Numero di Dicembre

ileniaprocopio05

www.inchiostrofresco.it - redazione@inchiostrofresco.it - Tel. 0143/46.569

Distribuito gratuitamente

Direttore Responsabile: Marta Calcagno

dal 1985... la voce di Rondinaria e dell'Oltregiogo

ANNO XXXIV / N. 8 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2019

Sped. in abb. post. D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1 D.C.B. / Alessandria / nr 570 anno 2005 / Taxe perçue / Tassa risc. ord. (inf. 500 pz)

S

Il Presidente

Giovanni Toti e

l’Assessore Ilaria

Cavo in visita

Le Regione è vicina

alla Valle Stura

Valle Stura Urbe e Sassello Ovada e Ovadese Busalla

Strategie Il maltempo non

programmatiche tra lascia tregua

i paesi per salvare neppure

il territorio nell’Oltregiogo

Assemblea: incontro

dei cittadini con

Antoci e

Buschiazzo

"Lasciati ... al Palo"

Territorio compromesso

Un progetto comune

per 11 paesi

PATENTE IN SCADENZA?

RINNOVALA DA NOI

(visita medica in sede)

C.so Marenco, 47

15067 Novi Ligure (AL)

0143 743674 - 331 6760255

stasiservizi@gmail.com

La Valle Scrivia tiene

nonostante la pioggia

Luca Giacomo e Matteo Piombo Serlenga - - pag. 5 Matteo Luisa Serlenga Russo - - pag. 78

Marta Federica Calcagno Riccardi - pag. - 119

Gian Battista Fausto Cassulo Cavo - - pag. 23 24

ulla sanità italiana se ne

sentono di tutti i colori,

basta sfogliare i giornali

per capirlo. Nella maggior parte

dei casi infatti a fare notizia sono

quelli negativi. Persone che hanno

subìto interventi non andati a

buon fine o casi di diagnosi errate;

oppure problemi riguardanti

la macchina burocratica, come

strutture sanitarie pericolanti e

non idonee ad ospitare nessun

tipo di paziente (si ricorda il caso

delle formiche che in Campania

avevano addirittura “assalito” una

donna anziana ricoverata), o le

interminabili liste di attesa per

qualsiasi tipo di intervento o esame

a cui sottoporsi e molto altro

ancora.

Insomma, i casi di disservizio

sono i più disparati e spesso provocano

rabbia e mal contento nei

comuni cittadini che si sentono

ingiustamente tartassati nel vede-

I coniugi Dominici e il reparto nefrologia del San Giacomo di Novi Ligure

Una storia quasi da favola

L'Arca di Noè di Davide Ferreri

Non ci sono santi

gni giorno del calendario avrebbe un santo da festeggiare,

O perché ogni giorno è sempre nuovo, ma ripete quello dell’anno

prima, ecco il vero senso del ri-ciclo, delle stagioni e degli anni,

uguali e diversi, per cui vanno protetti e salvaguardati, calco del

passato e attesa del futuro. Ogni santo era al suo posto, aspettava il

suo tempo e cedeva il passo a quello dopo, ecco l’ecologia di tenere

insieme le diversità e non rinunciare alla comunione di appartenere

alla stessa natura. Fortunati quelli che hanno conosciuto il tempo

dei santi, che è finito, mi sa.

re un sistema sanitario nazionale,

che certamente è gratuito ma

che spinge il malcapitato di turno

a rivolgersi a strutture private

convenzionate o a pagamento,

per abbreviare i tempi di esami e

referti.

Fortunatamente vi sono anche

casi di buona sanità, ma chissà

perché generalmente si pensa che

si verifichino solamente nei grandi

centri, quali Milano, Torino e

Roma, e non crederemmo mai

che invece possano accadere in

cittadine di provincia anche a due

passi da noi.

La storia dei coniugi Dominici

di Arquata Scrivia inizia invece

proprio a Novi Ligure ed è uno

straordinario esempio di buona

sanità e di grande professionalità

ospedaliera.

L

LA STORIA DEI CONIUGI

DOMINICI

A Luisa, la moglie, nell’ormai

lontano 1998, durante la gravidanza

della seconda figlia, fu diagnosticata

una glomerulo nefrite

cronica, una patologia renale

sostanzialmente incurabile che

l’avrebbe portata inevitabilmente

alla dialisi. Dopo aver inviato gli

esami ad uno speciale centro di

ricerca di Bergamo, è stata dirottata

all’ospedale Giovanni Bosco

di Torino, dove è stata curata con

farmaci fino al 2014.

Proprio cinque anni fa però, dato

l’aggravarsi delle condizioni, è

stata invitata dalla struttura torinese

a rivolgersi alla struttura

più vicina alla sua residenza in

questo caso il reparto di nefrologia

dell’ospedale San Giacomo di

Novi Ligure.

Spostarsi da una grande struttura

ospedaliera ad una piccola realtà

di provincia ha creato non poche

preoccupazioni nei coniugi Dominici,

ma in brevissimo tempo

hanno dovuto ricredersi.

UN BARLUME DI SPERANZA

A Novi Ligure infatti si sono imbattuti

nella grande professionalità

ed umanità della dott.ssa Patri-

L’impegno della dott.ssa Pisacco

“Una sfida quotidiana”

’emozione che traspare dalle

parole dei coniugi Dominici-Brunetti

nel raccontare la

loro bellissima storia viene riflessa

anche dall’altra sua protagonista,

la dottoressa Pisacco. È lei stessa a

mostrarci la sua tesi di master, in

cui cita e ringrazia la coppia, insieme

a tutti gli altri suoi pazienti, che

hanno un posto privilegiato nel suo

cuore. “Il mio lavoro” ci spiega “è seguire

i pazienti durante tutto il loro

percorso e questo mi fa vivere con

loro tutte le emozioni, prima e dopo

la sala operatoria. Sono racconti di

Continua alla pagina seguente

ansie e paure, di gioie e a volte di delusioni,

purtroppo. Ogni caso, inoltre,

è unico ed ha una propria storia.

Spesso la situazione di un paziente

travolge tutta la sua famiglia, come

nel caso dei coniugi Dominici - Brunetti.

Quando, infatti, si scopre la necessità

di una donazione, si cerca un

donatore vivente, che molte volte arriva

dalla famiglia di appartenenza.

Questo gesto, però, va accompagnato

con diversi colloqui famigliari e con

supporto psicologico. Questi tipi di

supporto sono anche fondamentali

per il paziente che subisce il trapianto,

perché il periodo successivo all’operazione

ha un portato diverso su

ciascun individuo. Il trapiantato di

rene ha un ventaglio di caratteristiche,

che dipendono dal suo punto di

partenza e dalle sue aspettative. Una

grande differenza c’è, ad esempio,

fra il paziente che ha fatto la dialisi

e il paziente che ha ricevuto un trapianto

prima di entrare in dialisi: per

entrambi l’operazione è vista come il

raggiungimento della libertà, ma per

il secondo le visite e i controlli succes-

Continua alla pagina seguente

L’editoriale

T

’Italia si sta dimostrando

fragile in questo ulti-

L

mo scorcio del 2019. Frane,

allagamenti, ponti crollati,

gente rimasta senza casa e

purtroppo anche lutti. La

nostra zona, poi, l’Oltregiogo,

è stata colpita due volte.

Prima a fine ottobre e ora a

fine novembre, tanto che a

Novi Ligure anche la secolare

Fiera di Santa Caterina,

vecchia addirittura di 412

anni, ha dato forfait. Cosa sta

succedendo al nostro Paese?

Forse è la resa dei conti di

una passata stagione politica

dove interessi particolari

e vecchi potentati si sono

intrecciati tra loro in un inestricabile

groviglio nel quale

oggi siamo rimasti tutti imprigionati

o forse è il segno di

un destino di fronte al quale

siamo chiamati a dare prova

di noi stessi? Non saprei, certo

è che il nostro territorio si

dimostra fragile quando gli

eventi climatici, oggi duri

come non mai, lo stanno

mettendo alla prova, ma è

anche vero che ciò che negli

anni passati abbiamo costruito,

oppure tardato a realizzare,

non ha retto e non sta

reggendo alla prova dei fatti.

Ciò dovrebbe farci riflettere e

in primo luogo dovrebbe fare

riflettere chi fa politica attiva.

Ma non vogliamo chiudere

l’anno con questa nota ne-

di Marta

Calcagno

Per un futuro

migliore...

Continua alla pagina seguente

Il 2020 sarà un anno STRAORDINARIO per la Bellaria!

Antipasto: una settimana “bianca” in maneggio

Strada del Turchino, 9 - Novi Ligure (AL) - tel. 320 43 67 088

8 www.scuderialabellaria.it FB: ASD.Scuderia.La.Bellaria


2

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

BUONA SANITÀ

Prosegue dalla pagina precedente:

"Una storia quasi da favola"

zia Pisacco, la quale ha proposto

alla signora Luisa una donazione

di un rene da un donatore vivente,

per evitare l’ormai quasi inevitabile

dialisi. “Quando la dottoressa

Pisacco ci propose questa soluzione

– ci dice la sig.ra Luisa con ancora

una grande commozione nella

voce - io e mio marito non eravamo

a conoscenza di questa remota possibilità.

Oltretutto non avrei dovuto

incappare in interminabili liste di

attesa se avessi trovato il donatore

disponibile. Mi si era aperto uno

spiraglio e mio marito, con gran coraggio,

non ha esitato un minuto a

sottoporsi agli esami per controllare

la sua compatibilità ed è risultato

esserlo”.

L’IMPREVISTO

Il percorso è stato poi tortuoso

ma tutto sommato breve: l’intervento

si sarebbe dovuto svolgersi

nella primavera di quell’anno ma

al marito Ivan, durante la lunga

serie di esami per essere sottoposto

all’intervento di espianto del

rene appunto, è stato scoperto un

polipo nell’intestino; cosicché dovette

sottoporsi ad un intervento

chirurgico di rimozione del polipo

prima di essere finalmente pronto

in ottobre per donare il rene alla

consorte.

La signora Luisa ricorda: “Mio marito

non ha esitato un attimo; è andato

anche contro al parere di molti

familiari. Tutti avevano paura che

ad affrontare insieme un intervento

simile si poteva incorrere in notevoli

rischi. Ma, pur di fronte all’incognito,

abbiamo sempre pensato in

positivo e abbiamo insieme affrontato

il nostro comune destino. È stata

un’odissea la nostra - ci racconta

la sig.ra Luisa, che a stento trattiene

la commozione - ma vorrei far

sapere quanta professionalità si può

trovare anche in una struttura di

provincia; la dottoressa Pisacco e

il suo team ci hanno fornito anche

un supporto psicologico e un calore

umano mai trovato in quindici

anni di cure a Torino”.

L’INTERVENTO

Terminato il periodo di preparazione

e con tutti gli esami in ordine

è poi arrivato il grande giorno.

“L’intervento vero e proprio – ci

spiega la sig.ra Luisa - lo abbiamo

subìto all’ospedale di Novara perché

a Novi Ligure non è presente la

struttura idonea a supportare una

operazione complessa quale quello

di espianto/impianto, ma per

quanto riguarda le cure e gli esami

di controllo ci rivolgiamo sempre a

Novi”.

Una storia questa, che, da un lato,

ci riempie di orgoglio perché avere

una struttura d’eccellenza a due

passi da casa è un fiore all’occhiello

per tutti, e, dall’altro, perché, sul

piano sul piano personale svela

una profonda determinazione e

grande amore.

“La nostra è stata una vicenda dalle

sfumature importanti, proprio

perché ha coinvolto me e mio marito

ma allo stesso momento anche

i medici. Abbiamo dovuto essere seguiti

da uno psicologo per essere sostenuti

nel fare la scelta giusta. Ma

i forti sentimenti tra noi e la professionalità

del reparto nefrologia

dell’ospedale San Giacomo hanno

risolto tutto con grande umanità”.

Fausto Cavo

Prosegue dalla pagina precedente:

"Una sfida quotidiana"

sivi sembrano una prigione, perché

vorrebbe stare lontano dall’ospedale

molto di più”.

La donazione è un atto gratuito d’amore

ed è importante sensibilizzare

l’opinione pubblica su questo tema.

Il trapianto da un donatore vivente,

per le sue caratteristiche intrinseche,

offre maggiori vantaggi al ricevente.

Come nel caso dei coniugi

Dominici-Brunetti, inoltre, anche

il donatore può avere dei benefici e

dei controlli maggiori sulla propria

salute. La storia dei coniugi Brunetti

è una storia di speranza, ma non è

l’unica. “Il trapianto è un evento che

porta delle complicazioni,” continua

la dottoressa “e che necessita nei primi

mesi di molti controlli e attenzioni.

È un tunnel, dove in fondo c’è la

luce. Il trapiantato, infatti, continuerà

a vivere, a viaggiare, a lavorare. I

coniugi Dominici-Brunetti portano

avanti la loro famiglia e hanno avuto

la gioia di diventare nonni e questo

riempie tutti noi di grande orgoglio.”

Anna Pernecco

Novi Ligure: il racconto di una struttura ospedaliera divenuta una realtà virtuosa

L

a dott.ssa Pisacco arrivò

all’ospedale di Novi Ligure

nel 2006. Aveva appena

concluso la specialistica, durante la

quale si era interessata dei pazienti

trapiantati di rene. Allora non c’era

il reparto di nefrologia a Novi

Ligure, ma oggi, a distanza di 13

anni, le cose sono molto cambiate.

Vale la pena, dunque, festeggiare e

ricordare questi primi 10 anni di

attività dell’ambulatorio, sfruttando

l’occasione del nostro incontro

con la dottoressa Pisacco. Questa

ricorrenza è un’opportunità per

porre l’accento sull’importanza e

l’efficienza di tale reparto, anche in

un momento difficile come questo,

che lo vede proseguire le sue sfide

con carenza di personale. La dottoressa

Pisacco ricorda, fra le tante

persone che contribuiscono alla

buona riuscita di questo progetto,

l’attuale primario, Giovanni Calabrese,

caposala Fornari, le infermiere

Bruno e Sinisi, e la dott.ssa

Roscini, che condividono con lei la

gestione dell’ambulatorio. L’attività

di oggi origina dal nulla e viene creata

con grande sacrificio di tutti. In

questo progetto ha creduto molto

il dottor Della Volpe, ex primario.

Con lui e con l’infermiera Bruno, la

dott.ssa Pisacco ha visto nascere e

crescere l’ambulatorio Trapianto,

che oggi può seguire il paziente durante

tutto il suo percorso, inserito

in un vero e proprio Reparto di

Nefrologia. Tale percorso è lungo

e complesso, ma con una gestione

accurata “tutto ciò che è calcolabile

La psicologia, in una società complessa

come la nostra, è materia indispensabile

La rubrica per conoscerci meglio

d o t t . s s a Alberta Ponte

L

I 10 anni di nefrologia

si può controllare” ci spiega la dottoressa,

visibilmente emozionata.

Per ottimizzare tempi e costi è indispensabile

una rete interna di

collaborazione, che in questo periodo

di tempo si è formata e si sta

man mano consolidando. I diversi

pazienti, inoltre, hanno bisogno di

tipologie di intervento diverse e,

dal 2009 al 2019, sono state molte

le persone curate qui. In totale, ad

oggi sono stati presi in carico 50

trapiantati, di cui uno combinato

fegato-rene, uno di fegato, undici

Proteggiamo i minori

’adescamento online rappresenta, fra tutti i rischi

che i minori possono incontrare navigando

nel web, (sexting, uso massiccio della pornografia

online, cyberbullismo), quello che maggiormente

spaventa i genitori e che, più di ogni altro, mette a repentaglio

il benessere psicofisico. Le vittime dell’adescamento

online sono per la maggior parte soggetti tra

i 13 e i 17 anni, fase del ciclo di vita in cui sono particolarmente

forti la curiosità, l’eccitazione e il bisogno di

sapere e di esplorare il territorio della sessualità.

Proprio per questi motivi, il web offre loro la possibilità

di sviluppare relazioni interessanti ed eccitanti nella

virtualità, apparentemente senza le complicazioni e i

rischi che si potrebbero verificare nella vita reale. L’adescamento

online avviene, in prima istanza, fra le pareti

domestiche, situazione che fa sentire molto protetti

gli stessi minori, i quali non hanno alcuna percezione

della gravità della situazione in cui si trovano e delle

conseguenze indesiderate che ne potrebbero derivare.

L’aspetto falsamente “affettivo” della relazione con

l’adulto soddisfa i bisogni narcisistici e di intimità del

minore, che si ritrova a normalizzare sempre di più, in

termini cognitivi, ciò che normale non è, ovvero una

relazione completamente impari per età, maturità ed

esperienza di vita.

Come adulti dobbiamo imparare a comunicare con

i minori riguardo ai rischi delle loro navigazioni ed

esperienze online: 5 sono i punti da tenere presenti ai

fini della prevenzione dell’adescamento online:

Monitorare le attività online del minore, fornire aspettative

chiare e condivise, parlare in modo aperto e

approfondito dell’adescamento online, dare certezza

ai propri figli della vostra costante disponibilità anche

quando si trovassero nei pasticci, di fronte ad ogni

dubbio, non limitatevi a sperare di esservi sbagliati.

Dr.ssa Alberta Ponte

Psicologa clinica

da donatori viventi e due da donatore

cadavere a cuore non battente.

Sono tutti casi diversi che hanno

necessitato di impegno diverso, ma

che vengono ricordati con uguale

emozione dalla dottoressa Pisacco,

che non tralascia mai di ricordare

le persone che in questi anni o sono

mancate o sono entrate in dialisi.

Nell’ambito dei trapianti di reni,

è motivo di orgoglio ricordarlo, il

Piemonte ha una posizione di primo

piano: ha, infatti, creato una

rete nefrologica regionale per seguire

i pazienti trapiantati di rene,

che viene presa ad esempio in tutta

Italia. Un’altra importante innovazione

della nostra regione avviene

nel 2013: da questo anno in poi il

paziente può entrare in lista d’attesa

per un trapianto anche senza

essere in dialisi, malgrado negli

ultimi due anni siano stati rivisti i

criteri di allocazione secondo un

programma Nazionale

Anna Pernecco

Prosegue dalla pagina precedente:

"Per un futuro migliore..."

gativa, anzi vogliamo tenere

accesa la speranza per un

futuro migliore perché nel

nostro Paese le eccellenze

non mancano e l’articolo qui

a fianco, sulla bella vicenda

dei coniugi Dominici di

Arquata Scrivia ne è l’esempio.

E nel porgere a tutti voi

i miei migliori auguri per le

imminenti festività natalizie,

voglio dedicare questo mio

ultimo editoriale del 2019 a

questa bella storia che ci fa

ben sperare per un futuro

migliore.

Marta Calcagno

La Redazione de

"l'inchiostro fresco"

augura a tutti i lettori

Buone Feste

e ci rivediamo

a febbraio!

Direttori onorari:

Rino Vaccaro e Luisa Russo

• Direttore responsabile: Marta Calcagno

• Trattamento dati: Gian Battista Cassulo

• Comitato di redazione:

Matteo Clerici (editoriali)

Matteo e Luca Serlenga (Valli Stura e Orba)

Marta Calcagno (Rondinaria, Novi)

Fausto Cavo (Valle Scrivia)

Samantha Brussolo (Val Borbera, Valle Spinti)

Fausto e Giacomo Piombo (Videomakers)

• Presidente e Legale rappresentante

Gian Battista Cassulo

• Consiglio Direttivo:

Marta Calcagno, Massimo Calissano,

Arnaldo Liguori, Giacomo Piombo

• Collegio dei revisori dei Conti:

Umberto Cecchetto, Alfonso Gatti, Renato Milano

(soci storici e fondatori dell’Associazione nel 1985)

• Rubriche:

Massimo Chiocca (Pensiero fondente)

Ester Matis (Esternando)

Fabiana Rovegno (Dalla vostra parte)

• Sport: Stefano Rivara

• Grafi ca e impaginazione in proprio:

Anna Barisone

grafica2@inchiostrofresco.it

“l’inchiostro fresco” è registrato presso:

Reg. Stampa AL n. 322 del 31/01/1985

R.O.C. n. 11700 del 12/02/1998

Iscr. online: n. 36 del 11/01/2016

Pubblicità raccolta in proprio: geom. Umberto Cecchetto (328-60.87.969)

Associazione “Club Fratelli Rosselli” editrice de “l’inchiostro fresco”

• Collegio dei Probi Viri:

Domenico Bisio, Federico Cabella,

Davide Ferreri (soci fondatori de “l’inchiostro

fresco”, voce di Rondinaria - 2005)

Club Fratelli Rosselli

Iscritto alla C.C.I.A.A. di Alessandria

al n° 226160 il 4/10/2005

P. IVA e C.F. 02096520065

www.inchiostrofresco.it - Tel. 0143/46.569

Sede e Redazione Centrale: Via Paolo Giacometti (Largo Valentina), 51 - 15067 Novi Ligure (AL)

Tel. 0143.46569 - cell. 348.8085692 - redazione@inchiostrofresco.it

AI LETTORI

Informiamo che il responsabile

della raccolta

pubblicitaria per “l'inchiostro

fresco” è il geom.

Umberto

Cecchetto

socio dell'Ass. "Club F.lli

Rosselli".

Contattarlo al:

328 60.87.969

cecchettoumberto@gmail.com

REDAZIONE VALLE STURA

E ALTA VALLE DELL'ORBA

• Coordinatore: Fausto Piombo

• Corrispondenti per la Valle Stura:

Luca Serlenga

Giacomo Piombo

• Corrispondente per Tiglieto,

Urbe e Sassello:

Matteo Serlenga

• Servizio video:

Fausto Piombo

• Gestione sito internet:

Ilenia Procopio

Recapiti:

Fausto Piombo: 345.8281959

fpiombo62@gmail.com

REDAZIONE VALLE SCRIVIA,

BORBERA E LEMME

• Coordinatore: GB Cassulo

• Corrispondenti per la Valle Scrivia:

Fausto Cavo

Anna Pernecco

Christian Grillo

• Corrispondente

per la Val Borbera:

Samantha Brussolo

• Servizio video:

Fausto Piombo

• Gestione sito internet:

Ilenia Procopio

Recapiti:

GB Cassulo: 338.8085692

redazione@inchiostrofresco.it


Novembre/Dicembre 2019

La conta dei danni e i primi provvedimenti

Servizio di Genny Notarianni

ochi giorni prima dalla

scorse annate.

ricorrenza della tragica alluvione

del 5/6 P

novembre

1994, a 25 anni di distanza un’altra

ondata di maltempo ha portato distruzione

in tutto il basso Alessandrino.

Lo scorso 21 ottobre un'altra

alluvione ha sconvolto e provocato

disastri nei campi di Capriata

d’Orba e anche una vittima: Fabrizio

Torre, 52 anni, conducente Ncc

in servizio. A questa si è aggiunta

quella del 23 novembre ultimo

scorso che a Sezzadio, con la piena

del Bormida, ha ghermito la vita

di Rosanna Parodi, infermiera,

anche lei di 52 anni. Due persone

sorprese dal maltempo mentre erano

intente al loro lavoro. Questo il

tragico bilancio in vite umane di

questo ultimo maltempo e poi c’è la

conta dei danni.

Un bilancio dei danni in continua

evoluzione, anche perché gli effetti

si vedranno sul medio-lungo periodo.

LE ORGANIZZAZIONI

DI CATEGORIA AL LAVORO

La Cia di Alessandria sta seguendo

le pratiche burocratiche e tenendo i

rapporti con gli agricoltori alluvionati

dall’ultima ondata, che ha registrato

la massima distruzione nei

territori dell’Ovadese e del Gaviese.

Procede la conta dei danni, che

in alcuni casi arriva a centinaia di

migliaia di euro. La forza dei corsi

d’acqua esondati ha causato allagamenti,

provocato smottamenti,

trasportato tronchi e detriti in pieno

campo, cancellato allevamenti

di lumache, allagato strutture, fatto

perdere interi raccolti. Ci vorranno

mesi prima che il terreno riacquisti

le proprietà organiche, e settimane

perché si possa tornare ad una corretta

gestione tecnica degli appezzamenti:

in questi giorni, infatti, gli

Il 21 ottobre le ondate di fango nel basso Alessandrino. Il 23 novembre nuovamente sott’acqua

agricoltori stanno pulendo le terre,

con un lavoro manuale, dai detriti

portati insieme al fango che rendono

impraticabile il passaggio dei

macchinari agricoli.

IL PARERE DEGLI ESPERTI

Spiega il presidente Cia Alessandria

Gian Piero Ameglio: “Il cedimento

degli argini dei rii minori che

esondano, come riferito dai nostri

soci, è causato anche dall’impatto

degli animali selvatici che scavano

buche e compromettono la sicurezza.

La nostra Confederazione ha più

volte lanciato questo allarme agli

Enti competenti, con Tavoli di lavoro

e raccolta firme. Proseguiremo questa

battaglia per far comprendere gli

effetti devastanti che possono avere

le situazioni di pericolo segnalate e

non gestite”. A queste parole fa eco

Paolo Viarenghi, direttore provinciale

Cia, che, a margine di un

sopralluogo all’indomani dell’alluvione

dl 23 novembre, precisa: “È

necessario pensare ad interventi e

sostegni che diventino strutturali:

le aziende colpite dall’alluvione non

hanno la possibilità di assicurare le

produzioni, che restano la necessaria

protezione per il nostro territorio,

quindi devono essere sostenute

per il ruolo determinante che svolgono,

anche per la salvaguardia

dei centri urbani”. Parere analogo

espresso anche da Luca Brondelli

di Brondello, presidente di Confagricoltura

Alessandria, che dice.

“È ancora presto per effettuare la

conta dei danni ma apprendiamo

dalla Regione Piemonte è pronta la

richiesta di stato di emergenza e ne

apprezziamo la tempestività. Vista

la frequente ricorrenza degli episodi

alluvionali, riteniamo però indispensabile

che al più presto si crei un

piano strutturale di manutenzione

delle infrastrutture”.

IL CASO

Uno dei casi simbolo dell’alluvione

2019 è l’Azienda vitivinicola

Fontanassa s.s. a Gavi: la pioggia

torrenziale ha causato la frana

P

I fattori scatenanti del cambiamento del clima

anta Rei, tutto scorre. Purtroppo,

nel periodo odierno,

a scorrere sono i fiumi

di acqua piovana che stanno invadendo

campi, strade, abitazioni

e intere città. Il dissesto idrogeologico

causato dai fenomeni alluvionali

è, ad oggi, una delle maggiori

emergenze da fronteggiare

in gran parte della nostra penisola,

ma in riferimento specifico,

nell’alessandrino.

Il distretto che interessa la Pianura

Padana è da sempre zona soggetta

ad alluvioni, ma in questo

ultimo periodo abbiamo assistito

ad un notevole incremento della

frequenza di questi fenomeni.

Ciò che maggiormente cattura la

nostra attenzione, attualmente,

sono gli effetti disastrosi, il modo

che queste “bombe d’acqua” hanno

di impattare sul sistema idrogeologico

e di stravolgerne gli

della collina retrostante la cantina,

che ha invaso i locali piegando

le botti in acciaio e sommergendo

di terra e fango le barrique

in legno. Il locale è interamente

equilibri, attualmente già precari.

In realtà, però vorrei spostare

lo sguardo più a monte, verso le

cause da imputare al verificarsi di

vere e proprie calamità naturali.

IL “CLIMATE CHANGE”

Partiamo dal “climate change”.

Il clima sta cambiando, a causa

dell’eccessiva concentrazione di

anidride carbonica, emessa dalle

combustioni dei carburanti fossili.

Il diossido di carbonio e i gas

serra si accumulano negli stati

da ricostruire, la cella frigo (70

mila euro) è da buttare, così come

tutta la produzione in lavorazione

e affinamento, dell’ultima vendemmia

appena conclusa e delle

Rimodulare lo stile di vita

inferiori dell’atmosfera, determinando

il “global warming”, ovvero

l’aumento della temperatura

media della Terra. Concatenato

con il cambiamento climatico, è

invece l’incremento di concentrazione

di anidride carbonica e

vapore acqueo, nonché dell’umidità

relativa dell’aria che induce

una maggiore concentrazione di

acqua piovana. Stando alle indagini

ISTAT, il dato allarmante

è legato al fatto che la concentrazione

di precipitazioni nei giorni

piovosi sia molto più elevato che

in passato.

Città e strade vengono inondate

dall’acqua, i campi e i terreni

limitrofi, a causa dei prolungati

periodi di siccità, non riescono

ad imbibirsi, ad assorbire l’acqua.

Continua alla pagina seguente

IL SOPRALLUOGO

DI MARCO PROTOPAPA

La Regione Piemonte ha inviato

le comunicazioni alle Aziende

agricole riguardo l’arrivo dei risarcimenti

dei danni subiti dall’alluvione

2016. I tempi burocratici

evidenziano il triste paradosso:

arrivano ora le indicazioni per rimettersi

in piedi dalla distruzione

del 2016, quando ne è appena avvenuta

un’altra, che chissà quando

sarà corrisposta – commentano

gli imprenditori agricoli. Tre giorni

dopo il disastro di fine ottobre,

la Cia di Alessandria ha invitato

l’assessore regionale all’Agricoltura

Marco Protopapa per un sopralluogo,

accompagnandolo in visita

nelle campagne piegate dalle esondazioni

e in alcune aziende. Dopo

la constatazione della gravità della

situazione, l’assessore ha espresso

l’impegno di accelerare le procedure

previste per gli indennizzi.

I PROVVEDIMENTI

GIÀ PRESI PER L’ALLUVIONE

DEL 21 OTTOBRE

Nel frattempo, il Consiglio dei

ministri ha deliberato nella seduta

del 14 novembre il riconoscimento

dello stato di emergenza per l’alluvione

che il 21 ottobre scorso ha

colpito numerosi paesi della provincia

di Alessandria. Commenta

Ameglio: "Le risorse in arrivo serviranno

per le opere di ripristino

infrastrutturali e per la messa in

sicurezza, e di questo siamo lieti.

Ci auguriamo che analoga celerità

avvenga per il riconoscimento degli

indennizzi in agricoltura, come si è

anche impegnato l'assessore regionale

Marco Protopapa in visita in

Continua alla pagina seguente


4

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

SPECIALE ALLUVIONE

Prosegue dalla pagina precedente:

"Rimodulare lo stile di vita"

I CORSI D’ACQUA

E LA CEMENTIFICAZIONE

Altri protagonisti indiscussi sono

i fiumi, la cui portata subisce un

rapido aumento, che si traduce in

esondazioni, fenomeni rovinosi,

quali la rottura di ponti, argini e

centri abitati ubicati in prossimità

di essi. I colpevoli sono da ricercare

tra gli abusi edilizi, le azioni

di limitazioni dei corsi fluviali,

attraverso dighe, sbarramenti o

cementificazioni per cambiare il

corso di un fiume. I fiumi tendono

sempre a tornare al loro profilo

di equilibrio.

LA MANUTENZIONE

Altro grave problema è la pulizia

degli argini, da rami, tronchi e

detriti che tendono a depositarsi,

creando sbarramenti e ostruzioni

al flusso del fiume. L’idea di sostituire

la vegetazione ripariale,

costituita da piante di natura arbustiva,

come i salici, che hanno

ampi apparati radicali e una

grande elasticità con pioppeti,

caratterizzati da alto fusto e radichette

di scarsa lunghezza è stato

sì vantaggioso dal punto di vista

dello sfruttamento del terreno,

ma meno lungimirante dal punto

di vista della salvaguardia degli

argini.

CONCLUSIONI

Volendo esimermi dall’addentrarmi

nel valutare il sistema di

gestione degli scarichi fognari e

dei sistemi di deflusso dell’acqua

nei casi di emergenza, nonché dal

permettermi di esprimere opinioni

sulle autorità competenti, cerchiamo

di redigere un bilancio. I

fattori scatenanti hanno un peso

sicuramente maggiore rispetto a

tutte le possibili attività di prevenzione

o contenimento che ciascun

ente possa mettere in atto,

ma a pagarne le spese siamo noi.

Il clima sta cambiando e noi non

possiamo osservare impotenti lo

scorrere delle catastrofi, l’unico

fronte su cui è possibile agire è

quello di modellare anche noi il

nostro “alveo” e il nostro modo

di agire.

Diletta Piana

U

Strade interrotte, famiglie sfollate, rii diventati cascate di fango: un disasto!

n’altra ondata di maltempo

ha colpito il nostro

territorio nei giorni

tra venerdì 22 e domenica 24

novembre: il terreno già pesantemente

provato da un mese continuo

di precipitazioni incessanti

non ha retto all’ulteriore carico

d’acqua e sono state numerose le

criticità.

Già dalla serata di venerdì era

stata diramata l’allerta rossa per

i settori A, B e D della Regione,

successivamente prorogata fino

alle ore 12 di domenica 24.

I comuni della Valle Stura hanno

patito non pochi disagi: a Campo

Ligure la circolazione in Via Saracco

e Via Don Minzoni è stata

interrotta per ore a causa dell’ostruzione

di un canale di scarico

che ha causato degli allagamenti

nella sede stradale sottostante

nelle immediate adiacenze del

Pub O’Donoghue.

Tra Rossiglione e Ovada in località

“Cicchinin” nella serata di sabato

23 è caduta una grossa frana

che ha ostruito anche il torrente

Stura, facendo diga e facendo

alzare il livello delle acque sino

a bordo strada. Inoltre la strada

statale 456 del Turchino tra Campoligure

e Ovada è stata soggetta

a allagamenti e frane lungo tutto

il tratto. La circolazione in Valle

Stura risulta così ad essere molto

compromessa, non solo verso il

versante piemontese ma anche

verso quello ligure, infatti dopo

il passo del Turchino, a Mele,

in via Ovada, ai piedi di uno dei

piloni di un viadotto della A 26,

è in atto un movimento franoso

di notevoli dimensioni che desta

non poche preoccupazioni negli

abitanti e nei tecnici comunali.

ANCHE IL PONENTE

LIGURE, L’ALTA VALLE

DELL’ORBA E LA ZONA DI

SASSELLO ISOLATE

Non solo la strada del Turchino,

ma anche l’Aurelia, tra Voltri ed

Arenzano poco oltre Vesima, è

bloccata da una frana di enormi

dimensioni staccatasi dal dirupo

La Valle Stura isolata

alle sue spalle, interessando anche

un sottostante campeggio.

Ad Urbe nella notte tra venerdì

22 e sabato 23 novembre è franato

un tratto della strada provinciale

40 che collega Vara Superiore a

Vara Inferiore: “Un tapullo, ovvero

un lavoro svolto in passato in

gran fretta, non ha retto, avevamo

indicato questo punto come critico

nei piani della protezione civile”,

ha affermato il sindaco Fabrizio

Antoci in diretta su Primocanale

“Con Atp dovremo pensare un

servizio navetta alternativo perché

adesso la viabilità è problematica:

il bypass comunale provoca almeno

un allungamento di un quarto

d'ora o 20 minuti”.

Sempre a Urbe la strada tra Sassello

e Palo nella serata di sabato

23 è stata interrotta a causa del

cedimento della sede stradale

all’altezza del bivio per Moretti

A

dove è prevista a tempi brevi l’apertura

di un by pass formato da

una strada sterrata, mentre ad

Acquabianca una frana ha interrotto

la strada SP 53.

Nella notte tra sabato 23 e domenica

24, la strada tra Pontinvrea

e Albissola si è resa impraticabile

a causa delle numerose frane e

smottamenti. Nella stessa notte,

anche la strada che collega Sassello

ad Albissola, ovvero la provinciale

334, è stata anch’essa chiusa

al traffico per una grossa frana.

Nella giornata di domenica 24

è però crollato anche il viadotto

“Madonna del Monte” sulla autostrada

A/6, “Torino – Savona”,

che per Sassello rappresentava

l’unica alternativa per raggiungere

la riviera. Ora con questa

ulteriore interruzione, Sassello è

completamente isolato.

A Tiglieto sono state ore di apprensione

invece per l’antico

ponte medievale già danneggiato

dagli eventi di ottobre: la piena

del torrente Orba ha infatti sollecitato

particolarmente la struttura

causando importanti danni

strutturali. Intanto il Comune afferma:

“Abbiamo già inviato a Regione

e ministero dei beni culturali

alcune schede sulla situazione del

ponte per avviare un progetto prima

che sia troppo tardi. Dopo la

giornata di oggi temo che dovremo

aggiornare queste schede”.

La pioggia ha creato smottamenti e crollo di alberi

nche Novi Ligure e il

novese per la seconda

volta, a distanza di un

mese dalla prima alluvione, il 23

novembre, sono stati nuovamente

travolti dall'ondata del maltempo.

Fortunatamente i sottopassi ferroviari

nella città di Novi Ligure

non si sono allagati come accaduto

il 21 ottobre scorso. È crollato

invece un grosso albero nei pressi

di piazza XX Settembre, travolgendo

un'auto e si è verificata

una frana dietro il Castello. Ma

è stato il circondario di Novi ad

essere fortemente colpito con le

Luca Serlenga

Frane anche nel Novese

Foto Mogni: una frana sulla circonvallazione a monte di Novi Ligure, dietro il castello

sue strade principali, soprattutto

quelle verso la valle dell'Orba, interrotte.

Tanto è vero che l'Amministrazione

Comunale ha dovuto

sospendere la più che centenaria

"Fiera di Santa Caterina".

G.B.

Prosegue dalla pagina precedente:

"La conta dei danni

e i primi provvedimenti"

alcune aziende nostre associate per

verificare i danni".

I COMMENTI IN REGIONE

“È una buona notizia - commenta

il presidente della Regione, Alberto

Cirio - che ci consentirà di avere

strumenti e risorse per la messa in

sicurezza più urgente del territorio”.

L’assessore alle Opere pubbliche,

Difesa del suolo e Protezione civile,

Marco Gabusi, puntualizza che

“è un atto fondamentale per rendere

possibili gli interventi di somma urgenza

che i sindaci stanno sostenendo.

La Regione ha inviato a Roma

la richiesta il giorno stesso della calamità,

anticipandola al presidente

del Consiglio Conte durante la sua

visita ad Alessandria. A meno di un

mese è arrivato il via libera del Governo.

Ci auguriamo che la rapidità

con cui tutta la macchina dei soccorsi

e delle istituzioni ha funzionato in

questa circostanza possa proseguire

anche per il futuro”.

Dalle rilevazioni fatte dalla Regione

insieme ai Comuni le opere prioritarie

sono state stimate in circa 17

milioni di euro. Ma per ripristinare

il territorio e risarcire dei danni ne

saranno necessari almeno altri 45.

Genny Notarianni

Questo

maltempo!

on questo maltempo il

C castello di carte sul quale

erano costruite le nostre

certezze ed illusioni è venuto

meno.

Il re, finalmente, è nudo: senza

internet, senza strade e senza

più speranze ci siamo ritrovati

catapultati indietro nel tempo,

in un piccolo mondo antico

che abbiamo sempre biasimato:

all'improvviso siamo tornati

a parlare di mulattiere, strade

nel bosco, di paesi in campagna

che manco ne ricordavamo

più l'esistenza - dai, Fondoferle,

chi diavolo lo aveva mai sentito!?-,

ma che si sono rivelati

Continua a pagina 6


Novembre/Dicembre Ottobre/Novembre 2019

Valle Stura

e Val d’Orba

Sulla A26 traffico a senso alternato

“ fronte di gravi ammaloramenti

riscontrati ab-

condizioni il porto non può andare

Signorini, che afferma: “in queste

Abiamo segnalato criticità avanti per più di una settimana”.

sul ponte Fado in direzione Alessandria

e sul viadotto Pecetti in

direzione Genova-Ventimiglia.

Sulla A26 i rappresentanti di Autostrade

per l’Italia hanno preso

atto e sono intervenuti La Procura

attende verifiche di sicurezza condotte

dalla società concessionaria

secondo le norme di legge”. Così il

Procuratore capo Francesco Cozzi

comunica riguardo alla chiusura

del tratto autostradale tra Genova

Prà e Masone nella serata di

lunedì 25 novembre.

Il Pecetti era finito nell'inchiesta

sui falsi report autostradali, l'inchiesta

bis nata dopo il crollo del

ponte Morandi.

Dopo il crollo del tratto di autostrada

A6 del 24 novembre 2019,

Genova e la Liguria si sono trovate

di fatto isolate, ma dalle ore

12 del 26 novembre, sulla A26 è

stato attivato il senso alternato su

una carreggiata, per non tagliare

completamente i collegamenti tra

la costa ligure con il suo naturale

retroterra.

LO SCONCERTO

DEL PRESIDENTE

DELLA REGIONE LIGURIA

Il Governatore, Giovanni Toti,

esprime meraviglia e sconcerto

di fronte a tali criticità ma ricorda

che innanzi tutto viene la sicurezza

dei cittadini e affermando la

legittimità delle verifiche del caso

sui viadotti della A26 e della loro

relativa chiusura.

LE PREOCCUPAZIONI

DELL’AUTORITÀ PORTUALE

Preoccupazione per il presidente

dell’Autorità portuale del Mar

Ligure occidentale, Paolo Emilio

Collasso della viabilità in Liguria. La valle Stura isolata

LA POSIZIONE

DEL GOVERNO

Il Governo convoca Autostrade:

In merito alla chiusura della tratta

dell'A26 tra l'allacciamento con

l'A10 e lo svincolo di Masone la

ministra delle Infrastrutture, Paola

De Micheli, ha convocato per

martedì mattina il concessionario

Autostrade per l'Italia al fine di

stabilire gli interventi urgenti per

garantire la sicurezza e ripristinare

la viabilità.

LA VOCE DEL SINDACO

DI GENOVA

Il Sindaco Marco Bucci dice: “Il

mio compito principale, come sindaco,

sarà quello di gestire il traffico

nella città di Genova che sarà

sovraccarico. Non solo il traffico

cittadino ma anche quello pesante

del porto. Naturalmente, la popolazione

sarà invitata usare i mezzi

pubblici ma sono convinto che potremo

sostenere questa situazione

per il tempo che sarà necessario.

La sicurezza è la priorità numero

uno e sulla sicurezza non si discute”.

Luca Serlenga

Il Presidente Giovanni Toti e l’Assessore Ilaria Cavo in visita ai paesi alluvionati

S

La Regione è vicina alla Valle Stura

abato 16 novembre 2019,

il Presidente della Regione

Liguria, Giovanni Toti, e

l’Assessore Regionale Ilaria Cavo

hanno dedicato la giornata ai paesi

della Vallestura che, nonostante

siano stati nuovamente colpiti dalla

furiosa ondata di maltempo del 21

ottobre scorso, con orgoglio e caparbietà

mettono ancora in campo

tutta la volontà per tornare ad essere

uno dei fiori all’occhiello della

meravigliosa Liguria. Il percorso

delle autorità regionali ha preso il

via da Rossiglione, dove hanno potuto

apprezzare le curiosità custodite

nel Museo Passatempo, promettendo

di ritornare per una visita più

approfondita di tutti gli oggetti e le

ambientazioni ricostruite negli spazi

della struttura, all’interno della

quale è possibile rivivere emozioni

d’altri tempi. Alle 15.30 il Presidente

Toti e l’Assessore Cavo sono giunti

a Campo Ligure, dove ad attenderli

erano presenti il Sindaco Giovanni

Oliveri e la Giunta al completo.

L’appuntamento era al Museo della

Filigrana “Pietro Carlo Bosio”, dove

Silvia Del Genio, responsabile, ha

guidato gli illustri ospiti all’interno

della struttura, illustrando loro la

storia della filigrana e descrivendo

le opere d’arte che vi sono conservate

ed esposte, svelando tutti segreti

di un’arte particolare e di quella che

è a tutti gli effetti l’unica esposizione

permanente di gioielli e capolavori

dell’arte orafa di Campo Ligure. Il

Presidente Toti è rimasto così affascinato

dalla filigrana di Campo

Ligure che, al termine della visita,

ha voluto provare l’emozione di “addomesticare”

il prezioso, sottile ma

tenace filo d’argento per realizzare

con le sue mani una piccola parte di

quello che potrà diventare un gioiello

unico e inimitabile. Il Sindaco

di Campo Ligure, Giovanni Oliveri,

ha consegnato al Presidente della

Regione Liguria lo stemma del Comune

di Campo Ligure, realizzato

in filigrana. Successivamente, nel

corso di un incontro con gli artigiani

locali a cui hanno preso parte

anche l’Assessore Cavo e il Sindaco

Oliveri, il Presidente Toti ha espresso

tutto il suo apprezzamento per

quanto ha potuto vedere a Campo

Ligure ed ha offerto tutta la disponibilità

della Regione Liguria

affinché realtà quali la filigrana di

Campo Ligure possano essere valorizzate

come meritano, non solo in

Liguria ed in Italia ma nel mondo.

Ricordiamo che ad ottobre in Liguria

65 artigiani hanno ottenuto

la qualifica di “Maestro Artigiano

2019” che potranno fregiarsi del

marchio “Artigiani in Liguria”,

attribuzione riconosciuta a settori

dell’artigianato tra i quali è compresa

la lavorazione artistica della filigrana.

Tra questi speciali artigiani

Campo Ligure può annoverare oggi

un suo cittadino Davide Oddone,

titolare del laboratorio artigiano

Filigranart. La giornata valligiana

della delegazione regionale si è

conclusa a Masone con la visita al

Museo del Ferro “Andrea Tubino”.

Giacomo Piombo

I percorsi

alternativi

Dal nostro

corrispondente

Luca Serlenga,

riceviamo e pubblichiamo

questi aggiornamenti

n conseguenza ai disagi

I della A26, si consigliano i

seguenti itinerari alternativi:

• VEICOLI LEGGERI E

AUTOCARRI FINO

A 7,5 TON (ESCLUSI

AUTOBUS)

Per la A26 dalla A10 uscire

a Prà e proseguire fino a

Masone tramite la SP 456

del Turchino.Per la A10 dalla

A26 effettuare il percorso

inverso.

• VEICOLI PESANTI

SUPERIORI A 7,5 TON

E AUTOBUS

Per la A26 dalla A10 utilizzare

la A7. Per la A10 dalla

A26 obbligo di deviazione

sulla Diramazione Predosa

Bettole, dalla quale, con fermo

temporaneo e progressivo

deflusso, sarà possibile

procedere verso Genova

lungo la A7. Potranno proseguire

fino a Masone i soli

mezzi pesanti con destinazione

di scarico o carico

nella zona collegata a tale

svincolo.

• ITINERARI DI LUNGA

PERCORRENZA

Per i collegamenti tra la A4,

A26 e A21 verso la Toscana,

utilizzare la A21 fino all'allacciamento

con la A1 e da

questa raggiungere Firenze

o riprendere l'autostrada.

(l.s.)


6

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

VALLE STURA E VALE DELL'ORBA

Intervista al Primo Cittadino di Masone a 6 mesi dal mandato

Cinque anni ben spesi

sei mesi dalle elezioni comunali

ci siamo recati in

A Comune a Masone per

chiedere al rieletto Sindaco Enrico

Piccardo un primo resoconto di

questo nuovo mandato.

“Con i cinque anni precedenti di

carica abbiamo impostato il lavoro

di cui soltanto adesso si vedono

i primi risultati – ci dice il Primo

Cittadino, accogliendoci a Palazzo

municipale - la messa in sicurezza

delle sponde del Torrente Stura è

stata sempre una priorità e siamo

riusciti a concludere i lavori due

settimane prima dei recenti eventi

calamitosi causati dalle violente

precipitazioni di questo mese.

Questo è sicuramente un gran

passo avanti per la sicurezza della

popolazione di Masone ed è stato

ampliamente dimostrato in questi

ultimi giorni, Masone infatti è

stato il comune della Valle Stura

che ha subito meno danni – sottolinea

Piccardo - e lo dobbiamo

sicuramente anche alla conclusione

tempestiva delle opere di messa in

sicurezza degli argini e degli alvei.

Abbiamo inoltre progetto di consolidare

ulteriormente molti tratti di

strada vicino ai principali rii oltre a

quelli che abbiamo già completato

per permettere a tutti di circolare e

spostarsi in totale sicurezza anche

durante questi eventi meteorologici

estremi purtroppo sempre più frequenti

nel nostro territorio”.

Altri interventi?

Stanno proseguendo i lavori al

nuovo asilo infantile, un progetto

impostato da tanti anni e che dovrebbe

essere pronto per il prossimo

anno: siamo indietro di soli

20 giorni sulla tabella di marcia

per il maltempo ma contiamo di

recuperare”.

Già ci ha detto che sono state messe

in sicurezza le strade vicino ai

rii, per le altre strade quali interventi

sono previsti?

Abbiamo terminato i lavori in

Piazza del Castello e installato la

bellissima statua dell’angelo visibile

anche dall’autostrada A26 e i

lavori di allargamento della strada

del Mulino. Sono in fase di

conclusione i lavori di asfaltatura

della Strada Statale 456 del Turchino:

ben 12.000 metri quadrati

di nuovo manto stradale!

Per quanto riguarda le strutture e

gli immobili ad uso pubblico?

Con il teatro opera Monsignor

Macciò siamo a buon punto con i

fondi di finanziamento e speriamo

a breve di poterlo riaprire al pubblico.

Mi preme anche ricordare

che sono stati svolti degli interventi

di manutenzione straordinaria

presso la struttura del Forte

Geremia: in particolare sono stati

sostituiti gli infissi ed è stato installato

una nuova linea elettrica

ed un ripetitore utilizzabile anche

dal 118 per le emergenze.

Iniziative per il prossimo futuro?

Per il futuro il Comune ha in

programma di organizzare dei

una squadra di Protezione Civile

formata da volontari del territorio,

abbiamo già contattato varie

associazioni disposte a collaborare

come ex carabinieri e la Croce

Rossa masonese.

Luca Serlenga

Premiate le eccellenze della Valle Stura

Artigiani a Campo

“Un meritato

riconoscimento a

Davide Oddone per la sua

attività nell'artigianato

l Presidente della Regione

Liguria, Giovanni Toti, accompagnato

dall’Assessore I

regionale alla Comunicazione,

Ilaria Cavo, e dal Sindaco di

Campo Ligure, Giovanni Oliveri,

ha incontrato gli artigiani locali ai

quali ha espresso tutto il suo apprezzamento

per quanto ha potuto

vedere a Campo Ligure ed ha

offerto tutta la disponibilità della

Regione Liguria affinché realtà

quali la filigrana di Campo Ligure

possano essere valorizzate come

meritano, non solo in Liguria ed

in Italia ma nel mondo.

Ricordiamo che ad ottobre in

Liguria 65 artigiani hanno ottenuto

la qualifica di “Maestro

Artigiano 2019” che potranno

fregiarsi del marchio “Artigiani

in Liguria”, attribuzione riconosciuta

a settori dell’artigianato tra

i quali è compresa la lavorazione

artistica della filigrana. Tra questi

speciali artigiani Campo Ligure

può annoverare oggi un suo cittadino

Davide Oddone, titolare del

laboratorio artigiano Filigranart.

Giacomo Piombo

N

A Rossiglione un Babbo Natale in arrivo da Rovaniemi

Aperti i Mercatini

Prosegue da pagina 4:

"Questo maltempo!"

l'unico appiglio per tornare in

superficie a respirare un soffio

di normalità. Abbiamo scoperto

che esiste un mondo là fuori,

un mondo che abbiamo sempre

considerato di serie B, che adesso,

beffardo, ci presenta il conto,

e ci guarda come un amico che

gongola, conscio di aver sempre

avuto ragione ed essere stato

continuamente escluso.

Il Luca pensiero

“ULTIMA ORA

da martedì 3

dicembre è stata riaperta

a senso unico alternato

la SP49 tra Urbe e

Sassello. Prosegue

la raccolta firme degli

abitanti per chiedere più

attenzione al territorio.

onostante il maltempo,

Rossiglione si prepara

al Natale con i tradizionali

mercatini ed un ospite d’eccezione.

Tra meno di 20 giorni

si festeggerà il SS. Natale e come

gli anni scorsi a Rossiglione è

stato organizzato il tradizionale

appuntamento con il Mercatino

di Natale. L’evento si svolge nello

spazio espositivo coperto e riscaldato

della struttura Expo dell’exferriera

di Rossiglione. Quella di

quest’anno è la 13° edizione di

quello che in Vallestura e non

solo è ormai considerato un appuntamento

tradizionale al quale

non si può mancare e come per le

passate edizione l’organizzazione

è stata curata dal Gruppo Operatori

Economici Rossiglione 2000

con la collaborazione del Museo

Passatempo e del Comune di

Rossiglione. Come da programma

i cancelli dell’Expo si sono

spalancati venerdì 29 novembre

e sono rimasti aperti fino a domenica

1° dicembre e successivamente

da venerdì 6 a domenica 8

dicembre. In entrambi i fine settimana

gli organizzatori hanno offerto

ai visitatori un’occasione irripetibile

per aiutarli, con numerose

idee regalo e tanti specialità

D

tipiche e prodotti artigianali unici,

nell’arduo compito della scelta

dei regali natalizi. Nel contesto

della manifestazione non sono

mancate attività d’intrattenimento

per i più piccoli ed un ottimo

servizio di ristorazione presso il

quale i numerosi visitatori hanno

potuto gustare squisitezze e piatti

tipici. Infine non potevamo certo

dimenticarci di Babbo Natale in

persona che è giunto a Rossiglione

nientepopodimeno che da Rovaniemi

e per chi non c’era non

possiamo che dare appuntamento

all’anno prossimo augurando a

tutti Buon Natale.

Bella iniziativa ai Mercatini

omenica 8 dicembre ai

Mercatini di Natale a

Rossiglione ci sarà anche

il Barber van! I ragazzi del Barber

van acconceranno e taglieranno i

capelli in cambio di beni di prima

necessità da devolvere ai bisognosi

come regalo di Natale! L'associazione

benefica "The Barber Van"

collabora con l'Onlus "Music for

Peace - Creativi della notte" di

Giacomo Piombo

Il “Barber van”

Genova, che si occupa della distribuzione

dei beni, destinati alle

famiglie meno fortunate. Un ottimo

esempio di come si possono

intersecare lavoro, musica e beneficienza.

L'appello dunque è quello

di non mancare a questo appuntamento

che rende ancora più completi

i mercatini di Rossiglione.

Edoardo Cartasegna

a l b e r g o r i s t o r a n t e

Specialità

pasta fatta in casa, tartufi, selvaggina, funghi

pizzeria con forno a legna

Ampio posteggio per autopullman, wi-fi free in tutta la struttura

Via Isola Giugno, 109 - 16013 Campo Ligure (GE)

tel. +39 010 921369 - mobile / cel. 3271782621

www.hotelturchino.com - info@hotelturchino.com

Buone Feste!


VALLE STURA E VALE DELL'ORBA

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

7

Antoci: “Rimbocchiamoci le maniche”

Incubo a Urbe 1° semestre: prova del fuoco

er questa edizione del nostro

giornale, che sarà in edicola

P nel periodo pre-natalizio,

U

n weekend, quello del

23 e 24 novembre, che

rimarrà come “uno dei

più traumatici nella storia del

nostro fragile territorio”: non usa

mezzi termini il sindaco di Urbe,

Fabrizio Antoci, per descrivere

la grave situazione in cui è letteralmente

precipitata l’Alta Valle

dell’Orba a seguito delle forti e

intense precipitazioni che hanno

interessato il territorio lo scorso

fine settimana, causando numerose

devastazioni e difficoltà alla

popolazione.

A conferma delle parole del primo

cittadino, i dati pluviometrici,

quasi apocalittici: nella sola

giornata di sabato 23 novembre,

la stazione meteo di Vara Superiore

ha rilevato un quantitativo

di pioggia superiore ai 400 millimetri,

una cifra impressionante

(la più alta cumulata in una sola

giornata da quando sono iniziati

i rilevamenti), se si pensa che

la stessa quantità di norma cade

durante un periodo di oltre sei

mesi.

Questo grande quantitativo

d’acqua, complice il terreno già

pregno dalle precedenti piogge

e nevicate (l’ultima, lunedì 18)

ha dato infine il “colpo di grazia”

al territorio causando il temuto

scenario di “KO idro-geologico”

così definito dal sito di previsioni

“Limet”: frane, smottamenti,

cedimenti strutturali del manto

stradale, caduta di alberi.

E la situazione parla chiaro: due

strade provinciale crollate (per

le frazioni di Acquabianca e

Vara Superiore), innumerevoli

frane, interrotto anche il collegamento

con Sassello a causa

di un cedimento stradale dopo

Palo, già in territorio sassellese.

Una situazione grave che mette

ulteriormente in difficoltà il comune

“orbasco” della provincia

di Savona che deve già quotidianamente

affrontare le numerose

problematiche dei piccoli paesi,

oppressi da isolamento e mancanza

di servizi, che in questi

giorni, inevitabilmente, vengono

accentuate.

E in virtù di questo il sindaco

prova a dare una spiegazione:

“Sono nodi che vengono al pettine.

Anni, decine di anni di incuria,

di mancanza di manutenzione

ordinaria e straordinaria, di

superficialità e di incompetenza

da parte delle amministrazioni

pubbliche”, tuona Antoci in un

comunicato, “lavori non eseguiti

oppure male affidati e ancor

peggio realizzati da parte della

Provincia, ma anche noi non

ci reputiamo esenti da errori ed

omissioni”.

Un duro j’accuse del primo cittadino,

che comunque può tirare

un sospiro di sollievo, in quanto,

fortunatamente, non si registra

nessun ferito nel territorio,

e può lanciare una nuova sfida:

rimboccarsi le maniche, sperando

che Comune, Provincia, Regione

e Stato facciano finalmente

squadra affinché Urbe possa

tornare presto alla normalità.

Matteo Serlenga

abbiamo fatto visita al Sindaco di

Campo Ligure, Giovanni Oliveri,

chiedendogli un resoconto di questo

primo semestre amministrativo.

Sono trascorsi i primi sei mesi

dall'inizio del nuovo mandato,

può fare un resoconto di questa

fase amministrativa?

Purtroppo la risposta non può che

essere condizionata dagli eventi alluvionali

del 21 e 22 Ottobre e dal

periodo di continue piogge più o

meno intense che non ci hanno

mai abbandonato in questo ultimo

mese e mezzo. È appena terminata

un’allerta durata 39 interminabili

ore, durante le quali sono caduti sul

territorio oltre 350 mm pioggia, che

complessivamente nell’ultimo mese

hanno raggiunto la quota record

Assemblea: incontro dei cittadini con Antoci e Buschiazzo

S

“Lasciati al … Palo”

assello (SV): - Lasciati al Palo.

Giovedì 28 novembre, dalle

ore 21, si è svolto presso

la bocciofila di Palo l'annunciato

incontro voluto dalla popolazione

residente per discutere sul futuro

della viabilità locale a seguito

dell'interruzione della Provinciale

49, causata dalle forti piogge di sabato

23. Il salone della bocciofila

si è subito gremito di persone provenienti

dall'intero circondario: in

tanti infatti con i propri mezzi hanno

raggiunto la piccola frazione del

comune di Sassello dai paesi limitrofi

come Urbe, Tiglieto e Ponzone

nell'Alessandrino, in quanto le frane

e gli smottamenti hanno interrotto

i collegamenti indispensabili tra

queste realtà. La volontà e l'esigenza

di organizzare l'incontro nasce dal

gruppo Facebook “da Palo in su”,

creato dai residenti per sensibilizzare

sulla drammatica situazione, i

quali hanno organizzato anche una

Incontro con il neo-eletto Sindaco di Campo Ligure

di quasi 1700 mm, che è record regionale

e coincide con la media di

precipitazioni annuali per il nostro

territorio.

Una situazione di emergenza dunque

che vi sta condizionando?

Certo. In questo mese di lavori per

affrontare al meglio le emergenze

abbiamo dovuto rinunciare a molte

iniziative su cui stavamo lavorando,

perché le priorità sono cambiate:

ora utilizzare al meglio i finanziamenti

che ci saranno assegnati

attraverso lo stato di emergenza

recentemente concesso.

Quali le priorità?

In primo luogo sul fronte frane, con

oltre l'80% delle strade extraurbane

interrotte. Un bollettino di guerra

in continuo aggiornamento che

costringe la struttura comunale a

gestire le 21 situazioni di Somma

Urgenza individuate, per una somma

di oltre 1,5 milioni di euro. Abbiamo

sul territorio 12 persone che

non possono rientrare nelle loro

abitazioni e altre 20 che le devono

abbandonare in caso di allerta arancione

o rossa.

In questo contesto, quale il suo

messaggio ai campesi?

raccolta firme. “L'incontro non è

nato per protesta, ma per avere risposte

e buone notizie” hanno spiegato

gli organizzatori ai presenti prima

dell'inizio dei lavori, lasciando poi

la parola agli amministratori locali.

“Stiamo sistemando la strada del

motocross, spargendo ghiaia”, spiega

il sindaco di Sassello, Daniele Buschiazzo,

“ma questa strada rimane

una soluzione alternativa al problema.

Riguardo la provinciale 49, oggi

ci siamo incontrati con un ingegnere

della Provincia, e con due rappresentanti

della ditta di Altare a cui sono

stati affidati i lavori, la quale, tempo

permettendo, ha garantito che già

nella giornata di venerdì 29 novembre

avranno inizio i lavori per creare

un “allargamento” della suddetta

strada per consentire il passaggio dei

veicoli entro la prossima settimana”.

“Urbe, per una buona parte, gravita

sulla strada provinciale 49” spiega

il sindaco Fabrizio Antoci, “e sicuramente

la provincia ha fatto bene

a dare priorità a questa strada. Il

problema grosso per Urbe sono le due

provinciali secondarie, che sono crollate

completamente strada provinciale

40 per il passo del Faiallo e strada

provinciale 53 per Acquabianca.

Su quest'ultima”, spiega il sindaco, “i

tempi saranno più lunghi, data l'entità

del crollo. Al momento, invece, l'unico

collegamento con Vara Superiore

è attraverso Marasca”. I presenti

denunciano l'incuria, la mancanza

dei cantonieri e l'assenza delle istituzioni:

“non è possibile avere un solo

cantoniere per un territorio così vasto”,

lamentano dal pubblico, “cosa

fanno Regione e Provincia? Chiediamo

che i lavori vengano fatti meglio”

insiste il pubblico, “temiamo che, nei

prossimi giorni, con altre piogge, la situazione

possa ulteriormente peggiorare.

Bisogna far venire qui sul territorio

i rappresentanti della Provincia

e della Regione”.

(M.S.)

Vorrei ringraziare di cuore tutti i

campesi, per la grande risposta di

solidarietà dimostrata rendendosi

disponibili con grande spirito di

solidarietà. Ringrazio le ditte locali

che con mezzi e personale hanno

lavorato senza sosta, eliminando

ogni pericolo. Un grazie immenso

al Comitato CRI di Campo Ligure

e ai suoi volontari ancora una volta

in prima linea con risorse, mezzi e

supporto logistico impeccabile e indispensabile.

Il suo pensiero più profondo?

Lo dedico al ricordo della chiesetta

“che non c'è più”. La Pieve di N.S.

della Misericordia travolta da una

frana. Un vuoto incolmabile per i

campesi che da almeno 400 anni

sono transitati lì sotto, rivolgendo

sempre uno sguardo all'insù per

cercare, anche in modo incondizionato,

un sostegno e un conforto

prima di partire o al rientro verso

casa. Ci mancherà.

In questo panorama, una nota positiva?

All'interno di questo quadro emergenziale

c’è la notizia, ormai certa e

consolidata, delle origini campesi

del grande pittore Bernardo Strozzi.

È un'emozione indescrivibile, un

vanto per tutti noi che cercheremo

di onorare e valorizzare al meglio

nel prossimo futuro.

Questa edizione del nostro giornale

accompagnerà i lettori fino al

nuovo anno pertanto Le offriamo

l'opportunità per inviare ai Suoi

concittadini gli auguri natalizi ed

un messaggio di fine anno.

Con vero piacere rivolgo a tutti i

concittadini, ma anche a tutti i lettori

de l’inchiostro fresco, un sincero

augurio, a nome di tutta l'Amministrazione

Comunale di Campo

Ligure, per un sereno Natale e per

il nuovo Anno con la speranza

che porti un po' più di tranquillità

anche sotto l'aspetto degli eventi

meteorologici. Buon Natale e Buon

Anno a tutti da Campo.

Giacomo Piombo


8

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019


Novembre/Dicembre 2019

Ovada, ovadese e Rondinaria

O

Un’ondata di maltempo si abbatte sull'ovadese

vada soffre”, con queste

parole si potrebbe descrivere

la giornata di sabato

23 novembre, per descrivere le

condizioni di questa città, che si

è ritrovata sotto “l’ondata” di una

pioggia inclemente che ha fatto

alzare pericolosamente il livello

dei suoi due torrentizi corsi d’acqua:

l’Orba e lo Stura. Ovada ha

sofferto fisicamente, colpita non

solo da frane, smottamenti, oltre

che da numerosi allagamenti, ma

anche nell’animo, rappresentato

dai cittadini che temono per la loro

sicurezza. La cittadina dell’Alto

Monferrato, di fronte a perturbazione

atmosferiche di incredibile

dirompenza come quella di sabato

23 novembre, si è dimostrata indifesa

e ha subito, ma non ha alzato

bandiera bianca. I problemi più

evidenti sono subito apparsi quelli

legati alla viabilità. Per ragioni di

sicurezza diverse strade sono state

interrotte al transito che hanno

reso ancor più problematici gli spostamenti

sia dei privati come dei

mezzi pubblici. Già nei giorni precedenti

infatti si erano avute interruzioni.

Una su tutte la strada “S.

Bernardo”, che unisce Ovada con

la strada “Cappellette”, interdetta a

causa di tre frane di grande entità.

Sabato 23 poi si è verificata l’interruzione

della SP185 che collega

Ovada a Predosa, che era rimasta

l’unica via percorribile per raggiungere

Novi Ligure, dopo il crollo del

ponte avvenuto in seguito all’alluvione

del 21 ottobre ultimo scorso

in località Pratalborato a Capriata

d’Orba, dove purtroppo vi è stata

anche una vittima. Ora da Ovada

per arrivare a Novi resta come via

sicura solo l’autostrada A26. È tutto

l’ovadese comunque ad essere stato

messo in ginocchio dal maltempo:

si sono verificate frane sulla SP204

Colpita Ovada

che collega Ovada a Cremolino e

sulla strada tra Ovada e Grillano,

dove vi è stato uno smottamento

in località “Guardia”, nonché sulla

strada per “S. Evasio”, con due famiglie

che sono state evacuate per

ragioni di sicurezza a causa di un

ennesimo movimento franoso.

Gli squarci impediscono la sicurezza

O

vada, nonostante sia dotata

di un centro storico

invidiabile e sforni diverse

opportunità per cittadini e consumatori,

si dimostra una cittadina

con evidenti problemi nel campo

della viabilità. Buche e squarci

fanno parte della quotidianità per i

cittadini ovadesi che, con il volante

tra le mani si trovano catapultati

a tutti gli effetti in un esercizio di

“slalom” nel quale sono costretti a

evitare prudentemente vere e proprie

“voragini”. Le strade, luogo

di vita cui l’uomo non può fare a

meno, devono possedere tutti i requisiti

per garantire a autovetture,

motocicli, cicli e agli stessi pedoni

la sicurezza. A peggiorare ed amplificare

le buche delle strade della

cittadina, sono state le avverse

condizioni metereologiche dell’ultimo

mese, quest’ultime però non

devono essere scambiate come alibi

di un problema che persisteva

Ovada però “barcolla, ma non molla”

perché tutto l’apparato comunale

e la Protezione Civile sono

scesi in campo sin dalla notte del

23 novembre per portare aiuto alla

cittadinanza.

Pietro Caneva

Slalom tra i buchi

precedentemente. Corso Italia è il

palcoscenico più grande di questa

situazione, alla lista si aggiungono

anche Via Voltri in prossimità

della rotonda che conduce all’autostrada

A26 e Corso Saracco

nell’area della rotonda all’altezza di

Via Dania. La sicurezza stradale è

un diritto dei cittadini.

Pietro Caneva

P

oco prima della durissima

perturbazione che ha colpito

l’ovadese e il novese tra il

22 e il 24 novembre, a corredo dei

filmati mandati in onda sul nostro

canale “l’inchiostro fresco TV”, abbiamo

intervistato il dott. Fausto

Lodi, consigliere del Comune di

Cremolino, per comprendere ancor

meglio lo spirito di questo borgo

dell’Alto Monferrato, scrigno

di storia e bellezza artistica e per

valutarne le future potenzialità.

Dott. Lodi, sappiamo che lei è

nato e cresciuto a Genova. Come

è incominciata la sua avventura

nell’amministrazione comunale

di Cremolino?

Dopo aver frequentato per circa

quarant’anni la città di Ovada,

dieci anni fa ‘ho cercato terra’, ho

deciso di attraversare l’Orba e

dal ponte di San Paolo ho risalito

la Priarona, per poi fermarmi

e mettere le radici a Cremolino.

A livello professionale ho lavorato

per 44 anni in grandi aziende,

ricoprendo nel tempo numerosi

incarichi di rilievo e partecipando

in prima persona all’evoluzione

e informatizzazione del Paese. In

ambito extra-lavorativo mi sono

sempre occupato di volontariato,

anche a livello nazionale, ricevendo

diversi riconoscimenti e onorificenze,

con la consapevolezza

che questi debbano rimanere per

me uno stimolo per proseguire

al meglio la mia attività sociale a

vantaggio di altri. Penso che tutte

queste mie esperienze siano state

determinanti per il mio coinvolgimento

nell’amministrazione

comunale di Cremolino, come

spero altrettanto utili. Alle elezioni

dello scorso maggio è stato eletto

sindaco l’ing. Massimo Giacobbe,

nostro candidato ed io ho assunto

A Cremolino lo spirito del medioevo

I nostri paesi

Nella foto: Fausto Lodi (a destra) con il sindaco Massimo Giacobbe

la carica di consigliere comunale

con delega al commercio, turismo

e manifestazioni. Come in altre

occasioni, avevo deciso di non accettare

nessuna candidatura, bensì

di rendermi disponibile, come

sempre, a collaborare a successive

necessità e richieste. Questa volta

ho capitolato per il programma

che si è andato via via costruendo

e per la stima reciproca che si è

sviluppata con tutti gli altri colleghi,

i quali mi hanno richiesto di

apportare un contributo al fine di

un’accelerazione del paese per gli

anni futuri.

Che cos’è per lei il “paese ideale”?

Il paese ideale è quel paese che

non si abbandona mai, sia che gli

impegni di lavoro che ci tengono

lontani siano quotidiani, annuali

o pluriennali. È quel paese che

dopo una giornata, come dopo

tanto tempo, quando si imbocca

l'ultima curva riscalda il cuore

e fa capire di essere a casa. Quel

paese che colpisce il viaggiatore,

lo fa rallentare e lo fa fermare favorevolmente

incuriosito per un

pranzo, un pomeriggio o una vita.

Entrambe queste visioni sottendono,

attraverso differenti esperienze,

la ricerca di qualcosa di bello che

ha acceso gli occhi e il cuore di

qualcuno, entrambe debbono essere

coltivate, non restare fine a se

stesse, tantomeno deluse, entrambe

debbono essere utilizzate per

fortificare e allargare le fila di chi

crede veramente nel paese, perché

tutti possano sentirsi a casa propria,

tutti lo vedano bello e lo vogliano

bellissimo e soprattutto tutti

vogliano contribuire a migliorarlo

per un'ora, un giorno, una vita. Da

queste premesse, si è programmato

un nuovo corso per Cremolino che

consenta di affrontare uniti con capacità

ed efficienza i tempi nuovi e

portarci in breve fra quei paesi che

un tempo guardavamo da lontano,

con tanta ammirazione e anche

con un po' di invidia.

Quali sono i principali obbiettivi

che la nuova amministrazione

comunale ritiene fondamentali

Continua alla pagina seguente

Via Lerma, 65/A

15060 Silvano d’Orba (AL)

Tel. 0143 82 22 96

Fax 0143 88 27 14

e-mail: rasore@libero.it

www.cantinerasore.com


10

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

OVADA E OVADESE

Prosegue dalla pagina precedente:

"Cremolino"

per la crescita e la valorizzazione

culturale di Cremolino?

Siamo partiti da una tenace difesa

della scuola, programmando il

futuro e cercando di scongiurare il

pericolo di veder invecchiare il paese

o peggio vederlo trasformarsi

in dormitorio con la perdita delle

relazioni umane vero patrimonio

di tutte le comunità. Allo stesso

modo abbiamo rivolto l'aiuto ad

anziani e bisognosi di cure, portando

gli ambulatori dei medici

di base nel Palazzo comunale e

preparando un piano di potenziamento

della sicurezza. A questo

punto è divenuta prioritaria la valorizzazione

del paese, mettendo

in evidenza la sua posizione ed il

suo centro storico, così da ricondurlo

a eccellenza del Monferrato,

anche mediante l'utilizzo di tutte

le possibili agevolazioni e fondi

regionali, nazionali e comunitari.

Abbiamo cercato di dare sostegno

a tutte le attività di volontariato e

commerciali presenti, promosso

i vini e i prodotti locali, come la

nuova nata “Cremolina”, organizzato

manifestazioni che hanno

affiancato le tradizionali sagre e

cercato di promuovere la “cultura

del bello” anche mediante concorsi

per angoli e balconi fioriti. Per

il futuro siamo pronti a discutere

di nuovi progetti per lo sviluppo di

attività a sostegno dell'occupazione

e per uno sviluppo di sinergie

a cominciare da Poste Italiane, le

cui proposte sono completamente

in linea con le nostre linee di sviluppo.

Molto importante infine

l’evoluzione della tecnologia, grazie

alla quale si è potuto portare nei

piccoli centri, come il nostro, comodità

e lavoro, cosa impensabile

fino a pochi anni fa, ma indispensabile

per “il paese ideale”.

Samantha Brussolo

Da Cremolino riceviamo e con grande disponibilità pubblichiamo:

Un sogno distrutto da un incendio

Nel 2005 spinti dalla voglia

di vivere in modo più essenziale,

libero e più vicino alla natura, abbiamo

acquistato, una vecchia e

malandata cascina, “la Cavanna”

a Cremolino, con circa sei ettari

di terreno.

Abbiamo accantonato la nostra

professione da ingegneri per rincorrere

un sogno, quella di una

vita semplice, magari dura, ma

più felice.

Gli spazi ampi ci hanno dato la

possibilità di dare sfogo alla nostra

passione per gli animali, cosi

oltre ai nostri inseparabili cani

abbiamo acquistato una decina

tra caprette e agnelli. A poco a

poco abbiamo iniziato la ricostruzione

della cascina e parallelamente

la costruzione di una

stalla adeguata alle dimensioni

dell'allevamento di capre, nel

frattempo cresciute di numero.

Tutto ciò a piccoli passi, secondo

le nostre capacità economiche e

Tre giovani chef lanciati nel jazz set internazionale

Cucina italiana nel mondo

C

hristian Silvestri, Mattia

Martino e Giulio Cirio,

chef ovadesi, sono pronti

per affrontare nuovamente un

viaggio che il 28 novembre li condurrà

a Gibuti, stato dell'Africa

Orientale posto l'estremità meridionale

del Mar Rosso nel Corno

d'Africa, per rappresentare la

cucina italiana nel mondo per

l'evento chiamato “Italian Taste

2019”.

L'incarico è stato conferito

dall'Ambasciata Italiana in Addis

Abeba per il servizio di preparazione

cibi italiani incluso la predisposizione

del menù in occasione

della settimana della cucina

italiana.

L'anno scorso i tre chef erano stati

chiamati dalla stessa Ambasciata,

in occasione della Festa della

Repubblica Italiana, ed erano

stati molto apprezzati, servendo

ben 800 persone partecipanti alla

festa, con piatti tipici del nostro

territorio.

Avendo avuto la fortuna, pur essendo

ancora molto giovani, di

lavorare in ristoranti molto importanti

i nostri chef hanno acquisito

una manualità è una velocità

nell'eseguire piatti importanti

e laboriosi, tanto da conquistare

ormai notorietà e successo nella

cucina internazionale.

Maurizio Silvestri

Per info:

Christian Silvestri

340.8588903

fisiche, sostenuti dalla vendita

del latte tramite un distributore

automatico collocato nel centro

di Cremolino.

Nel 2012 il completamento della

prima meta della ristrutturazione

della casa ci permette di giungere

al trasferimento.

Iniziamo quindi la realizzazione

di un piccolo caseificio e la ristrutturazione

della seconda parte

di casa.

La passione per la terra e l'idea

di autosufficienza, ci spingono

oltre l'allevamento e decidiamo

di impiantare un frutteto ed un

uliveto.

I principi su cui si basa il nostro

allevamento e la cura degli animali

non differiscono dai metodi

scelti per la coltivazione: l’azienda

è condotta seguendo metodi assolutamente

naturali, senza utilizzare

concimi chimici di sintesi,

insetticidi o pesticidi.

Concimiamo i nostri campi con

il letame del nostro allevamento,

scegliamo sementi biologiche e

possibilmente locali evitando tassativamente

ogni OGM. La stessa

attenzione la rivolgiamo alle materie

prime acquistate all’esterno

dell’azienda privilegiando produttori

locali di cui conosciamo e

condividiamo l’attività. Cerchiamo

di garantire

ai nostri animali un alto livello di

benessere, riservando loro ampi

spazi e ritmi di vita il più possibile

naturali.

Questo si traduce in un allevamento

di tipo semibrado, con

libero accesso al pascolo tutto

l’anno.

Passano gli anni e proseguono i

lavori quando, non lontano dal

vedere la conclusione dell'opera,

la sera del 14 novembre 2019 tutti

i nostri sogni vanno letteralmente

in fumo: durante un terribile

temporale, un incendio divampa

sul tetto della cascina e la distrugge

quasi interamente.

Nostro figlio che era al momento

solo nell'abitazione, allarmato

dall'abbaiare dei cani, esce dalla

sua stanza e vedendo il fumo,

mette in salvo sé stesso e i nostri

cani, allontanandosi dalla casa.

Chiama i pompieri che, per un

disguido operativo, giungono sul

luogo quando l'incendio avanza

e distrugge quasi interamente la

nostra abitazione e il caseificio.

Fortunatamente i nostri animali

non sono rimasti coinvolti."

Marco Baracco

Barletti: sicurezza e rispetto delle regole

A scuola si guida

L

’Istituto di Istruzione Superiore

C. Barletti di Ovada

ha organizzato incontri di

sicurezza e prevenzione stradale

per gli studenti delle classi 3ª, 4ª

e 5ª, in collaborazione con l’autoscuola

Zunino-Bisio che ha

invitato Manuel Nardin, esperto

e persona coinvolgente per gli

studenti. Le lezioni non hanno

avuto la presunzione di effettuare

per intero un corso di educazione

stradale ma hanno spinto i ragazzi

a riflettere sulla consapevolezza

del concetto di sicurezza stradale.

Sono stati analizzati i limiti dei cinque

sensi dell’uomo, evidenziando

quelli maggiormente coinvolti

nella guida e realizzando esercizi

sulle possibilità dell’occhio umano.

Il messaggio fondamentale è che

l’educazione stradale non termina

quando si esce dall’autoscuola,

anzi: da quel momento inizia un

personale percorso formativo per

migliorare le proprie conoscenze,

in funzione delle regole del codice

della strada, della tecnica di guida

dei veicoli (in continua evoluzione)

e del proprio stato psico-fisico (età,

stato di salute, attenzione, etc.).

Pietro Caneva

Produciamo e garantiamo:

• Serramenti in alluminio e PVC

• Persiane in alluminio

• Tapparelle in PVC, alluminio e acciaio

• Portoncini d’ingresso e blindati

• Porte interne

• Zanzariere

• Portoni sezionali

1983 36 2019

Via Roma, 80 - CAPRIATA D’ORBA (AL)

Tel. 0143 460015 - Fax 0143 460757

Cell. 333 9041644 - 333 6700272

castellettoserramenti@gmail.com

anni


OVADA, OVADESE E RONDINARIA

Strategie programmatiche tra i paesi salveranno il territorio? Potrebbe nascere forse Rondinaria?

Un progetto comune per 11 paesi

S

ilvano, Castelletto d’Orba,

Ovada, non sono stati risparmiati

dai forti eventi

alluvionali che ripetutamente

hanno messo a repentaglio la sicurezza

della popolazione e creato

grande preoccupazione per la

salvaguardia del territorio, sempre

più sfregiato e fragile di fronte

alle minacce del clima. Il bollettino

Arpa diramato nei giorni

antecedenti il 23 novembre, aveva

previsto una situazione allarmante,

ma nessuno si sarebbe aspettato

danni tanto elevati, soprattutto

nelle aree periferiche dei paesi,

dove il dissesto idrogeologico ha

causato frane e smottamenti di

notevole gravità.

LA SITUAZIONE

NEL CUORE

DI RONDINARIA

A Silvano il crollo del pendio

in località Merli ha distrutto la

Cappelletta situata sulla strada

che conduce a San Pancrazio, il

“sacro” monte dei silvanesi, così

come la frazione Pieve è stata

interessata da importanti frane

che hanno ostruito la strada comunale.

La stessa sorte è toccata

alla frazione Ravino, in cui uno

smottamento ha procurato l’ostruzione

della sede stradale e

ha divelto un locale magazzino.

Sulla strada comunale numerose

sono state le frane in corrispondenza

con il bivio della frazione

Valle Cochi, come la strada Setteventi

è rimasta a lungo isolata.

A Castelletto d’Orba una grossa

frana ha provocato la rottura delle

condotte idriche principali che

alimentano il serbatoio dell’acqua

potabile. Una situazione analoga

si è presentata nella frazione di

Pratalborato e Capriata d’Orba.

ABBIAMO SENTITO

IL SINDACO

DI SILVANO D’ORBA

La disamina dei disastri rende

doverosa una riflessione, che facciamo

insieme al Sindaco di Silvano

d’Orba, Pino Coco. Le Amministrazioni

comunali si sono

dimostrate costantemente attente

a monitorare la condizione meteo

per allertare la popolazione alla

prudenza, lo dimostrano i numerosi

comunicati diramati su tutti i

mezzi di informazione, ed è stato

sollecito l’intervento dei soccorsi

nelle zone danneggiate, ma ora

nell’ottica della prevenzione occorre

intervenire. Chiediamo al

Sindaco di Silvano d’Orba se sono

in previsione interventi immediati

atti a tutelare la sicurezza dei

cittadini e difendere il territorio

da fenomeni metereologici tanto

gravosi e dirompenti.

“È intenzione delle Amministrazioni

locali, - spiega il Sindaco

Pino Coco- e mi riferisco a quelle

di undici comuni del nostro

territorio, elaborare un progetto

comune, lavorare in sinergia, per

mettere a punto azioni ed interventi

mirati al ripristino delle aree

a rischio, partendo proprio da una

fase di mappatura di tutti i corsi

minori dei fiumi, che più di altri

hanno procurato danni legati

alle esondazioni. Il mio appello è

stato rivolto ai Sindaci di Parodi,

Castelletto d’Orba, San Cristoforo,

Casaleggio Boiro, Tagliolo, Mornese,

Carpeneto, Rocca Grimalda,

Lerma, Montaldeo, - prosegue

Pino Coco - il cui territorio soffre

particolarmente il dissesto idrogeologico.

Solo l’unione di intenti,

sulla base di obiettivi comuni,

che si potranno raggiungere solo

partecipando a bandi europei di

progettazione territoriale, con la

partnership privilegiata della provincia

di Alessandria, potranno

consentirci di intervenire concretamente

per la messa in sicurezza

del nostro territorio. Non appena

passerà l’emergenza attueremo i

nostri propositi “

Marta Calcagno

Testimoni del nostro tempo

C

i sono figure che rappresentano

un luogo e identificano

una comunità e

quando scompaiono lasciano un

vuoto.

È così ad esempio per Riccardo

della Morella, persona socievole

e bonaria, che spesso si intravedeva

all’ingresso del paese seduto

sul seggiolo del cortile di

casa. Assorto nei suoi pensieri,

osservava pensieroso l’orizzonte

indifferente al traffico della provinciale,

apparendo custode del

nostro territorio, silente simbolo

del nostro spirito di accoglienza

e tolleranza.

Paolo Scarsi, persona stimata

e cultore del dialetto, ha testimoniato

con realismo un’epoca

lontana; con il suo racconto “Il

pranzo di Natale”, ha rievocato

l’attesa e la gioia che allora coronavano

la ricorrenza, intrecciando

a tratti atmosfera e armonia a

cui Karen Blixen si è ispirata ne

“Il pranzo di Babette”, ambientato

in un piccolo villaggio danese

di fine ottocento. Il messaggio

che trasmettono è identico: povertà

e ricchezza non si misurano

nel denaro.

Pierfranco Romero si è guadagnato

giusta fama, ben oltre

i nostri ristretti confini, per la

cura e la sensibilità con cui ha

approfondito temi cari ai cantori

del nostro borgo e della sua

storia, recente e lontana. Non a

caso la sua opera più partecipata

è dedicata a “Rondinaria”, dove

il tratto fluido di una scrittura

senza fronzoli accompagna il

lettore in un piacevole viaggio

nel passato, dal più recente a

quello più lontano. La sua ricerca

è stata accurata, favorita dalla

passione per la storia romana

e la vena malinconica del suo

carattere, sempre leggibile in filigrana,

ci rendono la misura di

un personaggio di alto profilo,

capace di spendersi spassionatamente

per mantenere memoria

delle tradizioni e del folclore locale.

Il legame molto stretto alla

terra natale ed alla sua valle, la

“Valle dei Cochi”, insieme alle

salde radici familiari si è combinata

con il felice sodalizio del

circolo culturale silvanese in un

impegno serio e duraturo che ha

favorito il mantenimento e la valorizzazione

della silvanesità.

Il migliore omaggio che possiamo

rendere a loro è mantenerne

memoria attraverso la ricerca

dello spirito che unisce e contraddistingue

la nostra comunità.

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

Pino Coco

11

L’Ente

manifestazioni

per le scuole

L 'Ente Manifestazioni

di Capriata d’Orba, è

un’associazione senza scopo

di lucro che ha il compito di

organizzare eventi culturali,

sportivi e di tempo libero per

ravvivare la vita sociale del

paese e per attrarre risorse

e visitatori. In questi ultimi

dieci anni, sotto la presidenza

di Morgan Benzo, ha visto un

notevole incremento di attività

tra cui la Sagra delle “lasagne

con gli stubiaroi”, la “Castagnata”,

il “Mercatino di

Natale” e il “Presepe vivente”,

giunto quest’anno alla sua 35°

edizione. “Al termine del mio

mandato, avendo chiuso economicamente

con il bilancio

in positivo – ci dice Morgan

Benzo - abbiamo stanziato

circa 3000 euro di materiale

didattico (4 PC, 2 lavagne, 3

armadi porta libri e una fotocopiatrice)

alle scuole di Capriata”.

La consegna ufficiale

avverrà, tempo permettendo,

quanto prima, presso la palestra

del plesso scolastico di

Capriata, alla presenza della

Preside, degli insegnanti e degli

alunni. “Allo stesso tempo –

ci precisa ancora e con soddisfazione

il Presidente uscente

- abbiamo ritenuto opportuno

congedarci lasciando a disposizione,

per chi verrà dopo di

noi un fondo per affrontare

le prossime manifestazioni e,

tramite le colonne de l’inchiostro

fresco, porgo un caloroso

saluto mio e di tutto l’Ente ai

capriatesi”.

Pietro Caneva


12

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

Professionisti in tutto

na storica ditta ovadese

amplia i servizi aprendo

U un nuovo punto dedicato

tanto alla progettazione quanto

all’esposizione di nuove tecnologie

in Ovada in via Rocca Grimalda 3

(ex Mago), con lo scopo di fornire

ai clienti un punto di riferimento

della ditta e idee innovative utili

per la casa e per l’ambiente, con

possibilità di dimostrazione. È la

“Multiservice Srl” che nasce nel

2015 a seguito della pluriennale

esperienza nel settore immobiliare,

come costruttore, amministratore

di condomini (ALAC) e imprenditore,

del socio unico ed amministratore

delegato geom. Fulvio

Casazza. Questa ditta è un'azienda

moderna e dinamica che lavora nel

settore dell'edilizia e rivolge i suoi

servizi a privati e ai condomini che

necessitano di lavori di ristrutturazione,

sia di interni che di esterni,

con particolare attenzione alle

impermeabilizzazioni di coperture

e lastrici solari che vengono

trattati con prodotti all'avanguardia

da personale specializzato. La

Multiservice svolge anche attività

di consulenza ed è in grado di soddisfare

anche le esigenze più complesse.

Inoltre, il personale di cui si

avvale viene sottoposto a continui

corsi di formazione per assicurare

sempre prestazioni in linea con le

più moderne tecniche del settore.

Edilizia: aumentano i servizi ad Ovada

In tal senso la Multiservice mette a

disposizione della sua clientela un

ufficio commerciale e progettazione

molto competente e preparato a

fornire qualsiasi informazione e un

preventivo sempre gratuito, così da

concedere al cliente la possibilità di

verificare la convenienza delle tariffe

proposte. La Ditta garantisce

i lavori eseguiti, oltre che con la

consueta serietà che da sempre la

contraddistingue, anche con polizze

assicurative: di responsabilità civile,

di responsabilità postuma, e di

responsabilità verso i collaboratori.

Inoltre la Multiservice garantisce il

rispetto di tutti i parametri normativi

in merito alla sicurezza sui cantieri,

sulla formazione del personale,

su tutte le norme contributive,

consegnando abitualmente idonee

certificazioni oltre all'indispensabile

DURC tanto all'inizio che al termine

di tutti i lavori eseguiti. A tale

scopo e nell'ambito progettazione e

sicurezza la Multiservice ha stretto

un contratto di collaborazione con

un professionista regolarmente

iscritto all'albo in ossequio alle normative

vigenti. Le referenze della

ditta sono nei numerosi lavori di

edilizia che ha svolto in zona, e non

solo, riscuotendo sempre l'approvazione

di clienti e tecnici circa l'operato,

preciso, attento all'ordine ed

alla pulizia dei cantieri ed al rispetto

di clienti e vicini, contenendo al

massimo rumori e disagi.

I servizi offerti alla clientela

La redazione

• lavori di edilizia in generale, calcestruzzi armati e carpenteria

• realizzazione di impermeabilizzazioni di ogni tipo

• realizzazione e manutenzione di impianti elettrici (con relative certificazioni)

• realizzazione e manutenzione di impianti idraulici (con relative certificazioni)

• manutenzione di stabili e di appartamenti anche con contratti personalizzati

• consulenza e realizzazione impianti anti-incendio per garages e condomini

• ristrutturazione completa di alloggi

• scavi per impianti e fognature

• costruzione ex novo

• Ponteggi e parapetti mobili

RONDINARIA, OVADA E OVADESE

Un collegamento ferroviario che non diventerà mai realtà

Sogno il tram-treno

A

volte sognare ad occhi

aperti non fa male anche

perché sognando il nostro

futuro, un futuro migliore, ci si

rende conto che a volte chi ci ha

preceduto non ci ha lasciato una

buona eredità. Mi riferisco alla

vecchia linea ferroviaria “Novi –

Ovada” che nel 1952 una classe

politica poco lungimirante e succube

degli interessi allora dominanti,

la mobilità su gomma, ne

decretò la fine, avviando i lavori

di sradicamento dei binari. Binari,

come ci ricorda anche Stefano Rivara

in un suo articolo pubblicato

sull’edizione online de “l’inchiostro

fresco”, che se ancora oggi fossero

nella loro sede, permetterebbero

la mobilità a centinaia di persone

nella più grande sicurezza,

garantendo gli spostamenti con

qualsiasi condizione di tempo. E la

stazioncina di Ovada in Piazza

Castello potrebbe tornare ad essere

come quella della foto allegata

a questo articolo Se ancora oggi vi

fosse il “trenino della Val d’Orba”

com’era chiamato con amore e con

rispetto quel vero e proprio gioiellino

di ingegneria ferroviaria,

Ovada infatti non sarebbe isolata

come lo è ora e, nel contempo con

tutta la Valle dell’Orba, tramite

Novi avrebbe uno sbocco in più

su Genova, oltre alla vecchia linea

passante per la Valle Stura. Ma nel

1952, mentre in Trentino in Val di

Sole ci si dava da fare per trasformare

la vecchia linea ferroviaria a

scartamento ridotto della “Trento

– Malè” in una più moderna tranvia

elettrica, qui da noi i politici

dell’epoca decretavano la morte di

un collegamento ferroviario che,

se oggi ancora ci fosse, valorizzerebbe

tutti i paesini rivieraschi

dell’Orba. Se è vero quel detto che

recita che “le colpe dei padri ricadono

sui figli”, oggi a noi, che viviamo

in mezzo ad asfalti bucati,

rii che esondano, strade allagate,

inquinamenti atmosferici a tutto

spiano e costi stratosferici per i

trasporti su gomma, altro non rimane

che una lezione: non ripetere

decisioni politiche prese, come

fecero i nostri padri nel 1952,

sull’onda della demagogia e degli

interessi immediati, ma guardare

oltre.

Gian Battista Cassulo

Nella foto qui sopra, la stazioncina

di Ovada in Piazza Castello con

una “Littorina” in partenza e,

nel fotomontaggio a lato,

un tram-treno


Novembre/Dicembre 2019

l’inchiostro iostr

fresco

Novembre/Dicembre OVADA EVENTI OVADESE RONDINARIA,

A

E GLI DI b

2019

13

RONDINARIA

IA

Si è parlato di sicurezza e

alimentazione al convegno

organizzato da Cia Alessandria

in collaborazione all’Università

del Piemonte Orientale

Amedeo Avogadro, nella sede

della Camera di Commercio.

Corretta informazione, fake news

e tutela della salubrità degli alimenti

sono stati il filo conduttore

delle relazioni svolte dai relatori

invitati, con il coordinamento di

Simone Nicola, responsabile Sicurezza

Cia Alessandria.

I saluti e l’introduzione li ha fatti

il direttore provinciale Cia Paolo

Viarenghi, che ha inquadrato il

contesto della mattinata dei lavori

e fatto riferimento alle credenze

sbagliate legate al mondo

dell’agricoltura, quale – ad esempio

– l’inquinamento eccessivo

arrecato dal settore.

Il medico del Lavoro Giancarlo

Faragli ha esposto i temi dell’alimentazione

in relazione alle

malattie e al benessere, spiegando

che secondo alcuni studi, con

uno stile di vita sano è possibile

prevenire circa un terzo dei tumori.

Come noto, il tabacco resta

uno dei fattori di rischio assoluto

per tutte le malattie, mentre

lo sport concorre a diminuire il

rischio di cancro, con una percentuale

impattante sulle casistiche:

ad esempio, -42% su esofago,

-27% su fegato, -16% su polmoni.

Attenzione anche agli zuccheri,

da limitare e non sottovalutare.

Basti pensare che una lattina di

tè freddo contiene l’equivalente

di circa tre cucchiai da minestra

in zucchero, ben quattro per le

lattine di bevande gassate. Suggerimento

utile: scegliere i cibi in

base al colore: quelli blu e viola

hanno effetti positivi sul tratto

urinario, quelli verdi su occhi,

ossa e denti; quelli bianchi hanno

effetti positivi sul colesterolo,

quelli giallo-arancio su sistema

immunitario, ossa e pelle; i cibi

rossi hanno effetti positivi su tratto

urinario e sulla memoria. Fondamentale

prestare attenzione al

sale nelle diete: utilizzarne poco

I miti da sfatare nella sicurezza alimentare

e meglio se iodato, e soprattutto

mai dimenticare la colazione, pasto

principale della giornata.

Il responsabile tecnico Cia Fabrizio

Bullano ha parlato di fitosanitari

e impiego corretto in agricoltura,

dall’acquisto allo stoccaggio

in azienda in locali dedicati, alla

loro distribuzione con dispositivi

di protezione, come disposto anche

dalle regole del PAN (Piano

di Azione Nazionale). I dati Istat

rilevano che gli agrofarmaci utilizzati

in Italia arrivano ad essere

115 mila tonnellate in Italia; di

queste, 9666 sono utilizzate in

Piemonte e circa 1500 in provincia

di Alessandria. L’esplosione

del metodo biologico ha portato

in pochi anni a quota 80 mila le

aziende che in Italia si dedicano

a questa tecnica, con una superficie

investita di circa il 15% (in

Austria è il 24%, in Spagna il 10),

ma a causa delle rese decisamente

inferiori, è difficile pensare che il

futuro sarà interamente biologico.

I dati ci mostrano che resterà

una produzione di nicchia. Senza

fitosanitari, alcune ricerche hanno

stimato che lo scenario di produttività

diminuirebbe di circa il

70%, con un crollo di valore perso

che arriverebbe ai 2,6 miliardi

di euro dagli attuali 8,9 miliardi.

Il prof. Guido Lingua, docente di

Botanica all’UPO, si è soffermato

sui microorganismi biostimolanti

delle piante e il loro ruolo sulla

qualità e salubrità dei prodotti

agroalimentari. Su un centimetro

quadrato di foglia – ha spiegato –

sono presenti milioni di batteri,

che aumentano sulle radici. I batteri

migliorano la crescita delle

piante attraverso la stimolazione

diretta e il biocontrollo. Grande

importanza è attribuibile anche

ai funghi, che migliorano la nutrizione

minerale, aumentano

la tolleranza allo stress, contribuiscono

alla stabilità dei suoli,

mantengono gli equilibri tra specie

vegetali. Il docente ha anche

presentato i risultati di alcune

ricerche applicate ad alcune produzioni,

come fragole, basilico e

Di 21 premi assegnati in tutta

Italia nell’ambito di Bandiera

Verde Agricoltura 2019,

ben 2 sono finiti nella nostra provincia.

Con una cerimonia svolta

in Campidoglio a Roma, Cia è

tornata premiare, per la XVII edizione,

l’agricoltura migliore secondo

specifiche categorie. Nell’Alessandrino

le Bandiere Verdi sono

state consegnate agli Istituti Penitenziari

Cantiello G. e Gaeta S. di

Alessandria (sezione Agri-Culture

delle attività extra-aziendali) e a

Maurizio Carucci (Premio Speciale),

titolare di Cascina Barban

e front-man degli Ex Otago. Gli

Istituti Penitenziari “Cantiello G.

e Gaeta S” sez. di Alessandria sono

quotidianamente impegnati per

agevolare i soggetti in esecuzione

penale nell’acquisizione di competenze

spendibili una volta rientrati

nella società libera, secondo i

principi sanciti nell’Ordinamento

Penitenziario e nella Costituzione

Italiana. In tale ambito, l’acquisizione

di competenze ed abilitazioni

in campo culturale connesse anche

al mondo del lavoro rientra a pieno

titolo nella “mission” dell’Istituto, la

cui principale finalità sta nel fornire

D.M. SERVIZI

Noleggio minigru cingolate

Officina Meccanica - Oleodinamica e Pneumatica

Assistenza e vendita attrezzature

RACCORDATURA TUBI OLEODINAMICI per medie e alte pressioni

manutenzioni e riparazioni di MACCHINE OPERATRICI,

MEZZI AGRICOLI e MACCHINARI PER VIGNETO

revisione e riparazione di CILINDRI IDRAULICI

costruzione CENTRALINE OLEODINAMICHE

forniture di accessori idraulici per gru ed escavatori,

PINZE PER TRONCHI ed attrezzature di presa

delle concrete opportunità di recupero

alle persone che stanno scontando

una pena, in modo da poter

ipotizzare un proficuo ed adeguato

reinserimento sociale. Iniziative in

campo formativo legate alle tradizioni

agricole, recupero di attività

tradizionali e percorsi culturali

legati al territorio: sono queste alcune

tra le misure intraprese per la

riqualificazione personale e sociale

di chi è in regime carcerario adottate,

nel corso degli anni, dall’Istituto

oggi diretto dalla d.ssa Elena Lombardi

Vallauri. A ritirare il premio

è stato il vicedirettore Alberto Valentini.

Invece, il leader del gruppo

musicale Ex-Otago, Maurizio

SI ESEGUONO APPLICAZIONI IDRAULICHE, MECCANICHE O DI CARPENTERIA SU ATTREZZATURE E MACCHINARI

Via della Cantina Sociale - Capriata d’Orba (AL) - Cell. 346/853.24.51 - Fax 0143/46.598

www.dmservizi.net - d.m.serviziminigru@gmail.com

zafferano.

Milena Zoppi, tutor didattica

professionale Azienda ospedaliera

alessandrina e UPO, si è soffermata

sulla figura dell’infermiere

professionale, individuata con

una legge del 1994 e in aggiornamento,

accanto a momenti diversi

che vanno dalla prevenzione

alla cura, dalla riabilitazione alla

paliazione. Già nel Codice deontologico

l’infermiere (art. 7 Capo

II) vede tracciata la cultura della

Salute, prima ancora che di cura

e riabilitazione. Zoppi ha anche

spiegato il percorso di studio universitario

per la formazione dei

professionisti.

Gian Piero Ameglio, presidente

provinciale Cia, ha concluso la

giornata – dopo lo spazio aperto

alle domande e alle precisazioni –

valorizzando il cambiamento in

agricoltura che ha portato netti

“Bandiera Verde Agricoltura”

Carucci, è stato ideatore di ampio

progetto di sviluppo territoriale

che si basa sul recupero di una vecchia

cascina nell’alta Val Borbera,

Cascina Barban ad Albera Ligure,

diventata negli anni azienda vitivinicola,

valorizzando le risorse

agricole e ambientali della zona.

Carucci è anche ideatore del Boscadrà

Festival, evento che mette al

centro il rapporto tra terra e d’arte

nell’Appennino ligure-piemontese,

organizzato tutti gli anni nel mese

di luglio. “I premi Bandiera Verde -

spiega il presidente provinciale Cia

Alessandria Gian Piero Ameglio,

presente alla cerimonia di assegnazione

- dimostrano ancora una volta

miglioramenti e aumento di qualità,

concetto che ha parametri diversi

della stessa materia a seconda

di chi coinvolge (ad esempio,

la qualità che l’allevatore valuta è

diversa dalla qualità del macellaio

e diversa ancora da quella del

consumatore finale).

L’invito comune è stato di ricercare

le informazioni corrette da

fonti autorevoli e ufficiali, in fatto

di Sicurezza e Salute. I medici

e gli specialisti delle varie materie

devono essere i primi interlocutori,

ma anche il web presenta

luoghi di informazione corretta

da utilizzare, basta rivolgersi a siti

collegati a ministeri, enti di ricerca,

università, comunità scientifiche,

associazionismo organizzato.

l’evoluzione della figura dell’agricoltore

come imprenditore multitasking,

capace non solo di produrre

dai campi ma di preservare il territorio

e qualificarlo attraverso la custodia

delle tradizioni rurali. Inoltre,

l’esperienza formativa svolta da Cia

Alessandria all’interno della Casa

Circondariale è una testimonianza

di come il legame tra agricoltura e

cultura possa essere inteso in senso

più ampio e rappresentare un elemento

vincente anche sul fronte del

recupero e della riabilitazione della

popolazione carceraria”.

Altri riconoscimenti nazionali,

oltre alle aziende, sono andati al

film “Aspromonte-la terra degli

ultimi”, in sala dal 21 novembre,

diretto da Mimmo Calopresti e interpretato

da Valeria Bruni Tedeschi

e Marcello Fonte (“Dogman”)

e allo chef Giorgione, straordinario

interprete di una cucina ispirata

alle tradizioni del mondo rurale

e accessibile al vasto pubblico di

Gambero Rosso Channel, dallo

stile autentico, lontano dai clamori

mediatici e dalle diffuse tendenze

verso la cucina gourmet, molto vicino

agli agricoltori, agli allevatori,

agli artigiani del buon cibo.


14

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

BUON NATALE

VIA PAOLO GIACOMETTI, 42 - NOVI LIGURE (AL)

TEL. +39 0143.70.636 -

ERBAFLOR - WWW.ERBAFLOR.COM - INFO@ERBAFLOR.COM


Sergio Scolaro

Assistenza, vendita, noleggio PC

Realizzazione applicativi ad-hoc

Centralini telefonici

Impianti di videosorveglianza

Informatizzazione aziende

Dalla Scuola secondaria di primo

grado di Campo Ligure, tramite la

prof.ssa Ilaria Franzese, riceviamo

una raccolta di articoli redatti dagli

Novembre/Dicembre 2019

Il giornalino delle Scuole Primarie

i

dell'Oltregiogo

alunni della classe II sull’alluvione

di lunedì 21 ottobre scorso, prima

ancora che la seconda alluvione,

quella di sabato 23 novembre

colpisse ancor più duramente la

Valle Stura. Gli articoli sono stati

redatti nel corso del laboratorio di

Geografia, dove appunto gli alunni

con la loro insegnante hanno

trattato il tema dell'alluvione attraverso

interviste, riflessioni e servizi

fotografici. Un ottimo metodo di

Sergio

Scolaro

Consulente Informatico

Loc. Giora, 7 - Capriata d’Orba

Tel. 333/33.87.999

scolaropc@gmail.com

L’alluvione vista dagli alunni di Campo Ligure

insegnamento per unire la realtà

delle cose alle nozioni teoriche

trasmesse dai libri, ma anche un

ottimo mezzo per far entrare i giovani

dentro le specifiche problematiche

del loro territorio.

La redazione

Intervista agli abitanti Il disastro a Campo Ligure Radio 007 a Campo Ligure

Il 30 ottobre, durante il percorso che stiamo seguendo a scuola, siamo

uscite a fare alcune brevi interviste agli abitanti di Campo Ligure sulla

recente alluvione.

Una ragazza ci ha detto che le zone più colpite sono state Via del Pian del

Rosso, il campo sportivo, Via Antonio Gramsci, Via della Giustina e nei

dintorni della stazione.

Un signore ci ha raccontato che il giorno peggiore è stato lunedì a causa

della forte pioggia che ha provocato frane come quella che ha fatto crollare

la Chiesetta della Misericordia all’inizio del paese verso la stazione.

Ha detto che lui non ha subito danni ma alcune abitazioni sono state evacuate

per allagamenti in casa. Ha anche dovuto aiutare a spalare il fango

dai portici in Via Angelo Serafino Rossi.

Una signora infine si è lamentata del fatto che avrebbero potuto fare di

più per rendere il territorio sicuro.

Noi, invece, siamo state in ansia tutta la notte, dall’una alle tre; fortunatamente

non abbiamo avuto danni in casa.

Giorgia e Benedetta

Paura a Campo Ligure

Siamo Andrea e Giovanni della scuola secondaria inferiore di Campo

Ligure. Vogliamo raccontare cosa è successo la notte tra il 21 e il 22 ottobre.

La settimana seguente all’alluvione abbiamo fatto delle interviste agli

abitanti di Campo Ligure.

A Campo è crollata la Chiesetta della Misericordia e una frana ha bloccato

una casa. In piazza Vittorio Emanuele II il fiume è esondato ed è

arrivato in tutte le vie di Campo.

Ora vi illustriamo ciò che è emerso di interessante dalle interviste : nessuna

delle persone ha subito danni ingenti, la causa del crollo della chiesetta

della Misericordia è avvenuta perché il terreno era troppo ripido e,

a causa dell’intensità della pioggia, non ha tenuto.

Un signore si trovava a Ovada e ci ha riferito che era in macchina e c’era

tanta acqua e la macchina fregava sul terreno.

Questa non è stata l’alluvione più tragica per il paese perché il primato

rimane a quella del 1977.

Anche quella del 2014 aveva fatto danni.

A noi fortunatamente non è successo niente ma è stato comunque pauroso

e preoccupante.

A Campo Ligure domenica 20 ottobre 2019 ha iniziato a piovere molto

forte in serata ed è andata peggiorando durante la notte. Lunedì mattina

i fiumi sono straripati portando via macchine, alberi e infangando le

strade. Il giorno dopo si è venuto a sapere che una frana ha spazzato via

la Chiesa della Misericordia e una casa; le strade sono state immediatamente

chiuse per la quantità di fango e i grossi pericoli derivanti da essa

ma, fortunatamente, i lavori per sgomberare le strade sono iniziati quasi

subito. Le persone non si aspettavano un disastro del genere causato dal

nostro fiume Stura, quindi noi abbiamo deciso di fare alcune domande

alla gente comune: ecco a voi! Queste sono le domande che abbiamo

deciso di fare: Cosa è successo e dove viveva? Quando è successo cosa

ha provato? Secondo di lei dove ci sono stati più danni? Secondo lei le

autorità l’hanno previsto? Se sì, perché non hanno preso provvedimenti?

La prima intervista è stata fatta ad una giovane ragazza che ci ha raccontato

che a casa sua non ha avuto danni e il momento peggiore è stato lunedì

mattina. Dopo abbiamo intervistato un ragazzo di 14 anni che è stato

fortunato a non aver danni, nonostante avesse il fiume a portata di mano.

La chiesa crollata gli ha causato un sacco di problemi per arrivare a scuola.

La terza intervista è stata fatta ad una signora: stava dormendo quando

è successo, quindi, non se n’era accorta ma la mattina seguente quando

ha saputo del disastro si è preoccupata. Gli intervistati pensano che il

comune si è impegnato a fare il proprio lavoro sistemando le strade.

La nostra idea è questa: noi pensiamo che sia stata una fortuna che non

ci siano stati morti o feriti anche se gente ha rischiato molto. Il comune

si è dato da fare iniziando i lavori il prima possibile. Forse non era stata

prevista una vera alluvione, nonostante l’allerta. Ci dispiace molto per i

danni alle case e alla chiesa.

Riccardo e Davide

La distruzione della chiesetta

Il 30 ottobre con la scuola abbiamo deciso di andare in giro per il paese

a intervistare gli abitanti di Campo Ligure: erano molto scossi per la

pioggia intensa che ha causato l’alluvione. Molti inizialmente non si erano

accorti dei danni che aveva causato. Alcuni cittadini di Campo pensano

che le istituzioni avrebbero potuto prevenire il disastro, per esempio pulendo

i boschi. Per tutti gli abitanti il danno maggiore è stato il crollo della

Chiesetta della Misericordia di cui gli unici resti sono stati la campana e la

madonnina perché è andata completamente distrutta.

Mercoledì 30 ottobre, noi del laboratorio di Radio 007 siamo andati a

Campo Ligure, un paesino in provincia di Genova dove abitiamo. Lunedì

21 ottobre è stato travolto da un’alluvione, la quale ha portato molte problematiche,

alcune gravi e alcune meno gravi, all’interno e nei dintorni

del paese.

Siamo andati a vedere le conseguenze che ha portato e abbiamo potuto

osservare molte frane: una in direzione di Masone, più precisamente

dalla Maddalena, una dal bivio per entrare dentro il paese e altre verso

Rossiglione. Nel tragitto, oltre a osservare le frane, abbiamo visto i pochi

resti di una delle chiese di Campo Ligure. In seguito ci siamo fatti delle

domande sull’accaduto ed abbiamo ritenuto giusto chiedere agli abitanti

che cosa è successo nello specifico. Siamo andati in un bar e abbiamo

intervistato una cameriera: “Sono stata sveglia fino alle 3 del mattino per i

rumori dei tuoni e dei fulmini”.

Quali sono stati i punti più distrutti?

“Ci sono stati danni dal Pian del Rosso; c’è stata una frana dalla via

Granshic; si è distrutta completamente la strada dal campo sportivo; ci

sono state frane dalla via della Giustina, ma la cosa più grave è stato il

crollo della chiesetta”.

Ha avuto dei danni?

“Fortunatamente no, avevo solo un po’ d’acqua nel garage”.

Un’ultima domanda: secondo lei ci sono stati dei miglioramenti dal comune

sull’evitare l’accaduto o si poteva fare di più?

“Sicuramente ci sono stati dei miglioramenti, però si poteva fare di più”.

Dopo averla intervistata ci siamo diretti verso il centro di Campo Ligure:

la piazza. Lì siamo riusciti a intervistare delle persone anziane con la

stessa opinione sul problema. Dopo un po’ di giri abbiamo incontrato un

ragazzo di 15 anni che ha espresso le sue idee.

Secondo te perché è crollata la chiesa?

“Di certo per il terreno, non è la prima alluvione che avviene, questo ha

portato ad un crollo del terreno ed a un cedimento della costruzione”.

Come si è sentito quando è arrivata l’alluvione?

“Avevo un po’ di paura ovvio”

Dalla risposta “non è la prima alluvione che avviene” la nostra curiosità ci

ha portato a fare delle ricerche e siamo riusciti a ricavare che nel 1977 e

nel 2014 ci sono state altre alluvioni più gravi di questa. Da queste interviste

abbiamo potuto capire che non tutti hanno avuto molti problemi a

casa propria e che i sentimenti che dominavano le persone erano la paura

e l’agitazione. Speriamo che questo articolo vi sia piaciuto, a presto!

crescente

naturale

kamut

farro

Andrea e Giovanni

Bottega del Pane

di Maurizio Salmaso

Sergio e Matteo

Asia e Yassen

Via Mazzini, 101-105 - Novi Ligure (AL)

- 366.209.57.95


16

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

A

scolto sempre volentieri

i racconti di mio padre

che riguardano gli anni

in cui, ragazzo quattordicenne

viveva, praticando il motocross,

quella che oltre ad essere una passione

inestinguibile fu una vera e

propria moda tra gli adolescenti e

i giovani in genere.

Mi parla di come era facile in

quegli anni divertirsi in sella ad

una moto da fuoristrada, di quali

erano i modelli più diffusi e di

come alcuni tra questi erano conosciuti,

nella zona in cui viveva,

solo attraverso le immagini riportate

sulla stampa specializzata

perché molto costosi e non alla

portata di tutti.

Tra i marchi che erano realtà solo

per pochi e che spesso è presente

nei suoi racconti c’è sicuramente

l’Aspes di cui di seguito possiamo

ripercorrere la storia.

ASPES

Aspes, un’azienda che deve il

suo nome all’abbreviazione del

cognome della signora Aspesi,

moglie del titolare Teodosio Sorrentino.

La Aspes dopo un primo periodo

di rodaggio, nemmeno poi lungo,

In sella alla libertà

Quando mio padre

approdò al settore

del fuoristrada con la realizzazione

del modello Cross Special

del 1968 che fu una diretta evoluzione

di un primo precedente

tentativo denominato Cross T.

L’evoluzione proseguì fino agli

anni settanta quando nacque l’Aspes

Apache 125, una moto equipaggiata

con componentistica

italiana di qualità come le forcelle

Ceriani e dotato di un motore

Maico da quasi 20 cavalli. Inoltre,

con l’Apache, la Aspes diede

il via alla fortunata ed apprezzata

serie di motociclette da fuoristrada

identificate con i nomi di famose

tribù dei nativi americani.

I modelli si susseguirono uno

dopo l’altro con la produzione di

Cheyenne, Fox, Hopi, Navaho,

HF e anche di un modello trial

125 motorizzato Franco Morini.

La mitica casa gallaratese regge

bene il confronto con la concorrenza

fino ai primissimi anni ottanta

quando, dopo un periodo

critico, cede definitivamente le

armi nel 1982.

Aspes rimane comunque nel cuore

di tutti gli italiani che hanno

trascorso la loro gioventù

tra i mitici anni ‘70 e

‘80 e che riescono ancora

a ricordare perfettamente

l’inconfondibile suono

di quelle indimenticabili

moto italiane.

È possibile trovare approfondimenti,

immagini, dettagli

e molto altro ancora

sul forum degli appassionati

delle mitiche Aspes raggiungibile

con il link http://aspesisti.forumfree.it/

SE VUOI ESSERE TUTELATO

NELLA GUIDA E ALTRO...

ALLINI

EMME

assicurazioni

Sede: Novi Ligure (AL) C.so Marenco, 85

Tel. 0143/23.04 - Fax 0143/24.44

Filiale: Busalla (GE) Via S. Giorgio, 18

Tel. 010/96.49.011 - Fax 010/96.49.011

NUOVA AUTOCARROZZERIA PINO

di Edoardo Mottin

Via Rocca Grimalda, 47

15076 Ovada (Al)

Tel. 0143/81.296

Fax 0143/832.350

Cell. 336/51.27.94

www.autocarrozzerianuovapino.it - nuovapino@libero.it


l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

17

su una "due ruote"

andava in moto

BARBIERO

A differenza di quanto detto per

le Aspes, il solo nome Barbiero

rappresentava

un sogno troppo spesso

irraggiungibile. Era la moto

artigianale per eccellenza, un

prodotto che si differenziava totalmente

dalla concorrenza, con

soluzioni così particolari ed innovative

da fare invidia agli altri

costruttori dell’epoca.

Per sapere come nacquero questi

gioielli meccanici, che potremmo

paragonare a prodotti di pregio

dell’alta sartoria italiana nel campo

della moda, dobbiamo viag-

giare a ritroso nel tempo fino al

1959, anno in cui Mario Barbie-

ro, titolare dell’omonima azienda

siciliana operante nel settore delle

due ruote, si trasferisce a Torino,

vera capitale della meccanica

motoristica negli anni del boom

economico, dove acquisite nuove

ulteriori competenze tecniche de-

cide nei primi anni ‘70 di avviare

una nuova attività dedicata alle

moto da cross e da velocità.

Nella seconda metà di quegli

stessi anni, grazie anche alla

collaborazione del fratello Giuseppe

in qualità di collaudatore,

prosegue con lo sviluppo della

produzione per il cross portan-

do le mitiche moto Barbiero

ad un livello estremamente

competitivo, tanto da portare

la fama del marchio italiano

a livello europeo.

Il punto di forza delle moto Barbiero,

oltre all’ottima preparazione

dei propulsori (prevalentemente

Sachs), risiedeva senza

dubbio alcuno nell’innovativo

sistema di sospensione posteriore

costituita da un forcellone cantilever,

con sospensioni centrali

infulcrate in asse con il trave centrale

del telaio, capace di conferire

alla moto una maneggevolezza

e stabilità ineguagliati dalla tecnologia

dell’epoca.

Il mito Barbiero resiste fino al

1981 quando la pressione della

concorrenza nipponica associata

al sempre crescente aumento dei

costi gestionali, che già in quel

periodo affliggeva tutte le aziende

italiane, costringe gli illustri

artigiani dell’eccellenza motocrossistica

nostrana a fermare la

costruzione delle loro ambite motociclette.

Fortunatamente il notevole bagaglio

di esperienza, conoscenza

e capacità non è andato perduto

e ancora oggi Barbiero resta un

punto di riferimento importante

per tutti gli appassionati delle due

ruote che chiedono quel qualcosa

in più.

Giacomo Piombo


18

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

BU0N NATALE


Novembre/Dicembre 2019

P

Scrivia e Polcevera

Da Novi Ligure attraverso gli Appennini, ad oltre i Giovi

Una interessante proposta alla Regione Liguria per salvare l'entroterra utile anche al Piemonte

Il “Reddito di Montagna”

roprio in questi giorni in

cui non si fa altro che parlare

del dissesto del territorio

e delle sue cause arriva un’idea

che potrebbe rappresentare la

soluzione alla gran parte dei problemi

con cui gli amministratori

pubblici dell’entroterra si trovano

a fare i conti sempre più spesso.

La proposta che “Liguria Popolare”

ha deciso di portare in Consiglio

Regionale è scaturita da

un suggerimento del Sindaco di

Carro, comune spezzino, che con

tanti altri primi cittadini liguri

condivide i problemi legati all’abbandono

delle campagne.

Come si è potuto constatare in

molti frangenti e recentemente

in occasione degli eventi alluvionali

dell’ottobre e del novembre

scorso, nell’entroterra ligure e in

genere in tutte le località dell’Appennino

ligure/piemontese i danni

seguiti ai nubifragi non sono

stati causati dall’esondazione di

fiumi ma dalla precipitazione a

valle di torrenti spontanei alimentati

dall’acqua non trattenuta

dal terreno.

Queste numerose cascate d’acqua

giungevano impetuose alla

fine del loro percorso estemporaneo,

trascinando fango, rami

e fogliame allagando i centri

urbani situati a fondo valle. Siffatta

situazione era stata prevista

da quei pochi abitanti delle zone

collinari e montane che ancora

vivono a contatto con la loro terra

e che ben conoscono le esigenze

di un ambiente che, se ben gestito

e curato, sa essere assai generoso

ma quando è trascurato non perdona.

L’idea di Liguria Popolare, che fa

parte della coalizione del centrodestra

unito che si presenterà alle

prossime elezioni regionali guidato

da Giovanni Toti, è proprio

quella di mettere a punto politiche

dedicate alle zone rurali con

le quali offrire sostegno alla popolazione

che vi insiste, considerando

tale impegno nei termini di

un investimento a lungo termine.

Se questo progetto venisse realizzato

rappresenterebbe la vera

chiave di volta per la prevenzione

del dissesto idrogeologico.

Il nodo della questione sta però

nella scelta tra reddito di cittadinanza

e quello che potrebbe

diventare il “reddito di montagna”

e, analizzando attentamente

e secondo logica le due posizioni,

si può dire che mentre il reddito

di cittadinanza è nato come una

sorta di sussidio che non genera

altro beneficio se non il mero

sostentamento al diretto interessato

che lo percepisce, il reddito

di montagna oltre a garantire il

sostentamento del destinatario,

favorirebbe il presidio e la manutenzione

del territorio, producendo

benefici per la collettività.

Inoltre il ripopolamento dell’entroterra

consentirebbe una rinascita

delle piccole economie lo-

Al Giacometti un dibattito consiliare sull'ex Ilva

Consiglio comunale aperto

V

La Valle Scrivia

“Una

interessante

proposta che

Liguria Popolare

intende sottoporre

al Consiglio

Regionale

per sostituire

il reddito di

cittadinanza

con il reddito di

montagna”.

cali, rappresentando in questo

modo un ulteriore risultato in

un momento difficile per la nostra

regione sotto il profilo occupazionale.

Ovviamente questa proposta,

se diventerà realtà, dovrà integrarsi

con altre misure già messe

in atto da Regione Liguria

per contrastare l’abbandono

dell’entroterra, quali la legge a

sostegno delle botteghe dei paesi

montani ed altre ancora.

Giacomo Piombo

enerdì 29 novembre, il

Consiglio comunale di

Novi Ligure è stato convocato

in seduta aperta presso il

teatro Giacometti, per confrontarsi

con la cittadinanza, le rappresentanze

sindacali, i vertici

delle Amministrazioni Regionale

e Provinciale, e ai Parlamentari

della provincia, sulla questione

Arcelor Mittal, ex ILVA.

Nel corso del dibattito sono state

ricordate le tappe che hanno

portato all’attuale stallo produttivo

ed è stato ribadito che ogni

attacco alla situazione occupazionale

dello stabilimento di

Novi rappresenterebbe un duro

colpo per l’intero novese, già

compromesso dalla crisi di altre

storiche aziende locali come la

Pernigotti.

Matteo Clerici

Una nota

storica

sull'Ilva

el 1873, Novi Ligure,

N con l’arrivo di Edilio

Raggio che fonda la “Società

Anonima Carbonifera Italiana”,

inizia la sua avventura nel

mondo della grande industria

e lega il suo nome a questo

imprenditore che a cavallo

tra l’Ottocento e il Novecento

rappresentò la figura di un

capitano d’industria dai tratti

molto complessi Questa in

breve la sua storia.

Raggio, nel 1881, con i Ratto

e i Tassara, riunisce in un solo

polo quattro ferriere operanti

tra Voltri e Sestri Ponente:

nasce la siderurgia italiana e

nel 1890 Raggio resta solo alla

guida di questo gruppo, fondando

a Sestri Ponente fonda

la Società Ligure Metallurgica

che nel 1905, sfruttando la

legge di Napoli, in la trasforma

“ILVA”, un gigante in grado

di produrre un prodotto

finito “dalle viscere della terra

al bastimento completo”. ma

nel 1911 i laminati risentono

di un deprezzamento. Ciò

non impedisce però l’apertura

a Novi Ligure nel 1912 dello

stabilimento S.A. Ferriere di

Novi Ligure che nel 1931 verrà

assorbito dall’ILVA. La guerra

di Libia del 1911 e poi la Prima

Guerra Mondiale faranno

infatti alzare la produzione e

l’ILVA nel 1918 assumerà la

dicitura: “ILVA Alti Forni e

Acciaierie d’Italia”. Nel 1921

il settore metalmeccanico con

la crisi dell’Ansaldo della famiglia

Perrone entra in crisi

assieme alla sua finanziatrice

la Banca Italiana di Sconto e

crolla la produzione del setto-

Continua alla pagina seguente


20

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

Prosegue dalla pagina precendente:

"Nota storica sull'Ilva"

re siderurgico dimezzata rispetto

a quella del 1917.

In seguito alla grande depressione

economica del 1929, nel 1933 è lo

Stato a farsi carico del salvataggio

di banche e imprese e nasce l’IRI

(Istituto per la Ricostruzione Industriale).

Nel 1937, in pieno regime fascista,

a Cornigliano vengono avviati

i lavori per la costruzione di un

grande stabilimento siderurgico

e di una nuova linea ferroviaria

verso il retroterra ligure, il Terzo

Valico, rimasto poi lettera morta,

anche per lo scoppio della seconda

Guerra Mondiale.

Terminato il periodo oscuro

della belligeranza, Oscar Sinigaglia

il 15 novembre 1949 avvia

il piano della programmazione

economica per il rilancio della siderurgia

italiana e prende corpo

un colosso dell’IRI, definito dal

primo sindaco di Genova, Gelasio

Adamoli (P.C.I.) “il grande

patrimonio collettivo posseduto

dagli italiani”, che caratterizzerà

la vita sociale politica ed economica

del ponente ligure e di tutto

il Paese.

Da qui parte la lunga galoppata

che giungerà sino ai tempi

nostri. Nel 1953 le acciaierie di

Cornigliano vengono dotate del

nuovissimo “Treno blooming” per

il laminatoio a caldo. Il 9 luglio

1960, alla presenza dei ministri

Emilio Colombo e Mario Ferrari

Aggradi e del presidente dell’IRI

Ernesto Aldo Fascetti, che parla

di “miracolo italiano”, viene posata

prima pietra dello stabilimento

L

’associazione I.R.I.S. di Novi

Ligure compie quest’anno i

suoi primi dieci anni di vita,

essendo stata fondata nel giugno

del 2009 un gruppo di famigliari

di malati oncologici, unitamente

ad alcuni medici e infermieri. Il

nome di questa associazione è l’acronimo

di “Insieme Ritroviamo Il

Senso”, che agli effetti pratici riassume

anche lo spirito che anima le

persone che offrono il loro tempo

libero per aiutare chi, purtroppo, è

colpito da una malattia che ancora

oggi fa molta paura. A Novi Ligure

l’associazione che ha sede in via

Trieste, 4, offre gratuitamente una

serie di servizi, non solo ai malati,

ma anche ai famigliari degli stessi,

in quanto questo tipo di malattia

coinvolge l’intera famiglia.

I sevizi fondamentali svolti

dall’I.R.IS, sono quattro:

• assistenza nei Day Hospital presso

dell’Ospedale di Novi Ligure,

iniziato nel 2010

• trasporto di malati per terapie,

analisi e visite specialistiche presso

i vari centri di cura, iniziato nel

2012

• fornitura di presidi sanitari, iniziata

nel 2014

• assistenza domiciliare, iniziata nel

2010.

NUOVA LIBARNA E VALLE SCRIVIA

2009 – 2019: dieci anni d’attività in crescendo

L’Associazione IRIS di Novi Ligure

di Taranto e nel 1961, con l’incorporazione

della Cornigliano

nell’ILVA, nasce l’Italsider.

Nel 1963 alla presenza del ministro

Giorgio Bo e del presidente

dell’IRI, Giuseppe Petrilli, del

presidente dell’Italsider Ing. Mario

Marchesi e del sindaco di

Novi Ligure, Carlo Acquistapace,

viene inaugurata la sezione

staccata dell’Oscar Sinigaglia di

Cornigliano, che nel 1980 lavora

un milione di tonnellate di lamierino,

vale a dire circa un quarto

della produzione nazionale complessiva,

ed occupa 1.978 dipendenti.

Poi negli anni Novanta, con Romano

Prodi inizia la privatizzazione

dell’IRI ed oggi, dopo

la stagione dei Riva, un settore

strategico come quello della siderurgia

è in mano a francesi ed

indiani.

A

rmando Repetto ci ha

lasciati improvvisamente

e perciò in modo ancora

più doloroso. La figura di

Armando, in pensione da anni e

frequentatore del Circolo ILVA, è

associata all'attività che egli da tempo

svolgeva come G.E.V. (Guardia

Ecologica Volontaria) della Provincia

di Alessandria. Quando era

in servizio con la sua divisa era un

dipendente onorario della Provincia

stessa e svolgeva il suo compito

con dedizione, soprattutto presso la

struttura del "Maglietto" di Novi

Ligure, lungo la Scrivia, in Frazione

Merella. Collaborava con quelle

G.E.V. che venivano chiamate

Gian Battista Cassulo "Gruppo Maglietto" coordinate

per tanto tempo dal pure compianto

Tullio Pasquale. Armando

svolgeva compiti di collaborazione

all'attività didattica di educazione

ambientale, condotta dai Vigili

Il libro è in via di ristampa

e uscità a breve completamente

aggiornato con gli ultimi

avvenimenti

Provinciali presso "il Maglietto" a

favore delle Scuole dell'obbligo di

ogni ordine grado provenienti da

tutta la Provincia. Sempre presente

anche presso il Parco di Bettole

dell'ACOS in occasione della celebrazione

della tradizionale Festa

dell'Acqua nonché della manifestazione

di pesca alla trota: in questa

occasione presidiava il campo di

gare per garantire la regolarità delle

attività di pesca di bambini ed adulti

sul canale del parco. Armando

collaborava fattivamente anche con

la Polizia Municipale di Novi Ligure,

svolgendo compiti di vigilanza

durante varie manifestazioni quali

la tradizionale Fiera di Santa Caterina

ma soprattutto in occasione

delle gare ciclistiche in transito o

con arrivo a Novi, dalla “Milano-

Sanremo” al “Giro dell'Appennino” e

così via. Negli anni aveva collaborato

alla nascita dell'Associazione

• Nei Day Hospital due volontari

normalmente prestano servizio

per fornire compagnia ai malati

durante le terapie e per ascoltare

e supportare sia i malati come i

famigliari presenti.

• Il servizio trasporto accompagna

ammalati e parenti con due mezzi

presso le strutture ospedaliere del

territorio, in particolare Alessandria,

Novi e Tortona. Gli ammalati

normalmente vengono prelevati

in prossimità del loro domicilio

con un viaggio di andata e ritorno.

• Nell’attesa che la ASL consegni al

malato i presidi ospedalieri, quali

letti con materasso antidecubito

e carrozzine, l’IRIS provvede ad

assegnarne di suoi per coprire il

lasso di tempo necessario a tale

Un grave lutto ha colpito la città di Novi Ligure

È mancato Armando

"Il Maglietto" risultando tra i soci

fondatori e frequentava il "Museo

delle Api", unico in Piemonte, collocato

al piano rialzato della "casa

sul fiume", come viene definita la

struttura di proprietà comunale,

situata lungo la Scrivia. Andava

volentieri in campagna e amava

stare nella natura presidiando insieme

alle altre G.E.V. una parte

del nostro territorio meritevole di

particolare attenzione: ci riferiamo

al biotopo "Greto dello Scrivia",

riconosciuto come S.I.C. (Sito di

interesse comunitario) e Z.S.C.

(Zona speciale di conservazione)

vista la ricchezza di bio-diversità

ivi esistente, soprattutto per quanto

concerne le specie di uccelli. Ora

Armando ha terminato i suoi servizi,

per cui riposi tranquillo ed in

pace, anche se a noi tutti mancherà.

Avv. Andrea Quaglini

fornitura.

• L’assistenza domiciliare, che non

è di tipo infermieristico, ma di

tipo psicologico e amicale, viene

fatta presso la residenza dell’ammalato

Per svolgere l’insieme di tale attività

l’associazione può contare su 69 volontari

effettivi e complessivamente

su un centinaio di soci. I volontari

dell’Associazione si riuniscono l’ultimo

giovedì di ogni mese per pianificare

e valutare l’attività del sodalizio

e esperire formazione sulla relazione

d’aiuto e sulle dinamiche di gruppo

con la presenza di uno psicologo

Per diventare volontari dell’Associazione

occorre frequentare un corso

articolato su dieci incontri della durata

cadauno di un’ora e mezza, ove

medici, psicologi ed altro personale

sanitari, nonché i volontari anziani

preparano l’aspirante volontario. A

fine corso l’aspirante volontario deve

sostenere un apposito colloquio per

verificare le sue effettive attitudini e

dopo un tirocinio dai tre ai cinque

servizi assieme ad un volontario anziano,

è in grado di svolgere la sua

attività di volontariato. Alla fine di

gennaio 2020 inizieranno i nuovi

corsi, mentre sabato 16 novembre,

come ormai consuetudine, presso

l’insigne Collegiata di Novi Ligure si

è svolto un concerto con i cori Saint

John Gospel Choir di Genova Pontedecimo.

l’A.S.A.M. di Stazzano e

il coro dei volontari I.R.I.S., che ha

riscosso un grande successo di pubblico.

Ultima nota, l’Associazione,

grazie al contributo pervenuto dal 5

x mille, ha acquistato il terzo mezzo

di trasporto che entrerà in servizio

con il nuovo anno

Marta Calcagno

Il Direttivo

Presidente: Fortunato Mancuso

Vice: Vilma Daglio

Tesoriere: Anna Guassardo

Segretaria: Martina Leardi

Consiglieri: Anna Bortesi, Stefania

Ferrari, Rita Zippo, Gian

Paolo Alisio, Pier Luigi Pampirio

e Pietro Lanzavecchia


NUOVA LIBARNA E VALLE SCRIVIA

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

21

Un mondo magico sgorga dalla matita di Luana Casagrande

Attività di lettura: Scuole e Biblioteca

Fumettista di sicuro successo Tortona legge

na ragazza speciale, con il

opo l’inizio dell’anno

sorriso benevolo e radioso,

lo sguardo vivo e pro-

D studenti d’Italia

accademico tutti gli

U

sono

fondo, che esprime tanta bellezza.

È Luana Casagrande, un’artista

giovanissima, 16 anni, studentessa

della classe terza del Liceo Artistico

Benedetto Alfieri di Asti,

fumettista in stile manga, straordinaria

illustratrice e creatrice di

personaggi del mondo giapponese,

protagonisti di fantastiche storie e

avvincenti narrazioni.

Luana nasce a Novi Ligure nell'aprile

del 2003 e manifesta sin da

piccola la sua predisposizione al

disegno; da sempre affascinata dai

cartoons, inizia col riprodurre tutti

i personaggi che più le piacciono

aprendosi all'arte nipponica e riscuotendo

ammirazione in diverse

esposizioni organizzate da enti locali

che la portano a decidere quindi

di farsi conoscere per trovare intesa

con qualche casa editrice per

illustrare libri o vignette.

Nonostante sia alle prime esperienze

col pubblico porta già con

sé una bella vittoria, partecipando

con una produzione volta alla sensibilizzazione

verso la piaga del

bullismo, dove, impegnandosi intensamente

per realizzare uno stile

grafico personalissimo ed originale,

vince con la sua tavola ,ottenendo

un importante riconoscimento

il Concorso "Bullismo in fum(o)

etto" organizzata dall'associazione

culturale Amonti, lo scorso aprile

2019, partecipanti gli alunni di

tutte le scuole secondarie di Asti.

Girando nei Comics alla scoperta

di autori per carpirne i “segreti”,

conosce un paio di anni fa Federica

di Meo, una delle più apprezzate

artiste mangaka italiane e diventa

sua allieva per similitudine in gusti

e colori.

Debutta ufficialmente come disegnatrice

al “Comics and games

2019” di Genova, dove nella self

area, si fa conoscere ed apprezzare

per la sua abilità tecnica e la capacità

di creare personaggi di ogni

genere dalle “fanart” agli “original

character”.

I disegni del suo ricchissimo book

sono per lo più frutto della sua

spiccata fantasia, dove prevalgono

mondi manga divisi tra esseri

umani e creature maledette,

fanciulle bellissime e vittime di

terribili maledizioni che mutano

in grottesche figure. Tuttavia esse

non escludono, seppur nella loro

ispirazione irrealistica, un progetto

etico. Il mondo dei manga,

in una logica fantasy, rappresenta

in fondo temi universali e senza

tempo, le cui infinite variazioni

non possono non attirare il lettore

anche più avveduto e soprattutto i

giovani, perché spesso i temi pongono

come base della narrazione

la ricerca dell’armonia tra gli esseri

umani, un tema filosofico per eccellenza.

Luana ha grandi aspirazioni per il

futuro: dopo il Diploma si iscriverà

all’Accademia internazionale del

disegno “Comics International” a

Genova, dove prenderà il titolo di

disegnatrice fumettista ponendo le

basi per il salto definitivo nel mondo

del Comics internazionale.

E il suo sogno andare in Giappone

per imparare in tutte le sfumature

il Manga dalle origini, e diventare

una professionista del fumetto

orientale.

Marta Calcagno

tornati sui libri ed è proprio in

questo momento dell’anno che

si mette l’accento sulla necessità,

oggi più forte che mai, di sensibilizzare

i giovani alla lettura, l’imperativo

è quello di assegnare un

posto di primo piano alla cultura.

A questo imperativo risponde anche

Tortona, che si pone in prima

linea, legando le scuole del territorio

alla Biblioteca civica "Tommaso

de Ocheda”.

Il 5 novembre, presso il Teatro

comunale di Tortona, sono state

presentate le proposte didattiche

organizzate dalla Biblioteca

civica, rivolte a tutte le scuole

cittadine. Moltissimi sono i laboratori

proposti, con i quali si

avvicinano i bambini e i ragazzi

alla lettura tramite diversi temi,

consultabili al sito www.comune.

tortona.al.it/le-proposte-per-lescuole-2019-2020.

È stata, inoltre,

confermata la nuova edizione

del concorso “Il mangialibro”,

rivolto ai ragazzi fra i 6 e i 12

anni e indetto dalla Biblioteca. Le

iscrizioni sono aperte dal 25 novembre

al 13 dicembre e il concorso

prenderà il via con l’arrivo

del 2020. Rivolta ai bambini più

piccoli, invece, è l’attività “Nati

per leggere” che interesserà fra il

18 e il 20 novembre alcuni micronidi

e alcuni scuole dell’infanzia

della città.

Il Comune di Tortona, inoltre, ha

aderito alla settimana nazionale

della lettura “Libriamoci”. Si

tratta di un’iniziativa che, giunta

alla sesta edizione, promuove

giornate di lettura nelle scuole.

L’invito di questa iniziativa è

quello di proporre “l’inclusione

nelle attività scolastiche di iniziative

di lettura ad alta voce svincolate

da ogni valutazione scolastica”.

Quest’anno si attua fra l’11 e

il 16 novembre 2019 e, fra i temi

proposti, il Sindaco di Tortona,

Federico Chiodi, ha scelto il filone

“La finestra sul mondo: perché

leggere i giornali”. Agli studenti

delle scuole secondarie di primo

e secondo grado, in cui il Sindaco

si recherà in veste di “ambasciatore

della lettura”, saranno proposti

dei brani tratti dal libro di

Oriana Fallaci “Intervista con il

potere”.

Anna Pernecco

Per tutte le informazioni su

questa iniziativa si rimanda al

sito www.libriamociscuola.it.

della Dott.ssa Michela De Negri Canepa

• Preparazioni galeniche • Analisi del capello

• Ampia gamma di prodotti

senza glutine

• Misurazione pressione gratuita

• Esame delle intolleranze • Consegna a domicilio gratuita

• Autoanalisi del sangue e delle urine accurato e completo

ORARIO: LUN-VEN 8.00 – 13.00 / 15.00 – 19.30

SABATO 8.30 –12.30 / 15.30 – 19.30

Via Papa Giovanni XXIII, 3/5 – 15067 Novi Ligure (Al)

Tel/Fax. 0143/21.66 - info@farmaciadenegrinovi.it

LISA

SARTORIA

Seguici su

Qui puoi trovare tante

idee regalo per il tuo

Natale!


22

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

NUOVA LIBARNA E VALLE SCRIVIA

Novi Ligure: un paziente lavoro di biblioteca per riscoprire il passato della città

si faceva una volta, quando non

c’era la rete, l’per-connessione, e

soprattutto porta con sé gli ingredienti

fondamentali, la curiosità

e la voglia di scoprire qualcosa di

nuovo.

Non gli manca neppure il desiderio

di narrare le sue scoperte, non

rifiuta mai di entrare nelle scuole,

con la solita bonarietà e l’umiltà

di chi non ha nulla da insegnare,

ma spera di suscitare interesse,

di accendere qualche scintilla di

curiosità, di trovare interlocutori

che si appassionino ai suoi

discorsi. Le sue tournee letterarie

proseguono per tutto l’anno,

nelle piazze, nelle feste di paese,

all’interno delle Soms, dei circoli

culturali, in maniera instancabile,

è sempre pronto a raccontare, ri-

Robbiano: da sindaco a scrittore

diventato in questi ultimi

evocare, fare quattro chiacchiere storico culturale.

anni un autore veramente

con il pubblico.

È prolifico, alcuni dei suoi

libri sono risultati esauriti poco

dopo la pubblicazione e in veloce

ristampa. È Lorenzo Robbiano,

scrittore novese, appassionato di

storia locale. Dopo la trilogia de

“I senza volto", che ha avuto una

grande eco non solo tra il pubblico

degli appassionati di storia

novese, ma anche tra i giovani

studenti delle scuole medie e superiori,

pubblica una lunga serie

di opere che riguardano aspetti

e personaggi della sua Novi. È la

sua città, quella che gli diede i natali,

che lui ama profondamente

e vi dedica, prima come Sindaco

(negli anni 2004-2014) tante

attenzioni, e oggi a distanza di

pochi anni come scrittore. Si potrebbe

dire che l’amore per la città

non si è mai esaurito, mai sminuito

né scalfito, anzi al contrario,

con il trascorrere del tempo si è

impreziosito e si è arricchito di

nuove e importanti consapevolezze,

che lo rendono più forte.

Lorenzo ha in verità trovato una

nuova modalità per sentirsi indissolubilmente

ancora parte della

storia della città, raccontandone

il passato, facendosi cantore delle

sue vicende, scopritore di personaggi

emblematici, narratore di

aneddoti sconosciuti e curiosi

che lui non smette di ricercare

per giornate intere, chiuso negli

archivi e nelle biblioteche. Si

porta dietro carta, penna, occhiali

e lente d’ingrandimento, come

QUATTRO CHIACCHIERE

SULLA STORIA NOVESE A

PASTURANA

Proprio “Quattro chiacchiere

sulla storia novese” in occasione

della “Settimana nella cultura

2019“si sono fatte a Pasturana,

mercoledì 20 novembre, grazie

all’invito dell’Amministrazione

comunale e dell’Associazione Pro

Loco, che ha curato l’allestimento

del buffet conclusivo. A Pasturana

Lorenzo Robbiano non si è

risparmiato, ha svelato curiosità

della vita novese attraverso la sua

profonda conoscenza dei fatti

storici, sempre contestualizzati

all’interno di un ampio panorama

“BENTORNATO MARENCO”

LA STORIA DEL TEATRO

CARLO ALBERTO E I

TEATRI NOVESI

È stato presentato ufficialmente

domenica 1° dicembre, nell’ambito

della rassegna letteraria “Torre

di carta”, (Ed. Epokè- La Torretta),

il nuovo libro di Lorenzo

Robbiano che racconta la storia

del teatro cittadino dalla sua fondazione,

quando titolava in onore

a Carlo Alberto fino alla chiusura

e al lungo periodo di restauro,

che termina con la tanto attesa

riapertura e rititolazione al noto

compositore novese Romualdo

Marenco. Studiata per l’occasione

la straordinaria performance teatrale

di Andrea Robbiano, Paolo

Piazza, Irene Squadrelli e Ilaria

Saccà. Storia e teatro, novesità e

arte scenica, hanno appassionato

il folto pubblico, a dimostrazione

che la storia della città, della sua

gente, delle sue istituzioni sono

sempre radicate nel cuore di tutti

e sono fonte rinnovata di grande

interesse collettivo.

Marta Calcagno

D

Busalla: due chiacchiere con la scrittrice de "Il castello nella roccia"

opo la pubblicazione

dell’antologia “Racconti

liguri” (Historia, 2019),

abbiamo incontrato l’archeologa

Elena Ponte, la quale ha partecipato

alla realizzazione di questa

raccolta di racconti con il suo “Il

castello nella roccia” racconto

riguardante il Castello della Pietra

situato nel comune di Vobbia.

Questa signora, originaria della

frazione Sarissola del comune

di Busalla, è stata folgorata dalla

passione per la scrittura già in tenera

età, in cui si dilettava a scrivere

fiabe e brevi racconti senza

mai però prenderne in considerazione

la pubblicazione.

Mentre, sempre nell’infanzia, il

nonno la accompagnava a visitare

castelli e vecchi ruderi della zona

come il Castello di Savignone,

quello di Montoggio, quello di

Borgo Fornari, quello di Francavilla

Bisio ed altre antiche strutture

come ad esempio il Forte

di Gavi. Si sa, ciò che possono

trasmettere i nonni nella nostra

Una passione di “pietra”

infanzia può essere determinante

anche per la vita adulta e così è

stato anche per la signora Ponte,

che ha dichiarato di aver intrapreso

la facoltà di archeologia

all’università proprio grazie alla

passione trasmessa dal nonno.

Ma le due passioni non erano

destinate a rimanere isolate perché

nel 2008, l’allora sindaco del

comune di Busalla contattò tutti

i laureati in materie attinenti per

collaborare alla valorizzazione

delle strutture storiche della zona

e il destino ha scelto che la signora

andasse proprio a fare la guida

turistica nei weekend al Castello

della Pietra tanto amato da suo

nonno.

Svolse questa attività per circa

cinque anni, poi smise per i troppi

impegni personali.

Ma a distanza di altri cinque anni,

per puro caso nel selvaggio mondo

di internet, si imbattè nel 2018

in un concorso letterario, dove gli

unici requisiti richiesti erano l’essere

residenti nella regione Liguria

e scrivere qualcosa inerente al

suo territorio.

Colta al volo l’occasione, l’archeologa

di Busalla mise su carta idee,

impressioni ed emozioni suscitate

nei cinque anni di collaborazione

al Castello e ottennero il meritato

successo data la loro pubblicazione

nell’antologia proprio

quest’anno.

La signora Ponte conclude: “È

nato tutto per puro caso. Una serie

di eventi casuali hanno fatto si che

riuscissi ad unire l’amore spontaneo

che da sempre ho per la scrittura

all’amore per il Castello della

Pietra che mio nonno mi fece nascere

quando ero ancora bambina.

Non avrei mai pensato un giorno

di poter mettere su carta tutto

quello che ho provato al Castello

come le emozioni che si provano

nelle varie stagioni in quel luogo

incantevole.”

Fausto Cavo

A Novi Ligure

dal 1784

PRODOTTI DI ALTA QUALITÀ ESENTI DA ADDITIVI E CONSERVANTI

Focaccia stirata - Focaccia padella - Focaccia olive - Focaccia al formaggio tipo recco

Focaccia pugliese - Focaccia alle verdure - Focaccia ai peperoni - Focaccia alle patate

PIZZETTE,

PIZZA AL TAGLIO,

PIZZE FARCITE,

PASTICCERIA SECCA,

BACI DI DAMA,

CANESTRELLI BOLLITI

E AL VINO DI GAVI,

FETTE BISCOTTATE

NOVI LIGURE - Via Girardengo - TEL. 0143/20.07 - Via Roma 129 - TEL. 0143/74.67.96

Toelettatura in sede

Mattino 8,30 - 12,30 | Pomeriggio 16,00 - 19,30

Chiuso il lunedì

Via Vittorio Veneto, 65 - 16012 Busalla (GE)

Tel. 010 9643240


NUOVA LIBARNA E VALLE SCRIVIA

D

opo un weekend di pioggia,

come da consuetudine

ultimamente, si

può dire che la situazione in alta

valle Scrivia sia tutto sommato

stabile. In confronto ad altre

zone di Liguria e Piemonte (tra

le regioni più colpite d’Italia dal

maltempo) qui non si è fortunatamente

registrato nessun evento

nefasto, nonostante il livello del

torrente Scrivia da noi filmato

e fotografato, sia abbastanza minaccioso.

BUSALLA

Per quanto riguarda la situazione

nel comune di Busalla le notizie

che ci provengono dal sindaco

Loris Maieron sono rassicuranti.

I lavori eseguiti nei pressi del Rio

U

n buon numero di atleti

della Bellaria, accompagnati

dal loro istruttore

Aniceto Patrone, hanno partecipato

all'ultimo concorso tenutosi

a Tortona nel week end a cavallo

fra novembre e dicembre. Molto

diversificato il livello dei cavalieri,

da chi ha gareggiato nelle categorie

ludiche a chi ha affrontato

gare da un metro e trenta.

Il team si è dato appuntamento

venerdì in scuderia, per caricare

le salmerie e per preparare i

cavalli al breve viaggio che li ha

portati da Novi Ligure a Tortona.

Li aspettavano un paio di giorni,

uno soleggiato e l'altro piovoso

(tanto per cambiare) e freddo.

La prima gara è stata una L60,

cioè con ostacoli alti 60 cm, e poi

si va su: ognuno ad affrontare la

gara consona al suo livello di preparazione.

Tutti gli allievi hanno

fatto delle buone gare, ricordiamo

in particolare Marta che alle

sue primissime esperienze non ha

sbagliato nulla nelle tre gare fatte,

e la giovanissima Cecilia che è

Il maltempo nell’Oltregiogo non lascia tregua

La Valle Scrivia tiene

Il sindaco di Busalla

Loris Maieron

Chiappa, anche se ancora in fase

di completamento, hanno retto

bene alle ripetute piogge di portata

quasi tropicale che si sono

una garanzia: a soli 7 anni ormai

gareggia in B90, con un ottimo

stile e altrettanto buoni risultati.

Complimenti a Davide per la sicurezza

acquisita, e ad Anna per i

suoi rapidi progressi (ha esordito

in una “80”). Poi, bisogna tenere

in conto che i cavalli non sono

macchine, per cui può anche succedere

che uno si distragga per

via delle luci di Natale, obbligando

il cavaliere di turno a un intervento

che non era stato programmato

durante la ricognizione!

abbattute nelle ultime settimane.

Viene dichiarato che il lavoro da

svolgere però è ancora molto, soprattutto

per quanto riguarda la

pulizia dei tombini che hanno

creato qualche disagio sulla SP 9

in direzione Crocefieschi.

ARQUATA SCRIVIA

La situazione nel comune di Arquata

Scrivia è tranquilla. Nonostante

la furia incessante delle

piogge, l’amministrazione comunale

ha provveduto preventivamente

alla pulizia di tombini

e fossi nei mesi trascorsi di settembre

e ottobre eliminando, per

ora, la possibilità di allagamenti

nel centro urbano. Sempre sotto

controllo la zona sud del comune

denominata “Villini” dove,

Ottimi risultati nell'ultimo concorso di salto ostacoli

La Bellaria in gara a Tortona

Buone le gare dell'istruttore, sia

con un giovane cavallo “in lavoro”

che con la sua cavalla, e lo

stesso dicasi degli allievi in gara

nelle categorie più avanzate. Però

al termine della seconda giornata,

con l'ultima gara, è arrivato uno

di quei risultati che tipicamente

si ottengono solo in sogno... Riccardo

ed Eleonora, all'esordio in

130, si sono classificati rispettivamente

primo e seconda!

Gian Battista Cassulo

data la presenza di una collina a

proprio a ridosso delle abitazioni,

la situazione è costantemente

monitorata per eventuale rischio

frane (ultimo episodio risalente

al 2014). Aperti i collegamenti

attraverso i ponti con le frazioni

di Varinella e Vocemola situate

dall’altra parte del torrente Scrivia,

anche se si tiene sotto controllo

il livello di questo.

Chiude

Fausto Cavo

Il nostro

corrispon-

dente

Fausto Cavo

sotto la pioggia a Busalla

opo anni di attività e di

D una presenza veramente

importante sul territorio,

la storica libreria "Buone

Letture" di Novi Ligure cessa

la sua attività. Sino al 13

dicembre sarà possibile acquistare,

grazie ad una vendita

promozionale, i numerosi

volumi che ancora oggi

la libreria conserva, insieme

alla preziosa oggettistica

che ha sempre contraddistinto

questo punto vendita

diventato luogo di ritrovo

di cultori e di appassionati

della lettura. In questa libreria

sono stati presentati negli

anni anche e soprattutto i

libri degli autori locali che,

con il loro lavoro, hanno

mantenuto viva la memoria

storica dell'Oltregiogo.

Marta Calcagno

V

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

23

Rifiuti: nuovo metodo di pagamento

Tariffa puntale

iene definito “passaggio

culturale” il passaggio

dalla TARI alla Tariffa

puntuale, nel contesto del convegno

tenutosi venerdì 15 novembre,

organizzato da Gestione

ambiente. Al convegno hanno

partecipato i 33 Comuni dell’ambito

di competenza di Gestione

ambiente, che hanno avuto modo

di capire meglio i nuovi cambiamenti

in atto. Il sistema di raccolta

dei rifiuti sta passando da

un sistema stradale a un sistema

a domicilio. Questo mutamento

si accompagna a quello che interessa

il metodo di pagamento di

raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Per rendere chiara e trasparente

la nuova metodologia, i relatori

hanno portato esempi concreti di

questo passaggio “in cui le tariffe

avranno regole comuni per tutti

gli utenti.” Verrà attuata inizialmente

la misurazione puntuale

della produzione di rifiuti indifferenziati

e, per calcolare la tassa

definitiva, saranno sommate la

tariffa fissa (in base alle condizioni

di metratura e numero dei

componenti del nucleo), la tariffa

variabile calcolata (in base alla

produzione) e la tariffa variabile

misurata (in base alla produzione

di indifferenziata). “Gli indizi

della normativa puntano su tariffe

correlate alla quantità di indifferenziato

prodotto.” spiega Paolo

Selmi, Amministrazione delegato

di Gestione Ambiente. “La tariffa

finale oggi è formata da tre componenti,

raccolta, smaltimento e

riciclo, costi amministrativi dei

comuni. Gestione Ambiente può

rispondere solo per la propria parte

di competenza.” Risulta dunque

impossibile prevedere effettivamente

di quanto la tariffa finale

risulterà modificata, ma le esperienze

positive dell’introduzione

del Porta a Porta affermano che,

a fronte di una lieve crescita dei

costi di raccolta, si ha una totale

compensazione sulle attività di

smaltimento. In seguito sono state

esposte le delibere dell’ARERA,

la nuova Autorità di Regolazione

per Energia Reti e Ambiente, che

porteranno a una revisione totale

del sistema di rifiuti. Tali delibere

si focalizzano in particolare

sull’ottimizzazione dei costi di

gestione e sulla trasparenza nei

confronti dell’utenza.

Anna Pernecco

La discarica di Novi

uando negli anni '70 venne

aperta la discarica a Q

Novi Ligure, molte furono le

lamentele. Oggi la discarica,

oltre che dar lavoro a numerose

persone, è diventata un

punto di riferimento per il corretto

mantenimento ecologico

dell'ambiente, perchè, se non ci

fossero le discariche, le città e i

paesi soffocherebbero nell'immondizia.

(G.B.C.)

Agricola

Zerbo

FARINE MACINATE A PIETRA

da cereali di nostra produzione

VENDITA DIRETTA

Località Cheirasca 2, Gavi (AL)

shop@agricolazerbo.it - 0143 645199

La forza della tradizione, il sapore della lentezza

www.farinezerbo.it


24

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

F

rane, fango che entra nelle case, automobili

ghermite dai gorghi dei fiumi e torrenti in piena,

furia delle acque e gente che vive nei paesi collinari

con la costante paura di essere trascinata a valle

con le loro case, per il cedimento dei terreni non più

protetti dal manto boscoso che la natura ha fornito al

nostro ambiente. E così capita di vedere, come è stato

per la A6, sulla “Torino – Savona”, i piloni di un viadotto

completamente tranciati, quasi fossero stati stuzzicadenti,

da una valanga di terra e di fango staccatasi

dalla soprastante montagna. Ma poi ci sono anche gli

SALUTE E AMBIENTE

errori dei progettisti (spalleggiati dai politici) che hanno

costruito male e all’insegna della speculazione più

selvaggia. Ora il nostro terreno ma anche il nostro tessuto

connettivo - le strade - si sta dimostrando debole

e basta un crollo (o un incidente) per mettere in ginocchio

sicurezza e circolazione. C’è bisogno di riscoprire

l’ambiente e di tutelarlo, anche e soprattutto dagli

inquinamenti, pena la nostra salute. Ecco perché già

da un po’ di tempo stiamo dedicando questa pagina,

“Note di salute”, all’ambiente perché è nell’ambiente il

nostro futuro.

(G.B.C.)

P

Ecolibarna: dopo oltre trent’anni chiusa una vicenda

arlare di Ecolibarna qui

in Valle Scrivia è come

toccare una ferita sempre

aperta. Una ferita che è stata inferta

alla Valle più di trent’anni fa

quando nei pressi di Carbonara

Scrivia, lungo il corso del torrente,

vennero scoperti casualmente

venti mila bidoni contenenti materiali

tossico/nocivi.

Si scoprì che provenivano da un

impianto per lo smaltimento dei

rifiuti tossico/nocivi, l’Ecolibarna

di Serravalle Scrivia, che avrebbe

dovuto bonificare il sito della ex

Gastaldi, che produceva olii minerali

e materiali affini.

Si aprì in quegli anni un duro

braccio di ferro tra gli ambientalisti

che paventavano l’inquinamento

delle falde acquifere e

l’Ecolibarna, mentre i politici

dell’epoca, in nome del lavoro e

dell’occupazione, faticavano a recepire

le istanze provenienti dal

mondo degli ecologisti.

Ma dalle indagini aperte dalla

magistratura, in seguito alla scoperta

dei ventimila bidoni, rinvenuti

grazie alle ricerche degli

ambientalisti tortonesi, emersero

le gravi responsabilità dello stabilimento

dell’Ecolibarna, all’interno

del quale restano ancora circa

120 mila metri cubi di “melme

acide”, che, percolando, potrebbero

inquinare le falde acquifere

che alimentano il vicino torrente

Scrivia.

Una situazione resa ancor più pericolosa

dal fatto che all’interno

del sito dell’Ecolibarna scorre il

Rio Negraro, che normalmente

è un rigagnolo ma che, a pioggia

battente, diventa impetuoso

e oggi reso ancor più aggressivo

dalla cementificazione del retrostante

Outlet realizzato negli anni

Novanta.

Chiusa la vicenda giudiziaria con

l’Ecolibarna, gli organi istituzionali

competenti hanno tentato

di mettere in sicurezza il sito, coprendo

le cosiddette “colline delle

melme acide”, con teli protettivi e

circondano il sito stesso con una

palizzata di legno.

Ma questi interventi a molti sono

apparsi insufficienti, perché la palizzata

in molti tratti è già crollata,

i teli in più punti si sono danneggiati

e le melme acide restano

comunque sempre a contatto con

il suolo, mentre si dovrebbe procedere

alla loro totale rimozione

o per lo meno al loro completo

isolamento con un adeguato “sarcofago”

di cemento.

Oggi finalmente, dopo oltre

trent’anni, i lavori definitivi di risanamento

ambientale sono stati

assegnati ad una ditta altamente

specializzata in questo settore e

la speranza è che il sito dell’Ecolibarna

venga completamente bonificato

e che non crei più preoccupazioni

alle oltre duecento mila

persone interessate dalle acque

dello Scrivia che alimenta i pozzi

degli acquedotti di città come

Novi e Tortona.

Gian Battista Cassulo

N

Proteggiamo il territorio con un mantello verde

Partiti i lavori di bonifica Gli alberi: bene comune

Ecolibarna di Serravalle Scrivia

on è una dichiarazione

di Greta Thumberg ma

è quanto emerge da numerosi

ambienti scientifici impegnati

nel trovare rimedi al riscaldamento

globale. Certo, se anche

al mondo si piantumassero un

miliardo di alberi per ottenere

un consistente abbattimento dei

gas serra occorrerebbe aspettare

che il loro sviluppo fogliare raggiunga

un discreto volume. Per

questo non sarebbe male cominciare

subito.

Però, purtroppo, quello che accade

a livello mondiale è esattamente

l'opposto. Dal 2018 al 2019

solo in Amazzonia il governo

corrotto di Bolsonaro ha permesso

la distruzione di 9.762 Km

quadrati di foresta pluviale, quasi

il doppio della superficie della

Liguria (5.400 Km2), ignorando

spudoratamente le raccomandazioni

del 99,99 % degli scienziati.

E il fenomeno di deforestazione

è in espansione nella maggior

parte del pianeta, (Sud America,

Africa, Cina e Sud Est Asiatico).

Da noi pare rallentato, anzi, in

Lavoro e ambiente

l caso Ilva di Taranto ci dimostra come molto spesso sia difficile

la convivenza tra il lavoro e l'ambiente. Di quello che oggi

I

accade a Taranto già ne avevamo avuto un'anticipazione a Genova

Cornigliano dove anche lì Ilva, a quei tempi Italsider, aveva "annerito",

con i suoi fumi, quel cantiere. Bisogna quindi chiudere le

fabbriche per garantire la salute? No. Occorrerebbe semplicemente

che gli imprenditori seguissero le norme, che pure esistono, per

rendere la produzione compatibile con l'ambiente. Perchè non lo

fanno? La risposta è semplice: perchè nessuno controlla che tali

norme vengano applicate.

(G.B.C.)

Europa ha assunto segno contrario,

anche se la qualità del verde

è molto scarsa (carenza di piante

autoctone).

In Italia anni fa era stata emanata

una norma (legge n. 10 del 14

gennaio 2013) che raccomandava

ai comuni al di sopra dei 15.000

abitanti la piantumazione di un

albero per ogni nato. La legge è

vincolante ma è stata scarsamente

applicata a causa della mancanza

di sanzioni.

Oggi, una nuova proposta di legge,

(disegno di legge 549/2018)

vuole ampliare e rendere più

efficace quanto già in vigore,

imponendo altresì delle multe ai

comuni inadempienti. Si tratta

di creare delle aree ad hoc che,

tra l'altro, testimoniano qualcosa

di gradito, ossia il numero di nascite

di quel comune in un certo

periodo. Una cosa che costa poco

e impegna poco, salvo sottrarre

un'area comunale alla consueta e

progressiva cementificazione del

suolo (spesso solo speculazione

edilizia).

A Novi Ligure non so quanto la

Castello di Novi Ligure

legge 10 sia stata applicata (credo

per niente), tuttavia oggi assistiamo

ad un progressivo taglio

di alberi, o a capitozzature (mutilazioni)

che sicuramente indeboliscono

gli alberi e potrebbero

causarne le morte.

Basta percorrere via Piave, dietro

al Castello per assistere ad un

discreto scempio. Inoltre, le rive

ripide e spogliate di alberi sono

destinate a venire giù.

È innegabile, lo sanno anche un

bambini delle elementari.

Pensate ad un violento acquazzone

dove l'acqua non batte più

sulle foglie, ma direttamente sul

suolo nudo, per un po'protetto

dalle radici rimaste, ma, non essendoci

più la pianta, destinate

anch’esse a morire e lasciare che

il terreno scivoli inesorabilmente

a valle.

Tutto questo costringerà l'amministrazione

a costruire dei muri

protettivi con dispendio di soldi

pubblici.

Ma non si poteva evitare ?

Renato Milano


SPECIALE AMBIENTE

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

25

alla scoperta

del nostro territorio

CLUB ALPINO ITALIANO

sede di Novi Ligure, via Verdi, 37

Per iscrizioni ed informazioni:

mercoledì 18.00 -19.00 e il venerdì 21.00 - 23.00

In orario di apertura della sede contattare: 324 9898748

Negli altri orari: 348 2605707

N

“Scopro, conosco, amo, proteggo...”

el Territorio delle 4Province,

presso la struttura

denominata Rifugio delle

4 Province-Colonia Capanne

di Cosola, è stato predisposto un

centro di educazione ambientale

e ricreativo in grado di ospitare

gruppi scolastici,convegni e meeting

in una cornice naturalistica

che ha pochi eguali nell’Appennino

delle Province di Alessandria,

Genova, Pavia e Piacenza.

Il Progetto “scopro, conosco,

amo, proteggo... mi responsabilizzo”

vuole promuove un’attività

ludico-formativa a contatto

con la natura adatta ad un’ampia

utenza privata e pubblica: gli

amanti dello sport, della natura

e del gioco e le scolaresche che

possono sperimentare in un laboratorio

all’aperto progetti di

educazione ambientale.

Conoscere la ricchezza e varietà

offerta dal proprio Territorio è

premessa indispensabile per la

sua conservazione, valorizzazione

e tutela.

Il Centro di Educazione Ambientale/Sportivo

propone alle scuole

elementari e medie Inferiori e

Superiori diversi moduli didattici-formativi

di eco-soggiorni

(due giorni) che, tramite il gioco,

mirano al conseguimento dei seguenti

obiettivi:

- il recupero di una conoscenza

e di un rapporto affettivo con i

luoghi ed i tempi della natura;

- lo sviluppo di una coscienza

più vicina all’ambiente ed al

proprio Territorio, agevolando

il percorso “scopro, conosco,

amo, proteggo... mi responsabilizzo;

- l’acquisizione del concetto di

rispetto e salvaguardia ambientale,

per una migliore qualità

T

Progetto educativo di accoglienza e di educazione ambientale

della vita ed un maggior benessere.

La Struttura di accoglienza “Rifugio

delle 4 Province - Colonia

Montana di Capanne di Cosola è

stata realizzata per offrire al mondo

giovanile una confortevole

ospitalità a stretto contatto con

la natura, sorge a 1460 metri di

quota lungo le pendici del Monte

Chiappo, dispone di 60 posti letto

con servizi in comune e interni

alle camere, di camere con servizi

interni, camere dedicate a utenti

disabili, spazi didattici e sale polivalenti.

La struttura è riscaldata e fruibile

tutto l'anno è possibile, inoltre,

Le Strette del Borbera: anello del 60°

ra storia, geologia e natura

lungo le Strette del Torrente

Borbera.

Con questa proposta fortemente

territoriale la Sezione Cai di Novi

Ligure vuole donare, in occasione

del 60° anniversario della propria

costituzione, un percorso naturalistico

che possa rimanere a patrimonio

della Val Borbera. “Anello

del 60°” è un percorso unico,

circolare, realizzato interamente

all’interno dei confini comunali di

Borghetto Di Borbera, su un’area

di elevato valore naturalistico e su

sentieri già tracciati. Un itinerario

storico, geologico, paesaggistico e

naturalistico da percorrere dentro

e sopra le profonde gole del Borbera

modellate da millenni dal lento

o impetuoso fluire del torrente che

scorre sul fondo creando una gigantesca

gola ricca di anse, rocce

tondeggianti e spaccature profonde.

Il progetto mira a valorizzare

connettersi alla rete internet tramite

connessione wireless gratuita.

La metodologia utilizzata è quella

del laboratorio di sperimentazione

che consente di provare e provarsi,

di conoscere e conoscersi,

di apprendere, di condividere

il patrimonio Ambientale e Culturale

presente in una delle zone

più frequentate della Val Borbera

caratterizzata da ambienti di particolare

interesse e di un’area attrezzata,

l’area fa parte di un SIC delle

Strette di Pertuso (sito di interesse

comunitario) ed è parte integrante

della rete di Natura 2.000. Il

percorso proposto vuole dare l’occasione

per osservare, attraverso

una facile anche se un po’ faticosa

passeggiata (circa 8 km), le particolari

morfologie dell’Ambiente

delle Strette del Borbera. L’anello

sarà supportato da pannelli e materiali

divulgativi, che consentiranno

al visitatore di apprezzare al

meglio alcuni degli elementi naturalistici,

storici e culturali visibili

esperienze, scoperte ed emozioni

e acquisire competenze: vale a

dire di sperimentare se stessi, le

proprie capacità, i propri limiti,

lungo il tracciato.Le descrizioni

di carattere ambientale, geologico

e naturalistico verranno integrate

con quelle storiche relative all’antica

vita contadina, attraverso il

passaggio-visita a Rivarossa ed

alla sua economia rurale e all’edilizia

del “bisogno” tipica del

borgo ormai abbandonato, dove è

presente il bivacco gestito dalla Sezione

Cai di Novi Ligure. Partenza

e arrivo a Bosco Piano (località

Brotte), con ampio parcheggio e

servizio ristoro, il percorso sarà

supportato da documentazione

cartacea, si attraverserà il borgo di

Rivarossa proseguendo poi verso

la casa cantoniera sulla SP140.

Nel periodo estivo si attraverserà

il Borbera che scorre nervoso tra

le aspre strette, accompagnandoci

fino a Bosco Piano per chiudere il

nostro percorso ad anello.

Mela Cocozza

il rapporto con gli altri e con il

gruppo. Generalmente vengono

attivati laboratori che permettano

l’innescarsi di processi di produzione

creativa di gruppo.

La gita scolastica costituisce

un’occasione di educazione e socializzazione

unica.

Il rifugio 4 Province offre la possibilità

di trascorrere alcuni giorni

immersi nella splendida natura

dell’Appennino a cavallo di 4 Regioni.

Tutte le attività si svolgeranno

sotto la guida di istruttori e guide

certificate.

La scuola può contattarci per

concordare il programma di soggiorno

con le visite, i percorsi e le

attività da svolgere. Il Cea 4P sarà

felice di creare e sviluppare con

gli insegnanti, progetti nei contenuti

e nella durata adattati per

le esigenze didattiche delle della

scuola e per l’età.

Lo staff del Rifugio delle 4 Province

è composto da personale

di grande esperienza; biologi,

naturalisti, istruttori sportivi,

educatori e guide naturalistiche

che vi accompagneranno in ogni

attività. Le escursioni e i laboratori

saranno realizzati da Guide

Naturalistiche, Istruttori sportivi

(CONI) o Accompagnatori

del C.A.I. Gli itinerari proposti

possono essere percorsi a piedi,

in mountain bike, con racchette

da neve, con sci da fondo o scialpinismo.

Per informazioni su disponibilità,

date e attività o per richiedere il

modulo di prenotazione telefonare

al 3480304321 o tramite e-mail

a info@coloniacapannedicosola.

it

Mela Cocozza

Il mondo

a portata di mano!

Via Roma, 111 - 15067 Novi Ligure (AL) • Tel. 0143 51.02.06 - Fax 0143 32.36.65

www.cosmolandia.net • agenzia@cosmolandia.net


26

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

EVENTI

Buone Feste


Novembre/Dicembre 2019

Le rubriche de

l’inchiostro fresco

27

Novembre/Dicembre m e 2019

27

V

Dalla vostra parte

iviamoi

in

un mondo

che va

sempre più veloce

e in cui lo stress e

l'eterna lotta contro

il tempo talvolta

agevolano il perpetuarsi

di condotte

ingannevoli di chi

profitta della fretta

e dell'ingenuità del

prossimo.

Infatti sovente si

sente parlare di contratti

telefonici non

richiesti o comunque stipulati inconsapevolmente

tramite una semplice telefonata ricevuta da un operatore/

venditore insistente.

Ma è opportuno fare chiarezza, in quanto per stipulare

un contratto a distanza occorre il rispetto di

diverse formalità, che sono previste dalla legge a tutela

dei consumatori e che non sempre gli operatori/

venditori rispettano.

Anzitutto il codice del consumo stabilisce che affinché

il consumatore possa ritenersi vincolato al contratto

concluso con mezzi elettronici debba ricevere

un'esauriente informazione.

Inoltre è utile sapere che la regola generale è che una

sola telefonata in cui il consumatore riceve verbalmente

l’offerta e accetta con la registrazione telefonica

non è di per sé sufficiente per ritenere concluso

il contratto.

Occorre infatti che il consumatore firmi l’offerta o

comunque la accetti per iscritto.

Attenzione però, perché c’è un’eccezione: la legge

prevede infatti che il consumatore possa anche accettare

che la conferma al contratto telefonico avvenga

tramite l’invio a quest’ultimo di un supporto

durevole (es. cd, dvd, penna usb, email, pec ecc.).

Pertanto se il consumatore durante la telefonata accetta

questa modalità di conclusione del contratto

CONTRATTI

TELEFONICI

NON RICHIESTI

Avv. Fabiana Rovegno

non gli verrà richiesta alcuna firma e a quel punto

il contratto stipulato per telefono e non firmato risulterà

valido, perché è sufficiente che il venditore

trasmetta al consumatore la conferma del contratto

entro un termine ragionevole e al più tardi al momento

della consegna dei beni o prima che l’esecuzione

del servizio abbia inizio.

Bisogna sempre prestare accortezza nel manifestare

il proprio consenso durante una telefonata a scopi

commerciali, in quanto in ogni caso si potrebbe incorrere

in qualche operatore o venditore spregiudicato

che successivamente alla telefonata, pur non

avendo rispettato le formalità richieste dalla legge,

tenti di sostenere che sia stato stipulato un valido

contratto.

Per concludere, anche qualora si riceva una richiesta

di pagamento in relazione ad un contratto che

un operatore / venditore ritiene di avere concluso

con noi, non è detto che si risulti davvero vincolati,

perché occorre verificare anzitutto che siano state

rispettate le norme del codice del consumo.

In ogni caso è meglio informarsi al più presto in

quanto, nel caso in cui il contratto sia stato validamente

stipulato, si potrebbe ancora essere in tempo

per recedere.

Avv. Fabiana Rovegno

M

Ester… nando…!!!

Riflessioni a ruota libera di Ester Matis

UN MULO,

PER FAVORE!

ntre scrivo, guarda

caso, piove. Dicono

però che presto arriveranno

giornate di sole. Noi

però non facciamoci fregare.

Coi tempi che corrono converrà

andare presto a comprarci

un mulo o un asinello. Tengono

in ordine il prato di casa,

lo concimano, sono bio perché

non emettono gas di scarico

particolarmente inquinanti

e soprattutto sono in grado

di percorrere le strade odierne

meglio di qualunque altro

mezzo di trasporto. Sono relativamente

leggeri, non temono

buche, piani viabili dissestati

(si dice così, no?), schivano

senza problemi frane e voragini

di ogni tipo, specie quelle

che vanno di moda adesso.

Pensiamoci seriamente a questa

opportunità che ancora la

natura ci offre, mentre i farraginosi

ingranaggi burocratici

lentamente si muovono per

permettere alla gente normale

di poter riparare danni, pulire

fossi, mettere in sicurezza strade

e ponti. Tanto il medioevo

è già qui! Aspettiamo solo che

nevichi e potremmo sentirci

tutti un po' protagonisti del famoso

film "il nome della rosa"

(ricordate le scene coi muli in

montagna?). Chi invece ha fatto

il militare negli alpini rivivrà

una seconda giovinezza.

Ester Matis

LA MAESTÀ RITROVATA

S

abato 30 Novembre 2019,

presso il Museo dei Campionissimi

a Novi Ligure, è

stata presentato il restauro della

Cassa Processionale, realizzata in

cartapesta, dell'Oratorio della SS

Trinità. Il restauro è stato curato

da Emanauela Spera e Francesca

Ventre, del Laboratorio di Restauro

delle Scuole Pie di Genova.

L'opera sarà visibile al pubblico

fino al 29 marzo.

PUNTO SERVICE

ASSISTE DA 30 ANNI GLI ANZIANI E LE PERSONE FRAGILI

CASE DI RIPOSO

Residenze per anziani nel genovese

“ROSSI FIGARI” CAMPO LIGURE (GE)

“B. SCHENONE” LUMARZO (GE)

“F. CONIO” ROVEGNO (GE)

SERVIZI AL DOMICILIO

Servizi al domicilio in convenzione

presso il Consorzio intercomunale di

Novi Ligure, l’ATS 30 (Sassello, Mioglia,

Pontivrea, Stella e Urbe) e il D.D.S.1

imperiese.

OPERIAMO ANCHE NELLE PROVINCE DI ALESSANDRIA, GENOVA, SAVONA E IMPERIA.

puntoservice.org


28

l’inchiostro

Le

iostro fresco

rubriche de

Novembre/Dicembre e/ 2019

8 Novemb

Novembre/Dicembre 2019

de

Cactus di Natale

per un regalo

diverso dal solito

a Schlumbergera, conosciuta ai più come Natalina, è una piantina molto apprezzata

per la sua lunga e colorata fioritura che parte in autunno e si protrae per tutto

L

l'inverno. È originaria dei monti brasiliani e, anche se l'aspetto è un po' non convenzionale, è

un cactus. Un cactus diverso dal solito anche nelle cure. Ama un clima mite, umido e con poca

esposizione alla luce solare: l'opposto dei cactus tradizionali! Preferisce vasi poco profondi, con

terriccio universale e un pochino di terra per acidofile; mantieni la terra sempre umida (non

fradicia) e sistemala in casa, in una stanza non troppo calda. Se a questi consigli aggiungi anche

un pochino di concime ricco di potassio ogni 15 giorni, una fioritura lunga e abbondante è

assicurata!

Tanti auguri di Buone Feste e un buon 2020 da

Simona Borgia e da tutto lo staff di Gemma fiori!!!!

l'Orto

di Marisa

Cannelloni di cardi

Ingredienti: • Per la pasta: tre etti di farina di frumento, tre uova, un pizzico di sale • Per il ripieno: un chilo di

cardi, mezzo limone, due etti di ricotta, un etto di Parmigiano reggiano, trenta grammi di burro, sale, pepe,

noce moscata. • Inoltre: due o tre spicchi di aglio, mezz’etto di ricotta, mezz’etto di Parmigiano reggiano, olio

di extra vergine di oliva, una presa di sale (ricetta per 4/6 persone)

Preparazione: Preparate la pasta lavorando la farina con le uova, il sale ed eventualmente un po’ d’acqua.

Ricavatene una sfoglia piuttosto sottile, tagliatela a rettangoli di 12 centimetri per 10 circa, in modo che una

volta arrotolati possano contenere bene il ripieno. Lessateli per 5 minuti in acqua bollente salata, utilizzando

un recipiente largo e basso – devono poter rimanere distesi - scolateli, trasferiteli in un contenitore con

acqua fredda e metteteli ad asciugare su un canovaccio di tela. Per il ripieno, lavate i cardi in acqua acidulata,

lessateli, scolateli e fateli asciugare; tritateli e passateli poi in padella con il burro e il parmigiano grattugiato.

Una volta raffreddati amalgamateli con la ricotta, sale, pepe e noce moscata. Riempite i cannelloni con la

farcia, arrotolateli e sistemateli in una pirofila, cospargendoli con olio insaporito con l’aglio e stemperato

con la ricotta e il parmigiano grattugiato. Infornate a 180 gradi e fate gratinare. Tempo di esecuzione tre ore

Buon Appetito!

Il Mondo visto da

Il mondo a portata di mano!

Via Roma, 111 - 15067 Novi Ligure (AL)

Tel. 0143 51.02.06 - Fax 0143 32.36.65

www.cosmolandia.net

agenzia@cosmolandia.net

Q

Stoccarda la “casetta” dei mercatini

uesto mese, visto ormai il Natale alle porte, vogliamo accompagnarvi all’acquisto dei

regali e portarvi quindi alla scoperta del più grande mercatino di Natale d’Europa,

quello di Stoccarda, nonché il più antico, con una tradizione che dura da più di 300

anni. Ben 280 espositori riempiranno le casette in giro per le vie e le piazze della città, e si

sfideranno tra loro in quanto una giuria decreterà la più bella, alla fine lo shopping sarà solo

un pretesto perché, la cosa più bella sarà sicuramente vivere appieno l’atmosfera magica che si

creerà tra le vie, trasportandovi all’interno di una vera e propria fiaba. Da non perdere il grande

albero di Natale, illuminato da una miriade di luci al led e sormontato da una stella alta

più di due metri, altre luminarie sono quelle proiettate sulla facciata del Rathaus (Municipio) dove le finestre diventano le caselle del calendario

dell’Avvento e ogni giorno se ne apre una. Per i più piccoli, un trenino a vapore li trasporterà in un mondo fatato lasciandoli pieni di meraviglia.

Sarà possibile anche assaggiare le specialità tipiche del luogo nelle varie bancarelle gastronomiche, consigliamo i Maultaschen, ravioli ripieni

di carne tritata con spinaci e cipolla, il tutto innaffiato dal Glogi, vin brulè alle bacche. Vicino a Stoccarda, raggiungibili comodamente in treno,

consigliamo anche la visita del mercatino medievale di Esslingen e del mercatino barocco di Ludwigsburg. Visitare i mercatini di Natale è un

modo per vivere con tutta la famiglia la magia natalizia e per chi non lo è più ritornare bambino anche per pochi giorni può aiutare a vivere

meglio il restante periodo dell’anno.

Auguri a tutti di Buon Natale e Buone Feste da Chiara e Roberto!!


Sergio Scolaro

Assistenza, vendita, noleggio PC

Realizzazione applicativi ad-hoc

Centralini telefonici

Impianti di videosorveglianza

Informatizzazione aziende

Novembre/Dicembre 2019

Sergio

Scolaro

Consulente Informatico

Loc. Giora, 7 - Capriata d’Orba

Tel. 333/33.87.999

scolaropc@gmail.com

A

“ lungo il nostro team ha

inseguito la prima posizione

del CorriPiemonte

scontrandosi duramente sempre

con lo strapotere degli avversari

della Brancaleone. Ad Alba abbiamo

finalmente messo fine a questo

inseguimento vissuto in giro per il

Piemonte”.

Con queste parole i dirigenti della

Atletica Novese commentano

soddisfatti il clamoroso risultato

che il loro team ha conseguito

domenica 17 novembre, partecipando

al 42° Trofeo Podisti

Albesi, manifestazione inserita

nel prestigioso “Trofeo Corri-

Piemonte”.

“Il 2019 era cominciato bene per i

nostri colori – ci raccontano i Dirigenti

della Novese - subito nelle

prime posizioni e poi le grandi prove

dei Colli, di Spinetta e soprattutto

della notturna di Arquata ci

hanno regalato un bel vantaggio

da gestire nelle prove autunnali.

Ma gli avversari della Brancaleone

non hanno mollato e son tornati

ad avvicinarsi con una superprova

in quel di Gaglianico”.

Nel 46° Giro delle Cascine di

Km.10, disputata il 3 novembre a

Gaglianico (BI/VC) l’Atletica Novese

infatti ha saputo difendersi

molto bene, “ma la miglior più entusiasmante

– ci dicono – è stata

quella di Alba. È stata una prova

Gli atleti della squadra novese hanno tenuto alto il nome del loro sodalizio

Trofeo Corripiemonte 2019

i festeggia sabato 21 dicembre

al Palazzetto dello S

Sport di Castelletto d’Orba la

conclusione della prima parte

del corso di pattinaggio, con

il tradizionale saggio natalizio.

“Ma che musica Maestro” si

chiamerà l’edizione

2019, che vedrà esibirsi

tutti gli allievi,

presenti e passati, sulle

note di diversi stili

musicali. Con l'occasione

si festeggerà il

25° anniversario della

sezione Pattinaggio

della Polisportiva Comunale

Castellettese.

Durante la serata

verranno venduti biglietti

della lotteria,

il cui ricavato verrà

devoluto alla popolazione

alluvionata di

d’orgoglio e di dimostrazione di attaccamento

ai colori sociali di cui,

senza falsa modestia, potremo andare

fieri a lungo”.

Anche in campo individuale l’Atletica

Novese ha conseguito ottimi

risultati con Luisa Marchese

e Camillo Pavese che sono saliti

sul podio della classifica assoluta

conquistando la seconda e terza

“...ma che musica

maestro 2019”

Castelletto d’Orba L’evento è

promosso dalla Polisportiva

Comunale castellettese con il

sostegno dell’Amministrazione

comunale.

Marta Calcagno

posizione rispettivamente.

Nelle classifiche di categoria da

ricordare il podio di Monica

Tamagno, la vittoria di Franco

Dossena, i piazzamenti di Diego

I

Scabbio, Fulvio Giacobbe, Maurizio

Traverso, Antonio Gioffrè e

Massimo Giacobbe.

Gian Battista Cassulo

Un fiore all'occhiello per Masone

Conseguito il 6 Dan

l 17 novembre si sono svolti

al centro olimpico di Ostia

(Roma) gli esami di graduazione

per il conseguimento del 6

Dan di judo. Il maestro Franco

Benotti della Polisportiva Masone

ha brillantemente superato

tutte le prove d esame conseguendo

pertanto il 6 dan. Si tratta di

un importante risultato per questa

piccola società sempre molto

attiva sul territorio. Inoltre permette

al maestro di indossare la

prestigiosa cintura bianco/rossa.

Luca Serlenga

Premio

Fausto

Coppi

el centenario della nascita

del Campionissi-

N

mo, Tortona ha ospitato la

prima edizione del “Premio

Internazionale Fausto Coppi

– Città di Tortona”. La manifestazione

ideata da Charly

Bergaglio, svoltasi 4 dicembre

presso il Teatro Civico di

Tortona, ha premiato personalità

del mondo dello sport

che nella loro carriera hanno

saputo essere non soltanto

grandi campioni, ma esempi

di vita coraggiosa. La serata

è stata presentata dal conduttore

televisivo Federico Quaranta,

coadiuvato da Marino

Bartoletti notissimo giornalista,

opinionista e scrittore.

Nel corso della serata è stato

presentato il libro “Terra – Riscoprire

le nostre origini per un

futuro migliore” scritto dallo

stesso Federico Quaranta con

Andrea Caterini, e ha visto

la partecipazione del cantautore

Paolo Benvegnù che ha

realizzato la colonna sonora

del video di presentazione

del volume. Un appuntamento

prestigioso, per onorare la

memoria di Fausto Coppi con

un premio unico, e concludere

con un evento di elevata

caratura, le celebrazioni della

Città di Tortona dedicate al

Campionissimo,

Anna Pernecco

Nella foto: Marino Bartoletti


30

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

Speciale

Le vecchie sezioni o i gruppi di lavoro in rete?

La militanza politica

nell’era digitale

SPECIALE

Scrivere sul web è come

scolpire nella pietra

V

Manca il contatto umano: questo il tallone d’Achille di Internet

erba volant, scripta manent.

Quello che diciamo

spesso rimane sospeso in

quell’attimo che si staglia davanti

al bivio tra l’essere ricordato o

l’essere cancellato immediatamente

dopo che la nostra attenzione

si è posata su quelle parole.

Forse è questo il bello delle

parole, hanno un peso relativo

e direttamente proporzionale a

ciò che viene captato dal nostro

interlocutore. Eppure, se questo

è vero quando ci riferiamo a persone

fisiche, non possiamo dire

lo stesso per gli utenti virtuali.

Tutto ciò che scrivono resta tracciato,

come un segno indelebile,

che resterà per sempre scritto nel

codice del web e, anche se questo

viene cancellato, è impossibile

essere sicuri di aver eliminato

ogni traccia. Ecco che le nostre

parole, sul web, acquistano un

peso del tutto differente, perchè

ciò che è scritto diventa una fonte,

tra l’altro accessibile a tutti. Il

rischio è quello di fare della divulgazione

un’arma nelle mani

di incapaci, di persone che non

sanno assumersi responsabilità

di quanto scrivono. Il problema

più grave è che sul web non esiste

una qualifica necessaria per

esprimere la propria opinione e,

se questo da un lato è sintomo

di libertà di affermazione individuale,

dall’altro è un’arma a

doppio taglio. Nell’ambito della

divulgazione online, non è facile

discernere tra una notizia

che sussiste e che è diffusa con

cognizione di causa da una fake

news o da quella che in generale

può essere definita come “malinformazione”.

Il giornalismo, così come il sapere

scientifico e i diversi settori

della conoscenza vengono resi

oggetto di trattazione da utenti

che agiscono attraverso il filtro

di uno schermo che non li identifica

e chiunque può professarsi

esperto, senza necessità di dimostrarlo.

Questo è il “tallone d’achille”

dell’era di internet, manca

il contatto umano, il poter

valutare la fonte da cui proviene

la notizia, il “metterci la faccia”

e giocare quindi in prima divisione

per affermare e sostenere

le proprie idee. Non c’è senso di

appartenenza, si sta in trincea,

nascosti dietro la paura di assumersi

responsabilità, celati in un

mondo virtuale.

Un limbo, tra l’essere e il non essere,

tra il dire e l’affermare, tra il

guardare uno schermo e l’osservare

la realtà.

Diletta Piana

P

otremmo scrivere: “C’era

una volta la sezione politica,

fabbrica di idee, luogo di

formazione della classe dirigente,

terreno di scontri, tessere contese,

lotte di potere”. Nell’immaginario

collettivo del militante politico

la sezione è stata il luogo in cui il

contributo popolare e militante è

riuscito a influenzare le decisioni

degli organi dirigenti. Tuttavia

questo modello è in crisi da tempo,

messo a repentaglio da una

nuova generazione di militanti e

dall’avvento di potenti social media

che hanno contribuito a ridurre

i circoli a sterili luoghi di discussione

e a bacini di tessere per

politici locali intraprendenti. È

necessario abbandonare l’illusione

del web come luogo di scambio

d’idee e ributtarsi a piè pari nella

militanza tradizionale? Le sezioni

rappresentano la preistoria della

militanza ed è necessario rimpiazzarle

con le aule di dibattito

virtuali? Per rispondere a questi

quesiti si possono analizzare le

caratteristiche di due formazioni

politiche italiane, il PD, unico erede

rimasto in vita della tradizione

delle sezioni, e il M5S, campione

assoluto della militanza disorganica

che ha nel web la sua origine

e la sua forza trainante. Il M5S è

nato su internet e ha dato prova di

forza con i grandi eventi in piazza.

Il Partito Democratico è cresciuto

sull’eredità politica di comunità

che sono nate nelle sezioni, che

si sono sviluppate nelle piazze e

che sono finite su internet come

riflesso di un’esigenza comunicativa

ed esistenziale. Sui social

media i sostenitori del Partito

Democratico sono in minoranza,

litigano tra loro in continuazione

e appaiono spesso critici verso

la casa madre. I pentastellati in

rete sono invece tanti, agguerriti,

l’immagine che arriva all’esterno è

quella di un gruppo che sa trovare

la sintesi tra posizioni diverse, aggressivo

verso gli oppositori. Un

episodio che racconta la difficoltà

dem di orientarsi nel complesso

binomio web-militanza risale a

quando Matteo Orfini fece visita

in un circolo romano del PD nel

pieno delle polemiche successive

alle dimissioni di Ignazio Marino.

La base del partito era divisa e

una militante faceva giustamente

notare al presidente che stavano

nascendo su Facebook gruppi di

discussione in dissenso verso la

linea di partito. Orfini ribatté seccamente

che rimanere a discutere

sui social media era controproducente

e inutile perché da lì non

si riesce a cogliere “l’umore della

città”.In Italia la militanza politica

oscilla tra la presenza sul territorio

e quella sui nuovi media,

“Nel ma sicuramente prevarrà chi sarà

Web quello che si scrive resta, perchè "gira" attraverso condivisioni

in grado di coordinarle tutte per oppure "ricopiature". Si riproduce quasi come fosse una creatura aliena

così assicurare la maggior partecipazione

possibile dei cittadini alla o viene manipolato nel "mare magnum" della rete. Noi crediamo che la carta

proveniente dallo spazio. Lo scritto dunque nel web resta, però poi si perde

vita politica del paese.

stampata continuerà a resistere perchè sul caro vecchio libro o sul giornale forse

sarà più facile nel tempo andare a trovare la vecchia notizia o l'articolo cult.

Lucio Servato Almeno questa è la nostra speranza!

(G.B.)

la sicurezza per noi è...


l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

31

CAVALLI

E DINTORNI

“DATE A CESARE QUELLO CHE È DI CESARE

E A DIO QUELLO CHE È DI DIO”.

E

ra un tranello dialettico, teso a Iesùs dai Farisei

e dagli Erodiani, per cercare di screditare

colui che, a voler “testimoniare la verità”,

alle fine, era venuto a trovarsi nella condizione

(alquanto pericolosa) di candidato a “re dei Giudei”.

Volente o nolente.

L’Imperatore Tiberio era contrario ai culti orientali;

nel 19 d.c. il culto giudaico venne reso illegale

e i giovani di religione ebraica, che l’avessero professata,

espulsi dall’Italia o arruolati a forza. Anche

il governatorato romano, sedente a Cesarea (e non

a Gerusalemme), fu condotto aspramente; Ponzio

Pilato, il Prefetto, era noto per i suoi atti ostili: imponendo,

contro la legge locale, le effigi dell’Imperatore

ed utilizzando i fondi raccolti nel Tempio,

per realizzare opere pubbliche.

La romanizzazione della Giudea, a sua volta, fu

osteggiata dai locali. I Farisei erano il più importante

gruppo politico-religioso e contestavano di

dover sostenere il Fisco Romano.

Costoro, provocatoriamente, chiesero a Iesùs se chi

crede in Dio possa dare anche a Cesare; se la legge

ebraica consentisse di pagare le tasse ai romani; se

fosse possibile, insomma, “servire due padroni”.

Qualsiasi fosse stata la risposta, Iesùs - già additato

come suspectus (sedizioso) - si sarebbe esposto e

danneggiato, sebbene "il [suo] regno non [fosse] di

questo mondo".

Iesùs riuscì attraverso la teoria degli opposti - regno

terreno / regno dei cieli - a dare una risposta

adatta alla situazione, tenendo opportunamente

“aperte le porte” e lasciando sbigottiti gli astanti

(Marco, 12,13-17).

Tutto ha un significato sociale: l’antropologia marxiana,

ad esempio, riparte dall’idea aristotelica secondo

cui l’uomo è “zoon politikon”: nella famiglia

come nella comunità, nel privato come nel pubblico.

Tuttavia, se nella mia “società naturale” - che è la

famiglia - i miei doveri sono condizionati dai miei

obblighi verso la comunità, rincorrendo il mito

della “solidarietà sociale” accompagnata dalla minaccia

di sanzione, allora anche il senso di quella

separazione, ideata dal Iesùs, tra “pagare le tasse

allo Stato” e “rassegnare una preghiera a Dio”, viene

meno.

Se lo Stato Italiano pretende il 66% delle energie

dei propri cittadini, e non restituisce altrettanto,

allora Cesare si erge a Dio; e forse anche di più,

chiedendo qualcosa che è contrario a Dio.

Assume semplicemente le sembianze dello Sceriffo

di Nottingham, crudele esattore di tasse inique,

che si ripara dietro lo schermo della legalità; per

cui, se non lo possiamo sopprimere, in ossequio

alla teoria del tirannicidio (coltivata anche da

Benjamin Franklin e Giuseppe Mazzini), diventa

almeno necessario disobbedirgli, in ossequio alla

teoria della resistenza fiscale.

Sarebbe come tollerare una compressione dei miei

doveri – non si dicano i diritti – verso Dio, perché

in questi casi anche una supplica ha i suoi oneri.

In certe circostanze, dunque, l’assioma secondo cui

“chi evade usufruisce dei servizi dello Stato”, è assolutamente

falso.

JELLINEK - nella sua classificazione sugli “stati”

- contempla lo status activae civitatis: l’individuo,

da “sottoposto” - qual’era nello status subiectionis

-, assume il ruolo di “organo supremo della democrazia”.

Tutte le lotte sociali e politiche – scrive nella

Allgemeine Staatslehre - sono sempre state protese

a sviluppare e ad incrementare la “personalità

dell’individuo”.

E’ la capacità illimitata di lavorare e di possedere a

garantire le diverse personalità, eccellenti o meno

che siano, e far sì che l’esistenza umana sia sempre

meno “precaria” (la caducità – sostiene SEVERI-

NO - è una convinzione psicologica, collettiva, tipicamente

occidentale).

Questo è un diritto innato dell’Uomo, se non si

vuol dire che sia un diritto divino.

L’istanza politica – l’analisi del potere politico - è

immanente nel messaggio del Iesùs: il quale è

come se dicesse, ammodernando il messaggio, che

lo “spazio libero” riconosciuto dall’Autorità all’individuo

è il termometro della “qualità della vita”.

Purtroppo, il prodotto del moderno sviluppo sociale,

culturale e politico va in altra direzione, e

sembra presagire un ritorno ad apparati a matrice

feudale. Perché in ragione dell’oppressione fiscale

e della confusione governativa, a più livelli, che

regge l’appiattimento morale, una (buona) parte

dell’individuo non può più esplicarsi adeguatamente.

Il reddito di cittadinanza, d’altronde, non è che il

Soylent Green del futuro distopico nel film “I sopravvissuti”.

Dunque, dare sì a Cesare quel che è di Cesare, ma

non togliere mai a Dio quel che è di Dio.

Una prima significativa ribellione, oggi parte da

qui.

Avv. Massimo A. Chiocca

P

Il trofeo de “l'inchiostro fresco”, dietro le quinte

Scuola di equitazione

erché si va per la prima volta in maneggio?

Ovvio: perché si vorrebbe andare a cavallo,

o per lo meno provarci, ma non si ha

un cavallo, e anche avendolo non lo si saprebbe

bardare, né tanto meno “guidare”. E così si entra

in questo luogo strano, pieno di gente indaffarata

con i cavalli, vicino ai cavalli, sui cavalli.

Sono tante le cose che un maneggio offre al novizio,

ma le due cose principali sono: come si maneggia

(curiosa assonanza, niente affatto casuale)

un cavallo e come si monta a cavallo.

Mille le cose da spiegare a chi si accosta ai cavalli

senza una pregressa esperienza. Forse la cosa

fondamentale che si impara è che non c'è solo

“stare in sella”. C'è tutta l'attività di preparazione

del cavallo, e anche le attenzioni dopo aver montato,

in modo che il cavallo venga ricondotto in

box o in paddock pulito, rinfrescato se è il caso,

in ogni caso sereno.

Ci sono allievi di tutte le età, e questo vuol dire

che la lezione di equitazione sarà molto differenziata,

a seconda dell'età dell'allievo. Già avere

quattro o s6i anni fa una grande differenza! Per

i bambini più piccoli naturalmente l'aspetto del

gioco sarà nettamente

prevalente, senza minimamente trascurare

l'aspetto della sicurezza, a partire dal classico:

“non si passa dietro il cavallo!”.

C'è addirittura una disciplina codificata, i pony

games, concepita appunto per offrire aspetti di

gioco, di essere in gruppo, di creare confidenza

tra cavallo e cavaliere. Ma intanto si impara anche

ad andare a cavallo: per esempio, dal punto

di vista dell'equitazione, è una abilità non banale

riuscire a far fermare il cavallo vicino al paletto

sul quale è messa una “tazza” che poi andrà messa

su un altro.

Di sicuro insegnare a bravi cavalieri, quelli che

magari fanno gare da un metro e trenta e oltre,

richiede doti non banali. Ma insegnare ai principianti

non è che sia una passeggiata, anzi. In ogni

caso, dà soddisfazione vedere allievi che man

mano prendono confidenza, riescono ad essere

in equilibrio e ad avere un buon assetto, magari

hanno voglia di cimentarsi in qualche gara e,

perché no, si portano a casa le prime coccarde,

le prime coppe.

Fioravante Patrone

2017


32

l’inchiostro fresco

Novembre/Dicembre 2019

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

A Natale

regala Mantovana

da noi troverete

prestigiose confezioni regalo

e bottiglie personalizzate!

Tanti Auguri

di Buone Feste

da tutti noi!

Via Martiri della Resistenza, 48 - Fraz. Mantovana - Predosa (AL) - Tel. e fax 0131 710131

www.cantinamantovana.com - info@mantovana.com

More magazines by this user
Similar magazines