Luglio- Agosto 2019

virgilio27514

LA N E W S L E T T E R

DISTRIBUZIONE GRATUITA

Newsletter di libera informazione – Autoprodotta – Anno VII – Numero 7 – LUGLIO/AGOSTO 2019

QUANDO

LA

GENEROSITA'

NON

HA ETA'

GIRIAMO

L'EUROPA

senza barriere,

ecco dove

PEDALARE

SENZA MAL

DI SCHIENA

STORIE

ecco come in Romania

l'associazione Parada

salva i bambini dal degrado

LE BELLE NOTIZIE

AL POLICLINICO DI ROMA

TRAPIANTATO NEL CUORE UN

MICROCHIP SALVA VITA

STRAORDINARIO

All'interno la rubrica PRENDI NOTA, consigli ed informazioni per affrontare meglio la crisi


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Impronte di corpi sudati sulle lenzuola, parole che si rincorrono anche nella notte.

Un bimbo piange perché non trova riposo, qualcuno guarda programmi in tv che

invogliano solo alla fuga da qualsiasi cosa.

Il clima sta cambiando! Dicono in tanti, ma pochi davvero fanno qualcosa di concreto.

Durerà poco, lo sappiamo, ogni anno è uguale alla memoria dell'anno passato, qualcuno

in piscina, qualcuno al mare, chi in montagna, chi a casa come sempre. Abbiamo

bisogno di ritrovarci, di ritrovare il motivo per cui ci piace vivere su questa terra

bistrattata, offesa, graffiata.

Durerà, come sempre, il tempo di un'estate, di un acquazzone che porterà via tutto,

che laverà magari coscienze perché anche questa volta l'abbiamo superata.

Decine di persone chiuse in lamiere bollenti con interni d'aria fredda come se fosse il

polo nord. E malanni e raffreddori e non ci sono più le stagioni di una volta.

E il bimbo adesso sorride nel sonno perché una madre gli fa aria con una rivista che non

leggerà mai perché dopo dormiamo tutti, perché domattina si comincia di nuovo.

PAOLO FORSENNATI


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LUGLIO/AGOSTO 2019

IN QUESTO NUMERO :

29

ATTUALITA'

13 Pedalare fa bene e non fa

venire il mal di schiena

21 La generosità non ha età

22 Un baby parking davvero

speciale nel cuore di Torino

27 Un microchip ed un

microcomputer all'interno

del cuore

28 Il Festival dell'Acqua

a Bressanone

43 Isee e reddito di cittadinanza

più a misura

INTERVISTE

29 Sara D'Amario

Metterci il cuore

17


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13

RUBRICHE

17 Cibo e salute

a cura di Silvia Bianco

35

21

LE ASSOCIAZIONI CI

INFORMANO

39 Ci informano che....

23 INsuperabilissimi viaggiatori

a cura di Marcella Stasio e Diego Cuccurullo

33 Andare oltre

a cura di Lucia Cannone

35 Vite in cerca di aiuto

a cura di Rita Venturoli per PARADA

43 Prendi nota

a cura di Serafina Bruna Raffaele

INOLTRE

38 L'angolo della poesia di Aurelio

Albanese

SU TUTTI I NUMERI

4 La copertina

di Paolo Forsennati

11 Editoriale

di Serafina Bruna Raffaele

Ultima di copertina

di Sabina Suman

43

27

Le fotografie pubblicate sono e restano di proprietà degli autori.


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7

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IN REDAZIONE

SERAFINA BRUNA RAFFAELE

editorialista e supervisore

Mi sono sempre occupata di organizzazione eventi, di commercio e di pubbliche relazioni. Ho

lavorato in Radio, nel settore dello spettacolo ed ho avuto un'agenzia turistica, prima in Italia, che si

occupava di passaggi in barca a vela e autostop organizzato. Avendo viaggiato molto per lavoro e

diletto ho avuto la possibilità di approfondire le lingue inglese e francese. Dal mese di Novembre

2013 curo NOI PER IL SOCIALE che diffonde e parla del mondo della disabilità e consiglia, con

suggerimenti di vario genere, come affrontare al meglio le difficoltà.

VINCENZO TORELLI

interviste e progetto grafico

Autore e compositore di canzoni, sigle Tv e colonne sonore ha collaborato con moltissimi

artisti del panorama musicale italiano. Partecipa come ospite in molti eventi benefici, ha fatto

parte della Nazionale Artisti Tv ed è attualmente il capitano della Nazionale Calcio

Spettacolo. Cura e realizza la grafica e l'impaginazione di NOI PER IL SOCIALE. Si occupa

dei contatti e delle interviste per la testata.

MARCELLA STASIO e DIEGO CUCCURULLO

bloggers

Ciao, siamo Diego e Marcella, marito e moglie disabile e curiamo un blog d'informazione sul

turismo accessibile nel mondo. La nostra missione di "Disabled traveler tester", è nata per

aiutare chi è portatore di handicap ad orientarsi verso siti accessibili, senza incorrere in brutte

sorprese. Lo facciamo attraverso schede recensive relative ad attrazioni, hotel, ristoranti e

B&B di tutto il mondo, basandoci sulle nelle nostre esperienze di viaggio perciò, mettetevi

comodi e partiamo!

PAOLA MASCHIO

Esperta musica cristiana

Dal 1995 si occupa della promozione di musica cristiana attraverso internet, stampa (giornali e

radio). Ha creato il sito per l'Associazione Magnificat artisti cristiani Europa e il sito

“Informazione Musica Cristiana”. Ha collaborato come ufficio stampa per moltissimi festivals

internazionali. Collabora con le associazioni di artisti cristiani CAM (USA) “Il Mio Dio Canta

Giovane “ (ITALIA) “MUSICA CATOLICA” (AMERICA LATINA). La rubrica che cura su

queste pagine si intitola VOCI E PAROLE.

RAFFAELLA FANELLI

blogger

Laureata in storia antica, lavoro nell'ambito informatico. Sono molto interessata al mondo

dell'economia eco solidale, dei GAS e dei prodotti bio. Da sempre attenta al sociale mi dedico

volontariamente sul “campo” e scrivo di questo nella rubrica OGGI VI PARLO DI.

http://renzoaleandri.wix.com/noiperilsocialenews


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RITA VENTUROLI

Associazione Parada Romania

Intanto mi presento sono Rita Venturoli e mi occupo della comunicazione di Parada sia in Italia

che in Romania. Chi già ci segue ha avuto la possibilità di conoscere Miloud e di essere al

corrente delle attività che sviluppiamo sia in Romania che in Italia. La rubrica che curo si intitola

VITE IN CERCA DI AIUTO dove racconto le storie dei bambini di Bucarest.

PAOLO FORSENNATI

fotografo copertine

E' una persona che adora l'arte e la creatività in tutte le sue espressioni, arrivata alla fotografia

dall'hobby adolescenziale fino ad una vocazione adulta, consapevole e appagante. Gli piace entrare in

sintonia con il paesaggio o le persone e situazioni descrivendoli con la sua personale visione, un pò

onirica. Si definisce un ladro di immagini e di sensazioni. E' l'autore delle nostre copertine.

JACOPO TOMASI

Ufficio Stampa EDIZIONI ERICKSON

Si occupa di recensire e presentarci mensilmente tre libri da lui stesso selezionati. La scelta, sempre felice, è

dettata da opere che “abbracciano” la nostra linea editoriale trattando temi di sicuro interesse per i nostri

lettori. Lavora come ufficio stampa per la nota casa editrice Erickson. La sua rubrica si intitola LIBRI DA

LEGGERE.

CESAR

vignettista

Illustratore, fumettista, vignettista. Ha pubblicato su Topolino, Dolly, il Corriere dei Piccoli, il

Messaggero dei Ragazzi, Panorama, Seiotto, e attualmente su Piemme, Ragazzi, la Giostra, il

Bollettino, Dimensioni Nuove, Seat Pagine Gialle e l'agenda Smemoranda. Illustra libri per

l'infanzia scolastica per vari Editori e collabora per varie agenzie grafiche e pubblicitarie. Ogni

mese ci regala una vignetta.

SABINA SUMAN

grafica

Vive in provincia di Verona. Dopo la passione per il pc, che usa anche per lavoro, nasce nel 2005 la

passione per la grafica con l’uso principalmente di Adobe Photoshop. Nei primi anni crea immagini

correlate alle sue poesie, altro suo interesse smesso nel 2009, in seguito lascia libero sfogo alle

elaborazioni secondo l’ispirazione creativa del momento, usando foto proprie, di amici o da internet.

Non potendo dedicarsi alla pittura, per problemi fisici, ha trovato nella grafica al computer un valido

strumento di liberazione artistica. Realizza immagini per copertine di libri e cd, cataloghi, manifesti,

locandine e immagini di vario genere, anche a tema religioso con citazioni della Bibbia. L'ultima di

copertina è sua.

http://renzoaleandri.wix.com/noiperilsocialenews


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SILVANA ALASIA

artista e pittrice

E' illustratrice e autrice di molti libri soprattutto per l'infanzia pubblicati da note Case

Editrici come De Agostini, Fabbri Editori, Sei, Panini, E. Elle, Daniela Piazza e molte altre.

E' autrice di una numerosa serie di prestigiose collezioni di Tarocchi edite dalla nota Casa

Editrice Lo Scarabeo. Inizia giovanissima la sua carriera pittorica presentandosi con la

grafica, ricevendo premi e riconoscimenti ed espone i suoi primi lavori con personali e

collettive. Negli anni successivi evolve la sua passione per la pittura figurativa del realismo

contemporaneo. Collabora con gallerie in diverse città d'Italia. In seguito entra a far parte

della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino: una sua opera si trova esposta all'interno

del Palazzo. Un'altra si trova al C.O.N.I. esposta a “Casa Italia” nell'Olimpiade di

Vancouver 2010. Per noi si occupa di ricercare e proporre film poco conosciuti al grande

pubblico, ma pieni di contenuto. La rubrica multimediale si intitola PIiLLOLE DI

SAGGEZZA segnalazioni di film che fanno crescere e arricchire il senso della vita e si può

vedere e leggere sul nostro sito web.

SILVIA BIANCO

counseling alimentazione naturale e vegana

Sono laureata in legge ma di quello studio poco ho fatto nella mia vita. Da sempre sono

stata affascinata dalla relazione con il cambiamento e dalla vita immersa nella natura.

Dopo un master in peacekeeping che mi porta a viaggiare in diverse parti del mondo,

tornata in patria, mi iscrivo ad un corso di studi sul counseling dove apprendo tecniche e

dinamiche sull'arte del cambiamento. Tre anni fa grazie ad un problema di salute mi

avvicino alla cucina macrobiotica e lì la mia vita ha una svolta. Osservando i benefici

quotidiani sulla mia salute di questa cucina semplice e vicina alla natura, mi iscrivo al mio

primo corso di cucina macrobiotica e vegana. Torno a casa con una tale gioia e con tanti

sapori nuovi in bocca che dico con un entusiasmo travolgente a mio marito: “ho deciso di

frequentare tutto il percorso di terapia alimentare della scuola la Sana Gola, voglio

conoscere di più sugli effetti di questo cibo”. E così fu, terminato il corso di studi ora

desidero aiutare le persone che vogliono affrontare un cambiamento alimentare ad attuarlo

nel modo più semplice ed efficace possibile. Metto a disposizione le mie riflessioni, le mie

letture e le mie conoscenze ma soprattutto la mia esperienza (anche i miei pasticci in

cucina) in merito nel blog Cucinaincambiamento, attraverso newsletter e conferenze

informative e degustative, offro anche consulenze personali per chi vuole capire come

affrontare diversi problemi di salute con l'alimentazione naturale. CIBO E SALUTE è la

rubrica che cura.

CLAUDIO GIRARDI

atleta paralimpico

Presidente e giocatore del Torino F.D. (FOR DISABLE) e nel giro della Nazionale azzurra di

calcio a 7 Disabili introduce questo mondo calcistico sconosciuto al grande pubblico per cercare di

diffondere questa disciplina che è riconosciuta a livello paralimpico. La sua rubrica si intitola IL

CALCIO DISABILE...L'ALTRO CALCIO.

http://renzoaleandri.wix.com/noiperilsocialenews


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...E QUESTO MESE SUI NOSTRI SPAZI WEB POTETE TROVARE......

La pagina / rubrica “iPILLOLE DI SAGGEZZA segnalazioni di film che fanno crescere

e arricchire il senso della vita”. Visitando il sito potrete vedere i film che la nostra

Silvana Alasia ci consiglia da questa pagina, ma che si vedono e si “leggono” sul web.

Come ? Sul sito NOIPERILSOCIALENEWS alla voce films selezionati per voi o al link

presente sulla nostra pagina Facebook guarda il video. Oltre al film di questo mese,

sul nostro sito web si possono vedere anche THE SCHIFT, CONVERSAZIONI CON DIO, LA

PROFEZIA DI CELESTINO e tanti, tanti altri.

http://renzoaleandri.wix.com/noiperilsocialenews


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EDITORIALE

Si

E via di corsa

e poco importa

se al mare o in montagna,

in campagna, al lago o dai nonni.

L'importante è partire

e poco importa

se in auto, in nave, in treno o in aereo.

E' ora di ricaricare le pile,

e poco importa

se da soli, con gli amici, la famiglia o l'amore della vita.

L'importante è riposarsi

perché al ritorno ci sarà da divertirsi.....

SERAFINA BRUNA RAFFAELE

NOI PER IL sociale Newsletter di libera informazione autoprodotta

Anno VII – numero 7 – Luglio/Agosto 2019

Da un'idea di: Serafina Bruna Raffaele

Foto di copertina di : Paolo Forsennati

Articoli e rubriche di: Vincenzo Torelli

Progetto grafico ed impaginazione: Studio SCRICCIOLOIDEE Torino

Questo numero di “NOI PER IL sociale” viene inviato gratuitamente via mail a 3000 persone

Per informazioni, invio foto e segnalazioni scrivere a:

noiperilsociale@gmail.com

TUTTO IL MATERIALE SPEDITO NON VERRA' RICONSEGNATO


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Non c'è che una stagione: l'estate.

Tanto bella che le altre le girano attorno.

L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca,

la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

Ennio Flaiano

5 marzo 1910 20 novembre 1972


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Andare in bici può essere un'intensa attività sportiva, ma anche, semplicemente, un'utile

alternativa all'utilizzo di altri mezzi di trasporto in città. Anche nell'esperienza quotidiana in

ambito sportivo e riabilitativo la “cyclette” viene indicata come uno dei principali strumenti

da utilizzare per fare attività aerobica, allenare il proprio sistema cardiovascolare e

polmonare e, magari, perdere qualche chilo nonostante non ci si alleni da un po'. In

riabilitazione la pedalata si rivela un ottimo alleato per andare a ricondizionare la

muscolatura dell'arto inferiore in seguito a traumi o interventi chirurgici, come ad esempio

la ricostruzione del legamento crociato anteriore o la protesi d'anca. Quindi basandoci su

queste informazioni alla domanda “la bicicletta fa venire mal di schiena?” potremmo

rispondere con un secco “no!”. Tuttavia la pratica clinica sembrerebbe suggerire che non è

sempre così. Dividiamoci quindi in due categorie di “pedalatori”. “Alcuni studi hanno

trovato delle relazioni tra l'insorgenza della sintomatologia lombalgica e la distanza

settimanale percorsa in bicicletta -racconta il dott. Salvatore Minnella, fisiatra e specialista

di Isico - individuando un valore “soglia” intorno ai 160km/settimana (alm

(almeno 22 al giorno). Non sarebbe la bicicletta la portatrice di mal di

schiena bensì l'utilizzo che se ne fa. Al riguardo in letteratura il mal di

schiena aspecifico è riconosciuto essere un problema frequente del

ciclista e soprattutto del soggetto agonista”. Analizziamo meglio cosa

vuol dire salire su una bicicletta e muoversi insieme ad essa, “il

normale assetto sagittale della

colonna vertebrale, costituito

da 3 curve (2 lordosi e 1 cifosi),

viene completamente stravolto

quando si monta in sella - spiega

Luca Selmi, fisioterapista di

Isico - La necessità di tenere il

tronco più

parallelo possibile

al terreno avendo, allo

stesso tempo, una buona

visione della strada

determina un completo

annullamento della lordosi

lombare, fino alla

inversione della curva e un

aumento della lordosi

cervicaleî.


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cervicale”. Cosa succede a chi è un professionista della bicicletta? “Le geometrie dei

moderni telai costringono ad esasperare tale posizione, poco piacevole per la schiena, ma

efficace nell'ottimizzare la capacità di esprimere potenza sui pedali e, soprattutto nel

rendere più aerodinamici - continua Selmi, fisioterapista - Tuttavia, macinando tanti

chilometri, queste posizioni di “stress” per la colonna possono sfociare in qualche

campanello d'allarme”. E chi invece utilizza le due ruote come passatempo? “Sarebbe facile

ipotizzare che processi infiammatori o degenerativi a carico della colonna vertebrale come

artrosi, discopatie, ernie discali ed altro, possano peggiorare in bicicletta - puntualizza il

dott. Minnella - La posizione in sella, come abbiamo visto, porta infatti a distribuire in

maniera anomala il carico a livello dell'unità funzionale vertebrale e mette i muscoli di tale

distretto in difficoltà nello scaricare le sollecitazioni meccaniche che interessano le strutture

articolari ed i fasci nervosi. Questi meccanismi caratterizzerebbero anche la colonna

cervicale, costretta ad un atteggiamento di iperestensione prolungato”. I disturbi possono

capitare anche a chi è giovane o non ha mai sofferto di particolari patologie. Durante la

pedalata, la colonna è soggetta ad un continuo e ritmico movimento di flessione laterale

soprattutto a carico del tratto lombare in sincronia con le oscillazioni del bacino e il

movimento degli arti inferiori. Il bacino, punto di ancoraggio degli arti inferiori, è

sottoposto

sottoposto a notevoli forze destabilizzanti derivanti

dall'azione di spinta sul pedale. Questa intensa

attività muscolare determina una certa compressione

sulla colonna, indispensabile per produrre

movimento. “L'obiettivo di una adeguata preparazione

atletica è sicuramente quello di ridurne gli effetti. Un

rinforzo mirato della muscolatura stabilizzatrice del

tronco potrebbe essere un'utile arma per andare ad

assorbire e minimizzare le compressioni a livello

osteo-articolare - ci dice Selmi - Per ridurre al minimo

la probabilità la probabilità che che

il carico compressivo continui ad

agire sulle nostre vertebre anche

quando siamo tornati coi piedi per

terra, è utile eseguire degli

esercizi esercizi di allungamento della muscolatura

degli arti inferiori, del bacino e del tronco

una volta terminata la nostra attività.

Secondo gli ultimi studi i fattori di rischio

sarebbero intrinsecamente legati alla

struttura della colonna vertebrale

dell'atleta: si è osservato che i ciclisti

lombalgici cronici tendono ad avere il

cosiddetto “flexion pattern” della colonna

lombare, ossia un atteggiamento, più o

meno strutturato, in cifosi della zona

lombare rispetto ai soggetti ciclisti

asintomatici.


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asintomatici. Il “flexion pattern” sarebbe strettamente correlato con l'aumento di dolore

durante le prestazione atletica. “Questo ci porta a confermare il “no” pronunciato prima:

la bici non fa venire il mal di schiena - conclude il dott. Minnella - a meno che non ci siano

alcuni fattori predisponenti della propria colonna vertebrale, che sarebbe bene indagare o

trattare con strategie preventive o riabilitative adeguate.

Come si regola la bicicletta

Da valutare:

- Altezza della sella: è una delle concause più frequenti di lombalgia. Una sella troppo alta

porterà a pedalare allungando eccessivamente gli arti inferiori, costringendo il bacino a delle

eccessive oscillazioni, inevitabilmente trasmesse anche alla colonna lombare ed alle strutture

articolari, muscolari e nervose di questo distretto.

- Distanza sella-manubrio: avere una ridotta distanza tra questi due punti di “scarico” del peso

corporeo comporterà una maggiore distribuzione dello stesso a livello lombare rispetto agli arti

superiori. Questa posizione “accorciata” porterà anche ad un minore utilizzo della muscolatura

stabilizzatrice addominale che, come abbiamo visto, può essere un fattore nello scaricare le

tensioni a livello vertebrale provenienti dalle sollecitazioni indotte dalla bicicletta stessa.

- Una posizione troppo allungata, viceversa, aumenterà il sovraccarico sul tratto cervicale della

colonna.

- Dislivello tra sella e manubrio: analogamente avere un sellino troppo alto rispetto al manubrio

porterà la nostra colonna lombare ad aumentare l'atteggiamento in flessione, invertendo

completamente la curva fisiologica di questa struttura e portando in maggiore allungamento i

fasci muscolari, rendendoli anche, probabilmente meno “reattivi” a un'eventuale richiesta

improvvisa di contrazione. A tal proposito, avere una muscolatura maggiormente elastica e una

colonna vertebrale adeguatamente mobile riducono le conseguenze di tale errata regolazione.

- Un dislivello troppo limitato, viceversa, ci porterà ad una posizione esageratamente eretta,

andando così ad aumentare le forze compressive a livello del passaggio lombo-sacrale.

Fonte : https://isico.it/news


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A cura di SILVIA BIANCO

Basta con queste diete dell’ultimo minuto che non servono a nulla e mettono solo confusione

nel corpo! Basta con la visione a breve termine dell’alimentazione in cui ci si costringe a

mangiare cibi cucinati sempre nello stesso modo e che ci contraggono nel tempo non

portandoci ad un cambiamento duraturo, ma, anzi, ad una specie di schizofrenia del corpo e

della mente. Tutte le diete, cosi come concepite oggi, hanno una visione a breve termine

dell’alimentazione. Cosa

intendo per visione a breve termine? Mirano

ad un risultato senza

prendere in considerazione le conseguenze


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“In che senso?” mi domanderete. Ipotizziamo che tu decida di fare una dieta proteica, ovvero

con parecchio cibo animale. Perderai subito una decina di chili perche hai messo sotto stress il

tuo corpo inondandolo di tossine, ma nello stesso tempo lo irrigidisci (lo sapete che state

dimagrendo grazie ad un processo che non e tanto naturale per il corpo?). Lo irrigidite?! Si,

chi crea le diete non conosce gli effetti del cibo sul corpo per cui assegna una dieta che per

forza non puo avere una visione a lungo termine ne della persona ne tantomeno del suo

corpo. E se il corpo e rigido e contratto, YANG, lavora bene? No. Per capire meglio cio che dico

e la sostanziale differenza che sostengo, provo a lanciarvi una piccola sfida. Provate a stare un

giorno, un solo giorno senza prodotti da forno (ovvero senza fette biscottate, focacce, pizze, e

grissini) e senza carne, uova, insaccati e formaggi. Un solo giorno! Tutti lo possono fare. Per

capire gli effetti del cibo sul corpo. Mangiate cibo soffice, tante verdure in tutti i modi ed un

pochino di riso basmati integrale o di quinoa (per la colazione basta che lo cuociate insieme a

dell’acqua, una mela tagliata a pezzettini, ed un pochino di marmellata senza zucchero).

Facile, no? Ebbene dopo un giorno potrete già capire la differenza. Tutti vogliono dimagrire.

Ma per dimagrire in modo efficace e duraturo ci vuole una vera e propria strategia.

Una strategia che prima di tutto RILASSI. Perche? Se si e tesi, ovvero yang, non andiamo da

nessuna parte. Dopo anni che mangiate fette biscottate, focacce, carne ed insaccati le voglie

di dolce sono sempre in agguato, o al contrario voglie di salato, ma e lo stesso, vero o no?

Quindi occorre una vera e propria strategia per ”mettere in riga” le voglie. Provate ad

aggiungere, al giorno senza prodotti da

forno ed insaccati che vi ho descritto

prima, un piccolo trucco: bevi mezzo o

un bicchiere di succo di mela caldo

senza zucchero a metà

mattina, pomeriggio, sera.

La dieta naturale parte da

un presupposto, ovvero,

tutti abbiamo un gran

bisogno di rilassarci dentro

e fuori. A mio parere la

dieta diventa efficace nel

breve e nel lungo termine

quando e concepita come

la intendevano gli antichi

greci che avevano coniato

la parola.


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greci che ne avevano coniato la parola. Per loro la dieta era l’abbracciare una serie di abitudini

che portavano ad un vero e proprio stile di vita positivo. Quindi la strategia alimentare che io

sostengo e proprio quella di partire dallo scioglimento di tutte quelle tensioni profonde agli

organi interni che ti gonfiano e che ti fanno sentire molto lontano da una situazione di

benessere, per poi, a poco a poco, abbracciare uno stile di vita con abitudini alimentari sane e

rilassanti. Come facciamo ad ottenere questo risultato? Attraverso decotti di verdure facili e

veloci da preparare, ricette naturali mirate e cotture specifiche per drenare, sgonfiare e

perdere peso. Il corpo per cambiare e lasciare andare i chili di troppo ha bisogno di un

movimento interno ed esterno. Bene, il movimento negli organi interni lo creiamo con i decotti

di verdure e le ricette mirate (il problema della carne e proprio quello di bloccare con la sua

qualita compatta, dura, solida, yang, i veri processi interni di cambiamento del corpo cosi

come anche i prodotti da forno), ma c’e bisogno anche di un altro tipo di movimento. E se

facessimo un pochino di aerobica? Qualcosa che si possa fare comodamente a casa

divertendoci a ritmo di musica, saltando o ballando. Lo sapete che 15 minuti di saltelli sul

rebounder equivalgono a 45 minuti di camminata veloce? Ma non e magnifico? Cominciate a

creare movimenti e ricambi di energia del corpo che vi assicuro vi faranno stare davvero bene

Io dopo aver saltellato anche solo venti minuti ho un miglioramento netto dell’umore, vedo

tutto piu roseo. Se sono arrabbiata, mi scarico, se sono depressa mi passa, se non stanca mi

rivitalizza. E' un bell'allenamento fitness da fare a casa comodamente, e vedrete,dopo che

avrete saltellato sentirete che si ossigena tutto l’organismo. Io spesso sento formicolii per

qualche minuto nelle braccia e nelle gambe, ma questo significa che si stanno liberando le

ghiandole linfatiche (importantissime per noi donne) e che sto scaricando tossine e che il

cuore ed il sistema circolatorio ha lavorato bene. Sono sicura, dopo solo tre giorni avrete

anche i muscoli piu tonici. Provare per credere. Ecco l’abbinata

vincente per una

estate in forma che potete mettere in pratica gia adesso:

una dieta basata

sulle verdure con decotti e ricette mirate, la dieta naturale in

equilibrio ed il

…. rebounder.

Love, trust, care

Silvia


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Ryan Kyote frequenta la terza elementare alla West Park

Elementary School di Napa, in California. Dopo aver

sentito alla televisione che pochi giorni prima era stato

negato il pasto ad un bambino di 5 anni in una

mensa scolastica nell'Indiana perché i genitori

non potevano permettersi di pagarla, Ryan

rimane estremamente colpito dalla notizia ed

inizia a fare domande alla madre sul perché di

quello che era successo. Non capisce come un

bambino possa non trovare da mangiare in

mensa e quando la mamma glielo spiega lui le

chiede se la stessa cosa possa succedere anche

nella sua scuola. Quando la madre gli spiega che

anche nella anche sua scuola ci sono famiglie di alcuni alunni di

terza elementare che non possono permettersi di pagare il

pasto, Ryan dice “posso pagare io”. Così con i soldi

messi da parte con

la paghetta settimanale

(74.50 dollari) con l'aiuto della mamma

contatta i

funzionari della scuola West Park.

Appena versati i soldi, Ryan ha

chiesto alla segretaria: ”Puoi far

sapere ai miei amici che non devono

più denaro?” La piccola cifra ha

coperto alcuni pasti dei bambini più

indigenti che, pur ricevendo un pasto

caldo dalla scuola, accumulano ogni giorno un

debito che poi dovranno saldare a fine anno e

negli anni successivi. Un pasto giornaliero arriva

ad un massimo di 3.25 dollari.


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CURIOSANDO

IN CITTA'

Un baby

parking

davvero speciale

Si trova nel cuore del quartiere multiculturale di

San Salvario, si chiama Cuqù La culla del quartiere

ed è un centro di attività e servizi per le bambine, i

bambini, le mamme ed i papà. papà, è nata grazie al progetto di

3 partner attivi da anni nel quartiere, Agenzia per lo

sviluppo locale di San Salvario onlus, coop. Soc. Atypica e

Mondo di Joele onlus. San Salvario è un quartiere che

ospita realtà famigliari molto diverse tra loro. Cuqù vuole

mettere al centro il tempo delle famiglie ed offre servizi,

attività ed opportunità che aiutano a conciliare vita

lavorativa, tempo in famiglia, e tempo libero. Cuqù è un

baby parking con orari ampi e flessibili, ricco di

tante attività di sostegno, come

accompagnamento e supporto per

mamme e papà in difficoltà. A Cuqù ci

sono anche le “Madri di quartiere” ,

un gruppo nato in supporto delle

famiglie di origine straniera, che si

occupano di fare da ponte tra lingue

e culture diverse.


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Ciao viaggiatori disabili,

avete già deciso dove trascorrere le vostre ferie ? Si ? No ? Allora

se ancora non lo avete fatto vi consigliamo Budapest, in Ungheria,

una città piena di storia e con tante, tantissime cose da visitare.

Budapest è molto turistica ed economica, frequentata per lo più da ragazzi, ed

anche se ancora piena di barriere architettoniche, merita sicuramente di essere

visitata.

Vi lasciamo alle nostre schede recensive e, come al solito, se aveste bisogno di

consigli non esitate a contattarci.

BUON VIAGGIO E BUONA ESTATE

DA DIEGO E MARCELLA

Rubrica di Marcella Stasio e Diego Cuccurullo

RITAGLIA E CONSERVA


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SUCCEDE ANCHE QUESTO

Notizie che fanno bene al cuore

1 E' stato eseguito con successo presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino

Gemelli IRCCS di Roma l'impianto di un microchip wireless ultra

tecnologico (di fatto un microcomputer chiamato V-Lap e fornito

dalla società Vectorious) nel cuore di un paziente ultrasettantenne

con scompenso cardiaco. L'impianto è stato effettuato

dall'equipe del professor Filippo Crea, direttore del

Dipartimento di Scienze Cardiovascolari nell'ambito della

sperimentazione clinica internazionale “Vectorious”. Si

è trattato di un intervento mini invasivo della durata

di neanche un'ora ed il posizionamento del sensore è

avvenuto in soli 6 minuti. Il microchip è dotato di una

batteria ricaricabile sempre in modalità wireless

1

attraverso attraverso una fascia indossabile dal paziente. Sempre

attraverso questa fascia il paziente può inviare i dati

registrati dal microcomputer direttamente all'ospedale, dove

così i tracciati i potranno tracciati essere subito analizzati dai cardiologi.

2 E' Roma la prima città in Italia, con i suoi alberghi a restituire

il rispetto che merita l'ambiente. Giuseppe Roscioli, presidente di

Federalberghi Roma ha siglato l'accordo plastic free

insieme a Donatella Bianchi, Presidente di WWF Italia.

L'iniziativa che punta alla riduzione dei consumi ed

all'eliminazione della plastica monouso e

non necessaria negli hotel, anticipa la

Direttiva europea dello scorso marzo che

stabilisce alcuni importanti cambiamenti a

partire dal 2021 per la salvaguardia della

natura e dei mari. Tra gli effetti più

dannosi troviamo l'usa e getta che i turisti ogni giorno

utilizzano nei circa 33 mila alberghi d'Italia, basti

pensare che una sola grande struttura consuma ogni

giorno circa 200 mila flaconi di shampoo, creme e

balsamo.

2


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utilizzano nei circa 33 mila alberghi d'Italia, basti pensare che una sola grande struttura

consuma ogni giorno circa 200 mila flaconi di shampoo, creme e balsamo.

3 Tre giorni di riflessioni e

approfondimenti con relatori

nazionali e internazionali ed

esperti del settore per parlare

di acqua intesa come risorsa

essenziale per la vita, insieme a

manifestazioni artistiche e

3

culturali. Il Festival dell'Acqua

che ha cadenza biennale è giunto alla

sua quinta edizione, dopo Genova nel

2011, L'Aquila nel 2013, Milano nel

2015 e Bari nel 2017, quest'anno si

svilupperà in due parti. Dopo la prima

di Bressanone, dove la manifestazione

è stata dedicata al ciclo idrico “a

monte”, ci sarà la seconda a Venezia

alla Fondazione Querini Stampalia, dal

10 all'11 ottobre, per parlare del ciclo idrico “a valle”. Nel corso del Festival a Bressanone

si è parlato della stretta connessione dell'acqua con l'energia e di mini-idroelettrico, ci sono

stati dibattiti sui cambiamenti climatici e sugli effetti della siccità o al contrario sulle

alluvioni. Relatori ed esperti hanno discusso della necessità di un nuovo approccio in

termini di tecnologie, investimenti, strategie gestionali e meccanismi di regolazione, con un

focus dedicato alle località sciistiche dove spesso il turismo invernale deve poter fare

affidamento sulla neve naturale o, in sua mancanza, su quella artificiale.


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Intervista di Vincenzo Torelli

Hai fatto tanto cinema, tanta Tv e tanto tanto teatro, il tuo primo amore ?

Il mio primo amore è stato il teatro, ho iniziato a studiare a 16 anni in una scuola amatoriale a

Moncalieri, Teatranza, ed a 19 sono entrata nella scuola del Teatro Stabile di Torino, diretta allora

da Luca Ronconi. Nel 1993 mi sono diplomata, ho iniziato a lavorare in teatro e non l’ho più

lasciato.

Sei un'attrice molto impegnata e molto attenta al sociale …

Adoro l’idea di intrattenere le persone, di offrire un momento di svago o di fuga dalla quotidianità;

se a questo riesco ad unire qualche rifessione utile per semplifcare la vita o per viverla con più

curiosità, il mio scopo è raggiunto !

Sei anche una brava scrittrice, in quasi tutti tuoi libri parli di adolescenti e giovani che

affrontano periodi difficili. C'è un perché in questa scelta ?


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La vita è spesso complicata,

anche per i più giovani, che

hanno vissuto meno e quindi

hanno meno strumenti per

affrontare dif fcoltà e

contraddizioni. In alcuni dei

miei romanzi, scritti anche per

un pubblico di ragazzi e di

giovani adulti, affronto alcuni

temi particolarmente sensibili,

propri dell’adolescenza, con

l’intento di fornire un punto di

vista che spero possa aiutarli,

soprattutto a capire che non

sono soli ad affrontare la vita

e le sue peripezie...

Posso definirti un'artista a 360

gradi ?

Sarebbe bello, ma forse è ancora

presto, dammi altri vent’anni e poi ne

riparliamo !

So di una bellissima iniziativa

che stai portando in tutte le

scuole, hai voglia di parlarcene

un po' ?

Sono spesso invitata a incontrare le

ragazze e i ragazzi che hanno letto i

romanzi che ho dedicato a loro (Un

cuore Xxl, vincitore del Premio

Sirmione per la Letteratura per

ragazzi; Kikka e Magnetic). Sono

momenti di vero confronto, di ascolto,

di apertura, di scambio, su tanti temi:

l’amore, l’autorità, il bullismo, la

droga, la speranza, la costruzione del

proprio futuro....

Cosa ti piace di questa Italia in

cui stiamo vivendo e cosa

proprio non riesci ad accettare ?

Attrice di teatro, cinema e televisione.

Nel 1993 si diploma presso la Scuola per Attori del Teatro

Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi.

Successivamente consegue la Laurea in Lettere Moderne

(specializzandosi in Drammaturgia) presso l'Università

degli Studi di Torino, con una tesi sul Woyzeck di B¸chner.

Nel 2004 si trasferisce a New York per alcuni mesi, per

prendere lezioni private dalla coach Susan Batson.

Dopo anni di solo teatro, intraprende anche la carriera

cinematografica e televisiva.

Nel 2002 prende parte al film Casomai, diretto da

Alessandro D'Alatri; nel 2004 recita nella fiction Le

stagioni del cuore di Antonello Grimaldi. Diventa nota al

grande pubblico per la partecipazione alla soap opera

Vivere, dove dal 2005 fino all'estate del 2007 interpreta il

ruolo dell'affascinante ma alquanto instabile Claudia

Pisani.

Nel 2008 ritorna sul grande schermo con i film Colpo

d'occhio di Sergio Rubini, Caos calmo di Antonello

Grimaldi e Il cosmo sul comò di Marcello Cesena, e sul

piccolo schermo con Io ti assolvo, film tv per la regia di

Monica Vullo, e Distretto di Polizia 8. Nel 2009 esordisce

nelle vesti di scrittrice con il romanzo Nitro, edito da

Baldini Castoldi Dalai.

Dal 2010 torna sul piccolo schermo nella soap opera

CentoVetrine, dove interpreta il personaggio di Viviana

Guerra. Nello stesso anno recita nel film La banda dei

Babbi Natale, al fianco di Aldo, Giovanni e Giacomo, con

i quali aveva già lavorato. Nel 2012 prende parte ad un

episodio della serie televisiva Il commissario Nardone

interpretando il ruolo dell'assassina Rina Fort.

Dal 2007 tiene laboratori di teatro, di tecniche per

favorire l'apprendimento e di public speaking.


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Mi piacciono le italiane e gli italiani ancora generosi

e capaci di trovare soluzioni, anche inaspettate. In

generale non riesco ad accettare la chiusura,

soprattutto quella mentale, spesso frutto di scarsa

informazione o di paure non troppo razionali.

Progetti futuri ?

Finire le riprese di una nuova fction insieme a Nino

Frassica e Cesare Bocci; un nuovo romanzo e

soprattutto continuare a portare in scena il mio One

Woman Show, Sfumature di Donne di Scienza. È uno

spettacolo per ridere e scoprire 20 scienziate

eccezionali, in un viaggio nel tempo, dal tono leggero

e divertente. Racconto con umorismo le storie di

queste donne (e dei loro papà, dei mariti, degli

amanti e dei colleghi...) per (ri)scoprire insieme che:

“L’intelligenza non ha sesso!”. Parto da Hollywood,

con l’attrice e inventrice Hedy Lamarr, passo

attraverso la Grecia di Ipazia, il periodo delle

“streghe”, quello delle prime donne laureate...

Affronto il fascino dell’atomo, le implicazioni etiche

delle “forbici” del DNA... per arrivare ai nostri

giorni. L'ultimo spettacolo è stato a Torino il 9

luglio scorso, al Polo del ‘900, in via del Carmine

14. 80 minuti dove ci si diverte tra curiosità,

aneddoti, e scoperte incredibili...


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E' arrivato il momento dove da consuetudine chiedo di congedarsi con una frase o un

pensiero. Sara, cosa ti senti di dire, o che cosa ti senti di consigliare per far cambiare

idea o infondere coraggio a chi non ha più la forza di affrontare una brutta situazione

ed è più che mai deciso a gettare la spugna ?

Invito tutti a trovare ogni volta la forza per reagire, per cercare soluzioni, senza mollare mai! Un

poeta spagnolo, Pedro Salinas, in una delle sue poesie dice che siamo chiamati a sollevare la nostra

vita, a giocare con lei, ad aggiungere la nostra perfezione ad un altro giorno, a nient’altro che a

vivere...


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Rubrica a cura di Lucia Cannone

Ben ritrovati lettori di NOI PER IL SOCIALE, questo mese, inizierò

a parlarvi di alcuni miei libri che mi auguro trovino posto tra la

sdraio e l'ombrellone. Ci vediamo a Settembre. Buone vacanze.

LE EMOZIONI

Marina Abramović è un’artista serba molto famosa perché le sue opere

d’arte, chiamate Performance, prevedono la partecipazione attiva del

pubblico che entra così in empatia con lei, emozionandosi e fermandosi a

riflettere su ciò che si prova in quel momento. In alcune delle sue

Performance, Marina crea la scena alla quale il pubblico assiste, e il

pubblico è libero di scegliere cosa fare. Queste Performance consentono a

chi partecipa di riflettere, per esempio, sulla propria paura e sul proprio

coraggio, sull’amore, sull’emozione che si prova quando si osserva

qualcosa senza potere intervenire, sulle sensazioni che si avvertono

pensando al tempo che scorre inesorabile. In altre Performance, Marina è

invece la “regista” perché è lei stessa che guida il pubblico. Tra queste

Performance c’è il Metodo Abramović: alcune persone indossano camici

bianchi, altre indossano cuffie, oppure sono sdraiate su letti di legno, o

sono sedute su sedie altissime, altre ancora si osservano con dei binocoli.

Così il tempo è come se si fermasse e il pubblico è libero di riflettere, di

dormire, disegnare. Tutte le Performance di Marina hanno lo stesso fine:

generare emozioni, permettendo agli spettatori di guardarsi dentro,

vivendo pienamente il presente e facendone partecipi gli altri.

LUCIA CANNONE NASCE A CANOSA DI PUGLIA, VIVE A TORINO. DOPO IL CONSEGUIMENTO

DELLA LAUREA IN INGEGNERIA SI TRASFERISCE IN SPAGNA E POI IN PORTOGALLO, DOVE

LAVORA PER UNA MULTINAZIONALE. LA SUA CARRIERA ARTISTICA COMINCIA CON IL DISEGNO A

CHINA SU CARTA. SI DEDICA ADESSO ALLA RICERCA DEI MATERIALI REALIZZANDO

INSTALLAZIONI. PARTECIPA A FIERE INTERNAZIONALI. CON EDIZIONI IL CILIEGIO HA

PUBBLICATO, PER LA COLLANA StART, IL METODO ABRAMOVIĆ PER I BAMBINI (2017) TROVAMI:

IL MIO NOME È BANKSY (2017), IL PAESE DELLE MERAVIGLIE DI YAYOI KUSAMA (2018), IL MONDO

AL CONTRARIO DI ANISH KAPOOR (2018, LA STORIA DEL TEMPO DI FIONA TAN (2019), PERINO &

VELE, UN MORBIDO CAPPOTTO DI CARTAPESTA (2019)


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LA COSCIENZA, L’AMORE, LA GUERRA, GLI ANIMALIMALI

Nessuno sa con certezza chi sia Banksy. La sua arte, la Street Art, consiste

nel disegnare, con le bombolette spray, le vernici e i graffiti stencil,

all’aperto, sui muri abbandonati, nelle stazioni dei treni o nelle

metropolitane. Con le sue opere, Banksy vuole raccontare tutto ciò che

accade intorno a noi, così da permetterci di riflettere su argomenti

importanti come per esempio l’amore, la guerra, la povertà, il rispetto per

le persone e per la natura. Per Banksy è perciò molto importante porre in

essere le sue creazioni all’aperto perché così viene data a tantissime

persone la possibilità di ammirarle e di conoscere il messaggio che esse

trasmettono. E' infatti grazie ai suoi bellissimi e particolarissimi lavori così

realizzati che Banksy è diventato l’artista di strada più famoso al mondo.

LA DIVERSITA’, LA BELLEZZA E L’ARMONIA

Yayoi Kusama è un’artista giapponese famosa in tutto il mondo. Sin da

piccola mostra interesse per la pittura, ma anche un disagio mentale che la

porta a essere preda di pensieri ossessivi a causa dei quali si isola da tutto

e tutti, dipingendo ripetutamente un’immagine a cui pensa di continuo. Le

immagini che più di tutte diventano oggetto delle sue ossessioni e quindi

motivo ricorrente delle sue opere sono i pois e le zucche. Esponente di

molte forme di arte, Yayoi Kusama si esprime realizzando pitture, sculture,

installazioni, performance. Per lei l’arte è lo strumento per superare le

ossessioni, trasformandole in qualcosa di positivo, riuscendo così a sentirsi

parte dell’intero universo.


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VITE IN CERCA DI AIUTO

Rubrica a cura di Rita Venturoli per PARADA

Ogni anno circa 20 città, 100 scuole, 150 famiglie e 80.000 persone in Italia vengono

coinvolte nel nostro progetto. Nel corso di questi anni a Bucarest molti giovani sono

riusciti a lasciare la strada, hanno ripreso a studiare o lavorare iniziando a guardare al

futuro con speranza.

Come ogni mese vi proponiamo una delle nostre storie. Come ben sapete sono

fatti reali che succedono ogni giorno sia all'interno della Fondazione Parada di

Bucarest che sulle e sotto le strade della capitale rumena.

LA STORIA DI UN NASO ROSSO E DI UN'OPPORTUNITA'

di Gabriella Canova

E' il 1989 quando cade il regime di Ceaucescu in Romania. La situazione del

Paese è sempre più caotica. Nel 1992 un servizio alla televisione francese

racconta la drammatica situazione dei bambini abbandonati da famiglie

disastrate, fuggiti dagli orfanotrofi, che vivono a Bucarest lungo i canali

sotterranei che portano il riscaldamento nella città. Sono migliaia – una stima

parla di 3000 – e sopportano i morsi della fame sniffando l’Aurolac, uno smalto

colloso per la verniciatura contenente solventi con effetti allucinogeni. A

gugguardare

guardare quella trasmissione c’è un ragazzo di 20 anni, franco-algerino;

si chiama Miloud Oukili e non ci dorme a pensare

a quei ragazzi con gli occhi vuoti a causa della

droga, invisibili al mondo. E

decide di fare qualcosa, di

partire per conoscerli e

magari trovare un modo per

aiutarli. Li trova subito, dopo

un viaggio in treno da Parigi:

quando scende alla Gare du

Nord di Bucarest sono lì che

chiedono l’elemosina, lo

avvicina una ragazzina di 12

anni che gli si offre come

prostituta


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anni che gli si offre come prostituta per i pochi soldi che le permettano di

comperare la colla. Dentro la valigia Miloud ha pochi vestiti ma un sacco

di attrezzi da clown, un organino e nasi rossi. Non sa una parola di rumeno

e allora chiede ai bambini di insegnargli la loro lingua, in cambio lui insegnerà

loro la loro clownerie. la clownerie. Si legge nel sito della Fondazione Parada nata nel

1996: “Il clown è lì per ridere di ogni miseria, per seppellire le paure, per

spegnere il dolore. Miloud Oukili non è un educatore né un sociologo. È un

saltimbanco, fiero di essere tale. Ha messo in gioco la sua tenerezza, il suo

amore per lo spettacolo, il gusto del riso per esorcizzare la paura. Così ha

saputo farsi

accettare da chi ha alle spalle storie difficili e

diverse, ha ricreato con i suoi ragazzi una

famiglia, senza orari né obblighi. «Attraverso lo

spettacolo i ragazzi imparano a prendersi in giro,

a rispettare gli altri, ad acquisire il senso di

responsabilità, a prendere contatto con il mondo

esterno – afferma – Hanno un ruolo, quello di

divertire il pubblico, e una storia da raccontargli.

Lo fanno con abilità e destrezza, con la capacità

dei veri artisti». Qualcuno ha trovato un lavoro,

tutti imparano a leggere e scrivere, a parlare una

lingua meno essenziale di quella della strada,

imparano a dare, a capire che tutto si guadagna,

che bisogna lavorare che per vivere. Che si può vivere… e ridere… e

suscitare suscitare un sorriso. Clown del mondo nel circo della

vita”. Con i proventi degli

spettacoli e le donazioni la

Fondazione Parada

organizza un centro

diurno che accoglie i

ragazzi e propone corsi di

qualificazione al lavoro,

una decina di appartamenti

dove i ragazzi vivono in

comunità, un pulmino che

gira la notte per la città

offrendo soccorso e intessendo rapporti con i ragazzi che ancora diffidano del

progetto. Dal 2010, inoltre, è attiva una collaborazione con la Fondazione

ACCOR (primo operatore mondiale nel settore alberghiero) che non solo facilita

l’inserimento lavorativo dei giovani, ma prevede un programma informativo per

i gestori degli alberghi e i loro dipendenti sulle problematiche legate alla vita in

strada. Un naso rosso: a volte basta solo un naso rosso contro

l’indifferenza.


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Gaglioffa estate, io

ti amo per il tuo caldo

abbraccio che dentro

me, mette una

sana voglia di esser

pigro come

un placido bradipo

e al contempo sazio.

Ti amo, per i tuoi campi

maturi, le piogge

che allegre d'improvviso

tintinnano e screziano

nei laghi che già

si specchiavano al cielo.

Ti amo, per i canti

che si odono liberi

sui rivi, tra le fronde

dei rami e i fili d'erba

dal vento piegati.

Ti amo, per il fresco

che godo sotto

la veranda del chiosco

cinese, quando bevo

il mio buon

bicchiere di tè gelato.

Ti amo estate,

attraverso lo sguardo

dolce e sereno

della donna che amo e

che si appisola nuda

dopo una doccia

con un sorriso sul viso

e per la grandezza

che con umiltà e,

maestria esprimi

nei tuoi colori.

Ti amo, per quel tuo

respiro che risana

la mia gioia e quelle

vele che gonfi

e che gonfie poi

si spingono in mare

aperto, e t'amo perché

ogni volta che arrivi

con i tuoi raggi di sole

spalanchi le mie

finestre e mi svegli

dalla finzione

che lega la mia vita

alle mie gambe.


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voce ai cittadini--------------------------------------

CI INFORMANO CHE....

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA : Associazione Gli Amici della Zizzi

In questi giorni, il tema dell'Affido dei Minori è al centro dell'attenzione mediatica a

causa dell'inchiesta che sta andando avanti in Emilia-Romagna. VITA no profit ha

pubblicato l'articolo scritto dal nostro Presidente Riccardo Ripoli.

Nel mondo dell’affido le situazioni inadeguate sono molteplici. La causa principale è molto spesso

legata al fatto che mancano controlli sull’operato di chi è chiamato a tutelare i bambini: nell’ordine i

politici, i dirigenti comunali e gli assistenti sociali. Ci sono regole ben delineate nella legge 28 marzo

2001, n. 149, ma spesso vengono disattese, anche a causa dell’assenza di effetti sanzionatori in caso di

mancata osservanza. Così recita il comma 2 dell’art. 5 della legge citata: «Il servizio sociale,

nell’ambito delle proprie competenze, su disposizione del giudice ovvero secondo le necessità del

caso, svolge opera di sostegno educativo e psicologico (…)». Ogni bambino che viene dato in

affidamento ha problemi che se non risolti in tempo possono portare a gravi conseguenze, rendendo

vano qualsiasi successivo intervento. L’accoglienza di un minore in affido è cosa non facile per la

famiglia affidataria, specie in presenza di altri figli. La separazione da un figlio, seppur momentanea, è

cosa difficile da capire e superare per la famiglia naturale. Il sostegno psicologico è quindi

indispensabile in ciascun caso di affidamento per tutti i soggetti interessati, ma molto spesso è

negato per mancanza di fondi o per eccesso di impegni dello psicologo incaricato. Capita così che

passino mesi tra un incontro e

l’altro, perché sempre troppo

poche sono le figure

professionali presenti in

ciascun Comune. Il motivo?

Sempre lo stesso: le

disponibilità finanziarie.

Quindi in buona sostanza un

servizio così importante viene

rifiutato e molti affidi sono

destinati a fallire (si parla

dell’80% dei casi!) per

mancanza di soldi. Non aiutare

un bambino oggi significa

sottoporlo al rischio di

diventare con buona probabilità

un


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un delinquente domani, con il non trascurabile aggravio, anche in termini economici, dei riflessi

negativi per la società (ospedali, SERT, carcere, figli a loro volta problematici). E questo non deve

accadere. La suddetta legge, all’articolo 38, recita testualmente: «Le Regioni determinano le

condizioni e modalità di sostegno alle famiglie, persone e comunità di tipo familiare che hanno minori

in affidamento, affinché tale affidamento si possa fondare sulla disponibilità e l’idoneità

all’accoglienza indipendentemente dalle condizioni economiche». La legge dice “secondo le necessità

del caso”, ma… chi lo decide? L’assistente sociale? Certo, può proporlo, ma poi il dirigente può

negare la misura, oppure il politico non dare copertura al servizio. Chi esercita il controllo su tutto

questo? questo? Se un assistente sociale propone l’affido e il Tribunale sulla base di quanto relazionato dal

servizio accoglie tale richiesta, chi può dire se tale relazione corrisponde al vero? Chi può verificare

questo? Se un bambino viene segnalato al servizio sociale per il suo comportamento o per altro da

parte della scuola, da associazioni ludiche o sportive che egli frequenta, chi può dire se il caso viene

esaminato dal servizio e se questo avviene in modo adeguato e corretto? Quali strumenti abbiamo

per accertare questo? E se un bambino è in affido e il servizio sociale decide che è arrivato il

momento del rientro in seno alla famiglia di origine, chi può dire se l’assistente sociale sta agendo

secondo coscienza e con obiettività piuttosto che imbeccata dal proprio dirigente con motivazioni

relative più ad un meschino risparmio di costo piuttosto che alla reale esigenza e giustizia di un

rientro in famiglia? E chi può valutare la continuità degli affetti con la famiglia affidataria così come

prescrive la legge (legge n. 173/2015 - modifica alla legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto alla continuità

affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare)? Chi controlla tutto questo? Molti altri esempi si

potrebbero fare su situazioni dove i servizi sociali dicono l’ultima parola e nessuno è in grado di

controllarli

valutando effettivamente il loro operato. È pacifico che gli assistenti sociali

dei Comuni sono da questi stipendiati, e difficilmente – purtroppo – avranno

l’ardire di

mettersi contro il proprio dirigente o politico che

intimi loro di

portare il caso verso una strada piuttosto che

un’altra. L’idea

che l’assistente sociale tuteli i bambini sempre e

comunque è pura

utopia e quindi un controllo sulle loro decisioni è

doveroso ed

importante. I recenti casi di cronaca – solo la

punta di un

iceberg! – ne sono la viva testimonianza.

Occorre pertanto un organo di

controllo che sia chiamato a

valutare l’operato degli assistenti

sociali nel delicato tema


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voce ai cittadini--------------------------------------

sociali nel delicato tema dell’affido (e non sarebbe poi cosa negativa prevederlo anche per altre

tipologie di utenza). Chi è sul campo, gli addetti ai lavori, chi a vario titolo opera con famiglie e

bambini problematici “ha il polso” della situazione sul proprio territorio. Sono le associazioni di settore

che dovrebbero raccogliere e osservare i comportamenti non cristallini dei servizi sociali, ma anche le

scuole, le associazioni sportive e chiunque abbia a che fare nel quotidiano con i bambini. Sono queste le

figure che dovrebbero poi segnalare i comportamenti deviati a un costituendo organo di controllo, il cui

ruolo sarebbe appunto quello di esaminare i casi proposti e di svolgere le opportune verifiche con i

servizi sociali interessati, sottoponendo le proprie conclusioni al Tribunale dei minori di competenza e/o

alla Procura della Repubblica se si ravvisino abusi perseguibili penalmente, nonché all’Ordine degli

assistenti sociali per eventuali richiami e/o azioni sanzionatorie. Un organo di controllo siffatto non

avrebbe il potere di decidere l’allontanamento di un minore o il suo rientro nella famiglia di origine, che

spetta al Tribunale dei minori, ma l’esclusivo potere di svolgere indagini per valutare che tutto sia

avvenuto seguendo l’irrinunciabile principio della miglior tutela del bambino. Un organo di controllo di

questa natura potrebbe utilmente essere ipotizzato come regionale. In ogni regione opererebbe così un

organo che valuti i servizi sociali di un’altra regione, non limitrofa e non in interscambio (esempio: in

Piemonte ci sia un organo che valuti l’operato dei servizi della regione Lazio, nel Lazio ci sia un organo

che valuti operato dei servizi della regione Veneto, ecc.) con membri nominati:

• un membro scelto dal Presidente della Regione dove ha sede l’organo, scelto tra i tecnici e

non tra i politici

• un membro scelto dal Tribunale dei Minori, scegliendo tra ex giudici minorili togati

• un membro scelto dal Ministero delle Politiche sociali (potrebbe essere anche il Garante

dell’Infanzia e dell’Adolescenza di quella regione)

• un membro per ciascuna associazione che si occupa di affido in quella regione

• uno psicologo o psicoterapeuta scelto tra coloro che vantano nel proprio curriculum

esperienza a vario titolo a stretto contatto con i bambini in affido

• un avvocato scelto tra coloro che più volte abbiano difeso i diritti dei bambini.

Si dovrebbe prevedere un incontro settimanale di tale commissione; i membri non devono ricevere

alcun compenso, ma si può prevedere solo un eventuale rimborso spese da parte del Ministero, legato

esclusivamente alle spese di viaggio effettivamente sostenute e documentate (non previsto se abitano

nella stessa città dove ha sede l’organo), che abbia la possibilità di ispezione sul loro operato. La sede di

tale organo è da collocare nel capoluogo della regione dove opera, ma si può prevedere anche una

presenza di più realtà per regione, con sedi distaccate in altre città della medesima, qualora la mole di

lavoro fosse particolarmente elevata. Sempre la legge 149 di cui sopra cita, all’art. 5 comma 2 le

associazioni familiari («avvalendosi anche delle competenze professionali delle altre strutture del

territorio e dell’opera delle associazioni familiari eventualmente indicate dagli affidatari»). Affinché

possano essere posti in essere controlli seri e capillari, occorre che ciascuna famiglia affidataria sia

tutelata da associazioni senza scopo di lucro che si occupano di minori, possibilità peraltro già prevista

dalla legge. Il Comune che pone in essere un affidamento dovrebbe quindi avere l’obbligo di

relazionarsi con tali associazioni e stipulare con esse una convenzione, prevedendo che la famiglia

affidataria scelga un’associazione che la segua e la tuteli. Tale convenzione tra associazione e

Comune può prevedere un rimborso spese forfettario di 100 euro mensili per ogni singolo affido (o

anche meno) a copertura dei soli costi di gestione e di viaggio. L’organo di controllo ha facoltà di

chiamare in audizione le associazioni che hanno fatto le varie segnalazioni per esporre più

compiutamente la situazione.


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compiutamente la situazione. Occorre comunque che vengano previste sanzioni pecuniarie - a

titolo di rimborso - alle famiglie danneggiate, affidatarie e naturali, e sanzioni penali per gli

operatori che abbiano agito palesemente in contrasto con le elementari norme di buon senso

perché allo stato dei fatti l’errore di un assistente sociale, del suo dirigente o del politico di

riferimento non è sanzionato in alcun modo, a meno che ovviamente non si cada nel reato penale.

Va anche detto che in Italia in media è presente un solo assistente sociale per ogni Comune: questo

significa che moltissimi Comuni non hanno nemmeno un assistente sociale, visto che grandi città come

Torino, Milano, Roma possono contare invece su centinaia di operatori. Oggi il rapporto medio è di un

assistente sociale ogni 5.500 abitanti, con picchi di 1ogni 10mila. I Comuni, specie quelli dove la

devianza minorile è maggiore, devono assolutamente aumentare il numero di assistenti sociali. Inoltre

gli assistenti sociali che si occupano di minori dovrebbero avere una formazione specifica sull’affido

già nelle aule dell’università, e poi perfezionata con specifico tirocinio presso strutture pubbliche, ma

anche e soprattutto in congrui periodi di tirocinio da svolgersi in seno alle associazioni e cooperative

che si occupano di affido, nonché presso le famiglie affidatarie. Queste figure devono inoltre essere

inquadrate con contratto a tempo indeterminato, onde evitare l’avvicendarsi continuo di assistenti

sociali su un singolo caso, scongiurando che i bambini ogni anno o due debbano dolorosamente

confrontarsi con persone diverse, col concreto rischio di influire negativamente sul loro percorso

formativo di personalità.


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voce ai cittadini--------------------------------------

Selezionate per voi da Serafina Bruna Raffaele

Questo mese parliamo di doppia opzione di calcolo per l'ISEE

ordinario, utilizzabile se più conveniente.

Si ampliano i casi in cui potrà

essere richiesto l'ISEE corrente ed

è introdotta la doppia opzione di

calcolo per l'ISEE ordinario,

utilizzabile se più conveniente.

Sono queste le principali novità

introdotte nel Decreto crescita che

mira anche a rendere meno rigidi i

requisiti per ottenere l'indicatore

provvisorio e venire incontro alle

esigenze di quei cittadini cui è

mutata, in peggio, la situazione

economica. In conseguenza di ciò,

si allargherà pure la platea dei

beneficiari che potranno accedere

al Reddito di cittadinanza. Il

quadro di riferimento di partenza,

il DPCM 159/2013, stabiliva che

l'ISEE corrente poteva essere

chiesto se si verificava la

concomitanza di due eventi: da un

lato, la situazione reddituale del

nucleo familiare che subiva

un'oscillazione negativa superiore

al 25%; dall'altro, la variazione

della situazione lavorativa,

avvenuta nei 18 mesi precedenti

alla richiesta, di almeno uno dei

componenti del nucleo familiare.


-----------------------------------la voce ai cittadini--------------------------------------

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avvenuta nei 18 mesi precedenti alla richiesta, di almeno uno dei componenti del

nucleo familiare. Adesso, con il Decreto crescita, i requisiti diventano alternativi

e si aggiunge un'ulteriore opportunità rispetto a quelle originarie. La misura

migliora la situazione per i richiedenti. Nello specifico, oltre alle fattispecie

previste dal DPCM 159/2013, possono richiedere l'indicatore provvisorio quelle

famiglie in cui uno dei componenti perde il lavoro - o un trattamento

assistenziale, previdenziale o indennitario esente da Irpef - oppure se la

situazione reddituale del nucleo familiare non dovesse cambiare del 25%,

un'eventualità che può ricorrere in numerosi casi. Sulla doppia opzione di calcolo,

infine, il Decreto crescita ha modificato il comma 4 dell'articolo 10 del Decreto

legislativo 147/2017 secondo cui, per il conteggio dell'ISEE ordinario, devono

essere considerati i patrimoni ed i redditi del secondo anno precedente.

Dall'entrata in vigore della norma, la richiesta potrà riferirsi a quelli del primo

anno precedente, se questi risultano più convenienti per i cittadini. In questo

modo, in virtù del nuovo scenario normativo, si risolvono i problemi per i

richiedenti il Reddito di cittadinanza che avevano lavorato nel 2017 cui, di fatto,

era precluso l'accesso al beneficio. Se, infatti, per richiedere il Reddito di

cittadinanza si doveva fare riferimento all'ISEE dell'anno precedente, chi aveva

appena perso il lavoro non rientrava nei requisiti necessari. Al contrario, la

valutazione delle domande sulla base del reddito corrente consentirà ai

disoccupati in situazioni particolari, dunque anche se percettori di sussidio o

disoccupati da oltre 18 mesi, di accedere alla misura.

Fonte : https://www.quifinanza.it

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