DM Magazine Ottobre 2020

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SUCCESSI

Pepco sbarca

in Italia con

due store

OTTOBRE 2020

INTERVISTA

L’Italia vince

nel mondo

di Alibaba

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SOMMARIO DMM

3 Editoriale

Toglieteci tutto, ma non il buon cibo

4 Cover

Cantiere Coop, aperto per lavori

16 Intervista

Unicoop Tirreno verso il pareggio

di bilancio

L’Italia vince nel mondo di Alibaba

21 Successi

Pepco sbarca in Italia con due store

22 Mercati

Frutta secca, un business

dinamico e salutare

39 L’opinione

Oltre l’assortimento, l’offerta

40 Soluzioni in vetrina

#Zerovaste ed Economia Circolare

42 Mercati

I derivati del pomodoro puntano

sulla filiera 100% italiana

60 Retail innovations

63 Digital Club/Retail

66 Customer

68 Mercati

Olio e aceto, il mercato accelera

su tracciabilità e qualità

83 Aperture

Nasce Aicube 4.0, centrale

d’acquisto promossa da

Gruppo VéGé e Carrefour

85 Imprese

Caffè Borbone prosegue la sua

crescita nel mercato italiano

86 Focus

Di qualità, innovative e naturali,

le caramelle che piacciono

di più

97 Real estate

100 Tecnologistica

Altavia lancia la nuova

tecnologia Proflyer

103 Video

105 News

107 Prossimamente

Continua a tutto campo il rilancio delle sette grandi cooperative. E le più problematiche iniziano a vedere la

luce in fondo al tunnel.

DM Magazine

Supplemento mensile di Distribuzione Moderna

Testata giornalistica registrata presso

il Tribunale di Milano

Registrazione n° 52 del 30/1/2007

Direttore responsabile

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Responsabile editoriale

Stefania Lorusso

Responsabile di redazione

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Fabio Massi, Paolo Pelloni, Luca Salomone,

Emanuele Scarci, Claudia Scorza,

Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Progetto grafico

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EDITORIALE DMM

Toglieteci tutto

ma non il buon cibo.

Il Covid-19 ha cambiato il nostro mondo e, visto il protrarsi della

situazione di emergenza, continuerà a farlo. Il lockdown a livello

internazionale e l’effettiva sospensione dell’attività civica e commerciale

in interi Paesi, hanno fatto da specchio sul funzionamento

dei nostri sistemi economici, sociali e politici, forzando l’inizio

di un discorso globale su come questi dovrebbero modificarsi. Il

virus ha rivelato le traballanti fondamenta su cui è costruita gran

parte di ciò che diamo per scontato nel mondo sviluppato, dalla

complessa natura delle catene e delle infrastrutture produttive

globalizzate alle consegne just-in-time dei supermercati, così

come i forti contrasti tra i sistemi sanitari nazionalizzati e quelli

finanziati dalle assicurazioni private. La fotografia scattata dal

Rapporto Coop 2020 ci racconta, da una parte, di un’Italia ferita

e molto preoccupata, dall’altra del desiderio di cogliere l’occasione

per una nuova ripartenza. Pessimismo e resilienza. Senso

d’insicurezza e ricerca di stabilità. Spending review e coscienza

ambientale. In questa atmosfera di incertezza e cambiamento c’è,

però, una costante che a quanto pare ci distingue sempre dai cugini

europei: il cibo. Alla spesa alimentare, pur nell’emergenza e

in una evidente contrazione generalizzata degli acquisti, gli italiani

non rinunciano e solo il 31% ha dichiarato di voler acquistare

prodotti di largo consumo confezionato più economici, a fronte

di un 37% della media oltralpe; un dato decisamente inferiore al

50% registrato lo scorso anno e al 57% del 2013 (quando eravamo

in piena crisi economica con un Pil a -1,8%). E anche a lockdown

terminato, solo il 18% ha dichiarato di voler acquistare prodotti

meno cari. Complice la relegazione domestica forzata, oggi abbiamo

rimesso “le mani in pasta” e il cook@home è diventato una

costante che spiega la forte crescita nelle vendite degli ingredienti

base, a fronte della contrazione dei piatti pronti. Abbiamo riscoperto

il piacere di cucinare anche per noi stessi, evitando cene

take away di ritorno dall’ufficio, scegliendo con cura una ricetta,

tritando e mescolando gli ingredienti, macinando le spezie: godendoci,

insomma, il processo di preparazione di un pasto. Per la

serie: toglieteci tutto, ma al buon cibo – noi italiani – non sappiamo

rinunciare.

Stefania Lorusso,

Responsabile Editoriale DM

DM MAGAZINE 3


di Emanuele Scarci

CANTIERE COOP

aperto per lavori

Continua a tutto campo il rilancio delle sette grandi cooperative.

E le più problematiche iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel.

Nel 2019 i ricavi aggregati delle sette grandi Coop dovrebbero aggirarsi

intorno ai 10,6 miliardi con un calo stimabile vicino all’1% e una perdita

netta di circa 100 milioni: meglio dell’esercizio precedente che

segnava un rosso vicino ai 250 milioni. Da attribuire in prevalenza al

gigante Coop Alleanza 3.0 e in misura molto minore a Unicoop Tirreno. I lavori

in corso riguardano tutte le cooperative: i ricavi sono spesso in flessione o, nella

4 DM MAGAZINE


COVER DMM

migliore delle ipotesi,

stagnanti. Per giustificarli

non bastano la crisi

conclamata del format

ipermercato e il calo dei

consumi. Tra i Big 7 solo

due - Alleanza e Unicoop

Tirreno - hanno un

risultato netto negativo;

per le altre è sempre

positivo, ma due aziende

hanno un risultato caratteristico

(che attiene alla

sola gestione industriale

del retailing) in rosso.

Sono Coop Lombardia

e Coop Liguria. L’utile

operativo è invece positivo per Unicoop

Firenze, Nova Coop e Coop Centro

Italia: riescono cioè a produrre un utile

prima dei proventi da partecipazione

e di quelli derivanti dalla gestione del

prestito sociale (peculiare delle Coop).

Questi proventi sono fondamentali nella

gestione economico-finanziaria delle

imprese cooperative.

Tant’è che, nella sua severa analisi, il

rapporto Mediobanca scrive che “nel

periodo 2014-2018 la gestione industriale

delle Coop ha prodotto margini

cumulati negativi per 690 milioni e risultati

positivi dalla gestione finanziaria

per 1.388 milioni. Il portafoglio di titoli

e partecipazioni ha comportato nello

stesso periodo svalutazioni per 978

milioni. Le poste straordinarie hanno

generato introiti per 370 milioni. Tenuto

conto delle imposte per 232 milioni, si

ottiene una perdita netta cumulata di

142 milioni”. L’ufficio studi della banca

d’affari stima, inoltre, che la consistenza

del prestito sociale del Gruppo Coop

sia passata da 9,1 a 8,4 miliardi, -6,9%

rispetto al 2017. Esso fronteggia un

portafoglio finanziario pari a 10,4 miliardi,

composto da 6,5 miliardi di titoli

e 2,5 miliardi di partecipazioni, di cui 2

miliardi direttamente in Unipol Gruppo.

Il problema più grande per i risparmiatori

rimane il tasso zero. «Negli ultimi

anni il prestito sociale si è eroso – osserva

Albino Russo, direttore generale

di Ancc-Coop – anche se nel 2019 alcune

cooperative hanno registrato un’inversione

di tendenza. Sono state aiutate

dalla performance positiva dei rendimenti,

dopo l’annus horribilis 2018 che

ha imposto la svalutazione del portafoglio

titoli». Quest’anno non ci sarà questa

opportunità e in più alle cooperative

DM MAGAZINE 5


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COVER DMM

mancherà la pioggia di dividendi garantiti

da Unipol e Igd, la compagnia immobiliare

retail. Causa covid, l’autorità

di vigilanza europea sulle assicurazioni

ha stoppato l’erogazione dei dividendi

mentre Igd li ha dimezzati. Un problema

in più per le Coop che dovranno far

quadrare i bilanci.

Sotto l’aspetto industriale, il trend

generale della galassia Coop è confermato

dal presidente di Coop Italia

Marco Pedroni: «Per Coop il 2020 si

chiuderà con ricavi in crescita tra l’1 e

l’1,5% e dunque con un valore superiore

a 13 miliardi della sola parte retail. E le

cooperative, sia quelle più performanti

che quelle più lente, andranno tutte

un po’ meglio». «A causa del lockdown

non ci siamo certo arricchiti - aggiunge

Pedroni -. I dati delle vendite di marzo

(con picchi anche del +20%) si sono successivamente

ridimensionati. A giugno

e luglio poi gli andamenti della grande

distribuzione sono stati negativi, mentre

ad agosto si è registrato una tenuta. Per

la sicurezza e per il sostegno alle famiglie

abbiamo fatto investimenti aggiuntivi

di oltre 100 milioni in questi mesi».

Cantiere Alleanza 3.0

Il mosaico dipinto dalle grandi cooperative

non può che partire dal gigante

Alleanza 3.0. La più grande per ricavi,

ma anche per estensione territoriale:

dal Friuli si allunga sulla dorsale adriatica

fino alla Puglia e poi si espande fino

a Calabria e Sicilia.

L’ultima notizia è che da metà

ottobre i negozi friulani a

insegna Coop di Monfalcone,

Aviano, Montereale Valcellina,

Palmanova sud e Tarcento

non saranno più gestiti da Alleanza

3.0. Si ricorrerà al

franchising e i dipendenti potranno

scegliere di spostarsi

in altri punti vendita o lavorare

per il nuovo gestore.

Il Friuli rientra nell’ambito

del piano generale di dismissione

di 27 negozi nel Centro-

DM MAGAZINE 7


Nord (ceduti o chiusi) e di tutta la rete siciliana (con

un accordo di franchising) che comprende 12

negozi, in prevalenza ipermercati con circa 1.000

addetti. Il negoziato con i sindacati è in corso, ma

in agenda c’è anche la ristrutturazione della rete di

Puglia e Basilicata che comprende un supermercato

a Bari e 11 ipercoop, di cui 3 nel capoluogo e altri

a Molfetta, Brindisi, Andria, Barletta, Foggia, Taranto,

Lecce e Matera. Un processo di razionalizzazione

in continuità rispetto a quello condotto in Campania

e Calabria. Il cambio del vertice con le dimissioni

del direttore generale Paolo Alemagna e la rinuncia,

per motivi di salute, del presidente Adriano

Turrini (sostituiti, rispettivamente, da Piermario

Mocchi e Mario Cifiello) non sembra aver, almeno

per ora, cambiato la strategia industriale.

Compresa la volontà di non “lasciare nessuno a

casa” di Alleanza 3.0. «Questa è la nostra peculiarità

- commenta Russo -. Le cooperative attuano i

piani di ristrutturazione, ma non fanno macelleria

sociale. Una differenza sostanziale rispetto a Conad,

costituita da cooperative di imprenditori che, legittimamente,

aspirano al profitto d’impresa. Noi invece

siamo cooperative di consumatori che non possono

Mario Cifiello, Presidente di Alleanza 3.0

8 DM MAGAZINE


COVER DMM

Piermario Mocchi,

Direttore Generale di Alleanza 3.0

distribuire utili, al massimo li accantoniamo».

Di fatto, dopo una resistenza iniziale, il

vertice di Alleanza 3.0 si è convinta che

il ricorso al franchising dei punti vendita

più problematici fosse la strada migliore

in alcuni territori del Mezzogiorno: con

l’affiliazione si perde il controllo del punto

vendita ma permette di alleggerire

pesanti costi di gestione e, nel contempo,

di non mollare la presa dei prodotti

a marchio Coop.

«L’ipermercato per 20 anni è stato nella

parte di mercato che cresceva di più

– osserva Russo – ed è stato un grande

business. Poi è arrivata l’inversione

di tendenza. Per qualche anno alcune

cooperative e, in particolare, Alleanza

3.0 hanno continuato a puntare sugli

ipermercati, rifiutandosi di cederli o

chiuderli. Fino a quando il peso non è

diventato insostenibile. Ora bisogna gestire

la riconversione, specie nei territori

in difficoltà economica, puntando anche

su un modello di crescita indiretta, come

il franchising».

Dal profondo rosso al rosso

Nel 2019 il tandem Turrini-Alemagna ha

spinto la cooperativa sulla via del risanamento

gestionale. Turrini è stato il presidente

dell’unificazione della più grande

cooperativa di consumatori con la fusione

di Coop Adriatica, Coop Consumatori

Nordest e Coop Estense. Con Alemagna

hanno varato un piano di ristrutturazione

partendo da un bilancio 2017 chiuso

con una perdita operativa di 142 milioni

(nonostante un provento straordinario

immobiliare di 90 milioni), mentre l’esercizio

precedente aveva accusato una per-

DM MAGAZINE 9


COVER DMM

dita operativa di altri 94 milioni. Non si

riusciva più a far quadrare i conti nemmeno

con la “bacchetta magica” della

gestione finanziaria. Il nuovo piano industriale

comporta maggiore efficienza

e semplificazione organizzativa di sedi

e reti, organici più leggeri con esodi

incentivati e trasferimenti (ma senza

licenziamenti), cessioni di punti vendita

in perdita, ricorso al franchising e vendita

di asset non core per fare cassa. La

pulizia di bilancio del 2018 ha segnato

una perdita monstre di 289 milioni. Nel

2019 i miglioramenti sono evidenti, ma

l’esercizio chiude con una perdita di 138

milioni. In due anni sono 427 milioni.

La cooperativa sottolinea che il piano

industriale è in anticipo. L’esercizio

2019 si è chiuso con un sostanziale

dimezzamento delle perdite, “il ritorno

a un Ebitda adjusted (la generazione di

cassa prima delle operazioni straordinarie

ndr) in positivo e una chiara inversione

dell’andamento della gestione

caratteristica” scrive la società.

A pieni voti

Dalla peggiore alla migliore della classe:

Unicoop Firenze. La corazzata delle

cooperative (104 negozi) ha chiuso il

2019 con ricavi lordi per 2,36 miliardi,

una spanna sopra i 2,32 miliardi dell’anno

precedente. L’utile netto si è attestato

a 52 milioni, in crescita rispetto ai 18

milioni del 2018, ma in linea con i 48

milioni del 2017. Unicoop Firenze nel

2019 ha investito oltre 32 milioni (più di

200 milioni nell’ultimo quinquennio) per

l’ammodernamento della rete di vendita.

Il patrimonio netto è di 1,675 miliardi (oltre

a immobili per 1,5 miliardi) e il prestito

sociale è intorno a 1,5 miliardi.

Giulio Bani, consigliere delegato di Unicoop

Firenze, sottolinea che al «positivo

bilancio d’esercizio 2019 hanno contribuito

sia la gestione dell’attività caratteristica

della cooperativa che quella

immobiliare e finanziaria. La cooperativa

da tempo sta adottando un’attenta

politica di contenimento dei costi che

consente di raggiungere risultati positi-

10 DM MAGAZINE


vi». Tra i primi della classe anche Nova

Coop che ha chiuso il 2019 con vendite

e utile in crescita. Il bilancio civilistico

ha segnato un fatturato di 1,06 miliardi

(986 milioni nel precedente esercizio)

e un utile netto di oltre 13,6 milioni (9,2

milioni). L‘Ebitda supera 56 milioni e la

gestione caratteristica chiude con circa

3 milioni.

L’anno scorso la Nova Coop

ha realizzato un saldo positivo

dei soci prestatori con

859 nuove aperture.

La gestione

finanziaria

contribuisce

con

un saldo

positivo di

18 milioni.

Nova Coop conta su una rete di 46

super e 16 ipermercati (tra Piemonte e

Lombardia) e ha realizzato vendite per

989,5 milioni, +0,3%. Di queste 616,3

milioni nel canale iper (-3,6%) e 373,1

nel canale super (+7,4%).

La zavorra arriva dall’area del non

food, in particolare tessile, casa, stagionale

e multimediale. Bene invece i

prodotti alimentari freschi e freschissimi.

Secondo Nova Coop il risultato è

da ritenersi positivo in particolare se

confrontato al sistema Coop nazionale

(9 grandi cooperative) che registra una

perdita di fatturato del -0,95% sul 2018.

Il prodotto a marchio Coop incide sul

fatturato dei prodotti

confezionati per il 24%.

A livello nazionale il

marchio Coop vale 3

miliardi. L’anno scorso

la cooperativa ha realizzato

un saldo positivo

dei soci prestatori

con 859 nuove aperture. Cerved Rating

Agency ha assegnato a Nova Coop il

rating “A2.2” che valuta Nova Coop

come “società cooperativa caratterizzata

da fondamentali molto solidi e da

un rischio di credito basso”. La valutazione

corrisponde al “livello A” di S&P.

Nella “classe dei meritevoli” rientra

DM MAGAZINE 11


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COVER DMM

anche Coop Centro Italia che nel 2019

ha subito un calo delle vendite del 7% a

649 milioni ma con un Mol positivo, 15,1

milioni, e un utile operativo di 2 milioni.

L’utile netto è stato di 6,1 milioni, grazie

anche a un provento straordinario di 4

milioni. Il prestito sociale si è eroso dei

circa 18 milioni a 360 milioni.

In equilibrio precario

Nella classe delle cooperative “equilibriste”

rientra Coop Lombardia: nel

2019 Il fatturato si è attestato a 857

milioni, al netto della rete carburanti.

In calo di 30 milioni alla voce ricavi e

prestazioni. L’utile caratteristico segna

-20 milioni ma 28 milioni di proventi

finanziari consentono di colorare di nero

l’ultima riga del bilancio. Alla fine sono

6,6 milioni di utile netto. Rimane preoccupante

il trend delle vendite: -3,9% a

857 milioni, al netto della rete carburanti.

Contro il -2,2% del 2018.

Spacchettando le vendite emerge che

la flessione non risparmia nemmeno il

vicinato, ma la più marcata è per la rete

degli ipermercati -4,6%, poi i supermercati

-3,2% e un po’ meglio i superstore:

-2,4% ma nel 2018 questo canale

aveva guadagnato il 4%. Alla fine i ricavi

calano di 34 milioni contro i 20 dell’esercizio

precedente. In giugno Coop

Lombardia ha aperto un superstore a

Busto Garolfo e un altro, a settembre, a

Monza, inoltre da novembre potrà contare

(grazie a una fusione) su 33 negozi

di vicinato a insegna “InCoop”.

Tra le cooperative “equilibriste” si difende

meglio Coop Liguria. Il risultato

dell’esercizio 2019 di Coop Liguria è

stato di 16 milioni di euro. Le vendite al

dettaglio dei supermercati e degli ipermercati

hanno prodotto ricavi per 755

milioni (-0,90% rispetto al 2018) e gli

scontrini emessi sono stati 27,1 milioni

DM MAGAZINE 13


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COVER DMM

(+0,33%). Nel complesso il canale super

(con 2 punti vendita in più) ha guadagnato

vendite per 2,5 milioni ma l’iper ha perso

circa 10 milioni. Alla fine il risultato operativo

è negativo per 9,2 milioni, ma 31 milioni

di proventi finanziari e da partecipazione

hanno riportato in nero l’ultima riga

di bilancio. Per il 2020 Coop Liguria stima

un risultato economico più rotondo: 27,2

milioni di utile netto.

Turnaround in vista

Un discorso a parte merita Unicoop Tirreno,

reduce da una crisi profonda e dalla

terapia da cavallo somministrata dal tandem

Marco Lami-Piero Canova, rispettivamente

presidente e ceo. Dopo 13 anni di

profondo rosso la cooperativa di Piombino

è a un passo dall’equilibrio economico.

Il bilancio consuntivo 2019 segna un risultato

ordinario (cioè prima delle poste

straordinarie) positivo per +3,8 milioni. Il

risultato finale rimane ancora in rosso per

4,8 milioni (-15,8 nel 2018), penalizzato

dalle componenti straordinarie di reddito

per 11,5 milioni. Di cui circa 5,7 milioni

legato all’esodo incentivato dopo la

chiusura dei punti vendita del basso

Lazio. «Puntiamo decisamente

sul negozio di vicinato – dichiara il

ceo Piero Canova, regista del turnaround

– con un’enfasi su fresco,

freschissimo e ortofrutta». L’anno

scorso Unicoop Tirreno ha investito

circa 13 milioni in ristrutturazioni

di negozi. Per Lami «l’obiettivo

è quello di arrivare a una gestione

caratteristica strutturalmente positiva.

I proventi finanziari non devono

generare l’utile di bilancio. Certo, se poi

arrivano è ancora meglio». Comunque

nel 2019 i proventi finanziari hanno

aiutato Unicoop Tirreno a restituire 35

milioni di prestiti (ma ce ne sono ancora

135) alle altre cooperative che, nel

2016, la soccorsero. Nella semestrale

2020 Unicoop Tirreno, nonostante i

mancati dividendi di Unipol e il dimezzamento

di quelli di Igd, ha chiuso con

un risultato operativo sostanzialmente

in equilibrio.n

DM MAGAZINE 15


INTERVISTA DMM

di Emanuele Scarci

Unicoop Tirreno

verso il pareggio di bilancio

La semestrale della cooperativa guidata dal CEO Piero Canova dovrebbe anche

chiudere l’esercizio 2020 con un piccolo utile nonostante i mancati dividendi

di Unipol, congelati dalle autorità europee per il COVID, e quelli ridotti

dell’immobiliare Igd.

Unicoop Tirreno proiettata verso il

pareggio di bilancio dopo 13 anni

di profondo rosso. Inoltre entro la

fine dell’anno potrebbe, con l’assenso

della Consob, collocare delle obbligazioni

e restituire un altro pezzo di debito

alle Coop consorelle. La semestrale

della cooperativa guidata dal ceo Piero

Canova ha raggiunto il pareggio della

gestione operativa e dovrebbe chiudere

l’esercizio 2020 «con un piccolo utile –

sottolinea il top manager – nonostante

i mancati dividendi di Unipol, congelati

dalle autorità europee per il covid, e

quelli ridotti dell’immobiliare Igd».

In dettaglio, nel semestre la cooperativa

piombinese ha realizzato ricavi

per 407,6 milioni, in calo di 9 milioni,

un Mol di 11,4 milioni (2,5

milioni nell’analogo periodo

del 2019), una perdita operativa

di 303 mila euro (-9,9

milioni) e una perdita netta

di 3,3 milioni (-6,5 milioni).

I proventi finanziari sono

stati “solo” 2,9 milioni

contro i 12,9 dell’anno

scorso. Unicoop Tirreno arriva

da una drastica cura dimagrante:

sono stati dismessi

4 iper e ridimensionato un altro.

Oggi la rete conta su 94 negozi, di cui

sono 2 superstore a Roma. Gli addetti

sono 3.800 e i soci più di 600 mila. Nel

2019 il fatturato è stato di 889 milioni.

«Se avessimo incassato il dividendo di

Unipol avremmo chiuso il primo semestre

2020 con un utile largamente positivo.

Un problema il congelamento dei

dividendi che dovrebbe essere sollevato

a livello nazionale – suggerisce Canova

– anche se, alla fine, è stato congelato e

non è escluso che venga erogato l’anno

prossimo».

Il lockdown ha spinto la Gdo. Unicoop

Tirreno invece ha perso 9 milioni

di fatturato nel semestre:

a causa della cessione dei

negozi?

Solo una parte. L’altra

parte è legata al fatto

che dopo il balzo iniziale

delle vendite, in giugno

sono rallentate per le

scorte da smaltire. E

poi in luglio e agosto

sono calate ancora per

la mancanza di turismo:

abbiamo perso una mon-

16 DM MAGAZINE


INTERVISTA DMM

Con la semestrale siete arrivati all’equilibrio

della gestione caratteristica.

Un risultato che non hanno tutte le

Coop.

Certo, ci teniamo moltissimo a questo

risultato. Del resto la gestione finanziaria

è molto cambiata: non ci sono più i

rendimenti del passato e ci sono troppe

variabili non controllabili. La chiave del

successo sta nel margine industriale che

realizziamo.

tagna di vendite. In settembre invece è

tornata la crescita.

Nella semestrale si nota il balzo del

Margine operativo lordo.

Ciò significa che i costi li controllo, la

domanda no. Comunque il balzo si spiega

con una maggiore efficienza della gestione

e un miglior mix delle vendite: meno

prodotti non food che hanno margini

trascurabili. E soprattutto forte miglioramento

della marca del distributore. Tanto

che l’incidenza del 37% medio della Mdd

ci pone in linea con Unicoop Firenze.

Come performa la campagna “Convenienza

forza 10”: 10 prodotti Coop

a 10 euro?

Molto bene. Le condizioni di acquisto

dei principali prodotti di base sono molto

vantaggiose.

Com’è riuscito a tagliare 4 milioni

di costi del personale?

Abbiamo gestito meglio le risorse umane.

Solo in sede nei primi 8 mesi dell’anno

abbiamo risparmiato 1 milione.

Il margine industriale però potrebbe

subire un’erosione dal rinnovo del contratto

integrativo aziendale: avete dato

disdetta ma non riuscite a convincere i

sindacati.

Intanto siamo seduti al tavolo e abbiamo

prorogato la vigenza di un mese, al 31

ottobre. Lo abbiamo fatto perché finora

c’è stato un clima costruttivo e collaborativo,

ma, se non venisse raggiunto un

accordo, a partire dal 1° novembre la

cooperativa applicherà ai dipendenti la

normativa di legge e la contrattazione

nazionale, fatta salva l’eventuale emanazione

di un regolamento aziendale.

Per concludere, nel 2019 Unicoop Tirreno

ha restituito 35 milioni di prestiti

alle cooperative che, nel 2016, la soccorsero.

Ci sono ancora 135 milioni da

restituire e si potrebbe ricorrere all’emissione

di strumenti finanziari partecipativi,

in una parola delle obbligazioni.

Quando, all’inizio del 2021?

No, credo prima. Con Consob è aperto

un dialogo fitto: ci danno consigli e

ci chiedono variazioni e miglioramenti.

Sono confidente che presto si arrivi a

una soluzione.n

Leggi anche “Everli e Unicoop

Tirreno: attivato un servizio

per spesa a domicilio”

DM MAGAZINE 17


INTERVISTA DMM

di Luca Salomone

L’Italia vince nel mondo di

Alibaba

Per delineare i confini delle opportunità offerte dalla piattaforma b2b leader nel mondo

abbiamo incontrato Luca Curtarelli, Head of business development.

Fondata in Cina nel 1999 da Jack Ma e

da un gruppo di collaboratori, Alibaba

è tra le principali compagnie tecnologiche

planetarie, con un giro d’affari pari

a 1 trilione di dollari registrato nell’anno

fiscale 2020. La multinazionale asiatica

mette a disposizione l’infrastruttura tecnologica

su cui basa un ecosistema di marketplace

digitali che consente, a piccole e

medie imprese, ma anche a brand notori, di

offrire prodotti e servizi a un bacino, in Cina

e ovunque, di oltre 900 milioni di consumatori

attivi. La missione ultima di Alibaba, in

un’ottica di globalizzazione, è di consentire

a tutti di fare business in modo semplice,

ovunque.

Quanto è importante l’Italia nella ‘geografia’

di Alibaba?

Fondamentale e ovviamente,

anche in Italia, il gruppo ha l’obiettivo,

originario, di connettere

aziende e marchi con le opportunità

derivanti dall’espansione del

mercato, cinese, asiatico e, soprattutto,

mondiale. La nostra

Penisola è stata però la prima

nazione dell’Europa continentale

in cui Alibaba ha aperto una

controllata, Alibaba Italia, appunto,

operativa dal 25 ottobre 2015.

La scelta risiede nel fatto che qui

si trovano prodotti riconosciuti tra i

migliori al mondo. E infatti, fra le categorie

a più alta crescita, troviamo

tutte le nostre eccellenze:

l’agroalimentare, insieme ad abbigliamento,

arredamento, cosmesi e macchinari.

È attualissimo l’accordo con Cia.

Parliamone…

In effetti è quasi la notizia del giorno, risalendo

al 15 settembre. L’intesa tra Alibaba.com e

Cia-Agricoltori Italiani ha lo scopo di promuovere

l’export del made in Italy agroalimentare,

aprendo alle aziende nuovi canali commerciali

online e favorendo incontri sul web con

i buyer di tutto il mondo. E con Cia, con i suoi

45 anni di esperienza, oltre 2.500 collaboratori

e 23 sedi nella Penisola, siamo convinti che

Alibaba.com possa sviluppare ottime sinergie,

con il fine ultimo di sostenere la digitalizzazione

e aiutare le aziende associate a Cia stessa

a beneficiare al meglio delle opportunità

offerte dal più grande marketplace B2B

online al mondo, con più di 20 milioni

di buyer.

Quali sono i termini dell’intesa?

L’accordo avrà la durata di un

anno e con esso Cia e Alibaba.

com si impegnano a collaborare

- anche attraverso Adiacent,

global service partner certificato

da Alibaba.com per l’erogazione

di servizi a valore aggiunto

nella Comunità Europea – al fine di

sostenere, promuovere e valorizzare

aziende locali e prodotti agroalimentari

di qualità tramite il

portale web internazionale,

collegando acquirenti e

18 DM MAGAZINE


INTERVISTA DMM

fornitori, produttori e grossisti, per condurre

affari in modalità virtuale. Alibaba.com è la

più grande fiera online planetaria e abbiamo

unito le forze con Cia, primaria realtà dell’agroalimentare,

per permettere al meglio delle

produzioni locali di essere apprezzate in tutto

il mondo. Anche perché, tra i punti chiave di

questo patto, ci sono tanti servizi a supporto

delle aziende sul marketplace: creazione di

materiale pubblicitario e informativo, commercializzazione

di prodotti e fornitori sulla

vetrina ‘Padiglione Italia’ del portale, partecipazione

a eventi e attività come roadshow,

convegni, promozioni online tramite canali

social o media, consulenza di marketing e

comunicazione.

Il lockdown ha inciso sull’attività

del vostro gruppo?

Nei mesi del lockdown e del post lockdown

il numero di adesioni di Pmi italiane sulla

piattaforma è cresciuto di oltre il 400 per

cento. In sostanza, tantissime imprese

hanno davvero scoperto la digitalizzazione.

La nostra Penisola si è confermata dunque,

come detto, una nazione chiave, in

quanto i buyer di tutto il mondo, soprattutto

americani ed europei, cercano, sempre

più spesso, il made in Italy e i prodotti

di alta qualità.

Altri fatti recenti?

Il 23 giugno di quest’anno si è svolto,

in Italia, il nostro primo ‘Go Export’

Summit online. Le Pmi hanno potuto

scoprire un partner con una serie

particolarmente variegata di soluzioni

chiare, flessibili, capaci di assicurare

un ingresso ‘morbido’ anche a chi fa

le prime prove nell’universo virtuale.

Il pricing, molto ragionevole, abbatte

le barriere all’ingresso e consente alle

Pmi di non doversi caricare di un investimento

significativo avendo, in cambio,

accesso a una comunità amplissima.

Il summit è stato anche l’occasione

per presentare i molti accordi con

partner certificati e attivi sul territorio,

partner che vanno dai grandi istituti

finanziari, come Unicredit, fino a realtà

che prendono in carico la digitalizzazione,

come Italiaonline, per non parlare

di associazioni e consorzi per l’export,

che possono agganciarsi al Padiglione

Italia, continuamente aggiornato e

migliorato.n

DM MAGAZINE 19


Il buongiorno

si vede dal sorriso.

A volte basta un sorriso per cambiare la giornata. Noi lo sappiamo bene ed

è per questo che, da quasi cinquant’anni, offriamo il nostro a chi ha deciso di

sceglierci. E quando lo vediamo ritornare felice e soddisfatto, sappiamo che

abbiamo fatto la cosa giusta. Sentirsi accolti mentre si fa la spesa è una cosa

impagabile. Se anche voi volete sentirvi così, adesso sapete dove andare.


SUCCESSI DMM

Pepco sbarca in Italia con due store

Il marchio è stato lanciato nel 2004 in Polonia e da allora ha riscosso un enorme successo

da parte della clientela, ampliando così la propria espansione in Europa centrale e orientale.

Pepco, la catena no food più

grande e in più rapida crescita

d’Europa ha ufficialmente

aperto le porte dei propri

negozi in Italia, nelle provincie

di Pordenone e Treviso. Il marchio

è stato lanciato nel 2004 in

Polonia e da allora ha riscosso

un enorme successo da parte

della clientela, ampliando così

la propria espansione in Europa

centrale e orientale. Ogni

mese, oltre 19 milioni di persone

visitano i negozi Pepco nei

mercati in cui sono presenti.

La catena distributiva ha

all’attivo oltre 2000 negozi

in Europa e offre ai propri

clienti un’ampia gamma di

prodotti selezionati, tra cui abbigliamento

per uomo, donna

e bambino, biancheria intima,

accessori, giocattoli, decorazioni,

prodotti tessili e articoli per

la casa a basso costo. L’abbigliamento

(comprese scarpe e

biancheria intima) costituisce

circa il 60% dell’offerta della

catena, mentre gli articoli per

la casa rappresentano il restante

40%.

primi Pepco store in Italia

I sono stati inaugurati qualche

giorno fa in due famose

shopping location del Nord-

Est: il primo negozio si trova

nel centro commerciale Gran

Shopping Granfiume a Fiume

Veneto in provincia di Pordenone,

mentre il secondo è

stato aperto nel centro commerciale

Emisfero Sileamare

a Silea, in provincia di Treviso.

«Siamo molto felici che l’Italia

sia entrata a far parte della

lista di Paesi in cui opera

Pepco. I clienti italiani avranno

ora la possibilità di visitare

i nostri punti vendita e approfittare

della vasta gamma di

prodotti offerti dalla catena

a prezzi molto convenienti.

Sono convinto che gli articoli

proposti saranno in grado

di soddisfare pienamente i

gusti degli italiani», afferma

Marcin Stańko, operation

director per Pepco.

L

’Italia è il dodicesimo

Paese in cui è possibile

acquistare i prodotti Pepco: i

negozi della catena sono già

operativi in Repubblica Ceca,

Croazia, Estonia, Lettonia,

Lituania, Ungheria, Polonia,

Slovacchia, Slovenia, Romania

e Bulgaria. Oltre alle

aperture italiane, è prevista

l’inaugurazione di nuovi punti

vendita in Serbia a ottobre.

Nei mesi successivi ci saranno

ulteriori aperture in

altre località italiane, tra cui

Mantova, Bologna, Udine e

Venezia. La catena prevede,

infatti, di aprire altri 7 negozi

e creare più di 100 posti di

lavoro, sia part time sia full

time, entro la fine del 2020.n

Leggi anche “Prima della prima: parla

il Direttore operativo di Pepco, Marcin Stańko”

DM MAGAZINE 21


22 DM MAGAZINE

Frutta secca,

un business dinamico e salutare


MERCATI DMM

Il mercato nell’anno terminante ad agosto 2020 registra una crescita

del +5,1% a volume e del +4,8% a valore rispetto all’anno

precedente con un giro d’affari superiore ai 724 milioni di euro.

Lo scaffale, sempre più dinamico e ricco di proposte, vede semi

tostati e frutta secca senza guscio in cima alle preferenze degli

italiani. Bene anche la frutta secca a guscio che, da tempo in sofferenza,

torna a crescere nei primi mesi dell’anno.

Vendite positive per la

frutta secca che, nell’anno

terminante ad agosto

2020, registra una crescita

del +5,1% a volume e del

+4,8% a valore rispetto all’anno

precedente, con un giro d’affari

superiore ai 724 milioni di

euro (fonte: IRI, Totale Italia,

Iper+Super+LSP, a.t. agosto

2020). A trainare il comparto

sono i semi tostati, che mettono

a segno un incremento pari

a +8,9% a volume e a +9,6% a

valore, e la frutta secca senza

guscio che registra +8,4% a

volume e +6,8% a valore. Bene

anche datteri e fichi (+4,9 a vol.

e +7% a val.), frutta secca con

guscio (+3,3% a vol. e +4% a val.)

e prugne (+3,4 a vol. e +3,3% a

val.), mentre si evidenzia una

contrazione per le barrette

(-1,7% a vol. e -11% a val.) e

per il segmento frutta essiccata/esotica/altri

(-3% a

vol. e -8,1% a val.). I

primi tre marchi

(Noberasco,

Madi Ventura

ed Euro

Company)

coprono a valore

il 26,5% del

mercato, mentre

la private label

raggiunge quota

37,3%. La vivacità che sta

caratterizzando il settore

è dimostrata anche

dai numeri positivi

dell’import-export:

«Nel 2019 le esportazioni

hanno raggiunto le

76.474 tonnellate, secondo

i dati Istat elaborati da

Fruitimprese, rispetto alle

74.924 tonnellate del 2018,

con un aumento del 2,1%

in termini quantitativi e del

1,2% a livello di fatturato,

passato da 494.405 a 500.213

milioni di euro», afferma Vittoria

Calcagni, responsabile relazioni

esterne di Besana, il maggior

produttore italiano che da

solo copre quasi 1/3 dell’export.

Anche le importazioni hanno registrato

una netta crescita, essendo

passate dalle 246.958 tonnellate

del 2018 alle 280.314 tonnellate

del 2019 (+13,5%).

Canali e aree geografiche

A livello di aree geografiche,

il Nord

Ovest registra

la migliore

performance

(+35,9

a vol. e

+35,4% a

val.), seguito

dal Nord


aciati dalla natura

Noi di Fattoria dei Sapori raccogliamo dalla tradizione i frutti di una natura nuova,

più verde, più sana, più buona. Un brand italiano che punta all'innovazione di un

comparto fortemente tradizionale, con elevati standard qualitativi nella selezione

della miglior frutta conservata e frutta secca. Prodotti di alta gamma, racchiusi in

un packaging distintivo ed elegante, facilmente riconoscibile a scaffale.

visita il sito e

scopri i prodotti

biologici

SAMA S.P.A.

Via Vittorio, 88 | Ponso (PD) | T 0429.656170 | www.fattoriadeisapori.it |


MERCATI DMM

Est (+26,1% a vol.

e +26,5 a val.), dal

Centro+Sardegna

(+24,8 a vol. e +25,7

a val.) e dal Sud

(+13,1% a vol. e

+12,4% a val.). Per

quanto riguarda i

canali, il super è

in testa agli altri

mettendo a segno

una crescita significativa

pari a +74% a volume

e +74,4 a valore. L’iper registra

+15,1% a volume e +13,6% a valore,

mentre LSP segna +10,9%

a volume e +12% a valore. La

crisi sanitaria che ha interessato

il Paese negli ultimi mesi ha

ridefinito non solo le abitudini

di consumo ma anche la scelta

dei canali di acquisto, portando

anche a incrementi significativi

delle vendite online, come confermato

da Mario Zani, direttore

generale di Euro Company:

«il canale e-commerce ha

subito un’impennata eclatante,

che ha cambiato molto gli

scenari di mercato e che andrà

senz’altro tenuto in considerazione

per le strategie future».

Il lockdown riporta verso

prodotti più tradizionali

Se il 2019 ha visto crescere

maggiormente il consumo

di prodotti ad alto contenuto

di servizio e ideali per un

consumo “on the go”, come

barrette e misti di frutta secca

sgusciati già porzionati, «il

periodo di lockdown ha riportato

i consumi “alle origini”

– dichiara Mattia Noberasco,

amministratore delegato di

Noberasco – privilegiando gli

ingredienti di base e i formati

scorta, in modo trasversale

alle diverse categorie; nella

Nucis Italia: frutta secca è benessere

L’obiettivo di Nucis Italia, realtà che associa le principali aziende italiane che producono

e commercializzano frutta secca ed essiccata, è quello di sensibilizzare il consumatore sui

benefici nutrizionali e salutistici legati al consumo quotidiano di frutta secca e disidratata.

Proprio per questo porta avanti, da diversi anni, la campagna “frutta secca è benessere”,

che coinvolge medici nutrizionisti, specialisti in Scienza dell’Alimentazione e medici di base.

I progetti di comunicazione per l’anno 2020-2021, prevedono l’attivazione di un’iniziativa

di in-store communication all’interno di oltre 1.250 punti vendita

delle maggiori catene distributive a livello nazionale. In

alcuni negozi selezionati saranno organizzate delle giornate

di consulenza nutrizionale durante le quali il nutrizionista

coinvolgerà la clientela e, grazie a un questionario ad hoc,

riuscirà a fornire consigli circa il consumo quotidiano di frutta

secca o disidratata in base ai risultati ottenuti.

DM MAGAZINE 25


MERCATI DMM

,

Novità tropicali

per Noberasco

Quest’estate Noberasco ha lanciato la

gamma i Tropicali - CoccoBello, Viva il

Mix Tropicale, Bio Mango, Bio Ananas e

la versione Bio Mix Tropicale - proposta in

confezioni doy richiudibili. Il packaging risponde

alla grande attenzione del brand nei

confronti della tutela dell’ambiente: quattro

delle cinque confezioni, infatti, sono

smaltibili nel circuito della carta previa separazione

dello zipper, mentre CoccoBello

è smaltibile nel circuito della plastica. Le

novità tropicali, inoltre, sono al centro di

un importante progetto di sviluppo della

nazione d’origine di tutte le materie prime:

lo Sri Lanka. Nella piccola nazione

asiatica, infatti, Noberasco è impegnata a

supportare la locale realtà cooperativa che

si dedica al conferimento e fornitura della

frutta al fine di migliorare il processo complessivo

di gestione del prodotto. L’iniziativa

sposa a pieno i pilastri valoriali dell’azienda,

che insieme danno vita al “Metodo

Noberasco”: attenzione alle condizioni di

lavoro in essere presso i propri partner fornitori;

rispetto e sostenibilità ambientale;

correttezza delle procedure gestionali dei

fornitori; coinvolgimento e sviluppo delle

comunità, in particolare, nelle aree in via

di sviluppo.

frutta secca, per esempio, si

è registrato un rinnovato interesse

per la frutta in guscio, da

tempo in sofferenza rispetto

alle referenze già sgusciate».

Dal mese di aprile in poi, infatti,

la categoria ha evidenziato una

crescita dei consumi di prodotti

più tradizionali, nei formati

grandi e convenienza, adatti

per un consumo domestico

e alla preparazione di ricette

casalinghe.

Il consumatore cerca prodotti

salutari e naturali

La sempre maggiore attenzione

degli italiani nei confronti

della qualità degli ingredienti

e dell’apporto che essi forniscono

in termini salutistici, ha

sicuramente contribuito alla

crescita costante del comparto.

«La tendenza generale – spiega

Federica Fiore, marketing

manager di Sama – è quella

di ricercare prodotti naturali e

salutari, con proprietà nutritive

benefiche per l’organismo.

Noci, mandorle e pistacchi

sono fonte di proteine, ma

DM MAGAZINE 27


FRUTTA SECCA DAL 1921

From field to fork

Dal 1921 leader internazionale nella trasformazione di frutta secca, il Gruppo Besana

è fornitore di Private Label delle principali catene di distribuzione in Europa e nel

mondo. La divisione Industria fornisce semilavorati alle principali aziende alimentari

internazionali e al canale HoReCa.

Besana dispone di un modello di business integrato con una rete mondiale di produttori.

Questa filiera virtuosa e sostenibile, dall’agricoltore al consumatore, permette un

approvvigionamento di materie prime di alta qualità, con tracciabilità completa.

Il Gruppo Besana è un’azienda familiare cresciuta grazie all’impegno e alla dedizione

di 4 generazioni della famiglia Calcagni. Fonda la leadership internazionale su capisaldi

quali innovazione, qualità e sostenibilità.

www.besanaworld.com


MERCATI DMM

anche di vitamine e

minerali essenziali,

per questo si adattano

perfettamente ai

trend salutistici odierni.

La referenza di frutta

secca più distribuita

da Sama è la noce, in

particolare la varietà

Lara. Per il brand Fattoria

dei Sapori è stato

selezionato un calibro

di pregio con diametro

38+ che, poco presente

a scaffale, rappresenta

un prodotto differente e

visivamente d’impatto».

Anche New Factor punta

sulle noci con Mister

Nut un Mondo di Noci,

una linea di noci estere,

di cui, grazie alla

ricerca e alla tecnologia

italiana, l’azienda è in

grado di garantire alta

qualità e freschezza.

«Si tratta di un nuovo

progetto – afferma

Jasmina Annibali, responsabile

comunicazione

e marketing New

Factor – per valorizzare

il consumo di noci di

qualità. L’obiettivo è di

assicurare una continuità

di freschezza del

prodotto, acquistando

la materia prima, in

base al periodo di produzione,

dai migliori

produttori del mondo

e di darne un ulteriore

valore aggiunto grazie

alla nostra esperienza

maturata negli anni».

Nuovi gusti

per le barrette

La frutta secca in barrette

è molto apprezzata

dai consumatori

perché rappresenta uno

spuntino sano, nutriente

e pratico da consumare

in ogni momento

della giornata. Tra le

proposte più gradite ci

sono le morbide barrette

biologiche BBMIX

e BBExtra di Madi Ventura,

con frutta secca

ed essiccata e nessun

altro ingrediente

aggiunto che, grazie

all’innovativo processo

di lavorazione a freddo,

mantengono inalterate

tutte le proprietà nutrizionali

dei frutti. Anche

New Factor è presente

in questo segmento

con la linea Mister Nut

Wellness, che si è recentemente

arricchita

con nuove referenze:

Arachidi-Ananas, Mandorle-Datteri,

Nocciola-

Caffè, Pistacchi-Zenzero,

Mandorle-Albicocca,

Nocciole-Fave di Cacao.

«A queste – sottolinea

Jasmina Annibali – si

aggiungono le barrette

100% italiane realizzate

Nasce la filiera dell’arachide 100% italiana

Al via il primo raccolto dell’arachide 100% italiana, progetto nato da una collaborazione di

successo tra SIS (Gruppo BF Spa), Noberasco e Coldiretti. La domanda di arachidi sul mercato

nazionale è oggi quasi interamente coperta da prodotto straniero, importato generalmente da

Israele, Egitto e Stati Uniti d’America. La rinascita della filiera dell’arachide nostrana presenta

quindi un enorme potenziale di sviluppo e vedrà, nei prossimi anni, tutto il comparto impegnato a

riattivare gli aspetti agricoli e industriali necessari a rispondere a una richiesta

che si preannuncia di grande valore e che potrebbe portare alla coltivazione

di più di 30.000 ettari sul territorio. Più piccola, più scura e con gusto

particolare rispetto alle tipologie convenzionali, l’arachide italiana viene

depositata in campo nel mese di aprile e raccolta verso la metà/

fine di settembre; necessita di terreni torbosi, di temperature elevate e

di molte ore di luce. Proprio per queste caratteristiche la regione che

ha visto maggiormente svilupparsi questa coltivazione è stata l’Emilia-

Romagna e in particolar modo la zona del ferrarese.

DM MAGAZINE 29


Non smetteremo mai

di metterci il cuore.

Ogni giorno 3.500 negozi delle nostre 27 insegne si adoperano per garantirvi

prodotti di alta qualità a prezzi sempre più bassi.

Da sempre noi di Gruppo VéGé operiamo con passione per rispondere alle esigenze di tutti.

Ecco perché, in questo difficile periodo, i negozi, supermercati e ipermercati del nostro Gruppo

hanno stabilito di bloccare i prezzi sui prodotti delle loro marche e, contemporaneamente,

di continuare ad aumentare il numero di promozioni e offerte. Una scelta concreta con

cui desideriamo dimostrarvi, ancora una volta, vicinanza, attenzione, cura.


MERCATI DMM

con le Noci di Romagna,

con solo due ingredienti

di provenienza nazionale,

proposte in tre

varianti: Noci di Romagna

e fichi, Noci di

Romagna e Mela, Noci

di Romagna e Pera». Le

Barrette Proteiche Plus,

invece, sono l’ultima

novità in casa Noberasco,

disponibili in tre varianti

di gusto: datteri,

caffè e mirtilli. Le referenze,

prive di lattosio,

zuccheri, sciroppi e olio

di palma, sono ideali

per chi pratica sport

sia a livello amatoriale

che pre agonistico, ma

anche per chi è attento

al proprio benessere

che passa da una sana

alimentazione.

L’ITALIANITÀ AL CENTRO

DELL’OFFERTA

Nel corso dell’anno Euro Company ha proseguito

il percorso legato al concetto di “Qualità Etica”

con i propri fornitori stipulando, tra le altre cose,

un accordo di almeno 3 anni, creando relazioni dirette

per eludere la logica del prezzo basso a ogni costo e

concordando un prezzo minimo garantito. Tale percorso

ha permesso il lancio di alcuni prodotti 100% nazionali:

eccellenze italiane – tra cui Etrusca, la nocciola della Tuscia,

e Caruso, la noce di Sorrento – provenienti da filiere

tracciabili e trasparenti, destinate altrimenti a restare

marginali e a scomparire. Garantire prodotti italiani

coltivati con amore e rispetto è infatti la strada che

l’azienda sta percorrendo offrendo materie prime

di qualità come la mandorla Dolcina, la noce in

guscio Biancanoce e i bicchieri 100% Frutta

Italiana.

Uno scaffale sempre

più ricco

Besana innova lo scaffale

con la crema spalmabile

100% frutta

secca, disponibile in

quattro varianti di gusto.

«Il nut butter – spiega

Vittoria Calcagni – è una

vera “spremuta” ottenuta

solo dalla frutta

secca: sana e genuina,

ad alto tenore proteico,

è naturalmente ricca di

preziosi elementi nutritivi

e totalmente priva

DM MAGAZINE 31


MERCATI DMM

Besana entra nel Gruppo Importaco

per rafforzare la leadership europea

Besana ha recentemente comunicato il suo ingresso in Importaco, gruppo

spagnolo specializzato nel settore della frutta secca e delle bevande

naturali. L’intesa tra le due aziende è volta al potenziamento a livello internazionale

e intende rafforzare il vantaggio competitivo nel settore dei

prodotti naturali, come nocciole, anacardi, mandorle, arachidi e semi. Tale

obiettivo è sostenuto da una visione aziendale condivisa tra i due partner

e corroborata da una lunga tradizione di attività ispirate a valori che fanno

la differenza: sicurezza alimentare, qualità, innovazione, sostenibilità,

competenza. Riccardo Calcagni, AD di Besana, ha commentato: «La globalizzazione

dei nuovi mercati e lo sviluppo di sinergie per migliorare le economie di scala sono

fattori determinanti nello scenario attuale. Il Gruppo Importaco è il partner strategico ideale per il

raggiungimento di questi obiettivi e la creazione di valore attraverso la catena di fornitura».

di conservanti, coloranti

e aromi artificiali». L’azienda

ha introdotto

anche una linea di lusso,

realizzata solo con ingredienti

premium: una

mandorla tostata spolverizzata

di tartufo estivo

Urbani, ricco in proteine

e fibre. Per una pausa

sfiziosa, invece, Besana

propone le nocciole

ricoperte di cioccolato

fondente con estratto di

caffè monorigine brasiliano

e le mandorle

ricoperte di cioccolato e

spolverate di cacao con

vaniglia del Madagascar.

Tra le novità pronte per

l’autunno troviamo gli

Snack Revolution di Euro

Company: Crazy Cocco,

chips di cocco tostate

e leggermente salate,

Robusto caffeina croccante,

a base di ananas

essiccato, noci pecan e

chicchi tostati di caffè

peruviano, e Chocorilla,

snack composto da

anacardi con un pizzico

di sale, noci pecan caramellate

al miele e pepite

di cioccolato. In rampa

di lancio poi Antica Torrefazione

Italiana, brand

che recupera un antico

ingrediente dal sapore

speciale: il tempo. «È

infatti grazie all’abilità

dei nostri mastri tostatori

– dichiara Mario Zani

– che abbiamo dato vita a

una linea di frutta secca

dall’aroma e dalla croccantezza

straordinaria,

attraverso una modalità di

cottura lenta e uniforme,

realizzata su forno a teglia».

Una comunicazione

trasparente

Le aziende del comparto

scelgono di parlare ai

consumatori in diversi

modi e utilizzando differenti

media. La strategia

comunicativa di Sama si

basa sia su media tradizionali

che su strumenti

digital, anche se la comu-

DM MAGAZINE 33


MERCATI DMM

nicazione inizia prima

di tutto dallo scaffale:

la visibilità del packaging

e la trasparenza

che mostra la qualità

del prodotto è il primo

messaggio di Fattoria

dei Sapori per il consumatore,

cercando

sempre di instaurare

un dialogo diretto attraverso

informazioni

utili su prodotto, filiera

ed eventuali impieghi in

cucina. Media mix anche

per Ventura che da

diversi anni ha impostato

un piano di

comunicazione

integrata,

includendo tv,

radio, campagne

web,

social e attività

di field

marketing.

Durante il

lockdown, a

ridosso della

Pasqua, l’azienda ha

deciso di realizzare uno

spin off della campagna

già esistente per

ribadire l’importanza

di “restare a casa”, o

meglio, di “resistere a

casa”. «La campagna –

spiegano Matteo Giorgi,

digital marketing

manager e Angelica

Addeo –, trasmessa in

tv e declinata su Facebook

e Instagram, è uno

straordinario esempio

di come Ventura creda

nell’utilizzo coordinato

dei canali media

al fine di promuovere

una

brand identity

forte e coerente».

La comunicazione

di Noberasco,

invece, si

concentra principalmente

sul

mondo digitale,

soprattutto sui

social, con un approccio

prodotto-centrico e un

tone of voice articolato

a seconda della piattaforma

su cui è veicolato

il contenuto per trasmettere

valori veritieri

in modo trasparente e

mirato.

Più attenzione

per l’ambiente

Il rispetto per l’ambiente

e per le risorse

collettive guida l’operato

di molti player del

mercato, che cercano

di tradurre il proprio

impegno in azioni concrete

spaziando dalla

riduzione delle emissioni

di CO2 al risparmio

idrico, dall’installazione

di pannelli fotovoltaici

negli stabilimenti fino

ad arrivare alla scelta

di packaging riciclabili.

In particolare, l’assunzione

di una precisa

responsabilità in fatto

di sostenibilità da parte

di Euro Company è

testimoniata dal suo

essere Società benefit

dal 2018 e parte del

movimento B Corp dal

2019. Nel 2020 l’azienda

ha avviato uno studio di

Life Cycle Assessment

(LCA), ossia uno studio

comparativo dell’impatto

ambientale che

hanno i packaging dei

prodotti in tutte le fasi

del loro ciclo di vita.

34 DM MAGAZINE


MERCATI DMM

L’esito di questa analisi permette

di sviluppare uno studio successivo

di ecodesign delle confezioni,

al fine di rendere ancora maggiori

gli impatti positivi provocati dalle

scelte aziendali sull’ambiente.

Besana si è dotata di una propria

sustainability chart per la riduzione

di CO2, lavorando su importanti

investimenti strutturali come l’installazione

di un trigeneratore di

ultima generazione. Investe inoltre

sul packaging, favorendo l’utilizzo

di plastiche monomateriale (per

una piena riciclabilità) e il recupero

di cartoni e glassine di scarto. «Già

entro quest’anno – sottolinea Vittoria

Calcagni – un quarto dei nostri

imballaggi saranno riciclabili, il

100% entro il 2025. Un’ulteriore

tappa di questo percorso “green”

è prevista nel 2035, quando tutte

le soluzioni di imballaggio saranno

compostabili e biodegradabili, prodotte

totalmente da fonti rinnovabili

e riciclate, per un reale impatto

zero sull’ambiente».n

Arriva Scorta Verde, la linea

“green” di Ventura

Guardando agli sviluppi Ventura sul

mercato, l’azienda punterà sempre di

più su progetti e prodotti caratterizzati

da un elevato apporto valoriale sia

in termini nutrizionali e salutistici, sia

in termini di sicurezza alimentare e

di sostenibilità ambientale. «A breve

– dichiara Angelica Addeo, brand

manager Ventura – lanceremo una

nuova linea monofrutto, che comprende

pistacchi tostati, noci sgusciate

e mandorle sgusciate, e mix, ovvero

uvetta, mandorle pelate, nocciole e

noci sgusciate, nei formati “scorta”

da 350 g e 500 g, accuratamente selezionati

tra i migliori raccolti per ciascuna

materia prima». La linea Scorta

Verde è confezionata in packaging

100% biodegradabile e compostabile,

amico dell’ambiente perché nato dalla

bioplastica vegetale per essere raccolto

nell’umido di casa e differenziato

nell’organico. La scelta della busta

a cuscino, inoltre, ha lo scopo di massimizzare

l’efficienza logistica e ottimizzare

le pallettizzazioni per ridurre

al minimo l’impatto ambientale.

DM MAGAZINE 35


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

La linea COLOMBA PLATINO

si amplia con il NERO D’AVOLA

Nato nel 1959, Colomba Platino Insolia

è un vino da sempre protagonista

dell’enologia siciliana e della ristorazione,

creato da Topazia Alliata, ultima discendente

della famiglia a gestire la casa vinicola

Duca di Salaparuta: si tratta di un’Insolia in

purezza, prodotta con uve provenienti dalla

Sicilia occidentale, dove il clima caldo-arido e

la forte escursione termica permettono la perfetta

maturazione delle uve a bacca bianca. Il

2020 è stato un anno di grandi novità per la

linea Colomba Platino, interessata dall’ingresso

in Grande Distribuzione e dall’ampliamento

della gamma, arricchita da un nuovo Nero

d’Avola: in seguito ad approfondite ricerche

di mercato, infatti, l’azienda ha individuato il

target di riferimento privilegiato per la linea

Colomba Platino, ossia la fascia di consumatori,

definita “premium seeker”, che cerca rassicurazioni

sul prezzo e sulla notorietà del

brand. Realizzato con le uve provenienti dal

profondo sud della Sicilia, dove sole e vento

contribuiscono alla produzione di frutti sani e

di grande struttura, il Nero d’Avola è un vino


ampio e vellutato al palato, contraddistinto

da note speziate che rispecchiano al meglio

tutte le caratteristiche più autentiche

del Terroir. La gamma si distingue anche

per il packaging originale e riconoscibile,

caratterizzato dalla bottiglia renana, solitamente

impiegata per i vini del Nord Italia e

inusuale tra gli scaffali della Grande Distribuzione:

con la nuova etichetta avvolgente,

irregolare e ondulata (bianca per l’Insolia e

nera per il Nero d’Avola), la linea Colomba

Platino comunica il carattere aristocratico

di questi vini, catturando l’attenzione

dei consumatori più attenti all’estetica e al

design. Entrambe le referenze, presenti in

Gdo dall’inizio del 2020, hanno registrato

buone performance se pur incontrando lievi

difficoltà di inserimento iniziali, dovute

all’emergenza sanitaria che ha interessato il

Paese e i primi riscontri registrati da parte

dei consumatori e dei buyer della Grande

Distribuzione sono molto positivi.


La nostra tutela

è la vostra sicurezza.


OPINIONE DMM

Oltre l’assortimento,

l’OFFERTA

C’è un nuovo category management “olistico” all’orizzonte

che considera tutti gli elementi dell’offerta: perché

è indubbio che le scelte assortimentali influiscano sul

posizionamento dell’insegna.

Tra le chiavi di successo di

alcune insegne c’è senz’altro

la distintività del proprio

assortimento, sia in chiave di

completezza, che di originalità,

che di attinenza al territorio:

comunque di non omologazione.

E a ben guardare ciò che

risulta vincente è la coerenza

dell’assortimento all’interno del

contesto più ampio di un’offerta

distintiva.

Assortimento e Offerta ,

nel linguaggio operativo

della GDO spesso sono utilizzati

come sinonimi, ma non

lo sono: il principale requisito

dell’assortimento è di essere

perfettamente sovrapposto alla

lista della spesa dei clienti, al

loro tempo disponibile, al loro

desiderio di scelta (che non è

l’imbarazzo della scelta !), e di

gratificazione; meglio se poi an-

ticipa un loro bisogno latente.

Se l’assortimento non soddisfa

queste caratteristiche, l’offerta

rischia di essere decodificata

dal cliente soprattutto attraverso

prezzo e promozioni:

la marginalità si abbatte, la

fedeltà è messa tutti i giorni a

rischio.

C

’è un nuovo category management

“olistico” all’orizzonte

che considera tutti

gli elementi dell’offerta: perché

è indubbio che le scelte

assortimentali influiscano sul

posizionamento dell’insegna

anche per aspetti non legati

alla scelta, ma alla costruzione

stessa dell’offerta, come ad

esempio la percezione di convenienza

(struttura dei terzili,

prezzo medio, ecc.); per non

parlare degli aspetti relazionali

e di appartenenza che ruotano

attorno a certe scelte assortimentali:

perché l’assortimento

rivela il progetto commerciale

di un’insegna.

invece assistiamo ancora

all’appiattimento degli E

assortimenti, spesso legato

all’allineamento su valori medi

rilevati sul mercato, mentre

quasi mai la migliore risposta

ai bisogni dei propri clienti si

ottiene “facendo la media”.

Serve un approccio e delle

soluzioni che restituiscano

personalità all’offerta,

analizzando in profondità

il comportamento dei clienti,

identificando le chiavi d’ingresso

per categoria e unità di

bisogno, simulando l’impatto

delle scelte in tempo reale.

Il livello di complessità aumenta,

servono apertura e strumenti

adeguati.n

Marco Filipponi

TradeLab Senior Consultant

DM MAGAZINE 39


SOLUZIONI IN VETRINA DMM

#Zerowaste

ed Economia Circolare

L’impatto della

refrigerazione nella

conservazione del

cibo e la capacità

di riciclo globale

Il 29 settembre si è tenuta la Giornata Internazionale

della Consapevolezza sugli

Sprechi e le Perdite Alimentari: un’occasione

per riflettere su alcuni fattori che stanno

diventando di assoluta importanza nel mondo

dell’industria alimentare, distribuzione

organizzata compresa. L’applicazione della

legge Gadda (legge n.166/16), attualmente

la migliore in Europa, stimola tutti gli attori

della filiera a essere partecipi e attivi nella

riduzione dello scarto alimentare. A partire

dall’ambiente domestico siamo tutti coinvolti

a fare nostre queste nuove abitudini. Nessuno

è esente, e la consapevolezza di essere chiamati

a portare risultati ci rende responsabili

delle nostre azioni.

L

’atto del riciclo dello scarto, o per lo meno

di quello che una volta consideravamo

scarto, col passare del tempo ha creato un

automatismo che, sotto gli occhi di tutti, sta

producendo risultati incredibili. Il coinvolgimento

della società civile e dell’associazionismo

a livello nazionale e internazionale

(Banco Alimentare, Feba, FBAO) permette di

riutilizzare il cibo in scadenza nel migliore dei

modi.

In queste nuove dinamiche entra il comparto

industriale, che con i settori dedicati alla

produzione del cibo e alla produzione dei macchinari

per la loro conservazione riesce a dare

un contributo importante, a volte straordinario.

L’industria conserviera, grazie a una produzione

consapevole e un controllo della filiera alimentare

senza punti deboli, è riuscita a ridurre

lo spreco di alimenti sfruttando al massimo le

capacità intrinseche del proprio settore. Allo

stesso tempo, il comparto del freddo ha fatto

la sua parte proponendo macchinari che garantiscono

una shelf-life e una conservazione

adeguata delle referenze, mantenendo intatte

le caratteristiche organolettiche e proteiche

del cibo. È possibile però andare anche oltre:

il passo successivo alla più tradizionale attenzione

per la conservazione dei cibi è l’adesione

di tutti i prodotti, inclusi i packaging, al ciclo

dell’economia circolare. Secondo la definizione

40 DM MAGAZINE


SOLUZIONI IN VETRINA DMM

della Ellen MacArthur Foundation, nell’economia

circolare i flussi di materiali sono di due tipi:

quelli biologici, che possono essere reintegrati

nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere

rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Epta,

Gruppo multinazionale specializzato nella refrigerazione

commerciale, nella sua globalità è già

pienamente coinvolta nell’adozione delle pratiche

di economia circolare: ne è testimonianza

la profonda collaborazione con l’Università delle

Scienze Gastronomiche di Pollenzo e il concept

Circular Bar & Grocerant presentato all’ultima

edizione EuroShop, che si è tenuta a Düsseldorf

nel febbraio di quest’anno.

Il concept illustra come realizzare un bar o il

servizio di ristorazione Grocerant in

un punto vendita (Grocery + Restaurant),

adottando soluzioni che minimizzino

l’impatto ambientale e che siano

portatrici di innovazione sociale. Sviluppato

dall’Università di Scienze Gastronomiche

(prof. Franco Fassio con il team

Relazioni Esterne Unisg Gabriele Cena,

Matteo Doveri, Daniele Ceratto, Roberta

Rainero e la collaborazione di Alberto

Montobbio, studente Unisg del corso di

Laurea Magistrale in Food Innovation &

Management) insieme al Gruppo Epta e

il suo team specializzato EptaConcept

(coordinato da Giorgio De Ponti, Product

Strategy Manager Epta) ha riunito anche

ben 16 stakeholders, alcuni dei quali d’importanza

mondiale: Lavazza, Wega, Novamont, Lucart,

BWT, Andriani, Colussi Group, Keo Project, Oleificio

Zucchi, Fungo Box, Molecola, Kulmbacher, Il Frutto

Permesso, Coop Tesori Bio.

Si è scelto di operare nei settori Bar e Grocerant

perché ritenuti più promettenti e

cross-contaminanti con la grande distribuzione

organizzata. Il Grocerant è e sarà il settore emergente

e più profittevole nella Gdo, mentre il Bar

è da sempre elemento di trade-union tra il cibo, le

bevande e la popolazione di qualsiasi estrazione

sociale. Il Circular Bar & Grocerant rappresenta

l’elemento predominante di questa evoluzione,

diventando un hub di incontro e di scambio di idee,

un luogo di promozione di un’economia rigenerativa

e resiliente, che si realizza all’interno di uno dei

luoghi più frequentati dai clienti europei.

Giorgio De Ponti

Product Strategy Manager Epta

DM MAGAZINE 41


I derivati del pomodoro

puntano sulla filiera

100% italiana


MERCATI DMM

Il comparto, nell’anno

terminante ad agosto

2020, cresce sia a volume

(+6,6%) che a valore

(+12,3%) rispetto all’anno

precedente con un

giro d’affari che supera

i 541 milioni di euro.

L’incremento positivo

interessa tutti i segmenti

con polpe, passate e

pomodorini che segnano

le migliori performance.

Provenienza 100% italiana

della materia prima,

segmentazione regionale,

qualità certificata

e tracciabilità sono gli

elementi chiave su cui le

aziende del settore investono

per valorizzare e

innovare l’offerta.

Il mercato dei derivati

del pomodoro

nell’anno terminante

ad agosto

2020 (fonte: IRI Totale

Italia Iper+Super+Lsp)

ha registrato una crescita

sia a volume che

a valore, pari rispettivamente

a +6,6%

e a +12,3%, rispetto

all’anno precedente,

mettendo a segno

vendite per oltre 541

milioni di euro. Un

incremento positivo

che interessa tutti i

segmenti, con polpe

(+8,8% a vol. e +13,5%

a val.), passate (+6,4

a vol. e +13,4% a val.)

e pomodorini (+6,1%

a vol. e +10,2% a val.)

che registrano il trend

migliore. Chiudono i

concentrati con +4,7%

a vol. e +6% a val. e i

pelati con +4,1% a vol.

e +8,3% a val. Le vendite

nella Gdo rimangono

nelle mani di tre

grandi player – Mutti,

Conserve Italia e Petti

– che coprono da soli

a valore il 50,4% del

mercato, mentre la

private label si attesta

a quota 20,3%. La

forte crescita dei volumi

del mercato dei

derivati del pomodoro

è indotta anche dall’emergenza

sanitaria

che ha interessato il

paese nel 2020: «il

Covid-19 – spiega

Chiara Spagna, marketing

manager food

Conserve Italia – ha

avuto un impatto significativo

sugli stili di

vita e sulle abitudini

alimentari degli italiani

che, nei soli mesi di

marzo e aprile, hanno

acquistato conserve di

pomodoro a un ritmo

del +50% e +30% a

valore e del +40% e

DM MAGAZINE 43


MERCATI DMM

Valfrutta lancia la linea

Pomodoro al Vapore

L’innovazione di Conserve Italia coinvolge tutta

la filiera, dalla coltivazione in campo delle

materie prime fino al packaging e alla qualità

del prodotto finale, cercando di valorizzare la

qualità e proponendo sempre nuovi concetti di

prodotto. Da qui nasce l’innovativa linea Pomodoro

al Vapore Valfrutta: quattro referenze

- Passata Vellutata, Polpa Gran Cubetti, Pelati,

Polpa Fine - di alta qualità, uniche sul mercato,

in cui il sapore naturale e genuino dei

migliori pomodori è mantenuto intatto dalla

delicata lavorazione a vapore. «Grazie alla

tecnologia al vapore – spiega Chiara Spagna

– i pomodori sono lavorati con maggiore delicatezza,

per preservare al meglio le caratteristiche

organolettiche della materia prima,

tutta rigorosamente italiana. Si tratta di un

progetto unico e distintivo, nato per portare

innovazione nello

scaffale delle conserve

rosse e conquistare

un consumatore

sempre

in cerca di prodotti

con alte caratteristiche

qualitative».

+20% a volume rispetto

agli stessi mesi del

2019».

Il super stacca gli altri

canali

Con il canale food service

che ha subito uno

stop importante in seguito

alla pandemia, è

il supermercato a dominare

la scena rappresentando

la fetta di

mercato più considerevole

con quota +71,2%

sia a volume che a

valore. Lsp, con +17,3%

a volume e 17,1% a valore,

e Iper, con 11,5%

a volume e 11,7% a

valore, registrano performance

decisamente

inferiori discostandosi

non di molto tra loro.

L’andamento per aree

geografiche vede il Sud

in testa con una crescita

delle vendite pari

a +36,2% a volume e a

+29,2% a valore, seguito

dal Centro+Sardegna

con +27,2% vol. e

DM MAGAZINE 45


Dal campo

alla bottiglia.

Il segreto

di tanta bontà

è accorciare

le distanze.

RACCOLTA A

DISTANZA MEDIA

DI CIRCA 50 KM

DALLO STABILIMENTO

PROCESSO DI

LAVORAZIONE

CONTROLLATO E

CERTIFICATO

SOSTENIBILITÀ

DEI PROCESSI

PRODUTTIVI E DI

TRASFORMAZIONE

STRUMENTI

DI TRACCIABILITÀ

EVOLUTA

50 km è la distanza media che separa il terreno di

coltivazione dei nostri pomodori dagli stabilimenti dove

vengono confezionati. L’innovazione al servizio della massima

naturalità, una filiera corta che allunga il sapore per offrire

ogni giorno un prodotto fresco, genuino e certificato.

wwwpomionlineit


MERCATI DMM

Mutti innova

lo scaffale con la Polpa

di Datterini

Mutti amplia l’offerta del segmento polpe con la Polpa

Datterini, la cui peculiarità è quella di essere realizzata

con pomodoro datterino 100% italiano, una varietà dal

gusto naturalmente dolce, che conferisce al prodotto

un sapore delicato, morbido e avvolgente. Tagliata in

polposi pezzetti e particolarmente succosa, è ideale

nelle cotture brevi e perfetta per condire la pasta secca, da

quelle di semola a quelle integrali e a base di legumi, e per

ricette con pesce e molluschi. La referenza va ad ampliare

la gamma di Polpa Mutti, affiancandosi alla Polpa di

pomodoro in finissimi pezzi, caratterizzata invece

da un gusto fresco, perfetta in abbinamento a

pasta fresca, carne, verdure e pizza.

27,6%, val. e dal Nord

Ovest con +23% vol. e

+26,8% val. Fanalino di

coda il Nord Est, che

registra +13,6% a vol. e

+16,3% a val.

Cresce la voglia di

biologico e naturale

Negli ultimi mesi prosegue

la crescita del biologico,

sul quale Petti ha

puntato per primo e sin

dal lancio nello scaffale

dei rossi. «In linea con

queste tendenze – afferma

Pasquale Petti,

direttore generale Petti

– abbiamo unito nei

nostri prodotti di punta

della linea Bio anche la

specialità della materia

prima oltre a quella

regionale, raggiungendo

ottimi risultati con la

passata e la polpa fine di

pomodori datterini biologici

toscani da 350 g, che

rimangono un unicum

sul mercato e che restano

in linea anche con la

crescente richiesta dei

formati ad alto servizio».

La grande attenzione

da parte

del consumatore

verso referenze

sane e naturali

ha portato Consorzio

Casalasco

del Pomodoro

a sviluppare

prodotti a base

di pomodoro a

“Residuo Zero”,

punto di transito

per un’ulteriore

DM MAGAZINE 47


Inox Design - Milano

MODENA

Si sa, gli italiani di passate di

pomodoro se ne intendono.

È per questo che del nostro

“Lampomodoro” apprezzano

la genuinità, la straordinaria

corposità e la naturale

dolcezza. Lo sappiamo perché

grazie al loro giudizio

abbiamo vinto il “Quality

Award”, un importante riconoscimento

che ci gratifica

e onora. Perché per noi il

gradimento degli italiani è

molto importante. E per voi?

Buoni si nasce.

Per la nostra passata usiamo

solo pomodori cresciuti in

Emilia Romagna, una terra

generosa e particolarmente

fertile che grazie alle ottime

caratteristiche pedoclimatiche

conferisce al pomodoro

il tipico sapore dolce e la

particolare compattezza della

polpa.

Piace

anche all’ambiente.

L’utilizzo di coltivazioni a basso

impatto ambientale ha permesso

ai nostri pomodori di

essere certificati dal marchio

“Qualità Controllata”. Una

garanzia in più per l’ambiente

e per la salute.

La qualità premia.

Il “Quality Award” è il risultato

di una valutazione espressa

direttamente dai consumatori

chiamati a giudicare nel corso

di rigorosi blind test le caratteristiche

del prodotto nel suo

complesso: aspetto, profumo,

sapore, consistenza, ecc.

Ecco come crescono

i nostri pomodori.

Crescita in rotazioni +48,6%

(vs mkt +33.5%)

Crescita vendite a volume +52.6%

(vs mkt +10.6%)

dati IRI I+S+LSP YTD Agosto 2020


MERCATI DMM

Qualità certificata per

Le Conserve della Nonna

Le Conserve della Nonna, fra le

prime aziende in Italia a realizzare

conserve di pomodoro in vaso di vetro

trasparente, a garanzia di una

bontà che prima si vede e poi si assaggia,

utilizza per i propri prodotti

solo varietà di pomodoro dal sapore

particolarmente dolce, raccolti

esclusivamente in Emilia-Romagna,

coltivati con metodologie a basso

impatto ambientale, che le hanno

garantito anche il marchio “Qualità

Controllata” della regione. «Il simbolo

QC – sottolinea Lorenza Baretti,

responsabile marketing

prodotto comparto conservati Le

Conserve della Nonna – garantisce

una produzione integrata, rafforzata

anche dal fatto che la maggior

parte del nostro pomodoro proviene

da campi situati a pochi km

dal nostro stabilimento, quindi una

produzione altamente sostenibile a

tutela della salute del consumatore

e dell’ambiente. Il particolare processo

produttivo inoltre ci consente

di ottenere passate particolarmente

dense e corpose con

un basso coefficiente

Bostwich, altamente

performanti in cucina.

Qualità riconosciuta

che ci ha permesso

di vincere il Quality

Award 2020, un premio

attribuito direttamente

dai consumatori

a seguito dell’assaggio

del prodotto».

diminuzione dell’impatto sull’ambiente

e l’offerta di un prodotto

eccellente: un pomodoro fresco e

maturo pronto alla lavorazione senza

alcun residuo di agrofarmaci. Il

residuo zero rappresenta quindi

un’evoluzione del prodotto

convenzionale per ottenere

referenze più sicure, salubri e

sostenibili.

Il valore aggiunto della

segmentazione regionale

Il mercato ha cercato di

rinnovarsi e di innalzare il

valore dei prodotti a scaffale

puntando sulla segmentazione

regionale. È quello che

ha fatto Mutti con le Passate

Regionali, tre diversi prodotti il

cui carattere rispecchia a pieno

quello del territorio in cui il pomodoro

nasce: la Passata Siciliana al

palato briosa e vivace, perché fatta

DM MAGAZINE 49


Le Selezioni

L , eccellenze del territorio Italiano.

datterino Sicilia

di

Cirio seleziona le migliori varietà di pomodoro, scegliendo i territori d'origine d'eccellenza.

Come i Datterini di Sicilia, coltivati solo nelle zone più vocate, su terre antiche, dove il sole e il terreno

li rendono straordinariamente dolci, e subito lavorati con le più moderne tecniche.

Così nascono Le Vellutate di Datterino di Sicilia Cirio: prodotti eccezionali caratterizzati da una estrema

dolcezza naturale, grazie alla provenienza territoriale e da una polposità e cremosità uniche:

100% Sole di Sicilia, 100% Gusto e Natura.

Maturati al

sole di Sicilia

Estrema dolcezza

naturale

Raccolti

a mano

Qualità

certificata

100% Pomodoro

Siciliano


MERCATI DMM

solo con pomodoro

ciliegino 100% siciliano,

coltivato nel territorio

della Piana di

Catania, nella Sicilia

Sud-Orientale, ai piedi

dell’Etna; la Passata

Pugliese, dal carattere

rustico e vigoroso

perché realizzata solo

con pomodoro lungo

100% pugliese, coltivato

nel territorio

della Capitanata, nella

Puglia settentrionale;

la Passata Emiliana,

morbida e armoniosa

come il pomodoro

datterino 100% emiliano

da cui nasce, che

proviene dal territorio

delle campagne

Parmensi, nel cuore

dell’Emilia.

Ad arricchire l’offerta

troviamo anche la

nuova linea Le Selezioni

Cirio, un’esclusiva

gamma dedicata

a valorizzare l’eccellenza

del territorio

italiano, la qualità e

l’origine della materia

prima per le produzioni

regionali di Puglia e

Sicilia. In particolare,

la novità Datterini di

Sicilia Cirio, realizzata

con datterini

rossi e gialli,

presenta una

grande dolcezza

naturale

grazie alla

provenienza

territoriale,

alla polposità

e cremosità

che la terra e

il sole di Sicilia

riescono a

garantire.

Agromonte,

invece, colora lo scaffale

di giallo con “I

Gialli di Agromonte”,

gamma che comprende

anche una passata

a base di pomodorini

ciliegino gialli, 100%

Made in Italy e 100%

siciliani, coltivati in

serra con metodi

naturali, raccolti manualmente

e lavorati

entro 24 ore con procedimenti

tradizionali

per mantenere inalterati

il sapore e le proprietà

nutrizionali.

DM MAGAZINE 51


Pomodoro pugliese

anche per Rosso Gargano,

il cui prodotto

di punta è il pelato di

Puglia, caratterizzato

da una forma più

allungata rispetto ai

pelati tradizionali,

tratto distintivo e tipico

delle coltivazioni della

provincia di Foggia.

La comunicazione

è sempre più digital

Le numerose attività di

comunicazione e marketing

messe a punto

dai player del comparto

per sostenere i

propri brand e prodotti

si concentrano prevalentemente

sul web, in

particolare sull’utilizzo

dei social network.

Facebook, Instagram,

Twitter,

Pinterest

e YouTube

sono i canali

scelti

da Cirio per

creare una

forte community

con

la quale

interagire

quotidianamente,

a cui si

aggiunge

un’intensa

collaborazione

con foodblogger

e portali di cucina.

Per quanto riguarda

Mutti, l’azienda comunica

su diversi media

online con un tone of

voice più istituzionale

sui canali Linkedin

e Twitter e con una

comunicazione maggiormente

rivolta al

consumatore su Instagram

e Facebook,

dove il prodotto la fa

da padrone. L’ultima

novità, a tal proposito,

è il format “Voci di

Impegno” ideato per

raccontare il premio

dedicato a valorizzare

l’eccellenza degli

agricoltori conferitori

di Mutti, il Pomodorino

D’Oro. Per la sua

21esima edizione, è

stato creato un vero e

proprio viaggio attraverso

l’attenzione al

territorio, la valorizzazione

della filiera del

pomodoro e il rispetto

per le persone, raccontato

dalla conduttrice

di Radio Deejay

La Pina e dal cantautore

Elianto. Anche

Consorzio Casalasco

MERCATI DMM

DM MAGAZINE 53


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Per l’autunno

MOLINO ROSSETTO

punta sulle farine di mais

In linea con i propri progetti per il 2020, con l’arrivo della stagione autunnale,

Molino Rossetto investe sulla propria linea di farine di mais, con un progetto

di valorizzazione del packaging e della presenza sul punto vendita. L’azienda

veneta guarda infatti oltre al mondo polenta, alla quale tali referenze sono inevitabilmente

e quasi esclusivamente collegate, individuando nuovi e interessanti

momenti e occasioni di consumo. Le Farine di Mais sono altamente versatili

e possono tradursi non solo in questo piatto simbolo della stagione invernale,

ma anche in una serie di interessanti ricette facili, veloci e creative, in grado di

attrarre anche i consumatori più giovani e meno tradizionalisti. Un messaggio

nuovo che merita di essere veicolato in modo altrettanto nuovo. Ecco perché

Molino Rossetto ha scelto di vestire i due prodotti di punta della linea, ovvero

la Farina di mais per Polenta Bramata e la Farina di Mais per Polenta Istantanea,

entrambe frutto di una filiera 100% italiana, con l’innovativo contenitore

“Vpack”, la rivoluzionaria confezione moderna e sostenibile ideata dall’azienda

in collaborazione con Italpack. Realizzato in carta FSC®, con tappo apri-chiudi

in plastica bio-based, è resistente, facile da stivare, completamente riciclabile,

ma soprattutto richiudibile, consentendo di conservare il prodotto in modo pratico,

senza effettuare travasi in appositi contenitori. Inoltre, la finestra laterale

mostra a colpo d’occhio e senza ausilio di bilance il quantitativo rimanente suddiviso

per porzioni, facilitando così il dosaggio. Grazie alla presa sicura dovuta

alla caratteristica forma “a V” della confezione e al tappo dosatore, poi, può

essere versata facilmente nell’acqua di cottura mentre si mescola con la frusta,

con un alto livello di servizio per il consumatore. A queste si affiancano altre

referenze, che consentono di allestire uno scaffale davvero completo in grado

di rispondere alle diverse esigenze dei consumatori. Si va infatti dalle classiche

Farina di Mais per Polenta Bramata Gialla e Farina di Mais per Polenta Bianca,

alle “speciali”. Tra queste, Farina di mais per Polenta Integrale senza glutine

Bio e Farina di Mais per Polenta Fioretto, Farina di Mais per Polenta Istantanea

Gialla, Farina di Mais per Polenta Istantanea Bianca, la speciale Farina di Mais

e Grano Saraceno per Polenta Taragna Istantanea oltre ai Preparati per Polenta

ai Formaggi e per Polenta ai Funghi Porcini.

Tutte referenze interessate da un restyling in linea con le scelte estetiche adottate

per i “Vpack” – trama grafica che rimanda al filato grezzo della juta e oblò

che mostra il contenuto - con l’intento di creare una comunicazione di linea

coerente e una macchia a scaffale altamente riconoscibile per i consumatori. A

disposizione delle insegne, inoltre, anche un espositore dedicato da 45 pezzi.


MERCATI DMM

del Pomodoro punta

fortemente sulla

comunicazione digital:

«Il web – afferma

Fabrizio Fichera, direttore

marketing di

Consorzio Casalasco

del Pomodoro – assorbe

l’80% dei nostri

investimenti, sia in

Italia sia nel mondo,

da oltre due anni.

La creazione di una

piattaforma digitale

multi-paese, con 13

siti dedicati ai mercati

strategici e più importanti

per il marchio

Pomì ne è una tangibile

testimonianza.

Sul portale sono disponibili

contenuti in

8 lingue diverse, ricchi

di informazioni su prodotti,

azienda e filiera,

con ricette originali,

notizie e curiosità».

Maggiori risorse in

ambito digital anche per

Petti, a partire proprio

dai social network. Dal

prossimo autunno l’azienda

conta di lanciare

nuove campagne di collaborazione

con blogger

e influencer del settore

sfruttando al massimo

le potenzialità dei mezzi

online per consolidare

ulteriormente il dialogo

diretto e il rapporto di

fiducia instaurati con i

consumatori.

Anicav valorizza la filiera del pomodoro da industria

L’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali

in questi anni sta lavorando intensamente per un recupero reputazionale

del settore e a tal fine ha commissionato nel 2019 a Reputation

Institute - società leader mondiale specializzata in corporate

reputation - uno studio che ha analizzato il legame emotivo degli italiani nei confronti delle conserve

di pomodoro e delle aziende, identificando i driver reputazionali per consolidare il posizionamento

e l’immagine del comparto. «È fondamentale – dichiara Giovanni De Angelis, direttore generale

Anicav – riuscire a comunicare al consumatore gli “aspetti positivi” della filiera: tracciabilità,

eticità, sostenibilità ambientale, qualità e salubrità. L’obiettivo dovrà essere quello di allontanare il

pomodoro dal concetto di commodity a basso costo, puntando sulla formazione di un consumatore

consapevole, disposto a pagare un premium price nel quale sia compreso il benessere sociale e in

grado di riconoscere gli sforzi della filiera in tema di sostenibilità». Inoltre, Anicav ed EZ Lab, pmi innovativa

specializzata in soluzioni digitali avanzate per il settore smart agri-food, hanno dato il via al

progetto sperimentale “Tomato Blockchain” che, grazie all’impiego della tecnologia blockchain, punta

a valorizzare la produzione del pomodoro di qualità, garantendone l’origine, la sicurezza e i valori

sociali da trasferire al consumatore finale, certificando tutti i passaggi del processo di produzione e

trasformazione.

DM MAGAZINE 55


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e tu dici quadrato

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MERCATI DMM

Princes in prima linea per garantire un futuro

sostenibile alla filiera

La sostenibilità guida l’operato di Princes Industrie Alimentari,

società che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa

per la trasformazione del pomodoro e parte di Princes,

primario gruppo internazionale del food&beverage del Regno

Unito. Nel febbraio 2019, l’azienda ha infatti siglato con Coldiretti

uno storico accordo nazionale di filiera per la sostenibilità

e l’etica della filiera “Pomodoro 100% Italiano”, con l’obiettivo

di dare nuova competitività a un comparto strategico per l’agricoltura

italiana e garantire un futuro sostenibile e duraturo

a tutta la filiera, dal punto di vista economico, ambientale e

sociale. «Il nostro è un impegno concreto e a 360°: abbiamo

sempre lavorato e investito – spiega

l’AD di Princes, Gianmarco

Laviola – per garantire il rispetto

dei diritti umani dei lavoratori in

tutta la filiera, anche al di fuori dei

nostri cancelli. Nell’ambito di questo

focus sulla sostenibilità etica

abbiamo lanciato dal 2018 il programma

“Lavoro senza frontiere”,

in collaborazione con la Caritas di

Foggia, che prevede l’assunzione in

azienda di migranti per dare loro

non solo un’opportunità di lavoro

ma anche di integrazione nella società

in cui viviamo».

fidelizzati secondo modalità

certificate. Mutti

è stata la prima realtà

a certificare i suoi

prodotti con il marchio

“Produzione Integrata

Certificata” e, a partire

dal 2001, ha ottenuto

la dichiarazione “non

ogm”. Inoltre, dal 2016

ha raggiunto la completa

certificazione di

tracciabilità di filiera,

secondo la norma internazionale

Iso 22005

a garanzia della provenienza

del pomodoro.

Trasparenza e

attenzione all’impatto

ambientale anche per

Consorzio Casalasco

e le aziende agricole

socie: alcuni mesi

fa è stato pubblicato

il nuovo Bilancio di

Sostenibilità 2019, un

documento particolarmente

dettagliato col

quale la cooperativa si

impegna a condividere

pubblicamente aspetti

etici, ambientali e di

gestione operativa per

trasferire i valori coi

quali opera da anni.

Cresce l’attenzione

verso tracciabilità e

impatto ambientale

La crescente sensibilità

nei confronti della

sostenibilità orienta

le scelte delle aziende

che operano nel comparto.

Per Mutti sostenibilità

significa anche

qualità dei prodotti e

dei processi produttivi:

l’azienda utilizza esclusivamente

pomodoro di

origine 100% italiana,

coltivato da agricoltori

La sostenibilità passa

anche dal packaging

Attenzione verso l’ambiente

e innovazione

sembrano andare di

pari passo quando si

parla di packaging.

DM MAGAZINE 57


MERCATI DMM

Sono molte, infatti, le

aziende che lavorano

da anni sulla realizzazione

di imballi poco

impattanti e sempre

più green. «La sostenibilità

– afferma

Giuseppe Tammaro,

direttore commerciale

Italia La Doria – è un

tema centrale per la

nostra cultura organizzativa

che guida tutti

i processi aziendali,

dalla selezione della

materia prima fino al

prodotto finito. Siamo

rivolti sempre più alla

realizzazione di prodotti

bio, derivanti da

agricoltura sostenibile

e rispettosa del pianeta.

Inoltre, produciamo

internamente scatole

e coperchi in banda

stagnata, un materiale

totalmente riciclabile e

all’infinito che ci consente

di confezionare i

nostri prodotti riducendo

le emissioni di CO₂

relative al trasporto dei

materiali provenienti

da fornitori esterni».

Le etichette dell’azienda

sono inoltre stampate

con vernice ad

acqua, per ridurre al

minimo gli impatti ambientali

di ogni singolo

pezzo realizzato negli

stabilimenti. Investimenti

in questo senso

anche per Conserve

Italia che sta lanciando

in questi mesi prodotti

con packaging più

sostenibili che comprendono

bottiglie con

50% di plastica riciclata

e confezioni in Tetra

Crystal che riducono

del 13% le emissioni di

CO₂ rispetto a quelle

standard. Particolare

attenzione alle confezioni

per Petti, che per

la campagna da pomodoro

fresco 2020 ha

scelto nuove etichette

in carta patinata con

fibre riciclate al 30% e

di provenienza garantita

FSC per il restante

CONSERVE RISPOLI SCEGLIE

LE CONFEZIONI IN TETRA RECART

Rispoli Luigi & C., azienda familiare

fondata nel 1969 e specializzata

nella lavorazione di pomodoro

100% italiano, un paio di anni fa

ha intrapreso una nuova sfida: produrre

pomodori pelati e pomodorini

biologici confezionati in Tetra

Recart, un packaging in grado di

garantire massimo rispetto per la naturalità

dei pomodori per offrire al

consumatore un prodotto salutare,

gustoso e a basso impatto ambientale.

Le nuove confezioni Tetra Pak di

Valle del Cilento, disponibili in Gdo

nei formati da 390 g e 500 g, sono

composte prevalentemente da carta

garantita FSC, una risorsa naturale

e rinnovabile. Questo tipo di packaging

consente di limitare le emissioni

di CO 2 nell’ambiente: confezionare

1Kg di polpa in Tetra

Recart impatta,

in termini di emissioni

di CO 2 , circa

cinque volte meno

rispetto a confezioni

in vetro o lattina

di acciaio.

70%, nel rispetto di una corretta

gestione delle risorse

forestali, realizzata in modo

completamente sostenibile.

Questa caratteristica distintiva

sarà riconoscibile sui prodotti

grazie a un logo dedicato che

riporta l’indicazione internazionale

“Manufactured from

recycled paper”.n

DM MAGAZINE 59


RETAIL INNOVATIONS DMM

Caso in anteprima dalla ricerca internazionale ‘Retail Innovations 15’

Area chiave: Omni experience

Tendenze complementari:

Rational experience; Grammable

KaveHome.com

Spagna

Il primo DNVB (Digital Native Vertical Brand)

ad applicare le logiche del fast-fashion

al settore dell’arredo-design, con uno stile

e un posizionamento in grado di attrarre

Millennial e amanti del buon gusto.

Info chiave

2013: lancio ecommerce

48 ore massimo per le consegne

2019: vendite in 6 Paesi EU

40 nuovi prodotti inseriti ogni settimana

2019: primo negozio Barcellona

1.000 mq

2 piani

3 negozi in Spagna

€ 15 mln 2018 (+ 80%)

Julià Grup

1982: inizio attività

65 Paesi

35 mln €: fatturato 2018

60 DM MAGAZINE


RETAIL INNOVATIONS DMM

Kave Home Italia

2017: lancio ecommerce

2019: 5 shop in shop

Kave Home nasce dall’idea di un’azienda

catalana di mobili con 37 anni di attività,

Julià Grup: vendere online prodotti di design

a un prezzo ragionevole e con un costante

aggiornamento del catalogo.

Rational experience

Il sito ecommerce ha tutte le funzionalità

che ci si aspetta da un retailer nativo digitale:

facilità di navigazione, adeguata presenza

di filtri, chat per assistenza live, recensioni

dei clienti, informazioni e immagini

complete sui prodotti, dettagli chiari sulla

consegna e sulla politica di reso, attenzione

per lo storytelling , contenuti editoriali e

molto altro ancora. Le consegne sono rapide

rispetto agli standard del settore, entro

le 48 ore.

Omni-experience

Come tutti i principali etailer anche Kava

Home ha deciso col tempo di aprire negozi

fisici: il primo a Barcellona nel 2019. Rivolto

soprattutto ai Millennial, ne intercetta il

desiderio di sensorialità nei confronti dei

prodotti di arredo che sono esposti in 14

ambienti dislocati su due piani e integrati

con un ‘online bar’ per accedere al catalogo

digitale con l’intero assortimento.

Ai clienti in negozio viene chiesto di fornire

la propria email per effettuare gli acquisti,

proprio come avviene online, per tenere

traccia delle abitudini di acquisto e impostare

relazioni personalizzate.

Grammable

L’ambiente curato in ogni dettaglio, la costante

attenzione per i design trend che si

riflette nelle nuove linee proposte con 40

nuovi prodotti ogni settimana e nel visual

merchandising delle ambientazioni rendono

il negozio particolarmente instagrammabile.

Kave ha anche impostato un programma

di affiliazione per Instagrammer e blogger

digitali che possono diventare ambasciatori

del brand.

Commento finale Kiki Lab

Kave è un’interessante

esempio di DNVB (Digital

Native Vertical Brand) che

per la prima volta applica

nel settore dell’arredodesign

le logiche del fastfashion.

Dopo quello di

Barcellona ha già aperto

altri due negozi a Madrid e

a Vigo e prevede di aprirne

altri 20 nei prossimi due

anni. Sfida: integrare in

modo fluido le esperienze

on e off dei clienti.n

Autore: Fabrizio Valente,

founder e amministratore

di Kiki Lab – Ebeltoft Italy

DM MAGAZINE 61


DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Lo SMARTPHONE

entra in negozio

(parte 8a)

Le modificate abitudini dei consumatori a seguito del COVID potrebbero influenzare gli andamenti dei

prossimi mesi. Una maggior predisposizione all’uso dei propri dispositivi, più tempo speso on-line invece

che all’interno dei negozi, che impatto avranno?

Dopo una pausa di tre mesi

per parlare della pandemia,

in attesa dei suoi sviluppi

autunnali che ci auguriamo

non nefasti, proviamo a riprendere

il filo su smartphone

e negozi. Negli articoli precedenti

qui su DM Magazine

abbiamo visto diversi aspetti.

Partendo dal quesito fondamentale:

quanto è disruptive

lo smartphone per il negozio?

Che speriamo sia archiviato

come storico, poiché il punto

non è se e come vivere la

sfida, quanto saperne cogliere

le opportunità al meglio.

Per molti la reazione è stata

pensare o realizzare una propria

app come le difficoltà

che abbiamo analizzato, la

principale il basso tasso di

adozione da parte dei clienti

senza un chiaro beneficio di

ritorno. Integrare il pagamento

una strada possibile,

ma non sufficiente da sé,

con qualche eccezione positiva,

più però nella ristorazione

che nel retail.

Un altro filone da seguire

per far conoscere la

propria app e incentivarne

l’uso è legarla ai programmi

di loyalty, dove però bisogna

saper andare oltre la pura

dematerializzazione della

tessera, e integrare le possibilità

in più che il digitale

consente. Abbiamo poi visto

alcuni dati sull’uso della app

per sostituire il volantino cartaceo

e come anche qui sia

necessario fornire un valore

aggiunto consistente per non

soccombere nel confronto dei

siti (e delle app) degli aggregatori

di promozioni.

Analizzando i dati di alcune

ricerche di mercato abbiamo

visto cosa si aspettano i

clienti: controllare la disponibilità

di un prodotto prima

di recarsi nel punto vendita,

poter acquistare anche via e-

DM MAGAZINE 63


DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

commerce un prodotto visto

e/o provato in negozio e ricevere

ulteriori informazioni

sul prodotto stesso (incluse

altre versioni, taglie o colori

nel caso dell’abbigliamento).

Ciò ci ha portato a ragionare

su tecnologie come il proximity

marketing o l’Rfid andando

a vedere casi concreti

d’uso e di successo. Casi che

sono per fortuna anche in

Italia, e non solo oltreoceano

come spesso avviene.

Menzione a parte merita il

tradizionale SMS che è stato

rinverdito con molto successo

da alcuni retailer per

semplificare l’interazione

con i propri clienti.

Tornando invece alle app,

ma anche qui ci sono casi

con SMS o Whatsapp, altre

funzioni integrabili riguardano

il self-checkout o la realtà

aumentata per arricchire

l’etichetta di un prodotto. A

queste aggiungo la mia idea

sull’uso dello smartphone

per aiutare il cliente a localizzare

un prodotto all’interno

del punto vendita, in

particolare nel settore della

grande distribuzione organizzata.

Una funzione che

potrebbe aiutare le insegne

ad allargare il numero di

referenze, per far fronte alla

concorrenza specializzata

on-line, senza complicare

troppo le disposizioni a

scaffale.

Sempre per la gdo abbiamo

visto alcuni casi

in cui l’app può integrare dei

servizi al banco o, tornando

per un attimo alla pandemia,

la gestione delle code. E proprio

le modificate abitudini dei

consumatori a seguito del covid

potrebbero influenzare gli

andamenti dei prossimi mesi.

Una maggior predisposizione

all’uso dei propri dispositivi,

più tempo speso on-line invece

che all’interno dei negozi,

che impatto avranno? Chi sarà

più veloce non solo ad adeguare

la propria offerta digitale,

ma soprattutto ad allineare

i propri processi con essa?

Nei prossimi appuntamenti

torneremo a parlarne,

emergenza sanitaria permettendo.

Torneremo anche a

guardare i casi internazionali

più significativi, da Sears a

Net-A-Porter, da Starbucks

a Nike. Sono settori merceologici

anche molto diversi fra

di loro, possiamo però estrapolare

la logica di servizio,

il beneficio per il cliente per

trovare nuove idee per altre

applicazioni sia in contesti

simili che in altre tipologie di

commercio.n

Paolo Pelloni

Digital Club/Retail

DM MAGAZINE 65


CUSTOMER DMM

La comunicazione

nella CX

La Customer Experience

è fattore critico di successo

per i Brand.

Le marche devono attivarsi

decisamente per

ascoltare e capire come i

propri clienti percepiscono

e entrano in contatto

con i valori del Brand,

che devono poi ritrovarsi

in tutto l’ecosistema di

comunicazione.

Sembra strano, ma ancora

oggi i Brand pensano

troppo spesso in ottica

“marca-centrica”, riducendo

al minimo l’attenzione

al cliente finale.

Oggi invece, e su questo

dobbiamo riflettere,

si è ribaltata la piramide

dell’influenza (fonte: Edelman

2016). Siamo passati

da una posizione in cui chi

aveva potere e chi influenzava

era al vertice della

piramide “insieme”, oggi le

due anime si sono “sdoppiate”

e sequanzializzate.

Chi influenza ha un volume

rilevante (85% della popolazione)

con un Trust Index

di 48% (mass population)

versus Authoriy che rappresenta

il 15% della popolazione

(Informed public)

con il 60% di Trust Index.

La Customer Experience è

quindi fattore critico di successo

per i Brand.

Le marche devono attivarsi

decisamente per

ascoltare e capire come i

propri clienti percepiscono

e entrano in contatto con i

valori del brand, che devono

poi ritrovarsi in tutto l’ecosistema

di comunicazione e

ancora di più in tutti i touch

point fisici e digitali. Il cliente

finale “vive” i valori in due

dimensioni (psicologica e

fisica/esperienziale) e quindi

quanto espresso nella brand

equity non può mancare nei

punti vendita di qualsiasi

categoria merceologica.

66 DM MAGAZINE


CUSTOMER DMM

I valori di marca si devono

inserire in una strategia

di Customer Experience

chiara e ben definita e che,

a differenza delle attività

marketing fino a oggi utilizzate

(in logica outbound)

deve essere più customer

centrica, conversazionale

(Inbound). La Customer

Experience parte infatti dal

cliente, dai suoi bisogni evidenti

e latenti, e la marca

deve “sintonizzarsi” con

queste esigenze.

Il Customer Experience

Management è il processo

per gestire strategicamente

tutte le esperienze

dei clienti con la Marca e

i loro punti in comune. Il

C.E.M. è quindi un concetto

fortemente orientato al

cliente, al cui centro sta

il cliente stesso, l’analisi

dell’esperienza del cliente

e i punti di contatto tra

questo e la marca; questo

permette di sviluppare una

strategia per il customer

e un’implementazione

nel rapporto con la marca

all’altezza delle richieste.

(Bernd Schmitt, 2009). Il

segreto per una Customer

Experience Strategy

è quella di comprendere a

fondo come interagiscono

i clienti con la marca, con i

valori della marca e come

riuscire a veicolare nel

migliore dei modi il brand

value all’interno dei canali

di comunicazione di cui si

dispone. Oltre ad analisi

qualitative, esperienziali,

etnografiche, l’ingresso

sulla scena dei big data ci

rende più facile comprendere

come progettare e

veicolare il messaggio nei

diversi punti di contatto;

questo consente

di passare i giusti

valori ai giusti clienti,

di creare loyalty, di

restituire una conoscenza

e consapevolezza

distintiva del

brand.

Lo scopo della Customer

Experience

è quella di essere

positiva per l’utente,

di lasciare sempre

una esperienza gratificante,

unica, affinché la relazione

sia vantaggiosa; cosi

facendo è molto più probabile

che il cliente diventi leale

e faccia più acquisti. Da

uno studio di Oracle risulta

che il 74% dei manager che

si occupano di marketing

in azienda, pensano che la

Customer Experience sia

impattante sulla volontà di

un consumatore di essere

leale a un brand. E anche

le statistiche riguardanti i

consumatori spingono verso

questa interpretazione.

I social sono i più grandi

inglobatori di informazioni

e di conversazioni: il mondo

digitale per sua natura

riduce il time to market e

di conseguenza deve essere

ridotto anche il tempo di

risposta.

Coltivare queste relazioni

vuol dire anche

portare il cliente ad essere

esso stesso un brand ambassador,

capace di divulgare

i valori e la filosofia

del brand tra i propri contatti.

Risposte immediate,

quindi, e una customer

care pensata e studiata

nei dettagli, permette ai

brand di creare un nuovo tipo

di Customer Experience, che

faccia sentire il cliente ascoltato,

sono forse oggi il veicolo

migliore per interagire con il

proprio cliente, un touch point

fondamentale per far sentire

la presenza del brand con

tutti i suoi valori.

Creare una connessione

emotiva con il proprio

consumatore, dopo aver

compreso esattamente chi

è e cosa cerca, analizzare i

dati e riuscire ad arrivare e a

rendere felice il cliente è sicuramente

fondamentale per

la creazione di una Customer

Experience Strategy vincente.

culturali non saranno modesti,

multidimensionali, globalizzati,

cross generazionali (7 generazioni

al momento nel pianeta),

avviluppati, incrociati, intersecati,

mescolati con tanto altro

crea una ambiente complesso.

I clienti finali saranno diversi

da come ce li aspettiamo e

dovremo predisporre soluzioni

alternative se desideriamo

competere e avere continuità

(e ribadiamo, solo nell’ambito

consumer).n

Marco Zanardi

Presidente Retail Institute

e Partner Beready

DM MAGAZINE 67


MERCATI DMM

OLIO E ACETO:

il mercato accelera su tracciabilità e qualità

Andamento positivo per il comparto nell’anno terminante

ad agosto 2020: l’olio mostra un incremento delle vendite

del +9,8% a volume e del +5,3% a valore sull’anno precedente,

con olio extravergine di oliva e olio di semi che trainano

le vendite. Sorride anche il mercato dell’aceto con

una crescita sia a volume (+8,7%) che a valore (+2,7%).

Prodotti biologici, alta qualità della materia prima 100%

italiana, tracciabilità certificata e novità che strizzano l’occhio

ai trend salutistici vivacizzano il mercato.

Dopo alcuni anni

di difficoltà, il

mercato olio e

aceto ha mostrato

importanti segni

di ripresa nel 2019 per

poi registrare nel 2020

performance nel complesso

positive. In particolare,

l’olio mostra un

incremento delle vendite

del +9,8% a volume e del

+5,3% a valore sull’anno

precedente (fonte: IRI Totale

Italia Iper+Super+LSP

AT agosto 2020). Al suo

interno, l’olio extravergine

di oliva registra il trend

di crescita maggiore con

+10% a volume e +4,4 a

valore, seguito dall’olio di

semi che segna un incremento

pari a +9,9% a

volume e +10,4% a valore.

L’olio di oliva, invece,

registra +7,4% a volume

e -1,6% a valore, mentre

quello di sansa segna

68 DM MAGAZINE


MERCATI DMM

+2,1% a volume e -12,9% a

valore. Il comparto, inoltre,

si caratterizza per l’importante

peso della private

label, che detiene infatti

la quota di mercato maggiore.

«Se analizziamo il

primo semestre del 2020

– dichiara Manuel Sirgiovanni,

direttore divisione

consumer Oleificio Zucchi

–, per quanto riguarda la

categoria oliva, vediamo

che il biologico continua

la sua crescita, anche se

in leggero rallentamento

rispetto al passato. Dal

punto di vista della provenienza,

il segmento

maggiormente in crescita

è il 100% italiano, che

registra un aumento di più

del 40%, favorito anche da

un posizionamento prezzo

più competitivo rispetto

agli anni scorsi. Sempre in

termini di posizionamento

prezzo, notiamo che il

mercato nei primi sei mesi

dell’anno si è polarizzato

sugli estremi dell’offerta,

favorendo la crescita dei

segmenti premium e superpremium

da una parte

e low price dall’altra, a

scapito della fascia mainstream».

Bene anche gli

oli di semi, che in questa

fase di crescita generale,

mostrano performance

particolarmente brillanti

nel segmento arachide

e girasole, con il trend

positivo del girasole altoleico.

Aree geografiche e canali

distributivi

Per quanto riguarda

l’andamento per aree

geografiche, il Nord-ovest

risulta in crescita del

+26,3% a volume e del

+30% a valore, mentre il

Nord-est segna +19,4 a

volume e +22,2% a valore.

L’area Centro+Sardegna

segna +26,7% a vol. e

+26,8% a val. e il Sud registra

+27,7 a vol. e +21%

a val. Il canale Supermercato

presidia la fetta di

mercato più considerevole

(+72,5% a volume e

+72,4% a valore), staccando

di molto Lsp (+16,1%

DM MAGAZINE 69


MERCATI DMM

a volume

e +15,3%

a valore) e

Iper (+11,4%

a volume

e +12,3% a

valore). Oltre

al discount,

che continua il suo percorso

di espansione, anche

le vendite online diventano

sempre più rilevanti,

come conferma Stefano

Checcarelli, brand manager

di Costa d’Oro: «l’ecommerce

è stato l’altro

grande canale che ha visto

crescere in modo netto

la sua importanza a causa

della limitazione degli

spostamenti, ma in questo

caso l’aspettativa è di una

crescita solida, simile a

quella che le vendite digitali

hanno avuto nelle altre

categorie del non-food».

Italianità e tracciabilità,

driver d’acquisto

Garanzia d’origine della

materia prima e tracciabilità

sono due aspetti

molto importanti nella fase

di acquisto. Proprio per

questo i principali player

del comparto propongono

prodotti di cui è possibile

conoscere la provenienza

in modo chiaro e

trasparente, soprattutto

per quanto riguarda

il segmento dell’olio

extravergine di oliva.

All’inizio del 2020 Costa

d’Oro ha lanciato i nuovi

extra vergine 100% Italiani

- Il Grezzo, Il Grezzo

Bio e L’Italiano - con

un sistema di tracciabilità

certificata dell’origine

del prodotto. «Costa

d’Oro – afferma Stefano

Checcarelli – ha sviluppato

un sistema unico

per il dettaglio delle

informazioni che il consumatore

è in grado di

ottenere autonomamente.

Questi oli extravergine

sono prodotti secondo lo

standard di tracciabilità

di prodotto ISO 22005,

con qualità garantita

dalla Specifica Tecnica di

Prodotto 8 Rev.7 di DNV,

dove troviamo parametri

più restrittivi rispetto

a quelli di legge». Nel

secondo semestre 2020

è stata lanciata la Selezione

Italiana Monini,

una prestigiosa selezione

di oli extravergine di

qualità, ottenuti da olive

acquistate e frante esclu-

Farchioni valorizza le Dop italiane

La storica azienda umbra ha confermato anche nel 2019

la posizione di testa nella grande distribuzione italiana

già raggiunta nel 2017 e mantenuta nel 2018, registrando

numeri da record per il numero di bottiglie vendute:

30milioni in tutto, pari all’11% del volume totale delle

vendite di olio evo in Italia nel segmento distribuzione

moderna. Oltre ai risultati positivi dell’olio Farchioni

Classico e de Il Casolare, numeri soddisfacenti arrivano

anche dalla linea delle Dop Italiane. «La

superficie degli oliveti aziendali di proprietà

– dichiara Giampaolo Farchioni, manager

dell’omonima azienda – conta

attualmente 450 ettari ripartiti tra Umbria,

Lazio, Puglia e Toscana. Questi territori

donano olio di grande carattere che offriamo

ai nostri clienti anche come Dop locale,

nel rispetto delle caratteristiche aromatiche

e sensoriali delle cultivar autoctone». La

gamma si compone di: Dop Umbria Colli

Martani, fruttato medio; Dop Terra di Bari

Castel del Monte, fruttato intenso; Dop Riviera

Ligure, delicato e dolce; Dop Chianti

classico, equilibrato e armonico.

DM MAGAZINE 71


MERCATI DMM

sivamente in Italia. «La

gamma – afferma Andrea

Marchelli, direttore marketing

Monini – è sottoposta

a tracciabilità per

consentire al consumatore

di conoscere il luogo di

provenienza del prodotto

acquistato attraverso un

QR code posto in etichetta.

In questo modo è possibile

offrire referenze di qualità

eccellente, controllate e

garantite dal Consorzio

Extravergine di Qualità

(CEQ), un organismo

che definisce le regole e

le procedure per un olio

extravergine sempre perfetto

per proprietà nutrizionali,

gusto e sapore».

La gamma si compone

degli extravergini

GranFruttato dal

gusto deciso, Amabile

dal gusto morbido

e Bios, il Biologico

pluripremiato. Coricelli,

inoltre, ha

lanciato Casa Coricelli,

la nuova linea

di prodotti certificati

che racconta il viaggio

dell’olio dal campo in

cui vengono raccolte le

olive fino allo scaffale grazie

al QR Code posto sulle

etichette delle bottiglie.

La gamma comprende

tre oli extravergine: 100%

italiano, biologico e fruttato.

Con il suo marchio

Terre Nostre, Montalbano

Agricola continua

ad investire nel progetto

integrato di filiera per

offrire al consumatore

oli extra vergine di oliva

100% italiani con caratteristiche

uniche e garanzie

di origine e tracciabilità:

attraverso il lotto di produzione

sul retro dell’etichetta

si può conoscere

chi ha coltivato le olive, il

frantoio che le ha lavorate

e chi ha confezionato

l’olio. «L’obiettivo – spiega

Viviana Benvenuti, communication

e marketing

manager di Montalbano

Agricola – è valorizzare

PANTALEO PUNTA

SULLA TERRITORIALITÀ

e salvaguardare l’olivicoltura

nazionale, penalizzata

in questi anni dal clima e

dalle politiche commerciali,

preservando la sua biodiversità

unica al mondo».

Oli di semi sempre

più salubri

Il segmento degli oli di

semi è sempre più interessato

da un rinnovo in chiave

salutistica e sostenibile

Con la nuova campagna olearia 2019/20 Pantaleo

ha lanciato l’olio extravergine di oliva Igp Olio di

Puglia. «L’approvazione del disciplinare è avvenuta il 23

dicembre 2019 – spiega Nicola Pantaleo, amministratore

delegato della Nicola Pantaleo – e siamo stati fra i primi ad

adeguare la produzione e a lanciare il prodotto sul mercato.

La Puglia, producendo circa il 60% dell’olio della nostra

nazione, non poteva non avere un Igp, potendo contare su

un’enorme eterogeneità di cultivar e quindi di caratteristiche

organolettiche, che consentono di ottenere oli equilibrati e di

altissima qualità. Il nostro Igp è prodotto interamente nella

nostra azienda agricola Pantaleo Agricoltura, dove sono a

dimora 15 diverse cultivar e dove possiamo cadenzare e

controllare tutte le fasi, dalla raccolta alla molitura fino

alla conservazione e quindi al confezionamento, anche

grazie a un QR-code apposto sull’etichetta del prodotto».

Per il 2020 l’azienda ha in programma un

olio extravergine biologico e il Rusticano

100% italiano, un extravergine italiano

non filtrato.

DM MAGAZINE 73


FRESCO E FRAGRANTE

O DENSO E PERSISTENTE?

Ogni piatto ha il suo Aceto Balsamico

di Modena I.G.P. Ponti preferito.

Per sceglierlo, c’è il nuovo sistema

di classificazione Ponti con i suoi tre parametri,

da oggi su ogni etichetta.

MATURAZIONE

In botti di legno pregiato,

conferisce aromi

e struttura

MOSTO

Ingrediente fondamentale,

caratterizza con profumi

e sapore unici

DENSITÀ

Caratteristica essenziale

della qualità, dona

armonia e persistenza

Con l’esperienza di chi fa aceto

da nove generazioni,

Ponti offre uno strumento

chiaro e trasparente garantito da SGS,

leader mondiale delle certificazioni.

Per orientare l’acquisto e arricchire l’offerta.

Scopri di più su ponti.com


MERCATI DMM

Gruppo Salov presenta il brand premium Filippo Berio

Filippo Berio, brand del Gruppo Salov lanciato in Italia a fine

2019 e già conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, propone

quattro oli extravergine di oliva prodotti secondo il Metodo Berio,

il percorso di qualità e sicurezza tracciato lungo tutta la filiera che

da ora si fregia anche della certificazione di Sgs. Tale metodo

utilizza l’applicazione di tecniche di coltivazione e produzione

integrata, nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema e di

scrupolosi controlli durante tutte le fasi del processo produttivo e di

selezione, trasporto in frantoio e molitura delle olive. La spremitura

si avvale soltanto delle olive migliori e avviene rigorosamente a freddo e nel minor tempo possibile.

La gamma comprende: il Classico, la referenza più versatile ed equilibrata della linea; il Bassa Acidità,

rotondo e armonico con un’acidità massima naturale di 0,3%; il 100% Italiano, fruttato e vivace,

prodotto unicamente con olive di origine italiana; il Biologico, realizzato con sole olive da agricoltura

biologica controllando ogni passaggio della produzione secondo la regolamentazione europea dedicata

al biologico (codice IT BIO 006).

con l’aggiunta

a scaffale di

referenze con

caratteristiche

particolarmente

apprezzate

da chi è attento

ad uno stile

di vita sano e

alle tematiche

riguardanti

l’impatto ambientale.

Tra

le novità spicca l’olio di

semi di girasole altoleico

100% Italiano Zucchi,

che va a completare la

gamma degli oli di semi

100% italiani da filiera

tracciata e certificata,

lanciata nel 2014. Questo

prodotto, grazie alla

sua composizione di

acidi grassi insaturi e al

suo punto di fumo elevato,

sta conquistando i

consumatori per le fritture

e le cotture ad alta

temperatura. Attenzione

all’ambiente, invece,

per Friol che rinnova

il proprio packaging in

chiave green. «Friol,

brand leader nel segmento

degli oli per

frittura con il 24% di

quota, – afferma Roberto

Sassoni, direttore

generale business unit

Italia Carapelli Firenze

– è stato protagonista di

un importante rilancio

all’insegna dell’ecosostenibilità.

Abbiamo

infatti introdotto una

nuova bottiglia ottenuta

con il 14% di

plastica in meno, che

presto sarà estesa

anche al resto della

gamma dei semi».

L’importanza della

comunicazione

Oltre a comunicare

con il consumatore

finale attraverso i prodotti

stessi, le aziende

del comparto adottano

una strategia di comunicazione

che fa un uso

bilanciato dei media

tradizionali e dei canali

digital. Il 2020 vede

il ritorno di Carapelli

in comunicazione televisiva,

con una ricca

pianificazione su tutte le

principali reti nazionali

e sui canali satellitari,

oltre a una importante

presenza su piattafor-

DM MAGAZINE 75


PURA PASSIONE PER IL GUSTO

Monorigine Perù

Nei lontani territori del Perù amazzonico nasce un eccezionale cacao,

unico e incontaminato, perfetto per elaborare ricette dalle ineguagliabili note aromatiche

e per abbinamenti ricercati.

Le Tavolette Biologiche

Le 6 nuove tavolette Biologiche firmate Vanini stupiscono per la loro golosità,

nata dall’incontro fra note dolci e sfumature salate, fra un cioccolato amabile e rotondo

ed inclusioni croccanti dal gusto deciso.


MERCATI DMM

me digitali e

canali social.

Il nuovo spot

celebra la

capacità di

un grande

olio di ispirare

ogni

preparazione

culinaria,

alla stregua

di una creazione artistica

e racconta una storia

di italianità e qualità

centenaria, di cui Carapelli

è protagonista.

Oleificio Zucchi, che

quest’anno festeggia i

suoi 210 anni, in marzo

ha lanciato una nuova

campagna pubblicitaria,

dedicata a raccontare il

nuovo posizionamento

di marca, i valori e la

storia dell’azienda, il

tutto sintetizzato nel

payoff “

La nostra idea di olio”.

Partita a inizio anno con

il primo spot tv su tutte

le principali reti e piattaforme

nazionali, con

questo progetto l’azienda

valorizza l’approccio

a 360° al mondo dell’olio

puntando su sostenibilità,

tracciabilità e

arte del blending. Il sito

e le pagine Facebook

e Instagram restano,

invece, gli strumenti

più immediati e di forte

impatto per far conoscere

i propri prodotti ai

consumatori. Monini ad

aprile ha invece lanciato

una campagna di comunicazione

integrata

articolata su mezzi offline

e online, con spot

di diversi formati per

raccontare la nuova storia

Monini, volta a valorizzare

l’immagine della

marca e la sua posizione

nel mercato italiano

e internazionale. Una

storia fatta di tradizione,

qualità, ma soprattutto

di piacere, nonché di

condivisione di un valore

che Monini fa proprio

e di cui si fa portatore:

l’italianità.

SPAZIO AGLI OLI BIOLOGICI FUNZIONALI

Nel segmento biologico trovano spazio anche referenze con funzioni benefiche per la salute. Gli Oli

della linea Biologica Benvolio 1938 nascono proprio dalla prerogativa di trarre il meglio dalla natura,

offrendo un prodotto naturale da agricoltura biologica certificata e garantita. «Tutti i nostri prodotti

– spiega Martina Manna, global sales marketing manager di Benvolio – fanno parte della grande

famiglia degli Oli del Benessere e oltre a possedere caratteristiche organolettiche uniche, nascono

come alimenti funzionali al servizio della salute, in grado di aiutare le persone a stare bene partendo

dalla tavola e dal mangiare sano. Ognuno è il frutto di una filiera biologica certificata e senza Ogm

ed è naturalmente ricco di sostanze preziose per l’organismo. Olio di avocado e olio di zucca sono gli

ultimi lanci di completamento per la linea». Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, l’azienda ha anche

investito sulla sostenibilità aumentando la tracciabilità dei prodotti e utilizzando per gli oli materiali

riciclati e ‘leggeri’. Gli oli della linea Benvolio bio vengono raccontati nel viaggio dal campo allo

scaffale in un’ottica di trasparenza verso il consumatore grazie alla presenza di un QR Code e a dati

memorizzati in una blockchain.

DM MAGAZINE 77


MERCATI DMM

L’aceto gode

di buona salute

Sorride anche il mercato dell’aceto

con una crescita sia a

volume, pari a +8,7%, che a

valore, pari a +2,7% (fonte: IRI

Totale Italia Iper+Super+LSP

AT agosto 2020). Nello specifico,

l’aceto classico cresce del

+6,9% a volume e del +3,3% a

valore, mentre l’aceto di mele

registra un incremento pari al

+6,4% a volume e al +6% a

valore. La crescita più vivace è

però registrata dai segmenti altri

aceti (+47,8% a vol. e +45,2% a

val.) e aceto di alcool (+31,5% a

vol. e +30,5% a val.). Andamento

un po’ meno brillante per l’aceto

balsamico, che segna +0,3% a

volume e -0,8% a valore. In calo,

il segmento aceto speciale, che

registra -2% sia a volume che

a valore, e la glassa di aceto

balsamico con una flessione pari

a -4,2% a volume e -5% a valore.

I primi tre produttori coprono a

valore il 50,9% del mercato (Ponti,

Acetificio De Nigris e Monari

Federzoni), con la private label

che pesa il 29,8%.

Andamento per aree

geografiche e canali

Il Nord Ovest si dimostra

l’area più performante,

con una crescita

del +29,9% a volume

e del +30,2% a valore,

seguito dal Nord Est

con +24,6% a volume

e 28,1% a valore, dal

Sud con +25% a volume

e +20,8% a valore e

dal Centro+Sardegna

con +20,5% a volume

e +20,9% a valore. A

livello di canali, il Super

stacca tutti mettendo a

segno +71,4% a volume

e +71,5% a valore, mentre

Lsp segna +17%

a volume e +15,7% a

valore e Iper registra

+11,6% a volume e

+12,8% a valore.

Monari Federzoni amplia

la gamma Gli Artigianali

La storica azienda modenese, produttrice

di Aceto Balsamico di Modena

Igp, condimenti e bevande, co-leader

di mercato in Italia, continua ad arricchire

la propria gamma di prodotti

con due nuove referenze di alta qualità

che entrano a far parte della linea Gli

Artigianali. La prima novità è “Forte”,

il primo aceto di vino 8° di acidità, la

più alta gradazione di aceto di vino

attualmente presente sul mercato, nelle

varianti Bianco e Rosso. Uve 100%

nazionali, un processo produttivo realizzato

interamente nella storica sede

modenese di Monari Federzoni e affinamento

in botti di legno pregiato danno

vita a due prodotti che si distinguono

per proprietà e caratteristiche organolettiche

uniche, gusto deciso e profumi

intensi. Sono indicati come condimenti

per insalate, per la marinatura di pesce

e carni e particolarmente adatti per la

realizzazione di salse. La linea Gli Artigianali

si amplia anche grazie all’Aceto

di Vino Bianco Biologico: una referenza

ottenuta da uve 100% italiane certificate

biologiche. Senza solfiti, pesticidi,

allergeni, coloranti e conservanti,

questa proposta, fresca e profumata, è

caratterizzata da 6° di acidità risultando

ideale per la preparazione di insalate

di verdure crude o cotte.

78 DM MAGAZINE


MERCATI DMM

I consumatori apprezzano le

proposte healthy

Ricerca, sperimentazione e

analisi dei trend di consumo

hanno dato vita a nuove

referenze che soddisfano

pienamente le esigenze di

chi ama seguire uno stile di

vita orientato al benessere.

È il caso di Bongiorno Vinegardrink

di Monari Federzoni,

innovativa gamma di

healthy drink bio con Aceto

Balsamico di Modena Igp

e Aceto di Mele proposta

in cinque varianti: arancia,

frutti rossi & melograno,

limone & zenzero, mela &

cannella e miele. I drink

Bongiorno - disponibili

in bottiglia di vetro 100%

riciclabile - hanno un basso

contenuto calorico, sono

non gassati, non filtrati

e con ‘madre’: sostanza

naturale ricca di fibre.

Le referenze sono inoltre

gluten e OGM free, con solo

zuccheri della frutta per

un prodotto 100% made

in Italy. Inoltre, le bevande

Bongiorno sono ideali

gustate subito prima della

colazione e, se assunte

ogni mattina, contribuiscono

alla regolare funzione

digestiva. Nella stessa direzione

va anche De Nigris

con gli Aceti del Benessere:

tre referenze – MelaMadre,

Aceto di Melograno e Aceto

di Cocco – fortemente innovative

che uniscono le virtù

dell’aceto con le proprietà

benefiche di mela, melograno

e cocco. Tutti e tre

non filtrati, non pastorizzati

e biologici, i prodotti sono

ricavati da aceto madre e

sono naturalmente senza

glutine. Le referenze

sono inoltre molto versatili

poiché sono aceti da bere,

condimenti e ingredienti

preziosi per creare cocktail

e bevande. «Il riscontro

che hanno ottenuto i nostri

Aceti del Benessere – dichiara

Armando De Nigris,

presidente del Gruppo

de Nigris – è stato fin da

subito positivo: questi aceti

si sono posti sul mercato

nazionale creando un segmento

fino ad allora inesistente.

Allo stesso tempo

sui mercati internazionali si

presentano come prodotti

assolutamente in linea con

i nuovi trend salutistici».

Attenzione alla salute anche

per Acetum con il suo

aceto di mele Melinda Bio

non filtrato. La referenza

contiene tutte le proprietà

benefiche della madre

dell’aceto ed è pienamente

in linea con le nuove abitudini

di consumo che vanno

sempre più nella direzione

di prodotti non solo buoni

ma anche alleati del benessere.

La sostenibilità al

primo posto

Per De Nigris la sostenibilità

passa attraverso un

progetto etico, trasparente

e sostenibile intrapreso con

Aceto dal Campo, un aceto

di vino di Filiera controllata

e certificata, nato in

seno a Coldiretti. Grazie a

questo percorso l’azienda

ha cercato di accorciare

in maniera importante la

filiera ottenendo un prodotto

plastic free e 100% Made

In Italy, riducendo anche le

emissioni di CO2 bypassando

circa quattro passaggi

della filiera produttiva. Per

Monari Federzoni l’attenzione

all’ambiente, invece,

DM MAGAZINE 79


Liberi di scegliere

di mangiare sano

Felicia. L’Avena che diventa Pasta.

Fonte di fibre, biologica, vegan e naturalmente gluten free, la Pasta con

Avena Felicia dal gusto unico e delicato consente molteplici abbinamenti

in cucina, dal dolce al salato; è buona anche fredda e adatta a chi desidera

gustare un piatto di pasta fuori dai pasti. Scopri tutte le altre referenze.


MERCATI DMM

si traduce in un sistema

articolato e integrato

di azioni e misure. Sul

fronte del risparmio di

risorse energetiche e

naturali, l’azienda ha

realizzato qualche anno

fa un impianto di cogenerazione

a oli vegetali

che produce 3,2 milioni

di KWh di energia da fonti

rinnovabili, ha ridotto

del 60% il consumo di

energia per l’illuminazione

grazie all’installazione

di lampade a

LED e del 36% i consumi

d’acqua rispetto al 2018.

«Per quanto riguarda il

packaging – sottolinea

Matteo Candotto, direttore

commerciale Monari

Federzoni – entro il

2020 l’81% di imballi in

cartone sarà realizzato

in materiale riciclato e

certificato FSC, crescerà

la quota di bottiglie in

vetro riciclato utilizzate,

oggi pari al 66%, e saranno

eliminati i tappi in pvc per

i prodotti bio. Non manca

poi l’attenzione alla gestione

dei rifiuti, che nel

2020 saranno differenziati

all’80%». Acetum considera

la sostenibilità una delle

proprie mission, perché

parte integrante della

cultura aziendale. «L’Aceto

Balsamico – afferma Cesare

Mazzetti, presidente di

Acetum – non esisterebbe

senza il suo territorio, per

questo Acetum è in prima

linea nella riduzione dei

consumi, nella produzione

di energia pulita, nella depurazione

delle acque reflue,

nella sostenibilità

dei processi produttivi e

di confezionamento. Da

tempo abbiamo iniziato la

strategia di riduzione dei

materiali plastici, come

l’adozione di inchiostri non

tossici per etichette e cartoni.

Promuoviamo inoltre il

recupero e la raccolta differenziata

di tutti i nostri scarti

di produzione, produciamo

energia elettrica pulita dal

nostro impianto fotovoltaico

che soddisfa oltre il 40%

dell’intero fabbisogno aziendale

e abbiamo installato

un depuratore a fanghi attivi

biologico per la gestione dei

reflui industriali».n

Arriva l’Aceto Balsamico di Modena Igp Biologico - Quattro Foglie

Acetum, storica azienda italiana specializzata nella produzione di aceto e,

in particolare, nel segmento dell’aceto balsamico di Modena e derivati, ha

recentemente lanciato l’Aceto Balsamico di Modena Igp Biologico - Quattro

Foglie, ottenuto dalle migliori materie prime biologiche e perfezionato

in botte fino a raggiungere una consistenza complessa e fruttata. Per le

sue caratteristiche specifiche è un condimento perfetto per le insalate di

stagione, le verdure alla griglia e le vinaigrette. Il sistema “foglie” di AIB

(Assaggiatori Italiani Balsamico), creato vent’anni fa e a oggi utilizzato da

un numero crescente di aziende e su uno stimato di mezzo miliardo di bottiglie in tutto il mondo, è

importante per comunicare le differenze qualitative tra le referenze. Si tratta, infatti, dell’unico sistema

indipendente di classificazione delle qualità di Aceto Balsamico di Modena: un metodo oggettivo di

valutazione che identifica quattro semplici categorie qualitative costruite su parametri chimico-fisici e

sensoriali, rappresentate da un numero di foglie crescente, da uno a quattro, che permettono di riconoscere

a prima vista il prodotto più adatto ad ogni esigenza.

DM MAGAZINE 81


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

14esima convention Consorzio Coralis:

la TRASFORMAZIONE NECESSARIA

La convention si è svolta in

una duplice forma: live per

gli ospiti che sono potuti intervenire

fisicamente e in remoto

per dare la possibilità

di partecipare ai soci che non

erano presenti.

Eleonora Graffione, presidente

del Consorzio, ha aperto

i lavori: “E’ stato un periodo

difficile ma insieme ce l’abbiamo

fatta! In questi mesi il

lavoro della centrale non si è

fermato”, ci siamo rafforzati

migliorando la tecnologia per

garantire tutti i servizi e abbiamo

valutato nuovi progetti

da mettere a disposizione

dei soci. Abbiamo migliorato

il Servizio Immagino di GS1

e a novembre ci sarà l’evoluzione

verso la piattaforma Allineo

di GS1 per completare

le informazioni di prodotto

messe a disposizione dai fornitori,

mentre per l’e-commerce

abbiamo siglato un

accordo con RESTORE per un

set di servizi completi con un

accesso dedicato ad ogni insegna.

E poi continuità dei tavoli

commerciali per migliorare la

conoscenza dei prodotti e le

condizioni contrattuali, e migliori

procedure supportate

da nuove tecnologie, per la

sicurezza ed adattabilità di lavoro

dei nostri collaboratori.

“Ci siamo sostenuti e abbiamo

saputo leggere le reciproche

necessità e provvedervi”.

Un’apertura che ha parlato di

progetti futuri ma che aveva

anche il buon sapore di un ringraziamento

collettivo.

Ospiti della convention, Cristina

Lazzati, direttore di prestigiose

testate di settore e

Giorgio di Tullio, Identity Innovation

Design. Due interventi

densi di spunti che, pur

partendo la prima da una premessa

concreta e tangibile la

seconda filosofica e visionaria,

sono convertiti su alcune

parole chiave per il futuro

della GDO: etica, omnicanalità,

sostenibilità, prossimità,

sicurezza, trasformazione. “Le

differenze raccordano” ha dichiarato

Giorgio Di Tullio valorizzando

in questo modo il

dna di Coralis e spingendo i

soci ad una sempre maggiore

sinergia.

Cristina Lazzati ha invece regalato

alla platea un’attenta analisi

del panorama della GDO

domestica e internazionale.


Nasce Aicube 4.0,

supercentrale d’acquisto promossa

da Gruppo VéGé e Carrefour

Andrà a rappresentare, in fase di negoziazione,

circa 5.256 punti vendita sull’intero territorio nazionale,

per un fatturato complessivo al consumo superiore a 15,7

miliardi di euro.

ruppo VéGé e Carrefour Italia hanno annunciato

lo scorso settembre la sigla del nuovo patto

G

che sancisce il varo di Aicube 4.0, supercentrale

d’acquisto nello scenario della Grande Distribuzione

Organizzata italiana, con una progettualità e una

rotta ben definite. Aicube 4.0, acronimo di Associazione

Imprese Internazionali Indipendenti 4.0, che

avrà a brevissimo una sede propria pienamente

operativa, nasce con una market share del 12,7%

[fonte: elaborazione Aicube4.0 su dati Nielsen,

GNLC ed. Febbraio 2020].

La nuova supercentrale andrà a rappresentare,

in fase di negoziazione, circa 5.256 punti vendita

sull’intero territorio nazionale, per un fatturato

complessivo al consumo - inclusi gruppi mandanti

– superiore a 15,7 miliardi di euro. «Aicube

4.0 nasce dalla comune volontà di proseguire una

collaborazione che si è dimostrata solida e

proficua mettendo a frutto il meglio

delle esperienze acquisite in questi

anni - ha dichiarato Nicola

Mastromartino -. Ci sono poi

istanze che una realtà come

Aicube 4.0 è senz’altro in

grado di rappresentare con

maggior forza. Mi riferisco

non solo alla capacità di dispiegare

un’offerta sempre

più articolata di prodotti di

qualità a prezzi convenienti,

ma anche a un’interlocuzione

sempre più costruttiva ed

equilibrata nelle relazioni commerciali

con le grandi imprese

industriali di marca».

Il patto sottoscritto da Gruppo

VéGé e Carrefour Italia impegna

le due realtà di primissimo piano

APERTURE DMM

della Gdo italiana per il prossimo triennio,

senza facoltà di recesso anticipato.

L

’architettura della nuova centrale d’acquisto,

tuttavia, rende possibile da subito

l’ingresso di ulteriori soci che vogliano condividere

la mission del progetto. «L’alleanza

con Gruppo VéGé, con cui collaboriamo da 2

anni, mostra come organizzazioni con matrici

differenti possano convergere dando vita a una

struttura snella, efficiente e reciprocamente

vantaggiosa, ma soprattutto capace di sviluppare

sinergie e progetti ambiziosi a beneficio

dei consumatori, andando oltre la somma

delle quote di mercato da spendere in sede di

contrattazione - commenta Christophe Rabatel

per Carrefour Italia -. Aicube 4.0 prende in

carico il potenziale dell’aggregazione precedente,

in particolare il focus sulla convenienza

e la valorizzazione delle filiere». n

DM MAGAZINE 83


Piatti monouso

in alluminio:la rivoluzione

sostenibile

del food delivery

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Innovazione dei prodotti, soddisfazione dei clienti e rispetto dell’ambiente: sono questi gli asset fondamentali

sui quali si fonda Contital, azienda che da più di 25 anni si occupa della produzione e della distribuzione di imballaggi

in alluminio e non solo. In virtù di questi concetti chiave e del particolare periodo storico che stiamo

vivendo, l’azienda ha deciso di lanciare sul mercato una nuova linea di piatti monouso in alluminio per la grande

distribuzione e per il mondo Ho.Re.Ca. La gamma di prodotti, caratterizzata da un design innovativo e funzionale,

è interamente realizzata con il 100% di materiale riciclato. A conferma ulteriore della vocazione ambientale

dell’azienda, Contital ha anche deciso di avvalersi della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) per valutare in

maniera scientifica e trasparente i potenziali impatti ambientali della nuova linea di piatti monouso in alluminio

nudo e laccato. Lo Studio LCA, verificato con Critical Review dall’ente accreditato SGS, evidenzia come il ciclo

integrato di Contital permetta ai piatti di ottenere valori LCA molto competitivi. Per soddisfare le esigenze del

mercato del food delivery e del takeway, i piatti hanno pareti rigide e un bordo liscio che può essere sigillato

con film salvaliquidi - tradizionale e bio – o chiuso con coperchi preformati in materiale riciclabile, per garantire

sicurezza e igiene. Hanno un costo competitivo, se paragonati ai prodotti simili realizzati con polpa di cellulosa

o bio-plastica e sono adatti all’uso in forni tradizionali e a microonde, per congelamento e surgelazione. Questa

nuova gamma di prodotti, che ha vinto già nei primi

mesi del 2020 ben tre premi internazionali, è disponibile

in varie tipologie (multiuso, superfondo, fondo, piano e

dessert) e forme (quadrata, rotonda e altre in realizzazione).

I piatti monouso in alluminio sono stati pensati per

offrire un’alternativa pratica, esteticamente accattivante

e soprattutto sostenibile, a un pubblico che sempre più

cerca un prodotto di qualità e rispettoso dell’ambiente da

poter utilizzare comodamente a casa propria.


IMPRESE DMM

Caffè Borbone

prosegue la sua

crescita nel

mercato italiano

I prodotti del brand sono interessati

da altissime rotazioni,

in continuità oltre che in promozioni,

e l’azienda sta lavorando

costantemente su tutte

quelle che sono le leve del

marketing mix.

Caffè Borbone, tra i principali

torrefattori specializzati

nella produzione di caffè in

grani, cialde e capsule, stima

di chiudere il 2020 a circa 215

milioni di fatturato, tra canale

moderno e professional. «Un

risultato davvero soddisfacente

– dichiara Francesco Garufi, direttore

commerciale retail – se

si considera che l’anno scorso

abbiamo chiuso a 170 milioni di

euro e due anni fa a 135 milioni».

Caffè Borbone è una realtà

italiana in continua espansione,

che punta ad ampliare il proprio

giro d’affari ulteriormente

nei prossimi anni, con sviluppi

e potenzialità di incremento

anche nel mercato estero a cui

sta dedicando già dei progetti

sempre più strutturati.

L

’azienda registra una crescita

importante anche

nell’ambito della grande distribuzione,

sia a livello di pondera-

ta sia a livello di performance di

fatturati. «Siamo leader in Area

4 nel mondo del monoporzionato

– prosegue Garufi – e stiamo

aumentando la nostra penetrazione

nelle aree 3, 2 e 1 Nielsen.

A settembre abbiamo raggiunto

la quota ponderata di 58 punti e

l’obiettivo, ambizioso ma assolutamente

raggiungibile, è di

arrivare entro il prossimo anno

a 85 punti di ponderata a livello

Italia».

prodotti del brand sono interessati

da altissime rotazioni, I

in continuità oltre che in promozioni,

e l’azienda sta lavorando

costantemente su tutte quelle

che sono le leve del marketing

mix che consentono di poter far

crescere le quote e allargare

gli assortimenti. Oltre ad incrementare

la distribuzione, infatti,

Caffè Borbone mira ad accrescere

la presenza dei prodotti

sugli scaffali aumentando le

referenze nelle strutture che già

distribuiscono il brand napoletano.

Il marchio si distingue anche

per la sua anima green ed è

consapevole dell’importanza

di avere un approccio integrato

quando si parla di sostenibilità.

In particolare, le certificazioni

acquisite negli anni, riconosciute

a livello internazionale, come

la certificazione Compostabilità

CIC per la cialda compostabile.

Inoltre, l’azienda possiede le

certificazioni BRC Food e la IFS

Food e le certificazioni ISO 9001

del 2015. Vengono eseguite periodicamente

analisi materiali e

verifiche di fattibilità in relazione

alla compostabilità e tracciabilità

dei prodotti in tutte le fasi di

produzione, trasformazione e

distribuzione, e analisi del prodotto

finale per verificare la presenza

di metalli, contaminanti e

ogni agente indesiderato.n

DM MAGAZINE 85


86 DM MAGAZINE

Di qualità, innovative

e naturali, le caramelle

che piacciono di più


FOCUS

Le vendite di caramelle

nell’anno terminante a

gennaio 2020 nei supermercati

e negli ipermercati

del nostro Paese hanno

abbondantemente superato

i 350 milioni di euro,

facendo registrare una variazione

di +1,1% rispetto

ai dodici mesi precedenti.

Dure, ripiene, morbide, colate, gelatine, gommose,

alla fragola, al limone, all’arancia, alla

liquirizia, alla menta, al cioccolato o al mix di

sapori. Ce n’è davvero per tutti i gusti quando

si tratta di scegliere quale caramella mangiare. Il mercato

di queste piccole dolcezze, sempre molto apprezzate dai

consumatori italiani, è ricchissimo di varietà

di prodotti così come di brand, alcuni

dei quali con le loro specialità hanno

fatto la storia di questo settore. Secondo i

dati elaborati da Iri, le vendite di caramelle

nell’anno terminante a gennaio 2020

nei supermercati e negli ipermercati del

nostro Paese hanno abbondantemente

superato i 350 milioni di euro, facendo

registrare una variazione di +1,1% rispetto

ai dodici mesi precedenti. In termini di

volumi, invece, sono state vendute circa

32.000 tonnellate di prodotti, un quantitativo

sostanzialmente in linea con quello

del 2018 (-0,3%).

DM MAGAZINE 87


FOCUS

Sono molte le novità che le aziende

del comparto lanciano ogni

anno sul mercato cercando di

soddisfare le preferenze dei consumatori

con gusti originali e con

accostamenti particolari di due o

più ingredienti. Una spinta innovativa

che riguarda anche i formati

e il packaging con confezioni in

grado di incontrare sempre di più

le nuove esigenze dello shopper.

La caramella è sicuramente un

prodotto che porta con sé un elevato

valore di autogratificazione

e di puro piacere, ma negli ultimi

anni è cresciuta molto anche la

componente salutistica. Con un

consumatore sempre più esigente

e attento al proprio benessere

fisico, infatti, i player del mercato

continuano a proporre tante referenze

senza zucchero, con soli

ingredienti naturali o con vitamine,

destinate anche a un pubblico

vegano o con particolari necessità

alimentari come le intolleranze al

glutine o al lattosio. L’emergenza

sanitaria causata dalla pandemia

del Covid-19, poi, ha accentuato

questa tendenza ed è in aumento

la domanda di caramelle con

produzione “made in Italy”, con

filiera corta e con materie prime

da agricoltura biologica.

CRESCONO LE CARAMELLE

MORBIDE

Il canale moderno nel 2019 ha registrato

una lieve crescita a valore, trainata

dalle caramelle morbide. «Con

i due nostri marchi principali, Werther’s

Original, le storiche caramelle

Alla conquista della Penisola

Storck lancia ogni

anno nuovi prodotti

a livello internazionale,

con

un tasso molto

alto di innovazione

su caramelle e altre referenze,

soprattutto a base cioccolato. «In

Italia, anche nel 2021 lavoreremo

per continuare a offrire novità nella

regione in cui siamo più “maturi”

e dove buyer e consumatori ci

conoscono da molti anni – spiega

Michele Tentindo – nel frattempo,

proseguiremo ad allargare la

distribuzione nel resto del Paese

con i prodotti più storici e consolidati,

seguendo i casi di successo

già registrati in molti altri mercati

europei e non solo».

DM MAGAZINE 89


Da sempre Fida seleziona materie prime di alta qualità per le

sue caramelle creando prodotti unici ed infinitamente golosi

come Rossana e Bonelle. Scopri di più su www.fidacandies.it


FOCUS

alla panna, e Nimm2 Smilegummi,

ovvero le gommose alla frutta con

vitamine – afferma Michele Tentindo,

Business Unit Director di

Storck –, siamo cresciuti in Trentino-Alto

Adige, nel quale da sempre

abbiamo una quota molto elevata,

ma i volumi sono in aumento anche

nel resto del Paese, dove stiamo

allargando la distribuzione in Gdo».

GRANDE ATTENZIONE

ALLA FILIERA CORTA E AGLI

INGREDIENTI NATURALI

Il 2019 ha visto consumi stabili e

spostamenti interessanti delle aziende

verso l’area di prodotto più qualificato.

Poi la tempesta del Covid.

«Lo scorso anno – afferma Luigi

Serra, AD di Serra Industria Dolciaria

– la nostra strategia è stata

quella di presidiare un settore “premium”

di caramelle come le territoriali

di qualità, con le nostre “Le

Specialità Italiane”, o il biologico,

con le nostre “Le Specialità BIO”.

Oggi, invece, la filiera corta,

la produzione nazionale e la specialità

territoriale sono argomentazioni

vincenti, così come la “clean label”,

cioè l’ingredientistica essenziale, corta

e il più possibile naturale».

Gustose novità senza

zucchero

L’azienda produce

anche barrette di

frutta, naturali e

bio, ma lo storico

core business rimane

quello delle

caramelle. «Siamo soddisfatti di

aver proposto nel 2020 una linea di

caramelle senza zucchero decisamente

innovative – continua Luigi

Serra – sia in termini di accostamenti

di gusti, come per esempio

la nota speziata

dello zenzero in

sottofondo, sia soprattutto

per il ricco

sapore fruttato,

privo di retrogusti

“chimici”».

DM MAGAZINE 91


FOCUS

Nuova combinazione

armoniosa

SODDISFARE IL CONSUMATORE

ATTENTO AL BENESSERE

Il 2020 ha messo ancora più in luce

l’attenzione del consumatore per il

proprio benessere. «Il mercato delle

caramelle ha inevitabilmente risentito

della situazione che

purtroppo ci siamo ritrovati

a vivere in questi

mesi – afferma Emanuela

Busi, Marketing

Manager di Divita

– ma Ricola, proprio

Con l’arrivo dell’autunno

l’azienda ha

lanciato una nuova referenza

della linea “Ricola

Azione Glaciale”.

«Dopo l’introduzione

sul mercato, esattamente un anno fa,

del gusto Menta Forte – spiega Emanuela

Busi – proponiamo una nuova

variante: Limone e Mentolo, una

combinazione davvero armoniosa. I

due prodotti, disponibili nel formato

tascabile in astuccio da 50 g e in busta

da 70 g, hanno in comune un gusto

forte per una caramella funzionale,

ma nello stesso tempo gradevole e freschissima».

DM MAGAZINE 93


FOCUS

Nuova morbidezza

da gustare

Lo scorso maggio

Fida ha lanciato sul

mercato una gustosa

novità. «Le nuove

Bonelle Toffee

uniscono tutta la

qualità e la bontà di Bonelle – spiega

Pierluigi Gravina – per regalare

al consumatore una caramella ricca

di gusto e piacevole da masticare.

È disponibile in tre golose varianti:

al Latte, la più classica tra le

toffee, Liquirizia, per regalare momenti

di puro piacere, e Mentaliquirizia,

un delizioso mix per un

sapore autentico da gustare dall’inizio

alla fine. Le nuove Bonelle

Toffee, inoltre, sono senza glutine,

100% vegetariane

e certificate Halal».

grazie al posizionamento di

marca che la contraddistingue e

all’offerta di prodotti benefici e

naturali a base di erbe officinali,

è riuscita a guadagnare quote

di mercato, mostrando come i

valori che la caratterizzano dalla

sua nascita, 90 anni fa, siano

più che mai attuali».

I PLUS DEL BRAND SONO

ANCORA DECISIVI

Oggi il consumatore è sempre

più attento all’etichetta del prodotto

e ai plus qualitativi che la

marca è in grado di veicolare. «Il

brand Rossana ha confermato

anche nel 2019 un importante

trend di crescita a doppia cifra

già mostrato negli anni precedenti

– afferma Pierluigi Gravina,

Direttore Commerciale di

Fida – grazie anche al supporto

della referenza Rossana Cioccolato

175 g, mentre Rossana

l’originale ancora una volta è

prima nelle vendite a valore nella

distribuzione moderna».n

DM MAGAZINE 95


L’ORGOGLIO,

SENZA PREGIUDIZIO


REAL ESTATE DMM

Il futuro

del retail

non è il retail

La maturità dei centri commerciali non è solo un fatto quantitativo come emerge nel

report quanto piuttosto un fatto qualitativo. Per superare questo problema la sfida è

di abbinare nuove funzioni a quella propria del commercio.

Diverse parti indicano

come consolidata una

tendenza alla saturazione

degli spazi commerciali,

ancor più vero se riferito

ai centri commerciali. Una

maturità che vede sempre

più vicina la domanda di spazi

rispetto all’offerta. Questo

avvicinamento è stato certamente

favorito dalla sempre

maggiore importanza del

commercio elettronico e di

tutte le forme di commercio

“non fisico”, tendenza

ben lungi dall’aver espresso

tutto il potenziale. Secondo

un report realizzato a livello

europeo da Cushman &

Wakefield, questa maturità

porta a concentrare l’attenzione

degli sviluppatori verso

azioni di riqualificazione e di

ristrutturazione volte a creare

spazi per lo shopping e il

tempo libero più moderni e

accoglienti.

Ciò porterebbe a un ulteriore

polarizzazione e

distanza fra prime location in

crescita e posizioni secondarie

in difficoltà. La soluzione

proposta nel citato report

sarebbe quella di focalizzare

l’attenzione degli sviluppatori

verso la riconversione delle

posizioni secondarie a funzioni

quali uffici, abitazioni o

altre tipologie non commerciali.

Questa visione, eccessivamente

semplicistica, è stata

ulteriormente indebolita

dalla crisi “covid-19” che ha

turbato le logiche di mercato.

DM MAGAZINE 97


La verità è che la “stanchezza”

del consumatore

verso le strutture dei centri

commerciali è stata solo

stimolata dai fattori

richiamati, ma era

già in atto da diverso

tempo e, fin che è

stato possibile, si è

cercato di contrastarla

con l’attività

di leasing o di

maquillage sugli

edifici. La maturità

dei centri commerciali,

pertanto, non è

solo un fatto quantitativo

come emerge nel

report quanto piuttosto

un fatto qualitativo. Per

superare questo problema

la sfida è di abbinare nuove

funzioni a quella propria del

commercio (acquisto di beni)

in misura sapiente e sempre

più strutturata oltreché

adattata ai luoghi e ai bacini

demografici.

In quest’ottica, le funzioni

aggiuntive – se ben equilibrate,

nel medio periodo

possono assumere una

duplice valenza rispetto

al retail che sempre di più

da loro dipende; non solo

quella di sostenerlo e rafforzarlo

bensì integrarlo, dando

luogo così a nuovi schemi

frequentati anche per aspetti

relazionali, di intrattenimento,

di benessere, di

svago, abitativi ecc…

La sfida è avvincente proprio

perché ora il successo passa

anche per la giusta calibratura

del mix di funzioni. Un

interessante esempio, in

corso di realizzazione con

apertura prevista 2022, è

offerto da “Milanord2” un

complesso che, partendo

da solide dotazioni infrastrutturali

e da una rilevante

e agiata catchment area,

propone una combinazione di

commercio (centro commerciale,

super & fresh market),

intrattenimento e tempo

libero (sky plaza e cinema),

ristorazione (food court), innovazione

(area eventi digitali)

proporzionata in modo non

scontato.

La tendenza è che questi

oggetti edilizi si vanno

aprendo sempre più verso

l’esterno, sono resi più

accoglienti e non solo esteticamente

più attraenti.

Luoghi in cui si sta bene e

si trova o si può fare (quasi)

tutto quello di cui si necessità:

non solo beni ma anche

servizi alla persona, cultura,

cibo, lavoro, benessere ecc…

Luoghi integrati e a ciò favoriti

dalla gestione estesa a tutto il

complesso, che al contempo

garantisce novità per i fruitori

e una costante vitalità.

REAL ESTATE DMM

Si amplia la categoria di

servizi offerti, per aumentare

la platea dei frequentatori.

Superare la

logica esclusiva del

canone di affitto che

accentua troppo la

valutazione nel breve

periodo, quanto

piuttosto abbracciare

una logica di

valore biunivoca

poiché nel mediolungo

risiede,

nell’esperienza di

chi scrive, uno dei

fattori di garanzia di

ritorno dell’investimento

– e quindi di durata

– per ciascun soggetto che

nel tempo si succede nella

proprietà dell’asset. Questa

prospettiva è soltanto apparentemente

sbilanciata

verso criteri sociologici ed

estetici a discapito degli

aspetti economici. In realtà,

rimodellare il real estate

verso soluzioni mixed-use è

una strategia che, come la

diversificazione di qualsiasi

portafoglio finanziario, offre

maggiore protezione dai rischi

insiti nelle varie fasi del

ciclo economico. Certo, diversificare,

tramite l’acquisizione

di diverse asset class,

ma anche tramite un approccio

“uso misto” nell’ambito

di un singolo progetto e ciò

per dare al bene immobiliare

una maggiore resilienza

durante i cicli del mercato

e meglio reagire alla evoluzione

degli scenari politici,

demografici ed economici.n

Alberto Deiana

Project Management and

Real Estate Executive, Mi.NoTer.

DM MAGAZINE 99


TECNOLOGISTICA DMM

ALTAVIA,

lancia la nuova tecnologia Proflyer

Una piattaforma digitale integrabile nell’app del retailer che permette di ampliare

in maniera esponenziale le potenzialità del principale investimento in comunicazione

delle insegne: il volantino cartaceo.

L’azienda, specializzata

nella comunicazione

commerciale del settore

retail, ha presentato un

innovativo sistema tecnologico

che rivoluziona

il volantino tradizionale,

trasformandolo in un

media digitale. Ne abbiamo

parlato con Paolo

Mamo, Presidente e

Amministratore Delegato

di Altavia.

Cosa è la tecnologia

Proflyer?

Proflyer è una piattaforma

digitale integrabile nell’app

del retailer che permette di

ampliare in maniera esponenziale

le potenzialità del

principale investimento in

comunicazione delle insegne:

il volantino cartaceo. Con Proflyer,

infatti, esso si evolve in

un nuovo spazio multimediale

omnicanale, uno strumento

di comunicazione dinamico,

orientato all’aumento del

traffico in-store e alla fidelizzazione,

con un’importante

focalizzazione sulla

profilazione, l’engagement

e l’interazione con i clienti.

Grazie all’interazione e

all’integrazione con il CRM

del retailer, Proflyer mostrerà

a chi lo utilizza, quelle

offerte e quelle promozioni

che sono coerenti con chi

lo sta utilizzando. Se lei è

vegetariana, vedrà evidenziate

per lei solo offerte

e contenuti (ricette, concorsi,

game) coerenti con

la sua profilazione. Inoltre

le informazioni di

navigazione tramite

la tecnologia Proflyer

arricchiranno

il CRM dell’insegna.

Un flusso costante

di informazione

che consente una

targettizzazione

scientifica. E poi la

semplicità e velocità

di passare dalla

scelta a volantino

all’acquisto in-store

per redimere promozioni e

vantaggi. Grazie a un codice

datamatrix univoco stampato

su ogni volantino e al

login effettuato dai clienti

per accedere alla tecnologia

Proflyer, inoltre, l’insegna

potrà conoscere esattamente

quanti volantini sono stati

consegnati e dove.

In cosa si differenzia da un

normale volantino?

Il volantino che incorpora la

tecnologia Proflyer ha l’aspetto

di quello tradizionale,

100 DM MAGAZINE


TECNOLOGISTICA DMM

tutt’ora considerato

lo

strumento

principe della

comunicazione

commerciale

(il 69% dei

consumatori,

infatti, vi

trova prodotti e offerte

interessanti, mentre l’87%

dei clienti decide quali

referenze acquistare sulla

base delle offerte disponibili,

messe a confronto

con le diverse insegne).

Il valore aggiunto consiste

nella possibilità d’interagire

con chi lo consulta e

di offrire contenuti diversi

a seconda di chi li utilizza,

ma anche di garantire la

possibilità di fare comunicazione

a più livelli arricchendo

contemporaneamente

il CRM dell’insegna.

Quali sono i vantaggi per

un distributore?

E per i consumatori?

Retailer, brand e consumatori

traggono evidenti

vantaggi dalla tecnologia

Proflyer: i primi, infatti, vedono

aumentare il traffico

in-store, la

fidelizzazione e

la profilazione

dei clienti. La

distribuzione

certificata con

il codice datamatrix,

inoltre,

consente l’ottimizzazione

degli

investimenti.

I brand, invece,

acquisiscono un

nuovo canale per

offrire promozioni

personalizzate,

ma anche l’opportunità di

fare cross-selling, nonché

la possibilità di raccogliere

e utilizzare dati profilati ad

alto valore aggiunto. Per

quanto concerne i consumatori,

infine, il vantaggio

sta nel disporre di uno

strumento interattivo, in

grado di fornire informazioni

dettagliate sui prodotti e

contenuti innovativi.

Con quali sistemi può

interagire Proflyer?

Proflyer è concepito per

interfacciarsi con ogni sistema

utilizzato dai retailer, dal

CRM, alle casse: esso, infatti,

gestisce tutti i flussi di comunicazione

dei dati, da e verso

i sistemi dei clienti, attraverso

l’impiego di tecnologie

standard e “leggere”.

Può fare un esempio di

case history di successo,

se già disponibile?

Proflyer è sul mercato solo

da qualche settimana, quindi

è presto per una case history.

Tuttavia, abbiamo già riscontrato

grande interesse

da parte di vari interlocutori.

Posso anticipare, però, che

entro la fine del 2020 Proflyer

sarà integrato nel sistema

di acquisto e promozione

di un big player del retail

alimentare italiano.n

Paolo Mamo,

Presidente e Amministratore

delegato di Altavia

DM MAGAZINE 101


NEWS DMM

Riso Gallo alla conquista

dei mercati esteri

Sace e Banco BPM hanno finalizzato un’operazione di

finanziamento da 3 milioni di euro a supporto del piano

di crescita sui mercati esteri di Riso Gallo, azienda

leader nella produzione di riso e risotti. L’operazione è

stata perfezionata in piena emergenza Covid-19 e

grazie al finanziamento erogato da Banco BPM, tramite

la propria struttura Mercato Corporate Milano Lodi,

e garantito da Sace, il noto brand investirà in attività di

marketing, ricerca e sviluppo, nella registrazione di

marchi e brevetti e nel rinnovo e riqualificazione di

impianti e macchinari, oltre che nella partecipazione a

fiere internazionali e nel capitale circolante. “In un

anno complesso come questo - spiega Carlo Preve,

amministratore di Riso Gallo, siamo orgogliosi di dare

un segnale positivo e di concretizzare il nostro impegno

come azienda simbolo del Made in Italy all’estero.”

Famila mette a segno una crescita

del +9,3% a parità di rete

Famila, l’insegna nazionale di Selex Gruppo Commerciale,

entra nell’autunno di un anno impegnativo con il

miglior risultato dell’ultimo decennio: +9,3% a parità di

rete. Un dato ancor più positivo se confrontato con il

mercato (Iper+Super) che ai primi di settembre era al

+1,2%. La previsione di un andamento positivo per

l’ultimo trimestre dovrebbe portare a un +12,8% di fatturato

a fine anno, circa 2.200 milioni (1.950 milioni nel

2019). Sono quattro le declinazioni dei 235 punti vendita:

Famila, Superstore, Iper e Market; quest’ultima, nata

nell’estate 2019 dalla

volontà di intercettare

una fascia di consumatori

attenti alla

“prossimità” ma al tempo

stesso esigenti in

termini di completezza

della spesa e con assortimenti

adattati a

differenti esigenze.

H&M chiuderà 250 negozi nel 2021

Il Covid-19 lascia segni pesanti su H&M: il

colosso svedese, con oltre 5.000 punti vendita

nel mondo, ha infatti in programma di

chiudere, entro il 2021, qualcosa come 250

negozi, pari al 5% del proprio network. Il dato

è la somma algebrica di un piano di 100

opening, contro 350 dismissioni. Nel periodo

da gennaio a fine agosto il colosso del pronto

moda ha chiuso 118 negozi e ne ha aperti

85, con un saldo negativo di 33. A motivare

il taglio della rete fisica, ma anche a fungere

da camera di compensazione è infatti,

come per altri retailer, soprattuto lo sviluppo

del canale online, attivo, per il marchio portabandiera,

H&M, in 51 nazioni. La sua incidenza

ha raggiunto il 26% dei ricavi totali, e

una variazione positiva, nei 9 mesi, del 36

per cento.

Sofidel: nuovo impianto negli Stati Uniti

È pienamente operativo a Inola, in Oklahoma, il nuovo

stabilimento di Sofidel, fra i leader a livello mondiale

nella produzione di carta per uso igienico e domestico.

Con sede a Porcari (Lucca), di proprietà delle famiglie

Stefani e Lazzareschi, il Gruppo è noto in Italia e in Europa

in particolare per il marchio Regina. Un impianto

integrato – comprendente cioè sia la fase di cartiera,

sia quella di trasformazione – la cui realizzazione ha

comportato un investimento complessivo di circa 360

milioni di dollari. Nell’impianto sono impiegate oltre 300

persone. Il sito produttivo di Inola è il secondo – dopo

quello di Circleville, in Ohio, inaugurato nel 2018 – realizzato

ex novo da Sofidel negli Stati Uniti, e va ad aggiungersi

ai siti Sofidel già attivi in altri stati del paese

nordamericano.

DM MAGAZINE 103


CONFINDUSTRIA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA

PERIODICA SPECIALIZZATA


VIDEO DMM

ERBERT INAUGURA A MILANO

È sbarcato a Milano Erbert, il nuovo concept store ecosostenibile,

inaugurato lo scorso giugno e situato in via

Moscati 11. Il format innovativo, ideato da Enrico Capoferri

fondatore e Ceo della startup EatRight, basa la propria

filosofia sul rispetto ambientale e sul mangiare sano:

i prodotti, infatti, provengono tutti da filiera controllata,

frutta e verdura derivano da produzioni biologiche, mentre

il packaging dell’intero assortimento è realizzato con

materiali compostabili. Maggiori dettagli sono forniti ai

mostri microfoni da Enrico Capoferro.

TRENTINGRANA RINNOVA IL PACKAGING

Trentingrana CONCAST, il Consorzio della Provincia

Autonoma di Trento, ha presentato due importanti

novità nel corso dell’evento intitolato “Rinascimento

Trentingrana”. Lo Stagionato 30 mesi un

prodotto di nicchia, è realizzato con latte ricavato

da bovine allevate sul territorio, la cui alimentazione

controllata è costituita da fieno, foraggi e mangimi

rigorosamente No Ogm, senza l’impiego di insilati.

Per il 2020, è prevista la realizzazione di circa 2500

forme, che il Consorzio si propone di aumentare a

5 mila nei prossimi 5 anni. Cambia la veste grafica

dell’intera Gamma di formaggi del Trentino, rielaborata

in collaborazione con Neurexplore, società

trentina specializzata in neuromarketing.

SPAZIO LENOVO INAUGURA A MILANO

Sbarca in Italia Spazio Lenovo, il primo store europeo

della multinazionale tecnologica di Pechino,

situata ai numero 8/10 di Corso Matteotti, su mille

metri quadrati di superficie commerciale, articolati

su tre livelli. Si tratta di un concept altamente

innovativo, che si propone come luogo in cui i

consumatori possono sperimentare i vantaggi che

la tecnologia è in grado di offrire per andare incontro

alle esigenze quotidiane, nonché alle nuove

necessità lavorative e di comunicazione. All’interno

dello store, alcune aree stanno dedicate all’incontro

e all’apprendimento. Ce ne parla nel dettaglio

Natasha Perfetti, Country Marketing Manager

di Lenovo Italia.

DHL SUPPLY CHAIN APRE LE PORTE DELLO STABILIMENTO DI CORTEOLONA (PV)

DHL Supply Chain ha aperto le porte dello stabilimento

di Corteolona, in provincia di Pavia, un campus tecnologico

vasto oltre 80 mila metri quadrati, 10 mila dei

quali sono adibiti all’attività di co-paking. L’offerta di

servizi a valore aggiunto è fornita sia alle aziende di

stoccaggio nel magazzino di Corteolona, sia a clienti

esterni, che si avvalgono della sola attività di co-packing

attraverso l’impiego di un sistema di navettaggio che

consente lo spostamento delle merci nei vari depositi.

Ce ne parla nel dettaglio Fabrizio Mascherpa, co-packing

Manager di DHL Supply Chain.

DM MAGAZINE 105


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