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Da quasi quarant’anni non si realizzavano vie ferrate a Cortina.
Quelle che conosciamo erano tutte state costruite tra il 1950
e il 1960, fuorchè la Marino Bianchi che risale all’inizio degli anni
Settanta. Paradossalmente la progettazione di una nuova
via ferrata richiede un impegno burocratico amministrativo quasi
superiore all’impegno tecnico e fisico per realizzarla.
Nell’autunno del 2008, Alvise Alverà, presidente dello Sci Club 18,
alla ricerca, come ogni anno, di iniziative ampezzane meritevoli
di un sostegno da parte del sodalizio, venne a conoscenza del
progetto di realizzare una nuova ferrata, iniziato già nel 2000 su
disegno dell’arch. Caviola. Immediato fu l’entusiasmo di tutti i soci
dello SC18. Venne così garantito il supporto economico all’iniziativa.
Il percorso, della durata di circa tre ore, si sviluppa per 700 metri
lungo la parete delle Crepe di Faloria, quasi parallelamente al
fuoripista SCI 18. Si tratta di un tracciato spettacolare che si snoda
tra muri, spigoli, camini, cenge, creste, salti, tetti, offrendo una
infinita varietà di straordinari scorci su tutta la valle d’Ampezzo, dal
Becco del Mezzdì al Cristallo. A detta di molti è la ferrata più bella
e difficili delle Dolomiti, con un dislivello di 380 metri e tratti molto
esposti che superano verticalmente le balze rocciose al di sotto della
Funivia Faloria. Tra la concentrazione tecnica e l’estasi estetica,
non si ha la cognizione del tempo che passa e sembra di arrivare
in vetta in un baleno.
Gli interventi realizzati a cura delle Guide Alpine di Cortina d’Ampezzo,
sono consistiti nella posa di circa trecento chiodi, di 700 metri di fune
di acciaio, di scalini di ferro, di una scala metallica, di coni in gomma
innovativi studiati per frenare ed attutire eventuali scivolate.
Da sinistra:
Il tracciato della ferrata.
Alvise Alverà.
Giorgio Alverà,
Alberto Marsoni
e Marco Alverà
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VIA FERRATA SC18 E ALTRE ESCURSIONI
VIA FERRATA SC18 E ALTRE ESCURSIONI
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