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eventi<br />

ITA<br />

n.<strong>26</strong><br />

Sembra mio figlio<br />

un film di Costanza Quatriglio<br />

Le due anime di<br />

MAX GAZZÈ<br />

classica e pop<br />

MARCO ZINGARO<br />

la mia carriera di attore<br />

tra Italia e Inghilterra<br />

FESTIVAL<br />

ROMAEUROPA ◗<br />

L’EREDITÀ DELLE DONNE ◗


Sommario<br />

in questo numero<br />

10 19 20 22<br />

46<br />

54 61 66<br />

8 Notes<br />

8.Perdersi nel mais<br />

10. Appuntamento al castello<br />

12.Benessere free<br />

14.Il giardino segreto nel quadrilatero della moda<br />

16.Le ultime novità<br />

24<br />

19 Arte<br />

19.Una natura viva/Napoli<br />

20.Il grande amore di Matisse per il teatro/Aosta<br />

22.Un fotografo, un reporter/Forlì<br />

24.Una città in grande fermento/Bologna<br />

<strong>26</strong>.Appuntamenti<br />

29 Musica<br />

29.Sulla cresta dell’onda<br />

30.Faccio quello che mi piace<br />

36.A Faenza in scena gli indipendenti<br />

38.Un tributo a tutto rock<br />

40.Appuntamenti<br />

45 Classica<br />

45. Omaggio a Bernstein/Roma<br />

46. Ritratti d’artista/Bologna<br />

50. Appuntamenti<br />

30


Villa Ca’ Conti<br />

dei Marchesi Rusconi Camerini<br />

Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca<br />

aperta al pubblico per visite guidate.<br />

A vostra disposizione per ricevimenti,<br />

meeting, concerti, wedding.<br />

Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 2370310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it


Sommario<br />

70 78<br />

<strong>ITAeventi</strong><br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />

di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />

n.<strong>26</strong> settembre/ottobre 2018<br />

Direttore Responsabile<br />

Maurizio Costanzo<br />

Caporedattore<br />

Cristiana Zappoli<br />

61 Cinema<br />

70 Suggestioni<br />

82 88<br />

53 Teatro<br />

53.Una folle maratona di ballo<br />

54. La soluzione si chiama Mary Poppins<br />

58. Appuntamenti<br />

61.La famiglia Parr è tornata<br />

62. Un film, una storia, una preghiera<br />

66. Grandi artisti sul grande schermo<br />

68. Euforia / Un figlio all’improvviso<br />

69. Ricchi di fantasia / Soldado<br />

70. Una manifestazione<br />

per un mondo senza frontiere<br />

76. Cultura e intrattenimento declinati al femminile<br />

Art Director<br />

Laura Lebro<br />

Redazione<br />

Alessandra Arini, Alessandra Cinque,<br />

Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,<br />

Margot Rossi, Giovanni Salerno,<br />

Mercedes Vescio<br />

Editore<br />

MediaAdv srl<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />

Pubblicità<br />

MediaAdv srl (concessionaria)<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />

Stampa<br />

Mediaprint Srl<br />

Via Brenta, 7<br />

37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)<br />

finito di stampare in settembre 2018<br />

78 Storie<br />

78.Posso arrivare ovunque sulla mia moto<br />

82 Viaggiare<br />

82.Natura e storia nella terra del vello d’oro<br />

88.Un viaggio da favola sulle tracce di Andersen<br />

94 Leggere<br />

94.Essere childfree e non vergognarsi<br />

96.In libreria<br />

Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. 02.43986531 - 02.45506<strong>26</strong>0<br />

www.mediaadv.it<br />

KOrE<br />

E D I Z I O N I<br />

Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna<br />

Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it


Notes<br />

PERDERSI NEL MAIS<br />

Effimero e dinamico: il Labirinto di Alfonsine ha delle caratteristiche uniche al mondo. Anche<br />

quest’anno è possibile visitare tutti i suoi 70.000 mq di superficie e 3 chilometri di sentieri<br />

F<br />

ino a metà settembre, dalle<br />

16 alle 22, ad Alfonsine,<br />

in provincia di Ravenna,<br />

sarà possibile visitare un’opera assolutamente<br />

unica a livello nazionale<br />

e internazionale. Si tratta<br />

del Labirinto Effimero, uno<br />

dei più grandi d’Europa con i<br />

suoi 70.000 mq di superficie e 3<br />

chilometri di sentieri, che da<br />

qualche anno a questa parte ha<br />

acquisito anche la connotazione<br />

di “dinamico”, che lo rende<br />

l’unico al mondo per dimensioni.<br />

Effimero perché è costruito<br />

all’interno di un campo di mais,<br />

per cui la sua “vita” è quella legata<br />

al ciclo naturale di questa<br />

pianta. Dimanico in quanto all’interno<br />

del labirinto sono presenti<br />

delle porte che possono essere<br />

chiuse da chi le attraversa,<br />

“costringendo” in tal modo a far<br />

cambiare percorso a chi segue.<br />

Il titolo di questa edizione 2018<br />

è Meridia «Essere tempo con la<br />

propria ombra. Ombra che detta<br />

legge nell’inesorabile trascorrere<br />

della vita, nei meandri di<br />

questo labirinto. Così le replicanti<br />

ombre di Meridiane, che<br />

incontreremo, saranno insolute<br />

Il labirinto si trova nell’Azienda<br />

agricola Galassi Carlo di<br />

Alfonsine. Il costo dell’ingresso<br />

è di 9 euro per gli adulti e di 5<br />

per i bambini fino ai 12 anni<br />

nella determinazione di spaziotempo.<br />

Nell’impari lotta con il<br />

tempo, scandito dal sole e dai<br />

culti agrari dimenticati dell’uomo,<br />

meridiane e antichi aratri in<br />

questo luogo si tramutano in<br />

unici strumenti di archeoastronomia».<br />

Così il costruttore di labirinti<br />

Luigi Berardi, che dal<br />

2010 contribuisce a creare l’opera<br />

assieme a Carlo Galassi, dell’omonima<br />

azienda agricola sulla<br />

quale sorge il Labirinto di Alfonsine,<br />

parla dell’edizione 2018.<br />

Per chi lo vorrà, sarà possibile anche<br />

cenare direttamente al Labirinto,<br />

sempre più attrezzato anche<br />

da questo punto di vista, fra<br />

aree picnic, barbecue e, da quest’anno,<br />

anche agriturismo.<br />

Per informazioni:<br />

Azienda agricola Galassi Carlo<br />

via Roma, 111 – Alfonsine (RA).<br />

Tel. 335 8335233<br />

info@galassicarlo.com<br />

www.labirintodinamico.com<br />

8<br />

ITA EVENTI


Notes<br />

APPUNTAMENTO AL CASTELLO<br />

La cucina medievale e rinascimentale e il vino sono i protagonisti degli eventi autunnali al<br />

Castello di Gropparello. Dove grandi e piccoli potranno divertirsi in una location d’eccezione<br />

D<br />

a tempo il Castello di<br />

Gropparello, sulle colline<br />

piacentine, ha preso a cuore<br />

l’avventurosa missione di rispondere<br />

alle domande dei più<br />

piccoli e di solleticare la loro curiosità<br />

con eventi e storie fantastiche<br />

che hanno molto a che fare<br />

con le tradizioni e il passato. Anche<br />

quello non troppo lontano. Il<br />

quesito stagionale di fine estate e<br />

inizio autunno è: come nasce il<br />

vino? Accompagnati dalle iniziative<br />

organizzate tra grappoli in arrivo<br />

dalla vigna, i bambini avranno<br />

l’opportunità di scoprirlo da<br />

soli, immergendosi letteralmente<br />

nell’allegra atmosfera campestre<br />

ben nota a nonni e bisnonni, che<br />

si riunivano per cimentarsi nella<br />

vendemmia e nella pigiatura nei<br />

tini. Tutte le domeniche di settembre<br />

i bimbi saranno i protagonisti<br />

della Festa dell’Uva, nel<br />

magico mondo del Castello di<br />

Gropparello. Ma gli appuntamenti<br />

al castello non finiscono:<br />

nelle antiche cucine e nella sala da<br />

pranzo rinascimentale l’arrivo<br />

dell’autunno si festeggia domenica<br />

7 ottobre 2018 in un trionfo di<br />

colori e di profumi. A partire dalle<br />

ore 10.00 i battenti apriranno<br />

per i piccoli e i grandi curiosi che<br />

vorranno immergersi nelle atmosfere<br />

boccaccesche della cucina<br />

medievale, proponendosi come<br />

garzoni desiderosi di imparare<br />

l’antica arte culinaria da cuochi e<br />

pasticceri impegnati a confezionare<br />

prelibate pietanze con i prodotti<br />

portati a corte da cacciatori,<br />

carrettieri, popolani e contadini<br />

giunti dai confini del feudo. Dal<br />

7 ottobre al 25 novembre, è infine<br />

possibile approfittare delle visite<br />

guidate specifiche sul tema<br />

dell’enogastronomia antica e sui<br />

riti cerimoniali con “I Banchetti<br />

Reali, i Grandi Ricevimenti dei<br />

Nobili e i Pranzi di Stato: la cucina<br />

come piacere, come fonte di<br />

stupore e come ostentazione di ricchezza<br />

e potere”, adatte anche a<br />

scuole alberghiere o a scuole medie<br />

per l’orientamento.<br />

Per informazioni:<br />

Castello di Gropparello<br />

Via Roma 84, – 20025 Gropparello<br />

(PC) – Tel. 0523 855814<br />

info@castellodigropparello.it<br />

www.castellodigropparello.it<br />

10 ITA EVENTI


Notes<br />

BENESSERE FREE<br />

Il World Wellness Weekend arriva, quest’anno, anche in Italia. Tantissime le strutture aderenti<br />

che a settembre offriranno, a chi lo vorrà, due giorni all’insegna del relax e del divertimento<br />

Un corso di yoga, una sessione<br />

di pilates, un massaggio<br />

rigenerante, un allenamento<br />

tonificante e tante altre<br />

attività dedicate al relax e al divertimento.<br />

Il tutto, gratis. Grazie<br />

al World Wellness Weekend,<br />

la due giorni mondiale dedicata<br />

agli amanti del benessere che si<br />

svolgerà anche in Italia il 22 e il<br />

23 settembre prossimi. Da nord<br />

a sud, SPA, centri benessere e termali,<br />

palestre e saloni di bellezza<br />

aderenti all’iniziativa offriranno ai<br />

visitatori la possibilità di coinvolgersi<br />

in attività divertenti, originali<br />

e, soprattutto, gratuite.<br />

Partecipare è semplice e veloce.<br />

Basta andare sul sito del World<br />

Wellness Weekend Italia, verificare<br />

sulla Mappa del Benessere qual è la<br />

struttura aderente più comoda e<br />

vicina ed eventualmente contattarla<br />

direttamente per confermare<br />

la partecipazione. «Il World<br />

Wellness Weekend è pensato per<br />

tutti, non solo per i fanatici della<br />

forma fisica, - ha spiegato Regis-Boudon<br />

Doris, ambasciatore<br />

in Italia dell’iniziativa - chi non<br />

vorrebbe regalarsi una coccola<br />

per sfuggire, almeno per un giorno,<br />

allo stress del lavoro e della vita<br />

quotidiana?». Tra le esperienze<br />

che sarà possibile vivere in Italia<br />

e nel mondo: yoga sulla terrazza<br />

all’alba o al tramonto con un musicista<br />

dal vivo, meditazione guidata<br />

con un arpista, meditazione<br />

guidata in acqua con i galleggianti,<br />

rituale della sauna con un maestro<br />

di sauna, pratica degli asana dello<br />

yoga e successiva degustazione<br />

di vini o di birra, introduzione al<br />

massaggio infantile per i genitori.<br />

Accolta con sorprendente successo<br />

in Francia e in Belgio lo scorso<br />

anno, questa “festa del benessere”<br />

ha contagiato a oggi più di<br />

cinquanta paesi in tutto il mondo<br />

tra cui, ovviamente, l’Italia. Dal<br />

Veneto alla Sicilia, passando per<br />

la Lombardia, l’Emilia Romagna<br />

e la Toscana, sono sempre di più<br />

i centri che metteranno a disposizione<br />

i propri spazi e il proprio<br />

personale. Tra questi figurano la<br />

GOCO Spa di Venezia, le Terme<br />

di Castrocaro (FC), Riccione Terme<br />

e l’Approdo Resort Thalasso<br />

SPA di San Marco (SA).<br />

Per informazioni:<br />

World Wellness Weekend<br />

22-23 settembre 2018<br />

www.world-wellness-weekend.org<br />

12 ITA EVENTI


Notes<br />

IL GIARDINO SEGRETO NEL<br />

QUADRILATERO DELLA MODA<br />

Ha aperto a Milano un nuovo concept store, MonteNapoleone14: un ambiente raffinato<br />

dove lo shopping si sposa perfettamente con il cibo di qualità e dove l’eccellenza è un must<br />

Nel cuore del Quadrilatero<br />

della moda, in una delle vie<br />

più prestigiose al mondo<br />

per lo shopping esclusivo, apre<br />

MonteNapoleone14, nuovo concept<br />

store multibrand. 300 metri<br />

quadri progettati e studiati come<br />

un contenitore di eccellenza, un<br />

ambiente raffinato a cui si accede<br />

percorrendo un androne in marmo,<br />

ai lati del quale le 14 vetrine<br />

espositive danno il primo “assaggio”<br />

di quello che si potrà scoprire<br />

all’interno di questa nuova realtà.<br />

Una nuova sinergia tra food experience<br />

e shopping. Un “giardino”<br />

interno dove è possibile degustare<br />

le creazioni pensate appositamente<br />

per il bistrò dallo Chef<br />

stellatoTommaso Arrigoni. Un bosco<br />

verticale avvolge la zona dedicata<br />

al food & beverage, l’arredamento<br />

minimal permette di non<br />

distrarre l’attenzione da quello<br />

che è il fulcro dello store. La boutique,<br />

quindi, si fonde, grazie all’open<br />

space, al bistrò. MonteNapoleone14<br />

propone al suo interno<br />

brand anche emergenti, il filo<br />

conduttore è che siano eccellenze<br />

Made in Italy. La proposta donna<br />

coinvolge brand dal carattere diverso<br />

tra loro, come: Tamo, noto<br />

per i capi dalla forte personalità<br />

pensati per una donna sofisticata<br />

e Linda Raff con la sua collezione<br />

di costumi da bagno dalle linee<br />

semplici ed eleganti. La parte accessori<br />

si sviluppa con una versatile<br />

combinazione di innovativi<br />

marchi tra cui Fraleoni Gioielli<br />

con gli eclettici, originali e preziosi<br />

gioielli della linea Rainbow e My<br />

Scarf in a Box che presenta sciarpe<br />

di seta stampata dai colori iridescenti.<br />

A settembre il concept<br />

store inaugura la Secret Room, un<br />

livello “nascosto” in questa nuova<br />

realtà tutta da scoprire. Uno spazio<br />

dedicato e pensato per l’uomo,<br />

accessori e abbigliamento.Tra le eccellenze,<br />

simbolo di lusso e creatività<br />

italiana: le calzature Castori.<br />

Per informazioni:<br />

Octopus Agency<br />

Via Settembrini, 17- Milano<br />

www.octopusagency.it<br />

14 ITA EVENTI


Notes<br />

2<br />

1<br />

3<br />

LE ULTIME<br />

NOVITÀ DI DESIGN<br />

Una selezione di quello che si è visto al Salone<br />

del Mobile di Milano. Arredi e complementi<br />

di arredo firmati dai designer più famosi<br />

e prodotti dalle aziende leader del settore<br />

4<br />

1. Tavolo Oracle, di Gino Carollo per Arketipo: la nuova versione<br />

con piano in vetro rappresenta l’espressione progettuale del materiale<br />

che esprime leggerezza e modernità, in un design evoluto.<br />

2. KèPI, disegnata da Gino Carollo per Arketipo,<br />

una lampada senza tempo di grande impatto scenico.<br />

3. Annabelle è la nuova poltrona di Fendi Casa: le linee<br />

arrotondate e morbide definiscono un complemento d’arredo<br />

scandito dallo studio sul colore del rivestimento.<br />

4. Tavolino della collezione Moon Invaders<br />

di Arketipo, disponibile in versione quadrata e rettangolare.<br />

5. Anya è la linea di pouf di Fendi Casa<br />

sintesi di leggerezza figurativa e strutturale.<br />

6. Il divano One di Fendi Casa coniuga<br />

l’ottima fattura con un design razionale.<br />

7. Sgabello Dumbo con struttura in frassino:<br />

design Archirivolto per Cattelan Italia.<br />

8. Ethimo e Patrick Norguet, per completare la collezione<br />

Knit, creano la versione a dondolo della poltrona lounge<br />

con schienale alto, proponendo, così, una nuova<br />

e speciale interpretazione della classica bergère.<br />

5<br />

7<br />

6<br />

8<br />

16 ITA EVENTI


9 10<br />

11<br />

14<br />

12<br />

9. Un tavolino high-end dalle geometrie articolate: è<br />

Final cut, disegnato da Mauro Lipparini per Arketipo.<br />

10. Un’accogliente testiera in grado di offrire<br />

il miglior comfort per rilassarsi, leggere o guardare<br />

la televisione: Yale bed, design by Jean-Marie<br />

Massaud per MDF Italia.<br />

11. Ombre di MDF Italia: un appendiabiti e un servomuto<br />

che rappresentano un omaggio all’essenzialità.<br />

12. Un classico della Kartell, i Componibili,<br />

vestiti con le stampe La DoubleJ.<br />

13. Poltrona KN Collection by Knoll disegnata<br />

da Piero Lissoni: qui nella versione bassa.<br />

14. Tulip Chair di Knoll disegnata dall’architetto<br />

finlandese Eero Saarinen.<br />

15. La DoubleJ, il brand di J.J. Martin nato nel 2015,<br />

ha vestito il divano Trix by Piero Lissoni per Kartell.<br />

16. Panca con rivestimento in pelle, un classico<br />

di Knoll, disegnata da Florence Knoll.<br />

17. Poltrona Lovy di Bonaldo: disponibile<br />

con lo schienale basso oppure alto.<br />

18. Leggerezza formale, graficità, semplicità<br />

progettuale, estetica armoniosa, essenzialità<br />

sono i tratti distintivi di Super_Position,<br />

libreria firmata da Jean Nouvel per MDF Italia.<br />

13<br />

15<br />

17<br />

18<br />

16<br />

ITA EVENTI 17


SCIANNA • CARRÀ • CARTIER-BRESSON • VENTURA • WARHOLANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />

Arte<br />

A NAPOLI UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI ANNE DE CARBUCCIA<br />

UNA NATURA VIVA<br />

Le fotografie di Anne de Carbuccia, un’artista<br />

franco-americana che vive fra Milano e New<br />

York, affrontano le minacce che l’uomo crea per<br />

il pianeta utilizzando il tema artistico della Vanitas<br />

e una clessidra e un teschio come simboli del<br />

tempo e della caducità della vita. Con una clessidra,<br />

un teschio e con altri oggetti reperiti sul posto<br />

Anne crea installazioni in paesaggi terrestri o marini<br />

pieni di significati ambientali. Anne chiama<br />

queste installazioni Timeshrines (Sacrari del<br />

Tempo) alludendo al fatto che le sue installazioni,<br />

pur nella loro natura effimera, divengono parte<br />

di una raccolta fotografica permanente. L’apparire<br />

del Sacrario del Tempo nell’immagine ci invita<br />

a riflettere sulla bellezza e sulla fragilità del nostro<br />

pianeta e vuole ispirarci ai cambiamenti necessari<br />

alla sua salvezza. Anne rivisita la natura morta<br />

classica per raffigurare la “natura viva”. Dopo<br />

gli studi in antropologia e storia dell’arte alla Columbia<br />

University Anne de Carbuccia ha viaggiato<br />

per anni nei posti più estremi della terra creando<br />

e fotografando installazioni simboliche temporanee<br />

che documentano e preservano la memoria<br />

di luoghi, animali e culture a rischio d’estinzione.<br />

◗ One • One Planet One Future<br />

Castel dell’Ovo, Napoli<br />

Fino al 30 settembre 2018<br />

ITA EVENTI 19


Arte<br />

IL GRANDE<br />

AMORE<br />

DI MATISSE<br />

PER IL<br />

TEATRO<br />

Un inedito Henri Matisse<br />

sarà in mostra al Forte<br />

di Bard fino alla metà<br />

di ottobre. Al centro<br />

dell’esposizione il suo<br />

rapporto con il teatro<br />

e la produzione di opere<br />

legate alla drammaturgia<br />

di Alessandra Arini<br />

Matisse: un nome, una firma,<br />

un concetto d’arte.<br />

Ha condizionato con la<br />

sua personalità un’intera generazione.<br />

Conosciamo la sua produzione,<br />

la sua sensibilità nel<br />

comunicare concetti nuovi, le<br />

caratteristiche che lo hanno consegnato<br />

alla storia come uno dei<br />

più grandi artisti di sempre. Ma<br />

meno noto è il suo grande amore<br />

verso il teatro, e il suo impegno<br />

nel trasportare il mondo teatrale<br />

anche nella pittura. La mostra<br />

Henri Matisse. Sulla scena dell’arte<br />

si traduce proprio nel tentativo di<br />

portare alla luce questa passione<br />

di Matisse, finora rimasta nell’ombra<br />

o, perlomeno, amalgamata<br />

così tanto al resto della sua<br />

produzione da non essere conosciuta<br />

nella sua autonomia e nel<br />

suo significato. Fino al 14 ottobre<br />

sarà possibile conoscere questo<br />

importante spaccato di vita<br />

dell’artista al Forte di Bard (Ao),<br />

in Valle d’Aosta. Le opere esposte<br />

sono più di novanta e coprono<br />

un periodo di circa trentacinque<br />

anni e in più sono esposti<br />

disegni e sculture provenienti<br />

da numerose collezioni private<br />

dell’artista. Matisse si avvicina<br />

in maniera casuale al teatro. Nel<br />

1919 gli vengono commissionate<br />

le scenografie per il balletto de<br />

Il canto dell’usignolo: accetta, anche<br />

forse per spirito di emulazione<br />

20 ITA EVENTI


Nella pagina a fianco,<br />

in alto, Poesiés 05. In basso,<br />

Jazz – Cauchemar Clean,<br />

1947, stampa su stencil<br />

incollato su carta. Sopra,<br />

Nageuse Clean; sotto,<br />

Codomas Clean: entrambi<br />

sono stampe su stencil<br />

incollato su carta<br />

rispetto a Picasso, suo grande rivale<br />

dell’epoca, che aveva già, con<br />

successo, realizzato le scenografie<br />

per Parade. È la prima volta<br />

che Matisse si approccia alla<br />

“pittura in movimento”, ne rimarrà<br />

entusiasta per i risultati e<br />

per la resa. E proprio questo lo<br />

spingerà ad andare più a fondo,<br />

a cercare di affinare meglio la sua<br />

attitudine e a entrare dentro alla<br />

drammaturgia. Nel 1939 sarà<br />

la volta di Rouge et Noir, per cui<br />

realizzerà scenografie ancora più<br />

mature artisticamente. Il teatro<br />

non è per lui solo “il teatro”, ma<br />

il concetto che attorno a lui si<br />

muove: un modo nuovo di cercare<br />

di ritrarre l’umanità e i suoi<br />

colori, un nuovo modo di raffigurare<br />

i corpi, la società, le sue atmosfere.<br />

La mostra, curata da<br />

Markus Muller, già direttore dal<br />

Kunstmuseum di Munster, è<br />

suddivisa in quattro sezioni che<br />

cercano di riprendere, anche cronologicamente,<br />

le tappe di questo<br />

suo cammino nel teatro e le<br />

sue forme. La prima sezione,<br />

Costumi di scena, raccoglie gran<br />

parte degli oggetti e delle scenografie<br />

realizzate in occasione delle<br />

sue collaborazioni, un tripudio<br />

di strumenti, di colori, di schizzi<br />

che ci fanno vedere da vicino<br />

il divenire di Matisse e la preparazione<br />

propedeutica alla messa<br />

in scena. La seconda sezione, Modelle,<br />

svolge un ruolo centrale all’interno<br />

di questo itinerario,<br />

mostrandoci quanto la pittura di<br />

Matisse partisse proprio dall’imitazione<br />

del modello umano:<br />

“I miei modelli, esseri umani,<br />

non sono mai un elemento secondario<br />

in un ambiente. Dipendo<br />

interamente dal mio modello”.<br />

Poi ancora Le odalische.<br />

Viaggi Immaginari: Matisse viaggia<br />

tra il 1912 e il 1913 e molto<br />

fra Algeria e Marocco, tornando<br />

in Europa con una serie di spunti<br />

nuovi. I posti che lo avevano rapito<br />

con i loro odori e le loro<br />

usanze torneranno a farsi presenti<br />

nella nuova predominanza del<br />

tema arabeggiante. Il suo nuovo<br />

modo decorativo, anche nel teatro,<br />

sarà influenzato dalla conoscenza<br />

con questa nuova cultura.<br />

E infine, la sezione Jazz. Questo<br />

spaccato racconta di una nuova<br />

tecnica inaugurata dall’artista e da<br />

lui stesso denominata “papire<br />

decupes” ovvero “carte ritagliate”,<br />

secondo Matisse sintesi perfetta<br />

tra colore e linea. Il capolavoro di<br />

questo periodo è indubbiamente<br />

“Jazz”, una serie di quaranta<br />

opere realizzate con questa tecnica:<br />

“Ho creato un tema con variazioni”.<br />

Lo stile di quest’opera<br />

ha ispirato perfino Andy Wharol<br />

e tutta la pop art americana. Matisse<br />

riesce, con questa iconografia,<br />

a rappresentare l’ansia<br />

che lega l’artista al suo pubblico,<br />

andando così a scavare ancora più<br />

intensamente nel significato di<br />

teatro e nel concetto di attore: cos’è<br />

il pubblico? Cos’è l’ansia da<br />

prestazione? E questo si può<br />

esprimere in arte?<br />

Henri Matisse.<br />

Sulla scena dell’arte<br />

Forte di Bard (Ao)<br />

Fino al 14 ottobre 2018<br />

ITA EVENTI 21


Arte<br />

UN FOTOGRAFO UN REPORTER<br />

Una grande mostra retrospettiva dedicata al fotografo siciliano Ferdinando Scianna. Duecento<br />

fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati attraversano la sua intera carriera<br />

in un articolato percorso narrativo. A Forlì, ai Musei San Domenico di Alessandra Arini<br />

R<br />

acconto, viaggio, memoria: sono queste le<br />

tre parole d’ordine per entrare nello sguardo<br />

di Ferdinando Scianna, e per capire ciò<br />

che ha visto e ciò che ha cercato di farci vedere attraverso<br />

i suoi occhi. Il fotografo siciliano ha deciso<br />

di “mettersi in mostra” e di riorganizzare tutta<br />

la sua produzione in un’esposizione che sarà fruibile<br />

dal 22 settembre prossimo nel complesso monumentale<br />

di San Domenico, a Forlì. Oltre 200 fotografie<br />

in bianco e nero che proveranno a esprimere<br />

l’intensità di vissuto di questo artista, ma anche<br />

la versatilità dei suoi soggetti, la sua ricerca del<br />

bello e il suo talento nel saper riconoscere i dettagli<br />

e nel saperli valorizzare. Ferdinando Scianna, siciliano<br />

d’origine, scopre la sua passione intorno agli<br />

anni Sessanta, proprio girovagando tra i luoghi e<br />

in mezzo alle persone della sua terra: catturando<br />

i suoi sapori, i suoi dialetti, le sue malinconie, le<br />

sue stagioni. I genitori, che lo avrebbero voluto avvocato<br />

o dottore, devono presto arrendersi alla sua<br />

arte e alla sua personalità, evidenti fin nei primi lavori<br />

che ritraggono Bagheria e i suoi luoghi dell’infanzia.<br />

Da lì in poi il desiderio di esplorare, di<br />

esportare la sua curiosità lontano: Bolivia, Sud America<br />

e poi di nuovo Italia, questa volta Milano, dove<br />

collaborerà con l’Europeo e con tante riviste, sia<br />

come fotoreporter che come scrittore. Quando racconta<br />

di sé, Scianna non può che soffermarsi sugli<br />

incontri che lo hanno cambiato, che lo hanno<br />

reso il fotografo e la persona che è adesso. Da quello<br />

con lo scrittore Leonardo Sciascia che chiama<br />

maestro e con il quale, a soli 21 anni, creò il libro<br />

22 ITA EVENTI


“Feste Religiose in Sicilia”, occupandosi della<br />

parte fotografica: “La fotografia era la possibilità<br />

del racconto della vicenda umana. Questo il mio<br />

maestro mi fece capire e mi introdusse a un certo<br />

modo di vedere le cose, di leggere, di pensare, di<br />

situarsi nei confronti del mondo”. Fino all’incontro,<br />

più tardi, con Cartier-Bresson, da cui apprende<br />

il mestiere della fotografia come reportage, come<br />

documentario della realtà. E poi l’ultimo incontro,<br />

casuale e inaspettato, con Domenico Dolce e Stefano<br />

Gabbana: quella che sembrava una collaborazione<br />

occasionale diventa invece pretesto per intrecciare,<br />

nella vita di Scianna, il mondo della fotografia<br />

con il mondo della moda. I servizi realizzati<br />

per il grande marchio della moda nostrana hanno<br />

suscitato un grande impatto mediatico e hanno<br />

avuto come set proprio la sua Sicilia, in tutto<br />

il suo splendore meno scontato. “Adesso con immutata<br />

passione, divertimento e ironia opero nei<br />

campi più diversi. Faccio un po’ di moda, un po’<br />

di pubblicità, un po’ di reportage e cerco più che<br />

mai ritratti”. I suoi 70 anni li porta bene, carichi<br />

di tutta quella vita di cui ha cercato di cogliere l’attimo,<br />

e con grande entusiasmo guarda anche al progetto<br />

di questa mostra, a cui ha partecipato attivamente.<br />

“Nelle mostre non faccio differenze tra<br />

le foto nate dal lavoro di fotoreporter da quelle di<br />

moda, per esempio. Le inserisco tutte in una continuità<br />

che poi è quella della mia pratica professionale”.<br />

La mostra, che si divide in sei sezioni (La<br />

memoria, Il racconto, Ossessioni, Il viaggio, Ritratti,<br />

Riti e miti) sarà visitabile con l’accompagnamento<br />

di un’audioguida, realizzata dallo stesso Scianna,<br />

un vero e proprio racconto parallelo che aiuterà a<br />

immergersi in prima persona in tutte le suggestioni<br />

e in tutti gli spunti creativi dell’autore.<br />

Ferdinando Scianna<br />

Il viaggio il racconto la memoria<br />

Musei San Domenico, Forlì<br />

Dal 22/09/2018 fino al 06/01/2019<br />

In apertura, Marpessa, Caltagirone, 1987.<br />

Sotto, New York, 1985. © Ferdinando Scianna


Arte<br />

UNA CITTÀ<br />

IN GRANDE<br />

FERMENTO<br />

A Bologna luci puntate sulla New<br />

York degli anni Ottanta con la mostra<br />

dedicata a Warhol & Friends. Dal 29<br />

settembre in mostra circa 150 opere<br />

che raccontano Warhol (e non solo),<br />

la sua vita e la sua produzione<br />

E<br />

ccessi, trasgressione e mondanità: eccovi servita<br />

la New York degli anni Ottanta. Sono tanti<br />

i protagonisti di quel vivacissimo clima artistico<br />

e molte delle loro opere saranno in mostra a<br />

Bologna in occasione dell’esposizione Warhol&Friends.<br />

New York negli anni ’80. Andy Warhol, Jean-Michel<br />

Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian<br />

Schnabel e Jeff Koons, per citarne alcuni.<br />

Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore<br />

Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti;<br />

l’economia si trasforma in finanza e si accumulano<br />

ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore<br />

ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di<br />

New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti<br />

di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e<br />

l’impazzare dell’Aids negli Stati Uniti. Nel giro di<br />

poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo<br />

Robert Mapplethorpe, mentre Basquiat<br />

muore distrutto dalla droga.<br />

Quando l’economia funziona la pittura ne è il primo<br />

segnale: nel 1980 The Times Square Show è la<br />

prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica<br />

nello spirito ed estremamente provocatoria.<br />

Non solo Haring e Basquiat, con loro decine di artisti<br />

di strada e pittori di valore come Kenny Scharf,<br />

Donald Baechler e James Brown. Oltre la pittura,<br />

Jeff Koons rappresenta il perfetto trait-d’union tra<br />

arte ed economia: dopo l’esperienza come broker<br />

a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della<br />

nascente classe dirigente americana analizzando<br />

impietosamente kitsch e banalità. Tra i protagonisti<br />

della scena musicale, della fotografia e del cinema,<br />

il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film<br />

documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat,<br />

l’artista francese Maripol che realizza l’artwork<br />

per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan<br />

Andy Warhol: in alto, Superman, ‘82 – ‘85, serigrafia su<br />

Lennox museum board. Coll. privata © The Andy Warhol<br />

Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018 per A.<br />

Warhol. Sopra, Marylin, 1967, serigrafia su carta. Coll. E.<br />

Falcioni, © The Andy Warhol Foundation for the Visual<br />

Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol. Sotto, Keith Haring,<br />

Untitled, 1983, inchiostro su carta. Coll. privata, Milano<br />

24 ITA EVENTI


Sotto, Edo Bertoglio, Basquiat's Head, 1980.<br />

Archivial pigment print. Collezione Marco<br />

Antonetto. A destra, Timothy Greenfield-<br />

Sanders, Andy Warhol, 1977. Contact print.<br />

Collezione Demetrio Paparoni, Milano<br />

Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura<br />

neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie<br />

di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia<br />

italiana con Francesco Clemente e Sandro<br />

Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo<br />

formano la triade di superstar della pittura americana,<br />

che negli anni ‘90 si misurerà anche con il<br />

cinema. Tra pubblicità, commercio, beni di consumo<br />

- dai Duty Free ai Levi’s Jeans - il nuovo Warhol guarda<br />

ancor di più al modo della comunicazione e dei<br />

media, avvicinandosi così alla nuova generazione di<br />

giovani artisti degli anni ’80 che in lui hanno visto<br />

un anticipatore, un vero e proprio guru.<br />

In mostra con 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol<br />

che, dopo essere stato vittima nel 1968 di un terribile<br />

attentato, proprio all’inizio degli anni ‘80 torna<br />

al centro della vita artistica e sociale di New York<br />

realizzando alcuni tra i suoi cicli più interessanti presenti<br />

in mostra come Shoes, Hammer & Sickle, Camouflage,<br />

Lenin, Joseph Beuys, Vesuvius, Knives.<br />

A raccontare il fermento irripetibile di un decennio<br />

che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura<br />

- nel momento in cui gallerie e mercato internazionale<br />

decretano il clamoroso successo del ritorno<br />

alla pittura - a Bologna arrivano anche Haring<br />

con Untitled (1983), Schnabel con Dunciad<br />

(Trances of Bouboul) del 1983, Koons con Art Magazine<br />

Ads (1989), Basquiat con Untitled (1983) e<br />

Bertoglio con Grace Jones e Madonna (1983).<br />

Warhol&Friends. New York negli anni ’80<br />

Palazzo Albergati, Bologna<br />

Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019<br />

ITA EVENTI 25


Arte<br />

L’OTTAVA OPERA<br />

Oliviero Rainaldi rivisita uno dei<br />

più grandi capolavori della storia<br />

conservato al Pio Monte della Misericordia,<br />

Le Sette opere di Misericordia<br />

(1607) del Caravaggio.<br />

L’intento di Rainaldi è quello di<br />

completare (con un’installazione)<br />

- come se la sua opera fosse<br />

l’estensione naturale profusa dalla<br />

luce del quadro - il lavoro del Caravaggio,<br />

caricandolo di ulteriori<br />

segni mistici e profondi significati.<br />

Le otto opere di Misericordia<br />

di Oliviero Rainaldi<br />

Pio Monte della Misericordia,<br />

Napoli - Fino al 30 settembre 2018<br />

L’ISTANTE DECISIVO<br />

La mostra presenta 105 immagini in bianco e nero, selezionate da Bresson,<br />

scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e<br />

America. Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’istante decisivo<br />

che per il maestro è il “riconoscimento immediato, nella frazione<br />

di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente,<br />

della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”.<br />

Henri Cartier-Bresson. Landscapes/Paysages<br />

Forte di Bard (Ao) - Fino al 21 ottobre 2018<br />

UN VIAGGIO IDEALE<br />

Con diciannove sculture di grandi e medie<br />

dimensioni collocate nel parco della<br />

Fondazione Whitaker, Alba Gonzales ha<br />

dato vita a un viaggio ideale e simbolico<br />

attraverso i miti mediterranei, rivissuti nel<br />

moto pendolare fra desiderio e nostalgia.<br />

Alba Gonzales, miti mediterranei<br />

Fondazione Whitaker, Palermo<br />

Fino al 30 settembre 2018<br />

TRIBUTO A DE VICO<br />

Un tributo della Capitale a<br />

uno dei maggiori architetti<br />

e paesaggisti del Novecento,<br />

Raffaele de Vico. Una mostra<br />

unica nel suo genere, attraverso<br />

la quale viene anche<br />

ripercorsa la storia del verde<br />

pubblico romano nella prima<br />

metà del secolo passato.<br />

DAL MICRO AL MACRO<br />

L’esposizione è un viaggio che immerge il visitatore nella genesi del<br />

processo creativo di Canova, interprete massimo del Neoclassicismo,<br />

dove spettacolo e approfondimento, emozione e conoscenza<br />

si fondono insieme. Uno spettacolare percorso multimediale che<br />

coinvolge il visitatore avvicinandolo alla vicenda canoviana in tutte<br />

le sue fasi e i suoi aspetti. Il rigore scientifico del racconto è coniugato<br />

a una sapiente regia, grazie alla pluralità di linguaggi che dà<br />

vita a un percorso di narrazione che spazia dal micro al macro.<br />

Magister Canova<br />

Scuola Grande della Misericordia, Venezia - Fino al 22 novembre 2018<br />

Raffaele de Vico<br />

(1881-1969). Architetto<br />

e paesaggista<br />

Palazzo Braschi, Roma<br />

Fino al 30 settembre 2018<br />

<strong>26</strong> ITA EVENTI


IL MAESTRO CARRÀ<br />

Una mostra dedicata a uno dei più<br />

grandi maestri del Novecento, protagonista<br />

fondamentale dell’arte italiana e<br />

della pittura moderna europea, che ha<br />

lasciato un segno indelebile con uno<br />

stile che è rimasto vitale in tutta la sua<br />

produzione artistica. Si tratta della più<br />

ampia e importante rassegna antologica<br />

mai realizzata su Carrà, un’occasione<br />

forse irripetibile che vede riunite circa<br />

130 opere, concesse in prestito dalle<br />

più importanti collezioni italiane e<br />

internazionali, pubbliche e private.<br />

Carlo Carrà<br />

Palazzo Reale, Milano<br />

Dal 4/10/2018 al 3/02/2019<br />

IL DUALISMO DI NINO VENTURA<br />

Si tratta di una mostra diffusa sul territorio: il nucleo<br />

principale delle opere è al Forte con la sezione antologica,<br />

mentre le opere più recenti (2017/2018) sono<br />

ospitate presso le altre sedi rappresentative del territorio.<br />

Il curatore della mostra, Nicolas Ballario, dice di Ventura<br />

che “le sue creazioni sono localizzabili al confine tra due<br />

universi. Sono impulsive e instabili, ma allo stesso tempo<br />

molto concrete. Sono assurde e hanno una doppia faccia”.<br />

L’esposizione darà l'avvio a una programmazione<br />

di mostre d'arte contemporanea che avranno lo scopo di<br />

valorizzare il sito museale e il suo territorio.<br />

Ad occhi chiusi – Nino Ventura sculture 2002 – 2018<br />

Forte di Gavi (Al) - Fino al 29 settembre 2018<br />

IL SUONO<br />

La mostra comprende numerose<br />

opere scultoree e installazioni sonore,<br />

caratterizzate da alcuni aspetti<br />

ricorrenti nella poetica dell’artista:<br />

il suono e le sue origini, l’impiego<br />

di pratiche manuali lente, la sperimentazione<br />

tecnologica.<br />

Matteo Nasini. Neolithic Sunshine<br />

Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro<br />

Fino al 7 ottobre 2018<br />

LA SALVAGUARDIA DEL PIANETA<br />

L’evento presenta le 100 immagini premiate al concorso di fotografia<br />

indetto dal Natural History Museum di Londra. Come<br />

di consueto, i visitatori potranno ammirare le foto finaliste e<br />

vincitrici delle 16 categorie, che ritraggono la biodiversità esistente<br />

sulla Terra, mostrandone i lati più nascosti e misteriosi.<br />

Ma, soprattutto, in questa edizione l’attenzione è più che mai<br />

rivolta alla salvaguardia del pianeta.<br />

Wildlife Photographer of the Year 53<br />

Fondazione Luciana Matalo, Milano - Dal 5/10 al 9/12/2018<br />

ITA EVENTI 27


Musica<br />

PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />

CARBONI • ZEN CIRCUS • FRESU •THEGIORNALISTI • GAZZÈ<br />

Foto Julian Hargreaves<br />

LAURA PAUSINI TORNA IN ITALIA CON IL SUO TOUR MONDIALE<br />

SULLA CRESTA DELL’ONDA<br />

Dopo essere stata la prima donna a calcare il<br />

palco dello Stadio San Siro nel 2007, Laura<br />

Pausini è stata anche la prima donna a esibirsi<br />

(a luglio) al Circo Massimo in ben due serate<br />

storiche per la musica italiana. A seguire, l’artista<br />

italiana è partita per un grande tour mondiale<br />

negli Stati Uniti e in America Latina e a<br />

settembre sarà di nuovo in Europa, per un tour<br />

nei palazzetti italiani, a cui si continuano ad aggiungere,<br />

vista la grande richiesta, nuovi appuntamenti,<br />

e poi seguire nel resto dei paesi<br />

europei. Il tour segue la release mondiale di<br />

Fatti sentire, l’ultimo album di inediti di Laura<br />

pubblicato in tutto il mondo lo scorso 16 marzo<br />

per Atlantic/Warner Music e già certificato disco<br />

di platino: l’album, che ha debuttato direttamente<br />

al primo posto della classifica FIMI/Gfk<br />

degli album più venduti della settimana in cui è<br />

uscito, è arrivato in occasione dei suoi 25 anni<br />

di carriera; in poche ore dall’uscita ha conquistato<br />

i vertici della classifica iTunes degli album<br />

più venduti in Italia, Europa e America latina.<br />

FATTI SENTIRE WORLDWIDE TOUR 2018<br />

◗ 8-9-11-12/09 Mediolanum Forum, Milano<br />

◗ 17/09 RDS Stadium, Rimini<br />

◗ 19-21-22/09 Arena di Verona<br />

◗ 1-2/10 Pala Florio, Bari<br />

◗ 6-7/10 Nelson Mandela Forum, Firenze<br />

◗ 9-10/10 Kioene Arena, Padova<br />

◗ 12-13/10 Unipol Arena, Bologna<br />

◗ <strong>26</strong>-27/10 Pala Alpitour, Torino<br />

Altre date su www.www.fepgroup.it<br />

ITA EVENTI 29


Musica<br />

Max Gazzè,<br />

51 anni, nato a Roma,<br />

da adolescente<br />

si trasferisce in Belgio,<br />

dove frequenta la Scuola<br />

europea, si dedica<br />

al basso elettrico<br />

e si esibisce con diversi<br />

gruppi nei locali<br />

di Bruxelles


FACCIO<br />

QUELLO CHE<br />

MI PIACE<br />

Un tour estivo in Italia e poi il ritorno<br />

alle origini con un tour europeo per<br />

festeggiare i vent’anni de La favola<br />

di Adamo ed Eva: le due anime<br />

di Max Gazzè, tra musica classica<br />

e pop di Cristiana Zappoli<br />

Asaperli cogliere, i segnali c’erano tutti.<br />

Per esempio nel 2012 Max Gazzè<br />

aveva presentato L’Uomo Sinfonico, un<br />

progetto per il quale aveva rivisitato, insieme<br />

all’Orchestra “Roma Sinfonietta”, i suoi<br />

più grandi successi. E poi nel 2015, quando<br />

nell’album Maximilian aveva inserito una<br />

composizione sinfonica, Verso un altro immenso<br />

cielo. Non ha mai nascosto la sua passione<br />

per la musica classica e qualche esperimento<br />

in quella direzione, quindi, lo aveva<br />

già fatto. Ma anche cogliendo i segnali,<br />

e conoscendo la sua attitudine alla sperimentazione,<br />

difficilmente si poteva prevedere<br />

fin dove sarebbe arrivato Max Gazzè: Alchemaya,<br />

il doppio album uscito a febbraio<br />

di quest’anno, è la dichiarazione d’amore del<br />

cantautore e musicista romano alla musica<br />

sinfonica. Con un unico asterisco, rappresentato<br />

dai sintonizzatori: Alchemaya è stata<br />

infatti definita dall’artista un’“opera sintonica”,<br />

frutto della fusione tra orchestra sinfonica<br />

e sintetizzatori. Il primo dei due dischi<br />

è un concept album, undici tracce che<br />

raccontano una storia attraverso il matrimonio<br />

tra la musica classica della Bohemian<br />

Symphony Orchestra di Praga, composta da<br />

sessanta elementi diretti dal Maestro Clemente<br />

Ferrari, e la musica elettronica dei sintonizzatori;<br />

il secondo album contiene alcuni<br />

successi di Gazzè rivisitati in un inedito riarrangiamento<br />

orchestrale, oltre a tre nuovi<br />

brani tra cui La leggenda di Pizzomunno e<br />

Cristalda, presentato a Sanremo. Si potrebbe<br />

pensare che pubblicare un album del genere<br />

abbia richiesto una notevole dose di incoscienza.<br />

Non è così. Non c’è niente di incosciente<br />

in questo album. Al contrario ci<br />

sono anni di studio, c’è cultura, c’è passione<br />

verso la conoscenza. C’è voluto coraggio,<br />

questo sì.<br />

Max Gazzè, pubblicare un album come Alchemaya<br />

è stato un bel rischio non trova?<br />

Non mi piace vivere di “rendita”, ho sempre<br />

sperimentato nella mia carriera. Per fortuna,<br />

finora, mi è sempre andata bene (ride, ndr)<br />

All’inizio di quest’anno diceva di voler<br />

partecipare a Sanremo perché Alchemaya<br />

è un disco complesso, aveva paura che il<br />

disco non fosse capito e pensava che la sua<br />

partecipazione al Festival avrebbe potuto<br />

aiutare il pubblico a comprendere. Oggi<br />

cosa può dire a riguardo, il pubblico secondo<br />

lei ha capito l’album?<br />

Credo che Alchemaya si presti a diverse letture<br />

e certamente il Festival ha fatto da megafono<br />

a questo progetto. Chi aveva già delle<br />

nozioni sui temi che canto, ha ritrovato<br />

quelle storie, chi non conosce quegli argomenti<br />

ha ritrovato dei bei racconti sulla storia<br />

dell’uomo. Il riscontro del pubblico comunque<br />

è stato ottimo.<br />

Ha ammesso fin da subito che La Leggenda<br />

di Cristalda e Pizzomunno ha,<br />

come strumento principale, l’orchestra.<br />

Con questa premessa il premio dell’orchestra<br />

per la miglior composizione musicale<br />

un po’ se lo aspettava?<br />

In genere non mi aspetto mai nulla ma c’è<br />

stato un grandissimo impegno da parte di<br />

tutti i Professori d’Orchestra e del Maestro<br />

Clemente Ferrari che ha diretto il brano e<br />

orchestrato con me Alchemaya. C’erano altre<br />

canzoni molto belle in gara, è stata una<br />

bellissima soddisfazione.<br />

Come sono articolati i concerti del suo<br />

tour estivo?<br />

Ogni data è un piccolo “evento”. Il concer-<br />

ITA EVENTI 31


Musica<br />

Max Gazzè al Teatro<br />

dell’Opera di Roma<br />

dove ha suonato<br />

con la Bohemian<br />

Symphony Orchestra<br />

di Praga, un concertoanteprima<br />

del suo<br />

progetto Alchemaya<br />

32 ITA EVENTI


to è diviso in due atti, come lo stesso<br />

album. In una prima parte c’è l’esecuzione<br />

dell’opera Alchemaya, nella seconda<br />

suono alcuni dei miei brani riarrangiati<br />

in chiave sintonica.<br />

Il pubblico che ama il Gazzè un po’<br />

più pop si troverà spiazzato ad assistere<br />

alle date dell’Alchemaya Tour?<br />

Ho fatto alcune date di Alchemaya in<br />

importanti teatri in Italia come il San<br />

Carlo di Napoli o il Teatro dell’Opera<br />

di Roma e devo dire che il pubblico<br />

ha apprezzato moltissimo la parte<br />

dedicata all’opera originale. Erano totalmente<br />

immersi nella storia.<br />

Un tour ambizioso che rispecchia un<br />

disco ambizioso.<br />

Il progetto è temerario, ma alla fine anche<br />

fruibile a tutti. Racconto semplicemente<br />

delle storie. L’orchestra e i sintetizzatori<br />

ne fanno un’opera progressive.<br />

Max Gazzè ha un’anima più classica<br />

o più pop?<br />

Convivono in me entrambe queste<br />

anime.<br />

Come è stata formata l’Alchemaya<br />

Symphony Orchestra?<br />

Mi piaceva dare un’identità a tutto il<br />

progetto, per questo è nato il nome Alchemaya<br />

Symphony Orchestra. Si<br />

tratta di eccellenze che fanno parte della<br />

Ensemble Symphony Orchestra,<br />

una delle orchestre più conosciute nel<br />

panorama artistico nazionale grazie ai<br />

molti progetti a cui ha partecipato e<br />

agli artisti di fama internazionale con<br />

cui ha collaborato.<br />

Era molto tempo che pensava di collaborare<br />

con un’orchestra in questo<br />

modo? In fondo non ha mai nascosto<br />

di amare la musica sinfonica…<br />

Sì, ho sempre amato la musica sinfonica<br />

e lavorare con un’orchestra mi ha<br />

permesso di spaziare tra strumenti diversi.<br />

Il tour la sta portando in alcune delle<br />

location italiane più belle. È<br />

emozionato?<br />

Certamente è un’emozione portare la<br />

propria musica, con una grande orchestra,<br />

in questi luoghi “sacri”.<br />

Restando in tema di sacralità: il primo<br />

disco di Alchemaya parla di creazione,<br />

s’ispira a diversi manoscritti<br />

religiosi e sembra nascere da una<br />

profonda ricerca spirituale. Lei<br />

dove trova il sacro?<br />

Non lego la parola “sacro” necessariamente<br />

a un concetto religioso.<br />

L’etimologia suggerisce che il sacro è<br />

qualcosa d’Altro, di separato dal mondo<br />

degli uomini, che non può essere<br />

avvicinato senza pericolo, e tuttavia attira<br />

l’uomo verso di sé.<br />

Per fare un disco come Alchemaya ci<br />

vuole una cultura notevole, e non intendo<br />

solo musicale: dentro c’è filosofia,<br />

storia, mito, religione e molto<br />

altro ancora. Da dove arriva tutta<br />

questa sete di conoscenza? Lei sembra<br />

un uomo interessato a tutto e<br />

capace di parlare, con cognizione<br />

di causa, di quasi tutto.<br />

Sono molto curioso. La stessa<br />

opera Alchemaya nasce<br />

ALCHEMAYA TOUR<br />

◗ 07/08 Arena Sferisterio,<br />

Macerata ◗ 25/08 Teatro<br />

Antico Taormina<br />

◗ 02/09 Arena di Verona<br />

LA FAVOLA DI<br />

ADAMO ED EVA TOUR<br />

◗ 18/10 Café de la<br />

danse, Parigi ◗ 19/10<br />

VK Concerts, Bruxelles<br />

◗ 21/10 02 Shepherds<br />

Bush Empire, Londra<br />

◗ 23/10 The Academy,<br />

Dublino ◗ 24/10 Sugar<br />

Factory, Amsterdam<br />

◗ 25/10 Lido, Berlino<br />

◗ 08/11 Jerusalem<br />

Pop & Rock, Valencia<br />

◗ 09/11 Shokolive,<br />

Madrid ◗ 10/12 Sala<br />

Apolo, Barcellona<br />

CITTADINO ONORARIO DI VIESTE<br />

Max Gazzè ha aperto il suo tour Alchemaya con una speciale anteprima in una<br />

location particolarmente suggestiva: il 31 luglio ha tenuto un concerto-evento a<br />

Vieste, davanti al famoso monolite Pizzomunno, ormai il simbolo indiscusso della<br />

città di Vieste e protagonista de La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, brano<br />

portato con successo da Gazzè sul palco del Teatro Ariston nell’ultimo Festival di<br />

Sanremo. Erano presenti tremila persone e nell’occasione Gazzè ha ritirato anche<br />

la cittadinanza onoraria di Vieste, conferitagli proprio per l’attenzione che ha acceso<br />

su quella terra con l’amatissimo brano sinfonico.<br />

Foto Cecchetti<br />

ITA EVENTI 33


Musica<br />

Max Gazzè sul palco<br />

del Festival di Sanremo<br />

2018: era alla sua<br />

quinta apparizione<br />

al Festival. Il debutto<br />

è stato nel 1999<br />

nella categoria Nuove<br />

Proposte con il brano<br />

Una musica può fare<br />

da trent’anni di studi e ricerche legate<br />

all’origine dell’uomo e al mondo.<br />

Mi piace conoscere e scoprire sempre<br />

cose nuove.<br />

Club, teatri, grandi arene: qual è il<br />

suo palcoscenico ideale?<br />

Ognuno di questi spazi ha una sua<br />

identità che va rispettata. Io amo la<br />

musica in ogni sua forma.<br />

Dopo il tour estivo in Italia partirà<br />

per un tour all’estero molto diverso,<br />

però, dall’Alchemaya tour.<br />

Sarà sui palchi di tutta Europa con<br />

La Favola di Adamo ed Eva tour.<br />

Perché questa scelta?<br />

La favola di Adamo ed Eva è stato un<br />

album molto importante per la mia<br />

carriera. Quest’anno compie vent’anni<br />

e insieme al mio manager, Francesco<br />

Barbaro, volevamo fare qualcosa<br />

che potesse celebrare questo anniversario,<br />

così abbiamo pensato al tour europeo.<br />

Riprenderò il basso, dopo le<br />

date di Alchemaya e, insieme alla mia<br />

band storica, riproporremo esattamente<br />

la scaletta di quel disco. Sicuramente<br />

ci divertiremo molto.<br />

Lei ha vissuto all’estero parecchio<br />

tempo: come si trova a suonare all’estero?<br />

Il rapporto con il pubblico<br />

è differente?<br />

Mi piace vedere crescere il pubblico di<br />

data in data quando torni in uno stesso<br />

posto dopo un po’. Ma il rapporto<br />

con il pubblico è sempre bellissimo.<br />

Se dovesse descrivere il momento<br />

professionale che sta vivendo adesso,<br />

come lo descriverebbe?<br />

Sono contento, faccio quello che mi<br />

piace fare.<br />

È orgoglioso di sé stesso e dei risultati<br />

che ha ottenuto fino a oggi?<br />

Sono contento di quello che ho fatto,<br />

non ho mai fatto nulla che non volessi.<br />

34 ITA EVENTI


Musica<br />

Foto Javier Bragado<br />

A FAENZA<br />

IN SCENA GLI<br />

INDIPENDENTI<br />

Il MEI è la più importante manifestazione<br />

dedicata alla scena musicale indipendente<br />

italiana e chiude la stagione dei festival<br />

estivi. Tanti i premi, la maggior parte<br />

dei quali sono già stati annunciati<br />

di Alessandra Cinque<br />

n evento che da più di vent’anni (questa sarà<br />

la ventitreesima edizione) è punto d’incontro<br />

naturale tra le realtà che hanno fatto la storia<br />

della musica italiana degli ultimi decenni.<br />

Fin dalla prima storica edizione, il MEI, fondato e<br />

diretto da Giordano Sangiorgi, è stato la piattaforma<br />

di lancio della nuova scena indipendente italiana<br />

con artisti che sono diventati pilastri della musica<br />

in Italia (tra gli altri Afterhours, Bluvertigo,<br />

Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza,<br />

Negramaro, Perturbazione, Marta sui Tubi,<br />

Offlaga Disco Pax) e ha premiato emergenti oggi<br />

considerati punte di diamante della nuova scena<br />

artistica italiana come ad esempio, Ermal Meta, Lo<br />

Stato Sociale, Ghali, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane,<br />

Le Luci della Centrale Elettrica, Motta,<br />

Colapesce, Cosmo. Tanti sono stati anche gli artisti<br />

che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI,<br />

come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì<br />

un suo stand espositivo e lo scorso anno ha festeggiato<br />

vent’anni di carriera, e, più recentemente,<br />

i Maneskin, gruppo rivelazione dell’ultima edizione<br />

di XFactor, che al MEI di Faenza hanno realizzato<br />

una delle loro primissime esibizioni fuori da Roma.<br />

Quest’anno il Premio Speciale MEI andrà ai Lacuna<br />

Coil per i loro 20 anni di carriera, in onore del travolgente<br />

successo che la band meneghina ha ottenuto<br />

nel corso degli anni, affermandosi come una<br />

delle band metal italiane più importanti del pano-<br />

36 ITA EVENTI


ama mondiale con oltre 2 milioni di copie vendute<br />

in tutto il mondo. Il 29 settembre ritireranno il premio<br />

Cristina Scabbia, Andrea Ferro e Marco Coti<br />

Zelati dei Lacuna Coil, e seguirà un’esibizione speciale<br />

con i Rezophonic di Mario Riso per presentare<br />

il nuovo singolo Mayday, scritto e prodotto da entrambe<br />

le band. In apertura i Celeb Car Crash.<br />

Il Premio Artista Eclettico dell’Anno, invece, andrà<br />

a Gio Evan per le sue innumerevoli capacità artistiche:<br />

scrittore, poeta, umorista, performer, cantautore<br />

e artista di strada. L’artista è emerso dalla fucina<br />

dello storico festival multi-disciplinare romano MarteLive<br />

(aderente ad AudioCoop e Rete dei Festival,<br />

circuito delle Etichette Indipendenti e dei festival<br />

italiani). ll Premio PIMI 2018, riservato all’artista<br />

indipendente dell’anno, che l’anno scorso andò a<br />

Brunori Sas, andrà alla band The Zen Circus per la<br />

loro carriera ventennale all’insegna della coerenza e<br />

Nella pagina a fianco, in alto, i Lacuna<br />

Coil, vincitori del Premio Speciale MEI<br />

2018; in basso, i Pit Life al MEI in una<br />

passata edizione. Sopra, Gio Evan,<br />

Premio Artista Eclettico dell’Anno.<br />

Sotto, i Zen Circus, vincitori del premio<br />

riservato all’artista indipendente dell’anno<br />

Foto Magliocchetti<br />

della continua ricerca di qualità musicale e testuale<br />

all’interno del circuito indipendente. Inoltre, al regista<br />

Dario Ballantini e alla band toscana Piccoli animali<br />

senza espressione, verrà assegnato il Premio<br />

Speciale PIVI 2018 per il video del singolo In cammino,<br />

estratto dal loro terzo disco dal titolo Sveglio<br />

fantasma. Il 28 settembre si svolgerà al Museo Internazionale<br />

delle Ceramiche l’anteprima della manifestazione<br />

e si terrà il Festival Anatomia Femminile<br />

curato da Michele Monina che rende omaggio<br />

al cantautorato femminile a partire dalla sua campagna<br />

di crowdfunding su Musicraiser nella quale<br />

ha coinvolto oltre settanta artiste con due diverse tipologie<br />

di premi in palio: un cofanetto dal nome<br />

Anatomia Femminile, che vede coinvolte 63 artiste<br />

con canzoni proprie e una serie di house concert singoli<br />

o multipli in tutta Italia con 51 artiste.<br />

Il 29 settembre si terranno gli eventi principali del<br />

MEI (concerti, premiazioni, worskhop, forum, expo,<br />

mostre), la finale del MEI Superstage, concorso rivolto<br />

agli artisti emergenti, e il Premio dei Premi del<br />

MEI, coordinato da Enrico Deregibus, grazie alla<br />

collaborazione con OMP (Officina della Musica e<br />

delle Parole) di Milano che metterà a disposizione<br />

una borsa di studio del valore di 1.500 euro per il<br />

vincitore del premio. Lo scorso anno il Premio dei<br />

Premi è stato assegnato all’artista Roberta Giallo.<br />

Quest’anno si celebrerà il ’68 con i dibattiti di Marco<br />

Boato e Mario Capanna. Marco Boato, già leader di<br />

Lotta Continua e sociologo, inaugurerà la rassegna<br />

faentina il 28 settembre intervenendo nel corso del<br />

Convegno sul tema “1968, 50 anni dopo tra le arti<br />

e le musiche”, che si terrà alle ore 15.30 presso la Galleria<br />

della Molinella. «Abbiamo deciso di celebrare il<br />

‘68 al MEI2018 perché quel periodo costituisce le radici<br />

della musica indipendente», dichiara Giordano<br />

Sangiorgi.Tra gli altri nomi che parteciperanno al<br />

MEI2018 sono stati annunciati: La Municipal (vincitori<br />

del Concerto del Primo Maggio 2018 di<br />

Roma), I figli dell’officina (vincitori del Concerto del<br />

Primo Maggio 2018 di Taranto) e La stanza di Greta<br />

(Targa Tenco). Sarà inoltre presentato in anteprima<br />

Infinito 200, l’album antologico che ricorda il bicentenario<br />

del capolavoro leopardiano. All’interno<br />

del disco verranno inseriti brani interpretati da Anna<br />

Luppi, Alessandro Cicone, Denise Misseri, Solmeriggio<br />

e Lorenzo Santangelo, i 5 vincitori dell’omonimo<br />

contest organizzato dal MEI in collaborazione<br />

con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università<br />

di Bologna coordinato dal poeta Davide Rondoni<br />

e l’etichetta discografica Neverland Records.<br />

MEI – FATTI DI MUSICA INDIPENDENTE<br />

28-29-20 settembre 2018<br />

Faenza (Ra) - www.meiweb.it<br />

ITA EVENTI 37


Musica<br />

UN TRIBUTO A TUTTO ROCK<br />

A settembre, a Milano, si terrà il secondo concerto italiano dedicato alla star americana<br />

Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park scomparso improvvisamente lo scorso luglio<br />

ne More Light Memorial II sarà una maratona<br />

musicale a scopo benefico con la partecipazione<br />

di oltre 10 band che interpreteranno<br />

dal vivo le canzoni più famose di Chester Bennington<br />

e dei Linkin Park (apertura porte ore 15.00 - inizio<br />

show ore 16.00). Headliner speciali dell’evento saranno<br />

i Julien-K, la band di Amir Derakh e Ryan Shuck,<br />

con cui lo stesso Bennington ha più volte collaborato<br />

e con cui ha fondato i Dead By Sunrise, suo side-project<br />

rispetto ai Linkin Park. Solo in occasione di questo<br />

evento i Julien-K eseguiranno anche alcuni brani<br />

dei Dead By Sunrise, oltre ai propri brani di repertorio.<br />

Prima di loro saliranno sul palco: Black Sheep,<br />

Codename: Delirious, Colors Void, Dual Project,<br />

Living Theory, Nero Argento, Ivan King, Lost in the<br />

Dream, Pure, Ravenscry. A presentare l’evento ci sarà<br />

la speaker radiofonica Nyva di Rock’n’Roll Radio. La<br />

serata proseguirà poi con Dirty Mondays, il rock’n’<br />

roll party di Milano giunto alla settima edizione. Metà<br />

degli introiti netti dell’evento verrà devoluta a<br />

L’Amico Charly Onlus, associazione che si occupa di<br />

prevenzione al disagio giovanile attraverso progetti di<br />

intervento educativi, formativi, di assistenza e di sostegno<br />

a favore degli adolescenti, in collaborazione<br />

con le istituzioni, le scuole e le famiglie. Il primo memoriale<br />

One More Light è nato a seguito della creazione<br />

di un evento su Facebook da parte di Francesca<br />

Marciano e Stefano Amodio, due fans italiani, poco<br />

dopo la prematura scomparsa di Chester Bennington.<br />

Inizialmente concepito come un piccolo tributo tra<br />

pochi, si è trasformato in un evento che ha raccolto<br />

un seguito decisamente superiore alle aspettative, a<br />

cui hanno partecipato 3000 persone. Le attuali organizzatrici,<br />

Francesca Marciano, Nyva Zarbano e Serena<br />

Saggioro, hanno deciso di portare avanti l’iniziativa,<br />

creando “One More Life” un progetto che<br />

punta a promuovere il dialogo sui temi del disagio,<br />

la depressione e la condivisione tra i fans di Chester.<br />

ONE MORE LIGHT MEMORIAL II<br />

Alcatraz, Milano<br />

22 settembre 2018<br />

Sotto, i Julien-K<br />

un gruppo musicale<br />

statunitense con cui<br />

Chester Bennington ha più<br />

volte collaborato. A destra,<br />

una foto del pubblico<br />

durante il concerto dello<br />

scorso anno e una chitarra<br />

brandizzata con il logo del<br />

primo memorial


Musica<br />

Foto Angelo Trani<br />

Foto Marinetta Saglio<br />

Claudio Baglioni<br />

AL CENTRO<br />

I tre concerti all’Arena di Verona quando, per la prima<br />

volta, l’Arena ospiterà un concerto con il palco<br />

al centro, segneranno il grande ritorno sulle scene live<br />

di Claudio Baglioni, prima che i concerti di Al Centro<br />

Tour lo vedano protagonista nelle più importanti<br />

arene indoor d’Italia: il pubblico avrà la possibilità<br />

di ripercorrere insieme al cantautore mezzo secolo<br />

di indimenticabili successi. 50 anni vissuti in musica,<br />

60 milioni di copie vendute in tutto il mondo:<br />

Baglioni, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, è riuscito<br />

a conquistare una generazione dopo l’altra, grazie<br />

a un repertorio pop, melodico e raffinato.<br />

CONCERTI<br />

◗ 14-15-16/09 Arena di Verona ◗ 16-17/10 Nelson<br />

Mandela Forum, Firenze ◗ 19-20-21/10 PalaLottomatica, Roma<br />

◗ 23- 24/10 Pala Prometeo, Ancona<br />

◗ <strong>26</strong>-27-28/10 Mediolanum Forum, Milano<br />

Ornella Vanoni<br />

LA MIA STORIA<br />

Dopo aver riempito nel 2017 i teatri di tutta Italia,<br />

il tour di Ornella Vanoni, La mia storia, è proseguito<br />

quest’anno con altri appuntamenti live. Un racconto<br />

attraverso la musica della sua carriera artistica,<br />

iniziata al Piccolo di Milano negli anni '60, in cui presenta<br />

i brani storici della mala, di Brecht e i successi<br />

che l’hanno fatta amare dal grande pubblico italiano.<br />

Con lei sul palco Roberto Cipelli (pianoforte), Bebo<br />

Ferra (chitarra), Loris Leo Lari (contrabbasso), Piero<br />

Salvatori (violoncello). In febbraio è uscito Un Pugno<br />

di Stelle (Sony Music), raccolta in 3 CD delle canzoni<br />

che hanno accompagnato la carriera della Vanoni<br />

che contiene anche Imparare ad amarsi, il brano con<br />

cui la cantante ha partecipato alla 68° edizione del Festival<br />

di Sanremo, in trio con Bungaro e Pacifico.<br />

CONCERTI ◗ 02/09 Todi Festival (Pg)<br />

◗ 28/10 Teatro Lac, Lugano<br />

A BORDO DELLO SPUTNIK DI CARBONI<br />

In aprile è uscito nelle radio Una grande festa,<br />

il singolo di Luca Carboni che ha anticipato<br />

l’uscita del nuovo album di inediti Sputnik (Sony<br />

Music). Il nuovo progetto discografico arriva dopo<br />

lo straordinario successo del precedente disco Pop-Up<br />

con tutti i singoli ai vertici delle classifiche e dell’airplay radiofonico.<br />

Sputnik da ottobre sarà anche un tour nei club.<br />

CONCERTI ◗ 12/10 Vox Club, Nonantola (Mo) ◗ 13/10 Vidia, Cesena<br />

◗ 16/10 Estragon, Bologna ◗ 18/10 Gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 20/10 Concordia, Torino ◗ 22/10 Obihall, Firenze ◗ 23/10 Afterlife, Perugia<br />

◗ 25/10 Demodè, Bari ◗ <strong>26</strong>/10 Casa della Musica, Napoli ◗ 28/10 Atlantico Live,<br />

Roma ◗ 29/10 Fabrique, Milano ◗ 31/10 Teatro Politeama, Genova


DI NUOVO IN ITALIA<br />

Ben Harper torna in Italia con due concerti. Dopo il suo album di debutto nel<br />

1994, Welcome to the Cruel World, Ben Harper ha pubblicato diversi album<br />

in studio di grande successo in collaborazione con The Innocent Criminals,<br />

band formata da Leon Mobley (percussioni), Juan Nelson (basso), Oliver<br />

Charles (batteria) e Jason Mozersky (chitarra). Il gruppo, che si è sempre<br />

esibito live assieme a Ben in giro per il mondo, si distingue per la diversità<br />

di generi musicali a cui i vari componenti appartengono e che in<br />

una qualche maniera rende ciascun musicista complementare all’altro.<br />

CONCERTI ◗ <strong>26</strong>/10 Gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 27/10 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />

LOVE TOUR 2018<br />

A seguito della pubblicazione di Questa nostra<br />

stupida canzone d’amore, brano certificato Disco<br />

di Platino digitale, con più di 31,9 milioni di views<br />

su YouTube, il 13 giugno 2018 è uscito Felicità<br />

puttana, la hit estiva dei Thegiornalisti, in alta<br />

rotazione radiofonica e ai vertici delle classifiche<br />

streaming e download, con numeri sempre in crescita:<br />

più di 6 milioni di stream su Spotify e oltre<br />

7,8 milioni di views. I due singoli anticipano Love<br />

(Carosello Records), il nuovo album della band,<br />

in uscita il 21 settembre. Tommaso Paradiso,<br />

Marco Antonio Musella e Marco Primavera formano<br />

i Thegiornalisti a Roma nel 2009. Si autoproducono<br />

i primi due dischi, nati e scritti nel salotto<br />

di casa. Così, a settembre 2011 esce Vol.1<br />

e qualche mese più tardi pubblicano Vecchi.<br />

Il cambio di rotta avviene alla fine del 2013,<br />

quando la band firma con Foolica e, l’anno successivo,<br />

fa uscire Fuoricampo, disco prodotto da<br />

Matteo Cantaluppi che riscuote un ottimo successo<br />

di critica e pubblico. Nel 2016 vincono il<br />

premio PMI come miglior rivelazione dell’anno.<br />

CONCERTI<br />

◗ 19/10 Arena, Vigevano ◗ 21/10 PalaAlpitour, Torino<br />

◗ 23/10 Unipol Arena, Bologna<br />

◗ 24/10 Nelson Mandela Forum, Firenze<br />

◗ 27-28/10 PalaLottomatica, Roma<br />

◗ 31/10 Palaflorio, Bari<br />

UN CONCERTO EVENTO<br />

Sotto il segno dei pesci 2018: a quarant’anni<br />

dall’uscita, l’album di Antonello Venditti<br />

rivive in un unico concerto all’Arena di Verona.<br />

Questa manciata di canzoni di Venditti escono<br />

l’8 marzo 1978 in un momento sociale di tensioni<br />

fortissime e in cui la speranza, la voglia di<br />

cambiamento sono enormi. Il cantante prende<br />

ispirazione dall’Italia che vede intorno a lui, è<br />

un disco personale e generazionale insieme.<br />

CONCERTO ◗ 23/09 Arena di Verona<br />

25 ANNI DI CARRIERA<br />

Dopo il grandissimo successo de La Finale<br />

del 1° giugno, il concerto con cui<br />

ha riempito lo stadio di San Siro insieme<br />

a Fedez per concludere la loro collaborazione<br />

artistica durata due anni,<br />

J-Ax torna a esibirsi sul palco da<br />

solista per festeggiare i 25 anni<br />

di carriera: “Per essere felice -<br />

racconta - non mi serve altro<br />

che fare musica. Per questo<br />

motivo 25 anni di carriera<br />

significano celebrare voi<br />

con cinque concerti al<br />

Fabrique di Milano”.<br />

CONCERTI ◗ 15-16-17-21-<br />

22/10 Fabrique, Milano<br />

Foto Gianluca Simoni_Chiaroscuro Creative


Jazz<br />

DUE GRANDI NOMI DEL JAZZ<br />

Foto Pino Ninfa<br />

Un esclusivo concerto di Paolo Fresu e Gianluca<br />

Petrella inaugura la seconda edizione di A<br />

Jazz Supreme. L’estemporaneo incontro fra questi<br />

due grandi nomi del jazz contemporaneo è da annoverare<br />

nel libro della creatività assoluta. Fresu e<br />

Petrella hanno dalla loro una grande preparazione<br />

tecnica, volta innanzitutto alla ricerca del suono<br />

tout-court; anche per questo entrambi non sono<br />

nuovi alle frequentazioni nel mondo dell’elettronica,<br />

usata appunto anche in questa occasione<br />

con la massima duttilità e intelligenza possibili.<br />

CONCERTO ◗ 12 ottobre, Teatro Verdi, Firenze<br />

TRIBUTO A DUKE<br />

La più brillante tromba del jazz nazionale, Fabrizio<br />

Bosso, il suo quartetto stabile e in aggiunta l’ensemble<br />

di Paolo Silvestri, si esibiranno insieme<br />

in occasione del Bologna Jazz Festival. Silvestri cura<br />

direzione e arrangiamenti di un programma orchestrale<br />

che mette a disposizione di Bosso una<br />

sorta di the best of Duke Ellington in una veste<br />

sonora lussureggiante: musica di intramontabile<br />

bellezza che pare cucita addosso a Fabrizio<br />

Bosso come lo era, in origine, alle<br />

strabilianti trombe dell’orchestra del Duca.<br />

Foto Marco Benvenuti<br />

CONCERTO<br />

◗ 30 ottobre, Teatro Arena del Sole, Bologna<br />

SCOFIELD<br />

EICOMBO 66<br />

Ospiti del Padova Jazz Festival si esibiranno John Scofield,<br />

uno dei chitarristi più influenti degli ultimi quattro decenni, ferratissimo<br />

solista post-bop da sempre aperto alle seduzioni della fusion,<br />

il funky, il soul jazz, e la sua nuova band Combo 66: un versatile<br />

strumento per muoversi liberamente in territori stilistici aperti.<br />

A lanciare definitivamente Scofield in qualità di leader della scena<br />

jazz, oltre al triennio trascorso al fianco di Miles Davis, furono<br />

i dischi che la Blue Note iniziò a produrgli dal 1990: da allora<br />

la sua carriera non ha conosciuto momenti di arresto.<br />

CONCERTO ◗ 27 ottobre, Teatro MPX, Padova


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Classica<br />

PAPPANO DIRIGE LA VERSIONE DA CONCERTO DI WEST SIDE STORY<br />

OMAGGIO A BERNSTEIN<br />

Apertura di stagione fuori dai consueti schemi per<br />

l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che inaugurerà<br />

il calendario sinfonico con la versione da<br />

concerto di West Side Story, uno dei musical<br />

più popolari di Leonard Bernstein, una delle personalità<br />

più eclettiche e carismatiche della musica<br />

del Novecento che per tutto il 2018 sarà ricordato<br />

nel mondo con numerose iniziative. L’Accademia<br />

di Santa Cecilia, della cui Orchestra Bernstein è<br />

stato presidente onorario dal 1983 al 1990, ha<br />

già reso omaggio al compositore lo scorso febbraio<br />

con l’integrale delle Sinfonie dirette da Pappano.<br />

Nel 1949 Jerome Robbins, regista e coreografo<br />

tra i più acclamati a Broadway, propose a<br />

Bernstein di lavorare a una storia d’amore sul modello<br />

di Romeo e Giulietta di Shakespeare. Bernstein<br />

fu subito entusiasta dell’idea ma solo dopo<br />

otto anni di elaborazione e modifiche prese corpo<br />

il musical che ha commosso intere generazioni.<br />

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro di<br />

Santa Cecilia ci sarà Antonio Pappano affiancato<br />

da un cast internazionale. La prima assoluta della<br />

versione sinfonica del musical – costituita dalla<br />

completezza dei brani cantati con esclusione dei<br />

dialoghi – è stata nel 2013 con la San Francisco<br />

Symphony diretta da Michael Tilson Thomas. In<br />

occasione dell’inaugurazione della stagione sinfonica<br />

con West Side Story, verrà aperta al pubblico<br />

una mostra che ripercorrerà i momenti salienti<br />

della collaborazione artistica di Leonard Bernstein<br />

con l’Accademia di Santa Cecilia e le sue compagini<br />

artistiche, attraverso le fotografie di Galliano<br />

Passerini, i documenti, i racconti dei protagonisti,<br />

le registrazioni e i filmati.<br />

WEST SIDE STORY<br />

◗ 12-13-14 ottobre 2018<br />

Auditorium Parco della Musica, Roma<br />

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa<br />

Cecilia / Antonio Pappano (direttore), Nadine Sierra<br />

(Maria), Alek Shrader (Tony), Tia Architto (Anita),<br />

Mark Stone (Riff), Aigul Akhmetshina (Rosalia)<br />

ITA EVENTI 45


Classica<br />

RITRATTI D’ARTISTA<br />

Per la III edizione di Bologna Modern, in collaborazione con il Teatro<br />

Comunale di Bologna, Musica Insieme dedica un progetto speciale<br />

ai quindici quartetti per archi di Dmitrij Šostakovič e un “viaggio<br />

sulla luna” con Cristina Zavalloni di Fulvia de Colle<br />

l grande musicista che non volle fare<br />

l’eroe». In questa definizione di Arnold<br />

Schoenberg risuonano la profonda<br />

stima del collega, e insieme il riconoscimento<br />

di una precisa situazione<br />

storica: Dmitrij Šostakovič, nato a San<br />

Pietroburgo nel 1906 e spentosi a Mosca<br />

nel 1975, ebbe la ventura di testimoniare<br />

un capitolo fondamentale della<br />

storia russa, attraversandola e raccontandola<br />

come uomo e musicista. Universalmente<br />

riconosciuto, oggi come<br />

ieri, come uno dei più grandi artisti del<br />

Novecento, Dmitrij Šostakovič lascia una<br />

produzione ricchissima, attingendo a<br />

un multiforme patrimonio artistico, dalla<br />

danza alla letteratura, al teatro e al cinema<br />

(firmò fra l’altro ben 36 colonne<br />

sonore). Ma l’opera più significativa, sia<br />

per il livello artistico che per il valore di<br />

testimonianza di un’epoca, sono senza<br />

dubbio i suoi quindici Quartetti per archi,<br />

autentici capolavori del genere,<br />

composti fra il 1938 e il 1974, e in grado<br />

quindi di raccontare uno spaccato di<br />

storia mondiale che va dal periodo bellico<br />

alla Guerra Fredda, ai primi segni di<br />

disgelo fra i blocchi atlantico e sovietico.<br />

Occasione unica per la città, Musica Insieme<br />

programmerà per il festival Bologna<br />

Modern – in collaborazione con il<br />

Teatro Comunale – il ciclo Musica assoluta,<br />

esecuzione integrale dei quindici<br />

Quartetti di Šostakovič in cinque concerti<br />

da ottobre a novembre 2018,<br />

l’interpretazione affidata ad altrettanti giovani<br />

Quartetti: Dàidalos, César Franck,<br />

Noûs, Guadagnini e Adorno, tutti per-


Nella foto<br />

a fianco, il<br />

Quartetto Adorno.<br />

Sotto, il Quartetto<br />

Dàidalos. Nella<br />

pagina a fianco,<br />

il Quartetto<br />

Guadagnini<br />

Foto Giacomo Checcucci<br />

fezionatisi all’Accademia “Stauffer” di<br />

Cremona, tutti già insigniti di premi e<br />

borse di studio internazionali. Il progetto<br />

rientra nel programma che vede Musica<br />

Insieme membro della Rete delle Dimore<br />

del Quartetto, che si ripromette di<br />

offrire ai giovani talenti una vetrina<br />

importante, creando un’economia virtuosa<br />

anche grazie alla collaborazione delle<br />

Dimore storiche italiane, che ospitano<br />

gli artisti in occasione delle prove e<br />

dei concerti.<br />

A corredo di ciascun concerto all’Oratorio<br />

di San Filippo Neri, divenuto a sua<br />

volta la dimora preferenziale per i progetti<br />

speciali di Musica Insieme, verranno<br />

proiettati fotogrammi e immagini di eccezionale<br />

valore come quelli conservati<br />

nell’Archivio di Dmitrij Dmitrevič<br />

Šostakovič a Mosca: fra tutti, i preziosi<br />

spezzoni di A Journey of Dmitri Shostakovich,<br />

documentario dedicato al compositore<br />

nel 2006 da Oksana Dvornichenko<br />

e Helga Landauer. La pellicola,<br />

a partire dal viaggio in nave che portò nel<br />

1973 negli Stati Uniti un ormai celebre<br />

e celebrato Šostakovič, sviluppa una riflessione<br />

sulla sua travagliata vicenda di<br />

uomo e di artista, contando anche su rarissime<br />

interviste al protagonista di uno<br />

dei momenti più sconvolgenti della nostra<br />

storia recente. Di più, ad aprire l’integrale<br />

sarà proprio la settima arte, con<br />

la proiezione al Cinema Lumière, grazie<br />

alla collaborazione con la Cineteca di Bologna,<br />

di Viola Sonata, pellicola del<br />

1989 per la regia di Alexander Sokurov.<br />

Regista prolifico e osteggiato dalla censura<br />

sovietica (condividendo in ciò con<br />

Šostakovič un destino comune a molti<br />

artisti russi del Novecento), Sokurov narra<br />

con passione e sapienza le sue elegie<br />

dell’essere umano; sia esso un reietto della<br />

società o un leader politico (da Lenin<br />

ITA EVENTI 47


Classica<br />

Sopra, il Quartetto<br />

César Franck.<br />

Sotto, Cristina<br />

Zavalloni<br />

a Hitler a Eltsin), o ancora un grande artista<br />

del suo paese: com’è il caso di questo<br />

ritratto di Šostakovič, frutto di approfonditi<br />

scavi nella miniera degli archivi<br />

sovietici, completato nel 1981 e che la<br />

censura terrà lontano dalle sale fino alla<br />

perestrojka. Complici ricchissimi estratti<br />

dei lavori di Šostakovič (dall’opera Il<br />

naso alla Sinfonia Leningrado, alla Sonata<br />

per viola, pubblicata postuma, che dà<br />

il titolo al film), Sokurov coglie l’artista<br />

nella sua quotidianità familiare come nei<br />

rovesci professionali seguiti alla censura<br />

staliniana, attingendo a spezzoni di cinegiornali<br />

sull’assedio di Leningrado, cui<br />

s’incrociano le trionfalistiche parate del<br />

regime. Preziosi quanto inediti sono poi<br />

i documenti sulle apparizioni pubbliche<br />

di Šostakovič, seduto alla tastiera per<br />

un’esecuzione del suo Concerto per pianoforte<br />

e tromba, o sul pulpito per un discorso<br />

alla Lega dei Compositori sovietici.<br />

Il risultato è l’affresco di un’epoca e<br />

di una vita.<br />

Il 12 ottobre Musica Insieme proporrà<br />

per Bologna Modern anche un altro ‘ritratto’,<br />

questa volta di un’artista e compositrice<br />

bolognese che tutto il mondo<br />

apprezza per le sue performances che travalicano<br />

i confini di genere: Cristina Zavalloni,<br />

che porterà live al Teatro Comunale<br />

di Bologna il suo ultimo album<br />

Special Moon, di fresca pubblicazione per<br />

l’etichetta Encore Jazz. Come sempre, nella<br />

vasta produzione discografica e dal vivo<br />

dell’artista, anche in questo terzo album<br />

(di cui firma musiche e testi e che la vede<br />

al timone di una formazione che comprende<br />

Cristiano Arcelli al sax, Daniele<br />

Mencarelli al basso, Alessandro Paternesi<br />

Foto Barbara Rigon


MUSICA INSIEME<br />

BOLOGNA MODERN 2018<br />

◗ venerdì 12 ottobre 2018 - ore 20.30<br />

Teatro Comunale di Bologna<br />

CRISTINA ZAVALLONI SPECIAL MOON<br />

Cristina Zavalloni (voce,<br />

arrangiamenti, composizione)<br />

Cristiano Arcelli (sax alto)<br />

Simone Graziano (pianoforte)<br />

Daniele Mencarelli (basso elettrico)<br />

Alessandro Paternesi (batteria)<br />

Special Guest: Jan Bang (live remix)<br />

MUSICA ASSOLUTA<br />

I quartetti per archi di Dmitrij Šostakovič<br />

◗ mercoledì 17 ottobre 2018 - ore 20.30<br />

Cinema Lumière<br />

Proiezione del film “Viola Sonata”<br />

di Alexander Sokurov<br />

Ingresso gratuito<br />

◗ giovedì 18 ottobre 2018 - ore 20.30<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

QUARTETTO DÀIDALOS<br />

1° Quartetto in do maggiore op. 49<br />

2° Quartetto in la maggiore op. 68<br />

3° Quartetto in fa maggiore op. 73<br />

◗ mercoledì 24 ottobre 2018 - ore 20.30<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

QUARTETTO CÉSAR FRANCK<br />

4° Quartetto in re maggiore op. 83<br />

6° Quartetto in sol maggiore op. 101<br />

5° Quartetto in si bemolle maggiore op. 92<br />

◗ giovedì 8 novembre 2018 - ore 20.30<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

QUARTETTO NOÛS<br />

7° Quartetto in fa diesis minore op. 108<br />

8° Quartetto in do minore op. 110<br />

9° Quartetto in mi bemolle maggiore op. 117<br />

◗ giovedì 15 novembre 2018 - ore 20.30<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

QUARTETTO GUADAGNINI<br />

10° Quartetto in la bemolle maggiore op. 118<br />

11° Quartetto in fa minore op. 122<br />

12° Quartetto in re bemolle maggiore op. 133<br />

◗ giovedì 22 novembre 2018 - ore 20.30<br />

Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />

QUARTETTO ADORNO<br />

13° Quartetto in si bemolle minore op. 138<br />

14° Quartetto in fa diesis maggiore op. 142<br />

15° Quartetto in mi bemolle minore op. 144<br />

alla batteria, Simone Graziano al pianoforte)<br />

il tema non è che un pretesto.<br />

Catalizzatore dell’ampia e inclusiva sensibilità<br />

musicale dell’artista è la luna, che<br />

le permette di spaziare – è il caso di dirlo<br />

– da inaspettate interpretazioni di standard<br />

jazz a canzoni pop e dal repertorio<br />

popolare per l’infanzia ai brani originali<br />

che sono specialmente dedicati alla figlia,<br />

da poco arrivata a fare parte della sua<br />

vita. Con uno Special Guest d’eccezione<br />

come Jan Bang, impegnato sul palco<br />

in inediti live remix, il concerto si muoverà<br />

quindi fra le note di brani conosciutissimi<br />

come Fly me to the moon, Tintarella<br />

di luna, Au clair de la lune, Blue<br />

Moon e tesori nascosti come l’evocativa<br />

Autumn Noctune, comprendendo anche<br />

l’aria belliniana Vaga luna che inargenti<br />

e molto altro. Un programma di brani<br />

riletti e riarrangiati dalla meravigliosa<br />

voce di Cristina Zavalloni.<br />

Informazioni<br />

per l’acquisto dei biglietti<br />

Biglietti da 10 a 25 €. Riduzioni per<br />

gli abbonati di Musica Insieme e Teatro<br />

Comunale, per i possessori di Card Musei<br />

Metropolitani e Bologna Jazz Card, per<br />

studenti e Under 30. Biglietti in vendita dal<br />

13 settembre online su Vivaticket e presso<br />

l’Auditorium Manzoni (dal martedì al sabato,<br />

orario 15-18.30) e nelle sedi dei concerti<br />

da un’ora prima dell’inizio.<br />

Per info: Fondazione Musica Insieme<br />

www.musicainsiemebologna.it<br />

info@musicainsiemebologna.it<br />

tel. 051 271932 – APP MusicaInsieme<br />

Sopra,<br />

il Quartetto Noûs<br />

ITA EVENTI 49


Classica<br />

UNA REGIA INTERNAZIONALE<br />

Con Il flauto magico di Mozart ricomincia la stagione<br />

del Teatro Costanzi. Barrie Kosky e Suzanne<br />

Andrade firmano a quattro mani la regia dell’allestimento<br />

della Komische Oper di Berlino. La nuova<br />

versione dei due artisti crea uno spettacolo strabiliante,<br />

che include parti di film d’animazione<br />

ed è reduce da un grandissimo successo in tutto<br />

il mondo, dagli USA a Edimburgo a Pechino.<br />

DIE ZAUBERFLÖTE (Il flauto magico)<br />

HENRIK NÁNÁSI (direttore)<br />

BARRIE KOSKY E SUZANNE ANDRADE (regia)<br />

Amanda Forsythe/Kiandra Howarth (Pamina)<br />

Juan Francisco Gatell/Giulio Pelligra (Tamino)<br />

Christina Poulitsti/Olga Pudova (La regina della notte)<br />

Gianluca Buratto/Antonio Di Matteo (Sarastro)<br />

Marcello Nardis (Monostatos), Julia Giebel (Papagena)<br />

Alessio Arduini/Joan Martín-Royo (Papageno)<br />

◗ Dal 9 al 17 ottobre 2018, Teatro Costanzi, Roma<br />

LA NUOVA STAGIONE<br />

Il tradizionale concerto straordinario di inizio<br />

autunno de LaVerdi, che apre le porte alla<br />

nuova stagione, densa di anniversari importanti,<br />

tra cui i 25 anni dell’Orchestra sinfonica.<br />

Protagonisti del concerto inaugurale sono due<br />

giganti della musica mitteleuropea: Ludwig<br />

van Beethoven e Gustav Mahler. L’Imperatore<br />

è l’ultimo concerto composto da Beethoven<br />

quando ormai era completamente sordo<br />

(1822) e fu da subito un successo; la prima<br />

sinfonia di Mahler non ebbe altrettanta fortuna<br />

e fu oggetto di svariate modifiche fino alla versione<br />

che universalmente è considerata un capolavoro<br />

assoluto: Il Titano.<br />

ORCHESTRA SINFONICA DI MILANO G. VERDI<br />

CLAUS PETER FLOR (direttore)<br />

ENRICO PACE (pianoforte)<br />

Beethoven Concerto per pianoforte<br />

e orchestra n.5 Imperatore<br />

Mahler Sinfonia n.1 in Re maggiore Il Titano<br />

◗ 16 settembre 2018, Teatro alla Scala, Milano<br />

UNA STAR AL VIOLONCELLO<br />

Suona per la prima volta a Verona, in occasione della rassegna Settembre<br />

all’Accademia, con il suo prezioso violoncello veneziano di Matteo Goffriller<br />

del 1730, Sol Gabetta. Sarà protagonista come solista con l’Orchestra<br />

dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia diretta da Mikko Franck nell’esecuzione<br />

del Concerto di Éduard Lalo, opera di rara esecuzione. La violoncellista<br />

argentina, di origini russe e francesi,<br />

oggi è una delle stelle più<br />

acclamate del violoncellismo classico,<br />

ha creato una sua orchesta, Capella<br />

Gabetta, ma ha anche battezzato un festival,<br />

a Olsberg, a dieci chilometri da Basilea<br />

dove vive. Ciò che più colpisce della sua<br />

carriera, che si può far iniziare nel 2004 con l’assegnazione<br />

del Crédit Suisse Young Artist Award,<br />

è l’ampiezza del repertorio, che denota una<br />

grande curiosità, quasi enciclopedica.<br />

ORCHESTRA DELL’ACCADEMIA<br />

NAZIONALE DI SANTA CECILIA<br />

MIKKO FRANCK (direttore)<br />

SOL GABETTA (violoncello)<br />

Čajkovskij, Lalo, Sibelius<br />

◗ 22 ottobre 2018, Teatro Filarmonico, Verona


CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANIGRILLO • COLOMBI • ALE E FRANZ • COLOMBI • FABBRI<br />

Teatro<br />

GIUSEPPE ZENO È IL PROTAGONISTA DI NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?<br />

UNA FOLLE MARATONA DI BALLO<br />

Horace McCoy scrive nel 1935 “Non si uccidono<br />

così anche i cavalli?”. Nel 1969 il regista Sidney<br />

Pollack gira l’omonimo film che partecipa al Festival<br />

di Cannes fuori concorso e ottiene anche<br />

un Oscar per il miglior attore non protagonista.<br />

È la storia di una folle maratona di ballo dove i<br />

partecipanti, in cambio di vitto e alloggio, disperati<br />

e in cerca di successo, ballano per giorni e<br />

notti senza interruzioni, diventando oggetto di<br />

scommesse da parte del pubblico. I concorrenti<br />

partecipano nella speranza sì di vincere un premio<br />

in denaro, ma soprattutto di farsi notare dai<br />

registi e produttori presenti in sala. Protagonista<br />

di questa storia è Joe (Giuseppe Zeno), un vero<br />

e proprio mattatore, organizzatore della maratona<br />

di ballo, mentre la coprotagonista è Gloria,<br />

una delle concorrenti in gara. Entrambi fanno<br />

parte del mondo dello spettacolo, entrambi ne<br />

sono vittime e alle volte vestono i panni dei carnefici.<br />

Questa edizione teatrale è stata adattata<br />

da Giancarlo Fares, che ne cura anche la regia.<br />

L’idea nasce dopo il successo ottenuto con “Le<br />

bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001”, nel quale<br />

il ballo e la musica si fanno drammaturgia. La<br />

musica e le canzoni in stile swing, elettro-swing<br />

e jazz manouche, sono state composte appositamente<br />

per lo spettacolo da Piji, pluripremiato<br />

cantautore romano, presente da tempo nella<br />

scena pop jazz italiana. I musicisti suoneranno<br />

dal vivo interagendo con le voci degli attori in<br />

scena. Le coreografie sono di Manuel Micheli,<br />

già maestro coreografo di charleston e boogiewoogie<br />

nel programma televisivo della Rai Ballando<br />

con le stelle.<br />

NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?<br />

◗ Dal 25 settembre al 14 ottobre 2018<br />

Teatro Sala Umberto, Roma<br />

ITA EVENTI 53


Teatro<br />

LA SOLUZIONE<br />

SI CHIAMA<br />

MARY POPPINS<br />

A grande richiesta torna in scena a Milano il musical<br />

dedicato alla tata più famosa e amata. Con un cast di<br />

<strong>26</strong> attori e ballerini scelto con un’audizione nazionale,<br />

lo spettacolo ha venduto 95mila biglietti nei primi tre<br />

mesi a teatro di Clara Dalledonne<br />

Sotto, Giulia Fabbri,<br />

30 anni, interpreta<br />

Mary Poppins.<br />

Ha interpretato<br />

Rusty in Footloose<br />

e Frenchy in Grease<br />

i sono ben poche persone al<br />

mondo che sentendo il termine<br />

Supercalifragilistichespiralidoso non<br />

pensino immediatamente a Mary Poppins.<br />

La tata, diventata famosa grazie alla<br />

Disney, è un’icona senza tempo che mette<br />

d’accordo generazioni differenti di<br />

bambini ma anche di adulti. La versione<br />

teatrale di Mary Poppins è un riadattamento<br />

dei racconti di P.L. Travers<br />

e dell’amato film di Walt Disney con Julie<br />

Andrews del 1964 che vinse ben 5<br />

Oscar e che avrà un suo sequel nel 2018.<br />

Il musical è stato co-creato da Cameron<br />

Mackintosh con un libretto firmato da<br />

Julian Fellowes (Oscar per “Gosford<br />

Park” e creatore di “Downton Abbey”).<br />

Mary Poppins ha un’indimenticabile<br />

colonna sonora di Richard<br />

M. Sherman e Robert B.<br />

Sherman con nuovi brani e testi aggiunti,<br />

per la trasposizione teatrale,<br />

dai compositori George Stiles e<br />

Anthony Drewe (entrambi vincitori<br />

dell’Olivier Award). È<br />

prodotto da Thomas<br />

Schumacher per Disney<br />

Theatrical Productions,<br />

la divisione<br />

di Disney che ha<br />

portato a teatro i<br />

grandi classici “The<br />

Beauty and The<br />

Beast”, “The Lion<br />

King” e “Aladdin”,<br />

e da Cameron<br />

Mackintosh,<br />

produttore inglese<br />

noto per spettacoli come “Cats”, “The<br />

Phantom of The Opera” e “Les Misérables”.<br />

Disney Theatrical Productions<br />

e Cameron Mackintosh hanno supervisionato<br />

ogni aspetto anche della versione<br />

italiana del musical (la protagonista<br />

è stata scelta da Cameron Mackintosh<br />

in persona), che è andata in scena a Milano<br />

da metà febbraio per tre mesi e che,<br />

vista la grande richiesta da parte del pubblico,<br />

sarà nuovamente in scena da ottobre<br />

a dicembre. La produzione italiana<br />

dello spettacolo è curata da un consolidato<br />

team di creativi, riconosciuto e<br />

apprezzato anche nel West End, fra i<br />

quali il regista Federico Bellone (“Newsies”<br />

della Disney, “Dirty Dancing” in<br />

Inghilterra, “A Qualcuno Piace Caldo”),


il supervisore musicale Simone Manfredini<br />

(“The Lion King” e “Les Misérables”<br />

nel West End, “Newsies” della<br />

Disney) e la coreografa Gillian Bruce<br />

(“Newsies” della Disney, “Frankestein Jr.”<br />

“La Vedova Allegra” per ilTeatro alla Scala).<br />

La produzione originale di “Mary<br />

Poppins” ha debuttato nel West End nel<br />

2004 e a Broadway nel 2006. Lo show<br />

è andato in scena anche in Australia e<br />

Nuova Zelanda e una versione tour ha<br />

girato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.<br />

Lo spettacolo è stato visto da più<br />

di undici milioni di persone. La versione<br />

italiana dello show ha un cast di <strong>26</strong><br />

attori e ballerini selezionati con un’audizione<br />

nazionale, una grande orchestra<br />

dal vivo composta di 13 elementi, coreografie<br />

importanti, costumi sontuosi,<br />

effetti speciali notevoli e naturalmente<br />

le canzoni che tutti conoscono e amano:<br />

“Supercalifragilistichespiralidoso”,<br />

“Cam caminì”, “Com’è bello passeggiar<br />

con Mary” e “Un poco di zucchero”.<br />

«Mary Poppins ha affascinato tre generazioni<br />

e continuerà a farlo», spiega l’attrice<br />

protagonista, Giulia Fabbri. «Una<br />

proprio come lei non credo esista, ma vi<br />

si può trovare tanto in ogni mamma,<br />

nonna e tata che ci ha cresciuto e dato<br />

amore. E infatti penso che la magia più<br />

bella che Mary compie sia quella di unire<br />

una famiglia che sta attraversando un<br />

momento difficile. Jane e Michael, nel<br />

musical interpretati a turno da sei bambini,<br />

non sono gli unici a trarre benefi-<br />

In Italia il musical<br />

ha già avuto un<br />

grande successo:<br />

durante i primi tre<br />

mesi di repliche sono<br />

stati venduti più<br />

di 95.000 biglietti<br />

ITA EVENTI 55


Teatro<br />

Nel musical Jane<br />

e Michael, i bambini<br />

affidati alle cure di<br />

Mary Poppins, sono<br />

interpretati a turno<br />

da sei bambini diversi<br />

cio dalla presenza della tata, anche gli<br />

adulti imparano una lezione di vita… e<br />

di amore». La storia è quella della famiglia<br />

Banks che vive in una casetta a<br />

Londra in Cherry Tree Lane. Il signore<br />

e la signora Banks attraversano un momento<br />

difficile perché i figli, Jane e Michael,<br />

sono incontrollabili e hanno bisogno<br />

di una nuova tata. Jane e Michael<br />

hanno le idee chiare su quella che dovrebbe<br />

diventare la loro bambinaia<br />

ideale, mentre i genitori e, in particolare,<br />

il signor Banks esigono una persona<br />

molto rigorosa e severa. Quando una<br />

giovane donna misteriosa di nome<br />

Mary Poppins appare alla porta di casa,<br />

la famiglia scopre rapidamente che è la<br />

risposta a tutte le loro preghiere, anche<br />

se nel modo più originale.<br />

«Mary Poppins – prosegue la Fabbri -<br />

è un personaggio senza età, né giovane<br />

né vecchia: lei è Mary Poppins, punto.<br />

È incredibile quanto amore ci sia intorno<br />

a questo personaggio: il 99,9%<br />

della gente ha un legame con lei. E io<br />

sono la sua fan numero uno».<br />

Ma cos’ha di tanto speciale questa tata<br />

sui generis? Difficile dare una risposta che<br />

valga per tutti: Mary Poppins è un personaggio<br />

con talmente tante sfaccettature<br />

che probabilmente ognuno la ama<br />

per un motivo diverso. Giulia Fabbri<br />

prova a dire la sua: «Di Mary Poppins<br />

amo il suo essere contraddittoria, il suo<br />

negare sfacciatamente di aver fatto<br />

qualcosa, il suo essere vanitosa, saccente<br />

e arrogante, senza risultare mai antipatica,<br />

il suo sentirsi al di sopra di tutto.<br />

Ma ha un cuore enorme, perché dedica<br />

la sua vita ad aiutare altre famiglie.<br />

E quando le cose funzionano, le dispiace,<br />

ma deve partire. Fa un passo indietro<br />

con dolore. Perché il suo compito<br />

è essere sempre dove c’è bisogno di lei.<br />

Insomma, mette avanti il benessere degli<br />

altri e non il suo».<br />

MARY POPPINS – IL MUSICAL<br />

◗ Dal 5 ottobre al 31 dicembre<br />

Teatro Nazionale CheBanca!, Milano<br />

56 ITA EVENTI


Teatro<br />

PENSIERI NOTTURNI<br />

Foto Loris T. Zambelli-Photomovie<br />

PARODIA POTTERIANA<br />

Arriva per la prima volta in Italia Potted Potter<br />

L’unica esperienza potteriana non autorizzata -<br />

Una parodia di Dan e Jeff. L’intera saga letteraria<br />

di Harry Potter, inclusa una vera e propria<br />

partita di Quidditch come non l’hai mai vista<br />

prima, condensata in soli 70 minuti di puro divertimento.<br />

Dopo anni di tutto esaurito e una<br />

candidatura agli Olivier Awards nella categoria<br />

Best Entertainment and Family, Potted Potter<br />

arriva in Italia per la regia di Simone Leonardi<br />

e con un cast inedito composto dagli attori<br />

Davide Nebbia e Mario Finulli, giovani e<br />

talentuose promesse del panorama italiano<br />

con alle spalle esperienze internazionali.<br />

POTTED POTTER<br />

◗ Dal 12/10 al 04/11 Teatro Leonardo, Milano<br />

L’insonnia che tormenta Beppe Grillo da quarant’anni,<br />

che lo porta a farsi domande scomode,<br />

a interrogarsi sull’ovvio e a trovare risposte<br />

azzardate, a diventare il personaggio<br />

che tutti conosciamo, raccontata in un work in<br />

progress creativo. Un viaggio nella vita del comico<br />

che dal mondo dell’informazione auspica<br />

un ritorno a un sistema più percettivo, primordiale,<br />

istintivo. Beppe Grillo si racconta in uno<br />

spettacolo intimo e autentico, con lo scopo di<br />

prendere in contropiede ancora una volta tutti<br />

quelli che lo vogliono dipingere diverso da<br />

quello che lui pensa di essere. Non possono<br />

mancare, ovviamente, i riferimenti agli eventi<br />

dell’attualità più recente filtrati, come di consueto,<br />

dalla sua pungente ironia.<br />

INSOMNIA… ORA DORMO!<br />

◗ 23/09 Cous Cous Fest, San Vito Lo Capo (Tp)<br />

◗ 25-<strong>26</strong>/10 Politeama Genovese, Genova<br />

Foto Lù Magarò<br />

RAPPORTO DI COPPIA<br />

One man show di Maurizio Colombi con la<br />

regia di Teo Teocoli. Caveman è uno spettacolo<br />

sul rapporto di coppia che ha avuto<br />

un enorme successo in tutto il mondo, infatti<br />

è stato tradotto in 15 lingue. La versione<br />

italiana ha vinto il premio come miglior<br />

Caveman del mondo ed è l’unica<br />

con una band dal vivo.<br />

CAVEMAN, L’UOMO DELLE CAVERNE<br />

◗ 20/10 Teatro Puccini, Firenze<br />

◗ 22/10 Teatro Gioiello, Torino<br />

◗ 09/11 Teatro di Varese<br />

◗ 19/11 Teatro Gioiello, Torino<br />

58 ITA EVENTI


EMOZIONI E TANTE RISATE CON ALE E FRANZ<br />

Con questo spettacolo Ale e Franz compiono un viaggio alla<br />

ricerca del loro punto di partenza, quello che ha mosso la<br />

loro voglia e ricerca di comicità. Ma ridendo. Il racconto<br />

di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con<br />

le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontano<br />

le piccolezze, le sconfitte, le paure che li accompagnano.<br />

Sempre ridendo. Il coraggio di vivere storie<br />

non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni<br />

vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli<br />

ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti,<br />

come l’amore. La gioia della vita. Ridendo<br />

ovviamente. La risata è il nostro veicolo<br />

fondamentale per riuscire a parlare di noi<br />

senza prenderci troppo sul serio.<br />

NEL NOSTRO PICCOLO<br />

◗ Dal 23/10 all’11/11 Teatro Nuovo, Milano<br />

JERRY CALÀ A TEATRO<br />

SHAKESPEARE IN SCENA<br />

A tre anni dal grande successo di Londra, arriva in Italia<br />

Shakespeare in love. L’adattamento teatrale del capolavoro<br />

vincitore di sette premi Oscar, con protagonisti<br />

Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes, è una commedia<br />

degli equivoci, rocambolesca ed esilarante, in cui vedremo<br />

nascere direttamente dalla penna di Will Shakespeare<br />

la storia d’amore più famosa del mondo, quella<br />

tra Romeo e Giulietta. Non è soltanto una commedia<br />

romantica, è uno spettacolo che affascina anche per la<br />

suggestiva rappresentazione di un mondo teatrale, allora<br />

come oggi, sempre alle prese con la follia degli<br />

artisti, il cinismo del potere e la magia della scena.<br />

Magistralmente scritto da Lee Hall, autore di capolavori<br />

come Billy Elliot, e diretto da Giampiero Solari e Bruno<br />

Fornasari, come regista associato, lo spettacolo restituirà<br />

sulla scena tutte le atmosfere del capolavoro cinematografico,<br />

con un cast di eccellenza.<br />

Foto Marina Alessi<br />

Con questo spettacolo Jerry Calà ripercorre<br />

oltre 45 anni di carriera (oltre cinquanta film<br />

da protagonista), con un giusto mix tra musica,<br />

comicità e coinvolgimento del pubblico<br />

che Calà riesce a mescolare con il suo umorismo,<br />

sempre attuale. Attraverso racconti<br />

di vita vissuta, divertenti gag e canzoni indimenticabili<br />

coinvolge il pubblico travolgendolo<br />

per due ore di grande divertimento.<br />

Dagli anni della “Verona Beat”, alle canzoni<br />

da cabaret del periodo in cui, con i Gatti,<br />

si esibiva al Derby Club di Milano. Lo show<br />

prosegue ancora con un omaggio ai più<br />

grandi nomi della musica italiana da Franco<br />

Califano ed Enzo Janacci fino ai Pooh.<br />

NON SONO BELLO… PIACCIO! RESTYLING<br />

◗ 02/10 Teatro Nuovo, Milano<br />

◗ <strong>26</strong>-27-28/10 Teatro Dehon, Bologna<br />

SHAKESPEARE IN LOVE<br />

◗ Dall’8 al 13/10 Teatro Nuovo G. da Udine, Udine<br />

◗ Dal 19 al 21/10 Teatro Politeama, Genova<br />

◗ Dal 24/10 al 18/11 Teatro Brancaccio, Roma<br />

ITA EVENTI 59


MASTANDREA • GIOLI • DEL TORO • TRINCA • SCAMARCIOI FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMO<br />

Cinema<br />

LA FAMIGLIA PARR È TORNATA<br />

Nel nuovo film Disney•Pixar Gli Incredibili 2,<br />

Helen (voce originale di Holly Hunter) viene<br />

scelta per condurre una campagna a favore del<br />

ritorno dei supereroi, mentre Bob (voce originale<br />

di Craig T. Nelson) deve gestire le imprese quotidiane<br />

di una vita “normale” a casa con Violetta<br />

(voce originale di Sarah Vowell), Flash (voce originale<br />

di Huck Milner) e il piccolo Jack-Jack…<br />

i cui poteri stanno per essere scoperti. La loro<br />

missione viene però messa a repentaglio<br />

quando un nuovo nemico escogita un piano geniale<br />

e pericoloso che minaccia di distruggere<br />

ogni cosa. Ma i Parr non rifiutano mai una sfida,<br />

specialmente quando hanno Siberius (voce originale<br />

di Samuel L. Jackson) al loro fianco.<br />

Ecco perché questa famiglia è così “incredibile”.<br />

Il film di animazione è scritto e diretto da Brad<br />

Bird e prodotto da John Walker (Gli Incredibili –<br />

Una “Normale” Famiglia di Supereroi, Tomorrowland<br />

– Il Mondo di Domani) e Nicole Grindle<br />

(il cortometraggio Sanjay’s Super Team, produttrice<br />

associata di Toy Story 3 – La Grande Fuga).<br />

Il regista Brad Bird torna alla regia dopo aver diretto<br />

Gli Incredibili – Una “Normale” Famiglia di<br />

Supereroi, che ha incassato oltre 633 milioni di<br />

dollari in tutto il mondo ed è stato premiato con<br />

l’Oscar come Miglior lungometraggio d’animazione<br />

ha incassato oltre 633 milioni di dollari in<br />

tutto il mondo. Bird ha diretto inoltre il film di Pixar<br />

Animation Studios Ratatouille, premiato con<br />

l’Oscar® nel 2007, il film live-action del 2015<br />

Tomorrowland – Il Mondo di Domani e il lungometraggio<br />

d’animazione Il Gigante di Ferro, premiato<br />

con il BAFTA nel 1999. Uscito negli Stati<br />

Uniti il 15 giugno, Gli Incredibili 2 ha battuto il<br />

record del miglior esordio di sempre negli USA<br />

per un film d’animazione e a fine luglio aveva<br />

superato il miliardo di dollari di incassi globali,<br />

diventando il terzo film Disney uscito quest’anno<br />

che è riuscito a superare la soglia del miliardo<br />

(dopo Black Panther e Avengers:Infinity War).<br />

◗ Produzione Disney•Pixar<br />

Regia e sceneggiatura Brad Bird<br />

Doppiatori italiani Amanda Lear, Bebe Vio,<br />

Orso Maria Guerrini, Tiberio Timperi,<br />

Ambra Angiolini, Isabella Rossellini<br />

Uscita nelle sale 19 settembre 2018<br />

ITA EVENTI 61


Cinema<br />

UN FILM, UNA STORIA,<br />

UNA PREGHIERA<br />

Dal 20 settembre sarà al cinema il film Sembra mio figlio, diretto da Costanza Quatriglio.<br />

La storia di Ismail, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino,<br />

che da anni non ha notizie della madre rimasta nella loro terra di Cristiana Zappoli<br />

62 ITA EVENTI


uando incontro per le strade<br />

i ragazzi afghani, io chiedo<br />

come sono arrivati qui,<br />

da quale parte dell’Afghanistan<br />

provengono, se vengono proprio<br />

dalla mia zona... forse prima o poi<br />

conoscerò qualcuno che mi darà la<br />

possibilità di trovare la mia famiglia...<br />

cerco sempre qualcuno a cui<br />

chiedere dove sta la mia famiglia».<br />

Queste parole sono state pronunciate<br />

da Mohammad Jan Azad in<br />

chiusura del film documentario Il<br />

mondo addosso, girato da Costanza<br />

Quatriglio a Roma tra il 2005<br />

e il 2006. Jan viveva in un centro<br />

per minori stranieri non accompagnati;<br />

era partito a piedi dall’Afghanistan<br />

quando era ancora<br />

bambino, come tanti suoi coetanei<br />

sfuggiti alla furia dei Talebani negli<br />

anni che hanno preceduto l’11<br />

settembre. Dal momento del distacco<br />

dalla madre, di lei non aveva<br />

avuto più notizie. «Nell’estate del<br />

2010, racconta la regista - apprendo<br />

da Jan che la sua vita è cambiata<br />

dal momento in cui ha avuto<br />

il primo contatto telefonico con<br />

âbay, mamma. Comincia per me<br />

un viaggio nella trascrizione dei<br />

suoi racconti: pagine e pagine,<br />

centinaia di fogli in cui mi immergo<br />

e da cui prendo distanza per<br />

poi immergermi di nuovo e ancora<br />

prendere distanza». Ne nasce subito<br />

il cortometraggio Breve film d’amore<br />

e libertà e, dopo anni, il film<br />

Sembra mio figlio, che uscirà nelle<br />

sale a settembre e che racconta<br />

la storia di Ismail che, sfuggito alle<br />

persecuzioni in Afghanistan quando<br />

era ancora bambino, vive in Europa<br />

con il fratello Hassan. La madre,<br />

che non ha mai smesso di attendere<br />

notizie dei suoi figli, oggi<br />

non lo riconosce. Dopo diverse e<br />

inquiete telefonate, Ismail andrà incontro<br />

al destino della sua famiglia<br />

facendo i conti con l’insensatezza<br />

della guerra e con la storia del suo<br />

popolo, gli Hazara, vittime di genocidio,<br />

crimini di guerra e crimini<br />

contro l’umanità sia in Afghanistan<br />

che in Pakistan, dove la comunità<br />

è ciclicamente colpita da attacchi<br />

di gruppi terroristici sunniti.<br />

Costanza Quatriglio, si può dire<br />

che in questo film vita e cinema<br />

si mischiano?<br />

Vita e cinema si mischiano per la<br />

natura del racconto. La sceneggiatura<br />

è stata scritta sulla base del materiale<br />

raccolto in anni. È stato Mohammad<br />

Jan Azad – che ai tempi<br />

del documentario Il mondo addosso<br />

era ragazzino e viveva in una casa<br />

famiglia – che, nel tempo, mi ha<br />

fatto entrare nella dimensione dei<br />

sentimenti privati e della storia collettiva<br />

che racconto nel film. Pur<br />

essendoci una sceneggiatura molto<br />

precisa, le emozioni di chi vi ha<br />

partecipato sono autentiche, a cominciare<br />

dagli interpreti principali<br />

e da tutte le comparse.<br />

Come descriverebbe questo film?<br />

Una preghiera.<br />

Chi sono i protagonisti e quali<br />

le loro principali caratteristiche?<br />

Il protagonista è Ismail, ha ventinove<br />

anni e non vede sua madre<br />

dalla notte in cui, a nove anni, è<br />

dovuto scappare dall’Afghanistan<br />

insieme al fratello Hassan. A dif-<br />

A sinistra, la regista Costanza<br />

Quatriglio durante le riprese<br />

del film: esordisce con L’isola,<br />

presentato al 56° Festival<br />

di Cannes alla Quinzaine des<br />

Réalisateurs nel 2003 (Premio<br />

CICAE). Sopra e nelle pagine<br />

successive, alcune scene<br />

di Sembra mio figlio con il<br />

protagonista Basir Ahang<br />

che interpreta Ismail<br />

ITA EVENTI 63


Cinema<br />

ferenza del fratello, che è taciturno<br />

e sembra chiuso in un suo<br />

mondo interiore, Ismail è intraprendente<br />

e audace. Il suo sogno<br />

è permettere al fratello, bravissimo<br />

sarto, di aprirsi una sartoria tutta<br />

sua. Nina lavora con Ismail al centro<br />

di prima accoglienza per minori.<br />

I due si conoscono da sempre,<br />

ma solo quando Nina diventa<br />

casualmente testimone del mistero<br />

di Ismail, scatta qualcosa di<br />

importante tra loro; un riconoscersi<br />

che diventa presto amore.<br />

Come sono stati scelti gli attori?<br />

Per Ismail e Hassan, con le casting<br />

Laura Muccino e Sara Casani,<br />

abbiamo realizzato provini in tutto<br />

il mondo, sapendo che perlopiù<br />

avremmo trovato non attori. E<br />

così, in Italia, abbiamo conosciuto<br />

Basir Ahang, che interpreta<br />

Ismail. Lui è un poeta e ha portato<br />

nel film la sua grandissima sensibilità,<br />

oltre che la conoscenza profonda<br />

della lingua Hazaragi. Nina<br />

èTihana Lazovic, attrice croata che<br />

si era fatta conoscere per la sua sorprendente<br />

interpretazione nel film<br />

Sole Alto. La sua Nina esprime tutte<br />

le contraddizioni del nostro<br />

continente; anche lei, come Ismail,<br />

ha conosciuto la guerra.<br />

La realizzazione del film è durata<br />

molto tempo. Come mai?<br />

Perché dopo aver girato a Trieste,<br />

al confine con la Slovenia, e in Puglia,<br />

abbiamo atteso tanti mesi per<br />

andare a girare in Iran le scene del<br />

film ambientate in Pakistan. Dicono<br />

che la nostra è stata la prima<br />

IL PROTAGONISTA<br />

Basir Ahang è nato a Kabul in Afghanistan<br />

e dal 2008 vive e lavora in Italia, dove ha<br />

ottenuto la cittadinanza. Laureato in Storia e<br />

Letteratura Persiana, è giornalista di professione,<br />

attività che svolge occupandosi prevalentemente<br />

di Afghanistan e diritti umani con un’attenzione<br />

particolare alla situazione dei rifugiati e delle<br />

donne. Ha collaborato con diversi giornali e<br />

agenzie internazionali. Sue interviste e articoli<br />

sono stati pubblicati su BBC Persian, Al Jazeera<br />

e Deutsche Welle. È anche poeta, molte delle<br />

sue poesie sono state tradotte in italiano,<br />

spagnolo e inglese. Nel 2014 ha partecipato<br />

al Festival Internazionale di Poesia Ottobre in<br />

Poesia di Sassari, ottenendo il premio speciale<br />

della critica. Nel 2015 ha partecipato al<br />

Festival Internazionale di Poesia di Medellin<br />

in Colombia. Lo stesso anno ha vinto il Premio<br />

Speciale della Giuria del Concorso Nazionale<br />

di Poesia Città di Sant’Anastasia. Ha collaborato<br />

alla stesura della sceneggiatura del<br />

documentario di Amin Wahidi Behind Venice<br />

Luxury: un Hazara in Italia (2017), vincitore della<br />

24° edizione del premio Città di Venezia, evento<br />

collaterale della Mostra Internazionale d’Arte<br />

Cinematografica. In veste di attore ha recitato<br />

nel cortometraggio L’ospite di Amin Wahidi,<br />

vincitore del premio Città di Venezia 2014.<br />

64 ITA EVENTI


produzione italiana a girare lì<br />

dopo Il deserto dei Tartari, di Valerio<br />

Zurlini del 1976.<br />

Ha scritto che “Il corpo di<br />

Ismail, la mitezza del suo viso,<br />

la sua voce sospesa tra gli angoli<br />

più angusti dell’Europa, ci conducono<br />

in un altrove che ci appartiene<br />

molto di più di quanto<br />

siamo disposti a immaginare”.<br />

Cosa intendeva?<br />

Nessun luogo ci è estraneo. Ogni<br />

essere umano ci riguarda. Il corpo<br />

e la voce di Ismail sono gli elementi<br />

espressivi della prima parte del film<br />

che permettono allo spettatore di<br />

affrontare la storia quando gli avvenimenti<br />

si spostano dall’altro<br />

capo del mondo, quando cioè la<br />

storia privata di Ismail e della madre<br />

si allarga alla storia di un intero<br />

popolo, che poi - mi sento di<br />

dire - è emblematica della condizione<br />

umana oggi.<br />

Ismail è figlio della diaspora: il<br />

tema è più che mai attuale.<br />

Sicuramente la questione della<br />

diaspora di intere popolazioni<br />

oggi è sotto gli occhi di tutti.<br />

Quando nel 2005 raccontavo le<br />

storie di bambini come Ismail, costretti<br />

a fuggire piccolissimi dall’Afghanistan,<br />

ho imparato che<br />

un’intera generazione era in pericolo<br />

dopo l’arrivo dei Talebani. Io<br />

penso, comunque, che un film racconta<br />

sempre una storia, è un viaggio.<br />

Il resto lo deve fare ciascuno<br />

di noi, fuori dalla sala cinematografica,<br />

nella vita di tutti i giorni.<br />

Cosa lascerà il film al pubblico?<br />

Spero lasci un desiderio di voler<br />

bene. Volere il bene dell’altro,<br />

non il male. Non riesco a concepire<br />

tutto quest’odio ormai senza<br />

freni inibitori, anche tra persone<br />

insospettabili. Non si vive meglio<br />

senza odio?<br />

Secondo lei è un film per tutti?<br />

Sicuramente è un film che per la<br />

struttura narrativa non lineare si è<br />

assunto il rischio di richiedere un<br />

surplus di attenzione, ma penso<br />

anche che per i sentimenti universali<br />

possa colpire al cuore gli<br />

spettatori di ogni latitudine.<br />

◗ Produzione Ascenti Film con Rai<br />

Cinema - Regia Costanza Quatriglio<br />

Sceneggiatura Costanza Quatriglio e<br />

Doriana Leondeff - Cast Basir Ahang,<br />

Dawood Yousefi, Tihana Lazovic<br />

Uscita nelle sale 20 settembre 2018<br />

ITA EVENTI 65


Cinema<br />

GRANDI ARTISTI SUL<br />

GRANDE SCHERMO<br />

Dalì, Klimt & Schiele, Monet e Banksy. Sono questi i<br />

protagonisti della nuova stagione della Grande Arte<br />

al Cinema. Da settembre a dicembre torna il progetto<br />

di Nexo Digital in alcune delle più importati sale italiane<br />

di Giovanni Salerno<br />

Foto Johannes Stoll ©Belvedere, Wien<br />

ono stati 650.000 gli spettatori<br />

che, nella passata stagione,<br />

hanno riempito 350<br />

sale cinematografiche italiane per<br />

assistere agli eventi della Grande<br />

Arte al Cinema. Un ciclo di eventi<br />

che è ormai un appuntamento<br />

fisso per gli amanti dell’arte e per<br />

chi ama il cinema. Sarà con uno<br />

degli artisti più fantasiosi, irruenti<br />

e imprevedibili del ‘900 che si<br />

aprirà la nuova stagione: Salvador<br />

Dalí. La ricerca dell’immortalità,<br />

il film evento in programma a<br />

settembre, permetterà agli spettatori<br />

di avvicinarsi al pittore e all’uomo,<br />

così come agli spazi da lui<br />

ideati che hanno contribuito a plasmare<br />

la sua immortalità. A ottobre<br />

invece sul grande schermo la<br />

Vienna del 1918, nel cuore della<br />

Mitteleuropa, dove un’epoca dorata<br />

è ormai al tramonto. Klimt &<br />

Schiele. Eros e Psiche si apre infatti<br />

nella notte del 31 ottobre<br />

quando, nel letto della sua casa,<br />

muore Egon Schiele, una delle 20<br />

milioni di vittime dell’influenza<br />

spagnola. Schiele si spegne guardando<br />

in faccia il male invisibile,<br />

come solo lui sa fare: dipingendolo.<br />

Qualche mese prima è morto anche<br />

il suo maestro e amico Gustav<br />

Klimt, che dall’inizio del secolo<br />

aveva rivoluzionato il sentimento<br />

dell’arte, fondando un nuovo<br />

gruppo: la Secessione. Il <strong>26</strong>, 27, 28<br />

novembre la scena si sposta nella<br />

Francia di Giverny con Le ninfee<br />

di Monet. Un incantesimo di acqua<br />

e luce, che narra la storia della<br />

nascita di una delle più grandi<br />

opere d’arte del ‘900, anzi di 300<br />

capolavori che hanno rivoluzionato<br />

l’arte successiva. Il racconto di<br />

una passione viscerale che diventerà<br />

una vera ossessione e dell’uomo<br />

che da questa ossessione si è lasciato<br />

divorare: Claude Monet. La<br />

dimora di Giverny è la villa più costosa<br />

della zona ma le manca ancora<br />

qualcosa. Appena vi si trasferisce,<br />

infatti, Monet decide immediatamente<br />

di mettersi al lavoro:<br />

desidera creare un giardino “per<br />

il piacere degli occhi” ma si accorge<br />

presto che questa meravigliosa tavolozza<br />

naturale può offrirgli innumerevoli<br />

soggetti per la sua<br />

pittura. Nel sud della Francia sorge<br />

ancora lo storico vivaio Latour-<br />

Marliac, presso il quale Monet acquista<br />

quei fiori esotici dei quali si<br />

è innamorato all’esposizione universale<br />

di Parigi del 1889. 6 bulbi<br />

di ninfee: 4 gialle e due bianche.<br />

Infine, dopo il successo riscosso al<br />

Tribeca Film Festival, l’11 e 12 dicembre<br />

arriverà al cinema L’uomo<br />

che rubò Banksy diretto da Marco<br />

Proserpio. Narrato da Iggy<br />

Pop, il film evento sull’artista e writer<br />

inglese considerato uno dei<br />

maggiori esponenti della Street Art<br />

racconta di arte, culture in conflitto,<br />

identità e mercato nero. Il<br />

film inizia mostrando la percezione<br />

dei palestinesi sul più importante<br />

artista di strada dei nostri<br />

tempi, ma si trasforma presto nella<br />

scoperta di un vasto mercato<br />

nero di muri e dipinti rubati nelle<br />

strade di tutto il mondo.<br />

66 ITA EVENTI


Nella pagina a fianco, Giuditta I<br />

di Gustav Klimt. Sopra, Ninfee<br />

di Monet. A destra, Salvador<br />

Dalì osserva la sua opera<br />

Assumpta Corpuscularia<br />

Lapislazulina.<br />

(Elenco dei cinema dove<br />

assistere alle proiezioni<br />

su www.nexodigital.it)<br />

LE DATE<br />

◗ SALVADOR DALÌ<br />

LA RICERCA DELL’IMMORTALITÀ<br />

24-25-<strong>26</strong> settembre<br />

◗ KLIMT & SCHIELE<br />

EROS E PSICHE<br />

22-23-24 ottobre<br />

◗ LE NINFEE DI MONET<br />

UN INCANTESIMO DI ACQUA E LUCE<br />

<strong>26</strong>-27-28 novembre<br />

◗ L’UOMO CHE RUBÒ BANKSY<br />

11-12 dicembre


Cinema<br />

EUFORIA<br />

IN USCITA IL 25 OTTOBRE 2018<br />

Matteo (Riccardo Scamarcio) è un<br />

giovane imprenditore di successo,<br />

spregiudicato, affascinante e dinamico.<br />

Suo fratello Ettore (Valerio<br />

Mastandrea) vive ancora nella<br />

piccola cittadina di provincia dove<br />

entrambi sono nati e insegna alle<br />

scuole medie. È un uomo cauto,<br />

integro, che per non sbagliare si è<br />

sempre tenuto un passo indietro,<br />

nell’ombra. Sono due persone all’apparenza<br />

lontanissime. La vita<br />

però li obbliga a riavvicinarsi e una<br />

situazione difficile diventa per i due<br />

fratelli l’occasione per conoscersi<br />

e scoprirsi, in un vortice di fragilità<br />

ed euforia. «Matteo ed Ettore,<br />

- racconta Valeria Golino - sono<br />

due uomini che hanno deciso in<br />

qualche modo di perdersi. Matteo<br />

guarda il mondo dall’alto del suo<br />

attico. È un narcisista che coltiva<br />

la distrazione e lo fa con il denaro,<br />

la droga, il sesso, il successo e<br />

il culto del corpo. Ettore, invece,<br />

nasconde i propri fallimenti personali,<br />

la propria insoddisfazione,<br />

la mancanza di coraggio dietro una<br />

maschera di disillusione e sarcasmo.<br />

Le loro reciproche certezze<br />

entrano in crisi quando Matteo<br />

scopre che il fratello è malato e decide<br />

di nascondergli la verità».<br />

◗ Produzione HT Film, Indigo Film<br />

e Rai Cinema - Regia Valeria Golino<br />

Sceneggiatura Francesca Marciano,<br />

Valia Santella, Valeria Golino,<br />

con la collaborazione di Walter Siti<br />

Cast Riccardo Scamarcio, Valerio<br />

Mastandrea, Isabella Ferrari,<br />

Valentina Cervi, Jasmine Trinca<br />

UN FIGLIO<br />

ALL’IMPROVVISO<br />

IN USCITA IL 20 SETTEMBRE 2018<br />

Una sera, rientrando a casa, il signor<br />

e la signora Prioux scoprono<br />

con costernazione che un tale Patrick<br />

si è sistemato nel loro appartamento.<br />

Il bizzarro giovane ha<br />

deciso di tornare a casa dei genitori<br />

per presentare loro la sua<br />

compagna. I coniugi Prioux, che<br />

non hanno mai avuto figli, cadono<br />

dalle nuvole... Tanto più che<br />

ogni dettaglio sembra avvalorare la<br />

tesi che Patrick sia realmente il loro<br />

rampollo. Forse il giovane uomo<br />

è un mitomane? O è un manipolatore?<br />

O la coppia ha dimenticato<br />

di avere una prole? O magari la<br />

signora Prioux, che soffre per il fatto<br />

di non essere madre, si è inventata<br />

un figlio? Il film è la trasposizione<br />

cinematografica della<br />

pièce di SébastienThiéry “Momo”,<br />

proposta al pubblico nel 2015.<br />

«Olivier Delbosc, il produttore della<br />

pellicola, - racconta Thiéry - è<br />

venuto a vedere la pièce in teatro,<br />

è rimasto toccato, si è reso conto<br />

dell'impatto che ha avuto sul pubblico<br />

e ha quindi acquisito i diritti<br />

per fare la versione cinematografica.<br />

A me personalmente non<br />

sarebbe mai venuto in mente!<br />

Sono 15 anni che scrivo opere teatrali<br />

che funzionano molto bene.<br />

Quando mi hanno proposto una<br />

nuova avventura in un mondo che<br />

non conoscevo mi sono lanciato».<br />

◗ Produzione Olivier Delbosc<br />

Regia Vincent Lobelle e Sébastien<br />

Thiéry - Sceneggiatura Sébastien<br />

Thiéry - Cast Christian Clavier,<br />

Catherine Frot, Sébastien Thiéry,<br />

Pascale Arbillot, Hervé Pierre<br />

68 ITA EVENTI


Cinema<br />

RICCHI DI<br />

FANTASIA<br />

IN USCITA IL 27 SETTEMBRE 2018<br />

Sergio (Sergio Castellitto) carpentiere<br />

e l’ex cantante Sabrina<br />

(Sabrina Ferilli) sono una coppia<br />

di amanti molto innamorati ma<br />

impossibilitati a lasciare i rispettivi<br />

compagni a causa delle<br />

ristrettezze economiche in cui si<br />

trovano a vivere. Tutto sembra<br />

cambiare quando i colleghi di<br />

Sergio si vendicano dei suoi<br />

scherzi facendogli credere di<br />

avere vinto tre milioni di euro<br />

alla lotteria. Convinto di essere<br />

diventato ricco, Sergio decide di<br />

abbandonare la sua vecchia vita<br />

portando con sé non solo Sabrina,<br />

ma anche i loro parenti.<br />

Quando Sergio e Sabrina scoprono<br />

che non c’è nessuna vincita,<br />

decidono di non svelarlo a<br />

nessuno e trascinano le proprie<br />

famiglie in un viaggio on the<br />

road dalla periferia romana alla<br />

Puglia. Ma la verità viene sempre<br />

a galla e le tensioni tra caratteri<br />

tanto diversi sono destinate<br />

a esplodere. Le riprese della<br />

commedia hanno avuto luogo<br />

tra Polignano a Mare e Monopoli<br />

(Ba), Carovigno (Brindisi)<br />

e Accadia (Foggia).<br />

◗ Produzione Italian International Film<br />

e Rai Cinema - Regia e sceneggiatura<br />

Francesco Micchichè - Cast Sergio<br />

Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria<br />

Fabrizi, Matilde Gioli, Antonio Catania,<br />

Gianfranco Gallo, Paola Tiziana<br />

Cruciani, Luigi Imola, Siria Simeoni,<br />

Vincenzo Sebastiani<br />

SOLDADO<br />

NELLE SALE IL 18 OTTOBRE 2018<br />

Nella guerra alla droga non ci<br />

sono regole. La lotta della CIA<br />

al narcotraffico fra Messico e Stati<br />

Uniti si è inasprita da quando<br />

i cartelli della droga hanno iniziato<br />

a infiltrare terroristi oltre il<br />

confine americano. Per combattere<br />

i narcos l’agente federale<br />

Matt Graver (Josh Brolin)<br />

dovrà assoldare il misterioso e<br />

impenetrabile Alejandro (Benicio<br />

Del Toro), la cui famiglia è<br />

stata sterminata da un boss del<br />

cartello. Alejandro scatenerà una<br />

vera e propria, incontrollabile<br />

guerra tra bande in una missione<br />

che lo coinvolgerà in modo<br />

molto personale. Soldado, che segna<br />

il debutto americano del regista<br />

romano Stefano Sollima<br />

(“A.C.A.B”, “Gomorra – la serie”,<br />

“Suburra”), è un intenso e<br />

serrato action-thriller che ha<br />

come protagonisti due antieroi<br />

che rischiano la vita nello spietato<br />

mondo di frontiera del<br />

mercato della droga e della politica<br />

estera americana. Nel film<br />

tornano a lavorare insieme il<br />

premio Oscar Benicio Del Toro,<br />

nel ruolo di Alejandro, il misterioso<br />

procuratore diventato killer,<br />

e Josh Brolin, in quello dell’agente<br />

della CIA Matt Graver,<br />

impegnati a combattere contro<br />

i cartelli della droga.<br />

◗ Produzione Thunder Road Pictures /<br />

Black Label Media - Regia Stefano<br />

Sollima - Sceneggiatura Taylor<br />

Sheridan - Cast Benicio Del Toro,<br />

Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey<br />

Donovan, Catherine Keener, Manuel<br />

Garcia-Rulfo, Matthew Modine,<br />

Shea Whigham, Elijah Rodriguez<br />

ITA EVENTI 69


Suggestioni<br />

1<br />

2<br />

5<br />

6<br />

4<br />

3<br />

7<br />

UNA MANIFESTAZIONE PER<br />

UN MONDO SENZA FRONTIERE<br />

27 i luoghi che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche oltre a mostre, installazioni,<br />

convegni e percorsi di formazione. 38 prime nazionali, più di 60 compagnie provenienti<br />

da 24 nazionalità differenti: sono questi alcuni dei numeri del Romaeuropa festival 2018<br />

70 ITA EVENTI


l Romaeuropa festival ogni anno<br />

raccoglie per chi vive e visita la<br />

Capitale un programma che permette<br />

di aiutare a decodificare la<br />

complessità della nostra realtà sociale.<br />

È un viaggio che da Roma ci porta<br />

lontano, per riportarci a casa con<br />

un’esperienza culturale importante e,<br />

sicuramente, cresciuti». Così Luca<br />

Bergamo, vicesindaco di Roma e con<br />

delega alla crescita culturale, descrive<br />

il festival. Ad aprire la trentatreesima<br />

edizione del REf, il 19 settembre, è<br />

Kirina, un viaggio tra Africa e Occidente<br />

all’insegna del movimento e<br />

della commistione d’immaginari firmato<br />

dal coreografo burkinabé Sergè-<br />

Aime Coulibaly e dalla sua Faso<br />

Dance Théatre, con i testi dello scrittore<br />

e studioso Felwine Sarr, le musiche<br />

della cantante icona della world<br />

music Rokia Traorè e la presenza live<br />

della sua band. La musica attraversa<br />

come un filo rosso l’intera programmazione<br />

come trait d’union tra continenti,<br />

immaginari e generazioni, definendo<br />

con la sua forza quella<br />

capacità di mediare e riconciliare<br />

mondi, culture, estetiche e pensieri<br />

apparentemente contrapposti che caratterizza<br />

il Romaeuropa. E la chiusura<br />

del festival non poteva che essere<br />

un grande evento musicale: il 25 novembre<br />

l’appuntamento è all’Auditorium<br />

Parco della Musica per una<br />

“gran finale”, in coproduzione con<br />

Fondazione Musica per Roma, che<br />

coinvolgerà tutte le sue sale.<br />

Il REf18 si articola nei tre percorsi<br />

Storie, Visioni e Suoni, e nelle sezioni<br />

Digitalive a cura di Federica Patti,<br />

Anni Luce a cura di Maura Teofili,<br />

Dancing Days a cura di Francesca Manica,<br />

REf Kids a cura di Stefania Lo<br />

Giudice e nelle attività di incontri e<br />

workshop di Community a cura di<br />

Lara Mastrantonio, Massimo Pasquini<br />

e Matteo Antonaci. Una programmazione<br />

transgenerazionale dà vita, come<br />

spiega Fabrizio Grifasi, direttore generale<br />

e artistico, a «un Festival<br />

Mondo che fisicamente intercetta e<br />

convoglia pensieri e progetti, incrocia<br />

temi e questioni al cuore del nostro vivere<br />

come modalità di libero sviluppo<br />

della ricerca artistica, sovrapponendo<br />

1. Oumou Sangarè,<br />

cantante malese<br />

premiata con un<br />

Grammy Award nel 2010.<br />

2. Cristina Zavalloni,<br />

cantante e compositrice.<br />

3. Panorama è l’ultima<br />

produzione della<br />

compagnia Motus.<br />

4. Una scena dall’ultimo<br />

spettacolo di Peter<br />

Brook, The Prisoner.<br />

5. Lola Arias presenta<br />

a teatro Minefield.<br />

6. Il collettivo None che<br />

presenta l’installazione<br />

immersiva Genesi.<br />

7. Y - La variabile<br />

del calcio, laboratorio<br />

di Dynamis aperto<br />

a ragazzi/e under 12.<br />

Sotto, Dökk, dello studio<br />

italiano fuse*<br />

ITA EVENTI 71


Suggestioni<br />

Omar Rajeh, coreografo<br />

e danzatore, che con il<br />

video artista Benjamin<br />

Krieg e il compositore<br />

Zad Moultaka ha<br />

realizzato #minaret.<br />

Sotto, lo spettacolo<br />

La classe di Fabiana<br />

Iacozzilli: pupazzi<br />

di legno, fantocci<br />

di gioventù morte,<br />

si muovono senza pathos<br />

su dei tavolacci che<br />

ricordano banchi di<br />

scuola o tavoli operatori<br />

le generazioni e permettendosi incursioni<br />

in territori molto distanti, eleggendo<br />

le contraddizioni e le diversità<br />

al cuore del proprio operare come pratica<br />

di racconto del presente attraverso<br />

le opere degli artisti che crediamo<br />

significativi. L’essenza stessa<br />

della nostra missione si colloca in questo<br />

spazio ‘in between’, luogo di mediazioni<br />

e riconciliazioni tra opposti,<br />

ambito di riflessione e accoglienza».<br />

Arrivano per la prima volta al Festival<br />

con le loro storie dal mondo il libanese<br />

Omar Rajeh con la sua compagnia<br />

Maqamat e il compositore e artista<br />

visivo Zad Moultaka, la francese<br />

di origini vietnamite Caroline Guiela<br />

Nguyen, la cinese Wen Hui, lo svizzero<br />

Milo Rau, le argentine Lola Arias<br />

e Cecilia Bengolea, quest’ultima in<br />

coppia con il francese François Chaignaud,<br />

le cantanti e musiciste Rokia<br />

Traorè, Oumou Sangarè (entrambe<br />

dal Mali) e Angelique Kidjo (Benin),<br />

72 ITA EVENTI


la Great Jones Repertory Company<br />

de La Mama di New York con la<br />

compagnia Motus, Mario Martone,<br />

Office for a Human Theater con Filippo<br />

Andreatta, Mimmo Cuticchio<br />

con Virgilio Sieni, il duo francese Tsirihaka<br />

Harrivel & Vimala Pons e l’artista<br />

visivo e compositore giapponese<br />

Rioji Ikeda. Al loro fianco, oltre a Peter<br />

Brook, Hofesh Shechter e Ivo Van<br />

Hove, i protagonisti della creazione<br />

contemporanea italiana e internazionale<br />

ospitati nelle scorse edizioni del<br />

festival, come Daria Deflorian e Antonio<br />

Tagliarini, Luigi de Angelis e<br />

Fanny & Alexander, Tim Etchells con<br />

Ant Hampton (per una collaborazione<br />

con Short Theatre) e i coup de<br />

coer più recenti del festival come gli<br />

israeliani Sharon Eyal, Gai Behar e la<br />

loro L-E-V o i catalani Agrupación<br />

Señor Serrano. «Promuovere l’apertura<br />

alla conoscenza è un modo per<br />

poter negare i falsi preconcetti riguardo<br />

i rischi che la nostra società<br />

corre incontrando altre civiltà» spiega<br />

la presidente Monique Veaute. «È<br />

una sfida che il Romaeuropa Festival<br />

2018 intende accogliere invitando artisti<br />

dall’Africa, dall’Asia, dal Medio<br />

Oriente, dal Nord e Sud America».<br />

La musica del nostro tempo è protagonista<br />

con gli artisti della scena internazionale<br />

come John Adams, invitato<br />

dall’Accademia Nazionale di<br />

Santa Cecilia, Cristina Zavalloni (che<br />

interpreterà 10 canzoni che sconvolsero<br />

il mondo rielaborate da Luca Antignani,<br />

Francesco Anonioni, Maurizio<br />

Azzan, Giovanna Bertelli, Silvia Borzelli,<br />

Sara Càneva, Mauro Lanza,<br />

Mauro Montalbetti, Vittorio Montalti,<br />

Daniela Terranova), Fabrizio<br />

Ottaviucci, Franco D’Andrea, Edison<br />

Studio, Fay Victor con Daniele<br />

Del Monaco e Marc Ribot, e tutti gli<br />

ensemble e le orchestre: Orchestra e<br />

Coro dell’Accademia Nazionale di<br />

Santa Cecilia, Ensemble Giorgio Bernasconi<br />

dell’Accademia Teatro alla<br />

Scala (per un esclusivo omaggio a<br />

Frank Zappa diretto da Peter Rundall),<br />

i Solisti dell’Ensemble Inter-<br />

Contemporain, il Parco della Musica<br />

Contemporanea Ensemble, Solistenensemble<br />

Kaleidoskop, Edison Studio,<br />

Tempo Reale, Eklekto Ensemble.<br />

Lo splendido salone di Pietro da Cortona<br />

di Palazzo Barberini sarà aperto<br />

per la performance della compagnia<br />

italiana Anagoor che (oltre al suo ultimo<br />

spettacolo) presenterà una performance<br />

musicale nata in collaborazione<br />

con Accademia D’Arcadia e in<br />

corealizzazione con Barberini Corsini<br />

Gallerie Nazionali. Negli spazi<br />

storici della capitale anche la compositrice<br />

Lucia Ronchetti, per una collaborazione<br />

con il Teatro dell’Opera<br />

di Roma, in scena nell’Aula Ottagona<br />

delle Terme di Diocleziano (ex Planetario).<br />

Il Palazzo Falconieri dell’Accademia<br />

d’Ungheria in Roma ospiterà<br />

il compositore Dániel Dobri mentre<br />

l’Accademia di Francia – Villa Medici<br />

sarà cornice di una performance dell’iraniano<br />

Ali Moini. Spazio alla mul-<br />

In alto, una scena<br />

dello spettacolo<br />

di teatro musicale<br />

di Ivo Van Hove,<br />

direttore artistico<br />

del Toneelgroep<br />

Amsterdam. Sopra,<br />

Saigon, lo spettacolo<br />

della regista Caroline<br />

Guiela Nguyen e della<br />

sua compagnia Les<br />

Hommes Approximatifs<br />

ITA EVENTI 73


Suggestioni<br />

1<br />

2<br />

3<br />

4<br />

6<br />

5<br />

74 ITA EVENTI


I LUOGHI<br />

DI REF18<br />

◗ ACCADEMIA DI FRANCIA<br />

A ROMA - VILLA MEDICI<br />

Viale della Trinità dei Monti, 1<br />

◗ ACCADEMIA D’UNGHERIA<br />

IN ROMA (PALAZZO FALCONIERI)<br />

Via Giulia, 1<br />

◗ AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA<br />

TEATRO STUDIO BREGNA • SALA PETRASSI<br />

SALA SINOPOLI • SALA S. CECILIA<br />

Via Pietro de Coubertin, 30<br />

◗ AULA OTTAGONA (EX PLANETARIO)<br />

Via Giuseppe Romita, 8<br />

◗ BIBLIOTECA ELSA MORANTE<br />

Piazzale Elsa Morante<br />

◗ BIBLIOTECA ENZO TORTORA<br />

Via Nicola Zabaglia, 27<br />

◗ BIBLIOTECA RENATO NICOLINI<br />

Via Marino Mazzacurati, 76<br />

◗ MACRO ASILO<br />

Via Nizza, 138<br />

◗ MATTATOIO TESTACCIO<br />

Piazza Orazio Giustiniani, 4<br />

◗ MAXXI - MUSEO NAZIONALE<br />

DELLE ARTI DEL XXI SECOLO<br />

Via Guido Reni, 4/a<br />

◗ MERCATO TESTACCIO<br />

Via Beniamino Franklin<br />

◗ OPIFICIO ROMAEUROPA<br />

Via dei Magazzini Generali, 20/a<br />

◗ PALAZZO BARBERINI<br />

Via delle Quattro Fontane, 13<br />

◗ SALA SANTA RITA<br />

Via Montanara, 8<br />

◗ TEATRO ARGENTINA<br />

Largo di Torre Argentina, 52<br />

◗ TEATRO BIBLIOTECA<br />

QUARTICCIOLO<br />

Via Ostuni, 8<br />

◗ TEATRO INDIA<br />

Lungotevere Vittorio Gassman, 1<br />

◗ TEATRO OLIMPICO<br />

Piazza Gentile da Fabriano, 17<br />

◗ TEATRO VASCELLO<br />

Via Giacinto Carini, 78<br />

◗ TEATRO VITTORIA<br />

Piazza di S. M. Liberatrice, 10<br />

timedialità anche nella Sala Santa Rita<br />

con le installazioni site-specific di<br />

NONE Collective e Robert Henke. Il<br />

Mattatoio è “hub” della giovane creazione<br />

contemporanea del REf18. Qui<br />

si esibiscono, per Dancing Days e il<br />

network Aerowaves, la coreografa<br />

olandese Karen Levi; il greco Christos<br />

Papadopoulos, la norvegese Ingrid<br />

Berger Myhre, i viennesi Dominik<br />

Grünbühel e Luke Baio oltre agli italiani<br />

Salvo Lombardo e la sua compagnia<br />

Chiasma, Sara Sguotti e Luna<br />

Cenere tutti rappresentanti delle più<br />

recenti espressioni della danza europea.<br />

A testimoniare l’odierno fermento<br />

della scena italiana, per Anni Luce,<br />

sono, invece, Liv Ferracchiati con The<br />

Baby Walk, Chiara Bersani, Vico-<br />

QuartoMazzini e Fabiana Iaccozzili.<br />

Per Digitalive, illustrano le possibilità<br />

creative delle tecnologie Marco Donnarumma,<br />

Quiet Ensemble, Kamilia<br />

Kard, fuse* oltre a dj e compositori<br />

emergenti come Caterina Barbieri,<br />

Andrea Familiari con Demetrio Castellucci,<br />

Polisonum e altri artisti.<br />

Sempre il Mattatoio si fa spazio dedicato<br />

ai bambini e alle famiglie con<br />

la programmazione di REf Kids, vero<br />

e proprio festival nel festival con la<br />

sua intensa programmazione di spettacoli<br />

(tra gli artisti presenti: Clédat<br />

& Petitpierre, Ondadurto teatro, Teatro<br />

delle Briciole, Unterwasser, Jacques<br />

Tellitocci, Oorkan, Theatre des<br />

Tarabates, Letizia Renzini), momenti<br />

ludici (come quelli creati dalle istallazioni<br />

o dalle performance di Guixot<br />

de 8, Officine K e Dynams) e numerosi<br />

talk e laboratori nati grazie alla<br />

collaborazione di RAI Porte Aperte,<br />

Rai Radio Kids, Famiglia punto zero<br />

e Doppio Ristretto, la libreria itinerante<br />

Ottimomassimo, la realtà dedicata<br />

alle mamme Pachamamma e<br />

S.C.O.S.S.E. Per i talk, i laboratori e<br />

i momenti d’incontro del festival,<br />

Community costruisce un’importante<br />

rete di partner di cui fanno parte Robinson<br />

– La Repubblica, MACRO<br />

Asilo, il Mulino, Danzaeffebi, Dominio<br />

Pubblico, Casa dello Spettatore,<br />

le Università degli studi di Roma La<br />

Sapienza, Tor Vergata e Uniroma3,<br />

l’Accademia Nazionale di Danza,<br />

D.A.F. Dance Arts Faculty, DA.RE<br />

dance research, la Scuola D’Arte Cinematografica<br />

Gianmaria Volontè,<br />

Teatro e Critica, Outdoor Festival e<br />

Wave Market Fair.<br />

ROMAEUROPA FESTIVAL<br />

BETWEEN WORLDS<br />

Dal 19/09 al 25/11/2018, Roma<br />

www.romaeuropa.net<br />

1. Love Chapter 2,<br />

di Sharon Eyal<br />

e Gai Behar.<br />

2. BerBerio: spettacolo<br />

di teatro e musica<br />

di Letizia Renzini.<br />

3. Liv Ferracchiati,<br />

con la sua compagnia<br />

The Baby Walk,<br />

presenta una trilogia<br />

dedicata alla ricerca<br />

sull’identità di genere.<br />

4. Opera dell’artista<br />

italo-ungherese<br />

Kamilia Kard.<br />

5. The Diary of One<br />

Who Disappeared,<br />

di Ivo Van Hove.<br />

6. Grasland,<br />

produzione per<br />

bambini, ragazzi<br />

e adulti di Letizia<br />

Renzini.<br />

In basso, Opus,<br />

del coreografo greco<br />

Christos Papadopoulos


Suggestioni<br />

CULTURA E INTRATTENIMENTO<br />

DECLINATI AL FEMMINILE<br />

Foto Paolo Verzone<br />

Foto Fabio Parenzan<br />

n festival tutto al femminile.<br />

L’Eredità delle Donne<br />

è pensata per attribuire<br />

un giusto riconoscimento al<br />

contributo di artiste, scienziate,<br />

pensatrici, accademiche, filosofe,<br />

architette e altro (del passato<br />

come della contemporaneità)<br />

al progresso dell’umanità. Il festival,<br />

cogliendo l’esempio dell’evento<br />

parigino Les Journées du<br />

Matrimoine, con cui è gemellato,<br />

abbraccerà a 360° numerosi<br />

ambiti della cultura come<br />

l’arte, la scienza, l’attualità, la politica,<br />

il giornalismo, il cinema etc. con una chiave<br />

di lettura tutta al femminile per evidenziare il<br />

valore, la preziosa eredità e la grande influenza che<br />

le donne hanno dato e continuano a dare in questi<br />

settori. Il festival affronterà, in maniera del tutto<br />

originale e per la prima volta in Italia, il tema<br />

dell’empowerment femminile attraverso la cultura,<br />

l’informazione e l’intrattenimento.<br />

L’iniziativa, che si svolgerà in occasione delle Giornate<br />

del Patrimonio, vede la direzione artistica di<br />

Serena Dandini ed è ideata da Elastica, think tank<br />

di comunicazione ed eventi, insieme alla Fondazione<br />

CR Firenze. Madrina del festival è la figura storica<br />

di Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice<br />

Palatina, esempio di sublime mecenatismo. Ultima<br />

della dinastia medicea, alla morte del fratello<br />

(1737) vincolò allo Stato toscano la grandissima collezione<br />

artistica appartenuta alla famiglia, divenendo<br />

di fatto la Madre della Cultura Italiana<br />

ed europea ante litteram. L’Eredità<br />

delle Donne proporrà, durante le<br />

tre giornate, un ricco programma<br />

denso di appuntamenti, composto di<br />

tre serate teatrali ideate da Serena<br />

Dandini, e un programma di iniziative<br />

in collaborazione con le principali<br />

istituzioni culturali fiorentine<br />

che in alcuni casi svelano per la prima<br />

volta o in anteprima pezzi poco<br />

conosciuti del patrimonio artistico<br />

cittadino. Non in ultimo, i valori e<br />

lo spirito del festival saranno condivisi<br />

da numerosi soggetti culturali<br />

e commerciali fiorentini i quali nelle tre giornate organizzeranno<br />

gli appuntamenti che andranno a costituire<br />

un cartellone off che trasformerà temporaneamente<br />

Firenze nella città delle donne.<br />

Le tre serate teatrali, al Cinema Teatro Odeon, saranno<br />

tre format diversi per restituire l’attualità del<br />

mondo delle donne di oggi: si comincia con un Talk,<br />

si prosegue con un Abbecedario (la declinazione in<br />

forma di brevi speech di una serie di parole scelte<br />

a rappresentare il mondo femminile), per chiudere<br />

con l’Intervista a una Grande Madre.<br />

Tante le ospiti nazionali e internazionali come ad<br />

esempio Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese,<br />

Liza Donnelly, vignettista del New Yorker,<br />

la fotografa Letizia Battaglia, Marica Branchesi, astrofisica<br />

italiana definita dal Time come una delle 100<br />

persone più influenti del mondo, Elena Ioli, fisica<br />

e reduce da una recente spedizione scientifica tut-<br />

76 ITA EVENTI


Visite guidate, talk, spettacoli teatrali, reading originali, mostre, presentazioni<br />

di libri, sono solo alcuni degli appuntamenti in programma a Firenze per L’Eredità<br />

delle Donne. La prima edizione di un festival che si terrà a settembre e che<br />

quest’anno avrà la direzione artistica di Serena Dandini di Clara Dalledonne<br />

Foto Francesca Parisini<br />

Foto M.Colombo<br />

ta al femminile in Antartide (la prima al mondo di carattere<br />

internazionale), Cecilia Laschi, bioingegnere e<br />

pioniera nel campo della robotistica soft, la scrittrice<br />

Michela Murgia, Donatella Lippi, storica della medicina<br />

che ha condotto una ricerca internazionale sulle salme<br />

della famiglia Medici, Lea Pericoli, ex tennista e<br />

giornalista italiana, la giurista Livia Pomodoro, le scrittrici<br />

Angela Staude Terzani, Teresa Ciabatti e Silvia Avallone,<br />

Lidia Branca, nipote di Donna Elena Corsini,<br />

Dori Ghezzi, cantante e autrice, le attrici Anna Bonaiuto,<br />

Francesca Reggiani e Alessandra Faiella.<br />

Sono più di una quindicina le istituzioni culturali che<br />

hanno “prestato” i loro tesori a una rilettura originale<br />

e in chiave femminile a cura de L’Eredità delle Donne.<br />

In alcuni casi si tratta di anteprime, prime assolute o<br />

aperture straordinarie. Nel suo insieme il programma<br />

prevede visite guidate, ciclovisite, talk, spettacoli teatrali,<br />

reading originali, mostre, presentazioni di libri e<br />

persino una rassegna cinematografica e di documentari.<br />

Il primo giorno del festival vedrà l’inaugurazione - presso<br />

lo spazio mostre della Fondazione CR Firenze - della<br />

mostra “Donne del Novecento. Leonetta, Filide e altre<br />

artiste”. Promossa da Fondazione CR Firenze e AWA<br />

Advancing Women Artists Foundation, con la collaborazione<br />

dell’Archivio Contemporaneo del Gabinetto<br />

G.P. Vieusseux, la mostra ha per perno le figure di Leonetta<br />

Pieraccini e Fillide Giorgi. Allieve di Giovanni Fattori,<br />

si interessarono alle novità artistiche internazionali<br />

dimostrandosi pittrici di grande qualità.<br />

Alcuni ospiti del festival: da sinistra, la giornalista<br />

Annalisa Monfreda, Marica Branchesi, astrofisica<br />

marchigiana, Cecilia Laschi, bioingegnere,<br />

l’architetta palestinese Suad Amiry, lo studioso<br />

Stefano Bartezzaghi, la scrittrice Chiara<br />

Gamberale, la poetessa Patrizia Valduga. Sotto,<br />

la direttrice artistica del festival, Serena Dandini<br />

L’EREDITÀ DELLE DONNE.<br />

LE NOSTRE GIORNATE DEL PATRIMONIO<br />

Firenze, dal 21 al 23/09/2018<br />

www.ereditadelledonne.eu


Storie<br />

POSSO<br />

ARRIVARE<br />

OVUNQUE<br />

SULLA<br />

MIA MOTO<br />

Lo abbiamo visto da poco su Rai 1 nella<br />

serie Il capitano Maria nelle vesti di Beppe<br />

Patriarca. Marco Zingaro vive in Inghilterra,<br />

dove ha fatto parte di grandi produzioni<br />

come 007 Spectre. Prossima fermata<br />

Hollywood? di Cristiana Zappoli<br />

Foto Alex Fine<br />

78 ITA EVENTI


Marco Zingaro,<br />

36 anni, ha lavorato<br />

nella ristorazione fin<br />

da quando aveva 16 anni,<br />

anche mentre studiava per<br />

diventare attore. Da poco<br />

ha intrapreso anche la<br />

strada dell’importatore<br />

di prodotti pugliesi<br />

per alcuni ristoranti<br />

di Londra<br />

Foto Alex Fine<br />

Marco Zingaro ha 36 anni e a una prima occhiata<br />

potrebbe sembrare un talento in<br />

fuga. In realtà, anche se si è trasferito a<br />

Londra da un po’ e in Inghilterra lavora parecchio,<br />

ha tenuto un piede anche nel nostro Bel Paese e anche<br />

qui il lavoro non gli manca. Attore e regista, è<br />

nato ad Andria, in Puglia, e si è trasferito a Roma<br />

dove ha cominciato a frequentare l’Accademia Nazionale<br />

d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.<br />

Dopo alcune esperienze teatrali, nel 2008 partecipa<br />

al primo progetto cinematografico: Un’estate al<br />

mare di Carlo Vanzina. Quattro anni dopo si trasferisce<br />

nella capitale britannica ampliando così il<br />

suo successo anche al pubblico londinese interpretando<br />

Angelo, co-protagonista nella pièce teatrale<br />

Housed diretta da Alex Ferries per l’Old Vic Theatre<br />

e a livello cinematografico recita in 007 Spectre<br />

di Sam Mendes, nel ruolo di Captain Salim in Tyrant,<br />

prodotta da 20th Century Fox, per poi incarnare<br />

Osama Bin Laden nel documentario televisivo<br />

Evolution of Evil per History Channel. Ha interpretato<br />

anche il ruolo di papà supereroe in una<br />

nota pubblicità Sky/Fastweb, lo abbiamo visto nei<br />

panni di Rocco in Belli di Papà prodotto da Medusa<br />

Film, di Matteo in Medici, the Masters of Florence<br />

e più di recente nella serie televisiva Il capitano Maria<br />

diretta da Andrea Porporati in onda su Rai 1,<br />

nelle vesti di Beppe Patriarca. «La Gran Bretagna<br />

resta la scelta migliore che abbia mai potuto fare -<br />

racconta l’attore - e sicuramente la più giusta anche<br />

per la mia carriera lavorativa. Le sfide mi stimolano<br />

molto. Sono grato all’Inghilterra perché qui<br />

continuo a imparare sempre qualcosa di nuovo, tutto<br />

ciò poi confluisce anche nel mio lavoro in Italia<br />

creando così un ponte immaginario che mi permette<br />

di crescere costantemente».<br />

Recitare in una lingua che non è la propria lingua<br />

madre è difficile?<br />

ITA EVENTI 79


Storie<br />

Recitare in una lingua diversa dalla propria ha di sicuro<br />

un sapore diverso ma anche unico nel suo genere.<br />

Dopo le difficoltà dei primi due anni è diventata<br />

parte integrante di me e non nascondo che oggi in<br />

diverse occasioni sento la necessità di studiare<br />

scripts o testi italiani “masticandoli” subito in inglese.<br />

Mi sento più libero di osare senza costrizioni vocali<br />

che magari appartengono alla nostra cultura. Comunque<br />

resta la lingua più usata al mondo ed essendo<br />

noi italiani un po’ pigri nel confrontarci con<br />

altre lingue credo sia giusto forzarsi un po’ per poi<br />

essere liberi di comunicare ovunque e con chiunque.<br />

Inghilterra e Italia: che differenze ci sono dal punto<br />

di vista lavorativo?<br />

Le differenze sono tante proprio perché differenti sono<br />

le culture, anche se la Gran Bretagna nel corso degli<br />

anni diviene sempre più un luogo multiculturale.<br />

È forse questa la differenza più grande nel mio<br />

mestiere che riconosco tra i due paesi. Sul set come<br />

a teatro hai sempre la sensazione di ampliare la tua<br />

conoscenza proprio perché diversi artisti provenienti<br />

da luoghi differenti nel mondo apportano costantemente<br />

qualcosa di nuovo. C’è sì un’alta competizione<br />

ma di contro un alto livello qualitativo nel processo<br />

di creazione e messa in opera di qualsiasi progetto.<br />

Non mi sorprende più il fatto che qui scrittori<br />

di ogni età abbiano la possibilità reale di mettere<br />

in opera le loro storie, che lo facciano passando<br />

per i numerosi festival, teatri off o grandi strutture<br />

come il National Theatre o Barbican. E lo stesso<br />

vale per cinema o tv, ovviamente chi merita va<br />

avanti, concetto forse un po’ dimenticato altrove. Un<br />

altro elemento che ritengo fondamentale per far sì<br />

che ci sia reale piacere nel fare il proprio mestiere è<br />

il rispetto che si ha nei confronti dell’altro. In UK<br />

è molto forte il sindacato degli attori e il rapporto<br />

che spesso si crea con agente o casting director è “reale”,<br />

ho sempre la sensazione di essere ascoltato con<br />

piacere e il confronto reciproco apporta sempre qualcosa<br />

di utile a entrambe le parti, a prescindere che<br />

il risultato finale sia positivo o meno.<br />

Quale luogo considera casa sua?<br />

Andria è il luogo dove sono cresciuto, in Puglia conservo<br />

i miei ricordi di bambino e di adolescente in<br />

costante ribellione con ciò che mi circondava. I<br />

miei genitori vivono lì anche se pure loro hanno<br />

spesso il piacere di seguirmi nel mio girovagare. Appartengo<br />

a quei colori e profumi, quindi quei luoghi<br />

sono la mia casa, il mio vero Sud, ma nel corso<br />

degli anni ho imparato a essere un cittadino di<br />

luoghi differenti, ognuno con un significato importante<br />

nella mia crescita umana e professionale.<br />

Ho la fortuna di avere una compagna che proviene<br />

da una regione bellissima come la Toscana, un<br />

altro rifugio meraviglioso che negli anni ho imparato<br />

a considerare casa.<br />

Foto Fabrizio Di Giulio<br />

Marco Zingaro sul set de Il capitano Maria,<br />

una serie tv andata in onda su Rai 1<br />

a maggio: sopra con Saverio Falcone, nella<br />

pagina a fianco insieme a Livio Beshir<br />

A proposito della sua compagna, è una delle attrici<br />

e cantanti che formano il trio Ladyvette.<br />

Sembra confermare la teoria che chi fa il suo lavoro<br />

si fidanza più facilmente con chi viene dallo<br />

stesso mondo: è più facile capirsi?<br />

Può sembrare retorica ma di certo condividere con<br />

la persona che ami anche le stesse passioni, aiuta e<br />

non poco! Ovviamente non può bastare solo questo<br />

per costruire un progetto di vita comune, ho la<br />

fortuna di avere al mio fianco una persona disposta<br />

ad ascoltarmi, supportarmi e talvolta sopportarmi.<br />

Entrambi abbiamo la maturità e la sensibilità di saper<br />

comprendere l’altro, creando così una vera e propria<br />

squadra capace di affrontare qualsiasi ostacolo.<br />

Come è stata l’esperienza di attore all’Old Vic<br />

Theatre allora diretto da Kevin Spacey?<br />

L’esperienza all’Old Vic Theatre è stata quella che<br />

realmente mi ha aperto le porte del mercato in Inghilterra.<br />

Da quel momento in poi è scattato in me<br />

qualcosa che mi ha dato la forza di affrontare ogni<br />

ostacolo in maniera differente. Ho ottenuto la parte<br />

dopo varie sessioni di audizioni di cui l’ultima per<br />

la quale ho studiato un lungo monologo in soli 15<br />

80 ITA EVENTI


minuti. Il tutto scatenando l’ovazione dello stesso<br />

Spacey e di tutto il suo staff.<br />

Anche dall’Old Vic Theatre sono arrivate segnalazioni<br />

per “comportamento inappropriato”,<br />

fra cui molestie sessuali, contro Spacey. Cosa pensa<br />

di tutta questa situazione?<br />

Ciò che sta accadendo nel nostro mondo lavorativo<br />

è qualcosa di straordinario, il fatto che si denuncino<br />

vicende del genere e che finalmente, grazie ancora una<br />

volta a movimenti nati all’estero come quello di Time’s<br />

Up, le attrici abbiano il coraggio e la forza di far<br />

valere i propri diritti, mi rende fiero di far parte di questa<br />

categoria, anche se in Italia c’è tanto ancora da fare<br />

e non bisogna perdersi in inutili qualunquismi.<br />

Tra le sue più grandi passioni la moto ha un posto<br />

particolare…<br />

La moto è una passione ereditata inconsapevolmente<br />

dal mio nonno paterno che durante la seconda guerra<br />

mondiale guidava fiero nell’esercito una grande Harley<br />

Davidson. In Inghilterra mi accompagna ovunque<br />

anche in occasione di impegni lavorativi, come<br />

successo con 007 Spectre, o addirittura fino in Puglia<br />

per Belli di Papà. Mio fratello e io coltiviamo la stessa<br />

passione, anche se devo ammettere che lui ha girato<br />

e visto molto più di me. Per lui è una sana ossessione,<br />

per me una piacevole avventura da affrontare<br />

con i miei tempi. Gli impegni lavorativi poi e i<br />

relativi spostamenti di certo non aiutano, ma appena<br />

ho del tempo da ritagliarmi mi piace fuggire. Un<br />

viaggio in moto sa riconciliarti con gli elementi esterni<br />

e le persone che durante il tuo cammino incontrerai.<br />

Non vedo l’ora di poter organizzare il mio Long<br />

Way Round in giro per il mondo. Mi serve solo il<br />

“tempo” per trovare un anno di “tempo” da dedicarci!<br />

Visto che ha dimestichezza con i supereroi<br />

(vedi pubblicità Sky/Fastweb): quale supereroe<br />

le piacerebbe interpretare?<br />

La vita del supereroe formato family mi piace un<br />

sacco! Torno bambino quando vesto quegli abiti,<br />

questo anche grazie al fatto che dietro il tutto c’è<br />

un bel team giovane che scrive cose molto interessanti.<br />

Il mio superhero era e resterà sempre l’uomo<br />

della notte, Batman. Lo so, non ha super poteri e<br />

proprio per questo mi piace, sotto quella corazza scura<br />

che si perde nella notte c’è un uomo in continuo<br />

conflitto con se stesso che senza super poteri eccezionali<br />

riporta l’ordine in un mondo oramai marcio.<br />

È la sua tenebrosa umanità che mi attrae, in fondo<br />

abbiamo qualcosa in comune...<br />

Prossima fermata Hollywood?<br />

Mi piace sognare in grande con i piedi per terra e<br />

non pongo mai limiti al mio futuro. Hollywood resta<br />

un sogno che sono sicuro diverrà realtà... devo<br />

solo organizzare bene il viaggio in sella alla mia moto!<br />

Foto Fabrizio Di Giulio<br />

ITA EVENTI 81


Viaggiare<br />

82 ITA EVENTI


NATURA E STORIA NELLA<br />

TERRA DEL VELLO D’ORO<br />

Un piccolo Paese al confine tra l’Europa<br />

e l’Asia, fra modernità e tradizioni:<br />

un patrimonio culturale di ricchezze<br />

paesaggistiche e artistiche, città storiche,<br />

testimonianze di antichissime e raffinate<br />

civiltà. La Georgia offre al visitatore diversi<br />

spunti per un itinerario affascinante e a<br />

prezzi contenuti a partire dal viaggio aereo<br />

di Margot Rossi<br />

cavallo fra l’Europa e l’Asia, ponte e crocevia<br />

di civiltà, la Georgia detiene un patrimonio<br />

architettonico e artistico straordinari<br />

lasciati in eredità dalle complesse vicende storiche<br />

vissute nei secoli passati. Con le sue chiese antiche<br />

e i paesaggi pittoreschi, le valli coperte da vigneti,<br />

le sue rinomate specialità enogastronomiche<br />

e le 2.400 fra sorgenti e acque minerali conosciute<br />

sin dai tempi degli zar, il paese attira un numero<br />

crescente di turisti. Lo scorso anno, infatti, la Georgia<br />

ha registrato 7.6 milioni di visitatori (+19%<br />

rispetto al 2016), con previsioni per il 2025 di<br />

11.000.000 di arrivi, portando il turismo a rappresentare<br />

fino a circa il 6,8% del Pil. Risultati che<br />

hanno incoraggiato lo sviluppo delle strutture di ricezione<br />

con la realizzazione prevista tra il 2018 e il<br />

2019 di 33 nuovi hotel, con 67.145 posti letto. La<br />

Georgia è collegata con l’Italia grazie ai voli diretti<br />

operati dalla Wizz Air e dalla Georgian Airways:<br />

la prima vola da Milano Malpensa fino a Kutaisi<br />

(con 3 voli settimanali) e da Roma Fiumicino a Kutaisi<br />

(con 2 voli settimanali); la seconda da Bologna<br />

a Tbilisi, la capitale della Georgia (due collegamenti<br />

settimanali il mercoledì e il venerdì, al prezzo<br />

medio di 150 euro andata e ritorno).<br />

Tbilisi<br />

Con il suo centro storico con le stradine acciottolate,<br />

la capitale georgiana rispecchia la lunga e complicata<br />

storia del paese, che ha subíto prima la dominazione<br />

persiana e poi quella russa. Tipici balconi<br />

di legno, terme sulfuree del XVII secolo, botteghe<br />

e caffè artigianali, cortili italiani, edifici moderni<br />

e soprattutto il suo popolo caldo e ospitale creano<br />

un’atmosfera speciale in questa città. È storicamente<br />

nota anche per la sua tolleranza religiosa, particolarmente<br />

evidente nel centro storico, dove la mo-<br />

ITA EVENTI 83


Viaggiare<br />

84 ITA EVENTI


In apertura, dall’alto verso il basso, la Chiesa<br />

della Trinità di Gergeti, nella municipalità di<br />

Kezbegi; Chiesa di San Nicola nella fortezza di<br />

Narikala a Tbilisi; il villaggio di Omalo, nella<br />

regione della Tuscezia; le cupole delle terme di<br />

Tbilisi. Nella pagina a fianco, la Fontana di<br />

Kolkhida a Kutaisi. In questa pagina, Kutaisi di<br />

sera e uno scorcio naturale della Georgia<br />

schea, la sinagoga, chiese cattoliche, ortodosse e armene<br />

si trovano insieme. Per questo è anche denominata<br />

la Piccola Gerusalemme. In posizione dominante<br />

sopra la città si trovano Narikala, una fortezza<br />

del IV secolo, e la Kartlis Deda, l’iconica statua<br />

della “Madre della Georgia”. Le principali attrazioni<br />

della città sono raggruppate nell’antico quartiere<br />

di Tbilisi. Questa zona è famosa per i suoi stabilimenti<br />

balneari di zolfo alimentati da sorgenti termali<br />

naturali. Nelle vicinanze di Shardeni Street troverete<br />

numerosi ristoranti moderni, bar-caffetteria<br />

all’aperto, locali notturni alla moda e gallerie d’arte.<br />

La fortezza di Narikala può essere vista da qualsiasi<br />

punto all’interno della vecchia Tbilisi. Fu costruita<br />

per scopi di difesa nel IV secolo ed è stata<br />

notevolmente ampliata nei periodi storici successivi.<br />

Il viale Rustaveli è il centro della città, dove si<br />

trovano molte strutture governative, culturali e commerciali.<br />

Passeggiando per Rustaveli è possibile osservare<br />

la vita quotidiana in città, esplorare negozi<br />

di marche internazionali e locali e mangiare qualcosa.<br />

Il Dry Bridge poi è sede di un famoso mercatino<br />

delle pulci, dove è possibile trovare mostre<br />

d’arte e oggetti antichi in vendita mentre la funicolare<br />

di Tbilisi è uno dei migliori esempi di funivie<br />

del mondo. La funicolare conduce a Mtatsminda,<br />

un parco divertimenti che domina l’intera città. Per<br />

ammirare invece gli edifici storici georgiani bisogna<br />

attraversare Agmashenebeli Avenue che è una<br />

delle più lunghe e belle strade di Tbilisi. Un’altra<br />

attrazione è il Museo Simon Janashia del XIX secolo<br />

che espone i principali ritrovamenti archeologici<br />

del paese e che è di notevole interesse storico.<br />

Custodisce reperti animali che risalgono a quarantamilioni<br />

di anni fa e collezioni archeologiche<br />

ed etnografiche di epoche paleolitiche e neolitiche<br />

dell’età del bronzo e del ferro fino al Medioevo. Oltre<br />

a questo museo Tbilisi vanta anche il Museo<br />

d’Arte (Art Museum), uno dei più importanti musei<br />

della Georgia. Si possono ammirare circa<br />

140.000 oggetti d’arte esposti di varie culture e periodi<br />

storici. Da non perdere infine è la Cattedrale<br />

della Santissima Trinità (Sameba) che è una delle<br />

più alte cattedrali ortodosse orientali al mondo.<br />

Il complesso della cattedrale comprende una sezione<br />

sotterranea e integra, nove cappelle, vari edifici secondari<br />

e splendidi giardini.<br />

Dmanisi<br />

A pochi chilometri dalla capitale Tbilisi, si trova uno<br />

ITA EVENTI 85


Viaggiare<br />

dei siti archeologici più affascinanti del mondo,<br />

Dmanisi. Qui, infatti, secondo gli archeologi, circa<br />

1,8 milioni di anni fa si stabilì l’Homo Georgicus,<br />

il più antico uomo europeo. I resti fossili, gli<br />

utensili e i manufatti di questo sito sono i più antichi<br />

ritrovati finora fuori dall’Africa.<br />

Terra del Vello d’Oro<br />

Il regno della Colchide, l’incantevole Medea e il leggendario<br />

Giasone, gli Argonauti e il preziosissimo<br />

Vello d’Oro non sono solo i personaggi di un mito<br />

greco. La Colchide è veramente esistita, nell’antichità<br />

fu un vero e proprio calderone di civiltà. Oggi<br />

la regione appartiene alla Georgia occidentale. Le<br />

numerose scoperte archeologiche e la tradizione dell’estrazione<br />

dell’oro con le pelli ovine, ancor oggi<br />

praticata nella regione dell’alta Svanetia, confermano<br />

la leggenda.<br />

Kutaisi<br />

La seconda città del paese per numero di abitanti,<br />

era la capitale dell’antico regno della Colchide e dal<br />

2012 è la sede del Parlamento georgiano. Gli spunti<br />

per una visita sono diversi e molto interessanti.<br />

Da vedere assolutamente, oltre al centro storico che<br />

risale al XVII secolo (che include le aree che circondano<br />

il Ponte bianco, la via Tsisferkantselta, la<br />

via St. Nino, la via Tsereteli e la via Pushkin), la Cattedrale<br />

Bagrati, costruita nel X-XI secolo, durante<br />

il regno di Re Bagrat III, è un bell’esempio di architettura<br />

georgiana antica ed è molto importante<br />

per i georgiani perché è considerata il simbolo<br />

della Georgia unita. Fa parte dei patrimoni dell’Unesco<br />

così come il Monastero di Gelati a undi-<br />

ENOGASTRONOMIA<br />

Il vino georgiano e le qvevri<br />

Si dice spesso che la Georgia è la culla<br />

del vino. Le ricerche archeologiche e<br />

paleobotaniche hanno confermato che<br />

la cultura del vino in Georgia risale<br />

a 7.000 anni fa. Sono ancora visibili<br />

i resti della prima cantina del mondo,<br />

datata 4.000 A.C. Perfino la parola<br />

vino deriverebbe dal georgiano gvino. Il<br />

simbolo della vinificazione georgiana è<br />

la qvevri, anfora interrata dove avviene<br />

la fermentazione e la macerazione<br />

naturale. I tour enogastronomici in<br />

Georgia permettono di scoprire il vero<br />

sapore dei vini e la particolarità della<br />

loro produzione. Soprattutto quella dei<br />

bianchi, per i quali la fermentazione<br />

della vinaccia insieme al mosto avviene<br />

in grandi anfore di terracotta, i qvevri<br />

appunto, che dal dicembre 2013 sono<br />

entrate a fare parte del patrimonio<br />

dell’Unesco come patrimonio intangibile<br />

dell’umanità. In Georgia la vendemmia<br />

è un’attività collettiva che coinvolge<br />

molti abitanti dei piccoli centri urbani<br />

rurali. Visitare il paese significa senza<br />

dubbio anche gustarne la rinomata<br />

cucina, fatta di sapori ricchi e genuini.<br />

Il Ponte della Pace, progettato<br />

dall’architetto Michele De Lucchi per la<br />

città di Tbilisi, si trova sul fiume Mtkvari


ci chilometri a ovest di Kutaisi e le rovine, sulla collina<br />

di Ukimerioni. A 60 chilometri da Kutaisi si<br />

trova il Pilastro Katskhi: un monolite di calcare naturale,<br />

alto circa 40 metri sulla cui vetta si trova una<br />

piccola chiesa e una casetta clericale.<br />

Le grotte di Prometeo<br />

Si trovano a 40 chilometri da Kutaisi e sono una delle<br />

meraviglie naturali della Georgia, tra le più grandi<br />

al mondo. Le sue caratteristiche uniche includono<br />

una varietà di sale e la diversità di paesaggi. Quattro<br />

strati distinti sono stati formati durante le diverse<br />

fasi di sviluppo della Terra, comprendendo vari<br />

tipi di stalattiti, stalagmiti, cortine, cascate pietrificate,<br />

perle di grotta, fiumi sotterranei e laghi.<br />

Il villaggio delle torri<br />

Silenzioso e remoto villaggio nella selvaggia regione<br />

dello Svaneti, Ushguli rappresenta la località più<br />

elevata d’Europa abitata in modo permanente, trovandosi<br />

tra 2200 e 2410 metri sul livello del mare,<br />

dotato di splendide torri medievali, parte del patrimonio<br />

mondiale dell’Unesco. La catena montuosa<br />

del Gran Caucaso è incantevole. Vi possiamo trovare<br />

cime alte oltre i 5000 metri tra cui: Mt. Shkhara<br />

(5068m), Mt. Janga (5059m) e Mt. Kazbegi<br />

(5047m), alla quale secondo la leggenda fu incatenato<br />

Prometeo.<br />

Sopra, la città di Batumi, tra i maggiori<br />

porti sul Mar Nero. Sotto, il centro di<br />

Tbilisi e alcuni georgiani in costumi tipici<br />

in occasione di manifestazioni tradizionali<br />

Chiese e monasteri<br />

La Chiesa georgiana è una delle più antiche chiese<br />

cristiane al mondo, fondata nel I secolo d.C. dall’apostolo<br />

Andrea, il Primo chiamato. Nel 3<strong>26</strong> d.C.<br />

il Cristianesimo venne ufficialmente adottato<br />

come religione di stato. Le chiese e i monasteri, simboli<br />

della vicinanza a Dio, sono stati costruiti in ogni<br />

dove e caratterizzano gli spazi delle città e degli ambienti<br />

rurali, affascinando per l’arte delle raffinate<br />

varietà di decoro delle facciate e per gli affreschi.<br />

Gastronomia<br />

“Ogni piatto georgiano è una poesia”, diceva lo scrittore<br />

russo A.Pushkin. La cucina georgiana è il frutto<br />

di un terreno fertile, ricco di minerali, alimentato<br />

da acque pure delle montagne del Caucaso. La<br />

Supra, la tavola imbandita con piatti georgiani, è una<br />

delle tradizioni più importanti. Assolutamente da<br />

provare: Mtsvadi - spiedini georgiani di carne, Khinkali<br />

- ravioli, Khachapuri - focaccia con formaggio<br />

fresco, e Pkhali - verdure con le spezie e noci. Ogni<br />

regione, inoltre, si caratterizza per le proprie specialità.<br />

La lingua<br />

Il georgiano appartiene al gruppo sud-caucasico (cartvelico).<br />

L’alfabeto georgiano unico nelle sue peculiarità<br />

grafiche è fra i14 alfabeti esistenti al mondo.<br />

ITA EVENTI 87


Viaggiare<br />

UN VIAGGIO DA FAVOLA<br />

SULLE TRACCE DI ANDERSEN<br />

88 ITA EVENTI


Tra Odense e Copenaghen per conoscere meglio lo scrittore delle fiabe più<br />

amate al mondo. Un itinerario nel cuore della Danimarca, che tocca i luoghi che<br />

gli sono stati cari e che per lui e per il suo lavoro sono stati importanti. Perfetto<br />

per i più piccoli ma divertente anche per gli adulti di Margot Rossi


Viaggiare<br />

In apertura, il museo dedicato ad Andersen<br />

e la statua dello scrittore, entrambi a Odense.<br />

Sopra, il Castello di Odense e il Giardino del Re.<br />

A fianco, alcune segnaletiche e sullo sfondo il<br />

monastero francescano. Nella pagina a fianco,<br />

dall’alto, il Museo della Città di Odense, il Giardino<br />

di Andersen e la casa natale dello scrittore<br />

a sirenetta, Il brutto anatroccolo, La piccola fiammiferaia,<br />

La principessa sul pisello: sono solo alcune<br />

delle favole scritte dal danese Hans Christian<br />

Andersen (1805 - 1875): le sue opere sono tanto<br />

conosciute da renderlo, probabilmente, il personaggio<br />

danese più famoso al mondo. Sembra che<br />

sua madre, Anne Marie, molto superstiziosa, si rivolgesse<br />

spesso a indovini e fattucchiere e un giorno<br />

una veggente le predisse il futuro del figlio “diventerà<br />

famoso e un giorno Odense sarà illuminata<br />

a festa in suo onore”. Mai profezia fu più veritiera!<br />

Il viaggio alla scoperta dei luoghi di Andersen<br />

non può che cominciare nella fiabesca Fionia,<br />

l’isola conosciuta come il “giardino di Danimarca”<br />

per la sua natura rigogliosa, e più precisamente nella<br />

cittadina di Odense, dove lo scrittore è nato. Per<br />

seguire autonomamente l’itinerario sulle orme di Andersen<br />

a Odense è possibile scaricare da App Store<br />

e Google Play l’app H.C. Andersens Odense, un’utile<br />

guida per la visita, con cartina e descrizioni, disponibile<br />

anche in italiano.<br />

La prima tappa è la casa natale di Andersen, una piccola<br />

casa gialla nel vecchio quartiere di Odense, in<br />

cui sono stati mantenuti gli ambienti dell’epoca.<br />

Poco distante dalla casa natale è possibile visitare il<br />

Museo Hans Christian Andersen che ospita un allestimento<br />

multimediale e interattivo sull’autore in<br />

una sede temporanea. Sono infatti in corso i lavori<br />

per il nuovo museo, su progetto dell’architetto<br />

Kengo Kuma, che verrà inaugurato nel 2020 e che<br />

si chiamerà Eventyrhuset, ovvero la Casa delle Favole.<br />

Il viaggio a Odense continua a Møntergårde,<br />

un’oasi culturale nel cuore della città, costeggiata da<br />

caratteristici cortili e bellissimi edifici risalenti all’epoca<br />

dell’infanzia di Andersen. Il museo offre diverse<br />

mostre che presentano la storia della Fionia,<br />

regione da cui H.C. Andersen ha tratto la sua ispirazione.<br />

In attesa della nuova Casa delle Favole, a<br />

maggio 2018 ha aperto temporaneamente nel<br />

vecchio fienile di Nyborg a Møntergården, L’acciarino<br />

magico (Fyrtøjet), un centro culturale per<br />

l’infanzia dove i bambini e le loro famiglie possono<br />

giocare con costumi, scenografie e giocattoli legati<br />

alla fiaba Anderseniana “Il colle degli elfi”, in<br />

un mondo fatto di musica, teatro e arti figurative.<br />

Passeggiando in direzione della cattedrale e del parco<br />

di Andersen, si arriva poi alla casa d’infanzia in<br />

Munkemøllestræde, dove lo scrittore visse dai 2 ai<br />

14 anni. Diventata museo nel 1930, l’abitazione<br />

presenta diversi manoscritti e diari originali ed è<br />

arredata esattamente come la descrive lo scrittore<br />

nelle sue memorie, raccontando in maniera fede-<br />

90 ITA EVENTI


le le condizioni anguste e la povertà del 1800 a<br />

Odense. Il mondo incantato di Andersen rivive anche<br />

al Villaggio di Fionia (Den Fynske Landsby),<br />

un museo all’aperto dove è ricostruito l’ambiente<br />

di un villaggio danese tra il 1700 e il 1900, con case<br />

di pietra e legno, un laghetto e una deliziosa stradina.<br />

In estate il villaggio è animato da figuranti<br />

in costume, che rendono ancora più viva l’atmosfera,<br />

raccontando la vita quotidiana nella campagna<br />

danese del XIX secolo. Per chi è interessato a visitare<br />

tutte le attrazioni legate ad Andersen, esiste un<br />

biglietto “5 in 1” valido per entrare alla casa natale,<br />

casa d’infanzia, museo di Andersen, Møntergården<br />

e Fyrtøjet. (Prezzo adulti: 110 DKK in bassa stagione;<br />

125 DKK da giugno a settembre, inclusa la<br />

guida di Andersen).


Viaggiare<br />

Altri luoghi legati allo scrittore<br />

Il municipio (Rådhuset), dove Hans Christian Andersen<br />

venne dichiarato cittadino onorario di<br />

Odense il 6 dicembre 1867. Il monastero francescano<br />

(Gråbrødre Kloster), nel cui giardino lo scrittore<br />

giocava spesso da bambino. Il Teatro di Odense,<br />

dove lo scrittore debuttò come comparsa, da piccolo<br />

infatti era affascinato molto dal teatro. Il Giardino<br />

del Re (Kongens Have) e il Castello di Odense,<br />

dove alloggiavano i re quando si trovavano a<br />

Odense. La madre di Andersen lavorò per un certo<br />

periodo al castello, mentre lui, da ragazzo, giocava<br />

nei giardini con il principe ereditario,<br />

il futuro Frederik VII. La<br />

Chiesa di St. Hans, dove lo<br />

scrittore venne battezzato il<br />

lunedì di Pasqua del 1805. La<br />

Cattedrale (Sct. Knuds Kirke),<br />

realizzata in stile gotico,<br />

dove Andersen ricevette la<br />

cresima nel 1819.<br />

La Fionia amata<br />

da Andersen<br />

Le residenze signorili hanno<br />

avuto un ruolo importante<br />

nella vita di<br />

Hans Christian Andersen.<br />

Quando<br />

non era all’estero<br />

per lavoro, lo<br />

scrittore trascorreva spesso giorni o settimane nei<br />

manieri del paese, alcuni dei quali ha visitato diverse<br />

volte. Tra questi il Castello di Valdemar, maniero<br />

secentesco sull’isoletta di Taasinge, il Castello di Broholm<br />

dove tuttora è possibile soggiornare, circondato<br />

da un romantico parco all’inglese e un “sentiero<br />

delle fiabe”, e infine il Castello di Hindsgavl,<br />

oggi albergo con un parco di libero accesso che ospita<br />

moltissimi cervi. Anche in questo caso, per seguire<br />

l’itinerario sulle tracce di Andersen in Fionia,<br />

inclusi i bellissimi manieri e castelli, c’è un app in<br />

aiuto dei turisti, l’app Hans Christian Andersen Trail.<br />

Odense per le famiglie<br />

La città è la meta ideale per una vacanza in famiglia,<br />

ma le attrazioni e i luoghi legati al celebre scrittore<br />

non sono di certo un’esclusiva per bambini: le atmosfere<br />

fiabesche e la figura di HC Andersen infatti<br />

affascinano moltissimo anche gli adulti. Odense è<br />

una graziosa cittadina in continuo fermento e ha<br />

molto da offrire per un soggiorno di coppia, dal centro<br />

culturale Brandts, frutto del recupero architettonico<br />

di una fabbrica tessile, ai tanti negozi tipici<br />

per lo shopping in pittoresche case dalle pareti a graticcio,<br />

passando per i numerosi ristoranti che stanno<br />

vivacizzando sempre più la scena gourmet in città,<br />

insieme a nuovi wine bar e aree street food.<br />

Dinamica e accogliente, Odense propone diversi<br />

eventi tutto l’anno: per gli amanti del food il Festival<br />

dell’Asparago il 10 di giugno, il Danish Beer Day il<br />

primo di settembre e ancora il festival gastronomi-


Nyhavn, l’antico porto di Copenaghen.<br />

Sotto, la statua di bronzo della Sirenetta,<br />

simbolo della città di Copenaghen, che<br />

si ispira alla protagonista della favola<br />

scritta nel 1837 da Andersen<br />

co EAT! che dal 10 al 16 settembre presenterà il<br />

meglio della gastronomia locale, con corsi di cucina,<br />

proiezioni e menu speciali nei ristoranti. E<br />

ancora, il Festival della Cultura al Porto a maggio,<br />

con eventi e attrazioni sull’acqua, il Festival dei<br />

Fiori ad agosto, per un’incredibile esplosione di<br />

colori e profumi per le vie di Odense.<br />

Andersen e Copenaghen<br />

Se Odense e la Fionia sono l’anima, l’ispirazione<br />

e le radici di Andersen, Copenaghen invece rappresenta<br />

il sogno, l’ambizione e la realizzazione<br />

dello scrittore, partito per la capitale in cerca di<br />

fortuna. Hans Christian Andersen arrivò per la<br />

prima volta a Copenaghen nel 1819 all’età di<br />

quattordici anni, e vi morì nel 1875. Le sue spoglie<br />

riposano al cimitero di Assistens, nel quartiere<br />

di Nørrebro, che è al tempo stesso un parco<br />

molto frequentato, secondo le tradizioni locali.<br />

L’itinerario sulle tracce di Andersen a Copenaghen<br />

inizia dal caratteristico quartiere di Nyhavn,<br />

dove attratto dalla vita del canale e dal movimento<br />

di barche e pescherecci, lo scrittore più<br />

volte scelse di abitarvi. Si trasferì dapprima al numero<br />

20, dove scrisse le fiabe L’acciarino Magico,<br />

Il piccolo Claus e il grande Claus e La Prin. Andersen<br />

visse poi vent’anni al numero 67 e due anni<br />

al numero 18. Sono stati invece i Giardini di Tivoli<br />

a dare lo spunto per una delle fiabe più famose<br />

di Andersen: L’usignolo che trae ispirazione<br />

da uno spettacolo a cui lo scrittore aveva assistito<br />

proprio nel giardino oggi famoso come parco<br />

delle fiabe. Il Tivoli avrebbe ripagato il poeta<br />

con la costruzione del castello di Hans Christian<br />

Andersen, di un negozio che porta il nome dello<br />

scrittore e di una serie di produzioni e spettacoli<br />

a lui dedicati. HC Andersen era inoltre solito<br />

scrivere le sue fiabe nella biblioteca della Torre<br />

Rotonda, il più antico osservatorio funzionante<br />

d'Europa, costruito nel XVII secolo, dalla cui cima<br />

si può godere di una splendida vista su tutta la<br />

città - e nelle belle giornate anche sulla costa svedese.<br />

Infine, al celebre scrittore di Odense, Copenaghen<br />

ha dedicato una strada, HC Andersen<br />

Boulevard, un museo interattivo nella piazza del<br />

Municipio e due statue tra cui la celeberrima statua<br />

della Sirenetta sul molo di Langelinje, realizzata<br />

nel 1913 in memoria della sfortunata protagonista<br />

dell’omonima fiaba.<br />

<br />

<br />

<br />

<br />

APPUNTAMENTI DA NON PERDERE<br />

Compleanno di H.C Andersen, 2 aprile<br />

In occasione del compleanno dello scrittore di<br />

fiabe danese più famoso al mondo, la sua città<br />

natale si prepara ad accogliere spettacoli ed<br />

eventi gratuiti per tutta la giornata del 2 aprile.<br />

Cittadini e visitatori sono invitati in particolare<br />

alla cerimonia nella Memorial Hall tra le 13:00<br />

e le 14:00 e ad assistere all’imperdibile Hans<br />

Christian Andersen Parade. Ogni anno, sempre<br />

in occasione del compleanno dello scrittore,<br />

il 2 aprile viene distribuita la birra di Hans<br />

Christian Andersen. A idearla è stato il birrificio<br />

Albani di Odense, che l'ha prodotta per la prima<br />

volta nel 1988 per festeggiare i 1.000 anni<br />

della città di Odense. A bassa fermentazione<br />

e a lunga stagionatura, la birra di Hans<br />

Christian Andersen ha un gusto leggero, e viene<br />

distribuita in bottiglie numerate, rendendola così<br />

anche un oggetto da collezione.<br />

Fiabe sul fiume da giugno ad agosto<br />

Le fiabe sul fiume sono una fantastica<br />

avventura per tutta la famiglia. Navigando sulle<br />

acque del fiume di Odense, in estate si assiste<br />

alla messinscena di brevi episodi tratti dalle più<br />

belle fiabe di Andersen, con autore a bordo!<br />

La Parata di Hans Christian Andersen<br />

da giugno ad agosto<br />

Gli amanti delle fiabe di Andersen non<br />

possono perdersi il fantastico spettacolo<br />

“24 Fiabe in 24 Minuti”, con Torben Iversen<br />

nei panni di Hans Christian Andersen, e<br />

l’omonima Parata, che vanno in scena a<br />

Odense in estate, tutti i giorni tranne la<br />

domenica, alle 11.00 e alle 13.00.<br />

Il Festival di Hans Christian Andersen<br />

nel mese di agosto<br />

Ogni anno ad agosto la città natale di<br />

Andersen festeggia il suo celebre cittadino<br />

con un festival a lui interamente dedicato,<br />

un'occasione unica per lasciare spazio<br />

all'immaginazione e interpretare in chiave<br />

classica e moderna l’universo di Andersen. In<br />

questa settimana di rappresentazioni teatrali,<br />

performance di street art e spettacoli di suoni<br />

e luci, sono più di 270 gli appuntamenti nelle<br />

città di Odense, di cui più di 250 gratuiti.


Leggere<br />

ESSERE CHILDFREE E<br />

NON VERGOGNARSI<br />

Ancora oggi una donna che sceglie di non fare figli è considerata<br />

“inadeguata”. Ma a che cosa? Michela Andreozzi spiega, nel suo<br />

primo libro, che la maternità è una scelta non un obbligo e che una<br />

donna è un essere umano prima che una madre di Mercedes Vescio<br />

o quarant’anni e spicci e non ho<br />

figli. Non li ho, e non ne voglio.<br />

Sono una childfree, cioè senza<br />

figli, che è diverso da childless, priva di<br />

figli. Una scelta versus una casualità».<br />

Sono parole di Michela Andreozzi, l’autrice<br />

del libro Non me lo chiedete più.<br />

#Childfree, la libertà di non volere figli<br />

e non sentirsi in colpa, pubblicato da<br />

Harper Collins a giugno. «La pressione<br />

sociale - prosegue - è un vero e proprio<br />

mobbing. Sottile, fatto di giudizi,<br />

paragoni, allusioni, confronti, sfide.<br />

È possibile non avere figli, ma non ti<br />

è permesso rifiutarne l’idea. Dire: io<br />

non ne voglio, grazie. Eppure siamo<br />

tante, ed è arrivato il momento di farci<br />

avanti». Queste parole racchiudono<br />

il cuore pulsante del libro di Michela<br />

Andreozzi: un vero e proprio manifesto<br />

a uso e consumo di quelle donne<br />

che decidono, consapevolmente e senza<br />

motivazioni aggiuntive rispetto alla<br />

sola volontà, di non avere figli.<br />

“La pressione sociale è un vero e proprio<br />

mobbing”: a tal punto da spingere<br />

qualcuno a fare figli solo per<br />

non subire più questa pressione?<br />

Non so se qualcuno si possa sentire<br />

condizionato dalla pressione<br />

sociale in sé al punto da fare dei<br />

figli. Succede che magari fai<br />

dei figli perché sei cresciuta<br />

con un certo tipo di educazione<br />

e hai introiettato un<br />

modello. La pressione sociale<br />

semmai ti fa sentire<br />

inadeguata. Diversa,<br />

sbagliata, mancante<br />

di un pezzo. Che comunque<br />

non è un<br />

bel vivere.<br />

Dire “io non ne voglio” è difficilissimo,<br />

lo ha scritto anche lei nel libro.<br />

Come ha imparato a dirlo?<br />

Stringendo gli occhi e buttandomi a<br />

bomba come in una piscina. Con un<br />

po’ di coraggio e senza preoccuparmi<br />

troppo delle conseguenze. A volte si<br />

creano dialoghi e scambi che non ti<br />

aspettavi. La verità è liberatoria, terapeutica,<br />

utile ma soprattutto imprevedibile.<br />

È molto difficile<br />

separare la donna<br />

dalla sua funzione<br />

biologica. Invece<br />

non è detto che<br />

avere un utero<br />

voglia dire che sia<br />

necessario usarlo<br />

Guardiamo al suo libro come a un<br />

vero e proprio coming out: pensa<br />

che potrebbe essere utile ad altre<br />

donne che la pensano come lei per<br />

vivere la propria scelta più serenamente?<br />

Lo spero vivamente. Punti di vista anticonvenzionali<br />

si perdonano a chi fa<br />

una vita anticonvenzionale: magari è<br />

utile esporsi per chi non ha lo stesso<br />

coraggio di esprimersi. Non si nasce assertivi,<br />

ci insegnano ad aderire a modelli,<br />

ad adeguarci a scelte altrui, ad ac-


contentare, a non scontentare: sono<br />

comportamenti che inevitabilmente<br />

ti restano attaccati addosso. Bisogna<br />

imparare ad ascoltarsi.<br />

Perché è così difficile vedere la maternità<br />

semplicemente come una<br />

scelta?<br />

Perché è difficile separare la donna<br />

dalla sua funzione biologica. Non è<br />

detto che avere un utero voglia dire<br />

che sia necessario usarlo. Una donna<br />

è comunque una persona che può<br />

scegliere se usare o meno la sua dotazione.<br />

Ma è una scelta che spaventa<br />

perché mette in crisi chi decide automaticamente<br />

di riprodursi, senza<br />

mettere in discussione il proprio<br />

percorso di vita.<br />

Fra quanto tempo, secondo lei, riusciremo<br />

a vedere la donna prima di<br />

tutto come un essere umano invece<br />

che come una donna?<br />

Non lo so. La questione femminile<br />

mi sembra un animale che fa due passi<br />

avanti e uno indietro. Pensiamo<br />

solo al tema della legge sull’aborto che<br />

periodicamente viene messa in crisi.<br />

In Cile è stata appena tolta. Non<br />

smettiamo di farci sentire.<br />

Lei descrive diversi tipi di donne<br />

childfree: lei quale di questi tipi è?<br />

Io credevo, anni fa, durante il mio<br />

primo matrimonio, di essere una<br />

childless, una donna che non ha e non<br />

riesce ad avere figli, ma che li vorrebbe.<br />

Poi ascoltandomi, col passare<br />

del tempo, ho capito che quello<br />

che mi era accaduto corrispondeva<br />

alla mia natura più profonda, e sono<br />

diventata una childfree per caso:<br />

una donna a cui è capitato di non avere<br />

figli ed è felice così. Che poi amo<br />

i bambini, per cui sono la childfree<br />

zia, un po' una Mary Poppins, mamma...<br />

“a ore”.<br />

Fra i tipi di childfree che ha individuato<br />

ce n’è una che non vorrebbe<br />

incontrare sulla sua strada nonostante<br />

sia una childfree anche lei?<br />

La childfree per forza. Quelle che non<br />

si arrendono e si accaniscono oltre<br />

ogni limite, dimenticandosi la ragione<br />

per cui hanno iniziato un certo cammino.<br />

A volte le donne sono così concentrate<br />

sui loro desideri da trasformarli<br />

in obiettivi che col tempo rischiano<br />

di perdere la loro genuinità.<br />

Ci sono molti modi di essere felici<br />

senza figli, interessanti e appaganti.<br />

Ha in programma di scrivere altri<br />

libri o film che parleranno di questo<br />

stesso argomento?<br />

Per ora no, ma continuerò a occuparmi<br />

di donne.<br />

Il libro è il racconto<br />

di un’esperienza<br />

personale e di<br />

un punto di vista<br />

condivisibile o meno,<br />

ma che sicuramente<br />

si porta dietro spunti<br />

di riflessione per<br />

tutte le lettrici<br />

L’AUTRICE<br />

Michela Andreozzi, romana, è, prima che una<br />

scrittrice, un’attrice e una regista. Ha iniziato a lavorare<br />

nel mondo dello spettacolo facendo parte<br />

delle redazioni delle trasmissioni Domenica In<br />

e Non è la Rai dirette da Gianni Boncompagni.<br />

Successivamente forma con Francesca Zanni<br />

il duo comico Gretel & Gretel, che partecipa a<br />

diverse trasmissioni televisive, tra cui Zelig. Dopo<br />

diverse esperienze come sceneggiatrice (il telefilm<br />

Via Zanardi 33 ma anche diversi programmi televisivi),<br />

nel 2005 entra nel cast de La squadra<br />

prima e di 7 vite poi. Al cinema recita nel film<br />

Basilicata Coast to Coast e in Pane e Burlesque.<br />

È anche autrice di testi per radio e teatro.


Leggere<br />

1 2<br />

3<br />

in libreria<br />

1. La casa di June,<br />

Miranda Beverly-Whittemore,<br />

Marsilio Editori<br />

Cassie Danvers, 25 anni, ha lasciato<br />

il fidanzato e la vita newyorkese<br />

per seppellirsi nella provincia<br />

dell’Ohio, nella casa di famiglia,<br />

dove è stata cresciuta da sua nonna<br />

June, da poco scomparsa. Una notizia<br />

che ha dell’inverosimile viene a<br />

scuoterla da questo isolamento:<br />

Jack Montgomery, ex divo hollywoodiano,<br />

le ha lasciato in eredità<br />

la sua immensa fortuna. Ma come è<br />

possibile che una star cinematografica<br />

d’altri tempi la conoscesse?<br />

2. Siracusa,<br />

Delia Ephron, Fazi Editore<br />

Due coppie vanno in vacanza insieme<br />

in Italia: Michael e Lizzie, raffinati<br />

newyorchesi, lui scrittore affermato,<br />

lei giornalista precaria; e Finn<br />

e Taylor, lui ristoratore e lei madre<br />

oppressiva, che vengono dal Maine<br />

e viaggiano con la figlia Snow, una<br />

bambina strana e taciturna. Ben<br />

presto emergono gelosie e rivalità,<br />

attrazioni incrociate e antipatie.<br />

3. La proposta,<br />

Paula Daly, Longanesi<br />

Dopo la fine del suo matrimonio, la<br />

vita è diventata sempre più difficile<br />

per Roz Toovey e per suo figlio George,<br />

di nove anni. Tra i debiti che<br />

si accumulano, l’affitto da pagare e<br />

le sempre più crescenti richieste dal<br />

bambino, ogni giorno è una nuova<br />

sfida per la protagonista. Quando a<br />

tutto questo si aggiunge una notifica<br />

di sfratto, per Roz sembra quasi<br />

impossibile andare avanti, finché a<br />

una festa conosce Scott, uomo ricco<br />

e sposato che vuole solamente passare<br />

una notte con lei, pagandola.<br />

4. Il libro che non volevo<br />

scrivere, Erwan Larher,<br />

Ponte alle Grazie<br />

Alle 21,40 del 13 novembre 20l5,<br />

tre terroristi legati all’ISIS fanno irruzione<br />

nel teatro Bataclan, a Parigi,<br />

armati fino ai denti. Nelle ore successive<br />

uccidono 130 persone e ne<br />

feriscono circa 360. Fra i feriti, un<br />

solo scrittore, Erwan Larher. Fortunata<br />

coincidenza, essere al centro<br />

della Storia e uscirne vivo, per chi<br />

vive di storie. Ma come venirne a<br />

capo quando la storia in questione<br />

è privata e pubblica, lutto collettivo<br />

e tragedia personale?<br />

5. Tu sei un artista, Harriet<br />

Russell, Corraini Edizioni<br />

Un graphic book per tirare fuori<br />

l’artista che c’è in ognuno. Il libro<br />

fornisce consigli per dare sfogo<br />

alla propria creatività e seguire le<br />

proprie ispirazioni. Come? In tutti i<br />

modi possibili e immaginabili: disegnando<br />

con il cibo, guardando<br />

il soggetto che si vuole disegnare<br />

a testa in giù, scrivendo una poesia<br />

sonora futurista…<br />

5<br />

4<br />

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