Magazine Avventista - OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018

CommunicationsFSRT

Giornale trimestrale della Federazione avventista della Svizzera Romanda
e del Ticino (FSRT) N°17 - Ottobre, Novembre, Dicembre 2018

NUOVA

FORMULA

FEDELTÀ AL SABATO:

LE TESTIMONIANZE

DI DUE GIOVANI!

TRAMELAN

SALUTE

OTTOBRE / NOVEMBRE / DICEMBRE 2018 N° ISSN 2624-6686

17

Un bisnipote restaura la

chiesa del suo avo

Una dieta latto-ovovegetariana

versus

una dieta vegana


RICETTA

Giornale trimestrale

della Federazione

avventista della

Svizzera Romanda

e del Ticino (FSRT)

N°17

Ottobre, Novembre,

Dicembre 2018

Rivista gratuita - Stampato in

Germania - N° ISSN 2624-6686

“Nutella” fatta in casa

200 gr di nocciole

20 datteri senza nocciolo

1 dl di acqua

4 cucchiai di cacao in polvere senza zucchero

Mettere i datteri in una ciotola e coprire con acqua calda.

Lasciar riposare per 15 minuti. Preriscaldare il forno a 200°,

mettere le nocciole su una teglia e tostarle per 8 minuti.

Togliere le nocciole dal forno e lasciarle raffreddare. Una volta

raffreddate, sbucciatele.

Frullare le nocciole per 3-5 minuti, fino a quando non rilasciano

l’olio, facendo diventare la crema più liquida.

Aggiungere a questa crema i datteri e 1 dl di acqua dei datteri e

frullare il tutto.

Aggiungere i 4 cucchiai di cacao e continuare a frullare.

E il gioco è fatto…una deliziosa “Nutella” fatta in casa!

Una ricetta di Alessandra Siqueira Vieira

Caporedattore: Rickson

Nobre

Editore: Dipartimento delle

Comunicazioni FSRT

Redazione a cura di: Rickson

Nobre, Amélie Trébeau,

Yolande Grezet, Woodrow W.

Whidden, Eunice Goi, Ross

Grant

Impaginazione e grafica:

Cédrick Fernandez

Traduttore: Serena Zagara,

Tiziana Cala

Correzione a cura di:

Geneviève Montégut

Photo credit :

Copertina : Rickson Nobre

p2 : Alessandra Siqueira Vieira

p4 : Cédrick Fernandez

p6 : pixabay.com

p10 : Adobe photostock p8, 20,

22, 25 : pexels.com p21 : Rut

Jousseaume p16, 18, 23-24 :

Rickson Nobre p26-29 : Ivan

Martinez p19 : Rickson Nobre,

Jean-Marc Kummer p30-31 :

Matthias Maag

p32 : Alessandra Coro

La responsabilità degli articoli

firmati pubblicati su Adventiste

Magazine è dei singoli autori.

© FSRT - Tutti i diritti sono

riservati in tutti i paesi.

Vuoi presentare una ricetta e

farla pubblicare su Magazine Avventista?

Inviacela, insieme a una foto, a

contact@adventistemagazine.com

2


COLORI LOCALI

EDITO

SOMMARIO

RICKSON

NOBRE

Pastore e

segretario FSRT

Per questo secondo numero della rivista

Magazine Avventista “Nuova formula”

abbiamo deciso di dare più valore al “made

in Switzerland”.

Dedichiamo quindi la nostra prima pagina

agli svizzeri e alle loro storie. Inoltre,

grazie alle versioni in francese e in italiano,

possiamo avere due copertine diverse che

valorizzeranno in particolare gli articoli

legati alla Svizzera romanda e al Ticino.

Per la Svizzera romanda, abbiamo messo in evidenza i lavori di

restauro dell’ex cappella di Tramelan, che si dà il caso sia stata

la prima chiesa avventista a essere ufficialmente fondata in

Europa. È quasi inimmaginabile vedere come, per quasi 100

anni, questa cappella sia stata conservata nonostante tutti gli

avvenimenti storici, per infine essere acquistata dalla chiesa

avventista nel 2014. Ed eccoci adesso, quattro anni dopo, nel

bel mezzo di un progetto di ristrutturazione.

Nel Ticino, dei giovani adolescenti raccontano le loro

esperienze nell’osservare il sabato e nel mettere in pratica

la propria fede, in un contesto che a volte ci può sembrare

ostile. Che si tratti dell’ambito degli studi o della ricerca di

un impiego, bisogna restare saldi nei propri valori anche nei

momenti difficili. Il risultato finale sarà spesso sentire che “con

Gesù, tutto è possibile”.

Questo coraggio e questi sacrifici non sono fatti senza sforzi

dai nostri ragazzi. L’articolo preparato dal Ministero In favore

dei Bambini (MIB) sottolinea l’importanza di preparare,

invitare ma soprattutto accompagnare i nostri figli nella vita

di culto; dalla loro preparazione fino a, perché no, lasciare

loro il pulpito in occasione di un culto. Ne danno prova due

testimonianze.

In questo numero, troverete anche una riflessione sulla trinità,

un paragone tra la dieta vegetariana e quella vegana, insieme

alle ultime notizie regionali, che chiuderanno quest’ultima

edizione del 2018.

Magazine Avventista e Adventiste Magazine TV fanno del

proprio meglio per essere più vicini alle persone, che siano

social o no, per portare le informazioni legate alla nostra fede

al maggior numero di persone. Grazie della vostra fedeltà!

4CREDENZE

L’importanza

della Trinità

11

SALUTE

Una dieta

latto-ovo-vegetariana

versus una dieta vegana

16

FASCICOLO

Tramelan : un bisnipote

restaura la chiesa del suo

avo

20

FAMIGLIA

Sinergia e coinvolgimento

della gioventù nelle

nostre chiese

22

GIOVENTÙ

Fedeltà al sabato: due

giovani ticinesi danno la

loro testimonianza!

26

INTERVISTA

Una dolce voce

30

NOTIZIE SVIZZERA

15

CRONACA ROSA

3


L’IMPORTANZA

DELLA TRINITÀ

Woodrow W. Whidden

Non mi ricordo di aver potuto assistere

a un sermone sulla Trinità da bambino.

Fu solo nel mio ultimo anno di teologia

che ho avuto un minimo di discussione

sull’argomento. Durante un workshop

che verteva sulla dottrina del Signore,

il professore aveva introdotto una

discussione dettagliata della sua

storia e della base biblica. Ma devo

ammettere che tutti quei discorsi

mi sembravano piuttosto esoterici

e decisamente poco pratici. Eppure

la mia evoluzione teologica mi ha

gradualmente portato a preoccuparmi,

fino ad appassionarmene, di questo

tema e la mia indifferenza si è

trasformata in concreta convinzione che

la dottrina della Trinità sia l’espressione

teologica centrale del pensiero e della

pratica cristiana. Lungi dall’essere un

mistero irrilevante, la Trinità proclama

il centro della testimonianza cristiana

sulla natura di Dio e della Sua visione

della felicità dell’uomo.

Ogni riflessione teologica ha due fasi

essenziali: la prima è la definizione della

dottrina, una fase che a sua volta ha

due aspetti principali:

(1) La chiara affermazione della dottrina

e (2) la valutazione del suo fondamento

biblico. In secondo luogo, l’affermazione

della sua importanza, fase che punta a

chiarire argomenti come le implicazioni

teologiche e le pratiche della dottrina, in

particolare la sua coerenza nei confronti

di altri insegnamenti cristiani e della

questione della salvezza personale (o

riconciliazione con il Signore).

LA TRINITÀ: DI COSA SI

TRATTA?

Il secondo punto dottrinale della

Chiesa Avventista dice così: “C’è un

solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo,

un’unità di tre persone coeterne”

. Sia la chiesa delle origini che la

Chiesa Avventista hanno avuto a che

fare con gravi incomprensioni con

questa affermazione. Ovviamente la

nozione di Dio Padre non è mai stata

messa in dubbio, grazie alla lunga

tradizione dell’ortodossia cristiana. Ma

se la maggior parte dei cristiani ha

proclamato il carattere eternamente

divino del Padre, quando si parlava

invece del carattere pienamente ed

eternamente divino del Figlio o della

personalità divina dello Spirito Santo,

così come dell’unità intrinseca di questo

trio, numerose sono le controversie

in atto. Non abbiamo tempo qui per

discutere nel dettaglio delle prove

bibliche dell’unità trina di Dio ma se

possiamo stabilire la piena divinità del

Figlio e dello Spirito Santo, ci sembra

logico che questi due esistano in

profonda unità con il Padre. È proprio

così che i cristiani hanno da sempre

4


CREDENZE

proclamato l’esistenza di un solo Dio

(monoteismo), che si manifesta in

un’unità tripersonale d’amore (non si

tratta quindi di tre dei né di triteismo).

IL CARATTERE PIENAMENTE

DIVINO DEL FIGLIO

Tre grandi tipi di prove bibliche attestano

il carattere intrinsecamente divino di

Gesù, simile, in natura e in sostanza, a

quella del Padre.

1. Nel Nuovo Testamento, Gesù è

espressamente chiamato Dio. Ebrei

1 lo paragona agli angeli. Nei versetti

7 e 8, l’autore afferma che, Dio fa dei

suoi angeli “dei venti, e dei suoi ministri

fiamme di fuoco” *, mentre del Figlio

dice “il tuo trono, o Dio, dura di secolo in

secolo”. Il versetto 8 è uno dei sette casi

di applicazione diretta a Gesù, nel Nuovo

Testamento, della parola greca che

significa Dio (theos); gli altri sei si trovano

in: Giovanni 1:1,18; 20:28; Romani 9:5;

Tito 2:13 e 2 Pietro 1:1.

Dobbiamo essere molto chiari su ciò

che gli autori del Nuovo Testamento,

specialmente l’autore del libro di

Ebrei, dicono in questi versetti: fanno

riferimento a Gesù come a Dio e nel

libro di Ebrei l’autore interpreta l’Antico

Testamento applicando a Gesù un Salmo

(45:6) indirizzato, in partenza, al Dio

dell’Antico Testamento.

2. Gesù si attribuisce dei titoli e delle

dichiarazioni divine. L’esempio più

lampante si trova in Giovanni 8:58: “Gesù

disse loro: in verità, in verità vi dico: prima

che Abraamo fosse nato, io sono”. Gesù

afferma molto semplicemente di non

essere altro che il Dio dell’Esodo, e lo dice

facendo riferire alla Sua stessa persona il

versetto di Esodo 3:14: “Dio disse a Mosè:

io sono colui che sono”.

5


Inoltre, questo Dio che parla in Esodo

3:14 continua a spiegare la Sua identità:

“Il Signore, (YHWH), il Dio dei vostri padri,

il Dio di Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di

Giacobbe”. In altre parole, Gesù non solo

afferma di essere il Dio dell’Esodo, ma

anche il Signore (YHWH) dei patriarchi. Non

sorprende quindi che i farisei increduli,

“presero delle pietre per tirargliele”

(Giovanni 8:59), la punizione prescritta

nell’Antico Testamento per la blasfemia

(fare riferimento a Giovanni 5:17 dove Gesù

afferma la stessa cosa).

3. Gli autori del Nuovo Testamento

attribuiscono a Gesù delle denominazioni

divine. In Ebrei 1:10-12, l’ispirazione

dà a Gesù il titolo supremo dell’Antico

Testamento di Dio: YHWH. L’autore del

libro degli Ebrei lo fa applicando a Gesù

il Salmo 102:26-28. Non era raro che gli

autori del Nuovo Testamento lo facessero,

ma la cosa che colpisce è che il Salmo in

questione era rivolto, originariamente, al

Signore (YHWH) dell’Antico Testamento.

L’autore del Nuovo Testamento si sentiva

quindi in diritto di applicare a Gesù dei

passaggi originariamente indirizzati al Dio

d’Israele. Ne deriva che Gesù È il Signore

(THWH) dell’Antico Testamento. Apocalisse

1:17 descrive un utilizzo simile di un titolo

dell’Antico Testamento “io sono il primo e

l’ultimo”.

IL CARATTERE PIENAMENTE

DIVINO DELLO SPIRITO SANTO

Nella Scrittura ci sono tante prove a

dimostrazione della natura divina dello

Spirito. La più flagrante si trova nel libro

degli Atti, la tragica storia di Anania e

Saffira, che sono stati trovati mancanti nei

confronti dei voti sacri che avevano fatto al

Signore. Venuti per lasciare pubblicamente

le offerte ai piedi degli apostoli, furono

colpiti da morte improvvisa, ma non prima

che Pietro desse loro una spiegazione di

quello che li attendeva: sarebbero morti

perché avevano mentito allo Spirito Santo.

Poi, con una rivelazione stupefacente,

aveva aggiunto che non avevano “mentito

agli uomini, ma a Dio” (Atti 5:4). Ne deriva

la chiara conclusione che lo Spirito Santo è

un essere divino.

Il secondo elemento di prova si trova nei

numerosi passaggi che descrivono l’azione

dello Spirito Santo come unica e propria di

Dio; l’esempio lampante si trova in 1 Corinzi

2:9-11.

Paolo annuncia ai suoi lettori che

possono sapere le cose “che

Dio ha preparate per coloro

che lo amano” (versetto

9). Cosa rende possibile

questa conoscenza?

“Dio le ha rivelate per

mezzo dello Spirito”

(versetto 10). E come

fa lo Spirito ad avere

accesso a una tale

conoscenza? “Perché

lo Spirito scruta

ogni cosa, anche le

profondità di Dio. Infatti

chi, tra gli uomini, conosce

le cose dell’uomo se non lo

spirito dell’uomo che è in lui? Così

nessuno conosce le cose di Dio se non

lo Spirito di Dio” (versetti 10-11).

Questo passaggio suggerisce che,

chiunque vuole sapere “quello che rivela

l’uomo”, deve chiedere a un uomo. Ma se

ciò è vero per quanta su un livello umano,

lo è ancora di più su un livello divino: “Così

nessuno conosce le cose di Dio se non lo

Spirito di Dio” (versetto 11). Solo un essere

divino può realmente sapere quello che c’è

nella mente e nel cuore di un altro essere

divino.

6


L’IMPORTANZA DELLA TRINITÀ

Perché è importante la piena divinità

del Figlio e dello Spirito Santo? Prima

di affrontare questo grave problema,

dobbiamo affrontare un’altra questione

che sembra tormentare molte persone:

si tratta dell’apparente assenza di logica

insita nell’affermazione che tre equivalgono

a uno. Questo crea delle difficoltà

nell’intelligenza razionalista di molti

studenti occidentali, così come nei nostri

amici musulmani, strettamente monoteisti.

L’obiezione logica. Millard Erickson ha

suggerito che la ragione umana

non avrebbe saputo tollerare un

calcolo matematico così strano

come quello della Trinità, in

cui “tre = uno”. Se andate al

supermercato e comprate

tre pagnotte per poi cercare

di convincere la cassiera

che ne dovete pagare solo

una, questa avrà di sicuro

la tentazione di chiamare la

sicurezza .

Come prima risposta al

problema logico posto dal pensiero

trinitario, possiamo ammettere

che ci troviamo di fronte a misteri ben

più profondi. Nelle relazioni amorose,

sembra svilupparsi una profonda unità

sociale e affettiva. Dovremmo forse dire

che le relazioni amorose sono totalmente

illogiche e incoerenti? Certamente no. E

questo sembra il modo migliore di dare

un resoconto coerente del mistero della

Trinità e della sua unicità plurale.

Erickson suggerisce con sagacia quella che

potrebbe essere una risposta credibile: “Ci

proponiamo di pensare alla Trinità come

a un insieme di persone che costituiscono

un unico essere. Se le interrelazioni

che animano questa società di persone

hanno le dimensioni che non troviamo

negli uomini, ci sono tuttavia dei paragoni

molto illuminanti. L’amore è il legame che,

all’interno di questa divinità, unisce ognuna

delle persone alle altre” .

Non sorprende quindi che Erickson si

rivolga direttamente verso 1 Giovanni

4:8,16 che dice: “Dio è amore”. Riusciamo

ad apprezzare a pieno la profondità

di questa affermazione ispirata, così

disarmante nella sua apparente semplicità?

Queste tre parole danno un grande

contributo alla nostra comprensione di

un Dio che esiste da sempre in uno stato

di “unicità” trina. “L’affermazione […] ‘Dio

è amore’, non è una definizione di Dio,

non più di quanto non sia una delle Sue

caratteristiche tra le altre. È un attributo

fondamentale e intrinseco di Dio” .

Per i cristiani trinitari, la questione chiave

a proposito di Dio conduce infine alla

questione del Suo amore. E se Dio non

è “amore” nel Suo profondo, allora tutte

le domande sulla natura ritorneranno

a essere dei soggetti biblici senza

ragione. Ma noi sentiamo che quello che

caratterizza al meglio Dio è proprio l’amore.

Se Dio è veramente, nella Sua stessa

essenza, un Dio d’amore (Giovanni 3:16 e 1

Giovanni 4:8), allora dobbiamo prendere in

considerazione le seguenti implicazioni:

Colui che esiste da sempre e che ci ha fatto

a Sua immagine, potrebbe davvero essere

chiamato un Dio d’amore se esistesse come

essere solitario e unitario? L’amore, e in

particolare l’amore divino, può esistere se

Colui che ha creato il nostro universo non

fosse un essere plurale che ha esercitato da

sempre l’amore all’interno della sua divina

pluralità (Trinità)? L’amore vero, disinteressato,

non è possibile solo se derivato da un Dio

che, nella Sua stessa natura, è stato, è e sarà

per sempre, in quanto Trinità pienamente

sociale, un Dio d’amore?

7


Sentiamo con forza la chiamata ad

annunciare che Dio è una Trinità d’amore

e che questo amore ha conosciuto la sua

più commovente rivelazione nell’opera

creatrice, nell’incarnazione, nella vita,

nella morte e nella risurrezione del Figlio

di Dio, essere pienamente divino. Non c’è

quindi nulla di illogico nell’unità trina di

Dio. È infatti l’unica fonte logica veramente

sensata, quella di un amore che si sacrifica,

che pratica la sottomissione reciproca e

che sgorga eternamente verso l’esterno

nella grazia di un potere creatore e

redentore.

Un tale amore infinito deve, tuttavia, essere

materialmente comunicato a questi essere

finiti e peccatori che sono gli uomini. Ecco

come l’importanza della piena divinità

del Figlio e dello Spirito Santo assume il

suo pieno significato, nella tragedia della

creazione e della redenzione.

LA DIVINITÀ DEL CRISTO: LE

SUE IMPLICAZIONI

Innanzitutto, prima che la Trinità fosse in

grado di far sì che l’efficienza della vita e

della morte salvifica di Cristo agisse sulla

salvezza degli uomini peccatori, c’era un

bisogno urgente di rivelare agli uomini,

alienati dal peccato, chi era davvero Dio.

L’unico capace di compiere una simile

rivelazione della natura divina era Dio,

solo Lui avrebbe potuto. Questa è stata la

missione principale di Gesù, divino Figlio

di Dio.

Se parliamo della salvezza, in particolare

della morte espiatoria di Cristo, solo

uno come il Padre avrebbe potuto, nella

Sua natura divina, offrire un sacrificio

che avrebbe pienamente soddisfatto

la giustizia divina del Signore. E solo

un Cristo pienamente divino avrebbe

potuto essere, attraverso lo Spirito Santo,

sufficientemente potente da ricreare

degli esseri umani devastati dal peccato,

rifacendoli secondo la personalità del

divino. In altre parole, solamente il Figlio

divino poteva realizzare la conversione, o

la nuova nascita, dei peccatori e stimolare

dei cambiamenti di carattere in modo da

riuscire a riflettere l’immagine del divino.

Riassumendo, solo il Figlio, immagine

dell’amore incarnato, poteva manifestare

e rendere effettivo un amore così

trasformatore.

LA PIENA DIVINITÀ DELLO

SPIRITO SANTO

Come per il carattere divino del

Figlio, le implicazioni teologiche

del carattere divino dello

Spirito Santo derivano

da questioni sollevate

dall’intenzione divina

di riscattare l’umanità

rovinata dal peccato.

È più che certo che, solo

Colui che è uguale al

Padre per natura e per

personalità poteva offrire

per il peccato un sacrificio

effettivamente salvifico, allo

stesso modo, Colui che (lo Spirito

Santo) è pienamente divino può

effettivamente comunicare agli uomini

peccatori l’efficacia completa di questo

sacrificio. Ancora una volta, c’è bisogno

di uno Spirito divino per rivelare all’uomo

peccatore l’opera di un Figlio divino (1

Corinzi 2:7-12).

Solamente lo Spirito Santo può portare

all’umanità decaduta tutta la potenza

della conversione e della convinzione

dell’immenso amore divino. Solo Colui che

è da sempre legato al cuore d’amore che sa

sacrificare, caratteristica intrinseca del Padre

e del Figlio, può pienamente comunicare un

tale amore a un’umanità perduta.

8


Solo Colui che ha collaborato con il Figlio

alla creazione del mondo avrebbe potuto

ricreare le anime devastate dalle forze

distruttive di Satana e del peccato (Romani

8:10-11).

Solo Colui che poteva essere in pieno

accordo con il cuore stesso del ministero

incarnato di Gesù, pur avendo la capacità

di essere dappertutto allo stesso momento

(onnipresenza di Dio), avrebbe potuto

rappresentare al mondo intero la presenza

eterna, personale e redentrice del Cristo.

E il solo capace a farlo è proprio lo Spirito,

questa personalità costantemente e

totalmente presente.

INVITO

Voglio incitare tutti i

lettori a prendersi del

tempo per riflettere

in preghiera sulla

Trinità e sulle profonde

implicazioni riguardanti

la via e il destino offerti

all’umanità dal Dio della

Bibbia. È una dottrina che

soddisfa le esigenze di sete

di conoscenza del mondo

(sete di riflessione razionale sulla

difficile situazione dell’umanità e

del divino), pur costituendo un mistero

attraente per i “postmoderni” orientati

verso il relazionale. Inoltre, il pensiero e la

vita trinitaria propongono la visione di una

vita di relazioni amorose, che riflettono la

realtà estremamente profonda offerta da

Colui che ha creato il mondo con amore e

che cerca di salvarlo dal peccato; il peccato

infatti è assenza di amore, la più profonda

antitesi dell’amore divino.

fa parte della Trinità d’amore, non riesce a

vincere il dibattito, allora niente al mondo

ci riuscirà. Le risorse dell’amore, derivate

dal Padre, incarnate in Cristo e comunicate

dal divino Spirito Santo, costituiscono la più

ricca visione teologica immaginabile per un

mondo perduto.

Woodrow W. Whidden

(dottorato all’Università di Drew) è

professore di religione alla Andrews

University, a Berrien Springs, Michigan,

Stati Uniti.

E-mail: whiddenw@andrews.edu

* Salvo indicazioni contrarie, i versetti biblici

citati nell’articolo sono tratti dalla Nuova

Riveduta.

RIFERIMENTI BIOGRAFICI

1 - Ce que croient les adventistes :

27 vérités bibliques fondamentales

(Dammarie-les-Lys : Vie et Santé, 1990), p.

24.

2 - Per una presentazione più completa di

queste prove, fare riferimento ai capitoli di

cui sono l’autore nella prima sezione di The

Trinity : Understanding God’s Love, His Plan

of Salvation and Christian Relationships

(Hagerstown, Maryland : Review and Herald

Publishing Association, 2002), p. 16-119.

3 - Millard Erickson, Making Sense of the

Trinity: Three Crucial Questions (Grand

Rapids, Michigan: Baker Book House, 200),

p. 43,44.

4 - Idem, p. 58.

5 - Ibid.

Quale argomento migliore di questo

per cercare di stabilire un contatto con

le preoccupazioni monoteiste dei nostri

amici musulmani? Se l’amore di Gesù, che

9


10


SALUTE

UNA DIETA

LATTO-OVO-VEGETARIANA

VERSUS UNA DIETA VEGANA

Molti di noi pensano che i vegetariani

mangino solo cibi di origine vegetale,

cosa che ovviamente è vera. Ma ci sono

delle variazioni sul tema. Un latto-ovovegetariano

non mangerà carne ma

consumerà prodotti di origine animale,

come uova, latte e formaggio. I vegani

invece non mangiano nessun prodotto di

origine animale.

Ci sono molte ragioni che portano le

persone a escludere la carne dalla

propria dieta. Alcuni lo fanno per una

convinzione religiosa o di coscienza.

Ci sono persone che non ritengono

giusto che gli animali vengano uccisi

per il loro nutrimento, specie se

esistono delle valide alternative. Altri

invece smettono di mangiare carne per

proteggere l’ambiente dallo sfruttamento

commerciale.

Sempre più spesso, tuttavia, le persone

scelgono una dieta priva carne,

seguendo le prove che supportano

questa scelta e ne sottolineano i benefici

per la salute. È infatti noto come una

dieta vegetariana riduca il rischio di

malattie cardiache, di diabete, di ictus

e di molte forme di cancro. Uno studio

recente ha anche mostrato come gli

adolescenti di 14-15 anni che seguono

una dieta ricca di verdure hanno anche

il vantaggio di una diminuzione di

peso e di un minor numero di rischi

di contrarre una sindrome metabolica

o malattie cardiovascolari. Si tratta

di un dato importante, specie se si

considera il numero crescente di giovani

e giovanissimi che sono in sovrappeso

e che sviluppano il diabete fin dalla più

tenera età.

La dieta vegetariana e quella a base

di carne possono entrambe fornire

un’adeguata alimentazione di base.

Tuttavia, differiscono su due punti

fondamentali. Innanzitutto, per quanto

riguarda il peso, visto che una dieta

a base di carne fornisce più calorie e

più grassi saturi rispetto a una dieta

vegetariana. Questa può essere una delle

ragioni per cui chi mangia la carne è

spesso più grasso rispetto ai vegetariani.

Tuttavia, mentre la dieta a base di

carne e quella vegetariana possono

entrambe fornire livelli adeguati di

vitamine e minerali di base, solo gli

alimenti vegetali forniscono una quantità

significativa di nutrienti aggiuntivi come

gli isoflavoni e i polifenoli. Alcune ricerche

mostrano come queste piccole molecole

vegetali possono avere dei grandi

benefici sulla salute di una persona,

in particolare agendo su alcuni tipi di

cancro, migliorando la salute cardiaca e

riducendo le malattie cerebrali.

11


QUAL È LA MIGLIORE?

La maggior parte delle persone concorderà

sul fatto che una dieta vegetariana ha

come risultato numerosi benefici per la

salute. Il dilemma è nello scegliere tra una

dieta latto-ovo-vegetariana e una dieta

vegana. Anche in questo caso, ci sono pro

e contro per entrambe le scelte.

Pro e contro della dieta vegana. In

generale, i vegetariani hanno una

salute migliore rispetto alla popolazione

media. I vegani tendono ad avere dei

livelli leggermente migliori per quanto

riguarda l’indice di massa corporea (IMC),

il colesterolo e la pressione sanguigna,

che sfociano in una riduzione del rischio

delle malattie cardiovascolari. Uno

studio ha riportato che i vegani hanno il

19% in meno di possibilità di contrarre

malattie cardiovascolari rispetto a coloro

che consumano regolarmente la carne;

questo dato sottolinea anche un leggero

miglioramento in confronto ai “semplici”

vegetariani, che possono vantarsi di avere

il 18% di possibilità in meno.

Per quanto riguarda gli aspetti negativi,

i vegani tendono a ridurre l’assunzione

di proteine, di acidi omega-3, di vitamina

B12, di zinco e di calcio. I livelli più bassi di

questi nutrienti fanno sì che i vegani

siano più a rischio per problemi

come uno scorretto sviluppo

osseo, un numero maggiore di

fratture a causa del ridotto

livello di calcio e zinco e la

possibilità di ammalarsi

di cancro in seguito

a una carenza di

vitamina B12,

così come

alcuni

problemi

neurologici

derivanti da

un’insufficiente assunzione di vitamina B12

e di acidi grassi omega-3.

È noto che bassi livelli della vitamina B12

possono causare problemi neurologici, tra

cui intorpidimento o formicolio alle mani

e ai piedi, insonnia, perdita di memoria e

depressione. In una donna incinta, questi

livelli bassi possono anche avere delle

gravi conseguenze sul bambino, tra cui

l’irritabilità e la regressione dello sviluppo.

Altrettanto preoccupante è il legame

esistente tra i bassi livelli di vitamina B12

e il cancro. Sebbene siano necessarie

ulteriori ricerche sul tema, uno studio

ha osservato un’associazione tra i bassi

livelli della vitamina B12 e un aumento del

rischio di cancro al seno nelle donne in

post-menopausa, mentre un altro studio

ha riportato che i vegani hanno il 14%

di possibilità in più di morire di cancro

rispetto ai coetanei che mangiano carne,

contro il 22% di possibilità in meno dei

vegetariani, sempre rispetto a chi segue

una dieta carnivora.

Tuttavia, questo stesso studio ha osservato

che i vegani hanno il più basso rischio

di morte (26% in meno), seguiti dai

vegetariani (23% in meno),

12


sempre paragonati a coloro che mangiano

carne.

Pro e contro della dieta latto-ovovegetariana.

Esistono dei problemi in una

dieta vegetariana che include anche il latte

e le uova? Sì, anche se la risposta sembra

riferirsi più al latte che alle uova.

Il voler includere il latte nella propria dieta

verte su ciò che la maggior parte dei

nutrizionisti e dei media ci dicono, ovvero

che il latte garantisce elevati livelli di calcio,

riducendo il rischio di malattie ossee

come l’osteoporosi. D’altra parte, alcuni

hanno sostenuto che i tassi di frattura

ossea sono in realtà più elevati nei paesi

che consumano latte e derivati; sembrano

esserci poche prove del fatto che il latte o

i latticini abbiano dei veri e propri effetti

benefici sulla salute ossea. Altre ricerche

mostrano inoltre che l’elevato consumo

di proteine del latte o di latticini può

contribuire al rischio di tumori alla prostata,

alle ovaie, insieme allo sviluppo di malattie

autoimmuni.

IN CONCLUSIONE

In sintesi, i vegetariani sono generalmente

più sani rispetto a coloro che consumano

carne e i vegani sembrano avere

più possibilità di evitare malattie

cardiovascolari rispetto ai vegetariani, pur

essendo a rischio di avere dei bassi livelli di

vitamina B12, di carenze di calcio e zinco.

D’altra parte, il consumo di molti prodotti

lattiero-caseari è anche legato ad alcuni

problemi di salute.

Quindi la migliore raccomandazione

per coloro che scelgono di escludere la

carne dalla loro alimentazione potrebbe

essere quella di seguire una dieta vegana,

stando attenti a trovare il modo di fornire

all’organismo i giusti valori di calcio e

vitamina B12. Un buon esempio sarebbe

sostituire il latte di origine animale con il

latte di soia, arricchito con calcio e vitamina

B12. Così facendo, si riducono al minimo

la maggior parte dei rischi identificati nella

dieta vegana, aggiungendo anche i benefici

degli isoflavoni di soia.

Qualunque siano le vostre scelte alimentari,

è importante che gli alimenti che mangiate

promuovano e sostengano la vostra salute.

In definitiva, una dieta a base vegetale,

variegata ed equilibrata, evitando gli

estremi, è senza dubbio quella ideale.

I NUTRIENTI CHE UN

VEGETARIANO DEVE

MONITORARE

Alcuni requisiti essenziali possono venire

a mancare in una dieta vegetariana mal

studiata. Come per esempio:

Proteine

Contrariamente all’opinione popolare, le

diete vegetariane forniscono una quantità

adeguata di proteine. La considerazione

principale è quella di ottenere la gamma

completa di aminoacidi (proteine). È

importante ricevere le proteine da una

buona varietà di vegetali, come i cereali

integrali, le lenticchie, i fagioli, le noci e i

semi. Le proteine della soia sono una fonte

di aminoacidi quasi identica a quella della

carne.

Vitamina B12

Questo importante nutriente si trova nelle

uova e nei latticini, ma per coloro che

seguono una dieta vegana è essenziale

assumere cibi arricchiti con la vitamina

B12, come il latte di soia, gli hamburger

vegetariani e gli estratti di lievito. I vegani

che non assumono alimenti contenenti

la vitamina B12 dovrebbero fare ricorso a

integratori vitaminici.

13


Calcio

I latto-ovo-vegetariani ricevono la maggior

parte della loro fonte di calcio da latte

e derivati. Tuttavia, anche gli alimenti

di origine vegetale possono fornire

un’adeguata quantità di calcio. Tra questi,

troviamo il tofu, le verdure (a eccezione

degli spinaci), la melassa, i fagioli, i fichi

secchi e i semi di sesamo (da provare

anche la tahina, un burro di noci ottenuto

dai semi di sesamo). Da notare che il

calcio viene assorbito meglio se si limita

l’assunzione di sale e caffeina, garantendo

anche una buona assunzione di vitamina D

attraverso l’esposizione ai raggi solari.

Ferro

Mantenere un sufficiente livello di ferro è

importante per tutti; una dieta vegetariana

fornisce molte fonti di ferro, tra cui i legumi

(fagioli e arachidi), tofu, verdure a foglia

verde, nocciole, albicocche essiccate e

cereali integrali. La vitamina C può anche

migliorare l’assorbimento del ferro.

Zinco

Sebbene lo zinco sia ampiamente presente

negli alimenti vegetali, il suo assorbimento

può essere ridotto dai fitati (fosforo)

presenti nella crusca di frumento, nei

cereali integrali e nei legumi. Mettere in

ammollo, fare fermentare e fare germinare

aiutano a rendere lo zinco una fonte più

disponibile nelle fonti come i legumi, le

nocciole, il riso integrale e il pane integrale.

Oméga 3

L’assunzione degli acidi grassi omega-3

polinsaturi può essere bassa nelle diete

vegetariane. Delle buone fonti non animali

di omega 3 sono i semi di lino, le noci, la

colza, i semi di zucca e le verdure a foglia

verde.

Ross Grant

*Il Dr Ross Grant Grant è uno ricercatore

scientifico specializzato nella farmacologia

biologica. Le sue attuali attività di

ricerca includono lo studio degli effetti di

un’alimentazione selezionata sulla salute

vascolare e neurobiologica degli adolescenti.

Coloro che sono interessati a saperne di

più sulle diete vegetariane possono visitare

il seguente sito: www.vegsoc.org

14


Cronaca rosa

Emio Fratiani è venuto al mondo il 9 agosto, per

la gioia dei suoi genitori Daniel e Nadja, membri

della chiesa di Clarens. Emio completa così la

squadra di famiglia, unendosi alla sorellina Miléa,

che ha 7 anni. È un piccolo mix tra un papà italiano e una mamma

ucraina.

Il 25 luglio 2018 segnerà per sempre la vita della famiglia

Annese, che ha accolto l’arrivo di Joely Annese, con

grande gioia dei genitori Sergio e Eliana. Anche questo

piccolo fagottino è un bel mix tra papà italiano e mamma

dominicana.

Il 22 agosto la famiglia Goi è riuscita a realizzare un

sogno. Dopo qualche ostacolo, Jack et Eunice hanno

potuto stringere tra le loro braccia la piccola Léa. La

bambina racchiude un po’ di Brasile, di Portogallo e di

Francia. Léa ha dovuto passare qualche settimana in

ospedale, per terminare il suo sviluppo. Infatti è nata un

po’ in anticipo, ma questo non ha causato nessun danno.

La famiglia fa parte della chiesa lusofona di Losanna e

Eunice lavora nel dipartimento delle comunicazioni della

federazione.

La famiglia Mühlethaler, membri della chiesa di

Friburgo, si è allargata ancora. Dopo l’arrivo di

Nolan, nel gennaio del 2015, è la volta del fratellino,

che porta nuova gioia alla famiglia. Soen

Mühlethaler è nato il 9 agosto; è in buona salute,

per la gioia della mamma, del papà e dei nonni.

Fai parte di una chiesa della FSRT e la tua famiglia si è appena allargata? Per dare la buona notizia

all’interno della nostra rivista, mandaci tutte le informazioni (nome del neonato, nome dei

genitori, data di nascita e foto) scrivendo a contact@adventistemagazine.com


FASCICOLO

TRAMELAN :

UN BISNIPOTE

RESTAURA LA CHIESA

DEL SUO AVO

Jean-Marc Kummer, che lavora per la

Federazione delle Chiese Avventiste della

Svizzera Romanza e del Ticino (FSRT) nel

campo del restauro e della manutenzione

degli edifici, sta facendo una cosa unica nel

suo percorso professionale. Ha ricevuto

l’incarico di restaurare un edificio storico,

ma non uno qualsiasi: si tratta infatti

della la prima chiesa avventista (se non

si considerano quelle fondate negli Stati

Uniti). Fu inaugurata il 25 dicembre del

1886 e fu Ellen White a dirigere il servizio

dell’inaugurazione e a pregare in

quell’occasione.

Si ritrova quindi a

Tramelan, intento a

svuotare le stanze

della piccola

costruzione, piene

di ogni sorta

d’oggetti. Bisogna

riciclare e liberare lo

spazio per trattare il

legno, levigare, riparare e

pitturare. Bisogna restaurare

tutto. Improvvisamente, pulendo la

parte inferiore dell’ingresso della piccola

cappella, tocca qualcosa che assomiglia a

dei quaderni. Stranito, si chiede che cosa ci

facciano lì quegli oggetti.

Ce ne sono tre: li tira fuori, toglie la polvere

che li ricopre e trova un quaderno di

contabilità del 1930; poi un registro con

i rapporti delle attività missionarie della

scuola del sabato come veniva fatto a

quel tempo. E poi... sorpresa! Scopre un

quaderno del 1916 in cui vede il nome

del... di suo nonno, allora 16enne! Otto

Gerber ha probabilmente partecipato a

un programma di natale o un altro evento

speciale perchè il suo nome appariva nel

programma della giornata.

Jean-Marc aveva appena trovato

una prova, vecchia di 102 anni,

dell’impegno della sua famiglia,

all’alba della chiesa avventista

in Svizzera. Il suo bisnonno,

Abraham Gerber, allora

mennonita, si convertì

all’avventismo e frequentò la

chiesa a Tramelan con tutta

la sua famiglia, tra cui suo il

figlio Otto.

La madre era una Gerber, e

come i Roth, Augsburger, Vuilleumier,

Houiet e tanti altri, fanno parte della

storia della chiesa avventista, non solo

in Svizzera ma anche all’estero. Era un

«alveare» di missionari che girava per

il mondo. Gustave Roth scriveva nella

rivista avventista del 1° aprile 1937, pp.

12-13 «Tramelan è stata la culla della

16


iforma avventista in Europa. La nostra

piccola chiesa è diventata una scuola di

formazione per i lavoratori che si sono poi

spostati nel mondo intero».

La costruzione di questa cappella si deve

in gran parte al lavoro di Michael Belina

Czechowski, insieme alla famiglia Roth;

era un prete polacco diventato avventista

che, in modo non ufficiale, è stato il primo

missionario avventista in Svizzera. Invitò a

finanziare la costruzione di questo luogo di

culto..nel giardino di casa loro. Ma qualche

anno dopo, i Roth decisero di emigrare

negli Stati Uniti e dovettero vendere la

casa di famiglia (compreso il luogo di

culto) per poter finanziare il viaggio e il

loro trasferimento. Ancora oggi, decine

di discendenti della famiglia Roth vivono

in America e sono attivamente impegnati

in diversi campi dell’opera avventista.

Nonostante ciò, la cappella di Tramelan

servì ai nuovi proprietari per far riunire la

chiesa per decenni, fino al 1968.

CONSERVAZIONE MIRACOLOSA

Fu solo recentemente, nel 2014, che

la Divisione Intereuropea ha deciso di

ricomprare la cappella. Ma ha dovuto

comprare tutto l’edificio, cioè l’antica casa dei

Roth e i garage costruiti successivamente

perchè la proprietà non si poteva dividere.

E’ comunque sorprendente che una piccola

costruzione in legno di fronte la strada

principale di Tramelan, che si è sviluppata

molto in questi ultimi anni, sia ancora

lì intatta. Questa conservazione è stata

possibile grazie all’insaziabile passione

di René Frauchiger, che dopo che la

comunità si spostò, affittò la cappella. Fu

lui che fece vivere questo luogo e che lo

fece visitare a chi voleva scoprire le prime

tracce dell’avventismo in Europa. Grazie al

suo lavoro di comunicazione e ai richiami

alla divisione, quest’ultima ha ripreso la

proprietà nel 2012 prima in affitto, per poi

comprarla due anni dopo.

17


LA NASCITA DI UNA NUOVA

ASSOCIAZIONE

Dopo l’acquisto della Divisione, questa

chiese all’unione svizzera e alle federazioni

che la compongono di creare un progetto

per far rivivere Tramelan. Grazie a dei

volontari e agli amministratori, si creò

una nuova associazione: «Gli amici della

storia avventista a Tramelan». Furono

lanciati dei progetti di restauro: il presidente

dell’associazione, David Jennah, propose di

non rendere il luogo soltanto un museo,

ma che la chiesa potesse continuare a

riunirsi in questa parte della regione. L’idea

è quella di organizzare seminari, concerti

e dibattiti nella cappella, a cui potranno

partecipare tutte le chiese della regione. C’è

anche un progetto di un circuito turistico da

Ginevra fino a Bale, passando da Neuchatel

e Tramelan, per studiare la riforma e la

nascita dell’avventismo in Europa. Ma per

David Jennah, il messaggio più importante

che ci lascia questo edificio è che «sapendo

da dove veniamo, possiamo sapere dove

andiamo». E aggiunge: «questa costruzione

è la presenza intrinseca della Parola!».

IL DIFFICILE LAVORO DI

RESTAURO

Torniamo allora a Jean-Marc e alla sua

missione di restauro. Per lui lo scopo è

quello di restaurare la cappella in modo che

sia il più simile possibile al momento della

sua costruzione. Ma prima di iniziare i lavori,

ha dovuto intraprendere diversi processi

con il comune di Tramelan per sapere

come procedere. Degli esperti in

costruzioni storiche hanno fatto

delle ricerche sui muri. E voilà,

dopo qualche raschiatura,

sono stati restaurati alcuni

affreschi. Su alcuni muri sono

state addirittura trovate delle

decorazioni dei primi anni del

XX secolo. Le imposte erano

probabilmente quelle originali, ma erano

in uno stato disastroso. Il servizio antiincendio

ha chiesto che venisse installato

un isolamento non infiammabile sul tetto e

sui muri nord ed est. La rifinitura originale

era in cartongesso e non verrà cambiata. La

struttura verrà anche cambiata per imitare

quella originale, ma con qualche aggiunta

per facilitarne l’uso (WC e piccola cucina).

Dopo le raschiature è spuntato il colore

grigio originale: probabilmente i muri non

erano pitturati quando Ellen White venne

per l’inaugurazione, ma la chiesa è stata

sicuramente pitturata nei primi anni del

1900.

RICHIESTA DI AIUTO

Sono state affidate agli archivi storici

di Collonges-sous-Salève delle ricerche

per trovare delle foto o qualsiasi altro

documento tra gli archivi di Tramelan che

potessero aiutare ad avere più dettagli

sull’aspetto originale della cappella.

Sfortunatamente è stata trovata solo una

foto, scattata sicuramente nella metà del

secolo scorso, in cui si vedono la

cappella e il pulpito.

E’ stato lanciato un appello

a tutti coloro che abbiano

una foto o una minima

informazione nei loro

archivi familiari per aiutare

la ricostruzione identica di

questo luogo simbolico per la

storia della chiesa avventista.

18


Nei giorni che Ellen White ha trascorso

a Tramelan, ha anche predicato il 26

dicembre 1886 nella sala comunale di

Tramelan, con Jean Vuilleumier come

interprete. Quella sera, dopo natale e

prima dell’anno nuovo, condivise con gli

abitanti di Tramelan un messaggio di

incoraggiamento per continuare l’opera di

evangelizzazione e di testimonianza.

« Intorno a noi ci sono delle anime da

conquistare, e ognuno ha il suo compito

da compiere per riconciliarsi con Cristo.

Questo è il compito per il nuovo anno.

Viviamo per il tempo e per l’eternità.

Vogliamo che la luce brilli sul nostro

cammino. In cambio, vogliamo condividere

queste benedizioni con gli altri. Che

ognuno lotti per ottenere dei meravigliosi

risultati durante il prossimo anno, per

vivere così vicino a Dio che l’atmosfera dei

cieli lo circonderà, per diventare così un

rappresentante del Cristo» - Manoscritto

60, 1886.

D’altra parte, i lavori sono appena

cominciati. I fondi messi a disposizione

dalla Divisione saranno sufficienti

solo per il restauro di una prima

parte. Quindi, se volete sostenere

finanziariamente i lavori, contattate la

FSRT all’indirizzo tresorier@adventiste.ch

o fate la vostra donazione

direttamente sul conto:

IBAN CH40 0900 0000 1000 2204 3

E’ risaputo che questa comunità ha

effettivamente brillato per più di

un secolo in questa regione, ma

anche inviato uomini e donne in

tutto il mondo per portare la vera

Luce a chi era disorientato. Adesso

il nostro sogno è che questa luce

brilli di nuovo a Tramelan.

Rickson Nobre

19


FAMIGLIA

SINERGIA E COINVOLGIMENTO

DELLA GIOVENTÙ NELLE NOSTRE CHIESE

Elena Melzi Zagara (FSRT MIB)

Il Ministero In favore dei Bambini

(MIB) incoraggia particolarmente

il coinvolgimento dei bambini

e degli adolescenti nella vita di

chiesa.

Il “sabato del bambino” è principalmente

un appuntamento in cui si prevede che i

bambini siano i protagonisti, preparando

e offrendo alla comunità un programma

speciale su un tema biblico.

Anche il tredicesimo sabato lasciamo

volentieri spazio ai bambini, per godere

della loro spontaneità, semplicità e felicità.

Se ci sono dei bambini che cantano in un

piccolo coro, anche questo ci fa molto

piacere! Ascoltare un loro brano musicale

sarà bellissimo! I bambini che passano

a raccogliere l’offerta strapperanno un

sorriso ai membri di chiesa e l’atmosfera

sarà più gioiosa.

Organizzare con i bambini e con gli

adolescenti dei momenti di condivisione

del messaggio del Vangelo con tutte le

generazioni della chiesa per rendere un

culto di adorazione e di lode al nostro

Dio, anche questa è un’esperienza

indimenticabile e importante! E tutto

questo è valido per i bambini, per gli

animatori e per la comunità nel suo

insieme.

SINERGIA

La condivisione di risorse che si danno

forza a vicenda per raggiungere lo stesso

obiettivo.

Recentemente un bambino ha chiesto

di predicare in chiesa. Innanzitutto,

bisogna controllare, verificare, esaminare

e considerare se ne è capace, se il resto

della comunità saprà trarne un messaggio

positivo, se quel sabato ci sono tanti ospiti,

ecc.

Coinvolgere i bambini nella vita di chiesa è

una cosa estremamente positiva ma non

dobbiamo posizionare l’asticella troppo

in alto! Sta a noi, animatori, monitori e

responsabili MIB, organizzare e prevedere

tutto!

20


Siamo pieni di materiale ma

soprattutto abbiamo tantissime

idee; che cosa può fare questo

bambino? Dobbiamo garantire

un’attenta supervisione.

Ed è qui che inizia

la sinergia! La

condivisione di

risorse che si danno

forza a vicenda per

raggiungere lo stesso

obiettivo: predicare la

Parola di Dio.

È molto più di una semplice

collaborazione tra bambini e

adulti; non si tratta nemmeno di

una cooperazione per la creazione

di un programma già stabilito.

Lasciare il pulpito a un bambino

(una pratica piuttosto insolita

nei nostri paesi) richiede

forza, energia, franchezza e

semplicità.

L’interazione avviene molto prima.

La sinergia non si vedrà in maniera

lampante ma avrà dato i suoi

frutti dietro le quinte. In effetti, è

proprio durante gli studi biblici in

preparazione al battesimo che un

bambino ha potuto condividere

la Parola di Dio, con lo scopo di

essere un Suo discepolo. Per lui,

era un aspetto molto importante e

al tempo stesso urgente.

I frutti di questo desiderio sono

stati molti! Grazie Signore di

donarci queste occasioni, grazie di

permetterci di cogliere, attraverso

le parole di un bambino, la Tua

Parola!

EMZ

TESTIMONIANZE

Adriel Burgos Viguer (10 anni)

“Sogno di diventare un pastore. Ho chiesto

al pastore che mi segue negli studi biblici

di poter predicare nella mia chiesa.

Un sabato, mi ha dato la possibilità di

farlo. Quindi, senza esitare un attimo,

ho colto l’occasione e ho preparato

un culto sul tema del perdono. Sia mia

madre che il mio pastore mi hanno

aiutato. Ero un po’ nervoso ma grazie

all’aiuto di Dio, sono riuscito a controllare

l’ansia e lo stress. Preparando il culto, ho

imparato molte cose e ho anche avuto modo di

condividere queste scoperte con gli altri membri

di chiesa. Per predicare, ho chiesto aiuto a Dio

per trovare il giusto argomento e le parole

più adatte per esprimermi; non dobbiamo

dimenticarci che facciamo tutto questo per Dio

e se Gli chiediamo aiuto, ci aiuterà ad affrontare

tutti gli ostacoli che si presenteranno. Questa

esperienza mi ha molto arricchito e sarebbe

bello se i bambini avessero più spesso la

possibilità di predicare in chiesa!”.

Rut Jousseaume, mamma di Adriel

“Quando tuo figlio ti dice che vorrebbe fare

un culto, gli si dice: è molto bello, un giorno lo

farai, caro figlio. Ma quando ti dice che vorrebbe

farlo adesso, oltre a rallegrarsene…ci si mette al

lavoro! Ci si mette sotto nella preghiera, pronti

all’ascolto e lo si accompagna. Non è facile, è

una grande responsabilità. È un’arte riuscire

a scoprire come aiutarlo senza trasformare le

sue idee ma comunque aiutandolo a crescere,

a scoprire, a completare e a trovare. Non

dimenticate mai che la semplicità e l’autenticità

dei messaggi dei bambini conservano una

freschezza e una profondità che ci permettono

di scoprire il mondo attraverso i loro occhi…

Cerchiamo di conservare questa fonte di

ricchezza che Dio ci offre, mantenendola più

pura possibile per scoprire quello che il Signore

ci vuole comunicare”.

21


GIOVENTÙ

FEDELTÀ AL SABATO:

due giovani ticinesi danno la

loro testimonianza!

In un periodo in cui il relativismo invita

ad avere ognuno la propria «verità», in

cui le persone non possono «subire»

una regola imposta da altri, in cui

l’autorità è contestata in ogni campo, in

cui l’individuo e i piaceri sono al centro,

come osano due giovani cristiani vivere

secondo i valori del libro così antico

della Bibbia? Come possono i vangeli

e l’esempio del Maestro Gesù essere

un punto di riferimento nella vita degli

adolescenti? Da dove viene questa

convinzione?

E nella pratica, come hanno fatto due

giovani avventisti del Ticino ad affrontare

una prova legata all’osservanza del

sabato? In una società così lontana dai

valori trasmessi dalla chiesa, come si

può ancora vivere una gioventù che

non si lascia influenzare dalla corrente

contraria? Ecco la storia di Jonatan ed Ella.

JONATAN, LA SUA UNICA

POSSIBILITÀ...

Sono Jonatan, ho 16 anni e vivo in Ticino,

in Svizzera. Sono nato e cresciuto in

questo paese: mi trovo bene qui, mi piace

il clima e ho dei buoni rapporti con la

gente del posto. La chiesa rappresenta

una parte importante della mia vita:

provo a collaborare il più possibile con la

comunità di Lugano, soprattutto al mixer.

Grazie alla mia famiglia e al loro esempio,

ho capito il significato del sabato che

è diventato molto importante per me,

perchè è un giorno che mi permette di

stare con Dio, con la mia famiglia e di

riposarmi.

In Svizzera a 16 anni devi già scegliere la

tua professione: è il momento in cui si

cercano tirocini, cosa che non è facile. Se

sai già cosa fare è una cosa buona, ma

trovare un posto è tutto un’altra storia.

Ma essendo avventista, ci sono in gioco

due sfide: quella di trovare uno stage e,

soprattutto, trovarne uno in cui posso

comunque continuare a osservare il

sabato, quindi due volte più difficile.

Questo periodo di ricerca è molto difficile:

ho cercato per due, tre, quatto mesi..e

la risposta era sempre la stessa: non c’è

posto! Nemmeno un colloquio! Mano

mano, stavo anche perdendo la voglia di

continuare a cercare. Era da 8 mesi che

cercavo. Ho inviato quasi 100 curriculum.

Alla fine, il momento tanto è arrivato! Alla

fine degli 8 mesi, sono riuscito ad avere

due colloqui. Uno dei due era per una

formazione come camionista nell’impresa

di trasporti più grande del paese. Mi

piaceva. Ero molto contento! C’erano

ancora dei test da fare e il colloquio finale

per vedere se entrambe le parti erano

soddisfatte prima di firmare il contratto.

Dopo un periodo di gioia, cominciai

a preoccuparmi per la possibilità di

osservare il sabato. Non lavorare il sabato

non è una cosa semplice in questo tipo

di lavoro. Abbiamo quindi iniziato una

seconda battaglia ma questa volta in

preghiera. Io e la mia famiglia abbiamo

pregato molto, così come i membri di

chiesa. C’era un grande rischio di perdere

il posto a causa del sabato.

Devo essere sincero e ammettere di aver

22


pensato di non osservare più il sabato se

fosse stato necessario. Altri al mio posto

avrebbero sicuramente considerato

questa possibilità, ma rinunciare alla

chiesa e al mio rapporto personale con

Dio non era discutibile.

Quindi, quando sono andato al colloquio,

ero pronto a perdere la formazione se

questo significava rinunciare al mio patto

di fedeltà al sabato. Ero pronto a

pagare il prezzo. Prima del

colloquio, ho dovuto

fare il famoso test di

due ore e mezza.

Ero teso perchè

ero preoccupato

di quello che

sarebbe venuto

dopo. Dopo

l’esame, il

responsabile

del personale

mi ha detto che

erano soddisfatti

dei risultati, che mi

volevano assumere e

che, se io ero d’accodo,

avremmo potuto firmare per

cominciare subito la formazione.

Il momento cruciale arrivò e ho dovuto

spiegare ciò in cui credevo, il sabato

e i valori ne derivano, il tramonto del

venerdì, ecc. Quel signore mi guardò, con

aria sorpresa, e dopo qualche attimo di

silenzio (che mi sembrò un’eternità) mi

disse soltanto che avrebbe parlato con il

resto del personale delle risorse umane.

Aggiunse anche che non era sicuro che la

cosa fosse possibile.

Allora, agitato, aspettai...

comunque il sabato». Che sollievo e che

gioia per me, la famiglia e la chiesa!

Sto facendo lo stage dallo scorso agosto

e mi sento molto bene. Al lavoro i colleghi

prendono dei volontari per il cambio

del venerdì sera e del sabato. Oggi sono

sicuro che dopo 8 mesi di ricerca, il

Signore mi ha messo esattamente lì dove

lui voleva. Considerando le altre imprese

in cui ho inviato il curriculum, non

so proprio come avrei potuto

osservare il giorno del

Signore come nel

posto in cui sono

ora. Sono quindi

convinto che Dio

mi abbia guidato

per ottenere il

posto migliore

da tutti i punti

di vista. Non

posso fare altro

che ringraziare

il Signore per la

risposta che mi ha

dato.

A coloro che sono nella stessa

situazione, propongo di pregare,

di non perdere le speranze, anche nei

momenti più difficili e di chiedere ai

membri di chiesa di pregare per loro.

Sono sicuro che Dio aprirà una porta.

Forse non sarà la porta che vi

aspettavate, ma sarà la migliore per voi

e per il vostro percorso professionale,

perchè senza Dio e i suoi valori, né

la vostra vita personale, né quella

professionale potranno essere ben

«guidate» (parola di un camionista!).

Questo signore tornò, con un sorriso

soddisfatto e mi disse «E’ tutto ok! Puoi

cominciare la formazione e osservare

23


E LLA, DIO APRE SUBITO

DELLE PORTE..

Mi chiamo Ella, ho 19 anni e il giugno

scorso ho concluso l’ultimo anno di

liceo. Sono nata e cresciuta in Svizzera,

un paese che adoro. Si potrebbe dire

che le persone siano fredde, distanti e

introverse, ma secondo me gli Svizzeri

hanno delle aspettative ben ponderate

nel confronto degli altri. Un volta che

hai conquistato il loro cuore sono leali,

sinceri e affidabili. Almeno è questa la

mia esperienza di vita.

La chiesa, una piccola realtà, riflette le

stesse caratteristiche di qualsiasi

società umana. Io trovo che

la convivenza dentro essa

necessiti della stessa

preparazione che

si ha bisogno

per affrontare

il mondo.

Tuttavia, le

ragioni che

mi spingono a

frequentarla

sono la

comunione,

la scoperta

di senso, la

spiritualità e la

solidarietà.

Insomma, l’impegno

per i valori che condivido

con alcune delle persone che la

frequentano. Non per ultimo l’amicizia.

Il dono della fede mi è stato trasmesso

dalla mia stupenda famiglia. Ho sempre

sentito come se Dio fosse l’ospite

permanente a casa nostra. In famiglia ho

conosciuto Gesù come un vero amico e

Salvatore nella vita quotidiana.

A prescindere dalla chiesa e dalla

famiglia, oggi il mio rapporto con Dio è

basato sulla mia esperienza personale.

Benché giovane ho vissuto numerose

esperienze che hanno consolidato la

mia relazione con lui. L’ultima appunto,

riguarda la scuola.

Nell’attesa dei 10 esami finali, di cui 5

scritti (matematica, italiano, tedesco,

inglese e storia) e 5 orali, sentivo l’ansia

che aumentava.

Sotto pressione...dello sguardo!

Ed ecco che 3 esami scritti erano previsti

il sabato: quello di matematica, di

italiano e di inglese, le materie

più difficili. Ho ricevuto

le date a novembre, e

appena le ho viste

ho parlato con

il vicedirettore

del liceo. Già al

corrente della

situazione,

mi disse di

scrivere una

lettera.

Immaginavo

di dovermi

giustificare con

tutti gli insegnanti o

di dover fare appello

all’amministrazione

scolastica del canton Ticino,

ma sorpresa..il problema è stato

risolto molto velocemente!

Però la parte più difficile venne dopo:

ero sotto pressione psicologica, per il

fatto di dover fare gli esami in un giorno

diverso rispetto ai miei compagni. Sapevo

bene che mi osservavano da vicino,

consideravano i miei progressi scolastici

24


e attendevano i risultati dei miei esami.

Per far fronte a questa situazione, io e la

mia famiglia abbiamo pregato molto e

abbiamo creato una rete (dall’Italia alla

Romania) con altre persone. Grazie a

questa esperienza ho visto veramente la

mano di Dio operare nella mia vita.

Quando il sabato “dà fastidio”

Mi hanno subito dato il permesso di fare

gli esami un altro giorno, però alcuni

professori mi hanno fatto notare quanto

fossero infastiditi di dover preparare un

altro esame apposta per me. Tuttavia mi

hanno rispettata e ne sono grata.

I tre martedì successivi feci gli esami.

Certamente non era una situazione

facile per la scuola che ha dovuto far

intervenire nuovamente gli esperti per far

controllare i miei esami.

La mia decisione di essere coerente con

la mia fede ha creato non poche difficoltà

alla scuola. Ne sono grata a Dio e ai

docenti che malgrado l’esitazione iniziale

hanno collaborato fino alla fine.

Ora sono convinta che quando si vive

per un ideale più grande della propria

vita, anche gli altri possono esserne

sensibilizzati.

La Fedeltà a Dio può incontrare molti

ostacoli. E’ difficile restare ancorati a

Dio quando si è soli, è come nuotare

contro corrente. Affrontare lo sguardo

interrogativo, perplesso dei miei

compagni, a proposito della mia

“diversità”non è stato semplice, ma la

gioia finale è stata più grande di tutto e

di tutti. Ora sono più preparata di prima

a continuare il cammino con Dio, e chissà

quale sarà il prossimo ostacolo. Dopo

tutto ho imparato che con Dio tutto è

possibile!

AM

Nota della redazione: Jonatan ed Ella sono

rispettivamente membri delle chiese di

Lugano e di Losone.

25


INTERVISTA

Una dolce voce

INTERVISTA A BARBARA SCARSETTI

Barbara è italo-francese; è nata

non vedente e vive in Svizzera

da quasi 15 anni. Proveniente

da una famiglia cattolica, ha

incontrato il Signore e 5 anni fa

ha chiesto di essere battezzata

all’interno della Chiesa Avventista.

Ben presto, ha sviluppato dei

doni per la musica e per il canto,

talenti che oggi mette al servizio

di Dio. Questi mezzi, pienamente

accessibili ai non vedenti, le danno

la possibilità di realizzarsi nella

sua vita quotidiana e spirituale,

nonostante questo grosso

handicap. Barbara racconta la sua

storia straordinaria e condivide con

entusiasmo la sua testimonianza ai

lettori di Magazine Avventista.

MA - Perché sei nata non vedente?

Che cosa è successo alla tua

nascita?

BS - Nel grembo materno, il

mio nervo ottico si è atrofizzato

a causa di una disfunzione di

diverse ghiandole, cosa che ha

provocato la cecità. Oltre a questo,

ho avuto altri problemi di salute

legati alla crescita, all’autismo o

alla rappresentazione nello spazio.

Questi ultimi disturbi mi hanno

impedito di diventare autonoma

come altri non vedenti, ma sono

riuscita comunque a crescere sotto

altri aspetti.

Quando ti sei accorta di essere

diversa?

Tra i 7 e i 9 anni mi sono accorta di

non poter parlare dei colori come

gli altri bambini. Queste nozioni

mi erano sconosciute e la cosa

mi frustrava parecchio. Potevo

parlare molto bene delle altre cose,

soprattutto attraverso la musica, ma

26


ero incapace di parlare del colore di

un fiore, di un libro o di un vestito, per

esempio.

La musica non si vede ma si sente,

costituisce un bel terreno da

esplorare per un non vedente. Che

ruolo ha svolto la musica fin dalla

tua infanzia?

La musica ha avuto un ruolo

fondamentale, perché mi ha

permesso di sentirmi come gli altri.

In un certo senso potevo viverla più

in profondità e sono riuscita anche a

creare un mondo immaginario molto

rassicurante, in cui non avevo più

l’impressione di essere sola, non mi

sentivo giudicata o fraintesa.

Ispirandomi alle favole, avevo

creato tutta una serie di personaggi

immaginari che erano

diventati miei amici, che mi

accompagnavano anche

nella musica e che erano

sempre con me. Da

bambina, non vedevo

il sostegno e l’amore

dei miei genitori, mentre

adesso, crescendo, vedo le

cose diversamente.

Adesso riesco finalmente a capire che

non ero sola, ma da piccola non mi

sentivo a mio agio con i miei genitori

e con le altre persone e quindi finivo

per rifugiarmi nella musica. Ero un

po’ egoista perché mi concentravo

solamente sul mio handicap che

continuavo a vivere come una vera e

propria ingiustizia.

Fino a quel momento non conoscevi

Dio. Qual è stato il fattore

scatenante, il momento in cui il

Signore è entrato nella tua vita?

All’età di 16 anni avevo smesso di

andare a messa, rituale che per me

era privo di significato o interesse.

Sentivo nel profondo il grande

desiderio di identificarmi a un essere

superiore, capace di un grande

amore, che mi accettasse e mi

comprendesse nella mia diversità.

Nella mia sofferenza, ho fatto molte

ricerche e ho esplorato numerosi

universi, tra cui quello dell’esoterismo.

Un giorno ho scoperto che avevo

bisogno di trovare il mio “impianto

neutro” e ho fatto una specie di

introspezione in me stessa per

cercare di trovare un mio doppione.

Dall’età dei 12 anni fino alla mia

adolescenza, desideravo

ardentemente avere al

mio fianco una persona

di fiducia su cui contare.

Avevo davvero bisogno

di trovare qualcosa di

profondamente spirituale

e di più reale rispetto ai miei

personaggi immaginari, una specie

di “io” interiore connesso al divino.

Una mattina, al mio risveglio, ho

sentito dentro me una voce chiara,

dolce, calorosa e paterna, una voce

profonda e benevola. Questa voce mi

ha spinto a considerare la perfezione

della creazione della terra, il cervello

dell’uomo, la concezione del tempo

e mi ha posto una domanda: la tua

vita non avrebbe più senso con

27


Gesù? Ho riconosciuto la

voce di Dio, ragione per cui

ho accettato subito questa

proposta; a partire da quel

momento, ho iniziato a cercare

una comunità cristiana che

mi potesse aiutare nella mia

ricerca di un’identità spirituale.

Non volevo dirlo alle persone

che conoscevo, perché non

avrebbero capito.

In seguito a questo episodio,

hai fatto un incontro decisivo

nel corso di questa tua

ricerca di una comunità

cristiana; hai incontrato

Francely: parlaci di questa

persona che hai incrociato

lungo il tuo percorso. Come

è avvenuto questo vostro

incontro?

Ci siamo incontrate durante

i corsi all’Università della

Musica di Ginevra. Ho chiesto

se qualcuno mi poteva

riaccompagnare e lei si è

offerta molto gentilmente. La

cosa si è ripetuta più volte e

con il passare del tempo siamo

diventate amiche. Unite nella

musica, abbiamo entrambe

collaborato a una commedia

musicale intitolata “Il principe

d’Egitto”. Un giorno le ho fatto

ascoltare un brano della mia

composizione “Les enfants

du monde” (letteralmente,

i bambini del mondo) e

lei mi ha allora chiesto se

credevo in Dio. Le ho detto

di sì, confidandole anche che

avevo intenzione di mettere

un annuncio nel GHI, un

giornale della città di Ginevra,

per cercare qualcuno che mi

potesse aiutare a trovare la

comunità cristiana che stavo

cercando. Francely mi ha

detto che non c’era bisogno di

cercare oltre perché la chiesa

dove avevamo rappresentato

la commedia musicale era

una chiesa Avventista e che

era lì che avrei trovato questa

famiglia. Un sabato mattina

sono quindi andata con lei

in chiesa, una cosa strana

per me, ma con il tempo mi

sono decisa a frequentare

regolarmente la chiesa

avventista e a seguire gli studi

biblici con il pastore.

Qualche tempo dopo c’è stato

un viaggio che ha segnato

una tappa fondamentale

nella tua vita spirituale. Che

cosa è successo durante

questo viaggio?

Un giorno Francely mi ha

chiesto se mi sarebbe piaciuto

raggiungerla in Messico,

dalla sua famiglia. Per me

era una cosa gigantesca

partire da sola, così lontano

e senza la mia famiglia. Mia

mamma invece, apprezzando

tantissimo Francely, era

entusiasta all’idea e la sera

stessa mi ha comprato i

biglietti d’aereo. Una volta

arrivate in Messico, siamo

andate in chiesa il sabato

28


mattina; per la chiesa era un sabato normale,

ma non per me. Mi è stato chiesto di eseguire

più canti del previsto e sono stata inserita

nella preghiera in favore dei catecumeni della

cerimonia battesimale che si sarebbe tenuta

nel pomeriggio. Dopo il messaggio molto

toccante del pastore e dopo il suo appello,

mi sono sentita spinta a farmi battezzare.

Confusa, mentre cercavo di pregare, il pastore

mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto essere

battezzata nelle settimane successive, prima

del nostro rientro. Ho accettato subito ma

ero anche un po’ delusa di non poterlo fare

proprio in quel momento. Mentre stavo

ancora continuando a pregare, dopo solo

qualche momento, mi ha chiesto se per caso

non desideravo farlo quel giorno stesso. Ero

così felice! Mi sono fatta battezzare il 13 luglio

2013, in Messico.

È davvero eccezionale! Quindi sei rientrata

in Svizzera come avventista del 7° giorno.

Come ha reagito la tua famiglia a questa

notizia?

Non gliel’ho detto subito, non è stato facile.

Mi dovevo nascondere per leggere la Bibbia e

ho preferito aspettare il momento opportuno

ma alla fine la notizia è stata accolta al meglio.

Ci ho messo quasi un anno prima di riuscire a

dirglielo. Adesso hanno accettato la mia scelta

e il mio impegno nella chiesa.

Ormai sono passati 5 anni dal giorno del tuo

battesimo. In cosa sei impegnata in chiesa e

quali sono i tuoi progetti a livello musicale?

Ho frequentato più chiese avventiste tra

cui quella di Collonges e la chiesa ispanica

mentre adesso frequento la chiesa francofona

di Ginevra. Ho anche avuto l’opportunità di

fare degli studi di musica pop a Londra ed è

lì che ho cominciato a comporre le tracce del

mio album. Tornando da questa esperienza,

ho preso la decisione di orientarmi su uno

stile gospel. Spinta dalla mia famiglia, ho

anche provato tutti i casting dei programmi

come “The Voice”, “La nouvelle star” e altri,

ma queste esperienze non mi sono affatto

piaciute. Alla fine ho scelto di iscrivermi alla

scuola SOVA Gospel Choir di Ginevra. Adesso

sono al 2° anno e mi trovo bene. Sono

convinta che Dio mi abbia chiamata a servirlo

attraverso il gospel.

Il CD che ho composto, “Dolce Presenza”,

è accessibile a tutti. Grazie alle sue tonalità

gospel/pop, sia i cristiani che i non cristiani

ne possono beneficiare. Sono anche

professoressa di canto e ho già qualche allievo

ma ne cerco altri, per arrivare più serena a fine

mese. Quindi, in breve, posso testimoniare

al mondo che scegliere di servire Dio,

nonostante una grande disabilità, sia fonte

di benedizioni per colui che si sottomette alla

sua volontà e ai suoi piani perfetti.

Vedo come il Signore ha condotto la mia vita

fino ad oggi. Quando mi sveglio, mi meraviglio

delle numerose benedizioni che riversa su

di me e sono contenta di poter respirare,

cantare, sentire gli odori o il calore del sole.

Potete seguire la vita e il lavoro musicale di

Barbara Scarsetti attraverso la sua pagina

Facebook. facebook.com/barabara.scarsetti

Per sostenere il suo ministero musicale,

potete acquistare la sua musica su iTunes

e Spotify o potete comprare il CD “Dolce

Presenza” sul sito della libreria Vita e Salute:

www.vie-sante.ch

Amélie Trébeau

29


Anastasia, da un trauma al battesimo

Anastasia è la tipica donna dell’est europeo:

indipendente, alta e bionda.

E’ riservata, sorridente e simpatica.

Purtroppo dietro quest’immagine si

nasconde della sofferenza. Conosce la

chiesa avventista fin da piccola quando

viveva in Bielorussia, il suo paese natale.

Per una gran parte dell’infanzia è stata

educata da sua nonna. Ma una visione

estremamente rigorosa e chiusa del

Vangelo e del messaggio avventista è stata

devastante. Non solo nel suo cuore, ma

anche in quello di sua madre.

Anastasia e la madre lasciarono la

Bielorussia 20 anni fa ed emigrarono in

Italia. Nello stesso momento decidono

di abbandonare la chiesa. La madre non

voleva più mettere piede in una comunità

avventista.

Il tempo passò e nonostante tutto un

piccolo seme di fede rimase nel cuore di

Anastasia. Da qualche anno vive in Ticino

per motivi lavorativi. Dopo aver cercato una

chiesa nella zona, si ritrova nella comunità

di Lugano. Discreta e riservata, assiste ai

culti, ma va via subito una volta finito il

sermone.

Poi, dopo essere stata avvicinata da una

sorella di chiesa, Bernadette, si crea un

legame di amicizia. Può quindi esprimere i

suoi dubbi sulla chiesa. Si chiedeva sempre

quale fosse l’opinione della chiesa nei suoi

confronti, sul suo modo di vestire, il modo

di parlare e il suo comportamento. Non

voleva creare uno «scandalo».

Una volta rassicurata del fatto che la

chiesa la ama e la accoglie così com’è,

ebbe più fiducia. Il pastore Matthias

Maag sentì il bisogno che lei aveva di

studiare più profondamente la Bibbia

per vivere una nuova e rinfrescante

esperienza con Dio. Ma aspettava il

momento migliore per farlo. Un giorno,

durante un battesimo, Anastasia fu

30


profondamente toccata dal messaggio

e si alzò al momento dell’appello per

partecipare alla preparazione per un futuro

battesimo. Dopo questo, il pastore la invitò

a cominciare gli studi biblici.

Non si trattava solo di momenti

dedicati allo studio della Bibbia. Lo

scopo di Matthias, in quanto pastore e

rappresentante della chiesa, era quello

di comprendere l’amarezza e la rabbia di

Anastasia per quello che aveva vissuto nella

sua infanzia. E, in un certo senso, voleva

chiedere scusa simbolicamente. Dopo

momenti di pianto e di crisi, Anastasia

scopre un Dio amico, più vicino a lei, che

salva invece di condannare. Vede che i

membri di Lugano vivono tra loro in modo

completamente diverso rispetto a quello

che aveva vissuto nel passato. Riesce

quindi a integrarsi meglio e decide infine di

farsi battezzare.

La cerimonia è stata un momento intenso e

particolare: la nonna è venuta dalla Russia,

apposta per l’occasione; la mamma è

venuta dall’Italia e, per la prima volta dopo

20 anni, è entrata in una chiesa avventista;

anche una cugina è venuta per assistere al

battesimo.

Erano tutte molto toccate ed emozionate

dalla testimonianza e dall’impegno

di Anastasia per il Signore. La cosa

ancora più sorprendente per lei fu che

il fidanzato italiano di Napoli che era già

venuto un paio di volte in chiesa, decise

in quell’occasione di cominciare gli studi

biblici.

Il percorso di vita di Anastasia dimostra che

Dio è sempre presente. Anche se il terreno

è secco e ostile, se c’è ancora un piccolo

seme di fede, possono accadere delle cose

meravigliose. Questo terreno può diventare

un bel giardino, pieno di «fiori spirituali»

che si spargeranno tutto intorno.

Dove si può fermare il potere di Dio di

cambiare il cuore delle persone?

MA

31


Testimonianza di Alex - Due «matrimoni»

nello stesso anno e nella stessa chiesa...

“Quando dovrai attraversare le acque, io

sarò con te; quando attraverserai i fiumi,

essi non ti sommergeranno; quando

camminerai nel fuoco non sarai bruciato

e la fiamma non ti consumerà, perché io

sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele,

il tuo salvatore” (Isaia 43:2-3).

Il rientro ecclesiastico di solito è molto

calmo, perchè si finisce di organizzare

i progetti per l’anno a venire e ci si

prepara per le attività di Natale. Ma a

Lugano quest’anno le cose sono state

molto diverse. Sabato 25 agosto è

stata organizzata una bella cerimonia

battesimale per due persone che hanno

sentito la chiamata dall’alto e hanno voluto

vivere pubblicamente questo momento di

impegno con Dio e con la sua chiesa. Uno

dei due battezzati si chiama Alex.

E’ nato e cresciuto in una delle zone più

belle della Svizzera: nei Grigioni, vicino in

San Bernardo in Ticino. Proveniente da una

famiglia cattolica praticante, ha ricevuto

dei valori cristiani fin dall’infanzia, cosa

che gli ha permesso di vivere in maniera

sana ed equilibrata. E’ conosciuto per

il suo carattere semplice, rispettoso e

responsabile: una persona che ispira subito

fiducia.

Grazie agli insegnamenti di sua nonna e

di altre persone che lo circondano, Alex ha

sviluppato una certa fiducia in Dio e una

relazione «un po’ timida» della fede. Era

spesso la ripetizione del Padre Nostro che

lo manteneva in contatto con Dio.

Il tempo passa e Alex si sposa e ha due

bambini. Ma arriva un imprevisto: si ritrova

32


improvvisamente da solo con due bambini.

Un momento molto difficile a livello morale

e spirituale. Scombussolato, si chiede dov’è

Dio, ma senza lamentarsi veramente di ciò

che stava vivendo.

Un giorno, conosce una donna che attira

la sua attenzione: una messicana. Fin

dall’inizio lei gli dice che va in chiesa tutti

i sabati e gli propone di studiare la Bibbia

insieme. Incuriosito e aperto alla fede, Alex

accetta e l’accompagna un sabato mattina.

Alex è confuso la prima volta che visita la

chiesa di Lugano. Le persone sono diverse:

i loro sguardi sono pieni di affetto e vede

un amore profondo e reciproco tra di loro.

Era tutto così diverso da quello che aveva

vissuto nel passato che ne era meravigliato,

e questo attirò la sua attenzione..

Dopo alcuni mesi di studio insieme alla

sua ormai fidanzata, Alex inizia a prendere

studi biblici con il pastore Matthias Maag.

I temi sono approfonditi e gli incontri

durano a volte addirittura 3 ore. I valori, i

principi e la conoscenza dalla Bibbia che

impara man mano lo lasciano senza parole.

Si preoccupa anche della sua famiglia

che non ha ancora questa conoscenza

personale e profonda dalla Bibbia.

Alla fine, dopo un anno di studi e una

regolare presenza in chiesa, Alex prende

la decisione di farsi battezzare. Molti

sono d’accordo nel dire che non era solo

il fatto che la sua ormai futura moglie

fosse avventista ad averlo spinto a fare

questo passo, ma il fatto che Alex avesse

incontrato Gesù e lo avesse riconosciuto

come suo personale salvatore. Il 24 agosto

scorso Alex si è quindi «sposato» con il

Signore nelle acque battesimali della chiesa

di Lugano. E il 22 dicembre prossimo, Alex

e Alessandra si sposeranno nella stessa

chiesa.

In mezzo alla tempesta, la vita può

ribaltarsi e portarci verso la felicità

inaspettata! Abbiamo fede in quello che Dio

ha preparato per noi!

MA

33


Novità nel corpo

pastorale in Svizzera

Ci sono delle novità nel corpo pastorale

in Svizzera: partenze, cambi di incarico

o di contratto.

Prima di tutto, due colleghi partono verso

nuovi orizzonti: Ruben de Burgos, che da

3 anni era responsabile della chiesa di

Délemont, parte per il Lussemburgo per

un ricongiungimento familiare e per un

cambio di orientamento professionale.

Il saluto alla famiglia (Ruben e la moglie

Joyce) è stato un bel momento vissuto

nella natura con la comunità di Jura. La sua

allegria e simpatia non si dimenticheranno

facilmente, soprattutto da parte dei

bambini. La comunità resta positivamente

segnata dalle persone che si sono unite

alla chiesa durante il suo ministero. La sua

partenza è effettiva dal 31 luglio scorso.

Rodrigo Bertotti ha accettato una chiamata

per lavorare come responsabile delle

pubblicazioni per l’Unione Spagnola. Ha

già una grande esperienza in questo

settore (avendo servito presso la divisione

sudamericana e in diverse unioni e

federazioni del Brasile). Rodrigo, dopo due

anni di lavoro in Ticino (regione italofona

della Svizzera) lascia due comunità che

hanno vissuto una bella esperienza grazie

al suo ministero. Il gruppo di Arbedo

(più conosciuto come Bellinzona) è stato

creato e organizzato in questi due anni.

Un servizio di culto è ormai presente ogni

sabato e i dipartimenti interni alla chiesa

sono stati ben strutturati.

Dall’altra parte del cantone, vicino Lugano,

la chiesa che prima si trovava a Gravesano

si è trasferita ed è diventata la chiesa di

Cadempino, grazie al lavoro di Rodrigo. La

chiesa ha potuto trovare un locale adatto

alle sue attività ed ora usufruisce di uno

spazio più favorevole alla creazione di altre

attività. Durante questi due anni, sono state


attezzate 11 persone. Le due comunità e

la federazione si uniscono per ringraziare

lui e sua moglie, Fabiana Bertotti, per il

loro lavoro e collaborazione in questo

territorio. La loro partenza sarà effettiva il

30 settembre.

Samuel Cunha lascia la chiesa di Renens

dopo 3 anni di ministero come pastore

associato prima con Rickson Nobre e poi

con Patrick Maeder. Resta comunque nella

FSRT, visto che il Comitato Direttivo della

FSRT l’ha nominato pastore a tempo pieno

della chiesa di Neuchatel e ogni tanto

anche della chiesa di Dèlemont.

Samuel ha 31 anni ed è originario di

Porto. Nato in una famiglia avventista, ha

sentito la vocazione per il ministero fin

dall’infanzia. Per 6 anni è stato responsabile

del campo di evangelizzazione «Impacto»,

dopo il quale ha effettuato un tirocinio

e gli studi a Collonges-sous-Salève,

dove è stato cappellano del campus,

prima di essere ingaggiato come

pastore part-time a Renens. La

sua passione sono le attività dei

giovani, la musica e il FC Porto!

E’ sposato con Isabelle

dal 2015: assistente

sanitario e

Potete far parte del

gruppo WhatsApp

di Adventiste Magazine

scanerizzando il codice QR

qui sotto!

Riceverete così tutti gli ultimi

articoli e video pubblicati sul sito

magazineavventista.com

Non è un gruppo di discussione.

Le notifiche ricevute saranno unicamente

quelle dei link delle nuove pubblicazioni.

Il gruppo è bloccato, in modo da

permettere questo solo utilizzo.

massaggiatrice

terapeutica, le sue

passioni sono la lettura e

gli animali domestici. La

coppia non ha (ancora)

figli.

La FSRT augura il

meglio a Samuel,

Ruben e Rodrigo nella

continuazione della loro vita

sia nel nostro territorio che

all’estero.

MA

More magazines by this user
Similar magazines