Italia a Tavola Febbraio 2020

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Alessandro D’Andrea

Presidente Associazione Direttori d’Albergo

Ospitalità, ripartono

gli investimenti immobiliari

Secondo Il Sole 24 Ore, il 2019 ha segnato una

crescita record per gli investimenti immobiliari

nel settore dell’ospitalità in Italia. Fondi

internazionali, multinazionali del lusso, emiri e sultani

dal Medio Oriente, infatti, aumentano gli investimenti

nell’hotellerie di altissima gamma in tutto il

mondo (basti pensare all’acquisizione avvenuta nel

2018 della catena Belmond da parte del colosso

francese LVMH) e in molti casi in strutture iconiche

del nostro Paese: solo nel primo semestre del 2019

l’ammontare degli investimenti ha raggiunto 2 miliardi

di euro. L’ultima novità risale al 31 dicembre:

l’annuncio del passaggio degli hotel del gruppo The

Dedica Anthology da Värde Partners a Covivio, che

ne affiderà la gestione a NH Hotels, con diversi

brand.

Nonostante le difficoltà che spesso deve

attraversare, l’Italia si conferma meta

di grande interesse per gli operatori stranieri:

la metà degli investimenti nel settore

alberghiero viene infatti dall’estero

Location storicamente di maggior appeal si confermano

Roma, Milano, Venezia e Firenze. A Roma,

in particolare, molti prestigiosi edifici sono stati acquisiti

per essere trasformati in hotel, per la cui gestione

si parla ad esempio di Accor e W-Marriott.

Molto importante che la Capitale sia stata inserita

dal Real Estate Advisor JLL fra le 50 città in fase di

“managing momentum” (cioè quella fase in cui è

consigliabile investire): sempre più urgente, dunque,

sarà risolvere le problematiche che possono avere

un effetto negativo sul turismo. Importanti opera-

zioni riguardano anche destinazioni di vacanza - da

Capri a Taormina, dalla Sardegna a Courmayeur.

Ciò non può che essere positivo per la qualità della

nostra offerta di accoglienza, che - pur già d’eccellenza

- potrà apprendere molto dall’ingresso di nuovi

competitor e potrà consolidare la sua attrattività nel

circuito del turismo d’élite. I lavoratori del settore

avranno occasione di fare esperienza in hotel di catena

anche rimanendo in Italia, formandosi con standard

sempre più elevati e procedure di rodata e puntuale

organizzazione, mettendosi alla prova in realtà

dal più ampio respiro.

Il tessuto alberghiero italiano, che rappresenta il

più grande portafoglio ricettivo in sede europea (davanti

a Germania e Spagna) e il terzo assoluto a livello

mondiale, è costituito per la grande maggioranza

da strutture di categoria 3 stelle. Il numero degli alberghi

a 4 e 5 stelle è in crescita, rispettivamente del

20 e 50%, mentre va riducendosi quello di categorie

inferiori. Il tasso di penetrazione delle catene alberghiere

resta basso rispetto alla media europea, e riguarda

principalmente la fascia medio-alta. Ma non

solo gli investimenti sono di buon auspicio: tra le 52

destinazioni “da visitare” nel 2020 secondo il New

York Times l’Italia è presente tre volte, con la Sicilia

(al 7° posto), il Molise e Urbino.

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