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William Turner - Quaderno 3 - maggio 2020

Nell’ambito del grande fermento artistico e culturale per la riscoperta settecentesca dei templi di Paestum, si sono susseguite quasi ininterrottamente varie rappresentazioni dell’antica città. Dall’analisi oggettiva dei monumenti alle grandi vedute paesaggistiche che ne esaltano l’antico in visioni romantiche, fino a quando nel 1819 giungerà a Paestum l’artista che seppe elevare l’arte della pittura a un livello mai raggiunto in precedenza: l’interprete del sublime, delle manifestazioni della natura caratterizzate da grandi esplosioni di energia, dove i soggetti sono spesso proprio le tempeste. I templi ora sono immersi in un cielo minaccioso, dove la drammaticità rappresentativa di Turner diviene mera contrapposizione tra luci ed ombre.

Nell’ambito del grande fermento artistico e culturale per la riscoperta settecentesca dei templi di Paestum, si sono susseguite quasi ininterrottamente varie rappresentazioni dell’antica città. Dall’analisi oggettiva dei monumenti alle grandi vedute paesaggistiche che ne esaltano l’antico in visioni romantiche, fino a quando nel 1819 giungerà a Paestum l’artista che seppe elevare l’arte della pittura a un livello mai raggiunto in precedenza: l’interprete del sublime, delle manifestazioni della natura caratterizzate da grandi esplosioni di energia, dove i soggetti sono spesso proprio le tempeste. I templi ora sono immersi in un cielo minaccioso, dove la drammaticità rappresentativa di Turner diviene mera contrapposizione tra luci ed ombre.

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J.M.W. Turner

Il genio romantico a Paestum

I Quaderni


J.M.W. Turner. Il genio romantico a Paestum

Costabile Cerone

Joseph Mallord William Turner, il più grande paesaggista

del movimento romantico britannico e precursore

dell'impressionismo, è passato alla storia

come il “pittore della luce” per la particolare rappresentazione

della realtà nelle sue opere.

Grazie agli splendidi contrasti luminosi e al sapiente

uso dei colori, i suoi paesaggi, dalle rarefatte atmosfere,

diventano visioni di un mondo in cui la realtà si

fonde con il sogno: un mondo di luce e colore dove

tutto si dissolve per far cogliere una verità più profonda

rispetto a quella immediatamente visibile e percepibile.

Affascinato dal potere maestoso della natura,

scelse come protagonisti preferiti dei suoi quadri i

fenomeni indomabili e ostili, come tempeste, pioggia,

nebbia, valanghe, eruzioni e incendi. Questi

avvenimenti spaventano, evocano l'infinito, ma allo

stesso tempo hanno sempre affascinato l'uomo, mettendolo

al cospetto della vastità della natura per farlo

apparire piccolo e insignificante.

Nato a Londra nel 1775 da un'umile famiglia, dotato

di un precoce talento per la pittura, all'età di quattordici

anni si iscrisse alla Royal Academy of Arts,

dando inizio a una brillante carriera accademica e artistica.

Alla sua morte nel 1851, all'età di settantasei

anni, lasciò in eredità alla nazione un'immensa quantità

di opere, più di 30.000 oggetti tra dipinti a olio,

disegni ed acquerelli, oggi conservati alla Tate Britain

a Londra, una galleria d'arte parte del complesso

museale Tate del Regno Unito.

Per mantenersi agli studi Turner incominciò a lavorare

come disegnatore di architettura e di scenografie

per i teatri di Londra, accrescendo in questo modo le

sue conoscenze artistiche e le sue abilità tecniche. In

quegli anni ebbe la possibilità di conoscere a fondo le

opere di John Robert Cozens, un artista particolarmente

dotato ma mentalmente instabile, all'epoca in

cura dal dottor Thomas Monro, solito organizzare

delle sedute di studio con altri artisti a cui Turner partecipava.

Sul finire del secolo decise di compiere dei

viaggi di studio, condotti prima sul territorio inglese

e in seguito, con la fine delle guerre napoleoniche,

anche sul continente europeo. Durante questi viaggi

realizzava schizzi ed acquerelli di paesaggi, lavori

preparatori per i suoi dipinti in studio, dove trascorre-

1

Fig. 1. Joseph Mallord William Turner, pittore e

incisore inglese (Londra, 1775 - Chelsea, 1851)

Autoritratto, 1799 ca.

Olio su tela (58,4 x 74,3 cm)

Tate Gallery, Londra

Fig. 2. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Diagramma lezione 52: Il tempio di Nettuno a Paestum,

1810 ca.

Matita e acquerello su carta (62,1 x 47,9 cm)

Tate Gallery, Londra

Lezioni si prospettiva alla Royal Academy: quaderno di

schizzi, diagrammi e materiale correlato 1809-1828

2


va la maggior parte del tempo.

All'età di 24 anni, nel 1799, fu eletto socio alla Royal

Academy, in segno di riconoscimento per la sua

padronanza tecnica, già a un livello di un artista matu-

J.M.W. Turner

ro. Quell'anno dipinse il suo autoritratto, raffigurandosi

frontalmente e molto sicuro di sé (fig. 1). Indossa

una giacca marrone che sfuma e si confonde nel

tono scuro dello sfondo, con il volto, maggiormente

definito, illuminato dal chiarore del gilet e dal fazzoletto

bianco annodato con più giri intorno al collo,

come era in uso in quel tempo. I colori sono caldi e

avvolgenti e rendono l'immagine di William Turner

serena e piacevole. Questo effetto ambientale diventerà

il tratto distintivo dell'artista.

Nel 1808, nominato professore di prospettiva

all'Accademia, preparò una serie di illustrazioni e diagrammi

da mostrare durante i corsi ai suoi allievi. Per

la lezione sulla teoria delle ombre proponeva un disegno

prospettico delle due colonne all'interno del tempio

di Nettuno a Paestum, contrassegnato come “diagramma

52” (fig. 2), utilizzato per mostrare il comportamento

delle ombre in particolari condizioni di

luce solare.

A quella data Turner ancora non aveva visitato

l'antica città a sud di Salerno, ma è probabile che

abbia esaminato dall'architetto John Soane, professore

di architettura all'Accademia, la tavola di Giovanni

Battista Piranesi dove è raffigurata la parte

posteriore dei resti del pronao vista dalla stessa angolazione

del diagramma. Soane, che visitò Paestum

nel 1779, aveva acquisito quindici disegni del Piranesi

che l'architetto di origini venete aveva utilizzato

per realizzare la serie delle ventuno incisioni Differents

vues de Pesto.

Attratto dalla “ Teoria dei Colori” ( Zur Farbenlehre),

il saggio di Johann Wolfgang von Goethe pubblicato

nel 1810 su cui indagava anche sulla componente

emotiva del colore, Turner elaborò delle scale cromatiche

utili per le lezioni di prospettiva, mostrando

agli studenti come usare le nuance per creare

l'illusione di profondità in pittura.

Nel 1819, all'età di 44 anni, decise di compiere il suo

primo viaggio in Italia, uno dei momenti più importanti

e influenti della sua carriera, dove ebbe

l'occasione di ritrarre numerosi paesaggi in condizioni

di luce e sfumature ben diverse da quelle britanniche.

Uno dei motivi di questo viaggio era la realizzazione

di alcuni acquerelli da incisione commissionati

dall'architetto James Hakewill che voleva inserirli

nel suo volume The Picturesque Tour of Italy. Pubblicato

nel 1820, il volume illustrava il suo viaggio in

Italia compiuto nel 1816-1817, durante il quale

2

3


aveva realizzato numerosi schizzi a matita che Turner

avrebbe dovuto completare, tra cui alcune vedute

eseguite tra Napoli e Paestum (fig. 6). Sulla base di

uno di questi disegni, prima del suo viaggio in Italia,

Turner realizzò lo spettacolare acquerello

dell'eruzione del Vesuvio (fig. 3). L'architetto gli

diede anche alcuni suggerimenti per organizzare il

tour sulla penisola: per la tappa a Napoli gli consigliò

di soggiornare presso l'albergo delle Crocelle al Chiatamone,

popolare tra i turisti di lingua inglese e meta

abituale di ricchi aristocratici stranieri, e di recarsi al

palazzo del Marchese Francesco Maria Berio in via

Toledo, dove in un tempietto costruito nel giardino

poteva ammirare Adone e Venere, la scultura in

marmo bianco di Antonio Canova, oggi esposta al

Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra.

Ventitré album da disegno ( sketchbooks) di Turner

documentano questa spedizione in Italia con piccoli

schizzi a matita o composizioni più dettagliate, fino a

pregevoli acquerelli e studi di colore. Si tratta di

un'enorme quantità di materiale visivo che l'artista

utilizzò nei successivi lavori per diversi anni (fig. 4).

Partito da Dover ad agosto del 1819, attraversata la

Francia e visitate alcune città del nord, tra cui Milano,

Venezia e Firenze, giunse nella città eterna

all'inizio di ottobre per poi scendere e visitare Napoli

e i suoi dintorni: Pompei, Ercolano, la costiera amalfitana,

fino a raggiungere l'antica città di Paestum.

Questa fu la destinazione più meridionale del suo soggiorno,

ormai divenuta una tappa obbligatoria per gli

artisti e gli studiosi europei dell'epoca. Lasciata

Roma a metà dicembre, dove vi tornerà qualche anno

dopo, intraprese il viaggio di ritorno per l'Inghilterra,

giungendo a Londra nel febbraio del 1820.

La visita alla città dei templi è documentata in uno

dei sei quaderni di schizzi dedicati all'itinerario napoletano,

conservato insieme agli altri album nella collezione

Turner al Tate di Londra.

Un album composto da 92 fogli di carta bianca contiene

gli schizzi eseguiti a Paestum con alcune vedute

generali del sito, dove sono tratteggiati il mare e le

montagne, oltre a viste dei due templi di Hera, del

tempio di Atena, della Porta Sirena e di un gruppo di

contadini in costume locale all'interno di un ambiente

rustico, forse una locanda (fig. 5).

Subito dopo il suo ritorno in Inghilterra, Turner iniziò

a lavorare alla serie di stampe Little Liber, una

serie di studi sul colore dove i soggetti sono indefiniti

paesaggi rappresentati in scene notturne o di tempesta

drammaticamente illuminate, che con i toni fortemente

contrastanti si adattavano perfettamente alla

tecnica d'incisione a mezzatinta, la cosiddetta “ma-

3

4


niera nera”. L'uso delle lastre di stampa in acciaio, al

posto del rame, datano questa serie di incisioni al

1825 ca.; precisamente, questo materiale entrò in uso

nei primi anni del 1820 e rappresentava il metodo di

stampa più raffinato e costoso disponibile in quel

momento.

Tra gli studi di colore è presente una veduta fantasiosa

di Paestum, un acquerello e grafite su carta (fig. 7),

dove nella scena, caratterizzata da un basso e scuro

orizzonte, il tempio di Nettuno, rappresentato sulla

sinistra, è dominato da una tempesta di fulmini. In

grado di resistere alle forze della natura, questo antico

monumento costruito dall'uomo è diventato esso

stesso parte permanente del paesaggio naturale.

Di questo disegno è conservata anche la stampa ad

incisione con inchiostro nero (fig. 9), che rispetto

all'originale mostra l'aggiunta di alcuni dettagli: un

secondo tempio verso destra, la cui sagoma si confonde

con il colore scuro delle nuvole, e lo scheletro

di un bufalo in primo piano in prossimità di una palude.Un'incisione

a mezzatinta dell'originale è conservata

alla Yale University Art Gallery (fig. 8). Le opere

scelte per questa serie di stampe, caratterizzate dallo

straordinario vigore e dalla libertà di esecuzione, non

sono mai state pubblicate da Turner, pertanto il loro

scopo preciso rimane poco chiaro.

Fig. 3. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Eruzione del Vesuvio, 1817 ca.

Acquerello (39,7 x 28,6 x cm)

Yale Centre for British Art, collezione Paul Mellon

Il luminoso vulcano spara lava e fuoco dalla sua cima per

immergere il cielo fumoso in una luce mistica; nel

notturno cielo buio i toni in arancione e ocra danno vita

alla scena, mentre il mare diviene uno specchio degli

avvenimenti celesti. L'elaborazione dei contrasti crea

tensione e mostra il dramma dell'eruzione.

Fig. 4. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Vesuvio e Penisola Sorrentina da via Posillipo, 1819

Matita e acquerello su carta (40,3 x 25,3 cm)

Tate Gallery, Londra

L'ampia prospettiva del golfo di Napoli, culminante nella

vetta del Vesuvio con il suo cratere fumante e la penisola

sorrentina sulla destra, è stata a lungo ammirata per la

colorazione limpida che anima la metà superiore della

composizione. In questo caso non è solo l'architettura a

colpire l'occhio di Turner, ma piuttosto la sua integrazione

con il paesaggio, mostrando il suo maturo apprezzamento

per l'acquerello mentre si confronta con la radiosa

luce mediterranea.

4

5


Fig. 5. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

dal Quaderno di schizzi (Sketchbook) di Napoli,

Paestum e Roma, 1819-1820

Matita su carta intessuta bianca (18,9 x 11,3 cm)

Tate Gallery, Londra

Folio 30 verso (retro) e 31 recto (fronte)

Schizzi dei contadini a Paestum e del tempio di Hera,

1819

Folio 32 verso (retro) e 33 recto (fronte)

Schizzi del tempio di Atena ed interno del tempio di

Hera,1819

Charles Turner (1774-1857)

Ritratto di William Turner mentre disegna un paesaggio

sul suo blocco di schizzi

Stampa del 1856

Mezzatinta (40,7 x 51,5 cm)

The British Museum, Londra

6

Fig. 6. James Hakewill, architetto inglese

(1778-1843)

Templi di Paestum, ottobre 1816

Disegno a grafite (21,5 x 14,2 cm)

Collezione British School at Rome, Roma


5

6

7


I templi furono oggetto anche di una vignetta

all'acquerello (fig. 11, 13), parte di una serie di illustrazioni

(fig. 12) realizzate per un'edizione di lusso

del poema Italy dello scrittore, banchiere e collezionista

d'arte Samuel Rogers. Italy, reminiscenze pittoresche,

storiche e romantiche di un viaggio in Italia,

fu pubblicato nel 1830 dagli editori Thomas Cadell

ed Edward Moxon, e divenne un "ornamento di ogni

salotto, e il dono di circostanza per ogni persona del

bel mondo che si recasse in Italia".

Per la stampa di questo volume, i disegni di Turner

furono trasferiti su piastre di acciaio con linee ed

effetti più sottili da una squadra di incisori altamente

qualificati, tra cui Edward Goodall e John Pye (fig.

10, 14).

Per la vignetta di Paestum, Turner ha rappresentato il

tempio in maniera imprecisa con undici colonne laterali,

evidentemente realizzò questo disegno basandosi

soltanto sui ricordi. Difatti, sugli schizzi eseguiti

sul posto il numero delle colonne è corretto. Tuttavia,

non ci sono dubbi sul fatto che le illustrazioni in Italy

abbiano fatto conoscere Turner al grande pubblico.

Una copia di questa edizione fu regalata al giovane

John Ruskin per il suo quattordicesimo compleanno

nel 1832, influenzandone in seguito la scrittura e il

pensiero. Con la pubblicazione dei primi volumi di

Modern Painters, Ruskin divenne uno dei critici più

influenti dell'epoca, dove difenderà ed esalterà

l'opera di Turner, accusata di essere una rappresentazione

sempre meno veritiera della natura, sostenendo

la superiorità dell'artista rispetto ai vecchi maestri.

Appassionato di pittura e architettura, aveva incontrato

Turner a Oxford, dando inizio a un rapporto di

profonda amicizia che durerà per tutta la vita, tanto

che alla morte dell'artista curò le sue ultime volontà

come esecutore testamentario.

8

Fig. 7. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Paestum (Little Liber), 1823-1825 ca.

Grafite e acquarello su carta (30,8 x 21,4 cm)

Tate Gallery, Londra

Fig. 8. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Paestum (Little Liber), 1825 ca.

Mezzatinta, prova dell'incisore (15,2 x 21,6 cm)

Yale University Art Gallery, Stati Uniti

8


7

Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Nuvole sopra un paesaggio al tramonto, 1820 ca.

Serie dei studi sul colori del sole e delle nuvole all'alba

e al tramonto

Acquerello su carta (24 x 17,2 cm)

Yale University Art Gallery, New Haven, Stati Uniti

La forma grigio-blu scuro a sinistra evoca una tempesta,

mentre le tinte rosse della fascia superiore suggeriscono

che le nuvole sono illuminate dal sole al tramonto,

rappresentato dal bagliore giallo al centro della scena.

9


"Little Liber Studiorum"

John Thomas Smith (1766-1833)

Ritratto di William Turner vicino ad una scrivania

mentre guarda un disegno nella sala stampa del British

Museum, 1830 ca.

Acquerello su grafite (18,2 x 22,2 cm)

The British Museum, Londra

10


9

Fig. 9. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Paestum (Little Liber), 1825 ca.

Mezzatinta su carta (21,6 x 15,4 cm)

Tate Gallery, Londra

11


Paestum in "Italy", 1830

11

10

Fig. 10. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Paestum in "Italia" di Rogers, 1830

Incisione su carta di John Pye (14,4 x 25,3 cm)

Tate Gallery, Londra

Fig. 11. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Paestum per "Italia" di Rogers, 1826-1827 ca.

Acquarello e inchiostro su carta (30,5 x 24 cm)

Tate Gallery, Londra

12

Fig. 12. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Acquerello per “Italia” di Samuel Rogers

Amalfi, 1826-1827 ca.

Tate Gallery, Londra

Fig. 13. Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Studio dei "Templi di Paestum" per "Italia" di Rogers,

1826-1827 ca.

Grafite e acquarello su carta (25,8 x 13,1 cm)

Tate Gallery, Londra

12


PAESTUM

4 marzo 1815

Posti tra il mare e la montagna

qual ricordi destano questi preziosi

avanzi!

Il marinaio, navigando,

li guarda dal ponte della nave.

Il pastore di bufali,

avvolto nel suo rude mantello,

li indica come una magica opera

e prosegue il suo cammino.

Nel tempo che fu,

i Templi degli Dei,

erano al centro di affollate strade:

per quelle vaste gradinate

chi sa quante persone

di diverse lingue e abitudini

salivano per sacrifici e voti?

Per quanti secoli ha girato il sole

volgendosi dal monte Alburno

al mar Tirreno

Samuel Rogers

13

13


14

John Ruskin

John Ruskin (1819-1900) (fig. 15), scrittore e critico

d'arte inglese dell'era vittoriana, nonché mecenate

d'arte, disegnatore e pittore, nel 1869 divenne il primo

professore di Belle Arti all'Università di Oxford, dove

fondò la Ruskin School of Drawing.

Per insegnare disegno ai suoi studenti, educandoli a

osservare l'arte e il mondo circostante, raccolse una

variegata collezione di opere che conservava in appositi

armadi nella scuola, tra cui alcuni acquerelli di William

Turner e i suoi stessi disegni. Oggi questa collezione,

che comprende anche i suoi appunti e insegnamenti,

è conservata presso l'Ashmolean Museum of Art

and Archaeology, parte del sistema museale

dell'Università di Oxford.

Tra le opere della collezione sono presenti due tavole

su Paestum della serie Little Liber Studiorum di Turner:

un'incisione in mezzatinta su carta dell'acquerello

originale e l'incisione con l'aggiunta di alcuni dettagli

che Ruskin presentò alla scuola nel 1875 (fig. 16). È in

giovane età che insieme ai genitori intraprese il suo

primo viaggio in Italia, che lungo le classiche tappe

del Grand Tour lo condusse nel 1840 fino a Napoli,

Salerno e Paestum.

Fig. 14. Joseph Mallord William Turner (1775 -

1851)

Vignetta di Paestum per "Italia" di Rogers, 1830

Incisione su carta di John Pye (14,4 x 25,2 cm)

Tate Gallery, Londra

15

Le vignette (piccole scene), spesso senza bordi, sono delle

illustrazioni che in genere vengono utilizzate come

ornamento nei testi di letteratura, soprattutto all'inizio o

alla fine di un capitolo.

Questa vignetta di Turner, incisa da John Pye, appare

all'inizio del capitolo dell' “Italia” di Samuel Rogers,

intitolato Paestum. La visita all'antica città affascinò così

tanto lo scrittore che la descrizione di questa sua esperienza

divenne uno dei capitoli più popolari del poema.

Fig. 15. Sir Hubert von Herkomer (1849-1914)

Ritratto di John Ruskin, 1879

Acquerello, (50,3 x 75,5 cm)

Collezione National Portrait Gallery, London

14


16

Fig. 16. Paestum

(Tavola del "Little Liber Studiorum")

Incisione su carta (25,5 x 19,1 cm)

Ashmolean Museum of Art and Archaeology,

Università di Oxford

Riferimenti bibliografici:

John Chetwode Eustace, A classical tour through Italy, 3a

edizione, Londra, 1815

James Hakewill, Picturesque Tour of Italy (dai disegni realizzati

nel 1819-1817), John Murray, London, 1820

Samuel Rogers (J. M. W. Turner), Italy: a Poem, T. Cadell e E.

Moxon, Londra, 1830

A.J. Finberg, The Life of J.M.W. Turner, R.A., Oxford, London,

1961

Turner : 1775-1851,Tate Gallery Publications, Second Edition,

Londra, 1975

Cecilia Powell, Turner in the South: Rome, Naples, Florence,

Paul Mellon Centre for Studies in British Art, 1987

John Ruskin, Turner e i preraffaelliti, in Saggi brevi, Einaudi,

1992

Silvia Borghesi, Giovanna Rocchi, Turner, in I Classici dell'Arte,

vol. 25, Rizzoli, 2004

Andrew Wilton, Turner in his time, Thames & Hudson, 2006

"Paestum 1823-26 ca. di Joseph Mallord William Turner", voce

di catalogo Tate Research, Londra, 2011

David Blayney Brown, Biografia di Turner, Tate, Londra, 2012

Michael Bockemühl, Turner, Taschen, 2015

David Blayney Brown (a cura di), Turner - Opere della Tate,

Skira, Milano, 2018

15


Nell'ambito del grande fermento artistico e culturale

per la riscoperta settecentesca dei templi di Paestum,

si sono susseguite quasi ininterrottamente

varie rappresentazioni dell'antica città. Dall'analisi

oggettiva dei monumenti alle grandi vedute paesaggistiche

che ne esaltano l'antico in visioni romantiche,

fino a quando nel 1819 giungerà a Paestum

l'artista che seppe elevare l'arte della pittura a un

livello mai raggiunto in precedenza: l'interprete del

sublime, delle manifestazioni della natura caratterizzate

da grandi esplosioni di energia, dove i soggetti

sono spesso proprio le tempeste. I templi ora

sono immersi in un cielo minaccioso, dove la drammaticità

rappresentativa di Turner diviene mera contrapposizione

tra luci ed ombre.

Immagine di copertina

Joseph Mallord William Turner (1775 - 1851)

Autoritratto, 1799 ca.

Tate Gallery, Londra

collana

I Quaderni dell’Arte

a cura di Costabile Cerone

Quaderno 3 - maggio 2020

J.M.W. Turner

Il genio romantico a Paestum

Copyright: © 2020 PAESTUMinARTE

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Licenza 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0 IT)

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