Italia a Tavola Gennaio 2020

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il direttore

Alberto Lupini

Il Gufo colora

di verde la Michelin

C’è solo da aspettare che la guida dismetta il rosso e assuma una copertina verde.

Essendo il partner più forte, è invece improbabile che sia il Gufo a diventare

rosso. Entrambi in calo di consensi (il portale pure nella quotazione in Borsa),

uno emblema di taroccamenti e condannato in mezza Europa, l’altro con

un’autorevolezza ormai ridotta al lumicino, TripAdvisor e la guida Michelin hanno unito le forze (o

le debolezze...) in una sorta di “santa alleanza” per condizionare il mercato della ristorazione.

Con un coup de théâtre che mette fine a qualunque discussione sul primato dei “liberi” commenti

dei consumatori in rete (anche se falsi o scritti da chi non sa nemmeno come si cucina un

uovo sodo) rispetto alle recensioni dei “critici” (più o meno esperti), Trip raggiunge l’obiettivo finale

che si era posto da sempre: avere una piattaforma mondiale di prenotazioni con costi a carico dei

ristoratori, obbligati dal “ricatto” di stare nella bacheca.

Il primo passo era stato affiancare a Trip un sito apparentemente di servizio, TheFork, che garantisce

di fatto una “protezione” rispetto al Far West del portale madre, dove tutti possono sparare

con la licenza di uccidere grazie all’anarchia di commenti a pagamento o tarocchi. E questo proponendolo

come una cosa utile e necessaria: se stai su TheFork ci sono riguardi, se sei fuori non hai

diritto a repliche o richieste di cancellazione dei commenti falsi. E non puoi nemmeno uscire da quel

sistema...

Ma lo sputtanamento generale di TripAdvisor aveva reso sempre meno credibile lo strumento.

Ecco allora l’accordo con la realtà che avrebbe dovuto essere il simbolo dell’anti-TripAdvisor per

eccellenza: la “Rossa”. Le recensioni della Michelin (14mila locali in tutto il mondo) saranno travasate

pari pari su TripAdvisor. In soccorso del taroccatore americano dei giudizi sui locali, arriva

dunque il francese che, nel bene o nel male, sulla carta aveva ancora una sorta di primato di autorevolezza.

Altro che braccio di ferro fra Trump e Macron, con una sorta di nuovo patto di Ribbentrop

e Molotov la reputazione dei ristoranti dipenderà in gran parte da cosa pubblicherà il Gufo. E

pazienza se i ristoranti a 3 stelle risulteranno meno graditi di qualche kebab o paninoteca. Del resto

la credibilità della Michelin si era già smarrita quando, a pagamento, aveva avviato sul suo sito

online la promozione dei ristoranti. Attività oggi ceduta a TheFork, che ora può anche obbligare

tutti i locali selezionati dalla Rossa, stellati o Bib gourmand che siano, a pagare per essere presenti

nel sistema delle prenotazioni. Ma cosa succederà quando qualcuno di questi sarà pesantemente

stroncato sul Gufo? La cosa più probabile sarà che questi commenti “magicamente” spariranno...

alla faccia della libertà di espressione sulla rete. Provare per credere.

L’accordo fra

la guida francese

e TripAdvisor,

il più famoso

portale

di recensioni

online, spalanca

ancor più le porte

all’anarchia

e ai falsi commenti,

svuotando

di significato

il ruolo

della critica

gastronomica

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