Il Valdarno Dicembre 2018

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Dicembre 2018. Registrazione al Tribunale di Firenze n. 6005 del 25.11.2015 Dir. Resp. Antonella Mazzei. Editore: SEF srl Vicolo Libri 4 Figline, 50063 Figline e Incisa Valdarno

Isc.ROC prat.1046013 - Stampa: Rotopress International s.r.l. Stabilimento di Loreto Via Brecce 60025 Loreto (AN)

Diffusione Gratuita - commerciale@ilvaldarno.info - redazione@ilvaldarno.info

Troppa fatica,

in Valdarno

spariscono

edicolanti e fornai

di Valdo

Il Valdarno non è più terra di

artigiani e commercianti. È di

qualche giorno fa la notizia -

diffusa anche dalla trasmissione

de La7 “Piazza Pulita”

- che Alessandro Canu, titolare

dell’omonimo forno di

Cavriglia, non riesce a trovare

un panettiere tra i giovani

della zona. Il motivo? Perché

si lavora di notte e nei festivi.

La storia si ripete ora a

Montevarchi: dal 7 dicembre

chiude l’edicola della stazione,

nessuno ha rilevato l’attività

di Alma e Moreno che

lasciano il lavoro dopo oltre

30 anni. “Figuriamoci se mi

alzo alle 5 per aprire l’edicola”

è stata la risposta dei

pochi che sembravano interessati.

“Nessuno - commentano

i due sconsolati - vuole

più fare il nostro mestiere, è

considerato un lavoro troppo

faticoso”.

LE TESTIMONIANZE DEI PRODIGI

DI PADRE GUIDO DA REGGELLO

Per perorare la causa di canonizzazione

di Padre Guido Raspini si stanno raccogliendo

testimonianze di eventi miracolosi da parte di fedeli

che hanno conosciuto il frate di Montanino

IL SINDACO MAURIZIO VILIGIARDI

CHIAMATO PER “MASTERCHEF”

Cronaca di un pranzo in compagnia del sindaco

di San Giovanni Maurizio Viligiardi che ne approfi tta

per dare dimostrazione pratica della sua abilità in cucina.

E rivela l’esperienza avuta con la nota trasmissione Tv

A pagina 2

A pagina 11

polemiCHe: Prorogata di 3 anni la concessione. Le sue bollette continueranno ad arrivare fino al 2024

Publiacqua, ancora tu?

“La nostra Ornella Muti”

Talento, passione per la recitazione e lineamenti che richiamano

il volto di Ornella Muti. Martina Capaccioli ha tutte le

carte in regola per realizzare il suo sogno: diventare attrice.

La giovane sangiovannese è da poco entrata nella prestigiosa

Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”.

A pag. 12

Se qualcuno già pregustava

l’arrivo dell’anno 2021 per liberarsi

finalmente di Publiacqua

e delle sue bollette, si deve

mettere il cuore in pace. Anche

se la concessione scade fra tre

anni, la maggioranza dei sindaci

della vallata ha votato per

una proroga di 3 anni. Quindi

Publiacqua continuerà a spedirci

le sue bollette, piuttosto salate,

fino al 2024.

I sindaci, come ha messo in

evidenza il comitato Acqua

Bene Comune, sono stati messi

di fronte a due opzioni secche:

Il sì alla proroga per quanto

riguarda il Valdarno è arrivato

dai comuni di Figline e Incisa,

Reggello, Rignano e San

Giovanni. Le amministrazioni

di Cavriglia e Loro Ciuffenna

invece hanno espresso una

dichiarazione di voto contraria.

I comuni di Terranuova e

Castelfranco-Piandiscò hanno

votato a malincuore lo scenario

B senza proroghe. Il comune di

Montevarchi, dopo essersi di-

chiarato contrario ad entrambe

le opzioni, si è astenuto”.

A Figline e Incisa è forte la

polemica contro la posizione

assunta dalla sindaca Giulia

Mugnai.

“Di sicuro non ha rispettato

quanto indicato dalla volontà

del Consiglio Comunale che,

con una mozione votata a giugno,

la impegnava a discutere

dell’argomento all’interno di

Consigli comunali aperti alla

cittadinanza: evidentemente ha

paura del parere dei suoi concittadini.

Ricordiamo che dal 2011 la

maggioranza dei cittadini ha

chiesto a gran voce una ripubblicizzazione

in senso

democratico e partecipativo”

affermano Simone Lombardi

(Idea Comune) Lorenzo Naimi

(Movimento 5 Stelle); Roberto

Renzi (Forza Italia-UDC); Valentina

Trambusti (Salvare il

Serristori); Cristina Simoni e

Francesco Sottili (Gruppo misto).

PREMIO

il “bambagella”

assegnato

al FotograFo

eDo mUgnai

A pagina 10

SOLIDARIETÀ

a montevarCHi

il sUCCesso

Del gran ballo

Dei DebUttanti

A pagina 5

A pagina 6

SPORT

QUell’amore

valDarnese

Dell’arbitro

niCCHi

A pagina 10

POLITICA

Figline, nomi

e CanDiDati

per l’elezione

a nUovo sinDaCo


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2

Dicembre 2018

vite straorDinarie: Decine di persone raccontano eventi miracolosi nella richiesta di canonizzazione

Padre Guido, in tanti testimoniano prodigi

Sono tante le testimonianze

giunte al Comitato istituito

per la canonizzazione di Padre

Guido da Reggello, oltre

al caso, già noto, della donna

di San Casciano che vide guarire

da un male incurabile sua

madre grazie ad un guantino di

Padre Pio che gli era stato donato

proprio da padre Raspini.

Tra i documenti raccolti per

perorare la causa di canonizzazione

del frate valdarnese,

vi è anche la testimonianza

di una donna di Reggello che

nel 2008 doveva affrontare un

prelievo per una sospetta recidiva

di un linfoma polmonare

emersa dopo una Tac. Proprio

questo grave problema di salute

impedì alla donna di recarsi

a Lourdes in quello che fu l’ultimo

pellegrinaggio di padre

Guido al santuario francese.

Infatti, il 23 agosto di quello

stesso anno, Padre Guido terminò

la sua esperienza terrena

mentre partecipava alla Via

Crucis di fronte alla grotta

delle apparizioni. Ma, qualche

giorno dopo la scomparsa

del frate, la donna di Reggello

ricevette una cartolina che

padre Raspini le aveva scritto,

proprio da Lourdes, prima di

morire. In quel breve messaggio

Padre Guido raccontava di

aver chiesto alla Madonna di

ascoltare le richieste di aiuto

che giungevano da quella donna

angosciata: “Allora ho affrontato

l’intervento tranquilla

- scrive la fedele di Reggello

- e fra lo stupore dei medici

che dovevano prelevare quel

tessuto anomalo dal polmone,

quella macchia non era più

visibile alla Tac e così non mi

hanno fatto nessun prelievo.

Sono passati tre anni, faccio i

controlli e va tutto bene”. La

donna di Reggello ha corredato

la sua testimonianza con la

cartolina ricevuta dal frate e

anche copia degli esami medici

che attestano quanto le è

accaduto.

Fra le tante testimonianze

giunte al comitato vi è anche

quella rilasciata da un regista

Rai, il quale ha raccontato una

serie di episodi capitati duran-

Nelle foto: Padre Guido da Reggello. In alto una vecchia immagine del frate

te la frequentazione di Padre

Guido e anche dopo la sua

morte: “Non so se si tratta di

miracoli, una cosa è certa: padre

Guido aveva una spiritualità

che ti faceva stare bene”

spiega nei suoi scritti il regista,

il quale confessa anche di non

essere un frequentatore assiduo

della chiesa “però posso

raccontare alcuni aspetti che

mi hanno coinvolto.

Il primo episodio risale al periodo

in cui Padre Raspini venne

a celebrare la messa a casa

mia, proprio in quell’edificio

la cui ristrutturazione mi aveva

procurato una serie infinita

di guai, tanto che alcuni vicini

mi avevano anche trascinato in

tribunale per una causa. Dopo

tanti anni di problemi, tutto

si normalizzò in coincidenza

della messa celebrata in casa

nostra da padre Guido”.

Il secondo episodio - continua

il regista - è legato ad una

ciste che avevo nella carotide

sinistra e che mi avrebbe dovuto

portare ad un intervento

chirurgico. Ciste sparita e mai

più tornata”.

“Padre guido è sempre presente

nella nostra vita familiare

- conclude il regista - anche

dopo la sua morte. Mia moglie

lo ha pregato per la guarigione

di un nostro caro amico, colpito

da un tumore molto aggressivo

che lo aveva portato

in fin di vita. Secondo i medici

la sua vita sarebbe dovuta finire

la scorsa estate. Mentre

ero in ferie all’Isola d’Elba ho

ricevuto una sua bellissima telefonata,

in cui mi diceva che

dalle analisi fatte non risultava

più niente”.


3 Dicembre 2018 Il Valdarno

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Reggello

il personaggio: A 53 anni ancora in passerella, Mugnai racconta le sue sfilate

Stefano, una vita da modello

“Quella volta che mio padre…”

Ha sempre adorato la moda

sin da ragazzino, quando sfogliava

le riviste di Vogue Per

lui, per seguire le ultime tendenze,

cercando di comprare

abiti e accessori prima ancora

che venissero indossati da altri.

Un amore per l’eleganza e per

la ricercatezza, quello del reggellese

Stefano Mugnai, che in

breve tempo lo ha portato ad

entrare nel patinato mondo della

moda, diventando testimonial

dei più importanti brand

dell’alta sartoria. Un modello

longevo - ha 53 anni magnificamente

portati -, apprezzato

ormai da più di trent’anni:

“Vestirsi come piaceva a me

costava tanto, allora vedendo

gli indossatori sulle riviste,

pensai che forse avrei potuto

anche io fare quel lavoro per

guadagnare i soldi necessari”

racconta Stefano Mugnai. “A

lanciarmi in questo ambiente

fu il fotografo Guido Argentini

che adesso vive a Los Angeles

e che collabora da sempre

con le più importanti riviste

internazionali. Avevo 19 anni

e con le sue foto iniziai a farmi

conoscere, affidandomi ad

un’agenzia di Firenze. Il mio

primo servizio fotografico fu

Nelle foto: Qui sopra: Stefano Mugnai in una foto di Alessandro Bianchi. A destra e in alto il modello reggellese

ritratto in due scatti di Fausto di Pino (le foto sono state gentilmente fornite da Stefano Mugnai)

per la Hilton, seconda linea di

Giorgio Armani”. Set fotografici

allestiti in tutto il mondo,

da Parigi a Miami, da Milano

al Cairo, all’indimenticabile

sfilata per Versace, all’età di 27

anni, sulla scalinata di Piazza

di Spagna in presenza della top

model Claudia Schiffer. E poi

le immancabili passerelle a Pitti

uomo due volte l’anno, l’ultima

lo scorso giugno. Un lavoro

che Stefano definisce fantastico,

ma non sempre ben visto

da familiari e conoscenti: “Per

mio padre il lavoro era un’altra

cosa, non capiva come in poco

tempo riuscissi a guadagna-

re anche più di lui. Un giorno

vedendomi in televisione, nel

programma del Tg2 Costume

e Società, mentre indossavo un

cappotto di cashmere puro a

tre fili colore sabbia, sentendo

dire che costava 33.000 euro,

sputò di colpo il boccone di

minestra che stava mangiando.

Per lui era inconcepibile che

un cappotto potesse costare

tanto! E quando tornai a casa

volle sapere da me se la cifra

fosse davvero così alta. Io, con

la complicità di mia madre che

mi ha sempre sostenuto, lo

convinsi che aveva capito male

e che in realtà il cappotto costava

3000 euro. Ma per lui erano

troppi lo stesso, ed incominciò

ad imprecare...”. Le agenzie

di moda continuano tutt’ora a

chiamarlo e lui confessa che i

sacrifici per riuscire a mantenersi

in forma sono aumentati

rispetto a quando era più giovane:

“Ogni giorno percorro

25 km di strada in bicicletta,

bevo 3 litri di acqua, un caffè

e due fette biscottate con miele

o marmellata a colazione, del

tonno e una mela a pranzo. Il

pane non lo mangio mai, una

volta al mese mi concedo un

piatto di tortelli maremmani

che mi piacciono tanto”.

Nell’ambiente della moda, durante

i frequenti spostamenti,

conosci tante persone interessanti,

ma il momento più bello

per Stefano è sempre stato

quello del ritorno a casa, tra i

suoi affetti.

Anita Zarra

teatro: L’attrice reggellese Suana Longo spiega lo spettacolo della notte di San Silvestro

“Facce da Sipario” porta Pinocchio a San Giovanni

“Pinocchio è stato il primo

musical della nostra compagnia

teatrale, che abbiamo fatto

dieci anni fa, uno spettacolo

che quest’anno riproponiamo

in una veste più simpatica pur

continuando a ricalcare la trama

e i personaggi della versione

originale” spiegano Marco

Finocchi e Suana Luongo,

rispettivamente il responsabile

e una delle attrici di “Facce

da Sipario”, la compagnia di

teatro amatoriale che la sera

dell’ultimo dell’anno al Teatro

Masaccio di San Giovanni Val-

darno, porterà in scena la fiaba

di Collodi, diretta e rivisitata in

chiave comica dal regista David

Tani. “Questa edizione sarà

più ricca di personaggi, anche

inventati, rispetto alla precedente.

Un gruppo di tre civette

ciaccolone, le pettegole del

paese, tirerà le fila della storia,

mentre la nostra fata smemorata

e un po’ rintronata renderà

più divertente lo svolgimento

degli eventi”. Pinocchio, interpretato

da Giulia Finocchi,

canterà dal vivo come tutti i

personaggi che si alterneranno

sul palco, e che saranno impegnati

anche nell’esecuzione di

balli spumeggianti, le cui coreografie

sono curate come al

solito da Barbara Banchelli. Un

bell’equilibrio tra la parte recitata

e quella cantata, con battute

esilaranti, che da molti anni ormai

ha decretato il successo di

questa compagnia di San Giovanni.

“Noi abbiamo un pubblico

di affezionati che ci segue da

sempre, e questo spettacolo si

rivolge a loro, ma essendo comunque

una fiaba è stato pensato

anche per andare incontro

ai gusti dei bambini e delle loro

famiglie”. Lo spettacolo del 31

dicembre avrà inizio alle 21 per

terminare prima della mezzanotte.

La replica di Pinocchio

è prevista per il pomeriggio

del 6 gennaio sempre al Teatro

Masaccio. Successive repliche

andranno in scena per tutta la

stagione teatrale in diversi teatri

del Valdarno, e poi ad Arezzo

e a Firenze. La prevendita

dei biglietti inizierà lunedì 10

dicembre presso la Pro Loco di

San Giovanni Valdarno.

Anita Zarra


5 Dicembre 2018 Il Valdarno

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Nella foto:

Giulia Mugnai, sindaco

uscente di Figline

e Incisa, e Sandro

Sarri presidente del

consiglio comunale

pronto per la candidatura

Pd alle prossime

amministrative

elezioni: Sandro Sarri scalda i muscoli nel Pd, che intanto prende tempo

Sindaco, nomi e candidati

La corsa a sindaco del Comune

di Figline Incisa vive una fase

di “surplace”. Ora i candidati restano

fermi e si studiano, come

fanno i ciclisti nel velodromo,

per preparare al meglio il rush

finale del 26 maggio. Tutti aspettano

il Pd prima di lanciare la

volata. Ma i democratici hanno

avviato una difficile, e forse lunga

fase esplorativa, nel tentativo

di individuare il candidato giusto

dopo la rinuncia al bis di Giulia

Mugnai. Al momento l’unico pd

che ha dato la sua disponibilità

per la corsa a sindaco è Sandro

Sarri. “Io ci sono” ripete, molto

convinto, l’attuale Presidente

del Consiglio Comunale, ma il

Pd prende tempo nel tentativo di

trovare, possibilmente, un candidato

esterno al partito che sia in

grado di portare nella coalizione

(che avrà comunque il simbolo

del Partito Democratico) sia la

sinistra ex Leu che una fetta di

civici delusi dalla giunta Mugnai.

Tutto questo allo scopo dichiarato

di mettere insieme i voti

necessari per evitare il rischio del

ballottaggio. Nel mondo delle

liste civiche il nome che circola

con insistenza è quello di Daniele

Raspini, apprezzato direttore

Aviatori salvati da Sarri

la Bbc racconta la storia

del Ludovico Martelli. Se si verificheranno

le giuste condizioni,

Raspini potrebbe rappresentare

il candidato unico del polo civico

alternativo al Pd, perorato da

“Salvare il Serristori” e “Idea Comune”.

Nella coalizione civica

alternativa al Pd potrebbe entrare

anche Cristina Simoni, ormai in

rotta di collisione con i Democratici

figlinesi dopo la contestatissima

revoca dell’incarico di Presidente

del Consiglio comunale.

Simoni, che in questa fase gode

di un consenso personale molto

alto tra gli elettori, potrebbe però

valutare le offerte provenienti da

altre coalizioni, qualora l’opzione

civica non si rivelasse sufficientemente

di rottura con il Pd.

Un’eventuale scelta “alternativa”

al polo civico da parte di Cristina

Simoni, provocherebbe inevitabilmente

l’effetto “bomba libera

tutti” con una scomposizione e

successiva ricomposizione delle

alleanze, finora considerate inimmaginabili.

Intanto la Lega di

Salvini e il Movimento 5 Stelle si

muovono con minore fretta, consapevoli

del peso elettorale che il

loro simbolo esercita comunque,

anche nelle elezioni amministrative.

Striscia la notizia a Figline

per la casa senza accesso

Il 12 gennaio l’Open day

all’istituto Marsilio Ficino

Una troupe della Bbc è in Valdarno per raccontare la storia

dei due aviatori americani salvati nel 1944 dal nonno e

dal padre di Maurizio Sarri. Nella foto: gli operatori della

Tv del Regno Unito, accompagnati dal giornalista Francesco

Fondelli, durante l’intervista a Amerigo Sarri.

Continua la pubblicazione a puntate

del libro “Lola e Arturo, una

storia figlinese”, scritto da Adriana

Bottacci e pubblicato da “Florence

Art edizioni” di Firenze.

Capitolo 2

Il 10 Marzo del 1894, a Lucca, nasceva

una bambina che non conobbe

la propria madre, Teresa. Il padre

Eugenio, la iscrisse all’anagrafe del

Comune con il nome di Cherubina

Maria. Nei registri della Chiesa

in cui fu battezzata la registrarono

come Cherubina Lola e tutti la

chiamarono Lola. Fu un duro colpo

per lui perdere la moglie e restare

con una neonata da sfamare e da

accudire e se non fosse stato che

sua sorella Italia aveva partorito da

poco e allattò Lola insieme alla sua

Giulia, Eugenio non avrebbe saputo

dove sbattere la testa. Di certo, il

suo misero e saltuario lavoro non

gli consentiva di pagare una balia

e chissà dove sarebbe finita la sua

Chiara Squaglia e una troupe di “Striscia la Notizia” hanno

seguito il caso complicato e misterioso del ponte abbattuto

in località Stecco, a Figline Valdarno. Demolizione

che ha lasciato senza accesso gli abitanti di una casa che si

affaccia sul torrente Ponterosso.

il libro: Un brano scritto da Adriana Bottacci

La nascita di Lola

bambina, forse sarebbe stata affidata

a qualche famiglia sconosciuta

e non avrebbe saputo più niente di

lei. Dopo l’allattamento, però, l’unica

alternativa per Lola fu l’Istituto,

un non-luogo dove la piccola non

avrebbe trovato niente di ciò che le

serviva per essere una bambina. Eugenio,

senza lavoro e senza mezzi di

sostentamento, in un freddo e nebbioso

mattino d’inverno, si avvolse

nel tabarro insieme a Lola, vagò per

la città con la mente offuscata da

un tumulto di pensieri, entrò nella

chiesa di San Michele e quando,

all’altare, fu davanti al Cristo, prese

la sua bambina, la innalzò verso la

croce e pregò. Poi, l’avvolse di nuovo

nel mantello e, esitante, imboccò

la strada dell’orfanotrofio. Erano gli

ultimi momenti in cui poteva godere

ancora di quel contatto fisico e

del calore che il corpicino di Lola

gli trasmetteva. Provava un’emozione

così intensa da sentirsi paralizzato;

gli sembrava di non avere la

forza di prendere in mano il battente

della grande porta, ma bussò, aprì il

tabarro e porse la sua creaturina ad

una sconosciuta vestita di nero. Fu

come strappare un pezzo della propria

carne e, con la voce rotta dalla

commozione, la implorò di volerle

bene. - È piccina, ha bisogno d’affetto.

Mi raccomando, fatele una

carezza la sera prima che si addormenti,

vi prego. Io verrò a trovarla

ogni mese, e anche di più, se me lo

consentirete, non dovrà mai sentirsi

abbandonata, non dovrà crescere

triste e senza affetto. Gli rimasero

un’impronta impressa per sempre

sul cuore come un marchio e la speranza

di poter riprendere presto la

sua bambina. Non furono molte le

visite di Eugenio che, deluso dalla

vita, decise di emigrare in America

in cerca di un lavoro che gli consentisse

di tornare a Lucca con un po’

di risparmi per offrire un avvenire

migliore a Lola. In America erano

emigrati anche i genitori della povera

Teresa, li avrebbe cercati, avrebbe

raccontato della disgrazia e si

sarebbe unito a loro. Sua sorella lo

biasimava, non capiva come fosse

possibile decidere di stare lontano

dalla propria figlia, ma Eugenio

non si sentiva in colpa, quel sacrificio

lo faceva proprio per l’amore

che nutriva per lei ed avrebbe voluto

che anche gli altri capissero che il

suo era un atto di puro amore e non

di egoismo o indifferenza. - Italia,

Vittorio, non giudicatemi, spero che

un giorno riuscirete a comprendere

la mia decisione. Non ho che Lola,

Sabato 12 gennaio 2019 all’istituto Marsilio Ficino di Figline

si svolgerà l’Open day per l’anno scolastico 2019/20.

Alle ore 16 accoglienza con illustrazione dei vari laboratori:

alle 17 offerta formativa per la scuola media. Alle 17.30

offerta per Liceo Classico e Scientifico.

l’amo più di ogni cosa al mondo e

voglio darle di più, voglio pensare

al suo avvenire. Finché resterò

qui, non cambierà niente e continueremo

a vivere da disgraziati,

io e lei. Devo andare, devo darmi

questa possibilità e voglio credere

che sia l’unica cosa giusta da fare,

non saprei quale altra scelta sarebbe

migliore per noi. - Perché hai tanta

fretta? Perché non vuoi pensare

che le cose potrebbero cambiare?

Anche noi ce la passiamo male, ma

speriamo in un cambiamento, qui,

a Lucca. Chissà quante difficoltà

incontrerai! Non andare, aiutiamoci

a vicenda. Non capivano la scelta

di Eugenio e non riuscivano ad

accettarla, avevano tanta paura di

non rivederlo più. L’America era

grande e lontana, che cosa avrebbe

fatto da solo se non avesse ritrovato

i suoceri? E Lola, chissà per quanti

anni avrebbe dovuto vivere senza il

suo affetto e quand’anche fosse tornato,

sarebbe stato uno sconosciuto

per lei. Aveva già perso quello della

mamma, come sarebbe cresciuta

anche senza quello del babbo? Eugenio

si raccomandò alla sorella ed

al cognato perché non abbandonassero

la sua piccina, li pregò di farle

visita più spesso che potevano e di

rassicurarla che il suo babbo sarebbe

tornato presto e che sarebbero

stati sempre insieme, poi partì. Lo

accompagnarono al porto di Livorno

e scomparve sulla grande nave,

fra la gente. Quella fu l’ultima volta

che lo videro. Arrivò in America

stanco, pallido e febbricitante. Il

mal sottile che colpiva i ricchi ed i

poveri, presto lo portò via. Italia e

Vittorio ebbero la notizia della sua

morte per tubercolosi, dopo otto

mesi da quando era partito e non

seppero mai se era avvenuta in un

ospedale, in una casa, o per strada,

se si era riunito ai suoceri, se aveva

trovato un lavoro. (Continua...)


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6

Dicembre 2018

Immagini della guerra d’Abissinia

e del primo conflitto mondiale,

i funerali del garibaldino

Luigi Bolis, e poi gli antichi

mestieri figlinesi, i personaggi

dello sport di una volta, i paesi

scomparsi, la civiltà contadina

e le colonie sull’Arno; queste

sono soltanto alcune delle

migliaia di fotografie che Edo

Mugnai ha recuperato in qualche

vecchia soffitta o nelle

cantine polverose, per restituirle

alla dignità di vere testimonianze

storiche e culturali.

Anche per questo motivo gli è

stato assegnato il Premio Bambagella

2018, massima onorificenza

che il Comune di Figline

Incisa consegna ai cittadini che

si sono distinti per attività in

favore della comunità locale. Il

nome di Edo Mugnai ha messo

tutti d’accordo. La sua candidatura

al premio Bambagella era

stata proposta nei mesi scorsi

dalla ex Presidente del Consiglio,

Cristina Simoni, e poi è

stata confermata dal suo successore

alla presidenza, Sandro

Sarri.

Edo Mugnai, che è nato nel

1939, scatta fotografie fin da

quando era un ragazzino. Una

passione che nel 1982 divenne

un vero e proprio hobby con la

personaggi: Il prestigioso riconoscimento consegnato durante la Festa della Toscana

Il Premio Bambagella a Edo Mugnai

l’uomo che fotografa la nostra storia

nascita del Circolo fotografico

Arno, a cui Mugnai si iscrisse

tra i primi. Il frutto di tante

ore passate dietro la macchina

fotografica, si è concretizzato

in decine e decine di mostre

allestite a Figline e anche nelle

principali città toscane. E poi le

fotografie di ieri e di oggi stampate

sui tanti calendari a tema,

Nelle foto: Edo Mugnai immortalato dopo aver ricevuto il Premio Bambagella.

Qui sopra: una foto del castello di Pian Franzese

realizzati dal Comune oppure

venduti dalle associazioni a

scopo benefico.

Ma l’attività che più ha impegnato

Edo Mugnai da oltre

trent’anni è proprio la certosina

ricerca di vecchie foto dimenticate

in qualche baule. Immagini

che ritraggono frammenti

di vita quotidiana e anche importanti

avvenimenti storici,

dai primi del Novecento fino

ai giorni nostri. Le ultime im-

magini che sono finite nel suo

archivio riguardano il castello

di Pian Franzese, che fu abbattuto

nel 1983 per consentire lo

sfruttamento della lignite da

parte dell’Enel. Grazie a lui

si potranno ancora ammirare

i possedimenti dei “Franzesi

della Foresta” antica famiglia

di derivazione longobarda. Per

svolgere questa nobile missione

Edo Mugnai ha battuto palmo a

palmo le campagne figlinesi, ha

rintracciato famiglie ormai trasferite,

e poi ha convinto vecchie

e nuove generazioni a farsi

consegnare i reperti fotografici,

talvolta piccoli come francobolli:

immagini sbiadite e spesso

rovinate dal tempo. Foto d’epoca

riparate con amore e passione

per realizzare il grande archivio

storico realizzato dal Circolo

Fotografico Arno presieduto

da Silvano Monchi. Alcune di

queste foto vengono pubblicate

con regolarità nel sito che il

Ministero dei Beni Culturali ha

riservato alle più significative

foto storiche italiane. Soprattutto

queste antiche fotografie vengono

ammirate ogni anno dai

figlinesi che affollano le mostre

allestite dal Circolo Fotografico

in occasione delle feste principali.

“In queste occasioni pubbliche

- confessa Edo Mugnai

- ricevo davvero tanti complimenti

dai miei cittadini, che a

volte mi imbarazzano. Ricordo

ancora con emozione quella

volta in cui una donna lanciò

un urlo appena giunta di fronte

ad una vecchia foto. Con le

lacrime agli occhi mi confessò

di avere visto per la prima volta

l’immagine di sua madre, morta

quando lei era ancora piccola”.

Mar. Zi.

eventi: In Palazzo Pretorio una mostra sulle opere giovanili dell’artista

Figline omaggia Lorenzo Bonechi

Il cerchio e le nuvole. Lorenzo

Bonechi O’ della Giovinezza”

è il titolo della mostra

allestita nel Palazzo Pretorio

di Figline (in piazza San Francesco)

dedicata al noto artista

figlinese prematuramente

scomparso nel 1994 all’età di

39 anni. Esposti disegni, incisioni,

pitture e sculture del

periodo giovanile dell’artista,

provenienti da collezioni private.

Lorenzo Bonechi, traendo

inesauribile e profonda ispirazione

dalla propria terra d’origine,

è stato apprezzato fin

dai suoi esordi e ben presto si

attestò sulla scena internazionale

come interprete alto dei

sentimenti della sua generazione.

Molte delle sue opere

sono state invitate a numerose

mostre di successo in Italia e

all’estero: Londra, New York,

Tokio, Osaka, Washington,

Vienna.

La mostra figlinese rientra

nell’ambito di un più ampio

progetto - sul tema giovani e

arte - che è dedicato a Bonechi

e che coinvolge anche gli

studenti dell’Accademia delle

Belle Arti di Firenze. Il tutto

in tre step, in partnership con il

Rotary club di Figline e Incisa

Valdarno e Caverni Assicurazioni:

l’esposizione a Palazzo

Pretorio (luogo in cui l’artista

organizzò per la prima volta

una sua personale), un premio

dedicato agli studenti dell’Accademia

e l’esposizione dei

loro lavori a Casa Petrarca

(piazza Benassai, a Incisa, dal

15 dicembre all’8 gennaio).

A Palazzo Pretorio sarà possibile

ammirare opere provenienti

da collezioni private, risalenti

ad un periodo compreso

tra il 1974 e il 1982 e, quindi,

al Lorenzo ventenne. Ed è

proprio a partire dall’analisi

di queste opere che l’Accademia

delle Belle Arti di Firenze,

palestra formativa di Lorenzo

Bonechi, ha aderito con entusiasmo

al progetto e ha chiesto

ai suoi studenti di interpretare

l’eredità dell’artista figlinese,

attraverso la realizzazione di

opere a lui ispirate. Ne sono

arrivate 70, che saranno giudicate

da una commissione interna

prima di esser trasmesse

al Comune.

Solo in 10 andranno in finale e

il primo classificato si aggiudicherà

2000 euro.

Per saperne di più: www.labuonastrada.com/lorenzobonechi

La mostra su Bonechi sarà

visitabile fino al 6 gennaio il

venerdì, il sabato e la domenica

in orario 10-13 e 17-19,

ad eccezione del 15 dicembre,

quando l’apertura sarà solo

mattutina.


7 Dicembre 2018 Il Valdarno

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Nella foto: I camperisti del Club “Le Balze” durante i festeggiamenti per il decimo anniversario dell’associazione

viaggi: Il club “Le Balze” organizza da undici anni il Penna Fest. E ai Comuni valdarnesi chiede un’area attrezzata per la sosta

“Camperisti e non solo”, iniziative e sogni

di quei settantatré equipaggi del Valdarno

Sì, viaggiare. Ma non solo.

Il Valdarno Camper club “Le

Balze” è il punto di riferimento

per gli appassionati di tutto

il Valdarno, ma anche una

realtà di solidarietà e cultura.

Nato nel marzo 2007 dalla

volontà di alcuni camperisti

valdarnesi, il club con sede

nella frazione terranuovese

della Penna, ha come finalità

la promozione territoriale, la

difesa dei diritti dei camperisti

e la diffusione dell’associazionismo

tra gli amanti del plein

air. Una comunità composta

da ben settantatré equipaggi

che ogni autunno si riunisce

al Penna Fest giunto ormai

alla sua undicesima edizione.

Non si tratta solo di un semplice

raduno di camperisti, ma

di un evento con un ricco programma

di mostre, escursioni,

degustazioni e anche momenti

di riflessione e proteste contro

il caro gasolio.

“Ogni anno al nostro raduno

partecipano numerosi camperisti

provenienti da ogni

parte d’Italia. Siamo molto

orgogliosi del fatto che tanti

equipaggi tornino spesso, non

solo per amicizia, ma anche

perché attratti dalle bellezze

del nostro territorio” racconta

Stefania Mugnai, Presidente

del Camper Club Le Balze. Lo

spirito di aggregazione è alla

base di tutte le attività promosse

dall’associazione che non si

occupa solo di gite fuori porta

ma anche di corsi di cucina,

eventi per bambini, fotografia

e tanto altro. Da otto anni l’associazione

organizza “Riportando

tutto a casa …considerazioni

ottiche dei viaggiatori in

camper”, una mostra fotografica

che presenta i migliori scatti

dei loro viaggi in camper.

Il nostro motto è: camperisti

e non solo” dice Stefania

Mugnai. Infatti, il Valdarno

Camper club collabora con

varie associazioni del nostro

territorio ed è in prima fila

anche per molte iniziative di

solidarietà. Da tempo i camperisti

valdarnesi contribuiscono

attivamente ad aiutare le popolazioni

del centro Italia colpite

dal terremoto sostenendo una

rete di vendita dei prodotti

locali e alcune raccolte fondi

destinate anche all’acquisto

di materiale didattico. La promozione

turistica resta parte

integrante dell’associazione e

ormai da tempo i soci del Valdarno

Camper Club chiedono

alle amministrazioni locali la

realizzazione di un’area di sosta

attrezzata.

“Abbiamo individuato alcuni

spazi che sarebbero perfetti a

livello logistico per la sosta dei

camper - afferma Mauro Ghinassi,

vicepresidente del Club

- ma purtroppo ancora non

siamo riusciti ad ottenere risposte

concrete dalle amministrazioni”.

Senza dubbio, un’area

sosta camper in Valdarno,

sarebbe davvero un incentivo

e un sostegno per il turismo

locale. Non solo durante il periodo

estivo ma per tutto l’arco

dell’anno.

Sara Bracchini

Buone Feste


Il Valdarno

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PAGINA

8

Dicembre 2018

...VI CONSIGLIA

NICOLETTA RUSSO

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ROSY GIOIA

ARCHITETTO

“Rilassati, raccogliti, allontana da te

ogni altro pensiero. Lascia che il mondo

che ti circonda sfumi nell'indistinto”

(Italo Calvino)

“S” come soggiorno, questa volta parleremo di zona

soggiorno, o living, che potremo definire il “CUORE”

della casa! L'attenzione per questo ambiente, oramai

sempre più “a contatto” con la zona ingresso e cucina,

fino a fondersi del tutto con esse, è molto forte e in base

alla connotazione che si decide di dargli e alla cura che

si mette nell'arredarlo, in qualche maniera, vengono fuori

il carattere, lo stile e gli interessi dei padroni di casa.

Ma non solo semplice “biglietto da visita”, il living è

anche zona relax o spazio da condividere per vedere un

film, una partita o per chiaccherate con amici o familiari

e non ultimo, scrigno per oggetti a noi cari o di uso

quotidiano, tante funzioni che ci fanno capire quanto sia

importante la sua progettazione nel renderlo funzionale,

accogliente e solido, visto che sarà tutta la famiglia, e non

solo, a frequentarlo. Abbiamo quindi pensato, tra le tante

soluzioni, ad un concept di impatto scenografico, un

sistema idealmente infinito e replicabile in altezza e

larghezza, in abbinamento a divani esclusivi e comodi

realizzati con materiali ricercati e lavorazioni di pregio

che abbiamo trovato per voi da STILE TOSCANO.

Ovviamente non possono mancare, per dare carattere e

calore all'ambiente, la scelta di tappeti, tende, imbottiti e le

bentornate ed eleganti carte da parati, scelte da Atelier di

Architettura dalle sofisticate collezioni di tendenza di

BARBAGLI TENDE. A illuminare il vostro soggiorno, una

luce soffusa, irradiata da una piantana che al momento

opportuno, grazie ad un “dimmer”, offre l'illuminazione

desiderata. Da LUCEPIÙ trovate tante interessanti e

suggestive proposte, in grado di abbinarsi ad ogni tipo

di stile ed esigenza, così come le resine e le decorazioni

murali di TRIS RESTAURI, regaleranno lo sfondo perfetto

per il nostro Soggiorno da “Mille e una Favola”!

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9 Dicembre 2018 Il Valdarno

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Il Valdarno

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10

Dicembre 2018

intervista: Il numero uno dell’Aia: “Qui si vive bene. Si può avere un rapporto diretto con la gente”

Nicchi, il presidente degli arbitri

ha scelto il Valdarno per amore

Il Valdarno è casa sua da ormai

41 anni, da quando si è trasferito

qui per amore, sposando

una giovane della zona. È l’oasi

felice dove isolarsi da tensioni

e polemiche del mondo

del calcio. Il luogo dove Nicchi

è soltanto Marcello. “Vivo

nel comune di Montevarchi dal

1977 - dice il presidente nazionale

dell’Aia, Associazione

Italiana Arbitri - Nelle frazioni

si sta benissimo, perché è possibile

rilassarsi, coltivare relazioni

personali con la gente,

dal caffè al bar, fino ai saluti

e a quattro chiacchiere scambiate

per strada. Nelle grandi

città non si possono mantenere

i rapporti personali come nelle

piccole realtà”. Con il Valdarno

è stato amore a prima vista.

“Ho incontrato tante persone

per bene, che hanno avuto fin

dall’inizio un grande feeling

nei miei confronti - continua

Nelle foto: Marcello Nicchi (Di Prugna - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=72639623)

Qui sopra l’arbitro, al centro, prima del derby di Torino del 3 dicembre 1995,

tra il capitano granata Rizzitelli (a sinistra) e quello juventinoVialli (a destra)

Nicchi che è nato a Gambassi

Terme (Firenze) il 18 marzo

del 1953 - Vivo la vita sociale

di tutti i giorni in particolare

a Terranuova Bracciolini, mi

chiamano per qualsiasi manifestazione,

mi trovo piacevolmente

coinvolto. Purtroppo,

accade molto meno con il comune

di Montevarchi, con il

quale ho avuto meno occasioni

di interloquire per iniziative

sociali, culturali o che hanno a

che fare con lo sport. Peccato,

ci sarebbero tante cose da dire

e spiegare ai giovani”.

Presidente, i tanti impegni

di lavoro le lasciano il tempo

per seguire il calcio valdarnese?

“Certo. Seguo il calcio a tutti

i livelli, come impone il mio

ruolo. Il lunedì mattina mi

informo su quanto accaduto,

dalla serie A alla terza categoria.

Mi fa sempre piacere

E la violenza nel calcio

la combatto nelle scuole

Marcello Nicchi è impegnato in prima linea nella lotta alla

violenza nei confronti degli arbitri e alla violenza nel calcio

in generale. “Ogni occasione è buona per parlare di regole e

comportamenti - dice il numero uno dell’Aia - La scuola è il

luogo ideale per fare prevenzione, formazione e informazione

sulle regole. Noi siamo disponibili ad andare a parlare ai ragazzi

in tutta Italia, ovunque ci chiamino. Anche a partire dal

Valdarno. Tutti devono essere coinvolti”.

Sono stati fatti notevoli passi avanti, ma la strada è ancora

lunga. “È un problema dello sport in generale, non solo del

calcio - aggiunge Nicchi - Purtroppo c’è gente che non va a

vedere le partite per divertirsi, ma solo per sfogarsi con atti di

violenza, razzismo e discriminazione territoriale. Calciatori,

arbitri, presidenti e mezzi di informazione devono essere uniti

nella ricerca della soluzione”.

F. G

quando le squadre valdarnesi

ottengono buoni risultati.

Vorrei sottolineare l’importanza

di chi fa calcio nelle serie

inferiori. Queste società non

lottano per scudetti e coppe,

ma tolgono tanti ragazzi dalla

strada, li fanno crescere e insegnano

loro dei valori e questo

è possibile solo nei piccoli

centri. Poi ci sono realtà storiche

come il Montevarchi e la

Sangiovannese, che mi auguro

possano ritornare ai fasti del

passato”.

Ci sono arbitri e assistenti

del Valdarno che possono

crescere?

Il montevarchino Lorenzo

Manganelli è un assistente in-

ternazionale molto stimato anche

fuori dall’Italia. Oltre a lui

ci sono ragazzi in serie B e C

e nelle altre categorie che possono

sperare in una carriera ad

alti livelli. In totale la sezione

Arbitri Valdarno può contare

su quasi 150 associati”.

Cosa c’è nel suo futuro,

dopo tre mandati alla guida

dell’Aia?

“Al momento non so cosa

farò a fine mandato, se farò

il quarto o no. Sono contento

di aver fatto tanto per tutelare

la crescita di arbitri e sport. Il

mio motto è non dimenticare

il passato, vivere il presente

guardando al futuro”.

Francesco Giustiniani

Henry Ruiz Vazquez e Marica

Caruana sono i migliori ballerini

esordienti del Valdarno e

la “Coppia più Solidale”. I due

giovani hanno dimostrato di

essere un affiatato duo al “Gran

Ballo dei Debuttanti” - svoltosi

domenica 25 novembre alle

Stanze Ulivieri di Montevarchi

- aggiudicandosi il premio in

palio: una borsa di studio del

valore di 500 euro messa a disposizione

dal Rotary Club di

Figline Incisa.

Henry e Marica, insieme alle

altre sedici coppie in pista,

hanno dovuto dimostrare non

solo capacità musicali e artistiche

durante le varie esibizioni

ma anche di aver a cuore le tematiche

della solidarietà testate

attraverso un questionario

solidale, dove tra le domande

più impegnative ci sono state

quelle sull’Amore, il proprio

futuro e sui progetti da realizzare

in ambito sociale.

Il Gran Ballo dei Debuttanti”

aveva infatti uno scopo benefico:

la raccolta fondi per l’ospedale

Meyer di Firenze. La serata

è stata organizzata nell’am-

soliDarietÀ: Iniziativa per il Meyer sostenuta dal Rotary Club Figline Incisa

Il Gran Ballo dei Debuttanti

inizia con un grande successo

bito delle attività del progetto

“Insieme per il Meyer” alla

sua terza edizione, promosse

da “Circolo Mcl-Fanin” di Figline

e Incisa, le “Stanze Ulivieri”

di Montevarchi, l’ISIS

Alberghiero Vasari, ed è stata

attivamente sostenuta dal Rotary

di Figline-Incisa.

“Noi che siamo sempre dalla

parte dei più deboli, ma anche

dei giovani e dell’amore abbiamo

donato una borsa di studio

di 500 euro alla coppia vincitrice,

dimostrandosi la “più

solidale” spiega il Presidente

del Rotary Club Marta Giani.

“I due ragazzi utilizzeranno il

premio per realizzare un corso

di studi di loro interesse e

comunicheranno al club le

loro scelte nelle prossime settimane.

Saranno poi invitati,

insieme alla coordinatrice del

progetto Francesca Sottili, ad

una nostra conviviale per spiegarci

il valore dell’esperienza

nel preparare il gran ballo e

l’utilizzo del premio ricevuto”.

La serata all’insegna della solidarietà

è stata un evento emozionante

per tutti: i ballerini

debuttanti, la loro insegnante

Roberta Mugnai che li ha seguiti

nei mesi di preparazione

al gran ballo, i componenti

della giuria, gli organizzatori

che hanno lavorato a lungo per

la bella riuscita della serata,

gli sponsor che hanno curato

l’abbigliamento dei debuttanti

Ilaria Pericoli Alta moda Spo-

Nella foto: Henry e Marica con Marta Giani, presidente del Rotary di Figline-Incisa

che ha messo a disposizione una borsa di studio per la coppia vincitrice

della serata

sa” ed il negozio Figaro - Papillon

e Cravatte artigianali di

Simone Mazzeschi entrambi di

Montevarchi.

Un ringraziamento va a tutti

coloro che hanno contribuito,

a vario modo, al successo

dell’evento: Osteria Fumetti e

Pasticceria Bonci per il buffet

allestito degli studenti dell’alberghiero

dell’Istituto Giorgio

Vasari di Figline, la Fattoria

Casagrande per i vini, Bianco

Service per i tessuti, Orto di

Vaggio per l’allestimento floreale,

il fotografo Alessandro

Papi, i ragazzi dei saloni Arte

Capelli e BL Hairdressing di

Monica Barucci, il team del

salone Marco Mini Hair&Beauty,

Sara Iammarino Estetica,

Il Gruppo Parrucchieri di

Figline che hanno curato look

e acconciature dei ballerini.

Tutti i ragazzi hanno, infine,

ricevuto in regalo dalla fondazione

dell’Ospedale Pediatrico

Meyer uno zaino studi insieme

ad un coupon omaggio entrata

di Asmana Wellness World

per un giorno speciale ancora

insieme.


11 Dicembre 2018 Il Valdarno

gratis a casa tua

PAGINA

il personaggio: Pranzo in compagnia del primo cittadino. Che rivela …

Viligiardi, dopo il sindaco

la tentazione Masterchef

Serenità consapevole, incarnata.

Ecco quello a cui fa

pensare il sorriso di Maurizio

Viligiardi, classe 1963 (portati

bene), sindaco uscente di San

Giovanni al secondo mandato,

una splendida famiglia sangiovannese

doc ed un’autentica

ed esperta passione per la

cucina.

Per un pranzo tra amici, in

buona compagnia, i suoi piatti

hanno allietato i nostri palati

e dopo aver mangiato dei crostini

con aringa e cipolle caramellate,

altri con mousse di

baccalà e polvere di capperi,

ravioli ripieni di gorgonzola

con crema di patate e cozze e

un baccalà su crema di finocchi

ci è venuto il sospetto che

oltre la semplice passione ci

sia anche competenza, ricerca

e un briciolo di follia.

Maurizio, partiamo dalla

follia, è vero che hai fatto le

selezioni per partecipare a

Masterchef?

“Sì, è vero. Nel 2016 mia moglie

per scherzo mi iscrisse

senza dirmi niente. Il giorno

dopo la redazione di Milano

mi chiamò mentre ero in una

riunione in Comune. Dovetti

Nelle foto: Maurizio Viligiardi nella sua cucina. Il sindaco di San Giovanni prepara per parenti e amici gustosi

e apprezzati piatti

prendere tempo, oltre per finire

la riunione anche per chiedere

a Merj (la moglie, ndr)

cosa avesse scritto nell’iscrizione”.

Poi com’è finita?

“Dieci giorni dopo ero a Milano

con un piatto preparato a

casa da assemblare e presentare

davanti ai giudici. Andò

bene e soprattutto, televisivamente,

piaceva il “personaggio”.

Mi avrebbero preso, ma

i miei impegni professionali

non mi permettevano di stare

tre mesi fuori San Giovanni”.

Esperienza accantonata o

solo rimandata?

“(Ride)…da maggio scade il

mio secondo mandato da sindaco

di San Giovanni, sarò

sicuramente meno impegnato

e quindi perché no? Potrei

regalarmi quest’esperienza e

mettermi alla prova come chef

“professionista”…

Come hai imparato a cuci-

nare?

Non credo di aver imparato.

Cioè, a casa, mia madre cucinava

bene, così più che imparato

a cucinare penso di aver

avuto un’educazione al gusto

fin da piccolo ed un’attenzione

alle materie prime precisa.

Poi la pratica. Tutt’oggi quando

torno a casa mi metto ai

fornelli per la cena, per piacere

ma anche per necessità!”

Tua moglie Merj è contenta?

“Felicissima, fosse per lei si

mangerebbe al massimo un

uovo fritto!”

E la spesa chi la fa?

“Per le cose generali, basiche,

ci pensa lei. Per la carne,

pesce, formaggi e tutti gli

alimenti principali vado io di

spesa. Ed ho tutti i miei punti

di riferimento a San Giovanni.

Sono attento a preferire materie

prime locali e a comprare

da persone fidate”.

Durante la tua carica hai

trasmesso questa valorizzazione

della tradizione culinaria

locale, con il Palio

dello stufato alla Sangiovannese,

per esempio?

“Si può dire che ho fatto di

passione virtù. Uno per tutti

il Palio dello stufato alla sangiovannese.

Il prossimo (gennaio

2019) sarà la X edizione

e ogni anno cresce di partecipazione,

coinvolgimento e

visibilità grazie a personalità

influenti e stimate”.

Come vedi il tuo futuro

prossimo?

“In cucina continuando a sperimentare!

Sì, perché io prendo

una ricetta e poi mi piace

“metterci del mio”, nel senso

che la cambio a seconda del

mio gusto. Professionalmente,

invece, dopo essere stato

sconsigliato da molti amici

chef, anche stellati, di fare

della passione un lavoro, mi

piacerebbe fare un’esperienza

all’estero. Qualche anno in

Francia non sarebbe male per

me e la mia famiglia!”

Beatrice Torrini

Torna anche quest’anno l’appuntamento

con la mostra

presepiale curata dall’Associazione

culturale “Natale nel

Mondo”. La XV rassegna di

presepi della Basilica di Santa

Maria delle Grazie dal titolo

Il Cammino” è dedicata al

Cammino di Santiago di Compostela,

il lungo percorso dei

pellegrini che oggi rappresenta

spiritualità e cammino interiore.

“Abbiamo iniziato a lavorare

a questa rassegna lo scorso

febbraio e siamo molto soddisfatti

del risultato - raccontano

Giuseppe D’Orsi e Pino Polcaro,

curatori della mostra sangiovannese

e ormai famosi in

tutta Italia nel settore presepiale

- siamo certi che l’esposizione

porterà i visitatori a riflettere

mostre: La biennale valdarnese ospita lavori di grandi autori: da Venturino a Bonechi, da Capitani a Dini…..

Natale nel mondo e i presepi tra le opere d’arte

Nelle foto: Giuseppe D’Orsi e Pino Polcaro, curatori della mostra

Accanto: una natività del Monastero S. Elisabetta - Minsk (Bielorussia)

sull’aspetto profondo del nostro

essere e sul cammino della vita.

Per stimolare la riflessione abbiamo

accompagnato le opere

con immagini del celebre Cammino

e con saggi e romanzi

dedicati al percorso. Abbiamo

anche esposto delle autentiche

credenziali, i documenti che

servono a distinguere un vero

pellegrino da ogni altro viaggiatore

e sui quali sono apposti

i timbri delle chiese visitate

durante il percorso”. Ogni due

anni la mostra ospita anche artisti

locali nella Biennale d’Arte

Presepiale giunta quest’anno

alla VII edizione. Esposte per

l’occasione opere di Romano

Dini, Andrea Tognaccini, Ricci

Daniele, Lorena Nocentini, Lituana

Di Sabatino, Mauro Capitani,

Marco Bonechi, Venturino

Venturi, Marina Felici, Serena

Lisi, Franco Pacini, Rosetta

Marziali, Rita Nocentini, Nelio

Barchi e Lorenzo Bonechi. Tra

le cinquanta opere esposte non

mancano natività provenienti

da altre parti d’Italia, come Pollica,

Ferrara, Potenza e Catania.

Il successo della mostra permanente

ospitata dalla Cappella

dei Pellegrini è rappresentato

dalla costante media di quindicimila

visitatori che ogni anno

ne apprezzano le opere. “Abbiamo

un registro dove i nostri

visitatori possono annotare

pensieri e impressioni, questo

ci permette anche di conoscere

il numero di ingressi. Il boom

delle visite c’è senza dubbio nei

mesi invernali ma a primavera

non è difficile vedere turisti tedeschi,

olandesi o giapponesi

che apprezzano la nostra mostra”

racconta Giuseppe. Fino

al 6 gennaio 2019 la mostra è

visitabile gratuitamente durante

i giorni feriali dalle 16,30

alle 19,00 e i festivi negli orari

10,00-12,30 e 16,30-19,00. Dal

7 gennaio fino a giugno rimane

aperta la domenica e i festivi

con orario 10.00 - 12.30 e 16.30

- 19.00; l’esposizione chiude

nei mesi di luglio e agosto.

Sara Bracchini


Il Valdarno

gratis a casa tua

PAGINA

12

Dicembre 2018

Una bellezza che ricorda una

giovane Ornella Muti e una

grande occasione tra le mani.

Il talento e la passione per

la recitazione hanno portato

Martina Capaccioli, giovane

attrice sangiovannese, ad essere

scelta dalla prestigiosa

Scuola di Teatro di Bologna

“Alessandra Galante Garrone”.

Dopo otto anni di formazione

presso l’associazione

culturale Masaccio sotto la

direzione artistica di Silvano

Alpini, Martina, da pochi giorni

diciannovenne, è riuscita ad

entrare nella scuola che ha

formato attori come Stefano

Accorsi, Elena Bucci e Lunetta

Savino superando il provino

con il monologo di Celimene

da “Il misantropo” di Moliere

e la poesia di Eugenio Montale

“Ho sceso, dandoti il braccio,

almeno un milione di scale”.

L’abbiamo incontrata pochi

giorni dopo l’inizio del suo

percorso in accademia.

Fa parte di una delle accademie

di teatro più importanti

d’Italia. Come ha reagito

alla notizia?

“Quando ho ricevuto quella

mail sono esplosa di gioia. La

prima persona che ho chiamato

è stato il mio maestro Henry

Bartolini. Questa è davvero

un’occasione importante per

coltivare il mio sogno”.

Come si sta svolgendo il suo

percorso di studi all’accademia?

“In questo periodo ho quattro

ore di lezione al giorno; due di

voce e tecnica che comprende

Nelle foto: Martina Capaccioli

teatro: La giovane attrice sangiovannese è stata scelta alla “Galante Garrone” di Bologna

Martina, bella come Ornella Muti

ha conquistato la Scuola di Teatro

dizione e fonetica e altre due

ore di movimento con l’insegnante

di danza”.

C’è un ruolo che preferisce

interpretare?

“Direi di no. Diciamo che al

momento sto lavorando per

sviluppare di più il mio lato

comico perché non voglio

adagiarmi sui ruoli nei quali

mi sento più a mio agio ma voglio

confrontarmi con qualsiasi

tipo di interpretazione”.

C’è stato qualcuno che ritiene

fondamentale per la sua

carriera?

“Sì, la lunga esperienza di otto

anni all’associazione culturale

Masaccio mi ha permesso

di capire che questo è davvero

il mestiere che voglio fare

nella vita. Devo ringraziare il

maestro Henry Bartolini perché

per me è stato un grande

appoggio. Mi ha sempre supportata

sia a livello formativo

che psicologico. Se non lo

avessi incontrato, probabilmente,

avrei impiegato molto

più tempo a sentire chiaramente

questa forte appartenenza a

questo mondo e, probabilmente,

non avrei nemmeno superato

il provino”.

Fare l’attrice non era il suo

sogno da bambina. Cosa l’ha

portata a intraprendere questa

carriera?

“È vero, da piccola volevo fare

prima la pittrice, poi la cuoca

e infine la dottoressa [ride,

ndr]. Poi un giorno un’amica

mi parlò dei corsi dell’associazione

culturale Masaccio. E

così, a 10 anni, iniziai la prima

parte di questa bellissima avventura”.

La sua somiglianza con Ornella

Muti le viene ricordata

spesso. Quanto conta la bellezza

nel settore della recitazione?

“Direi che la bellezza è un

ausilio perché rende un attore

più versatile, ma non è tutto.

Probabilmente per il settore

cinematografico oggi è molto

importante essere belli per arrivare

prima al successo”.

Ora è sicura di cosa vuole

fare da grande?

“Assolutamente sì. Non ho

dubbi. Ora vedo il mio futuro

in teatro ad emozionarmi davanti

ad un pubblico che applaude

soddisfatto”.

Sara Bracchini

Nelle foto: L’illustratore Luca Brandi. A sinistra la copertina del suo ultimo

lavoro

Luca Brandi è un fumettista Audiovisivo e Multimediale.

sangiovannese, illustratore e Il suo nuovo lavoro si chiama

“TRIBÆ”, una wordless

insegnante presso il Liceo Artistico

“B.Varchi” per gli indirizzi

Grafica Pubblicitaria e Hollow Press, e che

novel dai toni dark edita dalla

l’artista

arte: Il fumettista sangiovannese ha presentato il suo nuovo lavoro

Luca Brandi, dal Liceo Varchi

al “Lucca Comics and Games”

ha presentato il mese scorso al

Lucca Comics and Games; la

più importante fiera italiana e

tra le principali in Europa dedicata

al fumetto, all’animazione,

ai giochi, ai videogiochi

e all’immaginario fantasy

e fantascientifico.

Appassionato lettore di fumetti

fin da piccolo si è subito

avvicinato a questo mondo

fatto di chine e colori e, scegliendo

di formarsi secondo

un percorso ben preciso che lo

avrebbe portato a seguire gli

studi artistici a Firenze. Nel

2010 pubblica la sua prima

opera realizzata con Michele

Lazzaro, “Thomas” edita da

Free Books e due anni più tardi

approda per la prima volta

tra gli stand della rassegna

lucchese. Quest’anno però, in

occasione dell’edizione dedicata

al Made in Italy, Luca

Brandi fa il suo esordio come

Autore, avendo realizzato i

disegni e ideato interamente il

progetto.

È stata una soddisfazione

enorme potermi presentare

come unico padre di una mia

opera, e poter farla conoscere

allo stand del mio editore

nei padiglioni del Lucca Comics”

afferma Luca “La mia

casa editrice è indipendente

e riflette perfettamente la

mia linea artistica, in più può

vantare firme di autori come

Shintaro Kago con il quale ho

avuto l’onore di dividere lo

spazio nello stand”.

“TRIBÆ” può essere considerato

un progetto multimediale,

non soltanto per la

scelta artistica di realizzare

tavole da poter essere esposte

in gallerie d’arte ma anche

per altre idee correlate alla

sua fruizione da parte del lettore.

Infatti, insieme all’opera

è “allegato” un cd musicale da

poter ascoltare accompagnando

così la lettura (che lettura

non è, essendo un’opera prettamente

visiva e senza testi,

“wordless” appunto).

Sono tanti i progetti futuri relativi

a questa sua ultima opera:

un corto di animazione,

una rappresentazione teatrale

e tanto altro.

Parlando dei talenti artistici

del Valdarno che potrebbero

essere più sostenuti ed incoraggiati

Luca Brandi risponde

così: “Se un ragazzo o una

ragazza hanno una passione

è giusto e sano che impieghino

ogni loro forza per portarla

avanti, con sacrifici e con

quella dose di carattere necessaria

a presentare al meglio le

proprie capacità”.

Diletta Paoli


Ruzza Lepre

Azienda Agricola

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Il Valdarno

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14

Dicembre 2018

Armi Lido, un caro amico il

mio Lidone dalla Penna ed un

bravo dirigente del Monte in

anni ruggenti. Lo ricordo con

amicizia e con quella nostalgia

che, giocoforza, incomincia

sempre di più a penetrare quando

l’età avanza.

Bennati Graziella correva

leggiadra sulla pista in terra rossa

dello stadio Sangiovannese

negli anni ‘70 provocando ammirazione

e di più. La freccia di

cupido scoccò con l’allora calciatore

azzurro Gabriele Alessandrini

e da quel tempo prese

il volo mettendo su famiglia sul

mare abruzzese, Tortoreto Lido

mi pare.

Chioccioli Franco, se dico il

più grande atleta valdarnese di

ogni tempo e di ogni sport dico

la verità. Il giro del 1991 segna il

punto più alto della sua carriera

ciclistica ma anche il diapason

mai raggiunto nella nostra vallata.

Franco “Coppino” Chioccioli

da Piandiscò, ed ancora io fremo

quando lo vedo transitare con la

sua ammiraglia e quell’aria di

sessantenne ancora giovane fra

i giovani.

Donato Berini, una bandiera

(termine un po’ abusato ma così

è) della Sangiovannese, prima

da calciatore e poi da dirigente e

da allenatore delle squadre giovanili.

Fino alla morte, sopraggiunta

nel 2004 e cioè ad un’età

che ancora lo vedeva sempre in

sella fra una giornata al “campo”

ed un dibattito televisivo.

Epica, condimento essenziale

Ritorna come ogni anno prima

di Natale, Babbobike, il raduno

non competitivo di mountain

bike, giunto alla sua sesta edizione

che si svolgerà il prossimo

16 dicembre, il cui ritrovo è stabilito

presso il Caffè L’Incontro

di Cascia alle ore 8.30. Organizzata

come sempre dall’ASD

Babbobike di Reggello, la manifestazione

sportiva propone due

diversi percorsi su strada sterrata,

che attraverseranno buona

parte delle colline del territorio

reggellese, per il divertimento di

tutti. Dagli adulti sportivi a quelli

non sportivi, e ai bambini per

i quali è prevista una gincana

nella zona stadio. “Le iscrizioni

aprono la mattina stessa del

ALFABETO SPORTIVO

Valdarnesi da ricordare di ieri, oggi e domani

di Leonardo De Nicola

Ma quale Stelvio, ma quale Tourmalet?

Coppi confessò: “Ho sofferto a Saltino”

nello sport di ogni tempo e luogo.

In questi giorni, sfogliando il

bel libro di Auro Bulbarelli tutto

dedicato al campionissimo Fausto

Coppi sono rimasto colpito

da una dichiarazione datata del

fuoriclasse di Castellania che,

parlando delle sue sofferenze

in bici, metteva al primo posto

non l’Izoard o lo Stelvio, né il

Tourmalet o altro ancora ma la

salita del Saltino e Vallombrosa

affrontata in una giornata da

“lupi” sotto una pioggia battente,

con la strada invasa dal fango

ed un freddo incredibile e fuori

stagione.

Fringuelli Giovanni, un dirigente

di lungo corso, a lungo

presidente della provincia di Firenze

della F.i.g.c . quando anche

il pallone rotolava in maniera più

normale di oggi e tutto era meno

complesso e sul filo del rasoio.

Guerrini Giovanni, dalla

Cicogna, il possente difensore

classe 1960 cresciuto nelle

giovanili viola fino all’esordio

in prima squadra con Carosi. E

poi la prima Samp di Mantovani

con un cucciolo Mancini sempre

dalle parti di casa Guerrini, per

tutti i tifosi del Doria chiamato

“Mazinga” sulla scia di un cartone

animato allora in voga. E con

lui saluto la bella e brava moglie

raduno, per un costo di 10 euro

a partecipante, ad ognuno dei

quali verrà consegnato il gadget

e il numero della lotteria interna

con ricchi premi - riferiscono i

componenti dell’associazione

sportiva dilettantistica Babbobike

- I percorsi sono stati divisi

proprio per permettere a tutti di

Didascalia

Ivana, speaker a Radio Emme e

non solo. Una voce nota ed apprezzata

dai valdarnesi.

Juventus Club Valdarno,

ovvero il cuore bianconero con

sede a Montevarchi: l’anima

storica fin dalla nascita negli

anni ‘70 e Remo Giannini. Per

un breve periodo la condivisione

del tifo in vallata fu anche dello

Juve Club due stelle con a capo il

compianto Alessandro Martini.

Lovari Daniele, un bel calciatore

degli anni ruggenti del Cavriglia

del presidentissimo Galassi,

di Pianigiani, Marini e tanti

bei nomi ricordati peraltro in un

bel libro edito anni fa dalla Geo

edizioni di Empoli. Ed ancora

oggi impegnato con la squadra

rossoblu in un tentativo non certo

facile di risalire la corrente.

Mori Lara la stella della nostra

ginnastica, allevata dalla

Bucci alla Giglio e balzata alle

cronache ed alle glorie nazionali.

Io la ricordo ai primi passi della

sua attività sportiva, sempre coccolata

e seguita dalla mamma

Moira.

Nannelli Gianluca, la moto

che passione. Per anni sui circuiti

europei con il padre Enzo

a seguirlo passo dopo passo e la

madre, come tutte le madri che

si rispettano, frenata dalla paura

nel vederlo sfrecciare a 300 km

all’ora..

Onde medie, quelle della radio

che, una volta, era l’unica

fonte per la informazione sportiva

in diretta. In Valdarno le prime

radiocronache si devono alla

defunta Radiotele centrale (che

effetto questi nomi vintage) al

tempo dei famosi spareggi della

C2 che videro in campo Sangio

e Monte e che si conclusero poi

col trionfo della formazione rossoblu

guidata dal mito Costanzo

“Lupo” Balleri. Poi venne il

tempo di Radio Emme e dei suoi

radiocronisti e cioè chi scrive,

Paolo Storchi, Mauro Vannelli,

Marco Chimentelli, Marcello

Romei, Giustino Bonci, Paolo

Parigini, Marcello Cuccoli, Marco

Corsi ed i compianti Vannini,

Martinuzzi e Marrubini. Tempi

davvero eroici di grande passione.

Picchioni Gianni, un valdarnese

alla corte di Sarri a Londra e al

Chelsea, nelle vesti di assistente

del mago di Vaggio. Dopo una

onesta carriera di calciatore e di

allenatore, un premio enorme e

meritato alla corte londinese dei

“blues” e di un tecnico, Sarri, che

mai ha dimenticato le sue radici

ed i tanti compagni di viaggio.

Ravenni Luciano, il vecchio

lupo con i suoi umori e la sua

gloria calcistica che, ad oggi,

lo fanno il secondo giocatore di

sempre con la maglia della Sangiovannese

alle spalle del “Poliziano”

Cristiano Caleri attuale

Diesse azzurro. Una bella fetta

di calcio bello che Luciano ha

attraversato nella dorata epoca di

Ivo Giorgi, stadi pieni e passione

incontenibile.

Silei Tiziano da Incisa, prima

giocatore ed ora ai vertici federali

della pallavolo Toscana,

nello specifico per le provincie

di Arezzo e Siena. E lo ringrazio

ancora per avermi donato il bel

libro sulla storia della nazionale

azzurra dalle origini ad oggi, tanti

bei nomi e tanti ricordi.

Tani Alfiero, e resto nel volley

di casa nostra. Giocatore di buon

livello, poi uno degli artefici del

grande sogno di una pallavolo di

élite a Figline con la formazione

femminile. Un sogno infranto?

può anche darsi, ma per un po’

di tempo sembrava davvero che

nel Valdarno si potesse toccare il

cielo..

Ultimo giro: la campana suona

per tutti, nello sport assume

un valore adrenalinico: traguardo

vicino, ultimo sforzo verso il

finale da afferrare con le unghie

e con i denti. Poi la vittoria o la

sconfitta che fa parte dello sport

ed anche della vita di tutti i noi.

Ma chi ha dato tutto e chi è in

pace con sé stesso esce vincitore

comunque.

Venuti Lorenzo, cresciuto

nel vivaio viola, sta costruendo

al sud la sua carriera calcistica,

prima al Benevento ora al Lecce.

Stessi colori giallorossi, stessa

voglia di stupire e di provare

a tornare in A anche nella bella

terra salentina. Ed io mi informo

sempre di lui incrociando

il padre o la madre a passeggio

insieme ai nostri adorati cuccioli,

loro con il labrador ed io con

la mia Ariel splendida Cavalier

King Charles spaniel di tre anni.

Un bacio.

Zuanel Luigi, col Valdarno

non c’entra nulla o quasi nulla,

ma mi dà il là per ricordare il

bel raduno di ex corridori anni

‘70 che si è tenuto a Loro Ciuffenna

sotto la regia degli amici

Ragnini e Pampaloni. Rivisti

tanti bei volti del tempo che fu,

noti e meno noti, da Riccomi a

Salvietti, da Veltro a Franchini

e poi tanti altri ancora, Ercole

Mealli, Zuanel, Caiumi, il direttore

Gigli, Veneri, Meacci e

altri ancora. Visto anche il nostro

Francesco Fondelli amante

delle due ruote e figlio dell’indimenticato

ex pro Ugo.

Babbobike torna con il taxi “Milano 25”

potere partecipare e di scegliere

il grado di difficoltà. Infatti,

ci sarà il percorso per le bike

elettriche, ed il percorso enduro,

molto più difficile in quanto si

svolge in discese ripide e piene

di ostilità. Inoltre, chi non fosse

dotato della bike, può prenderla

a noleggio presso le aziende

espositrici di mountain bike che

saranno presenti la mattina del

raduno”.

Patrocinato dal Comune di

Reggello, con la collaborazione

della Croce Azzurra, l’evento

vedrà la presenza della nota

tassista Caterina Bellandi della

Onlus Milano 25. Da molti

anni Zia Caterina è impegnata

a trasportare a bordo del suo

coloratissimo taxi, pieno di caramelle

e peluche, i bambini che

hanno bisogno di cure presso

l’Ospedale pediatrico Meyer di

Firenze. Ed è alla sua onlus che

sarà devoluto l’intero incasso

del raduno: “Caterina Bellandi

per ringraziarci dell’offerta che

le faremo, lunedì 10 dicembre

terrà un incontro con le scuole

elementari di Leccio, Cascia,

Vaggio e Reggello. Racconterà

ai bambini le sue esperienze in

merito alla malattia, al dolore e

anche alla morte. Naturalmente

gli insegnanti stanno già facendo

nelle classi un lavoro per preparare

i loro allievi ad affrontare

questi argomenti”.

La partenza del raduno è programmata

per le 9.30 alla quale

sarà presente il ciclista Vincenzo

Albanese, mentre il rientro

avverrà intorno alle 12 quando

sarà offerto un buffet. “Vogliamo

ringraziare gli sponsor che

ci hanno permesso di raccogliere

fondi per migliorare l’organizzazione

dell’evento, che

negli anni è cresciuto, con una

media di 150 iscritti provenienti

da diverse zone della Toscana,

e non solo, con un ricavato che

ha raggiunto anche i 1600 euro.

Soldi che ci hanno permesso di

aiutare associazioni benefiche,

la Croce Azzurra, e di acquistare

un defibrillatore per la palestra

della scuola media di Reggello”.

Anita Zarra


Medici tra la gente

15 Dicembre 2018 Il Valdarno

gratis a casa tua

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I CONSIGLI DELLA PEDAGOGISTA a cura di Eleonora Piazza

Quando il bambino “impara” nella pancia della mamma

Durante la gravidanza lo sviluppo

del feto viene influenzato

in modo importante dal

comportamento della madre e

più in generale da quanto accade

nell’organismo materno.

Già sappiamo che le sostanze

che la madre ingerisce, oppure

inspira, possono passare direttamente

al feto. È noto anche

che alcune malattie contratte

durante questo periodo possono

incidere sulla salute del

nascituro. Inoltre, le ricerche

dimostrano che il feto percepisce

tutto ciò che la madre vive.

Si evidenzia così quanto siano

rilevanti gli aspetti e le competenze

psicofisiologiche e neuropsicologiche

per quanto riguarda

i processi di interazione

madre-bambino nella fase prenatale.

I primi apprendimenti

che determinano la progressiva

costruzione delle strutture

Nella foto: La dottoressa Eleonora Piazza

mentali e le funzioni psichiche sviluppo, percepisce se qualcuno

tocca il ventre materno,

dipendono dalla relazione con

il feto, dalle esperienze ambientali

che ne determineran-

come del resto si sviluppa una

reagisce a queste stimolazioni,

no la formazione, le capacità memoria olfattiva del feto che

percettive, le capacità comunicative,

le interazioni dinami-

nascita, la madre.

permetterà di riconoscere, alla

che. È stato dimostrato che il L’osservazione del comportamento

infantile e l’analisi bambino, ad una certa fase di

dei

legami di attaccamento con

la figura significativa di riferimento

materna sono aspetti

fondamentali: si evince che il

rapporto speciale che si crea tra

il bambino ed i genitori inizi da

prima della nascita, momento

in cui, poi, si deve sviluppare

un processo di attaccamento

sicuro.

Un legame tale, che inizia già

dalla gravidanza, si realizza

poi nei primi mesi di vita del

bambino: il contato fisico è alla

base, infatti l’organo di senso

che si sviluppa per primo è il

tatto, la pelle come principale

mezzo per interagire e per comunicare

con l’esterno.

L’allattamento, oltre a fornire

un nutrimento e trasmettere gli

anticorpi della madre per proteggere

il piccolo dalle malattie,

è molto importante per lo

sviluppo psichico del neonato,

la prima esperienza che mette

in relazione simbiotica la madre

ed il neonato.

L’allattamento al seno e l’eventuale

utilizzo del biberon

sono forme di comunicazione,

oltre che di alimentazione.

Si instaura un dialogo intimo

fatto di sguardi, contatto fisico,

odori, suoni che possono

coinvolgere anche la figura

paterna, quasi sempre presa in

considerazione come seconda

figura di accudimento, ma in

realtà non è così.

È importante mettersi in sintonia

con la parte emotiva del

piccolo, empaticamente, cercando

di sintonizzarsi ai suoi

bisogni, alle sue richieste.

Nei primi mesi, dalla nascita

fino al primo anno di vita, il

bambino è completamente dipendente

dall’ambiente fisico

ed emotivo. Solo successivamente

e gradualmente il bambino

acquista la capacità di far

intendere all’ambiente quando

e di cosa ha bisogno e le figure

di riferimento devono mostrare

la capacità di adattarsi al variare

e al crescere dei bisogni del

bambino.

Il bambino si trova in uno stato

di simbiosi iniziale con la

madre: la “separazione” del

bambino non è altro che una

maggiore percezione di Sé e

dell’ambiente esterno che, appunto,

porta ad un cambiamento

di richieste e di risposte da

parte della figura materna.

Nel processo evolutivo di ogni

bambino si assiste ad un passaggio

verso la comprensione

dei bisogni del figlio basato

sull’empatia ed il successo di

questo passaggio permette una

continuità nello sviluppo della

personalità del piccolo.

I CONSIGLI DELLA DIETISTA a cura di Elena Ermini

I consigli per affrontare il cenone e il pranzo di Natale

Il Natale e il Capodanno sono

alcuni degli eventi più belli e più

attesi dell’anno, sono giornate

che riuniscono famiglie ed amici

intorno a tavole ricche di ricette

tradizionali e di tanta convivialità.

Giornate durante le quali è

importante godersi questi preziosi

momenti di condivisione con i

propri cari senza pensare troppo

alla linea. Queste festività però

non devono essere per forza una

maratona del cibo; è bene concedersi

delle leccornie, ma sempre

con moderazione. Ci sono alcuni

accorgimenti che consiglio di seguire

per evitare di sentirsi troppo

in colpa terminati i giorni di festa:

- Innanzitutto, non punitevi già

nelle settimane precedenti sottoponendovi

a inutili digiuni perché,

a differenza di quel che si crede,

non vi darà nessun vantaggio,

anzi il vostro corpo ne risentirà e

vi chiederà di mangiare ancora e

di più e non riuscirete poi a resistere

e moderarvi davanti ad una

tavola piena di tentazioni.

- Non privatevi di nessun piatto;

prendete un po’ di tutto facendo

porzioni piccole ed evitando il bis.

- Non cedete agli sconti dei supermercati

facendo scorte inutili

di milioni di dolci che sarete poi

costretti a consumare anche a gennaio.

Scegliete piuttosto pochi, ma

sicuramente più buoni, prodotti

dolciari artigianali da consumare

solo dalla viglia di Natale in poi.

- Se siete ospiti a casa di amici e

parenti e avete modo di conoscere

in anticipo il menù, organizzatevi!

Tenetevi leggeri durante l’aperitivo

se poi il piatto principale è uno

dei vostri preferiti o viceversa.

- Evitate gli sprechi oppure di

imbandire nuovamente la tavola

i giorni successivi con gli avanzi

dei giorni di festa. Cercate fin

nella preparazione in cucina di ridurre

le quantità e il numero delle

portate.

- Contemplate nel menù delle festività

anche contorni di verdure

(il pinzimonio è un ottimo alleato

durante le attese tra una portata

e l’altra) e prodotti integrali che

permettono di saziarvi maggiormente.

- Evitate di bere bevande gassate,

preferite piuttosto il vino ma senza

esagerare. Tutti gli alcolici hanno

infatti un discreto valoro calorico

non trascurabile.

- Siete golosi di dolci? Concedeteveli

pure, meglio la mattina a

colazione però!

- Muovetevi! Questo consiglio in

realtà è un evergreen ma ad ogni

modo approfittate delle compere

natalizie per fare lunghe passeggiate,

fate le scale a piedi, parcheggiate

la macchina un po’ più

distante del solito e magari, invece

della tombola, dopo il pranzo di

Natale preferite una lunga camminata

in compagnia.

Insomma…. Niente da temere se

vi siete comportati bene a tavola

e siete rimasti attivi durante tutto

l’anno perché ricordate…. Non si

ingrassa tra Natale e Capodanno,

ma tra Capodanno e Natale.

Buone feste!

Dottoressa Elena Ermini

Dietista Specialista

in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana

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