Fondamentale Gennaio 2020

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STILI DI VITA

Arance della Salute

Trent’anni

di Arance,

trent’anni

di ricerca

Le conoscenze su ciò che è meglio fare

per mantenersi in salute (specialmente

sul piano dell’alimentazione) sono state

acquisite di recente e, nelle trenta

edizioni dell’iniziativa di piazza per la

distribuzione delle Arance della Salute,

AIRC ha contribuito a diffonderle

a cura della REDAZIONE

Se AIRC ha scelto

proprio le arance

come frutto simbolo

di una sana alimentazione,

un po’

lo si deve anche a James Lind,

medico della marina britannica

vissuto agli inizi del XVIII

secolo. Fu lui, infatti, a scoprire

che lo scorbuto – una malattia

che colpiva i marinai che compivano

lunghe traversate senza

mai toccare terra – dipendeva

da una carenza alimentare:

la mancanza di frutta e verdura

fresca, che Lind risolse caricando

sulle navi grandi quantità di

agrumi, in grado di conservarsi

a lungo. Oggi sappiamo che

nell’alimentazione dei marinai

veniva a mancare la vitamina

C, di cui sono ricchi proprio limoni

e arance.

Quella di Lind è considerata

la prima ricerca medica

moderna e la prima ricerca

scientifica in tema di nutrizione,

anche se già nell’antichità

i medici attribuivano grande

valore al cibo e alle sue proprietà

protettive o, viceversa,

ai suoi potenziali pericoli.

IL NESSO COI TUMORI

Il nesso tra alimentazione e

sviluppo di una certa malattia

viene studiato dall’epidemiologia.

È questa la scienza che

raccoglie una gran mole di dati

sugli stili di vita delle persone

e li analizza cercando di

trovare un elemento comune

a tutti coloro che si ammalano

di una specifica malattia. Può

sembrare semplice ma non lo

è affatto, anche perché l’associazione

di due fattori non significa

necessariamente che

vi sia tra loro una relazione di

causa ed effetto.

Non è quindi sufficiente

sapere che chi si ammala sia

stato un grande consumatore

di un determinato alimento:

è necessario anche formulare

Le date che hanno

cambiato il modo

di stare a tavola

1960

La ricerca sulle specifiche

cause di cancro legate

all’alimentazione inizia a produrre

significativi risultati. Sono identificati

alcuni cancerogeni chimici, in seguito

vietati ed eliminati.

1967

Uno studio dimostra che gli

immigrati giapponesi negli

USA si ammalano, dopo qualche anno,

di tumori simili a quelli degli americani.

A conferma del ruolo degli stili di vita

nello sviluppo

dei

tumori.

1969

L’oncologo Burkitt ipotizza

che la mancanza di fibre

nella dieta occidentale possa contribuire

allo sviluppo del cancro del colon.

1973

Lo IARC di Lione diffonde i

dati di incidenza del cancro

divisi per Paesi. Numeri e tipi variano

moltissimo: un’indicazione che le cause

possano essere legate ad ambiente e stili

di vita, oltre che a caratteristiche

genetiche

tipiche di

ciascuna popolazione.

1975

Vengono pubblicati alcuni

studi sulla relazione tra

conservazione dei cibi sotto sale,

bassi livelli di vitamina C e cancro dello

stomaco.

1981

Due epidemiologi

britannici,

Richard Doll e

Richard Peto,

stimano che il 30-

35 % dei tumori

possa essere prevenuto con una dieta

caratterizzata da meno grassi e carne e

più frutta e verdura.

1982

La National Academy of

Sciences pubblica negli USA

il primo grande rapporto su cibo e cancro,

che comprende anche le prime linee

guida per una corretta alimentazione.

1990

Vengono pubblicati molti

studi che confermano la

relazione tra alcuni cibi e il cancro ed

evidenziano inoltre altre associazioni fra

stili di vita e tumori. Risultano correlati

il consumo di alcolici e i tumori del

colon e del seno.

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