MONDO AGRICOLO 7-8//2020

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Magazine di Confagricoltura.
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BORGHI D’ITALIA • AGRICOLTURA 100 • BANDO AGRO-SOCIAL • QUESTIONARIO ENOICO • IDEE IN CAMPO • REINWASTE

FARM TO FORK • REPORT AGRITURISMO • FORMAZIONE A DISTANZA • OLIVICOLTURA SOSTENIBILE • VACCINO DA TABACCO

Assemblea Confagricoltura 2020

Protagonisti

della ripresa

Anno LXXI - n. 7-8 -LUGLIO-AGOSTO 2020 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa - Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3

Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101


2000-2020

Vent’anni di grandi innovazioni

per anticipare le sfide di domani

Quest’anno Syngenta celebra vent’anni di successi.

Vent’anni che ci hanno visto sempre al fianco degli agricoltori per fornire loro gli strumenti

necessari per portare cibo di qualità in quantità sulle tavole e per affrontare i cambiamenti

continui e le sfide di ogni giorno.

Gli oltre 28.000 dipendenti e ricercatori di Syngenta in tutto il mondo, mentre festeggiano

questo importante traguardo, guardano già al futuro, accelerando il passo dell’innovazione

per rispondere sempre più velocemente alle necessità dell’agricoltura.


L’EDITORIALE

•••

Grandi emozioni

È

stata una grande emozione salire sul podio dell’assemblea 2020 di Confagricoltura,

la prima nei tempi del Covid-19. Le regole ferree del distanziamento, la necessità di limitare

le presenze, le mascherine obbligatorie, non hanno scoraggiato; al contrario hanno rafforzato

la determinazione e l’impegno espressi per dare futuro al Paese.

L’appuntamento assembleare è giunto dopo tanti incontri online, webinar, riunioni e chat

in streaming dei mesi scorsi. L’agricoltura non si è mai fermata e neppure Confagricoltura.

Il settore produttivo e l’Organizzazione hanno fatto il loro dovere, con la consapevolezza

che l’emergenza pandemica non dovesse assolutamente diventare emergenza alimentare.

Nei primi tempi del lockdown abbiamo visto tutti in tivù le scene della corsa

all’approvvigionamento, i carrelli dei supermercati stracolmi, in Italia, ma un po’ dappertutto.

I consumatori avevano paura che lo stato di impasse potesse portare al dramma vissuto dai

nostri anziani nel periodo bellico, della mancanza del cibo - bene primario per eccellenza -

da accaparrarsi finché si era in tempo.

Abbiamo lavorato e rassicurato. La campagna social media con i selfie dei nostri agricoltori

in azienda, all’insegna dello slogan #lagricolturanonsiferma, ha voluto testimoniare proprio

lo sforzo in essere, che non era semplicemente dettato da esigenze di fatturato. Tutti noi

agricoltori ci siamo sentiti investiti soprattutto di una missione; la stessa, per certi versi,

di medici, operatori della protezione civile, forze dell’ordine. La pandemia ha messo in evidenza

che il cibo è un bene a valenza pubblica e che, quindi, occorre tutelare

il potenziale produttivo dell’agrofood.

Riguardo al Recovery Found va riconosciuto che il premier Conte

ha portato a casa un eccezionale risultato, in termini di risorse, che

dovrebbero consentire finalmente di dare risposte alla crisi economica,

ma anche a molteplici gap strutturali e progetti strategici del nostro Paese.

Bruxelles ha migliorato anche lo stanziamento per la Pac che verrà

(che resta comunque inferiore, in termini reali, a quello per il

periodo in scadenza alla fine di quest’anno). Ci aspettavamo,

a livello europeo, un’attenzione maggiore per un settore che

ha il dovere di produrre di più, ma con meno impatto green.

Continueremo a lavorare e lottare perché l’agricoltura abbia

il ruolo che merita.

Mi sembra significativo il nome del piano straordinario

europeo, “Next generation EU”. Dobbiamo costruire

sulle macerie del terremoto pandemico,

non guardando a quello che eravamo

ma a quello che dovremo essere.

Per le future generazioni.

Massimiliano Giansanti

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 3


SOMMARIO

L’EDITORIALE

Grandi emozioni

Massimiliano Giansanti......................3

APERTURA ASSEMBLEA

Distanziati ma uniti

Gabriella Bechi.....................................6

Rifiuti in

allevamento

Elisabetta Tufarelli............................ 22

FOCUS IDEE IN CAMPO

I colori

della lavanda

Simona Giorcelli................................ 25

(Foto di Massimiliano Fusco)

Direttore responsabile

Gabriella Bechi

Coordinatore responsabile

Gaetano Menna

Editrice Confagri Consult

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Direzione, Redazione e Amministrazione

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Abbonamento annuo

Ascolto e confronto

Elisabetta Tufarelli............................ 10

Ritorno al futuro

G.B........................................................ 11

PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Borghi d’Italia

Gabriella Bechi.................................. 12

Mirtilli e pannocchie

Nicola Artoni...................................... 28

ATTUALITÀ FASE 3

Vendite nazionali

Anna Gagliardi.................................. 38

SPECIALE PRECISION FARMING

Alfons in campo

Gaetano Menna.................................. 44

Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00

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AGRIcoltura 100

Gabriella Bechi.................................. 16

Un treno di felicità

Elisabetta Tufarelli............................ 18

Questionario

enoico

G.B........................................................ 20

ATTUALITÀ EUROPA

Senza dogmi

G.M....................................................... 21

Rubriche

Mappamondo Dopo Brexit............. 23

Centro Studi Agriturismo................. 46

EPS Legge toscana............................ 48

Organizzazione Furti in Bat........... 50

Enapra Formazione a distanza........ 52

Campi Rosa Webinar..................... 54

Anga Farm to fork............................ 55

4 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020



APERTURA ASSEMBLEA

Foto di Massimiliano Fusco

Distanziati ma uniti

6 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


La prima assemblea

con le regole

anti contagio.

La relazione

di Massimiliano Giansanti:

la crisi, la ripresa,

i provvedimenti

del governo e della UE,

il futuro da costruire

di Gabriella Bechi

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 4


APERTURA ASSEMBLEA

Massimiliano Giansanti

Il settore primario

protagonista della ripresa

italiana ed europea

È

stata un’assemblea diversa

quella che si è svolta

mercoledì 15 luglio a

Roma, all’Auditorium della

Tecnica: niente saluti e

strette di mano, posti distanziati

e mascherine per tutti

i partecipanti, come impongono

le regole anti contagio. E dal

Covid, naturalmente è iniziata

la riflessione del presidente

Massimiliano Giansanti che ha

introdotto i lavori: “La pandemia

ha fortemente inciso sugli

stili di vita e sulle abitudini dei

Paesi che ne hanno subito le

conseguenze. Abbiamo di fronte

un quadro di crisi nuovo ed

inaspettato, non solo dal punto

di vista economico, ma anche, e

soprattutto, da un punto di vista

sociale, culturale e di interazione

fra le persone, che rischia di

mettere in discussione modelli e

condizioni di vita che hanno caratterizzato

la nostra epoca”.

“Le filiere agroalimentare e distributiva

hanno dato una risposta

eccellente durante l’emergenza

sanitaria - ha ricordato Giansanti

-. Lo sforzo produttivo è stato

portato avanti nonostante le difficoltà

operative determinate dalle

restrizioni imposte per contrastare

l’incremento del contagio da

Covid-19, tra cui, prima tra tutti,

quella di reperimento della manodopera

causata dalle restrizioni

imposte alle frontiere. I rifornimenti

sono stati assicurati, anche

se alcuni comparti hanno sofferto

più di altri”.

Confagricoltura si è distinta per la

capacità di elaborare proposte innovative.

Un esempio per tutti: il

credito d’imposta. Pensato come

meccanismo tecnico per rendere

accessibile gli strumenti di Industria

4.0 alle imprese agricole che

determinano il proprio reddito a

catasto, è diventato con la legge

di bilancio 2020 lo strumento di

accesso di tutte le imprese italiane

a tali fondi.

Le questioni nuove che oggi si

pongono sono quelle della sovranità

alimentare e della salvaguardia

del potenziale produttivo

dell’agricoltura italiana ed europea:

“Un grande Stato deve avere

una grande agricoltura - ha sottolineato

Giansanti - e l’Italia ha

dimostrato di esserlo”.

Tra le prossime sfide europee c’è

quella ambientale. La Commissione

ha presentato due importanti

comunicazioni che riguardano il

ruolo dell’agricoltura nell’ambito

del “Green Deal”: “Farm to fork” e

“Biodiversità”. Sono stati indicati

gli obiettivi da raggiungere entro

il 2030 senza uno studio di impatto

e senza un programma di accompagnamento,

né tantomeno

prevedendo il coinvolgimento di

altri stakeholder o di altre Istituzioni

europee.

“Non è in discussione il traguardo

di una crescente sostenibilità

ambientale dei processi di produzione

- ha detto Giansanti - ma

così facendo sussiste il reale rischio

che la riforma possa impattare

in modo sostanziale sul

settore agricolo europeo. La riduzione

della produzione prevista

dalle due strategie porterà inevitabilmente

ad un aumento delle

importazioni di prodotti agricoli

da Paesi terzi, che non sempre

8 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


rispettano gli standard produttivi

europei”.

Il presidente Giansanti ha quindi

illustrato l’eredità del Coronavirus

per il settore primario. “Gli

interventi nazionali sono stati

ampi ed articolati - ha spiegato

- ma purtroppo non hanno trovato

raffronto nell’atteggiamento

della Commissione europea,

che ha messo in campo misure e

risorse davvero esigue. È mancata

anche una visione coordinata

delle esigenze e degli interventi,

non solo a livello nazionale,

Per la crisi, Commissione

UE ha messo in campo

misure e risorse esigue

ma anche a livello regionale.”

La crescita dell’economia italiana

va inquadrata in un contesto di

rafforzamento del processo di integrazione

europea. Le proposte

sul Quadro finanziario pluriennale

dell’Unione per il periodo

2021-2027 prevedono un aumento

dei fondi da destinare alla Politica

agricola comune (PAC) rispetto

al progetto del precedente

Esecutivo. Tuttavia, la dotazione

del bilancio agricolo resterebbe

in termini reali inferiore del

10% a quella assegnata per

il periodo di programmazione

in scadenza alla

fine di quest’anno.

Il sistema agroalimentare

e il connesso sistema

commerciale dell’Unione

hanno di fronte

alcune situazioni di

elevata incertezza. È il

caso delle relazioni commerciali

con il Regno Unito a conclusione

del periodo transitorio fissato per

il prossimo 31 dicembre, con il

possibile ritorno dei dazi doganali

e dei controlli alle frontiere, ma

anche della continua minaccia da

parte degli Stati Uniti di imporre

dazi sui prodotti agroalimentari

maggiormente importati.

“Gli imprenditori agricoli - ha

concluso Giansanti - hanno bisogno

di un quadro di riferimento

chiaro, stabile e coerente e di

tempi certi nelle prestazioni amministrative,

a tutti i livelli”.

Gli obiettivi indicati dal presidente

di Confagricoltura sono:

digitalizzazione e innovazione

dei processi di produzione; modernizzazione

delle infrastrutture;

ricerca; semplificazione burocratica;

politiche del lavoro;

internazionalizzazione e promozione

del Made in Italy; formazione

e informazione al consumatore;

valorizzazione delle

aree interne; sviluppo sostenibile,

ambiente e transizione energetica.

•••

Past president Bocchini con Giansanti

g GIUNTA CONFAGRI INCONTRA COMMISSARIO UE WOJCIECHOWSKI

Gli agricoltori vanno messi nella migliore condizione

possibile per svolgere la loro missione

principale: garantire la sovranità alimentare

dell’Unione europea in un quadro di crescente

sostenibilità ambientale e valorizzazione delle

aree interne”. È il messaggio lanciato dal presidente

Giansanti, nel corso della riunione in videoconferenza

della giunta dell’Organizzazione

con il commissario UE per l’Agricoltura e lo Sviluppo

rurale, Janusz Wojciechowski, all’indomani

dell’accordo tra i Capi di Stato e di governo sul

La Giunta Esecutiva

Recovery fund e sul bilancio dell’Unione per il

periodo 2021-2027. “Ci aspettavamo la conferma delle risorse finanziarie per la Pac in termini reali - ha sottolineato

Giansanti - anche in considerazione dei nuovi compiti che la Commissione ha proposto di assegnare al nostro settore;

ma è senz’altro positiva la scelta fatta dal Consiglio europeo, fortemente auspicata da Confagricoltura, di non rendere

obbligatorio il massimale sui pagamenti diretti destinati alle imprese di maggiore dimensione, il cosiddetto capping”.

“Resta la nota negativa rappresentata dalla convergenza tra gli importi dei pagamenti nei diversi Stati membri che,

a nostro avviso, non ha alcuna giustificazione in termini economici”. Wojciechowski ha messo in particolare evidenza

la necessità di rilanciare la promozione dei prodotti agroalimentari europei sui mercati internazionali, puntando sulla

valorizzazione della qualità e della sicurezza garantita ai consumatori. Altro tema da approfondire - ha indicato il Commissario

- quello dei controlli di conformità sulle merci importate dai Paesi terzi.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 9


APERTURA ASSEMBLEA

La ministra Bellanova

rimarca l’impegno

per la centralità

dell’agroalimentare.

Da Bruxelles si attendono

coraggio e visione

di Elisabetta Tufarelli

“A

bbiamo da costruire

l’agricoltura

del futuro, forti

anche dell’esperienza

vissuta in

questi mesi, che

hanno evidenziato, con grande

chiarezza, il legame profondo

tra accesso al cibo, garanzia degli

approvvigionamenti, qualità,

sovranità e sicurezza alimentare,

tutela e salvaguardia del territorio,

del paesaggio, di risorse

preziosissime come suolo, acqua

e aria. Va sottolineata la strategicità

della filiera agroalimentare,

la sua straordinaria qualità, determinazione,

forza e resilienza;

sono sicura che vada assolutamente

messa a valore l’interconnessione

di tutti gli anelli della

filiera. Questo comporta una

responsabilità ancora più forte

non solo del decisore politico, a

cui evidentemente non intendo

venire meno, ma proprio di tutti

gli attori coinvolti: responsabilità

nel saper individuare con rigore

le criticità e con altrettanto rigore

saper mettere a fuoco le soluzioni.

E significa anche rafforzare il

metodo cui non siamo mai venuti

meno: ascolto e confronto,

soprattutto con chi è sul campo”.

Lo ha detto la ministra Bellanova,

intervenendo in diretta, in

videoconferenza, all’assemblea

di Confagricoltura. Nonostante

il Consiglio dei ministri finito da

poco, non ha voluto mancare a

questo appuntamento. “Questo -

ha proseguito - è il tempo che

rende obbligatorio per l’Europa

avere coraggio e visione, e per

la Commissione europea dare

molto più spazio e attenzione

al settore”. La pandemia ha dimostrato

quanto sia necessario

tutelare l’agricoltura e garantire

un processo produttivo costante,

caratterizzato da sostenibilità,

qualità, innovazione. “Molti erano

convinti che il tema dell’autosufficienza

alimentare fosse stato

superato con la globalizzazione

e le tecnologie produttive e invece

questo virus ci ha messo prepotentemente

davanti una realtà

diversa”. A proposito della sostenibilità

la ministra ha evidenziato

che il nostro Paese arriva

con le carte più che in regola al

Green Deal: siamo primi al mondo

per la biodiversità, tra i primi

per l’agricoltura biologica e l’agricoltura

integrata, tra i meglio

organizzati sulle attività di economia

circolare, quale il recupero

e il riutilizzo delle eccedenze

alimentari, tra i più virtuosi per

le politiche sulle bioenergie. “È

necessario - ha concluso - far

sentire la nostra voce in Europa.

Sto lavorando da mesi per mettere

maggiormente in luce ciò

che già oggi i nostri produttori

fanno. La sostenibilità ambientale,

per essere tale, deve anche

essere sostenibilità economica

e sociale. È un tema complesso,

che naturalmente intreccia politiche

nazionali ed europee, ma

l’obiettivo, mio e vostro, è unico:

rendere più competitiva la nostra

agricoltura”.

•••

Ascolto e confronto

10 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


APERTURA ASSEMBLEA

Ritorno al futuro

Villa Blanc

Ripresi i lavori

progettuali avviati

a Villa Blanc.

I nuovi scenari

nel dopo emergenza

g VEDI IL VIDEO

I

l 31 gennaio e il 1° febbraio

scorsi si è svolta a Roma, nella

splendida cornice di Villa

Blanc, la due giorni “Identità e

futuro”, in collaborazione con

Luiss Business School, l’evento

che apriva ufficialmente l’anno

del Centenario di Confagricoltura.

Da allora sono passati meno di

sei mesi, ma sono sembrati un’eternità.

L’arrivo del Coronavirus e

il lockdown hanno costretto ad accantonare

progetti, incontri, eventi

programmati per celebrare la storia

della nostra Organizzazione e

per delineare il percorso da seguire

nei prossimi anni.

Nei giorni dell’appuntamento

a Villa Blanc già si parlava di

Coronavirus in Cina, e sembrava

impossibile potesse arrivare

sino a noi. Proprio dalla pagine

di questo giornale il presidente

Giansanti aveva subito posto in

evidenza il ruolo strategico che

avrebbe potuto giocare l’agroalimentare,

per l’autosufficienza e

la sicurezza alimentare. Tema che

è salito alla ribalta in tutti questi

mesi e che ora che l’emergenza

è alle spalle non deve essere dimenticato.

Piuttosto deve essere

un’occasione per riflettere e continuare

a progettare.

Al termine della plenaria della

prima giornata, a Villa Blanc si

avviarono dodici tavoli di approfondimento

sui temi decisivi per

il settore agricolo: Digitale, Clima,

Credito, Europa, Filiere, Formazione,

Innovazione, Lavoro,

Made in Italy ed Export, Semplificazione,

Sostenibilità e Territorio.

Componenti di giunta, presidenti

e direttori provinciali e regionali,

funzionari, professori e studenti

della Luiss dibatterono sui vari

argomenti, delineando il percorso

da seguire in incontri successivi.

Ora i tavoli si sono rimessi al

lavoro e nei primi quindici giorni

di luglio sono già stati fatti, a

Palazzo della Valle, sette incontri.

Gli altri sono in programma nelle

prossime settimane, prima della

pausa estiva. La riflessione continua,

più approfondita di prima,

perché il Coronavirus ha acuito i

problemi e ne ha creati di nuovi,

ma la strada da percorrere per

un rilancio del settore agricolo

è sempre quella tracciata a Villa

Blanc. (G. B.)

•••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 11


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Borghi d’Italia

12 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Webinar di Confagri

con ministero

Beni culturali.

Le aree interne

vanno rese attrattive.

Sono il motore

della ripartenza

di Gabriella Bechi

U

n grande progetto per

il rilancio delle aree interne

del nostro Paese.

È quanto ha chiesto il

presidente di Confagricoltura

Massimiliano

Giansanti nel corso della

web conference “Ripartiamo dai

borghi”, a cui sono intervenuti

il sottosegretario al Mibact Lorenza

Bonaccorsi, il presidente

dell’Associazione Dimore Storiche

Italiane Giacomo di Thiene,

il presidente dell’UNCEM Marco

Bussone, Francesca Planeta responsabile

della comunicazione,

brand e hospitality dell’azienda

vitivinicola Planeta.

Giansanti ha sottolineato la tendenza

a vivere sempre di più

nelle città, confermata dal fatto

che il numero delle megalopoli

arriverà a quaranta entro il

2030. Ma esistono anche le aree

interne, di cui il Coronavirus

ha fatto riscoprire l’importanza.

Aree che gli agricoltori hanno

presidiato nel corso degli anni,

assicurando una coesione sociale

e una gestione ambientale

che altrimenti sarebbe mancata.

E che rappresentano anche un

patrimonio culturale del nostro

Paese e talvolta un polo di attrazione

turistica, come dimostra la

crescita dell’enoturismo.

“Occorre ora porre queste aree

al centro di una nuova attenzione

per un vero rilancio dell’economia

del nostro Paese - ha

detto -. Ma servono azioni concrete

ed investimenti, nazionali

ed europei, in infrastrutture, logistiche

e digitali, e progetti per

rivitalizzare i fabbricati agricoli

che non hanno più un uso agricolo,

mettendoli al servizio della

comunità. Si tratta di una grande

opportunità che, se opportunamente

sfruttata, porterà allo sviluppo

del turismo e al rilancio

delle aree interne, con vantaggi

economici per agricoltori, commercianti,

ristoratori, artigiani. E

per tutti coloro che queste aree

le abitano”.

Posizione condivisa dal sottosegretario

Bonaccorsi che ha

invitato ad una riflessione della

politica su quale modello di turismo

puntare. Soprattutto ora

che il Covid ci ha messo di fronte

alla mancanza del turismo straniero,

che lo scorso anno

ha rappresentato

per il nostro Paese

il 50,6% del

totale. “Dobbiamo

riposizionarci

verso un

modello più

sostenibile di

turismo - ha

spiegato -

che valorizzi

quello rurale

attraverso

un

progetto

che punti

Giansanti: “Zone interne

assicurano coesione sociale

e gestione ambientale”

sulla accessibilità strutturale e digitale

delle aree interne e sull’innovazione.

“Le dimore storiche sono beni

estremamente eterogenei, sparsi

lungo tutta la penisola, dalle

grandi metropoli ai piccoli borghi

montani - ha ricordato il presidente

dell’ASDI Giacomo di

Thiene -. Più della metà si trova

in comuni sotto i 20.000 abitanti;

addirittura nel 29% dei casi

sono nei piccoli borghi sotto i

5.000 residenti. E il patrimonio

culturale privato in Italia (attualmente

sono 35.656 gli immobili

censiti) rappresenta il 17% circa

del totale. Conservare, gestire

e valorizzare questi immobili è

un vero onere, un’attività che

non può essere paragonata alla

manutenzione di qualsiasi altro

edificio e che negli ultimi anni

non tutti stanno riuscendo a sostenere.

Per questo andrebbero

previste forme di detrazione o di

sostegno per i lavori di ristrutturazione

e restauro sui beni

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 13


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Bonaccorsi: “Riposizionarsi

verso un modello

più sostenibile di turismo”

vincolati, che permetterebbero

di ridare ossigeno agli imprenditori

che operano nel restauro e

contemporaneamente di garantire

la conservazione del nostro

patrimonio artistico e culturale.”

“Da decenni la nostra associazione

porta avanti la battaglia per la

salvaguardia e la valorizzazione

delle aree rurali e montane, che

svolgono un lavoro di presidio

ambientale che va riconosciuto,

e che possono diventare non

solo ambite destinazioni turistiche,

ma anche luoghi in cui abitare

- ha rimarcato il presidente

dell’UNCEM Marco Bussone -.

Serve però riorganizzare la logistica,

i trasporti e i servizi e per

fare questo bisogna investire,

destinare risorse, creare opportunità

di crescita. Già con il Recovery

Fund dovremmo pensare

a questi territori.”

Francesca Planeta, comproprietaria

della storiche aziende vitivinicole

in Sicilia, tutte fortemente

impegnate anche nell’accoglienza

turistica, ha raccontato l’esempio

virtuoso di un piccolo

paese di 9.000 abitanti, Sambuca

di Sicilia, divenuto ‘Borgo

dei Borghi’ nel 2016 che, grazie

a politiche lungimiranti, come

la vendita simbolica delle case

ad 1 euro, è riuscito ad attrarre

decine di migliaia di visitatori

da tutto il mondo e a costruire

un fiorente business, di cui tutti

hanno beneficiato, compresa la

sua azienda vinicola che si trova

nelle vicinanze. “La Sicilia è un

luogo meraviglioso - ha detto -

fatto proprio di piccoli borghi,

dove tutti vorrebbero andare, ma

ci sono due problemi insormontabili:

la mancanza di strade e di

connessione internet. Risolverli

è fondamentale per valorizzare

questi luoghi, che potrebbero diventare

attrattivi anche per tanti

giovani in difficoltà, consentendo

la rinascita di mestieri artigianali

che stanno scomparendo”.

In evidenza anche il ruolo delle

donne per valorizzare l’Italia dei

mille campanili, sottolineato nel

suo intervento dalla presidente

di Confagricoltura Donna Alessandra

Oddi Baglioni. •••

g IMPEGNO PER AREE INTERNE E TURISMO RURALE

Confagricoltura è attivamente impegnata a valorizzare il

territorio, le aree interne ed i borghi. Si è mossa da tempo

stipulando accordi con l’Unione Nazionale Comuni ed

Enti Montani, per la valorizzazione e la riorganizzazione

delle aree interne e con l’Associazione Dimore Storiche

italiane per salvaguardare il patrimonio culturale privato

del nostro Paese. Ma anche con il programma “Spighe

Verdi” realizzato in collaborazione con FEE Italia, che

premia i comuni più virtuosi dal punto di vista della sostenibilità

e, più in generale, promuovendo l’agricoltura

sociale, che spesso porta un contributo concreto alla collettività

proprio nelle aree più lontane e svantaggiate.

14 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Giansanti

al summit

“Food & Made

in Italy”

del Gruppo

Sole 24 Ore

S

i è svolto in streaming

“Food & Made in Italy

Summit”, il tradizionale

appuntamento organizzato

da Il Sole 24 Ore,

dedicato quest’anno

all’impatto della recente pandemia

sul settore agroalimentare.

Al primo talk, dal titolo “L’Italia

dell’agricoltura che riparte”, preceduto

da un video messaggio

del vicepresidente della Commissione

Agricoltura del Parlamento

europeo Paolo de Castro, ha partecipato

il presidente di Confagricoltura

Massimiliano Giansanti,

insieme ad Andrea Bertalot,

vice direttore generale di Reale

Mutua, e Matteo Giuliano Caroli,

professore ordinario di Economia

e Gestione delle imprese internazionali

dell’Università Luiss

Guido Carli.

Dopo aver ricordato il pacchetto

di misure che l’Europa ha destinato

alle imprese per uscire

dalla crisi provocata dal Coronavirus,

De Castro si è soffermato

sul Green New Deal presentato

il 20 maggio dalla Commissione

europea su cui si è aperta la discussione.

“Un tema delicato - ha

detto - che dovrà essere affrontato

tenendo ben presente che gli

agricoltori devono essere incentivati

nel percorso verso la sostenibilità

e non penalizzati.”

Uscire

dal tunnel

“La strategia europea «Farm to

Fork» è molto ambiziosa - ha sottolineato

Giansanti - ed è stata

pensata prima del Coronavirus.

La pandemia ha dimostrato l’importanza

di un sistema agroalimentare

forte. È ormai chiaro

che se è necessario preservare

le risorse naturali del Pianeta,

altrettanto necessaria è l’autosufficienza

alimentare. Se ancora il

15% della popolazione mondiale

non ha accesso al cibo e se nel

2050 saremo 10 miliardi di persone,

è ovvio che dovremo aumentare

la produttività dell’agricoltura.

E non tutti i Paesi potranno

farlo allo stesso modo. Dunque

la sostenibilità ambientale dovrà

andare di pari passo con quella

sociale e con quella economica e

dovrà essere disciplinata a livello

mondiale con regole basate sul

principio della multilateralità.”

Concetto ampiamento condiviso

dal professor Caroli che ritiene la

sostenibilità integrata (ambientale-sociale-economica)

una tendenza

ineluttabile, ormai condivisa

a livello mondiale dai più grandi

gruppi industriali. “Ma la sostenibilità

richiede investimenti a lungo

termine - ha precisato -. Per

questo occorre una politica che

favorisca, anche a livello economico,

la transizione delle imprese

verso l’economia circolare, con

meccanismi premianti a livello nazionale

ed internazionale. E bisogna

investire in nuove tecnologie,

applicazioni digitali, innovazioni

di prodotto e competenze.”

“Da sempre Reale Mutua partecipa

alla vita del mondo agricolo

- ha sostenuto Andrea Bertalot -

fornendo agli imprenditori strumenti

di protezione dai danni

provocati da eventi calamitosi.

I cambiamenti climatici, ma non

solo, richiedono però oggi un

adeguamento dell’offerta assicurativa,

con nuove coperture di

rischi e polizze più complete ed

integrate. Per questo con Confagricoltura,

a cui ci lega un’alleanza

storica e una comune

cultura della sicurezza, abbiamo

dato vita al progetto AGRIcoltura100,

uno strumento di ascolto

per conoscere i bisogni delle

imprese, fornire risposte nuove

in grado di vincere la sfida del

futuro, che è quella della sostenibilità”.

(G. B.)

•••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 15


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Confagricoltura

e Reale Mutua

studiano e premiano

le imprese agricole

sostenibili

di Gabriella Bechi

A

GRIcoltura100 è la

nuova iniziativa di

Confagricoltura e

Reale Mutua che ha

l’obiettivo di promuovere

il contributo

dell’agricoltura alla crescita

sostenibile e al rilancio del Paese.

Il settore primario può infatti

dare un significativo apporto

alla rinascita dell’economia nazionale

dopo l’emergenza Coronavirus,

avendo dimostrato

anche durante la pandemia di

essere un comparto essenziale

per la tenuta del sistema.

AGRIcoltura100 vuole premiare

le imprese agricole che hanno

adottato soluzioni o promosso

iniziative finalizzate a migliorare

la sostenibilità ambientale, sociale

ed economica della propria

attività e della comunità in cui

operano.

Non esiste un modello unico di

sostenibilità: le aziende agricole

sono molto differenti per comparti,

dimensioni, specializzazioni,

contesti locali e sfide da

affrontare. AGRIcoltura100 tiene

conto di tutto questo e, a tal fine,

ha predisposto un’indagine per

misurare il grado di sostenibilità

delle imprese, in tutte le possibili

declinazioni: dall’impatto

AGRIcoltura

ambientale alle buone pratiche

agronomiche, al rispetto dell’ecosistema;

dalla tutela della qualità

delle produzioni alla salute dei

consumatori; dalle iniziative per

la sicurezza dei lavoratori alla

formazione e valorizzazione del

capitale umano; dall’inclusione

sociale all’integrazione lavorativa;

dal sistema di governance ai

rapporti con la comunità locale.

Per partecipare basta compilare

un questionario ed è possibile

farlo in diversi modi: online,

accedendo all’area AGRIcoltura100

nei siti di Confagricoltura

o di Reale Mutua e cliccando sul

link: questionarioAGRI100; dando

diffusione alle aziende delle

comunicazioni inviate a tutte le

sedi provinciali; oppure segnalando

a Confagricoltura nazionale

un elenco di aziende con relativi

contatti telefonici che siano

disponibili ad essere intervistate.

La società incaricata dell’indagine,

Innovation Team, procederà

a fare le interviste telefoniche. A

ciascuna impresa verrà attribuito

uno score di misurazione del

livello di sostenibilità, che permetterà

di individuare le aree di

miglioramento, e sarà consegnato

un certificato per comunicare

pubblicamente il proprio impegno

in questa direzione.

Alla fine dell’anno, in occasione

di un evento pubblico, a cui

parteciperanno rappresentanti

del governo e autorità, verranno

premiate le migliori aziende delle

diverse categorie.

La partecipazione è gratuita e

protetta dalle regole di riservatezza:

i dati raccolti saranno

trattati ai soli fini del progetto

ed è esclusa ogni finalità commerciale.

Il manifesto dell’iniziativa è

scaricabile dal sito di Confagri-

16 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Si promuovono l’impegno

aziendale ed il valore

della sostenibilità

100

coltura www.confagricoltura.it

“Confagricoltura - afferma il

direttore generale Francesco

Postorino - crede e continua a

investire nella promozione di

un nuovo modello di sviluppo

basato sulla sostenibilità e l’innovazione,

che consentono alle

imprese agricole di essere più

virtuose e competitive in un

contesto economico e sociale in

grande evoluzione. Con Reale

Mutua condividiamo questi valori

e ci impegniamo nella loro

diffusione per la crescita delle

aziende e della collettività”.

“Nonostante la crisi sanitaria,

l’agricoltura italiana non si è

mai fermata: continua a garantire

il funzionamento dell’intera

filiera alimentare ed è in prima

linea nello sforzo di rinascita

del Paese - dichiara Andrea

Bertalot, vice direttore generale

di Reale Mutua -. Con AGRIcoltura100,

Reale Mutua vuole

condurre una seria valutazione

delle dinamiche economiche

del rischio agricolo per innovare

i prodotti con misure di intervento

ispirate a criteri di efficacia,

efficienza e sostenibilità.

Ringrazio Confagricoltura, perché

insieme riusciamo a promuovere

un modello di sviluppo

sostenibile, basato sui valori

dell’equilibrio ambientale, della

tutela della salute, della qualità

della vita e della coesione sociale.”

•••

g AGRONETWORK: FONDI EUROPEI PER RILANCIO AGROINDUSTRIA

Le prospettive di impiego dei fondi europei per la ripresa post emergenza

Covid-19 sono state discusse, il 22 luglio, nel corso dell’assemblea annuale di

Agronetwork, l’associazione dell’agroindustria fondata da Confagricoltura, Luiss

e Nomisma. “Alla luce dei risultati raggiunti a Bruxelles dal governo - ha sottolineato

la presidente di Agronetwork Luisa Todini - è necessario consolidare il

sostegno alle imprese dando certezza e velocità di erogazione dei contributi a

fondo perduto, in particolare per la filiera dell’agroindustria che occupa oltre

2,2 milioni di addetti”. Gli obiettivi di Agrontework, il cui fatturato complessivo

Todini e Giansanti

degli associati supera i 13,4 miliardi di euro, trovano rispondenza nell’accelerazione

dei processi e dei prodotti innovativi di filiera imposta dalla necessità

di reagire alle difficoltà prodotte dalla pandemia. A tal fine, con la direzione scientifica di Matteo Caroli della Luiss e

Remigio Berruto dell’Università di Torino, unitamente a Denis Pantini di Nomisma, Agronetwork proseguirà l’attività

di approfondimento e progettazione operativa, a partire dal tema europeo del “Green deal ed economia circolare”, ed

elaborerà il rapporto “Agrifood 2030”. Grazie alla recente adesione di aziende - quali I-FEVS, Coca Cola, Heineken, BNL

Bnp Paribas, Gruppo Rago, Pancrazio e Santa Margherita - Agro network potrà potenziare il suo contributo di proposte

utili al rilancio dell’agroalimentare e del “sistema Italia”.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 17


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Un treno di felicità

Bando di Confagri

e JTI Italia.

Previsti 70 mila

euro per progetti

di agricoltura

sociale innovativi

di Elisabetta Tufarelli

C

onfagricoltura e Japan

Tobacco International

(JTI Italia) hanno promosso

la prima edizione

del Bando “Agro-Social:

seminiamo valore” con

l’obiettivo di incoraggiare e incentivare

lo sviluppo di progetti

di agricoltura sociale innovativi e

sostenibili in quattro regioni: Veneto,

Toscana, Umbria e Campania.

“L’Italia - ha ricordato Francesco

Postorino, direttore generale

di Confagricoltura - è leader, in

Europa, anche per l’agricoltura

sociale. La nostra Organizzazione

vi ha sempre creduto e, soprattutto

nella difficile fase di ripartenza

dell’Italia, è convinta della necessità

di investire, assecondando

questo modello di sviluppo

economico e sociale del settore,

virtuoso e competitivo, che permette

di applicare le politiche del

welfare in ambito territoriale, integrandole

perfettamente con la

produttività e la salute. Mettere

al centro l’agricoltura e le aziende

agricole d’altronde è il nostro

obiettivo, nell’ottica di favorire le

attività imprenditoriali di crescita

capaci di riflettersi sulle comunità

locali”. L’agricoltura non si è fermata

mai e continua sempre a lavorare

collaborando alla ripartenza

economica del Paese. A partire

dall’emergenza il settore si è confermato

primario, anche nei fatti,

capace di dare risposte concrete

alle esigenze reali e alle richieste

dei cittadini. In quest’ambito

s’inquadra l’agricoltura sociale,

questo modello innovativo di

sostenibilità che Confagricoltura

ha sempre sostenuto negli anni,

accompagnandolo nelle diverse

forme e declinazioni. La collaborazione

con JTI Italia permetterà

a molte realtà di continuare a comunicare

i valori e le iniziative

della propria azienda, privilegiando

quelle attività sostenibili e di

forte impatto ambientale e sociale

che, producendo beni, riescono

anche a favorire il reinserimento

terapeutico di soggetti svantag-

18 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Inviare candidature

agli organizzatori

entro 11 settembre

giati nella comunità. Partecipare

a questa iniziativa è semplice:

basta essere un’azienda agricola,

un’imprese sociale, una fondazione,

una start-up innovativa e

un soggetto interessato all’agricoltura

sociale, con sede in una

delle quattro regioni coinvolte. Le

proposte devono riguardare una

o più delle seguenti aree: sviluppare

soluzioni che favoriscano

l’inclusione sociale di soggetti

vulnerabili; promuovere attività

multifunzionali di agricoltura sociale;

creare opportunità socioeconomiche

per le comunità locali;

favorire iniziative di valorizzazione

del territorio; progettare interventi

innovativi e sostenibili

indirizzati alle diverse tipologie

di beneficiari; valorizzare e accrescere

la creatività dei beneficiari;

attivare iniziative di rete multi-stakeholder,

capaci di produrre benefici

concreti per l’intera Comunità;

favorire lo sviluppo di reti

tra i diversi attori (imprese agricole,

cooperative, imprese sociali

e non, associazioni, istituzioni);

sostenere e promuovere progetti

innovativi di servizi alla persona.

Per iscriversi occorre inviare una

mail a agro-social@confagricoltura.it,

entro e non oltre la mezzanotte

dell’11.09.2020, nel quale si

descrive la propria idea progettuale

in forma schematica, specificando

anche l’iniziativa che si

intende realizzare, nonché a chi è

rivolta. “Siamo molto orgogliosi di

supportare un progetto che racchiude

tre anime chiave per JTI:

sostenibilità ambientale, sociale

e agricola”, ha spiegato Lorenzo

Fronteddu, direttore Corporate

Affairs & Communications di JTI

Italia. “Stiamo vivendo un cambio

di paradigma in cui l’innovazione

e la sostenibilità possono

essere la chiave per programmare

la ripartenza economica del

Paese e siamo felici

di poter valorizzare la

creatività e l’imprenditorialità

delle piccole

realtà che lavorano a

stretto contatto con il

territorio e le comunità

locali. Come JTI

crediamo nelle risorse

e nelle potenzialità di

ognuno di prendere

parte alla costruzione

del domani, partendo

dalla consapevolezza

che lavorare per creare

una società inclusiva

significa contribuire a

una società più forte

e resiliente, capace di

adattarsi alle sfide contemporanee”.

Questa prima edizione

del concorso premierà, rispettivamente

con 40 mila e 30 mila

euro, due progetti capaci di coniugare

sostenibilità e innovazione.

Confagricoltura e JTI Italia

auspicano e valuteranno positivamente

un’equilibrata presenza

di genere nell’individuazione del

target e nella realizzazione delle

attività, così come la collaborazione

con i servizi socio-sanitari

e con gli enti pubblici competenti

per territorio. Ulteriori informazioni

e il bando completo sono

consultabili sul sito www.coltiviamoagricolturasociale.it.

•••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 19


PRIMO PIANO RAPPRESENTANZA

Questionario

enoico

Consultazione online

per promuovere

e valorizzare

il vino

made in Italy

P

er tutto il mese di luglio

sul sito di Confagricoltura

è stato reso disponibile

un questionario,

rivolto alle aziende vitivinicole,

per raccogliere

opinioni e proposte riguardo

alle misure di “Promozione nei

Paesi Terzi”, alla luce della difficile

situazione di mercato che si

è creata in seguito all’epidemia

Coronavirus.

La recente emergenza sanitaria

ha condizionato e modificato

gli usuali modelli di consumo.

Tra i settori più colpiti, a causa

della chiusura dei canali HO.RE.

CA e della contrazione dei flussi

esportativi, c’è quello vitivinicolo,

che vale complessivamente

circa 13,5 miliardi di euro, di

cui quasi il 55 % collocati fuori

dall’Italia. Come era ovvio, di

questa imprevista emergenza

hanno risentito anche le attività

di servizio connesse al settore e

soprattutto la promozione.

In molti si interrogano sul futuro

del comparto e, alla luce delle riflessioni

in corso, non sembra essersi

delineata una via ed un modello

sui quali puntare. Di certo

si è registrato un forte rallentamento

delle attività, ma anche il

ricorso a nuove formule.

È giunto, dunque, a parere di

Confagricoltura, il momento per

iniziare a fare delle proposte alle

Istituzioni europee e nazionali affinché,

tenendo conto di quanto

avvenuto in questi mesi, adeguino

lo strumentario regolamentare,

per consentire al sistema

vitivinicolo, e non solo, di sviluppare

programmi di promozione

adeguati.

In questa logica, nell’ambito delle

attività previste dai Programmi di

promozione OCM vino sui Paesi

terzi, Confagricoltura ha avviato

una rilevazione statistica finalizzata

alla predisposizioni di proposte

utili a migliorarne la fruibilità,

anche alla luce delle difficoltà

emerse nell’attuazione delle precedenti

programmazioni.

Utilizzando il questionario - che

è stato reso disponibile sul sito

confederale fino al 31 luglio - le

aziende hanno risposto ad una

serie di domande che vanno dalla

validità dell’attuale struttura

dei punteggi ai possibili correttivi;

dalle azioni più incisive da

mettere in campo nell’immediato

e per il 2021, alla luce delle limitazioni

imposte dal Covid-19, alla

validità della partecipazione a

fiere ed esposizioni internazionali;

dalle alternative alle degustazioni

guidate alla realizzazione

di piattaforme on-line per la promozione/commercializzazione

dei vini aziendali; dagli aspetti da

pubblicizzare maggiormente alle

campagne di informazione.

I risultati della rilevazione permetteranno

di predisporre un

adeguato pacchetto di proposte

da presentare agli organi europei

e nazionali competenti, frutto

dei bisogni e delle esigenze che

emergeranno. (G.B.) •••

20 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


ATTUALITÀ EUROPA

Elisabetta Falchi

a dibattito su Pac.

Adeguare politiche

ai cambiamenti

G

li Stati membri hanno

raggiunto un’intesa

con il Parlamento europeo

per continuare a

sostenere gli agricoltori

nell’ambito dell’attuale

quadro giuridico della politica

agricola comune (PAC) fino alla

fine del 2022, anziché fino alla

fine del 2021 come inizialmente

proposto dalla Commissione

europea. Quindi dal 1° gennaio

2023 entrerà in vigore la PAC

riformata, insieme al nuovo delivery

model basato sui piani

strategici nazionali. L’estensione

delle norme attuali per altri due

anni ha l’obiettivo di garantire

la continuità dell’erogazione dei

pagamenti diretti agli agricoltori

UE duramente colpiti dalla

crisi Covid-19.

L’accordo raggiunto a

Bruxelles è stato valutato

positivamente da

Confagricoltura. “Un’intesa

positiva - ha detto il

presidente Massimiliano

Giansanti - perché assicura

un quadro di riferimento

stabile per le

scelte d’impresa. Mai

come in questo momento

gli agricoltori

hanno bisogno di

chiarezza”. “Avremo

anche il tempo per

discutere sull’efficacia

della proposta

di riforma presentata

dalla Commissione

nel giugno 2018

rispetto alle nuove

prospettive determinate dall’emergenza

no adeguati ai tempi che cam-

Coronavirus, a partire biano. L’emergenza Covid-19 ci

dalla salvaguardia della sovranità ha insegnato che è necessaria

alimentare dell’Unione europea”. flessibilità e non certo rigidità.

Ma quale Pac nel 2023? Se ne è Non si può non tener conto di

discusso nell’interessante webinar

su ‘Venti d’Europa - Le nuove sfide

per l’agricoltura europea’, promosso

sui canali social dall’europarlamentare

Pina Picierno (attiva

quello che è accaduto a seguito

della pandemia e della necessità

di una riforma della politica

agricola che punti su sostenibilità,

tutela dell’ambiente, risparmio

delle risorse naturali, ma

componente della Commissione

Agricoltura del Parlamento europeo).

Per Confagricoltura è intervenuta

la vicepresidente Elisabetta

Falchi, assieme - tra gli altri - al

che guardi anche alla capacità

produttiva del Paese e dell’Europa,

che è altrettanto strategica,

come abbiamo ben compreso

ministro per le Politiche agricole nei giorni del lockdown”. Elisabetta

Teresa Bellanova e all’europarlamentare

Paolo De Castro. Falchi ha quindi posto

l’accento sulla necessità di un

“La riforma della Pac - ha posto budget adeguato per la PAC, che

in evidenza la vicepresidente permetta alle imprese agricole

confederale - richiede duttilità di rafforzarsi, di puntare decisamente

sull’innovazione, coniu-

nella definizione degli scenari.

Bruxelles deve comprendere, gando produttività e sostenibilità,

ora più che mai, che gli indirizzi

più prodotto e meno impatto

politici non sono dogmi ma van-

ambientale. (G. M.) •••

Senza dogmi

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 21


ATTUALITÀ EUROPA

Rifiuti in

allevamento

Il progetto UE

Reinwaste in Italia

ha approfondito

i materiali di scarto

nella filiera

lattiero-casearia

di Elisabetta Tufarelli

C

onfagricoltura è partner

di Reinwaste, l’ambizioso

progetto europeo

di cooperazione e trasferimento

tecnologico

iniziato nel 2018, con

l’obiettivo di contribuire alla riduzione

dei rifiuti inorganici del settore

dell’agrifood, con l’adozione

di soluzioni innovative sostenibili

dal punto di vista ambientale ed

economicamente vantaggiose.

Sono state esaminate tre filiere in

tre nazioni: in Spagna quella orticola,

in Francia il settore della

carne, in Italia quello lattiero-caseario,

attraverso il coinvolgimento

di aziende della Regione Emilia

Romagna. I risultati dell’analisi

dei rifiuti prodotti dalle 15 aziende

zootecniche del settore lattiero-caseario,

che hanno partecipato

alla fase sperimentale, hanno

permesso di categorizzare, per

tipologia e quantità, quelli non

organici. Ne è emerso che, fino

al 2017, la gestione dei rifiuti non

organici di origine agricola, nella

regione esaminata, non è stata

considerata un problema per le

aziende del settore. Occorre anche

sottolineare che, comunque,

nel complesso dei rifiuti speciali,

l’impatto del settore primario

(non solo agricoltura, ma anche

selvicoltura, caccia e pesca) sul

totale dei rifiuti prodotti è pari

allo 0,2% e il 49% di quelli non

organici prodotti è materiale plastico

derivante dall’uso di reti per

le rotoballe e di film plastici per

la copertura e la protezione degli

insilati. Tuttavia, in questa prima

fase, l’analisi ha messo in evidenza

che seguire alcune raccomandazioni

generali può contribuire

a limitare l’entità di questi rifiuti.

Si suggerisce di proteggere le reti

per rotoballe ed i teli per trincea,

evitando così vento, pioggia e

ulteriori contaminazioni di terra

e acqua, risparmiando anche sui

costi di smaltimento e recupero;

ma anche di utilizzare detergenti

in contenitori più capienti rispetto

agli attuali. Si propone l’adozione

di sistemi di illuminazione

a led per ridurre i consumi, interventi

di manutenzione e la produzione

di rifiuti pericolosi, consigliando

anche l’uso di prodotti

fitosanitari con imballaggi biodegradabili

e di teli di copertura

degli insilati a spessore ridotto a

parità di indice di resistenza. Per

diminuire gli imballaggi, l’indagine

effettuata consiglia di scegliere

una fornitura sfusa degli integratori

liquidi per l’alimentazione

degli animali. Infine, si evidenzia

come eseguire prove agronomiche

per l’utilizzo di funghi e batteri

per il controllo biologico dei

parassiti, limitando l’uso di agrofarmaci,

concorrerebbe a ridurre

gli imballaggi.

•••

22 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


MAPPAMONDO di Jordan Nash

Regole di accesso

nel post Brexit

I

stituita, in Gran

Bretagna, una commissione

per il commercio

e l’agricoltura,

per fornire consulenza

ai ministri sull’approccio

agli accordi commerciali

post Brexit.

Lo ha annunciato il

segretario al Commercio

internazionale Liz

Truss in una lettera a

Minette Batters, presidente

della National

Farmers’ Union (NFU).

Uscendo dall’Europa,

gli imprenditori agricoli

del Regno Unito non

potranno più contare

sugli aiuti diretti; al

posto della Pac dovrebbe

entrare in vigore un

“Agriculture Bill”, molto

attento alla sostenibilità

ambientale, alla tutela

del paesaggio, al verde.

Per questo NFU si era

attivata da tempo e

ripetutamente sull’argomento,

lanciando anche

una petizione sugli

standard alimentari,

che ha raggiunto più

di un milione di firme.

L’uscita dall’Ue trasferirà

tutte le disposizioni

esistenti in materia di

sicurezza alimentare,

compresi i requisiti di

importazione esistenti,

sul libro statuto del Regno

Unito. Gli agricoltori

britannici chiedono

di garantire che gli

alimenti importati abbiano

gli stessi elevati

standard di produzione,

ambientali e di benessere

degli animali di

quelli del Regno Unito.

L’NFU ricorda che

la commissione dovrà

fornire, entro la fine

dell’anno, le proprie

raccomandazioni al

governo.

AGRICOLTURA INTELLIGENTE IN TURCHIA

Per superare i

problemi agricoli,

aumentare

i redditi

e garantire la

sicurezza alimentare

per

il futuro la

Turchia dovrebbe

diventare

un Paese ad “agricoltura intelligente” e potrebbe

essere il terzo dopo Paesi Bassi e Nuova Zelanda.

Lo ha detto il direttore del Turkish Guild of Agricultural

Journalists, İsmail Uğural, sottolineando

che i produttori agricoli possono utilizzare il GPS,

scansionare il suolo, gestire i dati e beneficiare di

Internet delle cose per adeguarsi alle migliori strategie

e aumentare l’efficacia dell’utilizzo di fitofarmaci

e fertilizzanti.

TUNISIA: ALIMENTI ANIMALI DALLE MOSCHE

In Tunisia, a Grombalia, la start-up NextProtein

produce alimenti per animali con larve di mosche

“soldato”. La società, durante il lockdown, aveva

già raccolto finanziamenti per 10,2 milioni di

euro. Gli imprenditori sottolineano che 100 metri

quadrati di mosche producono la stessa quantità

di proteine di 100 ettari di soia, consumano molta

meno acqua ed energia rispetto all’agricoltura

convenzionale. D’altronde

gli insetti sono ricchi

di proteine e sono un

componente della dieta

di molti pesci e del pollame

allevato all’aperto

e potrebbero recuperare

valore da prodotti che

tradizionalmente verrebbero

gettati via dall’industria

agroalimentare.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 23


MAPPAMONDO

di Jordan Nash

Bloccato

il falso Prosecco

I

l Prosecco vince la

sua battaglia legale

contro l’analcolico

“Nosecco”, prodotto

in Francia, ma rivolto

al mercato inglese e

commercializzato in

bottiglie simil prosecco

dal 2017. L’azienda Les

Grands Chais de France

aveva sostenuto che il

nome derivasse in realtà

dalla parola italiana

“secco”, che significa

“dry”, anche per evidenziare

la mancanza

di alcol. Due anni di

carte bollate, con la

cantina francese che

aveva fatto appello alla

decisione dell’ufficio

della proprietà intellettuale,

portando il

caso fino all’Alta Corte

che ha emesso l’importante

sentenza finale

a favore del consorzio

veneto. Un’altra vittoria

per il consorzio, dopo

quella ottenuta con lo

smantellamento, sempre

nel Regno Unito,

delle Automatic Prosecco

Machines. Dopo

la sentenza la società

vinicola francese Les

Grand Chais de France

ha smesso di marchiare

il prodotto analcolico

nel Regno Unito non

potendo registrare un

marchio commerciale

con il nome “Nosecco”.

La bevanda frizzante

non alcolica “Nosecco”

non ha convinto il

giudice Nugee. “Non

c’è bisogno - ha sentenziato

- che il tribunale

dimostri la somiglianza

tra Prosecco e Nosecco,

le migliaia di post sui

social dimostrano che i

consumatori stanno già

facendo questa associazione

fuorviante”.

AGRICOLTORI DI WASHINGTON NEL DOPO COVID

Lo stato di Washington

è il “serbatoio” delle

mele (3 miliardi di dollari)

e di luppolo (476

milioni di dollari). È

il secondo più grande

coltivatore di patate,

asparagi, cipolle e

tutti i tipi di uva. Gli

asparagi sono sempre

stati una risorsa per chi li coltiva. Grande speranza

per una ripresa del lavoro e della domanda di ciliegie.

Per gli agricoltori il Coronavirus non è l’unica

preoccupazione, perché vi si aggiungono le guerre

commerciali, che hanno portato a ritorsioni tariffarie

da parte di India e Cina sul principale raccolto

di Washington: le mele. Prospettive non buone

anche per i viticoltori, che stavano già lottando con

un eccesso di uva quando la pandemia ha colpito.

CRESCE AGRICOLTURA DIGITALE MONDIALE

Con ristoranti e bar chiusi per un lungo periodo, le

vendite del 2020 diminuiranno. Si stima che, dopo

il Coronavirus, la dimensione del mercato globale

dell’agricoltura digitale cresca da 5,6 miliardi di dollari

nel 2020 e si prevede che raggiungerà i 6,2 miliardi di

dollari entro il 2021. La crescente domanda di prodotti

alimentari agricoli, lo spostamento delle preferenze dei

consumatori verso standard più elevati di sicurezza e

qualità degli alimenti e l’indisponibilità dei lavoratori

durante il Covid-19 sono alcuni dei fattori trainanti del

mercato. Tuttavia, l’immediato processo di standardizzazione

e la consapevolezza tecnologica tra gli agricoltori

sono alcune delle restrizioni

del mercato. Tra i principali attori

nel mercato globale dell’agricoltura

digitale ci sono DTN (USA),

Farmers Edge (Canada), Taranis

(Israele), Eurofins (Lussemburgo)

e AgriWebb (Australia).

24 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


FOCUS IDEE IN CAMPO

I colori

della lavanda

Distretto

della lavanda

in alta collina

pavese.

L’esperienza di

Cascina Costanza

di Simona Giorcelli

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 25


FOCUS IDEE IN CAMPO

U

n entusiasmo travolgente,

un passato

nell’archeologia «che

purtroppo non ha trovato

uno sbocco lavorativo

serio e duraturo»

ed un amore per la natura

che va al di là del ritorno economico

di un’azienda agricola: Costanza

Ferrari è così, un vortice

di idee che ha sempre avuto in

testa sin da bambina e che ha potuto

realizzare guardandosi dentro

e comprendendo che il suo

presente era proprio nel luogo

in cui è nata. «Sono stata molto

fortunata - ci racconta - perché

In primo piano l’aspetto

del benessere legato

al ciclo vegetale

ho ereditato dalla mia famiglia i

risparmi di una vita e ho deciso

di metterli a frutto in quella cascina

che è stata la mia infanzia. I

miei nonni lavoravano umilmente

la terra, dalla quale traevano

tutto ciò di cui avevano bisogno

- prosegue Costanza - e qui sono

voluta tornare per aprire un agriturismo

di piccole dimensioni, a

cui ho voluto dare il mio nome,

per poter far vivere ad ogni visitatore

quelle sensazioni che ogni

giorno provo nel cullare questo

splendido luogo collinare in provincia

di Pavia». «Devo tutto ai

miei avi ed in particolare alla mia

bisnonna Carolina e alla nonna

Mariuccia, due grandi esempi di

vita». Sono queste le prime parole

con le quali si presenta Costanza

Ferrari, operatrice agrituristica

tra le colline di Godiasco a Salice

Terme, in provincia di Pavia.

La Cascina Costanza si vede da

lontano, soprattutto nel periodo

di maggio e giugno, quando

l’azienda si tinge dei colori della

lavanda, grazie alle sue 5mila

piante coltivate che in questo

angolo di collina sono l’attività

principale per sette aziende

agricole: «Ho imparato tutto

sul campo anche grazie al fatto

che mi sono approcciata al

mondo agricolo con grande

passione e voglia di imparare

- ci spiega - ed oggi sono

fiera di offrire a chi decide di

venirci a trovare una linea di

cosmetici del tutto naturali,

ma anche miele, vino, orti-

Costanza Ferrari

26 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


che, calendula, tarassaco e molto

altro ancora. In questo periodo

è però la lavanda in fiore ad attirare

i nostri clienti e non vedo

l’ora di raccoglierla per iniziarne

la lavorazione». Costanza durante

il periodo del lockdown non ha

mai smesso di guidare il trattore,

coltivare i campi a grano e curare

le sue piante ed ora è pronta a

raccogliere le prime prenotazioni:

«La nostra filosofia è sempre stata

quella di far sentire a casa i nostri

ospiti e non ho mai perseguito

strategie di marketing aggressivo

- continua -: nel mio agriturismo

quando raggiungo i trenta coperti

mi dedico esclusivamente alla

ristorazione e alle visite guidate

alla scoperta della vita delle api e

dei benefici delle piante officinali».

Ed è proprio su questo tema

che Costanza vuole approfondire

le proprie conoscenze per continuare

le tradizioni iniziate dalla

bisnonna: «I miei primi ricordi in

questi luoghi si riferiscono a Carolina,

la donna capostipite, che

accoglieva persone da tutto il paese

per curare i mali del corpo,

come il fuoco di Sant’Antonio,

attraverso i vantaggi della natura.

Per gli ospiti

linea di cosmetici

del tutto naturali

L’aspetto del benessere legato al

ciclo vegetale - esclama Costanza

- mi affascina tantissimo ed è per

questo motivo che ho raggiunto

una collaborazione con una cooperativa

di Padova per realizzare

cosmetici con le mie erbe che

vengono analizzate e certificate».

Tra le novità nell’organizzazione

aziendale c’è sicuramente l’inserimento

della varietà di vino Riesling

nei propri campi agricoli:

«Anche se il periodo non è dei

più facili, ho deciso di impiantare

questa tipologia di uvaggio

per differenziare l’offerta

della mia produzione».

Oggi l’azienda è interamente

gestita da Costanza,

che si occupa

dalla coltivazione

all’amministrazione,

dall’aggiornamento

normativo

all’accoglienza, ma alla domanda

di quanto possa pesare il coordinamento

di tutto quanto la risposta

è diretta ed altrettanto sincera:

«Ho scelto di tornare alle origini e

mi sto godendo ogni difficoltà al

pari di ogni soddisfazione perché,

sebbene abbia ricevuto le risorse

economiche, ho iniziato da un

semplice fienile e da un trattore -

conclude - ed osservare le bellezze

naturali che fioriscono ogni anno

e la soddisfazione di chi ritorna

non hanno prezzo. Rifarei questa

scelta senza pensarci un secondo».

Costanza deve scappare: arrivano

nuovi ospiti, mentre c’è ancora

tanto lavoro da fare. Il tutto con

un bellissimo sorriso. •••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 27


FOCUS IDEE IN CAMPO

L’azienda maidicola

Lorenzi nel mantovano

diversifica

con i frutti di bosco.

Buona redditività

in poca superficie

di Nicola Artoni

Mirtilli e

una coltura

che desse

redditività occupando

al contempo

poca superficie.

L’idea “Cercavo

dietro l’installazione del mio impianto

nasce da questa esigenza”.

Parola di Riccardo Guidi, 25 anni,

che a Marmirolo (Mantova), su

una biolca di terreno dell’Azienda

Agricola Lorenzi Arrigo (suo

nonno), ha installato circa un migliaio

di piante di mirtillo: “Siamo

partiti lo scorso anno - spiega con

orgoglio - e in queste settimane

siamo dunque alle prese con il

primo raccolto. Sono molto soddisfatto,

finora abbiamo ottenuto

7 quintali di prodotto, ci aspettiamo

di raggiungere quota 10-11

da qui alle prossime settimane,

con una media di poco superiore

al chilo per pianta”. Il mirtillo

rappresenta una rarità all’interno

della provincia, e l’azienda di Riccardo

è tra le poche a coltivarlo:

“Mi incuriosiva molto, anche per

il tipo di mercato che può avere

come frutto. Prima di prendere

una decisione definitiva in

ogni caso sono andato a visitare

diverse aziende, soprattutto in

provincia di Verona, dove è molto

più diffuso”. Dopo un’attenta

valutazione costi/ricavi, la scelta

di partire con il primo impianto

che, con tutta probabilità, verrà

allargato durante l’inverno 2020,

con altre mille piante pronte ad

entrare in produzione. Un investimento

importante è stato fatto

nella copertura del frutteto e nel

sistema di irrigazione: “Le piante

devono obbligatoriamente stare

in vaso - spiega Riccardo - poiché

nella mia zona il terreno non è

sufficientemente acido. Il mirtillo

Le piante coltivate in vaso

perché il terreno in loco

non è sufficientemente acido

necessita di torba acida con un

ph grossomodo pari a 5, e con il

sistema di fertirrigazione a goccia

(con numerosi componenti Netafim,

con la quale Confagricoltura

ha stretto una convenzione, ndr)

siamo in grado di fornire acqua

e sostanze nutritive nelle giuste

28 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


pannocchie

Riccardo Guidi

quantità, favorendo di fatto il

processo di crescita e maturazione

dei frutti. Le piante sono coperte

con reti antigrandine e, nel

giro di un anno, installeremo anche

quelle laterali antinsetto, per

proteggerci dalla cimice asiatica”.

Pur essendo partito da solo un

anno, l’impianto di Riccardo Guidi

ha già raggiunto la Gdo, dal

momento che il raccolto viene

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 29


FOCUS IDEE IN CAMPO

conferito al Gruppo Spreafico di

Povegliano Veronese, che rifornisce

alcune tra le catene di supermercati

più presenti sul territorio

nazionale: “La remunerazione è

buona - prosegue Guidi - siamo

soddisfatti dell’accordo stretto”.

E le aspettative sono di continua

crescita: “L’impianto raggiungerà

il picco produttivo al suo 5°-6°

anno di attività, quando conto

di produrre in media 3,5 kg per

pianta, vale a dire 35 quintali totali.

Sono assolutamente fiducioso

per il futuro”.

E per poter parlare di futuro, è

fondamentale non scordarsi del

passato, delle proprie radici, da

dove si viene. La storia dell’Azienda

Agricola Lorenzi Arrigo

parte da lontano: “Si è costituita

all’inizio degli anni 80 quando

mio nonno Arrigo ed i suoi fratelli,

che conducevano 80 ettari

di terreno e due allevamenti di

vacche da latte, hanno deciso di

dividersi e di identificare i nuclei

familiari con la relativa superficie

aziendale. Questo momento

Previste reti antigrandine

e, tra poco, pure quelle

antinsetto per le cimici

è coinciso con la scomparsa del

nonno”. “Mia zia Francesca Lorenzi

- prosegue Riccardo - assieme

alle sue due sorelle e a mia nonna

si è trovata a gestire l’azienda

ad appena 16 anni. Hanno vissuto

momenti non facili, ma non si

sono mai perse d’animo e, con

pazienza, hanno riorganizzato ed

avviato l’azienda”. Il primo passo

è coinciso con l’abbandono

dell’allevamento di vacche da latte,

avviato da nonno Arrigo: “La

stalla avrebbe richiesto importanti

investimenti, e ai tempi le risorse

non c’erano. Vi era la consapevolezza

che il reddito aziendale

ne avrebbe risentito, ma è stata

una scelta obbligata”. A Riccardo

dunque, assieme alla famiglia,

spetta la gestione dei terreni, divisi

tra prati stabili e seminativo,

con mais, soia e frumento: “La

parte a prato stabile è un’eredità

antichissima, una tradizione

secolare del nostro territorio. Si

tratta di superfici agricole utilizzate

come foraggio per le vacche

da latte, gestite in maniera spontanea,

senza alcun intervento di

aratura o dissodamento, mantenute

esclusivamente attraverso lo

sfalcio, la concimazione naturale

e l’irrigazione, delle quali andiamo

particolarmente orgogliosi”.

E sinora l’annata 2020 sta regalando

soddisfazioni all’azienda:

“Oltre all’ottimo bilancio legato

ai mirtilli, anche il mais, ancora

in campo, al momento è un bel

prodotto. Lo trinceremo per la

produzione di insilato, abbiamo

buone aspettative”. Portare avanti

l’eredità di famiglia è motivo di

orgoglio per le nuove generazioni:

“Sono fiero di poter legare il

mio operato al nome di mio nonno

- conclude Riccardo - che ancora

identifica la nostra azienda.

Proseguirò su questa strada, con

la voglia di migliorarmi e crescere

sempre di più”.

•••

30 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Senza barriere

L’azienda Mantovani,

attenta al nuovo ed ai

mutamenti climatici,

produce ortaggi asiatici

in Terra degli Estensi

di Leonora Guerrini

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 31


FOCUS IDEE IN CAMPO

Un viaggio intorno

al mondo investendo

sulla propria esperienza

L’

azienda agricola di Daniele

Mantovani, ubicata

nel comune di Ostellato,

si è messa in gioco

scegliendo di portare

avanti l’idea - innovativa

e adatta alle mutate condizioni

climatiche - di coltivare verdure

asiatiche nella Terra degli Estensi.

In questo progetto l’azienda è stata

supportata da Stefano Bonioli,

biologo e segretario delle delegazioni

di Tresignana e Fiscaglia di

Confagricoltura Ferrara.

“L’idea di coltivare verdure asiatiche

nasce da lontano - ci dice

l’agricoltore - dalla passione e

dalla voglia di produrre orticole

poco conosciute, ma estremamente

salubri, veri e propri elisir per

il corpo umano. È estremamente

importante conservare le tradizioni

tipiche di un territorio, ma è anche

fondamentale aprirsi al nuovo

che avanza, a nuovi mercati e a

nuove culture, che interagiscono

quotidianamente con la nostra e,

farlo attraverso i frutti della terra,

può essere un mezzo intelligente,

innovativo e anche remunerativo”.

Tra le colture messe in produzione

ci sono: Karela (Momordica

charantia), che è un particolare

tipo di zucca verde, amara e ricoperta

di protuberanze; è usata in

India per contrastare gli zuccheri

in eccesso nel sangue. Pianta tropicale

appartenente alla famiglia

delle Cucurbitacee, prospera in

climi caldi e umidi, tra cui Africa,

Asia, Sud America e Caraibi. Ricca

di fitonutrienti, minerali, vitamine

e antiossidanti, nella medicina

tradizionale orientale viene utilizzata

come rimedio per il diabete,

grazie alla presenza di gurmarina,

capace di regolare il livello degli

zuccheri nel sangue. Ha proprietà

antitumorali confermate da studi

clinici e si ritiene possa essere

utile nel trattamento di asma,

infezioni della pelle, problemi di

stomaco, ipertensione. Pianta erbacea

rampicante, può raggiungere

i 5 metri di altezza, presenta

fiori gialli e produce frutti commestibili

apprezzati nella cucina

cinese per il suo sapore amaro.

Di solito viene fritta, utilizzata

come ingrediente per zuppe e tisane

e sono numerose le ricette

di Karela ripiene o stufate. Okra

(Abelmoschus esculentus), che è

chiamata anche Bamia, Gombo,

Bindhi. Della famiglia delle malvacee

(come la malva e l’ibisco)

sviluppa fiori meravigliosi con

petali bianco/gialli e il pistillo

amaranto. Il suo baccello è simile

a un peperoncino lungo e verde,

particolarmente ricco di proprietà

nutritive. Il suo frutto, ricco di

vitamine, sali minerali e gastroprotettore

naturale, è utilizzato

in molte tradizioni culinarie. È un

ortaggio esotico annuale, diffusissimo

in Brasile e in generale nella

cucina sudamericana, ma compare

anche in ricette indiane. L’origine

di questa pianta è africana,

diffusasi nelle Americhe con la

tratta degli schiavi. Per la sua origine

tropicale necessita di poca

acqua, ma teme i climi rigidi e le

gelate, per arrivare a maturazione

deve crescere in pieno sole. Tinda

(Praecitrullus fistulosus), della

32 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


famiglia delle cucurbitacee, è una

sorta di piccola melanzana indiana

rotondeggiante, paragonabile

alle nostre tradizionali, ma più

tenera e più dolce; è un ortaggio

particolarmente

popolare

in Asia meridionale,

ama il pieno

sole e

necessita di

poca umidità.

Chiamato

anche

“zucca

indiana”,

“melone rotondo”,

“zucca

mela”,

è una

I prodotti vanno

a rifornire negozi

e ristoranti etnici

Daniele Mantovani

pianta strisciante o rampicante

che può arrivare fino a 1,5 metri;

ha forma sferica e di colore verde.

Kaddù, che è di origine pakistana,

è similare a una zucchina

dolce.

In azienda si coltivano, inoltre,

numerose varietà di peperoncini

piccanti asiatici e di spezie (coriandolo,

fieno greco, ecc.); tutto

ciò che la popolazione indiana,

pakistana, o più genericamente

asiatica, consuma normalmente

nei propri Paesi d’origine. Profumi

e gusti a noi sconosciuti, ma

che hanno contribuito a far conoscere

queste etnie nel mondo.

Ad oggi i prodotti vanno a

rifornire molti negozi e ristoranti

etnici, ma riscontrano

sempre maggior interesse

da parte di una nicchia di

clienti, soprattutto giovani,

attenti e curiosi di sperimentare

nuove produzioni internazionali.

L’agricoltore ha scelto di

intraprendere un viaggio intorno

al mondo investendo la propria

esperienza in questa nuova avventura

con l’intento di ampliare,

anno dopo anno, la propria

gamma di prodotti e adottando

pratiche sempre più sostenibili

che contribuiscano alla conservazione

e valorizzazione della biodiversità.

Il mondo sta cambiando, il clima

sta cambiando e necessariamente

muterà anche il modo di fare

agricoltura che si dovrà adattare

ai cambiamenti climatici e, in

questo processo, anche il ruolo

dei piccoli agricoltori risulterà

importante. Nel territorio ferrarese

l’agricoltura è da sempre

un settore trainante dell’economia

e Confagricoltura Ferrara è

particolarmente favorevole ad

accogliere nuove idee e nuove

proposte colturali. Ben venga

quindi il nuovo che avanza, portando

con sé pionieri coraggiosi

che coltivano idee, innovazione

e futuro.

•••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 33


FOCUS IDEE IN CAMPO

L’impresa familiare

di Mattia Marangone

ha riscoperto

l’olivello spinoso,

pianta autoctona

friulana, ottima

per usi alimentare,

cosmetico, farmaceutico

di Elisabetta Tufarelli

U

na coltura inconsueta

quella di Mattia Marangone,

proprio come la

sua storia che si sviluppa

a Lestizza, in provincia

di Udine. Nato

in Svizzera da due genitori emigrati,

il padre Denis friulano e la

madre Silvana romagnola, Mattia

si laurea in ingegneria elettronica

a Berna senza sapere che, di là

a poco, la sua vita sarebbe cambiata

in maniera radicale. “Tutto

ha avuto inizio - racconta - una

decina di anni fa. Papà voleva

stare vicino alla nonna e, quando

è morta, ci ha lasciato dei

terreni. Le mie radici mi hanno

entusiasmato e ci siamo messi

subito all’opera per cercare cosa

fare, che desse reddito e non

fosse difficile da coltivare, perché

non siamo nati agricoltori.

Girando mezza Europa abbiamo

finalmente scoperto l’olivello spinoso”.

Una pianta autoctona del

Friuli, che cresce spontanea nella

parte alta lungo il greto del fiume

Tagliamento. Le sue bacche arancioni

sono amarissime, ma ricche

di vitamine, minerali, antiossidanti,

omega 3-6-9, carotenoidi

e flavonoidi. “Questa riscoperta

ci è piaciuta. A Norimberga, con

mio padre, abbiamo incontrato

produttori, vivaisti e trasformatori

per capirne di più”. Detto fatto.

Mattia e Denis hanno iniziato a

innestare piante di diverse varietà,

per capire quale fosse la più

adatta e sono partiti con la produzione

su sei ettari. L’olivello

è anche chiamato il limone del

Nord perché è ricco di vitamina

C e ne contiene ben 10/15 volte

di più dell’agrume. “Può essere

usato - spiega - per diversi

usi, alimentare per marmellate,

succhi ed estratti; cosmetico e

Bacche

34 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


In laboratorio prodotti

succhi, sciroppi ed essiccati

per tisane e marmellate

benefiche

Famiglia Marangone

farmaceutico, per le sue potenti

proprietà cicatrizzanti e antinfiammatorie.

Sono orgoglioso di

aver recuperato una coltura antica

delle nostre zone che, fino

al dopoguerra veniva raccolto e

commercializzato in Germania,

Svizzera e Austria”. Oggi gestisce

la sua azienda familiare, ora di

venti ettari, con piglio imprenditoriale

e orientato allo sviluppo,

insieme alla compagna Sandra

Gfeller. “Non è stato facile, ma

sono molto soddisfatto. Siamo

partiti - sottolinea - con grande

entusiasmo nel 2016, senza sapere

bene a cosa andavamo incontro.

Abbiamo fatto calcoli e piani,

ma in agricoltura c’è sempre l’incognita,

il punto interrogativo.

E ci è andata bene. Siamo stati

i primi a piantare l’olivello spinoso

ed oggi altri imprenditori

ci hanno seguito”. Come vi siete

mossi? “Prima, come giovani agricoltori,

abbiamo presentato un

piano di sviluppo rurale e, una

volta consolidati, abbiamo cercato

di accorciare la filiera. Due

anni fa abbiamo aderito all’iniziativa

regionale sulle PPL (Piccole

Produzioni Locali) e, quando è

stata approvata, abbiamo aperto

il nostro laboratorio. Produciamo

succo, bacche essiccate per

tisane, marmellate e sciroppo. La

novità di quest’anno - ci racconta

l’imprenditore - è il succo di mele

bio con l’aggiunta di olivello spinoso,

che commercializziamo in

bric da due litri. L’uso del succo

non si limita alle marmellate:

può essere impiegato

anche per biscotti e gelati,

ma anche nelle salse

per accompagnare

carni e pesce”.

Progetti

futuri?

“In soli

quattro anni

- conclude Mattia

- abbiamo fatto

molto. Ma certamente

non ci fermiamo

qui: vogliamo

consolidare ed

ampliare ancora l’azienda,

meccanizzandola, automatizzando

alcuni passaggi

della filiera attualmente ancora

manuali, come la raccolta

e la pulizia delle bacche.

Oltre a questo, nel 2021, aprirà

la nostra fattoria didattica

“La Spina”.

•••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 35


INNOVAZIONE AMBIENTE

Andrea Zenari

ha realizzato

il bosco didattico.

Impegno per formazione,

inclusione e benessere

nell’habitat naturale

di Alessandra Porro

Fattoria

del legno

S

orge a Caltrano, ai piedi

dell’Altopiano di Asiago,

uno dei primi boschi didattici

del Veneto. È Anfla

Fattoria del Legno,

un’area boschiva con

percorsi didattici per osservare

le piante, le erbe, i fiori e i

piccoli animali che la abitano,

ma anche per conoscere tutte le

attività legate al bosco, come la

lavorazione del legname, la creazione

di oggetti artistici e perfino

di baite realizzate con tronchi

di legno. Andrea Zenari, socio di

Confagricoltura Veneto e titolare

della fattoria - una laurea in

Scienze forestali in tasca e tanta

esperienza maturata all’estero

- ha deciso così di valorizzare

il territorio montano e il suo

bene più prezioso: gli alberi. E

ha aderito al progetto della ‘Foresta

sostenibile’, capitanato da

Confagricoltura, che assegna il

marchio di sostenibilità Pefc a

chi garantisce la biodiversità e

la capacità di rinnovamento del

bosco.

Sei ettari di bosco e pascoli, dove

già Zenari faceva fattoria didattica,

illustrando ai bambini le attività

agricole e insegnando loro il

rispetto per l’ambiente con giochi

e osservazione. Ora si aggiunge

anche il bosco ‘didattico’, con la

sua flora e la fauna, in cui vengono

offerti percorsi e attività formative

a ragazzi e adulti. Si potranno

svolgere anche attività di inclusione

sociale e di benessere della

persona connesse al bosco.

La Fattoria del Legno offre inoltre

percorsi tecnici e attività pratiche

nell’insegnare a carpentieri,

boscaioli e arboricoltori come

lavorare il legno e come usare

la segheria. Nei corsi, infatti, si

costruiscono baite o altre strutture,

mettendo in pratica le diverse

tecniche costruttive, lavorando

poco il legno e mantenendo

il più possibile le sue forme e i

colori naturali. “Abbiamo già costruito

5 piccoli edifici che gli

studenti durante i corsi possono

esercitarsi a riprodurre e che

i più piccoli della famiglia o le

scolaresche possono visitare durante

una gita qui da noi”, spiega

Zanari. Il primo edificio realizzato

da Andrea, dopo aver ottenuto

le licenze necessarie, è stata una

Blockhaus con travi squadrate

con incastri agli angoli come

le baite, che ha la caratteristica

36 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Bagni di fieno e riposo

tra piante officinali

e fiori di montagna

un grande valore economico, ma

che è giusto valorizzare e preservare”.

Un altro dei progetti appena nati

nella Fattoria del Legno è una

costruzione interamente realizzata

con pareti composte da balle

di fieno, chiamata “bagni di fieno”.

Consentirà di riposare tra fiori

e piante officinali di montagna,

beneficiando della fienoterapia,

una pratica conosciuta fin dall’antichità

e da sempre proposta in

zone montane del Nord come il

Trentino Alto Adige.

Nel bosco didattico di Caltrano è

anche possibile realizzare iniziative

a tema forestale, come mostre,

convegni, seminari e video,

per raccontare a grandi e piccini

la storia e l’importanza della

multifunzionalità del bosco,

culla della sostenibilità

e risorsa preziosa

del Pianeta. •••

di avere una notevole capacità

di isolamento termico. Essendo

leggero, ha una notevole capacità

antisismica e ‘stocca’ CO 2

per

tutta la sua durata di vita.

Andrea in tre anni ha piantato

migliaia di abeti, gli alberi di Natale.

Vengono coltivati in vaso e

affittati durante il periodo natalizio,

consegnandoli nelle case

e riprendendoli alla fine delle

feste. Quando poi diventano

grandi vengono trapiantati nel

bosco. Questa oasi di pace si

presta anche alla creazione di

un agricampeggio. “Sto

ultimando le strutture per

avviare anche questa nuova

attività, aggiunge Zenari

-. Cerco di inventarmi

sempre nuove idee adatte a

queste aree che non hanno

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 37


ATTUALITÀ FASE 3

Nelle Langhe

il viticoltore Lodali

fa una scelta

controcorrente:

meno export

e più Italia

Vendite

di Anna Gagliardi

R

istoranti e bar chiusi, export

fermo o comunque

estremamente limitato

ad alcuni Paesi, consumi

domestici risicati: per

i produttori di vino il

lockdown è stato uno tra i peggiori

periodi di sempre.

“Mi ha salvato l’Italia”, dice Walter

Lodali, senza tanti giri di parole.

Vitivinicoltore di Treiso, in quella

porzione di Langhe che gratifica

occhi, cuore e palato, Lodali ha

sensibilità e concretezza e non si

perde d’animo. L’80% della sua

produzione era destinato all’export,

ma, nell’emergenza Covid,

l’asset ha perso forza, tramutandosi

in debolezza: vendite a zero,

trasferte cancellate e prospettive

di ripresa quasi nulle.

Decide di rimboccarsi le maniche

e contattare, uno ad uno, tutti i

clienti privati che, senza esitare,

fanno ordini, anche di piccola entità.

“Sarò sempre grato a queste

persone che mi hanno permesso

di superare la fase più critica. E

ho capito una cosa: diminuirò la

quota di esportazioni per privilegiare

il mercato interno”. Una

scelta controcorrente, ma convinta.

Tanto che ha già potenziato

alcune piazze italiane con l’obiettivo

di raggiungere il 50% del fatturato

con le vendite nazionali.

Lodali è un brand di lunga data:

lo scorso anno ha celebrato l’ottantesima

vendemmia, è un riferimento

per chi ama il Nebbiolo

e ne apprezza tutte le sue declinazioni,

ma è una di quelle cantine

al di fuori dei celebri circuiti

delle Langhe. Le più recenti degustazioni

dedicate agli addetti

ai lavori hanno svelato identità e

carattere dei suoi vini, espressione

sincera del terroir e frutto di

scelte precise in vigna e in cantina,

avviate nel 2005 e accentuate

nel 2017.

LA STORIA

Siamo a Treiso, dove la famiglia

Lodali ha contribuito a scrivere

un secolo di storia della comunità.

Il capitolo enologico è iniziato

80% della produzione

era destinata all’export

ma asset ha perso forza

con il nonno di Walter, Giovanni,

che nel 1939, titolare dell’unica

osteria del paese, decide di

iniziare a vinificare per proporre

il vino della casa ai clienti della

trattoria.

La seconda guerra mondiale interrompe

il progetto, ma una

volta terminato il conflitto e recuperate

forza e speranze, Giovanni

riparte con rinnovato entusiasmo,

costruendo la cantina.

Il figlio Lorenzo si diploma nel ‘55

alla scuola enologica di Alba; tre

anni dopo prende le redini dell’azienda

e inizia a produrre Barba-

38 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


ristorante “Il Vigneto” sul Bricco

Ambrogio, ora anche con camere,

e nel 2003 a Treiso apre “Profumo

di vino”. Avviati al successo,

vengono entrambi dati in gestione,

perché nel 2005 Walter volta

pagina per dedicarsi interamente

all’azienda vitivinicola: cambia

immagine della cantina e tiponazionali

Walter Lodali

con la mamma

resco in bottiglia, con

riscontri commerciali

positivi. Riesce anche

ad esportare. È del

1961 il primo Barolo.

Gli affari vanno bene.

Nel 1982 Lorenzo

muore: l’unico figlio,

Walter, è appena nato.

La moglie Rita, parrucchiera, non

si scoraggia: abbandona la sua attività

per non disperdere la fatica

e la tenacia del marito. E ci riesce,

affiancata soltanto da un cantiniere.

È sua la scelta di non usare

più le damigiane e di partecipare

al Vinitaly quando le donne del

vino erano un’eccezione alla regola

maschile. La sua prima vendemmia

del Barbaresco “Rocche

dei sette Fratelli” ottiene i due

Bicchieri del Gambero Rosso.

Nel frattempo Walter cresce e si

diploma enologo. Ma è la ristorazione

che lo attira più della vinificazione.

Così, da una cascina

distrutta, fa nascere nel 2001 il

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 39


ATTUALITÀ FASE 3

logia di vinificazione, abolisce i

diserbanti, migliora le tecniche

agronomiche in vigna e punta a

elevare ulteriormente la qualità

della produzione.

Debuttano le riserve Lorèns (Lorenzo

in piemontese), dedicate al

padre: nel 2005 Barolo, Barbera

e Barbaresco, provenienti da vigneti

che hanno cinquant’anni e

più; nel 2012 anche Chardonnay.

Fino al 2016 usa barrique e tonneaux.

Nel 2017 la svolta: Barolo e Barbaresco

fanno passaggi soltanto

in botte grande e botticelle con

legni naturali e non tostati. “È

il vino che deve lavorare con la

Più Italia con l’obiettivo

del 50% del fatturato

sul mercato nazionale

botte - afferma - e non viceversa”.

Grazie a investimenti continui

e nuovi impianti, dal 2005 ad

oggi Lodali è passato da 60mila

a 100mila bottiglie. Il prossimo

obiettivo è raggiungere 125mila,

“il massimo potenziale per la nostra

realtà aziendale”. La critica lo

segue con nuovo interesse, mentre

il pubblico apprezza la bevibilità

dei suoi vini, capaci di coniugare

corpo, identità e finezza

senza mai stancare il palato.

È ottimista? “Sì”. E come dargli

torto: appena è stato possibile,

nella prima fase post emergenza

sanitaria, sfruttando la normativa

sull’enoturismo e grazie all’ubicazione

della cantina al centro del

paese, ha garantito una sorta di

presidio - con distanziamento sociale

e regole di sicurezza rispettate

- aprendo parte del punto

vendita aziendale con i nuovi servizi

di somministrazione ai primi

timidi avventori. Una decisione

più che gradita dalla gente del

luogo che aveva perso il sorriso e

dai turisti di prossimità, in attesa

degli stranieri.

•••

40 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


L’ulivo ha cuore

Progetto di

CNR e Salov

su olivicoltura

sostenibile

e biodiversità.

Coniugare tradizione

e innovazione

A

l via la seconda fase

del progetto di valorizzazione

della biodiversità

nella coltivazione

olivicola che

vede insieme il CNR

ed il Gruppo Salov. Recentemente

è partita la messa a dimora di

52 differenti varietà di olivo a Villa

Filippo Berio, azienda agricola

del gruppo oleario, ubicata nel

cuore della Toscana, fra le province

di Lucca e Pisa. Obiettivo

della partnership è indagare la

produttività e la sostenibilità della

coltivazione olivicola per migliorare

la qualità dell’olio.

“Siamo orgogliosi di poter ospitare

all’interno di Villa Filippo Berio

questi importanti esperimenti

volti a individuare soluzioni per

il miglioramento di tutta l’olivicoltura

italiana, con l’obiettivo di

sostenere una produzione efficiente,

di qualità, ma soprattutto

sostenibile”, ha spiegato Daniele

Piacenti, responsabile selezione e

blending del Gruppo Salov.

Villa Filippo Berio, che consta di

70 ettari, diventa così centro di ricerca

e produzione in cui analizzare

e applicare soluzioni per il

miglioramento della coltivazione.

I risultati delle ricerche verranno

condivisi diventando patrimonio

comune per una produzione olivicola

di qualità. Il progetto sarà

molto utile a far riscoprire piante

poco coltivate. Le 52 diverse nuove

varietà pronte a essere studiate

provengono prevalentemente

da aree marginali del Centro Italia

e sono tutte rappresentative di

un’olivicoltura tradizionale contraddistinta

da minori esigenze

agronomiche.

“Questi esperimenti - ha commentato

Claudio Cantini, tecnologo

T.I. del CNR - ci aiuteranno a

identificare le varietà più interessanti

e resistenti da introdurre e

impiantare nell’oliveto di Villa Filippo

Berio. Lo studio sarà altresì

funzionale al recupero di antiche

cultivar toscane che sono andate

in disuso nel corso degli anni e

che, invece, torneranno in auge

come rappresentative in una delle

aree più adatte alla coltivazione

dell’olivo”.

“Per noi - hanno detto da Salov

- l’innovazione è l’orizzonte di

riferimento quotidiano per i valori

della nostra tradizione. Innovazione

è conoscenza di ciò che

sappiamo fare, costantemente

applicata ai processi produttivi.

La riscoperta delle antiche cultivar

rientra proprio nella logica

di coniugare tradizione e innovazione”.

Il Gruppo Salov Spa è tra le più

grandi aziende in Italia nel settore

dell’olio d’oliva con 350 milioni

di euro di fatturato. Tra l’altro

Salov, unica realtà italiana privata,

è entrata nel progetto finanziato

dalla Comunità Europea Life Resilience

che vuole arginare e contrastare

la diffusione del batterio

Xylella Fastidiosa, in grado di

danneggiare irreversibilmente la

produzione olivicola europea. Lo

studio di questa biodiversità locale,

inoltre, può essere utile anche

a individuare piante meno suscettibili

alla Xylella. (G. M.) •••

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 41


ATTUALITÀ SOSTENIBILITÀ

Syngenta Group lancia

Good Growth Plan 2020.

Due miliardi di dollari

per supportare

gli agricoltori

e contrastare

i cambiamenti climatici

Nel solco

della respons

di Claudio Costantino

S

yngenta Group ha lanciato

la nuova edizione

del ‘Good Growth Plan’

che, nel prossimo quinquennio,

detterà tempi

e obiettivi dell’impegno

dell’azienda nella promozione

di un’agricoltura sempre più sostenibile,

che acceleri il passo

dell’innovazione per salvaguardare

la redditività, per contrastare i

cambiamenti climatici e la perdita

della biodiversità. Quelli previsti

nel proprio piano strategico (che

fa seguito al precedente lanciato

nel 2013) sono obiettivi fondamentali

per la ripresa dell’agricoltura,

ancor più dopo l’emergenza

Covid-19.

Secondo un sondaggio Ipsos, realizzato

a livello globale, il 72%

degli agricoltori intervistati è

preoccupato per l’impatto che i

cambiamenti climatici avranno

sulla capacità produttiva del settore

nei prossimi cinque anni. In

questo contesto, la pandemia di

Covid-19 ha costretto gli imprenditori

agricoli di tutto il mondo ad

affrontare ulteriori nuove sfide.

In Europa il 46% degli agricoltori

dichiara infatti che la pressione

aggiuntiva dovuta alla pandemia

di Coronavirus ha avuto un grave

impatto sul proprio business.

Erik Fyrwald, Chief Executive

Officer di Syngenta Group, ha dichiarato:

“Sin dal lancio, i principi

e le priorità del Good Growth Plan

sono diventati parte integrante

del modo di lavorare di Syngenta.

Il piano lanciato nel 2013 è stato

ovviamente solo l’inizio di questo

nostro lungo viaggio. Il Coronavirus

ha svelato in maniera improvvisa

la fragilità dei modelli agricoli.

Proprio come una pandemia,

anche i cambiamenti climatici

rappresentano una minaccia che

va affrontata prima che sia troppo

tardi. Adesso che l’economia e l’agricoltura

ricominciano a muoversi

grazie al graduale allentamento

delle misure restrittive, dobbiamo

accelerare il nostro supporto agli

agricoltori”.

Nel presentare il nuovo piano,

Syngenta Group ha annunciato

anche di aver raggiunto - e

superato in alcuni casi - tutti gli

obiettivi globali del precedente

programma, tra cui il recupero di

oltre 14 milioni di ettari di terreno

agricolo a rischio di degrado e

l’incremento della biodiversità in

oltre 8 milioni di ettari di terreno

coltivabile.

Nell’ambito dell’attuale Good

Growth Plan, il gruppo di Basilea

investirà, entro il 2025, due miliardi

di dollari nell’agricoltura

sostenibile e lancerà ogni anno

sul mercato due innovazioni

tecnologiche, tenendo a mente

sempre la redditività aziendale e

lo sforzo produttivo delle imprese

agricole (chiamate a produrre

di più, ma con minor impatto

sull’ambiente).

Nello specifico, gli impegni previsti

si muovono lungo quattro direttrici:

accelerare l’innovazione

42 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


Prevista in autunno

presentazione progetti

da attuare in Italia

abilità

per gli agricoltori e l’ambiente;

impegnarsi per un’agricoltura

a zero emissioni di CO 2

; contribuire

alla salute e alla sicurezza

delle persone; stringere collaborazioni

per generare un impatto

migliore.

Syngenta si impegna, inoltre, a ridurre

del 50% la carbon footprint

dei suoi processi operativi entro

il 2030 per sostenere gli obiettivi

dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti

climatici. Tale impegno

è stato approvato dalla ‘Science

Based Targets initiative’ - SBTi;

inoltre, Syngenta Group ha recentemente

sottoscritto l’impegno di

SBTi per prevenire l’innalzamento

della temperatura globale

di oltre 1,5 gradi.

Alexandra Brand, Chief

Sustainability Officer

di Syngenta, ha dichiarato:

“Quando parliamo

con gli agricoltori,

constatiamo che sono

i primi a essere colpiti

dal cambiamento

climatico e dalla perdita

di biodiversità.

Inevitabilmente le misure

restrittive adottate

contro il Covid-19

potrebbero produrre

ulteriori ripercussioni

a lungo termine anche

sul settore agroalimentare.

Questo spiega i

significativi livelli di investimento

in innovazione previsti dal nuovo

Good Growth Plan, necessari

proprio per contrastare il cambiamento

climatico e sviluppare un

sistema di produzione alimentare

in sintonia con l’ambiente”. •••

g ITALIA IN PRIMA LINEA PER INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ

Il lancio del nuovo Good Growth Plan vedrà anche l’Italia impegnata

con progetti che punteranno a garantire la valorizzazione e la protezione

di quelle caratteristiche che fanno dell’agricoltura italiana un’eccellenza

mondiale. Peso importante verrà dato ai progetti di filiera su cui,

in questi anni, Syngenta Italia ha lavorato al fianco dei principali protagonisti

dell’agroalimentare italiano e all’agricoltura digitale grazie a

software come eMAT e Farmshots. “Il nuovo Good Growth Plan - ha osservato

Riccardo Vanelli, Managing Director di Syngenta Italia - conferma

l’innovazione sostenibile al centro del nostro modello di business,

con nuovi obiettivi, per supportare al meglio gli agricoltori a nutrire il pianeta e a contribuire maggiormente alla lotta

ai cambiamenti climatici. In Italia attenderemo l’autunno per presentare ufficialmente il nuovo Good Growth Plan e i

progetti che porteremo avanti per contribuire a raggiungere gli obiettivi prefissati a livello globale”.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 43


SPECIALE PRECISION FARMING

Robot danese

per rilanciare

la coltivazione bio

di bietole da foraggio.

Semina e diserba

in autonomia

Alfons in

di Gaetano Menna

L

o hanno denominato Alfons

(in realtà il suo vero

nome è FD20) ed è il futuro

che è già presente nei

campi agricoli europei. Alfons

è un robot della società

danese Farmdroid (www.

farmdroid.dk) e la sua diffusione

sta accompagnando la riscoperta

e la valorizzazione della

coltivazione della barbabietola

da foraggio per l’alimentazione

delle vacche allevate biologicamente.

Una cinquantina di robot

sono già attivamente all’opera

in Danimarca e Germania, per

testarli in azione nelle aziende

agricole.

Alfons si sarebbe potuto chiamare

Ambrogio perché è un vero

maggiordomo servizievole, scrupoloso,

in servizio permanente.

Procede, senza operatore, alla

semina della barbabietola ed al

processo di diserbo.

Viaggia lentamente su tre ruote,

giorno e notte, sette giorni alla

settimana. È largo quasi quattro

metri e alto 1,20 m, con grandi

pannelli solari nella parte superiore.

La macchina è autosufficiente

anche dal punto di vista

energetico; non ha bisogno di

carburante, alimentandosi con

l’energia solare ed è quindi ecologica

e non inquinante.

Il robot si muove per circa 750

metri all’ora, controllato da satellite

e GPS, procede alla semina

e ricorda perfettamente dove

si trova ogni singolo seme innestato.

Ciò significa che, nell’azione

di diserbo, sa dove può

tagliare le erbacce con i suoi

coltelli affilati.

Per produrre non c’è bisogno di

trattamenti contro le malerbe,

Alfons è come Attila, dove passa

lui non cresce un filo d’erba

e può iniziare il processo di

diserbo prima che le malerbe

abbiano germogliato. Controlla

indefesso il terreno ed interviene

prontamente per diserbarlo

senza sostanze chimiche.

In Danimarca sono convinti che

il futuro della precision farming

sia la robotica. Il peso ridotto

di queste macchine impedisce

anche la compattazione del ter-

44 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


campo

Per il futuro si pensa

ad uno sciame robotico

che lavora alacremente

rare i problemi che si scoprono

sul campo (tempi di ricarica che

dovrebbero essere più veloci,

impossibilità di operare sull’erba

troppo alta, semine non

sempre in profondità se trova

pietre o materiali, a volte errori

nell’individuazione delle piantine

di bietole). Tutte problematiche

che sono già state segnalate

al costruttore e che sicuramente

verranno risolte in tempi brevi.

Attualmente Alfons è l’unico robot

agricolo in grado di guidare

autonomamente in Europa senza

recinzione o supervisione;

ciò grazie al controllo GPS molto

preciso e alla bassa velocità,

inferiore a 1 km/h. Opera anche

di notte ed in tal caso ha luci colorate

che lo individuano, che lo

fanno sembrare tanto un UFO;

ma non è un marziano e dialoga

costantemente (con messaggistica

gestibile dallo smatphone)

con l’imprenditore per report e

segnalazioni di problematiche.

La completa autonomia gestionale

permetterà al produttore

anche di assentarsi, di andare

in vacanza o occuparsi di altre

attività mentre lo sciame di robot

lavorerà alacremente per lui,

24 ore su 24. Però gli agricoltori

danesi e tedeschi non se la sentono

ancora di lasciare Alfons da

solo. Per ora.

•••

reno. Ma è il modo di agire che

è rivoluzionario e che prende

spunto dall’apicoltura. Il futuro

vedrà in azione non un solo

robot (scrupoloso, attento ma

troppo limitato nel suo raggio

d’azione), ma uno sciame con

30-50 droidi per appezzamento.

Magari gestiti attraverso consorzi

tra aziende che si alternano

nel loro utilizzo o con nuove

forme di contoterzismo.

Al momento il prezzo di Alfons

(75 mila euro) è ancora alto per

poter pensare ad acquistarne

uno sciame (anche se consorziati),

ma sicuramente nel tempo

il suo costo diventerà più

abbordabile.

Non è un prototipo ed è regolarmente

in vendita o comunque

in comodato d’uso. Ma i

produttori che lo stanno utilizzando,

in questa fase, sono

costantemente in contatto con

l’azienda produttrice per supe-

g

VEDI ALL’OPERA

FARMDROID FD20

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 45


CENTRO STUDI di Riccardo Calabrese e Giorgio Lo Surdo

REPORT SULL’AGRITURISMO PRIMA E DOPO IL LOCKDOWN

La vacanza attesa

I

n occasione della web conference

“Ripartiamo dai borghi”

(v. pag. 12, ndr) il Centro Studi

di Confagricoltura ha diffuso un

report sulla situazione dell’agriturismo

prima e dopo il lockdown

a seguito della pandemia. Emerge

che siamo ancora nel pieno della

tempesta, nonostante le caratteristiche

uniche e le potenzialità

dell’offerta degli agriturismi.

Nel report si è evidenziato come

un recente sondaggio di Federalberghi

ponga in evidenza che nel

mese di giugno 2020, dopo i precedenti

due mesi di lockdown, la

ripresa del turismo appaia molto

lenta: circa -80% rispetto a giugno

2019, con gli ospiti stranieri

a -93,2% e gli italiani a -67,2%.

L’agriturismo non si sottrae a

questo andamento negativo: da

una parte, potrebbe avvantaggiarsi

della piccola dimensione

ricettiva delle aziende e degli

ampi spazi all’aperto offerti dalla

campagna, che riducono il rischio

di contagio da Covid-19; dall’altra,

è più esposto all’alta riduzione

degli ospiti stranieri che, nel

2019, hanno rappresentato il 58%

dei pernottamenti negli agriturismi

contro il 50% degli alberghi.

I mesi pienamente estivi di luglio

e agosto valgono solitamente

oltre un terzo di pernottamenti

turistici dell’anno (36% nel 2019).

Nel 2020, persistendo (sia pure

più contenuta, in Italia) l’emergenza

Covid-19, la ripresa del

turismo, soprattutto dall’estero, si

annuncia lenta: secondo la stima

del Centro Studi Confagricoltura,

rispetto al 2019, segnerà in

luglio e ottobre -70%, in agosto

e settembre -65%, in novembre

e dicembre -80%.

Possibili ulteriori

peggioramenti

potrebbero intervenire

nel periodo

autunnale qualora

si verificasse la

temuta “seconda

ondata” di contagi.

Se tale ipotesi si re- a-

lizzasse, per il 2020 rispetto al

2019, la flessione annuale dei

pernottamenti negli agriturismi

sarebbe del 71%, presumibilmente

attribuibile

anche ai servizi

ristorazione. Il Centro

Studi Confagricoltura

stima una conseguente

riduzione del fatturato

di settore poco inferiore a 1,5

miliardi di euro (1.460 milioni),

superiore del 62% rispetto ai 900

milioni di euro (970, comprese

le attività didattiche) stimati da

g

g

Utilizzazione media annua degli alloggi

agrituristici per regione (2018 - gg/anno)

Ismea, su dati Istat, il 5 maggio

scorso.

Stima del fatturato dei servizi agrituristici di alloggio e ristorazione (milioni di euro)

46 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


g

Stima del fatturato dei servizi

agrituristici di alloggio

e ristorazione (2019)

ALLOGGIO

Notti/anno x 1000 (1) 16.869

Fatturato alloggio

(milioni di €)*

506

RISTORAZIONE

Posti tavola - x1000 (2) 470

Stima pasti/anno** 51,7

Fatturato ristorazione

(milioni di €)***

1.551

ALLOGGIO - RISTORAZIONE

Fatturato totale

(milioni di €)

2.057

(1) Dato Istat (14.057) + 20% a compensazione

ospiti non comunicati

(2) Dato Istat 2018 (462,2) stimato al 2019

* 30 € per notte

** 110 pasti/anno per posto tavola

*** 30 € a pasto

Fonte: elaborazione

Centro Studi Confagricoltura su dati Istat

Ismea ha previsto, nel 2020

rispetto al 2019, una diminuzione

del fatturato dell’agriturismo

del 65%, poco inferiore a -71%

previsto dal Centro Studi Confagricoltura;

ma, in valore assoluto,

la stima della diminuzione del

fatturato è sensibilmente diversa.

Ciò è dovuto innanzitutto alla

diffusa omissione della comunicazione

degli ospiti da parte

degli agriturismi: nel 2018 (ultimi

dati disponibili per il calcolo) in

sette regioni, di cui cinque del

Mezzogiorno, l’utilizzazione media

annua dei posti letto risulta

inferiore ai 30 giorni, con quattro

regioni sotto i 15 giorni, nonostante

le ripetute dichiarazioni di

“tutto esaurito” delle associazioni

di categoria in occasione delle

vacanze estive e dei ponti festivi.

Resta peraltro non chiaro, sulla

base delle tariffe medie correnti,

il criterio di stima dei proventi

derivanti dall’attività agrituristica:

secondo l’Istat (Andamento

dell’economia agricola), il fatturato

2019 dell’agriturismo sarebbe

stato di 1.507 milioni di euro; il

Centro Studi Confagricoltura lo ha

stimato in 2.057 milioni.

A fine 2020 il fatturato dell’agriturismo

(servizi di alloggio e ristorazione),

secondo la previsione

del Centro Studi Confagricoltura,

dovrebbe attestarsi poco sotto i

600 milioni di euro (597 milioni),

corrispondenti a meno di un terzo

(29%) del fatturato del 2019.

D’altra parte, nel 2019, l’agriturismo

ha segnato, rispetto all’anno

precedente, incrementi di arrivi

(+9,6%) e pernottamenti (+4,7%)

nettamente superiori a quelli

della generalità del turismo

(rispettivamente +2,6% e +1,8%)

e degli alberghi (rispettivamente

+1,1% e +0,5%). E il percorso di

crescita della frequentazione delle

aziende agrituristiche datava

già, ininterrottamente, dai primi

rilevamenti statistici sull’agriturismo.

La consolidata tendenza alla

crescita dell’agriturismo, insieme

a condizioni di accoglienza

oggettivamente favorevoli alla

prevenzione dal contagio da

Coronavirus, pone il settore in

condizioni favorevoli per un più

sollecito ritorno alla condizione

espansiva precedente il 2020.

Prevedibilmente, se la pandemia

non tornasse a manifestarsi con

notevole intensità, l’agriturismo

potrebbe segnare un consistente

recupero nel 2021 e riprendere

pienamente lo sviluppo nel 2022.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 47


EPS Ente Produttori Selvaggina di Landolfo di Napoli

NORME CONDIVISIBILI, SI ATTENDONO ORA DISPOSIZIONI ATTUATIVE

Legge toscana sulla caccia

A seguito del confronto costruttivo

tra Organizzazioni

agricole, associazioni venatorie,

associazioni ambientaliste

ed amministrazioni provinciali,

la Toscana ha definito il testo

regionale della legge sulla caccia.

Il fine essenziale della nuova

normativa regionale si rivela

quello di contrastare la proliferazione

di una fauna dannosa

all’agricoltura e pericolosa in

termini di sicurezza stradale.

Le nuove regole mirano, quindi,

a una gestione degli ungulati

finalizzata al mantenimento

delle densità sostenibili, tenuto

conto degli effettivi danneggiamenti

alle coltivazioni agricole

e ai boschi, attraverso nuove

funzioni per gli ambiti territoriali

di caccia; l’introduzione di

zone di rispetto venatorio, nelle

quali la Regione potrà autorizzare

la caccia oltre che agli

ungulati, anche alla volpe, alla

cornacchia grigia e alla gazza;

l’istituzione di un comitato di

esperti per analizzare le dinamiche

della popolazioni di specie

di fauna selvatica sul territorio

regionale.

La nuova legge prevede numerosi

altri punti: dall´istituzione

di una commissione consultiva

regionale e di un osservatorio

per potenziare e organizzare

utilizzo e gestione del territorio,

alla definizione della

natura giuridica degli Atc; da

modifiche del calendario venatorio

in merito a tesserini e

periodi di caccia, alle nuove

regole di accesso ed esercizio

venatorio per i cacciatori non

toscani. “Accogliamo con favore

la nuova legge sulla caccia.

Ora attendiamo al più presto

le normative attuative”. Così ha

commentato Marco Neri, presidente

di Confagricoltura Toscana.

Per Neri, la priorità deve

rimanere la tutela dell’attività

agricola: riportare la densità

della fauna selvatica a livelli

sostenibili per le culture e il

territorio e limitare al massimo

i danni che gli animali selvatici,

e soprattutto gli ungulati e

i cinghiali, arrecano alle coltivazione.

“Gli ungulati distruggono

indisturbati le nostre colture:

ogni giorno gli agricoltori

contano i danni provocati dalla

fauna selvatica”. Le modifiche

alla legge regionale sulla caccia

sono una prima risposta

alle esigenze degli agricoltori

per fronteggiare quella che è,

ad avviso del rappresentante

di Confagricoltura Toscana, diventata

ormai una vera e propria

emergenza, ma devono

essere attuate al più presto e

g

A LIVELLO NAZIONALE MANCANO INTERVENTI

A livello nazionale, dopo tante dichiarazioni e promesse, non si è ancora intervenuti legislativamente per mettere un argine

alla situazione insostenibile dei danni della fauna selvatica. Nel corso della discussione in Parlamento, non sono stati accolti gli

emendamenti proposti all’articolo 21 del Ddl sulla semplificazione normativa in

materia di agricoltura, che miravano ad affrontare, nei fatti, il preoccupante problema

dei danni inferti alle coltivazioni ed agli allevamenti da una fauna selvatica,

la cui consistenza ormai da tempo eccede le potenzialità dei terreni su cui

stabilmente insiste. Nemmeno la sentenza del Tribunale di Taranto (v. n. 6 di

Mondo Agricolo, ndr) - che attribuisce all’ amministrazione pubblica l’onere di

assicurare i risarcimenti - ha indotto ad affrontare in modo ragionato e

concreto il devastante problema. Il mondo agricolo, per la difesa delle

colture, ha bisogno di tempi celeri e certi, di chiarezza nelle modalità

di svolgimento delle azioni di contenimento; la medesima necessità

ha la tutela di un ecosistema compromesso dall’errata pluriennale

pianificazione della gestione faunistica. Al di là dei contenuti delle

proposte inascoltate, deve essere chiaro che il mondo produttivo

non può attendere oltre l’adozione di iniziative normative che, oltre

a garantire certezza del ristorno dei danni subiti, mettano a disposizione

strumenti flessibili ad aggiornati che consentano una migliore e

costante calibratura delle diverse forme d intervento, in relazione alle

necessità dei territori.

48 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


accompagnate da procedure

più snelle e veloci per il rimborso

dei danni alle colture.

Gli agricoltori sono molto

attenti anche alle nuove

metodologie di prevenzione,

ma con le

densità attuali

i raccolti sono

in serio rischio,

come l’incolumità

pubblica”. Secondo

le ultime stime nella

sola Toscana circa 2

milioni e mezzo di euro sarebbero

stati spesi annualmente

per risarcire i danni agricoli

ed i sinistri stradali causati

da animali selvatici. Le specie

selvatiche in questione sarebbero

essenzialmente volatili

ed ungulati, come

caprioli (ben 150.000),

daini, cervi e cinghiali

(anche questi ultimi circa

150.000), il cui tasso di

crescita annuale si aggirerebbe

ormai attorno al 25%. Per

quanto riguarda il cinghiale,

almeno la metà degli esemplari

censiti dovrebbe essere abbattuta

per riequilibrare il sistema

ambientale privo di predatori

efficaci su questo suide,

mentre per gli altri ungulati

si prevedono prelievi e nuove

locazioni per circa il 10% della

popolazione. Per i volatili,

risulta lo storno la specie più

dannosa per l´agricoltura, specie

per la quale già si prevede

la caccia in deroga.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 49


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Alessandra Porro

TRENTINO

IMPEGNO EDITORIALE

CONFAGRICOLTURA BARI SCRIVE AL PREFETTO

Furti nella BAT

L’impegno di Confagricoltura

Trentino scende

‘in campo’ per essere ancora

di più protagonista

del settore primario dolomitico,

al passo con i

tempi e sempre al fianco

delle aziende. L’Organizzazione

sta infatti impegnando

sul fronte della

comunicazione, partendo

dalla nuova grafica

della rivista “L’Agricoltore

Trentino” e progettando

alcune nuove iniziative

editoriali, per dare

supporto agli associati

sia a livello sindacale,

sia operativo: una newsletter

riservata per diffondere

aggiornamenti e

notizie in tempi ancora

più rapidi, un bimestrale

prettamente tecnico

che affiancherà la rivista

“L’Agricoltore Trentino”.

Qui si forniranno approfondimenti

normativi

per tutti i comparti produttivi,

scadenze, adempimenti

amministrativi,

appuntamenti importanti,

notizie utili di carattere

fiscale e tutta una

serie di informazioni in

sintonia con i concetti

evolutivi. Il tutto in un

linguaggio semplice e

diretto, e con tutti i moduli

scaricabili direttamente

dal sito www.

confagricolturatn.it

Dopo i numerosi furti di uva

tavola di cui sono state vittime,

già nella passata stagione,

le aziende ortofrutticole, il

presidente di Confagricoltura

Bari-Bat, Michele Lacenere, ha

scritto al prefetto Maurizio Valiante

per chiedere un ulteriore

potenziamento dei pattugliamenti,

in particolare in alcune

zone di Andria, Barletta e Trani

(BAT) che si sono dimostrati

“maggiormente vulnerabili”. Il

presidente ha chiesto di “adottare

ogni utile ed efficace misura

precauzionale” tesa a prevenire

i furti. Ha evidenziato che

uva da tavola di provenienza

furtiva potrebbe essere offerta

in vendita. “Tale attività illecita

dovrà essere respinta con forza

attraverso un controllo costante

e puntuale delle vendite ‘stradali’

da parte di soggetti non autorizzati

che si verificano puntualmente

nei nostri centri urbani,

in particolare in concomitanza

del periodo estivo”. Già nei

mesi scorsi Confagricoltura Bari-BAT

aveva ricevuto numerose

segnalazioni in merito a furti di

mezzi agricoli, bestiame, nonché

di mezzi parcheggiati nelle

aree residenziali di Altamura e

Gravina in Puglia. Per questo il

presidente Michele Lacenere e

il direttore Vincenzo Villani avevano

scritto alle istituzioni locali

e provinciali per chiedere che

fossero disposti controlli di prevenzione

sui territori interessati

dai fenomeni. Tutti questi episodi

- ha fatto notare Lacenere

- si ripercuotono negativamente

sulle aziende agricole, già

pesantemente danneggiate da

una situazione economica particolarmente

difficile e preoccupante

dovuta, tra l’altro, anche

all’emergenza sanitaria legata

al Covid-19. “Il mercato dell’agroalimentare

risente di criticità

legate ad una globalizzazione

selvaggia con infiltrazioni della

criminalità organizzata in veri e

propri sistemi di agromafia - ha

concluso il presidente di Confagricoltura

Bari-BAT -. La lotta a

questi sistemi è l’unica soluzione

per garantire tanto il produttore

quanto il consumatore finale.

È chiaro come combattere

la criminalità spicciola, quella

appunto dei furti nelle campagne

e delle vendite abusive per

strada, rappresenti il primo, ma

fondamentale, passo nell’attività

di salvaguardia e prevenzione

da svolgere ogni giorno a

tutela dei nostri agricoltori”.

50 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


CONFAGRI VERONA PREMIA RICERCA ANTI COVID

Vaccino da foglie tabacco

L’AQUILA

LOTTA

A INQUINAMENTO

“L’Università di Verona è da sempre

pioniera nelle biotecnologie

vegetali. Ora stiamo lavorando

alla produzione di un vaccino

per il Covid-19 dalle foglie di tabacco,

già da noi utilizzate per

generare vaccini efficaci contro

il diabete e l’artrite reumatoide.”.

La notizia arriva da Mario

Pezzotti, ordinario di Genetica

Agraria dell’Università di Verona,

durante l’assemblea annuale

di Confagricoltura Verona,

che lo ha premiato iscrivendolo

nell’Albo d’oro dell’associazione

per le sue ricerche sulle tecniche

per accrescere la resistenza

alle malattie delle piante e per

la sua capacità di divulgazione.

Il suo gruppo di ricerca lavora

da decenni su varie applicazioni

biotecnologiche. “A Verona

ci stiamo interessando anche di

piante di tabacco che possono

produrre vaccini - ha spiegato

Pezzotti - e in questo momento

siamo coinvolti nella produzione

di un vaccino per il Covid, perché

il tabacco è una pianta modello

che si può istruire geneticamente

per produrre antigeni

e anticorpi. Le piante sono degli

ottimi bioreattori e possono essere

utilizzate per incrementare

la capacità di produzione di vaccini

per immunizzare la popolazione

mondiale. Non a caso sono

state impiegate per produrre gli

anticorpi anti Ebola che hanno

ricevuto l’avallo dell’Oms. Il nostro

obiettivo, nell’ambito di un

progetto europeo, consiste nell’istruire

geneticamente le piante e

portarle a produrre la proteina

necessaria per il vaccino. Gruppi

di scienziati in tutto il mondo si

sono lanciati nella corsa al vaccino

contro il Covid-19. La sfida

sarà quella di produrre la molecola

migliore e in grandi quantità,

perché serviranno miliardi di

dosi in tutto il mondo”. Pezzotti,

durante l’assemblea di Confagricoltura

Verona, ha ricevuto il

riconoscimento dal presidente

Paolo Ferrarese e dall’assessore

regionale all’Agricoltura, Giuseppe

Pan: “È con commozione ricevere

questo premio - ha detto

-. Produzione primaria, innovazione

e sostenibilità sono le tre

parole fondamentali che devono

guidare la ricerca in agricoltura.

Perciò l’Italia deve far capire

all’Europa l’importanza della ricerca

in questo settore”.

Confagricoltura L’Aquila

si costituirà parte civile

contro chi verrà riconosciuto

inquinatore del

territorio con pratiche

che danneggiano l’immagine

dell’agricoltura

del Fucino e tutta l’economia

locale. “Mentre gli

agricoltori si impegnano

a produrre in modo

sempre più sostenibile

- Fabrizio Lobene presidente

di Confagricoltura

L’Aquila - i nostri territori

subiscono aggressioni di

ogni tipo, vengono sottratti

terreni agricoli con

la realizzazione di mega

impianti fotovoltaici e di

opifici che danneggiano

l’ambiente”. Intanto la

qualità dell’acqua del Fiume

Liri continua a destare

molta preoccupazione

e Confagricoltura sta

elaborando un’iniziativa

legislativa che presenterà

in Consiglio regionale

per far riconoscere il Fucino

zona franca da tutte

le iniziative a carattere

industriale. L’agricoltura

del Fucino è il motore

economico della Marsica,

ha ottenuto due marchi

comunitari IGP che certificano

la bontà delle

carote e delle patate che,

insieme all’infinita gamma

di ortaggi, alimenta

vasti mercati nazionali ed

europei, producendo reddito

per 15 mila addetti.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 51


FORMAZIONE

di Antonella Torzillo

PIATTAFORMA PER LA FORMAZIONE A DISTANZA

Enapra

non si ferma

Parola chiave del mese: Aula Virtuale

#Enapranonsiferma e continua a

sostenere l’empowerment delle

risorse umane che operano nel

settore agricolo e agro-alimentare.

Non è stato un periodo facile,

neanche per l’ente di formazione.

Il distanziamento sociale e la

forte limitazione alla libera circolazione

delle persone, imposti

dal governo e dalle Regioni per

contrastare la diffusione della

pandemia da Covid-19, di fatto

hanno impedito lo svolgimento

delle attività formative tradizionali

in presenza. Dalla sera alla

mattina ci si è ritrovati a sospendere

sine die tutte i corsi in fase

di svolgimento e ad interrompere

le relazioni personali dirette

con i committenti delle varie attività

formative.

“Nonostante tutto nel lungo periodo

di lockdown - ha dichiarato

il presidente di Enapra, Luca

Brondelli di Brondello - siamo

andati avanti e abbiamo fatto

in modo che molte delle attività

avviate proseguissero. Abbiamo

sperimentato un nuovo modo di

lavorare e abbiamo saputo trasformare

le asperità della contingenza

in opportunità di sviluppo

per la formazione a distanza,

basata sull’uso dei più moderni

strumenti tecnologici di cui

la nostra Organizzazione, con

lungimiranza, si era già dotata.

Abbiamo implementato i contenuti

didattici disponibili nella

piattaforma e-learning già in uso

di Enapra, rendendoli accessibili

ad una platea di utenti molto più

vasta e variegata”.

Nel corso dell’ultimo direttivo di

Enapra è stato deliberato un progetto

finalizzato allo sviluppo

della piattaforma e-learning per

tutte le sedi territoriali di Confagricoltura

che vogliano aderire,

con lo scopo di ampliare l’offerta

di contenuti anche con la

formazione obbligatoria per le

aziende socie. D’intesa con Confagricoltura

nei prossimi mesi si

L’aula virtuale è un luogo non fisico dove avviene

l’incontro di due o più persone in maniera simultanea.

In questo “spazio” lo scambio di informazioni

e idee permette l’apprendimento e l’acquisizione

di notizie e lo scambio di materiali, come se ci si

trovasse in una vera aula, anche se i partecipanti si

trovano in luoghi diversi e lontani. In aula virtuale è

presente un moderatore o un tutor che aiuta a gestire

la lezione e i problemi che possono insorgere.

disporrà di un nuovo strumento

integrato e coordinato, estremamente

flessibile, in grado di garantire

tutti i fabbisogni.

Nel frattempo è stata già assicurata

alle aziende - con piani di

formazione continua in corso - la

possibilità di proseguire le loro

attività con formazione a distanza

e sperimentato con successo i

primi corsi per i dipendenti delle

sedi territoriali di Confagricoltura

in modalità e-learning.

CORSI SUI MODELLI

DI GESTIONE (Dlgs 231/2001)

Si è concluso recentemente il

corso - interamente online - in

materia di “responsabilità amministrativa

delle persone giuridiche

ai sensi del Dlgs. 231/2001”,

organizzato da Enapra in collaborazione

con le sedi territoriali

di Confagricoltura Alessandria,

Novara e VCO e Vercelli Biella.

Il corso, completato lo scorso 14

Luglio, è stato un bell’esempio

di didattica a distanza. L’utilizzo

di una piattaforma di virtual

meeting, in uso dell’ente, ha

consentito a centotrenta dipendenti

delle strutture associative

piemontesi coinvolte e delle rispettive

società di servizi di non

52 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


FORMAZIONE

INCONTRO ENAPRA - ISF

Alta

formazione

sospendere la propria formazione

in una materia così importante

come quella della responsabilità

amministrativa introdotta

dal legislatore nel 2001 per le

persone giuridiche. “Si è trattato

di uno sforzo organizzativo

interessante anche perché nuovo

- ha dichiarato il direttore di

Enapra, Michele Distefano - reso

possibile dalla capacità di interpretare

il cambiamento da parte

di chi ha individuato i tanti

vantaggi non solo in termini di

efficacia ed efficienza lavorativa,

ma anche di risparmio di tempo

e denaro. Un’esperienza ben

riuscita grazie anche allo spessore

professionale degli esperti

della materia intervenuti come

relatori e alla loro disponibilità

a misurarsi con questa nuova

metodologia didattica fino a

poche settimane fa molto poco

praticata nel campo della formazione

continua. Insomma,

abbiamo imboccato una strada

nuova e difficilmente si tornerà

indietro e quindi è necessario

lavorare insieme, con tutti

gli stakeholder disponibili, a sinergie

funzionali per adeguare,

coordinare e valorizzare questo

cambiamento”.

Presso la Sede di Enapra a Palazzo

della Valle, a Roma, il presidente

Luca Brondelli di Brondello, ha

incontrato il nuovo amministratore

delegato di “Intesa SanPaolo

Formazione” (ISF), Elisa Maria

Cristina Zambito Marsala. Durante

il cordiale incontro, al quale

hanno preso parte il direttore di

Enapra Michele Distefano, il vice

presidente di ISF Pietro Miraglia

e il responsabile Development e

Sales, Giuseppe Bonanno, si sono

ribadite le ragioni del lavoro che

le due parti hanno svolto finora.

Dopo la fortunata costruzione

di specifici cataloghi formativi,

il presidente di Enapra e l’AD di

ISF hanno focalizzato insieme l’obiettivo

di costruire e concentrare

l’ecosistema formativo prevalentemente

sui temi della innovazione

digitale, sulle piattaforme on

Zambito Marsala e Brondelli di Brondello

line, completando la già corposa

offerta di contenuti.

In sostanza SKILLS4AGRI si arricchirà

ulteriormente dei contenuti

della esperienza di #CondividiamoCompetenze

creando un

grande network di conoscenze a

vantaggio delle aziende agricole

e agroalimentari, potenziando le

possibilità di ingaggio e comunicazione.

In questo senso vanno

anche le ipotesi di lavoro sui nuovi

progetti comuni di alta formazione

per favorire la connessione

tra domanda e offerta di lavoro.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 53


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

WEBINAR DI CONFAGRICOLTURA DONNA

Pari opportunità

AVVENTURE IN COLLINA

Susanna Cenni

Incontro webinar organizzato da

Confagricoltura Donna a cui ha partecipato

anche l’onorevole Susanna

Cenni, vicepresidente della commissione

Agricoltura della Camera ed

una delegazione dell’Aidda. L’obiettivo

della riunione è stato quello di fare

il punto sull’imprenditoria femminile

in generale e sulla situazione delle

pari opportunità. La crisi causata dal

Coronavirus ha scosso profondamente

le fondamenta di tutte le economie

colpendo - dal momento che

mancano strumenti per la conciliazione

vita familiare/lavoro - soprattutto

le imprenditrici. In particolare

è stato affrontato il tema del bonus

Donne in Campo, un’opportunità rivolta

alle imprenditrici agricole che,

dopo il lockdown, si sono trovate

in gravi difficoltà economiche e alle

donne che intendono investire per la

prima volta nella terra. “Dopo il via

libera dalla Conferenza Stato-Regioni

al decreto ministeriale che dà attuazione

alla misura, prevista dalla

legge di Bilancio 2020 - ha sottolineato

Oddi Baglioni - ora c’è la possibilità

concreta, per legge, di sostenere

ed incentivare la presenza femminile

nel settore agricolo che, comunque,

aveva già una percentuale alta di donne:

un’impresa agricola su tre è rosa”.

Infine, in occasione della riunione,

Angelo Santori, segretario nazionale

della Onlus Senior l’età della saggezza,

ha annunciato una donazione al

progetto dell’azienda Agricola Torre

Claudia di Rivanazzano Terme (PV),

socia di Confagricoltura Donna.

ASSEMBLEA ANNUALE ELETTIVA di Confagricoltura Donna Alessandria

- e, a seguire, quella di Confagricoltura Donna - a Visone, nello splendido

giardino de Il Ciurlì di Rossella Zanoletti. Michela Marenco dell’azienda

vitivinicola Marenco di Strevi, è stata confermata, per il prossimo triennio.

“Se vogliamo far crescere il nostro albero - ha sottolineato -dobbiamo essere

propositive e continuare a collaborare con altri soggetti. Dall’unione

nascono sempre buoni frutti”. La affiancheranno le vice presidenti Maria

Teresa Bausone e Carla Ghisalberti,

le consigliere Graziella

Priarone e Rossella Zanoletti

(Zona di Acqui Terme e Ovada),

Barbara Perrero e Alessandra

Viscoli (Zona di Alessandria),

Antonella Cappa e Simona Cavallero

(Zona di Casale Monferrato),

Maria Rosa Carlevaro e

Francesca Poggio (Zona di Novi

Ligure), Marina Bernardi e Patrizia

Lodi (Zona di Tortona).

Claudia Torre, nella sua azienda,

ha iniziato il progetto sociodidattico

“Avventure in collina”

rivolto a bambini tra i quattro

e i dodici anni in periodo post-

Covid. Confagricoltura Donna lo

ha segnalato proprio perché è

importante da un lato reinserire i

bambini nelle attività didattiche

e ludico-ricreative da svolgere in

sicurezza all’aria aperta rispettando

il distanziamento sociale,

dall’altro sostenere le mamme

permettendo il loro graduale

rientro al lavoro dopo il lungo

periodo di smart working. “È necessario

- ha detto Angelo Santori

- in questa situazione, dove

ancora non possiamo abbassare

la guardia, ma ci impegniamo

tutti per arrivare verso la normalità,

dare molta attenzione alle

giovani generazioni. Il modello

pedagogico applicato in questo

territorio, pur promuovendo il

concetto di gruppo e la responsabilità

verso gli altri, è capace di

valorizzare le differenze”.

54 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


CEJA AL COMMISSARIO WOJCIECHOWSKI

Non piace

Farm to fork

I Giovani di Confagricoltura stanno attivamente partecipando, nell’ambito

del Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja), per emendare e

migliorare la strategia della Commissione “Farm to fork” relativa alla biodiversità

ed al sistema alimentare, ovvero sulle nuove sfide che dovranno

affrontare le aziende agricole in un’ottica di sostenibilità. La strategia di

rinnovamento rientra nell’ambito del Green Deal, ovvero la tabella di

marcia per rendere sostenibile tutta l’economia europea. Su questo tema

il 13 luglio si è tenuto - online - un importante confronto dei giovani agricoltori

europei con il commissario agricolo Janusz Wojciechowski, poi la

discussione tra i delegati delle varie associazioni giovanili è proseguita

(sempre online), definendo un puntuale documento di posizione di Ceja

che è stato inoltrato agli organi decisori europei. L’attenzione prestata

dal commissario Wojciechowski alle richieste dei giovani agricoltori europei

è positiva, ma Ceja ed Anga si attendono ora una forte attenzione

alle perplessità esposte nel momento decisivo della messa a punto delle

misure. Naturalmente l’incontro-confronto con il commissario ha toccato,

in generale, le politiche agricole europee per i giovani agricoltori.

I rappresentanti di Ceja hanno espresso al commissario la preoccupazione

per la mancanza di misure per favorire il rinnovamento generazionale

nel settore e l’esigenza di politiche più mirate per lo sviluppo

delle imprese agricole formate da giovani (comprese le misure finanziarie

dedicate all’acquisto dei terreni). “Nell’ottica dell’approvazione del Farm

to Fork - come si legge nel position paper approvato dal Ceja e corredato

dai Giovani di Confagricoltura - per fissare obiettivi raggiungibili ma

ambiziosi, dovrebbe essere progettato un quadro abilitante che combini

sostegno agli investimenti, conoscenza e capacità di attuazione”. I delegati

dei giovani agricoltori europei hanno chiesto, quindi, che i responsabili

politici dell’UE accompagnino le linee strategiche con una solida valutazione

d’impatto e che coinvolgano ulteriormente le parti interessate al

fine di incoraggiare ogni singolo agricoltore a contribuire in conformità

con le proprie realtà, potenzialità e ambizioni. In estrema sintesi, i giovani

agricoltori europei credono che la strategia Farm to Fork proposta debba

essere emendata e migliorata nel suo punto cruciale, ripartire sulle chiavi

di sostenibilità e competitività, senza però lasciare indietro nessuno.

IL PUNTO

Mi piace l’espressione “Farm to fork”,

letteralmente dal campo alla tavola,

ovvero dal produttore al consumatore.

Condivisibili gli obiettivi, quelli di

puntare su sostenibilità e biodiversità e

di rafforzare il sistema alimentare (di cui

nel periodo del lockdown si è compreso

in pieno il ruolo centrale per il Paese).

Ma le proposte della Commissione UE

- nella visione di un agricoltura italiana

inserita in un contesto europeo ma con

ben saldi i propri principi di unicità - devono

essere accolti e tradotti nel provvedimento.

Alla base degli indirizzi europei

ci dovrebbe essere un approfondimento

e una valutazione d’impatto economico,

che manca. Rimarchiamo la posizione

che siamo a favore della sostenibilità

ambientale, ma ribadiamo che la crescita

produttiva non è, per forza di cose, in

contraddizione con la tutela delle risorse

naturali e con la salvaguardia della

biodiversità. Va anche detto che sulla sostenibilità

ambientale molti risultati si sono

ottenuti e con un’ottima percentuale tra le

aziende Under 40. I giovani agricoltori

innovano, investono e credono nell’innovazione

collegata alla sostenibilità e

alla biodiversità ma chiedono una spinta

non solo sull’ambiente ma anche sulla

competitività delle loro imprese.

Francesco Mastrandrea

Presidente Nazionale Anga

Giovani di Confagricoltura

a cura di Paola Castello

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 55


Giovani di Confagricoltura

PRECISION FARMING

Battioli Paola società agricola

SS a San Pietro Mosezzo (NO),

gestita ora dai fratelli Giovanni,

Alessandro e Giacomo Chiò, da

sempre è stata attenta all’innovazione

ed all’agricoltura di

precisione. Ha una superficie di

177 ettari ed ha come attività

principale quella risicola, ma

produce anche - alternandole -

soia, orzo, segale e mais. Una

Giovanni Chiò

parte della superficie è biolosul

campo ad altri agricoltori.

gica. “Il nostro marchio commerciale è ‘Riso preciso’, ma - ci spiega

Giovanni Chiò, presidente di Anga Novara - non è solo un brand,

ma un progetto ed un percorso aziendale, avviato nel 2005 e che in

questi 15 anni si è evoluto a 360 gradi. Tutte le macchine aziendali

(comprese le attrezzature di distribuzione) sono gestite in un’ottica di

agricoltura di precisione”. Si comincia dalla mietitrebbia del contoterzista

su cui sono stati installati appositi sensori per tracciare la

mappatura delle rese. Con essa viene definita quindi la mappa di

produzione delle varie zone aziendali, con il supporto di analisi del

terreno. Dopo di che si giunge alla mappa di concimazione e di semina.

“Grazie alle mappature, oltre ad avere un beneficio in termini di

miglioramento produttivo, si ottiene un miglioramento della sostenibilità,

perché calibriamo gli interventi. È stato conseguenziale il passaggio

da riso preciso a riso (ma anche soia) bio, passando - nella parte

dell’azienda destinata alla produzione biologica - dalla calibrazione

dei prodotti chimici alla loro eliminazione”. Il partner tecnologico

nel percorso evolutivo aziendale è stato Topcon. Oggi l’esperienza

acquisita ha permesso a Giovanni ed Alessandro di diventare

consulenti di Topcon, travasando quanto imparato e sperimentato

“L’approccio all’agricoltura di

precisione richiede investimenti

mirati, conoscendo quale innovazione

fa al caso proprio, per

ottenere la massima efficacia”.

L’ultima novità aziendale sono i

moderni sensori multispettrali e

iperspettrali per definire mappe

sul vigore della vegetazione,

espressione dello stato di salute

della coltivazione.

I fratelli Chiò

VISITA ANGA FERRARA

Frutteti

sperimentali

I giovani di Anga Ferrara, guidati dalla

presidente Claudia Guidi, hanno fatto la

loro prima uscita post lockdown, visitando

i frutteti sperimentali di Fondazione Navarra

e Timac Agro Italia a Malborghetto

di Boara. C’è una consolidata partnership

tra la Fondazione per l’Agricoltura Fratelli

Navarra (importante centro sperimentale

specializzato nelle coltivazioni frutticole,

situato nell’immediata periferia della città

di Ferrara) e Timac Agro Italia (brand

di Groupe Roullier, multinazionale leader

nel settore della nutrizione vegetale). Un

accordo all’insegna dell’innovazione che i

giovani anghini ferraresi hanno potuto vedere

ed apprezzare sul campo. I fertilizzanti

di Timac Agro Itali contengono estratti

naturali che supportano il suolo e la pianta

migliorando le performance produttive. “La

visita - ha detto la presidente Guidi - è stata

un evento di grande valore formativo per i

ragazzi di Anga, sempre alla ricerca delle

migliori tecniche di nutrizione vegetale per

esaltare le eccellenze del proprio territorio”.

Prossimo appuntamento di Anga Ferrara

è il ‘Summer party” il 30 luglio, presso

l’agriturismo La Torretta; nell’ottica, da un

lato di far essere l’associazione attivo momento

di aggregazione e socializzazione,

dall’altro di valorizzare e rilanciare l’attività

agrituristica, dopo la crisi dei mesi scorsi a

causa del Covid-19.

56 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


PREMIO ANGA VERONA

Innovazione

frutticola

Anga di Verona ha premiato Matteo Scandola come

“Giovane imprenditore agricolo veronese dell’anno”.

Questa la motivazione, evidenziata dal presidente

dei giovani agricoltori scaligeri, Giovanni

Ferrarese: “Innovatore varietale, tecnologico e di

processo ed aggregatore di imprenditori. Scandola,

39 anni, insieme al consorzio AuroraFruit - di cui è tra i soci fondatori - ha appena lanciato due nuove

varietà di fragole e proporrà nel prossimo futuro anche alcune varietà nuove di lamponi made in Verona,

che manterranno fragranza e colore più a lungo. Le nuove varietà di fragole del consorzio sono Aurora

Karima e Aurora Munira, molto produttive, di ottima qualità e con una sorprendente shelf life. AuroraFruit

è il secondo gruppo italiano per importanza nel settore, producendo quasi 2 milioni di kg di fragole, 100

mila kg di lamponi, 500 mila kg di mirtilli, 150 mila kg di more. In quest’ottica, il consorzio sta usando,

primo in Italia, un robot prodotto in Nuova Zelanda che seleziona e impacchetta mirtilli, andando a scartare

i frutti non perfetti. “Il robot riesce a selezionare e impacchettare fino a 1.200/1.300 kg all’ora – ha

spiegato Scandola -. È una macchina importante, che riesce a sentire con i sensori se un mirtillo è morbido

o croccante, andando a migliorare addirittura il lavoro del personale, che finora faceva la selezione solo in

base al colore del frutto. Abbiamo impiegato un anno per ‘istruirlo’ e ora sta lavorando bene, anche grazie

a una persona che lo guida con grande professionalità. In Italia c’è un altro macchinario del genere, ma

non è ancora attivo”.

Giovani di Confagricoltura

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 57


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Badante

da polso

SENIOR RESORT

Non si sceglie l’orologio solo perché

è di moda, ma anche perché è

utile. Piramis Watch Locator, non è

solo un localizzatore, ma molto di

più. Pratico, soprattutto se usato da

bambini e da anziani, perché tranquillizza

i propri cari. All’apparenza

sembra proprio un semplice orologio,

invece ha moltissime funzioni.

A partire da un localizzatore GPS-

GPRS con accelerometro integrato

che consente, attraverso app, di

localizzare le persone e la velocità

degli spostamenti. Il sistema permette

anche di ascoltare cosa succede

attorno a chi lo tiene al polso,

lanciando l’allarme quando ci si

trova in una condizione di pericolo.

Inoltre ha un sistema integrato di

comunicazione bi-direzionale che

permette di comunicare con chi lo

indossa, oppure di ascoltare quello

che accade intorno. Tra le innumerevoli

funzioni, ci sono il monitoraggio

dell’attività cardiaca, un sensore

per le cadute accidentali e la

possibilità di impostare un recinto

virtuale su una mappa, in modo tale

che se la persona che lo indossa esce

da una determinata zona, scatta immediatamente

l’allarme con notifica

sull’app di chi controlla. Questo rivoluzionario

prodotto può aiutare

chi soffre di alcune patologie come

l’Alzheimer o ha problemi di cuore

e tutti coloro che hanno bisogno di

essere controllati a distanza. Il sistema

può essere adattato alle diverse

esigenze e, attualmente, è disponibile

per il noleggio mensile.

Se si è adulti fino a 75 anni,

anche le strutture si adeguano e

nascono resort dedicati a chi ha i

capelli bianchi. Accade in Sicilia,

dove nel golfo di Casteldaccia

c’è il Palm Smart Senior Resort,

un’innovativa struttura ricettiva

interamente dedicata al mondo

dei Senior che intendono

essere circondati dal benessere,

dai servizi e dall’assistenza

specializzata di un team di

professionisti. Un elegante

resort sul mare, con spiaggia

privata al servizio delle sue

junior suite, destinato ad over 65

autosufficienti, ispirati dalla “Feel

at Home Philosophy”. A Venezia,

al Lido, un progetto analogo

è pronto al decollo, grazie al

gruppo tedesco Specht.

MEZZ’ORA AL GIORNO DI ATTIVITÀ FISICA MODERATA per mettere il

proprio cuore “in cassaforte”. Lo ribadiscono i ricercatori dell’Università di

Oulu, in Finlandia, in uno studio in cui hanno analizzato le cartelle cliniche

di oltre 2.400 uomini e donne tra i 65 e i 74 anni, arruolati nel progetto di

ricerca nazionale FINRISK tra il 1997 e il 2007. Nell’arco di 12 anni il cuore ha

tradito più di 500 persone: oltre 400 hanno dovuto affrontare il loro primo

problema cardiovascolare, mentre 197 sono decedute. Mettendo in correlazione

le condizioni di salute con l’attività fisica praticata fin dall’inizio

dello studio, è emerso che un’attività fisica moderata e costante (dal giardinaggio

alla bici) dimezza la mortalità per cause cardiovascolari e riduce del

31% il rischio di avere un evento acuto.

58 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


TELEMEDICINA

Defibrillatori

alla Croce Rossa

La telemedicina guadagna

consensi fra gli anziani. Ben il

68% degli intervistati pensa che

la tecnologia applicata alla salute

sia in grado di imprimere uno

sviluppo alle terapie mediche. A

rivelarlo un’indagine condotta

dal Silver Economy Forum

presentata in occasione della

web conference “L’impatto del

Covid-19: cosa cambia per la

silver age”. In Italia un italiano

su quattro è “d’argento”, numeri

destinati a crescere e arrivare al

30% sul totale popolazione entro

i prossimi 15 anni. Gli intervistati

sono disponibili a sacrificare

parte della propria privacy per

avvantaggiarsi dei benefici sulla

salute (73%), non sono però

assolutamente disposti a mettere

in discussione la relazione diretta

con il proprio medico di famiglia.

I presidenti di Confagricoltura Alessandria

Luca Brondelli di Brondello

e ANPA Alessandria Maria Daville

- quest’ultima in rappresentanza di

Senior Onlus - hanno consegnato

ufficialmente un assegno di 4700

euro alla Croce Rossa - Comitato di

Alessandria. La somma versata sarà

impiegata per l’acquisto di 4 defibrillatori

semiautomatici per nuove

ambulanze e l’automedica. “Da anni

- ha sottolineato la presidente dei

pensionati alessandrini - siamo impegnati

nel sociale. In questo periodo

ci è sembrato quanto mai opportuno

dare il nostro contributo in tal

senso a una realtà nazionale come

CRI declinata in ambito locale, che

da sempre è punto di riferimento

per la popolazione”. Un sentito

ringraziamento è giunto da parte

del presidente della Croce Rossa

- Comitato di Alessandria, Marco

Bologna: “Con questo importante

contributo Confagricoltura Alessandria

e Senior L’età della Saggezza

Onlus dimostrano una grande sensibilità

alle tematiche del soccorso

e della sicurezza, consentendo a

CRI di completare l’allestimento di

3 nuove ambulanze e l’automedica

che entreranno subito in servizio

per il territorio”. La Onlus “Senior

- L’Età della Saggezza” è stata promossa

da ANPA Confagricoltura

con la finalità di svolgere attività nei

campi dell’assistenza sociale, sociosanitaria

e della tutela dei diritti civili,

con particolare attenzione per

le persone anziane.

OCCORRE FARE ATTENZIONE alla pelle d’estate, ma anche tutto l’anno.

L’incidenza del carcinoma basocellulare, causato dall’esposizione cronica ai

raggi del sole, è più che raddoppiata. Colpisce, con maggiore frequenza,

intorno ai settanta anni, in particolare chi ha pelle e occhi chiari e chi lavora

all’aperto. È il tumore cutaneo più frequente, ma per fortuna anche il più

guaribile. La migliore arma per difendersi è la prevenzione. È consigliato

usare creme con una protezione di almeno 30, mettere occhiali da sole,

proteggere le zone più delicate ed evitare di esporsi troppo al sole nelle

ore centrali delle giornate più calde. E’ opportuno anche, durante l’anno,

non abusare di lampade abbronzanti e controllare periodicamente e con

attenzione la propria pelle, non trascurando qualsiasi anomalia cutanea.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 59


AGRITURISMO

di Elisabetta Tufarelli

AGRITURISMO FONTE ANTICA A NORCIA (PG)

Andamento lento

“A

bbiamo trascorso un

periodo molto difficile.

Prima il terremoto del

2016, che ha devastato il nostro

territorio, poi, quando ci stavamo

riprendendo seppur lentamente,

è arrivato il Covid-19 e siamo

ricaduti. Ma ci rialzeremo. Siamo

agricoltori, gente pratica, ci siamo

rimboccati le maniche per ricominciare:

sappiamo che dopo la

tempesta viene sempre il sereno”. Ci

accoglie così l’imprenditore agricolo

Giovanni Angelini Paroli, nel

suo agriturismo “Fonte Antica”, che

conduce insieme alla sorella Elisabetta

e al fratello Paolo. Ci troviamo

in Valnerina, all’interno del Parco

Nazionale dei Monti Sibillini, a a

10 km da Norcia L’azienda agricola,

di circa una sessantina di ettari,

più un centinaio di bosco divide i

suoi terreni tra Campi di Norcia e

Spoleto. Produce prevalentemente

cereali e leguminose, tra cui farro

e le famose lenticchie di Castelluccio.

“Quest’anno le lenticchie

hanno avuto una fioritura splendida

- sottolinea Giovanni - come non

accadeva da più di dieci anni. Uno

spettacolo meraviglioso che, fino a

metà luglio, ha creato un afflusso di

visitatori al di là di ogni aspettativa,

con problemi di traffico e chilometri

di file, inaspettati nelle nostre zone”.

Questo evento si è riflesso anche sul

vostro agriturismo? “Sì, in piccola

parte. Siamo a una ventina di chilometri

da Castelluccio ma il comune

di Norcia, dopo il sisma, è passato

da 3000 a soli 300 posti letto. Il nostro

agriturismo, per la prima volta

nella sua storia, è rimasto chiuso a

Pasqua a causa della pandemia e ora

siamo tra le pochissime strutture

che hanno riaperto”. La famiglia

Angelini Paroli è da sempre proprietaria

dell’azienda. L’agriturismo è

stato avviato nel 2003 dai tre fratelli:

Elisabetta si occupa, in particolare,

della ristorazione e della gestione,

Giovanni dell’azienda agricola e del

ricevimento e Paolo delle prenotazioni

e dell’amministrazione. Situato

in un edificio del ‘700, prende il

nome da un’antica sorgente, che ha

improvvisamente smesso di portare

acqua con il terremoto. “A fine

maggio inaspettatamente - racconta

Giovanni - dalla fonte l’acqua ha iniziato

a sgorgare un pochino. Per noi

e per la gente del luogo è stato un

importante segnale di speranza e di

ritorno alla normalità, anche se ora

60 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


il flusso si è arrestato nuovamente,

ma i tecnici ci hanno tranquillizzato

e confermato che l’acqua ritroverà

la sua via”. L’agriturismo racchiude

storia e ricordi della famiglia ed è,

come spiega Angelini Paroli “nato

per testimoniare il nostro forte legame

con la terra, insieme al desiderio

di creare un luogo dove far rivivere i

valori del passato e le suggestioni di

antiche tradizioni. Coinvolgiamo i

nostri ospiti nell’atmosfera familiare

e nei lenti ritmi della sua quotidianità”.

“Fonte Antica” offre dieci

camere e l’edificio, pur rimaneggiato

nei secoli, ha mantenuto inalterata

la struttura settecentesca originaria,

recuperando la maggior parte dei

materiali e del mobilio, con l’obiettivo

di lasciarne intatto il fascino. E

proprio il fascino della struttura e

dei luoghi che lo circondano, unito

AGRITURISMO FONTE ANTICA

via Vissana 7

fraz. Campi, Norcia (PG)

tel. 0743828523, cell.3391738674

email: info@fonteantica.it

www.fonteantica.it

all’ottima cucina e all’atmosfera

che concilia il relax, ha fatto sì che

la ripresa cominci ad intravedersi.

“Questo mese abbiamo un turismo

nazionale ‘mordi e fuggi’, di una o

al massimo due notti. Tutti italiani,

molti romani che avevano la

seconda casa in zona, ora inagibile.

Agosto molto meglio, le prenotazioni

sono di almeno cinque notti.

La ristorazione va bene. Settembre

e maggio/giugno erano i mesi

abitualmente dedicati agli stranieri,

che rappresentavano quasi la metà

della nostra clientela. In maggioranza

olandesi, ma quest’anno

nulla: ho solo tre prenotazioni per

settembre e sono italiani”. Fonte

Antica è un posto indimenticabile,

dove rilassarsi e dedicarsi al

proprio benessere fisico e mentale.

“La nostra clientela ama le attività

all’aria aperta - conclude Giovanni

- come rafting, trekking e deltaplano

e siamo al centro di diversi

cammini: il Sentiero Italia, il

Grande Anello dei Sibillini e quello

‘delle Terre mutate’, un percorso

lento e responsabile che tocca tutti

i territori, bellissimi e fragili del

Centro Italia”.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 61


VINO

di Gabriella Bechi

CIPRESSETO ROSATO DELL’AZIENDA SANTA CRISTINA ANTINORI

Armonia collinare

S

opra un alto colle della Toscana,

non distante da Siena e Perugia,

sorge l’antica cittadina

di Cortona. Di origini antichissime,

fu uno dei più influenti insediamenti

etruschi ed è stata citata da

numerosi scrittori greci e latini, da

Erodoto a Dionigi di Alicarnasso,

da Tito Livio a Plinio il Vecchio.

Dall’alto dei suoi 585 metri, Cortona

si affaccia sul panorama vasto

ed armonioso della fertilissima

Valdichiana, punteggiato da ville e

casali, tra vigneti ordinati, testimoni

dell’antica e storica prelibatezza

dei suoi vini.

L’azienda Santa Cristina, della

famiglia Antinori, si identifica da

sempre con questo territorio e dal

1946 rinnova la tradizione di vini

con grande personalità e immediati

da bere, propone selezioni

di classici raffinati e specialità dal

gusto inimitabile di Toscana. La

cura da sempre posta nel seguire

i vigneti ed il lavoro in cantina

sono stati lo stimolo per

continue innovazioni

e per confrontarsi con

varietà autoctone ed

internazionali, dando

vita a vini differenti,

ma contraddistinti

dallo stesso stile artigianale,

frutto di un

legame indissolubile

tra vigna, terroir e

lavoro dell’uomo.

La cantina, che deve il suo

nome allo storico vino Santa

Cristina, è stata progettata dallo

studio Hydea di Firenze. Ha una

struttura architettonica moderna

concepita secondo criteri di minimo

impatto ambientale nel rispetto

del territorio circostante. I lavori,

iniziati nell’agosto 2004, si sono

conclusi a distanza di due anni nel

2006. Il percorso che la attraversa

consente di vedere e comprendere

i processi di produzione del vino,

dalla vigna alla bottiglia. Vuole

rappresentare la filosofia

produttiva che sta alla base

di Santa Cristina: un’avanzata

tecnologia degli impianti unita

ad un’attenta e minuziosa ricerca

della qualità, che crescono

sulla scia dell’antica tradizione

dell’amore per la terra.

Accanto ai Classici Chianti Superiore

Docg, Toscana Igt, Rosato

Toscana Igt, Umbria Igt, la Linea

Selezioni comprende Fattoria Le

Maestrelle, Cipresseto Rosato Toscana

Igt. Campogrande Orvieto

Classico Doc, Casasole Orvieto

Classico Doc amabile, Capsula

Viola Chardonnay. Il Cipresseto

è un rosato delicato e armonioso

come le dolci colline toscane,

spesso impreziosite da morbide

file di cipressi. Il suo nome celebra

la toscanità, così come la

sua etichetta. Da uve Sangiovese,

Cabernet e Syrah vendemmiate da

fine agosto a metà settembre per

preservare la freschezza e i profumi

tipici del rosato, il mosto viene

fermentato in serbatoi in acciaio

inox ad una temperatura non

superiore ai 15 °C. Il vino viene

poi conservato in acciaio ad una

temperatura di 10 °C, in modo da

preservare la componente aromatica

fino all’imbottigliamento. Colore

rosa tenue, al naso prevalgono

note di fiori d’arancio e fragoline

di bosco che compongono un fresco

bouquet aromatico. In bocca

è morbido, pieno, equilibrato.

Lungo e fruttato il finale. Si abbina

bene a primi piatti, carni bianche,

formaggi e pesce.

62 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


RISTORANTE LA QUERCIA A ROMA

Osteria

cosmopolita

A

lla riapertura, dopo il

lockdown imposto dall’epidemia

Coronavirus, il

ristorante “La Quercia” ha cambiato

volto. Il restyling, voluto

dal giovane proprietario Andrea

Monteforte, che oltre 10 anni fa

ha aperto il locale su una delle

piazze più belle di Roma, caratterizzata

da una grande quercia

che sorge al centro (da cui prende

il nome anche il ristorante)

è stato realizzato dall’architetto

Roberto Liorni. Il progetto non

si allontana dalle scelte stilistiche

legate alle classiche osterie

e privilegia atmosfere pacate,

familiari, colori tenui. Un’osteria

cosmopolita, dal taglio raffinato

ma informale, capace di strizzare

l’occhio ai clienti più giovani, ma

anche di far sentire a proprio

agio l’ospite avvezzo a ristoranti

più classici.

Gli elementi dell’osteria ci sono

tutti: pavimento in legno invecchiato

dal tempo, pareti boiserie

di legno verde scuro, marmo e

maioliche per il piccolo banco

mescita. I tavoli sono in legno e

marmo, addolciti dalle luci con

paralume in stoffa che scendono

dal soffitto. Un silenzioso spazio

esterno per godere di uno scorcio

di Roma davvero straordinario:

tra Palazzo Spada e la chiesa

di S. Maria della Quercia.

Ma i cambiamenti non si sono

fermati al restyling del locale e,

come executive chef, è arrivato

Marco Gallotta: un professionista

del settore, figura di spicco

della ristorazione

romana,

determinante

per sostenere

e moltiplicare

le energie di

questa apertura.

Dopo aver

lasciato il suo

famoso ristorante

“Primo”

al Pigneto, Marco per tre anni ha

seguito la sua seconda passione,

dopo la cucina: i prodotti della

terra. Ed ha girato l’Italia andando

per allevamenti e campi, per

parlare e scambiare esperienze

con agricoltori e artigiani. “Da

qualche anno unire le due cose

è diventato indispensabile”, dice.

Per questo l’osteria La Quercia

è stata immaginata e realizzata

come una piazza, dove appassionati

artigiani, agricoltori e

allevatori si ritrovano per mettere

nei piatti i loro prodotti.

La cucina, che si avvale della

collaborazione dello chef Paolo

Sirianni (sous chef di Baccano,

TAGLIOLINI COZZE E PECORINO

Con il Cipresseto rosato

Santa Cristina 2019 Antinori,

Marco Gallotta propone

Tagliolini cozze e pecorino.

Enoteca Provincia Romana, Macro,

Capofaro), declina tradizione

e ricerca al completo servizio

del sapore. Grandi classici

preparati con grandi prodotti.

Tra gli antipasti la Frittata di

erbe (le uova sono di galline

allevate allo stato brado, alimentate

con semi di canapa: azienda

agricola L’uovo e la Canapa) e la

Ricotta laccata (Azienda Agricola

D’Ascenzo di Rieti) con carote

arrosto con timo e rosmarino. Le

Mezze maniche alla Carbonara

sono preparate con il guanciale

dell’azienda Collemaggiore di

Greccio (Rieti) e i Cannelloni ricotta

e orto cambiano il ripieno

a seconda delle verdure fresche

assicurate da l’Orto di Clapi.

Tra i secondi Seppie in zuppa

di cannellini, Pollo con i peperoni.

La carne, come omaggio

alla Confraternita dei Macellai

ospitata nella piazza, arriva ogni

mese da una macelleria romana

diversa: a luglio da Simone di

Campo de’ Fiori. Le crostate e i

biscotti, come il pane, sono di

Forno Monteforte.

Piazza della Quercia 23, Roma.

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 63


BUONO A SAPERSI

LE SCULTURE DI ADOLF VALLAZZA RICERCANO L’ANIMA

La trascendenza del legno

A

dolf Vallazza,

classe

1924, è un’artista

di fama internazionale

della

Val Gardena che,

tra i monti innevati, scolpisce il

legno antico. Anche “Linea Verde

Tour”, su Raiuno - nel reportage

dall’Alto Adige andato in onda

il 4 luglio - gli ha reso omaggio.

Un personaggio che ha cambiato

le sorti dell’intaglio che, da artigianato,

è diventato arte pura.

Scolpisce soprattutto troni e totem.

L’idea di lavorare i legni antichi

gli venne per caso, quando

un vicino recuperò dei materiali

provenienti da un vecchio maso

in dismissione, con l’intento di

utilizzarli per il camino. Avvertì

che quei vecchi legni di cirmolo,

abete, larice, pino - un tempo

assi di porte, imposte di finestre,

rivestimenti di stuben, scale,

scandole – possedevano una

storia. Avevano un’anima che

non poteva essere smarrita.

“Il legno: dice - è considerata

materia povera ma ha tanta storia.

Pensiamo alle tavole di pavimenti

consumati dal calpestio di

generazioni di contadini: hanno

attraversato secoli di vite”.

Scolpire la materia antica, darle

nuova forma, ha significato per

l’artista, in qualche modo, salvaguardarne

l’essenza. È trascendenza

del legno, il fascino

dell’arte di recupero (anche

dei valori), che aveva conquistato

pure Sandro Pertini che,

nelle sue vacanze, aveva voluto

visitare il suo studio-atelier e

incontrarlo. Tra l’altro, ha realizzato

un imponente e suggestivo

totem alto 12 metri che sprigiona

la sua energia magica al centro

della scalinata principale del

resort ADLER Mountain Lodge.

La scala della struttura circonda

la scultura, la insegue, l’avvolge

fino alla cima; l’alto totem è una

presenza protettrice, perfettamente

in stile con la struttura

recettiva che lo accoglie.

Sullo scultore gardenese - le cui

opere sono in catalogo anche

all’estero, come ad HJ Art Gallery

di Londra (Kensington Church

Street) - sono stati pubblicati più

di una dozzina tra libri e cataloghi,

alcuni davvero preziosi

per i contributi di illustri critici

d’arte. L’ultima monografia che

lo riguarda è “Adolf Vallazza.

Troni Throne” (Nuovi Sentieri

Editore, febbraio 2020) con testi

di Gabriella Belli, Aldo Gorfer,

Giuseppe Marchiori, Vittorio

Sgarbi, Erich Streingraber, Paolo

Viti. (G. M.)

g LA FRITTATA RESILIENTE DIVENTA FORMAT TEATRALE

Sabato 4 luglio è andata online, sui social media del Teatro Villa Pamphilj, l’ultima delle

sei puntate di “Anarchy in the U Kitchen” di Anna Maria Piccoli, proposte ogni sabato

in diretta e rigorosamente in cucina. Un format originale che è, allo stesso tempo,

momento culinario, teatrale, musicale, letterario. L’attrice-bassista-chef ha proposto

e preparato sei ricette di frittate; una cucina creativa di resilienza e riciclo, con pochi

ingredienti ed il frigo vuoto. La frittata si può fare veramente con tutto: avanzi, ingredienti

poverissimi, una padella vecchia, una cucina qualunque; è un piatto molto economico,

facile da spartire, nutriente, conviviale. Una frittata diversa per ogni puntata,

un attore o un’attrice differente, uno o più musicisti. Gli ingredienti musicali sono stati

conditi dallo storico bassista dei Tèteis de Bois, Carlo Amato. Lo “spettacolo” è stato

previsto nel palinsesto di “Tic on line”, il progetto di iniziative digitali del sistema del

teatro pubblico plurale del Comune di Roma.

64 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020


IL LIBRO ENOICO DI LAURA DONADONI

L’ambasciatrice del vino

“I

l vino può essere quell’elastico

che ci riporta

indietro. Per me è stato

un’occasione di rinascita personale,

ma può esserlo per chiunque

voglia cambiare vita.” Dopo

gli inizi come giornalista nella

sua Bergamo, Laura Donadoni si

è dovuta trasferire a San Diego,

in California, dopo travagliate

vicende che hanno colpito la

sua famiglie, dove ha ricominciato

da zero diventando in poco

tempo esperta di vino e sommelier

di successo e fondando uno

dei wine blog e canali Instagram

più seguiti, The Italian Wine

Girl. Ora continua a promuovere

il vino italiano. È wine educator,

Vinitaly International Ambassador

e, unica donna italiana,

membro della prestigiosa associazione

internazionale Circle of

Wine Writers di Londra.

“Come il vino ti cambia la vita.

Storie di rinascita, coraggio e

ritorno alla terra” (Cairo Editore)

è il suo primo libro, che si

avvale della prefazione del fondatore

di Eataly, Oscar Farinetti.

Un volume che parte proprio

dalla sua vicenda personale.

“Le estati della mia infanzia trascorse

nella vigna di mio nonno

sulle colline bergamasche,

l’odore della fermentazione del

mosto, misto a quello del salame

e delle pannocchie fresche

- racconta la scrittrice - hanno

lasciato un segno nel mio Dna.

Un tatuaggio genetico. Il vino mi

ha accompagnato anche successivamente

quando, accanto a

vicende di cronaca e politica, mi

occupavo di enogastronomia per

Telelombardia. Poi è stato un’occasione

di rinascita personale.”

Nelle pagine del suo libro

racconta la sua storia insieme a

quelle di molti imprenditori che

sono arrivati alla viticoltura da

altri settori o che hanno avuto

il coraggio di percorrere strade

innovative, ascoltando soprattutto

il territorio.

Come quella di Gianluca Bisol,

21° generazione di una famiglia

che opera nelle colline di

Valdobbiadene dal 1542 e che

produce Prosecco Superiore di

altissima qualità su 21 poderi di

proprietà. Un prodotto, quello

del Prosecco, su cui Gianluca

ha sempre fermamente creduto,

tanto da predirne il successo già

30 anni fa, quando se ne producevano

33 milioni di bottiglie.

Oggi le vendite, in tutto il

mondo, hanno superato i 600

milioni di bottiglie, superando

lo Champagne. Ma lo spirito da

Indiana Jones di Gianluca lo

ha spinto verso nuovi orizzonti,

portandolo sulla laguna di

Venezia, precisamente a Torcello,

dove ha scoperto in un

giardino privato tre piante di un

vigneto autoctono: la Dorona.

Le tre piante sono diventate una

vigna di un ettaro, circondata

da un orto e da un frutteto,

nell’isola di Mazzorbo, da cui si

produce un vino straordinario

ed unico, Venissa, e dove oggi

sorgono un albergo diffuso, un

ristorante stellato e un’ osteria

contemporanea.

Poi c’è la storia di Elisa Dilavanzo,

che con Maeli è diventata

la regina del Moscato Giallo.

Una donna che voltato le spalle

ad un interessante carriera nel

mondo della moda e dello spettacolo,

per seguire un istinto,

un richiamo viscerale: quello

del vino. Prima sommelier, poi

venditrice e infine, attraverso

una trama tortuosa di incredibili

coincidenze e di scelte coraggiose,

imprenditrice vitivinicola

sui Colli Euganei. Scommettendo

tutto sul vitigno più screditato,

ma più tipico: il Moscato

Fior d’Arancio.

Vicende appassionanti che

hanno in comune la speranza

di vedere rinascere un Paese in

crisi dove le nuove generazioni

stanno intuendo che è possibile

ripartire da uno dei nostri beni

più preziosi.

Gabriella Bechi

LUGLIO-AGOSTO 2020 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

IL NUOVO CD DI ALEX CARPANI

Nel ventre del buio

lex Carpani è un musicista

“A e compositore ben noto

agli appassionati del rock progressive,

già dal suo primo album

del 2004 “Waterline”, e con

molteplici collaborazioni con

nomi storici degli anni ‘70. Il

prog è un genere musicale che

ama le atmosfere sinfoniche, le

orchestrazioni, il suono composito.

Musicalmente, l’operazione

che quest’artista di grande talento

sta facendo - a partire dal suo

precedente album del 2016, “So

Close. So Far”, ma anche dal progetto

collaterale con Gigi Cavalli

Cocchi del 2018 “Aerostation”

Buco nero

L’orizzonte è nascosto

e non si vedono gli eventi

- è di sottrazione, di ricerca

dell’essenzialità. Nel suo

quinto disco solista, “L’orizzonte

degli eventi” (Indipendent

Artist) - suonato da un

power trio affiatato e potente

- c’è un ulteriore passo avanti

nel cambio di rotta dal prog

al rock contemporaneo. Resta

l’attenzione a temi visionari ed

esistenziali, con l’uomo al confine

tra sogno e realtà. Il titolo

del CD richiama alla singolarità

dei buchi neri, dove l’orizzonte

è nascosto e non si vedono gli

eventi che si susseguono al loro

interno. L’uomo - come lascia

capire l’immagine del booklet -

è nella nebbia; “Nel ventre del

buio”, come titola uno dei brani

più significativi. Novità è la

proposta in italiano dei testi dei

brani, intensi e sofferenti.

NEOFOLK E ROCK ALTERNATIVO

La luna è un osso secco

piazza e affascina “The moon is a dry bone” (label tedesca

Dark Vinyl), ottavo album dell’ensemble napoletano

S

“Corde Oblique” guidato dal chitarrista e docente di Storia

dell’arte Riccardo Prencipe. Il titolo rende bene il mix di

neofolk e shoegaze (rock britannico anni ‘80). E così si alternano

ballate intense (“Le grandi anime”, “Herculaeum”

e “Il figlio dei vergini”,

quest’ultima con il supporto

dei concittadini Ashram),

momenti cantautorali in stile

deandriano (“La strada”

cantata da Andrea Chimenti)

ad altri ritmati (“La casa del

ponte” recitata da Maddalena

Crippa), nervosi e aspri (la title

track). Suggestive “Le torri

di Maddaloni” (guest star i bulgari Irfan con la loro splendida

vocalist Denitza Seraphim) e “Il terzo suono” (con la

voce di Miro Sassolini dei Diaframma) che saldano melodia

e ritmo, world music e rock alternativo. In tutti i dischi di

Corde Oblique c’è un omaggio; in questo rileggono in modo

palpitante “Temporary peace” degli Anathema. La cover è

del raffinato artista indonesiano Hardijanto Budiman.

In presa diretta

Alex Savelli e il trio Nostress, nel CD “Doing

Nothing” (Radici Music Records), non fanno nulla

se non suonare con grande feeling e temperamento.

I musicisti bolognesi - rigorosamente in presa

diretta in una torre medievale - fanno emergere in

pieno un sound viscerale, coinvolgente, energico.

Quello proposto - tra pietre antiche e legni caldi - è

un disco che sa di adrenalina,

passione, serate live in piccoli

club dell’era pre-Covid, quando

si stava tutti stretti. Disco

rock intenso, ma anche gradevole,

con un pugno di

nuove canzoni (in evidenza

la title track) e l’omaggio

al primo vinile dei gloriosi

Pelican Milk (“The secret”,

“Days” e “See you later”). Le rock song

attraversano vari generi, dall’hard al folk-rock, dalla

psichedelia al blues. Raccontano amori andati male

ed altri resilienti, ma anche ambientalismo, inerzia

collettiva e scelte che richiedono il coraggio di tutti.

“Mi piaceva - spiega Savelli - l’idea di realizzare un

album di storie”.

66 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2020



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