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«OooOoO»

Skatepark at the Triennale.

Il nome nasce da un gioco tra forme e lettere, lo skatepark

creato dall’artista sudcoreana Koo Jeong diventa un opera alla

triennale di Milano, lasciando tutti a bocca aperta.

TEXT

Denis Piccolo

PHOTOS

Davide De Martis

LOCATION

Triennale Milano

Uno skatepark al coperto allestito ad hoc nella Galleria

progettata da Gae Aulenti, al piano terra del museo.

L’artista asiatica, Koo Jeong, da anni lavora sul

tema del gioco e degli spazi pubblici e ha già creato

altre opere simili a Liverpool, a San Paolo in Brasile e

in Francia. Ma tutte all’aperto. Al contrario di questa

che è un vero skatepark ma all’interno di un museo.

S’intitola «OooOoO» perché riprende la forma di

6 classiche ciotole “bowl” che è poi il nome classico

di queste strutture nel mondo dello skateboard.

«Ho giocato con le forme astratte, geometriche, come

la sfera, cercando di gestire al meglio lo spazio previsto

per questa installazione tenendo conto dei suoi

limiti, come i muri e le colonne, senza dimenticare

i requisiti di sicurezza che sono fondamentali», spiega

Koo, che per realizzare l’opera si è avvalsa anche

della collaborazione della comunità di skaters

che popola Milano, sempre molto attiva e creativa.

“La mia idea è far provare la sensazione di fare ska-

te di notte, all’aperto, in mezzo alla natura - continua

Koo - per questo ho chiesto a Koreless, musicista elettronico

di Glasgow, di riprodurre attraverso il suono

il senso di oscurità”. La colonna sonora è in crescendo

e quando raggiunge il suo apice le luci si

spengono: con il buio l’installazione, rivestita di

una vernice fluorescente, si accende e si colora.

Valeria Bertaccini, 26 anni, skater dice “L’idea è davvero

originale, non esistono altri skatepark di questo

tipo. Io vivo a Torino ma qui tornerò sicuramente perché

in inverno è anche piacevole allenarsi al chiuso”. A parte

la famosissima Bastard Bowl di via Slataper questo

è l’unico skatepark al coperto aperto nella città.

Lorenza Baroncelli sottolinea “Stiamo organizzando

tanti eventi, sia diurni, per esempio la scuola in

collaborazione con Bastard, per bambini, ragazzi, famiglie

e scuole, sia serali, comunicati sul nostro sito”.

Questa installazione aperta a tutti, pensata per un pubblico

trasversale funge da richiamo per i tanti giovani

Milanesi, e chi, magari, non frequenta abitualmente

i musei o le istituzioni culturali. La Triennale sta già

dialogando con il Comune perché alla fine dell’esposizione,

il 16 febbraio 2020, la scultura possa trovare una

nuova casa così da restare in pianta stabile a Milano.

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