LXXX Mostra Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento - Genova
LXXX Mostra Maestri Liguri fra Ottocento e Novecento - Genova
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Galleria Arte Casa<br />
<strong>Genova</strong><br />
<strong>LXXX</strong> <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong><br />
<strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>
© Galleria Arte Casa <strong>Genova</strong><br />
In copertina<br />
Antonio Discovolo, Monterosso, 1930 ca.<br />
12 OTTOBRE - 2 NOVEMBRE 2019<br />
Orario: 9 - 12 / 15 - 19 • Tutti i giorni, 1 a e 2 a Domenica comprese
50 °<br />
1968 • 2018<br />
<strong>LXXX</strong> <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong><br />
<strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong><br />
12 OTTOBRE - 2 NOVEMBRE 2019<br />
Galleria Arte Casa<br />
di Diletta Pelizza & C. s.a.s.<br />
Via Pammatone, 7/9 Rosso - 16121 <strong>Genova</strong><br />
Tel. 010 541433<br />
info@galleria-artecasa.it - www.galleria-artecasa.it<br />
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Collezionare per me è sempre stato un divertimento,<br />
una passione ma prima di tutto una missione.<br />
Micky Wolfson<br />
<strong>Mostra</strong> a cura di:<br />
Tito Pelizza<br />
Giacomo Goslino<br />
Schede delle opere:<br />
Giacomo Goslino<br />
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Con grande soddisfazione la Galleria Arte Casa inaugura la <strong>Mostra</strong> dei <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong>, giunta<br />
alla <strong>LXXX</strong> edizione. Un importante traguardo, raggiunto con serietà e dedizione, che denota<br />
il costante impegno nel garantire l’elevato livello qualitativo delle opere proposte. Elementi<br />
questi che confermano il ruolo centrale della galleria nell’ambito dell’arte ligure <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e<br />
<strong>Novecento</strong> e nel collezionismo privato del settore.<br />
Una ricca selezione di dipinti, sculture, ceramiche e disegni di primaria importanza nell’ambito<br />
del percorso di ogni singolo artista e degli sviluppi delle arti figurative in <strong>Liguri</strong>a e nel contesto<br />
nazionale. Come di consueto l’epoca, la provenienza e lo stato di conservazione sono per noi<br />
fattori fondamentali nel determinare il prestigio di ogni opera esposta.<br />
Conferme di rilevo giungono altresì sul fronte delle collaborazioni con le istituzioni museali.<br />
Il successo della mostra A passi di danza. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong><br />
e avanguardia di Firenze ha fatto sì che l’esposizione venisse riproposta al Mart di<br />
Rovereto, tra i più importanti musei di arte moderna e contemporanea in Italia. Artisti quali<br />
Eugenio Baroni, Domingo Motta, Sexto Canegallo, Domenico Guerello, Cornelio Geranzani<br />
e Oscar Saccorotti figurano invece al fianco di personalità di caratura internazionale nella<br />
mostra Anni Venti in Italia. L’età dell’incertezza, appena inaugurata nelle sale dell’Appartamento<br />
del Doge di Palazzo Ducale a <strong>Genova</strong>, curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone.<br />
Vogliamo credere che non sia un caso che l’80ª <strong>Mostra</strong> dei <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> coincida con l’80º<br />
compleanno di Micky Wolfson, amico storico della Galleria Arte Casa e di tutta l’arte ligure del<br />
<strong>Novecento</strong>.<br />
Con forte personalità, gusto impeccabile, originalità di lettura e chiarezza di giudizio è riuscito,<br />
in molti anni di appassionata ricerca a radunare nei musei di <strong>Genova</strong> e Miami una straordinaria<br />
e originalissima collezione d’arte.<br />
Riteniamo che <strong>Genova</strong> e i genovesi debbano a questo loro figlio adottivo la riconoscenza che<br />
spetta a un grande mecenate.<br />
Tanti cari auguri Micky!!! …anche da parte di tutti gli artisti liguri del <strong>Novecento</strong>.<br />
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OPERE
1 Nicolò Barabino<br />
(Sampierdarena (GE) 1832 - Firenze 1891)<br />
Colombo a Salamanca<br />
Olio su tavola<br />
Cm 20,5 x 26<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1885 ca.<br />
Sul retro: cartigli delle mostre Nicolò Barabino:<br />
Il segno in trappola. Opere dal laboratorio alla famiglia<br />
e L’alba del vero. Pittura del secondo ‘800 in <strong>Liguri</strong>a<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- Nicolò Barabino: Il segno in trappola. Opere dal laboratorio alla famiglia, Centro Incontri di<br />
Piazza Faralli, <strong>Genova</strong> 1990<br />
- L’alba del vero. Pittura del secondo ‘800 in <strong>Liguri</strong>a, Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti,<br />
<strong>Genova</strong> 1993<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- G. Biavati, T. Leopizzi (a cura di), Nicolò Barabino: Il segno in trappola. Opere dal laboratorio<br />
alla famiglia, catalogo della mostra, Casa Editrice Marietti, <strong>Genova</strong> 1990, n° 52 di catalogo,<br />
tav. XV, riprodotto in copertina<br />
- G. Bruno (a cura di), L’alba del vero. Pittura del secondo ‘800 in <strong>Liguri</strong>a, catalogo della mostra,<br />
Erga Edizioni, <strong>Genova</strong> 1993, tav. 117, riprodotto a pag. 207<br />
La preziosa tavoletta costituisce la fase iniziale di quel lungo percorso che porterà il maestro a<br />
dipingere Cristoforo Colombo deriso a Salamanca, il grande dipinto che, insieme al Galileo in<br />
Arcetri, decora il Salone della Scienza del prestigioso Palazzo Orsini di Via Roma a <strong>Genova</strong>.<br />
Percorso che conduce il pittore a visitare la penisola iberica - Non posso andare avanti se prima<br />
non vedo la Spagna scrive nel 1883 - e a realizzare differenti studi, ma che lo convincerà<br />
infine a rimanere fedele all’immediatezza e alla spontaneità dell’idea iniziale.<br />
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2 Nicolò Barabino<br />
(Sampierdarena (GE) 1832 - Firenze 1891)<br />
Ritratto di Macchiaiolo<br />
Carboncino e gesso bianco su carta<br />
Cm 52 x 38<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1865 ca.<br />
Provenienze: già collezione Villa Della Borra, <strong>Genova</strong><br />
ESPOSIZIONI:<br />
- Ambiti barabiniano e novecentesco in San Pier D’Arena - <strong>Mostra</strong> retrospettiva di pittura ligure<br />
<strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Palazzina Associazione M. S. Universale G. Mazzini, <strong>Genova</strong> 1976<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- V. Rocchiero (a cura di), Ambiti barabiniano e novecentesco in San Pier D’Arena - <strong>Mostra</strong><br />
retrospettiva di pittura ligure <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Palazzina Associazione M. S. Universale<br />
G. Mazzini, <strong>Genova</strong> 1976 , n° 3 di catalogo, tav. II<br />
- D. Roscelli, Nicolò Barabino maestro dei maestri, Editrice Ass. Operaia Universale “Giuseppe<br />
Mazzini”, <strong>Genova</strong> 1982, riprodotto a pag. 249<br />
- G. Biavati, T. Leopizzi (a cura di), Nicolò Barabino: Il segno in trappola. Opere dal laboratorio<br />
alla famiglia, catalogo della mostra, Casa Editrice Marietti, <strong>Genova</strong> 1990, citato a pag. 18<br />
Un rilevante esempio del fermento culturale sviluppatosi intorno a Nicolò Barabino, pittore<br />
autorevole e stimato, apprezzato inoltre come raffinatissimo disegnatore, e dei proficui contatti<br />
intrattenuti con i maggiori artisti italiani dell’epoca. L’opera è parte di una serie di disegni<br />
eseguiti reciprocamente dai pittori che si riunivano al Caffè Michelangiolo di Firenze, il celebre<br />
luogo di ritrovo dei Macchiaioli, frequentato altresì da numerosi esponenti dell’<strong>Ottocento</strong><br />
pittorico ligure.<br />
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3 Luigi Bassano<br />
(<strong>Genova</strong> 1900 - ivi 1989)<br />
Vernazzola<br />
Olio su cartone<br />
Cm 60 x 50<br />
Firmato e datato 930 in basso a destra<br />
Il suo ambiente artistico si svolge in un’atmosfera meditativa, sognante, irreale. Bassano non è<br />
mai riproduttore del vero, ma il solutore in piccolo dei misteri del bello tecnico e del bello interiore.<br />
Con il colore soffuso ma corposo, guidato da una tecnica incisiva, Bassano realizza ambienti<br />
e personaggi che trovano vita e forza dalla meditazione, dall’introspezione proveniente<br />
dall’animo di un pittore solitario, pieno di umanità e forza creatrice (Giovanni Paganelli).<br />
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4 Cesare Bentivoglio<br />
(<strong>Genova</strong> 1868 - ivi 1952)<br />
Pescatori alla Foce<br />
Olio su tela<br />
Cm 50 x 83<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1900 ca.<br />
La chiesa di San Pietro che fa capolino dietro la spiaggia della vecchia Foce sembra infondere<br />
sicurezza ai pescatori intenti ad affrontare le fatiche quotidiane. Un dipinto di rilevanza storica<br />
oltre che artistica, un emozionante ed evocativo documento pittorico capace di raccontare<br />
il passato di uno dei quartieri più affascinanti della città.<br />
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5 Santo Bertelli<br />
(Arquata Scrivia (AL) 1840 - <strong>Genova</strong> 1892)<br />
In giardino<br />
Olio su tela<br />
Cm 38 x 30<br />
Probabile datazione: 1970 ca.<br />
Sul retro: autentica del figlio del pittore<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXVI Edizione<br />
(2008 - 2009), Umberto Allemandi & C., Torino 2008, riprodotto a pag. 109<br />
Elegante studio di un silenzioso angolo del giardino di una villa genovese realizzato en plein<br />
air, utilizzato in seguito per la realizzazione del famoso dipinto In giardino. Il minuzioso realismo<br />
nella restituzione analitica di ogni elemento della composizione è mediato da un’atmosfera<br />
quasi metafisica, da una sensazione di sospensione temporale.<br />
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6 Emilio Bocciardo<br />
(<strong>Genova</strong> 1869 - ivi 1939)<br />
Riflessi sul mare<br />
Olio su tela<br />
Cm 70 x 60<br />
Probabile datazione: 1935 ca.<br />
Sul retro: autentica della nipote dell’artista<br />
Provenienza: già raccolta eredi dell’artista<br />
I toni color smeraldo e i bagliori abbacinanti che lambiscono la superficie dell’acqua, gli<br />
scogli e le fronde dei pini, pervadono la superficie del dipinto. Intimamente legata all’osservazione<br />
della natura - di quella natura incontaminata del Golfo di Paraggi, tanto amata e rappresentata<br />
da Bocciardo - la poetica dell’artista sembra tuttavia dare corpo a una dimensione<br />
ideale, dare sostanza a un sentimento trascendente.<br />
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7 Emilio Bocciardo<br />
(<strong>Genova</strong> 1869 - ivi 1939)<br />
Estate a Paraggi<br />
Olio su tela<br />
Cm 44,5 x 49<br />
Probabile datazione: 1935 ca.<br />
Sul retro: autentica della nipote dell’artista<br />
Provenienza: già raccolta eredi dell’artista<br />
A Paraggi talora mi rifugio e nella felicità d’essere pescatore.<br />
Il mare! A nominarlo, entra nei miei pensieri, folata che forza un’imposta.<br />
Accorro sulla spiaggia dove la rete deposita il suo carico d’argento vivo.<br />
Nella barca che approda nottetempo spio il bruno ammasso che palpita e traluce.<br />
(Camillo Sbarbaro, Trucioli, 1920)<br />
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8 Emilio Bocciardo<br />
(<strong>Genova</strong> 1869 - ivi 1939)<br />
Libeccio nel golfo<br />
Olio su tela applicata su cartone<br />
Cm 45,5 x 38<br />
Firmato, titolato e datato 1933 sul retro<br />
In qualche caso la magia del paesaggio entrava nel dipinto con tutte le luci e le ombre che<br />
avevano catturato la sua estatica attenzione: egli ambiva tradurre il privilegio di un’intuizione<br />
seguendo l’urgenza dell’ira che corre a rubare l’incanto: Proprio come succedeva ai suoi<br />
illustri referenti (L. Caprile 2012).<br />
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9 Emilio Bocciardo<br />
(<strong>Genova</strong> 1869 - ivi 1939)<br />
Portofino<br />
Olio su tela applicata su cartone<br />
Cm 41,5 x 33<br />
Firmato, titolato e datato IV - 1928 sul retro<br />
Tale è l’attaccamento dell’artista all’incantevole luogo in cui è vissuto e ha operato, da indurlo<br />
a studiarne ogni angolazione e ogni variazione tonale dovuta alle oscillazioni climatiche e al<br />
susseguirsi delle stagioni. L’immediatezza esecutiva e la capacità di coinvolgere chi osserva<br />
anche dal punto di vista sensoriale ed emotivo caratterizzano Portofino, uno degli studi per il<br />
più grande dipinto esposto al Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti nel 2012.<br />
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10 Enrico “Chin” Castello<br />
(Rivarolo (GE) 1890 - <strong>Genova</strong> 1960)<br />
Verso il Pan di Zucchero<br />
Olio su cartone<br />
Cm 29,5 x 39,5<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1920 ca.<br />
Sul retro: timbro del Ministero della Cultura del Brasile;<br />
timbro della Galleria Arte Casa<br />
Enrico “Chin” Castello sul bimotore Caproni negli anni Venti<br />
Per Chin il volo non è un’esaltazione dinamica del progresso, ma solo e soltanto un tuffo nella<br />
natura […] Per cui non prospettive di metropoli aberrate da “scivolate d’ala” o da “picchiate”,<br />
ma lirica contemplazione dei volanti non diversi da primaverili rondoni (E. Bertonati, <strong>Genova</strong><br />
tra simbolismo e futurismo, Galleria del Levante, Milano 1978).<br />
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11 Giuseppe Cominetti<br />
(Salasco (VC) 1882 - Roma 1930)<br />
Armonie d’autunno<br />
Olio su tela<br />
Cm 46 x 55<br />
Firmato e datato Paris 1925 in basso a sinistra<br />
La vitalità grafica e cromatica caratteristica del pittore anima l’atmosfera composta di una<br />
natura morta, conferendole qualità di grande freschezza visiva. Nell’utilizzare un’ampia e<br />
variegata tavolozza e nel disporre sulla tela il cavolfiore, i porri, le mele e la brocca, ovvero<br />
componendo un tributo ai colori e ai prodotti dell’autunno, l’artista realizza quella che Giorgio<br />
de Chirico avrebbe definito una “vita silenziosa”.<br />
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12 Angelo Costa<br />
(<strong>Genova</strong> 1858 - ivi 1911)<br />
Nevicata sulle alture di <strong>Genova</strong><br />
Olio su tavola<br />
Cm 18 x 27<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1890 ca.<br />
La suggestiva impressione delle alture cittadine, in cui si respira l’atmosfera ricca di vibrazioni<br />
del rinnovamento tecnico di fine secolo a cui il pittore prende parte da protagonista, è<br />
probabilmente uno degli studi esposti in occasione della XXXVIII Esposizione della Società<br />
Promotrice di Belle Arti di <strong>Genova</strong> del 1890.<br />
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13 Aurelio Craffonara<br />
(Gallarate (MI) 1875 - <strong>Genova</strong> 1945)<br />
Autoritratto al cavalletto<br />
Olio su tavola<br />
Cm 28 x 44<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1910 ca.<br />
Tra le rare e preziose incursioni del grande acquarellista nella pittura a olio, l’opera è ascrivibile<br />
alla tradizione iconografica dell’autorappresentazione del pittore al lavoro nel proprio<br />
studio. Con una diversa gestione pittorica degli elementi della composizione, volta a indirizzare<br />
lo sguardo verso il sé stesso rappresentato, l’artista si pone al centro dell’attenzione e si<br />
concede lo status di soggetto.<br />
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14 Carlo Cuneo<br />
(<strong>Genova</strong> 1914 - ivi 2005)<br />
Mattino a Boccadasse<br />
Olio su tavola<br />
Cm 30,5 x 40,5<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Sul retro: firmato, datato 1932 e dedicato Al carissimo Valerio<br />
Un pittore eclettico, la cui ricerca attraversa in maniera originale i decenni centrali del secolo,<br />
giungendo nel dopoguerra a risultati di matrice astratta, utilizzando tonalità tenui e di<br />
grande levità, dà colore e forma a suggestioni di carattere intimista. Tra i primi esempi della<br />
sua produzione, ancora legata a una figurazione tipicamente ligure, l’opera risponde a questi<br />
presupposti, facendo intuire quelli che sarebbero stati gli sviluppi della sua poetica.<br />
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15 Gennaro D’Amato<br />
(Napoli 1857 - Pieve Ligure (GE) 1947)<br />
Il promontorio di Portofino visto da Pieve Ligure<br />
Olio su cartoncino<br />
Cm 14,5 x 31,5<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1935 ca.<br />
Giunto a <strong>Genova</strong> intorno alla fine dell’<strong>Ottocento</strong>, l’artista, apprezzato inoltre come esperto illustratore<br />
per le più importanti riviste dell’epoca, si lega all’ambiente cittadino e si stabilisce a<br />
Pieve Ligure; borgo di cui si innamora a tal punto da lasciare la sua villa in eredità al Comune,<br />
che vi stabilirà la sede. Un panorama da Pieve è il soggetto del suggestivo dipinto, esempio di<br />
un’arte libera e raffinata, in cui la partecipazione emotiva è evidente e prende il sopravvento<br />
sul dato esclusivamente figurativo.<br />
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16 Giovanni Battista Derchi<br />
(Sampierdarena (GE) 1879 - ivi 1912)<br />
Discesa a Levanto<br />
Olio su tavola<br />
Cm 42 x 34<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1910 ca.<br />
Sul retro: titolo<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- <strong>Liguri</strong>a e Arte - Pittori dal 1900 al 1940, Palazzo Ducale, <strong>Genova</strong> 1994<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), <strong>Liguri</strong>a e Arte - Pittori dal 1900 al 1940, catalogo della<br />
mostra, Sagep Editrice, <strong>Genova</strong> 1994, riprodotto a pag. 40<br />
Raffinato dipinto in cui si condensano le migliori qualità di uno degli eredi più originali della<br />
Scuola Grigia. La progressiva consistenza formale che caratterizza i volumi della composizione<br />
è mediata da una delicata chiarificazione cromatica, in cui la vitalità dei toni dà sostanza<br />
a un’inconsueta nitidezza atmosferica.<br />
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17 Antonio Discovolo<br />
(Bologna 1874 - Bonassola (SP) 1956)<br />
Monterosso<br />
Olio su tavola<br />
Cm 60 x 65<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1930 ca.<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), Antonio Discovolo - Un raggio di sole in una notte di luna<br />
piena, Artisti di <strong>Liguri</strong>a, De Ferrari Editore, <strong>Genova</strong> 2002, tav. 67, riprodotto a pag. 111<br />
Poche sono le immagini capaci di sintetizzare l’essenza della pittura ligure del <strong>Novecento</strong><br />
come quella di un albero a picco sul mare, diventata autentico topos letterario e iconografico.<br />
Così Discovolo fa del tema ricorrente il proprio e personale ringraziamento nei confronti di<br />
una terra che lo ha accolto e che tanto ha offerto alla sua fervida immaginazione. Le fronde<br />
di un castagno, luminose e brillanti, fanno da cornice alla bellezza quasi minerale di un mare<br />
delicatamente toccato dal vento.<br />
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18 Isidoro Farina<br />
(Napoli 1857 - Limbiate (MI) 1898)<br />
Costruzione del Molo Giano<br />
Olio su tela<br />
Cm 65 x 90<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1885 ca.<br />
Prestigioso dipinto di un autorevole pittore lombardo, la cui raffinatezza si accompagna con<br />
la rarissima frequenza di mercato. Affascinato dal frenetico lavorio degli operai del porto<br />
di <strong>Genova</strong> in occasione della costruzione del Molo Giano, Farina dipinge con minuzia e<br />
coerenza filologica un momento storico della vita portuale di una città animata e laboriosa.<br />
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19 Berto Ferrari<br />
(Bogliasco (GE) 1887 - <strong>Genova</strong> 1965)<br />
Pescatore dilettante<br />
Olio su tela<br />
Cm 40,5 x 30<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Sul retro: firmato, titolato e datato 1939;<br />
cartiglio e timbro dell’artista<br />
Una maggiore frequenza di marine e quadri di paesaggio non devono far dimenticare le rare,<br />
ma non per questo meno significative, incursioni dell’artista in altri soggetti. La vivacità del<br />
tratto, la freschezza dei colori e la libertà nel disporre i pochi elementi della composizione,<br />
dimostrano la qualità del pittore. E quel dal vero, annotato di suo pugno sul retro dell’opera,<br />
non può che far rivivere il momento stesso in cui il gesto artistico ha preso vita.<br />
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20 Andrea Figari<br />
(Sassari 1858 - <strong>Genova</strong> 1945)<br />
Paese ligure<br />
Olio su tela<br />
Cm 66 x 52<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1895 ca.<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- LII <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2006<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della LII <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, a cura di G. Paganelli<br />
e T. Pelizza, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2006, n° 14 di catalogo, riprodotto a pag. 18 e in<br />
quarta di copertina<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXIV Edizione<br />
(2006 - 2007), Umberto Allemandi & C., Torino 2006, riprodotto a pag. 399<br />
La fugace sosta di un cane intento ad abbeverarsi presso le fresche acque di un torrente è il pretesto<br />
che il pittore coglie per realizzare una vivida istantanea dell’entroterra ligure. Un entroterra<br />
ricco di natura e di sole, in cui sorgono borghi animati e suggestivi, da sempre meta di artisti e<br />
poeti. Protagonista di un’arte nuova, Figari recepisce le istanze post macchiaiole e le interpreta<br />
in maniera originale, rimanendo tuttavia fedele alle specificità della pittura ligure.<br />
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21 Guido Galletti<br />
(Londra 1893 - <strong>Genova</strong> 1977)<br />
Giacomino<br />
Bronzo<br />
Cm 42 x 30 x 16<br />
Probabile datazione: 1922 ca.<br />
Lievemente dissimile dall’opera omonima esposta alla Promotrice di <strong>Genova</strong> del 1922 e acquistata<br />
dal Municipio del capoluogo ligure per le civiche collezioni, il bronzo deriva dal<br />
modello in gesso conservato presso gli eredi dell’artista. La scultura è caratterizzata da quel<br />
fresco e immediato naturalismo in cui troverà espressione la vena più autentica e sincera<br />
dell’opera matura dello scultore. Quello per il naturalismo è infatti un interesse che inizierà a<br />
manifestarsi con una certa sistematicità a partire dalla seconda metà degli anni Venti per poi<br />
affermarsi definitivamente negli anni Trenta (Paola Valenti, 2004).<br />
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22 Luigi Garibbo<br />
(<strong>Genova</strong> 1782 - Firenze 1869)<br />
Veduta di Firenze<br />
Acquerello su carta<br />
Cm 44,5 x 59,5<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1835 ca.<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- LXXV <strong>Mostra</strong> Mastri <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2017<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della LXXV <strong>Mostra</strong> Mastri <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, a cura di T. Pelizza e<br />
G. Goslino, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2017, riprodotto a pag. 51, n° 25 di catalogo<br />
In un’ariosa veduta della Firenze di metà <strong>Ottocento</strong> da Piazzale Michelangelo, la dilatazione<br />
del campo visivo si accompagna alla meticolosa perizia tecnica nella definizione di ogni più<br />
minuto dettaglio della composizione e alla vivacità della scena di vita rurale in primo piano.<br />
Fino dalle sue prime esperienze fiorentine, d’altronde, l’artista si era impegnato a ottenere una<br />
traduzione rigorosa degli scorci urbani, abituale tema dei suoi dipinti, e al medesimo tempo a<br />
infondere alla scena un senso di casualità mediante l’episodica presenza di uomini, animali,...<br />
(S. Bietoletti 2011)<br />
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23 Cornelio Geranzani<br />
(<strong>Genova</strong> 1880 - ivi 1955)<br />
Luci notturne<br />
Olio su tela<br />
Cm 33,5 x 34,5<br />
Siglato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1930 ca.<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- T. Pelizza e G. Paganelli (a cura di), Cornelio Geranzani. Geometria e luce, Artisti di <strong>Liguri</strong>a,<br />
De Ferrari Editore, <strong>Genova</strong> 2008, tav. 86, riprodotto a pag. 124<br />
Un raro e affascinante esempio del variegato universo immaginifico del pittore, in cui la luce<br />
artificiale cerca di farsi spazio tra i volumi compatti dei palazzi nella notte cittadina. Un armonico<br />
sovrapporsi di forme astraenti, di chiari e di scuri, in cui si coglie, neanche troppo flebile,<br />
l’eco delle avanguardie storiche europee.<br />
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24 Raffaele Giannetti<br />
(Porto Maurizio 1837 - <strong>Genova</strong> 1915)<br />
Lago Maggiore<br />
Olio su cartone<br />
Cm 33,5 x 65,5<br />
Firmato in basso a destra<br />
Datazione: 1866<br />
Sul retro: di pugno dell’artista Stresa 28/7 - 3/8 1886; cartiglio della mostra del 1923 recante<br />
il numero di catalogo, cartiglio recante la scritta Proprietà Maria Garzoglio Giannetti, <strong>Genova</strong>,<br />
timbro della catalogazione delle opere dell’artista eseguita nel 1916<br />
Provenienza: raccolta eredi dell’artista<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- <strong>Mostra</strong> retrospettiva di opere del pittore Cav. Raffaele Giannetti, Palazzo Rosso, <strong>Genova</strong> 1923<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della <strong>Mostra</strong> retrospettiva di opere del pittore Cav. Raffaele Giannetti<br />
Stabilimento Grafico Editoriale <strong>Genova</strong>, <strong>Genova</strong> 1923, n° 1 di catalogo<br />
Come annotato dall’artista stesso sul retro del supporto, la realizzazione del dipinto avviene<br />
nell’arco di otto giornate: l’indicazione suggerisce il lungo e complesso lavoro per l’esecuzione<br />
di un’opera en plein air. Le vibrazioni luminose, catturate con una tecnica rapida ma<br />
puntuale, danno forma alla splendente veduta di uno dei più suggestivi paesaggi italiani.<br />
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25 Federico Maragliano<br />
(<strong>Genova</strong> 1873 - ivi 1952)<br />
Presso Bogliasco<br />
Olio su cartone<br />
Cm 32 x 44<br />
Firmato e datato 1917 in basso a destra<br />
Sul retro: dedica Alla famiglia Esposito tanto squisitamente gentile.<br />
Cordialmente Federico Maragliano 26 - 2 - 1945<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Gian<strong>fra</strong>nco Bruno, La pittura in <strong>Liguri</strong>a dal 1850 al Divisionismo, Cassa di Risparmio di <strong>Genova</strong><br />
e Imperia, Stringa Editore, <strong>Genova</strong> 1981, tav. n° 242, riprodotto a pag. 218<br />
Federico Maragliano fu un vedutista insigne: tale qualifica s’attaglia all’artista come a pochi altri,<br />
per la precisione disegnativa che lo distingue, per la costante preoccupazione che egli ebbe<br />
di restituire intatte le fisionomie dei paesaggi che lo ispirano (G. Bruno 1981). La puntuale<br />
descrizione del grande critico d’arte prosegue ponendo l’accento sulla capacità del pittore di<br />
stemperare l’innata perizia tecnica in una particolare dolcezza dei toni. Caratteristica questa<br />
che ben descrive la delicatezza cromatica del gradevole dipinto.<br />
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26 Giuseppe Mazzei<br />
(Portoferraio (LI) 1867 - Fiume 1943)<br />
La fiera del libro di <strong>Genova</strong><br />
Pastello su carta<br />
Cm 41,5 x 51,5<br />
Firmato e dedicato all’amico Angelo Balbi in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1915 ca.<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- Il pittore Giuseppe Mazzei, Pinacoteca Comunale Foresiana, Portoferraio (LI) 1993<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Luciano Scardino (a cura di), Il pittore Giuseppe Mazzei, catalogo della mostra, Liberty House,<br />
Ferrara 1993, riprodotto a pag. 82<br />
Caratteristica rappresentazione della suggestiva Fiera del Libro di <strong>Genova</strong>, allestita nella viva<br />
e palpitante Piazza Nuova a ridosso di Palazzo Ducale e della Chiesa del Gesù. Complici le<br />
particolari possibilità offerte dal pastello, l’artista conferisce all’opera quell’atmosfera vibrante<br />
e filamentosa di gusto Liberty tanto cara a Nomellini e all’ambiente artistico ligure dell’epoca.<br />
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27 Guido Meineri<br />
(Cuneo 1869 - Montese (MO) 1944)<br />
Quiete contadina<br />
Olio su cartone<br />
Cm 62 x 45<br />
Firmato e datato 1903 in basso a destra<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, Antiqua, <strong>Genova</strong> 2005<br />
- L <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2005<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della mostra <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, Antiqua,<br />
<strong>Genova</strong> 2005, riprodotto<br />
- Catalogo della L <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, a cura di G. Paganelli e<br />
T. Pelizza, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2005, n° 30 di catalogo, riprodotto a pag. 36<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXIII Edizione<br />
(2005 - 2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2005, riprodotto a pag. 559<br />
Il gusto per la divisione del colore, di un colore acceso che favorisce le vibrazioni luminose di<br />
una tecnica meticolosa e attenta, definisce l’impronta stilistica e poetica dell’artista. Un sensibile<br />
pittore di paesaggi di vena moderatamente simbolista (Lecci 2007), racconta l’ora serena<br />
in un antico borgo contadino dell’entroterra, in un’epoca in cui il tempo scorreva più lento.<br />
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61
28 Amedeo Merello<br />
(<strong>Genova</strong> 1890 - ivi 1979)<br />
Mattino sul Monte Rosa<br />
Olio su tela<br />
Cm 53,5 x 68<br />
Firmato e datato 1926 in basso a sinistra<br />
Sul retro: cartiglio dell’artista con titolo<br />
L’artista coniuga l’amore per la montagna con la tradizione del paesaggismo ligure in un dipinto<br />
che, in quanto ad atmosfera e vibrazioni luminose, ricorda da vicino le soluzioni del<br />
divisionista Maggi. Un’opera intima ed evocativa al contempo, in cui la dimensione sensoriale<br />
della montagna rivive nelle pennellate attente di un pittore che nella fedeltà al naturalismo ha<br />
fatto la propria ragione poetica.<br />
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29 Francesco Messina<br />
(Linguaglossa (CT) 1900 - Milano 1995)<br />
La fiamma generatrice<br />
Bassorilievo in terracotta smaltata<br />
Cm 33 x 31<br />
Probabile datazione: 1925 ca.<br />
Provenienze: già collezione Oberti<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- 72° Esposizione di Belle Arti, Ridotto del Teatro Carlo Felice, <strong>Genova</strong> 1925<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della 72° Esposizione di Belle Arti, Ridotto del Teatro Carlo Felice, <strong>Genova</strong> 1925,<br />
n° 44 di catalogo<br />
Rara e compiuta espressione del Déco ligure, la fiamma generatrice nasce dalla sinergia inventiva<br />
tra lo scultore, l’architetto Andrea Crosa di Vergagni, progettista della sala dei liguri<br />
presso l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs di Parigi del 1925 e Manlio Trucco, a cui<br />
è preposta la cottura presso la Fenice di Albisola. La formella è caratterizzata da una plasticità<br />
morbida e suadente e da una profonda valenza simbolica. La variante esposta in questa mostra,<br />
la cui unica differenza consiste in una diversa e più calda colorazione, è stata presentata<br />
dallo scultore in occasione della Promotrice genovese del 1925<br />
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30 Ettore Morteo<br />
(Alassio (SV) 1874 - <strong>Genova</strong> 1939)<br />
Plenilunio a Santa Margherita<br />
Olio su tela<br />
Cm 74 x 60<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1915 ca.<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXI Edizione,<br />
Umberto Allemandi & C., Torino 2003, riprodotto a pag. 519<br />
La luna piena illumina uno dei borghi più celebri della riviera in un dipinto suadente e di<br />
grande fascino, la cui intensità risulta aumentata grazie a una pennellata filamentosa di derivazione<br />
divisionista. Un autentico pezzo di bravura di un artista che delle diverse intensità<br />
luminose ha fatto un potente veicolo comunicativo.<br />
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31 Ettore Morteo<br />
(Alassio (SV) 1874 - <strong>Genova</strong> 1939)<br />
Porta dei Vacca<br />
Olio su tavola<br />
Cm 60 x 33<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1930 ca.<br />
Attratto dal variegato e suggestivo patrimonio architettonico del centro storico cittadino, Morteo<br />
è uno dei pochi pittori a essere riuscito a documentarne l’essenza. Nella pregevole tavola<br />
il soggetto è Porta dei Vacca, parte dell’antica cinta muraria urbana ed espressione compiuta<br />
del romanico genovese. L’arco ogivale decorato da una fila di archetti pensili e sormontato<br />
dall’elegante merlatura a coda di rondine si colloca in mezzo alle due maestose torri che,<br />
come quinte teatrali, segnano l’ingresso della animata Via del Campo, allora come oggi luogo<br />
di transito di merci, culture e tradizioni.<br />
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32 Eugenio Olivari<br />
(<strong>Genova</strong> 1882 - ivi 1917)<br />
Nell’aia<br />
Olio su cartone<br />
Cm 29,5 x 34,5<br />
Firmato e datato 910 in basso a destra<br />
Egli aveva per l’arte un culto vero, che affermava anche in ogni sua piccola manifestazione<br />
(A. Balbi 1940). Nel ricordare il pittore, in una pubblicazione comparsa postuma sulla Rivista<br />
Municipale della città di <strong>Genova</strong>, l’amico e sodale evoca la sensibilità dell’artista nei confronti<br />
dei soggetti semplici e quotidiani. La pennellata sciolta e sicura, tipica del fare pittorico di<br />
Olivari, definisce uno degli studi preparatori per Rustico, opera di grandi dimensioni e dall’importante<br />
vicenda espositiva.<br />
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33 Giuseppe Pennasilico<br />
(Napoli 1861 - <strong>Genova</strong> 1940)<br />
Figure sulla spiaggia<br />
Olio su cartone<br />
Cm 23,5 x 27,5<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
Probabile datazione: 1920 ca.<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Gian<strong>fra</strong>nco Bruno, La pittura in <strong>Liguri</strong>a dal 1850 al Divisionismo, Cassa di Risparmio di <strong>Genova</strong><br />
e Imperia, Stringa Editore, <strong>Genova</strong> 1981, tav. n° 248, riprodotto a pag. 224<br />
Gli elementi che costituiscono la ci<strong>fra</strong> stilistica di un pittore che ha fatto del naturalismo improntato<br />
all’immediatezza esecutiva il fondamento della sua poetica, ovvero la pennellata<br />
svelta e l’estro nell’utilizzo del colore, si rivelano allo sguardo in un’allegra e rappresentativa<br />
impressione dal vero.<br />
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34 Giuseppe Pennasilico<br />
(Napoli 1861 - <strong>Genova</strong> 1940)<br />
Aspettando il padrone<br />
Olio su tela<br />
Cm 40 x 65<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1915 ca.<br />
Sentivo i suoi passi, dietro di me, come quelli di un bambino; mi raggiunse mi toccò lievemente<br />
col muso per avvertirmi ch’era lì, e come per chiedere il permesso di accompagnarmi. Mi<br />
volsi e gli accarezzai la testa di velluto; e subito ho sentito che finalmente anch’io avevo nel<br />
mondo un amico (Grazia Deledda, Il flauto nel bosco, 1923).<br />
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35 Romolo Pergola<br />
(Roma 1890 - Trino (VC) 1960)<br />
Mareggiata in riviera<br />
Olio su tela<br />
Cm 55,5 x 85<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1935 ca.<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXII Edizione<br />
(2004 - 2005), Umberto Allemandi & C., Torino 2005, riprodotto a pag. 623<br />
Un dipinto fascinoso e movimentato in cui il mare, gli scogli, la vegetazione, il vento e le sferzate<br />
luminose della riviera sono protagonisti incontrastati. Un equilibrio perfetto, caratterizzato<br />
da quella serrata dialettica di toni, di trasparenze e di virtuosismi materici di gusto postimpressionista<br />
tipica del grande colorista di Camogli.<br />
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36 Emanuele Rambaldi<br />
(Pieve di Teco (IM) 1903 - Savona 1968)<br />
Ragazza con cesto di frutta<br />
Olio su tavola<br />
Cm 90 x 75<br />
Firmato e datato 1929 in basso a sinistra<br />
Sul retro: timbro della Galleria R. Rotta<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- E. Rambaldi, mostra antologica, Galleria R. Rotta, <strong>Genova</strong> 1970<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della mostra E. Rambaldi, Galleria R. Rotta, <strong>Genova</strong> 1970, riprodotto<br />
I quattro presupposti estetici intorno ai quali si è costruita l’esperienza del <strong>Novecento</strong> Italiano,<br />
ovvero sintesi, composizione, precisione della linea e sobrietà del colore, definiti da Margherita<br />
Sarfatti come l’espressione di una classicità moderna, che voleva tornare alle leggi classiche del<br />
disegno e della composizione, determinano l’elevato valore qualitativo dell’opera. L’evidente riferimento<br />
alla tradizione contadina della <strong>Liguri</strong>a non impedisce al dipinto di travalicare i confini<br />
regionali, collocandolo anzi tra le più aggiornate realizzazioni italiane dell’epoca.<br />
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37 Paolo Stamaty Rodocanachi<br />
(<strong>Genova</strong> 1891 - ivi 1958)<br />
Alberi sul mare<br />
Olio su cartone<br />
Cm 22 x 16<br />
Siglato in basso a destra<br />
Capace di esprimere l’emozione individuale senza perdere di vista le qualità oggettuali e plastiche<br />
dei soggetti rappresentati, il pittore dà vita a una composizione lirica e di grande levità.<br />
Denotando comunione di intenti con i poeti Sbarbaro e Montale, l’artista celebra a proprio<br />
modo i colori e le forme della riviera. Nel punto di vista rialzato e nella pennellata rapida e<br />
pulita è possibile cogliere l’eco della poetica di Rubaldo Merello e Eugenio Olivari.<br />
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38 Oscar Saccorotti<br />
(Roma 1898 - Recco (GE) 1986)<br />
Cardellino<br />
Olio su tela applicata su tavola<br />
Cm 15 x 20<br />
Firmato in basso a sinistra<br />
39<br />
Oscar Saccorotti<br />
(Roma 1898 - Recco (GE) 1986)<br />
Peppola<br />
Olio su tela applicata su tavola<br />
Cm 18 x 24<br />
Firmato in basso al centro<br />
Soggetti ricorrenti nella produzione dell’artista, gli “uccellini” sono una costante del suo immaginario<br />
poetico. Caratterizzati da una grafia leggera e delicata e da toni ora sommessi ora<br />
accesi e sgargianti, denotano una profonda conoscenza del mondo animale e un amore incondizionato<br />
per la natura.<br />
82
83
40 Oscar Saccorotti<br />
(Roma 1898 - Recco (GE) 1986)<br />
Vaso con fiori<br />
Ceramica a decorazione policroma lucida<br />
Cm 21 x 9,5 x 9,5<br />
Firmato e datato 1970 sul fondo<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- Il laboratorio fantastico di Oscar Saccorotti, Villa Croce, <strong>Genova</strong> 1994<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- G. Giubbini (a cura di), Il laboratorio fantastico di Oscar Saccorotti, catalogo della mostra,<br />
Villa Croce, <strong>Genova</strong> 1994, n° 166 di catalogo, riprodotto a pag. 212<br />
- AA. VV. (a cura di), Un’esperienza nelle arti applicate a <strong>Genova</strong>. Fausto e Oscar Saccorotti,<br />
Quaderni del Museo dell’Accademia Ligustica, <strong>Genova</strong> 1995, riprodotto a pag. 21<br />
41<br />
Oscar Saccorotti<br />
(Roma 1898 – Recco (GE) 1986)<br />
Vaso con forme astratte<br />
Ceramica a decorazione policroma lucida<br />
Cm 17 x 7 x 7<br />
Firmato e datato 77 sul fondo<br />
42<br />
Oscar Saccorotti<br />
(Roma 1898 – Recco (GE) 1986)<br />
Vaso con fiori<br />
Ceramica a decorazione policroma lucida<br />
Cm 17,5 x 7 x 5<br />
Firmato e datato 1977 sul fondo<br />
Attivo anche nell’ambito delle arti applicate Saccorotti, artista poliedrico e sempre elegante,<br />
coniuga la propensione al naturalismo, la forma astratta e il gusto decorativo tipico dell’arte<br />
giapponese. Come estratti da un sillabario interiore, gli elementi si sposano in un’armonia<br />
perfetta, in un equilibrio semplice e ponderato.<br />
84
41<br />
40<br />
42<br />
85
43 Giuseppe Sacheri<br />
(<strong>Genova</strong> 1863 - Pianfei (CN) 1950)<br />
Dintorni di <strong>Genova</strong><br />
Olio su tela<br />
Cm 33,5 x 55,5<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1890 ca.<br />
Sul retro: timbro della Galleria Rotta<br />
Nel raccogliere l’eredità della Scuola Grigia, l’artista si fa portavoce di un nuovo rinnovamento<br />
della pittura di paesaggio, permeabile a quelle novità di respiro nazionale e sovranazionale<br />
che nella <strong>Liguri</strong>a di fine <strong>Ottocento</strong>, e a <strong>Genova</strong> in particolare, hanno trovato un<br />
fertile terreno di sviluppo. Un’opera di grande eleganza formale ed equilibrio compositivo e<br />
coloristico, in cui le variazioni tonali e la serrata dialettica tra i chiari e gli scuri creano una<br />
notevole profondità prospettica.<br />
86
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44 Giuseppe Sacheri<br />
(<strong>Genova</strong> 1863 - Pianfei (CN) 1950)<br />
Partenza per la pesca<br />
Olio su cartone<br />
Cm 17 x 22,5<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1930 ca.<br />
Sul retro: titolo<br />
Il suo lavoro non è mai una fredda e precisa riproduzione dello spettacolo naturale, ma è invece<br />
una invenzione, un ritrovamento, una voce nuova aggiunta al gran coro della vita. Tale è il<br />
significato dell’arte di Giuseppe Sacheri, la quale, come le canzoni che esprimono la malinconia<br />
dell’anima popolare, ama il tono minore, parla con voce tenue e sommessa […] per accompagnare<br />
da lontano la nota limpida e potente, la voce che suona dominatrice sotto la luce del cielo<br />
e dinnanzi al riso delle onde (A. Colasanti 1910).<br />
88
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45 Antonio Schiaffino<br />
(Camogli (GE) 1879 - <strong>Genova</strong> 1968)<br />
Ragazza con il vaso<br />
Olio su tela<br />
Cm 85 x 65<br />
Firmato e datato Roma 1927 in basso a sinistra<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- <strong>Liguri</strong>a e Arte - Pittori dal 1900 al 1940, Palazzo Ducale, <strong>Genova</strong> 1994<br />
- LXVIII <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2013<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), <strong>Liguri</strong>a e Arte - Pittori dal 1900 al 1940, catalogo della<br />
mostra, Sagep Editrice, <strong>Genova</strong> 1994, riprodotto a pag. 88<br />
- G. L. Marini (a cura di), Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XIV Edizione,<br />
Umberto Allemandi & C., Torino 1996 - 1997, riprodotto a pag. 535<br />
- G. Paganelli e T. Pelizza (a cura di), Antonio Schiaffino - la poesia del colore, De Ferrari Editore,<br />
<strong>Genova</strong> 2001, tav. n° 44, riprodotto a pag. 92<br />
- Catalogo della LXVIII <strong>Mostra</strong> <strong>Maestri</strong> <strong>Liguri</strong> <strong>fra</strong> <strong>Ottocento</strong> e <strong>Novecento</strong>, a cura di G. Paganelli<br />
e T. Pelizza, Galleria Arte Casa, <strong>Genova</strong> 2013, n° 45 di catalogo, riprodotto a pag. 51<br />
Il sorriso sincero e compiaciuto di una giovane modella diventa archetipo di bellezza ideale<br />
in un dipinto che il maestro del colore dedica alla figura femminile. Se è vero che nelle tele di<br />
Antonio Schiaffino si rivela la collocazione delle “cose” negli spazi ideali (G. Paganelli 1984),<br />
la brocca finemente decorata, la tenda ricamata, la mimosa e la delicata trasparenza del vaso,<br />
rivelano altresì una composizione raffinata ed elegante. La Ragazza con il vaso è un’opera<br />
emblematica di un pittore rimasto fedele a iconografie e modi espressivi squisitamente naturalistici,<br />
di elevato livello emotivo e comunicativo.<br />
90
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46 Giovanni Solari<br />
(<strong>Genova</strong> 1907 - ivi 1998)<br />
Paesaggio invernale<br />
Olio su tavola<br />
Cm 45 x 54,5<br />
Firmato e datato 931 in basso a sinistra<br />
Sul retro: cartiglio di pugno dell’artista: Paesaggio invernale, Solari di <strong>Genova</strong>,<br />
Via G. B. D’Albertis 23; cartiglio con numero di esposizione<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- III <strong>Mostra</strong> d’Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti della <strong>Liguri</strong>a,<br />
Palazzo Rosso, <strong>Genova</strong> 1932<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della III <strong>Mostra</strong> d’Arte del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti della <strong>Liguri</strong>a,<br />
Palazzo Rosso, <strong>Genova</strong> 1932, n° 88 di catalogo<br />
- D. Astengo e V. Scheiwiller (a cura di), Camillo Sbarbaro - La <strong>Liguri</strong>a, il mondo, Fondazione<br />
Cassa di Risparmio di <strong>Genova</strong> e Imperia, Libri Scheiwiller, Milano 1997, riprodotto a pag. 156<br />
La plasticità della staccionata in primo piano introduce la vista alle prospettiche geometrie<br />
delle costruzioni e dei pali della luce, entro le quali la delicata solidità dei volumi si colora<br />
dei toni freddi della Val Bisagno nella stagione invernale. Le forme che sembrano in rilievo e<br />
il rigore nella selezione del soggetto fanno eco alle atmosfere oggettuali e sospese del <strong>Novecento</strong><br />
sarfattiano.<br />
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47 Antonio Varni<br />
(<strong>Genova</strong> 1841 - Sampierdarena (GE) 1908)<br />
Vetta detta Romitaggio<br />
Olio su tela<br />
Cm 47 x 77<br />
Firmato e datato 1902 in basso a destra<br />
ESPOSIZIONI:<br />
- XLIX Esposizione Società Promotrice per le Belle Arti, <strong>Genova</strong> 1902<br />
BIBLIOGRAFIA:<br />
- Catalogo della XLIX Esposizione Società Promotrice per le Belle Arti, <strong>Genova</strong> 1902, n° 130 di<br />
catalogo<br />
- Giuseppe Luigi Marini, Il valore dei dipinti dell’<strong>Ottocento</strong> e del primo <strong>Novecento</strong>, XXIII<br />
Edizione (2005 - 2006), Umberto Allemandi & C., Torino 2005, riprodotto a pag. 841<br />
L’atmosfera agreste e pastorale tipica di tanta parte dell’<strong>Ottocento</strong> pittorico pervade la superficie<br />
dell’incantevole dipinto. La giovane pastorella, intenta a governare il piccolo gregge di<br />
pecore e ad affrontare le fatiche quotidiane della vita rurale, è rassicurata dai raggi di un sole<br />
magnanimo e generoso, capace di illuminare la via di un’esistenza semplice ma ricca di emozioni,<br />
immersa nella verde e feconda natura dell’entroterra ligure.<br />
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48 Cesare Viazzi<br />
(Alessandria 1857 - Predosa (AL) 1943)<br />
Primo sole sull’Orba<br />
Olio su tela applicata su cartone<br />
Cm 34,5 x 41<br />
Firmato in basso a destra<br />
Probabile datazione: 1903 ca.<br />
I primi raggi del sole illuminano a poco a poco un angolo di paesaggio tanto caro al pittore.<br />
Un vecchio ponte interrompe con delicatezza il susseguirsi dei piani di una natura incontaminata<br />
e silenziosa, in cui scorrono lente e costanti le acque del torrente Orba. Prossimo alla<br />
decisione di interrompere la sua attività di artista, Cesare Viazzi condensa il realismo spontaneo<br />
delle prime opere con la poetica simbolista della maturità. La profondità prospettica,<br />
manifestazione visiva della condizione emotiva di un artista colto e determinato, rivela un<br />
paesaggio stato d’animo in cui si respira l’atmosfera del grande simbolismo europeo.<br />
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Ultima di copertina<br />
Francesco Messina, La fiamma generatrice, 1925 ca.<br />
Finito di stampare nel mese di Ottobre 2019 da Microart - Recco<br />
Foto e Grafica: L’Agorà - <strong>Genova</strong>