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Ottopagine Sport 05

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<strong>Ottopagine</strong><br />

<strong>Sport</strong><br />

Lorenzo<br />

Foto Mario Taddeo


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Chiamatelo<br />

il Magnifico<br />

Ha saputo riscattare, portandone l’intero peso,<br />

l’idea che un suo errore avesse fatto sfumare la A<br />

S<br />

vegliarsi di notte per l’incubo di un errore<br />

che lo ha perseguitato per una intera<br />

estate. “I miei compagni di squadra<br />

mi hanno aiutato. Ma non è stato un<br />

momento facile”. Lorenzo Montipò s’è<br />

portato sulle spalle la sconfitta di un’intera<br />

squadra nella semifinale play off.<br />

Colpevole negli occhi di chi aveva sperato<br />

che la serie A potesse essere raggiunta<br />

a distanza di un solo anno dalla<br />

retrocessione. Il ragazzo di Novara ha<br />

accettato in silenzio le critiche. Ha condiviso<br />

la scommessa della società di riprovarci.<br />

di Sonia Lantella


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Foto Mario Taddeo


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Elaborazione grafica: transfermarkt.it<br />

Senza pensare una sola volta alla possibilità<br />

di fuggire lontano. Eppure i fischi<br />

in occasione della Coppa Italia col<br />

Monza li ha sentiti bene, era il calcio di<br />

agosto, troppo vicino a quella partita<br />

che aveva rappresentato un po’ per tutti<br />

la grande beffa.<br />

Serviva un’impresa. Per ridisegnare il<br />

profilo di Montipò nell’immaginario<br />

collettivo. È servita la preghiera del suo<br />

amico Del Pinto alla prima col Pisa.<br />

Colpevole di un rigore che poteva risultare<br />

fatale al Benevento, fermo sullo 0 a<br />

0, proprio nel finale. Nei secondi prima<br />

del triplice fischio. Ma il giovane portiere<br />

stava aspettando da troppo tempo<br />

quel momento.<br />

Si dice che i rigori si sbaglino, non si


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Foto Mario Taddeo<br />

parino. Ma quella impresa era scritta<br />

nel destino di Lorenzo Montipò. Perché<br />

se la sconfitta di Pescara ha rappresentato<br />

la svolta per il Benevento di<br />

Pippo, quel penalty all’Arena Garibaldi,<br />

quell’abbraccio tra i due Lorenzo,<br />

ha dato inizio allo splendido<br />

cammino dell’estremo sannita. Una parata<br />

dietro l’altra. Firmando record su<br />

record. 18 clean sheet personali (più<br />

uno conquistato da Manfredini), numeri<br />

da capogiro per un portiere che<br />

oggi non è più una scommessa. Lui, il<br />

giovanotto di Novara, rientra in quel<br />

discorso fatto di certezze per la nuova<br />

avventura in serie A. Una grande occasione<br />

per Lorenzo che potrà ritagliarsi<br />

un posticino nel calcio che conta. Provando<br />

a fermare le traiettorie dei grandi<br />

campioni. Una sfida ardua. Di quelle<br />

che spingono atleti come lui a superarsi.<br />

Ancora. Nonostante le tante prodezze.<br />

Perfino l’ultima partita in casa,<br />

quella che ha segnato l’ingresso ufficiale<br />

in A, porta la sua firma.<br />

Al Benevento poteva bastare il pareggio,<br />

la Juve Stabia lo ha cercato fino<br />

all’ultimo. Ma l’estremo difensore ha<br />

fatto in modo che i festeggiamenti fossero<br />

completi per un primo posto garantito<br />

da almeno un paio di parate<br />

determinanti. Dando così un calcio definitivo<br />

a quell’incubo che per molti<br />

non è nemmeno più storia. Ci saranno<br />

nuove pagine da riempire. Con una<br />

firma d’autore, quella di Lorenzo Montipò.


a<br />

<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Venezia,<br />

il riscatto<br />

dopo<br />

Crotone<br />

Una squadra abituata a vincere<br />

deve continuare senza distrarsi<br />

mendarsi da un<br />

peccato. E' una novità<br />

quasi assoluta<br />

per il Benevento<br />

di Pippo Inzaghi<br />

che aveva usato la<br />

parola “riscatto”<br />

una sola volta in<br />

stagione, forse<br />

due se si considera<br />

la sconfitta in<br />

Coppa contro il<br />

Monza a campionato<br />

ancora da ini-<br />

Eziare.<br />

di Franco Santo


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Foto Mario Taddeo


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

Foto Mario Taddeo


<strong>Sport</strong> Benevento<br />

E' una situazione inedita<br />

anche perchè, via!, il peccatuccio<br />

è di quelli veniali. Il<br />

ko di Crotone ha fatto male<br />

solo dal punto di vista estetico,<br />

in fondo l'obiettivo<br />

pratico era stato appena raggiunto.<br />

Che non sia stato accolto<br />

col sorriso sulle labbra<br />

si è capito, questa squadra<br />

ha abituato troppo bene alla<br />

vittoria, se capita uno scivolone<br />

si rimane smarriti,<br />

quasi increduli. Pare che<br />

Pippo abbia spaccato una lavagnetta<br />

tra il primo e secondo<br />

tempo, perchè lui a<br />

perdere proprio non ci sta. E<br />

lo hanno imparato anche i<br />

suoi, che lo seguono come i<br />

topolini il pifferaio magico.<br />

Ma nel calcio non si inventa<br />

nulla: se si va in campo contro<br />

una squadra affamata di<br />

punti, indicata alla vigilia<br />

tra le favorite alla vittoria finale<br />

e si hanno nelle gambe<br />

due notti di feste, qualche<br />

seduta di allenamento e cinque<br />

ore di viaggio in pullman,<br />

la cosa più normale è<br />

che si perda.<br />

E allora non c'è altro da fare<br />

che cancellare subito quell'onta.<br />

Come? Semplice, riprendendo<br />

a vincere. Il<br />

Venezia è il passato recente<br />

di Superpippo che in Laguna<br />

si rimise in gioco dopo<br />

l'esperienza impossibile<br />

sulla panchina del suo<br />

Milan. Non farà sconti ai<br />

suoi ex allievi, in mente ha<br />

solo i record da raggiungere<br />

dopo la promozione matematica.<br />

L'ha ripetuto come<br />

un mantra: “I ragazzi devono<br />

capire la differenza<br />

che passa tra vincere un<br />

campionato ed entrare nella<br />

storia”.<br />

Per questa seconda opzione<br />

bisogna fare almeno 11<br />

punti dei 18 della dotazione<br />

complessiva: non certo<br />

un'impresa titanica per una<br />

squadra come il Benevento<br />

che ha schiacciato ogni avversario<br />

a vista, ma neanche<br />

semplice a questo punto<br />

della stagione e con i problemi<br />

che sono sopraggiunti.<br />

Contro il Venezia di<br />

Dionisi mancheranno Caldirola,<br />

Kargl, Viola e Vokic,<br />

oltre a Coda che ha ormai<br />

salutato la compagnia dopo<br />

la scadenza del contratto. Bisognerà<br />

raschiare il fondo<br />

del barile, trovare energie<br />

impensate, sia dal punto di<br />

vista fisico che mentale, e riprendere<br />

a correre come<br />

prima di Crotone. E' la<br />

nuova scommessa della<br />

truppa di Inzaghi, che vuole<br />

almeno pareggiare i conti<br />

con l'Ascoli dei record di<br />

quel lontano 77-78. Così si<br />

riscrive la storia. Che va persino<br />

oltre la vittoria in un<br />

campionato.


<strong>Sport</strong> Napoli<br />

A testa<br />

alta<br />

Occasioni importanti<br />

sprecate, altrimenti<br />

il Napoli di Gattuso<br />

avrebbe scritto<br />

una storia diversa<br />

Atesta alta. È questo il Napoli<br />

di Gennaro Gattuso.<br />

Continuano a vincere gli<br />

azzurri in campionato e<br />

per forza di cose aumenta<br />

il rammarico di essere<br />

troppo lontani dal quarto posto. «Massimo<br />

rispetto per l'Atalanta ma non ci<br />

sono quindici punti di distacco tra noi e<br />

loro», ha ammesso il tecnico dei partenopei<br />

dopo il successo in casa del Genoa. I<br />

rimpianti ci sono perché sono stati gettati<br />

via occasioni importanti nella prima<br />

parte della stagione.


<strong>Sport</strong> Napoli<br />

di Salvatore Caiazza


Osimhen<br />

e quel sì<br />

in attesa<br />

L'attaccante del<br />

futuro ancora non<br />

ha detto sì. Sia il<br />

ds Giuntoli che il<br />

tecnico Gattuso<br />

hanno preferito<br />

non parlare di Victor<br />

Osimhen. Il<br />

22enne bomber<br />

nigeriano del Lille<br />

dovrebbe essere il<br />

sostituto di Arek<br />

Milik. Ormai il<br />

polacco guarda altrove,<br />

non ha interesse<br />

a rimane<br />

ancora in azzurro<br />

e quindi il Napoli<br />

si è messo. Il talento<br />

africano è<br />

venuto in città la<br />

settimana scorsa<br />

per conoscere<br />

l'ambiente e per<br />

parlare con Gattuso<br />

e De Laurentiis.<br />

Con i suoi<br />

agenti e tutto fatto<br />

ma Osimhen<br />

sogna la Premier.<br />

Ed è per questo<br />

che sta ancora<br />

aspettando prima<br />

di dare l'ok per il<br />

suo trasferimento<br />

in riva al Golfo.<br />

<strong>Sport</strong> Napoli


<strong>Sport</strong> Napoli<br />

Ma il passato è passato.<br />

Bisogna pensare<br />

al presente. E<br />

il presente dice che<br />

questo Napoli può<br />

crescere ancora per<br />

arrivare al top alla sfida di ritorno<br />

degli ottavi di finale di Champions<br />

contro il Barcellona. Sarà una partita<br />

proibitiva tra il 7 e l'8 agosto ma questo<br />

gruppo così come sta andando a<br />

mille può fare la sua bella figura. E<br />

perché no, conquistare l'accesso alle<br />

final eight della Coppacampioni. Sarebbe<br />

il giusto premio per Gattuso e i<br />

suoi ragazzi. Si poteva mollare tranquillamente<br />

dopo la conquista della<br />

Coppa Italia e l'accesso diretto in Europa<br />

League ed, invece, si va in<br />

campo solo per vincere. Un plauso a<br />

tutti, quindi, poiché seguono le indicazioni<br />

di un allenatore che sa di giocarsi<br />

una carta importante in sella al<br />

Napoli. Ci aveva provato anche al<br />

Milan nello scorso torneo ma a fine<br />

stagione gli fu dato il benservito. E<br />

domenica sera ci sarà una gara emozionale<br />

per Ringhio. Per la prima<br />

volta, infatti, sarà avversario del suo<br />

passato glorioso. Sfiderà quel Diavolo<br />

che gli ha dato tanto sotto tutti i<br />

punti di vista. Ma il calcio è anche<br />

questo. E sicuramente una volta cominciata<br />

la partita dimenticherà chi<br />

dovrà battere. Sì perché non farà<br />

sconti neanche ai rossoneri il buon<br />

Rino. Il suo Napoli oggi è una macchina<br />

quasi perfetta che va avanti a<br />

testa alta. Così come si evidenzia nell'esultanza<br />

di Callejon copiata poi a<br />

Marassi da Mertens. Gli obiettivi in<br />

serie A saranno già stati conquistati e<br />

ci sarà poco da conquistare ancora.<br />

Ma non si molla nulla. Si deve correre<br />

per il futuro. Dove di certo ci sarà ancora<br />

Gattuso. E tanti altri azzurri attuali.<br />

A partire da Mertens. Che<br />

continua ad essere sempre più il capocannoniere<br />

della storia azzurra. E<br />

adesso che si è svegliato anche Lozano<br />

si può fare molto di più. L'ambizione<br />

è di arrivare al quinto posto. In<br />

modo tale da ripartire l'anno prossimo<br />

con la volontà di migliorare e<br />

perché non lottare con la Juve per la<br />

conquista dello scudetto. Sempre a<br />

testa alta.<br />

Ufficiale<br />

Trentino ciao ciao, ci si rivede nel 2021<br />

Niente ritiro a Dimaro Folgarida.<br />

Adesso è ufficiale. Il Napoli e il<br />

Trentino Marketing hanno comunicato<br />

che per ragioni logistiche e<br />

di date non sarà possibile quest'anno<br />

rispettare il contratto per la<br />

fase di preparazione in Val di Sole<br />

e che la squadra azzurra lavorerà a<br />

Castel di Sangro per la prossima<br />

stagione. Naturalmente a luglio<br />

2021 si andrà nuovamente in Trentino<br />

come da programma così<br />

come nel 2022. Se non ci fosse<br />

stato lo stop del campionato per la<br />

pandemia da Coronavirus, attualmente<br />

il Napoli starebbe sudando<br />

sul campo di Carciato agli ordini<br />

di Gennaro Gattuso. Ma per ovvie<br />

ragioni sono saltati tutti i programmi.


<strong>Sport</strong><br />

Faccia a faccia<br />

con il dirigente Pavarese<br />

per capire<br />

che mercato sarà


<strong>Sport</strong><br />

Pochi<br />

maledetti<br />

e subito<br />

di Angelo Giuliani<br />

Mi<br />

aspetto anche in serie A un mercato<br />

fatto di tanti prestiti e scambi tra le<br />

parti. Il Covid inevitabilmente ha inciso<br />

anche sul calcio, una delle 5 maggiori<br />

industrie del nostro paese”.<br />

Esperienza da vendere, Gigi Pavarese<br />

dice la sua sul calciomercato che<br />

da qui a breve riempirà le giornate<br />

calcistiche degli italiani.<br />

“Tanti club sono in difficoltà, specie in<br />

C e tra i dilettanti. E lì che si acuirà<br />

maggiormente la crisi. E' chiaro che in<br />

serie A chi ha i numeri per sparare<br />

alto lo continuerà a fare, ma ci sarà un<br />

ridimensionamento generale molto<br />

forte”.


<strong>Sport</strong><br />

Insomma si preannuncia una delle<br />

sessioni di calciomercato tra le meno<br />

scoppiettanti degli ultimi anni, soprattutto<br />

in termini di spesa e il<br />

mondo del pallone continuerà a risentire<br />

degli effetti economici provocati<br />

dalla pandemia. Su quale potrà essere<br />

il grande colpo di mercato Pavarese<br />

non dubbi. “Osimhen. E' vero che<br />

negli ultuimi giorni si è allontanato<br />

dal Napoli ma se De Laurentis vende<br />

Milik può mettere da parte un bel tesoretto<br />

per rilanciare. Credo possa essere<br />

un grande investimento<br />

l'acquisto più oneroso dell'era De<br />

Laurentis per riscattare anche qualche<br />

operazione non andata in porto<br />

l'anno scorso”. Un'altra certezza dell'ex<br />

ds di Napoli e Torino è sul Benevento.<br />

“Parliamo di uno dei 5 club più<br />

solidi e strutturati della serie A. Sono<br />

sicuro che faranno un mercato oculato<br />

ma ambizioso grazie alle competenze<br />

di Vigorito, Foggia e di Inzaghi, tecnico<br />

coraggioso ed emergente. Nei<br />

giallorossi rivedo il percorso del<br />

Chievo dei primi anni del 2000, lunga<br />

vita in serie A a una società lungimirante”.<br />

Chiusura sul campionato che<br />

è ripreso e che non ha lesinato sorprese.<br />

“Io dico che c'era da aspettarselo.<br />

Alla fine stanno facendo<br />

benissimo Napoli e Atalanta che più<br />

di altre hanno profondità di organico<br />

e forza numerica. Scudetto? Ad inizio<br />

anno ho detto Inter, sulla Lazio non<br />

mi ero sbagliato quando sostenevo<br />

che sarebbe stato decisivo il calo degli<br />

uomini chiave, alla fine lo vincerà ancora<br />

la Juve”.


<strong>Sport</strong>


<strong>Sport</strong> Salernitana<br />

Finale<br />

all’ultimo<br />

respiro<br />

Sarà un finale di<br />

stagione da vivere<br />

tutto d'un<br />

fiato per i tifosi<br />

della Salernitana.<br />

In poco più<br />

di venti giorni i<br />

granata affronteranno<br />

sei partite<br />

decisive per conquistare<br />

un piazzamento<br />

nella<br />

griglia play-off.<br />

Dopo Ascoli il<br />

cavalluccio marino<br />

sarà protagonista<br />

di cinque<br />

scontri diretti<br />

contro Cittadella<br />

(quarta), Crotone<br />

(secondo), Empoli<br />

(nono), Pordenone<br />

(terzo) e<br />

Spezia (sesto).<br />

Un calendario<br />

terribile che risulterà<br />

decisivo<br />

per raggiungere<br />

la post season.


<strong>Sport</strong> Salernitana<br />

Fuori<br />

la grinta<br />

A tre settimane dal traguardo, Ventura<br />

deve ancora mantenere la promessa fatta<br />

Il<br />

giorno in cui Gian Piero Ventura pronunciò<br />

le sue prime parole da allenatore<br />

della Salernitana, non avrebbe mai<br />

potuto immaginare che dodici mesi<br />

dopo la stagione calcistica sarebbe<br />

stata ancora in corso. Era l’11 luglio<br />

dello scorso anno quando l’ex ct della<br />

Nazionale italiana, affiancato dal copatron<br />

Claudio Lotito, si presentò alla<br />

città di Salerno, raccontando di avere<br />

«una voglia feroce di ripartire» per riscattare<br />

la cocente delusione della<br />

mancata qualificazione ai Mondiali e la<br />

breve parentesi vissuta al Chievo Verona.<br />

«Sono bastate due sconfitte per<br />

cancellare 34 anni di carriera. Io quei<br />

34 anni me li voglio riprendere. E vi<br />

anticipo che me li riprenderò», promise<br />

il tecnico ligure, caricando un amdi<br />

Filippo Notari


<strong>Sport</strong> Salernitana<br />

biente che, in fin dei conti, aveva il suo<br />

stesso umore dopo la salvezza conquistata<br />

ai rigori nella finale play-out di<br />

Venezia.<br />

Dodici mesi dopo i giochi sono ancora<br />

aperti e la Salernitana sembra aver ritrovato<br />

quella «voglia feroce» spesso<br />

tirata in ballo dal suo allenatore. Il<br />

derby vinto contro la Juve Stabia ha restituito<br />

il sorriso all’ambiente granata.<br />

E non soltanto per i tre punti che nella<br />

fase post-Covid non erano ancora arrivati.<br />

Ma soprattutto perché all’Arechi<br />

il cavalluccio marino ha dimostrato di<br />

saper soffrire e di volersi giocare fino<br />

alla fine le proprie chance play-off, vincendo<br />

un derby giocato per 90’ in inferiorità<br />

numerica.<br />

A sei giornate dalla fine i granata sono<br />

nella griglia delle prime otto ma prima<br />

di giungere al traguardo dovranno affrontare<br />

un rush finale da brividi. Si<br />

parte venerdì 10 dal “Del Duca” di<br />

Ascoli, campo storicamente difficile e<br />

che stavolta lo sarà ancor di più vista la<br />

situazione di classifica del Picchio,<br />

quintultimo in condominio con la Juve<br />

Stabia e costretto a fare punti per uscire<br />

dalle zone rosse. I granata ci arrivano<br />

di slancio ma senza cinque pedine titolari:<br />

Aya, Dziczek, Maistro, Lombardi e<br />

Jallow salteranno la trasferta in terra<br />

marchigiana per squalifica.<br />

Ventura dovrà fare di necessità-virtù<br />

per sopperire alle pesanti assenze. Ma<br />

spera che i suoi uomini metteranno in<br />

campo quella «voglia feroce» promessa<br />

ai salernitani un anno fa nel<br />

giorno della sua presentazione<br />

Cavalluccio<br />

rosso<br />

di rabbia<br />

nel post<br />

Covid<br />

Prima che l'emergenza sanitaria<br />

costringesse anche il<br />

calcio a tirare i remi in barca,<br />

la Salernitana era stata tra le<br />

squadre che aveva collezionato<br />

meno espulsioni nel<br />

campionato di serie B: appena<br />

due cartellini rossi in 28<br />

partite. Alla ripresa del torneo,<br />

invece, i numeri hanno<br />

subito un'improvvisa impennata.<br />

In quattro partite i<br />

granata hanno ricevuto tre<br />

cartellini rossi, due dei quali


<strong>Sport</strong> Salernitana<br />

per eccesso di nervosismo.<br />

Contro la Cremonese era toccato<br />

a Lombardi finire sotto<br />

la doccia per aver calciato<br />

con forza un pallone nella<br />

direzione dell'arbitro; contro<br />

la Juve Stabia, Aya ha ricevuto<br />

il rosso diretto per aver<br />

fermato una chiara occasione<br />

da rete, mentre Jallow, dopo<br />

essere uscito dal campo, ha<br />

rivolto un’offesa al quarto<br />

uomo.


Bilancio<br />

in perfetto<br />

equilibrio<br />

L'esperienza di<br />

Ezio Capuano<br />

sulla panchina<br />

dell'Avellino si è<br />

conclusa con un<br />

bilancio, in termini<br />

di statistiche,<br />

in perfetto<br />

equilibrio. Tra<br />

campionato,<br />

Coppa Italia di<br />

Serie C e playoff,<br />

dove è arrivata<br />

l'eliminazione<br />

agli ottavi di finale<br />

e nel primo<br />

turno dei playoff,<br />

strano scherzo<br />

del destino, per<br />

mano della Ternana;<br />

battuta, invece,<br />

due volte su<br />

due nella regular<br />

season, sono arrivate<br />

8 vittorie, 8<br />

pareggi e 8 sconfitte.<br />

Ventiquattro<br />

i gol fatti in<br />

altrettante gare<br />

disputate, per<br />

una media di una<br />

rete realizzata a<br />

partita; ventitré<br />

quelli subiti:<br />

complessivamente,<br />

0,95 incassati<br />

a gara.<br />

<strong>Sport</strong> Avellino


<strong>Sport</strong> Avellino<br />

Capuano,<br />

addio<br />

al veleno<br />

Scaricato da D’Agostino e Di Somma<br />

Fatale per il tecnico il flop a play off<br />

V<br />

oglio la Serie B e aprire un ciclo con<br />

l'Avellino. Ezio Capuano si era presentato<br />

così, lo scorso 16 ottobre, per poi<br />

rincarare la dose delle ambizioni nel momento<br />

in cui il club ha cambiato proprietà,<br />

passando nelle mani di Angelo<br />

D'Agostino: “Il mio desiderio è riportare<br />

l'Avellino in Serie A, ma se la società<br />

volesse puntare su un'altra guida tecnica<br />

sarei pronto a strappare il mio contratto”.<br />

Le parole, però, si sa, le porta via<br />

il vento. Quel che rimane è, così, l'esonero<br />

del tecnico, che non ha affatto rinunciato<br />

al suo contratto sino al 30<br />

giugno 2021, con opzione di rinnovo per<br />

un'ulteriore stagione, dopo essere stato<br />

di Marco Festa


<strong>Sport</strong> Avellino<br />

Ignoffo<br />

si sfoga:<br />

“Tradito<br />

dal Ds”<br />

Al termine della stagione,<br />

scaduto il contratto con il<br />

club irpino, a<br />

<strong>Ottopagine</strong>.it è arrivato<br />

anche il duro sfogo di<br />

Giovanni Ignoffo, rilevato<br />

da Capuano dopo la nona<br />

giornata del girone C di<br />

Serie C (Paganese – Avellino<br />

3-1, ndr). Nel mirino<br />

il direttore sportivo Di<br />

Somma: “La beffa più<br />

grande è che fino a<br />

quando le cose sono an-


<strong>Sport</strong> Avellino<br />

silurato dal neo­presidente e scaricato,<br />

pochi giorni prima, proprio da chi lo<br />

aveva voluto in biancoverde: Salvatore<br />

Di Somma. All'allenatore non è bastato<br />

condurre la squadra alla salvezza e ai<br />

playoff. I rapporti burrascosi con lo spogliatoio,<br />

sempre negati, ma già trapelati<br />

dopo sole 6 giornate dal suo approdo in<br />

Irpinia, tanto da spingere il gruppo ad<br />

invocarne, invano, l'avvicendamento,<br />

sono riemersi in maniera prepotente<br />

prima degli spareggi promozione ed<br />

hanno spinto i vertici dirigenziali a una<br />

riflessione circa l'opportunità di fondare<br />

il nuovo corso sul mister di Pescopagano.<br />

E, dunque, titoli di coda. Silenzio<br />

ordinato, perché resta, come detto, sotto<br />

contratto, ma Capuano ha comunque indirizzato<br />

un messaggio alla piazza che lo<br />

aveva accolto a colpi di striscioni di<br />

contestazione, previo osannarlo, in concomitanza<br />

con i primi risultati positivi,<br />

nella sua maggioranza: “Non nascondo<br />

che mi sono vergognato quando i miei<br />

figli mi hanno visto piangere. Purtroppo<br />

i sentimenti non si trattengono, sono un<br />

misto di delusione e di soddisfazione. La<br />

delusione per quello che ho fatto per<br />

questa maglia i sacrifici, ma, sopratutto,<br />

il rispetto che le ho fatto portare su tutti i<br />

campi. Le lacrime nel leggere tutte le<br />

parole belle nei miei confronti. Ho stravinto<br />

il mio campionato, sono arrivato<br />

odiato e vado via amato. Dopo 20 anni<br />

coronavo un sogno, quello di allenare<br />

l’Avellino. Io, orgoglioso di esserlo<br />

stato, fiero di non essermi mai piegato,<br />

illimitatamente dignitoso di avervi fatto<br />

rispettare. Vi amo, forza lupi!” Il traguardo<br />

sportivo resta, i limiti caratteriali<br />

che non lo hanno mai portato a guidare<br />

una squadra oltre la Serie C, pure. Capuano<br />

e l'Avellino, sembrava amore, invece,<br />

era un calesse.<br />

date bene eravamo tutti amici e parenti,<br />

alla prima vera difficoltà è subito<br />

finita la pazienza. Sulle<br />

modalità del mio esonero è inutile<br />

rimarcare che fa tristezza pensare ai<br />

tempi e ai modi con cui si è consumato”.


<strong>Sport</strong> Serie c


<strong>Sport</strong> Serie c<br />

Panchine<br />

roventi<br />

Chi resta, chi va nella solita giostra<br />

che promuove e boccia i mister<br />

D<br />

ue cambi e due conferme. La Cavese riparte<br />

da Giacomo Modica. Il tecnico di<br />

Mazara del Vallo torna sulla panchina<br />

dei blufoncé dopo una sola stagione,<br />

vissuta con ottimi risultati alla Vibonese.<br />

La società metelliana ha salutato<br />

Salvatore Campilongo, abile - dopo<br />

l'esonero di Francesco Moriero - nel<br />

confermare in terza serie il club presieduto<br />

da Massimiliano Santoriello. La<br />

Cavese ha saldato gli emolumenti a tesserati<br />

e collaboratori anticipando abbondantemente<br />

le scadenze federali di<br />

luglio, agosto e settembre: passaggi<br />

utili per l'iscrizione. Progetto stadio, ma<br />

anche il cambio dell'allenatore per la<br />

Casertana. Saluta Ciro Ginestra, all'ombra<br />

della Reggia arriva Federico Guidi.<br />

di Carmine Quaglia


<strong>Sport</strong> Serie c<br />

Il sodalizio rossoblu, guidato da Giuseppe<br />

D'Agostino, punta sul tecnico toscano,<br />

classe '76, reduce dall'avventura<br />

al Gubbio, la prima in C dopo un<br />

lungo percorso con le giovanili di club<br />

e Nazionale. "Cercheremo di divertire e<br />

di fare un calcio propositivo<br />

che piaccia<br />

alla gente": così<br />

Guidi all'arrivo a Caserta.<br />

È già addio, invece,<br />

tra i falchetti e il<br />

dg Vincenzo Todaro.<br />

Continuità, invece, in<br />

casa Paganese. Alessandro<br />

Erra sarà l'allenatore<br />

della<br />

squadra azzurrostellata<br />

anche nella stagione 2020/2021.<br />

Rinnovo con il classe '73 e stretta di<br />

mano tra il tecnico e il direttore sportivo,<br />

Guglielmo Accardi: un rapporto<br />

che ha garantito due salvezze tranquille<br />

e che offre margine di gestione anche<br />

per il prossimo campionato.<br />

Una conferma<br />

preannunciata<br />

e ufficializzata dalla<br />

Paganese nel piano<br />

di ripartenza dopo<br />

l'emergenza covid e<br />

un torneo vissuto<br />

senza rischi. La Serie<br />

C riabbraccia Torre<br />

del Greco e la Turris. I<br />

corallini, promossi dalla D per il primo<br />

posto nel girone G e per effetto delle<br />

decisioni assunte dal consiglio federale<br />

con la conclusione anticipata dei tornei<br />

dilettantistici, ripartiranno da Franco<br />

Fabiano. Dubbio stadio per la Turris<br />

con i lavori in programma al "Liguori" e<br />

con un altro impianto da indicare come<br />

alternativa nel caso di indisponibilità<br />

del campo di gioco.<br />

Nelle foto:<br />

a destra Alessandro Erra<br />

confermato alla guida<br />

della Paganese<br />

per la stagione 2020/21.<br />

Nel riquadro<br />

in alto a sinistra<br />

Federico Guidi,<br />

nuovo tecnico<br />

della Casertana.<br />

In basso,<br />

Giacomo Modica,<br />

tornato sulla panchina<br />

della Cavese,<br />

dopo l’esperienza<br />

alla Vibonese


<strong>Sport</strong> Serie c

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