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Bollettino Diocesano Gennaio-Marzo 2019

Atti ufficiali e attività pastorali dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto

Atti ufficiali e attività pastorali dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto

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za non possono sfuggire le diverse parti che, pur legate fra loro da un<br />

tutt’uno, lasciano intravedere tempi diversi che l’hanno definita: il<br />

presbiterio, con i suoi imponenti pilastri costituisce la parte più antica<br />

dell’edificio, di difficile collocazione nel tempo, certo anteriore al<br />

sec. XV; la cappella dell’Addolorata, già del Crocifisso, la cui parete<br />

sovrastante l’altare con i preziosi bassorilievi, risulta essere di epoca<br />

chiaramente rinascimentale; l’ampia navata del sec. XVII, sobria e<br />

solenne insieme, opera di completamento dell’intera struttura.<br />

Annessa a essa, si colloca il campanile, simbolo della città, quasi<br />

una vedetta sull’abitato: ardita costruzione che richiama nel suo<br />

stile romanico pugliese quelli simili di Bari e di Palo del Colle.<br />

Prima ancora delle maestranze coinvolte, vi fu un certo interesse<br />

e una dedizione da parte di coloro che vollero e diedero impulso<br />

alla costruzione, all’ampliamento e al restauro dell’intero edificio.<br />

Non conosciamo i tempi della sua fondazione; sappiamo che<br />

Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari, profondamente<br />

legata alla Terra di Modugno, contribuì con elargizioni al consolidamento<br />

della chiesa; non fu da meno lo zelo del Capitolo preposto<br />

al culto e al mantenimento del tempio; anche l’Università<br />

cittadina ebbe il suo doveroso ruolo negli interventi sulle necessità<br />

strutturali, ritenendola “chiesa ricettizia di patronato laicale”;<br />

né si può dimenticare la generosità del popolo che la sentì sua<br />

casa e si prodigò per essa in tanti modi, sapendo che in quel luogo<br />

aveva ricevuto quei doni che l’avevano nutrito e accompagnavano<br />

la sua fede.<br />

Fu questa partecipata generosità che spinse a cercare anche lontano<br />

dalla città o dalla regione ciò che poteva essere di utilità e vanto per<br />

la chiesa: fu il caso di commissionare al pittore veneziano Bartolomeo<br />

Vivarini (sec. XV) la scena dell’Annunciazione, titolare della<br />

parrocchia; così pure far pervenire da Fiume, in Dalmazia, i legni<br />

per le capriate della navata.<br />

Le produzioni pittoriche presero piede in modo consistente nei<br />

secoli XVII e XVIII: Carlo Rosa, Nicola Gliri, Vito Antonio De Filippis<br />

della scuola bitontina, diedero particolare splendore al cappellone<br />

del SS. Sacramento; non è da trascurarsi Nicola Porta, allievo<br />

e aiuto del Giaquinto, con la sua numerosa produzione proveniente<br />

dalla vicina chiesa di Santa Maria della Purità, che aggiunge quel<br />

tratto tipico del barocco pugliese.

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