Il foglio del Comune di Pinzolo - n. 11

comune.pinzolo.tn.it

Il foglio del Comune di Pinzolo - n. 11

Il Foglio del

anno VI - n. 11 - Dicembre 2010

IL FOGLIO di PINZOLO

Comune di

PINZOLO

1


2

SOMMARIO

IL FOGLIO

del Comune

di Pinzolo

Semestrale di informazione

Iscritto al n. 1265

Registro stampe

del Tribunale di Trento

dd. 13.12.2005

EDITORE

Comune di Pinzolo (TN)

RESPONSABILE EDITORIALE

Damiano Rito

info@damianorito.it

DIRETTORE RESPONSABILE

Matteo Ciaghi

matteociaghi@alice.it

COMITATO DI REDAZIONE:

Maura Binelli, Sergio Binelli,

Maddalena Collini,

Sara Maffei, Carla Maturi

redazione@comune.pinzolo.

tn.it

SI RINGRAZIANO

PER LA COLLABORAZIONE:

Matteo Bonapace, William

Bonomi, Anita Binelli, Andrea

Busignani, Filippo Collini,

Isidoro Pedretti, Nadia Vidi

IN COPERTINA

Località Palù

foto di Matteo Ciaghi

STAMPA:

Grafica 5 - Arco (TN)

AMMINISTRAZIONE

Verso il Collegamento Pinzolo-Campiglio 2

Nuovo impianto del Tulòt e nuova pista DoloMitica 3

Un aggiornamento sullo stato dei lavori 5

Mavignola: tra festa dello sport e azzurri 6

Polifunzionale ... si parte con il Cinema e la stagione teatrale 8

Il sito web si rinnova 10

Da Natale sei zone coperte dal segnale wi-fi (hotspot) 11

Consiglio comunale in diretta sul sito web 11

COMUNITÀ

Il Parco ha messo radici ma è ancora un albero giovane...” 12

Patrizia Ballardini, guida la Comunità delle Giudicarie 16

L’abbraccio di Monsignor Bressan alla comunità 20

Don Giulio, è tornato 26

GIOVANI

Emanuele Bonapace presidente della Consulta degli studenti trentini 28

Erasmus, una possibilità che apre al mondo 30

Pangrazzi spicca il volo 32

EVENTI

3-Tre: un evento da fine del mondo... 34

ASSOCIAZIONI E VOLONTARIATO

Pro loco Pinzolo: le iniziative invernali 36

Dalla Pro loco di Madonna di Campiglio 38

In pista con la Pro loco Gs Mavignola 40

Campo Scuola Madonna di Campiglio 43

Quando il socio diventa protagonista 46

SOLIDARIETÀ

Solidarietà alpina: una vita per gli altri 48

Insieme si può: Progetto di Inclusione sociale 51

RELAZIONI

“Un ponte fra le montagne d’italia” 52

A Mantova da San Martino 54

RITIRI PRECAMPIONATO

Ritiro Catania: il perché di questo gemellaggio 56

Arrivederci Juve! 57

Benvenuta Inter! 58

CULTURA E TRADIZIONE

L’importanza di avere una stagione teatrale 60

Margherita Hack presenta: Libera scienza in libero stato 61

Angelo Dorna, una vita d’artista 62

Murales: Pio “Gianaràl” racconta 66

STORIA E TRADIZIONE

L’albero genealogico del paese 68

IL RACCONTO

Remo: Un ragazzo che sognava di volare 70

RIDENDO CASTIGAT MORES

Un nuovo gioco 72


editoriale

di

William Bonomi

Gli auguri di quest’anno

li vorrei fare

con l’impegno, mio

personale come di

tutta l’Amministrazione,

di occuparci, nel limite

delle nostre capacità

e di quanto possibile,

dei problemi di tutti

Cari concittadini,

l’abbondante nevicata che è scesa

fin dalla fine di novembre ha contribuito

a farci avviare la stagione

invernale con fiducia e buona volontà.

Ne trarranno beneficio non

solo i nostri ospiti o chi opera direttamente

sul versante turistico,

ma l’intera comunità.

Mentre ci prepariamo alle feste

del Natale, la nostra attenzione va

al concludersi di un altro anno. In

ognuno, credo, è forte la tentazione

di fare bilanci; per l’Amministrazione

è anche un dovere.

La soddisfazione più grande per noi

è l’apertura del PalaDolomiti di

Pinzolo, il nostro nuovo centro di

incontro con spazi polifunzionali,

sale riunioni e soprattutto un teatro

ampio ed accogliente. Inutile

negare che si è trattato del difficile

traguardo di un’opera pensata

e avviata con l’Amministrazione

guidata da Mauro Mancina e da

noi completata. Oggi, comunque,

costituisce per tutti una nuova

possibilità, un punto di partenza,

che interpella la nostra capacità di

usare la struttura al meglio. L’anno

che si chiude diventa però invito a

guardare avanti con rinnovato impegno.

Da parte nostra lo facciamo

con entusiasmo, affinché il 2011

possa essere ricco di iniziative e di

novità.

Alcune – e non di poco conto – sono

già in calendario. Nel nuovo anno,

infatti, verrà completato il progetto

di mobilità Pinzolo-Campiglio,

che ha già visto l’apertura del Tulot

e della nuova pista DoloMitica.

A Natale 2011 sarà la volta dell’impianto

di collegamento delle nuove

aree sciistiche di Campiglio e di

IL FOGLIO di PINZOLO

Pinzolo, costituendo così con Folgarida

e Marilleva una tra le Ski Area

più belle dell’intero arco alpino.

Nei prossimi mesi entrerà a pieno

regime anche l’edificio Ex- Scuole

Elementari dedicato al Sociale ed

alla Cultura; la nuova Biblioteca

troverà la sua collocazione al Ciclamino.

A Madonna di Campiglio

vogliamo muovere i primi passi

concreti per la riattivazione della

piscina al Reinalter e per lo Stadio

dello Slalom. A Sant’Antonio di Mavignola

si concluderanno i lavori

per il primo lotto dell’arredo urbano,

inizieranno quelli per il nuovo

edifico al Parco ai Sass e soprattutto

speriamo di poter concludere

l’operazione di acquisto dell’area

Salesiani.

Non mancheranno tante altre iniziative

ed attività, che interesseranno

il sociale, la cultura, gli

eventi turistici e quelli sportivi.

Tra questi segnalo, in particolare,

accanto a Wrooom, il ritiro dell’Inter,

la squadra campione d’Italia

e d’Europa: anche questa è una

nuova occasione per qualificare la

nostra località, dopo i cinque anni

di felice collaborazione con Juventus.

Sarà dunque un anno nuovo ricco e

positivo anche in un contesto economico

che rimane difficile.

Gli auguri di quest’anno li vorrei

fare con l’impegno finale, mio personale

come di tutta l’Amministrazione,

di occuparci, nel limite delle

nostre capacità e di quanto possibile,

dei problemi di tutti.

Un Sereno Santo Natale e di un

2011 ricco di soddisfazioni.

1


amministrazione

2

Verso il collegamento

Pinzolo - Campiglio

Si è lavorato anche sotto la neve per ultimare il

Tulot, e per avanzare con i lavori del collegamento

via filo tra Pinzolo e Madonna di Campiglio.

L’obiettivo è quello di portarsi avanti più che si

può in modo da guadagnare tempo in vista degli

interventi di completamento del 2011.

I lavori sono stati avviati contemporaneamente, ad

inizio estate, in cinque cantieri diversi (al Tulòt,

alla Puzza dai Fò, in Plàzza, al Colarìn e a Patascóss),

appena ottenuto il via libera dalla magistratura.

Il ricorso ai giudici da parte di un’impresa che

si era sentita danneggiata nell’asta

dell’appalto, ne aveva ritardato

l’inizio di un anno.

Così il tutto, anziché entrare in funzione a Natale

insieme agli impianti del Tulòt e alla splendida pista

DoloMitica come da programma, verrà inaugurato

nella stagione invernale 2011.

L’appalto è stato fatto da Trentino Sviluppo sotto

il controllo di Funivie Pinzolo spa. Queste invece

hanno costruito in proprio le infrastrutture del Tulòt.

Saranno loro a gestire per 20 anni l’intero collegamento.

Vi sono impegnate le imprese Leitner,

Misconèl, Collini, Cunaccia e molti artigiani. Sono

a buon punto, pressoché ultimate, le stazioni alla

Puzza dei Fò (in pratica quella di partenza del collegamento

dal Dòss) e quella di Patascóss a monte

di Madonna di Campiglio (la stazione di arrivo);

sono state gettate le solette di base della stazione

di Plazza (l’intermedia tra la Puzza dei fò e

il Colarìn, all’imbocco di Val Brenta

nei pressi di Sant’Antonio di

Mavignola) e si sta operando

alacremente


nella struttura del Colarìn (altra intermedia tra

Plazza e Patascóss, dotata questa di biglietteria)

ricavata all’entrata del tunnel che bypassa Campiglio.

Sono già pronti i pali in ferro delle funivie

dalla Puzza dei fò a Plazza e da Patascóss al Colarìn,

al servizio delle relative nuove piste; sono

in costruzione quelli tra Plazza e il Colarìn, tratto

di puro collegamento.

Di rilievo la qualità delle strutture, inserite col

minor impatto ambientale possibile dato che sono

state realizzate dentro il Parco naturale. Quella

a Patascòss si stenta a vedere (bassa, al limitare

del pascolo, nascosta da un gruppo di abeti);

quella di Plazza sta sorgendo sul fondo di una

piccola radura a ridosso di un bosco di abeti ai

lati della carreggiabile in prossimità della Sarca.

Rilevante è il complesso del Colarìn, all’entrata

sud di Madonna di Campiglio, costruito sopra l’in-

IL FOGLIO di PINZOLO

IL FOGLIO di PINZOLO

Nuovo impianto del Tulòt

e nuova pista DoloMitica

gresso della circonvallazione in galleria. Si tratta

di un enorme blocco di cemento di diversi piani

con destinazioni diverse.

Oltre alla biglietteria e alla stazione del collegamento,

ospiterà un enorme garage multipiano

(800 posti macchina), il palazzo della Protezione

civile con la stazione dei vigili del fuoco volontari,

un modernissimo centro traumatologico, una

piazzola per l’elicottero, e la sede del soccorso

alpino. I lavori sono a buon punto (pavimenti in

piastrelle già sistemati) con impianti elettrici e

termici in via di completamento. Una volta portati

a termine si provvederà a sistemarlo sull’esterno

con opportuni interventi, terrazze panoramiche,

giardini pensili ed altri abbellimenti

GRAZIE AGLI ACCORDI TRA COMUNE DI PINZOLO - FUNIVIE PINZOLO

E FUNIVIE CAMPIGLIO PER I RESIDENTI TARIFFE SCONTATE DEL 50%

In esecuzione dei contratti di concessione in uso dei terreni, tracce,

impianti di risalita e piste da sci di proprietà del comune di Pinzolo

alle Società Funivie Pinzolo Spa e Funivie Madonna di Campiglio Spa,

si ricorda che le stesse accorderanno a tutti i residenti del Comune di

Pinzolo la riduzione del 50% con arrotondamento all’euro superiore

per tutti i biglietti di corsa, tessere giornaliere, mattutine o pomeridiane

di tutti gli impianti di risalita di proprietà, previa presentazione

di idonea documentazione attestante la residenza.

3


4

AMMINISTRAZIONE

IMPIANTO COLARIN - PATASCOSS

Stazione di arrivo e “piloni” su tutta la tratta

Collegamento

Pinzolo - Campiglio

Conclusione lavori

novembre 2011


di

Isidoro Pedretti*

“Circonvallazione:

sono in grado

di assicurare che tra

un mese potremo

disporre del progetto

definitivo e che a

metà estate 2011

la Provincia

indirà l’appalto

per la costruzione

della strada”

Approfitto dell’uscita della rivista

comunale per illustrare

quale è stato il mio impegno da

assessore in questi ultimi mesi e

per fare il punto sui problemi più

importanti che sto affrontando a

partire dalla Circonvallazione,

opera che sta a cuore non solo

alla nostra comunità, ma anche

ai paesi vicini, e che dovrebbe

assicurare a tutti una miglior

fruibilità del centro urbano. Non

vediamo l’ora che l’intervento

prenda il via. Sono in grado di

assicurare che tra un mese potremo

disporre del progetto definitivo

e che a metà estate 2011

la Provincia indirà l’appalto per

la costruzione della strada. I comuni

di Pinzolo, Giustino e Massimeno

si sono già espressi positivamente

sul tracciato ed hanno

dato il loro ok, mentre a Carisolo,

dove è cambiata la guida del

comune, i nuovi amministratori

si sono presi un po’ di tempo per

valutare la situazione. Ho avuto

contatti con loro e sto aspettando

le loro decisioni definitive.

IL FOGLIO di PINZOLO

Un aggiornamento

sullo stato dei lavori

VARIANTE AL PIANO URBANISTICO

TERMINE PRESENTAZIONE DOMANDE 25 GENNAIO 2011

L’amministrazione informa che sta elaborando la Variante

Urbanistica al Prg. Chi non avesse ancora presentato domanda

nel 2010, avrà tempo per farlo fino al 25 gennaio

2011, scadenza e termine utile per qualsiasi richiesta.

I moduli sono scaricabili direttamente dal sito del Comune

oppure possono essere richiesti in Municipio.

Per quanto riguarda il percorso

dell’arteria stradale, si è deciso

di realizzare una rotonda a Giustino

in località Martalàç a servizio

della zona sportiva, dell’area

degli insediamenti produttivi riguardanti

industria, artigianato

e commercio e del caseificio. Mi

sono poi occupato delle varianti

al Piano Regolatore Generale

del comune di Pinzolo. Di questi

tempi si sta portando a termine

la georeferenzazione per

adeguarci alle norme provinciali

e siamo in attesa della risposta

relativa alla variante delle Case

da mont. Risolti questi aspetti

passeremo all’approvazione della

Variante Generale al Prg.

Per quanto riguarda la qualità

urbana, con un assiduo impegno

giornaliero cerchiamo di organizzare

al meglio tutti gli interventi

necessari alla vivibilità nel

comune. Ci scusiamo per i problemi

che abbiamo avuto con

l’acqua e per i disguidi creati agli

utenti. Siamo sicuri che a conclusione

dei lavori dell’acquedotto

di Cornisello il problema

verrà risolto definitivamente.

Con l’occasione porgo i miei migliori

auguri di Buon Natale e di

un felice Anno Nuovo.

*Assessore alla qualità urbana

e progetto per la realizzazione

circonvallazione abitato di Pinzolo

(cel. 333 1701782).

5


amministrazione

AMMINISTRAZIONE

6

di

Filippo Collini*

*Assessore allo Sport,

volontariato, viabilità

di S. A. di Mavignola

Foto Matteo Ciaghi

Mavignola: tra festa

dello sport e azzurri

L’uscita del Foglio mi consente

di richiamare due eventi cui mi

sono dedicato in quest’ultimo

periodo dell’anno quale assessore

allo sport: il ritiro della

squadra Nazionale di sci nordico,

specialità fondo, ormai al

terzo anno da noi, e la Festa

dello sport, quest’ultima promossa

ed allestita direttamente

dal comune.

Gli azzurri del fondo hanno

soggiornato quassù per una

settimana, dal 29 agosto al 5

settembre, impegnati nella

preparazione a secco svoltasi

per lo più nei dintorni di Sant’Antonio

di Mavignola. Tanti

giovani e molti appassionati di

questa disciplina, faticosa ma

molto appagante, hanno ap-

profittato dell’occasione non

solo per far conoscenza e familiarizzare

con gli atleti, ma anche

per imparare i “segreti del

mestiere” seguendoli e persino

confrontandosi con loro in

qualche sgroppata o nell’effetuare

taluni esercizi. Il ritiro,

organizzato in collaborazione

con l’Azienda di Promozione

Turistica, che ringrazio di cuore,

si è rivelato anche un efficace

veicolo di promozione

turistica per le nostre località

e per tutta la Val Rendena. Le

riprese video degli allenamenti

svoltisi nella stupenda cornice

del nostro ambiente naturale

sono andate in onda su Sky in

uno speciale del programma

Icarus.


Il nostro comune ha

voluto propagandare

le diverse discipline

sportive tra la popolazione

allo scopo di

farle praticare,

di intenderne

le importanti funzioni

(salutare, educativa e

formativa del carattere),

di gustarne

lo spirito e di

provarne le emozioni

*Assessore allo Sport, volontariato,

viabilità di Sant’Antonio

di Mavignola

Contatti: filippo.

collini@comune.pinzolo.tn.it

Orario di Ricevimento:

Pinzolo: martedì dalle ore

14.00 alle ore 15.00

S.A.Mavignola: Giovedì dalle

ore 18.30 alle ore 19.30

M.di Campiglio: su appuntamento,

Tel. 0465 442652

Domenica 19 settembre si è poi

tenuta la “Festa dello sport”,

manifestazione con cui il nostro

comune ha inteso propagandare

le diverse discipline sportive

tra la popolazione allo scopo di

farle praticare, di intenderne le

importanti funzioni (salutare,

educativa e formativa del carattere),

di gustarne lo spirito

e di provarne le emozioni. Ma

non solo. La festa, con percorsi,

che collegavano le tre realtà

comunali, da affrontare a piedi

o in bike, e con gare tra squadre

composte da partecipanti dei

tre paesi mescolati insieme, è

riuscita a creare momenti di socializzazione,

particolarmente

sentiti, soprattutto dai bambini,

e a unire, non solo idealmente,

tutta la popolazione. Questo

spirito e la bella giornata hanno

contribuito alla riuscita di un

evento che speriamo si ripeta

tutti gli anni e diventi una tradizione.

Ben 130 sono stati i partecipanti,

premiati con trofei

che riproducevano il campanile

di Pinzolo, quello di Sant’Antonio

di Mavignola e la Stella di

neve di Madonna di Campiglio.

Un ringraziamento particolare,

sentito, devo alle tre Pro loco,

ai due Corpi dei vigili del fuoco

volontari per l’aiuto offertoci

e alla Società Bocciofila che

ha allestito il pranzo per tutti,

molto apprezzato.

Mi fa piacere infine portare a co-

IL FOGLIO di PINZOLO

noscenza che da qualche giorno

nel nuovo sito web del comune

è stata inserita una pagina alla

voce “sport” “dai un’occhiata”

dove compaiono percorsi adatti

alla pratica di diverse discipline

lungo tutta la valle. Si possono

visionare e scaricare.

Con grande felicità mi piace ricordare

che a Mavignola sono

partiti molti lavori: l’arredo

urbano nel centro storico, che

forse ha creato qualche disagio

ai residenti ma una volta ultimato

sarà la degna cornice alla

chiesetta appena ristrutturata,

la strada nei pressi della “Val

del Rastel”, migliorata e messa

in sicurezza, riqualificata e

trasformata in prato un’area

vicino al parco giochi in Via

Pridela,Via Val Brenta, abbellita

e asfaltata con una nuova area

verde all’imbocco. Con l’aiuto

della squadra degli operai comunali

sono stati fatti piccoli

interventi necessari a migliorare

e mettere in sicurezza alcune

strade e fatto fronte a qualche

imprevisto ed emergenza.

Nel 2011 partiranno i lavori per

la realizzazione di una struttura

destinata alle attività della

Pro Loco. Inoltre siamo riusciti

a dare continuità di servizio e di

presenza a Mavignola di un operaio,

prolungando l’assunzione

degli operai stagionali. Concludo

augurando a tutti fraterni

auguri di Buone Feste.

7


amministrazione

8

AMMINISTRAZIONE

di

Anita Binelli

Dopo un cammino tortuoso e

pieno di difficoltà, finalmente

siamo giunti ad un primo traguardo,

all’apertura del Centro

Polifunzionale, struttura

importante che vogliamo pian

piano diventi una parte fondamentale

della vita di Pinzolo,

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Polifunzionale ...

si parte con il Cinema

e la stagione teatrale

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frequentata da tutti, uno spazio

aperto a giovani e meno

giovani, alla gente del posto

e agli ospiti, al servizio delle

categorie economiche, delle

scuole, delle associazioni culturali

e del tempo libero, capace

di svolgere un ruolo di

prim’ordine nel tessuto sociale

della nostra comunità. E se di

questo per il momento possiamo

dirci molto soddisfatti, non

ci nascondiamo il notevole lavoro

che ci attende e l’impegno

che dovremo mettere nel

trovare le soluzioni migliori per

sfruttare in maniera intelligente

e razionale tutti gli spazi a

disposizione.

Da tempo il palazzo ospita gli

uffici dell’Azienda di Pomozione

Turistica Madonna di Campiglio

Pinzolo – Val Rendena;

con questo passo viene resa

agibile la splendida cavea (elegante

nell’arredo, ottima per

l’acustica, dotata di una eccellente

e moderna strumentazione)

destinata a manifestazioni

di vario tipo (congressi, cinema,

teatro, riunioni...), di cui

tanto si è sentita la mancanza

in paese.

Entrerà in funzione con una

stagione cinematografica. Per

il periodo natalizio abbiamo

messo in cantiere un program-


ma di film vario e stimolante,

destinato ad appagare i

gusti e gli interessi più diversi,

con la proiezione di film

recenti e accattivanti, che

speriamo vengano apprezzati

e diano il benvenuto a quanti

decideranno di trascorrere

una serata nel nostro Pala-

Dolomiti.

Sarà poi la volta del teatro di

prosa, con due appuntamenti

in calendario: sabato 5 febbraio

alle ore 21.00 andremo

in scena con “Noi, le ragazze

degli anni ’60”, uno spettacolo

comico di e con Grazia

Scuccimarra affidato alla

Compagnia Teatrale il Graffio,

e martedì 22 marzo con

la Compagnia Teatri Possibili,

che interpreterà “Novecento”

di Alessandro Baricco per la

regia di Corrado d’Elia

Da non perdere poi l’appuntamento

del 28 gennaio, veramente

eccezionale, dove

la celebre astronoma e fisica

triestina Margherita Hack presenterà

il suo nuovo libro “Libera

scienza in libero stato”,

divenuto ormai un bestseller.

Si tratta di un argomento particolarmente

sentito, specie

oggi, in tempi di grande sviluppo

della ricerca scientifica

nei campi più diversi, con sco-

perte ed Iniziativa applicazioni realizzata con il sostegno capaci di

Provincia

di mettere Autonoma in discussione leg-

di Trento

gi, rapporti etici, convinzioni

religiose e comportamenti relativi.

Pensiamo ne seguirà un

dibattito affascinante.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo

Questo ovviamente vuol essere

solo un inizio, speriamo

trainante, in grado di evidenziare

le enormi potenzialità

della struttura, che vogliamo

sia usata il più possibile, anche

per ridurne i gli alti costi

di gestione.

Proprio per questo nei prossimi

mesi faremo degli incontri

con le associazioni e con tutti

coloro che hanno qualcosa da

proporre per il buon funzionamento

del Centro Polifunzionale.

IL FOGLIO di PINZOLO

Comune

di Tione

di Trento

Comune

di Pinzolo

Comune

di Spiazzo

Tione di Trento

Pinzolo

Spiazzo

STAGIONE DI PROSA

duemiladieciduemilaundici

Esso offre possibilità e soluzioni

incredibili a tanti tipi di

attività, ma i suoi costi di gestione

e di manutenzione sono

molto alti. La qualità paga,

ma, ovviamente, ha anche i

suoi costi. Di qui l’esigenza

di reperire i fondi necessari

cercando di gravare il meno

possibile sull’ente pubblico,

studiando un piano di programmazione

e di gestione

che possa trovare compimento

anche grazie al contributo

di associazioni, enti e persone

che operano sul territorio. Poter

contare su idee e contenuti

per un ottimizzazione di

spazi e di programmi aiuterà a

rendere “più sostenibile” una

struttura di questo tipo.

9


amministrazione

10

AMMINISTRAZIONE

di

Damiano Rito

Newsletter

e aree gratuite di

connessione wireless

per migliorare

la comunicazione

e l’informazione...

Il sito web si rinnova

Una delle novità introdotte nel

sito la troverete nel box newsletter

dove potrete inserire la

vostra e-mail e scegliere l’argomento

o gli argomenti di vostro

interesse.

Così facendo, non appena avremo

raggiunto un certo numero

di iscritti, riceverete direttamente

all’indirizzo lasciato, le

notizie, le comunicazioni e gli

eventi pubblicati.

Altra novità è la nuova sezione

sport in Val Rendena, che troverete

sotto Paese, che invito

tutti a visitare.

Ecco alcune specifiche riguardanti

il nuovo sito web.

Caratteristiche tecniche e

funzionalità principali:

- nuova veste grafica, semplice

ed accattivante allo stesso

tempo

- riorganizzazione della struttura

dei contenuti del sito per

renderli più intuitivi e raggiungibili

dai navigatori

- RSS feed degli eventi e dei

documenti inseriti nell’albo

pretorio in modo da renderli

disponibili in tempo reale agli

utilizzatori di questa nuova

tecnologia

- possibilità di iscriversi alla

Newsletter del Comune per ricevere

periodicamente notizie

e contenuti di proprio interesse

scegliendo fra ben 14 preferenze

- Mappa del sito e ricerca nei

contenuti principale e nell’albo

pretorio

- Albo pretorio integrato nella

grafica del sito

- Box news di immediata visualizzazione

Un po’ di statistiche di accesso

al sito www.comune.pinzolo.tn.it

Da marzo ad ottobre 2010

Visite: 78.825

Media visite giornaliere: 333,99

Pagine visualizzate: 236.746

Media pagine/Visita: 3,3

Tempo medio sul sito: 1 minuto

e 40 secondi

Provenienza delle visite: da 81

paesi del mondo diversi (97%

Italia)

Ottimi risultati, da aumentare

grazie all’apporto dei nuovi visitatori

sempre in aumento (73%)

Le altre piccole novità le lascio

scoprire a voi.


Da Natale sei zone coperte

dal segnale wi-fi (hotspot)

I computer portatili e gli ipad, i telefonini di ultima

generazione, blackberry, htc e iphone tanto

per citarne alcuni, sono dispositivi (device)

che sono dotati della possibilità data loro dal

WI-FI (wireless fidelity) integrato, di collegarsi

a reti locali WIRELESS (senza fili), accedendo

ad internet senza la necessità di un cavo.

Le HOTSPOT sono aree abbastanza circoscritte

dove è possibile accedere ad internet mediante

reti wireless.

Per Natale, salvo problemi insuperabili, saranno

attive almeno sei (hotspot) zone coperte

dal segnale wi-fi.

Pinzolo: piazza Carera e piazza San Giacomo

Madonna di Campiglio: piazza Sissi, piazza Righi,

zona A.P.T e piazza Brenta Alta.

Altre zone sono in fase di studio sulla fattibilità,

o in fase di esecuzione, a Pinzolo a Madonna

Consiglio comunale

in diretta sul sito web

Dal sito del Comune di Pinzolo il prossimo consiglio

comunale sarà trasmesso in streaming.

Il termine streaming identifica un flusso di

dati audio/video trasmessi da una sorgente a

una o più destinazioni tramite una rete telematica.

Questi dati vengono riprodotti man

mano che arrivano a destinazione. Sarà possibile

quindi assistere stando a casa, direttamente

dal proprio computer, alle sedute del

consiglio comunale.

Dal momento che le prime trasmissioni saranno

in fase di test è probabile che la qualità

audio/video possa essere non ottimale.

IL FOGLIO di PINZOLO

di Campiglio e a Sant Antonio di Mavignola.

Il tutto al fine di fornire ai residenti ed ai turisti

nuovi servizi innovativi.

Mi sia concesso ringraziare un giovane studente

di Pinzolo, Lucas Caola, che venuto a

conoscenza del progetto mi ha offerto la sua

preziosa e disinteressata consulenza.

CURIOSITÀ/ COSA SONO I QR CODE?

I QR code sono dei codici a barre. Quanti ne

vedete ultimamente sugli annunci pubblicitari

lungo alcune strade o sui giornali?

A cosa servono? A trasmettere in modo “codificato”

informazioni testuali: in esso si

può nascondere un breve testo, un SMS, un

link ad un sito, un indirizzo email.

Come si usa? Il code va ovviamente interpretato

e per farlo dovete utilizzare un

lettore/software di codifica: il miglior dispositivo

per farlo è il vostro telefonino di

ultima generazione: iPhone, Htc Android,

Blackberry, Nokia ecc. Avviate il vostro lettore

(se non avete l’adeguata applicazione

scaricatela gratuitamente dal market di riferimento

del vostro telefonino), catturate

con la fotocamera integrata del telefono il

codice, questo verrà interpretato: potrete

aggiungere un contatto alla rubrica, leggere

salvare o inoltrare un testo, e se è una

pagina web verrete indirizzati direttamente

al sito in questione. Non serve stampare

la mail, puntate il

vostro telefono sul

video del vostro

computer mirando

il codice. Scoprite

cosa contiene il

codice qui a fianco,

creato per l’occasione.

11


12

parco

di

Matteo Ciaghi

Antonio Caola, da uomo “contro”

a uomo “per” il Parco...

Cos’è cambiato rispetto a 15

anni fa?

Preciso che non sono mai stato

contrario al Parco. In passato

avevo delle perplessità e dei

dubbi, ma non sull’idea di Parco,

piuttosto su come, all’inizio,

la Provincia intendeva impostare

il nuovo Ente. Poi è iniziata

l’esperienza di Giunta e anche

un nuovo percorso di acquisizione

di conoscenze nuove, di

approfondimento dei problemi,

Il Parco ha messo

radici ma è ancora

un albero giovane...”

di soluzioni cercate e trovate.

Un momento particolarmente

critico è stato quello dell’approvazione

del Piano di Parco

(1998. Da questa data l’Ente diventa

operativo, assume i primi

dipendenti e inizia a lavorare).

Le amministrazioni comunali facevano

presente che non c’era

chiarezza. Il Piano di Parco era

sovraordinato alle pianificazioni

comunali e questo creava degli

attriti. Con i comuni si è discusso,

ci si è parlati e alla fine ci si

è capiti.

Il Parco Naturale Adamello

Brenta è una delle realtà più

importanti che operano sul

territorio. Quali sono le conquiste

fatte in questi anni e

quali sono gli obbiettivi che

questo Ente si propone a breve

e a lungo termine? Quali sono

i progetti?

Il Parco ha messo radici, ma è

ancora un albero giovane che sta

crescendo. Diventerà prospero e

rigoglioso a seconda del legame

più o meno profondo che riuscirà

ad avere con il territorio.


Intervista al nuovo Presidente

del Parco Naturale Adamello Brenta

Antonio Caola

Gli anni dell’approvazione del

Piano di Parco sono stati anni

complessi, e non poteva essere

altrimenti, perché si è dovuto

cercare consenso e, soprattutto,

un equilibrio tra le esigenze

di protezione dell’ambiente, le

istanze di sviluppo del territorio

e il protagonismo degli enti territoriali

che sono, poi, i proprietari

del territorio. Quindi sono

seguiti i primissimi progetti di

valorizzazione del territorio e

di divulgazione ambientale. Infine,

negli ultimi dieci, l’Ente

si è dimostrato propositivo e

anche innovativo. Credo abbia

fatto molto per il territorio.

Gli obiettivi raggiunti passano

attraverso i progetti realizzati:

quelli di ricerca scientifica sulla

fauna, la flora e altri aspetti naturalistici

(condotti spesso con

la collaborazione di università

italiane, di enti di ricerca e di

parchi nazionali e internazionali),

l’educazione ambientale, la

didattica nelle scuole, la manutenzione

e la valorizzazione del

territorio, la realizzazione delle

IL FOGLIO di PINZOLO

IL FOGLIO di PINZOLO

Case del Parco e degli InfoParco,

le pubblicazioni a carattere

scientifico e divulgativo, l’ingresso

nella Rete mondiale dei

Geoprachi, la Carta Europea

del Turismo Sostenibile, la proposta,

ogni estate, di un calendario

di iniziative per vivere e

conoscere l’ambiente, la mobilità

sostenibile, le certificazioni

ambientali ottenute, il progetto

di marketing territoriale “Qualità

Parco”. Con queste iniziative

credo si sia dimostrato che il

Parco è un valore aggiunto per

13


comunità

... l’obbiettivo del

mio programma

amministrativo è

quello di riallacciare il

legame con la popolazione,

le associazioni

e gli enti pubblici

che costituiscono

il tessuto sociale e

vitale dell’area

protetta...

Foto Ronny Kiaulehn

14

il territorio. Per il futuro c’è la

continuazione di tutto questo,

ma collaborando maggiormente

con il territorio (comuni, asuc,

Regole, Sat, associazioni che si

occupano di ambiente, attori

territoriali di diverse categorie…).

L’anno prossimo sarà particolarmente

importante e impegnativo

perché stiamo proseguendo con

la Revisione del Piano di Parco e

della sua gente. Dopo l’approvazione

del Piano strategico (2009)

si passerà alla discussione e approvazione

del Piano territoriale,

del Piano socio-economico e

degli altri documenti di pianificazione

che costituiscono il nuo-

vo Piano di Parco. Per quanto

riguarda la Val Rendena sono iniziati

i lavori per la realizzazione

del Centro didattico-faunistico

dedicato agli animali a Spiazzo e

sarà allestita, a Carisolo, la Casa

del Geoparco.

Parco e Territorio. Non sempre

un rapporto idilliaco... La maggior

critica che si sente fare al

Parco è la difficoltà di dialogo

manifestata in alcune occasioni

con realtà che operano sul

territorio. Come pensa di sanare

questo distacco?

L’unico neo di questi anni riguarda

proprio la concertazione con

il territorio, la partecipazione

della gente del Parco. Abbiamo

fatto tanto, ma non siamo stati

capaci di comunicarlo. L’obiettivo

del mio programma amministrativo

è quello di riallacciare

il legame con la popolazione, le

associazioni e gli enti pubblici

che costituiscono il tessuto sociale

e vitale dell’area protetta.

Come primo passo di avvicinamento

ho indetto le prime due

giunte allargate, coinvolgendo

anche gli assessori supplenti.

Inoltre, insieme alla Giunta, ho

incontrato sindaci e assessori dei

comuni del Parco per illustrare i

lavori eseguiti negli ultimi anni e

presentare il Programma annuale

di gestione 2011 che stiamo

predisponendo. Altri incontri seguiranno

nel corso dell’anno.


Mobilità e Parco. Molti i successi

ottenuti nella gestione del trasporto

nelle convalli, ma quali

sono gli aspetti da migliorare?

Il progetto di mobilità sostenibile

è iniziato nel 2003 in Val Genova,

quindi è stato esteso alla Val

di Tovel, poi a Vallesinella, infine

a Ritort, con risultati importanti

in termini di riduzione del

traffico automobilistico in valli

dove il turismo di massa rischia

di compromettere i fragili equilibri

ambientali. L’iniziativa è

stata innovativa e sperimentale

al tempo stesso. L’esperienza ha

talvolta messo in evidenza delle

problematiche che poi sono state

risolte. Cercheremo una sempre

maggiore integrazione con

gli altri servizi pubblici attivi nel

fondovalle e introdurremo, ove

necessario, gli opportuni miglioramenti.

L’orso nel Parco. Da molte parti

giungono segnali di insofferenza

verso il progetto in corso di

reintroduzione dell’orso forse

anche per il numero sempre

crescente di plantigradi. Quali

sono le scelte in merito e quali

le prospettive...

Il primo orso è stato liberato nel

Parco il 26 maggio 1999. Dopo

undici anni, la presenza del

plantigrado all’interno dell’area

protetta è consolidata. Però dobbiamo

fare ancora molto sia nell’ambito

del monitoraggio della

specie che della comunicazione.

Occorre comunicare la normalità

dell’orso nei nostri boschi, fornendo

maggiore consapevolezza

sulla specie. Sottolineo anche

che tutti gli aspetti della gestione

dell’orso sono attualmente in

capo alla Provincia autonoma di

Trento, mente il Parco si occupa

di monitoraggi, ricerca scientifica

e comunicazione.

Mountain bike e Parco. A fianco

dell’ottimo progetto del Dolomiti

Brenta Bike, ritiene che si

debba migliorare qualcosa perché

il territorio possa sviluppare

altre attrattive per il mondo

dei bikers?

Il Dolomiti di Brenta Bike, nato

da un’idea del Parco inserita

nella Carta Europea del Turismo

Sostenibile, è stato importante

perché si è dimostrato

fortemente attrattivo e perché

ha coinvolto, nella promozione,

tutti i consorzi e le aziende

per il turismo che operano nell’ambito

dell’area protetta. Si è

dovuto fare anche un notevole

sforzo per passare dall’iniziale

divieto assoluto di transito delle

biciclette lungo tutti i sentieri

del Parco all’individuazione di

alcuni percorsi, considerati i più

adatti, ritagliati all’esterno delle

aree più delicate, sui quali indirizzare

i cicloturisti. I tracciati

selezionati sono stati quindi promozionati

attraverso specifiche

IL FOGLIO di PINZOLO

campagne di comunicazione e

informazione, diventando il cuore

di un’offerta turistica “lenta,

dolce e profonda”. In questo

modo il Parco ha presentato una

proposta attrattiva di fruizione

della montagna, superando la

logica dei divieti, ma contemporaneamente

salvaguardando

la bellezza delle aree di particolare

pregio naturalistico. Altri

progetti potrebbero nascere se

sollecitati dal territorio.

Ritiene che il Parco possa diventare

il volano per favorire

un allungamento di una stagione

turistica estiva ormai ridotta

all’osso? Quali le strategie

perché il Parco possa giocare

questo ruolo.

Già ci si è mossi in questa direzione

attraverso i progetti inseriti

nella Carta Europea del Turismo

Sostenibile (Cets) adottata

nel 2006. Numerose iniziative

concertate e realizzate con il

territorio di riferimento (turismo

scolastico, anelli escursionistici

percorribili e promozionati

anche in primavera e autunno,

percorsi storico-culturali…) sono

andate proprio in questa direzione.

In questi mesi, attraverso

l’organizzazione di una serie di

forum territoriali, stiamo lavorando

al Piano socio-economico

e al rinnovo della Cets che dovrebbero

dare altre indicazioni

in merito.

15


comunità/l’intervista

16

LE OPERE

di

Matteo Ciaghi

... al servizio

della Comunità,

della gente,

per dare

un contributo

in prima persona

per la costruzione

del bene comune,

con impegno

e passione...

Patrizia Ballardini,

guida la Comunità

delle Giudicarie

Una cittadina di Pinzolo che

guida la Comunità delle Giudicarie.

Una bella soddisfazione

per Pinzolo, una soddisfazione

personale...

Un impegno ed una grande responsabilità,

innanzitutto, a

partire da un risultato per il

quale desidero ringraziare tutte

le Persone della comunità, per

l’attestato di stima e fiducia

a me e alla Coalizione che mi

ha sostenuto. Guidare la fase

di avvio della Comunità di Valle

delle Giudicarie rappresenta

una sfida certamente complessa

e al tempo stesso stimolante,

a fronte degli importanti

obiettivi alla base della riforma

istituzionale e di quelli più specifici

espressi nel programma

di governo. Intorno al progetto

della Comunità di Valle si gioca

il futuro del nostro territorio, a

partire dalla valorizzazione delle

specificità locali all’interno

di una visione condivisa di sviluppo

sostenibile, sino all’autonomia.

Come sono andate le elezioni

del 24 ottobre? Crede che l’affluenza

del 50,07% sia stato

un buon risultato?

Si può vedere il bicchiere mezzo

pieno o mezzo vuoto. Anche

alla luce dei risultati provinciali

e degli altri territori, tenuto

conto del percorso tortuoso che

la nostra Comunità ha dovuto

affrontare (ma anche la non

contemporaneità con le elezioni

comunali e la scarsa informazione

sul contenuto della riforma

istituzionale) ritengo che il

risultato raggiunto in termini di

affluenza possa essere considerato

positivamente. Abbiamo

superato la media provinciale

di 6 punti e l’affluenza da noi

è stata nettamente superiore

rispetto ad altre comunità di

grandi dimensioni (ndr : Alto

Garda e Ledro 31,9%, Vallagarina

37.9%). Anche in Val Rendena,

dove i trascorsi potevano far

pensare ad una bassa affluenza,

abbiamo superato la media giudicariese.

Circa il 70% di coloro

che sono andati a votare alle

comunali di fatto hanno partecipato

anche questa volta ed i

partiti della coalizione hanno

migliorato rispetto al passato

anche in termini di numero effettivo

di preferenze.

Tuttavia, non vi à alcun dubbio

rispetto al fatto che una tra le

priorità ora è proprio legata al

recupero della fiducia di chi non

si è recato alle urne ed ha lasciato

prevalere lo scetticismo,

insieme alla dimostrazione a

coloro che hanno votato che ne

valeva la pena, che la loro fiducia

è stata ben riposta.

Qualcuno ipotizzava che non

fosse ben vista la candidatura

di una presidente donna, altri


credevano che fuori dalla Rendena

non avrebbero apprezzato

molto un presidente di Madonna

di Campiglio... invece

Patrizia Ballardini sembra aver

messo tutti d’accordo...

Credo che ad aver messo tutti

d’accordo sia stato innanzitutto

il progetto che ho proposto insieme

alla coalizione “Comunità

è sviluppo” che mi ha sostenuto.

Un vero progetto di territorio,

associato ad un messaggio semplice

di impegno e responsabilità.

Un programma essenziale e

chiaro, rappresentato da alcune

linee guida fondanti dalle quali

partire per costruire insieme

un percorso di sviluppo. Abbiamo

cercato di far avvertire alla

Gente un vento nuovo, per ritrovare

la fiducia e la voglia di

partecipare; di far comprendere

il senso profondo della riforma

istituzionale e della Comunità

di valle per la crescita sociale

ed economica della nostra terra.

Abbiamo cercato di far prevalere

la fiducia ed il senso di

responsabilità, la visione verso il

futuro e la convinzione che “insieme

è possibile”. La gente lo

ha compreso, in tutti gli ambiti

territoriali delle Giudicarie. A

quel punto, e di fronte a questi

valori, la mia provenienza non

poteva più rappresentare un vincolo

o un ostacolo.

Cosa significa guidare la Co-

munità delle Giudicarie?

Significa mettersi al servizio

della comunità, della gente,

per dare un contributo in prima

persona per la costruzione

del bene comune, con impegno

e passione. Per collaborare alla

costruzione di un progetto di

territorio che possa dare una

reale prospettiva di sviluppo.

Prima di ogni altra cosa, si

tratta di una grande responsabilità.

Questa terra è ricca di

risorse e di opportunità. Con la

costruzione della Comunità di

valle la Provincia trasferisce importanti

competenze più vicino

al territorio (in primis l’urbanistica

ed il sociale), mettendoci

in mano le redini del nostro

futuro: dobbiamo prenderle e

gestirle, con umiltà, impegno

e determinazione, lavorando in

sinergia con le Amministrazioni

comunali. Significa riuscire ad

impostare un nuovo modo di

fare amministrazione, ponendo

la persona al centro, puntando

sul dialogo e sulla partecipazione

responsabile, per dimostrare

nei fatti che la Comunità

può essere davvero la casa di

tutti, opportunità preziosa per

costruire insieme in una vera

logica di sistema.

Cosa crede necessario fare affinché

la Comunità delle Giudicarie

possa acquistare forza,

deleghe, potere decisionale,

IL FOGLIO di PINZOLO

operatività e credibilità?

Prima di ogni altra cosa è necessario

costruire un patto forte

con i Comuni delle Giudicarie.

Considero la Comunità di

valle al servizio dei Cittadini

e dei Comuni, in un contesto

ove proprio questi ultimi costituiscono

i veri pilastri della

Comunità. Solo lavorando in

stretta sinergia sarà possibile

realizzare un percorso nuovo

per questo territorio, a partire

da un confronto aperto e

convinto con la Provincia per il

trasferimento delle competenze.

Peraltro, la stessa Provincia

ha sempre affermato la volontà

17


comunità

... la Comunità delle

Giudicarie può rappresentare

uno strumento

reale per fare

sistema e concretizzare

politiche integrate

di sviluppo, valorizzando

il ruolo dei

Comuni e ponendosi

al servizio degli stessi

per razionalizzare

azioni e spese...

18

precisa di valorizzare al meglio

il ruolo e le funzioni delle Comunità.

A noi sta il compito e

la responsabilità di crederci e

di operare in modo convinto

affinché questo disegno possa

concretizzarsi quanto prima.

Rispetto a questo, confido in

una sincera e convinta disponibilità

a collaborare da parte

di tutti i nostri 39 Comuni, al

fine di poter garantire anche in

futuro, nonostante la fase che

ci attende che vedrà le risorse

disponibili sempre in calo, servizi

e strutture di qualità a beneficio

della gente. In un contesto

di riduzione delle finanze

pubbliche, con un Trentino ove

il 95% dei comuni sono di ridotte

dimensioni (sotto i mille

abitanti), le comunità di valle

possono rappresentare l’ente

intermedio con dimensioni

adeguate per la pianificazione

e l’organizzazione efficiente di

molti servizi.

Comunità delle Giudicarie e

Comuni. Premesso che amministrare

una comunità dove

sono presenti 39 comuni implica

un rapporto costante

ed anche un’intesa con le

amministrazioni locali, quali

sono, secondo lei, le deleghe

che dovranno rimanere sicuramente

ai comuni e quali

potranno passare, con il loro

consenso, alla Comunità.

Ci sarà il tempo per affrontare

insieme ai Comuni questi ragionamenti.

A me preme sottolineare

i principi ai quali dovrebbe

ispirarsi la nostra azione. Il

criterio della sussidiarietà implica

che ove possibile i servizi

vengano assicurati dal soggetto

pubblico più vicino ai cittadini.

Tuttavia, questo criterio è mitigato

dal principio dell’adeguatezza,

in base al quale devono

essere esercitate dall’organo

sovraordinato le funzioni che

possono consentire un livello

di prestazioni qualitativamente

più elevato e costi minori,

sfruttando le economie di scala

e le risorse di sistema.

Non ho dubbi rispetto al fatto

che intorno a questi principi


troveremo, insieme ai sindaci,

le migliori soluzioni per garantire

il più alto livello di prestazioni

a favore dei nostri cittadini.

In questo senso, la Comunità di

valle delle Giudicarie può rappresentare

uno strumento reale

per “fare sistema” e concretizzare

politiche integrate di

sviluppo, valorizzando il ruolo

dei Comuni e ponendosi al servizio

degli stessi per migliorare

le sinergie ed i servizi a favore

dei cittadini e per razionalizzare

le spese, creando una rete di

istituzioni efficiente e sempre

più legata al territorio.

Da assessore del Comune di

Pinzolo aveva avviato il Progetto

“Piano strategico di Sviluppo

Sostenibile della Val Rendena”,

sino alla firma del “Protocollo

di intesa”. Ritiene necessario

pensare ad un tavolo per un

Progetto di Sviluppo sostenibile

delle Giudicarie?

Il Piano Val Rendena, con l’annesso

protocollo d’intesa firmato nel

maggio 2010, può rappresentare

il primo tassello di un percorso

di progettazione partecipata che

coinvolga l’intera Comunità delle

Giudicarie. Il “Piano territoriale

di Comunità”, che la comunità

di valle è chiamata a costruire

per legge, può trovare nel piano

strategico di sviluppo un alveo

dal quale partire. Il piano Val

Rendena ha visto l’attivazione

di un processo di “progettazione

partecipata” che ritengo possa

essere utile e coerente anche a

livello di Giudicarie, anche per

favorire una effettiva opportunità

di partecipazione da parte

di tutti i portatori di interesse e

dei singoli cittadini. Il percorso

“Ascoltiamo le Giudicarie”, che

abbiamo organizzato nel mese

di ottobre per coinvolgere popolazione

ed amministratori e

valorizzare contributi funzionali

alla costruzione del programma

di governo, rappresenta solo il

primo passo in questa direzione.

Cambierà qualcosa nel breve

periodo il passaggio di alcune

deleghe dalla Provincia alla

Comunità delle Giudicarie nell’iter

per la realizzazione di

grandi opere quali la Circonvallazione

di Pinzolo?

Per quanto riguarda le grandi

opere già programmate e finanziate

non cambierà nulla. Tutto

procede come previsto. La

Comunità delle Giudicarie avrà

invece un ruolo importante rispetto

alle nuove opere di valenza

sovra comunale, che dal

2011 diventeranno una competenza

effettiva, come specificato

anche nel recente protocollo

sulla finanza locale, che

prevede l’attribuzione alle comunità

di valle anche di risorse

finanziarie dedicate. Nell’ambito

di un rapporto sinergico

IL FOGLIO di PINZOLO

con le Amministrazioni comunali,

sarà essenziale riuscire a

costruire in modo concertato e

responsabile un piano di opere

pubbliche funzionale a dare risposte

concrete alle esigenze

crescenti della popolazione e

del territorio nel suo insieme.

Quali sono in sintesi le linee

programmatiche sue e della

coalizione che la sostiene?

Una politica per le persone con

“la Persona al centro” (giovanifamiglia-salute-cultura-sportedilizia

abitativa-…) riuscendo

a dare una risposta ancora più

puntuale alle esigenze delle

Giudicarie, grazie al trasferimento

della competenza dalla

Provincia alla Comunità;

una politica di sviluppo economico

che, partendo dalla valorizzazione

delle filiere già presenti

e delle peculiarità locali,

giunga ad integrarle in un nuovo

modello di crescita;

una politica di sistema per il

governo del territorio e delle

risorse (urbanistica-mobilitàenergia-ciclo

dell’acqua) per

contribuire ad una concertazione

delle linee di sviluppo;

la realizzazione di servizi concreti

di qualità ed in modo più

efficiente, grazie alla messa in

rete dei Comuni, in rispondenza

a quanto questi delegheranno.

19


comunità

20

IL LE PAESE OPERE

testi a cura

di Maura Binelli

fotoservizio

di Mariapia Bonapace

“Io sono il buon pastore.

Il buon pastore

offre la vita per le

pecore… Io sono il

buon pastore, conosco

le mie pecore e

le mie pecore

conoscono me, come

il Padre conosce me

e io conosco il Padre;

e offro la vita

per le pecore. E ho

altre pecore che non

sono di quest’ovile;

anche queste io

devo condurre; ascolteranno

la mia voce e

diventeranno un solo

gregge e un solo

pastore”

(Gv 10,11.14-16).

L’abbraccio

di Monsignor Bressan

alla comunità

Scopo principale di una Visita

pastorale è quello di far sì che

il Vescovo possa incontrare e

avere il diretto contatto con i

suoi fedeli.

Tutto ciò è successo anche nella

recente Visita pastorale in

Val Rendena. Durante la sua

“permanenza” tra noi infatti, il

nostro Arcivescovo, Mons. Luigi

Bressan, ha avuto modo di avvicinarci,

di ascoltare i nostri

desideri, le nostre gioie, ansie

o preoccupazioni e di pregare

e di riflettere insieme a noi,

diventando così immagine viva

del Gesù Buon Pastore che, instancabilmente,

cura il gregge

che gli è stato affidato.

Per quanto riguarda la Visita del

Vescovo alle nostre parrocchie,

ho chiesto a Don Benito Paoli e

Don Mario Bravin, di “regalarci”

alcune loro riflessioni.

DON MARIO RACCONTA:

“Martedì 21 settembre il Vescovo

Bressan si reca nelle

scuole di Campiglio per incontrare

i bambini e i ragazzi delle

scuole elementari e medie

con i loro insegnanti. E´stato

un incontro ricco di entusiasmo

dove i nostri ragazzi, incuriositi

soprattutto dai racconti

dell`Arcivescovo sulle

sue esperienze di nunzio in Indocina

e Pakistan, hanno fatto

molte domande. Lo stesso Vescovo

ha insegnato loro come


salutare in varie lingue e i nostri

ragazzi si sono meravigliati

di quante ne conoscesse. Al

termine dell’incontro c’è stato

anche chi ha voluto un suo autografo,

proprio come si fa con

i grandi campioni dello sport!

Grande l’entusiasmo anche dei

docenti presenti perché hanno

avuto modo di confrontarsi e

riflettere con lui sul delicato

tema dell’educazione.

Nella serata del 21 settembre

il Vescovo ha incontrato il consiglio

parrocchiale dove, con

sua sorpresa, ha potuto constatare,

che la parrocchia di Campiglio,

pur essendo turistica,

e´una parrocchia viva dotata

di tutti quegli strumenti che

le permettono un’intensa vita

pastorale.

Domenica 26 settembre Il Vescovo

torna a Campiglio per

celebrare una solenne messa,

durante la quale ha avuto

modo di incontrare tutta la

popolazione. Erano presenti le

associazioni di volontariato e

protezione civile, le categorie

professionali, le forze dell’ordine,

le autorità politiche, le

associazioni pastorali, i ragazzi

e i singoli cittadini, segno

evidente di una Campiglio che

ha accolto in massa l´invito

dell’Arcivescovo.

Nell’omelia il Vescovo ha ribadito

la sua sorpresa nell’aver

trovato una comunità

viva, sia sul piano religioso che

sociale, sottolineando più volte

che gli sembrava cosa piuttosto

atipica per un paese turistico

come il nostro. Non sono

mancate le sue riflessioni sul

“fattore” turismo, accennando

alle difficoltà e alle risorse che

spesso il turismo porta con sé.

Infine si è concentrato sulla figura

di Maria Santissima, evidenziando

come Lei da secoli

offre accoglienza in questo

luogo.”

Don Mario fa un accenno anche

all’incontro che Mons. Bressan

ha avuto a Spiazzo con tutte le

associazioni della Valle. Erano

invitate le associazioni di protezione

civile, culturali, sportive

e sociali.

“La sera di venerdì 8 ottobre,

il teatro dell’oratorio si presentava

pieno, segno di una

buona partecipazione. Durante

questo incontro l’Arcivescovo

non solo ha ribadito il suo entusiasmo

e il suo apprezzamento

nei confronti del volontariato

trentino, ma ha anche invitato

tutti a rendersi conto che l’importanza

del valore del volontariato

non è scontata (soprat-

IL FOGLIO di PINZOLO

tutto per le nuove generazioni)

e va quindi trasmessa ricordando

che il substrato cristiano da

dove è nato è ancora la principale

fonte per alimentarlo e

rinnovarlo.

In conclusione ha invitato tutti

i presenti a riflettere spesso

sulle motivazioni per cui si opera

e ha suggerito di imparare

come staccarsi dalla mentalità

del campanile”per saper trovare

strade di collaborazione

e aiuto reciproco, sia in valle

che all’estero.”

DON BENITO DICE:

“La visita del Vescovo alle comunità

della diocesi, per la

vastità del territorio e il numero

elevato di parrocchie,

è un evento che si ripresenta

ogni quindici o vent’anni. Un

evento, quindi, che esula dalla

sfera dell’ordinarietà per diventare

straordinario. Forse,

anche per questo motivo è percepito

dalla popolazione come

evento importante: importante

come occasione per incontrare

di persona colui che, in

nome di Cristo, guida questa

porzione di chiesa che vive in

21


comunità

L’incontro del Vescovo

con la comunità di

Pinzolo è stato da

tutti apprezzato per

la familiarità,

la spontaneità, la

semplicità con cui

Mons. Bressan

ha saputo presentarsi

22

terra tridentina e importante

anche per la propria esperienza

di fede, di relazione e di

appartenenza ad un popolo (la

Chiesa) che sa di essere stato

convocato dall’amore di Dio,

sa di essere stato redento e

riconciliato dalla Croce di Cristo

e vive nella consapevolezza

di sentirsi abitato dalla grazia

dello Spirito, per stare accanto

all’uomo da fratello, in piena

solidarietà, cioè condividendone

angosce e speranze, ma

anche da testimone di una salvezza

che affonda le sue radici

nell’amore fedele e perenne di

Dio per l’uomo.

L’incontro del Vescovo con la

comunità di Pinzolo è stato da

tutti apprezzato per la familiarità,

la spontaneità, la semplicità

con cui Mons. Bressan

ha saputo presentarsi a noi;

è stato apprezzato per le parole

di incoraggiamento e di

sostegno nel non arrenderci

di fronte alle difficoltà e alle

sfide dell’oggi, nel non smarrire

quei valori che sanno dare

un senso al nostro vivere, nel

riconoscere alla famiglia un

ruolo primario e insostituibile

nell’educazione, nell’incoraggiare

le molteplici realtà di

volontariato, vera ricchezza

delle nostre comunità, nell’attingere

dalla Parola e dall’Eucarestia

quella carica che ci

aiuta ad essere accanto al fratello

nell’atteggiamento della

carità e del servizio.

Molteplici sono state le occasioni

di incontro con il nostro

Vescovo Luigi: alcune si sono

svolte secondo modalità identiche

in tutte le parrocchie del

decanato (come l’incontro con i

fanciulli e i ragazzi della catechesi,

spontaneo, gioioso, immediato

nella comunicazione,

familiare nel tono, un incontro

che nell’immaginario di un

fanciullo sarà ricordato come

l’incontro con un padre;poi

l’incontro con il Consiglio pa-


storale e con il Consiglio che

presiede la gestione amministrativa

della parrocchia), altre

come incontro celebrativo

con la popolazione della Valle:

così è stato il pellegrinaggio

della Rendena alla Madonna

di Campiglio, domenica 10 ottobre;

altre ancora sono state

pensate ed organizzate come

incontro con specifiche realtà

che sono presenti e che operano

nel nostro decanato: ad

esempio l’incontro con gli insegnanti,

con le catechiste, con

gli operatori della liturgia, con

i giovani e gli animatori della

vita oratoriana, con le diverse

associazioni e gruppi di volontariato.

Ma voglio ricordare soprattutto

quei momenti, forse più specifici,

in cui la popolazione di

Pinzolo si è stretta attorno al

proprio Pastore, Mons. Luigi:

-Venerdì 8 ottobre il Vescovo

visita gli ospiti della casa di

riposo “Abelardo Collini”. È

stato un incontro davvero atteso

e preparato con cura dalla

Direzione e Amministrazione

dell’Istituto, dagli operatori

e dagli stessi anziani. I lavori

di ristrutturazione e di ampliamento

della struttura non

hanno costituito un ostacolo

all’accoglienza del Vescovo.

Nel tendone eretto all’esterno

della casa e adibito a cappella

è stata celebrata la Messa

e amministrato il Sacramento

della santa Unzione ai 73 ospiti

e ad altri anziani che dalle loro

abitazioni, per non mancare

all’appuntamento, si erano recati

alla Casa di riposo. Si leg-

IL FOGLIO di PINZOLO

geva la gioia e la commozione

negli occhi dei nostri “fratelli

maggiori” che, per esprimere

la loro riconoscenza, hanno voluto

portare all’altare dei doni

da loro stessi preparati con

23


comunità

24

cura. Un bel gruppo di volontari,

inoltre, ha animato col

canto tutta la celebrazione.

“La fragilità – ha detto il Vescovo

nella sua omelia – s’accompagna

alla condizione

umana e si manifesta nel venir

meno le forze, nella sofferenza

e nelle nostre infermità, ma

ci conforta la certezza che cristo

è vicino, è presente in ogni

situazione di dolore e di fragilità

e, nel segno della santa

Unzione, dona forza, sollievo e

speranza e apre al dono della

salvezza.”

Gioia e gratitudine trasparivano

anche dagli occhi e dalle parole

del nostro padre e pastore,

Mons. Luigi e dalla stretta

di mano con cui ha voluto salutare

tutti gli ospiti e gli operatori

della casa di riposo.

- Altro incontro con la comunità,

presente numerosa e partecipe,

e che si è ripetuto due

volte, nel pomeriggio di mercoledì

22 settembre e di venerdì

8 ottobre, è stata la celebrazione

della liturgia delle Ore

con la recita della preghiera

dei vespri. È stata un’esperienza

di vera fraternità dove

nonni, mamme, papà, ragazzi

e adolescenti hanno voluto

stringersi attorno al Vescovo

per elevare a Dio Padre la preghiera

di lode, di supplica e di

rendimento di grazie in comunione

con tutta la Chiesa.


- Ma il momento pensato e

preparato come incontro con

il Vescovo con la popolazione

di Pinzolo è sicuramente stato

l’incontro attorno alla mensa

del Pane e della Parola, cioè

l’Eucarestia celebrata nel giorno

del Signore, la domenica 17

ottobre. Una Messa solenne e

festosa, partecipata da una

folta assemblea raccolta nei

banchi e nelle corsie laterali,

con i chierichetti che facevano

corona attorno all’altare e gli

scout che riempivano gli spazi

del presbiterio. La chiesa era

davvero assiepata e la comunità

era rappresentata in tutte

le sue componenti: famiglie,

anziani, ragazzi, gruppi e associazioni.

Il Vescovo è stato

accolto alle porte della chiesa

dalle note del corpo bandistico

e poi con un caloroso applauso

dall’assemblea e dal canto

festoso del coro; ha ascoltato

le parole di accoglienza e di

benvenuto di tutta la comunità

rivoltegli dal nostro Sindaco

Bonomi, e da Fabio Cereghini

come rappresentante del Consiglio

pastorale parrocchiale.

La celebrazione è stata

un’esperienza di fede, di fraternità

e di festa, dove tutta

l’assemblea si è sentita partecipe

e coinvolta attraverso

i diversi ministeri, si è sentita

concelebrante insieme con il

Vescovo. Alla Messa è seguito

un momento simpatico e familiare

nella sala dell’oratorio.

Al sentimento di gratitudine e

di gioia di Mons. Bressan, unisco

il MIO grazie personale a

tutti coloro che hanno preparato

e lavorato per la riuscita

di questo importante evento:

la Visita pastorale, un evento

che resterà nel cuore di tutti.

- Nel pomeriggio di domenica 7

novembre, sempre nella chiesa

di Pinzolo, si è celebrata

la solenne Eucarestia a chiusura

della Visita pastorale. Il

Presbiterio di tutto il decanato,

i sindaci di ogni Comune e

rappresentanze delle diverse

comunità parrocchiali si sono

nuovamente strette attorno al

Vescovo Luigi per ringraziare

il Signore di questo evento di

grazia.

La gente di Rendena ha accolto

con gioia il suo Vescovo, gli è

riconoscente per i tanti segni

di attenzione, di affetto e di

cura pastoraledi cui si è sentita

destinataria.

E il Vescovo sarà rimasto a sua

volta contento? Penso proprio

IL FOGLIO di PINZOLO

di sì!

Comunque, un seme è stato

gettato nei solchi dei cuori e

della terra di Rendena. Rimane

ferma la speranza che questo

seme porterà i suoi frutti.”

In conclusione vorrei riprendere

le parole della preghiera del

nostro Vescovo, affinché queste

possano essere fonte di speranza

per tutti noi:

“Dio nostro Padre,

che alla scuola

del Cristo tuo Figlio,

ci hai rivelato la speranza

che germoglia dalla croce,

volgi lo sguardo su tutti noi

e su quanti si prodigano

al tuo servizio;

fa’ che sperimentiamo

la forza vivificante del tuo

Spirito,

glorifichiamo in parole

e opere il tuo santo nome

e possiamo contribuire al tuo

regno.

A Te lode e gloria nei secoli.

Amen.”

Il Vescovo Luigi

25


persone

26

IL PAESE

di

Maddalena Collini

... ho passato

altrove tanto tempo,

ma a Pinzolo

è rimasto il cuore

Don Giulio, è tornato

Non so come chiamarla, qual è

il giusto titolo? Anzi, titoli!

Chiamami semplicemente don

Giulio, come sempre, come

tutti.

Cosa ci può dire del suo ritorno

in Trentino?

Ma il mio non è proprio un ritorno

come quello di un emigrante:

a Pinzolo sono tornato

tantissime volte in questi anni.

Spesso mi avete visto celebrare

la Messa in chiesa la domenica

o mi avete incontrato sulle

strade del paese. In verità devo

dire che a Pinzolo ci sono tornato

sempre, ma fin da piccolo

sono stato via.

Ci racconti la sua storia…

Qui sono nato ormai 54 anni fa

in via Marconi, numero 13, nella

casa dove c’era il caseificio

dove abitavamo e dove papà

Aurelio lavorava e dove oggi

c’è… “l’inferno giallo”! Nello

stesso giorno, il 16 novembre

1956, siamo nati in due nella

stessa via io e il povero Paolo

Maffei, deceduto in modo tragico

ormai tanti anni fa. Vicini

di casa, anche se lui in realtà

era nato a Tione in Ospedale

come allora si cominciava a

fare. Purtroppo devo ricordare

che nella stessa via abitava

un altro coetaneo e amico, anche

lui prematuramente scomparso:

Fabio Lorenzetti. Dopo

aver fatto le elementari, con

gli indimenticabili insegnanti

la maestra Amalia Martello e il

maestro Romedio Binelli, a 11

anni nel 1967 sono entrato in

Seminario a Trento per le scuole

medie, il liceo e gli studi di

teologia. Il 26 giugno 1981 sono

stato ordinato sacerdote e per

sei anni sono rimasto a Trento

alla Parrocchia del Duomo. Per

altri sei anni sono stato parroco

a Nomi e quindi per 17 anni ho

svolto il mio servizio in Vaticano

all’Ufficio delle celebrazione liturgiche

del Sommo Pontefice,

dei quali 13 come Cerimoniere

Pontificio, e negli ultimi cinque

anni anche come Cappellano

del Corpo della Gendarmeria

e di quello dei Vigili del Fuoco

dello Stato della Città del Vaticano.

Ora sono tornato a Trento

che è il luogo dove, in pratica,

ho passato il maggior numero di

anni della mia vita tra seminario

e primo incarico di prete.

Ma a Pinzolo è rimasto il cuore…

Non c’è dubbio. Io mi sento di

Pinzolo a tutti gli effetti, anche

se fisicamente ho passato altrove

tanto tempo. La casa, la

“Heimat” direbbero i tedeschi

è Pinzolo. In questi anni quando

dicevo “vado a casa” il riferimento

era ed è sempre a Pinzolo,

ora in Via Bolognini, dove

abita anche mio fratello Silvio.


Gli altri luoghi erano solo abitazioni,

appartamenti. Poi fin che

c’era mia mamma Santa, fino

al 2000, anche da Roma, ogni

mese cercavo di essere qui.

Inoltre sono sempre rimasto legato

alla nostra bella chiesa di

San Lorenzo, dove sono stato

battezzato e cresimato, dove

ho fatto la I Comunione e dove

ho celebrato la mia Prima Messa,

come anche a quel patrimonio

inestimabile che è la chiesa

cimiteriale di San Vigilio.

Com’è stato il ritorno a casa?

Scherzando, qualche giorno

fa, a chi mi chiedeva se è stato

difficile il rientro ho risposto:

“No, perché il dialetto lo so

ancora!”. A proposito ricordo

sempre che da bambino “prendevo

in giro” anche mio papà

che, essendo di Villa Rendena,

aveva delle espressioni diverse

dalle nostre che mi facevano

sorridere. In tutti questi anni

il nome di Pinzolo è sempre

stato pronunciato da me con

grande orgoglio. Qualche volta

a Roma, quando mi chiedevano

di dov’ero, da quale località

del nord Italia venivo, dicevo

subito: Pinzolo. Se vedevo

qualche perplessità, aggiungevo:

Madonna di Campiglio.

Allora i volti si illuminavano,

come a dire: “adesso abbiamo

capito”. Allora io scherzando

aggiungevo: “guardate che

Campiglio è frazione del comune

di Pinzolo!”

Di qui una curiosità: quello di

Pinzolo è un nome noto?

Sì, come si sa molti romani conoscono

bene la nostra località;

nella nostra zona vengono soprattutto

in inverno per sciare.

Un luogo noto anche tra molti

che lavorano in Vaticano sia laici

che ecclesiastici più o meno

famosi. Anche io, in tutti questi

anni, non ho mai mancato

di fare qualche bella sciata sul

Doss del Sabion....

IL FOGLIO di PINZOLO

Vuole aggiungere qualcosa?

Vorrei ricordare un fatto simpatico.

Per più di quindici anni a

Roma, cercando di svolgere anche

un po’ di ministero pastorale

come sacerdote, ho seguito

(ci incontravano una volta al

mese per riflettere e pregare)

un gruppetto di coppie di sposi

provenienti dal mondo degli

scout dell’AGESCI, che da giovani

in campeggi o gite erano

state o passate da noi. Sai come

si chiamava il gruppo, con un

nome scelto e voluto da loro? Si

chiamava “Gruppo Pinzolo”!

27


giovani

28

di

Maddalena Collini

I punti fondamentali:

lavorare concretamente,

cercando una veloce

realizzazione e una semplicità

di svolgimento,

diffondere informazioni

sul lavoro svolto, anche

attraverso internet

Emanuele Bonapace

presidente della Consulta

degli studenti trentini

Cos’è la Consulta Provinciale

degli studenti?

È l’organo degli studenti di

massima rappresentanza a livello

provinciale, è composto

da due rappresentanti eletti in

ogni istituto superiore e dalla

formazione professionale della

nostra Provincia. La consulta ha

diversi compiti: rivela bisogni

nelle varie realtà scolastiche,

progetta attività di formazione

ed eventi pubblici, facilita la

comunicazione, lo scambio e il

confronto tra gli studenti delle

varie scuole, svolge attività

riguardanti l’associazionismo,

il volontariato e la pace, si oc-

cupa dell’analisi di normative

scolastiche.

Con chi ti dovrai confrontare?

La Consulta interagisce con

l’Assessore provinciale all’istruzione

e alle politiche giovanili e

con tutti i soggetti che si occupano

della gestione delle politiche

educative. Per ora ho avuto

la possibilità di confrontarmi

con il professor Alberto Conci,

nostro referente e sempre

pronto a darci una mano.

Cosa ti ha augurato Marta Dalmaso,

assessore provinciale

alle politiche sociali?

L’ho vista solo il giorno dell’ele-


zione per alcuni minuti, quando

mi ha augurato un buon lavoro.

Era felice della mia elezione ed

entusiasta per il mio discorso,

ci ha detto: “la Consulta è vostra

e sarete voi ad organizzarvi

nel modo migliore e prendere le

decisioni che riterrete opportune”.

La Consulta è un organo

autogestito e sono fiero che sia

così, dimostra la fiducia che ci

viene data.

Perchè ti sei candidato?

Per valorizzare questo organo,

per farlo conoscere agli studenti

e a chiunque abbia a che fare

con il mondo dell’istruzione,

dalle famiglie agli insegnanti.

I punti che per me sono fondamentali

sono lavorare concretamente,

cercando una veloce

realizzazione e una semplicità

di svolgimento, diffondere informazioni

sul lavoro svolto, anche

attraverso internet. Penso sia

importante anche che io conosca

realtà diverse, poiché abitando

a Pinzolo e studiando a Trento ho

modo di conoscere diverse situazioni,

come l’Istituto Pavoniano

Artigianelli, l’Istituto Sacro Cuore

e l’Istituto Guetti di Tione.

Le prime idee per la tua “missione”?

Sicuramente vorrei iniziare un

confronto fra noi ragazzi, per

far emergere problemi, idee e

nuove proposte. Vorremmo in-

nanzi tutto puntare sui mezzi

per diffondere l’informazione,

ad esempio un giornalino da far

arrivare in tutte le classi, spiegando

in qualche pagina tutto

quello che abbiamo fatto, cercando

anche di far arrivare il

messaggio sul significato della

Consulta. Altro punto importante

è il sito web, che vorremmo

aggiornare: internet deve essere

al passo con i tempi, soprattutto

quando ci si vuole rivolgere

ai giovani.

Ti sei subito dimostrato molto

disponibile ad ascoltare le osservazioni

dei tuoi “colleghi”.

Sto cercando di essere molto

disponibile non solo con i miei

“colleghi”, ma anche con tutti

IL FOGLIO di PINZOLO

gli studenti che sono interessati

e che hanno qualcosa da dire:

cercare di dare a tutti lo spazio

per esprimersi è fondamentale

al fine di collaborare al meglio

per formare una squadra di lavoro

vincente.

A te l’ultima parola...

Il lavoro sicuramente non manca,

ma sono molto fiero della

squadra che abbiamo già creato.

Finisco dicendo che vorrei

arrivare a dimostrare le mie

capacità, affrontando questo

incarico con impegno, voglia e

determinazione per arrivare a

realizzare un lavoro di squadra,

creando un gruppo che possa lavorare

al meglio per ottenere il

massimo.

29


giovani

30

di

Maddalena Collini

L’European Region

Action Scheme for

the Modility

of University Student

dà la possibilità agli

studenti europei di

trascorrere un periodo

di studi da 3 a 12

mesi, in un qualsiasi

altro paese

partecipante

al progetto

Erasmus, una possibilità

che apre al mondo

Il progetto Erasmus, acronimo

di European Region Action

Scheme for the Modility of University

Student, nasce per opera

della Comunità Europea nel

1987, e dà la possibilità agli

studenti europei di trascorrere

un periodo di studi da 3 a 12

mesi, in un qualsiasi altro paese

partecipante al progetto.

Ad oggi, aderiscono alla rete

2199 istituti universitari provenienti

da 31 differenti nazioni,

e dalla creazione del progetto

ad oggi oltre due milioni di studenti

hanno sfruttato questa

possibilità, seguendo gratuitamente

corsi presso un istituto

ospitante, per poi vedersi riconosciuti

all’interno del proprio

piano di studi gli esami conseguiti

all’estero. È possibile

presentare la domanda di candidatura

a partire dal secondo

anno di corso e le possibilità di

partecipazione, seppur l’iter di

candidatura risulti abbastanza

articolato, sono alte.

In queste righe si farà riferimento

a quello che sono le modalità

di candidatura previste

all’interno del regolamento

dell’Università degli Studi di

Trento, ed è bene sottolineare

che tutto ciò potrebbe risultare

differente in altri istituti.

Ogni anno, nel periodo ottobre-novembre,

ogni facoltà

bandisce un certo numero di

posizioni disponibili per “periodi

erasmus” da spendere durante

l’anno accademico successivo.

Il bando definisce tra

il resto quali siano gli istituti

ospitanti, quanti i posti disponibili

per ciascuno di questi, la

durata della borsa di studio e

l’area linguistica. La domanda

di candidatura deve solitamente

essere presentata entro la

fine gennaio.


Una volta raccolte tutte le domande

di candidatura, ogni

facoltà redigerà delle graduatorie

basate sulle carriere accademiche,

le quali costituiranno

l’ordine di precedenza

per l’assegnazione delle destinazioni,

che avverrà entro il

mese di marzo.

Da subito quindi lo studente

deve cominciare ad orientarsi

nella vasta lista di opportunità

proposte. E’ un lungo lavoro,

per lo più da passare spulciando

tra pagine web dei papabili

istituti ospitanti. In questa fase

si deve operare una prima scelta

cercando di far incontrare le

proprie aspirazioni per quel che

riguarda la destinazione, con le

esigenze curriculari legate al

proprio piano di studi. Si devono

cioè isolare quelle università

nelle quali sia possibile seguire

corsi analoghi a quelli previsti

nel proprio piano di studi.

Importante è inoltre tenere in

considerazione l’area linguistica

delle varie destinazioni e gli

eventuali requisiti richiesti. Al

fine di evitare spiacevoli sorprese

al momento dell’assegnazione,

è bene informasi anche

sulle preferenze di quanti

eventualmente vi precedono in

graduatoria.

Una volta firmato per la propria

destinazione, attraverso delle

apposite “Application form” si

dovrà inoltrare all’università

partner prescelta la propria richiesta

di scambio. Documento

centrale di tutto il programma è

il “Learning Agreement”. Questo

è il documento attestante

il proprio stato di “studente

erasmus” e deve essere firmato

da tutte e tre le parti in causa:

lo studente, la propria università

e l’istituto ospitante.

Su tale documento si riporta

inoltre l’attività didattica che

lo studente si impegna a svolgere.

Tale attività, sostitutiva

di quella presente sul proprio

piano di studi, deve essere

scelta di comune accordo con

il delegato erasmus del proprio

corso di studi con il quale si dovrà

redigere un piano di studi

per gli insegnamenti da seguire

all’estero. E’ essenziale sottolineare

che una volta rientrati,

solamente i corsi previsti

su questo documento verranno

ritenuti validi. Si ricorda infine

che è possibile spendere il proprio

periodo all’estero per la

stesura del proprio elaborato

finale (tesi di laurea).

I programmi erasmus previsti

dai bandi sono coperti da borse

di studio elargite dall’unione

europea (circa 200.00-250.00€

mensili). A queste si devono aggiungere

eventuali piccoli contributi

da parte dell’università

IL FOGLIO di PINZOLO

e del MIUR. Le eventuali borse

di studio già percepite come diritto

allo studio sono da intendersi

come aggiuntive a quelle

sopracitate.

Alcune università garantiscono

il posto alloggio per gli studenti

internazionali. Purtroppo

questo non è sempre possibile

e quindi ci si ritrova a dover

districarsi all’interno del mercato

privato. Comunque sia, le

segreterie di molte università

spesso si adoperano al fine di

facilitare il reperimento di alloggi

per gli studenti internazionali;

inoltre si può sempre

fare affidamento alle associazioni

studentesche internazionali

che ormai sono presenti

presso ogni università.

Infine si ricorda che il programma

erasmus prevede corsi intensivi

di lingua EILC per quei

paesi la cui lingua è risultata

poco diffusa e raramente insegnata

all’estero. Questi corsi

hanno una durata di circa 3 settimane,

precedono l’inizio delle

normali attività didattiche e

prevedono una borsa di studio

di circa 500.00 € una tantum.

31


giovani

Classe 1988, Paolo Pangrazzi è il primo ragazzo

di Campiglio che, dopo tanti anni,

riporta “i nostri” nelle gare che contano:

da quest’anno, infatti, parteciperà alle

competizioni di Coppa del Mondo di sci

nella specialità che più gli riesce, la supercombinata

(superG e slalom speciale).

Con l’augurio che diventi presto un big

dello sci.

Paolo, a che età hai iniziato a sciare?

Ho iniziato all’età di 3-4 anni circa, con

mio padre.

Quando hai capito che le vittorie ti

avrebbero portato lontano?

Sinceramente non l’ho ancora capito...

scherzo! Ogni vittoria è una grande soddisfazione

e ripaga dei sacrifici fatti.

Hai mai incontrato momenti difficili?

Si, ho avuto dei momenti difficili e anche

delle intere stagioni difficili. Ma sono situazioni

che ti fanno crescere... come si dice:

“non tutti i mali vengono per nuocere”.

32

di

Maddalena Collini

Pangrazzi spicca il volo

I successi che più ti hanno soddisfatto?

Sono quelli che sono arrivati proprio nei

momenti più difficili.

A che età l’entrata nella squadra nazionale?

A 18 anni, con la vittoria dei Campionati

Italiani Giovanili.

Il debutto in Coppa Europa: quando e

come?


La mia prima gara è stata nel

2006, non ricordo bene dove, il

risultato non era da considerare

visto che sono arrivato 68°,

e probabilmente era ancora un

po’ presto. I miei primi risultati

in Coppa Europa sono arrivati in

quest’ultima stagione 2009/10,

facendo un 2° posto in discesa

libera e vincendo la classifica di

specialità in supercombinata: è

proprio quest’ultima che mi dà

il diritto di poter partecipare a

tutte le gare di Coppa del Mondo

in supercombinata.

IL FOGLIO di PINZOLO

IL FOGLIO di PINZOLO

La Coppa del Mondo è un trampolino

di lancio per la tua carriera

sciistica?

Certo! Bisogna riuscire a sfruttare

l’occasiane...

E qual è il tuo obiettivo?

Per questa stagione è riuscire a

ritagliarmi un posto nei primir

trenta, almeno in supercombinata.

Se vuoi aggiungere qualcosa...

Vorrei solo ringraziare i miei genitori,

per l’aiuto che mi danno,

i miei allenatori e le persone

che mi danno una mano e

continuano farlo.

33


Torna in programma

per il 19 dicembre

2012 la mitica 3-Tre

sul Canalone

Miramonti

34

3-Tre: un evento

da fine del mondo...

È uno degli appuntamenti più

attesi della Coppa del Mondo.

Macchè, è un evento da fine

del mondo! E sembra che queste

parole siano state prese alla

lettera dagli organizzatori della

mitica gara sul Canalone Miramonti,

che hanno fissato il tanto

atteso ritorno della 3Tre solo

due giorni prima della fatidica

data: quella che il calendario

Maya indica come l’ultimo giorno

di vita del mondo. Si dice che

sarà la fine dell’Età dell’Oro,

ci saranno cataclismi tali da

55 a edizione della 3-TRE: a Madonna di Campiglio vince Giorgio Rocca - Foto Matteo Ciaghi

far spostare l’asse della Terra

e invertire il campo magnetico

terrestre e provocare scenari

apocalittici. Profeti di tutte le

epoche hanno predetto che verrà

coinvolta una misteriosa divinità

Maya, Bolon Yokte, associata

alla guerra e alla creazione.

Sono innumerevoli le profezie

riguardo la fine dell’umanità:

c’è chi prevede fiamme e fuoco

dal cielo, chi terremoti e

catastrofi naturali, chi l’impatto

di un meteorite, chi parla


di guerre nucleari a cui la razza

umana non sopravviverà.

Ecco che allora il 19 ci sarà la

partenza, e il 21 il traguardo.

Che dire... per un soffio! E se

la data fosse caduta un paio di

giorni più tardi? Allora sì che sarebbe

stato un problema... sarebbero

stati inutili tutti gli incontri,

le riunioni, le telefonate,

gli articoli, gli appelli televisivi

e soprattutto l’impegno e la passione

messi in campo dal Comitato

3Tre e dalla società Funivie

e dall’Apt e da chi più ne ha

più ne metta. Tutti lo speravano

e tutti se lo chiedevano: ma

quando torna la 3Tre? Era il 2005

quando il Canalone Miramonti

accolse l’ultimo slalom di Coppa

del Mondo, con la bellissima vittoria

dell’azzurro Giorgio Rocca.

Però già da anni Campiglio si litigava

l’appuntamento con Sestriere

e, a causa di vicende che

a noi comuni mortali rimarranno

probabilemnte oscure, lo slalom

trentino venne cancellato

dai calendari dei big dello sci.

Per ben sette anni, a nulla sono

serviti gli accorati appelli di

Paolo De Chiesa, che in diretta

tv commentava le competizioni

augurandosi che fosse alle porte

il ritorno della mitica 3Tre, dove

anche lui era salito sul podio ai

tempi della Valanga Azzurra. Da

quel 2005 il Canalone ha dovuto

per così dire “accontentarsi”, vivendo

di qualche slalom del circuito

Fis e della Coppa Europa,

della Coppa del Mondo di freestyle

e poi del Parallelo di Natale

e di qualche gara promozionale,

come l’iniziativa del Superslalom

a sostegno di Telethon e le

Olimpiadi del cuore. Inutile sottolinearlo:

l’attesa per il ritorno

della Coppa del Mondo era troppo

grande per potersi consolare

con appuntamenti che rimangono

solo al margine del Circo Bian-

IL FOGLIO di PINZOLO

co. Ma dopo tanto attendere e

sperare, ora è certa una data in

cui “la speranza diventerà realtà”.

Sarà il 19 dicembre 2012,

data da segnare sul calendario

per gli appassionati del grande

sci. L’augurio che accompagna

l’evento è che quella data, sul

calendario internazionale, d’ora

in poi ci rimanga. Sempre che, e

speriamo che non sia così, i Maya

non ci abbiano visto bene...

35


associazioni e volontariato

Molte le iniziative

proposte per l’inverno,

dalla musica

itinerante alle esposizioni

degli artigiani

locali, dal Coro Sosat

alla serata dedicata a

Sergio Trenti, da Nar

par Presepi al concorso

fotografico...

36

Pro loco Pinzolo:

le iniziative invernali

Dopo una stagione estiva che ci

ha visti impegnati da giugno a

settembre con numerosissime

manifestazioni siamo a proporvi

le iniziative invernali.

D’accordo con l’U.c.a.s. si è

programmata l’accensione del

grande albero in piazza Libertà

il giorno 5 dicembre.

Il 12 dicembre sarà dedicato

all’arrivo di Santa Lucia con

tante novità che allieteranno

non solo i più piccini ma tutta

la piazza San Gerolamo.

Dal 23 dicembre, giorno seguente

all’inaugurazione del

PalaDolomiti, al 5 gennaio,

Pinzolo sarà allietata nelle ore

pomeridiane da musica itinerante

tradizionale. In questa

giornata verrà anche inaugurata

l’esposizione artigiana nelle

casette di legno che saranno

predisposte in Piazza Carera e

nelle quali gli artigiani locali

si esibiranno nella creazione

delle loro opere.

La sera della Vigilia, dopo la

Messa di mezzanotte, tradizionali

auguri sotto l’albero

e distribuzione di vin brulè e

panettone.

Il 29 dicembre al PalaDolomiti

si esibirà il famoso Coro SOSAT,

che da sempre è fra i più noti

e rinomati del Trentino.

Una serata dedicata al pittore

Sergio Trenti e ai suoi murales,

sull’orma delle altre due

già tenute l’estate scorsa, si


svolgerà ai primi di gennaio.

Grande fervore dunque nella

preparazione di tutti questi

impegni invernali, accanto ai

quali stanno partendo una serie

di progetti culturali che intendiamo

portare avanti. Avremo

infatti a breve un piccolo

museo, per il momento solo

virtuale, delle cose di una volta

e la speranza è che presto

possa venir creata una struttura

idonea ad ospitare nella

realtà questo museo.

Ci stiamo inoltre impegnando

nell’organizzazione di un concorso

fotografico sugli angoli

nascosti di Pinzolo.

Inoltre sono già state raccolte

le prime adesioni per la partecipazione

al 2° concorso “Nar

par Presepi a Pinzol” che impegnerà

i partecipanti nella

costruzione ed esposizione dei

presepi. Attraverso un pieghevole,

che stiamo già approntando,

chiunque potrà visitare

tutti i presepi in concorso ed

esprimere la preferenza per

uno di essi. Il Presepe che riceverà

il maggior numero di

preferenze verrà premiato durante

il periodo delle manifestazioni.

Un gran bell’impegno dunque

per tutti noi volontari della Pro

Loco di Pinzolo, ma il nostro

obiettivo di riportare in auge

le tradizioni del luogo e crea-

re sempre qualcosa di nuovo

e coinvolgente per residenti e

turisti, ci dà la carica necessaria

per affrontare anche gli

ostacoli più duri e proseguire

lungo la strada che ci siamo

prefissi.

Un Consiglio di Amministrazio-

IL FOGLIO di PINZOLO

ne molto unito e partecipe sia

nella scelta che nello svolgimento

delle manifestazioni e

tanto entusiasmo da parte di

tutti sono il nostro segreto per

fare sempre meglio e di più.

il Direttivo

37


associazioni e volontariato

38

COMUNITÀ

di

Andrea Busignani

Canalone Miramonti: Coppa Europa 2009 - Foto Matteo Ciaghi

Dalla Pro loco

di Madonna di Campiglio

Questi primi 3 anni sono stati

affrontati con creatività, impegno

e tantissimo sforzo da

parte di tutti, e grazie a tutto

questo siamo riusciti ad acquistare

la fiducia e il rispetto del

paese ma soprattutto dagli enti

locali. Abbiamo operato sia per

la comunità che per il turismo

della nostra località, rendendoci

ideatori e promotori di nuovi

eventi che hanno migliorato il

programma delle manifestazioni

di Campiglio e talvolta

anche migliorato alcuni eventi

già esistenti. Il nostro obietti-

vo è stato quello di coinvolgere

tutta Campiglio, ma soprattutto

di collaborare con tutte

le pro loco della Val Rendena,

come è successo per la fiaccolata

Dolomite’s fire. Questi primi

anni di pro loco si concludono

con un ricco programma per la

stagione invernale 2010/2011,

il quale si apre il 20 novembre

per passare una serata allegra

e presentare la nuova autoscala

data in dotazione ai nostri

pompieri, prima che la stagione

ci tenga tutti occupati. Con

l’inizio dell’inverno incomincia


anche il nostro lavoro, che ci

vedrà impegnati per il mese di

dicembre a collaborare con il

comitato 3-Tre per organizzare

al meglio la gara di Coppa Europa,

che si svolgerà sullo straordinario

Canalone Miramonti il 18

dicembre 2010. Secondo la tradizione

il saluto all’anno nuovo

lo diamo con la fiaccolata delle

scuole di sci e degli sci club il

primo di gennaio sul Canalone

Miramonti. Inoltre saranno presentati

tutti gli eventi invernali

che la nostra località offre. Nel

mese di marzo si concentrano i

nostri due eventi più importanti:

il Carnevale asburgico e la Dolomite’s

fire. Il carnevale asburgico

sarà dal 7 all’11 marzo, con

una nuova formula che trasformerà

l’idea di quel piccolo carnevale

in un evento che durerà

cinque giorni. L’omonimo co-

mitato collaborerà con le altre

associazioni del Trentino, per

trasformare Campiglio in quella

che era durante le vacanze degli

imperatori d’Austria di fine

Ottocento. La Dolomite’s fire,

evento ideato e organizzato da

Mario Zanon giunto quest’anno

alla terza edizione, è prevista il

giorno 26 marzo con la speranza

di battere il record, aiutando

i nostri amici di Magica Cleme

e coinvolgendo ancora tutte le

pro loco della valle. Ci auguriamo

che con l’aiuto dei media,

possa diventare l’evento più

conosciuto in tutto l’arco alpino.

L’ultima manifestazione del

nostro operato sarà quella della

consueta gara di fine stagione

chiamata Super Grostè, gara

che unisce campigliani e turisti

per salutare l’inverno e prepararsi

ad un’altra estate.

IL FOGLIO di PINZOLO

Non è sempre oro quello che

luccica, in quanto la consapevolezza

e il realismo che ci contraddistinguono

ci portano ad

una considerazione: nonostante

la disponibilità di tanti campigliani

e operatori turistici, non

è più sufficiente il volontariato

e, per valorizzare in modo sistematico

le iniziative e gli eventi

portati avanti in questi anni,

è necessario fare un salto di

qualità, quindi è fondamentale

l’aiuto di professionisti che peseranno

sui nostri bilanci. Nonostante

tutto l’impegno sociale

della comunità, che ha fatto sì

che tutti gli anni queste manifestazioni

siano riuscite al meglio.

Per questo ringraziamo di cuore

tutta Campiglio e anche le pro

loco di Mavignola e Pinzolo, con

le quali siamo riusciti a collaborare

in più occasioni.

39


associazioni e volontariato

40

In pista con la Pro loco Gs Mavignola

di

Nadia Vidi

Dopo un’estate

ricchissima di impegni

molte le proposte

anche per la stagione

invernale

La pro loco Gs Mavignola, innanzitutto,

vuole ringraziare tutti i

volontari che hanno collaborato

durante tutto l’anno nello svolgimento

delle varie iniziative programmate.

Abbiamo avuto un’estate piena

di impegni che vorrei riassumere

brevemente.

Anche quest’anno abbiamo concentrato

l’attenzione sui bambini

proponendo ogni settimana una

serie di divertenti attività: Baby

Dance, spettacoli di teatro e musica,

il magico circo, laboratori di

vario genere per creare e divertirci

con persone preparate, lettura

per bambini a dorso d’asino;

in più con la collaborazione del

Parco Naturale Adamello Brenta

abbiamo fatto alcune uscite per

conoscere meglio il nostro parco,

la nostra fauna e anche per scoprire

uno sport un po’ diverso...

l’orienteering..

Tutti questi momenti sono stati

apprezzati sia dai bambini che

dai loro genitori, che, grazie a

una buona organizzazione e alle

attività coinvolgenti e spiritose,

si sono divertiti, passando bei

momenti insieme, ridendo e svagandosi!

Ci siamo impegnati su più versanti,

a partire da due serate intitolate:

“emozioni sotto le stelle”

che prevedevano di osservare le

stelle con il telescopio con l’aiuto

di un operatore didattico del

Museo Tridentino di Scienze Naturali

di Trento. Non sono mancate

le uscite più storiche guidate

da Massimo Collini sui percorsi

della Grande Guerra, arrivando


al Forte di Clemp.

Una serata molto particolare e

apprezzata è stata quella della

presentazione del libro: “un

Sacerdote e basta” dove viene

raccontata la vita del nostro caro

Padre Ermete Rauzi, dalla Dottoressa

Primavera Fisogni. Una

serata dedicata al ricordo di una

gran persona che ha passato più

della metà della sua vita nel nostro

paese.

Abbiamo dato spazio anche a

momenti legati alla musica: una

serata con il coro Castel Campo

di Ponte Arche che ci ha allietato

con canti della montagna e una

serata diversa con musica leggera

con la compagnia cantante

Ginguruberu.

Non ci siamo dimenticati neppure

dei più sportivi. Pensando a loro

abbiamo organizzato quattro serate

proponendo la proiezione di

alcuni film presentati al filmfestival

di Trento, con la partecipazione

di Egidio Bonapace che ringraziamo

per la disponibilità.

Ecco che arriva l’evento che da

anni ci rappresenta nel mondo

degli sportivi è la Rampagada,

gara podistica di 5 e 14 Km. La

partecipazione è stata ancora più

numerosa rispetto agli anni passati,

a dimostrazione che l’evento

è sempre più apprezzato. Infatti,

cerchiamo di pensare a tutti, sia

agli atleti più competitivi, sia a

quelli meno allenati grazie a pre-

mi ad estrazione e alla premiazione

del circuito con la Slaifera e la

Madonnina che aiuta a coinvolgere

più atleti… poi tutti insieme al

parco ai Sass per abbuffarsi con

polenta, carni alla griglia, crauti

preparati dai nostri sempre attivi

volontari.

Ci siamo poi attivati ad organizzare

due eventi che coinvolgessero

tutti, il primo a ritmo di musica

con la Festa Campestre accompagnata

dall’esibizione del Gruppo

Country e il secondo, ormai da

anni chiamato “Festa d’Estate”

con l’intrattenimento musicale.

Per finire in bellezza un’estate

così intensa, abbiamo ripercorso

le tappe della Via Crucis per raggiungere

l’altare di Clemp. Celebrata

la Santa Messa, vi è stato

il desiderato momento conviviale

a base di polenta, carne, crauti,

formaggio e chiacchiere in compagnia!

Una bella giornata trascorsa

assieme al coro S.O.S.A.T.

a chiusura dell’estate!

Poi non mancano le attenzioni ai

nostri soci ed ecco che a fine settembre

arriva “Giochiamo insieme”,

la manifestazione sportiva

per i soci. Si tratta delle partite

di calcio e pallavolo tra Mavignola

alta e Mavignola bassa. Una giornata

allegra e divertente in compagnia,

terminata con una buona

pizza alla Botte a Giustino.

Per scoprire la gioia del movimento

ed il ritmo ad ottobre è

IL FOGLIO di PINZOLO

iniziato il corso di ballo liscio e

latino americano, che proseguirà

fino a dicembre e poi nel mese di

ottobre proponiamo la ginnastica

dolce per i soci.

Il 31 ottobre festa della zucca,

dove si vedono protagonisti i

bambini con le proprie zucche.

Il compito è quello di portare la

propria zucca decorata con molta

creatività e poi ogni bambino è

premiato e ringraziato per il suo

lavoro. Anche quest’anno sono

venuti molti bambini con tante

zucche diverse, originali e molto

belle. Poi la tombola con ricchi

regali per tutti ed infine uno

spuntino in compagnia.

Per non annoiarsi nel mese di novembre

abbiamo organizzato per

tre venerdi il torneo di carte in tre

specialità diverse, sempre in memoria

di Giacomo e Bruno Maffei.

Colgo l’occasione per ringraziare

il bar Augusto, Hotel Tosa e l’Albergo

alla Posta per l’ospitalità e

la disponibilità.

Il 12 dicembre alle 18.00 arriva

nella graziosa piazzetta Sant’Antonio…

Santa Lucia con il suo asinello

a portare a tutti i bambini

un piccolo pensierino.

Nella notte di Natale, finita la

messa intrattenuta ormai da anni

dal coro Presanella, la pro loco

augura a tutti un buon Natale

offrendo il vin brulè e panettoni

per tutti. In questo clima natalizio

si possono visitare i mercatini

41


associazioni e volontariato

Il17 gennaio la Sagra

di Sant’Antonio con

il vaso della fortuna, i

giochi per i bambini,

il concerto della banda,

la fiaccolata, lo

spettacolo pirotecnico,

la musica dal vivo...

la trippa, la polenta

42

di Natale organizzati dalle mamme

e dai bambini di Mavignola e i

vari Presepi natalizi.

Per la prima volta nel 2011 viene

proposta domenica 16 gennaio

alla vigilia della sagra di Sant’Antonio:

Il Canto della Stella”.

Quando cala il buio si spengono

le luci e con fiaccole che illuminano

il percorso, una grande stella

illuminata, con al seguito una

schiera di figuranti in costume,

percorre le strade del paese.

I Re Magi, giungono dalla parte

bassa (dall’Oriente), per adorare

il bambin Gesù, intonando gli antichi

canti della Stella. Durante

il cammino fanno tappa lungo le

stalle, e viene impartita la benedizione

agli animali, così come

vuole la tradizione di Sant’Antonio.

Il tutto si svolge in una magica

atmosfera natalizia, circondati

dal calore del fuoco delle fiaccole

che illuminano i Re Magi, e

dalle persone che partecipano

all’evento attorno ai Magi in adorazione.

Ai piccoli, i magi donano

un simbolo, per invitarli a continuare

la tradizione.

Alla fine della manifestazione

segue un ritrovo conviviale nel

capannone allestito nel piazzale

della Foresteria del Parco Adamello

Brenta.

E il 17 gennaio sagra di Sant’Antonio.

In occasione della festa

del patrono vengono organizzate

una serie di iniziative: il vaso del-

la fortuna, i giochi per i bambini,

il concerto della banda musicale

di Pinzolo e gli alpini che accompagnano

anche la processione, la

fiaccolata seguita dallo spettacolo

pirotecnico e la serata con musica

dal vivo e servizio bar. Nei ristoranti

del Paese si prepara per

tutto il giorno la tipica trippa e

polenta con cotechino e crauti.

Il 12 febbraio “Cu li caspi a Milegna”,

il raduno non competitivo

con racchette da neve.

Un’esperienza in notturna, al

chiaro di luna, nei boschi che

circondano Sant’Antonio di Mavignola,

il paese tra Pinzolo e Campiglio,

tra Dolomiti e Adamello,

tra valle e monte, tra terra e

cielo.

Verso metà febbraio l’immancabile

gita in Alto Adige, per visitare

nuovi posti e buttarsi in uno

sport alternativo, la discesa con

gli slittini.

A marzo ci concediamo un rilassamento

fisico e mentale, col

corso di yoga e per i più atletici

proponiamo il corso d’aerobica

per mantenersi in piena forma.

Per concludere vorrei ringraziare

tutti gli sponsor che ci aiutano

nei vari depliant e vorrei finire

dicendo che la pro loco nel suo

piccolo cerca di valorizzare e far

conoscere a più persone il nostro

territorio e col tempo contribuire

a creare un’identità.


A cura di

Maura Binelli

Vicepresidente

dell’Associazione

L’idea di creare l’associazione

“Campo Scuola” nasce nel 2002

per iniziativa di due amici volontari

soccorritori, rispettivamente

della Croce Bianca di Milano, Sezione

Centro, e dell’Associazione

Trasporto Infermi di Madonna di

Campiglio.

L’obiettivo era e lo è tuttora,

quello di calare i soccorritori sanitari

in un contesto che riproduce

fedelmente la realtà di piccole

o grandi emergenze.

Tutto ciò viene fatto attraverso

eventi di carattere non competi-

IL FOGLIO di PINZOLO

Campo Scuola

Madonna di Campiglio

tivo in cui il soccorritore si trova

a testare le sue conoscenze teoriche,

le sue abilità pratico tecniche

e la sua capacità di gestione

delle emozioni.

È nel 2005 che la cooperazione

sul territorio diventa concreta e

reciproca e ha portato la Croce

Bianca di Milano ad essere invitata

alla prima giornata formativa.

Per questa prima simulazione, nel

tunnel che attraversa Campiglio,

è stato simulato un incendio in

seguito ad un’esplosione tipica di

un attentato terroristico. Fiam-

43


associazioni e volontariato

Presidente:

Aldrighetti Alessandro

Vicepresidente:

Binelli Maura

Consiglieri:

Boscheri Massimo, Dalsass Mirco,

Gallucci Annalisa, Garbaini Albina,

Moschini Marcello

Direttore scientifico:

Dott. Maurizio Virdia

44

me, fumo, assenza di elettricità

e impossibilità di comunicare con

l’esterno, sono state le difficili

condizioni nelle quali si sono trovati

ad operare tutti i soccorritori

coinvolti.

Visto il successo riscontrato, ci

siamo messi nuovamente in gioco...

Così nella primavera del 2006 nasce

ufficialmente l’Associazione

per la formazione extra ospedaliera

Campo Scuola Madonna di

Campiglio.

Nel settembre del 2006, in località

“Clemp”, è stato simulato il

crollo di una frana di vaste dimensioni

che ha travolto un campeggio

in cui alloggiavano 60 persone.

Anche per questa edizione si

è scelto di affrontare la gestione

degli eventi di massa e l’aspetto

emozionale del soccorso.

Sempre nel 2006, su richiesta

dell’Associazione Misericordia di

Livorno, organizziamo una maxi

emergenza (incidente in autostrada)

a Livorno. Partecipiamo,

inoltre, alla Fiera REAS di Montichiari

con un nostro stand.

Il 2007 ci vede impegnati con due

importanti appuntamenti:


- a settembre organizziamo la

giornata formativa “CRASH 99”

dove simuliamo un incidente

durante una gara di rally con 40

vittime coinvolte;

- a ottobre partecipiamo nuovamente

alla fiera REAS di Montichiari,

dove abbiamo il compito di

organizzare un’esercitazione nella

quale viene simulato lo scoppio

di un’autobomba per un attacco

terroristico.

Nel 2008 è la volta della giornata

formativa “ICE & FIRE”.

Un piccolo aereo, partito dall’aereoporto

di BZ con destinazione

Montichiari, nei pressi di Campiglio

si accorge di avere un guasto...

il velivolo perde quota e si

schianta in località “Ponte Canale”

(Pinzolo). Un pescatore, assistendo

alla scena, chiama il 118

per dare l’allarme... si mettono

così in moto gli equipaggi sanitari

e non per fare fronte al disastro.

Nel giugno del 2009 a Campiglio

organizziamo, su richiesta dell’Associazione

Misericordia di Rifredi

una simulazione con quattro

eventi a rotazione.

Nel settembre dello stesso anno,

a Caderzone, viene organizzata

la giornata formativa “WATER

GATE”. Qui simuliamo un evento

realmente accaduto nell’abitato

di Caderzone: la caduta di una

frana dalla Val di Casa e i conseguenti

allagamenti.

Nel fare tutto ciò, il soccorritore

sanitario e non, è sempre segui-

to dai nostri medici, infermieri o

istruttori che mettono a disposizione,

come volontari, il loro lavoro

e la loro professionalità.

Queste figure sono fondamentali

per la nostra Associazione,

perché servono per correggere

eventuali errori o per suggerire

le mosse migliori e per aiutare

a capire alcune problematiche e

come fronteggiarle.

Il 2010, invece ha visto i nostri

soci impegnati in alcuni percorsi

di formazione-informazione, perché

riteniamo che la strada intrapresa

dalla nostra Associazione,

risulta vincente, ma non sempre

agevole; si è rafforzata così la

convinzione che il “valore” della

formazione è fondamentale ma

non dev’essere fine a se stessa,

ma diventare uno stimolo e/o

uno strumento continuo per mi-

IL FOGLIO di PINZOLO

gliorare la nostra presenza sul

territorio... Una buona preparazione

dà sempre ottimi risultati

(in qualsiasi campo!)

E’ per questo motivo che da alcuni

anni operiamo in collaborazione

con AiFOS (Brescia), un’associazione

senza fini di lucro,

impegnata nella valorizzazione

del ruolo della formazione per lo

sviluppo della cultura della prevenzione,

della salute e della sicurezza

negli ambienti di vita e

di lavoro, diventandone così uno

dei suoi tanti Centri di Formazione.

Per saperne di più sulla nostra

Associazione, Vi consigliamo di

visitare il sito www.camposcuola.

com

45


associazioni e volontariato

LE OPERE

46

di

Marzia Maturi

Il ruolo primario

del socio...

è quanto propone

la Cassa Rurale

di Pinzolo

Quando il socio diventa

protagonista

Il Socio è stato il protagonista

incontrastato dell’appuntamento

che la Cassa Rurale Pinzolo

ha organizzato per festeggiare

e premiare la propria base sociale.

Una festa nata per i Soci

e a loro dedicata nell’intento di

dare un ulteriore segno di attaccamento

alla compagine sociale

sottolineando ancora una volta

ed in modo concreto la rilevanza

rivestita dai Soci e mostrando,

nel contempo, vicinanza al

territorio e alle associazioni locali.

L’invito spedito ai Soci, in poche

righe, rivela le intenzioni

del neo costituito Comitato Soci

e dell’intero Consiglio di Amministrazione:

“Caro Socio, da sempre ti poniamo

al centro delle nostre azioni

e per questo Ti riserviamo beni

e servizi a condizioni di massima

competitività. Per noi il tuo

ruolo è primario e grazie a Te

possiamo mantenere un saldo

legame con la nostra comunità.

A questo scopo, per dare ancora

più valore al tuo appartenere

alla nostra compagine sociale,

vogliamo condividere con Te e i

tuoi famigliari uno speciale momento

di incontro in una cornice

di musica, allegria e amicizia”.

La festa ha preso il via alle ore

18.00 con il “Premio allo Studio”:

un momento interamente

dedicato agli studenti neo diplomati,

universitari e neo lau-


eati che hanno raggiunto un

traguardo meritevole. In totale

gli studenti premiati sono stati

96: 10 neo diplomati, 70 studenti

universitari e 16 neo laureati.

In seguito, per mostrare

continuità e relazione tra le diverse

generazioni dei Soci, una

delle studentesse neo laureate

ha premiato la Sig.ra Maffei Costantina,

Socia dal 1960 che a

sua volta ha premiato la Socia

nr. 2000: Valcanover Cristina.

Infine, sono saliti sul palco, anche

25 Soci che hanno partecipato

al concorso per il calendario

dell’anno 2010.

Come promesso non sono certo

mancati momenti di allegria e

musica visti gli apprezzatissimi

interventi del comico trentino

Lucio Gardin e del gruppo Piano

B che hanno allietato l’intera serata.

Alle 19.30 è stata offerta la

cena a tutti i presenti ed infine

sono stati estratti, tra i Soci, tre

simpatici premi.

Segno tangibile che l’iniziativa

promossa dalla Cassa è stata

apprezzata è il numero dei Soci

intervenuti: 700 ai quali si sono

aggiunti 300 famigliari per un

totale di 1000 presenti; questo

numero incoraggiante non può

che far pensare, da subito, alla

prossima edizione.

Sul sito www.cassaruralepinzolo.it,

recentemente rinnovato si

possono visionare gli scatti più

belli della prima edizione.

IL FOGLIO di PINZOLO

47


solidarietà

48

STORIA

di

Matteo Ciaghi

La Targa d’Argento

2010 è andata alla

Stazione di Soccorso

Alpino dell’Alta Val

di Fassa i cui uomini

hanno interpretato con

slancio generoso, senza

pensare a se stessi, fino

all’estremo sacrificio,

lo spirito di solidarietà

che anima tutti

i volontari delle stazioni

di soccorso alpino

La delegazione incontra le scuole - Foto Rogato

Solidarietà alpina:

una vita per gli altri

La consegna della Targa d’Argento

del Premio Internazionale della

Solidarietà Alpina rappresenta una

della manifestazioni più importanti

di Pinzolo, di sicuro è quella che

esprime meglio lo spirito montanaro

e i valori, di fratellanza e di aiuto

reciproco, radicati profondamente

nell’anima della comunità. Non

per niente qui nel 1952 si costituì

la prima Stazione di soccorso alpino

della Sat, che fu anche la prima

in Italia. E qui vent’anni dopo,

per iniziativa del cavalier Angiolino

Binelli, per lungo tempo anima e

responsabile di questa stazione,

nasce il premio, un riconoscimento

di assoluto valore simbolico assegnato

non solo a chi ha dedicato la

vita ad aiutare alpinisti in difficoltà,

ma anche a tutti coloro che si

sono distinti in rischiosi salvataggi

di vite umane. Da allora, e sono già

passati 39 anni, la cerimonia della

consegna – un vero e proprio evento

diventa un appuntamento fisso

che si tiene a settembre nella sala

consiliare del municipio di Pinzolo

alla presenza di Autorità civili,

militari e religiose e di numerose

delegazioni provenienti da molti

Paesi dell’Europa e dell’America,

e persino dalla Cina. Per il suo alto

significato morale e civile gode

dell’Alto Patronato del Presidente

della Repubblica e della Benedizione

speciale del Pontefice. La scelta

del premiato viene effettuata

da un Comitato presieduto da Angiolino

Binelli dopo aver valutato

segnalazioni provenienti da tutto

il globo. Nell’Albo d’oro figurano

le più belle figure di soccorritori

del mondo accanto a personalità

straordinarie come il Dalai Lama,

quale rappresentante del popolo

montanaro del Tibet, e Giovanni

Paolo II, interprete del messaggio

di amore verso il prossimo espresso

dal Vangelo di Cristo.

La Targa d’Argento 2010, giunta

alla 39ª edizione, è andata alla

Stazione di Soccorso Alpino dell’Alta

Val di Fassa “i cui uomini hanno

interpretato con slancio generoso,

senza pensare a se stessi, fino all’estremo

sacrificio, lo spirito di

solidarietà che anima tutti i volontari

delle stazioni di soccorso alpino,

motivo ispiratore e fondamen-


to del nostro premio”. Il pensiero

corre a Ervin Riz, Diego Perathoner,

Luca Prinoth e Alessandro

Dantone, a quella loro operazione

di soccorso condotta in condizioni

di estremo pericolo in Val

Lasties il 26 dicembre 2009 finita

in un’immane tragedia. E’ stata

consegnata sabato 18 settembre

a mezzogiorno nella mani del

loro capostazione Gino Comelli

dal cav. Binelli nel corso di una

cerimonia toccante e partecipata

come poche in passato. La grande

folla intervenuta, dopo la S. Messa

celebrata da don Stefano Maffei,

parroco di Canazei, insieme

a don Ivan Maffeis, ha costretto

gli organizzatori a spostarsi dalla

sala consiliare al palco della Pro

loco di piazza Carèra. Brani musicali

della Banda Auta Fascia e

della Banda comunale di Pinzolo,

accompagnate dal Gruppo folk di

Canazei hanno arricchito l’evento

di emozioni e suggestioni indescrivibili.

La scelta, caduta sulla

stazione Alta Val di Fassa protagonista

di un’infinità di interventi,

ha voluto essere un omaggio a

tutte le stazioni di soccorso che

operano in montagna, tra i pericoli,

con abnegazione, disponibilità

e professionalità.

Di rilievo gli interventi della Autorità,

introdotte con la consueta

professionalità da Luciano Imperadori.

“Spetta a tutti – ha tenuto

a dire il presidente Lorenzo Dellai

– tenere vivi ogni giorno, negli

impegni privati e in quelli pubblici,

i valori della solidarietà:

questo è il messaggio che si trae

dall’esempio che ci danno tutti

coloro che sono impegnati nel

soccorso in montagna. Il trentino

è orgoglioso della testimonianza,

del servizio, delle motivazioni di

queste persone, di questa esperienza

che fa parte della grande

famiglia della Protezione civile,

una realtà che dà corpo alla naturale

propensione di questa terra

ad aiutare gli altri. Il sacrificio di

quanti donano la vita per il prossimo

ci ricorda che i valori non

muoiono, ma diventano per tutti

lo stimolo a fare meglio come

cittadini e come amministratori”.

“Quella dell’Alta Val di Fassa

– così si è espresso il sindaco

William Bonomi dopo aver porto

il saluto della comunità ai presenti

– è gente semplice, sincera.

L’esempio dei ragazzi morti nel

prestare soccorso in montagna

è la luce che ci aiuta ad andare

avanti e a fare del bene”. Parole

commosse e commoventi si sono

poi ascoltate dai sindaci della Val

IL FOGLIO di PINZOLO

di Fassa, dal presidente nazionale

del Soccorso alpino Piergiorgio

Baldracchi, dall’on. Giacomo

Santini, vicepresidente vicario

del Gruppo parlamentare Amici

della Montagna, dal presidente

del Soccorso alpino delle Dolomiti

Bellunesi Fabio Bristot.

Giuseppe Ciaghi ha ricordato l’ingegner

Ettore Zucca di Milano,

“cittadino dal cuore montanaro”,

fra i più convinti e generosi

sostenitori del Premio leggendo

a nome del Comitato una pergamena

da consegnare alla famiglia.

Sono state assegnate anche

5 “medaglie d’oro alla memoria”

ai famigliari di chi ha perso la vita

nel correre in aiuto di chi si trovava

in difficoltà.

Una è stata consegnata ai famigliari

dell’irlandese Ger

McDonnell, morto il 2 agosto

2008 durante il salvataggio di

tre persone di una spedizione

coreana sul K2 mentre era sulla

via del ritorno, dopo aver

conquistato la vetta il giorno

precedente. Due uomini della

spedizione coreana ed il loro

sherpa si erano venuti a trovare

intrappolati in una corda rotta

La consegna della Targa - Foto Rogato

49


solidarietà

Sono state assegnate

anche 5 “medaglie d’oro

alla memoria” ai famigliari

di chi ha perso la vita nel

correre in aiuto di chi si

trovava in difficoltà:

sono stati così ricordati

Ger McDonnell,

Stefano Da Forno,

Fabrizio Spaziani,

Marco Zago e

Dario De Filip

50

a testa in giù, senza speranza di

cavarsela. McDonnell, che faceva

parte di una spedizione olandese,

dopo averli liberati fu travolto dal

ghiaccio di una seracco andato in

frantumi.

Le altre quattro medaglie sono

state consegnate ai congiunti di

Stefano Da Forno, Fabrizio Spaziani,

Marco Zago e Dario De Filip,

l’equipaggio di un elicottero

caduto durante un’operazione di

soccorso alpino e di ricognizione

dopo una frana caduta sulle pendici

del Monte Cristallo il 22 agosto

2009. Formavano una straordinaria

equipe di tecnici, costituita da

pilota, medico, infermiere e tecnico

di elisoccorso con alle spalle

un gran numero di interventi per

dare sicurezza ed aiutare alpinisti

e scalatori sui monti che fanno da

cornice a Cortina d’Ampezzo.

Come da tradizione l’evento è

stato accompagnato da una serie

di manifestazioni di contorno: Il

venerdì mattina c’è stato il consueto

incontro del premiato con

gli alunni delle scuole del plesso

scolastico di Pinzolo, il pomeriggio

con gli scolari del plesso di

Caderzone e la sera presso la sala

della Protezione civile di Pinzolo

una serata alpinistica curata da

Carmelo Genetin con la proiezione

di un bellissimo film del festival

della Montagna.

A coronamento della giornata di

sabato gli invitati hanno potuto

gustare sotto una tenda predisposta

ad hoc un pranzo a base

di prodotti tipici preparati con

grande professionalità dai cuochi

del Gruppo Ana di Pinzolo ed

apprezzare la qualità del servizio

effetuato da un gruppo di damigelle

in costume caratteristico. Il

prossimo anno si celebrerà il 40°

anniversario del Premio ed il Comitato,

la signora Fabrizia Caola,

infaticabile segretaria in testa,

sta già lavorando sodo per farne

un’edizione memorabile.

www.solidarietalpina.com


Insieme si può:

Progetto di Inclusione sociale

La comunicazione e il bisogno

di relazionare sono elementi

fondanti dell’essere umano e

spesso in situazioni di disagio

vengono a mancare.

Insieme si può è lo slogan di

un innovativo progetto gestito

dalla Cooperativa Bucaneve per

incentivare lo sviluppo di relazioni

sociali positive e costruttive

tra persone con problemi

di salute mentale e la loro comunità.

Il progetto di Inclusione Sociale

nelle Giudicarie, partito da

un’indagine della Consulta per

la Salute mentale della Comunità

delle Giudicarie, ha evidenziato

un fatto: la società

odierna è caratterizzata da un

individualismo dilagante e da

molteplici criticità. Le vittime

della frenesia, del continuo fermento

e del veloce mutamento

della società sono sempre di

più. Una depressione, un problema

familiare oppure un senso

crescente di inadeguatezza

possono dare vita a patologie

pericolose se non identificate

in tempi brevi. Il problema oggi

è ancora più grave perché la

comunità non svolge più il ruolo

di connettore sociale. Anche

le piccole realtà come le nostre

ne hanno risentito perdendo

quella che per secoli è stata

una consuetudine: il saluto.

Una nota positiva dell’indagine

è che il “bisogno di comunità”

viene in qualche modo assorbito

dalle associazioni che diventano

dei veri e propri motori di

socializzazione e, proprio per

questo motivo vengono considerate

fondamentali per la

buona riuscita del progetto. Le

fasi attraverso le quali si cercherà

di raggiungere l’obbiettivo

di inclusione sociale sono

sostanzialmente tre. La prima

vede coinvolti amministratori,

cittadini e figure istituzionali

quali medici, forze dell’ordine

e assistenti sociali nelle veci di

osservatori privilegiati in grado

di individuare le possibili situazioni

di difficoltà. La seconda

ha come protagoniste le associazioni

che vengono “formate”

in merito ai comportamenti da

CONTATTI

Cooperativa Bucaneve

Via Trento, 15

38080 - Tione di Trento

Tel. 0465.331138 - Fax

0465.331139

inclusionegiudicarie@libero.it

Coordinatrice

Laura 347 3358743

Animatore Val Rendena:

Giampiero 329 9060065

Animatore Valle del Chiese

Nicola 346 0038563

Animatore Giudicarie Esteriori

Pietro 347 6114386

IL FOGLIO di PINZOLO

“adottare” per accogliere persone

disagiate.

La terza, quella più “attiva”, è

la fase in cui vengono gettate le

basi per il coinvolgimento della

persona all’interno dell’associazione.

L’importanza di questo

ultimo passaggio è cruciale:

la buona riuscita di questa fase

segnerà la buona riuscita del

progetto trasformando l’associazione

in un luogo privilegiato di

inclusione sociale. «Ad affiancare

persone in difficoltà e associazioni

durante l’intero percorso ci

saranno tre animatori di comunità,

Giampiero, Nicola e Pietro

– spiega Laura – Il loro compito

è quello di agevolare l’incontro

e rendere più stabili le relazioni

che si andranno a creare. Perché

il progetto funzioni non bastano i

nostri consigli: l’intera comunità

si dovrà attivare e rendere disponibili».

Un progetto ambizioso

che si scontrerà, probabilmente,

con la noncuranza dei più, ma

che ha le potenzialità per modificare

lo status quo delle relazioni

sia nel medio che nel lungo

periodo.

Per ricevere ulteriori informazioni

sul progetto, indicare persone

bisognose d’aiuto oppure rendere

disponibile un’associazione

potete contattare gli operatori

presso la sede della Cooperativa

Bucaneve.

Jessica Pellegrino

51


elazioni

LE OPERE

52

di

Maura Binelli e

Giulia Cantonati

insegnanti scuola primaria

dell’ I.C. “Val Rendena”

... piano piano, nelle

classi delle scuole della

val Rendena, abbiamo

cominciato a pensare

cosa potevamo fare

per aiutare chi si trovava

a vivere una tragedia...

“Un ponte

fra le montagne d’Italia”

… Con la memoria dobbiamo

tornare a quel terribile 6 aprile

di un anno fa…

Quella mattina, nelle classi

con i nostri alunni non si è fatto

altro che parlare di ciò che

era successo in Abruzzo…. piano

piano si è così cominciato

a pensare a cosa, noi, scuole

della Val Rendena, potevamo

fare per aiutare chi, in quel

momento, si trovava a vivere

una tragedia.

È nato così il progetto “Un ponte

fra le montagne d’Italia”

a cui hanno aderito tutti i 10

plessi dell’I.C. “Val Rendena” e

le tre scuole dell’infanzia presenti

in valle.

La prima fase di tale progetto

prevedeva la raccolta di qualche

offerta che sarebbe poi

stata utilizzata per aiutare alcune

scuole abruzzesi.

Nel frattempo, grazie all’aiuto

del Comandante della polizia

municipale di Pinzolo sig. Loreto

Leone (rendenese d’adozione

ma paganichese dalla nascita!!),

alcune di noi insegnanti

sono riuscite dapprima a contattare

la Dirigente scolastica

di Paganica, Prof. Corridore, e

poi l’insegnante Raffaella… con

loro sono intercorse parecchie

telefonate per capire al meglio

cosa noi, da quassù, potevamo

acquistare per le loro scuole.

Passato qualche mese, la nostra

collega Raffaella, ci ha fatto

sapere che sarebbero stati indispensabili

libri, sussidi didattici

e materiale ludico per le 3

scuole primarie e le 6 scuole

dell’infanzia di Paganica.

Non ci siamo perse d’animo e,

in un battibaleno, siamo riuscite

a reperire tutto l’occorrente…

È arrivato così il momento tanto

atteso, la partenza per Paganica!

Preparati i bagagli e caricato

tutto il materiale, nel tardo

pomeriggio di venerdì 16 aprile

siamo partite!

Un viaggio lungo ma pieno di

emozioni e di aspettative, siamo

arriviate in quel di Paganica

la mattina di sabato alle ore

9.00.

Ad accompagnarci a scuola da


Raffaella e dalla Prof. Corridore,

c’era il nostro caro Comandante

Leone!

Consegnato tutto il materiale,

ci siamo recati nel centro

di Paganica e successivamente

abbiamo visitato Onna e

L’Aquila.

Tornate in Trentino, nelle nostre

case e nelle nostre classi,

abbiamo mantenuto i contatti

con gli amici di Abruzzo.

Così lo scorso settembre siamo

tornate per consegnare a Don

Dionisio (sacerdote di Paganica)

una casula bianca da cerimonia,

benedetta dal nostro

Vescovo, Monsignor Luigi Bres-

san, in occasione della sua visita

pastorale in Val Rendena.

L’idea di questo particolare

dono è scaturita grazie al

suggerimento di Federico Palmerini,

giovane seminarista di

Paganica, all’indomani della

consegna della chiesa “Degli

Angeli Custodi” da parte dei

Comuni della Val Rendena.

Questa visita a Paganica è stata

anche l’occasione per portare

alcuni lavori dei nostri alunni

continuando così uno scambio

di conoscenze, anche interculturali.

Abbiamo anche avuto l’occasione

di partecipare, alla pre-

IL FOGLIO di PINZOLO

senza del nostro governatore

Lorenzo Dellai, all’inaugurazione

del campo del Paganica

rugby: tutto ciò a conferma del

fatto che anche lo sport può

avvicinare comuntià lontane,

ma vicine empaticamente.

Resta comunque la certezza

che la scuola e lo sport sono

luoghi dove si possono veicolare

valori come la pace, il rispetto

degli altri e la solidarietà.

Concludiamo, ringraziando

di cuore TUTTE le persone che

hanno reso possibile la realizzazione

del nostro progetto!

53


elazioni

54

STORIA

di

Giuseppe Ciaghi

... quasi 200 persone,

fra cui il Coro Presanella,

hanno lasciato la valle

di buon’ora per portarsi

nella città dei Gonzaga

e presenziare alla messa

in suffragio dei loro

antenati...

A Mantova da San Martino

Una stupenda giornata, non solo

per il sole che San Martino garantisce

sempre nel giorno della

sua festa, ma soprattutto per

la partecipazione oltremodo

numerosa (dalle autorità civili

e religiose alle persone più

semplici), per lo spirito (fatto

di socializzazione, di recupero

della memoria, delle proprie radici

e dei valori della gente di

Rendena), e per il calore dell’accoglienza

dei mantovani ha

caratterizzato il tradizionale

pellegrinaggio all’altare che gli

emigrati rendenesi acquistarono

nel 1604 insieme ad un tumulo

per la sepoltura dei loro defunti

nella chiesa di San Martino a

Mantova. Ne fecero il luogo ove

ritrovarsi a celebrare insieme i

sacri riti, l’occasione per rian-

dare con nostalgia alla terra

d’origine ripercorrendo con la

mente a ritroso il percorso delle

acque del Mincio e della Sarca.

Ben quattro pullman, quasi 200

persone, fra cui il Coro Presanella,

oltre a parecchie famiglie

su macchine private, hanno lasciato

la valle di buon’ora per

portarsi nella città dei Gonzaga

e presenziare alla messa in suffragio

dei loro antenati. Chiesa

affollatissima alle 10, quando

inizia il rito celebrato dal parroco

don Ruggero insieme ai

colleghi di Pinzolo (don Benito

Paoli), di Madonna di Campiglio

(don Mario Bravin) e di Canazei

(don Stefano Maffei, che è di

Pinzolo ed ha voluto anche lui

prender parte al pellegrinaggio).

A sottolineare i momenti


più significativi della messa i

cori parrocchiali di Pinzolo,

di Sant’Antonio di Mavignola

e di Madonna di Campiglio. Al

termine, sempre in chiesa, la

cerimonia civile introdotta da

Italo Maffei dei Lustri con lettura

del messaggio del vescovo

di Trento mons.Luigi Bressan

e il ricordo dei più assidui

partecipanti al pellegrinaggio,

ora scomparsi (Fausto Dondi,

Battista Dorna, Arturo Binelli

Lucìn, Marco Collini Melo, Giacomino

Maffei Cagamél, Gino

Maturi, Ervino Amadei..). In

loro omaggio il Coro Presanella

intona il “Signore delle cime”:

un momento di particolare intensità

emotiva. A sottolineare

l’importanza dell’avvenimento

e i legami che vincolano da

sempre le due comunità intervengono

le autorità civili: William

Bonomi, sindaco di Pinzolo

e quello di Mantova Nicola

Sodano, entrambi con la fascia

tricolore, il Vicario del vescovo

di Mantova mons. Giacomo Sartori,

il professor Marco Collini

di Pinzolo ed è primario di

maxillofacciale nell’ospedale

di MN), la presidente del Consiglio

provinciale di MN. Alle

loro spalle gli stendardi del

IL FOGLIO di PINZOLO

comune di Pinzolo, retto dagli

alpini in divisa, e quello della

Provincia di Mantova. A fianco

dell’altare dei rendenesi, dominato

in alto dall’ovale con

la figura del vescovo Vigilio,

una rappresentanza di Schutzen.

Gli alpini depositano sull’altare

un cuscino di fiori e il

simbolico cesto di prodotti nostrani.

Viene chiamata davanti

alla mensa per un significativo

riconoscimento la signora

Emma, una simpatica vecchina

che custodisce l’altare dei rendenesi

durante tutto l’anno. Il

pomeriggio ha visto l’omaggio

al monumento dell’arrotino a

Gazoldo degli Ippoliti – città

gemellata con Pinzolo - dove il

Coro Presanella ha cantato “Girolemìn”,

la visita agli stabilimenti

della famiglia Marcegaglia

con pranzo per tutti nella

loro mensa aziendale, e alle 17

il concerto del Coro Presanella

nella basilica di Santa Barbara,

situata al centro del palazzo

dei Gonzaga.

55


itiri precacampionato

Il ritiro pre-campionato del

Calcio Catania a Pinzolo, dal

18 al 31 luglio 2010, ha dato il

via ad una strategia di promozione

sul mercato siciliano.

La strategia di base del progetto

mira a raggiungere nel corso di

tutto l’anno il target dei siciliani,

bacino di utenza molto inte-

56

Ritiro Catania: il perché

di questo gemellaggio

CATANIA STRATEGICA: TRA L’ETNA E TAORMINA

ressante sia per l’offerta estiva,

ma soprattutto per il prodotto

invernale di Pinzolo. “E’ un mercato

che a noi sta molto a cuore,

nel quale abbiamo individuato un

concreto target di sciatori e di

famiglie interessate alla tipologia

di offerta invernale di Pinzolo. Al

fine quindi di aumentare il flusso

di turisti siciliani verso il nostro

territorio, abbiamo messo in campo

una strategia di marketing e

promozione mirata, per far conoscere

più in dettaglio le proposte

di vacanza che siamo in grado di

offrire”. Così afferma con grande

soddisfazione Anita Binelli, delegata

del Sindaco di Pinzolo, per i


itiri calcistici che ha creduto in

questa operazione.

Si tratta di un progetto di promozione

territoriale davvero importante

per la località di Pinzolo,

al quale hanno contribuito il

Comune di Pinzolo, l’Azienda per

il Turismo Madonna di Campiglio

Pinzolo Val Rendena in collabo-

razione con Trentino Marketing e

Funivie di Pinzolo Spa.

L’Azienda per il Turismo si è impegnata

a portare avanti e concretizzare

i diversi strumenti e

azioni di comunicazione concordati

con il Calcio Catania per promuovere

il nome di Pinzolo successivamente

al ritiro. Le diverse

attività di comunicazione si sviluppano,

infatti, durante il campionato

di calcio di serie A 2010-

11 dove protagonista è il Catania.

Nello specifico, la maggior parte

delle azioni hanno come location

lo stadio del Catania e le partite

casalinghe della squadra etnea,

attraverso l’esposizione di

cartelloni pubblicitari di Pinzolo

dall’inizio del campionato fino

all’ultima partita di febbraio,

l’inserimento del logo di Pinzolo

sul backdrop utilizzato per le interviste

di giocatori e allenatori

a fine partita, la comunicazione

dell’offerta invernale con azioni

di volantinaggio della brochure

“Proposte vacanza inverno 2010-

2011” e la messa in onda di uno

spot promozionale di 30” durante

4 partite importanti del Catania

(Catania-Fiorentina il 31.10, Catania-Udinese

il 7.11, Catania-

Bari il 21.11 e Catania-Juventus

il 5.12).

Da sottolineare anche l’esposizione

presso il centro allenamen-

IL FOGLIO di PINZOLO

ti dei rossazzurri di due cartelloni

pubblicitari di Pinzolo e del Trentino,

per raggiungere anche quei

tifosi che non sono presenti allo

stadio durante il campionato.

Sul piano editoriale, il capoluogo

della Val Rendena ha a disposizione

2 pagine pubblicitarie e 2 redazionali

su “Il Catania” – mensile

ufficiale della squadra distribuito

in abbonamento ai tifosi – e una

pagina pubblicitaria sul giornalino

distribuito allo stadio durante

le partite casalinghe.

Con la compagnia Windjet, una

tra le maggiori compagnie aeree

di collegamento con la Sicilia,

sono state concordate 2 pagine

pubblicitarie (II° di copertina +

I° romana) sul magazine in flight

“Check-Out” per tutto il periodo

che va da dicembre 2010 a

gennaio 2011. Un’ulteriore azione

riguarderà il database di tutti

i tifosi del Catania a cui sarà

veicolata una newsletter con

l’offerta invernale di Pinzolo,

mentre sul sito calciocatania.it

ci sarà sempre un link con la presenza

del logo della località.Una

strategia di marketing, dunque,

strutturata ed efficace, finalizzata

a sviluppare al meglio un

progetto di incoming turistico e a

promuovere la località di Pinzolo

e tutto il Trentino presso il mercato

siciliano.

57


itiri precacampionato

Cinque anni

di matrimonio

con la Juventus

sono stati

sicuramente un

grande investimento

per la promozione di

Pinzolo. Ora è giunto

il momento

di percorrere

nuove strade...

58

Arrivederci Juve!

Sul matrimonio tra Trentino e

Juventus quale mezzo proficuo

e vantaggioso per la promozione

del nostro territorio avevano

“scommesso” Tiziano Mellarini

assessore al Turismo della Pat e

William Bonomi, quando si erano

recati al cospetto della Mole

Antonelliana e si erano spesi con

tutte le loro forze per riuscire

a portare la Vecchia Signora in

Val Rendena, suscitando qua e

là critiche e perplessità della

stampa per il cospicuo investimento

necessario a conquistare

le simpatie bianconere.

A conclusione di un ciclo durato

cinque anni, si può affermare

senza dubbio che l’aver ospitato

la squadra più blasonata d’Italia

è stato un ottimo investimento.

E non solo per la straordinaria

affluenza di tifosi provenienti

da tutt’Italia che il ritiro ha

favorito nella Verde Valle, garantendo

moltissime presenze

in un periodo, luglio, altrimenti

sottotono, ma soprattutto per

l’attenzione straordinaria avuta

a livello mediatico, sia dalle televisioni

nazionali sia dai principali

quotidiani.

Pinzolo saluta e ringrazia chi ha

contribuito alla buona riuscita

dei ritiri precampionato della

Juventus, e si appresta ad affrontare

nuove avventure e nuove

sfide.


Si apre con l’Inter

una nuova fase,

che ci auguriamo

possa portare alla

nostra valle

visibilità e

nuovi canali

di promozione ...

ma anche emozioni

con il grande calcio

«Siamo stati impressionati in

modo positivo dalle strutture

sportive presenti a Pinzolo e pensiamo

che, dopo alcuni anni di ritiri

all’estero, quella del Trentino

sia la scelta ideale per allenarsi

bene e anche per “premiare” i

tifosi che verranno a trovarci durante

il nostro soggiorno in Val

Rendena». Ha esordito così l’a.d.

neroazzurro Ernesto Paolillo alla

firma dell’accordo che lega l’F.C.

Internazionale a Pinzolo per due

anni suscitando la soddisfazione

di William Bonomi che ha aggiunto:

«Questo accordo con l’Inter ci

riempie di orgoglio e conferma la

nostra terra come un’eccellenza

dal punto di vista dell’accoglienza.

Inoltre rappresenta per noi

una nuova sfida da affrontare con

rinnovato entusiasmo e con la voglia

di migliorare ulteriormente

ciò che di buono avevamo fatto

negli scorsi anni».

IL FOGLIO di PINZOLO

Benvenuta Inter!

Con la squadra di Milano da tempo

c’è un rapporto privilegiato per

i Campus dei ragazzi che hanno

visto ogni anno l’afflusso di centinaia

di ragazzi in allenamento

in val Rendena. Ora l’intesa è

decollata con la scommessa della

preparazione precampionato al

Pineta della prima squadra.

Ovvio aspettarsi nuovi canali di

visibilità e di promozione per

Pinzolo e per l’intera valle; per

questo l’Apt di ambito, Trentino

Spa e Comune di Pinzolo stanno

studiando nuove strategie per far

fruttare l’ingente investimento

che l’operazione richiede e per

accogliere al meglio i Campioni

d’Italia in carica. Ancora una

volta una grandissima squadra si

allenerà a Pinzolo, e con essa,

arriveranno tifosi, televisioni,

giornali... ma anche e soprattutto

emozioni e grande calcio per

tutti gli appassionati di sport.

59


cultura

60

VOLONTARIATO

di

Sergio Binelli

L’importanza di avere

una stagione teatrale

Sta per iniziare ormai l’attesa

Stagione Teatrale delle Giudicarie,

una grande occasione

per tutti noi, per riempire quei

vuoti che certe serate possono

lasciare, per sentire e provare

delle emozioni indescrivibili,

che nessun film, serie televisiva

o reality può dare, una grande

occasione che non dovremmo

perdere.

Queste le rappresentazioni teatrali

nel nostro paese in calen-

CALENDARIO STAGIONE TEATRALE GIUDICARIE

MARTEDÌ 23 NOVEMBRE ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Il signore del cane nero

storie su Enrico Mattei

LUNEDÌ 6 DICEMBRE ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Mandragola

VENERDÌ 17 DICEMBRE ore 21.00

Teatro Palacampiglio di Madonna di

Campiglio

Trappola per topi

MERCOLEDÌ 12 GENNAIO ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Ciranò e il suo invadente naso

MARTEDÌ 25 GENNAIO ore 21.00

Teatro Palacampiglio di Madonna di

Campiglio

Sentieri sotto la neve

SABATO 5 FEBBRAIO 2011 ore

21.00

Teatro Paladolomiti di Pinzolo

Noi, le ragazze degli anni ’60

SABATO 19 FEBBRAIO ore 21.00

Teatro parrocchiale di Spiazzo

Questa sera cose turche

VENERDÌ 25 FEBBRAIO ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Amleto avvisato mezzo salvato -

commedia con fantasma

VENERDÌ 4 MARZO ore 21.00

Teatro parrocchiale di Spiazzo

Sandokan o la fine dell’avventura

VENERDÌ 11 MARZO ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Questa sera si recita a soggetto

MARTEDÌ 22 MARZO ore 21.00

Teatro Paladolomiti di Pinzolo

Novecento

MERCOLEDÌ 6 APRILE ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Toccata e fuga

LUNEDÌ 18 APRILE ore 21.00

Teatro comunale di Tione di Trento

Riondino accompagna Vergassola

ad incontrare Flaubert

Per assistere a tutti gli spettacoli

in cartellone nei Comuni di Tione di

Trento, Pinzolo e Spiazzo è previsto

il trasporto gratuito.

Info c/o biblioteca comunale di

Pinzolo Tel. 0465.503703

dario (per chi avesse piacere di

sapere delle altre manifestazioni

teatrali nella nostra valle può

andare sul sito www.trentinocultura.net):

presso il Teatro Palacampiglio

di Madonna di Campiglio

venerdì 17 dicembre 2011,

ci sarà lo spettacolo teatrale la

“Trappola per topi “di Agatha

Christie con Aldo Sassi, Andrea

Zacheo, Federica Tabori, Alessandro

Fornari, Lorenzo Spiri,

Guido Ferrarini, Grazia Ghetti,

Marcella De Marinis, con la regia

di Guido Ferrarini e sempre al

Palacampiglio ci sarà nel giorno

di martedì 25 gennaio lo spettacolo

“Sentieri sotto la neve”

di Mario Rigoni Stern, adattamento

teatrale e interpretazione

di Roberto Citran regia di

Titino Carrara; invece presso il

Teatro Paladolomiti di Pizolo ci

sarà sabato 5 febbraio 2010 lo

spettacolo comico “Noi, le ragazze

degli anni ’60”, scritto diretto

ed interpretato da Grazia

Scuccimarra e poi martedì 22

marzo 2011 ci sarà “Novecento”

di Alessandro Baricco con interpretazione

e regia di Corrado

d’Elia.

Per concludere, ribadisco a voi

cari lettori di Pinzolo di cogliere

l’occasione ed andare ad assistere

a questi spettacol... vi assicuro

non ve ne pentirete.


di

Sergio Binelli

Ho accettato con piacere di scrivere

queste poche righe per dare

alcuni tratti della straordinaria

biografia di Margherita Hack,

astrofisica e politica che verrà a

Pinzolo il 28 e il 29 gennaio 2011

a presentare il suo libro “Libera

scienza in libero stato”; se si

dovesse scrivere tutta la vita di

Marghertia Hack bisognerebbe

dedicarle un libro, pertanto mi

permetto di riportare solamente

i dati essenziali della eccezionale

vita di questa grande donna.

Nata a Firenze il 22 giugno 1922,

si è laureata nel 1945 in astrofisica,

diventando poi professoressa

ordinaria di astronomia

presso l’Università di Firenze dal

1964 al 1992, per quasi 30 anni;

è stata poi anche direttore del

Dipartimento di Astronomia dell’Università

di Trieste dal 1985 al

1991 e dal 1994 al 1997 e membro

dei gruppi di lavoro dell’ESA

e della NASA; nel 1997 è andata

in pensione, dopo aver studiato

a lungo le atmosfere delle stelle

e gli effetti osservabili del-

l’evoluzione stellare, un settore

che l’ha sempre affascinata. Ha

pubblicato una gran quantità di

libri, tra cui ricordiamo Le nebulose

e gli universi-isole (1959),

La radíoastronomia alla scoperta

di un nuovo aspetto dell’Universo

(1960), Una vita tra le stelle

(1995), L’amica delle stelle

(1998)) ed ha pubblicato dei lavori

su riviste internazionali, per

poi arrivare a fondare nel 1978

la rivista bimensile “L’Astronomia”.

Da ricordare anche l’onorificenza

ricevuta nel 1998, la

Medaglia d’oro ai Benemeriti

della Scienza e della Cultura.

Questa la Margherita Hack

“scientifica”, ma vi è anche

una Margherita Hack “politica”:

dopo una breve esperienza nel

Partito Radicale, si è attivata

molto in politica, candidandosi

ad elezioni regionali, nazionali…

sempre in liste vicine alla sinistra

(recentemente alle elezioni

regionali del 2010 è risultata

eletta nella Regione del Lazio

come consigliere regionale nelle

IL FOGLIO di PINZOLO

Margherita Hack presenta:

Libera scienza in libero stato

liste della Federazione della Sinistra)

è in prima linea per i diritti

della persona e per la difesa

di uno stato laico che ritenga lo

studio e la scienza delle risorse

importanti ed imprescindibili

per poter pensare ad uno sviluppo

delle menti e a uno sviluppo

economico di un paese...

Ringraziando il gruppo Laici

Trentini, promotore di questo

incontro, ricordo a tutti l’appuntamento

previsto per il 28

gennaio 2011 alle 21.00 al Pala-

Dolomiti di Pinzolo.

Impossibile perderselo!

61


cultura e tradizione

62

ASSOCIAZIONI

di

Giuseppe Ciaghi

Foto Archivio Povinelli

Angelo Dorna,

una vita d’artista

Chi, passando per via Marconi,

levasse gli occhi dalle vetrine

dei negozi e li alzasse sull’edificio

che ospitava il Cinema Dolomiti,

potrebbe ammirare ancora

oggi, incastrate a metà facciata,

le balaustre in granito di un

finto loggiato, alle cui spalle sei

finestre ospitano altrettanti affreschi

un po’ rovinati dal tempo.

Le loro luci sono racchiuse

da paraste in conci di bugnato,

scolpiti con maestria dagli

scalpellini locali, che fanno da

cornice alle pitture. I dipinti

rappresentano aspetti dell’ambiente

naturale della val Rendena:

un’aquila e un orso ai lati;

al centro paesaggi di montagna:

la Torre di Brenta, massiccia ed

imponente, il Campanil Basso,

elegante guglia presa a simbolo

dell’intero gruppo dolomitico,

la fantasmagoria degli Sfulmini

ed un laghetto alpino, probabilmente

lo specchio di Valagola

ai piedi del Dòss del sabión. A

crearli, così belli, pieni di grazia

e di armonia, fu Angelo Dorna

nel 1945, pittore dotato di uno

stile e di una sensibilità particolari,

capace di interpretare fin

nelle più recondite sfumature

la mentalità, le aspirazioni e gli

ideali della gente di Rendena.

Originario di Javrè, accasatosi

a Pinzolo con Casilda Cominotti,

ha lasciato notevoli tracce

del suo lavoro lungo tutto l’asse

della valle. Ma non solo. Molte

delle sue opere hanno varcato

l’oceano nelle valigie degli emigranti,

cari ricordi: immagini

di baite con pascoli e alpeggi,

angoli di paese, ritratti di personaggi

(contadini, boscaioli,

guide alpine, malgari, arrotini...),

fiori, animali del bosco,

scorci caratteristici... capaci di

evocare il profumo e le suggestioni

della terra natia a chi era


costretto a guadagnarsi il pane

lontano da casa e ne sentiva

nostalgia.

Angelo (scomparso nel 1985)

era un tipo tutto estro e fantasia,

sempre allegro, la battuta

pronta, arguta. Oggi lo

direbbero un creativo, allora

lo consideravano un originale.

E che lo fosse stato, nessuno,

fra quanti l’hanno conosciuto o

frequentato, l’ha mai messo in

dubbio. Anzi. Per tutti lui era

“un artista!”, termine che la

dice lunga sul carattere di un

personaggio fuori dagli schemi,

parola usata con rispetto

e simpatia nei suoi confronti,

perché sapeva farsi voler

bene, persino dai ragazzini.

Coi quali amava intrattenersi,

raccontando loro qualche fola,

provocandoli con scioglilingua,

spesso inventati sul momento,

come “tatapodì podì la tata”,

o stimolandone la curiosità

con frasi strane quali “sandosesco!”,

“in tal vinieto brant”,

“nata caccoatora”, “roncopocone”

Di mestiere faceva il pittore.

Disegnare era sempre stata la

sua passione, fin da bambino.

A quindici anni riuscì primo in

un concorso per giovani organizzato

a Rovereto.

La sua non fu una vita facile.

Eppure fu sempre un ottimista.

Le avversità - e furono tante!

- anziché piegarlo od incupirlo,

ne rafforzarono lo spirito, temprandone

quanto di positivo

era radicato nel profondo del

suo animo. Era nato nel 1905

(o 1906?) a Javrè ed aveva un

fratello di nome Vito. Rimasero

orfani molto presto di entrambi

i genitori. Durante il primo con-

IL FOGLIO di PINZOLO

flitto mondiale Angelo patisce i

gravi disagi, fatti di privazioni,

fame e fatiche, provocati dalla

presenza dei militari nei paesi

a ridosso del fronte. A guerra

ultimata compie il servizio di

leva fra gli alpini e a congedo

ottenuto si trasferisce a Milano,

per lavoro. Si occupa presso la

Richard Ginori, dove apprende

a decorare la ceramica, e,

più tardi, presso la Karampai,

una ditta specializzata nell’abbellire

case ed appartamenti.

Alle sue dipendenze, provvede

a decorare con stucchi e pitture

parecchi palazzi della Milano

patrizia. A giornata finita

frequenta per quasi tre anni i

corsi serali dell’Accademia di

Brera, dove affina la sua tecnica

con maestri di prestigio, conosce

artisti che vanno per la

maggiore, si accosta alle mode

63


cultura e tradizione

64

ASSOCIAZIONI

Oggi lo direbbero un

creativo...

E che lo fosse stato,

nessuno, fra quanti

l’hanno conosciuto

o frequentato, l’ha

mai messo in dubbio.

Anzi. Per tutti lui era

“un artista!”

espressive del tempo.

Verso i primi anni Trenta torna

a casa e si mette alle dipendenze

dei fratelli Ferdinando, Paolo

e Francesco Valentini, pittori

e decoratori di Javrè. Francesco

in zona è il massimo esperto

nella creazione di meridiane.

Trova anche il tempo di sposarsi

con Casilda e prende alloggio a

Pinzolo, in Ruìna. (Casa Collini

– Marzoli), paese della moglie,

dalla quale avrà tre figli. Con i

Valentini restaura gli edifici di

Javrè distrutti dal grande incendio

del 1943. Quindi si mette in

proprio. Si può dire abbia dipinto

tutte le insegne dei negozi e

degli esercizi commerciali e artigianali

della Val Rendena, che

percorre avanti e indietro con la

sua giardinetta chiara, ben identificabile!

Su entrambe le portiere

anteriori compare la figura

di un pittore, preso di schiena,

in piedi sulla cunetta di un’asse

elastica, intento a dipingere una

parete. Era la sua un’automobile

speciale. Sapeva anche dir di no,

agli autostoppisti, con le barre

dei tergicristalli che Angelo metteva

in funzione come fossero il

dito indice di un mano quando ne

incontrava qualcuno ai lati della

strada. Di portamento signorile,

sempre in ordine, vestiva


in maniera singolare, distinta:

cappello elegante, giacca dalle

tinte allegre, giovanili, sempre

un fiore fresco o un rametto

verde nel taschino, cravatta

all’infuori con un enorme fiocco

a farfalla, dai colori vivaci.

E poi sempre contento, sorridente,

amabile nelle sue battute

simpatiche.

Fra le sue opere, oltre ai quadri

che realizzava nel tempo

libero, la maggior parte su

commissione per gli emigranti,

meritano un cenno lo splendido

affresco con le Dolomiti di

Brenta che decora l’interno

dell’Hotel Alpina a Pinzolo, le

lunette dipinte nel 1959 dentro

la chiesa dedicata alla Madonna

di Loreto a Massimeno,

i santi raffigurati in numerosi

capitelli sparsi lungo la valle,

alcuni murales sulle facciate

degli edifici.

Nel 1954, in occasione della

breve vacanza di Luigi Einaudi

alla villa Panorama di Madonna

di Campiglio il pittore Dorna

regala al Presidente della Repubblica

una veduta del Gruppo

di Brenta, proprio come lui

lo vedeva dalla finestra della

sua camera. Ne riceve un encomio

scritto ed un ringraziamento

particolare.

Partecipa a numerose mostre,

anche collettive: a Pinzolo,

Tione, Madonna di Campiglio;

ad Arco viene invitato per diverse

edizioni al prestigioso

Premio Segantini, e poi a Trento,

a Riva sul Garda, alla Fiera

di Bolzano.

Di carattere estroverso riusciva

a socializzare con persone

di ogni età. Come già detto

amava scherzare con i ragazzi

inventando paradossi, scherzi

linguistici e battute sugli eventi

della vita quotidiana, ma non

disdegnava confrontarsi con gli

adulti sugli argomenti più disparati

in dialoghi e dibattiti

che concludeva immancabilmente

con la frase. “Niente da

eccepire!” Ultimamente vedeva

il mondo in cui viveva allontanarsi

dai valori e dai princìpi

in cui si era formato, tanto che

IL FOGLIO di PINZOLO

si rivolgeva ai suoi amici, quasi

a chiederne conforto con la

domanda, che poi era un’affermazione:

“Non senti il morso

della decadenza?!” Originale

anche in questo.

La padronanza delle tecniche

pittoriche, unita ad una grande

sensibilità, gli ha permesso

di cogliere nelle sue opere i

risvolti più intimi ed i caratteri

più interessanti dei soggetti

dipinti. Ha amato molto la sua

terra d’origine e questo si può

notare nella cura con cui ha

istoriato i paesaggi che lo circondavano.

Di grande bellezza

sono i lavori eseguiti a carboncino.

65


cultura e tradizione

66

Murales: Pio “Gianaràl” racconta

a cura di

Maddalena Collini

revisione dialetto

Tiziana Collini

In banda ala casa

vigniva giù i canai,

gh’era la rùgia chi

fava girar li turbìni e

do möli. Pò l’acqua la

nava dintru ‘n tai canai

e la fava girar la röda

chi fava nar anca al mai

Inauguriamo con questo numero de Il Foglio una rassegna dei murales

presenti sulle case del nostro comune. Con un dipinto per

numero, vogliamo portare ai nostri lettori le storie che stanno

dietro ad ogni casa, vecchia o nuova che sia. Chiunque volesse

raccontarci del suo murales, contatti la redazione del Foglio,

oppure scriva a maddalena.collini@gmail.com. Cominciamo oggi

con la Fusina dipinta da Toni Mora per Pio Ferrari Gianaral, a Pinzolo.

Il racconto che la accompagna è stato lasciato in dialetto,

per non togliere quel sapore di storia, di passato, di territorio…

al savor di ‘n bot.


In fin dal 1794 gh’era chì la

fusìna, par set o òt generaziun

chì giù bas ià laurà

‘l fèr. I fava di tut: la feramenta

par i car, par i cavai,

roba da taiar e manaroç e curtalaç

e zapìn - ca ié chii da tirar

li bori... In banda ala casa

vigniva giù i canai, gh’era la

rùgia chi fava girar li turbìni

e do möli. Pò l’acqua la nava

dintru ‘n tai canai e a sagunda

da ‘ndu ca i laurava i fava nar

dintru l’acqua e i fava girar la

röda chi fava nar anca al mai –

ca l’e cul chi bativa al fèr, l’era

‘n pal cun fò la cima ‘n martél

gros. Gh’era du pai e l’acqua

la nava dintru e la ciucava giù

su du sas e la fava l’aria par far

nar al foc. Ghi laurava dintru

i me avi, e go amù atrezadori

anca dai bisnoni e trisnoni. La

fusìna l’à duost sarar su ‘ntal

Zinquanta, quant ca ià tut fo

l’acqua l’ENEL ià duost ‘mplantar

lì l’atività. Dop l’e ben nada

cul mutor eletrico, gò laurà

dintru amù anca me giù bas,

ma pò su nà suta naja e quant

ca su turnà ‘ndre ò scuminzià

a far al latonier cui me fradei.

Um ben sighità a laurar al fèr,

ma ghivan anca da ‘ndustrializarsi

e alora favan anca altri

robi. Quant ca e rivà li machini

la specializzazion dal fèr nu la

sirviva pù. In geru ga né amù

chi fa ‘l fèr, parò nuaftri um

laga lì e um scuminzià a far pur

chi aftru i carpinter.

Sicome m’à sempru plasost li

robi veci, alora ò fat far al murales.

Ghiva na fotografia vecia,

da difat dop la guera dal

‘14, vers al Vinti crozu, cun su

me pupà, Angelo Ferrari Gianaràl,

e ‘n so cusin ca i laurava

IL FOGLIO di PINZOLO

‘ntala fusìna. Ga l’ò data al

Tony Mora, e ol ‘ntal 2001 l’à

fat al murales, ca l’e ‘n ricort

dai me trisnoni e bisnoni e noni

e di me pupà, ca l’à tignù su la

fusìna ‘ntai ultim agn. L’era pu

chi aftru me pupà chi laurava

giù bas, e ‘nfati l’e stà premià

cun ti ‘na mudaia d’oro dala

Camera di Commercio di Trent

par aver mandà ‘n nanç l’atività

dal fèr. Ades ò fat purtar in

sas ‘ntal giardin e g’ò mitù su

‘l mai di me pupà. Ghiva al mai

e l’incudine suta, e alora quant

ca Giulio di Pladun l’aftru dì

l’à disfat fò la so stala, al ma

dat al sas dal mai: ò gatà ‘na

spunda, ca l’era al sas dal mai,

e m’ò fat far in bus ià Pedretti.

Ades su dre ca gal motu giù e

vurìa motar ‘n tal giardin anca

qualchi aftru atrezo di ‘n bot.

Mi sarìa plasost anca avérghi ‘n

paìs veç, cun amù vargut di ‘n

bot. E ‘nvezi adès nu gh’é pù

nienti. Mi displas ca nu la ghi

sìa pù la fusìna di me pupà,

avrìa vulost lagarla cì come ca

l’era, cul mai e cui sas e cun

tut cul ghi gh’era dintru. E sicome

ca nu ò pudost, alora par

mantigner al ricort ò fat far al

murales. Ho volust lasàr in ricort,

sal rastarà...

67


storia e tradizione

68

STORIA

di

James Caola *

L’albero genealogico

del paese

Dodici anni fa ho cominciato a

costruire l’albero genealogico

di mio padre. Allora non avevo

molta speranza. I miei nonni

sono emigrati da Pinzolo nel

1905, e mio padre conosceva

poco delle sue origini, neanche i

nomi dei suoi nonni. Io non parlavo

italiano e non avevo idea di

come cominciare la ricerca.

Poi ho scoperto un tesoro straordinario:

i registri dei battesimi

della parrochia di Pinzolo. Questi

sono disponibili -come lo sono

quelli di tutti i paesi del Trentino

– presso l’Archivio della Diocesi

di Trento. Ma più importante per

me, questi microfilm sono anche

disponibili qui negli Stati Uniti

ai Centri della Storia della Famiglia

della chiesa dei Mormoni.

Ho preso due bobine in prestito

- i battessimi, i matrimoni e le

morti di Pinzolo, 1640-1923 - e

da quel giorno questo lavoro è

diventato la mia passione più

grande.

Ma perché questo lavoro non è

finito dopo dodici anni?

Ho scoperto che sebbene è possibile

costruire un albero degli

antenati paterni, la storia delle

nostre famiglie, dei nostri antenati,

del nostro paese, non

è ben servita in questo modo.


Foto Archivio di Sieglinde Köll

Quella storia invece deve essere

raccontata attraverso la

rete di rapporti tra gli alberi

del paese intero, una storia

complessa, ricca e straordinaria.

Gli alberi delle famiglie di

Pinzolo sono rami di un albero

più grande. Questo albero è ciò

che cerco di ricostruire e deve

necessariamente includere le

comunità di Giustino, Massimeno

e Carisolo poiché tutte

le loro storie sono filetti di un

unico tessuto.

Al fine di realizzare questo ho

creato numerosi strumenti, i

quali spero un giorno diventeranno

una parte del patrimonio

della Val Rendena:

· un indice intero di tutte le

nascite di Pinzolo, Giustino,

Massimeno, Carisolo e Campiglio,

dal 1630 al 1924

· indici dei nati da ogni cognome

per gli stessi anni

· indici fotografici di tutte le

tombe della Val Rendena fino a

ottobre 2010, su DVD

Man mano che io completo

questi strumenti, li uso per costruire

un database capace di

computare i gradi di rapporto

tra ogni due individui o di creare

un albero, grafico o testuale,

ascendente o discendente, per

ogni individuo nel data base.

IL FOGLIO di PINZOLO

Forse un giorno questo data

base - ampliato ad includere

tutti i comuni della Valle - sarà

un punto iniziale per ogni tipo

di ricerca - genealogica, sociale,

storica, forse anche medica

- riguardo alla gente della Val

Rendena.

*James Caola abita a Filadelfia. E’

laureato all’Università di Pennsylvania

dove ha anche fatto gli studi

post-laurea. E’ discendente di Albino

Caola (Biatin) e Giovanna Collini

(Giuanara), emigrati nel 1905.

69


il racconto

70

STORIA

di

Damiano Rito

Un ragazzo e il suo sogno

Mi piace l’accostamento volo-sogno.

Volare è quello che molto

probabilmente si avvicina di più

al sogno. Si assiste senza possibilità

di intervento alla vita che

scorre, diventando spettatori privilegiati.

Sognare, spesso ad occhi aperti…

di volare.

In un freddo giorno di gennaio del

1914, precisamente il 2, nacque a

Pinzolo, Remo Cazzolli.

Non nacque solo, ma nello stesso

istante in cui vide la luce, la vide

anche il suo sogno.

Mi sento di affermare che nacquero

insieme, contemporaneamente.

Erano sempre insieme,

lui e il suo sogno. Con lo sguardo

estatico, rivolto spesso verso l’alto,

Remo si immaginava in aria

dove avrebbe potuto sfrecciare

velocissimo, affascinato com’era

dal cielo sconfinato.Gli anni passavano

e con essi scorrevano innumerevoli

le pagine dei libri dedicati

all’aeronautica. Mettendoli

uno sopra l’altro avrebbe potuto

raggiungere il cielo…

In un meraviglioso pomeriggio del

1928, a soli quattordici anni, prese

una decisione che resterà memorabile.

Si recò munito d’ascia

in Val di Genova con la precisa intenzione

di tagliare un larice.

Non voleva certo ricavarne legna

da ardere. Il suo sogno gli aveva

suggerito di ottenere da quel bel-

l’esemplare arboreo un mezzo volante,

un aliante per la precisione.

Ognuno di noi dovrebbe, una

volta nella vita, trovare qualcuno

che assecondi le proprie stranezze.

Remo fu fortunato perché

trovò un bravo falegname, sempre

di Pinzolo, tale Gacomo Caola

“Stampun”. Non badando alla

stranezza della richiesta, proprio

come fece Geppetto, lavorò con

cura e passione il tronco, seguendo

le precise istruzioni del ragazzo.

Dopo qualche tempo il tronco

era sparito, al suo posto comparve

un “coso”, in questo modo

molti paesani avevano battezzato

ciò che era scaturito dal legno

grezzo: un aliante.

Ma si sa che per volare sono fondamentali

le ali. Affascinato da tutto

ciò il direttore della Famiglia

Cooperativa di Pinzolo gli regalò

la tela per poterle confezionare.

La parte strutturale era ormai finita

e nel cortile dell’oratorio di

Pinzolo vi era un gran fermento

per inserire nel mezzo volante,

cloche, comandi e trasmissioni.

I lavori erano giunti a compimento

e l’aliante era terminato.

Remo però girava intorno al velivolo

pensieroso, convinto che

mancasse ancora qualcosa. Ma

certo! Concluse ad un certo punto,

il nome, gli manca un nome.

Munitosi di colore e pennello im-


presse nella fusoliera il nome

scelto: “I PINZ”.

Il nome lo scelse in ricordo di

Pinzolo, superfluo scriverlo ma

tant’è. Un velivolo è fatto per

volare gli ricordò il suo sogno.

L’intento era di trasportare

l’aliante fino al Doss del Sabion

per poi lanciarsi con esso a capofitto

nel vuoto. Ma le cose

ahimè non vanno mai come si

vorrebbe. Remo fu fermato dal

padre e dalle autorità del paese.

Remo però era tenace e risoluto.

Con l’aiuto di alcuni amici

carica l’aliante su un camion e si

dirige a Gardolo. Assistito dal capitano

Bozzetto e dall’ingegner

Zadra, Remo consegna il prezioso

manufatto al pilota Schwabl,

il quale tenta il volo.

Il velivolo si alza, sobbalza, va

su. Per un breve lasso di tempo

vola. Poi la coda si spezza e con

essa le speranze di Remo.

I giorni dell’aliante sono finiti.

Remo torna a casa ma contrariamente

a quanto ci si aspettasse,

è felice. Il sogno anche se per

un breve momento è diventato

realtà.

Un talento se è tale non sfiorisce

ma con il tempo prende maggior

vigore. Fu così che il caso e la

sua ostinazione gli fecero incontrare

il generale dell’aeronautica

Fougier in vacanza a Madonna

di Campiglio. Il militare percepì

immediatamente le qualità di

Remo e lo spinse ad arruolarsi

nell’aviazione e a frequentare il

corso ufficiali.

Il sogno, come l’albero della

Val di Genova, ha mutato forma

svelando finalmente il destino di

Remo, non costruttore di velivoli

ma pilota dei medesimi.

Il suo nome diventa famoso ed il

sogno è in perfetta simbiosi con

il ragazzo.

Arriva il 1940 e con esso la guerra.

Assegnato al sesto stormo

caccia parte per l’Africa e partecipa

a innumerevoli combattimenti

aerei. Remo e l’aereo

sono un tutt’uno, sembra un sogno,

il suo sogno.

Un pilota d’ eccezione ed un

provetto combattente. Fu abbattuo,

catturato ed incarcerato

nell’alta Scozia.

Riuscì a fuggire ed il 24 aprile

1943, via Lisbona raggiunse

l’Italia.

La guerra però lo ha segnato

molto profondamente ma lui

l’ha scampata, sempre aggrappato

al suo sogno.

Remo Cazzolli ha ricevuto la

medaglia d’argento al valor

militare per operazioni sul Mediterraneo.

Successivamente è

stato nominato “pioniere dell’aeronautica”

ed è entrato a

far parte del ristretto numero

IL FOGLIO di PINZOLO

di coloro che hanno lasciato una

traccia indelebile nella storia

dell’aviazione.

Il caso a volte è beffardo. Il suo

aereo da caccia era un Reggiane

“RE 2001”.

REmo è morto a Trento nell’

anno 2001.

“Diede, prese, pretese e donò”

(Eleonora Duse).

L’ispirazione che mi ha spinto

a scrivere, romanzandolo, questo

breve racconto, mi è venuta

leggendo “Storia di un pilota e

uomo Trentino” di Flora Zanella.

71


idendo castigat mores

72

Molti anni fa un nostro laborioso e saggio

concittadino si concesse, cosa assi rara per

lui, di recarsi nell’osteria più frequentata

di Pinzolo, per bere un buon bicchiere di

vino rosso. Persona schiva e di poche parole,

si sedette in un angolo appartato del locale

per gustarsi in santa pace sia il prezioso

nettare, sia quel raro momento di ozio.

Nel locale annerito dal fumo degli anni, con

le menti annebbiate dai fumi dell’alcool,

alcuni avventori si misero a discutere animatamente

del nuovo gioco che era approdato,

con grave ritardo a detta di qualcuno,

anche a Pinzolo.

Si trattava per la precisione del gioco del

lotto.

I quattro decantarono a turno il gioco e le

varie possibilità di vincita, che bicchiere

dopo bicchiere, sembravano sempre più facili

e senz’altro alla loro portata.

Si vince con l’ambo disse uno, anche con il

terno aggiunse un altro, non dimentichiamoci

della quaterna e della cinquina completarono

gli altri.

Il nostro laborioso e saggio concittadino

Un nuovo gioco

ascoltava attento quella frivola discussione.

La parola “gioco” nel suo lessico non

era contemplata. Col capo chino rifletteva

disgustato.

Ad un certo punto i quattro avventori vollero

sapere cosa ne pensasse quell’uomo serio e

taciturno, seduto in quell’ angolo appartato

dell’osteria, di questo nuovo gioco che prometteva

vincite sicure e cospicue.

Dopo aver sentito per l’ennesima volta le

caratteristiche del gioco, ma soprattutto la

facilità con cui si poteva vincere; sentendosi

ripetere che si vince con l’ambo, con

il terno e via dicendo, decise quindi di rispondere.

La risposta che uscì dalla sua bocca, nonostante

i molti anni passati, si addice maledettamente

bene anche ai giorni nostri, giorni in

cui la penuria di lavoro non è ancora ai livelli

drammatici del periodo in cui visse il nostro

saggio concittadino.

Questa dunque fu la risposta:

AMBU LE LAURAR E TERNU LE SIGHITAR!!!

Damiano Rito


UN COMPLEANNO SPECIALE!

A cura di Maura Binelli

23 dicembre 2010.... nonna Maria spegne 105 candeline!

IL FOGLIO di PINZOLO

Traguardo davvero straordinario quello raggiunto da Maria Vencelj Maggi, ospite

alla casa di riposo “Abelardo Collini” di Pinzolo.

Ancor più straordinario è vedere come lei, ancora lucida, scherzi sul fatto di avere

tutti questi anni; di come si ricordi la fame, la paura, la tristezza e la rabbia

provati durante i due conflitti mondiali e come, dopo tutti questi anni vissuti

in Italia, non si sia dimenticata lo sloveno... per nonna Maria, infatti “La lingua

madre non dev’essere mai dimenticata..”.

Davvero una testimonianza fantastica, un vero e proprio libro di storia e, per chi

come me ha avuto la fortuna di sentire i racconti di nonna Maria, non può fare

altro che riflettere e conservare nel cuore e nella mente tutto ciò.

La saggezza di nonna Maria sia un augurio di speranza per tutti noi!

“A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per

scordare un attimo” (Jim Morrison)

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www.comune.pinzolo.tn.it

info@comune.pinzolo.tn.it

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