13.12.2018 Views

GUIDA DOCENTE

You also want an ePaper? Increase the reach of your titles

YUMPU automatically turns print PDFs into web optimized ePapers that Google loves.

Vivi la

Guida

per i docenti

Progetto ludico-didattico per la scuola d’infanzia e primaria


Kinder+Sport è il progetto globale di responsabilità sociale sviluppato dal Gruppo

Ferrero per promuovere e diffondere il movimento, coniugando la dimensione

dello sport per tutti con quella educativa e quella della competizione.

Rappresenta e testimonia l’impegno del Gruppo a prendersi cura del futuro delle

nuove generazioni attraverso azioni concrete.

2


La promozione del movimento e dell’educazione fisica intesa anche come cultura del

movimento rientrano, soprattutto nella scuola dell’infanzia

e primaria, nel mandato formativo della scuola.

Per questo c’è Joy of moving.

Joy of moving è prima di tutto un metodo. Un valore. Ma soprattutto una risorsa per

tutta la comunità. Joy of moving è un metodo di insegnamento dell’educazione fisica

che pone al centro il bambino e la variabilità della pratica. La sua finalità è la formazione

del corpo in movimento.

Il suo scopo è quello di formare le abilità di vita del cittadino attraverso

la naturale gioia di muoversi dei bambini.

Docenti, bambini e famiglie potranno partecipare in prima persona a uno straordinario

percorso formativo su Joy of moving.

I bisogni dei bambini di oggi sono gli stessi dell’uomo di ieri e di domani. Giocando

si cresce. Crescendo si diventa adulti e si continua a giocare insieme, sempre più

seriamente, il gioco della vita.

Vi auguriamo di divertirvi e sperimentare insieme a noi le infinite possibilità offerte dal

Joy of moving.

Team Joy of moving


Indice

5

JOY OF MOVING

I QUATTRO PILASTRI

6

VIVI LA JOY OF MOVING

9

IL GIOCO DI MOVIMENTO

9

IL GIOCO DELIBERATO

PRIMO OBIETTIVO DEL GIOCO: LIBERTÀ DI ESPRIMERE LA PROPRIA MOTRICITÀ

IL GIOCO DELIBERATO E IL GIOCO PRE-SPORTIVO COME SCUOLA DI VITA

LE ABILITÀ E LE COMPETENZE DI VITA

IL GIOCO E LE LIFE SKILL

GIOCARE PER INCLUDERE

PERCHÉ LA SCELTA DI QUESTO PERCORSO DIDATTICO-METODOLOGICO

DAL METODO ALLE DISCIPLINE

UN “SISTEMA” DI LAVORO – UN LAVORO “DI SISTEMA”

12

14

16

17

18

19

LE SCHEDE

LE SCHEDE MOTORIE

I GIOCHI E I QUATTRO PILASTRI

LA SCHEDA PER ATTIVITÀ INTERDISCIPLINARI

CONTRIBUTI DALLE SCUOLE

JOY OF MOVING EDUCATION: PERCORSO FORMATIVO ON LINE

24

25

4


Joy of moving

Il metodo educativo Joy of moving, è stato sperimentato dal 2012 al 2015 nelle scuole dell’infanzia

e primarie di Alba dall’USR Piemonte, dal CONI e dalla Regione Piemonte, grazie a un progetto di ricerca

curato dall’Università di Roma “Foro Italico” e sostenuto dalla Soremartec (Società di Ricerca

e Sviluppo della Ferrero, nell’ambito della sua opera sociale d’impresa), finalizzato a promuovere lo

sviluppo motorio, cognitivo e del cittadino alla luce del diritto al gioco del bambino.

Una metodologia originale che incoraggiando la gioia del movimento intende promuovere e ispirare

abitudini di vita positive nei bambini e nelle giovani generazioni.

La guida sintetizza operativamente il metodo, descritto nella sua interezza nel manuale che viene

consegnato alla scuola: Joy of moving. Movimenti & Immaginazione. Giocare con la variabilità per

promuovere lo sviluppo motorio, cognitivo e del cittadino, Calzetti Mariucci Editore 2015, a cura di

Caterina Pesce, Rosalba Marchetti, Anna Motta, Mario Bellucci. Il manuale approfondisce un modo

di giocare unico perché frutto di passione, studio, esperienza, ricerca scientifica, rispetto per la persona

che cresce.

L’opera è suddivisa in due parti. Nella prima è illustrato l’approccio metodologico, nella seconda

sono presenti 80 modelli di gioco, replicabili, modificabili o reinventabili nelle attività di educazione

fisica della Scuola Primaria.

Gli 80 giochi sono presentati attraverso dei video tutorial sul sito www.joyofmovinghandbook.com.

Il volume Joy of moving è stato realizzato per essere un supporto ai docenti, ai formatori e a tutti gli educatori

che si trovano a insegnare e proporre lezioni di educazione fisica ai bambini. L’accento viene posto

sul gioco. Il linguaggio naturale dei bambini. Ma il manuale non è una scatola di giochi. Il metodo Joy of

moving fondandosi sulla variabilità della pratica permette di promuovere lo sviluppo motorio, cognitivo

e del cittadino. Il diritto al gioco del bambino prende forma con il movimento e nelle sue innumerevoli varianti.

Il manuale offre agli educatori un metodo nuovo per educare attraverso il movimento, restituendo

al bambino la gioia e il nutrimento di competenze per la vita. Il libro rappresenta uno strumento da personalizzare

e utilizzare in maniera originale ed esclusiva per ogni lezione e per ogni bambino o gruppo classe.

5


I quattro pilastri

Joy of moving è un modello di educazione motoria che parte dalle esigenze dei bambini, valorizza

le differenze e attraverso il gioco e il divertimento stimola le abilità motorie, le funzioni cognitive, la

creatività e le abilità di vita.

L’approccio educativo Joy of moving contribuisce a far crescere i cittadini di domani, attivi,

competenti, autonomi e capaci di relazioni costruttive.

I quattro pilastri su cui poggia sono:

l’efficienza fisica: capacità di sostenere lo sforzo fisico;

la coordinazione motoria: capacità di compiere movimenti complessi e adattabili;

le funzioni cognitive e la creatività: capacità di pianificare, memorizzare, trovare soluzioni,

decidere e agire;

le abilità di vita: capacità di definire obiettivi, esprimere e controllare le emozioni, comunicare

in modo efficace.

attività

MOTORIA

abilità di

VITA

FISICA

efficienza

coordinazione

MOTORIA

GNITIVE

COfunzioni

e CREATIVITÀ

6


UN’OCCASIONE DI FESTA E DI CREATIVITÀ

Il metodo Joy of moving invita docenti e bambini a riscoprire il piacere del gioco e del movimento in maniera

giocosa e senza lo stress della pratica precoce di uno specifico sport.

L’attività fisica deve essere quanto più possibile inclusiva per permettere ai bambini di crescere attraverso

il gioco. Per questo invitiamo gli insegnanti a raccontarci come il metodo abbia cambiato le proprie lezioni.

Come sia stato accolto dai bambini e dalle loro famiglie.

Il percorso educativo si basa sulla multidisciplinarietà e sulla variabilità della pratica dei giochi di movimento,

che consentono ai bambini di fare esperienze diverse, evitando la specializzazione precoce

in un solo sport.

Questa guida e tutti gli altri strumenti del progetto Vivi la Joy of moving propongono esperienze ludico-motorie

finalizzate al raggiungimento di specifiche abilità e competenze di ciascun bambino.

Vi proponiamo quattro schede che descrivono ciascuna uno specifico gioco che permette di porre l’accento

su uno dei quattro pilastri, pur considerando sempre la loro indivisibilità (efficienza fisica, coordinazione

motoria, funzioni cognitive e creatività, abilità di vita), e una scheda finalizzata a mettere in

evidenza il carattere inter e multidisciplinare dell’approccio metodologico Joy of moving.

Per saperne di più

vedi pagine 42-44

7



Apriamo il nostro incontro con voi Lettori ponendoci questa domanda fondamentale:

Il diritto del fanciullo al gioco è un’utopia?

Percorrendo fino in fondo il manuale arriveremo insieme a darci la risposta, diventando complici - speriamo -

non di un’utopia, ma di un sogno e della sua attuazione nell’arco degli anni di vita che ci vengono dati.

Un ringraziamento per il contributo ai contenuti di questa guida a tutti coloro che hanno permesso

la realizzazione del MANUALE JOY OF MOVING.


Alessandro Aimi. Amministratore del Village Kinder+Sport di Alba.

Marco Basilio. Insegnante di Scienze Motorie presso l’IPSIA “F. Lombardi” di Vercelli.

Mario Bellucci. Dottore di ricerca in Educazione Fisica presso l’Università di Educazione Fisica di Budapest,

è membro del Collegio Nazionale Professori Educazione Fisica e Sportiva.

Alberto Bressi. Insegna attività motoria per l’età evolutiva ad Alba, arti marziali e capoeira.

Mario Ciravegna. Fondatore della scuola calcio Kinder+Sport “Cresciamo insieme”.

Claudia Crova. Dottore di ricerca, insegna attività motorie per l’età evolutiva e ginnastica ritmica presso l’Università di

Roma “Foro Italico”.

Loretta Fabiani. Laureata in Scienze Motorie e sportive, ex maestra della Scuola Primaria, si occupa da sempre di

attività motorie e di metodologia dell’insegnamento sportivo.

Gianni Lanfranco. Fondatore di Advacend Distribution Spa, azienda specializzata nella distribuzione di articoli sportivi.

Liliana Leone. Dottore di ricerca, Direttore del Centro di ricerca e valutazione CEVAS.

Sara Liguori. Mamma e sportiva.

Luca Livia. Insegna attività motorie per l’età evolutiva e gli anziani e didattica del tennis presso l’Università degli Studi

di Roma “Foro Italico”.

Emanuela Locci. Consulente della comunicazione e responsabile per Ferrero di progetti dedicati ai bambini.

Rosalba Marchetti. Psicologa e Dottore di ricerca, ha dedicato la vita al movimento e allo sport prima come atleta, poi

come insegnante di Educazione Fisica e coordinatrice del Servizio di Educazione Fisica di Roma (MIUR).

Fabrizio Martino. Delegato provinciale della FIGC per il settore giovanile scolastico.

Ilaria Masci. Dottore di ricerca presso Università Roma “Foro Italico”.

Anna Motta. Insegnante di Educazione Fisica è Coordinatrice Regionale di Educazione Fisica e Sportiva.

(Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte).

Caterina Pesce. Dottore di ricerca in Filosofia (Freie Università di Berlino) e professore associato presso l’Università di

Roma “Foro Italico” dove insegna attività motorie per l’età evolutiva e per gli anziani; è esperta e autrice

di monografie internazionali su esercizio fisico e funzioni cognitive.

Carmelo Pittera. Allenatore di pallavolo e direttore scientifico dell’Euro Centro Studi di Gorizia e di Buenos Aires.

Aldo Pontecorvo. È tecnico con funzioni di didattica e ricerca presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”.

Patrizia Scibinetti. Insegna attività motorie per l’età evolutiva e gli anziani presso l’Università degli Studi di Roma “Foro

Italico”.

Marcello Strizzi. Coordinatore di Educazione Motoria, Fisica e Sportiva di Cuneo (Ufficio Scolastico Regionale

per il Piemonte).

Ilaria Struzzolino. Laureata in Attività motorie preventive e adattate, è responsabile di progetti di psicomotricità e

multisport.

Stefano Suraniti. Dirigente del MIUR presso Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte.

Davide Tibaldi. Laureato in Scienze Motorie, è coordinatore tecnico del Village Kinder+Sport di Alba.

Nicoletta Tocci. Insegna attività motorie per l’età evolutiva e gli anziani presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”.

8


Vivi la Joy of moving

Obiettivo dell’insegnamento di Educazione Fisica è promuovere in ogni alunno il progressivo e finalizzato

controllo del comportamento motorio. Differenti caratteristiche di sviluppo e maturazione

esigono tempi e modalità diversificate di programmazione e di attuazione delle attività motorie,

secondo sequenze che fanno riferimento allo sviluppo strutturale del bambino e a quello funzionale

della sua motricità.

L’iniziativa educativa Vivi la Joy of moving pone al centro del processo di crescita dei bambini il

piacere del movimento, quello stesso piacere che una volta appreso dovrebbe accompagnare una

persona per il resto della sua vita.

Il migliore apprendimento avviene quando il divertimento è lo scopo principale dei bambini e questo

può essere raggiunto grazie al gioco.

CHE COS’È IL GIOCO?

Il gioco non ha una sola chiave di lettura.

È un’attività con qualità specifiche.

È la capacità di soddisfare e creare piacere in coloro che lo praticano.

È la libertà assoluta di scegliere e/o partecipare.

Per il bambino è un utile strumento di rappresentazione della realtà.

È la normale modalità di espressione infantile.

Il gioco di movimento

Il gioco di movimento coinvolge il bambino nell’interezza della sua persona:

pensiero, corporeità, emozioni. Per questo le attività motorie e sportive

nella scuola permettono di realizzare le condizioni che agevolano un apprendimento

significativo e la modellizzazione dei comportamenti sociali.

Il gioco e il gioco di movimento (e poi il gioco-sport e lo sport vero e proprio)

sono prima di tutto un’occasione per stare insieme, correre e divertirsi in

modo spontaneo indipendentemente dal sesso, dalle qualità fisiche, dal livello

sociale e dal colore della pelle.

Nel gioco di movimento il bambino esprime se stesso, si mette alla prova,

sperimenta la realtà, si riconosce nel confronto con gli altri, valuta, amplia e

qualifica progressivamente la propria esperienza.

Per saperne di più

vedi pagine 45-70

9


IL GIOCO DELIBERATO

È una forma di gioco esplorativo e creativo, fatto per divertimento ma anche finalizzato, che stabilisce

un legame fra il gioco spontaneo e l’attività strutturata e, usato consapevolmente come mezzo

educativo, sviluppa:

la sfera motoria, nelle sue componenti percettive e coordinative;

la sfera cognitiva, aumentando la capacità di osservazione, di analisi, di interpretazione dei

problemi di gioco;

la sfera relazionale, con la scoperta degli altri e l’apprendimento sociale.

Ogni gioco organizzato secondo un progetto è una micro situazione sociale che l’insegnante varia e

misura sui bisogni dei singoli, divertente e motivante, chiara, regolata e ben delimitata.

Ciascuno impara a riconoscere se stesso, a misurarsi con l’obiettivo, gli altri e le regole, a confrontarsi,

a cooperare.

10


PRIMO OBIETTIVO DEL GIOCO:

LIBERTÀ DI ESPRIMERE LA PROPRIA MOTRICITÀ

Il gioco è motivante: offre occasioni divertenti per prendere confidenza con il proprio corpo,

imparare a conoscerne risorse e limiti, fare esperienze di autostima, altruismo, cooperazione,

collaborazione, aiuto.

Il gioco è creativo: fornisce una cornice di riferimento entro la quale ciascuno è libero di interpretare,

risolvere, modificare, inventare, scegliere, esprimere la propria individualità e personalità.

Il gioco è significativo: permette all’insegnante di individuare tempestivamente potenzialità o

disagi di varia natura che non sempre il bambino è in grado di esprimere verbalmente.

Il gioco è un sano esercizio alla convivenza civile: consente di condividere esperienze di gruppo,

modulare sensazioni ed emozioni nel confronto continuo con regole implicite, esplicite, convenzionali,

condivise, modificabili.

MODELLI DA SEGUIRE

La concezione che vede l’educazione del corpo in una dimensione socioculturale

avvicina la scuola italiana alle migliori tradizioni europee,

dove generalmente l’Educazione Fisica è insegnata per più ore alla settimana.

Per saperne di più

vedi pagine 72-74,

133-135, 162

11


Il gioco deliberato e il gioco

pre-sportivo come scuola di vita

Quando il gioco è condotto secondo regole semplici, condivise e ineludibili, con la mediazione di un

arbitro, rappresenta per i bambini un ambiente protetto dove sperimentare condizioni e sfide che si

ritrovano nella vita quotidiana.

L’elenco dei valori personali e sociali del gioco pre-sportivo è quasi infinito, copre tutti gli ambiti

della crescita equilibrata: si impara a comunicare efficacemente per ottenere la risposta attesa e

corretta, a cooperare con gli altri dando valore alle differenze, a gestire i conflitti rispettando gli

avversari - tali solo sul campo di gioco -, a eseguire un compito anche sotto pressione rispettando le

scadenze, ad affrontare le sfide riconoscendo/risolvendo i possibili problemi, a perseguire la vittoria

considerando le sconfitte un’occasione di riflessione…

GIOCARE PER NON ESCLUDERE

Un ambiente sereno e l’attribuzione a ciascuno di semplici responsabilità contribuiscono a prevenire l’insorgere

di relazioni distorte tra i bambini. Fenomeni come il bullismo e oggi il cyberbullismo si riscontrano fin dai 7

anni. A scuola è spesso difficile riuscire a percepirne il nascere. Di fronte all’adulto la vittima tace per paura, il

persecutore (sempre un bambino disturbato ma a volte apparentemente un bambino modello) nega l’accaduto

o si giustifica, gli spettatori tacciono perché complici del leader negativo o per perché temono di essere giudicati

spie. Tutto questo non trova posto quando le regole del gioco sono il dialogo e l’espressione dei sentimenti.

12


LE ABILITÀ

E LE COMPETENZE DI VITA

I valori del gioco rappresentano per i bambini un modo per

esercitare quelle “abilità e competenze di vita”, o Life Skill,

che già dall’ormai lontano 1993 l’OMS aveva riconosciuto

come componente essenziale dell’educazione alla salute.

Tutte le abilità e competenze intrapersonali (che soddisfano

il bisogno di ciascuna persona di essere autonoma e

competente) e interpersonali (che soddisfano il bisogno di

relazionarsi agli altri) possono essere allenate attraverso le

attività motorie e sportive.

Il gioco di movimento, anche a carattere pre-sportivo, costituisce

uno straordinario strumento per acquisire Skill

spendibili poi per il resto della propria vita, in termini di

abilità e competenze.

Per saperne di più

vedi pagine 45-70

13


Il gioco e le Life Skill

Le Life Skill afferiscono a quattro ambiti.

Ambito/Dominio fisico

Un gioco ben impostato valorizza l’autostima perché dimostra che tutti possono avere un ruolo,

indipendentemente dalle condizioni fisiche, sociali, culturali. L’autostima incentiva il rispetto di sé

e del proprio corpo e la volontà di fare tutto quanto serve a mantenerne lo stato di salute.

La pratica quotidiana e sistematica di gioco di movimento può ridurre la crescente tendenza alla

sedentarietà dei bambini. Inoltre, la vita attiva e all’aria aperta è in grado di prevenire malattie

respiratorie, frequenti nei bambini che vivono in ambiti urbani fortemente inquinati.

Ambito/Dominio comportamentale

Giocando ci si abitua a regolare l’espressione delle emozioni e le azioni conseguenti. Mettersi alla

prova in confronti ludici e regolati insegna a controllare le proprie reazioni anche nei tanti possibili

conflitti della vita reale.

Esprimere le emozioni è importante. I bambini vanno lasciati esultare e gratificati per la vittoria

purché non si ingeneri la convinzione (a volte stimolata dai genitori) che vincere è un obbligo. La

sconfitta fa parte del gioco. Non è un modo di dire ma un punto centrale dell’insegnamento motorio.

Si perde perché si deve migliorare a partire dall’analisi delle mancanze della propria prestazione

(o del gruppo/squadra), o perché l’avversario - sul campo - è stato più bravo. Questo devono

significare i piccoli gesti importanti come darsi la mano prima e dopo la partita.

14


Ambito/Dominio sociale

Giocando si sviluppa empatia, ci si abitua a comprendere e a tener conto del sentire degli altri e a

interagire in modo efficace e cooperativo.

La mancanza di empatia è una delle caratteristiche del leader negativo qual è spesso il “bullo” e il

“cyberbullo”, ma anche degli spettatori-complici di atti di bullismo. Giocando prima in gruppo di

gioco, poi in una squadra di gioco sportivo, i bambini maturano la consapevolezza che la vittoria

è legata al ruolo positivo del leader e dei componenti del gruppo che sanno intervenire, senza

rimanere spettatori passivi, per modificare situazioni compromesse.

Ambito/Dominio cognitivo

Il gioco sportivo ha un obiettivo preciso: la vittoria. Questo impone a tutti di prendere decisioni e

risolvere problemi via via che si presentano. Per prevenirli e trovare il modo migliore di raggiungere

l’obiettivo si esercitano competenze tattiche e strategiche.

Sia le Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e il primo ciclo di istruzione

del 2012, sia la recente Legge 107/2015 La Buona Scuola mettono fortemente l’accento sulla necessità

di preparare fin dai primi gradi scolastici ogni studente a un futuro da cittadini e lavoratori

in un mondo che cambia. Per affrontare quella che le Indicazioni 2012 già definivano “l’incertezza

e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri”, le skill cognitive esercitate

nel gioco sono una risorsa prioritaria.

Per saperne di più

vedi pagine 42; 110-

114; 162-170

15


GIOCO SCUOLA DI VITA

Il gioco e lo sport sono fonte di valori quando

sono vissuti come occasioni di crescita

a cui tutti hanno il diritto di accesso, perché

le differenze sono una risorsa in più e

le discriminazioni sono vietate: in palestra

come sui banchi di scuola e nella società.

Giocare per includere

Una delle sfide che il metodo Joy of moving accoglie è far riconoscere attraverso il gioco di movimento,

che si avvale anche di elementi sportivi, la ricchezza della diversità.

Ogni bambino è diverso, per sviluppo biologico e personalità. Le scuole primarie di tutta Italia sono

istituzionalmente un luogo di accoglienza: per i bambini la diversità non costituisce un problema,

che sia di genere, di cultura - anche oggi che cresce via via il numero di bambini di altre culture, o

di diversa abilità. Il gioco di movimento grazie alla sua forza naturalmente aggregante diventa un

fattore di coesione. Modulare le attività di movimento personalizzandole in rapporto al tipo di “diversità”

dei componenti del gruppo di gioco è una sfida che esercita e prova l’efficacia delle Life Skill

possedute da ciascuno. I bambini mettono in gioco empatia e capacità di prendere decisioni e risolvere

problemi per assicurare a tutti i compagni, anche meno dotati, il giusto spazio di autostima ed

emozioni positive. Si concorda di variare le proposte per permettere a tutti i giocatori di dimostrare

le proprie, anche diverse, abilità.

SCELTE CONSAPEVOLI

L’ approccio didattico che un docente sceglie di assumere definisce l’impronta e l’efficacia

del lavoro che propone ai suoi allievi. Nella Scuola Primaria questo tipo di logica

è predominante.

16

Per saperne di più

vedi pagine 169-170


Perché la scelta di questo

percorso didattico-metodologico

Nella Scuola Primaria, l’aspetto della corporeità ha un’incidenza significativa sui processi di crescita, sullo

sviluppo relazionale e soprattutto sull’apprendimento. Un’Educazione Fisica di qualità asseconda la progressiva

assunzione, da parte del bambino, del ruolo di costruttore del proprio corpo in termini di conoscenze,

abilità motorie e relazioni sociali, solidamente ancorata ai quattro pilastri che compongono il nostro

metodo: efficienza fisica, capacità coordinative, funzioni cognitive e creatività, abilità di vita. In tal modo

l’Educazione Fisica può facilitare la conquista, da parte del bambino, delle sue prime autonomie: nello spazio,

con gli oggetti, con i compagni e soprattutto con se stesso. È proprio con le esperienze di movimento

intenzionale e creativo che il bambino si appropria gradualmente dell’autonomia in tutte le sue forme: fisica,

cognitiva, affettiva, relazionale e organizzativa. L’attenzione alle procedure richiesta agli alunni (cosa

fare, come fare, quando fare) determina poi la presa di coscienza di sé, delle proprie capacità, del proprio

impegno e del proprio valore. Nella Scuola Primaria ciò deve essere fortemente sostenuto da un’ottica di

lavoro in cui le aree disciplinari sono in un continuo e proficuo scambio interdisciplinare. Un’attenta e mirata

progettazione delle lezioni svolte in palestra dai bambini consente infatti successivamente agli insegnanti di

fare una rilettura delle dinamiche di apprendimento e di relazione tra gli alunni, offrendo spunti e obiettivi

per la prosecuzione “in aula” del lavoro.

DAL METODO ALLE DISCIPLINE

Operare attraverso un percorso che sia multidisciplinare, ma soprattutto interdisciplinare, rende possibile

per gli insegnanti lavorare non solo sullo sviluppo di argomenti che hanno elementi in comune, ma soprattutto

interconnettere i contenuti dal metodo alle discipline, come sosteneva Piaget. Questa proposta metodologica,

che va nella direzione di un effettivo sviluppo di competenze, guida i docenti della Scuola Primaria

a costruire una rete di operazioni e di proposte che attraverso l’uso del corpo, degli attrezzi e dei giochi

consentano forti e significative ricadute nel modo di apprendere concetti, memorizzare sequenze, acquisire

concetti che non sono limitati al solo dominio motorio.

Pertanto questa proposta sostiene e accompagna il docente a rendere concreta l’ipotesi che nella Scuola

Primaria:

ogni progresso cognitivo attraversa e struttura l’esperienza corporea, di gioco e di movimento;

le abilità si consolidano attraverso una “sperimentazione sul campo”;

il gioco è elemento insostituibile di apprendimento e veicolo di acquisizioni cognitive progressive;

la trasferibilità degli apprendimenti avviene a partire dal dominio motorio (ipotesi delle “funzioni

cognitive incarnate”);

la costruzione dell’uomo e del cittadino si sperimenta in maniera efficace attraverso il gioco di gruppo

e di squadra;

la comprensione e il rispetto della “regola” viene facilmente resa chiara proprio dalle dinamiche ludiche,

di sfida e di confronto attivate da ogni tipo di gioco motorio.

Tutto ciò a confermare il concetto di base che “giocare è cosa molto seria”!

17


Un “sistema” di lavoro –

un lavoro “di sistema”

La logica preziosa del legame, dell’integrazione, dello scambio continuo tra diverse discipline è un

vero punto di forza di un insegnamento efficace che si può realizzare in modo ottimale nella Scuola

Primaria. La conoscenza degli specifici linguaggi in rapporto tra loro consente di organizzare in

modo complementare i diversi apporti disciplinari, conferendo unità alla frammentarietà dei saperi.

La parola chiave legata alla scelta che viene qui proposta agli insegnanti di operare in ottica

interdisciplinare è quella della trasferibilità degli apprendimenti e delle acquisizioni, che vede nel

modo e nel tempo di lavoro con i bambini un vero affiancamento tra il sapere e il saper fare, crea

le connessioni, collega i concetti, getta un ponte fra teoria e pratica. È proprio attraverso la pratica

che i bambini possono essere motivati ad apprendere e, soprattutto, a mettersi in gioco in modo

creativo e autonomo.

TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI

Lavorare in ottica interdisciplinare induce nei bambini la curiosità della

scoperta, la volontà di persistere nella ricerca di nuove soluzioni, la

capacità di farsi domande e soprattutto di impegnarsi per escogitare

nuove risposte.

18


Le schede

Le schede presenti nel kit costituiscono una serie di esempi di giochi di movimento e interdisciplinari

tratti dalla raccolta delle proposte del manuale Joy of moving e presenti come

video tutorial on line su www.joyofmovinghandbook.com.

TANTE PROPOSTE DA SCEGLIERE E DA VARIARE

Sul manuale e sul sito www.joyofmovinghandbook.com si possono consultare e scegliere tante proposte di gioco.

Le 80 schede:

forniscono un “filo di Arianna”: è l’analisi dei compiti, che consente di capire quali aspetti dello sviluppo

del bambino ogni gioco, e ciascuna delle sue innumerevoli varianti, va a sollecitare;

spiegano: obiettivi del gioco, istruzioni per lo svolgimento e suggeriscono possibili variazioni;

contengono indicazioni pratiche su fascia d’età e preparazione preliminare;

offrono suggerimenti sulla migliore strategia per far funzionare il gioco;

forniscono un ulteriore approfondimento sui valori didattici ed educativi del gioco, in linea con i quattro

pilastri del metodo.

19


LE SCHEDE MOTORIE

Le proposte di gioco di movimento costituiscono un modello di lavoro su uno specifico “pilastro” e

sono suddivise in due livelli (indicativamente 6-7 anni e 8-10 anni) per permettere a ciascun bambino

di “mettersi in gioco” in base al proprio grado di sviluppo psicofisico.

Ogni gioco è accompagnato da una scheda sinottica che ricapitola le informazioni essenziali che

indentificano l’età dei giocatori, le attrezzature necessarie, la descrizione e le varianti. Inoltre ciascun

gioco è accompagnato da alcuni esercizi propedeutici per preparare i bambini al gioco vero e

proprio.

A ogni scheda corrisponde una proposta di autovalutazione da fotocopiare e da far completare ai

bambini o da utilizzare nel modo più adatto allo specifico programma di classe come spunto per

riflettere su quanto imparato dopo aver effettuato lo specifico gioco. Le risposte permettono all’insegnante

di valutare l’efficacia del metodo rispetto agli obiettivi e alle abilità di vita da esercitare e

al bambino di prenderne coscienza in modo da rafforzare le abilità di vita.

20


I GIOCHI E I QUATTRO PILASTRI

Per saperne di più

vedi la pagina

del manuale

1) Efficienza fisica (v. Cap. 7 del manuale)

Il treno impazzito

pag. 206

2) Coordinazione (v. Cap. 8)

Caccia col mirino

pag. 318

3) Funzioni cognitive e creatività (v. Cap. 9)

Scappa acchiappa e nessuno è una schiappa

pag. 458

4) Abilità di vita (v. Cap. 10), per seconda fascia 8-10 anni

Chi ritrova un amico ritrova un tesoro

pag. 554

21


Diario di bordo

per crescere giocando

Di seguito alcuni spunti per interiorizzare le esperienze di gioco e contribuire

a potenziare le abilità di vita intrapersonali in rapporto al bisogno di autonomia

del bambino:

Per saperne di più

vedi la pagina 65

consapevolezza di sé

gestione delle emozioni

gestione dello stress

autoregolazione

individuazione dell’obiettivo

pensiero positivo

In rapporto al bisogno di competenza:

pensiero critico

presa di decisione

raggiungimento di un obiettivo

22


LA SCHEDA PER ATTIVITÀ

INTERDISCIPLINARI

La scheda è un esempio e modello di lavoro sviluppato in riferimento al

gioco Le Farfalle, gioco di creatività per entrambe le fasce.

Le proposte in palestra non sempre richiedono attrezzi e strumenti specifici

e, magari, anche costosi: spesso nella Scuola Primaria ci si può avvalere

di “materiali poveri”, come per esempio i giornali.

L’utilizzo dei giornali permette ai docenti di utilizzare materiali di recupero

e a costo zero e ai bambini di assimilare il concetto di “recupero” di

materiale (in questo caso i quotidiani), anche quando quest’ultimo sembrerebbe

giunto al suo capolinea.

La scheda riporta tutti i riferimenti interdisciplinari e multidisciplinari

che si possono ritrovare nel “trasporre in aula” quanto fatto in palestra.

La scheda li riporta suddivisi per classe (prima e seconda – terza, quarta

e quinta) e per disciplina, in modo da permettere all’insegnante di cogliere

subito sia l’ottica di continuità del lavoro, sia soprattutto i continui

intrecci e la trasversalità dei contenuti e delle proposte in ambito

disciplinare.

23


Contributi dalle scuole

AREA SOCIAL

Per i docenti partecipanti al corso certificato su www.joyofmovingeducation.com l’area social

offre lo spazio per condividere le esperienze e i giochi inventati con i bambini.

TESTIMONIANZE

Ciascun docente può raccontare la sua personale esperienza inviando i propri contributi

in qualsiasi forma: testi, fotografie, disegni, brevi video e canzoni a joyofmoving@lafabbrica.net

per implementare la sezione.

Per informazioni e suggerimenti è sempre a disposizione il Team Joy of moving

alla mail joyofmoving@lafabbrica.net oppure al numero verde 800.02 99 92

attivo dal lunedì al venerdì negli orari 9-13 e 14-18

24


Joy of moving

education

Nome utente

Password

LOG IN

Sulla piattaforma www.joyofmovingeducation.com trovate uno storytelling che presenta

la filosofia, il metodo e i giochi che compongono la sezione applicativa del manuale

Joy of moving, Movimenti & Immaginazione - Giocare con la variabilità per promuovere

lo sviluppo motorio, cognitivo e del cittadino.

Avrete anche modo di

ascoltare le testimonianze

degli insegnanti e dei bambini

che già si sono fatti catturare

dalla gioia del movimento e

del gioco!

Per approfondire i presupposti

teorici del metodo potete

partecipare al percorso

formativo online che rilascerà

un attestato di partecipazione

valido ai fini della formazione

docenti.

E di confrontarvi

e scambiare idee

ed esperienze con i

colleghi attraverso l’AREA

SOCIAL.

Per accedere alla piattaforma è sufficiente:

1 2 3

collegarsi al sito

cliccare

compilare

www.joyofmovingeducation.com su Registrati il form

PERCORSO LIBERO

inserire, in corrispondenza del

campo “codice”, la parola SCUOLA

CORSO CERTIFICATO

inserire in corrispondenza

del campo “codice” le credenziali

che verranno inviate via mail

25


26

Centro Coordinamento Joy of moving – La Fabbrica • Via Lanino, 5 - 20144 Milano

Num. verde 800.02 99 92 •Fax 02 48541207 • Mail joyofmoving@lafabbrica.net

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!