Catalogo Lucca Biennale 2018

luccabiennale

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INDICE / INDEX



LUCCA BIENNALE 2018 / CARTASIA 9 TH EDITION

CULTURA

CULTURE

INNOVAZIONE

INNOVATION

SOSTENIBILITÀ

SUSTAINABILITY

TRADIZIONE

TRADITION

Nata nel 2004 e arrivata nel 2018 alla

sua NONA edizione, Lucca Biennale

Cartasia è il più grande evento al

mondo di Arte, Design e Architettura

in carta. La manifestazione vuole diffondere

la conoscenza della Paper Art

attraverso varie espressioni artistiche.

Il cuore dell’evento è costituito dal

concorso, che vede protagonisti i progetti

di artisti internazionali, selezionati

da una giuria. Le opere scelte,

rigorosamente realizzate in carta e

cartone, vengono esposte nelle piazze

della città, dove è possibile ammirarle

e interagire con esse. Oltre

alla mostra outdoor, Lucca Biennale

è composta di altre sezioni che fanno

da corollario: mostre indoor in spazi

storici, eventi, incontri di network,

laboratori per bambini, architetture.

Lucca Biennale si è confermata nel

corso degli anni come evento d’importanza

internazionale e continua

a promuovere nel panorama mondiale

l’avanguardia artistica che usa la

carta come mezzo espressivo.

I valori di Lucca Biennale sono:

Lucca Biennale mira a raccogliere

nuove idee, stimolare la discussione

su argomenti di interesse morale,

spirituale, intellettuale e culturale.

Lucca Biennale identifica pensatori

e designer fuori dagli schemi in

grado di migliorare e innovare il

mondo usando la carta.

Il tema della sostenibilità è sempre

stato il cuore della Lucca Biennale.

Un tema universale che non possiamo

più ignorare. Un dovere morale

da raccontare e valorizzare.

La Lucca Biennale apprezza la memoria

storica del “fare carta”.

L’importanza di un passato disegnato

per essere ricordato e per stimolare

uno sviluppo futuro.

Founded in 2004, in 2018 Lucca Biennale

Cartasia reached its 9th edition. Today,

the Biennale is the largest event in

the world of Art, Design and Architecture

focused on paper. The event aims to

promote and disseminate the knowledge

of Paper Art through various artistic

expressions. The heart of the Biennale

is the selection process, which features

international artists’ projects, selected

by a jury of experts. The selected works,

rigorously designed and built using

paper and cardboard, are exhibited in

Lucca’s charming squares, where visitors

are able to admire and interact

with them. In addition to the outdoor

exhibition, Lucca Biennale also features

a number of other corollary sections: indoor

exhibitions set in historic spaces,

events, networking meetings, children’s

workshops and architectures.

Over the years, Lucca Biennale has confirmed

its status as an event of international

importance, continuing to promote

the artistic avant-garde on the world

scene, with its sharp focus on paper

used as an expressive medium.

The values ​of Lucca Biennale are:

Lucca Biennale aims to collect new

ideas, to stimulate the discussion of

the moral, spiritual, intellectual and

cultural context.

Lucca Biennale identifies out of the

box thinkers and designers able

to improve and innovate the world

using paper.

The theme of sustainability has

always been the very heart of Lucca

Biennale. A universal theme that

we can no longer ignore. A moral

duty to inform and value.

Lucca Biennale values the historical

memory of “making paper”.

The importance of a past drawn to be

remembered and to stimulate future

developments.

TEMA / THEME

CAOS & SILENZIO

CHAOS AND SILENCE

Il tema della nona edizione è:

CAOS E SILENZIO.

Oggi, un eccesso di stimoli sociali,

notizie, nozioni positive e negative,

pone gli esseri umani in uno stato di

sovrainformazione paralizzante, in cui

ogni input viene percepito come uguale

agli altri: nella enorme quantità di

sollecitazioni a cui siamo sottoposti,

appare difficile comprendere la qualità

di ogni stimolo. La lettura del mondo

diviene confusa e indecifrabile. La

ricerca del silenzio, della chiarezza,

della pace, appaiono come necessità

vitali all’uomo e alla società contemporanea,

in risposta a questo sviluppo

caotico. D’altra parte, il silenzio può

essere sinonimo di isolamento, disconnessione,

indisponibilità al confronto.

Ecco che il continuo movimento,

lo sviluppo dinamico e costante, le

relazioni tra singole menti, rendono il

caos una possibilità creativa; segno

di un corpo estremamente vivo, reattivo,

multiforme, interconnesso come è

quello della società odierna.

The theme of the 9th edition of the

Biennale is: CHAOS AND SILENCE.

Today, an excess of stimuli, news, positive

and negative notions, induce

human beings into a state of numbness

attributable to an information

overload. This numbness causes us to

perceive all inputs as equal to others:

the enormous quantity of stress we

are subjected to makes distinguishing

the specific qualities of each stimulus

difficult. The word around us becomes

confusing and indecipherable. In this

context, the search for silence, clarity

and peace appears to be an essential

need for contemporary society in response

to this developing chaos. On

the other hand, silence can be synonymous

with isolation, disconnection,

unwillingness to engage in discussion.

It is precisely here that we find

a continuous movement, dynamic and

constant development, relationships

between individual minds, elements

that make chaos a creative possibility.

The sign of a body that is immensly

alive, reactive, multiform, interconnected

as that of today’s society.

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DIRETTORE GENERALE / GENERAL DIRECTOR

EMILIANO GALIGANI

Cosa è una Biennale?

Mi sono posto spesso questa domanda negli

anni passati e la risposta, forse un po’

alogica che ho sempre trovato è: la Biennale

è un evento necessario. Il dovere di una

Biennale è di interrogarsi, cercando uno

sguardo originale, su temi che coinvolgono

le vite di tutti noi. Cercando una fotografia

del contemporaneo, del mondo che abbiamo

intorno, per renderla al pubblico di qualsiasi

età, gusto e provenienza. Nella speranza

che stimoli emozioni, anche contrastanti,

discussione, pensiero libero.

L’arte non è un linguaggio per pochi e ha

una funzione estetica, politica, sociale,

democratica. Attraverso l’arte il mondo si

racconta, da sempre. Investire tempo e risorse

in cultura è principalmente sinonimo

di sviluppo e promozione territoriale. Questo

primo e per certi versi ovvio assunto

non può essere disgiunto dal considerare

l’investimento in cultura come portatore di

uno sviluppo sociale, etico, economico ed

estetico. Questo è esattamente quello che

volevamo fare quando abbiamo pensato a

Lucca Biennale Cartasia. Questa biennale

d’arte contemporanea nasce con l’ambizione

di essere luogo di confronto sullo

sviluppo dell’avanguardia artistica a confronto

con un medium, la carta, sempre più

interessante quanto insolito. Abbiamo creato

la manifestazione su queste peculiarità:

un contesto (la città di Lucca) di estremo

pregio, unendo la formula del Simposio (artisti

internazionali che si incontrano nello

stesso luogo per realizzare le proprie opere

in un mese) con le mostre e gli eventi.

Il fil rouge della Biennale: la carta, con la

sua storia e le sue possibilità. Il passato e il

futuro. I temi dello sviluppo sostenibile, del

coinvolgimento delle industrie, del recupero

della memoria storica, dell’avanguardia

artistica, della promozione dell’area - vera

e propria capitale mondiale della carta - si

sono andati unendo nel corso degli anni attraverso

la funzione promozionale dell’arte.

Le campagne stampa nazionali hanno avuto

ogni anno un riscontro sempre maggiore,

tanto da obbligarci a guardare oltre i confini

italiani, puntando a sfide globali. Le collaborazioni

con enti internazionali si sono moltiplicate:

Sofia (Amateras Paper Festival),

Apeldoorn (Holland Paper Biennial), Charmey

(Triennale du Papier), gli istituti italiani di

cultura all’estero (New York, San Francisco),

la città di Metz (Francia). A partire da questa

nona edizione Lucca Biennale ospita un paese

legato tradizionalmente e culturalmente

alla carta. Il primo non poteva essere altro

che la Cina, dove la carta è stata inventata.

Tutto questo con la consapevolezza che produrre

cultura equivale a lasciare un segno

profondo del proprio passaggio, del percorso

fatto. Produrre cultura vuol dire apportare benessere

economico, sociale ed estetico alla

comunità. Mi auguro che Lucca Biennale possa

continuare a farlo per molti anni ancora.

What is a Biennale art exhibition?

I have often considered this question in

recent years and the perhaps not so logical

answer that I have always come up

with is: a Biennale is a necessary event.

The duty of a Biennale is to question, looking

for an original approach to themes

that involve us all. It captures our era, the

world that we have around us, presenting it

to an audience of any age, taste or origin.

Hoping that it can stimulate emotions, including

conflict, discussion and free thought.

Art in not a language for the few, and it

has an ethical, political, social and democratic

function. The world tells its story

through art, it has always been this way.

This is exactly what we wanted to do when

the idea of creating Lucca Biennale came

about. Lucca Biennale is a Biennial exhibition

of contemporary art, born from a

productive excellence characteristic of our

territory and from historical and cultural

roots, with the ambition to be a place of

discussion and dialogue for the development

of the artistic avant-garde, relying on

a media – paper – that is increasingly more

interesting. We have created the Biennial

counting on these specific characteristics,

on an extremely distinguished context (the

city of Lucca), combining the Symposium

formula (artists that meet each other to

create their works in a permanent workshop),

with exhibits and events.

The common fil rouge of the Biennale:

paper, with its history and its countless

possibilities. The past and the future. The

themes of sustainable development, of engaging

the industrial world, of recapturing

the historical memory, of the state-of theart,

of territorial promotion – Lucca, in its

capacity as an international paper capital

– have progressed together over the years

through the promotional function of art.

The national press campaign has always

great success, edition after edition, so

much so that we began to look beyond our

borders, aiming towards global challenges.

The collaborations with international

organisations are diverse: Sofia (Amateras

Paper Festival), Apeldoorn (Holland Paper

Biennial), Charmey (Triennial du papier),

the Italian institutes of culture (New York,

San Francisco), the city of Metz, in France.

Starting from this 9th edition, Lucca

Biennale will host a country every two

years, which will receive a special focus.

The first guest, of course, could only be

China, where paper was invented. All this,

with the awareness that producing culture

is equivalent to leaving a deep mark of

one’s passage. To produce culture means

to bring economic, social, aesthetical development

to the community. I very much

hope Cartasia can continue to achieve

this for many years to come.

UFFICIO STAMPA / PRESS OFFICE

C’è chi usa la carta per stampare documenti

e chi invece la impiega per

prendere appunti.

Qualcuno, invece, la vede, la utilizza e

la promuove come materia prima per

realizzare opere d’arte, oggetti di design,

materiale importante, sotto forma

di cartone, per una forma di architettura

sostenibile.

Se da un lato l’industria cartaria, che

a Lucca ha uno dei distretti più importanti

al mondo, focalizza l’attenzione

nel produrre enormi quantità di carta

con macchinari tecnologicamente

all’avanguardia, dall’altra può essere

piacevole e sorprendente fare un passo

indietro nel tempo e guardare a

questo materiale unico, che qui viene

lavorato dal 1500, da un’angolazione

diversa, indirizzata all’arte, al sociale

e alla sostenibilità.

Nelle mani degli artisti, dei designer

e degli architetti la carta si colora, si

trasforma, si piega: protagonista e interprete

delle espressioni più diverse

e di necessità nuove.

Delicatezza e forza, medium apparentemente

effimero, ma in realtà capace

di grande robustezza e durata. Insomma,

la carta come oggetto dicotomico:

per usi diversi che non necessariamente

si escludono e che, anzi, possono

essere complementari.

Comunicare, spiegare a un ampio pubblico

Lucca Biennale – Cartasia significa

riappropriarsi degli aspetti creativi

e innovativi che la carta ha sempre

avuto in sé, fin dagli albori della sua

produzione. Significa esplorare nuove

tecniche e nuovi mondi (letteralmente,

in questa nona edizione che ha visto

protagonista la Cina, là dove la carta

è nata, in qualità di paese ospite). Significa

coglierne gli aspetti più caotici

(nel grande laboratorio comune, negli

allestimenti, nella preparazione degli

eventi) e quelli più intimi, introspettivi

degli artisti che creano come del

pubblico che osserva. “Caos e silenzio”,

come il titolo di questa nona edizione.

Ancora una volta, dunque, più che

oggetto di comunicazione, Cartasia è

stato strumento di comunicazione per

raccontare la contemporaneità come

i possibili scenari futuri, ma anche

di umanità ed emozioni, quelle che

per due mesi hanno riempito le strade

di Lucca, superandone le porte e

le antiche mura per arrivare lontano

e portare un messaggio carico di innovazione,

seppure con le radici ben

salde nel passato.

E noi tutto questo abbiamo avuto la

fortuna e il compito di raccontarlo.

There are those who use paper to

print documents and those who use

it to take notes.

Others, on the other hand, see it, use

it and promote it as a raw material to

create works of art, design objects, a

key material in its cardboard form for a

sustainable type of architecture.

If on the one hand the paper industry –

with one of the most important districts

in the world operating here in Lucca –

focuses its attention on producing huge

quantities of paper relying on the most technologically

advanced machinery, on the

other, it can be pleasant and surprising to

step back in time and look at this unique

material – which in this area has been

produced and worked since the 1500s –

from a different angle, with an eye to art,

to social questions and to sustainability.

In the hands of artists, designers and

architects, paper is coloured, transformed

and folded, becoming the protagonist

and interpreter of the most diverse

range of expressions and new needs.

Delicacy and strength, a seemingly ephemeral

medium, but actually capable of

unexpected resilience and durability. In

short, paper as a dichotomous object,

able to adapt to different uses that are not

necessarily divergent from one another

and that, indeed, can be complementary.

Communicating, explaining to large audiences,

Lucca Biennale - Cartasia signifies

recapturing and reviving the creative

and innovative aspects that deep down

have always characterised paper since

the dawn of its production. It means

exploring new techniques and new worlds

(and quite literally, as this 9th edition

of the Biennale saw China, where paper

has its origins, as the guest country). It

implies capturing some of the most chaotic

aspects (in the large shared laboratory,

the installations, the preparation of events),

as well as some of the most intimate

and introspective facets of the artists who

create and of the public who observes.

“Chaos and silence”, precisely as the title

of this 9th edition of the Biennale.

Once again, therefore, more than being

a mere communication object, Cartasia

was a communication tool striving to

look at the contemporary world in terms

of its possible future scenarios, but also

its humanity and emotions, those which

for two months filled Lucca’s picturesque

streets, going beyond its gates

and ancient walls, to reach far and bring

a message full of innovation, albeit with

roots firmly embedded in the past.

And we were fortunate enough to have

been entrusted with the task of exploring

and telling this facet of its story.

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Lucca Biennale inaugura nel 2018

un’importante azione: in ogni edizione

viene ospitato un paese, rendendo la

Biennale luogo di cooperazione internazionale.

Nel 105 d.C. Ts’ai Lun informa

l’imperatore della Cina di aver fabbricato

un nuovo materiale adatto alla scrittura,

usando solo “vecchi stracci, reti

da pesca e scorza d’albero”. È la prima

testimonianza storica della creazione

della carta. Per questo motivo, per la

lunga tradizione che lega a doppio filo

la Cina con Lucca, principale polo di

produzione cartaria in Europa, la scelta

del primo paese ospitato dalla Biennale

non poteva cadere altro sulla Cina.

Il Focus sul paese ospite ruota intorno

al racconto della tradizione cartaria,

dell’esposizione artistica di Paper art

e alla realizzazione di un progetto specifico:

un’architettura. Molto importanti

sono state le due collaborazioni con

il China Design Centre, collettore di

importanti artisti cinesi e l’Università

Tongji di Shanghai, tra le più importanti

del paese, protagonista di un ambizioso

progetto di architettura.

Lucca Biennale takes an important step

in 2018: at every edition a guest country

will be featured, transforming the Biennale

into a place of international cooperation.In

105 A.D. Ts’ai Lun informed the

emperor of China that he would create a

new material for writing on, using “old

fabric, fishing nets and tree bark”. This

is the first historical reference to paper.

For this very reason, considering the

long tradition that connects China and

Lucca, the main paper production centre

in Europe, we had to choose China as

the first guest country of the Biennale.

The Focus on the host country revolves

around the story behind the paper

tradition, the artistic exhibition of Paper

art and the realisation of a specific

project: an architecture. The focus on

China at the Biennale is articulated

in two important collaborations. The

China Design Centre, which hosts important

Chinese artists, as well as the

Tongji university in Shanghai, among

the most important universities in the

country and the protagonist of an ambitious

urban architectural project.

Tongji University

L’Università Tongji è stata fondata nel

1907 offre la possibilità di intraprendere

un percorso di studi in più di 10 differenti

discipline (architettura, scienza,

medicina, ingegneria, arte, economia,

letteratura, giurisprudenza, management,

filosofia, educazione). È una delle

università più antiche e prestigiose in

Cina, con oltre 70000 studenti e oltre

8000 docenti. I corsi di Ingegneria Civile

e Architettura sono di eccellenza e tra i

più selettivi del paese.

Tongji University was founded in 1907 and it is

one of the most important universities in China.

It gives its students the opportunity to obtain a

comprehensive education in almost 10 fields of

study (philosophy, architecture, science, medicine,

art, engineering, management, education).

It is one of the oldest and most prestigious

Universities in China, as well as being

one of the biggest in the country, with over

70,000 students and over 8,000 lecturers. The

civil engineering and architecture courses are

among the best and most selective in China.

PAESE OSPITE / GUEST COUNTRY

CHINA

China Design Centre

Fondato a Londra nel 2013 da un team di

architetti e designer professionisti che

si dedicano alla creazione di un design

innovativo, promuove il design che viene

da un paese con una lunga storia e

una cultura ricca, la cui economia dinamica

sta generando una nuova visione

della creatività che è diventata la chiave

per sbloccare nuove possibilità sociali e

commerciali in campi come l’architettura,

le arti, l’arredamento, la gioielleria

e la moda. China Design, infatti, è un

luogo ideale per esplorare opportunità

di collaborazione tra designer provenienti

da Cina, Regno Unito e dal resto

del mondo. Gli artisti del China Design

Center hanno partecipato alla Biennale

combinando varie tecniche e trattando

varie tematiche tra cui: la solitudine, la

circolarità della vita e il rapporto che

il passato ha con il presente, la natura

come tempio di contemplazione.

Founded in London in 2013, China Design

Centre was established by a mission-driven

team of professional architects and designers

with a wide global network. They are

dedicated to the creation of innovative design.

The China Design Centre showcases

the unique design vision emerging from a

country with a long history and rich culture

and whose dynamic economy is generating

a new wave of talent in architecture, arts

and crafts, furniture, product, jewellery and

fashion. While fostering the cross-cultural

exchange of ideas, knowledge and expertise,

our platform is an ideal place to explore

collaboration opportunities between designers

from China, the UK and the rest of

the world. This is precisely why China Design

and its artists are combining various

techniques and cover themes such as loneliness,

the circularity of life and the relationship

between the past and the present and

nature as a temple of contemplation.

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RESIDENZA D’ARTISTA / ARTIST RESIDENCE

EX CAVALLERIZZA, PIAZZALE SAN DONATO

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14RESIDENZA D’ARTISTA / ARTIST RESIDENCE

Una sezione molto importante della

Biennale è la Residenza per gli artisti

che vengono selezionati a seguito di

un concorso, oppure invitati dal comitato

organizzativo. Generalmente dura

massimo un mese, per poi concludersi

con l’inaugurazione della Biennale. Gli

artisti provengono da tutto il mondo

e questa esperienza pone loro limiti e

opportunità che di edizione in edizione

cambiano a seconda della difficoltà

dell’opera, del carattere dell’artista, del

suo background artistico, della tecnica

usata, dalla sua esperienza e soprattutto

dalla capacità di sapersi confrontare

con gli altri artisti in residenza. Spesso

gli artisti che arrivano ai laboratori della

Lucca Biennale non hanno realmente

idea di quanto il cartone sia complesso

da gestire sulle grandi dimensioni, per

questo sono affiancati dallo staff tecnico

della Biennale che, grazie all’esperienza

maturata nell’utilizzo di materiali

come carta e cartone, permette agli

artisti di apprendere e risolvere i limiti

che altrimenti potrebbe rendere l’opera

pericolosa o poco stabile.

The Artists Residency is a very important

section of the Biennale, a

program that involve artists selected

through an international call or invited

by the organisation committee.

Typically, the AR program lasts one

month until the opening day of the

Biennale. The artists came from all

over the world and this experience

poses before them a range of positive

or negative challenges that change in

each edition due to the level of difficulty

required to assemble the paper

sculptures, the artist’s character and

artistic knowledge, his or her technique,

his or her experience in paper

art, but most of all the way the artist

collaborates and interacts with other

artist in residence. Often, artists who

step into the Biennale Art Studio

for the first time lack a real idea of

exactly what it means to work with

large scale cardboard. The Biennale

Technical staff therefore helps them

to resolve and remove these limits, in

order to bring to life a monumental

sculpture, that is safe as well as solid.

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LUBI EXPERIENCE



MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

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MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

L’Outdoor è stata la prima sezione di

Cartasia, oggi Lucca Biennale, a caratterizzare

la manifestazione fin dal

2004. La Lucca Biennale è il più grande

evento al mondo di paper art e architettura

in carta, ma soprattutto è

l’unico evento a realizzare ed esporre

all’aperto opere in cartone.

Un mese prima dell’inaugurazione,

vengono ospitati gli artisti in residenza

per realizzare le opere nel

laboratorio della Biennale e successivamente,

per i restanti due mesi

di esposizione, è possibile visitare

le sculture monumentali nelle piazze

della città di Lucca.

Al termine della Biennale, le opere

monumentali vengono esposte in

luoghi inusuali, come i sotterranei

delle mura di Lucca, o in centri di

aggregazione sociale, fondazioni,

palazzi istituzionali, e vengono trasportate

a eventi internazionali in

occasioni speciali.

The Outdoor Exhibition is the first

section of the first edition (2004) of

Cartasia, now Lucca Biennale. It is

the biggest Paper Art & Architecture

event in the world, and in particular

the only one that makes and exhibits

outdoor Paper artworks.

One month before the opening day,

the Biennale hosts the artists who realise

the paper artworks, which visitors

can see exhibited in Lucca’s streets

and squares for the month after.

When the Biennale exhibition ends,

the monumental sculptures will remain

available to visitors in unusual

locations, such as the fascinating underground

galleries in Lucca’s historic

city walls, modern social centres,

Foundations, Institutional Buildings

or cultural and artistic events of an

international scale.

LE PIAZZE / OUTDOOR LOCATIONS

Situata nello storico paesaggio toscano,

Lucca è una delle città più

amate al mondo. Lucca rappresenta

una perla che attira lo sguardo e la

curiosità di molte persone. La sua

particolarità sono le mura completamente

accessibili, che circondano il

centro medievale della città.

Da sempre, Lucca Biennale fa tesoro

dell’unicità della propria città, trasformandola

in un museo a cielo aperto.

Le sculture della sezione Outdoor

vengono collocate ogni anno in varie

piazze del centro storico di Lucca,

come piazza Napoleone, piazza San

Francesco, piazzale San Donato, piazza

San Frediano, piazza San Salvatore,

piazza Guidiccioni, piazza della Cittadella,

il loggiato del Palazzo Pretorio,

piazza Antelminelli, piazza Anfiteatro.

La 9° edizione ha visto protagoniste

cinque di queste importanti piazze:

Piazza San Francesco,

Piazza San Frediano,

Piazza Guidiccioni,

Piazza della Cittadella,

Loggiato Pretorio.

CURATORE MOSTRA OUTDOOR / CURATOR OUTDOOR EXHIBITION

NICOLAS BERTOUX

Located in the historical Tuscan landscape,

Lucca is one of the most beloved

city in the world. Lucca represents

a pearl that attracts countless visitors’

gaze and curiosity. Its distinguishing

characteristic is its historic city walls,

which are completely accessible and

surround the medieval city centre.

A seguito di un concorso internazionale,

una selezione di artisti

provenienti da tutto il mondo viene

accolta a Lucca per lavorare

in residenza, ogni artista ha una

propria scultura monumentale in

cartone. Nel laboratorio si respira

una bella atmosfera, creatività e

ispirazione. Lì gli artisti lavorano

con la carta, seguendo il tema che

in questa edizione era “Caos e Silenzio”.

Non è un’impresa facile per

molti di loro, che si trovano per la

prima volta a costruire un’opera

monumentale. Ma non avevo dubbi

sul buon esito di questa sfida.

After an international competition,

a selection of artists from around

the world are welcomed to Lucca

to work as part of an artist residency,

creating and building their

monumental sculptures in cardboard.

The artists’ workshop is characterised

by a great atmosphere

of creativity and inspiration, where

the artists work with paper following

this year’s theme: Chaos

and Silence. It is not an easy mission

for many of them, faced with a

large scale construction, but I was

certain of the outstanding outcome

for this edition.

Since the beginning, Lucca Biennale

has made the most of Lucca’s unique

charm, transforming it into an Outdoor

Paper Museum.

The Outdoor sculptures are located in

various squares across Lucca’s historical

centre: Piazza Napoleone, Piazza

San Francesco, Piazzale San Donato,

Piazza San Frediano, Piazza San Salvatore,

Piazza Guidiccioni, Piazza della

Cittadella, Loggiato Pretorio, Piazza

Antelminelli and Piazza Anfiteatro.

The five squares showcased during

the 9th Lucca Biennale edition:

Piazza San Francesco,

Piazza San Frediano,

Piazza Guidiccioni,

Piazza della Cittadella,

Loggiato Pretorio.

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ANKON MITRA / THE SIGHTS AND SOUNDS OF THE COSMOS

Architetto e disegnatore indiano nato nel

1982. Diplomato in design al The Bartlett,

University College London. Si appassiona

alla tecnica dell’origami, e cerca di integrarla

nel campo dell’arredo, scrive in seguito

un libro intitolato ‘’Questioning Architecture‘’

in cui mostra come l’Universo

stesso viene fatto e disfatto da piegature.

Partecipa alla 9a edizione della Biennale

attraverso un’opera che ha lo scopo di

riprodurre la dinamicità dell’Universo.

Porta a riflettere sugli eventi spettacolari

che accadono nell’universo, come

la caduta di comete, la collisione dei

buchi neri o la fusione delle galassie che

generano un caos magnifico e rendono

il cosmo una specie di danza galattica,

ma che apparentemente ai nostri occhi

pare silenziosa. Noi possiamo godere di

immagini di colori e forme che ci giungono

dall’universo ma non abbiamo modo

di ascoltare due stelle che si scontrano.

Per noi questo caos è silenzio.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Indian designer and architect born in

1982, Ankon Mitra graduated in design at

The Bartlett, University College London.

He is passionate about the technique of

origami, and tries to integrate it with interior

design, writing a book about it called

“Questioning Architecture” in which

he demonstrates how the Universe itself

is a shape that folds and unfolds.

Ankon Mitra is taking part in the 9th

edition of the Biennale with an artwork

that recreates the dynamicity

of the Universe. It makes the visitor

contemplate the spectacular events

that occur in the universe, how comets

falling, black holes colliding and galaxies

merging create a magnificent

chaos that transform our cosmos into

a galactic dance, but to our eyes it appears

silent. We can enjoy images of

color and shapes that come from the

universe, but we cannot listen to two

stars collide. For us this chaos is silent.

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DOSSHAUS / PATH OF PARADOX

Dosshaus è la collaborazione creativa

tra Zoey Taylor e David Connelly, artisti

il ​cui lavoro fonde pittura, scultura, fotografia,

moda, video e performance. Fin

dall’inizio, la coppia è stata interessata

all’incrocio tra varie culture.

Quest’anno decidono di partecipare

alla Biennale attraverso l’opera ‘’Path of

Paradox‘’ che consiste in un pianoforte

distrutto da un enorme moneta che

apparentemente è caduta dal cielo e ha

l’aspetto sul bordo di una ghigliottina,

silenziando lo strumento musicale.

Il messaggio che gli artisti vogliono

trasmettere è tratto da una frase celebre

di William Blake che scrisse ‘’Dove

esiste qualsiasi visione del denaro, non

può essere portata avanti l’arte, ma solo

la guerra’’. Il messaggio di Dosshaus

quindi è che quando il denaro diventa

un’arma contro l’arte, il caos che provocherà

non lascerà dietro di sè altro che

un’enorme scia di silenzio.

PIAZZA CITTADELLA

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Dosshaus is the creative collaboration

of Zoey Taylor and David Connelly, artists

whose work blends painting, sculpture,

photography, fashion, video and

performance. From the outset, the pair

has been interested in the intersection

of high and low culture.

This year they are taking part in the

Biennale with the piece “Path of Paradox”:

a full size grand piano lies in

ruins on the ground, bisected by a

massive coin that appears to have fallen

from the sky. The edge of the coin

serves as a guillotine, effectively silencing

the musical instrument. The message

that comes from the artwork has

been taken by William Blake’s famous

admonition “Where any view of money

exists art cannot be carried on, but war

only.” Dosshaus’ message is that when

money is wielded as a weapon against

art, the resulting chaos leaves only silence

in its wake.

22 23



EU TAZÉ / SILENT SHELL, CHAOTIC SHELL

Eugénie Tazé-Bernard nata nel 1989, è

una scultrice ed una scenografa franco-peruviana.

Nelle sue opere, mescola

l’anatomia umana con quella animale

(l’uso del corpo umano infatti ha

il ruolo di connettere il visitatore con

l’opera mentre l’uso dell’anatomia animale

è simbolo delle emozioni interne

di un individuo).

Nel creare “Turtle Woman” l’artista

parte dalla visione di un mondo caotico

travolto dalla modernità, per portare

la mente dello spettatore a riflettere

su ciò che potrebbe succedere in futuro

al genere umano.

Lo porta a visualizzare un adattamento

dei corpi umani a nuove forme che

potrebbero coprirli fino a diventare

una protezione, un modo per fuggire,

per stare in silenzio e per riconnettersi

con se stessi. Una forma di riparo che

manifesterà l’inevitabile adattamento

dell’uomo a questa epoca moderna.

PALAZZO PRETORIO

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Eugénie Tazé-Bernard was born in

1989, she isa French-Peruvian sculptor

and set designer.

In her pieces, she combines human

anatomy with that of animals (the

human body is used to connect the

visitor to the art piece whilst the

human anatomy is a symbol of the

individual’s internal emotions).

With her “Turtle Woman”, the artist

presents a vision of a chaotic world

overcome by modern life, inviting

the spectator to contemplate what

could happen to the future of humankind.

It sparks the idea of human

bodies adapting to new shapes

that could cover them and become a

protection, a way to escape, to stay

in silence and connect with oneself.

A sort of shield that shows the inevitable

adaptation of mankind to

this modern era.

24 25



JAMES LAKE / PAPERMAN

James è un artista britannico. Inizia il suo

percorso universitario che sarà costretto

ad interrompere per via di una malattia,

un cancro che gli porterà via una gamba.

È riuscito a laurearsi superati i problemi

di salute, ma per superarne il disagio

causato, imparerà da autodidatta a creare

sculture in cartone, insegnando poi

la sua tecnica in varie scuole.

James ritiene che l’arte debba essere un

mezzo di unione nella società, ed il cartone

può abbattere le barriere che finora

sono state imposte. Il cartone è inoltre

un materiale che valorizza maggiormente

l’artista, infatti per la biennale presenta il

suo Autoritratto mentre crea le sculture di

cartone. Il messaggio tramandato è quello

che l’arte può nascere in un momento

di caos, come un momento di malattia, o

può essere esposta in luoghi caotici come

la società, ma nel momento in cui lavora,

l’artista si trova nella sua stanza solo con

se stesso, trovando la sua pace interiore.

PIAZZA SAN FREDIANO

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

James is a British artist. He was forced to

interrupt his studies as he was diagnosed

with cancer and was subsequently

forced to received a leg amputation.

He managed to obtain his degree once

he had recovered, but to overcome the

difficult convalescence, he taught himself

sculpture with cardboard, then teaching

his technique in various schools.

James thinks art should be an instrument

that unites society, and cardboard

can knock down barriers that have been

present up till now. Cardboard is also

the material that elevates the artist the

most, in fact he is presenting his self

portrait at the Biennale as a sculpture

made of cardboard. The message imparted

is that art can flower in a moment of

chaos, such as a moment of illness, and

can be exhibited in chaotic places like

societies, but in the moment of working,

the artist finds himself alone in a room

by himself, and finds inner peace.

26 27



KUBONOVÁK / LIFE SPACE

Jakub Novák è un’artista slovacco nato nel

1986. Dopo essersi laureato in architettura,

inizia a lavorare come docente universitario,

ma in seguito abbandona questo lavoro

per concentrarsi maggiormente sulle sue

opere d’arte. La sua opera Life Space, è una

dimostrazione di come la vita possa essere

paragonata ad uno spazio limitato che ognuno

di noi riempie con le cose che considera

speciali. Queste cose, non sono definitive,

ma cambiano nel tempo a causa degli eventi

che portano al cambiamento del nostro punto

di vista. Diventano però il nostro rifugio in

cui ci ritiriamo per riflettere, per trovare la

nostra pace interiore e per ricaricarci prima

di tornare nel caos della vita quotidiana.

Lo spazio vitale è una composizione geometrica.

Ciò che appare espressivo e sorprendente

esaminato da vicino diventa

un sistema modulare palpabile, mentre

visto da lontano acquista una nuova forma

portandoci ad esaminare noi stessi e

isolandoci dalla casualità.

PIAZZA SAN FRANCESCO

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Jakub Novák is a Slovakian artist born

in 1986. After obtaining a degree in

architecture, he began working as a

lecturer, but left this to dedicate himself

entirely on his artworks.

His work Life Space, is a demonstration

of how life can be compared to a closed

space that each one of us fills with

things that we consider special. These

things, which aren’t definitive, may

change with time because of events

that change our point of view. They

become our refuge, where we retreat

to meditate, to find interior peace and

recharge before diving back into the

chaos of everyday life.

Our life space is a geometric composition.

What seems expressive and surprising

when examined up close becomes

a palpable modular system, whilst

when seen from far away it gains a

new shape, making us examine ourselves

and isolate ourselves from chance.

28 29



MANUELA GRANZIOL / LIMINAL SPACE

Manuela Granziol è un’artista ed economista

svizzera, dopo essersi trasferita

a Londra con la sua famiglia ha

seguito la sua passione per l’arte.

L’opera che l’artista presenta alla biennale

esplora la relazione sconosciuta

tra linguaggio e non linguaggio, tra comunicazione

in qualsiasi forma e silenzio.

Una ragazza adolescente siede sul

pavimento con la testa tra le gambe.

L’adolescenza rappresenta il momento

in cui la società, i media, i genitori e

i coetanei esercitano maggior pressione

sulla giovane. La creazione di un’opera

fatta di pezzettini, vuole esprimere

la complessità dell’esistenza umana.

Di fatto le varie esperienze ed eventi a

cui ogni essere umano va incontro comunica

quanto esso sia fatto di frammenti

(ricordi, immagini, testi, persone

incontrate) che lo rendono a sua volta

parte di qualcos’altro definendo così

una soggettività caotica.

PIAZZA GUIDICCIONI

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Manuela Granziol is a Swiss artist

and economist, after moving to London

with her family she followed herpassion

for art.

The art piece presented at the Biennale

explores the unknown relationship

between language and non-language,

between communication of

any kind and silence. A teenage girl

sits on the ground with her head

between her legs. Being a teenager

represents a moment in which society,

media, parents and peers exert

pressure on the young girl.

Creating this piece using small

packages, she wants to express the

complexity of human existence.

The various experiences and events

that every human lives are fragments

(memories, images, texts, people

they have met) which make them

part of something else, creating a

chaotic subjectiveness.

30 31



WU WAI CHUNG / NO MORE MESSAGE

Wu Whai Chung ha studiato architettura

ad Hong Kong e in seguito a

Londra. La sua passione è quella di

interagire col pubblico attraverso le

sue opere innovative di architettura.

“No more message” consiste in una

struttura simile ad un tunnel, con

le pareti interne fatte a piramide in

modo da ridurre al massimo le onde

sonore. I visitatori possono provare

a comunicare tra di loro, ma il suono

non arriverà loro in modo chiaro.

L’opera infatti ha l’obiettivo di farci

riflettere su come a volte vorremmo

comunicare qualcosa, ma a causa

di alcuni filtri non riusciamo a farlo

o non veniamo capiti, in questo

modo, il silenzio in cui ci rifugiamo

da nascita al caos.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA OUTDOOR / OUTDOOR EXHIBITION

Wu Wai Chung studied architecture

in Hong Kong and then London.

She’s passionate about interacting

with her audience through her innovative

architectural pieces.

“No more message” consists in a

tunnel like structure, with the internal

walls covered in pyramids to

reduce the sound waves to a minimum.

Visitors can try and communicate

from one end to the other, but

the sound will not travel clearly.

The piece aims to make us contemplate

on how sometimes we would

like to communicate something,

but because of certain filters we

cannot and we can’t be understood,

in this way the silence we take

refuge in generates chaos.

32 33



MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

PALAZZO DUCALE

34 35



MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

MERCATO DEL CARMINE

36 37



MOSTRA INDOOR /

INDOOR EXHIBITION

Con oltre 3.000 m2 di spazio espositivo,

la mostra Indoor presenta un vero

e proprio movimento contemporaneo

di artisti internazionali della carta,

che utilizzano tecniche nuove per

creare opere d’arte uniche.

Questa sezione è aperta anche alle

arti dello spettacolo, alla videoarte e

al cinema, per due mesi di esposizione

nei palazzi storici della città di Lucca.

CURATORE MOSTRA INDOOR / CURATOR INDOOR EXHIBITION

GIACOMO PECCHIA

I numeri, le parole e le idee hanno coronato

questa edizione.

A seguito di una lunga e accurata selezione,

sono stati scelti più di venti artisti,

eterogenei per età ed esperienza.

Attraverso le loro opere, ci hanno accompagnato

nel tortuoso ed effimero

percorso della creazione artistica.

Ogni artista presente con più lavori, è andato

a creare una “personale”, un atto utile

per poter mostrare parte della propria

storia, i diversi aspetti del proprio immaginario

e far immergere i visitatori della

Biennale in una galassia di emozioni.

Questa nona edizione è stata una manifestazione

“emozionale”, plasmata dal

fragile materiale cartaceo, con cui gli

artisti ci hanno mostrato l’Immagine di

un’idea, di un pensiero, di un sentimento,

l’immagine di un eco di quel tumulto creativo

che, allontanandosi, si perde in un

silenzio e rimane indelebile nei ricordi.

Un caloroso ringraziamento va a tutti

coloro che hanno partecipato, in particolare

agli artisti della sezione Art Indoor

per la generosità con cui si sono

donati. Grazie anche agli artisti della

sezione Art Outdoor con cui ho condiviso

spazi e momenti intensi e al loro

direttore artistico; a Nicola Bertoux; a

tutta la crew che ha dato l’anima e il

sangue per raggiungere la perfezione

e rispettare i tempi; a Federica Moretti,

per la sua brillante e sensibile supervisione;

a tutto lo staff organizzativo, per

l’immane lavoro svolto; ai volontari, per

la dedizione e l’entusiasmo con cui hanno

custodito e promosso le mostre e per

ultimo, a Emiliano Galigani, colui che ha

ideato e “costruito” la Biennale e senza

il quale “il tutto” non potrebbe “essere”.

With over 3,000 m2 of exhibition

space, the Indoor Art Exhibitions

presents a real contemporary movement

of international paper artists

that use new and thoughtful techniques

to create unique pieces of art.

This section is also open to performing

arts, video art and film making,

exhibited for two months in

Lucca’s historic buildings.

Numbers, words and ideas have

crowned this edition.

After a long and careful selection,

more than 20 artists will be chosen,

from different countries and

artistic backgrounds.

Through their artworks, the artists

take us into the intricate and ephemeral

world of artistic creation.

Generally each artist exhibits more

than one artwork, in a personal

exhibition, in order to draw the visitors

into their imagination and engage

them in an emotional galaxy.

The 9th edition has been an “emotional”

exhibition, driven by the paper

material, which artists skilfully

used to illustrate and bring to life

an idea, a thought, a feeling, the

creative chaos that becomes silence

but lingers in memories.

A warm thank you to all indoor artists

for their collaboration. And a

big thank you to the Outdoor artists

for sharing art, spaces and intense

moments with me. Thank you also

to Nicolas Bertoux, our Outdoor Art

Director, to all technical staff who

gave everything they could in order

to ensure the works were ready on

time. Thank you to Federica Moretti’s

brilliant and sensitive oversight,

to the exceptional work carried

out by our organisational staff,

to the devotion and passion of our

volunteer staff and last but not least,

thanks to Emiliano Galigani the

Biennale’s creator, without whom

none of this would be possible.

SEDI / LOCATIONS

Palazzo Ducale

Palazzo Ducale è collocato in piazza

Napoleone, ed è attualmente sede

della Provincia di Lucca.

Con l’avvento della signoria Castruccio

Castracani, signore della città di

Lucca, fece costruire questo palazzo

al cui interno collocò la sua redidenza,

alloggiamenti per i soldati, depositi

di munizioni, ecc. Il disegno originale

della residenza Augusta (cosi era il

nome originale) pare sia da attribuire

a Giotto. Nel corso degli anni questo

edificio ha subìto molte trasformazioni

architettoniche, attraverando periodi

storici importanti, dal 1370 ad oggi.

Le sue splendide sale ricche di affreschi,

decorazioni murali e rifiniture

vengono utilizzate per numerose mostre

ed eventi, e per il secondo anno

consecutivo hanno ospitato una parte

della sezione indoor di Lucca Biennale.

Palazzo Ducale is located in Piazza

Napoleone and is currently the seat

of Lucca’s Provincial Administration.

With the advent of feudalism Castruccio

Castracani, lord of the city

of Lucca, had this palace built as

his residence, as well as providing

housing for soldiers and ammunition

depots. The original design of the Augusta

Residence, as it was known at

the time, appears to be attributed to

Giotto. Over the years, this building

has undergone many architectural

transformations, surviving important

historical periods from 1370 to today.

Its splendid rooms full of frescoes,

wall decorations and finishes are

used for numerous exhibitions and

events and for the second consecutive

year they have hosted a part of

the Lucca Biennale indoor section.

Mercato del Carmine

Il Mercato del Carmine, un tempo

chiesa di Santa Maria del Carmine,

è uno degli edifici storici di Lucca.

Fu innalzato come chiesa nel Rinascimento

e, nonostante la trasformazione,

sono ancora perfettamente

leggibili l’architettura interna e

l’annesso chiostro dell’ex convento.

Oggi il Mercato, agli ultimi passaggi

di un progetto di riqualificazione,

ospita al centro banchi per

la vendita di frutta e verdura, ma è

anche utilizzato per esposizioni di

artigianato e arte, concerti e molte

altre interessanti attività culturali.

Nel 2018, per la prima volta, ha ospitato

alcune delle installazioni della

sezione Indoor di Lucca Biennale.

Mercato del Carmine, once the

Church of Santa Maria del Carmine

is a historical buildings located in

Lucca. The building was commissioned

as a church during the Renaissance

Period and, despite the

many transformation over the years,

the internal architecture and

the adjoining cloister of the former

convent are still perfectly legible.

Today the site, currently in the last

phase of a redevelopment project,

houses stands for the sale of fruits

and vegetables in the centre, but

it is also used for arts and crafts

exhibitions, concerts and many

other interesting cultural activities.

In 2018, for the first time, it hosted

some of the installations of the

Indoor section of Lucca Biennale.

38 39



ADRIANO ATTUS

1. CECKS / 2. LABYRINTH / 3. CIRCLES / 4. LENS

Nato a San Remo nel 1971, Adriano

Attus da oltre 20 anni designer

e art director nei periodici delle

principali case editrici italiane, dal

“Mondo” a “Panorama”, ora direttore

creativo de “Il Sole 24 Ore”.

Partecipa alla 9a edizione della

Biennale con una serie di opere

che compongono il progetto ‘’Neometrie’’

in cui i numeri vengono

utilizzati come mezzo per esprimere

la rivalità della ragione contro il

falso, l’inseparabile relazione tra

scienza e fede, il rapporto tra unità

dell’essere e molteplicità fenomenica,

tra caos e ragione.

Nella realizzazione delle sue opere

utilizza la tecnica del mosaico

composto da semplici tessere formate

da elementi geometrici diversi

tra loro e strutturate in base al

numero degli spazi, al colore e alla

forma da cui sono composte. Il risultato

finale si concentra sulla fissità

delle singole rappresentazioni.

1. 3.

2. 4.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Born in San Remo in 1971, Adriano

Attus for over 20 years he has been

designer and art director for publications

of some of the major Italian

publishing houses, from “Mondo” to

“Panorama”, he is now the creative

director of “Il Sole 24 Ore”.

He is taking part in the 9th edition

of the Biennale with artworks that

belong to his “Neometrie” series, in

which numbers are used as a medium

to express the contrast between what

is true and what is false, the inseparable

relationship between science

and faith, the connection between

single units and multiple phenomenons,

between chaos and reason.

When creating his works, he uses

a mosaic technique using simple

pieces that create geometric shapes

with each other, placed depending

on the number of spaces,

colors and shapes.

The final result depends on the fixity

of the single representations.

40 41



ANNA VILSBØLL

1. LA FAMIGLIA (YELLOW) / 2. RESPONSE TO THE PRESENT - LEAP

Anne Vilsboell è un artista ed un autrice

danese che si occupa della comunicazione

attraverso opere d’arte

fatte in carta fin dal 1980.

“La carta è un materiale che soddisfa

la maggior parte delle esigenze degli

artisti che possono utilizzarla per la

grafica, i dipinti, la scultura, la fotografia,

l’installazione, l’arredamento,

la moda, i fulmini, i libri, la musica e le

performance. Le opere espresse in/e

con la carta hanno uno stile chiaro

e definibile. Il ‘paperismo’ è una forma

d’arte a sé stante.” Per la Biennale

l’artista partecipa con due opere che

hanno l’obiettivo di dimostrare che

è possibile stampare sulle superfici

altamente strutturate che hanno

massime qualità tattili. Il messaggio

tratto dalle opere è la riflessione che

si trae dal silenzio, infatti i personaggi

appartenenti ai dipinti sembreranno

silenziosi ma dietro la loro calma apparente

si nascondono domande, le

cui risposte sono caotiche.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Anne Vilsbøll, Danish artist and author,

has been involved with handmade

paper as an artistic means of

expression since the early 80s.

“Paper is a material that accommodates

most of the requirements artists

may place on the material for

graphics, paintings, sculpture, photo,

installation, interior decoration,

fashion, furniture, lightning, books,

music and performance.

Works expressed in and with paper

have a clear and definable style.

Paperism is an art form in its own

right.” For the Biennale, the artists

participates with two works that aim

to demonstrate that it is possible to

print on highly structured surfaces

that have excellent tactile qualities.

These works provoke a reflection on

the meaning of silence, as the figures

in the paintings appear to be silent,

but behind their apparent calm there

are questions with chaotic answers.

42 43



GIANFRANCO GENTILE

VITE DI CARTONE - NO PEOPLE BOAT

Nasce a Verona nel 1949. Negli anni

‘70 vive a Firenze dove si laurea in

Architettura. Nelle sue opere recenti

utilizza la “fragilità” del cartone come

metafora per una riflessione sul fenomeno

della migrazione. Partecipa alla

Biennale con opere che fermano ed

esaltano un istante, parlano col silenzio

e agiscono in maniera consapevole

col tempo raccontando il dramma,

spesso la tragedia, che colpisce centinaia

di migliaia di persone costrette

da guerra e fame ad abbandonare la

propria terra, nella speranza di approdare

in un luogo dove tornare a vivere.

Ma la loro presenza provoca nella nostra

società un mormorio confuso e inconcludente

o un silenzio colpevole e

complice. Informazione e silenzio non

hanno in sé connotazioni negative,

anzi, conoscere i fenomeni è il primo

passo per trovare soluzioni. Il silenzio

difronte ad una tragedia è rispetto,

il silenzio dentro di noi rende capaci

di comunicare con sguardi diversi

dai nostri e permette di comprendere

punti di vista a noi lontani.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Born in Verona in 1949, he lived

in Florence in the 70s where he

obtained a degree in architecture.

In his recent works he uses the

“fragility” of cardboard as a metaphor

to reflect on immigration.

He’s taking part in the Biennale

with artworks that higjlight a moment,

that are talking to the silence

and telling the drama, the tragedy,

that hits millions of people

thet are running away from war.

But their presence generates confused

and irrational murmur in our

society, or just a guilty complicit

silence. Information and silence

don’t always have negative connotations,

it is also necessarynto

know the phenomenos and it is the

first step to finding a solution. Silence

in front of a tragedy means

respect, finding silence inside of

ourselves helps us communicate

with different people and it allows

us to understand points of view

that are distant from us.

44 45



GIANLUCA TRAINA

PORTRAIT 360° - CAPOVOLTI

Nasce a Palermo nel 1984, ha studiato

fashion design a Milano e a Barcellona,

ma attualmente è residente a

Ventimiglia di Sicilia.

L’opera che presenta alla Biennale

è “Portrait 360° CapoVolti”. Il tema

trattato dall’artista è legato al termine

‘’razza’’ che oggi suscita ed evoca

sensazioni contrastanti, frutto di

condizionamenti mediatici e di ignoranza

che oggi trova voce attraverso i

social media e il dibattito pubblico. Il

termine “razza” andrebbe usato solo

per raccontare le differenze tra specie

e non tra esseri umani. Il colore

della pelle, la fisicità, il genere sessuale,

vengono considerati e dibattuti

solo per marcare delle differenze.

L’artista porta quindi l’attenzione sul

tema del caos di informazioni che invadono

la società italiana e desidera

fissare nel tempo attraverso l’arte dei

concetti di uguaglianza, suscitare

delle riflessioni sulla differenza tra

genere sessuale e colore della pelle.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Gianluca Traina is an Italian artist

born in 1984. He studied fashion

design in Milan and then in Barcelona,

but he currently lives in

Ventimiglia in Sicily.

The artwork he presents at the

Biennale is “Portrait 360 CapoVolti”.

The theme of the artwork is connected

to the term ‘’race’’ which

generates conflicting reactions,

caused by media influence and

ignorance expressed through social

media and public debate.

The term “race” must be used only

for the differences between species

and not for humans. Today skin colour,

physique and gender are used

only to mark differences, that’s why

the artist has chosen to deal with

the topic of chaotic information that

invades Italian society. He wishes

to introduce the concept of equality

through art, and make the spectator

think about the differences between

genders and skin colour.

46 47



HAN HO

ETERNAL LIGHT - COSMOS

Han Ho è un artista coreano laureato

all’Università di Belle Arti di Parigi.

Alla base del suo pensiero artistico

vi è la fuga dalla realtà caratterizzata

da ideologie, pregiudizi e tradizioni.

L’evasioneavviene grazie al mondo

dei sogni, che a suo avviso è lo strumento

principale attraverso il quale il

nostri corpo e la nostra mente si rigenerano

dai traumi della psiche.

I sogni quindi sono legati alla realtà,

in quanto sono un’espressione

delle nostre emozioni, sensazioni o

ricordi, ma sono nel contempo legati

al surreale in quanto frutti della

nostra fantasia. I sogni servono

quindi a connetterci con il nostro

ego, aiutando ad esaminarsi e ad

esprimersi in modo libero.

La psiche viene rappresentata all’interno

delle sue opere sottoforma di

luce, utilizzata dall’artista come strumento

di esaltazionedel soggetto.

Alla Biennale presenta l’opera:

“Eternal Light - Cosmos”.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Han Ho is a Korean artist, he obtained

his degree in art in Paris.

His artistic approach is based on

escape from reality, made up of ideologies,

prejudice and traditions.

The escape takes place thanks to

the world of dreams, which the artist

believes to be the main instrument

that our body and mind use to

regenerate psychic traumas.

Dream are strongly connected to

reality as they are an expression of

our emorions, sensations and memories,

but they are also connected

to the surreal world of our fantasy.

Dreams are what connects us with

our ego, helping us explore and freely

express ourselves.

Psyche is represented in the artist’s

works as light, used as a means to

enhance the subject.

At the Biennale he is presenting the

piece “Eternal Light - Cosmos”.

48 49



HO YOON SHIN

1. ISLAND 001-I / 2. ISLAND 002-I / 3. ABANDONED DOG

3.

Artista coreano nato nel 1976, è

laureato all’università di Chosun in

scultura. Ha iniziato a creare le sue

opere interessandosi dei materiali

poveri come la gomma, la paglia e in

seguito la carta.

Questo interesse per il materiale di

basso costo, povero e alla portata di

tutti, nasce dal desiderio di rappresentare

la capacità dell’uomo di superare

la sua debolezza nella società.

La carta, attraverso le sue proprietà

(trasparenza, popolarità e capacità

di trattenere il calore, levigatura

ecc.) assomiglia più di ogni materiale

alla natura sensibile dell’uomo.

L’artista quindi ritrova se stesso nella

carta, cercando si superare le sue

carenze, sviluppando i suoi punti di

forza. In Palazzo Ducale, presenta le

opere “Abandoned Dog”, “Island 001-

1”, e “Island 002-1”.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Korean artist born in 1976, he has

a degree in sculptures at Chosun

University. He started to work

with poor material such as rubber,

straw and then paper.

This interest in low cost, poor materia

that is available to everybody

was stimulated by the artist’s idea

of human weakness in society and

his desire to overcome it.

Paper through its properties (trasparency,

popularity, warmth, smoothness,

etc.) seems to be more

similar to the sensitive nature of

humans than any other material.

The artist identifie with this poor

and incomplete material by trying

to overcome its weaknesses and

increasing its strenghts.

In Palazzo Ducale, the artist presents

the works “Abandoned Dog”,

“Island 001-1”, e “Island 002-1”.

50 51



1.

HYACINTA HOVESTADT

1. BOVINOK INNERE MONGOLEI / 2. FUNDSTÜCK / 3. KAPSEL

Le opere presentate a Cartasia fanno parte

dell’incontro di due dinamiche: SILENZIO,

metamorfosi della carta come materiale

che si trasforma, attraverso un ciclo, come

succede anche in natura, e CAOS, inteso

come rumore creato da tale trasformazione

e inteso come reazione dell’uomo che

si allontana dalla metamorfosi e rifiuta la

concezione della vita e della morte.

Queste opere hanno inoltre un messaggio

sociale in quanto l’origami come tecnica

è iniziata grazie alla storia delle migrazioni

dei popoli cinesi verso l’America,

dove furono rinchiusi in prigione fino al

verdetto in cui sarebbe stato deciso se

avessero avuto il diritto di essere integrati

nella società di allora. In prigione

essi hanno iniziato a creare dei moduli di

figure tradizionali con cui in seguito sono

riusciti a pagare le spese dei processi e

dell’integrazione in America. Tale storia

viene ripresa per raccontare lo scontro

che avviene oggi tra le popolazioni che

migrano e quelle di destinazione al giorno

d’oggi e ha l’obiettivo di trasmettere un

messaggio di pace che può essere portata

grazie all’arte.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

3.

The artworks presented on Cartasia

are combining two dynamics: SILENCE,

metamorphosis of paper as a material

which is transforming itself through a

cycle, as it happens in the nature, and

CHAOS, intended as noise created by

the transformation of the nature, and

intended also as the reaction of people

who distance themselves from metamorphosis

and refuse the concept of

life and death.

These artworks have also a social

message because the origami technique

born thanks to the story of Chinese

immigrants in America that were

imprisoned, until it would be decided

if they had the right to be integrated

into society or not. In the prison they

started to create the traditional forms

that later have been used for pay the

costs of their integration in America.

This story is necessary to explain the

contrast between populations that

emigrate and those that receive them

today, and aims to communicate a

message of peace that can be transmitted

through art.

52 53



MARCO ZECCHINATO

1. RESTI I / 2. RESTI II / 3. RESTI III

3.

Nato a Padova nel 1992, si appassiona

all’arte grazie al grafitismo. Studia alla

facoltà di Belle Arti di Venezia, intraprende

un’iniziativa in Venezuela di insegnamento

alla tecnica dei grafiti ai bambini

del posto. Consegue un master a Lisbona

in scultura pubblica. Le opere presentate

alla Biennale racchiudono l’incontro di:

SIlenzio, metamorfosi della carta come

materiale che si trasforma, attraverso un

ciclo come succede anche in natura, e

Caos, come rumore creato da tale trasformazione

e inteso come reazione dell’uomo

che si allontana dalla meramorfosi e rifiuta

la concezione della vita e della morte.

Queste opere hanno inoltre un messaggio

sociale in quanto l’origami come tecnica è

iniziata grazie alla storia delle migrazioni

dei popoli cinesi verso l’america,quando,

rinchiusi in prigionein attesadi un verdetto

sulla loro integrazione, essi hanno

iniziato a creare dei moduli di figure tradizionali.

Tale storia viene ripresa per raccontare

lo scontro che avviene oggi tra le

popolazioni che migrano e quelle di destinazione

al giorno d’oggi, e ha l’obiettivo

di trasmettere un messaggio di pace che

può essere portato grazie all’arte.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Bornin Padua in 1991, he found a passion

for art through graffiti. He studied

art in Venice, then taking on a

project in Venezuela teaching graffiti

techniques to local children, followed

by a master degree in Lisbon in public

sculpture. The artworks presented

at the Biennale represent: Silence,

the metamorphosis of paper as a

material which is trasforming itself

through a cycle, as happens in nature,

anche Chaos, noise created by the

trasformation anche intended also as

the reaction of people who distance

themselves from metamorphosis and

refuse the concept of life and death.

These artworks also have a social

message because the technique of

origami was born thanks to the Chinese

immigrants in America that

during their imprisonment awaiting

integration, started to create traditional

paper shapes. This story is

necessary to explain the contrast

between populations that receive

them today, and aims to communicative

a message of peace that can be

trasmitted through art.

54 55



MARIBEL MAS

1. ZEITLINEN 10 / 2. INTERFERENZ 19 / 3. ZEITLINEN 52 / 2. ZEITLINEN 38 / 3. TIME LINE RED 2

3.

Nata nel 1965 in Spagna, laureata in

grafica pubblicitaria, litografia e serigrafia,

attualmente vive e lavora a

Lipsia in Germania.

“Le interferenze” nascono dall’incontro

casuale di linee nei disegni e

nell’arte di Maribel Mas. Utilizzando

modelli di cartone, traccia linee tese

come corde e vibrazioni, come se la

penna fosse uno strumento musicale.

Le tecniche di composizione musicale

hanno infatti avuto la maggior

influenza sulla creazione dell’artista.

Per questo motivo l’artista ha iniziato

ad, utilizzare solo materiali come:

carta e inchiostro. La carta stessa diventa

un elemento animato, mentre il

lavoro dell’artista prende forma. Nella

realizzazione delle sue opere l’artista

utilizza la tecnica della litografia e la

carta giapponese fatta a mano.Attraverso

la sua tecnica l’artista invita lo

spettatore a riflettere sulla molteplicità

e la transitorietà delle cose, o semplicemente

a permettere all’occhio di interagire

con le linee in modo giocoso.

4.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

5.

Born in Spain in 1965, she has a degree

in graphic design, serigraphy

and lithography. At the moment she

lives and works in Leipzig (Germany).

“Interferences” is born from the casual

meeting of lines in Maribel’s

art. She uses cardboard models,

line tracks and vibrations as if the

pen is a musical instrument.

In fact musical composition techniques

have been the biggest influence

for the artist’s work. That’s

why she uses material such as paper

and ink. Paper has become an

animated element, while creation

becomes a shape.

Mariel uses printing techniques

such as lithography and serigraphy

with Japanese handmade paper.

Through her works she keeps the

viewer’s reflection about the multiplicity

and transience of things, or

she just gives him the opportunity

to interact with lines.

56 57



1.

MICHELE LANDEL

1. I DON’T WANT TO HAVE ANOTHER KID / 2. I DON’T KNOW WHO I AM ANYMORE / 3. I AM EXHAUSTED ALL THE TIME

Michele Landel è una paper artist

americana laureata in Belle Arti e

Storia dell’Arte all’Università di Pittsburgh

e all’Università del Texas,

attualmente vive e lavora a Sèvres

in Francia.

Presenta le sue opere per la biennale,

trattando il tema dell’ indebolimento

e lo stress causato dalla

maternità e dalla depressione post

partum. Accosta la domesticità e

femminilità all’isolamento e al caos

di cui nessuno vuole parlare. Crea

contrasto tra ambienti perfetti e

donne astratte che appaiono in conversazione

con se stesse attraverso

la combinazione di immagini vuote,

ritagli di riviste e libri con donne

tratte da dipinti antichi e contemporanei,

sfocatura, stampa, e differenti

tipi di texture su carta. I titoli delle

opere sono tratti da esperienze reali

di donne che raccontano la loro depressione

post partum nella trasmissione

“Terrible, thanks for asking”.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

3.

Michele Landel is an American paper

artist that has a degree in Arts

and History of Art, but she actually

lives in Sèvres (France).

Her artworks deal with the topic of

weakness and stress caused by maternity

and post partum depression.

She compares domesticity and femininity

with the chaos and isolation

of which nobody wants to talk.

She creates a contrast between a

perfect surrounding and abstract

women that appear in conversation

with themselves through the combination

of empty images,cuttings

from magazines or books and women

taken from ancient and contemporary

drawings, with a print

technique, blurring, and different

textures. The titles of the artworks

have been taken from real experiences

of women who told their

own stories about postpartum depression

in the broadcast ‘“Terrible,

thanks for asking”.

58 59



OLGA DANELONE

1. INCLUSIONE / 2. MAPPA TROFALLASSI

Olga Danelone è nata a Udine nel 1964.

Compie studi artistici e multimediali a

Udine e ad Urbino. Parallelamente al

lavoro di pittrice ha svolto in principio

un’analisi sulla filosofia orientale e in

seguito,insieme a temi scientifici, su

quella occidentale. Tuttora filosofia e

scienza fanno parte della sua ricerca

personale e artistica.

Alla Biennale presenta l’opera “Inclusione”:

la quantistica e l’indeterminazione

del tempo e del come avvolge la nicchia

in cui viviamo, che non ha limiti e si è

estesa a tutto il pianeta Terra.

La popolazione mondiale è un caos di

incontri e di scambi. Un caos che dobbiamo

destreggiare e acquietare in noi

per far silenzio e captare l’attimo fuggente,

l’istinto in divenire. Alla Biennale

espone anche “Trofallassi” (termine

scientifico per esprimere la comunicazione

tra insetti), l’opera rappresenta

l’aumento della popolazione con i suoi

movimenti repentini è un fluire di contatti

senza contatti, di parlare senza

parlare, vedere gli altri o solo se stessi.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Olga Danelone is an Italian artist

born in Udine in 1964.

She studied arts and media in Udine

and Urbino. She worked as a painter

and at the same time she studied

oriental and western philosophy. Philosophy

and science are still part of

her personal interests and art.

At the Biennale she presents: “Inclusione”:

the quantum and the intedermination

of time and how it

embraces the niche in which we live,

that has no limits and that has been

extended to all of the world.

The entire population is a chaos of meetings

and exchanges, a chaos that we

need to manage to obtain silence and

capture a fleeting moment, a transformation.

At the Biennale she will also

present “Trofallassi” (scientific way

to describe insects’ communication).

The piece represents the increment

of the population with its movements

is a flow of contacts without contact,

talking without talking, seeing others

or just ourselves.

60 61



OLIVER CZARNETTA

GEISTERGELDRÜSTUNG

Oliver Czarnetta è un artista tedesco

nato nel 1966, qualificato

come scultore ed in seguito laureato

in storia dell’arte e filosofia.

Nella realizzazione delle sue opere,

Oliver sfida il tempo e rifiuta

l’idea secondo cui un artista debba

avere un’impostazione tecnica.

L’artista realizza quindi le sue opere

lasciandosi guidare dal caso,

dall’istinto e dalle idee che gli sorgono

spontanee, motivo per il quale

utilizza qualsiasi tipo di materiale.

Le sue opere generalmente sembrano

dei relitti archeologici e

questo fatto è dovuto al suo stile

fuori dagli schemi.

L’opera presente alla Biennale

nasce dalla riflessione ironica

dell’artista sull’effetto che il denaro

possa avere sull’anima e sullo

spirito dell’essere umano.

Oliver Czarnetta is a German artist

born in 1966. He is a qualifid sculpur

with a degree in history of art

and philosophy.

When creating his works, Oliver

challenges time and refuses the

idea that an artist must have a technical

approach.

The artist creates his works letting

himself be guided by chance,

by his instinct and ideas that

come naturally to him, for this reason

he uses any kind of material.

His pieces generally resemble archeological

relics and this is due

to his unusual style.

The work he is presenting at the

Biennale spring from the artist’s

ironic approach to the effect that

money can have on the soul and

spirit of a human being.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

62 63



PAOLA BAZZ

1. BEYOND MY FACE / 2. SHREDDED PORTRAIT I / 3. SHREDDED PORTRAIT II / 4. THE GREAT ESCAPE

Nata nel 1965 a Padova, attualmente

residente a Manchester.

Pur avendo una laurea in architettura,

segue la sua passione per

il disegno e la pittura attraverso

l’utilizzo della carta riciclata, del

cartone e del legno creando varie

opere con tematiche differenti.

Appassionandosi alla tematica del

cambiamento dell’identità individuale

e quello della società, propone

alla biennale opere fatte con

la tecnica del disegno e del collage

per sottolineare come il caos

che questa sovrainformazione produce,

modifichi continuamente la

nostra identità costringendoci ad

uno stato di perenne incertezza.

Questi due collage vogliono anche

far riflettere sull’uso dell’immagine

femminile nella pubblicità e sull’

immagine ed identità della donna

in una società consumistica.

1. 3.

2. 4.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Was born in 1965 in Padua, she now

lives in Manchester. Though she has

a degree in architecture, she decided

to follow her passion for painting

and drawing through the use

of recycled paper, cardboard and

wood. She creates various artworks

dealing with different topics.

At the Biennale she presents artworks

which deal with the transformation

of our individual identity

and also that of society.

Her works are made with the technique

of collage and drawing to

underline how the chaos of all the

information we receive is changing

our identity, forcing us into a continuous

state of uncertainty.

These works also want to give the

viewers the opportunity to reflect

about the use of female image and

identity in advertising or in consumerist

society.

64 65



PAOLA MARGHERITA

1. ASINA / 2. BALZANA DI QUATTRO CAVALLO MATTO / 2. PALMA

Paola Margherita nasce nel 1970 a

Roma, si laurea in Arti applicate e

all’Accademia di Belle Arti di Napoli

in scultura. Partecipa alla biennale

con due opere ‘’Asina’’ e ‘’Palma’’

trattando il tema del comportamento

delle donne in società.

“Asina” nasce dal desiderio dell’artista

di esortare il genere femminile

a sottrarsi ad un “carico troppo

pesante” a cui spesso la società lo

costringe. Una donna deve sempre

conservare quella capacità animale

e irrazionale per difendersi anche

scalciando violentemente per rimanere

viva ed autonoma nella sua

natura e volontà.

L’idea alla base di “Palma” è che la

ragazza raffigurata traccia tutto l’arco

della sua esistenza nell’attraversamento

dello spazio,dalla punta del

piede all’ultimo capello. Il prima e il

dopo sono fusi in un unico gesto.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

3.

Paola Margherita was born in 1970

in Rome. She obtained her degree

in Art and Sculpture in Naples.

Her artworks for the Bienniale are

“Asina” and “Palma” that speak of

female behaviour in our society.

“Asina” was born from the artist’s

desire to encourage women to

escape from the heavy load that

society weighs her down with.

A woman has to conserve her animal

and irrational instinct to defend

herself, even by kicking violently

to keep her independence

and nature autonomos and alive.

“Palma” represents a girl which is

tracing her entire life in the sit,

from her toes to thetip of her hair.

In this way, past and present are

melted in a single gesture.

66 67



RAIJA JOKINEN

1. HAHMOJA / 2. LISTENING A LAKE / 3. WRAPPED SLEEP

Artista finlandese, laureata alla facoltà

di Arte e Design di Helsinki.

Nella realizzazione delle sue opere

utilizza la carta di lino fatta a

mano ritenendola facilmente modellabile,

combinando varie tecniche

artistiche tra cui scultura,

pittura e cucitura in modo da esaltare

il suo approccio artistico che

si basa sulle emozioni, situazioni e

pensieri che tutti noi abbiamo.

Raija osserva la relazione tra ambiente

fisico ed emotivo e rappresenta

spesso i dettagli del corpo

umano attraverso rami e radici

accostando così il corpo umano ad

organismi della natura.

Trova quindi l’analogia tra materiale/immateriale

ed i nostri

corpi facendo sorgere quindi la

domanda su quale sia il limite tra

fisicità ed emotività.

1.

2.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

3.

A Finnish artist, she graduated in

Art and Design at Helsinki.

She creates her artworks with

handmade flax paper, because

she considers it easy to mould,

and she combines painting with

sculpture and sewing in order to

emphasise her artistic approach

based on the emotions, situations

and thoughts we all have.

Raija observes the relationship

between physical and emotional

environment and she often represents

the details of the human body

through roots and branches connecting

nature to the human body.

She finds the analogy between

material and immaterial, and our

bodies cause us to ask ourselves

which is the limit between physicality

and emotivity.

68 69



LIANG HAISHENG & PAPER LIFE

TRIANGLE FOLDED PAPER LANTERN

Liang Haisheng nato nel 1961.

Il suo desiderio è volto a condividere

una nuova tecnica di Origami

Tetraedrico.

Paper Life fondato nel 2009 da Ye

Jing e Tao Jie, una coppia di visual

designers che con la passione per

la bellezza, hanno creato un brand

che si occupa maggiormente della

creazione di lanterne.

Insieme hanno collaborato alla

realizzazione di “Triangle Folded

Paper Lantern”, una combinazione

tra calcolo matematico e metodi

primitivi, quale la lavorazione

della carta fatta a mano.

Liang Haisheng born in 1961. He

wishes to share his origami tetrahedron

technique.

Paper Life was founded in 2009

by Ye Jing and Tao Jie, a couple of

visual designers passionate about

beauty, that created a brand which

mainly creates lanterns.

Together they collaborated in

the creation of “Triangle Folded

Paper Lantern”, a combination

of mathematical calculation and

primitive methods, such as handmade

paper making.

PALAZZO DUCALE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

70 71



CHINA ACADEMY OF FINE ART

THE WARMTH OF PAPER

China Academy of Fine Art, Shanghai

Institute of Design è stata la

prima accademia fondata in Cina

con l’intento di offrire agli studenti

dei corsi di formazione completi.

China Academy of Fine Art presentano

alla Lucca Biennale “The

Warmth of Paper”. L’opera è un’installazione

di carta intagliata fatta

con carta Xuan, che rappresenta le

emozioni umane in varie fasi.

Le persone che hanno preso parte

al progetto sono: il vice Direttore

Kong Qiongpei, e tre insegnanti (Ma

Chuan, Zhang Ting, Chen Huasha).

China Academy of Fine Art, Shanghai

Institute of Design is the first

art academy founded in China with

the intent of offering complete

training courses. China Academy

of Fine Art presents “The Warmth

of Paper” at the Lucca Biennale.

Their piece is a papercut installation

made with Xuan paper, that

represents human emotions in various

phases.

The people who took part in the

project are: vice Director Kong

Qiongpei, and three teachers (Ma

Chuan, Zhang Ting, Chen Huasha).

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

72 73



JOE WONG

VASE

Joe Wong ha collaborato con varie

aziende che uniscono la cultura e

l’arte al design.

La sua idea è che un prodotto, la sua

estetica (il suo aspetto esteriore)

ed il suo inserimento nell’ambiente

abbiano un legame inseparabile.

Alla Biennale del 2018 Joe Wong

presenta “Vase”, un vaso che simboleggiao

la cultura Cinese e che contiene

il significato della vita, ovvero

il proseguimento e il legame.

Joe Wong has collaborated with

various companies that mix culture

with art and design.

His idea is that a product, its aesthetic

(its exterior appearance)

and its place in the environment

have an inseparable connection.

At the Lucca Biennale 2018, Joe

Wong presenting “Vase”, a vase

that represent Chinese culture

and that contain the meaning of

life, in other words continuation

and connection.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

74 75



GIADA AMBIVERI

CITTÀ SOSPESE

Giada Ambiveri è una, giovane artista

nata nel 1991, ha studiato arte e

successivamente si è laureata in architettura.

Dal racconto di Italo Calvino,

Le città invisibili è nato questo

lavoro delle città sospese.

Costruite a partire dai cartoni recuperati

nei mercati cittadini, dai resti

urbani si ricostruisce l’agglomerato

urbano come una crosta cittadina che

ricresce e copre le ferite del territorio.

Le sue opere si concentrano quindi

sulla rappresentazione della società

urbana che si fonda sulle macerie del

passato, rovinando la Terra che a sua

volta continua a rigenerarsi come la

pelle umana si rigenera dalle ferite.

L’artista utilizza la città come metafora

della vita che si svolge nella moltitudine

caotica, ma allo stesso tempo

nella totale solitudine. L’ausilio della

carta in questo caso è l’origine silenziosa,

la memoria della Terra, mentre

la sospensione è la vivacità degli abitanti

della città che mutano forma e

stato continuamente.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

Giada Ambiveri is a young artist born

in 1991, she studied art and later she

obtained a degree in Architecture. She

has been inspired by Italo Calvino’s

story: ‘’The Invisible Cities’’ to create

the artwork ‘’Suspended Cities’’ made

by recycled cardboard and other

recycled materials. She used the remains

of materials because she want

to communicate that from these society

rebuilds itself like an urban crust

that covers the wounds of the Earth.

Her artworks represent urban society

which is founded on the ruins of the

past, and is destroying the Earth that

at the same time is regenerating itself

as much as human skin regenerates

itself from the wounds.

The city becomes the metaphor of

a life that is running into chaos,

but also into loneliness. The use of

paper in this case means the silent

origin and Earth’s memory, while the

suspension means the liveliness of

city’s inhabitants who change their

shape and condition constantly.

76 77



HO YOON SHIN

ISLAND 006-I

Artista coreano nato nel 1976, è

laureato all’università di Chosun

in scultura. Ha iniziato a creare le

sue opere interessandosi a materiali

poveri come la gomma, la paglia

e in seguito la carta.

Al Mercato del Carmine, l’artista

presenta “Island 006-1”, un’opera

che cattura la sensazione di distanza

dagli altri e di alienazione:

l’incomprensione è spesso dovuta

ad una sottovalutazione della comunicazione.

D’altro canto, essere

da soli ha i suoi lati positivi: la solitudine

dà il potere di godere della

propria compagnia, apprezzare

il tempo quando si è soli aiuta a

riflettere sulla propria vita.

Korean artist born in 1976, he

has a degree in sculture at Chosun

University. He started to work

with poor material such as rubber,

straw and then paper.

In Mercato del Carmine the artist

exhibits “Island 006-1” a piece

that captures the feeling of

being distanced from people and

alienated: being misunderstood

is often due to underestimating

communication. On the other

hand, being alone has it’s positive

aspects: loneliness is the

power of enjoying “by youself”,

cherishing the time alone allows

time to reflect on one’s life.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

78 79



KATARZYNA ŁYSZKOWSKA

HOUSE OF CARD

“House of cards” è un’installazione

di oggetti interattivi. Questi oggetti

sono rappresentati da case di carta

che possono essere guardate all’interno

dal visitatore attraverso un foro

presente sulla base di ciascuno. Un

sensore di distanza avverte la presenza

della testa all’interno e inizia

a riprodurre un suono accompagnato

dall’accensione di luci. Il lavoro è un’

antropomorfismo della casa costruita

su un forte simbolismo culturale. Di

fatto l’artista cerca di creare una specie

di Axis Mundi del quale il visitatore

ne è parte integrante, diventando colui

che di fatto da vita all’opera. “House

of cards” vuole essere la fusione tra

creazione e disintegrazione, la rappresentazione

di un’emozione, o di un

mondo caotico. Ogni rappresentazione

riprende un momento appartenente

alla vita, come una casa di bambole,

che ricorda l’infanzia o una gabbia che

rappresenta il periodo dell’adolescenza

in cui ogni giovane si sente come

imprigionato, che da una parte lo protegge

ma dall’altra lo soffoca.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

“House of Cards” is an art installation

consisting of interactive objects.

The objects are paper houses that

can be looked into by the visitor,

through a hole in the bottom at the

base of each house.

The distance sensor registers the appearance

of the head inside the object

and starts a looping sound playback

and switches on the LED lighting. The

houses are anthropomorphic, based

on a strong cultural symbolism. The

viewer is an indispensable part of the

installation, he generates a situation

of reception, he co-creates the artwork,

becoming the axis mundi of

each house. “House of cards” aims to

be a combination between creation

and destruction, representing an

emotion, a chaotic world. Every representation

captures a moment of

life, like a doll house, that reminds

you of childhood or a cage that represents

adolescence in which one

feels imprisoned, as it protects and

suffocates at the same time.

80 81



MARIE SCHIRRMACHER-MEITZ

RADIATE ETERNAL

Artista tedesca nata nel 1957, laureata

in arte, utilizza la carta come

mezzo relativo di comunicazione,

che unisce culture e religioni diverse

all’arte. Il suo obiettivo è quello di

scatenare una reazione da parte dei

visitatori, portandoli a riflettere sui

valori di cui la società ha bisogno.

L’opera presentata nella Biennale,

nasce inoltre dalle conseguenze del

terremoto e maremoto di Tohoku,

Giappone, l’11 marzo 2011, quando

piiù di 19.000 persone sono morte.

Rispetto al caos creato da questo

disastro, un presupposto silenzio

è entrato nella stampa mondiale

negli ultimi anni. Un silenzio che è

stato steso sul caos come un tappeto

rosso. Siamo diventati sordi a

questo argomento e ne voltiamo le

spalle cercando la pace fuori e dentro

le nostre teste. L’artista vede la

sua installazione come un appello

contro l’oblio.

MERCATO DEL CARMINE

MOSTRA INDOOR / INDOOR EXHIBITION

German artist born in 1957, she

graduated in Art. She uses paper

as a means of communication that

connects different cultures and

religions with art. Her objective is

to gain a reaction from the viewers

by making them reflect on the values

that society needs.

The work presented at the Biennale

is also the result of the Tohoku

earthquake and tsunami in Japan

on 11th March 2011 in which more

than 19.000 people died.Regarding

the chaos created by this disaster,

a silence has been held in world

press in recent years.

A silence that has been spread on

the chaos like a red carpet. We

have become deaf to this subject

and we turn our backs looking for

peace outside and inside our heads.

The artist sees her installation

as an appeal against oblivion.

82 83



ARCHITETTURA / ARCHITECTURE

Sin dagli esordi, Lucca Biennale ha

cercato di essere un luogo in cui

ricerca e sviluppo, anche in ambito

tecnico, fossero all’avanguardia.

La sezione di Architettura e Design

della Biennale è la punta di diamante

di questa ricerca, nel desiderio di

investigare le possibilità inespresse

che ha la carta di essere impiegata

in costruzioni permanenti o temporanee

(per esempio nelle emergenze).

Al fine di spingere in avanti la ricerca

e investigare le possibilità del materiale,

la Biennale ospita architetti e

università del Paese ospite in un’ottica

di R&D, per sviluppare e condividere

idee e competenze per la realizzazione

di un’architettura in carta.

From the very beginning, Lucca Biennale

has strived to be a place where

research and development, including

in the technical space, were at the

forefront. The Architecture and Design

section of the Biennale is the spearhead

of this research, with a sharp

focus on the desire to investigate the

unexpressed possibilities that see paper

used in permanent or temporary

constructions (for example, in emergencies).

In order to drive the research

forward and investigate the possibilities

of this diverse material, the Biennale

hosts architects and universities

from the host country, with a view to

R&D, in order to develop and share

ideas and skills for the design and realisation

of a paper architecture.

84 85



TONGJI UNIVERSITY

VULCANO

Il progetto presentato alla Biennale

dal College di Architettura e Urbanistica

nasce dalle costruzioni

tradizionali cinesi chiamate “Ting”

(chiosco), dove le persone si fermano

per riposare. Queste costruzioni

sono senza muri, in modo da offrire

alla persona lo spazio necessario.

La costruzione in cartone prende

spunto dalle arcate romane accostate

da monomeri tradizionale per

rinforzare l’intera struttura. Viene

quindi accostata l’idea dei chioschi

cinesi con le arcate romane.

La struttura è composta da uno spazio

ampio, uno medio ed uno per

bambini, con l’obiettivo di risaltare

la differenza di scala tra di loro.

Le tre sfere saranno percepite in

modo completamente diverso viste

dall’interno. Questo progetto ha l’obiettivo

di sottolineare la chiusura

verso l’esterno e la mancata comunicazione.

Per questo motivo la parte

superiore del pentagono è stata

rimossa e sono state create finestre

di comunicazione tra lo spazio interno

ed esterno.

PIAZZALE SAN DONATO

ARCHITETTURA / ARCHITECTURE

The project presented at the Biennale

by the Collage of Architecture

and Urban planning is based on the

traditional chinese “ting” buildings,

where people used to stop and rest.

These buidings are without walls to

offer the visitor the necessary space.

The cardboard architecture takes

inspiration from Roman arches and

traditional elements that reinforce

the structure. In this way, the traditional

Chinese building are fused

with Roman archways.

The structure planned by the students

of CAUP is composed of a large

space, a medium sized one and

one part for kids to emphasize the

various sizes. The three spheres

appear completely different inside.

This project aims to underline closure

to the outside world and the

lack of communication. For this reason

the top part of the pentagon has

been removed and some windows

have been inserted that connect the

inside to the outside.

86 87



NICOLAS BERTOUX

“PIROUETTE” - TENDE DI CARTONE / CARDBOARD TENTS

“Pirouette”, il progetto presentato da

Nicolas Bertoux, si fonda su un’idea di

design sociale: le tende sono progettate

principalmente come mezzo per affrontare

un’emergenza abitativa. Possono

essere utilizzare per dare rifugio temporaneo

a sfollati (per calamità naturali), a

profughi, a persone che non hanno una

casa e che hanno bisogno di un posto

dove ripararsi anche solo per una notte.

Possono, inoltre, essere unite l’una all’altra,

formando dei piccoli nuclei abitativi

capaci di ospitare una famiglia o un

gruppo di persone. In maniera veloce

e assolutamente ecocompatibile, può

essere creato un agglomerato di tende

per dare riparo a una piccola comunità.

Non si tratta di soluzioni a lungo termine,

ma a volte anche un riparo che duri solo

un paio di giorni può fare la differenza.

Le tende sono anche un oggetto di design.

Sono state progettate e studiate

in maniera tale da essere semplici da

produrre, riciclabili al 100% e veloci da

assemblare, condizione essenziale nelle

situazioni di emergenza. Come oggetto di

design, le tende possono essere adattate

e diventare un gioco per i bambini, il riparo

di una notte per chi partecipa a un

concerto o a un festival o un contenitore

di oggetti durante una manifestazione.

PIAZZALE SAN DONATO

ARCHITETTURA / ARCHITECTURE

“Pirouette”, the project realised by

Nicolas Bertoux, is based on a social

design concept: the tents are

imagined primarily as means to cope

with housing emergency. They can

be used to give temporary shelter to

displaced persons (for natural disasters),

refugees, to people who do not

have a home and that need a place to

shelter even just for one night. They

can also be joined to each other, forming

small housing units capable of

hosting a family or a group of people.

In a fast and absolutely environmentally

friendly way, an agglomeration

of tents can be created to shelter a

small community.

These are not long-term solutions,

but sometimes even a shelter that

only lasts a couple of days can make

the difference. The tents are also a

design object. They have been designed

in a way to be easy to produce,

100% recyclable and quick to assemble,

essential condition in emergency

situations. As an object of design,

the tents can be adapted and become

a game for children, the shelter of

a night for those who participate in a

concert or a festival or a storage for

objects during an event.

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LUBI EXPERIENCE

NETWORK DAY

EDUCATIONAL FUN

VOLONTARI / VOLUNTEERS

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NETWORK DAYS

Il network è qualcosa dal quale l’essere

umano non può prescindere. Lo

scambio e la conoscenza reciproca

portano sempre al confronto o allo

scontro, quindi a un cambiamento.

L’idea di questi incontri è lo scambio

tra soggetti di vario interesse:

artisti, designer, curatori, critici,

accademici, aziende. Vengono discusse

idee, progetti, argomenti legati

al contemporaneo, alla sostenibilità,

all’innovazione e all’arte.

Networking is something that no

human being can disregard. Mutual

exchange and knowledge

brings discussion and collisions

and, in any case, a transformation.

The idea of these meetings is to

engage individuals with various

fields of interest: artists, designers,

curators, critics, academics

and companies to discuss ideas

and projects on innovative, sustainable

and contemporary topics.

TALK

PALAZZO DUCALE / FRANCIGENA MUSEUM

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EDUCATIONAL LAB

Una mostra è a misura di bambino?

Uno degli obiettivi della Biennale è avvicinare

i bambini al linguaggio dell’arte.

Questa sezione nasce, infatti, dalla

volontà di far conoscere l’arte della

carta, come qualsiasi forma artistica,

anche al pubblico più giovane. Un

pubblico probabilmente poco abituato

a questo tipo di linguaggio, ma per la

difficoltà con il quale viene raccontato

e non per il poco interesse.

Educational Lab è un ciclo di appuntamenti

per bambini e per adulti. Include

laboratori creativi con visite guidate

adattate al linguaggio dei più piccoli;

incontri incentrati sul gioco della

carta, realizzati da esperti del settore,

ogni volta con materiale differente, allestiti

nei luoghi delle esposizioni Indoor

o nelle piazze, stimolando un approccio

all’arte attivo, anche attraverso

visite guidate studiate ad hoc. Il fine è

coinvolgere i bambini e farli riflettere

sull’utilizzo artistico della carta e di

tutte le sue straordinarie sfumature.

Can art exhibition be child-friendly?

Making the approach to artistic language

more engaging and easier for

children to comprehend is one of the

main aims of Lucca Biennale.

The introduction to paper art, or art

in general, to young visitors is the

driving motivator behind this section.

An audience very likely not accustomed

to this type of language, but not

because of the lack of interest but,

rather, because of the difficulty of

the language used. Educational Lab

is a series of events for children and

adults. The initiative includes creative

workshops with guided tours adapted

to the language and understanding

of a younger audience, activities

focused of gaper games, created by

industry experts, each time using

different materials, set up as part of

the Indoor exhibitions or in the city’s

squares, stimulating an approach to

active art, including through specially

designed guided tours. The aim is

to involve children and inspire them

to reflect on the artistic use of paper

and on all its extraordinary nuances.

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VOLONTARI / VOLUNTEER

Partecipare a Lucca Biennale è un’esperienza

unica, fatta di condivisione,

apprendimento, entusiasmo in un

ambiente giovane, divertente, professionale,

a contatto con artisti poliedrici

provenienti da tutto il mondo.

I volontari della Biennale sono invitati

a vivere la città di Lucca durante la

manifestazione, affiancando lo staff

in tutte le fasi dell’evento. Un’esperienza

indimenticabile che chiede

confronto, coraggio, voglia di mettersi

in gioco e di conoscere.

Taking part in Lucca Biennale is a unique

experience, made out of knowledge,

enthusiasm, sharing in a young,

whimsical, professional environment,

in touch with contemporary artists

who are here from all over the world.

Volunteers of the Lucca Biennale are

invited to live the city of Lucca while

the event is up and running, sharing

all stages of the event with staff. An

unforgettable experience for those

who participated, one that called for

a great deal of engagement, courage,

as well as the desire to get involved in

something dynamic and to learn.

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LuBi18 è STATA REALIZZATA DA / WAS MADE POSSIBLE BY

ORGANIZZAZIONE

ORGANISATION

Emiliano Galigani, Federica Moretti, Rose Hobbs, Claudia Sturlini, Giacomo Pecchia,

Elettra Dini, Matilde Venturi, Michela Andreotti, Paolo De Angelis, Helena Ungureanu,

Carlotta Santi, Diletta Nardi, Anna Livia Granaiola.

SPONSOR

GIURIA

JURY

UFFICIO STAMPA

PRESS OFFICE

Nicolas Bertoux, Chyntia Sha, Giuseppe De Leo, Patrizia Stranieri, Lorenzo Ricciarelli.

AB Studio di Barbara Argentieri e Arianna Bottari.

ORGANIZZATO DA / ORGANIZED BY

REPARTO TECNICO

TECHNICAL STAFF

REPARTO VIDEO

VIDEO TECHNICIANS

Lisa Orsi, Federico Stefani, Elisa Sordelli, Dario Landucci, Davide Biserni, Rebecca

Tozzetti, Valentino Pizzi, Andrea Macis, Laura Pantaleoni, Giulia Giovannoni, Giorgia

Giacomini, Mili Watson, Letizia Morelli, Junxan He, Alice Ghivizzani, Mansour Hassine,

Christian Marino, Ronaldo Skenderi, Alice Del Sarto, Andrea Bertolini.

Marco Ristori, Tommaso Beneforti, MariaChiara Isoppo, Silvestro Russo, Francesca

Carrera, Ester Bettini, Sophie Barbeyron, Edoardo Leva, Domenico Zazzara, Alessandro

Casalini, Sofia Zeng, Davide Bianco, Sara Zaccaria, Giuseppe Circelli.

PARTNERS

RINGRAZIAMENTI / THANK YOU

SPONSORS

VOLONTARI

VOLUNTEERS

SCUOLE

SCHOOLS

Tutti i volontari che hanno partecipato alla Biennale, dando un supporto fondamentale

a tutta l’organizzazione.

To all the volunteers who took part in the Biennale, giving their fundamental support

to the organisation.

Liceo Artistico Passaglia (Prof: Giuliano Toma, Matteo Marabotti, Barbara Baroncelli)

Liceo Pertini (Prof.ssa Maria Antonietta Bardino)

Scuola Media di Pescaglia

Scuola Media di S. Vito (Prof. Vito La Spina)

IN COLLABORAZIONE CON / IN COLLABORATION WITH

Tutti coloro che hanno contribuito moralmente e tecnicamente alla riuscita di questo

evento come gli esercenti del Mercato del Carmine, i dipendenti del Comune e

della Provincia di Lucca.

To all those who have morally and technically contributed to the positive outcome

and success of the event (Mercato del Carmine’s shop owners, staff from the Municipality

and the Provincial Administration of Lucca).

SPONSORS TECNICI / TECHNICAL SPONSORS

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DS SMITH.

IL CUORE CONTEMPORANEO DELL’ IMBALLAGGIO.

THE CONTEMPORARY HEART OF PACKAGING.

DS Smith, fornitore leader in Europa di imballaggi ondulati, insieme ai suoi 16700 dipendenti, ha sempre coltivato

l’arte di plasmare nuove idee di packaging, trovare soluzioni inaspettate, creare prodotti sorprendenti.

Per questo motivo DS Smith supporta Lucca Biennale, perché amiamo l’arte come la capacità di mescolare

materiali tradizionali, come carta e cartone, con idee innovative come quelle che puoi ammirare in

questo catalogo; firmato da artisti di tutto il mondo, alimentato dalla carta e dal cartone di DS Smith.

DS Smith leading provider in Europe of corrugated packaging, together with his 28,500 employees, has always

nurtured the art of shaping new ideas of packaging, finding unexpected solutions, creating amazing products.

For this reason DS Smith supports Lucca Biennale, because we love art as the ability to mix traditional

materials, such as paper and cardboard, with innovative ideas as the ones that you can admire in this

catalog; signed by artists from all over the world, powered by DS Smith’s paper and cardboard.

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LUCCA BIENNALE 2018 / CARTASIA 9 TH EDITION

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