La Pesca Mosca e Spinning 5/2019

moscaespinning

La Pesca Mosca e Spinning 5/2019: 30 pages preview with Summary, News, four articles' beginning, next issue Contest adv., complete Show room. «La Pesca Mosca e Spinning» is the leading Italian magazine about fly fishing and lure fishing. Published two-monthly since 1997, it concerns techniques, tackles and itineraries in texts and photos of some of the most important fishing specialists.

Poste Italiane SpA – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, c. 1 C/SA/40/2016 - anno XIX, n. 11 - Ottobre-Novembre 2019

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OTTOBRE-NOVEMBRE 2019 € 6,90

DT vs WF

Friganee

Falso parachute

Passione Street

Spey a una mano

Jerk per la spigola Puglisi style [10 pp.]

Spigole in corrente Le payare dell’Orinoco

Grossi lucci in ripresa

Hardbait per la Trout Area

Rotanti e big trout in laghetto


Direttore responsabile

Eugenio Ortali

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12

FRIGANEE

di Andrea Gasparini

«Le friganee, come le ha sempre chiamate il

grande Francesco Palù, sono degli insetti acquatici

ben noti ai pescatori con la mosca artificiale,

più conosciuti con il nome di tricotteri e

ancor più con il quello inglese di ‘sedge’». Con

le fasi di montaggio della ‘Frigagna’.

32

GROSSI LUCCI IN RIPRESA

di Renzo Della Valle

«Esistono numerosi fattori, di tipo ambientale,

meteorologico e stagionale, che contribuiscono

a far sì che i mesi di ottobre, novembre

e parte di dicembre siano i più adatti a smuovere

il luccio con le esche artificiali e, soprattutto,

a convincere gli esemplari di taglia XL».

Hanno collaborato a questo numero

Moreno Bartoli, Renzo Della Valle,

Fabio Federighi, Loris Ferrari,

Fabio Franchini, Andrea Gasparini,

Massimo Ginanneschi, Massimo Magliocco,

Ivano Mongatti, Giorgio Montagna,

Michele Moro, Paolo Pacchiarini,

Marco Pasquato, Enrico Piola,

Armando Quazzo, Federico Renzi,

Stefano Ticchiati, Mattia Viviani

Amministrazione, pubblicità,

abbonamenti e arretrati

Zona Franca Edizioni srl

Via V. Veneto 169 • 00187 Roma

tel. 06/42.90.38.54

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Pubbliche relazioni e pubblicità

Renzo Della Valle, Giorgio Montagna

renzo.dellavalle@gmail.com, jomontagna@tiscalinet.it

18

HARD BAIT PER LA TROUT AREA

di Fabio Franchini

Prima parte di un lungo articolo dedicato a un

approfondimento sulle hard bait per la Trout

Area. In questo numero ci si occupa di due tipologie

di artificiali: crankbait e jerkbait/minnow,

con indicazioni sui vari modelli e sulle loro

caratteristiche, nonché su canne e fili.

38

FALSO PARACHUTE

di Stefano Ticchiati

Una variante del noto sistema di montaggio, cui

far ricorso quando occorre far lavorare il corpo

dell’artificiale appoggiato sull’acqua e non immerso

in essa, costruendo una base di appoggio

proporzionata alla dimensione della mosca,

sullo stesso piano del gambo dell’amo.

Pubblicazione periodica

Disponibile anche in versione digitale

su www.ezpress.it

Tutti i diritti riservati

LA PESCA MOSCA E SPINNING

ZONA FRANCA EDIZIONI srl

Iscrizione ROC n. 26695 del 22.9.2016

Registrazione presso il Tribunale di Roma

n. 225 del 29.9.2014

Direttore editoriale

Giulio Fascetti

Stampa: Tuccillo Arti Grafiche, Afragola

Distribuzione: Press Di, Distributore

stampa e multimedia srl - 20134 Milano

26

DT vs. WF: UNA SFIDA SENZA FINE

di Massimo Magliocco

A un riepilogo sulle caratteristiche distintive

delle code DT (oggi sempre meno apprezzate) e

WF (oggetto di un enorme sviluppo, con un’incredibile

proliferazione di modelli) segue un interessante

raffronto fra le due, con alcune considerazioni

inedite sul loro utilizzo.

46

PASSIONE STREET

di Mattia Viviani

Lo street fishing è sempre più diffuso fra i giovani

e non solo. Per testimoniare la passione per

tale tecnica e per la pesca in Arno nella sua città,

l’autore indica metodi e tecniche impiegate per i

vari pesci insidiabili. Con piccoli shad, gamberetti

e minnow di dimensioni ridotte.

2 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


RUBRICHE

04 NOTIZIE

90 SHOW ROOM

96 MERCATINO

52

LE PAYARE DELL’ORINOCO

di Paolo Pacchiarini

Soprannominata ‘tarpon della giungla’, la

payara è un pesce dal combattimento fatto di

fughe e salti, paragonabile per violenza e velocità

a quello di molti pesci di mare. La sua

cattura richiede forza fisica e allenamento per

gestire al meglio l’attrezzatura pesante.

70

SPIGOLE IN CORRENTE

di Marco Pasquato

Per insidiare le spigole all’interno di una corrente

sostenuta occorrono artificiali dotati di una

paletta solida nonché di un buon peso, che impedisca

fastidiose rotazioni in fase di recupero.

Sono dunque adatti minnow e jerk, ma in certi

casi tornano utili anche i lipless crankbait.

58

ROTANTI E BIG TROUT

IN LAGHETTO

di Giorgio Montagna

In un periodo di crescente attenzione per esche

e tecniche ultraleggere, Giorgio sottolinea l’efficacia

di certi rotanti più ‘invasivi’, da lui ripetutamente

testati, per catturare le iridee di

grosse dimensioni ospitate da alcuni laghetti.

74

PUGLISI STYLE

di Federico Renzi

Comprensione dell’esatto quantitativo di materiale

da impiegare e padronanza nell’avvolgimento

del filo di montaggio, per ottenere artificiali

robusti, sono i principali requisiti necessari

per realizzare al meglio il metodo di costruzione

ideato da Enrico Puglisi.

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64

SPEY A UNA MANO

di Armando Quazzo

Una doppia intervista sull’utilizzo «delle canne

a mano singola per effettuare il lancio Spey,

che consente di proiettare una buona lunghezza

di coda (senza falsi lanci, per cui con modalità

poco adatta alla pesca con la mosca secca)

anche in assenza di spazio alle spalle».

84

JERK PER LA SPIGOLA

di Enrico Piola

Più che un jerk, un minnow-jerk ideale per la

pesca della spigola: «l’azione minnow è atta a

imitare un pesciolino che nuota controcorrente,

mentre l’azione jerk imita una preda che

scarta o semplicemente cerca affannosamente

la salvezza».

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fish factsa cura di Marco Sammicheli

tonno

SOLITA CHIUSURA,

SOLITA STORIA

Come di consueto la pesca ricreativa del tonno rosso è stata chiusa anche

per l’anno in corso con largo anticipo, all’esaurimento della quota

assegnata. Ogni anno viene data notizia dell’assegnazione della quota,

della data di apertura della pesca e di quella di chiusura anticipata per

esaurimento della quota. Le notizie rimbalzano sui social network e su

quella della chiusura in particolare c’è una corsa al tempismo mentre

reazioni e commenti sono diventati una ripetizione inutile, perché chi è

sensibile al problema già li ha sentiti e risentiti e ormai sa che non riescono

ad avere nessun effetto sulle politiche ministeriali e neanche sul

dibattito sempre acceso per la gestione della pesca del tonno rosso. La

notizia dell’assegnazione della quota provoca la ripetizione di argomentazioni

a favore della pesca ricreativa che risulta nettamente penalizzata

a fronte della sua forte resa economica. La notizia dell’apertura della

stagione è un semplice promemoria, utile soprattutto a mostrare la diligenza

di chi la gira sulla rete. La notizia della chiusura anticipata è una

vera notizia solo perché l’unica cosa che non è prevedibile è il giorno

esatto. Tutte notizie che evaporano rapidamente e che siamo abituati a

veder tornare come frutti di stagione.

La guerra del tonno certamente si svolge altrove e ci coinvolge tanto

marginalmente che le istituzioni ignorano anche proposte di regolamentazione

tecnica per la sola pesca ricreativa, come ad esempio quella del

carniere stagionale. Del resto la concessione della pesca con rilascio a

stagione chiusa è importante, ma non si deve sottovalutare che in alternativa

un divieto di pesca assoluto non può tradursi in una misura tecnica

funzionale. Per quanto si tratti di un principio piuttosto evanescente,

viene quindi ammessa la pesca con intenzione di catturare tonni a stagione

chiusa trattando quelli catturati come se fossero catture indesiderate

casuali di una specie protetta. In attesa che la questione della

pesca ricreativa del tonno rosso venga affrontata con metodo scientifico

e libero dai condizionamenti delle lobby commerciali, i commenti alle

notizie stagionali non possono che essere ripetitivi perché non sono

reazioni a caldo a un evento estemporaneo ma sono, al contrario, sedimentati

da anni. Certamente il Ministero adotta una strategia vincente

e, nello spirito dei tempi, la diffusione sulla rete delle notizie sembra

mostrare nella risposta del settore ricreativo un certo lassismo. Spesso

basta la notizia, le cose stanno così, al massimo si può arrivare a dare la

notizia a bocca storta, tanto non è che si riesca a fare di più e del resto

non è neanche un po’ colpa nostra. Tocca farcela andare bene così, visto

che non possiamo farla andare altrimenti.

Il nodo che resta saldamente al suo posto per il settore ricreativo è

sempre quello del riuscire a fare un cambio di passo. I motivi delle difficoltà

del settore a intervenire autorevolmente sulla gestione delle risorse

si trovano a monte dei diversi contesti di pesca e anche a monte

dei cronici conflitti interni tra le diverse associazioni. Lo si riscontra sia

in mare che nelle acque interne. Ad esempio, si diffonde una specie

aliena invasiva e alla fine i pescatori la difendono perché si sono abituati

e gli piace pescarla, e per le trote basta immetterle perché tutti

possano prenderne tante e grosse. In mare sulla gestione delle specie

costiere, che sostengono larga parte della pesca ricreativa a livello nazionale,

buio pesto, niente ricerca, niente dati, niente gestione, niente

controlli ma anche, da una parte completa disorganizzazione del settore

ricreativo e dall’altra scarsissimo rispetto dei regolamenti da parte

dei pescatori. Inevitabile concludere che occorre considerare nuovamente

e con spirito libero dalle logiche del secolo scorso la necessità

che i pescatori ricreativi, a partire dalle loro organizzazioni, diano realmente

vita al settore della pesca ricreativa. Inevitabile anche constatare

che un’idea tanto banale appare al momento improbabile da sviluppare

visti posizioni e rapporti reciproci delle componenti del settore. Il

raggiungimento dell’autocoscienza del settore si realizzerà e potrà intervenire

efficacemente sulle politiche di comparto solo quando potrà

essere organizzato e portato a termine con successo un percorso condiviso

che i pescatori si aspettano possa essere promosso dai vertici

delle loro organizzazioni, che si contano sulle dita di una mano e che

dovrebbero collaborare e fare programmazione per il cambio di passo,

per il bene della pesca ricreativa.

un’altra non-notizia

RINNOVO DEL PERMESSO DI PESCA

RICREATIVA IN MARE

Per la serie delle non-notizie all’inizio dell’estate, il Ministero, con decreto

direttoriale, ha esteso la validità del permesso di pesca ricreativa in

mare per tutto l’anno in corso. La non-notizia è quella dell’ennesima proroga

del permesso gratuito per la pesca ricreativa in mare che si ripete

continuamente anche se non sempre in modo regolare. La notizia eventualmente

può essere che la proroga questa volta sembra essere riuscita

a interrompere la pratica di lasciare periodi più o meno lunghi di vuoto

nei quali è scaduta la validità della proroga precedente e tarda ad arrivarne

una nuova. Per inciso, il permesso di pesca legato alla Comunicazione

in sé non ha nessun significato fino a che non viene utilizzato per

una ricerca scientifica prevista al tempo della sua istituzione, mai realizzata

e ad oggi non in agenda. Il decreto che istituiva il permesso è del

dicembre 2010 e dovremmo pensare a come celebrare adeguatamente

il decennale che è imminente.

Da qualsiasi lato la si prenda, la notizia meriterebbe un commento articolato,

ma di commenti approfonditi negli scorsi anni ne sono circolati a

bizzeffe, tanto che alla fine la notizia è così evanescente che quasi non

ADERISCI AD APR

4 • MOSCA e SPINNING • 2/2016 in omaggio un’esca Mommotti 180 di Seaspin

www.pescaricreativa.org


esiste. Le scrivanie responsabili per il permesso e per tutto quello che

gli è collegato rinviano. Una incombenza noiosa per la quale basta cambiare

le date su un documento. Un argomento che prima di tutto non interessa,

che non ha peso sul comparto, che non presenta nessun rischio

politico e che comunque conviene aspettare a trattare visto che a livello

di UE vanno faticosamente avanti il dibattito e le iniziative per introdurre

nuove regole per il controllo della pesca ricreativa. E non ci scordiamo

che sicuramente qualcuno tornerà a proporre di trasformare il

permesso gratuito in una licenza a pagamento. L’atteggiamento delle

scrivanie sarebbe impossibile se interessasse la pesca commerciale, che

ha le leve politiche per fare in modo che questo non succeda. La pesca

ricreativa al contrario non ne ha, ma soprattutto è un’entità solo teorica

la cui caratteristica principale è di pensare sul breve periodo e alimentare

il conflitto interno tra le sigle associative.

Alla fine la notizia è stata che non succede niente, che si può andare a

pesca come sempre, certo con il permesso in tasca se si è riusciti a conservarlo

per tutti questi anni o se si riesce a ristamparlo dal sito del Ministero.

Altrimenti, a parte che è più facile vincere al super enalotto che

avere un controllo a pesca, la sanzione consiste nel fare il permesso. La

recidiva sarebbe sanzionabile, ma allora la probabilità diventa minore di

quella di essere colpiti in testa da un meteorite. Figurarsi che non prendono

neanche i bracconieri che hanno decine di video su YouTube, che

tutti sanno chi sono e dove e quando vanno a fare pesca illegale. Inoltre

l’estate ormai è passata e l’unica cosa interessante a questo punto sarebbe

la trasparenza da parte del Ministero nel rendere pubblici dati sui

controlli effettuati e sui risultati conseguiti. Alla fine, se proprio si vuole

ricavare qualcosa dalla non-notizia è che l’assoluta mancanza di presa

del settore ricreativo sulle sedi dove si amministrano le misure di gestione

e controllo non può che farci temere che quando qualcosa si

smuoverà probabilmente sarà a nostro danno invece che a nostro favore.

Per ora continuano a contarci, anche se ovviamente hanno perso il

conto, e nonostante ci abbiano contati e ricontati noi continuiamo a non

contare niente.


notizie

Patagonia e Salmon and Trout Conservation Scotland

contro gli allevamenti ittici in recinti di rete in mare aperto

ARTIFISHAL

La scorsa primavera Patagonia ha lanciato la campagna Artifishal per

mettere in luce l’effetto devastante degli allevamenti ittici. L’omonimo

documentario di Liars & Thieves!, realizzato in collaborazione con l’azienda,

esplora l’elevato costo ecologico, finanziario e culturale della

nostra erronea convinzione che le soluzioni ingegneristiche possano

compensare la distruzione degli habitat naturali. Il film denuncia l’impatto

dei vivai e degli allevamenti ittici, un’industria che ostacola il recupero

dei pesci selvaggi, inquina i nostri fiumi e contribuisce al problema

che invece dichiara di risolvere. La campagna europea, a sostegno dell’ambiente,

documentando i processi dell’industria dell’allevamento del

salmone in Islanda, Norvegia, Scozia e Irlanda, chiedeva al pubblico la

firma di una petizione rivolta ai governi di questi Paesi per vietare la

pratica dell’allevamento dei salmoni in recinti di rete in mare aperto. Lo

scorso 5 settembre, insieme a una delle ONG locali che si battono per

questa causa, la Salmon and Trout Conservation Scotland, i membri del

team europeo di Patagonia ha consegnato al Parlamento scozzese una

petizione con 175.000 firme, chiedendo di eliminare gradualmente gli

allevamenti di salmoni in recinti di rete in mare aperto, che minacciano i

pesci selvatici e la natura selvaggia circostante. Il testo della petizione

recita: «Ai governi e ai parlamentari di Islanda, Norvegia, Scozia e Irlanda:

da parte di tutti i cittadini europei, vi invitiamo a porre fine alla devastazione

dei pesci selvatici e degli ecosistemi circostanti causata dagli

allevamenti di salmoni in reti aperte. Vi chiediamo di imporre un divieto

immediato all’apertura di nuovi stabilimenti produttivi così strutturati

e di impegnarvi a eliminare gradualmente quelli già esistenti».

La petizione è stata consegnata a Gillian Martin, membro del parlamento

scozzese e presidente della Commissione per l’Ambiente, i Cambiamenti

climatici e la Riforma agraria. Tale comitato ha già proposto una

regolamentazione più severa per l’industria della salmone e ora dovrà

mantenere la pressione sul governo affinché si attenga a tali raccomandazioni.

Se attuate, le normative aiuteranno a eliminare l’utilizzo di recinti

di rete in mare aperto, che consentono la diffusione di parassiti,

malattie e inquinamento. Queste reti possono anche subire danni, permettendo

a migliaia di salmoni d’allevamento di fuggire, mettendo la

popolazione selvaggia a grave rischio di contaminazione genetica.

torna il trofeo Città di Orbetello in edizione da kayak

SEA BASSMASTER MARINE 2019

Al via un nuovo appuntamento con il Sea Bassmaster Marine: il prossimo

3 novembre nella laguna di Orbetello si terrà l’evento nazionale di

kayak fishing con esche artificiali che ha come protagonista il pesce

predatore simbolo dei nostri mari, la spigola. La competizione sportiva,

patrocinata dal Comune di Orbetello, assegnerà il rinomato Trofeo in un

avvincente confronto tra lanciatori che si svolgerà nello specchio di Ponente.

Come avvenuto anche nelle trascorse edizioni, l’organizzazione

metterà nuovamente a disposizione, per chi ne sarà sprovvisto, un certo

numero di kayak con formula a noleggio, che potranno essere richiesti

fino ad esaurimento delle scorte. Cinque ore di pesca la durata della

manifestazione, che prenderà ufficialmente il via alle ore 8, quando la

laguna si popolerà di una nutrita schiera di kayaker – la presenza, per

ragioni logistiche, sarà limitata a 70 concorrenti – ‘armati’ di canne ed

esche artificiali e pronti a darsi amichevolmente battaglia per la conquista

del podio. Nel pieno rispetto dell’etica no kill, tutti i pesci catturati

dai partecipanti saranno fotografati dagli stessi utilizzando un’apposita

tavola centimetrata per garantirne il successivo e rapido rilascio; la

classifica finale si baserà sulla sommatoria delle misurazioni, assegnando

il punteggio in base ai centimetri accumulati sulla lunghezza delle

catture. Ad arricchire la manifestazione, durante il pomeriggio di sabato

2 novembre si svolgerà un momento dimostrativo aperto al pubblico;

nell’area dei pontili sulla laguna antistante piazza della Repubblica, si

svolgerà una dimostrazione di navigazione in kayak e utilizzo delle dotazioni

di base, con suggerimenti finalizzati anche alla pesca sportiva.

In concomitanza con il Sea Bassmaster Marine, Orbetello ospiterà anche

la famosa manifestazione enogastronomica Gustatus, all’interno

della quale sarà possibile degustare, presso gli stand e i gazebo allestiti

in tutto il centro cittadino, le specialità e i prodotti tipici locali: un’occasione

da non perdere per unire la passione della pesca sportiva con la

piacevolezza culinaria che offre il territorio. Per info e iscrizione consultate

il sito web www.insidefishing.it o scrivete all’indirizzo mail

tutto pronto per la nuova edizione

GOLDEN PIKE

Fervono i preparativi per l’organizzazione del Golden Pike, che quest’anno

è giunto alla nona edizione; la manifestazione agonistica di pesca

al luccio più conosciuta in Italia prenderà ufficialmente il via il prossimo

10 novembre e darà la possibilità agli appassionati lanciatori di cimentarsi

col predatore simbolo delle nostre acque interne e ambire alla

conquista del titolo di Campione. Quest’anno l’evento si articolerà in

una prova di selezione e una finale: il 10 novembre avrà luogo il primo

appuntamento con la selettiva, che si svolgerà presso l’impianto di pesca

sportiva Tre Laghi di Oscasale in provincia di Cremona e tre settimane

dopo, l’1 dicembre, presso la stessa location, si disputerà l’ambitissima

finale. La formula organizzativa contempla infatti l’accesso diretto

alla finale per i primi 60 pescatori che si piazzeranno nella selettiva,

i quali si contenderanno nella seconda data il titolo di Campione Golden

Pike del 2019. Per garantire una pescosità sostenibile, prima sia

della selezione che della finale saranno eseguiti dei ripopolamenti di

lucci adulti. Di grande interesse i premi messi in palio in entrambi gli appuntamenti,

offerti dai prestigiosi sponsor dell’evento, tra cui spiccano

tre fantastici soggiorni di pesca in Svezia e un weekend di pesca in

6 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


Trentino presso l’hotel Sport di Levico Terme. Per info e iscrizioni consultate

il sito web www.insidefishing.it dove può essere scaricata l’apposita

modulistica, oppure scrivete all’indirizzo mail info@insidefishing.it

info@insidefishing.it

il prossimo 10 novembre

XX TROFEO VILLA GUIDINI

Nella bella cornice del parco e nelle sale di Villa Guidini, si terrà il prossimo

10 novembre 2019 la XX edizione del Trofeo Villa Guidini, organizzata

dal Mosca Club Treviso. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 e

sarà articolata su una gara di costruzione e una di lancio tecnico; tutti i

partecipanti saranno premiati tramite sorteggio, mentre targhe speciali

verranno assegnate al

club e ai primi tre classificati

fly tier e lanciatori.

Durante lo svolgimento

della gara sarà possibile

assistere a dimostrazioni

ed esibizioni di scuole di

lancio italiane ed estere,

ci sarà la presenza di artigiani

del bamboo e di

collezionisti, di esposizioni

di ditte tra le più prestigiose del settore, di uno spazio costruzione,

di concessionari di acque. Numerosi autorevoli personaggi della pesca a

mosca hanno garantito la loro presenza. Il programma aggiornato della

manifestazione è visibile sul sito del Mosca Club Treviso www.moscaclubtreviso.it.

Per ulteriori informazioni: info@moscaclubtreviso.it.

Qualche istante prima di andare in stampa, è arrivato dal Prato Mosca

Club il primo comunicato sul nuovo Trofeo Bisenzio. Eccolo.

«Sono passati ormai sei anni dall’ultima edizione del Trofeo Bisenzio.

Un raduno di costruzione che è divenuto pian piano, nel corso del tempo,

il più grande ritrovo di appassionati della pesca a mosca in Italia. Per

noi l’onore è stato quello di ospitare tante associazioni di pescatori, tante

scuole, enti locali, gestori di bacini, affinché le migliori esperienze potessero

confrontarsi e migliorarsi reciprocamente. Abbiamo avuto, in

questo, due fortune: l’una geografica, ovvero l’essere centrali, facilitando

gli arrivi da sud a nord, l’altra finanziaria, avendo disposto, in passato,

di finanziamenti pubblici a copertura parziale dell’evento. Da qualche

anno le amministrazioni pubbliche hanno stretto il cordone nei nostri

confronti (i soldi per finanziare e mantenere i campi gara si trovano

sempre), per cui non ci è stato più possibile replicare questa bella esperienza.

Giunti al trentennale del nostro club, tuttavia, una serie di ragioni

ci ha indotto a decidere di tornare al passato, realizzando un Trofeo

Bisenzio ‘storico’ nella nostra gloriosa sede. Il ‘Trofeo Bisenzio’ non è

una gara di costruzione, ma un raduno, lo abbiamo sempre scritto, perché

non dev’essere, e non è quasi mai stata, la ‘competizione’, ovvero lo

spirito competitivo, ad animare il partecipante, bensì lo spirito di condivisione

delle conoscenze e dei saperi. Ogni costruttore

del Trofeo Bisenzio ha imparato

qualcosa, partecipando, ne siamo certi.

Giunti al 2019, abbiamo deciso di festeggiare

così, rinnovando lo spirito della prima edizione

del Trofeo Bisenzio, svoltosi nella nostra

storica sede. Un’altra ragione è stata la

volontà di ricordarne i primi tre giudici, Piero

Lumini, Roberto Pragliola e Francesco Palù,

nostri maestri e nostri amici. Ogni mosca delle

tre che comporranno le classifiche del Trofeo

Bisenzio sarà dedicata a uno di loro: Effimera,

Ecdyonurus venosus, in ricordo di Piero, mosca da

caccia in ricordo di Roberto e Polifemo in ricordo di

Francesco. Il raduno del trentennale aprirà i battenti alle

ore 8.00 del 1 dicembre 2019. Nei prossimi giorni verrà pubblicato sul

sito il regolamento del raduno e il programma completo della giornata».

Per aggiornamenti: www.pratomoscaclub.it, www.facebook.com/prato

moscaclub.

le novità per il bimestre

PESCA (SKY CANALE 236)

A partire da domenica 6 ottobre alle ore 22.30 su Pesca (Sky canale

236), arriva Pescavventura Fly Tour s4 - Fly Tying, la quarta stagione

inedita e in prima visione del programma interamente dedicato alla

costruzione di artificiali da utilizzare per la tecnica della pesca a mosca.

In questa nuova edizione, formata da sei episodi, seguiremo due straordinari

costruttori, che si possono considerare delle celebrità nel mondo

della pesca a mosca per il loro talento e la loro grandissima esperienza

di pescatori: Branko Gasparin e Alberto Salvini. Insieme a loro, scopriremo

le tecniche e i trucchi per costruire mosche classiche o innovative,

realistiche o bizzarre, ma tutte indispensabili per affrontare le varie situazioni

di pesca.

in programma il 1° dicembre 2019

VERSO IL NUOVO TROFEO BISENZIO


notizie

Giovedì 10 ottobre alle ore 22.00 è la volta di A pesca con Walter -

Speciale pelagici, uno speciale dedicato ai pesci pelagici all’interno del

programma condotto dall’esperto pescatore Walter Ferraro. In questa

serie di episodi inediti e in prima visione assoluta Walter porterà lo

spettatore in un tour alieutico a caccia dei marlin di Capoverde e dei

grandi tonni della Spagna. Nel suo appassionante itinerario, userà principalmente

le tecniche della pesca alla traina e del drifting per insidiare

le grandi prede e lo spettatore potrà seguire le azioni grazie a immagini

mozzafiato e a riprese che lasceranno il segno.

Sabato 12 ottobre alle ore 21.00 inizia Sbamm!!! Ritorno al siluro s2,

il programma che presenta le tecniche di pesca al siluro in modo giovane,

originale e sempre divertente. I protagonisti, Michele e Samuele, decidono

questa volta di passare la giornata che precede la notte di Halloween

andando a pescare con il clonk, l’attrezzo che sfrutta la curiosità

dei siluri nei confronti di rumori con particolari frequenze. I due vanno

alla ricerca di catture ‘mostruose’ per celebrare la festa più tenebrosa

dell’anno, e per questo motivo rimarranno tutta la notte sul fiume, nella

speranza di qualche incontro degno di essere immortalato. E saranno

premiati!

Lunedì 21 ottobre alle ore 22.30 arriva Last Minnow Tour s6 - Speciale

Thailandia, l’appuntamento con gli ultimi due episodi dello speciale

dedicato alla Thailandia del programma di Valerio Morini. Valerio parte

con un suo amico alla ricerca di uno dei pesci tropicali più schivi e complicati

da pescare di tutto il sud-est asiatico: il masheer, preda ambitissima,

sorta di grosso cavedano con squame enormi che può arrivare a pesare

anche otto chilogrammi. Un’avventura appassionante, dunque, ma

dall’esito incerto: Valerio l’affronterà con il solito entusiasmo e farà una

fedele cronaca di ogni cosa, senza nascondere nemmeno fallimenti e

delusioni.

8 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


notizie

a

cura dello Spinning Club Italia • www.spinningclubitalia.it

nell’applicazione di una delle direttive più importanti nella protezione

dell’ambiente. Sistemi d’acqua dolce sani sono essenziali non solo per la

natura, ma anche per l’economia e la società. Tra continue foto di trofei

in mostra e consigli sull’attrezzatura, non è stato affatto semplice trovare

il modo di interessare i pescatori ad agire per qualcosa di concreto,

che può davvero migliorare la situazione attuale. Per questo motivo si

ringrazia di cuore chi ha contribuito firmando e condividendo i contenuti

dello Spinning Club Italia o dedicando all’argomento una puntata della

propria rubrica, come l’autore Matteo De Falco che in “Punti di Vista” ha

dato ulteriore importanza e visibilità alla campagna.

Tirate le somme, il testimonial che ha riscosso più successo è stata la

Salaria fluviatilis abilmente immortalata da Mattia, che ancora si ringrazia,

forse a significare che i pescatori realmente sensibili alle tematiche

ambientali comprendono l’enorme importanza delle specie ittiche che

non sono di interesse alieutico. In tutta Europa sono state raccolte oltre

375.000 firme per difendere la Direttiva Quadro Acque e alla riunione

informale dei Ministri dell’Ambiente alla Conferenza Ministeriale sull’Acqua

tenutasi a Bucarest il 20-22 maggio 2019 il rappresentante della

Germania al Consiglio, Segretario di Stato Jochen Flasbarth, ha dichiarato

che la DQA non dovrebbe essere riaperta: «Al Consiglio Ambientale

informale di oggi a Bucarest ho chiarito che non vogliamo alcuna modifica

alla direttiva quadro sulle acque. Gli obiettivi per un buono stato della

nostra acqua e delle nostre acque devono essere perseguiti con il

massimo vigore per raggiungerli entro il 2027».

pescatori ed ecologisti assieme

#PROTECTWATER PER LA DIFESA

COMUNE DELLE ACQUE

Il 9 ottobre 2018, su richiesta della Commissione Europea e coordinata

dalla coalizione Living Rivers Europe, iniziava la campagna di consultazione

pubblica #protectwater, destinata a diventare una delle tre più

partecipate di sempre. Perché si è resa necessaria una sensibilizzazione

generale in merito a questa fondamentale direttiva europea? La DQA o

WFD (Water Framework Directive) è uno strumento legislativo che permetterebbe

ai corpi d’acqua dolce di raggiungere un buono stato ecologico,

prevenendone l’ulteriore deterioramento qualitativo e quantitativo,

mitigando l’impatto delle attività antropiche e migliorando lo stato

attuale delle zone umide, dai riali di montagna alle zone di transizione

costiere. Purtroppo, la complessità delle azioni necessarie alla sua realizzazione

in passato ha fatto in modo che la data per il raggiungimento

di questi obiettivi fosse trasferita al 2027. Nonostante il termine non

sia più rimandabile, da più parti si sono manifestate richieste per prorogare

ulteriormente tale data al 2054, introducendo nel contempo obiettivi

meno stringenti da raggiungere. Per questo motivo le maggiori organizzazioni

ambientaliste europee sono scese in campo, coinvolgendo

oltre 200 associazioni nazionali appartenenti agli Stati membri dell’Unione

Europea. Tra le associazioni di pesca del comitato italiano figura

lo Spinning Club Italia che, nell’arco dei sei mesi a disposizione, ha costantemente

promosso l’iniziativa tra i soci e divulgato apertamente gli

argomenti fondamentali della campagna attraverso i social. Parafrasando

gli scritti di Gian Domenico Bocchi con la massima “un occhio alla tecnica

e due all’ambiente”, il compito ha rispecchiato pienamente l’anima

dell’associazione, adattando i metodi ai mezzi di comunicazione attuali.

Partendo dall’immaginario di una birra nel 2027, non più ottenibile senza

un’acqua di qualità, dei testimonial insoliti per una campagna – come

la lontra, il martin pescatore e lo storione – hanno promosso la “protezione

degli ambienti acquatici” e al contempo la “protezione e riproduzione

degli animali acquatici”, proprio a significare la totalità della vita connessa

intrinsecamente alle zone umide. Per riuscire meglio nell’intento,

è stato implementato il materiale mediatico di Living Rivers con le incredibili

foto subacquee di Mattia Nocciola, il quale ha gentilmente concesso

di utilizzarle per sensibilizzare ulteriormente il mondo della pesca

a firmare in difesa dei fiumi. Già, perché la situazione delle acque interne

italiane non è per nulla rosea: solo il 41% dei fiumi e il 21% dei laghi

è considerato in un buono stato ecologico; la fauna ittica è un indicatore

di quanto sia critica la situazione, motivo per cui siamo sottoposti a procedure

d’infrazione e paghiamo, non solo in termini economici, il ritardo

organizzato dalla sede di Padova

PORK AND BELLY

Domenica 14 luglio si è svolto il raduno dello Spinning Club Italia denominato

‘Pork and Belly’, organizzato dalla sede di Padova nel contesto di

una magnifica cava libera del Padovano caratterizzata dalla presenza di

bass, lucci e persici reali. Il ritrovo per la consueta colazione era a un

orario accessibile anche per chi arrivava da lontano: alle 7.30 tutti con

la brioche in mano... Quattro chiacchere in amicizia e qualche programma

anche su dove parcheggiare e si parte: belly in acqua, la giornata si è

presentata subito molto calda e con poca attività del pesce nel sottoriva

data l’alta temperatura dell’acqua. La mattinata è scorsa veloce mentre

tutti ricercavano l’amato bass, ma ahimè con scarsi risultati. Ma, come

si dice sempre: «se non mangia il pesce, mangeremo noi!». Arrivata

l’ora del pranzo, i padroni di casa hanno imbastito il punto ristoro nell’isolotto

al centro del lago con porchetta per tutti, condita da chiacchere

sulla pesca e sulle attrezzature. Non sono naturalmente mancate le

grasse risate e gli scherzi goliardici tra i partecipanti... La seconda parte

di giornata è dunque cominciata, sotto un sole cocente, con i pescatori

un po’ affaticati dalla porchetta e dalle birrette. Dopo i primi lanci, qualcosa

ha iniziato a muoversi grazie ai consigli di un socio che ha condiviso

con tutti la propria intuizione: la vera essenza della pesca tra amici è

la condivisione e questo ne è stato un chiaro esempio. Il pomeriggio è

così scorso via veloce, fortunatamente con qualche cattura. Dopo i saluti

di rito tutti a casa propria, con poche foto di pesce ma con il sorriso

stampato per la bella giornata passata assieme.


notizie

Ricapitoliamo le principali novità comparse

su PIPAM negli ultimi periodi, invitandovi a

leggere gli approfondimenti e novità direttamente

online sul sito www.pipam.it. Se

volete partecipare alla nostra comunità nativa

non dovete far altro che iscrivervi al

FORUM e partecipare attivamente alle discussioni.

Ma PIPAM è anche altro... troverete

articoli di tecnica, di flytying, recensioni,

test, filmati, ... fatti da pescatori a mosca

per i pescatori a mosca e con il quarto di secolo

online ormai nel mirino crediamo che di

materiale ce ne sia per molto e per tutti i

gusti. Siamo presenti anche su vari social

come Facebook (https://www.facebook.com

/groups/41688482011), Vimeo (https://

www.youtube.com/user/wwwpipam/videos)

e Instagram (https://www.instagram.com/

pipam.it) per cui, anche in questo caso, l’invito

è quello di iscrivervi e partecipare numerosi!

PIPAM NEWSLETTER

Abbiamo riattivato la NewsLetter di PIPAM

così che anche i PAM un po’ più distratti

possano essere avvisati delle novità pubblicate

sul sito. Chi non fosse ancora iscritto

può tranquillamente farlo sulla homepage

di PIPAM. Con cadenza mensile verrete

informati sulle novità del mondo della pesca

mosca.

FLY FISHING MAGAZINE

peggiorò e la pesca con la mosca divenne la

sua passione. Sono svariati decenni che Daniel

fa volteggiare la coda di topo in quasi

tutte le acque europee, ma la sua passione

per la costruzione risale a molto prima. Infatti,

già a sedici anni si dilettava con imitazioni

realistiche. La sua passione miscelata

con la sua professione lo portarono, giocoforza,

alla creazione di strumenti dedicati

al fly tying, caratterizzati da uno stile moderno

e pulito e da un’ottima fattura.

Spotted Perdigon

a cura di Lucian Vasies

Materiali utilizzati

amo: Demon D400 n. 14

filo di montaggio: nero

coda: coq de leon pardo

sottocorpo: tinsel perdigon bianco

corpo: quill di pavone spelato

pallina: argento

rivestimento: colla UV trasparente

hot spot: colla UV arancione

a cura di Antonio Napolitano (Flyaenne)

Continua lo scouting della redazione di Pipam

alla scoperta delle acque del Trentino.

Questa volta vi presentiamo tre itinerari

davvero speciali: i torrenti Meledrio, Vermigliana

e il Rabbies. Sono tutte riserve presenti

nel circuito di Trentino Fishing, gestite

dalla storica associazione sportiva pescatori

Solandri. Trote fario, ibridi e marmorate

sono al centro di questo video, con la spettacolare

cornice offerta della Val di Sole.

Buona visione.

USA - Colorado - parte 1 - Basalt Area

a cura di Beppe Saglia (Beppe S.)

Per me, Andrea, Mauro, Ruben e Alberto, il

Colorado è iniziato sei mesi prima dell’effettiva

partenza, e come spesso accade, la parte

preparatoria è stata altrettanto bella e

intrigante rispetto al viaggio stesso. Con il

pretesto di documentarci, studiare l’itinerario,

prenotare i soggiorni, ripassare un po’

d’inglese e soprattutto di costruire le mosche

giuste, ci siamo trovati una sera a settimana

e per alcuni mesi, a casa di ciascuno

dei partecipanti. All’inizio si faceva una pizza

veloce e poi via a leggere e navigare, alla

fine si mangiava e si beveva per tutta la sera.

Il confine tra pesca e convivialità è molto

labile...

I THREAD PIÙ SEGUITI

Daniel Wilmers – Thread Splitter

a cura di Andrea Cuccaro (WM)

Era un po’ che sentivo parlare bene di questo

strumento... così alla prima occasione

me ne sono procurato uno, ... grazie Ivan.

L’ideatore e realizzatore di questo thread

splitter è Daniel Wilmers, un attrezzista tedesco

e pescatore a mosca. Iniziò a pescare

già in giovane età ma dopo un periodo in cui

praticò qualsiasi tipo di pesca la ‘malattia’

La pesca a mosca in Val di Sole

La Traun a Gmunden

a cura di Antonio Napolitano (Flyaenne)

Thread aperto da Antonio Napolitano e dedicato

al fiume Traun nei pressi di Gmunden

in Austria. Meta storica preferita da

molti pescatori a mosca, specie tra gli anni

’80 e ’90. Apertura Thread: Dopo diversi

anni, sono tornato sulla Traun, ho ritrovato

un fiume bello, vivo, con tanti insetti e so-

10 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


prattutto con pesci veri. Fario che tirano

come iridee e iridee che tirano come

steelhead, bello!

I CERCHI PIÙ INTERESSANTI

A pesca con i figli

a cura di Valerio Santagostino (Balboa)

Ho la fortuna che Carlo oramai mi segue in

pesca da diversi anni… e l’immensa fortuna

che da un paio d’anni mi segue anche la mia

seconda! Dal 21 al 2 di settembre eravamo

in Cadore per una full immersion di pesca,

con campo base… ovviamente… a Villa Marinotti,

da Angelo e Nadia. Se avrete la pazienza

di seguirci in questo TRD vedrete un

sunto dei fiumi di quella zona e di come

Vaia li abbia cambiati. Ma non mancheranno

bei pesci… promesso! -:) Mi perdonerete se

nelle foto ho indugiato troppo sui figli, ma

d’altronde si sa…. i figli... so’ pezzi’ e’ core.

Speriamo invece che qualche scatto faccia

proseliti nelle giovani leve e chissà… magari

di aumentare le quote rosa, storicamente

molto scarsine nella pesca a mosca.

Cavedani col topo

a cura di Angelo Piller (Angelo)

La pesca a mosca è bella anche perché si

esprime con una varietà infinita di tecniche.

Ultimamente sto sperimentando la pesca

dei cavedani in lago con l’imitazione di topo:

molto divertente!

Il morso del luccio

a cura di Antonio Napolitano (Flyaenne)

Quando si maneggiano i lucci (anche non

necessariamente di taglia), può capitare di

perdere la presa rischiando di ferirsi o di ferire

il pesce. In questa foto si vede la bocca

del luccio sfiorare la mia faccia e per un pelo

non mi ha preso, mi è andata bene. Per

cui, quando si fa la presa opercolare, bisogna

essere determinati e soprattutto tenere

il luccio lontano dalla faccia.

Stomach pump

a cura di Alberto Galeazzo (Faina)

Ho visto utilizzare da un pescatore la stomach

pump. Mi chiedevo se avesse senso

usarla: io in più di 20 anni di pesca non ne

ho mai avuto bisogno. Che ne pensate?

AKTIV HOTEL GARGANTINI

50 chilometri di riserve private dedicate alla pesca a mosca e allo spinning

In Austria, a pochi chilometri dal confine italiano, l’Aktiv Hotel vi offre:

• un prezzo uguale tutto l’anno

• una struttura completamente al servizio del pescatore

• un servizio di accompagnamento gratuito, possibilità di uscite guidate e corsi PAM

• un filo diretto sulle condizioni delle acque

Affrettatevi a prenotare: le nostre riserve sono a numero chiuso!

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COSTRUZIONE MOSCA

FRIGANEE

ANDREA GASPARINI [arred.gasparini@libero.it ]

FOTO DI ROBERTO DE CECCO

Le friganee, come le ha sempre chiamate il

grande Francesco Palù, sono degli insetti acquatici

ben noti ai pescatori con la mosca artificiale,

più conosciuti con il nome di tricotteri

e ancor più con il quello inglese di ‘sedge’.

Com’è noto, le larve di questi insetti si annidano

in genere sul fondo dei corsi d’acqua e molte

specie hanno la caratteristica inconfondibile di costruirsi

una dimora di detriti, per cui vengono comunemente chiamate

‘portasassi’ o ‘portalegna’. Sono presenti in una moltitudine

di corsi d’acqua, torrenti, risorgive e fiumi di pianura e

nei laghi. In particolare nelle risorgive del Friuli Venezia Giulia

da me frequentate le imitazioni di tricotteri hanno sempre

avuto un ruolo fondamentale: al tramonto durante la bella

12 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


stagione avvengono, purtroppo in maniera molto inferiore rispetto

a un passato non lontano, i loro notevoli sfarfallamenti.

Trote e temoli di grosse dimensioni attendono questo momento

e spesso si esibiscono in fragorose bollate per predare

gli insetti appena schiusi, che tentano goffamente di portarsi

sulla vegetazione della riva. È proprio in questo frangente,

che può protrarsi fino a buio inoltrato, che spesso avvengono

le catture più significative.

Fu proprio Francesco Palù, a cavallo tra gli anni Settanta e

Ottanta, grazie alle sue geniali intuizioni e alle sue infinite e

meticolose prove, proprio nelle risorgive friulane, a mettere a

punto degli artificiali innovativi, esteticamente molto accattivanti

e dalla straordinaria efficacia. Si tratta delle imitazioni

dei tricotteri con ala a capanna, non più costruiti in maniera

tradizionale utilizzando le hackle di gallo, bensì il pelo animale

e in particolare quello di capriolo, cervo e camoscio. Le

imitazioni così realizzate risultano ‘vive’ sulla superficie dell’acqua

e adeguatamente manovrate dal vettino della canna

permettono di simulare perfettamente il movimento dei tricotteri

in schiusa. Francesco si portò così avanti con i tempi,

diede vita a quello che oggi noi costruttori chiamiamo ‘Italian

style’ e che è semplicemente il frutto della passione e della genialità

di questo straordinario personaggio. Geniale e simpatico

è anche il nome che Francesco diede a questa mosca, così

come lo è stato per tutte le altre: «la frigagna». Purtroppo,

come tutti ormai sanno, proprio durante la realizzazione di

questo testo Francesco Palù ci ha lasciati, all’età di 89 anni.

Cercheremo di onorarne la memoria con altri articoli che illustrino

la sua grande arte, presentando alcune delle sue creazioni

più geniali.


TECNICA SPINNING

HARD

BAIT

per la

TROUT

AREA

prima parte


FABIO FRANCHINI [fabio.franchini.176@gmail.com]

La Trout Area ha visto un’evoluzione continua e

rapidissima – forse più di altre, visto il contesto

storico in cui è nata – che per il pescatore non

sempre è facile seguire e comprendere, specie a

causa delle svariate tipologie di esche che sempre

più hanno fatto la differenza nella scorsa

stagione. Dal momento che molto si è ormai

scritto sulla tecnica in generale – anche su questa rivista – ci

dedicheremo questa volta a un approfondimento su un tema

specifico. I due grandi macrogruppi di artificiali utilizzati nell’Area

sono spoon e hard bait; dopo un inizio in cui gli spoon

hanno avuto una parte predominante – un po’ per facilità di

reperibilità, un po’ per facilità di utilizzo – ha iniziato a prendere

piede l’altra categoria di esche, più complesse nell’impiego

ma altrettanto letali, specie in determinate condizioni.

Spesso infatti si ha la possibilità di far lavorare gli hardbait a

velocità prossime allo zero, oppure di far loro mantenere una

profondità stabile per tutto il recupero, situazioni molto importanti

specie se ci si trova ad affrontare pesce particolarmente

apatico, come spesso accade durante le fasi più complesse

di una competizione. Ed è proprio dal settore delle gare

che gli hardbait hanno iniziato la loro ‘arrampicata sociale’

tra le esche da Trout Area, fino a riservarsi il posto di tutto rispetto

che occupano oggi.

Spesso capita di fare confusione nel catalogare una particolare

esca all’interno di una categoria di artificiali molto vasta.

All’inizio nel mondo del Trout Area, tutti gli hardbait vennero

indicati con il termine di crank, mentre oggi ogni famiglia

di artificiali ha un suo nome particolare, presenta canne e situazioni

di pesca specifiche e mantiene una certa indipendenza

di utilizzo pur continuando a far parte della ‘macrofamiglia’

degli hardbait. È bene dunque conoscere le varie tipologie

di hardbait e le caratteristiche di ognuna, in modo da

poter scegliere consapevolmente cosa montare sulla canna in

base alla situazione che ci troveremo ad affrontare. Una scelta

attenta a volte può fare la differenza: oltre che tra vincere o

perdere un turno di gara, tra divertirsi con molteplici catture

o no in una normale sessione di pesca. In questo numero parleremo

di crankbait e di jerk/minnow, nel prossimo di top

water e popper e di artificiali per l’hard bottom.

crankbait

Il crank può essere considerato il capostipite degli hardbait

da Trout Area: tutti i pescatori che si approcciano a questa

tecnica decidono di acquistarne uno dopo avere messo da

parte la prima manciata di spoon. Il grande pregio del crank

risiede nel fatto che nel momento in cui si esegue un recupero

minuziosamente lineare si ha la certezza che esso sonderà

uno strato d’acqua definito in maniera perfetta, il che può rivelarsi

un asso nella manica, soprattutto in situazioni nelle

quali le trote hanno attacchi particolarmente svogliati e passivi.

Una pesca a crank deve essere però sempre preceduta

da una conoscenza del luogo dove si va a pescare, oppure da

un rapido studio dell’altezza in cui stazionano i pesci, utilizzando

in modo quasi sempre inefficace uno spoon medio:

avere attacchi o sensazioni di attacco in superficie, a

mezz’acqua e sul fondo costituirà la valutazione necessaria

per scegliere il crank più adatto alla situazione da affrontare.

Avere un’indicazione generale di dove si trova il pesce, comunque,

spesso non è sufficiente: occorre selezionare l’esca

L’autore in pesca con una delle sue amate canne DainsleiF, di ValkeIN.

5/2019 • MOSCA e SPINNING • 19


COSTRUZIONE MOSCA

FALSO

PARACHUTE

STEFANO TICCHIATI [sampei1@libero.it ]

Il titolo di questo articolo deriva dal fatto che gli artificiali

montati con il metodo qui descritto vengono

spesso confusi con mosche costruite con la tecnica

del parachute. Il montaggio che propongo, inoltre, è

molto semplice e di veloce realizzazione, a testimonianza

del fatto che non sempre bisogna cercare soluzioni

complicate per ottenere buoni risultati in fatto

di assetto e imitatività. Prima di addentrarmi nella descrizione

del montaggio, vorrei fare una premessa, per spiegare il

ragionamento che sta alla base del concetto costruttivo proposto.

I luoghi di pesca che frequento abitualmente sono torrenti

appenninici caratterizzati da correnti piuttosto forti,

che si alternano a lame di acqua piatta. In questi posti, volendo

pescare a galla, gli artificiali devono avere un’ottima galleggiabilità

per sostenere le correnti più forti, senza tuttavia

penalizzare l’aspetto imitativo, utile soprattutto dove l’acqua

risulta più calma.

Galleggiabilità e imitatività sono fattori che, nella costruzione

degli artificiali, molto spesso non vanno di pari passo: si costruiscono

mosche voluminose, ‘tappi’ inaffondabili, a discapito

della delicatezza e della fragilità tipica di molti insetti, in

particolare delle effimere. A mio avviso la tecnica costruttiva

che riesce a coniugare meglio tali caratteristiche è il montaggio

parachute. Il punto di forza di questo montaggio, ben descritto

nel numero di Febbraio-Marzo di questa rivista, è

quello di avere un collarino – formato con del pelo o con una

piuma – avvolto attorno a un supporto in modo parallelo e su

un piano superiore a quello del gambo dell’amo. Così facendo,

si crea un’ampia zona di appoggio che, anche se non molto

folta, aiuta il galleggiamento dell’artificiale persino nelle

acque più impetuose. Inoltre, così strutturata, l’imitazione ha

ben evidenziata ogni parte del corpo: l’ala, il torace, l’addome,

l’eventuale coda e le zampe che vengono imitate dal collarino.

Per questo, nelle mie scatole le imitazioni costruite

con il metodo parachute non mancano mai.

Tale montaggio però, a mio avviso, presenta un difetto nel caso

in cui si voglia realizzare un artificiale da far lavorare completamente

a galla. Il collarino, infatti, trovandosi posizionato

38 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


sopra il corpo dell’artificiale, non riesce a sostenerlo, lasciandolo

leggermente affondare nell’elemento liquido. Esistono

naturalmente montaggi parachute nei quali tale effetto è volutamente

cercato: basti pensare alla Klinkhåmer, mosca costruita

su amo curvo che mantiene il corpo completamente

immerso. Se però lo scopo è quello di far lavorare il corpo dell’artificiale

appoggiato sull’acqua e non immerso in essa, bisogna

cambiare il concetto che sta alla base della costruzione.

Per lavorare appoggiato sulla superficie dell’acqua, infatti,

l’artificiale deve essere sostenuto al di sotto del gambo dell’amo,

come avviene nei montaggi parachute con collarino posizionato

in questo modo. Tale montaggio, a mio parere, aumenta

però il rischio di ferrate a vuoto e di slamature, dato

che si va a inserire del materiale all’interno del gap dell’amo.

Un’altra soluzione è quella di montare delle code, con lo scopo

di bilanciare e sostenere l’imitazione. Non tutti gli insetti,

tuttavia, hanno le code, oppure le hanno esili: imitandole con

folti mazzetti di pelo o di fibre di piume si penalizza l’imitatività

a favore del galleggiamento.

La soluzione migliore è quella di costruire una base di appoggio

proporzionata alla dimensione dell’imitazione sullo stesso

piano del gambo dell’amo, in modo da sostenerne il corpo appena

sopra o eventualmente appoggiato sulla superficie dell’acqua,

un po’ come farebbero nella realtà le zampette di un

insetto vero. Occorre a tal punto capire quale materiale utilizzare

e come lavorarlo per mantenerlo allo stesso livello del

gambo dell’amo. Ho provato varie soluzioni, anche piuttosto

complicate dal punto di vista costruttivo, ma non sono mai

rimasto pienamente soddisfatto dei risultati in pesca, in relazione

all’assetto dell’artificiale. La soluzione che mi ha convinto

più di ogni altra è tanto semplice quanto efficace e il pelo

di capriolo è risultato perfetto allo scopo. Per tale tecnica

ho preso spunto dal metodo costruttivo delle split hackles,

che prevede l’avvolgimento in modo classico delle piume di

gallo, per poi dividerle al di sotto del gambo dell’amo tramite

l’ausilio di frammenti di penna, garze o qualsiasi altro materiale,

se non addirittura tramite il taglio della parte centrale

delle stesse. Nel punto in cui voglio creare l’area di appoggio

dell’artificiale, formo un’asola con il filo di montaggio, all’interno

della quale inserisco il pelo di capriolo precedentemente

pareggiato e tagliato alla giusta lunghezza, che in genere

corrisponde al gambo dell’amo. A questo punto avvolgo il

cordoncino che ho formato perpendicolarmente al gambo,

come se fosse una piuma di collo di gallo, creando una specie

di pallina di pelo piuttosto confusa e disordinata. Ciò fatto,

con uno spillo al quale ho scaldato la punta, modello il materiale,

dividendolo e fissandolo con una goccia di colla cianoacrilica,

che metto solo nella parte centrale della zona divisa e

non sulle punte del pelo. Eseguo tale operazione prima sotto

e poi sopra al gambo dell’amo, in modo da disporre la maggior

parte delle fibre del collarino sullo stesso piano del gambo

dell’amo.

Ho provato diversi materiali, sia sintetici che naturali, ma

quello che mi ha dato il miglior risultato, come accennato, è il

Piccole olive con ali in zampetto di

lepre artica e zampe in pelo di capriolo,

realizzate con il metodo costruttivo

proposto nell’articolo.

In apertura: una Sedgehog, formata

da un unico cordoncino di pelo

di capriolo montato in asola. Il pelo

è avvolto partendo dalla curvatura

dell'amo sino all'occhiello e diviso

sotto al gambo dell'amo con l'ausilio

di uno spillo arroventato.

5/2019 • MOSCA e SPINNING • 39


TECNICA SPINNING

In un periodo nel quale molti articoli trattano di tecniche

e di esche ultraleggere, mi piace ricordare l’efficacia

di artificiali più ‘invasivi’, con dimensioni e

pesi maggiori, con particolare riferimento ad alcuni

cucchiaini rotanti di provata resa sul campo, che nel

richiamo sprigionano un consistente numero di vibrazioni,

irresistibili nella pesca in laghetto nel periodo

del tardo autunno e del primo inverno per indurre all’attacco

trote iridee di grosse dimensioni.

Le foto che illustrano l’articolo provengono dai Laghi Maddalena

in provincia di Alessandria (in località Ova), dove mi

sono recato più volte lo scorso anno con diversi amici. In

uno dei due laghi che compongono l’impianto gestito da

Maurizio e da sua sorella Luisa, lo spinning e la pesca a mosca

vengono gratificati da costanti immissioni di trote di taglia

ed è possibile optare per un permesso no kill oppure per

uno che dà la possibilità di trattenere tre capi. Ovviamente,

scegliendo il permesso con rilascio totale l’amo singolo è

d’obbligo, come pure la massima attenzione nella fase di slamatura,

possibilmente senza toccare il pesce. Le acque sono

in genere verdastre, tipiche del vicino fiume Scrivia, e la tonalità

delle palette dei miei ‘rotantoni’ ha convinto diversi

grossi salmonidi ad attaccarli con veemenza, soprattutto

quando a momenti di marcata inattività dei pesci si alternavano

abboccate indimenticabili. L’inattività, spesso, è dovuta

alla temperatura delle acque del lago, che, non avendo gros-

sa profondità, nei mesi autunnali e soprattutto in inverno

condiziona il comportamento delle ‘big’, che divengono a

volte apatiche per lunghe ore. Anche per questo gli orari

centrali della giornata non sono da snobbare, perché possono

regalare qualche abboccata anche consecutiva. Specie in

momenti di scarsa attività, comunque, pescando radente il

fondale, e dopo aver provato differenti artificiali senza risultato,

risulta vincente la scelta del classico cucchiaio rotante

con voluminosa paletta argentata o dorata, oppure tendente

a tonalità sgargianti, in cui lo sfarfallamento, unito ai bagliori

di contrasto alla tonalità delle acque, gioca un ruolo importante,

riuscendo talvolta a capovolgere giornate apparentemente

prive di emozioni.

Le trote dei laghi Maddalena hanno una pezzatura che va dai

due chili e mezzo a salire, con esemplari che non di rado superano

i cinque chili di peso. Occorre dunque far uso di

un’attrezzatura da spinning sì leggero, ma con canne robuste

che gestiscano esche pesanti sino a una quindicina di grammi,

che oltretutto nel richiamo oppongono una certa trazione

all’acqua e mulinelli sulla taglia 3000, con un rapporto di recupero

non eccessivamente veloce (un 5,1 va più che bene)

per entrare in pesca a giusto modo e presentare alla velocità

ottimale il nostro inganno, e una frizione fluida per contenere

le rabbiose sfuriate delle iridee, che possono sprigionare fughe

veementi a centro lago. Quanto ai monofili, consiglio misure

di 0,18-0,20 mm: è bene non scendere di diametro, per-

GIORGIO MONTAGNA [ jomontagna@tiscalinet.it]

58 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


ROTANTI

E BIG TROUT

in laghetto


fLY tYing Contest

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del prossimo numero è

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via Musignana 7, 50022 San Polo in Chianti.

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a redazione@lapescamoscaespinning.it

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www.lapescamoscaespinning.it

Premio su oGNi Numero: Kit mArC PetitJeAN (magic tool regular + magic tools stacker +

set Fili di montaggio + Busta Cul del canard) offerto da Flyfishdolomiti.com di Angelo Piller

• Il Magic Tool Regular è un kit specifico per la costruzione di mosche con il metodo ‘in asola’, secondo il sistema del tutto innovativo

creato da Marc Petitjean. L’attrezzo consente di utilizzare in modo semplice e veloce entrambi i capi delle barbe delle piume

(cdc e altre) escludendone il calamo, oppure, nella fase di dubbing, escludendone la spessa anima centrale per un dubbing più esile,

folto e naturale. Il Magic Tool consente di mescolare fibre di tutti i tipi e di realizzare artificiali estremamente leggeri, galleggianti

e soprattutto catturanti.

• Il Magic Tools Stacker, che comprende pettinino e raggruppatore, è stato studiato per raggruppare le fibre di cdc all’interno del

Magic Tool, ma consente molti usi diversi. Rispetto ad altri stacker in commercio, ha la particolarità di poter essere usato sia con le

fibre naturali (peli e piume, perfetto per il cdc) che con quelle sintetiche, in qualunque quantità.

•Il Set Fili di montaggio è composto da quattro bobine di filo specifico per la costruzione in asola ideata da Marc Petitjean nei quattro

colori fondamentali nella costruzione delle mosche: beige, grigio, oliva e nero. Ogni bobina contiene circa 200 m di filo di montaggio.

La Busta Cul de canard selezionato da Marc Petitjean è un materiale di ottima qualità, che si presta al meglio per effettuare i

suoi montaggi ad asola. La busta contiene 1 g, colore beige o blue dun.

Premio FiNALe ANNuALe: morsetto stoNFo eLite

Versatile, in grado di affrontare montaggi di ogni tipo, il morsetto Elite consente il montaggio in linea aggiustando l’allineamento

dell’amo grazie allo snodo del braccio portapinza. Agendo sul pomello della frizione si può ottenere la rotazione libera

dell’albero portapinza oppure il blocco secondo angolazioni volute. L’insieme portapinza è montato su cuscinetti e può ruotare

liberamente aiutato da una piccola manovella, oppure rimanere bloccato o ruotare frizionato, agendo sulla vite di registro

posta frontalmente sul corpo centrale. La pinza di serraggio dell’amo è realizzata in acciaio speciale temperato. Una piccola vite

posta nella parte anteriore ha lo scopo di adattare l’apertura della pinza allo spessore dell’amo, mentre un ingegnoso sistema

di levetta posteriore permette un agevole e inamovibile serraggio dello stesso, da un amo del 28 a uno del 5/0 da mare. La

stessa testina può essere facilmente sostituita svitando la vite che la fissa al relativo supporto. Può essere utilizzato sia da destri

che da mancini senza dover smontare alcunché (basta svitare e riavvitare la vite della frizione dalla parte opposta). Il morsetto

è fornito completo di chiavette brugole di servizio, molletta fermamateriali, perno filettato di servizio, accessorio per i

montaggi parachute e in linea e istruzioni per l’uso. Maggiori informazioni su www.stonfo.com.

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una Canna

MoLix skirMjan

Al primo classificato su ogni numero

una canna MOLIX SKIRMJAN MSK-SW-68S

Skirmjan MSK-SW-68S

Length: 6’8’’ (203 cm)

Lure 3/16>3/4 oz (5>21 g)

PE Line: 0.8>1.5 (10>16 lb)

Action: Extra Fast

L’artificiale del prossimo numero è

MICROSPOON

PER AREA TROUT

Spedizione entro il 15 ottobre 2019

a La Pesca Mosca e Spinning,

via Musignana 7, 50022 San Polo in Chianti.

Dressing e note di commento in un file di testo

a redazione@lapescamoscaespinning.it

Regolamento completo su

www.lapescamoscaespinning.it

Premio finale

Al primo classificato dell’anno 2019,

sulla base dei risultati delle prove in acqua

dei sei artificiali vincitori sui singoli numeri

dell’anno, oltre alla canna Molix Skirmjan

andrà in premio

un kit per la costruzione di esche

siliconiche di Loris Lures.

La Skirmjan MSK-SW-68S è un attrezzo specifico per la pesca con le soft bait e i piccoli jerk. L’azione è rapidissima

e la canna garantisce ferrate efficaci e precise, mantenendo una buona sensibilità sulla vetta, per

sondare al meglio i fondali quando la si utilizza nella ricerca della spigola o del bass pescando con piccoli

shad. È versatile anche con l’utilizzo di jerk bait, quando c’è la necessità di muovere al meglio l’esca con l’azione

di jerking o pescando offshore su mangianze di tombarelli o piccoli pelagici.

Il kit Loris Lures comprende: 1 litro di Plastisol da colata, 500

ml di plastificante (softener), 500 g di Compound indurente

(hardener), 100 ml di stabilizzante termico, 5 confezioni da 30

ml cadauna di colori da Plastisol (bianco, nero, verde, giallo, rosso),

20 ml di scent concentrato al gambero di fiume + feromoni


FRANCESCO GIORDANO • INTERPRETAZIONI SONORE SOFT

Per non perdere nemmeno un numero

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MOLIX SJM100 + MOLIX PIPER

oppure ROD HOLDER STONFO

moLiX sJm100 • 17 g • 10 cm • suspending

Esca che si caratterizza per la forma compatta e sinuosa, ma soprattutto per i grandi occhi in rilievo.

Il profilo aerodinamico consente lanci lunghi e precisi e la paletta sovradimensionata

garantisce un’ottima tenuta anche in situazioni di forte corrente e turbolenza.

L’esca ha un nuoto molto particolare, caratterizzato da ampie sbandate

durante l’azione in jerking e un wobbling associato a un’azione di rolling molto

pronunciati sul recupero lineare. Sia la scocca che la paletta sono molto resistenti,

realizzati in ABS di altissima qualità. Il trattamento della superficie dell’esca, con la texture 3D, rende le

colorazioni piùresistenti e ne migliora l’aspetto. L’SJM100 èun’esca raccomandata per tutti i predatori di acqua dolce e salata.

moLiX PiPer • 9 g • 6,5 cm • sinking

Piccola esca, compatta, per tutte le situazioni e gli ambienti con alta pressione di pesca.

Questo piccolo lipless ha una ripartizione interna dei pesi che gli conferisce ottima

lanciabilità e un singolare movimento oscillante in fase di caduta, che lo rende ‘attivo’

in ogni circostanza. Durante il recupero il movimento è personalizzabile variando la velocitàdello

stesso; lento e ampio, veloce e stretto o con leggere jerkate per un movimento irregolare.

Dedicato ai predatori d’acqua dolce e salata, la gamma colori riprende in modo realistico il pesce

foraggio.

roD HoLDer stoNFo • art. 679

Piccolo e leggero, il Rod Holder di Stonfo permette di assicurare

la canna da pesca al proprio gilet per avere le mani libere durante

le operazioni di cambio dell’artificiale, sostituzione del finale,

slamatura del pesce ecc. Realizzato in gomma ad alta

elasticità, si fissa al gilet grazie a una speciale clip a cursore.

Ideale per ogni tipo di canna dai 7 ai 10 mm di diametro, è un

piccolo accessorio estremamente utile.

Puoi pagare con

o con bonifico sul c/c bancario intestato a Zona Franca Edizioni srl presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna,

agenzia S, Roma, IBAN IT87Q05387032222000002222167 oppure con versamento sul c/c postale n. 1023658204

intestato a Zona Franca Edizioni srl. Per informazioni: tel. 06/42.90.38.54 - abbonamenti@lapescamoscaespinning.it

abbonamento on line su www.lapescamoscaespinning.it/abbonamento


show room

con il nuovo split-grip Winn Custom

ST. CROIX MOJO MUSKY

La St. Croix Mojo Musky, storica serie di canne dedicate alla pesca al luccio,

cambia look: il sughero viene sostituito dal nuovo split-grip Winn

Custom, creato appositamente per loro, conferendo a tutta la serie un

aspetto più moderno. Sono 14 i modelli disponibili, che coprono tutte le

esigenze dei pescatore di luccio più esigenti. Per questo modello, prodotto

in Messico, St. Croix offre ai clienti 5 anni di garanzia.

Per ulteriori informazioni: t3distribution srl, sede legale via Campolongo

4/E, Padova, sede operativa viale Combattenti Alleati d’Europa 9, Rovigo,

tel. 345/1406423, www.t3distribution.it, info@t3distribution.it.

una serie che coniuga tradizione e tecnologia all’avanguardia

SAGE TROUT LL

Ispirate alle serie storiche della Sage, le Trout LL sono il nodo di congiunzione

tra tradizione e moderne tecnologie. Estetica tipicamente

classica e un taper molto delicato si fondono con le performance delle

canne da mosca più all’avanguardia, garantendo precisione e controllo

dei loop grazie alla tecnologia priva di oscillazioni del grezzo Konnetic

HD. Le nuovissime canne da pesca a mosca Sage Trout LL hanno un tocco

delicato e un’azione moderata. L’intera serie è stata disegnata avendo

ben presente le necessità del pescatore a trote che vuole adoperare

dry flies. A partire dall’ottimizzazione del taper ad arrivare alle lunghezze

specifiche e particolari, queste canne da mosca sono perfette per pescare

in wading con lanci medi, tippet sottilissimi e mosche piccole. La

caratteristica peculiare delle nuove LL è che il vettino sensibile ed elastico

protegge il tip in fase di ferrata e permette una trasmissione di

energia progressiva verso la sezione mediana. L’azione della LL la rendo

la compagna di pesca ideale per chi vuole realmente gestire la coda in

fase di lancio e percepire ogni singola emozione del combattimento.

La serie Trout LL è disponibile in una combinazione di classiche lunghezze

e pesi da pesca con le dryfly, partendo dalle 7’9” e arrivando alle

9’. Una componentistica pregiata e ricercata dona il caratteristico tocco

d’eleganza a queste canne da mosca di altissima qualità. Caratteristiche:

• KonneticHD Technology;

• blank mogano;

• legature in seta bronzo con dettagli oro;

• stripping guides in ceramica Fuji; serpentine e guide in hard cromo;

• inserto in legno di noce con portamulinello bronzo up-locking;

• manico in sughero di qualità super-plus;

• sacca portacanna color tan e tag marrone;

• tubo portacanna in alluminio marrone con medaglione Sage bronzo.

Per ulteriori informazioni: Garue, via del Torchio 14, Milano, tel. 02/

86453590, www.garueshop.com, info@garue.it, facebook.com/garue

shop, www.instagram.com/garueshop.

cinque modelli, con corpo e rotore in zaion

DAIWA BALLISTIC X LT

Il nuovo Ballistic X rappresenta l’evoluzione

tecnica ed estetica del Ballistic presentato

nel 2016 come capostipite della famiglia

di mulinelli Light & Tough. A differenza del precedente

modello, nel Ballistic X corpo e rotore sono costruiti

entrambi in zaion, una

combinazione che rende

la struttura molto

rigida garantendo una

rotazione fluida e precisa

e minimizzando

le oscillazioni.

La ruota comando

Tough

Digigear di

nuova concezione,

prodotta

in alluminio,

migliora

la resistenza

del 150% rispetto

alle

‘drive gear’

tradizionali. La

bobina super leggera

ABS II Air Spool in alluminio permette

un perfetto bilanciamento del mulinello

in fase di pesca, eliminando vibrazioni

e oscillazioni, e offrendo lanci

lunghi e precisi. A completare il pacchetto

tecnologico di questo gioiello abbiamo

la tecnologia Magsealed a protezione del corpo del mulinello, la frizione

micrometrica ATD (Automatic Tournament Drag), l’archetto cavo

Air Bail e ben sette cuscinetti a sfera, dei quali uno di tipo CRBB anticorrosione.

Troverete i Ballistic X LT nei migliori negozi, a partire da € 199

al pubblico.

Caratteristiche tecniche:

• corpo in zaion;

• rotore Air Rotor in zaion;

• tecnologia Magsealed;

• Tough Digigear;

• bobina ABSII Air Spool in alluminio;

• frizione ATD;

• archetto Air Bail;

• 6 cuscinetti + 1CRBB;

• rullino guidafilo Twistbuster II;

• manovella superleggera in alluminio.

modello capacità rapporto cuscinetti freno

della bobina di recupero a sfere (kg)

19BALX2000 200 m Ø PE # 0.6 5,2:1 (68 cm) 6 + 1 CRBB 5

19BALX2500 200 m Ø PE # 0.8 5,3:1 (75 cm) 6 + 1 CRBB 10

19BALX3000C 200 m Ø PE # 1.0 5,3:1 (80 cm) 6 + 1 CRBB 10

19BALX4000C 200 m Ø PE # 1.5 5,2:1 (82 cm) 6 + 1 CRBB 12

19BALX5000C 200 m Ø PE # 2.0 5,2:1 (87 cm) 6 + 1 CRBB 12

Per ulteriori informazioni: Daiwa Italy, www.daiwaitaly.it, info@daiwa

italy.it.

90

• MOSCA e SPINNING • 5/2019


per presentazioni delicate a lunga distanza sulle trote più selettive

RIO TECHNICAL TROUT

Le code di topo Rio Technical Trout sono state

progettate per garantire presentazioni

delicate a lunga distanza sulle trote più

selettive. Pescare con piccoli artificiali

non sarà più un problema. Il belly è lungo

52 piedi, facilitando estremamente la

possibilità di ribaltamento senza necessità

di falsi lanci. Disponibile nelle due

versioni WF, dalla WF3F alla WF6F, e DT,

dalla DT3F alla DT6F. Caratteristiche:

• front taper lungo per effettuare lanci

precisi e delicati;

• testa che si sviluppa molto progressivamente,

per loop più controllati anche sulla

distanza;

• specifica per l’utilizzo di terminali lunghi;

• core interno senza memoria che impedisce

grovigli.

Per ulteriori informazioni: Garue, via del Torchio

14, Milano, tel. 02/ 86453590,

www.garueshop.com, info@garue.it, face

book.com/garue shop, www.instagram.com/

garueshop.

per incredibili livelli di sensitività nel lancio e in pesca

RIO INTOUCH TECHNICAL TROUT

Le Rio InTouch Technical Trout, progettate

per garantire presentazioni delicate a lunga

distanza sulle trote più selettive, consentono

di utilizzare al meglio anche piccoli

artificiali. Il belly, lungo 52 piedi, facilita

la possibilità di ribaltamento senza

necessità di falsi lanci. Le caratteristiche

del core interno, inoltre, consentono il

massimo della sensibilità e del controllo

possibile in fase di lancio, ferrata e combattimento,

oltre a essere virtualmente

indeformabile. Disponibile dalla WF3F alla

WF6F. Caratteristiche:

• front taper lungo per effettuare lanci

precisi e delicati;

• testa che si sviluppa molto progressivamente,

per loop più controllati anche sulla distanza;

• specifica per l’utilizzo di terminali lunghi;

• Easyid tag per un’identificazione rapida e

veloce della coda.

Per ulteriori informazioni: Garue, via del

Torchio 14, Milano, tel. 02/ 86453590,

www.garueshop.com, info@garue.it, face

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garueshop.

nuovi egi e nuove canne dedicate

MOLIX EGING NEWS

Anche quest’anno, con l’inizio della stagione dell’eging, sono tante le

novità di casa Molix dedicate a questa affascinate tecnica che attira

sempre più pescatori.

Per quanto riguarda gli ormai famosi egi Millerighe, oltre alle solite colorazioni

nuove per tutte le serie EVO, EVO Natural e Vintage, sotto i riflettori

la serie EVO Natural 3.0 Rattlin: gli egi di questa

nuova serie sono stati dotati di un apposito sistema rattlin’

a lungo testato. Il numero di microsfere

inserite e il materiale di cui

sono composte conferiscono

una particolare vibrazione

molto adescante, soprattutto

nelle condizioni in cui i cefalopodi

sono apatici e difficilmente

insidiabili. Inoltre il

posizionamento del sistema

rattlin’ all’interno dell’esca

è stato progettato per

non variare in nessun modo

l’assetto dell’egi, da sempre

punto di forza dei Millerighe.

Altra importante novità è la serie Vintage nella misura 3.5, molto richiesta

nei mesi invernali e di inizio primavera.

Per quanto riguarda il parco canne sviluppato in questi anni da Molix

per l’eging, oltre l’ormai nota Fioretto Speciale, top di gamma per i più

esigenti, e ben due modelli Skirmjan EVO Saltwater Series, pochi mesi

fa sono stati presentati quattro modelli della serie Fioretto Essence, dal

design ‘essenziale’: canne sensibili, leggerissime ed equipaggiate con i

nuovi Fuji FazLite. I quattro modelli, diversi per potenze e lunghezze,

permettono di coprire tutte le situazioni di pesca in relazione agli spot e

alle esigenze dei pescatori.

Per ulteriori informazioni: Pro Tackles, tel. 051/887919,

www.molix.com, info@protackles.com.

il più piccolo della famiglia

DUO REALIS JERKBAIT 85 SP

Un nuovo membro si aggiunge alla famiglia jerkbait di Duo: il Realis

Jerkbait 85SP, attualmente il più piccolo della famiglia, 85 mm x 8 g,

che con il suo corpo compatto e versatile consente di fare cose che non

si possono fare con jerkbait più grandi. Dotato di ottima performance in

fase di stop and go, ha un baricentro basso che offre un movimento

stabile e reattività in diversi recuperi. Per dare all’85SP un’azione di risposta

lineare e regolare sono stati usati due pesi fissi. I due rattle a

movimento libero nella camera principale dell’artificiale creano un suono

amplificato in tutto il corpo. I lati piatti del corpo gli conferiscono un

profilo più ampio, consentendo un forte effetto flash e un notevole effetto

di spostamento d’acqua pur mantenendo movimenti naturali.

Per ulteriori informazioni: t3distribution srl, sede legale via Campolongo

4/E, Padova, sede operativa viale Combattenti Alleati d’Europa 9, Rovigo,

tel. 345/1406423, www.t3distribution.it, info@t3distribution.it.

5/2019 • MOSCA e SPINNING • 91


show room

• devi stare lontano dalle mangianze per non disturbare ma ti serve un

artificiale con paletta. Un jerk? Meglio ancora!

• hai bisogno di un artificiale pesante ma di movimento per fare incavolare

quei pesci che non hai mai potuto prendere.

In pratica, hai ‘semplicemente’ l’esca giusta al momento giusto, quella

che ti permette di pescare quando le altre non servono. Seaspin EJA 130

Bullet: anche volendo… non potrai farne a meno! Il nuovo modello sarà in

uscita sul mercato italiano e internazionale entro la fine dell’anno.

Per ulteriori informazioni: Utopia Tackle s.r.l., Via Petrarca 12, 09128

Cagliari, tel.: 338/2278600. Magazzino: Via Lenin 216/e, loc. San Martino

Ulmiano, 56017 San Giuliano Terme (PI), tel.: 050/820165

info@seaspin.com, www.seaspin.com.

da Rapala un piccolo fuoriclasse

SHADOW RAP JACK DEEP

anche volendo… non potrai farne a meno!

SEASPIN EJA 130 BULLET

L’anno scorso di questi tempi Seaspin ha presentato il suo nuovo modello

Eja 130 SF. Era stato profeticamente presentato come «l’artificiale

per eccellenza», un jerkbait puro adatto alla ricerca della quasi totalità

dei predatori: il nuovo sicuro successo del marchio della lucertola. E

così è stato. In questo primo anno di vita ha preso di tutto e di più. Tutti

i pesci predatori, non solo marini, non hanno saputo resistere, andando

ad aggiungersi all’elenco delle specie catturate da questo jerk ormai noto

ovunque. Quest’anno Seaspin fa il bis, presentando il nuovo modello

affondante della stessa serie: l’Eja 130 Bullet. Quali caratteristiche ha

esattamente questo nuovo artificiale? Le stesse del modello galleggiante,

che come abbiamo visto è già stato particolarmente gradito sia

dai pescatori sia dai pesci, ma con una marcia in più che si apprezza soprattutto

in pesca.

Questi i dati tecnici: l’EJA 130 Bullet è un jerk, affondante, da 130 mm

per 28 g di peso, dotato di armatura passante ed equipaggiato con tre

ancorette stagnate del n. 4, rinforzate 3x. Profondità di nuoto: 70-130

cm. Prodotto attualmente in undici colorazioni. Questa l’azione di nuoto:

movimento in acqua caratteristico, vigoroso e dinamico ma al tempo

stesso piacevolmente fluido. Molto efficace anche solo sul recupero attivo

lineare, nuota perfettamente con forti correnti laterali. Irresistibile

se animato con ritmiche jerkate, soprattutto nelle fasi di stop and go. Si

può recuperare in un ampio ventaglio di velocità ed è utilizzabile perfettamente

anche a traina.

Si ok, va bene, ma in pratica questa ‘marcia in più’ cosa consente di fare?

Prenderai pesci e sarai in pesca senza sforzo anche quando:

• il vento contro ti permetterebbe di lanciare a soli a venti metri e saresti

costretto a cambiare spot: il Bullet buca il vento come se avessi un

jig, mentre hai un jerk.

• le onde grosse, quelle che possono fare anche paura e costringono a

pescare con un occhio sempre verso l’orizzonte per seguirne l’arrivo, ti

buttano in superficie tutti gli altri artificiali e con quel mare immagini

che ci possa essere un kraken in mezzo alla schiuma!

• vuoi arrivare a lanciare più lontano, dove sai che ci sono i pesci che girano

o sono in agguato e in attesa. Dietro quella punta, in mezzo a quella

corrente, dentro quella schiumata che si crea tra un’onda e l’altra, dietro

quello scoglio: proprio quei dieci metri in più che non sei mai riuscito

a fare con gli altri artificiali.

• le condizioni sono difficili e devi riuscirai a tenere dei grossi pesci: le

ancorette rinforzate di taglia superiore, rispetto al modello galleggiante,

ti consentiranno di farlo!

• i barracuda o i serra sono apatici, magari la notte, magari sul fondo o

sopra il cappello della secca, e hai proprio bisogno di un artificiale pesante

che scenda in mezzo a loro e provochi il loro attacco scappando

via, sbandando improvvisamente. Ecco, trovato!

Si può ben dire che il marchio Rapala abbia inventato lo spinning con le

imitazioni di pesce foraggio sin dal 1936, quando il mitico Lauri Rapala

realizzò il primo minnow intagliandolo dal legno dei pini della sua Finlandia.

Nel tempo l’azienda che da questo pescatore ha preso il nome illustre

si è specializzata nella costruzione di esche artificiali molto imitative,

tutte caratterizzate da un’azione di nuoto estremamente naturale

ed efficace ovunque. Dal legno si è passati alla plastica e, sebbene siano

ancora molti i modelli di Rapala costruiti con essenze vegetali come

il legno di pino o la balsa, la produzione dell’azienda finlandese è oggi

improntata in gran parte su hardbait di polimero plastico. Ultimo nato è

lo Shadow Rap Jack Deep che, come tutti i Rapala, funziona in maniera

eccellente nelle acque dolci di tutto il mondo. Può definirsi una via di

mezzo tra un minnow e un crankbait: l’azione di nuoto è infatti veloce e

scattante come tutti i minnow quando li si recupera in maniera regolare,

ma gli ondeggiamenti laterali sono un po’ più ampi, caratteristica tipica

di tutti i crankbait che si rispettino. L’affondamento nel recupero è inoltre

notevole: fino a 3 m con fili adeguatamente sottili. Nei richiami a

scatti e rilasci il Jack Deep risponde immediatamente con sbandate abbastanza

pronunciate, portandosi lentamente in superficie nelle pause,

mentre se si effettua un richiamo a jo-jo l’effetto beccheggio che si ottiene

simula molto bene un piccolo pesce in difficoltà. La misura unica di

5 cm ne fa un autentico castigatore di pesci di taglia medio-piccola. Le

sue prede preferite sono il persico reale nei laghi, ma in acqua corrente

si è rivelato un vero castigatore di furbi e grossi cavedani, oltre che di

aspi e perca. Nello street fishing c’è chi lo usa sempre più spesso per

sondare i canali artificiali dove si è costretti a pescare da sponde alte: il

timone di profondità allungato gli fa tenere bene il fondo anche se la

canna è alta sull’acqua.

Il marchio Rapala fa parte della multinazionale Rapala-VMC Corporation

ed è distribuito in Italia da Normark Italia srl, Bologna, tel. 339/832.

3605, info@normarkitalia.it.

Flex Chunk, Flapper Grub, Easy Shiner

KEITECH NEWS

T3distribution presenta le ultime novità di Keitech, storica casa giapponese

di soft baits.

Flex Chunk, disponibile in due misure, è un trailer da jig perfetto per

presentazioni lente durante l’inverno e per presentazioni di do-nothing:

le due estremità, per l’appunto flex, riescono a muoversi al minimo tocco

92 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


della canna o col solo movimento della corrente. La misura più grande diventerà

sicuramente un cavallo di battaglia per i pescatori di big bass.

Flapper Grub 4”: questo grub ha richiesto anni di prototipazione per

creare una coda che emetta molte vibrazioni; il suo impiego sarà per

una moltitudine di recuperi, dal dragging allo swimming!

ga e Kuga S, Kuga Nano, Shine Ride Nano, Li Worm Nano, Schwan S Nano

e i nuovissimi Hydram Nano e Hydram Nano S. Tutti i colori custom

saranno distinti in Red stickers colori, disponibili per dieci negozi in Italia

(T3 Area Shop) e Silver stickers colori, disponibili per l’intero mercato

Italiano. Ci sarà inoltre una raccolta Stickers che darà la possibilità a cinque

pescatori di vincere fantastici premi ValkeIN!

Per ulteriori informazioni: t3distribution srl, sede legale via Campolongo

4/E, Padova, sede operativa viale Combattenti Alleati d’Europa 9, Rovigo,

tel. 345/1406423, www.t3distribution.it, info@t3distribution.it.

Easy Shiner 6”: nuova taglia per una delle esche iconiche di casa Keitech,

una famiglia che non ha bisogno di presentazioni e che conta ormai

otto misure per tutti predatori.

Per ulteriori informazioni: t3distribution srl, sede legale via Campolongo

4/E, Padova, sede operativa viale Combattenti Alleati d’Europa 9, Rovigo,

tel. 345/1406423, www.t3distribution.it, info@t3distribution.it.

più di trenta nuovi colori per il mercato italiano

VALKEIN CUSTOM ITALY PROJECT

Per la stagione 2019-20 di Trout Area, T3 distribution, assieme a dieci

Specialist Area (un team di agonisti sparsi in tutto il territorio italiano),

ha progettato una serie di colori custom per il nostro mercato di alcuni

artificiali ValkeIN. Si tratta di oltre 30 colorazioni, che andranno a coprire

la già fornita cartella colori giapponese. Ogni singolo colore è stato

realizzato ad hoc per il tipo di esca, differenziando tonalità e sfumature

in base allo strato d’acqua in cui l’artificiale lavora. Ben 12 sono i colori

per gli spoon, in 14 combinazioni diverse. Oltre 20 le colorazioni per le

hard bait di maggior successo di casa ValkeIN: Hydram e Hydram S, Ku-

il luccio è servito!

STORM R.I.P. SPINNERBAIT

È risaputo che il luccio fonda la

sua attività di caccia sulla capacità

di percepire le vibrazioni del

pesce foraggio, provenienti anche

da lunghe distanze. Questo suo

innato vantaggio si rivela un validissimo

alleato quando le condizioni

di luce o dell’acqua non gli

permettono di mettere in atto la

sua prerogativa principale, ossia

la capacità di cacciare a vista con

estrema precisione. Da tempo i

marchi produttori di artificiali

hanno messo a punto esche che

emettono una notevole quantità

di vibrazioni come gli spinnerbait,

che in questo settore sono dei

veri fuoriclasse. Gli spinnerbait

specialistici da luccio non sono

tuttavia molto numerosi e a tale

proposito la Storm, brand americano

che fa parte della Rapala-

VMC Corporation, ha ovviato con il R.I.P. Spinnerbait. Lungo 20 cm, è un

bi-pala dalle dimensioni volumetriche generose, pesante tuttavia solo

28 g e quindi facile da lanciare anche con le attrezzature da spinning o,

meglio, casting, di tipo medio-pesante. La particolare caratteristica di

questo spinnerbait consiste nella sue notevole robustezza: il braccio in

filo di acciaio che collega la testa piombata all’attacco per la lenza è stato

doppiato per evitare di stortarsi nei lanci forzati, un problema che

spesso porta a fastidiosi aggiustamenti mentre si è in pesca o, a volte,

5/2019 • MOSCA e SPINNING • 93


show room

alla rottura del braccio stesso. Altra particolarità utile è la possibilità di

aggiungere un peso in zinco MDS da 15 g all’apice della forcella metallica.

Questa zavorra migliora la gittata dei lanci e nel contempo stabilizza

l’azione di nuoto dello spinnerbait, facendogli raggiungere profondità

maggiori. Del R.I.P. sono disponibili due versioni, entrambe a paletta

doppia ma di tipo Colorado oppure willow leaf. La prima funziona meglio

in acque basse o su recuperi lenti, la seconda permette di mantenere

profondità maggiori anche nei recuperi più veloci, oppure di pescare a

fondo anche in presenza di corrente moderata.

Gli artificiali Storm sono distribuiti da Normark Italia srl, Bologna, tel.

339/832. 3605, info@normarkitalia.it.

due nuovi crank: Fat 140 e Super Slim 140

SKUNK WORKS FISHING KRUISER

La serie Spoon si arricchisce con il Lover Area Spoon, un ondulante realizzato

per l’utilizzo specifico nel Trout Area Game. La particolare forma

e il corpo leggermente ricurvo sulla coda consentono di animare l’artificiale

anche con recuperi molto lenti. Ottimo nelle competizioni per la fase

di partenza, permette di effettuare lunghi lanci nella ricerca delle trote

che si posizionano a centro lago. Le tre misure – 1,8 g (1/16 oz), 2,4 g

(3/32 oz), 3,2 g (1/8 oz) – e l’ampia gamma di colorazioni disponibili permettono

di trovare la combinazione giusta in tutte le condizioni di luce

e acqua. Munito di amo barbless di alta qualità.

L’azienda Skunk Works Fishing presenta sul mercato due nuovi artificiali:

Kruiser Fat 140 e Kruiser Super Slim 140. Il Fat è un crank snodato ad

assetto galleggiante di grande versatilità, in grado di adattarsi facilmente

alla velocità e alla tipologia di recupero. È molto stabile anche in

presenza di forte corrente, ideale quindi per la pesca in trattenuta

(Dead Drift) nelle zone di caccia. Concepito per la pesca ai grandi salmonidi

– trota marmorata e Hucho hucho in primis –, risulta attrattivo per

tutti i grossi predatori. L’assetto galleggiante crea un naturale fattore

anti-incaglio: appena entrati in contatto con un ostacolo sarà sufficiente

fermare il recupero e la corrente del fiume porterà l’artificiale lontano

dall’incaglio.

Il Super Slim è invece un crank snodato ad assetto affondante, facile da

lanciare e in grado di adattarsi subito alla velocità e alla tipologia di recupero.

L’assetto affondante lo rende ideale per la pesca in ricerca lungo

le prismate, nei giri di corrente e nelle buche più profonde. L’ottima

stabilità consente sia un recupero veloce e vario (jerkate e pull-up), sia

lento e lineare. Come il modello Fat, anche il Super Slim è concepito per

la pesca ai grandi salmonidi. Entrambi misurano 14 cm e sono disponibili

armati sia con ami singoli che con ancorette. Per maggiori informazioni

potete visitare la pagina web www.skunkworksfishing.com.

Lover Area Spoon, AC30 Slim, Fioretto Essence

MOLIX TROUT AREA NEWS

È noto che Molix collabora da tempo con esperti del settore e garisti affermati

per ottimizzare la proposta per la Trout Area. Le nuove progettazioni

e l’impegno profuso nell’ultimo anno hanno arricchito la gamma

con diverse nuove proposte per gli amanti di questa tecnica.

Altra novità è l’AC30 Slim, un piccolo crank compatto che si caratterizza

per il wobbling stretto dal movimento estremamente attrattivo. L’azione

slow sinking permette di ricercare le trote quando si spostano negli

strati d’acqua più profondi. Lavorando a bassissime velocità di recupero,

è ideale per stimolare l’aggressività di trote svogliate o nelle fasi finali

di una gara. Equipaggiato di serie con due ami barbless OMTD Custom

Hook della misura 8, è perfetto per le zone che prevedono il regolamento

no kill e i Trout Area Tournament.

Slow sinking silent • Length: 3 cm (1.1/4 in) • Weight: 1,6 g (1/16 oz) •

PE Line: 0.25 to 0.5 • Deep range: 50 to 150 cm (1.6 to 5 feet)

Per quanto riguarda le canne, oltre alle due

Fioretto Speciale, top di gamma ad altissime

prestazioni per i garisti più esigenti, e i tre

modelli Skirmjan EVO Area Fishing, pochi mesi

fa sono stati presentati tre modelli della

serie Fioretto Essence, dal design essenziale,

leggerissimi ed equipaggiati con i nuovi Fuji

FazLite. I tre modelli sono diversi e permettono

di coprire tutte le situazioni di pesca, per gli appassionati come per

i garisti, in funzione delle esche da utilizzare e delle esigenze di spot.

Per ulteriori informazioni: Pro Tackles, tel. 051/887919,

www.molix.com, info@protackles.com.

94 • MOSCA e SPINNING • 5/2019


Expert Hook SP-20K e 31K. Denominato ‘fast hooking model’, questo

modello di ami è adatto alle prime fasi di gara, quando sul pesce fresco

si effettuano usualmente recuperi veloci: la sua forma e la sua robustezza

aiutano infatti non poco in tale pratica. È realizzato in due spessori:

il 20K, disponibile nelle misure #8, #7, #6, e il più robusto 31K, disponibile

nelle misure #8, #7, #6, #5.

specialista in mangianze

X RAP LONG CAST SHALLOW

La famiglia degli X-Rap si è notevolmente accresciuta in queste ultime

stagioni. L’X-Rap originale, ideato agli inizi del 2000, ha rivoluzionato il

concetto di minnow enfatizzando alcune peculiarità sottovalutate di

questo grande gruppo di imitazioni di pesce foraggio. I numerosi modelli

che dall’X-Rap (ancora oggi costruito da Rapala e detentore di record

di vendite) si sono originati, hanno mantenuto il concetto di grande

funzionalità e potere catturante, sia in acqua dolce sia in mare, ma

si differenziano per utilizzi più specialistici, e quindi ancora più catturanti

in talune situazioni. L’X-Rap Long Cast Shallow è stato ideato per

sondare fasce d’acqua bassa, o per pescare in superficie, quando è tuttavia

necessario ottenere lunghe distanze di lancio. È un Rapala ‘marino’

a tutti gli effetti e dell’originario X-Rap ha mantenuto tutti i vantaggi

costruttivi: corpo in plastica dura traslucida con lamina interna

metallizzata, occhi 3D olografici, grandi distanze ottenibili e precisione

di lancio. L’X-Rap Long Cast Shallow è tuttavia, a differenza del suo

confratello X-Rap Long Cast, un ‘senza paletta’, mancando del timone

di nuoto. L’azione in acqua è quindi molto differente: al posto del nuoto

regolare tipico dei minnow abbiamo ondulazioni che vanno aiutate

con strappetti ritmati oppure jerkate più robuste. L’obiettivo è quello di

ottenere il movimento concitato del pesce foraggio marino di piccola e

media taglia (acciughe, se peschiamo nel nostro Mediterraneo) che

quando si raduna in superficie a formare ‘palle’ compatte attira inevitabilmente

tutti i predatori marini. ‘Clienti’ abituali di questo Rapala sono

infatti tonni di varie specie, tonnetti (alletterati e c.), ma anche lampughe

e lecce. Ideale quindi per presentazioni veloci e aggressive quando

i predatori sono in mangianza presso la superficie o nelle acque poco

profonde. Armato con ami singoli VMC In-Line, ha una bilanciatura interna

perfetta e fluttua verso il fondo durante le pause. L’X-Rap Long

Cast Shallow viene prodotto in due misure, 12 e 14 cm, pesanti rispettivamente

36 e 53 g. Notevole la varietà di colorazioni disponibili, ovviamente

quasi tutte marine. Rapala è un brand di Rapala-VMC Corporation,

distribuito da Normark Italia srl, Bologna, tel. 339/832.3605,

info@normarkitalia.it.

tre nuove serie per la Trout Area

VANFOOK HOOK

Expert Ring è il nome di una serie di split ring adatti alla Trout Area, disponibili

nelle quattro misure 00, 0, 1, 2, in confezioni da 110 pezzi.

Bottom Expert Hook BC-33zero. Disponibile nelle misure #6, #7, #8,

#10, è un amo dedicato alla pesca a bottom, sia bottom spoon che bottom

hard bait. Studiato per i recuperi quasi verticali dell’esca, ha una

curvatura che aumenta le possibilità di cattura in questi frangenti.

Per ulteriori informazioni: t3distribution srl, sede legale via Campolongo

4/E, Padova, sede operativa viale Combattenti Alleati d’Europa 9, Rovigo,

tel. 345/1406423, www.t3distribution.it, info@t3distribution.it.

ami specialistici per swimbait

VMC MYSTIC PREDATOR

Anche l’amo, componente imprescindibile dei nostri artificiali, segue

un’evoluzione tecnica dettata dallo sviluppo di esche sempre più catturanti.

Nel campo delle softbait, le esche in gomma morbida, l’amo è molto

spesso fondamentale, poiché si adatta, meglio dell’ancoretta, alla

struttura dell’imitazione gommosa che può cambiare moltissimo da un

modello all’altro. In questi ultimi anni le swimbait gommose hanno preso

strade evolutive molto differenti e per poterle armare in maniera corretta,

lasciando intatta tutta la loro efficacia di nuoto e migliorando nel

contempo l’efficacia della ferrata, si sono creati ami super specialistici.

Ne fa parte la serie dei Mystic Predator della francese VMC con una serie

di modelli ‘su misura’ che si adattano perfettamente a ogni tipologia

di softbait e in particolare alle swimbait. La serie 7646WT Heavy Duty è

corredata da una molla conica, il sistema più sicuro per fissare l’amo in

testa alla swimbait. La punta Needle

Sharp è fresata e affilata chimicamente,

mentre la curvatura dell’amo, di tipo extra

wide, è perfetta per garantire ferrate

sicure. Il piombo disposto sul gambo

ha la particolarità di essere regolabile

per ottenere dalla swimbait differenti

posizioni di nuoto. Un’alternativa che

aggiunge vibrazioni, migliorando in certe

situazioni l’efficacia di nuoto della swimbait, è invece la serie

7346BD Heavy Duty Bladed, che si differenzia per l’aggiunta, tramite

girella su cuscinetto, di una palettina metallica allungata tipo willow

leaf oppure tondeggiante tipo Colorado. Ogni confezione dispone di entrambe

le palette per ottenere con l’innesco il massimo della prestazioni

dalla swimbait. Entrambe le serie sono disponibili anche in dimensioni

generose (4/0 e 6/0), ideali per il luccio e grossi predatori in genere.

VMC è distribuita per l’Italia da Normark Italia srl, Bologna, tel. 339/832.

3605, info@normarkitalia.it.

5/2019 • MOSCA e SPINNING • 95


show room mercatino

CANNE, MULINELLI, ARTIFICIALI, ACCESSORI

Vendo Bamboo Cattanach «sir D» 7’ coda 4 (replica), mai usata. Prezzo

200 euro. Contattare Renzo, cell. 338/1365571. (E)

Cedo canne in refendu Hardy, Milword. Pezon et Michel Parabolic e BB

Spinnig, tutte con fodero o tubo originale, più Hardy serie Yet. Alessandro,

377/5204853, alessandro.pagani1954@gmail.com. (E)

Vendo le seguenti canne da spinning: Rapture X RAY 6'8, 3/16-5/8,

azione Fast monopezzo portata una sola volta in pesca, praticamente

nuova, vendo per sfoltimento attrezzatura € 80; Savage Gear Bushwhacker

8' 10-40 g, due pezzi: vinta in una gara, ha ancora i cartellini

e il nylon sul sughero € 80. Gran canna da luccio/serra. Spedizione a carico

dell'acquirente, consegna a mano Pistoia Lucca Firenze Pisa Prato.

Juri, juripike@outlook.it, 338/22.69.704. (D)

un comodo set da viaggio con otto utensili per il fly tyier

STONFO TRAVEL TOOL SET

Il Travel Tool set di Stonfo (art. 711) è un set da viaggio completo di otto

utensili per la costruzione di mosche artificiali e streamer. Fornito in

una robusta ed elegante scatolina, il cui interno in gomma è sagomato

per dare a ogni utensile un preciso alloggiamento, il set comprende: forbicine,

bobinatore Bobtec1 con tensionamento del filo regolabile, passafilo,

annodatore - annodatore conico, spillo di montaggio, pinza per

hackles, rotodubbing mini, pettine comb. All’interno della confezione si

trovano dettagliate istruzioni per l’uso dei vari utensili.

Per ulteriori informazioni: Stonfo, tel. 055/8739615, www.stonfo.com,

stonfo@stonfo.com.

per ogni condizione climatica

AIRTEX PRO ¾ JACKET

La linea Airtex Clothing di Airflo offre un

abbigliamento tecnico funzionale e

confortevole per ogni condizione climatica.

Tutti i capi di questa linea sono composti

di tre strati di Talsan, un materiale

molto leggero, traspirante e ovviamente

impermeabile, che rendono

giacche, wading jacket e pantaloni

strumenti di pesca perfetti e affidabili

in ogni condizione. Airtex ¾ Jacket si

adatta perfettamente alla pesca da riva e

dalla barca sia a spinning che a mosca.

Per ulteriori informazioni: www.megafly.it,

info@megafly.it, tel. 049/7358498.

Causa inutilizzo vendo le seguenti canne: Sage grafite III rplx 900 -9’

coda 9 in due pezzi, Sage XP grafite III -476-7’6” coda 4 in due pezzi,

GLoomis IMX FR1089 9’ coda 9 in tre pezzi, GLoomis GLX FR904 7’6”

coda 4 in due pezzi, GLoomis Italianstyle 7’6” coda 3 in tre pezzi, CTS

Affinity 7’6” coda 4 in tre pezzi. Rodolfo, rudy.tlt@gmail.com (C)

Cerco le canne di Giandomenico Bocchi e gli Abu Cardinal 44, specialmente

la prima e la terza serie. Mimmo, mimmosort@gmail.com. (F)

Vendo canna da mosca Loop Xact 960 4 pezzi con custodia originale in

cordura, mulinello mosca Shimano Biocraft LA56 con scatola e libretti

entrambi come nuovi più una coda nuova Cortland WF6 giallo fluo, una

bobina nuova di baking 10 Lb Scientific Anglers giallo fluo e 15 esche

varie nuove. Euro 230. Possibilità di spedizione o ritiro a Ferrara. Marcello,

339/6138755, spidermax1@alice.it. (E)

LIBRI E RIVISTE

Cerco annate rivista «La Pesca a Mosca e Spinning» dal primo numero

del 1990 al 1997. Gianandrea, gbbasshunter@hotmail.com,

349/5453960. (B)

Vendo riviste «La Pesca Mosca & Spinning» dal n. 1 del 1990 a tutto il

2010 annate complete e perfette. Marco, tel. 338/6504431, marco.cavicchi@alice.it

(A)

«La Pesca Mosca e Spinning» (39 fascicoli) e altre, per un totale di 89

riviste di pesca mensili o bimestrali, anche annate complete, perfettamente

conservate e senza alcun difetto, anni 2006 /2016. Alfred, freddi

fly@alice.it. (B)

Se desiderate vedere pubblicato gratuitamente sulla rivista il

vostro annuncio, potete effettuare l’inserzione online collegandovi

al nostro sito www.lapescamoscaespinning.it. Il testo

viene ripetuto per non più di due numeri consecutivi. Gli annunci

sono riservati ai privati.

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