La Subfornitura 3 Maggio/Giugno 2019

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La Subfornitura è una rivista pensata per ottimizzare il rapporto tra le aziende di subfornitura tecnica e i loro committenti, dedicando spazio ad offerta e domanda.
Il sito web di Interprogetti Editore è gestito da Alkimedia - Web Agency Milano

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SOMMARIO

anno X - n. 3 Maggio/Giugno 2019

06 20

28

Digitalizzazione: un progetto per le Pmi del Sud Italia

EMO Hannover: la piattaforma internazionale

per la lavorazione dei metalli

Fresatrici per stampi e matrici che danno forma al

futuro

32

Lavorare la complessità delle materie plastiche

40

Lavorazione ottimizzata con la verifica del Codice NC

da remoto

42

Applicazioni collaborative di assemblaggio

Editoriale

• Innovare insieme: la sfida di istituzioni, ricerca e

imprese (A. Bignami).....................................................4

Attualità

• Digitalizzazione: un progetto per le Pmi

del Sud Italia....................................................................... 6

• Notizie attualità.................................................................. 8

Appuntamenti

La piattaforma internazionale per la

lavorazione dei metalli .......................................20

• Notizie appuntamenti..........................................23

Macchine utensili

• Produzione completa di componenti pesanti

e di grandi dimensioni.............................................26

• Fresatrici per stampi e matrici che danno

forma al futuro.........................................................28

• News utensili............................................................30

Lavorazioni meccaniche

Lavorare la complessità

delle materie plastiche (A. Bignami).................32

Macchine, componenti, materiali

• Notizie macchine.................................................36

• Notizie componenti..............................................37

• Notizie materiali...................................................39

Software

Lavorazione ottimizzata con la verifica

del Codice NC da remoto....................................40

Automazione

• Applicazioni collaborative di assemblaggio......42

• Notizie automazione............................................44

• Monitoraggio intelligente della produzione......46

Rubriche

• Elenco inserzionisti..............................................48

2 La Subfornitura - n.3 2019

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EDITORIALE

di Alessandro Bignami

INNOVARE INSIEME: LA SFIDA DI ISTITUZIONI,

RICERCA E IMPRESE

Il calo della domanda delle macchine utensili, rilevato da

Ucimu per il primo trimestre, è un segnale d’allarme da

non sottovalutare, essendo il sintomo più immediato di

una filiera industriale in sofferenza. I minori investimenti in

sistemi di produzione e beni strumentali fanno pensare a

uno smorzamento, da parte della manifattura italiana, dello

slancio che si era registrato negli ultimi anni. I fattori di

questo rallentamento sono in prima battuta le lungaggini

e le incertezze sul rinnovo del piano Industria 4.0, a cui si

aggiungono le difficoltà dell’economia internazionale. Quello

che sembra mancare, almeno in apparenza, è però una solida

fiducia nel futuro industriale del Paese, che pure rappresenta

la seconda manifattura d’Europa.

Di certo è necessario riprendere e, qualora fosse possibile,

migliorare il piano di ammortamenti che aveva avuto un

effetto decisamente stimolante sulla domanda tecnologica.

Ma da solo un provvedimento non basterà a restituire fiducia

e stabilità al mondo produttivo.

Sono tante e diverse le strade che probabilmente devono

essere percorse per dar luogo a un reale rinnovamento

delle nostre imprese e dei loro processi di produzione. In

parte, fortunatamente, si registrano iniziative che vanno in

questa direzione e che danno una possibile risposta alla

voglia di lasciarsi alle spalle stagnazione e pessimismi. Una

di queste strade è senz’altro quella di favorire un rapporto

sempre più stretto fra la ricerca pubblica e le imprese private

che vogliono alzare il proprio tasso di innovazione. Una

collaborazione che punta sulla combinazione di ricercatori

altamente qualificati, infrastrutture all’avanguardia e fondi

dedicati a progetti in team. Il risultato può essere una più

brillante crescita delle aziende italiane e la creazione di un

modello produttivo competitivo e in grado di guardare al

futuro con maggiori chance. Un esempio è il programma

KEP (Knowledge Exchange Program) di Enea, che mette a

disposizione di imprese e loro associazioni un team di 15

specialisti nel trasferimento tecnologico e un fondo di 2,5

milioni di euro per progetti congiunti. Un altro progetto

significativo è lo Smart District 4.0, condotto da uno spin

off dell’Università LUM e da Noovle (partner di Google),

parzialmente finanziato dal Mise, che ha l’obiettivo di

supportare la digitalizzazione delle Pmi del Sud Italia.

Per rimodernare profondamente il nostro tessuto produttivo,

consentendogli di stare al passo delle sfide di Industria 4.0

e intelligenza artificiale, serve sì una politica fiscale che

agevoli gli investimenti, ma anche la capacità di creare nuovi

modelli di business che mettano finalmente in rete – attorno

a progetti concreti – istituzioni, ricerca pubblica, imprese e

associazioni di settore.

4 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

INNOVAZIONE

Smart District 4.0 ha

l’obiettivo di aiutare

le aziende del Sud

a digitalizzare

i processi produttivi –

con tecnologie come

intelligenza artificiale, big

data e blockchain –

e di traghettarle

così verso modelli

di business innovativi.

Spin off dell’Università LUM Jean

Monnet di Bari e dedicata allo

sviluppo di prodotti e servizi innovativi

ad alto valore tecnologico, LUM

Enterprise prosegue e rafforza il proprio

impegno nell’ambito del progetto Smart

District 4.0, il cui obiettivo è fornire

alle aziende del Sud Italia un supporto

Digitalizzazione: un progetto

per le Pmi del Sud Italia

Sono circa 80 le

imprese del Sud

Italia che hanno

finora aderito

al progetto

Smart District

4.0, frutto della

collaborazione

fra LUM

Enterprise

e il MIT di Boston

concreto per avviare la digitalizzazione

dei processi produttivi e favorire la crescita

del business. In questa direzione

va l’avvio della collaborazione con il

Massachusetts Institute of Technology

di Boston.

Il progetto Smart District 4.0, parzialmente

finanziato dal Ministero dello Sviluppo

Economico e condotto insieme a Noovle,

Premier Partner di Google Cloud, si rivolge

alle piccole e medie imprese pugliesi

dei settori manufatturiero, meccatronico e

agroalimentare. L’adozione di tecnologie

quali intelligenza artificiale, big data e

blockchain consentirà di creare un’innovativa

infrastruttura integrata di comunicazione

e automazione ICT che permetta

lo sviluppo dei business delle imprese,

traghettandole verso l’industria 4.0.

“Partendo dall’utilizzo di specifici approcci

tecnologici e operativi, vogliamo arrivare

alla creazione di una nuova metodologia

che possa diventare un modello

replicabile su larga scala”, dichiara Remy

Cohen, membro dell’advisory board di

LUM Enterprise. “È importante che anche

il Sud Italia operi in una rete economica

moderna e che possa formarsi un vero e

proprio distretto produttivo all’avanguardia,

che consenta e sia capace di sostenere

un adeguato sviluppo. In questo modo

si realizzerà un vero e proprio network di

aziende che possano stimolarsi e contaminarsi

a vicenda nell’intraprendere un

percorso di crescita”.

Il progetto SD 4.0 si articola in tre passaggi

6 La Subfornitura - n.3 2019

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consiste nel condurre le aziende pugliesi

verso un modello 4.0 in grado di utilizzare

le informazioni e implementare i servizi

attraverso l’analisi e l’utilizzo intelligente

dei dati”, aggiunge Piergiorgio De Campo,

direttore generale di Noovle. “Oggi, grazie

all’impegno profuso da LUM Enterprise,

siamo orgogliosi di poter collaborare con

il prestigioso ateneo di Boston e con Alex

Pentland, esperto di fama mondiale di

Big Data, Privacy e fisica sociale. Lavoreremo

insieme per applicare i più recenti

progressi della sicurezza informatica e

costruire l’architettura ottimale di sistemi

intrinsecamente sicuri”.

Fiducioso anche Antonio Bianchin, direttore

generale di LUM Enterprise e membro

dell’Advisory Board: “Dopo neanche

un anno dall’avvio del progetto, abbiamo

distinti: il primo è la ricerca di Business

Model Innovativi e scouting tech, segue

poi la parte di prototipazione delle possibili

soluzioni adottabili e la loro sperimentazione,

infine la verifica e la validazione

all’interno del contesto industriale.

“Il progetto Smart District 4.0 ha mosso

i primi passi nel febbraio 2018 attraverso

l’individuazione delle aziende e l’analisi

dei loro processi produttivi e delle esigenze

della supply chain. Il passo successivo

ha invece una visione più strategica,

selezionando le aree di intervento e i

progetti pilota da attivare caso per caso.

È in questa fase che si inserisce la collaborazione

con il MIT: partendo dalla

condivisione delle best practices dei più

innovativi distretti internazionali, LUM

Enterprise e il Massachusetts Institute

of Technology forniranno alle aziende

aderenti al progetto SD4.0 consulenza

e strumenti tecnologici avanzati”, sottolinea

Antonello Garzoni, preside della

facoltà di Economia dell’Università LUM

“Jean Monnet” e componente dell’Advisory

Board di LUM Enterprise.

“Siamo lieti di collaborare con LUM

Enterprise, una società che, seppur giovane,

raccoglie l’importante eredità e la

competenza della prestigiosa università

LUM”, afferma Alex Pentland, Professore

presso il Massachusetts Institute

of Technology. “Siamo certi che, grazie

alle best practice di entrambe le realtà

LUM Enterprise

è uno spin off

dell’Università

LUM Jean Monnet

di Bari dedicato

allo sviluppo di

prodotti e servizi

innovativi ad alto

valore tecnologico

e lavorando in sinergia, potremo fornire

alle aziende il sostegno necessario per

esprimere al meglio il loro business e

costruire una rete di economia locale 4.0,

il primo tassello per uno sviluppo ancora

più grande e ambizioso”.

Da un punto di vista pratico, una volta

identificate le aziende e le necessità di

quest’ultima, a entrare in gioco è Noovle,

il responsabile dell’aspetto tecnologico del

progetto: il tipo di supporto fornito può

variare in base al grado di digitalizzazione

già in essere delle aziende e al tipo di

software gestionali esistenti, che verranno

integrati e non sostituiti. “Dal punto

di vista tecnologico la sfida di Noovle

già raccolto l’adesione di più di 80 imprese

pugliesi che hanno manifestato la

volontà di modernizzarsi e di contribuire

alla crescita del Sud Italia. Il nostro obiettivo

è quello di coinvolgere più aziende

possibili, e siamo certi che molte altre

aderiranno. Il modello industriale 4.0 è

ormai una realtà innegabile, e il progetto

Smart District 4.0 è lo strumento adatto

per abbracciarlo”.

Il progetto, della durata prevista di tre

anni, ha come obiettivo il coinvolgimento

di 200 imprese che entreranno a far

parte di una vera e propria community

e saranno condotte in un percorso di

innovazione e di sperimentazione.

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 7


ATTUALITÀ

Il presidente di Assoclima

Roberto Saccone

I DATI DI ASSOCLIMA

Crescita a 2 cifre per gli impianti di climatizzazione

L’indagine statistica 2018 di

Assoclima, alla quale hanno

partecipato 46 aziende, mostra

un valore del mercato Italia 2018

di poco superiore al miliardo e

mezzo di euro, in crescita del

10,8% rispetto all’anno precedente

soprattutto grazie a chiller

condensati ad aria, climatizzatori

split e multisplit, sistemi VRF e

unità terminali. Segno positivo

anche per la produzione nazionale

(+5,4% rispetto al 2017),

che risulta pari a 717.768.000

euro ed è composta per quasi il

90% da chiller prevalentemente

a pompa di calore, unità di trattamento

aria e ventilconvettori.

“Il settore della climatizzazione

– ha dichiarato il presidente di

Assoclima Costruttori Sistemi di

Climatizzazione Roberto Saccone,

in occasione dell’incontro

dedicato alla presentazione dei

risultati dell’indagine statistica

2018 – ha chiuso lo scorso anno

con molti segni positivi. Sono

cresciuti soprattutto i comparti

legati alle rinnovabili termiche,

ai sistemi a pompa di calore, una

tecnologia che ha ancora importanti

prospettive di miglioramento

e innovazione, soprattutto

dal punto di vista dell’efficienza

energetica, e che avrà un ruolo

importante nel raggiungimento

degli obiettivi al 2030”.

La rilevazione di Assoclima,

giunta quest’anno alla 27° edizione,

considera i dati di produzione,

importazione, esportazione

e mercato Italia di climatizzatori

monoblocco, monosplit e

multisplit, sistemi VRF, roof top,

unità di trattamento aria, gruppi

frigoriferi con condensazione ad

aria e ad acqua, pompe di calore,

unità terminali e aerotermi.

Fattore comune per la maggior

parte delle tipologie di prodotti a

espansione diretta è la crescita

a due cifre rispetto al 2017: +10%

a valore e +12% a quantità per i

monosplit, per i quali le performance

migliori si registrano nel

segmento di potenze superiori a

7 kW, utilizzate prevalentemente

nel settore light commerciali;

+14% a valore e +13% a quantità

per i multisplit. Si conferma

anche nel 2018 la crescita dei

sistemi VRF (+17% a valore e

+18% a quantità), mentre risultano

in terreno negativo i condizionatori

packaged e roof top,

che rispetto all’anno precedente

perdono l’8% a valore e il 17% a

quantità.

Nel 2018 ancora segno positivo

per i gruppi frigoriferi condensati

ad aria, che rappresentano il

55% della produzione nazionale

e si confermano il prodotto

con i maggiori tassi di crescita

nell’ambito delle macchine idroniche

(+13% a valore e +15%

a quantità). Dalla rilevazione

risulta, per le potenze fino a 17

kW, una notevole crescita dei

modelli splittati a pompa di calore

(+46% a valore), che porta

l’intero comparto delle pompe

di calore fino a 17 kW a +23%.

Ne deriva che il mercato Italia

nella fascia fino a 17 kW oggi è

per quasi il 90% dominato dai

sistemi a pompa di calore. La

rilevazione evidenzia anche che

il mercato dei piccoli apparecchi,

fino a 17 kW, rappresenta

circa il 40% del totale dei chiller

condensati ad aria. Si tratta di

una percentuale importante che

risente positivamente dell’introduzione

sempre maggiore del

sistema in pompa di calore nel

riscaldamento/climatizzazione

residenziale. Anche per le macchine

oltre i 50 kW si rileva una

ulteriore crescita dei sistemi a

pompa di calore, che rappresentano

ormai circa il 50% del

totale.

Segnano invece una battuta di

arresto i gruppi frigoriferi con

condensazione ad acqua, che

registrano decrementi sia a

valore (-3%) sia a quantità (-7%).

Per quanto riguarda le unità

terminali, dopo i buoni risultati

del 2017, anche il 2018 mostra

un fatturato Italia in crescita

(+7% a valore e +6% a quantità),

mentre la produzione nazionale

si ferma al +1%, evidenziando

un incremento sempre maggiore

dell’importazione. La migliore

performance riguarda i ventilconvettori

hi-wall (+23% a

valore e +22% a quantità), ma

risultano in terreno positivo

anche le altre tipologie: +2%

a valore e +3% a quantità per

i ventilconvettori con mantello

che nel mercato Italia rappresentano

ancora circa il 65% del

totale; +9% per i modelli senza

mantello; +9% a valore e +3% a

quantità per i modelli cassette.

Continua a crescere la penetrazione

delle versioni con ventilatore

a velocità variabile(+18% a

valore e +14% a quantità).

8 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

PRIMO TRIMESTRE 2019

In calo gli ordini di macchine utensli

Il presidente

di Ucimu -

Sistemi

per Produrre

Massimo

Carboniero

Nel primo trimestre 2019, l’indice

Ucimu degli ordini di

macchine utensili ha segnato

un calo dell’8,5% rispetto

allo stesso periodo dell’anno

precedente. In valore assoluto

l’indice si è attestato a 127,7

(base 100 nel 2015). Il risultato

complessivo è stato determinato

dall’arretramento registrato

nella raccolta ordinativi sia sul

mercato interno che sul mercato

estero. In particolare, gli

ordini esteri hanno segnato

un calo dell’8,2% rispetto al

periodo gennaio-marzo 2018.

Il valore assoluto dell’indice si

è attestato a 124,3. Anche sul

fronte interno, i costruttori italiani

di macchine utensili hanno

registrato un arretramento della

raccolta ordini, scesi del 9,8%,

rispetto al primo trimestre 2018.

Il valore assoluto dell’indice si

è attestato a 129,1.

“Il risultato del primo trimestre

induce a un’attenta riflessione

– ha dichiarato Massimo Carboniero,

presidente di Ucimu

- sistemi per produrre – perché,

alla evidente riduzione della

raccolta ordini sul mercato

interno, cominciata con il primo

trimestre del 2018, si aggiunge

ora il calo degli ordinativi raccolti

oltreconfine”.

“Con riferimento al mercato

interno, la riduzione degli ordinativi

è fisiologica dopo l’exploit

del 2017. Ce lo aspettavamo e,

osservando l’andamento del

2018 e di questa prima frazione

del 2019, possiamo affermare

che i valori si stanno riportando

sui livelli di normalità tipici del

mercato italiano”.

“Detto ciò, occorre però considerare

che l’industria manifatturiera

del paese ha ancora

necessità di investire in nuovi

macchinari e tecnologie di produzione.

Per questo è indispensabile

che le autorità di governo

confermino al più presto le

tecnicalità relative al ripristino

del superammortamento così

come presentato nel Decreto

Crescita”.

“Per le PMI il superammortamento

rappresenta, infatti,

lo strumento più semplice per

favorire la sostituzione e l’aggiornamento

dei macchinari

industriali e, per questo, ben

si combina con l’iperammortamento

che favorisce e stimola,

invece, la diffusione dell’innovazione

in chiave digitale”.

“L’Italia ha bisogno di consolidare

e incrementare il valore

della sua produzione manifatturiera

preservando le sue aziende,

il know how e il lavoro. E per

fare ciò occorrono strumenti

che stimolino gli investimenti

in tecnologia. Solo così, aggiungendo

innovazione a innovazione,

potremo consolidare la

nostra leadership in quei settori,

spesso di nicchia, in cui

la nostra offerta risulta oggi di

gran lunga preferita a quella dei

concorrenti”.

“Sul fronte estero le rilevazioni

del nostro indice – ha aggiunto

il presidente di Ucimu – mostrano

un rallentamento. Il clima di

instabilità politica, la concomitanza

con le elezioni europee, la

staticità di alcuni mercati, come

la Germania, e di alcuni settori

di sbocco particolarmente

rilevanti per la macchina utensile

italiana, come l’automotive,

così come la chiusura protezionistica

di alcuni importanti

mercati, rendono l’attività dei

costruttori italiani oltreconfine

certamente meno agevole”.

“Per questa ragione chiediamo

alle autorità di governo di

ragionare sul potenziamento

degli incentivi fiscali per le

imprese italiane che partecipano

alle fiere di riferimento

per il settore che si svolgono

fuori UE, poiché la presenza

alle manifestazioni espositive,

soprattutto in mercati lontani,

rappresenta il miglior strumento

di marketing per una PMI. Alla

più importante fiera organizzata

in Cina, che si è svolta a metà

aprile, sono, infatti, oltre 50

le imprese italiane che hanno

esposto la propria tecnologia

con l’obiettivo di intercettare

la domanda di utilizzatori locali

e dei paesi limitrofi, di certo

tra le più vivaci nel panorama

internazionale”.

“Ma tutto questo non è sufficiente

– ha concluso Carboniero

– per questo Ucimu,

nell’ambito dell’attività di internazionalizzazione,

nel 2019 ha

in programma, insieme a Ministero

dello Sviluppo Economico,

Ambasciate, ICE-Agenzia e le

omologhe associazioni di settore,

l’organizzazione di una

serie di forum bilaterali in Russia,

India e Cina, pensati per

favorire il dialogo tra i sistemi

paese e i sistemi industriali di

entrambe le parti”.

10 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

DATA-DRIVEN ECONOMY

Cerved Next punta sulla qualità dei dati

La data-driven economy è un approccio alla

realtà con cui tutto si dovrà confrontare. Con

questa consapevolezza, 1.800 professionisti,

manager e imprenditori “illuminati” (su 4.000

iscritti) di aziende, istituzioni finanziarie e

pubbliche amministrazioni tra le più dinamiche

e produttive del Paese, si sono ritrovati

al Megawatt di Milano alla seconda edizione

di Cerved Next, l’evento italiano organizzato

da Cerved in collaborazione con Iab Italia e

Acmi per fare incontrare e confrontare tutti

coloro che ogni giorno prendono decisioni

partendo dai dati. Realtà giovani (il 16% delle

imprese ha meno di 3 anni e il 45% meno di

10) che rappresentano il 13% dell’economia

italiana e crescono il 10% in più della media,

con una percentuale doppia di donne nel

board (37%) e una propensione all’innovazione

di 69 su 100 mentre la media è 49.

“Stiamo andando sempre più verso una

data-driven society – ha esordito Andrea

Mignanelli, amministratore delegato di Cerved

– dove tutto sarà gestito con i dati.

La sfida per i prossimi anni sarà quella di

liberare questo potenziale e di imparare a

leggere i dati giusti, per farci guidare nelle

decisioni quotidiane”. A maggior ragione in

un momento in cui alcuni indicatori hanno

ripreso a peggiorare. Da due trimestri a questa

parte infatti i tempi di pagamento delle

aziende, prima in lento ma costante calo,

hanno ricominciato ad aumentare: a marzo

2019 i giorni medi di ritardo sono passati da

12,2 (marzo 2018) a 12,5, così come le imprese

che saldano con ritardi gravi, superiori

a 60 giorni, sono oggi il 6% (erano il 5,6),

secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sui

Pagamenti di Cerved”.

Ma come distinguere con certezza tra chi è

solido e chi no? Con i dati e le tecnologie,

che possono aiutare a velocizzare i processi

in sicurezza e garantire l’accesso al credito

a realtà finora escluse dai circuiti bancari.

“Credit Revolution”, open banking, alternative

lending, fintech, intelligenza artificiale

applicata al credito, era appunto uno dei

filoni su cui si sono concentrati gli interventi

degli speaker internazionali, i dibattiti e gli

workshop, insieme a “Future of Business”

(trust economy, big data, blockchain, data

visualization, digital transformation impact)

e “Marketing Transformation” (programmatic

advertising, SEO e CRO, web analytics,

customer journey transformation, growth

hacking, human-based marketing).

“Occasioni come Cerved Next sono importanti

perché ci permettono di porci queste

domande, di confrontarci con persone diverse

da noi e di sentire il punto di vista di chi

ne ha fatto uno scopo di vita”.

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ATTUALITÀ

CABLAGGIO E COLLEGAMENTO

Lapp aumenta il fatturato

Attiva nello sviluppo e nella produzione

di soluzioni integrate nella tecnologia di

cablaggio e collegamento, Lapp chiude

ancora una volta l’anno fiscale con una

crescita a doppia cifra. Nel 2017/2018, il

fatturato è aumentato del 12,3% attestandosi

a 1.153 milioni di euro. La crescita

interessa anche l’organico che conta

oggi oltre 4.200 collaboratori (+12,6%).

La nostra costante espansione sopra

la media – dichiara Andreas Lapp, Presidente

di Lapp Holding AG – ci permette

di essere in linea con gli sfidanti obiettivi

posti dalla Strategia 2020. I risultati in

Europa sono molto positivi e ci stiamo

impegnando per rafforzare la nostra presenza

in America e in Asia, due regioni

dall’elevato potenziale dove l’azienda può

incrementare ulteriormente la propria

presenza”.

La regione EMEA (Europa, Medio Oriente

e Africa) ha registrato una crescita

del 15%, raggiungendo gli 826 milioni

di euro, ovvero quasi il 72% del totale,

di cui 104 in Italia. Nella regione Asia

Pacifico, che include anche Australia e

Nuova Zelanda, l’aumento è stato del 9%,

pari a 212 milioni di euro e nel centro e

nord America il turnover ha raggiunto i

106 milioni di euro, con un +2,2%. Solo il

mercato del Sud America ha subito una

perdita di fatturato del 18%, equivalente

a 8,2 milioni di euro e dovuta alla grave

crisi economica che ha colpito la regione.

La posizione finanziara di Lapp è rimasta

solida nell’anno finanziario 2017/2018.

L’EBIT si attesta a 58,6 di milioni di euro

(+5,5%) e l’equity ratio è pari al 48,9%, in

leggero calo rispetto al 53,9% del precedente

anno, in virtù dell’aumento totale di

bilancio e delle acquisizioni effettuate.

Lapp ha intensificato i suoi investimenti

del 29%, per un totale di 31 milioni di

euro, concentrandosi sulle acquisizioni,

sul lancio a livello globale del gestionale

Sap Ecc 6.0, sui nuovi macchinari

e impianti e sulla logistica delle sedi

commerciali e dei siti produttivi. La

crescita di Lapp è una conseguenza

di scelte strategiche vincenti operate

sia per linee interne che esterne, tra

cui: acquisizioni e joint venture che

hanno concorso ad un incremento del

fatturato del 3%; l’acquisizione di SKS

Automaatio e SKS Connecto in Finlandia

e in Polonia (ora Lapp Automaatio

e Lapp Connecto). Inoltre, da febbraio

2018 l’azienda è in Australia grazie alla

joint venture con il business partner

Neozelandese ECS e nel luglio scorso

ha rafforzato la propria presenza in

Svizzera grazie all’acquisizione dello

storico distributore Volland.

Lapp ha inoltre ottenuto un incremento

del 24% nelle vendite di sistemi Ethernet.

Il ricco portfolio IDC si compone di soluzioni

in grado di guidare la trasformazione

dell’industria secondo i principi 4.0, grazie

ad una vasta gamma di cavi, connettori

e switch per tutti i protocolli.

FILTRAZIONE

Accordo fra Ste Industries e Donaldson

Specializzata nello sviluppo di soluzioni

innovative per il settore dell’Internet

of Things (IoT) che consentono

la raccolta di dati da sensori wireless

Iper Low Power Consumption,

l’italiana Ste Industries ha siglato

un accordo di esclusiva con Donaldson,

produttore di soluzioni per la

filtrazione: Donaldson implementerà

la tecnologia brevettata Micro.sp

di Ste Industries nel mondo della

filtrazione (aria e liquidi) per mezzi

pesanti (trattori/truck/OTR).

Grazie a questo accordo, Donaldson

potrà sviluppare una serie di prodotti

per il controllo dei filtri sia per l’aria

che per i liquidi, basati sulla tecnologia

radio Iper Low Power Micro.sp

di Ste Industries.

Per il settore del filtraggio è fondamentale

poter utilizzare soluzioni Iper

Low Power Consumption e Micro.

sp si è rivelata la piattaforma IoT

ideale che permetterà a Donaldson

di sviluppare e proporre sul mercato

prodotti estremamente innovativi,

compatti e integrati a costi contenuti.

“Siamo entusiasti che Donaldson

abbia scelto la nostra soluzione

tecnologica e al tempo stesso confidiamo

di poter creare del valore

aggiunto alla loro gamma prodotti”,

dichiara Matteo Moiraghi, Business

Development di Ste Industries. “È

uno dei sistemi IoT più promettenti

che ci sia mai capitato di sviluppare.

I piani di Donaldson sono particolarmente

importanti e prevediamo

uno sviluppo celere già nei primi

mesi del 2019”.

Da sinistra: Matteo Moiraghi, Business

Development di Ste Industries, e David

Gutman, Engineering Director IAF Europe

di Donaldson

12 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

IL PROGETTO KEP DI ENEA

Ricerca pubblica e imprese insieme per l’innovazione

Rafforzare la crescita e la competitività

delle aziende italiane

con soluzioni innovative su

misura, realizzate con la consulenza

di ricercatori dedicati

e il supporto di infrastrutture

all’avanguardia. È l’obiettivo

del Knowledge Exchange Program

(KEP) di Enea, che mette

a disposizione delle imprese e

delle loro associazioni un team

di 15 ambasciatori dell’innovazione

specializzati nel trasferimento

tecnologico, un Fondo

da 2,5 milioni di euro per lo

sviluppo di progetti congiunti

e il portale dedicato www.kep.

enea.it con una selezione di

tecnologie e servizi avanzati.

L’iniziativa, sviluppata in collaborazione

con Cna, Confapi,

Confartigianato, Confindustria

e Unioncamere, è stata

presentata a Roma nel corso

dell’evento “Innovare insieme:

una sfida per Istituzioni, Ricerca

e Imprese”.

“Il Kep nasce dalla volontà di

Enea di costruire nuovi ponti

fra ricerca pubblica e mondo

produttivo, partendo da un’esperienza

di successo come

Foto Digital Europe

l’Industrial Liaison Program

del Mit di Boston”, ha sottolineato

il presidente dell’Enea

Federico Testa. “L’obiettivo è di

sviluppare tecnologie e progetti

innovativi attraverso rapporti

duraturi di collaborazione e

fiducia con le imprese, nella

prospettiva di Terza Missione

e di scambio di conoscenza.

Siamo convinti che l’innovazione

fatta insieme alle imprese

di tutti i settori e di tutte le

dimensioni sia più che mai una

chiave di volta per la crescita

e l’occupazione e che le partnership

tra ricerca pubblica

e imprese siano strategiche

per una nuova progettualità

dell’innovazione”.

In questa prospettiva del ricercare

insieme l’innovazione e

di accrescere le opportunità

di sviluppo tecnologico va il

Fondo per il Proof of Concept

da 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo

di supportare lo sviluppo

di progetti per innalzare

il TRL (Technology Readiness

Level) dei risultati della ricerca

ottenuti da Enea e avvicinarli

alla commercializzazione,

insieme ad imprese che vogliono

condividere il rischio dell’investimento.

L’iniziativa nasce

per cercare di ovviare alla

scarsità di risorse per investimenti

in R&S ed è aperta ai

soggetti del mondo produttivo

che vogliono investire in questa

direzione. I primi 13 progetti

finanziati partiranno a breve,

dopo un percorso che ha visto

la presentazione di 80 proposte

e 64 manifestazioni di interesse

selezionate in collaborazione

con Iban, l’associazione italiana

dei business angel.

Oltre al Kep e al Fondo per il

Proof of Concept, Enea ha previsto

iniziative con il mondo

del Venture Capital per offrire

ulteriori strumenti a supporto

di ricerca e innovazione e

per far conoscere il Progetto

Kep ai potenziali beneficiari,

fra cui anche un numero speciale

della rivista Enea “Energia

Ambiente e Innovazione”

(EAI) dal titolo Insieme per

l’innovazione: la nuova sfida

per Ricerca e Imprese. Altre

informazioni nel video “Enea

presenta il KEP”.

A fine 2018 le 641 le imprese

biotech attive in Italia hanno

generato un fatturato di circa

11,5 miliardi di euro, investito

oltre 2 miliardi in R&S e mantenuto

circa 3 mila posti di lavoro.

“Ricerca e innovazione devono

essere al centro delle nuove

politiche per lo sviluppo e la

competitività – afferma il viceministro

della Ricerca Lorenzo

Fioramonti in un editoriale

sul nuovo numero della rivista

Enea – anche attraverso un

rapido e sostanziale aumento

degli investimenti”.

Le iniziative dell’agenzia nazionale

sono state molte, come

il processo per produrre un

filo da utilizzare come “toner”

delle stampanti 3D usando la

plastica presente nei rifiuti di

apparecchiature elettriche ed

elettroniche (RAEE), con costi

inferiori rispetto ai filamenti

commerciali più utilizzati e

con benefici ambientali conseguenti

alla valorizzazione

economica del rifiuto. Altra

iniziativa di rilievo è stata in

Antartide, dove per la prima

volta droni pilotati da ricercatori

Enea hanno sorvolato il

territorio circostante la base

italiana “Mario Zucchelli” a

supporto delle attività scientifiche

dell’ultima spedizione.

Tra i diversi video disponibili

anche quelli di due colonie di

pinguini di Adelia che hanno

permesso di stimare il numero

di pulcini presenti.

14 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

SINERGIE

Cuoa e Bosch Tec si alleano nel segno dell’alta formazione

Innovazione, digitalizzazione e

attenzione per il capitale umano

sono i driver che hanno portato

alla firma dell’accordo di collaborazione

tra Cuoa Business School

e Bosch Tec (Training, Esperienze,

Competenze). Il compito di chi si

occupa di alta formazione è fornire

e supportare imprese e persone

nello sviluppo di competenze solide

e aggiornate, perché siano in condizione

di trovare, con maggiore sicurezza

e consapevolezza, le migliori

strade per affrontare i diversi scenari

e far sviluppare il business. La

sinergia tra le due scuole si inserisce

in questo contesto e avrà come

focus le tematiche dell’Industria 4.0,

dell’innovazione, del lean management,

della digital transformation e

delle risorse umane.

“Oggi servono curiosità e apertura.

Al Cuoa siamo molto attenti

a creare nuove sinergie – spiega

Federico Visentin, presidente

di Cuoa Business School – per

poter offrire sempre di più ai nostri

interlocutori. Con questa alleanza

diamo per primi l’esempio di quanto

sia importante creare occasioni

di collaborazione con chi condivide

la nostra visione. Con Bosch Tec

abbiamo trovato una comunione

d’intenti sulla necessità di portare

valore e di creare occasioni formative

di sempre più alto livello, per

attrarre i talenti e accompagnarli

nel loro percorso di crescita”.

La peculiarità di Bosch Tec è il

suo DNA perché – spiega Sabrina

Castellan, Bosch Tec director –

sappiamo pensare come pensa

un’azienda. Sempre di più i partecipanti

chiedono concretezza e

applicabilità dei metodi formativi

nel loro lavoro quotidiano, sia in

ambito tecnico, sia in termini di soft

skill; Cuoa è un partner di prestigio

con cui siamo convinti di creare

una sinergia per la definizione e

la progettazione di corsi di formazione

innovativi e, soprattutto, concreti.

Il nostro valore aggiunto è il

know-how che Bosch ha acquisito

in oltre 130 anni di formazione dei

propri collaboratori”.

Cuoa (Centro Universitario di Organizzazione

Aziendale) è tra le più

importanti Business School italiane

e da 60 anni svolge attività di formazione

e diffusione della cultura

imprenditoriale e manageriale,

rivolta a imprenditori, manager,

professionisti e giovani neolaureati.

La sua offerta include: MBA e

master, corsi executive e progetti

su misura per imprese, professionisti

e manager; formazione e

consulenza per l’area banking e

finanza; progetti in collaborazione

con Istituzioni estere per l’internazionalizzazione

delle imprese e

molto altro.

TRATTAMENTI TERMICI

Carbotempra è una azienda di trattamenti

termici, con impianti di ultima

generazione, dotata di laboratorio per

prove metallurgiche e tecnologiche.

L’azienda è specializzata nella tempra

di acciai per cuscinetti e speciali, nella

cementazione gassosa e carbonitrurazione.

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www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 15


ATTUALITÀ

MACCHINE UTENSILI

Big Kaiser festeggia i 70 anni con risultati record

Il 2018 è stato un anno record

per Big Kaiser, produttore di

utensili e soluzioni per la realizzazione

di meccaniche di alta

qualità e precisione, e il 2019

vedrà l’azienda svizzera compiere

investimenti importanti per

consolidare la propria presenza

sul mercato.

Dopo i risultati positivi del 2017

in termini di crescita del fatturato,

Big Kaiser, nel primo

trimestre, ha incrementato le

proprie vendite del 20% rispetto

all’anno precedente e la crescita

del 2018 è stata senza precedenti.

In particolare, la regione

dell’Europa del Sud e la Svizzera

hanno registrato una crescita

del fatturato di più del 30%.

Alla guida dell’azienda in questo

momento dinamico c’è Reto

Adam, di recente nominato CEO

di Big Kaiser. L’azienda ha previsto

per tutto il 2019 importanti

investimenti sia in ambito IT

che di produzione, nonostante

le attuali difficoltà del mercato.

La chiave del successo di Big

Kaiser è stata quella di puntare

sull’innovazione, lanciando

lungo tutto il corso del 2018 prodotti

e soluzioni all’avanguardia.

In occasione della fiera

AMB di stoccolma, Big Kaiser

ha presentato la testina digitale

più piccola del mondo e

ha reso disponibile il controllo

delle sue teste di alesatura da

Smartwatch, tramite app.

Inoltre Big Kaiser ha sviluppato

EWA, un innovativo utensile per

l’alesatura di precisione completamente

automatizzato, che

non richiede alcun intervento da

parte dell’operatore, rivelandolo

proprio all’AMB.

Ma Big Kaiser ha anche tagliato

un importante traguardo, celebrando

i 70 anni dalla fondazione

di Kaiser. In occasione di questo

anniversario, Big Daishowa ha

invitato tutti i dipendenti Big Kaiser

in Giappone nella sede principale

di Osaka, e ha mostrato ai

colleghi europei come nascono

e come vengono fabbricati gli

utensili e i sistemi di misura.

All’inizio dell’anno è stato inoltre

inaugurato un nuovo centro logistico

nei pressi di Voehringen,

nel Baden-Wuerttemberg, dove

si trova la sede di Big Kaiser

Germania. La disponibilità immediata

dei prodotti a magazzino

consentirà all’azienda di fornire

un supporto tempestivo ed efficiente

a tutti i clienti tedeschi.

PRIMA EDIZIONE

Premio Manfredi a tre progetti hi-tech

Tre premi da 50.000 euro per altrettanti progetti

imprenditoriali hi-tech in grado di creare

nuovi posti di lavoro e di far crescere l’ecosistema

nazionale dell’innovazione. Si tratta

della prima edizione del Premio Manfredo

Manfredi, promosso dalla famiglia Manfredi

e da PoliHub, l’incubatore del Politecnico di

Milano, per contribuire al rinnovamento del

tessuto industriale nazionale, offrendo a giovani

imprenditori le prime risorse economiche

necessarie a mettersi in gioco e avviare un’iniziativa

imprenditoriale innovativa. Il Premio è

intitolato alla memoria dell’ingegner Manfredo

Manfredi, storico manager del gruppo Barilla

che a partire dagli anni ’50 e fino al 2013 ha

contribuito in modo determinante allo sviluppo

dell’azienda, da piccola realtà di provincia a

multinazionale leader nel settore alimentare

e simbolo dell’Italia nel mondo.

L’iniziativa vuole premiare idee brillanti e giovani

di talento supportandoli proprio nella fase più

critica, quando muovono i primi passi nella

creazione dell’azienda, aiutando gli imprenditori

di domani a ricalcare le orme di Manfredo

Manfredi, il quale perseguì con costanza e

determinazione l’innovazione sia nelle tecniche

di management che nello sviluppo di nuovi

prodotti. I progetti devono configurarsi come

“early stage”, cioè essere startup non ancora

costituite, non ancora finanziate da alcun tipo

di investitore professionale o istituzionale e

capaci di utilizzare in modo distintivo le nuove

tecnologie. Il riconoscimento, che non ha alcuno

scopo di lucro, destinerà un premio in denaro

- 150.000 euro, cioè 50.000 per ogni vincitore, di

cui 30.000 sotto forma di grant e un equivalente

di 20.000 in servizi di incubazione – a tre tra le

migliori iniziative imprenditoriali hi-tech incubate

in PoliHub. Le startup verranno individuate

attraverso le call4ideas e i canali di accesso

attivati negli ultimi due anni solari dall’incubatore

(www.polihub.it).

“Il Premio Manfredo Manfredi – commenta

Stefano Mainetti, Ceo di PoliHub – vuole aiutare

giovani e promettenti imprenditori a muovere il

primo passo nell’avvio della propria azienda,

creare nuovi posti di lavoro e contribuire allo

sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione,

per aprire la strada ad iniziative simili in

Italia, come succede già da tempo nei paesi

anglosassoni”.

16 La Subfornitura - n.3 2019

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ATTUALITÀ

LA FIERA DELLA TECNOLOGIA INDUSTRIALE

Oltre 215 mila visitatori ad Hannover Messe

Sono stati circa 6.500 gli espositori provenienti

da tutto il mondo e presenti ad

Hannover Messe 2019, la fiera della tecnologia

industriale, che hanno presentato

soluzioni per la produzione industriale e

per l’approvvigionamento energetico del

futuro; con più di 500 esempi di impiego

di Intelligenza Artificiale nella produzione

industriale, con applicazioni del 5G e

soluzioni per la svolta energetica e della

mobilità. Importanti produttori di robot e

startup della robotica hanno presentato

esempi di applicazioni per tutti i settori

industriali. Il Paese Partner Svezia, con

160 espositori, ha ribadito il suo spiccato

profilo di nazione dell’high-tech.

“Più di 215.000 visitatori hanno varcato

le soglie della fiera Hannover Messe –

dichiara Jochen Köckler, Ceo di Deutsche

Messe – per investire in nuove tecnologie

e rendere la loro azienda a misura di futuro.

Solo ad Hannover è possibile avere la

visione completa degli scenari applicativi,

del potenziale e dell’interazione di Industria

4.0, Intelligenza Artificiale, 5G e nuove

soluzioni energetiche”.

“Il 40% circa dei 215.000 visitatori era di provenienza

estera”, aggiunge Köckler. “Questo

dato record sottolinea l’importanza di

Hannover Messe a livello internazionale e

conferma la forza dell’industria tedesca”. I

più importanti Paesi visitatori dopo la Germania

sono stati la Cina (7.200), i Paesi Bassi

(5.900), l’Italia (3.400) e gli Usa (3.400). Dal

Paese Partner Svezia sono arrivati in fiera

2.600 visitatori.

Gli espositori di Hannover Messe 2019 tracciano

un bilancio positivo. “L’industria della

costruzione dei macchinari sta attraversando

un periodo di incertezza economica

– spiega Thilo Brodtmann, direttore generale

dell’Associazione dei costruttori tedeschi di

macchine e impianti (VDMA) – ed è quindi

particolarmente importante che Hannover

Messe continui ad essere punto di riferimento

per il settore e per la sua capacità

di innovazione.

I costruttori di macchine sono i pionieri

della produzione integrata e il grande interesse

registrato tra i visitatori per la comunicazione

da macchina a macchina e per il

protocollo di comunicazione universale OPC

UA dimostra che le nostre aziende sono in

prima linea nei nuovi sviluppi. Anche il nuovo

standard di telefonia mobile 5G è un fattore

determinante per la produzione integrata.

Industria 4.0 è una trasformazione che copre

un arco temporale di più anni, e in fiera è

stato possibile fare il punto della situazione,

capire dove siamo arrivati finora”.

“5G e Hannover Messe sono un binomio

perfetto”, dichiara Klaus Mittelbach, Ceo

dell’Associazione tedesca dell’industria

elettronica ed elettrotecnica (Zvei). “Già il

prossimo anno sarà possibile vedere in fiera

molte applicazioni. Le aziende del nostro settore

sono ansiose di usare il nuovo standard,

che, abbinato all’Intelligenza Artificiale, sarà

un importante fattore competitivo”.

Con il supporto dei partner tecnologici

della fiera Nokia e Qualcomm, ad Hannover

Messe è stato anche allestito il primo campo

di sperimentazione del 5G, dove nuovi gestori

e utenti si sono confrontati

con il potenziale del

nuovo standard di telefonia

mobile per l’impiego

industriale.

Con la prima del 5G, Hannover

Messe ha dato

il via anche a un nuovo

progetto dell’Ente Fiera: il

progetto “Smart Venue”,

che nei prossimi mesi farà

del quartiere espositivo di

Hannover la prima location

fieristica 5G dove il nuovo standard di

connessione superveloce sarà pienamente

operativo.

Esperti del mondo dell’industria, della politica

e della ricerca si sono dati appuntamento

nella cornice dei forum e delle conferenze

di Hannover Messe per confrontarsi su

temi quali Industria 4.0, Intelligenza Artificiale

e Futuro del lavoro. Tra gli eventi del

fitto calendario collaterale hanno suscitato

grande interesse anche appuntamenti alla

loro prima edizione quali il Summit sulla

costruzione leggera, organizzato dal Ministero

federale tedesco dell’economia e della

tecnologia, il Congresso “Future of Work in

Industry” e l’Industrial Pioneers Summit.

Strutturato su sette ambiti espositivi principali,

il nuovo format della fiera getterà le basi

per un’ulteriore crescita nei settori chiave

dell’industria, dell’energia e della logistica.

La prossima Hannover Messe si terrà dal

20 al 24 aprile 2020. Paese Partner sarà

l’Indonesia.

18 La Subfornitura - n.3 2019

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APPUNTAMENTI

DAL 16 AL 21 SETTEMBRE 2019

Presentata a Milano

la 22esima edizione

di EMO Hannover,

l’appuntamento

con la più alta

partecipazione

internazionale nel settore

delle tecnologie

di produzione. 230

gli espositori dall’Italia,

il paese più rappresentato

dopo la Germania.

La piattaforma

internazionale per la

lavorazione dei metalli

La 22esima di EMO è in calendario

ad Hannover dal 16 al 21 settembre

2019. Il salone leader mondiale della

lavorazione dei metalli si tiene ancora una

volta in Germania, terzo mercato della

macchina utensile per importanza. “Tutti i

costruttori importanti di tecnologia per la

produzione saranno presenti ad Hannover

nella cornice della più grande e più completa

fiera per la produzione industriale”,

dice Wilfried Schäfer, direttore di VDW,

l’Associazione dei costruttori tedeschi di

macchine utensili con sede a Francoforte

sul Meno che organizza la manifestazione.

A inizio maggio risultavano già iscritti 2.040

espositori da 47 Paesi. Tra di essi figurano

leader di mercato di tutti i settori tecnologici,

come DMG Mori, FFG, Mazak,

Siemens, Grob, Doosan, Fanuc, Okuma,

Makino, Index, GF Machining Solutions,

Chiron, Trumpf, SLM, Stratasys, Paul Horn,

Iscar, Sandvik, Kuka e molti altri. Dall’Italia

hanno aderito finora 219 aziende, tra le

quali D’Andrea, PAMA, Breton, Vigel, Ficep,

MCM, Gnutti Transfer, Biglia e C.M.S.

EMO Hannover è la piattaforma a più alto

tasso internazionale dedicata alla lavorazione

dei metalli. La fiera vanta infatti visitatori

qualificati in arrivo da tutto il mondo. Nel

2017 circa la metà dei circa 130.000 visitatori

proveniva da circa 160 diversi Paesi. Per

gli espositori la percentuale era del 64%.

Foto Deutsche

Messe

“EMO Hannover è una piattaforma dell’innovazione

nel campo delle macchine, delle

soluzioni e dei servizi per la lavorazione dei

metalli”, sottolinea Schäfer. “Nel 2017,

il 72% degli espositori ha dichiarato di

avere presentato in fiera novità sviluppate

espressamente per EMO”.

TECNOLOGIE INTELLIGENTI

Nel segno dello slogan “Smart technologies

driving tomorrow’s production!” EMO

Hannover affronta una delle maggiori sfide

per l’industria. “Per tradurre in realtà la

fabbrica intelligente, è fondamentale l’interconnessione

globale di uomini, impianti

e processi di business lungo l’intera catena

del valore”, dice Schäfer. La connettività si

attiva più velocemente nell’industria grazie

alla disponibilità di processori di elevate

prestazioni che rendono possibile l’elaborazione

di grandi quantità di dati. Secondo

le stime dell’istituto internazionale di ricerca

di mercato International Data Corporation,

entro il 2020 ci saranno nel mondo, considerando

sia l’economia sia il settore privato,

30 miliardi di oggetti connessi.

Le tecnologie intelligenti sono la chiave

per una maggiore produttività e flessibilità

e per una migliore qualità, obiettivi classici

intorno ai quali si muovono nuovi sviluppi

20 La Subfornitura - n.3 2019

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L’Ucimu: “Germania nostro primo mercato”

A inizio giugno il tour di presentazione della fiera ha toccato

anche l’Italia, con la conferenza negli spazi di Ucimu - Sistemi

per Produrre, a Cinisello Balsamo (Milano). Il direttore

generale di Ucimu, Alfredo Mariotti, ha ricordato che

l’imminente edizione di EMO ospiterà “230 espositori italiani,

una partecipazione seconda sola a quella tedesca”. “È un

appuntamento imprescindibile per chi opera nell’industria”, ha

continuato Mariotti. “Non è solo un’occasione di business, ma

anche di confronto e di aggiornamento. Per i costruttori italiani,

del resto, il mercato tedesco è cruciale, essendo la prima

destinazione dei nostri macchinari, verso la quale si registra un

ulteriore aumento dell’export. È una fiera, insomma, in cui gli

italiani sono motivati a esprimere il proprio meglio”.

Presente a Milano anche il direttore di VDW Wilfried

Schäfer: “Abbiamo fatto oltre 50 incontri in tutto il mondo

per presentare EMO 2019. La forza di questa fiera è anche la

presenza esclusiva, tra chi espone, di produttori di macchine,

invece che di società commerciali. Questo significa che i

visitatori hanno la possibilità di parlare direttamente con chi

progetta e costruisce le soluzioni tecnologiche. Visitatori che

non vengono a curiosare, ma a cercare soluzioni concrete

per i loro progetti, soprattutto in ambito Industria 4.0 e IoT.

Gli espositori europei saranno ancora predominanti, ma

cresce rapidamente la presenza di asiatici, che superano

ormai il 30%. È ferma al 4% la quota di stand di aziende che

Alcuni relatori della conferenza di Milano: al centro,

il direttore generale di Ucimu Alfredo Mariotti

provengono dalle Americhe, un dato che dà l’idea del dominio

europeo e asiatico nel settore delle tecnologie di produzione”.

A conclusione della conferenza di Milano, ha dato una sua

testimonianza Sergio Bassanetti, vicepresidente di Ucimu

e manager di D’Andrea Spa. “La nostra azienda partecipa

ad EMO Hannover dall’edizione del 1957, tanto che abbiamo

perfino avuto l’onore di ricevere le chiavi della città dal

sindaco in persona. La fiera è stata il trampolino di lancio

per il nostro prodotto principale e di ogni suo aggiornamento:

prima la testa meccanica per alesatura e sfaccettatura ad

alta precisione, poi la testa elettronica e infine il portautensili

modulare di alta precisione per macchine utensili e centri di

lavoro”.

e perfezionamenti della tecnologia di produzione.

Digitalizzazione e interconnessione

intelligente della fabbrica rendono inoltre

possibili nuove funzioni quali il monitoraggio

dei processi o la manutenzione predittiva,

che fanno un ulteriore passo avanti con

l’apprendimento automatico grazie a smart

data e analisi dei dati.

Si creano così le premesse per nuovi modelli

di business, ad esempio l’economia delle

piattaforme, che aiuteranno clienti e fornitori

ad accrescere la loro efficienza.

Pressoché ogni espositore di EMO si occupa

prioritariamente di nuove soluzioni

creative. Nuovi concetti di Industria 4.0 si

fanno strada in tutti gli ambiti: macchine,

componenti, controlli, sistemi di misura,

flusso dei materiali. “EMO Hannover 2019

sarà un hotspot di nuove offerte e soluzioni

rivolte alla fabbrica intelligente”, dice il

direttore generale.

IOT NELLA PRODUZIONE:

UNO DEI TEMI CENTRALI

Per poter presentare i diversi aspetti di

IMPORT DI MACCHINE UTENSILI IN GERMANIA DALL’ITALIA

Fonte: statistiche sul commercio estero, VDW

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 21


APPUNTAMENTI

Industria 4.0, il tema Internet of Things verrà

suddiviso a EMO in diversi ambiti tematici:

Area espositiva IoT nella produzione, riservata

a espositori singoli che si occupano

di tecnologia di controllo, software e tecnologia

dell’automazione. Già nel 2017

fornitori classici di sistemi di controllo come

Beckhoff, Bosch, Fanuc, Heidenhain o Siemens,

ma anche consorzi di costruttori di

macchine come Adamos o Axoom hanno

presentato le loro piattaforme IT a EMO

Hannover. “Sappiamo che questa area

espositiva è molto interessante anche per

fornitori di IT quali IBM, HP, GE, SAP, Microsoft,

Oracle, Telekom e altri, intenzionati a

promuovere il loro business con costruttori

di tecnologia per la produzione”, dice

Schäfer, richiamando al fatto che questo

obiettivo è facilmente realizzabile a EMO,

dove sono presenti decision maker per la

tecnologia di produzione dell’intera catena

del valore che va dallo sviluppo dei prodotti

alla produzione, alla gestione della

qualità, alla logistica. “I pianificatori della

produzione oggi non investono più solo in

macchine, vogliono vedere anche soluzioni

complete, e non c’è fiera migliore di EMO

per averne una visione d’insieme così ricca”,

sintetizza Schäfer.

La mostra speciale “industrie 4.0 area -

smart solutions for your business” - Nella

cornice dell’industrie 4.0 area innovative

aziende e noti istituti di ricerca proporranno

soluzioni intelligenti per un proficuo business

della loro clientela: da componenti

intelligenti per il controllo dei processi

o supporto all’utenza a soluzioni per un

flusso regolare dei dati con la massima

sicurezza, e molto altro. La mostra speciale

sarà arricchita anche dalla presenza

di esponenti del mondo della ricerca che

testimonieranno lo stato dell’arte dello

sviluppo scientifico. Un Forum specialistico

offrirà inoltre l’opportunità di discutere

di proposte già realizzate o di visioni del

futuro con un vasto pubblico di addetti ai

lavori. La mostra speciale è gestita da VDW

in collaborazione con il Gruppo editoriale

Konradin.

Collettive nazionali - In questa cornice

saranno allestite anche le collettive nazionali.

A fine maggio erano pervenute le

Foto Deutsche Messe

EXPORT ITALIA: I MAGGIORI PAESI DI SBOCCO (ESCLUSI PARTI, ACCESSORI)

Fonte: statistiche sul commercio estero, VDW

iscrizioni di Cina, Taiwan e Svizzera. Tutti

questi Paesi vantano interessanti iniziative

nazionali su Industria 4.0 o su IoT e sono

invitati a presentarle a EMO Hannover.

Forum delle tendenze su Industria 4.0. -

VDW collabora inoltre con l’Associazione di

categoria per il software interna a VDMA,

l’Associazione tedesca al vertice dell’industria

delle macchine e degli impianti,

secondo settore acquirente di macchine

utensili per importanza. Grazie a questa

collaborazione, per l’intera durata di EMO

si terrà un Forum di alto profilo che prevede

conferenze e tavoli di discussione sulle

tendenze di Industria 4.0 e sull’apprendimento

automatico. È in programma anche

un approfondimento sul futuro del lavoro.

Umati, una lingua comune per industria

4.0 - In occasione di EMO Hannover 2019

verrà presentato infine lo standard per

interfacce con macchine utensili basato su

OPC UA con tutte le funzionalità. Questo

standard garantisce una connessione aperta

e indipendente dal fornitore tra macchine e

sistemi IT di livello superiore, premessa per

il successo di Industria 4.0. Solo così è possibile

trasferire dati macchine di produttori

diversi e con differenti controlli a sistemi

ERP e MES o nel cloud, dove verranno

ulteriormente elaborati o analizzati come

base per nuovi servizi e funzioni.

Questa connettività è la chiave per tutti i

valori aggiunti e per i modelli di business

che l’economia si augura di poter realizzare

attraverso Industria 4.0. Soprattutto le

piccole e medie imprese hanno bisogno di

poter connettere le loro macchine in modo

semplice per poter fruire dei nuovi sviluppi

in ambito IoT e potersi concentrare sul loro

know-how chiave.

È per questo che più di un anno fa VDW

ha realizzato, con otto noti costruttori di

macchine utensili e con importanti fornitori

di sistemi di controllo, l’interfaccia umati

(universal machine tool interface). Fino

ad oggi sono stati definiti più di 20 casi

applicativi, ad esempio veloce monitoraggio

della produzione, dell’avanzamento programma

e dello stato macchine, handling

di un ordine di produzione, creazione di

statistiche di errore o stato operativo su una

infografica della linea del tempo. Vengono

impiegati oltre 100 parametri rilevanti, ad

esempio macchina funzionante sì/no. A fine

2018 è stato costituito un gruppo di lavoro

congiunto OPC UA. Da allora la comunità

internazionale delle macchine utensili può

prendere parte alla revisione e all’ampliamento

dello standard.

22 La Subfornitura - n.3 2019 www.interprogettied.com


APPUNTAMENTI

L’AGENDA

Smart Vision Forum

25 giugno 2019

Bologna

www.spsitalia.it/2382/smartvision-forum.html

Italian Tech Week

25-28 giugno 2019

Torino

www.to.camcom.it/italian-techweek

EMO Hannover

16-19 settembre 2019

Hannover, Germania

www.emo-hannover.de

Industrial Transformation

Asia Pacific

22-24 ottobre 2019

Singapore

industrial-transformation.com

MCM

23-24 ottobre 2019

Verona

www.mcmonline.it

SAVE

23-24 ottobre 2019

Verona

www.exposave.it

La finitura diventa SMART

6 novembre 2019

Milano

www.anima.it

Festival della Tecnologia

7-10 novembre 2019

Torino

www.festivaltecnologia.it

AsiaBLECH

20-22 novembre 2019

Chengdu, Cina

www.asiablech.com/en

Mecspe Bari

28-30 novembre 2019

Bari

www.mecspebari.it

BLECH France

21-23 gennaio 2020

Parigi, Francia

www.blechfrance.com

Samuexpo

30 gennaio 2020 - 1 febbraio 2020

Pordenone

www.samuexpo.com

Fornitore Offresi

20-22 febbraio 2020

Erba (Como)

www.fornitoreoffresi.com

Mecspe

26-28 marzo 2020

Parma

www.mecspe.com

32.BI-MU

14-17 ottobre 2020

Milano

www.bimu.it

EuroBLECH

27-30 ottobre 2020

Hannover, Germania

www.euroblech.com

EMO Milano

4-9 ottobre 2021

Milano

www.ucimu.it

Formnext

19-22 novembre 2019

Francoforte, Gremania

formnext.mesago.com

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 23


APPUNTAMENTI

MACCHINE UTENSILI, ROBOT E AUTOMAZIONE

Nel 2020 BI-MU si concentrerà in 4 giorni

L’ultima edizione di BI-MU, andata

in scena nell’ottobre del 2018,

si era chiusa con la soddisfazione

degli espositori: questo è

quanto emerge dai risultati del

questionario di Customer Satifaction

inviato dagli organizzatori

nei mesi successivi alle imprese

espositrici, che hanno risposto

nel 40% dei casi.

BI-MU è una manifestazione di

riferimento in Italia per il settore

delle macchine utensili, robot e

automazione. La partecipazione

delle imprese “ricalca” la natura

del settore. Infatti, considerando il

numero degli addetti, la gran parte

delle imprese espositrici a 31.BI-

MU era costituita da PMI, che

erano il 63% del totale. Seguono

le imprese di grandi dimensioni

(26%); quelle con oltre 250 addetti

rappresentano l’11% del totale.

Preminente è la parte di macchine

per l’asportazione ma vi è anche

un’ampia panoramica di tecnologie

per la deformazione, componentistica,

tecnologie additive,

metrologia, software e utensili.

BI-MU è “la casa” dei costruttori

di sistemi di produzione e

tecnologie abilitanti: il 92% dei

rispondenti la considera la più

rappresentativa del settore esprimendo

giudizi tra il buono e l’ottimo.

Un terzo degli intervistati

la considera ottima in fatto di

tecnologia esposta e brand presenti

a catalogo.

Più dell’80% degli espositori di

31.BI-MU si è dichiarato soddisfatto

della manifestazione; la

metà degli espositori ha espresso

un giudizio decisamente positivo.

Un terzo dei rispondenti ha giudicato

migliore questa edizione

rispetto alla precedente (2016).

Nella valutazione dei servizi tecnici

relativi al quartiere espositivo

di fieramilano Rho, il 95%

degli intervistati esprime giudizio

positivo. Servizi logistici e accessibilità

al quartiere, in particolare

servizio navette ed efficienza dei

mezzi di trasporto, sono punti

di eccellenza che gli operatori

riconoscono a BI-MU.

La presenza di visitatori è giudicata

positivamente sia dal punto

di vista dei numeri che della qualità.

L’89% degli espositori considera

tra buona e ottima la presenza

di visitatori italiani; stesso

giudizio è espresso dal 55% degli

espositori per i visitatori esteri.

Oltre ai numeri, decisamente

positivi se si considera che sono

state 65.000 le visite registrate

ai tornelli, in sensibile aumento

rispetto all’edizione del 2016. È

la qualità dei visitatori ad essere

considerata il punto di forza di

BI-MU: l’86% degli espositori la

giudica tra buona e ottima.

La qualità coincide con la tipologia

del visitatore, giudicato interessante

poichè appartenente

a settori utilizzatori e con profilo

tale da poter influenzare le

decisioni di acquisto o definire

direttamente gli investimenti.

L’85% è coinvolto nelle decisioni

di acquisto.

A BI-MU i visitatori vengono per

acquistare. Il 60% degli espositori

giudica infatti positivi i contatti

attivati in fiera. La valutazione

sull’efficacia dei leads raccolti

a BI-MU è ancora migliore se

considerata in prospettiva: il 75%

ne è soddisfatto: sono ottimi per il

17,5% e buoni per il 67%.

La scelta di innovare fatta dagli

organizzatori ha incontrato il

favore degli operatori del settore

che a 32.BI-MU avranno una

manifestazione ancora più ricca.

Accanto alle aree di innovazione

presentate in occasione della

scorsa edizione, quali Fabbricafutura,

Box Consulting, Robot

Planet, Bi-Mu Startupper, Club

Tecnologie Additive, Potenza

Fluida, Focus Meccatronica, Il

Mondo della Finitura delle Superfici,

sarà anche Sfortec che, da

salone della subfornitura tecnica,

si trasforma, a tutti gli effetti, in

una nuova area di BI-MU. A queste

se ne aggiungeranno altre a

cui gli organizzatori stanno già

lavorando così da poterle presentare

a breve.

Ma la novità più rilevante dell’edizione

2020 della biennale della

macchina utensile è la durata:

32.BI-MU si concentra su 4 giorni,

scegliendo il mercoledì come

giorno di inizio e mantenendo per

la chiusura il sabato, da sempre,

il giorno di massima affluenza.

La scelta degli organizzatori di

ridurre l’evento espositivo a quattro

giorni risponde alle richieste

espresse dagli espositori, nel

corso degli ultimi anni (oltre l’87%

dei rispondenti al questionario

dell’ultima edizione di BI-MU

ritiene più adeguato il periodo

di 4 giorni) di concentrare il più

possibile la manifestazione per

una più efficiente organizzazione

della propria partecipazione.

L’appuntamento con 32.BI-MU

sarà perciò da mercoledì 14 a

sabato 17 ottobre 2020.

24 La Subfornitura - n.3 2019

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APPUNTAMENTI

POLITECNICO DI TORINO

Un festival dedicato

a tecnologia e società

Agazzi PUB_AGAZZi 06/09/11 09.45 Pagina 1

Dall’invenzione del fuoco al digitale, la tecnologia

continua a rivoluzionare le società umane:

in occasione del 160° anniversario della sua

fondazione, il Politecnico di Torino organizza

il Festival della Tecnologia con l’obiettivo di

proporre una riflessione ampia sul rapporto

tra tecnologia e società, avvicinare i cittadini

al metodo scientifico e rafforzare il dialogo tra

università e società civile.

Raccontare la tecnologia attraverso le persone

e raccontare le persone attraverso la tecnologia:

sarà questo l’obiettivo del Festival della

Tecnologia, che proporrà dal 7 al 10 novembre

2019 un programma che utilizzerà strumenti

diversi per offrire al grande pubblico di ogni età

laboratori didattici e workshop, allestimenti interattivi

e incontri con scienziati, artisti, sociologi,

scrittori di fama internazionale.

Il Festival si inserisce nel panorama nazionale

e internazionale come uno dei primi momenti di

questa portata specificamente dedicati a una

riflessione sulla tecnologia, sul ruolo che ha

avuto nella nostra storia e che avrà nell’affrontare

le sfide future (dalle modifiche del clima alla

rivoluzione digitale, dalla genetica alle energie

rinnovabili, ecc.), promuovendo un dibattito

partecipato e accessibile a tutti che si occupa

di temi vicini alla vita delle persone e che utilizza

anche linguaggi inediti per il mondo della

tecnologia, come l’arte, il teatro, la letteratura

e la musica.

Inoltre, il Politecnico propone un Festival che è

espressione non solo dell’Ateneo ma anche di

una rete ampia e diffusa di partner che coinvolge

centri di ricerca nazionali e internazionali,

istituzioni pubbliche e imprese private,

esperti, personalità e testimoni. I contributi di

questa rete costruiranno un programma molto

ricco di iniziative che a partire dalle sedi del

Politecnico si estenderanno alla città quasi a

realizzare un “Festival diffuso” su un territorio,

come quello torinese e piemontese, che da

secoli è fortemente connotato dalla tecnologia

e dall’innovazione.

“Il Politecnico intende massimizzare il suo

impatto sulla società ancor più di quanto non

abbia fatto in passato e uno dei modi per farlo

– a fianco di didattica, ricerca e trasferimento

tecnologico – è proprio promuovere occasioni di

confronto e di approfondimento su temi di grandi

rilevanza, aperti a tutti i cittadini”, spiega il

Rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco.

OFFICINA MECCANICA DI PRECISIONE

Qualità Professionalità Organizzazione Affidabilità

PRECISION MECHANICAL MACHINING

Quality Expertise Efficiency Reliability

3 Frese e centri di lavoro CNC

fino a 3000x820x720 mm

3 Alesatrice con tavola girevole

dim. 1550x1000x1200 mm

3 Torni a CNC - max Ø 940 mm

3 Rettifica universale

e tangenziale

3 Taglio LASER 3000 W

formato 3000x1500 mm

3 Reparto assemblaggi

meccanici

3 Sala metrologica di controllo

3 Ufficio Tecnico per

progettazione e sviluppo disegni

3 Carpenteria meccanica leggera

tramite la consociata FABER

Sede Principale/Headquarters

3 Operazioni complementari

di foratura, filettatura, stozzatura

Trattamenti di protezione

superficiale e termici

Sede Taglio Laser/Laser Cutting Branch

3 CNC milling machines and

machining centers up to

3000x820x720 mm

3 Rotary-table boring machine,

capacity 1550x1000x1200 mm

3 CNC Lathes - Turning Centers

machining diam. max 940 mm

3 Universal and Horizontal grinders

3 LASER cutting machine - 3000 W,

capacity range 3000x1500 mm

3 Mechanical assembly department

3 Metrological control room

3 Engineering Department for project

design and development

3 Light structural steelwork via the

subsidiary FABER

3 Additional drilling, threading and

slotting operations

Protective surface and thermal/heat

treatments

Produzione di: Macchine complete di CABLAGGI ELETTRICI E PNEUMATICI

ATTREZZATURE - GRUPPI e COMPONENTI MECCANICI

COSTRUZIONE PROTOTIPI - PICCOLE E MEDIE SERIE

Production: MACHINES complete with ELECTRICAL and PNEUMATIC SYSTEMS

EQUIPMENT - MECHANICAL ASSEMBLIES and COMPONENTS

PROTOTYPE MANUFACTURING – SMALL AND MEDIUM PRODUCTION LOTS

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 25


MACCHINE UTENSILI

TORNITURA E FRESATURA

I centri di tornitura/

fresatura Hyperturn

di EMCO sono apprezzati

nella produzione precisa

e flessibile di pezzi singoli

e in serie. Come mostrano

i risultati ottenuti presso

GMT Wintersteller, che

ha installato una versione

con contromandrino.

Produzione completa

di componenti pesanti

e di grandi dimensioni

Il produttore austriaco GMT Wintersteller

GmbH ha investito in un centro

di tornitura/fresatura Hyperturn 200

EMCO per gestire il crescente numero di

ordini per la lavorazione di componenti

pesanti e di grandi dimensioni. L´azienda

produce circa l´80% dei suoi componenti

su base contrattuale, per lo più componenti

complessi, compresi quelli per la

costruzione di impianti e carpenteria

idraulica. Ciò richiede un´ampia gamma

di lavorazioni disponibili, dalla foratura,

tornitura, fresatura e rettifica alla saldatura

e lavorazioni dei metalli in generale.

Come afferma il proprietario e direttore

generale Leonhard Wintersteller, gli investimenti

in macchine moderne e ad alta

flessibilità sono continui. In particolare,

apprezza l´elevata produttività delle

lavorazioni complete con il minimo di

operazioni di posizionamento possibile,

che offrono un´elevata flessibilità grazie

alla semplificazione della logistica interna.

Nel 2017, EMCO ha consegnato al

produttore di Salisburgo il primo Hyperturn

200 Powermill al mondo in una

versione con contromandrino, slitta di

supporto fissa e funzione contropunta.

Da allora, la macchina sta dimostrando

le sue qualità in GMT Wintersteller.

L’Hyperturn

200 Powermill

di EMCO è la

macchina utensile

di maggiori

dimensioni di

GMT Wintersteller

sioni con lunghezze di tornitura da 3100

a 6100 mm e con diametro tornibile di

1000 mm per pezzi fino a 6000 kg di

peso. Si distinguono soprattutto per il

loro design stabile e rigido e la vasta

gamma di personalizzazioni. Il mandrino

principale e il contromandrino, che sono

identici, hanno entrambi una potenza di

azionamento di 84 kW e una coppia di

6400Nm. Questo permette di eseguire

una tornitura produttiva con elevate

velocità di taglio e asportazione su

entrambi, senza sacrificare la seconda

fase. Nella versione con contropunta,

dispone di un cannotto diametro 200

TORNITURA A ELEVATE VELOCITÀ

DI TAGLIO

I centri di tornitura/fresatura Hyperturn

200 Powermill sono disponibili in vermm,

una corsa di 250 mm e punta

integrata CM6. La spinta idraulica fino

a 4000 daN, è sufficientemente stabile

per supportare in modo rigido e affidabile

pezzi aventi un peso massimo di

6000 kg. È inoltre possibile installare

una o più lunette, che possono muoversi

sull’intera lunghezza di tornitura,

per supportare la lavorazione di pezzi

lunghi e sottili.

MANDRINO DI FRESATURA

AD ELEVATE PRESTAZIONI

Particolarmente caratteristico è il design

del carro. Progettato come un montante

26 La Subfornitura - n.3 2019

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Il mandrino

di fresatura

è progettato

per le massime

prestazioni

di taglio

mobile eccezionalmente stabile e rigido

nel design della struttura RAM Boxin-Box,

assicura all’unità di tornitura/

fresatura una capacità di lavorazione

particolarmente precisa nell´intera area

di lavoro, anche alle elevate velocità

di taglio. Come Leonhard Wintersteller

conferma, questo design permette di

lavorare in modo flessibile un´ampia

gamma di componenti, compresi quelli

più complessi.

Sotto questo aspetto la rotazione di

120° dell´asse B in entrambe le direzioni

e la corsa di 600 mm (+/- 300 mm)

dell’asse Y rappresentano dei vantaggi

considerevoli. Il mandrino di fresatura

ad azionamento diretto, con una potenza

di 80 kW, permette alta capacità di

asportazione, ed il raffreddamento a

liquido assicura la stabilità termica e

quindi la precisione di lavorazione. Sono

disponibili versioni differenti da 6500

giri/min e 630 Nm o 10000 giri/min e

630 Nm e portautensili HSK-T 100 o

Capto C8 (PCS 83).

I MAGAZZINI UTENSILI

MINIMIZZANO I TEMPI

DI INATTIVITÀ

I tre magazzini utensili opzionali permettono

di ottimizzare la produttività

delle lavorazioni riducendo al minimo i

tempi di inattività e di preparazione. La

scelta è tra 50, 100 o 200 utensili con

un peso massimo di 25 kg, una lunghezza

fino a 600 mm e un diametro fino a

120 mm. Come opzione, specialmente

per la foratura o barenatura profonda, è

Il potente

mandrino

principale

e l’identico

contromandrino

sono stati

progettati per

lavorazioni

pesanti con una

coppia massima

di 6.410 Nm

e un’elevata

potenza di 84 kW

emcoNNECT,

programmato

con il software

CAM Esprit di

DPTechnology,

riduce le

interruzioni

ed elimina le

collisioni

disponibile una variante con tre postazioni

per utensili aventi una lunghezza

massima di 1000 mm. In questo caso,

è disponibile in opzione un efficace

dispositivo refrigerante che eroga il

refrigerante a una pressione massima

di 80 bar attraverso gli utensili. Nella

versione standard, il sistema lubrorefrigerante

opera alla pressione di 40 bar.

SOFTWARE PER LA PRODUZIONE

DI SINGOLI PEZZI

Anche le operazioni di tornitura e fresatura

più complesse possono essere

programmate in modo molto rapido e

semplice. I centri di tornitura/fresatura

Hyperturn 200 sono dotati di un controllo

CNC Sinumerik 840D sl con interfacce

di programmazione conversazionale

Shopmill e Shopturn e simulazione animata

della lavorazione. Quest´ultima è

uno strumento importante per evitare le

collisioni, assicurando la massima affidabilità

di processo soprattutto quando

si esegue la lavorazione completa di

singoli pezzi con geometrie e profili

complessi.

È supportata anche la lavorazione

simultanea su 5 assi. Hyperturn 200 PM

dispone anche dell’assistente di processo

digitale emcoNNECT. Tutti i componenti

dei centri di tornitura/fresatura hanno una

funzione diagnostica integrata per minimizzare

le interruzioni. Per massimizzare

l´affidabilità e il controllo del processo

di lavorazione, è possibile installare l’opzione

di monitoraggio automatico della

rottura utensile.

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 27


MACCHINE UTENSILI

ALTE PRESTAZIONI

L’innovativa serie

di fresatrici simultanee

a 5 assi di GF Machining

Solutions favorisce

una produttività

intelligente e agile.

Fresatrici per stampi

e matrici che danno

forma al futuro

I

rapidi sviluppi del mercato e le innovazioni

che plasmano il futuro rappresentano

un importante banco di prova per

i produttori di stampi e matrici e la loro

capacità di adattarsi al cambiamento. GF

Machining Solutions regala a questi produttori

l’agilità necessaria per il futuro con

l’innovativa serie Mikron MILL P composta

da fresatrici simultanee a cinque assi.

Le macchine Mikron MILL P 500 U e

Mikron MILL P 800 U sono ottimizzate

per la produttività intelligente. Gli utenti

possono ricorrere a nuovi utensili (come

le frese con segmento circolare) per raggiungere

una finitura tridimensionale

fino a 30 volte più veloce o sfruttare

la fresatura trocoidale per la sgrossatura

con una maggiore affidabilità del

processo. Con la serie Mikron MILL P, i

produttori possono trasformare le sfide di

oggi nelle applicazioni di domani. Queste

macchine ad alte prestazioni sono studiate

per garantire la precisione necessaria

nella produzione di stampi e matrici per

l’industria, come quella automobilistica o

degli elettrodomestici. Mikron MILL P 500

U/800 U assicura non solo una precisione

pari a ±2 µm sul piano X/Y, ma anche un

processo stabile alle aziende che sono alla

ricerca di una produttività agile.

28 La Subfornitura - n.3 2019

www.interprogettied.com


U di GF Machining Solutions. Queste macchine,

che montano azionamenti diretti

raffreddati ad acqua negli assi girevoli e

basculanti e vantano un design termosimmetrico,

garantiscono una precisione

continua. Per esempio, 20 pezzi con sfera

da 50-mm di diametro sono stati fresati

con angolazioni variabili della tavola in 8

ore. Il risultato? Una variazione del profilo

inferiore a ±2 µm.

L’industria degli stampi è oggi sotto pressione,

perché è richiesta una maggiore efficienza.

Da un lato, i produttori sono spinti

a raggiungere una produttività maggiore

nella realizzazione degli stampi. Dall’altro,

devono ottenere una maggiore produttività

dallo stampo stesso con più cavità

e tempi ciclo più brevi. Questi requisiti

rappresentano un importante banco di

prova per le fresatrici di oggi in termini

di velocità, stabilità, dinamica e sicurezza

di produzione, per venire incontro alla

necessità di una precisione costante.

UNA SOLUZIONE TRENTA VOLTE

PIÙ VELOCE

Una soluzione per soddisfare questi requisiti

prevede l’aumento della velocità di produzione

con nuove strategie di fresatura

sulla base di una nuova lavorazione con

utensili. Un modo per migliorare la flessibilità

è effettuare la sgrossatura durante

il tempo di lavorazione non sorvegliato.

Inoltre, la sicurezza del processo cresce con

l’uso di utensili di taglio altamente dinamici.

Ma il lavoro che richiede più tempo

nella produzione di stampi è rappresentato

dalla finitura della superficie con frese

sferiche nella cavità dello stampo. Questo

processo risulta notevolmente più breve

Fresatrice

simultanea

a 5 assi Mikron

MILL P 500

utilizzando frese con segmento circolare.

Facendo un confronto con le frese sferiche,

le frese con segmento circolare della serie

Mikron MILL P assicurano tempi di finitura

30 volte più veloci grazie a un passo (la

distanza da un percorso di taglio all’altro)

fino a 30 volte maggiore. La finitura della

superficie che ne deriva è persino migliore

in virtù dell’elevato raggio del segmento

circolare.

Per trarre pieno vantaggio dalle frese con

segmento circolare in termini di finitura

della superficie e velocità, la fresatrice

deve essere sia dinamica sia stabile, assicurando

un movimento uniforme nelle

applicazioni a cinque assi. A causa del loro

comportamento termico e dell’usura, le

tavole girevoli-basculanti a ingranaggi non

sono la soluzione ottimale per i movimenti

simultanei a cinque assi continui richiesti.

Ma la serie Mikron MILL P U incorpora assi

basculanti e girevoli ad azionamento diretto,

il dinamismo e la stabilità complessiva,

venendo così incontro a queste esigenze.

±2 μM SUL PIANO X/Y

Le oscillazioni della temperatura possono

influenzare negativamente la precisione

nella lavorazione simultanea, un’altra sfida

che viene vinta con la serie Mikron MILL P

PRODUZIONE 24 ORE SU 24,

7 GIORNI SU 7

Inoltre, l’esclusiva integrazione dell’automazione

della serie dal retro attraverso il

gantry della macchina garantisce la facile

integrazione e operazioni veloci quando

è combinata con un sistema di movimentazione

pezzi o palette all’avanguardia.

Questa soluzione garantisce un’ergonomia

ottimale per l’operatore e condizioni per

una produzione 24 ore su 24, 7 giorni

su 7. Per esempio, una diminuzione del

tempo di produzione da 10 ore a due

ore e mezza a parità di cavità assicura

una capacità maggiore della fresatrice.

L’utilizzo di questa capacità di notte è

uno degli ovvi vantaggi legati all’impiego

dell’automazione.

I produttori di stampi e matrici possono

inoltre approfittare dell’esclusivo sistema

Machine and Spindle Protection (MSP)

di Mikron MILL P 500 U/800 U. Questo

elemento garantisce una protezione attiva

in tutte le direzioni per ridurre i periodi di

inattività della macchina. In caso di collisione,

gli utenti possono riprendere l’intera

produzione nel giro di 10 minuti circa.

CUSTOMER SERVICES: RCONNECT

rConnect di GF Machining Solutions

Customer Services porta la produzione

intelligente nelle officine dei produttori di

stampi e matrici. Grazie ad app innovative,

l’intelligenza della macchina è sempre

disponibile per garantire la massima

operatività delle officine dei clienti. Con

rConnect Live Remote Assistance (LRA), gli

utenti possono rivolgersi ai tecnici esperti

di GF Machining Solutions per ottenere

risposte rapide alle loro richieste di assistenza.

Questo perché LRA connette gli

utenti con gli esperti in tempo reale per

l’assistenza da remoto.

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 29


UTENSILI

LAVORAZIONI MECCANICHE

Alesatura di precisione

Protagonista internazionale

nella realizzazione di utensili e

soluzioni per lavorazioni meccaniche

di alta qualità e precisione,

Big Kaiser ha rivelato

i suoi utensili dedicati all’alesatura

in occasione di Prodex,

la fiera svizzera di macchine

utensili, utensili e sistemi di

misura che si è tenuta a Basilea

a maggio in concomitanza con

Swisstech 2019.

Protagonista dello spazio espositivo

di Big Kaiser, “la testina di

alesatura digitale più piccola del

mondo”, nota anche come “EWE

Downsize”. Questa soluzione

è stata nominata per il Prodex

Award, il premio dedicato all’innovazione

nell’industria svizzera.

Punta di diamante della gamma

di utensili digitali dedicati all’alesatura

di Big Kaiser, EWE 04-7

permette di realizzare lavorazioni

meccaniche molto precise

e affidabili con miglioramenti

sostanziali in termini di velocità,

sicurezza e semplicità di

regolazione.

Tra le altre soluzioni in mostra,

si segnala la serie 112 di utensili

per la barenatura. Questa

gamma è stata sviluppata per

eseguire in modo accurato

fori molto piccoli; a completare

la serie è la nuova testina

micrometrica EWN 04-12; con

un intervallo di regolazione da

Ø 0,4 a 152 mm, questa serie

rappresenta la scelta ideale per

operazioni di finitura precise

in cui le prestazioni eccellenti

costituiscono un requisito fondamentale.

I visitatori dello stand hanno

potuto poi approfondire la conoscenza

di Big-Plus ® , il rinomato

sistema di mandrini a doppio

contatto esclusivo di Big Kaiser.

Si tratta dell’unico che garantisce

il contatto simultaneo tra

cono e flangia per mandrini con

conicità 7/24. Il doppio contatto

conico e frontale tra il mandrino

della macchina e il portautensile

assicura la miglior rigidità, affidabilità

e accuratezza, a vantaggio

della precisione e dell’estensione

della durata degli utensili.

È stato possibile vedere dal

vivo alcune soluzioni di Big

Kaiser in azione su una Fanuc

RoboMat MK-21.

CON SMORZAMENTO DELLE VIBRAZIONI

Barre di barenatura/tornitura

Per ampliare le possibili applicazioni

in tornitura e barenatura con lunghe

sporgenze, Seco Tools aggiunge

nuove unità alla sua serie di barre

di barenatura/tornitura con smorzamento

delle vibrazioni Steadyline ®

e le relative unità di taglio. Questi nuovi prodotti comprendono

barre Steadyline da 25 mm di diametro, unità

di tornitura GL25, barre Steadyline da 100 mm di diametro

e nuove unità per barenatura di sgrossatura e di finitura.

Le barre di tornitura Steadyline utilizzano il più efficace

sistema di smorzamento delle vibrazioni del settore per

facilitare le operazioni di tornitura e barenatura fino a

profondità di 10xD per fori di piccole e grandi dimensioni.

Il sistema di smorzamento delle vibrazioni passivo/

dinamico utilizza una massa smorzante all’interno della

barra e unità di taglio corte e compatte per massimizzare

l’assorbimento delle vibrazioni, rendendo possibile

l’utilizzo di lunghezze utensile fino a 10 volte il diametro

senza vibrazioni dell’utensile o necessità di interrompere

la lavorazione. Con Steadyline, è possibile sostituire le

unità in modo rapido ed agevole grazie

all’esclusiva connessione Seco

GL, che garantisce un montaggio

rapido e saldo delle unità sulle barre

Steadyline con modularità e con

la possibilità di orientare le unità

di 180°. La connessione GL inoltre

assicura un centraggio accurato e

una ripetibilità di 5 micron.

Le barre del diametro di 25 mm con

connessione lato utensile GL25 per

le sporgenze 6xD, 8xD e 10xD includono barre rinforzate

in metallo duro per raggiungere le massime profondità

con connessioni lato macchina Seco Capto, HSK-T/A

e con attacco cilindrico.

Le 16 nuove unità di tornitura GL25 sono destinate a

tornitura generica, creazione di recessi e barenatura in

tirata, scanalatura e filettatura con inserti DN..11, CC..09,

DC..07, DC..11, TC..11 e VB..11, LC..19 e 16ER/L.

Le barre di diametro maggiore di 100 mm montano le teste

di tornitura GL50 esistenti e includono la tecnologia di

lubrorefrigerazione ad alta pressione Jetstream Tooling ®

tramite adattatori da BA a GL50.

Le unità per barenatura con connessione lato macchina

BA060 e BA080 consentono di ottenere diametri di barenatura

per sgrossatura e finitura da 66 mm a 115 mm.

30 La Subfornitura - n.3 2019

www.interprogettied.com


Materiali Lavorati:

• Acciaio Inox 304/316/303/307

• Inconel628, Alloy, Monel

• Acciai comuni da costruzione;

• Acciai speciali;

• Acciai automatici e leghe leggere;

• Materiali plastici.

Lavorazioni eseguite:

• Tornitura da barra fino a Ф65

• Tornitura di ripresa fino a Ф 180

• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300

• Produzione ingranaggi e dentatura

• Piccoli assemblaggi di precisione

F.lli Locatelli s.r.l.

meccanica di precisione dal 1967

Settori di sbocco:

• Aeronautico e navale

• Costruttori di macchine/impianti

• Elettromeccanico

• Illuminotecnica

• Raccorderia speciale o ad alta pressione

• Settore Petrolchimico

• Valvole e piccoli gruppi premontati

• Ruote dentate e ingranaggi

• Medicale

• Settore alimentare

F.lli locatelli s.r.l.

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LAVORAZIONI MECCANICHE

ALTA PRECISIONE

Conversazione con

Giancarlo Piatti,

tra i massimi conoscitori

dei polimeri ad alte

prestazioni, fondatore

e direttore generale

di Geartec, azienda

specializzata nelle

lavorazioni di precisione

e nelle microlavorazioni.

di Alessandro Bignami

Nel corso della visita all’officina che

precede la conversazione negli

uffici della sede di Legnano, c’è

il tempo non solo di osservare gli avanzati

centri di lavoro per la tornitura e

la fresatura – oltre al reparto speciale

per le microlavorazioni – ma anche di

notare l’ordine e la pulizia degli spazi e

la concentrazione degli operatori.

Giancarlo Piatti, in Italia uno dei più fini

conoscitori del mondo delle plastiche, ha

contribuito all’affermazione di Ensinger

nel nostro paese e nel 2015, uscendo da

quell’esperienza, ha avviato in autonomia

un nuovo percorso, che risponde al nome di

Geartec, oggi una delle realtà più avanzate

Lavorare la complessità

delle materie plastiche

L’officina

nella sede

di Geartec

a Legnano (MI)

nelle lavorazioni di precisione di particolari in

un ampio range di materie plastiche, tra cui

PA6, PA66, PTFE, PVC, POM, PVDF e PEEK.

Geartec si è specializzata nelle lavorazioni

complesse e di precisione per applicazioni

con finiture e tolleranze sempre più strette,

oltre che nelle microlavorazioni. Queste

ultime riguardano la produzione di microcomponenti

e particolari di dimensione pari

o inferiore a 5 mm, cioè elementi minuscoli

che si inseriscono su pezzi di grandezze

normali. Alcuni settori – come quelli

dell’elettronica e dei semiconduttori, delle

telecomunicazioni e della strumentazione

chirurgica – puntano sempre di più alla

miniaturizzazione dei componenti, generando

quindi necessità di geometrie complesse,

spessori di parete estremamente sottili,

forature con diametri infinitesimali – ad

esempio da 0,2 – e tolleranze ristrettissime.

Al 2017 risale l’ingresso di Geartec nel

Gruppo ATAG, che oggi è proprietario

di una quota di partecipazione del 40%.

La Subfornitura - Giancarlo Piatti,

come sta procedendo la fusione con il

Gruppo ATAG?

R. - Il 2018 è servito a portare avanti il

processo di integrazione e per capire come

sfruttarne al meglio le potenzialità. Le competenze

accumulate in decenni di esperienza

nella lavorazione delle materie plastiche,

insieme all’officina attrezzata con tecnologie

all’avanguardia, ci rendono molto forti

sotto l’aspetto tecnico-produttivo. L’ingresso

in ATAG consente di potenziarci anche dal

punto di vista commerciale, grazie alla loro

estesa ramificazione nel mercato nazionale.

La Subfornitura - Quali risultati sono

stati ottenuti finora?

R. - L’anno scorso è stato più che altro di

Giancarlo Piatti, Direttore Generale

di Geartec

32 La Subfornitura - n.3 2019

www.interprogettied.com


studio, ma già verso i mesi finali del 2018

sono arrivati i primi frutti, che si sono

ampiamente confermati nei primi mesi

del 2019. Vediamo grandi opportunità

in questa operazione.

La Subfornitura - Che cosa vi differenzia

nell’esteso mondo delle materie

plastiche?

R. - Una cosa che può apparire scontata,

ma non lo è affatto: un’approfondita

conoscenza dei materiali, che poche realtà

in Italia possono vantare. Sappiamo

gestire un range enorme di materie plastiche,

con caratteristiche estremamente

diverse. Pensi che in officina trattiamo

plastiche che vanno da un costo di 5 euro

a 8.000 euro al kg! Possiamo davvero

definirci degli specialisti, che diffondono

lungo la filiera la propria cultura delle

materie plastiche. Mi occupo di plastica

dal 1977, quindi ho vissuto in prima

persona una larga parte della sua storia.

Il 1991 è stato un altro anno importante

per il mio percorso, con l’arrivo di Ensinger

in Italia, della cui filiale sono stato

il responsabile per 25 anni. Ensinger fu

tra i primi produttori di semilavorati in

materiale plastico ad alte prestazioni e

oggi resta un leader del settore. Grazie

a questa grande tradizione e al lavoro

dell’equipe che da tanti anni mi accompagna,

oggi Geartec è un autorevole attore

nel comparto delle lavorazioni su disegno.

La Subfornitura - Oggi la conoscenza

delle materie plastiche è più diffusa sui

mercati?

R. - Rispetto a qualche tempo fa, sì. Materiali

di scarso valore non vengono quasi

più confusi con quelli ad alte prestazioni.

Restano errori superficiali, come quello di

chiamare un polimero con il nome commerciale

sotto cui viene venduto da un produttore.

Niente di grave, sennonché quando si

lavora insieme su un disegno a volte ci si

imbatte in tre e o quattro nomi diversi che

designano lo stesso materiale, il che genera

confusione. Sia chiaro: se dopo uno studio

viene apportata una modifica a un polimero

di base per migliorarne alcune caratteristiche,

trovo ragionevole che la società che

ha investito nella ricerca lo definisca a

suo modo. Bisogna più che altro trovare

Connettore

in PEEK realizzato con AM

Particolare in PEEK

additivato con

ceramica per test

dei semiconduttori

Particolare in PA66 additivato

fibra di vetro per motore F1

un giusto equilibrio fra le esigenze della

trasparenza e della tracciabilità dei materiali

e la possibilità, da parte di un’azienda, di

evidenziare la peculiarità del suo prodotto.

La Subfornitura - Le vostre competenze

consentono di offrire anche servizi di

consulenza?

R. - Certo, è un’attività a cui teniamo

molto. Anche se talvolta può rivelarsi

economicamente controproducente. Può

capitare infatti che i nostri studi vengano

poi fatti realizzare da altri, che promettono

prezzi più bassi. Però siamo convinti

di avere un compito in questo settore,

al quale non sarebbe giusto sottrarci:

continueremo a erogare consulenze e

a diffondere cultura tecnica, certamente

con la necessaria attenzione a proteggere

il nostro know how. In ogni caso la fabbrica

di Geartec è aperta, per chi voglia

vedere come lavoriamo.

La Subfornitura - Qual è il modo di

fare innovazione per un’azienda, come

la vostra, che lavora su disegno?

R. - Per quanto ci riguarda, creiamo

innovazione attraverso il co-engineering,

lavorando a fianco del committente. Nel

continuo confronto con quest’ultimo, si

cerca la configurazione migliore e più

innovativa, per esempio rispetto alla scelta

degli spessori e dei materiali, fino a

produrre il particolare desiderato. Trovare

soluzioni in collaborazione con l’ufficio

tecnico del cliente è per noi la strada

principale verso l’innovazione.

La Subfornitura - Uno dei maggiori

settori di applicazione dei vostri pezzi è

quello delle macchine per il processo e

il confezionamento alimentare.

R. - Sì, il mondo del food rappresenta

poco più della metà del nostro fatturato.

Lavoriamo con i costruttori di riferimento

dei più importanti distretti del packaging

alimentare, tra cui naturalmente quello

emiliano.

La Subfornitura - Perché avete scelto

di puntare sulle microlavorazioni?

Il vasto patrimonio di conoscenze sulle

materie plastiche di cui ci avvaliamo ci

impone di misurarci con le lavorazioni

più complesse e impegnative. Se ci

accontentassimo di realizzare pezzi ordinari,

dovremmo gareggiare con migliaia

di competitor. Certo, oggi le tecnologie

sono così performanti da consentire di

lavorare circa l’80% dei pezzi richiesti

dal mercato anche senza l’intervento di

grandi specialisti. Be’, noi ci occupiamo

del restante 20%, cioè dei pezzi che si

possono realizzare in modo ottimale solo

se si hanno competenze di alto profilo.

Non parlo in questo caso soltanto di

microlavorazioni – richieste soprattutto

da elettronica, automotive e medicale –

ma anche di lavorazioni speciali e ad alta

precisione. Ecco perché molti costruttori

di macchine per l’industria alimentare,

talvolta dopo tentativi falliti con con-

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 33


LAVORAZIONI MECCANICHE

La leggerezza dei polimeri, dal packaging alimentare alla stampa 3D

L’ingegner Andrea Rossetti, responsabile tecnico di Geartec,

spiega in sintesi alcuni vantaggi che l’impiego dei particolari

in materiali plastici porta in settori molto esigenti, come quello

delle macchine per la trasformazione e il confezionamento

alimentare. “I principali vantaggi dei polimeri riguardano la

leggerezza e la possibilità di venire a contatto con sostanze

aggressive, che nelle macchine vengono usate per le operazioni

di sanificazione e sterilizzazione, indispensabili per garantire la

sicurezza alimentare. Noi offriamo la completa tracciabilità dei

pezzi, il supporto tecnico e la consulenza. Il committente ha a

disposizione un servizio completo, che parte dal co-design, passa

per la produzione, la certificazione e le operazioni connesse, e

arriva fino alla consegna”.

Un progetto innovativo di Geartec riguarda la manifattura

additiva. “Abbiamo installato una stampante 3D, con l’intenzione

di utilizzare polimeri diversi e ad alte prestazioni, come PEEK

e PPS modificati”, spiega Rossetti. “Si tratta di una scelta

ambiziosa, che ci renderà capaci di avvicinarci moltissimo al

pezzo di cui il cliente ha esattamente bisogno, ad esempio per

una piccola produzione. Sarà un servizio in più, un passo avanti

verso la realizzazione addirittura di pezzi unici che, prodotti in

serie con la tradizionale lavorazione meccanica, sarebbero

economicamente insostenibili. È una sorta di prototipazione

avanzata, che dà al progettista la possibilità di non limitarsi”.

1 2 3

toterzisti di fascia bassa, hanno infine

scelto noi per realizzare con precisione

un pezzo ad alto valore aggiunto.

La Subfornitura - Avete ricevuto da

Confindustria il BAQ 2018, il bollino di

qualità per l’alternanza scuola-lavoro:

quali iniziative state proponendo oggi

per la formazione dei giovani?

R. - Da alcuni anni abbiamo allacciato

relazioni con gli istituti tecnici della zona,

tra cui l’ISIS Antonio Bernocchi di Legnano,

che prepara i periti meccanici e gli operatori

destinati alla gestione delle macchine

utensili. Collaborare con gli studenti ci piace

molto, sia quando andiamo noi a scuola a

raccontare il mondo delle materie plastiche,

sia quando sono i ragazzi a fare le loro

prime esperienze lavorative nella nostra

officina. È fondamentale far conoscere alle

famiglie e ai giovani cosa sia questo settore

e quali opportunità offra. Al di là delle

tendenze di cui si parla molto – dall’industria

4.0 all’intelligenza artificiale, fino

alla manifattura additiva – la verità è che

1 - Strumento

chirurgico in

composito di PEEK

e fibra di carbonio

2 - Valvola rotante

in PEEK per

macchina alimentare

3 - Microlavorazioni

molti studenti non hanno una idea chiara di

cosa accade dentro i muri di una fabbrica.

Di solito quando li varcano si accorgono

subito di un fatto: che l’operaio non è quel

lavoratore soverchiato dagli ingranaggi, con

la tuta sporca di grasso o alienato da gesti

ripetitivi che avevano immaginato, ma è

una figura molto considerata in azienda,

che lavora soprattutto attraverso sistemi

informatici. E inoltre apprende che un operatore

impegnato sulle macchine utensili ha

molte chance di crescita e di raggiungere

velocemente delle soddisfazioni economiche.

Tuttavia oggi non è facile reperire figure

preparate e sufficientemente motivate. Per

questo riteniamo importante il dialogo

con la scuola. Dove c’è molto da fare, se

pensiamo che dagli istituti tecnici tedeschi

escono 800 mila diplomati all’anno, a fronte

dei soli 80 mila italiani.

La Subfornitura - Come vede il comparto

delle materie plastiche in Italia?

R. - Il Paese continua a essere molto forte

in questo settore, al netto delle vicissitudini

economiche e politiche che sta attraversando.

Nella costruzione delle macchine per la

trasformazione rappresentiamo l’eccellenza

mondiale, insieme alla Germania. La velocità

dell’evoluzione tecnologica e la domanda

di sostenibilità ambientale forse metteranno

in difficoltà le aziende che hanno meno

competenze e capacità di investimento,

ma il settore ha basi così solide da poter

pensare con fiducia al domani.

La Subfornitura - E Lei per il futuro

quali progetti o obiettivi ha in mente?

Continueremo a sviluppare l’attività

delle microlavorazioni. Un altro progetto

riguarda la stampa 3D, che ci consentirà

di offrire un servizio sempre più personalizzato.

Investiremo ancora in tecnologia,

con l’inserimento di macchinari che ottimizzino

la produzione fino al pezzo finito.

E sullo sfondo resta un obiettivo che ci sta

molto a cuore: che la nostra competenza,

maturata in tanti anni e dimostrata ogni

giorno sul campo, sia riconosciuta dal

mercato con il suo giusto valore.

34 La Subfornitura - n.3 2019 www.interprogettied.com


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Bimestrale - anno X - n°1 gennaio/febbraio 2019

Pag. 10

Pag. 26

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ICF - Rivista dell'Industria Chimica

e Farmaceutica è la nuova rivista di

Interprogetti che, oltre ad offrire un quadro

esaustivo sullo stato dell'arte dei due

settori di riferimento, rappresenta uno

strumento di lavoro qualificato, attraverso

una presentazione completa dell'innovazione

tecnologica ad essi dedicata.

Tecnologie Alimentari, la rivista

tecnico-scientifica di riferimento per

i tecnologi alimentari, illustra le reali

innovazioni, con i contributi dei massimi

esperti dei diversi comparti del

settore. Ingredienti macchine e attrezzature

per ottenere l'eccellenza

del prodotto alimentare.

La Subfornitura, la rivista che presenta

l'attuale realtà della lavorazione

per conto terzi, i cui protagonisti

hanno acquisito una maggiore specializzazione

e collaborano con il

committente per la messa a punto

del prodotto finito.

La Plastica Oggi e Domani rivista

dedicata al settore materie plastiche

che fornisce, un’informazione esaustiva

sulle nuove tecnologie, i materiali

e le applicazioni.

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RIVISTA

DELL’ INDUSTRIA

CHIMICA E

FARMACEUTICA

Italia: o spedizione ordinaria 40,00 €

o contrassegno 43,00 €

Estero: o spedizione ordinaria 58,50 €

o spedizione prioritaria Europa 65,00 €

o spedizione prioritaria Africa, America, Asia 92,00 €

o spedizione prioritaria Oceania 140,00 €

Italia: o spedizione ordinaria 61,00 €

o contrassegno 65,00 €

Estero: o spedizione ordinaria 89,50 €

o spedizione prioritaria Europa 101,00 €

o spedizione prioritaria Africa, America, Asia 125,00 €

o spedizione prioritaria Oceania 140,00 €

Italia: o spedizione ordinaria 61,00 €

o contrassegno 65,00 €

Estero: o spedizione ordinaria 89,50 €

o spedizione prioritaria Europa 101,00 €

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Indirizzo a cui vanno effettuate le spedizioni:

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Cognome........................................................................................

Ditta/ente ........................................................................................

Via...................................................................................................

Città ...............................................................................................

Prov .................Cap ..........................Naz .......................................

Tel. ..................................................................................................

e-mail .............................................................................................

Informativa a richiesta di consenso - d.lgs 196/2003. Ai sensi dell’art.11 della Legge 675/96

ed in relazione all’informativa che avete fornito sui dati richiesti, si esprime il consenso al trattamento

ed alla comunicazione degli stessi.

Firma ...............................................................................................

Modalità di pagamento:

o

Assegno bancario allegato alla presente in busta chiusa

o Bonifico bancario IBAN IT10 T031 0422 9030 0000 0820 424

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Carta di credito:

o

o

Scadenza ..................................................................................

Italia: o spedizione ordinaria 45,00 €

o contrassegno 48,00 €

Estero: o spedizione ordinaria 60,00 €

o spedizione prioritaria Europa 70,00 €

o spedizione prioritaria Africa, America, Asia 85,00 €

o spedizione prioritaria Oceania 100,00 €

n. carta

Titolare carta .............................................................................

Firma ...............................................................................................

Servizio abbonamenti

Interprogetti Editori Srl - Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)

Tel/fax +39 039 5153705 - E-mail: abbonamenti@interprogettied.com


MACCHINE

L’ANNIVERSARIO DI MATTEI GROUP

Da 100 anni innovatori nel settore dell’aria compressa

Partecipazione in grande stile all’ultima

edizione di ComVac, nell’ambito

di Hannover Messe 2019, per

Mattei Group, che ha puntato sul

binomio tradizione e innovazione.

Se, infatti, lo stand “futuristico”, con

numerosi richiami a elementi naturali,

rispecchia l’anima “green” dei

suoi compressori di ultima generazione,

non sono mancati i riferimenti

alla tradizione, per celebrare i cento

anni dalla fondazione, avvenuta nel

1919 per mano dell’ingegner Enea

Mattei.

Mattei è sempre stata pioniera

nel settore dell’aria compressa,

da quando alla fine degli anni ’50

decise di abbandonare la classica

tecnologia a pistone per scegliere

la più innovativa, ma meno diffusa,

rotativa a palette e farne un’eccellenza

conosciuta in tutto il mondo.

Oggi, l’impegno di Mattei è proiettato

al miglioramento continuo

dell’efficienza energetica dei suoi

compressori: “Da quando lo stato

di salute del nostro Pianeta si è

aggravato, Mattei si è concentrata

più che mai per contribuire a ridurre

il riscaldamento globale, offrendo

soluzioni più efficienti e affidabili

in ambito industriale, nei trasporti e

nel settore Oil&Gas”, spiega Giulio

Contaldi, Ceo di Mattei Group.

Ad Hannover Messe, dunque,

accanto a un tributo alla storia di

Mattei e agli uomini che ne hanno

tracciato il percorso raccontati in un

video, è andata in scena la filosofia

“green” dell’azienda. “Negli ultimi

anni abbiamo rafforzato il nostro

impegno per coniugare sostenibilità

ambientale e risparmio energetico,

con l’obiettivo di ridurre i consumi,

offrendo un significativo pay-back

dell’investimento ai nostri clienti.

In questa direzione continuiamo

a compiere ingenti investimenti in

ricerca e sviluppo, anche attraverso

collaborazioni di lunga data con enti

prestigiosi come il Politecnico di

Milano e l’Università de L’Aquila”,

continua Contaldi.

Lo stand minimale ha accolto un

unico compressore: Mattei Xtreme

90i, un modello ad alta efficienza

che garantisce elevate prestazioni,

grazie al rapporto 1:1 tra la

velocità del motore elettrico e del

gruppo pompante. Dotata di inverter,

la macchina adegua il proprio

funzionamento al profilo di carico

richiesto dalla rete, massimizzando

il risparmio energetico ottenibile,

sino al 35%. Il compressore è

dotato di numerosi dispositivi, tra

cui il gruppo pompante di ultima

generazione, un elettroventilatore

a velocità variabile e una valvola

termostatica gestita elettronicamente

dal controllore Maestro XC,

per ottenere la massima flessibilità

di utilizzo e la più alta efficienza.

Questa nuova macchina Xtreme

90i è la soluzione che garantisce il

miglior valore di energia specifica

sul mercato.

“È stata un’edizione speciale, per

certi aspetti ricca di emozioni.

Abbiamo studiato uno stand che

accompagnasse il visitatore in

un viaggio virtuale, dalle radici di

Mattei verso il futuro, incarnato

dall’innovativa gamma Xtreme 90i,

su cui abbiamo voluto puntare tutti i

riflettori. Dopo un secolo di storia e

di traguardi raggiunti, infatti, questa

macchina per noi rappresenta un

nuovo punto di partenza: frutto di

un grande impegno nella ricerca

di soluzioni energy saving, Mattei

Xtreme 90i è il prodotto che oggi

interpreta meglio l’anima green di

Mattei”, conclude Silvia Contaldi,

CFO di Mattei Group che, insieme

al fratello Giulio, è pronta a guidare

l’azienda di famiglia verso le sfide

del futuro.

36 La Subfornitura - n.3 2019

www.interprogettied.com


COMPONENTI

ACCESSORI

Passacavi dal design igienico

Il nuovo listello passacavi KEL-DPZ 16 di Icotek è compatibile

con aperture per connettori a 16 pin.

La nuova dimensione 16 consente un passaggio dei cavi facile

e veloce. Possono essere inseriti e sigillati in uno spazio

ristretto fino a 34 cavi, con diametro da 1,5 a 16,2 mm. I cavi

liberi vengono inseriti in modo rapido e sicuro in quadri elettrici

e alloggiamenti e con gradi di protezione fino a IP66 (certificati

secondo DIN EN 60529: 2000-09). Certificazioni come

ECOLAB, EN 45545-2 HL3, EN45545-3 E45 / EI30, DNV-GL e

altre sono garantite. Le chiusure forate e non più necessarie

vengono richiuse con i tappi ST-B. I cavi inseriti sono automaticamente

sigillati e bloccati. Il design igienico non crea

nicchie dove possa accumularsi sporcizia.

Il KEL-DPZ è costituito da due componenti: una piastra in elastomero

ed un’anima in poliammide integrata. La serie KEL-DPZ di

Icotek è priva di alogeni e siliconi. Campioni gratuiti e certificati

sono disponibili presso il produttore. Il nuovo KEL-DPZ è ora

disponibile.

Icotek Italia Srl è una società privata all’interno del gruppo Icotek.

I prodotti dell‘azienda sono presenti sul mercato italiano da oltre

15 anni. La filiale italiana, con sede a Milano, fornisce assistenza

completa ai clienti per qualsiasi tematica riguardante i prodotti.

Nella sede principale ad Eschach, in Germania, l’azienda sviluppa

i prodotti e li distribuisce nel mondo. Con sedi distaccate in Francia,

Regno Unito, Svizzera, Turchia, Stati Uniti e con distributori

e rappresentanze in oltre 60 paesi, Icotek si propone come un

partner forte ed affidabile per l’industria globale.

AZIONAMENTI

Servomotori per la smart factory

Alla recente edizione di Sps Ipc Drives

Italia a Parma, Kollmorgen ha presentato

soluzioni di automazione per processi di

produzione intelligenti, propri della smart

factory, comprese applicazioni collaborative

con sistemi AGV.

In fiera, il servomotore AKM2G, azionato

da un drive AKD2G dual axis e collegato

al cloud, ha mostrato dal vivo le sue performance,

visionabili sull’app dedicata. Il

servomotore offre il 30% di prestazioni in

più rispetto alle migliori soluzioni presenti

sul mercato: maggiore densità di coppia

ed efficienza energetica a parità di dimensioni

installate.

Functional Safety integrata, dual axis per

un ulteriore risparmio di spazio nel quadro

elettrico, flessibilità nella configurazione

e display grafico sono invece gli assi

nella manica della nuova generazione di

servoazionamenti AKD2G.

Gli specialisti di motion control hanno

illustrato presso lo stand un sistema drive

in grado di rispondere a molte esigenze

applicative: drive con asse singolo/doppio,

gestione sicurezza, gestione intelligente

dell’energia (smart grid), drive nearby.

Sarà esposto il line-up completo di servoazionamenti,

servosistemi a imagneti permanent,

per ambienti Washdown&Food

Process, in acciaio inossidabile e

motori ad azionamento diretto,

tutti prodotti “Industry4.0

ready”.

Le ultime tendenze nel

campo dell’automazione

mostrano come i Cobot si

trovino sempre più a collaborare e fondersi

con gli AGV (Automated Guided Vehicle).

Questo scenario offre nuove opportunità

nella logistica e nei flussi di produzione e

con l’aumento della domanda, le soluzioni

innovative per motori e drive assumono

un’importanza fondamentale. In linea con il

proprio motto “Fast Forward to the Future”,

Kollmorgen ha mostrato una demo con un

veicolo AGV che si interfaccia, in ottica

collaborativa e in una situazione reale di

movimentazione, con un robot UR3 di Universal

Robots azionato da motori frameless

direct drive KBM di Kollmorgen.

L’Agile1500, realizzato da Comau, leader

mondiale nella fornitura di prodotti e sistemi

avanzati per l’automazione industriale,

ed equipaggiato con il Compact Vehicle

Controller CVC 6000 di Kollmorgen, è un

veicolo a guida autonoma che può trasportare

pesi fino a 1.500 kg, garantendo

il miglior rapporto ingombro-capacità di

carico della sua categoria. Può spostarsi

in modo sicuro con una velocità massima

di 1,7 m/s ed è dotato di una funzionalità

di rotazione sul punto, utile per agevolare

i suoi movimenti nello spazio.

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n.3 2019 - La Subfornitura

37


COMPONENTI

SISTEMI DI AZIONAMENTO

Motoriduttori per

applicazioni gravose

Produttore internazionale di

tecnologia dell’azionamento,

WEG ha introdotto sul mercato

dei motoriduttori elicoidali

progettati per le applicazioni

più gravose. Queste potenti

unità ad assi paralleli e conico

elicoidali, con coppie nominali

fino a 18.000 Nm, vantano

un’efficienza energetica fino a

livelli IE4 e sono disponibili in

tre diverse dimensioni, completando

la gamma WG20 lanciata

due anni fa.

Gli ultimi arrivati della famiglia

WG20 consentono un trasferimento

di potenza efficiente e

possono essere combinati ai

motori modulari WEG 75 kW

per raggiungere una densità

di potenza superiore. Grazie

alla robusta struttura e alla

lavorazione di alta qualità si

rivelano adatti per applicazioni

impegnative ed esigenti, quali

acciaierie, settore energetico

o industria mineraria. Inoltre,

grazie all’alto livello di sicurezza

operativa e alla bassa

manutenzione richiesta, contribuiscono

all’aumento del grado

di disponibilità di macchine e

impianti.

“I nuovi motoriduttori WG20

sono ultra potenti. Combinano

una coppia molto elevata con

un design compatto. Oltre ad

estendere la gamma di fascia

alta WG20, questi motoriduttori

ad alte prestazioni completano

il lancio graduale della serie

WG20”, commenta Klaus Sirrenberg,

Managing Director di

Watt Drive in Austria, la principale

sussidiaria WEG per la

produzione di motoriduttori.

Le dimensioni di montaggio

sono standardizzate per la praticità

di utilizzo in tutto il mondo,

senza necessità di apportare

modifiche alle macchine esistenti.

La combinazione con

motori modulari WEG consente

di raggiungere una potenza

nominale da 0,12 W a 75 kW. I

motoriduttori sono disponibili

fino alla classe di efficienza

energetica IE4 e possono essere

azionati direttamente dalla

rete.

La certificazione internazionale

dei motoriduttori modulari WEG

semplifica anche l’intercambiabilità

globale, poiché sono

configurabili internamente in

modo da adattarsi praticamente

a qualsiasi tensione di alimentazione

utilizzata nel mondo.

I motori possono funzionare

anche a 100 o 120 Hz con inverter.

Per gli ingegneri meccanici

e gli impiantisti, queste caratteristiche

sono fondamentali

quando si tratta di soddisfare

una vasta gamma di applicazioni

con un singolo dispositivo,

migliorando la flessibilità e ottimizzando

gli inventari.

Il corpo delle unità è costituito

da un monoblocco unico in

ghisa grigia (con rigidità torsionale

molto elevata), che viene

lavorato meccanicamente in

una singola operazione di bloccaggio

del pezzo per garantire

un’alta precisione. Inoltre,

grazie alla finitura superficiale

liscia, questi motoriduttori sono

ideali per applicazioni nelle

quali è richiesto un regime di

pulizia rigoroso.

Come per tutti i motoriduttori

che fanno parte della famiglia

WG20, le nuove unità sono state

sviluppate sulla base dei metodi

degli elementi finiti. Il compatto

pignone modulare “intelligente”

permette la realizzazione dei

motoriduttori a due fasi o tre

fasi con un’ampia gamma di

rapporti, il che consente perdite

molto contenute e di conseguenza

un’elevata efficienza

energetica. Il concetto di denti

a variante ottimizzata consente

velocità dell’albero di uscita

elevate e il funzionamento con

un’ampia gamma di velocità.

UNA GAMMA COMPLETA

Rinvii angolari

Una gamma completa di rinvii angolari a L

e a T progettati per le esigenze specifiche

delle trasmissioni a 90 gradi. Numerosi

sono i modelli proposti da CT Meca e

disponibili con rapporti da 1:1 a 4:1 con

molteplici configurazioni d’albero in uscita:

cavo, sporgente e bisporgente. Molto

robusti e silenziosi, questi modelli sono

declinati in diverse grandezze e hanno

una velocità massima da 2000 a 4000 giri/

minuto a seconda dei prodotti. La coppia

massima va da 0.20 Nm a 128 Nm

in funzione del rapporto e della velocità

di rotazione, il gioco in uscita è 1° e la

lubrificazione è permanente senza manutenzione.

Il senso di rotazione può essere

mantenuto o invertito a seconda del tipo

di albero in uscita scelto.

CT Meca presenta due gamme standard: i

rinvii angolari serie BLH, BLHT e BLHB con

cassa in alluminio anodizzato, forma cubica

monoblocco, priva di asperità per evitare

l’accumulo di sporcizia; e i rinvii angolari

serie CHTRB e CHRTRP con cassa in ghisa

d’alluminio e un eccellente rapporto qualità/prezzo.

A seconda dei modelli, CT Meca propone

inoltre una realizzazione su misura: modifica

delle dimensioni di un albero, di un

diametro o della cassa qualunque sia la

quantità richiesta.

38 La Subfornitura - n.3 2019

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MATERIALI

RIDUZIONE DI PESO

Termoplastiche per il settore

aerospaziale

Una serie di prodotti innovativi destinati

al comparto aerospaziale sono stati presentati

da Ensinger sul mercato italiano, a

conferma della centralità di questo settore

nella strategia della società. Una risposta

alla tendenza generale di sostituzione dei

metalli con materiali plastici avanzati che

– mantenendo le caratteristiche necessarie

e rispondendo ai severi standard richiesti

– consente di ottenere riduzioni di peso

significative e, di conseguenza, vantaggi

economici.

Ensinger sta infatti presentando una vasta

gamma di materiali termoplastici, come

i nuovi autoestinguenti Tecamid 6 (PA6)

FRT, Tecamid 66 GF15 FRT e Tecanyl (PPE)

VH2, in linea con gli standard necessari

richiesti per le cabine passeggeri in tema

di autoestinguenza. Tali prodotti risultano

altresì idonei ai regolamenti internazionali

per l’aviazione e gli standard previsti a

livello di emissioni, fumi e tossicità. Quando

non sono richieste elevate proprietà meccaniche,

l’utilizzo di questi tecnopolimeri

rappresenta una buona alternativa, anche

dal punto di vista economico, per le attrezzature

del settore aerospaziale.

Ensinger ha inoltre completato di recente

i test necessari ai fini dei requisiti previsti

dal comparto aerospaziale in tema di

autoestinguenza per altri prodotti come

il Tecapeek (PEEK) naturale, GF30, CF30

e PVX; il Tecatron (PPS) naturale, GF40 e

PVX, e, infine, il Tecapei (PEI) naturale e

GF30. Grazie a questo variegato portfolio,

Ensinger è in grado di coprire numerose

applicazioni come ad esempio sedili, lampade,

cappelliere e vani bagagli, cambuse

o dispositivi nelle cabine di pilotaggio. I

test di autoestinguenza sono stati eseguiti

secondo lo standard FAR 25.853.

Un ulteriore vantaggio da sottolineare è

costituito dal fatto che i prodotti Ensinger

per le applicazioni aerospaziali sono “pronti

all’uso”, cioè completi delle informazioni

necessarie affinché il cliente possa scegliere

il materiale idoneo in funzione della

specifica applicazione. Infatti, i maggiori

produttori di velivoli e i fornitori TIER 1 degli

OEM utilizzano – oltre al già citato Tecapeek

(PEEK) – una quantità crescente di materiali

tecnoplastici validati, come ad esempio il

Tecaform (POM) AH e AD; il Tecamid 66

(PA) naturale, GF30, CF30 o il Tecasint (PI).

Oltre che per la variegata offerta di semilavorati,

il Gruppo Ensinger si qualifica come

un attore globale nell’industria aerospaziale

anche grazie a due officine certificate AS/

EN 9100, validate da Airbus per la lavorazione

di particolari in materiale plastico, e

per la molteplicità di competenze messe

a disposizione al settore. La proposta si

completa con i profili industriali, i filamenti

per prototipazione additiva e gli innovativi

compositi termoplastici, che consentono di

realizzare soluzioni innovative e personalizzate

per il cliente.

FINITURE

Pellicole cast per wrapping di veicoli

Con il lancio della nuova gamma di pellicole cast di Mactac, i

progetti di wrapping di flotte e la personalizzazione dei veicoli, a

prezzi competitivi, hanno registrato un incremento. I nuovi materiali

Mactac ColourWrap Series, in 50 colori diversi, sono stati esposti

in occasione di FESPA 2019, a Monaco

di Baviera lo scorso maggio.

Il brand Mactac offre ora una pellicola

cast per wrapping che offre la flessibilità

e la facilità di utilizzo richieste dai

progetti di wrapping per auto. Oliver

Guenther, senior director di Marketing

and Channel Strategy, ha dichiarato che

la gamma offre accesso a materiali che

non solo sono economicamente competitivi,

ma che si applicano facilmente e

offrono ottime proprietà di conformabilità

anche per i progetti 3D più difficili: “Questi materiali soddisfano

un’esigenza fondamentale, quella di garantire agli installatori le

prestazioni necessarie quando si trovano ad affrontare curve difficili

e recessi profondi. Un adesivo microstrutturato a bassa adesività

implica inoltre un’installazione semplice, con risultati bubble-free”.

Mactac ColourWrap Series offre 50 colori diversi di qualità cast e

comprende finiture lucide, lucide metallizzate, opache e opache

metallizzate. Gli installatori hanno così a disposizione le prestazioni

3D e la scelta di pellicole necessarie per stupire i clienti.

Oliver Guenther ha dichiarato che

la gamma Mactac ColourWrap Series

amplia le opzioni disponibili per il

wrapping: “Le prestazioni garantite

da queste pellicole offrono vantaggi

agli installatori e ai proprietari di flotte.

Offrono un’ottima soluzione, non solo

per i progetti di personalizzazione dei

veicoli, ma anche per il wrapping delle

imbarcazioni al di sopra della linea di

galleggiamento. Non solo: la pellicola

può durare fino a 8 anni”.

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n.3 2019 - La Subfornitura

39


SOFTWARE

SIMULAZIONE

L’ultima versione

del software di simulazione

per macchine CNC

di Hexagon Manufacturing

Intelligence offre all’utente

la possibilità di controllare

le lavorazioni

da dispositivi remoti.

Lavorazione ottimizzata

con la verifica del Codice

NC da remoto

versione del software di

simulazione per macchine CNC di

L’ultima

Hexagon Manufacturing Intelligence

include novità e sviluppi che offrono

agli utenti la possibilità di eseguire e

pianificare i programmi da verificare su

un server remoto.

Basato su un’architettura di pianificazione

cliente/server, la versione 2020 di

NCSIMUL include una nuova funzionalità

di automazione che consente all’utente

di controllare le lavorazioni da dispositivi

remoti.

Philippe Legoupi, direttore tecnico di

NCSIMUL, afferma che è stata studiata

una speciale interfaccia grafica dedicata

per eseguire le attività su un dispositivo

remoto. “Gli utenti possono seguire lo

stato del lavoro e ricevere una notifica

e un rapporto dettagliato dei risultati al

termine del processo”.

Il modulo di automazione offre una serie

di vantaggi significativi, tra cui una garanzia

totale sui programmi convalidati dalla

simulazione. “Per le modifiche minori nel

CAM, come quelle riguardanti il numero

di passate o le condizioni di lavorazione,

l’utente non avrà la necessità di ulteriore

verifica, che normalmente richiederebbe

avviare il software, rilanciare il programma

e riavviane la simulazione”.

Il sistema consente ai clienti di implementare

le proprie regole di automazione, in

base a vincoli e priorità di produzione.

“Le attività sono tutte presenti in un file

di comando dove sono inclusi i parametri

e le eventuali personalizzazioni”,

aggiunge Legoupi. Questo significa che

i clienti possono essere sicuri che tutti i

programmi seguano le stesse procedure

di verifica e simulazione.

È inoltre ottimizzato l’utilizzo della licenza.

Ad esempio, se un utente ha una sola

licenza può utilizzare questo modulo per

completare le proprie attività con lo scheduler

durante la pausa pranzo o durante

la notte. Le aziende con più licenze non

hanno bisogno di utilizzare lo scheduler: il

server si avvia automaticamente quando

ci sono licenze disponibili per le sessioni

interattive.

NCSIMUL MACHINE 2020, soluzione

per la verifica e analisi degli errori di

programmazione NC e potenziali collisioni,

include ora importanti sviluppi per

i moduli Probing ed Optitool.

Probing: sono incluse nuove opzioni per

la simulazione della tastatura e decodifica

40 La Subfornitura - n.3 2019

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Modulo

automazione

Modulo Probing

lo di asportazione materiale e della relativa

visualizzazione per ciascun settore.

del codice stesso. C’è anche la possibilità

di semplificare la forma dell’utensile

per ridurre i tempi di calcolo; i valori

predefiniti possono essere definiti nelle

preferenze e i commenti interattivi e le

variabili possono essere utilizzati per

identificare qualsiasi elemento dei punti

di contatto di ispezione.

Optitool: l’ultima versione di NCSIMUL

presenta un’importante miglioria sul calcotare

più file in un unico processo per

ciascun gruppo di operazioni e le impostazioni

predefinite possono essere settate

in preferenze. “Quindi, l’importazione

può aggiornare le traiettorie esistenti,

mantenendo le azioni già presenti e

le funzioni ripetute”, afferma Philippe

Legoupi. “Ed un report mostra le azioni

eseguite durante l’importazione, come

l’aggiornamento, l’aggiunta e l’eliminazione

delle operazioni”.

Tra le migliorie di NCSIMUL 4CAM, sono

presenti nuove funzionalità all’interno

della Gestione Sfridi per il calcolo dei

grezzi intermedi e l’analisi dei parametri

di taglio, attraverso dei commenti interattivi

nel programma; definire un’origine

su assi rotativi; gestire utensili gemelli.

“In conclusione – afferma Legoupi –

NCSIMUL Machine continua a costruire

la fiducia degli utenti sul fatto che le

loro parti saranno convalidate in modo

preciso e rapido offline, accelerando la

produzione e ottimizzando le risorse

e i risultati della macchina utensile. Il

modulo NCSIMUL 4CAM migliora il

processo CAM esistente semplificando

ulteriormente la pianificazione dei programmi

CNC e fornendo al contempo

flessibilità senza confronti in officina. Il

principale vantaggio del software è che

con un clic gli utenti possono cambiare

la macchina target senza alcuna riprogrammazione

CAM”.

NCSIMUL è un prodotto Hexagon AB ed

è distribuito in Italia da Procam Group

Srl, azienda controllata da Hexagon Production

Software, che è una divisione di

Hexagon’s Manufacturing Intelligence.

NUOVE FUNZIONALITÀ

E MIGLIORIE

L’ultima versione del modulo di conversione

NCSIMUL 4CAM include una serie

di nuove funzionalità e migliorie.

Ottimizzazione delle sequenze: il ricalcolo

delle operazioni visualizza il collegamento

tra le varie fasi e consente

all’utente di conoscere in tempo reale lo

stato del grezzo; proposta interattiva di

riorganizzazione della sequenza utensili,

per ridurre al minimo il numero di fermi

macchina per la sostituzione degli inserti.

Collegamento tra operazioni: calcola,

mediante funzioni di razionalizzazione, il

collegamento più vicino tra le operazioni

con lo stesso orientamento utensile.

Importazione Apt: ora è possibile impor-

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 41


AUTOMAZIONE

SISTEMI DI PRESA

E TECNICA DI SERRAGGIO

Schunk, che produce

moduli di presa, ha

introdotto nella propria

smart factory applicazioni

collaborative che

incrementano

la flessibilità degli

operatori, migliorando

l’ergonomia, e riducono

i costi di produzione.

Applicazioni collaborative

di assemblaggio

Nella produzione dei moduli di

presa, Schunk realizza diverse

varianti prodotto in lotti di

varie dimensioni: le pinze, infatti, sono

state finora assemblate manualmente

in workstation tradizionali. Questo tipo

di attività comporta una serie di problematiche

quali affaticamento fisico,

pericolo di infortuni e costi elevati dovuti

al lavoro prettamente manuale. Un

obiettivo dell’introduzione di applicazioni

collaborative nella smart factory Schunk è

quello di incrementare la flessibilità degli

operatori, riducendo la monotonia delle

operazioni e migliorandone l’ergonomia,

nonché alleggerire i costi di produzione.

Al centro dell’attenzione ora non sono

più i processi interamente automatizzati,

ma è l’automazione parziale che

sta man mano prendendo piede perché

riesce a coniugare sinergicamente i

punti di forza dei robot con quelli degli

umani. La motivazione principale che

spinge ad incrementare le applicazioni

collaborative risiede nell’intento di

migliorare i singoli processi produttivi:

in questo modo è possibile astenere

le risorse umane dalle operazioni più

stressanti o eccessivamente monotone

per migliorare l’ergonomia delle postazioni

di lavoro e andare incontro al

mutato contesto demografico; rendere

più flessibili i processi, incrementare

l’efficienza; ottimizzare la logistica e i

Mentre

l’operatore monta

una pinza, il robot

svolge funzioni

parallele come

l’alimentazione

delle parti da

assemblare o di

smussatura dei

componenti

(Foto Schunk)

processi di manipolazione e di carico.

Questo nuovo trend non poteva non

interessare la produzione di Schunk,

leader di competenza per i sistemi di

presa e la tecnica di serraggio.

PUNTO DI PARTENZA: L’ANALISI

DELLA POSTAZIONE DI LAVORO

Nella fase inziale del progetto, Schunk

ha valutato attentamente quali sarebbero

stati i cambiamenti di processo

associati all’introduzione di applicazioni

collaborative. Da un lato, è importante

soddisfare tutti i requisiti standard per

offrire una postazione di lavoro sicura

dal punto di vista della normativa vigente

e dall’altro ottenere l’accettazione

dei dipendenti nell’avere un robot come

collega. Durante l’analisi, Schunk ha

identificato attentamente postazioni di

lavoro e processi idonei ad essere convertiti

in applicazioni di robotica collaborativa

secondo i seguenti criteri: grado di

programmazione, grado di integrazione

all’interno dell’intero processo ed analisi

dei rischi. Allo stesso modo, sono stati

preferiti processi dal payload contenuto

e non particolarmente complessi,

workstation dove si poteva ottenere un

effettivo miglioramento dell’ergonomia e

della tensione mentale dell’operatore e

dove i tempi e le operazioni collaborative

sono inizialmente basse.

Un ulteriore elemento chiave nella selezione

delle attività è stato quello in cui

i rispettivi punti di forza di robot e operatori

potevano emergere e distinguersi

con chiarezza. Ciò trova particolare

42 La Subfornitura - n.3 2019

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iscontro nella probabile accettazione

per l’operatore di collaborare con un

robot: il dipendente può continuare

ad apportare il proprio valore aggiunto

all’intero processo e al contempo

lavorare in tutta sicurezza. Inoltre, gli

operatori tecnicamente più esperti e

curiosi sono stati coinvolti fin dall’inizio

in questo processo pilota per stimolarne

motivazione.

UNA DIVISIONE DEL LAVORO

BASATO SUI PUNTI DI FORZA

Uno dei casi in cui è stata introdotta

un’applicazione collaborativa è nel preassemblaggio

di moduli di presa. In

questo contesto un robot collaborativo

a 7 assi KUKA LBR iiwa 7 R800, sulla cui

flangia DIN ISO 9409-1-A-50 è montata

una Co-act EGP speciale con una videocamera

industriale integrata, preleva i

corpi base delle pinze da un contenitore

e li porge all’operatore. La videocamera

rileva l’esatta posizione del corpo della

pinza e la trasmette direttamente al

robot che è così in grado di prelevare

correttamente il pezzo in lavorazione.

La forza di presa viene limitata ad un

massimo di 140 N, in maniera intrinsecamente

sicura secondo la normativa

vigente. La dimensione di ogni pezzo

viene riconosciuta e classificata nella

classe prodotto corrispondente e i parametri

di processo si regolano in maniera

automatica.

Altre operazioni monotone e puramente

manuali come il fissaggio di viti, la chiusura

dei collegamenti aria sulla pinza e

Non appena

l’operatore finisce

la sua attività,

comunica al robot

semplicemente

toccandolo che

il componente

è pronto per il

prelievo (Foto

Schunk)

la rimozione di colla sono state automatizzate

in un secondo momento. Questo

evita che l’operatore si concentri sulle

operazioni più semplici e riduce il rischio

di lesioni. Tra la consegna dei semilavorati

e la finitura del pezzo, si devono eseguire

ulteriori compiti di assemblaggio

che, invece, vengono realizzati in modo

più efficace dal lavoratore: l’inserimento

di elementi elastici e anelli di tenuta,

un test funzionale tattile iniziale e l’aggiunta

di ulteriori singoli componenti.

Questo tipo di operazioni, che richiedono

una maggiore capacità manuale e di

adattamento in base al contesto, sono

punti di forza tipicamente umani.

TEST DI SICUREZZA, TRAINING

E CONTINUE ANALISI

DELL’ACCETTAZIONE

Per garantire il rispetto della normativa in

termini di sicurezza, sono state condotte

accurate valutazioni del rischio sul posto

di lavoro e sulla sicurezza relative allo

spazio. Inoltre, sono state esaminate

l’accettazione da parte della DGUV e le

misure di monitoraggio della sicurezza sul

lavoro durante il funzionamento, in merito

al rispetto dei valori limite biometrici in

caso di collisione. Inoltre, i dipendenti

impiegati nelle postazioni collaborative

ricevono una formazione regolare nella

gestione del robot e nell’efficacia delle

Una vasta selezione di sistemi di presa e tecnologie di serraggio

Fondata nel 1945 da Friedrich Schunk come officina meccanica,

l’azienda ha conosciuto un ampio sviluppo con la guida del figlio,

Heinz-Dieter Schunk, fino a diventare protagonista internazionale

nella tecnica di serraggio e dei sistemi di presa. Oggi l’azienda è

giunta alla terza generazione, sotto la direzione dei fratelli Henrik

A. Schunk e Kristina I. Schunk, nipoti del fondatore.

Più di 3.500 dipendenti in nove impianti di produzione e 34

filiali nonché rivenditori in più di 50 Paesi garantiscono un

solido radicamento nel mercato. In Italia è presente con uno

stabilimento a Caravaggio (BG) e una filiale a Lurate Caccivio

(CO). Con 11.000 componenti standard, Schunk offre la più vasta

selezione di sistemi di presa e di tecnologie di serraggio da un

unico fornitore e, con 2.550 pinze, il più ampio assortimento di

componenti standard per pinze sul mercato. L’intera gamma dei

sistemi di presa comprende oltre 4.000 componenti.

Gli acquirenti più importanti sono tutte quelle aziende

manifatturiere che operano processi di assemblaggio,

manipolazione e lavorazione. Il parco clienti comprende

i maggiori produttori mondiali nei settori dell’ingegneria

meccanica, della robotica, dell’automazione e dell’assemblaggio

e manipolazione, nonché tutti i più rinomati marchi automobilistici

e i loro fornitori.

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 43


AUTOMAZIONE

misure di sicurezza attraverso

la somministrazione di sondaggi

regolari. Da ciò è emerso che

il primo contatto con il robot ha

una notevole influenza sull’accettazione

dei dipendenti e non

solo: la sensazione di sicurezza

oggettiva gioca un ruolo davvero

fondamentale.

CONCLUSIONI E CONSIGLI

L’esperienza acquisita da questo

caso applicativo ha dimostrato che i

lavoratori devono essere in grado di

sperimentare sin dall’inizio con le soluzioni

di robotica collaborativa in modo

tale da poter padroneggiare i processi

di lavoro, concorrere alla determinazione

dei processi e fare affidamento sulla funzione

dei sistemi di sicurezza. Chiunque

sperimenti negativamente l’approccio

con i cobot attraverso movimenti troppo

veloci oppure mediante messaggi di

errore costanti, tenderà ad essere ostile

Co-act EGP-C: La pinza Co-act EGP-C è la

prima pinza industriale per operazioni

collaborative intrinsecamente sicura,

certificata dall’associazione tedesca sugli

infortuni sul lavoro, DGUV (Foto Schunk)

all’introduzione del nuovo processo collaborativo.

È necessario che sia l’uomo

a stabilire i ritmi delle operazioni e che

non avvenga il contrario. E in particolare

bisogna prestare attenzione nel garantire

sicurezza e l’inclusione dei dipendenti

nella realizzazione dei processi.

Nella valutazione economica dei progetti

collaborativi, Schunk ha preso in

considerazione altri fattori oltre agli

sforzi e ai costi immediati:

• passaggio a una maggiore flessibilità

nella produzione grazie alle operazioni

multi-macchina;

• riduzione al minimo del sovraccarico

di alimentazione del pezzo, che genererebbe

costi elevati in piena automazione

della produzione di massa;

• aumento della efficienza del sistema

attraverso la possibilità di una gestione

rapida e di un arresto in totale sicurezza,

nonché evitando fermi macchina

dovuti a piccoli malfunzionamenti;

• riduzione dei costi attraverso l’ottimizzazione

dei processi;

• uso del robot per fasi di processo

monotone, ma essenziali per la qualità

generale, come l’incollaggio e il collaudo

automatizzato;

• aumento della soddisfazione dei

dipendenti e degli effetti positivi sulla

salute per i lavoratori.

Con l’automazione parziale, cresce infine

l’attenzione alle risorse umane, in

quanto estende la sfera di attività di

un lavoratore o evita la conversione

di interi sistemi esistenti. Allo stesso

modo, si pone l’accento sull’efficienza

e sulla qualità dei processi nobilitando

l’operato dall’uomo nello svolgimento

di attività di set-up, messa in servizio

o controllo.

TOUCHSCREEN

Interfaccia intuitiva per la programmazione di robot

Con lo Smart Pendant touchscreen di Yaskawa cambia

radicalmente il modo di programmare i robot. Semplice ed

intuitivo, Smart Pendant è un’interfaccia di programmazione

e controllo che semplifica la programmazione Inform.

Il linguaggio di programmazione Inform, inclusa la funzione

EasyTeach, consente di gestire facilmente il braccio per

definire il percorso e i waypoint che si desidera far seguire

al robot.

Risulta quindi ideale per coloro che si

approcciano ad usare i robot.

L’interfaccia HMI (Human Machine Interface)

di Smart Pendant si adatta al programmatore

e la funzione Smart Frame

integrata consente al robot di adeguarsi

alla posizione dell’operatore consentendo

un facile jogging del robot.

Il tempo di programmazione viene ridotto

al minimo così come gli errori di programmazione,

in quanto l’operatore riceve un

feedback automatico riguardante la programmazione:

questo permette a sua volta

di diminuire significativamente il tempo di costose operazioni.

L’interfaccia visualizza le informazioni rilevanti durante la

riproduzione, consentendo agli utenti di monitorare facilmente

le variabili, posizioni e I/O durante il runtime.

Dotato di un touchscreen da 10 pollici, Smart Pendant è compatibile

con i sistemi di controllo YRC1000 e YRC1000micro,

con i robot MOTOMAN della serie GP (GP7, GP8 e GP12),

MotoMINI e con i robot collaborativi HC10 e HC10DT.

Può essere utilizzato in applicazioni robotiche destinate a

qualsiasi settore: assemblaggio, packaging, pallettizzazione,

handling e picking.

Il Gruppo Yaskawa Electric è leader mondiale nei campi della

tecnologia di azionamento, dell’automazione industriale e

della robotica. Fondata nel 1915, l’azienda

ha il suo headquarter a Kitakyushu

(Giappone) ed è presente nel mondo con

60 uffici e 14.500 dipendenti.

Yaskawa Italia è la filiale che rappresenta

sul territorio italiano la divisioni Robotica,

Drives, Motion & Controls del gruppo,

specializzata nella fornitura di un‘ampia

gamma di soluzioni per l’automazione

industriale.

L’azienda è presente nel nostro Paese dal

1994 ed opera con le sedi di Orbassano

(TO), Milano e Modena.

44 La Subfornitura - n.3 2019 www.interprogettied.com


AUTOMAZIONE

SISTEMI DI VISIONE

Sensori che vedono, pensano e comunicano

Protagonista internazionale nel settore della sensoristica evoluta

e tra i maggiori produttori di sistemi per la visione artificiale,

Wenglor Sensoric partecipa alla prima edizione di Smart Vision

Forum, la mostra convegno organizzata da Messe Frankfurt Italia e

promossa da ANIE Automazione e AIdAM che si tiene il 25 giugno

al Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna.

Uno dei perni della tecnologia 4.0 che ha i propri capisaldi

nell’automazione interconnessa e nella robotica all’interno

delle linee di produzione è la visione artificiale. Disporre di

macchine che vedono, pensano e comunicano permette di

migliorare incrementare la collaborazione uomo/macchina al

di eccellenza nell’elaborazione delle immagini, e piattaforme

software intelligenti, aperte alla comunicazione, semplici da

configurare e da usare, rappresentano opportunità che sono efficacemente

integrabili nei processi di gestione della produzione.

In particolare, durante la mostra convegno è possibile vedere in

azione i sistemi di rilevamento profili 2D/3D, che sono in grado

di misurare oggetti a 360 gradi senza interruzioni, oltre che di

ispezionare le superfici con precisione micrometrica ed essere

impiegati per il controllo della posizione nelle applicazioni

robotizzate. Tra questi la famiglia ShapeDrive, tecnologia optoelettronica

a luce strutturata che rileva le geometrie 3D. Tramite

la sua camera, ShapeDrive intercetta le interferenze generate

dalla proiezione dei pattern di luce sull’oggetto e genera una

nuvola di punti per la ricostruzione del gemello virtuale sul quale

è possibile effettuare valutazioni di tipo dimensionale ad alta

precisione, tra queste, ad esempio, il calcolo volumetrico e di

fine di migliorare le performance per soddisfare le richieste

di un mercato sempre più esigente. Tra le principali sfide da

affrontare, ad esempio, ci sono l’aumento dell’efficienza produttiva

e della qualità, entrambi casi nei quali i sistemi di visione

artificiale apportano valore in termini di velocità di processo

e eccellenza basata su parametri oggettivi.

Grazie a costanti investimenti in R&D e ad acquisizioni di

aziende leader nel proprio settore Wenglor propone al mercato

un portafoglio in continua evoluzione, per pressoché in tutti

gli ambiti industriali: packaging, food and beverage, legno,

automotive, metallurgia, meccanica, recupero e riciclo, pharma

and beauty, tessile, cartotecnica, stampa ecc.

La gamma delle soluzioni di visione offerta da Wenglor è modellata

sui requisiti tipici della smart factory, che da un lato ha visto

la crescente miniaturizzazione dei suoi componenti, dall’altro ha

posto l’attenzione sulle caratteristiche legate alla connettività,

per permettere una facile integrazione a bordo macchina e la

trasmissione in tempo reale di informazioni raccolte sul campo

tramite protocolli standard. Soluzioni 2D/3D come weQube,

weCat, VisionApp 360, ShapeDrive e Vision System 2D, basate

su hardware di ultima generazione che garantisce performance

sezioni. Ciò risulta ideale per applicazioni dove la precisione delle

operazioni di porzionatura può avere impatti diretti e importanti

sulle percentuali di scarto e quindi sulla redditività di un prodotto,

come accade, ad esempio, nell’industria alimentare.

La famiglia dei sensori di profilo weCat 2D/3D, sfrutta la

tecnologia laser per la misurazione di oggetti, il controllo

della posizione e l’ispezione superficiale ad alta precisione.

Attraverso la proiezione di una linea laser sull’oggetto da

misurare e la sua registrazione tramite telecamera integrata,

questi scanner permettono di calcolare in tempo reale profili

di superficie e volume (2D e 3D), ricreando un modello accurato

dell’oggetto sulla base di nuvole di punti. Caratterizzata

da prestazioni elevatissime in termini di velocità e precisione,

la famiglia weCat, presente sul mercato in oltre 80 varianti,

consente di implementare applicazioni di misura e controllo

multidimensionali di qualsiasi tipo.

Da non dimenticare i sistemi basati su weQube Smart Camera e

il software uniVision, la piattaforma software universale di wenglor

che permette di configurare in modo semplice e veloce le

applicazioni di visione realizzate con le Smart Camera weQube,

nonché con gli altri hardware della famiglia Wenglor.

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n.3 2019 - La Subfornitura

45


AUTOMAZIONE

SISTEMI INTEGRATI

Camozzi Automation

e Camozzi Digital

condividono il know

how per la creazione

di componentistica

pneumatica ed elettrica

e per la loro integrazione

in soluzioni smart, come

il sistema di collaudo

automatico.

Monitoraggio intelligente

della produzione

Due realtà unite dalla medesima

visione volta all’innovazione

continua, che si esprime

concretamente nell’ideazione e nello

sviluppo congiunto di soluzioni di

ultima generazione. Un risultato frutto

della capacità sinergica dimostrata da

Camozzi Automation e Camozzi Digital

nel condividere il proprio knowhow

rispetto alla creazione di componentistica

pneumatica ed elettrica

e sulla loro integrazione in sistemi

intelligenti. Gli esiti di questa proficua

collaborazione sono stati presentati a

SPS IPC Drives Italia 2019.

A Parma è stata esposta in anteprima

l’innovativa Macchina ATE (Automatic

Test Equipment): una stazione

di collaudo automatico, concepita

dall’azienda per testare le proprie

elettrovalvole, che rappresenta un

cyber-physical system completo e integra

al proprio interno i più evoluti

smart components per l’IIoT ideati in

casa Camozzi.

“Si tratta di un prodotto, per il

momento destinato ad uso interno,

frutto della nostra elevata esperienza

nel settore, maturata direttamente

sul campo in anni di affiancamento

e supporto a OEM ed end user per

lo sviluppo di soluzioni complete”,

commenta Lodovico Camozzi, presidente

e Chief Executive Officer del

Gruppo Camozzi. “Oltre a costituire

Macchina ATE

(Automatic Test

Equipment)

un valido strumento per sperimentare

direttamente in-house l’efficacia delle

nostre soluzioni, in un’ottica di continuo

miglioramento, questa macchina

rappresenta altresì un’importante

dimostrazione di come il Gruppo si

stia evolvendo da produttore di componenti

a fornitore di sistemi sempre

più integrati, in grado di restituire al

cliente dati e informazioni utili per

monitorare costantemente le performance

dei propri processi produttivi”.

“Nello sviluppo di soluzioni smart

in ottica Industry 4.0 – interviene

Marco Camozzi, Managing Director

di Camozzi Automation –, uno dei

nostri principali punti di forza risiede

soprattutto nell’abilità di trasformare,

in tempo reale, mediante sofisticati

algoritmi proprietari, le informazioni

raccolte dalle tecnologie abilitanti

in report di diagnostica dettagliata.

Grazie a tali report i clienti potranno

monitorare costantemente le performance

dei processi produttivi, pianificandone

in modo più efficace ed

efficiente le attività di manutenzione

e riducendo notevolmente i tempi

di inattività e i costi di esercizio”,

prosegue Marco Camozzi. “Ogni singolo

dato raccolto attraverso i nostri

sistemi, dunque, diventa linfa vitale

46 La Subfornitura - n.3 2019

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utilizzata per implementare il MES

(Manufacturing Execution System), il

sistema informatizzato che controlla e

gestisce i cicli e gli aspetti produttivi

dell’azienda, con un triplice obiettivo:

ottimizzare il processo e la qualità dei

prodotti finiti Camozzi, implementare

algoritmi di calcolo sempre più precisi

ed affidabili e restituire ai clienti un

reale valore aggiunto nella digitalizzazione

dei propri processi interni”.

Camozzi Digital rappresenta per

Camozzi Group il solution provider

di un MES customizzato, fortemente

integrato con le macchine, anche

quelle più datate (il cosiddetto brown

field), che tipicamente non espongono

dati significativi al controllo della

produzione.

Alle dichiarazioni manuali degli operatori

bordo macchina, si sono affiancati

moduli proprietari per il collegamento

diretto alle macchine stesse (PLC/

Scada), per fornire maggiori informazioni

ed una visione completa dei

reparti produttivi, delle risorse e dei

materiali impiegati, con una stretta

integrazione al sistema gestionale – o

ERP – aziendale.

Due dimostrazioni di questa modalità

di interconnessione tra i componenti,

il cloud e la diagnostica predittiva

erano in mostra, presso gli stand

Camozzi, sia grazie alla nuova ATE, il

cui funzionamento si basa sull’utilizzo

dell’innovativo software sviluppato da

Camozzi Digital, sia attraverso una

demo live realizzata con l’ausilio di

un pannello digitale. Infine, un’ampia

area dell’esposizione è stata dedicata

ai componenti intelligenti firmati

Camozzi: l’azionamento full digital

serie DRCS con funzione PLC integrata

per Industry 4.0, l’isola di valvole

serie D e il regolatore proporzionale

di pressione, serie PRE.

Questi ultimi due sono equipaggiati

con tecnologia CoilVision: un sistema

di diagnostica avanzato in grado di

evidenziare al cliente non solo gli

eventi bloccanti, come corto circuiti,

sovratemperatura, sovracorrente ecc.,

ma anche lo stato di salute generale

del componente stesso.

Azionamento full

digital serie DRCS

Regolatore

di pressione PRE

Isola valvole

serie D

www.interprogettied.com n.3 2019 - La Subfornitura 47


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REDAZIONE: Alessandro Bignami (a.bignami@interprogettied.com)

VENDITE: Simone Ghioldi (vendite@interprogettied.com)

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Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC)

Redazione, vendite e abbonamenti

Tel./fax +39 039 5153705

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© Copyright Interprogetti Editori Srl

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info@fixilombardia.it

Le rubriche e le notizie sono a cura della redazione. È vietata la riproduzione, anche parziale,

di articoli, fotografie e disegni senza autorizzazione scritta.

IN QUESTO NUMERO

ABBIAMO PARLATO DI...

In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie

AGAZZI GIANCARLO

25, 4A COP.

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BI-MU 24

BIG KAISER 16, 30

BOSCH TEC 15

CAMOZZI 46

CARBOTEMPRA 15

CERVED 11

CHIARI BRUNO 1

CT MECA 38

CUOA BUSINESS SCHOOL 15

DONALDSON 12

EIOM

3A COP.

EMCO 26

EMO HANNOVER 20

ENEA 14

ENSINGER 11, 39

EURAL GNUTTI 5

F.LLI LOCATELLI 31

FIXI LOMBARDIA

BATTENTE 1A COP.

GEARTEC 32

GF MACHINING SOLUTIONS 28

HANNOVER MESSE 18

HEXAGON MANUFACTURING

INTELLIGENCE 40

ICOTEK 37

IMAC TECNOLOGIE 17

INTERPROGETTI EDITORI 35

KOLLMORGEN 37

LAM 3

LAPP 12

LUM ENTERPRISE 6

MACTAC 39

MATTEI GROUP 36

MEC-NOVA 13

MOLLIFICIO GARDESANO 9

MOLLIFICIO LOMBARDO

1A COP.

MORETTI 23

POLITECNICO DI MILANO 16

PROCAM GROUP 2A COP., 40

SAMUEXPO 19

SCHUNK 42

SECO TOOLS 30

STE INDUSTRIES 12

UCIMU - SISTEMI PER PRODURRE 10

WEG 38

WENGLOR SENSORIC 45

YASKAWA 44

TARIFFE ABBONAMENTI

Italia: spedizione ordinaria € 61,00, contrassegno € 65,00

Estero: spedizione ordinaria € 89,50, spedizione prioritaria Europa € 101,00

spedizione prioritaria Africa, America, Asia € 125,00 spedizione prioritaria Oceania € 140,00

Una copia € 8,00

L’Iva sugli abbonamenti possono essere sottoscritti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è

assolta dall’editore ai sensi dell’art. 74 primo comma lettera C del 26/10/72 n.633 e successive

modificazioni e integrazioni. Pertanto non può essere rilasciata fattura.

Testata in corso di certificazione di tiratura e diffusione in conformità al regolamento CSST

Certificazione Stampa Specializzata Tecnica

Registrazione al Tribunale di Milano n. 260 in data 07/05/2010

Direttore responsabile: Francesco Goi

Finito di stampare il 24/06/2019 presso Aziende Grafiche Printing S.r.l.

Via Milano, 5 - 20068 Peschiera Borromeo (MI)

Informativa ai sensi dell’art. 13 d. lgs. 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche

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trattamento è Interprogetti Editori S.r.l. - Via Statale 39 - 23888 La Valletta Brianza (LC).

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48 La Subfornitura - n.3 2019

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