La Pesca Mosca e Spinning June-July 2020 preview

moscaespinning

La Pesca Mosca e Spinning June-July 2020. Preview with Summary, News, four articles' beginning, next issue Contest adv. «La Pesca Mosca e Spinning» is the leading Italian magazine about fly fishing and lure fishing. Published two-monthly since 1997, it concerns techniques, tackles and itineraries in texts and photos of some of the most important fishing specialists.

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GIUGNO-LUGLIO 2020 € 6,90

Poste Italiane SpA – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, c. 1 C/SA/40/2016 - anno XX, n. 16 - Giugno-Luglio 2020

La pesca a mosca in Italia

FFI Women Connect

Code: total quality

Il temolo a secca

Paraloop [10 pp.]

La grande Perla

Native Fishing

Big Striped Bass

Ultralight di pianura

50° Bassmaster Classic

Minnow per la marmorata

Il branzino nei canali d’acqua salata




Direttore responsabile

Eugenio Ortali

FOTO: MATTIA CLIGNON

12

IL TEMOLO A SECCA

di Massimo Magliocco

«Lunghi raschi e profonde lame sono l’habitat

che il temolo preferisce. Chi non lo conosce

bene spesso non riesce a intravederlo nei

chiari fondali dei fiumi del nord, ma il pesce

sta proprio lì, pronto a ghermire ciò che la natura

gli offre».

24

BIG STRIPED BASS

di Giorgio Montagna

Tecniche e strategie, artificiali e attrezzature

per catturare gli esemplari più grandi degli

striped bass (ibridi), pesci immessi in diversi

laghetti italiani a partire dagli anni Novanta e

che in presenza di determinate circostanze

possono raggiungere stazze ragguardevoli.

redazione@lapescamoscaespinning.it

www.lapescamoscaespinning.it

www.facebook.com/MoscaeSpinning

http://twitter.com/lapescaMeS

www.flickr.com/photos/moscaespinning

www.youtube.com/user/MoscaeSpinning

Hanno collaborato a questo numero

Annamaria Amorosa, Moreno Bartoli,

Gianfranco ‘Cuty’ Bidut, Mauro Borselli,

Pietro Brunelli, Silvio Cerrato, Renzo Della Valle,

Fabio Federighi, Loris Ferrari, Andrea Gasparini,

Massimo Ginanneschi, Ivano Mongatti,

Francesco Moni, Giorgio Montagna,

Armando Quazzo, Federico Renzi,

Emanuele Turato

Amministrazione, pubblicità,

abbonamenti e arretrati

Zona Franca Edizioni srl

Via V. Veneto 169 • 00187 Roma

tel. 06/42.90.38.54

abbonamenti@lapescamoscaespinning.it

Pubbliche relazioni e pubblicità

Renzo Della Valle, Giorgio Montagna

renzo.dellavalle@gmail.com, jomontagna@tiscalinet.it

16

50° BASSMASTER CLASSIC

di Emanuele Turato

Un viaggio attraverso la cinquantesima edizione

dell’evento di pesca al black bass più importante

del mondo, scandito alla luce del

motto che meglio rappresenta la Bass Anglers

Sportsman Socie ty: «Big Bass, Big Stage, Big

Dreams».

28

FFI WOMEN CONNECT

di Annamaria Amorosa

Una panoramica sulle attività previste dalla Fly

Fishers International per il settore femminile,

dal lancio alla costruzione, presentata dalla ambasciatrice

italiana della FFI Women Connect.

Un approccio al quale non siamo abituati e che ci

si augura possa diffondersi presto anche da noi.

Pubblicazione periodica

Disponibile anche in versione digitale

su www.ezpress.it

Tutti i diritti riservati

LA PESCA MOSCA E SPINNING

ZONA FRANCA EDIZIONI srl

Iscrizione ROC n. 26695 del 22.9.2016

Registrazione presso il Tribunale di Roma

n. 225 del 29.9.2014

Direttore editoriale

Giulio Fascetti

Stampa: Tuccillo Arti Grafiche, Afragola

Distribuzione: Press Di, Distributore

stampa e multimedia srl - 20134 Milano

20

LA GRANDE PERLA

di Andrea Gasparini

Un’imitazione di Perla grandis da impiegare

come mosca da caccia nelle correnti dei fiumi

ma anche nelle risorgive come boccone isolato.

Il ricorso al pelo di camoscio dona una notevole

impressione di movimento e vitalità

sull’acqua. Con gli step di costruzione.

32

IL BRANZINO NEI CANALI

D’ACQUA SALATA

di Gianfranco ‘Cuty’ Bidut

Rispetto alla ricerca in mare aperto, il canale,

vista anche la difficoltà di accesso alle sponde,

rende necessaria una preparazione puntuale

dell’uscita, con lo studio delle postazioni

accessibili, del fondale e del sottoriva.

2 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


38

LA PESCA A MOSCA IN ITALIA

IERI, OGGI, DOMANI

seconda parte

di Mauro Borselli

A suffragare la propria concezione della pesca a

mosca e della sua particolare evoluzione in Italia,

l’autore richiama l’esperienza di alcuni grandi

pescatori del passato recente e del presente.

52

NATIVE

di Francesco Moni

Il Native Fishing sta coinvolgendo sempre più

le nuove generazioni di pescatori, affascinati

da ambienti incontaminati e da pesci che sembrano

dipinti a mano. Approccio e spirito sono

gli stessi della classica trota torrente, ma con

una serie di attrezzature ed esche dedicate.

RUBRICHE

04 NOTIZIE

74 SHOW ROOM

80 MERCATINO

42

ULTRALIGHT DI PIANURA

di Renzo Della Valle

Il lancio ultraleggero ha permesso di riscoprire

la pesca nei canali artificiali, anche cittadini,

sotto l’aspetto della ‘finezza’ delle attrezzature

e della ‘microleggerezza’ delle esche. Una tecnica

che può consentire un buon numero di abboccate

e garantire tanto sano divertimento.

48

TOTAL QUALITY

di Armando Quazzo

Interviste parallele sul tema della qualità delle

code: rilevanza del peso corretto, ma anche

qualità delle plastiche, robustezza e centratura

dell’anima che conferisce robustezza alla

lenza, solidità delle asole alle quali attaccare

backing e finale ecc.

58

PARALOOP

di Federico Renzi

«Semplice, funzionale e robusto: la grande importanza

del Paraloop sta tutta in questi tre

aggettivi. Il montaggio consiste in pratica in

una hackle avvolta non sul gambo dell’amo ma

su un supporto diverso, che verrà ribaltato in

avanti dopo l’avvolgimento».

68

MINNOW PER LA MARMORATA

di Silvio Cerrato

Alla ricerca di artificiali adatti agli ambienti

frequentati, l’autore ha negli anni molto sperimentato

sul tema dell’articolo e propone qui

un minnow in resina poliuretanica di 11 cm, in

grado di tenere bene la corrente e di mantenere

il fondale.

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3/2020 • MOSCA e SPINNING • 3


fish factsa cura di Marco Sammicheli

chiusura e riaperture

PANDEMIA E PESCA

Per un paio di mesi tutta la pesca ricreativa è stata chiusa per la pandemia

e per le conseguenti norme di distanziamento sociale. A ritmo crescente

durante la chiusura è stato uno stillicidio di commenti su come la

pesca fosse una delle attività più adatte al distanziamento, eventualmente

con qualche regola di comportamento in più, ma le autorità hanno

certo a lungo avuto da pensare a una serie di problemi di maggiore

urgenza. Insieme a quelli delle associazioni dei pescatori, particolarmente

significativo è stato il contributo di fine aprile da parte del gruppo

OIG (Other Interest Group) del MEDAC, che comprende associazioni ambientaliste

e pesca ricreativa, in una lettera inviata alla DGMARE della

UE dove si legge che «Per quanto riguarda la pesca ricreativa, riteniamo

che debba essere autorizzata nel rispetto delle misure di distanziamento

sociale raccomandate dalle autorità sanitarie. La pesca ricreativa

aiuta i suoi praticanti a restare fisicamente attivi e a migliorare la loro

salute mentale, il che contribuisce a rafforzare il sistema immunitario.

Allo stesso modo, consente la fornitura di pesce come cibo in un contesto

di sovranità alimentare. Il danno economico che sta subendo il settore

della pesca ricreativa (attrezzature, negozi specializzati, ecc.) è

molto serio, e se la situazione attuale dovesse continuare, l’impatto potrebbe

essere insostenibile per il settore».

Dal lato delle associazioni c’è stato un boom della comunicazione, con i

pescatori accalcati sui social avidi di novità e festival delle dirette online

con dirigenti, amministratori ed esperti, capaci di dare una visibilità e

un consenso certamente superiore a quello realizzabile nel pantano comune

delle politiche della pesca. Addetti, va detto benemeriti, super impegnati

nei vari corridoi del potere amministrativo, unico aggancio dei

pescatori disperati e alla fine, di fronte al coprifuoco alieutico, le differenze

sono sembrate dileguarsi, tutti sulla stessa barca e tutto assimilato.

Uno dei decreti nazionali emessi a fine aprile aveva sul momento

fatto pensare a una particolare contraddizione, permettendo le attività

sportive o motorie e vietando quelle ricreative o ludiche. L’interpretazione

immediata era stata che fosse concesso pescare, in pratica per allenamento,

solo in campi gara con tesseramento agonistico. Poi si è trovato

che lo stesso Ministero competente definisce tutta la pesca non

commerciale come attività sportiva: sollievo ma anche un certo residuo

di dubbi in mancanza di qualche riga chiarificatrice nei vari decreti che

mettesse nero su bianco le condizioni per la pesca non commerciale.

Storia di pochi giorni, ma che sono sembrati sempre più pesanti vista la

lunghezza della chiusura già subita e la crescente isteria da astinenza.

Sono poi iniziate le aperture in ordine sparso dalle prime Regioni, a fine

aprile la Liguria, il Veneto e la Puglia, poi altre, ma con qualche eccezione

di governatori inflessibili per qualche giorno aggiuntivo di calvario.

Sono quindi state emesse ordinanze locali comunque limitative: dove

nel solo comune o in mare solo dalla barca o solo senza la barca. Ordinanze

come matrioske: nazionali con e senza le famose FAQ e poi regionali

e comunali e relative interpretazioni delle Capitanerie di Porto.

Nel momento in cui queste righe verranno lette, la situazione si sarà

certo normalizzata per tutti e speriamo che non ci siano stati ritorni

emergenziali. A inizio maggio, già da molto tempo costretti a non andare

a pesca, tra l’altro in un momento dell’anno tra i migliori, si stava ancora

immaginando come sarebbe andata la riapertura, se ci sarebbe stato

un assalto in simultanea di tutti gli appassionati, che effetto avrebbe

avuto sui pesci l’incredibile prolungata assenza dei pescatori, se si sarebbero

trovati più pesci e pesci meno sospettosi. Speriamo che dopo la

penitenza subita sia andata proprio così e speriamo anche che se un capitale

è stato accantonato non ci si sia sbrigati a dissiparlo.

per la pesca ricreativa in mare

COMUNICAZIONE 2022

Per dieci anni la notizia dell’ennesima proroga di validità della Comunicazione

obbligatoria per la pesca ricreativa in mare è stata importante e

da dare tempestivamente. Una notizia poi diventata utile soprattutto a

discutere di come lo Stato si occupa della pesca ricreativa. La Comunicazione

non ha mai funzionato e ha via via perso il poco peso che ha avuto

sin dall’inizio. Il sistema di rilevazione è stato da subito sbagliato e

inefficace. I controlli sono stati inconsistenti, ci sono state molte eccezioni,

proroghe di validità e dimenticanze da parte del Ministero, con

conseguenti periodi di vacanza normativa. Poi ci sono stati i tentativi di

trasformare la Comunicazione in una licenza a pagamento e con destinazione

dei proventi alla pesca professionale. Quando la UE ha iniziato

a occuparsi più seriamente di pesca ricreativa si è considerato forse che

era opportuno aspettare per avere qualcosa di più solido e anche condiviso.

Da poco tempo la stessa UE, dopo essersi concentrata esclusivamente

sui mari della costa settentrionale del continente, ha iniziato a

lavorare sul Mediterraneo: sono iniziate le prime ricerche sul campo anche

lungo le nostre coste e sono uscite le prime proposte per la valutazione

dell’attività. Tra queste ovviamente troviamo un sistema di registrazione

dei pescatori, che per noi suona come necessità di un rinnovamento

del meccanismo maldestramente adottato con l’attuale Comunicazione.

Non sono cose che si fanno velocemente ed è verosimilmente

un caso che, con più di due mesi di ritardo rispetto alla scadenza dell’ultima

proroga, a inizio marzo le decisioni del Ministero corrispondano all’emergenza

pandemica che ha imposto un completo divieto di pesca ricreativa.

La proroga è quindi stata decisa non come di consueto su base

annuale ma addirittura triennale. Siamo in molti ad avere ancora in tasca

un foglietto di carta che autorizza alla pesca, ormai consunto anche

se è restato sempre fermo nel portafogli. Forse questa è alla fine la proroga

più sensata di tutte quelle che l’hanno preceduta, anche se non per

merito di chi l’ha emessa, ma per l’occasione fornita dagli eventi.

La nuova scadenza è quindi il 31 dicembre 2022 e viene da chiedersi se

qualcosa accadrà prima o molto più probabilmente cosa accadrà a inizio

2023, se anche allora ci sarà un’ulteriore proroga. La data è lontana ma

non così tanto, considerando che in tutto alla nuova scadenza saranno

stati dodici gli anni di proroghe..

ADERISCI AD APR

4 • MOSCA e SPINNING • 2/2016 in omaggio un’esca Mommotti 180 di Seaspin

www.pescaricreativa.org


notizie

agente/distributore esclusivo

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Roma • Italy

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evento posticipato al 4, 5 e 6 settembre; iscrizione fino al 31 luglio

BRANZINO THE CHALLENGE 2020

In conseguenza alle condizioni di sicurezza resesi necessarie per contrastare

la diffusione del COVID-19, e secondo le restrizioni imposte dal

Decreto Ministeriale, la manifestazione Branzino the Challenge è stata

posticipata al 4, 5 e 6 settembre. Rimane invariato il programma operativo

di questa quarta edizione, che vedrà presenziare partecipanti da

varie nazioni; in conseguenza allo spostamento delle date in cui si terrà

l’evento, è stata posticipata anche la scadenza per iscriversi alla manifestazione.

Chi vorrà partecipare a questa avvincente competizione in

kayak, che si terrà nella laguna di Orbetello, potrà farlo inviando la propria

adesione entro il 31 luglio. Si ricorda che la specie target della manifestazione

sarà la spigola, presente con una densa popolazione nelle

due lagune dove gareggeranno i concorrenti. Novità di questa edizione

è la possibilità, per chi non riuscirà a essere presente sul posto, di seguire

nelle giornate dell’evento l’esclusiva diretta streaming «Branzino Live»

direttamente sulla pagina Facebook di «Branzino the Challenge»,

una trasmissione creata per questa occasione con molti contributi in

esterna, anche direttamente sul campo gara, interviste e testimonianze.

«Branzino Live» sarà inoltre condiviso con questa rivista, media partner

ufficiale, che ha scelto di affiancare la manifestazione fin dalla prima

edizione aiutandola a crescere con risultati sorprendenti.

Il 5 e 6 settembre, che rappresenteranno rispettivamente il primo e secondo

giorno di competizione, si pescherà per ben sette ore consecutive:

ogni concorrente potrà presentare i cinque pesci di maggiore dimensione

catturati attraverso la misurazione diretta e l’invio della conferma

fotografica all’organizzazione. I punteggi conseguiti nelle due sessioni

di pesca, al termine della competizione, verranno sommati per determinare

le classifiche finali strutturate sia con una lista individuale che per

team. Per favorire la partecipazione anche di coloro che sono sprovvisti

del kayak di proprietà, l’organizzazione ha previsto la possibilità di noleggiare

direttamente in loco uno stock di scafi attrezzati per impegnare

la laguna; sarà semplicemente necessario segnalarlo in fase di iscrizione,

fino ad esaurimento della disponibilità. Grazie ai partner Tubertini,

Garmin Italia, T3 Distribution, Galaxy Kayaks, Old Captain, Pure Fishing,

BKK, NRS, Ozone Kayak, Fish Action, Birra Menabrea, Maccari Pesca

e Master Fish, sarà implementato rispetto alla scorsa edizione anche

il montepremi totale, che oltrepasserà abbondantemente i quindicimila

euro in valore complessivo, di cui un’importante componente economica

a beneficio del payout per i primi tre classificati.

Per info e iscrizioni, poiché sarà possibile iscriversi alla manifestazione

esclusivamente tramite registrazione on-line, consultare il sito

www.branzinothechallenge.com.

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notizie

a marzo record di partecipazioni al contest

LUNGO IL FIUME

(FLY TYING & FISHING)

Come molti sanno, il gruppo Facebook «Lungo il Fiume (Fly Tying & Fishing)»

organizza ogni mese un contest on line di costruzione mosca,

con una media di partecipazioni che, nei quasi tre anni trascorsi dall’inizio,

si aggira sulle 40 imitazioni in gara, con punte di poco oltre le 50

partecipazioni. Nello scorso mese di marzo, con tema ‘Effimera dry da

acque veloci’, la sorpresa: 93 dressing in lizza. L’improvvisa escalation

è stata evidentemente causata

dal periodo di emarginazione sociale

causata dal Covid-19; è

parso chiaro, nonostante i pregi

e i difetti del contest, che l’iniziativa

ha invogliato tanti pescatori

a cimentarsi nella costruzione,

permettendo di divagare

dalle problematiche che il

periodo costringeva ad affrontare.

Sono state colte, come

sempre, tante buone idee e diverse

ottime realizzazioni, che

hanno messo a dura prova i giudici

Fabio Federighi, Loris Zecchinello

e Stefano Ticchiati, ma

anche gli amministratori del

gruppo Stefano Orlandi, Fulvio

Dori, Matteo Bandinelli e Fabio

Matteuzzi, per i quali non è stato

semplice districarsi tra tutte

le imitazioni in gara da gestire e

catalogare per arrivare a redigere

la classifica finale. Sicuramente

il contest diverte anche

per il carattere puramente ludico

che è stato deciso di mantenere;

si partecipa per imparare

e per confrontarsi, scambiarsi

idee e capire il corretto utilizzo

degli innumerevoli materiali in commercio che possono risultare utili

allo scopo. Il gruppo è dunque fiero di aver contribuito, come altre iniziative

del genere, ad alleviare la sofferenza psicologica che ci ha pervaso

tutti. La vittoria è andata a Renzo Malizia, con i gradini più bassi

del podio occupati da Andrea Pegorin, secondo, e Siro Vescarelli, terzo.

Il mese di aprile ha visto in gara, per l’imitazione di Siphlonurus armatus

spinner male, oltre 50 concorrenti, con vincitore Walter Luzi,

Fabio Rinaldi secondo e Luigi Guerini terzo. Per il mese di maggio era

in programma l’imitazione di ninfa emergente di Ephemera danica,

mentre a giugno sarà la volta di Isoperla grammatica stadio adulto, a

luglio di Perla grandis nello stadio ninfale. È dunque rinnovato a tutti

l’invi to alla partecipazione, sia come costruttori che come ‘spettatori’:

https://www.facebook.com/groups/LUNGOILFIUME.

disponibile su YouTube il nuovo film di Patagonia

IL PESCATORE COMPLETO

Una canna da pesca lunga 15 piedi fatta in casa, linee meticolosamente

intrecciate tratte dalla coda di uno stallone, semplici mosche legate a

mano senza l’aiuto di una morsa: questa è la pesca alla Valsesiana. Originario

dei piccoli torrenti montani del nord Italia, questo semplice e bellissimo

stile di pesca è in voga almeno dal XVI secolo. Guidato dalla leggenda

della pesca Arturo Pugno, è ancora praticato da un piccolo numero

di devoti su quegli stessi corsi d’acqua, utilizzando gli stessi materiali

e le stesse tecniche impiegate sin dall’inizio. Si tratta di pescare nella

sua forma più semplice e raffinata, ed è una tecnica dominata solo da

chi Arturo Pugno definisce ‘pescatore completo’. Il nuovo film Patagonia,

Il Pescatore Completo, disponibile alla visione dal 30 aprile su You-

Tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=GdXIHsGgIQM,

punta sulla semplicità e sulla sostenibilità e introduce a questa tecnica

di pesca senza tempo, alla sua tradizione duratura e ai luoghi speciali

dove viene praticata con la stessa devozione e riverenza di secoli fa. Ciò

che distingue Arturo Pugno è la conoscenza che ha raccolto nel corso di

decenni, che gli consente di avere successo nonostante la sua semplicissima

tecnica di pesca a mosca. «Arturo ha sostituito tutta l’attrezzatura

moderna della pesca a mosca con la conoscenza nella sua mente» –

afferma Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia – «e penso che ci siano

alcune cose che sta facendo che non sarò in grado di imparare. Semplificare

la propria vita è così difficile, tutto sta diventando più complesso. E

Arturo ha esattamente la vita che desidero avere».

nominato FFI Fly Fishing Ambassador per l’Italia

PIETRO BRUNELLI

Con notizia giunta a gennaio 2020, la Fly Fishers International ha nominato

il nostro collaboratore Pietro Brunelli quale FFI Fly Fishing Ambassador

in Italy. Pietro Brunelli, oltre a scrivere su questa rivista dal 2008,

già istruttore certificato da alcune scuole italiane e istruttore della FFI

dal 2008, è Master Casting Instructor e membro del programma di esaminazione

della FFI, l’Examiners Development Pathway appunto. Pro

member Patagonia, guida professionale di pesca a mosca AIGUPP e guida

ambientale escursionistica di AIGAE, è anche titolare di azienda nel

settore. È possibile contattarlo per eventuali informazioni su corsi,

eventi e programmi/attività della FFI in Italia all’indirizzo pietrobrunelli

@hotmail.it.

6 • MOSCA e SPINNING • 3/2020



notizie

le novità per il bimestre

PESCA (SKY CANALE 236)

A partire da lunedì 1 giugno alle ore 21.00 Pesca (Sky canale 236) presenta

A pesca con Walter 6. Torna per la sesta stagione inedita e in prima

visione assoluta il programma dedicato alla pesca dalla barca in cui

Walter Ferraro conduce lo spettatore in giro per tutti i mari d’Italia. Nei

suoi nuovi viaggi Walter, volto noto del canale e protagonista del mondo

della pesca ricreativa, affronta le diverse tecniche di pesca dalla barca

per andare alla ricerca di alcune delle prede più ambite dagli appassionati

come dentici, ricciole e tonni. Un massiccio uso di nuove tecnologie

permetterà allo spettatore di immergersi nell’azione di pesca ed

ascoltare tutte le indicazioni tecniche che, di volta in volta, vengono

raccontate con chiarezza e semplicità.

Mercoledì 3 giugno alle ore 21.30 è la volta di Close Up 4. Torna con gli

episodi inediti la serie in cui Antonio Varcasia, ricercatore universitario e

pescatore, approfondisce la conoscenza del mondo ittico. La biologia e il

mondo dei pesci sono analizzati con rigore scientifico, e le conoscenze

vengono poi applicate alle varie discipline della pesca ricreativa. In questa

quarta stagione Antonio, insieme a numerosi ospiti, approfondirà alcuni

argomenti in puntate monografiche. Tanti i pesci protagonisti, come

la spigola e l’orata, ma tante anche le tematiche affrontate, come

per esempio gli effetti delle microplastiche sui pesci, oppure le caratteristiche

e l’impatto dell’acquacoltura sull’ambiente (vedi foto a lato).

A partire da giovedì 4 giugno alle ore 22.30 Pesca presenta Diario di

una guida di pesca sportiva 4. Torna con la quarta stagione inedita e in

prima visione il programma di Andrea Iacovizzi, un vero e proprio diario

di bordo in cui ogni episodio è una pagina dedicata alla pesca dalla barca.

A giugno vedremo tre esperienze diverse. Si inizia con una sessione

a calamari, a tataki. Un tempo questa tecnica era vista semplicemente

come un modo per procurarsi delle esche efficaci. Oggi le cose sono

cambiate e Andrea racconterà trucchi e malizie che ci garantiranno

grandi soddisfazioni. A seguire, scopriremo come praticare con successo

la traina costiera d’inverno, una tecnica facile, divertente, ma che ha bisogno

di conoscenze precise per essere praticata al meglio. Un’altra sfida

superata sarà quella di una splendida sessione notturna al chiaro di

luna, in cui l’obiettivo sarà effettuare un metodo molto efficace per insidiare

i cefalopodi: la traina. Tecnica, abilità, emozione per l’incontro col

mare aperto saranno come sempre le protagoniste di questa serie così

amata.

Sabato 6 giugno alle ore 22.00, infine, inizia I signori della pesca a mosca.

Ci sono pescatori che, più di altri, hanno regalato idee ed evoluzioni

al mondo della pesca a mosca. Uomini che hanno deciso di dedicare la

loro vita esclusivamente alla propria passione sacrificando tempo, famiglia

e affetti proprio in nome dell’amore per questa tecnica di pesca. Incontreremo

alcuni di questi ‘mammasantissima’ del fly fishing che ci racconteranno

curiosità, aneddoti, tecniche e il loro modo di rapportarsi

con l’acqua e i suoi abitanti.

8 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


notizie

a

cura dello Spinning Club Italia • www.spinningclubitalia.it

attività rimandate, effettuate, in programma

LO SPINNING CLUB ITALIA

AL TEMPO DEL COVID 19

Come noto, la recente epidemia di Coronavirus, oltre a confinare ognuno

nella propria abitazione, ha costretto le associazioni ad abolire ogni

attività comunitaria. Il fatto ha comportato la sospensione anche delle

normali attività di club dello Spinning Club Italia. Sono state dunque rimandate

le manifestazioni pubbliche (in particolare la gara al luccio da

belly boat programmata ad aprile sul lago di Masserano e i raduni di

street fishing programmati a maggio e giugno a Pavia e Jesolo) e interrotte

le regolari riunioni delle varie sedi locali sul territorio. Per compensare

in parte il fermo obbligato del consueto ritrovarsi, sono state

incrementate le iniziative sul web, specie nella pagina Facebook e Instagram.

Diverse sedi locali si sono poi cimentate nell’organizzazione

di riunioni virtuali fra soci, per vincere l’isolamento e il blocco forzato

delle attività di pesca di questi tempi. Rimane per il momento ancora

confermato il raduno di Arezzo per il quarantennale di fondazione dello

Spinning Club Italia programmato per i giorni 26 e 27 settembre. Si è

comunque riusciti a procedere alle campagne di ripopolamento con luccio

in Veneto e Lombardia e di persico reale in Veneto. Tutti i soci sono

invitati a continuare a prestare attenzione alla pagina Facebook del

club, dove saranno segnalati cambiamenti e novità compatibili con la

prossima ripresa progressiva della pesca.

Si prospetta un’interessante, inedita novità nel panorama associativo

dello spinning nazionale. Spinning Club Italia e Italy Bass Nation, recentemente

riorganizzatosi per opera del nuovo Consiglio Direttivo coordinato

dal presidente Emanuele Turato, si stanno mobilitando per sviluppare

concrete sinergie che portino a dare maggiore forza rappresentativa

alla comune disciplina di pesca e a quanti la praticano anche mantenendosi

al di fuori dei vari contesti associativi. Due in particolare gli ambiti

di possibile collaborazione: un’attività coordinata per il mantenimento

degli ecosistemi acquatici e degli stock ittici presenti, con particolare

riferimento alle specie di maggior valore biologico, e una valorizzazione

della presenza del persico trota nelle acque dove la sua presenza storica

ha dimostrato la propria condizione ecosostenibile. Tutto questo per

la maggiore tutela qualitativa dello spinning in generale e della moderna

branca del bass fishing in particolare, continua fonte di affinamento

tecnico e rispetto per il pescato.

portato a termine il progetto nonostante le difficoltà

TAVOLO BLU REGIONE VENETO

Sabato 18 e venerdì 24 aprile, nelle acque di alcuni fiumi del Veneto, si

è proceduto con la parte finale del progetto 2019 dello Spinning Club

Italia per la rifaunazione di luccio italico, approvati nella Consulta sulla

Pesca ricreativa denominata Tavolo Blu di Regione Veneto. Il tutto nonostante

le grandi difficoltà dovute al periodo, le quali non hanno consentito

un grande dispiegamento di forze come lo Spinning Club Italia è

solito fare. Il ringraziamento come sempre va alla Regione del Veneto

nella persona di Giuseppe Pan, assessore Agricoltura Veneto e a tutta la

direzione regionale della struttura Caccia e Pesca, come a tutti i dirigenti

territoriali, la dott. ssa Busatta di Venezia, la dott. ssa Grava di Treviso

e il dott. Fasolato di Padova per l’importante collaborazione. Il più

sentito ringraziamento va anche agli uomini della Polizia provinciale e

alla Piscicoltura Menozzi nella persona di Davide Menozzi per il lavoro

svolto e la disponibilità a effettuare le semine. Come spiegato dal responsabile

della sede SCI di Rovigo Emilio Destefani: «Abbiamo coinvolto

i cinque più pregiati corsi d’acqua della provincia, in regime di pesca

no kill. In tutti sono già presenti areali di frega di persico reale e luccio,

per cui queste aggiunte sono linfa vitale. Non è importante solo effettuare

semine nel rispetto degli obblighi ittiogenici ma lo è anche posizionarli

nei punti giusti. Grazie a queste semine degli ultimi anni e alle

successive ricatture abbiamo riportato in carta ittica il persico reale e il

luccio in posti dove non esisteva più da decenni!»

in provincia di Lodi

LIBERATI 80.000 AVANNOTTI

DI LUCCIO

Una bella iniziativa a tema ambientale, quella realizzata dall’associazione

grazie all’impianto ‘Incubatoio di valle’ che il Consorzio Irrigazioni

Cremonesi ospita e cura nell’area dove hanno sede le opere di derivazione

dal fiume Adda del canale ‘Pietro Vacchelli’, in comune di Merlino,

in provincia di Lodi. Sfruttando una nuova struttura – recentemente

realizzata dal Consorzio come una sorta di piccolo specchio d’acqua alimentato

dalle acque dell’Adda – i volontari dello Spinning Club Italia

hanno raccolto le uova di alcune femmine di luccio italico – specie unica

del fiume, a rischio di estinzione – che in questo laghetto trovano ideale

ospitalità, per portarle alla schiusa in ambiente protetto da predatori

e alterazioni ambientali. Dopo la schiusa, circa 80.000 avannotti, esaurito

il sacco vitellino, sono stati liberati nel fiume, nelle sue lanche vive

e nei fontanili ricchi di acque, dove è alta la probabilità che una parte

significativa di essi giunga alla maturità.

Quest’anno, purtroppo, a causa della piena del fiume di novembre, l’analoga

operazione sulle uova di trota marmorata dell’Adda non è stata

possibile, non potendo così vantare un altro ‘salvataggio’ di alcune decine

di migliaia di esemplari, che si sarebbero aggiunti alle centinaia di

migliaia già rilasciati dal 2014, tra i quali, nella ‘campagna 2018-2019’,

una trentina trattenuti nell’impianto per formare una popolazione di riproduttori,

oggi in fase di crescita.

due i possibili ambiti di cooperazione e sinergia

ITALY BASS NATION

E SPINNING CLUB ITALIA

3/2020 • MOSCA e SPINNING • 9


notizie

Ricapitoliamo le principali novità comparse

su PIPAM negli ultimi periodi, invitandovi a

leggere gli approfondimenti e novità direttamente

online sul sito www.pipam.it. Se

volete partecipare alla nostra comunità nativa

non dovete far altro che iscrivervi al

FORUM e partecipare attivamente alle discussioni.

Ma PIPAM è anche altro... troverete

articoli di tecnica, di flytying, recensioni,

test, filmati, ... fatti da pescatori a mosca

per i pescatori a mosca e con il quarto di secolo

online ormai nel mirino crediamo che di

materiale ce ne sia per molto e per tutti i

gusti. Siamo presenti anche su vari social

come Facebook (https://www.facebook.com

/groups/41688482011), Vimeo (https://

www.youtube.com/user/wwwpipam/videos)

e Instagram (https://www.instagram.com/

pipam.it) per cui, anche in questo caso, l’invito

è quello di iscrivervi e partecipare numerosi!

PIPAM NEWSLETTER

Abbiamo riattivato la NewsLetter di PIPAM

così che anche i PAM un po’ più distratti

possano essere avvisati delle novità pubblicate

sul sito. Chi non fosse ancora iscritto

può tranquillamente farlo sulla homepage

di PIPAM. Con cadenza mensile verrete

informati sulle novità del mondo della pesca

mosca.

FLY FISHING MAGAZINE

un approccio diretto Nord-Sud ad altissima

valenza ambientale. Questo tratto di strada

merita da solo un giorno di vacanza (anche

se poi la pescatina ci scappa comunque

sempre...). In particolare gli oltre 40 km di

sterrato sono affascinanti. Guidati con prudenza

consentono di cogliere l’essenza di

una delle aree più selvagge del Colorado. Il

panorama muta costantemente, così come

la vegetazione, regalando specificità uniche,

senza il minimo disturbo antropico.

Araneare Sakasa

a cura di Walter Luzi

Materiali utilizzati

Amo: Hanak H 530 BL n. 12

Filo: marrone

Addome: dubbing cappotto

Rigaggio: piuma marrone di gallina tagliata

a raschietto

Torace: dubbing cappotto

Hackles: piuma di gallina verde barrata

Testa: filo di montaggio marrone

a cura di Angelo Piller e Antonio Napolitano

In attesa di tornare alla ‘normalità’, godiamoci

questa splendida fario neozelandese

NZ avvistata da me e Angelo Piller, da un

punto rialzato, mentre camminavamo lungo

il fiume. in questi casi, una volta individuato

il pesce, bisogna decidere in pochi secondi

la tecnica d’approccio (osservando il modo

in cui la trota si nutre in quel momento e

adattandosi di conseguenza). Fondamentale

è l’assistenza che la guida, in questo caso

il compagno di pesca, può offrire essendo

posizionata proprio dall’alto. Il tutto si svolge

in pochissimo tempo, in cui serve la giusta

concentrazione, una buona tecnica e

ovviamente la mosca giusta.

Snowshoe Rabbit Baetis

a cura di Marco Scleri Clari

Materiali utilizzati

Amo: Hanak h 53 BL n. 12

Corpo: cappotto in asola rasato

Addome: cappotto in asola rasato

Hackles: cappotto in asola rasato

Testa: filo di montaggio marrone

I THREAD PIÙ SEGUITI

Usa - Colorado 2a parte

Gunnison Area

a cura di Beppe Saglia (Beppe)

Lasciato Basalt e soprattutto dato un ultimo

melanconico sguardo allo stupendo

Fryingpan, ci siamo avviati alla volta di Gunnison.

Che è raggiungibile in circa 4 ore o da

una comoda strada che però fa un anello

assurdo e decisamente poco scenico, o con

Dreaming New Zealand Teaser n. 01

Nodo sull’amo per dropper

thread aperto da ‘Gibo Tango’

Prendo spunto dal cerchio di oggi; io amo

molto pescare in dropper, la considero dove

è possibile una delle tecniche più efficaci.

Invece che legare però la ‘ninfa all’amo,

uso un bracciolo molto corto per legare la

secca.... anche perché sono imbranato a fare

il nodo sull’amo della secca. Quali sono i

vantag gi/svantaggi del legare direttamente

all’amo rispetto al bracciolo, se ci sono?

Ho il timore che con il nodo direttamente

sull’amo della secca, la stessa risulti meno

appetibile... probabilmente menata mia...

Grazie a tutti!

10 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


I CERCHI PIÙ INTERESSANTI

Sono ancora un pescatore a mosca ?

a cura di Valerio Santagostino (Balboa)

Fiume: salotto di casa. Compagni di pesca:

cronometro in mano e occhio vigile e implacabile,

mio figlio (nuotatore serio e che, per

far lavorare quel mammiferone di suo padre,

ha ottenuto un congruo aumento della

paghetta). Tre avvenenti fanciulle… fortunatamente…

seppur virtuali: Alexis Ren, Pamela

Reif e Maddie Lymburner (meno appariscente

delle prime due, ma la mia preferita).

Le odio!! Non si stancano mai e manco

sudano… ma danno un’atmosfera stimolante

e mostrano qualche nuova tortura-:)

Tanta fatica… accidenti!! Unica consolazione:

non uscendo e quindi non ‘pasticciando’

in giro, ma mangiando i cibi ‘basic’ che la

Sassone mi propina, il peso sta calando… e

questo vecchio corpaccione comincia a slegarsi.

Che fate voi altri pigroni?! -:)

Pike time, l’ora del luccio!

a cura di Angelo Piller (Angelo)

Corona virus a parte, tra poco in molte regioni

inizierà la stagione del luccio! Unica

accortezza: assicuratevi che abbia finito di

fregare! Per il resto ‘in bocca al pike’ per

quella che è una tra le pesche più divertenti

ed emozionanti nel vasto panorama della

pesca a mosca.

COVID-19 time

a cura di Andrea Cuccaro (WM)

Finite le mosche, sistemati i finali, riassettato

il giubbotto, puliti e sistemati i mulinelli,

... e ora?! Beh, se proprio avete sistemato

tutto potete darvi al Diamond Painting, in

pratica la realizzazione di un mosaico molto

facile, pulito e veloce. Naturalmente a soggetto

PAM!

Astinenza

a cura di Antonio Napolitano (Flyaenne)

Tra le tante restrizioni che questa brutta situazione

ci impone, c’è anche la pesca. Molti

si dedicano alla costruzione di mosche, altri

alla manutenzione delle attrezzature e altri

ancora iniziano a vedere il proprio gatto/cane

come possibile obiettivo da catturare e

ovviamente rilasciare in quello che è ormai

diventato il miglior hot spot, il salotto.


COSTRUZIONE MOSCA

LA GRANDE PERLA

ANDREA GASPARINI [arred.gasparini@libero.it ]

Iplecotteri, ordine di insetti molto antico, hanno generalmente

dimensioni medie e grandi (da 7-8 a 40-

50 mm ad ali chiuse). Allo stadio adulto hanno quattro

ali membranose lunghe e strette, che in posizione

di riposo vengono tenute intrecciate a forbice. Le

ninfe possono condurre una vita acquatica della durata

anche di due o tre anni, mentre la vita aerea allo

stadio adulto può variare da pochi giorni a un mese circa.

Molto particolare è il loro volo, molto goffo e fatto di brevi

spostamenti. Presenti dalla primavera inoltrata all’autunno,

sono noti con il nome anglosassone di ‘Stone Fly’, ovvero mosca

della pietra per l’abitudine di fuoriuscire dall’acqua per

l’ultima metamorfosi attaccandosi alle pietre affioranti. Prediligono

le acque correnti dei torrenti di montagna e di fondovalle

ma anche le acque risorgive. Le grandi perle, Perla

marginata e Perla grandis, sono presenti in tutta l’Europa

centrale e meridionale.

Ricordo gli inizi della mia avventura di pescatore con la mosca,

quando da ragazzino mi recavo a pescare sul fiume Ledra

di Buja, allora meravigliosa risorgiva che si trova a nord di

Udine. Nelle calde serate estive, poco prima del tramonto, apparivano

sulla superficie dell’acqua le grosse perle che sbattevano

goffamente sull’acqua scatenando l’istinto predatorio

delle trote e dei grossi temoli che si esibivano in rumorose bollate

e vistosi salti. Nonostante il gran numero di pesci presenti,

le belle catture erano poche, in quanto la mia esperienza

era limitata e non disponendo di artificiali specifici mi arrangiavo

con grossolane imitazioni del tipo ‘Sedge’ che ogni tanto

convincevano qualche pesce all’abboccata. Purtroppo il fiume

non mi aspettò: le condizioni mutarono talmente in fretta che

non ebbi il tempo di migliorare la tecnica e gli artificiali per affrontare

quelle situazioni. Anche il Ledra, come la maggior

parte delle risorgive friulane, si inchinò al progresso e alle mutate

condizioni ambientali. Sparirono i plecotteri così come le

mosche di maggio e anche i pesci, le trote e temoli non sono

più così numerosi come un tempo. Una gestione della pesca

discutibile se non inesistente ha fatto il resto. In seguito ho

avuto modo di osservare questi grossi insetti in altri fiumi, in

particolare all’estero, ad esempio sui fiumi Sava Bohinjka e

Idrija in Slovenia e in un mio breve viaggio in Bosnia sul fiume

Ribnik di una decina di anni fa, dove addirittura le stone fly si

posavano ovunque sui muri e sulle finestre del lodge.

20 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


L’artificiale che vi propongo nasce in circostanze molto particolari

e casuali. Anni addietro mi stavo preparando alla gara

di costruzione ‘Villa Guidini’, organizzata dagli amici del Mosca

Club Treviso, che in quell’edizione aveva come tema di

gara proprio la grande perla. Realizzai diversi artificiali di

prova costruiti con questo dressing e feci altrettanto in gara,

dove mi aggiudicai la prima posizione nella categoria dell’insetto

adulto. Naturalmente tutte le mosche di prova finirono

nella scatola degli artificiali da pesca e rimasero inutilizzate

per un po’ di tempo. Alcuni anni fa decisi, in compagnia di altri

amici, di trascorrere le vacanze di ferragosto all’Aktiv Hotel

della famiglia Gargantini in Austria. Un giorno ci recammo

a pescare sul fiume Gail nei pressi di Villach, dove i livelli

erano bassi e il caldo opprimente. La mattina trascorse con

poche catture e verso mezzogiorno, assieme all’amico Marco,

ci rifugiammo all’ombra del ponte di Maria Gail in attesa degli

altri due compagni di pesca che si trovavano più a monte

con l’intento di andare a mangiare un boccone e rinfrescarci

con qualche birra per poi riprendere la pesca nel pomeriggio

dopo l’assedio dei bagnanti. Sotto il ponte il Gail formava una

corrente piuttosto veloce e grossi massi sul fondale conferivano

alla superficie il caratteristico andamento a ‘cavalloni’. Visto

che gli amici non arrivavano, decisi di provare quella corrente

per ingannare l’attesa. Aprii la scatola degli artificiali e

legai al finale proprio l’imitazione della grande perla, presente

in quel fiume ma che non avevo visto quel giorno sull’acqua.

Con grande sorpresa mia e dell’amico che mi osservava

seduto sulla riva, feci salire e portai al guadino, in pochi minuti,

diverse fario che erano salite senza indugi sulla mosca.

Da quel momento ho iniziato ad usare questa imitazione in

tutte le altre acque, impiegandola come mosca da caccia nelle

correnti dei fiumi ma anche nelle risorgive come boccone isolato.

Il particolare utilizzo del magico pelo di camoscio in fase

di costruzione dona alla mosca una notevole impressione di

movimento e vitalità sull’acqua, tanto che risulta efficace anche

laddove il naturale non è presente.

Costruisco la grande perla in due varianti, con corpo verde

oliva chiaro e arancio, sempre anellato in giallo, in misure che

variano dall’amo n. 6 al n. 10.

3/2020 • MOSCA e SPINNING • 21


TECNICA MOSCA

LA PESCA A MOSCA

IN ITALIA

seconda parte

ieri, oggi, domani

MAURO BORSELLI [borselli.mauro@gmail.com]

Terminavamo l’articolo sullo scorso numero

accennando ad alcuni grandi pescatori a

mosca del passato che praticavano forme di

pesca non tradizionale. Si trattava di prime

esperienze storiche di Alternative Fly Fishing

che ho potuto apprendere da ragazzo

leggendo gli articoli di Piero Lumini, divenuto

poi un caro amico, che nei suoi scritti introduceva le

basi della pesca a mosca del persico trota con popper, frog,

dragon fly, streamer e tutta una serie di nuove imitazioni

provenienti dall’estero, le cui foto erano contenute anche nei

cataloghi della RP dell’omonimo negozio, nei quali si parlava

già di pesca a mosca del luccio, descrivendola come la ‘nuova

frontiera’ cui si stava indirizzando l’espansione di questa tecnica,

in ossequio a quanto accadeva in America. Negli stessi

libri di Piero, pubblicati in quegli anni, accanto alle immancabili

imitazioni di mosche secche e sommerse c’erano quelle

delle ninfe piombate (le beads all’epoca non esistevano ancora)

e dei terrestrial, ma anche di classici streamer di origine

americana, a cui si aggiungevano i dressing dei popper e

anche quelli innovativi delle libellule realizzate in balsa (il

foam avrebbe fatto la sua massiccia comparsa solo negli anni

Novanta). In quell’epoca, anche grazie all’attività di divulgazione

posta in essere da altri grandi moschisti, come ad

esempio Fosco Torrini, si cominciava ad approfondire non

solo la tecnica di pesca al black bass dalla barca e dai primi

rudimentali belly boat, ma anche quella del luccio (di cui ricordo

un interessante articolo ambientato nel fiume Merse

di Fosco e un altro di Piero sull’impiego degli zonker piombati

per insidiare gli esocidi), che richiedeva specifiche imitazioni

di bait fish e attrezzature sovradimensionate che dovevano

essere maggiormente rapportate alle dimensioni e all’apparato

boccale di questo predatore. Insomma, in quegli

anni pionieristici nulla veniva tralasciato, neppure i grossi ciprinidi

come le carpe o i pesci gatto che vivevano nell’Arno,

tanto che gli stessi manuali redatti da Lumini contenevano

interi capitoli dedicati ai ‘pesci minori’, dei quali era descritta

la morfologia e la tecnica di pesca idonea per insidiarli a

mosca con specifiche imitazioni nei corsi d’acqua del piano

situati a pochi chilometri da casa. Nell’impossibilità di potersi

recare costantemente nelle acque pregiate da salmonidi e

timallidi, dunque, i pescatori più in vista del tempo avevano

ben pensato di espandere il fly fishing anche in quelle del

piano che, per vicinanza e ubicazione, potevano rappresentare

un’ottima palestra quotidiana per sviluppare nuove tecniche

e approcci su specie atipiche che in quegli anni non riscuotevano

di certo il grande interesse che, invece, suscitano

oggi tra molti fly fishermen.

38 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


In apertura: Piero Lumini e Fosco Torrini

in un’uscita in ciambella testimoniata da

un articolo uscito su Pescare» nel 1984

(liberamente scaricabile con gli altri di Lumini

sul sito di Roberto Daveri). A lato:

ancora Fosco Torrini in un’uscita di pesca

alternativa in una foto tratta dal volume

di Lumini, p. 58, citato nell’articolo. In

basso: dallo stesso volume, p. 83, un’immagine

di Massimo Gigli.

Tra tutti c’era anche un altro

grande personaggio toscano che

faceva costantemente capolino

nelle foto degli articoli e dei manuali

di Piero Lumini pubblicati

in quegli anni, il quale veniva immortalato

con carpe, cat fish, cefali

e altri pinnuti atipici rigorosamente

catturati pescando con

l’attrezzatura da mosca: un pescatore

totale, appassionato e schivo, che da sempre si era totalmente

dedicato a insidiare tutte le specie possibili che vivevano

nelle acque del piano situate dietro casa (Arno, Sieve

ecc.), un soggetto concreto, tecnicamente completo, capace

di passare dalla pesca a secca a quella a ninfa o a streamer

senza patemi d’animo, in grado di maneggiare una canna di 7

piedi e mezzo alternandola senza sforzo a una double hand di

15 piedi lasciandosi alle spalle scrupoli pseudoetici, spinto solo

dalla necessità di razionalizzare l’approccio migliore per

interagire con i pesci e i vari ecosistemi acquatici di volta in

volta affrontati, in poche parole un soggetto che incarnava in

tutto e per tutto le origini del vero Italian Alternative Fly Fishing:

Massimo Gigli.

Gigli è in primo luogo un creativo puro, un vero artista a tutto

campo, disegnatore e scultore di grande pregio, che collaborò

attivamente con le sue splendide illustrazioni al primo

libro di Roberto Pragliola e a quelli più rappresentativi di Piero

Lumini (suoi sono i disegni contenuti in Imitazioni di Effimere,

ad esempio). Lo conoscevo di nome proprio per tali capacità

e per nulla come pescatore, in quanto, per una precisa

scelta personale, Massimo non ha mai voluto far parte attiva

dell’élite della pesca a mosca italiana, evitando accuratamente

di partecipare agli eventi, alle fiere del settore e quant’altro

legate a questo mondo. Grazie a un capitolo (pp. 79-83) contenuto

nell’ultimo libro di Piero, Della Pesca ed altre storie (liberamente

scaricabile sul sito di questa rivista), tutto dedicato

a Gigli, finalmente ho potuto focalizzare con maggiore attenzione

la sua figura come fly fisherman, visto che appariva

in un foto con un grosso siluro catturato in Arno a mosca con

la canna a due mani. In particolare, oltre alle varie foto con

carpe e cat fish minori, una frase mi aveva fortemente colpito:

«Massimo ha sempre l’attrezzatura in macchina, pronto a

sfruttare ogni occasione utile per pescare»; ecco, mi sono detto,

questo personaggio rispecchia l’essenza stessa della pesca

a mosca alternativa, visto che da tempi non sospetti si confronta

con tutti i pesci che incontra senza precostituirsi limiti

di sorta, pensando semplicemente a divertirsi in qualsiasi

momento con ciò che trova a sua disposizione, anche dietro

casa. Gigli rappresenta insomma per me un’icona che ha sempre

agito in controtendenza con l’orientamento della pesca a

mosca sviluppatosi in seguito, poiché si è subito smarcato dai

dogmi, dalle ortodossie e da tutte le limitazioni, spinto dall’obiettivo

di pescare a mosca nel modo che riteneva più congeniale

alle sue esigenze, elaborando una serie di approcci inediti

e vincenti che gli hanno permesso di raggiungere i target

alieutici che si era prefissato, restando totalmente immune da

critiche e invidie che nulla avevano a che fare con la pesca pescata,

una condotta che nel corso degli anni lo ha portato a

isolarsi volontariamente da un settore nel quale non si riconosceva

affatto, in quanto non rispecchiava la sua personalissima

filosofia di pesca a mosca a 360°.

3/2020 • MOSCA e SPINNING • 39


TECNICA SPINNING

ULTRALIGHT

di pianura

RENZO DELLA VALLE [renzodellavalle@gmail.com]

FOTO DI RENZO DELLA VALLE E MARIO NARDUCCI

Tra tutte le discipline di pesca che riguardano do della mosca e quello dello spinning, fondendo nella progettazione

delle attrezzature parti rilevanti di queste due di-

le esche artificiali, lo spinning continua a sorprendere

per la sua evoluzione tecnica molto scipline. Lo spinfly, anch’esso italiano (ideatore il mitico Roberto

Cazzola), ha reso possibile il lancio a ultralight delle

‘spinta’, che stimola generazioni vecchie e

nuove di pescatori a praticarlo con rinnovato mosche classiche da fly fishing, siano esse secche, ninfe o

interesse. Se ne è avvantaggiato soprattutto streamer. La trout area, made in Japan, ha invece approfondito

le peculiarità della pesca alla trota in laghetto con le più

lo spinning ultralight, la branca ultraleggera

dello spinning che permette di lanciare esche artificiali sempre

più piccole e dal peso quasi insignificante. Lo spinning e i mini crankbait. Assumendo e fondendo il meglio di queste

piccole e infinitesimali hardbait, in particolare i microspoon

ultralight ha potuto evolversi grazie alle sinergie apportate tre tecniche, lo spinning ultralight ha potuto evolversi ed

da tre tecniche di pesca molto innovative e ultra specialistiche

di derivazione italiana e giapponese: il fly style spinning, gando le sue potenzialità di cattura a tutti i pesci predatori.

esprimersi in tutte le acque di montagna e di pianura, allar-

lo spinfly e la trout area. Per quei pochi che ancora non le conoscono,

diciamo che l’italianissimo fly style spinning (idea-

dei laghetti alpini con le mosche secche; nei torrenti, di insi-

In montagna, per esempio, ha permesso di pescare le trote

to dal grande Mauro Marsano) ha creato un ponte tra il mondiare

salmonidi di varie specie con ninfe e streamer. In pia-

42 • MOSCA e SPINNING • 3/2020


abboccate e garantire tanto sano divertimento. Tra l’altro,

molti canali attraversano i centri cittadini e non richiedono

molto tempo né lunghi spostamenti; d’estate, possono essere

affrontati anche la sera, finiti gli impegni lavorativi, orario tra

l’altro ottimo poiché foriero di schiuse di insetti e quindi di

attività dei ciprinidi che cacciano a galla. Si tratta di una pesca

dinamica, lungo le strade o le ciclo-pedonali che costeggiano

questi corsi d’acqua, che non ha limiti di spazio poiché

si può camminare anche per chilometri, risalendo o scendendo

il canale, fino a trovare i tratti dove i pesci sono più attivi e

disponibili nei confronti dei nostri artificiali.

quattro artificiali... e via

Lo spinning ultraleggero nelle acque domestiche di pianura è

divertente anche perché la dotazione degli artificiali è minima:

poco ingombro e massima agilità nel percorrere il nostro

canale preferito. Prima di affrontare la sessione di pesca, faremo

una rapida selezione delle esche, che possono essere tenute

in uno scatolino nella tasca dello zainetto. Nel periodo

caldo e nel primo autunno, se le nostre mire vanno a persici e

lucioperca, basta portarsi appresso qualche piccolo cucchiaino

rotante, fino a tre grammi, o qualche minicrank (quelli

ideati per la trout area in laghetto) di pari peso, e il gioco è

fatto. Con questi artificiali è preferibile pescare a scendere il

corso d’acqua, ossia recuperare controcorrente. Si è obbligati

nura, lo spinning ultralight ha fatto suoi determinati ambienti

popolati da ciprinidi vari (soprattutto cavedani, scardole e

barbi) ma anche persici reali, lucioperca e trote. In alcune situazioni,

come lo spinning nei canali che andremo a vedere

in questa occasione, l’ultralight spinning ha permesso di migliorare

non poco le potenzialità di cattura ricorrendo a

esche innovative e consentendo di ottenere numerose catture

col massimo del divertimento.

a due passi da casa

Il lancio ultraleggero ha insomma permesso di riscoprire una

pesca, quella dei canali artificiali, sotto l’aspetto della ‘finezza’

delle attrezzature e della ‘microleggerezza’ delle esche.

L’ultralight in questi ambienti, popolati molto spesso da pesci

diffidenti come il cavedano, è diventata una vera e propria arte

che, se ben praticata, può consentire un buon numero di


TECNICA SPINNING

FRANCESCO MONI [francesco.moni@outlook.com ]

Se, a un certo punto, ti rendi conto che la pesca

è solo un pretesto per staccare la spina,

se senti la necessità di immergerti totalmente

nella natura incontaminata, se il potere

del rumore bianco dell’acqua che scorre

ti rilassa, se gli odori e i colori del bosco ti

scandiscono lo scorrere del tempo, probabilmente

sei un appassionato di Native Fishing, o più

semplicemente un pescatore di trota torrente. In questo

articolo vorrei raccontare come vivo questa tecnica di pesca

che mi accompagna da sempre: da quando in tenera

età mio padre mi portava con lo storico lancino ‘tuttofare’

e quattro cucchiaini rotanti, ad oggi, che aspetto con

ansia il momento giusto per portare mio figlio a scoprire

il torrente e i suoi abitanti.

Ne sono passati di anni dal lancino tuttofare, oggi sono

in commercio attrezzature studiate appositamente per

questa tipologia di pesca, ma l’approccio e soprattutto lo

spirito sono sempre gli stessi. L’attrezzatura è ridotta al

minimo: canna, mulinello e un astuccio con una manciata

di esche, uno zaino di pazienza e tanti chilometri nei

piedi. Sicuramente i nostri torrenti ospitano meno pesci

rispetto a venti anni fa, oppure è la memoria che mi inganna

(non credo!), ma questo modo selvaggio di vivere

la pesca sta appassionando sempre più le nuove generazioni

di pescatori, affascinati da ambienti così incontaminati

e da pesci che sembrano dipinti a mano. La prima

regola nella pesca in torrente è arrivare nello spot nel

modo meno invasivo possibile. Ricordati che questa è la

vera pesca wild e non è da escludere che lancerai la propria

esca verso un pesce che non ha mai incontrato un

artificiale prima; qui le trote, soprattutto quelle di taglia,

al primo rumore sospetto, alla prima ombra in acqua,

sfrecciano come saette, si rintanano e non escono più.

Con la massima cautela, quindi, devi avvicinarti allo

spot, cercando di essere il più preciso possibile nei tuoi

lanci; non credere di avere tante possibilità: dopo il terzo

lancio puoi tranquillamente avanzare verso la buca o la

corrente successiva.


NATIVE

3/2020 • MOSCA e SPINNING • 53


fLY tYing Contest

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inviaCi La tua MosCa:

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Una pinza moderna, realizzata interamente in acciaio inox ad alta resistenza, con superficie satinata. L’area interna aperta

serve per raggruppare o spostare il materiale senza l’aggiunta di altri strumenti. La forma appuntita fa sì che la pinza scivoli

nelle varie pelli, sintetiche o naturali. Tale versatilità le consente di non essere usata solo per il cdc o per hackles di gallo, ma

anche per tutti i materiali che si desidera inserire nell’asola. Il materiale da utilizzare può essere prelevato direttamente dalla

pelliccia; il righello sulle ganasce consente di mantenere sempre uguale la quantità di materiale.

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Un accessorio che semplifica al massimo la realizzazione del dubbing ad asola. Grazie a questo ago, dotato di microardiglione,

dividere in due il filo di montaggio è infatti facile e immediato. La curvatura dell’ago, oltre ad agevolare l’intero processo,

è in grado di fornire il punto preciso in cui è situato il microardiglione.

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Spedizione entro il 20 giugno 2020

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via Musignana 7, 50022 San Polo in Chianti.

Dressing e note di commento in un file di testo

a redazione@lapescamoscaespinning.it

Regolamento completo su

www.lapescamoscaespinning.it

Skirmjan rodS

La Skirmjan MSK-PH-792MH è una canna in due sezioni adatta alla ricerca di tutti i predatori, in acque sia

dolci che salate. Ottima con minnow e jerk oppure esche in gomma e testa piombata, è molto conica e dunque

estremamente sensibile per trasmettere efficacemente il contatto col fondale e le più timide abboccate,

anche 84 nei • recuperi MOSCA e a SPINNING balzi, su • profondi 4/2019 fondali e nelle grosse correnti. Non teme le forti sollecitazioni con pesci

di taglia importante.

Potenti, leggere ed estremamente bilanciate, grazie

alla tecnica costruttiva che riesce a combinare due

differenti tipi di carbonio ad alto modulo HHC (Hyper

Hard) e FC (Flexible) con una nuova resina ad alta

densità, le canne Skirmjan sono disegnate e progettate

per la moderna pesca con le esche artificiali.

Ogni modello ha caratteristiche specifiche per

tecnica e tipo di artificiale.


FRANCESCO GIORDANO • INTERPRETAZIONI SONORE SOFT

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Molix Jubar Smart + Molix Jugulo Casting

oppure

Slamatore Stonfo Tubetech

moLiX juBar SmarT • 8,5 cm (3.3/8 in) • 9 g (5/16 oz) • Suspending

Perfetta combinazione tra performance di lancio, movimento ed efficacia, questo artificiale ha un interno che è stato disegnato con una nuova

partizione dei pesi, che lo bilancia in ogni condizione di pesca. I numerosi test effettuati hanno dimostrato che reagisce in scioltezza a ogni categoria

di recupero, sia regolare e costante che ritmato da jerkate lunghe e decise. Per offrire le migliori performance nel lancio, si è reso necessario

l’utilizzo di una resina base e di una rifinitura completamente innovative. Il risultato è un artificiale suspending eccellente sino a un metro e

mezzo di profondità, dove sosta la maggior parte dei pesci foraggio. Deep range: da 100 a 150 cm (3.2 to 5 feet). Per maggiori informazioni:

www.molix.com.

moLiX juGuLo CaSTinG • 6,5 cm (2.1/2 in) • 15 g (1/2 oz) • Sinking

Il Jugulo Casting è costruito con materiali e vernici di elevate qualità e molto resistenti alle sollecitazioni

cui sono sottoposti gli artificiali dedicati agli impieghi in acqua salata. Il corpo, molto

aerodinamico, ha una disposizione dei pesi decentrata che gli dona un movimento molto simile al comportamento di un pesce foraggio in mezzo

al suo branco. Grazie alla sua forma, si lancia in modo efficacissimo e ha un’azione di nuoto unica. Si può utilizzare agevolmente da riva e da natante.

Se ne intuiscono facilmente le modalità d’uso, che lo rendono appropriato anche per ottenere rapidamente ottimi risultati su tonno, serra,

palamita, alletterato, lampuga, spigola e ricciola, che sono alcuni dei predatori che potrà insidiare, ai quali vanno aggiunte molte specie tropicali.

SLamaTore STonFo TuBeTeCH

Lo slamatore Stonfo Tubetech con testina sagomata tubolare (art. 615) è un prodotto di alta qualità studiato per una rapida estrazione dell’amo

senza danneggiare né il pesce, né la mosca. Prodotto con materiale molto resistente e con impugnatura anatomica in gomma, è ottimo per ogni

tipo di pesca e indispensabile quando si pratica il catch and release. È munito

di foro per l’aggancio al gilet. Per maggiori informazioni: www.stonfo.com

Puoi pagare con

o con bonifico sul c/c bancario intestato a Zona Franca Edizioni srl presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna,

agenzia S, Roma, IBAN IT87Q05387032222000002222167 oppure con versamento sul c/c postale n. 1023658204

intestato a Zona Franca Edizioni srl. Per informazioni: tel. 06/42.90.38.54 - abbonamenti@lapescamoscaespinning.it

abbonamento on line su www.lapescamoscaespinning.it/abbonamento


show room

è stato triplicato, in modo da ottenere

una colorazione decisamente risal-

molto stabile, adattabile ad aste da 7 a 10 mm

tante. Disponibili le due colorazioni

BASE STONFO TRR PER MORSETTO FL.Red e FL.Green.

15ml • 17,90€

Fra i numerosi prodotti del suo catalogo per il mondo della costruzione È possibile acquistare le due colle

mosca, l’azienda Stonfo propone questa Raidzap presso il negozio di Angelo

ottima base TRR (art. 657) per morsetto:

stabile, regolabile in altezza, con dore (BL), tel. 328/9682924, o visi-

Piller in Via Manzago 27 a Tai di Ca-

piedini in gomma antiscivolo, portautensili

integrato e attacco per lente www.flyfishdolomiti.com.

tando direttamente lo shop on line

d’ingrandimento (come quella della stessa

Stonfo, art. 642), è munita di quattro

boccole intercambiabili che consentono

con batteria ricaricabile

di adattarla facilmente ad aste di diametro

diverso, da 7 - 8 - 9 - 10 mm.

TORCIA UV APOLLO 365 NM

Per ulteriori informazioni è possibile contattare

Stonfo, tel. 055/8739615, www.stonfo.com, stonfo@stonfo.com.

Una lampada UV con lunghezza d’onda

di 365 nm è in molti casi la migliore

scelta per la polimerizzazione UV

per osservare con cura ogni più piccolo dettaglio

delle resine indurenti impiegate nel

campo del fly tying; lunghezze d’onda

diverse (395-405 nm) spesso non

LENTE A VENTOSA STONFO

forniscono la luminosità giusta per

Seduti al morsetto da costruzione, si ha spesso

la necessità di osservare con particolare della torcia ricaricabile Apollo è ge-

attivare la resina. La lampada a LED

attenzione i dettagli della propria realizzazione

nel suo divenire. La lente d’ingrandi-

d’onda di 365 nm effettiva, mentre su lampade standard e a basso

nerata inoltre con una lunghezza

mento realizzata da

prezzo il wattaggio e le lunghezze d'onda specificate possono variare in

Stonfo (art. 642) è di alta qualità e consente

modo significativo. Prezzo: 38,00€, caricabatteria incluso.

di vedere chiaramente, senza distorsioni, tutti

È possibile acquistare la torcia Apollo presso il negozio di Angelo Piller

i più piccoli particolari. Il braccio flessibile ha

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a leva per garantire un rapido e sicuro

bloccaggio. Rimuovendo la ventosa,

la lente si incastra perfettamente nel porta-utensili integrato

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della base TRR della stessa azienda (art. 657).

Dati tecnici: ingrandimento 2x, dimensioni lente 80 mm,

lunghezza braccio flessibile 350 mm, peso 165 g.

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Cerco St. Croix Legend Tournament Musky Lipstik 7'9"-2-6oz. Canna se

2020 e Flou

non in ottimo almeno in buono stato, no botte no graffi. Gianandrea,

349/5453960, gbbasshunter@hotmail.com. (C)

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Vendo giacca softshell della Loomis, nuova mai usata ancora con cartellino,

la giacca è di taglia L, è dotata di cappuccio tasca interna, due tasc-

Raidazap 2020 è la colla UV di ultima generazione,

per il momento l’unica con certificazione ce laterali ed una frontale porta telefonino o documenti. Il prezzo richiesto

è di 100,00 euro oltre alla spedizione. Carmine, 328/2974161,

europea sull’atossicità degli ingredienti di cui è

composta. Sviluppata da un costruttore per i costruttori,

viene definita come

bass1966@virgilio.it. (B)

Vendo due canne da spinning St. Croix premium grafite in due pezzi:

• la meno tossica;

una 2401-ML-6'6" Lure wt. 1/8 oz Line wt. 6 -10 lb e una 2401-UL-5'6"

• la meno unta e appiccicosa;

Lure 1/32 - 3/16 oz Line wt. 1-4 lb, 50 euro l'una. Gianpiero,

• la più trasparente: Crystal Clear;

giampy_fly@alice.it, 340/6885646. (A)

• la colla UV di qualità che non ingiallisce.

Tre le densità disponibili.

Vendo canna da spinning Sage modello GSP 470-3 lunghezza 7’0”, 3/8-

Thin: per operazioni più delicate da effettuare 5/8. Canna in tre pezzi da viaggio che non ha bisogno di presentazioni,

su artificiali di medie/piccole dimensioni: sacche tenuta benissimo, completa di fodero e tubo per il trasporto. Prezzo:

alari, testine, addomi, occhietti. Meno densa rispetto alla Medium, ma 200€ trattabili più trasporto. Carmine, 328/2974161. (F)

comunque non liquida.

Vendo mulinelli antichi tipo Abu Cardinal e Luxor vari modelli, tutti in perfette

condizioni. Disponibile a inviare foto. Carmine, 328/2974161. (F)

Medium: per testine e corpi. Densa al punto giusto, è praticamente ‘universale’.

Thick: adatta a streamer, testine e corpi che richiedono una maggiore Vendo canna bamboo Leonard 50DF (replica) nuova, mai usata. Tel.

consistenza.

338/1365571, procaccirenzo61@gmail.com. (F)

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Raidzap Flou è invece l’UV perfetta per creare hot spot su ninfe e

streamer. In questo caso si tratta di una colla flex, ideale su tutte le costruzioni

che richiedono una certa elasticità. Il contenuto del colore flou

80 • MOSCA e SPINNING • 3/2020

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viene ripetuto per non più di due numeri consecutivi. Gli annunci

sono riservati ai privati.



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