Sequence 63

online.magazines

Edito°

TEXT

Matteo Rossato

PHOTO

Achille Mauri

Il tema di questo edito è la tecnologia.

Prima che controlliate la copertina per vedere se

avete erroneamente aperto una copia di Focus,

vi anticipo che sì, vi è un nesso con lo snowboarding,

quindi abbiate la pazienza di leggere fino in fondo.

Dunque dicevamo il tema è la tecnologia e in particolare

i suoi pro e contro. La tecnologia ha reso

fruibile l’informazione ad un pubblico infinitamente

più ampio di quanto i mezzi di comunicazione classici

abbiamo mai potuto aspirare. La tecnologia ha

messo alla portata di tutti i famosi 15 minuti di celebrità,

così come ha dato l’occasione a chiunque di

potersi affermare, grazie alle infinite possibilità dei

social network e delle piattaforme digitali.

La tecnologia ha letteralmente azzerato le distanze

tra le persone, almeno potenzialmente. Ma la tecnologia

ha anche compromesso la qualità dell’informazione

e dei media: oggi chiunque con una connessione

dati può dire la sua e renderla pubblica: questo

non lo rende necessariamente un divulgatore, un attore

o un giornalista. La tecnologia ha azzerato così

efficacemente le distanze, che ora abbiamo intere

generazioni di alienati, che non riescono a comunicare

se non tramite la rete, con messaggi, commenti

o video reaction: si litiga su instagram, si denuncia

su twitter e ci si sfoga su youtube. Su questo numero

di Sequence troverete molti spunti di riflessione in

merito. Abbiamo parlato con Absinthe di quanto le

premier dei video, una volta comuni e ora una rarità,

siano importanti per il tessuto sociale del nostro

sport e per tale motivo loro, da 15 anni, non mancano

di organizzare un tour mondiale di date.

Siamo andati Offline con Nitro in Albania, che tramite

il loro ultimo film, propone di scollegarsi ogni tanto

dalla rete per godere del mondo reale. Abbiamo

discusso con Matt Georges del suo ultimo progetto

DIY cartaceo Club Sandwich ed infine abbiamo raccontato

la gloriosa storia di Transworld snowboarding,

caduto sotto il fuoco nemico della democratica

“comunicazione digitale” moderna.

In tutto questo quindi, qual’è la morale? La tecnologia

è un male? Non necessariamente. Ma sicuramente

dopo la scorpacciata di informazioni istantanee

propinate ogni minuto dai social negli ultimi anni, il

popolo dello snowboard sta sentendo la necessità di

fermarsi un momento e tornare a godere dei preziosi

momenti che la montagna offre, delle ragionevoli

attese per vedere un bel video o per leggere un articolo

ben scritto su un magazine, o semplicemente

compiere l’atto sovversivo di buttare il cellulare

nella giacca in modalità silenzioso e scambiare due

parole con il compagno di surfata.

Sono certo che il buon Jake sarebbe d’accordo.

More magazines by this user
Similar magazines