Fondamentale Gennaio 2020

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ONCOLOGIA MEDICA

I tumori più aggressivi

bili del maggior

numero di anni

di vita persi. Purtroppo

i progressi

nella cura sono

ancora scarsi

e la sopravvivenza media a 5

anni è, in Italia, intorno al 25

per cento. Nell’insieme, le neoplasie

cerebrali sono, secondo

i dati ufficiali del Ministero

della salute, la dodicesima

causa di morte per tumore e

responsabili del 3 per cento

dei decessi per forme maligne.

Gli ultimi dati disponibimentano

la capacità dell’organismo

di combattere il tumore”

prosegue Pastorino.

La sopravvivenza dipende

anche dall’integrazione delle

cure, ma nuove ricerche sono

necessarie per identificare le

categorie di pazienti che possono

trarre benefici

dalle diverse

terapie disponibili

e dalla diagnosi

precoce con TC

spirale e biomarcatori

nel sangue.

Nel campo del trattamento

dei tumori polmonari,

quindi, la sfida principale per

la ricerca è lo sviluppo di sistemi

di screening sempre

più precisi e affidabili e l’identificazione

di terapie di

precisione sulla base delle caratteristiche

molecolari del

singolo paziente.

I tumori

cerebrali

primari

sono rari

RARI E POCO CURABILI

I tumori primitivi del cervello

(cioè quelli che non sono

metastasi di tumori originati

in altri organi) rappresentano

solo il 3 per cento di

tutte le forme di cancro ma,

rispetto ad altri tipi di tumore,

sono responsa-

INIZIATIVE

UN FONDO DI IMPRESE

PER SUPPORTARE LA RICERCA

Proprio alla ricerca sui tumori del polmone, del cervello

e del pancreas il Fondo Impresa contro il cancro ha

dedicato un appello, cui hanno risposto circa 600 aziende.

Il Fondo, nato nel 2018 e dedicato alle piccole e medie

imprese che vogliono abbracciare la sfida di rendere il

cancro sempre più curabile, ha raggiunto oggi i 2.500

aderenti, a dimostrazione dell’attenzione che l’imprenditoria

italiana riserva a tematiche di tale impatto sociale.

Un risultato importante, che non deve però farci ritenere

soddisfatti. Per vincere la battaglia contro il cancro è necessario

essere uniti, e il Fondo Impresa contro il cancro

è lo strumento giusto per continuare a convogliare le

proprie donazioni verso un grande obiettivo comune.

Per qualsiasi informazione

e per aderire: 800.777.222

oppure impresacontroilcancro@airc.it

li, raccolti nel 2018, segnalano

6.000 nuove diagnosi l’anno,

con una lieve prevalenza

tra gli uomini rispetto alle

donne.

I tumori cerebrali colpiscono

prevalentemente i giovani

sotto i 15 anni di età

(rappresentano il 13 per cento

di tutte le neoplasie in questa

fascia d’età e il 7 per cento

nella fascia dai 15 ai 19 anni).

“Ogni anno contiamo 14

casi di neoplasie primitive

ogni 100.000 persone” spiega

Gaetano Finocchiaro, direttore

dell’Unità operativa di

neuro-oncologia dell’Istituto

Besta di Milano. Negli ultimi

anni sono stati fatti molti

passi avanti, in particolare

nel campo della diagnosi, della

chirurgia e della radioterapia,

ma ancora non si procede

abbastanza spediti.

“La ragione principale della

difficoltà di cura dei tumori

cerebrali è la localizzazione

stessa” aggiunge Finocchiaro.

“Non possiamo fare biopsie

ripetute e, di conseguenza,

non riusciamo a seguire

l’evoluzione biologica del

tumore durante le cure. Negli

ultimi anni, però, abbiamo

cominciato a usare le tecniche

di analisi del DNA tumorale

sul liquido cefalorachidiano,

che si ottiene con

una semplice puntura lombare.

Così possiamo vedere se le

terapie sono efficaci e in che

misura.”

Sul piano delle nuove cure

i risultati più promettenti

si attendono nel trattamento

del glioblastoma, in particolare

tramite lo sviluppo sia di

terapie mirate orientate verso

specifici bersagli molecolari

sia dell’immunoterapia.

Fino a poco tempo fa si riteneva

che i tumori cerebrali

In questo articolo:

cancro al polmone

tumore del pancreas

tumori cerebrali

fossero tumori “freddi”, ovvero

poco capaci di attivare le

risposte del sistema immunitario,

anche per la loro posizione

nell’organismo. Oggi,

invece, sappiamo che il sistema

immunitario ha un ruolo

di primo piano anche nel

cervello, ma nuovi studi sono

necessari per capire se utilizzare

farmaci per modificare il

microambiente che circonda

il tumore e renderlo più ricettivo

all’azione del sistema immunitario,

oppure usarne altri

che attivino il sistema immunitario

stesso. C’è spazio

anche per le cosiddette terapie

cellulari, per ora solo sperimentali.

UN TUMORE IN CRESCITA

Il cancro del pancreas colpisce

ogni anno circa 13.800

persone in Italia, e corrisponde

al 4 per cento di tutti i tumori

di nuova diagnosi tra

maschi e femmine. I numeri

sono in crescita, complici gli

stili di vita scorretti, e in particolare

il fumo, che è uno dei

principali fattori di rischio.

Solo il 7 per cento dei casi viene

diagnosticato in fase iniziale,

quando la malattia è aggredibile

con successo.

Le difficoltà diagnostiche

dipendono anche dall’assenza

di sintomi precoci e dalla

localizzazione del pancreas

nella parte posteriore della

cavità addominale, dietro lo

stomaco e vicino alla colonna

vertebrale. Le forme più aggressive

sono quelle che colpiscono

la parte dell’organo

che produce enzimi digestivi

(tumori esocrini), anche se

nel 15 per cento dei casi i tumori

che originano in questa

sede sono benigni. I tumori

che colpiscono la parte endocrina

dell’organo, cioè quel-

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