08.09.2020 Visualizzazioni

La Rivista dei Ragazzi: Il mare ti parla

il terzo attesissimo numero! Scarica il pdf su bit.ly/RIVIRA seguendo le istruzioni: clicca su "BUY DIGITAL ALBUM" e paga solo se vuoi (puoi inserire zero come prezzo!) E adesso la Rivista dei Ragazzi è anche di carta: scrivi a rivistaragazzi@gmail.com per richiedere la tua copia!

il terzo attesissimo numero!
Scarica il pdf su bit.ly/RIVIRA seguendo le istruzioni:
clicca su "BUY DIGITAL ALBUM" e paga solo se vuoi
(puoi inserire zero come prezzo!)
E adesso la Rivista dei Ragazzi è anche di carta: scrivi a rivistaragazzi@gmail.com per richiedere la tua copia!

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

lL MARE

Tl PARLA

FUMETTI GIOCHI E AVVENTURE PER TENERTI COMPAGNIA!


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Una rivista autoprodotta

realizzata da scrittori e poeti,

disegnatori e fumettisti

per tenerti compagnia!

2

Scarica la Rivista al sito

bit.ly/RIVIRA

(clicca “buy digital album”

e decidi se vuoi offrire un euro,

o due, ai nostri artisti.

Se scrivi zero la scarichi gratis.)

Oppure compra una copia di carta

scrivendo a

rivistaragazzi@gmail.com

Seguici:

instagr.am/rivistaragazzi

fb.me/rivistaragazzi

ILLUSTRAZIONE DI LORENZO SABBATINI

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

IL MARE

TI PARLA

ILLUSTRAZIONE IN COPERTINA DI ANTONIO GEMMI, COLORI PATRIZIA COMINO

È così grande, immenso...

mozza il fiato.

Riesci a ricordare la prima volta

che hai visto il mare?

L’immensità e il profumo

salmastro, il timore e la frenesia

di farne parte, la gioia e la paura

di tuffarti fra gli spruzzi!

Ma quanto è grande il mare?

Dove finisce?

Quante storie nasconde, quanti

segreti?

Quanti pirati e marinai l’hanno

solcato?

Quante cose brulicano e

guizzano e nuotano laggiù a

nostra insaputa?

Quanti pesci e coralli e conchiglie

e sassi, molluschi, stelle marine e

alghe? Ci pensi?

C’è tutto un mondo sommerso

e segreto sotto quella distesa

infinita!

Siamo tutti nati dall’acqua: i primi

nove mesi dentro la pancia della

mamma li hai passati a nuotare.

Forse per questo senti il richiamo

quando sei davanti al mare.

O nella sua voce prigioniera

dentro a una conchiglia.

E anche adesso, anche se è

lontano, se chiudi gli occhi forse

sentirai il suo profumo e la sua

voce.

Ascolta bene: il mare ti parla.

PER DI QUA

3

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

CIAO CIAO!

RIECCOMI QUI!

INDICE

4

Benvenuto 3

Indice 4

Bea & Buk 6

La beffa di Martin pescatore 11

La Cameretta 12

Il protettore del mare 17

I Sorelli Tiribili 22

C’era una volta in cucina 25

La Foresta Magica 25

Oggi ti consigliamo... 28

Crow’s Village 28

Albert 29

Monellerie Tiribili - il poster! 30

Il dizionario delle parole inesistenti 32

Fulgenzio 32

Il mare ti parla 33

Birdwatching 34

Dalla parte di Achab 35

Nicola figlio del mare 41

Il messaggio nella bottiglia 51

Nel mare c’è un mondo... 54

La casa sull’albero 55

Colophon e arrivederci 58

Pubblicità! 60

* Martina, di Paola Patrizi, ti farà compagnia a pagg. 5, 16 e 53

Il poster a pagina 30 è di Patrizia Comino

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

5

MARTINA, DI PAOLA PATRIZI - COLORI DI PATRIZIA COMINO

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

BEA & BUK DISEGNI DI ANTONIO GEMMI - COLORI DI PATRIZIA COMINO - STORIA DI GIUSEPPE IACOBACI

6

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

7

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

8

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

9

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

10

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

La beffa di

Martin pescatore

DI GIUSEPPE IACOBACI

Lassù sopra l’onda

la barca galleggia

l’aringa alla fonda

osserva e boccheggia

Martin dalla pila

prende un bel verme

Vincenza infila

sull’amo l’inerme

Verdiana verdesca

già passa la voce

“attenti a quell’esca:

c’è l’uomo feroce!”

Diluvia pastura

e il sapido intruglio

di fame e paura

accende subbuglio

L’aguglia Adalgisa

da subito ha scorto

l’insidia ed avvisa,

“Se abbocchi sei

morto!”

i branchi si stringono

in fitta riunione

e insieme decidono

il piano d’azione

Mimì pescesega

e il granchio Michele

lei affila, lui frega

la sega e le chele

la truppa del mare

con pinne si sbraccia

si dà un gran da fare

chi taglia, chi allaccia

Johnny la carpa

dall’ombra dei fossi

porge una scarpa

ai gamberi rossi

Là sopra la lenza

si tira e si tende

riavvolge Vincenza

Martin la riprende

Si grattan la testa

perplessi i due ceffi

e i pesci fan festa

fra bolle e sberleffi

Sul piatto né orata

né sogliola o triglia

stasera in famiglia

soltanto insalata!

11

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

La Cameretta

scrivi a rivistaragazzi@gmail.com

HAI MAI ASCOLTATO

LA VOCE DEL MARE?

COSA TI DICE?

NON

ENTRARE!

12

Secondo me il mare parla con

noi umani, anche se in un modo

che non riusciamo a capire,

soprattutto quando siamo attenti

e pronti ad ascoltarlo. Ho provato,

una volta, a mettermi seduta sulla

riva ad ascoltare il mare, con

le sue onde e i suoi rumori che

possono rivelarci segreti se siamo

pronti a tendergli l’orecchio. Io

penso che se il mare parlasse

rimprovererebbe gli adulti per

come lo trattano e chiederebbe

a noi bambini di aiutarlo a

ritornare limpido come una volta

e ci chiederebbe anche di non

commettere lo stesso errore dei

più grandi, cioè di non inquinarlo.

Cecilia (10, Mirandola)

Secondo me il mare parla e lo fa attraverso

le onde: sono agitate quando è arrabbiato,

mentre altre volte è un po’ triste. Quando è

calmo è felice ed è pronto ad accoglierci e

ad abbracciarci con affetto. Ci parla di chi

lo vive, o di come noi umani lo proteggiamo

o lo roviniamo.

Ci parla delle bellezze che tutti noi

potremmo ammirare come i coralli, ci

dice che nel passato sono affondate

delle navi da trasporto e ci racconta dei

tesori sommersi come ad esempio statue

o proprio i tesori dei pirati. Il mare ci

chiede di smettere di inquinarlo perché

altrimenti lui senza volerlo si espanderà e ci

sommergerà.

Ecco secondo me cosa dice il mare.

Federico (9, Roma)

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

In quel momento si stava alzando il vento e

le onde si ingrossavano. A quel punto udii

il mare, era come arrabbiato. Si scontrava

contro gli scogli in maniera rude. La sua voce

emetteva gorgoglii incomprensibili ma si

capiva bene che era offeso. In quel momento

era come se ce l’avesse con noi umani per

tutto quello che gli abbiamo fatto in questi

ultimi tempi. Come se ci rimproverasse di

quanto l’abbiamo sfruttato. Le sue gocce mi

colpivano in faccia dandomi fastidio... forse

era quello lo scopo... In ogni paese che

costeggia raccoglie storie diverse poi quando

bagna i miei piedi, prova a raccontarmi le sue

vicende, ma io così attratta dalle sue acque

e dal suo manto cristallino non resisto e mi

butto tra le onde con le sue storie che non

conoscerò mai fino in fondo.

Annie (10, Stroncone)

Il mare mi dice “ciao Giacomo,

come stai? Spero vada tutto

bene”. E io rispondo “Mare sto

bene e tu come stai?”. Lui mi

dice che protegge i pesciolini

nell’acqua, anche le balene. I

pesci sono buoni ma possono

arrabbiarsi quando trovano la

spazzatura nel mare. Il mare mi

racconta di quando i pesciolini

non vogliono saperne di

addormentarsi e allora lui canta

la ninna nanna per tutti. A volte il

mare ha delle belle onde potenti

e alte e mi invita a fare il bagno.

E’ molto gentile il mare. Io mi

prenderò sempre cura di lui e

porterò presto il mio fratellino

Tommaso a conoscerlo.

Giacomo (6, Cavallirio)

13

la Bea vera (5, Terni) colora la sua omonima

a fumetti disegnata dal papà Antonio Gemmi

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Il mare ci parla, ci dice che è più forte e

astuta Madre Natura di qualunque uomo; il

mare ci parla attraverso eventi catastrofici,

come mulinelli, correnti, tsunami, maremoti…

ci parla dimostrando di essere più forte di

qualunque essere umano.

Ci regala anche molte cose incredibili, nel

2013 in Lettonia si è formato un gorgo che

ha inghiottito moltissime lastre di ghiaccio e

anche molta terra. Nel 1912 il transatlantico

RMS Titanic andò a sbattere contro un

iceberg e affondò nel giro di due ore. Però è

possibile prevedere le catastrofi e salvarsi:

nel 2004 una bambina britannica di nome

Tilly Smith ha salvato un’intera spiaggia dal

tremendo tsunami!

Il mare oltre a essere disastroso è anche

misterioso e meraviglioso.

14

Cecilia Castellini (10, Mirandola)

Valerio (9, Pizzighettone)

Ho sentito il sussurro, la musica del mare,

ma mai le parole. Se avesse una voce per

me sarebbe serena ma malinconica.

Nonostante non parli mi da un senso di

serenità e abbandono. Quando lo guardo

ho pensieri vuoti.

Per tutto questo amo il mare.

Beatrice (12, Camaiore)

ILLUSTRAZIONI DI PIA TACCONE

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Per me il mare ha sempre cercato di dirci qualcosa, ma la sua voce è come incatenata, e dalla

sua bocca non esce altro che un continuo respiro regolare. Poi ci sono le volte in cui il mare ha

il fiatone, il respiro si fa più affannato e di conseguenza le onde si alzano.

Il mare sa bene che è una situazione gravissima... vi è mai capitato di sentire notizie su

tartarughe marine morte per aver mangiato borse di plastica? O di delfini con la bocca serrata

dagli imballaggi delle lattine? Quelli sono i messaggeri che il mare ci manda, ma ormai non sa

più cosa inventarsi e intere specie di animali potrebbero scomparire! Spetta a noi il compito di

ascoltare il mare e fare ciò che ci supplica!

Marco (13, Trissino)

È stato mio nonno Sergio ad insegnarmi ad

ascoltarlo e a parlargli. Ha sempre detto che il

mare è il custode di storie, leggende e racconti

che aspettano solo di essere scoperti. Da allora,

io ed il mare parliamo molto spesso: è come se

fosse il mio migliore amico. Posso venire da lui

sia quando sono felice che triste perchè gli piace

ascoltare le mie storie divertenti, e sa anche

farmi riflettere. A volte penso che lui, riesca a

farmi essere veramente sincera perchè, quando

gli parlo, mi rispecchio nelle sue acque e riesco a

vedere nella profondità del mio cuore: il mare sa

essere magico.

Aloisia (12, Bari)

Il mare mi dice…

Riccardo aiuto!!! Salvami dall’

inquinamento. Salva anche i miei

amici pesci. Non se ne possono

andare. Aiuto aiuto !!!

Io rispondo…

Mare ci sarebbe un modo per

salvarti. Si dovrebbero convincere

tutte le persone a non buttare le

cose nel mare.

Riccardo (8, Palermo)

15

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Martinaaaaaaaaa!!!!!

ho passato ora

lo straccio!

NeFFuno può fermare

l’agente

VVeroVVerodiciaFFette!

16

MARTINA, DI PAOLA PATRIZI - COLORI DI PATRIZIA COMINO

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

ILLUSTRAZIONI DI CHIARA MACCHI E LUISA MAZZONE

Il protettore

del mare

DI DAVIDE MOROSINOTTO

Chiamatemi Ish-Mah-El.

Io sono Colui che Nuota nel Profondo.

Il Nemico della Grande Piovra.

Il Cantore degli Abissi Neri.

Molti anni fa, non importa esattamente quanti, ero invece soltanto un

cucciolo che viveva ancora con il Branco delle Donne.

Mia madre era la Grande Madre: guidava tutta la comunità alla ricerca dei

mari più pescosi e si immergeva per prima nelle terribili battute di caccia

che quelli della mia specie affrontano ogni giorno, laggiù nel buio, nelle

silenziose profondità dell’oceano. Eravamo felici, avevamo acqua in cui

nuotare e pesci da mangiare, ci sentivamo i signori del mare.

17

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

18

Poi cominciò la Guerra dei Maligni.

Avevo già conosciuto i Maligni: fin da piccolo avevo sentito il rombo dei

loro respiri, e avevo rischiato di soffocare ingoiando la sporcizia che

rovesciavano in mare.

Ma la Guerra fu tutta un’altra cosa.

I Maligni che navigavano sulle nostre teste si facevano sempre più grandi,

avevano la pelle dura come la roccia. Il loro rumore sovrastava gli schiocchi

dei nostri baci, i baci che quelli della mia specie usano per trovare il cibo

e per orientarsi nei labirinti oscuri.

La cosa più terribile dei Maligni però non erano i rumori, o l’odore disgustoso

che si lasciavano alle spalle, bensì i loro denti-vulcano. Li sputavano da

bocche enormi, sia sotto al mare che sopra, nei Regni del Cielo, e questi

denti attraversavano l’aria e l’acqua e sembravano stelle, bruciavano di

una luce crudele che continuava anche nelle profondità del mare, tanto

che persino l’oceano impiegava molte ore per spegnerli e sconfiggerli.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

— I Maligni sono il Male in forma

solida — cliccava mia madre,

spedendomi piccoli baci attraverso

l’acqua. — Devi fare attenzione, perché

per loro noi balene siamo niente. Anche

l’oceano per loro non è niente. Sono interessati

soltanto a uccidere e distruggere. Non hanno

pietà.

Perciò il Branco delle Donne, quando vedeva un

Maligno, fuggiva. Nuotavamo lontano, o meglio ancora ci

immergevamo e scendevamo nel grande blu, dove i Maligni

facevano più fatica a seguirci.

— Se qualcuno vede un Maligno — cliccava ancora mia madre — deve

avvisare il resto del branco, e poi via, in fretta. Senza guardarsi indietro.

Mia madre era la Grande Madre e aveva sempre ragione, ma delle volte

anche questo non basta.

19

Una notte il Branco delle Donne dormiva, tutti in verticale e vicini, le code

verso il fondo e i nasi puntati al cielo.

Come sempre noi cuccioli ci eravamo rifugiati al centro, e le femmine

stavano tutto interno, per proteggerci.

A un tratto il mare risuonò del ringhio dei Maligni in avvicinamento. Erano

quattro o cinque, molto grossi, e dal modo in cui gridavano la loro rabbia, e

riempivano il mare di spuma, era chiaro che si preparavano a combattere.

Una delle donne, El-Za-Beth, cliccò l’allarme. C’era solo un problema: io

dovevo prendere fiato. Erano quasi due ore che non respiravo, ero solo

un cucciolo, non ne potevo più. E dire che mia madre si raccomandava

sempre: — Prima di andare a dormire, Ish, devi respirare, se no poi ti

scappa durante la notte.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Io di solito la ascoltavo, quella volta

no, e adesso in effetti mi scappava

da morire. Dovevo, assolutamente,

arrivare in superficie.

— Branco — cliccò mia madre — fuggite

giù nel nero, seguendo la corrente

fino all’alba. Io e Ish vi raggiungiamo.

Le altre donne obbedirono, presero

i loro cuccioli e nuotarono via, e io

invece cominciai a risalire verso la

superficie per prendere fiato.

20

Mia madre mi accompagnò, non mi avrebbe mai lasciato solo, non con i

Maligni così vicini.

Spuntò lei per prima, per controllare la situazione, intanto i Maligni

combattevano, denti-vulcano volavano da ogni parte, nel cielo splendevano

migliaia di soli infuocati.

— Sbrigati — ordinò mia madre — metti fuori soltanto il naso.

E io lo feci. Mi riempii i polmoni d’aria, e stavo già per tornare di sotto,

quando uno dei Maligni lanciò un dente contro mia madre.

Sentii il suo grido di dolore, e lei si contorse tutta, come fa la Grande

Piovra quando le azzanno un tentacolo, poi annusai nell’acqua l’odore del

suo sangue.

— Corri, Ish — cliccò mia madre spedendomi i suoi ultimi baci. — Corri

lontano.

Ma io non potevo lasciarla sola. Non le ubbidii, e restai con lei, cliccandole

piano il mio amore mentre i Maligni continuavano a combattere, non si

erano accorti di nulla i maledetti.

Quando mia madre morì, impazzii per la rabbia e mi precipitai contro

il Maligno assassino che l’aveva uccisa, picchiai la fronte contro il suo

guscio per farlo affondare.

Ci riuscii. Fu la mia forza, o forse i denti-vulcani che i suoi nemici gli

avevano vomitato addosso, fatto sta che il guscio si spezzò e la creatura

scivolò nell’abisso.

Rimasi lì a guardarlo finché lo vidi incagliarsi sul fondo del mare.

È da allora che vivo qui.

Solo.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Non ho mai più cercato il Branco delle Donne, e quando negli anni ho

incontrato qualcuno della mia specie, magari un gruppo di giovani maschi,

li ho sempre scacciati a costo di lottare con loro.

La mia presenza tiene lontani gli squali e i pesci più piccoli, e tutti nel

grande oceano sanno che, se si avvicinassero, non avrei problemi a farli a

pezzi coi miei denti.

Alcuni di certo mi chiamano pazzo, o balena crudele, ma non è vero.

Anche se non lo sanno, lo faccio per proteggerli.

Infatti, per qualche ragione che ancora non so spiegare, il Maligno non

è morto del tutto. Dentro il suo guscio vuoto è racchiusa qualche forza

misteriosa e orrenda. Percepisco il suo calore, riscalda la corazza del

mostro e l’acqua tutto intorno.

È un calore che non appartiene all’oceano e che è velenoso e oscuro.

Io lo so. Anche se è morto da molto tempo, il Maligno è pericoloso.

E io ho li dovere di difendere il mondo dal suo maleficio.

Da quando sono successi questi eventi sono passati molti anni, e io ho

sempre difeso l’oceano da questa forza assassina.

Posso farlo perché sono diventato forte, ormai, e potente.

Io sono la Grande Balena.

Sono Colui che Nuota nel Profondo,

Il Nemico della Grande Piovra.

Il Cantore degli Abissi Neri.

Il Guardiano del Maligno.

Il Protettore del Mare.

21

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

I SORELLI TIRIBILI DISEGNI DI PATRIZIA COMINO, STORIA DI GIUSEPPE IACOBACI

22

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

23

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

24

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

C'ERA UNA VOLTA IN CUCINA

TESTO E ILLUSTRAZIONI DI VALENTINA SCANNAPIECO

25

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

La foresta

magica

DI

ANDREA ANGIOLINO

CIAO RAGAZZI!

ECCOVI QUALCHE GIOCO DA FARE ALL’APERTO,

ANCHE RESTANDO A DISTANZA

E SENZA TOCCARSI.

26

Il Mimo Segreto

Sapete agire in segreto senza farvi scoprire?

Avete occhio di falco per capire chi cerca di

ingannarvi?

Si gioca in cinque o più; sorteggiate chi sta sotto,

che dovrà allontanarsi; gli altri intanto decidono in

segreto chi di loro è “la guida”.

La guida fa un movimento qualunque, come toccarsi

un orecchio, saltare a piedi uniti, battere le mani...

Gli altri devono fare subito lo stesso, senza far

capire chi stanno imitando.

Chi sta sotto deve indovinare chi è la guida. Ha due

tentativi: se ci riesce, sarà la guida ad andare sotto

al nuovo turno, se invece sbaglia due volte torna

sotto, mentre gli altri scelgono una nuova guida.

Se si gioca in otto o più, chi sta sotto ha tre

tentativi anziché due.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

LA PISTA PER BIGLIE O TAPPI

ILLUSTRAZIONI DI VALENTINA CAPELLINO

La corsa ciclistica a colpi di dito, per due o più giocatori, è un

grande classico dei giochi all’aperto.

Se siete in spiaggia, scavate nella sabbia una pista piena di curve

larga due palmi, chiusa ad anello. Può avere salite, discese, ponti,

gallerie... Potete decorarla con conchiglie, bandierine o ciò che

preferite. Procuratevi una biglia per giocatore, di quelle grandi di

plastica, mezze trasparenti.

Sorteggiate l’ordine di partenza e segnate la linea del traguardo

in un rettilineo. Quando tocca a lui, il giocatore vi mette sopra

la sua biglia e la colpisce con una “schicchera”: cioè con uno

schiocco dell’indice, trattenuto col pollice e lasciato andare di

colpo. Quando tutti hanno tirato, si ricominciano i turni: tira

prima chi è più avanti e poi gli altri in ordine di posizione. Se

una biglia va fuori pista, il colpo è nullo e si rimette dov’era

prima. Se ne colpisce un’altra e la butta fuori, la si rimette sul

bordo dove è uscita.

Il primo che completa il giro e attraversa il traguardo senza

uscire di pista vince. Ma se qualcuno non ha ancora tirato,

finite il turno: se più di uno taglia il traguardo, vince chi va più

lontano.

Su asfalto o cemento, disegnate la pista con un gessetto.

Ognuno usa un tappo a corona, da succo di frutta o birra.

Per riconoscerlo vi incolla dentro la foto del suo ciclista/

personaggio/animale preferito. Si gioca come con le biglie.

Il tappo si posa sull’asfalto con l’interno in alto: se tirando

si ribalta il lancio è nullo, come se fosse uscito di pista.

(Se volete conoscere altri giochi del genere,

leggete il libro “Ai bambini basta niente per

giocare” di Andrea Angiolino, Gallucci editore!)

27

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Oggi ti consigliamo...

due libri una serie tv un cartone

Viva le ragazze!

/ Viva i maschi! Chiamatemi Anna Floopaloo

di S. Clochard, O. Lhote, trad. M. Vidale Su Netflix Su Frisbee

28

Gli anni delle medie non sono

facili: succedono troppe cose! A

chi chiedere consiglio se t’innamori?

Se il tuo corpo cambia?

Se ti senti solo, o insicuro? Con

i genitori a volte è imbarazzante,

e in rete c’è solo caos! Meno

male che esistono queste due

guide, simpatiche e divertenti:

due “manuali per crescere”,

con tutte le soluzioni a portata

di mano!

TI PIACERANNO PERCHÉ contengono

i consigli di veri esperti ma

anche di ragazzi come te, che

raccontano le loro esperienze

di vita vera!

I tuoi genitori la conoscono

come Anna dai capelli rossi, la

ragazzina innamorata dei libri

e dallo sguardo sognante che

combatte le ingiustizie e conquista

tutti con il suo entusiasmo.

I libri (ottima la traduzione

di A. Ricci, edita da Gallucci)

sono adesso anche una serie

piena di paesaggi mozzafiato e

personaggi memorabili… ed è in

preparazione la quarta stagione,

richiesta da più di un milione di

fan!

TI PIACERÀ PERCHÉ ci insegna

che si può essere molto in gamba

restando sognatori!

Le coloratissime avventure estive

dei due cugini Matt e Lisa, lui

aspirante giornalista, lei discendente

dei Sioux con un taccuino

magico, e di tutti i loro amici,

alla scoperta della misteriosa

creatura che governa i boschi: il

Floopaloo! Un cartone che conquista

al primo sguardo piccoli

e grandi.

TI PIACERÀ PERCHÉ è coloratissimo

e allegro, disegnato in maniera

deliziosa e con delle musiche

perfette (impossibile non

farsi trascinare a canticchiare

la sigla! La la lala lalaaa… ecco,

stiamo già cantando!).

CROW’S VILLAGE BY LELE CORVI

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

29

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


Monellerie!



IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Parlecipante

/par.le.ci.pan.te/

sostantivo maschile singolare

Persona che partecipa ad una riunione e parla!

Il dizionario

delle parole

inesistenti

Es: Patrizia ha presentato la “Rivista dei ragazzi”

al Betty B., la Festa del Fumetto e della letteratura

per ragazzi a Spilamberto, e c’erano tanti parlecipanti!

Parola inventata da Federico, 9 anni (ma quando l’ha inventata ne aveva 7), Roma

Hai inventato anche tu una parola inesistente? Inviacela a: rivistaragazzi@gmail.com. La inseriremo nel dizionario!

32

FULGENZIO DI PINO CREANZA

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


Giocoso m’increspo

ti racconto di pirati

marinai e pescatori

innamorati sotto lune sognanti

rabbioso tossisco

rifiuti tra la spuma

mi state avvelenando,

vi state avvelenando!

dolente mugghio

per gli uomini le donne e i bambini

venuti dal deserto

con tutti i loro sogni

e affogati nel mio ventre

ascoltami,

tuffati, guardami

tendimi la mano,

proviamo a salvarci

IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

33

ILLUSTRAZIONE DI ALICE CALDARELLA

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

BIRDWATCHING IN CITTÀ...

E IN VACANZA

Il Gabbiano

reale

A CURA DI LORENZO NOTTARI

34

Ciao ragazze e ragazzi!

Questa volta punteremo il binocolo su una specie

che possiamo osservare sia in città che al mare!

Da diversi anni il Gabbiano reale frequenta i nostri

centri urbani, dove grazie al suo comportamento

forte e deciso trova cibo tutto l'anno, e costruisce

spesso il suo nido sui tetti dei palazzi che ormai

hanno sostituito le lontane scogliere a picco sul mare.

Ma andiamolo a trovare nel suo ambiente naturale: il

mare e le spiagge!

Il Gabbiano reale ha un piumaggio molto interessante,

il corpo e la testa sono bianchi mentre le ali e il dorso

sono di un bel grigio pastello.

Anche le sue dimensioni fanno capire che siamo di fronte

a una specie importante!

Può infatti raggiungere una lunghezza di 55-65 centimetri

e un’apertura alare di ben 150 centimetri.

Attorno all’occhio ha un sottile anello

rosso, colore che ritroviamo anche nella

parte bassa del becco. Questa piccola

macchia rossa serve come riferimento

ai pulli (i piccoli di Gabbiano reale)

per chiedere il cibo agli adulti!

ILLUSTRAZIONE DI PIA TACCONE

Se osserviamo Gabbiani reali con

un piumaggio scuro e marrone non

preoccupiamoci, non sono sporchi né

malati! Si tratta di esemplari giovani

che cambieranno il loro piumaggio nei

mesi successivi.

Buon Birdwatching!

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Dalla parte

di Achab

DI CHRISTIAN HILL

ILLUSTRAZIONI DI CHIARA MACCHI E LUISA MAZZONE

Il cavo si sgancia e l’AKB galleggia da solo, mentre la Melville si allontana

a distanza di sicurezza. Fred osserva la pesante gru rialzarsi, il cavo

avvolgersi, i marinai che li salutano con cenni delle mani e pollici alzati.

John sta ultimando i controlli pre-immersione.

— Portello? — dice, senza alzare gli occhi dagli strumenti che occupano la

piccola consolle alla sua sinistra.

Fred allunga la mano sopra la sua testa. È un controllo quasi inutile: sa

che è chiuso bene. Ma le procedure richiedono un ulteriore controllo e chi

è lui per protestare?

— Chiuso.

— Scendiamo,— dichiara John azionando le pompe che espellono l’aria dalle

camere di zavorra, sostituendole con acqua. Il sommergibile comincia la

sua discesa verso l’abisso.

Il fondale è a 800 metri. Ci vorrà più di un’ora.

Fred, che non ha nessuna voglia di chiacchierare col compagno, estrae il

suo telefonino e apre un gioco: deve spostare caramelline multicolore.

John gli getta un’occhiata, stringe le spalle, e si posiziona un cuscino dietro

la testa. — Abbasso le luci, — dice con tono piatto e gli occhi già socchiusi.

Non è che non stiano bene insieme. È solo che se non stanno lavorando

non hanno mai nulla da dirsi.

35

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

36

Il tempo passa. La superficie del Mar del Giappone luccica con riflessi verdi

e argentati e si allontana sopra le loro teste. L’acqua è sempre più scura.

La bolla di plastica ha uno spessore di quasi venti centimetri, per resistere

alle enormi pressioni degli abissi. La temperatura scende. Fred sfrutta una

pausa tra due partite per infilare un cappellino di lana.

— Achab, qui Melville, tutto bene? — È la voce di Suzie, che coordina la

missione dalla nave di supporto. Come tutti, usa il soprannome del

sommergibile invece della sua sigla.

— Melville, Achab, meno settecento, tutto regolare, — risponde John,

sbadigliando e sgranchendo un po’ le spalle.

— Achab, abbiamo compagnia. C’è un capodoglio che è venuto a trovarci.

State attenti.

Fred e John si scambiano un’occhiata. Achab, Melville… l’associazione

mentale è automatica: —Moby Dick, — mormorano insieme, sorridendo.

In realtà c’è poco da sorridere: i cetacei spesso non mostrano simpatia per

i sommergibili e i due operatori lo sanno bene. Il giochino delle caramelle

viene messo da parte e i due uomini si preparano a svolgere la loro

missione.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

— Meno sette e cinquanta,— informa John.

— Accendo le luci esterne,— dichiara Fred.

Il buio si trasforma in una nuvola di puntini bianchi, come se una tempesta

di neve avesse circondato il sommergibile. In realtà è uno sciame di krill:

piccoli animaletti lunghi solo pochi centimetri. Ce ne sono a milioni. A

miliardi.

— Moby sarà qui per questi,— mormora John.

— Nah,— dice Fred. — È un capodoglio, non una balena…

— Se lo dici tu,— taglia corto John. — Che ne so io…

Nessuno dei due sa molto degli animali marini, in realtà. Lavorano per una

compagnia specializzata nel recupero dei relitti, ed è per questo che sono

qui: ispezionare un relitto che risale alla Guerra di Corea.

— Meno sette e novanta,— dice John.

— Sì, fondale a nove.

John aziona la valvola dell’aria compressa e la spinge all’interno dei

serbatoi di zavorra. Non molta: solo quella necessaria per portare il

sommergibile in assetto neutro, facendogli interrompere la discesa e

portarlo a rimanere sospeso a una mezza dozzina di metri dal fondale. È

un pilota esperto e riesce a percepire i minimi movimenti del sommergibile

attraverso il sedile. “Dalle chiappe,” spiega solitamente a chiunque glielo

chieda.

— Dovrebbe essere qui, alla nostra destra, — dice Fred, consultando uno

schermo.

I motori ronzano appena. Il sommergibile si sposta.

Attimi più tardi i fari illuminano lo scafo di una nave affondata. I krill si

stanno diradando, fortunatamente, perché rendevano la visione difficile.

37

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

38

— Forse siamo fortunati e troviamo un’apertura abbastanza grande…—

suggerisce Fred. John muove le sue leve di controllo. Entrambi guardano

fisso di fronte a loro, alla ricerca di uno squarcio nel vecchio ferro del

relitto.

Nessuno guarda in alto. Nessuno se ne accorge.

Il capodoglio arriva in picchiata dalle loro spalle, e passa radente e poche

spanne dal piccolo sommergibile. Lo spostamento dell’acqua è talmente

forte che l’Achab viene sballottato contro lo scafo del relitto, urtandolo

con la sua struttura esterna in tubi di acciaio. I due uomini non fanno

nemmeno in tempo a prendere paura. Fred viene sbattuto contro la sfera

di plastica trasparente, mentre John urta una leva, liberando una grossa

bolla d’aria dai serbatoi di zavorra. Il sommergibile, appesantito, affonda

per quei pochi metri che gli restano e impatta con violenza sul terreno

sabbioso del fondale, adagiandosi su un fianco, proprio a ridosso del relitto

della nave. Una quantità di sabbia si alza, inglobando il sommergibile in

una nuvola marrone.

— Per la miseria,— impreca John. — Stai bene, amico?— Le cinture di

sicurezza lo tengono ancorato al suo sedile, ma ora è sospeso sopra al

collega.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Fred si sta massaggiando la fronte. Fortunatamente il cappellino di lana

ha attutito il colpo. — Ho la testa dura…

— Lo so, infatti mi preoccupa che tu abbia crepato la sfera.

I due uomini cercano di scherzare, ma c’è tensione nella loro voce. — Come

siamo messi?

— Mi sembra non ci siano danni,— mormora John. — Devo cercare di

raddrizzarci.— Spinge i motori a piena potenza, ma ottiene soltanto

qualche timido sobbalzo.

— Aspetta,— propone Fred attivando il braccio meccanico esterno. — Provo

ad aiutarti.— Punta la ganasce sul fondale, fa leva. — Prova ora.

Aiutati dalla forza del braccio, i motori riescono a rimettere il sommergibile

in piedi. I due colleghi si battono la mano. Primo problema risolto. Avanti

il prossimo.

— Dov’è andato quel bastardo?

— Spengo le luci, tanto fino a che non si abbassa la sabbia non vediamo

nulla comunque.

Ora il buio è pesto. Il sommergibile è silenzioso. Si sente solo un cupo

lamento, freddo e terribile.

— Cos’è? È Moby?

— No. Credo sia il relitto. L’urto… forse abbia smosso qualcosa.

I minuti passano, nel buio. I lamenti delle lamiere deteriorate aumentano,

sembrano quasi dialogare tra loro, e poi esplodono in una cacofonia

spaventosa, mentre una parte del relitto si accartoccia, non lontano.

— Torniamo su,— propone Fred. — Qui sta andando tutto a pezzi.

— Melville, qui Achab,— dice John, premendo il pulsante di comunicazione.

— Achab, Melville.

— Suzie, siamo stati attaccati da Moby Dick. Non credo che abbiamo subito

danni, ma abbiamo urtato il relitto che sta collassandoci attorno.

Dalla nave supporto non arriva alcuna risposta.

— Melville, chiediamo l’autorizzazione per risalire.

— Negativo, Achab. Dovete trovare una via d’accesso. Dobbiamo individuare

il materiale radioattivo che c’è nella stiva.

39

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

40

— Melville, la balena ci ha attaccato,— ripete John. C’è tensione nella sua

voce.

— È un capodoglio, Achab,— puntualizza Suzie.

— Chissenefrega! — grida John.

Silenzio. Poi: — D’accordo Achab, datemi una valutazione oggettiva dei

rischi.

— Per la miseria,— strilla John. — Non possiamo difenderci da quel bestione.

Andiamocene di qui.

— Riuscite almeno a fare il giro dello scafo? Dobbiamo trovare un punto

d’accesso per recuperare le scorie.

— Ma non potremmo lasciarle qui e basta?— chiede Fred, cercando di avere

un tono più ragionevole del compagno. — Avranno settant’anni, valgono

forse più di…? — Avrebbe voluto chiudere con la parola “noi”, ma gli si è

fermata in gola.

— Il contratto parla chiaro. Il rischio di disastro ecologico è altissimo. Per

questo non vorrei interrompere…

— D’accordo, Melville,— taglia corto John. — Facciamo un giro dello scafo,

ispezioniamo l’ingresso della stiva e poi veniamo su.

— Accordato, Achab.

I due operatori si scambiano un’occhiata. — Un giro veloce,— dice John. —

Telecamere accese e poi saliamo più in fretta che possiamo.

Fred annuisce. — Accendo le luci.

La nuvola di sabbia si è depositata e lo sciame di krill si è spostato. L’acqua

è limpida, nera.

Poi una mandibola aperta, una fila di denti bianchi.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

41

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

42

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

43

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

44

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

45

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

46

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

47

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

48

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

49

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

50

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Il messaggio

nella bottiglia

DI ALESSANDRA TACCONE - EDITOR: BARBARA GOZZI

ILLUSTRAZIONI DI PIA TACCONE

Emy, la stella marina, e Greg, il polpo,

stavano prendendo in giro Uly come al

solito. D’altronde si sa, i pesci

pagliaccio sono permalosi.

Poco dopo però un’àncora piombò loro

addosso all’improvviso e appena Uly

vide che aveva sgualcito

l’anemone, andò su tutte le furie.

Eppure appena, poco dopo, una

bottiglia li raggiunse a gran velocità,

probabilmente lanciata dalla barca da

cui era arrivata l’àncora… be’, fu una

gran sorpresa per tutti.

Poi s’infilò nella bocca spalancata di

Giò, la murena che si liberò con colpo

di tosse mentre Uly brontolava.

tentacolo e rigirandosela con cura.

- E se fosse una ricetta? - chiese Giò.

- Portiamolo dalla vecchia Tridacna, lei

sa leggere il linguaggio degli umani -

tagliò corto Greg, avviandosi.

La vecchia Tridacna sonnecchiava

tranquilla, in mezzo alla sabbia.

- Cosa volete, piccoletti? Su, andate a

giocare altrove - disse appena li vide

raggiungerla.

Greg le posò la bottiglia davanti. -

Ehm… potrebbe leggerci il messaggio

che c’è qui dentro? C’è scritto

qualcosa no? - le disse afferrando

il fogli dentro la bottiglia e

allungandoglielo.

51

- Cosa vorranno quei bifolchi? - sbottò.

Fu così che videro qualcosa all’interno

della bottiglia.

- Credo sia un messaggio d’amore -

sorrise Emy.

- Voi stelle marine siete troppo

romantiche - disse Greg,

raccogliendo la bottiglia con un

In realtà Tridacna non sapeva leggere,

ma non voleva deluderli così afferrò il

foglio e spolverò una delle più

classiche storie in casi del genere: - È

un marinaio che vorrebbe incontrare la

sua bella…

Ma l’inchiostro si stava cancellando

e Tridacna non potè aggiungere altro.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

52

Meglio.

- Cosa vi dicevo? - disse subito Emy -

Bisogna aiutarli!

Uly mosse le pinne con uno scatto.

- Ma se non sappiamo nemmeno chi

sono!

- Lui potrebbe essere quello che

aggiusta le barche al porto, quello

simpatico - rifletté Greg - Ma lei?

- La ragazza che raccoglie le ostriche? -

azzardò Uly.

- Ci vuole un piano. E se noi…

Emy mosse tutte le sue cinque braccia,

entusiasta e svelto Giò stava per

proporre un paio di idee.

- Basta che andiate lontano da qui!-

intervenne Tridacna.

Il giorno dopo, Uly e Greg

punzecchiarono il marinaio per fargli

cadere gli attrezzi sotto la barca,

mentre Emy mise una perla più o meno

nello stesso punto per attirare la

ragazza.

Così li avrebbero fatti incontrare.

E come aveva previsto, la ragazza

afferrò la perla di Emy e continuò a

cercarne altre. Eppure non si avvicinò

abbastanza alla nave! I due umani non

si incrociarono.

Allora Emy chiese alle ostriche tutte le

loro perle, per riempire la bottiglia e

piazzarla sotto la nave,

lasciando alla ragazza una traccia

“perlosa” da seguire. Le ostriche

furono ben liete di collaborare, le perle

creano prurito, si sa.

Così il giorno dopo, la ragazza seguì la

scia di perle e stava per raggiungere la

bottiglia, quando Greg e Uly

ripresero a punzecchiare il marinaio

affinché dalla barca guardasse in

basso.

- Ecco! - disse Emy - il marinaio sta

nuotando verso di lei.

Giò scosse il muso. - No, ti sbagli. Sta

raggiungendo la bottiglia.

- Sei il solito disfattista… ma come,

si stanno strappando la bottiglia di

mano?

Uly e Greg videro le perle spargersi

a terra e i due indaffarati ad

acchiapparle.

Greg mosse i tentacoli. - Ehi ma ora

che fanno, ora? Risalgono?

- Secondo voi, ora che sono di sopra,

si parleranno? - chiese Emy - Si

innamoreranno?

- Boh - rispose Uly - l’importante è che

non danneggino l’anemone quando

toglieranno l’àncora della barca!

Nota: i pesci pagliaccio vivono in simbiosi

con gli anemoni di mare, difendendoli

(sono molto territoriali).

E le murene stanno ore a bocca aperta

ad aspettare una preda.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

MARTINA, DI PAOLA PATRIZI - COLORI DI PATRIZIA COMINO

53

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

54

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

La Casa

sull ’ albero

NASCONDI I TUOI SEGRETI...

FACENDOLI BRILLARE!

LA FORMULA MAGICA DELLA POESIA.

DI ISABELLA LEARDINI

In tutte le più antiche civiltà, alle origini i poeti erano

famosi maghi e le poesie e gli incantesimi erano

chiamati con lo stesso nome. Formule magiche e versi si

assomigliano: sono fatti di ritmo come il nostro respiro,

i passi, il battito del cuore. Sono parole magnetiche e

misteriose che hanno il potere di trasformare: la poesia infatti è un’arte

magica, trasforma in bellezza le cose che non riuscite a dire, anche quelle più

dolorose.

55

Immaginate di avere dentro uno strano inchiostro nero: ogni volta che

qualcuno vi ferisce, che tenete segreta la paura o che non avete il coraggio

di esprimere un desiderio, un po’ di inchiostro va in circolo dentro di voi. E’

l’inchiostro che usano i poeti, quello delle parole non dette.

ILLUSTRAZIONE DI CHIARA MACCHI

Un grande mago di nome Ungaretti diceva che la poesia porta sempre in

serbo un segreto. Se avete almeno un piccolo segreto, anche voi siete pronti

per scrivere.

I segreti hanno una lotta interna: da una parte premono per essere rivelati,

ma dall’altra vogliono anche restare segreti, ed è proprio questa energia che

innesca la scintilla poetica. Con la poesia potete dire ogni verità, perché in

questa lingua magica il vostro segreto è al sicuro: brilla restando invisibile.

La parola COME sarà la vostra più grande alleata, una cordicella infinita con

cui acchiappare anche le cose più lontane. Per dire la vostra verità, in poesia

siete liberi di usare proprio tutto, dalla formica che vi cammina accanto al

pianeta più lontano dell’universo.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Ad esempio così:

Mi sento solo come una formica

che ha perso la sua fila nera

schiacciata sotto il peso di una

briciola.

Solo come il pianeta più lontano

che ruota all’infinito nel buio

eppure di notte risplende.

56

Non avete svelato a nessuno le ragioni nascoste

della vostra solitudine, eppure siete riusciti a

mostrarne l’essenza misteriosa: l’avete fatta brillare in

un’immagine. Se troverete le immagini e le parole più

adatte a voi, saprete rivelare la verità senza svelare il

segreto.

Per lanciare la corda magica del COME dovete abbandonarvi all’istinto come

quando giocate da soli, dimenticare ogni regola, guardare con attenzione ciò

che vedete nella mente e intorno a voi.

E se la cordicella della similitudine diventasse invisibile? Il COME sparirebbe

all’improvviso e noi ci trasformeremmo in ciò che abbiamo immaginato.

Questa è la magia della metafora:

Io sono il pianeta più lontano

che splende nel buio all’infinito

Lasciate che le vostre parole si muovano, si scambino di posto in mille modi,

corrano all’impazzata. Potete sostituirle, chiamarne altre, lasciarle andare

finché non sentirete che sono davvero quelle giuste.

Risplende nel buio all’infinito

il mio cuore, il pianeta più lontano.

Possiamo scegliere ogni parola, essere liberi di fare tutto ciò che vogliamo

con la materia incandescente della poesia, fino a trovare la nostra formula

magica perfetta.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

E adesso proviamoci! Scrivete!

Scrivete per almeno cinque volte IO SONO COME, ma fatelo d’istinto, senza

pensare troppo. Trovate le vostre similitudini e lasciatele parlare. Non basta dire

io sono come un gatto, sono come il vento, sono come una finestra, dovete essere

esatti. Che cosa fanno il gatto, il vento, la finestra che vi assomigliano? Come

sono fatti?

Alla fine rileggete tutto e sottolineate anche solo un’immagine, quella in cui

sentite di aver detto la verità e messo un po’ del vostro segreto.

Ripartite da qui, questa similitudine parla di voi, è il cuore della vostra prima

poesia. Ampliatela, continuate a scrivere in libertà, lasciando che altre immagini

prendano forma, ascoltando la musica, il suono, il ritmo delle vostre parole. Non

abbiate paura di scrivere cose senza senso, spesso in poesia è proprio così che

si scopre un senso nuovo. Rompete pure ogni regola, siate strani quanto volete,

l’importante è che siate sinceri.

Rileggete a voce alta la vostra poesia, anche di nascosto, solo per voi stessi,

cambiatela di nuovo se volete.

Poi trascrivetela in bella e decidete cosa farne: tenerla soltanto per voi, regalarla

a qualcuno, mandarla a noi scrivendo a rivistaragazzi@gmail.com

57

«Ma devo fare le rime?»

Se hai questa domanda la risposta è: come vuoi.

Se ti vengono naturali e ti piacciono puoi farle, anche solo ogni tanto,

altrimenti non è necessario.

Isabella Leardini insegna scrittura creativa

all’Accademia di Belle Arti di Venezia e tiene corsi

e workshop di poesia in tutta Italia. Il suo metodo

e le storie di tanti ragazzi sono racchiusi nel libro

Domare il drago. Laboratorio di poesia per dare

forma alle emozioni nascoste.

(Mondadori, 2018)

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

EHI, CHE COSA

GUARDI TU?

COLOPHON

58

La Rivista dei Ragazzi non è un periodico ma

una raccolta di disegni, fumetti e storie che

esce quando può.

Ideazione e testi: Giuseppe Iacobaci.

Coordinamento artistico: Patrizia Comino.

Progetto grafico: Paola Patrizi.

Impaginazione: Daniela Pascarelli.

Hanno collaborato anche:

Arti: Lorenzo Sabbatini, Alice Caldarella, Pia

Taccone, Irene Buzzi, Chiara Macchi, Luisa

Mazzone, Valentina Capellino.

Fumetti: Antonio Gemmi, Giorgio Di Vita,

Valentina Scannapieco, Pino Creanza,

Renato Ciavola, Lele Corvi, Gian Lorenzo

Ingrami.

Parole: Davide Morosinotto, Christian Hill,

Alessandra Taccone, Barbara Gozzi, Isabella

Leardini, Andrea Angiolino, Lorenzo Nottari.

Grazie a Daniela Pascarelli per l’infaticabile

infaticabilità; a Alice Caldarella per

instagram; a Daniela Alvisi, Elena Gatti,

Marta Ronci, Francesca Corso.

A Giada Pavesi, Barbara Gozzi, Pierdomenico

Baccalario e tutta Bookonatree per il grande

sostegno; a Valentina De Poli, per la simpatia,

le idee e l’entusiasmo. Agli insegnanti, ai

genitori e ai ragazzi che ci aspettano e ci

colmano di affetto.

Grazie ai coboldi che anche questa volta sono

stati buoni (a parte qualche scorreggino). Alle

caccole appiccicate sotto ai tavoli (un giorno

ti coglieremo sul fatto, Cesare Tiribili!)

Grazie agli ufo e alle ufe che ci leggono dal

pianeta Cipango.

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


IL MARE TI PARLA | NUMERO TRE

Ehi! Ti è piaciuta la rivista?

Vorresti parLecipare anche tu?

Se hai tra i 6 e i 13 anni

e vuoi scrivere per noi,

o farci un po’ di complimenti (sì!!)

o critiche (uffi!)

scrivi a rivistaragazzi@gmail.com

59

La rivista dei ragazzi ti dà

appuntamento al prossimo numero.

ILLUSTRAZIONE LORENZO SABBATINI

LA RIVISTA DEI RAGAZZI


Caramolla!

La apri, ti salta addosso, non si stacca più!

Caramolla non si squaglia in bocca ma già in mano!

ILLUSTRAZIONE DI DANIELA PASCARELLI

In ogni stick sedici gusti diversi!

Con Caramolla hai solo l’imbarazzo della caramella sciolta!

DOLCI BABBALUTU: NON MANGERAI PIÙ ALTRO!

Gusti: Arancia / Limone / Cacca / Copertoni bruciati / Liquirizia / Liquami di fogna / Asparagi / Triangoli isosceli / Ascelle /

Odio e Rancore / Puzza di piedi / Coboldi fritti / Gnocchi al pomodoro / Noci macadamia / Gatti siamesi / Unghie

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!