MONDO AGRICOLO 1-2_20 ISSUU

confagricoltura1331955

AGRINSIEME SU INFRASTRUTTURE • SICUREZZA E LEGALITÀ • STATI GENERALI MONTAGNA • OSCAR OROTOFRUTTA • MAIS

FERRARA IN PIAZZA • EMERGENZA CIMICE • SYNGENTA 20 ANNI • SPECIALE RISO • FIERA IN CAMPO • COUS COUS ITALIA

Evento di apertura

del Centenario

Identità

e futuro

Anno LXX - n. 1-2 -GENNAIO-FEBBRAIO 2020 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) Art. 1 Comma 1 Aut. C/Rm/18/2012

Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3 - Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101


A LONG WAY

TOGETHER

AGRIMAX V-FLECTO

Indipendentemente da quanto siano difficili le tue esigenze, AGRIMAX V-FLECTO è il tuo

miglior alleato quando si tratta di applicazioni di lavorazione del terreno e di trasporto.

Lo pneumatico si distingue per l’eccellente trazione nonché un maggiore comfort di guida sia

su campo che su strada. Con l’esclusiva tecnologia VF, AGRIMAX V-FLECTO può trasportare

carichi molto pesanti con una pressione di gonfiaggio inferiore anche a velocità elevate

assicurando una ridotta compattazione del terreno, ottime proprietà di autopulitura nonché

risparmio di carburante.

AGRIMAX V-FLECTO è la risposta di BKT sia in termini di tecnologia che di prestazioni per i

trattori ad alta potenza.

Per info:

europe@bkt-tires.com


L’EDITORIALE

•••

La lezione

Coronavirus

Cento anni fa nacque la Confagricoltura, con alcuni pionieri che decisero di unire i loro sforzi per

dare voce alle imprese agricole. All’epoca si conosceva un’altra Italia, un’Italia agricola, in cui il

peso del settore primario era importante, con un terzo degli ialiani che lavorava in agricoltura.

Dopo cento anni, evidentemente, molte cose sono cambiate, ma c’è un dato importante da

sottolineare: il comparto agroalimentare è il primo dell’economia nazionale. Quindi l’agricoltura

e l’agroalimentare continuano ad essere centrali e nevralgici.

La nostra associazione, in questo secolo di vita, ha contribuito notevolmente alla crescita del

settore primario di nome e di fatto. Uno sviluppo che ha consentito di produrre sempre di più

e sempre meglio, rispettando le attese dei consumatori, dando garanzie di qualità, quantità e

salubrità; parliamo di certezze avallate dal gran numero di controlli sulle modalità produttive

e sanitarie che oggi vengono effettuati sull’agroalimentare. Controlli che spesso comportano

troppi vincoli, troppi costi, troppe sovrapposizioni e che tolgono tempo al momento produttivo.

Indubbiamente è importante intervenire sul sistema dei controlli, innovare, sburocratizzare e

coordinare senza perdere di efficacia; e bisogna continuare a chiedere fortemente la reciprocità di

standard sui prodotti importati. È in gioco anche la competitività delle nostre imprese.

Ma quello che sta accadendo in Cina, con l’allarme Coronavirus, deve far riflettere pure su quale

sia il ruolo dell’agroalimentare in uno scenario globale. Cento anni fa si produceva

localmente, oggi le nostre sfide, il nostro mercato, sono il mondo.

Non si dimentichi che, nel Paese del dragone rosso quest’anno si è iniziato a

parlare - ancor prima del Coronavirus - della peste suina che ha colpito un

grande settore zootecnico come quello suinicolo, con cento milioni di capi

cinesi abbattuti. E questo fa capire come sia cambiato il mondo e le sfide che

oggi devono affrontare le imprese agricole e agroalimentari italiane, a cui

viene chiesto di essere più competitive e più produttive, mantenendo

però gli elevati standard di qualità e salubrità che sono conosciuti

a livello mondiale e che ancor più devono essere compresi, anche

con un appropriato sistema di etichettatura e di certificazione.

Parliamo di Made in Italy, che dietro la sua storia, la tradizione

dei brand ha anche la totale sicurezza che certamente si traduce

in un costo per le imprese; una sicurezza però che dà garanzie

e che ora deve essere esaltata e trasformata in opportunità per i

consumatori e quindi per le nostre imprese.

Massimiliano Giansanti

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 3


SOMMARIO

L’EDITORIALE

La lezione

Coronavirus

Massimiliano Giansanti................. 3

SPECIALE RISO

Torna Fiera in Campo

Paola Castello........................... 38

FOCUS CENTENARIO

Il cuore nella storia

gli occhi sul futuro

Gaetano Menna........................... 6

Riso multicolor

Alessandra Porro....................... 40

Direttore responsabile

Gabriella Bechi

Coordinatore responsabile

Gaetano Menna

Editrice Confagri Consult

Presidente Diana Theodoli Pallini

Direzione, Redazione e Amministrazione

Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma

Tel. +39.06.6852329

mondo.agricolo@confagricoltura.it

Abbonamento annuo

Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00

Conto corr. postale n. 33755000

Intestato a:

Confagri Consult - Mondo Agricolo, Roma

Autorizzazione Tribunale

di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Agroalimentare

nevralgico

Gabriella Bechi......................... 10

Tavoli di

approfondimento

Gaetano Menna......................... 12

Sviluppo e competitività

Elisabetta Tufarelli..................... 14

PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Annodati

al mondo

Gabriella Bechi......................... 19

SPECIALE MAIDICOLTURA

A tutto mais

Silvia Piconcelli......................... 48

ATTUALITÀ SINDACATO

Workshop

su riuso acqua

Elisabetta Tufarelli..................... 50

Dialogo e

divertimento

Elisabetta Tufarelli..................... 52

Pubblicità

Edagricole - New Business Media srl

Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna

Tel. +39 051.6575.822

Fax +39 051.6575.853

pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it

Ufficio Traffico

Tel. +39 051.6575.842

impianti.edagricole@newbusinessmedia.it

Stampa e diffusione

a cura di New Business Media srl

Via Eritrea 21, 20157 Milano

Stampa: Faenza Group - Faenza (RA)

Agricoltori in piazza

Leonora Guerrini....................... 30

INNOVAZIONE SMART LAND

Storia e bellezza

Paola Castello........................... 34

Rubriche

Mappamondo Agriturismo Vercelli............... Cow hi-tech 30 42

EPS Mappamondo Sorveglianza Banda selvatici......... larga Usa..... 32 44

Organizzazione Over65 Tè e cuore.................. Scatta il verde..... 48 53

Campi Organizzazione rosa Due Bovimac........... domande a… 50 54

Anga Enapra On Sagri the beach................. Project............... 51 56

Over65 Eps Caccia Assistenza di selezione............. anziani.......... 54 58

Enapra Anga Ricambio Sicurezza generazionale...... sul lavoro ........ 56 61

4 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Da vent’anni sempre al vostro fianco

Ogni giorno, in ogni campo,

per guidarvi verso il futuro


FOCUS CENTENARIO

Il cuore nella storia

gli occhi sul futuro

6 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Confagricoltura

celebra i cento anni

dalla fondazione

e lo fa guardando

al domani.

L’intervento

del presidente

Massimiliano Giansanti

di Gaetano Menna

A

Roma, nella splendida

Villa Blanc, il 31 gennaio

e l’1 febbraio, si

è tenuto il primo degli

eventi previsti per il

Centenario: la due giorni

su “Identità e futuro” realizzata

con Luiss Business School, a cui

hanno partecipato i presidenti e

i direttori regionali e provinciali

dell’Organizzazione. L’appuntamento

è stato l’occasione per rimarcare

il ruolo di Confagricoltura

e la profonda identità che

hanno caratterizzato un secolo di

storia del nostro Paese e per delineare

il percorso da seguire nei

prossimi anni.

Confagricoltura ha in programma,

nel corso dell’anno del Centenario,

molteplici appuntamenti

con il mondo della politica, Istituzioni

e stakeholder, che culmineranno,

nei prossimi mesi, con

l’evento ufficiale dei cento anni.

Per quanto riguarda la due gior-

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 7


FOCUS CENTENARIO

ni a Villa Blanc, l’intenzione è

quella di far diventare questo

incontro un appuntamento fisso

di Confagricoltura, a cadenza

annuale. Una sorta di laboratorio

permanente sull’evoluzione

dell’agricoltura e del settore

agroalimentare, da cui trarre le

indicazioni per orientare al meglio

il lavoro all’interno delle

imprese e nell’Organizzazione a

tutti i livelli.

Nel suo intervento il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti ha voluto ricordare

le parole di Luigi Einaudi, pronunciate

nel 1957, in occasione

dell’apertura del corso annuale

dell’Accademia dei Georgofili:

‘La viva esigenza del mondo agrario,

antica e moderna, è quella

del rinnovamento continuo. Le

mutazioni non avranno tregua’.

Quella citazione di Einaudi ancora

oggi è molto attuale; il mondo

agricolo è fatto di mutazioni velocissime

e si deve essere capaci

Einaudi (1957): “Rinnovamento

continuo nelle campagne.

Mutazioni non avranno tregua”

di cogliere le evoluzioni prima

di altri. “A distanza di tanti anni

- ha detto Giansanti - le parole

del grande statista riflettono in

pieno lo spirito che ha animato

e continuerà ad animare i nostri

imprenditori e l’azione sindacale

della nostra Organizzazione”.

L’identità: “La Confagricoltura,

forte della sua identità, ha fatto

un lungo tratto di strada - ha

osservato il presidente -. Siamo

convinti, e lo diciamo con profondo

orgoglio, che le scelte della

nostra Organizzazione abbiano

contribuito a far diventare l’Italia

uno dei Paesi più avanzati ed ammirati

al mondo”.

Il futuro: “Come imprenditori

siamo portati a guardare sempre

avanti, per migliorare e rafforzare

la competitività delle nostre imprese.

E un modo sicuramente

efficace per progettare il futuro è

quello di stare in stretto contatto

con il mondo universitario, con

chi fa ricerca e con gli studenti

che si preparano ad entrare nel

mondo dell’impresa”.

“Abbiamo la responsabilità di far

sì che il grande made in Italy alimentare

possa raggiungere alti

livelli - ha proseguito Giansanti -

ma per andare ancor più veloci c’è

bisogno di infrastrutture, di avere

accesso rapido al mercato, di sistemi

in grado di incentivare l’attività

d’impresa; ed al fianco di una

buona impresa c’è bisogno di una

buona politica programmatoria”.

Un passaggio fondamentale

dell’intervento del presidente di

Confagricoltura ha riguardato il

valore della UE. “Dobbiamo ritrovare

la funzione dell’Italia in Europa

- ha detto -. Questa sera (31

gennaio, ndr) gli inglesi escono

dalla Comunità europea e c’è un

8 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Molteplici appuntamenti nel

2020 che culmineranno con

l’evento ufficiale dei 100 anni

regime transitorio da scrivere. E

da subito i francesi dal porto di

Calais decideranno quale nave

far partire per prima per raggiungere

gli approdi della Gran

Bretagna. Il mercato inglese per

il made in Italy vale quasi 3 miliardi

di euro di esportazioni, non

possiamo permetterci di perdere

posizioni”.

“In Europa si dovrà trovare condivisione

sul mercato ed evitare

altre Brexit. Soprattutto si dovrà

definire un budget europeo in

grado di sostenere politiche efficaci,

in particolare quella agricola.

Per far ciò ci vorrà un budget

adeguato e servirà una forte

azione politica dell’Italia per far

sì che le risorse economiche siano

congrue e non vadano ad

avvantaggiare esclusivamente i

Paesi dell’Est. La Pac va ridefinita

secondo una visione di politica

economica e non di politica

redistributiva per i Paesi più

disagiati. Il suo fine è quello di

creare condizioni per le imprese

europee affinché siano forti sui

mercati internazionali”.

Tra le questioni in primo piano

le Olimpiadi Milano-Cortina

2026. “C’è - ha concluso il presidente

di Confagricoltura - una

stretta relazione tra sport, salute

e alimentazione (dieta mediterranea)

a cui si aggiungono i temi

di qualità, sicurezza alimentare,

etichettatura, che le Olimpiadi

dovranno esaltare ulteriormente

quando lo sport e l’Italia saranno

in vetrina”.

•••

g LUISS BUSINESS SCHOOL PER ALTA FORMAZIONE

A fare gli onori di casa a Villa Blanc, Giovanni Brugnoli, consigliere di amministrazione

della Luiss. Non è un caso che Confagricoltura abbia scelto questa stupenda location,

qui Luiss Business School fa alta formazione, preparando quelli che saranno i manager di

domani. E sono stati coinvolti nei lavori pure docenti e studenti dell’istituto universitario,

sottolineando così lo stretto rapporto tra innovazione-formazione-impresa che è alla

base della vision di Confagricoltura. A moderare i lavori della due giorni Fabio Tamburini

(direttore de “Il Sole 24 ore”), Osvaldo De Paolini (vice direttore de “Il Messaggero”),

Giorgio Santilli (capo della redazione romana de “Il Sole 24 Ore”).

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 9


FOCUS CENTENARIO

Il premier

Giuseppe Conte

a Villa Blanc:

il futuro è fatto

di sfide

da affrontare

come sistema Paese

di Gabriella Bechi

Agroalimentare

nevralgico

I

nizia con un messaggio di

auguri l’intervento del Presidente

del Consiglio Giuseppe

Conte a Villa Blanc

per i cento anni di Confagricoltura,

“un appuntamento

importante che deve essere l’occasione

per riflettere sullo stato

dell’agricoltura, su quello che

l’Organizzazione ha fatto e che

continuerà a fare e su quello che

anche il governo può fare”. Partendo

proprio dall’appuntamento

“Identità e Futuro”, un titolo che

Conte stigmatizza: “L’identità è

la nostra, quella italiana: il tratto

significante del nostro successo

commerciale nel mondo, di cui

l’agroalimentare è il pilastro. Il

futuro sono le sfide che ci attendono

e che devono essere affrontate

insieme dall’intero sistema

Paese”.

“La vostra vocazione quotidiana

a tramandare la tradizione del

saper fare italiano rendendola

compatibile con la modernizzazione

e la proiezione all’export

mi rende sinceramente orgoglioso

di potervi dare una mano”, ha

aggiunto il premier.

10 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Conte: “Con la manovra

fatte cose importanti.

Proseguiremo nell’impegno”

Tra le prossime sfide c’è quella

dell’economia, dove scontiamo

un ritardo di più di venti anni

rispetto ai nostri principali competitor

e paghiamo il divario esistente

tra le diverse aree del Paese.

“Con la manovra economica

abbiamo già fatto alcune cose

importanti - ha detto il Premier -

ma dobbiamo fare di più, anche

per il vostro settore, dove alcune

misure sono state introdotte, ma

che non sono ancora quello che

voi meritate.” Il lavoro del governo

proseguirà, quindi, attraverso

l’adozione di misure di immediato

impatto e di altre di più ampio

disegno riformatore per lo sviluppo

della ricerca in agricoltura,

per un uso sempre più sostenibile

dell’acqua e del suolo, per diffondere

sempre più efficacemente

l’agricoltura di precisione.

A proposito dei dazi Usa il premier

si è mostrato fiducioso di

poter scongiurarne di nuovi, convinto

che un approccio cooperativo

possa avvantaggiare tutti.

“Dobbiamo far prevalere la multilateralità.

Con le guerre commerciali

alla fine perderemo tutti

e non vinceremo la sfida dell’economia

globale.”

Quindi la Brexit: “Non c’è molto

tempo per lavorare ad un serio ed

efficace accordo di libero scambio.

La posta in gioco è molto

alta: il Regno Unito è oggi il quarto

mercato di sbocco mondiale e

dobbiamo fare in modo che resti

nostro interlocutore privilegiato,

lavorando sul piano europeo e

mantenendo la tradizionale amicizia

che lega i nostri Paesi”.

A proposito di etichettatura Conte

si è detto contrario al sistema

‘nutriscore’: “Non si tratta solamente

di difendere la qualità dei

nostri prodotti, ma anche uno

stile di vita che tutti ci invidiano.

Per questo abbiamo notificato

alla Commissione la proposta di

etichettatura nutrizionale.” E per

rimanere in Europa: “Abbiamo

bisogno di un quadro finanziario

ambizioso e non ci possiamo

permettere di mortificare i settori

cruciali della Pac e delle politiche

di coesione”.

Il presidente del Consiglio condivide

i contenuti del “Manifesto

Buona Impresa”, sottoscritto anche

da Confagricoltura che, ha

detto, troveranno spazio anche

nell’agenda 2020-2023 del governo.

“Perché non possiamo affrontare

la sfida della sostenibilità

ambientale, senza tener conto di

quella sociale e di quella economica.

In questo il governo sarà

al vostro fianco. Perché tutelare

l’impresa agricola significa tutelare

tutta l’Italia, il cibo, la tradizione,

il futuro. Significa avere cura

di noi stessi”.

•••

Auguri speciali

Q

uelli del ministro delle remo ad aprile dove siamo nelle

Infrastrutture Paola De condizioni, nei prossimi 15 anni,

Micheli sono auguri di sbloccare 200 miliardi di euro

speciali, perché vengono

da un’associata. zate”, ha affermato il ministro.

per infrastrutture tutte già battez-

“Confagricoltura - ha I primi interventi (35 milioni di

detto - è stata capace di supportare

gli imprenditori nel processo

euro) saranno per il nodo di

San Ferdinando, alle spalle

di innovazione, di sostenerne la del porto di Gioia Tauro,

formazione, di rappresentare nei e per realizzare i collegamenti

vari governi le istanze del mondo

tra i centri minori

agricolo. Un buon compleanno, dell’Appennino, dove

dunque, a Confagricoltura, con la l’agricoltura rischia l’abbandono.

speranza che le nuove sfide, tecnologiche,

Tre

ambientali e internazionali,

miliardi e

possano essere vinte con

un dialogo strategico tra mondo

della rappresentanza imprenditoriale

e questo governo.”

E tra le prossime sfide c’è da colmare

il gap infrastrutturale del

nostro Paese. ‘’Stiamo elaborando

un allegato al Def che presente-

200 milioni

saranno destinati all’alta velocità

tra la Calabria e Roma.

“Sono consapevole e realista sulla

situazione infrastrutturale del

nostro Paese - spiega -. Tuttavia

ogni tanto succede di non fare

la figura dell’ultimo della classe.

Al Brennero, ad esempio,

con il cantiere siamo più

avanti noi dei tedeschi.

Il problema è la lentezza

decisionale nelle scelte

che per noi sono strategiche.”

(G.B.) •••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 11


FOCUS CENTENARIO

Tavoli di

approfondimento

Dodici gruppi

su altrettanti

temi decisivi,

per delineare

nuovi scenari

e strategie

di Gaetano Menna

A

l termine della plenaria

della prima giornata

dei lavori, si sono

avviati i lavori dei dodici

tavoli di approfondimento

sui temi

decisivi per il settore agricolo.

All’indomani sono stati Franco

Postorino (direttore generale

di Confagricoltura) e Roberto

Arditti (presidente di Kratesis,

società specializzata nello studio

dello scenario politico-economico

italiano e internazionale)

a tirare le somme.

Digitale - l’applicazione del digitale

nel settore agricolo deve

essere accompagnata da un’adeguata

formazione fornita sia

dalle imprese che producono la

tecnologia, sia da scuole, università

e centri di formazione

professionali. Massima attenzione

al tema della sicurezza dei

dati. Clima - va sviluppata una

strategia nazionale per l’agricoltura

rispetto al cambiamento climatico

in termini di mitigazione

e adattamento, a cui far seguire

un piano di azione per accompagnare

l’agricoltura in questa

transizione. Credito - attenzione

alle nuove forme di investimento

effettuate da soggetti di-

12 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


versi da quelli che operano nei

mercati ordinari, come venture

capital, bond, private equity,

crowdfunding. Europa - serve

reciprocità dei vincoli produttivi

negli accordi internazionali.

Bisogna far sì che gli obblighi

produttivi imposti dall’Unione

europea diventino un valore aggiunto

a favore del prodotto. Filiere

- le imprese agricole vanno

accompagnate nei processi

di aggregazione produttiva e

commerciale. Bisogna attivare

migliori relazioni e superare le

conflittualità. Formazione - serve

una mappatura delle competenze

richieste dagli imprenditori;

si pensa ad un approccio

bottom up, attraverso appositi

questionari, per individuare le

esigenze per poi sviluppare nuovi

percorsi di formazione. Innovazione

- c’è consapevolezza

della necessità di innovazione,

che richiede una preparazione

adeguata degli imprenditori e

Dodici tavoli per

tematiche decisive

per il settore primario

degli addetti. L’istruzione professionale

deve essere al passo

con i tempi. Fondamentale

il trasferimento tecnologico tra

agricoltura-impresa-università.

Lavoro - il lavoro agricolo sta

radicalmente cambiando, con

un’evoluzione delle figure professionali

per aziende sempre

più multifunzionali e innovative.

A fronte di cambiamenti

radicali e repentini, l’attuale

quadro normativo è inadeguato.

Avviare il registro dei

controlli per evitare duplicazioni

da parte dei vari enti della

pubblica amministrazione.

Made in Italy ed export - si

devono valorizzare le iniziative

di aggregazione delle imprese

già presenti rafforzandone le

finalità legate all’export (logistica,

marketing, ecc); stimolare

collaborazioni mirate per il

comparto agricolo con le istituzioni

preposte (formazione e

promozione); contrastare l’italian

sounding. Semplificazione

- l’insieme delle norme è

una giungla che deve essere

ripulita; maggiore efficienza

della pubblica amministrazione

attraverso la digitalizzazione.

Sostenibilità - forte presidio

a Bruxelles, promuovendo

un modello di agricoltura italiano;

vanno individuati meccanismi

di accompagnamento,

incentivo e sostegno alle

imprese che investono in

quest’ottica. Territorio e paesaggio

- comunicare, divulgare

e raccontare il valore della

bellezza del territorio e del

ruolo dell’agricoltura quale generatrice

di paesaggio. Investire

in infrastrutture adeguate a

“produrre paesaggio”. •••

Aggredire il futuro

valore dell’Italia è

dato da qualità, creatività,

tradizione e

cultura, caratteristiche

non ci potranno

mai copiare”, ha sot-

“I

l

tolineato Giorgia Meloni, presidente

di Fratelli d’Italia, nel suo

intervento che ha chiuso la sessione

plenaria del primo giorno

a Villa Blanc. Meloni condivide

totalmente i concetti di identità

e futuro: “Le due gambe - ha detto

- sulle quali l’Italia dovrebbe

camminare”. A parere della presidente

di Fratelli d’Italia l’identità

di un Paese “è ciò che ci definisce

ed è il patrimonio più prezioso

che abbiamo. Soprattutto

nell’epoca della globalizzazione,

dove il valore e il ruolo dell’Italia

non consistono nella quantità

delle produzioni, ma nella qualità”.

“L’identità però serve solo

- avverte - se la utilizzeremo per

aggredire il futuro. L’agricoltura

incarna questo valore se accompagnata

da una visione di medio

lungo periodo e dalla capacità di

fare sistema, che oggi mancano”.

Proprio per questo la politica

deve confrontarsi con gli attori

interni ed esterni dell’economia

e difendere gli interessi nazionali.

“Dobbiamo puntare - ha concluso

- ad avere meno burocrazia,

anche in

Europa. Per

questo presenteremo

una mozione

in Parlamento,

che

parte dal tema

del “nutriscore”

(brevetto

di una agenzia del governo francese),

ma che è

aperta anche ad

altre istanze del

comparto agroalimentare

in

difesa del made

in Italy”. (E.T.)

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 13


Giansanti (podio), Tamburini, Barilla, Ferro, Levoni, Nuzzi e Pagani

Sviluppo e competitività

Il primo talk show

a Villa Blanc

sul mercato globale,

con rappresentanti del

mondo imprenditoriale

e istituzionale

di Elisabetta Tufarelli

C

ome migliorare lo sviluppo

e la competitività

dell’agroalimentare italiano

sul mercato globale?

Su questo tema si

sono confrontati, moderati

dal direttore de Il Sole 24 ore

Fabio Tamburini, rappresentanti

del mondo imprenditoriale e istituzionale.

“Abbiamo - ha detto

Paolo Barilla, vicepresidente Barilla

Group - un patrimonio straordinario

di prodotti, di territori e

di grandi tradizioni, ma va assolutamente

abbinato ad un percorso

d’innovazione dell’agroindustria,

andando incontro all’evoluzione

degli stili di vita e alle nuove tendenze

nutrizionali e ambientali.

In questa ottica ci vogliono istituzioni

molto allineate che sappiano

appoggiare questo progetto”.

È indispensabile il sistema Paese:

“Ci stiamo impegnando - ha spiegato

il presidente dell’Ice Carlo

Ferro - per favorire lo sviluppo

del made in Italy alimentare,

anche riconsiderando i servizi e

abbattendo i rapporti molto frammentati,

perché quello che conta

è aiutare le imprese a crescere e

a trovare sbocchi all’estero. Per

competere sui mercati globali le

Pmi di piccole dimensioni hanno

bisogno dell’aiuto del sistema

Paese”. A proposito delle nuove

sfide che attendono gli imprenditori

italiani: “Per aumentare la

competitività - ha osservato Nicola

Levoni, vicepresidente di Federalimentare

- occorre un lavoro

congiunto tra imprese, parte primaria

e Istituzioni. Bene l’incontro

della ministra Bellanova con il

segretario Usa all’agricoltura Sonny

Perdue, ma speriamo che non

ci arrivi un conto pesante. Siamo

abituati a combattere barriere non

tariffarie e adesso ci troviamo a

negoziare quelle tariffarie. Ulteriori

dazi frenano investimenti e

dinamicità delle imprese”. Il futuro

dell’agroalimentare è legato a

quello della distribuzione: “Nella

Gdo l’Italia è indietro rispetto

agli altri Paesi Ue: la nostra associata

più grande è solo al 70mo

posto. Per tornare a crescere - ha

osservato il direttore Normativa

e Rapporti istituzionali di Federdistribuzione

Marco Pagani - non

possiamo dimenticare che i consumi

alimentari sono in discesa

negli ultimi anni. Occorre migliorare

la filiera alimentare, rendendola

più efficiente e guardare alle

relazioni commerciali tra agricoltura

e grande distribuzione”.

Andrea Nuzzi, head of Corporate

and financial Institutions di Cassa

Depositi e Prestiti, ha sottolineato

che la Cassa ha compiuto 170

anni, ma questo è il primo anno

del piano industriale di discontinuità,

con strumenti nuovi per venire

incontro alle esigenze delle

imprese: “Siamo sempre più coinvolti

- ha ricordato - con le Pmi

del settore per interventi che incentivino

la crescita delle aziende

in un’ottica di filiera. Abbiamo 83

miliardi di euro da investire nel

triennio 2019-21 e ci sarà più spazio

anche per le aziende dell’agroalimentare”.

•••

14 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Energia, finanza

e meccanizzazione

indispensabili

leve per lo sviluppo

dell’agricoltura 4.0

di Elisabetta Tufarelli

I

l secondo talk show, moderato

da Giorgio Santilli, capo

della redazione romana de Il

Sole 24ore, è stato incentrato

sui temi dell’innovazione, della

finanza e delle infrastrutture

come ponte per la crescita del

Paese. Un posto di primo piano

è riservato alle politiche energetiche

ed Enel ha l’obiettivo, entro il

2050, di arrivare alla completa decarbonizzazione,

ricavando energia

esclusivamente da fonti rinnovabili

e senza emissioni di CO 2 .

A parere di Luca Solfaroli Camillocci,

responsabile Power Generation

Enel Italia occorre affrontare

il problema dei cambiamenti climatici.

“Da anni - ha rimarcato -

abbiamo avviato la decarbonizzazione

per confermare la centralità

della sostenibilità ambientale. Abbiamo

un piano nazionale di energia

molto ambizioso, che impatta

sui settori industriale e agricolo.

Per raggiungere questo obiettivo

puntiamo sull’energia rinnovabile,

ma dobbiamo riuscire a superare

i differenti iter burocratici,

che variano da regione a regione.

Scommettiamo anche sull’agrovoltaico

con sperimentazioni che

tendono a produrre anche foraggio”.

Per innovare è indispensabile

anche avere al proprio fianco il

mondo del credito. Giovanni Sabatini,

direttore generale dell’Abi,

ha sottolineato come le imprese

agricole si siano dimostrate meno

rischiose rispetto alla media degli

altri settori. “Abbiamo un’attenzione

crescente verso il mondo agricolo

- ha spiegato -. Oggi riguarda

l’agricoltura il 5% delle nostre

linee di credito, una percentuale

superiore al peso dell’agricoltura

in termini di valore aggiunto.

E questo dipende dal fatto che le

imprese agricole, durante i recenti

anni di crisi, si sono rivelate meno

esposte al rischio in confronto ad

altri settori. Aspetto testimoniato

anche da una minore incidenza

nel settore agricolo di crediti deteriorati

rispetto a quanto abbiamo

registrato in altri settori dell’economia”.

Per Sabatini occorre

anche collaborare per avere un

migliore accesso ai finanziamenti

dell’Ue, soprattutto quelli dedicati

alle aree rurali. Non si può parlare

di innovazione in agricoltura senza

considerare l’importante apporto

della meccanizzazione. Per

Carlo Lambro, brand president di

New Holland Agriculture l’azienda

s’impegna ad offrire agli agricoltori

macchine e servizi sempre più

innovativi: “Cerchiamo di essere

vicini alle aziende anche con la

sostenibilità: fare di più con meno

risorse. Per far questo - ha detto -

ci siamo mossi su diverse strade.

La prima è quella dell’impresa 4.0,

attraverso la collaborazione con le

Università e con le start up. Abbiamo

inoltre sviluppato progetti per

le energie alternative, come metano

e biometano, dove l’Italia è leader

per l’automazione e l’offerta

di servizi”.

•••

Un ponte per la crescita

da sin.: Lambro, Solfaroli, Sabatini


Tajani, Giansanti e Malagò

Sport e agricoltura

Talk show

su sostenibilità

e stili di vita.

Olimpiadi 2026

straordinaria

opportunità per

il made in Italy

di Paola Castello

I

l profondo legame tra sport

e agricoltura, all’interno di

uno stile di vita sano, basato

su un corretto regime alimentare,

è stato il tema centrale

del talk show dal titolo

“Sostenibilità e stili di vita per

l’Italia di domani” con cui è iniziata

la seconda giornata di lavori

alla LUISS per l’appuntamento

di Confagricoltura “Identità e

futuro”. Ad intervenire sono stati

Antonio Tajani, presidente della

Commissione Affari costituzionali

dell’Eurocamera e Giovanni

Malagò, presidente del CONI, insieme

al padrone di casa, Massimiliano

Giansanti, presidente di

Confagricoltura.

Sport, agricoltura e stili di vita,

affrontati da prospettive diverse.

Quella del decisore politico

- Tajani appunto - che ha citato

le questioni più di attualità nel

dibattito politico a Bruxelles e le

battaglie portate avanti a difesa

dell’agricoltura italiana e dello

stile di vita made in Italy. I dazi

USA, con le relative conseguenze;

l’etichettatura a semaforo,

un rischio per produttori e consumatori;

i tagli all’agricoltura:

sono tutti punti su cui l’Italia sta

lavorando. Tajani ha citato anche

l’impegno per una PAC più efficace

ed equa, quello per un’applicazione

equilibrata del Green

New Deal; e per una maggiore

tutela del made in Italy.

Il futuro dell’agricoltura italiana

e la dieta mediterranea, come

patrimonio da custodire, si sposano

perfettamente con il tema

dello sport. “A tale proposito le

Olimpiadi 2026 a Milano e Cortina,

saranno un’opportunità

straordinaria di promozione”,

ha detto Giovanni Malagò, sottolineando

con piacere come

Confagricoltura e CONI siano

praticamente coetanei (100 anni

l’una, 104 l’altro). Nel 2026 i riflettori

saranno puntati sull’Italia

e sull’italian lifestyle, di cui

l’agroalimentare è fiore all’occhiello.

“Lo sport - ha proseguito

Malagò - non potrà che essere

testimonial di quello che le imprese

agricole italiane producono”.

“Ancora di più - ha ribadito

Giansanti - in quel frangente

agricoltura e sport dovranno andare

di pari passo”.

“Oggi è in discussione a livello

globale un nuovo modello alimentare,

nonché un nuovo stile

di vita, dietro cui c’è anche un

modello economico - ha proseguito

Giansanti -. Il dibattito

è un’occasione importante per

promuovere i temi della qualità

e della sicurezza alimentare, fondamentali

per un modello sano e

corretto. Gli sportivi, da un alto,

in quanto punti di riferimento

nella società, e l’agricoltura

dall’altro, in quanto produttrice

di quella qualità, possono quindi

svolgere un ruolo determinante

nella diffusione di uno stile di

vita corretto. Il gioco di squadra

in questo caso è d’obbligo e

quanto mai opportuno! •••

16 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Inaugurare

la “stagione del fare”

con investimenti

in infrastrutture

materiali

ed immateriali

di Paola Castello

L

a centralità del settore primario

nell’economia nazionale

è stato il tema del

secondo talk show “L’agroalimentare

al centro dell’economia

nazionale”, che si

è svolto a Villa Blanc il 1° febbraio.

Di quanto questa centralità debba

essere rispettata, hanno parlato

tutti gli intervenuti. A cominciare

dal presidente della Commissione

Agricoltura del Senato, Gianpaolo

Vallardi, che ha ripercorso brevemente

la storia degli ultimi 100

anni del Paese, ricordando il ruolo

centrale che l’agricoltura ha avuto

e ribadendo che - per le odierne

sfide del settore - occorre essere

più coesi e convergere tutti nella

stessa direzione, ovvero quella

della crescita dell’agricoltura italiana.

“Abbiamo perso tanto negli

ultimi tempi, in termini di competitività”,

ha dichiarato Raffaele

Borriello, direttore generale di

ISMEA, che ha sottolineato come

le difficoltà dell’agroalimentare

non siano esclusivamente esterne,

ma soprattutto interne al sistema.

Per questo - a parere di Borriello

- occorre fare investimenti importanti

su alcuni aspetti fondamentali,

come quello delle infrastrutture,

una logistica adeguata e una

serie di eventi/fiere nazionali che

promuovano il settore primario

e richiamino investitori esteri.

Insomma inaugurare una vera e

propria “stagione del fare”: questo

l’auspicio condiviso da tutti i

partecipanti alla giornata. Anche

da Filippo Gallinella, presidente

della Commissione Agricoltura

della Camera, che ha rimarcato la

necessità di rivedere la nostra politica

commerciale, per esportare

non soltanto i prodotti, ma anche

il “saper fare italiano”, apprezzato

in tutto il mondo. Il presidente

della Commissione agricoltura

della Camera ha ricordato che

l’export italiano, nonostante le

criticità, resta comunque tra i più

forti al mondo, ma va incentivato

e tutelato, soprattutto con un lavoro

più intenso sugli accordi bilaterali.

All’esportazione del know

how italiano ha accennato anche

Gianluca Ferrari, vicepresidente

di Granlatte, del Gruppo Granarolo.

“L’Italia è leader in tanti settori

e l’agroalimentare italiano è di

per sé un marchio vincente, tuttavia

al nostro Paese manca spesso

il fare sistema”. Infine è intervenuto

Carlo Nardello di Telecom, che

ha parlato dello stretto connubio

tra tecnologia e agricoltura. Lavorare

con la tecnologia più avanzata,

da cui oggi l’agricoltura non

può prescindere, e lavorare con

passione sono i punti di contatto

principali alla base della collaborazione

tra Telecom e Confagricoltura,

che da sempre sostiene

le proprie imprese nei percorsi di

innovazione. Un dibattito - questo

secondo talk show - ricco di

spunti di cui Confagricoltura ha

fatto tesoro per lavorare alle strategie

del futuro.

•••

Agrifood al centro

da sin.: Nardello, Ferrari, Vallardi, Gallinella e Borriello


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

A Bologna

“Grow!”,

l’action tank

di Agrinsieme,

su infrastrutture

per l’agricoltura

del Nord Italia

di Gabriella Bechi

L

a dotazione delle infrastrutture

materiali del

Nord Italia appare buona

rispetto al resto del

Paese, ma pesa il divario

con i competitor della Ue.

È quanto è emerso dalla quarta

edizione di “Grow!”, l’action tank

del coordinamento di Agrinsieme

che riunisce Confagricoltura,

Cia-Agricoltori italiani, Copagri e

Alleanza delle Cooperative Agroalimentari

(Aci). “Il ruolo delle

infrastrutture per l’agricoltura del

Nord” è stato il tema sul quale

si sono confrontati a Bologna il

ministro delle Politiche agricole

alimentari e forestali Teresa Bellanova,

i presidenti delle commissioni

Agricoltura del Senato

Gianpaolo Vallardi e della Camera

dei Deputati Filippo Gallinella,

gli assessori all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna

Simona Caselli e

del Piemonte Marco Protopapa e

Carlo Sabetta, di Assotelecomunicazioni-ASSTEL.

All’iniziativa

sono inoltre intervenuti il presidente

confederale Massimiliano

Giansanti, il coordinatore nazionale

di Agrinsieme e presidente

Copagri, Franco Verrascina e gli

altri due presidenti Dino Scanavino

(Cia) e Giorgio Mercuri (Aci).

Molte le diversità a livello territoriale:

il Nord-Ovest può contare

su una media di 41 km di reti

viarie per impresa, con la Liguria

a fare la parte del leone con circa

60 km/impresa, a fronte dei 26

km/impresa del Nord-Est: numeri

nettamente superiori a quelli

del Sud. Anche a livello di infrastrutture

immateriali, le regioni

del Nord presentano un’alta e

crescente diffusione di reti digitali,

con l’Emilia-Romagna sul podio

con circa il 90% delle famiglie

che accedono a internet, a fronte

di una media nazionale dell’84%,

che al Sud scende al 78%. Quanto

all’utilizzo di internet da parte

18 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Annodati

al mondo

Divario infrastrutturale

con i Paesi europei

pesa su competitività

delle imprese il quadro appare

meno netto: nel Nord-Ovest circa

il 50% delle imprese usa attivamente

internet nelle attività operative

e commerciali, mentre nel

Nord-Est l’incidenza scende al

46%, a fronte di una media nazionale

del 48%.

Le note dolenti - come emerge

dallo studio elaborato per l’occasione

da Nomisma per Agrinsieme

e illustrato dal responsabile

dell’Area Agricoltura e Industria

Alimentare della società di ricerca

Denis Pantini - arrivano confrontando

i numeri del Nord Italia con

quelli dei nostri principali competitor

europei, verso i quali pesa

un divario a sfavore del nostro

Paese. La dotazione media di infrastrutture

materiali, infatti, pari a

797 km ogni 1000 km 2 nel Nord-

Ovest e a 774 km ogni 1000 km 2

nel Nord-Est, risulta nel complesso

inferiore alle aree del Regno

Unito (2.483 km/1000 km 2 ), della

Francia (2.266 km/1000 km 2 ) e

della Germania (1.028 km/1000

km 2 ). Anche in riferimento alle

infrastrutture immateriali emerge

un distacco rispetto ai competitor

UE: nelle regioni del Nord Italia

la digitalizzazione delle famiglie

è pari all’87% nel Nord-Ovest e

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 19


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Bellanova: “Le risorse

per crescere devono

essere sbloccate”

all’88% nel Nord-Est, percentuali

superiori alla media italiana

dell’84%, ma inferiori a quelle di

Germania e Regno Unito.

“I ritardi infrastrutturali con i paesi

UE - ha commentato il presidente

di Confagricoltura Giansanti

- continuano a pesare in

maniera significativa sulla competitività

del Paese e del nostro

agroalimentare; il sistema infrastrutturale,

infatti, è indispensabile

per una maggiore efficienza

della movimentazione delle merci

e, soprattutto, per il raggiungimento

dei mercati più lontani

e promettenti. Ma non bastano

porti, aeroporti e strade. Serve

anche la rete. Oggi nel mondo

si viaggia in 5G mentre in molte

parti del nostro Paese gli agricoltori

non hanno nemmeno la connessione.

Credo allora che debba

essere varato nel minor tempo

possibile un grande piano per la

digitalizzazione dell’agricoltura

italiana, un piano che porterà da

un lato semplificazione e meno

burocrazia, e dall’altro lato un

maggior accesso al mercato. Allo

stesso tempo è necessario avviare

una riflessione nazionale sui

Big Data e delineare una strategia

sulla policy del food”.

Tra le testimonianze degli imprenditori,

per Confagricoltura è intervenuto

il componente di giunta

Luca Brondelli di Brondello che

si è soffermato sul trasporto su

gomma e sulle sue criticità nelle

regioni del Nord, che ci rendono

molto meno competitivi rispetto

alla Spagna. Basti pensare che

mentre nel 2008 il differenziale

nel solo export agricolo tra l’Italia

e la Spagna era pari al 92%, dieci

anni dopo la forbice si è allargata

fino al 168%, con l’export degli

spagnoli a superare i 20 miliardi

di euro contro i nostri 7 miliardi.

All’incontro è intervenuta anche

Teresa Bellanova, ministro delle

Politiche agricole. “In Italia - ha

detto - dobbiamo investire molto

in infrastrutture materiali e immateriali

perché possiamo anche

fare prodotti d’eccellenza, come

si fa in tante aziende nel nostro

Paese ma, se non ci sono sistemi

efficienti per fare arrivare i prodotti

sui mercati in tempi rapidi,

rischiamo di riempire i magazzini.

Le risorse ci sono e devono

essere sbloccate”. Sempre su questo

fronte Bellanova ha aggiunto

che “il piano messo in campo per

le acque come ministero dell’Agricoltura

è importante, perché

abbiamo sbloccato 500 milioni di

euro per manutenere e intervenire

in modo da avere un uso sempre

più razionale ed equilibrato

di una risorsa eccellente come

quella idrica”.

•••

20 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020



PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Sicurezza e legalità

Confagricoltura

all’evento dell’Arma

dei Carabinieri

dedicato

all’agroalimentare

di Gabriella Bechi

U

no specifico piano di

azione concordato tra

istituzioni politiche, forze

dell’ordine, imprese,

parti sociali e autorità

preposte, teso non solo

al recupero del controllo dell’indotto

agroalimentare, ma anche

dell’intero territorio. E’ quanto ha

chiesto il presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti

nel suo intervento al convegno

“Salute e Agroalimentare: dalla

Sicurezza più Qualità”, organizzato

a Roma dal Comando Generale

dell’Arma dei Carabinieri.

Una due giorni di interessante

approfondimento sui temi delle

contaminazioni chimiche, della

contraffazione, del condizionamento

del lavoro e delle agromafie,

che ha visto coinvolti, oltre

alle forze dell’ordine, organizzazioni

di categoria, rappresentanti

delle associazioni dei consumatori,

docenti universitari, magistrati,

giornalisti e Istituzioni.

In occasione dell’evento Confagricoltura

ha organizzato anche

un desk informativo sull’agricoltura

e sull’Organizzazione

Giansanti, nel suo intervento, ha

ricordato come l’agricoltura italiana

si sia profondamente rinnovata:

è cresciuta ed ha saputo

valorizzare in particolar modo le

produzioni vegetali di più alto

pregio, che hanno permesso

all’Italia di conquistare un ruolo

guida tra i Paesi agricoli dell’Europa.

Nel 2018 il valore aggiunto

dell’agricoltura italiana è stato

22 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Un piano di azione

concordato per controllo

dell’intero territorio

stimato in 32,2 miliardi di euro.

Quello della Francia in 32,1 miliardi;

della Spagna in 30,2 miliardi

e della Germania in 16,8

miliardi.

Il settore dei prodotti agroalimentari,

soprattutto di qualità (DOP,

IGP), costituisce un segmento nel

quale l’Italia riveste in Europa un

ruolo guida, non solo per il numero

di riconoscimenti ottenuti

(esclusi i vini sono 299 i prodotti

alimentari tutelati in Italia sugli

822 protetti nella UE), ma anche

per la capacità di farne un traino

per l’economia ed i territori.

Nel 1992 i marchi DOP e IGP

costituivano una piccola nicchia

di mercato. Oggi sviluppano un

fatturato all’origine di circa sette

miliardi di euro, che diventano

oltre 14,7 al consumo e un giro

di affari all’estero di 3,5 miliardi.

Dal 2008 ad oggi il fatturato della

produzione è aumentato del 46%,

quello al consumo del 63%, ma

il vero e proprio boom è stato

quello dell’esportazione, più che

triplicata.

“A fronte di questa situazione

- ha rimarcato il presidente di

Confagricoltura - non si è però

ancora consolidata un’adeguata

tutela internazionale della nostra

produzione agricola, soprattutto

di quella che si fregia di riconoscimenti

di marchi o di titoli

valoriali, che ne attestano la genuinità,

la qualità, le capacità nutrizionali”.

Questo non può far dimenticare

gli interventi compiuti dall’ICQRF

a tutela dei prodotti italiani fuori

dai confini nazionali e sul web.

Le iniziative di controllo nel 2018

sono state 561 nel settore del

vino. Gli interventi a tutela delle

produzioni agricole fuori dai

confini nazionali e sul web sono

stati, negli ultimi quattro anni,

pari a 2763.

“Questa azione di contrasto - ha

rimarcato Giansanti - pur avendo

dato risultati positivi e lusinghieri,

e a cui va il nostro sincero riconoscimento,

va potenziata per

combattere i danni incalcolabili

che procura la contraffazione dei

prodotti agroalimentari italiani,

compresa l’imitazione servile delle

nostre produzioni, che va sotto

il nome di italian sounding”.

Per questo, a parere di Confagricoltura,

occorre rivedere la

normativa penale, oramai superata

e comunque non adeguata

a fronteggiare organizzazioni

criminali, che oggi si avvalgono

di mezzi e strutture tecnologiche

particolarmente sofisticate e che

agiscono su base transnazionale.

Ma è l’intero ‘sistema Paese’

che deve dare risposte e trovare

soluzioni per soddisfare le istanze

di innovazione di un’imprenditoria

agricola impegnata sul

fronte dell’ammodernamento

delle proprie strutture e di una

crescita competitiva delle proprie

produzioni.

•••

I ministri della Salute e del Lavoro

Speranza e Catalfo

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 23


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Rilanciare

la montagna

Donato Rossi agli Stati Generali

Per Confagricoltura

bisogna affrontare

le priorità

dei territori

in maniera

programmatica

e strutturata

di Alessandra Porro

I

l ministro degli Affari regionali

e delle Autonomie

Francesco Boccia ha convocato

gli “Stati Generali

della Montagna”. Un appuntamento

importante se si

considera che - come ha sottolineato

il ministro - “le aree di

montagna, con il 53% della superficie

del territorio nazionale

e quasi 10 milioni di abitanti,

rappresentano una priorità non

procrastinabile. L’evidente e progressivo

spopolamento merita

un impegno senza precedenti

sui servizi alla persona, sulle

reti, sulle infrastrutture e su

scuola e università. Parliamo di

3.494 comuni, che risultano fortemente

svantaggiati rispetto ai

territori metropolitani, in termini

di servizi e di produttività delle

imprese e, soprattutto, soggetti

ai fenomeni dello spopolamento

e dell’abbandono delle attività

agricole”.

“Apprezziamo l’iniziativa del ministro,

perché riteniamo necessario

istituzionalizzare il tema delle

zone svantaggiate ed affrontare

le priorità dei territori in maniera

programmatica e strutturata,

di concerto con le Istituzioni, le

associazioni e gli enti preposti”,

ha detto il componente di giunta

di Confagricoltura Donato Rossi,

che è intervenuto agli Stati Generali.

“Ci sono state - ha proseguito

Rossi - importanti novità, sia

nella legge di bilancio con la destinazione

di nuove risorse alla

‘Strategia nazionale per lo sviluppo

delle aree interne del Paese’,

sia con l’istituzione di un Fondo

di sostegno alle attività economiche,

artigianali e commerciali

dei comuni interessati. Così come

anche l’approvazione alla Camera

dei deputati delle mozioni sulla

salvaguardia, valorizzazione

e sviluppo delle aree montane,

interne e rurali. Un segnale del

nuovo interesse della politica per

le aree marginali italiane”.

Nel nuovo periodo di programmazione

dei Fondi europei di coesione

2021-2027 occorre prevedere

specifiche linee di intervento

destinate alle zone montane.

“Confagricoltura auspica una riflessione

sulle potenzialità delle

aree montane del Paese e sui

possibili percorsi per la loro valorizzazione,

con un focus particolare

sul ruolo centrale che

le attività agricole ricoprono in

tal senso”, ha concluso Rossi -.

In ultimo, non va dimenticata

l’annosa questione della fauna

selvatica, che nelle aree di montagna

è notevolmente accentuata

e ormai fuori controllo”. •••

24 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Vetrina

internazionale

Stand Rago Group a Fruit Logistica con

Rago, il ministro Bellanova e Giansanti

Berlino,

a Fruit Logistica

si impongono

le aziende

ortofrutticole

di Confagricoltura

di Anna Gagliardi

L’

edizione 2020 di Fruit

Logistica a Berlino ha

decretato ancora una

volta il primato di Confagricoltura

quale Organizzazione

di riferimento

per il comparto ortofrutticolo

italiano presente in fiera. Un settore

che porta in Germania il

meglio della produzione della

Penisola, grazie all’immenso patrimonio

varietale, al numero di

certificazioni riconosciute e alla

predisposizione all’innovazione.

Sostenibilità, avanguardia, qualità

sono le parole chiave che

ricorrono con più frequenza nel

triplo Padiglione Italia: un trionfo

di colori e di bellezza a coronamento

di percorsi imprenditoriali

fatti di scelte e investimenti

importanti, capaci di esaltare le

caratteristiche delle produzioni,

ma al contempo anche la peculiarità

dei territori e dei terroir

che rendono l’Italia patria di eccellenze

agroalimentari.

In piena emergenza Coronavirus,

la pressione mediatica non

ha scalfito l’allure della fiera:

l’affluenza è stata molto elevata,

gli stand sempre affollati e si

è respirata una generale voglia

di crescita per un comparto che

rappresenta un quarto del valore

della produzione agricola

nazionale. L’Italia è il Paese più

rappresentato alla Messe Berlin,

con uno spazio dedicato ulteriormente

ampliato e moderne

realtà imprenditoriali da Nord a

Sud. Spiccano i valori dell’economia

circolare, delle produzioni

certificate di cui siamo leader,

del packaging innovativo. A fianco

delle produzioni standard ci

sono poi quelle di nicchia: antiche

varietà valorizzate in chiave

moderna o prodotti trasformati

con soluzioni all’avanguardia.

La bilancia commerciale riporta

oggi qualche segno meno nelle

esportazioni, ma il mondo

dell’ortofrutta ha un alto livello

di aggregazione, elemento fondamentale

per competere sui

mercati internazionali.

All’inaugurazione della fiera, pre-

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 25


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

g

Esportazioni di prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati dell’Italia (euro)

2017 2018

VAR. %

2018/2017

Ortaggi

2018

GEN.-OTT.

2019

GEN.-OTT.

VAR. %

2019/2018

Mondo 1.547.514.020 1.524.331.653 -1,50% 1.232.868.917 1.229.748.425 -0,25%

Germania 473.361.256 454.177.586 -4,05% 363.937.278 360.497.113 -0,95%

% sul Totale 30,60% 29,80% - 29,52% 29,31% -

Frutta

Mondo 3.694.080.622 3.408.292.754 -7,74% 2.791.897.700 2.637.442.344 -5,53%

Germania 1.148.478.602 1.039.480.361 -9,49% 881.103.719 762.878.653 -13,42%

% sul Totale 31,10% 30,50% - 31,56% 28,92%

Trasformati

Mondo 3.255.687.477 3.398.249.986 +4,38% 2.838.938.557 2.913.457.318 +2,62%

Germania 657.583.256 682.305.303 +3,76% 568.150.401 559.570.207 -1,51%

% sul Totale 20,20% 20,08% - 20,01% 19,21%

Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati Istat

sente il ministro italiano delle

Politiche Agricole, Teresa Bellanova,

il presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti

ha ribadito la necessità di fare sistema

per mantenere il primato

dell’Italia agricola: “Dobbiamo

lavorare tutti insieme. Quest’anno

c’è un dato che non va bene:

eravamo secondi in Europa per

produzione lorda vendibile e

ora siamo terzi, superati dai tedeschi.

Rimaniamo primi per

valore aggiunto. Questi due elementi

di discussione, relativi alla

produzione e alla competizione,

Sostenibilità, avanguardia,

qualità sono parole chiave

al Padiglione Italia

devono essere centrali nelle attività

dello sviluppo dei ministeri.

La Spagna esporta il 70% dell’ortofrutta,

noi il 40%: significa che

dobbiamo produrre di più per

esportare di più, attraverso un

piano che accompagni le imprese

in questa crescita, abbattendo

i costi-Paese che le aziende

agricole oggi non possono più

sostenere, a partire da quello

dei trasporti. Dobbiamo avere il

coraggio di mettere l’ortofrutta

nazionale al centro delle strategie,

perché il comparto ha sempre

fatto parte dell’agricoltura

in senso generale, ma in termini

di politiche e di struttura

non è stato sempre considerato

al pari di altri”. Tra le priorità,

Confagricoltura segnala migliori

infrastrutture, materiali e immateriali,

oltre a una food policy

europea affinché le norme sugli

standard di sicurezza siano

uguali per tutti.

•••

L’evento all’Ambasciata

I

l mondo dell’ortofrutta si è insieme ai massimi rappresentanti

incontrato all’Ambasciata di istituzioni, enti e imprese. Un

Giansanti all’evento all’Ambasciata

d’Italia a Berlino all’ottava appuntamento di grande prestigio

edizione dell’appuntamento che consente da un lato l’analisi

organizzato da Confagricoltura

con Messe Berlin (Fiera ti, dall’altra la possibilità di rela-

dello stato dell’arte con gli esper-

di Berlino) e ICE Agenzia. zionarsi in un contesto piacevole,

In occasione di Fruit Logistica, nel successivo buffet nelle sale

Confagricoltura, che ha consolidato

negli anni le relazioni inshimastraße,

allestite per l’occa-

del Palazzo, al numero 1 di Hiroternazionali,

è infatti promotrice, sione con le composizioni floreali

insieme all’Ambasciata e a Fruitimprese,

di un confronto tra il A fare gli onori di casa è stato

a cura di Confagricoltura Liguria.

mondo della produzione italiana e l’ambasciatore d’Italia a Berlino,

quello della distribuzione tedesca, Luigi Mattiolo.

26 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Alla tavola rotonda, moderata dal

giornalista Lorenzo Frassoldati,

hanno partecipato quest’anno,

oltre al presidente Giansanti, il

presidente di Fruitimprese Marco

Salvi; il direttore di ICE Agenzia

Roberto Luongo; il direttore generale

della Delegazione Fiere di

Berlino in Italia, Pier Goffredo

Ronchi, e il ministro delle Politiche

Agricole Teresa Bellanova.

In un contesto internazionale caratterizzato

da elevata dinamicità

ed estrema rapidità negli scambi,

la competitività del settore ortofrutticolo

è strettamente connessa

alla possibilità di raggiungere

nuovi mercati di sbocco e di

intercettare ulteriori segmenti di

consumo: obiettivi raggiungibili

soltanto con strumenti di promozione

adeguati e all’avanguardia.

“In un anno caratterizzato da

Brexit, dazi ed emergenze fitosanitarie

- ha detto il presidente

Giansanti alla vasta platea di imprenditori

e operatori - dobbiamo

più che mai lavorare insieme.

Le aziende sono pronte, quindi

bene il Tavolo dell’ortofrutta convocato

dal ministro, ma andiamo

avanti con una strategia, senza

tralasciare le emergenze”.

E riguardo alla cimice asiatica,

Giansanti ha ribadito la necessità

di attivare tempestivamente un

fondo europeo a sostegno delle

aziende colpite, attraverso il ricorso

all’articolo 221 dell’OCM,

che prevede la possibilità di varare

misure eccezionali per settori

in crisi.

•••

Costruzioni su misura per il

benessere dell’animale

Stalle per bovini, suini, equini ed avicoli

Fienili, ricoveri attrezzi e coperture trincee

Vasche circolari in c.a.v. per stoccaggio liquami

e impianti biogas

Saremo presenti presso

Fiera Meccanizzazione Agricola

Savigliano (CN) 12-15 marzo

e

Enoliexpo

Fiera del Levante (Bari) 19-21 marzo

Wolf System srl

I-39040 Campo di Trens (BZ)

T +39 0472 064 000 wolfsystem.it

2020_1_Mondo Agricolo_Wolf System_mezza vert_95x240_fazi.indd GENNAIO-FEBBRAIO 1 2020 | MONDO 28/01/2020 AGRICOLO 11:08:25 | 27


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Patrizio Neri di “Jingold”

Salvatore Tomasi di

L’oscar del

A tre imprese

di Confagricoltura

l’importante premio

del Corriere

Ortofrutticolo

di Paola Castello

T

re aziende di Confagricoltura

sono state tra i dieci

“Protagonisti dell’Ortofrutta

Italiana”, il riconoscimento

ideato dal Corriere

Ortofrutticolo per

premiare le realtà più innovative

e interessanti del comparto a livello

italiano. L’evento quest’anno

ha avuto luogo a Genova, a

pochi giorni dall’appuntamento

internazionale di riferimento

per l’ortofrutta a Berlino, Fruit

Logistica, e ha riunito operatori

del comparto, decision maker

e vertici delle più grandi realtà

imprenditoriali ortofrutticole.

Le aziende di Confagricoltura

entrate nella top ten sono “Jingold”

di Cesena, “Vittoria Tomatoes”

di Ragusa e “Cooperativa

Agricoltori Ionici” di Messina.

“Jingold” di Patrizio Neri è specializzata

nella produzione di

kiwi a polpa gialla. Con il suo

consorzio, “Kiwigold”, creato

nel 2001, che unisce le migliori

imprese emiliano-romagnole

del settore ortofrutticolo, l’impresa

si è aggiudicata l’esclusiva

28 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


“Vittoria Tomatoes”

Salvatore Scarcella della Coop Agricoltori Ionici

l’ortofrutta

mondiale per la produzione e

commercializzazione dei kiwi a

polpa gialla con il proprio marchio.

Altra “protagonista” è “Vittoria

Tomatoes” di Salvatore Tomasi,

della provincia di Ragusa,

un’organizzazione di produttori

specializzata nella coltivazione

di ciliegino ad alto gusto. Una

realtà innovativa e vocata all’internazionalizzazione,

che conta

oggi 9 organizzazioni associate,

con una rete in cui lavorano

fino a 300 dipendenti.

Infine la “Cooperativa Agricoltori

Ionici” (CAI), di cui è presidente

Salvatore Scarcella: impresa

del messinese, con 1800

ettari, raggruppa 4 cooperative

produttrici di agrumi, per un

totale di quasi 1000 soci. Negli

ultimi anni ha visto crescere

esponenzialmente la propria

presenza sui mercati.

“È fondamentale valorizzare,

con iniziative come questa, le

nostre eccellenze, soprattutto

in un periodo in cui le criticità

da fronteggiare, per il comparto

ortofrutticolo, sono molteplici.”

Lo ha dichiarato Albano

Bergami, presidente della Federazione

nazionale Ortofrutta

di Confagricoltura, intervenuto

alla premiazione. “È importante

continuare a promuovere l’ortofrutta

italiana, un comparto

che rappresenta quasi il 24 %

dell’agricoltura nazionale e che

è la seconda voce dell’export

agroalimentare italiano.” Presente

all’evento anche il presidente

di Confagricoltura Liguria,

Luca De Michelis, che ha

sottolineato come il fatto che

un appuntamento così prestigioso

quest’anno si sia svolto a

Genova sia stato anche un bel

segnale per la regione, che sta

affrontando numerose emergenze,

che hanno messo in

luce la fragilità del nostro

ecosistema e della rete

infrastrutturale. •••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 29


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Agricoltori in piazza

Imponente

manifestazione

di Agrinsieme Ferrara

su emergenze

commerciale, climatica

e fitopatologica

delle aziende

del Nord Italia

di Leonora Guerrini

A

lmeno 5 mila agricoltori

provenienti dalle

regioni del Nord

Italia, con circa 300

trattori hanno pacificamente

invaso, lo

scorso 30 gennaio, la città di

Ferrara per accendere i riflettori

sulla centralità dell’agricoltura e

dell’intero sistema agroalimentare.

In una giornata storica e

indelebile, migliaia di bandiere

sventolanti hanno allontanato la

nebbia da Ferrara e chiamato a

raccolta migliaia di agricoltori

che, con la loro presenza, hanno

dato dimostrazione di grande

condivisione e tenace volontà di

non arrendersi.

L’annata agraria 2019 è stata

caratterizzata da un importante

crollo della produzione che, in

alcuni casi ha significato la perdita

totale del raccolto, sia a causa

del cambiamento climatico in

atto, sia degli attacchi di cimice

asiatica, maculatura bruna e

nuove patologie, flagelli che da

diversi anni colpiscono in vario

modo la nostra frutticoltura

e non solo. A queste emergenze,

climatica e fitopatologica, si

aggiunge quella commerciale

che, con prezzi stabilmente sotto

i costi di produzione, ha azzerato

i redditi degli agricoltori

che stanno affrontando una crisi

senza precedenti.

Le bandiere delle Organizzazioni,

i cartelli e gli slogan, hanno

trasmesso a tutta la cittadinanza

e alle Istituzioni l’esigenza di sal-

30 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Trasmessa a cittadinanza

e Istituzioni l’esigenza

di salvaguardare l’agricoltura

vaguardare la nostra agricoltura,

il lavoro, quello dei nostri figli e

di interi territori. L’iniziativa, promossa

da Agrinsieme Ferrara, ha

trovato l’adesione anche delle Organizzazioni

agricole delle altre

province dell’Emilia-Romagna.

Inoltre hanno ingrossato le fila del

corteo, delegazioni provenienti

da Veneto, Lombardia, Piemonte,

Friuli Venezia Giulia e Trentino

Alto Adige, regioni che condividono

con l’Emilia Romagna le criticità

del settore primario. Molti

anche i cittadini che hanno scelto

di sfilare insieme ai manifestanti

a difesa dell’agricoltura.

Dalla campagna alla città. La protesta

è partita con cinque colonne

di trattori che, da diverse vie

di accesso, hanno raggiunto Ferrara

radunandosi presso il piazzale

ex Mof; da qui il maestoso,

impressionante, ma composto

corteo ha percorso le storiche

vie, confluendo in piazza Municipale,

il cuore pulsante della città,

dove era stato allestito il palco

per i relatori. La manifestazione,

forte, sentita e partecipata, ha visto

sfilare con la stessa unità di

intenti i sindaci del territorio, i

rappresentanti di Unima, Confartigianato,

CNA, Ascom, Confindustria,

Confesercenti.

Sul palco sono saliti i vertici delle

Organizzazioni agricole. Ha

aperto gli interventi Gianluca

Vertuani, presidente di Confagricoltura

Ferrara: “Quella di oggi

vuole essere una pacifica manifestazione

a favore dell’agricoltura

e degli agricoltori; una mobilitazione

che vede riunite le

Organizzazioni nazionali dell’intera

filiera agroalimentare per

difendere le aziende e la dignità

dei lavoratori dell’intero comparto.

Oggi abbiamo bisogno di

soluzioni concrete e immediate

che ci aiutino a uscire da questa

crisi senza precedenti; ma per

garantire un futuro alla nostra

agricoltura è necessaria una politica

agraria nazionale costruttiva,

e non di sola gestione delle

emergenze”. Il microfono è poi

passato a Roberto Crosara, presidente

di Confcooperative in

rappresentanza di Alleanza delle

Cooperative Italiane e al coordinatore

di Agrinsieme Ferrara

e presidente provinciale Cia,

Stefano Calderoni. Sono seguiti

gli interventi dell’assessore all’Agricoltura

della Regione Veneto,

Giuseppe Pan e del presidente

della Regione Emilia Romagna,

Stefano Bonaccini. Particolarmente

incisivo l’intervento del

presidente nazionale di Confagricoltura,

Massimiliano Giansanti:

“Noi imprenditori agricoli

siamo i primi custodi dell’ambiente,

senza di noi sarebbe certamente

più compromesso”. Sul

palco anche Dino Scanavino,

presidente nazionale Cia e Franco

Verrascina, al vertice di Copagri.

Ha coordinato gli interventi

il direttore di Confagricoltura

Ferrara, Paolo Cavalcoli.

I rappresentanti di Agrinsieme

Ferrara hanno sollecitato l’attenzione

delle Istituzioni regionali,

nazionali e comunitarie, affinché

vengano accolte prontamente

le istanze per uscire dallo stallo

e rilanciare l’intero comparto

a salvaguardia del lavoro di

migliaia di aziende agricole e

dell’indotto. In particolare è stato

chiesto a gran voce di sostenere

l’aumento della dotazione

finanziaria prevista dalla legge di

stabilità, la sospensione dei mutui,

del pagamento dei contributi

previdenziali e sgravi contributivi

(peraltro impegni pubblici già

assunti mesi fa), investimenti a

sostegno della ricerca scientifica.

E, in attesa della verifica dell’efficacia

del contenimento biologico

attraverso la specie trissolcus

japonicus (vespa samurai) per

quanto riguarda la cimice, è stata

ribadita la necessità di non restringere

ulteriormente i principi

attivi autorizzati nei disciplinari

produttivi.

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 31


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

La cimice asiatica

è una viaggiatrice

instancabile

che ha rovinato

drammaticamente

i raccolti di pere

e nettarine.

Ne parliamo

con il presidente

di FNP Ortofrutta

Albano Bergami

luoghi umidi, hanno provocato

l’infestazione.

La cimice colpisce

solo la frutta?

Assolutamente no. Preferisce la

frutta, ma se non la trova sceglie

altro: cereali, mais, soia, noccioli,

pioppelle. Questo significa che,

se mal gestito il problema potrebbe

riguardare tutto il settore

agricolo.

Qual è il danno

che crea ai frutti?

La cimice punge i frutticini appena

allegati in più parti, dissetandosi,

così il frutto si ingrossa in

maniera anomala e non è più asdi

Gabriella Bechi

L

a crisi del comparto ortofrutticolo

determinata

dalla infestazione di

Halyomorpha Halys, la

temibile “Cimice Marmorata

Asiatica”, è purtroppo

diventata una drammatica

emergenza.

Ad oggi nel Centro e Nord d’Italia

sono state stimate, per il

solo settore frutticolo, perdite

complessive superiori a 600 mila

euro (260 mila solo per le pere

e 90 mila per le pesche nettarine).

Si tratta di minori ricavi dovuti

alla mancata produzione ed

al decadimento qualitativo del

prodotto. Mentre già preoccupa,

in prospettiva, quanto potrà accadere

nelle prossime campagne,

visto che purtroppo non si riescono

a definire nell’immediato

idonee strategie di contenimento.

Ne parliamo con Albano Bergami,

presidente della Federazione

nazionale Ortofrutta di Confagricoltura,

imprenditore agricolo ferrarese,

produttore di pere e mele.

L’insetto

autostoppista

Bergami, da dove arriva

questo terribile insetto?

Il primo avvistamento risale al

2012, a Modena, e da due-tre

anni si è insediato nella nostra

provincia. Sembra sia arrivato

attraverso un carico di piastrelle

proveniente dall’Asia. Lo chiamano

l’insetto “autostoppista”,

perché viaggia come può e con

chi può. Il problema è la sua capacità

di proliferare, la femmina

depone le uova due volte l’anno

e ognuna dà vita a 300/400

insetti. Nel 2019 le condizioni

climatiche particolarmente favorevoli

alla cimice, che predilige

32 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Albano Bergami

solutamente commercializzabile.

In diverse aziende nel ferrarese la

perdita del raccolto è stata totale.

Cosa si può fare

per contrastarla?

Cominciamo con il dire che la ricerca

e la sperimentazione fatte in

Italia sono le più avanzate a livello

mondiale e hanno visto coinvolte

l’Università Unimore di Modena e

Reggio e l’Università di Torino. Al

momento possiamo dire che non

c’è un’unica soluzione. Funziona

la lotta con agrofarmaci mirati,

ma purtroppo l’Europa ha messo

al bando, lo scorso dicembre, il

clorpirifos metile, l’unico in grado

di contrastare l’insetto. E di molecole

attive ce ne sono veramente

poche. Le trappole di feromoni

attrattivi sono risultate poco efficienti.

La migliore risposta l’hanno

data gli insetti antagonisti, ma

quelli autoctoni sono poco efficaci.

Non resta che un parassito

alloctono come la Vespa samurai

(Trissolcus Iaponicus), un moscerino

che depone le uova all’interno

della cimice.

A che punto siamo

per la sua introduzione?

Dopo che il Crea di Firenze,

preposto alla conduzione della

sperimentazione dal 2018, ha

confermato l’assenza di problemi

ambientali, il Parlamento ha dato

parere favorevole alla sua introduzione

lo scorso settembre. Anche

il ministero dell’Ambiente a

fine gennaio ha dato il suo benestare

e a breve dovrebbe emanare

le linee guida. Quindi si potrà

procedere al suo utilizzo. Ma prima

di vedere i risultati occorreranno

comunque 3 o 4 anni.

Nel frattempo?

Dobbiamo ristorare le imprese

per i danni subiti e metterle nella

condizione di continuare l’attività

e di investire. Gli 80 milioni

di euro messi a disposizione

dal ministro Bellanova sono un

segnale positivo, ma assolutamente

insufficiente di

fronte all’entità dei danni.

E dall’Europa non è

arrivata nessuna risposta.

Importante anche

il riconoscimento

dei danni da cimice

nella legge 102, inserito

nella Legge

di Bilancio. Confagricoltura

da tempo

sollecita provvedimenti

di esenzione

dei pagamenti fiscali e

degli oneri contributivi

e forme di agevolazione

creditizia. Un segnale in

questa direzione è arrivato

proprio dall’Abi, sollecitata

dal ministro. Il fatto è, però,

che ad oggi gli agricoltori non

hanno avuto alcuna forma di

ristoro.

È per questo che lo scorso

30 gennaio a Ferrara avete

manifestato sotto la sigla di

Agrinsieme Emilia Romagna,

insieme alle altre regioni colpite?

Si. Vogliamo attenzione a livello

nazionale. Perché quello della

cimice non un problema locale.

Lo scenario che si prospetta

è drammatico. Ci sono aziende

che espiantano e non reimpiantano

più, con danni economici e

sociali enormi. Già oggi si sono

perse 500 mila giornate di lavoro

(1.800 addetti solo nel comparto

delle pere).

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 33


INNOVAZIONE SMART LAND

Storia e bellezza

A Gorizia l’azienda

Castelvecchio

valorizza il territorio.

Sostenibilità,

economia circolare

e cultura

di Paola Castello

S

orge sul Carso, luogo

noto soprattutto per

le vicende della Prima

Guerra mondiale, l’azienda

Castelvecchio,

un’oasi lontana dalla

frenesia del mondo, tra le Alpi

Giulie e il golfo di Trieste, che

ricava dalla terra le ricchezze di

un territorio che ha moltissimo

da offrire. Parlare dell’azienda

agricola dei Terraneo equivale

a parlare della storia del posto

in cui si trova, un’area da sempre

vocata alla coltura della vite,

dell’ulivo e di varie primizie,

come rivelano testimonianze risalenti

all’epoca romana. Una

zona ricca di storia e di bellezza,

non solo dal punto di vista paesaggistico,

ma anche architettonico.

Ne è un esempio - tra gli

altri - la settecentesca Villa dei

Conti della Torre Hohenlohe,

all’interno della grande proprietà

agricola che domina la cittadina

di Sagrado, luogo di rappresentanza

e villeggiatura degli

allora proprietari.

La struttura aziendale oggi è caratterizzata

da due cantine, una

di recente costruzione ed una

storica costituita dal basamento

di un’antica torre, a ridosso della

Villa Veneta.

I Terraneo, proprietari della tenuta

dal 1986, hanno deciso

di assecondare e valorizzare la

vocazione di questo territorio,

dedicandosi alla produzione di

vino, olio e miele, ma non solo!

Oltre a produrre vini di altissima

qualità, olio molto pregiato e un

ottimo miele, come racconta la

proprietaria Mirella della Valle

Terraneo, hanno intrapreso nel

2007 un percorso di recupero

funzionale delle antiche strutture

esistenti nel luogo, per preservarle,

valorizzarle e dar loro

vita nuova. Da qui si è messa in

moto una macchina cha ancora

34 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


oggi procede per una strada costellata

di riconoscimenti e soddisfazioni.

Innanzitutto sono stati restaurati

gli edifici della Barchessa, della

Villa Veneta e la Limonaia, nonché

una grande cisterna in pietra

per la raccolta delle acque,

che costituiscono oggi il cuore

di quello che la famiglia Terraneo

ha voluto creare: un vero e

proprio polo culturale e attrattivo

per un turismo storico, letterario

e della memoria.

Accanto al recupero è stato anche

fatto un ammodernamento

generale dell’intero complesso e

nel 2007 è stato realizzato un impianto

fotovoltaico per consentire

il risparmio energetico e una

considerevole riduzione delle

emissioni di CO 2 .

Risale al 2016 un altro importante

cambiamento: la conversione

colturale dell’azienda (120 ettari

tra vite, olivo, pascolo e bosco)

Seconda classificata

al Premio innovazione

categoria Smart Land

in agricoltura biodinamica; trasformazione

facilitata dalle caratteristiche

della zona, asciutta,

ma su cui arriva da lontano l’alito

del mare.

Si è proseguito poi creando un

sistema impiantistico integrato

(geotermico, solare e a biomasse)

tendente all’autosufficienza

energetica, per alimentare tutta

l’azienda.

Tutto questo ha comportato anche

l’introduzione di nuovi macchinari

e strumenti tecnologicamente

più avanzati, come ad

esempio le macchine trita-roccia,

il cui tritato viene poi lasciato in

loco per trattenere l’umidità nel

terreno. Per apportare questi

cambiamenti e fare queste innovazioni

- ci racconta Mirella della

Torre Terraneo - sono entrate a

far parte dell’organico dell’azienda

anche nuove professionalità.

L’eccellenza dei prodotti, che

hanno ottenuto diversi riconoscimenti,

il valore della memoria

e della cultura sono

elementi indissolubili

l’uno dall’altro per

l’azienda Castelvecchio,

insignita l’anno

scorso da Confagricoltura

del Premio nazionale

per l’innovazione

in agricoltura,

per la categoria

“Smart land,

smart city”. Il

riconoscimento

ha voluto

premiare, infatti,

l’innovazione

sviluppata

dall’azienda,

che ha avuto

ricadute nel rapporto

tra agricoltura

e territorio e ha

rafforzato il legame con

la cultura e turismo. Tutto

questo è particolarmente evidente

nel caso dell’azienda Castelvecchio,

che ha concepito

un nuovo modo di fare turismo,

coniugando storia, memoria,

quindi cultura (dall’azienda si

accede tra l’altro al Parco letterario

Ungaretti) con l’amore per

il territorio e per le specialità

enogastronomiche che produce,

ma che significa anche cicloturismo

e agriturismo. Il tutto in

una cosiddetta “terra di mezzo”,

ovvero in una località non

di montagna, né di mare, ma

nell’entroterra, in cui però l’eco

del mare arriva.

Con la costituzione della Rete del

Carso, l’azienda Castelvecchio,

inoltre, è impegnata nel recupero

di altri territori, nonché nell’apertura

di un nuovo agriturismo e di

vie ciclabili anche nelle località

circostanti.

Una realtà aziendale, quella dei

Terraneo, capace di restituire al

pubblico - attraverso percorsi

guidati, visite in vigna e piste ciclabili

- un territorio importante,

e che continua ad esercitare un

forte fascino non solo sui fruitori

più vicini, ma anche sulle scolaresche

che vi vanno in visita da

tutta Italia.

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 35


INNOVAZIONE FOOD

Bia è leader

nella produzione

dell’alimento

apprezzato

in tutto il mondo

di Gabriella Bechi

Couscous

made in Italy

C

ouscous made in Italy?

Assolutamente sì. Si fa

ad Argenta, un piccolo

paese in provincia di Ferrara.

L’intuizione è stata

di Luciano Pollini, ingegnere

e manager di lungo corso

nel settore dell’informatica e della

consulenza agroindustriale, arrivato

nello storico pastificio italiano

in un momento di gravi difficoltà

finanziarie, superate grazie all’ingresso

di nuovi soci e manager

che hanno pianificato un cambio

di indirizzo produttivo puntando

tutto sul couscous. Scommessa

vinta. Il risultato, infatti, è che in

poco più di un decennio la nuova

società Bia Spa è diventata leader,

con il 60%, della produzione nazionale

di couscous, il principale

produttore di couscous made in

Italy d’Europa e primo al mondo

nella fornitura di prodotto da coltivazione

biologica. Con una produzione

più che triplicata.

“Ho capito subito che c’era un

mercato che aspettava, bisognava

solo raggiungerlo - spiega

Pollini -. Abbiamo puntato tutto

sul brand made in Italy e partecipato

a tutte le fiere del mondo.

Siamo cresciuti velocemente

36 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Per Couscous Bia

filiera di grano duro

cento per cento italiana

e in tre anni abbiamo sistemato

i conti. Ciò ha comportato investimenti

in tecnologie innovative

sul processo produttivo e, sul

fronte commerciale, l’apertura

a una politica più elastica, che

ci ha portato a fare accordi con

i più importanti pastifici italiani

all’estero, come Barilla e De

Cecco, e con la GDO, proponendo

sia il marchio Bia, sia il cosiddetto

private label. Contemporaneamente

abbiamo provveduto

a una riorganizzazione aziendale

puntando su un modello fatto

da giovani molto responsabilizzati

e investendo in macchinari

e moderne tecnologie”.

Oggi Bia Spa dispone di tre stabilimenti

produttivi con circa 70 dipendenti

e sforna qualcosa come

350mila quintali di prodotto, 25

milioni di confezioni all’anno, di

30 diverse tipologie, semola integrale

o semi-integrale, farro, kamut,

orzo, 4 cereali, mais e riso,

quinoa, fino al gluten free e alla

nuovissima linea Benessere, caratterizzata

da couscous ricchi

di proteine vegetali e/o di fibre:

grano saraceno,

lenticchie

rosse

e ceci. Di

tutto questo

Luciano Pollini

solo una minima parte, il 10%

circa, è destinato al mercato italiano.

L’altro 90% viene esportato

in una cinquantina di Paesi

nel mondo, a cominciare dalla

Francia che è il maggiore consumatore

di couscous d’Europa.

Ma anche in Sud America,

Australia e Sud Africa e

nei Paesi dell’Est europeo,

dove viene esportato

in sacchi da una

tonnellata. Perché il

couscous, origini nordafricane

e alimento

tipico delle popolazioni

magrebina e subsahariana,

è assai diffuso

in ogni parte del globo.

A riprova di questa attenzione

alla qualità

dei prodotti e dei processi,

l’azienda detiene

le certificazioni: BRC,

IFS, Kosher, Halal e Vegan

Ok, oltre alle certificazioni

sulla logistica,

basate sulla misurazione

della temperatura e

dell’umidità.

Prodotto ‘povero’ ottenuto

dalla lavorazione prevalente di

semola di grano duro, questo

alimento ben si presta per preparare

pietanze a base di pesce,

carni, verdure, legumi e anche

ottimi dolci, arricchiti di uva

passa, frutta secca e miele. Il

che ne fa una proposta naturale,

ipocalorica, gustosa, di facile e

veloce preparazione (anche con

acqua fredda); ideale per adulti,

bambini, anziani, sportivi, intolleranti

al glutine ed amanti

dei prodotti biologici. Non

solo, è anche ampiamente

accessibile a tutte le

tasche ed è “ecosostenibile”,

perché consente

di risparmiare acqua e

anche energia.

“È un prodotto straordinario”,

ci dice

l’ingegner Pollini,

che ha coniato il divertente

motto ‘Spegni

i fornelli e accendi

la fantasia’.

Le caratteristiche intrinseche dei

prodotti Bia sono garantite dalla

tecnologia d’avanguardia, dai sistemi

completamente automatizzati

e dalla meticolosa selezione

delle materie prime che consentono

all’azienda di offrire costantemente

un elevato standard

qualitativo. Tutti i processi di produzione

e confezionamento sono

completamente automatizzati.

Questo permette a Bia di lavorare

a livelli ottimali di efficienza e

flessibilità: dopo il ricevimento

della materia prima inizia il processo

di lavorazione che prevede

innanzitutto l’analisi qualitativa

da parte del laboratorio. La semola

viene quindi stoccata e dosata

nei silos e poi trasferita in un’impastatrice

che simula il movimento

delle mani della tradizionale

“incocciata” dove viene frantumato

e poi essiccato, perdendo gradualmente

umidità.

“Il nostro obiettivo è crescere ancora

- aggiunge Pollini -. Il prodotto

ha ancora il 40% di potenzialità

inespresse, per questo abbiamo

in programma nuovi investimenti

che potremo realizzare grazie

all’ingresso in Bia di un fondo di

investimento che ha acquisito il

95% della società”. •••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 37


SPECIALE RISO

Torna Fiera in Campo

Appuntamento

con la più importante

fiera risicola

organizzata

da Anga Vercelli

di Paola Castello

Greppi, presidente di Anga

Vercelli-Biella. “È la manifestazione

risicola più importante

a livello nazionale e non solo,

che da 43 anni anima la campagna

vercellese”. Dapprima

itinerante, lambendo le più

importanti e caratteristiche tenute

agricole locali, dal 2006

si svolge stabilmente presso il

Centro Fiere di Caresanablot,

in provincia di Vercelli.

Tre le principali aree espositive

della kermesse all’interno

del polo fieristico: spazi

coperti destinati

a macchinari ed attrezzature

agricole all’interno di due capannoni

e della tendostruttura;

spazi espositivi preallestiti

riservati all’esposizione di

oggetti minuti ed alle ditte di

rappresentanza; infine l’area

espositiva esterna dedicata a

tutte le tipologie di articoli.

Attesissime le prove in campo

con cui vengono testate le ulti-

T

orna Fiera in Campo

dal 28 febbraio all’1

marzo, l’appuntamento

annuale di riferimento

per operatori e stakeholder

della filiera

risicola, interamente organizzato

e realizzato dai Giovani di

Confagricoltura Vercelli-Biella,

come tiene a precisare Giorgio

38 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


In fiera riunione

Consiglio nazionale

Giovani Confagricoltura

me novità meccaniche specifiche

per la risaia. Trattori di tutti

i più importanti marchi con

potenze dai 100 ai 300 cavalli,

mezzi semicingolati, aratri polivomere

e le ultime attrezzature

per le innovative tecniche di

minima lavorazione.

I numeri di “Fiera in campo”

sono importanti: 20 mila visitatori,

più di 150 espositori, 48

ettari di prove in campo.

“La nostra manifestazione - ha

ricordato Luigi Saviolo, consigliere

dell’Anga di Vercelli e

presidente dei Giovani di Confagricoltura-Anga

Piemonte - è

caratterizzata, oltre che dagli

appuntamenti convegnistici, anche

dalle prove in campo, grazie

alle quali si può vedere l’applicazione

pratica e l’utilizzo degli

ultimissimi modelli di macchinari

specifici per le risaie.” Principali

sponsor di quest’anno sono

Claas Italia, azienda produttrice

di macchine ed attrezzature ad

elevato contenuto tecnologico, e

Topcon, partner già da qualche

anno di Confagricoltura e dei

Giovani dell’Anga, specialista

nello sviluppo di tecnologie per

l’agricoltura di precisione.

La fiera aprirà i battenti il venerdì

con una tavola rotonda

sulle nuove frontiere importexport

del riso italiano ed europeo,

a cui parteciperanno

esperti del settore, imprenditori,

rappresentanti

delle Istituzioni regionali ed

europee.

Sempre nella prima giornata

di fiera è prevista la firma di

un accordo tra la Regione Piemonte

e i Giovani di Confagricoltura

- Anga Piemonte, per

il PSR, nell’ottica di una maggiore

efficacia delle misure regionali

proprio per i giovani

imprenditori.

Sabato 29 febbraio, inoltre, si

terrà in fiera il Consiglio nazionale

dei Giovani di Confagricoltura,

momento importante

nella vita dell’associazione.

“Oggi più che mai - sottolinea

il presidente nazionale Francesco

Mastrandrea - l’agricoltura

e la risicoltura

hanno bisogno

di innovazione,

il

che significa

sia l’adozione

di nuove

tecnologie,

sia l’utilizzo

più efficace di

tecniche già

a disposizione”.

Quella di

tenere il Con-

nazio-

siglio

nale a Fiera

in Campo è

quindi una

scelta strategica

ed

anche un

segnale

di grande

attenzione

per un

comparto

che - per

un serie di

fattori, tra

cui il progressivo

aumento

delle importazioni,

con il

conseguente

calo dei prezzi

e la diminuzione

delle

superfici coltivate

- ha bisogno

di essere rilanciato, facendo

sistema a livello nazionale

ed europeo, perché le nostre

produzioni siano valorizzate e

messe in condizioni di essere

più competitive.

Saranno presenti alla tre giorni,

oltre a numerosi imprenditori

risicoli, senior e giovani di Confagricoltura,

anche il presidente

di Confagricoltura Massimiliano

Giansanti, il componente della

giunta nazionale Luca Brondelli

di Brondello, i presidenti di

Confagricoltura Piemonte Enrico

Allasia, di Confagricoltura

Vercelli-Biella Giovanni Perinotti,

oltre al presidente dell’Ente

Risi Paolo Carrà.

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 39


SPECIALE RISO

Riso multicolor

Nel vercellese

l’impresa familiare

di Roberto Priora.

Innovazione

per il prodotto

nero e rosso

di Alessandra Porro

T

ra Vercelli e Novara si

coltiva oltre il 50 per

cento della produzione

risicola italiana. Le immense

risaie piemontesi

regalano paesaggi

incantevoli in tutte le stagioni:

un patrimonio storico, culturale

e territoriale unico in Europa,

se non al mondo. Ed è proprio

nelle campagne di Vercelli, a

Fontanetto Po, che Roberto Priora

produce, nella sua impresa

familiare di 100 ettari, un riso

innovativo ‘multicolor’ in tre diverse

varietà: l’Apache Red, dal

chicco ‘japonica’ rosso, molto

croccante per gli amanti dell’integrale;

i Nairobi One e Havana

Gold, dal chicco ‘indica’, il primo

nero e il secondo rosso intenso,

entrambi dal gusto molto aromatico

per i palati più raffinati. Ha

coltivato con metodo biologico

per un paio di decenni prima

di intraprendere la strada dell’agricoltura

di precisione. Assistere

alle sessioni di formazione e

partecipare alle visite in campo

organizzate da Sairisi, che promuove

la sostenibilità agricola

nella produzione di riso, hanno

convinto Roberto dell’ottimizzazione

del lavoro e dei benefici,

40 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Tecniche innovative

e costante attenzione

alla sostenibilità ambientale

anche in termini ambientali, che

derivano dall’investire in macchinari

tecnologici d’avanguardia

efficienti. Considerato anche

il ruolo che le pratiche più innovative

svolgono nella riduzione

significativa di errori in campo,

nel risparmio di acqua e di sostanze

contro i parassiti e le fitopatie.

Per la sperimentazione dei

suoi risi colorati, Priora si avvale

della collaborazione del suo

amico e socio Giuseppe Vasino,

mentre il figlio Riccardo segue

la produzione biologica di riso

tondo.

“La particolarità delle nostre risaie

- sottolinea Roberto Priora

- è che si trovano in una delle

poche aree in cui il Canale Cavour

si utilizza in modo marginale,

poiché per l’80% attinge da

acqua risorgiva che proviene dai

rilievi e che sgorga non lontana

dalle coltivazioni”. Perciò che riguarda

la produzione, Roberto

è soddisfatto: “L’applicazione di

tecniche innovative e una costante

attenzione alla sostenibilità

ambientale hanno consentito,

nell’anno appena concluso, di

ottenere risultati lusinghieri in

termini quantitativi e, soprattutto,

sotto il profilo della qualità

del nostro prodotto”.

Quali sono le prospettive

future? “Riuscire a commercializzare

i miei ‘risi

colorati’ attraverso la ricerca

di nuovi sbocchi

di mercato favorevoli,

che mi permettano

di ottenere ulteriori

soddisfazioni ed una

giusta remunerazione.

Oggi dobbiamo

difenderci dal riso importato

dal Pakistan

e dall’India. I due ‘Indica’

che produciamo

sono i reali concorrenti

dei risi asiatici e

sono varietà innovative

per il mercato italiano

perché sino ad ora

non esistevano concorrenti

ai risi colorati asiatici ed

europei”, rimarca Roberto.

Ma il riso coltivato in Italia

secondo le normative nazionali

ed europee - molto

più restrittive ed esigenti

per la sicurezza alimentare

rispetto a quelle di

aree di provenienza del

riso Basmati, ad esempio

- da anni subisce le

conseguenze di un aumento

delle importazioni

da Paesi in cui i costi di produzione

sono molto bassi rispetto

ai nostri. “C’è la necessità di

monitorare con maggiore attenzione

il mercato, verificare che

nei porti di arrivo il prodotto importato

sia sottoposto a controlli

- conclude Roberto -. E ora più

che mai occorre trovare nuovi

spazi commerciali, informando

compiutamente i consumatori

sulle peculiarità qualitative indiscutibili

dei nostri prodotti,

difendendo e salvaguardando

il lavoro quotidiano svolto con

grande professionalità dai risicoltori

italiani”.

•••

Roberto Priora con il figlio Riccardo

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 41


AGRITURISMO

di Elisabetta Tufarelli

AGRITURISMO GREPPI A CRESCENTINO (VC)

Sfavillante Vercelli

“S

iamo agricoltori da

generazioni. Ha iniziato

mio nonno, che ha

aperto un allevamento di suini

negli anni ‘50, dopo un viaggio in

Danimarca per apprendere nuove

tecnologie. Oggi, con i miei fratelli

Massimo e Davide e la collaborazione

dei due figli di Massimo, Simona

e Marco, ci impegniamo su più

fronti: l’azienda agricola, la riseria

e l’agriturismo”. Ci accoglie così,

nello splendido parco che circonda

la cascina e la piscina dell’agriturismo,

Fabrizio Greppi. Siamo a

Crescentino, nel Vercellese, ad una

manciata di chilometri da Torino,

tra il fiume Po e il canale Cavour.

“Come imprenditori agricoli - spiega

- sappiamo che non bisogna stare

mai fermi. Così, negli anni, abbiamo

sperimentato anche l’allevamento da

carne, la monocoltura a riso e l’attività

di trasformazione aziendale di

riso. Abbiamo poi chiuso gli allevamenti

in tempi diversi e anticipato,

in un certo senso, il ‘green deal’. L’agriturismo,

con la piscina riscaldata,

è stato aperto nel 2003 ed è completamente

autonomo dal punto di

vista energetico grazie all’impianto

fotovoltaico a tetto e a quello a

biogas, che fornisce il calore e viene

alimentato dalla nostra pula e dai liquami

degli allevamenti di zona”. La

struttura conta 18 camere e 25 posti

letto. Gli ospiti possono scegliere

il trattamento di mezza pensione

a base di prodotti tipici aziendali,

assaggiando i risotti e la “panissa”

vercellese, ma durante il week

end, invece, il ristorante è aperto

su prenotazione anche per gruppi

o eventi. “I nostri ospiti - precisa

- apprezzano l’essere accolti come

vecchi amici di famiglia, sapendo

I fratelli Greppi

che siamo sempre presenti per

soddisfare ogni loro esigenza e che

ci impegniamo per fare trascorrere

loro una vacanza o un week end

in piena serenità in un ambiente

tranquillo, che invita al relax”. L’agriturismo

accoglie numerosi ciclisti:

è tappa del tragitto ‘EuroVelo 8’, la

cosiddetta ‘Strada del Mediterraneo’

di cui fa parte l’ormai imminente itinerario

VEN.TO., il tratto ciclabile

italiano da Torino a Venezia lungo il

grande fiume, così come del tragitto

ciclabile che da Amsterdam arriva

in Liguria. In azienda c’è anche a

disposizione un’attrezzata officina

per eventuali manutenzioni e si

aspetta l’inaugurazione della pista

42 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


ciclabile sul Canale Cavour. L’agriturismo

Greppi è anche fattoria

didattica ed accoglie scolaresche che

possono seguire i lavori in campagna

dal vivo osservando da vicino il

ciclo completo del riso. “Affascina il

‘mare a quadretti’, ovvero le distese

d’acqua attraversate dai canali. Il

riso e la risaia - racconta Fabrizio -

non sono ancora molto conosciuti

e gli alunni sono interessatissimi ai

lavori aziendali, dalla semina e dal

taglio del riso, alla raccolta e alla

sua trasformazione”. In azienda si

coltivano le migliori varietà risi da

risotto come il Carnaroli ed il Baldo.

“Nella nostra riseria - precisa - si

può trovare il pregiato Venere nero,

AGRITURISMO GREPPI

Strada Saluggia, 108

Crescentino (VC)

Tel.: 0161841802 Cell.: 3358224243

Email: info@agriturismogreppi.it

www.agriturismogreppi.it/

l’Ermes rosso, l’integrale ed altre

varietà di superfini da risotto come

il Carnaroli, l’Arborio ed il Roma.

Tutti lavorati da noi in riseria, selezionati

chicco a chicco con macchine

elettroniche per la massima

qualità. Li proponiamo in diversi

formati, confezionati sottovuoto”.

L’agriturismo è anche un ottimo

punto di partenza per diverse escursioni:

dal Parco fluviale del Po, alle

colline del Monferrato, da Alba alle

Langhe. Progetti futuri? “Cerchiamo

sempre di realizzare i desideri dei

nostri ospiti - conclude l’imprenditore

- e stiamo costruendo un’area

benessere a misura d’uomo, una spa

con sauna ed idromassaggio per

moltiplicare il relax che offriamo.

Stiamo anche attrezzando un vecchio

capannone per trasformarlo in

una piccola sala convegni per corsi

d’aggiornamento e riunioni”.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 43


MAPPAMONDO

di Jordan Nash

Banda larga

nella Virginia rurale

I

l Dipartimento dell’Agricoltura

degli Stati

Uniti ha annunciato di

aver investito 48 milioni

di dollari per le infrastrutture

a banda larga ad alta

velocità nella Virginia rurale.

Questa tecnologia

servirà oltre 22.600 famiglie.

“Con questa innovazione

si avranno profonde

conseguenze economiche,

sociali e culturali, accelerando

le trasformazioni

determinate dalla rivoluzione

digitale. Sarà facilitato

il dinamismo della

comunità e l’ingegnosità

degli imprenditori. È incredibile

vedere come

tutto ciò si combinerà per

rendere la comunità molto

più vivace e sana”, ha

affermato Bette Brand,

amministratore di Rural,

il Servizio cooperativo

commerciale e sviluppo

rurale per l’USDA. Wilkes

Telephone Membership

Corporation utilizzerà il

prestito del programma

ReConnect per costruire

una rete in fibra ottica.

Nei prossimi sei anni,

questa connettività Internet

dovrebbe raggiungere

19 strutture educative,

8 strutture comunitarie e

centri di assistenza sanitaria

in 8 contee. “È un grande

progresso per noi, è un

progetto fondamentale,

che cambierà le comunità,

rendendole più attive”,

ha dichiarato Eric Cramer,

presidente e CEO di

Wilkes Communications e

RiverStreet Networks.

FRANCIA: AGRICOLTURA PRIORITARIA

Quasi la metà dei francesi

colloca l’agricoltura

tra le azioni prioritarie

per il governo nel 2020,

insieme alla crescita

economica. A rivelarlo

un sondaggio sugli stati

d’animo dei cugini d’Oltralpe

condotto da Harris

Interactive. L’agricoltura,

sottolinea l’indagine, è uno dei pochi settori che sta

progredendo in termini di priorità rispetto al 2019

(+ 2 punti), con la transizione energetica (+ 2 punti)

e la fine della vita (+ 1%). Tuttavia, solo il 33% degli

intervistati è ottimista sull’evoluzione della situazione

in questo settore di attività nel 2020. Le priorità

dei francesi restano tuttavia il sistema sociale (66%),

la lotta al terrorismo (64%), il potere d’acquisto

(64%) e la disoccupazione (61%).

PALESTINA: REFLUI PER I CAMPI

Palweg (Palestinian Wastewater Engineers Group),

l’ente palestinese incaricato di applicare nel Paese il

progetto Mediterranean Integrated System for Water

Supply (Mediss), ha lanciato un bando sulla mappatura

dei suoli per il progetto di utilizzo di acque reflue e salmastre,

depurate, per ottimizzare le coltivazioni. L’iniziativa

punta a migliorare la qualità delle acque saline

presenti nell’area med, aprendo la strada a coltivazioni

più differenziate grazie a una migliore irrigazione delle

terre, a partire dalla Valle del Giordano e dalla Giordania,

nel governatorato

di Aqaba. S’inizia con la

preparazione di una mappatura

dei suoli in aree già

stabilite, con la raccolta di

materiale fotografico, prelievi

di suolo, analisi dei

campioni, studio sulle acque

presenti nell’area.

44 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Stati Uniti puntano

su canapa industriale

L

a canapa industriale

è il raccolto in

più rapida crescita

nell’agricoltura statunitense.

Questa filiera, un

anno fa, aveva festeggiato

la riclassificazione

della pianta ad opera

del Parlamento, che

ne considerava legale

la coltivazione. Ora c’è

la preoccupazione che

nuove proposte di legge

ne possano imbrigliare

la crescita. Gli Stati

Uniti definiscono canapa

industriale le piante

di cannabis sativa contenenti

0,3% o meno di

THC. Con valori più alti

vengono considerate

marijuana, che è dichiarata

illegale dal governo

federale. Le licenze di

coltivazione lo scorso

anno hanno superato i

200.000 ettari, il 450% in

più rispetto ai livelli del

2018, ma ora lo stesso

Dipartimento dell’Agricoltura

degli Usa, che

sta scrivendo le nuove

regole, stima che il 20%

delle nuove coltivazioni

sarà falcidiato se queste

diventeranno legge.

Il problema è relativo al

livello di THC e THCA e

al modo in cui viene testato

attualmente. Prima

del 2015, la canapa era

praticamente inesistente

in termini di agricoltura,

perché il Controlled Substances

Act la metteva

insieme a tutte le piante

di cannabis, conosciute

come marijuana.

DEOLEO PER OLIVICOLTURA MINORE

Deoleo cerca una soluzione per gli oliveti che non

possono essere meccanizzati. Quasi il 55% dell’olio

mondiale è spagnolo, ma questa leadership vacilla di

fronte alla fragilità del 20% dei suoi uliveti: piccole

aziende agricole su terreni in pendenza o su terreni

sassosi. “Si tratta di oli unici che andrebbero persi

se questi appezzamenti venissero abbandonati, cosa

che sta già accadendo su circa 130.000 ettari in Andalusia

ed Estremadura”, ha spiegato Angela Sánchez

de Paz, responsabile del

Carbonell Sustainability

Project, che fa capo a

Deoleo, che ha aggiunto:

“Vogliamo dare valore a

queste produzioni certificandole

attraverso Intertek,

in modo che questi

oli di alta qualità spuntino

prezzi più alti”.

IMPATTO BREXIT IN SCOZIA

Quasi 500 milioni di sterline

di aiuti finanziari saranno

offerti agli agricoltori

scozzesi, mentre il settore

agricolo si prepara alla vita

al di fuori della UE dopo la

Brexit. Lo ha annunciato il

Cancelliere dello Scacchiere

Sajid Javid. Perplessa la

National Farmers Union,

che sottolinea come non si tratti di nuovi fondi, ma che

servono a mantenere solo gli attuali livelli di sostegno.

Sembra anche che dureranno solo per un anno, anziché

fornire la tradizionale certezza su cinque anni. “La

nostra economia rurale - spiegano - è in prima linea

per i potenziali impatti della Brexit, con le aree remote

e rurali che potrebbero essere colpite più duramente

se dovessimo lasciare l’UE e perdere tariffe e accesso

senza barriere agli scambi”.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 45


SPECIALE ANNIVERSARIO

I primi vent’anni di

Nata nel 2000

la multinazionale

ha un preciso

obiettivo: dare vita

al potenziale

delle piante

di Alessandra Porro

I

l 2020 rappresenta un anno

davvero importante per Syngenta:

la celebrazione dei

primi 20 anni di attività. Era

il 13 novembre del 2000,

infatti, quando, dalla fusione

di Novartis con AstraZeneca,

nasceva la prima azienda che, a

livello globale, si sarebbe dedicata

interamente all’agricoltura,

ereditando la forza e la tradizione

di due realtà di eccellenza.

Sin dalle sue origini, Syngenta si

è sempre impegnata a rispondere

alle esigenze quotidiane degli

agricoltori di tutto il mondo con

un unico obiettivo “Dare vita al

potenziale della piante”, diventando

interlocutore di riferimento

per tutti coloro che scelgono

di fare agricoltura al passo con

i tempi, puntando su innovazione,

qualità e sostenibilità, per

produrre di più e meglio senza

spreco di risorse.

Negli anni Syngenta ha saputo

raggiungere risultati notevoli,

sia grazie a quanto realizzato in

campo in modo sostenibile, sia

grazie alle innovazioni uscite

dai propri laboratori per essere

testate in campo. In questi primi

20 anni migliaia sono i collaboratori,

oggi più di 29.000

nel mondo, che ogni giorno e

in diverse parti del mondo, hanno

lavorato al fianco degli agricoltori

per rendere l’agricoltura

migliore. Ma il cuore pulsante

dell’azienda è sempre stato costituito

dalla continua attività di

ricerca e innovazione, che ha visto

alcuni dei più brillanti scienziati

e ricercatori dedicare le

proprie giornate a trovare soluzioni

innovative alle sfide nuo-

46 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Contribuire a sfamare

una popolazione

globale in crescita

ve e sempre più presenti che gli

agricoltori devono affrontare.

“Venti anni sono per qualsiasi

azienda un traguardo importante.

Noi li abbiamo dedicati

al lavoro continuo al fianco

degli agricoltori per sviluppare

un modello di agricoltura sostenibile,

condotta secondo le

migliori pratiche agricole, nel

pieno rispetto dei sistemi di

produzione integrata, tutelando

l’ambiente e la biodiversità”,

commenta Riccardo Vanelli,

amministratore delegato di

Syngenta Italia. “Siamo leader

in uno dei settori più vitali al

mondo e siamo consapevoli di

svolgere un ruolo fondamentale

nel contribuire a sfamare in

maniera sicura una popolazione

globale in crescita. In tutti

questi anni non abbiamo mai

perso l’entusiasmo e l’impegno,

lavorando per mantenere saldo

il nostro ruolo e confermare a

pieno titolo la buona reputazione

di cui andiamo fieri. Il segreto

del successo duraturo della

nostra strategia è l’innovazione,

in particolare concentrata sullo

sviluppo di una solida R&D

e sull’innovazione tecnologica.

Questo anniversario rappresenta

quindi per noi non solo un

traguardo prestigioso, un momento

da celebrare assieme alle

donne e agli uomini che ci hanno

accompagnato oggi a spegnere

queste 20 candeline, ma

vuole anche essere un punto di

partenza per presentarci forti e

preparati alle sfide di domani

assieme a tutti coloro che saranno

con noi nei nostri prossimi

20 anni con la stessa passione e

la stessa dedizione”. •••

g L’AGRICOLTORE AL CENTRO

Syngenta è una delle principali realtà dell’agroindustria

mondiale, impegnata nello sviluppo

di un’agricoltura sostenibile attraverso

ricerca e tecnologie innovative. Le attività

della multinazionale - che vanta un

fatturato nel 2018 di 13,5 miliardi di

dollari - sono completamente dedicate

all’agricoltura: l’offerta spazia dalla genetica

alla protezione delle colture, dai progetti

di produzione integrata con primarie

filiere agroalimentari alle soluzioni per il florovivaismo,

dai servizi a valore aggiunto per produttori e tecnici

ai programmi di Agricoltura ResponsabileTM. In Italia,

Syngenta Italia S.p.A. impiega più di 400 persone, con sedi

a Milano, Casalmorano (CR), Foggia, Acate (Rg)

e Argelato (BO) e nel 2018 ha raggiunto un

fatturato di quasi 200 milioni di euro. Nel

2013, per contribuire alla sicurezza alimentare

nel rispetto dell’ambiente, Syngenta

ha lanciato a livello mondiale The

Good Growth Plan - Gli impegni concreti

per il futuro dell’agricoltura. Nel 2019

dopo oltre 150 sessioni di confronto tenute

in tutto il mondo, Syngenta ha deciso di

accelerare i propri programmi di innovazione per

rispondere sia alle crescenti sfide che gli agricoltori sono

chiamati ad affrontare nel mondo, sia al cambio di prospettiva

della società civile.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 47


SPECIALE MAIDICOLTURA

Il bilancio della

campagna 2019

e le prospettive

future

di Silvia Piconcelli

A tutto mais

A

nche quest’anno durante

la “Giornata del

Mais”, organizzata dal

Crea, sono stati puntati

i riflettori sulla coltura

che da sempre

rappresenta uno dei quattro pilastri

dell’alimentazione globale

e che una volta, anche nel nostro

Paese, garantiva i maggiori volumi

produttivi. Il consuntivo della

campagna 2019 del comparto

evidenzia accenni di ripresa sia

per quanto riguarda le produzioni,

sia per le estensione delle superfici

seminate. Le produzioni si

sono attestate a valori intorno ai

6,3 milioni di tonnellate, con un

minimo aumento rispetto quelli

del biennio 2015/2017 che segnarono

il minimo storico stabilizzandosi

a 6 milioni di tonnellate.

Le superfici, con valori pari a

630 mila ettari, segnano un trend

di lieve ripresa, considerando

che dal 2011 ad oggi sono andati

perduti circa 360 mila ettari di

aree investite a mais. L’andamento

delle rese indica un leggero

calo con valori attorno ai 100,2

q/ha, in diminuzione rispetto al

2018 in cui si erano toccati valori

di 104,5 q/ha; le oscillazioni

in ogni caso sono in linea con

l’andamento produttivo degli

ultimi 22 anni caratterizzato da

cifre altalenanti dovute a fattori

climatici, sanitari ed agronomici.

Questi i dati illustrati da Dario

Frisio, economista dell’Università

di Milano, durante la giornata di

lavori che ha di nuovo evidenziato

la grave situazione in cui versa

la maidicoltura italiana. “Lo stato

di crisi del comparto è fenomeno

risaputo ed il 2019, nonostante i

segnali di lieve ripresa, ha chiuso

con due record negativi”, ha

asserito il professore, evidenziando

come le importazioni si siano

attestate per la prima volta sopra

i 6 milioni di tonnellate, con valori

pari ad un miliardo di euro

e un tasso di autoapproviggionamento

superiore al 50%, con il

peggior risultato di sempre. Dati

così negativi che non possono

non mettere in allarme l’intero

comparto e quello collegato delle

produzioni zootecniche. Con

questi valori di import, includendo

anche la soia, stiamo erodendo,

come sistema Paese, tutto il

valore delle produzioni di qualità

Dop ed Igp. Come evidenziato,

le importazioni, al picco storico

nell’ultimo secolo, provengono

soprattutto da Ucraina, che mantiene

la leadership seppur con

lievi diminuzioni, da Ungheria,

48 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Nuovo piano maidicolo

per migliorare competitività

e redditività produzioni

Romania, Slovenia e Croazia, che

evidenziano trend in forte ascesa,

nonché da Austria e Francia,

oltre che da Paesi extra UE quali

Brasile e Sud Africa. Sul totale

dell’import, nella campagna

2018-2019, oltre l’83% del mais

proviene dall’est Europa. Sul

fronte dei prezzi la situazione

non migliora: confrontando l’andamento

dei valori di scambio a

livello nazionale nelle campagne

2017/18 e 2018/19, si evidenzia

come il prezzo medio per il mais

ibrido nazionale di dicembre

2019 - pari a 166 euro/t - abbia

perso 12 euro sul 2018 e 8 euro

sul 2017; il prezzo del mais “con

caratteristiche” ha subito cali da

9 a 7 euro/t rispetto alle campagne

precedenti ed in quella attuale

il differenziale medio del

primo trimestre è stato di poco

inferiore ai 6 euro la tonnellata.

Per la prossima campagna, sui

mercati internazionali, si prevede

una diminuzione degli stock

- fino a 301 milioni di tonnellate

- a causa di riduzioni sia negli

Usa sia in Cina e le previsioni

indicano diminuzioni di produzione,

di export e di consumo

e confermano un deficit di 23

milioni di tonnellate di prodotto.

Tutto questo andrà ponderato

sulla base degli instabili rapporti

commerciali Usa-Cina. A livello

europeo e quindi nazionale, questo

potrebbe tradursi in un aumento

dei prezzi che possa fare

da effetto traino per le nuove

semine. Le istituzioni italiane nel

mentre stanno facendo la loro

parte -. Tra pochi giorni, infatti, il

piano maidicolo 2019-2022 verrà

approvato in Conferenza Stato

Regioni e diventerà finalmente

operativo. Gli obiettivi precipui

del piano, scaturiti da un’attenta

disamina delle criticità del comparto,

sono quelli di migliorare

la competitività e la redditività

delle produzioni, attraverso la

promozione di efficienti politiche

di mercato e lo sviluppo di

attività di ricerca e sperimentazione

sempre più mirate al comparto.

Il piano vuole offrire agli

operatori del comparto degli

strumenti adeguati che permettano

di valorizzare il mais nazionale

trasformandolo in “specialty”

adeguata e orientata alle

diverse destinazioni di utilizzo,

di migliorare la produttività sia

in termini di efficienza aziendale,

sia in termini di miglioramento

degli aspetti igienico sanitari della

coltura, anche attraverso l’attuazione

di programmi di ricerca

pubblici e privati. Altri obiettivi

strategici sono il supporto, si

auspica anche in termini economici

e finanziari, di contratti ed

accordi di filiera che possano

stimolare attività di mutuo vantaggio

tra tutti i diversi attori del

comparto, nonché un maggiore

coordinamento delle misure dei

PSR relativamente alle azioni che

interessano la maidicoltura nazionale.

Tra tutti gli operatori del

settore, agricoltori in primis, c’è

molta attenzione ed attesa per il

nuovo piano. D’altronde immaginare

un cambiamento epocale è

necessario.

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 49


ATTUALITÀ SINDACATO

A Palazzo della Valle

meeting del

Gruppo Innovazione

di Copa Cogeca

sul progetto

“Suwanu Europe”

di Elisabetta Tufarelli

Rappresentanti Gruppo Innovazione

Copa con Daniele Rossi

Workshop

su riuso acqua

L’

acqua è un bene prezioso

e limitato. Parte da

questo concetto il progetto

“Suwanu Europe”,

con l’obiettivo di realizzare

soluzioni efficaci

di riutilizzo delle risorse idriche

in agricoltura. “Questa iniziativa

è molto importante per i nostri

agricoltori, per l’ambiente, per

i costi di approvvigionamento

e per la riduzione dell’uso di

fertilizzanti, grazie ai nutrienti

delle acque reflue trattate, che

hanno un forte potenziale di integrazione

con le risorse idriche

convenzionali”. Lo ha detto Daniele

Rossi, presidente del Gruppo

Ricerca ed Innovazione del

Copa Cogeca, in occasione dei

lavori del secondo general meeting,

che si è tenuto nella sede di

Confagricoltura. I rappresentanti

di 10 Paesi europei e 20 tra enti

e organizzazioni partner si sono

riuniti per fare il punto sullo stato

di avanzamento del progetto.

Al centro delle discussioni lo sviluppo

di strategie regionali capaci

di accelerare l’innovazione

nel settore agricolo e idrico. Ci

si è soffermati anche sulle modalità

di diffusione dei risultati

di Suwanu e sulla formazione di

competenze. “Da noi l’acqua non

c’è, perciò abbiamo dovuto sostituirla

con il cervello. Siamo

qui - ha spiegato Diego Berger

di Mekorot, la compagnia

idrica nazionale di

Israele - per contribuire

con la nostra esperienza

al successo del progetto

di cui siamo partner.

Noi ricatturiamo l’85%

dell’acqua che esce

dagli scarichi delle

città e lo riutilizziamo

per l’irrigazione, con soddisfazione

degli agricoltori che

hanno un forte risparmio sui

costi e sull’uso dei fertilizzanti”.

Il riutilizzo delle acque reflue

trattate ha anche importanti ricadute

sull’economia circolare,

oltre ad alleggerire la pressione

sulle risorse idriche sovrasfruttate

dell’Ue. “Il progetto Suwanu

è importante per la nostra

agricoltura, perché ci permette

di avere un quadro europeo sul

tema del riuso delle acque”, ha

messo in evidenza Adriano Battilani

dell’ANBI. “In Andalusia

l’agricoltura è forte, ma abbiamo

un problema, altrettanto forte,

di accesso all’acqua. I depuratori

scaricano le acque reflue

in mare disperdendo una risorsa

preziosa per la nostra agricoltura,

che non ci possiamo permettere

più di sprecare. Attraverso

questo progetto lavoriamo anche

per rimuovere le barriere

non tecnologiche all’uso delle

acque reflue”, ha sottolineato

Rafael Casielles, capofila del

progetto europeo, di Bioazul,

la società di consulenza

ingegneristica e tecnologica

che si occupa di

soluzioni eco-innovative

e sostenibili per il trattamento

e il riutilizzo delle

risorse idriche.

Il prossimo appuntamento

sarà a Tel Aviv

a fine maggio. •••

50 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Fluide

pennellate

Progetto Confoliva

di filiera organizzata

per il settore

olivicolo del Lazio

di Elisabetta Tufarelli

Pier Luigi Silvestri

O

p Confoliva, la cooperativa

agricola costituita

come organizzazione

di produttori di Confagricoltura,

presenta un

progetto di filiera organizzata

per il settore olivicolo

del Lazio. “L’obiettivo delle nostre

azioni - ricorda il presidente

Pier Luigi Silvestri - è quello

di dare maggiore potere contrattuale

al mondo produttivo,

attraverso interventi capaci di

migliorare la qualità dei prodotti

tutelare l’ambiente e la

salute dei consumatori”. Questa

iniziativa fa parte del secondo

stralcio di un precedente progetto

di filiera, già approvato e

finanziato dalla Regione Lazio,

che coinvolge 16 operatori, tra

aziende agricole e frantoi della

regione. “Sappiamo quanto sia

importante - spiega Silvestri -

il sistema di estrazione per le

caratteristiche organolettiche

dell’olio d’oliva. Ma non solo.

Intendiamo anche valorizzare

i sottoprodotti della filiera per

la produzione di energia rinnovabile,

legando così l’estrazione

dell’olio alla sostenibilità

ambientale”. Il sistema a due

fasi per la molitura delle olive,

non utilizzando l’aggiunta di

acqua, conserva parti aromatiche

e corposità, con indubbi

vantaggi per il risparmio idrico

e l’ambiente. Le basse temperature

permettono di ricavare un

prodotto di alta qualità ricco

di polifenoli, che hanno effetti

sulla salute, migliorando anche

la conservazione dell’olio. Tra i

vantaggi, mette in evidenza l’Op

Confoliva, la riduzione dei costi

dei processi di molitura unita

ad una redditività delle olive

maggiore del 5%, se confrontata

con il sistema a tre fasi. Il Lazio

produce dal 6 all’8% dell’olio

nazionale, ma si contraddistingue

proprio per gli oli di qualità

riconosciuti dalla Comunità

europea. “Attraverso questo

progetto - conclude Pier Luigi

Silvestri - oltre che contratti di

filiera con strutture che utilizzano

i sottoprodotti di lavorazione

dell’olio, faremo partire campagne

d’informazione ad hoc, che

informino e siano capaci d’indirizzare

i consumatori ad acquisti

consapevoli. Spiegheremo

che il caratteristico pizzicore

alla gola non è un difetto, bensì

la caratteristica che ci aiuta a

distinguere un buon olio extravergine

di oliva. Quello che non

pizzica ha probabilmente perso

quelle sostanze che proteggono

il prodotto dall’ossidazione

e dall’invecchiamento e che

contribuiscono alla riduzione

dei livelli di colesterolo e della

formazione di radicali liberi nel

nostro organismo”.

Per maggiori info:

opconfoliva@confagricoltura.it,

tel.066852572.

•••

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 51


ATTUALITÀ SINDACATO

Dialogo e

divertimento

A Bardolino,

sul Lago di Garda,

il 41° Soggiorno

Pensionati Anpa

di Elisabetta Tufarelli

Angelo Santori

Q

uest’anno, per la prima

volta, il Soggiorno

Pensionati di Confagricoltura

si tiene sul

Lago di Garda, dal 12

al 27 marzo al Parc

Hotel Gritti.

“Sono passati ben 41 anni dal

nostro primo Soggiorno che si

tenne nel 1979 a Sorrento, ma

questa formula, nel tempo, si

è confermata vincente, perché

capace di unire il divertimento

con il dialogo e il confronto

tra i nostri agricoltori provenienti

da tutta Italia, senza

tralasciare l’approfondimento

sui temi d’attualità economica,

agricola e delle pensioni. L’attenzione

sui problemi di tanti

agricoltori e lavoratori anziani

è parte fondamentale dell’attività

dell’Anpa, che è impegnata

a salvaguardare i trattamenti

pensionistici degli agricoltori

anziani”, ha commentato Angelo

Santori, segretario nazionale

dell’Associazione che riunisce i

pensionati di Confagricoltura.

Il Soggiorno si terrà a Bardolino,

sul più grande lago d’Italia,

in un territorio di rara bellezza,

circondato dal verde del paesaggio

e da pittoresche località

di indubbio fascino. La località

scelta dall’Anpa - uno principali

centri sul lago di Garda - è

collocata tra due punte sabbiose,

formate allo sbocco di brevi

torrenti ed ha, con i suoi dintorni,

moltissime cose da vedere

a partire dagli splendidi tramonti

sul lungolago. L’hotel ha

una posizione unica, a soli pochi

minuti dal pittoresco centro

storico, ricco di bar e ristoranti.

Durante il Soggiorno sono state

programmate anche diverse

escursioni per far conoscere ed

esplorare scenari da favola e

atmosfere uniche. Oltre a Sirmione

e Gardone, si potrà visitare

Borghetto sul Mincio, uno

dei “borghi più belli d’Italia”

e il Parco Sigurtà, uno dei più

famosi d’Europa, che si estende

per una sessantina di ettari.

Sono previste escursioni anche

Trento e Rovereto così come

a Merano e Bolzano. Non può

mancare la visita agricola, che

è stata organizzata nell’azienda

Guerrieri Rizzardi, che produce

ottimi vini, espressione

delle terre e delle varietà coltivate

nelle storiche tenute di

famiglia. Chi desidera rimanere

al Parc Hotel Gritti e dedicarsi

al proprio benessere, potrà

usufruire di una bellissima spa,

dove rilassarsi e prendersi cura

di se stessi tra bagni in piscina

con idromassaggio, sauna, bagno

turco e trattamenti di bellezza.

I Soggiorni Anpa sono

meticolosamente organizzati,

con la presenza fissa di un medico,

in modo da non doversi

preoccupare di eventuali piccole

necessità di assistenza,

inevitabili nella terza età. Non

mancheranno i momenti di

confronto su tematiche pensionistiche,

agricole e sindacali

ed ogni serata sarà allietata da

intrattenimenti musicali, balli e

giochi.

•••

52 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

SPESA ONLINE

Una tazza di tè

per il cuore

Agli over 60 italiani piace l’ecommerce.

Questo è quanto risulta

da un’indagine effettuata da eBay.

Tra i “nonni supertecnologici” gli

uomini sono molto più avanti, con

una percentuale del 71%, rispetto

al 29% del gentil sesso. Dal punto

di vista geografico, il primato

regionale spetta alla Lombardia

con oltre 96.000 utenti registrati.

Seguono il Lazio con circa 83.000

e la Toscana con poco più di

47.000 internauti. Ma, in questa

speciale classifica, sono in testa

gli anziani super tech romani,

con ben 68.000 contro i 52.000

di Milano. Ma cosa acquistano

su eBay? Nei loro carrelli

spiccano soprattutto i prodotti

tecnologici, come accessori per

cellulari; seguono il collezionismo,

l’abbigliamento e i prodotti da

giardinaggio. “I nonni tecno -

ha sottolineato Irina Pavlova,

comunicazione eBay.it - hanno

migliorato la loro dimestichezza

con gli acquisti online, ampliando

le categorie di interesse”.

Una tazza di tè almeno tre volte a

settimana allunga la vita e mantiene

il corpo in salute, riducendo il

rischio di malattie cardiovascolari

e diminuendo il tasso di mortalità.

Lo sostiene uno studio pubblicato

dallo European Journal of Preventive

Cardiology e realizzato dall’Accademia

cinese di scienze mediche.

La ricerca è stata effettuata su più di

100mila persone. Chi beveva tè viveva

1, 26 anni in più e ritardava di

circa un anno e mezzo la comparsa

di malattia cardiovascolare arteriosclerotica.

I bevitori di tè, inoltre, riducevano

del 56% il rischio di avere

malattie cardiache e ictus letali e del

29% per altre cause. Dall’analisi è

emerso che l’uso del tè verde porta

a un calo del 25% delle malattie

cardiache, degli ictus e delle morti

rispetto alle altre qualità di prodotto.

Lo studio ha anche notato che i

benefici del tè sono stati maggiori

negli uomini che nelle donne. Secondo

i ricercatori cinesi il tè verde

è una ricca fonte di polifenoli che

proteggono dalle malattie cardiovascolari

e dai suoi fattori di rischio,

tra cui l’ipertensione e la dislipidemia.

Dallo studio risulta che il tè

nero è completamente fermentato e

durante questo processo i polifenoli

vengono ossidati in pigmenti e possono

perdere i loro effetti antiossidanti.

LA CARENZA DI VITAMINA D negli anziani è decisiva per la scarsa funzionalità

dei muscoli. Lo sottolinea uno studio del Trinity College di Dublino,

pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Interventions in Aging. Una

componente fondamentale di un buon invecchiamento per la mobilità, la

qualità della vita e per ridurre le cadute e la fragilità è riuscire a mantenere

la funzione dei muscoli scheletrici (quelli che generano il movimento).

Secondo i ricercatori irlandesi, la prevalenza della debolezza muscolare è

doppia nelle persone con deficit di vitamina D (40,4%) rispetto a chi, invece,

ne assume una dose giornaliera adeguata. Anche le “prestazioni muscolari”

più deboli sono state riscontrate negli anziani con insufficienza di

vitamina D.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 53


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Alessandra Porro

CALTANISSETTA

CENTRO SERVIZI

A DELIA

CONFAGRI MANTOVA A “BOVIMAC”

Incontro sulla robotica

È stato inaugurato a Delia,

in via Pagliarello, il

nuovo sportello di Confagricoltura

Caltanissetta:

un riferimento importante

anche sotto il profilo

sociale, perché offrirà

servizi non solo agli agricoltori,

ma anche ai cittadini

e tutta la comunità

locale. Taglio del nastro

con il sindaco Gianfilippo

Bancheri, l’assessore

provinciale all’Agricoltura

Antonio Gallo, il presidente

provinciale dell’Organizzazione

Gianfranco

Lombardo e il direttore

Natale Gentile. “Vogliamo

essere vicini ad una

realtà agricola dinamica

che ha scelto la via della

qualità - ha detto Lombardo

- con un contributo

concreto alla crescita

e allo sviluppo del territorio,

che ha dimostrato

tutta la sua importanza

per numero di aziende,

per la qualità e la tipicità

dei prodotti”. “Un territorio

vocato all’agricoltura

nel quale crediamo

- ha concluso il direttore

Gentile -. Vogliamo concorrere

alla sua crescita

economica fornendo

servizi di qualità”. Lo

sportello è aperto lunedì,

mercoledì e giovedì,

dalle 16 alle 19.

Il futuro chiama… i consorzi Grana

Padano e Parmigiano Reggiano

rispondono. A Gonzaga, durante

la fiera Bovimac 2020, per

la prima volta le due Dop si sono

confrontate nel convegno “L’introduzione

dei robot di mungitura

nella produzione di formaggi a

lunga stagionatura”, organizzato

da Confagricoltura Mantova. «I robot

di mungitura rappresentano

un’innovazione fondamentale per

il mondo allevatoriale - ha detto

il presidente di Confagricoltura

Mantova, Alberto Cortesi - e questo

incontro non poteva che tenersi

a Mantova, unica provincia

che racchiude entrambe le Dop.

I temi dell’innovazione e della

sperimentazione sono a noi cari

e quindi sono come sempre fiero

che la nostra associazione ancora

una volta si sia dimostrata all’avanguardia,

facendo sedere i due

consorzi allo stesso tavolo su questo

argomento. Abbiamo intrapreso

una strada doverosa: robot vuol

dire continuare a produrre per

dare un futuro al nostro settore».

Qual è la situazione dunque? «Il

nostro consorzio - ha detto Angelo

Stroppa, coordinatore tecnicoscientifico

del Grana Padano - a

partire dal 2014 ha ritenuto necessario

avviare una sperimentazione

relativa ai robot, obbligatoria per

una eventuale modifica del disciplinare

di produzione. Una volta

accertato che le caratteristiche del

latte non venivano intaccate dalla

mungitura robotizzata, nel 2015

abbiamo avviato l’iter per la modifica

normativa, poi entrata in vigore

alla fine dello scorso anno».

Ma qualcosa si muove anche sul

fronte del Parmigiano Reggiano:

«Abbiamo 300 forme in magazzino

realizzate con latte proveniente

da mungitura robotizzata - ha

dichiarato Marco Nocetti, responsabile

servizio produzione primaria

del consorzio - con tre stalle e

tre caseifici coinvolti. Tra un anno

avremo i primi risultati concreti.

Il nostro disciplinare attualmente

non contempla la parola ‘robot’,

ma non è detto che non si possa

cambiare nel prossimo futuro.

Il latte di certo continuerà a dover

essere consegnato due volte

al giorno e all’orizzonte non c’è

una modifica di questo aspetto».

Al convegno ha preso parte anche

l’azienda Lely, che produce robot

di mungitura: «Mantova è la provincia

più robotizzata d’Italia e tra

le migliori in Europa sotto questo

punto di vista. Un robot di mungitura

ben installato e ben gestito,

già dal secondo mese di attività,

può contribuire ad innalzare il

reddito dell’allevamento».

54 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


INIZIATIVE CONFAGRICOLTURA E COSENZA CALCIO

Clementine in campo

COSENZA

RAIMONDO

PRESIDENTE

Sono tornate in campo, a Cosenza,

le “Clementine antiviolenza”

per la settima edizione dell’iniziativa

benefica promossa da Confagricoltura

Cosenza e patrocinata

dal Cosenza Calcio, che celebra

la Giornata internazionale contro

la violenza sulle donne istituita

dall’Assemblea generale delle Nazioni

Unite. La manifestazione si

è svolta allo stadio San Vito Gigi

Marulla in occasione della partita

casalinga del Cosenza Calcio, con

le imprenditrici di Confagricoltura

che hanno offerto alle squadre le

clementine IGP di Calabria simbolo

dell’antiviolenza di genere.

Confagricoltura e Cosenza Calcio

insieme intendono sensibilizzare

Istituzioni, opinione pubblica e

cittadini sulla problematica della

violenza contro le donne e favorire

concrete azioni di contrasto

sociale, affinché non siano più

messi in discussione i diritti delle

donne. L’evento è nato per ricordare

Fabiana Luzzi, la giovane

studentessa di Corigliano Calabro

uccisa nell’estate del 2013 dall’ex

fidanzato in un agrumeto, assunta

a simbolo di tutte le donne vittime

di violenza. Il Cosenza Calcio

ha così lanciato dal Marulla un

messaggio di vicinanza alle donne:

“Faremo tutto il possibile - ha

detto il presidente Eugenio Guarascio

- per debellare questa piaga

che avvelena le nostre comunità. Il

nostro impegno nel sociale è prioritario

e saremo sempre al fianco

di chi vede ledere i propri diritti

“. L’importante iniziativa si inserisce

nella campagna “da Campo

a Campo” che Confagricoltura e

Cosenza Calcio hanno deciso di

portare avanti per valorizzare, attraverso

lo sport, i prodotti della

terra più rappresentativi della

provincia di Cosenza, come gli

agrumi, il vino, l’olio e la frutta

fresca. Un connubio, quello tra

sport e agricoltura, che oltre a evidenziare

il valore economico delle

filiere agricole provinciali, vuole

sottolinearne la rilevanza anche

dal punto di vista sociale. È auspicabile

che le nuove norme in essere

contro la violenza di genere

possano garantire un’inversione

di tendenza, ma serve l’impegno

di tutti, a tutti i livelli, verso quel

profondo cambiamento culturale

tanto necessario quanto sperato.

“Le Clementine antiviolenza - ha

sottolineato la presidente di Confagricoltura

Cosenza, Paola Granata

- è il primo degli appuntamenti

che impegneranno nei prossimi

mesi le imprese agricole associate

a Confagricoltura e il Cosenza Calcio

nella promozione del territorio

e delle sue eccellenze”.

Eletta la nuova presidente

di Confagricoltura

Molise: Maria Concetta

Raimondo, agronomo ed

enologo in una nota cantina

del territorio e titolare

di una azienda agricola

vitivinicola in regime

biologico nel comune di

Larino (CB) a conduzione

prettamente femminile.

Per la prima volta una

donna al vertice a capo

dell’Organizzazione regionale.

ASCOLI PICENO E FERMO

MAURO ACCIARRI

AL VERTICE

Mauro Acciarri è il nuovo

presidente di Confagricoltura

Ascoli Piceno

e Fermo. Conduce

un’azienda a vocazione

frutticola nei territori di

Ortezzano (FM). “Promuoveremo

nuove iniziative

per il settore, con

particolare attenzione al

miglioramento dei processi

produttivi e puntando

all’export - ha dichiarato

il neo presidente”.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 55


FORMAZIONE

PROGETTO INTERNAZIONALE DI CONFAGRICOLTURA E ENAPRA

Terminato Sagri Project

Parola chiave del mese: Green New Deal

Dopo più di 36 mesi dall’avvio,

Sagri (agricoltura sostenibile) - il

progetto europeo “Erasmus +” seguito

da Confagricoltura ed Enapra

- si è concluso. La conferenza

finale ha avuto luogo a Salonicco

il 31 gennaio scorso, in occasione

di Agrotica.

Confagricoltura per l’Italia, ConfederaÇão

dos Agricultores per il

Portogallo, Panhellenic Confederation

of Unions of Agricultural

Cooperatives per la Grecia, insieme

alle Università della Basilicata

per l’Italia, l’Università di Evora

per il Portogallo e l’Università

agricola di Atene per la Grecia,

con le organizzazioni che si occupano

di training e formazione

a livello europeo (Eurotraining,

E.RI.Fo, e Regibio) hanno portato

a compimento questo progetto,

che si prefigurava come

obiettivo l’accrescimento delle

competenze degli agricoltori e di

chi lavora nel settore, attraverso

lo sviluppo di nuovi programmi

di studi e insegnamento capaci

di integrare in modo pratico

gli ultimi sviluppi della ricerca

applicata all’agricoltura. Questo

programma ha inteso rafforzare

la competitività di Italia, Portogallo

e Grecia, promuovere il

cambiamento dell’agricoltura e

dei territori rurali e creare nuove

possibilità occupazionali, attraverso

il trasferimento dei saperi e

delle conoscenze sull’agricoltura

sostenibile. I discenti sono stati

preparati dalle Università partecipanti

al progetto nelle sedi

dei partner VET specializzati nel

training. Confagricoltura ha rivestito

un doppio ruolo, di esperto

in formazione e di tramite con il

mondo agricolo, ed ha organizzato

le aule sui sei moduli chiave

del progetto su tutto il territorio

nazionale. Le tematiche trattate

sono state: energie rinnovabili;

gestione dei parassiti; riutilizzo

dei residui organici; irrigazione

a goccia e risparmio idrico; bioenergia

e colture energetiche;

agricoltura di precisione.

L’attività di divulgazione dei

contenuti prodotti all’interno

del programma Sagri project si è

svolta in modo articolato, avendo

riguardo alle particolarità

del sistema organizzativo della

Confagricoltura, badando a cercare

di raggiungere il massimo

degli obiettivi di condivisione

su temi decisivi per lo sviluppo

sostenibile della nostra agricoltura.

Pertanto, sono state inserite

attività di formazione all’interno

di percorsi già avviati al fine di

potenziare gli effetti di sviluppo

delle competenze. In particolare

si sono realizzati due incontri

con responsabili degli uffici

tecnici delle sedi territoriali della

Confagricoltura, all’interno di

Promosso dalla Commissione Europea con il

nome di “Piano di investimenti per un’Europa

sostenibile”, mira a favorire la sostenibilità

ambientale. Fa leva in primo luogo sul bilancio

dell’UE - attualmente in via di definizione per

il prossimo settennato - e sulla mobilitazione

di fondi privati con l’obiettivo di impegnare

nuove risorse a favore di progetti green in tutta

Europa, per poi proseguire con l’introduzione

di incentivi di carattere normativo che accompagnino

la diffusione degli investimenti.

56 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


FORMAZIONE

un processo di formazione per

Innovation Broker. Successivamente,

si è pensato di proporre

specifici format in varie province

italiane andando a calibrare la

scelta degli argomenti a seconda

delle specificità territoriali di

riferimento. Gli effetti delle lezioni

frontali e dei dibattiti che

ne sono conseguiti sono stati importanti

e degni di rilievo.

Nella prima metà del 2019 è stata

realizzata una serie di incontri

con i referenti territoriali degli

imprenditori al fine di progettare

insieme l’organizzazione dell’evento

formativo. Poi, a partire

dal mese di settembre, Enapra ha

realizzato 18 incontri che hanno

visto la presenza in media di una

ventina di partecipanti, ai quali

si sono aggiunti di fatto i tecnici

delle sedi territoriali di Confagricoltura

che hanno partecipato

come uditori. L’azione formativa

ha riguardato complessivamente

quasi 300 persone.

La presenza di agricoltori ha

anche influito sullo scambio di

esperienze personali di organizzazione

della propria azienda

che complessivamente ha arricchito

le conoscenze.

Le iniziative portate avanti

dal progetto Sagri, in particolar

modo quelle riferite ai temi

dell’agricoltura e dell’irrigazione

di precisione, hanno portato uno

slancio di approfondimento tematico

utile per calibrare anche i

prossimi interventi formativi che

proseguiranno ben oltre la fine

del progetto. Con questo spirito,

si sono avuti una serie di incontri

di approfondimento in quasi

tutte le località nei quali si è svolto

il corso.

Il progetto Sagri continuerà sulla

piattaforma e-learning dedicata

(www.sagriproject.eu) per offrire

gratuitamente, a chi fosse interessato,

tutto il materiale di studio e

approfondimento relativo ai temi

affrontati.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 57


EPS Ente Produttori Selvaggina di Landolfo di Napoli

EQUILIBRIO TERRITORIALE E NUMERICO DELLE VARIE SPECIE

Caccia di selezione

Praticamente conclusa a fine gennaio

la stagione venatoria, prosegue,

su gran parte del territorio

agricolo italiano, la “caccia di

selezione” che concerne gli ungulati,

quindi cinghiali, caprioli,

cervi, daini e mufloni. Per “caccia

di selezione” si intende un prelievo

ponderato che rispetta determinate

caratteristiche e quantità

prefissate. “Selezione” quindi,

nel senso di scelta degli animali

migliori, più forti, meglio inseriti

nel territorio che, valorizzati

dall’operatore, saranno utili per

il potenziamento ed il miglioramento

qualitativo e quantitativo

della fauna locale.

È quindi profondamente errato

affermare che la caccia di selezione

sia una pratica inutile e dannosa

per la sopravvivenza delle

specie. Al contrario, è più che necessaria

per preservare la salute

della fauna locale, per salvaguardare

l’integrità delle coltivazioni,

per valorizzare l’ecosistema dei

territori.

Autorizzata nel rispetto di precise

indicazioni e regole definite da

ISPRA - l’Istituto Superiore per la

Protezione e la Ricerca Ambientale

creato per legge nel 2008 e

sottoposto alla vigilanza del ministero

dell’Ambiente - la caccia di

selezione è permessa dopo che

sono stati realizzati censimenti e

stime in merito alle potenzialità

alimentari dei territori, al numero

dei capi presenti ed al loro impatto

sull’ambiente.

I piani di abbattimento devono

essere finalizzati ad avvicinare

le consistenze biologiche delle

varie specie - quindi il numero

massimo che un area può sopportare

prima che si verifichino

decadimenti nella popolazione

- ai livelli sostenibili di Densità

Agro Forestale (DAF).

In altri termini, l’obiettivo principale

delle attività di selezione è

il mantenimento di una densità

e di una struttura sociale prefissata

in una popolazione animale

attraverso il prelievo della porzione

eccedente. L’esercizio di

tali attività - che vengono attuate

tenendo conto della conformazione

della “Piramide delle Consistenze”

- rappresenta la componente

essenziale per la corretta

gestione delle popolazioni.

Alla luce di quanto si sta verificando

in questi ultimi periodi a

causa della

sovrappopolazione

di

ungulati in

particolare

dei cinghiali,

ma anche,

con riferimento

ad aree specifiche,

di altre

specie il corretto

e continuativo

esercizio, per

tutto l’arco dei

dodici mesi,

del prelievo selettivo

rappresenta

un’attività

indispensabile

ed ineludibile al

raggiungimento

ed al mantenimento

dell’equilibrio

territoriale

e numerico

delle varie specie.

A tutti è ben

noto ed evidente

come le popolazioni

di ungulati,

in particolar modo di caprioli

e di cinghiali, siano state caratterizzate

in questi ultimi anni da un

importante successo riproduttivo

che ora sta creando non pochi

problemi, non solo al corretto

svolgimento delle attività agricole,

ma anche alla sicurezza delle

persone.

Se dovessimo indicare le cause di

tale situazione, del tutto nuova e,

per molti versi inattesa, non potremmo

non parlare dell’abbandono

di vaste parti del territorio

e degli interventi di trasformazione

dell’ambiente naturale da

parte dell’uomo; tutto

ciò ha portato le popolazioni

degli ungulati

a modificare

sostanzialmente il

proprio comportamento

e le proprie

abitudini con risultati

non proprio

positivi sia

per l’integrità

delle specie

animali, sia

per le persone.

Per avere

un idea

concreta

della situazione

basti

considerare

la presenza,

sempre più

invasiva, dei

cinghiali nei

centri abitati;

presenza che è

stata e continua

ad essere favo-

58 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


rita dall’insolita disponibilità di

cibo derivante dall’assenza di

una corretta politica di smaltimento

dei rifiuti urbani.

Non mancano certo i detrattori

di tali attività di selezione; basti

considerare cosa è successo, a

seguito dell’annuncio da parte

dell’ente di gestione del parco

nazionale del Circeo e delle Isole

Pontine in merito alla necessità

di ridurre il numero dei daini. A

costoro però andrebbe ricordato

che, quando si parla di “selezione”,

si intende un’attività puntigliosamente

programmata nel rispetto

della tipologia dei soggetti

oggetto d’intervento e dei territori

interessati.

Attuare in modo corretto l’attività

di selezione non vuol dire effettuare

abbattimenti indiscriminati

- con conseguente destrutturazione

sociale delle specie - quanto

piuttosto realizzare un prelievo

in grado di contenere la pressione

demografica (l’Incremento

Utile Annuo per il cinghiale può

avere valori compresi tra l’80 ed

il 200%), mantenendo inalterata

la struttura della popolazione

animale; cosi da limitare ulteriormente

le problematica di consanguineità,

assicurare l’integrità

fisica e la salute dei soggetti, contribuire

al mantenimento di un

corretto equilibrio numerico per

classi d’età e sesso dei selvatici.

Ai vantaggi ambientali si sommano

poi anche quelli economici.

Dei benefici derivanti dalla corretta

realizzazione della selezione

non gode difatti solo l’agricoltore,

ma tutta la filiera a lui legata

e, sia in modo diretto sia indiretto,

anche la collettività.

L’insieme dei vantaggi apportati

dall’attività selettiva è, difatti,

un’importante garanzia di sviluppo

del territorio e degli interessi

di chi ci opera e ci vive; la gestione

equilibrata della fauna è un

valido argine alle conseguenze

estremamente negative originate

da un’incontrollata antropizzazione

dei luoghi.

Considerato che per la corretta

realizzazione del prelievo di selezione

è fondamentale il ruolo e

la professionalità degli operatori,

appare del tutto corretta la richiesta

di un loro notevole impegno

formativo su vari fronti, che spaziano

dal costante aggiornamento

scientifico, all’approfondita conoscenza

biologica ed etologica

delle varie specie, all’evolversi

delle tecniche di prelievo, alla realizzazione

dei censimenti e, non

da ultimo, alla prevenzione ed al

contenimento dei danni.

In conclusione - verificata la validità

delle azioni di selezione -

occorre convincersi e soprattutto

convincere l’opinione pubblica

che i selecontrollori, ovvero gli

operatori abilitati a questo tipo

di caccia, sono da considerarsi a

tutti gli effetti “tutori” e non “distruttori”

dell’ordine.

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 59


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

INIZIATIVA CONFAGRICOLTURA DONNA PER ASSOCIATE

Formazione verde

PANE E PANI

L’agricoltura è, senza dubbio, uno

dei settori produttivi più antichi

e tradizionali, ma allo stesso

tempo è anche uno di quelli maggiormente

investiti dall’innovazione

ed è sempre più strategica

per l’economia italiana. Non è un

caso che voli anche l’imprenditoria

femminile, dimostrando come la presenza

della donna in agricoltura si relazioni

ad una maggiore attitudine all’innovazione.

“La formazione gioca un ruolo chiave nella

crescita professionale e imprenditoriale.

Partendo da questo concetto abbiamo

pensato un percorso formativo strutturato,

riservato alle nostre associate. Proponiamo

due giornate che permettano alle

imprenditrici di acquisire sempre nuove

competenze e conoscenze, fondamentali

nella gestione della propria impresa”, lo ha

sottolineato la presidente di Confagricoltura

Donna, Alessandra Oddi Baglioni, annunciando

i corsi di formazione che si terranno

in Confagricoltura i prossimi 12 e 13 marzo.

Si tratterà di agricoltura 4.0 e di open innovation,

ma non solo. Un modulo riguarderà la

ricerca, l’innovazione e la progettazione, approfondendo

le opportunità a livello comunitario e i

programmi europei di investimento e finanziamento per il settore. Sarà

anche affrontata la prossima riforma della Pac, analizzando le prime ipotesi

e le nuove tendenze.

Ulteriori info: confagricolturadonna@confagricoltura.it

L’IMPRENDITORIA FEMMINILE sempre più al centro del piano di

sviluppo economico del Paese: sono un milione e 340mila le imprese

femminili attive in Italia, che danno

lavoro a circa 3 milioni di occupati.

Secondo i dati diffusi da Unioncamere

e InfoCamere, i settori

trainanti sono il welfare privato e

l’istruzione, la sanità e l’assistenza

sociale, ma cifre importanti vengono

anche dal mondo dell’agricoltura

e del turismo rurale. Al primo posto

la Lombardia, seguita da Lazio,

Campania, Sicilia.

“Pane e pani” è stato il tema dei

due incontri sulla panificazione

organizzati da Confagricoltura

Donna Alessandria, in collaborazione

con l’agenzia di formazione

ENAIP Alessandria, che si

sono svolti con la regia dello chef

Mattia Piras ed il contributo di Luigina

Bisoglio dell’Agri Bio Panificio

Bisoglio di Lu (AL) e il Mulino

Marino di Cossano Belbo (CN). Ai

partecipanti sono state date nozioni

teoriche e pratiche sui grani

tradizionali e su quelli alternativi

(Triticum monococco-Enkir, Koresan,

Farro, Segale). “Storicamente

la donna si è sempre occupata

degli aspetti legati all’alimentazione

della famiglia - sottolinea

la presidente di Confagricoltura

Donna Alessandria Michela Marenco

-. La mission degli agricoltori

è produrre cibo per nutrire il

mondo. Come donne abbiamo

ritenuto interessante declinare

entrambe le nostre capacità

in questi incontri

teorico-pratici

legati all’alimentazione

e alle farine

nuove, di grande

attualità per le

intolleranze e le

allergie, che sono

in aumento, ma

anche sempre più in

voga per le caratteristiche

organolettiche”.

(A. Porro)

Michela Marenco

60 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


RICAMBIO GENERAZIONALE

IL PUNTO

Passaggio del testimone

Il ricambio generazionale all’interno di un’impresa agricola è un momento

importante, che può risultare decisivo sia per la continuità dell’attività,

sia per le prospettive professionali dei giovani che subentrano.

Secondo i dati nazionali di Unioncamere un’impresa su tre, di quelle

condotte dai giovani, chiude nei primi cinque anni di vita e, di queste,

quasi la metà non supera il biennio.

Inoltre solo un’azienda su dieci sopravvive alla terza generazione e la

percentuale delle imprese che supera il primo passaggio generazionale

varia tra il 25 e il 31%.

Tutto questo perché il passaggio di mano nella gestione aziendale, questa

sorta di “staffetta” dalle vecchie alle nuove generazioni, è delicato e

va affrontato con conoscenze e strumenti adeguati.

In questo le misure a sostegno dei giovani che prendono le redini di

un’impresa di famiglia (come quelle previste dall’ultima legge di bilancio)

possono essere decisive.

La politica può fare ancora molto, anche cambiando approccio su questo

fronte e lavorando a provvedimenti che tengano conto non solo di

un ricambio generazionale, ma anche di una vera integrazione tra generazioni,

cosa che richiede anche una svolta culturale.

I tempi sono cambiati e all’agricoltore di oggi non si chiede più solo

di produrre, ma di farlo secondo determinati standard qualitativi e in

maniera sostenibile: produrre di più, meglio e con un minor impatto

ambientale. Per far questo occorrono - tra le altre cose - una preparazione

e una specializzazione molto diverse da chi ha iniziato a condurre

un’impresa agricola 40 anni fa.

Da un lato servono, quindi, misure - anche a livello europeo e di PAC -

che agevolino questa delicata transizione, accompagnandone ogni fase,

dall’altro un approccio culturale nuovo, che tenga conto di cosa vuol

dire fare impresa oggi e di cosa sia un’agricoltura innovativa, dinamica,

moderna che deve competere non solo sul mercato nazionale, ma anche

necessariamente su quelli esteri. Occorre quindi incentivare anche

formazione e ricerca, innovazione, affiancamento, nonché investimenti,

accesso al credito e una gestione d’impresa totalmente focalizzata sul

business. Perché occuparsi di passaggio generazionale, di diritto successorio,

di legge di affiancamento e politiche giovanili vuol dire pensare

al presente, ma soprattutto al futuro delle imprese agricole e l’impegno

dei Giovani di Confagricoltura è massimo su questo fronte.

Diverse le sfide per il 2020 sul tavolo

degli imprenditori agricoli e, in particolare,

dei giovani, a partire dalle

emergenze fitosanitarie, che hanno

pesantementedanneggiato comparti

come quello ortofrutticolo (cimice

asiatica), l’olivicolo (Xylella) e quello

zootecnico (peste suina africana).

Questioni che devono spingere a delle

riflessioni, perché in futuro non ci si

ritrovi nelle stesse condizioni. È ancora

tanto il lavoro da fare, sia a livello di

pianificazione strategica e di prevenzione,

sia sui meccanismi di risposta

ad eventi calamitosi di questo tipo.

A tali emergenze sarebbero dovute

seguire, tempestivamente, azioni

congiunte pubblico-privato, che

purtroppo invece tardano ad essere

messe in atto e non seguono affatto

i tempi delle aziende né quelli ancor

più veloci del mercato. Se vogliamo

immaginare un’agricoltura davvero

competitiva dobbiamo lavorare

strategicamente, non rincorrendo le

emergenze, ma semplificando, pianificando

e avendo coscienza del fatto

che se muore un comparto agricolo la

fase di re-startup è lunga e difficile.

Francesco Mastrandrea

Presidente Nazionale Anga

Giovani di Confagricoltura

a cura di Paola Castello

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 61


Giovani di Confagricoltura

MAIS

Gianluca Giberti

La coltivazione del mais ha visto negli ultimi dieci anni una sensibile

riduzione delle superfici: si è passati dai 1,06 milioni di ettari

del 2000 ai 591 mila ettari nel 2018 (- 437 mila ettari in valore

assoluto). Cifre sintomatiche di un quadro del settore che non è

affatto roseo. Le motivazioni di questa difficoltà del comparto sono

dovute a fattori diversi: alcuni intrinseci, come criticità ambientali e

climatiche e la diffusione di agenti infestanti e parassiti, ecc.; altri

esterni, quali la volatilità dei mercati, i vincoli normativi comunitari

che continuano a frenare la ricerca (che invece consentirebbe di

creare delle varietà più resistenti), le basse quotazioni del prodotto

nazionale e l’aumento delle importazioni dai mercati esteri, solo

per citare i più macroscopici.

Situazione critica per un prodotto la cui coltura andrebbe invece

incentivata con politiche adeguate, anche per i vantaggi ambientali

che comporta, come ci ricorda Gianluca Giberti, delegato dei Giovani

di Confagricoltura per la Federazione nazionale di prodotto

Cereali da Foraggio. “Il mais possiede capacità e caratteristiche

davvero preziose, come ad esempio quella di risparmiare acqua nel

processo di fissazione del carbonio e di ridurre le emissione di CO 2

,

che lo rendono un prodotto altamente sostenibile”.

In questo orizzonte così poco ottimistico si intravede tuttavia qualche

luce, come ad esempio i contratti di produzione (come quello

per il grano duro) che si potrebbero concludere già nei prossimi

mesi e che potrebbero contribuire

a rendere di nuovo remunerativa

la coltivazione del mais.

I giovani auspicano un cambio di

rotta nella visione della coltura,

nuove politiche ad hoc e una

pianificazione strategia sul medio

e lungo termine, per rilanciare,

valorizzare e incentivare la produzione

maidicola nazionale.

RINNOVO CARICHE IN ANGA

I neoeletti

sul territorio

Ecco chi sono i presidenti Anga neo-eletti

nelle varie sezioni provinciali e regionali:

Renato Piersimoni, presidente

della sezione Anga

di Ascoli - Piceno e Fermo,

32enne che conduce

un’azienda biologica

in cui coltiva viti.

Giorgio Grandi, presidente

della sezione

ANGA (di nuova costituzione)

di Viterbo - Rieti,

ha 28 anni ed è a capo

di un’azienda agricola

biologica ad indirizzo

olivicolo e cerealicolo.

È una giovane ingegnere che ha deciso

di dedicarsi all’agricoltura

la nuova presidente

di Anga Modena, Alice

Consoli. Produce seminativi

e foraggio e da

poco, con un’altra piccola

nuova realtà aziendale,

ha iniziato a coltivare

anche grani antichi e ceci neri.

Caterina Luppa, neo presidente di Anga

Umbria, di 26 anni, lavora

nelle aziende di famiglia,

una che produce di biogas,

un’altra agrituristica

e olivicola. È inoltre titolare

di una start up che si

occupa di produzioni per

l’allevamento di insetti.

Martina Dal Grande,

presidente di Anga Treviso,

ha 33 anni e ha

un’azienda dove coltiva

vigneti di uva Glera nella

zona di Conegliano Valdobbiadene.

62 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


FERMARE LA CHIUSURA DELLE AZIENDE

Convegno

a Fieragricola

Sono in lieve flessione le imprese

agricole under 35 nella provincia

veronese: 799 rispetto alle 814 del

2018. Una diminuzione in linea con

il trend dell’ultimo decennio, secondo

i dati della Camera di Commercio

di Verona, che se da un lato

rispecchia la contrazione delle imprese

agricole scaligere, scese dalle

17.483 del 2011 alle 15.537 del

2019, dall’altro fotografa anche la

difficoltà di fare impresa dei giovani.

Questi gli aspetti approfonditi dai

Giovani di Confagricoltura - Anga

Verona nel convegno “Il passaggio

generazionale in concreto” a

Fieragricola il 1 febbraio. Più che

di “ricambio generazionale” occorre

pensare ad

un “patto generazionale”

che

tenga conto del

ruolo dei padri e dei nonni, con i

quali continuare ad amministrare

le aziende. Solo in questo modo si

può pensare di fermare la chiusura

delle imprese agricole.

Ad aprire l’appuntamento dei Giovani

di Confagricoltura a Fieragricola

sono stati Giulio Manzotti,

presidente Giovani di Confagricoltura

Veneto e Piergiovanni Ferrarese,

presidente dei Giovani di

Confagricoltura Verona. A seguire

gli interventi di Andrea Carlini,

di Anga Mantova, Alberto Tealdi,

presidente della commissione

agricoltura dell’Unione giovani

dottori commercialisti, Alessandra

Caputo, già presidente dell’Unione

giovani dottori commercialisti

di Mantova e di Elena Accorroni,

responsabile fiscale di Confagricoltura

Verona, su aspetti fiscali e

normativi in materia. Hanno chiuso

i lavori Pietro Spellini, presidente

dei pensionati di Confagricoltura

Verona e Francesco Mastrandrea,

presidente nazionale dei Giovani di

Confagricoltura.

Giovani di Confagricoltura

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 63


CENTRO STUDI di Riccardo Calabrese e Giorgio Lo Surdo

IN AUMENTO IMPRESE PRODUTTRICI-TRASFORMATRICI

La crescita del biologico

N

el 2018, rispetto al 2017,

l’incremento delle aziende

agricole che coltivano

con metodo biologico (già

certificate e in conversione)

è stato complessivamente del

3,8%. Sono cresciute soprattutto

le aziende che producono e trasformano

(+10,2%) rispetto alle

aziende che si limitano alla sola

produzione primaria (+2,8%).

Questa tendenza è confermata

dal confronto dei dati 2010-

2018: produttori-preparatori

+231%, soli produttori +52%. Nel

2010 solo un’azienda biologica

su tredici curava, oltre la produzione,

anche la preparazione;

nel 2018 questo rapporto è arrivato

a circa una su 7.

Le aziende biologiche sono

complessivamente poco meno di

70 mila (69.317) avvicinandosi

a rappresentare il 5% del totale,

per una Superficie Agricola

Utilizzata (SAU) pari al 16% del

totale (1,96 milioni di ettari). Nel

2010 erano il 2,6% (41.807), per

una SAU del 8,7% (1,11 milioni

di ettari). La dimensione

media

delle aziende

biologiche è di

circa 28 ettari,

superiore di

oltre tre

g

Numero di aziende agricole che svolgono attività di produzione biologica

(comprese in conversione) con o senza attività di preparazione

(trasformazione, confezionamento)

Anno

Produttori

volte rispetto alla dimensione

media della generalità delle

aziende agricole (8,7 ettari).

Le regioni con più SAU investita

a biologico sono Sicilia, Puglia

e Calabria. La variazione di SAU

investita a biologico, nel 2018

rispetto al 2017, è stata complessivamente

di +2,6%, ma in

5 delle 20 regioni italiane si

registra una variazione

negativa: Sicilia

-9,8%, Sardegna

-9,3%, Basilicata

-1,1%, Calabria

-0,6%, Umbria

Produttori/

Preparatori

Totale aziende

agricole bio

Var. % totale

su anno prec.

2010 38.679 3.128 41.807 -

2011 37.905 3.906 41.811 +0,0%

2012 40.146 3.669 43.815 +4,8%

2013 41.513 4.456 45.969 +4,9%

2014 42.546 6.104 48.650 +5,8%

2015 45.222 7.366 52.588 +8,1%

2016 55.567 8.643 64.210 +22,1%

2017 57.370 9.403 66.773 +4,0%

2018 58.954 10.363 69.317 +3,8%

Var. % 2017-2018 +2,8% +10,2% +3,8% -

Var. % 2010-2018 +52,4% +231,3% +65,8% -

Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati SINAB

-0,5%. Gli incrementi più rilevanti

si sono verificati in Campania

(+43,8%), Veneto (+37,8%),

Trentino Alto Adige (+19,8%) e

Lombardia (+19,2%).

La SAU investita a biologico, anche

nel 2018, riguarda soprattutto

la coltivazione di pratipascoli

(398,4 mila ettari) e

foraggere (392,2) che, insieme a

pascoli magri e terreni a riposo,

rappresentano poco meno di

992 mila ettari pari al 50,6% del

totale; seguono cereali (326,1

mila), olivo (239,1 mila) e vite

(106,4 mila).

Nell’Unione Europea (2018)

l’Italia è il terzo Paese per

SAU investita a biologico,

64 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


g Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e aziende agricole (totale e bio)

Anno

SAU (ha x 1000) Aziende agricole (x 1000)

Totale Bio Bio/Totale Totale Bio Bio/Totale

ha/azienda

2010 12.856 1.114 8,66% 1.621 41.807 2,58% 26,6

2013 12.426 1.317 10,60% 1.471 45.969 3,12% 28,6

2014 12.376* 1.388 11,21% 1.456* 48.650 3,34%* 28,5

2015 12.326* 1.493 12,11% 1.441* 52.588 3,65%* 28,4

2016 12.277* 1.796 14,62% 1.426* 64.210 4,50%* 28,0

2017 12.216* 1.909 15,63% 1.412* 66.773 4,73%* 28,6

2018 12.155* 1.958 16,11% 1.398* 69.317 4,96%* 28,2

Var. %

2017-2018

Var. %

2010-2018

-0,5% +2,6% +3,1% -1,0%* +3,8% +4,9%* -1,4%

-5,4% +75,8% +86,0% -13,8%*

+65,8% +92,2%* +6,0%

Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati ISTAT e SINAB

preceduta dalla Spagna e dalla

Francia (negli anni precedenti

dietro l’Italia).

Fra il 2012 e il 2018, l’Italia

ha segnato un incremento del

67,8%, inferiore solo a quello

della Francia (+97,3%) e nettamente

superiore a quello della

Spagna (+27,8%). La SAU coltivata

con metodo biologico in Italia

rappresenta, nel 2018 (pur con

lieve riduzione rispetto al 15,2%

del 2017) il 14,6% sul totale

dell’Unione Europea.

g SAU investita a biologico nelle Regioni (ettari - compresa conversione)

Regioni 2010 2017 2018

Var. %

2010-2018

Var. %

2017-2018

Sicilia 225.693 427.294 385.356 +70,7% -9,8%

Puglia 137.721 252.341 263.653 +91,4% +4,5%

Calabria 101.083 202.119 200.904 +98,8% -0,6%

Emilia Romagna 76.781 134.509 155.331 +102,3% +15,5%

Lazio 84.713 138.278 140.556 +65,9% +1,6%

Toscana 95.219 130.115 138.194 +45,1 +6,2%

Sardegna 117.657 132.188 119.852 +1,9% -9,3%

Basilicata 50.922 102.070 100.993 +98,3% -1,1%

Marche 52.731 87.341 98.554 +86,9% +12,8%

Campania 23.170 52.649 75.683 +226,6% +43,8%

Lombardia 15.869 45.176 53.832 +239,2% +19,2%

Piemonte 32.000 46.580 50.951 +59,2% +9,4%

Umbria 31.141 43.540 43.302 +39,1% -0,5%

Abruzzo 31.939 38.758 39.950 +25,1% +3,1%

Veneto 15.130 27.979 38.558 +154,8% +37,8%

Friuli VG 3.569 15.418 16.522 +362,9% +7,2%

Trentino AA 9.782 14.078 16.870 +72,4% +19,8%

Molise 3.284 10.735 11.209 +241,3% +4,4%

Liguria 3.407 4.309 4.407 +29,4% +2,3%

Valle d’Aosta 1.931 3.178 3.367 +74,4% +5,9%

TOTALE 1.113.742 1.908.655 1.958.044 +75,8% +2,6%

Fonte: SINAB

GENNAIO-FEBBRAIO 2020 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

NUOVO CD DI FRANCESCO GAZZARA

Genesis al piano

Piano gran coda Bechstein del 1878

Peter Gabriel e company

come non li avete mai sentiti

n “The Musical Box” - brano cult del

I 33 giri “Nursery Cryme” dei Genesis

- Peter Gabriel canta ‘Play me my

song/Here it comes again’ (suonami la

mia canzone/ecco di nuovo). Ed ecco

di nuovo il valente pianista Francesco

Gazzara con il secondo capitolo dell’affascinante

progetto “Gazzara plays Genesis”.

Il primo si intitola “Play me my

song”, il secondo - inevitabilmente -

“Here it comes again” (Irma Records) e

si avvia proprio con “The Musical Box”,

in un gioco di rimandi e connessioni.

L’artista in questo disco strumentale

(che ha arrangiato, orchestrato e suonato)

ritrova la ‘sacralità’ delle sonorità

dei Genesis. Tutto è nato dalla registrazione

di esecuzioni di

Gazzara con uno splendido

pianoforte (in questo caso un

restaurato Bechstein a coda

del 1878). Quindi si è proceduto

alle eventuali sovraincisioni

delle altre tastiere; quasi

sempre poi si è previsto, in

aggiunta al pianoforte, un altro

strumento solista suonato da

uno degli ottimi musicisti ospiti, molti

dei quali già presenti nel precedente

lavoro. I brani proposti sono tratti dai

33 giri degli anni ‘70 dei Genesis, da

“Nursery Crime” a “Duke”, in rigoroso

ordine cronologico. Ed ancora una

volta Gazzara riesce a sorprenderci

con rinnovate emozioni su brani che

pur conosciamo a memoria, con cui

siamo cresciuti. La cover, molto bella,

è disegnata sempre da Ugo Micheli,

che unisce vari elementi delle iconiche

copertine genesisiane.

IL CD DI EBBANESIS

Le sciantose del web

V

iviana Cangiano e Serena Pisa sono due veraci sciantose

napoletane, simpatiche e ironiche. Due voci incredibili ed

una chitarra che sul web conquistano i social media “traducendo”

in napoletano il celebre brano dei Queen “Bohemian Rhapsody”,

che totalizza più di 2 milioni di visualizzazioni. Nasce così

il fenomeno EbbaneSis (questo il nome del duo) che realizza

uno spettacolo-concerto

di successo internazionale ed

un primo disco (“Serenvivity”).

Esce ora il secondo CD “Transleit”

(Soundfly), dalla copertina

vivacissima. Si parte proprio

con “Bohemian Rhapsody” ma

ci sono anche altri grandi canzoni

internazionali come “Michelle”

dei Beatles, “Billie Jean”

di Michael Jackson, colonne sonore di Ennio Morricone come

“Your Love” e “Nuovo Cinema Paradiso” e il ballabile “Mama

insegnami a ballar”. Non mancano particolarissime incursioni

nella musica italiana (“Attenti al lupo” di Lucio Dalla, “T’appartengo”

di Ambra). E l’omaggio ai più piccoli (“Volevo un gatto

nero”, “Il Walzer del Moscerino”, “Puffi qua e là”). Tutte canzoni

rigorosamente napoletanizzate.

Giardino onirico

Possiamo sbilanciarci? “Apofenia” (Lizard Records)

della band Il giardino onirico è uno dei più bei dischi

di neoprogressive. La talentuosa band laziale,

al suo terzo CD, propone un album maturo con sonorità

appassionate, dalle venature metal, intense,

giustamente oniriche Per “apofenia” si intende la

percezione spontanea di connessioni significative

tra fenomeni che non hanno

alcuna relazione tra loro. Ecco,

non c’è termine migliore per

sintetizzare l’obiettivo - raggiunto

- della band: lo spaziare

tra tanti stimoli sonori

di cui riusciamo sempre a

trovare le connessioni, senza

perderci nel labirinto. Non le

solite schitarrate metal ma

un suono potente e limpido allo stesso

tempo, colto, che sa essere complesso senza apparire

ridondante; si ascolti ad esempio lo strumentale

“Alétheia” di cui già il titolo è una dichiarazione di

intenti, per quell’essere sospesi, nel limbo tra il vero

e falso. Tra le guest star Jenny Sorrenti e Alessandro

Corvaglia che imprezioniscono il tutto.

66 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO-FEBBRAIO 2020


Un secolo di storia

e di progresso

Cento anni al servizio

delle imprese agricole

Vogliamo crescere con voi

Seguici su Internet e sui Social:

www.confagricoltura.it


More magazines by this user
Similar magazines