GiocaMi – Festival del Gioco da Tavolo

marcopoltronieri

Una iniziativa della Fondazione G. e D. De Marchi ONLUS

PER LA PREVENZIONE DEI FENOMENI DI ISOLAMENTO SOCIALE


I nuovi fenomeni di

isolamento sociale

Sono in continuo aumento i ragazzi che scelgono di ritirarsi volontariamente

in modo progressivo o repentino dalla scuola e da ogni ambito di socializzazione.

Isolandosi nella propria stanza, scelgono un nuovo modo di stare al mondo, in cui

viene spesso privilegiato e accettato il contatto con la realtà virtuale, a discapito

di ogni altra forma di relazione e attività al di fuori di uno spazio delimitato.

Questi giovani decidono di abbandonare l’avventura nel mondo per dedicarsi ad una

condizione di esilio in solitudine.

Le attività nelle quali si isolano possono essere molteplici: possono dedicarsi alla

lettura, al disegno o alla scrittura, più spesso si dedicano ad una intensa attività di

gioco e di lavoro con l’uso di Internet e dei videogiochi. A volte, in casi estremi, il

ragazzo non è invogliato ad occupare il tempo in qualsivoglia attività.

In base alle caratteristiche che predominano, questi fenomeni vengono definiti in

vario modo: Hikikomori, Neet, Freeter, Internet Addiction Disorder.

L’isolamento e la volontaria privazione dell’incontro con l’altro sono i tratti

più preoccupanti di questi fenomeni. Ci sono caratteristiche sociali prevedibili

e generalizzabili, che predispongono un’intera generazione a questo particolare

rischio e fattori di tipo individuale, non prevedibili e non generalizzabili

determinati dalla struttura psichica del ragazzo.

I giovani si recludono volontariamente perché provano un sentimento di

inadeguatezza e di profonda vergogna rispetto ad un’ideale sociale che

appare come irraggiungibile. Non riescono a sostenere un sistema sociale

che si fonda sul narcisismo, sul successo e sulla felicità promesse a chi riesce ad

offrire la massima prestazione. Una società alla cui base è collocata una famiglia

“debole” che al suo interno evidenzia sempre più frequentemente difficoltà

relazionali e di comunicazione.

Il sistema tecnologico offre a questo proposito una sorta di terapia

maldestra, perché non radicalizza il vuoto e lo rende sopportabile evitando una

caduta in una solitudine assoluta. Il sistema tecnologico è nel contempo ciò che

affonda ancora di più il giovane recluso nel tunnel della solitudine, perché la

cronicizza, offrendo un un’alternativa che non ha però le caratteristiche e il potere

nutritivo e sano della relazione umana.


Il Gioco da Tavolo

come strumento aggregativo

Con il progetto Gioca-MI la Fondazione G. e D. De Marchi ONLUS intende

promuovere una sana abitudine ludica attraverso il gioco da tavolo, partendo dal

presupposto che l’attuale contesto sociale chiede e necessita di occasioni di

incontro e aggregazione “disimpegnate”. GiocaMI è un progetto pensato per gettare

le basi di una cultura del gioco che si riveli un utile strumento di prevenzione del

disagio giovanile.

Il gioco da tavolo è infatti riconosciuto come efficace strumento didattico,

esercizio di autonomia, di rispetto delle regole, di gestione delle emozioni

e importante momento aggregativo e di socializzazione.

Il gioco è attività sociale, di gruppo. Giocare assieme, anche in competizione,

stimola la socializzazione ed educa al rispetto degli altri. Giocando assieme si

condividono strategie, tattiche, modelli di soluzione: dal giocatore che vince i

bambini apprendono nella maniera più naturale: l’imitazione. Alcuni giochi specifici,

detti collaborativi, sono anche stimolo a coordinarsi per raggiungere uno scopo

comune, divenendo un’attività formativa molto importante. Giocando si impara a

vincere e a perdere e a gestire vittoria e sconfitta in un contesto di gruppo.

CON GIOCA-MI INVITIAMO LE FAMIGLIE A:

— Promuovere l’utilizzo del gioco da tavolo come esperienza di socializzazione e

trasmissione dei valori umani;

— Utilizzare il gioco da tavolo come intermediario nella relazione tra i bambini, gli

adulti e la famiglia;

— Presentare il gioco da tavolo come una alternativa altrettanto interessante ed

attraente a ragazzi che trascorrono il loro tempo libero solo con strumenti digitali;

— Promuovere una cultura del gioco intelligente e educativo.

— Interrompere la quotidianità regalando ai bambini esperienze intense che

stimolino la curiosità e la voglia di mettersi in gioco;


Il percorso

verso la solitudine —

• Saltuario rifiuto della scuola

• Progressivo abbandono delle attività extrascolastiche

• Eccessivo utilizzo dei dispositivi digitali

• Alterazione del ritmo sonno veglia

• Progressivo auto isolamento con rinuncia a relazioni con gli amici

• Isolamento nella propria stanza

• Isolamento dai genitori

• Insorgenza di psicopatologie

Consigli —

• Aumentare la comunicazione dando spazio all’ascolto

• Aumentare i momenti relazionali interni alla famiglia

• Proporre attività alternative ai dispositivi digitali

• Proporre attività ludiche che non presuppongano un giudizio

• Disincentivare una cutura della prestazione a discapito della predisposizione

del ragazzo

• Partecipare attivamente alla vita sociale, ludica e relazionale dei figli

• Ridurre la conflittualità interna alla famiglia

• Rivolgersi a degli esperti per chiedere aiuto

Con il progetto Gioca-Mi, la Fondazione De Marchi ONLUS e

l’Ambulatorio di Medicina Integrata del Dolore della Clinica Pediatrica

del Policlinico di Milano cercano di prevenire i fenomeni di isolamento nei

soggetti più giovani e di spezzare la catena del silenzio di questi ragazzi auto

reclusi aiutandoli a trovare parole nuove per tradurre il loro disagio.

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