Magazine Avventista Nº 16 Luglio / Agosto / Settembre 2018

CommunicationsFSRT

5 - INTERVISTA : Gaël Cosendai
8 - DOSSIER Dipendenze : Quali opzioni ci sono per le nostre chiese?
13 - TESTIMONIANZA : Distribuzione di uova d’amorem Un’iniziativa sorprendente
15 - FAMIGLIA : HEI, papà... ti voglio bene !
16 - SALUTE : Il valore della cucina casalinga
18 - NOTIZIE SVIZZERA :
La chiesa “Open Door”
Rut la moabita, invitata al fine settimana delle donne a Diablerets
5° congresso portoghese della Svizzera
Quelques travaux dans l’église de Lugano

NUOVA

FORMULA

DIPENDENZE:

QUALI OPZIONI

CI SONO PER LE

NOSTRE CHIESE?

LUGLIO / AGOSTO / SETTEMBRE 2018

16

BELLINZONA

5° congresso portoghese

della Svizzera

CADEMPINO

La chiesa

“Open Door”


RICETTA

Giornale trimestrale

della Federazione

avventista della

Svizzera Romanda e del

Ticino (FSRT)

16

Luglio, agosto e

settembre 2018

Rivista gratuita - Stampato

in Germania

Antipasto alle melanzane

Per circa 12 porzioni

5 melanzane medie

3 cipolle sminuzzate

100 gr di capperi sotto aceto (a piacere)

100 gr di olive verde snocciolate (a piacere)

1 dl di aceto di vino o di mele

5 cucchiai di olio di oliva

½ peperone rosso o 10 pomodorini ciliegina

Sale, pepe

Sbucciare e tagliare le melanzane in fette sottili lungo tutta la

larghezza.

Riscaldare l’olio in una grande pentola. Immergere le melanzane

e continuare e mescolare. Quando le melanzane si saranno

ammorbidite, aggiungete le cipolle tagliate e soffriggete il tutto,

sempre continuando a mescolare.

Coprite la pentola e lasciate bollire a fuoco lento per circa 20

minuti. Mescolare a cadenza regolari.

Tagliare le olive a pezzetti. Aggiungere i capperi e le olive verdi

alle melanzane. Condire con sale e pepe.

Aumentare la fiamma; versare l’aceto nella pentola e cuocere a

fuoco lento senza coperchio per 3 minuti, fino a quando l’aceto

non sia evaporato. Spegnere la fiamma e lasciar raffreddare.

Tagliare il peperone in fette sottili o a cubetti, oppure tagliare i

pomodorini in 4.

Caporedattore: Rickson

Nobre

Editore: Dipartimento delle

Comunicazioni FSRT

Redazione a cura di:

David Jennah, Rickson

Nobre, Eunice Goi, Pierrick

Avelin, Yolande Grezet

Impaginazione e grafica:

Cédrick Fernandez

Traduttore: Serena Zagara,

Tiziana Cala

Correzione a cura di:

Geneviève Montégut

Photo credit :

Copertura, p8-9 : Adobe

PhotoStock p4 : Cédrick

Fernandez

p10,11,15,16-17 :

pixabay.com

p13-14 : Amélie Trébeau

p19 : Google Maps

p20 : Iliko Jennah

p21-22 : Carlos Alvarenga

p23 : Rickson Nobre

La responsabilità degli

articoli firmati pubblicati su

Adventiste Magazine è dei

singoli autori.

© FSRT - Tutti i diritti sono

riservati in tutti i paesi. N°

ISSN 2571-6859

Mettere l’antipasto nelle ciotoline e decorare con i peperoni o

con i pomodorini. Servire freddo come antipasto.

Yolande Grezet

2


È CAMBIATO TUTTO!

RICKSON

NOBRE

Pastore e

segretario FSRT

EDITO

Avete tra le mani il risultato di diverse

settimane di lavoro. Questa nuova

versione, che potete consultare anche sul

sito adventistemagazine.com nella rubrica

“E-magazine”, riguarda le notizie della

Svizzera.

L’idea è quella di consentire l’accesso alle

informazioni sugli eventi e sulle attività

locali alle persone “che non sono troppo

social”.

Questo risponde alle reazioni di coloro che si dicevano

dispiaciuti di non avere più la versione cartacea con le notizie

della loro federazione.

Cambia il format. La maggior parte dei media offrono

attualmente due format per le loro riviste. Questa dimensione

ridotta faciliterà anche il trasporto. Inoltre, un format più

grande e ingombrante rischia di scoraggiare l’utilizzo dei mezzi

forniti.

Questo permetterà anche di proporre una versione italiana

indipendente da quella francese.

Cambia la periodicità. Magazine Avventista, nella sua versione

cartacea, diventerà una rivista trimestrale. Questa scelta è

dettata da due motivazioni. Innanzitutto perché la maggior

parte dei nostri lettori ci seguono ormai su internet. Nel 2017,

oltre 70.000 persone si sono connesse al nostro sito francese

e italiano. Quest’anno, solo fino al mese di luglio, abbiamo

già superato questi numeri. Grazie ai risparmi effettuati sul

cambiamento del format e della periodicità, saremo in grado

di fornire una rivista dedicata alla famiglia in tutto il territorio

della FSRT.

Anche il sito internet cambia. A partire dalla home page, sarà

possibile avere una panoramica generale di tutte le categorie,

delle ultime notizie, dei video e delle scelte editoriali.

5INTERVISTA

Gaël Cosendai

8DOSSIER

Dipendenze:

Quali opzioni ci sono

per le nostre chiese?

13

TESTIMONIANZA

Distribuzione di

uova d’amorem

Un’iniziativa

sorprendente

15

FAMIGLIA

HEI, papà...

ti voglio bene !

16

SALUTE

Il valore della

cucina casalinga

18

NOTIZIE SVIZZERA

La chiesa “Open Door”

Rut la moabita, invitata

al fine settimana delle

donne a Diablerets

INTERVISTA

Insomma, dopo un lungo periodo di riflessione e dopo

aver lavorato duramente, sostenuti da persone competenti,

mettiamo questo progetto nelle mani del nostro Signore.

Che sia attraverso riviste cartacee o digitali, speriamo di

accompagnarvi al meglio nel vostro cammino qui sulla terra,

aspettando giorni migliori, aspettando il vero cambiamento…

5° congresso portoghese

della Svizzera

Quelques travaux dans

l’église de Lugano

3


4


INTERVISTA

Chi è Gael?

Parlando della famiglia Cosendai avete

nominato la parola «artista»? Eh sì,

tutto sono un po’ (o molto) artisti: tutti

cantano e suonano uno strumento.

Dopo Gael c’è Joana che canta e suona

il flauto, poi Noémie che canta e suona

la batteria, entrambe contribuiscono

alla grafica, e infine il fratellino Mathieu

che partecipa al video. Bisogna dire

che c’è una storia simpatica all’origine

di questi numerosi talenti. I genitori

hanno fatto parte del gruppo Smeraldo

(per gli anziani) nel 1978. Nato da padre

svizzero, un pastore originario del

Camerun, e da madre francoinglese,

professoressa di inglese, Gaël è stato

cullato in un ambiente musicale ricco,

da Bob Dylan a Bach, passando da Joan

Baez o Peter, Paul & Mary, per citarne

alcuni. Dopo la Corsica, la famiglia si

trasferisce in Camerum: aveva 10 anni

e passava la maggior parte del tempo

a esercitare l’orecchio ai suoni della

giungla, tipica dell’Africa. È l’occasione

per lui di scoprire Dio nella sua vita

attraverso la natura.

La chitarra e il piano sono i suoi primi

strumenti associati al ritmo del tamtam;

li ritroviamo spesso nei suoi album

molti anni dopo. Dopo un master

in teologia nel 2005, si dedica alla

creazione del suo primo album “Dio

al telefono”, uscito nel 2006 e poi “I

nostri legami” nel 2010, e infine “Le

ombre cinesi” nel 2018. Parla del bel

matrimonio tra spiritualità e musica: “La

mia passione è esplorare la spiritualità

attraverso la musica. Oltre al discorso

razionale, l’arte si dirige alle emozioni,

suscita delle immagini, racconta delle

storie per comprendere l’invisibile.

Questo approccio esiste da sempre -

la Bibbia contiene molte più storie o

poemi che teologia sistematica. Sono

convinto che non è un caso”.

Per Magazine Avventista abbiamo

chiesto a Gaël di raccontarci

di più sulla sua vita di autorecompositore

come cristiano e ora

pastore avventista.

AM - Sei diventato pastore da poco

a Tolosa, come vivi questa nuova

prospettiva di vita?

GC - Ammetto che mi aspettavo un

cambiamento più radicale. Ma mi sono

reso conto che stavo semplicemente

continuando quello che facevo già.

Dopo i miei studi di teologia, ho passato

10 anni a impegnarmi nella chiesa di

Collonges e nella musica, lavorando

nel contesto dell’informatica a Ginevra.

È stato un periodo benedetto in cui il

Signore mi ha permesso di edificarmi

spiritualmente, umanamente ed

emotivamente. L’impegno nel ministero

pastorale è ora alimentato da questo

percorso e ho il piacere di poter

dedicarvi più tempo.

Qual è il ruolo della musica nel tuo

ministero?

Fa parte del mio lavoro. Mi ricordo

che durante gli anni di preparazione a

5


Collonges, quando mi dedicavo molto alla

chiesa, la musica mi mancava, ma quando

viaggiavo molto per i concerti, era la chiesa

che mi mancava! Ho sempre oscillato tra

le due e il ministero è un modo per unirle.

Quindi nel contesto del ministero sviluppo

la musica nei tre campi: la composizione di

canti tema per gli incontri della gioventù

e le assemblee, la direzione del momento

di lode alla Chiesa Gospel di Tolosa e la

formazione per le chiese, e la scrittura e

la registrazione di album con delle parole

per ogni tipo di pubblico. La maggior parte

del tempo resta comunque dedicato al

ministero nella mia chiesa locale.

Quale messaggio vuoi trasmettere ai nostri

giovani della chiesa che vogliono orientarsi

verso una carriera musicale?

Innanzitutto vorrei dire che è un progetto

magnifico! Se questa passione è presente

e forte, non bisogna trascurarla. E quindi

trovare ogni occasione possibile per

metterla in pratica, soprattutto in chiesa.

Incoraggio le chiese a integrare presto i

bambini nei gruppi di lode e nei cori. Un

bambino che comincia il pianoforte o il

violino sarà una fonte preziosa in 5 anni ed

è quindi adesso che bisogna farlo integrare,

anche se sa fare soltanto due note! E sarà

importante anche per il suo percorso di

fede. Per quanto riguarda la carriera, è una

domanda che ho analizzato su tutti i fronti

per molti anni. Mi chiedevo se avessi dovuto

lanciarmi professionalmente. Ma mi sono

reso conto che per poterne vivere, avrei

dovuto adottare una vita da nomade, essere

sempre in viaggio e non è compatibile con

una vita familiare o ecclesiastica. Quindi,

dopo una lunga riflessione, ho scelto di

accettare il fatto che la musica non sarebbe

stata la mia fonte principale di guadagno.

Tutto ciò che guadagno con la musica

(vendita di CD, diritti SACEM) permette

solamente di finanziarla (materiale,

registrazioni, ecc). Conosco pochissime

persone nella musica cristiana francofona

che vivono della musica al 100%. La

maggior parte hanno comunque un altro

impegno, che sia come pastore, animatore

in una radio cristiana, professore di musica,

o qualsiasi altro lavoro, anche nello stesso

mondo evangelico. È diverso negli USA o

in Brasile, perché c’è un mercato di musica

cristiana molto più importante. E oggi non si

comprano più i CD ma ascoltiamo la musica

in streaming, e questo riduce notevolmente

le fonti di guadagno.

Quindi se si vuole fare musica a tempo

pieno, bisogna fare tantissimi tour per

ricevere lo status di itinerante di spettacolo

(almeno in Francia). Ma ci si può sempre

esprimere con la musica anche se non è la

nostra attività principale. In questo caso,

la chiesa locale resta il luogo di servizio

per eccellenza. Sarebbe incredibile se ci

fossero più leader di lode e compositori. Per

esempio, credo che ci sia bisogno di canzoni

per momenti speciali della liturgia (santa

cena, battesimi, matrimoni, ecc). Sarebbe

interessante creare una piattaforma in cui

i compositori potessero mettere le loro

canzoni a disposizione della chiesa, ma ci

vorrebbe un budget a causa del copyright.

I progetti non mancano. Questa è la prova

che è possibile mettere insieme l’amore per

la musica e il servizio per Dio e per la chiesa.

Ringraziamo Gaël e gli auguriamo una

buona continuazione sullo spartito della

vita, visto che dovrà dirigere l’orchestra dei

membri di una Chiesa per offrire a Dio un

bel concerto sinfonico composto da diversi

caratteri, storie di vita,

temperamenti, e idee.

“Cantate all’Eterno, voi

che l’amate, celebrate

con le vostre lodi la sua

santità” Salmo 30:4.

Amélie Trébeau

Tutte le info su www.gael-music.com

6


DIPENDENZA DAGLI SCHERMI

Quale schermo

per quale età?

Tablet

smartphone

TV / DVD

Videogioco

Internet

Reti Sociali

Autosufficienza

Durata

al giorno

Prima dei 3 anni

Scoraggiato

Supervisione adulto

10 minuti

Tra i 3 e i 6 anni

Programmi per giovani

senza immagini di violenza

Supervisione adulto

20 minuti

Tra i 6 e i 9 anni

Programmi per giovani

senza immagini di violenza

Adulto nelle vicinanze

30 minuti

Tra i 9 e i 12 anni

Programmi per giovani

senza immagini di violenza

Monitoraggio

di Internet

Autosufficienza

30 minuti

Dopo i 12 anni

Autosufficienza

Alcune regole

Sì No Con moderazione

• Limitare e monitorare l'uso dello schermo con una pianificazione.

• Date l'esempio ai vostri bambini limitando l'uso.

• Incoraggiare l'attività fisica e altri tipi di gioco.

• Parlate con vostro figlio delle immagini che ha visto e rispondete a tutte

le sue possibili domande.

• Decidete con vostro figlio (quando ha l'età per capire) dei momenti

in cui usare la tecnologia, insegnandogli a gestirsi da solo.

• Niente tecnologia nelle camere dei bambini; devono rimanere

un posto tranquillo.

7

Fonti : «CSA, infographie un enfant, un écran»


DOSSIER

La chiesa e le persone con delle

dipendenze : l’accoglienza

come unica opzione cristiana

Luca Marulli, gennaio 2016

“SEI UNA PERSONA

MERAVIGLIOSA!”

Il problema è che non mi sento

poi così meraviglioso. Soprattutto

guardando gli altri. Gli altri, loro sì

che sono meravigliosi, quelli guariti,

che gioiscono nell’amore. A me invece

manca la pace : vivo nell’illusione, sono

diverso, non vivo bene. E infatti mi

sembra di essere come Sisifo : per aver

sfidato gli dei, Sisifo fu condannato a

spingere una roccia per sempre fino

in cima a una collina da cui riscendeva

ogni volta che stava per arrivare alla

meta. Ed ecco il racconto di Omero: “E

vidi Sisifo che subiva dei dolori atroci

e spingeva un’immensa roccia con le

mani. Si sforzava, spingendo anche con

i piedi fino alla cima di una montagna.

E quando stava per arrivare in cima, gli

veniva meno la forza, e l’immensa roccia

rotolava fino ai piedi della montagna. E

cominciava tutto di nuovo, e il sudore

colava sul suo corpo, e la polvere si

alzava sulla sua testa” 1 .

Sisifo sono io, quando mi sembra che

la vita sia tutta una ripetizione di atti

privi di senso. Per Albert Camus “la lotta

stessa verso la cima basta a riempire il

cuore di un uomo. Bisogna immaginare

Sisifo contento” 2 . Ciononostante, una

domanda sorge spontanea: e se non

era contento? Lo sforzo senza senso

consumato nella solitudine: è proprio

a questa solitudine e alla mancanza di

senso che la mente umana cerca una

soluzione.

DOMANDE

Nella Bibbia, due domande fondamentali

vengono fatte all’uomo. Dio,

passeggiando per il giardino dell’Eden,

non vede l’uomo e la donna, che si

nascondono da lui. « Il Signore Dio

chiamò l’uomo e gli disse ‘Dove sei ?’ »

Genesi 3:9 3 . Questa domanda viene

costantemente ripetuta, perchè Dio mi

invita sempre a riflettere, a riscoprirmi al

centro dei suoi propositi- anche quando

mi nascondo- a trovare il mio posto, a

capire perchè spingo questa immensa

roccia. Dove e perchè avanzare,

resistere, rimbalzare e costruire con

tanto sforzo?

A questa prima domanda ne segue

un’altra: “Per le persone, chi è il Figlio

dell’Uomo?.. Ma voi chi dite che io sia?”

(Matteo 16 :13-15). L’essere umano che

trova il tempo di fermarsi per riflettere

sulla sua condizione, che sente il

bisogno di dare un senso alla sua vita, al

8


DOSSIER

suo dolore, ai suoi drammi, ai suoi sforzi,

ai suoi successi, è colui che guarda oltre

se stesso per trovare uno sguardo che

gli possa dare conforto, speranza, una

direzione. Ma spesso l’immagine che ho di

Dio, ciò che so o penso di sapere di Dio, è

determinata da ciò che gli altri dicono di

Lui. Gesù mi coinvolge allora a un livello

più personale e mi chiede “tu cosa ne

pensi?”. È importante capire Geù sulla

base di ciò che ha fatto per dare un senso

alla mia vita. In che modo Gesù accoglie

e dà un senso alle persone che non si

sentono “meravigliose”?

LA PARABOLA DEL GRANELLO

DI SENAPE

Luca 16:18-19: “Gesù disse dunque ‘A

cosa assomiglia il regno di Dio? A cosa

lo paragonerei? Ecco cosa sembra: un

granello di senape che un uomo ha preso

e buttato nel giardino: cresce, diventa un

albero e gli uccelli del cielo abitano tra i

suoi rami”.

In questa parabola ci sono almeno

due anomalie che non sono evidenti al

lettore di oggi 4 . Se fossi un ebreo del

primo secolo, questa espressione di

Gesù mi sembrerebbe molto strana:

“un granello di senape che un uomo

ha preso e buttato nel suo giardino”.

La parola ‘giardino’ qui è molto strana!

Pechè? Nella Torah si trovano alcuni

precetti : le leggi delle diverse specie/tipi.

Un esempio è quello di Levitico 19:19b

« non seminerai il tuo campo con delle

specie diverse ». Questa regola aveva

lo scopo di portare ordine nel mondo

caotico e ristabilire l’ordine tra sacro e

profano, rispettando i confini tra puro

1

Odissea, XI, 592-600.

2

Albert Camus, Le Mythe de Sisyphe, Gallimard, 1942

3

I testi biblici sono della versione Nouvelle Bible Segond

9


e impuro. La pianta della senape è stata

oggetto di discussione tra i rabbini che

si interrogavano sull’applicazione della

legge delle specie diverse. Nella Mishnah 5

si legge che non si poteva seminare ogni

tipo di seme nel giardino, ma che si poteva

seminare ogni tipo di verdura: la senape e

altri piccoli granelli sono considerati come

semi, mentre i grossi semi sono considerati

verdure (m. Kilayim, 3.2). Quindi, il granello

di senape non poteva essere seminato

nel giardino. E farlo sarebbe stato

considerato come piantare qualcosa di

impuro in una realtà pura. Era socialmente

e religiosamente

inaccettabile.

La seconda anomalia si

trova nell’espressione

“cresce, diventa un

albero”. Gli ebrei

conoscevano bene

la differenza tra un

arbusto e un albero.

Sempre nella Mishnah,

si trovano delle liste

di alberi, arbusti e

verdure, e la senape è

chiaramente classificata

come un arbusto (m.

Kilayim 1.4).

Quindi la parola “albero” nella parabola

è sorprendente. Spesso Gesù quando

raccontava una parabola, aveva lo scopo di

sorprendere il suo pubblico per spingerlo

a vedere un senso simbolico. Com’è

possibile che qualcuno osasse piantare

un granello di senape nel suo giardino?

E com’è possibile che un arbusto diventi

un albero? Gesù rincara dicendo che « gli

uccelli del cielo abitano sui suoi rami ».

Queste parole, apparentemente superflue,

sono una referenza alla Bibbia. È proprio

questa citazione che dà la chiave di

interpretazione della parabola. Nel libro

del profeta Ezechiele, Dio fa una promessa

al suo popolo “Lo pianterò sull’alto monte

d’Israele; avrà rami e porterà frutto;

diventerà un cedro magnifico. Tutti gli

uccelli di tutte le specie abiteranno su di

lui; dimoreranno all’ombra dei suoi rami »

(Ezechiele 17 :23). Nella sua parabola, Gesù

descrive l’arbusto di senape con dei termini

profetici. Questo arbusto è destinato ad

essere un albero per la grazia e la forza di

Dio.

Qual è dunque il

signficato di questa

parabola per la Chiesa di

oggi? Comincia con una

metafora di impurità.

Un piccolo seme viene

gettato in un giardino

che non è predisposto

ad accoglierlo. Quando

sono in crisi, combatto

contro problemi di ordine

morale, spirituale, físico,

quando penso che la mia

vita non sia meravigliosa,

sono questo granello di

senape. Siccome sono “inadeguato”, il mio

posto non è in questo giardino. Ma Gesù

mi dimostra che questo granello di senape

ha il suo posto nel giardino. In realtà,

questo giardino è il posto in cui ha bisogno

di trovarsi, il posto in cui ha più possibilità

di svilupparsi, nonostante le previsioni.

Cosa ci si aspetta da un granello di senape?

Un arbusto o un albero? Che cosa ci si

aspetta da una persona come me, da una

vita come la mia? Gesù mi dice “accetto con

grazia questo granello di senape, perchè

in me può diventare un albero magnifico”.

Sì, nell’economia di Dio, l’arbusto diventa,

4

Le due « anomalie» presentate in questa discussione sono state identificate da Bernard B. Scott nel suo libro

Hear Then The Parables. A Commentary on the Parables of Jesus, Fortress Press, Minneapolis, 1989, p. 373-387.

5

Compilazione scritta delle leggi orali ebraiche composte intorno all’anno 200 d.C. ma che contengono anche

delle tradizioni più antiche.

10


attraverso la Sua Parola, un albero. Gesù

con questa breve parabola, mi invita a

vedere in lui il luogo di accoglienza per

eccellenza. La parola “accogliere” viene

dal latino “colligere” che vuol dire “mettere

insieme”. Quando vengo accolto, non sono

solo con qualcuno per ricevere conforto;

si tratta anche di avere la possibilità di

mettere insieme i pezzi della mia vita per

trovarne un senso.

SENSO SENZA SOLITUDINE

Gesù accoglie ogni essere umano che

desidera andaré verso

di lui, e lo fa a un livello

personale: “Dove sei? Chi

sono io per te ? ». Ma lo

fa anche per la comunità

dei credenti, la Chiesa.

La Chiesa è l’insieme

di persone che hanno

deciso di fidarsi di Dio

per essere acccolti in

Gesù. Queste persone

che ormai chiamo fratelli

e sorelle per la fede

in comune, ma anche

gioie e dolori in comune,

sono il “luogo” in cui

posso vivere pienamente e condividere il

senso ritrovato della mia vita, ma anche

avere e dare sostegno per le battaglie del

quotidiano. Gli psicologi Mary-Catherin

Freier Randall e Todd Burley, professori

dell’università di Loma Lina e dell’ospedale

dei bambini della California, hanno scritto:

coloro che sono dipendenti dalle sostanze

sono spesso in grado di spiegare gli effetti

negativi della loro dipendenza. Così, (..)

siamo sorpresi nel constatare che questa

consapevolezza non li aiuta a smettere

ciò che è visto come un comportamento

autodistruttore. (…) Le nostre dipendenze

non sono dei comportamenti che

rispondono a dei bisogni illegittimi, ma

dei comportamenti che abbiamo adottato

per far fronte a dei bisogni legittimi.

Ciò che bisogna capire dunque è che la

dipendenza non è la maniera corretta per

soddisfare un bisogno. Bisogna cambiare

la maniera in cui soddisfiamo il nostro

bisogno, non il bisogno in sè. (…) Ciò è

possibile con delle relazioni personali sane.

Le ricerche dimostrano che le persone che

hanno cambiato il loro comportamento (e

quindi si sono liberate dalle dipendenze)

ci sono riuscite grazie a delle relazioni

benefiche. E’ per questo che bisogna fare

attenzione a non giudicare nè a evitare

coloro che sono nella dipendenza 6 » .

Siamo tutti nati rovinati,

imperfetti, in un modo

o nell’altro, che sia a

causa di una dipendenza

o meno. Gesù mi dice

che se la vita non è

come desidero, se mi

sento come Sisifo, se

non mi sento a mio

agio alla presenza di

Dio o dei cristiani, allora

forse sarebbe meglio

guardarmi attorno: sono

come tutti gli altri, come

un granello di senape, ed

è in Dio, e poi nella comunità di credenti, il

posto in cui devo essere per dare di nuovo

un senso alla vita, il posto in cui posso

diventare più di un semplice arbusto.

Di fronte alla fragilità dell’uomo

postmoderno e al suo bisogno di trovarsi in

una dinamica relazionale collettiva benéfica

(la Chiesa!), bisogna chiedersi se la chiesa

è veramente pronta ad accogliere “l’altro”

così come Gesù continua a farlo. Sentirsi

accolti, confortati, meravigliosi: conoscere

il carattere di Dio, le sue motivazioni e i

suoi buoni propositi per ognuno di noi

come sono stati rivelati in Gesù; non sono

questi dei bisogni legittimi che possono

veramente liberare dalla paura della morte,

11


la paura del futuro, dall’estenuante vita

esistenziale? Non è quindi la comunità

di credenti il “luogo” ideale per questa

esperienza?

come lo dimostra la parabola del granello

di senape, nessuno è inopportuno nel

giardino di Dio, perchè è qui che i piccoli

granelli possono diventare alberi”.

CONCLUSIONE

La chiesa ha bisogno di riflettere sulla sua

capacitá e la sua volontà di accoglienza.

Bisogna confessare il malessere generale

che attacca le nostre comunità di fronte

alla prospettiva di accogliere, non solo

come ospiti, delle persone « diverse

». Troppo spesso dimentichiamo che

l’essere umano ha bisogno di essere

accolto da Gesù, di lasciarsi trovare, di

permettergli di indicargli il senso e la

direzione mentre è intento a sforzarsi

per spingere la roccia verso la cima della

collina. È tempo di rendersi conto che la

sofferenza- una realtà universale- in sè

non produce necessariamente la pazienza

nè la crescita; al contrario, può rendere

più duri o annientare l’essere umano.

Solo la sofferenza che è in qualche modo

sostenuta e gestita con la fede produce

crescita, poichè si circoscrive in una vita che

ha senso e che permette di sopportare,

o relativizzare, i nostri drammi. Gesù è

il “luogo” di accoglienza per eccellenza,

colui che può « mettere insieme » ciò che

sembra essere una massa senza senso

e aleatoria di briciole di vita. La Chiesa,

come corpo di Cristo, deve poter osare

e dire a tutti “non vi sentiate a disagio:

6

Kiti Freier e Todd Burley, « Knowing Better and Doing Better. The role of memory in addiction »,

in Adventist Review (online edition). Nella stessa edizione si trova il libro di Johann Hari, Chasing The Scream: The

First and Last Days of the War on Drugs, Ney York, Bloomsbury Circus, 2015, e troviamo un riassunto in francese in :

https://www.huffingtonpost.fr/johann-hari/causes-addictions-drogues_b_6643266.html, in cui si legge:

« L’aumento dei comportamenti dipendenti è il sintomo di un malessere radicato nel profondo che ci spinge a

privilegiare il nuovo gadget che ci piace piuttosto che le persone che ci circondano. In uno dei suoi testi, Georges

Monbiot ha qualificato la nostra epoca come « l’era della solitudine ». Secondo Bruce Alexander (…) ci preoccupiamo

da troppo tempo di guarire la dipendenza caso per caso. È il momento ormai di dirigere i nostri sforzi verso una

guarigione sociale: come guarire, tutti insieme, dalla malattia dell’isolamento che si è abbattuta su di noi. (…) Sono

quindi tornato a casa, deciso a condividere il quotidiano dei tossicodipendenti del mio intorno, e a testimoniare un

affetto incondizionale, indipendentemente dal fatto che possano smettere o meno”.

12


TESTIMONIANZA

DISTRIBUZIONE DI UOVA D’AMORE

un’iniziativa sorprendente

Ucoppia di avventisti che viveva in

campagna ha avuto la gioiosa

iniziativa di offrire il prodotto del

loro pollaio ai vicini. Non sapendo

cosa fare dell’abbondanza delle uova di

cui beneficiavano, hanno fatto uno dei

gesti piu’ semplici..darli gratuitamente e in

maniera lúdica.

« Uova fresche, covate all’aria

aperta, raccolte tutti i giorni, e

curate naturalmente! Servitevi e

date in cambio ciò che volete. La

casa accetta: sacchi di grano, di

mais, farina, olio, una macchina,

un trattore, un’arancia, del pane,

un bidone di benzina, delle monete,

carta di crédito, assegni... »

Questo il messaggio divertente scritto

sul cartello nella foto. “Alla base dell’idea

c’era il voler dare in tutta semplicitá, ma

sappiamo che nella cultura francese la

maggior parte delle persone si sentono

in debito quando ricevono un dono o un

servizio gratuitamente. Quindi abbiamo

rimesso in atto il principio del baratto

in modo che possano sentirsi a proprio

agio. Ma il nostro scopo era quello di dare

gratuitamente.

Le nostre galline solo allevate all’aria

aperta, nutrite con il grano e l’insalata

e curate naturalmente. Sembrano cosi

contente che ci sono riconoscenti.

Ogni giorno raccogliamo una buona

dozzina di uova e se aspettiamo due

o tre giorni, fate voi il calcolo.. Siamo

così enormemente benedetti che ci è

sembrato quindi ovvio condividere con

gli altri questa benedizione. Abbiamo

capito velocemente che potevamo fare

molto di più che solamente condividere le

nostre uova, invece di perderle. Abbiamo

quindi cominciato a distribuirne ai fratelli

e sorelle della Chiesa e alla famiglia, ma

non era ancora abbastanza. Avremo

potuto venderle ma invece Dio ha messo

nel nostro cuore la volontà di fare come

Gesù: dare senza conservare per noi, senza

contare e senza aspettarsi nulla in cambio.

Abbiamo quindi messo una piccola panca

davanti casa, vicino alla buca delle lettere,

sulla quale abbiamo messo un secchio. In

quest’ultimo, con in fondo della paglia e

un coperchio sopra, mettiamo ogni giorno

le uova fresche del mattino. I primi giorni,

eravamo come dei bambini, aspettando

l’arrivo di un vicino, scrutando il secchio da

lontano. E poi, molto velocemente, le uova

sparivano dal secchio. Con nostra grande

13


sorpresa, vicini e passanti si fermavano

tutti i giorni e ripartivano con un po’ di

uova! Il fattorino molto contento ha súbito

seguito il gioco e ci ha dato una busta di

arance; viene con una scatola di uova vuota

e riparte con la scatola piena. Un altro

giorno, abbiamo trovato un pacco di pasta

nella buca delle lettere, delle monete, dello

zucchero, della farina, dell’olio, ecc.

Ma la cosa più interessante di questa

esperienza è la gioia che distribuiamo.

Donare qualcosa, gratuitamente, come

un regalo e senza obbligo di qualcosa in

cambio, sorprende molto. Prima di tutto,

ciò che ci incoraggia è il piacere di donare

e di fare del bene. Donare in cambio di ciò

che Dio ci dà e senza aspettarsi nulla in

cambio. Spesso diciamo alle persone che

preferiamo non ricevere nulla, che non

sono obbligati di darci qualcosa. La felicità

degli altri fa la nostra.

Non abbiamo misurato l’impatto positivo

di questo semplice gesto sulle persone

che ci circondano. Uno dei nostri vicini che

aveva una faccia seria e con il quale non

avevamo rapporti ha comiciato a sorridere

e a parlare con noi.

teléfono, o un aiuto. Per esempio, io

non ho tempo per i miei lavori di cucito,

una vicina si è proposta di scambiare dei

servizi di cucito professionale con delle

uova. Abbiamo già la promessa di ricevere

delle verdure dell’orto. E inoltre abbiamo

scoperto dei vicini che non avevamo

conosciuto o che a mala pena avevamo

incrociato per strada. Sappiamo che adesso

siamo più conosciuti come la coppia delle

uova e questo ci piace tanto. I nostri figli

imparano la felicità di dare gratuitamente

e la gioia di condividere delle uova

dell’amore. Ci rendiamo conto che siamo

benedetti molto più di quello che possiamo

immaginare. Non solo riceviamo molti

scambi e si creano delle relazioni con i vicini

e inoltre, quando doniamo tutte le nostre

uova, riceviamo dei doni inaspettati”.

La felicità di dare senza aspettarsi nulla

in cambio è senza dubbio il sentimento

d’amore che Dio ha verso di noi. Ci ama

senza condizioni, non si aspetta niente, ci

ama semplicemente ed eternamente.

E ciò che desidera è che i suoi figli facciano

la stessa cosa, come dice la citazione

che segue: “Cosi come noi riceviamo

continuamente le benedizioni di Dio,

così dobbiamo dare sempre”. Consigli

sull’economia. Capitolo 2, 19.5 di Ellen G.

White.

Amélie Trébeau

Altri ancora si fermavano quando

portavano a spasso il cane e restavano

a scambiare due parole. È una bella

occasione per incontrare i vicini, scambiare

due parole, un sorriso, un numero di

14


Bisogna dire che un papà non è solo

una mamma con barba e baffi.

Oltre a tutte le responsabilità in

comune, la figura del padre risente di

molta più pressione rispetto a quella

della madre. Certo, non viviamo

l’esperienza del parto, le visite dal

ginecologo, le nausee mattutine, le 20 ore

di travaglio, l’epidurale, i parti cesarei e

le smagliature. Ma apprezzo ogni singolo

aspetto di tutto questo, a tal punto da

sentirmi mancare solo a pensarci.

La pressione più grande però deriva dal

fatto che la figura del padre è utilizzata

come paragone con Dio, che è il nostro

Padre nei cieli. Per me, questa è una

pressione ingiusta e non necessaria!

Come può un padre terreno

vivere e amare anche solo

lontanamente come Dio

ama immensamente noi, i

Suoi figli?

Si dice che la paternità

non è una cosa per

tutti (specialmente se

sei donna) e di sicuro

alcuni non dovrebbero

diventare padri, come quelli

che non sanno raccontare le

battute, un requisito obbligatorio

dell’essere padre. Da un punto di vista

più grave e drammatico, ci sono padri

che abusano dei propri figli, sia a livello

fisico che emotivo, passando anche per

il semplice ma tremendamente doloroso

disinteresse.

Per tanti, la madre è una figura molto più

amorevole. Quindi forse, in questo caso,

paragonare Dio a una madre amorevole

HEI, PAPÀ...

ti voglio bene !

potrebbe descrivere meglio il Signore;

ma anche le madri possono non essere

amorevoli.

Se tutti i figli e tutte le figlie avessero

un padre (o una madre) amorevole,

allora l’immagine generale del Signore

potrebbe trarne grandi vantaggi.

Nonostante tutto questo, penso che

ci sia una comprensione più grande

di Dio come “nostro Padre” quando,

come uomini, abbiamo l’opportunità di

ricoprire il ruolo di padre amorevole nei

confronti dei nostri figli. Questo porta il

significato e la comprensione di quanto

amorevole sia il Signore a un livello molto

più elevato.

Come genitore amorevole,

pensa a questo: quanto ami

tuo figlio? Poco importa

se ti trovi a vivere

capricci, discussioni,

lamenti, disubbidienze,

bugie o solo stupide

disattenzioni; alla

fine della giornata ci

si ritroverà lo stesso ad

amare immensamente il

proprio figlio. Scommetto

che ti sciogli sempre quando ti

risponde “ti voglio bene” dopo una tua

manifestazione d’affetto.

A volte potresti volerli viziare con dei

regali ma sai bene che la cosa potrebbe

rovinare il loro carattere; a volte potresti

anche trovarti a permettere che vivano

dei momenti difficili perché, se non lo

fai, anche questo potrebbe andare a

svantaggio del loro sviluppo caratteriale.

Spesso l’amore che provi non assume la

FAMIGLIA

15


forma di qualcosa che dai, ma ha la forma

di qualcosa che togli loro. Ma l’obiettivo

finale è sempre il loro benessere, in nome

dell’amore nei loro confronti.

Pensa a quello che faresti per la loro

felicità nonostante i comportamenti a

volte sciocchi. Probabilmente daresti

anche la tua vita per loro. Bene, questo

è esattamente come si sente il Dio

dell’universo nei tuoi confronti, anzi,

anche di più: Dio ti ama, nonostante i

comportamenti scorretti in cui potresti

essere incappato. Ovviamente nel

carattere di Dio non c’è traccia di

comportamenti abusivi, di disinteresse

o di asprezza. È un padre amorevole al

100%.

Come genitore reale o immaginario,

pensa a quanto amore riversi sui tuoi

figli e a cosa faresti per loro. Poi ribalta

questo pensiero, soffermandoti sul fatto

che tutto quell’amore, e anche di più, lo

prova il Signore nei tuoi confronti.

Scott Wegener

PUBBLICATO SULLA RIVISTA SIGNS OF THE TIMES.

SALUTE

IL VALORE

della cucina casalinga

La diminuzione dei pasti

preparati in casa e l’aumento

dei prodotti pronti ha come

conseguenza diretta delle

cattive condizioni di salute.

LA SVALUTAZIONE DELLA

CUCINA CASALINGA

Alcuni decenni fa, il tempo necessario

per preparare i pasti di famiglia veniva

considerato più come un investimento sulla

salute di una persona che un hobby. Oggi

invece, la disponibilità di prodotti pronti e le

capacità di marketing dei fast food hanno

portato a una svalutazione della cucina

casalinga, senza badare alle eventuali

conseguenze. Se avete quindi a cuore il

vostro benessere, è il momento di tornare

in cucina!

PERCHÉ INVESTIRE

NELLA CUCINA?

Diversi studi hanno mostrato

che cucinando di più, si

mangia più frutta e verdura,

cadendo sempre meno

nella trappola dei fast food.

In due studi condotti da

professionisti del settore

sanitario negli Stati Uniti,

pubblicati nella rivista

PLOS Medicine, coloro che

riescono a beneficiare di

un maggior numero di pasti

preparati in casa riscontrano

una notevole diminuzione nel

contrarre il diabete di tipo 2.

Tramandare ai membri più giovani

della famiglia le abilità culinarie e

l’alfabetizzazione alimentare potrebbe

16


essere una delle cose più importanti

per aiutarli a mangiare meglio nel corso

della loro vita. In Australia, il programma

Stephanie Alexander Kitchen Garden,

testato nelle scuole primarie statali, ha

dimostrato che i bambini che imparano

a coltivare e preparare le verdure le

mangiano più volentieri, ampliando anche

la varietà di verdure stesse che amano

consumare.

Ma non si tratta solamente di migliorare la

propria dieta. Dedicare più tempo in cucina

vi aiuterà anche a risparmiare soldi.

Nello studio sull’obesità, condotto nella

città di Seattle, i pasti fatti in casa erano

associati a

diete

povere di calorie, zuccheri e grassi, pur non

aumentando i costi mensili della spesa.

CONSIGLI PER CUCINARE

PIÙ SPESSO

Non c’è bisogno di cucinare ogni sera,

basta dedicare tre momenti nell’arco della

settimana alla cucina e utilizzare di più il

frigorifero e il congelatore.

Dividetevi i compiti, a partire dalla spesa,

passando dalla preparazione e dalla pulizia

e arrivando allo smaltimento dei rifiuti: tutti

si ritroveranno ad apprezzare di più i pasti

preparati.

Approfittate del fine settimana per

portarvi avanti. Arrostite delle verdure,

tagliate l’insalata, cucinate il tofu o fate

bollire i fagioli. Con un minimo sforzo in

più, potrete trasformarli in zuppe, panini,

risotti, sughi per la pasta e insalate per la

settimana successiva.

Di Sue Radd

Sue Radd è una delle principali

nutrizioniste ed esperte sanitarie

presenti in Australia. Fornisce

anche consigli agli studi legali,

offrendo consulenze in ambito

nutrizionale che vengono utilizzate

nei procedimenti giudiziari.

17


S V I Z Z E R A

LA CHIESA “OPEN DOOR”

nel Ticino cambia sede

La FSRT è particolarmente felice di invitarvi

a visitare la sua nuova chiesa nel Ticino.

Dopo numerosi mesi di preghiera, la chiesa

che prima si trovava a Gravesano si è

trasferita a Cadempino. Infatti il Signore ha

offerto alla chiesa “Open Door” un nuovo

locale che permette a questa comunità di

organizzarsi meglio in termini di spazio, in

particolare per quanto riguarda le attività

del sabato.

A Gravesano tutte le attività si svolgevano

nella stessa stanza, l’unica a disposizione

della comunità. Questa struttura limitava

notevolmente le attività per i bambini e gli

adolescenti e rendeva difficile il corretto

svolgimento della suddivisione delle attività

secondo le diverse fasce d’età.

Adesso invece il nuovo locale della

chiesa “Open Door” dispone di 4 sale che

permettono ai bambini, agli adolescenti,

ai giovani e agli adulti di vivere il momento

della Scuola del Sabato separatamente.

Questo favorisce anche un clima più

sereno, offrendo la libertà necessaria per

studiare la Bibbia in gruppi. Inoltre, grazie

alla disponibilità dell’edificio, vengono

anche proposte delle attività al mercoledì

sera.

Un altro grande vantaggio è costituito dalla

vicinanza del nuovo locale con le fermate

dei trasporti pubblici. Le fermate di metro

e autobus sono infatti a circa 5 minuti a

piedi. Così i membri della comunità che

non dispongono di una macchina possono

raggiungere molto più facilmente la chiesa

per venire ad adorare il Signore insieme

ai loro fratelli e sorelle; è anche più facile

e pratico invitare i propri amici a venire in

chiesa il sabato, senza per forza essere

costretti a muoversi in macchina.

Gli spazi di questo nuovo locale sono

anche molto più piacevoli. L’arredamento

e la disposizione della sala di culto sono

armoniosi e fatti con gusto. Anche questo

è un aspetto da non sottovalutare per

fare in modo che i membri e i visitatori si

rechino con piacere in chiesa, così come

offre grandi vantaggi alla trasmissione via

Internet dei culti proposti.

Questo permetterà di trasmettere una

bella immagine della chiesa; ormai lo

sappiamo: su Internet, al di là della qualità

delle immagini, anche il contenuto è

estremamente importante. Nei primi

secondi, basandosi sulla presentazione

degli spazi, sulla luminosità, etc., i

navigatori decidono se continuare a

guardare il video oppure no.

Questo aspetto apre delle nuove

prospettive a questa chiesa di circa

30 membri che desidera investire

18


nell’evangelizzazione e accogliere

sempre più membri tra i suoi ranghi. La

trasmissione dei culti via Internet aprirà le

porte al Ticino, alla Svizzera e al mondo in

generale.

Per tutte queste ragioni, la chiesa è

davvero molto contenta del cambiamento

effettuato, avvenuto dopo mesi e mesi di

ferventi preghiere. Il Signore ha risposto

superando addirittura le speranze dei

membri e per questo lo ringraziamo.

Siete quindi tutti cordialmente invitati a fare

visita alla chiesa avventista di Cadempino,

in via Industria 1, che non vede l’ora di

accogliervi perché, come dicono loro stessi,

“il Signore ha fatto grandi cose per noi, e

noi siamo nella gioia” (Salmo 126:3).

La chiesa si trova al primo piano

dell’edificio, proprio di fronte al Centro

Congressi della città di Cadempino.

Sulle dichiarazioni di Rodrigo Bertotti,

pastore della chiesa avventista “Open Door”

Fonte: adventiste.ch/adresse-opendoor/

Tradotto da Tiziana Calà

19


RUT LA MOABITA,

invitata al fine settimana delle

donne a Diablerets

pensiero ebraico”; qui l’atto precede la

comprensione, contrariamente a quanto

succede nella società contemporanea, dove

si tende a riflettere prima di agire.

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Il week-end della Pentecoste a Diablerets è

stato una vera e propria benedizione! Più di

una quarantina di donne si sono riunite in

occasione del fine settimana della Pentecoste,

dal 18 al 21 maggio. L’obiettivo era quello

di condividere dei momenti di preghiera,

di meditazione, di amicizia e di relax.

Daniela Gelbrich, l’ospite del week-end,

ci ha parlato del libro di Rut. Ha attirato

l’attenzione su queste due donne che sono

state eccezionali in quanto fede e coraggio.

L’esempio di Rut è stato decisivo per

Naomi: per amore della suocera, Rut

ha infatti scelto di seguire il suo Dio. Il

libro della Bibbia che porta il suo nome è

pieno di rispetto, di lealtà, di generosità,

di donne che dialogano e comunicano,

che prendono delle decisioni, che fanno

delle scelte, che si proiettano nel futuro;

si trattava di qualità che erano sparite

all’epoca dei giudici, qualità che anche ai

giorni nostri restano in via di estinzione.

Daniela, studiosa di ebraico, ha saputo

darci tanti dettagli interessanti, anche

grazie all’esegesi del testo e alla pioggia,

che ci ha permesso di dedicare alcuni

momenti a un altro tema intitolato “il

C’era una delegazione del Ticino che ha

dato testimonianza dei propri Ministeri

Femminili, con una menzione speciale per

l’operato di “Girls4Christ” che svolge un

lavoro importante nel settore. Il Ticino sta

facendo dei passi avanti e noi auguriamo

loro ricche benedizioni.

Le giornate cominciavano con un momento

di preghiera e di intercessione, seguito

da meditazioni, conferenze, momenti di

bricolage (collane di perle o portachiavi),

passeggiate e una serata di giochi a tema

spirituale. Per chiudere il fine settimana,

David Jennah ci ha presentato un ultimo

personaggio femminile, quello della donna

che cercava la sua dracma perduta.

Un ringraziamento speciale va alla

presenza di alcuni dirigenti dei Ministeri

Femminili delle chiese della nostra

federazione e alla cucina, che ha cucinato

con successo per le partecipanti.

Congratulazioni al team di lavoro dei

Ministeri Femminili della federazione e a

coloro che hanno aiutato a organizzare

questo evento.

Di Adventiste Magazine, con il contributo di

Iliko Jennah, Ágnes e Christiane.

Fonte: adventiste.ch/week-end-desfemmes

Tradotto da Tiziana Calà


5° CONGRESSO PORTOGHESE DELLA SVIZZERA

tenutosi nel Ticino

Una piccola chiesa… anzi, un gruppo

della federazione avventista della Svizzera

romanda e del Ticino ha sognato in

grande. Dato che la maggioranza dei suoi

membri era di origine lusofona, voleva

ospitare il prossimo congresso lusofono

della Svizzera. Questo per due motivazioni

principali: la prima, la più importante, per

far sì che i membri avessero la possibilità di

condividere la propria fede invitando amici

e conoscenti a partecipare a qualcosa di

grande, a dimostrazione dell’appartenenza

della loro chiesa a una grande

organizzazione mondiale. Inoltre perché

avevano tutti voglia di impegnarsi in un

grande progetto, capace di riunire l’intera

comunità, con lo scopo di consolidare la

propria famiglia spirituale e il lavoro di

squadra.

Così si sono messi al lavoro. Anche con il

sostegno economico della FSRT, realizzare

un congresso così grande, sperando

anche di invitare il più importante gruppo

musicale del Sud America, non era un

progetto affatto semplice e privo di

difficoltà. Grazie a Dio, molte persone,

sia dall’Europa che non, hanno scelto di

sponsorizzare l’invito di questo gruppo

musicale. Grazie ad alcune donazioni è

stato possibile acquistare i 6 biglietti aerei

necessari.

Non restava quindi che finanziare gli altri

costi, legati in particolare all’affitto della

sala. L’iscrizione di ogni partecipante

serviva anche a coprire questa spesa.

Con l’aiuto di tutti, il sogno ha iniziato

a diventare realtà. E il grande giorno è

finalmente arrivato: venerdì 20 aprile è

inaugurato l’evento che è proseguito anche

il giorno successivo, sabato 21 aprile 2018.

In totale, 400 persone sono venute da

tutta la Svizzera, dall’Europa e anche da più

lontano, per vivere insieme questo evento.

La giornata è stata arricchita anche dalla

presenza del pastore Almir Marroni,

responsabile mondiale delle pubblicazioni

avventiste, che ha dimostrato in maniera

pratica come il materiale stampato della

Chiesa (riviste, libri, volantini, etc.) sia

ancora in grado di trasformare la vita di

migliaia di persone nel mondo, anche dopo

la nascita di internet. Ha anche spiegato

che se ognuno dei circa 20.000 membri

che formano la Chiesa Avventista offrisse

un libro a settimana, solamente in un anno

si avrebbero 1 miliardo di libri distribuiti; in

questo modo, la totalità della popolazione

mondiale riceverebbe un libro avventista.

21


L’altro ospite, Jeferson Tavares, pastore

della più grande chiesa lusofona degli

Stati Uniti (Fort Lauderdale, in Florida), ha

invitato ciascun partecipante a sedersi nel

proprio posto riservato nel regno dei cieli.

di Bellinzona. Per riuscire a coprire tutto

il territorio della città, alcuni membri di

chiesa hanno messo a disposizione la

propria macchina mentre altre ancora sono

state noleggiate. Coloro che si trovavano

in casa in quel momento hanno ricevuto

direttamente il libro, mentre gli altri

troveranno la propria copia nella cassetta

delle lettere.

Ma in effetti è stato il quartetto Arautos

do Rei che ha davvero incantato e

spiritualmente infiammato i partecipanti

con i propri canti di devozione così ben

eseguiti. Il gruppo esiste da 55 anni e

questa è la sua 29° formazione. È il gruppo

ufficiale della chiesa avventista del Sud

America, composto essenzialmente da

pastori. Nel periodo in cui i pastori sono

invitati a far parte del quartetto, si dedicano

esclusivamente a questo servizio. Fanno

delle prove giornaliere, assicurando delle

tournée per i due terzi dell’anno, spesso

nei fine settimana. Viaggiano in tutto il Sud

America ma anche, come in questo caso, in

Europa e nel Nord America.

Insomma, è stata una giornata di

rinnovamento spirituale, di lode, di

condivisione e di evangelizzazione. Questo

mix spirituale ha formato un programma

che si è articolato per circa 13 ore nella

giornata di sabato. Una vera e propria

maratona spirituale.

La federazione della Svizzera romanda

e del Ticino si congratula con la chiesa

di Bellinzona e con Rodrigo Bertotti, il

pastore locale, per la riuscita di questo

grande evento e si augura che il Signore

possa continuare a ispirare le decine

di visitatori non avventisti che hanno

partecipato al congresso. Gloria a Dio per

questa libertà di adorazione. Torna presto

Signore Gesù, per farci vivere tutto questo

con Te ogni giorno nel regno dei cieli.

Fonte: adventiste.ch/5eme-congresportugais-tessin

Tradotto da Tiziana Calà

Nel pomeriggio i partecipanti del

congresso sono usciti per le strade per

distribuire una copia italiana del libro

“La via migliore” in ogni casa della città

22


ALCUNI LAVORI NELLA CHIESA DI LUGANO

rendono “l’altare” più vicino al credente

piccoli; questo dettaglio fornisce anche una

maggiore praticità in caso di mimi o sketch,

così come ai vari musicisti, etc.

La chiesa di Lugano aspettava questo

momento da tempo. Il progetto di

ristrutturazione dei locali, programmato da

tanto tempo, è stato finalmente realizzato.

I lavori sono iniziati con l’arrivo della

primavera e sono stati portati avanti da

numerosi membri della comunità.

Una moquette ormai usurata e la vernice

delle pareti sbiadita hanno spinto i

membri a riflettere su come rendere il loro

luogo di culto un posto più accogliente e

piacevole. A partire da quel momento, i due

obiettivi principali dei lavori erano quelli

di rendere la cappella più illuminata, per

dare la sensazione di libertà e di ampliare

l’accesso al pulpito, prima costituito solo

da una piccola scaletta posizionata sulla

destra. Questa disposizione dava sempre

l’impressione che chi stava davanti era più

“importante” e “non abbastanza vicino” alla

congregazione. La sacrestia e il perimetro

della chiesa sono stati piastrellati, cosa che

ha reso il locale più funzionale e piacevole

alla vista.

Tra tutti coloro che hanno aiutato, un

ringraziamento particolare va al fratello

Graziano Foliani che ha ripitturato quasi

tutto il piano terra della chiesa, così come

l’ingresso e le scale. Questi lavori, finanziati

dalla chiesa di Lugano con l’aiuto della

federazione, rappresentano un sogno che

finalmente è diventato realtà.

La chiesa di Lugano si trova da decenni nel

cuore della capitale del Ticino. Conta oltre

un centinaio di membri ed è impegnata

in numerose attività umanitarie e di

evangelizzazione. La chiesa dispone anche

di una bella cucina, di una sala giovani

e di un parcheggio per una decina di

macchine. Quindi, se vi trovate nel Ticino,

non perdetevi l’occasione di fare una visita

a questa chiesa. Adesso tutto è pronto per

accogliervi al meglio.

Di Adventiste Magazine, con il contributo di

Matthias Maag, pastore della chiesa locale.

Fonte: adventiste.ch/des-travaux-a-lugano/

Tradotto da Tiziana Calà

Adesso le scale occupano tutta la

lunghezza del pulpito, permettendo una

maggiore flessibilità e velocità al momento

della salita e della discesa, specie per i più

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