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Jolly Roger Magazine numero IX, anno I. Letteratura, attualità e arte.

LE VELE DELLA POESIA

LE VELE DELLA POESIA

prendendo che lo stato di abbandanza

non dipende dai possedimenti

terreni, ma dall’ascoltarsi

per accrescere il mondo interiore

ed espandere le potenzialità positive

e reali della vita.

Nel muoverci tra i fumetti veniamo

proiettati in un meraviglioso

mondo di fantasia e di

colori e sorridendo con Paperino,

La Banda Bassotti e Paperinik,

ci rendiamo conto di essere

in una forma d’arte che ha origini

lontane... dai grandi artisti

del passato.

Ed così che il Galeone, nostra

astronave capace di muoversi

velocemente tra le linee dello

spazio e del tempo, decide di

condurci lontano da Paperopoli,

nella quale probabilmente

torneremo, facendoci atterrare

nella Napoli dei primi anni

del 1600, mentre un tormentato

artista di nome Michelangelo

Merisi, detto il Caravaggio, sta

dipingendo Le sette opere della

Misericordia, mostrandoci

come “in natura la luce crea il

colore, mentre nella pittura è il

colore che crea la luce”.

Lui è il maestro del nero. Lo

osserviamo nel momento in

cui finalmente dopo vari ripensamenti,

con decise pennellate

raffigura la Madonna con bambino

sostenenuta da due Angeli,

che sembrano precipitare, uno

con le ali bianche e l’altro con

le ali nere. Il bianco e il nero,

luce e buio, i due principi del

mondo e pensiamo ancora al

messaggio della scelta per l’essere

umano.

Lasciando il Caravaggio al suo

destino, noi dell’equipaggio

sappiamo l’arte essere eterna e

nel dinamismo del colore percepiamo

le “murrine” degli artisti;

ed è così che il Galeone in

rapida sequenza ci porta a conoscere

il blu del Vermeer, mentre

con i suoi pennelli colora il turbante

della Ragazza dall’Orecchino

di Perla, il rosso, quasi un

bagliore di fuoco, del Tiziano,

stella polare dei grandi pittori

del futuro, nel mentre sta dipingendo

Amor Sacro e Amor

Profano. E volando ancor più

veloce osserviamo il giallo di

Van Gogh nei suoi Girasoli e la

lucentezza dell’oro di Klimt, un

vero goldfinger, nel suo Bacio,

e il verde della sfrecciante Bugatti

di Tamara di Lempicka.

Ci rendiamo conto che potremmo

navigare per lungo tempo

tra un colore e l’altro dell’arte,

ma il Galeone decide di fermarsi

di fronte ad un arcobaleno e

una frase ci viene sussurata dal

vento: “siete esseri umani arcobaleno

nati dalla luce, adornati

di gioielli. Tenete i piedi fortemente

piantati nel terreno, fate

ruotare i vostri chakra inferiori

nel rosso dell’io sono, nell’arancione

dell’io sento e nel giallo

dell’io faccio, e i superiori nel

turchese dell’io parlo, nell’indaco

dell’io vedo e nel viola

dell’io connesso all’universo,

unendoli tramite il verde dell’io

amo del cuore, ponte tra terra e

cielo.”

Mentre ascoltiamo il soffio del

vento, una miriade di farfalle

colorate ci stupiscono volando

intorno a noi mentre si preparano

a una lunga migrazione che

le porterà dal torrido deserto

del Sahara ai freddi della Scandinavia,

alla ricerca dei fiori

che noi del Galeone definiamo

“creature” della natura, così delicati,

profumati, colorati che ci

insegnano, osservandoli nel silenzio,

a riconoscere la bellezza

nelle piccole cose della vita.

E seguendo il volo delle farfalle

volgiamo il nostro sguardo

oltre l’orizzonte, verso i fiordi

norvegesi tra le cui anse è scesa

la nostra compagna di viaggio

per incontrare il suo amato tra

i petali di rosa. Fuochi d’artificio

colorano il cielo del nord

e noi, con un sorriso che nasce

dal cuore, pensiamo a una frase

dello scrittore francese Victor

Hugo: “La vita è il fiore per il

quale l’amore è il miele”.

E il viaggio continua...

ANNO I • NUMERO IX • novembre 2018 www.jollyrogerflag.it • facebook.com/gojollyroger

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