acqua, completamente

invisibili, incernierate negli alloggiamenti

sui fondali delle tre bocche di porto. Quando

è prevista un’alta marea, le paratoie,

svuotate dall’acqua con l’immissione di aria

compressa, si sollevano fino ad emergere,

creando una barriera continua che divide

per tutto il tempo necessario il mare dalla

laguna. Porti rifugio collegati a conche

di navigazione consentono l’ingresso alle

imbarcazioni quando le barriere sono

alzate: conche per imbarcazioni da diporto

e pescherecci a Lido e Chioggia, una

conca per le grandi navi dirette al porto, a

Malamocco.


getto. Il Mo.s.e. è stato utilizzato per eseguire

una serie di prove sul prototipo in

scala reale di una paratoia in una sorta di

“laboratorio sperimentale” totalmente autonomo,

collocato in una zona isolata della

laguna. Il sistema di opere per la regolazione

della marea è in grado di reggere

un dislivello tra mare e laguna di due metri.

Dunque se si verificassero gli scenari

più pessimistici, Venezia e gli altri centri

abitati risulterebbero protetti. Ma anche

prendendo in considerazione un aumento

del mare ancora più estremo, le paratoie

potrebbero essere ulteriormente sollevate

oltre l’inclinazione ottimale di 45 gradi:

il bordo libero delle paratoie è infatti tale

che l’efficienza delle barriere risulterebbe

sostanzialmente inalterata e la stabilità

delle strutture non sarebbe pregiudicata.

cOMe funziOna

Complessivamente le paratoie saranno

78. Per la bocca di porto del Lido, che

è la più ampia, verranno posizionate due

schiere di paratoie, collegate da un’isola

artificiale: il canale più a nord, quello

di Treporti, sarà protetto da 21 paratoie,

quello di San Nicolò da 20. Alla bocca di

Malamocco sarà in funzione una schiera

con 19 paratoie, mentre alla bocca di

Chioggia le paratoie saranno 18. Il costo

complessivo dell’opera è stimato in 4.272

milioni di euro, di cui 3.244 milioni già assegnati

e 2.291 milioni di importi impegnati.

L’avanzamento dei lavori è al 54%;

3 mila gli addetti diretti e indiretti e circa

100 le imbarcazioni utilizzate.

gli ObieTTivi

La realizzazione dovrebbe concludersi nel

2014. Gli effetti delle chiusure delle bocche

di porto sull’ambiente sono stati studiati

e sottoposti ad approfonditi studi e

analisi. In primo luogo, quando le opere

mobili non sono in funzione, non vi sarebbero

riduzioni dei volumi d’acqua scambiati

tra mare e laguna. In secondo luogo,

le bocche di porto verrebbero “chiuse”

solo nel caso di maree superiori livelli

predeterminati (+110 cm sul mareografo

di Punta della Salute), il che significa in

media 5 volte l’anno. Gli effetti sull’ambiente

lagunare dovrebbero essere irrilevanti,

dato che la frequenza e la durata

delle chiusure sarebbe molto breve rispetto

ai periodi di scambio aperto con

il mare.

Costi e tempi del Mose:

Patrizio Cuccioletta,

presidente magistrato

alle acque di Venezia,

spiega in una intervista lo

stato dei finanziamenti per

il progetto e le tappe della

realizzazione.

s Qual è lo stato dei finanziamenti

del Mose?

I finanziamenti del mose

raggiungono oggi i 2/3 del

suo costo. Infatti dei 4272

milioni di euro sono stati finanziati

3244 e 2291 sono

gli impegnati e spesi. Ricordo

che costi e tempi di realizzazione

del Mose sono

normati da un contratto

stipulato nel 2005 tra Stato-

Magistrato alle acque di

Venezia e Consorzio Venezia

Nuova, il pool di imprese

incaricato della realizzazione,

definito a prezzo chiuso

perché prevede tempi certi

in relazione a tempi ben definiti

di finanziamento.

s Il finanziamento del

Mose tramite Bei è deciso?

La Bei ha deliberato il finanziamento

al Mose nel

febbraio di quest’anno. Si

tratta del finanziamento più

cospicuo attribuito dall’Europa

a un’opera puntuale.

Il finanziamento fa parte

dei 15 miliardi di euro concordati

tra Bei e Ministero

delle infrastrutture e Trasporti

nell’ottobre del 2008.

L’unica riserva posta dalla

Bei era la soluzione della

procedura d’infrazione nei

confronti dell’Italia rispetto

al Mose, in corso presso la

commissione europea e che

aveva per tema la tutela degli

uccelli selvatici. La pro-

cedura si è chiusa positivamente,

con l’accoglimento

da parte della Commissione

Europea delle proposte del

Governo italiano. La procedura

d’infrazione è stata

dichiarata definitivamente

chiusa.

s Quali saranno le ripercussioni

del Mose

sull’attività portuale?

Che cos’è e come funziona

la conca di navigazione?

Il Mose è stato scelto con la

sua configurazione e la sua

tipologia, proprio anche per

la presenza del porto industriale

e commerciale interno

alla laguna di Venezia .

Infatti uno dei parametri

progettuali “imposti” recitava”

che la soluzione scelta

non interferisca con le attività

economiche in corso”.

Dunque il Mose diviene un

elemento regolatore dell’attività

portuale, collaborando

al suo sviluppo futuro

s Cosa sono i marginamenti

a Porto Marghera?

Che benefici producono?

Portomarghera rientra nel

disegno complessivo che

vede la salvaguardia del

territorio lagunare strettamente

connessa all’innovazione

e alla riqualificazione

ambientale. Per quanto di

competenza del Magistrato

Alle Acque di Venezia i marginamenti

delle macroinsulae

di Marghera sono serviti

a impermeabilizzare e rinforzare

le rive e le sponde

dei canali portuali, isolando

le aree industriali inquinate

dalla laguna e hanno dunque

consentito la bonifica e

25

“Così decolla il progetto”

l’escavo degli stessi canali.

s La Bei dice che le opere

già realizzate hanno

portato fin d’ora effetti

benefici sulla laguna.

Quali?

La Bei si riferisce al sistema

Mose nel suo complesso Il

Sistema Mose non è costituito

dalle sole dighe mobili,

ma dal corpo di interventi in

atto da vent’anni per riqualificare

la laguna e difendere

le città lagunari dal mare.

Per citare gli interventi più

cospicui: il rinforzo di 46

chilometri di cordone litoraneo

mediante ampie spiagge

protette; la ricostruzione

morfologica con la difesa di

ben 1200 ettari di velme e

barene, gli elementi caratteristici

dell’idrodinamica

lagunare e del suo paesaggio,

tramite i sedimenti

compatibili derivati dal dragaggio

di canali lagunari ;

la messa in sicurezza, il risanamento

e il restauro di

12 piccole isole, tra cui Sant

Erasmo, Poveglia, Santa

Cristina etc, gli interventi in

accordo di programma di

Chioggia, Sottomarina, Murano;

gli interventi di marginamento

dei canali portuali

per 40 chilometri. Insomma

si è trattato del più grande

intervento ambientale

al mondo mai realizzato in

modo tanto integrato e sistemico.

E questo grazie

ai finanziamenti dello Stato

italiano per Venezia e la sua

Laguna.

Il Mose quando sarà in funzione

eviterà non il solo degrado

delle strutture urbane,

ma anche quello della

laguna.


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- Videosorveglianza in rete

WI-FI e GPRS

- Antifurti

- Antitrusioni

- Rilevamento fughe gas

- Rilevamento allagamenti

- Servizio di televigilanza a tempo

- Antifurto veicolare con localizzazionesatellitare

e

monitoraggio a distanza

Sicurezza portuale

I.S.P.S. Code

- Controlli di sicurezza sui bagagli

in transito e a seguito del

passeggero, con l’ausilio di

apparecchiature radiogene,

scanner, sniffer e metal

detector portatili

- Screening dei passeggeri in arrivo

e partenza

- Piantonamento sotto bordo

- Piantonamento itinerante a

mezzo natanti

Serenissima

Vigilanza Privata

Via delle Industrie,

n° 17/A - C/O Vega

Edificio Lybra 30175

Marghera (VE)

Tel. +39 041 509 4300

Fax +39 041 509 4393

Certificato di qualità ISO9001:2000


PUBBLICITA’


28

TesOri da PrOTeggere

Un

PATRIMONIO

da salvaguardare

Migliaia di interventi di manutenzione ordinaria,

straordinaria e di restauro. Oltre 2.500 edifici con vincolo

paesaggistico nel solo centro storico. Ecco i progetti

per preservare le bellezze della città di Venezia

Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, Punta della Dogana, il Museo Vedova la

Fondazione Bru: sono alcuni dei beni architettonici appena restaurati grazie all’impegno

di enti e istituzioni pubbliche, ma anche di moltissimi privati che credono

nell’importanza della manutenzione del patrimonio edilizio ed architettonico di una città

davvero unica al mondo. Un impegno con un impatto enorme dal punto di vista economico

che può essere fatto proprio da tutti aderendo al progetto Sms Venice.


Circa 10.000 interventi di manutenzione ed

oltre 2.500 edifici con vincolo paesaggistico

nel solo centro storico. Un patrimonio edilizio

ed architettonico straordinario, quello

veneziano, per la salvaguardia del quale è

in prima linea la Soprintendenza per i beni

architettonici della città lagunare. “È un

sistema molto complesso – dice la Sovrintendente

Architetto Renata Codello – che

ci vede impegnati costantemente sia nella

fase di autorizzazione che nella verifica

ispettiva dell’andamento dei lavori”.

s Quanti sono i progetti che si occupano

di restauro degli edifici di Venezia?

Gli interventi di manutenzione ordinaria,

straordinaria e di restauro che ogni anno

vengono realizzati nella città di Venezia,

nelle isole e negli 8 comuni della gronda

lagunare di competenza della nostra Soprintendenza

sono oltre 10.000. Sono interventi

di enti e istituzioni pubbliche, ma

anche di moltissimi privati che hanno ormai

compreso l’importanza della manutenzione

del patrimonio edilizio ed architettonico, il

loro valore di risorsa per le attività sociali,

culturali ed economiche di tutta l’area veneziana.

s Quali sono i più importanti?

Di grande importanza sono quelli appena

conclusi: il restauro di palazzo Grimani a

Santa Maria Formosa, Punta della Dogana,

il Museo Vedova, la fondazione Bru a cui si

aggiungerà presto la conclusione dei lavori

di amplimento delle Gallerie dell’Accademia.

Ci sono poi grandi interventi di riqualificazione

a Murano, nell’area industriale di

Marghera, la riqualificazione del Lido con

la costruzione del Palazzo del Cinema, gli

interventi della Fondazione Cini nell’isola di

San Giorgio, quelli nell’isola della Certosa e

la realizzazione del Garage e opere connesse

della marittima.

Quanti sono gli edifici da salvaguardare?

Nel solo centro storico di Venezia ci sono

oltre 2.500 edifici vincolati e su tutto esiste

il vincolo paesaggistico per cui ogni modifica

deve essere approvata anche in Commissione

per la salvaguardia. Il nostro ufficio

risponde mediamente in 30-40 giorni

malgrado l’organico sia inferiore di oltre il

30% di quello previsto più di 10 anni fa.

anche i siMPle Minds in laguna

un concerto dei simple Minds in piazza san

Marco a sostegno di “sms venice”, l’iniziativa

attivata per reperire fondi utili ai restauri dell’area

marciana. un’idea che piace molto al sindaco di

venezia, Massimo cacciari. “l’evento del gruppo

scozzese – dice cacciari - dovrebbe rappresentare

il vero lancio della campagna. finora con questo

sistema sono stati raccolti circa 100 mila euro.

una cifra sotto l’obiettivo che il comune si era

prefissato, che però puntiamo di raggiungere nel

corso del 2009”.

s Chi soprassiede a questi progetti: qual

è il ruolo della Commissione di salvaguardia?

La nostra attività ispettiva riguarda direttamente

gli edifici sottoposti a vincolo, ma si

estende sempre di più dato che ogni modifica

esterna incide sul paesaggio urbano.

Nella Commissione di salvaguardia

la Soprintendenza si esprime ed ha

potere di veto per cui è necessario

attivare tutta l’azione di concertazione

che permette di sviluppare

iter amministrativi rapidi ed

efficaci. È una collaborazione

costante che punta a circoscrivere

le criticità dei

progetti presentati e cerca

di suggerire soluzioni

condivise con tutti

gli enti rappresentati

nella Commissione. A

mio parere si sta lavorando

molto bene

e con grande senso

di responsabilità soprattutto

in questo

periodo di crisi.

29

s Qual è l’impatto economico di questi

interventi?

È un impatto enorme, anche dal punto di

vista economico. La rete diffusa degli interventi

mantiene un sitema di piccole e

medie imprese in grado di offrire prestazioni

di lavoro di alta e talvolta altissima

qualità. La Soprintendenza è spesso il

luogo di confronto e scambio delle competenze.

E’ considerata un interlocutore

di prestigio anche per elevare la qualità

delle lavorazioni e contribuire alla formazione

delle maestranze. Siamo impegnati

in diversi corsi di formazione con la Confartigianato,

la scuola per le maestranze

edili e le convenzioni con le università veneziane.

s Quali soggetti sono interessati?

Sono sia pubblici che privati. L’integrazione

tra le due sfere di azione è molto buona, ma

la mancanza del rifinanziamento della legge

Speciale mette a rischio questo sistema

che si è sviluppato proprio nel settore delle

manutenzioni urbane, edilizie e nel restauro.

s Chi finanzia i lavori?

I privati e gli enti e le istituzioni pubbliche.

Anche il nostro Ministero per i Beni e le

Attività Culturali finanzia lavori di restauro

come Palazzo Grimani e le Gallerie dell’Accademia.

Questi interventi sono stati strategici

perchè rappresentano le qualità più

alte nel settore del restauro

e la potenzialità infinita

di Venezia.

s Che cos’è il progetto

Sms Venice?

È un progetto che

attraverso diverse

forme di sponsorizzazioni

- contributi

da concerti ed eventi,

messaggi telefonici e

pubblicità anche telematica

- raccoglie fondi per

il restauro dell’area marciana

e di altri grandi monumenti

in città. Ha il merito

di estendere a tutti la

possibilità di partecipare

alla salvaguardia di questo

straordinario patrimonio.


30

nOTizie in PillOle

Venezia verso

il porto a

“zero emissioni”

Venice Blue Flag è un accordo volontario finalizzato

alla riduzione delle emissioni in atmosfera prodotte

dalle navi che fanno scalo a Venezia. L’accordo

prevede che le navi, nel momento in cui transitano dalle

bocche di porto del Lido sino all’area portuale della città (e

in misura ancora maggiore quando sono in sosta) adottino

misure ulteriori rispetto agli standard imposti dalla normativa

vigente. In particolare è previsto che le navi che utilizzano

olio combustibile per il funzionamento dei propri motori

non superino un tenore di zolfo del 2,0% (che si riduce

all’1,5% per le fasi di sosta) e che applichino tutte quelle

norme di gestione delle macchine (minor regime dei motori,

evitare soffiature delle condotte di scarico) che consentano

di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria.

Assieme al Comune di Venezia, alla Capitaneria di porto e

a Venezia Terminal Passeggeri, l’Autorità Portuale di Venezia

sosterrà anche per il 2009 l’accordo “Venice Blue Flag“

al fine di garantire il più basso livello di emissioni in laguna.

Con l’obiettivo di arrivare presto alle “emissioni zero”.

Porti oggi

La Grecia ora ha 4 corsie

Le Autostrade del mare rappresentano

una soluzione alternativa e

spesso complementare al trasporto

stradale e sono finalizzate a far viaggiare

sulle navi camion, container e automezzi.

Valorizzando il trasporto marittimo si può

limitare la congestione delle strade e ottenere

benefici effettivi anche in termini di

impatto ambientale.

Ormeggiata la prima nave

Panamax, nuovi traffici

in arrivo grazie agli scavi

Poche settimane fa è entrata in porto la prima nave tipo Bulk Carrier

Panamax – con pescaggio a 10.22 metri e lunghezza pari a 225 metri.

E’ arrivata in banchina con circa 50 mila tonnellate di proveniente

dall’Argentina (S. Lorenzo) e oggi la nave, può scaricare a Venezia 8 mila

in più rispetto al passato. Grazie ad una migliorata accessibilità nautica, il

Porto diventa ancora più competitivo eliminando uno dei limiti storici che

hanno, in parte, contratto i traffici merci verso Venezia. Il raggiungimento

dei fondali a quota meno undici metri è solo l’inizio della nuova vita del

Porto di Venezia, un

percorso che lo

porterà a diventare

nuovamente l’infrastruttura

di riferimento

per l’economia

nordestina.

E’ stato infatti anche

firmato il contratto che

sancisce l’impegno

per eseguire l’escavo

anche nei canali industriali

Sud e Ovest alla

quota meno 10.50.

Il Porto di Venezia ha presentato alla Fiera di

Monaco l’Autostrada del mare Mediteranno

Orientale che collega il Mare Adriatico con

il Mar Ionio e il cluster dei porti greci (Corfù,

Igumenista, Patrasso, Corinto, Pireo).

Quattro sono le compagnie che da Venezia

si occupano del trasporto Anek Lines, Grimaldi

Group, Hellenic Seaways e Minoan Lines

garantendo collegamenti giornalieri con

i principali porti della Grecia. Già nel 2008

il Porto di Venezia ha registrato 650 toccate

(approdi) pari a oltre 120 mila container

all’anno. Al fine di potenziare i collegamenti

e per dare maggiori servizi alle compagnie

che effettuano il trasporto di merci e passeggeri

sta progettando un nuovo terminal

interamente dedicato al traffico Ro-Ro e

Ro-Pax capace di fornire tutti i servizi necessari

per ospitare fino a 4 navi contemporaneamente.

Anche le Istituzioni europee

hanno sottolineato più volte l’importanza

strategica delle Autostrade del mare (Motorways

of the Sea - M.o.S.) che rientrano

nel programma europeo TEN-T .

2006 263.000 ton. Totale merci trasportate (rinfuse solide, liquide e merci in colli)

(di cui) 192.000 ton di rinfuse solide + 52.000 ton di rinfuse liquide 101.000 rotabili (trailer e camion).

2007 555.000 ton. Totale merci trasportate (rinfuse solide, liquide e merci in colli)

(di cui) 303.000 ton di rinfuse solide + 228.000 ton di rinfuse liquide 98.000 rotabili (trailer e camion)

2008 411.000 ton. Totale merci trasportate (rinfuse solide, liquide e merci in colli)

(di cui) 278.000 ton di rinfuse solide +123.000 ton di rinfuse liquide 118.000 rotabili (trailer e camion)


PUBBLICITA’


32 aMbienTe

Il porto e la salvaguardia della laguna

Obiettivo competitività ecosostenibile e rispetto dell’ambiente.

Allo studio un “Bilancio ambientale” dell’area

che rischia di snaturarne

la caratteristica morfologia; l’emer-

L’erosione

genza inquinamento; la pesca abusiva:

sono queste alcune tra le problematiche

più urgenti connesse alla Laguna di

Venezia, un ecosistema di infinita ricchezza,

riconosciuto dall’Unesco, al pari della città,

patrimonio dell’umanità. Questioni tuttora

aperte, che impongono di non abbassare la

guardia, anche se le attività e le opere di

contrasto hanno raggiunto risultati importanti

, soprattutto sul fronte del miglioramento

della qualità dell’acqua.

Nell’ambito del Piano Operativo Triennale

l’Autorità Portuale di Venezia, attribuisce

un ruolo di rilievo al contributo che può

dare allo sviluppo compatibile dell’ecosistema

nel quale insiste il porto. Per questo

motivo si è fatto promotore di numerose

iniziative, intraprese e previste, tese a monitorare

le esternalità ambientali generate

dalle attività portuali, al fine di minimizzarne

l’impatto e ottimizzare l’uso delle risorse.

Tra le principali azioni si ricordano in sintesi:

s Realizzazione di uno studio per il “Bilancio

ambientale del porto”, al fine di avere una

rappresentazione quantitativa degli impatti

ambientali e valutare il trend di impatto delle

attività del porto;

s Studio della distribuzione spazio – temporale

del moto ondoso attraverso “fotogrammetria”;

s Campagna di indagine/studio sui campi

elettromagnetici (elettrosmog) e sull’acustica

del porto (realizzata nell’ambito del progetto

ECOPORT)

s Monitoraggio delle emissioni atmosferiche.

Sulla base di un Accordo volontario tra

Autorità portuale e Capitaneria di Porto, l’indagine

- già avviata per misurare nel tempo

l’efficacia delle azioni per ridurre le emissioni

delle grandi navi - proseguirà mirando a seguire

gli effetti della riduzione dello zolfo nei

carburanti;

s Riduzione delle emissioni diffuse.

s Marginamenti ambientali delle banchine

di Porto Marghera, al fine di impedire la

migrazione di sostanze inquinanti dal terreno

verso la laguna;

s Accordo di Programma per la gestione dei

sedimenti di dragaggio dei canali di grande

navigazione e riqualificazione dell’area

Malcontenta – Marghera (il cosiddetto “Progetto

Vallone Moranzani”).

s Studi di fattibilità per l’applicazione di tecnologie

da fonti alternative e rinnovabili e

successiva progettazione di impianti fotovoltaici

a Marittima e Marghera;

s Nel contesto energetico inoltre, si sta valutando

la possibilità di fornire alle navi in porto

l’energia elettrica da terra (cold ironing) per

ridurre l’utilizzo di generatori ausiliari a beneficio

della qualità dell’aria.

La rilevanza della questione energetica

emerge anche dall’edizione 2008 dell’Annuario

dei dati ambientali dell’Istituto superiore

per la protezione e per la ricerca

ambientale (Ispra), ente che fa capo al

Ministero dell’Ambiente. “Non c’è dubbio

– si legge nel rapporto - che grazie agli

interventi di disinquinamento degli scarichi

industriali nell’area di Porto Marghera,

delle acque reflue nell’intero bacino scolante

e nel centro storico della città di Venezia,

la qualità delle acque lagunari negli

ultimi decenni è nettamente migliorata.

Anche il Porto di Venezia perciò sta facendo

- e farà - la sua parte, cercando di limitare al

minimo l’impatto sull’ambiente e facendosi

promotore di iniziative e studi che favoriscano

la salvaguardia del territorio in cui insiste.

* con la collaborazione di Emanuele Zanotto

(Environmental Manager – Autorità Portuale

di Venezia).


estratto dall’Elenco Operatori del sito www.port.venice.it

ISTITUZIONI

Autorità Portuale di Venezia

Santa Marta, Fabbricato 13

30123 Venezia (VE)

Tel. 0415334111 - fax 0415334254

apv@porto.venezia.it

www.port.venice.it

TERMINAL

Centro Intermodale Adriatico S.p.A.

Via dell'Elettricità, 21 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 0412591200 - fax 0412591225

info@cia.ve.it

www.cia.ve.it

Multi Service S.r.l.

Terminal Molo Sali, Porto Commerciale

30175 Marghera (VE)

Tel. 0412584811 - fax 0415380898

pierluigi.penzo@mservice.it

www.mservice.it

Terminal Intermodale Venezia S.p.A.

Porto Commerciale - Molo "A"

30175 Marghera (VE)

Tel. 0415334651 - fax 0415334443

tiv.segreteria@tiv.it

www.tiv.it

Venezia Terminal Passeggeri S.p.A.

Marittima, Fabbr. 248 - 30135 Venezia (VE)

Tel. 0412403000 - fax 0412403091

vtp@vtp.it

www.vtp.it

� AGENZIE MARITTIME

� CASE DI SPEDIZIONE

� DOGANALISTI

� Adriamar SRL

S. Marta, Fabbr. 16

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712620 fax 0412712626

adriamar@vegaservice.net

� Agenzia Favret SRL

Via Appia, 20

30173 Venezia Mestre (VE)

tel. 0412573511 fax 0412573522

dir@favret.it

� � Agestar SRL

Via A. Gloria, 5

30175 Marghera (VE)

tel. 0413694611 fax 0415385661

g.guatti@agestar.it

� Alfa Shipping Agency SRL

Via Volturno 4/F

30173 Mestre (VE)

tel. 0415352217 fax 0415349292

alfa@alfashipping.it

� Alghesped S.r.l.

Corso del Popolo 241 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0415315777 - fax 0415316555

info@alghesped.it

www.alghesped.it

� � Bassani SPA

Dorsoduro - Santa Marta, Fabb. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412727860 fax 0415230336

shipping@bassani.it

� Boriani Navigazione S.r.l.

Via Maestri del Lavoro, 50 - 30015 Chioggia (VE)

Tel. 0415544100 - fax 0415548378

calascibetta@borianinavigazione.191.it

www.portodichioggia.it/operatori/boriani

� � � Carlo Tonolo Fu Matteo

Via Brunacci 18/B - 30175 Marghera (VE)

Tel. 041925339 - fax 041931665

agency@carlotonolo.it

www.carlotonolo.it

� � Central Shipping Agency S.r.l.

Via F.lli Bandiera, 45 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 041931644 - fax 041935920

operativo@csa-venezia.it

� � Columbia SRL

Isola Saloni, 43

30015 Chioggia (VE)

tel. 041405022 fax 041405276

info@columbia-srl.it

www.columbia-srl.it

� Doge International S.r.l.

Via Banchina dell'Azoto, 15/D

30175 Marghera (VE)

Tel. 0415382277 - fax 0415382313

dogesped@tin.it

www.dogeinternational.it

� � E.A.A.M.S. S.r.l.

Via Volta, 2 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 0415385815 - fax 041925747

info@eaams.it

www.eaams.it

� Ego Peccarisio

Raccomandatario Marittimo

Via A. Costa 19/B - 30172 Mestre (VE)

Tel. 041976376

peccarisio@favret.it

� � Farinato S.p.A.

Via Caposile, 7 - 30171 Mestre (VE)

Tel. 041938288 - fax 041938282

farinato@farinatospa.com

www.farinatospa.com

� � Fiorini Omnia Service S.r.l.

Via A. Volta, 2 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 041937866 - fax 041937088

fiorini@fiorini-sped.it

www.fiorini-sped.it

� � F.lli Chiesura S.r.l. Sped. internazionali

Banchina dell'Azoto, 15E

30175 Marghera (VE)

tel. 0415385602 fax 0415380711

operativo@chiesura.it

� GDM Spedizioni Internazionali

Via Mestrina, 94 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 041986674 - fax 041989076

gdminter@tin.it

www.gdmspedizioni.it


estratto dall’Elenco Operatori del sito www.port.venice.it

� Global Projects S.r.l.

Via Banchina dell'Azoto 15/E

30175 Marghera (VE)

Tel. 041930088 - fax 041930074

info@globalprojects-srl.it

� Globusmar SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712644 fax 0412712645

globusmar@vegaservice.net

� � I. Barbon S.r.l.

Via Torino 151/E - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0415314444 - fax 0415317744

info@ibarbon.com

www.ibarbon.com

� I.E.S. International Export Service S.r.l.

S. Croce 1073 - 30135 Venezia (VE)

Tel. 041718466 - fax 041718365

info@iesvenice.com

� ISS Tositti SRL

S. Marta Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712647 fax 0412712648

venezia@iss-tositti.it

� JLT Yacht Agency SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712660 fax 0412712530

venice@jlt.it

� Le Navi Veneto S.r.l.

Viale Ancona, 22 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0412500911 - fax 0412500987

lenavi_itvce@msclenavi.it

� Marisped S.r.l.

Via C. Colombo 23 - 30173 Mestre (VE)

Tel. 0415350522 - fax 0415350609

marisped.venezia@tin.it

� Medimar Shipping & Transport SRL

Isola Saloni 43

30015 Chioggia (VE)

tel. 0415507625 fax

info@medimarshipping.com

� Medmar Venezia SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712658 fax 0412712522

medmarcom@vegaservice.net

� � Mirco Santi S.r.l.

Via Torino 151/a - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0412589600 - fax 0412589699

info@mircosanti.it

www.mircosanti.it

� Mondial International Transport S.a.s.

Via S. Maria dei Battuti, 24 - 30174 Mestre (VE)

Tel. 0415351970 - fax 0415351973

mondial@mondialit.it

� Nova Mar S.r.l.

Corso del Popolo, 96 - 30174 Mestre (VE)

Tel. 0415322883 - fax 0415321000

massimo@novamarltd.com

� � R.T. Spedizioni SRL

Banchina dell'Azoto 15/A

30175 Marghera (VE)

tel. 041929063 fax 041933109

info@rtspedizioni.it

� � Sadop S.r.l.

Via Triestina 54/24 - 30173 Favaro Veneto (VE)

Tel. 041938036 - fax 041938488

info@sadop.it

� Sagemart SRL

Via Forte Marghera 193/E

30173 Mestre (VE)

tel. 0415317077 fax 0415317138

sagemart@libero.it

� � Sagem Venezia S.r.l.

Via Torino 151/A - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0412589700 - fax 0412589799

info@sagem.it

www.sagem.it

� Servizi Portuali Adriatico S.r.l.

Via Salamonio, 3/6 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 0415383136 - fax 0415383145

info@spashippingagency.com

� � Siacet S.a.s.

S. Marta, Fabbr. 16 - 30123 Venezia (VE)

Tel. 0415334823 - fax 0415334817

siacet@portofvenice.net

www.port.venice.it/siacet

� Sidersped S.r.l.

Via dell'idrogeno, 9 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 041927777 - fax 041922792

sidersped@portofvenice.net

� Spedizioni Scarpa S.n.c.

Via Porta Est, 35/3 - 30020 Marcon (VE)

Tel. 0415951782 - fax 0415960948

info@scarpasped.it

Tositti & C. SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712584 fax 0412712630

tositti@vegaservice.net

� Tositti & Partners SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712650 fax 0412712555

tandp@vegaservice.net

� Tositti SRL

S. Marta, Fabbr. 17

30123 Venezia (VE)

tel. 0412712511 fax 0415205060

tositti@vegaservice.net

www.tositti.it

� � � Team Shipping Agency S.r.l.

Viale Ancona, 24 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0412609011 - fax 0415322643

info@team-shipping.com

� Transadriatica S.r.l.

Viale Ancon 24 int.10 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0412609111 - fax 0415310297

info@transadriatica.it


estratto dall’Elenco Operatori del sito www.port.venice.it

� � Veneta Lombarda S.r.l.

Viale Ancona, 22 - 30172 Mestre (VE)

Tel. 0415322945 - fax 0415313019

import@venetalombarda.com

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LAVORI A BORDO

Costruzioni Arsenale di Venezia - C.A.V. Scarl

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Tel. 0415138144 - fax 0415138139

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Repel S.r.l.

Via Seismit Doda, 23 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 041927071 - fax 0415388248

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Via dell'Azoto, 19 - 30175 Marghera (VE)

Tel. 0415381522 - fax 041921201

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Veneziana Contenitori S.r.l.

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Studio Tecnico Navale Lunetta

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Renzo Canton Assicurazioni S.a.s.

Via Fradeletto 29/B - 30170 Mestre (VE)

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Via J. Linussio, 4 - 33100 Udine (UD)

Tel. 800855072 - fax 0432522289

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Serenissima Vigilanza Privata Soc. Coop

Via delle Industrie 17/A - 30175 Marghera (VE)

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