Jolly Roger_01_09

fabioart

Jolly Roger Magazine numero IX, anno I. Letteratura, attualità e arte.

do un nemico esterno, accusato

di perseguitare il gruppo, oltre

naturalmente alla paura della

punizione in caso di trasgressioni

da parte dei membri stessi;

paura che nei casi più gravi

sfocia nella fobia, fobia ad

esempio di essere cacciati dal

gruppo.

Steven Hassan ha dichiarato

«Avevo diciannove anni, frequentavo

il Queen’s College

a New York. Attraversavo un

brutto periodo: avevo rotto con

la mia ragazza e vedevo allontanarsi

il mio sogno di diventare

scrittore.

Un pomeriggio, in biblioteca,

tre ragazze orientali mi si

avvicinarono e cominciarono

a chiacchierare con me. Era

appena iniziato il semestre e

non avevo amici. Così, quando

mi proposero di unirmi al loro

gruppo internazionale di studenti,

accettai. Erano giovani,

di un entusiasmo straordinario,

quasi eccessivo.

Da dove veniva tutto quel buonumore?

Chiesi se erano membri

di una religione. Ma no, mi

assicurarono, siamo solo un

gruppo che lotta per la pace.

In pochi minuti diventai un fanatico

Moonie.

Ero talmente bravo che diventai

a mia volta un reclutatore,

e scalai i vertici della Chiesa.

Mi allontanai dalla famiglia,

interruppi gli studi, iniziai a

dedicarmi a tempo pieno alla

ricerca di proseliti e alla raccolta

di fondi, necessari per

alimentare l’impero.

Dormivo un paio d’ore a notte,

ero esausto. Finché una sera,

a due anni dall’ingresso nella

setta, mi addormentai al volante

ed ebbi un terribile incidente

che quasi mi uccise, ma che si

rivelò la mia salvezza.

I miei genitori infatti approfittarono

della mia immobilità

per strapparmi dalla presa della

setta, sottoponendomi a una

terapia di “deprogrammazione

forzata” con l’aiuto di ex membri

della stessa setta».

Una volta fuoriuscito ha dedicato

il suo tempo all’aiuto di coloro

che hanno subito la sua stessa

sorte; ha aggiunto alla teoria di

Festinger un altro elemento, il

“Controllo dell’Informazione”,

controllando le informazioni

che la persona riceve è possibile

controllare e restringere la

capacità individuale di pensare

autonomament.

La chiave per ottenere una riforma

del pensiero è mantenere

gli adepti inconsapevoli di essere

soggetti di una manipolazione.

La teoria di Festinger ci

fa capire che un soggetto che

ha subito un condizionamento

mentale, non si rende conto delle

incongruenze tra ciò che gli

ordina il leader e la realtà. La

dissonanza cognitiva è un aiuto

all’abilità di convincimento del

santone, che rende dolorosa la

riappropriazione di credenze

precedenti.

È questa, probabilmente, l’arma

più pericolosa in mano a questi

“personaggi”.

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ANNO I • NUMERO IX • novembre 2018

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