Luglio 2018

ValorizziAMO

omaggio

Livorno

Anno 32 - N° 652

Luglio

2018

non stop

mensile indipendente «strettamente» livornese

Omaggio

All’interno

Riecco

lo Chalet

della Rotonda

Antignano: Spiaggetta Scoglio della Ballerina (foto R. Onorati)

La storia degli

stabilimenti balneari

Jubilation,

20 anni di successi

Karima,

dalla tunica blu

al continente giallo

Giovanni Lomi

e Voltolino Fontani

La storia

delle Magistrali


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LIVORNOnonstop

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attualità

Riecco lo Chalet

Dopo 15 anni di lunga attesa restituito alla città lo Chalet della Rotonda,

uno dei luoghi più apprezzati ed amati dai livornesi

Dopo la

Biblioteca

Comunale

e il Museo

della Città,

Livorno,

grazie ad

alcuni intraprendenti

imprenditori, ha

festeggiato un’altra importante

inaugurazione, quella della

riapertura dello Chalet della

di Giovanni Giorgetti

Rotonda, la storica costruzione

degli anni ‘30 dal fascino

Liberty, simbolo di arte e cultura,

completamente recuperata,

dopo una lunghissima

fase di abbandono che l’avevano

praticamente ridotta in

questi ultimi quindici anni, fra

transenne e crolli vari, quasi a

vergognoso rudere.

“Semplice e sorprendente” recita

il nuovo logo dello Chalet

Da sin.: l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Aurigi, i quattro gestori Sergio Cristiani, Federica Garaffa,

Francesca Garaffa e Giorgio Arpesani, il sindaco Filippo Nogarin e il costruttore Alberto Ricci.

della Rotonda, rappresentato

da un cerchio che richiama la

Rotonda associata ad un’onda

che ricorda il nostro mare.

“Semplice” perché sarà il luogo

in cui i livornesi si potranno

rispecchiare; “sorprendente”

perché tutto avrà qualcosa

di diverso e inedito.

In effetti, per arredare l’ambiente

si è scelto una linea moderna

ma semplice e funzionale

che mette a proprio agio i

clienti, un posto per trovarsi,

per incontrare e per condividere,

un luogo come pochi altri

sul nostro territorio. In poche

parole: un’eccellenza!

Ma ripercorriamo in breve le

tappe di questo autentico “pezzo”

di storia della città tornato

prepotentemente alla ribalta.

L’apertura risale a 87 anni fa,

precisamente nell’estate del

1931, per volere della società

in nome collettivo “Francesco

Ambrosini e C.”, con capitale

100.000 lire, sottoscritto in

parti uguali dai soci Francesco

e Giovanni Ambrosini, Riccardo

Angiolo e Roberto Enrico

Bossio (i primi due di nazionalità

svizzera e gli altri di nazionalità

argentina). Il locale,

allora chiamato Chalet La Pineta,

dai colori pastello, molto

elegante, aggraziato dallo stile

Liberty, si impose subito tra i

livornesi e i numerosi turisti

che frequentavano la zona e i

vicini stabilimenti balneari, nonostante

fosse a carattere stagionale,

con somministrazione

di caffè, “bevande vinose”

e alcoliche, gelati, pastic-


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attualità

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LIVORNOnonstop

ceria e simili.

In seguito, lo Chalet cambiò

più volte proprietà, accusando

però i primi sintomi di trascuratezza

nel periodo della

seconda guerra mondiale

quando, ovviamente, c’era da

pensare a cose più importanti

e alla stessa sopravvivenza

delle persone. Terminate le

ostilità, fu determinante l’acquisto

e il parziale restauro da

parte del Cral Spica (il circolo

ricreativo della nota fabbrica

di componentistica auto di via

San Martino che, negli anni

d’oro - la massima espansione

si ebbe nel 1982 -, dava

lavoro a ben duemila dipendenti,

con un’alta percentuale

di tute rosa, poi, hainoi, tutti

dispersi, nonostante il frazionamento

dell’azienda in Deplhi

e Trw) che riportò lo Chalet

agli antichi splendori. La nuova

direzione costruì una pista

da ballo e volle dare al locale

un’impronta di signorilità: era

obbligatorio per gli uomini la

giacca e la cravatta. A tal proposito

racconto un aneddoto,

capitato proprio al sottoscritto:

negli anni ’55/’60 ero un

acceso frequentatore, perché

appassionato di ballo; una volta

malgrado fossi elegantemente

vestito con una costosa

giacca di camoscio e un

maglione girocollo, non fui fatto

entrare perché “non vestito

in maniera consona”.

Dal 1953 l’area fu ancor più

valorizzata dal Premio Rotonda,

ideato da Mario Borgiotti,

insieme agli amici Nedo Luschi

e Renzo Casali, luogo tanto

amato dai macchiaoli ma

anche dai pittori delle nostre

generazioni.

Fino agli anni Novanta lo Chalet,

sotto altre gestioni, ha continuato

ad essere un elegante

punto di ritrovo. Poi, pian piano,

prese il sopravvento il degrado

sempre più incombente

tanto che nel 2003 il locale

fu posto sotto sequestro per

motivi igienici. Quel completo

abbandono e quelle transenne

che per lunghi anni ci


Una storica foto di Giambruni degli anni Trenta dello Chalet, allora chiamato La Pineta, di proprietà di

Francesco Ambrosini (nel riquadro).

hanno accompagnato, rappresentavano

un vero pugno allo

stomaco per tutti i livornesi e

per lo stesso decoro della città.

Già nel 2005 si costituì un

apposito Forum, a cui parteciparono

ben 27 associazioni locali,

auspicandone il recupero,

ma i sempre più elevati costi

dell’operazione e le lungaggini

burocratiche hanno fatto ulteriormente

allungare i tempi.

C’è voluta allora la testardaggine

e la spiccata voglia di fare

impresa (anzi squadra) di alcuni

imprenditori locali che

hanno (finalmente) tolto il cosidetto

“fuoco dalle castagne”.

Il merito è del felice

connubio (e imparentamento)

di due eccellenti famiglie di

pasticceri livornesi, la Labronica

e Cristiani, ovvero Giorgio

Arpesani e Sergio Cristiani

con le rispettive consorti,

le sorelle Francesca e Federica

Garaffa, che hanno preso

in gestione il rinnovato locale

sotto le insegne della CDR srl

(Chalet della Rotonda). Altrettanto

merito va alla società

vincitrice del bando di riqualificazione,

la Chalet srl, amministrata

dal dott. Alberto Ricci,

e composta dalle società

Programma costruzioni e Ginnastica

livornese e dalle stesse

Pasticceria Labronica e

Sergio Cristiani.

Cosa di non poco conto è anche

il fatto che all’interno


Foto di gruppo dei dirigenti del Cral Spica che nel dopoguerra presero in

gestione lo Chalet, valorizzandolo con la costruzione di una sala da ballo.

Il volto più brutto dello Chalet quando nel 2003 fu chiuso per motivi

igienici e abbandonato al suo destino, fino a divenire quasi un rudere.

I lavori di manutenzione, durati 18 mesi, per riportare a nuovo lo Chalet.


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attualità

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LIVORNOnonstop


Una splendida vetrata con il logo

dello Chalet della Rotonda.

Sara Cristiani con le amiche Lorenza Murace e Chiara Napoli e con...

LIVORNOnonstop nel giorno dell’inaugurazione del CdR.

dei nuovi locali lavorano

circa 25 persone, soprattutto

livornesi: un’altra bella notizia

per la città.

Lo Chalet dalla classica forma

ottagonale è tornato così

a vivere e a sprigionare la sua

bellezza. Grazie al prezioso e

certosino lavoro di restauro di

uno staff di giovani e qualificati

architetti nostrani, il locale

è rimasto invariato e mantenuto

intatto nel suo aspetto originario.

Per dare più spazio e

maggiore visibilità ai clienti,

allo storico locale degli anni

‘30, sono state però aggiunte

ai suoi fianchi due ali semicircolari,

costruite in acciaio e

muratura a secco con ampie

vetrate, che rendono più voluminosa

di 300 mq la struttura

preesistente. Nuove anche

le quattro vie di accesso,

con ampia ed elegante pavimentazione.

L’intero locale

ora comprende sale con servizio

di ristorante alla carta,

una zona bistrot, una cocktail

station, oltre alla caffetteria e

gelateria artigianale, con orario

continuato delle sette fino

alla mezzanotte, prolungabile

nei week end. All’interno trovano

posto anche un videoproiettore

e quanto necessario

per organizzare meetings

e feste private. L’esterno, invece,

si configura invece

come un anfiteatro che racchiude

una piccola piazza, recintato

e circondato da aiuole,

con molti tavoli. Il desiderio

è che questa piazza sia vissuta

dai livornesi come era una

volta: un luogo di incontro, di

condivisione. A tal fine saranno

organizzati una serie di

eventi, appuntamenti di svago,

arte e cultura, serate di

musica e intrattenimento che

sicuramente ravviveranno

l’intero parco, che pure sarà

riqualificato da parte del Comune

con ripristino di 26 candelabri

in ghisa (è prevista anche

un’area giochi per bambini).

Intanto, dall’11 al 26

agosto, tornerà nella sua location

originale il Premio Rotonda-Premio

Città di Livorno,

giunto alla 65ª edizione, organizzato

da Cabizia Arte Nuova:

tra i nomi dei componenti

della giuria figurano l’esperto

d’arte Carlo Pepi (per il premio

in onore di Amedeo Modigliani)

e lo storico dell’arte

Riccardo Carapelli (per il premio

Giovanni Fattori).

Insomma, un ambiente recuperato

in pieno (lo stesso Sindaco

Nogarin si è complimentato

con i diretti interessati che

“hanno fatto squadra mettendo

l’eccellenza davanti all’interesse

dei singoli: una curiosa

anomalia che spero diventi

presto elemento di forza della

nostra città”), un gioiello che

torna a splendere in una delle

zone più amate e frequentate dai

livornesi, centro di attrazione

pure per i turisti, qual’è appunto

la Rotonda d’Ardenza.

Lo staff dei progettisti

Una cartolina d’epoca e lo splendore notturno dell’attuale Chalet.


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LIVORNOnonstop

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musica

Il gruppo livornese fondato e diretto dal M° Luca Del Tongo

è ormai conosciutissimo e apprezzato in tutta Italia

Jubilation,

20 anni di successi

Nello scorso mese di maggio,

è andato in scena

presso il Nuovo Teatro delle

Commedie il maxi concerto

gratuito del Jubilation

Gospel Choir per festeggiare

i 20 di attività del primo

coro Gospel nato a Livorno.

In occasione di questo rilevante

risultato, Radio Incontro

ha assegnato al

gruppo l’ambito Premio

Speciale alla Carriera

E’ stato un evento all’insegna

della musica Gospel

ad alti livelli durante il qua-

le il coro ha eseguito i brani

più significativi del repertorio

alternando sul palco

“vecchi” coristi che in questo

ventennio hanno collaborato

con il gruppo.

Non sono mancati momenti

di intensa commozione nel

ricordare due coristi, o

meglio, due Amici, che purtroppo

sono scomparsi

prematuramente, ma presenti

“virtualmente” sul palco

quella sera con l’ausilio

di un contributo video grazie

al quale Jean Joel ha

cantato ancora una volta

con i Jubilation la sua canzone

da solista.

Una serata memorabile che

ha letteralmente incantato

ed emozionato l’intera platea

per tutta la durata del

concerto. Al termine dello

spettacolo, il coro ha voluto

festeggiare questo importante

traguardo offrendo

a tutto il pubblico presente

un brindisi con tanto

di torta fatta preparare ad

hoc da una cake designer

per evidenziare il colore

ufficiale ed inconfondibile

del gruppo: blu elettrico

Fondato nel marzo del

1998 da un’idea di Luca

Del Tongo, che tutt’ora ricopre

il ruolo di direttore

artistico e musicale, il Jubilation

Gospel Choir è il primo

gruppo che ha portato

la passione per la musica

Gospel nella nostra città

Vent’anni fa Luca disegnò

la prima bozza della sua

creatura, il Jubilation Gospel

Choir, dandogli col

passare del tempo una

forma sempre più professionale,

fino ad ottenere

un gruppo omogeneo e


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musica

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LIVORNOnonstop

Jubilation: i festeggiamenti e la torta di compleanno dei primi venti anni.


Un’esibizione dei Jubilation con al centro il M° Luca Del Tongo.


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LIVORNOnonstop

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musica

ricco di splendide voci,

tanto da essere considerato

uno dei gruppi Gospel

più apprezzati in Italia. Il

coro vanta infatti un curriculum

davvero impressionante

ed invidiabile!

In questi 20 anni di attività,

il gruppo ha partecipato a

numerose manifestazioni in

tutta Italia spesso al fianco

di importanti artisti internazionali

e non, incrementando

ogni volta il numero dei

consensi e degli apprezzamenti.

Riconoscimenti importanti,

collaborazioni di prestigio,

spot pubblicitari, ma non

solo: il coro è stato vincitore

del “Gospel JF Award”,

premio assegnato nel

2009 a Torino per la professionalità

ed i risultati ottenuti.

Nei Jubilation la voglia di

divertirsi e di divertire si

percepisce fortemente

quando si assiste ad uno

dei loro coinvolgenti spettacoli.

E’ impossibile riuscire

a star seduti senza ballare

e senza farsi trascinare

nei loro ritmi incalzanti.

Così come è impossibile

non versare almeno una

lacrima di struggente commozione,

lasciandosi trasportare

dalle voci di solisti

eccelsi e nostrani

I Jubilation hanno portato

fortuna a molti artisti che

hanno iniziato la propria


Il M° Luca Del Tongo

carriera proprio con questo

coro: sono stati infatti vetrina

e trampolino di lancio

per molti di loro, tra i più conosciuti

ricordiamo “Le5”

(Xfactor 2011), Valerio Dentone

(bassista dei Gary

Baldi Bros) e la grande Karima.

Il gruppo tiene lezioni gratuite

di Gospel a tutti coloro

che volessero provare

questa bellissima esperienza,

basta semplicemente

contattarli visitando il sito

ufficiale www.jubilation.it ,

dal quale è possibile scaricare

gratuitamente il primo

CD del gruppo, oppure visitare

la pagina facebook

“Jubilation Gospel Choir (Livorno)”.

J

u

b

i

l

a

t

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La storia del gruppo

con l’acronimo del nome

JUBILATION letteralmente “grande gioia” quella

con cui nel 1998 Luca Del Tongo fonda il primo

coro gospel di Livorno, iniziando così un meraviglioso

viaggio musicale lungo più di 20 anni e

chissà per quanto tempo ancora durerà.

UN CONCERTO dopo l’altro. Oltre 450 esibizioni.

Più di 70 città italiane. Da Roma a Milano, da

Torino a Napoli, passando per Cagliari, Firenze,

Bologna e spingendosi fino a Bari. Oltre a queste

e tante altre, la magica Venezia.

BUON NATALE in Casa Ferrari. Presenti all’evento

“Natale Ferrari” organizzato da Ambra Orfei

presso il circuito di Fiorano a Maranello, con la

presenza di Luca Cordero di Montezemolo ed i

piloti della Formula Uno.

INFINITE collaborazioni con artisti di fama internazionale.

I Jubilation sono stati coinvolti per ben 4

volte ad esibirsi in occasione del prestigioso ed ambito

Gospel Festival di Milano, presentato da Claudia

Koll, Iva Zanicchi, Milly Carlucci, Luisa Corna.

LIVORNO GOSPEL FESTIVAL. 14 spettacolari

edizioni dal 2004 ad oggi che hanno visto alternarsi

sulla scena del teatro Goldoni i più grandi

artisti del panorama Gospel americano ottenendo

ogni anno un interesse sempre crescente.

ARENA DI VERONA. Uno dei più prestigiosi palchi

italiani dove nel 2015 accompagnano coralmente

Gianna Nannini e la sua Band, in occasione

del Wind Music Awards in diretta su Rai Uno

e seguita da quasi 5 milioni di telespettatori

TRASMISSIONI TELEVISIVE e partecipazioni a

progetti non solo Gospel, come quella il Bluesman

Eddie Martin, uno dei più dinamici chitarristi blues

del Regno Unito. Il gruppo è stato invitato più volte a

partecipare ad eventi trasmessi su Sky e Rete 4.

INCIDERE UN CD? Fatto! Anzi, Fatti! “So amazing”

e “Good to me” raccolgono una parte del

repertorio dei Jubilation Gospel Choir che spazia

dal traditional al blues, al country e addirittura al

rock!

OGNI NATALE… “Piano piano, buono buono”.

Le voci dei Jubilation sono entrate nelle case di

tutti gli italiani con lo spot del panettone Maina,

aggiungendo nel 2017 una collaborazione con Citterio.

NIENTEPOPÒDIMENOCHE 240 mesi fa, più o

meno 7300 giorni fa nasceva un’idea, un progetto

musicale che dopo 20 meravigliosi anni, porta ancora

il nome dei “Jubilation Gospel Choir” e quello

della nostra amata città, Livorno.

Una recente foto del gruppo dei Jubilation.

“Piano piano, buono buono” il tormentone natalizio dei panettoni

Maina con la voce dei Jubilation.


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musica

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LIVORNOnonstop

La cantante livornese ha mosso i primi passi con i Jubilation del M° Luca Del Tongo

Karima,

dalla tunica blu

al continente giallo!

Ne ha fatta tanta di strada da

quando indossava la tunica blu

elettrico dei Jubilation. Karima

Ammar, nata a Livorno il 28 maggio

1985 da padre algerino e madre

livornese, iniziò praticamente

a cantare proprio con il gruppo

fondato e guidato dal M° Luca

Del Tongo, anche se aveva avuto

già importanti esperienze con

la Rai partecipando a Bravo Bravissimo

e Domenica In.

Con i Jubilation la sua voce si

distingueva per potenza e

vacalità e si capiva già che quella

ragazzina aveva stoffa da vendere.

Non a caso, quando nel

coro cantava da solista, il pubblico

si accendeva in maniera

particolare, tributandole lunghi

e scroscianti applausi. Erano gli

anni 2000 e per Karima si stavano

aprendo le porte del grande

successo, considerata dai critici

tra le voci più interessanti

dell’ultima generazione.

Nell’ottobre 2006 partecipa ad

Amici di Maria De Filippi, conquistando

il podio, anche se sul

gradino più basso. Ma la strada

ormai è ben tracciata. Ottiene un

contratto con la Sony BMG e

nel 2009 la cantante livornese

partecipa al Festival di Sanremo

nella categoria Proposte con la

canzone Come in ogni ora e,

oltre al terzo posto, fa parlare la

critica per essere stata accompagnata

sul palco da Burt

Bacharach e Mario Biondi. Pubblica

il primo EP e nello stesso

anno ancora ad Amici, ma questa

volta per la sfida dei talenti,

ovvero i protagonisti delle otto

precedenti edizioni del noto programma:

per un soffio manca la

La presentatrice Cristina Parodi e la livornese Karima, come ospite

fisso, nel recente programma Domenica In di Rai1.

vittoria che è appannaggio della

ballerina Anbeta Toromani.

Poi è tutto un susseguirsi di

successi. Nel 2013 Karima entra

a far parte del cast fisso nel programma

I migliori anni di Rai1;

nel 2015 partecipa a Tale e quale

show e registra, sotto l’etichetta

Universal Music, l’album

Close to You - Karima Sing

Bacharach, contenente 13

cover di alcuni dei brani più noti

del compositore Bacharach,

riarrangiati in chiave jazz, pop e

R&B; nel 2017 prende parte al

musical The Bodyguard - Guardia

del corpo, in scena per due

mesi al Teatro Nazionale di Milano,

interpretando il ruolo della

protagonista Rachel Marron

che nell’originale cinematografico

del 1992 fu di Whitney

Houston. Quindi, e siamo già ai

primi mesi di quest’anno, la nuova

partecipazione, ma questa

volta, come ospite fissa (e punto

di forza) a Domenica In di Cristina

Parodi e, a seguire, un’altra

tournée in Cina, dopo quella

meravigliosa dello scorso anno.

Dalla tunica blu al continente

giallo: sì, di strada Karima ne ha

fatta davvero tanta. E in virtù

dei suoi 33 anni siamo solo all’inizio

di una già folgorante carriera...


Foto di gruppo dei Jubilation degli anni 2000. Karima è la seconda da sin. in prima fila (indicata anche dalla freccia); il M° Luca Del Tongo è al centro.

Presente anche il noto sassofonista Dimitri Grechi Espinoza (il primo da sin.).


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LIVORNOnonstop

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arte


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teatro

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LIVORNOnonstop

Il nuovo show dei Mayor Von Frinzius da un’idea di Lamberto Giannini

Incessante

“”se credessi in un dio”

Il gruppo dei Mayor Von Finzius. Nel riquadro: Lamberto Giannini.

Dai tempi

di Bo e

Ciondolo,

quando

Lamberto

Giannini

insieme a

Laura Marengo,

oggi sua moglie, arrivarono

nei parchi cittadini a bordo

del famoso Ludobus come animatori,

ho visto una persona che

non si è mai fermata, “incessantemente”

ha condiviso un crescendo

di passioni con la sua

città.

Il teatro da circa venti anni è una

grande sfida, i Mayor From Frinzius

“incessantemente” in crescita,

crescita degli attori e di altri

registi che Lamberto Giannini ha

fatto crescere con lui.

La costruzione di uno spettacolo

è la vita stessa: alti e bassi,

sfida, tenacia, lacrime e gioia. Il

potere immenso, la magia terapeutica

della compagnia teatrale

racchiude in sé un ingrediente

di Stefania D’Echabur

fondamentale: emozione che ha

il potere di sciogliere nodi, lì

dove spesso la vita senza interventi,

trasformerebbe in piccole

o grandi pietre.

“Se credessi in un Dio vorrei

cantasse a squarciagola”, la

cultura come cura, un Dio che

si materializza sul palco del Teatro

Goldoni attraverso attori

che trasmettono un UNICO, un

oltre, un CREDO; “incessantemente”

innamorati dell’amore,


della voglia di comunicare, di

porgere al pubblico una possibilità:

chiavi di lettura dell’esistenza

umana attraverso quadri

teatrali.

“Incessante” che ha debuttato

al Teatro Goldoni il 24 maggio

scorso, e che sta iniziando un

viaggio di repliche, ha qualcosa

di particolare.

Chi assiste si sente sfiorato, toccato,

baciato. Da uno sguardo

degli attori rivolto a chi è seduto

in poltrona, scaturisce un invito…

Balla con me… ed è così

che inizia la magia del teatro che

tutto trasforma: catturare tre

occhi, un occhio in più per comunicare

che “normaloidi” e

mondo dell’handicap è un unico

mondo di anima e di emozioni

da vivere a un ritmo lento ma

che esplode nel rock dello stare

dentro.

Capita di dovere trattenere le lacrime

che vorrebbero esplodere.

Capita di sentire come i Mayor

possono amplificare le emozioni

per arrivare a scavare nel baule

emotivo e capita che attraverso

il loro atto creativo riescono

a farle uscire… e tutto questo

ad un ritmo “incessante” perché

non c’è spazio per pensare… il

flusso dell’esistenza traportata

su un palco afferma che la vita è

vivere, sempre, la vita è rivoluzione,

energia. Testimonianza.

“Incessantemente” orgogliosi di

voi.


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LIVORNOnonstop

BOIA DÉ: - La pittura livornese (8ª puntata)

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boia dé

GRUPPO LABRONICO

Giovanni Lomi e Voltolino Fontani

Giovanni Lomi: Meriggio all’Ardenza (1969), incompiuto.

Per motivi

di spazio

nel

numero

precedente

della

storia

della pittura

livornese, non è stata offerta

alcuna immagine di due,

fra i più importanti, soci cultori

(cioè pittori) ormai scomparsi

del Gruppo Labronico ed

di Marco Rossi

Giovanni Lomi

(Livorno 1889 - 1969)

a ciò vorremmo riparare stavolta.

Giovanni Lomi (1889-1969),

iniziato alla pittura da Adolfo

Tommasi, dotato anche di

buone qualità canore da baritono,

eccelse in marine dai

riflessi madreperlacei e dorati

che assumono un risalto

assoluto ed accentuatamente

lirico: a lungo membro del

Gruppo, nel 1994 un suo busto

scultoreo fu collocato dal

Voltolino Fontani

(Livorno 1920 - 1976)

Voltolino Fontani: Il risicatore (1958).

Comune nel parco di Villa

Fabbricotti e nel 2010 gli è

stata intitolata una strada nel

nuovo Borgo di Magrignano.

Per tutte le immagini riportate

si ringrazia gli Archivi Giovanni

Lomi nella persona del

nipote Massimo, pur lui pittore.

Voltolino Fontani (1920-1976)

conobbe Nomellini e fu allievo

di Beppe Guzzi; dopo il periodo

giovanile figurativoespressionista,

fortemente

colpito dal potere distruttivo

dell’energia atomica che aveva

determinato la fine tragica

della seconda guerra mondiale,

ideò l’EAISMO (Era

Atomica ismo), un movimento

d’avanguardia che precorse

il Movimento Nucleare mi-

lanese; alla stesura del manifesto

artistico-estetico,

pubblicato il 3 settembre del

1948, contribuirono gli artisti

Guido Favati, Marcello Landi

e Angelo Sirio Pellegrini.

Alla pittura ed alla poesia eaiste

veniva attribuito il compito

di rappresentare la frammentazione

della materia e la

presa di coscienza da parte

dell’umanità del particolare e

problematico momento storico

post-bellico. La grande

Traslazione di Cristo del

1973 costituisce una sorta di

testamento spirituale del pittore

che, durante il suo percorso

artistico, rivelò un grande

eclettismo e la capacità,

fin dalla giovinezza, di fare

proprie tematiche e stili


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boia dé

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LIVORNOnonstop

Giovanni Lomi: Marina al tramonto.

Voltolino Fontani: Il molo vecchio. 1971


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LIVORNOnonstop

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boia dé



Giovanni Lomi:

Vecchia Livorno:

via del Forte San Pietro (1940).

Giovanni Lomi:

Vecchie cantine (1938).

Voltolino Fontani: Il porto (1967).


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boia dé

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LIVORNOnonstop

Voltolino Fontani:

Canzone degli anni perduti (1937)


solo apparentemente contrastanti,

dall’astrattismo al

figurativo. L’originale filone

figurativo-paesaggistico attraversò

tutto l’arco pittorico

e gli procurò sempre grandi

consensi.

Dal 1966 alla scomparsa, Voltolino

Fontani fu insegnante

e poi direttore della “Libera

Accademia d’Arte Trossi-

Uberti”.

Nel 1996 il Comune di Livorno

gli ha intitolato una strada

e nel 2006, col patrocinio del

Gruppo Labronico (di cui era

Giovanni Lomi:

Scogliera verso sera.

entrato a far parte nel 1951),

ha apposto una lapide nel luogo

in cui nacque, in via Sant’Andrea.

(7. continua)

Per le immagini riportate si

ringrazia l’Archivio Fontani

nella persona della figlia

Adila, sua presidente:

Risicatore e Il Porto appartengono

alla Provincia di

Livorno e Traslazione di Cristo

alla parrocchia di San

Giovanni Gualberto alla

Valle Benedetta.


Voltolino Fontani: Traslazione di Cristo (1973)


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arte

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LIVORNOnonstop

Nell’ambito del Progetto “Colloqui con: la Fortezza Vecchia” (fino a tutto il 23 settembre)

Installazioni

in Fortezza Vecchia

Passeggiando in una vecchia fortezza, potrebbe

capitare a qualcuno di imbattersi in

strani pesci volanti: coloratissimi, surreali,

suggestivi. Proseguendo potreste trovare

delle finestre rosse affacciate su vecchie

mura, e vedere addirittura delle antiche arcate

che le fanno da cornice. Scendendo poi

nella parte sotterranea, il vostro sguardo si

potrebbe scontrare con delle cravatte giganti:

penzoloni, anacronistiche… ironiche! Una meraviglia senza

confini in questo strano viaggio… su una strada antica si potrebbero

fondere forme geometriche di luce, materiale e colore.

Tutto questo e molto di più, inaspettatamente è successo ad alcune

persone, ed è veramente inebriante! E tutto ciò è racchiuso in

una sola e semplice parola… ARTE. Arte che parla alle emozioni,

arte che porge un concetto, arte che crea stupore.

Luogo della memoria evocativo che tramite un atto creativo evoca,

diventando dono colloquiale.

di Stefania D’Echabur

Piero Mochi e Bruno Sullo.

Nasce a Livorno, città di mare,

mare che circonda le mura della

Fortezza Vecchia, l’istallazione

del gruppo labronico “Camminare-Lavorare”.

Abbraccia il progetto

l’Autorità Sistema Portuale,

manifestando con sensibilità,

la necessità che il luogo sia

sempre più fruibile alla cittadinanza,

la collaborazione battezza

il catalogo e l’iniziativa “Colloqui

con: la Vecchia Fortezza”.

Un’unione di complicità e confidenza.

Il dottor Bruno Sullo, artista e

curatore della mostra, ci tiene a

precisare che la realizzazione di

questa installazione non deve

essere un contenitore, ma bensì

un concerto di opere vive che

in questo colloquio tra “vecchio”

e “nuovo”, creano una

conversazione.

Per l’arte contemporanea essere

dentro al contesto delle mura

medicee è un vantaggio suggestivo

e importante.

Vivere la contemporaneità artistica,

sottolinea Sullo è un’inversione

di marcia cominciando

dalla non-promozione della

mostra, nessuna anticipazione

o conferenza stampa.

Camminare, passeggiare, imbattersi

in queste opere con effetto

sorpresa può diventare

strategico per godere della bellezza

che porge l’artista, senza

enfatizzazione.

Sono le installazioni a diventare

le vere protagoniste in una visione

diretta, prepotentemente

si impongono e vanno a formare

con ogni singolo autore un

unico puzzle. Nasce così un dialogo

dove ogni artista porta il

proprio discorso intimo, personale,

pieno di amore.

Progetto “Colloqui con: la Fortezza

Vecchia”, inauguratasi nello

scorso marzo, proseguirà fino

a tutto il prossimo 23 settembre.

Gli artisti presenti sono: Manlio

Allegri, Sergio Cantini, Fabrizio

Giorgi, I Santini Del Prete, Piero

Mochi, Paolo Netto, Bruno Sullo.

Alcune installazioni all’interno della Fortezza Vecchia.


▲▲▲


LIVORNOnonstop

18

scuola

“Viaggio tra le scuole pubbliche livornesi”: 10ª puntata

Istituto Magistrale

In Piemonte,

gli

istituti magistrali

ebbero

origine

dalle

Scuole

Normali

che furono precedute dalle

Scuole di Metodo (RR. Patenti

1.8.1845). La legge Lanza del

20.6.1858 istituì sei scuole

normali triennali per allievi

maestri e sei per allieve maestre,

poi la legge Casati ne istituì

delle altre, con l’unità d’Italia,

su tutto il territorio.

A Livorno, in assenza di una

Scuola Normale pubblica, i

coniugi Placido Maccheroni e

Corinna Malanima aprirono

una scuola privata femminile

di Luciano Canessa

di preparazione al magistero

elementare, nel 1877, che funzionò

in via delle Bandiere con

il nome della illustre concittadina

Angelica Palli Bartolomei,

deceduta il 6 marzo1875 e sepolta

nel cimitero greco-ortodosso

di via Mastacchi.

Compiuto il corso di studi previsto,

le licenziande dovevano,

però, recarsi a Pisa a sostenere

gli esami per conseguire

l’abilitazione all’insegnamento

primario.

La scuola privata, sempre diretta

da Placido Maccheroni,

passò alle dipendenze del Comune

nel 1886/87 che la fornì

di suppellettili nuove nella

sede di via delle Bandiere.

Finalmente con decreto reale

9 settembre 1889, dopo

un’ispezione ministeriale che

ne accertò l’ottima funzionalità,

diventò statale e il 1 ottobre

aprì i battenti, sempre sotto

la direzione di Placido Maccheroni.

Pochi giorni prima, il 18 agosto

1889 il ministro Boselli

dopo avere inaugurato la scuola

Micheli e posto la prima pietra

in piazza Poerio dove sorgerà

una nuova istituzione, la

Antonio Benci, visitò anche

l’edificio scolastico Carlo Bini

e in quella sede espresse il desiderio

di dare alla istituenda

Regia Scuola Normale Femminile

il nome della illustre nostra

concittadina Angelica Palli

Bartolomei. (Gazzetta Livornese

19.8.1889). Fu quindi

confermata l’intitolazione data,

a suo tempo, alla scuola privata.

Nel 1902 la Scuola Normale

contava già 222 alunne. Il collegio

dei docenti, nel febbraio

1915, presieduto da Del Chicca

(AA.GG., Scuola Normale,

anno 1911 fasc.88, anno 1915

fasc. 222) lamentava le condizioni

precarie di igiene della

scuola, le aule anguste nonché

la separazione della scuola di

tirocinio che rendeva complicata

l’attività didattica.

Il costante aumento delle iscrizioni

aveva determinato il trasferimento

in via Goldoni 12,

in un edificio preso in affitto

dal sig. Giorgio Traxler, che

nel secondo dopoguerra sarà

occupato dalla scuola media

Marradi. In quel periodo


A.s. 1939/40, classe 3ª Magistrale, corso inferiore. In seconda fila partendo dall’alto, la terza a sinistra, con la maglia a righe verticali, è Edda Fagni.

Al centro una sedia vuota perché il preside Arrigo Fugassa era morto da pochi giorni.


▲▲▲


scuola

19

LIVORNOnonstop

la scuola operò anche in

via Pollastrini n. 3, piano quarto

(AA.GG. Scuola Normale,

1921, fasc.166). Le iscrizioni

passarono dalle 450 con 14

classi del 1918 alle 567 con

18 classi del 1922/23.

La legge Gentile assegnò al

novello Istituto Magistrale di

Livorno un doppio corso inferiore

e un unico corso superiore

per un totale di undici

classi, ma soppresse la scuola

di tirocinio che operava

presso la palazzina Le Quattro

Stagioni, in corso Amedeo,

la quale fu assegnata al Liceo

Classico, ma che poco più tardi

sarà di nuovo messa a disposizione

dell’ Istituto Magistrale.

A partire dall’a.s. 1923/24 fu

preside Quintilio Tonini cui

fecero seguito Arturo Bini (dal

15.9.1930) e Arturo Parisi. Il

Bini proveniente dall’Istituto

Magistrale di Cremona, come

tutti i presidi e direttori didattici

del ventennio, assicurava

il Ministero dell’Educazione

Nazionale che: “… ho procurato

che nelle aule di questa

scuola circolassero liberamente

le sane correnti del pensiero

della Nazione, che le sue

opere più nobili e le sue feconde

iniziative vi suscitassero

vivo interessamento e vi

trovassero calda adesione, che

gli avvenimenti suoi più importanti

e solenni vi avessero

un’eco degna e animatrice di

propositi e di atti buoni, dalla

ricorrenza anniversaria della

Marcia su Roma a quella


A.s. 1965/66, classe 3ª B, con il prof. Pierino Landi.

della Vittoria, dal natalizio di

Roma alla festa del Libro,

dalla Trasvolata atlantica all’anniversario

dell’entrata

dell’Italia in guerra… tutti i

maschi si sono iscritti, secondo

l’età loro, o ai Balilla o

agli Avanguardisti o ai Giovani

Fascisti, buona parte

delle femmine, alle Piccole o

alla Giovani Italiane, o alle

Giovani Fasciste…”.

In quel 1930/31 facevano parte

del collegio dei docenti, tra

gli altri, il pluridecorato prof.

Emilio Mancini, Anna Aurili,

che di lì a poco sarebbe passata

al Liceo Niccolini-Guerrazzi,

e il futuro preside Andrea

Orlando.

Nell’estate del 1936 le polverose

carte d’archivio dicono

che furono eseguiti lavori di

adattamento a villa Medina, in

piazza Magenta, oggi inesistente,

per renderla succursale

dell’Istituto Magistrale.

Finalmente nel 1939 i gravi

problemi che affliggevano la

scuola furono quasi del tutto

risolti con l’acquisto della stabile

in via Maggi 4 cui fece

seguito l’acquisto dell’edificio,

già occupato dalla scuola, in

via Goldoni 12, dal sig. Traxler.

Ceduta villa Medina al Liceo

Classico, fu assegnata al

Magistrale la sede di via delle

Bandiere. Era intanto salito alla

presidenza (a.s. 1937/38) Arrigo

Fugassa, nato a Alassio

nel 1896 e laureato in lettere

a Genova. Purtroppo la sera

del 27 aprile 1940, mentre era

a passeggio con la moglie,

Margherita Amicarelli, in via

Cairoli, all’altezza del Banco di

Napoli perse la vita a seguito

dello scontro tra un filobus e

un autotreno.

Al Fugassa fece seguito Andrea

Orlando. In quel periodo

frequentava la scuola Edda

Fagni (1927-1996), che fu

prima assessore al Comune di

Livorno poi deputata alla Camera

e al Senato.

Del dopoguerra si ricordano i

presidi Vasco Nannelli, Grado

Bolognesi, Aldo Bartalucci,

Francesco D’Elia, Luciano

Castelli, Ugo Spadoni, Giuseppe

Quaglia, Giovanni Nigro,

Luigi Rivieccio, Ferruccio Innocenti,

Marcello Molinari,

Andrea Orsini, Valeria Torregrossa

ecc.

Il Magistrale ha sempre avuto

la caratteristica di scuola frequentata

quasi al 100% da

femmine, i maschi sono sempre

stati veramente un gruppo

sparuto, ed anche oggi

questa caratteristica rimane.

Nel dopoguerra, all’uscita in

via Maggi potevi vedere gli

studenti del Classico, dello

Scientifico, del Vespucci, dell’ITI

lì fuori ad aspettare, sul

marciapiede di fronte, la fidanzata

che uscisse da quel

grande portone. Al suono della

campanella, dalle scale interne

del Magistrale usciva

fuori, pur nel traffico cittadino,

uno scalpiccio convulso

di tacchi. Quelle fidanzate, piene

di sogni e di fantasie, erano

le più frettolose a uscire

per raggiungere, prima possibile,

il proprio ragazzo.

Nel 2000, a seguito degli accorpamenti

scolastici, l’Istituto

Magistrale fu unito al Liceo

Classico da cui ha avuto

origine l’Istituto Superiore di

Istruzione Superiore “Niccolini-Palli”.

L’attuale dirigente

scolastico è la prof.ssa Nedi

Orlandini.

Fonti: A.S.C.L.; Annuario R.Istituto

Magistrale A. Palli Bartolomei, a.s.

1930/31; Gazzetta Livornese.


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mare

21

LIVORNOnonstop

La storia dei nostri stabilimenti balneari

Pancaldi

La storia

dei Bagni

Pancaldi

parte da

molto lontano,

addirittura

da

oltre un

secolo.

Dobbiamo scendere difatti al

1846 per appuntare la data di

nascita dello stabilimento fatto

costruire da Vincenzo Pancaldi

sulla punta estrema della antica

Cala dei Cavalleggeri, lato città.

Ma dall’altro lato, quello che

guarda Montenero, in realtà erano

già stati edificati i Bagni Acquaviva,

cosiddetti per la beldi

Edoardo Damari

Giovanni Fattori: La Rotonda dei Bagni Palmieri (1866).

lezza e la purezza dell’acqua che

lambiva questo tratto di scogliera

da dove scaturivano sorgenti

naturali. L’inaugurazione di

questa struttura risale addirittura

al 1840, merito di Giuseppe

Santi Palmieri che non solo ebbe

il primato di aver dato vita ai primi

bagni in muratura sorti in Italia,

ma anche la felice intuizione

I Bagni Acquaviva in una cartolina di inizio 1900.

I Bagni Pancaldi in una cartolina del 1930.

di costruirvi una Rotonda per la

libera e utile respirazione dell’aria

marina, poi resa celebre da

un noto dipinto di Giovanni Fattori

e da una breve, ma intensa

espressione del Carducci “Qui

è un gran bello stare”, con la

quale il poeta volle esaltare la

bellezza e la serenità di tale luogo.

Nel 1870 i Pancaldi ottenero il

titolo di Bagni Regi per le frequenti

visite del Principe Amedeo

di Savoia e della consorte

Maria Vittoria, divenendo un

ambiente esclusivo e raffinato,

etichetta che ha sempre contraddistinto

i Bagni negli anni a

cavallo tra la fine del XIX secolo

e gli inizi del XX, anche per gli

spettacoli musicali e teatrali allestiti

nel famoso Caffè Concerto

Olympia. Tra i numerosi frequentatori,

importanti esponenti

della politica e della cultura

come Pietro Coccoluto Ferrigni,

meglio noto come Yorick, Pascoli,

lo stesso Carducci, Marconi,

Mascagni ed altre personalità

dell’epoca.

I Pancaldi-Acquaviva - come si

legge nel sito dello stabilimento -

divennero un unico stabilimento

nel 1924 quando le due strutture,

in origine separate da un canale,

furono riunite, per mezzo del grande

arenile. Le cronache dell’epoca

parlarono addirittura dei Bagni

più grandiosi del mondo.

Per molti anni hanno continuato

ad ospitare bagnanti e villeggianti

dell’alta società livornese ma anche

provenienti da tutta Italia.

In seguito ai bombardamenti della

Guerra lo stabilimento fu in

parte ricostruito con opere in

muratura, come la passerella in

cemento, realizzata sull’antico

arenile che in origine univa le

due strutture.

I Pancaldi-Acquaviva dagli anni

‘60/’70 sono sempre stati centro

di spettacoli musicali dove

in pratica hanno visto esibirsi i

maggiori cantanti dell’epoca.

Nelle foto che pubblichiamo vediamo

all’opera i giovanissimi

Gianni Morandi, Don Backy,

Bobby Solo, Lola Falana, Iva Zanicchi,

il complesso dei Rokes

con il già noto Norman Da-


▲▲▲


LIVORNOnonstop

22

mare

Gli eleganti frequentari all’uscita dei Regi Bagni Palcaldi (1900).

Chorus.

Altro fiore all’occhiello è divenuto,

dal 2010, il prestigioso Meeting

& Conference Centre Pancaldi

ricavato nel palazzo storico

che era la regia residenza estiva

della famiglia del Principe Umberto

sopra menzionato. Si tratta

di una struttura stupenda,

dotata di tutte le attrezzature e

tecnologie più moderne, adatto

per convegni ed eventi privati,

con l’aggiunta di un’altrettanto

magnifica terrazza che si affaccia

sul mare

Insomma, dal 1846 i Pancaldi rappresentano

un gioiellino per tutta

la città.


vid Shapiro e tantissimi altri

ancora.

Tra gli eventi più gettonati dello

stabilimento ha sempre riscosso

consensi l’elezione di

Miss Pancaldi: l’edizione del

1971 ha, tra l’altro, ispirato Paolo

Virzì nel film di successo La

prima cosa bella. Appena l’anno

scorso i Bagni hanno fatto

invece da location per alcune

scene al Romanzo famigliare

della brava Francesca Archibugi,

la fiction molto apprezzata tra

i telespettatori di Rai1.

Se i Pancaldi-Aquaviva sono

ancora ai primi posti come indice

di gradimento e di frequenze

da parte dei livornesi lo dobbiamo

alla passione, agli sforzi e

alla lungimiranza di Giorgio Bonaventura

che ormai è da oltre

mezzo secolo (58 anni per la precisione)

alla guida dei Bagni. Affiancato

dal figlio Piero e da altri

stretti collaboratori, lo stabilimento

è tutto un rinnovarsi

stagione dopo stagione, sia dal

punto di vista della sicurezza che

del relax. Dopo aver dotato di

ogni comfort coloro che sono

costretti a convivere con una disabilità

o persone con particolari

esigenze, quest’anno, ad

esempio, si può partecipare a

corsi di pilates, yoga, di canto e

chitarra grazie alla collaborazione

con l’Asd Benessere Insieme

e all’Accademia musicale

Gianni Morandi

Don Backy

Bobby Solo

Lola Falana

Iva Zanicchi.

Il complesso dei Rokes con, sulla destra, Norman David Shapiro.

L’elezione di Miss Pancaldi 1972 apre il film di Virzi La prima cosa bella.


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mare

23

LIVORNOnonstop

La storia dei nostri stabilimenti balneari

Onde Tirreno

del Sono conosciuti

come i Bagni

delle

palafitte. In

effetti Le

Onde del

Tirreno

hanno

mantenuto nel tempo questa

caratteristica. Pur con importanti

interventi di manutenzione ordinaria

e pure di rinnovamento

radicale, le tradizionali 61 palafitte

(con una parte sommersa

in acciaio) continuano a dare al

bagno un volto diverso rispetto

a tutti gli altri stabilimenti cittadini.

Oltretutto le palafitte

hanno anche il pregio di consentire

alla clientela che esce

dalla propria cabina di avere

di Edoardo Damari

immediatamente la visione del

mare aperto e di poter respirare,

a pieni polmoni, la salubre aria

salmastrosa. Uno spettacolo

nello spettacolo.

Oltre che per le cabine in mezzo

al mare, per la maggior parte dei

livornesi le Onde del Tirreno

sono conosciuti anche come

Bagni Pejani, ovvero col nome

che le dettero i costruttori nel

1840, quando appunto edificarono

questo stabilimento proprio

davanti ai classicheggianti

Casini d’Ardenza. Anzi, c’è proprio

un legame tra i Bagni e questa

meravigliosa costruzione

dell’architetto livornese Giu-

Pejani

seppe Cavallini. Si tratta di una

delle strutture più caratteristiche

e significative della passeggiata

a mare composta da un

edificio a forma di omega, con

un corpo semicircolare affiancato

da due ali laterali e altrettanti

portici. Inaugurati nel 1846, le 13

unità abitative - con 332 stanze -

funzionavano come comode residenze

per i numerosi turisti

dell’alta borghesia nazionale e

internazionale (soprattutto inglesi

e tedeschi) che per tutto

l’800 e i primi del ‘900 avevano

scelto Livorno e i nostri stabilimenti

balneari (e in particolare

proprio i Pejani che erano dirimpettai)

dove trascorrere le vacanze

estive. L’edificio divenne famoso

quando fu abitato dal

Granduca Leopoldo II e la sua

corte: ciò gli valse il nome di

“Granducali Casini d’Ardenza”.

Nel tempo le palazzine furono

vendute a singoli proprietari. All’interno,

oltre alle residenze private,

troviamo vari studi di pittori,

di architettura e anche un

Bed & Breakfast/Home Restaurant,

avviato recentemente.

La nuova destinazione d’uso

dello storico edificio ottocentesco

ha fatto perdere ai Bagni

Pejani (oggi Onde del Tirreno)

quel fascino d’internazionalità

acquisito fino alla metà del secolo

scorso ma lo stabilimento

ha saputo ugualmente ritagliarsi

un suo spazio vitale. Oggi lo

stabilimento è frequentato da

tante famiglie livornesi che, oltre

ad essere affascinate dalle

palafitte, qui trovano maggiore

tranquillità rispetto ad altre strutture.

E’ considerato quasi un bagno

“intimo” dove la clientela si

conosce come se fosse una


L’immagine aerea ci permette di vedere la struttura dei Bagni ‘Onde del Tirreno’ con alle spalle i Granducali Casini d’Ardenza. (foto Roberto Onorati)


▲▲▲


LIVORNOnonstop

24

sport

unica grande famiglia.

I gestori delle Onde del Tirreno

hanno sempre investito in

trasformazioni e migliorie in

modo da assecondare tutte le

necessità e i gusti dei clienti. Il

molo, che è proteso verso il

mare per 800 mq., non è stato

invece appositamente attrezzato

per consentire ai frequentatorii

di vivere appieno il mare.


È in edicola

LIVORNOSPORT2018

Tre cartoline d’epoca dei Pagni Pejani e l’antico Buffet.

L’ingresso delle Onde del Tirreno.

Una cartolina dei Pagni Pejani del 1965.

88 pagine tutte dedicate

alla promozione in B

del Livorno Calcio

a soli Euro 5,00

Naturalmente non mancano i

luoghi di svago, a iniziare dal

sempre frequentato gabbione,

così come l’ampio arenile per la

felicità dei bambini e degli stessi

genitori.

Il bar-ristorante-pizzeria a luglio

e agosto è poi allietato anche

da numerosi spettacoli ed eventi

culturali. Molto gettonate anche

le serate di danza latino-americana.

Già pubblicati:

N. 650: Lido del Rogiolo;

N. 651: Bagni Lido e Bagni Fiume.

PRA.DE.MAR

SCUOLA NAUTICA

Pratiche nautiche

e automobilistiche

Disbrigo pratiche per concessioni demaniali marittime

Permessi di pesca

Iscrizioni gente di mare e Imprese di pesca

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livornesità

25

LIVORNOnonstop

La storia delle nostre strade

QUIZ A PUNTEGGIO PER SAGGIARE LA TUA LIVORNESITÀ

LIVORNESE DOC O ALL’ACQUA DI ROSE?

...a spasso

per la città

dallo Stradario Storico di Livorno,

antico, moderno e illustrato di Beppe

Leonardini e Corrado Nocerino (Editrice

Nuova Fortezza, Livorno).

Via del Leone - Posta tra via

Pellettier e via Solfeirno. E’ via

anteriore al 1846 e fu così chiamata

in riferimento al Leone

della vicina Porta S. Marco

Via Michon - Posta tra piazza

Cavour e via Adua. Strada

sorta nel 1843, ebbe questo

nome per ricordare la famiglia

Michon dalla quale uscirono

upmini insigni, quali: Carlo

(1771-1839) fu un benefattore;

Pietro fu Gonfaloniere in

più periodi (1768, 1872, 1778

e 1792); Giuseppe, pure lui

Gonfaloniere nel 1770, 1773

e 1776.

Proverbi

livornesi

✔ Le leggi di Toscana durano

una settimana, e

quelle di Livorno appena

‘n giorno.

✔ Se ‘un piangi e ‘un puppi.

✔ La bella dalle lunghe ciglia,

tutti la vogliono e

nessuno la piglia.

✔ Bimbi e polli smerdano

la ‘asa.

✔ Tutto fa, disse vello che

pisciava ‘n mare.

✔ Culo alto, ci fò un salto.

✔ Senza lìlleri, ‘un si làllera.

Se trovi degli

errori in

questo giornale,

tieni

presente

che sono

stati messi

di proposito. Abbiamo cercato

di soddisfare tutti, anche

coloro che sono sempre

alla ricerca di errori!

Scoprilo rispondendo a queste domande; quindi controlla punteggio e valutazione:

1

In quale anno è nato Pietro

Mascagni?

A 1845

B 1884

C 1863

2

A

B

C

3

A

B

C

4

A

B

C

... e in quale piazza nacque

(denominazione attuale)?

Piazza Dante

Piazza Cavallotti

Piazza XX Settembre

In quale teatro Mascagni

debuttò con Cavalleria

Rusticana?

T. Costanzi - Roma

T. Goldoni - Livorno

T. della Scala - Milano

A quale opera Mascagni ebbe

come collaboratore Gabriele

D’Annunzio?

Parisina

Amico Fritz

Cavalleria rusticana

A che età è scomparso

5 9

Amedeo Modigliani?

A

B

C

55 anni

36 anni

48 anni

A quale epoca risale il

Castello (o Forte) di Antignano?

A 1701

B 1567

C 1622

A

B

C

... e per volere di quale

granduca fu eretto?

Cosimo I

Leopoldo II

Ferdinando IV

In quale anno è nato l’arch.

Giuseppe Cappellini?

A 1876

B 1798

C 1812

Quale fu il primo stabilimento

balneare di

Livorno?

RISPOSTE: 1 (C), 2 (B), 3 (A), 4 (A), 5 (B), 6 (B), 7 (A), 8 (C), 9 (B), 10 (C), 11 (B), 12 (C)

Meno di 2 risposte corrette: ...all’acqua di rose - Da 3 a 6 risposte corrette: ...sui generis

Da 7 a 10 risposte corrette: alla moda - Nessun errore: LIVORNESE DOC honoris causa

Quiz visivo e di orientamento a conferma del tuo grado di livornesità

Che razza di livornese sei?

...di SCOGLIO,

di FORAVIA

o... PISANO?

Qui a fianco c'è la foto di una strada

della tua città. Sai riconoscere di

quale via si tratta?

Se rispondi ESATTAMENTE significa

che sei un... livornese di scoglio!

Se rispondi CONFONDENDO la via

con altra della stessa zona, significa

che sei un... livornese di foravia,

Se NON RIESCI A CAPACITARTI di

quale via si tratta, allora significa

che... sei un pisano!

Per la risposta, vedi pag. 23

6

7

8

Grado di difficoltà:

A

B

C

10

A

B

C

11

Bagni Squarci

Bagno del Baretti

Bagni Garbini

Dove era posto il Palazzo

delle Case Pie?

Via Borra

Viale Avvalorati

Viale Caprera


Quante partite ha vinto

quest’anno il Livorno con

alla guida Andrea Sottil?

A 22

B 18

C 15

12

... e quante ne ha perdute

sempre con Sottil

in panchina?

A 8

B 10

C 5


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LIVORNOnonstop

26

associazionismo

Una mostra di fotografie e un libro al centro della lodevole iniziativa dell’Associazione Progetto Filippide

Noi,

Filippide

Si racconta

che

Filippide

corse da

Maratona

ad Atene

per avvisare

che i

Persiani erano in rotta dalla

Grecia vinti dagli ateniesi.

La sua corsa ormai leggendaria

ha ispirato le olimpiadi e

generazioni di atleti anche dilettanti.

Le attività sportive in genere

aiutano a vivere meglio, a fare

amicizie ed a migliorare difficoltà

motorie e psichiche.

La corsa su tutte, e così è nata

l’idea di provare a correre con

i ragazzi affetti da autismo;

sono stati coinvolti dei volontari

che hanno iniziato anni fa

ad accompagnare i ragazzi

durante le corse o anche ‘maratone’,

ormai si chiamano

di Ruggero Morelli

Foto ricordo del gruppo dell’Associazione Filippide ripreso alla

recente mostra di fotografie a Villa Fabbricotti.

La copertina del libro di Serafino

Fasulo.

Accompagnatori e atleti del gruppo Filippide di Livorno esultanti dopo una gara. Al centro la presidente Malen

Tartajada.

così le lunghe corse che hanno

preso il nome della piccola

città greca Maratona .

I ragazzi ne hanno tratto giovamento

e la cosa ha preso

piede e dura ancora con soddisfazione

dei ragazzi e delle

famiglie.

Il “progetto Filippide’’ ha messo

radici in molte città ed ha

raccolto aiuti e patrocini fino

a diventare un punto di riferimento

per coloro che hanno a

cuore la qualità della vita di

coloro che hanno bisogni speciali

(progettofilippide.li

@libero.it).

E’ nata così l’“Associazione

Sportiva Dilettantistica Progetto

Filippide Livorno’’ come

naturale filiazione del progetto

creato a Roma nel corso dell’anno

2000 per l’impegno di

Nicola Pintus.

La dr. Malen Tortajada dopo

aver assistito ad un allenamento

di un gruppo di atleti ed operatori

del progetto Filippide

pensò di creare il gruppo anche

a Livorno.

Oggi a distanza di molti anni,

grazie alla sensibilità di molti

amici che ha consentito di partecipare

ad innumerevoli maratone,

mezze maratone, corse

podistiche e manifestazioni

sportive varie, la associazione

ha voluto fare qualcosa di più e

diverso: un libro ed una mostra.

Anziché un trattato sull’autismo

e/o le sue implicazioni, la

fantasia e la esperienza di Serafino

Fasulo hanno scelto la

fotografia.

Così ne sono state scattate

molte che colgono aspetti della

vita quotidiana ed espressioni

dei ragazzi, colti da soli con

i loro pensieri e sorridenti in

gruppo.

Alcune foto giganti sono incorniciate

ed appese nella sala Nicola

Badaloni della Villa Fabbricotti,

- divenuta museo civico

-, mentre le altre sono

raccolte e pubblicate in un libro:

“Noi, Filippide”, accompagnate

con brevi appunti

scritti da o con i ragazzi.

Stupenda la prima del gruppo

in posizione di partenza nella

cornice dello stadio olimpi-


▲▲▲


associazionismo

27

LIVORNOnonstop


pico di Atene.

La mostra è rimasta aperta per

sette giorni ed il libro si potrà

ricevere sempre chiamando

Carla Betti al numero

335 525 0411.

La festa per la ricorrenza è

iniziata nel giardino della villa

punteggiato di magliette

blu abbellite dagli stemmi dei

patrocini.

Poi tutti nella sala ad ascoltare

parole attente e delicate.

E’ stata di certo un’idea

nuova che lascia un segno

in città e può avvicinare

molti a conoscere e partecipare

alla iniziativa che finora

ha visto un gruppo di

volontari. Altri aiuti saranno

graditi e necessari.

Lo sport, e la corsa in particolare

sono forme di attività

che per la loro cadenza

e il ritmo sono facilmente

seguite dai ragazzi che trovano

qui una forma per scaricare

le diverse tensioni che

si accumulano nelle diversissime

forme di questa sindrome.

Le fotografie, mezzo di comunicazione

universale,

hanno stimolato l’attenzione

dei ragazzi e stimolato il

rapporto fotografo-apparecchio-soggetto

ripreso, che è

di certo un rapporto/scambio

biunivoco.

Questo ci ha detto e spiegato

Serafino Fasulo che ne è

l’autore e che ha scattato

centinaia di foto per giungere

a questo risultato.

Il logo dell’Associazione.

Dopo un primo periodo di

diffidenza le cose sono arrivate

al punto che i ragazzi,

quando Fasulo si accingeva

a scattare foto nelle occasioni

più diverse, per cogliere

anche atteggiamenti naturali,

desideravano essere fotografati

e si ponevano addirittura

in qualche posa voluta.

Le grandi fotografie, poi

esposte nella sala, hanno

rappresentato un successo

agli occhi dei ragazzi che le

hanno apprezzate a loro

modo, ognuno diverso

come sappiamo, e gradito il

dono alle famiglie.

Il libro con le moltissime

foto o sequenze di foto, e

qualche frase spontanea dei

ragazzi, rappresenta una forte

testimonianza ed una via

per avvicinare persone ed

aiuti sempre necessari alle

associazioni che di volontari

che si dedicano a queste

forme e comportamenti non

ancora spiegabili con i nostri

metri.


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▲▲▲


attualità

29

LIVORNOnonstop

La bella e positiva esperienza al Nido d’Infanzia Musicale “Do Mi Sol”

Nido, musica,

fascino, motricità,

esplorazione,

intelligenza,

benessere...

Poche settimane

fa

ho avuto il

piacere e

l’onore di

conoscere

la Maestra

Sabina Picarelli

al Circolo Culturale Galliano

Masini, in occasione del

concerto tenuto dal marito

Adriano Sebastiani, noto chitarrista

classico ed esperto di Storia

della Chitarra.

Laureata in arpa presso il Conservatorio

“Benedetto Marcello”

di Venezia, fin da giovanissima

si è dedicata all’universo

musicale e in particolare all’insegnamento

della musica ai

bambini. Alcuni anni fa la grande

decisione, aprire a Livorno,

sua città natale, il Nido d’Infanzia

Musicale “Do Mi Sol”, ispirata

dal pensiero di Walt Disney

“Se lo puoi sognare lo puoi

fare”.

La coraggiosa e inconfondibile

avventura di Sabina, dirigente

e responsabile principale della

sfera musicale, fa riferimento all’iniziativa

del celebre direttore

d’orchestra Daniel Borenboim,

che nel 2005 ha creato la pri-

di Giovanni Giorgetti


▲▲▲


LIVORNOnonstop

30

attualità

ma Scuola Materna Musicale

in Europa a Berlino, il “Musikkindergarten”,

un vero e proprio

laboratorio pioneristico nel

suo genere.

Il M°, che è anche Direttore

musicale del Teatro dell’Opera

di Stato di Berlino, è convinto,

e non a torto, che la musica negli

asili e nelle scuole ha effetti

incredibilmente benefici, come

ad esempio quello di rendere i

bambini più motivati all’apprendimento,

più concentrati e meno

aggressivi. D’altra parte, si sa

che la musica è un elemento di

straordinario valore formativo

che da sempre affascina la specie

umana.


Nel “Do Mi Sol” l’età dei bambini

è compresa tra i 12 e i 36

mesi: essi frequentando il Nido

hanno la possibilità concreta di

percepire il piacere dell’ascolto

di questa arte magica e di esplorare

le potenzialità degli strumenti

musicali presenti: arpe,

pianoforti, percussioni, chitarre,

violino.

La loro incontenibile capacità di

imitare gli insegnanti e il loro

coinvolgimento corporeo nella

musica ascoltata e cantata,

come sostiene la nuova scienza

della Psicologia della Musica, li

fa sentire bene, li stimola sotto

il profilo della motricità e dell’affettività,

oltre che renderli più

intelligenti, formando in loro una

personalità integrata.

Per ottenere ciò, Sabina si avvale

di collaboratori di qualità, seri

e molto preparati professionalmente:

Valentina, Jessica, Benedetta,

Annalisa, nonché Paolo,

motore della sfera logistica e assistente

musicale. Tutti naturalmente

in possesso dei necessari

titoli di studio.

Effettivamente la musica ha un

autentico potere coinvolgente e

rilassante: il giorno della nostra

intervista nel Nido si festeggiava

un compleanno e non appena

le maestre hanno cominciato

a cantare accompagnate da Paolo

alla chitarra i bambini si sono

uniti subito al coro divertendosi

tantissimo, come sempre. Non

lo avrei mai creduto possibile!

Il Nido è aperto sempre,

tranne le feste comandate,

con il seguente orario: Entrata

dalle 7.30 alle 9.00;

Uscite: 12.45 - 13.15, oppure 15.00 - 15.30. In caso di richiesta

l’orario viene prolungo fino alle ore 17.30.

Ricordiamo che l’offerta formativa comprende anche l’importante

apprendimento quotidiano dell’inglese, grazie a

una insegnante madrelingua, mentre le quote mensili di

iscrizione si assestano nella media cittadina.

Il nido si trova in via della Gherardesca 21, Ardenza, Livorno.

Per info: Tel: 0586.500.166; Cell. 340.523.08.04.

E-mail: info@asilodomisol.it Facebook: Asilo Nido DoMiSol.


▲▲▲


cartoline d’epoca 31

LIVORNOnonstop

Cara, vecchia Livorno

Reg. Tribunale Livorno

n. 451 del 6/3/1987

Direzione e Redazione:

Editrice «Il Quadrifoglio» sas

di Giulia Palandri & C.

Via G. Razzaguta 26, int. 13

Livorno

Tel. e fax. 0586/814033

e-mail: ediquad@tin.it

Direttore responsabile:

Bruno Damari

Redattori:

Luciano Canessa

Claudia Damari

Edoardo Damari

Stefania D’Echabur

Marcello Faralli

Michela Gini

Giovanni Giorgetti

Marco Rossi

Fotoreporter:

Roberto Onorati

Pubblicità:

Ed. Il Quadrifoglio sas

info@editriceilquadrifoglio.it

Stampa:

Tipografia Sagittario

Via Malignani 7- Bibione (VE)

Chiuso in tipografia: 28/6/18

Navicelli in Darsena medicea e sugli Scali delle Cantine

Ma che razza

di livornese sei?

La strada in questione, di cui a

pag. 25, è:

Via Haiphong

traversa di via di Salviano

oltre che alla ns. Redazione

di via G. Razzaguta 26, int. 13

è in distribuizione presso:

Antichità Numismatica Gasparri

C.so Mazzini 317/323

Caffè Greco

Via della Madonna 8

Edicola Toriani

Largo Vaturi

Rist. L’Andana degli Anelli

Via del Molo Mediceo 22

Pizzeria Il Ventaglio

Via Grande 145

Caffè Grande

Via Grande 59

Pizzeria Lo Squalo

Via del Castellaccio 2

(Montenero basso)

Osteria-Pizzeria Baffo Matto

Via di Montenero 91

Macelleria Polleria Claudio e Paola

Mercato C.le - Banco 158

Pescheria Fanelli Andrea

Mercato C.le - Banco 304

Rinaldo Bartolini “Riri”

Mercato C.le - Banco 307

Ag. Viaggi Cosmotours

Via Magenta 65

Fotografo Del Secco

Via Cambini

Genepesca MB Surgelati

Via di Salviano 27

Rist. Pizzeria Grotta delle Fate

Via Grotta delle fate 157

Ferramenta Fabbrini

Via Marradi (ang. v.le Mameli)

Grease Caffè

Via Montebello 1

Macelleria Paolo Pini

Viale Mameli 55

"Centro Libri"

Via Garibaldi 8

Tabaccheria Cialdini F. e M.

Via Prov. Pisana 44

Norcineria "Regoli"

Via Mentana 102

Il Fiore Matto

Piazza Matteotti (cell. 3277628877)

Bar Sant'Agostino

Viale della Libertà 33

PRA.DE.MAR.

Via Firenze 128

Circolo «G. Masini»

Piazza Manin

Galleria d’Arte «Athena»

Via di Franco 17-19

La rivista è distribuita anche sugli

Stabilimenti balneari di Livorno

e Quercianella che hanno

aderito alla ns. iniziativa.

Il nostro giornale e gli arretrati si possono leggere anche su http://valorizziamolivorno.it/livorno-non-stop/


L’ORT

’ORTO O DELLA SALUTE

Infusi & Decotti ◆ Estratti & Compresse ◆ Fiori di Bach & Oli Essenziali

IL GIARDINO DELLA BELLEZZA

Latti & Acque ◆ Creme & Maschere ◆ Essenze & Bagni

LE NOSTRE SEDI:

Fonti del Corallo - Tel 0586 427515 ■ Parco di Levante - Tel. 0586 815175

Via Marradi, 205 - Tel. 0586 807111 ■ Via Ricasoli, 50 - Tel. 0586 880424

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