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Il Quartiere - Anno V - Numero II

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Anno 5 - n. 2

marzo 2019

cercaci su

www.ilquartiere.eu

“Raccontare quel che succede sotto casa come se fosse la cosa più importante del mondo, e i grandi temi del mondo con la semplicità della porta accanto”

SCOMMESSA LUNGOMARE, IL PIANO

RESIDENTI COMPATTI: «PER LO SVILUPPO DI SAN MARTINO È FONDAMENTALE L’ACCESSO ALLE SPIAGGE»

Flavio Di Malta

Nel corso di un

recente tour nel

quartiere, il sindaco

Alberto

Biancheri ha potuto ascoltare

e annotare le richieste

degli abitanti – raccolte in

un vero e proprio documento

programmatico – per il

rilancio del frontemare. Si

parte dalla risistemazione

generale di via Privata Scoglio

(nella foto, 1 e 2) e dalla

passeggiata sulla scogliera

(3, 4 e 5)...

» segue a pagina 2

Il lungomare San Martino visto dai satelliti di Google e i punti di intervento richiesti

SOMMARIO

» SOPRALLUOGO OK, ECCO

IL PIANO DI RIQUALIFICA-

ZIONE DA VIA PRIVATA

SCOGLIO AL NUOVO

PONTE SUL TORRENTE

p. 2 e 3

» IL “SAN MARTINO” FRA

URBANIZZAZIONE E

TOMBINATURE: STORIA

DI UN TORRENTE

“NASCOSTO” E...

IMPREVEDIBILE

p. 4 e 5

» COSÌ VILLA NOBEL TORNA

UN BENE DI “PRIME

QUALITY” p. 6

» TOPONOMASTICA

SANREMESE, C’È LA GUIDA

DEFINITIVA!

p. 7

» FESTA COL BATTICUORE,

IL CARNEVALE NON È UNO

SCHERZO

p. 8

PATRIMONIO STORIA

RESET VILLA NOBEL

GESTIONE AFFIDATA ALLA LOCALE “PRIME QUALITY”

LÀ DOVE SCORRE IL SAN MARTINO

LUNGO L’ASTA PRINCIPALE DEL TORRENTE, NEGLI ANNI ‘60, CREBBE IL QUARTIERE

Redazione

Sarà l’azienda sanremese

del giovane

manager Gianmaria

Leto a sobbarcarsi

l’onore (e l’onere) di riportare

agli antichi fasti l’ex

dimora del chimico svedese.

La riqualificazione del

parco, la valorizzazione del

museo e più in generale l’agibilità

piena degli spazi interni

sono i primi obiettivi

annunciati e su cui si investirà.

» segue a pagina 6

Stefàna Rossi

Lo sviluppo urbanistico

del quartiere a

levante è strettamente

legato alla rivisitazione

delle sponde del corso

d’acqua e alle relative tombinature.

L’alluvione del 30

settembre 1998, tuttavia, ci

invita a non sottovalutare il

rischio idrogeologico vigente

nell’area, specie nei punti di

maggiore pendenza e in presenza

di locali interrati.

» segue a pagina 4

Vista del torrente San Martino non ancora tombinato a monte della

via Aurelia. Sulla destra intuiamo via Lamarmora

1


FOCUS SU SAN MARTINO

SOPRALLUOGO OK, ECCO IL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE

IL RIPENSAMENTO DEL LUNGOMARE E DELLE RELATIVE STRADE DI ACCESSO RISULTA FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO TURISTICO

Flavio Di Malta

La visita dell’amministrazione

comunale.

Martedì scorso, una rappresentanza

di palazzo

Bellevue (capitanata dal

sindaco Alberto Biancheri

e dal vice Costanza

Pireri) ha fatto tappa

a San Martino per una

perlustrazione “guidata”

dai residenti. Molte sono

state le richieste, puntuali

e documentate, espresse

al fine di migliorare la

vivibilità all’interno del

quartiere.

Innanzitutto, facendo

riferimento a via Scoglio,

se ne sono rilevate

le criticità per pedoni (i

marciapiedi, al momento,

non sono percorribili

anche a causa della

pericolosità dei pini)

e automobili (le zone di

sosta andrebbero regolamentate

vista anche la

presenza di una struttura

dell’ASL; il parcheggio

posto in fondo potrebbe

essere ampliato tagliando

una porzione delle aiuole).

Proseguendo verso il

mare, l’accesso a quello

che anche Google chiama

“Parco San Martino”

è possibile attraverso un

sottopasso buio e un saliscendi

che coinvolge la

ciclabile e termina con

una scarpata in terra battuta:

sarà dunque indispensabile

implementare

soluzioni migliorative sia

dal punto di vista estetico,

sia da quello della sicurezza.

Una volta giunti nel

Parco, arricchito dalla

Uno sguardo incantato sul ponte che non c’è più

presente amministrazione

di un’area di sgambamento

per cani, l’impressione

è che manchi

una finalità all’area verde

attorno. Renderla più

funzionale e aprirvi un

chiosco la renderebbe più

fruibile da residenti e turisti,

i quali percepirebbero

pure un maggiore

controllo, una maggiore

sicurezza.

Da qui l’accesso al mare

e alla scogliera è libero

ma reso difficoltoso dalla

presenza di una ringhiera

fatiscente: occorrerebbe

quindi sostituirla con

una provvista di vari e

più comodi passaggi. E

chi volesse recarsi alla

spiaggia dell’Antenna,

“Le Arturo”, senza circumnavigare

il quartiere?

Si gioverebbe molto

di un eventuale ripristino

del ponte sul torrente

San Martino e della riapertura

della via d’accesso

dal parcheggio a lato

della chiesa della Mercede.

La lettera aperta dei

residenti di via Scoglio.

«Siamo molto soddisfatti

dei numerosi interventi

indispensabili effettuati

per il benessere e

la sicurezza del quartiere.

Ci riferiamo ai nuovi

parcheggi su corso

Cavallotti, all’attraversamento

pedonale rialzato

in via della Repubblica,

alla nuova scuola

in strada San Martino,

alla riapertura della

spiaggia dell’Antenna, al

DA VIA PRIVATA SCOGLIO AL NUOVO PONTE SUL TORRENTE

DI UN QUARTIERE SEMPRE PIÙ CENTRALE. C’È ANCHE LA POSSIBILITÀ DI RADDOPPIARE I PARCHEGGI IN UNO SNODO CRUCIALE

rifacimento dell’asfalto

di molte strade che attendevano

manutenzione

da decenni, all’avvio

dei lavori per la riqualificazione

del parco di Villa

Nobel.

Ci spiace però constatare

come via Scoglio e la

passeggiata a mare a ridosso

della pista ciclabile

siano completamente

abbandonate a loro stesse.

I marciapiedi sono

distrutti dai pini pericolanti,

l’asfalto è pieno di

rattoppi e di buche pericolose

(una delle quali

vicina alla griglia di

scolo in fondo alla via,

griglia che ormai è sfondata

dal passaggio delle

auto). Sull’aiuola del parcheggio

a fianco della pista

ciclabile, inoltre, esiste

una pedana in legno

non conclusa e abbandonata

da anni e i giardini

della passeggiata a mare

diventano una enorme

pozzanghera quando

piove, pozzanghera creatasi

col passaggio degli

automezzi da lavoro

che fanno manutenzione

agli impianti esistenti

della fognatura e del

verde. Questo abbandono

ci addolora: un tempo

questa zona era un’attrazione

turistica, il traitd’union

tra il quartiere,

la spiaggia e Portosole.

Esisteva anche un ponte

sul torrente San Martino

abbattuto, per motivi

di sicurezza legati alle

piene postalluvione, da

anni. È davvero incomprensibile

il motivo per

il quale l’amministrazione

comunale non interviene

su questa zona, già

parzialmente rilanciata

dalla presenza della pista

ciclabile che, oltre ad

avere reso più piacevole

il passaggio dei residenti,

ha aumentato le presenze

dei turisti. Pertanto chiediamo

al Sindaco di intervenire

al più presto e

di ridare splendore a via

Scoglio e alla passeggiata

a mare del nostro quartiere».

Ma via Privata Scoglio

è pubblica? Urge

un chiarimento. La strada

è vicinale, privata ad

uso pubblico. In fondo

alla via ci sono i campi

da tennis dati in gestione

dal Comune, il parcheggio

comunale, la pista

ciclabile comunale e

la passeggiata a mare comunale.

Il tratto di strada vicinale

inizia da corso Cavallotti

e giunge fino al

residence. Dalla griglia

delle acque bianche, svoltando

a sinistra e sino al

fondo, è comunale.

A prescindere da questo,

la strada vicinale

presenta criticità relative

ai pini pericolanti e ai

pali della luce arrugginiti

a rischio caduta.

Uno degli accessi al mare dal parco San Martino

Via Privata Scoglio, marciapiedi sconnessi e sosta selvaggia

Il parcheggio in fondo a via Privata Scoglio, raddoppiabile grazie al taglio delle ampie aiuole

L’avanzamento dei lavori per il ripristino del muraglione dei

Tre Ponti. Termine previsto per prima di Pasqua

Le due parti del quartiere divise dal ponte sul San Martino che non c’è più

2 3


ALLE ORIGINI DEL QUARTIERE

IL “SAN MARTINO” FRA URBANIZZAZIONE E TOMBINATURE:

LA SPECULAZIONE EDILIZIA DEGLI ANNI SESSANTA HA CEMENTIFICATO LE SPONDE DEL CORSO D’ACQUA DA VALLE VERSO MONTE;

Stefàna Rossi

Il torrente San Martino,

con i suoi circa 10

kmq, è il secondo per superficie

nel nostro territorio

comunale (il più

grande è il San Romolo)

e la sua asta principale è

lunga oltre 8 km; il punto

più alto del crinale,

che ne costituisce il perimetro,

si trova a 1.205

metri. A monte della

confluenza con il rio

Spassante, il San Martino

è noto anche come

rio Morga. Il suo sbocco

a mare avviene nell’area

retrostante Portosole in

prossimità di Punta San

Martino.

Come spesso accade

intorno ai bacini, i primi

agglomerati si sono

sviluppati nelle sue vicinanze

proprio per la

preziosa presenza di acqua

che, attraverso una

serie di canali, veniva

portata nelle campagne

coltivate. Altre edificazioni

di rilievo (soprattutto

ville) si trovavano

in prossimità di corso

Cavallotti (l’Aurelia)

che rappresentava

Una cartolina dal quartiere... Un secolo fa

la viabilità principale di

attraversamento della

città.

Un altro significativo

sviluppo della città

si è avuto dopo l’introduzione

della legge del

1927 sul gioco d’azzardo

che ha portato nelle

casse del comune ingenti

somme destinate

alla realizzazione di infrastrutture

e servizi

necessari per lo sviluppo

della città e che hanno

permesso, nel nostro

quartiere, la costruzione

del campo sportivo e di

diversi giardini pubblici

tra cui il parco di Villa

Ormond.

Lo sviluppo, ma forse

è più corretto dire la nascita

del quartiere San

Martino così come lo

conosciamo noi, si può

far risalire agli anni ’60

quando si è registrato

uno sviluppo urbanistico

indiscriminato finalizzato

all’utilizzo turistico

della città. Ciò

Estratto dalla carta delle fasce fluviali nel vigente Piano di bacino

STORIA DI UN TORRENTE “NASCOSTO” E... IMPREVEDIBILE

OGGI SCORRE PER NOVECENTO METRI SOTTO L’AURELIA BIS E VIA DELLA REPUBBLICA ED È ATTENZIONATO IN CASO DI ALLERTA

ha comportato un’espansione

da valle verso

monte che si è sviluppata

principalmente lungo

i diversi corsi d’acqua,

conferendo all’assetto

planimetrico cittadino

una particolare configurazione

a raggiera. La

pressione antropica che

si è generata è culminata

nella costruzione

delle tombinature delle

loro aste principali che

non ha escluso il torrente

San Martino.

Ad oggi il torrente San

Martino risulta tombinato

per circa 900 metri

(scorre infatti sotto via

della Repubblica) e l’ultimo

tratto, l’imboccatura

di monte, è quello

più recente essendo stato

costruito con la realizzazione

dello svincolo

dell’Aurelia bis.

Come tutti i corsi

d’acqua anche il torrente

San Martino è – sicu-

Particolare della copertura in cemento armato del torrente Valdolivi sul lato ponente

del costruendo stadio Littorio, 1932

(tratta da ‘Il tempio del calcio sanremese’ di Gerson Maceri)

ramente è stato – una risorsa

importante per lo

sviluppo agricolo e floricolo

del territorio nel

suo intorno, ma, come

tutti i bacini del nostro

comune, soprattutto per

i tratti tombinati, può

rappresentare un pericolo

durante gli eventi

meteorici più estremi.

Si riporta la descrizione

riportata nel vigente

piano di bacino - strumento

conoscitivo e

normativo del nostro

territorio derivato anche

dallo studio idraulico

dei corsi d’acqua - di

quanto avvenuto nel San

Martino durante l’alluvione

del 30 settembre

del 1998, evento che, lo

ricordiamo, ha provocato

una vittima e oltre

200 miliardi di lire di

danni solo a Sanremo.

“Si è verificato lo sfondamento

degli argini sia

di sponda destra che sinistra

a valle della tombinatura

con conseguente

allagamento dei

terreni limitrofi; è stata

completamente danneggiata

una casa di civile

abitazione in sponda

sinistra e allagate le

case retrostanti; il livello

dell’acqua è arrivato

al livello dei binari del

ponte ferroviario.

Il tombino non è andato

in pressione e gli allagamenti

sono stati causati

dall’incapacità degli

affluenti a raccogliere

le acque all’interno delle

rispettive canalizzazioni;

tale insufficienza

ha fatto si che le acque

meteoriche si riversassero

sui sedimi stradali di

Via Duca degli Abruzzi e

conseguentemente in via

della Repubblica e via

Lamarmora.

Si è registrata inoltre

l’esondazione di un torrente

in sponda sinistra

in località Verezzo che

ha allagato la scuola del

borgo”.

A seguito di quell’evento

diversi interventi

migliorativi sono stati

fatti, ma gli studi idraulici

effettuati sul San

Martino evidenziano

come le caratteristiche

di forma e dimensione

dell’attuale tombinatura

non offrano ancora

sufficienti garanzie di

sicurezza e l’area che si

sviluppa a ridosso della

tombinatura più vecchia

(quella di corso Cavallotti)

e del tratto a cielo

aperto di valle risulti

esondabile già con tempo

di ritorno di 50 anni

(fascia rossa).

Le aree perimetrate

in colore giallo hanno

pericolosità inferiore

(esondabili con tempo

di ritorno di 200 anni)

e quelle verdi un rischio

idraulico considerato

‘basso’ (tempo di ritorno

di 500 anni).

La pericolosità idraulica,

che caratterizza un

po’ tutto il territorio comunale

nei tratti a valle

delle tombinature, si

trasforma in un vero e

proprio rischio laddove

coinvolge infrastrutture

e edifici, soprattutto se

caratterizzati rispettivamente

da forti pendenze

(l’acqua su una strada

può acquisire forte velocità)

o da locali interrati

(che rischiano di essere

completamente allagati).

Pertanto, soprattutto

in caso di allerta meteo

(arancione o rossa) è opportuno

seguire le indicazioni

della protezione

civile e non frequentare

le zone rosse!

Una recente, spaventosa piena del torrente San Martino

Dott.sa Barbara Ramorino

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4 5


ARTE E CULTURA / 1 ARTE E CULTURA / 2

COSÌ VILLA NOBEL TORNA UN BENE DI “PRIME QUALITY”

INTERVISTA ESCLUSIVA A GIANMARIA LETO, A.D. DELL’AZIENDA CHE EREDITA LA GESTIONE DELLA STRUTTURA DALLA PROVINCIA

Redazione

«Alt al degrado di Villa

Nobel!» e «Villa Nobel

non deve morire». Sono

solo due esempi, e nemmeno

i più graffianti,

degli striscioni apparsi

all’esterno della struttura

nello scorso aprile, quando

l’incolto stava per

prendere il sopravvento

sul lussureggiante parco

e le attività erano ridotte

al lumicino. Serviva una

svolta decisa nella gestione,

una svolta che è arrivata

sette mesi dopo con

la vittoria del bando di

gestione da parte della

società “Prime Quality”

dell’amministratore delegato

Gianmaria Leto.

«Prime Quality – introduce

il giovane manager

(appena trentunenne)

Leto – è un’azienda

sanremese che ha una

comprovata esperienza

nell’organizzazione, gestione

e comunicazione

di eventi. La nostra offerta

è completa e flessibile,

siamo infatti in grado di

fornire qualsiasi servizio,

anche complementare,

richiesto dal cliente,

affinché il suo evento sia

unico e ponderato alle

sue esigenze».

Quando e com’è nata

l’idea di gestire Villa

Nobel?

«Appena la Provincia

ha pubblicato il bando,

io e il mio staff abbiamo

manifestato subito un

Villa Nobel tornerà ad ospitare migliaia di visitatori da tutto il mondo

certo interesse. Villa Nobel

ha delle potenzialità

che vanno non solo valorizzate,

ma anche promosse,

in modo che possa

diventare un elemento

di attrazione turistica.

Durante questo primo

periodo, per fortuna,

abbiamo incontrato nel

nostro percorso molti

soggetti pronti a collaborare,

dalle Associazioni

Culturali, ai service, ma

anche ad altre realtà imprenditoriali,

che hanno

deciso di “fare rete”

per valorizzare una realtà

importante per tutto il

territorio».

Si tratta, da parte vostra,

di un investimento

oneroso: un canone

mensile di millecinquecento

euro (moltiplicato

sui nove anni) e spese di

manutenzione e ripristino,

nell’immediato, che

dovrebbero aggirarsi sui

100mila euro. Quali saranno

i vostri primi passi?

«In primis effettueremo

tutti gli interventi

necessari per poter rendere

nuovamente agibili

i vari spazi interni. Abbiamo

iniziato a riqualificare

il parco, dove sono

presenti degli esemplari

di piante di pregio. Non

solo: originariamente il

Gianmaria Leto

di Prime Quality

(foto tratta dal profilo Facebook)

parco si estendeva fino

al mare, dove Alfred Nobel

effettuava degli esperimenti

su un pontile per

limitare il rumore delle

deflagrazioni. Il nostro

intento è quello di ripristinare

anche quella parte

di parco, attualmente

abbandonata. In ultimo,

ma non per importanza,

vogliamo valorizzare il

museo, renderlo più moderno

ed esperienziale,

renderlo un elemento di

attrazione culturale della

nostra città».

Cosa cambierà nella

gestione del bene rispetto

al passato? Su quali

aspetti e novità punterete

per far “funzionare”

Villa Nobel?

«Il primo elemento su

cui vogliamo puntare è la

collaborazione con altre

realtà del territorio per

ottenere effetti sinergici.

Questo ci consentirà

anche di poter organizzare

e gestire progetti a

più ampio respiro, che

possano valorizzare non

solo Villa Nobel, ma l’intero

nostro territorio. Un

altro passo importante

sarà il ripristino dei

rapporti con la Svezia,

terra natale di Nobel, in

particolare con la “Nobel

Foundation”. E non

sottovalutiamo un valore

“astratto” ma fondamentale

come l’impegno.

Tutto lo staff è motivato

ed entusiasta. Siamo

consapevoli di dover

fronteggiare una grande

sfida, ma siamo consapevoli

che passo dopo passo

possiamo raggiungere

gli obiettivi che ci siamo

prefissati».

Villa Nobel è sita ai

margini del quartiere

di San Martino, ideale

trait d’union fra centro

e periferia. Potrà, secondo

te, la nuova gestione,

portare benefici all’indotto

del quartiere?

«Sicuramente sì. Aumentando

i passaggi e

le presenze nel quartiere

si potranno avere ripercussioni

positive su tutte

le attività, dai bar alle

strutture ricettive».

TOPONOMASTICA SANREMESE, C’È LA GUIDA DEFINITIVA!

ANDREA GANDOLFO, SOMMO “CANTORE” DELLA STORIA CITTADINA, CI SVELA I SEGRETI DELL’INTITOLAZIONE DI VIE E PIAZZE

Gerson Maceri

Andrea Gandolfo

Con licenza di parafrasi,

estrapoliamo dalla

città invisibile calviniana

di Zemrude: «Se

ci passi fischiettando, a

naso librato dietro al fischio,

la conoscerai di

sotto in su: davanzali,

tende che sventolano,

zampilli e... targhe toponomastiche».

Perché è

proprio su quest’ultimo

aspetto che ha focalizzato

la sua attenzione Andrea

Gandolfo, eminente

storico (non solo locale)

e già premio “San Romolo”

per la cultura nel

2013. In “Nomi & Luoghi.

Guida alla Toponomastica

della Città di

Sanremo” è riuscito nella

titanica impresa di schedare

ben duecentonovantuno

vicoli, vie, corsi

e piazze, variamente e

spesso curiosamente intitolati,

a ottantotto anni

dal primo tentativo ordito

da Antonio Canepa.

Qual è la via la cui denominazione

l’ha affascinata

e incuriosita di

più?

«Mi ha particolarmente

incuriosito via Montà

dei Guisci, strada compresa

tra corso Marconi

e via Bonmoschetto e intitolata

a una macchietta

popolare. Questi, si

narra, era solito, proprio

in quella zona, fingere

malori, canzonando poi

i soccorritori. Un giorno,

colto effettivamente

da malessere, non vide

nessuno arrivare in suo

soccorso. I vicini, infatti,

ricordando la sua solita

beffa, commentarono:

«È Guisci». E Guisci

veniva detto un tempo,

popolarmente, anche chi

si lamentava di mali immaginari.

Così il poveretto

spirò».

La toponomastica si

evolve e si aggiorna parallelamente

alle nuove

ramificazioni della rete

stradale e, ahinoi, anche

alla scomparsa di personalità:

quale vie “mancano”

ancora a Sanremo?

«Come è stato proposto

anche recentemente

dalla Famija Sanremasca,

sarebbe auspicabile

dedicare una via o una

piazza di Sanremo al

grande commediografo

sanremese Gin De Stefani.

Tra i personaggi nazionali

anche un grande

ligure come il genovese

Paolo Emilio Taviani,

più volte ministro

dell’Interno, potrebbe

forse meritare l’intitolazione

di una via sanremese».

Viviamo in una città,

si sente dire spesso, che

svilisce le proprie memorie

storiche: è davvero

così?

«Non credo, anzi trovo

che l’attività storiografica

sulla città sia particolarmente

consistente,

tanto è vero che, oltre a

me, sono molti gli storici

che si occupano di tenere

viva la memoria storica

cittadina».

Quali altri ricerche e

lavori ha in cantiere o

sono prossimi alla pubblicazione?

«Dopo l’opera sulle

vie avrei in cantiere una

monumentale storia di

Sanremo in dieci volumi

dalla preistoria ai giorni

nostri, che vorrei pubblicare

con la Famija Sanremasca.

Nelle mie intenzioni

vorrebbe essere un

testo che riassuma l’intero

corpus delle opere

storiografiche su Sanremo

in un grande affresco

storico sulla città».

“Nomi & Luoghi. Guida

alla Toponomastica

della Città di Sanremo”

(edito da Freddy Colt per

“Lo Studiolo/Accademia

della Pigna”, con una

presentazione del Sindaco

Alberto Biancheri) è

già presente nelle librerie

cittadine e si propone

come ideale strenna

pasquale non solo per

studiosi e curiosi di storia

locale. Per i lettori di

San Martino, in chiusura,

citiamo uno stralcio

dedicato a Strada Privata

Peiranze:

«Il toponimo deriva

dal latino Petrus (Pietro)

e asinus (asino). Nella

sentenza emessa dalla

Curia arcivescovile il 5

novembre 1218 vennero

aggiudicati all’arcivescovo

di Genova una vigna

a San Martino e un terreno

incolto «ad Costam

Petri Asini». Un Guglielmo

Gallo, per la sua terra

«de Costa Petri Asini»

sarebbe stato inoltre

tra i sanremesi sui quali,

in base alla sentenza

della Curia arcivescovile

del 23 maggio 1263, il

presule genovese aveva

il diritto di esigere l’ottava

parte del vino e la

quattordicesima parte

del frumento, dell’orzo

e delle fave che si ricavavano

dalle masserie di

Collabella, Umeda e Peiranze».

Inserzione a pagamento a cura del Partito Democratico

6 7


PRO SANMARTINO

FESTA COL BATTICUORE, IL CARNEVALE NON È UNO SCHERZO

L’ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE SI MOBILITA PER IL SOCIALE CON EVENTI FINALIZZATI ALL’ACQUISTO DI UN DEFIBRILLATORE

Flavio di Malta

È stato un carnevale al

di sopra di ogni più rosea

aspettativa, quello

organizzato e celebrato

dalla Pro SanMartino il

1° marzo scorso ai giardini

Baden Powell, sia

per quello che riguarda

la partecipazione dei

bambini, sia per il contributo

dato dalle imprese.

“Mary Gio” e il Carrefour

hanno riempito

le “pentolacce”, il Conad

le ha rabboccate e,

rappresentato dalla frizzante

Cristina, si è letteralmente

buttato nella

mischia. Straordinarie

anche le presenze del

“Tiki Taka”, autore della

torta ufficiale della festa,

e della “Gelateria d’Autore”,

che ha messo in palio

la bellezza di trenta gelati

per le maschere più

originali.

Alla cura della comunicazione

e al dispiegamento

dei giochi ha

pensato invece lo staff

del “gruppo Dima”, gli

Scout capitanati da Diego

Scarella hanno contribuito

fornendo corde

e bastoni, i professionisti

Fabrizio Lupi e Emanuela

Valentino hanno

collaborato attivamente

all’ottima riuscita della

manifestazione... così

come tutte le altre attività

che per motivi di spazio

ci risulta impossibile

citare ma che si sono comunque

attivate su altri

e vari piani e attraverso

il passaparola. E poteva

forse mancare lo “Zio

Baffo” con i suoi palloncini

gonfiati ad elio a colorare

il parco? E il tiro

alla fune, anello di congiunzione

fra le antiche

feste di quartiere che affollavano

via Lamarmora

fino a bloccarla e le

odierne carnevalesche?

Impossibile fornire

la cronaca dettagliata e

completa di una giornata

che ha unito in maniera

trasversale tutti i residenti.

Meglio affidarci

agli splendidi scatti realizzati

dai nostri cronisti

al seguito e ricorda-

re che questa iniziativa,

così come quelle che seguiranno,

è finalizzata

all’acquisto e all’installazione

di un defibrillatore

per corso Cavallotti.

Un nobile scopo

cui l’associazione “Pro

SanMartino”, attraverso

l’“operazione BattiCuore”,

aspira per mezzo della

riscoperta dell’aggregazione

e della socialità.

“Tiri alla fune” a confronto: quello d’epoca per i festeggiamenti di N.S. della Mercede...

...e quello contemporaneo in occasione del Carnevale 2019

Il momento della ‘pentolaccia’

EDITORE DIMA S.R.L.S.

Il Quartiere

Testata giornalistica registrata

presso il Tribunale di Sanremo.

Numero di registrazione 1/13 del

29-04-2013.

DIRETTORE RESPONSABILE

Paolo Staltari

staltari@ilquartiere.eu

REDAZIONE

Flavio Di Malta

dimalta@ilquartiere.eu

Alessandro Ruggiero

ruggiero@ilquartiere.eu

Alfredo Schiavi

schiavi@ilquartiere.eu

Gerson Maceri

gerson.maceri@gmail.com

HANNO COLLABORATO A

QUESTO NUMERO

Stefàna Rossi

Fabrizio Lupi

Emanuela Valentino

ELABORAZIONE GRAFICA

ellelle studio

Via Pallavicino 6 - Sanremo

CONTATTI

Via della Repubblica, 40 - Sanremo

T. 0184 508892

info@ilquartiere.eu

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canale - IL QUARTIERE

www.ilquartiere.eu

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