La Freccia Novembre 2019

online.magazines

PER CHI AMA VIAGGIARE

ANNO XI | NUMERO 11 | NOVEMBRE 2019 | www.fsitaliane.it

VIVA FIORELLO!

ARCHEOTRAVEL

DA PAESTUM A ROMA E BOLOGNA

RE TARTUFO

TRA LANGHE, MARCHE E TOSCANA


Spondilite Anchilosante

Sai se Scegli

hai la SA? il tuo futuro

Rinunciare o

sempre

Ripartire

di slancio

Con il patrocinio di

La Spondilite Anchilosante è una malattia infiammatoria cronica e debilitante.

Il suo sintomo principale è un persistente dolore alla schiena, soprattutto

notturno, che migliora con il movimento. Ma altri segnali possono

essere indicativi della malattia. La diagnosi precoce è fondamentale.

Per conoscere e comprendere meglio la SA, trovare risposte alle

tue domande e l’elenco dei centri specializzati a cui rivolgerti,

vai sul sito www.SAichelaSA.it


NOVEMBRE

Bruciano della gramigna

nei campi

un’allegra fi amma suscitano

e un fumo brontolone.

La bianca nebbia si rifugia

fra le gaggie

ma il fumo lento si avvicina

non la lascia stare.

I ragazzi corrono intorno

al fuoco

con le mani nelle mani,

smemorati,

come se avessero bevuto

del vino.

Per lungo tempo si ricorderanno

con gioia

dei fuochi accesi in novembre

al limitare del campo.

Attilio Bertolucci, Fuochi in novembre (1934)

© sborisov/AdobeStock

3


MEDIALOGANDO

«O TI SPIAZZA E TI FA REAGIRE

O NON SERVE A NIENTE»

LE QUALITÀ DI UN GIORNALE E DELL’INFORMAZIONE OGGI,

SECONDO CLAUDIO CERASA, DIRETTORE DEL FOGLIO

di Marco Mancini

marmanug

Raggiungo la redazione del Foglio, nella centralissima

via del Tritone, in una di quelle

splendide giornate autunnali che Roma regala

per mitigare la nostalgia dell’estate e illuderti che non

sia finita.

Incontro Claudio Cerasa nel suo ufficio, al secondo

piano del palazzo della Sorgente Group, la società proprietaria

della testata fondata nel 1996 da Giuliano Ferrara,

oggi presidente della cooperativa di giornalisti che

la gestisce.

Claudio Cerasa diventa direttore del Foglio a 32 anni,

nel gennaio del 2015, dopo esserne stato caporedattore.

Com’è ormai consuetudine per molti direttori, è

diventato anche un opinionista politico ben conosciuto

4


dal pubblico dei talk televisivi. Grazie a quella fortunata

contaminazione transmediale, di cui abbiamo scritto altre

volte, che fa perno su un perdurante coinvolgimento

passionale sprigionato dall’agone politico, nonostante

le disillusioni e i sussulti anti-establishment. Cerasa è

incisivo, asciutto, diretto, pragmatico. Il nostro breve ma

denso incontro, incastonato trai suoi mille impegni, ne

è conferma.

Il Foglio, fin dalla sua nascita, è stato un giornale sui

generis. A cominciare dall’aspetto: caratteri minuti, interlinea

stretta, colonne piene. Ecco, oggi che la disabitudine

alla lettura va di pari passo con la contrazione

dei tempi di attenzione tutto questo funziona ancora?

Intanto, se parliamo di giornale cartaceo, i suoi articoli

devono essere potenzialmente ritagliabili. Insomma

devono indurti a conservarli, a metterli da parte. Se un

giornale funziona devi sentire il bisogno di strapparne

una pagina.

Se me lo dici significa che in tanti ritagliano articoli

del Foglio. Quindi non conta la lunghezza, quanto piuttosto

il contenuto?

Ma sì. Abbiamo la riprova sul web, dove vediamo che

gli articoli lunghi sono letti esattamente come quelli

corti. Sia sul telefonino sia sui computer. I formati restano

essenzialmente due. Quelli più corti servono per

darti un’idea, raccontarti un fatto, offrirti una rapida

interpretazione del mondo. Ecco, sono un po’ come lo

schiocco delle dita che richiama la tua attenzione. Poi ci

sono quelli che invece ti accompagnano in una lettura

necessariamente più lunga perché quel tema lo approfondiscono.

E tu, lettore, vuoi sapere tutto di quel tema

lì. E certo non ti lasci impaurire dal tempo necessario.

La crisi dell’editoria tradizionale e dei giornali cartacei

appare irreversibile. Quel modello di business non

funziona più. Quali sono le alternative?

Comprare un quotidiano in edicola è diventato per molti

un lusso. Ma non è una questione da dirimere, è come

la forza di gravità. A qualcuno capita di più, ad altri di

meno, ma sta succedendo. Paradossalmente i grandi

giornali possono solo calare, mentre i piccoli possono

ancora crescere, e molto. Insomma, tutto questo non

vuol dire che i giornali debbano sparire. Forse è il momento

più eccitante per immaginarsi nuovi prodotti e

nuovi contenuti, cercando di utilizzare questa fase di

distruzione delle vecchie modalità di giornalismo per

crearne di nuove. Ecco, siamo di fronte a una distruzione

creatrice, come ci insegna il modello schumpeteriano.

Ossia la cosiddetta burrasca di Schumpeter, dal nome

dell’economista austriaco del secolo scorso, che comprende

quei cambiamenti repentini introdotti dalla

tecnologia. Come quando il vinile ha lasciato il posto

alla musicassetta, che lo ha ceduto poi al cd, poi al

lettore mp3 e dopo allo streaming…ma la musica comunque

resta. Anche il giornalismo, quindi, resisterà.

Ma in quali forme e modalità?

Da qui in poi dobbiamo pensare a una testata giornalistica

come a una specie di hub. Diciamo a una stazione,

usando una metafora ferroviaria. Una stazione da

cui partono tantissimi treni diversi che vanno in mille

direzioni. La sfida è riuscire a inventarsi nuovi modi di

creare contenuti, utili per essere poi acquistati nei modi

più vari. Oggi anche la terminologia “il giornale” è quindi

sbagliata. Perché il giornale è solo una parte del tutto,

è un binario. Gli altri non sono stati ancora percorsi. E

ce ne sono e saranno tanti. Dai podcast, per ascoltare il

giornale senza sfogliarlo con le mani o senza muovere

le dita su uno schermo, ai convegni e agli appuntamenti

in cui le persone si possono vedere e confrontare. Dal

personalizzare l’offerta facendo abbonamenti ad hoc,

cuciti addosso alla singola persona, fino alla multimedialità

video e radio con palinsesti diversificati.

Mi sembra tu abbia le idee piuttosto chiare e un programma

ben preciso. Stai forse parlando di un cantiere

aperto al Foglio? Sbaglio?

Non sbagli. È la sfida che abbiamo davanti nei prossimi

mesi e anni, a cui stiamo lavorando: trasformare la

nostra testata in un brand, in una specie di casa editrice,

un hub, appunto. Diversificheremo l’offerta anche

con produzioni settimanali e mensili, creando una sorta

di galassia intorno al sole del Foglio. Nel fare questo

abbiamo la possibilità e il vantaggio di essere molto

veloci, perché siamo un piccolo giornale. E, soprattutto,

con la nostra cooperativa, siamo di fatto l’editore di

noi stessi. Questo ci garantisce indipendenza e libertà

assoluta, che ci viene concessa, ovviamente, da chi ha

in mano la testata. È proprio una questione di dna del

giornale.

Quindi il prossimo anno assisteremo all’inizio di questa

burrasca creativa?

Il Foglio, 5 luglio 2019

5


MEDIALOGANDO

Sarà un’evoluzione continua, in parte già iniziata. Perché

Il Foglio già oggi è un giornale piuttosto all’avanguardia

nella capacità di creare contenuti, utili per essere poi

acquistati. Siamo stati i primi ad avere un paywall quasi

totale. Con una formula che hanno pochi altri, la freemium,

ossia un po’ di contenuti free e altri a pagamento.

Le nostre entrate sul sito sono prevalentemente legate

ai contenuti acquistati.

Quindi c’è domanda di informazione? E, così, anche

spazi per realizzare margini?

C’è un interesse fortissimo soprattutto per la politica,

basti pensare al boom di spettatori che ha avuto lo

scorso ottobre il confronto tra Salvini e Renzi in tv da

Bruno Vespa. Non è vero neppure che i ragazzi non si

informano, magari leggono su piattaforme disordinate,

su Facebook o su altri social network, e non sono affezionati

ad alcuna testata. Un’altra azione che abbiamo

in serbo per i prossimi mesi sarà cercare di avvicinarsi

al mondo universitario, e ai tanti giovani che sono alla

ricerca di una qualche testata in cui riconoscersi e di cui

innamorarsi.

Strappandoli dai social?

Proprio nell’epoca in cui l’informazione si pesca a caso

navigando sulla Rete e con il sospetto che possa essere

viziata da notizie false, cresce la necessità di testate

credibili e autorevoli. Testate che abbiano una loro storia

e affidabilità e possano diventare una risposta alla

post verità e un antidoto alle fake news.

Però la ricerca di informazione sul web nasce anche

dalla sfiducia verso un giornalismo ritenuto fazioso.

Quasi come se l’ondata populista e anti-establishment,

che tempo addietro in un tuo intervento definivi

comunque in buona parte rientrata o ammorbidita,

avesse minato anche la credibilità dell’informazione

tradizionale, anch’essa parte dell’establishment.

Non penso sia assolutamente questo il problema, anzi

penso che i giornali hanno senso soltanto se rappresentano

degli interessi, perché non raccontano la verità,

ma un punto di vista. I giornali che dicono di voler

raccontare la verità stanno imbrogliando i loro lettori,

perché la verità non esiste.

Quindi la notizia oggettiva, asettica, non esiste…

I giornalisti sono come i fotografi, hanno la loro macchina

fotografica e ciascuno ha un proprio punto di vista,

un’inquadratura diversa rispetto a quello che accade

nel mondo. Quel che conta è ammettere qual è il proprio

punto di vista, la propria posizione, spiegare come

si guarda il mondo e che idea se ne ha. Così, dicendo

sinceramente da che parte stai, il tuo lettore può fare

la tara, essere d’accordo o contrario a quel che scrivi e

dici. In ogni caso il compito di un giornale oggi è quello

di farti reagire, un giornale che informa e basta non

serve più.

Farti reagire. Mi sembra un obiettivo dirimente, deciso.

Il titolo di un manifesto?

Ma sì, devi avere i tuoi scoop, i tuoi reportage. Mettere

insieme tante azioni che suscitino delle reazioni, se

non susciti nessun tipo di reazione fai un giornale che

Il Foglio, 18 ottobre 2019

non serve a niente. Un’altra forza dei giornali deve essere

quella di andare a rappresentare alcune nicchie,

alcuni mondi particolari che hanno voglia di essere rappresentati.

Ecco, i giornali omnibus, che rappresentano

tutto, secondo me sono destinati a essere rivoluzionati

con altri modelli di sviluppo.

Quali altre qualità deve possedere, oggi, un’informazione

meritevole di essere acquistata?

In primo luogo credibilità. Per riacquistarla bisogna cercare

di raccontare il mondo senza dare al lettore quello

che già sa. Devi essere imprevedibile e un po’ sorprendente.

Spiazzare e prendere posizione. I giornali terzisti,

che non prendono posizione, che surfano su una notizia

senza però cavalcare fino in fondo l’onda e che non

sentono mai il bisogno di andare contro corrente, sono

giornali inutili, scontati.

Poi, perché comprare notizie se le trovi ovunque, gratis?

Infatti, oggi non ha più senso fare i giornali dicendo «ieri

è successo questo», perché chi pretendiamo di informare

è già una persona ben informata. Quindi o hai informazioni

tue esclusive oppure ha senso darle soltanto

se inserite in un contesto che serve a dimostrare altro o

a interpretare un avvenimento.

Le idee di Claudio Cerasa sono nitide, nette, senza concessioni

a sfumature e annacquamenti. Lo salutiamo

con l’augurio che dall’hub del Foglio i treni arrivino e

partano sempre in orario. Ma soprattutto, che abbiano

tutti, a bordo, tante persone desiderose di viaggiare,

conoscere, capire e farsi un’idea. E capaci anche, leggendo

e viaggiando, di cambiarla.

6


SOMMARIO

NOVEMBRE 2019

IN COPERTINA

FIORELLO

41 93

28

12

RAILWAY HEART

17

SAVE THE DATE

24

WHAT’S UP

pag. 30

36

ARCHEOTRAVEL

La Borsa Mediterranea di Paestum,

importanti ritrovamenti lungo i

binari e grandi mostre tra storia e

contemporaneo

77

UN TRENO DI LIBRI

Invito alla lettura di Alberto Brandani,

che questo mese ripropone il romanzo

di Jack London, Martin Eden

86

LAW&ART

Gli studi legali diventano gallerie di

arte contemporanea. La storia di tre

avvocate collezioniste, appassionate di

50

cultura, esperte di diritto

94

50

CREMONA IN MUSICA

56

TARTUFO, RE D’AUTUNNO

66

SANTA CLAUS IS COMING

72

IN VIAGGIO CON TALARICO

82

QUATTRO SECOLI DI BELCANTO

94

SCUOLA D’ASPROMONTE

100

ONCE UPON A TIME

102

GLOCAL DA RACCONTARE

106

PHOTO

128

FUORI LUOGO

LE FRECCE NEWS//OFFERTE E INFO VIAGGIO

114

A LECCE E BRINDISI CON I FRECCIARGENTO 700

Dal 9 novembre i nuovi Frecciargento 700 arrivano anche a Lecce e Brindisi, grazie a due collegamenti

al giorno da e per Milano in sostituzione di altrettanti Frecciabianca

Scopri tra le pagine l’offerta Trenitalia. Oltre 280 Frecce al giorno, più di 100 città servite

8


MJUNI024.indd 1 21/10/19 10:48

Tra le firme del mese

VALENTINA LO SURDO

Conduttrice radiotelevisiva Rai, pianista

classica con anima rock, presentatrice, speaker,

attrice. Trainer di comunicazione, da 20 anni

è reporter di viaggi all’ascolto del mondo. Le

sue destinazioni preferite? Ovunque ci sia da

mettersi in cammino

GIULIANO SERGIO

Critico e curatore, insegna all’Accademia di Belle

Arti di Napoli. Tra le principali mostre che ha

curato e co-curato: Ugo Mulas.

La photographie (Parigi 2016), Luigi Ghirri. Pensare

per immagini (Roma 2013), Le Pietre del Cielo.

Luigi Ghirri e Paolo Icaro (Venezia 2017-2018)

I numeri

di questo numero

1.400

e oltre gli oggetti esposti alla

mostra Etruschi. Viaggio nelle

terre dei Rasna

[pag. 48]

170

le botteghe liutaie di Cremona

[pag. 51]

85

gli anni dalla nascita di

Paperino

[pag. 101]

90.000

le tonnellate di alimenti

recuperati dal Banco

Alimentare nel 2018

[pag. 105]

Read also

La Freccia Junior, il mensile di giochi,

fumetti e curiosità per i più piccoli,

in distribuzione al FRECCIABistrò

di Frecciarossa e Frecciargento,

nei FRECCIACLub e nelle

FRECCIALounge e SalaFRECCIA

Gira pagina

e comincia a

LEGGERE e GIOCARE!

Il viaggio passerà

in un lampo!

GIOCHI, FUMETTI E CURIOSITÀ PER I PICCOLI VIAGGIATORI

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI

DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

ANNO XI - NUMERO 11 - NOVEMBRE 2019

REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA

N° 284/97 DEL 16/5/1997

CHIUSO IN REDAZIONE IL 22/10/2019

Foto e illustrazioni

Archivio Fotografi co FS Italiane

FS Italiane | PHOTO

AdobeStock

Copertina © Adolfo Franzò

Tutti i diritti riservati

Se non diversamente indicato, nessuna parte della

rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa

senza il consenso espresso dell’editore

Direttore Responsabile

Caporedattrice

Coordinamento Editoriale

Caposervizio

In redazione

Segreteria di redazione

Ricerca immagini

e photo editing

Traduzioni

Hanno collaborato

a questo numero

PER CHI AMA VIAGGIARE

ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA

SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE

LICENZA CREATIVE COMMONS

BY-NC-ND 3.0 IT

Info su

creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

EDITORE

Direzione Centrale Media

Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma

fsitaliane.it

Contatti di redazione

Tel. 06 44105298 | lafreccia@fsitaliane.it

Marco Mancini

Claudia Frattini

Cecilia Morrico,

Francesca Ventre

Silvia Del Vecchio

Gaspare Baglio, Serena Berardi,

Michela Gentili, Sandra Gesualdi,

Luca Mattei, Cristiana Meo Bizzari

Francesca Ventre

Michele Pittalis,

Claudio Romussi

Verto Group

Cesare Biasini Selvaggi, Alberto Brandani,

Andrea Camilli, Samantha Castelli,

Carlo Cracco, Alessio Giobbi, Paola Giovetti,

Valentina Lo Surdo, Peppe Iannicelli, Itinere,

Giuliano Papalini, Ernesto Petrucci,

Bruno Ployer, Enrico Procentese,

Andrea Radic, Giuliano Sergio, Flavio Scheggi,

Paolo Spadacini, Filippo Teramo, Mario Tozzi,

Dario Edoardo Viganò

REALIZZAZIONE E STAMPA

PAOLO SPADACINI

Fotografo specializzato in moda, non

dimentica il reportage. Realizza le campagne

pubblicitarie Peroni, Swatch e Moschino,

mentre per Skira pubblica i libri India volti

del Rajasthan, Ultimi sorrisi e l’ultimo Io non

mi volto, 101 ritratti di celebrities contro la

violenza sulle donne

SUPPLEMENTO DI LA FRECCIA | NOVEMBRE 2019 | www.fsitaliane.it

LEGGI il fume to di

IL MANIFESTO

DEL BUON

VIAGGIATORE

OGNI VIAGGIO È UN’AVVENTURA MERAVIGLIOSA!

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE)

Tel. 081 8906734 | info@grafi canappa.com

Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

PROGETTO CREATIVO

Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello

Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

PER LA PUBBLICITÀ SU QUESTA RIVISTA

advertisinglafreccia@fsitaliane.it | 06 4410 2600 - 5640 - 2661

FILIPPO TERAMO

Giornalista eclettico, vanta diverse

collaborazioni con quotidiani, magazine e tv.

Da cronista di enogastronomia racconta

territori, eventi e tutto ciò che tocca

le corde dei sensi

Note, il settimanale per i viaggiatori

regionali da leggere su

trenitalia.com

OTTOBRE 2019

Precisazione

Pag. 104: il musical Aladin non è una

produzione Disney Theatrical Productions

La carta di questa rivista proviene

da foreste ben gestite certifi cate FSC ®

e da materiali riciclati

On Web

La Freccia si può

sfogliare su ISSUU e

nella sezione FSNews

del sito fsitaliane.it

9


I PASSEGGERI CORPORATE POSSONO MODIFICARE

LE LORO PRENOTAZIONI SENZA COSTI AGGIUNTIVI

Le tariffe Turkish Airlines Corporate consentono agli affiliati

di cambiare la prenotazione e/o l’itinerario del proprio biglietto

per agevolare i continui cambi di programma tipici dei viaggi

di lavoro consentendo loro di risparmiare tempo e denaro.

Per diventare un affiliato e iniziare a beneficiare dei

vantaggi del Turkish Airlines Corporate Club visita :

corporateclub.turkishairlines.com


FRECCIA COVER

di Sandra Gesualdi

sandragesu

Man Ray

Le violon d’Ingres (1924-1976)

Courtesy Archivio Storico della Biennale di Venezia - ASAC, Venezia

© Man Ray Trust by SIAE 2019

SEDUZIONI

«Fotografo ciò che non voglio dipingere, ciò che ha già un’anima»

[Man Ray]

Lei è Kiki de Montparnasse, attrice magnetica e cantante dal

carattere impetuoso. Man Ray la incontra nei locali notturni

della Parigi bohémienne, tra le due Guerre. È bellissima, istintiva,

una voce da usignolo. Se ne innamora e la rende immortale

in una delle immagini più famose del XX secolo.

Kiki passa alla storia come Le violon d’Ingres, scatto scandaloso

ai tempi, leggendario per sempre. Avanguardia pura.

Man Ray non si accontenta della foto e dipinge due effe di

violino, con dell’inchiostro nero, sulla schiena di Kiki, catturata

in un fermo immagine che la fa sembrare uno strumento ad

arco. E, ancora, cita la morbida bagnante del pittore Ingres,

reinventando non solo il linguaggio fotografico, ma anche la

raffigurazione del corpo e del volto, i generi stessi del nudo e

del ritratto. Artista passionale, irriverente, Man Ray si applica

in maniera totalizzante all’arte come alle donne, numerose

presenze lungo tutta la sua vita. Le ha amate, ritratte, studiate.

Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino rende

omaggio al grande maestro con wo/MAN RAY. Le seduzioni

della fotografia, la mostra che fino al 19 gennaio 2020 presenta

200 ritratti, realizzati dagli anni ’20 fino alla morte, nel 1976,

tutti dedicati a un preciso soggetto, la donna, fonte essenziale

di ispirazione della sua ricerca.

camera.to

CameraTorino camera_torino Camera_Torino

11


RAILWAY heART

PHOTOSTORIES

PEOPLE

Michal in viaggio verso Napoli

© Manuel Grandioso Stacul

manushinto_27

IN VIAGGIO

Intercity Milano-Ventimiglia

© Andrea Sosio

andrea.sosio

12


LE PERSONE, I LUOGHI, LE STORIE

DELL’UNIVERSO FERROVIARIO IN UN

CLICK. UN VIAGGIO DA FARE INSIEME

A cura di Enrico Procentese

enryhills

Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it.

L’immagine inviata, e classificata secondo una delle quattro categorie

rappresentate (Luoghi, People, In viaggio, At Work), deve essere di proprietà

del mittente, priva di watermark, non superiore ai 15Mb. Le foto più emozionanti

tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri

della rubrica. Railway heArt è un progetto di Digital Communication, Direzione

Centrale Media, FS Italiane.

LUOGHI

Fontaniva (PD)

© Fabio Cangianiello

cangia

AT WORK

Dipendenti della Divisione

Passeggeri Long Haul

Trenitalia a Roma Termini

© Antonio Li Piani

ermetico.op

13


RAILWAY heART

A TU PER TU

a cura di Alessio Giobbi - a.giobbi@fsitaliane.it

Claudio, 36 anni, parking area specialist di Metropark,

società impegnata nell’offrire soluzioni per la sosta e

la mobilità integrata sotto il controllo di FS Sistemi Urbani,

a cui è affidata la valorizzazione del patrimonio immobiliare

del Gruppo e lo sviluppo di servizi destinati alla collettività.

Di cosa ti occupi in Metropark?

Presidio le attività per la gestione dei parcheggi nel centro e nel

nord-est Italia. Metropark è un operatore nazionale nel settore,

opera da 25 anni e si occupa di tutto il processo della sosta, dalla

progettazione alla costruzione, fino alla gestione delle aree

adiacenti alle stazioni di proprietà delle società di FS. Assicurare

l’operatività dei parcheggi per garantire il servizio ai nostri clienti

comporta interfacciarsi con tutti gli attori interessati, interni ed

esterni, perché le dinamiche del contesto urbano sono sempre

diverse.

Nello specifico?

Attraverso l’offerta dei nostri servizi contribuiamo al miglioramento

dell’accessibilità delle stazioni, favorendo l’intermodalità

di primo e ultimo miglio. Nel nostro profilo di azione, un aspetto

significativo è curare politiche di offerta e di prezzo rivolte a viaggiatori

con esigenze specifiche, tra i quali spiccano i pendolari.

Se non trovi parcheggio rischi di perdere il treno…

La sosta riveste, infatti, un ruolo chiave nella catena del viaggio

e la nostra clientela fidelizzata, che principalmente si sposta per

motivi di lavoro, apprezza la convenienza di un servizio integrato.

Siamo sempre più impegnati a migliorare l’esperienza di chi si

muove tutti i giorni, raccogliendo le opportunità offerte dal mondo

della mobilità urbana che cambia.

Quando hai iniziato a lavorare a Metropark?

Sono nel Gruppo FS da cinque anni, il ruolo che ricopro è nato

per soddisfare l’esigenza di un più efficace coordinamento tra

sede e territorio, per garantire processi più veloci e orientare

al meglio le soluzioni, sia in risposta a necessità operative, sia

in chiave di nuove opportunità. Per fare questo occorre saper

ascoltare, raccogliere le informazioni e fornire gli elementi per

alimentare il processo decisionale.

Un’iniziativa in particolare da raccontare?

Nel bicipark della stazione di Padova capita spesso di trovare

biciclette abbandonate. Così abbiamo avuto un’idea che corrisponde

alla nostra politica ambientale e di responsabilità sociale,

ossia riutilizzare questi mezzi, dare loro una nuova vita e

offrire un’occasione a persone meno fortunate. Ci occupiamo di

mobilità sostenibile e questa città ha una particolare sensibilità

nell’utilizzo delle due ruote: grazie alla collaborazione con un’associazione

no profit, quindi, da un problema abbiamo creato

un’opportunità.

Cosa ti piace di quello che fai?

Il fatto che le mie giornate non siano mai una uguale all’altra.

Sono spesso in trasferta per garantire il presidio delle aree di

mia competenza e gestire al meglio i rapporti con diversi stakeholder.

© Mauro Masiero

14


LE STORIE E LE VOCI DI CHI, PER LAVORO, STUDIO O PIACERE,

VIAGGIA SUI TRENI. E DI CHI I TRENI LI FA VIAGGIARE

Roberta Zivolo, imprenditrice a Milano in un’azienda specializzata

in servizi outsourcing che conta circa 70 dipendenti,

di cui l’85% donne. Pendolare dell’Alta Velocità tra

Firenze e il capoluogo lombardo.

Che tipo di viaggiatrice sei?

La mia azienda si trova a Milano, ma io e mio marito abitiamo a Firenze

e da oltre 20 anni mi sposto tra queste due città. Sono una fan

del Frecciarossa dal primo momento: in un’ora e 45 minuti arrivo a

destinazione, sfruttando il mio tempo al meglio.

Un’amica del treno tout court.

In passato sono stata contattata da FS per un’intervista sul gradimento

del servizio. Tra i suggerimenti diedi quello di realizzare i gate

di stazione, per meglio sfruttare le potenzialità offerte, per esempio

iniziative culturali e musicali. Ho notato con piacere che si è andati in

questa direzione, con evidenti benefici anche dal punto di vista della

sicurezza.

Quanto ha influito l’arrivo del Frecciarossa nella tua libertà di spostamento?

In questi dieci anni di Alta Velocità la qualità della vita di chi viaggia è

migliorata drasticamente. Dai tempi del pendolino di passi avanti se

ne sono fatti tanti, e il Frecciarossa è diventato il simbolo di un’Italia

più dinamica, virtuosa e attenta all’ambiente.

E dal punto di vista professionale, invece?

Questo treno mi ha aiutato a realizzare ciò di cui vado fiera: incrementare

sempre più la maternità nella mia azienda. Un fatto che

dovrebbe apparire scontato, ma che purtroppo così non è, viste

le difficoltà delle donne che decidono di diventare mamme. Alle

mie dipendenti chiedo scherzosamente di andare in ferie in due,

moglie e marito, e di tornare in tre.

Raccontaci di più.

Finora ho visto nascere 126 bambini, riuscendo a far coniugare al

meglio l’impegno professionale delle mie dipendenti con le loro esigenze

private, perché la maternità non può spaventare un’azienda

che si considera civile. Ma c’è ancora molto da fare, e lo vediamo tutti

i giorni in tante, troppe realtà lavorative.

Svolgi altre attività oltre al tuo lavoro?

Insieme a mio marito gestiamo una tenuta a nord di Firenze che utilizziamo

per consentire alle nuove generazioni di investire in formazione,

lavoro e ricerca, il tutto in un’ottica sostenibile. È il Centro San

Cresci, e mi tiene piacevolmente molto occupata.

Hai delle preferenze sui servizi offerti a bordo delle Frecce?

Amo la carrozza del silenzio, dove si invita a non parlare al telefono e

a togliere la suoneria; così il viaggio diventa un momento che dedico

tutto a me stessa, facendo anche meditazione. Noto con piacere che

i viaggiatori rispettano le regole, e qualora non succedesse c’è sempre

il personale di bordo a ricordare di non recare disturbo agli altri.

Qualche altro suggerimento?

Chiederei una maggiore possibilità di scelta tra gli snack salati serviti

a bordo treno, specialmente rispetto a quelli contenenti olio di palma,

che non prendo mai. Devo, invece, fare i miei complimenti per i

gelati Steccolecco, vanno a ruba nei FRECCIAClub.

15


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Fai continuare la vita.

I primi 26 anni di vita dell’Università

Campus Bio-Medico di Roma

sono stati l’inizio di una storia lunga

ed emozionante. Con un lascito

solidale si può diventare parte

di questa storia fatta di persone,

idee e passioni unite per accrescere

l’efficacia della ricerca applicata

alle cure, migliorare la qualità della

formazione universitaria e della vita.

La scienza al servizio dell’uomo, che

si concretizza in Università, Ricerca

e Assistenza, è il punto di forza di

una realtà che può contare su una

rete di laboratori moderni, collaborazioni

internazionali, undici corsi di

laurea, un policlinico a gestione diretta

e un pronto soccorso di prossima

apertura: anche per questo

oggi l’Università Campus Bio-Medico

di Roma è una realtà unica in Italia

e in continuo sviluppo. Che vuole

continuare a crescere anche grazie

ai lasciti testamentari.

“Crescono gli studenti, che dal 2010

al 2018 sono aumentati del 38,6%.

Crescono gli investimenti, che negli

ultimi tredici anni hanno toccato

la somma di 141,8 milioni di euro,

di cui quasi due terzi effettuati con

fondi propri”, spiega il direttore generale

Andrea Rossi.

“Oggi l’Università Campus Bio-Medico

di Roma e il suo policlinico, accreditato

Joint Commission International

(JCI), rappresentano un punto di riferimento

per centinaia di migliaia

di persone in tutta Italia. Gli studenti

che frequentano i corsi sono circa

2.000, mentre i laureati sono fino

ad oggi circa 4.000.

Con un lascito solidale all’Università

Campus Bio-Medico di Roma

si dà continuità a questo processo

di sviluppo e si dà sostegno a

nuove storie di vita, di ricerca, di

speranza. Come quella di Bruna e

Bianca, un’assistente di direzione e

un’insegnante, che – conclude Rossi

– con la loro generosità hanno lasciato

un segno importante a beneficio

delle future generazioni”.

L’Università Campus Bio-Medico di

Roma è l’unico ateneo che, con altre

21 realtà non profit, attraverso il Comitato

Testamento Solidale si adopera

per la diffusione della cultura dei

lasciti solidali nel panorama italiano.

Secondo l’ultima indagine realizzata

da GFK Italia sono 2,8 milioni gli

italiani che si dichiarano orientati

a inserire nelle loro ultime volontà

un lascito a favore di un ente non

profit.

Le somme in denaro o i beni

lasciati all’Università Campus

Bio-Medico di Roma potranno

finanziare attività e progetti concreti

nei campi della ricerca, della

cura e della formazione. La sfida

del prossimo anno sarà la realizzazione

di un Dipartimento di

Emergenza e Accettazione (DEA)

di I livello a misura d’uomo che

completerà l’offerta assistenziale

del Policlinico e ne accrescerà il

radicamento territoriale su una

zona di Roma attualmente poco

servita da strutture di pronto

soccorso. Inoltre, sempre nel

perseguimento del bene della

persona si potrà “adottare” uno

studente accompagnandolo per

tutto il suo percorso di studi.

Un lascito solidale all’Università

Campus Bio-Medico di Roma è un

gesto che dura per sempre, un gesto

di amore per la vita, un gesto

che fa continuare la vita per chi si

impegna ogni giorno a raggiungere

importanti risultati nella ricerca, nella

cura e nell’insegnamento.

COSA È

Un lascito solidale è un gesto

che arricchisce di senso

la vita.

Con il testamento una persona

decide a chi destinare la

quota disponibile del proprio

patrimonio, dei suoi beni, o

anche solo una piccola parte

di essi, senza ledere i diritti

dei propri cari. Si può anche

lasciare il valore del TFR o di

una polizza vita.

COME SI FA

Per disporre un lascito solidale

è sufficiente indicare

il nome dell’Università

Campus Bio-Medico di

Roma e il suo codice fiscale

97087620585.

Per maggiori informazioni,

anche per richiedere la Guida

ai lasciti, si può scrivere a:

sostienici@unicampus.it

oppure contattare il numero

06 225419129.

Via Álvaro del Portillo, 21 - 00128 Roma

Con il patrocinio

e la collaborazione

del Consiglio Nazionale

del Notariato

16

SOSTIENICI.UNICAMPUS.IT


AGENDA

A cura di Luca Mattei ellemme1 – l.mattei@fsitaliane.it

save NOVEMBRE

the date 2019

ANDY WARHOL

NAPOLI//FINO AL 23 FEBBRAIO 2020

Esplosivo, sorprendente, imprevedibile. Il dipinto del

Vesuvio, realizzato nel 1985, è come se fosse per Andy

Warhol una sorta di autoritratto della propria personalità.

Non solo. L’artista, che più di tutti ha saputo valorizzare

il simbolo come mezzo espressivo per comunicare ciò

che è oltre il signifi cato superfi ciale, coglie con quel vulcano

l’essenza vera di Napoli, la storia della sua cultura,

della sua socialità, persino della sua autodistruzione. La

città partenopea, in cui il genio americano si è recato più

volte grazie all’impegno del gallerista Lucio Amelio, gli

dedica una mostra che consente di avere una visione

completa della sua produzione. Presso la Basilica della

Pietrasanta si possono ammirare oltre 200 opere, tra cui

i ritratti di grandi personaggi, da Giorgio Armani a Lenin,

e i lavori sui miti del merchandising, come le Campbell’s

Soup e le serigrafi e di Marilyn Monroe e Mao Tse-tung.

Particolare attenzione è data al rapporto con la musica,

con le cover di The Velvet Underground & Nico, le polaroid

e gli acetati di Mick Jagger e Stevie Wonder.

arthemisia.it

Andy Warhol, Vesuvius (1985)

© The Andy Warhol Foundation for The Visual Arts Inc. by SIAE 2019

arthemisiaarte

Book City Milano

fl a f e s t i v a l

pisabookfest

bookcitymi bookcitymilano

scrittorincitta

lunapazzaidea luna_scarlatta pazzaideafestival

© Yuma Martellanz

NOVEMBRE DA SFOGLIARE

ITALIA//FINO AL 24 NOVEMBRE

In programma tanti eventi per i book addicted. Due dal 7 al 10

novembre: il Festival Libri e Altrecose di Pescara accoglie, tra gli

altri, Maurizio De Giovanni e Lo Stato Sociale, mentre il Pisa Book

Festival propone un viaggio letterario in Europa con vari autori,

dal Portogallo con Almeida Faria all’Ucraina con Andrei Kurkov,

dalla Svezia con Björn Larsson all’Albania con Artur Spanjolli.

BookCity Milano, dal 13 al 17, conferma la sua vocazione internazionale

fin dall’inaugurazione con il basco Fernando Aramburu

che conversa con Paolo Giordano. Interessanti il focus sulle

Afriche e il Friendship Tour (a Milano prima di Madrid, Berlino e

Parigi), con Lee Child, Ken Follett, Kate Mosse e Jojo Moyes che

discutono di Brexit.

Dal 13 al 18 torna a Cuneo Scrittorincittà. Tra gli ospiti Antonio

Caprarica, Philippe Daverio, Chiara Gamberale. Infine a Cagliari,

dal 21 al 24, è tempo del festival Pazza Idea: sul tema Bellezza e

Rivoluzione si confrontano, tra gli altri, Antonio Marras, Giovanni

De Mauro e Benedetta Barzini.

pescarafestival.it | pisabookfestival.com | bookcitymilano.it

scrittorincitta.it | pazzaidea.org

17


AGENDA

Sconti Trenitalia

FRIDA MANIA

ROMA//FINO AL 29 MARZO 2020

La storia e la creatività di Frida Kahlo in un percorso multimediale dal

forte impatto sensoriale. La mostra Il caos dentro presso Set Spazio

Eventi propone opere in formato Modlight, retroilluminazione di pannelli

che fa apprezzare tracce, pennellate e cromie dei dipinti.

C’è anche modo di entrare nella vita intima dell’icona messicana, grazie

a lettere e pagine di diario, abiti e gioielli, oltre agli scatti del fotografo

Leo Matiz. E ancora percorrere i luoghi della sua vita, come il giardino e

gli interni di Casa Azul, e comprendere meglio le relazioni con il marito,

Diego Rivera.

Il mito dell’artista è anche al cinema. Dal 25 al 27 novembre è in sala Frida.

Viva la vida, documentario di Giovanni Troilo, prodotto da Ballandi

Arts e Nexo Digital. Il film alterna interviste esclusive, documenti d’epoca

e immersioni nelle opere, mettendo in luce le due anime di Kahlo:

pioniera del femminismo e pittrice alle prese con un corpo martoriato.

mostrafridakahlo.it | nexodigital.it

Bernard Silberstein

Diego Rivera watching Frida Kahlo paint a self portrait

(1940 circa)

© Edward B. Silberstein © Jerris Madison

navigaremostre nexodigital nexo_digital

BUSSETO FESTIVAL GUARESCHI

BUSSETO (PR)//9 NOVEMBRE>8 DICEMBRE

Alla scoperta del territorio della Bassa Parmense con un continuo

richiamo a Giovannino Guareschi. Il Busseto Festival prevede diverse

iniziative gratuite. Da non perdere la visione di fi lm famosi

come Don Camillo e i giovani d’oggi, di Mario Camerini, e meno noti

quale Gente così di Fernando Cerchio, o rivisitati, tra cui Il decimo

clandestino di Lina Wertmüller. Le proiezioni sono introdotte da figure

di rilievo come l’ex vescovo di Ferrara Monsignor Luigi Negri e il

saggista Marcello Veneziani. La Sala dell’Accademia ospita poi la mostra

Route 77 - In bicicletta lungo la via Emilia, che ricostruisce il tour

compiuto da Guareschi nel 1941 da Piacenza a Rimini. Inoltre il 9, 16,

23 e 30 novembre Alberto, figlio dello scrittore, guida le visite presso

la Casa Archivio Guareschi, dove il padre visse a lungo. Spazio anche

alla gastronomia con un ricco menù delle trattorie locali che avrebbe

certamente messo d’accordo Don Camillo e Peppone.

bussetolive.com

Giovannino Guareschi presso la sua casa di Roncole Verdi (1953)

Per gentile concessione dell’Archivio Giovannino Guareschi

bussetoterradiverdi

Illustrazione di Valentina Crisante

StraWoman strawoman.it

cittadimodena festival.laviolenzaillustrata

comunedinapoli comunenapoli

casadelledonnedimilano casadonnemilano

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

ITALIA//FINO AL 10 DICEMBRE

L’uguaglianza di genere, uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda

2030, si raggiunge solo debellando ogni sorta di maltrattamento. Per questo

l’Onu nel 1999 ha istituito, per il 25 novembre, la Giornata per l’eliminazione

della violenza contro le donne. Tra le iniziative sul tema, a Novara il 23 fa tappa

la StraWoman, corsa per sportive il cui unico traguardo è combattere i soprusi.

Il 24, il Comune di Modena propone all’Auditorium Biagi il dialogo Ad armi pari, con

le scrittrici Annalisa De Simone e Patrizia Cavalli, performance di Emilia Romagna

Teatro Fondazione e immagini di Valentina Crisante. A Bologna il festival La violenza

illustrata, dal 25 novembre al 10 dicembre, tiene vivo il confronto su sessismo

e discriminazione. Il Comune di Napoli dal 20 novembre all’8 dicembre promuove

#Liberedi, rassegna con assemblee, seminari, reading e mostre, tra cui Grey is

Punk della fotografa Giovanna Aresu, alla Casina Pompeiana dal 25 novembre al

7 dicembre. La Casa delle Donne di Milano dipinge di rosso una panchina in corso

Garibaldi e promuove un incontro sul Codice Rosso, la legge entrata in vigore a

luglio che tutela le vittime della violenza domestica e di genere.

strawoman.it | comune.modena.it | festivalviolenzaillustrata.blogspot

comune.napoli.it | casadonnemilano.it

18


Teatro

di Roma

dR Card

4 teatri 1card

Argentina Torlonia

India TeatrodelLido

TdR Card la prepagata del Teatro di Roma

utilizzabile anche da più persone la stessa sera,

per gli spettacoli della stagione 2019 - 2020

dei teatri Argentina, India, Torlonia e Lido di Ostia.

132€ / 12 crediti acquistabile anche on line

2 crediti per ogni biglietto al Teatro Argentina

1 credito per ogni biglietto ai teatri India,

Torlonia e Lido di Ostia.

Info promozione@teatrodiroma.net

lospettacolochevuoi

con chivuoi, quandovuoi.

Design Falcinelli & Co. / Simone Bianchini Photo by Eugenia Maximova on Unsplash

teatrodiroma.net

stagione

2019.2020


AGENDA

A cura di Luca Mattei

ellemme1 – l.mattei@fsitaliane.it

Freccia Weekend

novembre 2019

Pippo Rizzo, Treno notturno in corsa (1926)

Courtesy Archivio Pippo Rizzo

palazzosanfrancesco.domodossola

palazzosanfrancesco

1>3

Last days per Balla|Boccioni|Depero,

exhibit sui temi cari al Futurismo:

velocità e movimento. La

mostra è ai Musei Civici di

Domodossola (VB), città a inizio

’900 proiettata verso il futuro

per l’apertura del Valico del

Sempione. [1]

comune.domodossola.vb.it

Il 3 a Bitonto (BA) termina Bitalk,

festival di teatro, cinema, musica

e arte. Per questa terza edizione

si confrontano sul tema Dal ’68

agli anni di piombo ospiti come

Alessio Boni, Omar Pedrini e

Vauro Senesi.

fanfara.eu

Dal 1° novembre Roma si anima

per un mese con i 21 concerti del

Jazz Festival. Tra i protagonisti

della 43esima edizione, dal

titolo No borders. Migration

and integration, Archie Shepp,

Abdullah Ibrahim e Antonio

Sánchez.

romajazzfestival.it

Skipass, il Salone del turismo e

degli sport invernali, sabato e

domenica a Modena, ospita per

il secondo anno la Big Air World

Cup, con i campioni di freeski e

snowboard pronti a spiccare il

volo da un’enorme rampa.

skipass.it

© Stefano Colarieti/LaPresse

1 2

Gabriele Muccino

© Stefano_Colarieti/La Presse

ParmaFilm parmafilmfestival

8>10

Il Parma Film Festival propone

dal 4 all’11 proiezioni in

anteprima presentate da

registi di fama mondiale come

Jean-Pierre e Luc Dardenne

e Ken Loach. Da non perdere

la masterclass di Gabriele

Muccino. [2]

invenzionidalvero.it

Il 9 e 10 Mirano (VE) torna

alla Belle Époque con la

ricostruzione di una festa

d’inizio ’900, la Fiera de l’Oca.

Il centro veneto diventa il

grande tabellone del Zogo de

l’Oca, con dadi e pedine giganti

e prove di abilità.

giocodelloca.it

La mostra Padova sacra, al

Museo Antoniano fino al 10,

indaga sulla rappresentazione del

sacro nell’arte, nell’architettura

e nella devozione popolare del

centro veneto, attraverso lo

sguardo della fotocamera.

arcadelsanto.org

Alla Badia di San Lorenzo a

Trento l’8 La vertigine della

selva, concerto del Bonporti

Antiqua Ensemble nell’ambito

del festival Trento Musicantica.

Spettacoli di musica vocale e

strumentale fino al 6 dicembre.

centrosantachiara.it

20


3 4 5

Sigmar Polke, S.H. - oder wann zählen die

Punkte? (2002)

© The Estate of Sigmar Polke, Cologne/Photo G.

e L. Malcangi

gallerieditalia

Marco Goldin nello spettacolo La grande

storia dell’impressionismo

© Simone Di Luca

lineadombrarte

© Marco Nave

iorobotto

15>17 22>24 29>1°

A Palazzo Zevallos Stigliano

di Napoli fino al 19 gennaio

2020 Berlin 1989. La pittura in

Germania prima e dopo il Muro,

un’immersione nella Berlino

di fine ’900 con dipinti di artisti

come Georg Baselitz e Sigmar

Polke. [3]

gallerieditalia.com

Dal 6 al 17 al Teatro Arena del

Sole a Bologna il regista Antonio

Latella dirige la versione teatrale

di La valle dell’Eden, messinscena

in due parti del capolavoro della

narrativa americana di John

Steinbeck.

bologna.emiliaromagnateatro.com

Da venerdì all’8 dicembre

Novecento Rendez-Vous, visite

guidate, mostre, workshop in

prestigiose residenze di tutta

Italia, in un percorso artistico

da Liberty e Art Déco a

Razionalismo e Futurismo, fino

agli anni ’90.

italialiberty.it

Al Museo Musma di Matera fino al

12 gennaio 2020 Heimat. Sharing

the land, personale di Jasmine

Pignatelli, con foto, video,

installazioni e 13 manciate di

terra raccolte in altrettanti luoghi

simbolo della storia d’Italia.

musma.it

Il critico Marco Goldin

porta l’arte a teatro con lo

spettacolo La grande storia

dell’impressionismo. L’incanto

della pittura da Monet a Van

Gogh. A novembre tappe il 24 a

Trento e il 28 a Gorizia. [4]

lineadombra.it

Dopo Bari, Firenze e Milano,

giunge a Roma la Deejay Ten,

corsa di 10 e 5 km organizzata

da Linus e Radio Deejay. Il

villaggio allo stadio Nando

Martellini apre il 23 e si anima

con lo start della gara domenica

24 alle 9:30.

deejayten.deejay.it

Al Museo di Santa Maria Novella

a Firenze fino al 15 dicembre La

botanica di Leonardo. Per una

nuova scienza tra arte e natura,

mostra con scritti e disegni

del genio di Vinci su forme e

processi del mondo vegetale.

labotanicadileonardo.it

Fino al 21 giugno 2020 al Museo

di Capodimonte Napoli, Napoli,

mostra sulla storia della città

durante il regno borbonico, con

600 porcellane, 100 costumi del

San Carlo, strumenti musicali,

dipinti, oggetti d’arte e arredo.

museocapodimonte.

beniculturali.it

Alla Fabbrica del Vapore di

Milano fino al 19 gennaio 2020 Io,

Robotto, prima mostra guidata da

un’intelligenza artificiale. Alexa,

il servizio vocale di Amazon,

racconta l’evoluzione della

robotica di intrattenimento. [5]

iorobotto.com

Fino al 12 gennaio 2020 Biella

ospita in varie sedi la terza

edizione di Viaggio: orizzonti,

frontiere, generazioni, rassegna

che indaga i molteplici significati

della parola viaggio attraverso

mostre, incontri e workshop.

palazzoferrero.it

La Peggy Guggenheim

Collection di Venezia propone

fino al 27 gennaio 2020 L’ultima

Dogaressa, mostra che omaggia

la passione per l’arte della

mecenate americana e le

esposizioni che hanno scandito i

suoi anni in Laguna.

guggenheim-venice.it

In occasione dei 500 anni

dalla morte di Leonardo

da Vinci, la Galleria d’Arte

Moderna di Palermo ospita

fino al 26 gennaio 2020 La

macchina dell’immaginazione,

un’esposizione multimediale a

cura di Treccani.

gampalermo.it

21


GOURMET

Save the Date

novembre 2019

di Marzia Dal Piai - a cura di vdgmagazine.it

Un’occasione da non perdere, in questo mese, è la caccia al tartufo. Ce ne sono tante, in

tutte le zone dove si trova il prezioso tubero. Nel Parco del Matese, in Campania, segnaliamo

l’itinerario alla ricerca del tartufo nero, tra faggete e sentieri di montagna, proposto

da Aquapetra Resort e Spa di Telese Terme (BN). Si parte il sabato mattina guidati da un

esperto tartufaio e dal suo fido cane. Un’esperienza unica alla scoperta delle meraviglie

del bosco e poi a tavola per assaporare il menù degustazione dello chef Luciano Villani,

stella Michelin de La Locanda del Borgo.

aquapetra.com

Un mondo di BonTà aspetta i visitatori a Cremona,

dal 9 al 12. Show cooking e workshop,

dimostrazioni pratiche con rinomati chef,

incontri sulla nutrizione e performance live

per far risaltare le eccellenze enogastronomiche

dei prodotti tipici italiani, senza

dimenticare l’educazione alimentare. All’interno

della manifestazione anche Special

Beer Expo, il Salone dedicato al mondo

delle birre speciali e artigianali, per i visitatori

che amano interpretare e gustare questa

bevanda, negli abbinamenti e nei gusti

classici o in quelli più originali.

ilbonta.it

© Gourmet Food Festival

Promuovere e narrare il rapporto tra cibo e

territorio scoprendo le specialità da vicino.

Gourmet Food Festival, al Lingotto Fiere

Torino dal 22 al 24, ha un’unica protagonista:

la qualità. Quest’anno l’ospite speciale

è il riso. Da non perdere l’area dedicata ai

corsi di cucina, focalizzati sul mondo wine,

e i laboratori dove mettere “le mani in pasta”.

Ma anche la zona in cui si insegnano le

grandi ricette della tradizione piemontese e

le fattorie educative che tengono lezioni sul

tema dell’alimentazione. Inoltre, sabato 23

alle 11:30, in sala Forchetta, è prevista una

tappa dell’ottava edizione del Campionato

mondiale di pesto genovese al mortaio, organizzato

dall’Associazione dei Palatifini.

gourmetfoodfestival.it

Continuano per tutto il mese gli eventi di

food&wine in Emilia Romagna. Fino al 17 è

in programma la XXIX Fiera nazionale del

tartufo nero di Fragno, a Calestano (PR), con

visite guidate alle tartufaie; mentre chi ama

i salumi non può perdere il November Porc

a Zibello dal 15 al 17 e a Roccabianca, dal 22

al 24. La seconda domenica di novembre

c’è la fiera agroalimentare Sapori del Borgo

a Ponte dell’Olio (PC), dove si può seguire

un percorso culinario di assaggi.

visitemilia.com

Una kermesse dedicata al più tipico dei dolci

natalizi, all’Hotel Principi di Piemonte di Torino

sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre.

Una Mole di panettoni nasce proprio per celebrare

questo intramontabile classico della

pasticceria italiana che sa di famiglia e di casa:

dolce o salato, classico con uvetta e canditi

oppure farcito con creme e ingredienti che

esaltano la creatività dei maestri pasticceri,

non può mancare sulle tavole delle Feste.

dettaglieventi.it

Uno speciale mercatino diffuso anima le strade del borgo di Rango, nel Comune di Bleggio

Superiore (TN), dal 17 novembre al 29 dicembre. Un’autentica immersione nelle tradizioni

più antiche per gustare le eccellenze del territorio, dalle noci alle patate, passando per i

salumi, i formaggi, le mele e i vini. Non mancano i prodotti del benessere, fra cui le linee

cosmetiche realizzate alle Terme di Comano, centro di eccellenza per la cura della pelle.

Quest’anno la grande novità è la strega più grande del mondo, che misura quasi 11 metri,

tridimensionale e realizzata con un fitto intreccio di legno e canne di bambù.

mercatinidirango.it

© Claudia Calegari

© ricka_kinamoto/AdobeStock

22


WHAT’S UP

CI VEDIAMO A BOLOGNA

GIANNI MORANDI INIZIA UNA SERIE DI CONCERTI

IRRIPETIBILI NELLA SUA CITTÀ

di Gaspare Baglio gasparebaglio

Un’occasione unica, che merita

un viaggio in Frecciarossa

con destinazione Bologna,

è Stasera gioco in casa - Una vita

di canzoni, il live (quasi) acustico che

Gianni Morandi ha deciso di dedicare

alla sua città. Sul palco, insieme a lui, il

pianista Alessandro Magri e il chitarrista

Elia Garutti. L’interprete di Monghidoro,

che sta sbancando con la terza

stagione della fiction Mediaset L’isola

di Pietro, ha voluto ringraziare la piccola

metropoli dove ha mosso i primi

passi. Dal 1° novembre, al Teatro Duse,

partono i concerti che ripercorrono la

sua lunghissima carriera costellata di

successi.

Perché questo progetto?

L’idea di ritornare nel luogo da dove

sono partito è una cosa bella. Bologna

è un incrocio importante. Magari qualcuno

si ferma con le Frecce per visitare

la città e, già che c’è, viene a vedere il

mio spettacolo.

Come mai al Teatro Duse?

Il Duse ha un fascino particolare, è il

cuore culturale del capoluogo. Ci sono

legato anche perché, nel 1964, mi sono

esibito proprio qui.

Lo spettacolo prevede musica, ma anche

parole…

È un racconto che parte da Monghidoro,

il paesino da dove mi spostavo per

cantare nelle balere dell’Emilia. Ricordo

momenti divertenti, incontri ed episodi

della mia vita pubblica e privata. È

uno show, in due tempi con intervallo,

che cambierà ogni sera. All’inizio della

seconda parte vorrei lasciare spazio al

pubblico: qualcuno in platea potrebbe

raccontare un episodio legato a una

mia canzone. E poi, chitarra a tracolla,

canterò a richiesta.

Ci saranno ospiti?

Se capita, sì. Lo spettacolo è un luogo

aperto e divertente anche per me.

E un omaggio a Lucio Dalla?

È inevitabile, Lucio e Bologna sono indissolubili.

Noi bolognesi ci aspettiamo

sempre che, da un momento all’altro,

spunti da un angolo o da una via del

centro.

La playlist del cuore?

Andavo a 100 all’ora, la prima canzone

che ho inciso, e Fatti mandare dalla

mamma a prendere il latte, che rappresenta

il successo. Ovviamente non può

mancare C’era un ragazzo che come me

amava i Beatles e i Rolling Stones, diversa

dalle altre per il tema trattato. Poi il

brano da record In ginocchio da te, che

ha superato il milione di copie. Infine, la

hit della rinascita, Uno su mille.

Lo show sarà poi itinerante?

No. è nato per Bologna e resterà a Bologna,

magari faremo qualche data in più.

SAVE THE DATE

1, 2, 3, 7, 14, 21, 28 novembre

5, 12, 20, 21, 22, 26, 29, 31 dicembre

3 gennaio 2020

ZERO IL FOLLE

Renato Zero

«Ci sarà Renato, ma anche Zero».

Ecco come l’istrionico cantautore

romano – con oltre 50 anni di carriera,

500 canzoni e 45 milioni di dischi

venduti – presenta i live legati al suo

nuovo album. Start il 1° novembre

dalla sua Roma e gran finale il 26

gennaio 2020 a Bari.

BLACK MOOD

GionnyScandal

Parte il 7 novembre da Napoli il Black

Tour dell’idolo degli amanti dell’Emo

Trap made in Italy. L’artista continua

la sua scalata sulla scia del successo

di hit virali da milioni di stream e view

su YouTube come Per sempre e Solo

te e me, entrambe certificate disco

d’oro.

VIVA DA MORIRE - LIVE 2019

Paola Turci

Parte il 12 novembre da Torino il tour teatrale

di Paola Turci, un inno alla vita ricco

di energia durante il quale riascoltare

i brani dell’album Viva da morire, oltre

ai successi che hanno caratterizzato la

sua carriera. I live proseguono fino al 9

dicembre, con gran finale a Firenze.Altre

date saranno annunciate nel 2020.

24


25

© Angelo Trani


WHAT’S UP

TRE AMICI A TEATRO

CARLO CONTI, GIORGIO PANARIELLO

E LEONARDO PIERACCIONI, PER IL

TERZO ANNO, TORNANO INSIEME

SUL PALCO CON IL LORO SHOW.

ASSICURANO DUE ORE DI RISATE. A

PARTIRE DA QUESTA INTERVISTA

di Sandra Gesualdi

sandragesu

La chiacchierata a tre, una call

telefonica, è già un assaggio

di spettacolo. Scoordinata,

asincrona e soprattutto piena di battute.

Fai una domanda a Leonardo e

risponde Giorgio, ironizzando su Carlo

che tenta di riportare l’ordine. Ridono,

sghignazzano, fissano appuntamenti

per il sabato successivo, si (e ci) prendono

amorevolmente in giro. Carlo

Conti, Giorgio Panariello e Leonardo

26


© Marco Borrelli

Pieraccioni, conduttori televisivi, attori,

sceneggiatori, comici e showmen

navigati, i tre ragazzacci di Firenze,

come si definiscono loro, dopo gli

esordi degli anni ’80 nelle tv locali,

con i varietà Succo d’Arancia e Vernice

fresca, non si sono mai persi. A distanza

di 30 anni, si rimettono insieme e

rispolverano il gruppo comico Fratelli

d’Italia, che all’epoca spopolava nei

teatri toscani. Stessa formazione, questa

volta chiamata semplicemente il

Trio, che per la terza stagione porta

in tournée uno spettacolo da record

ai botteghini con oltre 60 repliche, 37

solo nella loro città.

Prima tappa a Milano il 18 novembre,

al Teatro Arcimboldi, poi Napoli (il 30),

Roma (il 2 e 3 dicembre), Torino (il 9 e

10), Brescia (il 14), Bergamo (il 17 e 18),

Bologna (il 21 e 22). Fine anno al Mandela

Forum di Firenze dove, oltre alle

serate del 27, 28 e 29, il 31 dicembre il

Trio festeggerà l’arrivo del 2020 con il

suo pubblico, per brindare tutti insieme.

Come si fa nelle grandi famiglie

nelle occasioni importanti.

Tornate insieme sul palco dopo tante

repliche sempre sold out. Le novità di

questa tournée?

«Vista la nostra età, soprattutto quella

di Panariello vicino alla settantina, avevamo

due possibilità», esordisce Leonardo,

«O andare a giocare a bocce o

continuare a divertirci facendo un altro

giro di teatri con questo spettacolo».

Carlo riprende il filo: «Ri-ri-ri-partiamo.

Dovevano essere cinque o sei repliche

e invece sembrano non finire mai. Siamo

fedeli a noi stessi ma con un occhio

di riguardo all’attualità. Nel corso

di questi anni alcuni personaggi sono

stati sostituiti, soprattutto quelli politici

che si esauriscono più velocemente

dello show». Smorzata di Leonardo:

«Alcune coalizioni o politici sono spariti

proprio durante lo spettacolo! Esistevano

quando siamo saliti sul palco

e alla fine avevano già cambiato idea.

Loro vanno più veloci di noi, hanno superato

la barriera del suono».

In tutti questi anni non vi siete venuti

a noia?

«Mi sono venuti a noia da subito, appena

li ho conosciuti», punzecchia Leonardo.

«Sono la mia pena da espiare

sulla terra». Carlo riporta un po’ di

serietà tra le righe: «Siamo legatissimi,

ci stimiamo e ci capiamo al volo. In

scena, a un certo punto, non si distinguono

più le parti scritte da copione

da quelle improvvisate». «Eccomi!»,

è Giorgio che si collega al telefono in

ritardo: «Confermo, siamo una triangolazione

perfetta dove ci supportiamo

e sopportiamo. Questo progetto, poi,

è stato fondamentale per mantenere

il contatto con il pubblico, dividendoci

ansie e fatiche».

Cosa ricordate degli inizi e degli anni

’80?

Panariello non ha dubbi: «Ho chiaro in

mente le spalline di Conti e i suoi jeans

a vita alta, li teneva quasi sotto il mento,

quando faceva il deejay al Paradise

coi riccioloni e quella moda orribile».

Leonardo rincara: «Se guardate bene,

Carlo ha un braccio più lungo e uno

più corto perché si era comprato uno

dei primi modelli di telefonino, praticamente

una valigia pesantissima, e

tutto orgoglioso arrancava con quel

peso sempre appresso. Con il telefono

portatile era sempre puntualissimo,

mentre noi, che si andava a gettoni,

sempre in ritardo». Carlo ride davvero

di gusto, e aggiunge: «Ricordo tutta la

nostra gavetta. Scrivevamo le scalette

e mettevamo 100 lire per pagare la

copisteria. E poi ci inventavamo tanti

personaggi per le radio locali. È stato

un periodo pionieristico, pieno d’entusiasmo

e bellissimo, da cui tutto è

partito».

Un commento su ognuno di voi?

«Sono due fuori classe, hanno momenti

di grazia comica unica», afferma

Conti. «Sì, siamo le tre Grazie», fanno

eco gli altri due. «Leonardo è strepitoso

naturalmente e poi professionalmente,

Giorgio professionalmente e

poi naturalmente», prosegue. Tocca a

Giorgio: «Carlo è uno preciso, uno che

lavora alla Banca Toscana e che ogni

tanto va a fare qualche serata. Leonardo

è geniale e in questo spettacolo,

inaspettatamente da uno pigro come

lui, sono uscite fuori la parodia del teatro

russo e citazioni di poeti».

A 50 anni siete diventati un po’ intellettualoidi?

Risponde Giorgio per tutti: «Io lo sono

da sempre, Carlo invece legge le riviste

solo se è in cover, mentre Leonardo

guarda esclusivamente i suoi film.

Sono l’unico che scrive libri». Fanno

eco gli altri due: «Libri di cui non ricorda

i titoli!».

Vi vedremo presentare Sanremo insieme?

«Io voglio partecipare a Sanremo»,

tuona secco Leonardo, «ma come

cantante, e portare gli altri due come

miei coristi. Canteremo un trap, ci chiameremo

I trappoloni, è uno scoop in

esclusiva per La Freccia». Altra risata

fragorosa e contagiosa.

Siete dei grandi utilizzatori delle

Frecce. In treno, cosa fate?

«Io guido!», esclama Giorgio, e Carlo:

«Io passo a dare le bibite». Leonardo:

«Io scappo dalla carrozza più temibile,

27


WHAT’S UP

quella del silenzio. Come fai uno starnuto

ti corre incontro un tizio gridando

“Silenziooooo!”. Ho il terrore della carrozza

del silenzio».

Sono ormai inarrestabili, la comicità

è il quarto ospite di questa intervista

semiseria... Cos’è Firenze per voi?

E qui il tono torna posato, quasi nostalgico,

decisamente ispirato. Giorgio:

«È il luogo in cui sono nato, dove

sono tornato dopo gli anni trascorsi

in Versilia e ho mosso i primi passi

nel mondo dello spettacolo. È un incontro

e una conoscenza continua».

Carlo sospira: «Per me è casa e famiglia,

semplicemente». E Leonardo

conclude: «È il motivo per cui viaggio,

per quella goduria eccezionale e

poetica di tornarci. Ogni volta faccio

come i cani, che non hanno il senso

del tempo, e mi emoziono come se

non la vedessi da anni. Firenze è una

generatrice d’amore».

C’è stato un momento in cui avete

avuto paura di riproporvi?

Questa volta rispondono all’unisono:

«Mai! Per questo sono tre anni che

siamo in giro insieme, divertendoci

come 30 anni fa. Per noi sono due ore

di risate ininterrotte, potremmo continuare

all’infi nito. Non ci scioglieremo

mai, al massimo ci dissolveremo».

Allora buon viaggio per i teatri d’Italia.

Guida Giorgio, naturalmente.

friendsandpartners.it

CarContiRai GioPanariello

leonardo_pieraccioni

Sconti Trenitalia

© Alessandro Canestrelli

Reporters Associati & Archivi

© Eliana Manca

MOLIÈRE E DICKINSON

Al Teatro della Pergola di Firenze, dal

12 al 17 novembre, arriva Misantropo.

Il capolavoro di Molière, in bilico tra

dramma e commedia, è interpretato

da Valeria Solarino e Giulio Scarpati,

intorno ai quali si muovono vari personaggi

emblema di vizi e difetti della

società. Dal 22 al 30, invece, Daniela

Poggi porta sul palco Emily Dickinson,

la poetessa dall’esistenza enigmatica

e inquieta raccontata, in questo spettacolo,

dalla scrittura di Valeria Moretti.

teatrodellapergola.com

ZANNA BIANCA

Un racconto che tiene col fiato sospeso

e narra di natura selvaggia, leggende

antiche e lupi che corrono nella neve incontro

alla libertà. Liberamente ispirato

al romanzo di Jack London, Zanna Bianca,

lo spettacolo per ragazzi scritto da

Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, che ne

è anche l’interprete, emoziona e morde.

Un’avventura fatta di fatica, meraviglia,

amicizia e rispetto. Premio Eolo Awards

2019, è in scena il 21 novembre a Bologna,

il 22 ad Antella (FI) e il 24 a Torino.

inti-tales.com

RICETTE D’AMORE

Quattro donne, Matilde Brandi, Federica

Cifola, Patrizia Pellegrino e

Samanta Togni, molto diverse tra

loro, corteggiano lo stesso uomo,

Ascanio Pacelli. Al Teatro Manzoni

di Roma, fi no al 24 novembre, va in

scena una commedia divertente tra

equivoci ironici, battute serrate e

confessioni tra amiche riunite in una

cucina. E per i soci CartaFRECCIA

sconto del 30% sul biglietto dello

spettacolo.

teatromanzoni.info

28


In viaggio porti anche

il tuo mal di schiena?

Ma se non fosse un banale mal di schiena?

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Il questionario di

autovalutazione

Se vuoi saperne di più rispetto al tuo mal di

schiena e viaggiare più sereno, e forse in

maniera più confortevole in futuro, prova a

rispondere a queste domande:

Sei seduto comodo o hai sempre con te quel

mal di schiena che ti fa compagnia da qualche

mese? Anche in treno puoi investire qualche

minuto per capire se quel dolore più o meno

fastidioso nasconda qualcosa d’altro. Potrebbe

trattarsi infatti di una malattia reumatologica,

spesso confusa con un semplice mal di schiena:

la spondilite anchilosante (SA). La SA è una

malattia infiammatoria cronica caratterizzata

da sintomi quali mal di schiena persistente (più

di tre mesi), spesso notturno, tanto che causa

interruzioni del sonno, rigidità mattutina che migliora

con il movimento e disabilità funzionale.

Se non trattata, la spondilite anchilosante può

compromettere le normali attività quotidiane,

causare una perdita di produttività sul lavoro

e avere un impatto significativo sulla qualità

della vita. 1 Si tratta di una patologia che colpisce

maggiormente i giovani di sesso maschile

e di età superiore ai 25 anni. 2,3 Fino al 70%

dei pazienti che soffrono della forma severa di

spondilite anchilosante sviluppa, nel corso di

qualche anno, fusione delle vertebre con significativa

riduzione della mobilità della colonna

vertebrale 4 e alla formazione della cosiddetta

‘colonna a canna di bambù’.

Oggi per arrivare ad una corretta diagnosi

mediamente passano dai 7 ai 10 anni. Un periodo

troppo lungo per una malattia che può

progredire fino a dare conseguenze importanti

nei movimenti peggiorando notevolmente la

qualità della vita di chi ne soffre. L’insorgenza

poi di altre patologie correlate può aggravare

la condizione generale soprattutto se di tipo

metabolico e cardiovascolare.

La Campagna “SAi se hai la SA? Scegli il tuo

futuro” promossa da Novartis, con il patrocinio

di APMAR Onlus - Associazione Nazionale

Persone con Malattie Reumatologiche e Rare

– si pone l’obiettivo di informare sulla spondilite

anchilosante e suggerire di rivolgersi al

reumatologo, specialista di riferimento nel trattamento

di questa malattia.

Per avere tutte le informazioni sulla campagna

basta collegarsi all’area dedicata nel sito

http://www.saichelasa.it/sai-che-la-campagna-2018/

e seguire la pagina Facebook

“SAichelaSA” https://www.facebook.com/

SAichelaSA/.

1

2

3

4

5

Soffri di mal di schiena e rigidità

diffusa alle articolazioni

da più di 3 mesi?

Il dolore si concentra principalmente

nella zona lombare e si

irradia a bacino e glutei?

Il dolore si presenta anche a

riposo e durante la notte ti capita

di svegliarti per il mal di schiena?




Il dolore peggiora quando resti

immobile per lunghi periodi,

oppure al risveglio?


Al risveglio ti senti rigido e riesci a

essere più sciolto nei movimenti

solo dopo più di 30 minuti?

NO

NO

NO

NO

Bibliografia: 1. Mease PJ, van der Heijde D, Karki C, et al. Characterization of patients with ankylosing spondylitis and nonradiographic axial

spondyloarthritis in the US-based Corrona Registry. Arthritis Care Res (Hoboken). 2018;70(11):1661-1670 2. Sieper J et al. Ankylosing spondylitis: an

overview. Ann Rheum Dis 2002; 61 (Suppl III):iii8-iii18; 3. Braun J et al. Prevalence of spondylarthropathies in HLA-B27 positive and negative blood

donors. Arthritis Rheum 1998; 41(1):58-67; 4. Barkham N et al. The unmet need for anti-tumour necrosis factor (anti-TNF) therapy in ankylosing

spondylitis. Rheumatology 2005;

6


Il dolore alla schiena e la rigidità

si alleviano se pratichi esercizi o

attività fisica?

NO

Sai se hai la SA?

Spondilite Anchilosante

Scegli il tuo futuro

7


Soffri di episodi di infiammazione

al tendine di achille e di dolore a

livello del calcagno?

NO

Cancellare

tutti

i piani

o

Fare piani

all’ultimo

minuto

8

9

Ti capita di avere episodi di

infiammazione agli occhi con

dolore, arrossamento e

ipersensibilità alla luce (uveite)?

Hai meno di 45 anni?




NO

NO

NO

Con il patrocinio di

TEST AUTODIAGNOSI

Se la maggioranza

delle risposte è positiva,

vai dal tuo medico generale

per approfondire il problema.

29


INCONTRO

© Adolfo Franzò

30


VIVA FIORELLO!

LO SHOWMAN SICILIANO RACCOGLIE IL GUANTO DELL’ENNESIMA SFIDA

MEDIATICA DELL’AD SALINI. ONLINE SU RAIPLAY DAL 13 NOVEMBRE

UN IMPERDIBILE VARIETÀ A MISURA DI WEB

di Gaspare Baglio

gasparebaglio

«

Mi piace questa cosa di

essere su La Freccia. Sui

Frecciarossa Roma-Milano,

ormai, mi conoscono tutti. E ora,

con il fatto di restare lì, in copertina,

per un mese, sai quanti si siederanno

sopra la mia faccia? Perché, alcune

volte, non ti accorgi del magazine sul

sedile e ti ci siedi sopra. Quindi anche

io, finalmente, sarò lì a baciare il sedere

dei viaggiatori. Anzi, grazie, mi farete

provare l’ebrezza di stare su una poltrona

e vedere uno che ti si appoggia

sopra ed esclama: «Ma cos’è? Ah, Fiorello!».

Inizia con una risata l’incontro con lo

showman più talentuoso che oggi l’Italia

possa vantare. Fiorello è un vulcano

multitasking, capace di passare

dalla radio alla tv fino al web, restando

credibile. Un pioniere pronto per una

nuova avventura: Viva RaiPlay, lo show

che avrà l’onore di (ri)lanciare la piattaforma

on demand della tv pubblica.

Un assaggio viene dato anche su Rai1

dal 4 all’8 novembre alle 20:30, poi dal

13, alla stessa ora, solo su RaiPlay. E

dal 16 anche su Rai Radio2 il sabato e

la domenica mattina. Ennesima sfida

che permette al poliedrico mattatore

di dare sfogo a tutta la sua verve.

Cosa ti ha spinto a tornare con un progetto

così insolito?

Fare qualcosa di diverso da quello che,

solitamente, la gente si aspetta da me.

Sarebbe a dire?

Il grande varietà. L’ultimo, #Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend,

è del 2011

ed è stato il primo a utilizzare l’hashtag

nel titolo. Il produttore, Bibi Ballandi,

che adesso non c’è più, diceva, con la

cadenza bolognese: «Ma cos’è quel

robino nel titolo?».

In questi anni hai fatto anche altro...

Ho fatto tantissime cose. Quando ho

scoperto la possibilità di sviluppare

idee col cellulare, sono andato molto

sul web. Mi sono inventato l’Edicola

Fiore, partita corsara in un bar di periferia

e arrivata su Sky. La gente, però,

mi chiedeva sempre: «La mattina

quanto mi fai divertire con quei vecchietti,

ma quando torni in televisione?».

Per il pubblico, se non faccio il

grande varietà su Rai1, è come se non

facessi tv.

Sei uno che ama trovare nuovi linguaggi.

Non voglio fare il finto giovane. Sono

sulla soglia dei 60, ma mi tengo aggiornato,

soprattutto a livello tecnologico.

Mia figlia tredicenne mi ha

insegnato a usare l’app TikTok, che

sta avendo molto seguito. Anche Will

Smith, il re dei social, si è iscritto.

Com’è il tuo rapporto con i social?

Non facile, soprattutto per noi personaggi

pubblici che diventiamo

bersagli. Prima, quando non piaceva

qualcuno, al massimo lo si diceva agli

amici del bar.

Riesci a difenderti?

Ho trovato il modo di farlo. Pubblico

qualcosa, ma non leggo i commenti.

Sai come sono gli artisti, vanitosi, amano

i complimenti, e quindi si va subito

a vedere se qualcuno ti dà del “bravissimo”,

poi ci trovi anche gli insulti. Ma

io non blocco nessuno.

Come mai?

Perché ogni blocco è una medaglia

per chi lo riceve. Se blocco un tizio che

mi ha insultato, quello fa lo screenshot,

lo pubblica e lo mostra come se mi

avesse colpito a battaglia navale. La

cosa migliore, anche se difficile, è

ignorare.

Social a parte, come è nato il progetto

Viva RaiPlay?

L’Ad della Rai, Fabrizio Salini, mi ha

chiamato. Pensavo che volesse propormi

un varietà. Invece, mi fa: «Ma

allora, RaiPlay?». Io, che ne ero già un

fruitore, ho risposto, per dirla alla Rovazzi:

«Tutto molto interessante».

Ed eccoti con questo show...

Sarà il primo esperimento mondiale

di un varietà inedito sul web, inteso

come una varietà di cose. Saremo in

via Asiago, sede storica della Rai. Uno

show con molti set dove metterò a

frutto anche quello che ho fatto negli

ultimi tempi: ci saranno idee nate all’Edicola

Fiore e allo spettacolo teatrale

L’ora del Rosario, ma anche al Fiorello

Show di SkyUno e al Rosario della sera

di Radio Deejay.

Facci un esempio.

Dal Fiorello Show prendo la formula dei

tre giorni: le puntate inedite saranno in

onda mercoledì, giovedì e venerdì, poi

chiaramente lo show si potrà vedere

quando si vuole. Questi sono i benefici

della piattaforma! Esistono i terrapiattisti?

Noi siamo i piattaformisti.

Quante puntate saranno?

Diciotto. A questo si aggiungeranno

pillole tratte dal programma che verranno,

di tanto in tanto, trasmesse dai

numerosi canali Rai, sia radio che tv.

Inoltre, il mercoledì, giovedì e venerdì

mattina, in diretta faremo delle anteprime.

Una sorta di preshow che, grazie

al piattaformismo, sarà visibile per

tutto il giorno.

Degli ascolti che mi dici?

31


INCONTRO

Non c’è un vero e proprio Auditel, ci

saranno dati misurati dalla Rai per capire

il flusso web. Ma so già che, dopo

lo spot televisivo del programma, le

app RaiPlay scaricate sono aumentate

in maniera considerevole, soprattutto

nella fascia 18-24 anni.

Gli episodi saranno live?

Sì, gli show saranno live per avere più

vissuto dietro, per cavalcare l’attualità.

Comunque, prima di essere in esclusiva

su Raiplay, dal 4 all’8 novembre

saremo anche su Rai1, in access prime

time, per 15 minuti, prima dei Soliti

ignoti con Amadeus.

A proposito, Amadeus condurrà il

Festival di Sanremo. Confermi la tua

presenza?

Per forza. Con Amadeus abbiamo

sempre detto che ci saremmo stati

l’uno per l’altro nel caso fosse capitato

a uno di noi due di condurre Sanremo.

Magari ci vado una sera, mi trovo bene

e rimango pure il giorno dopo. Dopo

Viva RaiPlay ne parleremo. Adesso sta

scegliendo le canzoni.

Perché non hai mai voluto presentare

il Festival?

Non è il mio mestiere. Amadeus, invece,

ha preso la strada della conduzione.

A Sanremo devi presentare ed

essere preciso. Io dopo due minuti

mi metto a fare le cose mie. Morandi

e Baglioni, che sono cantanti, hanno

scelto dei conduttori ad affiancarli. Io

potrei fare quello che aiuta il presentatore.

Consigliaci qualche nuova leva.

Alessandro Cattelan, il prototipo del

presentatore moderno e ironico. Oppure

Fabio Rovazzi, dotato di un’intelligenza

non comune, potrà dare molto

in futuro.

Cosa guarda in tv Fiorello?

Sono come Blob, guardo tutto: dalla

D’Urso a Protestantesimo, più tutte le

serie tv. Ti dico solo che gli amici mi

chiamano per avere consigli sulle ultime

novità. Adesso, per esempio, consiglierei,

in maniera del tutto disinteressata,

Viva Raiplay. Bellissimo!

raiplay.it

Raiplay.it RaiPlay

raiplay_official

Fiorello.official Fiorello

rosario_fiorello

© Giovanni Caccamo

32


John Armleder

Matilde Cassani

Francesco Clemente

Enzo Cucchi

Elisabetta Di Maggio

Jimmie Durham

Haris Epaminonda

Hassan Khan

Kimsooja

Abdoulaye Konaté

Victor Man

Shirin Neshat

Yoko Ono

Michal Rovner

Remo Salvadori

Tomás Saraceno

Sean Scully

Jeremy Shaw

Namsal Siedlecki

fino all'8 marzo 2020

main partner

sponsor

media partner

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

via Guido Reni, 4A - Roma | www.maxxi.art

soci


Rent & Roll

La forma rivoluzionaria del noleggio

Rent & Roll, una scelta di libertà.

E’ la soluzione a medio termine di Athlon Italy che si trasforma a lungo termine quando vuoi.

Con Rent & Roll avrai un’alternativa perfetta che ti garantirà una totale flessibilità per soddisfare le tue diverse

esigenze di mobilità.

Rent & Roll è flessibile come te.

Libertà di scelta della categoria fra piccola, media o grande, per un periodo minimo di 1 mese fino a un massimo di

12 mesi.

Scegli tu quando restituirlo in totale libertà.

Scopri di più su www.athlon.com


INCONTRO

WELCOME TO RAIPLAY

IL DIRETTORE DELLA PIATTAFORMA MULTIMEDIALE DELLA

TV PUBBLICA, ELENA CAPPARELLI, ILLUSTRA TUTTE LE

NOVITÀ E LE PROSSIME SFIDE

© Eleonora Ferretti

Quasi 13 milioni di utenti registrati,

circa 12 milioni di

app scaricate, 550 ore in

media di views da gennaio ad agosto

2019 (grazie alla syndication che

comprende YouTube e MSN). E un

aumento dell’85% nella fruizione dei

video. Sono i numeri di RaiPlay a far

parlare Elena Capparelli, direttore

generale del portale multimediale

della tv pubblica, con un entusiasmo

contagioso che le fa brillare gli occhi:

«Per la Rai è un momento magico.

RaiPlay aggiunge un’altra opportunità

di visione al grande bouquet

della tv pubblica». Una sfi da che indirizza

l’ecosistema di viale Mazzini a

una differenziazione dei programmi,

sulla base di una conoscenza approfondita

del pubblico. «C’è un target

di giovanissimi che fruisce i contenuti

con smartphone e altri device

mobili. Poi c’è un target centrale che

usufruisce della tv in modo lineare,

aggiungendo programmi in modalità

non lineare. Infi ne c’è un target più

adulto che guarda quasi solo contenuti

in modalità classica. Vogliamo

essere una guida, mostrando un

altro modo di godere dei contenuti

dalla library e in diretta». Tenendo

conto che gli utenti si differenziano

nelle abitudini e intercettando i vari

segmenti di pubblico. «La fi ction è

un asset della Rai, daremo contenuti

in modalità boxset e lo faremo anche

con un’offerta dedicata ai bambini,

come la nuova serie del cartoon

Barbapapà».

News in vista anche per il prestigioso

Festival di Sanremo: «Ci sarà un

altro Festival, multipiattaforma, che

potrà prendere direzioni diverse affi

nché un prodotto abbia tante vite».

Novità anche sui programmi originali:

«Superquark + con Piero Angela e

altri giovani divulgatori, Il nido, comedy

scritta da Giacomo Ciarrapico

e Luca Vendrusolo, con Giorgio

Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas

Trabacchi e Valeria Bilello. E poi il

drama Passeggeri notturni, ispirato

ai racconti di Gianrico Carofi glio,

con la regia di Riccardo Grandi. Faremo

un grosso lavoro sulle teche

Rai e sui documentari, genere che

ha avuto un grosso incremento da

un anno all’altro. Non mancheranno

gli eventi sportivi, leva importante

per far conoscere la restante parte

dell’offerta». È proprio il caso di dire,

parafrasando un vecchio claim, che

la Rai è di tutto, di più.

G.B.

35


TRAVEL

ARCHAEOLOGY ON THE TRACKS

Tomba dipinta, letto funebre con scheletro e corredo/Painted tomb, funeral bed with skeleton and range of grave goods

SCOPERTA A MADDALONI

UNA TOMBA DIPINTA NELLA

NECROPOLI DEL IV-III SECOLO A.C.

di Salvatore Buonomo [Soprintendente archeologo]

Foto Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

per le province di Caserta e Benevento

I

lavori per la realizzazione del raddoppio ferroviario

della tratta Cancello-Benevento sulla Napoli-Bari,

eseguiti da Ferrovie dello Stato Italiane, hanno visto

l’applicazione dell’archeologia preventiva con la direzione

della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

per le province di Caserta e Benevento, rappresentando

una grande opportunità per arricchire la conoscenza del

territorio casertano e beneventano. Nell’ambito di queste

attività, le indagini eseguite in un’area nella periferia orientale

di Maddaloni (CE), sotto la supervisione scientifica del-

la funzionaria archeologa della Soprintendenza, Antonella

Tomeo, hanno consentito di portare alla luce una necropoli

che, al momento, ha restituito circa 30 sepolture, databili

tra la seconda metà del IV e il III secolo a.C.

La scoperta offre nuovi dati e spunti di riflessione sulla

realtà insediativa di quest’area. Le tombe sono prevalentemente

a cassa di tufo con copertura piana in lastroni e

corridoio di accesso, dotato di scalini. Tra le sepolture portate

in luce emerge una tomba dipinta, insieme a un’altra

sepoltura caratterizzata da un corredo molto ricco.

La tomba dipinta, a camera, mostra una copertura a doppio

spiovente, composta da tre lastre di tufo per lato, una lastra

per la testata settentrionale, mentre a sud la testata coincide

con l’architrave che sembra coprire un ingresso costituito

da una lastra e due ante laterali. La camera, costituita

da lastre di tufo, presenta una cornice leggermente aggettante

con tracce di decorazione pittorica, tre piccole fasce

in bianco, rosso e nero; in basso, invece, si conserva una

36


fascia rossa. Il timpano della parete settentrionale esibisce

una palmetta con foglie lanceolate in rosso e nero. Il letto

funebre, costituito da due lastroni di tufo, è posizionato sul

lato lungo occidentale e presenta un cuscino in pietra sagomato

nello stesso blocco; sul letto è adagiato l’inumato,

probabilmente una donna adulta. Il corredo è costituito da

tre fibule in bronzo rinvenute sul petto, un vaso che doveva

contenere oli o profumi (lekythos) sulla spalla destra e ai

piedi un vaso a vernice nera (stamnos) adatto a contenere

liquidi. Tra le ossa della mano sinistra è stata rinvenuta una

moneta in bronzo.

L’eccezionalità della sepoltura, portata alla luce grazie alla

disponibilità di Rfi, in posizione eccentrica nell’ambito della

necropoli, è documentata anche dal fatto che al momento

rappresenta l’unica tomba dipinta rinvenuta nel territorio di

Maddaloni. Il reperto recuperato è stato trasportato presso

il Museo Archeologico Nazionale dell’antica Calatia per

il restauro conservativo, finalizzato alla collocazione della

sepoltura in uno spazio espositivo all’interno dello stesso

Museo.

leaves in red and black. The funeral bed, made up of two

slabs of tuff, is positioned along the long western side and

has a stone pillow carved from the same block; the body,

probably an adult woman, is placed on the bed. The grave

goods consist of three bronze fibulae (fibulas) found on the

chest, a vase that must have contained oils or perfumes

(lekythos) on the right shoulder and a vase with black

paint (stamnos) suitable for containing liquids at the feet. A

bronze coin was found between the bones of the left hand.

The exceptional nature of the burial, brought to light thanks

to RFI's willingness to cooperate, in an off-centre position

within the necropolis, is further confirmed by the fact that

it is currently the only painted tomb found in the Maddaloni

area.

The tomb was recovered and transported to the Museo

Archeologico Nazionale of ancient Calatia, where it

underwent a conservative restoration, aimed at placing the

burial in an exhibition space within the museum.

Tomba dipinta, copertura/Painted tomb, roof

A PAINTED TOMB DISCOVERED

IN A FOURTH TO THIRD

CENTURY BC NECROPOLIS IN

MADDALONI

The construction works for doubling the railway

line between Cancello and Benevento on the

Naples-Bari route, carried out by Ferrovie Italiane,

included preventive archaeology under the scientific

direction of the Soprintendenza Archeologia, Belle Arti

e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, led

by architect Salvatore Buonomo, and offered a great

opportunity to increase what we know about the territory

of Caserta and Benevento. As part of these activities, the

excavations carried out in an area on the eastern outskirts

of Maddaloni (Caserta), under the scientific supervision

of Soprintendenza archaeologist, Antonella Tomeo, a

necropolis was brought to light including, so far, about

30 burials dating from the second half of the fourth and

third centuries BC. The discovery offers new evidence and

insights into settlement in this area.

The tombs are mainly built out of tuff with a flat slab roof

and an access corridor with steps.

One of the burials brought to light is a painted tomb,

together with another burial featuring a particularly rich

range of grave goods.

The painted chamber tomb has a double-sloping roof,

consisting of three slabs of tuff on each side, a slab for the

northern head, while to the south the head coincides with

the lintel and appears to cover an entrance consisting of

a slab and two side doors. The chamber, made of slabs of

tuff, has a slightly projecting frame that preserves traces

of pictorial decoration: three small white, red and black

stripes, with a red stripe at the bottom. The tympanum of

the northern wall preserves a palmette with lanceolate

37


TRAVEL

THE SHIPS OF PISA

di Andrea Camilli e Samantha Castelli

Sono passati 20 anni da quando nella periferia

di Pisa, in un cantiere delle Ferrovie

dello Stato, fu scoperto uno dei più ricchi e

complessi giacimenti archeologici del secolo. Lungo

un alveo fluviale ormai scomparso, si sovrapponevano

oltre 30 relitti di imbarcazioni antiche, travolte da

varie alluvioni in circa mille anni di storia (dal III sec.

a.C. al VII sec. d.C.), oltre a migliaia di reperti in straordinario

stato di conservazione. Laboriosi scavi e

complessi restauri hanno finalmente trovato conclusione

nella nuova esposizione Le Navi Antiche di Pisa,

inaugurata al pubblico lo scorso 16 giugno presso gli

Arsenali Medicei.

Quasi cinquemila m 2 e otto sale tematiche per narrare

la storia di Pisa dalla fase etrusca e romana all’arrivo

dei Longobardi. Il focus è dedicato al rapporto

della città con l’acqua e alle catastrofiche alluvioni.

Due campate degli arsenali sono occupate dall’esposizione

integrale delle navi, in particolare l’Alkedo,

imbarcazione a remi da diporto di età augustea, per

poi approfondire con le sezioni dedicate alle tecniche

di navigazione, alla vita di bordo, dall’abbigliamento

ai bagagli fino alle abitudini alimentari, ai culti e alle

superstizioni.

navidipisa.it

Nave I: traghetto fluviale III sec. d.C./Ship I: a river ferry 3 rd century AD

PISA

14 FRECCE AL GIORNO/A DAY

© Carlo Gira

have passed since one of the

richest and most complex archaeological

sites of the century was 20years

discovered

on the outskirts of Pisa, in a Ferrovie dello Stato

building site. More than 30 wrecks of ancient boats

lay along the bed of a river that has now disappeared,

overwhelmed by various floods over about a thousand

years of history (from the 3 rd century BC to the 7 th

century AD), as well as thousands of finds in an extraordinary

state of preservation. Laborious excavations

and complex restorations have finally been completed

and will be presented in the new exhibition Le Navi Antiche

di Pisa (The Ancient Ships of Pisa), which opened

to the public on 16 June at the Arsenali Medicei.

Almost five thousand square meters and eight themed

rooms are dedicated to narrating the history of Pisa

from the Etruscans and Romans to the arrival of the

Lombards. The focus is on the city's relationship with

water and the catastrophic floods. Two bays of the

arsenal are occupied by the complete set of ships, in

particular the Alkedo, a pleasure boat of the Augustan

age, before continuing on to sections dedicated to navigation

techniques and life on board, from clothing to

luggage up to eating habits, religion and superstitions.

38


TRAVEL

Basilica e Tempio di Nettuno, Paestum (SA)/Basilica and Temple of Neptune, Paestum (Salerno)

PAESTUM, TRAVEL AND EMOTIONS

TORNA OGNI ANNO L’APPUNTAMENTO CON LA BORSA

MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO. INCONTRI, VISITE E

TESTIMONIANZE DAL MONDO DEL PASSATO

di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

Il momento più toccante è il ricordo

di Sebastiano Tusa, archeologo

siciliano, figlio di quel Sud che

ha iniziato a scrivere la storia millenni di

anni fa e che lui stesso ha contribuito a

ricostruire. È, infatti, uno dei premiati con

il Paestum Award "Mario Napoli" - consegnato

postumo alla moglie - l’archeologo

innamorato della sua isola e attento

alla valorizzazione del Mare Nostrum,

morto a giugno scorso in un tragico incidente

aereo in Etiopia. La cerimonia

avviene nell’ambito della Borsa Mediterranea

del Turismo Archeologico,

che ritorna a Paestum (SA) dal 14 al 17

novembre. Il messaggio più forte della

manifestazione è che la cultura è una

missione, perché questa è stata il primo

elemento fondante dell’Europa. Sul

tema degli itinerari nel Vecchio Continente

si anima, a questo proposito, il dibattito

con Gabriella Battaini-Dragoni,

vice segretario generale del Consiglio

d’Europa, venerdì 15. Nei quattro giorni

della Borsa gli appuntamenti sono

molteplici, tra decine di conferenze,

visite, workshop e un salone con 100

espositori, di cui 25 Paesi esteri. Grandi

protagonisti si alternano per raccontare

le proprie avventure professionali.

Tra questi Massimo Osanna, direttore

generale a Pompei, a cui si devono

continui ritrovamenti eccezionali; Lorenzo

Nigro, esperto di Vicino Oriente

che presenta il suo primo archeo-romanzo,

Gerico. La rivoluzione della preistoria

(Il Vomere, pp. 192 € 15), e Roberto

Riccardi, a capo del Comando tutela

patrimonio culturale, istituzione che

nel 2019 celebra 50 anni. Per immergersi

nel passato, ma anche nel verde,

si consigliano le visite ai Parchi Unesco

di Paestum ed Elea Velia e alla Certosa

di Padula, con ingresso gratuito per i titolari

CartaFRECCIA. Consigliato l’arrivo

a Paestum in treno, non solo perchè è

il mezzo che rispetta di più l’ambiente,

ma anche perché chi sceglie Frecce o

Intercity per recarsi alla manifestazione

può usufruire del 30% di sconto. Infine,

divertimento e ritorno all’infanzia sono

garantiti dai treni storici composti da

carrozze Centoporte degli anni ’30, con

tour organizzati dal 14 al 16 novembre

da Fondazione FS Italiane. Tutti pronti

per il fischio di partenza al binario della

storia.

bmta.it

ARCHEO EXHIBITION

Firenze, Roma e Pompei, non a caso, sono le città prescelte per molte mostre

dedicate al passato che rivive. Nel capoluogo toscano un’originale rassegna,

Le calzature dal mondo classico al contemporaneo, è a Palazzo Pitti dal 16

dicembre al 19 aprile 2020. Agli Uffizi, invece, si presta a interessanti paralleli

stilistici Il mito ritrovato. I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio

Messalla Corvino a confronto. Nella Caput Mundi focus su Carthago. Il mito

immortale, titolo della mostra allestita all’interno del Colosseo fino al 29 marzo

2020. Il singolare Museo Barracco propone Il leone e la montagna, scavi italiani

in Sudan, da visitare entro il 19 gennaio, mentre alle Scuderie del Quirinale c’è

tempo fino all’Epifania per vedere Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno,

esposizione su due luoghi accumunati da una catastrofe naturale distruttiva.

Infine, nella città ai piedi del Vesuvio fino al 22 marzo, Pompei e i misteri

dell’eterna bellezza di Nello Petrucci, a cura di Alessandro Cecchi Paone e

Marcello Francolini, celebra gli anonimi artisti della pittura pompeiana.

41


TRAVEL

EVERY YEAR THE APPOINTMENT WITH

THE MEDITERRANEAN EXCHANGE OF

ARCHAEOLOGICAL TOURISM RETURNS,

WITH MEETINGS, VISITS AND FINDS FROM

THE WORLD OF THE PAST

The most touching moment

is the memory of Sebastiano

Tusa, a Sicilian archaeologist,

born in the same South that began to

write history thousands of years ago

and that he himself helped to rebuild.

He is, in fact, one of the winners of

the Paestum Award Mario Napoli —

given posthumously to his wife — an

archaeologist in love with his island

and committed to enhancing the value

of the Mare Nostrum, who died last

June in a tragic plane crash in Ethiopia.

Everything happens in the context

of the Mediterranean Exchange of

Archaeological Tourism, which will be

returning to Paestum (Salerno) from 14

to 17 November. The strongest message

of the event is that culture is a mission,

as the foundation of Europe. On Friday

15, Gabriella Battaini-Dragoni, deputy

secretary general of the Council of

Europe, will be debating the theme

of itineraries in the Old Continent.

Numerous events are planned

during the four days of the Exchange,

including dozens of conferences,

visits, workshops and a hall with 100

international exhibitors. Prominent

figures will take turns to tell about their

professional adventures, including:

Massimo Osanna, general director at

Pompeii, to whom we owe continuous

exceptional discoveries; Lorenzo Nigro,

an expert in the Near East who will be

presenting his first archaeo-novel, Gericho.

La rivoluzione della preistoria (Il Vomere,

pp. 192 € 15), and Roberto Riccardi, head

of the Command for the Protection of

Cultural Heritage, an institution that

celebrates its 50 th anniversary in 2019. If

you'd like to surround yourself in nature,

as well as the past, take a trip to the

UNESCO sites of Paestum and Elea Velia

and the Carthusian monastery of Padula,

with free admission for CartaFRECCIA

members. We recommend getting

to Paestum by train (the most

environmentally friendly means of

transport), and take advantage of the

special 30% discount for event visitors

who choose to travel on the Frecce and

Intercity. Lastly, the historical Centoporte

carriage trains from the 1930s guarantee

fun and a trip down memory lane, with

tours organised by the FS Foundation

from 14 to 16 November. Everyone

aboard for the starting whistle on the

railtrack of history.

Teatro Antico di Taormina (ME)/Ancient Theatre of Taormina (Messina)

ARCHEO EXHIBITION

It is no coincidence that Florence, Rome and Pompeii are the cities chosen for many exhibitions dedicated to reviving the past. In the

Tuscan capital an original exhibition, At the Feet of the Gods. Footwear from Classical times to the modern era, will be held at Palazzo

Pitti from 16 December to 19 April 2020. The Uffizi, on the other hand, will be open to interesting stylistic parallels Il mito ritrovato.

I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio Messalla Corvino a confronto (Rediscovering the myth. A comparison of the Niobids

from the Horti Lamiani and the villa of Valerio Messalla Corvino). In Rome, the focus will be on Carthago. The immortal myth, title of

the exhibition held in the Colosseum until 29 March. The singular Barracco Museum proposes Il leone e la montagna, scavi italiani in

Sudan (The lion and the mountain, Italian excavations in Sudan), on until 19 January, while at the Scuderie del Quirinale you have until

the Epiphany to see Pompei e Santorini, l'eternità in un giorno (Pompeii and Santorini, eternity in a day), two places with a destructive

natural catastrophe in common. Finally, in Naples until 22 March, Pompei e i misteri dell'eterna bellezza (Pompeii and the mysteries of

eternal beauty) by Nello Petrucci, curated by Alessandro Cecchi Paone and Marcello Francolini, celebrates the anonymous artists of

Pompeian painting.

42


Nel 2035 le macchine comprenderanno

il nostro comportamento.

Nuovi professionisti comprenderanno il loro.

IULM, IMPARARE IL FUTURO.

OPEN DAY

Triennali e Magistrali

16 novembre

iulm.it/openday

Il futuro si apre

a chi impara a gestire

il cambiamento.

IULM è l’Università

del sapere dinamico,

dell’evoluzione

delle conoscenze.

Vieni a scoprire il mondo

dove sarai domani.

43


TRAVEL

GIANNI BERENGO

GARDIN'S ROME

di Giuliano Sergio

Photo Gianni Berengo Gardin, Courtesy Fondazione Forma per la Fotografi a Milano

Si sa, tutte le strade portano a

Roma, ma non le conosciamo

tutte allo stesso modo.

Dove si trova l’Appia Antica, la Regina

Viarum, la più bella e monumentale

del mondo romano? Tra i tanti paradossi

dell’epoca contemporanea l’oblio

è il più frequente. Google map

si confonde, mancano centri commerciali

nei dintorni, chi passa quotidianamente

scivola verso i Castelli

senza troppo far caso a quello straordinario

cono di verde che dal centro

di Roma si allarga attorno all’Appia

Antica passando per le Catacombe

di San Callisto, la Villa di Massenzio

e il Mausoleo di Cecilia Metella, fi no

alla Villa dei Quintili e oltre. Un territorio

vastissimo e monumentale dove

ancora pascolano le greggi, dove appena

si lasciano le vie carrabili ci si

inoltra in un patrimonio unico al mondo,

immerso in scorci di campagna

risparmiati dalla città.

Il Parco Archeologico dell’Appia Antica

oggi è un paradiso frequentato più

dai turisti che dai romani, per questo

la Soprintendenza Speciale di Roma

ha invitato Gianni Berengo Gardin,

maestro della fotografi a del dopoguerra,

al Casale di Santa Maria Nova.

Il nuovo spazio espositivo della Villa

dei Quintili ospita, fi no al 12 gennaio

2020, la prima mostra del fotografo

veneziano dedicata alla Città Eterna.

Per Berengo Gardin la Capitale è un

luogo dell’infanzia, dove ha vissuto

ancora bimbo tra la dichiarazione

di guerra di Mussolini e l’arrivo degli

americani, sperimentando la straordinaria

umanità dei suoi abitanti. Con

questo legame ha cercato nel suo

archivio la memoria della città, selezionando

75 immagini – di cui molte

inedite – che mostrano uno spaccato

della società romana dagli anni ’50 ai

giorni nostri.

Roma, via Appia Antica/Rome, The Appian Way (1973)

Il suo sguardo rivela il rapporto della

città con gli uomini che la abitano.

Una narrazione letteraria, capace

di svelare equilibri e contraddizioni

della società, di portare il pubblico a

osservare e osservarsi senza fornire

un’interpretazione: volti e gesti si ripetono

a distanza di anni o stranamente

si trasformano, come le tradizioni,

come i costumi, come le antiche buo-

PASSATO E FUTURO IN MOSTRA

ne maniere di cui si sente la mancanza,

di cui si capisce l’obsolescenza. La

Roma di Gianni Berengo Gardin offre

un’occasione straordinaria e duplice:

scoprire uno dei luoghi più suggestivi

della Capitale e ritrovare la memoria

della città contemporanea attraverso

il racconto di un grande narratore del

nostro tempo.

electa.it/mostre

Arte contemporanea e archeologia si incontrano in occasione di due

appuntamenti. Il delizioso Palazzo Altemps, una delle sedi del Museo Nazionale

Romano, accoglie nella Capitale una monografi ca su Medardo Rosso, artista di

respiro internazionale. In un contesto spettacolare e di straordinaria potenzialità

narrativa, fi no al 1° marzo 2020 si può godere di una selezione diversifi cata e

ampia di opere. Visitabile fi no al 13 gennaio la mostra Il sarcofago di Spitzmaus

e altri tesori alla Fondazione Prada di Milano, su un progetto di Wes Anderson

e Juman Malouf. Tra più di 500 oggetti provenienti da Vienna, due dell’Antico

Egitto: il reperto più lontano nel tempo è un bracciale di perle in faience e

il più curioso una scatola di legno con la mummia di un toporagno del IV

secolo a.C. Proprio questo roditore, in tedesco Spitzmaus, ha ispirato il titolo di

un’esposizione che riflette sull’arte di collezionare.

F.V.

45


TRAVEL

We know that all roads

lead to Rome, but we

don't know all of them

as well as the others. Where is the

Appian Way, the Queen of Roads, the

most beautiful and monumental in the

Roman world? Of the many paradoxes

of modern life, oblivion is the most

frequent. Google maps is confused

- there are no shopping malls in the

area, those who pass by daily carry on

towards the Castelli without paying

much attention to the extraordinary

cone of green that extends from the

centre of Rome around the Appian

Way, passing through the Catacombs

of San Callisto, the Villa of Maxentius

and the Mausoleum of Cecilia

Metella, up to the Villa dei Quintili

and beyond. A vast and monumental

territory where the flocks still graze,

and where as soon as you leave the

roads you can plunge into a unique

heritage in the world, surrounded by

views of the countryside saved from

the city.

The Appian Way Archaeological Park

is now a paradise frequented more by

tourists than by the Romans, which is

why the Special Superintendence of

Rome invited Gianni Berengo Gardin,

master of post-war photography, to

the Casale di Santa Maria Nova. Until

12 January 2020, the new exhibition

space of the Villa dei Quintili will be

hosting the fi rst exhibition by the

Venetian photographer dedicated

to the Eternal City. For Berengo

Gardin the Capital is a place of

childhood, where he was still a child

when he lived through Mussolini's

declaration of war and the arrival

of the Americans, experiencing

the extraordinary humanity of its

inhabitants. With this bond, he

searched his archive for the memory

of the city, selecting 75 images - many

of which are unpublished - that show

a cross-section of Roman society

from the 1950s to the present day.

His view reveals the relationship

between the city and the people

who live there, creating a literary

narrative capable of revealing the

balance and contradictions of society,

of prompting visitors to observe

themselves and others without

looking for an interpretation. Faces

and gestures are repeated years

later or strangely transformed, like

traditions, or customs; like the old

fashioned good manners that we

Roma (1985)

miss, but which we understand to

be obsolete. Gianni Berengo Gardin's

Rome offers an extraordinary and

double opportunity: to discover one

of the most evocative places in the

Capital, and to bring back memory

of the contemporary city by a great

narrator of our time.

ROMA

206 FRECCE AL GIORNO/A DAY

PAST AND FUTURE

Contemporary art and archaeology meet for two events: the delightful Palazzo Altemps, one of the sites of the National

Roman Museum, will be hosting a monograph on Medardo Rosso, an internationally renowned artist. In a spectacular

setting of extraordinary narrative potential, until 1 March 2020 you can enjoy a diverse and broad selection of works. Then

there is the highly original Spitzmaus Mummy in a Coffi n and Other Treasures exhibition at the Fondazione Prada in Milan,

based on a project by Wes Anderson and Juman Malouf, open until 13 January. Among more than 500 objects from Vienna,

there are two from Ancient Egypt: the oldest fi nd is a bracelet of pearls in faience, and the most curious is a wooden box

containing a mummifi ed shrew from the 4 th century BC. This rodent, known as a Spitzmaus in German, inspired the title of

an exhibition that reflects on the art of collecting.

46


TRAVEL

IN THE LANDS OF ETRURIA

A BOLOGNA UNA MOSTRA D’ECCEZIONE PROPONE UN VIAGGIO TRA

I RASNA, IL NOME CHE GLI ETRUSCHI DAVANO A SE STESSI. MIGLIAIA

DI OGGETTI E OPERE D’ARTE DA DECINE DI PRESTIGIOSI MUSEI

di Paola Giovetti

[Responsabile/Head of Museo Civico Archeologico | Istituzione Bologna Musei]

Aquasi 20 anni dalle grandi

mostre sugli Etruschi di Bologna

e Venezia, il Museo Civico

Archeologico di Bologna realizza un

ambizioso progetto espositivo dedicato

all’antica civiltà, con oltre 1.400 oggetti

provenienti da 60 musei ed enti italiani e

internazionali. Etruschi. Viaggio nelle terre

dei Rasna, dal 7 dicembre al 24 maggio

2020, è una mostra promossa e progettata

da Museo Civico Archeologico-

Istituzione Bologna Musei, in collaborazione

con la Cattedra di Etruscologia

dell’Università di Bologna, e realizzata

da Electa.

Un affascinante viaggio nelle terre dei

Rasna – nome con cui gli Etruschi chiamavano

se stessi – tra archeologia e paesaggi

metterà in risalto novità di scavo

e di ricerca sulla storia di uno dei più importanti

popoli dell’Italia antica. Scopriremo

che non esiste una sola Etruria, ma

molteplici territori che hanno dato esiti di

insediamento, urbanizzazione, gestione

e modello economico differenti nello

spazio e nel tempo, sotto l’egida di una

sola cultura, quella etrusca. Quale migliore

metafora di quella del viaggio, per

spaziare in un vasto territorio compreso

tra le nebbiose pianure del Po fino all’aspro

Vesuvio, attraverso paesaggi appenninici

e marini, lungo strade e corsi

fluviali?

Nella prima parte della mostra, un allestimento

moderno e sapiente pone

in risalto Il tempo dei Rasna, cioè le fasi

principali in cui scandire la loro lunga

storia, dal IX al II secolo a.C. Poi il viaggio

si dipana nella successiva e più

consistente sezione Le terre dei Rasna:

paesaggi sempre diversi incorniciano la

nascita delle principali realtà etrusche,

foriere di affascinanti temi e di novità di

scavo e di studio. Percorreremo l’Etruria

Meridionale, con i suoi pianori tufacei, le

fertili pianure e le dolci coste, quella di

Veio, Tarquinia, Cerveteri, Pyrgi e Vulci;

giungeremo a una terra complessa

e ricchissima come l’Etruria Campana,

dove i popoli si incontrano e le culture

si mescolano. Il viaggio porterà poi all’Etruria

Interna, quella attraversata dal Tevere.

Ed è dalla città di Volsinii, come gli

Etruschi chiamavano Orvieto, che arriva

in mostra una delle scoperte archeologiche

più importanti degli ultimi anni: il

Fanum Voltumnae, santuario federale

di tutti gli Etruschi. Il mare, i fiumi, le vie

interne caratterizzano il viaggio attraverso

l’Etruria settentrionale, che vede tra i

protagonisti Populonia e Vetulonia, prima

di risalire dalla costa tirrenica fino alla

dorsale appenninica, per giungere all’Etruria

Padana. È un ampio territorio che a

Sconti Trenitalia

Testa di giovinetto, provenienza sconosciuta (330 a.C. circa)

Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Polo Museale della Toscana

Head of a young man, provenance unknown (330 BC approx.)

Florence, National Archaeological Museum, Museums of Tuscany

partire dall’appenninica Verucchio, terra

dei signori dell’ambra, e dalla “nuova

città” di Marzabotto giunge fino al Mare

Adriatico e alle realtà della pianura occidentale,

passando per Felsina, la Bologna

etrusca che le fonti antiche chiamano

Princeps Etruriae, per sottolinearne

l’importanza e la nascita antichissima.

Un viaggio denso ed emozionante che,

attraverso paesaggi sempre diversi, porta

alla scoperta del nostro passato.

BOLOGNA

165 FRECCE AL GIORNO/A DAY

48


IN BOLOGNA,

AN EXCEPTIONAL

EXHIBITION PRESENTS

A JOURNEY AMONG

THE RASNA, THE NAME

THAT THE ETRUSCANS

GAVE THEMSELVES.

THOUSANDS OF

OBJECTS AND WORKS

OF ART FROM DOZENS

OF PRESTIGIOUS

MUSEUMS ARE

ON DISPLAY

Perugia, Elce

Tomba 1 in corso di scavo (II-I sec. a.C.)

Tomb 1 under excavation (2 nd to 1 st century BC)

Almost 20 years after the

great Etruscan exhibitions

in Bologna and Venice,

the Civic Archaeological Museum of

Bologna has created an ambitious

exhibition project dedicated to the

ancient civilization, with over 1,400

objects from 60 museums and Italian

and international bodies. Etruschi.

Viaggio nelle terre dei Rasna (Etruscans.

A journey through the lands of the

Rasna), open from 7 December to 24

May 2020, is an exhibition promoted

and designed by the Bologna Museums

Institution – Civic Archaeological

Museum, in collaboration with the

Chair of Etruscology at the University

of Bologna, and realised by Electa. The

event presents a fascinating journey

through the lands of the Rasna – the

name by which the Etruscans called

themselves – among archaeology

and landscapes, and will highlight

new finds and research on the history

of one of the most important peoples

of ancient Italy. We will discover that

there is not just one Etruria, but multiple

territories that have shown signs of

different settlements, urbanization,

management and economic models all

under the auspices of a single Etruscan

culture. What better metaphor could

there be than a journey, sweeping

through a vast territory stretching from

the foggy plains of the Po as far as the

arid Vesuvius, among Apennine and

marine landscapes, along roads and

river courses? In the first part of the

exhibition, a modern and skilful setting

explores The time of the Rasna – the

key periods of their long history, from

the 9 th to the 2 nd century BC. The journey

then moves onto the next, larger

section entitled The lands of the Rasna,

in which changing landscapes shape

the foundation of the main Etruscan

settlements, offering fascinating

themes and new excavations and

studies. We will travel through Southern

Etruria, with its tufo plateaus, fertile

plains and gentle coasts, home to Veio,

Tarquinia, Cerveteri Pyrgi and Vulci; we

will travel as far as the complex and

rich land of Campanian Etruria, where

peoples and cultures mix. The journey

then leads to Inner Etruria, the one

through which the Tiber flows. One

of the most important archaeological

discoveries of recent years, the Fanum

Voltumnae, the federal sanctuary of all

the Etruscans, is on display from the

city of Volsinii, as the Etruscans called

Orvieto. The journey through Northern

Etruria is characterised by the sea, the

rivers and the inland roads, with the

settlements of Populonia and Vetulonia

as protagonists, before heading up

the Tyrrhenian coast to the Apennine

ridge to reach Padanian Etruria. This is

a vast territory that, starting from the

Apennines of Verucchio, land of the

lords of amber, and from the "new city"

of Marzabotto, reaches the Adriatic

Sea and the towns of the western

plain, passing through Felsina, the

Etruscan Bologna that ancient sources

call Princeps Etruriae, to emphasise

its importance and ancient origins. A

rich and exciting journey that, through

ever-changing landscapes, leads to the

discovery of our past.

Vaso situliforme in terracotta, Chianciano Terme, necropoli di Tolle, Tomba 704

Chianciano Terme, Museo Civico Archeologico delle Acque, Soprintendenza Archeologia-

Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

Terracotta situliform vase, Chianciano Terme, necropolis of Tolle, tomb 704

Archaeological Museum of Chianciano Terme, Archaeological, Fine Arts and Landscape

Superintendence for the provinces of Siena, Grosseto and Arezzo.

49


TRAVEL

Cattedrale di Cremona dedicata a Santa Maria Assunta e Torrazzo, torre campanaria della cattedrale e simbolo della città

Cremona Cathedral dedicated to Santa Maria Assunta and Torrazzo, the cathedral's bell tower and symbol of the city

50


CREMONA

WORLD

CAPITAL

OF MUSIC

di

DALLA PIÙ GRANDE KERMESSE

DELLA CLASSICA (E NON SOLO)

ALLE MOSTRE DI STRUMENTI DA

DECINE DI MILIONI DI EURO, FINO

AL MUSEO DEL VIOLINO, CREMONA

CONFERMA IL SUO RUOLO DI

PRIMO PIANO SULLA SCENA

MUSICALE INTERNAZIONALE

Valentina Lo Surdo

valentina.losurdo.3 ValuLoSurdo ilmondodiabha

ilmondodiabha.it

© Giovanni Tagini

Se ami la musica, Cremona è una meta che ti stupirà.

La capitale mondiale del violino, che diede

i natali ai più grandi liutai della storia, come Antonio

Stradivari, Andrea Guarneri, Nicola Amati, Francesco

Ruggieri, è uno scrigno di tesori da record. È qui che Stradivari

costruì il violino più pregiato al mondo, 350 grammi per

un valore attuale che si aggira intorno ai 25 milioni di euro,

ed è qui che trovano spazio 170 botteghe liutaie, figlie di

una tradizione che non ha eguali e della prestigiosa Scuola

Internazionale di Liuteria.

Ma Cremona è città della musica che sorprende per molte

altre ragioni: vi nacque Claudio Monteverdi, il creatore

della prima opera lirica nel 1607, è sede della più importante

facoltà di Musicologia italiana e, sempre qui, dal 1986

si tengono i corsi per strumenti ad arco dell’Accademia

Walter Stauffer, diretta dal leggendario violinista Salvatore

Accardo. Per tutte queste ragioni a Cremona va il primato di

città più musicale d’Italia, sede ideale del Cremona Musica

International Exhibitions and Festival, la maggiore fiera del

settore a livello internazionale. L’ultima edizione si è svolta

a settembre scorso, portando nei padiglioni di Cremona-

Fiere oltre 300 espositori provenienti per il 64% dall’estero,

per un totale di oltre 40 Paesi e – nel weekend più intensamente

musicale del mondo – 178 eventi e 358 artisti. «Cremona

è la capitale mondiale dei violini tutto l’anno, ma per

tre giorni diventa la capitale di tutti gli strumenti musicali»,

ha commentato il presidente di CremonaFiere, Roberto

Zanchi.

Ma quali sono le ragioni storiche e culturali che hanno permesso

alla città lombarda di rappresentare da 500 anni una

meta ambita da musicisti e operatori del settore di tutto il

mondo? Lo abbiamo chiesto a Virginia Villa, direttore generale

del Museo del Violino, e a Fausto Cacciatori, conservatore

delle collezioni. «La fioritura della liuteria è figlia del Rinascimento»,

specifica Cacciatori. «Nel ’500, Cremona era

la seconda città del Ducato di Milano per portata economico-culturale

e per popolazione. Caratteristiche che ne

fecero il terreno ideale per lo sviluppo delle arti: basti pensare

alla scuola manierista degli straordinari componenti

della famiglia Campi, o alle scoperte scientifiche di Janello

Torriani, orologiaio e inventore considerato il genio degli

51


TRAVEL

automi. Anche nel settore dell’artigianato

la città recitava un ruolo importante,

soprattutto per la lavorazione

del legno, e la musica si avvaleva di

personaggi come Marc’Antonio Ingegneri,

maestro di Claudio Monteverdi».

Prosegue la Villa: «Era il contesto

ideale per lo sviluppo della liuteria,

che combinava l’interesse per le invenzioni,

la tradizione della scultura

lignea e l’attitudine alla musica. Tutto

congiurò favorevolmente per l’affermazione

di Andrea Amati, il primo

grande liutaio di un’eccezionale famiglia

di artigiani, che in questa visione

sincretica dell’ingegno umano fece

addirittura dipingere gli strumenti dai

migliori pittori cremonesi, apponendo

i segni del potere della corte di Francia.

La committenza rispondeva infatti

al nome di Caterina de’ Medici, la

madre di Carlo IX, un’italiana alla corte

di Francia che traghettò un significativo

simbolo italiano – un brand,

come diremmo oggi – oltralpe. Già

allora, infatti, questi strumenti erano

considerati i migliori, perché fossero

imbracciati dall’intero corpo di musicisti

del sovrano: les violons du Roi».

Dopo gli Amati, capostipiti della liuteria,

vennero i Guarneri, i Ruggieri, gli

© credito

Stradivari, i Bergonzi: furono queste

le famiglie che dominarono il settore

fino al 1770, e in particolare divenne

di culto la figura di Antonio Stradivari,

che nel corso di una lunghissima vita

riuscì a ultimare la lavorazione di ben

1.100 strumenti: tanti violini, alcune

decine di violoncelli, una manciata di

viole e persino qualche chitarra, mandolino

e arpa», ricorda la Villa, «ma

numerosi sono sparsi per il mondo».

Fu anche per restituire una casa ai

capolavori della liuteria cremonese

che nel 2013 è nato il Museo del

Violino, «con l’idea di riportare differenti

collezioni in città, creando un

percorso interattivo guidato (in tutte

le principali lingue, cinese e giapponese

comprese), alla scoperta

dell’alchimia tra acero e abete rosso, i

legni più utilizzati nelle nostre botteghe.

Lo spazio espositivo è costituito

da uno scrigno di tesori permanenti

e da un’area dedicata ai Friends of

Stradivari, per i cremonesi sparsi nel

mondo». Così è giunta al Museo una

collezione che proviene dal South

Auditorium Giovanni Arvedi

Dakota per il progetto Reunion: «Abbiamo

ricevuto la visita di 22 mecenati

americani del National Music

Museum di Vermillion, che hanno

prestato alla città di Cremona otto

strumenti: un’esposizione che rimarrà

aperta al pubblico fino al 18 ottobre

2020, comprendendo anche la doppia

rarità di un mandolino e un archetto

stradivariani». Un altro aspetto

centrale del Museo è costituito dallo

spettacolare Auditorium Giovanni

Arvedi: 460 posti con palcoscenico

centrale, racchiusi in una sorta di

enorme cassa armonica dalle linee

sinuose e senza angoli, per donare

agli spettatori un’esperienza di ascol-

© Mino Boiocchi

to immersiva. L’appuntamento con

la musica è garantito da un fitto calendario

di concerti e audizioni. «Per

dare la possibilità a tutti di ascoltare il

suono degli Stradivari, abbiamo creato

le audizioni: brevi concerti, a mezzogiorno,

in cui si esibiscono molti dei

migliori musicisti attivi in città», conclude

Virginia Villa.

Musica da ascoltare come il suono

dei diamanti, se pensiamo che valgono

25 milioni di euro i circa 350 grammi

del Messiah, lo Stradivari del 1716

conservato a Oxford e considerato il

più perfetto degli strumenti giunti ai

nostri giorni, tanto pregiato da non

poter essere suonato da nessuno.

52


Ancora più impressionante la quotazione

della viola Stradivari Macdonald

del 1719, valutata 30 milioni di

euro a un’asta londinese dello scorso

anno. Eppure, al Museo del Violino,

c’è spazio anche per il violino che non

ti aspetti: «I concerti per le famiglie si

concludono con un’esecuzione davvero

speciale», commenta Fausto

Cacciatori. «Il protagonista è un violino

giunto da Cateura, baraccopoli

alle porte di Asunciòn, in Paraguay».

Ai margini della società, la musica ha

fatto rinascere un’intera generazione

grazie alla Landfill Harmonic Orchestra,

un progetto noto anche come

Recycled Orchestra e vincitore di innumerevoli

riconoscimenti in tutto il

mondo. Gli strumenti dell’orchestra

filarmonica della discarica sono tutti

costruiti con materiale riciclato: latte,

bidoni, pezzi di legno. Perché la creatività

ha un valore che non ha prezzo.

Museo del Violino

© Roberto Domenichini

FROM THE BIGGEST FESTIVAL OF CLASSICAL MUSIC (AND NOT

ONLY) TO EXHIBITIONS OF INSTRUMENTS WORTH TENS OF

MILLIONS OF EUROS, THROUGH TO THE VIOLIN MUSEUM, CREMONA

PROVES ITS LEADING ROLE ON THE INTERNATIONAL MUSIC SCENE

If you love music, you will be

amazed by Cremona. The world

capital of the violin, which was

the birthplace of the greatest violin

makers in history, such as Antonio

Stradivari, Andrea Guarneri, Nicola

Amati, and Francesco Ruggieri, is a

genuine treasure chest. It is here that

Stradivari built the most precious violin

in the world, weighing 350 grams with

a current value of around 25 million

euros, in the city where there are 170

violinmakers' workshops carrying on

an unparalleled tradition, as well as the

prestigious International Violin Making

School.

But Cremona also has many other

claims as a city of music: Claudio

Monteverdi, the creator of the first

opera in 1607, was born here; it is home

to the most important faculty of Italian

Musicology and, since 1986, courses

for stringed instruments have been

held at the Walter Stauffer Academy,

directed by the legendary violinist

Salvatore Accardo. For all these

reasons Cremona is the most musical

city in Italy, and the ideal venue for

the Cremona Musica International

Exhibition and Festival, the largest

international trade fair in the sector.

The last edition was held in September,

bringing more than 300 exhibitors to

the pavilions of CremonaFiere, 64%

from abroad, representing more than

40 countries and - during the most

jam-packed musical weekend in the

world - 178 events and 358 artists.

"Cremona is the world violin capital

all year round, but for three days a

year it becomes the capital of all

musical instruments," commented the

president of CremonaFiere, Roberto

Zanchi.

So what about its history and culture

made this Lombard city come to

be a destination for musicians and

professionals from all over the world

for 500 years? We asked Virginia

Villa, general manager, and Fausto

Cacciatori, curator of the collections

53


TRAVEL

Museo del Violino

© Cristian Chiodelli

of the Violin Museum. "Violin making

began to flourish in the Renaissance,"

says Cacciatori. "In the 16 th century,

Cremona was the second largest

city in the Duchy of Milan in terms of

economic and cultural importance and

population. This made it the ideal place

for the arts to develop: just think of the

Mannerist school of the extraordinary

members of the Campi family, or the

scientific discoveries of Janello Torriani,

watchmaker and inventor considered

the genius of automatons. The city

also played an important role in the

craft sector, especially woodworking,

and musicians included Marc'Antonio

Ingegneri, Claudio Monteverdi's

teacher." Ms Villa continues: "This

was an ideal environment for the

development of violin making,

combining an interest in inventions,

the tradition of carving wood and

an aptitude for music. These factors

conspired to pave the way for the

success of Andrea Amati, the first great

violinmaker in an exceptional family of

craftsmen; he even had the instruments

painted by the best Cremonese

painters, in this collaborative vision of

human ingenuity, adding the symbols

of the power of the French court. In fact,

the client was Catherine de' Medici,

the mother of Charles IX, an Italian

at the court of France who brought a

significant Italian symbol - a brand, as

we would say today - across the Alps.

Even then, these instruments were

considered the best, because they

were used by all the king's musicians:

les violons du Roi."

After the Amati family, the founders

of violin making, came the Guarneri,

the Ruggieri, the Stradivari, and the

Bergonzi: these families dominated the

sector until 1770, and Antonio Stradivari

in particular became a cult figure,

producing 1,100 instruments over the

course of his very long life: numerous

violins, dozens of cellos, a handful

of violas, and even a few guitars,

mandolins, and harps, but many are

now scattered throughout the world."

The Violin Museum was founded

in 2013 to give a home back to

the masterpieces of Cremonese

violinmaking, "with the idea of bringing

back different collections to the city,

creating an interactive guided tour

(in all the main languages, including

Chinese and Japanese), to discover the

alchemy between maple and spruce,

the woods most commonly used in

our workshops. The exhibition space

consists of a permanent collection of

treasures and an area dedicated to the

Friends of Stradivari, for Cremonese

people all over the world.” For the

Reunion project, a collection came

to the Museum from South Dakota:

"We received a visit from 22 American

patrons from the National Music

Museum in Vermillion, who lent the

city of Cremona eight instruments:

this exhibition will remain open to the

public until 18 October 2020, including

the double rarity of a Stradivarius

mandolin and bow." Another key aspect

of the Museum is the spectacular

Giovanni Arvedi Auditorium: 460 seats

with a central stage, enclosed in a sort

of huge sound box with sinuous lines

and no corners, to give the audience

an engaging listening experience. A

full programme of music concerts

and performances is scheduled. "To

give everyone the chance to listen

to the sound of the Stradivarius

instruments, we created a series of

short performances at noon, featuring

many of the best musicians working in

the city," concludes Virginia Villa.

Music that is the equivalent of

audible diamonds, if you think that

the Messiah, the Stradivarius of 1716

preserved in Oxford, weighing roughly

350 grams and considered the most

perfectly preserved instrument still in

use, is worth 25 million euros. It is so

valuable that they cannot be played

by anyone. Even more impressive is

the quotation of the 1719 Macdonald

Stradivarius viola, valued at 30 million

euros at a London auction last year.

And yet, the Violin Museum also has

room for a violin you wouldn't expect:

"The family concerts end with a very

special performance," comments

Fausto Cacciatori. "The protagonist is

a violin from Cateura, a shantytown on

the outskirts of Asunción, Paraguay.”

On the fringes of society, music has

brought an entire generation back to

life thanks to the Landfill Harmonic

Orchestra, a project also known as

the Recycled Orchestra and winner

of countless awards around the

world. The instruments of the Landfill

Harmonic Orchestra are all made of

recycled material: milk, bins, pieces of

wood. Because creativity is priceless.

54


www.sicilybycar.it - sbc@sbc.it - +39 091.6390111

www.sicilybycar.it - sbc@sbc.it - +39 091.6390111


TRAVEL

NOVEMBER TASTE

IL RE DELL’AUTUNNO, MISTER TARTUFO,

SE LA GIOCA CON L’OLIO, IL CIOCCOLATO E

IL TORRONE. PER LA GIOIA DEL PALATO

di Filippo Teramo - a cura di vdgmagazine.it

56


© Luca Manieri/AdobeStock

È

arrivata la stagione del tartufo,

una questione di naso

ma soprattutto di penetrante

e persistente profumo. L’inizio

dell’autunno, in alcune regioni come

il Piemonte e la Lombardia orientale,

in una parte del Centro Italia e perfino

in alcuni territori meridionali, richiama

estimatori e buongustai che si avventurano

per la conquista di questo particolare

frutto della terra.

La raccolta è quasi una caccia al tesoro,

praticata con cani addestrati

allo scopo e secondo precise regole

da rispettare all’interno delle tartufaie.

Appassionati e ricercatori professionisti

si sfidano nella ricerca del tubero

più desiderato e apprezzato, che

deve la sua popolarità all’intenso profumo.

Per la stagione in corso c’è ottimismo

per la qualità ma anche per la

quantità del prezioso oro dei boschi,

grazie alle condizioni meteo che hanno

caratterizzato le prime settimane

autunnali. Il tartufo bianco è la punta

di diamante tra le varie specie del

pregiato fungo, per il quale il mercato

e i grandi chef spesso sono disposti

a pagare cifre davvero importanti.

Mentre il tartufo nero è il più comune

e diffuso in tutta la Penisola. Utilizzato

con parsimonia, in piccole porzioni

o in scaglie, per insaporire piatti, sughi

o condire risotti, capita anche di

trovarlo in polvere e in preparazioni

pronte come burro, salse e creme.

In Italia le zone di produzione sono

solo in alcune regioni e in particolari

borghi, dove vengono allestiti stand

di eccellenze enogastronomiche locali:

dal tartufo al vino, dall’olio ai salumi,

fino al cioccolato e alle grappe.

Tra le colline piemontesi di Langhe,

Roero e Monferrato, ogni sabato e

domenica di novembre c’è l’attesa

Fiera Internazionale del Tartufo

Bianco d’Alba. Da non perdere l’Alba

Truffle Show, con i cooking show dei

grandi chef e le analisi sensoriali del

tartufo, e le Wine Tasting Experience

per veri e propri matrimoni del gusto.

In Toscana, a San Miniato, il mese di

novembre si apre invece con il Tartufo

al Pinocchio e nei tre fine settimana

successivi va in scena la 50esima

Mostra Mercato Nazionale, in un

territorio che vanta la più alta qualità

a livello regionale oltre ai record di

tartufi di maggiori dimensioni. Continuando

la ricerca si arriva a Calestano,

sulle colline parmensi: qui, fino al

17 novembre, la Fiera Nazionale del

Tartufo Nero di Fragno anima le strade

e le piazze del borgo con incontri

e degustazioni, gare di cani da tartufo

e visite alle tartufaie. Tra le proposte il

risotto con l’eccezionale condimento

del tartufo in miscela grattugiata con

il Parmigiano Reggiano. Ottimo anche

il connubio con le uova e la polenta

con fonduta di formaggi. La stagione

del tartufo bianco pregiato prosegue

alla Borsa del Tartufo di Acqualagna,

nelle Marche, tra i primi mercati mondiali

per la segnalazione dei prezzi e

punto di riferimento per tutte le fiere,

mentre per quanto riguarda gli assaggi

il pregiato tubero viene grattato

perfino sui dolci e sul cioccolato.

A novembre, però, anche l’olio ha i

suoi appuntamenti. Raccogliere le

olive e portarle al frantoio è sempre

stato un momento gioioso nella vita

degli agricoltori locali. Nel borgo di

Casole d’Elsa, in Toscana, tutti i fine

settimana del mese ci si ritrova invitando

amici per la raccolta di gruppo

e la visita al vecchio frantoio pubblico

in centro, pranzando poi tutti insieme

in attesa della spremitura a freddo.

L’esperienza è proposta da due

aziende biologiche, Cielsereno e Le

Beringhe. In Umbria l’omaggio all’olio

extravergine d’oliva Dop va avanti

ogni fine settimana fino al giorno

dell’Immacolata. Frantoi Aperti è la

lunga manifestazione che raccoglie

numerosi eventi in borghi sparsi in

tutta la regione, di cui sei inseriti tra

i più belli d’Italia: Arrone, Bevagna,

Panicale, Passignano sul Trasimeno,

Spello e Trevi. Tra gli eventi la Festa

della Frasca il 23 e 24 novembre a

Giano dell’Umbria, L’oro di Spello -

Festa dell'olivo e della bruschetta dal

15 al 17, visite e degustazioni ai frantoi

di Foligno sabato 30 e domenica 1° dicembre

e gran finale con la Maratona

dell’Olio, dal 6 all’8 dicembre ad Avigliano

Umbro. Il tutto, naturalmente,

condito da iniziative dedicate ai bambini,

mostre diffuse d’arte contemporanea,

passeggiate e trekking tra gli

olivi.

Proseguendo il viaggio alla ricerca

di ghiottonerie non possono mancare

eventi come Cioccolatò, la grande

festa del cioccolato che dall’8 al 17

novembre richiama migliaia di appassionati

e golosi a Torino, e la Festa

del Torrone a Cremona, dal 16 al 24

novembre, che quest’anno è intenzionata

a stupire con grosse novità.

Come la fiaccola olimpica di torrone

lunga dieci metri, realizzata in onore

delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina

2026, e la gigantesca scultura

dedicata a Leonardo Da Vinci, che riproduce

l’Uomo vitruviano grazie alla

maestria del cioccolatiere Mirco Della

Vecchia.

57


TRAVEL

THE KING OF THE

AUTUMN, THE

TRUFFLE, JOSTLES

FOR SPACE WITH OIL,

CHOCOLATE AND

TORRONE. TO THE

JOY OF THE PALATE

The truffle season has arrived,

bringing all its characteristic

penetrating and persistent

scent. The beginning of autumn,

in regions such as Piedmont and

eastern Lombardy, part of Central

Italy and even in some southern

areas, attracts connoisseurs and

gourmets seeking out this particular

local product.

Truffle picking is almost like a

treasure hunt, with specially trained

dogs according to precise rules

to be respected within the truffle

grounds. Passionate and professional

researchers challenge each other in

the search for this most desired and

appreciated tuber, which owes its

popularity to its intense fragrance. For

this season, expectations are high for

the quality but also for the quantity

of the precious jewel of the woods,

thanks to the weather conditions in

the first weeks of autumn. The white

truffle is the most important among

the various species of the precious

fungus, for which the market and the

great chefs are often willing to pay

very highly. The black truffle, on the

other hand, is the most common and

widespread in the whole peninsula.

Used sparingly in small portions or

in flakes, to flavour dishes, sauces

or risottos, it can also be found

in powder and in ready-made

preparations such as butter, sauces

and creams.

In Italy it only grows in some regions

and in certain villages, where stands

of local gourmet food and wine are

set up: from truffles to wine, oil to

cold cuts, through to chocolate and

grappa. Among the Piedmontese hills

of Langhe, Roero and Monferrato,

every Saturday and Sunday in

November there is the eagerlyawaited

International Alba White

Truffle Fair. Do not miss the Alba

Truffle Show, with its cooking shows

by top chefs and sensory analyses

of truffles, and the Wine Tasting

Experiences for some amazing

flavour combinations. In San Miniato,

Tuscany, November opens with

the Tartufo al Pinocchio (Pinocchio

Truffle) and on the following three

weekends the 50 th Mostra Mercato

Nazionale (50 th National Market

Exhibition) is staged, in an area that

boasts the highest quality at regional

level in addition to the records

for the largest truffles. The search

58


continues to Calestano, in the hills

of Parma: here, until November 17,

the Fiera Nazionale del Tartufo Nero

di Fragno (National Fair of the Black

Truffle of Fragno) fills the streets and

squares of the village with meetings

and tastings, truffle dog contests

and visits to truffle shops. Among

the dishes on offer is risotto with a

unique seasoning made of truffles

in a grated mixture with Parmigiano

Reggiano cheese. It is also an

excellent accompaniment to eggs

and polenta with cheese fondue. The

season of the precious white truffle

continues at the Truffle Exchange

of Acqualagna, in the Marches, one

of the most important markets in

the world for setting prices and a

reference point for all other fairs,

while as far as tasting is concerned,

the precious truffle is even grated

onto cakes and chocolate.

Oil is also on the agenda in

November. Picking the olives and

taking them to the oil press has

always been a festive occasion in the

life of local farmers. In the village

of Casole d'Elsa, in Tuscany, every

weekend of the month you can

meet up with friends for a group

harvest and a visit to the old public

press in the centre, followed by

lunch together while waiting for the

cold pressing. The experience is

offered by two organic producers,

Cielsereno and Le Beringhe. In

Umbria, PDO extra virgin olive oil

is the star every weekend until the

day of the Immaculate Conception

in December. Frantoi Aperti is a

long event that brings together

numerous smaller events in villages

scattered throughout the region,

six of which are among the most

beautiful in Italy: Arrone, Bevagna,

Panicale, Passignano sul Trasimeno,

Spello and Trevi. The events include

the Festa della Frasca on 23 and

24 November in Giano dell'Umbria,

L'oro di Spello - Festa dell'olivo e

della bruschetta ("Spello's gold -

Olive tree and bruschetta festival")

from 15 to 17 November, visits

and tastings at the oil presses in

Foligno on Saturday 30 and Sunday

1 December and the grand finale

with the Maratona dell'Olio ("Oil

Marathon"), from 6 to 8 December

in Avigliano Umbro. All, of course,

topped by initiatives dedicated to

children, exhibitions of contemporary

art, walks and trekking among the

olive groves.

If we continue our journey in search

of delicacies, do not miss events

such as Cioccolatò, the great

chocolate festival that from 8 to 17

November attracts thousands of

chocolate lovers and gourmands in

Turin, and the Festa del Torrone in

Cremona, from 16 to 24 November,

which will be presenting some

amazing new features this year, such

as a ten-metre high torrone Olympic

torch made in honour of the Milan,

Cortina 2026 Winter Olympics, and

the giant sculpture dedicated to

Leonardo Da Vinci, which reproduces

Vitruvian man thanks to the mastery

of chocolatier Mirco Della Vecchia.

© Stefano Dottori

59


L'ITALIA CHE FA IMPRESA

IL GUSTO DEL BUSINESS

CON TARTUFI &

FRIENDS ALBERTO

SERMONETA

FORNISCE L’ORO

BIANCO A CINQUE

RISTORANTI DI

LUSSO

Sveglia alle 5:30 per parlare

con i tartufai e garantire la

fornitura giornaliera ai suoi

cinque ristoranti tra Italia ed estero,

da Milano a Dubai. Attenzione, cura

del dettaglio, un forte e continuo

rapporto con i suoi oltre 200 dipendenti,

dislocati in quattro continenti.

Così fa impresa Alberto Sermoneta,

che ha fondato il marchio Tartufi &

Friends, nel settore della ristorazione

di lusso.

L’Alta Velocità aiuta il business?

Ricordo il primo viaggio che feci con

mio padre molti anni fa sul mitico

Pendolino: ci metteva quattro ore

e 30 minuti da Roma a Milano e già

sembrava un sogno. Oggi l’Alta Velocità

permette a chi, come me, ha

famiglia a Roma e attività anche a

Milano, di essere in due luoghi nella

stessa giornata senza sentire la fatica.

Come passi il tempo in viaggio?

Faccio il biglietto all’ultimo momento

e scelgo a seconda dello

stato d’animo: l’area del silenzio

se non voglio essere disturbato né

disturbare, la carrozza Business per

essere produttivo. A volte guardo

fuori e mi rilasso, amo molto le tratte

nei pressi di Orvieto, una meravigliosa

cartolina verde, ma anche Firenze,

Bologna, Parma…

Tutte terre di tartufo…

Certamente. E aggiungo la Toscana,

i colli piacentini e Milano, dove

il tartufo si commercializza. Usiamo

solo prodotti italiani e stagionali ed è

proprio il treno a permettermi di fare

60


stop over per incontrare fornitori e

clienti.

Il tuo percorso professionale?

Dopo studi qualificanti, un master in

Bocconi ed esperienze all’estero nel

segmento del lusso, ho trovato la

mia strada nella ristorazione di alta

gamma. Seguo tutta la filiera aziendale:

dipendenti, fornitori, prodotto

finale, customer service.

Un ristorante è come un’azienda?

È soprattutto un’azienda e va gestita

come tale per trarne adeguati profitti.

Significa avere sedi in più città, un

ufficio risorse umane interno, come

interni sono gli avvocati del lavoro

e i commercialisti. Così l’azienda è

moderna, efficace e proiettata nel

futuro.

Un’impresa che produce il piacere

del gusto…

Un’impostazione edonistica. Il cibo

è uno dei piaceri più effimeri, fatto

di esperienza, sapore, profumo e

memoria. Ma dietro ha una grande

materia prima, un grande contenuto

e una grande lavorazione. Un meraviglioso

circus che va in scena tutti i

giorni, per noi dalle 11 di mattina fino

a notte. Per tutto ciò sono necessari

struttura, preparazione e know-how.

Una tipica giornata da imprenditore?

Mi alzo all'alba e mi metto al telefono

con i tartufai: facciamo vere

e proprie aste, come accade per il

tonno in Giappone, e dispongo personalmente

gli ordini per tutti i ristoranti.

Tartufi che partono per Londra

e Dubai con criteri di selezione completamente

differenti a seconda del

Paese e del tipo di clientela. Alle 10

sento i direttori dei ristoranti, mi aggiornano

sulle operazioni di apertura

che devono essere conformi agli

standard che ci siamo fissati. A questo

punto lavoro in ufficio o in uno dei

ristoranti, perché amo molto incontrare

i clienti, parlare con gli chef,

organizzare i menù. Nel pomeriggio,

altro giro di telefonate con i direttori.

La sera mi concedo una cena a casa

oppure resto a dare una mano al ristorante.

Quanto deleghi le tue responsabilità?

Le deleghe sono delle leve che

vanno usate con misura. Bene fidarsi

delle persone competenti.

Penso che la più grande forza della

nostra azienda sia la capacità di

tirare fuori il meglio dalle persone.

Siamo esigenti, caparbi e fedeli al

nostro obiettivo. Nel dna abbiamo

il concetto di remunerazione etica

e giusta, corrisposta dal credo nel

proprio lavoro. Assumiamo standard

qualitativi altissimi, soprattutto dopo

l’apertura del locale di Londra, dove

il mio restaurant manager passa oltre

tre ore al giorno a compilare e

firmare fogli presenze, certificazioni,

aggiornamenti. Su questo, noi italiani

siamo più restii.

Il segreto di un locale che funziona?

Tagliolini burro e tartufo dal menu del ristorante Tartufi & Friends a Milano

61


L'ITALIA CHE FA IMPRESA

Far apparire facile ciò che è difficile.

Il cliente deve avere l’impressione

che tutto avvenga in modo sciolto,

semplice, anche se dietro a un servizio

o a un piatto eccellente ci sono

diverse fasi complesse e delicate.

Quali ristoranti frequenti oltre ai

tuoi?

Mi piace sperimentare tutti i tipi di

cucina. A Roma mi perdo nei vicoli

del ghetto ebraico, dove ci sono i

ricordi dei miei nonni e dei miei avi,

in cerca di trattorie. Nei ristoranti di

alta cucina vado per capire cosa offrono

gli altri. Sono sempre attento e

curioso: se mi piace un sottopiatto lo

volto per vedere chi lo produce.

A che età il primo tartufo?

Mio padre, grande commerciante,

aveva dei fornitori di scarpe nelle

Marche, ad Acqualagna, che gli

regalavano i tartufi. A casa apriva il

barattolo e saliva questo profumo

inebriante. Avevo sei o sette anni.

Il piatto con tartufo preferito?

Uovo al tartufo, sempre e comunque.

Sei di origini ebraiche, è vero che

siete più bravi a fare business?

Siamo più caparbi. Per vocazione

veniamo messi subito di fronte alle

realtà della vita. A casa mia come a

casa di molte persone di religione

ebraica, c’è poco tempo per dare

spazio a ciò che non valga la pena

essere vissuto. A 18 anni o si studia

con grandi profitti o si lavora e si fa

impresa. Non c’è spazio per il sollazzamento.

Siamo gente che lavora

tanto, si diverte e spende altrettanto,

ma che lavora duro. Un insegnamento

etico che si tramanda, come

vorrò fare con i miei figli.

È difficile conciliare impresa e affetti?

La mia compagna, Silvia, che sarà

presto mia moglie, viene da questo

settore e comprende e apprezza il

mio impegno in azienda. Tra noi c’è

una super intesa, ci capiamo sempre.

Non potrei stare con una persona

diversa. Siamo fieri di lavorare

insieme, non per il denaro, ma per

ciò che i nostri progetti rappresentano.

Reinvesto l’80% dei profitti per

costruire nuove realtà, dare opportunità:

un concetto quasi umanistico.

Per esempio una bella Accademia

del Tartufo.

Qual è il tuo rapporto con il tempo?

È la cosa più costosa e preziosa che

si possa avere. Il tempo per salutare

un amico e per stare con la famiglia

rappresenta una parte essenziale

della vita. La religione ebraica si

basa sul concetto dello Shabbat: un

giorno in cui non lavoro, da dedicare

a me stesso e ai miei cari. Una scelta

che ho maturato con il tempo, ma lo

faccio con grande gioia.

Prossimo progetto?

Un ristorante di cucina kosher di alto

livello che punti a importanti riconoscimenti.

Un viaggio la cui preparazione

durerà due anni e poi partiamo: il

biglietto già lo abbiamo comprato, ora

è il momento di salire sul treno. Il bello

è a portata di mano, sta solo a noi

coglierlo e costruirci.

A.R.

tartufiandfriends.it

62


63


Arezzo Città

del Natale

A Christmas Time Travel

Travel through

antiques and modernity

in Arezzo in a unique

Christmas atmosphere

Walk the enchanting streets of a

secluded medieval village in Tuscany

during the most charming time of the

year.

From 16th

November to 6th

January.

Find your exclusive gift in Arezzo among the wooden huts.

Taste unique delicatessen from another time.

Our Christmas Carol will guide you in this authentic time travel.

More details at: www.arezzocittadelnatale.it

64


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Get lost in a

Christmas Time

Travel in Tuscany

Here comes the most enchanting time of the year.

Christmas knocks at our doors and gently steps in

day by day with thousands of surprises and new

gifts. But there is a city, in Tuscany, where time

seems to have stopped. A city in which you can

time-travel from an era to another, from reality to

fairy tales just like in a book.

Take a dip in the historic and vintage city of Arezzo,

through past splendours and unique glimpses, and

let your heart fill with the magic of Christmas as if

you were in a genuine and elegant epoque. Walk

along the medieval streets just like a lady or sir of

the court, tasting unique Christmas dishes and

buying original handcrafted gifts. The wooden huts

will welcome you with a traditional hug while the

warm lights delight your gaze with unique drawings

on the historical buildings’ façades. And like in a

renaissance fest, be entertained by countless shows

animating every corner of Arezzo.

But your Christmas Time Travel has just begun. At

the “Prato”, our enchanted wood awaits: break the

line of the Christmas Village and run into a new,

exciting adventure in the past. Joyful trees encircle

the city Fortress, symbol of the Renaissance power,

and enclose an enlightened atmosphere just like in a

fairy tale. Find there the Talking Tree ready to

whisper untold secrets. Like in a northern mountain,

venture into Piazza Grande, the city emblem, to

meet Santa Claus in his house and build unforgettable

memories while eating unique delicatessen

from another time.

And then step into a near vintage era. Let the historic

Lego blocks inspire your fantasy and bring you

back to the 20th Century when they first appear and

invaded our life with colour and authentic playing

opportunities. Vintage never ends and Lego does

neither: the Lego Village in Arezzo breeds with the

graceful architecture of the city and hosts whoever

wants to feel vintage – or a child – again.

As you can see, Christmas in Arezzo is a time travel

in a glorious past, an exclusive present and a flourishing

future. You just have to choose who you want

to be.

From 16th November to 6th January time-travel in

our charming Christmas atmosphere and Discover

Arezzo in its most captivating guise.

www.arezzocittadelnatale.it

Città del Natale

www.mercatodinatalearezzo.it

Mercatini di Natale Arezzo

@mercatininatalearezzo

65


GIFT TOUR

Montepulciano (SI)

SANTA CLAUS IS COMING

SI FA PRESTO A DIRE (BABBO) NATALE. SONO TANTI I LUOGHI,

DI FANTASIA E NON, DOVE INCONTRARLO E VIVERE LA CALDA

ATMOSFERA PRENATALIZIA

di Silvia Del Vecchio - s.delvecchio@fsitaliane.it

Di tradizione in tradizione,

che lo si voglia credere

oppure no, la sua dimora

è al Polo Nord secondo gli americani,

in Lapponia per i finlandesi e gli europei

e nella propria patria, a Drøbak,

secondo i norvegesi. Ovunque sia l'ufficio

postale di Santa Claus, nei mesi

di novembre e dicembre sono tanti i

villaggi e i mercatini che lo omaggiano,

facendo vivere a grandi e piccoli

l’emozione scolpita da secoli nella

memoria collettiva, quella del Natale.

Ecco una mappa per poter trascorrere

un weekend con l’anziano signore vestito

di rosso dalla lunga barba bianca

e con le sue renne, che trainano la slitta

stracolma di doni, Rudolph in primis.

Diventata celebre per la canzone

natalizia Rudolph the Red-Nosed Reindeer,

scritta da Johnny Marks nel 1949,

grazie al suo naso rosso è la renna che

illumina la strada nella nebbia. Per

inaugurare l’inverno, un fine settimana

alla scoperta dei mercatini di Natale

del Belpaese è un must per tutti

gli amanti di questa festività, ma non

solo. Da Bolzano ad Alberobello (BA),

lo Stivale è un tripudio di luminarie,

eventi e stand pieni di proposte regalo

hand made realizzate con prodotti naturali

e ricliclati. Per non arrivare a mani

vuote (e cuore freddo) al 25 dicembre.

66


© Dario Pichini

Partendo da nord, è incantevole il Magico

Paese di Natale di Govone (CN),

nel cuore del Roero, l’unica destinazione

natalizia italiana inserita nella

rosa dei 20 European Best Christmas

Market 2019. Un luogo denso di storia

che da 13 anni si trasforma nel regno

italiano di Santa Claus, unendo Piemonte

e Lapponia in un gemellaggio

di cultura, paesaggi e tradizioni. Dal 16

novembre al 23 dicembre il Castello

accoglie il mercatino con 110 espositori

e una mostra di presepi, mentre

nella casa di Babbo Natale va in scena

lo spettacolo dedicato alla storia della

celebre renna Rudolph. L’atmosfera

è resa ancora più calda dal concerto

del Rejoicing Gospel Choir sabato

16 e, per tutto il periodo, dai canti

Christmas Carolers, dalle locande e

gli stand di street food. Si può inoltre

viaggiare a bordo di un treno storico

della Fondazione FS Italiane, il 17 novembre

da Torino e il 23 dicembre da

Milano: un tragitto magico animato

da figure fantastiche, con brindisi finale

offerto dal Consorzio Asti Docg.

A Milano il Sogno del Natale diventa

realtà dal 22 novembre al 30 dicembre.

All’Ippodromo di San Siro le fiabe

prendono letteralmente vita, e l’accuratezza

nei dettagli dell’allestimento

è tale da fare invidia a Rovaniemi, la

cittadina lappone dove si troverebbe

la vera casa di Babbo Natale. Attori e

acrobati nelle vesti di elfi e puppets

giganti accolgono i visitatori, raccontando

aneddoti e misteri e indicando

la strada per l’ufficio postale dove

consegnare la letterina per Papa Noël.

A Bolzano il Christkindlmarkt non

smette mai di stupire: dal 28 novembre

al 17 dicembre le famose casette

di legno e il grande albero di piazza

Walter si illuminano per la 29esima

edizione. Nella corte delle stelle allestita

a Palazzo Mercantile ogni venerdì,

sabato e domenica sono protagonisti

gli artigiani atesini e, sempre qui

dal 7 dicembre, la mostra C’era una

volta… giochi e giocattoli d’altri tempi

regala a grandi e piccini un tuffo nel

passato. Evento dall’anima green,

sensibile alle tematiche della sostenibilità

e del riciclo, il mercatino di Trento,

dal 23 novembre al 6 gennaio 2020:

raccolta differenziata, stoviglie lavabili

o compostabili, piatti di pane, shopper

in carta frutta e addirittura un’app

green (Natale a Trento) con un quiz a

tema ambientale ed eco-gadget per i

vincitori. Qui, è un continuo omaggio

a cannella e vin brulé, canederli con

speck o luganega, polenta con formaggi

locali, bretzel farciti e strudel di

mele. Tra i prodotti naturali per la cura

della persona, i cuscini con cirmolo

delle Dolomiti e i noccioli di ciliegie

profumati. Dal 23 novembre, a Levico

Terme (TN), InCanto sotto la neve con

la Christmas band, spettacoli pirotecnici,

giri in pony e in carrozza e attrazioni

come il trono di Babbo Natale e

la casetta di pan di zenzero. Domenica

24, inoltre, sono presentati al pubblico

i risultati del progetto Adotta un

albero per il ripopolamento del Parco

secolare degli Asburgo.

Nelle Marche, dall’ultimo fine settimana

di novembre fino all’Epifania,

IT'S EASY TO

SAY (FATHER)

CHRISTMAS. THERE

ARE MANY PLACES

WHERE YOU CAN

ENJOY THE WARM

PRE-CHRISTMAS

ATMOSPHERE

The Americans believe that

he lives in the North Pole;

the Finns and Europeans in

Lapland; the Norwegians in their own

country, in Drøbak. Wherever Santa

Claus' post office is, there are numerous

villages and markets in November

and December that pay homage to it,

offering adults and children a chance

to experience the centuries' old

emotions and collective memory of

Christmas. So here is a map to spend

a weekend with the old man dressed

in red with a long white beard and his

reindeer pulling a sleigh full of gifts,

Rudolph in primis - the reindeer who

lights the way in the fog with his red

nose, made famous by the Christmas

carol Rudolph the Red-Nosed

Reindeer written by Johnny Marks in

1949. At the beginning of the winter

season, whether you love Christmas

or not, don't miss out on a weekend

discovering the Christmas markets

of Italy. From Bolzano to Alberobello

(Bari), the whole country is decked out

in lights and stands full of handmade

gift ideas made with natural and

recycled products, lights and events.

So that you don't arrive empty-handed

(and cold hearted) on December 25.

Starting from the north, the magical

Christmas village of Govone (Cuneo)

in the heart of Roero, the only Italian

Christmas destination included in the

list of the 20 Best European Christmas

Markets 2019, is enchanting. A

charming place full of history that

for the past 13 years has been

transformed into the Italian kingdom

of Santa Claus, combining Piedmont

and Lapland in a twinning of cultures,

landscapes and traditions. From 16

November to 23 December the Castle

67


GIFT TOUR

Govone (CN)

Il Natale che non ti aspetti è l’evento

diffuso che accoglie migliaia di turisti

nei borghi storici della provincia di

Pesaro e Urbino, tra le colline dell’entroterra

e le vivaci città adriatiche.

Sabato 23 Candele a Candelara, con

mercatini, presepi e spettacoli al Villaggio

e all’Officina di Babbo Natale,

e lo spegnimento programmato

dell’energia elettrica che, per due

volte al giorno, lascia il borgo illuminato

soltanto dalle candele. Il 29 novembre

si prosegue a Mombaroccio,

con una quarantina di tipiche casette

in legno dove sbizzarrirsi per i regali

e il Chiostro dei Sapori con l’enogastronomia

del territorio, Da fine mese,

Christmas very (n)ice a Pesaro, e a dicembre

Natale Più a Fano, con stand

ed eventi fino alla Befana.

In Toscana meritano una visita il mercatino

e il castello di Babbo Natale

a Montepulciano (SI) e il villaggio tirolese

di Arezzo. Sulle colline in provincia

di Siena, le luci si accendono

da sabato 16 novembre, con oltre 80

casine per lo shopping natalizio tra via

San Donato e piazza Grande e tante

attrazioni per tutta la famiglia. Novità

di quest'anno la Christmas Terrace, un

luogo sospeso nel tempo affacciato

sul Tempio di San Biagio e sulla Val

d’Orcia, dove sorseggiare l'ottimo vino

rosso locale di fronte a un panorama

mozzafiato, mentre la fortezza medievale

diventa il Castello di Babbo Natale,

con più di duemila m 2 di stanze

addobbate a festa ricche di sorprese.

Ad Arezzo, invece, dal 16 novembre al

26 dicembre torna il più grande mercato

tirolese d’Italia, nella splendida

piazza Grande. Con baite per la degustazione

di piatti, birre e dolci tipici del

Tirolo. A Taneto di Gattatico, una ventina

di chilometri da Reggio Emilia,

c’è invece l'enorme villaggio di Babbo

Natale di Mondo Verde Garden: oltre

4.500 m 2 allestiti ogni anno con ambientazioni

e decorazioni differenti,

già dal 25 ottobre e fino all’Epifania.

Genova è famosa per la sua tradizione

presepiale: insieme a Napoli (da

visitare la via di artigiani San Gregorio

Armeno), è uno dei centri più attivi

nella produzione di figure storico-artistiche

da presepe. La città ligure offre

anche concerti di musica sacra, classica

e barocca, itinerari tematici, mercatini

natalizi e, dal 26 dicembre al 6

gennaio, il festival di circo e teatro Circumnavigando,

che intrattiene il pubblico

durante il momento clou delle

Feste. Una menzione merita anche

Gubbio (PG), dal 23 novembre con gli

stand natalizi e poi il famoso appuntamento

dell’accensione dell’albero

più grande del mondo il 7 dicembre.

Allietano i visitatori la ruota del Polo

Nord, il laghetto ghiacciato, il presepe

a grandezza naturale e quello vivente,

il trenino Gubbio Express Christmas e

il programma di visite guidate Christmas

Land. A Sutri (VT) quest’anno, da

sabato 23, c’è il Caffeina Christmas Village

allestito in genere a Viterbo, un

suggestivo mondo di fantasia con le

case di Babbo Natale e della Befana e

le grotte degli elfi. A sud, un’atmosfera

da non perdere è il Natale fra i trulli di

Alberobello (BA), dal 7 dicembre con

mercatini, artisti di strada e scenografiche

luminarie. Impossibile elencare

tutte le iniziative su e giù per lo Stivale,

ogni città, borgo e paesino ha in serbo

una sorpresa per l’Avvento.

magicopaesedinatale.com

ilsognodelnatale.it

mercatinodinatalebz.it

mercatinodinatale.tn.it

prolocopesarourbino.it

nataleamontepulciano.it

mercatodinatalearezzo.it

ilvillaggiodibabbonatale.net

visitgenoa.it

gubbionatale.it

alberobello.com

68


hosts a market with 110 exhibitors

and a nativity scene exhibition, while

Santa Claus' house hosts a show

dedicated to the story of the famous

reindeer Rudolph. The atmosphere is

made even warmer by the Rejoicing

Gospel Choir concert on Saturday 16

and, throughout the period, by the

Christmas carols, inns and street food

stands. You can also travel on board

a historic train of the Fondazione

FS Italiane, on 17 November from

Turin and 23 December from Milan: a

magical journey animated by fantastic

figures, with a final toast offered by the

Asti Docg Consortium. In Milan the

Christmas Dream will come true from

22 November to 30 December. At the

San Siro Racecourse fairy tales literally

come to life, with details so accurate

as to be the envy of Rovaniemi, the

Lappish town where Santa's real home

is said to be. Actors and acrobats in

the guise of elves and giant puppets

welcome visitors, telling anecdotes

and mysteries and pointing the way to

the post office where to deliver their

letters to Father Christmas.

In Bolzano the Christkindlmarkt never

fails to amaze: from 28 November to

17 December the famous wooden

houses and the large tree in Piazza

Walter will be lit up for the 29th

edition. The Sudtirol craftsmen are the

protagonists at the court of the stars

set up in the Mercantile Palace every

Friday, Saturday and Sunday, while

from 7 December again this year, the

exhibition Once upon a time... games

and toys of yesteryear will be offering

young and old a dip in the past. The

market of Trento has a strong green

ethos, and is particularly sensitive

to the issues of sustainability and

recycling: from 23 November to 6

January 2020: recycling, washable or

compostable dishes, plates made out

of bread, fruit paper shopping bags and

even a green app - Christmas in Trento

- with a quiz on environmental issues

and eco-gadgets for the winners. Here,

moreover, it is a continuous tribute to

cinnamon and mulled wine, dumplings

with bacon or luganega, polenta with

local cheeses, stuffed bretzels and

apple strudel. Among the natural

products for personal care are Swiss

pine cushions from the Dolomites

and scented cherry stones. From 23

November, in Levico Terme (Trento),

InCanto sotto la neve will be held with

a Christmas band, fireworks, pony and

carriage rides and attractions such

as Santa's throne and a gingerbread

house. On Sunday 24, the results of the

Bolzano

Adopt a tree for the repopulation of the

secular Habsburg Park project will also

be presented to the public.

In Marche, from the last weekend

of November until the Epiphany, Il

Natale che non ti aspetti is an event

© Alex Filz

69


GIFT TOUR

Gubbio (PG)

that welcomes thousands of tourists

in the historic villages of the province

of Pesaro and Urbino, between the

inland hills and the lively cities on the

Adriatic coast. On Saturday 23, Candele

a Candelara will be held, with markets,

cribs and shows at Santa's Village and

Workshop, with scheduled power cuts

leaving the village lit only by candlelight

twice a day. On 29 November we

continue to Mombaroccio, with about

forty typical wooden houses where

you can indulge in gifts and the

Chiostro dei Sapori offering local food

and wine, from the end of the month,

Christmas very (n)ice will be hosted in

Pesaro, and in December Natale Più in

Fano, with stands and events open up

to the Epiphany.

In Tuscany, the market and the castle

of Santa Claus in Montepulciano

(Siena) and the Tyrolean village in

Arezzo are worth a visit. On the hills in

the province of Siena, the lights will

go on from Saturday 16, with over 80

Christmas shopping points between

Via San Donato and Piazza Grande

and loads of attractions for the whole

family. A new feature this year is the

Christmas Terrace, a place suspended

in time overlooking the Temple of San

Biagio and the Val d'Orcia, where you

can sip the excellent local red wine in

front of a breath-taking view, while the

medieval fortress will be transformed

into the Santa Claus’ castle, with more

than two thousand square meters

of decorated rooms full of surprises.

In Arezzo, on the other hand, from 16

November to 26 December the largest

Tyrolean market in Italy will be back,

hosted in the beautiful Piazza Grande,

with tasting huts, and typical Tirolese

beers and cakes. In Taneto di Gattatico,

about twenty kilometres from Reggio

Emilia, there is the extensive Santa’s

village by Mondo Verde Garden: 4,500

square meters set up with different

settings and decorations each year,

from 25 October until the Epiphany.

Genoa is famous for its traditional

nativity scenes: together with Naples

(don’t miss the San Gregorio Armeno

artisans’ road), it is one of the most active

centres in the production of historicalartistic

figures for nativity scenes.

The Ligurian city also offers concerts

of sacred, classical and baroque

music, themed itineraries, Christmas

markets and, from 26 December to 6

January, the Circumnavigando circus

and theatre festival, which entertains

the public over the holidays. Let’s

not forget Gubbio (Perugia), from 23

November, with the famous event

of the lighting of the world's largest

tree on 7 December. Visitors will be

delighted by the North Pole wheel,

the frozen lake, the life-size nativity

scene and the living nativity scene,

the Gubbio Express Christmas train

and the Christmas Land guided tour

programme. At Sutri (Viterbo) this

year, from Saturday 23 rd , there is the

Caffeina Christmas Village usually set

up in Viterbo, a fascinating world of

fantasy with the homes of Santa Claus

and the Befana witch, and the caves

of the elves. To the south, Christmas

among the trulli of Alberobello (Bari)

is unmissable, held from 7 December

with markets, street artists and scenic

lights. There are so many initiatives

up and down the country, it would

be impossible to list them all - every

city, town and village has a surprise in

store for Advent.

70


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

71


IN VIAGGIO CON

SULLA VIA DELLA SETA

DI UN’ELEGANTE CRAVATTA

IN FRECCIAROSSA CON MAURIZIO TALARICO,

ICONA DI STILE ED ELEGANZA MASCHILE

di Andrea Radic

Andrea_Radic

72


«

La cravatta è una sorta

di strumento diplomatico.

Quanti discorsi partono

dall’assunto “che bella cravatta”, e

proprio da lì può nascere un buon rapporto

tra le persone. Per tutti un accessorio

dell’eleganza maschile, ma

per alcuni, come Fabrizio Palermo, Ad

di Cassa Depositi e Prestiti, assume

anche un valore scaramantico, di

buon augurio». A parlare, nella sala

meeting del Frecciarossa, è Maurizio

Talarico, signore italiano delle

cravatte.

La sua azienda artigianale nasce

nel 1999 in Calabria, terra di origine

dell’imprenditore. «Mi credono

l’amministratore delegato, in realtà

lo è mio figlio Tiziano. Il mio compito

sono le relazioni istituzionali e il

mercato estero, il mio regno è l’ufficio

stile. Mi rifugio lì a disegnare

cravatte e a scegliere i colori, che

sono fondamentali, trasmettono

positività e apertura mentale».

Un’anima creativa?

Un estro creativo spiccato, che mi accompagna

sempre: mi capita, durante

le riunioni, di prendere nota disegnando

qualche schizzo. Poi l’idea va

in produzione e magari arriva al collo

di un capo di Stato.

Al collo dei grandi della terra.

Il primo fu Francesco Cossiga, un

amico di famiglia, a convocarmi a

casa sua chiedendomi di riprodurre

una cravatta Regimental, che

indossava da giovane studente al

Royal College di Londra. La realizzammo

e il Presidente rimase molto

soddisfatto, la sfoggiava in ambienti

importanti. Fu il mio primo testimonial,

da allora sono passati 20 anni.

Un passaparola della qualità…

Da Paolo Scaroni a Fulvio Conti a

tutte le grandi aziende, ci scelgono

anche per fare regali personali. Ma

il vero salto di qualità istituzionale

avvenne nel 2014, quando Matteo

Renzi, presidente del Consiglio, ordinava

cravatte blu tinta unita come

dono ai capi di Governo negli incontri

bilaterali. Quando Barack Obama

diede un gala dinner in suo onore

alla Casa Bianca, ricevette una cravatta

e una nostra pashmina fu donata

alla first lady Michelle.

Qualche altro aneddoto?

Le cravatte e i foulard per il G7 di

Taormina, nel 2017, le disegnammo

la signora Gentiloni e io, a quattro

mani, nel mio negozio a Roma.

Insomma, a Palazzo Chigi sei di

casa.

Il premier Conte indossa quotidianamente

le mie cravatte e mi ha

permesso di sdoganare i colori solari:

uno stile più contemporaneo

che avvicina l’interlocutore e rasserena.

Le mie cravatte saranno il cadeau

diplomatico all’Expo di Dubai

2020 per le visite istituzionali.

Un esempio di eccellenza italiana

apprezzata all’estero.

Abbiamo un negozio in Giappone e

il presidente Shinzō Abe è un grande

estimatore. Nel 2020 apriremo

uno store in un mall del lusso a Riad

e l’emiro del Quatar, Hamas al-Thani,

è nostro cliente.

Una via della seta da Catanzaro

verso il mondo…

Ho cominciato a 28 anni, era difficile

trovare chi producesse cravatte con

la cura di un tempo. Io sono appassionato

fin da piccolo a questo elemento

dell’eleganza maschile.

Come mai?

Per le origini nobiliari della mia famiglia,

baroni e proprietari terrieri

nel crotonese. Mio padre era dirigente

Enel. In famiglia si indossava

la cravatta e fino agli otto anni il

papillon. All’inizio mi sentivo un po’

costretto, poi ho imparato ad amare

questo accessorio.

L’aura nobiliare ti è rimasta?

Devo ammetterlo, la sento nello stile,

nell’eleganza, nella vita. Ricordo

la festa dei 18 anni, tutti noi ragazzini

in giacca e cravatta.

E poi com’è andata?

Ho sempre avuto voglia di fare impresa,

non volevo un lavoro da dipendente

subalterno, anche se

sarebbe stato tutto più semplice.

Volevo mettermi in gioco.

Hai sfidato le tue capacità?

Ho individuato il target del lusso

(alcune cravatte, pezzi unici in cofanetto

di legno ebano, arrivano a costare

800 euro, ndr) con due brevetti:

la cucitura a X, che percorre tutto

il retro della cravatta, e una fodera

di lana che consente di mantenere il

nodo perfetto tutta la giornata.

Oggi un giovane avrebbe le tue

stesse possibilità?

In Italia servirebbe un nuovo sistema

di credito bancario per finanziare le

idee, come nei Paesi anglosassoni.

Il nostro ministro dell’Economia

dovrebbe affrontare questo tema

con le banche, affinché le start up,

ben finanziate, possano diventare

elemento di crescita. Oggi i giovani

vanno all’estero e diventano nostri

competitor.

Viaggi spesso in treno?

Molto spesso, dal Sud verso Milano

e Como e viceversa. Oggi l’aereo

non ha più senso. Il treno mi dà l’emozione

di vedere un panorama che

offre sempre nuovi orizzonti. Inoltre

è un luogo di socializzazione, promuove

incontri e discorsi, consente

uno sguardo sulla società, un’analisi

sociologica su come cambia il

mondo. E poi si può lavorare nella

comoda sala meeting.

Mai disegnata una cravatta in treno?

Ebbene sì, quella per la Fondazione

FS Italiane, sono stato incaricato di

produrre una cravatta che rappresentasse

la storia del treno. Non

potevo che disegnarla sulla Roma-Milano-Como.

Oggi è in fase di

produzione.

Dal finestrino quale Italia vedi?

Un Paese di aziende private che

cercano di essere sempre più competitive

nel panorama internaziona-

73


IN VIAGGIO CON

le, e dall’altra un’Italia che arranca

per uscire dalla crisi. La cosa più

bella che vedo, invece, sono i colori

della natura, quelli che uso per disegnare

le cravatte e che porto sui

miei tessuti.

Qual è il profumo della tua infanzia?

Quello dell’alcol, siamo una famiglia

prevalentemente di medici.

Con quale piatto ti premiava tua

mamma?

Con gli stranguddi al pomodoro, rigorosamente

con peperoncino calabrese.

Cosa ti ha lasciato la tua regione?

I calabresi per emergere devono

andare via dalla Calabria, per tornare

dalla famiglia nei periodi di festa.

Una regione che è sempre stata

emarginata da una classe politica

poco appropriata, mai programmatica,

che non ha saputo cogliere le

potenzialità di sviluppo del territorio.

Un dispiacere che mi porto

dietro, perché amo la mia terra, nei

weekend mi rifugio a Pizzo Calabro,

una cittadina a cui sono molto legato

e che frequento fin da bambino.

La prima cosa che fai arrivando a

Pizzo?

D’estate un tuffo in mare, arrivo già

preparato. D’inverno mi siedo al bar

e ordino un tartufo, il nostro dolce

tipico.

Cosa detesti e cosa apprezzi, invece,

nelle persone?

Non sopporto il cattivo gusto, mentre

mi piace trovare umiltà e generosità.

Sei generoso?

Molto.

I tuoi figli?

Sono tre. Tiziano lavora con me e si

occupa del mercato italiano, Aurora

studia Giurisprudenza e Sveva terminerà

il liceo e si iscriverà allo Ied.

Cos’è per te la famiglia?

Il centro, il perno di tutto. Un volano

delle idee, un supporto psicologico nei

momenti in cui ti assale qualche dubbio.

La famiglia è speranza, relax, amore.

Tendo a passare il tempo libero con

i miei figli, tralasciando altri svaghi.

Il giornalista Andrea Radic con Maurizio Talarico nella sala meeting Frecciarossa

74


BOLOGNA

CENTRO DI ECCELLENZA DI MEDICINA

MANUALE E RIABILITATIVA

BASTANO

POCHE

SEDUTE!

Da 25 anni curiamo patologie una

volta considerate incurabili , evitando

l’abuso di farmaci e senza ricorrere

all’intervento chirurgico.

Ernie del disco cervicali e

lombari, gonartrosi, coxartrosi ,

lesioni meniscali , stenosi lombari,

pubalgie , lesioni della cuffia

dei rotatori, etc .)

Il Dr. Giuseppe Canonaco Fisiatra e

Medico dello Sport è l’ideatore di

questo progetto di cura basato su due

assi portanti : la medicina manuale e

riabilitazione muscolare

personalizzata.

Prenota un appuntamento chiamando i seguenti numeri:

0516312343 , 3476053283

www.cmrcanonaco.it . info@cmrcanonaco.it

Sede principale CMR Bologna, Via di Corticella 89\2

Altra sede CMR Settimo di Montalto (CS) tel: 0984937570

1° CENTRO

MEDICINA MANUALE

IN ITALIA


UN TRENO DI LIBRI

Invito alla lettura di Alberto Brandani

[Presidente giuria letteraria Premio Internazionale Elba-Brignetti]

In viaggio con il Prof

MARTIN EDEN

GLI AMORI CHE NON SI DIMENTICANO

E LE ETÀ DELLA LETTURA

Ho letto Martin Eden a 20

anni e mi parve un romanzo

meraviglioso. L’ho riletto

a 30 e mi piacque intensamente. Oggi

che sono grande (di età, come dicono

a Livorno) ho concepito il deliberato

proposito di confrontare la percezione

della stessa opera letteraria al mutare

del tempo e delle età. Martin Eden è

un rozzo marinaio che salva la vita del

giovane Arthur, rampollo di una ricca

famiglia. E sua sorella Ruth diviene

per lui una sorta di ideale di bellezza.

Irraggiungibile fanciulla dell’alta borghesia,

si ritrova a desiderarla tanto da

voler fare parte del suo stesso ceto,

ma il riscatto sociale passa dalla porta

stretta della letteratura: Martin vuole

diventare uno scrittore a tutti i costi

(va ricordato che lo stesso Jack London,

autodidatta, fece fatica ad avere

successo). Pur non ritrovandosi nelle

ipocrisie e nel disprezzo malcelato di

quell’ambiente, si impegna a tal punto

che quasi riesce a sfondare, ed è allora

che scoppia la sua rabbia. Contro una

classe piena di pregiudizi, incolta, e

anche contro la sua autoaffermazione.

Una rabbia che avverte come una

sconfitta.

A 20 anni questo classico della letteratura

americana mi colpì per come

l’amore struggente di Martin per Ruth

superava ogni cosa. Nel suo stomaco

c’era sempre un formicolio, un dolore

all’idea di poterla anche solo vede-

re, di un sorriso, di uno sguardo. Tutto

pareva esser fatto per lei, dallo studio

forsennato della grammatica, mentre

era mozzo in mare, alle mille privazioni

a cui si sottoponeva. La vita intera,

insomma, era una sorta di riscatto

d’amore. A 30 anni la forza dell’amore

si era stemperata e due cose mi conquistarono:

leggendo, avevo sentito

l’odore del salmastro entrare di corsa

nei miei polmoni e i venti alisei soffi are

forte sul mio volto. Scoprii anche la forza

d’animo di Martin (e di London) nel

voler diventare scrittore. Alla stazione

delle opportunità, come mi piace chiamare

le chances che la vita ti offre, lui

c’era sempre, di giorno e di notte, senza

bere e senza mangiare, inesausto

nel vedersi respingere 300 volte un

articolo prima che fosse fi nalmente

pubblicato o nel guadagnare tre dollari

al mese quando solo l’affi tto ne costava

due e mezzo. E poi, pian piano, il

successo, a riprova, mi dicevo, che la

stazione delle opportunità almeno una

chance nella vita la offre a tutti. Intorno

ai 75 anni la parte fi nale del libro mi si è

svelata di colpo come una grande anticipazione

di quella che sarebbe stata

considerata la più grande malattia del

secolo scorso e cioè la malinconia che

si trasforma in depressione. La valle

d’ombra che pervade le ultime pagine

dell’opera ci dice proprio questo. Del

resto London è turbato nel leggere

Jung e comprende che forse in fondo

alle sue opere, anche le più note, vi è

un abisso inesplorato.

Fernanda Pivano, che si è sempre sottratta

alle critiche di maniera al grande

scrittore americano, lo aveva spiegato

bene: «Gli eroi di London cominciano

sempre ad agire nel tentativo di conquistare

la vita, di allargarla, di darle

una dignità e fi niscono per essere divorati,

sconfitti, ma dalla vita stessa,

non dalla morte».

Mondadori, pp. 448 € 11

77


UN TRENO DI LIBRI

Un assaggio di lettura

BRANI TRATTI DA MARTIN EDEN

Tornò dal mare Martin Eden, tornò verso la California

spinto dal desiderio di un amante. Finiti

i soldi, Martin si era imbarcato come marinaio

semplice su una goletta che andava a cercare tesori nascosti

ma alle isole Salomone, dopo otto mesi di inutili

tentativi, la spedizione si era sciolta. Gli uomini erano

stati pagati sino all’Australia e lì Martin si era subito imbarcato

su una nave d’alto mare diretta a San Francisco.

Durante quegli otto mesi aveva non solo guadagnato

denaro sufficiente per restare a terra molte settimane,

ma aveva anche potuto studiare e leggere a volontà.

Martin aveva una mente adatta allo studio e quella facilità

nell’imparare era sorretta da una natura indomabile

e dall’amore per Ruth. Studiò molte volte il libro di

grammatica che aveva portato con sé, fino a quando

il suo instancabile cervello non lo padroneggiò perfettamente.

Ora Martin si accorgeva degli errori di grammatica

fatti dai suoi compagni e ogni volta si sforzava

di correggere e di ricostruire mentalmente quelle frasi

grossolane. [...]

Cercava di aggiungere ogni giorno venti parole al suo

vocabolario, anche se, come scoprì, non era un compito

semplice; quando era al timone o di guardia, Martin

ripeteva la lista, sempre più lunga, di definizioni e pronunce

corrette, deciso a impararla, ma, invariabilmente,

si addormentava. «Non ho detto ad alcun uomo», «se io

fossi», «le cose alle quali» erano le frasi che, con molte

varianti, Martin ripeteva sottovoce per abituare la sua

lingua al linguaggio parlato da Ruth. [...]

Gli otto mesi erano stati spesi proficuamente e Martin,

oltre ad avere appreso a parlare bene e a riflettere su

argomenti elevati, aveva imparato molto su se stesso.

Accanto alla timidezza, dovuta al fatto di sentirsi ancora

ignorante, era sorta in lui la convinzione di possedere

capacità notevoli. [...].

Martin era torturato dalla squisita bellezza del mondo,

avrebbe desiderato che Ruth fosse lì per dividerla con

lui. Allora decise che avrebbe descritto per lei le molte

bellezze dei Mari del Sud. E a questo pensiero lo spirito

creativo che era in lui si infiammò e lo incitò a ricreare

quella bellezza per un pubblico più numeroso della

sola Ruth. E poi, tra lo splendore e la gloria, gli venne

la grande idea. Avrebbe scritto. Sarebbe stato uno degli

occhi per mezzo dei quali il mondo vede, una delle

orecchie per mezzo delle quali il mondo ascolta, uno

dei cuori per mezzo dei quali il mondo sente. Avrebbe

scritto. Qualsiasi cosa, poesia e prosa, romanzi e articoli,

drammi e commedie come Shakespeare. Aveva davanti

una carriera e un modo per conquistare Ruth. [...]

Venne un bellissimo giorno d’autunno, tiepido e languido,

palpitante nel silenzio di una stagione di passaggio,

un giorno dell’estate indiana della California, illuminato

Jack London (1876 - 1916)

da un sole pallido e da vagabonde, erratiche brezze,

incapaci di agitarne l’aria sonnolenta. Nei recessi delle

colline si nascondevano lievi nebbie violacee, che non

erano vapori, ma impalpabili tessuti di colore. San Francisco

giaceva distesa sulle colline, simile a una nuvola

di fumo. Ai suoi piedi, la baia aveva la fosca lucentezza

del metallo fuso e le barche a vela vi giacevano immobili

o si lasciavano trasportare da una pigra marea. Lontano,

il monte Tamalpais, avvolto in una foschia argentata

che lo rendeva a malapena visibile, innalzava la sua

mole a fianco del Golden Gate, un sentiero color oro

pallido sotto i raggi di un sole ormai giunto a occidente.

Più in là, il Pacifico, oscuro e vasto, accumulava lungo la

linea dell’orizzonte masse disordinate di nuvole che si

dirigevano verso la terraferma, avanguardie del primo

tempestoso respiro dell’inverno.

La fine dell’estate era prossima. Eppure, l’estate indugiava

ancora, svaniva illanguidendosi tra le sue colline,

rendendo più cupo il viola delle sue valli, tessendosi

un sudario di luce per mezzo di poteri ormai esauriti e

desideri ormai appagati. L’estate moriva in una quieta

pienezza, dopo aver vissuto, e dopo aver vissuto bene.

Tra le colline, sulla loro cima preferita, Martin e Ruth

sedevano fianco a fianco, le teste reclinate sulle stesse

pagine. Lui leggeva a voce alta i sonetti d’amore della

donna che aveva amato Browning come solo a pochi

uomini è concesso essere amati.

Ma la lettura languiva. Era troppo forte l’incanto della

bellezza morente che li avvolgeva: l’anno perfetto moriva

così come aveva vissuto, un libertino bello e im-

© Hulton Archive/Getty Images

78


Un assaggio di lettura

penitente, mentre l’aria, carica di desiderio e di sazietà,

evocava infiniti ricordi. E quell’aria, sognante e languida,

penetrò nei due giovani, indebolendone le fibre della

volontà, offuscando con una nebbia lucente e violacea il

volto della moralità e della razionalità. Martin si sentì debole

e pieno di dolcezza mentre, di tanto in tanto, tiepidi

raggi di luce lo accarezzavano. La sua testa era molto

vicina a quella di Ruth e ogni volta che i capelli di lei,

agitati dai vagabondi fantasmi di brezza, gli sfioravano la

faccia, le pagine del libro si confondevano e ondeggiavano

davanti ai suoi occhi.

«Sono sicura che non ha ascoltato una sola parola di

quello che sta leggendo» gli disse lei quando lui perse

il segno.

Martin la guardò con occhi ardenti, sull’orlo di una crisi

di imbarazzo, ma poi gli salì alle labbra una replica adeguata.

«E io sono sicuro che neanche lei stesse ascoltando. Di

cosa parlava l’ultimo sonetto?»

«Non lo so!» rise lei sinceramente. «L’ho già dimenticato.

Smettiamola di leggere. È una giornata troppo bella.»

«Sarà la nostra ultima giornata sulle colline per molto

tempo» annunciò lui con solennità. «C’è un temporale

che si sta preparando all’orizzonte, sull’oceano.»

Il libro scivolò a terra mentre sedevano immobili e silenziosi,

fissando la baia incantata con occhi che sognavano

e non vedevano. Ruth guardò di lato, verso il

collo di lui, ma non si mosse. Era preda di forze a lei

esterne, più potenti della forza di gravità, potenti come

il destino. Bastavano pochi centimetri per appoggiarsi

a quell’uomo e lei li superò senza alcun intervento

della volontà. Le sue spalle toccarono quelle di Martin

con la stessa leggerezza con la quale una farfalla tocca

un fiore. E altrettanto lieve fu la contropressione. Ruth

sentì le spalle di lui appoggiarsi alle sue e avvertì anche

il tremito che le attraversava. Era quello il momento di

tirarsi indietro ma lei era ormai diventata un automa, le

sue azioni erano oltre il controllo della volontà. In quella

deliziosa follia che l’aveva assalita Ruth non pensava

più al controllo o alla volontà. Intorno a lei e dietro le

© Columbia Pictures/Getty Images

Glenn Ford e Stuart Erwin in una scena del film The adventures of Martin Eden (1942)

79


UN TRENO DI LIBRI

Un assaggio di lettura

© Heritage Images/Getty Images

La Grange Mine Crew, California (1890), Heritage Images, Private Collection

sue spalle, le braccia di Martin cominciavano a muoversi

furtivamente. Ruth ne osservava il lento progredire in

preda a un delizioso tormento. Aspettava, senza sapere

che cosa aspettasse. Respirava a fatica, le labbra erano

diventate secche e brucianti, il cuore batteva irregolarmente

sospingendo la febbre dell’attesa in tutto

il suo sangue. Martin sollevò un poco il braccio che la

circondava e la trasse a sé con lentezza e con dolcezza.

Ruth non poteva più aspettare. Sospirò stancamente e

appoggiò la testa sul petto di lui con un movimento impulsivo,

spasmodico, non premeditato, e mentre Martin

abbassava a sua volta la testa, Ruth sollevò la faccia

perché le sue labbra potessero incontrare quelle di lui,

ora così vicine.

“Deve essere amore” pensò nell’unico momento di

razionalità che le fu concesso. Se non era amore, era

troppo vergognoso. Non poteva essere altro che amore.

Amava l’uomo che la stava abbracciando, e le cui labbra

l’avevano baciata. [...]

Martin, dopo aver lasciato Lizzie a scuola, tornò al Metropole.

Una volta nella sua camera, si lasciò cadere in una poltrona

Morris dove restò seduto con lo sguardo fisso

davanti a sé. Non sonnecchiava, non pensava. La sua

mente era vuota, a eccezione di brevi intervalli nei quali

immagini e ricordi, senza essere stati invitati, prendevano

forma e colore e luce sotto le sue palpebre.

[...]

Un colpo alla porta lo riscosse. Martin non era addormentato

e la sua mente collegò immediatamente quel

suono a un telegramma, una lettera o forse un cameriere

che gli portava gli abiti puliti dalla lavanderia. Così

disse «Avanti». [...]

«Ruth!» esclamò, attonito e sconvolto.

Ruth era pallida e stravolta. Se ne stava sulla porta, tenendovi

una mano contro, come per sostenervisi, l’altra

mano stretta contro il fianco. Poi le tese entrambe verso

Martin in un gesto patetico e fece qualche passo in

avanti per andargli incontro. E lui l’accompagnò verso la

poltrona, tenendola per le mani e si accorse che erano

gelate. Avvicinò un’altra poltrona e si sedette sul grande

bracciolo. Era troppo confuso per parlare. Nella sua

mente, la storia con Ruth era finita e archiviata. [...]

80


Lo scaffale della Freccia

DELITTO AL CONSERVATORIO

Franco Pulcini

Gli alianti, pp. 412 € 18

Il premio internazionale per bambini

prodigio è alle porte e l’omicidio di

un celebre maestro di pianoforte

sconcerta il Conservatorio di Milano.

Il commissario Abdul Calì indaga sul

fatto e scopre un mondo di infanzie

senza giochi, sadismo didattico

e follia genitoriale. La chiave del

mistero è scritta sulla pelle, quella

più nascosta di una pericolosa

donna asiatica.

L’ESTATE DELL’INCANTO

Francesco Carofiglio

Piemme, pp. 272 € 17,5

Francesco Carofiglio ci conduce per

mano all’ultima estate di innocenza.

E lo fa con la fragilità incorruttibile

del ricordo e lo sguardo innocente

di chi può ancora essere salvato. È

l’estate del 1939, Miranda ha dieci

anni e il mondo è sull’orlo dell’abisso.

Quell’estate sarà la più bella della

sua vita. Parte con sua madre per

raggiungere Villa Ada, la casa del

nonno paterno.

L’INCANTATRICE DEI NUMERI

Jennifer Chiaverini

Neri Pozza, pp. 527 € 19

Con una prosa fluida ed

elegante, l’autrice rende un

sentito omaggio a una delle

pioniere dell’informatica, Lady

Annabella Noel Milbanke, moglie

di George Gordon, sesto barone

di Byron, il poeta idolatrato da

molti e detestato da altri. Una

donna visionaria che ha lottato

per la propria indipendenza e il

riconoscimento delle proprie idee.

ANJA, LA SEGRETARIA DI

DOSTOEVSKIJ

Giuseppe Manfridi

La Lepre Edizioni, pp. 580 € 25

Pietroburgo, 1866. È l’incontro

fra Dostoevskij e la giovane

stenografa che sposerà. Lo scrittore,

ultracinquantenne, affetto da epilessia,

deve consegnare un nuovo romanzo

nell’arco di un mese o perderà i diritti

sulle sue opere passate e future.

Una scuola di stenografia gli mette

a disposizione l’allieva migliore: Anja

Grigor’evna. Fra i due nasce l’amore a

dispetto del divario di età. G.B.

LA STORIA DELLA DISCO MUSIC

Andrea Angelo Bufalini

Giovanni Savastano

Hoepli, pp. 480 € 29,90

Una mappa fondamentale per

orientarsi tra correnti, prospettive

socioculturali, icone, superstar e

meteore del genere musicale: dalle

discotheques di Parigi alle radici

afro, R&B, soul e funk, fino alle

contaminazioni elettroniche dell’Euro

disco, riservando spazio anche

all’Italo disco. Un fenomeno che, da

movimento underground, si è evoluto in

carismatico trendsetter di massa. G.B.

IL GORILLA E L’UCCELLINO

Zack McDermott

DeA Planeta, pp. 352 € 16

L’autore del libro racconta la sua

storia: da avvocato dei più bisognosi

a paziente del reparto psichiatrico

di uno dei più grandi ospedali di

New York. Qui entra in scena la

determinata e coraggiosa madre,

decisa a strapparlo dalle grinfie

della malattia e del pregiudizio. Il

risultato è una storia struggente, un

esilarante e bellissimo ritorno alla

vita. L’amore di una mamma può

tutto. G.B.

ANJA

LA SEGRETARIA DI DOSTOEVSKIJ

GIUSEPPE MANFRIDI

romanzo

Bastano ventisei giorni a trasformare

un’adolescente in una moglie?

LA LEPRE

EDIZIONI

81


SUL PALCO

QUATTRO SECOLI

DI BELCANTO

Carmela Remigio:

© Mirco Panaccio 2019

Make-up Giuseppe Tamburrini & Manuel Ian Ferro

Gioielli Roberto Coin

82


CARMELA REMIGIO INTERPRETA

CAPOLAVORI DAL ’600

AL ’900 CON NATURALEZZA

E CONTEMPORANEITÀ.

«L’OPERA PARLA DI

SENTIMENTI, DI AMORE, ODIO,

FAMIGLIA, PER QUESTO SARÀ

SEMPRE ATTUALE»

di Bruno Ployer

Ha un repertorio di opere composte nel corso di

quattro secoli, dal ’600 di Monteverdi al ’900 di

Stravinskij. È una soprano amata dal pubblico e

premiata dalla critica, può vantarsi di essere stata scoperta

dal grande Pavarotti. Carmela Remigio è una star internazionale

del belcanto, ma anche un’artista moderna, alle prese

con uno stile che sta cambiando, non solo vocalmente. «Sì,

oggi noi viviamo il confronto con l’Opera attraverso l’attualità,

c’è più attenzione al teatro anche nella vocalità», puntualizza

la Remigio.

C’è anche un’esigenza di maggiore naturalezza?

Sicuramente. Tra le prime cose che ci vengono richieste ci

sono la naturalezza, la normalità, essere attori e vivere il palcoscenico

attraverso la musica e la voce.

E come sta cambiando il pubblico della lirica?

Positivamente, credo. È sempre più aperto a interpretazioni

moderne dal punto di vista della regia e anche musicologico,

grazie alle edizioni critiche.

Esistono ancora le dive nella lirica?

Il divismo non ci è permesso! Io non sono mai stata diva e

questo non mi pesa. Dobbiamo essere dive in palcoscenico,

ma fuori dalla scena dobbiamo e vogliamo restare donne

che vivono nella contemporaneità. Anche le mie colleghe

la pensano così.

Cosa non vi permette di essere dive?

Il sistema, perché non c’è più bisogno di fare la diva per essere

rispettata. Ognuno ha un approccio diretto al suo lavoro.

Il nostro ambiente è abbastanza chiuso, ricco di una vita

che conosciamo solo noi che ci siamo dentro.

E cosa pensa del recente proliferare di accuse di molestie

sessuali rivolte da artiste contro importanti cantanti lirici?

Mi sembra un accanimento a volte eccessivo da parte di chi

denuncia. Io non ho mai vissuto questo tipo di cose, forse

sono stata fortunata. Le definisco eccessive perché non ci

sono processi in corso, altrimenti alzerei le mani. Sono accuse

mediatiche contro direttori d’orchestra e grandi cantanti

che hanno costruito una carriera onesta e che si trovano a

mettere tutto in discussione per accuse tutte da provare.

Il mondo della lirica non è da mettere in discussione, quindi?

Trovo che in tutti i campi professionali ci possa essere un

MeToo (movimento guidato da vittime di violenze sessuali,

nato per espandere la denuncia e il dibattito globale sulle

violenze stesse, ndr). Forse gli artisti vivono più allo scoperto,

ma credo che sia opportuno dare il giusto peso a queste vicende

fino a quando non ci saranno processi che verifichino

atteggiamenti violenti. C’è anche da dire che i nostri colleghi

a volte sono infantili e certi comportamenti potrebbero

essere nati anche da momenti di leggerezza eccessiva. Comunque,

queste accuse non dovrebbero mettere in cattiva

luce la parte artistica di questi personaggi dello spettacolo.

Carmela Remigio quest’anno torna come artista in residenza

al Donizetti Opera, il festival con la direzione artistica di

Francesco Micheli che Bergamo dedica, dal 12 novembre

al 1° dicembre, al suo grande musicista vissuto nella prima

metà dell’800. È la quinta edizione di una manifestazione nel

segno della riscoperta delle opere donizettiane, anche dei

83


SUL PALCO

Bozzetto di Lucrezia Borgia di G. Donizetti

Festival Donizetti Opera 2019, regia Andrea Bernard, scene Alberto Beltrame

© Gianfranco Rota/Fondazione Teatro Donizetti

titoli meno rappresentati, che porta avanti, oltre alle rappresentazioni

nei teatri cittadini, un lavoro di ricerca scientifica

sulle partiture. La soprano è la star del gala inaugurale e la

protagonista di Lucrezia Borgia, nel nuovo allestimento con

la regia di Andrea Bernard e la direzione d’orchestra di Riccardo

Frizza (22, 24 e 30 novembre).

Secondo lei, che compositore è Gaetano Donizetti?

Lo definirei audace, per la sua epoca. Infatti, oltre al belcanto,

mette nelle sue opere molto altro. Ai suoi tempi si dava risalto

soprattutto alla vocalità degli interpreti, ma nei suoi lavori

c’è anche tanto teatro e questa è un’anticipazione di ciò che

è poi stato il grande Verdi. Donizetti è stato un tratto d’unione

tra Mozart e Verdi. Quella ricerca della parola teatrale iniziata

con Mozart, in Donizetti si sente prepotentemente e in Verdi

è sviluppata al massimo. Ho cantato molte opere di Mozart

e posso dire che ha un degno successore in Donizetti, che

nell’800 era uno degli italiani più importanti nell’ambito culturale

europeo. Il festival sta facendo un esemplare lavoro di

restauro e riscoperta di questo compositore, che è stato nel

tempo quasi depredato del suo stile: è stato portato verso il

lirismo, quando in realtà è un artista pienamente ottocentesco.

Le opere Lucia di Lammermoor ed Elisir d’amore sono

da sempre in repertorio e dagli anni ’50 sono stati riscoperti

i capolavori delle grandi regine (Anna Bolena, Maria Stuarda

e la Elisabetta I di Roberto Devereux, ndr).

Non trova che Donizetti richieda anche, soprattutto alle interpreti,

di saper rendere le diverse sfaccettature dei personaggi?

Proprio così. Le grandi scene per le primedonne sono il massimo

di questo autore, che nella voce ti chiede il personaggio,

l’emotività, la psicologia di queste protagoniste. Donizetti

dà l’occasione a noi soprani di esprimerci al massimo

per vocalità, teatralità e interpretazione. È bello oggi avere

le edizioni critiche delle sue opere, perché ogni accento può

cambiare il senso drammatico di una frase e del personaggio.

Con queste edizioni Donizetti rinasce.

Cosa ci dice del suo personaggio, Lucrezia Borgia, una

donna dai tanti volti, spietata e capace di amare con tenerezza

il figlio?

È un thriller in cui regna il dolore di una madre che non ha

potuto vivere suo figlio: lo ha dovuto abbandonare, lasciandolo

a un pescatore per continuare la sua vita da privilegiata.

Poi ci sono il marito geloso, il veleno e la morte: un grande

romanzo. Viene fuori la donna sensuale, ma anche la madre.

Lucrezia usa sia il veleno che il fascino al servizio di un cognome

importante e del potere. Certo, è un melodramma e

in qualche passo i comportamenti mi fanno sorridere. Però

è tutto in funzione del belcanto e della musica. Donizetti dà

a Lucrezia gli strumenti per diventare dolce, malinconica,

diabolica, ironica.

Trova qualcosa di attuale in Lucrezia e nelle altre protagoniste

delle opere di Donizetti, o si tratta di personaggi

letterari di un tempo ormai andato?

Nell’Opera, guardandola con gli occhi di oggi, trovo sempre

attualità, grazie anche ai registi. Con le realizzazioni contemporanee

tutto questo diventa più facile. L’Opera parla di

sentimenti: amore, odio, famiglia, cioè del nostro universo

emotivo. Il sentimento non perderà mai attualità, anche se

rispetto all’800 c’è un modo diverso di viverlo.

Lei nel 1992 ha vinto il concorso canoro internazionale Pa-

84


varotti e successivamente ha cantato in duetto con lui in

molte parti del mondo. Che differenza c’è tra un bravo tenore

e Luciano Pavarotti?

Potrebbe rispondere una moltitudine di persone che ha sentito

cantare Pavarotti. Io posso dire che il colore della sua

voce, da vicino, era così entusiasmante che ho capito il successo

universale che ha avuto come artista.

Che futuro vede per l’Opera?

Abbiamo bisogno di aiuto dalla politica. I nostri teatri hanno

difficoltà economiche, non c’è riconoscimento dello Stato

per questa alta forma di cultura. Le sale sono spesso piene

e questo dimostra l’interesse che c’è, ma l’incasso del botteghino

non paga i costi degli allestimenti, nei quali lavorano

centinaia di persone. È una grande azienda che porta lavoro

e cultura. L’Opera è anche uno dei motivi per cui l’italiano

viene parlato nel mondo. Tanti amanti della lirica all’estero

studiano la nostra lingua per seguire il libretto.

Artisticamente c’è ancora una tradizione lirica italiana?

Certamente: ci sono tantissimi artisti, cantanti, direttori, registi

e scenografi di altissimo livello. Spesso siamo costretti a

lavorare all’estero, anche perché la carriera dev’essere internazionale,

ma tutti desideriamo lavorare nella culla della nostra

cultura. Noi italiani siamo e possiamo essere il massimo.

carmelaremigio.net | teatrodonizetti.it

Donizetti Night, Teatro Sociale di Bergamo (2015)

CarmelaRemigioSoprano carmelaremigio

teatrodonizetti.bergamo teatrodonizetti

teatro-donizetti

© Gianfranco Rota

Carmela Remigio in Anna Bolena (2015)

© Gianfranco Rota/Fondazione Teatro Donizetti

85


ARTE

LAW

&

ART

ECCO LE AVVOCATE

DELL’ARTE CONTEMPORANEA:

APPASSIONATE DI CULTURA,

ESPERTE DI DIRITTO

HERE ARE THE LAWYERS

OF CONTEMPORARY ART:

PASSIONATE ABOUT CULTURE,

EXPERTS IN LAW

di Cesare Biasini Selvaggi - cesarebiasini@gmail.com

Sempre più imprese oggi decidono di diventare

collezioniste di arte contemporanea, luoghi per

esposizioni temporanee, per residenze artistiche

o di incontri con gli artisti: tutti progetti aperti sia ai dipendenti

che ai propri clienti e fornitori. Ma perché? Per una

serie di buoni motivi. Per rafforzare l’immagine del proprio

brand, per consolidare i rapporti con la propria business

community e con i territori di riferimento, per potenziare

la comunicazione esterna, per migliorare il benessere psico-fisico

di chi opera quotidianamente in azienda e stimolarne

le capacità di sviluppare nuove visioni, di leggere opportunità

e trovare soluzioni innovative a problemi inediti.

Skill che possono rappresentare un contributo decisivo nel

ripensare prodotti e servizi aziendali, nell’innovare processi

e relazioni industriali.

Quella delle collezioni d’impresa di arte contemporanea è

una tendenza che, da decenni, coinvolge gruppi industriali,

banche, assicurazioni, ma che in questi ultimi anni si sta diffondendo

a macchia d’olio anche tra i professionisti, a partire

dagli studi legali. Emblematici tre studi, due milanesi

e uno romano. Sono tre avvocati di successo. Anzi, tre avvocate:

Annapaola Negri-Clementi, Maria Grazia Longoni

Palmigiano e Luisa Melara. Elementi in comune? Semplici

nello stile, sguardo fermo come le loro parole, lontane da

ogni culto della personalità. Ed è in questo modo che si

aprono alla mia intervista, per condividere la loro storia di

legali dell’arte contemporanea.

It is becoming increasingly popular for companies to

become collectors of contemporary art, offer space

for temporary exhibitions, host artistic residencies

or meetings with artists: all projects open to employees,

customers and suppliers. But why? For a series of good reasons.

To boost their brand image, consolidate relations with their

business community and their local areas, strengthen external

communication, improve the psycho-physical wellbeing of

those who work in the company on a daily basis and stimulate

their ability to develop new visions, grasp opportunities and

find innovative solutions to unprecedented problems. Skills

that can make a decisive contribution to rethinking company

products and services, and innovating industrial processes and

relations.

The trend in corporate contemporary art collections has been

involving industrial groups, banks and insurance companies

for decades, but in recent years it has also been spreading like

wildfire among professionals, starting with law firms. Three

firms, two in Milan and one in Rome, are emblematic. They

are three successful lawyers. In fact, three lawyers: Annapaola

Negri-Clementi, Maria Grazia Longoni Palmigiano and Luisa

Melara. In common, they have a simple style, and a handshake

as firm as their words, without any kind of personality cult. And

this is how they welcomed my interview, as a chance to share

their story as lawyers of contemporary art.

“The Negri-Clementi law firm was founded in 2011 in Milan

by my father, lawyer Gianfranco Negri-Clementi, an eclectic

86


«Lo studio legale Negri-Clementi è

nato nel 2011 a Milano per impulso di

mio padre, l’avvocato Gianfranco Negri-Clementi,

un eclettico e curioso

collezionista che iniziò ad acquistare

opere d’arte negli anni ’70. Più la sua

collezione prendeva forma e cresceva,

più si accorgeva delle numerose

problematiche legali a essa connesse.

Tale convinzione lo portò a pensare di

abbinare l’arte e il diritto con l’obiettivo

di dare più ordine e chiarezza a un

mercato spesso opaco e complesso.

Siamo stati, infatti, uno dei primi studi

legali in Italia a inserire al nostro

interno un dipartimento dedicato al

diritto dell’arte e all’art advisory. Il nostro

motto, non a caso, era e rimarrà

sempre “appassionati d’arte, esperti

di diritto”», racconta con una punta di

orgoglio Annapaola Negri-Clementi.

E, visto che buon sangue non mente,

continua a mantenere la collezione

paterna viva e dinamica, in parte esposta,

come in una vera e propria galleria

d’arte, in ogni spazio utile del suo

studio legale. «Per citarti alcuni nomi,

ospitiamo opere di maestri storicizzati

come Dorazio, Boetti, Bonalumi, Schifano,

Arakawa, Santomaso, Pomodoro,

Sironi, Chighine, Morlotti, Sol Lewitt,

Mitoraj, che è stato un grande amico

di papà, così come artisti viventi tra cui

Fermariello, Bedini, Dusi, Ciulla, Na-

gatani, Maraniello, Arlati; e ancora, la

Cracking Art, le fotografie di Maurizio e

Giorgio Galimberti, Gianni Ricci Novara,

Edoardo Romagnoli e Carlo d’Orta,

gli oggetti di design di Ponti, Mondino

e Sottsass».

and curious collector who began to

buy works of art in the 70s. The more

his collection took shape and grew,

the more he became aware of the

many legal issues related to it. This

conviction led him to think of combining

art and law so as to bring more order

and clarity to an often opaque and

complex market. In fact, we were one

of the first law firms in Italy to include a

department dedicated to art law and

art advisory. Our motto, not by chance,

was and will always remain “art lovers,

experts in law””, says Annapaola Negri-

Clementi with a touch of pride. And,

since good blood will out, she continues

to keep her father’s collection alive and

dynamic, partly on display, like in a real

art gallery, in every available space in

her law firm. “To name a few, we host

works by past masters such as Dorazio,

Boetti, Bonalumi, Schifano, Arakawa,

Santomaso, Pomodoro, Sironi, Chighine,

Morlotti, Sol Lewitt, Mitoraj (who was a

great friend of Dad’s), as well as living

artists including Fermariello, Bedini,

Dusi, Ciulla, Nagatani, Maraniello, Arlati;

Annapaola Negri-Clementi

and again, Cracking Art, photographs

by Maurizio and Giorgio Galimberti,

Gianni Ricci Novara, Edoardo Romagnoli

and Carlo d’Orta, design objects by

Ponti, Mondino and Sottsass”. Also in

Milan, Maria Grazia Longoni Palmigiano

of LCA law firm is also a collector of

contemporary art. Her passion has been

distinguishing her for 25 years, with

over 200 works to her credit (numerous

photographs and many works by artists

on feminist themes), some of which she

has loaned to her firm. On display are

MILANO

185 FRECCE AL GIORNO/A DAY

L’opera di Igor Mitoraj, Sonno screpolato, bronzo 80x100x70 cm, presso lo studio legale Negri-Clementi di Milano

A work by Igor Mitoraj, Sonno screpolato, bronze 80x100x70 cm, at the law firm Negri-Clementi in Milan

87


ARTE

© Filippo Fortis

Maria Grazia Longoni Palmigiano

Sempre a Milano, anche Maria Grazia

Longoni Palmigiano dello studio

legale LCA è una collezionista d’arte

contemporanea. Passione che la

contraddistingue ormai da 25 anni,

con oltre 200 opere all’attivo (molte

fotografiche e molti lavori di artiste su

tematiche femministe), alcune date in

comodato d’uso al suo studio. Dove

sono in bella mostra opere di Franco

Fontana, Nobuyoshi Araki, Barbara

Kruger, Martha Rosler. «Anche da noi

è presente un dipartimento di diritto

dell’arte, istituito nel 2013 quando

sono entrata come partner in LCA», mi

spiega Maria Grazia. «È composto da

commercialisti, avvocati civilisti, penalisti

ed esperti in proprietà intellettuale.

Oltre all’aspetto professionale,

il progetto arte e diritto, che abbiamo

denominato Law is art!, prevede anche

un’intensa attività espositiva e di

formazione. Abbiamo organizzato seminari

aperti al pubblico e workshop

su invito, in cui trattiamo argomenti di

interesse per i player del settore: tra

questi, prestiti e acquisto delle opere,

passaggio generazionale, corporate

collections, blockchain e intelligenza

artificiale applicate all’arte, e, in due

occasioni, problematiche in materia

fiscale. Ci legano rapporti di amicizia

con molti artisti e in studio abbiamo

ospitato mostre di Tatiana Trouvé e

opere della Collezione Acacia (Associazione

Amici Arte Contemporanea,

di cui faccio parte con mio marito), lavori

di Letizia Cariello, Chiara Camoni,

Botto e Bruno, Franco Guerzoni, Silvia

Camporesi, Silvio Wolf».

Project Room presso LCA Studio Legale. Tra le opere esposte, Chiara Camoni, Senza Titolo #18 (2015), terracotta policroma.

Project Room at LCA law firm. Among the works on display, Chiara Camoni, Untitled #18 (2015), polychrome terracotta

© Camilla Maria Santini

works by Franco Fontana, Nobuyoshi

Araki, Barbara Kruger, Martha Rosler.

“We also have an art law department,

established in 2013 when I joined LCA

as a partner,” explains Maria Grazia.

“It is composed of accountants, civil

lawyers, criminal lawyers and experts

in intellectual property. In addition to

the professional aspect, the art and law

project, which we have called Law is

art!, also includes a lot of exhibition and

training activities. We have organized

public seminars and workshops by

invitation, in which we deal with topics

of interest to the players in the sector:

among them, loans and purchase of

works, generational transfer, corporate

collections, blockchain and artificial

intelligence applied to art, and, on two

occasions, problems in tax matters.

We are friends with many artists and in

our offices we have hosted exhibitions

by Tatiana Trouvé and works from the

Acacia Collection (Associazione Amici

Arte Contemporanea, of which I am a

member with my husband), works by

Letizia Cariello, Chiara Camoni, Botto

and Bruno, Franco Guerzoni, Silvia

Camporesi, Silvio Wolf.”

In Rome, however, we find a rather

88


A Roma, invece, il caso che raccontiamo

è un po’ diverso. Luisa Melara,

manager d’azienda e socio fondatore

dello studio Melara & Partners,

esperta di diritto societario e di crisi

d’impresa, l’arte contemporanea l’ha

inserita nel suo loft di Portonaccio,

diventato sede del progetto Arimondi

Circle: «Un ecosistema di comunità,

una rete sinergica tra società civile,

imprese, territori, università e centri

di ricerca, dove si studiano e si realizzano

progetti e azioni in cui la cultura

e le arti sono all’interno delle funzioni

e dei processi della vita pubblica ed

economica. Di fronte alle incertezze

e alle contraddizioni dei nostri tempi

straordinari, ai cambiamenti repentini,

alle sfide ma anche alle opportunità

che ci attendono al varco, è necessario

chiamare in causa gli artisti, visivi,

scrittori e altri, e la loro capacità di

cambiare e far cambiare di continuo

i punti di vista, privilegiando pensieri

divergenti, laterali, diagonali. Perché

la cultura e le arti alzano l’asticella

del senso del possibile», spiega Luisa

che, mentre parla, ha alle spalle

alcune delle opere dei 14 artisti emergenti

protagonisti del primo progetto

di Arimondi Circle: Giuseppe Abate,

Thomas Braida, Davide Bramante,

Luca De Leva, Emmanuele De Ruvo,

Pamela Diamante, Michele Gabriele,

Silvia Giambrone, Corinna Gosmaro,

Alessia Iannetti, Marta Mancini, Luana

Perilli, Fabio Ranzolin, Vincenzo Schillaci.

Viene da dire che aveva proprio

ragione Bertolt Brecht: «Tutte le arti

contribuiscono all’arte più grande di

tutte: quella di vivere».

© Azzurra Primavera

Luisa Melara

ROMA

206 FRECCE AL GIORNO/A DAY

Il loft di Portonaccio, a Roma, sede del progetto Arimondi Circle/The loft in Portonaccio, Rome, home of the project Arimondi Circle

© Omar Golli

different approach. Luisa Melara,

company manager and founding

partner of Melara & Partners, an expert

in corporate law and business crisis,

included contemporary art in her loft

in Portonaccio, which became the

headquarters of the Arimondi Circle

project: “An ecosystem of communities,

a synergistic network between

civil society, businesses, territories,

universities and research centres, where

projects and activities are planned and

carried out to involve culture and the

arts within the functions and processes

of public and economic life. Faced with

the uncertainties and contradictions

of our extraordinary times, the sudden

changes, the challenges but also the

opportunities that await us, we need to

appeal to artists (visual artists, writers,

etc.) and their ability to constantly

change and make others change points

of view, encouraging divergent, lateral,

diagonal thinking. Because culture and

the arts raise the bar for the sense of

what is possible,” explains Luisa who, as

she speaks, has some of the works of

the 14 emerging artists protagonists of

Arimondi Circle’s first project behind her:

Giuseppe Abate, Thomas Braida, Davide

Bramante, Luca De Leva, Emmanuele

De Ruvo, Pamela Diamante, Michele

Gabriele, Silvia Giambrone, Corinna

Gosmaro, Alessia Iannetti, Marta

Mancini, Luana Perilli, Fabio Ranzolin,

Vincenzo Schillaci. You could say that

Bertolt Brecht was right: “All the arts

contribute to the greatest art of all: the

art of living.”

89


ARTE

UBUNTU

UNA PAROLA AFRICANA, CHE SIGNIFICA “IO SONO PERCHÉ NOI

SIAMO”, RACCHIUDE IL SENSO DELLA MOSTRA DI GIANLUIGI COLIN

A PARMA. UN DIALOGO CON I GRANDI ARTISTI CONTEMPORANEI

di Giuliano Papalini - paepa2010@libero.it

Gianluigi Colin

Democracy (2008-2019)

Stampa con pigmenti naturali su carta da quotidiano manipolata/Print with natural pigments on textured newspaper 175x290 cm

90


Il mare di Alan (2019)

Stampa con pigmenti naturali su carta da giornale manipolata/Print with natural pigments on textured newspaper 200x850 cm

Courtesy dell’artista/Courtesy of the artist

Dialoga con i grandi maestri

del contemporaneo che

hanno segnato la sua ricerca

artistica Gianluigi Colin, in mostra a

Palazzo del Governatore di Parma fino

al 1° dicembre. Curata da Arturo Carlo

Quintavalle, l’esposizione Costellazioni

familiari - Dialoghi sulla libertà è un indiretto

omaggio al celebre dipinto di Max

Ernst, Au rendez-vous des amis (1922), e

segue un percorso che si sposa perfettamente

con la personalità dell’artista

friulano, capace di fondere con visionaria

maestria immagine e parola, ricerca

artistica e informazione culturale, invenzioni

intorno alla fotografia e complesse

installazioni. Colin, apprezzato artista

visivo, art director del Corriere della Sera

e cover editor del supplemento culturale

La Lettura, in questa mostra mette

in luce il suo impegno civile attraverso

l’accostamento di linguaggi e scelte di

altri grandi artisti come Getulio Alviani,

Aurelio Amendola, Nanni Balestrini,

Emilio Isgrò, Marcello Jori, Jannis Kounellis,

Uliano Lucas, Brigitte Niedermair,

Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani,

Mimmo Rotella, Mario Schifano, solo per

citarne alcuni.

«Volevo inventare qualcosa di radicalmente

diverso dalla classica retrospettiva.

Raccontare la mia storia senza

isolarla dal percorso delle persone con

cui ho dialogato e che mi sono state

accanto, anche se hanno preso strade

diverse», spiega Colin. «Questa è una

mostra autentica, che comprende la

mia vita, gli amici con cui parlo di arte e

quelli con cui bevo un bicchiere di vino.

Per me l’artista non deve chiudersi nel

suo atelier a creare l’opera assoluta, perché

l’arte deve vivere nella realtà, ascoltare

le voci del mondo, essere dentro la

storia. E porre delle domande. Questa

91


ARTE

Welcome (2019)

Polittico con pigmenti naturali su carta da quotidiano/Polyptych with natural pigments on newspaper 160x240 cm

avventura – aggiunge Colin – mette

insieme 30 anni di relazioni e affetti importanti.

C’è una parola africana che

sintetizza il senso di coesione, di lealtà

e solidarietà dello stare insieme: ubuntu,

che significa “io sono perché noi siamo”.

Il senso profondo di questi dialoghi sulla

libertà è racchiuso in queste parole».

Un’installazione dedicata al tema della

memoria e della storia funge da incipit

di un percorso espositivo articolato

in un prologo e quattro parti, ognuna

delle quali indaga un tema specifico,

individuato da parole chiave. L’incipit è

un grande intervento che rappresenta

le onde del mare; sul pavimento sono

disposte lastre metalliche come quelle

utilizzate per la stampa dei quotidiani,

sulle quali il pubblico è invitato a camminare.

Dietro, l’immagine apparentemente

rassicurante del mare, ma il cui

titolo conferisce all’opera il suo tragico

senso: Il mare di Alan. Quel mare è infatti

solo un dettaglio della fotografia che

riprende Alan Kurdi, il bambino siriano

trovato morto nel 2015 su una spiaggia

della Turchia. Il prologo è costituito

da un telo attraversabile su cui scorre

la proiezione di un flusso ininterrotto di

foto d’agenzia. Sono i fatti del mondo del

12/12/12: 24 ore di immagini di cronaca

del giorno che, secondo la leggenda

Maya, avrebbe segnato la fine del mondo.

La prima sezione, Presente storico,

affronta il tema del rapporto tra figurazione

e memoria con un viaggio tra

cronaca e storia dell’arte. Nella seconda

sezione, Wor(l)ds, Colin tocca il tema del

tempo sospeso attraverso una duplice

riflessione, sulla classicità e il mito e sul

sistema dell’informazione. Impronte del

presente è invece dedicata ai Sudari,

serie recente di opere astratte, molte

delle quali inedite, ottenute dai tessuti

utilizzati per pulire le rotative dei quotidiani,

vere e proprie roto-pitture. Sacche

di resistenza, l’ultima sezione, è rivolta a

investigare il rapporto di Colin con la politica.

I volti deformati dei politici italiani in

campagna elettorale e quelli di protagonisti

della scena internazionale vengono

riproposti con violenza brechtiana, in un

teatro carico di amara ironia.

comune.parma.it/cultura | colin.it

AN AFRICAN WORD,

WHICH MEANS “I

AM BECAUSE WE

ARE”, HOLDS THE

MEANING OF THE

EXHIBITION BY

GIANLUIGI COLIN IN

PARMA. A DIALOGUE

WITH GREAT

CONTEMPORARY

ARTISTS

Adialogue with the great

masters of the modern world

who influenced the artistic

development of Gianluigi Colin is on

show at the Palazzo del Governatore

in Parma until 1 December. Curated by

Arturo Carlo Quintavalle, the exhibition

Costellazioni familiari - Dialoghi sulla

libertà is an indirect homage to the

92


famous painting by Max Ernst, Au

rendez-vous des amis (1922). It follows

an approach that fits in perfectly with

the personality of the Friulian artist,

who with vision and skill is able to

combine pictures and words, artistic

development and cultural information,

inventions related to photography and

complex installations. In the show, Colin

– a renowned visual artist, art director

at Corriere della Sera newspaper and

cover editor of the cultural supplement

La Lettura – draws attention to his

social commitment as he compares

the language and decisions made

by other great artists such as Getulio

Alviani, Aurelio Amendola, Nanni

Balestrini, Emilio Isgrò, Marcello Jori,

Jannis Kounellis, Uliano Lucas, Brigitte

Niedermair, Mimmo Paladino, Claudio

Parmiggiani, Mimmo Rotella and Mario

Schifano, just to name a few.

“I wanted to come up with something

that was radically different to the

classic retrospective. Telling my story

without isolating it from the route taken

by people with whom I have had a

dialogue, and who have been close

to me, even though they have taken

different paths,” Colin explains. “This is

an authentic exhibition, which covers

my life, the friends with whom I discuss

art and those with whom I share a glass

of wine. I believe that artists should not

close themselves up in their studios

to create the perfect piece of work,

because art has to live in reality, listen

to the voices of the world, and be part

of history. And ask questions. This

adventure,” he adds, “brings together

thirty years of important relationships

and emotions. There is an African word

which expresses the sense of cohesion,

loyalty and solidarity that comes

from being together: “ubuntu”, which

means “I am because we are.” The

essence of this dialogue on freedom is

encapsulated by this word.”

An installation that is dedicated to the

theme of memory and history is the

opener to an exhibition that consists

of a prologue and four parts, each of

which looking into a specific issue that

is identified by a keyword. The opening

piece is a large work that represents

waves on the sea; metal plates like

those used in printing newspapers are

arranged on the floor, and visitors are

invited to walk on them. Behind there

is an outwardly reassuring image of the

sea, but its title gives the work its tragic

sense: Il mare di Alan. That sea is indeed

just a detail of the photo that includes

Alan Kurdi, the Syrian child who was

found dead on a Turkish beach in 2015.

The prologue is made up of a fabric

sheet visitors can walk through, with

an uninterrupted sequence of agency

photos projected onto it. They show

what was happening in the world on

12/12/12 – twenty-four hours of news

images from the day which, according to

the Mayan legend, was to have marked

the end of the world. The first section,

Presente storico, tackles the issue of the

relationship between representation

and memory, with a journey between

Mimmo Rotella

Pace e profezia (2003)

Décollage 72x50 cm

Collezione privata/Private Collection

news items and the history of art. In the

second section, Wor(l)ds, Colin touches

on the issue of suspended time through

a double reflection, on classicism and

legend, and on information systems.

Impronte del presente is dedicated to

the Sudari, a series of recent abstract

works, many of which unpublished,

created using the fabric used to

clean printing newspapers presses:

true rotogravure pictures. Sacche di

resistenza, the last section, focusses

on Colin’s relationship with politics. The

deformed faces of Italian politicians

during electoral campaigns, and

those of key international figures, are

reworked with Brecht-like violence, in

an arena full of bitter irony.

93


CINEMA

SCUOLA

D’ASPROMONTE

VALERIA BRUNI TEDESCHI È LA MAESTRA GIULIA, CHE ARRIVA DAL

NORD IN UN PAESINO DELLA CALABRIA, DOVE, NEGLI ANNI ’50,

NON C’È QUASI NULLA. CON I SUOI ABITANTI CONDIVIDE PERÒ

L’ASPIRAZIONE ALLA LIBERTÀ E ALLA CONOSCENZA

di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

In queste pagine alcune scene tratte dal film Aspromonte di Mimmo Calopresti, con Valeria Bruni Tedeschi

Photo @ Nazareno Migliaccio Spina

94


Abbaiare, belare, ragliare. La conoscenza e la libertà

possono partire anche da piccoli gesti,

come quello di esprimersi nel verso dell’animale

preferito. In una scena di Aspromonte la maestra Giulia chiede

ai suoi bambini proprio questo, regalando a ognuno di

loro un sorriso e un momento di libertà. L’opera di Mimmo

Calopresti, al cinema dal 21 novembre, ambientata nella

Calabria del sud negli anni ’50, è un omaggio alla gente

semplice e nello stesso tempo visionaria che, pur vivendo

in un posto sperduto d’Italia, lotta per i diritti fondamentali.

Dal mondo esterno arrivano solo l’aiuto e la comprensione

di un’insegnante, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, che

conferma la scelta di un ruolo impegnato, al fianco di un eccezionale

Marcello Fonte.

Molti sono gli oggetti, le figure e gli strumenti che animano

il film: per esempio la strada, il medico che nel paesino non

c’è, il mappamondo che il tuo personaggio porta in classe.

Quali sono fondamentali per la narrazione?

Penso che la strada sia l’elemento poetico, politico ed estetico

più importante. Il mappamondo, invece, dà la possibilità

ai miei alunni di guardare altrove e aprirsi al mondo esterno

attraverso un viaggio dell’immaginazione e della conoscenza.

Grazie alla conoscenza si può inventare, essere felici,

forti e, soprattutto, rendere possibili cose impossibili. Viaggiare

con l’immaginazione è un tema attuale e universale.

La differenza tra la protagonista e gli abitanti di Africo la

fanno il suo modo di vestire, i capelli biondi, la sigaretta,

il fatto che parli in italiano e non in dialetto. Ma Giulia ha

anche elementi in comune con i suoi nuovi compaesani?

In effetti è un’estranea, si presenta senza vergogna né finzioni.

Arriva lì con la sua solitudine, forte e profonda, e con

un mistero legato al suo passato. Nello stesso tempo, però,

non ha paura di fondersi nel loro mondo, superando resistenze

e pregiudizi. Per esempio cammina a piedi scalzi

come loro.

E il bacio strappato a Giulia da uno di loro è uno dei momenti

di condivisione?

No, viene da un semplice slancio e da un riconoscimento

nell’altra di qualcosa di familiare. È una grande storia d’amore,

anche se solo accennata. Perché la miseria non permette

di vivere questo sentimento in pieno.

Torniamo al ruolo della maestra. Il film è ambientato negli

anni ’50, ma quanto ancora oggi in una società così complessa

e veloce nei cambiamenti è importante la scuola

per la formazione dell’adulto?

Moltissimo. La riflessione sulle riforme e le filosofie che

propongono una scuola intelligente e moderna sono essenziali

per costruire una società sana. La scuola ha la possibilità

di infondere passione, gli insegnanti possono cambiare

la vita ai piccoli con la letteratura e la matematica,

ma anche con l’invito a immaginare. Per esempio, trovo che

Maria Montessori sia un personaggio significativo: i valori

da lei enunciati, su cui si fonda la vita e l’organizzazione

della giornata del bambino, sono geniali. C’è il rispetto dei

Il cast del film Aspromonte. A partire dal terzo a sinistra: Francesco Colella, Marcello Fonte, Valeria Bruni Tedeschi e Sergio Rubini

95


CINEMA

desideri del piccolo e il rispetto che anche lui deve agli altri.

Nella storia c’è poi il tema del potere violento che prevale

sui deboli e sulle istituzioni, a tutti i costi. È la forza dei

sistemi mafiosi ancora esistenti?

Il film è purtroppo tristemente attuale, ha la potenza di essere

moderno.

Una frase del film recita «i libri fanno viaggiare le parole»

e, possiamo aggiungere, contribuiscono alla conquista

della libertà. Per te viaggiare cosa significa?

Non amo farlo da turista, provo imbarazzo. Mi piace farlo

quando lavoro. Se mi trovo in un paese o in una città per

motivi legati alla mia professione mi sento legittimata.

Avendo una figlia, però, penso che forse prima o poi dovrò

visitare i luoghi anche da turista. Per ora ci limitiamo a sognare

delle destinazioni.

Quali caratteristiche dell’Aspromonte ti hanno colpita?

Non è come andare in vacanza. Parlando con la gente ho

CINE FESTIVAL

Novembre ricco per i cinefili. Si inizia con il Fashion Film

Festival di Milano, la kermesse dedicata in particolare ai

corti di moda, dal 7 al 10 novembre, con accesso gratuito

per coinvolgere anche i giovani. Firenze ospita, invece,

l’Arte Film Festival, dal 12 al 17, con un ricco programma

di anteprime di film d’artista, documentari, incontri, eventi

speciali e una mostra di under 35, fino al 1° dicembre

a Palazzo Strozzi. È la 25esima edizione, invece, per il

Medfilm Festival, il cinema del Mediterraneo a Roma:

una festa delle culture, dall’8 al 21, in diversi spazi della

Capitale. Sempre a Roma, dal 16 al 20 novembre, il

Pitigliani Kolno’a Festival dedicato all’ebraismo e a Israele

nel cinema. Grande appuntamento infine, dal 22 al 30, con

il 37esimo Torino Film Festival: la kermesse apre con Jojo

Rabit di Taika Waititi e rende omaggio allo scrittore Mario

Soldati.

fashionfilmfestivalmilano.com

schermodell’arte.org | medfilmfestival.org

pitiglianikolnoafestival.it | torinofilmfest.org

conosciuto problemi sociali seri di chi vive in quei luoghi.

Ma ho apprezzato anche la bellezza dei posti, vista ancora

meglio attraverso il cinema. Senza le scene girate sono

cieca, con le riprese invece mi si aprono gli occhi e osservo

molto.

Infine, qualche parola su Marcello Fonte, il Poeta, personaggio

eccezionale, sognatore…

È meraviglioso, io e il resto del cast siamo rimasti abbagliati

da lui, dal suo senso di verità e libertà. È un Charlie Chaplin.

Dopo questo film ho lavorato di nuovo piacevolmente con

Mimmo Calopresti, il regista. Uno dei miei principali obiettivi

è cercare un senso al mio lavoro e alla mia vita. Ritrovarmi

al fianco di persone care mi aiuta a trovarlo.

IN SALA

Novembre, primi freddi e giornate corte, mese ideale per

andare al cinema. Dal 30 ottobre c’è l’occasione di vedere

insieme Toni Servillo e Dustin Hoffman, che interpretano

L’uomo del labirinto, il nuovo film di Donato Carrisi, tratto

dal suo romanzo omonimo. Dal 7 novembre Hustlers. Le

ragazze di Wall Street segna il ritorno sul grande schermo

di Jennifer Lopez: tratto da una storia vera, racconta di un

gruppo di spregiudicate spogliarelliste newyorchesi che

uniscono le loro forze per derubare ricchi broker di Wall

Street. Risate garantite, poi, con Antonio Albanese, dal

21 novembre in sala con Cetto c’è senzadubbiamente. Lo

spassoso personaggio Cetto la Qualunque, di cui si erano

perse le tracce, oggi vive in Germania dove, smessi i panni

da politico, è un imprenditore che considera la mafia un

marchio di qualità.

96


COM’È DIFFICILE ESSERE MORTICIA

© 2019 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved.

VIRGINIA RAFFAELE PRESTA LA VOCE ALLA MAMMA DELLA FAMIGLIA

ADDAMS NEL FILM D’ANIMAZIONE CHE ESCE IL 31 OTTOBRE

di Gaspare Baglio

gasparebaglio

© Alessandro Dobici

In cima a una nebbiosa collina

del New Jersey svetta la fatiscente

dimora della Famiglia

Addams, protagonista del cartoon in

cui è costretta ad affrontare Margaux

Needler, una subdola conduttrice di

reality show, ossessionata dalla perfezione

della vita suburbana.

Cast d’eccezione per le voci italiane

del fi lm d’animazione, nelle sale dal 31

ottobre: da Pino Insegno che fa parlare

Gomez alla nonna interpretata da

Loredana Bertè, da Zio Fester con la

voce di Raul Bova fi no all’intrigante

Morticia impersonata da Virginia Raffaele,

una delle più talentuose e brillanti

attrici italiane.

Conoscevi già gli Addams?

Hanno sempre fatto parte del mio

immaginario: guardavo il telefi lm da

piccolina e questa operazione la trovo

molto interessante.

Come mai?

Perché forse gli adolescenti di adesso

non conoscono questa pazza famiglia.

Portarla sul grande schermo

in versione cartoon è stata una bella

idea, anche per comprendere meglio

la loro comicità un po’ scorretta.

Tu presti la voce a Morticia. Che personaggio

è?

Ha un po’ tutto sotto controllo, ma

nonostante le stranezze è molto materna.

Morticia è quella che comanda

in casa, a portare i pantaloni è lei.

Inoltre è la più sobria, nonostante si

intuisca la sua follia. Del resto, per

stare in una famiglia del genere, po’

pazza lo deve pur essere. In un mondo

a colori, gli Addams sono quelli in

bianco e nero.

In cosa ti assomiglia?

Nei capelli (ride, ndr). A livello caratteriale

non saprei, anche se è molto

sentimentale nei suoi atteggiamenti.

Proprio nessuna analogia?

Ho trovato delle punte ironiche simili

alle mie. Non è lontana da me per alcune

battute.

Ti ha divertito questa esperienza?

Moltissimo! Amo da sempre i cartoni

animati e, crescendo, li apprezzo ancora

di più: sono una grande scuola

di tempi comici. Ho caratterizzato il

personaggio, creando una voce per

Morticia. Il doppiaggio è molto diffi cile,

ma era troppa la voglia di diventare

la protagonista di un cartoon.

virginiaraffaele

virginiaraffaeleoffi cial

VirgiRaffaele

FRECCIAROSSA, SI GIRA!

Ciak in Frecciarossa per due pellicole italiane tutte da ridere. È già nelle sale Il giorno più bello del mondo, di e con

Alessandro Siani. Al centro della vicenda un giovane senza un soldo che riceve in eredità due bambini, uno dei quali

con poteri magici. Tutto fantastico, se non fosse che il piccolo è ricercato da un gruppo di scienziati. Il 14 novembre

sul grande schermo arrivano i ghostbusters italiani capitanati da Christian De Sica, attore e regista di Sono solo

fantasmi. Protagonisti tre fratellastri che, per sbarcare il lunario, cavalcano le superstizioni e si spacciano per

acchiappafantasmi.

97


CINEMA

IL CINEMA DEI PAPI

COMPIE 60 ANNI

di Dario Edoardo Viganò

Nel cuore del Vaticano, a pochi

passi dalla Domus Sanctae

Marthae, dove risiede

papa Francesco, esiste una piccola

sala di proiezione, non a tutti conosciuta,

che può essere definita il cinema

dei Papi. La saletta di appena 54 posti

fu infatti allestita nel 1948 da papa Pio

XII, al piano terra di Palazzo San Carlo,

come struttura di servizio per la revisione

cinematografica delle pellicole,

per divenire poi parte integrante della

Filmoteca Vaticana, che Giovanni XXIII

inaugurò il 16 novembre 1959 col compito

di raccogliere e conservare in essa,

come recita il suo statuto, «film e registrazioni

che hanno attinenza alla vita

della Chiesa», sulla scia della «secolare

tradizione della Santa Sede di accogliere

i più notevoli documenti di storia

e di cultura». Quella della Filmoteca

Vaticana e del cinema dei Papi, la cui

rilevanza simbolica ha spesso finito per

identificare la Filmoteca stessa (qui alcuni

pontefici come Paolo VI e Giovanni

Paolo II hanno personalmente assistito

a varie proiezioni), è una vicenda affascinante

che, a 60 anni dalla sua istituzione,

meritava di essere conosciuta e

raccontata. Il volume Il cinema dei Papi.

Documenti inediti dalla Filmoteca Vaticana,

frutto di una ricerca per la quale

ho attinto a carte mai prima esplorate

degli archivi vaticani, entra dentro questa

storia e svela la genesi e i primi passi

di una istituzione di conservazione

cinematografica unica nel suo genere.

Una storia di sfide ambiziose tutt’ora in

atto: in fondo Giovanni XXIII, con l’istituzione

di questo nuovo ente vaticano,

Marietti Editore, pp. 176 € 13

© Vatican Media

Dario Edoardo Viganò tra gli archivi della Filmoteca Vaticana

indicò al mondo che per l’illustrazione

della bimillenaria storia della Chiesa nel

tempo presente non erano ritenuti più

sufficienti gli innumerevoli documenti

scritti conservati dall’Archivio Segreto

Vaticano e dalla Biblioteca Apostolica,

né i tesori d’arte dei Musei Vaticani,

ma che occorresse uno sforzo di adeguamento

ai linguaggi della modernità

anche per il patrimonio archivistico

e storico-documentario che potesse

consentire agli storici del futuro di rileggere

la storia del cattolicesimo otto-novecentesco

in tutta la sua complessità.

Ma anche una storia capace di rivelare

i complessi meccanismi che hanno

condotto i pontefici e la Santa Sede a

ridisegnare le coordinate attraverso le

quali esercitare la loro missione nell’era

dei media di massa. La nascita della

Filmoteca Vaticana si colloca esattamente

al crocevia di una transizione nel

rapporto tra la Chiesa e i media (che da

difensivo si fa aperto e propositivo) che

solo l’evento del Concilio Vaticano II

avrebbe contribuito a completare.

98


COSTUME

ONCE UPON A TIME

CON L’USCITA DI FROZEN 2 SI RISCOPRONO I MODELLI FEMMINILI

DISNEY. DALLA SORELLANZA TRA DONNE ALLA SIRENETTA NERA

di Cecilia Morrico

morricocecili

© 2019 Disney. All Rights Reserved

Una scena del film Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle

Si è dovuto aspettare un

po’, circa sei anni, perché

tornassero i paesaggi di

ghiaccio e le luci incantate del premio

Oscar Frozen. Dopo il successo

del 2013 si era spesso parlato di

un sequel da parte dei Walt Disney

Studios, e alla fine i registi Jennifer

Lee e Chris Buck hanno accontentato

il pubblico: il 22 novembre

arriva nei cinema Usa e mercoledì

27 in Italia Frozen 2 - Il Segreto di

Arendelle: la magica regina Elsa

parte insieme alla sorella Anna,

al giovane Kristoff, al pupazzo di

neve Olaf e alla renna Sven per un

viaggio pericoloso ma straordinario

verso l’ignoto oltre Arendelle,

per scoprire una verità nascosta

sul suo passato. Le risposte che

cerca, però, mettono in pericolo

il suo regno e, se in passato Elsa

temeva che i suoi poteri fossero

troppo grandi per essere accettati

dal mondo, ora deve sperare che

siano abbastanza forti per salvarlo.

Si ipotizza un nuovo trionfo al

botteghino, con annesso revenue

dal merchandising Disney, Lego,

Original Marines e di altri marchi.

Ma il vero successo lo ottengono

le due protagoniste della pellicola

in computer grafica, ormai

d’esempio per ogni bambina. Al

contrario delle Biancaneve, Cenerentole

e Belle addormentate che

vengono salvate da un damerino

in groppa a un destriero, Elsa e

Anna rappresentano il nuovo emblema

femminile di casa Disney, in

cui la sorellanza è più importante

di un principe azzurro e la corona

la si porta da sole. Un sentore che

aleggiava nell’aria da tempo, basti

pensare che nel novembre 1989,

esattamente 30 anni fa, una principessa

munita di una lucente coda

Original Marines caspule collection Frozen 2

100


di pesce salvava dalle onde di una

tempesta il suo futuro sposo. Era

La Sirenetta, non solo capace di risollevare

i conti della Disney – preceduta

dai minori Oliver & Company

(1988), Taron e la pentola magica

(1985) e Red e Toby (1981) – ma anche

ultimo lungometraggio a non

aver usato la computer grafica.

Ariel segna una rottura rispetto ai

vecchi stereotipi delle principesse:

capelli rossi, occhi grandi e una

certa nonchalance nel mostrare le

forme. Anche La Sirenetta, come

le due eroine di Frozen, ha sorelle

con le quali teoricamente dividere

il regno degli abissi, ma sfida

l’autorità del padre per la propria

indipendenza. Così la major cinematografica

comincia a portare

sul grande schermo modelli moderni

e controcorrente: Belle de

La Bella e la Bestia (1991), capace

di rifiutare il più affascinante del

© Scott Dudelson/Getty Images

villaggio per un amore celebrale

con un mostro che poi si rivela

essere signore del regno; poi l’anticonformista

per antonomasia,

Jasmine di Aladdin (1992), figlia

del sultano che vuole sfuggire alla

sorte di principessa, per arrivare

a Mulan (1998), che si traveste da

uomo per salvare la Cina. E, ancora,

la ristoratrice Tiana del film La

principessa e il ranocchio (2009),

l’irriverente Rapunzel (2010) e la

navigatrice maori Vaiana di Oceania

(2016). Una lunga gallery, dove

ogni giovane spettatrice può scegliere

la sua icona preferita senza

il timore che la parola principessa

assuma un connotato negativo.

Più che fiabe, infatti, i capolavori

Disney si avvicinano ad action

movie in gonnella: tornando alla

capostipite della nuova rotta, La

Sirenetta, oltre a festeggiare i suoi

primi 30 anni con versione rimasterizzata

del dvd e capsule collection,

invade anche gli ultimi

rotocalchi per il cast della futura

trasposizione in film del cartoon.

Le riprese non sono ancora iniziate,

ma la pellicola fa già tanto

parlare di sé, dalla regia affidata

a Rob Marshall, dopo la sua collaborazione

con Disney per Il ritorno

di Mary Poppins (2018), alla protagonista

femminile che ha il volto

dell’artista afro-americana Halle

Bailey. Ariel sembra nuovamente

rompere gli schemi, superando il

modello di bellezza occidentale.

Per scoprire se casa Disney ha fatto

centro un’altra volta bisognerà

aspettare ancora un anno, ma intanto

per questo Natale lasciamoci

trascinare nuovamente tra le

nevi di Frozen.

BUON COMPLEANNO

PAPERINO

Non solo principesse. Il 2019

celebra l’85esimo anniversario

del papero più famoso del

mondo. Donald Duck, o Paolino

Paperino in Italia, appare per la

prima volta il 9 giugno 1934 nel

cortometraggio intitolato The

Wise Little Hen (La gallinella

saggia), mostrando già tutta la sua

umanità. Il personaggio Disney

è infatti tra i più amati perché

molto reale, con le sue sfuriate,

le sfortune, le risate scanzonate

e la forza di non arrendersi mai.

A lui sono state dedicate molte

collezioni: Original Marines

propone una capsule per bambini

e bambine, Hip Hop Watches gli

rende omaggio con un orologio e

Calzedonia crea la line Minime per

madre e fi glia, con leggins e calze.

Halle Bailey

Charms Disney x Pandora - La Sirenetta

Collezione Minime Calzedonia

101


SOCIETÀ

LUOGHI CHE

RACCONTANO STORIE

DAL 7 AL 10 NOVEMBRE VARESE OSPITA GLOCAL,

IL FESTIVAL DEL GIORNALISMO DIGITALE CHE IN QUESTA EDIZIONE

SI CONCENTRA SU COME NARRARE I TERRITORI TRA ARTICOLI,

POST E CONTRIBUTI SOCIAL

di Serena Berardi - s.berardi@fsitaliane.it

Chi scrive di viaggi non solo

può riuscire a portare con sé

centinaia di lettori, ma può

influenzare anche il destino di un luogo.

Glocal, il festival di giornalismo digitale

in programma a Varese dal 7 al 10 novembre,

riflette proprio su questo tema.

Giornalisti, scrittori, blogger ed esperti

dell’informazione si confrontano sulle

nuove frontiere della narrazione di viaggi,

destinazioni e cammini. Giovedì 7 si

tengono una serie di panel su come il

giornalismo e i social network possono

raccontare il patrimonio archeologico,

le piste ciclabili e i sentieri metropolitani.

Si parla anche di beni comuni e

di come narrare i territori a partire dai

legami sociali. Venerdì 8 un workshop

dra Favaro, giornalista e curatrice di Va’

a quel paese, travel blog sulle piccole

località, che rivolge particolare attenzione

al turismo lento, sostenibile, ai

prodotti locali e alle nuove tecnologie

utili ad accrescere le esperienze

di viaggio. «Ho aperto il mio blog una

decina di anni fa, dopo uno stage in

una web agency di Milano. All’epoca

pagavano pochissimo i contributi scritti,

quindi decisi di creare uno spazio mio

dove esprimermi liberamente, senza

vincoli», ricorda Alessandra. Da un

moto di ribellione verso il sistema tirannico

della scrittura online, è nata poi

una vera e propria professione: «Sono

una viaggiatrice e ricercatrice di storie,

le tiro fuori da piccoli posti. Generalinsegna

a realizzare un podcast di

qualità, mentre un focus sui big data

suggerisce come analizzare i numeri

e i flussi turistici per interpretare l’andamento

del settore e individuare una

strategia di comunicazione mirata.

Sabato 9 viene presentato il progetto

Gioconda, che coinvolge università

e istituzioni per la raccolta e la messa

a disposizione degli open data in

un’unica piattaforma. Lo stesso giorno

si affronta il tema dell’architettura

dell’informazione e della progettazione

dell’ambiente fi sico-digitale dove

offrire le notizie.

Si ragiona sui nuovi linguaggi del turismo,

dai pezzi alle storie di Instagram,

domenica 10. Tra gli speaker Alessan-

© Kordula Vahle – Pixbay/ Farknot Architect/AdobeStock

102


© Matteo Finazzi

mente non scrivo di grandi città, a parte

quando trovo una microtipicità che mi

colpisce oppure un quartiere popolare

caratteristico». Alessandra è convinta

che la narrazione possa cambiare

il destino di un posto: «Si può andare

dietro a luoghi comuni e confermare

le impressioni da cartolina. Oppure si

può scavare in profondità, descrivere

un contesto peculiare e farlo diventare

un caso. Si possono raccogliere le

testimonianze di persone straordinarie,

svelare angoli sconosciuti, puntare i riflettori

su tradizioni lontane». Va’ a quel

paese spazia dalle vigne e dal pane millenario,

con ricetta ricavata sulla base

dei ritrovamenti archeologici di Angera

nel varesotto, ai cappelli di paglia confezionati

dagli artigiani di Montappone

in provincia di Fermo, fino al museo e

al raduno internazionale dedicato agli

spazzacamini a Santa Maria Maggiore,

nella Valle Vigezzo in Piemonte.

Le nuove tecnologie aiutano Alessandra

a far entrare il lettore in quelle

realtà, a mostrare con foto e video

quello che catturano i suoi occhi e le

sue orecchie: «Quando ho iniziato io, il

digitale e i social erano solo un’eco. Si

ripeteva quello già scritto negli articoli.

Oggi i contenuti multimediali sono

fondamentali e i social indispensabili

perché permettono d’interagire e comunicare

un’esperienza nel momento

stesso in cui la si sta vivendo». Favaro,

nel suo intervento al Glocal, dispensa

pure consigli su come costruire travel

stories efficaci su Instagram: «Non bisogna

dare l’impressione di voler vendere

un prodotto. L’utente vuole dritte utili».

Anche se nello storytelling digitale c’è

il rischio di un appiattimento nello stile

e nella qualità dell’informazione: «Se,

all’interno di un articolo o un post, si

scrive nel titolo “Dove andare a mangiare

a Palermo spendendo poco” o “Le

cinque cose da vedere a Palermo” e poi

s’inseriscono tante parole chiave nel

testo, sicuramente questo verrà indicizzato

bene dai motori di ricerca. Tuttavia

non si devono riempire paragrafi con

una serie di banalità per compiace-

re il Seo». La regola della scrittura sul

viaggio è unica e universale: «Si devono

fornire informazioni vere, complete,

aggiornate. Preziose per il pubblico. E

le opinioni devono essere autorevoli.

Se uno non ha argomenti, non ha nulla

da dire né sulla carta, né sul web, né sui

social».

festivalglocal.it

festivalglocal

Alessandra Favaro, giornalista e blogger

103


SOCIETÀ

© Agnese Bedini

POVERA ITALIA

BASTA CIBO SPRECATO

IL BANCO ALIMENTARE TENTA DI RIMEDIARE A UN TERRIBILE

PARADOSSO: CINQUE MILIONI D’ITALIANI VIVONO SOTTO LA

SOGLIA DELLA POVERTÀ MA IL 30% DEGLI ALIMENTI FINISCE NELLA

SPAZZATURA. PAROLE D’ORDINE: EVITARE LO SPRECO, TUTELARE

L’AMBIENTE E PROMUOVERE IL CONSUMO RESPONSABILE

di Peppe Iannicelli

La povertà ha molti volti. La fame è difficile da credere

e descrivere. Francesco vive a Milano. È separato da

quattro anni, due figli minorenni. Un onesto stipendio

da impiegato basta a malapena per pagare l’affitto del

monolocale dove vive, della casa coniugale e gli alimenti.

Salta spesso i pasti. Luisa è una madre sola che vive a Bari

con un figlio adolescente. La fabbrichetta dove lavorava ha

chiuso all’improvviso per la crisi economica. Si arrangia con

qualche lavoretto, ma alcuni giorni non va a fare la spesa:

non ha neanche 5 euro per acquistare latte e pane.

I dati Istat sono impietosi: 1.800.000 famiglie (7% del totale) e

cinque milioni di persone (8,4%) vivono sotto la soglia di povertà.

Pensionati al minimo, famiglie monoreddito con figli minori

oppure con disabili o invalidi, coniugi separati, cinquantenni

licenziati.

Eppure, il 30% del cibo prodotto, acquistato, ordinato finisce

nella spazzatura. Uno spreco condannato anche da papa Francesco

nell’udienza privata concessa per i 30 anni del Banco

Alimentare: «Scartare cibo significa scartare persone. E oggi è

scandaloso non accorgersi di quanto il cibo sia un bene prezioso

e di come tanto bene vada a finire male». Un paradosso

al quale la Fondazione Banco Alimentare Onlus, che celebra

104


EUROPEAN FOOD BANKS FEDERATION

F E B A

nel 2019 il 30esimo anniversario, cerca di porre rimedio. L’organizzazione

è capillare, diffusa su tutto il territorio nazionale:

attraverso le sedi operative regionali, 100 dipendenti e 1.800

volontari, in sinergia con 7.569 strutture caritative, sono impegnati

nel recupero di cibo e bevande con le quali sono confezionati

i pacchi alimentari destinati alle persone e alle famiglie

bisognose. Nel 2018 a un milione e mezzo di poveri sono state

distribuite 90mila tonnellate di alimenti recuperati dalla filiera

agroalimentare (agricoltura, industria, trasformazione, distribuzione,

ristorazione).

Il Banco Alimentare raccoglie alimenti ancora perfettamente

commestibili, ma non più commerciabili, cibi prossimi alla scadenza

o con involucri ammaccati e prodotti stagionali, come

i panettoni. Sarebbero destinati alla pattumiera e invece finiscono

sulla tavola dei più poveri: famiglie, mense solidali, case

rifugio per donne violentate, centri di accoglienza per minori a

rischio. Sono fondamentali gli accordi con la grande distribuzione,

la gestione degli aiuti comunitari e nazionali e la generosità

dei cittadini. Per esempio sabato 30 novembre, di fronte a

13mila supermercati in tutta Italia, si svolge la Giornata nazionale

della Colletta alimentare: 145mila volontari invitano gli italiani

a donare una spesa solidale ai bisognosi. La risposta, di solito, è

generosissima. Nel 2018 sono state donate 8.300 tonnellate di

alimenti da cinque milioni e mezzo di persone.

«Vogliamo offrire alimenti sempre più adeguati a chi chiede

un aiuto. Con questo desiderio – dichiara Giovanni Bruno, presidente

Fondazione Banco Alimentare – convoglieremo ogni

nostro sforzo per salvare cibo dallo spreco, perché sia risorsa

per chi è in difficoltà e per creare nuove alleanze con aziende

partner con cui progettare modalità innovative e creative per

intercettare ulteriori fonti di approvvigionamenti. Aziende che

abbiano a cuore il destino di Banco Alimentare e lo trasformino

in propria causa sociale da sostenere nel tempo».

La lotta allo spreco alimentare e la redistribuzione del cibo

hanno un notevole valore economico e solidale. Contribuiscono

altresì a ridurre la quantità di rifiuti, con evidenti benefici ambientali.

Ma si tratta anche di una grande sfide educativa per

promuovere una nuova etica del consumo responsabile ed

© Agnese Bedini

ecologico. Carrefour, in collaborazione con l’Istituto auxologico

italiano, ha organizzato Act for kids un ciclo d’incontri presso i

supermercati, per educare i bambini alla corretta alimentazione

e alla spesa intelligente. MSC Crociere a bordo delle proprie

navi organizza giochi didattici destinati a stabilire un rapporto

sano tra i più piccoli e il cibo. Costa Crociere distribuisce alla

Caritas gli alimenti avanzati a bordo. Inoltre, grazie all’intesa tra

Roberto Tuorto, direttore del Banco Alimentare Campania, e il

presidente della Regione, Vincenzo De Luca, sono stati donati

all’organizzazione 620mila chilogrammi di acqua, integratori,

barrette energetiche e cibo a lunga conservazione non utilizzati

durante l’Universiade 2019. Anche Trenitalia sostiene le

iniziative del Banco Alimentare: Itinere, brand di Elior creato per

la ristorazione a bordo delle Frecce, si conferma in prima linea

nella raccolta delle eccedenze a bordo treno e dal 2015 coopera

con enti no profit. Nell’anno 2018/19 sono state recuperate

oltre 28 tonnellate di cibo in collaborazione con Banco Alimentare

di Milano e Torino, con il progetto Binario 95 a Roma, il

Buon Samaritano a Venezia e Le Opere del Figlio di Napoli. Un

risultato ottenuto grazie a un progetto capace di evolversi tramite

un collaudato sistema certificato e garantito, che prevede

la gestione di tutti i prodotti prossimi alla scadenza e non più

veicolabili, ma conservati in ambiente idoneo. Infine, in molti

ristoranti si sta diffondendo la doggy bag mania, nata in California

e molto diffusa in Cina e Francia, per portare a casa, da consumare

il giorno dopo, quel che non si riesce a mangiare nel

locale. In passato era considerato da “cafoni”, oggi è un gesto

di responsabilità praticato anche da vip come Michelle Obama.

bancoalimentare.it

MEMBRO DELLA

bancoalimentare

23° GIORNATA NAZIONALE DELLA

Colletta

Alimentare

Dona la spesa a chi è povero.

Lo sai che da 30 anni Banco Alimentare

Lo recupera sai che da e 30 distribuisce anni Banco Alimentare alimenti?

recupera

Vai su Bancoalimentare.it

e distribuisce

e

alimenti?

scopri di più

IN COLLABORAZIONE

®

#colletta19

#compagnidibanco

bancoalimentare.it

105


PHOTO

THE WORLD

COMES TO SIENA

AND LUCCA

A cura di Silvia Del Vecchio e Flavio Scheggi

UN CONCORSO E UN FESTIVAL DI FOTOGRAFIA A

NOVEMBRE IN TOSCANA

Parlano le immagini a Siena, grazie a un festival che

propone nove esposizioni dedicate a scatti d’autore

provenienti da tutto il mondo. Fino a domenica

1° dicembre il Siena International Photography Awards

trasforma la Città del Palio nella capitale della fotografia.

Dal concorso Imagine all the people sharing all the world,

con scatti provenienti da 161 Paesi, alle foto aeree di Above

us only sky e ad altre personali, come Afghanistan Desert

Patrol di Philip Coburn. «Il percorso che abbiamo intrapreso

cinque anni fa ha lo scopo di collegare una città come

Siena, unica per storia e bellezza, a un festival e un premio

fotografico, il Siena International Photo Awards. Il successo

dell’iniziativa trova conferma nei numeri sempre in crescita

dei partecipanti e dei professionisti di fama internazionale

che vi prendono parte», sottolinea il direttore e ideatore

della kermesse, Luca Venturi.

I lavori esposti all’ex distilleria Lo Stellino si suddividono

in diverse sezioni, tra cui documentario e fotogiornalismo,

viaggi e avventure, natura e animali, architettura

e spazi urbani, ospitando anche filmati dei reportage

Blue Karma

© Filippo Borghi

106


Plastic Apocalipse

© Randy Olson

più premiati di National Geographic. Gioca in casa invece

Filippo Borghi, a Palazzo Sergardi Biringucci, con

Blue Karma, corpus di immagini underwater realizzate

da uno dei massimi interpreti internazionali di questo

genere fotografico. Un omaggio al mare ricco di vita e di

contraddizioni, un viaggio attraverso le meraviglie degli

abissi che esalta la natura ma al tempo stesso sottolinea

il difficile rapporto con l’uomo, in un percorso di

sensibilizzazione e informazione sul mondo subacqueo.

«Il progetto nasce dalla mia passione per il mare e dalla

volontà di trasmettere, attraverso la fotografia, l’amore

per l’ambiente marino e, soprattutto, la necessità di

tutelarlo. Ho immortalato pesci e altre specie in Giappone,

Australia, Indonesia e nel nostro Mediterraneo,

custode di tesori che è dovere di tutti salvaguardare»,

commenta Borghi.

Altra sfida ambientalista è quella di Randy Olson, storico

collaboratore di National Geographic e docente del

Siena Stories Workshop. Nella Basilica di San Domenico

la sua rassegna Plastic Apocalipse racconta il delicato

equilibrio, l’armonia e la bellezza della Terra nella

sua ardua lotta contro l’inquinamento. Un manifesto a

tutela della vita del Pianeta per prendere coscienza che

il nostro agire cambia in maniera indelebile il volto del

mondo.

festival.sienawards.com

sipacontest

SIPAContest

SIENA

2 FRECCIALINK AL GIORNO/A DAY

A PHOTO CONTEST AND

A FESTIVAL ARE IN NOVEMBER

IN TUSCANY

Pictures are doing the talking in Siena, thanks to a

festival that features new exhibitions dedicated

to work by leading photographers from all over

the world. Running until Sunday 1 December, the Siena

International Photography Awards transform the city, which

is famous for its Palio, into a capital of photography. From

the photo contest “Imagine to all the people sharing all the

world”, attended by 161 countries, to the aerial photos of

“Above us only sky” and to other personal photos, such as

“Afghanistan Desert Patrol” by Philip Coburn. “The project

we began five years ago aims to link a city like Siena, with its

unique history and beauty, to a festival and a photographic

award, the Siena International Photo Awards. The success

of the initiative is confirmed by the growing number of

participants and internationally renowned professionals

who take part in it,” said the director and creator of the

event, Luca Venturi.

The works exhibited at the former Lo Stellino distillery are

divided into several sections, including documentaries and

photo-journalism, travel and adventure, nature and animals,

architecture and urban spaces, and also features some of

National Geographic’s award-winning video reportage

work. Local man Filippo Borghi is at the Palazzo Sergardi

Biringucci with Blue Karma, a body of underwater pictures

from one of the world’s leading exponents of this genre. It is

a homage to the sea which is full of life and contradictions, a

107


PHOTO

Holidays in Normandy, Imagine all the people sharing all the world

© Massimo Della Latta

journey through the wonders of the

deep that exalts nature while at the

same time focussing on the difficult

relationship it has with mankind,

in a journey of sensitisation and

information on the undersea world.

“The project has arisen from my

passion for the sea and my wish to

convey, through photography, my

love for the marine environment

and, in particular, the need to

look after it. I have immortalised

fish and other species in Japan,

Australia, Indonesia and in our

own Mediterranean, which is the

guardian of treasures which it is

everybody’s duty to protect,” Borghi

commented.

Another environmental challenge

has been taken on by Randy Olson, a

long-standing National Geographic

contributor and lecturer at the

Siena Stories Workshop. His Plastic

Apocalipse show in the Basilica di

San Domenico reflects the delicate

balance, harmony and beauty of the

Earth in its tough struggle against

pollution. It is a call to protect the

life of the planet, and to become

conscious that everything we do

changes the face of the world in a

way that cannot be rectified.

Chasing spirits, Imagine all the people sharing all the world

© Mauro De Bettio

108


Luna_3423/Moon_3423 (2014)

© Edoardo Romagnoli

Dalla conquista della Luna

alla caduta del muro di

Berlino. Dalla rivoluzione

iraniana alla strage di piazza Tienanmen,

fino alla Russia di Lenin. Photolux

Festival - Biennale internazionale

di fotografia propone un programma

che ruota attorno al tema Mondi/New

Worlds, con 20 mostre diffuse in sei

sedi espositive del centro di Lucca,

corredate da conferenze, workshop,

letture portfolio e incontri con i protagonisti

della fotografia internazionale.

Tra le esposizioni più suggestive 2:56

am. To the Moon and Back, che celebra

il 50esimo anniversario del primo

uomo sulla Luna con immagini dell’archivio

NASA e opere di autori come

Antonio Biasiucci, Vincent Fournier,

Alberto Giuliani, Jorge Peréz Higuera,

Edoardo Romagnoli e Francesco Zizola.

Poi il progetto Gossan: Mars Mission

di Joan Fontcuberta, per la prima

volta in Italia, che propone Huelva,

109


PHOTO

Pausa dell’astronauta nel Mar di Teleras/The rest of the astronaut at the Teleras sea (2018)

© Joan Fontcuberta

Nustar, Croazia (1991)

© Romano Cagnoni

110


la città spagnola che è stata il porto

di partenza delle spedizioni verso il

Nuovo Mondo, come protagonista

della prossima grande conquista

dell’umanità, Marte. E, ancora, l’antologica

di Romano Cagnoni - uno dei

grandi fotoreporter italiani, scomparso

un anno fa - che ripercorre la sua

carriera, dal lavoro sul Vietnam del

Nord del 1965 ai reportage in Biafra

(1968-1970), dal Cile prima del golpe

di Pinochet (1971) all’Argentina di Peron

(1972). Infine, la mostra dei vincitori

del World Press Photo 2019, che

ha eletto foto dell’anno Crying girl on

the border di John Moore.

photoluxfestival.it

PhotoluxFestiva

PhotoluxFest

photoluxfest

From the moon landing to the

fall of the Berlin Wall. From

the Iranian revolution and

the Tiananmen Square massacre, to

and Lenin’s Russia. The Photolux Festival-Biennale

internazionale di fotografia

offers a programme centred on the

theme of Mondi/New Worlds, with

twenty exhibitions spread across six

sites in the centre of Lucca, accompanied

by conferences, workshops, portfolio

reviews and meetings with the

leading figures in international photography.

Amongst the most evocative

exhibitions is 2:56 am. To the Moon and

Back, which celebrates the 50th anniversary

of the first man landing on the

moon, with pictures from the NASA

archives, and work by artists like Antonio

Biasiucci, Vincent Fournier, Alberto

Giuliani, Jorge Peréz Higuera, Edoardo

Romagnoli and Francesco Zizola.

Then, for the first time in Italy, there

is Gossan: Mars Mission by Joan Fontcuberta,

a project that puts forward

Huelva, the Spanish city from which

expeditions to the New World set out,

to play a key role in mankind’s next

great conquest, Mars. The retrospective

of Romano Cagnoni, one of the great

Italian photo-journalists, who died

last year, covers his career from his

work in North Vietnam in 1965 to the

coverage in Biafra (1968-1970), from

Chile before Pinochet’s coup (1971) to

Peron’s Argentina (1972). Finally, there

is an exhibition of the winners of the

World Press Photo 2019, in which John

Moore’s photo Crying Girl on the Border

was elected photo of the year.

Praga, Cecoslovacchia (1968)

© Josef Koudelka/Magnum Photos

111


OFFERTE E SERVIZI

PORTALE FRECCE

PROMOZIONI

FOOD ON BOARD

CARTAFRECCIA

NETWORK // ROUTES // FLOTTA

114

117

118

120

122

124

113


OFFERTE E SERVIZI

IN FRECCIARGENTO 700

A LECCE E BRINDISI

Dal 9 novembre, i nuovi

Frecciargento 700 arrivano

anche a Lecce e Brindisi,

grazie a due collegamenti al giorno

da e per Milano in sostituzione di

altrettanti Frecciabianca. L’introduzione

dei Frecciargento 700 è parte

di un più ampio piano di upgrade dei

collegamenti sulla linea Adriatica,

già avviato a giugno, con l’obiettivo di

migliorare qualità, comfort di viaggio

e servizi offerti.

Nei nuovi Frecciargento 700, a disposizione

di tutti i viaggiatori la carrozza

FRECCIABistrò e il Portale Frecce, recentemente

rinnovato, con una ricca

offerta di servizi di intrattenimento,

tra cui film, cartoni animati, edicola

digitale, musica, libri e il nuovo WiFi

Fast, per una navigazione internet

veloce e stabile grazie a un innovativo

sistema in grado di aggregare

la capacità di banda di più operatori

telefonici. Per i clienti Premium e Business

uno speciale benvenuto con il

welcome drink e, al mattino, un quotidiano

a scelta.

Il rinnovamento della flotta con treni

più performanti sostiene anche l’ambiente:

Trenitalia punta a invogliare

sempre più persone a scegliere il treno,

mezzo ecologico per eccellenza.

114


INGRESSO RIDOTTO PER

MARY POPPINS IL MUSICAL

CON TRENITALIA

Trenitalia è il vettore ufficiale di Mary Poppins il musical,

in programma a Roma, al Teatro Sistina fino al 6 gennaio

2020, e a Milano, presso il Teatro Nazionale Che Banca! dal

30 gennaio al 15 marzo.

In occasione degli spettacoli la società di trasporto del

Gruppo FS Italiane mette a disposizione dei soci Carta-

FRECCIA possessori di un titolo di viaggio delle Frecce - con

destinazione Roma o Milano - l’ingresso al prezzo speciale

di 35 euro nel Settore Poltronissima. Per usufruire dell’of-

ferta è necessario acquistare i biglietti esclusivamente su

TicketOne, con la modalità “ritiro sul luogo dell’evento” o

il giorno dello show presso il Sistina e il Teatro Nazionale

Che Banca!, dove la magica storia della tata più famosa

del mondo sarà in scena. La data del titolo di viaggio delle

Frecce dovrà essere precedente di due giorni al massimo

rispetto a quella scelta per le esibizioni.

L’offerta è valida fino a esaurimento dei biglietti in promozione.

115


OFFERTE E SERVIZI

I MERCATINI DI NATALE

IN SVIZZERA CON

TRENITALIA

Le caratteristiche Münsterplatz e Waisenhausplatz di Berna, Patrimonio Unesco, i monti

innevati che circondano Lucerna, l’immenso Jet d’Eau di Ginevra, le mille luci sul fi ume

Reno a Basilea. E ancora Losanna, Montreux e Zurigo che, durante le Feste, si riempiono

di colorate bancarelle ricche di prodotti tipici e artigianato svizzero. Tutta la magia del Natale si

può vivere a prezzi scontati con la promo Mercatini di Trenitalia. Acquistando un biglietto entro il

30 novembre, per partenze dal 21 novembre al 19 dicembre, si viaggia in treno Eurocity da Milano

per Berna, Basilea, Ginevra, Lucerna, Losanna, Montreux e Zurigo al prezzo di € 25 in 2^ classe.

L’offerta è disponibile anche in 1^ classe al prezzo di € 45 a persona, ed è acquistabile su tutti i

canali di vendita Trenitalia. Maggiori informazioni su trenitalia.com

116


PORTALE FRECCE

WWW.PORTALEFRECCE.IT

INTRATTENIMENTO GRATUITO, FACILE E VELOCE

Il portale FRECCE rende più piacevole il viaggio grazie ai numerosi servizi gratuiti disponibili a bordo dei treni Frecciarossa e

Frecciargento e nelle sale FRECCIAClub e FRECCIALounge. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.portalefrecce.it

o scaricare l’app Portale FRECCE da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com

SCELTI PER VOI

CINEMA

Un tirchio quasi

perfetto

Restiamo amici Parlami di Te Molly’s Game

Si accettano

miracoli

EDICOLA

DIGITALE

TUTTA L’INFORMAZIONE A PORTATA DI CLICK. FINO A 70 CONTENUTI

GRATIS TRA QUOTIDIANI E RIVISTE NAZIONALI E INTERNAZIONALI

GLI ALTRI SERVIZI DISPONIBILI

NEWS

Notizie Ansa

sui principali

fatti quotidiani

aggiornate ogni ora

SERIE E PROGRAMMI TV

Una selezione di

serie e programmi

tv nazionali e

internazionali

BAMBINI

Cartoni e

programmi

per i piccoli

viaggiatori

MUSICA

Il meglio

della musica

contemporanea

italiana e straniera

AUDIOLIBRI

Audiolibri di

vario genere

anche per

bambini

INFO DI VIAGGIO

Informazioni in

tempo reale su

puntualità, fermate,

coincidenze

INTERNET WIFI

Connessione a

Internet tramite

WiFi

di bordo

GIOCHI

Azione, sport,

logica e tanto altro

a disposizione di

grandi e piccoli

viaggiatori

CORSO DI INGLESE

Oltre 100 lezioni

per imparare

l’inglese

viaggiando

LIBRI E GUIDE

Circa 200

contenuti tra

libri ed estratti di

guide turistiche

Per assistenza è possibile contattare il numero verde Telecom Italia 800.287515 Opzione 1, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 22

117


PROMOZIONI

CARNET 10 E 5 VIAGGI

I Carnet Trenitalia sono sempre più adatti a tutte le esigenze. Si può scegliere quello di 10 viaggi al prezzo di

8 (-20% sul prezzo Base) oppure il Carnet 5 viaggi con la riduzione del 10% sul prezzo Base. Riservato ai titolari

CartaFRECCIA, il Carnet è nominativo e personale. L’offerta è disponibile per i treni Frecciarossa, Frecciargento,

Frecciabianca e Intercity 1 .

SPECIALE 2X1

Offerta dedicata a chi prende il treno

di sabato. Si viaggia in due pagando

un solo biglietto al prezzo

Base nei livelli Business, Premium e

Standard e in 1^ e 2^ classe. Ideale

per raggiungere, in coppia, i luoghi

dove si tengono concerti, partite,

mostre e altri eventi 3 .

INSIEME

Offerta dedicata ai gruppi da 2 a 5 persone

per viaggiare con uno sconto del

30% sul prezzo Base di Frecce, Intercity

e Intercity Notte. La promozione

è valida in 1^ e 2^ classe e nei livelli

di servizio Business, Premium e Standard.

Sono esclusi il livello Executive, il

Salottino e le vetture Excelsior 4 .

A/R WEEKEND

Promozione per chi parte il sabato

e torna la domenica con le Frecce a

prezzi fissi, differenziati in base alle

relazioni e alla classe o al livello di

servizio. La giusta soluzione per visitare

le città d’arte nel fine settimana

senza stress e lasciando l’auto a

casa 5 .

118


BIMBI GRATIS

Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca

e Intercity nei livelli Business, Premium e Standard e in 1^ e 2^ classe.

Gratuità prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne,

in gruppi composti da 2 a 5 persone 2 .

TUTTE LE ALTRE OFFERTE E LA GAMMA DEI PREZZI SU

TRENITALIA.COM

1. Il Carnet consente di effettuare 10 o 5 viaggi in entrambi i sensi di marcia di una specifi ca tratta, scelta al momento dell’acquisto e non

modifi cabile per i viaggi successivi. Le prenotazioni dei biglietti devono essere effettuate entro 180 giorni dalla data di emissione del Carnet

entro i limiti di prenotabilità dei treni. L’offerta non è cumulabile con altre promozioni. Il cambio della singola prenotazione ha tempi e

condizioni uguali a quelli del biglietto Base. Cambio biglietto non consentito e rimborso soggetto a restrizioni.

2. I componenti del gruppo che non siano bambini/ragazzi pagano il biglietto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al

giorno, ai treni e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. Acquistabile entro le ore 24 del

secondo giorno precedente la partenza.

3. L’offerta è valida tutti i sabati ed è acquistabile entro le ore 24 del secondo giorno precedente la partenza. Posti limitati e variabili in base al

treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso non consentiti. Offerta non cumulabile con altre riduzioni.

4. Il numero dei posti è limitato e variabile, a seconda dei treni, della classe/livello di servizio e del numero dei componenti del gruppo.

Acquistabile entro le ore 24 del secondo giorno precedente la partenza del treno. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso non consentiti.

Offerta non cumulabile con altre riduzioni a eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi.

5. Il numero dei posti è limitato e variabile, a seconda dei treni e della classe/livello di servizio. Acquistabile entro le ore 24 del terzo

giorno precedente la partenza del treno. Il cambio prenotazione/biglietto è soggetto a restrizioni. Il rimborso non è consentito. Offerta non

cumulabile con altre riduzioni compresa quella prevista a favore dei ragazzi.

.

119


FOOD ON BOARD

Il viaggio nel viaggio

LA CUCINA

POPOLARE

ITALIANA

Quando le giornate diventano più

corte e le temperature si abbassano,

viene voglia di gustare piatti dai sapori

e profumi d’autunno, come quelli

proposti dalle ricette Itinere di novembre.

Nella mini quiche con zucca

e feta, la regina degli orti della stagione

autunnale si sposa con il celebre

formaggio greco. Gli gnocchetti con

ragù di salsiccia ci portano in Sardegna,

dov’è nata questa pasta rigata a

forma di piccola conchiglia che accoglie

il sugo alla perfezione. Il gulasch

di manzo apre le porte di Trieste, preparato

con la stessa paprika e lentezza

del cugino ungherese, ma senza patate,

da assaporare invece con lo speck,

nel contorno tipico delle valli altoatesine.

Dulcis in fundo, per combattere

la malinconia delle giornate uggiose o

semplicemente per godersi un morso

di felicità, la crostata al cioccolato fondente

e caramello salato non ha certo

bisogno di presentazioni. Tutti i menù

proposti a bordo treno si possono consultare

sul sito itinere.it.

120


© Giovanni Malgarini

FRECCIAROSSA

SALMONE ALL’ARANCIA

CON CAVOLINI DI BRUXELLES

GOURMET

by

Carlo Cracco

Lista della spesa (per 4 persone)

4 tranci di salmone, 3 arance bionde, 500 g di cavolini

di Bruxelles, 2 cucchiai di olio extravergine di

oliva, sale q.b.

Preparazione

Pulire i tranci di salmone dalle squame. Usando un

coltellino fine, tagliare le scorze delle arance evitando

la parte bianca. Spremere i frutti ricavandone

del succo. Aromatizzare con le scorze l’acqua di una

vaporiera e raggiungere l’ebollizione. Nel frattempo,

sciacquare i cavolini di Bruxelles eliminando le

foglie esterne più dure. Tagliare i torsoli e incidervi

una croce in modo da favorire la cottura degli ortaggi.

Quando l’acqua bolle, adagiare in due cestelli

diversi i tranci di salmone e i cavolini di Bruxelles.

Cuocere per circa 10 minuti. Intanto, versare in un

pentolino il succo delle arance e farlo sobbollire.

Regolare di sale. Servire i tranci ricoperti con la salsina

e accompagnati dai cavolini di Bruxelles al vapore

conditi con un filo d’olio extravergine di oliva e

un pizzico di sale.

Vino consigliato

Leone Bianco Igt, Sicilia. Dal colore giallo paglierino

brillante con riflessi verdognoli, è un vino che

esprime sentori fruttati con note di pesca bianca e

agrumi. Al palato fresco, piacevolmente morbido e

intenso.

Menù Frecciarossa by Carlo Cracco

121


122

CARTAFRECCIA


MOSTRE IN TRENO

E PAGO MENO

PER I SOCI CARTAFRECCIA SCONTI

E AGEVOLAZIONI NELLE PRINCIPALI

SEDI MUSEALI E DI EVENTI IN ITALIA

Ottanta opere provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello

Stato portoghese sono in mostra in Joan Miró. Il linguaggio dei segni, fino al

23 febbraio 2020 al PAN Palazzo delle Arti Napoli. Nel percorso, curato da

Robert Lubar Messeri, professore di Storia dell’arte all’Institute of Fine Arts

della New York University, e Francesca Villanti, direttore scientifico dell’agenzia

C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, si ripercorrono più di sei decenni

di attività creativa, dal 1924 al 1981, in cui l’artista con il suo linguaggio

formale trasforma l’arte del XX secolo.

Una straordinaria opera del 1924, Ballerina, apre la personale rivelando subito

il talento del genio catalano. Il quadro mostra, infatti, l’inizio dell’iter che

Miró ha intrapreso per arrivare al più maturo linguaggio dei segni: la linea

che sostituisce il corpo della ballerina e il semicerchio al posto della testa

avviano il processo di riduzione e semplificazione della figura.

Promozione 2x1 per i soci CartaFRECCIA in possesso di biglietto delle Frecce

con destinazione Napoli.

comune.napoli.it

IN CONVENZIONE ANCHE

TORINO

• David LaChapelle, fino al 6 gennaio

2020 alla Venaria Reale

• Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio

nel Giappone che cambia, fino al

16 febbraio 2020 alla Pinacoteca

Agnelli

MILANO

• Museo della Scienza

• De Chirico, fino al 19 gennaio

2020 e Guggenheim. La Collezione

Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso,

fino al 1° marzo 2020 a Palazzo Reale

• De Pisis, fino al 1° marzo 2020 al

Museo del Novecento

• Elliot Erwitt. Family, fino al 15 marzo

2020 al Mudec

• Canova, fino al 18 febbraio 2020

alla GAM

VENEZIA

• Biennale

• Musei Civici Veneziani

• Peggy Guggenheim L’ultima

dogaressa, fino al 27 gennaio 2020

alla collezione Peggy Guggenheim

MANTOVA

• Giulio Romano. Arte e desiderio,

fino al 6 gennaio 2020 a Palazzo Te

FIRENZE

• Natalia Goncharova, fino al 12

gennaio 2020 a Palazzo Strozzi

• Inside Magritte, fino al 1° marzo 2020

alla chiesa di Santo Stefano al Ponte

ROMA

• Viaggi nell’antica Roma. 2 storie e 2

percorsi, fino al 12 novembre al Foro

di Augusto e al Foro di Cesare

• L’Ara com’era, fino al 31 dicembre

all’Ara Pacis

• Le mostre Tecniche di evasione,

Sublimi anatomie e La meccanica

dei mostri, fino al 6 gennaio 2020 a

Palazzo delle Esposizioni

• Musei Capitolini

• Centrale Montemartini

• Mercati di Traiano Museo

dei Fori Imperiali

• Museo dell’Ara Pacis

• Museo di Roma

• Galleria d’Arte Moderna

• Macro

• Museo di Roma in Trastevere

• Musei di Villa Torlonia

• Museo Civico di Zoologia

• Casina di Raffaello e Technotown

Joan Miró

Ballerina (1924)

Portuguese State Collection in deposit in Fundação Serralves

Courtesy Succesió Miró by SIAE 2019

© Filipe Braga/Fundação Serralves, Porto

NAPOLI

• National Geographic Climate

Change, fino a maggio 2020 al

Museo Archeologico Nazionale

• Bud Spencer - Mostra multimediale,

fino all’8 dicembre a Palazzo Reale

• C’era una volta, fino al 20 settembre

2020 al Museo di Capodimonte

NAPOLI

94 FRECCE AL GIORNO

Info su trenitalia.com

123


NETWORK // ROUTES // FLOTTA

Torino

Bergamo

Milano

Genova

Brescia

Reggio Emilia AV

NO STOP

La Spezia

Pisa

Trento

Verona

Modena

Bologna

Bolzano

Ora

Mantova

Firenze

Siena

Vicenza

Perugia

Treviso

Venezia

Padova

Ravenna

Assisi

Rimini

Udine

Trieste

Ancona

OLTRE 280

FRECCE AL

GIORNO

Pescara

Roma

Fiumicino

Aeroporto

Caserta

Afragola

Napoli

Foggia

Matera

Bari

Lecce

Salerno

Potenza

Taranto

Sapri

Sibari

Paola

Lamezia Terme

Catanzaro Lido

LEGENDA:

Reggio di Calabria

I collegamenti treno+bus FRECCIALink per Matera partono dalla stazione di Salerno, con fermata a Potenza, e dalla stazione di Bari,

collegamento diretto, con fine corsa a piazza Matteotti a Matera

Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce

Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su www.trenitalia.com

FRECCIAROSSA ETR 1000

Velocità max 400 km/h

Velocità comm.le 300 km/h

Composizione 8 carrozze

Livelli di servizio Executive, Business,

Premium, Standard

Posti 457

WiFi

Presa elettrica al posto

Servizi per persone con disabilità

Fasciatoio

124


UN

NETWORK

DI

OLTRE

100 CITTÀ

COLLEGAMENTI

GIORNALIERI E DURATA

MINIMA DEL VIAGGIO

104 Frecciarossa

Milano-Roma 2h 55'

FRECCIAROSSA

FRECCIAROSSA ETR 500

Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze

4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 574

WiFi | Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 700

Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze

3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 500

WiFi | Presa elettrica e USB al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

40 Frecciarossa e

Frecciargento

Roma-Venezia 1 3h 33'

FRECCIARGENTO ETR 600

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 432

WiFi | Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

1 a

16 Frecciarossa e

Frecciargento

Roma-Verona 2h 52'

FRECCIARGENTO ETR 485

Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 489

WiFi | Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

48 Frecciarossa

Milano-Venezia 1 2h

I tempi minimi indicati si riferiscono alla soluzione

di viaggio più veloce con una delle tre Frecce, dalle

stazioni centrali dove non specificato.

I collegamenti comprendono sia i servizi di andata

che di ritorno. Sono previste variazioni nel fine

settimana e in alcuni periodi dell’anno.

Dal 9 giugno, a seguito di disposizioni di Rete

Ferroviaria Italiana, è previsto un allungamento

di 8 minuti per tutti i treni che percorrono la linea

Bologna-Firenze nel senso nord-sud (Milano-Roma

3h 03’, Venezia-Roma 3h 41’, Verona-Roma 3h 01’).

Maggiori dettagli per tutte le soluzioni su

trenitalia.com

1 Durata riferita al collegamento con Venezia Mestre

FRECCIABIANCA

Velocità max 200 km/h | Velocità comm.le 200 km/h | Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 603

Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIABIANCA ETR 460

Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 9 carrozze

Classi 1^ e 2^ | Posti 479

Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

125


PRIMA DI SCENDERE

FOTO DEL MESE

Testo e foto di Paolo Spadacini

25 NOVEMBRE

GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE

DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Il tema è attuale e grave. Una donna su tre in Italia ha subito almeno una volta abusi da parte di un uomo.

Ogni anno assistiamo a un femminicidio ogni tre giorni. Numeri e fatti che mi hanno spinto a pubblicare il libro

Io non mi volto (Skira, pp. 152 € 60), 101 ritratti di celebrity che hanno dato la disponibilità a comparire in un volume

fotografico contro la violenza sulle donne. Attori, modelle, influencer, sacerdoti, presentatori, scienziati, astronauti,

medici, calciatori e sportivi. Da Cindy Crawford a Pippo Baudo, da Alessia Marcuzzi a Umberto e Paolo Veronesi,

da Don Mazzi a Mara Maionchi passando per Laura Chiatti, Vittorio Sgarbi, Ilary Blasi e Filippa Lagerback.

Parte del ricavato delle vendite del libro è devoluto alla fondazione Doppia Difesa (doppiadifesa.it)

di Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, ritratta in copertina, entrambe in prima linea per difendere e sostenere,

anche legalmente, le donne che hanno subito violenza.

126


PRIMA DI SCENDERE

FONDAZIONE FS

LA FERROVIA DELL’IRPINIA

DA BENEVENTO AD AVELLINO E MONTEMARANO,

NEL CUORE DELL’ITALIA NASCOSTA

di Ernesto Petrucci

«Grandi alberi, boschi disordinati, foltissime forre, campi gremiti di messi che non paion

neppur coltivate, piccole valli e lunghi dorsi di colline che si seguono e frastagliano in

mille direzioni, e improvvise radure dove scorre tra i ciottoli il filo d’acqua di un torrentello.

Irpinia, si chiama questa regione, e non la conoscevo. Com’è varia e bella l’Italia!»

[Mario Soldati, Fuga in Italia, 1947]

Percorrere la Ferrovia dell’Irpinia significa

immergersi nel cuore verde della Campania,

tra paesi arroccati sui monti e paesaggi

agresti solcati dal corso dei fiumi. La linea,

costruita tra il 1888 e il 1895, fu a quel tempo un’ardita

opera ingegneristica. Si sviluppa in ambienti

naturali incontaminati grazie a numerosi viadotti

realizzati per superare le asperità del terreno e attraversare

più volte il corso dei fiumi Sabato, Calore

e Ofanto. Da Avellino la linea si dirige a sud-ovest,

con vista sul Monte Partenio, in un paesaggio prevalentemente

forestale con ripide pendenze. Il fiume

Calore viene attraversato sul ponte Principe, lungo

oltre 300 metri con tre arcate alte 35 metri. Superato

il ponte, si prosegue con viste sempre più ampie sui

Monti Picentini.

Nei pressi di Avellino si può visitare il Santuario di

Montevergine, mentre Montemarano è celebre per

il suo antico Carnevale e per le tradizioni etnomusicali

risalenti alle antiche civiltà contadine locali.

Novembre è il mese ideale per apprezzare uno dei

prodotti tipici di queste zone, la famosa castagna

di Montella Igp. L’Irpinia è anche ricca di ottimi vini,

la cui eccellenza è riconosciuta dalle tre Docg assegnate

al Fiano di Avellino, al Taurasi e al Greco di

Tufo. Il 10 novembre e il 7 dicembre si può viaggiare

alla scoperta di questa suggestiva linea ferroviaria,

che fa parte del ricco programma di treni storici della

Fondazione FS Italiane.

fondazionefs.it

SAVE THE DATE TRENI STORICI

FONDAZIONE FS ITALIANE

10

14, 15, 16

17

22, 23, 24

24

29, 30

1

6

7

NOVEMBRE

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Treno della Val d’Orcia Siena - Buonconvento - S.Giovanni A. - Asciano -

Siena

Reggia Express Napoli C.le - Caserta

Irpinia Express Benevento - Avellino - Taurasi - Paternopoli

Treno del Sacro Monte Milano C.le - Novara FS - Varallo Sesia

Pedemontana del Friuli Sacile - Gemona

Treno storico Siracusa - Ragusa

Treno storico Torino P.N. – Asti - Castagnole DL - Canelli

Treno storico Caltanissetta C.le - Gela

Archeotreno Campania per la Borsa Mediterranea del Turismo

Archeologico Napoli C.le - Pompei - Paestum - Ascea - Sapri

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Treno storico Grosseto - S.Giovanni A. - Asciano

Pietrarsa Express Napoli C.le - Pietrarsa SGC - Torre Annunziata C.le

Treno storico Torino P.N. - Asti - Castagnole D.L.

Treno storico Siracusa - Grammichele - Caltagirone

Lario Express Milano C.le - Como SG - Lecco

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Treno storico Lecco - Bergamo - Trento

Archeotreno Campania Napoli C.le - Pompei - Paestum - Ascea - Sapri

Treno storico Palermo C.le - Segesta - Castelvetrano

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

DICEMBRE

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Treno storico Milano C.le - Trento

Pietrarsa Express Napoli C.le - Pietrarsa SGC - Torre Annunziata C.le

Treno storico La Spezia - Castelnuovo Garfagnana

Treno storico Torino P.N. - Castagnole D.L.

Treno storico Trapani - Salemi Gibellina

Treno storico Cagliari - San Gavino

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Transiberiana d’Italia Sulmona - Roccaraso

Irpinia Express Benevento - Avellino - Castelfranci - Montemarano

Treno storico sulla ferrovia Avellino-Rocchetta Sant’Antonio

© Archivio Fondazione FS Italiane

127


PRIMA DI SCENDERE

FUORI LUOGO

di Mario Tozzi Offi cialTozzi

[Geologo Cnr, conduttore tv e saggista]

ANTICHI

MIGRANTI

© Museo Archeologico dell’Alto Adige | www.iceman.it

La ricostruzione di Oetzi, l’uomo venuto dal ghiaccio

ABolzano tralasciate per qualche

ora il Traminer e i mercatini

di piazza Walter per

andare a fare compagnia a un nostro

antenato, vecchio di qualche migliaio

di anni, eppure perfettamente conservato.

Lo hanno trovato nudo in un sudario

di ghiaccio nel 1991, a pochi chilometri

dal confine austriaco. Prima di

morire aveva disposto in ordine il suo

equipaggiamento e tentato di porre

rimedio alla ferita della freccia che lo

ha ucciso, ma non aveva fatto in tempo

a utilizzare le erbe medicinali che si

portava dietro, neppure quel preparato

emostatico che avrebbe comunque

solo rallentato la sua fine. Indossava

stivali in pelle, con gambali alti fino al

ginocchio, era alto un metro e 60 circa

e pesava 50 chilogrammi di soli muscoli.

Aveva 45 anni ed era in buona salute,

sebbene avesse già subito qualche

frattura ben riparata, con il corpo

pieno di tatuaggi e scarnificazioni rituali.

Non sappiamo da dove venisse

Oetzi, ma il ghiaccio ne ha conservato

il corpo a -6°C con quasi il 100% di umidità.

Oggi l’uomo venuto dal ghiaccio

si trova nel Museo di Bolzano, in una

cella frigorifera avveniristica che ricostruisce

le condizioni naturali, perché

si tratta della mummia (naturale) più

antica e meglio conservata al mondo e

come tale va tramandata.

BOLZANO

10 FRECCE AL GIORNO

128


P O R T A L E

FRECCE

È NUOVO, SCOPRILO!

DISPONIBILE A BORDO DEI FRECCIAROSSA, FRECCIARGENTO E NEI FRECCIALOUNGE E FRECCIACLUB.

CINEMA

SERIE E

PROG. TV

BAMBINI

EDICOLA

AUDIOLIBRI

LIBRI E

GUIDE

CORSO DI

INGLESE

GIOCHI

MUSICA

NEWS

INFO

VIAGGIO

Connettiti alla rete WiFiFrecce e digita

sul tuo browser www.portalefrecce.it o

scarica la App gratuita Portale FRECCE

da App Store e Google Play

Per maggiori informazioni circa funzionalità e utilizzo consultare il sito trenitalia.com

More magazines by this user
Similar magazines