Touring 05/2020

online.magazines

LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA #5 | MAGGIO 2020 | FR. 4.50

5

idee per trascorrere

il tempo confinati

in casa

SUV FAMILIARE

E POLIVALENTE

Test della Skoda Kamiq

AIUTARE

NELLA CRISI

L’impegno del TCS

Pendolari con

aerotaxi

CON

TCS SEZIONE

TICINO

p. 75


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SOMMARIO

Ecco le batterie

europee

29

Mobilità verticale

tra sogni e realtà

10

Mezzi pubblici

adatti alla 3a età

32

EDITORIALE

LA RIVISTA PIÙ LETTA DELLA SVIZZERA

La nostra rivista, contrappunto

alla crisi da coronavirus

Viviamo un momento eccezionale, la pandemia

da coronavirus ci impone restrizioni,

molte aziende e lavoratori autonomi

lottano per sopravvivere. Viaggi e

progetti da tempo pianificati sono rimandati sine

die. Noi tutti siamo chiamati a collaborare e sostenere

chi, come il personale delle strutture medico-sanitarie

e i tanti volontari, sta facendo uno

sforzo straordinario su tutti i fronti per superare

l’emergenza. Anche il TCS presta aiuto e ve lo

raccontiamo su queste pagine. E benché non cessino

di giungerci notizie sugli effetti devastanti

causati dal Covid-19, il ritmo di pubblicazione

non ci permette di dare il giusto spazio al tema,

per quanto pressante ed urgente. Come da nostra

vocazione ci dedicheremo quindi anche in questo

numero alla mobilità. Sperando di offrirvi, care

lettrici e cari lettori, un gradito diversivo in questi

tempi difficili. State attenti e rimanete in

buona salute!

Felix Maurhofer

caporedattore

dossier

15 Droni da trasporto

Quattro domande all’Ufac,

a Skyguide e al TCS

18 Pionieri svizzeri

La visione futura di casa nostra

della mobilità verticale

20 Il dopo Solar Impulse

André Borschberg e le sue

nuove idee verdi per il cielo

22 Strategia droni

L’Accademia della mobilità

del TCS ha un nuovo incarico

Copertina:

© 2017 The Foreign Office

Collective

mobilità

24 Auto per la Bulgaria

I nostri vecchi veicoli diesel

esportati all’estero

29 Ricerca e batterie

L’Empa studia e crea

una versione europea

35 Presidente centrale TCS

Intervista a Peter Goetschi

sul dopo coronavirus

In Bulgaria

le nostre

occasioni

24

maggio 2020 | touring 3


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SOMMARIO

36

Test della

Skoda Kamiq

41

L’elettrica

Mini Cooper

São Tomé e

Príncipe,

un vero paradiso!

51

7 2

Incontro con

Loco Escrito

e la sua musica

I miei vantaggi club

46 Gioca e vinci online

50 Private Selection Hotels

67 Benefits TCS

74 Tre occasioni di vincita

tecnica

36 Test della Kamiq

Abitabilità e tecnologia

sorprendenti per questa Skoda

39 Vettura elettrica

L’offerta crescente e la maggior

autonomia la rendono attrattiva

43 Auto ferma per il virus

Il telelavoro ha fatto sì che

molte auto restassero in garage

svago

47 Cosa fare se confinati

Come trascorrere il tempo se

bloccati in casa dal Covid-19

51 Isole al largo dell’Africa

São Tomé e Príncipe, luoghi

incontaminati del pianeta

club

54 Il club aiuta nella crisi

Sempre al vostro fianco e

la parola al direttore generale

58 Barometro TCS dei litigi

Ora anche le donne si battono

per i loro diritti

61 Sicuri sulla due ruote

La nuova assicurazione TCS

per biciclette e bici elettriche

64 Crisi sanitaria

La telemedicina del TCS ben

apprezzata dai soci nel bisogno

rubriche

31 Il consulente

45/65 L’esperto TCS

69 Forum

69 Impressum

71 Tourolino

72 In giro con

74 Gioca & vinci

TCS Sezione

Ticino

76 Resoconto Assemblee gruppi regionali

79 Pandemia e mobilità elettrica: cosa

succederà?

80 L’organizzazione del lavoro ai tempi

del Covid-19

82 Telepass

Idee per chi

è confinato

a casa

47

Touring n. 6

Temi trattati nella prossima edizione

della rivista: dossier mobilità condivisa, test

della Peugeot 2008, viaggio in Georgia,

seggiolini auto per la sicurezza dei bimbi

Data di pubblicazione: 28.05.2020

maggio 2020 | touring 5


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ATTUALITÀ CLUB

I centri guida del

TCS potrebbero

riaprire l’8 giugno.

Coronavirus: dopo il lockdown

il TCS riparte passo dopo passo

FOTO TCS

Le misure per combattere l’emergenza

toccano anche diversi settori del TCS.

Nonostante i primi allentamenti in alcuni

ambiti, in altri occorre pazientare

ancora. Qui di seguito vi informiamo

sulle attività che potrebbero riprendere

Corsi di guida

I centri di guida di Derendingen,

Emmen, Betzholz, Niederstocken,

Frick, Erstfeld, Rivera, Lignières,

Cossonay e Plantin restano chiusi

almeno fino e incluso il 7 giugno

2020. Tutti i corsi di guida, anche

quello per la formazione complementare

obbligatoria per neopatentati,

sono dunque annullati fino

a tale data. Le iscrizioni possono

essere effettuate online per corsi

a partire dall’8 giugno.

training-events.ch

Giornata di educazione

stradale a San Gallo

Di comune accordo con la polizia

e la sezione TCS San Gallo-Appenzello

Interno la giornata di educazione

stradale del 6 giugno per gli

scolari è stata cancellata e rinviata

al 2021. Informazioni e dettagli

al riguardo seguiranno a tempo

debito.

tcs.ch/sicurezza-stradale

e le relative date. Attenzione: questi dati

sono senza garanzia e suscettibili di modifiche

a seconda dell’ulteriore sviluppo

della situazione. Agli interessati consigliamo

di consultare le pagine web indicate

per avere conferma.

eMobility Days

Alcuni appuntamenti dedicati alla

mobilità elettrica con test drive

gratuiti di autovetture, biciclette e

monopattini a batteria sono stati

purtroppo rimandati a date non

precisate. Ecco il nuovo programma:

Rinviati (nuove date da

comunicarsi a breve)

9 maggio: Füllinsdorf (BL)

13 giugno: Meyrin (GE)

27 giugno: Birr (AG)

Avranno probabilmente

luogo

22 agosto: Oerlikon (ZH)

29 agosto: San Gallo (SG)

5 settembre: Neuchâtel (NE)

12 settembre: Sion (VS)

3 ottobre: Crissier (VD)

10 ottobre: Berna (BE)

17 ottobre: Emmen (LU)

24 ottobre: Oensingen (SO)

tcs.ch/edays

Campeggio

L’epidemia da coronavirus ha colto

alla sprovvista i fan di vacanze

all’aria aperta già in piena fase di

preparazione all’imminente stagione

camperistica. L’insieme dei

24 campeggi del TCS hanno posticipato

il riavvio della loro attività

almeno fino all’8 giugno. Soggiorni

da questa data possono essere prenotati

direttamente presso il campeggio

prescelto, online o telefonicamente.

A causa della persistente

incertezza il TCS ha deciso di rimandare

all’estate 2021 l’apertura

del villaggio «Pop-Up Glamping»

nell’altopiano di Plaun (comune

di Laax).

tcs-camping.ch

Coloro che nel frattempo volessero

farsi ispirare da altri campeggiatori,

pianificare o addirittura prenotare

la prossima vacanza plein air potranno

valersi della guida digitale

Camping-Insider, prezioso quanto

utile compagno d’avventura.

camping-insider.ch

Il TCS Pop-up Glamping

ritornerà nell’estate 2021.

maggio 2020 | touring 7


Ripartire, ma più in là

Se la crisi colpisce in modo trasversale il turismo, non mancano

i segnali positivi. Invece di esigere l’immediato rimborso del

viaggio prenotato, molti clienti accettano di rimandarlo.

È impossibile stimare le perdite che il

settore turistico svizzero subisce a causa

del lockdown, ma sono immense. Eppure,

in questi tempi difficili la clientela

si mostra fedele verso la propria agenzia

o l’operatore turistico abituale. «La stragrande

maggioranza è aperta e disponibile

a ripiegare su una proposta alternativa»,

si rallegra Walter Kunz, direttore

della Federazione svizzera di viaggi.

Clienti solidali

«Appena scoppiata la crisi, molti chiedevano

il rimborso in preda al panico per

le notizie diffuse nei media» racconta

Pascal Wieser, direttore di Vögele Reisen.

Nel frattempo le cose si sarebbero

calmate. Circa il 70 percento avrebbe

cambiato prenotazione o accettato dei

buoni. «Sono prevalentemente i più giovani

o anziani a voler essere rimborsati,

Le ferie da sogno?

Rinviate, non annullate.

Sono in molti infatti a

decidere così.

e questi ultimi sono meno propensi a fissare

per una data futura, ancor incerta».

Anche da Car-tours.ch non si sarebbe

verificato il temuto fuggi fuggi di clienti,

che perlopiù si mostrano comprensivi.

«Siamo felici di riscontrare una grande

solidarietà. D’altra parte è legittimo

chiedere indietro i soldi. Comprendiamo

chiunque voglia programmare

il viaggio serenamente e più in là,

quando la situazione si sarà stabilizzata»,

dichiara il responsabile Urs Tanner.

Henri-Pierre Galletti, direttore TCS

Viaggi, si dice stupefatto dell’equanimità

con cui la clientela affronta i fatti:

«La maggior parte opta per spostare la

prenotazione, alcuni per buoni viaggio».

Talora sarebbero addirittura contenti

di non trovarsi in giro per il mondo in

questo periodo fuori dal normale.

LA FOTO

Pasqua in casa La pandemia

da coronavirus ha

scongiurato l’esodo pasquale:

niente code al San

Gottardo, come mostra la

foto a lato: il Giovedì

Santo, l’A2 a Silenen era

deserta. La polizia cantonale

urana ha confermato

che per quel ponte festivo

il traffico verso Sud è stato

pochissimo. Rispetto al

2019, il Venerdì Santo era

ridotto al 4 percento, il

Sabato dell’8 percento e

la Domenica e il Lunedì

dell’Angelo è risultato di

appena il 4 percento.

LA CIFRA

500

milioni di franchi, è questa

la flessione mensile

dell’utile accusata dalle

aziende dei trasporti pubblici

a causa della situazione

straordinaria dovuta

al Covid-19. Finora

circa 150 000 persone

hanno depositato il loro

AG. Su incarico del Consiglio

federale il servizio

di base è garantito, malgrado

una riduzione significativa

dell’offerta dei

trasporti pubblici.

Covid-19 – brusca frenata del traffico

LA PAROLA

Il decreto federale, che ha incitato la popolazione

a rimanere in casa e prediligere

il telelavoro per arginare l’epidemia

da coronavirus, ha avuto grosse

ripercussioni sul volume del traffico. Secondo

Viasuisse nella prima settimana

del lockdown gli intasamenti segnalati

sono diminuiti di oltre il 60 percento,

con soli 251 annunci rispetto ai 732

dell’analoga settimana del 2019 e ai

657 diffusi nel mese precedente. Un

quarto circa degli avvisi concernerebbe

rallentamenti o ingorghi nelle zone

frontaliere, dove i controlli ai confini

sono stati rafforzati.

Stando all’Ufficio federale delle strade

(USTRA) nel periodo in esame il traffico

si è ridotto, in termini globali, del 30–

40%. ln particolare il traffico in direzione

dei paesi vicini Francia, Germania

ed Austria è calato del 70–75 percento,

mentre quello verso l’Italia è diminuito

dell’80–90 percento.

Narciso figlio della divinità

fluviale Cefiso e della ninfa

Liriope nella mitologia greca,

si innamorò del suo riflesso e

così annegò cercando di abbracciarlo.

Si racconta che un

narciso sia poi sbocciato nel

luogo dove si sedeva Narciso.

A maggio, i narcisi selvatici

crescono anche in Svizzera,

ad esempio nelle Prealpi, in

Ticino e nel Giura.

8 touring | maggio 2020


ATTUALITÀ

FOTO KEYSTONE, EMANUEL FREUDIGER, ALD

Svizzera virtuale

In attesa di poter scoprire dal

vivo le bellezze del Canton

Vaud, ora le si può già pregustare

comodamente dal proprio

salotto. Infatti, il sito

Vaud Tourisme mette a disposizione

nuovi video in formato

tridimensionale a 360

gradi. Anche altri enti del turismo,

in particolare quello

dei Grigioni e di Lucerna,

hanno arricchito la loro offerta

digitale. E per una panoramica

a tutto tondo delle

innumerevoli attrazioni naturali

e culturali del nostro

paese vale davvero la pena

visitare le pagine online di

Svizzera Turismo.

myswitzerland.com

Solidarietà timbrata

Costa cinque franchi il francobollo

speciale emesso dalla

Posta in relazione con la pandemia

da coronavirus. L’incasso

sarà devoluto alla Catena

della Solidarietà e alla

Croce Rossa Svizzera, che lo

distribuiranno a persone con

bisogni urgenti dovuti al virus

Covid-19. È disponibile in

fogli da dieci per la somma

di 50 franchi.

Le pagine del gas

Cambia look il sito internet

cng-mobility.ch, progetto comune

delle aziende regionali

del settore svizzero del gas.

Disponibile nelle tre lingue

nazionali si presenta ampliato

nei contenuti venendo

a coprire ulteriori motorizzazioni

alternative (elettrica,

carburanti sintetici, idrogeno).

Offre articoli di fondo

sulle varie propulsioni e i relativi

costi, emissioni di CO2

ecc. Vi si trovano funzioni

utili quali la mappa delle stazioni

di rifornimento vicine e

l’elenco aggiornato dei veicoli

a gas naturale compresso

(GNC) e notizie in tema di

mobilità sostenibile.

La soglia della

neutralità carbonica

Dopo 40 000 km un’auto elettrica

di media categoria provoca

meno gas serra rispetto

ad un veicolo comparabile

con motore termico. Il calcolo

dell’Istituto Paul Scherrer

si basa sull’utilizzo di

energie a emissioni zero. Il

dato è quindi applicabile alla

Svizzera, ma non indiscriminatamente

ad altri paesi.

maggio 2020 | touring 9


10 touring | maggio 2020


DOSSIER

Gli aerotaxi elettrici che decollano e

atterrano in verticale e trasportano

merci o persone sono considerati

la prossima grande innovazione

nella mobilità urbana. Tecnica,

soldi e progetti sembrano essere a

disposizione, ora rimane la questione

di chi alla fine avrà la meglio.

TESTO DINO NODARI

Lilium Jet Presto

questi aerotaxi

potrebbero sorvolare

le nostre città.

FOTO ROBIN RUNCK

I taxi mettono le ali

Sono la grande promessa

della mobilità del futuro:

gli aerotaxi. In tutto il

mondo la ricerca si sta

concentrando sugli aeromobili

VTOL (acronimo inglese di:

Vertical Takeoff and Landing,

ovvero: decollo e atterraggio

verticale) per il trasporto di passeggeri.

E le promesse per il futuro

sono così grandi che a metà

marzo, in piena emergenza

coronavirus, sono state investite

ingenti somme in progetti che

sono ancora ben lontani dalla

fase di commercializzazione. A

partire dal 2025 la start up di

Monaco di Baviera Lilium vuole

offrire un primo servizio urbano.

In marzo, in seguito ad un ciclo

interno di finanziamento, si è

aggiunta un’iniezione di 240 milioni

di dollari. Tra gli investitori

si contano fornitori di capitali

di rischio, ma anche la banca del

Liechtenstein LGT e l’ex campione

mondiale di Formula Uno

Nico Rosberg.

Di città in città

Anche se dovremo attendere ancora

a lungo sino a che i velivoli

di nuova generazione voleranno

al di sopra delle nostre teste, da

tempo circolano dichiarazioni

promettenti e stupende immagini

di prototipi a terra e in volo

di prova. La missione di Lilium:

«Sognavamo un mondo in cui

ognuno può volare dove vuole e

quando vuole. Da città a città o

dalla periferia al centro, vogliamo

offrire la possibilità di

viaggiare su chiamata in →

maggio 2020 | touring 11


36 motori elettrici possono

far accelerare il Lilium Jet

fino a 300 km/h.

Volocopter Ancora con il

pilota a bordo durante un

volo di prova a Singapore.

modo veloce, ecologico e a

prezzo accessibile». In concreto

la società bavarese vuole offrire

flotte aeree e un servizio di aviotrasporto

che colleghi i centri

urbani tra di loro. L’apparecchio

Lilium Jet è equipaggiato di

36 motori elettrici, ha un’autonomia

di 300 chilometri e raggiunge

una velocità massima

di 300 km/h. Il jet offrirà posto

per cinque persone. Da notare

che questa start up intende guadagnare

non con la vendita di

apparecchi, bensì con il servizio

di taxi volanti.

In Germania il progetto di Lilium

è reputato un modello valido che

suscita interesse al più alto livello

politico e fa sognare la

gente. Tuttavia si sono sollevate

anche voci critiche, secondo cui

le promesse della start up

bavarese sono destinate al fallimento

semplicemente perché

non superano la prova delle regole

di fisica. Nella rivista specializzata

«Aerokurier» un esperto,

di cui non è stato fatto il nome,

sostiene che con l’attuale densità

di energia delle batterie agli ioni

di litio non è possibile avere l’autonomia

promessa. Nella rivista

tedesca «Spiegel» due esperti di

aviazione hanno confermato i

calcoli dell’esperto anonimo. In

risposta all’articolo, un portavoce

di Lilium ha spiegato che:

«Non sosteniamo che oggi, con

gli attuali prototipi, riusciamo a

coprire una distanza di 300 chilometri».

La società è fiduciosa

che riuscirà a raggiungere questo

obiettivo entro il 2025.

Elicottero o drone?

Mentre il progetto di Lilium si

concentra su distanza e velocità,

la società anch’essa tedesca Volocopter

si è prefissata un altro

obiettivo. Il mix di drone ed elicottero

è previsto per un impiego

su brevi tragitti nelle metropoli.

Dal 2011 si compiono dei

voli con prototipi – il più recente

ha effettuato un volo di un chilometro

e mezzo a Singapore. Per

questioni di sicurezza, a bordo

c’era un pilota, ma in avvenire

12 touring | maggio 2020


DOSSIER

Critica Gli esperti esprimono

dubbi sulla portata dichiarata

da Lilium.

FOTO NIKOLAY KAZAKOV, ALD

gli aerotaxi dovranno funzionare

con la guida autonoma. Il

Volocopter 2X è elettrico e dispone

di 18 rotori. Al momento

il Volocopter offre posto per un

passeggero, mentre in futuro dovranno

poter salire a bordo sino

a sei persone. Anche questo progetto

è sostenuto da potenti finanziatori,

come il gruppo automobilistico

cinese Geely Holding

e la Daimler. Non è ancora ben

chiaro quando i primi Volocopter

offriranno un servizio di aerotaxi

nelle metropoli. «Siamo ancora

ai blocchi di partenza per

quanto riguarda la realizzazione

dei primi voli di linea degli aerotaxi

nelle città», affermava già

nel 2018 Florian Reuter, CEO

di Volocopter. Nel frattempo a

Singapore: «Stiamo valutando

le possibilità tecniche ed elaborando

in comune le direttive

aziendali al fine di rendere possibile

la sperimentazione a Singapore»,

afferma Ho Yuen Sang,

direttore dell’autorità competente

in materia di aviazione

civile a Singapore. →

maggio 2020 | touring 13


DOSSIER

Sperimentazione

mondiale

I concorrenti di Lilium e Volocopter

sono numerosi e in parte

sono sostenuti da potenti sponsor.

Per il 2025 Airbus Helicopters

in collaborazione con Siemens

ha in programma la messa

in esercizio del CityAirbus, un

aerotaxi che vola autonomamente.

Anche il produttore di

elicotteri statunitense Bell lavora

ad un aerotaxi a decollo

verticale. L’anno scorso è stato

reso noto che Porsche, insieme a

Boeing, vuole prendere parte a

questo mercato del futuro e ancora

quest’anno dovrebbero tenersi

i primi voli di prova. Nel

frattempo il servizio di trasporti

Uber coopera con tre fabbricanti

di aeromobili – Embraer, Karem

Aircraft e Pipistrel – per riuscire

a compiere i primi test degli aerotaxi

quest’anno. Da notare che

in febbraio – nel quadro della

lotta al coronavirus – è stato impiegato

l’apparecchio cinese

EHang 216: con un volo di prova

è stato trasportato un pacco di

emergenza ad un ospedale distante

quattro chilometri nella

città di Hezhou. I voli di andata

e ritorno sono stati realizzati

senza pilota e con guida autonoma.

CityAirbus Il progetto multinazionale di Airbus Helicopters e Siemens.

Nexus di Bell L’aerotaxi a decollo verticale del costruttore di elicotteri americano.

La lista di progetti è ancora

molto lunga. È evidente che con

questa nuova forma di mobilità è

possibile guadagnare molti soldi.

Stando ad uno studio di Porsche

Consulting del 2018, la crescita

del mercato subirà un’accelerazione

a partire dal 2025. Sino al

2035 Porsche Consulting stima

il mercato per i trasporti aerei

urbani a 32 miliardi di dollari.

La società finanziaria statunitense

Morgan Stanley prevede

addirittura che entro il 2040

il mercato potrà crescere sino

a raggiungere quota 1,5 miliardi

di dollari l’anno. ◆

FOTO ALD

Porsche e Boeing vogliono collaborare lanciandosi insieme nel mercato del futuro.

14 touring | maggio 2020


DOSSIER

In Svizzera vedremo presto spiccare il volo i primi

droni da trasporto? E come sarà l’integrazione degli

aerotaxi nel traffico aereo? Le risposte dell’Ufficio

federale dell’aviazione civile, Skyguide e TCS a

quattro domande.

TESTO JULIANE LUTZ

CHRISTOPH RUCKSTUHL/NZZ

Vari produttori di aerotaxi

elettrici sembrano aspettare

solo il segnale di partenza.

Quando decolleranno i primi

passeggeri?

A questa domanda l’Ufficio

federale dell’aviazione civile

(Ufac) ha risposto che non è

possibile fare previsioni. L’avvio

dell’attività di queste società dipende

da diversi fattori: la maturità

economica e tecnologica,

il quadro normativo e l’accettazione

sociale. Attualmente l’Agenzia

europea per la sicurezza

aerea (AESA) sta elaborando

le basi normative affinché le

aziende di aerotaxi possano avviare

la loro attività. Una consultazione

in merito a livello

europeo è prevista nell’ultimo

trimestre 2020. Se la consultazione

avrà luogo con profitto e

se avrà un effetto sul successivo

processo legislativo, è difficile

da dire. Dal punto di vista tecnologico

gli aerotaxi sono realizzabili

già oggi, afferma Jürg

Wittwer, direttore generale

del TCS, che ha trattato a fondo

il tema dei droni. Tuttavia –

sostiene il direttore generale –

passerà ancora tanto tempo

fino a che saranno emanate le

regole quadro per gestire un’attività

commerciale di questo

tipo. Wittwer ritiene che al più

presto nel 2022 verrà autorizzata

un’attività di prova, ad

esempio per coprire il tragitto

tra Zurigo e l’aeroporto di Kloten.

I flying taxi sono più realtà

che fantasia: la ricerca sulle

nuove tecnologie ha fatto progressi

dietro le quinte e avanza

più velocemente del previsto.

Nelle città svizzere dove

atterreranno gli aerotaxi? Per

Taxi volanti e droni da trasporto:

realtà o fantasia?

fare un esempio, nelle stazioni

ferroviarie?

Se gli aerotaxi saranno disponibili

oltre che negli aeroporti anche

nelle stazioni o in altri luoghi

dipende sia dalla pianificazione

del territorio che dall’accettazione

sociale, spiega l’Ufac.

Stando a Jürg Wittwer un luogo

di atterraggio centrale per i droni-taxi

si può trovare in ogni

città svizzera. Esclude però i tetti

delle stazioni ferroviarie, perché

ancora troppo spesso sono spioventi.

Dato che sono più silenziosi

e più sicuri degli elicotteri,

si può immaginare che i dronitaxi

circolino lungo rotte fisse,

al di sopra di autostrade e linee

ferroviarie, nelle immediate vicinanze

dei centri urbani.

In Svizzera si è già oltre la fase

di test per quanto riguarda

i droni da trasporto?

Negli Stati Uniti l’affiliata di UPS,

UPS Flight Forward, dal 2019 ha

già spedito migliaia di test medici

con i droni in parallelo al

servizio di corriere a terra, mentre

in Svizzera non siamo ancora

a questo punto. Sinora La Posta

ha testato il trasporto di campioni

di laboratorio tra gli ospedali

all’interno delle città di

Zurigo e Lugano con un’autorizzazione

Ufac. A causa dell’emergenza

coronavirus, i voli di prova

sono però stati sospesi. Nel 2019

l’Ufficio dell’aviazione civile ha

autorizzato ancora un progetto

del Politecnico federale di Losanna

(EPFL). Nei cantoni Vallese

e Vaud già dal 2017 circolano

droni con il compito di

spruzzare in modo mirato fertilizzanti

e pesticidi sui campi

agricoli. Il direttore generale del

TCS Wittwer è scettico sul fatto

che nel breve termine si possano

vedere volare droni da trasporto,

dato che in Svizzera la maggior

parte della merce non deve essere

trasportata in tempi molto

ristretti.

In futuro i droni da trasporto

potranno volare ovunque

sul territorio o soltanto in

corridoi prefissati?

Dall’estate 2019 Skyguide, in collaborazione

con l’Ufac e la società

statunitense Airmap, sta lavorando

al progetto «U-Space»

per l’integrazione dei voli di

drone nello spazio aereo. Non

sono previsti dei corridoi speciali.

Si è invece optato per tracciare

i droni che volano al di fuori del

campo visivo tramite il GPS e

«U-Space» e renderli visibili sugli

schermi radar dei gestori del

traffico aereo. In questo processo

interamente automatico gli operatori

dei droni, analogamente ai

piloti dei velivoli più tradizionali,

elaborano un piano di volo e

comunicano al sistema quando,

dove, per quanto tempo e a che

altezza intendono volare. Il sistema

controlla i dati e, se non

si genera un conflitto, dà l’ok al

piano di volo. Grazie a «U-Space»

in futuro ad esempio i voli di trasporto

possono avere luogo anche

nelle vicinanze di aeroporti,

dato che la torre di controllo ne è

stata informata e garantisce che

non interferisca con il volo degli

aerei. Il sistema dovrebbe essere

accessibile anche agli operatori

che fanno volare i droni nel

campo visivo e al di sotto di 150

metri. Attualmente l’Ufac sta

definendo la normativa in modo

che il sistema possa passare dalla

fase test al funzionamento regolare.


maggio 2020 | touring 15


Per il medico d’urgenza condizioni stradali difficili e gran distanze

combinate insieme sono spesso causa del rallentamento del

tempo d’intervento sul luogo dell’incidente. Per questo motivo,

in uno studio di fattibilità l’ADAC sta analizzando la possibilità

di usare un multicottero al posto dei normali mezzi di soccorso.

TESTO JULIANE LUTZ

Immaginatevi di subire un

grave incidente e il medico

corre in vostro aiuto a bordo

di un taxi-drone con propulsione

elettrica. Pensate che si

tratti forse di un film di fantascienza?

No, ben presto potrà

essere realtà. In uno studio di

fattibilità l’ADAC Luftrettung –

il ramo specializzato nel salvataggio

aereo del maggiore club

automobilistico tedesco – sta

analizzando la possibilità di

usare i multicotteri per interventi

di pronto soccorso.

L’Istituto di medicina d’emergenza

e di management sanitario

dell’Università di Monaco di

Baviera sta compiendo simulazioni

al computer di interventi di

salvataggio aereo di ADAC sulla

base di dati reali, per capire se

un multicottero possa essere un

mezzo più efficace rispetto ai

normali mezzi di salvataggio.

In Svizzera la scelta del mezzo

di soccorso viene lasciata alla

decisione delle autorità cantonali,

in Germania invece i medici

d’emergenza si recano sul

luogo dell’incidente sempre in

automobile invece che in ambulanza.

Nell’esercizio di simulazione

il computer svolge la

funzione di coordinatore della

centrale operativa che valuta le

condizioni d’intervento per decidere

se il medico si sposta in automobile

o in multicottero. «Vogliamo

soprattutto capire quale

Se il medico d’urgenza

arriva in multicottero

velocità e quale autonomia sono

necessarie in modo che il multicottero

arrivi più presto rispetto

ad un normale veicolo su strada»,

afferma Aaron Erd, direttore di

progetto presso il salvataggio

aereo di ADAC.

Meno medici significa

più tecnologia

La ricerca che si sta svolgendo in

Germania di un nuovo tipo di

velivolo da impiegare nel pronto

soccorso è mirata a trovare un

rimedio alla chiusura di ospedali

e alla mancanza di medici che

rendono ancora più difficile il

salvataggio aereo soprattutto

nelle aree più discoste. «Con un

multicottero si può coprire una

superficie maggiore e dunque è

possibile garantire il servizio anche

con meno medici d’urgenza

a disposizione», spiega Erd. Per

lo studio sono state scelte come

modello la città di Ansbach in

Baviera e il Land Renania-Palatinato,

dove l’ADAC è già presente

con delle stazioni di salvataggio

aereo. Inoltre «in queste regioni

geografiche – continua Aaron

Erd – si è confrontati con aree

montagnose e valli profonde,

che ostacolano e ritardano l’intervento

dei medici».

La presentazione dei risultati

della ricerca è prevista nel terzo

trimestre del 2020. Sulla base

dello studio verranno effettuati

voli di prova da parte di un pilota

di un aeromobile di nuovissima

generazione realizzato

dalla società tedesca Volocopter.

Questa società con sede a Bruchsal

è leader nello sviluppo di

multicotteri elettrici a decollo

verticale che fungono da taxi

dell’aria. Nel 2016 la società ha

16 touring | maggio 2020


DOSSIER

ADAC LUFTRETTUNG/ ANDREA FABRY

ottenuto l’autorizzazione provvisoria

per il suo VoloCity. Si tratta

di un multicottero che offre posto

per il pilota, il medico e l’equipaggiamento

sanitario. Il velivolo

pesa 700 chili ed è alto

due metri e mezzo, il diametro

della corona su cui sono installati

i rotori si estende per 11,3

metri. Mantenendo un’altezza di

volo di 100 metri può circolare

ad una velocità massima di 110

km/h. L’autonomia al momento

è di 35 chilometri. La ricarica

del VoloCity avviene con una linea

di alta tensione e in più è

previsto il cambio delle batterie

dopo ogni intervento, in modo

che sia subito pronto per ripartire.

Queste caratteristiche sono

considerate sufficienti per cominciare

con i primi test. Nelle

regioni prese a modello parallelamente

ai voli di prova «interverrà

sempre un medico a bordo

di un’auto», afferma Aaron Erd.

Per l’impiego effettivo nel servizio

di soccorso medico l’ADAC

punta su un ulteriore sviluppo

tecnologico.

ADAC nuovamente

precursore

Rispetto agli elicotteri, il multicottero

elettrico ha un’impronta

di CO2 migliore, un costo inferiore

ed è molto più facile da guidare.

«Gli elicotteri rimarranno

comunque sempre necessari per

trasportare persone infortunate

e malati gravi. Per noi – spiega

Erd – è importante migliorare il

servizio di salvataggio su terra

affiancando la nuova tecnologia.

Con questo nuovo studio di fattibilità

dedicato al multicottero

l’ADAC conferma il suo ruolo di

punta nel campo del salvataggio

di emergenza aereo. «Quando

50 anni fa si cominciò ad impiegare

elicotteri, l’ADAC venne

deriso», ricorda il responsabile

della comunicazione Jochen

Oesterle. Nel frattempo la rete di

salvataggio aereo tedesca è una

delle più fitte al mondo e – con

più di 50 elicotteri e 36 stazioni –

l’ADAC è una delle maggiori

organizzazioni di salvataggio

aereo in Europa. ◆

La foto ben presto

potrebbe esser realtà,

dato che l’ADAC ha

in programma voli di

prova già nel 2020.

maggio 2020 | touring 17


Due società svizzere stanno concentrando gli sforzi nella

realizzazione di velivoli a decollo verticale od obliquo

per la mobilità porta a porta. I prototipi di Dufour Aerospace

e iii-Solutions potranno diventare realtà fra qualche anno.

TESTO FELIX MAURHOFER

La mobilità verticale si fa

strada in Svizzera

Nel futuro prossimo la

mobilità verticale acquisterà

sempre più

importanza, ne sono

convinti gli esperti di aviazione.

Anche le imprese svizzere

stanno sviluppando dei velivoli

per questo nuovo tipo di mobilità.

Con l’aereo ad ala inclinata

«aEro 3» la start up Dufour Aerospace

vuole portare nei cieli

un’alternativa all’elicottero che

sia a basso consumo energetico.

«L’aEro 3 a cinque posti decolla

verticalmente con quattro motori

elettrici e poi compie il

viaggio in orizzontale con una

turbina a cherosene», spiega

Thomas Pfammatter, pilota di

elicottero e fondatore di Dufour

Aerospace. Il sistema di decollo

verticale – come un elicottero – e

poi di viaggio orizzontale – come

un aereo – è estremamente silenzioso,

ecologico e a basso consumo

energetico. E necessita tre

volte meno carburante rispetto

ad un elicottero della stessa

stazza. Un giorno il velivolo funzionerà

esclusivamente con batterie

o a idrogeno. All’«aEro 3»

bastano 400 cavalli, mentre un

elicottero ne ha bisogno di 1000

per la sua prestazione di volo.

In modalità ibrido il velivolo ha

un’autonomia di 800 chilometri,

per una velocità di 320 km/h.

Anche in rapporto alla manutenzione

– afferma Pfammatter – il

sistema ibrido è più a buon mercato.

Di conseguenza, il prezzo

di viaggio sarebbe quattro volte

più a buon mercato di quello che

ora paga un passeggero di elicottero.

Attualmente a questo progetto

lavora un team di 15 persone,

che ha già testato il volo di

un piccolo prototipo. Pfammatter

calcola che ci vorranno ancora

tre anni sino a che potrà essere

testato un prototipo 1:1.

Fra cinque anni il primo «aEro

3» potrebbe ottenere l’autorizzazione

per questo tipo di voli

dall’Ufficio dell’aviazione civile.

Per lo sviluppo del prototipo la

start up ha preventivato un investimento

attorno ai dieci milioni

di franchi. L’autorizzazione e la

produzione richiederanno altre

diverse decine di milioni. L’aereo

ad ala inclinata verrà venduto a

un prezzo che oscilla tra uno e

due milioni di franchi. Thomas

Pfammatter è convinto che in

un futuro non troppo lontano la

mobilità verticale entrerà nella

nostra vita quotidiana grazie

agli evidenti vantaggi di efficienza

energetica e risparmio

economico. In più l’«aEro 3» può

decollare e atterrare ovunque.

Dufour Aerospace ha già testato

l’«aEro 1» nell’aerodromo di

Raron. Attualmente stanno provando

il secondo prototipo.

L’aerotaxi elettrico

Un ulteriore progetto svizzero

è il velivolo a decollo obliquo

«Bitcraft one» di iii-Solutions.

La mente dietro questo progetto

è Andreas Reinhard. Il noto fisico

e pilota è l’autore di diverse

invenzioni che hanno fatto furore

come ad esempio il velivolo

«Stingray». Il progetto di aerotaxi

«Bitcraft one» è costituito

Velivolo ibrido «aEro 3»,

un giorno sostituirà

gli elicotteri.

FOTO ALD

18 touring | maggio 2020


DOSSIER

Il «canard» di iii-Solutions

è a basso consumo

energetico.

Studio del «Bitcraft one»

con cabina passeggeri

rotante.

da una cabina per sei persone,

un carrello per l’atterraggio sia

su strada che rotaia e quattro

eliche oblique a funzionamento

elettrico. Dal lato aerodinamico,

si tratta di un «canard»,

ovvero un velivolo in

cui gli stabilizzatori

orizzontali sono disposti

anteriormente rispetto

al baricentro, e dunque

davanti all’ala. Con questa

configurazione è possibile volare

consumando poca energia e

grazie ai molteplici motori e al

rapporto di planata al di sopra di

8 è garantita una sicurezza superiore

alla media in caso di totale

guasto dei motori. Inoltre il «Bitcraft

one» dispone di un paracadute.

Il velivolo è predisposto

per 20 minuti di volo, mantenendo

una velocità di 140 km/h.

Per Reinhard questo modello di

aereo rappresenta la soluzione

per offrire un servizio di trasporto

porta a porta con un consumo

minimo di energia, massimo

comfort per i passeggeri

nonché un’emissione minima di

rumore. Attualmente il team di

iii-Solutions è occupato con lo

sviluppo del prototipo 1:4.

Reinhard ritiene che la mobilità

aerea urbana assumerà sempre

più importanza in futuro e che

potrà completare in modo mirato

quella su strada e rotaia, ma

solo se sarà più efficiente e più

silenziosa di quella attuale. •

Info: iii-solutions.ch; dufour.aero

maggio 2020 | touring 19


André Borschberg, pioniere dell’aviazione svizzera, è in prima linea

fra chi scommette sulle energie verdi nei cieli. Anche se in un

primo tempo le macchine volanti saranno limitate alle zone urbane,

è convinto che cambieranno profondamente la nostra mobilità.

INTERVISTA JÉRÔME LATHION | FOTO ANNA PIZZOLANTE

Reduce dal successo di

Solar Impulse, André

Borschberg, uno dei protagonisti

del primo giro

intorno al mondo di 40mila chilometri

concluso nel 2016 a

bordo di un aereo ad energia solare,

ha fondato a Sion la società

H55 SA. La start up, che promuove

la propulsione elettrica

nell’industria aeronautica, ha

sviluppato, in collaborazione

con il produttore ceco BRM Aero,

il biposto da addestramento elettrico

Bristell Energic Flight Trainer.

Dovrebbe essere certificato

alla fine del 2021 e a disposizione

per le scuole di volo nel

2022. L’ex CEO di Solar Impulse

è certo che la mobilità verticale

elettrica accelererà notevolmente

in un futuro prossimo.

Con Solar Impulse è stata

realizzata una visione. Come

vede la mobilità verticale ora?

André Borschberg: Innanzitutto

ricordo che l’obiettivo del progetto

Solar Impulse non era

quello di rivoluzionare l’aviazione,

ma di modificare l’opinione

pubblica nei confronti

delle energie rinnovabili. Se allora

era ancora marginale, nel

frattempo l’elettrico si è imposto

come forte motore di trasformazione,

proprio come lo è stata,

all’epoca, l’automobile. La perdita

di potenza è minima, il 95%

arriva sull’elica, ciò che riduce i

consumi complessivi. Il secondo

vantaggio sta nella semplicità di

manutenzione dei propulsori

elettrici: a zero emissioni, silenziosi,

economici, stanno conquistando

crescenti consensi, e infatti

sono sempre più numerosi

chi crede nelle potenzialità di

questi apparecchi. Soprattutto i

notevoli progressi compiuti nel

decollo e atterraggio verticale

(VTOL) ne fanno un’interessante

alternativa agli elicotteri convenzionali.

«I voli di droni ed aerei

dovranno essere coordinati»

Quali ostacoli possono frenare

lo sviluppo del green fly?

Vi sono ancora diversi ostacoli

da affrontare, in particolare per

quanto riguarda la capacità, tuttora

limitata, delle batterie, che

fa sì che per il momento i velivoli

elettrici rimangano circoscritti

alla mobilità urbana. La seconda

sfida interessa la certificazione.

I costruttori devono garantire la

piena sicurezza dei loro velivoli,

e come mostrano i recenti contraccolpi

della Boeing in fase di

test, queste procedure sono complesse

e possono durare.

Soffermiamoci sulla UAM,

la mobilità aerea urbana:

oltre ai taxi volanti, quali

altri apparecchi sono

sulle rampe di lancio?

Aeromobili per uso individuale

sono già operativi negli Stati

Uniti. Il drone Blackfly accoglie

un passeggero che non deve possedere

il brevetto di pilota. Si

comanda con un semplice stick.

E sa qual è l’età minima legale

per pilotarlo?

Non saprei, 14 o 15 anni?

Cinque! Presto, diversi modi di

trasporto merci e persone si avvicineranno

e si sovrapporranno:

droni per la consegna a domicilio,

velivoli a pilotaggio remoto

(APR) che richiedono poca istruzione,

e gli aerei tradizionali –

tutti dovranno coordinare le

loro attività e condividersi lo

spazio di volo.

Occorrono quindi standard e

regolamentazioni, elaborarli

richiederà tempo. Le auto

circolano da oltre un secolo e

a tutt’oggi la segnaletica non

è unificata in Europa. Come si

potrà sincronizzare sviluppo

normativo e tecnologico?

In effetti, questo rappresenta

il terzo grande ostacolo. Dobbiamo

integrare i nuovi sistemi e

i cambiamenti che comportano.

La tecnologia è pronta, ma molte

questioni devono essere risolte

sul piano giuridico. È come l’auto

a guida autonoma, verrà, ma ci

vorrà tempo. Comunque non lo

considero un problema; procedendo

a tappe impareremo ad

apprezzarne i pregi, il fatto che

non inquina, non disturba ed è

più sicura.

Non rischiamo di spostare

semplicemente gli ingorghi

dal suolo all’aria?

Il vantaggio della mobilità verticale

è che non dipende da infrastrutture

con capacità limitate

come la rete stradale e ferroviaria.

Ovviamente il traffico aereo

va controllato e gestito ma le capacità

operative possono essere

Protagonista dell’exploit

del Solar Impulse, oggi

André Borschberg si consacra

allo sviluppo della mobilità

verticale elettrica.

IDENTIKIT

André Borschberg nasce a

Zurigo nel 1952. Si laurea in

ingegneria meccanica all’EPFL

nel 1976 e consegue il Certificato

in Business Management

alla facoltà di commercio ed

economia HEC di Losanna nel

1977–78. Già pilota militare

delle Forze Aeree Svizzere,

entra nella storia dell’aviazione

realizzando, nel 2015–

16 il giro del mondo in due

tappe a bordo del rivoluzionario

Solar Impulse, velivolo

capace di librarsi senza combustibile

progettato insieme

a Bertrand Piccard. Nel 2015

fonda, congiuntamente a

Sébastien Demont e Gregory

Blatt, membri del Team Solar

Impulse, la spin-off H55 SA

a Sion.

Informazioni al sito h55.ch

20 touring | maggio 2020


DOSSIER

aumentate fino ad un limite da

definire. In ogni caso, si eviteranno

stazioni sovraffollate e

strade congestionate.

Gli utenti vanno preparati.

Chi se ne incaricherà?

È difficile a dirsi. Attualmente,

solo i piloti di elicotteri sanno

eseguire decolli e atterraggi verticali

(VTOL), e non sono molti.

Ma le modalità di volo saranno

via via semplificate ed anche la

guida autonoma è programmata.

Sarà interessante osservare la facilità

con cui l’utente si adatterà

(sorride).

La sicurezza dei velivoli,

in particolar modo quelli

leggeri, è garantita con

ogni tempo?

Il trasporto aereo è soggetto a

severi requisiti di sicurezza, gli

stessi si applicheranno alle attività

commerciali svolte con

droni. Soprattutto gli aeromobili

leggeri potranno valersi di sofisticati

dispositivi di controllo e

comunicazione a terra. Inoltre,

sono in grado di raccogliere numerose

informazioni meteo, a

tutto beneficio della sicurezza.

Quale ruolo riveste la H55

in quest’ampio contesto?

Noi siamo «facilitatori». Forti del

know-how di 16 anni maturato

in seno a Solar Impulse, la nostra

squadra intende sviluppare

soluzioni per la propulsione elettrica

affidabili che altre compagnie

potranno integrare in taxi

aerei e VTOL.

Avete preferito stabilirvi nel

Vallese invece che negli USA…

La Svizzera non si deve svalutare

rispetto alla Silicon Valley. Vanta

un alto livello d’istruzione e un

articolato tessuto di piccole e

medie imprese dinamiche. Il Vallese

poi si è trasformato in polo

di ricerca ed innovazione: ospita

l’antenna del Politecnico federale

di Losanna fortemente impegnata

nel settore dell’energia,

la HES-SO e l’aeroporto di Sion

che vuole posizionarsi come

scalo per l’aviazione elettrica.

Per noi rappresenta una location

ideale. Siamo stati accolti molto

positivamente dagli ambienti politici.

A più lungo termine dovremo

però prendere piede negli

Stati Uniti se vogliamo convincere

gli investitori. ◆

maggio 2020 | touring 21


DOSSIER

Si giocherà nei cieli,

ma si prepara a terra:

il futuro dei trasporti.

La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha

incaricato l’Accademia della mobilità TCS dell’elaborazione

di una strategia nell’ambito dei droni. Una sfida complessa,

ma ricca di opportunità per il nostro laboratorio d’idee.

TESTO DOMINIC GRAF

Con ogni probabilità ci

troviamo alle soglie

della più profonda rivoluzione

nel settore dei

trasporti dopo l’automobile» dichiara

Jörg Beckmann, sociologo

del traffico e direttore

dell’Accademia della mobilità

del TCS. Da giocattolo per i più

ricchi, l’auto si è trasformata, nel

giro di 100 anni, in mezzo di trasporto

per le masse; oggi, lo

stesso sviluppo si prospetta per

droni, multicotteri e aeromobili

VTOL, ovvero capaci di decollare

ed atterrare in verticale,

che in un avvenire non troppo

remoto potrebbero modificare

radicalmente le modalità di

muovere persone e merci nel 21°

secolo. Grazie ai continui progressi

nell’elettrificazione e automatizzazione,

questa forma di

mobilità non sarebbe più roba da

fantascienza.

Decolla l’Accademia

droni del TCS

Oggi, si stanno rimescolando le

carte del mercato. Molti attori –

tra cui start up, compagnie aeronautiche,

costruttori di automobili

e fornitori di servizi di

mobilità – stanno studiando soluzioni

nuove, si testano prototipi

e stringono alleanze per essere

pronti all’appello. Una fra

tante, la joint venture fra Hyundai

e Uber, che stanno progettando

taxi volanti. Neanche i

club della mobilità possono ignorare

i segni premonitori del cambiamento

che verrà. Essendo

l’unico membro FIA a disporre

di una propria Accademia, al

TCS è stato pertanto affidato il

compito di impostare una strategia

in materia di «unmanned aerial

vehicles» (UAV, aeromobili

a pilotaggio remoto), sfida, questa,

che Jörg Beckmann e il suo

team raccolgono entusiasti.

TCS pioniere

Il TCS svolgerà l’incarico nella

cosiddetta Accademia droni,

concepita come centro di competenza.

«Il nostro obiettivo è, da

un lato, di capire gli sviluppi nel

settore nascente della mobilità

«Metteremo le ali a tutti

i veicoli che oggi si

muovono a terra»

Jörg Beckmann,

direttore Accademia della mobilità TCS.

verticale, anticipando le possibilità

d’impiego oggi, domani e

dopodomani. E dall’altro di mettere

a punto proposte concrete

affinché i nostri soci possano

sfruttarla proficuamente»,

spiega Beckmann. Quali, ad

esempio, i corsi di pilotaggio

droni organizzati da TCS Training

& Events. Oltre mille le

iscrizioni registrate l’anno scorso,

a testimoniare il forte interesse

presente nel pubblico.

Dopo questo inizio promettente,

tocca ora passare al lavoro concettuale

e dar prova di inventiva.

Jörg Beckmann non vede l’ora:

«Metteremo le ali a tutti i veicoli

che oggi si muovono a terra. Per

costruire le basi del futuro prossimo

venturo è importante non

limitare il pensiero creativo». È

convinto che il TCS farà da pioniere

e contribuirà all’affermazione

della mobilità verticale.

Poprio come 100 anni fa, quando

l’auto sostituì il calesse e i cavalli

entrarono nel motore. •

FOTO EMANUEL FREUDIGER, ALD

22 touring | maggio 2020


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dei dati alla pagina www.bradford.ch/datenschutz. La società The

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Destinazione

finale Bulgaria

I vecchi diesel svizzeri, che vengono dismessi,

hanno spesso davanti a loro una seconda vita.

Abbiamo equipaggiato una Toyota Avensis con

un GPS e l’abbiamo rintracciata in Bulgaria.

TESTO RENATO BECK | FOTO MICHAEL WÜRTENBERG

24 touring | maggio 2020


MOBILITÀ

La nostra Toyota Avensis ha avuto

una vita automobilistica di tutto

rispetto. Era stata messa in circolazione

sulle strade svizzere per la

prima volta nel 2001. 16 anni e 200 000

chilometri dopo, era arrivata a fine carriera.

Infatti era rimasta ferma al San

Gottardo a causa di un guasto alla frizione

e, considerati i tanti anni di servizio

e il cattivo stato generale, il garage

non consigliava una riparazione. La vecchia

carriola era da buttare, un vero rottame.

Come l’Avensis, in Svizzera ci sono ogni

anno circa 50 000 automobili. Gli svizzeri

non guidano volentieri le auto vecchie:

con una media di 8,6 anni, il nostro

paese ha uno dei parchi veicoli più

giovani d’Europa. Solo gli austriaci sostituiscono

le auto ancora prima. I veicoli

dismessi spariscono dalle nostre

strade e tolti dalla circolazione. Una piccola

parte viene riciclata, mentre una

maggioranza si mette in viaggio. Ciò

che qui è un rottame, che non supera i

test dei gas di scarico o che costituisce

un pericolo per l’ambiente circostante,

trova quasi sempre un acquirente riconoscente

da qualche parte del mondo.

La nostra Toyota finisce dapprima dal

nostro garagista a Zurigo. Poi interviene

un mediatore. Si tratta di commercianti

che non fanno domande e raccolgono

tutto quel che c’è in giro. L’uomo riprende

la vettura per cento franchi. Ma

prima che l’Avensis venga rimorchiata

dal suo parcheggio a Schlieren, nascondiamo

un trasmettitore GPS nel vano

portaoggetti. Vogliamo esserci quando

la nostra auto inizierà magari una

nuova vita.

Pleven, Bulgaria. Snodo stradale nel

nord del paese e una delle maggiori

città del commercio di automobili in

Bulgaria. Vi si rivendono soprattutto le

importazioni da Germania, Austria e

Svizzera. Il nostro trasmettitore GPS

ha emesso l’ultimo segnale da una zona

industriale alla periferia della città.

È successo oltre un anno fa, da allora

silenzio radio.

Prefabbricati e occasioni

svizzere: Pleven è

un punto di smercio

delle auto d’esportazione.

Nell’area in questione gli affari vengono

gestiti da un rivenditore d’auto di nome

Wesselin. «Wessel» in bulgaro significa

fortuna. Ci fingiamo clienti e Wesselin

ci mostra la sua flotta. «Solo qualità →

maggio 2020 | touring 25


svizzera», dice e sa che tale affermazione

è particolarmente apprezzata. Le

auto d’occasione svizzere, infatti, godono

di una reputazione eccellente in

Bulgaria. Sono considerate pulite, ben

tenute e impeccabili dal punto di vista

tecnico. Wesselin, il fortunato, è bravo

negli affari.

Sul suo terreno ci sono decine di veicoli,

compresi alcuni furgoni commerciali

ancora con i simboli aziendali dei loro

ex proprietari svizzeri. L’Iveco di un

giardiniere di Allschwil, nella regione

basilese, si può avere per l’equivalente

di 5000 franchi. Anno di costruzione:

2003; norme delle emissioni: Euro 2. In

molti centri città europei, da Bruxelles

fino a Bucarest, l’Iveco sarebbe tolto

dalla circolazione, anche a Ginevra sarebbe

bloccato, almeno nei periodi con

forti picchi di inquinamento. In Bulgaria

invece continua ad avere via libera.

Wesselin è in attività da 30 anni. Ogni

due settimane vola in Svizzera per organizzare

le forniture per il suo commercio.

Infatti, i suoi dipendenti ci sono appena

andati con un Mercedes Sprinter e

un lungo rimorchio. Assieme ad un altro

rivenditore d’auto, Wesselin ha affittato

delle camere a Gränichen e Muri, dove i

suoi uomini possono dormire. Poi vanno

a trovare i concessionari svizzeri, di cui

conoscono già le offerte attuali grazie

alle app di vendita. Caricano quindi il

loro Sprinter con quattro veicoli e tornano

indietro. Un viaggio costa 1000

euro incluse le tasse doganali.

L’usato indesiderato

I bulgari sono clienti ben visti dai rivenditori

d’auto svizzeri. Le vendite verso la

Bulgaria sono raddoppiate già nel 2015

e nel 2018 si attestavano a circa 16 000

automobili. I commercianti bulgari sono

buoni acquirenti di vecchie carriole difficilmente

smerciabili. Wesselin non fa

domande, paga in contanti e si occupa

di far sparire velocemente le vetture dai

parcheggi dei rivenditori elvetici. Ci

spiega come funziona: un artigiano o

un qualsiasi altro cliente desidera comprare

un’auto nuova. Vuole scambiare la

sua vecchia macchina, in modo da liberarsene.

Adesso la vecchia auto si trova

nel cortile del concessionario e oscura

dunque la vista delle vetture nuove

fiammanti. «I rivenditori svizzeri non

vogliono l’usato vecchio», racconta Wesselin,

«perché attrae principalmente gli

stranieri, che non possono permettersi

I rivenditori bulgari di auto

portano ogni anno

nel loro paese 16 000

occasioni svizzere.

L’Iveco arancione proveniente

da Allschwil (BL) si può avere

per 5000 franchi.

Le auto tedesche

sono particolarmente

apprezzate in Bulgaria.

26 touring | maggio 2020


MOBILITÀ

un’auto nuova e costosa». Veicoli indesiderati,

clientela indesiderata – e così

Wesselin ottiene questa merce a buon

mercato.

Chiediamo se ha una Toyota Avensis.

Qui non ce n’è, dice. Il segnale è muto e

non troviamo la nostra macchina. Probabilmente

si trova in un garage sotterraneo

oppure è stata rottamata e demolita.

Il viaggio dell’Avensis potrebbe

essere finito, mentre migliaia di sue colleghe

inquinanti giunte dalla Svizzera

continuano a circolare. Infatti, quella

della nostra vecchia Toyota non è una

storia unica.

La Bulgaria è la piattaforma dei commercianti

d’autovetture di tutti i Balcani.

Nel 2017 vi sono stati importati oltre

100 000 veicoli d’occasione dai soli

Stati dell’Unione europea, un terzo dei

quali erano vecchi diesel che non possono

più entrare in molti centri città

dell’Europa. Non ci sono leggi e prescrizioni

che ne limitano l’importazione in

Bulgaria, a causa delle regole dei mercati

interni dell’UE e della mancanza di

norme legislative bulgare. Ora però anche

lì c’è in discussione un progetto di

legge, che prevede il divieto d’importazione

per i veicoli diesel più vecchi di 15

anni. La Bulgaria sta aspettando che la

commissione UE dia il nullaosta. Il bisogno

di una regolamentazione appare urgente:

sulle strade bulgare una vettura

su due ha più di 20 anni. La Bulgaria è il

cimitero europeo delle auto, con la differenza

che le automobili non vi riposano

serenamente, ma avvelenano l’ambiente

e i polmoni.

Nei prossimi anni, la corsa all’importazione

in paesi come la Bulgaria o la

Polonia potrebbe aumentare ulteriormente.

Se le nazioni europee più ricche

chiudono i loro centri città ai vecchi diesel,

ci sarà un impatto diretto sugli Stati

dell’Europa orientale. Molte «puzzole»

che saranno ritirate dalla circolazione,

finiranno in città come Sofia. La ONG

Transport and Environment, che ha

sede a Bruxelles, mette in guardia da un

«afflusso verso Est di veicoli diesel usati

non modernizzati a basso costo». Il problema

viene quindi trasferito anziché

risolto. La conclusione dell’ONG: «L’inquinamento

atmosferico viene esportato

da ovest ad est».

Strutture mafiose

Per comprendere l’entità del flusso delle

importazioni, basta andare nel sudovest

del paese, a Dupnica. Sull’autostrada in

provenienza da Sofia si viaggia attraverso

una terra vuota, una regione tra le

più povere d’Europa. Poi si apre un’ampia

vallata, dolci catene montuose fiancheggiano

la strada. E qui sorge un parcheggio

dopo l’altro con migliaia e

Non tutti i rottami

possono essere rimessi

in sesto dai competenti

meccanici bulgari.

migliaia di veicoli che aspettano un proprietario.

Ci fermiamo da un grande rivenditore

alla periferia di Dupnica. Ancora una

volta, recitiamo la parte dei clienti e ci

informiamo per un’automobile piccola

ed economica. Questa volta però non

riceviamo risposta. Poniamo domande

sulle garanzie tecniche, sulla provenienza

delle macchine ecc. L’uomo si

gratta la testa e ci indica l’uscita: «Pensavo

che voleste comprare un’auto?

Perché tutte queste domande?».

Dupnica è incassata in una conca ai

margini dei Monti Rila, è una città di

provincia stretta e non bella da vedere,

dove vivono circa 30 000 persone, la

maggior parte delle quali coinvolta in

un modo o nell’altro nel commercio

delle auto. Con oltre un centinaio di rivenditori,

Dupnica è la capitale bulgara

dell’usato. E terra di mafia. Qui, il commercio

di auto e la criminalità organizzata

sono legate indissolubilmente.

I veicoli sono di dubbia qualità, secondo

notizie di stampa i catalizzatori vengono

spesso tolti, perché contengono

metalli preziosi. Dupnica è la stazione

finale del nostro viaggio, un luogo deprimente

e il rovescio della medaglia

della discutibile politica europea in

materia di diesel. •

maggio 2020 | touring 27


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Batterie made in Europa

Mentre l’elettromobilità è sul punto di affermarsi, è palese la dipendenza

dei costruttori automobilistici europei dalla tecnologia delle batterie

di produzione asiatica. In futuro ciò dovrebbe cambiare e i ricercatori

svizzeri si trovano al centro di questo sviluppo.

MOBILITÀ

TESTO E FOTO DINO NODARI

Il passaggio alla mobilità elettrica

rappresenta anche una svolta radicale

per l’industria automobilistica.

Al posto del motore, l’elemento

centrale di un veicolo diventa il pacco

batterie. Mentre il know-how motoristico

si trova principalmente in Europa,

da qualche anno i paesi asiatici hanno

un netto vantaggio nella tecnologia degli

accumulatori. I grandi fabbricanti

CATL e BYD sono cinesi, Panasonic

viene dal Giappone, mentre LG e Samsung

dalla Corea del Sud.

Secondo la volontà dell’Unione europea,

in futuro anche l’Europa dovrebbe svolgere

un ruolo preminente in questo settore

chiave. È infatti ormai chiaro che il

fabbisogno di batterie da trazione per

le automobili elettriche crescerà massicciamente

nei prossimi anni. E al momento

si calcola che oltre il 90 percento

di tali componenti giunge unicamente

dall’Asia.

Nel 2017 la Commissione europea ha

dato vita alla «European Battery Alliance»,

per sviluppare le competenze

e le capacità produttive in Europa e ridurre

così la dipendenza dalle industrie


La squadra di Corsin Battaglia

(dietro), qui con Marie-Claude

Bay e Daniel Landmann,

svolge ricerche sulle nuove

generazioni di batterie

all’Empa di Dübendorf.

maggio 2020 | touring 29


MOBILITÀ

asiatiche. Gli esperti ritengono che solo

per soddisfare la domanda europea di

batterie agli ioni di litio, sarebbero necessarie

20 cosiddette gigafabbriche

(Gigafactories), ossia impianti di grosse

dimensioni per la produzione di accumulatori.

Sotto la guida svizzera

A metà febbraio è stato dato il segnale

di partenza ufficiale per il progetto di

ricerca europeo sulle batterie «SeNSE».

Cinque istituti di ricerca e sei aziende

di sette paesi europei tenteranno nei

prossimi anni di far progredire ulteriormente

la batteria agli ioni di litio. Il

progetto di ricerca sarà coordinato

dalla Svizzera dal ricercatore dell’Empa

Corsin Battaglia. Tra i partner coinvolti

c’è anche l’industria svedese Northvolt,

che nei prossimi anni prevede di costruire

in Europa due gigafabbriche per batterie

per veicoli. L’UE finanzia «SeNSE»

con dieci milioni di euro.

«Stiamo lavorando alla prossima generazione

di batterie agli ioni di litio»,

spiega Corsin Battaglia. A differenza

delle attuali batterie da trazione, la

prossima generazione avrà una maggior

densità energetica, una migliore chimica

delle celle, nonché una migliore

gestione dell’accumulatore: al posto degli

anodi di grafite pura si punterà su

quelli fatti di compositi silicio-grafite.

La percentuale di cobalto critico viene

ulteriormente ridotta nel catodo. Nuovi

additivi nel fluido elettrolitico e strati

protettivi dovrebbero far invecchiare

più lentamente la batteria e rendere

possibili più cicli di ricarica. Ad una

maggiore durata di vita e ad una migliore

capacità di ricarica veloce contribuiranno

anche nuovi sensori, che

dall’interno delle celle della batteria forniscono

dati al sistema di gestione. Questi

dati dovrebbero permettere una gestione

della temperatura notevolmente

più sofisticata rispetto alle odierne celle

agli ioni di litio.

Piccoli passi

Ma cosa significa questa ricerca per i

consumatori, ci si può aspettare un salto

epocale? «In genere, nella ricerca sui

materiali ci vuole sempre un certo lasso

di tempo finché i materiali siano maturi

per il mercato. Sicuramente non ci si potrà

aspettare un raddoppio delle capacità

entro un anno», relativizza Corsin

Battaglia. Si tratta di compiere una serie

di diversi passaggi, ognuno dei quali è

importante. Lo scopo, però, è che alla

fine del progetto i risultati possano essere

trasferiti alla produzione. È chiaro

che in futuro la tecnologia delle batterie

sarà importantissima. «L’UE parla di un

mercato europeo nell’ordine di 250 miliardi

di euro all’anno», spiega Battaglia.

Affinché in futuro anche l’Europa possa

spartirsi una fetta della torta, bisogna

dapprima fare ricerca, dato che in Asia

già da anni stanno lavorando su questa

tecnologia. «Dobbiamo innanzitutto colmare

il ritardo nella produzione di celle

per batterie», si dice convinto Corsin

Battaglia. Solamente allora le case automobilistiche

europee non dipenderanno

più dalle batterie asiatiche.

Svezia e Germania

Tutti gli aspetti della ricerca «SeNSE»

sono volti a produrre le celle della prossima

generazione nelle gigafabbriche

europee. Un ruolo cruciale nel progetto

lo recita la società svedese Northvolt.

L’azienda è stata fondata nel 2016 da

due ex-collaboratori di Tesla, che avevano

partecipato alla costruzione della

gigafabbrica della Tesla in Nevada

(USA). Attualmente Northvolt sta progettando

la prima gigafabbrica europea

con una produzione di 32 GWh all’anno,

che dovrebbe sorgere in Svezia. Un’altra

di queste super fabbriche con una produzione

annua di 16 GWh dovrebbe venire

costruita a Salzgitter, in Germania,

in joint venture con Volkswagen. A titolo

di paragone: secondo le informazioni

della direzione, la gigafabbrica

Tesla del Nevada produce attualmente

circa 30 GWh all’anno. ◆

Densità energetica Vengono testate

diverse celle di batterie.

Pile a bottone I test sono effettuati

con questo tipo di batterie.

30 touring | maggio 2020


IL CONSULENTE

Legge inclemente con

i prepotenti a pedali

Molti utenti della strada lamentano il comportamento

irresponsabile e lo scarso rispetto delle norme della

circolazione dei ciclisti, specie in città. Ma il codice

punisce anche chi trasgredisce sulla due ruote.

TESTO URS-PETER INDERBITZIN

Materie prime Bisogna evitare soprattutto l’uso del cobalto.

In laboratorio Il ricercatore Empa Corsin Battaglia.

BATTERIE ALLO STATO SOLIDO

Il team di Corsin Battaglia all’Empa è coinvolto

in un altro progetto di ricerca europeo: il progetto

«SOLiDIFY» guarda ancora più avanti nel

futuro e sviluppa le batterie della generazione

del dopodomani, le cosiddette batterie a litio-metallo

a stato solido. Diversamente dagli

odierni accumulatori agli ioni di litio e a quelli

della prossima generazione, queste batterie

allo stato solido non contengono sostanze fluide

infiammabili. Sono quindi più sicure e resistenti

al calore. Possono anche fornire prestazioni

superiori ed essere ricaricate e scaricate

più velocemente. Secondo l’opinione degli

esperti, questi accumulatori – di generazione

4b – potrebbero essere pronti per il mercato

tra una decina d’anni. Con la metà del peso e

della dimensione, dovrebbero fornire la stessa

capacità di immagazzinamento delle odierne

batterie agli ioni di litio. E dovrebbero risultare

dimezzati anche i costi di produzione.

Le autorità possono avvalersi di

numerose clausole per sanzionare

i ciclisti spericolati che

violano le norme della circolazione,

compromettendo la sicurezza del

traffico. Innanzitutto applicando

l’Ordinanza concernente le multe

disciplinari (OMD) e il relativo allegato

che riassume le contravvenzioni

per le quali il conducente fallibile

è soggetto a pena pecuniaria.

Ad esempio, l’elenco delle multe

stabilisce che la circolazione non

autorizzata sul marciapiede è sanzionabile

con 40 franchi, mentre

bruciare un semaforo rosso può costare

60 franchi. Inoltre gli uffici

competenti possono vietare la circolazione

al ciclista se ha messo in

pericolo seriamente o ripetutamente

gli utenti della strada o se

ha usato il velocipede in stato di

ebrietà. Il divieto può essere disposto

per almeno un mese (art. 19

cpv. 3 della Legge federale sulla circolazione

stradale [LCStr]). Non

solo, possono anche intervenire

preventivamente, disponendo accertamenti

della capacità di condurre

in bicicletta: conformemente

al già citato art. 19 cpv. 2 LCStr non

possono circolare in velocipede le

persone che non sono in grado di

farlo in modo sicuro a causa di una

malattia fisica o psichica oppure di

una dipendenza. In tal senso l’autorità

può vietare del tutto a queste

persone di guidare la bicicletta.

Incidente mortale

Le trasgressioni al codice stradale

sono all’ordine del giorno. Di

sovente, chi circola in bicicletta

tende a prenderle alla leggera.

E sbaglia, perché si rischiano

stangate come quella recentemente

inflitta dal Tribunale

federale ad un ciclista che

aveva provocato la morte

di un pedone (sentenza

6B_1280/2019 e 6B_1289/2019

del 20.2.2020). I fatti risalgono al

luglio del 2017 e si sono prodotti

ad un incrocio. Il ciclista fallibile

era passato con il rosso, investendo

in pieno un 44enne sulle strisce

pedonali. L’impatto era stato molto

violento, tanto che la vittima, gravemente

ferita, era deceduta tre

settimane dopo l’incidente. I giudici

hanno condannato il ciclista

per omicidio colposo a 180 aliquote

giornaliere da 270 franchi

sospese condizionalmente e al

pagamento dei danni nell’ordine

di oltre 13 000 franchi (soggiorno

in ospedale, spese mediche ecc.).

Pretium doloris

Particolarmente contestata, in

sede di ricorso, la questione del risarcimento

del danno morale ai

congiunti della vittima. La Corte

ha finito col ridurlo nella misura

del 25%, giudicando che con la

sua condotta negligente il deceduto

si era reso corresponsabile

dell’incidente: egli non aveva infatti

aspettato che scattasse il

verde per i pedoni, incamminandosi

sulle strisce appena le auto

erano ferme davanti al semaforo.

Il ciclista colpevole dovrà versare

alla vedova 30 000 franchi, 15 000

a ciascuno dei genitori e 7500

franchi alla sorella della vittima a

titolo di risarcimento del danno

morale subito. Anche

se disponesse di assicurazione

responsabilità

civile privata,

con ogni probabilità

gli verrà accollata

una parte dei

costi. •

URS-PETER

INDERBITZIN

consulente

giuridico

maggio 2020 | touring 31


Mobilità senza barriere

Con Easy Bus, il Gruppo Iveco risponde all’invecchiamento della popolazione

tedesca. In Svizzera, le aziende dei trasporti pubblici si sono mosse già da tempo,

adattando il proprio parco veicoli ai cambiamenti demografici. Ne è un esempio

il costruttore rossocrociato di bus elettrici Hess che siamo andati a visitare.

Sempre più anziani

I TP devono adeguarsi

all’evoluzione demografica.

TESTO JULIANE LUTZ | FOTO EPD-BILD/DIETER SELL, EMANUEL FREUDIGER, ALD

Nella città bavarese di Füssen,

nel distretto dell’Algovia

orientale, le persone a ridotta

capacità motoria non hanno

difficoltà a spostarsi con i mezzi pubblici.

Ai due Easy Bus Iveco già operativi

se ne aggiungeranno altri sette, già ordinati

dal consorzio dei TP regionali algoviesi.

I veicoli vengono incontro alle

esigenze dei cittadini senior: la parte

anteriore è stata ingrandita e la porta

d’entrata, normalmente alquanto stretta,

è stata ampliata e dotata di rampa pieghevole

per consentire pure ai viaggiatori

con ausili per la deambulazione di

salire davanti. Hanno un’area allungata

per stazionare la sedia a rotelle e posti

in piedi e a sedere riservati a persone

con deambulatore accanto al conducente

e alla seconda porta. Anche se a

bordo viaggiano più persone munite di

supporti alla mobilità, gli altri passeggeri

possono percorrere agevolmente lo

spazioso corridoio centrale, privo di gradini.

Inoltre, due posti a sedere rialzati

rendono più semplice per disabili e anziani

accomodarsi e scendere. Possono

poi orientarsi più facilmente grazie alle

indicazioni gialle ben visibili.

Iveco ha sviluppato Easy Bus insieme

agli esperti dell’Università Fresenius di

Idstein, in Germania, e alla filiale della

Deutsche Bahn che gestisce autolinee

regionali. Disponibile da metà 2019, l’allestimento

speciale costa solo 7500 euro

in più rispetto ai convenzionali pullman

low entry del marchio Iveco.

Svizzera esemplare

È vero che ormai sono all’ordine del

giorno mezzi per il trasporto pubblico

dotati di dispositivo di inginocchiamento

del mezzo, ovvero che si abbassano

e sollevano lateralmente per agevolare

l’entrata e l’uscita dei passeggeri.

Ma Iveco Bus, il secondo costruttore di

autobus europeo, svolge un ruolo da

pioniere nel settore dei veicoli adeguati

agli utenti più anziani.

Stupisce che altri fabbricanti non fiutino

le grandi opportunità offerte dal rapido

invecchiamento della popolazione sul

continente: nel 2019, in Europa ben 90,5

milioni di abitanti erano over 65. Se oltreconfine

si sta realizzando solo ora

l’urgenza della problematica, la Svizzera

ha reagito già nel 2004, varando la

Legge sui disabili (LDis), che ha dato

forte impulso ad investimenti ed adattamenti

delle infrastrutture per eliminarne

gli svantaggi: la legge stabilisce

32 touring | maggio 2020


MOBILITÀ

che i veicoli dei trasporti, edifici e spazi

pubblici esistenti vanno adattati ai bisogni

dei cittadini portatori di handicap o

anziani entro il 2023.

Secondo l’Ufficio federale dei trasporti,

in Svizzera i passeggeri a mobilità ridotta

devono poter usare i mezzi pubblici

in autonomia, ovvero senza l’assistenza

da parte del personale. Ecco

quanto dichiarato: «A nostra conoscenza

nessun altro paese applica criteri tanto

rigorosi quanto la Svizzera per garantire

alle persone di muoversi senza ostacoli».

Tre monitor sui nostri bus

Lo conferma una visita alla sede della

Carrosserie Hess AG a Bellach, nel Canton

Soletta. Il costruttore è conosciuto

fra l’altro per i suoi elettrobus che circolano

in numerose città svizzere. «Negli

autobus, il passeggero in carrozzina

viaggia contro il senso di marcia. Deve

però poter consultare le informazioni

sulle prossime fermate. Ecco perché in

Svizzera le vetture sono equipaggiate

del terzo monitor, montato a sua volta

contro il senso di marcia», spiega Yves

Brügger, responsabile vendite della

Hess. Ce lo indica a bordo di un bus destinato

alla città di Bienne. Dettaglio,

questo, che cerchiamo invano sul veicolo

in fase di allestimento nel capannone

della fabbrica destinato ad un

cliente austriaco. «Se da noi le specifiche

per garantire trasporti pubblici accessibili

vengono attuate celermente e

in modo sistematico, all’estero talora

sono indietro di anni», spiega Brügger.

In Svizzera, autobus a pianale ribassato

erano già in servizio prima del 2004.

Fra i più recenti accorgimenti segnala

che: «Oggi, progettiamo pedane per 500

anziché 350 kg, dato che le sedie a rotelle

elettriche diventano sempre più

pesanti. E anche la zona multifunzione

di 3,2 metri riservata a deambulatori e

passeggini è più generosa che sulle altre

marche». Con ciò si sarebbero praticamente

esaurite le possibilità di configurazione.

Tutt’al più si potranno ottimizzare

i sistemi di assistenza, permettendo

ad esempio all’autista un più preciso accosto

alle banchine in modo da facilitare

ulteriormente l’ingresso e l’uscita.

Sarebbe forse opportuno istruire più intensamente

gli utenti con esigenze spe-

Monitor extra per

utenti in carrozzina

standard sui mezzi

pubblici in Svizzera.

ciali: «La nostra flotta è ben attrezzata

per il trasporto di anziani e persone con

deambulazione difficoltosa: pianale ribassato,

ampi spazi multifunzione e dispositivi

quali maniglie ecc. per tenersi

durante la corsa» afferma Rolf Meyer,

responsabile comunicazione di Bernmobil.

L’azienda bernese di TP si autoproclama

leader svizzero per l’alto livello di

comfort ed accessibilità offerto. «Spesso

basterebbe consigliare ai passeggeri alcune

astuzie facili, ad esempio di abituarsi

a salire dietro, usando la seconda

porta e dirigersi subito verso destra andando

ad occupare lo scompartimento a

quattro posti riservato alle persone disabili»,

suggerisce Meyer. •

Nel 2018 la Svizzera

contava 1 149 305

abitanti ultrasettantenni.

Secondo stime di Pro

Senectute, fra le persone

sopra i 75 anni circa

120 000 soffrono di

capacità motorie ridotte,

di cui 10 000–12 000

al punto da rendere

indispensabile l’uso

del deambulatore. Il

supporto verrebbe però

utilizzato effettivamente

soltanto dalla metà

di questi anziani.

Prodotto per l’estero Meno a misura

di anziano il bus costruito da Hess

per un committente austriaco.

Carrozzine elettriche

pesanti – Hess ha

aumentato a 500 kg

la portata delle rampe.

maggio 2020 | touring 33


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Emergenza coronavirus:

quali lezioni trarne

Mentre la crisi sanitaria sembra essere ad una svolta, i pronostici sulle

conseguenze socio-economiche della pandemia da Covid-19 sono unanimi:

ci vorrà un immenso sforzo per uscire dalla più grave recessione del dopoguerra

che si sta delineando. Quali lezioni possiamo trarre dall’attuale crisi?

Peter Goetschi, presidente centrale del TCS, ci fornisce le proprie valutazioni.

REDAZIONE TOURING

EMANUEL FREUDIGER

Quale impatto avrà l’attuale crisi

sull’economia?

Peter Goetschi: Se la crisi ci ha colpito in

maniera folgorante, uscirne, sul piano

economico, sarà lungo e difficile. Quasi

tutti i settori sono stati toccati in contemporanea

e i motori della nostra crescita

economica sono fermi. Inoltre è

evidente che export e consumi interni

s’inceppano se viene a mancare un elemento

primordiale.

Quale elemento?

Questa crisi dimostra che la libertà di

movimento è il fondamento della nostra

economia ed è essenziale al funzionamento

della nostra società. La mobilità

rappresenta il perno che muove gli ingranaggi

in tutti gli ambiti del vivere

quotidiano. Nel giro di qualche settimana

ci siamo resi conto che senza mobilità

individuale i nostri ospedali non

sono in grado di funzionare, e che senza

trasporti stradali la catena di approvvigionamento

alimentare si blocca.

Si sarebbe dovuto fare di più per

combattere il nuovo coronavirus?

In tempi di crisi c’è sempre chi si agita

e chi riflette prima di agire. Il nostro

governo ha preferito la seconda opzione,

consapevole che per essere osservate

sistematicamente,

le

misure dovevano

essere comprese e

condivise dalla

gente. Si sono

dati il tempo per

spiegare, esortare,

convincere le persone

invece di punirle.

Con il dovuto distacco nessuno

negherebbe che il successo del nostro

paese si nutre della ricerca costante

del compromesso, basandosi sulla responsabilità,

individuale e collettiva,

dei nostri cittadini. Ecco la chiave del

successo della Svizzera, ieri come oggi!

Anche le imprese sanno che devono

continuamente rinnovarsi ed evolvere

per difendere la loro posizione sul mercato.

Le autorità dal canto loro capiscono

che qui da noi solamente la

politica dei piccoli passi crea le basi

necessarie per la realizzazione di progetti

ambiziosi.

«Dobbiamo

fare leva sullo

spiccato senso

civico del popolo

svizzero»

Peter Goetschi

presidente centrale

Touring Club Svizzero

È questo che la crisi ci insegna?

Esattamente. Proprio ora che siamo confrontati

a varie sfide dobbiamo perseverare

e puntare sulle qualità che fanno

la forza della Svizzera. I cambiamenti

strutturali non si possono imporre

dall’alto, vanno preparati con ampio

anticipo e attuati in sintonia con lo sviluppo

tecnologico.

A quali sfide pensa?

Mi riferisco al riscaldamento globale. Si

tratta di una sfida monumentale che ci

impone un radicale cambiamento dei

nostri stili di vita e di consumo. Occorrono

provvedimenti oggi impensabili

che richiedono l’adesione e la partecipazione

attiva della popolazione.

Non siamo sulla strada giusta?

Il TCS sostiene gli obiettivi dell’Accordo

di Parigi, come l’intera classe politica

svizzera. Tuttavia, negli attuali frangenti

ne vanno riconsiderati modi e

tempi di attuazione. Staremo a vedere

se la Legge sul CO2 all’esame del Parlamento

otterrà il consenso dei cittadini.

La vedo scettico. Perché?

Perché è contraria al principio fondamentale

menzionato poc’anzi e graverebbe

sull’economia in un momento in cui va

sostenuta con tutti i mezzi a disposizione.

Il progetto di legge parte dal presupposto

che bisogna tassare il consumatore, ritenendolo

incapace di discernere cosa è

bene per lui. Sono dell’opinione che dobbiamo

piuttosto far leva sullo spiccato

senso civico del popolo svizzero ed invocare

la responsabilità dei cittadini e delle

imprese. Al Parlamento spetta poi il compito

di promuovere le innovazioni tecnologiche

che ci permetteranno di raggiungere

gli obiettivi climatici fissati, incoraggiando

la popolazione ad adottarle. ◆

maggio 2020 | touring 35


TECNICA

SKODA KAMIQ 1.5 TSI STYLE

SUV urbana

polivalente

E 4 cilindri 1,5 l turbobenzina, 150 CV W6,7 l/100 km (media del test), etichetta energia D

V autonomia: 741 km k peso: 1375 kg P da 0 a 100 km/h in 11,0 s L32 980 fr.

Pratico

Nella squadra delle SUV di casa Skoda, la Kamiq

sostituisce degnamente la Yeti con un’abitabilità

esemplare e operando un salto tecnologico. Per giunta,

la versione da 150 CV esprime un’innegabile vitalità.

TESTO MARC-OLIVIER HERREN | FOTO EMANUEL FREUDIGER

veicolo familiare

Abitabilità dei posti dietro

Comfort/tenuta sedili sportivi

Motore traboccante di vitalità

Comportamento vivace omogeneo

Tecnologia all’avanguardia

Sistemi di assistenza alla guida

36 touring | maggio 2020


Ambiente digitale

con strumentazione

e schermo tattile.

Tuttofare Senza avere

grande stile, la Skoda

Kamiq emana una

certa presenza.

Stile senza originalità

Assorbimento sospensioni (18 pollici)

Molte dotazioni sono opzionali

Motricità del treno anteriore

Qualche indicatore poco leggibile

Nessuna versione a trazione integrale

Garanzia minimalista (2 anni)

passo 265 cm

lunghezza 424 cm larghezza 179 cm

bagagliaio: 400–1506 litri

pneumatici: 215/45R18, min. 195/60R16

Astuzie Ombrello e

proteggi-portiera

estraibile.

SCHEDA TECNICA

VEICOLO PROVATO

Skoda Kamiq 1.5 TSI Style:

5 porte, 5 posti; 32 980 fr.

(auto del test: 40 647 fr.)

Gamma: dalla 1 l TSI Active,

95 CV (23 040 fr.) alla 1.5 l TSI

Monte Carlo, 150 CV,

(34 180 fr.)

Opzioni: vernice metallizzata,

(690 fr.), pack Style, navigatore,

cockpit virtuale, telecamera

retromarcia, ACC, assistente

parcheggio ecc. (1990 fr. con

sconto), pianale amovibile

(180 fr.), telaio adattivo (480)

Garanzia: 2 anni di fabbrica,

assistenza illimitata (se fatti

servizi); anticorrosione:

12 anni (con condizioni)

Importatore: Amag, skoda.ch

DATI TECNICI

Motore: 4 cilindri, 1,5 l turbobenzina,

150 CV, 250 Nm a

1500 giri/min; cambio DSG a

7 rapporti, trazione anteriore

Peso: 1375 kg (auto test),

totale ammissibile 1800 kg,

carico rimorchiabile 1250 kg

80%

156 cm

Certo, la Skoda Kamiq si profila

come l’ennesima SUV urbana,

per giunta dotata di un design

convenzionale. Senza ostentazione,

questa station wagon fuoristrada

nasconde tuttavia molteplici qualità. Bisogna

dire che la piattaforma MQB-A0

le permette di accedere alle più recenti

tecnologie del gruppo Volkswagen, di

cui Skoda ormai non è più il parente povero.

Ce ne rendiamo conto alla vista

della strumentazione digitale configurabile

in 5 pannelli completata da un ampio

schermo tattile. Non è facile trovare

di meglio nella categoria, e anche più su.

A ciò si aggiunge una qualità percepita

in crescita, come attesta il rivestimento

della plancia di bordo in schiuma morbida

dall’aspetto gradevole. Naturalmente

il tutto rimane spoglio, addirittura

austero. È sempre una Skoda.

Ancora, il vasto spazio per le gambe e

le ampie sedute del divano offrono una

comodità eccezionale per un veicolo di

4,24 metri. Difficile anche rinunciare

ai morbidi sedili sportivi che assicurano

un’eccellente tenuta. Certo, la modularità

è rudimentale e il divano ribaltabile

crea un grosso nel bagagliaio dalla capacità

onesta.

Temperamento a iosa

Mossa da motori 3 cilindri, la gamma

Kamiq è capeggiata però da un 4 cilindri

da 150 CV. Docile in ambito urbano,

vista la sua coppia massima erogata a

1500 giri/min, questo propulsore sovralimentato

brilla in vivacità, all’insegna

delle sue salite nei giri molto rapide fin

verso 6200 giri/min. Un motore tonico e

molto reattivo valorizzato dal cambio a

doppia frizione del gruppo. Questo 1,5 l

con disattivazione parziale dei cilindri

appare talvolta un po’ nervoso, ma se ne

apprezza la vitalità e i consumi medi

moderati (6,7 l/100 km). Questo temperamento

giocoso è in accordo con il telaio

agile ed equilibrato, a cui la sospensione

adattiva conferisce maggior rigore

in modalità Sport. Unico neo, il treno

anteriore fatica a contenere l’impeto

della cavalleria. Peccato che la piattaforma

MQB-A0 non preveda la trasmissione

integrale.

Questa Skoda, che può montare sistemi

di assistenza alla guida di ultimo grido

vede il suo prezzo salire, tanto più che

numerosi equipaggiamenti vengono proposti

soltanto in opzione. Non esistono

miracoli. •


maggio 2020 | touring 37


TECNICA

DINAMICA DI COMPORTAMENTO

Accelerazione (0–100 km/h): 9,0 s

Elasticità:

60–100 km/h (in posizione D) 4,5 s

80–120 km/h (in posizione D) 6,0 s

Diametro di sterzata:

11,1 m

Frenata (100–0 km/h):

35,8 m

Insonorizzazione:

60 km/h: n. m.

120 km/h: n. m.

Spazioso I passeggeri dietro sono viziati.

CHECK-UP TCS

TCS MoBe: Andrea Scuderi

COSTI DEI SERVIZI

(km/mese) ore mano d’opera (fr.) 1

15 000/12 0,8 667.–

30 000/24 1,5 1108.–

Manutenzione per 180 000 km:

15 000 km/anno 28 8872.–

1 incl. materiale

COSTI D’ESERCIZIO

km/anno ct./km fr./mese

fissi variabili

15 000 69 516.– 330.–

30 000 48 516.– 660.–

Tariffa oraria per il calcolo TCS:

145 fr. (UFS)

TCS ASSICURAZIONE AUTO

premio annuo 2 :

746.30 fr.

2

esempio di offerta per un socio TCS 36enne,

domiciliato a Berna, responsabilità civile e casco

totale, chilometraggio annuo 10 000 km,

garage coperto, premio annuo senza spese.

CONSUMO AL BANCO DI PROVA

ciclo

misto

fabbrica WLTP 6,5

Emissioni di CO2 (WLTP): 167 g/km

Media svizzera di CO2: 174 g/km

Etichetta energia (A–G):

D

CONSUMO DEL TEST

6,7 l/100 km autonomia: 741 km

serbatoio:

50 litri

Skoda Kamiq in dettaglio

CARROZZERIA

Con più carattere rispetto alla Yeti, la Kamiq

adotta il design di famiglia delle SUV

Skoda, vale a dire solidità con più prestanza.

Malgrado la compattezza, offre

molto spazio dietro, dove le sedute sono

anch’esse generose. Il bagagliaio cubico

può essere modulato con l’aiuto di un

pianale amovibile (180 fr.). Il ribaltamento

dei sedili altrimenti crea un dislivello importante.

ABITACOLO

Dall’apparenza sobria, il posto di guida

risulta ben allestito. I materiali di buona

qualità contornano un ampio schermo

tattile e una strumentazione elaborata

dalla manipolazione intuitiva. Alcuni indicatori

di piccole dimensioni non sono

molto visibili.

COMFORT

I morbidi sedili sportivi e l’ottima insonorizzazione

a velocità costante offrono un

apprezzabile piacere di marcia, in particolare

in autostrada. Nell’uso urbano,

l’assorbimento delle sospensioni (ruote

da 18”) manca di finezza.

PREZZO-PRESTAZIONI

La dotazione di base è semplicemente

corretta. La versione Style offre climatizzazione

a due zone, cerchi da 17”, chiusura

keyless. Il pacchetto mySkoda che

fornisce la maggior parte delle comodità

è pressoché irrinunciabile. Qualche meschinità

sull’equipaggiamento e una lista

di optional infinitamente lunga.

Buona media Bagagliaio abbastanza voluminoso.

Spigolature Prestanza e

importante superficie vetrata.

il video

del test

tcs.ch/

portale-video

COMPORTAMENTO

Sotto la regia del telaio adattivo abbassato

di 1 cm, la Kamiq rivela un comportamento

rassicurante e un filo ludico,

anche grazie al peso contenuto. Peccato

che il treno anteriore sia un po’ sopraffatto

dalla vivacità del motore turbo. Lo

sterzo, un po’ molle, può essere reso più

solido attivando la modalità Sport.

MOTORE

E TRASMISSIONE

Il 4 cilindri da 150 CV fa trascendere la

Kamiq. Questo motore sovralimentato

offre un buon piacere nella circolazione

urbana e sale prontamente di regime,

al punto di mostrarsi aggressivo e relativamente

rumoroso se sollecitato. Ma le

accelerazioni sono molto presenti.

CONSUMO

Come ci si attende da una SUV di città a

trazione anteriore, il consumo medio è

ragionevole (6,7 l/100 km).

SICUREZZA

A parte il sistema anticollisione e l’assistente

per il mantenimento della corsia,

tutti i sistemi di assistenza sono opzionali.

Efficace, la frenata di tipo mordente.

CREDITS: con la complicità del personale del caseificio Stalder a Riggisberg (BE),

produttore di emmental, ca. 100 kg per forma!

38 touring | maggio 2020


TECNICA

ALD

Da considerare I nuovi modelli

elettrici sono attrattivi.

Vale la pena rifletterci.

L’auto elettrica

guadagna credibilità

Comperare un’auto elettrica ancora fino a poco tempo fa era una scelta

civica, persino un azzardo. Il moltiplicarsi dei modelli e l’aumento

delle autonomie cambiano la prospettiva. Resta lo spettro del virus.

TESTO MARC-OLIVIER HERREN

I

migliori ambasciatori

della mobilità elettrica

sono gli automobilisti che

hanno compiuto il grande

passo. Tra questi, sono rari

quelli che si pentono a causa

dell’autonomia ridotta. Per

giunta, i costruttori si ingegnano

per accrescere la capacità

delle batterie. Oggi le

city-car annunciano autonomie

che superano i 300 chilometri,

mentre i grandi modelli

raggiungono i 500 km.

Sebbene questi valori non

sempre si realizzano, è un

dato di fatto che le vetture

elettriche si stanno vieppiù

liberando dalla maledizione

della panne da batteria

piatta.

In aggiunta, l’ondata di nuovi

modelli promette di attirare

nuovi gruppi target. E la

maggior parte delle categorie

automobilistiche sono coperte

o stanno per esserlo.

Un grande impulso giungerà

poi dalle city-car e dalle auto

compatte prodotte da grandi

marche che lanciano modelli

appositamente concepiti per

la mobilità elettrica (Peugeot

e-208, VW ID3 ecc.). Ne conseguirà

parallelamente una

democratizzazione dei prezzi.

Spazio

al divertimento

Contrariamente ai modelli

iniziali piuttosto spogli, le

nuove auto elettriche giocano

la carta dell’originalità.

L’abitacolo della city-car

Honda prende ad esempio

la forma di un confortevole

bozzolo associato ad una

strumentazione digitale

degna di un film di fantascienza,

mentre la berlina

Polestar 2 esibisce un interno

vegano e ancora la SUV

Mazda MX-30 rilancia le

porte che si aprono a libro.

Ma l’automobile elettrica ha

anche spesso un lato ludico,

come dimostra la Mini SE le

cui accelerazioni e riprese

non hanno nulla da invidiare

ai modelli a benzina. Quanto

basta per far digerire il sovrapprezzo

all’acquisto e i limiti

imposti dalla ricarica.

A questo proposito, si delineano

due tendenze tra i nuovi

modelli. Se la maggior parte

continua a far salire i valori

dell’autonomia, altri si accontentano

di batterie più modeste,

quindi di un raggio d’azione

periurbano, ossia circa

200 chilometri. Una scelta

che certamente limita il potenziale

di impiego, ma ha il

vantaggio di contenere il sovrappeso

(145 kg sulla Mini

SE) e soprattutto di migliorare

il bilancio CO2 non sempre

straordinario delle autovetture

elettriche. Unico neo,

i fermi della produzione imposti

dall’attuale pandemia

di coronavirus rischiano di

intaccare la disponibilità già

ridotta in partenza. ◆

AUTO ELETTRICHE:

CONSIGLI DEL TCS

Autonomia 3 giorni (o più)

Disporre di una batteria

ancora carica per oltre la

metà dopo una giornata

di utilizzo è la garanzia per

una guida rilassata.

Parimenti, una capacità

residua che permetta di

proseguire la marcia per

oltre 45 minuti rassicura

il conducente.

In autostrada questo equivale

ad un’autonomia di

75 km e di 30 km nel traffico

urbano.

Colonna di ricarica rapida

domestica

Poter ricaricare la batteria

in 5 ore a domicilio o sul

luogo di lavoro è una garanzia

di flessibilità. La

durata di ricarica varia in

funzione della capacità

della batteria. Un allacciamento

alla rete di 400 volt

è ottimale in Svizzera.

Questo consente di ottenere

una ricarica massima

di 100 km per ora.

Presa di ricarica rapida in

viaggio (DC Fast Charge)

Una presa per corrente

continua (CCS, ChaDeMo

o Tesla) permette di effettuare

ricariche rapide

durante i lunghi viaggi.

La batteria può così essere

ricaricata in meno di un’ora

alle colonnine veloci.

Prestazioni di garanzia

e manutenzione

Di principio, una garanzia

di 8 anni oppure 160 000-

250 000 km copre la batteria.

Le garanzie, prestazioni di

manutenzione e condizioni

di finanziamento generali

dovrebbero essere almeno

equivalenti a quelle offerte

per un veicolo tradizionale.

maggio 2020 | touring 39


DEUMIDIFICAZIONE EFFICACE

DEUMIDIFICATORE

SECCO 4000

WIFI

FLUSSO

DIRETTO

ROTELLE

PVC 699.-

CHF 549.-

SECONDO

DISPLAY

• Capacità di deumidificazione: 40 l / giorno

• Dimensioni della stanza fino a 80 m² / 175 m³

• Emissione acustica: 46 dB

• Timer 24 h, display mascherato

• Controllabile da smartphone

• Pompa di condensa

• Serbatoio dell‘acqua: 6 l

TIMER

FLUSSO

DIRETTO

ROTELLE

DEUMIDIFICATORE

SECCO 1000

• Capacità di deumidificazione: 10 l / giorno

• Dimensioni della stanza fino a 20 m² / 44 m³

• Emissione acustica: 42 dB

• Timer 24 h

• Serbatoio dell‘acqua: 6 l

PVC 259.-

CHF 199.-

ASCIUGATRICE

SECCO 75

7.5 KG

BIANCHERIA

FLUSSO

DIRETTO

MONTAGGIO

A PARETE

PVC 2199.-

CHF 1599.-

• Capacità di asciugatura della biancheria: 7,5 kg

• Dimensioni della stanza fino a 204 m² / 450 m³

• Asciugatura supplementare automatica

• Intervallo di temperatura: 3 °C - 32 °C

• Facile da usare con il controllo tattile

MODULO D‘ORDINE

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SCAMBIABILE PER 14 GIORNI!

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Deumidificatore

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CHF 549.00

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Via / numero civico:

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Data di nascita:

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Si prega di restituire il modulo d‘ordine completato in stampatello al nostro

indirizzo postale o via.

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TECNICA

MINI COOPER SE

L’elettricità trasforma la Mini

Il passaggio dal termico all’elettrico non è evidente. Nessun problema

però per la Mini il cui carattere ludico non ha sofferto. Al contrario.

TESTO E FOTO MARC-OLIVIER HERREN

Che piacere affrontare

una serie di

curve al volante di

questa Cooper SE.

Come ogni Mini che si rispetti,

e forse ancora di più,

resta incollata alla carreggiata

e la sua guida molto diretta

reagisce con prontezza.

Normale con un baricentro

abbassato di 3 cm e una batteria

istallata sotto i sedili.

Indubbiamente si risente di

una certa pesantezza, visto

che l’auto ha 145 kg in più.

Niente di proibitivo nella fattispecie,

perché il motore

sincrono – che anima già la

BMW i3 – eroga accelerazioni

esplosive. E contro ogni

attesa, questa furia è ben imbrigliata

dal sistema antipattinamento

che viene in soccorso

in modo impercettibile

del treno anteriore. Nel momento

in cui tutti i piccoli bolidi

sono sacrificati sull’altare

della lotta al CO2, questa ci-

ty-car elettrica dà loro il cambio

con fierezza. E tanto peggio

se, al posto delle sonorità

racing, bisogna accontentarsi

del suono virtuale che serve

ad allertare i pedoni.

Rovescio della

medaglia, le

sospensioni

sono state notevolmente

irrigidite per

contenere i

chili supplementari.

Il

colmo per una

city-car: questa

Mini è infatti destinata

essenzialmente all’uso urbano.

Una vocazione dettata

dalla potenza modesta della

batteria agli ioni di litio. Durante

la prova, la capacità

utile dichiarata di 28,9 kWh

non ha permesso di superare

i 160 km, seppure con un

tempo primaverile freddo.

Morale: è innanzitutto adatta

per tragitti urbani, anche se è

possibile raggranellare qualche

chilometro inserendo la

modalità Green+ che sopprime

le funzioni di comfort.

Resta una

buona sorpresa:

per

una volta abbiamo

a che

fare con una

Mini ben

equipaggiata.

La versione di

base include

già il navigatore

e la climatizzazione a

due zone. Ed a conti fatti, ci

si rende conto che questa 3

porte elettrica non è affatto

più cara – a parità di equipaggiamento

– della Cooper S

da 192 CV. Quando dicevamo

che la Mini si propone come

reale alternativa alle compatte

sportive. •

Elettrica concorrenziale

Comportamento ludico

Accelerazioni esplosive

Dotazione di serie

Ambiente Mini preservato

Autonomia periurbana

Ammortizzatori rigidi

Raggio di sterzata

N 3,84 m; bagagliaio: 211 l E184 CV, 270 Nm; cambio 1 rapporto; da 0 a 100 km/h in 7,3 s;

batteria 32,6 kWh; consumo (prova): 17,5 kWh/100 km; autonomia: 165 km L 39 900 fr.

PEDALE UNICO

DAVVERO UTILE

Ecco una nuova operazione

di marketing, avevano

pensato numerosi

osservatori al lancio del

«e-Pedal» sulla Nissan Leaf

di seconda generazione.

Il pedale dell’acceleratore

supplisce quello del freno

azionando una frenata ricaricante

non appena lo si

rilascia. L’auto decelera allora

progressivamente fino

all’arresto completo. La

Mini elettrica adotta un dispositivo

simile, anch’esso

essenzialmente concepito

per la circolazione urbana.

Sollevando il piede, avviene

una decisa decelerazione

ed il motore diventa

un generatore che trasforma

l’energia cinetica

per caricare la batteria. Nel

traffico urbano, questo dispositivo

assicura una frenata

fino all’arresto totale.

Inizialmente la brusca decelerazione

sorprende, ma

poi ci si abitua e si impara a

dosare la pressione sull’acceleratore

per modulare

l’intensità della frenata.

Molto pratico. Da notare

che questo dispositivo è

di norma attivo, ma può

essere disinserito.

Mostra la differenza

Calandra chiusa, loghi

specifici e cerchioni

parzialmente carenati.

maggio 2020 | touring 41


Viaggiare in sicurezza con i seggiolini

auto per bambini di Baby-Rose

Baby-Rose si impegna ad offrire un assortimento di seggiolini

auto per bambini che soddisfino solo le più elevate norme di

sicurezza, per aiutarvi a fare la scelta giusta.

Il rivoluzionario sistema modulare

I modelli iZi sono adatti per neonati

e bambini fino all’età di circa 4 anni.

Il sistema modulare di ritenuta per

bambini è composto da una base compatibile

ISOfix e da due seggiolini auto.

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Leggero e flessibile

Il seggiolino AVOVA SPERLING-FIX

i-Size è particolarmente facile

da maneggiare. La cintura può

essere regolata in base all’età e

all’altezza del bambino. SPERLING-

FIX è molto flessibile e cresce

con il tuo bambino.

È adatto per bambini

piccoli e bambini fino

ai 12 anni.

Colori: black, red, grey

CHF 419.–

Viaggiare in senso contrario di

marcia in tutta comodità

Il nuovo seggiolino auto «i-Spin

360», con il dispositivo che ruota

di 360°, permette di passare dalla

posizione orientata nel senso di

marcia a quella nel senso contrario.

Joie i-Spin 360 è un seggiolino

reboarder e può essere usato rivolto

nel senso contrario di marcia

per bambini dalla nascita fino a

105 cm di altezza.

Potente sistema di protezione

Comfort e protezione completa per il

Gruppo 2/3. Il seggiolino Duallo si adatta

in altezza, larghezza e profondità alla

crescita dei bambini dai 3 ai 12 anni circa.

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TECNICA

Io resto in casa e

con me la mia auto

Ferma ma in forma: consigli del TCS per evitare

danni al veicolo in tempi di confinamento.

TESTO TOURING | FOTO EMANUEL FREUDIGER

Qui di seguito vi suggeriamo

alcune semplici

misure affinché la vostra

auto superi il lockdown

(confinamento) e riparta

senza problemi una volta

sradicato il coronavirus.

Pneumatici: siccome perdono

da 0,1 a 0,3 bar al mese,

prima di stazionare l’auto è

bene aumentare la pressione

delle gomme (a freddo) di 0,5

bar rispetto al dato indicato

dal costruttore. Si eviteranno

così danni da sottogonfiaggio

che rischiano di provocare

forature. Prima di riavviare

l’auto ristabilire la pressione

corretta delle gomme.

Liquidi: controllare i livelli

dell’olio motore e del liquido

dei freni prima e dopo lo stop

prolungato.

Batteria: continua ad alimentare

il quadro strumenti e le

periferiche anche se l’auto è

ferma. È opportuno staccarla

per evitare che si scarichi,

meglio con aiuto professionale

per non rischiare un cortocircuito.

Ove possibile, la

si può collegare ad un mantenitore

di carica.

Riposo forzato

senza conseguenze

prendendo le dovute

precauzioni.

Carburante: sui veicoli più

nuovi si lascerà poca benzina

nel serbatoio per evitare che

ne permei la parete. Per i veicoli

più vecchi si consiglia

invece di fare il pieno per almeno

i tre quarti per evitare

che il carburante evapori e

che la lamiera arrugginisca.

Sui veicoli a diesel si farà il

pieno completo per evitare

che la condensazione alteri

la qualità del carburante e

danneggi il motore.

Elettriche: prima di stazionare

il veicolo elettrico per

un tempo indeterminato caricare

la batteria all’80% per

non trovarla scarica volendo

rimettere in moto l’auto. Grazie

ai moderni sistemi di gestione

la batteria può rimaner

collegata alla presa senza

danneggiarsi. Verificare il

livello del liquido dei freni.

Luogo di deposito: posteggiare

il veicolo preferibilmente

in luogo chiuso, privato

e fresco al riparo dagli agenti

atmosferici e da visite indesiderate

(faine). Pulire ed asciugare

con molta cura gli interni

prima di mettere il veicolo in

«quarantena». ◆

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IL SISTEMA AK

CON BATTERIE AGLI IONI DI LITIO

Adesso il lavoro in giardino vi scivola

facilmente e soprattutto silenziosamente

dalle mani. Il flessibile sistema AK di

STIHL Vi offre tosaerba, tosasiepi,

decespugliatori, motoseghe e soffiatori.

Particolarmente pratico: la potente e

di lunga durata batteria intercambiabile

può essere combinata con tutti gli

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maggio 2020 | touring 43


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Per ordini con più di una confezione, è prevista una consegna separata. Se non sono soddisfatto dei prodotti, posso contattare il vostro servizio clienti: ritirerete il pacco e poi ne riceverò un altro a

casa mia, senza spese, o sarò rimborsato. La vendita di vini e alcolici è riservata ai maggiori di 18 anni. La merce viaggia a rischio dell’azienda. In caso di esaurimento di un prodotto, verrà sostituito

con un altro con caratteristiche uguali o superiori. Le immagini dei prodotti hanno scopo illustrativo e possono cambiare come packaging. I vini contengono solfiti e le bottiglie sono da 75 cl.

Ingredienti, allergeni e dichiarazioni nutrizionali sono consultabili sul sito www.specialita.giordanovini.it

Giordano Vini S.p.a. - via Guido Cane 47 bis-50 12055 Valle Talloria d’Alba (CN) - C.F. p. IVA e N. Iscrizione Registro Imprese di Cuneo: 04642870960 - rea 269847 - Cap. Soc. € 14.622.511 i.v. Tribunale

di Asti - C.C.P. n. 10429124 - Società con Socio Unico e soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Italian Wine Brands S.p.A.

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Gomme semi-slick:

per pista o anche strada?

REDAZIONE TOURING

L’ESPERTO TCS

Le semi-slick provengono

dal mondo delle

corse, ma sono ammesse

anche nella normale

circolazione stradale. Si

contraddistinguono per una

mescola particolarmente

morbida e un profilo sportivo.

Si tratta di gomme sempre

più apprezzate nel mondo del

tuning. A titolo esemplificativo

abbiamo esaminato una

gomma di tipo semi-slick

nell’ambito del test pneumatici

estivi nella dimensione

225/40 R18. Al vaglio criteri

selezionati quali prestazioni,

comportamento in caso di

aquaplaning, consumo di carburante

nonché rumorosità.

ALD

È possibile viaggiare

sulla strada con gomme

semi-slick?

1

2

CONSIGLI

La pista è il terreno

d’impiego prediletto

dei pneumatici semi-slick.

Chi intende montare

sul proprio veicolo una

semi-slick anziché una

normale gomma estiva

deve essere consapevole

dei rischi.

3

Se le gomme semislick

sono usate per le gare,

ma sono montate anche

per raggiungere la pista,

bisognerà essere ben coscienti

delle lacune a bassa

temperatura e adottare un

comportamento prudente

e adeguato.

Verificare regolarmente

la pressione 4

dei pneumatici. Affinché la

gomma semi-slick possa

raggiungere la temperatura

di funzionamento

ottimale, i costruttori

prescrivono sovente una

pressione fissa.

La parola chiave è la temperatura.

Affinché una semislick

funzioni in modo ottimale,

deve prima essere portata

ad una data temperatura.

Idealmente la temperatura

operativa di una gomma del

genere si situa tra gli 80 e i

100 °C. In pista, grazie ai giri

di riscaldamento, ciò non costituisce

un problema.

Nell’uso quotidiano

invece raggiungerla

può porre

delle difficoltà.

Su carreggiata

asciutta una

semi-slick

fredda a

100 km/h

si ferma in

36 metri, ciò

che corri-

sponde alla

distanza

d’arresto di

una buona

gomma estiva.

A temperatura

ideale, questo

valore si accorcia

di 3 m. A temperature

superiori, un

pneumatico semi-slick

ha un potenziale maggiore

rispetto ad un pneumatico

estivo UHP tradizionale. Rimane

assolutamente stabile

anche a velocità elevate e si

lascia guidare con precisione.

Sopporta forze laterali decisamente

maggiori, quindi

consente velocità più alte in

curva. La deduzione logica

sarebbe che la resa chilometrica

risulti inferiore rispetto

alle comuni gomme estive.

La performance di una

gomma semi-slick sull’asciutto

è però tale che, rispettando

le norme della

circolazione stradale, in

pratica non arriva mai a

toccare i suoi limiti.

Quali sono gli svantaggi

e quando è consigliata

prudenza?

La pioggia oppure una bassa

temperatura ambiente può

raffreddare ulteriormente le

gomme. In queste condizioni

i suoi vantaggi si riducono

e un veicolo dotato di semi-

I pneumatici semi-slick sono

progettati per la guida sportiva.

slick accuserà un cedimento

nell’handling, ma anche

nello spazio di frenata sul bagnato

(fino a 10 m supplementari)

rispetto ad una

gomma estiva standard. Anche

nell’aquaplaning, le

semi- slick perdono decisa-

mente terreno. Se la velocità

in cui si innesca il fenomeno

(con 7 millimetri di acqua

sulla strada) per una

buona gomma estiva è

di 80 km/h, con una

semi-slick l’aderenza

si perde già a 70

km/h. Per quanto

concerne il con-

sumo di carbu-

rante, per il quale

fa registrare circa

5,8 l/100 km, e la

rumorosità, mal-

grado l’ampia su-

perficie di con-

tatto la semi-slick

si piazza a livello

della gomma estiva

tradizionale.

In sintesi

Per uscire in strada con

vento e pioggia, è meglio

non usare una semi-slick. I

numerosi vantaggi che questi

pneumatici offrono su fondo

asciutto non sono sufficienti

a giustificare le debolezze e

i rischi che registrano sul bagnato.

Con una buona

gomma estiva si è certi di

viaggiare più sicuri. •

RETO BLÄTTLER

Funzione:

esperto test veicoli

e accessori

Professione:

meccanico d’auto

e venditore tecnico

Età: 41 anni

Contatto:

tcs.ch/esperto

maggio 2020 | touring 45


Trucker & Country-

Festival a Interlaken:

Concorso 1

TOURING sorteggia

3 × 2 tickets VIP

Marshall Gold

Venerdì, 26.6.2020

3 × 2 tickets VIP

Marshall Gold

Sabato, 27.6.2020

Gioca e vinci

Il concorso si svolge dal 28 aprile

al 13 maggio 2020.

con il TCS!

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Concorso 2

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tickets festival

(Biglietto 3 giorni) per

Trucker & Country-

Festival

26.6.–28.6.2020,

a Interlaken.

Il concorso si svolge dal 14 maggio

al 26 maggio 2020.

Ogni mese nuove possibilità di vincita online

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SVAGO

Il tempo è troppo prezioso

per trascorrerlo in ozio

Avete già visto tutte le serie televisive e riordinato armadi e pulito auto e garage?

Ecco quindi alcuni suggerimenti su cosa fare con tutte le ore libere nella crisi

ancora in corso. Anche se le restrizioni sono state allentate, il nostro quotidiano

rimarrà certamente molto più tranquillo per un po’ di tempo rispetto a prima.

TESTO JULIANE LUTZ | ILLUSTRAZIONI NICOLAS KRISTEN

maggio 2020 | touring 47


Tempo per allargare l’orizzonte

Sì, i «TED talks» (serie di conferenze)

sono interessanti, ma ci sono altre possibilità

per ampliare il proprio sapere. Per

esempio, tramite Coursera, una delle più

grandi piattaforme MOOC (Massive

Open Online Course) ovvero corsi di formazione

online gratuiti o a pagamento

accessibili a chiunque da qualunque

parte del globo. Ora su Coursera sono

proposti corsi da parte di 190 università

e imprese di tutto il mondo. Tra questi si

Viaggi virtuali

Coloro che amano viaggiare non stanno passando un bel periodo

perché i confini di molte Nazioni sono chiusi e le compagnie

aeree hanno ridotto i voli praticamente a zero. Tuttavia

c’è un modo per calmare la voglia di viaggiare: le capitali internazionali,

i famosi musei, castelli e parchi in tutto il mondo

ora si possono visitare virtualmente. In questo modo durante

un pomeriggio è possibile ammirare i magnifici palazzi di

Vienna, passeggiare all’interno delle mura del grandioso Castello

di Praga e rilassarsi su una panchina del St. James’s Park

a Londra. Le visite compiute comodamente dal divano di casa

possono anche essere un’ottima preparazione per le future gite

dal vivo. Sui siti degli uffici del turismo dei diversi paesi e città

si trovano offerte virtuali per tutti i gusti. Gli amanti dell’arte

trovano il loro museo preferito con un click e i parchi si trovano

facilmente su youtube. Un altro pozzo inesauribile di proposte

per i giramondo è il progetto «Google Arts & Culture».

La cultura dal divano

Sono in tanti a sognare di vedere uno spettacolo alla The

Metropolitan Opera o dimenticare lo stress quotidiano guardando

un balletto nella Bayerische Staatsoper. Spesso purtroppo

però le idee non si realizzano a causa del budget limitato

o dell’esaurimento dei biglietti. Tuttavia oggigiorno è

possibile godersi la cultura anche senza viaggiare a New York,

Monaco, Vienna o Zurigo. Subito dopo l’introduzione del divieto

per gli spettacoli svolti in un luogo pubblico o privato,

molte agenzie di concerti e teatri hanno messo a disposizione

gratuitamente le rappresentazioni in live streaming o video on

demand, per rendere possibile la partecipazione alla cultura

anche durante l’emergenza sanitaria. Ed è forse proprio in questa

fase senza stress da calendario stracolmo di appuntamenti,

che si trova l’occasione per godersi uno spettacolo che dura anche

diverse ore. Basta entrare nel sito del teatro, della sala da

concerto o del festival e scegliere cosa si desidera guardare.

48 touring | maggio 2020


SVAGO

trovano Google, l’università tecnica di

Monaco o l’università di Yale. Big Data,

social media marketing o introduzione

alla psicologia – chi desidera imparare

ha solamente l’imbarazzo della scelta. La

cosa bella: per potersi permettere la formazione

continua non è necessario avere

un ricco salvadanaio, perché molte offerte

hanno prezzi accessibili o sono addirittura

gratuite. In ogni caso, chi desidera

un certificato, paga circa 50 dollari.

Facendo così si sfrutta il confinamento

per imprimere una nuova spinta alla propria

carriera professionale.

Far qualcosa da sé

A che punto sono i lavori in giardino? Non volevamo mica tagliare

l’edera rampicante la primavera scorsa? E in bagno avevamo

deciso un anno fa di sostituire le piastrelle, ma non è

stato fatto ancora nulla. Con il tempo a disposizione adesso è

giunto il momento di rimboccare le maniche e mettersi finalmente

al lavoro per realizzare i progetti do-it-yourself continuamente

rinviati. Di portali e riviste fai da te ce ne sono a volontà

e piante, piastrelle e tanto altro ancora arrivano a casa

con un paio di click. Sui siti dei negozi di ferramenta e dei centri

di giardinaggio si trovano consigli utili, ma dato che in questo

periodo il web è sollecitato in modo straordinario, non sarebbe

male cercare indicazioni nel modo tradizionale. Forse

sugli scaffali della propria libreria (o di un vicino) si trova già

un manuale sull’edera rampicante.

Aiutare gli altri

La pandemia che sembra non finire mai

e che ci impone restrizioni fino a poco

tempo fa impensabili, mette a dura prova

i nostri nervi. Un valido e utile metodo

per non cadere in depressione consiste

nel darsi da fare per gli altri. Ad esempio

aiutando gli anziani che vivono da soli.

Per molti di loro il dover rimanere chiusi

in casa è un po’ come essere agli arresti

domiciliari. Il modo migliore e più facile

per stare vicini a loro senza metterli in

pericolo di contagio consiste nel chiamarli

al telefono regolarmente. Di sicuro

nel vicinato c’è gente che ne beneficerebbe.

Chi vuole muoversi, potrebbe andare

a fare la spesa per gli anziani che

non possono uscire e allo stesso tempo

dare il cambio ai volontari della prima

ora che hanno bisogno di ricaricare le

batterie. Anche se l’epidemia dovesse rallentare

prossimamente, gli esperti consigliano

agli anziani di rimanere prudenti

ancora a lungo e di evitare i luoghi affollati.

Di possibilità per cercar o dar aiuto

ce ne sono tante: i comuni, le comunità

ecclesiali o gli scout, il servizio di aiuto

al vicinato di Migros e Pro Senectute o

quello di consegna a domicilio di Coop e

Croce Rossa Svizzera… •

maggio 2020 | touring 49


Vivere la natura in modo at tivo!

Esperienza attiva nella natura in montagna o sull`acqua. Puro relax e piacere sono

garantiti. Private Selection Hotels è l’etichetta di qualità per l’ospitalità con «la

magia personalizzata» e il fascino speciale degli alberghi privati della prima classe

e di lusso. Lasciate che la nostra app per escursioni a piedi e in bicicletta vi porti

nei luoghi più belli.

SVIZZERA

Waldhotel Arosa (16.06.-17.10.2020)

Hotel Castell, Zuoz (14.06.-26.07. und 07.08.-18.10.2020)

Cresta Palace Hotel, St. Moritz-Celerina (12.06.-18.10.2020)

Hotel Saratz, Pontresina (19.06.-18.10.2020)

Walliserhof Grand-Hotel & SPA, Saas-Fee (maggio/giugno-30.10.2020)

Parkhotel Beau Site, Zermatt (giugno-15.07. & 15.08.-5.10.2020)

Hotel Kirchbühl, Grindelwald (giugno-17.07. & 20.07.-23.10.2020)

Beau Site Park Hotel & Jungfrau Spa, Wengen

(05.06.-11.10.2020)

Hotel Residence, Vaduz (maggio/giugno-31.10.2020)

Wellnesshotel Golf Panorama, Lipperswil (28.04.-30.10.2020)

Hotel Bad Horn, Horn al Lago di Costanza (giugno-24.07.2020 & 23.08.-30.10.2020)

Weissbad Lodge, Weissbad (maggio/giugno-30.10.2020)

(Dépendance 50m dall›Hof Weissbad, SPA, cena e prima colazione all›Hotel Hof Weissbad)

Hotel Cailler, Charmey – Gruyère (maggio-24.09.2020 & 28.09.-31.10.2020)

Seehotel Wilerbad, Wilen al Lago di Sarnen (maggio/giugno-31.10.2020)

Seminar- & Wellnesshotel Stoos, Stoos (maggio/giugno-01.11.2020)

Boutique-Hotel La Rocca, Porto Ronco / Ascona (05.06.-31.10.2020)

Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, Lago di Lugano / Porlezza

(15.05.-11.7.2020 & 16.8.-31.10.2020)

ALLEMAGNA

Hotel Ritter, Durbach (maggio-30.10.2020)

Bio- & Wellnesshotel Alpenblick, Höchenschwand (Schwarzwald)

(maggio-30.09.2020)

Wellnesshotel Auerhahn, Schluchsee (maggio-30.09.2020)

Hubertus unplugged, Balderschwang (Oberallgäu) (maggio-27.09.2020)

AUSTRIA

FRANCIA

Per gli alberghi dove manca la data di inizio precisa, l›orario di riapertura non è

ancora noto al momento della stampa. Per favore non esitare a chiederci maggiori

informazioni.

Forster’s Naturresort, Neustift im Stubaital (05.06.-30.10.2020)

Legende

P partecipazione al programma di attività

W utilizzo gratuito dell‘area wellness

I

B

accesso libero agli impianti di risalita

utilizzo gratuito delle biciclette

P W I B

Hotel L'Estelle en Camargue, Camargue (maggio/giugno-17.07.2020 & 16.08.-01.11.2020)

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«VIVERE LA NATURA»

* 2 pernottamenti in camera doppia

(utilizzo 2 persone) oppure in

camera singola

* prima colazione quotidiana

* la sera di arrivo: un menù di 4–6 portate

* utilizzo gratuito dell‘area wellness

(dove segnato)

* partecipazione al programma di

attività ed utilizzo gratuito delle

biciclette (dove segnato con P e B)

* accesso libero agli impianti di risalita

(dove segnato)

* un buono da CHF 50.– utilizzabile

durante il vostro soggiorno nella spa,

al bar oppure nel ristorante del

proprio hotel

Prezzi per persona per 2 notti

Prezzo speciale TCS nella camera doppia

Standard: CHF 299.–

Superior/sud: CHF 359.–

Prezzo speciale TCS nella camera singola

Standard: CHF 344.–

Superior/sud: CHF 404.–

Prenotazioni e informazioni:

Esclusivamente con

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T +41 41 368 10 05 (lu-sa)

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Due piccoli puntini

nel Golfo di Guinea

Avete mai sentito parlare di São Tomé e Príncipe? Il piccolo

stato indipendente al largo dell’Africa centro occidentale,

fino a poco fa conosciuto soltanto come produttore di cacao

e caffè, è uno degli ultimi luoghi incontaminati della Terra.

REPORTAGE JULIANE LUTZ

Golfo di

Guinea

Príncipe

Annobón

SVAGO

NIGERIA

São Tomé

Bioko

CAMERUN

GABON

Dezanove è un buon

autista. Pilota il minibus

con destrezza

intorno alle pozze

d’acqua e sfreccia lungo le

curve della strada sterrata.

Va di fretta per non farci perdere

il traghetto. Sul tragitto

ci fermiamo a Boca do Inferno

ad est di São Tomé,

attrazione naturale dove le

onde dell’oceano si frangono

schiumose e con fragore contro

il canale di rocce di basalto.

Ecco una prima impressione

della natura esuberante

che qui regna sovrana, palme

e imponenti baobab, mangrovie,

banani e felci, piante di

cacao, alberi di mango. Incontriamo

donne che trasportano

le merci sulla testa

e famiglie di maiali che vivono

allo stato brado, scansando

l’occasionale cane che

scappa abbaiando per non finire

sotto le ruote del furgoncino.

Ad un certo momento il

giovane fa una brusca manovra

per evitare un fuoristrada

che c’incrocia pericolosamente

vicino. Il tempo

stringe, ma Dezanove mantiene

la calma e deposita i

suoi clienti in tempo per

imbarcarci per la prossima

tappa, l’Ilhéu das Rolas.

Grande neanche 200 ettari

giace a cavallo dell’Equatore,

ha una pietra miliare a marcare

il confine tra i due emisferi.

L’esperienza di mettere

un piede in ogni parte del

mondo è imperdibile!

Senza fretta

Le isole gemelle nell’Atlantico

all’altezza del Gabon

sono ancora poco visitate.

Abitata da 200 000 persone

circa, vi si arriva con volo

TAP da Lisbona (soltanto 3

partenze settimanali). A chi

vi approda per la prima volta

pare un piccolo Eden pacifico.

Eppure, una volta queste

isole colonizzate dai lusitani,

erano la capitale della cioccolata.

Le numerose grandi fattorie

abbandonate, chiamate

Roças, testimoniano questo

passato di sfruttamento,

continuato anche dopo l’abolizione

della schiavitù. Il

declino iniziato dopo l’indipendenza

dal Portogallo nel

1975, è stato ulteriormente

100 km

aggravato dal crollo dei

prezzi del cacao e da una serie

di malattie nelle coltivazioni.

Oggi vengono prodotte

solo quantità ridotte di cacao

pregiato, esportate principalmente

in Portogallo e Francia.

Un terzo degli abitanti

vive con meno di 1,90 dollari

al giorno. L’economia è fragile,

la maggior parte degli

isolani si tiene a galla con il

piccolo commercio e l’agricoltura.

Oppure va avanti con

sussidi statali. Non Laudin, la

nostra guida. Figlio di contadini,

sogna una vita diversa.

Ha imparato l’inglese da autodidatta

per poter accompagnare

i turisti e finanziarsi


Bellezza drammatica

La Boca do Inferno

sulla costa orientale

di São Tomé.

CARTINA KEYSTONE

maggio 2020 | touring 51


A menadito La guida

e futuro avvocato

Laudin conosce ogni

angolo delle isole.

La realtà della vita

Il villaggio São João

dos Angolares.

Terreiro Velho dove

nasce il famoso cioccolato

di Claudio Corallo.

gli studi di legge. «Tutto è

possibile se lo desideri davvero»,

afferma. São Tomé ha

tanto da dare, a cominciare

dalla bellezza della flora e

fauna. La vita scorre pigramente

al refrain di «leve,

leve!»: «Qui la frenesia non

esiste, viviamo nel presente».

Una vacanza in questo paradiso

deve essere di classe,

lontano dalle masse. Il

27enne vuole trasmettere ai

visitatori l’entusiasmo e il

rispetto per questi posti primordiali.

Non mancano le

escursioni da fare, dalla foresta

pluviale alla capitale oppure

alla scoperta di villaggi

semplici quali São João dos

Angolares, regolarmente colpito

da piogge torrenziali o

ancora al nord per far whale

watching e ascoltare i canti

delle megattere, gigantesche

balene che migrano per queste

acque turchesi.

Isola incantata

São Tomé è stupenda, ma la

più piccola Príncipe, distante

un’ora di volo, è magia pura.

La metà del territorio è occupata

dal Parco Naturale Obô,

che preserva una straordinaria

biodiversità, fra colline

vulcaniche e scarpate coperte

da una vegetazione lussureggiante,

edifici fatiscenti

in piena giungla, spiagge una

più bella dell’altra. E nella

capitale San António – che

conta appena 1300 abitanti –

il tempo sembra sospeso.

Merita una sosta l’atelier del

«re del cioccolato» Claudio

Corallo. Il fiorentino vive in

Africa dagli anni Settanta ed

è considerato una star negli

ambienti della produzione

di questa delizia, dalla fava

alla tavoletta. Lo visitiamo

nell’antica roça recuperata,

Terreiro Velho sovrastante la

selva e il mare. L’accesso lastricato

alla casa padronale

decrepita è ricoperta di trifoglio.

Claudio Corallo vi coltiva

30 mila piante di cacao,

che discendono dalle prime

giunte dal Brasile. Veniamo a

sapere che il vero cioccolato

100% non è assolutamente

amaro, se lo è, vuol dire che

«il frutto è difettoso o trattato

malamente».

Rifugio tropicale

A nord-ovest di Príncipe si

trova Roça Sundy, incastonata

in un villaggio ai margini

di una magnifica foresta.

L’antica tenuta è stata residenza

estiva di un presidente,

poi restaurata e trasformata

in signorile boutique hotel.

I clienti si ritrovano in terrazza

a cenare mentre i bambini

del villaggio giocano

sotto il maestoso albero di

kapok dirimpetto e si sentono

le musiche provenienti

dalle vecchie case operaie

annesse all’ex piantagione.

Di livello ancor più alto, il

Sundy Praia Lodge con le sue

villette tendate, un’oasi di

tranquillità immersa nella foresta

tropicale che offre una

52 touring | maggio 2020


SVAGO

DA SAPERE

Dove si trova: il secondo

paese più piccolo dell’Africa

è situato a circa 200

chilometri al largo del

Gabon e della Nigeria.

Come arrivare: con volo

TAP via Lisbona.

Quando venire: periodo

ideale tra giugno ed inizio

settembre.

Vaccinazioni: obbligatoria

la vaccinazione contro la

febbre gialla; consigliata

contro l’epatite A, profilassi

antimalarica raccomandata.

Relax sulla spiaggia

privata dell’albergo

Sundy Praia.

Sostenersi da soli

senza dipendere dallo

Stato – giovane fruttivendola

a São Tomé.

squisita cucina bio per ristorarsi

dopo una giornata trascorsa

in spiaggia a dondolarsi

nelle ceste appese agli

alberi. Qui, l’Africa ancora

incontaminata incontra il

lusso patinato.

Moneta locale: Dobra (1

franco = circa 23 Dobra);

consigliato portare euro e

cambiarli in loco. Taluni

esercizi accettano le carte

di credito.

Da portare: adattatore

universale.

Con chi partire: l’operatore

Let’s go Tours organizza

giri turistici, vacanze

escursionistiche e soggiorni

balneari a São Tomé

e Príncipe, ad es. 12 gg. da

3815 franchi (a p. in camera

doppia, senza viaggio a/r).

letsgo.ch

Turismo sostenibile

Questi ed altri due resort

fanno parte di HBD, un bel

progetto di valorizzazione

dell’isola promosso da Mark

Shuttleworth, un imprenditore

sudafricano con cittadinanza

britannica ed inventore

del sistema operativo

Ubuntu. Il miliardario si dice

se ne sia innamorato quando

visitò Príncipe per la prima

volta nel 2010, anni dopo

aver avvisto i puntini formati

dall’arcipelago nell’Atlantico

durante la sua partecipazione

come prima astronauta

africano ad una missione

spaziale nel 2002. Fino a

maggio 2019, Shuttleworth

ha investito 128 milioni di

euro per realizzare la sua visione,

cioè lanciare e consolidare

il turismo sostenibile

ed autentico prima praticamente

inesistente su Príncipe

salvaguardando pure le foreste

ed espandendo l’attività

agricola. Oggi HBD occupa

oltre 640 collaboratori, perlopiù

nel settore alberghiero.

Il personale viene reclutato

localmente, formato e pagato

più del salario minimo, quattordicesima

inclusa. Grazie

alla sua generosità e al fattivo

impegno, Shuttleworth è

diventato la figura trainante

dello sviluppo dell’isola.

Ma altri ancora vogliono fare

la differenza quali la direttrice

dell’albergo Roça Sundy,

Ana Moto. La portoghese ha

fondato «From Principe to

the World», laboratorio di cucito

dove vengono confezionati

accessori con tessuti etnici

e che schiude una fonte

di guadagno agli artigiani

dell’isola. «Sono felice se possiamo

aiutare anche uno solo

dei 7000 abitanti a cambiar

vita», dice la 33enne sorridendo

fiduciosa. •

Il reportage è stato realizzato su

invito di Let’s go Tours.

maggio 2020 | touring 53


Anche nella crisi

al vostro fianco

Con il paese paralizzato dal Covid-19, il TCS si attiva per i soci e

per tutti coloro che mantengono in funzione il nostro sistema.

È proprio nei momenti più difficili che diventa palese il valore

di un’organizzazione come il nostro club che nei 125 anni della

sua storia ha saputo superare più di una crisi. Qualche esempio.

TESTO DOMINIC GRAF

Bici cargo elettriche

per i corrieri volontari

In questo periodo in molte località si è

sviluppato un forte spirito di solidarietà

a favore delle persone che si trovano in

isolamento per proteggersi dal virus o

in quarantena per il sospetto di contagio.

Ad esempio tanti volontari fanno la

spesa per le persone vulnerabili che

non possono uscire di casa. In tal modo

contribuiscono ad arginare il contagio

e allo stesso tempo aiutano le persone

ad affrontare la vita quotidiana. Il TCS

mette a disposizione di questi volontari

la sua flotta Carvelo2go gratuitamente.

Basta un’email e organizzazioni, enti,

aziende o privati possono usufruire di

una delle oltre 300 bici cargo elettriche

presenti in 70 città. Per garantire la sicurezza

generale gli utenti sono chiamati

a lavare e/o disinfettare accuratamente

le mani prima e dopo ogni

utilizzo e pulire manubrio, manopola

del cambio, computer di bordo, sellino,

vano di carico e batteria dopo l’uso.

Iscrizioni: info@carvelo2go.ch

Bici cargo gratuite

per sostenere chi fa

la spesa alla gente

più vulnerabile.

Soccorso stradale gratuito

In questa emergenza il personale sanitario

sta compiendo uno sforzo encomiabile

a beneficio dell’intera popolazione.

Per eseguire il proprio lavoro

molti medici, infermieri e assistenti di

cura hanno bisogno dell’auto, moto,

e-bike o bicicletta. In condizioni normali

un guasto al veicolo è solo un fastidioso

contrattempo, ora invece può

avere conseguenze disastrose. Per garantire

la loro mobilità, il TCS sostiene

tutti i collaboratori di ospedali, studi

medici, servizi Spitex, case per anziani

e di cura con il soccorso stradale gratuito

e prioritario. A prescindere dalla tessera

di socio, basta una telefonata con

l’indicazione che si appartiene al personale

sanitario svizzero per far intervenire

il servizio di assistenza stradale in

modo tempestivo e sollecito.

Numero del soccorso stradale del TCS:

0800 140 140

Misura di protezione

Invece della stretta

di mano, un po’

di disinfettante.

Misure di protezione

per i pattugliatori

Pur dando la priorità al personale sanitario,

il soccorso stradale del TCS è

pronto a intervenire per aiutare tutti.

Per proteggere se stessi e i clienti, durante

gli interventi i pattugliatori applicano

le norme d’igiene e di condotta

prescritte dall’Ufficio federale della sanità

pubblica. Di conseguenza si rinuncia

alla tradizionale stretta di mano e

si mantiene la distanza minima di due

metri. E nei casi in cui non fosse possibile

mantenere la distanza di sicurezza

tutti i 210 pattugliatori sono equipaggiati

con mascherina protettiva, disinfettante

e anche guanti monouso. Se la

riparazione non è possibile sul luogo

dell’avaria, i pattugliatori rinunciano a

prendere a bordo i clienti, dato che il

veicolo di soccorso non garantisce la distanza

minima di sicurezza perché è disponibile

soltanto il posto accanto al

conducente. Il TCS offre al cliente

un’alternativa di trasporto appropriata

e sicura.

Diventi ora socio TCS:

tcs.ch/societariato

54 touring | maggio 2020


CLUB

FOTO EMANUEL FREUDIGER, CARVELO2GO, REGA

Intervento ETI all’estero

Al TCS sono giunte oltre 20mila telefonate

in relazione al coronavirus – il 350

percento in più rispetto allo stesso periodo

del 2019. La maggior parte delle

persone ha ricevuto un aiuto immediato

tramite la consulenza e le informazioni

fornite dagli esperti, mentre 5400 casi

sono stati seguiti da specialisti e medici

della centrale d’intervento ETI. Per

molti soci e i loro famigliari il TCS ha

organizzato il rimpatrio in Svizzera in

collaborazione con il Dipartimento federale

degli affari esteri. 43 persone

all’estero hanno dovuto esser ricoverate

o sottoposte ad accertamenti medici approfonditi.

Un socio gravemente colpito

dal coronavirus è stato rimpatriato con

successo dalla Rega su mandato del TCS

dall’Egitto sotto speciali misure di protezione.

Soprattutto all’inizio della crisi

l’app del TCS ha mostrato la sua grande

utilità: grazie al modulo «Travel Safety»

i soci hanno potuto essere localizzati

velocemente e l’aiuto coordinato in

modo ancora più efficiente.

Info sull’app TCS e i suoi vantaggi: tcs.ch/app

Fondo di solidarietà

Dal 27 aprile alcuni settori hanno potuto

riprendere la loro attività. L’allentamento

disposto dal Consiglio federale

è però graduale e sono molti che non

possono ancora tornare a lavorare. Alcuni

di essi potrebbero però rendersi

utili negli ospedali o nel settore dei trasporti,

dove resta ancora molto da fare.

Partendo dall’Associazione Svizzera

dei Maestri Conducenti, l’Associazione

Svizzera dei trasportatori stradali Astag

e il TCS, con il sostegno della Conferenza

svizzera dei governi cantonali e

La Posta, hanno realizzato la piattaforma

Corosol. L’obiettivo di questo

«Fondo di solidarietà del coronavirus» è

di mettere in contatto le aziende dei settori

della mobilità – trasporti e logistica

– e del settore della salute con chi è colpito

dal lockdown. Attraverso questo

sito gli interessati possono offrire il loro

servizio come assistente in campo sanitario

o autista. E i capi del personale

possono annunciare i posti vacanti. I

rapporti di lavoro sono a tempo determinato

e retribuiti o meno a seconda

del caso.

Ulteriori informazioni e iscrizioni: corosol.ch


Covid-19 in Egitto

La Rega riporta un

malato in Svizzera.

maggio 2020 | touring 55


CLUB

Tre domande a Jürg Wittwer

Il direttore generale del TCS sull’importanza del TCS in tempi di crisi

e la straordinaria capacità di adattamento dei suoi collaboratori.

Perché il TCS è particolarmente

importante in tempo di crisi?

Jürg Wittwer: Il TCS è importante perché

è necessario. Lo dimostrano le migliaia

di telefonate che abbiamo ricevuto

nelle ultime settimane. Numerosi

soci hanno chiamato per informarsi

sulle modalità di viaggio e i provvedimenti

sanitari. In qualità di TCS non

possiamo curare i malati di Covid-19,

però possiamo far sì che le persone, in

particolare infermieri, medici, addetti

alle pulizie negli ospedali possano usufruire

di una mobilità senza intoppi.

Non da ultimo il TCS è un punto fermo

in una situazione caotica. Il TCS, con i

suoi quasi 125 anni di attività, esisteva

già all’epoca dell’influenza spagnola e

il nostro logo con lo stemma svizzero significa

anche che alla fine ogni crisi

viene superata. E ciò ispira fiducia.

Come menzionato prima: tra le altre

cose il TCS viene anche in aiuto

al personale sanitario con il soccorso

stradale gratuito. Una questione

di onore?

Con 210 pattugliatori altamente qualificati,

il servizio di soccorso stradale

del TCS è il più importante e rapido

della Svizzera e anche l’unico presente

su tutto il territorio. Siamo quindi in

grado di garantire un procedimento veloce

ed efficiente in caso di guasto. In

una situazione difficile come questa, ritengo

sia nostro dovere offrire tale servizio

al nostro personale sanitario.

Quali misure avete adottato per

proteggere i 1600 collaboratori TCS?

Dato che siamo un’organizzazione di

pronto intervento, il nostro obiettivo

prioritario consiste nel mantenere in

funzione l’attività. Nella fase iniziale

la nostra preoccupazione più grande è

stata quella di un contagio fra i collaboratori.

Nel caso di un solo malato

avremmo dovuto chiudere un intero reparto.

Per questo motivo abbiamo subito

introdotto limitazioni di accesso

alle nostre centrali e abbiamo potenziato

l’infrastruttura per il telelavoro.

Mentre i nostri pattugliatori sono stati

istruiti ed equipaggiati con il materiale

necessario per poter continuare a svolgere

i propri compiti. Nel loro caso non

è evidentemente possibile fare telelavoro

ed è sorprendente vedere come

sono concentrati e rilassati durante gli

interventi per strada, mentre tutti gli

altri si ritrovano isolati in casa. L’attività

del club continua come sempre.

Con creatività e capacità di adattamento

supereremo anche questa crisi. ◆

«Il TCS è un punto

fermo in una

situazione caotica»

Jürg Wittwer (53)

direttore generale TCS

Se la distanza non può

essere mantenuta

vengono utilizzati

mascherine e guanti.

FOTO EMANUEL FREUDIGER

56 touring | maggio 2020


Edizione speciale limitata

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sulla protezione dei dati alla pagina www.bradford.ch/datenschutz.

La società The Bradford Exchange non Le invierà alcuna

offerta per e-mail, telefono o sms. Può modificare sempre, in ogni

momento, le Sue preferenze di contatto, mettendosi in comunicazione

con noi all’indirizzo o al numero di telefono indicati a lato. Qualora

non volesse più ricevere le nostre proposte neanche per lettera,

La invitiamo a comunicarcelo via telefono, e-mail o tramite lettera.


«Le donne hanno imparato

a far valere i propri diritti»

L’attuale Barometro del TCS delle controversie riconferma

le differenze territoriali per frequenza, durata e costi dei casi

legali. Cresce il numero di pratiche rosa, in quasi tutti gli ambiti.

TESTO DOMINIC GRAF | ILLUSTRAZIONE NICOLAS KRISTEN

In Svizzera, lo scorso anno più di una

persona su sei è stata implicata in

un contenzioso, sia nell’ambito della

mobilità o del lavoro, sia per quanto

riguarda i consumi oppure l’abitazione

affittata o di proprietà. In media, le vertenze

sono durate 213 giorni venendo

a costare 1745 franchi, con singoli casi

molto più onerosi e lunghi. Il procedimento

più costoso che il TCS ha sostenuto

nel 2019 ha totalizzato costi per

264 000 franchi. Nel 2019 si è poi conclusa

una vertenza protrattasi per ben

15,5 anni (5678 giorni).

Il barometro delle controversie 2019

conferma le significative differenze geografiche

della prima edizione pubblicata

l’anno scorso (vedi riquadro). In

media, si litiga di più nella regione del

Lemano, sia per frequenza (17%) che

per costo (1941 franchi). Per contro, con

244 giorni, la maggiore durata si rileva

nella Svizzera centrale. Lo studio basato

sul portafoglio di circa 440 000 polizze

gestite dalla TCS Protezione giuridica

nel 2019, è ora ancora più rivelatore in

quanto vengono analizzate, oltre alle

sette grandi regioni del paese, anche le

cinque principali agglomerazioni (Basilea,

Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo).

I risultati mostrano che a Ginevra quasi

una famiglia su cinque (19,3%) è stata

Barometro TCS

delle controversie

nelle 7 grandi regioni

14,01%

224 giorni

1666 fr.

15,12%

206 giorni

1637 fr.

Sempre più litigiose

ll numero di cause avviate

da donne è ormai quasi

identico a quello

degli uomini.

Svizzera

nordoccidentale

Zurigo

12,34%

202 giorni

1509 fr.

Mittelland

12,10%

244 giorni

1643 fr.

Svizzera centrale

12,77%

223 giorni

1668 fr.

17,09%

212 giorni

1941 fr.

16,16%

194 giorni

1656 fr.

Svizzera orientale

Ginevra e dintorni

Ticino

Frequenza

persone ogni 100

in media 14,8%

Durata

in media 213 giorni

caso più lungo: 5678 giorni

Costi

in media 1745 franchi

caso più caro: 264 000 franchi

I valori indicati sono le medie

ponderate relative alle sette

grandi regioni della Svizzera.

58 touring | maggio 2020


CLUB

SVIZZERI ALLO SPECCHIO

I CONTENZIOSI NEL 2019

L’indagine ad ampio raggio sulle controversie

è stata presentata in tre parti

per la prima volta nel 2019. In futuro

sarà pubblicata integralmente una

volta all’anno.

Si basa sul portafoglio clienti della TCS

Protezione giuridica circolazione

(259 000 polizze), protezione giuridica

privata (153 000 polizze) e protezione

giuridica immobili (28 000 polizze) e si

riferisce a vertenze aperte (frequenza)

o chiuse (costi e durata) nel 2019.

Lo studio completo è scaricabile

gratuitamente da

tcs.ch/barometro-litigi

coinvolta in una lite lo scorso anno,

quasi il doppio rispetto a Berna, di gran

lunga la più conciliante (11% circa).

Bernesi, i confederati

più bonari?

L’ennesima prova della bonarietà tipica

dei bernesi? Sono davvero così restii a

litigare? «Touring» ha chiesto spiegazioni

al sociologo Ueli Mäder e al suo

collega Hector Schmassmann, ricevendo

delle risposte interessanti. Il professor

Mäder sottolinea comunque che,

trattandosi di valutazioni più soggettive

e intuitive che scientifiche, vanno talora

lette con il sorriso e un pizzico di ironia.

Signor Mäder, gli abitanti della capitale

sono davvero così accomodanti o è uno

stereotipo? «Berna è la roccaforte della

democrazia del consenso. La gente preferisce

affrontare i conflitti direttamente

e risolverli all’amichevole. Prevale

il desiderio di armonia», spiega il

noto ricercatore. In caso di disputa, di

solito sono interessati ad arrangiarsi

rapidamente fra di loro. «Così risparmiano

tempo prezioso e possono prendersela

più comoda nella vita quotidiana»

aggiunge. Gli fa eco Hector

Schmassmann: «Berna è più omogenea

rispetto alle città di confine come Ginevra

dove le differenze culturali possono

dare adito a liti. Pertanto qui è più facile

che le parti riescano a negoziare un accordo

consensuale».

A proposito di luoghi comuni: Zurigo ha

fama di essere attaccabrighe, per cui è

nella patria di Zwingli che ci si aspetterebbe

di riscontrare la litigiosità più elevata,

ossia per frequenza, durata e costi.

È vero che è terza per querele attivate

(il 15% dei residenti vi è coinvolto), ma

la principale agglomerazione elvetica

spende meno denaro (1488 franchi) e

tempo per beghe legali (200 giorni).

Schmassmann lo spiega così: «Zurigo è

caratterizzata da una diffusa conflittualità.

Tuttavia, per evitare perdite finanziarie,

molti contenziosi vengono risolti

in via extragiudiziale».

Anche secondo Ueli Mäder, la durezza

degli zurighesi sarebbe spesso più di

facciata che reale. Uno sguardo dietro le

apparenze rivelerebbe l’aspetto unificante

del litigio: «Sappiamo che la frizione

genera calore. Questo non nuoce

certamente ad una città fredda dove il

denaro scorre abbondante e più veloce

che altrove; spendendo molto e soprattutto

per l’acquisto di beni di lusso, probabilmente

scarseggiano le risorse per

far fronte a lunghe e costose procedure

legali, peraltro dall’esito incerto», ipotizza

Mäder.

Donne inclini alla lite

quanto gli uomini

Il barometro del TCS delle controversie

non esamina lo sviluppo soltanto per

regioni e agglomerazioni bensì anche

distinguendo fra i sessi. Degno di menzione

il fatto che lo scarto nel tasso di

litigiosità è praticamente rientrato in

quasi tutti gli ambiti giuridici: con il

12,6% le donne sono implicate in

contenziosi quasi quanto gli uomini

(12,8%), se non di più: ad esempio, in

materia privata ed immobiliare risultano

addirittura più pronte a invocare la

legge. «Le donne sono sempre più attive

professionalmente e, come corollario,

hanno imparato a far valere i propri diritti»,

commenta Hector Schmassmann.

L’unica eccezione riguarda la circolazione,

dove gli uomini continuano a litigare

il doppio. Perché sussiste un tale

divario nel settore della mobilità? A sentire

l’esperto, la casistica sarebbe chiara:

«Le donne si muovono meno con mezzi

di trasporto privati rispetto agli uomini,

che notoriamente hanno il piede più pesante

sull’acceleratore. Di conseguenza

questi sono coinvolti più spesso in collisioni

e conflitti riconducibili all’eccesso

di velocità», afferma Ueli Mäder. •

maggio 2020 | touring 59


La miglior

sicurezza per la Sua

bici o e-bike.

Copertura

casco in tutta

Europa

Soccorso stradale

24 ore su 24 in

tutta la Svizzera

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tutta Europa

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maggior club della mobilità.

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Insieme protetti sulla 2 ruote

La nuova «TCS Assicurazione Bici» protegge la bici, convenzionale

oppure elettrica, come pure il conducente in caso di incidente, furto

e guasto. Vantaggio esclusivo per i soci: sono coperte le biciclette

di tutte le persone che vivono nella stessa economia domestica.

CLUB

TESTO DOMINIC GRAF

I

confederati amano pedalare,

come dimostrano le

statistiche. In Svizzera circolano

oltre 6 milioni di velocipedi

e 650 000 biciclette

elettriche. Dato deplorevole,

ogni anno si registrano

34 000 furti di bici, ciò che

LA «TCS

ASSICURAZIONE

BICI»

Formula tutto compreso:

Assunzione costi di riparazione

in caso di incidente

Niente franchigia per le riparazioni

effettuate presso

partner convenzionati

Protezione antifurto in

tutta Europa

Rimborso costi di noleggio

della bici sostitutiva

Rimborso spese per la sostituzione

dell’equipaggiamento

e degli accessori

danneggiati

Soccorso stradale 24 ore

su 24 in Svizzera

In esclusiva per soci TCS:

estensione a tutte le bici ed

e-bike del nucleo familiare

tcs.ch/bici

corrisponde all’80% di tutti

i veicoli rubati. Nota bene:

con 4658 incidenti all’anno

che provocano lesioni corporali,

andare in bicicletta non

è affatto privo di pericoli.

La «TCS Assicurazione Bici»

copre tutte le biciclette

del nucleo familiare del socio

stipulante.

dente o non fosse possibile

ripararla in loco, il pattugliatore

del TCS trasporterà il

conducente all’officina desiderata.

E il TCS provvederà a

che questi possa arrivare a

destinazione in sicurezza assumendosene,

ove necessario,

i costi per il noleggio di

una bici sostitutiva.

Al fine di offrire un servizio

riparazioni di prim’ordine, il

TCS si avvale di una rete di

oltre 70 specialisti in tutta la

Svizzera. Fabio Di Giovanna,

product manager «due ruote»

del TCS, spiega che: «I rivenditori

bici specializzati offrono

una consulenza competente

per cicli di alta qualità.

È a loro che ci appoggeremo

Trasporto all’officina

di fiducia

Fondato nel 1896 da ciclisti

ginevrini, il TCS si impegna

da sempre per la mobilità

lenta. La nuova assicurazione

offre una tutela completa e

moderna per bici, e-bike e

conducente, che include la

copertura casco e antifurto

in tutt’Europa, oltre al soccorso

stradale 24 ore su 24 in

Svizzera. Qualora la bici

fosse danneggiata al punto

da non ripartire dopo un inciin

futuro affinché il cliente

possa valutare con cognizione

di causa qual è la protezione

ottimale adatta alle sue

esigenze. Se la bici viene riparata

da un partner TCS,

vien meno la franchigia di

100 franchi.

Una polizza per

tutta la famiglia

Secondo Bernhard Bieri, direttore

Club, la nuova assicurazione

conviene in particolar

modo ai soci TCS grazie

all’esclusivo vantaggio a loro

riservato: «I nostri soci fruiscono

non soltanto di condizioni

di favore, possono altresì

estendere la copertura a

tutte le biciclette possedute

dal nucleo familiare». ◆

MAURITIUS IMAGES

maggio 2020 | touring 61


Gratis anche negli anni

a seguire!

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* La TCS Member Mastercard ® è una carta di credito senza tassa annuale, emessa dalla Cembra Money Bank.


La salute spiegata

accessibile a tutti

Tramite la nuova piattaforma TCS MyMed oltre 100 esperti rispondono

alle domande dei soci sui più svariati temi relativi alla salute. Presto saranno

integrate anche liste di controllo, approfondimenti ed ulteriori servizi.

CLUB

FOTO EMANUEL FREUDIGER, ISTOCK

TESTO DOMINIC GRAF

È

meglio fare il pieno di carburante

con i guanti? E se a bordo dell’auto

ci sono più persone, serve mettere

la mascherina chirurgica? Cosa

fare per alleviare i sintomi se si è allergici

ai pollini? In genere, per questioni

legate alla salute ci si rivolge ad operatori

professionisti o specialisti. Ma oggi,

grazie ai moderni mezzi di comunicazione

e informazione spesso si può fare

a meno di recarsi dal medico. L’assistenza

a distanza svolge un ruolo vieppiù

importante, soprattutto nelle emergenze

come quella attuale provocata dal

nuovo coronavirus.

Consapevole dell’importanza che la salute

digitale (la cosiddetta «digital health»)

assume già oggi ed assumerà ancor

di più in futuro, il TCS ha rafforzato

le proprie strutture lanciando la piattaforma

«MyMed». Philippe Klaus, direttore

TCS Assistenza alle persone, ne illustra

i retroscena: «Dal 1958 il TCS

sostiene i titolari del Libretto ETI in caso

di malattia o incidente all’estero. Oggi,

l’aspettativa di vita si è notevolmente allungata

e consente a molti di viaggiare di

più ed anche in età più avanzata.

Di riflesso sono notevolmente

aumentate le richieste

di informazioni relative alla

salute. Grazie a ‹MyMed› possiamo

ora gestirle in maniera

più efficace e rapida». Fa notare

che: «I contenuti vengono

elaborati dal TCS in collaborazione

con cliniche, studi medici,

università, associazioni e

fondazioni oppure con l’Ufficio

della sanità pubblica. La nostra

équipe si compone di un

centinaio di specialisti, fra cui

primari, direttori sanitari e

Serve la mascherina?

La parola agli esperti

di «MyMed».

professori che danno risposte neutrali e

verificate a quesiti rilevanti sulla salute.

Con il nostro sito offriamo innanzitutto

la possibilità di informarsi in prima persona,

porre domande e seguire trend attuali,

quali l’espansione,

a livello

mondiale, del

Covid-19. Proponiamo

articoli, interviste,

filmati su

temi di medicina

convenzionale.

MyMed facilita

l’approccio a materie

talora complesse».

«‹MyMed› facilita

l’approccio a materie

talora complesse»

Philippe Klaus

direttore TCS Assistenza alle persone

Il grande interesse

riscontrato dal

lancio e dalla pubblicazione

degli

articoli tramite

Info- Feed nell’app

TCS motiva i responsabili

ad ampliare costantemente i

contenuti e adeguarli alle esigenze degli

utenti: «Badiamo a che siano di facile

comprensione ed accessibili anche ai neofiti.

Oltre a prodotti e servizi innovativi,

teleconsulti quali «OneDoc», video multimediali

istruttivi nonché liste di controllo

per viaggiatori con particolari problematiche

sanitarie, prevediamo di

creare ulteriori rubriche, ad esempio di

anatomia per visualizzare e spiegare gli

organi vitali e illustrarne le patologie».

Per il TCS l’emergenza coronavirus rappresenterebbe

una grande sfida che però

offrirebbe l’opportunità di sviluppare ulteriormente

l’attività nel campo dell’e-health.

In merito, Klaus ricorda che: «In aggiunta

alla piattaforma ‹MyMed› il club

ha dato vita alla nuova cattedra di telemedicina

d’urgenza assieme al Centro di

pronto intervento dell’Inselspital a Berna

e alla facoltà di medicina dell’università

di Berna». •

tcs-mymed.ch

maggio 2020 | touring 63


CLUB

Visita in remoto Online o

per telefono, il parere del

medico può rassicurare

il paziente preoccupato.

«I tempi sono maturi

per la telemedicina»

L’emergenza coronavirus ha portato in primo piano i servizi

medici a distanza. La dottoressa Serena Barberis dell’équipe

ETI-Med, ne spiega caratteristiche ed opportunità. Risponde

altresì alle domande più frequenti sul Covid-19.

INTERVISTA SANDRA EGLI | FOTO MARGHERITA DONATI

Quali sono le domande più frequenti

in tempi di Covid-19?

Serena Barberis: I nostri clienti vogliono

sapere soprattutto quanto dura l’infezione

e il periodo d’incubazione, quali

sono i rischi di ammalarsi e come tenersi

in forma fisicamente. Ma soprattutto ci

chiedono di trasmettere messaggi di conforto

a famigliari malati che si trovano

all’estero, che spesso non possono contattare

direttamente. Cerchiamo di accontentarli

e quando ci riusciamo vengono

a crearsi momenti molto toccanti

ed emozionali.

L’attuale situazione fa sì che molte

persone debbano ricorrere alle

tecnologie digitali e alla telemedicina.

In seno a ETI-Med Lei stessa la pratica.

Come valuta questo sviluppo?

La telemedicina non sostituisce il consulto

né la visita tradizionale. È però uno

strumento efficace e moderno a condizione

che venga utilizzato secondo regole

chiare. Occorre definire con precisione

ciò che il medico può fare a

distanza. È altresì fondamentale garantire

la protezione dei dati personali.

D’altra parte, visto l’aumento dei

contatti tramite internet, questi

sistemi permettono di gestire meglio

le risorse e sgravare e proteggere

il personale…

Infatti. Le tecnologie di comunicazione

medico-paziente hanno compiuto passi

da gigante e sono evoluti e cambiati

i comportamenti delle persone. I tempi

sono maturi per la telemedicina. Il futuro

sarà digitale. L’assistenza ai pazienti

dovrà e potrà beneficiarne.

In qualità di medico attualmente

viene molto sollecitata a chiarire

ansie e dubbi sollevati dal Covid-19.

Ad esempio, non sono solo gli anziani

a finire in terapia intensiva. Il decorso

della malattia è diverso nei giovani?

È appurato che patologie croniche pregresse

costituiscono un rischio a qualsiasi

età. Normalmente i giovani sono

meno vulnerabili perché il loro organismo

resiste meglio all’attacco del virus e

in genere non presentano molteplici fattori

di rischio. Per contro, le persone più

anziane tendono a soffrire già di diversi

problemi di salute, che in caso di contagio

vengono ad accumularsi.

Cosa consiglia a chi vive assieme

a una persona con problemi cronici

alle vie respiratorie?

64 touring | maggio 2020


L’ESPERTO TCS

Se si tratta di una malattia acuta, occorre

immediatamente informare il

medico di famiglia. Insieme, si deciderà

se è opportuno effettuare il tampone per

la diagnosi del Covid-19.

Se un famigliare o convivente

rientra nel gruppo a rischio e si è

esposti personalmente al pericolo

di contagio sul lavoro come si può

proteggere i propri congiunti?

Ogni contatto diretto deve essere evitato

e le misure igieniche seguite scrupolosamente.

La disciplina è vitale: fare la doccia

appena rientrati, mantenere la distanza

consigliata, non condividere

asciugamani o biancheria da bagno e da

letto, indossare una mascherina chirurgica,

lavarsi o disinfettarsi le mani ripetutamente

e non toccarsi il viso con le

mani non pulite. Se è impossibile osservare

queste precauzioni, occupare locali

separati e rinunciare a tutte le funzioni

professionali che

comportano un

contatto diretto

con soggetti che

hanno contratto

il virus.

«La telemedicina

è uno strumento

moderno ed efficace»

Dr.ssa Serena Barberis,

medico FMH ETI

Si teme che

il confinamento

aggravi anche

le violenze

domestiche.

Come ci si può

proteggere?

Non ci sono regole

generali, ma ricordo

che ogni

maltrattamento

è un reato. Se si

subisce un atto di

violenza ci si deve rivolgere senza indugio

alla polizia o all’Aiuto alle vittime. Situazioni

già critiche possono deteriorarsi

drammaticamente e precipitare a causa

del lockdown e dell’isolamento che questo

comporta. •

IN VIAGGIO

Posso subaffittare

il mio posteggio?

«Vivo in un appartamento in città.

Posso subaffittare ad un pendolare

l’annesso posto auto oppure

la padrona può opporsi?»

TESTO VERA BEUTLER

In via di massima subaffittare un

posto auto non pone problemi,

purché vengano osservate le leggi

in materia di locazione ed eventuali

norme di diritto pubblico.

Per subaffittare il posteggio privato

occorre il previo consenso

del locatore. Questi può vietarlo

se non gli vengono comunicate le

condizioni di locazione, se queste

sono abusive o qualora gliene derivassero

grossi svantaggi (pregiudizio

essenziale). Se il posteggio è

una pertinenza dell’appartamento,

valgono le disposizioni a tutela

dell’inquilino previste dal diritto

di locazione: nella fattispecie,

la locatrice non può disdirle il

posteggio perché intende subaffittarlo.

MAURITIUS IMAGES

Anche nel caso in cui la padrona

fosse d’accordo, non è detto che le

cose finiscano qui: se, infatti, la

città autorizza il parcheggio esplicitamente

per una particolare categoria

di utenti, e la locatrice accetta

un subaffitto non conforme

al regolamento comunale, potrà

intervenire mettendo in atto i

provvedimenti di sua competenza.

Trattandosi di parcheggi pubblici,

il permesso di stazionare potrebbe

poi essere vincolato al domicilio

nell’area interessata e le relative

tessere assegnate di conseguenza.

In tale ipotesi, la sublocazione a

terzi non residenti sarebbe ovviamente

esclusa. •

TCS MYMED

La piattaforma del TCS fornisce informazioni

aggiornate ed esaustive su

tematiche attuali riguardanti la salute,

naturalmente anche sulla pandemia

da coronavirus: numerosi articoli specialistici,

interviste a medici, professori

ed esperti forniscono consigli e

risposte alle domande più frequenti.

La presente intervista è disponibile

in versione estesa con ulteriori chiarimenti

utili sul sito

tcs-mymed.ch

Tuttavia, questa clausola protettiva

viene meno laddove il posto

auto fosse funzionalmente

indipendente

dall’abitazione:

Lei ha

comunque la facoltà

di subaffittarlo,

ma se disapprova

la locatrice

potrebbe reagire

dando disdetta.

LEX4YOU

Vera Beutler, dr. iur.

responsabile

di «lex4you».

«lex4you» è una piattaforma

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consulenza giuridica

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maggio 2020 | touring 65


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FORUM

touring impressum

Rivista del Touring Club Svizzero

Editore

Touring Club Svizzero

Casella postale 820,

1214 Vernier (GE)

Caporedattore

Felix Maurhofer

Vice caporedattori

Marc-Olivier Herren

Dino Nodari

Redazione

Aline Beaud

Jérôme Lathion

Juliane Lutz

Dominic Graf

Art Director

Alban Seeger

Responsabile foto

Emanuel Freudiger

Layout

Andreas Waber

Stephan Kneubühl

Sara Bönzli

Mathias Wyssenbach

Assistenti di redazione

Michela Ferrari (I)

Tania Folly (F)

Susanne Troxler (T)

Irene Mikovcic-Christen

Scriveteci…

Qui vale la regola: più breve è la lettera,

maggiore è la probabilità che venga pubblicata.

Il pick-up

Mio fratello maggiore era bravo a far lavori

manuali e maneggiava bene il cacciavite.

Nell’atelier di nostro padre ha trasformato

un’abbandonata Volkswagen in un pick-up.

Ha rimosso la cella passeggeri del Maggiolino

e saldato due sedili sul telaio. Ha dotato addirittura

l’assale posteriore di doppie gomme e

così quel veicolo è tornato a funzionare. Era

circa il 1972 e nella regione collinare turgoviese

del Seerücken ho avuto il privilegio – in

quanto piccolo della famiglia – di sedermi accanto

a mio fratello per il primo giro ufficiale

di prova. All’epoca avevo soltanto sette anni

ed ero abbastanza ansioso di girare con quel

veicolo, non riuscivo nemmeno a tenermi al

sedile. Per sicurezza però mio fratello aveva

aggiunto una pratica sbarra e mi ci aggrappai.

Qualche tempo dopo fu montato nella parte

posteriore un ponte di carico e così questo trabiccolo

fu utilizzato per la raccolta delle mele.

Naturalmente non era immatricolato e così

Pick-up divertente

Il test di guida del

nostro trabiccolo.

veniva usato solo nei campi e nei sentieri

attorno. Più tardi venne utilizzato pure per

spettacoli divertenti al Circo Royal.

Christian Boss @

@

Cerchiamo: foto scattate dai lettori

Nessuno dimentica la prima auto e neanche tutto

quello che ci ha fatto vivere. Allora ci racconti la sua

curiosa, avventurosa o divertente storia. Da inviare

con una fotografia a: touring@tcs.ch

Corrispondenza

Redazione Touring

Maulbeerstrasse 10

3001 Berna

Tel +41 58 827 35 00

touring@tcs.ch

Tiratura

Edizione italiana: 71 538

Totale: 1 190 995

Edizione/Marketing

Reto Kammermann

Pubblicità:

Cumi Karagülle

Roger Müller

Chantale Hofer, verlag@tcs.ch

Vantaggi socio

Marcel Zimmermann

Abbonamento: compreso nella

quota annua di socio. «Touring» è

pubblicato 10 volte l’anno.

Modifica indirizzo: con il numero

di socio: TCS, Sede centrale,

Casella postale 820, 1214 Vernier,

Tel. 0844 888 111, info@tcs.ch

Testi e foto sono protetti dai diritti

di autore. Ogni riproduzione,

anche parziale, richiede l’accordo

scritto dell’editoria. Si declina ogni

responsabilità per manoscritti e

altri lavori non richiesti.

Produzione

Swissprinters SA

Brühlstrasse 5, 4800 Zofingen

Tel. 058 787 30 00

Tassa elettrica

Ogni volta che facciamo il

pieno di carburante noi paghiamo,

salvo errore, 74 ct.

per litro di tassa alla Confederazione

per la manutenzione

delle strade, e lo reputo

giusto. Ma i possessori

di veicoli completamente

elettrici non pagano, al momento,

nessuna tassa e soprattutto

non ho ancora sentito

o letto niente in merito.

Vuol dire che circa 30 000

automobilisti utilizzano la

rete stradale gratuitamente.

Certo, in proporzione è poco,

ma sempre più in aumento.

Chiedo dunque come la Confederazione

porrà rimedio a

tale ingiustizia crescente.

Guy Minoli @

Come da lei menzionato,

oltre la metà del prezzo del

carburante al distributore

si compone di tasse. Queste

servono a finanziare le infrastrutture

di trasporto o

ad alimentare la cassa generale

della Confederazione.

Con l’elettrificazione del

parco automobilistico, le infrastrutture

di trasporto e

la cassa generale della Confederazione

perdono, in

effetti, delle entrate importanti.

Accettando il Fondo

per le strade nazionali e il

traffico di agglomerazione

(FOSTRA) nel 2017, il popolo

ha ugualmente dato il

suo accordo all’introduzione

di un’imposizione per veicoli

elettrici. La Confederazione

ha così previsto di prelevare

nei prossimi anni una tassa

forfettaria sui veicoli elettrici

al fine di coprire il deficit

del finanziamento per le

infrastrutture di trasporto.

La Confederazione non ha

però ancora fissato una data

per l’entrata in vigore; preferisce

dare il tempo a questi

nuovi modi di propulsione

alternativi di affermarsi. Secondo

il Consiglio federale

questa tassa sarà dell’ordine

di circa 370 franchi all’anno

per veicolo, con l’obiettivo

di generare entrate di circa

110 milioni di franchi entro

il 2030.

Laura Salamin,

servizio politico del TCS

Sviluppo batterie

Touring 10/2019, dossier

Un motore elettrico ha un’efficienza

dell’85%, mentre

un buon diesel arriva ad oltre

il 40%. In frenata l’elettrico

recupera energia invece

di disperderla. L’unico

problema è costituito dalla

batteria, per i noti svantaggi

che comporta. Urge quindi

promuoverne lo sviluppo, e

non soltanto a carico di chi

conduce un’auto a propulsione

elettrica. Di certo non

sarà la lobby del petrolio a

sostenerlo.

Josi Reichlin @

La redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza.

È possibile inviare le lettere per e-mail (touring@tcs.ch). Le lettere

sono pubblicate anche nella versione online di Touring (touring.ch).

maggio 2020 | touring 69


Raccomandateci e

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Il nuovo socio del club

Signora Signor Data di nascita:

Nome:

Cognome:

I miei dati

Signora

Nome:

Cognome:

Signor

Via:

Numero:

Numero di socio:

NPA:

Luogo:

E-mail:

Lingua di corrispondenza: I F D

E-mail:

Telefono:

Si prega di indicare un indirizzo di posta elettronica. Il codice

regalo verrà inviato per e-mail.

Spedite il tagliando per posta a: Touring Club Svizzero,

Chemin de Blandonnet 4, 1214 Vernier. Oppure inserite la

raccomandazione online sul sito tcs.ch/raccomandare


Il mondo visto

dall’alto

A volte puoi scoprire nel cielo palloni aerostatici.

Magari hai già anche sognato di vedere il paesaggio

dalla navicella del pallone. «Tourolino» ti mostra

come puoi costruire una mini mongolfiera.

NTOUROLI NTOUROLI

LINO

NO

OUROLINO

UR

OUR

U

TOU

TO

TO TO

TOUROLINO

T

ROL

O

URO

OURO

TESTO SUSANNE TROXLER | ILLUSTRAZIONI ANDREA PETER

1. Prendere dalle riviste

il numero desiderato di

pagine e togliere eventuali

graffette metalliche. Inserire

le pagine una nell’altra.

Posizionare il lato lungo

della sagoma del pallone

sulla piega. Disegnare la

forma e ritagliarla.

LAVORETTO MANUALE

Mongolfiera di carta

Ecco cosa ti serve: riviste, forbici,

penna, ago, filo, nastro adesivo,

modello di mongolfiera e

navicella (vedi su touring.ch,

«I giochi Tourolino»), carta A4

un po’ spessa, ev. un punteruolo.

2. Posizionare le forme dei

palloni aperti esattamente

l’una sopra l’altra. (Se ci

sono più di dieci strati,

usare il punteruolo per

pungere i fori per il cucito -

assicurarsi di farlo su un

tavolo da lavoro).

3. Prendere 50 cm di filo,

infilarlo nell’ago e cucire

il mazzo nella piega con

punti semplici, dall’alto

verso il basso e indietro.

Legare le due estremità.

CONCORSO ONLINE

Dove posso far volare

il mio modellino

di elicottero?

• A. Sopra le mucche

al pascolo.

• B. In stazione sopra i binari.

• C. Fuori dalla zona

di divieto di volo.

Partecipa al concorso entro il 24.5.2020 collegandoti al nostro sito

internet touring.ch e indicando la giusta risposta. Buona fortuna!

PREMIO

Un set di giochi per

Nintendo Switch «Animal

Crossing: New Horizons»,

«Pokémon Schild» e

«Super Mario Maker 2»

del valore di ca. 234 fr.,

gentilmente offerto

da Nintendo

La risposta corretta del

concorso n. 4 era B.

4. Rinforzare la parte

inferiore del pallone con

nastro adesivo in quattro

punti ben distribuiti.

5. Per fare la navicella,

utilizzare la copertina della

rivista (carta più spessa),

posizionandola sul modello

della navicella, disegnarne

i contorni e poi

ritagliarli.

6. Piegare la navicella,

le linee tratteggiate vi

indicano come. Piegare

le parti sovrapposte verso

l’interno.

7. Prendere 50 cm di filo,

infilarlo nell’ago e collegare

la navicella ai quattro

punti rinforzati del pallone.

Possono partecipare tutti i giovani lettori e le giovani lettrici di Touring della Svizzera e del Liechtenstein, a eccezione dei collaboratori TCS e

dei loro familiari. I giovani vincitori del concorso «Tourolino» saranno estratti a sorte e avvisati personalmente. Non viene tenuta alcuna

corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori verranno pubblicati sul sito internet di Touring.

maggio 2020 | touring 71


IN GIRO CON

LOCO ESCRITO

Fortissimo – il ritmo

della musica e della vita

Non s’inanellano premi prestigiosi andando adagio – parola

di Loco Escrito, al secolo Nicolas Herzig. Il fenomeno latino è

sulla cresta dell’onda, ma tiene i piedi saldi per terra. Non è solo

la musica ad ispirarlo, bensì pure il rombo della sua moto.

TESTO JULIANE LUTZ | FOTO LINDA POLLARI

Gli piacciono le moto, basta

guardare i suoi video per

capirlo. Nicolas Herzig,

meglio conosciuto col

nome d’arte Loco Escrito, si presenta

al nostro appuntamento in

auto. Arriva con una Mercedes

Classe E quando, visto il personaggio,

ci aspetteremo di vederlo

scendere da una Ferrari rossa

fiammante. Eppure lo svizzero con

radici colombiane che spopola a

suon di ritmi latini, è rimasto coi

piedi per terra. Ed infatti il 33enne

smonta subito lo stereotipo dell’artista

stravagante: «Non sono tipo

da ostentazioni lussuose». Per lui,

l’importante è che l’auto sia piacevole

da guidare e, siccome viaggia

molto, confortevole.

Ammette che non disdegnerebbe

certo una supersportiva Porsche

GT3, da portare in pista. E forse

questo sogno diventerà presto realtà

per la star del reggaeton nato

a Medellín e cresciuto a Wetzikon

che ha iniziato a scrivere testi in

spagnolo e rappare già a dieci anni.

Fa furore nel 2015 con il brano

«Bien Contento» che presenta al

talent show della televisione svizzera

«Die grössten Schweizer Talente».

Da allora, le cose gli stanno

andando alla grande. Nel 2018

trionfa agli MTV Europe Music

Awards come «Best Swiss Act». Nel

2019 vince nella categoria «Best

Hits» agli Swiss Music Awards con

«Adiós», facendo il bis nel 2020

con «Punto». Ad oggi, ha conquistato

il disco di platino per tre suoi

singoli, oltre a un doppio platino.

Ed il suo palmarès non finisce qui,

conquista le platee anche in Spagna

e nell’America del Sud.

Il prezzo del successo

Ma la fama si paga: il padre di una

bambina piccola è via per tre mesi

all’anno. Alla domanda se non gli

pesa assentarsi tanto risponde:

«Ogni lavoro, per quanto fantastico,

ha degli svantaggi. Per vivere l’emozione

del palco devo viaggiare».

Comunque ha dei precisi obiettivi,

ed è consapevole di ciò che sta facendo

e perché. Per lui, conta chi

ha intorno. Il suo team di lunga

data si compone di una dozzina di

persone fra manager e produttori

che di solito lo accompagnano in

tournée. Con tutti i chilometri che

macina apprezza il soccorso stradale

che ha dovuto chiamare più

volte. D’altronde tutta la sua famiglia

è affiliata al TCS, tiene a precisare.

Non basta la voglia di sfondare. Se

molti l’hanno, Nicolas Herzig sta

perseguendo con tenacia il suo

sogno di diventare un grande della

musica latina: «Naturalmente ci

vuole talento, bisogna saper cantare

e vendersi, ma il successo è

fatto di duro lavoro», dichiara. Analizza

continuamente dove potrebbe

migliorare e per lui, il «no» non esiste.

Invece di lamentarsi che il coronavirus

abbia fatto saltare ingaggi

programmati da tempo, non ha esitato

un secondo a lanciare assieme

al soulman Seven la maratona di

concerti in diretta streaming «Alles

wird gut» (Andrà tutto bene, ndr.).

Caparbio, va per la sua strada e non

c’è ostacolo che possa fermarlo. Neanche

il terribile incidente in moto

che subisce nel 2015, quando viene

travolto da un autista distratto. Nonostante

la lunga degenza in ospedale,

seguita poi da mesi di riabilitazione,

non ci pensa proprio a

mettere la sua passione ruggente in

un cassetto. Non rinuncerebbe per

nulla al mondo al brivido della velocità,

alla sferzata di adrenalina

che la moto gli regala. «Certo, ora

sono più prudente, prima pigiavo

troppo sull’acceleratore» confessa.

Adesso, invece di correre, veleggia:

in sella alla Harley Davidson Street

Glide Special la guida è paciosa.

In sella riesce a dimenticare completamente

quel che lo circonda. ◆

«Naturalmente ci vuole talento,

bisogna saper cantare

e vendersi, ma il successo

è fatto di duro lavoro»

Nicolas Herzig,

in arte Loco Escrito,

al top delle classifiche

Mercedes Classe E

anziché una Testarossa.

Il cantante è rimasto

coi piedi per terra.

72 touring | maggio 2020


maggio 2020 | touring 73


GIOCA & VINCI

3

GRANDI OCCASIONI

per vincere

OCCASIONE 1 – GIOCO PER I LETTORI

IN PALIO lo smartphone

Samsung Galaxy Note 10 da 256 GB Valore CHF 979.–

21

maggio:

ultimo termine

per partecipare

ai giochi

Il Galaxy Note 10 di Samsung

offre prestazioni di altissimo livello

sotto ogni aspetto. Display,

telecamera e performance sono

eccellenti. L’apparecchio può

essere utilizzato con la penna

integrata. Con questa penna e il

display arrotondato, che misura

6,3“ in diagonale, l’apparecchio

è perfetto per le piccole mansioni

lavorative da sbrigare in

viaggio, ma soprattutto per la

navigazione in rete e il gioco.

L’involucro in vetro di facile

presa si adatta bene alla mano.

La qualità delle foto e dei video

è eccellente. Il Galaxy Note 10 è

un prodotto di qualità superiore.

In quale anno la Commissione

europea ha dato vita alla

«European Battery Alliance»?

Inviate un SMS con tmi051 xxxx

(xxxx = anno) al numero 5555

OCCASIONE 2 – SUDOKU 1

OCCASIONE 3 – SUDOKU 2

7 2 3 8 9 5

3 6

5 6 4 2

4 5 3

6 2

2 8 6

4 9 5 3

5 2

8 6 1 2 7 4

7 9 5

3 2 7

2 6 1 8

8 5 6

1 6 4

4 3 5

7 5 1 3

6 2 4

4 8 6

IN PALIO lo smartphone

Huawei P30 Dual SIM da 128 GB Valore CHF 599.–

Huawei P30 è attualmente considerato uno dei

migliori smartphone di fascia alta. Le prestazioni

e l’autonomia della batteria sono eccellenti.

La tripla fotocamera con triplo zoom

ottico produce foto e video perfetti con una varietà

di impostazioni selezionabili, che vengono

visualizzate anche sul display OLED da 6,1“ ad

alto contrasto e colori reali. La lavorazione è

impeccabile, caratteristica tipica di Huawei. È

possibile aggiungere una seconda SIM e la memoria

può essere espansa con una scheda SD.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle rosse.

Inviate un SMS con scritto tmi052 e le tre cifre al numero 5555.

IN PALIO lo smartphone

Nokia 7.2 Dual SIM da 128 GB Valore CHF 349.–

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e vanta soprattutto l’eccellente fotocamera

con modalità notturna che

funziona molto bene. L’apparecchio

ha un display brillante da 6,3“ che

riproduce i colori in modo realistico

e vivido. Nokia continua a utilizzare

Android senza modifiche, in modo

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di sistema sempre aggiornate,

sicure e ottimizzate.

Risolvete l’indovinello matematico e compilate le caselle verdi.

Inviate un SMS con scritto tmi053 e le tre cifre al numero 5555.

Ogni SMS costa CHF 1.50.

È possibile partecipare anche per posta, inviando

la soluzione a TCS, Editoria Touring, Gioca & Vinci,

Casella postale, 3024 Berna.

Possono partecipare tutte le lettrici e tutti i lettori di Touring in Svizzera e Liechtenstein (che abbiano compiuto

16 anni di età). Non possono partecipare i collaboratori del TCS e i loro familiari. I vincitori e le vincitrici di «Gioca

& vinci» saranno estratti a sorte tra tutti coloro che hanno risposto correttamente e avvertiti personalmente. I

premi non possono essere cambiati né corrisposti in contanti. Non si tiene alcuna corrispondenza in merito ai

concorsi e ai sorteggi. È escluso il ricorso alle vie legali.

74 touring | maggio 2020


TICINO

Bollettino della Sezione Ticino #5 | maggio 2020

Le Assemblee

all’insegna del virtuale

Nella foto: l’unica assemblea condotta in modalità tradizionale,

quella del Gruppo del Luganese.

Gli altri gruppi hanno optato per la modalità via e-mail.

Il pensiero dei presidenti di Gruppo a pagina 76


SEZIONE TICINO

Assemblee dei Gruppi locali

Qui Gruppi, a Voi Sezione!

Quella luganese è stata l’unica assemblea in presenza dei Soci. Il nuovo Comitato 2020-2023:

da sinistra Claudio Salathé, l’arch. Andrea Bernardazzi, Simone Boldini, il presidente avv. Fabio

Stampanoni, l’avv. Nicole Volonté Pagani e Stefano Rezzonico

In un articolo condiviso, i quattro

Presidenti dei Gruppi che compongono

la nostra Sezione, ovvero Bellinzona e

Valli, Locarnese e Valli, Luganese e

Mendrisiotto, riferiscono in merito alle

Assemblee dei soci che quest’anno non

sono uscite, in buona parte, indenni

dall’emergenza sanitaria che purtroppo

tocca tutti noi da alcune settimane.

Punto salinte di quest’anno sono state le

nomine statutarie per il triennio

2020–2023.

Infatti, come spiega Patrick Passalia, il

Comitato del TCS Gruppo del Locarnese

e Valli, da lui presieduto, quest’anno

aveva potuto prepararsi al meglio per la

propria assemblea generale ordinaria,

così come per il calendario delle attività

con alcuni eventi già previsti da proporre

ai propri delegati ed ai soci. Ma chi

Patrick Passalia,

presidente del Gruppo

Locarnese e Valli.

avrebbe mai

immaginato di

trovarsi di fronte ad

una situazione

talmente nuova e

complessa da

obbligare la gente

in casa e fermare

oltre la metà

dell’economia

cantonale, svizzera

e mondiale?

A questo punto il grande rispetto per le

persone e le vite in gioco hanno imposto

di prendere provvedimenti, quali

l’annullamento dell’assemblea in

presenza e il reinventare il tutto sotto

una veste nuova. È stato così deciso, nel

rispetto della salute delle persone, di

votare per via circolatoria, coinvolgendo

tutti i soci che si erano iscritti ed avevano

mostrato interesse a partecipare

all’Assemblea del Gruppo.

Questa situazione tuttavia, ci permette di

fermarci, o rallentare e rivedere alcune

questioni sotto un altro punto di vista,

continua Patrick Passalia. Vediamo la

nostra regione, il Locarnese, che vive di

turismo è colpito profondamente e

sicuramente i mesi a venire saranno

tutt’altro che facili. Certo lo Stato mette a

disposizione miliardi per le nostre

aziende, ma ciò non basta. Il fatto di aver

rallentato, ed in alcuni casi di essersi

completamente fermati, ci fa notare

come la mancanza di vie d’accesso

dirette e privilegiate sarà probabilmente

un ulteriore svantaggio nel rilancio della

nostra regione. È chiaro, e forse utopico,

pensare che vista la situazione d’emergenza,

qualcuno possa decidere di

accelerare i tempi, se non bruciare le

tappe, nell’iter di progettazione e

delibera del collegamento diretto

A2-T21. Un progetto di rilancio e

miglioramento delle qualità di vita per

molte persone, e sicuramente un aiuto

per il turismo e probabilmente per le

attività economiche. Senza dimenticare

che si tratterebbe di investire alcune

centinaia di milioni di franchi e quindi

posti di lavoro ed indotto per la regione.

Sarebbe l’opportunità per lo Stato di

sfruttare la situazione per investire nel

paese, nella pianificazione territoriale, in

particolare delle strade, affinché la

circolazione diventi più fluida e sempli-

TCS SEZIONE

TICINO

Impressum

Bollettino ufficiale dei Soci TCS,

Sezione Ticino

Tiratura 84 000 copie

Edizioni 10 volte all’anno

Redazione Marco Colandrea

Layout Sara Bönzli

Inserzioni TCS Sezione Ticino

CP 581, 6802 Rivera

sezioneTI@tcs.ch

Stampa

Swissprinters AG

Brühlstrasse 5

4800 Zofingen

Punto di contatto

via alla Chiesa 10, 6802 Rivera

Societariato e prodotti TCS, corsi e scuola guida, collaudi e

controlli tecnici.

Per il viaggio: ViaCard, Bollo ecologico (D), Telepass (I, F, E, P),

Patente internazionale, Vignetta autostradale per CH e Austria,

info e pagamenti Pedemontana

Telefono 091 935 91 35, Fax 091 935 91 20

sezioneTI@tcs.ch, www.tcs-ticino.ch

76 touring | maggio 2020


SEZIONE TICINO

ce, così come potrebbero essere aumentate

e migliorate tutte le infrastrutture

per la mobilità lenta, che, forse, potrebbero

dar man forte nel rilancio di una

regione in difficoltà con infrastrutture

stradali non all’altezza.

Un semplice pensiero, una semplice

opinione, balenata nella mente mentre

mi spostavo la mattina presto da casa

all’ufficio, essendo parte di una di quelle

attività necessarie e che quindi ha la

fortuna di continuare a lavorare,

notando che se si arrivasse così in fretta

come in questi tempi, la regione del lago

Maggiore sarebbe sicuramente uno

splendido attore all’interno dell’offerta

turistica nazionale ed internazionale.

Franco Rezzonico,

laureato all’UNI di

Zurigo in econometria

e finanza. Attualmente

responsabile vendita

energia all’AET

Anche il Gruppo

Bellinzonese e Valli,

ha vissuto il

periodo dell’Assemblea

ordinaria nel

pieno dell’emergenza

Covid-19,

adottando un

analogo sistema di

coinvolgimento dei

propri soci, in

alternativa

all’assemblea fisica.

Un peccato,

sostiene il nuovo presidente del Gruppo,

Franco Rezzonico. Infatti l’assemblea

ordinaria 2020 è coincisa con un

importante rinnovamento del Comitato

del nostro Gruppo. Ben 5 membri su 7

hanno lasciato la carica, per raggiunto

numero massimo di mandati, o per scelta

personale. L’Assemblea sarebbe stata la

degna occasione per ringraziare tutti

loro per il grande impegno dimostrato

negli anni in seno al nostro Comitato. In

particolare il Presidente che mi ha

preceduto, Ing. Nelio Rigamonti, che con

il suo Comitato nell’ultimo decennio ha

sicuramente dato un contributo fondamentale

al rafforzamento del Gruppo

lasciando un segno tangibile. Ha elevato

la prevenzione a tema chiave e ha saputo

intensificare le attività per i delegati e

per i soci.

Il nuovo Comitato riprende un’eredità

importante ma al contempo preziosa con

la ferma volontà di continuare nel solco

tracciato. Restano in carica Sarah

Sulmoni (segretaria) e Adolfo Rei

(cassiere), che vengono affiancati dal

nuovo presidente Franco Rezzonico e da

Cristina Mossi Meroni (vice presidente e

resp. manifestazioni). La volontà è quella

di ulteriormente rinfoltire i ranghi e

consolidare la squadra nei prossimi anni

per affrontare le sfide future e rinnovare

le attività.

La visione che contraddistingue il nuovo

Comitato è quella di rafforzare ulteriormente

lo spirito del Gruppo regionale

mantenendo nel contempo una simbiosi

vincente con gli altri Gruppi nella

Sezione cantonale. Inoltre un’attenzione

particolare va all’evoluzione della

mobilità individuale che stiamo vivendo.

Un tema su tutti è la sua elettrificazione

che rappresenta un cambiamento,

un’innovazione e un’opportunità che

deve stare a cuore al TCS.

L’avv. Fabio Stampanoni,

presidente del

Gruppo del Luganese

A differenza degli

altri Gruppi, quello

del Luganese ha

invece potuto

tenere la propria

Assemblea ordinaria,

che si è svolta

regolarmente il 4

marzo all’Hotel de

la Paix di Lugano.

Come spiega il

Presidente del

Gruppo, Avv. Fabio Stampanoni, il fatto

di aver previsto una data per l’Assemblea

anticipata rispetto all’usuale appuntamento

della seconda parte del mese di

marzo (e ciò per ragioni legate al

coordinamento dei calendari della

Sezione e di tutti i Gruppi), ha reso

possibile accogliere i nostri soci come

ogni anno (seppur con una partecipazione

minore del solito, in quanto le prime

raccomandazioni legate all’emergenza

sanitaria che stava facendo capolino, ci

hanno imposto di adottare alcune misure

che hanno indotto alcuni soci, già iscritti,

a rinunciare alla partecipazione).

Anche a Lugano si è reso necessario

procedere al rinnovo delle cariche

statutarie. Tutti i membri di Comitato in

carica sono stati confermati, fatta

eccezione per Piergiorgio Grassi, il quale,

dopo tanti anni di presenza in Comitato,

non ha potuto sollecitare un ulteriore

mandato, per raggiunti limiti statutari. A

Piergiorgio Grassi va un grande ringraziamento

per la passione e la competenza

che ha dedicato alla cura dei conti e

del segretariato del nostro Gruppo in

tutti questi anni. In sua sostituzione,

quale nuovo membro di Comitato,

abbiamo il piacere di aver potuto

accogliere l’Avv. Nicole Volonté Pagani.

Avvocato e notaio, attiva quale libera

professionista a Lugano, è sindaco di

Cureglia. Da un triennio il nostro

Comitato non aveva più una donna al

proprio interno: l’avvento di Nicole

coincide con la certa opportunità di

avere trovato una persona capace,

competente e con la giusta sensibilità,

che potrà completare al meglio la nostra

squadra.

Il Gruppo del Luganese, ha purtroppo

dovuto rinunciare al posteggio di via

Brentani, uno degli elementi portanti del

Gruppo, creato alcuni decenni orsono

grazie alla lungimiranza di chi allora

aveva in mano le redini del Gruppo.

Infatti abbiamo dovuto procedere con la

chiusura dello stesso a fine febbraio

2020, in quanto i proprietari del sedime

da noi utilizzato intendono procedere

con l’edificazione di un nuovo stabile.

Questo evento ha sollecitato ulteriormente

il tema con cui il nostro Comitato

già si confronta regolarmente: cosa fare

nell’interesse dei nostri soci? Quali

servizi proporre? Quali opportunità

cogliere? L’emergenza che stiamo tutti

intensamente vivendo è anche un

momento di profonda riflessione, che

impone a noi tutti una rianalisi delle

nostre abitudini e delle nostre priorità.

Essa ha aperto la strada a nuovi progetti

su cui si sta lavorando in queste settimane,

con l’obiettivo di agevolare i soci TCS

del Luganese con servizi che vanno al di

là dell’assistenza automobilistica. Nel

contempo siamo sempre vigili con la

viabilità del Luganese. Purtroppo il tema

del traffico intenso e delle colonne che

costantemente pervadono il nostro

territorio, è una costante e ciò su tutto il

territorio cantonale: inutile dire che il

Luganese non ne è immune. Solo

l’attuale emergenza sanitaria, che

costringe la maggior parte di noi a casa,

ha ridotto sensibilmente questa problematica.

Il nodo di Manno, il tratto di

strada che da Agno porta a Ponte Tresa,

il piano viario della Città. Questi i grandi

capitoli che anche in futuro daranno

ancora molti grattacapi e noi cercheremo

di dare il nostro apporto, nell’interesse di

una viabilità sicura e, per quanto

possibile, efficiente. Molto si è fatto, ma

molto è ancora da fare, in particolare, se

si pensa ad esempio al piano viario

cittadino: desta ancora delle preoccupazioni

e dei dubbi, sia alle Autorità, che

agli utenti che ne fanno uso quotidianamente.

Molti sono stati gli sforzi

intrapresi, ma ritentiamo che ulteriori

margini di miglioramento siano possibili:

vediamo con piacere un costante

impegno delle Autorità per cercare di

coglierli.

maggio 2020 | touring 77


SEZIONE TICINO

L’avv. Sarah Stadler,

nuova presidente del

Gruppo del Mendrisiotto.

Laureata in legge è

libera professionista

come Avvocato e

notaio.

Se a Lugano una

Signora è entrata a

far parte del

Comitato, a

Mendrisio è una

Signora ad aver

assunto la Presidenza

del Gruppo.

Infatti l’Avv. Sarah

Stadler ha sostituito

l’Ing. Enzo Pfister, il

quale lascia questo

incarico, che ha

ricoperto con molta

passione ed

intensità. Anche Mendrisio, rileva l’Avv.

Stadler, ha dovuto rinunciare alla

propria Assemblea Ordinaria, che si tiene

da alcuni anni tradizionalmente presso

l’Hotel Coronado, optando per una

soluzione virtuale. L’Avv. Stadler

condivide la visione del Presidente del

Gruppo del Luganese: questo particolare

momento che stiamo vivendo costringe a

fare delle riflessioni più o meno profonde

sui più disparati temi.

Certo è che l’attuale emergenza sanitaria

si è posta davanti a noi con grande

irruenza trovandoci, in quasi tutti gli

ambiti, del tutto impreparati.

In poco tempo ci siamo (ri)organizzati,

abbiamo aguzzato l’ingegno trovando

soluzioni pratiche, concrete e percorribili

per far fronte alle molteplici difficoltà

che un rallentamento della vita comporta.

Dopo i primi momenti di sconforto ed

umano senso di smarrimento, stiamo

dimostrando che nessuno ha intenzione

di pagare il prezzo di questa crisi,

dapprima di natura prettamente

sanitaria, ed economico-finanziaria poi.

Nomine statutarie in breve

Nel tempo di organizzarsi, è emerso il

senso di appartenenza e gli appelli alla

solidarietà tra generazioni diverse e

persone più bisognose si sono moltiplicati.

Telelavoro, home-working et similia, ce

ne siamo resi conto, hanno un importante

impatto sul traffico del nostro Cantone.

Sino a qualche settimana fa, in coda

al radio-giornale, vi erano gli annunci di

Via Suisse in collegamento da Bienne:

con una improvvisata e quantomai

discutibile capacità di chiaroveggenza,

ognuno di noi era in grado di anticipare

con precisione dove erano situati gli

imbottigliamenti del caso.

Il nostro Cantone è soffocato nel traffico.

Lo sappiamo. Ma quanto stiamo vivendo

ci fa tuttavia comprendere che il lavoro

non deve imperativamente, ogni giorno

della settimana, essere svolto dal

rispettivo posto di lavoro. Ed il graduale

ritorno alla quotidianità ce lo farà

comprendere ancor più. Sarebbe una

grave negligenza vanificare gli importanti

sforzi posti in atto nell’ultimo mese,

seppur necessari e non altrimenti

evitabili. Ma questi sforzi, che assurgono

a prove generali, sono senz’altro

meritevoli di essere perfezionati, adattati

ed implementati. Per il bene di tutti: del

singolo e della collettività e non da

ultimo, dell’ambiente.

Ci si attende ad esempio, quali misure,

orari di inizio lavoro dilazionati sull’arco

di una mattinata, affinché non vi siano

mezzi pubblici affollati, lavoro durante il

fine settimana come chiesto da alcune

associazioni di categoria, e molte altre

misure ancora. Chissà quante altre ve ne

sono. Occorre tuttavia avere la volontà di

trovare delle soluzioni percorribili e

condivisibili, affinché si possano trovare i

consensi necessari alfine di non ritornare

alla normalità, in quanto di normale,

forse, prima vi era ben poco. Si ritiene

che anche il TCS possa in questo

importante momento dare il proprio

contributo, facendosi sentire a livello

locale, cantonale e svizzero.

Ci sta particolarmente a cuore la

solidarietà, in tutte le sue forme, che si

concretizza attraverso il concetto di

società inclusiva.

La tecnologia e l’informatica vieppiù

performanti, permettono oggi di avere a

disposizione veicoli che possono essere

di imprescindibile aiuto anche per le

persone con disabilità.

Si ritiene che anche in questo ambito il

TCS possa avere un’importante voce in

capitolo affinché nelle innumerevoli

attività sostenute (circolazione stradale,

vacanze, tempo libero, ecc.) l’inclusione

possa sempre fungere da filo conduttore.

Un breve viaggio, quello appena

concluso, tra i Gruppi che compongono

la nostra Sezione, i cui Comitati sono

confrontati, certo, con tematiche

prettamente locali, ma tutte collegate

con un obiettivo comune: operare

nell’interesse dei soci del TCS.

Uno spirito di coesione e di collaborazione

trasversale, di cui questo articolo

scritto a «otto mani» vuole essere una

chiara espressione.

Molti sono i temi che la Sezione sarà

chiamata ad affrontare nel prossimo

triennio: i Gruppi sono pronti a darle

supporto e sostegno, come è normale che

accada in ogni buona famiglia, la nostra

famiglia: quella del TCS.

Il Gruppo del Luganese

Il presidente avv. Fabio

Stampanoni è stato

riconfermato come pure

Simone Boldini, Claudio

Salathé, Stefano Rezzonico

e l’arch. Andrea Bernardazzi.

Nuova eletta l’avv. Nicole

Volonté Pagani. Libera

professionista e Sindaco di

Cureglia.

Non ripresentati sono il

tesoriere Piergiorgio Grassi

e Antonio Lucchini.

Il Gruppo del

Bellinzonese e Valli

Nuovo presidente Franco

Rezzonico, laureato all’UNI

ZH in econometria e

finanza ed oggi responsabile

vendita energia AET.

Riconfermati: Sarah

Sulmoni e Adolfo Rei.

Nuova eletta è Cristina

Mossi-Meroni.

Non ripresentati sono l’ing.

Nelio Rigamonti, l’on.

Raffaele De Rosa,

l’ing. Alessandra Alberti-

Zucconi, Piero Casari e

Nicola Paolucci.

Il Gruppo del Mendrisiotto

Nuova presidente è l’avv.

Sarah Stadler, libera

professionista e da sei anni

in Comitato.

Riconfermati i membri di

Comitato uscenti Ing.

Tiziano Calderari, l’avv.

Andrea Carri, Nicola Corti e

l’avv. Gianfranco Zazio.

I nuovi eletti sono l’avv.

Luca Pestelacci e l’ing.

informatico Daniele Raffa.

Non ripresentati sono l’ing.

Enzo Pfister, il dir. Massimo

Meroni e l’Ing. Enzo Prada.

Il Gruppo del

Locarnese e Valli

Il presidente Patrick Passalia

è stato riconfermato come

pure Angelo Tabacchi,

l’ing. Filippo Tadini, Adele

Guscetti-Zaccheo e

Deborah Generelli.

Nuovo eletto è l’ing. Massimo

Dalessi, esperto in

infortunistica stradale.

Non ripresentato è Mattia

Storni.

78 touring | maggio 2020


SEZIONE TICINO

L’impatto del Covid-19 rallenterà

la crescita della mobilità elettrica?

L’industria dell’automobile è tra i mercati

mondiali più colpiti dall’emergenza sanitaria,

i dati registrati lo scorso marzo riportano

un crollo delle immatricolazioni in Europa, con previsioni poco incoraggianti da parte

degli analisti nel breve-medio termine. Secondo uno studio pubblicato nel mese di aprile da

Deloitte, tra le più importanti società di revisione al mondo, vivremo un rallentamento globale

nella transizione verso la mobilità elettrica, a causa del temporaneo crollo della domanda

di mercato e della produzione industriale.

Solo nel mese di gennaio, l’UST

(Ufficio Federale di Statistica),

pubblicava confortanti risultati sulle

immatricolazioni di veicoli elettrici

sul territorio svizzero, riportando una

crescita, dal 2018 al 2019, del +143,9%.

Anche le immatricolazioni nel mercato

dell’automobile nel suo insieme, nella

area UE e Aels (Svizzera, Islanda, Norvegia

e Liechtenstein), erano cresciute del

1,2% tra un anno e l’altro. Nessuno

avrebbe mai immaginato, che poco

tempo dopo, i dati registrati dall’industria

sarebbero stati così drammaticamente

diversi. L’istituto tedesco CAM

(Center of Automotive Management)

riporta all’interno della sua ricerca

pubblicata sul magazine francese

Autoactu, per quel che concerne il mese

di marzo, una decrescita del -53% sulle

nuove immatricolazioni di automobili in

Europa, mentre nella vicina penisola

– rispetto allo stesso periodo dello scorso

anno – il ministero delle Infrastrutture e

dei Trasporti ha addirittura registrato un

allarmante -85,42%.

Una crisi che avrà ripercussioni, secondo

l’analisi pubblicata da Deloitte, anche nel

mercato della mobilità sostenibile, non

nel lungo, ma nel breve periodo.

Le ragioni a sostegno della tesi sono

molteplici, a partire dal crollo del prezzo

del petrolio, che favorirebbe l’acquisto di

veicoli tradizionali a discapito di quelli

elettrici, più costosi rispetto a quelli dotati

di motore termico. È comprensibile che

in un momento di recessione economica,

questo possa costituire un fattore

determinante nella scelta d’acquisto di

un’autovettura.

Ma il problema non si limita solo alle

scelte di acquisto del singolo, ma di tutto

ciò che avviene nel processo industriale

della creazione del prodotto, in questo

caso delle automobili a propulsione

elettrica. Un aspetto significativo infatti,

riguarderebbe l’approvigionamento delle

batterie, sempre Deloitte sostiene che

«il principale produttore di batterie al

mondo, con una quota superiore al 50%,

è stato fermo e avrà significative

ripercussioni sulla filiera internazionale,

con un aumento dell’incertezza sulle

tempistiche di trasformazione del settore

e sulle stime per il 2020».

Inoltre, in questo periodo di chiusura

delle imprese di settore, i mancati introiti

previsti, porteranno a un inevitabile

rallentamento sullo sviluppo di questo

segmento, come dichiarato da Giorgio

Barbieri, Senior Partner di Deloitte e

responsabile italiano per il settore

Automotive, «la complessità della

tecnologia legata allo sviluppo della

mobilità elettrica richiede enormi

investimenti pluriennali, oggi poco

compatibili con la contrazione dei

margini di profitto e la crisi di liquidità

delle imprese. A questa possibile

contrazione degli investimenti, vanno

aggiunti anche gli effetti dello slittamento

del lancio di nuovo modelli elettrici,

dovuti anche al rinvio dei principali

eventi di settore».

Il graduale passaggio alla mobilità

sostenibile non è messo in discussione ed

è inevitabile, come riportato in una

ricerca effettuata e pubblicata dal TCS il

18 novembre 2019, dove uno svizzero su

due si è dichiarato propenso all’acquisto

di un veicolo elettrico nei prossimi 3

anni.

Una risposta più concreta potremo averla

solo nei prossimi mesi, compatibilmente

a quella che sarà l’evoluzione della

situazione con il virus.

maggio 2020 | touring 79


SEZIONE TICINO

L’organizzazione del lavoro

ai tempi del Covid-19

La crisi internazionale dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19 ha toccato la quasi totalità

della popolazione mondiale, mettendo a dura prova, oltre al personale sanitario e le strutture

ospedaliere, anche l’intero sistema economico-sociale degli Stati e le abitudini delle persone.

Con la chiusura delle principali attività decisa gradualmente dalle Autorità federali e cantonali,

ecco come si è organizzata la Sezione Ticino del TCS.

Lo staff della Sezione Ticino organizzato in modalità «telelavoro».

Nella sede TCS di Rivera i primi

provvedimenti sono scattati

quando si è registrato il primo

caso di contagio da Covid-19 in

Ticino, primo tra i Cantoni ad essere

stato colpito dal virus. Le autorità in

campo hanno avuto, per questo motivo,

l’arduo compito di prendere per prime le

decisioni sulle misure di prevenzione da

adottare a tutela della salute dei

cittadini. Restrizioni che con l’aumentare

dei contagi si sono gradualmente

irrigidite e hanno indotto la Sezione a un

progressivo cambiamento del piano di

lavoro.

Le funzioni amministrative, da sempre

assolte dal personale in sede, vengono

eseguite tramite il telelavoro, oggi anche

spesso chiamato con il termine inglese

«smart working». Tra queste la gestione

dei Telepass e dei social media, la

consulenza e la risposta alle richieste

informative dei Soci per i prodotti TCS,

corsi e appuntamenti presso il centro

tecnico. Le attività che normalmente

richiedono un contatto diretto con i Soci

sono state invece sospese fino a nuovo

avviso, nel rispetto delle normative

sanitarie in vigore. Ciononostante, tutto

il team di collaboratori della Sezione,

insieme ai colleghi dell’Ufficio della

Sezione della Circolazione di Camorino e

agli istruttori TCS, si tiene regolarmente

in contatto con riunioni virtuali tramite

le applicazioni Skype Business, Facetime

e i gruppi Whatsapp suddivisi per aree di

lavoro. I tecnici continuano a svolgere, a

turni, lavori di manutenzione ai mezzi di

trasporto e alle apparecchiature della

Sezione in attesa che si sblocchi la

situazione. L’unica mansione quotidiana

ad essere rimasta invariata avviene al

mattino – mantenendo le distanze

consigliate - con il personale della Posta,

al momento del ritiro di pacchi e o lettere

raccomandate. Il periodo di «lavoro

ridotto» è inoltre, per tutto il team,

preziosa occasione di studio e aggiornamento,

grazie all’area di E-learning TCS.

Anche in questo caso è stato interessante

sperimentare diverse modalità di studio,

ad esempio prendendo spunto da alcuni

istituti scolastici, abbiamo constatato che

le sessioni di apprendimento condivise

all’interno di un gruppo di lavoro sono

state quelle recepite come più interessanti,

per via della possibilità di dialogo e

confronto diretto sulle tematiche

trattate. È un periodo non facile, ma dal

quale stiamo cogliendo qualche utile

spunto per migliorare alcuni processi di

lavoro per quando tutto tornerà alla

«quasi» normalità.

80 touring | maggio 2020


SEZIONE TICINO

La quarantena dà vita a un nuovo progetto

della Sezione Ticino del TCS

Il digitale, in questo periodo di pandemia,

come mai in precedenza è entrato a

far parte delle nostre vite, portandoci a

una veloce transizione verso il futuro.

L’isolamento a casa, soprattutto per i più

giovani, ha influito considerevolmente

sull’aumento del consumo di contenuti

disponibili in rete, dai social network,

alle piattaforme di streaming video per

arrivare alla formazione, quest’ultima

spostata temporaneamente online, in

attesa della riapertura delle scuole.

Stare a casa per evitare contagi è tra i

principali provvedimenti emanati dal

Governo per combattere la pandemia e

per questo motivo, per rimanere vicino ai

nostri Soci, il team di lavoro ha pensato

di dar vita a un nuovo progetto digitale.

La Sezione Ticino ha in programma la

realizzazione di una serie di video nei

quali sarà possibile conoscere da vicino

le attività che vengono normalmente

svolte nella sede di Rivera e non solo.

Nelle registrazioni verranno trattati

argomenti come: consigli teorici e pratici

di guida, formazione sui seggiolini auto

per genitori, consigli per il mantenimento

corretto della propria auto, solo per

citarne alcuni.

I contenuti verranno caricati regolarmente

sulla piattaforma di condivisione

video You Tube. Per visualizzare i video

comodamente da casa sarà sufficiente un

click, basterà digitare «TCS Ticino» e

premere sul tasto «iscriviti».

Saremmo lieti di ricevere vostri suggerimenti

sui temi di vostro interesse, potete

farlo mandandoci una email all’indirizzo

sezioneti@tcs.ch.

Vi aspettiamo numerosi.

Il TCS ospita personale dell’Esercito svizzero

nel suo Villaggio vacanza di Scruengo

L’Esercito svizzero, nelle scorse settimane,

è sceso in campo nella lotta contro il

coronavirus, seguendo, in occasione dei

corsi di ripetizione e delle scuole reclute,

una formazione sanitaria mirata presso il

Villaggio vacanza TCS di Scruengo in

Leventina, volta a superare la situazione

di crisi creatasi con la pandemia da

Covid-19. L’Esercito svizzero si è infatti

detto pronto ad impiegare i propri

soldati, nel caso ve ne fosse necessità, a

supporto delle autorità civili e cantonali.

La sezione 3 delle Scuole sanitarie 42

dell’Esercito svizzero, composta da 41

militari, potrebbe aggiungersi agli oltre

150 militari attualmente impiegati a

sostegno di tutti gli infermieri degli

ospedali dell’EOC e delle cliniche

private. Sono invece state annullate sul

piano nazionale fino alla fine di giugno,

come riportato sull’articolo del Corriere

del Ticino dello scorso 31 marzo, tutti i

corsi di ripetizione non direttamente

collegati all’emergenza sanitaria.

La permanenza dell’Esercito svizzero

presso il Villaggio vacanza di Scruengo è

prevista fino al 15 di maggio 2020.

maggio 2020 | touring 81


SEZIONE TICINO

Fedele compagno

di viaggio

ripartiremo presto insieme

per ora restiamo a casa

82 touring | maggio 2020


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37 38 39 40 41 42 43 44 45 46

& 0848 / 80 77 60

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402268 Sandali da trekking NORDCAP, azzurro jeans CHF 36.75

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