Jolly Roger_01_09

fabioart

Jolly Roger Magazine numero IX, anno I. Letteratura, attualità e arte.

LE VELE DELLA POESIA

LE VELE DELLA POESIA

della nostra anima, permettendogli

di percorrere tutti gli spazi

del nostro corpo, le onde del

mar dei colori ci accolgono...

sono luci in movimento: onde

rosse di energia, arancioni di

entusiasmo, verdi di espansione,

turchesi di creatività, blu

di pace, viola di guarigione,

magenta di apertura. Veniamo

cullati con dolcezza dal ritmico

movimento colorato, e sentiamo

i nostri chakra vibrare circondati

dall’oro della saggezza,

un oro di luce, di cui il nostro

cuore è tessuto, cuore che si

esprime sussurrando e mai urlando

perchè parla la lingua

dell’amore.

Tutti questi colori e tutto questo

oro ci invitano a riflettere su

una frase di Lao Tse che scrisse

“Le essenze sono ciascuna

un vetro... attraverso il quale

passa la luce dell’essere... ogni

frammento colorato brilla al

sole... di mille colori. Ma Una

sola è la luce.”

E il Galeone a queste parole ci

conduce sopra due isole della

laguna veneta, una le cui case

colorate sono un faro nei momenti

di nebbia e l’altra dalla

quale vediamo alzarsi dei piccoli

oggetti di vetro che sappiamo

essere le “murrine” di varie

forme e sfumature di colori

che brillano illuminate dal sole,

come i rosoni delle cattedrali

gotiche.

Una miriade di vetri colorati

nel cielo azzurro che ci portano

a pensare che forse noi esseri

umani siamo come “murrine

colorate” che si illuminano solo

se il cuore si connette alla luce,

attivando una dorata risorsa interna

di felicità.

Ma lasciamo per un momento

queste le riflessioni perchè il

Galeone, con una rapida virata,

saluta le perle della laguna sorvolando

una gremita e festante

Piazza San Marco, una piazza

“carnevalesca” i cui colori ci

invitano ad apprezzare la gioia

di essere vivi nel movimento

del corpo, mentre un variopinto

Arlecchino si inchina per salutarci

al nostro passaggio.

Soffermandoci sopra la Torre

dell’Orologio dei due Mori, il

rintocco della campana inaspettatamente

ci avvolge conducendoci

in un tempo antichissimo,

ed è dalla bellezza architettoni-

ca di templi e piramidi che capiamo

di essere stati trasporati

nell’antico Egitto, tra gli Dei

Immortali, proprio nel momento

in cui Osiride offre a Iside la

luce e lei, indossando un vestito

dai molti colori, ne fa dono agli

uomini riflettendola nelle mille

e più sfumature dei colori della

terra e della natura.

Ma, con nostra sorpresa, mentre

atterriamo, è Anubi ad accoglierci:

il Dio dalla testa di sciacallo

di colore nero e dall’occhio

d’oro. Siamo inquieti al

suo cospetto e ci chiediamo cosa

possa esserci in comune con il

mondo dei colori. Non abbiamo

tempo di risponderci perchè

Anubi, dio custode dell’acceso

all’altro mondo, ci invita ad assistere

alla cerimonia della pesatura

del cuore. La scena che

si presenta è per noi del Galeone

n mistero senza fine. Siamo

nel Duat, l’oltretomba egizio,

mentre Anubi pone su un piatto

di una bilancia il cuore di un

defunto e sull’altra una piuma.

Abbiamo tutti gli occhi fissi

sulla bilancia perchè sappiamo

che se il cuore sarà più pesante

della piuma, esso verrà divorato

dal mostro Ammit dalla testa

di coccodrillo. Tratteniamo il

respiro, ma fortunatamente la

bilancia è in equilibrio: il cuore

è leggero come una piuma e

l’anima del defunto potrà vivere

in eterno.

Ancora increduli di quanto visto,

il dio egizio, osservandoci

con occhi fluorescenti, pronuncia

queste parole: “La luce

nasce dal buio e il buio nasce

dalla luce e sebbene il colore

nero della mia testa simboleggi

le tenebre e la morte, non

soffermatevi su ciò che può

apparire negativo perchè senza

esse non esisterebbero né la

luce, né la vita. Avvicinatevi al

sacro fiume Nilo e scoprirete

che il colore nero è quello del

limo, fonte di raccolto e abbondanza.

Da momenti difficili e

di sofferenza, da momenti neri

si può sempre rinascere alla

luce. E dunque cari viaggiatori

delle linee del tempo, prestate

attenzione alle vostre scelte e

domadatevi sempre se vengono

da un cuore leggero, libero da

ansie e paure o da uno pesante

come una pietra.”

E chissà perché dopo queste

parole il nostro Galeone, con

una rapida salita, ci conduce

nel mondo dei fumetti e precisamente

a Paperopoli, mostrandoci

il deposito di Paperon de

Paperoni che nel tuffarsi tra le

monete d’oro ci mostra com’è

un cuore che si condanna ad

avere sempre di più, non com-

ANNO I • NUMERO IX • novembre 2018 www.jollyrogerflag.it • facebook.com/gojollyroger

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