26_rivista_ITAeventi
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eventi<br />
ITA<br />
n.<strong>26</strong><br />
Sembra mio figlio<br />
un film di Costanza Quatriglio<br />
Le due anime di<br />
MAX GAZZÈ<br />
classica e pop<br />
MARCO ZINGARO<br />
la mia carriera di attore<br />
tra Italia e Inghilterra<br />
FESTIVAL<br />
ROMAEUROPA ◗<br />
L’EREDITÀ DELLE DONNE ◗
Sommario<br />
in questo numero<br />
10 19 20 22<br />
46<br />
54 61 66<br />
8 Notes<br />
8.Perdersi nel mais<br />
10. Appuntamento al castello<br />
12.Benessere free<br />
14.Il giardino segreto nel quadrilatero della moda<br />
16.Le ultime novità<br />
24<br />
19 Arte<br />
19.Una natura viva/Napoli<br />
20.Il grande amore di Matisse per il teatro/Aosta<br />
22.Un fotografo, un reporter/Forlì<br />
24.Una città in grande fermento/Bologna<br />
<strong>26</strong>.Appuntamenti<br />
29 Musica<br />
29.Sulla cresta dell’onda<br />
30.Faccio quello che mi piace<br />
36.A Faenza in scena gli indipendenti<br />
38.Un tributo a tutto rock<br />
40.Appuntamenti<br />
45 Classica<br />
45. Omaggio a Bernstein/Roma<br />
46. Ritratti d’artista/Bologna<br />
50. Appuntamenti<br />
30
Villa Ca’ Conti<br />
dei Marchesi Rusconi Camerini<br />
Ca’ Conti è una splendida villa cinquecentesca<br />
aperta al pubblico per visite guidate.<br />
A vostra disposizione per ricevimenti,<br />
meeting, concerti, wedding.<br />
Via Gazzolo, 1129 35040 Granze (PD) tel. +39 389 2370310 www.facebook.com/villaCaConti www.villacaconti.it
Sommario<br />
70 78<br />
<strong>ITAeventi</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
n.<strong>26</strong> settembre/ottobre 2018<br />
Direttore Responsabile<br />
Maurizio Costanzo<br />
Caporedattore<br />
Cristiana Zappoli<br />
61 Cinema<br />
70 Suggestioni<br />
82 88<br />
53 Teatro<br />
53.Una folle maratona di ballo<br />
54. La soluzione si chiama Mary Poppins<br />
58. Appuntamenti<br />
61.La famiglia Parr è tornata<br />
62. Un film, una storia, una preghiera<br />
66. Grandi artisti sul grande schermo<br />
68. Euforia / Un figlio all’improvviso<br />
69. Ricchi di fantasia / Soldado<br />
70. Una manifestazione<br />
per un mondo senza frontiere<br />
76. Cultura e intrattenimento declinati al femminile<br />
Art Director<br />
Laura Lebro<br />
Redazione<br />
Alessandra Arini, Alessandra Cinque,<br />
Clara Dalledonne, Andrea Giuliani,<br />
Margot Rossi, Giovanni Salerno,<br />
Mercedes Vescio<br />
Editore<br />
MediaAdv srl<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />
Pubblicità<br />
MediaAdv srl (concessionaria)<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />
Stampa<br />
Mediaprint Srl<br />
Via Brenta, 7<br />
37047 San Giovanni Lupatoto (Vr)<br />
finito di stampare in settembre 2018<br />
78 Storie<br />
78.Posso arrivare ovunque sulla mia moto<br />
82 Viaggiare<br />
82.Natura e storia nella terra del vello d’oro<br />
88.Un viaggio da favola sulle tracce di Andersen<br />
94 Leggere<br />
94.Essere childfree e non vergognarsi<br />
96.In libreria<br />
Via Antonio Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. 02.43986531 - 02.45506<strong>26</strong>0<br />
www.mediaadv.it<br />
KOrE<br />
E D I Z I O N I<br />
Via F. Argelati, 19 - 40138 Bologna<br />
Tel. 051.343060 - www.koreedizioni.it
Notes<br />
PERDERSI NEL MAIS<br />
Effimero e dinamico: il Labirinto di Alfonsine ha delle caratteristiche uniche al mondo. Anche<br />
quest’anno è possibile visitare tutti i suoi 70.000 mq di superficie e 3 chilometri di sentieri<br />
F<br />
ino a metà settembre, dalle<br />
16 alle 22, ad Alfonsine,<br />
in provincia di Ravenna,<br />
sarà possibile visitare un’opera assolutamente<br />
unica a livello nazionale<br />
e internazionale. Si tratta<br />
del Labirinto Effimero, uno<br />
dei più grandi d’Europa con i<br />
suoi 70.000 mq di superficie e 3<br />
chilometri di sentieri, che da<br />
qualche anno a questa parte ha<br />
acquisito anche la connotazione<br />
di “dinamico”, che lo rende<br />
l’unico al mondo per dimensioni.<br />
Effimero perché è costruito<br />
all’interno di un campo di mais,<br />
per cui la sua “vita” è quella legata<br />
al ciclo naturale di questa<br />
pianta. Dimanico in quanto all’interno<br />
del labirinto sono presenti<br />
delle porte che possono essere<br />
chiuse da chi le attraversa,<br />
“costringendo” in tal modo a far<br />
cambiare percorso a chi segue.<br />
Il titolo di questa edizione 2018<br />
è Meridia «Essere tempo con la<br />
propria ombra. Ombra che detta<br />
legge nell’inesorabile trascorrere<br />
della vita, nei meandri di<br />
questo labirinto. Così le replicanti<br />
ombre di Meridiane, che<br />
incontreremo, saranno insolute<br />
Il labirinto si trova nell’Azienda<br />
agricola Galassi Carlo di<br />
Alfonsine. Il costo dell’ingresso<br />
è di 9 euro per gli adulti e di 5<br />
per i bambini fino ai 12 anni<br />
nella determinazione di spaziotempo.<br />
Nell’impari lotta con il<br />
tempo, scandito dal sole e dai<br />
culti agrari dimenticati dell’uomo,<br />
meridiane e antichi aratri in<br />
questo luogo si tramutano in<br />
unici strumenti di archeoastronomia».<br />
Così il costruttore di labirinti<br />
Luigi Berardi, che dal<br />
2010 contribuisce a creare l’opera<br />
assieme a Carlo Galassi, dell’omonima<br />
azienda agricola sulla<br />
quale sorge il Labirinto di Alfonsine,<br />
parla dell’edizione 2018.<br />
Per chi lo vorrà, sarà possibile anche<br />
cenare direttamente al Labirinto,<br />
sempre più attrezzato anche<br />
da questo punto di vista, fra<br />
aree picnic, barbecue e, da quest’anno,<br />
anche agriturismo.<br />
Per informazioni:<br />
Azienda agricola Galassi Carlo<br />
via Roma, 111 – Alfonsine (RA).<br />
Tel. 335 8335233<br />
info@galassicarlo.com<br />
www.labirintodinamico.com<br />
8<br />
ITA EVENTI
Notes<br />
APPUNTAMENTO AL CASTELLO<br />
La cucina medievale e rinascimentale e il vino sono i protagonisti degli eventi autunnali al<br />
Castello di Gropparello. Dove grandi e piccoli potranno divertirsi in una location d’eccezione<br />
D<br />
a tempo il Castello di<br />
Gropparello, sulle colline<br />
piacentine, ha preso a cuore<br />
l’avventurosa missione di rispondere<br />
alle domande dei più<br />
piccoli e di solleticare la loro curiosità<br />
con eventi e storie fantastiche<br />
che hanno molto a che fare<br />
con le tradizioni e il passato. Anche<br />
quello non troppo lontano. Il<br />
quesito stagionale di fine estate e<br />
inizio autunno è: come nasce il<br />
vino? Accompagnati dalle iniziative<br />
organizzate tra grappoli in arrivo<br />
dalla vigna, i bambini avranno<br />
l’opportunità di scoprirlo da<br />
soli, immergendosi letteralmente<br />
nell’allegra atmosfera campestre<br />
ben nota a nonni e bisnonni, che<br />
si riunivano per cimentarsi nella<br />
vendemmia e nella pigiatura nei<br />
tini. Tutte le domeniche di settembre<br />
i bimbi saranno i protagonisti<br />
della Festa dell’Uva, nel<br />
magico mondo del Castello di<br />
Gropparello. Ma gli appuntamenti<br />
al castello non finiscono:<br />
nelle antiche cucine e nella sala da<br />
pranzo rinascimentale l’arrivo<br />
dell’autunno si festeggia domenica<br />
7 ottobre 2018 in un trionfo di<br />
colori e di profumi. A partire dalle<br />
ore 10.00 i battenti apriranno<br />
per i piccoli e i grandi curiosi che<br />
vorranno immergersi nelle atmosfere<br />
boccaccesche della cucina<br />
medievale, proponendosi come<br />
garzoni desiderosi di imparare<br />
l’antica arte culinaria da cuochi e<br />
pasticceri impegnati a confezionare<br />
prelibate pietanze con i prodotti<br />
portati a corte da cacciatori,<br />
carrettieri, popolani e contadini<br />
giunti dai confini del feudo. Dal<br />
7 ottobre al 25 novembre, è infine<br />
possibile approfittare delle visite<br />
guidate specifiche sul tema<br />
dell’enogastronomia antica e sui<br />
riti cerimoniali con “I Banchetti<br />
Reali, i Grandi Ricevimenti dei<br />
Nobili e i Pranzi di Stato: la cucina<br />
come piacere, come fonte di<br />
stupore e come ostentazione di ricchezza<br />
e potere”, adatte anche a<br />
scuole alberghiere o a scuole medie<br />
per l’orientamento.<br />
Per informazioni:<br />
Castello di Gropparello<br />
Via Roma 84, – 20025 Gropparello<br />
(PC) – Tel. 0523 855814<br />
info@castellodigropparello.it<br />
www.castellodigropparello.it<br />
10 ITA EVENTI
Notes<br />
BENESSERE FREE<br />
Il World Wellness Weekend arriva, quest’anno, anche in Italia. Tantissime le strutture aderenti<br />
che a settembre offriranno, a chi lo vorrà, due giorni all’insegna del relax e del divertimento<br />
Un corso di yoga, una sessione<br />
di pilates, un massaggio<br />
rigenerante, un allenamento<br />
tonificante e tante altre<br />
attività dedicate al relax e al divertimento.<br />
Il tutto, gratis. Grazie<br />
al World Wellness Weekend,<br />
la due giorni mondiale dedicata<br />
agli amanti del benessere che si<br />
svolgerà anche in Italia il 22 e il<br />
23 settembre prossimi. Da nord<br />
a sud, SPA, centri benessere e termali,<br />
palestre e saloni di bellezza<br />
aderenti all’iniziativa offriranno ai<br />
visitatori la possibilità di coinvolgersi<br />
in attività divertenti, originali<br />
e, soprattutto, gratuite.<br />
Partecipare è semplice e veloce.<br />
Basta andare sul sito del World<br />
Wellness Weekend Italia, verificare<br />
sulla Mappa del Benessere qual è la<br />
struttura aderente più comoda e<br />
vicina ed eventualmente contattarla<br />
direttamente per confermare<br />
la partecipazione. «Il World<br />
Wellness Weekend è pensato per<br />
tutti, non solo per i fanatici della<br />
forma fisica, - ha spiegato Regis-Boudon<br />
Doris, ambasciatore<br />
in Italia dell’iniziativa - chi non<br />
vorrebbe regalarsi una coccola<br />
per sfuggire, almeno per un giorno,<br />
allo stress del lavoro e della vita<br />
quotidiana?». Tra le esperienze<br />
che sarà possibile vivere in Italia<br />
e nel mondo: yoga sulla terrazza<br />
all’alba o al tramonto con un musicista<br />
dal vivo, meditazione guidata<br />
con un arpista, meditazione<br />
guidata in acqua con i galleggianti,<br />
rituale della sauna con un maestro<br />
di sauna, pratica degli asana dello<br />
yoga e successiva degustazione<br />
di vini o di birra, introduzione al<br />
massaggio infantile per i genitori.<br />
Accolta con sorprendente successo<br />
in Francia e in Belgio lo scorso<br />
anno, questa “festa del benessere”<br />
ha contagiato a oggi più di<br />
cinquanta paesi in tutto il mondo<br />
tra cui, ovviamente, l’Italia. Dal<br />
Veneto alla Sicilia, passando per<br />
la Lombardia, l’Emilia Romagna<br />
e la Toscana, sono sempre di più<br />
i centri che metteranno a disposizione<br />
i propri spazi e il proprio<br />
personale. Tra questi figurano la<br />
GOCO Spa di Venezia, le Terme<br />
di Castrocaro (FC), Riccione Terme<br />
e l’Approdo Resort Thalasso<br />
SPA di San Marco (SA).<br />
Per informazioni:<br />
World Wellness Weekend<br />
22-23 settembre 2018<br />
www.world-wellness-weekend.org<br />
12 ITA EVENTI
Notes<br />
IL GIARDINO SEGRETO NEL<br />
QUADRILATERO DELLA MODA<br />
Ha aperto a Milano un nuovo concept store, MonteNapoleone14: un ambiente raffinato<br />
dove lo shopping si sposa perfettamente con il cibo di qualità e dove l’eccellenza è un must<br />
Nel cuore del Quadrilatero<br />
della moda, in una delle vie<br />
più prestigiose al mondo<br />
per lo shopping esclusivo, apre<br />
MonteNapoleone14, nuovo concept<br />
store multibrand. 300 metri<br />
quadri progettati e studiati come<br />
un contenitore di eccellenza, un<br />
ambiente raffinato a cui si accede<br />
percorrendo un androne in marmo,<br />
ai lati del quale le 14 vetrine<br />
espositive danno il primo “assaggio”<br />
di quello che si potrà scoprire<br />
all’interno di questa nuova realtà.<br />
Una nuova sinergia tra food experience<br />
e shopping. Un “giardino”<br />
interno dove è possibile degustare<br />
le creazioni pensate appositamente<br />
per il bistrò dallo Chef<br />
stellatoTommaso Arrigoni. Un bosco<br />
verticale avvolge la zona dedicata<br />
al food & beverage, l’arredamento<br />
minimal permette di non<br />
distrarre l’attenzione da quello<br />
che è il fulcro dello store. La boutique,<br />
quindi, si fonde, grazie all’open<br />
space, al bistrò. MonteNapoleone14<br />
propone al suo interno<br />
brand anche emergenti, il filo<br />
conduttore è che siano eccellenze<br />
Made in Italy. La proposta donna<br />
coinvolge brand dal carattere diverso<br />
tra loro, come: Tamo, noto<br />
per i capi dalla forte personalità<br />
pensati per una donna sofisticata<br />
e Linda Raff con la sua collezione<br />
di costumi da bagno dalle linee<br />
semplici ed eleganti. La parte accessori<br />
si sviluppa con una versatile<br />
combinazione di innovativi<br />
marchi tra cui Fraleoni Gioielli<br />
con gli eclettici, originali e preziosi<br />
gioielli della linea Rainbow e My<br />
Scarf in a Box che presenta sciarpe<br />
di seta stampata dai colori iridescenti.<br />
A settembre il concept<br />
store inaugura la Secret Room, un<br />
livello “nascosto” in questa nuova<br />
realtà tutta da scoprire. Uno spazio<br />
dedicato e pensato per l’uomo,<br />
accessori e abbigliamento.Tra le eccellenze,<br />
simbolo di lusso e creatività<br />
italiana: le calzature Castori.<br />
Per informazioni:<br />
Octopus Agency<br />
Via Settembrini, 17- Milano<br />
www.octopusagency.it<br />
14 ITA EVENTI
Notes<br />
2<br />
1<br />
3<br />
LE ULTIME<br />
NOVITÀ DI DESIGN<br />
Una selezione di quello che si è visto al Salone<br />
del Mobile di Milano. Arredi e complementi<br />
di arredo firmati dai designer più famosi<br />
e prodotti dalle aziende leader del settore<br />
4<br />
1. Tavolo Oracle, di Gino Carollo per Arketipo: la nuova versione<br />
con piano in vetro rappresenta l’espressione progettuale del materiale<br />
che esprime leggerezza e modernità, in un design evoluto.<br />
2. KèPI, disegnata da Gino Carollo per Arketipo,<br />
una lampada senza tempo di grande impatto scenico.<br />
3. Annabelle è la nuova poltrona di Fendi Casa: le linee<br />
arrotondate e morbide definiscono un complemento d’arredo<br />
scandito dallo studio sul colore del rivestimento.<br />
4. Tavolino della collezione Moon Invaders<br />
di Arketipo, disponibile in versione quadrata e rettangolare.<br />
5. Anya è la linea di pouf di Fendi Casa<br />
sintesi di leggerezza figurativa e strutturale.<br />
6. Il divano One di Fendi Casa coniuga<br />
l’ottima fattura con un design razionale.<br />
7. Sgabello Dumbo con struttura in frassino:<br />
design Archirivolto per Cattelan Italia.<br />
8. Ethimo e Patrick Norguet, per completare la collezione<br />
Knit, creano la versione a dondolo della poltrona lounge<br />
con schienale alto, proponendo, così, una nuova<br />
e speciale interpretazione della classica bergère.<br />
5<br />
7<br />
6<br />
8<br />
16 ITA EVENTI
9 10<br />
11<br />
14<br />
12<br />
9. Un tavolino high-end dalle geometrie articolate: è<br />
Final cut, disegnato da Mauro Lipparini per Arketipo.<br />
10. Un’accogliente testiera in grado di offrire<br />
il miglior comfort per rilassarsi, leggere o guardare<br />
la televisione: Yale bed, design by Jean-Marie<br />
Massaud per MDF Italia.<br />
11. Ombre di MDF Italia: un appendiabiti e un servomuto<br />
che rappresentano un omaggio all’essenzialità.<br />
12. Un classico della Kartell, i Componibili,<br />
vestiti con le stampe La DoubleJ.<br />
13. Poltrona KN Collection by Knoll disegnata<br />
da Piero Lissoni: qui nella versione bassa.<br />
14. Tulip Chair di Knoll disegnata dall’architetto<br />
finlandese Eero Saarinen.<br />
15. La DoubleJ, il brand di J.J. Martin nato nel 2015,<br />
ha vestito il divano Trix by Piero Lissoni per Kartell.<br />
16. Panca con rivestimento in pelle, un classico<br />
di Knoll, disegnata da Florence Knoll.<br />
17. Poltrona Lovy di Bonaldo: disponibile<br />
con lo schienale basso oppure alto.<br />
18. Leggerezza formale, graficità, semplicità<br />
progettuale, estetica armoniosa, essenzialità<br />
sono i tratti distintivi di Super_Position,<br />
libreria firmata da Jean Nouvel per MDF Italia.<br />
13<br />
15<br />
17<br />
18<br />
16<br />
ITA EVENTI 17
SCIANNA • CARRÀ • CARTIER-BRESSON • VENTURA • WARHOLANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />
Arte<br />
A NAPOLI UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI ANNE DE CARBUCCIA<br />
UNA NATURA VIVA<br />
Le fotografie di Anne de Carbuccia, un’artista<br />
franco-americana che vive fra Milano e New<br />
York, affrontano le minacce che l’uomo crea per<br />
il pianeta utilizzando il tema artistico della Vanitas<br />
e una clessidra e un teschio come simboli del<br />
tempo e della caducità della vita. Con una clessidra,<br />
un teschio e con altri oggetti reperiti sul posto<br />
Anne crea installazioni in paesaggi terrestri o marini<br />
pieni di significati ambientali. Anne chiama<br />
queste installazioni Timeshrines (Sacrari del<br />
Tempo) alludendo al fatto che le sue installazioni,<br />
pur nella loro natura effimera, divengono parte<br />
di una raccolta fotografica permanente. L’apparire<br />
del Sacrario del Tempo nell’immagine ci invita<br />
a riflettere sulla bellezza e sulla fragilità del nostro<br />
pianeta e vuole ispirarci ai cambiamenti necessari<br />
alla sua salvezza. Anne rivisita la natura morta<br />
classica per raffigurare la “natura viva”. Dopo<br />
gli studi in antropologia e storia dell’arte alla Columbia<br />
University Anne de Carbuccia ha viaggiato<br />
per anni nei posti più estremi della terra creando<br />
e fotografando installazioni simboliche temporanee<br />
che documentano e preservano la memoria<br />
di luoghi, animali e culture a rischio d’estinzione.<br />
◗ One • One Planet One Future<br />
Castel dell’Ovo, Napoli<br />
Fino al 30 settembre 2018<br />
ITA EVENTI 19
Arte<br />
IL GRANDE<br />
AMORE<br />
DI MATISSE<br />
PER IL<br />
TEATRO<br />
Un inedito Henri Matisse<br />
sarà in mostra al Forte<br />
di Bard fino alla metà<br />
di ottobre. Al centro<br />
dell’esposizione il suo<br />
rapporto con il teatro<br />
e la produzione di opere<br />
legate alla drammaturgia<br />
di Alessandra Arini<br />
Matisse: un nome, una firma,<br />
un concetto d’arte.<br />
Ha condizionato con la<br />
sua personalità un’intera generazione.<br />
Conosciamo la sua produzione,<br />
la sua sensibilità nel<br />
comunicare concetti nuovi, le<br />
caratteristiche che lo hanno consegnato<br />
alla storia come uno dei<br />
più grandi artisti di sempre. Ma<br />
meno noto è il suo grande amore<br />
verso il teatro, e il suo impegno<br />
nel trasportare il mondo teatrale<br />
anche nella pittura. La mostra<br />
Henri Matisse. Sulla scena dell’arte<br />
si traduce proprio nel tentativo di<br />
portare alla luce questa passione<br />
di Matisse, finora rimasta nell’ombra<br />
o, perlomeno, amalgamata<br />
così tanto al resto della sua<br />
produzione da non essere conosciuta<br />
nella sua autonomia e nel<br />
suo significato. Fino al 14 ottobre<br />
sarà possibile conoscere questo<br />
importante spaccato di vita<br />
dell’artista al Forte di Bard (Ao),<br />
in Valle d’Aosta. Le opere esposte<br />
sono più di novanta e coprono<br />
un periodo di circa trentacinque<br />
anni e in più sono esposti<br />
disegni e sculture provenienti<br />
da numerose collezioni private<br />
dell’artista. Matisse si avvicina<br />
in maniera casuale al teatro. Nel<br />
1919 gli vengono commissionate<br />
le scenografie per il balletto de<br />
Il canto dell’usignolo: accetta, anche<br />
forse per spirito di emulazione<br />
20 ITA EVENTI
Nella pagina a fianco,<br />
in alto, Poesiés 05. In basso,<br />
Jazz – Cauchemar Clean,<br />
1947, stampa su stencil<br />
incollato su carta. Sopra,<br />
Nageuse Clean; sotto,<br />
Codomas Clean: entrambi<br />
sono stampe su stencil<br />
incollato su carta<br />
rispetto a Picasso, suo grande rivale<br />
dell’epoca, che aveva già, con<br />
successo, realizzato le scenografie<br />
per Parade. È la prima volta<br />
che Matisse si approccia alla<br />
“pittura in movimento”, ne rimarrà<br />
entusiasta per i risultati e<br />
per la resa. E proprio questo lo<br />
spingerà ad andare più a fondo,<br />
a cercare di affinare meglio la sua<br />
attitudine e a entrare dentro alla<br />
drammaturgia. Nel 1939 sarà<br />
la volta di Rouge et Noir, per cui<br />
realizzerà scenografie ancora più<br />
mature artisticamente. Il teatro<br />
non è per lui solo “il teatro”, ma<br />
il concetto che attorno a lui si<br />
muove: un modo nuovo di cercare<br />
di ritrarre l’umanità e i suoi<br />
colori, un nuovo modo di raffigurare<br />
i corpi, la società, le sue atmosfere.<br />
La mostra, curata da<br />
Markus Muller, già direttore dal<br />
Kunstmuseum di Munster, è<br />
suddivisa in quattro sezioni che<br />
cercano di riprendere, anche cronologicamente,<br />
le tappe di questo<br />
suo cammino nel teatro e le<br />
sue forme. La prima sezione,<br />
Costumi di scena, raccoglie gran<br />
parte degli oggetti e delle scenografie<br />
realizzate in occasione delle<br />
sue collaborazioni, un tripudio<br />
di strumenti, di colori, di schizzi<br />
che ci fanno vedere da vicino<br />
il divenire di Matisse e la preparazione<br />
propedeutica alla messa<br />
in scena. La seconda sezione, Modelle,<br />
svolge un ruolo centrale all’interno<br />
di questo itinerario,<br />
mostrandoci quanto la pittura di<br />
Matisse partisse proprio dall’imitazione<br />
del modello umano:<br />
“I miei modelli, esseri umani,<br />
non sono mai un elemento secondario<br />
in un ambiente. Dipendo<br />
interamente dal mio modello”.<br />
Poi ancora Le odalische.<br />
Viaggi Immaginari: Matisse viaggia<br />
tra il 1912 e il 1913 e molto<br />
fra Algeria e Marocco, tornando<br />
in Europa con una serie di spunti<br />
nuovi. I posti che lo avevano rapito<br />
con i loro odori e le loro<br />
usanze torneranno a farsi presenti<br />
nella nuova predominanza del<br />
tema arabeggiante. Il suo nuovo<br />
modo decorativo, anche nel teatro,<br />
sarà influenzato dalla conoscenza<br />
con questa nuova cultura.<br />
E infine, la sezione Jazz. Questo<br />
spaccato racconta di una nuova<br />
tecnica inaugurata dall’artista e da<br />
lui stesso denominata “papire<br />
decupes” ovvero “carte ritagliate”,<br />
secondo Matisse sintesi perfetta<br />
tra colore e linea. Il capolavoro di<br />
questo periodo è indubbiamente<br />
“Jazz”, una serie di quaranta<br />
opere realizzate con questa tecnica:<br />
“Ho creato un tema con variazioni”.<br />
Lo stile di quest’opera<br />
ha ispirato perfino Andy Wharol<br />
e tutta la pop art americana. Matisse<br />
riesce, con questa iconografia,<br />
a rappresentare l’ansia<br />
che lega l’artista al suo pubblico,<br />
andando così a scavare ancora più<br />
intensamente nel significato di<br />
teatro e nel concetto di attore: cos’è<br />
il pubblico? Cos’è l’ansia da<br />
prestazione? E questo si può<br />
esprimere in arte?<br />
Henri Matisse.<br />
Sulla scena dell’arte<br />
Forte di Bard (Ao)<br />
Fino al 14 ottobre 2018<br />
ITA EVENTI 21
Arte<br />
UN FOTOGRAFO UN REPORTER<br />
Una grande mostra retrospettiva dedicata al fotografo siciliano Ferdinando Scianna. Duecento<br />
fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati attraversano la sua intera carriera<br />
in un articolato percorso narrativo. A Forlì, ai Musei San Domenico di Alessandra Arini<br />
R<br />
acconto, viaggio, memoria: sono queste le<br />
tre parole d’ordine per entrare nello sguardo<br />
di Ferdinando Scianna, e per capire ciò<br />
che ha visto e ciò che ha cercato di farci vedere attraverso<br />
i suoi occhi. Il fotografo siciliano ha deciso<br />
di “mettersi in mostra” e di riorganizzare tutta<br />
la sua produzione in un’esposizione che sarà fruibile<br />
dal 22 settembre prossimo nel complesso monumentale<br />
di San Domenico, a Forlì. Oltre 200 fotografie<br />
in bianco e nero che proveranno a esprimere<br />
l’intensità di vissuto di questo artista, ma anche<br />
la versatilità dei suoi soggetti, la sua ricerca del<br />
bello e il suo talento nel saper riconoscere i dettagli<br />
e nel saperli valorizzare. Ferdinando Scianna, siciliano<br />
d’origine, scopre la sua passione intorno agli<br />
anni Sessanta, proprio girovagando tra i luoghi e<br />
in mezzo alle persone della sua terra: catturando<br />
i suoi sapori, i suoi dialetti, le sue malinconie, le<br />
sue stagioni. I genitori, che lo avrebbero voluto avvocato<br />
o dottore, devono presto arrendersi alla sua<br />
arte e alla sua personalità, evidenti fin nei primi lavori<br />
che ritraggono Bagheria e i suoi luoghi dell’infanzia.<br />
Da lì in poi il desiderio di esplorare, di<br />
esportare la sua curiosità lontano: Bolivia, Sud America<br />
e poi di nuovo Italia, questa volta Milano, dove<br />
collaborerà con l’Europeo e con tante riviste, sia<br />
come fotoreporter che come scrittore. Quando racconta<br />
di sé, Scianna non può che soffermarsi sugli<br />
incontri che lo hanno cambiato, che lo hanno<br />
reso il fotografo e la persona che è adesso. Da quello<br />
con lo scrittore Leonardo Sciascia che chiama<br />
maestro e con il quale, a soli 21 anni, creò il libro<br />
22 ITA EVENTI
“Feste Religiose in Sicilia”, occupandosi della<br />
parte fotografica: “La fotografia era la possibilità<br />
del racconto della vicenda umana. Questo il mio<br />
maestro mi fece capire e mi introdusse a un certo<br />
modo di vedere le cose, di leggere, di pensare, di<br />
situarsi nei confronti del mondo”. Fino all’incontro,<br />
più tardi, con Cartier-Bresson, da cui apprende<br />
il mestiere della fotografia come reportage, come<br />
documentario della realtà. E poi l’ultimo incontro,<br />
casuale e inaspettato, con Domenico Dolce e Stefano<br />
Gabbana: quella che sembrava una collaborazione<br />
occasionale diventa invece pretesto per intrecciare,<br />
nella vita di Scianna, il mondo della fotografia<br />
con il mondo della moda. I servizi realizzati<br />
per il grande marchio della moda nostrana hanno<br />
suscitato un grande impatto mediatico e hanno<br />
avuto come set proprio la sua Sicilia, in tutto<br />
il suo splendore meno scontato. “Adesso con immutata<br />
passione, divertimento e ironia opero nei<br />
campi più diversi. Faccio un po’ di moda, un po’<br />
di pubblicità, un po’ di reportage e cerco più che<br />
mai ritratti”. I suoi 70 anni li porta bene, carichi<br />
di tutta quella vita di cui ha cercato di cogliere l’attimo,<br />
e con grande entusiasmo guarda anche al progetto<br />
di questa mostra, a cui ha partecipato attivamente.<br />
“Nelle mostre non faccio differenze tra<br />
le foto nate dal lavoro di fotoreporter da quelle di<br />
moda, per esempio. Le inserisco tutte in una continuità<br />
che poi è quella della mia pratica professionale”.<br />
La mostra, che si divide in sei sezioni (La<br />
memoria, Il racconto, Ossessioni, Il viaggio, Ritratti,<br />
Riti e miti) sarà visitabile con l’accompagnamento<br />
di un’audioguida, realizzata dallo stesso Scianna,<br />
un vero e proprio racconto parallelo che aiuterà a<br />
immergersi in prima persona in tutte le suggestioni<br />
e in tutti gli spunti creativi dell’autore.<br />
Ferdinando Scianna<br />
Il viaggio il racconto la memoria<br />
Musei San Domenico, Forlì<br />
Dal 22/09/2018 fino al 06/01/2019<br />
In apertura, Marpessa, Caltagirone, 1987.<br />
Sotto, New York, 1985. © Ferdinando Scianna
Arte<br />
UNA CITTÀ<br />
IN GRANDE<br />
FERMENTO<br />
A Bologna luci puntate sulla New<br />
York degli anni Ottanta con la mostra<br />
dedicata a Warhol & Friends. Dal 29<br />
settembre in mostra circa 150 opere<br />
che raccontano Warhol (e non solo),<br />
la sua vita e la sua produzione<br />
E<br />
ccessi, trasgressione e mondanità: eccovi servita<br />
la New York degli anni Ottanta. Sono tanti<br />
i protagonisti di quel vivacissimo clima artistico<br />
e molte delle loro opere saranno in mostra a<br />
Bologna in occasione dell’esposizione Warhol&Friends.<br />
New York negli anni ’80. Andy Warhol, Jean-Michel<br />
Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian<br />
Schnabel e Jeff Koons, per citarne alcuni.<br />
Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore<br />
Ronald Reagan a presidente degli Stati Uniti;<br />
l’economia si trasforma in finanza e si accumulano<br />
ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore<br />
ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di<br />
New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti<br />
di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e<br />
l’impazzare dell’Aids negli Stati Uniti. Nel giro di<br />
poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo<br />
Robert Mapplethorpe, mentre Basquiat<br />
muore distrutto dalla droga.<br />
Quando l’economia funziona la pittura ne è il primo<br />
segnale: nel 1980 The Times Square Show è la<br />
prima mostra sulla generazione di graffitisti, anarchica<br />
nello spirito ed estremamente provocatoria.<br />
Non solo Haring e Basquiat, con loro decine di artisti<br />
di strada e pittori di valore come Kenny Scharf,<br />
Donald Baechler e James Brown. Oltre la pittura,<br />
Jeff Koons rappresenta il perfetto trait-d’union tra<br />
arte ed economia: dopo l’esperienza come broker<br />
a Wall Street, Koons riflette sugli status symbol della<br />
nascente classe dirigente americana analizzando<br />
impietosamente kitsch e banalità. Tra i protagonisti<br />
della scena musicale, della fotografia e del cinema,<br />
il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film<br />
documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat,<br />
l’artista francese Maripol che realizza l’artwork<br />
per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan<br />
Andy Warhol: in alto, Superman, ‘82 – ‘85, serigrafia su<br />
Lennox museum board. Coll. privata © The Andy Warhol<br />
Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018 per A.<br />
Warhol. Sopra, Marylin, 1967, serigrafia su carta. Coll. E.<br />
Falcioni, © The Andy Warhol Foundation for the Visual<br />
Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol. Sotto, Keith Haring,<br />
Untitled, 1983, inchiostro su carta. Coll. privata, Milano<br />
24 ITA EVENTI
Sotto, Edo Bertoglio, Basquiat's Head, 1980.<br />
Archivial pigment print. Collezione Marco<br />
Antonetto. A destra, Timothy Greenfield-<br />
Sanders, Andy Warhol, 1977. Contact print.<br />
Collezione Demetrio Paparoni, Milano<br />
Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura<br />
neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie<br />
di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia<br />
italiana con Francesco Clemente e Sandro<br />
Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo<br />
formano la triade di superstar della pittura americana,<br />
che negli anni ‘90 si misurerà anche con il<br />
cinema. Tra pubblicità, commercio, beni di consumo<br />
- dai Duty Free ai Levi’s Jeans - il nuovo Warhol guarda<br />
ancor di più al modo della comunicazione e dei<br />
media, avvicinandosi così alla nuova generazione di<br />
giovani artisti degli anni ’80 che in lui hanno visto<br />
un anticipatore, un vero e proprio guru.<br />
In mostra con 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol<br />
che, dopo essere stato vittima nel 1968 di un terribile<br />
attentato, proprio all’inizio degli anni ‘80 torna<br />
al centro della vita artistica e sociale di New York<br />
realizzando alcuni tra i suoi cicli più interessanti presenti<br />
in mostra come Shoes, Hammer & Sickle, Camouflage,<br />
Lenin, Joseph Beuys, Vesuvius, Knives.<br />
A raccontare il fermento irripetibile di un decennio<br />
che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura<br />
- nel momento in cui gallerie e mercato internazionale<br />
decretano il clamoroso successo del ritorno<br />
alla pittura - a Bologna arrivano anche Haring<br />
con Untitled (1983), Schnabel con Dunciad<br />
(Trances of Bouboul) del 1983, Koons con Art Magazine<br />
Ads (1989), Basquiat con Untitled (1983) e<br />
Bertoglio con Grace Jones e Madonna (1983).<br />
Warhol&Friends. New York negli anni ’80<br />
Palazzo Albergati, Bologna<br />
Dal 29 settembre 2018 al 24 febbraio 2019<br />
ITA EVENTI 25
Arte<br />
L’OTTAVA OPERA<br />
Oliviero Rainaldi rivisita uno dei<br />
più grandi capolavori della storia<br />
conservato al Pio Monte della Misericordia,<br />
Le Sette opere di Misericordia<br />
(1607) del Caravaggio.<br />
L’intento di Rainaldi è quello di<br />
completare (con un’installazione)<br />
- come se la sua opera fosse<br />
l’estensione naturale profusa dalla<br />
luce del quadro - il lavoro del Caravaggio,<br />
caricandolo di ulteriori<br />
segni mistici e profondi significati.<br />
Le otto opere di Misericordia<br />
di Oliviero Rainaldi<br />
Pio Monte della Misericordia,<br />
Napoli - Fino al 30 settembre 2018<br />
L’ISTANTE DECISIVO<br />
La mostra presenta 105 immagini in bianco e nero, selezionate da Bresson,<br />
scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e<br />
America. Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’istante decisivo<br />
che per il maestro è il “riconoscimento immediato, nella frazione<br />
di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente,<br />
della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”.<br />
Henri Cartier-Bresson. Landscapes/Paysages<br />
Forte di Bard (Ao) - Fino al 21 ottobre 2018<br />
UN VIAGGIO IDEALE<br />
Con diciannove sculture di grandi e medie<br />
dimensioni collocate nel parco della<br />
Fondazione Whitaker, Alba Gonzales ha<br />
dato vita a un viaggio ideale e simbolico<br />
attraverso i miti mediterranei, rivissuti nel<br />
moto pendolare fra desiderio e nostalgia.<br />
Alba Gonzales, miti mediterranei<br />
Fondazione Whitaker, Palermo<br />
Fino al 30 settembre 2018<br />
TRIBUTO A DE VICO<br />
Un tributo della Capitale a<br />
uno dei maggiori architetti<br />
e paesaggisti del Novecento,<br />
Raffaele de Vico. Una mostra<br />
unica nel suo genere, attraverso<br />
la quale viene anche<br />
ripercorsa la storia del verde<br />
pubblico romano nella prima<br />
metà del secolo passato.<br />
DAL MICRO AL MACRO<br />
L’esposizione è un viaggio che immerge il visitatore nella genesi del<br />
processo creativo di Canova, interprete massimo del Neoclassicismo,<br />
dove spettacolo e approfondimento, emozione e conoscenza<br />
si fondono insieme. Uno spettacolare percorso multimediale che<br />
coinvolge il visitatore avvicinandolo alla vicenda canoviana in tutte<br />
le sue fasi e i suoi aspetti. Il rigore scientifico del racconto è coniugato<br />
a una sapiente regia, grazie alla pluralità di linguaggi che dà<br />
vita a un percorso di narrazione che spazia dal micro al macro.<br />
Magister Canova<br />
Scuola Grande della Misericordia, Venezia - Fino al 22 novembre 2018<br />
Raffaele de Vico<br />
(1881-1969). Architetto<br />
e paesaggista<br />
Palazzo Braschi, Roma<br />
Fino al 30 settembre 2018<br />
<strong>26</strong> ITA EVENTI
IL MAESTRO CARRÀ<br />
Una mostra dedicata a uno dei più<br />
grandi maestri del Novecento, protagonista<br />
fondamentale dell’arte italiana e<br />
della pittura moderna europea, che ha<br />
lasciato un segno indelebile con uno<br />
stile che è rimasto vitale in tutta la sua<br />
produzione artistica. Si tratta della più<br />
ampia e importante rassegna antologica<br />
mai realizzata su Carrà, un’occasione<br />
forse irripetibile che vede riunite circa<br />
130 opere, concesse in prestito dalle<br />
più importanti collezioni italiane e<br />
internazionali, pubbliche e private.<br />
Carlo Carrà<br />
Palazzo Reale, Milano<br />
Dal 4/10/2018 al 3/02/2019<br />
IL DUALISMO DI NINO VENTURA<br />
Si tratta di una mostra diffusa sul territorio: il nucleo<br />
principale delle opere è al Forte con la sezione antologica,<br />
mentre le opere più recenti (2017/2018) sono<br />
ospitate presso le altre sedi rappresentative del territorio.<br />
Il curatore della mostra, Nicolas Ballario, dice di Ventura<br />
che “le sue creazioni sono localizzabili al confine tra due<br />
universi. Sono impulsive e instabili, ma allo stesso tempo<br />
molto concrete. Sono assurde e hanno una doppia faccia”.<br />
L’esposizione darà l'avvio a una programmazione<br />
di mostre d'arte contemporanea che avranno lo scopo di<br />
valorizzare il sito museale e il suo territorio.<br />
Ad occhi chiusi – Nino Ventura sculture 2002 – 2018<br />
Forte di Gavi (Al) - Fino al 29 settembre 2018<br />
IL SUONO<br />
La mostra comprende numerose<br />
opere scultoree e installazioni sonore,<br />
caratterizzate da alcuni aspetti<br />
ricorrenti nella poetica dell’artista:<br />
il suono e le sue origini, l’impiego<br />
di pratiche manuali lente, la sperimentazione<br />
tecnologica.<br />
Matteo Nasini. Neolithic Sunshine<br />
Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro<br />
Fino al 7 ottobre 2018<br />
LA SALVAGUARDIA DEL PIANETA<br />
L’evento presenta le 100 immagini premiate al concorso di fotografia<br />
indetto dal Natural History Museum di Londra. Come<br />
di consueto, i visitatori potranno ammirare le foto finaliste e<br />
vincitrici delle 16 categorie, che ritraggono la biodiversità esistente<br />
sulla Terra, mostrandone i lati più nascosti e misteriosi.<br />
Ma, soprattutto, in questa edizione l’attenzione è più che mai<br />
rivolta alla salvaguardia del pianeta.<br />
Wildlife Photographer of the Year 53<br />
Fondazione Luciana Matalo, Milano - Dal 5/10 al 9/12/2018<br />
ITA EVENTI 27
Musica<br />
PRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />
CARBONI • ZEN CIRCUS • FRESU •THEGIORNALISTI • GAZZÈ<br />
Foto Julian Hargreaves<br />
LAURA PAUSINI TORNA IN ITALIA CON IL SUO TOUR MONDIALE<br />
SULLA CRESTA DELL’ONDA<br />
Dopo essere stata la prima donna a calcare il<br />
palco dello Stadio San Siro nel 2007, Laura<br />
Pausini è stata anche la prima donna a esibirsi<br />
(a luglio) al Circo Massimo in ben due serate<br />
storiche per la musica italiana. A seguire, l’artista<br />
italiana è partita per un grande tour mondiale<br />
negli Stati Uniti e in America Latina e a<br />
settembre sarà di nuovo in Europa, per un tour<br />
nei palazzetti italiani, a cui si continuano ad aggiungere,<br />
vista la grande richiesta, nuovi appuntamenti,<br />
e poi seguire nel resto dei paesi<br />
europei. Il tour segue la release mondiale di<br />
Fatti sentire, l’ultimo album di inediti di Laura<br />
pubblicato in tutto il mondo lo scorso 16 marzo<br />
per Atlantic/Warner Music e già certificato disco<br />
di platino: l’album, che ha debuttato direttamente<br />
al primo posto della classifica FIMI/Gfk<br />
degli album più venduti della settimana in cui è<br />
uscito, è arrivato in occasione dei suoi 25 anni<br />
di carriera; in poche ore dall’uscita ha conquistato<br />
i vertici della classifica iTunes degli album<br />
più venduti in Italia, Europa e America latina.<br />
FATTI SENTIRE WORLDWIDE TOUR 2018<br />
◗ 8-9-11-12/09 Mediolanum Forum, Milano<br />
◗ 17/09 RDS Stadium, Rimini<br />
◗ 19-21-22/09 Arena di Verona<br />
◗ 1-2/10 Pala Florio, Bari<br />
◗ 6-7/10 Nelson Mandela Forum, Firenze<br />
◗ 9-10/10 Kioene Arena, Padova<br />
◗ 12-13/10 Unipol Arena, Bologna<br />
◗ <strong>26</strong>-27/10 Pala Alpitour, Torino<br />
Altre date su www.www.fepgroup.it<br />
ITA EVENTI 29
Musica<br />
Max Gazzè,<br />
51 anni, nato a Roma,<br />
da adolescente<br />
si trasferisce in Belgio,<br />
dove frequenta la Scuola<br />
europea, si dedica<br />
al basso elettrico<br />
e si esibisce con diversi<br />
gruppi nei locali<br />
di Bruxelles
FACCIO<br />
QUELLO CHE<br />
MI PIACE<br />
Un tour estivo in Italia e poi il ritorno<br />
alle origini con un tour europeo per<br />
festeggiare i vent’anni de La favola<br />
di Adamo ed Eva: le due anime<br />
di Max Gazzè, tra musica classica<br />
e pop di Cristiana Zappoli<br />
Asaperli cogliere, i segnali c’erano tutti.<br />
Per esempio nel 2012 Max Gazzè<br />
aveva presentato L’Uomo Sinfonico, un<br />
progetto per il quale aveva rivisitato, insieme<br />
all’Orchestra “Roma Sinfonietta”, i suoi<br />
più grandi successi. E poi nel 2015, quando<br />
nell’album Maximilian aveva inserito una<br />
composizione sinfonica, Verso un altro immenso<br />
cielo. Non ha mai nascosto la sua passione<br />
per la musica classica e qualche esperimento<br />
in quella direzione, quindi, lo aveva<br />
già fatto. Ma anche cogliendo i segnali,<br />
e conoscendo la sua attitudine alla sperimentazione,<br />
difficilmente si poteva prevedere<br />
fin dove sarebbe arrivato Max Gazzè: Alchemaya,<br />
il doppio album uscito a febbraio<br />
di quest’anno, è la dichiarazione d’amore del<br />
cantautore e musicista romano alla musica<br />
sinfonica. Con un unico asterisco, rappresentato<br />
dai sintonizzatori: Alchemaya è stata<br />
infatti definita dall’artista un’“opera sintonica”,<br />
frutto della fusione tra orchestra sinfonica<br />
e sintetizzatori. Il primo dei due dischi<br />
è un concept album, undici tracce che<br />
raccontano una storia attraverso il matrimonio<br />
tra la musica classica della Bohemian<br />
Symphony Orchestra di Praga, composta da<br />
sessanta elementi diretti dal Maestro Clemente<br />
Ferrari, e la musica elettronica dei sintonizzatori;<br />
il secondo album contiene alcuni<br />
successi di Gazzè rivisitati in un inedito riarrangiamento<br />
orchestrale, oltre a tre nuovi<br />
brani tra cui La leggenda di Pizzomunno e<br />
Cristalda, presentato a Sanremo. Si potrebbe<br />
pensare che pubblicare un album del genere<br />
abbia richiesto una notevole dose di incoscienza.<br />
Non è così. Non c’è niente di incosciente<br />
in questo album. Al contrario ci<br />
sono anni di studio, c’è cultura, c’è passione<br />
verso la conoscenza. C’è voluto coraggio,<br />
questo sì.<br />
Max Gazzè, pubblicare un album come Alchemaya<br />
è stato un bel rischio non trova?<br />
Non mi piace vivere di “rendita”, ho sempre<br />
sperimentato nella mia carriera. Per fortuna,<br />
finora, mi è sempre andata bene (ride, ndr)<br />
All’inizio di quest’anno diceva di voler<br />
partecipare a Sanremo perché Alchemaya<br />
è un disco complesso, aveva paura che il<br />
disco non fosse capito e pensava che la sua<br />
partecipazione al Festival avrebbe potuto<br />
aiutare il pubblico a comprendere. Oggi<br />
cosa può dire a riguardo, il pubblico secondo<br />
lei ha capito l’album?<br />
Credo che Alchemaya si presti a diverse letture<br />
e certamente il Festival ha fatto da megafono<br />
a questo progetto. Chi aveva già delle<br />
nozioni sui temi che canto, ha ritrovato<br />
quelle storie, chi non conosce quegli argomenti<br />
ha ritrovato dei bei racconti sulla storia<br />
dell’uomo. Il riscontro del pubblico comunque<br />
è stato ottimo.<br />
Ha ammesso fin da subito che La Leggenda<br />
di Cristalda e Pizzomunno ha,<br />
come strumento principale, l’orchestra.<br />
Con questa premessa il premio dell’orchestra<br />
per la miglior composizione musicale<br />
un po’ se lo aspettava?<br />
In genere non mi aspetto mai nulla ma c’è<br />
stato un grandissimo impegno da parte di<br />
tutti i Professori d’Orchestra e del Maestro<br />
Clemente Ferrari che ha diretto il brano e<br />
orchestrato con me Alchemaya. C’erano altre<br />
canzoni molto belle in gara, è stata una<br />
bellissima soddisfazione.<br />
Come sono articolati i concerti del suo<br />
tour estivo?<br />
Ogni data è un piccolo “evento”. Il concer-<br />
ITA EVENTI 31
Musica<br />
Max Gazzè al Teatro<br />
dell’Opera di Roma<br />
dove ha suonato<br />
con la Bohemian<br />
Symphony Orchestra<br />
di Praga, un concertoanteprima<br />
del suo<br />
progetto Alchemaya<br />
32 ITA EVENTI
to è diviso in due atti, come lo stesso<br />
album. In una prima parte c’è l’esecuzione<br />
dell’opera Alchemaya, nella seconda<br />
suono alcuni dei miei brani riarrangiati<br />
in chiave sintonica.<br />
Il pubblico che ama il Gazzè un po’<br />
più pop si troverà spiazzato ad assistere<br />
alle date dell’Alchemaya Tour?<br />
Ho fatto alcune date di Alchemaya in<br />
importanti teatri in Italia come il San<br />
Carlo di Napoli o il Teatro dell’Opera<br />
di Roma e devo dire che il pubblico<br />
ha apprezzato moltissimo la parte<br />
dedicata all’opera originale. Erano totalmente<br />
immersi nella storia.<br />
Un tour ambizioso che rispecchia un<br />
disco ambizioso.<br />
Il progetto è temerario, ma alla fine anche<br />
fruibile a tutti. Racconto semplicemente<br />
delle storie. L’orchestra e i sintetizzatori<br />
ne fanno un’opera progressive.<br />
Max Gazzè ha un’anima più classica<br />
o più pop?<br />
Convivono in me entrambe queste<br />
anime.<br />
Come è stata formata l’Alchemaya<br />
Symphony Orchestra?<br />
Mi piaceva dare un’identità a tutto il<br />
progetto, per questo è nato il nome Alchemaya<br />
Symphony Orchestra. Si<br />
tratta di eccellenze che fanno parte della<br />
Ensemble Symphony Orchestra,<br />
una delle orchestre più conosciute nel<br />
panorama artistico nazionale grazie ai<br />
molti progetti a cui ha partecipato e<br />
agli artisti di fama internazionale con<br />
cui ha collaborato.<br />
Era molto tempo che pensava di collaborare<br />
con un’orchestra in questo<br />
modo? In fondo non ha mai nascosto<br />
di amare la musica sinfonica…<br />
Sì, ho sempre amato la musica sinfonica<br />
e lavorare con un’orchestra mi ha<br />
permesso di spaziare tra strumenti diversi.<br />
Il tour la sta portando in alcune delle<br />
location italiane più belle. È<br />
emozionato?<br />
Certamente è un’emozione portare la<br />
propria musica, con una grande orchestra,<br />
in questi luoghi “sacri”.<br />
Restando in tema di sacralità: il primo<br />
disco di Alchemaya parla di creazione,<br />
s’ispira a diversi manoscritti<br />
religiosi e sembra nascere da una<br />
profonda ricerca spirituale. Lei<br />
dove trova il sacro?<br />
Non lego la parola “sacro” necessariamente<br />
a un concetto religioso.<br />
L’etimologia suggerisce che il sacro è<br />
qualcosa d’Altro, di separato dal mondo<br />
degli uomini, che non può essere<br />
avvicinato senza pericolo, e tuttavia attira<br />
l’uomo verso di sé.<br />
Per fare un disco come Alchemaya ci<br />
vuole una cultura notevole, e non intendo<br />
solo musicale: dentro c’è filosofia,<br />
storia, mito, religione e molto<br />
altro ancora. Da dove arriva tutta<br />
questa sete di conoscenza? Lei sembra<br />
un uomo interessato a tutto e<br />
capace di parlare, con cognizione<br />
di causa, di quasi tutto.<br />
Sono molto curioso. La stessa<br />
opera Alchemaya nasce<br />
ALCHEMAYA TOUR<br />
◗ 07/08 Arena Sferisterio,<br />
Macerata ◗ 25/08 Teatro<br />
Antico Taormina<br />
◗ 02/09 Arena di Verona<br />
LA FAVOLA DI<br />
ADAMO ED EVA TOUR<br />
◗ 18/10 Café de la<br />
danse, Parigi ◗ 19/10<br />
VK Concerts, Bruxelles<br />
◗ 21/10 02 Shepherds<br />
Bush Empire, Londra<br />
◗ 23/10 The Academy,<br />
Dublino ◗ 24/10 Sugar<br />
Factory, Amsterdam<br />
◗ 25/10 Lido, Berlino<br />
◗ 08/11 Jerusalem<br />
Pop & Rock, Valencia<br />
◗ 09/11 Shokolive,<br />
Madrid ◗ 10/12 Sala<br />
Apolo, Barcellona<br />
CITTADINO ONORARIO DI VIESTE<br />
Max Gazzè ha aperto il suo tour Alchemaya con una speciale anteprima in una<br />
location particolarmente suggestiva: il 31 luglio ha tenuto un concerto-evento a<br />
Vieste, davanti al famoso monolite Pizzomunno, ormai il simbolo indiscusso della<br />
città di Vieste e protagonista de La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, brano<br />
portato con successo da Gazzè sul palco del Teatro Ariston nell’ultimo Festival di<br />
Sanremo. Erano presenti tremila persone e nell’occasione Gazzè ha ritirato anche<br />
la cittadinanza onoraria di Vieste, conferitagli proprio per l’attenzione che ha acceso<br />
su quella terra con l’amatissimo brano sinfonico.<br />
Foto Cecchetti<br />
ITA EVENTI 33
Musica<br />
Max Gazzè sul palco<br />
del Festival di Sanremo<br />
2018: era alla sua<br />
quinta apparizione<br />
al Festival. Il debutto<br />
è stato nel 1999<br />
nella categoria Nuove<br />
Proposte con il brano<br />
Una musica può fare<br />
da trent’anni di studi e ricerche legate<br />
all’origine dell’uomo e al mondo.<br />
Mi piace conoscere e scoprire sempre<br />
cose nuove.<br />
Club, teatri, grandi arene: qual è il<br />
suo palcoscenico ideale?<br />
Ognuno di questi spazi ha una sua<br />
identità che va rispettata. Io amo la<br />
musica in ogni sua forma.<br />
Dopo il tour estivo in Italia partirà<br />
per un tour all’estero molto diverso,<br />
però, dall’Alchemaya tour.<br />
Sarà sui palchi di tutta Europa con<br />
La Favola di Adamo ed Eva tour.<br />
Perché questa scelta?<br />
La favola di Adamo ed Eva è stato un<br />
album molto importante per la mia<br />
carriera. Quest’anno compie vent’anni<br />
e insieme al mio manager, Francesco<br />
Barbaro, volevamo fare qualcosa<br />
che potesse celebrare questo anniversario,<br />
così abbiamo pensato al tour europeo.<br />
Riprenderò il basso, dopo le<br />
date di Alchemaya e, insieme alla mia<br />
band storica, riproporremo esattamente<br />
la scaletta di quel disco. Sicuramente<br />
ci divertiremo molto.<br />
Lei ha vissuto all’estero parecchio<br />
tempo: come si trova a suonare all’estero?<br />
Il rapporto con il pubblico<br />
è differente?<br />
Mi piace vedere crescere il pubblico di<br />
data in data quando torni in uno stesso<br />
posto dopo un po’. Ma il rapporto<br />
con il pubblico è sempre bellissimo.<br />
Se dovesse descrivere il momento<br />
professionale che sta vivendo adesso,<br />
come lo descriverebbe?<br />
Sono contento, faccio quello che mi<br />
piace fare.<br />
È orgoglioso di sé stesso e dei risultati<br />
che ha ottenuto fino a oggi?<br />
Sono contento di quello che ho fatto,<br />
non ho mai fatto nulla che non volessi.<br />
34 ITA EVENTI
Musica<br />
Foto Javier Bragado<br />
A FAENZA<br />
IN SCENA GLI<br />
INDIPENDENTI<br />
Il MEI è la più importante manifestazione<br />
dedicata alla scena musicale indipendente<br />
italiana e chiude la stagione dei festival<br />
estivi. Tanti i premi, la maggior parte<br />
dei quali sono già stati annunciati<br />
di Alessandra Cinque<br />
n evento che da più di vent’anni (questa sarà<br />
la ventitreesima edizione) è punto d’incontro<br />
naturale tra le realtà che hanno fatto la storia<br />
della musica italiana degli ultimi decenni.<br />
Fin dalla prima storica edizione, il MEI, fondato e<br />
diretto da Giordano Sangiorgi, è stato la piattaforma<br />
di lancio della nuova scena indipendente italiana<br />
con artisti che sono diventati pilastri della musica<br />
in Italia (tra gli altri Afterhours, Bluvertigo,<br />
Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza,<br />
Negramaro, Perturbazione, Marta sui Tubi,<br />
Offlaga Disco Pax) e ha premiato emergenti oggi<br />
considerati punte di diamante della nuova scena<br />
artistica italiana come ad esempio, Ermal Meta, Lo<br />
Stato Sociale, Ghali, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane,<br />
Le Luci della Centrale Elettrica, Motta,<br />
Colapesce, Cosmo. Tanti sono stati anche gli artisti<br />
che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI,<br />
come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì<br />
un suo stand espositivo e lo scorso anno ha festeggiato<br />
vent’anni di carriera, e, più recentemente,<br />
i Maneskin, gruppo rivelazione dell’ultima edizione<br />
di XFactor, che al MEI di Faenza hanno realizzato<br />
una delle loro primissime esibizioni fuori da Roma.<br />
Quest’anno il Premio Speciale MEI andrà ai Lacuna<br />
Coil per i loro 20 anni di carriera, in onore del travolgente<br />
successo che la band meneghina ha ottenuto<br />
nel corso degli anni, affermandosi come una<br />
delle band metal italiane più importanti del pano-<br />
36 ITA EVENTI
ama mondiale con oltre 2 milioni di copie vendute<br />
in tutto il mondo. Il 29 settembre ritireranno il premio<br />
Cristina Scabbia, Andrea Ferro e Marco Coti<br />
Zelati dei Lacuna Coil, e seguirà un’esibizione speciale<br />
con i Rezophonic di Mario Riso per presentare<br />
il nuovo singolo Mayday, scritto e prodotto da entrambe<br />
le band. In apertura i Celeb Car Crash.<br />
Il Premio Artista Eclettico dell’Anno, invece, andrà<br />
a Gio Evan per le sue innumerevoli capacità artistiche:<br />
scrittore, poeta, umorista, performer, cantautore<br />
e artista di strada. L’artista è emerso dalla fucina<br />
dello storico festival multi-disciplinare romano MarteLive<br />
(aderente ad AudioCoop e Rete dei Festival,<br />
circuito delle Etichette Indipendenti e dei festival<br />
italiani). ll Premio PIMI 2018, riservato all’artista<br />
indipendente dell’anno, che l’anno scorso andò a<br />
Brunori Sas, andrà alla band The Zen Circus per la<br />
loro carriera ventennale all’insegna della coerenza e<br />
Nella pagina a fianco, in alto, i Lacuna<br />
Coil, vincitori del Premio Speciale MEI<br />
2018; in basso, i Pit Life al MEI in una<br />
passata edizione. Sopra, Gio Evan,<br />
Premio Artista Eclettico dell’Anno.<br />
Sotto, i Zen Circus, vincitori del premio<br />
riservato all’artista indipendente dell’anno<br />
Foto Magliocchetti<br />
della continua ricerca di qualità musicale e testuale<br />
all’interno del circuito indipendente. Inoltre, al regista<br />
Dario Ballantini e alla band toscana Piccoli animali<br />
senza espressione, verrà assegnato il Premio<br />
Speciale PIVI 2018 per il video del singolo In cammino,<br />
estratto dal loro terzo disco dal titolo Sveglio<br />
fantasma. Il 28 settembre si svolgerà al Museo Internazionale<br />
delle Ceramiche l’anteprima della manifestazione<br />
e si terrà il Festival Anatomia Femminile<br />
curato da Michele Monina che rende omaggio<br />
al cantautorato femminile a partire dalla sua campagna<br />
di crowdfunding su Musicraiser nella quale<br />
ha coinvolto oltre settanta artiste con due diverse tipologie<br />
di premi in palio: un cofanetto dal nome<br />
Anatomia Femminile, che vede coinvolte 63 artiste<br />
con canzoni proprie e una serie di house concert singoli<br />
o multipli in tutta Italia con 51 artiste.<br />
Il 29 settembre si terranno gli eventi principali del<br />
MEI (concerti, premiazioni, worskhop, forum, expo,<br />
mostre), la finale del MEI Superstage, concorso rivolto<br />
agli artisti emergenti, e il Premio dei Premi del<br />
MEI, coordinato da Enrico Deregibus, grazie alla<br />
collaborazione con OMP (Officina della Musica e<br />
delle Parole) di Milano che metterà a disposizione<br />
una borsa di studio del valore di 1.500 euro per il<br />
vincitore del premio. Lo scorso anno il Premio dei<br />
Premi è stato assegnato all’artista Roberta Giallo.<br />
Quest’anno si celebrerà il ’68 con i dibattiti di Marco<br />
Boato e Mario Capanna. Marco Boato, già leader di<br />
Lotta Continua e sociologo, inaugurerà la rassegna<br />
faentina il 28 settembre intervenendo nel corso del<br />
Convegno sul tema “1968, 50 anni dopo tra le arti<br />
e le musiche”, che si terrà alle ore 15.30 presso la Galleria<br />
della Molinella. «Abbiamo deciso di celebrare il<br />
‘68 al MEI2018 perché quel periodo costituisce le radici<br />
della musica indipendente», dichiara Giordano<br />
Sangiorgi.Tra gli altri nomi che parteciperanno al<br />
MEI2018 sono stati annunciati: La Municipal (vincitori<br />
del Concerto del Primo Maggio 2018 di<br />
Roma), I figli dell’officina (vincitori del Concerto del<br />
Primo Maggio 2018 di Taranto) e La stanza di Greta<br />
(Targa Tenco). Sarà inoltre presentato in anteprima<br />
Infinito 200, l’album antologico che ricorda il bicentenario<br />
del capolavoro leopardiano. All’interno<br />
del disco verranno inseriti brani interpretati da Anna<br />
Luppi, Alessandro Cicone, Denise Misseri, Solmeriggio<br />
e Lorenzo Santangelo, i 5 vincitori dell’omonimo<br />
contest organizzato dal MEI in collaborazione<br />
con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università<br />
di Bologna coordinato dal poeta Davide Rondoni<br />
e l’etichetta discografica Neverland Records.<br />
MEI – FATTI DI MUSICA INDIPENDENTE<br />
28-29-20 settembre 2018<br />
Faenza (Ra) - www.meiweb.it<br />
ITA EVENTI 37
Musica<br />
UN TRIBUTO A TUTTO ROCK<br />
A settembre, a Milano, si terrà il secondo concerto italiano dedicato alla star americana<br />
Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park scomparso improvvisamente lo scorso luglio<br />
ne More Light Memorial II sarà una maratona<br />
musicale a scopo benefico con la partecipazione<br />
di oltre 10 band che interpreteranno<br />
dal vivo le canzoni più famose di Chester Bennington<br />
e dei Linkin Park (apertura porte ore 15.00 - inizio<br />
show ore 16.00). Headliner speciali dell’evento saranno<br />
i Julien-K, la band di Amir Derakh e Ryan Shuck,<br />
con cui lo stesso Bennington ha più volte collaborato<br />
e con cui ha fondato i Dead By Sunrise, suo side-project<br />
rispetto ai Linkin Park. Solo in occasione di questo<br />
evento i Julien-K eseguiranno anche alcuni brani<br />
dei Dead By Sunrise, oltre ai propri brani di repertorio.<br />
Prima di loro saliranno sul palco: Black Sheep,<br />
Codename: Delirious, Colors Void, Dual Project,<br />
Living Theory, Nero Argento, Ivan King, Lost in the<br />
Dream, Pure, Ravenscry. A presentare l’evento ci sarà<br />
la speaker radiofonica Nyva di Rock’n’Roll Radio. La<br />
serata proseguirà poi con Dirty Mondays, il rock’n’<br />
roll party di Milano giunto alla settima edizione. Metà<br />
degli introiti netti dell’evento verrà devoluta a<br />
L’Amico Charly Onlus, associazione che si occupa di<br />
prevenzione al disagio giovanile attraverso progetti di<br />
intervento educativi, formativi, di assistenza e di sostegno<br />
a favore degli adolescenti, in collaborazione<br />
con le istituzioni, le scuole e le famiglie. Il primo memoriale<br />
One More Light è nato a seguito della creazione<br />
di un evento su Facebook da parte di Francesca<br />
Marciano e Stefano Amodio, due fans italiani, poco<br />
dopo la prematura scomparsa di Chester Bennington.<br />
Inizialmente concepito come un piccolo tributo tra<br />
pochi, si è trasformato in un evento che ha raccolto<br />
un seguito decisamente superiore alle aspettative, a<br />
cui hanno partecipato 3000 persone. Le attuali organizzatrici,<br />
Francesca Marciano, Nyva Zarbano e Serena<br />
Saggioro, hanno deciso di portare avanti l’iniziativa,<br />
creando “One More Life” un progetto che<br />
punta a promuovere il dialogo sui temi del disagio,<br />
la depressione e la condivisione tra i fans di Chester.<br />
ONE MORE LIGHT MEMORIAL II<br />
Alcatraz, Milano<br />
22 settembre 2018<br />
Sotto, i Julien-K<br />
un gruppo musicale<br />
statunitense con cui<br />
Chester Bennington ha più<br />
volte collaborato. A destra,<br />
una foto del pubblico<br />
durante il concerto dello<br />
scorso anno e una chitarra<br />
brandizzata con il logo del<br />
primo memorial
Musica<br />
Foto Angelo Trani<br />
Foto Marinetta Saglio<br />
Claudio Baglioni<br />
AL CENTRO<br />
I tre concerti all’Arena di Verona quando, per la prima<br />
volta, l’Arena ospiterà un concerto con il palco<br />
al centro, segneranno il grande ritorno sulle scene live<br />
di Claudio Baglioni, prima che i concerti di Al Centro<br />
Tour lo vedano protagonista nelle più importanti<br />
arene indoor d’Italia: il pubblico avrà la possibilità<br />
di ripercorrere insieme al cantautore mezzo secolo<br />
di indimenticabili successi. 50 anni vissuti in musica,<br />
60 milioni di copie vendute in tutto il mondo:<br />
Baglioni, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, è riuscito<br />
a conquistare una generazione dopo l’altra, grazie<br />
a un repertorio pop, melodico e raffinato.<br />
CONCERTI<br />
◗ 14-15-16/09 Arena di Verona ◗ 16-17/10 Nelson<br />
Mandela Forum, Firenze ◗ 19-20-21/10 PalaLottomatica, Roma<br />
◗ 23- 24/10 Pala Prometeo, Ancona<br />
◗ <strong>26</strong>-27-28/10 Mediolanum Forum, Milano<br />
Ornella Vanoni<br />
LA MIA STORIA<br />
Dopo aver riempito nel 2017 i teatri di tutta Italia,<br />
il tour di Ornella Vanoni, La mia storia, è proseguito<br />
quest’anno con altri appuntamenti live. Un racconto<br />
attraverso la musica della sua carriera artistica,<br />
iniziata al Piccolo di Milano negli anni '60, in cui presenta<br />
i brani storici della mala, di Brecht e i successi<br />
che l’hanno fatta amare dal grande pubblico italiano.<br />
Con lei sul palco Roberto Cipelli (pianoforte), Bebo<br />
Ferra (chitarra), Loris Leo Lari (contrabbasso), Piero<br />
Salvatori (violoncello). In febbraio è uscito Un Pugno<br />
di Stelle (Sony Music), raccolta in 3 CD delle canzoni<br />
che hanno accompagnato la carriera della Vanoni<br />
che contiene anche Imparare ad amarsi, il brano con<br />
cui la cantante ha partecipato alla 68° edizione del Festival<br />
di Sanremo, in trio con Bungaro e Pacifico.<br />
CONCERTI ◗ 02/09 Todi Festival (Pg)<br />
◗ 28/10 Teatro Lac, Lugano<br />
A BORDO DELLO SPUTNIK DI CARBONI<br />
In aprile è uscito nelle radio Una grande festa,<br />
il singolo di Luca Carboni che ha anticipato<br />
l’uscita del nuovo album di inediti Sputnik (Sony<br />
Music). Il nuovo progetto discografico arriva dopo<br />
lo straordinario successo del precedente disco Pop-Up<br />
con tutti i singoli ai vertici delle classifiche e dell’airplay radiofonico.<br />
Sputnik da ottobre sarà anche un tour nei club.<br />
CONCERTI ◗ 12/10 Vox Club, Nonantola (Mo) ◗ 13/10 Vidia, Cesena<br />
◗ 16/10 Estragon, Bologna ◗ 18/10 Gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 20/10 Concordia, Torino ◗ 22/10 Obihall, Firenze ◗ 23/10 Afterlife, Perugia<br />
◗ 25/10 Demodè, Bari ◗ <strong>26</strong>/10 Casa della Musica, Napoli ◗ 28/10 Atlantico Live,<br />
Roma ◗ 29/10 Fabrique, Milano ◗ 31/10 Teatro Politeama, Genova
DI NUOVO IN ITALIA<br />
Ben Harper torna in Italia con due concerti. Dopo il suo album di debutto nel<br />
1994, Welcome to the Cruel World, Ben Harper ha pubblicato diversi album<br />
in studio di grande successo in collaborazione con The Innocent Criminals,<br />
band formata da Leon Mobley (percussioni), Juan Nelson (basso), Oliver<br />
Charles (batteria) e Jason Mozersky (chitarra). Il gruppo, che si è sempre<br />
esibito live assieme a Ben in giro per il mondo, si distingue per la diversità<br />
di generi musicali a cui i vari componenti appartengono e che in<br />
una qualche maniera rende ciascun musicista complementare all’altro.<br />
CONCERTI ◗ <strong>26</strong>/10 Gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 27/10 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />
LOVE TOUR 2018<br />
A seguito della pubblicazione di Questa nostra<br />
stupida canzone d’amore, brano certificato Disco<br />
di Platino digitale, con più di 31,9 milioni di views<br />
su YouTube, il 13 giugno 2018 è uscito Felicità<br />
puttana, la hit estiva dei Thegiornalisti, in alta<br />
rotazione radiofonica e ai vertici delle classifiche<br />
streaming e download, con numeri sempre in crescita:<br />
più di 6 milioni di stream su Spotify e oltre<br />
7,8 milioni di views. I due singoli anticipano Love<br />
(Carosello Records), il nuovo album della band,<br />
in uscita il 21 settembre. Tommaso Paradiso,<br />
Marco Antonio Musella e Marco Primavera formano<br />
i Thegiornalisti a Roma nel 2009. Si autoproducono<br />
i primi due dischi, nati e scritti nel salotto<br />
di casa. Così, a settembre 2011 esce Vol.1<br />
e qualche mese più tardi pubblicano Vecchi.<br />
Il cambio di rotta avviene alla fine del 2013,<br />
quando la band firma con Foolica e, l’anno successivo,<br />
fa uscire Fuoricampo, disco prodotto da<br />
Matteo Cantaluppi che riscuote un ottimo successo<br />
di critica e pubblico. Nel 2016 vincono il<br />
premio PMI come miglior rivelazione dell’anno.<br />
CONCERTI<br />
◗ 19/10 Arena, Vigevano ◗ 21/10 PalaAlpitour, Torino<br />
◗ 23/10 Unipol Arena, Bologna<br />
◗ 24/10 Nelson Mandela Forum, Firenze<br />
◗ 27-28/10 PalaLottomatica, Roma<br />
◗ 31/10 Palaflorio, Bari<br />
UN CONCERTO EVENTO<br />
Sotto il segno dei pesci 2018: a quarant’anni<br />
dall’uscita, l’album di Antonello Venditti<br />
rivive in un unico concerto all’Arena di Verona.<br />
Questa manciata di canzoni di Venditti escono<br />
l’8 marzo 1978 in un momento sociale di tensioni<br />
fortissime e in cui la speranza, la voglia di<br />
cambiamento sono enormi. Il cantante prende<br />
ispirazione dall’Italia che vede intorno a lui, è<br />
un disco personale e generazionale insieme.<br />
CONCERTO ◗ 23/09 Arena di Verona<br />
25 ANNI DI CARRIERA<br />
Dopo il grandissimo successo de La Finale<br />
del 1° giugno, il concerto con cui<br />
ha riempito lo stadio di San Siro insieme<br />
a Fedez per concludere la loro collaborazione<br />
artistica durata due anni,<br />
J-Ax torna a esibirsi sul palco da<br />
solista per festeggiare i 25 anni<br />
di carriera: “Per essere felice -<br />
racconta - non mi serve altro<br />
che fare musica. Per questo<br />
motivo 25 anni di carriera<br />
significano celebrare voi<br />
con cinque concerti al<br />
Fabrique di Milano”.<br />
CONCERTI ◗ 15-16-17-21-<br />
22/10 Fabrique, Milano<br />
Foto Gianluca Simoni_Chiaroscuro Creative
Jazz<br />
DUE GRANDI NOMI DEL JAZZ<br />
Foto Pino Ninfa<br />
Un esclusivo concerto di Paolo Fresu e Gianluca<br />
Petrella inaugura la seconda edizione di A<br />
Jazz Supreme. L’estemporaneo incontro fra questi<br />
due grandi nomi del jazz contemporaneo è da annoverare<br />
nel libro della creatività assoluta. Fresu e<br />
Petrella hanno dalla loro una grande preparazione<br />
tecnica, volta innanzitutto alla ricerca del suono<br />
tout-court; anche per questo entrambi non sono<br />
nuovi alle frequentazioni nel mondo dell’elettronica,<br />
usata appunto anche in questa occasione<br />
con la massima duttilità e intelligenza possibili.<br />
CONCERTO ◗ 12 ottobre, Teatro Verdi, Firenze<br />
TRIBUTO A DUKE<br />
La più brillante tromba del jazz nazionale, Fabrizio<br />
Bosso, il suo quartetto stabile e in aggiunta l’ensemble<br />
di Paolo Silvestri, si esibiranno insieme<br />
in occasione del Bologna Jazz Festival. Silvestri cura<br />
direzione e arrangiamenti di un programma orchestrale<br />
che mette a disposizione di Bosso una<br />
sorta di the best of Duke Ellington in una veste<br />
sonora lussureggiante: musica di intramontabile<br />
bellezza che pare cucita addosso a Fabrizio<br />
Bosso come lo era, in origine, alle<br />
strabilianti trombe dell’orchestra del Duca.<br />
Foto Marco Benvenuti<br />
CONCERTO<br />
◗ 30 ottobre, Teatro Arena del Sole, Bologna<br />
SCOFIELD<br />
EICOMBO 66<br />
Ospiti del Padova Jazz Festival si esibiranno John Scofield,<br />
uno dei chitarristi più influenti degli ultimi quattro decenni, ferratissimo<br />
solista post-bop da sempre aperto alle seduzioni della fusion,<br />
il funky, il soul jazz, e la sua nuova band Combo 66: un versatile<br />
strumento per muoversi liberamente in territori stilistici aperti.<br />
A lanciare definitivamente Scofield in qualità di leader della scena<br />
jazz, oltre al triennio trascorso al fianco di Miles Davis, furono<br />
i dischi che la Blue Note iniziò a produrgli dal 1990: da allora<br />
la sua carriera non ha conosciuto momenti di arresto.<br />
CONCERTO ◗ 27 ottobre, Teatro MPX, Padova
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Classica<br />
PAPPANO DIRIGE LA VERSIONE DA CONCERTO DI WEST SIDE STORY<br />
OMAGGIO A BERNSTEIN<br />
Apertura di stagione fuori dai consueti schemi per<br />
l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che inaugurerà<br />
il calendario sinfonico con la versione da<br />
concerto di West Side Story, uno dei musical<br />
più popolari di Leonard Bernstein, una delle personalità<br />
più eclettiche e carismatiche della musica<br />
del Novecento che per tutto il 2018 sarà ricordato<br />
nel mondo con numerose iniziative. L’Accademia<br />
di Santa Cecilia, della cui Orchestra Bernstein è<br />
stato presidente onorario dal 1983 al 1990, ha<br />
già reso omaggio al compositore lo scorso febbraio<br />
con l’integrale delle Sinfonie dirette da Pappano.<br />
Nel 1949 Jerome Robbins, regista e coreografo<br />
tra i più acclamati a Broadway, propose a<br />
Bernstein di lavorare a una storia d’amore sul modello<br />
di Romeo e Giulietta di Shakespeare. Bernstein<br />
fu subito entusiasta dell’idea ma solo dopo<br />
otto anni di elaborazione e modifiche prese corpo<br />
il musical che ha commosso intere generazioni.<br />
Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro di<br />
Santa Cecilia ci sarà Antonio Pappano affiancato<br />
da un cast internazionale. La prima assoluta della<br />
versione sinfonica del musical – costituita dalla<br />
completezza dei brani cantati con esclusione dei<br />
dialoghi – è stata nel 2013 con la San Francisco<br />
Symphony diretta da Michael Tilson Thomas. In<br />
occasione dell’inaugurazione della stagione sinfonica<br />
con West Side Story, verrà aperta al pubblico<br />
una mostra che ripercorrerà i momenti salienti<br />
della collaborazione artistica di Leonard Bernstein<br />
con l’Accademia di Santa Cecilia e le sue compagini<br />
artistiche, attraverso le fotografie di Galliano<br />
Passerini, i documenti, i racconti dei protagonisti,<br />
le registrazioni e i filmati.<br />
WEST SIDE STORY<br />
◗ 12-13-14 ottobre 2018<br />
Auditorium Parco della Musica, Roma<br />
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa<br />
Cecilia / Antonio Pappano (direttore), Nadine Sierra<br />
(Maria), Alek Shrader (Tony), Tia Architto (Anita),<br />
Mark Stone (Riff), Aigul Akhmetshina (Rosalia)<br />
ITA EVENTI 45
Classica<br />
RITRATTI D’ARTISTA<br />
Per la III edizione di Bologna Modern, in collaborazione con il Teatro<br />
Comunale di Bologna, Musica Insieme dedica un progetto speciale<br />
ai quindici quartetti per archi di Dmitrij Šostakovič e un “viaggio<br />
sulla luna” con Cristina Zavalloni di Fulvia de Colle<br />
l grande musicista che non volle fare<br />
l’eroe». In questa definizione di Arnold<br />
Schoenberg risuonano la profonda<br />
stima del collega, e insieme il riconoscimento<br />
di una precisa situazione<br />
storica: Dmitrij Šostakovič, nato a San<br />
Pietroburgo nel 1906 e spentosi a Mosca<br />
nel 1975, ebbe la ventura di testimoniare<br />
un capitolo fondamentale della<br />
storia russa, attraversandola e raccontandola<br />
come uomo e musicista. Universalmente<br />
riconosciuto, oggi come<br />
ieri, come uno dei più grandi artisti del<br />
Novecento, Dmitrij Šostakovič lascia una<br />
produzione ricchissima, attingendo a<br />
un multiforme patrimonio artistico, dalla<br />
danza alla letteratura, al teatro e al cinema<br />
(firmò fra l’altro ben 36 colonne<br />
sonore). Ma l’opera più significativa, sia<br />
per il livello artistico che per il valore di<br />
testimonianza di un’epoca, sono senza<br />
dubbio i suoi quindici Quartetti per archi,<br />
autentici capolavori del genere,<br />
composti fra il 1938 e il 1974, e in grado<br />
quindi di raccontare uno spaccato di<br />
storia mondiale che va dal periodo bellico<br />
alla Guerra Fredda, ai primi segni di<br />
disgelo fra i blocchi atlantico e sovietico.<br />
Occasione unica per la città, Musica Insieme<br />
programmerà per il festival Bologna<br />
Modern – in collaborazione con il<br />
Teatro Comunale – il ciclo Musica assoluta,<br />
esecuzione integrale dei quindici<br />
Quartetti di Šostakovič in cinque concerti<br />
da ottobre a novembre 2018,<br />
l’interpretazione affidata ad altrettanti giovani<br />
Quartetti: Dàidalos, César Franck,<br />
Noûs, Guadagnini e Adorno, tutti per-
Nella foto<br />
a fianco, il<br />
Quartetto Adorno.<br />
Sotto, il Quartetto<br />
Dàidalos. Nella<br />
pagina a fianco,<br />
il Quartetto<br />
Guadagnini<br />
Foto Giacomo Checcucci<br />
fezionatisi all’Accademia “Stauffer” di<br />
Cremona, tutti già insigniti di premi e<br />
borse di studio internazionali. Il progetto<br />
rientra nel programma che vede Musica<br />
Insieme membro della Rete delle Dimore<br />
del Quartetto, che si ripromette di<br />
offrire ai giovani talenti una vetrina<br />
importante, creando un’economia virtuosa<br />
anche grazie alla collaborazione delle<br />
Dimore storiche italiane, che ospitano<br />
gli artisti in occasione delle prove e<br />
dei concerti.<br />
A corredo di ciascun concerto all’Oratorio<br />
di San Filippo Neri, divenuto a sua<br />
volta la dimora preferenziale per i progetti<br />
speciali di Musica Insieme, verranno<br />
proiettati fotogrammi e immagini di eccezionale<br />
valore come quelli conservati<br />
nell’Archivio di Dmitrij Dmitrevič<br />
Šostakovič a Mosca: fra tutti, i preziosi<br />
spezzoni di A Journey of Dmitri Shostakovich,<br />
documentario dedicato al compositore<br />
nel 2006 da Oksana Dvornichenko<br />
e Helga Landauer. La pellicola,<br />
a partire dal viaggio in nave che portò nel<br />
1973 negli Stati Uniti un ormai celebre<br />
e celebrato Šostakovič, sviluppa una riflessione<br />
sulla sua travagliata vicenda di<br />
uomo e di artista, contando anche su rarissime<br />
interviste al protagonista di uno<br />
dei momenti più sconvolgenti della nostra<br />
storia recente. Di più, ad aprire l’integrale<br />
sarà proprio la settima arte, con<br />
la proiezione al Cinema Lumière, grazie<br />
alla collaborazione con la Cineteca di Bologna,<br />
di Viola Sonata, pellicola del<br />
1989 per la regia di Alexander Sokurov.<br />
Regista prolifico e osteggiato dalla censura<br />
sovietica (condividendo in ciò con<br />
Šostakovič un destino comune a molti<br />
artisti russi del Novecento), Sokurov narra<br />
con passione e sapienza le sue elegie<br />
dell’essere umano; sia esso un reietto della<br />
società o un leader politico (da Lenin<br />
ITA EVENTI 47
Classica<br />
Sopra, il Quartetto<br />
César Franck.<br />
Sotto, Cristina<br />
Zavalloni<br />
a Hitler a Eltsin), o ancora un grande artista<br />
del suo paese: com’è il caso di questo<br />
ritratto di Šostakovič, frutto di approfonditi<br />
scavi nella miniera degli archivi<br />
sovietici, completato nel 1981 e che la<br />
censura terrà lontano dalle sale fino alla<br />
perestrojka. Complici ricchissimi estratti<br />
dei lavori di Šostakovič (dall’opera Il<br />
naso alla Sinfonia Leningrado, alla Sonata<br />
per viola, pubblicata postuma, che dà<br />
il titolo al film), Sokurov coglie l’artista<br />
nella sua quotidianità familiare come nei<br />
rovesci professionali seguiti alla censura<br />
staliniana, attingendo a spezzoni di cinegiornali<br />
sull’assedio di Leningrado, cui<br />
s’incrociano le trionfalistiche parate del<br />
regime. Preziosi quanto inediti sono poi<br />
i documenti sulle apparizioni pubbliche<br />
di Šostakovič, seduto alla tastiera per<br />
un’esecuzione del suo Concerto per pianoforte<br />
e tromba, o sul pulpito per un discorso<br />
alla Lega dei Compositori sovietici.<br />
Il risultato è l’affresco di un’epoca e<br />
di una vita.<br />
Il 12 ottobre Musica Insieme proporrà<br />
per Bologna Modern anche un altro ‘ritratto’,<br />
questa volta di un’artista e compositrice<br />
bolognese che tutto il mondo<br />
apprezza per le sue performances che travalicano<br />
i confini di genere: Cristina Zavalloni,<br />
che porterà live al Teatro Comunale<br />
di Bologna il suo ultimo album<br />
Special Moon, di fresca pubblicazione per<br />
l’etichetta Encore Jazz. Come sempre, nella<br />
vasta produzione discografica e dal vivo<br />
dell’artista, anche in questo terzo album<br />
(di cui firma musiche e testi e che la vede<br />
al timone di una formazione che comprende<br />
Cristiano Arcelli al sax, Daniele<br />
Mencarelli al basso, Alessandro Paternesi<br />
Foto Barbara Rigon
MUSICA INSIEME<br />
BOLOGNA MODERN 2018<br />
◗ venerdì 12 ottobre 2018 - ore 20.30<br />
Teatro Comunale di Bologna<br />
CRISTINA ZAVALLONI SPECIAL MOON<br />
Cristina Zavalloni (voce,<br />
arrangiamenti, composizione)<br />
Cristiano Arcelli (sax alto)<br />
Simone Graziano (pianoforte)<br />
Daniele Mencarelli (basso elettrico)<br />
Alessandro Paternesi (batteria)<br />
Special Guest: Jan Bang (live remix)<br />
MUSICA ASSOLUTA<br />
I quartetti per archi di Dmitrij Šostakovič<br />
◗ mercoledì 17 ottobre 2018 - ore 20.30<br />
Cinema Lumière<br />
Proiezione del film “Viola Sonata”<br />
di Alexander Sokurov<br />
Ingresso gratuito<br />
◗ giovedì 18 ottobre 2018 - ore 20.30<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
QUARTETTO DÀIDALOS<br />
1° Quartetto in do maggiore op. 49<br />
2° Quartetto in la maggiore op. 68<br />
3° Quartetto in fa maggiore op. 73<br />
◗ mercoledì 24 ottobre 2018 - ore 20.30<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
QUARTETTO CÉSAR FRANCK<br />
4° Quartetto in re maggiore op. 83<br />
6° Quartetto in sol maggiore op. 101<br />
5° Quartetto in si bemolle maggiore op. 92<br />
◗ giovedì 8 novembre 2018 - ore 20.30<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
QUARTETTO NOÛS<br />
7° Quartetto in fa diesis minore op. 108<br />
8° Quartetto in do minore op. 110<br />
9° Quartetto in mi bemolle maggiore op. 117<br />
◗ giovedì 15 novembre 2018 - ore 20.30<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
QUARTETTO GUADAGNINI<br />
10° Quartetto in la bemolle maggiore op. 118<br />
11° Quartetto in fa minore op. 122<br />
12° Quartetto in re bemolle maggiore op. 133<br />
◗ giovedì 22 novembre 2018 - ore 20.30<br />
Oratorio di San Filippo Neri, Bologna<br />
QUARTETTO ADORNO<br />
13° Quartetto in si bemolle minore op. 138<br />
14° Quartetto in fa diesis maggiore op. 142<br />
15° Quartetto in mi bemolle minore op. 144<br />
alla batteria, Simone Graziano al pianoforte)<br />
il tema non è che un pretesto.<br />
Catalizzatore dell’ampia e inclusiva sensibilità<br />
musicale dell’artista è la luna, che<br />
le permette di spaziare – è il caso di dirlo<br />
– da inaspettate interpretazioni di standard<br />
jazz a canzoni pop e dal repertorio<br />
popolare per l’infanzia ai brani originali<br />
che sono specialmente dedicati alla figlia,<br />
da poco arrivata a fare parte della sua<br />
vita. Con uno Special Guest d’eccezione<br />
come Jan Bang, impegnato sul palco<br />
in inediti live remix, il concerto si muoverà<br />
quindi fra le note di brani conosciutissimi<br />
come Fly me to the moon, Tintarella<br />
di luna, Au clair de la lune, Blue<br />
Moon e tesori nascosti come l’evocativa<br />
Autumn Noctune, comprendendo anche<br />
l’aria belliniana Vaga luna che inargenti<br />
e molto altro. Un programma di brani<br />
riletti e riarrangiati dalla meravigliosa<br />
voce di Cristina Zavalloni.<br />
Informazioni<br />
per l’acquisto dei biglietti<br />
Biglietti da 10 a 25 €. Riduzioni per<br />
gli abbonati di Musica Insieme e Teatro<br />
Comunale, per i possessori di Card Musei<br />
Metropolitani e Bologna Jazz Card, per<br />
studenti e Under 30. Biglietti in vendita dal<br />
13 settembre online su Vivaticket e presso<br />
l’Auditorium Manzoni (dal martedì al sabato,<br />
orario 15-18.30) e nelle sedi dei concerti<br />
da un’ora prima dell’inizio.<br />
Per info: Fondazione Musica Insieme<br />
www.musicainsiemebologna.it<br />
info@musicainsiemebologna.it<br />
tel. 051 271932 – APP MusicaInsieme<br />
Sopra,<br />
il Quartetto Noûs<br />
ITA EVENTI 49
Classica<br />
UNA REGIA INTERNAZIONALE<br />
Con Il flauto magico di Mozart ricomincia la stagione<br />
del Teatro Costanzi. Barrie Kosky e Suzanne<br />
Andrade firmano a quattro mani la regia dell’allestimento<br />
della Komische Oper di Berlino. La nuova<br />
versione dei due artisti crea uno spettacolo strabiliante,<br />
che include parti di film d’animazione<br />
ed è reduce da un grandissimo successo in tutto<br />
il mondo, dagli USA a Edimburgo a Pechino.<br />
DIE ZAUBERFLÖTE (Il flauto magico)<br />
HENRIK NÁNÁSI (direttore)<br />
BARRIE KOSKY E SUZANNE ANDRADE (regia)<br />
Amanda Forsythe/Kiandra Howarth (Pamina)<br />
Juan Francisco Gatell/Giulio Pelligra (Tamino)<br />
Christina Poulitsti/Olga Pudova (La regina della notte)<br />
Gianluca Buratto/Antonio Di Matteo (Sarastro)<br />
Marcello Nardis (Monostatos), Julia Giebel (Papagena)<br />
Alessio Arduini/Joan Martín-Royo (Papageno)<br />
◗ Dal 9 al 17 ottobre 2018, Teatro Costanzi, Roma<br />
LA NUOVA STAGIONE<br />
Il tradizionale concerto straordinario di inizio<br />
autunno de LaVerdi, che apre le porte alla<br />
nuova stagione, densa di anniversari importanti,<br />
tra cui i 25 anni dell’Orchestra sinfonica.<br />
Protagonisti del concerto inaugurale sono due<br />
giganti della musica mitteleuropea: Ludwig<br />
van Beethoven e Gustav Mahler. L’Imperatore<br />
è l’ultimo concerto composto da Beethoven<br />
quando ormai era completamente sordo<br />
(1822) e fu da subito un successo; la prima<br />
sinfonia di Mahler non ebbe altrettanta fortuna<br />
e fu oggetto di svariate modifiche fino alla versione<br />
che universalmente è considerata un capolavoro<br />
assoluto: Il Titano.<br />
ORCHESTRA SINFONICA DI MILANO G. VERDI<br />
CLAUS PETER FLOR (direttore)<br />
ENRICO PACE (pianoforte)<br />
Beethoven Concerto per pianoforte<br />
e orchestra n.5 Imperatore<br />
Mahler Sinfonia n.1 in Re maggiore Il Titano<br />
◗ 16 settembre 2018, Teatro alla Scala, Milano<br />
UNA STAR AL VIOLONCELLO<br />
Suona per la prima volta a Verona, in occasione della rassegna Settembre<br />
all’Accademia, con il suo prezioso violoncello veneziano di Matteo Goffriller<br />
del 1730, Sol Gabetta. Sarà protagonista come solista con l’Orchestra<br />
dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia diretta da Mikko Franck nell’esecuzione<br />
del Concerto di Éduard Lalo, opera di rara esecuzione. La violoncellista<br />
argentina, di origini russe e francesi,<br />
oggi è una delle stelle più<br />
acclamate del violoncellismo classico,<br />
ha creato una sua orchesta, Capella<br />
Gabetta, ma ha anche battezzato un festival,<br />
a Olsberg, a dieci chilometri da Basilea<br />
dove vive. Ciò che più colpisce della sua<br />
carriera, che si può far iniziare nel 2004 con l’assegnazione<br />
del Crédit Suisse Young Artist Award,<br />
è l’ampiezza del repertorio, che denota una<br />
grande curiosità, quasi enciclopedica.<br />
ORCHESTRA DELL’ACCADEMIA<br />
NAZIONALE DI SANTA CECILIA<br />
MIKKO FRANCK (direttore)<br />
SOL GABETTA (violoncello)<br />
Čajkovskij, Lalo, Sibelius<br />
◗ 22 ottobre 2018, Teatro Filarmonico, Verona
CABARET COMMEDIE TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANIGRILLO • COLOMBI • ALE E FRANZ • COLOMBI • FABBRI<br />
Teatro<br />
GIUSEPPE ZENO È IL PROTAGONISTA DI NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?<br />
UNA FOLLE MARATONA DI BALLO<br />
Horace McCoy scrive nel 1935 “Non si uccidono<br />
così anche i cavalli?”. Nel 1969 il regista Sidney<br />
Pollack gira l’omonimo film che partecipa al Festival<br />
di Cannes fuori concorso e ottiene anche<br />
un Oscar per il miglior attore non protagonista.<br />
È la storia di una folle maratona di ballo dove i<br />
partecipanti, in cambio di vitto e alloggio, disperati<br />
e in cerca di successo, ballano per giorni e<br />
notti senza interruzioni, diventando oggetto di<br />
scommesse da parte del pubblico. I concorrenti<br />
partecipano nella speranza sì di vincere un premio<br />
in denaro, ma soprattutto di farsi notare dai<br />
registi e produttori presenti in sala. Protagonista<br />
di questa storia è Joe (Giuseppe Zeno), un vero<br />
e proprio mattatore, organizzatore della maratona<br />
di ballo, mentre la coprotagonista è Gloria,<br />
una delle concorrenti in gara. Entrambi fanno<br />
parte del mondo dello spettacolo, entrambi ne<br />
sono vittime e alle volte vestono i panni dei carnefici.<br />
Questa edizione teatrale è stata adattata<br />
da Giancarlo Fares, che ne cura anche la regia.<br />
L’idea nasce dopo il successo ottenuto con “Le<br />
bal. L’Italia balla dal 1940 al 2001”, nel quale<br />
il ballo e la musica si fanno drammaturgia. La<br />
musica e le canzoni in stile swing, elettro-swing<br />
e jazz manouche, sono state composte appositamente<br />
per lo spettacolo da Piji, pluripremiato<br />
cantautore romano, presente da tempo nella<br />
scena pop jazz italiana. I musicisti suoneranno<br />
dal vivo interagendo con le voci degli attori in<br />
scena. Le coreografie sono di Manuel Micheli,<br />
già maestro coreografo di charleston e boogiewoogie<br />
nel programma televisivo della Rai Ballando<br />
con le stelle.<br />
NON SI UCCIDONO COSÌ ANCHE I CAVALLI?<br />
◗ Dal 25 settembre al 14 ottobre 2018<br />
Teatro Sala Umberto, Roma<br />
ITA EVENTI 53
Teatro<br />
LA SOLUZIONE<br />
SI CHIAMA<br />
MARY POPPINS<br />
A grande richiesta torna in scena a Milano il musical<br />
dedicato alla tata più famosa e amata. Con un cast di<br />
<strong>26</strong> attori e ballerini scelto con un’audizione nazionale,<br />
lo spettacolo ha venduto 95mila biglietti nei primi tre<br />
mesi a teatro di Clara Dalledonne<br />
Sotto, Giulia Fabbri,<br />
30 anni, interpreta<br />
Mary Poppins.<br />
Ha interpretato<br />
Rusty in Footloose<br />
e Frenchy in Grease<br />
i sono ben poche persone al<br />
mondo che sentendo il termine<br />
Supercalifragilistichespiralidoso non<br />
pensino immediatamente a Mary Poppins.<br />
La tata, diventata famosa grazie alla<br />
Disney, è un’icona senza tempo che mette<br />
d’accordo generazioni differenti di<br />
bambini ma anche di adulti. La versione<br />
teatrale di Mary Poppins è un riadattamento<br />
dei racconti di P.L. Travers<br />
e dell’amato film di Walt Disney con Julie<br />
Andrews del 1964 che vinse ben 5<br />
Oscar e che avrà un suo sequel nel 2018.<br />
Il musical è stato co-creato da Cameron<br />
Mackintosh con un libretto firmato da<br />
Julian Fellowes (Oscar per “Gosford<br />
Park” e creatore di “Downton Abbey”).<br />
Mary Poppins ha un’indimenticabile<br />
colonna sonora di Richard<br />
M. Sherman e Robert B.<br />
Sherman con nuovi brani e testi aggiunti,<br />
per la trasposizione teatrale,<br />
dai compositori George Stiles e<br />
Anthony Drewe (entrambi vincitori<br />
dell’Olivier Award). È<br />
prodotto da Thomas<br />
Schumacher per Disney<br />
Theatrical Productions,<br />
la divisione<br />
di Disney che ha<br />
portato a teatro i<br />
grandi classici “The<br />
Beauty and The<br />
Beast”, “The Lion<br />
King” e “Aladdin”,<br />
e da Cameron<br />
Mackintosh,<br />
produttore inglese<br />
noto per spettacoli come “Cats”, “The<br />
Phantom of The Opera” e “Les Misérables”.<br />
Disney Theatrical Productions<br />
e Cameron Mackintosh hanno supervisionato<br />
ogni aspetto anche della versione<br />
italiana del musical (la protagonista<br />
è stata scelta da Cameron Mackintosh<br />
in persona), che è andata in scena a Milano<br />
da metà febbraio per tre mesi e che,<br />
vista la grande richiesta da parte del pubblico,<br />
sarà nuovamente in scena da ottobre<br />
a dicembre. La produzione italiana<br />
dello spettacolo è curata da un consolidato<br />
team di creativi, riconosciuto e<br />
apprezzato anche nel West End, fra i<br />
quali il regista Federico Bellone (“Newsies”<br />
della Disney, “Dirty Dancing” in<br />
Inghilterra, “A Qualcuno Piace Caldo”),
il supervisore musicale Simone Manfredini<br />
(“The Lion King” e “Les Misérables”<br />
nel West End, “Newsies” della<br />
Disney) e la coreografa Gillian Bruce<br />
(“Newsies” della Disney, “Frankestein Jr.”<br />
“La Vedova Allegra” per ilTeatro alla Scala).<br />
La produzione originale di “Mary<br />
Poppins” ha debuttato nel West End nel<br />
2004 e a Broadway nel 2006. Lo show<br />
è andato in scena anche in Australia e<br />
Nuova Zelanda e una versione tour ha<br />
girato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.<br />
Lo spettacolo è stato visto da più<br />
di undici milioni di persone. La versione<br />
italiana dello show ha un cast di <strong>26</strong><br />
attori e ballerini selezionati con un’audizione<br />
nazionale, una grande orchestra<br />
dal vivo composta di 13 elementi, coreografie<br />
importanti, costumi sontuosi,<br />
effetti speciali notevoli e naturalmente<br />
le canzoni che tutti conoscono e amano:<br />
“Supercalifragilistichespiralidoso”,<br />
“Cam caminì”, “Com’è bello passeggiar<br />
con Mary” e “Un poco di zucchero”.<br />
«Mary Poppins ha affascinato tre generazioni<br />
e continuerà a farlo», spiega l’attrice<br />
protagonista, Giulia Fabbri. «Una<br />
proprio come lei non credo esista, ma vi<br />
si può trovare tanto in ogni mamma,<br />
nonna e tata che ci ha cresciuto e dato<br />
amore. E infatti penso che la magia più<br />
bella che Mary compie sia quella di unire<br />
una famiglia che sta attraversando un<br />
momento difficile. Jane e Michael, nel<br />
musical interpretati a turno da sei bambini,<br />
non sono gli unici a trarre benefi-<br />
In Italia il musical<br />
ha già avuto un<br />
grande successo:<br />
durante i primi tre<br />
mesi di repliche sono<br />
stati venduti più<br />
di 95.000 biglietti<br />
ITA EVENTI 55
Teatro<br />
Nel musical Jane<br />
e Michael, i bambini<br />
affidati alle cure di<br />
Mary Poppins, sono<br />
interpretati a turno<br />
da sei bambini diversi<br />
cio dalla presenza della tata, anche gli<br />
adulti imparano una lezione di vita… e<br />
di amore». La storia è quella della famiglia<br />
Banks che vive in una casetta a<br />
Londra in Cherry Tree Lane. Il signore<br />
e la signora Banks attraversano un momento<br />
difficile perché i figli, Jane e Michael,<br />
sono incontrollabili e hanno bisogno<br />
di una nuova tata. Jane e Michael<br />
hanno le idee chiare su quella che dovrebbe<br />
diventare la loro bambinaia<br />
ideale, mentre i genitori e, in particolare,<br />
il signor Banks esigono una persona<br />
molto rigorosa e severa. Quando una<br />
giovane donna misteriosa di nome<br />
Mary Poppins appare alla porta di casa,<br />
la famiglia scopre rapidamente che è la<br />
risposta a tutte le loro preghiere, anche<br />
se nel modo più originale.<br />
«Mary Poppins – prosegue la Fabbri -<br />
è un personaggio senza età, né giovane<br />
né vecchia: lei è Mary Poppins, punto.<br />
È incredibile quanto amore ci sia intorno<br />
a questo personaggio: il 99,9%<br />
della gente ha un legame con lei. E io<br />
sono la sua fan numero uno».<br />
Ma cos’ha di tanto speciale questa tata<br />
sui generis? Difficile dare una risposta che<br />
valga per tutti: Mary Poppins è un personaggio<br />
con talmente tante sfaccettature<br />
che probabilmente ognuno la ama<br />
per un motivo diverso. Giulia Fabbri<br />
prova a dire la sua: «Di Mary Poppins<br />
amo il suo essere contraddittoria, il suo<br />
negare sfacciatamente di aver fatto<br />
qualcosa, il suo essere vanitosa, saccente<br />
e arrogante, senza risultare mai antipatica,<br />
il suo sentirsi al di sopra di tutto.<br />
Ma ha un cuore enorme, perché dedica<br />
la sua vita ad aiutare altre famiglie.<br />
E quando le cose funzionano, le dispiace,<br />
ma deve partire. Fa un passo indietro<br />
con dolore. Perché il suo compito<br />
è essere sempre dove c’è bisogno di lei.<br />
Insomma, mette avanti il benessere degli<br />
altri e non il suo».<br />
MARY POPPINS – IL MUSICAL<br />
◗ Dal 5 ottobre al 31 dicembre<br />
Teatro Nazionale CheBanca!, Milano<br />
56 ITA EVENTI
Teatro<br />
PENSIERI NOTTURNI<br />
Foto Loris T. Zambelli-Photomovie<br />
PARODIA POTTERIANA<br />
Arriva per la prima volta in Italia Potted Potter<br />
L’unica esperienza potteriana non autorizzata -<br />
Una parodia di Dan e Jeff. L’intera saga letteraria<br />
di Harry Potter, inclusa una vera e propria<br />
partita di Quidditch come non l’hai mai vista<br />
prima, condensata in soli 70 minuti di puro divertimento.<br />
Dopo anni di tutto esaurito e una<br />
candidatura agli Olivier Awards nella categoria<br />
Best Entertainment and Family, Potted Potter<br />
arriva in Italia per la regia di Simone Leonardi<br />
e con un cast inedito composto dagli attori<br />
Davide Nebbia e Mario Finulli, giovani e<br />
talentuose promesse del panorama italiano<br />
con alle spalle esperienze internazionali.<br />
POTTED POTTER<br />
◗ Dal 12/10 al 04/11 Teatro Leonardo, Milano<br />
L’insonnia che tormenta Beppe Grillo da quarant’anni,<br />
che lo porta a farsi domande scomode,<br />
a interrogarsi sull’ovvio e a trovare risposte<br />
azzardate, a diventare il personaggio<br />
che tutti conosciamo, raccontata in un work in<br />
progress creativo. Un viaggio nella vita del comico<br />
che dal mondo dell’informazione auspica<br />
un ritorno a un sistema più percettivo, primordiale,<br />
istintivo. Beppe Grillo si racconta in uno<br />
spettacolo intimo e autentico, con lo scopo di<br />
prendere in contropiede ancora una volta tutti<br />
quelli che lo vogliono dipingere diverso da<br />
quello che lui pensa di essere. Non possono<br />
mancare, ovviamente, i riferimenti agli eventi<br />
dell’attualità più recente filtrati, come di consueto,<br />
dalla sua pungente ironia.<br />
INSOMNIA… ORA DORMO!<br />
◗ 23/09 Cous Cous Fest, San Vito Lo Capo (Tp)<br />
◗ 25-<strong>26</strong>/10 Politeama Genovese, Genova<br />
Foto Lù Magarò<br />
RAPPORTO DI COPPIA<br />
One man show di Maurizio Colombi con la<br />
regia di Teo Teocoli. Caveman è uno spettacolo<br />
sul rapporto di coppia che ha avuto<br />
un enorme successo in tutto il mondo, infatti<br />
è stato tradotto in 15 lingue. La versione<br />
italiana ha vinto il premio come miglior<br />
Caveman del mondo ed è l’unica<br />
con una band dal vivo.<br />
CAVEMAN, L’UOMO DELLE CAVERNE<br />
◗ 20/10 Teatro Puccini, Firenze<br />
◗ 22/10 Teatro Gioiello, Torino<br />
◗ 09/11 Teatro di Varese<br />
◗ 19/11 Teatro Gioiello, Torino<br />
58 ITA EVENTI
EMOZIONI E TANTE RISATE CON ALE E FRANZ<br />
Con questo spettacolo Ale e Franz compiono un viaggio alla<br />
ricerca del loro punto di partenza, quello che ha mosso la<br />
loro voglia e ricerca di comicità. Ma ridendo. Il racconto<br />
di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con<br />
le proprie idee, di vedere dentro la vita di ognuno. Raccontano<br />
le piccolezze, le sconfitte, le paure che li accompagnano.<br />
Sempre ridendo. Il coraggio di vivere storie<br />
non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni<br />
vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli<br />
ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti,<br />
come l’amore. La gioia della vita. Ridendo<br />
ovviamente. La risata è il nostro veicolo<br />
fondamentale per riuscire a parlare di noi<br />
senza prenderci troppo sul serio.<br />
NEL NOSTRO PICCOLO<br />
◗ Dal 23/10 all’11/11 Teatro Nuovo, Milano<br />
JERRY CALÀ A TEATRO<br />
SHAKESPEARE IN SCENA<br />
A tre anni dal grande successo di Londra, arriva in Italia<br />
Shakespeare in love. L’adattamento teatrale del capolavoro<br />
vincitore di sette premi Oscar, con protagonisti<br />
Gwyneth Paltrow e Joseph Fiennes, è una commedia<br />
degli equivoci, rocambolesca ed esilarante, in cui vedremo<br />
nascere direttamente dalla penna di Will Shakespeare<br />
la storia d’amore più famosa del mondo, quella<br />
tra Romeo e Giulietta. Non è soltanto una commedia<br />
romantica, è uno spettacolo che affascina anche per la<br />
suggestiva rappresentazione di un mondo teatrale, allora<br />
come oggi, sempre alle prese con la follia degli<br />
artisti, il cinismo del potere e la magia della scena.<br />
Magistralmente scritto da Lee Hall, autore di capolavori<br />
come Billy Elliot, e diretto da Giampiero Solari e Bruno<br />
Fornasari, come regista associato, lo spettacolo restituirà<br />
sulla scena tutte le atmosfere del capolavoro cinematografico,<br />
con un cast di eccellenza.<br />
Foto Marina Alessi<br />
Con questo spettacolo Jerry Calà ripercorre<br />
oltre 45 anni di carriera (oltre cinquanta film<br />
da protagonista), con un giusto mix tra musica,<br />
comicità e coinvolgimento del pubblico<br />
che Calà riesce a mescolare con il suo umorismo,<br />
sempre attuale. Attraverso racconti<br />
di vita vissuta, divertenti gag e canzoni indimenticabili<br />
coinvolge il pubblico travolgendolo<br />
per due ore di grande divertimento.<br />
Dagli anni della “Verona Beat”, alle canzoni<br />
da cabaret del periodo in cui, con i Gatti,<br />
si esibiva al Derby Club di Milano. Lo show<br />
prosegue ancora con un omaggio ai più<br />
grandi nomi della musica italiana da Franco<br />
Califano ed Enzo Janacci fino ai Pooh.<br />
NON SONO BELLO… PIACCIO! RESTYLING<br />
◗ 02/10 Teatro Nuovo, Milano<br />
◗ <strong>26</strong>-27-28/10 Teatro Dehon, Bologna<br />
SHAKESPEARE IN LOVE<br />
◗ Dall’8 al 13/10 Teatro Nuovo G. da Udine, Udine<br />
◗ Dal 19 al 21/10 Teatro Politeama, Genova<br />
◗ Dal 24/10 al 18/11 Teatro Brancaccio, Roma<br />
ITA EVENTI 59
MASTANDREA • GIOLI • DEL TORO • TRINCA • SCAMARCIOI FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMO<br />
Cinema<br />
LA FAMIGLIA PARR È TORNATA<br />
Nel nuovo film Disney•Pixar Gli Incredibili 2,<br />
Helen (voce originale di Holly Hunter) viene<br />
scelta per condurre una campagna a favore del<br />
ritorno dei supereroi, mentre Bob (voce originale<br />
di Craig T. Nelson) deve gestire le imprese quotidiane<br />
di una vita “normale” a casa con Violetta<br />
(voce originale di Sarah Vowell), Flash (voce originale<br />
di Huck Milner) e il piccolo Jack-Jack…<br />
i cui poteri stanno per essere scoperti. La loro<br />
missione viene però messa a repentaglio<br />
quando un nuovo nemico escogita un piano geniale<br />
e pericoloso che minaccia di distruggere<br />
ogni cosa. Ma i Parr non rifiutano mai una sfida,<br />
specialmente quando hanno Siberius (voce originale<br />
di Samuel L. Jackson) al loro fianco.<br />
Ecco perché questa famiglia è così “incredibile”.<br />
Il film di animazione è scritto e diretto da Brad<br />
Bird e prodotto da John Walker (Gli Incredibili –<br />
Una “Normale” Famiglia di Supereroi, Tomorrowland<br />
– Il Mondo di Domani) e Nicole Grindle<br />
(il cortometraggio Sanjay’s Super Team, produttrice<br />
associata di Toy Story 3 – La Grande Fuga).<br />
Il regista Brad Bird torna alla regia dopo aver diretto<br />
Gli Incredibili – Una “Normale” Famiglia di<br />
Supereroi, che ha incassato oltre 633 milioni di<br />
dollari in tutto il mondo ed è stato premiato con<br />
l’Oscar come Miglior lungometraggio d’animazione<br />
ha incassato oltre 633 milioni di dollari in<br />
tutto il mondo. Bird ha diretto inoltre il film di Pixar<br />
Animation Studios Ratatouille, premiato con<br />
l’Oscar® nel 2007, il film live-action del 2015<br />
Tomorrowland – Il Mondo di Domani e il lungometraggio<br />
d’animazione Il Gigante di Ferro, premiato<br />
con il BAFTA nel 1999. Uscito negli Stati<br />
Uniti il 15 giugno, Gli Incredibili 2 ha battuto il<br />
record del miglior esordio di sempre negli USA<br />
per un film d’animazione e a fine luglio aveva<br />
superato il miliardo di dollari di incassi globali,<br />
diventando il terzo film Disney uscito quest’anno<br />
che è riuscito a superare la soglia del miliardo<br />
(dopo Black Panther e Avengers:Infinity War).<br />
◗ Produzione Disney•Pixar<br />
Regia e sceneggiatura Brad Bird<br />
Doppiatori italiani Amanda Lear, Bebe Vio,<br />
Orso Maria Guerrini, Tiberio Timperi,<br />
Ambra Angiolini, Isabella Rossellini<br />
Uscita nelle sale 19 settembre 2018<br />
ITA EVENTI 61
Cinema<br />
UN FILM, UNA STORIA,<br />
UNA PREGHIERA<br />
Dal 20 settembre sarà al cinema il film Sembra mio figlio, diretto da Costanza Quatriglio.<br />
La storia di Ismail, sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino,<br />
che da anni non ha notizie della madre rimasta nella loro terra di Cristiana Zappoli<br />
62 ITA EVENTI
uando incontro per le strade<br />
i ragazzi afghani, io chiedo<br />
come sono arrivati qui,<br />
da quale parte dell’Afghanistan<br />
provengono, se vengono proprio<br />
dalla mia zona... forse prima o poi<br />
conoscerò qualcuno che mi darà la<br />
possibilità di trovare la mia famiglia...<br />
cerco sempre qualcuno a cui<br />
chiedere dove sta la mia famiglia».<br />
Queste parole sono state pronunciate<br />
da Mohammad Jan Azad in<br />
chiusura del film documentario Il<br />
mondo addosso, girato da Costanza<br />
Quatriglio a Roma tra il 2005<br />
e il 2006. Jan viveva in un centro<br />
per minori stranieri non accompagnati;<br />
era partito a piedi dall’Afghanistan<br />
quando era ancora<br />
bambino, come tanti suoi coetanei<br />
sfuggiti alla furia dei Talebani negli<br />
anni che hanno preceduto l’11<br />
settembre. Dal momento del distacco<br />
dalla madre, di lei non aveva<br />
avuto più notizie. «Nell’estate del<br />
2010, racconta la regista - apprendo<br />
da Jan che la sua vita è cambiata<br />
dal momento in cui ha avuto<br />
il primo contatto telefonico con<br />
âbay, mamma. Comincia per me<br />
un viaggio nella trascrizione dei<br />
suoi racconti: pagine e pagine,<br />
centinaia di fogli in cui mi immergo<br />
e da cui prendo distanza per<br />
poi immergermi di nuovo e ancora<br />
prendere distanza». Ne nasce subito<br />
il cortometraggio Breve film d’amore<br />
e libertà e, dopo anni, il film<br />
Sembra mio figlio, che uscirà nelle<br />
sale a settembre e che racconta<br />
la storia di Ismail che, sfuggito alle<br />
persecuzioni in Afghanistan quando<br />
era ancora bambino, vive in Europa<br />
con il fratello Hassan. La madre,<br />
che non ha mai smesso di attendere<br />
notizie dei suoi figli, oggi<br />
non lo riconosce. Dopo diverse e<br />
inquiete telefonate, Ismail andrà incontro<br />
al destino della sua famiglia<br />
facendo i conti con l’insensatezza<br />
della guerra e con la storia del suo<br />
popolo, gli Hazara, vittime di genocidio,<br />
crimini di guerra e crimini<br />
contro l’umanità sia in Afghanistan<br />
che in Pakistan, dove la comunità<br />
è ciclicamente colpita da attacchi<br />
di gruppi terroristici sunniti.<br />
Costanza Quatriglio, si può dire<br />
che in questo film vita e cinema<br />
si mischiano?<br />
Vita e cinema si mischiano per la<br />
natura del racconto. La sceneggiatura<br />
è stata scritta sulla base del materiale<br />
raccolto in anni. È stato Mohammad<br />
Jan Azad – che ai tempi<br />
del documentario Il mondo addosso<br />
era ragazzino e viveva in una casa<br />
famiglia – che, nel tempo, mi ha<br />
fatto entrare nella dimensione dei<br />
sentimenti privati e della storia collettiva<br />
che racconto nel film. Pur<br />
essendoci una sceneggiatura molto<br />
precisa, le emozioni di chi vi ha<br />
partecipato sono autentiche, a cominciare<br />
dagli interpreti principali<br />
e da tutte le comparse.<br />
Come descriverebbe questo film?<br />
Una preghiera.<br />
Chi sono i protagonisti e quali<br />
le loro principali caratteristiche?<br />
Il protagonista è Ismail, ha ventinove<br />
anni e non vede sua madre<br />
dalla notte in cui, a nove anni, è<br />
dovuto scappare dall’Afghanistan<br />
insieme al fratello Hassan. A dif-<br />
A sinistra, la regista Costanza<br />
Quatriglio durante le riprese<br />
del film: esordisce con L’isola,<br />
presentato al 56° Festival<br />
di Cannes alla Quinzaine des<br />
Réalisateurs nel 2003 (Premio<br />
CICAE). Sopra e nelle pagine<br />
successive, alcune scene<br />
di Sembra mio figlio con il<br />
protagonista Basir Ahang<br />
che interpreta Ismail<br />
ITA EVENTI 63
Cinema<br />
ferenza del fratello, che è taciturno<br />
e sembra chiuso in un suo<br />
mondo interiore, Ismail è intraprendente<br />
e audace. Il suo sogno<br />
è permettere al fratello, bravissimo<br />
sarto, di aprirsi una sartoria tutta<br />
sua. Nina lavora con Ismail al centro<br />
di prima accoglienza per minori.<br />
I due si conoscono da sempre,<br />
ma solo quando Nina diventa<br />
casualmente testimone del mistero<br />
di Ismail, scatta qualcosa di<br />
importante tra loro; un riconoscersi<br />
che diventa presto amore.<br />
Come sono stati scelti gli attori?<br />
Per Ismail e Hassan, con le casting<br />
Laura Muccino e Sara Casani,<br />
abbiamo realizzato provini in tutto<br />
il mondo, sapendo che perlopiù<br />
avremmo trovato non attori. E<br />
così, in Italia, abbiamo conosciuto<br />
Basir Ahang, che interpreta<br />
Ismail. Lui è un poeta e ha portato<br />
nel film la sua grandissima sensibilità,<br />
oltre che la conoscenza profonda<br />
della lingua Hazaragi. Nina<br />
èTihana Lazovic, attrice croata che<br />
si era fatta conoscere per la sua sorprendente<br />
interpretazione nel film<br />
Sole Alto. La sua Nina esprime tutte<br />
le contraddizioni del nostro<br />
continente; anche lei, come Ismail,<br />
ha conosciuto la guerra.<br />
La realizzazione del film è durata<br />
molto tempo. Come mai?<br />
Perché dopo aver girato a Trieste,<br />
al confine con la Slovenia, e in Puglia,<br />
abbiamo atteso tanti mesi per<br />
andare a girare in Iran le scene del<br />
film ambientate in Pakistan. Dicono<br />
che la nostra è stata la prima<br />
IL PROTAGONISTA<br />
Basir Ahang è nato a Kabul in Afghanistan<br />
e dal 2008 vive e lavora in Italia, dove ha<br />
ottenuto la cittadinanza. Laureato in Storia e<br />
Letteratura Persiana, è giornalista di professione,<br />
attività che svolge occupandosi prevalentemente<br />
di Afghanistan e diritti umani con un’attenzione<br />
particolare alla situazione dei rifugiati e delle<br />
donne. Ha collaborato con diversi giornali e<br />
agenzie internazionali. Sue interviste e articoli<br />
sono stati pubblicati su BBC Persian, Al Jazeera<br />
e Deutsche Welle. È anche poeta, molte delle<br />
sue poesie sono state tradotte in italiano,<br />
spagnolo e inglese. Nel 2014 ha partecipato<br />
al Festival Internazionale di Poesia Ottobre in<br />
Poesia di Sassari, ottenendo il premio speciale<br />
della critica. Nel 2015 ha partecipato al<br />
Festival Internazionale di Poesia di Medellin<br />
in Colombia. Lo stesso anno ha vinto il Premio<br />
Speciale della Giuria del Concorso Nazionale<br />
di Poesia Città di Sant’Anastasia. Ha collaborato<br />
alla stesura della sceneggiatura del<br />
documentario di Amin Wahidi Behind Venice<br />
Luxury: un Hazara in Italia (2017), vincitore della<br />
24° edizione del premio Città di Venezia, evento<br />
collaterale della Mostra Internazionale d’Arte<br />
Cinematografica. In veste di attore ha recitato<br />
nel cortometraggio L’ospite di Amin Wahidi,<br />
vincitore del premio Città di Venezia 2014.<br />
64 ITA EVENTI
produzione italiana a girare lì<br />
dopo Il deserto dei Tartari, di Valerio<br />
Zurlini del 1976.<br />
Ha scritto che “Il corpo di<br />
Ismail, la mitezza del suo viso,<br />
la sua voce sospesa tra gli angoli<br />
più angusti dell’Europa, ci conducono<br />
in un altrove che ci appartiene<br />
molto di più di quanto<br />
siamo disposti a immaginare”.<br />
Cosa intendeva?<br />
Nessun luogo ci è estraneo. Ogni<br />
essere umano ci riguarda. Il corpo<br />
e la voce di Ismail sono gli elementi<br />
espressivi della prima parte del film<br />
che permettono allo spettatore di<br />
affrontare la storia quando gli avvenimenti<br />
si spostano dall’altro<br />
capo del mondo, quando cioè la<br />
storia privata di Ismail e della madre<br />
si allarga alla storia di un intero<br />
popolo, che poi - mi sento di<br />
dire - è emblematica della condizione<br />
umana oggi.<br />
Ismail è figlio della diaspora: il<br />
tema è più che mai attuale.<br />
Sicuramente la questione della<br />
diaspora di intere popolazioni<br />
oggi è sotto gli occhi di tutti.<br />
Quando nel 2005 raccontavo le<br />
storie di bambini come Ismail, costretti<br />
a fuggire piccolissimi dall’Afghanistan,<br />
ho imparato che<br />
un’intera generazione era in pericolo<br />
dopo l’arrivo dei Talebani. Io<br />
penso, comunque, che un film racconta<br />
sempre una storia, è un viaggio.<br />
Il resto lo deve fare ciascuno<br />
di noi, fuori dalla sala cinematografica,<br />
nella vita di tutti i giorni.<br />
Cosa lascerà il film al pubblico?<br />
Spero lasci un desiderio di voler<br />
bene. Volere il bene dell’altro,<br />
non il male. Non riesco a concepire<br />
tutto quest’odio ormai senza<br />
freni inibitori, anche tra persone<br />
insospettabili. Non si vive meglio<br />
senza odio?<br />
Secondo lei è un film per tutti?<br />
Sicuramente è un film che per la<br />
struttura narrativa non lineare si è<br />
assunto il rischio di richiedere un<br />
surplus di attenzione, ma penso<br />
anche che per i sentimenti universali<br />
possa colpire al cuore gli<br />
spettatori di ogni latitudine.<br />
◗ Produzione Ascenti Film con Rai<br />
Cinema - Regia Costanza Quatriglio<br />
Sceneggiatura Costanza Quatriglio e<br />
Doriana Leondeff - Cast Basir Ahang,<br />
Dawood Yousefi, Tihana Lazovic<br />
Uscita nelle sale 20 settembre 2018<br />
ITA EVENTI 65
Cinema<br />
GRANDI ARTISTI SUL<br />
GRANDE SCHERMO<br />
Dalì, Klimt & Schiele, Monet e Banksy. Sono questi i<br />
protagonisti della nuova stagione della Grande Arte<br />
al Cinema. Da settembre a dicembre torna il progetto<br />
di Nexo Digital in alcune delle più importati sale italiane<br />
di Giovanni Salerno<br />
Foto Johannes Stoll ©Belvedere, Wien<br />
ono stati 650.000 gli spettatori<br />
che, nella passata stagione,<br />
hanno riempito 350<br />
sale cinematografiche italiane per<br />
assistere agli eventi della Grande<br />
Arte al Cinema. Un ciclo di eventi<br />
che è ormai un appuntamento<br />
fisso per gli amanti dell’arte e per<br />
chi ama il cinema. Sarà con uno<br />
degli artisti più fantasiosi, irruenti<br />
e imprevedibili del ‘900 che si<br />
aprirà la nuova stagione: Salvador<br />
Dalí. La ricerca dell’immortalità,<br />
il film evento in programma a<br />
settembre, permetterà agli spettatori<br />
di avvicinarsi al pittore e all’uomo,<br />
così come agli spazi da lui<br />
ideati che hanno contribuito a plasmare<br />
la sua immortalità. A ottobre<br />
invece sul grande schermo la<br />
Vienna del 1918, nel cuore della<br />
Mitteleuropa, dove un’epoca dorata<br />
è ormai al tramonto. Klimt &<br />
Schiele. Eros e Psiche si apre infatti<br />
nella notte del 31 ottobre<br />
quando, nel letto della sua casa,<br />
muore Egon Schiele, una delle 20<br />
milioni di vittime dell’influenza<br />
spagnola. Schiele si spegne guardando<br />
in faccia il male invisibile,<br />
come solo lui sa fare: dipingendolo.<br />
Qualche mese prima è morto anche<br />
il suo maestro e amico Gustav<br />
Klimt, che dall’inizio del secolo<br />
aveva rivoluzionato il sentimento<br />
dell’arte, fondando un nuovo<br />
gruppo: la Secessione. Il <strong>26</strong>, 27, 28<br />
novembre la scena si sposta nella<br />
Francia di Giverny con Le ninfee<br />
di Monet. Un incantesimo di acqua<br />
e luce, che narra la storia della<br />
nascita di una delle più grandi<br />
opere d’arte del ‘900, anzi di 300<br />
capolavori che hanno rivoluzionato<br />
l’arte successiva. Il racconto di<br />
una passione viscerale che diventerà<br />
una vera ossessione e dell’uomo<br />
che da questa ossessione si è lasciato<br />
divorare: Claude Monet. La<br />
dimora di Giverny è la villa più costosa<br />
della zona ma le manca ancora<br />
qualcosa. Appena vi si trasferisce,<br />
infatti, Monet decide immediatamente<br />
di mettersi al lavoro:<br />
desidera creare un giardino “per<br />
il piacere degli occhi” ma si accorge<br />
presto che questa meravigliosa tavolozza<br />
naturale può offrirgli innumerevoli<br />
soggetti per la sua<br />
pittura. Nel sud della Francia sorge<br />
ancora lo storico vivaio Latour-<br />
Marliac, presso il quale Monet acquista<br />
quei fiori esotici dei quali si<br />
è innamorato all’esposizione universale<br />
di Parigi del 1889. 6 bulbi<br />
di ninfee: 4 gialle e due bianche.<br />
Infine, dopo il successo riscosso al<br />
Tribeca Film Festival, l’11 e 12 dicembre<br />
arriverà al cinema L’uomo<br />
che rubò Banksy diretto da Marco<br />
Proserpio. Narrato da Iggy<br />
Pop, il film evento sull’artista e writer<br />
inglese considerato uno dei<br />
maggiori esponenti della Street Art<br />
racconta di arte, culture in conflitto,<br />
identità e mercato nero. Il<br />
film inizia mostrando la percezione<br />
dei palestinesi sul più importante<br />
artista di strada dei nostri<br />
tempi, ma si trasforma presto nella<br />
scoperta di un vasto mercato<br />
nero di muri e dipinti rubati nelle<br />
strade di tutto il mondo.<br />
66 ITA EVENTI
Nella pagina a fianco, Giuditta I<br />
di Gustav Klimt. Sopra, Ninfee<br />
di Monet. A destra, Salvador<br />
Dalì osserva la sua opera<br />
Assumpta Corpuscularia<br />
Lapislazulina.<br />
(Elenco dei cinema dove<br />
assistere alle proiezioni<br />
su www.nexodigital.it)<br />
LE DATE<br />
◗ SALVADOR DALÌ<br />
LA RICERCA DELL’IMMORTALITÀ<br />
24-25-<strong>26</strong> settembre<br />
◗ KLIMT & SCHIELE<br />
EROS E PSICHE<br />
22-23-24 ottobre<br />
◗ LE NINFEE DI MONET<br />
UN INCANTESIMO DI ACQUA E LUCE<br />
<strong>26</strong>-27-28 novembre<br />
◗ L’UOMO CHE RUBÒ BANKSY<br />
11-12 dicembre
Cinema<br />
EUFORIA<br />
IN USCITA IL 25 OTTOBRE 2018<br />
Matteo (Riccardo Scamarcio) è un<br />
giovane imprenditore di successo,<br />
spregiudicato, affascinante e dinamico.<br />
Suo fratello Ettore (Valerio<br />
Mastandrea) vive ancora nella<br />
piccola cittadina di provincia dove<br />
entrambi sono nati e insegna alle<br />
scuole medie. È un uomo cauto,<br />
integro, che per non sbagliare si è<br />
sempre tenuto un passo indietro,<br />
nell’ombra. Sono due persone all’apparenza<br />
lontanissime. La vita<br />
però li obbliga a riavvicinarsi e una<br />
situazione difficile diventa per i due<br />
fratelli l’occasione per conoscersi<br />
e scoprirsi, in un vortice di fragilità<br />
ed euforia. «Matteo ed Ettore,<br />
- racconta Valeria Golino - sono<br />
due uomini che hanno deciso in<br />
qualche modo di perdersi. Matteo<br />
guarda il mondo dall’alto del suo<br />
attico. È un narcisista che coltiva<br />
la distrazione e lo fa con il denaro,<br />
la droga, il sesso, il successo e<br />
il culto del corpo. Ettore, invece,<br />
nasconde i propri fallimenti personali,<br />
la propria insoddisfazione,<br />
la mancanza di coraggio dietro una<br />
maschera di disillusione e sarcasmo.<br />
Le loro reciproche certezze<br />
entrano in crisi quando Matteo<br />
scopre che il fratello è malato e decide<br />
di nascondergli la verità».<br />
◗ Produzione HT Film, Indigo Film<br />
e Rai Cinema - Regia Valeria Golino<br />
Sceneggiatura Francesca Marciano,<br />
Valia Santella, Valeria Golino,<br />
con la collaborazione di Walter Siti<br />
Cast Riccardo Scamarcio, Valerio<br />
Mastandrea, Isabella Ferrari,<br />
Valentina Cervi, Jasmine Trinca<br />
UN FIGLIO<br />
ALL’IMPROVVISO<br />
IN USCITA IL 20 SETTEMBRE 2018<br />
Una sera, rientrando a casa, il signor<br />
e la signora Prioux scoprono<br />
con costernazione che un tale Patrick<br />
si è sistemato nel loro appartamento.<br />
Il bizzarro giovane ha<br />
deciso di tornare a casa dei genitori<br />
per presentare loro la sua<br />
compagna. I coniugi Prioux, che<br />
non hanno mai avuto figli, cadono<br />
dalle nuvole... Tanto più che<br />
ogni dettaglio sembra avvalorare la<br />
tesi che Patrick sia realmente il loro<br />
rampollo. Forse il giovane uomo<br />
è un mitomane? O è un manipolatore?<br />
O la coppia ha dimenticato<br />
di avere una prole? O magari la<br />
signora Prioux, che soffre per il fatto<br />
di non essere madre, si è inventata<br />
un figlio? Il film è la trasposizione<br />
cinematografica della<br />
pièce di SébastienThiéry “Momo”,<br />
proposta al pubblico nel 2015.<br />
«Olivier Delbosc, il produttore della<br />
pellicola, - racconta Thiéry - è<br />
venuto a vedere la pièce in teatro,<br />
è rimasto toccato, si è reso conto<br />
dell'impatto che ha avuto sul pubblico<br />
e ha quindi acquisito i diritti<br />
per fare la versione cinematografica.<br />
A me personalmente non<br />
sarebbe mai venuto in mente!<br />
Sono 15 anni che scrivo opere teatrali<br />
che funzionano molto bene.<br />
Quando mi hanno proposto una<br />
nuova avventura in un mondo che<br />
non conoscevo mi sono lanciato».<br />
◗ Produzione Olivier Delbosc<br />
Regia Vincent Lobelle e Sébastien<br />
Thiéry - Sceneggiatura Sébastien<br />
Thiéry - Cast Christian Clavier,<br />
Catherine Frot, Sébastien Thiéry,<br />
Pascale Arbillot, Hervé Pierre<br />
68 ITA EVENTI
Cinema<br />
RICCHI DI<br />
FANTASIA<br />
IN USCITA IL 27 SETTEMBRE 2018<br />
Sergio (Sergio Castellitto) carpentiere<br />
e l’ex cantante Sabrina<br />
(Sabrina Ferilli) sono una coppia<br />
di amanti molto innamorati ma<br />
impossibilitati a lasciare i rispettivi<br />
compagni a causa delle<br />
ristrettezze economiche in cui si<br />
trovano a vivere. Tutto sembra<br />
cambiare quando i colleghi di<br />
Sergio si vendicano dei suoi<br />
scherzi facendogli credere di<br />
avere vinto tre milioni di euro<br />
alla lotteria. Convinto di essere<br />
diventato ricco, Sergio decide di<br />
abbandonare la sua vecchia vita<br />
portando con sé non solo Sabrina,<br />
ma anche i loro parenti.<br />
Quando Sergio e Sabrina scoprono<br />
che non c’è nessuna vincita,<br />
decidono di non svelarlo a<br />
nessuno e trascinano le proprie<br />
famiglie in un viaggio on the<br />
road dalla periferia romana alla<br />
Puglia. Ma la verità viene sempre<br />
a galla e le tensioni tra caratteri<br />
tanto diversi sono destinate<br />
a esplodere. Le riprese della<br />
commedia hanno avuto luogo<br />
tra Polignano a Mare e Monopoli<br />
(Ba), Carovigno (Brindisi)<br />
e Accadia (Foggia).<br />
◗ Produzione Italian International Film<br />
e Rai Cinema - Regia e sceneggiatura<br />
Francesco Micchichè - Cast Sergio<br />
Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria<br />
Fabrizi, Matilde Gioli, Antonio Catania,<br />
Gianfranco Gallo, Paola Tiziana<br />
Cruciani, Luigi Imola, Siria Simeoni,<br />
Vincenzo Sebastiani<br />
SOLDADO<br />
NELLE SALE IL 18 OTTOBRE 2018<br />
Nella guerra alla droga non ci<br />
sono regole. La lotta della CIA<br />
al narcotraffico fra Messico e Stati<br />
Uniti si è inasprita da quando<br />
i cartelli della droga hanno iniziato<br />
a infiltrare terroristi oltre il<br />
confine americano. Per combattere<br />
i narcos l’agente federale<br />
Matt Graver (Josh Brolin)<br />
dovrà assoldare il misterioso e<br />
impenetrabile Alejandro (Benicio<br />
Del Toro), la cui famiglia è<br />
stata sterminata da un boss del<br />
cartello. Alejandro scatenerà una<br />
vera e propria, incontrollabile<br />
guerra tra bande in una missione<br />
che lo coinvolgerà in modo<br />
molto personale. Soldado, che segna<br />
il debutto americano del regista<br />
romano Stefano Sollima<br />
(“A.C.A.B”, “Gomorra – la serie”,<br />
“Suburra”), è un intenso e<br />
serrato action-thriller che ha<br />
come protagonisti due antieroi<br />
che rischiano la vita nello spietato<br />
mondo di frontiera del<br />
mercato della droga e della politica<br />
estera americana. Nel film<br />
tornano a lavorare insieme il<br />
premio Oscar Benicio Del Toro,<br />
nel ruolo di Alejandro, il misterioso<br />
procuratore diventato killer,<br />
e Josh Brolin, in quello dell’agente<br />
della CIA Matt Graver,<br />
impegnati a combattere contro<br />
i cartelli della droga.<br />
◗ Produzione Thunder Road Pictures /<br />
Black Label Media - Regia Stefano<br />
Sollima - Sceneggiatura Taylor<br />
Sheridan - Cast Benicio Del Toro,<br />
Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey<br />
Donovan, Catherine Keener, Manuel<br />
Garcia-Rulfo, Matthew Modine,<br />
Shea Whigham, Elijah Rodriguez<br />
ITA EVENTI 69
Suggestioni<br />
1<br />
2<br />
5<br />
6<br />
4<br />
3<br />
7<br />
UNA MANIFESTAZIONE PER<br />
UN MONDO SENZA FRONTIERE<br />
27 i luoghi che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche oltre a mostre, installazioni,<br />
convegni e percorsi di formazione. 38 prime nazionali, più di 60 compagnie provenienti<br />
da 24 nazionalità differenti: sono questi alcuni dei numeri del Romaeuropa festival 2018<br />
70 ITA EVENTI
l Romaeuropa festival ogni anno<br />
raccoglie per chi vive e visita la<br />
Capitale un programma che permette<br />
di aiutare a decodificare la<br />
complessità della nostra realtà sociale.<br />
È un viaggio che da Roma ci porta<br />
lontano, per riportarci a casa con<br />
un’esperienza culturale importante e,<br />
sicuramente, cresciuti». Così Luca<br />
Bergamo, vicesindaco di Roma e con<br />
delega alla crescita culturale, descrive<br />
il festival. Ad aprire la trentatreesima<br />
edizione del REf, il 19 settembre, è<br />
Kirina, un viaggio tra Africa e Occidente<br />
all’insegna del movimento e<br />
della commistione d’immaginari firmato<br />
dal coreografo burkinabé Sergè-<br />
Aime Coulibaly e dalla sua Faso<br />
Dance Théatre, con i testi dello scrittore<br />
e studioso Felwine Sarr, le musiche<br />
della cantante icona della world<br />
music Rokia Traorè e la presenza live<br />
della sua band. La musica attraversa<br />
come un filo rosso l’intera programmazione<br />
come trait d’union tra continenti,<br />
immaginari e generazioni, definendo<br />
con la sua forza quella<br />
capacità di mediare e riconciliare<br />
mondi, culture, estetiche e pensieri<br />
apparentemente contrapposti che caratterizza<br />
il Romaeuropa. E la chiusura<br />
del festival non poteva che essere<br />
un grande evento musicale: il 25 novembre<br />
l’appuntamento è all’Auditorium<br />
Parco della Musica per una<br />
“gran finale”, in coproduzione con<br />
Fondazione Musica per Roma, che<br />
coinvolgerà tutte le sue sale.<br />
Il REf18 si articola nei tre percorsi<br />
Storie, Visioni e Suoni, e nelle sezioni<br />
Digitalive a cura di Federica Patti,<br />
Anni Luce a cura di Maura Teofili,<br />
Dancing Days a cura di Francesca Manica,<br />
REf Kids a cura di Stefania Lo<br />
Giudice e nelle attività di incontri e<br />
workshop di Community a cura di<br />
Lara Mastrantonio, Massimo Pasquini<br />
e Matteo Antonaci. Una programmazione<br />
transgenerazionale dà vita, come<br />
spiega Fabrizio Grifasi, direttore generale<br />
e artistico, a «un Festival<br />
Mondo che fisicamente intercetta e<br />
convoglia pensieri e progetti, incrocia<br />
temi e questioni al cuore del nostro vivere<br />
come modalità di libero sviluppo<br />
della ricerca artistica, sovrapponendo<br />
1. Oumou Sangarè,<br />
cantante malese<br />
premiata con un<br />
Grammy Award nel 2010.<br />
2. Cristina Zavalloni,<br />
cantante e compositrice.<br />
3. Panorama è l’ultima<br />
produzione della<br />
compagnia Motus.<br />
4. Una scena dall’ultimo<br />
spettacolo di Peter<br />
Brook, The Prisoner.<br />
5. Lola Arias presenta<br />
a teatro Minefield.<br />
6. Il collettivo None che<br />
presenta l’installazione<br />
immersiva Genesi.<br />
7. Y - La variabile<br />
del calcio, laboratorio<br />
di Dynamis aperto<br />
a ragazzi/e under 12.<br />
Sotto, Dökk, dello studio<br />
italiano fuse*<br />
ITA EVENTI 71
Suggestioni<br />
Omar Rajeh, coreografo<br />
e danzatore, che con il<br />
video artista Benjamin<br />
Krieg e il compositore<br />
Zad Moultaka ha<br />
realizzato #minaret.<br />
Sotto, lo spettacolo<br />
La classe di Fabiana<br />
Iacozzilli: pupazzi<br />
di legno, fantocci<br />
di gioventù morte,<br />
si muovono senza pathos<br />
su dei tavolacci che<br />
ricordano banchi di<br />
scuola o tavoli operatori<br />
le generazioni e permettendosi incursioni<br />
in territori molto distanti, eleggendo<br />
le contraddizioni e le diversità<br />
al cuore del proprio operare come pratica<br />
di racconto del presente attraverso<br />
le opere degli artisti che crediamo<br />
significativi. L’essenza stessa<br />
della nostra missione si colloca in questo<br />
spazio ‘in between’, luogo di mediazioni<br />
e riconciliazioni tra opposti,<br />
ambito di riflessione e accoglienza».<br />
Arrivano per la prima volta al Festival<br />
con le loro storie dal mondo il libanese<br />
Omar Rajeh con la sua compagnia<br />
Maqamat e il compositore e artista<br />
visivo Zad Moultaka, la francese<br />
di origini vietnamite Caroline Guiela<br />
Nguyen, la cinese Wen Hui, lo svizzero<br />
Milo Rau, le argentine Lola Arias<br />
e Cecilia Bengolea, quest’ultima in<br />
coppia con il francese François Chaignaud,<br />
le cantanti e musiciste Rokia<br />
Traorè, Oumou Sangarè (entrambe<br />
dal Mali) e Angelique Kidjo (Benin),<br />
72 ITA EVENTI
la Great Jones Repertory Company<br />
de La Mama di New York con la<br />
compagnia Motus, Mario Martone,<br />
Office for a Human Theater con Filippo<br />
Andreatta, Mimmo Cuticchio<br />
con Virgilio Sieni, il duo francese Tsirihaka<br />
Harrivel & Vimala Pons e l’artista<br />
visivo e compositore giapponese<br />
Rioji Ikeda. Al loro fianco, oltre a Peter<br />
Brook, Hofesh Shechter e Ivo Van<br />
Hove, i protagonisti della creazione<br />
contemporanea italiana e internazionale<br />
ospitati nelle scorse edizioni del<br />
festival, come Daria Deflorian e Antonio<br />
Tagliarini, Luigi de Angelis e<br />
Fanny & Alexander, Tim Etchells con<br />
Ant Hampton (per una collaborazione<br />
con Short Theatre) e i coup de<br />
coer più recenti del festival come gli<br />
israeliani Sharon Eyal, Gai Behar e la<br />
loro L-E-V o i catalani Agrupación<br />
Señor Serrano. «Promuovere l’apertura<br />
alla conoscenza è un modo per<br />
poter negare i falsi preconcetti riguardo<br />
i rischi che la nostra società<br />
corre incontrando altre civiltà» spiega<br />
la presidente Monique Veaute. «È<br />
una sfida che il Romaeuropa Festival<br />
2018 intende accogliere invitando artisti<br />
dall’Africa, dall’Asia, dal Medio<br />
Oriente, dal Nord e Sud America».<br />
La musica del nostro tempo è protagonista<br />
con gli artisti della scena internazionale<br />
come John Adams, invitato<br />
dall’Accademia Nazionale di<br />
Santa Cecilia, Cristina Zavalloni (che<br />
interpreterà 10 canzoni che sconvolsero<br />
il mondo rielaborate da Luca Antignani,<br />
Francesco Anonioni, Maurizio<br />
Azzan, Giovanna Bertelli, Silvia Borzelli,<br />
Sara Càneva, Mauro Lanza,<br />
Mauro Montalbetti, Vittorio Montalti,<br />
Daniela Terranova), Fabrizio<br />
Ottaviucci, Franco D’Andrea, Edison<br />
Studio, Fay Victor con Daniele<br />
Del Monaco e Marc Ribot, e tutti gli<br />
ensemble e le orchestre: Orchestra e<br />
Coro dell’Accademia Nazionale di<br />
Santa Cecilia, Ensemble Giorgio Bernasconi<br />
dell’Accademia Teatro alla<br />
Scala (per un esclusivo omaggio a<br />
Frank Zappa diretto da Peter Rundall),<br />
i Solisti dell’Ensemble Inter-<br />
Contemporain, il Parco della Musica<br />
Contemporanea Ensemble, Solistenensemble<br />
Kaleidoskop, Edison Studio,<br />
Tempo Reale, Eklekto Ensemble.<br />
Lo splendido salone di Pietro da Cortona<br />
di Palazzo Barberini sarà aperto<br />
per la performance della compagnia<br />
italiana Anagoor che (oltre al suo ultimo<br />
spettacolo) presenterà una performance<br />
musicale nata in collaborazione<br />
con Accademia D’Arcadia e in<br />
corealizzazione con Barberini Corsini<br />
Gallerie Nazionali. Negli spazi<br />
storici della capitale anche la compositrice<br />
Lucia Ronchetti, per una collaborazione<br />
con il Teatro dell’Opera<br />
di Roma, in scena nell’Aula Ottagona<br />
delle Terme di Diocleziano (ex Planetario).<br />
Il Palazzo Falconieri dell’Accademia<br />
d’Ungheria in Roma ospiterà<br />
il compositore Dániel Dobri mentre<br />
l’Accademia di Francia – Villa Medici<br />
sarà cornice di una performance dell’iraniano<br />
Ali Moini. Spazio alla mul-<br />
In alto, una scena<br />
dello spettacolo<br />
di teatro musicale<br />
di Ivo Van Hove,<br />
direttore artistico<br />
del Toneelgroep<br />
Amsterdam. Sopra,<br />
Saigon, lo spettacolo<br />
della regista Caroline<br />
Guiela Nguyen e della<br />
sua compagnia Les<br />
Hommes Approximatifs<br />
ITA EVENTI 73
Suggestioni<br />
1<br />
2<br />
3<br />
4<br />
6<br />
5<br />
74 ITA EVENTI
I LUOGHI<br />
DI REF18<br />
◗ ACCADEMIA DI FRANCIA<br />
A ROMA - VILLA MEDICI<br />
Viale della Trinità dei Monti, 1<br />
◗ ACCADEMIA D’UNGHERIA<br />
IN ROMA (PALAZZO FALCONIERI)<br />
Via Giulia, 1<br />
◗ AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA<br />
TEATRO STUDIO BREGNA • SALA PETRASSI<br />
SALA SINOPOLI • SALA S. CECILIA<br />
Via Pietro de Coubertin, 30<br />
◗ AULA OTTAGONA (EX PLANETARIO)<br />
Via Giuseppe Romita, 8<br />
◗ BIBLIOTECA ELSA MORANTE<br />
Piazzale Elsa Morante<br />
◗ BIBLIOTECA ENZO TORTORA<br />
Via Nicola Zabaglia, 27<br />
◗ BIBLIOTECA RENATO NICOLINI<br />
Via Marino Mazzacurati, 76<br />
◗ MACRO ASILO<br />
Via Nizza, 138<br />
◗ MATTATOIO TESTACCIO<br />
Piazza Orazio Giustiniani, 4<br />
◗ MAXXI - MUSEO NAZIONALE<br />
DELLE ARTI DEL XXI SECOLO<br />
Via Guido Reni, 4/a<br />
◗ MERCATO TESTACCIO<br />
Via Beniamino Franklin<br />
◗ OPIFICIO ROMAEUROPA<br />
Via dei Magazzini Generali, 20/a<br />
◗ PALAZZO BARBERINI<br />
Via delle Quattro Fontane, 13<br />
◗ SALA SANTA RITA<br />
Via Montanara, 8<br />
◗ TEATRO ARGENTINA<br />
Largo di Torre Argentina, 52<br />
◗ TEATRO BIBLIOTECA<br />
QUARTICCIOLO<br />
Via Ostuni, 8<br />
◗ TEATRO INDIA<br />
Lungotevere Vittorio Gassman, 1<br />
◗ TEATRO OLIMPICO<br />
Piazza Gentile da Fabriano, 17<br />
◗ TEATRO VASCELLO<br />
Via Giacinto Carini, 78<br />
◗ TEATRO VITTORIA<br />
Piazza di S. M. Liberatrice, 10<br />
timedialità anche nella Sala Santa Rita<br />
con le installazioni site-specific di<br />
NONE Collective e Robert Henke. Il<br />
Mattatoio è “hub” della giovane creazione<br />
contemporanea del REf18. Qui<br />
si esibiscono, per Dancing Days e il<br />
network Aerowaves, la coreografa<br />
olandese Karen Levi; il greco Christos<br />
Papadopoulos, la norvegese Ingrid<br />
Berger Myhre, i viennesi Dominik<br />
Grünbühel e Luke Baio oltre agli italiani<br />
Salvo Lombardo e la sua compagnia<br />
Chiasma, Sara Sguotti e Luna<br />
Cenere tutti rappresentanti delle più<br />
recenti espressioni della danza europea.<br />
A testimoniare l’odierno fermento<br />
della scena italiana, per Anni Luce,<br />
sono, invece, Liv Ferracchiati con The<br />
Baby Walk, Chiara Bersani, Vico-<br />
QuartoMazzini e Fabiana Iaccozzili.<br />
Per Digitalive, illustrano le possibilità<br />
creative delle tecnologie Marco Donnarumma,<br />
Quiet Ensemble, Kamilia<br />
Kard, fuse* oltre a dj e compositori<br />
emergenti come Caterina Barbieri,<br />
Andrea Familiari con Demetrio Castellucci,<br />
Polisonum e altri artisti.<br />
Sempre il Mattatoio si fa spazio dedicato<br />
ai bambini e alle famiglie con<br />
la programmazione di REf Kids, vero<br />
e proprio festival nel festival con la<br />
sua intensa programmazione di spettacoli<br />
(tra gli artisti presenti: Clédat<br />
& Petitpierre, Ondadurto teatro, Teatro<br />
delle Briciole, Unterwasser, Jacques<br />
Tellitocci, Oorkan, Theatre des<br />
Tarabates, Letizia Renzini), momenti<br />
ludici (come quelli creati dalle istallazioni<br />
o dalle performance di Guixot<br />
de 8, Officine K e Dynams) e numerosi<br />
talk e laboratori nati grazie alla<br />
collaborazione di RAI Porte Aperte,<br />
Rai Radio Kids, Famiglia punto zero<br />
e Doppio Ristretto, la libreria itinerante<br />
Ottimomassimo, la realtà dedicata<br />
alle mamme Pachamamma e<br />
S.C.O.S.S.E. Per i talk, i laboratori e<br />
i momenti d’incontro del festival,<br />
Community costruisce un’importante<br />
rete di partner di cui fanno parte Robinson<br />
– La Repubblica, MACRO<br />
Asilo, il Mulino, Danzaeffebi, Dominio<br />
Pubblico, Casa dello Spettatore,<br />
le Università degli studi di Roma La<br />
Sapienza, Tor Vergata e Uniroma3,<br />
l’Accademia Nazionale di Danza,<br />
D.A.F. Dance Arts Faculty, DA.RE<br />
dance research, la Scuola D’Arte Cinematografica<br />
Gianmaria Volontè,<br />
Teatro e Critica, Outdoor Festival e<br />
Wave Market Fair.<br />
ROMAEUROPA FESTIVAL<br />
BETWEEN WORLDS<br />
Dal 19/09 al 25/11/2018, Roma<br />
www.romaeuropa.net<br />
1. Love Chapter 2,<br />
di Sharon Eyal<br />
e Gai Behar.<br />
2. BerBerio: spettacolo<br />
di teatro e musica<br />
di Letizia Renzini.<br />
3. Liv Ferracchiati,<br />
con la sua compagnia<br />
The Baby Walk,<br />
presenta una trilogia<br />
dedicata alla ricerca<br />
sull’identità di genere.<br />
4. Opera dell’artista<br />
italo-ungherese<br />
Kamilia Kard.<br />
5. The Diary of One<br />
Who Disappeared,<br />
di Ivo Van Hove.<br />
6. Grasland,<br />
produzione per<br />
bambini, ragazzi<br />
e adulti di Letizia<br />
Renzini.<br />
In basso, Opus,<br />
del coreografo greco<br />
Christos Papadopoulos
Suggestioni<br />
CULTURA E INTRATTENIMENTO<br />
DECLINATI AL FEMMINILE<br />
Foto Paolo Verzone<br />
Foto Fabio Parenzan<br />
n festival tutto al femminile.<br />
L’Eredità delle Donne<br />
è pensata per attribuire<br />
un giusto riconoscimento al<br />
contributo di artiste, scienziate,<br />
pensatrici, accademiche, filosofe,<br />
architette e altro (del passato<br />
come della contemporaneità)<br />
al progresso dell’umanità. Il festival,<br />
cogliendo l’esempio dell’evento<br />
parigino Les Journées du<br />
Matrimoine, con cui è gemellato,<br />
abbraccerà a 360° numerosi<br />
ambiti della cultura come<br />
l’arte, la scienza, l’attualità, la politica,<br />
il giornalismo, il cinema etc. con una chiave<br />
di lettura tutta al femminile per evidenziare il<br />
valore, la preziosa eredità e la grande influenza che<br />
le donne hanno dato e continuano a dare in questi<br />
settori. Il festival affronterà, in maniera del tutto<br />
originale e per la prima volta in Italia, il tema<br />
dell’empowerment femminile attraverso la cultura,<br />
l’informazione e l’intrattenimento.<br />
L’iniziativa, che si svolgerà in occasione delle Giornate<br />
del Patrimonio, vede la direzione artistica di<br />
Serena Dandini ed è ideata da Elastica, think tank<br />
di comunicazione ed eventi, insieme alla Fondazione<br />
CR Firenze. Madrina del festival è la figura storica<br />
di Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice<br />
Palatina, esempio di sublime mecenatismo. Ultima<br />
della dinastia medicea, alla morte del fratello<br />
(1737) vincolò allo Stato toscano la grandissima collezione<br />
artistica appartenuta alla famiglia, divenendo<br />
di fatto la Madre della Cultura Italiana<br />
ed europea ante litteram. L’Eredità<br />
delle Donne proporrà, durante le<br />
tre giornate, un ricco programma<br />
denso di appuntamenti, composto di<br />
tre serate teatrali ideate da Serena<br />
Dandini, e un programma di iniziative<br />
in collaborazione con le principali<br />
istituzioni culturali fiorentine<br />
che in alcuni casi svelano per la prima<br />
volta o in anteprima pezzi poco<br />
conosciuti del patrimonio artistico<br />
cittadino. Non in ultimo, i valori e<br />
lo spirito del festival saranno condivisi<br />
da numerosi soggetti culturali<br />
e commerciali fiorentini i quali nelle tre giornate organizzeranno<br />
gli appuntamenti che andranno a costituire<br />
un cartellone off che trasformerà temporaneamente<br />
Firenze nella città delle donne.<br />
Le tre serate teatrali, al Cinema Teatro Odeon, saranno<br />
tre format diversi per restituire l’attualità del<br />
mondo delle donne di oggi: si comincia con un Talk,<br />
si prosegue con un Abbecedario (la declinazione in<br />
forma di brevi speech di una serie di parole scelte<br />
a rappresentare il mondo femminile), per chiudere<br />
con l’Intervista a una Grande Madre.<br />
Tante le ospiti nazionali e internazionali come ad<br />
esempio Suad Amiry, scrittrice e architetto palestinese,<br />
Liza Donnelly, vignettista del New Yorker,<br />
la fotografa Letizia Battaglia, Marica Branchesi, astrofisica<br />
italiana definita dal Time come una delle 100<br />
persone più influenti del mondo, Elena Ioli, fisica<br />
e reduce da una recente spedizione scientifica tut-<br />
76 ITA EVENTI
Visite guidate, talk, spettacoli teatrali, reading originali, mostre, presentazioni<br />
di libri, sono solo alcuni degli appuntamenti in programma a Firenze per L’Eredità<br />
delle Donne. La prima edizione di un festival che si terrà a settembre e che<br />
quest’anno avrà la direzione artistica di Serena Dandini di Clara Dalledonne<br />
Foto Francesca Parisini<br />
Foto M.Colombo<br />
ta al femminile in Antartide (la prima al mondo di carattere<br />
internazionale), Cecilia Laschi, bioingegnere e<br />
pioniera nel campo della robotistica soft, la scrittrice<br />
Michela Murgia, Donatella Lippi, storica della medicina<br />
che ha condotto una ricerca internazionale sulle salme<br />
della famiglia Medici, Lea Pericoli, ex tennista e<br />
giornalista italiana, la giurista Livia Pomodoro, le scrittrici<br />
Angela Staude Terzani, Teresa Ciabatti e Silvia Avallone,<br />
Lidia Branca, nipote di Donna Elena Corsini,<br />
Dori Ghezzi, cantante e autrice, le attrici Anna Bonaiuto,<br />
Francesca Reggiani e Alessandra Faiella.<br />
Sono più di una quindicina le istituzioni culturali che<br />
hanno “prestato” i loro tesori a una rilettura originale<br />
e in chiave femminile a cura de L’Eredità delle Donne.<br />
In alcuni casi si tratta di anteprime, prime assolute o<br />
aperture straordinarie. Nel suo insieme il programma<br />
prevede visite guidate, ciclovisite, talk, spettacoli teatrali,<br />
reading originali, mostre, presentazioni di libri e<br />
persino una rassegna cinematografica e di documentari.<br />
Il primo giorno del festival vedrà l’inaugurazione - presso<br />
lo spazio mostre della Fondazione CR Firenze - della<br />
mostra “Donne del Novecento. Leonetta, Filide e altre<br />
artiste”. Promossa da Fondazione CR Firenze e AWA<br />
Advancing Women Artists Foundation, con la collaborazione<br />
dell’Archivio Contemporaneo del Gabinetto<br />
G.P. Vieusseux, la mostra ha per perno le figure di Leonetta<br />
Pieraccini e Fillide Giorgi. Allieve di Giovanni Fattori,<br />
si interessarono alle novità artistiche internazionali<br />
dimostrandosi pittrici di grande qualità.<br />
Alcuni ospiti del festival: da sinistra, la giornalista<br />
Annalisa Monfreda, Marica Branchesi, astrofisica<br />
marchigiana, Cecilia Laschi, bioingegnere,<br />
l’architetta palestinese Suad Amiry, lo studioso<br />
Stefano Bartezzaghi, la scrittrice Chiara<br />
Gamberale, la poetessa Patrizia Valduga. Sotto,<br />
la direttrice artistica del festival, Serena Dandini<br />
L’EREDITÀ DELLE DONNE.<br />
LE NOSTRE GIORNATE DEL PATRIMONIO<br />
Firenze, dal 21 al 23/09/2018<br />
www.ereditadelledonne.eu
Storie<br />
POSSO<br />
ARRIVARE<br />
OVUNQUE<br />
SULLA<br />
MIA MOTO<br />
Lo abbiamo visto da poco su Rai 1 nella<br />
serie Il capitano Maria nelle vesti di Beppe<br />
Patriarca. Marco Zingaro vive in Inghilterra,<br />
dove ha fatto parte di grandi produzioni<br />
come 007 Spectre. Prossima fermata<br />
Hollywood? di Cristiana Zappoli<br />
Foto Alex Fine<br />
78 ITA EVENTI
Marco Zingaro,<br />
36 anni, ha lavorato<br />
nella ristorazione fin<br />
da quando aveva 16 anni,<br />
anche mentre studiava per<br />
diventare attore. Da poco<br />
ha intrapreso anche la<br />
strada dell’importatore<br />
di prodotti pugliesi<br />
per alcuni ristoranti<br />
di Londra<br />
Foto Alex Fine<br />
Marco Zingaro ha 36 anni e a una prima occhiata<br />
potrebbe sembrare un talento in<br />
fuga. In realtà, anche se si è trasferito a<br />
Londra da un po’ e in Inghilterra lavora parecchio,<br />
ha tenuto un piede anche nel nostro Bel Paese e anche<br />
qui il lavoro non gli manca. Attore e regista, è<br />
nato ad Andria, in Puglia, e si è trasferito a Roma<br />
dove ha cominciato a frequentare l’Accademia Nazionale<br />
d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.<br />
Dopo alcune esperienze teatrali, nel 2008 partecipa<br />
al primo progetto cinematografico: Un’estate al<br />
mare di Carlo Vanzina. Quattro anni dopo si trasferisce<br />
nella capitale britannica ampliando così il<br />
suo successo anche al pubblico londinese interpretando<br />
Angelo, co-protagonista nella pièce teatrale<br />
Housed diretta da Alex Ferries per l’Old Vic Theatre<br />
e a livello cinematografico recita in 007 Spectre<br />
di Sam Mendes, nel ruolo di Captain Salim in Tyrant,<br />
prodotta da 20th Century Fox, per poi incarnare<br />
Osama Bin Laden nel documentario televisivo<br />
Evolution of Evil per History Channel. Ha interpretato<br />
anche il ruolo di papà supereroe in una<br />
nota pubblicità Sky/Fastweb, lo abbiamo visto nei<br />
panni di Rocco in Belli di Papà prodotto da Medusa<br />
Film, di Matteo in Medici, the Masters of Florence<br />
e più di recente nella serie televisiva Il capitano Maria<br />
diretta da Andrea Porporati in onda su Rai 1,<br />
nelle vesti di Beppe Patriarca. «La Gran Bretagna<br />
resta la scelta migliore che abbia mai potuto fare -<br />
racconta l’attore - e sicuramente la più giusta anche<br />
per la mia carriera lavorativa. Le sfide mi stimolano<br />
molto. Sono grato all’Inghilterra perché qui<br />
continuo a imparare sempre qualcosa di nuovo, tutto<br />
ciò poi confluisce anche nel mio lavoro in Italia<br />
creando così un ponte immaginario che mi permette<br />
di crescere costantemente».<br />
Recitare in una lingua che non è la propria lingua<br />
madre è difficile?<br />
ITA EVENTI 79
Storie<br />
Recitare in una lingua diversa dalla propria ha di sicuro<br />
un sapore diverso ma anche unico nel suo genere.<br />
Dopo le difficoltà dei primi due anni è diventata<br />
parte integrante di me e non nascondo che oggi in<br />
diverse occasioni sento la necessità di studiare<br />
scripts o testi italiani “masticandoli” subito in inglese.<br />
Mi sento più libero di osare senza costrizioni vocali<br />
che magari appartengono alla nostra cultura. Comunque<br />
resta la lingua più usata al mondo ed essendo<br />
noi italiani un po’ pigri nel confrontarci con<br />
altre lingue credo sia giusto forzarsi un po’ per poi<br />
essere liberi di comunicare ovunque e con chiunque.<br />
Inghilterra e Italia: che differenze ci sono dal punto<br />
di vista lavorativo?<br />
Le differenze sono tante proprio perché differenti sono<br />
le culture, anche se la Gran Bretagna nel corso degli<br />
anni diviene sempre più un luogo multiculturale.<br />
È forse questa la differenza più grande nel mio<br />
mestiere che riconosco tra i due paesi. Sul set come<br />
a teatro hai sempre la sensazione di ampliare la tua<br />
conoscenza proprio perché diversi artisti provenienti<br />
da luoghi differenti nel mondo apportano costantemente<br />
qualcosa di nuovo. C’è sì un’alta competizione<br />
ma di contro un alto livello qualitativo nel processo<br />
di creazione e messa in opera di qualsiasi progetto.<br />
Non mi sorprende più il fatto che qui scrittori<br />
di ogni età abbiano la possibilità reale di mettere<br />
in opera le loro storie, che lo facciano passando<br />
per i numerosi festival, teatri off o grandi strutture<br />
come il National Theatre o Barbican. E lo stesso<br />
vale per cinema o tv, ovviamente chi merita va<br />
avanti, concetto forse un po’ dimenticato altrove. Un<br />
altro elemento che ritengo fondamentale per far sì<br />
che ci sia reale piacere nel fare il proprio mestiere è<br />
il rispetto che si ha nei confronti dell’altro. In UK<br />
è molto forte il sindacato degli attori e il rapporto<br />
che spesso si crea con agente o casting director è “reale”,<br />
ho sempre la sensazione di essere ascoltato con<br />
piacere e il confronto reciproco apporta sempre qualcosa<br />
di utile a entrambe le parti, a prescindere che<br />
il risultato finale sia positivo o meno.<br />
Quale luogo considera casa sua?<br />
Andria è il luogo dove sono cresciuto, in Puglia conservo<br />
i miei ricordi di bambino e di adolescente in<br />
costante ribellione con ciò che mi circondava. I<br />
miei genitori vivono lì anche se pure loro hanno<br />
spesso il piacere di seguirmi nel mio girovagare. Appartengo<br />
a quei colori e profumi, quindi quei luoghi<br />
sono la mia casa, il mio vero Sud, ma nel corso<br />
degli anni ho imparato a essere un cittadino di<br />
luoghi differenti, ognuno con un significato importante<br />
nella mia crescita umana e professionale.<br />
Ho la fortuna di avere una compagna che proviene<br />
da una regione bellissima come la Toscana, un<br />
altro rifugio meraviglioso che negli anni ho imparato<br />
a considerare casa.<br />
Foto Fabrizio Di Giulio<br />
Marco Zingaro sul set de Il capitano Maria,<br />
una serie tv andata in onda su Rai 1<br />
a maggio: sopra con Saverio Falcone, nella<br />
pagina a fianco insieme a Livio Beshir<br />
A proposito della sua compagna, è una delle attrici<br />
e cantanti che formano il trio Ladyvette.<br />
Sembra confermare la teoria che chi fa il suo lavoro<br />
si fidanza più facilmente con chi viene dallo<br />
stesso mondo: è più facile capirsi?<br />
Può sembrare retorica ma di certo condividere con<br />
la persona che ami anche le stesse passioni, aiuta e<br />
non poco! Ovviamente non può bastare solo questo<br />
per costruire un progetto di vita comune, ho la<br />
fortuna di avere al mio fianco una persona disposta<br />
ad ascoltarmi, supportarmi e talvolta sopportarmi.<br />
Entrambi abbiamo la maturità e la sensibilità di saper<br />
comprendere l’altro, creando così una vera e propria<br />
squadra capace di affrontare qualsiasi ostacolo.<br />
Come è stata l’esperienza di attore all’Old Vic<br />
Theatre allora diretto da Kevin Spacey?<br />
L’esperienza all’Old Vic Theatre è stata quella che<br />
realmente mi ha aperto le porte del mercato in Inghilterra.<br />
Da quel momento in poi è scattato in me<br />
qualcosa che mi ha dato la forza di affrontare ogni<br />
ostacolo in maniera differente. Ho ottenuto la parte<br />
dopo varie sessioni di audizioni di cui l’ultima per<br />
la quale ho studiato un lungo monologo in soli 15<br />
80 ITA EVENTI
minuti. Il tutto scatenando l’ovazione dello stesso<br />
Spacey e di tutto il suo staff.<br />
Anche dall’Old Vic Theatre sono arrivate segnalazioni<br />
per “comportamento inappropriato”,<br />
fra cui molestie sessuali, contro Spacey. Cosa pensa<br />
di tutta questa situazione?<br />
Ciò che sta accadendo nel nostro mondo lavorativo<br />
è qualcosa di straordinario, il fatto che si denuncino<br />
vicende del genere e che finalmente, grazie ancora una<br />
volta a movimenti nati all’estero come quello di Time’s<br />
Up, le attrici abbiano il coraggio e la forza di far<br />
valere i propri diritti, mi rende fiero di far parte di questa<br />
categoria, anche se in Italia c’è tanto ancora da fare<br />
e non bisogna perdersi in inutili qualunquismi.<br />
Tra le sue più grandi passioni la moto ha un posto<br />
particolare…<br />
La moto è una passione ereditata inconsapevolmente<br />
dal mio nonno paterno che durante la seconda guerra<br />
mondiale guidava fiero nell’esercito una grande Harley<br />
Davidson. In Inghilterra mi accompagna ovunque<br />
anche in occasione di impegni lavorativi, come<br />
successo con 007 Spectre, o addirittura fino in Puglia<br />
per Belli di Papà. Mio fratello e io coltiviamo la stessa<br />
passione, anche se devo ammettere che lui ha girato<br />
e visto molto più di me. Per lui è una sana ossessione,<br />
per me una piacevole avventura da affrontare<br />
con i miei tempi. Gli impegni lavorativi poi e i<br />
relativi spostamenti di certo non aiutano, ma appena<br />
ho del tempo da ritagliarmi mi piace fuggire. Un<br />
viaggio in moto sa riconciliarti con gli elementi esterni<br />
e le persone che durante il tuo cammino incontrerai.<br />
Non vedo l’ora di poter organizzare il mio Long<br />
Way Round in giro per il mondo. Mi serve solo il<br />
“tempo” per trovare un anno di “tempo” da dedicarci!<br />
Visto che ha dimestichezza con i supereroi<br />
(vedi pubblicità Sky/Fastweb): quale supereroe<br />
le piacerebbe interpretare?<br />
La vita del supereroe formato family mi piace un<br />
sacco! Torno bambino quando vesto quegli abiti,<br />
questo anche grazie al fatto che dietro il tutto c’è<br />
un bel team giovane che scrive cose molto interessanti.<br />
Il mio superhero era e resterà sempre l’uomo<br />
della notte, Batman. Lo so, non ha super poteri e<br />
proprio per questo mi piace, sotto quella corazza scura<br />
che si perde nella notte c’è un uomo in continuo<br />
conflitto con se stesso che senza super poteri eccezionali<br />
riporta l’ordine in un mondo oramai marcio.<br />
È la sua tenebrosa umanità che mi attrae, in fondo<br />
abbiamo qualcosa in comune...<br />
Prossima fermata Hollywood?<br />
Mi piace sognare in grande con i piedi per terra e<br />
non pongo mai limiti al mio futuro. Hollywood resta<br />
un sogno che sono sicuro diverrà realtà... devo<br />
solo organizzare bene il viaggio in sella alla mia moto!<br />
Foto Fabrizio Di Giulio<br />
ITA EVENTI 81
Viaggiare<br />
82 ITA EVENTI
NATURA E STORIA NELLA<br />
TERRA DEL VELLO D’ORO<br />
Un piccolo Paese al confine tra l’Europa<br />
e l’Asia, fra modernità e tradizioni:<br />
un patrimonio culturale di ricchezze<br />
paesaggistiche e artistiche, città storiche,<br />
testimonianze di antichissime e raffinate<br />
civiltà. La Georgia offre al visitatore diversi<br />
spunti per un itinerario affascinante e a<br />
prezzi contenuti a partire dal viaggio aereo<br />
di Margot Rossi<br />
cavallo fra l’Europa e l’Asia, ponte e crocevia<br />
di civiltà, la Georgia detiene un patrimonio<br />
architettonico e artistico straordinari<br />
lasciati in eredità dalle complesse vicende storiche<br />
vissute nei secoli passati. Con le sue chiese antiche<br />
e i paesaggi pittoreschi, le valli coperte da vigneti,<br />
le sue rinomate specialità enogastronomiche<br />
e le 2.400 fra sorgenti e acque minerali conosciute<br />
sin dai tempi degli zar, il paese attira un numero<br />
crescente di turisti. Lo scorso anno, infatti, la Georgia<br />
ha registrato 7.6 milioni di visitatori (+19%<br />
rispetto al 2016), con previsioni per il 2025 di<br />
11.000.000 di arrivi, portando il turismo a rappresentare<br />
fino a circa il 6,8% del Pil. Risultati che<br />
hanno incoraggiato lo sviluppo delle strutture di ricezione<br />
con la realizzazione prevista tra il 2018 e il<br />
2019 di 33 nuovi hotel, con 67.145 posti letto. La<br />
Georgia è collegata con l’Italia grazie ai voli diretti<br />
operati dalla Wizz Air e dalla Georgian Airways:<br />
la prima vola da Milano Malpensa fino a Kutaisi<br />
(con 3 voli settimanali) e da Roma Fiumicino a Kutaisi<br />
(con 2 voli settimanali); la seconda da Bologna<br />
a Tbilisi, la capitale della Georgia (due collegamenti<br />
settimanali il mercoledì e il venerdì, al prezzo<br />
medio di 150 euro andata e ritorno).<br />
Tbilisi<br />
Con il suo centro storico con le stradine acciottolate,<br />
la capitale georgiana rispecchia la lunga e complicata<br />
storia del paese, che ha subíto prima la dominazione<br />
persiana e poi quella russa. Tipici balconi<br />
di legno, terme sulfuree del XVII secolo, botteghe<br />
e caffè artigianali, cortili italiani, edifici moderni<br />
e soprattutto il suo popolo caldo e ospitale creano<br />
un’atmosfera speciale in questa città. È storicamente<br />
nota anche per la sua tolleranza religiosa, particolarmente<br />
evidente nel centro storico, dove la mo-<br />
ITA EVENTI 83
Viaggiare<br />
84 ITA EVENTI
In apertura, dall’alto verso il basso, la Chiesa<br />
della Trinità di Gergeti, nella municipalità di<br />
Kezbegi; Chiesa di San Nicola nella fortezza di<br />
Narikala a Tbilisi; il villaggio di Omalo, nella<br />
regione della Tuscezia; le cupole delle terme di<br />
Tbilisi. Nella pagina a fianco, la Fontana di<br />
Kolkhida a Kutaisi. In questa pagina, Kutaisi di<br />
sera e uno scorcio naturale della Georgia<br />
schea, la sinagoga, chiese cattoliche, ortodosse e armene<br />
si trovano insieme. Per questo è anche denominata<br />
la Piccola Gerusalemme. In posizione dominante<br />
sopra la città si trovano Narikala, una fortezza<br />
del IV secolo, e la Kartlis Deda, l’iconica statua<br />
della “Madre della Georgia”. Le principali attrazioni<br />
della città sono raggruppate nell’antico quartiere<br />
di Tbilisi. Questa zona è famosa per i suoi stabilimenti<br />
balneari di zolfo alimentati da sorgenti termali<br />
naturali. Nelle vicinanze di Shardeni Street troverete<br />
numerosi ristoranti moderni, bar-caffetteria<br />
all’aperto, locali notturni alla moda e gallerie d’arte.<br />
La fortezza di Narikala può essere vista da qualsiasi<br />
punto all’interno della vecchia Tbilisi. Fu costruita<br />
per scopi di difesa nel IV secolo ed è stata<br />
notevolmente ampliata nei periodi storici successivi.<br />
Il viale Rustaveli è il centro della città, dove si<br />
trovano molte strutture governative, culturali e commerciali.<br />
Passeggiando per Rustaveli è possibile osservare<br />
la vita quotidiana in città, esplorare negozi<br />
di marche internazionali e locali e mangiare qualcosa.<br />
Il Dry Bridge poi è sede di un famoso mercatino<br />
delle pulci, dove è possibile trovare mostre<br />
d’arte e oggetti antichi in vendita mentre la funicolare<br />
di Tbilisi è uno dei migliori esempi di funivie<br />
del mondo. La funicolare conduce a Mtatsminda,<br />
un parco divertimenti che domina l’intera città. Per<br />
ammirare invece gli edifici storici georgiani bisogna<br />
attraversare Agmashenebeli Avenue che è una<br />
delle più lunghe e belle strade di Tbilisi. Un’altra<br />
attrazione è il Museo Simon Janashia del XIX secolo<br />
che espone i principali ritrovamenti archeologici<br />
del paese e che è di notevole interesse storico.<br />
Custodisce reperti animali che risalgono a quarantamilioni<br />
di anni fa e collezioni archeologiche<br />
ed etnografiche di epoche paleolitiche e neolitiche<br />
dell’età del bronzo e del ferro fino al Medioevo. Oltre<br />
a questo museo Tbilisi vanta anche il Museo<br />
d’Arte (Art Museum), uno dei più importanti musei<br />
della Georgia. Si possono ammirare circa<br />
140.000 oggetti d’arte esposti di varie culture e periodi<br />
storici. Da non perdere infine è la Cattedrale<br />
della Santissima Trinità (Sameba) che è una delle<br />
più alte cattedrali ortodosse orientali al mondo.<br />
Il complesso della cattedrale comprende una sezione<br />
sotterranea e integra, nove cappelle, vari edifici secondari<br />
e splendidi giardini.<br />
Dmanisi<br />
A pochi chilometri dalla capitale Tbilisi, si trova uno<br />
ITA EVENTI 85
Viaggiare<br />
dei siti archeologici più affascinanti del mondo,<br />
Dmanisi. Qui, infatti, secondo gli archeologi, circa<br />
1,8 milioni di anni fa si stabilì l’Homo Georgicus,<br />
il più antico uomo europeo. I resti fossili, gli<br />
utensili e i manufatti di questo sito sono i più antichi<br />
ritrovati finora fuori dall’Africa.<br />
Terra del Vello d’Oro<br />
Il regno della Colchide, l’incantevole Medea e il leggendario<br />
Giasone, gli Argonauti e il preziosissimo<br />
Vello d’Oro non sono solo i personaggi di un mito<br />
greco. La Colchide è veramente esistita, nell’antichità<br />
fu un vero e proprio calderone di civiltà. Oggi<br />
la regione appartiene alla Georgia occidentale. Le<br />
numerose scoperte archeologiche e la tradizione dell’estrazione<br />
dell’oro con le pelli ovine, ancor oggi<br />
praticata nella regione dell’alta Svanetia, confermano<br />
la leggenda.<br />
Kutaisi<br />
La seconda città del paese per numero di abitanti,<br />
era la capitale dell’antico regno della Colchide e dal<br />
2012 è la sede del Parlamento georgiano. Gli spunti<br />
per una visita sono diversi e molto interessanti.<br />
Da vedere assolutamente, oltre al centro storico che<br />
risale al XVII secolo (che include le aree che circondano<br />
il Ponte bianco, la via Tsisferkantselta, la<br />
via St. Nino, la via Tsereteli e la via Pushkin), la Cattedrale<br />
Bagrati, costruita nel X-XI secolo, durante<br />
il regno di Re Bagrat III, è un bell’esempio di architettura<br />
georgiana antica ed è molto importante<br />
per i georgiani perché è considerata il simbolo<br />
della Georgia unita. Fa parte dei patrimoni dell’Unesco<br />
così come il Monastero di Gelati a undi-<br />
ENOGASTRONOMIA<br />
Il vino georgiano e le qvevri<br />
Si dice spesso che la Georgia è la culla<br />
del vino. Le ricerche archeologiche e<br />
paleobotaniche hanno confermato che<br />
la cultura del vino in Georgia risale<br />
a 7.000 anni fa. Sono ancora visibili<br />
i resti della prima cantina del mondo,<br />
datata 4.000 A.C. Perfino la parola<br />
vino deriverebbe dal georgiano gvino. Il<br />
simbolo della vinificazione georgiana è<br />
la qvevri, anfora interrata dove avviene<br />
la fermentazione e la macerazione<br />
naturale. I tour enogastronomici in<br />
Georgia permettono di scoprire il vero<br />
sapore dei vini e la particolarità della<br />
loro produzione. Soprattutto quella dei<br />
bianchi, per i quali la fermentazione<br />
della vinaccia insieme al mosto avviene<br />
in grandi anfore di terracotta, i qvevri<br />
appunto, che dal dicembre 2013 sono<br />
entrate a fare parte del patrimonio<br />
dell’Unesco come patrimonio intangibile<br />
dell’umanità. In Georgia la vendemmia<br />
è un’attività collettiva che coinvolge<br />
molti abitanti dei piccoli centri urbani<br />
rurali. Visitare il paese significa senza<br />
dubbio anche gustarne la rinomata<br />
cucina, fatta di sapori ricchi e genuini.<br />
Il Ponte della Pace, progettato<br />
dall’architetto Michele De Lucchi per la<br />
città di Tbilisi, si trova sul fiume Mtkvari
ci chilometri a ovest di Kutaisi e le rovine, sulla collina<br />
di Ukimerioni. A 60 chilometri da Kutaisi si<br />
trova il Pilastro Katskhi: un monolite di calcare naturale,<br />
alto circa 40 metri sulla cui vetta si trova una<br />
piccola chiesa e una casetta clericale.<br />
Le grotte di Prometeo<br />
Si trovano a 40 chilometri da Kutaisi e sono una delle<br />
meraviglie naturali della Georgia, tra le più grandi<br />
al mondo. Le sue caratteristiche uniche includono<br />
una varietà di sale e la diversità di paesaggi. Quattro<br />
strati distinti sono stati formati durante le diverse<br />
fasi di sviluppo della Terra, comprendendo vari<br />
tipi di stalattiti, stalagmiti, cortine, cascate pietrificate,<br />
perle di grotta, fiumi sotterranei e laghi.<br />
Il villaggio delle torri<br />
Silenzioso e remoto villaggio nella selvaggia regione<br />
dello Svaneti, Ushguli rappresenta la località più<br />
elevata d’Europa abitata in modo permanente, trovandosi<br />
tra 2200 e 2410 metri sul livello del mare,<br />
dotato di splendide torri medievali, parte del patrimonio<br />
mondiale dell’Unesco. La catena montuosa<br />
del Gran Caucaso è incantevole. Vi possiamo trovare<br />
cime alte oltre i 5000 metri tra cui: Mt. Shkhara<br />
(5068m), Mt. Janga (5059m) e Mt. Kazbegi<br />
(5047m), alla quale secondo la leggenda fu incatenato<br />
Prometeo.<br />
Sopra, la città di Batumi, tra i maggiori<br />
porti sul Mar Nero. Sotto, il centro di<br />
Tbilisi e alcuni georgiani in costumi tipici<br />
in occasione di manifestazioni tradizionali<br />
Chiese e monasteri<br />
La Chiesa georgiana è una delle più antiche chiese<br />
cristiane al mondo, fondata nel I secolo d.C. dall’apostolo<br />
Andrea, il Primo chiamato. Nel 3<strong>26</strong> d.C.<br />
il Cristianesimo venne ufficialmente adottato<br />
come religione di stato. Le chiese e i monasteri, simboli<br />
della vicinanza a Dio, sono stati costruiti in ogni<br />
dove e caratterizzano gli spazi delle città e degli ambienti<br />
rurali, affascinando per l’arte delle raffinate<br />
varietà di decoro delle facciate e per gli affreschi.<br />
Gastronomia<br />
“Ogni piatto georgiano è una poesia”, diceva lo scrittore<br />
russo A.Pushkin. La cucina georgiana è il frutto<br />
di un terreno fertile, ricco di minerali, alimentato<br />
da acque pure delle montagne del Caucaso. La<br />
Supra, la tavola imbandita con piatti georgiani, è una<br />
delle tradizioni più importanti. Assolutamente da<br />
provare: Mtsvadi - spiedini georgiani di carne, Khinkali<br />
- ravioli, Khachapuri - focaccia con formaggio<br />
fresco, e Pkhali - verdure con le spezie e noci. Ogni<br />
regione, inoltre, si caratterizza per le proprie specialità.<br />
La lingua<br />
Il georgiano appartiene al gruppo sud-caucasico (cartvelico).<br />
L’alfabeto georgiano unico nelle sue peculiarità<br />
grafiche è fra i14 alfabeti esistenti al mondo.<br />
ITA EVENTI 87
Viaggiare<br />
UN VIAGGIO DA FAVOLA<br />
SULLE TRACCE DI ANDERSEN<br />
88 ITA EVENTI
Tra Odense e Copenaghen per conoscere meglio lo scrittore delle fiabe più<br />
amate al mondo. Un itinerario nel cuore della Danimarca, che tocca i luoghi che<br />
gli sono stati cari e che per lui e per il suo lavoro sono stati importanti. Perfetto<br />
per i più piccoli ma divertente anche per gli adulti di Margot Rossi
Viaggiare<br />
In apertura, il museo dedicato ad Andersen<br />
e la statua dello scrittore, entrambi a Odense.<br />
Sopra, il Castello di Odense e il Giardino del Re.<br />
A fianco, alcune segnaletiche e sullo sfondo il<br />
monastero francescano. Nella pagina a fianco,<br />
dall’alto, il Museo della Città di Odense, il Giardino<br />
di Andersen e la casa natale dello scrittore<br />
a sirenetta, Il brutto anatroccolo, La piccola fiammiferaia,<br />
La principessa sul pisello: sono solo alcune<br />
delle favole scritte dal danese Hans Christian<br />
Andersen (1805 - 1875): le sue opere sono tanto<br />
conosciute da renderlo, probabilmente, il personaggio<br />
danese più famoso al mondo. Sembra che<br />
sua madre, Anne Marie, molto superstiziosa, si rivolgesse<br />
spesso a indovini e fattucchiere e un giorno<br />
una veggente le predisse il futuro del figlio “diventerà<br />
famoso e un giorno Odense sarà illuminata<br />
a festa in suo onore”. Mai profezia fu più veritiera!<br />
Il viaggio alla scoperta dei luoghi di Andersen<br />
non può che cominciare nella fiabesca Fionia,<br />
l’isola conosciuta come il “giardino di Danimarca”<br />
per la sua natura rigogliosa, e più precisamente nella<br />
cittadina di Odense, dove lo scrittore è nato. Per<br />
seguire autonomamente l’itinerario sulle orme di Andersen<br />
a Odense è possibile scaricare da App Store<br />
e Google Play l’app H.C. Andersens Odense, un’utile<br />
guida per la visita, con cartina e descrizioni, disponibile<br />
anche in italiano.<br />
La prima tappa è la casa natale di Andersen, una piccola<br />
casa gialla nel vecchio quartiere di Odense, in<br />
cui sono stati mantenuti gli ambienti dell’epoca.<br />
Poco distante dalla casa natale è possibile visitare il<br />
Museo Hans Christian Andersen che ospita un allestimento<br />
multimediale e interattivo sull’autore in<br />
una sede temporanea. Sono infatti in corso i lavori<br />
per il nuovo museo, su progetto dell’architetto<br />
Kengo Kuma, che verrà inaugurato nel 2020 e che<br />
si chiamerà Eventyrhuset, ovvero la Casa delle Favole.<br />
Il viaggio a Odense continua a Møntergårde,<br />
un’oasi culturale nel cuore della città, costeggiata da<br />
caratteristici cortili e bellissimi edifici risalenti all’epoca<br />
dell’infanzia di Andersen. Il museo offre diverse<br />
mostre che presentano la storia della Fionia,<br />
regione da cui H.C. Andersen ha tratto la sua ispirazione.<br />
In attesa della nuova Casa delle Favole, a<br />
maggio 2018 ha aperto temporaneamente nel<br />
vecchio fienile di Nyborg a Møntergården, L’acciarino<br />
magico (Fyrtøjet), un centro culturale per<br />
l’infanzia dove i bambini e le loro famiglie possono<br />
giocare con costumi, scenografie e giocattoli legati<br />
alla fiaba Anderseniana “Il colle degli elfi”, in<br />
un mondo fatto di musica, teatro e arti figurative.<br />
Passeggiando in direzione della cattedrale e del parco<br />
di Andersen, si arriva poi alla casa d’infanzia in<br />
Munkemøllestræde, dove lo scrittore visse dai 2 ai<br />
14 anni. Diventata museo nel 1930, l’abitazione<br />
presenta diversi manoscritti e diari originali ed è<br />
arredata esattamente come la descrive lo scrittore<br />
nelle sue memorie, raccontando in maniera fede-<br />
90 ITA EVENTI
le le condizioni anguste e la povertà del 1800 a<br />
Odense. Il mondo incantato di Andersen rivive anche<br />
al Villaggio di Fionia (Den Fynske Landsby),<br />
un museo all’aperto dove è ricostruito l’ambiente<br />
di un villaggio danese tra il 1700 e il 1900, con case<br />
di pietra e legno, un laghetto e una deliziosa stradina.<br />
In estate il villaggio è animato da figuranti<br />
in costume, che rendono ancora più viva l’atmosfera,<br />
raccontando la vita quotidiana nella campagna<br />
danese del XIX secolo. Per chi è interessato a visitare<br />
tutte le attrazioni legate ad Andersen, esiste un<br />
biglietto “5 in 1” valido per entrare alla casa natale,<br />
casa d’infanzia, museo di Andersen, Møntergården<br />
e Fyrtøjet. (Prezzo adulti: 110 DKK in bassa stagione;<br />
125 DKK da giugno a settembre, inclusa la<br />
guida di Andersen).
Viaggiare<br />
Altri luoghi legati allo scrittore<br />
Il municipio (Rådhuset), dove Hans Christian Andersen<br />
venne dichiarato cittadino onorario di<br />
Odense il 6 dicembre 1867. Il monastero francescano<br />
(Gråbrødre Kloster), nel cui giardino lo scrittore<br />
giocava spesso da bambino. Il Teatro di Odense,<br />
dove lo scrittore debuttò come comparsa, da piccolo<br />
infatti era affascinato molto dal teatro. Il Giardino<br />
del Re (Kongens Have) e il Castello di Odense,<br />
dove alloggiavano i re quando si trovavano a<br />
Odense. La madre di Andersen lavorò per un certo<br />
periodo al castello, mentre lui, da ragazzo, giocava<br />
nei giardini con il principe ereditario,<br />
il futuro Frederik VII. La<br />
Chiesa di St. Hans, dove lo<br />
scrittore venne battezzato il<br />
lunedì di Pasqua del 1805. La<br />
Cattedrale (Sct. Knuds Kirke),<br />
realizzata in stile gotico,<br />
dove Andersen ricevette la<br />
cresima nel 1819.<br />
La Fionia amata<br />
da Andersen<br />
Le residenze signorili hanno<br />
avuto un ruolo importante<br />
nella vita di<br />
Hans Christian Andersen.<br />
Quando<br />
non era all’estero<br />
per lavoro, lo<br />
scrittore trascorreva spesso giorni o settimane nei<br />
manieri del paese, alcuni dei quali ha visitato diverse<br />
volte. Tra questi il Castello di Valdemar, maniero<br />
secentesco sull’isoletta di Taasinge, il Castello di Broholm<br />
dove tuttora è possibile soggiornare, circondato<br />
da un romantico parco all’inglese e un “sentiero<br />
delle fiabe”, e infine il Castello di Hindsgavl,<br />
oggi albergo con un parco di libero accesso che ospita<br />
moltissimi cervi. Anche in questo caso, per seguire<br />
l’itinerario sulle tracce di Andersen in Fionia,<br />
inclusi i bellissimi manieri e castelli, c’è un app in<br />
aiuto dei turisti, l’app Hans Christian Andersen Trail.<br />
Odense per le famiglie<br />
La città è la meta ideale per una vacanza in famiglia,<br />
ma le attrazioni e i luoghi legati al celebre scrittore<br />
non sono di certo un’esclusiva per bambini: le atmosfere<br />
fiabesche e la figura di HC Andersen infatti<br />
affascinano moltissimo anche gli adulti. Odense è<br />
una graziosa cittadina in continuo fermento e ha<br />
molto da offrire per un soggiorno di coppia, dal centro<br />
culturale Brandts, frutto del recupero architettonico<br />
di una fabbrica tessile, ai tanti negozi tipici<br />
per lo shopping in pittoresche case dalle pareti a graticcio,<br />
passando per i numerosi ristoranti che stanno<br />
vivacizzando sempre più la scena gourmet in città,<br />
insieme a nuovi wine bar e aree street food.<br />
Dinamica e accogliente, Odense propone diversi<br />
eventi tutto l’anno: per gli amanti del food il Festival<br />
dell’Asparago il 10 di giugno, il Danish Beer Day il<br />
primo di settembre e ancora il festival gastronomi-
Nyhavn, l’antico porto di Copenaghen.<br />
Sotto, la statua di bronzo della Sirenetta,<br />
simbolo della città di Copenaghen, che<br />
si ispira alla protagonista della favola<br />
scritta nel 1837 da Andersen<br />
co EAT! che dal 10 al 16 settembre presenterà il<br />
meglio della gastronomia locale, con corsi di cucina,<br />
proiezioni e menu speciali nei ristoranti. E<br />
ancora, il Festival della Cultura al Porto a maggio,<br />
con eventi e attrazioni sull’acqua, il Festival dei<br />
Fiori ad agosto, per un’incredibile esplosione di<br />
colori e profumi per le vie di Odense.<br />
Andersen e Copenaghen<br />
Se Odense e la Fionia sono l’anima, l’ispirazione<br />
e le radici di Andersen, Copenaghen invece rappresenta<br />
il sogno, l’ambizione e la realizzazione<br />
dello scrittore, partito per la capitale in cerca di<br />
fortuna. Hans Christian Andersen arrivò per la<br />
prima volta a Copenaghen nel 1819 all’età di<br />
quattordici anni, e vi morì nel 1875. Le sue spoglie<br />
riposano al cimitero di Assistens, nel quartiere<br />
di Nørrebro, che è al tempo stesso un parco<br />
molto frequentato, secondo le tradizioni locali.<br />
L’itinerario sulle tracce di Andersen a Copenaghen<br />
inizia dal caratteristico quartiere di Nyhavn,<br />
dove attratto dalla vita del canale e dal movimento<br />
di barche e pescherecci, lo scrittore più<br />
volte scelse di abitarvi. Si trasferì dapprima al numero<br />
20, dove scrisse le fiabe L’acciarino Magico,<br />
Il piccolo Claus e il grande Claus e La Prin. Andersen<br />
visse poi vent’anni al numero 67 e due anni<br />
al numero 18. Sono stati invece i Giardini di Tivoli<br />
a dare lo spunto per una delle fiabe più famose<br />
di Andersen: L’usignolo che trae ispirazione<br />
da uno spettacolo a cui lo scrittore aveva assistito<br />
proprio nel giardino oggi famoso come parco<br />
delle fiabe. Il Tivoli avrebbe ripagato il poeta<br />
con la costruzione del castello di Hans Christian<br />
Andersen, di un negozio che porta il nome dello<br />
scrittore e di una serie di produzioni e spettacoli<br />
a lui dedicati. HC Andersen era inoltre solito<br />
scrivere le sue fiabe nella biblioteca della Torre<br />
Rotonda, il più antico osservatorio funzionante<br />
d'Europa, costruito nel XVII secolo, dalla cui cima<br />
si può godere di una splendida vista su tutta la<br />
città - e nelle belle giornate anche sulla costa svedese.<br />
Infine, al celebre scrittore di Odense, Copenaghen<br />
ha dedicato una strada, HC Andersen<br />
Boulevard, un museo interattivo nella piazza del<br />
Municipio e due statue tra cui la celeberrima statua<br />
della Sirenetta sul molo di Langelinje, realizzata<br />
nel 1913 in memoria della sfortunata protagonista<br />
dell’omonima fiaba.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
APPUNTAMENTI DA NON PERDERE<br />
Compleanno di H.C Andersen, 2 aprile<br />
In occasione del compleanno dello scrittore di<br />
fiabe danese più famoso al mondo, la sua città<br />
natale si prepara ad accogliere spettacoli ed<br />
eventi gratuiti per tutta la giornata del 2 aprile.<br />
Cittadini e visitatori sono invitati in particolare<br />
alla cerimonia nella Memorial Hall tra le 13:00<br />
e le 14:00 e ad assistere all’imperdibile Hans<br />
Christian Andersen Parade. Ogni anno, sempre<br />
in occasione del compleanno dello scrittore,<br />
il 2 aprile viene distribuita la birra di Hans<br />
Christian Andersen. A idearla è stato il birrificio<br />
Albani di Odense, che l'ha prodotta per la prima<br />
volta nel 1988 per festeggiare i 1.000 anni<br />
della città di Odense. A bassa fermentazione<br />
e a lunga stagionatura, la birra di Hans<br />
Christian Andersen ha un gusto leggero, e viene<br />
distribuita in bottiglie numerate, rendendola così<br />
anche un oggetto da collezione.<br />
Fiabe sul fiume da giugno ad agosto<br />
Le fiabe sul fiume sono una fantastica<br />
avventura per tutta la famiglia. Navigando sulle<br />
acque del fiume di Odense, in estate si assiste<br />
alla messinscena di brevi episodi tratti dalle più<br />
belle fiabe di Andersen, con autore a bordo!<br />
La Parata di Hans Christian Andersen<br />
da giugno ad agosto<br />
Gli amanti delle fiabe di Andersen non<br />
possono perdersi il fantastico spettacolo<br />
“24 Fiabe in 24 Minuti”, con Torben Iversen<br />
nei panni di Hans Christian Andersen, e<br />
l’omonima Parata, che vanno in scena a<br />
Odense in estate, tutti i giorni tranne la<br />
domenica, alle 11.00 e alle 13.00.<br />
Il Festival di Hans Christian Andersen<br />
nel mese di agosto<br />
Ogni anno ad agosto la città natale di<br />
Andersen festeggia il suo celebre cittadino<br />
con un festival a lui interamente dedicato,<br />
un'occasione unica per lasciare spazio<br />
all'immaginazione e interpretare in chiave<br />
classica e moderna l’universo di Andersen. In<br />
questa settimana di rappresentazioni teatrali,<br />
performance di street art e spettacoli di suoni<br />
e luci, sono più di 270 gli appuntamenti nelle<br />
città di Odense, di cui più di 250 gratuiti.
Leggere<br />
ESSERE CHILDFREE E<br />
NON VERGOGNARSI<br />
Ancora oggi una donna che sceglie di non fare figli è considerata<br />
“inadeguata”. Ma a che cosa? Michela Andreozzi spiega, nel suo<br />
primo libro, che la maternità è una scelta non un obbligo e che una<br />
donna è un essere umano prima che una madre di Mercedes Vescio<br />
o quarant’anni e spicci e non ho<br />
figli. Non li ho, e non ne voglio.<br />
Sono una childfree, cioè senza<br />
figli, che è diverso da childless, priva di<br />
figli. Una scelta versus una casualità».<br />
Sono parole di Michela Andreozzi, l’autrice<br />
del libro Non me lo chiedete più.<br />
#Childfree, la libertà di non volere figli<br />
e non sentirsi in colpa, pubblicato da<br />
Harper Collins a giugno. «La pressione<br />
sociale - prosegue - è un vero e proprio<br />
mobbing. Sottile, fatto di giudizi,<br />
paragoni, allusioni, confronti, sfide.<br />
È possibile non avere figli, ma non ti<br />
è permesso rifiutarne l’idea. Dire: io<br />
non ne voglio, grazie. Eppure siamo<br />
tante, ed è arrivato il momento di farci<br />
avanti». Queste parole racchiudono<br />
il cuore pulsante del libro di Michela<br />
Andreozzi: un vero e proprio manifesto<br />
a uso e consumo di quelle donne<br />
che decidono, consapevolmente e senza<br />
motivazioni aggiuntive rispetto alla<br />
sola volontà, di non avere figli.<br />
“La pressione sociale è un vero e proprio<br />
mobbing”: a tal punto da spingere<br />
qualcuno a fare figli solo per<br />
non subire più questa pressione?<br />
Non so se qualcuno si possa sentire<br />
condizionato dalla pressione<br />
sociale in sé al punto da fare dei<br />
figli. Succede che magari fai<br />
dei figli perché sei cresciuta<br />
con un certo tipo di educazione<br />
e hai introiettato un<br />
modello. La pressione sociale<br />
semmai ti fa sentire<br />
inadeguata. Diversa,<br />
sbagliata, mancante<br />
di un pezzo. Che comunque<br />
non è un<br />
bel vivere.<br />
Dire “io non ne voglio” è difficilissimo,<br />
lo ha scritto anche lei nel libro.<br />
Come ha imparato a dirlo?<br />
Stringendo gli occhi e buttandomi a<br />
bomba come in una piscina. Con un<br />
po’ di coraggio e senza preoccuparmi<br />
troppo delle conseguenze. A volte si<br />
creano dialoghi e scambi che non ti<br />
aspettavi. La verità è liberatoria, terapeutica,<br />
utile ma soprattutto imprevedibile.<br />
È molto difficile<br />
separare la donna<br />
dalla sua funzione<br />
biologica. Invece<br />
non è detto che<br />
avere un utero<br />
voglia dire che sia<br />
necessario usarlo<br />
Guardiamo al suo libro come a un<br />
vero e proprio coming out: pensa<br />
che potrebbe essere utile ad altre<br />
donne che la pensano come lei per<br />
vivere la propria scelta più serenamente?<br />
Lo spero vivamente. Punti di vista anticonvenzionali<br />
si perdonano a chi fa<br />
una vita anticonvenzionale: magari è<br />
utile esporsi per chi non ha lo stesso<br />
coraggio di esprimersi. Non si nasce assertivi,<br />
ci insegnano ad aderire a modelli,<br />
ad adeguarci a scelte altrui, ad ac-
contentare, a non scontentare: sono<br />
comportamenti che inevitabilmente<br />
ti restano attaccati addosso. Bisogna<br />
imparare ad ascoltarsi.<br />
Perché è così difficile vedere la maternità<br />
semplicemente come una<br />
scelta?<br />
Perché è difficile separare la donna<br />
dalla sua funzione biologica. Non è<br />
detto che avere un utero voglia dire<br />
che sia necessario usarlo. Una donna<br />
è comunque una persona che può<br />
scegliere se usare o meno la sua dotazione.<br />
Ma è una scelta che spaventa<br />
perché mette in crisi chi decide automaticamente<br />
di riprodursi, senza<br />
mettere in discussione il proprio<br />
percorso di vita.<br />
Fra quanto tempo, secondo lei, riusciremo<br />
a vedere la donna prima di<br />
tutto come un essere umano invece<br />
che come una donna?<br />
Non lo so. La questione femminile<br />
mi sembra un animale che fa due passi<br />
avanti e uno indietro. Pensiamo<br />
solo al tema della legge sull’aborto che<br />
periodicamente viene messa in crisi.<br />
In Cile è stata appena tolta. Non<br />
smettiamo di farci sentire.<br />
Lei descrive diversi tipi di donne<br />
childfree: lei quale di questi tipi è?<br />
Io credevo, anni fa, durante il mio<br />
primo matrimonio, di essere una<br />
childless, una donna che non ha e non<br />
riesce ad avere figli, ma che li vorrebbe.<br />
Poi ascoltandomi, col passare<br />
del tempo, ho capito che quello<br />
che mi era accaduto corrispondeva<br />
alla mia natura più profonda, e sono<br />
diventata una childfree per caso:<br />
una donna a cui è capitato di non avere<br />
figli ed è felice così. Che poi amo<br />
i bambini, per cui sono la childfree<br />
zia, un po' una Mary Poppins, mamma...<br />
“a ore”.<br />
Fra i tipi di childfree che ha individuato<br />
ce n’è una che non vorrebbe<br />
incontrare sulla sua strada nonostante<br />
sia una childfree anche lei?<br />
La childfree per forza. Quelle che non<br />
si arrendono e si accaniscono oltre<br />
ogni limite, dimenticandosi la ragione<br />
per cui hanno iniziato un certo cammino.<br />
A volte le donne sono così concentrate<br />
sui loro desideri da trasformarli<br />
in obiettivi che col tempo rischiano<br />
di perdere la loro genuinità.<br />
Ci sono molti modi di essere felici<br />
senza figli, interessanti e appaganti.<br />
Ha in programma di scrivere altri<br />
libri o film che parleranno di questo<br />
stesso argomento?<br />
Per ora no, ma continuerò a occuparmi<br />
di donne.<br />
Il libro è il racconto<br />
di un’esperienza<br />
personale e di<br />
un punto di vista<br />
condivisibile o meno,<br />
ma che sicuramente<br />
si porta dietro spunti<br />
di riflessione per<br />
tutte le lettrici<br />
L’AUTRICE<br />
Michela Andreozzi, romana, è, prima che una<br />
scrittrice, un’attrice e una regista. Ha iniziato a lavorare<br />
nel mondo dello spettacolo facendo parte<br />
delle redazioni delle trasmissioni Domenica In<br />
e Non è la Rai dirette da Gianni Boncompagni.<br />
Successivamente forma con Francesca Zanni<br />
il duo comico Gretel & Gretel, che partecipa a<br />
diverse trasmissioni televisive, tra cui Zelig. Dopo<br />
diverse esperienze come sceneggiatrice (il telefilm<br />
Via Zanardi 33 ma anche diversi programmi televisivi),<br />
nel 2005 entra nel cast de La squadra<br />
prima e di 7 vite poi. Al cinema recita nel film<br />
Basilicata Coast to Coast e in Pane e Burlesque.<br />
È anche autrice di testi per radio e teatro.
Leggere<br />
1 2<br />
3<br />
in libreria<br />
1. La casa di June,<br />
Miranda Beverly-Whittemore,<br />
Marsilio Editori<br />
Cassie Danvers, 25 anni, ha lasciato<br />
il fidanzato e la vita newyorkese<br />
per seppellirsi nella provincia<br />
dell’Ohio, nella casa di famiglia,<br />
dove è stata cresciuta da sua nonna<br />
June, da poco scomparsa. Una notizia<br />
che ha dell’inverosimile viene a<br />
scuoterla da questo isolamento:<br />
Jack Montgomery, ex divo hollywoodiano,<br />
le ha lasciato in eredità<br />
la sua immensa fortuna. Ma come è<br />
possibile che una star cinematografica<br />
d’altri tempi la conoscesse?<br />
2. Siracusa,<br />
Delia Ephron, Fazi Editore<br />
Due coppie vanno in vacanza insieme<br />
in Italia: Michael e Lizzie, raffinati<br />
newyorchesi, lui scrittore affermato,<br />
lei giornalista precaria; e Finn<br />
e Taylor, lui ristoratore e lei madre<br />
oppressiva, che vengono dal Maine<br />
e viaggiano con la figlia Snow, una<br />
bambina strana e taciturna. Ben<br />
presto emergono gelosie e rivalità,<br />
attrazioni incrociate e antipatie.<br />
3. La proposta,<br />
Paula Daly, Longanesi<br />
Dopo la fine del suo matrimonio, la<br />
vita è diventata sempre più difficile<br />
per Roz Toovey e per suo figlio George,<br />
di nove anni. Tra i debiti che<br />
si accumulano, l’affitto da pagare e<br />
le sempre più crescenti richieste dal<br />
bambino, ogni giorno è una nuova<br />
sfida per la protagonista. Quando a<br />
tutto questo si aggiunge una notifica<br />
di sfratto, per Roz sembra quasi<br />
impossibile andare avanti, finché a<br />
una festa conosce Scott, uomo ricco<br />
e sposato che vuole solamente passare<br />
una notte con lei, pagandola.<br />
4. Il libro che non volevo<br />
scrivere, Erwan Larher,<br />
Ponte alle Grazie<br />
Alle 21,40 del 13 novembre 20l5,<br />
tre terroristi legati all’ISIS fanno irruzione<br />
nel teatro Bataclan, a Parigi,<br />
armati fino ai denti. Nelle ore successive<br />
uccidono 130 persone e ne<br />
feriscono circa 360. Fra i feriti, un<br />
solo scrittore, Erwan Larher. Fortunata<br />
coincidenza, essere al centro<br />
della Storia e uscirne vivo, per chi<br />
vive di storie. Ma come venirne a<br />
capo quando la storia in questione<br />
è privata e pubblica, lutto collettivo<br />
e tragedia personale?<br />
5. Tu sei un artista, Harriet<br />
Russell, Corraini Edizioni<br />
Un graphic book per tirare fuori<br />
l’artista che c’è in ognuno. Il libro<br />
fornisce consigli per dare sfogo<br />
alla propria creatività e seguire le<br />
proprie ispirazioni. Come? In tutti i<br />
modi possibili e immaginabili: disegnando<br />
con il cibo, guardando<br />
il soggetto che si vuole disegnare<br />
a testa in giù, scrivendo una poesia<br />
sonora futurista…<br />
5<br />
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96 ITA EVENTI