01.07.2020 Views

TuttoBallo20 July20 Enjoy Art

TuttoBallo20. LA rivista che ti informa e ti tiene in forma. La copertina di Luglio 2020 è dedicata a Riccardo Cocchi e Yulia Zagoruychenko, i 10 volte campioni del Mondo Danze Latino Americane . In una intervista esclusiva ci raccontano la loro vita da maestri e i loro progetti futuri. Abbiamo incontrato anche i vice campioni italiani e finalisti Mondiali Gaetano Iavarone e Emanuela Napolitano, coppia nella vita e nella danza, uno status frequente nel settore. In questo numero siamo andati ad indagare sui motivi della fuga dei ballerini dal nostro Paese. La nostra ricerca si è fermata a due giovani siciliani che vivono e lavoro ad Hong Kong. Federico Maria Nasonte e Federica Salute, un esempio per tutti i giovani che vogliono realizzarsi ad ogni costo. Nella rubrica emergenti leggerete anche l'intervista a Valerio De Vita danzatore coreografo che non i ferma mai pur di realizzare i propri progetti. La storia della danza ci porta a conosocere Olga Yosifovna Preobrazhenskaya la madre della "Lyrc Dance". Il produttore, coreografo Daniele Cipriani presenta "Duets and Solos" primo spettacolo dopo covid realizzato per il Festival di Ravenna e in scena il 18 luglio. Nella sezione cinema conoscerete Tobia, una favola bellissima animata raccontata dalla produttrice e regista Caterina Ponti; scoprirete il progetto artistico firmato dal fotografo Luca Di Bartoli. Anche a Luglio parliamo di salute e musica terapia con il maestro Ciro Vinci, viaggi, bellezza, arte. I nostri esperti ti suggeriscono le soluzioni migliori per essere sempre al passo con le mode e le tendenze. Scarica la tua copia e condividila con i tuoi amici. TuttoBallo20 è una rivista freepress on line edita dall'Associazione Stefano Francia EnjoyArt. Tutti i collaboratori sono volontari dell'informazione. Per sapere come sostenere la rivista potete consultare il sito www.stefano Francia.net sezione come sostenerci... Grazie e Buona lettura.

TuttoBallo20. LA rivista che ti informa e ti tiene in forma. La copertina di Luglio 2020 è dedicata a Riccardo Cocchi e Yulia Zagoruychenko, i 10 volte campioni del Mondo Danze Latino Americane . In una intervista esclusiva ci raccontano la loro vita da maestri e i loro progetti futuri. Abbiamo incontrato anche i vice campioni italiani e finalisti Mondiali Gaetano Iavarone e Emanuela Napolitano, coppia nella vita e nella danza, uno status frequente nel settore. In questo numero siamo andati ad indagare sui motivi della fuga dei ballerini dal nostro Paese. La nostra ricerca si è fermata a due giovani siciliani che vivono e lavoro ad Hong Kong. Federico Maria Nasonte e Federica Salute, un esempio per tutti i giovani che vogliono realizzarsi ad ogni costo. Nella rubrica emergenti leggerete anche l'intervista a Valerio De Vita danzatore coreografo che non i ferma mai pur di realizzare i propri progetti. La storia della danza ci porta a conosocere Olga Yosifovna Preobrazhenskaya la madre della "Lyrc Dance". Il produttore, coreografo Daniele Cipriani presenta "Duets and Solos" primo spettacolo dopo covid realizzato per il Festival di Ravenna e in scena il 18 luglio. Nella sezione cinema conoscerete Tobia, una favola bellissima animata raccontata dalla produttrice e regista Caterina Ponti; scoprirete il progetto artistico firmato dal fotografo Luca Di Bartoli. Anche a Luglio parliamo di salute e musica terapia con il maestro Ciro Vinci, viaggi, bellezza, arte. I nostri esperti ti suggeriscono le soluzioni migliori per essere sempre al passo con le mode e le tendenze. Scarica la tua copia e condividila con i tuoi amici. TuttoBallo20 è una rivista freepress on line edita dall'Associazione Stefano Francia EnjoyArt. Tutti i collaboratori sono volontari dell'informazione. Per sapere come sostenere la rivista potete consultare il sito www.stefano Francia.net sezione come sostenerci... Grazie e Buona lettura.

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T U T T O B A L L O 2 0 | J U N E 2 0

E D I T O R I A L E

d i F a b r i z i o S i l v e s t r i

Lunedì 15 giugno fine del lock down per teatri e cinema… Privi di programmazione.

Molte scuole sono tornate attive, persino con lezioni all’aperto dopo aver sfruttato a pieno i mezzi

del web per fare lezioni on line.

Mentre le sale cinematografiche riaprono con posti a sedere, ridotti e divisi da separé, i teatri e gli

enti lirici che ospitano la danza tradizionale, dovranno aspettare ancora.

Da Milano a Roma, passando per Bologna ed arrivando fino a Palermo, le prospettive non sono

rosee.

Anche se ci sono imprenditori come Cipriani, che presenta al Ravenna festival duetti e assoli tra

coniugi, la maggior parte degli artisti del settore è ancora senza lavoro.

Durante il lock down il mondo della danza ha cercato di unirsi in associazioni, gruppi, movimenti

per sensibilizzare tutti sull’invisibilità del settore; AssoDanza, SOSDanza, Tango senza abbraccio,

iniziative che si sono impegnate a riunire la molteplicità dei danzatori e non in un’unica e più

efficace voce.

Il coreografo Domenico Iannone dalla web radio barese RKO ha presentato DanceOnAir, il

programma dedicato alla danza e al teatro fisico con interviste ai protagonisti.

Antonio Desiderio Artist Management con la Macario Eventi ha condotto per oltre 4 mesi "La voce

della danza"

Nel palinsesto dell’emittente web Radio Danza, ha trovato spazio il programma “SOSDANZA”,

ospitando 120 artisti e personaggi legati a danza e spettacolo dal vivo, e registrando 25 mila

contatti in 18 puntate; personalità che sabato 20 giugno si sono ritrovate al teatro Greco di Roma

per l’assemblea costituente di SOS Danza, una rappresentanza che diventi portavoce al Governo

del settore.

Un settore che continua ad essere orfano di una legge ad hoc che metta nero su bianco lo statuto

del danzatore, dell’insegnante, del coreografo e di tutti gli operatori che lavorano nella danza.

Oggi più che mai è indispensabile una legge a garanzia degli operatori del settore, soffocati dalla

concorrenza scorretta, fatta da maestri inesperti ed improvvisati; una legge che produca regole

chiare per maestri e coreografi, una legge che stabilisca una volta per tutte l’esatta descrizione di

maestro di danza, coreografo, maître du Ballet.

Una legge che stabilisca il percorso di studi da seguire per chi in futuro vuole intraprendere la

carriera di insegnante, che preveda corsi di formazione con moduli didattici coreutici, strutturati ad

hoc, per chi già lavora nella danza (maestro, assistente o trainer).

Per lo sviluppo ed il riconoscimento della professione danza, il settore deve costantemente essere

monitorato attraverso i corsi di formazione, come in tutti gli altri mestieri, che rilascino crediti

formativi a garanzia della sicurezza del ballerino.


A T T U A L I T Á E B A L L O

F I S C O E B A L L O

A M I C I S P E C I A L I

L A S C U O L A D I M A R I A D E F I L I P P I E 1 2 P E R S O N A G G I F A M O S I C O N L A

P A S S I O N E P E R I L B A L L O E I L C A N T O H A N N O S O S T E N U T O L A

P R O T E Z I O N E C I V I L E C O N I L P R I M O P R O G R A M M A T V C O V I D .

3X1

VINCENZO, NANCY E UMBERTO

AMICI Speciali CovidVersion.

Per la squadra Latin Show, Maria ha

scelto tre fuori classe: i ballerini Vicenzo

Durevole, Umberto Gaudino

e l'insegnante Nancy Berti

NANCY BERTI

COREOGRAFA DI AMICI SPECIALI

Le coreografie dei Latin Show, Giuliano Peparini

e Maria De Filippi le hanno affidate alla cretivtià

della coreografa e insegnatnte Nancy Berti, già

pluricampionessa della disciplina.

NON MOLLARE MAI...

Team dance Laltin show di Amici

Speciale in sala prove.

Nella classifica finale quarto posto

per Umberto Gaudino. Edizione

vinta da Irama


A T T U A L I T Á E B A L L O

F I S C O E B A L L O

Sindrome della capanna:

come superare la paura

di uscire di casa.

di Eugenia Galimi

Seppur con mascherine, distanziamento sociale e misure di

sicurezza, gli italiani stanno gradualmente riprendendo in

mano le proprie vite: c’è chi è tornato in ufficio dopo

settimane di smart working, chi ha voluto fare un brindisi per

i compleanni trascorsi in pieno lockdown, chi è corso dal

parrucchiere e chi ha rimesso piede in un centro

commerciale per fare nuovamente acquisti “dal vivo” o in

una palestra per rimettere in forma corpo e spirito. Eppure,

nonostante si inizi a respirare un po’ di normalità, qualcuno

non riesce ancora a godersi questo momento. In questa

fase, infatti, molte persone sperimentano il timore di uscire

dalla propria abitazione, considerata finora il “rifugio” per

eccellenza, e vengono assalite da ansia, angoscia,

frustrazione. Questa condizione emotiva è definita “sindrome

della capanna” e insorge in seguito a lunghi periodi di

distacco dalla realtà, proprio come quello appena vissuto.

Cos’è la sindrome della capanna?

«La sindrome della capanna, conosciuta anche come

sindrome del prigioniero, non è un disturbo psichiatrico ma

una condizione che può presentarsi dopo aver trascorso

molto tempo in isolamento sociale, all’interno delle mura

domestiche» - interviene la psicologa e psicoterapeuta

sistemico-relazionale Simona Mreule, che conosce da vicino

la tematica. Proprio durante il lockdown, infatti, la

dottoressa ha preso parte ad un progetto di educazione al

benessere psico-fisico-nutrizionale, ideato e coordinato da

Marta Ciani, biologa nutrizionista di Udine. L’iniziativa, attiva

in Friuli Venezia Giulia, ha coinvolto un team di specialisti

che, dallo sport al supporto psicologico fino

all’alimentazione, ha offerto un pacchetto gratuito di

consulenze a domicilio a tutti i cittadini che ne avevano

bisogno.

Perché può insorgere?

«Purtroppo la chiusura imposta dal governo ha lasciato, in

alcuni individui, qualche strascico a livello emotivo. Quello

che è successo, e che nessuno aveva mai vissuto prima, ha

creato incertezza ed ha messo in discussione le vite di tutti,

specialmente di chi è stato colpito da vicino dal virus. In

casa, però, ci si è sentiti al sicuro, protetti, lontani dai rischi

e dal contagio. Ecco perché oggi, per alcune persone, uscire

da questo rifugio può rappresentare un pericolo, può

spaventare e intimorire tanto da voler continuare a vivere

secondo i principi del lockdown» continua Mreule. «Non si

tratta di una resistenza al cambiamento in atto, come molti

hanno addotto, ma un vero e proprio stato di ansia nei

confronti di ciò che c’è fuori dalla porta di casa».

Come si manifesta la sindrome della capanna?

L’espressione “sindrome della capanna” sembra risalire

addirittura all’Ottocento. Nel XIX secolo, infatti, negli Stati

Uniti si sviluppò il fenomeno della corsa all’oro.

I cercatori erano costretti a trascorrere lunghi periodi in

capanne, in aree isolate e lontane dalle città popolose,

proprio per portare a termine questa fruttuosa attività. Al

ritorno alcune di queste persone manifestavano un rifiuto

verso la civiltà, ansia, stress e suscettibilità. Da qui è stata

coniata l’espressione di cui oggi si sente spesso parlare.

«Questa condizione

si manifesta con irritazione, nervosismo, demotivazione,

difficoltà a prendere sonno. E ancora, c’è il desiderio di

voler riprendere il contatto con la realtà esterna ma

contemporaneamente si è assaliti da ansia, angoscia,

attacchi di panico, timore» continua la psicologa.

Ci sono soggetti maggiormente a rischio?

Ci sono persone più a rischio o la sindrome della capanna

potrebbe potenzialmente colpire chiunque? «Tutti possono

tendenzialmente andare incontro a questa condizione

emotiva» conferma Mreule. «Tuttavia, coloro che si sono

ammalati di Covid-19 o hanno vissuto da vicino questa

esperienza, come ad esempio gli anziani e i loro familiari,

possono essere particolarmente esposti al rischio di

sviluppare un mix di sentimenti negativi relativi alla fase 2.

Anche i genitori potrebbero manifestare ansia e paura

perché, oltre a proteggere se stessi, devono pensare ai loro

figli, piccoli o grandi che siano. E ciò può portare ad uno

stato di preoccupazione ulteriore. Infine, chi già prima del

lockdown aveva delle difficoltà emotive o qualche disturbo

psicologico, ora potrebbe sentirsi maggiormente angosciato

e vessato».

Come gestire e superare la sindrome della capanna?

Come spiega la dottoressa Mreule, esistono alcune semplici

strategie da mettere in atto per poter gestire e superare

questa condizione emotiva.

• Ascoltarsi. Bisogna capire che queste sensazioni nascono

in seguito a un lungo periodo di isolamento, che è stata una

condizione del tutto nuova per chiunque. Nessuno, prima di

allora, aveva mai sperimentato una situazione del genere.

Quindi è del tutto normale che qualcuno ci metta un po’ più

degli altri a “riprendersi” e a tornare alla normalità.

• Cercare supporto nell’altro. Confidarsi con qualcuno che

capisca ciò che si prova, senza giudicare, è un buon punto

di partenza per abbattere il disagio interiore.

• Prendersi cura di sé. Se il lockdown ha azzerato abitudini,

vizi e piccoli rituali di piacere, ora si ha la possibilità di

prendersi cura della propria persona. Bisogna soddisfare i

bisogni personali nella quotidianità.

• Stabilire degli obiettivi. È necessario imporsi degli obiettivi

a breve-medio termine in modo da scandire le giornate,

senza aver tempo per preoccupazioni, pensieri negativi,

ansie. In questo senso bisogna cercare di reimpostare una

routine giornaliera, che possa far tornare gradualmente alla

normalità.


A T T U A L I T Á E B A L L O

"Con pochissime o nessuna

risorsa i nostri bambini si

stanno allenando per essere il

meglio che possono. Chi non

ne sarebbe orgoglioso? Quale

insegnante non pregherebbe

per avere degli studenti che

mostrano così tanta voglia di

imparare? Bambini che sono

pronti a ballare in qualunque

condizione". Sono le parole

che accompagnano il video

postato su Instagram della

Scuola professionale di

balletto nigeriano: la foto

estrapolata dal video ritrae

uno degli allievi mentre si

allena in un cortile infangato,

sotto la pioggia. "Immagina

cosa potremmo ottenere se

avessimo di più", è la

conclusione del post della

Leap of Dance Academy


A T T U A L I T Á E B A L L O

La Luce della Danza

di Elena Botti

Sabato 20 Giugno a Roma, si è svolto un

incontro organizzato da Renato Greco,

Steve La Chance, Stefano Vagnoli e

Marcello Sindici, Giacomo Molinari,

promotori di un Comitato che avrà lo

scopo di ridare vita alla danza e portarla

all’evidenza delle Istituzioni. Gli oratori,

che si sono succeduti sul palco del teatro

Greco per esporre ogni tipo di

problematica inerente la danza, preceduta

da una parata di sigle, hanno messo da

parte il loro body language per lasciare

spazio alla comunicazione verbale, e per

comprendere come strutturare il futuro

della danza, quali obiettivi prefissarsi e

come raggiungerli. Ai veterani del settore,

quelle proposte sono sembrate un copia e

incolla di vecchie proposte avanzate da

altre sigle altrettanto blasonate, e discusse

più di 20 anni fa. Parole, e buoni propositi

hanno fatto un passo a due nello storico

teatro Greco, con un piccolo disappunto:

alcuni presenti hanno puntato il dito sulla

Danza Sportiva, come se danzare in

un palazzetto fosse disonorevole,

amarezza soprattutto per aver visto che a

puntare il dito contro la “figlia di un dio

minore”, erano i docenti, che prima di

parlare, avrebbero dovuto ricordare la

lezione più importante di Maurice Béjart,:

“la danza è una… è movimento”.

Fino a quando la danza creerà

figli e figliastri, producendo rivalità tra

idanzatori, nulla sarà possibile. Mancando

l’unità di intenti, ognuno di noi dinanzi al

CONI sarà Davide di

fronte a Golia. Le debolezze del gigante

devono diventare le nostre forze… Ma

finché questo non accadrà, forse, saremo

costretti dalla maledizione della

superbia ad incontrarci ogni decennio per

parlare delle stesse proposte.

Rompiamo l’incantesimo, dando una

risposta onesta alla domanda:

perché in Italia la Danza non è mai

considerata?

Alex Imbrugia, coreografo di Modern e

Contemporary, ha tenuto a precisare che

la danza è un’arte e non uno sport, alla

quale è necessario dare dignità ed un posto

rilevante accanto alla cultura e allo

spettacolo, di cui in questo momento non

fa parte. Brillante l’apporto di Rosanna

Pasi, insegnante di lettere, che auspica un

progetto sistemico della danza inserito

nella scuola, come materia autonoma e

forma alternativa di comunicazione. Oggi

è necessario ampliare le conoscenze dei

giovani, arricchendole con l’arte e la

cultura, spesso dimenticate, perché, come

anche lei ribadisce, la danza è arte e non

sport. Manca una direttiva comune e un

progetto organico per il mondo della

danza ed è ciò che chiede la relatrice per

creare un approccio interministeriale, che

si faccia carico del futuro dell’arte. Ritiene,

inoltre, necessario che ci siano

certificazioni di competenza per chi

insegna in tale settore ed autorizzazioni

per aprire scuole di danza. La responsabile

di AssoDanza, Mirian Baldassarre, che

associa oltre duemila scuole italiane di

danza, chiede un riconoscimento ufficiale,

giuslavorativo e fiscale, a tutela dei gestori

e collaboratori delle scuole. Intende

operare per ridefinire l’identità costitutiva

delle scuole di danza, agendo in favore di

un’emersione dell’arte coreutica e di una

differenziazione dal mondo sportivo, dove

possa essere garantito un futuro

lavorativo ai danzatori. Alessandro Rende,

insegnante di classico alla scuola

dell’Opera di Roma, fa notare che nel

mondo della danza sono impegnati circa

quattro milioni di utenti, decisamente

molti, per i quali propone

Alessandro Rende, insegnante di classico alla

scuola dell’Opera di Roma, fa notare che nel

mondo della danza sono impegnati circa quattro

milioni di utenti, decisamente molti, per i quali

propone certificati di competenza con criteri

stabiliti da professionisti, con esame finale di

abilitazione; l’istituzione di un albo nazionale, il

riconoscimento della danza quale realtà formativa

artistica e non sportiva che possa garantire,

tuttavia, agevolazioni fiscali come nello sport;

riconoscimento delle scuole di danza come luogo

formativo istituzionale, un tetto massimo di spesa

per i docenti esterni alle scuole di danza.

Fabio Caiazzo dirigente ASI, ha introdotto

l’argomento delle agevolazioni fiscali per la cultura

artistica grazie all’istituzione del “Terzo Settore”,

che rappresenta un’opportunità per accedere ai

fondi per quanto riguarda la cultura artistica.

Entrerà in funzione entro il 31 Ottobre 2020.

Mauro Ciampi, docente universitario Facoltà di

Scienze Politiche dell’Università Guglielmo

Marconi, ha parlato di quanto sia importante la

formazione delle nuove generazioni e

dell’italianità della danza, mettendo in evidenza

che l’art. 5 del Terzo Settore riguarda proprio

quest’arte. Emerge, comunque in tutti, la volontà

di interloquire autonomamente con il governo,

come ha ribadito da Renato Greco, di essere

visibili come arte e cultura, svincolandosi dallo

sport, e ottenere quanto è negli intendimenti dei

maestri e dei Ballerini.


P E R S O N A G G I E B A L L O

Riccardo e Yulia

" L a n o s t r a v i t a a m e r i c a n a t r i c o l o r e "

di Fabrizio Silvestri


P E R S O N A G G I E B A L L O

Riccardo Cocchi (Terni, 7 dicembre 1976) e Yulia Zagoruychenko (Belgorod Russia, 11 settembre 1981), due vite unite dalla

passione per le danze Latino Americane. Italia e Russia, solarità e rigore, hanno creato una coppia eccezionale 10 volte

campioni del mondo della specialità. 13 anni fa la loro storia inizia nel Royal Albert Hall, in occasione degli International

Championship 2007, nella stessa arena l’anno scorso hanno dato l’annuncio del loro ritiro dalle competizioni avvenuto a

dicembre a Miami, dopo aver vinto l’ultimo mondiale.Coppia prima nel ballo e poi nella vita privata, da giugno del 2017

Riccardo e Yulia sono marito e moglie. Entrambi, da oltre 30 anni, Yulia e Riccardo studiano danza. Yulia nel rigore della

scuola russa, Riccardo in Italia a Terni dove la passione di mamma e papà hanno contagiato l’ “enfant prodige” . Come

tanti ballerini, anche Riccardo, ha iniziato con il liscio unificato e ballo da sala, per poi scegliere definitivamente le danze

Latino Americane che lo hanno portato ad essere il numero uno in Italia e nel mondo.

Riccardo e Yulia, a distanza di qualche mese (2019) dalla fine della carriera agonistica, come è cambiata la vostra vita?

Avevamo programmato di fare un break, a pensare più a noi due come famiglia, e iniziare a fare progetti lavorativi e non;

poi il Covid 19, come per tutti, ci ha obbligato a rimanere fermi qui a New York. Nel periodo del lockdown abbiamo

sviluppato Koros, una, piattaforma dove facciamo lezioni on line, per sperimentare l’insegnamento a distanza. La nostra

vita credo che sia cambiata come quella di ognuno di noi. Abbiamo dovuto rivedere le nostre priorità, abbiamo iniziato a

lavorare al progetto Koros, superando tutte le difficoltà che comporta una startup, dalla ricerca di professionisti esperti

in nuove tecnologie, alla nostra preparazione; abbiamo studiato e imparato molte cose nuove, il duro lavoro, però, ci sta

ripagando con i consensi del pubblico. All’inizio molti erano scettici perché legati all’idea di lezione tradizionale, poi,

invece, hanno capito che il concetto di e-lerning anche nella danza possa essere una metodologia per il futuro. Tra una

lezione on line ed altri progetti, pensiamo, comunque, di creare una famiglia anche con un Riccardino o con una Giulina…

La prima cosa che avete fatto uscendo dal Royal Albert Hall?

Appena finita l’ultima gara, siamo usciti per andare, come nostro solito, a festeggiare con qualche amico nel centro di

Londra, esattamente a Shake Shack, un fast food inglese… Abbiamo, come al solito, commentato la competizione e la

mattina dopo siamo ripartiti.

Da campioni in attività a maestri campioni, come sono cambiate le vostre giornate?

In realtà ancora non sappiamo se saremo maestri campioni; comunque le nostre giornate, causa Covid-19, sono cambiate

drasticamente. Siamo rimasti fermi, abbiamo cercato di mantenerci in forma, abbiamo fatto lezioni on line. Per noi

abbiamo pochissimo tempo… Ci dedichiamo molto ai nostri allievi, progettando insieme un percorso professionale da

seguire… e poi Yulia, finalmente, ha imparato a cucinare per la mia gioia. Questo aspetto evidenzia la vita normale della

famiglia più che la vita di due ballerini in giro per il mondo.


P E R S O N A G G I E B A L L O

Quando ci siamo incontrati a Orlando, qualche anno fa, parlammo molto dell’attenzione che un

ballerino deve dedicare all’allenamento, all’alimentazione e alla mente. Ora, da maestri, Tu e Yulia,

quali priorità avete?

A parte la preparazione atletica per una gara, le nostre priorità sono sempre le stesse: salute,

alimentazione sana e allenamento mentale e fisico. Non sembra, ma anche per insegnare bisogna essere

allenati.

Nel periodo Covid-19, è nata Koros, una piattaforma che ha offerto 10 lezioni dal vivo ogni settimana,

con la possibilità di accedere ad un vasto archivio…Le lezioni erano rivolte indistintamente a tutti i

ballerini? Come è stata accolta questa iniziativa?

All'inizio molti ballerini non credevano che potesse funzionare; invece, dopo le prime lezioni, tutti

hanno capito che comunque era un’ ottima alternativa per poter continuare a studiare ed insegnare;

hanno incominciato a capire che prima è importante ascoltare, poi osservare attentamente e, alla fine,

esercitarsi. Con la dance-learning hanno iniziato ad ascoltare meglio il loro corpo, la direzione del ballo,

la fisicità del partner. Abbiamo strutturato le lezioni, in modo che potessero essere fruibile di facile

apprendimento, da parte di tutti i ballerini, dal principiante al professionista, usando il linguaggio della

danza…

Come si coniuga la formazione webinarcon la danza?Come interagisce il maestro con l’allievo?

Il maestro e l’allievo in una lezione webinar vivono un rapporto univoco. Ossia, il Maestro mostra e

spiega i passi, l’allievo li mette in pratica. La difficoltà potrebbe essere per l’allievo che non ha il

feedback del maestro sull’esecuzione, ma rispetto alla lezione frontale, quella dal vivo, l’allievo sviluppa

la capacità di ascolto del corpo, migliorando il movimento. Noi usiamo il linguaggio universale della

danza per indicare il movimento giusto; chi ascolta esegue ed acquista, cos’, maggiore in se stesso.

Secondo voi… la formazione on line può essere un’alternativa idonea a ridurre i danni causati dal

Covid-19?

Assolutamente sì!E’un'alternativa, secondo me, che tiene in vita la didattica della danza, non essendoci

attualmente soluzioni migliori. Noi abbiamo dovuto studiare il modo su come usare i nuovi strumenti

tecnologici e su come insegnare on line, anche se Koros non è stata creata come alternativa

all’insegnamento frontale, fisico; Kronos nasce per mostrare lezioni a cui non tutti possono accedere

fisicamente per i motivi più svariati.

La chiusura delle competizioni quale danno ha creato ai ballerini?

Lo stop delle competizioni, secondo me, al momento non è un grosso danno per i ballerini, poi bisogna

vedere in che maniera ci si riprenderà … Il Coronavirus ha rivoluzionato il ballo come tutte le altre

attività; senza pubblico, ad esempio, diventa tutto più complicato. E, chissà, in futuro tutti ci dovremo

abituare ad assistere a spettacoli teatrali, di danza e di sport solo dal televisore …

Immagino abbiate molte richieste di lezioni private. E non riuscite ad accontentare tutti… Come fate

a selezionare le coppie?

La selezione solitamente avviene naturalmente per vari motivi. Ad esempio, in questo periodo di

lockdown, vivendo a New York, sono avvantaggiati gli americani; quando siamo in Italia, gli italiani e così

via… In questo particolare momento siamo noi, attraverso Koros, ad entrare nelle case dei ballerini

offrendo un grosso vantaggio… Mentre in futuro sicuramente continueremo a viaggiare, a fare workshop

e lezioni private per tutti coloro che avranno voglia di lavorare con noi.


PS EA R L SU O T NE A E G GB I A LE L BO

A L L O

Quali caratteristiche deve avere una coppia per

diventare campione?

Una coppia, per diventare campione deve,

innanzitutto, “sentirsi coppia”, e non puntare alla

prestazione individuale: “ci vogliono due persone per

ballare il tango”. quindi è essenziale il rispetto , il

dialogo, l’amore…

I due partner devono avere lo stesso obiettivo, lo

stesso intento.

Bisogna avere la giusta predisposizione, aver studiato

un proprio metodo ed avere la stessa tecnica; il

successo si costruisce con l’80% di mente ed il 20% di

talento. E’ importante avere, inoltre, molta

determinazione e molta costanza negli allenamenti, se

manca una di queste prerogative il risultato vacilla.

L'impegno nel medio lungo termine premia, è solo un

discorso di anni poiché ogni giorno di crescita è un

passo verso il successo.

Nel ballo ci sono parecchie persone che si impegnano,

poi, però, alla prima sconfitta perdono la direzione e

per vari motivi smettono. Io credo che cambiare

ballerina/o dopo 1 anno o 2 anni sia controproducente

perché, secondo me, affinché una coppia crei il giusto

feeling, necessita di almeno 3 anni di tempo,

dopodiché inizia ad avere i primi risultati. Io e Julia ci

siamo sentiti veramente coppia dopo 5 anni che

ballavamo insieme; per creare “unità” in pista,

bisogna lavorare in coppia ed in sintonia per almeno

3/5 anni.

Dove vi piacerebbe vivere?

Riccardo: Attualmente in America, e poi in futuro, in età

pensionabile, credo in Italia

Julia: In America.

Cibo preferito?

Riccardo: Ovviamente, Pasta e Pizza

Julia: Carne

Ballo preferito?

Riccardo: tutti e 5 i balli Latino Americani

Julia: Rumba in modo particolare, adoro i balli Latino

Americani

Film preferito?

Riccardo: Fantascienza

Julia: Commedia

Riccardo, un pregio e un difetto di Yulia?

Ogni difetto di Julia è sempre un pregio

Yulia, un pregio e un difetto di Rick?

Il modo in cui mi ama.

Come sarà il futuro di Yulia e Riccardo?

Avere una bella famiglia, in salute e con due bambini.


P E R S O N A G G I E B A L L O

Antonio Desiderio

Artist Management

"La danza è il mio modo di vivere"

MAIA MAKHATELI


P E R S O N A G G I E B A L L O

M a i a M a k h a t e l i n a s c e a T b i l i s i , i n G e o r g i a . C r e s c e i n

u n a f a m i g l i a d i b a l l e r i n i : i l n o n n o e r a u n f a m o s o

d a n z a t o r e f o l k ; i g e n i t o r i , N i k o l o z M a k h a t e l i e M a r i n a

L o l a d z e , e r a n o b a l l e r i n i a l B a l l e t t o N a z i o n a l e

G e o r g i a n o ; i l f r a t e l l o D a v i d è s t a t o P r i n c i p a l d a n c e r i n

I n g h i l t e r r a p r e s s o i l R o y a l B a l l e t d i L o n d r a .

M a i a i n i z i a g l i s t u d i d i d a n z a a l l ’ I s t i t u t o C o r e o g r a f i c o

V a c h t a n g C h a b u k i a n i , n e l l a s u a c i t t à n a t a l e , c o n

l ’ i n s e g n a n t e L a r i s a C h k i k v i s h i l i . A l l ’ e t à d i 1 6 a n n i

i n s i e m e a i g e n i t o r i l a s c i a l a G e o r g i a p e r t r a s f e r i r s i

n e g l i S t a t i U n i t i : i l p a d r e a p r e u n a s c u o l a d i b a l l e t t o ,

l e i s t u d i a a l l a S a n V a l l e y B a l l e t S c h o o l i n I d a h o .

D o p o a v e r d a n z a t o q u a t t r o a n n i c o n i l C o l o r a d o B a l l e t ,

n e l 2 0 0 6 p a s s a a l B i r m i n g h a m R o y a l B a l l e t , m a p o i c h é

t r o v a l ’ I n g h i l t e r r à “ t r o p o f r e d d a e g r i g i a ” s i p r e s e n t a

a l l ’ a u d i z i o n e d e l D u t c h N a t i o n a l B a l l e t . N e l l a

c o m p a g n i a o l a n d e s e i n i z i a d a G r a n d S u j e t n e l 2 0 0 7 , n e l

2 0 0 9 è p r o m o s s a S o l o i s t e u n a n n o d o p o P r i n c i p a l .

A m p i o i l s u o r e p e r t o r i o c o n i l D u t c h N a t i o n a l B a l l e t ,

c o m p r e n d e n t e i m a g g i o r i t i t o l i d e l b a l l e t t o c l a s s i c o e

l e c o r e o g r a f i e d e i g r a n d i a u t o r i m o d e r n i e

c o n t e m p o r a n e i . M a i a h a v i n t o n u m e r o s i p r e m i n e g l i

S t a t i U n i t i , t r a i q u a l i i l Y o u t h A m e r i c a G r a n d P r i x n e l

2 0 0 2 ; i n G e o r g i a n e l 2 0 1 1 1 è s t a t a i n s i g n i t a d e l N i n a

A n a n i a s h v i l i & G i l b e r t A l b e r t S t a r A w a r d ; n e l 2 0 1 5 h a

v i n t o l ’ A l e x a n d r a R a d i u s A w a r d .

C o s a è i m p o r t a n t e p e r u n b a l l e r i n o ?

A m o r e , d e d i z i o n e , f o r z a m e n t a l e , o b b i e t t i v o , c o s t a n t e

f a m e d i m i g l i o r a m e n t o , a u t o d i s c i p l i n a , m o t i v a z i o n e e

m a i r i n u n c i a r e a q u a l c o s a c h e a m i .

Q u a l è i l t u o r u o l o p r e f e r i t o e p e r c h é ?

A d o r o m o l t i r u o l i o v v i a m e n t e a l c u n i p i ù d e g l i a l t r i .

G e n e r a l m e n t e i b a l l e t t i d i n a r r a z i o n e s o n o q u a l c o s a

c h e a m o d a v v e r o e a m o d i v e n t a r e i l p e r s o n a g g i o e

v i v e r e l a v i t a e r a c c o n t a r e l a s t o r i a a t t r a v e r s o l e

e m o z i o n i a t t r a v e r s o c u i q u e l p e r s o n a g g i o c h e s t o

i n t e r p r e t a n d o , a d o r o l a s e n s a z i o n e d i t u t t i q u e i

s e n t i m e n t i c o n l e e m o z i o n i , p r o v a n d o a m e t t e r l e i n

r e l a z i o n e c o n l a m i a v i t a e l e m i e e s p e r i e n z e , u n o d e i

r u o l i c h e p i u a m o è M a r g u e r i t e G a u t i e r i n L a s i g n o r a

d e l l e c a m e l i e d i J o h n N e u m e i e r , è r i m a s t a n e l m i o

c u o r e , è u n o d e i r u o l i p i ù b e l l i p e r u n a b a l l e r i n a .

O l t r e q u e s t o , a n c h e O d e t t e / O d i l e n e l " L a g o d e i C i g n i " .

A d o r o q u e s t o b a l l e t t o e i l r u o l o p e r c h é r a c c h i u d e d u e

p e r s o n a l i t à d i a m e t r a l m e n t e o p p o s t e e a d o r o i l f a t t o c h e p o s s o e s s e r e s i a d e l i c a t a n e g l i a t t i b i a n c h i c h e f e r o c e

n e l t e r z o a t t o . S c e g l i e r e q u a l e r u o l o p r e f e r i s c o è m o l t o d i f f i c i l e , t u t t i i r u o l i s o n o s p e c i a l i d a v i v e r e

a t t r a v e r s o c i ò c h e t i i n s e g n a n o c h e è s e m p r e q u a l c o s a d i n u o v o e n e h o a n c o r a m o l t i s u l l a m i a l i s t a d e i s o g n i

d a f a r e ! s p e r o c h e p r e s t o n o n s a r a n n o p i ù s o g n i m a r e a l t à .

R a c c o n t a c i u n a d e l l e t u e s i t u a z i o n i p r e f e r i t e c h e h a i v i s s u t o c o n l a d a n z a . .

L o s c a m b i o d i e n e r g i a c h e a v v i e n e d u r a n t e l ' e s i b i z i o n e t r a i l b a l l e r i n o e i l p u b b l i c o . L a s t r a o r d i n a r i a

s e n s a z i o n e c h e è i m p o s s i b i l e d e s c r i v e r e a p a r o l e .

P r i m a v o l t a c h e h a i b a l l a t o i n I t a l i a ?

N e l 2 0 1 2 c o n m i o f r a t e l l o D a v i d M a k h a t e l i n e l l a p e r f o r m a n c e d i g a l a d i F i r e n z e a l T e a t r o d e l M a g g i o M u s i c a l e

F i o r e n t i n o ; è s t a t a d e d i c a t a a M a r i k a B e s o b r a s o v a e a b b i a m o b a l l a t o R o m e o e G i u l i e t t a

T o r n i a l T e a t r o S a n C a r l o a d i c e m b r e . . .

T e n g o l e d i t a i n c r o c i a t e s u l f a t t o c h e l e c o s e s a r a n n o n o r m a l i e n t r o d i c e m b r e e c i p e r m e t t e r a n n o d i f a r e c i ò

c h e a m i a m o . N o n v e d o l ' o r a d i t o r n a r e a S a n C a r l o , q u e s t o t e a t r o h a u n o s p e c i a l e p o s t o n e l m i o c u o r e

C o s ' è l a d a n z a p e r t e ?

I l m i o m o d o d i v i v e r e .


P E R S O N A G G I E B A L L O

Emanuela Napolitano e Gaetano Iavarone, per amici Manu e Tano. Da quando hanno

iniziato a ballare nella categoria Junior non si sono mai più separati. Ogni decisione

importante, ogni evento della vita l’hanno affrontato sempre insieme. Dalla prima

sconfitta fino al matrimonio, avvenuto nel 2019, i due vice campioni italiani nella

disciplina Ballroom, hanno sempre guardato alla vita e alla carriera come doni di Dio.

Sempre con le valigie pronte, Manu e Tano vivono tra l’Italia e il resto del mondo.

Nella classifica mondiale WDC si posizionano tra le 10 coppie più brave del pianeta,

un risultato raggiunto con molti sacrifici e rinunce, come ci raccontano in questa

intervista.

Per praticare quest’attività immagino abbiate dovuto fare tante rinunce… Qual

è stata la più dura da abbracciare?

Noi crediamo in primis che tutte le attività agonistiche per essere portate ad alti

livelli , hanno bisogno di tante rinunce e sacrifici , ma se fatti con amore e passione

diventano allora impercettibili. Ad oggi entrambi possiamo dire che la rinuncia e il

sacrificio più grande è stato il dover vivere lontano dalla famiglia ad un età molto

giovane (ndr 14-16 anni), affrontando tante difficoltà lontani dai genitori, talvolta

nascondendo loro molte problematiche per non farli preoccupare.

Ciao Manu, Ciao Tano, come vi siete conosciuti?

Inizia Tano... Il nostro primo incontro risale al lontano 1996 ,eravamo due bimbi

piccoli , che in comune avevano 4 genitori che seppero intravedere talento per il

ballo nei loro figli. Quando si è piccoli, sai, non sempre si hanno le idee chiare, e il

ruolo dei genitori è molto importante. Ad oggi potremmo dire che se non fosse stato

per loro forse non saremmo qui a fare questa intervista.

Continua Manu... Ricordo che era una piovosa e fredda giornata d’inverno e per

entrambi era il primo giorno in scuola di ballo; facemmo una prova da soli e dal

secondo appuntamento il maestro di allora ci accoppiò subito. Abbiamo affrontato

tutto insieme, dalle difficoltà dei primi passi, come imparare a riconoscere il tempo

musicale, saper accettare una sconfitta agonistica e ritornare a scuola ad allenarsi

per fare meglio , superare le difficolta con umiltà e determinazione, al vivere bei

momenti che quest’arte sa dare; i nostri primi successi, le vincite e le finali nelle

migliori gare internazionali, ed il poter condividere la gioia e l’ amore che si prova,

con il proprio corpo e anima, con altre persone . Arrivare al cuore di chi ci guarda è

per noi una gioia immensa.

Dal 2015 siete la seconda coppia professionista in Italia e semifinalista

mondiale, ma anche coppia finalista nelle più prestigiose competizioni

internazionali (UK Open Championship, Asian Ooen, storico tour di gare

asiatiche, Campionato Europeo) Come si diventa numeri uno nel disciplina

Ballroom?

Per diventare o almeno aspirare a diventare numeri uno nelle Danze Standard ci

vogliono tante rinunce, alla vita mondana, alle vacanze, alle uscite con gli amici,

tanti sacrifici, sia economici, privandosi di tante cose per poter studiare di più che

fisici, stando giornate intere chiusi in una scuola di ballo ad allenarsi, per rendere

tanti movimenti e tecniche il più naturale ed automatico possibile per il proprio

corpo; e poi ci vuole tanta fiducia in se stessi e nei propri sogni.

Come è una giornata tipo di Manu e Gaetano?

Manu... Diciamo che non tutte le nostre giornate sono uguali , poiché ci sono

periodi dove ci si ritrova a dover viaggiare di più per le competizioni, show ed

insegnamenti, e periodi di ritiro, di preparazione tecnica e fisica per una gara

importante; però cerchiamo di bilanciare un pò il tutto per non farci mancare

niente.


P E R S O N A G G I E B A L L O

Fate tutto da soli oppure avete dei trainers che vi seguono?

Sì, abbiamo il nostro team di preparatori / tecnici che ci

assistono e ci aiutano a tirar fuori il meglio di noi nel nostro

cammino; bisogna, però, ricordarsi sempre che tutto dipende

dal proprio io e dal sapersi ascoltare, come diceva Epicureo

“Ciascuno è maestro di se stesso e solo dentro di se trova la

ragione delle cose “.

Manuela, una brava ballerina quali caratteristiche deve

avere?

Io credo fortemente che si diventa “BRAVA BALLERINA “

quando si lavora sodo su se stessi, con testa, cuore ed umiltà,

e continunando a credere in se stessi, nei propri sogni e in ciò

che si vuole diventare.atletica.

E per te Gaetano, quali caratteristiche deve avere un

ballerino?

Per me un bravo ballerino deve avere sicuramente qualità

come : passione, coraggio e determinazione.

Seguite una dieta particolare nei giorni di allenamento? E nei giorni di Gara?

Sì, seguiamo un’ alimentazione corretta e adatta agli atleti, per il benessere dei nostri

muscoli, perché una buona e corretta alimentazione è la base della propria energia e

forza muscolare e, quindi, sinonimo di una migliore ed efficiente performance. Non c’è

tanta differenza per noi tra giorni di allenamento e giorni antecedenti una gara; l’ unica

differenza è che nella giornata di gara mangiamo lontano dall’inizio della competizione

(all’ incirca 3 ore prima) e durante il suo svolgimento assumiamo piccoli snack per

ricaricare le energie restando leggeri; inoltre, è molto importante bere tanto tra un

round e l’altro.

Quale tipo di programma d’allenamento seguite?

Gli allenamenti devono essere vari, bisogna sempre alternare l’allenamento tecnico ,

attraverso cui si migliora la tecnica ed il movimento, prima singolar singolarmente per

poi sincronizzarli insieme, all’allenamento che noi chiamiamo continuo, durante il quale

si amalgama il tutto con la musica e si va oltre la sensazione di sbaglio.

Poic’è la giornata di allenamento di simulazione gara durante il quale prepariamo mente

e corpo a superare ed andare oltre al dolore fisico e psicologico, e la giornata di

preparazione atletica.

Per il vostro look in pista e fuori, vi siete avvalsi di un team di

esperti?

Non proprio, siamo solo propensi ad unire i gusti personali a

quelli

che fanno tendenza, circondandoci di persone che ci aiutano ad

esaudire i nostri desideri.

Voi siete coppia anche nella vita… Maggiori divergenze in

pista da ballo o a casa?

Assolutamente in ista da ballo se, però, consideriamo che nel

momento critico, a causa del coronavirus, la nostra cucina è

diventata la nostra pista da ballo, allora

i disguidi avvengono anche in casa ridono entrambi…

Scherzi a parte, concludiamo consigliando a chi, come noi, sono

una coppia nel ballo e nella vita, di separare

le due situazioni, e fare in modo che tutti i disguidi che possono

nascere in pista da ballo debbano essere costruttivi; qualora

non lo fossero bisogna fare in modo che, mettendo il piede fuori

dalla sala da ballo, siano stati lasciati li.


PIPERNO

LINEUP

P E R S O N A G G I E B A L L O

Da questo numero inauguriamo una nuova rubrica "Intervista doppia" a professionisti

FONTANO

della

danza curata da Giovanni Battista Gangemi. Iniziamo questo confronto tersicoreo con due

illustri personaggi della danza contemporanea. Da una parte la Maestra Elsa Piperno, pietra

miliare della danza in Italia, che ha introdotto nel 1970 lo studio della danza moderna

americana. Dall’altra il Maestro Joseph Fontano, Maestro della Danza e volto della danza

contemporanea. Tra una domanda professionale e una personale cerchiamo di capire quali

sono i valori, le esperienze e le impressioni di due importanti artisti.

DUETTO-IN-NERO-spettacolo-foto-Falsini


ES M A EL RU GT E N E T I B AE LB L AO

L L O

Ciao Fede& Fede… Da quanti anni vivete ad Honk Kong?

Viviamo ad Hong Kong da 3 anni e mezzo. È stata una decisione

abbastanza difficile, considerato che abbiamo lasciato tanto in

Sicilia, la famiglia in primis e la nostra scuola già avviata da 4

anni.

Dalla Sicilia ad Hong Kong, una decisione maturata in

base a che cosa?

Quello che ci ha spinto è stata la nostra voglia di andare

avanti e di ricevere in cambio più possibilità e gratificazione,

cosa che, purtroppo, la nostra amata terra non offre.

Come hanno reagito i vostri genitori a

questa decisione?

I nostri genitori ci hanno sempre supportato

in tutto quello che abbiamo fatto negli anni,

ci sono sempre stati vicini in tutte le

nostre scelte ed anche questa volta lo hanno

fatto, seppur soffrendo; sappiamo bene che

non è facile per i genitori stare lontano dai

figli a km di distanza, ma ci hanno dato tanta

forza e ci hanno spinto a non mollare anche

nei momenti difficili. Anche noi siamo stati

bravi a dare forza a loro!Manca una

distribuzione equa a livello nazionale della

formazione, a livello di Alta Formazione

Coreutica. Manca il vero

significato di docente, di co

Secondo te, cosa manca alla

danza in Italia?

Come vi siete sentiti il primo giorno

che vi siete svegliati dall’altra parte

del mondo?

Probabilmente non ricordiamo

neanche bene , forse per via del fuso

orario, la stanchezza del nostro

primo lungo viaggio, la paura di non

comprendere bene ed esprimere

bene. Forse non abbiamo realizzato

bene subito,

forse perché tutto era diverso

dalla nostra vita di tutti i giorni,

non sapevamo come muoverci!

Una cosa sì… ci è sembrato si

svegliarsi da un sonno e non

ricordarsi bene il sogno fatto!

Questa parte della nostra vita la

vediamo davvero offuscata! È

stato un momento difficile, ma

siamo sempre stati vicini l’uno

all’altro e ci siamo sempre

ascoltati a

vicenda.

Come è organizzata la vostra giornata

tipo?

Dipende dal lavoro che abbiamo da fare, non

abbiamo un orario di lavoro fisso per cui, ad

esempio, quando si lavora il pomeriggio si ci

allena la mattina o viceversa, si va in palestra

e, da buoni italiani, andiamo a fare la spesa e

prepariamo il pranzo e la cena a casa !

Quante ore impegnate nel lavoro e quante

nell’allenamento personale?

Il nostro non è un lavoro fisso per cui tutto

dipende dalle prenotazioni; organizziamo il

nostro allenamento di conseguenza che, di

solito, è di due/ tre ore al giorno, e dipende

anche dalla competizione se è vicina o meno.

La danza in Italia è considerata la

cenerentola

dell’arte. Ad Hong Kong, invece, come

viene valutata?

Sicuramente la mentalità e la cultura

influenzano tantissimo. Per cui quello che

realmente apprezziamo qui, è che dai più

piccoli ai più grandi, amano danzare e lo fanno al 100%,

amano imparare la tecnica e sfruttano il loro tempo al

massimo!

Trasferendovi ad Hong Kong, in cosa avete guadagnato e

cosa avete perso?

Professionalmente parlando, adesso ci sentiamo più gratificati.

Abbiamo imparato a VIVERE, abbiamo imparato che nella vita

tutto succede per una ragione e abbiamo guadaganto

sicuramente maggiore maturità che, probabilmente,

non avremmo raggiunto stando a casa, purtroppo

quello che Hong Kong ci ha tolto sono i nostri

affetti più cari: la nostra famiglia ed i nostri

amici. Ma sappiamo che quando torniamo a casa

siamo per loro e con loro al 1000x 1000! Ci

sentiamo e videochiamiamo ogni giorno loro

sono sempre con noi!

Chi dei tu ha più nostalgia dell’Italia?

In maniera diversa entrambi, ma

Federica essendo molto sensibile è quella

che ogni tanto ha i suoi

momenti di sconforto e butta giù qualche

lacrima! In quei momenti di sconforto, le

sto vicino e cerco di tirarla su con

qualche battuta ironica.

Cosa vi manca di più, a parte il cibo?

Come abbiamo già detto la famiglia e

gli amici, il cibo italiano cerchiamo in

qualche modo di non farcelo mai

mancare ma al cuore non si comanda. La

famiglia è al primo posto.

In questi ultimi periodi l’Asia è una meta

ambita per molte coppie di danza.

Quali opportunità offre di concreto ad una

coppia giovane come voi?

Ci offre la possibilità di lavorare con quello

che amiamo fare, di andare in giro per l’Asia e

sentirci amati dalle persone.

Come state vivendo questo periodo di

proteste e covid-19 ad Hong Kong?

Per Hong Kong quest’ultimo anno non è stato

facile... da giugno 2019 sono iniziate le

proteste e quest’anno il Covid 19. Entrambi ci

hanno tolto tanto lavoro, ma soprattutto il

Covid 19 ci sta tenendo lontano da casa, non

torniamo da gennaio e, quando tutto è iniziato

qui, abbiamo preferito rimanere per

salvaguardare la nostra famiglia e non perdere

ulteriormente il lavoro. Adesso siamo più

sereni, ma abbiamo avuto un periodo di grande

sconforto quando ci siamo trovati qui soli. Il

Covid ci ha costretti a posticipare anche il

nostro matrimonio, che sarebbe stato il 3

luglio di quest’anno, a giugno 2021.. è stato un

grande dispiacere ma siamo stati forti e,

insieme, abbiamo superato anche questo!

Abbiamo sempre detto che l’amore non si

posticipa… c’è ogni giorno!

Nel vostro futuro c’è l’ipotesi di tornare a

ballare e lavorare in Italia oppure come

per molti altri vostri il Bel Paese resta una

bellissima località da vacanza?

Il nostro sogno è tornare a ballare in Italia e

stare vicino alle nostre famiglie. Il resto

rimane tutto un punto di domanda! Ci

affidiamo al Signore come abbiamo sempre

fatto.


E M E R G E N T I E B A L L O

VALERIO DE VITA

"SAPER SCEGLIERE IL PROPRIO FUTURO"

Non ci improvvisa danzatori. La professione del danzatore dà

molte soddisfazioni, ma dietro le quinte di chi fa carriera ci

sono molti sacrifici , molte rinunce e la consapevolezza che

non basta la tecnica per poter essere un professionista della

danza. Proponiamo di seguito la testimonianza del Ballerino

Valerio De Vita, danzatore in carriera, che da qualche anno si

è dedicato anche all’insegnamento .

Quando hai iniziato a studiare danza?

Ho iniziato a studiare tardi, avevo 15 anni e decisi di entrare

nella scuola di danza che si trovava dietro casa mia. Il mio

insegnante di danza moderna, nonchè direttore della scuola,

Claudio Vacca, non esitò a buttarmi subito in sala; all'epoca

la mia insegnante di classico, Viviana Taloni, non perse

tempo a mettermi due mani alla sbarra e tentare di impostare

un corpo già pressoché sviluppato. C'è da specificare, infatti,

che prima di entrare nella scuola di danza frequentai per 4

anni, a livello agonistico, una scuola di balli di coppia quindi

presumibilmente avevo già appreso la disciplina, il rigore, la

musicalità e quel certo portamento che distingue i balli da

sala. Quando mi proposero di provare l'ammissione per i

Corsi Normali dell'Accademia Nazionale di Danza fu una

sorpresa, soprattutto per mio padre, che rimase diffidente

fino a che non miì vide danzare nel mio primo saggio. L'anno

successivo subentrò Francescoì Tavarelli come insegnante di

danza e gli ultimi anni che precedettero l'ammissione furono

molto intensi: aumentai le lezioni di danza (frequentavo

anche i corsi di propedeutica) con le lezioni con i corsi

superiori, e l'estate era un momento tanto atteso perchè

avevo la possibilità di racimolare un po' di soldi per potermi

permettere di andare a studiare allo IALS. In tutto questo, lo

studio a scuola non fu mai messo in secondo piano, anzi, mi

diede la forza e la motivazione di non trascurarla e di darle il

giusto valore fin lì sempre da me sottovalutato. Ricordo

ancora i momenti di pausa tra una lezione e l’altra in cui

studiavo per le interrogazioni mentre avvenivano di

sottofondo la musica, i conteggi, le risate e le strigliate. Uno

dei periodi della mia vita più importanti. Adesso sono

laureato all’Accademia Nazionale di Danza come docente di

tecnica e storia della danza; mi sto specializzando in didattica

seguendo dei master di primo e secondo livello riguardo la

pedagogia e la psicologia scolastica, ed ho la fortuna di

danzare ancora, finché la sciatica permette, per la Compagnia

Excursus/PinDoc diretta da Ricky Bonavita, la quale mi

consente di sperimentare il mio estro creativo producendo le

mie coreografie.

Quali sono i tuoi coreografi preferiti?

Mats Ek senza ombra di dubbio è stato il primo ad avermi

plagiato. Per me lui è l’essenza di quello che penso sia, per

me, la danza. Qualunque balletto vedevo di Ek era come se

sfogliassi un libro leggendo perfettamente ogni pagina,

ogni frase, parola per parola, compresi i segni di

punteggiatura. Poi, col tempo, mi sono appassionato ad

altri coreografi come Nacho Duato, Ohad Naharin e Ann

Teresa de Keersmaeker ma, alla fine, se ti piace la danza

nella sua totalità, anche quelli che non sono nelle tue

corde ti piaceranno lo stesso perché fanno parte di te.

Quando decisi di specializzarmi nelle tecniche Post

Moderne, Trisha Brown fu un personaggio che come Mats

Ek mi ha fatto vibrare la pelle. Vederla danzare è come se

mi ipnotizzasse con il suo movimento fluido, senza sforzo e

senza soluzione di continuità. Rimane, comunque, Mats Ek

come mio punto di riferimento.

Secondo te, cosa manca alla danza in Italia?

Manca una distribuzione equa a livello nazionale della

formazione, a livello di Alta Formazione Coreutica. Manca

il vero significato di docente, di coreografo e di danzatore.

Manca l’equità professionale delle figure artistiche

privilegiando la notorietà piuttosto che la qualità. Manca

il coraggio nel voler investire sulla cultura e sull’arte.

Cosa vorresti dire ai ragazzi o alle ragazze che si

approcciano alla danza?

Sappiate aspettare i risultati scegliendo i traguardi.

Ascoltate l’insegnante anche a costo di discuterci. Non fate

danza per diventare famosi, è il vostro lavoro a rendervi

famosi non la vostra immagine. Fate parlare il vostro corpo

(un pensiero, che costudisco, del mio coreografo, direttore

della Compagnia Excursus e amico, Ricky Bonavita).

Diffidate da tutto quello che è facile perché è il lavoro che

ripaga il giusto impegno.

Come hai vissuto questo periodo Covid-19?

“Spaesato” è il termine esatto. Soprattutto perché avevo

pianificato già tutto l’anno in corso, sia sul piano artistico

che sul piano economico. Mi ha distratto mio nipote, che mi

ha dato la possibilità di vivermelo in maniera sana e

costruttiva, per cui mi sono rimboccato le maniche ed ho

deciso di non abbattermi, perché era una questione di

tempo. Esperienze passate mi hanno dimostrato che il

tempo, spesso e volentieri, è un’arma efficace per

migliorarsi e trovare soluzioni ancora più efficaci. In fondo

non ero il solo a provare determinate emozioni, per cui mi

incoraggiava il fatto che tutti ci saremmo rimessi in

discussione ed in moto per ricominciare da dove ci eravamo

fermati.

Come hai affrontato la riapertura Scuola di danza?

Trovo la riapertura delle scuole di danza un segno molto

importante per la società e, purtroppo, ognuno farà i conti

con la propria situazione. È impossibile creare un

protocollo generale unico per tutte le realtà, perché ognuno

ha esigenze diverse; sarà, quindi, stressante riorganizzare

con tutte le dovute precauzioni e disposizioni sanitarie. Lo

dobbiamo agli allievi, a noi insegnanti e alla politica che ha

bisogno di capire l’importanza di queste “realtà scolastiche

private”. Pensiamo al qui ed ora, come dice la mia amata

cara maestra Laura Martorana, perché senza il presente,

non ci sarà il futuro.

di Giovanni Battista Gangemi

Cosa è per te la danza?

Decisi di fare danza a 4 anni quando mia sorella Manuela, di

4 anni più grande di me, seguiva i corsi in una scuola di

danza. Mi piaceva il senso di comunità che, alla mia età,

percepivo come stare insieme e divertirsi in gruppo, mi

piaceva la musica e il dover seguire la musica con il corpo.

Già ai tempi mi dedicavo autonomamente a creare balletti da

far vedere ai miei parenti e questa messa in scena mi piaceva

particolarmente. Poi, col tempo e con lo studio, ho capito che

la danza è diventata una forma di comunicazione,

quell’espressione delle nostre sensazioni ed emozioni che con

le parole non potevi spiegare, o meglio, che io non riuscivo a

spiegare. Comprendevo sempre di più la magia della

comunicazione e l’importanza dell’utilizzo di questa

disciplina come forma di educazione e formazione di ogni

individuo, e questo aspetto mi ha portato sempre di più a

ricercare e non distaccarmene più, facendola diventare parte

integrante della mia vita.

Valerio De Vita


PS RA OL FU ET SE S E I O BN AI L E L OB A L L O

maria meoni

confessioni di una event manager

Dietro un grande evento di danza, spesso non si conosce la realtà:

impegno, passione, organizzazione.

Sono un'organizzatrice di eventi da ben 10 anni. Personalmente mi

ritengo molto fortunata perché il mio lavoro coincide con la mia

passione: la Danza; passione che ho fin da piccola, fin da quando il

mio papà accendeva il giradischi, metteva su un disco di musica

classica, ed io ballavo in salotto a piedi nudi.

Perciò non ho mai vissuto i vari sacrifici ed i vari impegni come tali,

anzi, ho sempre voglia di mettermi in gioco.. Organizzare eventi è

una professione che desta molta curiosità: come ci si muove, che tipi

di contatti bisogna avere…tantissime domande a cui a volte è difficile

dare una risposta, in quanto ogni evento è diverso, come differenti

sono le dinamiche che ne accompagnano la creazione ed i diversi

problemi che possono sorgere.

Vi chiederete quali sono, allora, gli ingredienti per la riuscita di un

evento?

Beh, tanta anzi tantissima pazienza, calma, organizzando tutto

almeno un anno prima. Organizzo soprattutto Festival, ossia stage

di danza con spettacoli dal vivo e concorsi di danza. Seguo delle

compagnie emergenti e junior, e da quest'anno ho creato una rete

per la distribuzione di spettacoli con la rassegna “Il Teatro Incontra-

Live Performing”.

I tempi di preparazione di un evento possono essere molto lunghi,

durare diversi mesi, se non addirittura più di un anno, soprattutto

per i grandi eventi. Questo perchè le cose da preparare sono molte,

quindi saper gestire al meglio il tempo che resta è un aspetto

fondamentale. I miei Festival spaziano da nord a sud Italia: Jesolo

Dance Festival –Jesolo (sempre fine luglio e primi di agosto), Pinzolo

in danza-Pinzolo ( a Giugno), Salento in danza-Lecce (fine agosto

primi di settembre).

A questi si aggiungono concorsi di danza, corsi di formazione per

avviamento professionale riconosciuti – Padova e rassegne

compagnie emergenti nei teatri. Il mio focus è dare la possibilità alle

future giovani promesse di studiare e lavorare qui in Italia e di non

doversene andare per ottenere una formazione adeguata.

Concludendo, un buon event manager deve saper rimanere nascosto

nell'ombra e monitorare, o meglio, tirar le fila dell'evento, come un

bravo burattinaio: coordinare da bravo regista, dietro le quinte.

www.mariameoni-eventi.it


PS RA OL FU ET SE S E I O BN AI L E L OB A L L O

Nuove Fusioni

IN COMPAGNIA

D I W H I T E P U Z Z L E

d i F e d e r i c o A l t i e r i

Il viaggio al centro della musica ha come obiettivo quello di riuscir a far entrare il fruitore in una dimensione parallela, una

dimensione catartica. Forse non tutti sanno che al giorno d’oggi noi non ascoltiamo tutto ciò che l’industria musicale ci

propone, ma una piccolissima parte. Il motivo?

Il nostro orecchio sceglie cosa ascoltare. Cosa intendo dire con questo?

Per puri motivi commerciali, la curva di apprendimento del nostro apparato uditivo ha subito, nel corso degli ultimi anni,

una graduale ma imponente flessione, perdendo completamente di vista il concetto di musica. Infatti alla domanda “sapete

dirmi quanti gruppi rock forti oggi influenzano le classifiche mondiali?”,

la risposta è “Il rock è morto”.

È qui che entriamo in gioco noi, quei produttori di musica elettronica che per troppo tempo hanno dovuto assistere ad

innumerevoli epiteti senza senso, del tipo “la musica elettronica non è musica. Voi non suonate, il rock è musica”. Beh, cari

lettori, non è proprio così.

In questo periodo ho avuto l’onore ed il privilegio di collaborare con un grande musicista, Andrea Casta che, ad oggi,

risulta essere il più grande violinista elettronico d’Italia.

Avete letto bene, violinista elettronico! Che meraviglia miscelare quella che è un’arte classica, un’arte antica, un’arte rock,

un’arte…(perché di questo parliamo) con un’arte contemporanea.

Si aprono, così, nuovi orizzonti completamente inesplorati.

Da questa fusione di sonorità è nata Poison, il nostro nuovo singolo, che vi invito ad andare ad ascoltare, come se vi

metteste di fronte ad un puzzle dove i due tasselli mancanti si incastreranno perfettamente, anche se non appartengono

l’uno all’altro. Magari un giorno anche il rock avrà questo privilegio, però qualcuno deve fonderlo, e guardare avanti. La

magia sta tutta lì!


BS EA N L EU S T SE E E R E B AE L BL AO

L L O

Un modo nuovo di

vivere la natura

Natusumba©

è la vita nel benessere

sia fisico che mentale

un insieme di coreografie

e meditazione per

l'armonia psico-fisica


BS EA N L EU S T SE E E R E B AE L BL AO

L L O

NatuSumba benessere

fisico e mentale

La disciplina Natusumba©, nasce da un progetto di Bernardo Lafonte e Lorenzo Ralimsa per un

percorso che vede la Line Dance e la meditazione uniti e finalizzati al miglioramento della vita,

nell’aspetto fisico, mentale e spirituale. NatuSumba è l'unione di due parole: Natu sta a significare

Natura e Sumba è un’isola incontaminata dell'Indonesia.

Partner ufficiale è Accademia Kronos onlus e "Stefano Francia " EnjoyArt

4 Obiettivi

Benessere Fisico, con coreografie ispirate ai quattro

elementi della natura: acqua, aria, terra e fuoco per

migliorare il sistema cardio-respiratorio, tonificare e

scolpire il corpo, ed entrare nell'armonia della natura.

Benessere Mentale, combattendo e allontanando lo

stress con la meditazione .

Benessere del'Anima, accrescendo il livello

dell'autostima.

Benessere della Vita, con immersioni continue con

le coreografie e la meditazione nei suoni e linguaggi

della natura. noi siamo parte integrante della natura

e solo in essa possiamo riscoprire

Benefici

Migliora la qualità della vita armonizzando il

corpo, la mente e l’anima. Aiuta a vincere le

paure allontanando i motivi dello stress. Brucia

le calorie e scolpisce il corpo. Ricarica il nostro

essere di energia positiva. Aiuta a riscoprire il

valore della natura in tutti i suoi aspetti.

Scolpisce e tonifica il tuo corpo.

Allontana lo stress e le tue paure.

Ti ricarica di energia positiva.

Migliora la qualità della tua vita.

Lo stato di forma armonica con il corpo,

la mente e lo spirito.

NatuSumba© 3 settori

Primo settore: NatuSuma© Line Dance:

coreografie di danza ispirate ai quattro

elementi della natura.

Secondo settore: meditazione con musica registrata a

432Hz.

Terzo settore: famiglia di natuSumba© per vivere

insieme l'esperienza NatuSumba© nei suoi molteplici

aspetti.

NatuSumba© la mission

Donare benessere fisico e spirituale e nello stesso tempo un messaggio

per la difesa della terra nel rispetto della natura. Proteggendo la natura

proteggiamo noi stessi.

Amare la natura è amare se stessi.

Rispettare la Natura è rispettare se stessi.

I sogni si realizzano con l’energia della natura incanalata dentro di noi.

Le paure, lo stress della vita quotidiana si risolvono stando contatto con

la natura motivo principale della creazione.

Noi siamo figli della natura che ci ha generato. La natura che ci circonda

è stata creata per noi ma non è di nostra proprietà.

Noi siamo ospiti e in quanto tali dobbiamo rispettare tutto ciò che ci

viene offerto.

Vivere nell’energia della natura significa migiorare la nostra vita sempre

piu in pericolo a causa dello stress

Copyright NATUSUMBA©

Copyright © 2013 Natusumba. Tutti i diritti riservati. I marchi registrati e i segni distintivi sono di proprietà dei rispettivi titolari. Natusumba© e il logo Natusumba© sono marchi o marchi registrati

di Natusumba. L’uso improprio della parola e dei loghi di Natusumba© è reato con conseguenze legali.


SB AE LN UE TS E S E R E B AE L BL AO

L L O

“Esseri umani, piante o polvere

cosmica: tutti danziamo su una

melodia misteriosa intonata nello

spazio da un musicista invisibile”.

Musico

Terapia

Ciro Vinci

pianista - compositore - musicoterapista


BS EA NL EU S TS E E RE E BE A LB LA OL L O

L'universo intero, per dirla come Albert

Einsteinsi, muove in una danza: dalla

rotazione dei pianeti intorno al sole, ai rituali

sciamanici degli indios, alla danza di

corteggiamento delle gru… ogni movimento

porta in sé la natura stessa della vibrazione

che è origine ed essenza di tutto il cosmo.

L’acronimo DMT (danza-movimentoterapia),

conosciuta anche con il nome di

danza musicoterapia, è una forma di

arteterapia che utilizza la musica ed il

movimento come cura e mezzo terapeutico

per l’anima.

Facendo riferimento alle ricerche psicocorporee

contemporanee va delineandosi il

percorso sperimentale proposto in questo

articolo. Partiamo dalla musica. Fin dal

passato si è riconosciuto il valore

fondamentale della musica per un

benessere interiore e fisico, identificato

soprattutto nella capacità di rilassamento e

allontanamento di stati di tensione o

agitazione e, ancora oggi, sebbene la

musicoterapia ricettiva non sia riconosciuta

come pratica scientifica, ne viene

raccomandato l'utilizzo in alcune situazioni

parafisiologiche.

L’ansia da palcoscenico, ad esempio,

rappresenta un fenomeno ampiamente

diffuso tra le persone che svolgono

professioni artistiche, proprio a causa delle

tensioni a cui sono esposte durante le loro

frequenti esibizioni in pubblico. Persino il

grande maestro di danza Mikhail

Baryshnikov ha riconosciuto pubblicamente

di soffrirne, nonostante il suo incredibile

successo.

Charles Darwin ha identificato questa

reazione di “lotta o fuga” come un

meccanismo naturale che ha permesso

agli umani di sopravvivere e di evolversi,

fuggendo dal pericolo o combattendo fino

alla morte.

Il subconscio innesca la sua risposta come

se si potesse morire davvero anche ballando

di fronte agli altri.

Una ricerca di Stephanie J. Hanrahansu su

un gruppo di danzatori professionisti

svedesi, sui quali erano stati valutati gli

effetti di un mental training di quattro mesi,

ha rilevato come molti di essi applicassero

spontaneamente

diversi tipi di visualizzazioni, utilizzate per

acquisire sicurezza, calmare se stessi o

ripassare la coreografia dietro le quinte

prima di entrare in scena. I danzatori furono

in grado di riconoscere l’efficacia

dell’immagine mentale più comunemente

usata, sebbene non venisse utilizzata da loro

in maniera sistematica.

In base alla nostra esperienza, il cervello è in

grado di raggruppare gli stimoli sensoriali in

unità d'informazione (chunk). Gli elementi

scelti generano immagini, le quali possono

essere richiamate in qualunque momento,

influenzando il comportamento e le decisioni

dell'individuo impegnato in quel particolare

contesto. Cosa c’e di più indicato di una

musica in sottofondo per favorire tale

processo?

Purtroppo, ad oggi, le ricerche in questo

ambito sono ancora molto scarne,

nonostante la letteratura in merito abbia già

evidenziato quanto delle competenze

mentali appositamente sviluppate da un

atleta, così come da un danzatore, possano

generare una sensazione di maggiore

benessere generale, una diminuzione

dell’ansia e quindi un maggiore controllo dei

propri stati emotivi e fisici, migliorando la

performance.

Funge da ispirazione e supporto al training,

per il superamento di condizionamenti e/o

ansia da prestazione, una selezione di

musiche originali afferenti alla sfera della

musicoterapia ricettiva, composte in via

sperimentale per favorire nella fase iniziale il

rilassamento ed il superamento dello stress;

successivamente il processo della

visualizzazione di immagini mentali, infine la

percezione e la concentrazione finalizzate alla

ricarica energetica.

La melodia dei suoni offerti, scevri da temi o

motivi ricorrenti (che indurrebbero a

concentrarsi solo su di essi), consentono

all’ascoltatore di perdersi nel viaggio

individuale alla ricerca di uno stato di

estremo benessere; l’armonia è modulata in

modo efficace; l’accompagnamento dei

frammenti musicali è al pianoforte; ogni

brano ha una durata superiore ai 3 o 4

minuti poiché, durantel ’ascolto della musica,

il nostro cuore “si sintonizza” con i ritmi

proposti e questo processo di

sincronizzazione fisiologica richiede circa

cinque minuti per attivarsi, quindi una traccia

più breve non avrebbe lo stesso effetto

rilassante.

Passiamo al movimento. La danza è,

tradizionalmente, basata su un’estetica

preziosa. Le crescenti aspettative tecniche

mettono a rischio di infortuni i ballerini, lo

dimostra l’attenzione odierna

sull’ipermobilità articolare.

Prima della lezione, gli esperti della medicina

della danza insistono sul fatto che i ballerini

dovrebbero fare allungamenti dinamici:

“Sappiamo dalla scienza che lo stretching

statico indebolisce temporaneamente i

muscoli, ostacola il coordinamento, riduce

l’equilibrio e l’altezza dei salti”, afferma il Dr.

Nancy Kadel ( presidente della Performing

Arts Medicine Association –PAMA- fino al

2016 ed attualmente co-presidente della

Dance/USA Task Force on DancerHealth), la

cui missione è quella di mantenere la salute,

la sicurezza e il benessere dei ballerini

professionisti in Nord America. “ ..i ballerini

dovrebbero fare qualcosa in più oltre la

lezione per ridurre il rischio di lesioni”

afferma Kadel. Gli studi dimostrano che i

ballerini che completano i programmi con

un lavoro aerobico supplementare

mostrano un miglioramento delle

prestazioni estetiche: un miglior controllo del

centro, minor affaticamento e, di

conseguenza, miglior performance sul palco

“. La DMT, proposta in via sperimentale in

questo contesto, non è solo un’arte applicata

ma offre uno spazio di improvvisazione,

espressione e creazione. La funzione

creativa viene descritta dagli esperti come

una “sintesi magica” (S. Arieti), in cui parti

diverse di noi collaborano. Potremmo

chiamarle parti consce e inconsce, o anche,

parti “folli” (impulsive, incongruenti,

incomprensibili) e strutturate, (cioè quelle

che usiamo per rapportarci e adattarci alla

realtà). E’ in questo senso che va inteso il

processo creativo come integrativo. La

Danza “Creativa” fa scoprire l'energia che

fluisce e danza dentro il corpo, in qualsiasi

condizione fisica si trovi il ballerino. E’ il

risveglio di scioltezza ed elasticità e di

confidenza e fiducia nel proprio corpo.

L'immaginazione e la creatività, incontrano il

movimento e donano nuova vita al

linguaggio delle emozioni. Ciò

consentirebbe al danzatore di muoversi

spontaneamente all’interno del setting

emozionale, lasciandosi trasportare alle

musiche originali, questa volta attraverso la

scelta di melodie che seguono ritmi

moderati finalizzati a sciogliere i movimenti

ed a tonificarli, liberando la voglia di

esprimersi e danzare senza

condizionamenti. I temi trattati nel percorso

sperimentale di Training e Danzaterapia

creativa con accompagnamento di

Musicoterapia ricettiva, sono gli strumenti

consigliati per riequilibrare corpo e mente e

rappresentano un valore aggiunto al

bagaglio professionale di qualunque

danzatore.


AS RA LT UE TE B E A BL LA OL L O

PATRIZIA

SALOTTI

L I B E R T À C R E A T I V A

F O R M A - C O N C E T T O – I M M A G I N E

A chi le chiede di del suo processo creativo artistico Patrizia Salotti risponde: “Dipingendo

immagino me riflessa nello specchio , dipingendo astratti sento un senso liberatorio perché

sopra quella tela posso fare qualsiasi cosa , come se buttassi un secchio di vernice su una

parete e non preoccuparmi di sporcare ovunque.iniziare a muovere la mano senza sapere

cosa stia dipingendo ed aspettare la sorpresa, come una bambina scartando un regalo.

Il mio astratto non pensato, ma altrettanto amato”.

O P E R A : P A E S E F A N T A S M A


AS RA TL E U TE E B E A LB L AO

L L O

TRA SOGNO

E REALTA'

di Sandro Mallamaci

Spogliatoio di un palazzetto dello sport.

Lui alle prese con il suo abito, cercando di rispettare le regole dettate dalla Federazione, dovendo sempre essere

sobrio ma anche elegante, con poche mosse lo indossa ed è pronto.

Lei, attrezzata di tutto l’occorrente, sta stirando il suo vestito ampio, perché ci tiene ad apparire perfetta; lo

indossa e si siede sulla panchina per truccarsi quasi a memoria, usando fondotinta e cipria, e disegnando la linea

degli occhi con l’eyeliner nero.

È una giornata importante. La finale del campionato di categoria. Si sono impegnati molto tutto l’anno per

raggiungere questo obiettivo. Loro sono una coppia in pista ma anche nella vita.

Condividono tutto. Sono l’uno complementare all’altra. Quello che prova lui lo sente anche lei.

È questo il segreto del loro affiatamento. Gli spalti sono gremiti. Si sentono gli applausi. La tensione comincia a

salire. Manca poco alla chiamata. Lei è pronta. Esce dallo spogliatoio e nel corridoio trova lui ad aspettarla con

un sorriso rassicurante. Dalla pista del palazzetto si sentono le note di un valzer.

Sarà questo il primo ballo della loro prova. Lui le si avvicina e le da un bacio. Poi la prende per mano e si avviano

verso il sottopasso. Prima di uscire dal tunnel chiudono gli occhi e fanno un respiro profondo per scaricare la

tensione. Ma quando li riaprono un brivido percorre i loro corpi.

Due ali di personaggi strani sembrano indicare loro il percorso. Sono persone vestite in maniera inconfondibile.


SA AR LT UE TE B E A BL LA OL

L O

Dame che indossano ampie e ingombranti gonne sostenute da una

struttura rigida, agghindate da merletti, fiocchi e pizzi, con la vita

stretta da corsetti, con un portamento eretto ed elegante, con

strane acconciature alte e stravaganti con lunghi nastri, fiori, frutta,

riproduzioni di oggetti vari; tutte con in mano un ventaglio e

accessori di piume di struzzo, che sembrano essere molto di moda.

Gli uomini con lunghe giacche quasi fino al ginocchio, lasciate

aperte per lasciare intravedere i lussuosi gilet ricamati, indossati

sopra la camicia, con pantaloni aderenti e fino al ginocchio; tutti

con un’enorme parrucca in testa, con i volti incipriati, per apparire

con la pelle marmorea, e creme colorate su guance e labbra.

Tra il mormorio stupito di questi che a loro volta guardano con

stupore l’abbigliamento della coppia: lui che indossa un frac e lei

col suo abito di seta morbida e i capelli raccolti. Si inoltrano nella

sala guardandosi intorno.

È maestosa: lunga molte decine di metri, quasi non si percepisce la

distanza dalla parete opposta. Non lo sanno, ma si trovano nel

luogo più spettacolare e sfavillante di una delle più lussuose regge

d’Europa, nella galleria degli specchi; un salone enorme che si

affaccia sui magnifici giardini attraverso 17 grandi finestre arcuate

fronteggiate da altrettante finte porte, decorate di specchi,

composti da 357 riquadri smussati ai lati e incorniciati d’ottone

cesellato e dorato, che ampliano otticamente la galleria all’infinito.

Come immersi in un film da favola, sono in un luogo dove tutto è

portato allo sfarzo estremo: affreschi, stuccature, decorazioni, che

con le luci soffuse dei candelabri di cristallo, sistemati lungo i lati

della sala per tutta la lunghezza, ricoperti d’oro e raffiguranti

bambini e donne che li sostengono, fanno assumere al tutto

un’atmosfera magica.Ad impressionare la coppia contribuisce

anche il bellissimo blu lapislazzuli con cui è dipinto il cielo negli

affreschi, che avvolgono la grande volta a botte con scene

allegoriche per celebrare i successi politici e militari del sovrano, a

cui sono appesi 20 imponenti lampadari di cristallo. L’anima

artistica dei ballerini si lascia incantare dalla bellezza e dai

particolari architettonici; l’occhio di lui si sofferma su uno dei

capitelli delle colonne della sala che sono decisamente particolari,

formati da singolari figure intrecciate, il gallo, il giglio e il sole.

Tutto è arricchito da decorazioni in stile Rococò che decorano le

pareti. Incrociano gli sguardi, come per domandarsi se tutto quello

fosse vero.

Giunti al centro della sala si ritrovano in un vasto spazio libero,

opportunamente predisposto, circondato da banchetti e poltrone

argentati, in stile barocco come tutto il resto degli arredi, su cui

sono accomodati molti personaggi dall’aspetto inconfondibile, tra

cui spicca, seduto su quello che sembra un trono tutto dorato, il

padrone di casa che, con un cenno del capo, in direzione di una

delle tre porte poste a lato della sala, dà il via alla musica intonata

da 24 violini e numerosi oboi, gli orchestrali sistemati nel salone

adiacente.

È un valzer viennese che suonato da quell’orchestra ha uno strano

effetto. I due cominciano a ballare, come trascinati da un

incantesimo, volteggiando sul parquet abbracciati tra

l’ammirazione dei presenti. Il brusio della strana folla pian piano si

allontana, la sala comincia a roteare e , come un vortice tutto si

confonde.

I due sono immersi solo nella musica, che li rende un unico corpo.

Chiudono gli occhi ed eseguo le figure con perfezione ed eleganza a

memoria. Quando il valzer termina uno scrosciante applauso li fa

tornare alla realtà.

Aprono gli occhi e sono al centro della pista del palazzetto.

Tutto intorno il pubblico in piedi in una standing ovation e, al posto

degli imparruccati personaggi, la severa giuria pronta a proclamarli

vincitori del trofeo.

Potere dell’amore, della musica e soprattutto della danza…


C I N E M A E B A L L O

LA DANSE DE MATISSE

di Pina Delle Site

“Il mio obiettivo è rappresentare un'arte equilibrata e pura, un'arte che non inquieti né

turbi. Desidero che l'uomo stanco, oberato e sfinito ritrovi davanti ai miei quadri la pace

e la tranquillità”

Questo diceva Matisse quando realizzò la sua opera d’arte “La Danse” … questo è ciò di cui

l’umanità intera ha bisogno oggi! Con il cerchio della vita, l’artista sembrava avesse

previsto tutto, angoscia, paura, solitudine ma, nello stesso tempo, sembrava aver trovato

la soluzione, quella più semplice, ma anche più forte da offrire all’uomo moderno: la

danza rappresentata nella pittura.

La pandemia mondiale ha purtroppo messo l’umanità in ginocchio; a fatica stiamo

cercando di rialzarci ed a fatica stiamo accettando le nuove abitudini di vita, la nuova

vita. Il periodo del lockdown per alcuni aspetti è stato si, il momento della scoperta e

riscoperta di alcune situazioni piacevoli che non conoscevamo, di attività che nel chiuso

delle quattro mura molti di noi non avevano mai praticato, c’è stato il tempo di dedicarsi

un po’ di più a se stessi…ma dopo un po’ abbiamo iniziato a soffrire, soprattutto per la

mancanza di contatto umano, per la mancanza di contatto tra il sé e l’universo intero …

sembra quasi che non si viva più, ma ci si lascia vivere, sembra che la vita, quella sino ad

ora scontatamente vissuta, si sia interrotta.

Ed ecco l’opera d’arte di Matisse, La Danse, che ci offre la visione di 5 figure umane che

danzano su una superficie che è il confine tra cielo e terra, luoghi non definiti né

chiaramente rappresentati sulla tela, ma desumibili dai colori con cui vengono

rappresentati: azzurro il cielo e verde la terra, e la non rappresentazione dei luoghi, non

è altro che uno dei significati della danza: essa è, infatti, libertà, comunione con

l’universo intero; attraverso la danza l’uomo si sprigiona dalle paure, dai pregiudizi, dai

confini delle costrizioni…

Le figure danzano, in eterno movimento, con grazia, delicatezza ed armoniosità, qualità

che solo la danza possiede in modo completo; e danzano in cerchio, figura che

rappresenta non solo continuità, ma anche eternità, figura dove tutto inizia e tutto

finisce per poi ricominciare; figura che ritroviamo in tutte le danze che esaltano un

ritorno alle origini (si pensi alle danze popolari in cui la figura del cerchio è sempre

presente )… la danza è vita, essa è armonia.

Si può notare, inoltre, come tra le due figure in primo piano ci sia uno stacco tra le mani;

esso indica che la vita a volte si può interrompere, ma è un non essere momentaneo,

poiché il protendersi delle mani, una verso l’altra, indica un ritorno alla vita nonché il

formarsi di uno spazio pronto ad accogliere qualcosa di nuovo: la danza è rinascere ogni

volta, è rigenerarsi, è movimento eterno, ma è anche accoglienza del nuovo, sempre

pronta a farti mettere in discussione, sempre capace di creare il confronto…

Ed i danzatori danzano nudi, senza inibizioni … la danza libera l’uomo dal pregiudizio,

ma lo veste di umanità…

Matisse non ha vissuto la nostra epoca ed il nostro tempo, non ha vissuto questa

pandemia mondiale, ma la sua è un’arte del nostro tempo; è stato l’artista che meglio ha

rappresentato il connubio tra arte-pittura e danza, raccontando la danza attraverso la

pittura e la pittura attraverso la danza.

Concludiamo offrendo uno spunto di riflessione attraverso un’ipotesi forse anche

azzardata: l’artista ha avuto, in un certo senso, bisogno della danza per poter realizzare

la propria opera di pittura e per comunicare ciò che voleva dire; non è, allora,

quest’ultima debitrice nei confronti dell’Arte di Tersicore? Non si riconferma essa,

ancora una volta, Madre di tutte le Arti? Matisse ci ha dato, attraverso il cerchio della

vita, la risposta!

Particolare del dipinto "La Danse", 1910 - Henri Matisse


VS I A LG UG TI E E E B A AL L LO

I versi ed i ritornelli del Samba erano per lo più di

origine popolare anonima e gli strumenti, che

accompagnavano tali versi, erano soprattutto

percussioni e strumenti a corda.

Figura tipica del Samba da Gafiera era il “Malandro”

(ndr. presentato in testa all'articolo), parola

abbastanza simile al nostro malandrino, ma qui in una

accezione propria: un giovane vestito con completo

bianco, maglietta a strisce orizzontali bianca e rossa o

bianca e nera, scarpe bianche e nere oppure marroni

e nere e un cappello Panama o, comunque, di paglia.

Il Malandro aveva sempre un coltello in tasca, e la

mano sul coltello, sempre pronta all’uso dello stesso.

L’andamento molto tipico, camminava sempre su una

linea immaginaria, ma cadenzato, con una gamba che

quasi andava a nascondere l’altra. Un eterno

seduttore, un latin lover carioca, un bullo sensuale.

Questo atteggiamento si rifletteva sullo stile del ballo,

dove era sempre l’uomo a condurre, in modo che la

partner si sentisse protetta. La dama viene esibita al

salone ma nello stesso tempo viene impedito che un

altro uomo le chieda di ballare.

Un ballo molto elegante e con un ritmo marcato, ma

con "malandragem".

P H . C L A U D I A L U N D G R E N


VS IA A L GU GT I E E B A L L O

L’artista plastico FIVO,

brasiliano di MinasGerais,

ma di origine italiana,

ha rappresentato (di fianco)

per noi il Malandro,

Agli inizi il samba di Gafiera non era accettato

dalle classi più ricche, in quanto considerato

contro gli usi e costumi dell’epoca poiché, a

differenza del Samba no pè che si balla

individualmente, o de la roda de samba, che si

balla in circolo, la Gafiera è un sensuale ballo

a due. Col passare del tempo la danza si è

evoluta, tanto nella eleganza e tecnica, quanto

nelle composizioni e musiche, con autori che

hanno lasciato una eredità culturale unica;

vale ricordare Noel Rosa, Dorival

Caymmi, Cartola, Donga

e Pixinguinha.

Finalmente il samba

nel 1930 viene

dichiarato musica

nazionale e la élite

culturale brasiliana ne

riconosce il valore:

il samba è l'identità

di tutto il popolo

brasiliano.

Una curiosità: il primo samba

inciso si chiama Pelo Telefone, mi

sembra un titolo assolutamente

attuale in questi tempi di chiusura

forzata.


C I N E M A E B A L L O

Clay nasce in occasione del DAP Festival 2017, festival di

danza contemporanea a Pietrasanta (LU), con l'incarico

dato all’AD Studio di Alberto Desirò, supportato dal

sottoscritto per la creazione di una documentazione

artistica dell'intero evento.

Ci trovavamo ospiti a casa dello scultore svedese

JørgenHaugenSørensen, uno dei tre artisti impegnati nella

preparazione dell’opera “The Crowd”, coreografia di

Sebastian Kloborg con musica di KimElweg, entrambi

danesi.

La coreografia per 4 danzatori e 10 allievi del festival,

aveva l'intenzione di raffigurare il bisogno umano di

appartenere ad una società, ad una famiglia, alla fede ed

anche alla morte, ma anche che cosa significa starne fuori,

da soli ed il bisogno di solitudine.

L'ispirazione per il pezzo era nata attraverso la scultura di

JørgenHaugenSørensen ‘The Crowd’. La scultura

riprodotta in vetroresina, suddivisa in più parti, sarebbe

stata ricomposta attraverso la rimozione di alcune delle

'figure', sostituite da ballerini durante lo spettacolo,

rendendo scultura e ballerini una sola unità. In tale

contesto, un pomeriggio, Jørgen e la moglie Eli

Benveniste, anch’essa scultrice, avevano avuto l’idea di

sperimentare con tre dei quattro danzatori, utilizzando

bende, cerotti e argille di diversi colori applicati sui loro

corpi.

Il tutto avvenne all'interno dello studio, ex cappella

intonacata a calce, un ambiente semplice ma affascinante,

con un altare sul fondo, una porta sul fronte e due piccole

finestre ai lati di essa. Fu una sorta di gioco tra bambini

adulti, c’era chi giocava con la creta e chi col suo corpo! È

da questo che nasce l’intera serie di fotografie che ha dato

forma a CLAY.

D a n z a t o r i : A n a S e n d a s , T h o m a s J o h n a n s e n E l e n a

M a r t i n e z I b a r

h t t p s : / / w w w . l u c a d i b a r t o l o . i t / f o t o g r a f i a / p r o g e t t i -

a r t i s t i c i / p r o g e t t i - a r t i s t i c i - c l a y /

h t t p s : / / v i m e o . c o m / 3 9 5 2 1 3 0 5 9 / 8 5 8 5 e 9 0 3 6 c


C I N E M A E B A L L O

Dance Marathons.

Quelle pazze... pazze... maratone di ballo

di Giovanni Fenu

Nel suo romanzo del 1935 eloquentemente intitolato Non si uccidono così anche i cavalli? Horace McCoy

narra l’avventuroso viaggio di due giovani – Robert e Gloria – che, giunti a Hollywood in cerca di fortuna,

prendono parte ad una maratona di ballo. Dalle pagine del libro traspare una lucida analisi di queste

manifestazioni; l’autore ci fornisce un’accurata descrizione di tutta la variegata umanità che prende parte a

queste gare danzanti e, malgrado il finale non sia roseo, restituisce al lettore un’efficace testimonianza di

questa mania in voga negli Stati Uniti degli anni Venti e Trenta.

Eh già, perché occorre risalire al 30 marzo 1923 per assistere alla prima maratona di ballo “ufficiale” di cui si

abbia nota. La mette in atto, presso la modesta “Audubon Ballroom” di New York, la trentaduenne texana

Alma Cumings che balla pressoché ininterrottamente per ben 27 ore: dalle 18:57 di sabato 30 marzo alle

21:57 di domenica 31 marzo, esibendosi in un mix di fox trot, walzer e altri balli e cambiando sei partner e

svariate paia di scarpe. L’esibizione della Cumings dà il via a una vera e propria esplosione di “maratone

danzanti” in giro per gli States, con ballerini, o presunti tali, intenti a strappare il record alla giovane texana.

Cosa che puntualmente avviene quando il 12 aprile 1923 Helen Mayer di Cleveland stabilisce un nuovo

strabiliante primato danzando per ben 52 ore e 16 minuti.

È un’America, questa, che danza per passione, per divertimento, per mettersi alle spalle il difficile periodo

bellico e festeggiare al meglio i prosperosi anni Venti che sembrano garantire, ai giovani in particolar modo, un

benessere infinito. Ed è così che le "dance marathons" sublimano questa apoteosi del vizio, del

divertimento e, allo stesso tempo, però, fanno un po’ scadere il valore dell’arte tersicorea. Per partecipare

a queste maratone, infatti, non occorre –anche se ciò non guasta – avere chissà quali doti ballerine, quanto

piuttosto una forte passione e un’eccellente resistenza fisica. D’altronde in gare che richiedono molte ore,

quando non addirittura giorni, da trascorrere ballando o almeno trascinando i piedi per restare in movimento, è

inevitabile che la qualità della danza passi inesorabilmente in secondo piano.

Se fino alla fine degli anni Venti la passione per il ballo guida i ballerini, a partire dai primi anni Trenta, in

concomitanza con il crollo di Wall Street del 1929, è l’aspetto economico a motivare i partecipanti e gli

organizzatori che, fiutato il business, trasformano le maratone di ballo in veri e propri spettacoli ai quali

fanno da cornice una serie di eventi che preparano il terreno alla sfida vera e propria.

Sponsor, orchestre più o meno famose, fanno da apripista e da specchietto per le allodole nei confronti del

pubblico che, pagando un prezzo irrisorio, può dimenticare per un po’ i problemi quotidiani che la “Grande

depressione” ha portato con sé, magari sorseggiando un po’ di whisky di contrabbando.

Ricchi premi, anche di ben 5.000 dollari o di 1.500, richiamano una gran folla di ballerini o presunti tali allettati

dagli alti montepremi e dalla possibilità di avere, per qualche giorno, vitto e alloggio garantito, cosa non certa in

quegli anni difficili.

Non deve quindi meravigliare se a Chicago, nel 1930, si tiene una gigantesca maratona di ballo che si protrae

per ben 2780 ore, circa 116 giorni, un’adunata oceanica che dimostra l’enorme successo che ormai riscuotono

tali eventi. Il regolamento, d’altronde, non è ferreo: basta ballare, o trascinarsi in movimento, per 45 minuti

ogni ora, con un quarto d’ora di pausa durante il quale i ballerini possono mangiare, rilassarsi o camminare.

Il che fa sì che in molti casi queste gare diventino delle vere e proprie sfide ad eliminazione diretta, nel senso

che vince chi, letteralmente, sopravvive alla fatica e ai malori che non di rado colgono i ballerini, qualcuno anche

fatalmente.

Alla fine degli anni Trenta il fenomeno delle maratone di ballo va scemando: vuoi per una legislazione che

inizia a vietarle, vuoi per i sempre maggiori malori che si verificano in tali estenuanti prove, gli appassionati

sembrano gettare la spugna. Il tutto, però, durerà un paio di decenni.

Nel 1969, infatti, l’uscita sugli schermi cinematografici statunitensi del film “Non si uccidono così anche i

cavalli?”, diretto dal regista Sidney Pollak e tratto dal già citato romanzo di McCoy, riaccende l’interesse per

le maratone di ballo. Sull’euforia del successo della pellicola, molti studenti universitari “rispolverano” queste

manifestazioni a scopi benefici; ed è così che, nel corso degli anni Settanta, hanno luogo tali esibizioni con

l’intento di raccogliere fondi da destinare a organizzazioni umanitarie. E così, tra favorevoli e contrari, pian

piano si torna in pista per nuove, estenuanti, appassionanti, Dance Marathons.


C I N E M A E B A L L O


C I N E M A E B A L L O

Tobia: “Quando l'Arte si Anima & l'Animazione diventa Arte”.

di Gianluca Nardulli

I l c o r t o m e t r a g g i o “ T o b i a i l n o s t r o m o d e l t e m p o - R e b o o t E d i t i o n ” , è l a n u o v a o p e r a a u d i o v i s i v a

p r o d o t t a e d i r e t t a d a l l a p l u r i p r e m i a t a r e g i s t a e s c r i t t r i c e C a t e r i n a P o n t i .

È l a p r i m a r e a l i z z a z i o n e i t a l i a n a d i u n n u o v o f o r m a t , d a n o i b a t t e z z a t o “ M u l t i v i s i o n e ” , c h e m i s c e l a ,

i n m o d o s a p i e n t e e d e q u i l i b r a t o , d i v e r s e a r t i : l a p i t t u r a , l a s c r i t t u r a , l a m u s i c a e l a c i n e m a t o g r a f i a .

F a c e n d o r i c o r s o a d u n ’ a n i m a z i o n e v o l u t a m e n t e “ s p e r i m e n t a l e ” , v i è u n c o i n v o l g i m e n t o d i q u a d r i

a n i m a t i e d i m m a g i n i “ l i v e a c t i o n ” , c h e c r e a u n i n c o n t r o d i a r t i a r r i c c h i t i d a m u s i c a “ a t e m a ” c h e ,

a s u a v o l t a , f r u i s c e d i u n a p a r t e n a r r a t i v a r e c i t a t a i n m o d o m a g i s t r a l e e d a t t r a e n t e .

U n ’ a s s o l u t a n o v i t à p e r i l m o n d o d e l l ’ a u d i o v i s u a l e . L ’ i n c i p i t , n o n c h é f r a s e d i l a n c i o , è “ Q u a n d o

l ' A r t e s i a n i m a & l ' A n i m a z i o n e d i v e n t a A r t e ” . “ T o b i a i l n o s t r o m o d e l t e m p o - R e b o o t E d i t i o n ” , è u n o

“ S p e r i m e n t a l A r t A n i m a t i o n S h o r t ” t u t t o M a d e i n I t a l y a r r i c c h i t o d a l “ F R U S S S - F u l l R a n g e U l t r a

S t e r e o S o u n d S y s t e m ” d i m i a p e r s o n a l e b r a n d i z z a z i o n e .

I l “ T o b i a ” c i t a t o n e l t i t o l o è i l n o m e d i u n f a n c i u l l o , u n b a m b i n o “ s p e c i a l e ” d e i n o s t r i g i o r n i c h e , i n

u n a d i m e n s i o n e f a n t a s t i c a , s o s p e s a t r a i l r e a l e e d i l s o g n o ( c h e s f o c i a a n c h e n e l l ’ i n c u b o v e n a t o d i

a l l u c i n a z i o n e ) v i v e u n ’ a v v e n t u r a c a r i c a d i e l e m e n t i e d i s i t u a z i o n i a i c o n f i n i d e l l a r e a l t à ;

o l t r e p a s s a n d o i l i m i t i d e l l a s u a s t e s s a f e r v i d a i m m a g i n a z i o n e , T o b i a f r o n t e g g i a i n s i d i e e d o s t a c o l i

i n c r e d i b i l i e p o l i f o r m i , c o n l ’ o b i e t t i v o d i f e r m a r e i l t e m p o c h e s c o r r e p e r t u t t i , i n e s o r a b i l e e d

i n a r r e s t a b i l e . I n u n a l o t t a c h e s e m b r a d i s p e r a t a e d i m p a r i , s i s c o n t r a d a s o l o c o n f i g u r e b i z z a r r e e

p e r i c o l o s e , t r o v a n d o s i a l c e n t r o d i a v v e n t u r e f a n t a s t i c h e e d o n i r i c h e . I l p i c c o l o T o b i a t e n t a

l ’ i m p o s s i b i l e , s e r v e n d o s i d e l l ’ e n e r g i a p i ù p o s s e n t e e d u r a t u r a c h e h a d e n t r o d i s é : l ’ A m o r e , n e l l e

s u e m o l t e p l i c i a c c e z i o n i .

I l f a n c i u l l o i n u n a n o t t e d i s t e l l e e s o n n o p r o f o n d o , i n c o n t r a i n s o g n o u n ’ i n s i d i a c h e l o m i n a c c i a , l o

i n s e g u e e l o b r a c c a . I n f i n e l o p o r t a a v e d e r e i l s u o v o l t o d i b a m b i n o d i v e n t a r e q u e l l o d i u n r a g a z z o ,

d i u n u o m o , d i u n v e c c h i o , p o i d i m u t e s p o g l i e . P e r f o r t u n a è s o l t a n t o u n s o g n o , m a l a p a u r a s i è

s v e g l i a t a c o n l u i . F o r s e p e r l a p r i m a v o l t a T o b i a h a c o m p r e s o l a b r e v i t à d e l l ’ e s i s t e n z a , c o l s u o

i n c a l z a r e s t r e t t o d e l t e m p o . N e l l a m e n t e s c o r r e l ’ i m m a g i n e d e l s u o v o l t o c h e i n v e c c h i a e m u o r e ,

r i p e t u t a m e n t e . L a f a m i g l i a d o r m e , n o n c ’ è n e s s u n o c h e p o s s a c o n s o l a r l o .

I l t e m p o , l a c h i a v e d i t u t t o è i l t e m p o . T o b i a s c e n d e d a l l e t t o e s i d i r i g e v e r s o i l v e c c h i o o r o l o g i o a

p e n d o l o . N e o s s e r v a l e l a n c e t t e c h e s i s p o s t a n o i n e s o r a b i l i e d i n a r r e s t a b i l i . N e l q u a d r a n t e v e d e

r i f l e s s o i l s u o v o l t o : m e n t r e l e l a n c e t t e s c o r r o n o i n a v a n t i l o r i v e d e c a m b i a r e i n q u e l l o d i r a g a z z o ,

u o m o , v e c c h i o , e p o i d e f u n t o . M o s s o d a u n i m p u l s o i n s p i e g a b i l e , l e s u e m a n i n e a f f e r r a n o l e

l a n c e t t e . T o b i a c o m i n c i a u n a l o t t a c o n t r o i l t e m p o .

È d u r o e d o l o r o s o , m a a l l a f i n e i l t e m p o s i f e r m a . T o b i a è f e l i c e , t r i o n f a n t e . M a s e i l t e m p o è f e r m o ,

a l l o s p a z i o c o s a s u c c e d e ? T o b i a p r e c i p i t a s u b i t o i n u n v o r t i c e d i a l t e r a z i o n i e d i a l l u c i n a z i o n i , u n

l a b i r i n t o p o p o l a t o d a c r e a t u r e b i z z a r r e m o l t o p e r i c o l o s e . T o b i a d e v e c o m b a t t e r e c o r p o a c o r p o

c o n t r o m i l l e o s t a c o l i . È t u t t a c o l p a d e l t e m p o , c h e n o n s c o r r e p i ù . E p p u r e , u n a v i a d ’ u s c i t a d e v e

e s s e r c i . B a s t a c o r r e r e e d a p r i r e u n a p o r t a …

“ T o b i a . . . ” è s t a t o p r e s e n t a t o c o n s u c c e s s o c o m e “ E v e n t o S p e c i a l e ” i n a n t e p r i m a c i r c a u n a n n o f a ,

a l l ’ e d i z i o n e 2 0 1 9 d e l n o t o “ F a n t a f e s t i v a l ” c a p i t o l i n o . C a t e r i n a P o n t i h a r i c e v u t o p r e s s o P a l a z z o

M e r u l a n a i l P r e m i o “ A . A . F a n t a s c i e n z a C e r c a s i ” , c o n l a m o t i v a z i o n e : " p e r l ' u s o i n n o v a t i v o d e l

l i n g u a g g i o u n i t o a l l ' i m m a g i n e a n i m a t a " .

I l s o g g e t t o , l a s c e n e g g i a t u r a e d i d i s e g n i d i s t i l e o r i g i n a l e , s o n o d e l p o l i e d r i c o a r t i s t a , P a o l o D i

O r a z i o . L a s t o r i a è u n a f a v o l a m o d e r n a m a g o t i c a a l l a P o e , c h e r i c h i a m a i l “ f a n c i u l l i n o "

p a s c o l i a n a . L ' a n i m a z i o n e , g l i e f f e t t i s p e c i a l i e d i l m o n t a g g i o d i “ T o b i a ” s o n o d i N i c o l a B a r n a b a

( a n c h ’ e g l i , p e r a l t r o , r e g i s t a d i c o r t o m e t r a g g i e l u n g o m e t r a g g i ) ; i l c o m m e n t o m u s i c a l e è d i G i a n n i

C a r a t e l l i . L a v o c e n a r r a n t e è d i E v a R i c c a , d a 5 0 a n n i t r a l e p i ù a p p r e z z a t e e p r o l i f i c h e a t t r i c i ,

d o p p i a t r i c i e d i r e t t r i c i d i d o p p i a g g i o d e l n o s t r o P a e s e .

G l i s p e t t a t o r i , g l i a d d e t t i a i l a v o r i e d i g i o r n a l i s t i c h e h a n n o g i à p o t u t o v e d e r e q u e s t o c o r t o , h a n n o

e s p r e s s o g i u d i z i m o l t o p o s i t i v i e d a s s a i l u s i n g h i e r i . “ T o b i a ” è s t a t o u f f i c i a l m e n t e s e l e z i o n a t o d a l

“ B . A . F . F . - B u s t o A r s i z i o F i l m F e s t i v a l - S e z i o n e C o r t i ” c h e q u e s t ’ a n n o è s t a t o r i m a n d a t o a d a t a

( a n c o r a ) d a d e s t i n a r s i . N o n m i r e s t a , q u i n d i , c h e a u g u r a r e u n a " b u o n a v i s i o n e " a t u t t i …


C I N E M A E B A L L O

Caterina Ponti : regista e produttrice di talento!

La regista/produttrice di "TOBIA IL NOSTROMO DEL TEMPO - REBOOT

EDITION" Caterina Ponti ha fatto il suo ingresso nel mondo dello

spettacolo e della cultura in giovanissima età, come fotografa, regista

e produttrice di video-documenti, documentari didattici, riprese

televisive, interviste ad ospiti nazionali ed internazionali di una serie

di eventi e festival cinematografici. Ha collaborato al lancio

internazionale di alcuni films hollywoodiani girati in Italia (“DAYLIGHT-

TRAPPOLA NEL TUNNEL” di Rob Cohen con Sylvester Stallone, “U-571”

di Jonathan Mostow, con Matthew McConaughey, “HANNIBAL” di Ridley

Scott con Anthony Hopkins). È Direttrice Artistica di “ONDADONNA-

WOMANWAVE”, manifestazione cinematografica, culturale, multimediale,

a carattere sociale di respiro internazionale, dal marzo 1999.

Ha partecipato in qualità di “Special Extra”, in “piccoli ruoli” in alcuni

film: “DOUBLE CROSS on COSTA’S ISLAND”, ed i già citati “DAYLIGHT”,

“U-571”, “HANNIBAL”. Dopo essere stata ospite in studio di TELE + per

la diretta televisiva esclusiva dei Premi Oscar 2001, è stata testimonial

della kermesse benefica intitolata “I BAMBINI DEL PLANET PER I

BAMBINI DEL MONDO”, con la CPP e Planet Hollywood - Roma (2001).

Nel giugno 2002, la Giuria del “Premio Internazionale Pasquale

Rotondi ai Salvatori dell’Arte” (Sassocorvaro) le ha attribuito il Premio

Speciale in qualità di “produttore e distributore multimediale di

successo dedita alla divulgazione della cultura e dei sentimenti”; il

Premio Speciale le è stato consegnato dal compianto notissimo

sceneggiatore/scrittore/poeta Tonino Guerra.

Ha ideato e co-diretto la prima edizione di "VALENTINE'S DAYS" nel 2004,

un’inedita kermesse multi-mediale realizzata sul territorio del

Montefeltro (Marche), terra di S. Valentino Martire, di cui è stata

nominata dalle autorità ed istituzioni locali “Madrina”. È co-autrice,

assieme a me, di vari soggetti e sceneggiature per lungometraggi e

cortometraggi. È stata contributor di vari libri-monografici realizzati in

occasione della rassegna “PRIMO PIANO SULL’AUTORE” di Assisi. Con

“MEDITERRANEO MARE DI VITA”, il primo film documentario italiano di

'EDUTAINMENT' da lei diretto, prodotto e co-ideato (insieme al

sottoscritto), la Ponti ha conquistato nel 2012 tre riconoscimenti

internazionali: il Premio Speciale del “Roma Film Festival”, il Premio

Speciale all’Innovazione del 32° “Fantafestival” capitolino e la Medaglia

‘Con il Rotary incontro al Mondo - Rotary International’ ricevuta dal

Rotary Club Rimini Riviera. Nel 2013 ha realizzato la “THE DIRECTOR’S

CUT” del suo acclamato MMDV. Nel 2014 ha scritto e pubblicato il suo

romanzo d’esordio di genere fictional thriller "IL PERICOLO NON È IL MIO

MESTIERE MA MI SEGUE COME UN'OMBRA", parzialmente ambientato

nella sua Regione natia, la Sardegna. Nel Dicembre 2014, la Ponti è stata

insignita del prestigioso Premio Domenico Meccoli "ScriverediCinema" -

"Speciale 100 Anni", per il suo film-documentario "Mediterraneo Mare di

Vita", consegnatoLe in occasione della 33a edizione della Rassegna

"Primo Piano sull'Autore". La Ponti il 4 Ottobre 2017 ha ricevuto il

Premio dell’ “Associazione Culturale Comandante Raimondo Bucher” ed il

riconoscimento del Comune di Arzachena, a seguito della “premiere

sarda” della s.m. “THE DIRECTOR’S CUT” del suo “MEDITERRANEO MARE

DI VITA”, realizzata presso l'Auditorium locale con il Patrocinio del

Comune ed in collaborazione con l'Ass.ne Comandante R. Bucher.

“MMDV” è stato selezionato dalla prossima edizione dell’Aqua Film

Festival capitolino. Ha recentemente pubblicato la prima edizione del

libro autobiografico “RICORDI MA NON SOLO” scritto dalla madre

Simonetta Sotgiu, da poco scomparsa, cui “TOBIA...” è dedicato


Witt

Katarina

Est, 3 dicembre 1965)

(Berlino

olimpica sul ghiaccio.

Campionessa

fine degli anni 80, contribuì alla notorietà

Alla

disciplina presentando in una

della

una coreografia sulle musica di

competizione

di Michael Jackson.

"Bad"

S P O R T E B A L L O

DANZA SU GHIACCIO

di Pina Delle Site


S PA EL TU T AE C E O BL I A LE L OB A L L O

M A R I O B R U N E L L O E B E A T R I C E R A N A

C O N L E S T E L L E D E L L A D A N Z A

Duets and Solos


MS OA LD UA T E BE A BL AL LO

L O

GUSTO E STILE

La Moda nella danza sportiva presentata da

TRADIZIONE O PROIEZIONE

SUL NUOVO CHE AVANZA?

Anche il mondo del ballo non sfugge a questo

dualismo. Tuttavia a Roma c'è un atelier che sa

coniugare benissimo tradizione e moderno,

fondendoli col suo stile inconfondibile apprezzato

da tutti i danzatori che hanno avuto modo di

toccare con mano, qualità e competenza.

UMORE ESTIVO

Manufatti realizzati con sapienza dalle

mani esperte dello stilista Maurizio Jovine, che

ha creato la maison Jovine Dance.

Fondata più di dieci anni fa, Jovine Dance ha

avuto sempre maggiori consensi nel mondo del

ballo, affermandosi come punto di riferimento

per molti danzatori; le creazioni spaziano tra

latino e caraibico, tra standard e tango, tra

classico e modern

TROPPO TRENDY!

Oggi Jovine Dance mette in evidenza la pura bellezza dell'abito e

del danzatore che non ha più bisogno di nascondersi dietro allo

scintillio di invadenti strass: “Gli strass devono essere solo dei

delicati punti luce e non un invadente luccichio che distrae

l'occhio dalla bellezza dell'abito e dalle perfette movenze dei

danseurs. Abito e danzatore devono apparire come un corpo unico

che sinuosamente ammaliano e generano emozioni in coloro che li

ammirano”. Questo afferma Jovine Maurizio, che è sempre alla

ricerca dellaì perfezione e della assoluta qualità dei materiali

usati. Si, strizziamo l'occhio al nuovo che avanza, ma

salvaguardiamo ma salvaguardiamo la preziosa qualità della

tradizione manufatturiera italiana.


mia esigenza di ripartire in questo momento è basata su :

La

all’insegna del colore”.

”l’estate

o parrucchiere, si è rivelata una figura

L’hairstylist,

nella routine dello stare a casa per coloro che non

importante

riferisco ad effetti come il total black ed il color marron

Mi

oppure gli intrecci come color tabacco, caramello rosato

glace,

estroverse proposte, naive, smodate ed elettriche dei colori

BS EA A L U T Y E E B A L L O

Tony Attinà

by Eltogroup

COLORANO IL POST COVID

MODA CAPELLI 2020: LE NUANCE FUNKY

In questo momento difficile, ed anche considerevolmente

imortante, vista la pandemia covid19, le aziende hairstylist sono

riuscite, non in tempi brevi e grazie ai dispositivi di protezione, a

rimettersi in discussione per la “donna moderna” che anche in un

periodo di crisi come questo, si ricorda e vuole sempre essere in

voganella forma e colore dei propri capelli.

Negli ultimi dieci anni le tendenze colore della moda capelli sono

molto cambiate, perché sono cambiate le esigenze delle

consumatrici finali, per non parlare delle tinte e tagli “homemade”

degli ultimi mesi che hanno creato molta confusione e disastri

nelle teste delle più agguerrite.

sanno bene cosa vogliono, pero’ hanno sempre bisogno di sentirsi

“diversi”, hanno bisogno di dare una sferzata alla loro giornata,

hanno bisogno semplicemente di provare il piacere di andare dal

loro fidato coiffeur.

estate 2020, non a caso ,ma ne sono convinto, è

Questa

verso tendenze cromatiche, affinché gli intrecci

indirizzata

le sfumature ben graduate e gli abbinamenti audaci

multitonali,

intensità, naturalezza e grinta.

donino

Basta solo decidersi e scegliere. Dal 2019 fino ad oggi, il trend si è

saturato di rosso, vedendo come protagonista il ramato, in tutta

la sua carica ed intensità , fatta di sfumature che ricordano i

colori dei paradisi tropicali, come ad esempio, la versione

e audace del coral, proclamato colore pantone

pastello

dell’anno.

Anche nel caso dei capelli biondi o biondo platino vedremo una

palette ricca di sfumature dolci, armoniose e naturali, fino a

versioni di maggiore impatto e ardite.

Le due tendenze da definizione sono quella dei biondi glaciali e

quella dei butter blonde (biondo color burro)

Una grande rivincita, a mio avviso, per le more, che non dovranno

piu’ rinunciare necessariamente al proprio colore, come in

passato, ma potranno arricchirlo, grazie ai progressi creati negli

anni, per le sfumature sia calde che fredde.

e il blu denim.

Per completare lo scenario, chiaramente, non possono mancare le

funky;

capeggiati da giallo scuro, neon orange, rosa, le versioni pastello

e, per chi lo desidera, il tocco di classe in bellezza con il glitter.

Ci tengo a sottolineare che la tendenza dei capelli decolorati è

una moda che non accenna a fermarsi e, fino ad oggi, chi non lo

ha ancora fatto, ci sta sicuramente pensando.


questa estate 2020 le beauty-terapist consigliano trattamenti olistici (vegan friendly)

Per

hitech da eseguire in cabina. Dopo un’attenta anamnesi cutanea, valutiamo, insieme al

ed

della pelle, più un mantenimento domiciliare.

specifico

sole e i raggi UV disidratano la pelle; in questi casi noi consulenti di bellezza ci aggiorniamo

Il

SB AE LA U T E Y E E B A LL L O

BEAUTY SUMMER 2020

TRATTAMENTI OLISTICI ED HITECH

DA ESEGUIRE IN CABINA.

di Alessia Luna Pentivolpe

La pelle è il nostro organo barriera ed è formata da epidermide, sottocutaneo e anamnesi

cutanei. Essa ci fa interagire con l’ambiente esterno, di conseguenza smog, radicali liberi,

cambiamenti climatici sono alcuni tra i fattori che possono alterare il suo equilibrio.

cliente,

se “necessaria” una pulizia viso, per poi indirizzare verso un trattamento

per soddisfare la clientela. Nel nostro centro estetico , ELTO GROUP TIGI SALON, stiamo

consigliando trattamenti rivitalizzanti OLOS, a base di collagene, acido ialuronico, plankton SPF,

che, disidratano la pelle in profondità ristabilendo il Film idrolipidico.

I trattamenti in cabina possono essere associati alla tecnologia, come la Radiofrequenza, dotata

di un manipolo, che emette onde elettromagnetiche, generando calore stimolante le cellule del

derma, per una pelle più liftata, compatta e distesa. Dona al viso un aspetto fresco,giovane e

naturale! In parole semplici, noi professionisti del settore saremo sempre a disposizione per la

cura della vostra pelle, perché è fondamentale avere sempre un viso più curato da esibire.


SB AE LA U T E Y E E B A LL L O

Ecco la nostra modella al naturale. Abbiamo una ragazza con

un bel viso, ma con qualche piccola imperfezione da risolvere.

Andremo, ora, per piccoli passi a valorizzare il suo volto.Con il

camouflage andremo a creare una base perfetta e resistente

all’acqua. Ci stiamo, infatti, anche occupando di un make-up

estivo che dovrà essere resistente anche al sudore e all’acqua.

Esso ci aiuterà anche a coprire tutti quei piccoli inestetismi

che la pelle presenta. Per una maggior durata dell’ombretto,

consiglio sempre di applicare l’ombretto base con un

pennellino preventivamente inumidito con l’acqua.Questo

sicuramente darà una durata superiore alle aspettative,

facendo in modo che l’ombretto non sbiadisca o si formino le

famose “pieghette” dovute alla sudorazione della palpebra.

Tenendo ferma la palpebra con una lieve pressione del dito,

applicheremo l’ombretto con il pennello previamente

inumidito. Si consiglia di applicare l’ombretto muovendosi dal

lato esterno al lato interno della palpebra. Ricordiamo che

l’ombretto dovrà aderire alla rima cigliare. Una volta applicato

l’ombretto, con il polpastrello lo faremo aderire con una lieve

pressione. Questo farà in modo che abbia una resistenza

impeccabile per tutta la giornata. Con un eyeliner andremo a

sottolineare l’occhio creando una maggior intensità e

profondità. Quando si applica l’eyeliner ci aiuteremo con un

pennellino specifico, con questo metodo avremo una linea

molto più sottile e precisa senza appesantire lo sguardo.

Con l’aiuto di un pennellino a lingua di gatto, intriso di

ombretto nero, andremo a sfumare il nostro eyeliner. Questo

darà un effetto più morbido e allo stesso tempo aiuterà a

sollevare lo sguardo. Come si vede nella foto, dovrà essere un

piccolo triangolo che non deve superare la piega dell’occhio.

Con l’aiuto di un pennellino a lingua di gatto, intriso di

ombretto nero, andremo a sfumare il nostro eyeliner. Questo

darà un effetto più morbido e allo stesso tempo aiuterà a

sollevare lo sguardo. Come si vede nella foto, dovrà essere un

piccolo triangolo che non deve superare la piega dell’occhio.

Sottolineate lo sguardo con l’aiuto di una matita morbida. Il

colore dovrà essere sempre in armonia con l’ombretto

applicato sulla palpebra. Con lo stesso pennellino usato per la

sfumatura andremo a sfumare la matita applicata alla

palpebra inferiore, questo aiuterà ad ingrandire lo sguardo,

creando contrasto con l’iride così da accentuarne il colore.

Sicuramente una matita per le sopracciglia ci aiuterà in alcuni

a riempirne i vuoti, in altri a delinearle creando degli sguardi

più sofisticati oppure ci aiuterà ad alzare l’arcata

sopraccigliare, creando un completamento più armonioso

dello sguardo. Con un colore contrastante andremo a

riempire la palpebra superiore per completare l’armonia

cromatica dell’occhio. Per un tocco più fashion l’ombretto

arancio è stato applicato anche al lato inferiore ed esterno

dell’occhio. Come nella foto, si ottiene l’effetto di enfatizzare la

sfumatura allungata verso l’esterno.

Indispensabilmente, applicate sufficientemente mascara per

ottenere l’effetto di uno sguardo più profondo. Quando

applicate il mascara ricordatevi di farlo dal basso verso l’alto

spingendo le ciglia all’esterno, questo vi permetterà di

allungare visivamente l’occhio. Ricordatevi che le ciglia

dovranno essere ad effetto pettinato e non agrumi.

Delineiamo le labbra con una matita naturale per non creare

contrasto con il rossetto, che avrebbe conseguenze estetiche

sgradevoli e volgari. Tutto deve avere un armonia e senso del

buon gusto. Quando applichiamo la matita, ricordiamoci, che

dovrà essere applicata dall’esterno verso l’interno in maniera

tale da arrotondare il labbro superiore creando un effetto più

voluminoso e morbido. Sfumate, con l’aiuto di un pennello per

le labbra, la matita muovendovi dall’esterno verso il centro

della bocca. Questo darà uniformità alle labbra.

Successivamente, applicate un rossetto o un gloss a Vs.

piacimento rispettando sempre l’armonia dei colori.

Ecco il nostro trucco completato. Come vedete nella foto, si

tratta di un trucco semplice da effettuare, che aiuterà a

valorizzare tutti i vostri lineamenti.


SB AE LA U T E Y E E B A LL L O

CAPELLI CORTI

O LUNGHI?

di Ernesto Biagetti

È i l m o m e n t o d i d a r e f r e s c h e z z a a l n o s t r o v i s o , b i s o g n a

d o n a r g l i a u t e n t i c i t à c o n s c e l t e c o r a g g i o s e e s p e s s o d r a s t i c h e .

I l t a g l i o l u n g o s t a t r a m o n t a n d o e s i s t a s c o p r e n d o c h e

s e m p r e m e n o d o n n e r i m a n g o n o a n c o r a t e a l p a s s a t o . . .

M o l t e c e l e b r i t y , a d e s e m p i o , s i s o n o r i a p p r o p r i a t e , c o n u n

t a g l i o a l l a l o r o c h i o m a , d i u n a s p e t t o p i ù f r e s c o , e s a l t a n d o

a n c h e l a l o r o p e r s o n a l i t à , c o m e a d e s e m p i o l a n o s t r a M o n i c a

B e l l u c c i ( f o t o I n s t a g r a m ) c h e c i h a c o l t i t u t t i d i s o r p r e s a ,

c o n u n l o o k n u o v o , c o r t o , f r e s c o c o n u n a l i n e a a t t e n t a a i

p a r t i c o l a r i d e l v i s o . U n a f o r t e a t t e n z i o n e s i p o n e a l l e n u o v e

l i n e e c a r r é , l e g g e r e s u l l e p u n t e e p e r f e t t e p e r t u t t e l e

t i p o l o g i e d i v i s o , v a n i f i c a n d o , c o s i , l a c o n v i n z i o n e c h e i l l u n g o

s i a s e m p r e b e l l o p e r t u t t i .

L a c o n f e r m a c i a r r i v a d a l l ’ A m e r i c a c o n u n a s t a r d ’ e c c e z i o n e ,

C i n d y C r a w f o r d ( f o t o i n s t g r a m ) c h e , c o n u n t a g l i o d e c i s o

a l l a s u a f o l t a c h i o m a e c o n l a r e a l i z z a z i o n e d i u n c a r r é , è

d i v e n t a t a , i n u n a m a n c i a t a d i m i n u t i , m o l t o p i ù g i o v a n e d i

q u a n t o s i a . S e m b r a a v e r e l ’ e t à d i s u a f i g l i a ! ( f o t o ) . Q u e s t o è

a n c h e l ’ a n n o d e l l e c h i o m e r i c c e , c o n u n r i t o r n o a l l e

a c c o n c i a t u r e v o l u m i n o s e d e g l i a n n i ’ 8 0 e ’ 9 0 , p e r u n l o o k

e s t i v o f r e s c o e m o d e r n o . O g g i c i s o n o m o l t e n o v i t à o f f e r t e

d a l l e a z i e n d e d e l s e t t o r e c h e , c o n i l o r o p r o d o t t i , d a n n o

s u p p o r t o a t u t t i i v a r i t i p i d i S t y l i n g , e s a l t a n d o s i a i l r i c c i o

n a t u r a l e c h e p e r m a n e n t a t o ( s ì r a g a z z e , è t o r n a t a l a

p e r m a n e n t e ! ) . D a u s a r e m o l t o i n q u e s t o p e r i o d o l e

p r o t e z i o n i s o l a r i c h e p r e s e r v a n o i l c a p e l l o d a l l o s b i a d i m e n t o

d e l c o l o r e e d a l l a s e c c h e z z a , u n i t a m e n t e a p r o d o t t i d i

r i p a r a z i o n e d e l c a p e l l o , s o p r a t t u t t o p e r l e a m i c h e

f e d e l i s s i m e c h e u s a n o a n c o r a l a p i a s t r a ( m i r a c c o m a n d o ,

u s i a m o l a s o l o u n a v o l t a a s e t t i m a n a ! ! ! ) , o t t e n e n d o , c o s ì ,

u n s u c c e s s o g a r a n t i t o .

U n a l t r o a s p e t t o s u c u i p o r r e l ’ a t t e n z i o n e è i l

c o l o r e : b a s t a c o n i l g r i g i o , o r a è m o l t o

a p p r e z z a t o , d a t a n t i s s i m e d o n n e , i l r a m e i n

t u t t e l e s u e s f u m a t u r e e v a r i a n t i , a b b i n a t o a d

u n t r a t t a m e n t o v e g a n o a b a s e d i e r b e t i n t o r i e ,

c h e r e n d e r à l a n o s t r a c h i o m a p i ù c o r p o s a ,

n u t r i t a e l u c e n t e . U n b u o n t r a t t a m e n t o d i

c o l o r a z i o n e e t a g l i o c i a i u t e r à a n o n p a s s a r e

i n o s s e r v a t e , i n d e c i s e o a n o n i m e , e f a r à d i v o i

p e r s o n e d e c i s e , c h e s a n n o s t a r e a l p a s s o c o n i

t e m p i .

D e d i c a t e , q u i n d i , p i ù a t t e n z i o n e a l l ’ i m m a g i n e

e p a r l a t e n e c o n i l v o s t r o c o n s u l e n t e d i

b e l l e z z a , c h e s a r à i n g r a d o d i p r o p o r v i u n a

s o l u z i o n e m i r a t a e g i u s t a p e r e s a l t a r e c i ò c h e c i

p i a c e , o n a s c o n d e r e q u e l l o c h e n o n c i p i a c e . S e

p r o p r i o n o n v i d à f i d u c i a … c a m b i a t e l o !

S i a m o n e l l a f a s e d e l l a r i n a s c i t a , i m p a r i a m o a

v o l e r c i b e n e e a v o l e r b e n e a i n o s t r i c a p e l l i …

https://www.ernestobiagetti.it/


Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

WWW.SOLOMENTE.IT

È a r r i v a t a l ' e s t a t e , t e m p o d i v a c a n z e , s o l e ,

m a r e , r e l a x , d i v e r t i m e n t o e . . . m u s i c a d a

b a l l a r e .

C i s a r à q u e s t ' a n n o l a p o s s i b i l i t à d i

s c a t e n a r s i a p i e d i n u d i s u l l a s a b b i a ?

C r e d o c h e o g n u n o d i n o i p o r t i d e n t r o d i s é i l

r i c o r d o d i q u e l l a c a n z o n e , d i q u e l b a l l o , d i

q u e l l a d a n z a l i b e r a t o r i a p r i v a d i p e n s i e r i , d i

q u e l l a n o t t e m a g i c a a l c h i a r o d i l u n a ;

e d i q u e l l a s e r a i n i z i a t a g u a r d a n d o i l

t r a m o n t o d e l s o l e s u l m a r e , c o n l a c o m p a g n i a

d e g l i a m i c i e l e n o t e c h e p i a n o p i a n o i n i z i a n o

a s p a n d e r s i n e l l ' a r i a f r e s c a . P o i u n

c r e s c e n d o d i e m o z i o n i , c o n l e s c a r p e c h e

v o l a n o v i a i n s i e m e a l l e p r e o c c u p a z i o n i ,

s e g u e n d o i l r i t m o c o n i p a s s i e c o n i l c u o r e

i n u n u n i c o b a t t i t o .

U n b a l l o d i l i b e r t à , s e n z a c o s t r i z i o n i f i s i c h e o

m e n t a l i , c h i u d e n d o g l i o c c h i a p p e n a q u a l c h e

s e c o n d o p e r a s s a p o r a r e m e g l i o q u e l l a

s e n s a z i o n e d i b e n e s s e r e , u n b e n e s s e r e

a s s o l u t o , d i f f i c i l e d a d e s c r i v e r e a p a r o l e .

S i p u ò b a l l a r e p e r o r e , c o n l a m u s i c a g i u s t a .

C i s i r i t r o v a p o i u n p o ' c a m b i a t i , s t a n c h i m a

a l l o s t e s s o t e m p o r i g e n e r a t i .

A n c o r a p i e n i d i e n e r g i a p e r c e r c a r e l e

s c a r p e , d i m e n t i c a t e c h i s s à d o v e , s o t t o u n a

l u c e a r g e n t e a , e p e r t o r n a r e a c a s a f e l i c i .

https://www.solomente.it/

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