Jolly Roger_01_09

fabioart

Jolly Roger Magazine numero IX, anno I. Letteratura, attualità e arte.

la posta del cuore

la posta del cuore

una lettera per aulo gellio

Gentilissimo Signor

Aulo Gellio

Roma/Atene, 2° secolo d.C.

di Massimo Scalabrino

Le confesso che io, arrivato in

tarda età, ho felicemente scoperto

che non fu il nostro Giacomo

Leopardi a scrivere per

primo uno Zibaldone ma che

questa idea di annotare, giorno

per giorno, gli accadimenti del

suo tempo, fu proprio sua, signor

Gellio! Di questo le sono

talmente grato che mi piacerebbe

ricevere una sua dedica,

almeno su uno dei venti libri,

editati recentemente dalla Utet.

In questo periodo sto ripensando

al piacere che ho provato

nel leggerla! Le sono stato

così vicino nel leggere questo

‘Le Notti Attiche’ tanto che mi

hanno dato l’impressione di

esserle accanto! Difficilmente

ho provato simili sensazioni

scoprendo il suo gusto sottile

per l’ironia anche quando ci sarebbe

stato poco spazio per un

sorriso. Mi scuso con lei se non

sono stato capace di leggerla in

latino, tuttavia di tanto in tanto

sono andato a verificare il testo

originale per giustificare, a me

stesso, la correttezza della traduzione.

Sempre perfetta. Forse

devo sottolineare che mentre

il nostro Zibaldone è il testo di

un filosofo, di uno scienziato,

di un grande critico della storia

che il nostro sistema di insegnamento

scolastico, (quello

dei miei tempi) per la paura

delle sue riflessioni, ci ha propinato,

purtroppo, solo come

grande poeta; mentre lei, signor

Gellio, ci offre la lettura di una

cronaca giornaliera di quello

che stava accadendogli sotto il

cielo di Atene, quasi fosse un

moderno cronista! Tra l’altro

mi permetta di renderle omaggio

come inventore o primo

ricercatore di una scienza che

dicono inventata ai miei tempi!

Oggi la chiamano ‘semeiotica e

semiologia’, mentre tante delle

sue pagine sono dedicate allo

studio dell’origine delle parole

ed all’analisi dei significati. In

alcuni casi illuminando con talmente

tanta acutezza certe significazioni

da chiarire gli errori

nelle traduzioni che da noi oggi

imperano. Qui da noi il termine

latino religiosus si traduce pari

pari con ‘religioso’, mentre lei

ci insegna che, nella lingua latina,

il suffisso us è spregiativo,

cosicché religiosus non è traducibile

come ‘devoto’ ma come

‘superstizioso’! Ed ecco che è

più chiaro ciò che voleva dire

Lucrezio, qualche decennio

prima di lei, a Memmio quando

lo avvertiva che ciò che gli

avrebbe spiegato intorno al ‘De

Rerum natura’ non lo avrebbe

capito non perché era refrenatus

dalla ‘religione’ ma perché era

refrenatus dalla superstizione!

E se non bastasse lei fa derivare

la parola religione da un verbo

latino che significa, in italiano,

accantonare, buttare via!

Con ciò le do atto delle tante

perle sparse nei suoi libri o meglio

nei suoi ‘volumi’, traduzione

all’italiana di quei rotoli

di pergamena o di corteccia su

cui voi, grandissimi autori del

vostro tempo, scrivevate prima

dell’invenzione dei codex

e quindi del nostro modo di

rilegare le pagine e chiamare

il tutto ‘libro’. Sa, caro signor

Gellio, cosa penso? Penso che

imparare il latino o il greco

sui testi classici che vanno da

Omero a Virgilio sia un grande

errore. S’impara molto di più il

modus vivendi, leggendo le sue

Notti Attiche, su come si viveva

i suoi tempi che non leggendo i

cosiddetti classici. Inoltre credo

che se la Grecia moderna che,

anticamente, ha inventato quasi

tutte le lingue europee, potesse

sfruttarne i brevetti sarebbe ricchissima!

Forse lei non conosceva il signor

Ditti, nato in quel di Creta,

reso famoso da tale Lucio

Domizio Enobarbo, in arte

Nerone, vissuto un cento anni

prima di lei, al quale si deve la

curiosità di sapere cosa diavolo

ci fosse scritto su quei rotoli di

corteccia di tiglio saltati fuori

dalla tomba del signor Ditti in

quel di Creta, dopo un terremoto!

Oltretutto e curiosamente

erano scritti con caratteri fenici

e in lingua greca! Il famigerato

Nerone se li fece tradurre e

saltò fuori la storia della guerra

di Troia raccontata da uno che

l’aveva vissuta al seguito del re

Idomeneo e che ci dice come,

forse, avvennero i fatti. Oltretutto

ridimensionando eroi famosi

come quell’Achille per

niente invincibile ma ucciso a

fil di spada da quel cretinetti di

Alessandro, in arte Paride… e

tra l’altro pare che la guerra famosa

non iniziò per colpa del

rapimento della signora Elena

ma come risposta dei greci alla

mania di espansionismo dei

troiani!

Mi scuso se ho divagato un tantino

ma posso assicurarle che se

mi capiterà di incontrarla avrò

il suo libro ‘Le Notti Attiche’ a

portata di mano, e le chiederò

una dedica!

A proposito, ma lei è sicuro che

l’immenso Aristotele dissertasse

sull’uso del mangiare fave

come toccasana per un buon

funzionamento dell’intestino?!

Caro amico, Aulo Gellio, ovunque

lei sia, un riconoscente grazie,

di vivo cuore!

SURREALE,

ROMANTICO,

INCANTEVOLE

NELLE MIGLIORI

LIBRERIE E SULLO

SHOP ONLINE

www.edizionijollyroger.it

DISPONIBILE PRESSO

ANNO I • NUMERO IX • novembre 2018 www.jollyrogerflag.it • facebook.com/gojollyroger

76 77

More magazines by this user
Similar magazines