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Bollettino Diocesano Gennaio-Marzo 2019

Atti ufficiali e attività pastorali dell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto

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me, così come narrato nel cap. 15 degli Atti (At 15, 1-35), approfondendo<br />

in particolare il versetto 28 «…è parso bene allo Spirito Santo<br />

e a noi…», la seconda con spunti spirituali e operativi.<br />

Circa lo Spirito Santo, Egli è stato presentato come la “chiave di lettura<br />

degli Atti degli apostoli”, citando tra gli altri Etienne Charpentier<br />

(che fu professore all’École Biblique di Gerusalemme): «È a<br />

tutti noto che lo Spirito Santo è il grande protagonista del libro<br />

degli Atti (ovviamente non il deus ex machina, colui cioè che risolve<br />

ogni problema: intesa in questo modo, la presenza dello Spirito<br />

Santo ridurrebbe gli Atti ad un racconto edificante, o anche anestetizzante,<br />

con il rischio di continuare a sognare una trascorsa età<br />

dell’oro, facendoci disperare della nostra epoca». Piccola statistica:<br />

la parola “spirito” con il significato di Spirito Santo ricorre 54<br />

volte, 7 volte per manifestazioni straordinarie, 11 volte per allusioni<br />

a manifestazioni straordinarie e 36 volte nell’ambito di un normale<br />

linguaggio di fede; si vede che il primato spetta a quest’ultimo uso.<br />

L’aspetto più originale della concezione di Luca riguardo allo<br />

Spirito Santo è dunque questo. Non è lo Spirito Santo Colui che –<br />

banalmente/magicamente – agisce su tutto, spiega tutto e risolve<br />

tutto. Spetta a ciascuno comprendere e convertirsi. Luca, grazie alla<br />

fede, non si ferma al rovescio del tappeto della storia (tutto un<br />

arruffio di fili e colori), ma vede il diritto del tappeto, cioè un gran<br />

ricamo tessuto dallo Spirito. Ma ciò si può fare solo dopo che gli<br />

avvenimenti si sono verificati, compiuti. Ad una esperienza di fede<br />

ci rinvia dunque lo storico Luca, alla sua e a quella dei suoi personaggi.<br />

Così facendo, non fa altro che rinviare noi alla nostra esperienza<br />

di credenti, presi giorno per giorno dalle difficoltà della vita,<br />

posti di fronte a scelte difficili, soggetti agli stessi scacchi e ai nostri<br />

stessi errori: anche noi chiamati, al termine di ciascuna nostra<br />

tappa esistenziale, a riconoscere che, nonostante i nostri dubbi, lì<br />

era lo Spirito. Lo stesso pensiero lo espresse benissimo il Card.<br />

Martini: «Lo Spirito c’è anche oggi, come al tempo di Gesù e degli<br />

Apostoli: c’è e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e<br />

meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo né svegliarlo, ma anzitutto<br />

riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli<br />

dietro. C’è e non si è mai perso d’animo rispetto al nostro tempo; al<br />

contrario sorride, danza, penetra, investe, avvolge, arriva anche là<br />

dove mai avremmo immaginato. Di fronte alla crisi nodale della

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