TuttoBallo20 _Novembre2020 EnjoyArt

fabrizio.silvestri

Silenzio intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile.
È l'estate fredda dei morti.

Questi ultimi quattro versi della poesia “Novembre” di Giovanni Pascoli, racchiude lo stato d’animo di ognuno di noi: pur continuando una vita sociale tutti ci sentiamo soli, privi di abbracci e calore umano.
Rispettando tutte le regole anti Covid19, tuteliamo noi e gli altri. E presto potremo tornare alla vita normale, fatti di abbracci, cene, feste e danze.
Nel numero di Novembre, che ora puoi scaricare, abbiamo scritto un’ampia pagina sulle difficoltà del momento. Le varie manifestazioni pacifiche organizzate da molte associazioni di categoria, hanno evidenziato il disagio e le difficoltà che tutti i lavoratori dello spettacolo stanno vivendo.
Nella fase di chiusura del numero 11 di TuttoBallo20, l’ufficio stampa del MiBACT ha diramato una nota nella quale assicura un sostegno a tutte le scuole fuori dal circuito CONI, come anche per gli altri lavoratori dello spettacolo. In questo numero, parleremo anche di omofobia, di coming out ed i modi di comunicarlo, lo show delle drag singer, le interviste ai Big della danza; come ogni numero ci siamo occupati di benessere, make-up, cucina, cinema, teatro.
Le due copertine personificano il periodo che stiamo vivendo. In apertura la sensualità e la bellezza dell’arte con una foto del maestro Cosimo Mirco Magliocca - Photographe Paris e dall’altra una foto amatoriale scattata da Antonio Desiderio, Artist Manager di étoile nazionale ed internazionale, nel giorno delle proteste. L’impegno della nostra webzine è sempre lo stesso, quello di sostenere, promuovere e divulgare l’arte in ogni sua forma. Il contributo di noi artigiani della comunicazione è dare voce ad ogni lavoratore dello spettacolo affinché non si senta solo e abbandonato.

F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

TuttoBallo20

N o v e m b e r 2 0 2 0

FEDRA

La tragedia del desiderio. " Ho detto quello che

non dovresti mai sentire ... " di Racine diretto da

Brigitte Jaques-Wajeman - Teatro de La ville Parigi

© Cosimo Micro Magliocca Photographe Paris


F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

TuttoBallo20 - November 2020

In copertina : Christian Fagetti

TuttoBallo20 - Novembre 2020.

Editore "Stefano Francia" EnjoyArt

Direttore - Fabrizio Silvestri

Vice direttore - Eugenia Galimi

Segretaria di redazione - Pina delle Site

Redazione - Marina Fabriani Querzè

hanno collaborato: Ernesto Biagetti, Maria Luisa Bossone,

Elena Botti, Marco Calogero, Antonio Desiderio Artist

Management, Giovanni Fenu, Mauri Menga, Sandro

Mallamaci, Walter Garibaldi, Giovanni Battista Gangemi

Guerrera, Lara Gatto, Danilo Piccini, Paolo Di Orazio.

Foto: Danilo Piccini, Luca Bartolo, Gennaro Guida., Veronica

Napoleoni. Foto concesse da uffici stampa e/o scaricate

dalle pagine sociale dei protagonisti.

Le immagini e le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto

d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai

sensi degli artt. 65 comma 2 e 70 comma 1bis della Lg. 633/1941.

É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.

É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dal

direttore. I collaboratori cedono all'editore i loro elaborati a titolo gratuito.

Testata giornastica non registrata di proprietà: ©ASS: Stefano Francia EnjoyArt

per contattare la redazione Tuttoballo20@gmail.com

Contro Copertina

Foto simbolo delle tante proteste

pacifiche organizzate dai lavoratori dello

spettacolo contro il Dpcm Novembre.

Attori, musicisti, ballerini ma anche

occupati nei circhi e nei luna park.

Da Roma, Torino, Milano fino a Napoli, il

mondo dello spettacolo è sceso in strada

per protestare contro la chiusura di teatri

e cinema.

Al Governo si chiedono aiuti per

sostenere lo stop dell'attività dei

lavoratori dei circhi, della danza, della

musica e della recitazione

Chi lavora nel settore della cultura

chiede: ammortizzatori fino alla fine

dell'emergenza, reddito di continuità per

gli intermittenti e stabilizzazione dei

precari


T U T T O B A L L O 2 0 | N O V E M B E R 2 0

“Novembre è il mese più sgradevole dell’anno”, disse Margaret, un grigio pomeriggio,

guardando dalla finestra il povero giardino morso dal gelo.

“È per questa ragione che vi sono nata io”, osservò Jo pensierosa.

(Louisa May Alcott, Piccole donne)

E D I T O R I A L E

P i n a d e l l e S i t e

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile.

È l’estate,

fredda, dei morti.

(Giovanni Pascoli, Novembre)

Di solito novembre è un mese triste … inutile negarlo.

Esso è “l’estate fredda dei morti”… il pensiero va ai nostri cari che non ci sono più, e la

tristezza per la loro mancanza è acuita dal grigiore delle giornate, lente, senza tempo; forte

è la nostalgia dell’estate, delle vacanze, del sole, del mare, dei costumi, cappelli di paglia,

occhiali da sole e sandali, anche se, per molti, quella appena trascorsa è stata un’estate

diversa dalle altre ma, comunque, “estate” è sempre sinonimo di “festa”. Molti nati a

novembre subiscono una forte influenza del grigiore e della tristezza di questo mese sul

proprio carattere o nella propria vita in generale, proprio come Jo nel romanzo “Piccole

donne” …

Quest’anno, per alcuni aspetti, sarà molto più triste, perché il nemico che già da qualche

mese si è insinuato nelle nostre vite e che, proprio durante l’estate, pensavamo fosse stato

in parte sconfitto o, comunque, indebolito, in realtà è tornato più battagliero che mai,

costringendo le Autorità, sia statali che locali, ad adottare nuovi provvedimenti che,

purtroppo, colpiranno settori ormai noti a tutti, come anche le scuole di ballo.

E’ ovvio che, intelligentemente, in un momento così difficile, noi di Tuttoballo20 crediamo

nella necessità di seguire tutti i protocolli che le Autorità ci “propongono e ci consigliano”

vivamente di seguire; attenzione: “propongono e consigliano”, non “impongono”, perché

quando si opera per tutelare la salute, non si nega la libertà, ma si opera affinché la libertà

sia tutelata; la libertà la perdiamo nelle corsie degli ospedali, intubati, nelle terapie intensive;

la libertà la si ruba alle persone deboli che, purtroppo, nella maggior parte dei casi perdono

la vita; la libertà la si ruba agli operatori sanitari ormai stremati, molti dei quali sono caduti

mentre svolgevano il loro lavoro …

Qualcuno, che continua a dire che portare la mascherina è una negazione della libertà, ha

fatto riferimento ai principi fondamentali dell’OMS ed all’art. 32 della Costituzione italiana …

peccato che l’interpretazione sia stata errata e parziale!

Ebbene, il principio fondamentale della Carta Costituzionale dell’OMS, tradotto in parole

semplici, dice che la salute è il raggiungimento dello stato di benessere fisico, psichico e

sociale a cui tutti gli individui e tutta la collettività hanno diritto, e ci trasmette un concetto di

salute a 360° gradi, poiché essa non è da considerarsi unicamente come assenza di

malattia o di disabilità; l’aspetto psichico e sociale, dunque, è strettamente connesso a

quello fisico, e per raggiungere, in questo momento, lo stato di benessere a cui tutti

aspiriamo, dobbiamo evitare, tra le tante cose, sicuramente, di ammalarci di Covid, e per

non ammalarci di Covid19, dobbiamo adottare i protocolli proposti! Non si scorge, dunque,

alcuna costrizione né negazione di libertà … anzi!

Quando, invece, si fa riferimento ad uno dei principi presenti nell’art. 32 della Costituzione

italiana, bisogna interpretarlo per intero, e non parzialmente: è vero che l’articolo recita che

…”Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”, però continua “se

non per disposizione di legge”… ed in un momento come questo, bisogna obbedire alla

legge, anche se essa è un “semplice” D.P.C.M., come sempre quel “qualcuno” ha affermato

(si ricordi che il D.P.C.M. è un atto avente forza di legge che viene adottato proprio in

situazioni di urgenza!).

Con questo vogliamo semplicemente dire che noi di Tuttoballo20, siamo i primi a soffrire di

queste restrizioni, in quanto amanti del ballo, degli eventi, dell’arte in genere; siamo

assolutamente solidali con tutte le categorie colpite da questa surreale situazione ma, allo

stesso tempo, vogliamo trasmettere un messaggio di maturità e non di accusa fine a se

stessa , il che significa collaborare, essere propositivi, creare una rete o un tavolo di lavoro

tra le varie scuole, associazioni, per proporre idee alternative sul da farsi, sul poter

continuare a fare Arte rispettando le misure di sicurezza; non a caso in numeri precedenti

abbiamo proposto interviste fatte a maestri di ballo che si sono ingegnati durante il lock

down, dando vita, anche utilizzando la tecnologia, a nuove metodologie di

insegnamento/apprendimento/allenamento, perché il settore non si fermasse. Certo, non è

facile, ma insieme possiamo farlo, ed offriamo la nostra Rivista come un tavolo di lavoro

virtuale, a cui ognuno di voi può partecipare lanciando proposte … da idea nasce idea,

quindi iniziamo ad attivarci … dopotutto novembre non è solo il grigiore di Jo, l’estate fredda

dei morti di Pascoli, o l’eterna tristezza … esso è anche il mese delle zucche arancioni, delle

belle e lucide castagne, del rosso vivace dei chicchi del melograno, dei simpatici funghi che

spuntano qua e là, degli odori, sapori e colori dei boschi … si, novembre è anche un mese

colorato, è il mese dell’attesa di qualcosa di ancora più festoso: il Natale!

TuttoBallo20 è pronto ad accogliere questo mese con ottimismo, gioia, quella che solo l’Arte

sa trasmettere … e allora avanti tutta, siamo con voi! Anche stavolta … Andrà tutto bene!

© Cosimo Micro Magliocca Photographe Paris


FA IT ST UC AO L IE T À B AE LBL AO

L L O

TuttoBallo20

di Eugenia Galimi

Vice Direttore

Nuovo Dpcm, a Reggio Calabria la protesta del mondo

dello sport: "Siamo al collasso, è una catastrofe".

Tutti sotto un'unica bandiera, quella dello sport: con questo motto si è svolta la

protesta pacifica a Piazza Italia dopo la presentazione del DPCM Novembre.

Le nuove misure introdotte dall'ultimo Dpcm firmato dal premier Conte non sono piaciute al mondo dello sport ed è per

questo motivo che a Reggio Calabria le associazioni sportive del territorio, sempre più sul piede di guerra, sono scese in

piazza e - su iniziativa di un comitato spontaneo – hanno organizzato la manifestazione di protesta pacifica in Piazza Italia

con decine di realtà provenienti dall'intera provincia.

“Palestre, piscine, scuole calcio, scuole di danza: è stato chiuso tutto” - spiega Antonio Eraclini, presidente ASC Reggio

Calabria- “E' una vera e propria privazione di un sacrosanto diritto di poter praticare attività sportiva. Il Governo ha deciso

di sospendere tutto e non siamo d'accordo".

"Rientriamo anche noi tra le categorie più bistrattate e con più limitazioni. Anche dagli ultimi controlli effettuati dalle forze

dell'ordine risulta che i titolari delle strutture rispettano le regole. Lo dicono i dati, il 99% ha adeguato gli impianti alle

normative. È una catastrofe. Adesso deve intervenire la Regione anche se non può ovviamente allargare il Dpcm, (può

solo adottare misure più restrittive) ma può comunque adoperarsi per limitare i danni e, in qualche modo, sostenere le

tantissime realtà sportive".

"Non sono ancora chiare le misure e speriamo che attraverso le determinazioni di oggi si possano chiarire i tanti dubbi che

i gestori hanno: è possibile svolgere attività all'aperto e attività fisica ma non inerente a sport di contatto. Quindi un

bambino ad esempio che pratica il calcio può allenarsi da solo senza pallone e non insieme ad altri bambini. Non è

assolutamente chiaro nulla".

Eppure in questi mesi le tante associazioni e realtà sportive reggine avevano messo in campo tutte le misure necessarie

per contrastare la diffusione del virus. La volontà è quella di continuare a lavorare in sicurezza. I vari rappresentanti delle

associazioni sportive sono stati poi accolti dal Prefetto. Si attende adesso la risposta del Governo.


FA IT ST UC AO L IE T À B AE LBL AO

L L O

TuttoBallo20

di Sandro Mallamaci

In questi giorni di grande incertezza, in cui sembra esserci una recrudescenza dei contagi di questo strano virus, mi sembra molto attuale il tema già

proposto in pieno lockdown nell'aprile scorso.Vorrei riflettere sul concetto di prevenzione.

Erano quelli i momenti in cui di provare a tirare un sospiro di sollievo a due mesi dall'inizio dell'incubo, dopo circa un mese dal punto più critico che aveva

segnato le ore più tragiche di questo maledetto anno.

Erano trascorsi circa 30 giorni durante i quali la fatidica curva dei decessi aveva ormai preso una decisa direzione verso il basso. Sì, perché allora si poneva

l'attenzione principalmente all'impressionante numero dei decessi che sembrava non volesse saperne di arrestarsi. Scene apocalittiche che sono rimaste

impresse nelle menti di tutti e che ci rendevano impotenti, incapaci di agire in maniera razionale.

Una volta che si cominciava a vedere la luce in fondo al tunnel alcune riflessioni si sono potute fare a mente calma analizzando le cose secondo criteri più

razionali. Quelle riflessioni mi hanno portato ad argomentare sul concetto di prevenzione arrivando a conclusioni che mi facevano vedere il futuro con una

ritrovata fiducia.

In sostanza, quello che era accaduto era da imputarsi per una buona parte al fatto che ci siamo fatti trovare impreparati di fronte a questo evento

imprevedibile. Innanzitutto il sistema sanitario non adeguato ma anche i singoli individui che hanno subito le conseguenze peggiori quelli che per motivi

diversi si sono presentati al cospetto di questo virus con il fisico già debilitato da altre patologie e soprattutto con le difese immunitarie basse.

Avevo posto l'accento sulla opportunità di affrontare l'attacco di agenti patogeni in stato di salute ottimale per avere buone probabilità di contrastarlo

facilmente.

Ero convinto, e ne sono ancora di più oggi, che fosse necessario quindi adottare stili di vita sani, ponendo attenzione all'alimentazione e all'attività fisica,

senza tralasciare l'aspetto psicologico che riveste un'importanza fondamentale.

Quelle raccomandazioni, che provengono dal mondo scientifico, erano riferite soprattutto alle persone non più giovani, proprio quelle che i nostri governanti

si stanno preoccupando di tutelare con i nuovi provvedimenti.

Invece di perseguire l'obiettivo della tutela della salute dei cosiddetti "over" conciliando la necessità di praticare attività motoria e contemporaneamente

mantenere relazioni sociali dirette, le scelte imposte vanno a mio parere nella direzione opposta.

Chiudere le palestre, e in particolare quelle dove si praticano i balli sociali di gruppo, ovvero quelle frequentate da persone di una certa età, non ritengo sia

stata una scelta lungimirante.

Chi ha pensato a questa soluzione non ha analizzato evidentemente il problema da questo punto di vista, ma si è solo preoccupato di provare ad allentare la

catena del contagio.

Scelta miope, a mio parere.

Questi mesi appena trascorsi, in cui tutte le palestre avevano ripreso l'attività, hanno dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, l'importanza che l'attività fisica

e, soprattutto, la socializzazione hanno nella vita degli individui avanti con l'età.

Chi, in questo periodo difficile, si è occupato di organizzare i luoghi, lo ha fatto ponendo la massima attenzione ai protocolli consigliati dagli organi sanitari.

E la dimostrazione è nei fatti: non vi è stato alcun caso di contagio riconducibile a queste attività. queste attività.

Anzi, quelle persone, che durante il forzato lockdown erano state spaventate e che erano cadute in uno stato di depressione preoccupante, hanno ritrovato

la gioia di relazionarsi rimettendo nello stesso tempo il corpo in moto. Queste strutture, dove si pratica il ballo di gruppo, che riduttivamente i governanti

definiscono palestre, oltre a garantire una costante attività fisica, consentono ai praticanti di stimolare soprattutto l'attività mentale, la memoria e gli affetti,

mantenendo alto il morale attraverso i rapporti interpersonali diretti, favorendo naturalmente la stimolazione delle difese immunitarie.

Qualcuno avrebbe dovuto considerare che la ripresa di queste attività è stata di fondamentale importanza, soprattutto nell'ottica della prevenzione. Impedire

di svolgere questa attività e quindi indurre tutti a stare rinchiusi in casa, per garantire il distanziamento sociale, non va certo nella direzione della

prevenzione. Eppure si dice che dagli errori commessi si dovrebbe trarre insegnamento.

Non mi sembra stia andando esattamente così!


FA IT ST UC AO L IE T À B AE LBL AO

L L O

#vivodidanza

Il 20 ottobre in piazza del Pantheon la danza, con un flashmob e dietro le mascherine, attraverso i corpi di

cento danzatori hanno dato voce a 30.000 scuole di danza e oltre 2milioni di operatori che lavorano a

vario titolo nello spettacolo dal vivo, nella formazione, nella produzione. Grazie alla presenza di importanti

sigle del settore e della politica istituzionale, hanno gridato a gran voce che la DANZA non può morire!!! Il

promotore Giacomo Molinari ha chiesto ai politici, ai cittadini di non abbandonare il settore dello

spettacolo dal vivo, perchè sono la cultura del nostro paese...Le scuole di danza per far fronte

all’emergenza COVID hanno da subito aderito e si sono attenute scrupolosamente alle norme ed alle linee

guida emanate dalle istituzioni, investendo tempo ed ingenti risorse economiche per mettersi in regola

con le stesse e garantire agli allievi la massima sicurezza possibile. Ma ora sono quasi al collasso e la

paventata chiusura potrebbe rappresentare la fine per molte realtà e per molti giovani che perderebbero

importanti punti di riferimento. #vivodidanza.


FA ITS TCU O A L E I T À B AE L BL AO

L L O

Piazza del Popolo Roma, il 29 ottobre ha

ospitato laa manifestazione dei partecipato

lavoratori del mondo artistico. Al grido di “NON

UCCIDETE L'ARTE” sono scesi in piazza

danzatori, coreografi internazionali, produttori

di eventi , musicisti , allievi di scuole di danza

con i loro insegnanti. La manifestazione ha

posto al centro delle tematiche la drammatica

situazione che in questo momento stanno

attraversando le scuole di danza, i teatri e le

maestranze. Destini uniti e realtà che l’ultimo

Dpcm ha messo ancora di più in ginocchio;

malgrado infatti l'assoluta osservanza dei rigidi

protocolli, le attività di danza e i teatri sono stati

i primi a chiudere. Una tragedia se si pensa che

erano stati anche gli ultimi a riaprire dopo il

lockdown. Artisti importanti come Luciano

Cannito, Mario Marozzi, Alfonso Paganini,

Kristian Cellini, Alex Imburgia, Antonio

Desiderio e altre personalità, hanno dato voce

a questo profondo malessere e assoluto

disagio. La speranza è che anche questa

manifestazione organizzata da Manuela

Verna, Fabrizio Federici e Annalisa Cirillo,

possa contribuire a dare risonanza a queste

realtà assolutamente importanti. La Cultura è

una ricchezza, una risorsa da preservare e

salvare.


FA ITS TCU O A L E I T À B AE L BL AO

L L O

Da Roma, Torino, Milano, Bari, Napoli il

mondo dello spettacolo è sceso in strada

per protestare contro la chiusura di teatri e

cinema.

Al Governo si chiedono aiuti per sostenere

lo stop dell'attività dei lavoratori dei circhi,

della danza, della musica e della

recitazione

Chi lavora nel settore della cultura chiede:

ammortizzatori fino alla fine

dell'emergenza, reddito di continuità per gli

intermittenti e stabilizzazione dei precari


FA ITS TCU O A L E I T À B AE L BL AO

L L O

Foto di Massimo Argnani

Foto di Massimo Argnani


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L L O

Le risposte alle proteste

pacifiche dei lavoratori

dello spettacolo da parte

del Ministro Franceschini

Dario Franceschini Ministro MiBACT

“10 milioni di euro sono stati destinati al sostegno delle scuole di danza private, che svolgono un ruolo essenziale

nella formazione di molti danzatori e danzatrici del nostro Paese. Ringrazio la senatrice Michela Montevecchi per

l’impegno promosso in Parlamento e nella Commissione Cultura del Senato nel riconoscimento di queste realtà e nel

conseguimento di questo importante risultato”. Così si espresso il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo,

Dario Franceschini, in occasione della firma del decreto che riserva una quota parte di 10 milioni di euro del fondo emergenza

spettacolo e cinema istituito con il decreto Cura Italia al sostegno delle scuole di danza private, non configurate come

associazioni sportive dilettantistiche o società sportive dilettantistiche e non facenti capo al CONI.

In una nota, l'ufficio stampa MiBACT spiega che la Direzione Generale Spettacolo, tramite un’apposita convenzione con SIAE,

definirà le modalità e le scadenze per la presentazione delle domande di contributo e per la loro istruttoria, le modalità di

assegnazione dei contributi, le verifiche e i controlli. Potranno presentare domanda le scuole di danza private con sede legale in

Italia; non configurate come associazioni o società sportive dilettantistiche; non facenti capo al CONI; che abbiano svolto la

propria ordinaria attività didattica per l’anno scolastico 2019/2020, in corso di svolgimento alla data del 28 febbraio

2020; che abbiano assolto nel 2019 il pagamento dei diritti d’autore in favore di SIAE o di altro organismo di gestione

collettiva per l’utilizzo delle opere musicali in occasione dei corsi di danza; in regola con i versamenti contributivi

previdenziali; che non abbiano riportato condanne definitive per violazione delle norme di tutela del diritto d’autore

o dei diritti connessi.

Non verranno ammessi a contributo gli organismi già benificiari del FUS per progetti triennali 2018/2020. Entro

cinque giorni dalla data di registrazione del decreto da parte degli organi di controllo, la SIAE pubblicherà sul proprio

sito un avviso con le modalità e le scadenze per la presentazione delle domande di contributo, per le verifiche

documentali e per l’assegnazione dei contributi.

Le scuole di danza potranno presentare domanda di contributo on line entro i 10 giorni successivi alla pubblicazione dell’avviso,

utilizzando la modulistica predisposta e pubblicata sul sito istituzionale dalla SIAE. Al termine dell’istruttoria, le risorse verranno

ripartite in parti uguali tra i soggetti beneficiari ammessi a contributo.

Il comparto del ballo amatoriale vede coinvolti circa 9 milioni di connazionali (il 15% della popolazione) che ogni anno si dedicano a

balli di coppia o di gruppo, nelle sale da ballo come nelle scuole di danza, generando un business da circa 500 milioni di euro con

30mila attività coinvolte.

Il divieto di praticare sport amatoriali da contatto interessa quindi in totale circa 19 milioni di italiani, per un controvalore nel nostro

paese attorno a 2,5 miliardi di euro. E i provvedimenti adottati ora dal Governo aprono un nuovo fronte: quello dei rimborsi in favore

di chi ha sostenuto spese per attività vietate.

Un'indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale

(CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di

promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e

associazioni sportive dilettantistiche, i quali, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID 19, hanno cessato, ridotto o

sospeso la loro attività.

Inoltre per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati dal 1° gennaio

2019 al 29 ottobre 2020 (entrata in vigore del Decreto Ristori), cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di

pensione, è riconosciuta un'indennità, pari a 1000 euro.


FA ITS TCU O A L E I T À B AE L BL AO

L L O

COME NASCE UN DANZATORE?

RIFLESSIONI DI UN COREGORAFO

Domenico Iannone

Direttore Artistico Compagnia AltraDanza

Come nasce un danzatore, come si forma un danzatore, come lo si porta alla professione?

Queste semplici domande mi fanno già aprire una serie infinita di risposte che, però, come sempre

nel campo dell’arte, lasciano ad ognuno una personalissima risposta, semplicemente perché non ci

sono regole scritte, o parametri definiti, contano la propria cultura e preparazione.

Quindi quando nasce un danzatore? A mio avviso dopo tanti anni di lavoro sia nella formazione che

nella creazione, ho potuto osservare nella loro fase di crescita tanti giovani con solide basi tecniche

e questo lo sappiamo tutti, ma cosa intendiamo per basi? Mi risponderete con lo studio delle tre

discipline fondamentali: classico, moderno e contemporaneo e tutto ciò che un’ ottima scuola riesce

a dare oltre le ulteriori discipline, ai propri allievi. Bene, ma quando termina questo periodo basico

ed inizia la formazione del danzatore? Qui, dal mio punto di vista, nascono i primi fraintendimenti

sulla parola "formazione".

Il compito del docente è quello di avvicinare,

guidare, preparare, il giovane danzatore e questi, in

età diverse, a scegliere la specializzazione più affine

al proprio talento, ovvero audizioni nelle grandi

accademie nazionali e internazionali o nei grandi centri

di formazione che ormai proliferano in tutto il mondo,

soprattutto in Italia e in Europa. Quando si è pronti, si

vedranno i nostri giovani prendere il largo, trolley alla

mano a vivere la loro straordinaria avventura di vita.

Tutta questa premessa dovrebbe, a mio avviso, fare

chiarezza sul fantastico mondo dei centri di formazione,

dove ogni anno si diplomano, anzi si qualificano e si

attestano, forse è più corretto dire, centinaia di giovani

aspiranti danzatori, con la speranza ventilata di entrare

a far parte di compagnie e quindi di poter lavorare nel

mondo della danza, ritrovandosi in realtà a essere

sostituiti dalla nuova generazione. Niente di sbagliato

per chi va avanti: è la legge della vita, ma quello che mi

fa male è vedere poi nelle audizioni, e qui intendo i

danzatori contemporanei, tutti uguali, nella tecnica,

nella gestualità, nella ricerca e per me, cosa importante,

mancanti di una propria personalità, così da ritrovare in

loro esattamente delle macchine che riproducono nello

spazio, sequenze già prestabilite. I talenti notevoli, che

a mio giudizio vanno sostenuti e preparati in modo

completo, devono avere delle basi solide, apprendere

tutto il percorso artistico della danza, a partire almeno

dal balletto di repertorio fino alla conoscenza dei

maggiori coreografi che hanno influito nel panorama

della danza del ventesimo secolo.


FA IT ST UC AO L IE T À B AE LBL AO

L L O

TuttoBallo20

G A M E

M O F O B I A

O

di Giovanni Battisita Gangemi Guerrera

G A M E

O M O F O B I A

Il 74% dei ragazzi omosessuali tra 13 e 26 anni racconta di aver subito almeno un episodio di bullismo omofobico o di discriminazione. E di

questi il 36% è avvenuto a scuola. L’Italia, secondo l’indice Trans Murder Monitoring di Transrespect versus Transphobia Worldwide, è al

primo posto in Europa per numero di vittime di transfobia, con 36 casi registrati dal 2008 al 2016. Il dato considera solo gli omicidi riportati

dai quotidiani, quindi è ampiamente sottostimato. Mentre, una Legge approda nell’aula della Camera, c’è sempre l’idiota di turno, che si

permette di scherzare, inventando falsi attacchi e denunciando pubblicamente, anche tramite mezzi televisivi, ignorando che una sua

falsità, permette di nascondere reali attacchi di ragazzi o ragazze che subiscono realmente violenza fisica o psicologica omofobica e,

magari, anche per vergogna, o perché non sono dichiarati, tengono tutto nel silenzio e continuano a subire.

La legge contro l'omofobia è approdata nell'aula della Camera per la discussione generale ma è solo l'ultimo di una serie di sforzi andati a

vuoto nell'arco di un ventennio per arginare le discriminazioni e le violenze fondate su sesso e orientamento sessuale. Ultime tre

legislature hanno visto impegnati soprattutto militanti del mondo gay (da Franco Grillini a Sergio Lo Giudice, da Paola Concia fino

all'attuale relatore del Pd Alessandro Zan). Cerchiamo di approfondire al meglio questa Legge, ascoltando chi in prima fila si occupa dei

Diritti della comunità GLBTQUI in prima fila e da volontari.

O V E R

Ciao Luciano, lei è attualmente Il presidente Nazionale dell’Arcigay, se dovesse spiegare ad un ragazzo o ad una ragazza perché Arcigay e

le altre tante associazioni LGBTQUI d’Italia siano ancora così importanti, soprattutto nei vari territori dove sono presenti, quali parole

utilizzerebbe ? Come proverebbe a spiegare l’importanza di questa Legge?

In assenza di uno stato che riesca a garantire e tutelare tutte le circostanze della vita personale e della vita civile delle persone LGBTI+ in

funzione delle discriminazioni subite per la propria identità sessuale, le associazioni sui territori svolgono un ruolo fondamentale, che in alcuni

casi è decisivo per l'integrità e la felicità delle persone. Con i loro servizi volontari e gratuiti che vanno dall' accoglienza all'ascolto, al sostegno

psicologico ed a quello legale, con le progettualità ampie e varie nei luoghi di maggiore complessità come il mondo del lavoro, la sanità, la

scuola, le associazioni restituiscono alle persone LGBTI+ quella dignità sociale di cui ancora purtroppo non godono nel nostro paese. Le

associazioni fanno lo stato dove lo stato non può, non riesce ancora, o talvolta non vuole occuparsi dei diritti di cittadinanza sostanziale e non

solo formale, per tutte le identità sessuali. Per questo è fondamentale una legge che ponga un freno alle violenze perpetrate a danno delle

persone LGBTI+, che stabilisca il confine dell' aggravante penale quando la violenza è consumata per tali motivi, che non consenta in nessun

caso ed in nessun luogo di offendere, discriminare, marginalizzare le minoranze sessuali sulla base di opinioni presunte che non hanno alcun

fondamento scientifico o morale. Una buona legge che consenta l'accoglienza delle persone allontanate dalle famiglie o in difficoltà perché

discriminate nel mondo del lavoro, valorizzando le esperienze, i percorsi e le professionalità di quelle associazioni che da oltre 30 anni già se ne

occupano.

Come vede e cosa pensa per il futuro della comunità LGBTQUI e di Arcigay?

La comunità LGBTI+ sta svolgendo un ruolo storico fondamentale sin dagli anni 70 nel nostro paese, un compito immane, generazionale, che

ha già visto impegnate più generazioni di attiviste ed attivisti sul fronte della disarticolazione degli stereotipi di genere, della definizione di ambiti

culturali e giuridici entro cui raccontare tutte le identità sessuali, della lotta per ricavare spazi di libertà e tutele per le proprie esistenze

personali, per quelle delle proprie famiglie, per quelle dei propri figli. La storia della comunità LGBTI+ nel nostro paese comincia ad essere

raccontata anche attraverso la ricostruzione puntuale che si sta facendo da parte delle studiose e degli studiosi e ci restituisce il quadro di un

movimento che con le sue infinite sfaccettature, col suo polimorfismo politico ed ideologico ha cambiato il nostro paese e ne ha cambiato la

mentalità, lo ha accompagnato nella rivoluzione sessuale, nel processo di emancipazione della condizione femminile, nelle battaglie per i diritti

civili che ci hanno progressivamente reso un paese civile. Arcigay è un segmento importante di questo movimento vasto, un segmento con

caratteristiche di durata nel tempo e ramificazione territoriale nello spazio che attraverso la sua storia ed il suo continuo dibattito sulle sfide del

presente e del futuro un po' racconta anche la storia del costume e della politica italiana.

Perché in Italia, quando parliamo di ballo, di danza, facciamo ancora fatica ad identificarla come arte per tutti e non solo per solo donne?

Perché in tutti i Paesi Europei e non solo, esiste il diritto e le competizioni delle discipline di Ballo dove si può danzare con il proprio

compagno o la propria compagna a prescindere dal proprio genere sessuale?. Nell’ambito dello sport è più difficile eliminare il fantasma

dell’omofobia anche da quelle discipline, ritenute meno “maschili”?

Esattamente nell'ambito della decostruzione degli stereotipi di genere, i movimenti di liberazione sessuale ed omosessuale hanno avuto uno

degli impatti culturali e politici maggiori. Il ballo è uno di quegli ambiti della vita sociale maggiormente identitari così come la musica per il

movimento LGBTI+. Il ballo ha rappresentato per molte generazioni la possibilità di avere occasioni di incontro con persone del proprio

sesso/genere, ha consentito di costruire con la musica le caratteristiche di quella cultura underground che a cavallo tra gli anni 70 ed 80 è stata

il bacino attraverso cui la liberazione sessuale ed omosessuale è entrata a far parte della cultura di massa, molti anni prima di cominciare a

prendere parola per chiedere diritti. Il ballo è stata una delle circostanze che ci ha resi liberi e liberi di esprimere la nostra identità affettiva, per

molti versi è stato determinante anche per la liberazione dei corpi e dei comportamenti sessuali. Ora tocca a noi liberare il ballo dai retaggi di

quella cultura dei generi per cui espressioni artistiche come alcuni balli o sportive come in alcune competizioni di danza siano svincolate dai

regolamenti che vorrebbero sovra determinare scelte libere di arte o di preferenze nei comportamenti che invece vanno riconosciute nella

legittimità della loro libertà ed autodeterminazione, nel rispetto dei valori etici universali e fondamentali sia per l'arte che per lo sport.

Il mondo dello sport è trasversalmente rappresentativo della Cultura e del costume di un paese, in quanto tale ne rappresenta tutti gli stereotipi

come quelli legati al genere che costruiscono delle barriere concettuali rendendo particolarmente urgenti tutti gli interventi contro omofobia e

la trans fobia nel mondo dello sport, soprattutto considerato l'impatto che esso ha sui giovani e sulla costruzione della loro identità civile.


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LO

VE

Luciano Lopopolo presidente Arcigay

Danllo di Leo e Anotnello Sannino

Ciao Danilo e Antonello. Voi siete una coppia Unita Civilmente, che vive sul territorio campano. Oltre ad essere due rappresentanti della

Comunità LGBTQUI , non solo campana, voi siete stati spesso di aiuto a ragazzi o ragazze che venivano mandati via da casa dalla famiglia,

perché dichiaravano la loro omosessualità. Ospitandoli e dando loro sostegno. Cosa pensate di questa Legge?

La Legge proposta da Alessandro Zan è molto importante,necessaria, perché l’Italia è l’ultimo Paese, all’interno della Comunità Europea, a non

avere una legge contro i crimini d’odio, legati all’orientamento sessuale. Perciò un ritardo illegittimo. Certo non basta una legge per sconfiggere

l’omofobia o la trans fobia, ma bisogna pensare a lavorare sulla cultura, bisogna fare cultura insieme alla legge, fare informazione.

Come la vostra Vita di coppia si lega al mondo dell’associazionismo per i diritti della comunità LGBTQUI?

La nostra vita di coppia è immersa a 360’ nel mondo del associazionismo, cerchiamo in tutti i modi di scindere ciò che è il rapporto associativo

con la vita privata, ma è davvero molto difficile. Spesso ci ritroviamo a casa coinvolti negli impegni associativi e sicuro ciò non fa benissimo al

rapporto di coppia. Ma sicuramente ci rinforza perché è un continuo collaborare a stretto contatto per la comunità.

Nel vostro lavoro e il vostro impegno costante per i diritti della comunità . siete o avete mai avuto discriminazioni? Come è stato e come lo

avete vissuto il vostro Coming out?

Discriminazioni vera e propria durante il nostro percorso associativo non ne abbiamo avute, far parte di un’associazione e essere orgogliosi di

essere ciò che siamo ci rende forti e soprattutto visibili e ciò fa paura a chi vuole attaccare gratuitamente. I nostri coming out sono stati molto

diversi. Per me, Danilo, è stato un pò complicato con i miei genitori; ho avuto un po’ di difficoltà perché c’era in loro la paura del vicinato, che

poteva parlare, e con il senno di poi ho capito che era semplicemente un modo per difendermi. Mentre i coming out con i miei amici sono stati

sempre piacevoli e soprattutto liberatori.

Il coming out di Antonello è stato molto più semplice, attraverso un sms inviato ai suoi genitori dove li invitava al Pride di Salerno organizzato da

lui nel2012

Antonello , Tanti anni fa, insieme ad altri due tuoi amici avete presentato per la prima volta, una lettera al Presidente del CONI, per parlare

di omofobia nello sport. Da quel giorno, secondo te è cambiato qualcosa? Esiste ancora nello sport l’omofobia o trans fobia?

Si. Eravamo io, Andrea Paci e Giovanni Gangemi. Eravamo a Napoli e decidemmo di fare il modo che un segnale arrivasse dallo statuto del

CONI. E chiedemmo al nostro nazionale di Arcigay si farsi portavoce verso il CONI e il Ministero dello Sport e l’UNAR. Affinché il CONI potesse

modificare il proprio Statuto, secondo il Comitato Olimpico Internazionale. Quella lettera arrivo al CONI e permise una modifica dello Statuto.

Adesso dovrebbero modificarlo le varie associazioni sportive, le federazioni, ecc. Il vero passaggio è quello di fare formazione, fare ricerca,

creare una nuova classe dirigente, perché l’attuale classe dirigente del CONI è esclusivamente maschile, e fare una riforma che preveda una

dirigenza anche femminile. Provare a fare una campagna di sensibilizzazione dall’altra parte dello sport. Si sono fatti dei passi, questo è una

cosa certa. Ma tutto ciò non basta . bisogna sensibilizzare e preparare ad una formazione adeguata tutti.

Danilo tu, al contrario di tuo marito, ti occupi arte e nello specifico di danza. Cosa vorresti dire a tutti quei ragazzi che vogliono iniziare a

studiare danza?

Tenendo conto che vige ancora la regola all’interno dei vari nuclei familiari che la danza è per solo “Femmine” e non è per i maschi, più che ai

ragazzi vorrei indirizzare un messaggio ai genitori: lasciate liberi i vostri figli di esprimersi liberamente soprattutto negli sport, nella scelta delle

discipline che più sentono vicino alla loro personalità. La libertà che si può provare nel fare ciò che più ci piace ci rende forti e sicuri, e quella

sicurezza servirà ad affrontare la vita con più caparbietà. Fate conoscere e presentate ai vostri figli ogni tipo di sport o disciplina per garantire a

loro una vasta scelta.


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C O M I N G O U T

Maurizio, un giovanissimo ragazzo Calabrese, un educatore ed un futuro psicologo.

Chi sei?

Sono Maurizio, 26 anni, Calabrese.

Cosa fai nella vita?

Sono laureato in scienze e tecniche psicologiche. Mi sto specializzo in psicologia

clinica e della salute. Collaboro con diverse associazioni nel campo della disabilità e

fino a poco tempo lavoravo in comunità per minori a rischio.

Com’è stato il tuo coming out? E come lo ha vissuto la tua famiglia?

Non semplice. Ma neanche difficile come si potesse immaginare. Penso che il coming

out piú difficile è quello che facciamo con noi stessi, no con gli altri. Riconoscersi

come omosessuale, guardarsi allo specchio senza nessun giudizio e vergogna alcuna.

Prendere consapevolezza di chi si è. Ci vuole tempo, ognuno ha il proprio, ed è giusto

che venga rispettato. In realtà i miei genitori sono stati i primi a saperlo e dopo i miei

amici. Di certo non cammino con un’etichetta addosso e ne tanto meno quando ho

davanti una persona la prima cosa che faccio è dire di essere “gay” ma volevo che i

primi a saperlo fossero i miei genitori. Del resto del mondo poco mi importa che lo

sappiano o meno. I miei sono stati tranquillissimi, hanno una mente molto aperta.

Hanno apprezzato il coraggio che ho avuto nel dirglielo e mi hanno detto che non ho

bisogno di vivere con un’etichetta addosso, che ami un uomo, piuttosto che una

donna, rimango sempre Maurizio.

Com’è vivere la tua omosessualità in ambiente lavorativo?

Ripeto non sono una persona che cammina con un’etichetta addosso e mai lo farò. Io

sono tranquillissimo e sto benissimo così, non sento il bisogno di esternare il fatto che

sia omosessuale. Di certo in qualunque ambiente in cui abbia lavorato dove si era a

conoscenza della mia omosessualità non ho mai avuto problemi. Non è cambiato mai

nessun rapporto, anzi forse si sono fatti anche più forti.

Spiega la differenza tra coming out e outing. E cosa pensi delle persone che fanno

outing?

coming out lo fa la persona omosessuale che dichiara il suo orientamento; outing lo fa

qualcun altro al posto suo, senza aver ricevuto il suo consenso. Non sono d’accordo

su chi fa outing, è una mancanza di rispetto. Ognuno deve essere libero di dirlo a chi

vuole. Ad esempio io ho fatto coming out, ma questo non significa che lo sappia il

mondo o che qualcun altro sia autorizzato a dirlo al posto mio.


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FOLK

FESTIVAL

A giugno 2021 tornano le danze popolari

con la manifestazione "Mare Adriatico"

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Folklore Festival è un evento unico al mondo, organizzato

dall’ Associazione Festival Del Folklore (FFA), per stabilire

e promuovere attività culturali e sportive nel mondo; ha

come partner, uffici in varie città d’ Europa: Barcellona,

Venezia, Praga, Budapest, Vienna, Varna, Skopje,

Belgrado, Salonicco, Kyev e anche altri paesi. Il festival del

Folklore mette in scena la tradizione, la cultura e le radici di

tutti i popoli. I vari festival organizzati nei vari paesi del

mondo sono studiati per incoraggiare il miglioramento della

musica, la cultura, la danza popolare, il canto, per stimolare

lo scambio culturale a livello internazionale e per la

creazione di forum, punti d’incontro per gli aspiranti artisti

folk, affinché possano mostrare la loro arte, ispirazione e

talento. Attraverso FFA, persone provenienti da varie parti

del mondo saranno unite nel cuore proponendo e

condividendo la propria cultura, con una nota di sano

divertimento.

Tale evento funge da ponte tra uomini e nazioni.

In Italia il Festival Internazionale di Danza Popolare “Mare

Adriatico” si svolge da 14 anni a Lido di Jesolo, e nel 2021

si svolgerà in giugno.

Lido di Jesolo è una località balneare nel nord-est dell'Italia,

sul mare Adriatico. I suoi chilometri di spiaggia sabbiosa, le

file di lettini e l'intrattenimento notturno attirano migliaia di

turisti ogni estate. Venezia è semplicemente meravigliosa

ed unica. Fondata più di 1.500 anni fa su 117 isole diverse,

è collegata da una serie di oltre 150 canali, 400 ponti e

molti pavimenti antichi. Molti sono i monumenti ed i luoghi

da visitare: la Basilica di San Marco, in Piazza San Marco,

situata nel cuore di Venezia; il Palazzo Ducale e la Galleria

dell'Accademia, con meravigliosi capolavori di artisti di

fama mondiale.

Il Festival Internazionale di Danze Popolari “Mare Adriatico”

è una rassegna non competitiva di balli tradizionali eseguiti

da gruppi folcloristici. La musica popolare moderna non è

contemplata, si canta e si balla come tradizione vuole.

Durante il Festival ogni gruppo presenta due esibizioni; i

gruppi si esibiscono con musica dal vivo o registrata e,

dopo l'ultima esibizione c’è la consegna di regali e diplomi.

Tutte le attività del programma e gli spettacoli si tengono

nelle ore serali con brevi sfilate.

I gruppi interessati a partecipare possono consultare il sito

dell’Associazione Festival Folklore.

Durante il festival, FFA organizza vari eventi, laboratori e

giochi che offrono ai partecipanti la possibilità istantanea di

condividere le loro esperienze multiculturali.

Negli anni l’organizzazione ha sviluppato un programma di

e-learning “e-Folk”; l’obiettivo è quello di coinvolgere le

comunità nel processo di apprendimento, e di condividere

le informazioni in un ambiente collaborativo utilizzando

blog, micro blog e strumenti di social media.

Altro scopo dell’associazione è quello di promuovere

l'istruzione attraverso attività sportive all'aperto denominate

"Folkiada". Giocare all'aperto con gli altri consente ai

bambini di sviluppare e aumentare le loro abilità sociali, e

questo darà loro l'opportunità di migliorare le relazioni con i

loro coetanei.FFA offre anche gite ed escursioni verso siti

culturali popolari, storici e ricreativi vicino al luogo del

festival. Le escursioni sono condotte da guide locali

qualificate e autorizzate.

https://folklorefestival.com/


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let's

dance!

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#tuttoballo20

8milioni di visualizzazioni su

Twitter. Video virale con

protagonisti i ballerini del Dance

Theatre of Harlem, la prima

compagnia di balletto classica

nera americana fondata nel 1969

sotto la direzione congiunta di

Arthur Mitchell e Karel Shook.

Artisti che, come spesso

abbiamo visto in questi mesi di

emergenza sanitaria, si

esibiscono all’aperto nell’

impossibilità di poterlo fare nei

loro teatri. Scarpette da punta o

scarpe da ginnastica ai piedi,

sulle note di Bach eccoli danzare

sotto la metro, davanti agli edifici

neogotici del City College o tra le

strade di New York. E in questa

contaminazione tra danza

classica, accenni di jazz e di

Harlem Shake, viene fuori tutto

quel desiderio di libertà che il

lockdown e la pandemia che

stiamo vivendo non sono riusciti

a toglierci.

Il video “Dancing Through

Harlem”, che potete vedere

su youtube, racconta l’altra

scena dell’arte, quella che si

esprime online.

Il video si apre con due

ballerini dentro la stazione

della metropolitana. Il “palco”

si sposta poi davanti alla

Shepard Hall al City College

di New York, poi al

Riverbank State Park e

all’Adam Clayton Powell Jr.

State Office Building. Il

filmato, prodotto da Derek

Brockington e Alexandra

Hutchinson con la

coreografia di Robert

Garland e girato da Heather

Olcott e Joe Samala, è stato

realizzato durante la Harlem

Week ad agosto. Il video è

stato condiviso anche da

personaggi simbolo della

cultura black, come Janet

Jackson o Tina Knowles,

donna d’affari e stilista

americana nonché mamma

di Beyoncé.


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Maria Grazia

Garofoli


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Maria Grazia Garofoli si diploma presso l'Accademia Nazionale di Danza, e inizia

giovanissima la sua carriera di danzatrice classica.Come ballerina ospite, danza in

Italia e nei più prestigiosi teatri d'Europa, degli Stati Uniti, del Canada e

dell'America Latina con partner di fama internazionale tra cui Rudolf Nureyev. Nel

1978 diventa étoile del teatro "La Fenice" di Venezia.Nel 1982 riceve il premio della

stampa "Tersicore d'argento" ed entra a far parte dell'Accademia Medicea di

Firenze. Nel 1999 viene nominata con il prestigioso ruolo di direttore del ballo della

Fondazione Arena di Verona.Tra le étoiles ospiti chiamate a Verona dalla Garofoli

dal 1999 ad oggi spiccano nomi illustri della danza: Vladimir Malakhov, Roberto

Bolle, Giuseppe Picone, Denys Ganio, Darcey Bussel, Eleonora Abbagnato,

Alessandro Riga, Bojana Nenadovic, Maria Kicevska e molti altri.

Signora Garofoli, un piacere incontrarla. Ripercorriamo per i nostri lettori i

suoi esordi nella danza...

Penso sia molto difficile stabilire il momento o il periodo della mia vita in cui ho

deciso che la danza fosse il mio futuro, direi piuttosto che ho sempre avvertito che

quella fosse la mia strada. Non è stato un sacrificio ma un grande dono che la vita

mi ha concesso.

Quando ha capito la sua strada nel mondo della Danza...

Ricordo le lunghe ore di prove, la bellezza di uscire dalla sala stanca ma con il

piacere di aver dato un senso alla mia vita e ad accogliermi e rinfrancarmi c’era

sempre Venezia, con il suo immutabile abbraccio.

Una carriera meravigliosa nei più grandi Teatri fino al titolo di Etoile al Teatro

La Fenice di Venezia. Cosa ricorda di quegli anni?

Ricordo i miei amici e colleghi, ricordo il calore della mia casa ed il prosecco che

aiutava a superare i momenti di crisi. L’emozione dell’andare in scena che scandiva

la mia vita

Lei è una grande soprattutto nel repertorio cosiddetto "romantico", e tra i

suoi cavalli di battaglia c'è il ruolo di Giselle. Come si è avvicinata questo

ruolo?

Mi sono avvicinata ai ruoli romantici in maniera naturale perché appartenevano al

mio essere e forse in questo senso la mia fisicità mi aiutava. Amavo molto anche i

ruoli intensi come Giulietta, Francesca da Rimini, Carmen. Nel caso di Giselle è

stato il mio maestro Poliakovche mi ha condotto per mano fino ad una

identificazione nel ruolo quasi totale

Lei è stata allieva del grande Maestro Polyakov, troppo poco ricordato. Ci

racconti di lui e di quanto abbia influito nella sua carriera....

Per me Poliakov è stato un maestro, un amico, un pigmalione. Appartiene ad un

periodo indimenticabile della mia vita; forse quegli anni vissuti a Venezia, già

naturalmente teatro di rara bellezza, sono tra i più belli della mia vita

Lei ha danzato con i più grandi ballerini e tra questi il mitico Rudolph Nureyev.

Cosa ricorda di quella esperienza?

A dire il vero è stata un’esperienza molto interessante, danzare accanto ad un

mostro sacro e constatare che avesse gli stessi dubbi, le stesse paure, lo ha reso ai

miei occhi più vicino, più compagno in questo lungo viaggio alla ricerca della

perfezione che, purtroppo, non si raggiunge mai ma sembra sempre di sfiorarla con

la punta delle dita.

Poi l'arrivo alla Fondazione Arena di Verona di cui è stata Direttore del Ballo

per oltre 13 anni....

Essere direttore per molti anni della Fondazione Arena è stato poter danzare ancora

attraverso i miei ballerini, la gioia assoluta di sentirli partecipi a questo grande gioco

che la danza sa tessere dentro di noi. Certamente c’erano anche le asperità che un

ruolo di comando genera, ma le ho sempre vissute più da collega che da capo, se mi

si permette questa espressione, e forse ha funzionato.

Cosa si augura per la danza del domani?

Che la danza, così ingiustamente emarginata, rioccupi il posto che le spetta di diritto

nel mondo dell’arte : la danza non è solo divertimento, la danza è cultura

Cosa è per lei la Danza?

La danza per me è un modo per vivere meglio; è un rifugio, è il mio respiro, è l

‘amica e l’amante che non mi ha mai tradito. Non riesco a leggere la mia vita senza

di lei, è un senso di appartenenza che non si esprime con le parole ma si vive solo

con i sentimenti. Forse è troppo, non lo so, ma non si deve dire la verità nelle

interviste?

foto: http://www.mggarofoli.it


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La danza per me è un

modo per vivere meglio,

è un rifugio,

è il mio respiro,

è l ‘amica e l’amante che

non mi ha mai tradito.


SAMUEL

PERON

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photo © Danilo Piccini


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di Fabrizio Silvestri

Samuel Peron, classe 1982, comincia a danzare all'età di 4 anni. La

sua formazione artistica spazia dal liscio allo standard, dal latinoamericano

al funky, dalla danza contemporanea a quella moderna.

Diplomato all'Istituto d'arte come designer, si iscrive al corso di

laurea in Scienze motorie presso l'Università degli Studi di Padova;

conseguirà la laurea nel 2015 all'Università telematica San Raffaele.

Nel 1991 partecipa allo show “Sabato al Circo” nel corpo di ballo di

Cristina D'Avena e nel 1992 partecipa allo show “Bravo Bravissimo”

condotto da Mike Bongiorno. Nel 2001 si classifica terzo nel

campionato italiano amatori A1 danze latino americane. A partire

dalla seconda edizione del 2005, partecipa ininterrottamente al

programma Ballando con le stelle, in onda su Rai 1, vincendo la

quarta edizione in coppia con l'attrice Maria Elena Vandone. Nella

stagione 2005-2006 interpreta il ruolo di Cesàr nel musical La febbre

del sabato sera diretto da Massimo Romeo Piparo, già produttore di

Ballando con le stelle. Con la collega Natalia Titova è protagonista

dello spettacolo teatrale Tango d'amore... e nel 2012 riprende il tour

di “Tutto questo Danzando” insieme ai ballerini di Ballando con le

Stelle con il cantante e attore Mikee Introna. Nel 2013 compare

nell'episodio Senza scrupoli della serie televisiva Un caso di

coscienza 5 in onda su Rai 1 per la regia di Luigi Perelli. Nel 2014

debutta come scrittore con Senza Tempo, una raccolta di racconti.

Direttore e Fondatore della "Samuel Peron Academy. Dal 2014

Peron è legato sentimentalmente alla modella Tania Bambaci,

finalista di Miss Italia 2010. Samuel Peron è stato uno dei

41.332.899 di persone al mondo colpito dal Covid19, il virus non gli

ha permesso continuare la 15 edizione di Ballando, insegnante di

Rosalinda Celentano, sostituito sin dalla prima puntata da Tinna

Hoffman. ". Oggi guarito e pronto ad affrontare una nuova carriera

quella da inviato nella trasmissione di Rai1 “Buongiorno Benessere”

con la giornalista Vira Carbone. Mentre stiamo per chiudere la rivista

arriva la notizia che Samuel torna nel cast di Ballando per sostituire

Marco De Angelis, il maestro di Vittoria Schisano, colpito da una

grave intossicazione. Nel selfie scattato qualche giorno prima dello

spareggio del 31 ottobre, Samuel Peron e Vittoria Schisano.

Ciao Samuel, dalla prima puntata di ballando abbiamo un po’

seguito la tua vicenda. Adesso come stai?

Ciao Fabrizio, io sto benissimo e, sinceramente sono sempre stato

bene, ho solo dovuto attendere di negativizzarmi, e quindi il tempo è

passato inesorabilmente, dovendo trascorrere 6 settimane in

isolamento a casa, senza poter far nulla. Calcola che non appena

riscontrata la positività in un tampone fatto, a seguire mi sono

mancati i sapori e gli odori per almeno una settimana circa. Per il

resto non ho avuto nessun tipo di sintomatologia da dover

preoccuparmi, fortunatamente!

Che effetto ti fa guardare ballando con le stelle casa?

È stata una sensazione molto strana, però mi ha dato modo di capire

come i telespettatori vedono e vivono il programma da casa. È come

il discorso di vedere il mondo da dentro o fuori un bicchiere, ecco per

me è stata la stessa cosa, consapevole delle dinamiche e di cosa

accade dietro le quinte, questa situazione mi ha dato modo di vedere

il programma da un’altra prospettiva, e mi sono reso conto di come ti

trasporta e di come ti porta a commentare a prescindere.

Il progetto di Rosalinda Celentano e Tinna Hofman è simile a

quello che tu avevi studiato per la Celentano?

Premetto che Rosalinda è un personaggio fuori dagli schemi e con il

carisma che ha diventa protagonista della scena anche senza

muoversi. Quello che sta facendo Tinna è un bel percorso. Io per la

Celentano, avendola vista in sala solamente per solo un'ora di

lezione, non avevo ancora una visione di quello che si potesse

sperimentare con lei.


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Tu sei stato presente in ogni edizione di Ballando Con Le Stelle,

qual è stata per te la più bella, la più impegnativa, e la più

soddisfacente?

Ogni volta che ho solcato la pista di ballando, le emozioni

cambiavano sia per le dinamiche, sia per il personaggio che mi

abbinavano, sia per la mia maturità che cambiava di anno in anno.

Posso dirti che le edizioni più belle sono state, la prima con

Loredana Cannata (mia primissima edizione), la quarta con Maria

Elena Vandone, dove vinsi, e poi l’edizione con Anna Oxa dove ho

potuto rielaborare e sperimentare il ballo da sala in un contesto

televisivo. L’edizione più impegnativa fu quella con Valentina

Vezzali, mi ritrovai una donna sportiva, considerata ufficialmente

macchina da guerra ma, nonostante tutto lo sport che avesse fatto,

trovava difficile ristrutturare il suo corpo in un contesto diverso. La

mia edizione più soddisfacente… sinceramente tutte, perché mi

hanno dato modo di conoscere e di vivermi molti personaggi a 360

gradi. Il tempo che trascorriamo assieme a ballando è molto, e con

quello si impara a conoscersi, e devo dire che nelle 13 edizioni da

me svolte, ad oggi mi sento ancora con molti dei personaggi di

ballando.

Fuori dagli studi televisivi tu sei manager affermato, ti occupi

di coaching, organizzi eventi, e quant’altro. Quali sono i tuoi

progetti futuri?

Fuori da ballando gestisco una società di entertainment con la quale

organizzo e dirigo eventi aziendali, pubblici e privati. Prima del

lockdown ero partito con dei progetti di team building aziendali

sempre con l’ausilio del ballo. Ho una scuola di ballo a Venetico in

provincia di Messina, una bellissima struttura dove, Covid

permettendo, offro tantissime discipline ed esperienze artistiche sia

a chi si vuole approcciare, sia a chi si vuole migliorare. Oltre a

questa, non appena il Covid lo permetterà, riprenderò a fare stage e

lezioni in giro per l’Italia. Ora inizierò un cammino come inviato per il

programma "Buongiorno Benessere” sempre su Rai1, e sono molto

felice perché sto diversificando molto il mio percorso, e questo mi

permette di mettermi sempre in gioco di imparare cose nuove.

Samantha Togni ha lasciato ballando per svolgere a tempo

pieno la professione di presentatrice. La stai seguendo? Come

sta andando secondo te?

Di Samantha posso solamente dire che sono felicissimo per lei,

come due fratelli (forse anche meglio) ci sentiamo praticamente tutti

i giorni e ci confrontiamo per la qualsiasi. Teniamo molto alla nostra

amicizia, e ci supportiamo a vicenda. Ritengo che la strada che ha

intrapreso sia un cammino che le permetterà di dimostrare il suo

talento. Diventare una presentatrice è sempre stato il suo sogno.

Ti piacerebbe fare altro in tv oltre a Ballando? Cosa?

Certo che si, ho sempre amato sperimentare, e come ti dicevo,

inizierò questo percorso da inviato. Nella vita non mi precludo nulla

a livello lavorativo, sopratutto se sono nuove esperienze perché

ritengo che sono molto utili per apprendere e migliorarsi. Questa

estate ho seguito la direzione artistica di un Dinner Show in un

contesto molto importane in Sardegna, e anche se l’ansia era molta,

mi sono divertito tantissimo, e spero ( covid permettendo ) di

riprendere questi ruoli di direttore artistico.

C’è una possibilità che tu possa rientrare nel cast di ballando,

oppure Milly sta studiando per te un altro ruolo?

Presumo che quest’anno il mio compito a Ballando sia finito con la

mia partecipazione alla 5° puntata. Le circostanze causa Covid

hanno complicato la situazione e stiamo navigando tutti a vista,

perché non sappiamo come andranno le cose domani. La situazione

sanitaria che stiamo vivendo in Italia sta rendendo la vita difficile a

tutte le produzioni e a tutti i lavori artistici possibili.

photo © Danilo Piccini


PF EI RS SC O N AE G GB I A LE LBO

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TuttoBallo20

Samuel Peron, inviato della giornalista Vira

Carbone per il programma "Buongiorno

Benessere". Samuel si è messo sulle orme

della collega e amica Samanta Togni. Dopo

le nozze con Mario Russo, chirurgo

conosciuto durante un viaggio in treno, la

ballerina ternana ha lasciato la trasmissione

di Milly Carlucci per dare una svolta alla sua

carriera e iniziare una nuova avventura.

Oggi conduce I Fatti Vostri accanto a

Giancarlo Magalli.

photo © Danilo Piccini


Chi è Marco De Angelis?

Angelis

De

Marco

Italiana

Roma

con le Stelle

Ballando

Fidanzato

castano

marroni

PF EI RS SC O N AE G GB I A LE LBO

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20 Maggio 1994

XX XX XX

Roma

RM

Ballerino

Roma 31/10/2020

1,85

Tatuaggi

occhio di Iside, numeri romani,

un

e strisce nere sul braccio destro.

tribali

Marco De Angelis ha un fratello di nome Andrea,

anche lui ballerino. Come tutti i suoi colleghi,

anche lui inizia da piccolissimo ad approcciarsi

al mondo della danza, fino a diventare un vero e

proprio professionista prendendo parte a

diversi spettacoli non solo in Italia ma anche

all’estero.

La passione per la danza è per lui un affare di

famiglia, insieme al fratello Andrea, ha

collaborato anche per alcune coreografie di

Amici il talent condotto da Maria De Filippi. Nel

2019 ha ballato sul palco del talent assieme ad

Arduino Bertoncello, Umberto Gaudino,

Francesca Tocca, Aurora Pacetti, Gioia

Giovanatti, Vincenzo Durevole e Giovanna

D’Anna, sulle note di Arrogante di Irama.

A Ballando è stato il maestro di Vittoria

Schisano, I due hanno mostrato dalla prima

puntata un affiatamento molto profondo.

Foto Instagram: Marco De Angelis e Vittoria

Schisano


Ballerino

tra arte e poesia

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Christian Fagetti


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In questa intervista, Christian Fagetti, Ballerino solista del Teatro alla Scala di Milano, noto per gli slanci dinamici della sua tecnica, il

carisma e la capacità di dare spessore ai ruoli che interpreta, l’architettura euritmica delle sue linee, le fibre muscolari veloci e l’intensità

dello sguardo.

Chi è Christian come persona?

Sono una persona determinata, altruista, estroversa. Sono un libro aperto, si capisce subito quello che penso guardandomi in faccia.

Cerco di guardare sempre l’aspetto positivo delle cose, anche se a volte è difficile. Crescendo sono cambiato molto ed ho cercato di plasmare il mio

carattere difficile che, anche se sono riuscito a migliorare, rimane comunque difficile! Ho un rapporto molto complicato con le sveglie al mattino.

Qual è stato il tuo primo ruolo importante ?

Il mio primo ruolo da primo ballerino è stato “L’Oscurantismo” in Excelsior. Avevo 26 anni ed ho dovuto aspettare molto per emergere, ma pian

piano mi sono fatto notare. È un ruolo forte che sposa bene le mie qualità tecniche ed interpretative e al quale sono molto affezionato.

Spero un giorno di reinterpretarlo. Alla danza, purtroppo, non viene data la giusta considerazione.

Quali sono per te i principali problemi?

Alla base di questo grande problema secondo me c’è la mancanza di educazione all’arte e alla cultura. Io credo che il mondo del teatro debba

essere “insegnato” ai bambini fin dalle scuole elementari, bisogna integrarlo portandoli a teatro e magari far avere ai ragazzi incontri con artisti ai

quali rivolgere domande per documentarsi. Sicuramente anche una maggior visibilità di balletti in tv (potentissimo mezzo di comunicazione)

aiuterebbe ad avvicinare le persone al nostro mondo. Dovrebbero inserire spettacoli nel palinsesto soprattutto nei canali di prima rete.

Qual' è stato e qual è , secondo te, basandoti sulle regole e il suo linguaggio, il ruolo della danza classica, specialmente sulla nuova

generazione?

Penso da sempre che il ruolo della danza classica sia quello di insegnare il rigore ad una persona. Rigore che ci portiamo anche a casa nella vita di

tutti i giorni. Sono stato segnato profondamente dalla danza classica, sia fisicamente che interiormente. Io do sempre un consiglio alle giovani leve:

Lavorate, lavorate, lavorate! Il lavoro su se stessi porta sempre dei risultati personali e professionali. Non fermatevi mai davanti alla prima difficoltà

perché ce ne saranno sempre altre e ogni volta che le supererete, sarete danzatori e persone più forti.

Quali sono i danzatori o i coreografi dai quali ti senti maggiormente influenzato o da cui trai ispirazione?

Ho incontrato molti danzatori e artisti durante la mia carriera e da qualsiasi mio collega ho sempre imparato qualcosa. Ho sempre cercato di essere

una “spugna” per assorbire più nozioni e spunti possibili da tanti danzatori. Tra i grandi nomi sicuramente non mancano Roberto Bolle e Massimo

Murru, entrambi grandi Etoile del Teatro alla Scala. Sono cresciuto guardando i video di Roberto, ho sempre adorato la sua tecnica e fisicità

impeccabili e mai avrei creduto un giorno di danzare con lui, di interpretare lo stesso suo ruolo in qualche balletto e di partecipare alla sua

trasmissione televisiva. Si è avverato un sogno! Un altro sogno che ho avverato è quello di danzare con Massimo Murru, artista, maestro e amico

dall’insegnamento severo ma generoso. Le sue interpretazioni mi hanno sempre toccato il cuore.


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Se potessi avere la possibilità di cambiare qualcosa nella danza. Cosa cambieresti?

Se avessi la possibilità ma soprattutto il potere di farlo, non cambierei la danza, ma rimetterei tutti i corpi di ballo che hanno chiuso in Italia.

Ma purtroppo è un sogno che non posso realizzare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

È difficile ad oggi sapere quello che realmente potremo fare nel futuro prossimo, purtroppo questa brutta pandemia non vuole mollare il

colpo, anzi si sta facendo sempre più strada nelle nostre vite. I prossimi impegni lavorativi in teoria li dovrei mettere in stand- bye per un paio

di mesi perché dovrei affrontare una operazione maxillo facciale che mi andrà a risolvere un problema che ho da anni ai denti e che mi ha

portato grossi fastidi alla schiena. Dato che sarà un intervento molto invasivo, la convalescenza sarà un po’ lunga ma mi servirà per tornare

più forte e in forma di prima.


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Christian Fagetti

C h r i s t i a n F a g e t t i d e b u t t a c o m e p r i m o b a l l e r i n o , a v e n t i s e i a n n i , n e l r u o l o

d i l ’ O s c u r a n t i s m o , n e l b a l l e t t o E x c e l s i o r , m a è l e g a t o a l r i c o r d o d e l r u o l o

d i R o t h b a r t n e " I l l a g o d e i c i g n i " c o r e o g r a f i e d i R u d o l f N u r e y e v .


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di Giovanni Battisita Gangemi Guerrera

In questo periodo, abbiamo spesso sentito in televisione, o letto sulle varie testate giornalistiche, di personaggi che

hanno deciso di fare coming out, personaggi che si sono inventati attacchi omofobici, della legge per la trans fobia ed

omofobia. Perciò ho deciso, di raccontarvi un mondo fatto di arte, di dare voce a chi in questo mondo ci vive e vive la

vita. Ho avuto il piacere di intervistare due amici e grandi artisti, che riescono tramite la loro arte, di far divertire, ed

essere di aiuto anche a tanti ragazzi o ragazze che prendono consapevolezza della loro sessualità. Nel febbraio 2021

arriva nei cinema italiani “Everybody's Talking About Jamie” l'adattamento cinematografico del musical di successo

inglese. "Tutti parlano di Jamie" è una storia vera quella di Jamie New 16 enne che sogna di diventare una drag queen.

Incerto sul suo futuro, Jamie sa una cosa per certo: sarà una emozione. Supportato dalla sua amorevole mamma e dai

suoi fantastici amici, Jamie supera i pregiudizi, picchia i bulli e esce dall'oscurità, per mettersi sotto i riflettori.

Distribuito da The Walt Disney Company Italia


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Francesco in arte Lady Aisy

La Sheveva all'anagrafe Andrea

Chi sei?

Sono Francesco,in arte Lady Aisy, ho 23 anni, sono nato e vivo

a Reggio Calabria, ho la passione per la danza e per il make-up.

Come hobby faccio la drag queen.

Cosa significa essere una drag queen?

Lavorare anima e corpo alla costruzione di un personaggio

parallelo alla vita reale,eccessivo,eccentrico e disinibito...offrire

al pubblico che mi segue l’originalità di trucchi,parrucche e abiti

per offrire sempre uno show in grado di far

divertire,emozionare e sensibilizzare!!!

Cosa rappresenta per te la tua arte?

Una valvola di sfogo, la libertà massima di essere se stessi,

lontano dai problemi quotidiani della vita...quando riesco

durante le mie performance a far provare a stessa libertà a chi

mi segue, quella è la massima soddisfazione...

Hai mai avuto attacchi omofobici?

No fortunatamente. Non sono mai stato vittima di attacchi

omofobi, mi è capitato però di assistere a scene così violente e

ingiuste...l’attacco omofobo può manifestarsi anche con parole

offensive usate per ferire e io nel corso della mia carriera ho

sempre combattuto ogni forma di violenza e discriminazione

utilizzando il mio personaggio per urlare più forte!

Come è il rapporto con la tua famiglia?

Perfetto. La mia famiglia ha fin da subito accettato il mio essere

omosessuale, in seguito anche il lavoro della drag queen è

stato accolto con qualche domanda in più e sicuramente

suscitando molta curiosità...mia madre spesso viene a vedere i

miei show e mi supporta sempre!

Cosa diresti ai ragazzi che vogliono intraprendere

quest’arte?

Dico di farlo! Ma con serietà, la Drag Queen è una figura che,

oltre a realizzare un bellissimo spettacolo, ha la responsabilità

di rappresentare qualcosa, di riuscire in maniera istrionica a

trasmettere idee di libertà e uguaglianza, io come drag queen

spesso mi sono trovato ad essere punto di riferimento per

gran parte della comunità lgbt...quindi consiglio a chi vuole

tuffarsi nel variopinto mondo del trasformismo di crederci

fermamente!!!

Cosa diresti ai genitori che scoprono l’omosessualità del

proprio figlio o della propria figlia?

Bisogna accettare, comprendere e far vivere la vita in modo

sereno, la famiglia è il nido in cui bisogna sentirsi protetti, al

sicuro, per prepararsi bene ad affrontare tutta la crudeltà che

c’è all’esterno, la famiglia deve supportarti e rendere

solide le tue scelte...qualsiasi esse siano!

Chi sei?

Andrea, in arte La Sheeva, sono nato a Vibo Valentia, ma

per lavoro vivo a Roma.

Cosa significa essere una Drag Queen?

È una parte di me, che prende vita. La Sheeva è parte di

me, è la mia parte artistica che prende vita, cercando di

trasmettere sensazioni e sentimenti.

Cosa rappresenta per te la tua arte?

Non potrei mai fare a meno del mio personaggio. Mi ha

aiutato e

continua a farlo nei periodi della mia

vita belli e brutti.

Hai mai ricevuto attacchi omofobici?

Assolutamente no.

Come è il rapporto con la tua famiglia?

Ottimo. Credo sia una delle persone più fortunate. Non ho

mai avuto il problema né in quanto omosessuale né per la

mia forma d’arte. Anzi, mi hanno sempre sostenuto.

Cosa diresti ai ragazzi che vogliono intraprendere

quest'arte?

Non basta una parrucca e un paio di tacchi per essere un

artista Drag Queen. Oltre l’apparenza c’è molto di più,

tanto studio, formazione continua. Altrimenti diventa solo

travestimento.

Cosa diresti ai genitori che scoprono l'omosessualità

del proprio figlio o della propria figlia?

Non importa con chi tuo figlio/a voglia andare a letto.

L’importante che sia una brava persona.


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"Tutti parlano di Jamie"

adattamento cinematografico

del musical di successo

inglese "Everybody's Talking

About Jamie”. al cinema da

Febbraio 2021, distribuito da

The Walt Disney Company

Italia


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IL SEGRETO DI

PULCINELLA

Danza e pandemia :

Sasha Riva e Simone Repele creano "Suite italienne".

Picasso firma il costume


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Il protagonista di "Suite Italienne" su musica di Igor Stravinsky è proprio lui:

Pulcinella, simbolo di Napoli e della commedia dell’arte. Una produzione Daniele

Cipriani Entertainment su commissione della Fondazione Pergolesi Spontini

per la 53° stagione lirica di tradizione Teatro Pergolesi (Jesi), nuova creazione dei

ballerini/coreografi Sasha Riva e Simone Repele presentato al Teatro Pergolesi di

Jesi sabato 17 ottobre. Il lavoro è parte del dittico inaugurale della 53° Stagione

Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi in omaggio a Giovanni Battista Pergolesi che

comprenderà anche la prima esecuzione in epoca moderna dei tre intermezzi in

musica Lesbina e Milo (1707) di Giuseppe Vignola. Suite italienne è andato in scena

prima dello nuovo stop Covid19 al Teatro Verdi di Sassari il 20 ottobre nell’ambito

del Festival della danza d’autore “Corpi in Movimento”.

Già a luglio con Duets&Solos, spettacolo di passi a due danzati da ballerini ‘étoile’

congiunti e accompagnati dal vivo da due virtuosi della musica (Beatrice Rana e

Mario Brunello), Daniele Cipriani ha dimostrato che, anche in tempi di pandemia, è

possibile proporre spettacoli godibili, con un numero ridotto di protagonisti ed in

grado di ottemperare alle rigide regole di distanziamento. Dichiara Cipriani: “Questa

linea semplice ma elegante permette alla fiamma della danza di continuare a sfavillare

(evitando il pericolo – estremamente reale – di spegnersi); dopo il successo di

Duets&Solos, la linea prosegue ora con Suite italienne e vede Riva e Repele, coppia in

palcoscenico e congiunti nella vita, danzare tranquillamente insieme nel pieno rispetto

delle misure in vigore.” Forse Conte non ha avuto modo di vedere questo spettacolo,

altrimenti avrebbe capito cosa significa fare danza.

Cipriani aggiunge una nota significativa: “Operare in questo momento di pandemia ci

avvicina in qualche maniera a Stravinsky, autore della musica: nel 1918 la tournée del

suo balletto, L’Histoire du soldat, venne cancellata a causa della pandemia di febbre

spagnola (ed il compositore stesso si ammalò della famigerata influenza, guarendone in

seguito). Mettendo in scena "Suite Italienne" proprio ora, è come se, in qualche maniera,

lui si stesse prendendo una piccola rivincita.”

Accompagnati da Riccardo Pes al violoncello e Andrea Boscutti al pianoforte,

Sasha e Simone ricostruiscono la storia della figura chiave del folklore napoletano;

il loro viaggio introspettivo ci riporta al '600 dove incontriamo il leggendario

contadino Puccio d’Aniello. Questi, che si ritiene ne abbia ispirato il nome, ci svelerà

tutte le sfaccettature della figura enigmatica di Pulcinella, che incarna contrasti e

contraddizioni: dalla buffa goffaggine ad una profonda drammaticità e un presunto

ermafrodismo a cui allude la voce squillante e il nome al femminile.

"Suite italienne" è stata l’occasione per celebrare il centenario di un lavoro entrato

a far parte della storia del balletto, poiché Riva e Repele prendono le mosse da

Pulcinella, balletto creato da Léonide Massine per i Ballets Russes di Serghei

Diaghilev nel 1920. Infatti, dalla partitura da lui composta per Pulcinella (basata su

pagine incompiute di Pergolesi), Stravinsky traeva qualche anno dopo la sua "Suite

italienne" per violoncello e pianoforte.

Daniele Cipriani ci ha detto : “Dobbiamo dare un segnale forte. Quando il gioco si fa

duro, i duri cominciano a giocare: per Suite italienne ho pensato di scomodare

nientemeno che Pablo Picasso. In Suite italienne il costume di Pulcinella è quello a firma

dall’artista spagnolo che aveva infatti disegnato scene e costumi per Pulcinella”.

Anna Biagiotti, la quale in passato ha curato per il Teatro dell’Opera di

Roma la ricostruzione di tutti i costumi disegnati da Picasso per questo

balletto (nonché per Parade e per Il cappello a tre punte), ha realizzato

accuratamente l’interpretazione picassiana del costume bianconero di

Pulcinella (all’origine fu indossato da Massine stesso nel ruolo principale),

firmando pure gli altri costumi di Repele e Riva.

Il messaggio simbolico di "Suite italienne" avrebbe dovuto vedere la luce, mentre

queste si spengono in tanti teatri italiani e nel mondo. ‘Finché c’è danza c’è

speranza’ sembra essere il vero segreto di Pulcinella, continuamente in sospeso tra

pericoli, epidemie e insidie: eppure, sempre in grado di schivarli e di cavarsela,

cercando rifugio nella sua ricca interiorità.


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Sasha Riva Nato in Virginia nel 1991, Sasha cresce in Italia.Nel 2008 si trasferisce in

Germania per studiare alla Hamburg Ballet School e nel 2011 entra a far parte della

compagnia diretta da J.Neumeier, dove trascorre cinque stagioni.Fin dal primo anno

di Sasha, Neumeier crea su di lui parti da solista molto speciali come "The Balloon

Man" (Liliom) e gli dà anche l'opportunità di eseguire diversi ruoli principali del suo

repertorio come "Petrushka" (Nijinsky) e "Il poeta Andersen " (La Sirenetta).Nel 2016

si unisce al Balletto di Ginevra interpretando opere di diversi coreografi, come

“Petite Mort” e “Bella Figura” di J.Kylian, Romeo in “Romeo and Juliet” di J.Bouvier e

crea un ruolo da protagonista nella nuova creazione di N.Horecna.Attualmente

Sasha partecipa a numerosi Gala e Festival internazionali eseguendo principalmente

alcune delle sue creazioni e di Simone Repele, così come opere di altri grandi

coreografi come M.Goecke.Nel 2020 Sasha Riva inizia a lavorare come artista

indipendente con coreografi internazionali come Metamorphosis Dance e insieme a

Simone Repele hanno fondato la propria associazione “Riva & Repele danzArte”,

investendo nella creazione di programmi dove danzeranno con diversi artisti.Nel

2012, Sasha ha ricevuto il premio "Promising Young Talent" dalla rivista tedesca

"Tanz" (2012) e ha inoltre ricevuto numerosi premi in Italia quali: l’"International

Award of Merit” (2017) - “Anfiteatro d’Oro for the art of dance” (2018), ed il premio

nazionale “Sfera d’Oro per la Danza” (2019).

Simone Repele è nato a Torino nel 1993.Inizia la sua formazione in Italia e nel 2009

viene ammesso all'accademia dell'Hamburg Ballet dove si diploma all'età di 18

anni.Nel 2012 Simone ha partecipato al Gala Nijinsky come solista in “Spring and

Fall” di John Neumeier.Nel 2013 trascorre una stagione con la compagnia olandese

Introdans e tra il 2014 e il 2020 diventa membro del Balletto di Ginevra dove ha

ballato ruoli da solista in vari balletti come “Lo Schiaccianoci” di Jeroen Verbruggen,

“Mercutio” in “Romeo” di Joelle Bouvier and Juliet ”e“ Petite Mort ”e“ Bella Figura ”del

coreografo Jiri Kylian.Attualmente è invitato a numerosi Gala e festival internazionali

presentando il proprio lavoro coreografico ed eseguendo il repertorio di altri

coreografi già conosciuti nel panorama del Balletto.Simone è stato anche

selezionato per il Noverre Gesellschaft come coreografo per lo Stuttgart Ballet

Company.Nel 2020 Simone Repele inizia a lavorare come artista indipendente con

coreografi internazionali come Metamorphosis Dance e insieme a Sasha Riva hanno

fondato la propria associazione “Riva & Repele danzArte”, investendo nella creazione

di programmi dove danzeranno con diversi artisti.Nel 2018, Simone ha ricevuto da

Francesco Imperatore l’“Anfiteatro d’oro” un premio della città di Avella per creatività

ed originalità espressiva.


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di Federico Vessella

nella foto: Ted Shawn e Norma Gould in Il tango argentino. (NY-1920)

Biblioteca Pubblica di New York- Collezione digitale


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A partire dagli anni '20, il tango conobbe una serie di

innovazioni stilistiche che, a ragion veduta, possono

essere considerate una seconda rivoluzione nell'ambito

del genere musicale.

Rispetto al tango delle origini, il XX secolo vide una serie

di innovazioni epocali, come l'introduzione del

bandoneón e del pianoforte negli anni '10 e la

progressiva scomparsa di altri strumenti; al tempo

stesso, le case discografiche focalizzarono la propria

attenzione su un movimento di formazioni musicali

emergenti, le quali stavano già riscuotendo un discreto

successo di vendite. Personaggi del calibro di Carlos

Gardel, Roberto Firpo e Francisco Canaro esportarono il

tango oltre i confini argentini, per assurgerlo a fenomeno

di interesse internazionale. Questi eventi posero le basi

di un processo di evoluzione che ebbe un suo apice

proprio negli anni '20, e che lasciò un'eredità molto

importante per i decenni a seguire. Il risultato fu la

nascita della Guardia nueva.

Protagonisti dei ruggenti anni Venti furono Osvaldo

Fresedo con l'Orquesta Típica Select, Juan Carlos

Cobián, Enrique Delfino, ma soprattutto Julio e

Francisco De Caro.

Osvaldo Fresedo fu uno dei pionieri del tango esportato

negli Stati Uniti, ampliandone il panorama musicale con

diverse contaminazioni jazzistiche, anche grazie alla

creazione dell’Orquesta Típica Select. Accolse grandi

musicisti, idealisti del tango romantico, e consolidò il

marcato in 4 come modello ritmico dominante. Infatti, a

partire dalle incisioni della Típica Select del 1920, si

ebbe un cambio di paradigma ritmico rispetto alla

modello habanera della Guardia vieja ed il tango iniziò a

"parlare" in 4/8, svincolandosi dal 2/4.

Juan Carlos Cobián fu un pianista innovatore

dell'espressione melodica, creando il tango romanza con

il collega Enrique Delfino. Se nel tango delle decadi

successive è possibile ascoltare gli adorni di pianoforte

in corrispondenza delle pause, come nelle esecuzioni di

Carlos Di Sarli, tanto per fare un esempio, lo dobbiamo

al lavoro di Cobián, lo Chopin del Tango. Se Cobián non

ebbe il dovuto merito di essere ricordato come uno dei

pilastri della rivoluzione culturale del tango degli anni '20,

lo si deve al fatto che ebbe una vita piuttosto sregolata,

bohemienne, che lo catapultò in burrascose avventure

sentimentali senza pensiero alcuno di gestire denaro,

fama e ricchezza.

Prosecutore di questa espressione musicale romanticomelodica

fu Francisco De Caro, fratello del celebre Julio,

e pianista raffinato dell'Orquesta Típica De Caro. Il

contenuto francesizzante delle sue esecuzioni lo portò a

sviluppare un perfetto equilibrio tra line melodica e

ornamento armonico, contribuendo a delineare la

cosiddetta corrente, o scuola, decareana del tango.

https://milongandoblog.wordpress.com/


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Julio de Caro fu il collettore delle innovazioni stilistiche

del fratello Francisco, ma anche della musica di Cobián

e delle espressioni musicali di Fresedo, Firpo ed altri

romantici del tango. Come compositore e direttore

d'orchestra, Julio De Caro avvertì la necessita di

organizzare "scientificamente" l'esecuzione di un brano

di tango, assegnando ad ogni strumento un ruolo

codificato all'interno dell'orchestra.

Julio De Caro rinnovò il tango senza comprometterne

l’essenza ritmica ed il sentimento “criollo” ed “arrabalero”

delle origini, aggiungendo una componente sentimentale

e melanconica sconosciuta a quel tempo. Egli riuscì a

combinare ciò che il tango era all’epoca, con ciò che

poteva divenire. Sociologicamente, il suo successo

accompagnò la rinascita socio-politica dalla classe

dirigente argentina che apprezzava il tango dei cabaret

suonato da musicisti che non avevano conosciuto i

bordelli. Per arrivare a questa nuova concezione il

maestro fece tesoro dei propri studi di musica classica,

incorporò espedienti tecnici, soprattutto in tema di

armonia e contrappunto. Il risultato fu la comparsa di

assoli melodici di bandoneónes e di violini, variazioni di

corda sopra una base condotta dal pianoforte o dal

contrabbasso.Molte volte il piano agiva da solista

coniugando ritmo e melodia, altre, il violino che De Caro

stesso suonava sviluppava fraseggi armonici

contrapposti allo sviluppo degli altri strumenti. In questo

modo, il tango guadagnò raffinatezza e tecnica,

estendendo il proprio orizzonte stilistico oltremisura.

In sintesi, Julio De Caro ebbe il merito di aver per primo

definito come doveva essere una Orquesta Típica,

segnando un confine culturale tra la Guardia Vieja e la

Nueva. Su questo universo innovativo si installò una

forma di comprendere il tango che prese il nome di

“scuola decareana”. Da essa forgiarono il proprio stile

giganti del calibro di Aníbal Troilo, Horacio Salgán,

Osvaldo Pugliese ed altri simboli gloriosi di quella che fu

la Epoca de Oro del tango.

Eppure questa rivoluzione non completò il processo

formativo del tango, poiché, pur maturando sotto il

profilo della ricercatezza stilistica, portò il genere

musicale a distaccarsi in modo significativo dalla danza.

Le proposte delle orchestre degli anni '20 si stavano

pericolosamente avvicinando ad un tango da ascolto,

per salotti e teatri, lasciando spesso le nuove

generazioni di ballerini seduti a contemplare una nuova

musica colta. Per completare la transizione tra Guardia

vieja ed Epoca de Oro sarebbe stata necessaria una

terza rivoluzione concettuale, che avvenne nel 1935 ad

opera di un altro personaggio emblematico del tango

argentino: Juan D'Arienzo.


F OI SL KC L O RE E BE A BL AL LO

L O

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IL BALLO

di Giovanni Fenu

SARDO

Conosciuta in tutto il mondo per il mare cristallino, il paesaggio incontaminato

e l’ospitalità della propria gente, la Sardegna custodisce gelosamente una

tradizione arcaica risalente addirittura alla preistoria e alle cerimonie dell’età

nuragica che gli abitanti di Ichnussa, antico nome dell’isola, erano soliti

mettere in atto per propiziarsi un buon raccolto o una caccia abbondante. È

da questi arcaici rituali, infatti, che si fanno risalire le origini del ballo sardo

(su ballu sardu) un mix di tecnica e accompagnamento strumentale sulle cui

note, da secoli, i sardi celebrano le feste, i passaggi di stagione, sancendo

tramite questo rito collettivo l’indissolubilità di quel legame comunitario che

contribuisce a forgiare l’identità collettiva di un certo popolo. Il ballo sardo,

come accennato, richiede una notevole preparazione e un’elevata

specializzazione tecnica sia dei ballerini che dei suonatori di launeddas e

organetto, gli strumenti che solitamente accompagnano le danze isolane. Il

cerchio che i danzatori formano, retaggio delle remote cerimonie comunitarie,

ruota in senso orario, un movimento ritmico a cui partecipa in primis il tronco

e sul quale si innestano successivamente i passi, ognuno dei quali deve

essere in stretta sincronia e sintonia col ritmo musicale. Una compostezza ed

una grazia ottenute anche dal rigido mantenimento del tronco con una

mobilità riservata esclusivamente agli arti inferiori. A conferire ulteriore lustro

all’esecuzione danzante concorrono gli abiti dei danzatori, splendidi ricami su

stoffe di seta che risaltano i tratti dei ballerini, testimoni del variegato folklore

sardo. Tradizionalmente il ballo sardo si suddivide in due grandi categorie: le

danze mono-strutturate e quelle bi-strutturate le quali differiscono tra loro per

l’utilizzo di due distinti ritmi, quello serio (seriu) e quello allegro (allirgu). Di

tutti i numerosi generi di ballo ne ricordiamo almeno tre, quelli, forse, più

famosi anche al di fuori dei confini sardi: il ballo antico (su ballu antigu), il

ballo ripetuto (su passu torrau) e il ballo circolare (su passu tundu). Il primo è

la forma più antica di ballo sardo, quello che nel corso del tempo ha subito le

minori variazioni esecutive. Ballato in occasione delle feste paesane,

coinvolge persone di ogni età e ceto sociale grazie alla sua facilità di

esecuzione; è di solito accompagnato dal canto a tenore o a voce singola. Il

passu torrau, noto anche col nome di sa Mamujadina, essendo originario del

paese di Mamoiada, si è ormai diffuso in tutta la Sardegna e prevede

l’esecuzione di passi avanti sui quali s’inserisce la “corsa” ossia una serie di

passi in avanti seguiti dal ritorno sul passo precedente, e “s’intrada” con due

inchini. Strumentalmente esso è accompagnato generalmente dalle note di

un organetto, oppure di una fisarmonica o di un’armonica a bocca. Il passu

tundu, infine, è un’evoluzione del ballo antico; eseguito soprattutto in

Barbagia, si tratta di un ballo gioioso che viene realizzato tenendosi per

mano a braccia strette e ripiegate sui gomiti eseguendo un doppio passo più

cadenza del piede destro. I ballerini formano un cerchio (tundu) da cui a

turno si stacca una coppia che balla ponendosi in evidenza. Questa danza è

caratterizzata da due movimenti fondamentali: sa seria e su sartiu la parte

più vivace. Anche il ballo circolare, così come le altre danze sarde, è di solito

accompagnato dal suono delle launeddas, dell’organetto, dell’armonica a

bocca, della fisarmonica o non di rado della chitarra. Chiudiamo con alcuni

passi tratti da Elias Portolu di Grazia Deledda, nel quale l’autrice premio

Nobel così descrive un gioioso ballo sardo in occasione di una festa

paesana: «... E le tre donne balzarono avanti con gioia, correndo verso il

punto ove si ballava al suono della fisarmonica. Un circolo di gente, paesani,

monelli, operai, quasi tutte facce pallide e brutte, intente, insolenti,

circondava alcune coppie di maschere che ballavano urtandosi e ridendo».


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Q u e l t o c c o d i p a n c i a " c h e p o r t a a l l e g r i a

"

di Eusebio De Cristofaro


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La semba dice Josè Mesquita, ballerino e

insegnante e fiorentino di adozione, è

probabilmente la danza più eseguita nel suo

paese, l’Angola.

Si tratta di un ballo a tempo molto rapido, che

esibisce già caratteri sensuali confluiti poi nella

kizomba, e che prevede un’attenzione particolare

sul movimento del bacino, oltre ad un tocco

delicato fra i due partner.

Si ritiene che l’origine de la semba sia da far

risalire alle feste e alle occasioni sociali come

matrimoni, nascite o alla celebrazione dei buoni

raccolti. In questa ultima manifestazione

possiamo ritrovare i legami di questa danza con la

danza tradizionale africana.

La forma attuale quindi è una derivazione di un

movimento tradizionale che affonda le sue radici

alle danze sviluppatasi sulle fasce costiere

dell’Angola, fra Luanda e Benguela alcuni secoli fa.

E’ ormai ampiamente diffusa la convizione, da

parte degli etnomusicologi, che la semba abbia

anche dato origine, in tempi più antichi, alla

samba brasiliana, attraverso la deportazione

forzata degli schiavi che i portoghesi effettuavano

fra le due sponde dell’Atlantico.

La semba, popolare prima dell’indipendenza

dell’Angola, grazie all’impegno e al lavoro di

giovani musicisti sta cominciando a guardare al

passato e sta recuperando le tradizioni e le

conoscenze musicali appartenenti agli ultimi

esponenti di questo genere e le traduce in un

contesto più moderno.

Il ballo che viene eseguito è un ballo di coppia,

come ci dimostra Josè in alcuni passaggi eseguiti

con la sua ballerina Iraltina.

E’ un ballo nel quale i partners, si muovono

delicatamente, abbracciati, con un movimento

dell’anca molto evidente ed accentuato.

Josè Mesquita e Iraltina


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foto © Esebio De Cristofaro


F ITSE CA O T R O E E B AB LA L LO

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"Fedra" di Racine diretta da Brigitte Jaques

con Raphaèle Bouchard.

© Cosimo Micro Magliocca Photographe Paris

Dopo un’eccezionale traversata del teatro Corneille, Brigitte

Jaques-Wajeman mette in scena Phédre, la più famosa, la più

misteriosa tragedia di Racine.

Phèdre, esplora l’evento assoluto, che è l’emergere

dell’amore. Amore, mostro nascente, mostro divorante!

L’esplorazione delle fantasie, dove amore, odio e morte hanno

la stessa faccia, è qui spinta ai limite dell’innominabile. Il

desiderio è percepito, da chi lo vive, come una forza estranea

che sovverte i soggetti li rende irriconoscibili a se stessi. Un

primo, un solo sguardo e, come un alieno entra nei corpi, li

afferra e li lacera, come il mostro che ucciderà Hippolyte.

Racine osa mostrare il godimento con cui i corpi vengono

portati via, e che sconvolge i protagonisti, perché proibito. Nel

cuore della tragedia, tra l’ombra e la luce , si gioca una lotta

inesorabile. In questo mondo, dove l’espressione delle

passioni è sia prevenuta che esaltata, la confessione è tanto

più terribile da dire. E’ in un linguaggio di straordinaria

bellezza che Racine scrive questa sublime tragedia del

desiderio.


F CI SI NC EO M A E E B AB AL L LO

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F CI SI NC EO M A E E B AB AL L LO

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F CI SI NC EO M A E E B AB AL L LO

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William Shatner

Nel cast di "CREATORS–THE PAST" spiccano talenti del calibro di

William Shatner, Gérard Depardieu, Bruce Payne e altri importanti

nomi del panorama cinematografico internazionale.


F IC SI NC EO M E A E B AB LA L OL O

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F CI SI NC EO M A E E B AB LA L LO

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Gérard Depardieu

"CREATORS–THE PAST" - SINOSSI. Un imponente

allineamento galattico si sta realizzando ed i suoi

effetti influenzeranno ogni forma di vita nel cosmo.

Otto Dei governano e dirigono l'universo: sono i

Creators. In un'epoca lontana, essi forgiarono uno

strumento che avrebbe custodito il sapere divino

della creazione: la Lens; otto Lens per otto Creatori.

Ognuno di loro diede vita ad un sistema stellare,

racchiudendone i segreti e la chiave della sua

essenza all'interno della Lens stessa. A distanza di

anni alcuni pianeti e le loro creature cominciarono

ad uscire dal disegno divino a cui erano

predestinati. Ora è tempo per il Concilio Galattico di

riunirsi e decidere le sorti dei cieli, ma serve il potere

di tutte le Lens per governare l'universo e le sue

leggi. Il nostro pianeta sta andando alla deriva e il

Reggente della Terra, non volendosi conformare

agli obiettivi del Concilio, non si presenta all'appello

e nasconde la Lens nella dimensione umana.

Questo scatenerà una corsa contro il tempo in una

battaglia galattica all'ultimo sangue tra chi auspica il

ritorno all'ordine stabilito dai Creators e chi, invece,

vuole costituire un ordine nuovo. Mentre il mondo

va alla deriva una ragazza addotta, Sofy, collo di

clessidra tra due dimensioni, cercherà di trovare la

Lens e portarla in salvo. All’interno di un universo

multidimensionale due storie si incontrano e si

compenetrano: quella umana e quella popolata da

esseri alieni immortali.


FP IE SR CS O N E A GBG AI LE L BO

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Paolo Di Orazio (Roma, 5 luglio

1966) è uno scrittore, fumettista e

musicista italiano, batterista del

gruppo rock demenziale "Latte & i

Suoi Derivati."


FR IA SC C O NE T I BE A BL LA OL L O

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L ’UOMO CHE SCAMBIÒ SUA

Paolo Di Orazio

scrittore

MOGLIE PER UNA FARFALLA

Si dice che un ricco uomo della scomparsa città di Sirtaij

concesse alla futura sposa di danzare al loro matrimonio

per l’ultima volta, prima di obbligarla a dimenticarsi del

talento per cui era nata e destinarla ai propri piaceri e ai

doveri di moglie.

Il giorno delle nozze ordinò quindi che si presentasse al

rito sacro danzando per lui, vestita non di tessuti ma

farfalle vive.

La giovane sposa mantenne la promessa. Giunse verso

l’altare al ritmo di una darbuka e sulla triste melodia di un

kamanja, la pelle ricoperta di ali delicate dai colori mai

visti.

Il ricco uomo si innamorò perdutamente, il popolo

strabuzzava gli occhi a quella meraviglia e lusingava il

potere immenso dello sposo.

La donna vestita di farfalle volteggiò sulle punte fino al

suo promesso, il quale aprì le braccia mentre dagli occhi

liberava lacrime a fontana che qualcuno si affrettò a

invasare.

Le farfalle tutte a pochi passi dall’abbraccio frullarono le

ali, rendendo allo sguardo l’impressione che i colori

fossero un divino caos promanato dalla donna.

In quel momento, la sposa levitò, mai sorriso più grande e

luminoso, lasciando a terra quella gente che gridava al

miracolo o perdeva i sensi per la meraviglia.

Il ricco sposo cercò di afferrare i piedi bianchi della

promessa moglie per tirarla giù, ma troppo tardi. Infuriato,

mentre lei guadagnava libertà, prese la sua migliore arma

e la puntò invano alla donna, già una macchia in

movimento contro il Sole, che gli bruciò lo sguardo.

Lei volò via, e il ricco uomo restò cieco. E infine solo. Fino

alla fine dei suoi giorni.


F OI ST OC GO R E A F BI A LE LBO

A L L O

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di Luca Di Bartolo

fotografo


F OI ST OC GO R E A F BI A LE LBO

A L L O

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Una breve riflessione poetica su un progetto di qualche anno fa, realizzato

assieme ad Eva Calanni, danzatrice di Reggio Emilia, all'interno dello

stabilimento produttivo della Bonaveri, la Ferrari de manichini, in quel di

Cento (Ferrara). Abbiamo realizzato 3 brevi opere video, accompagnate

dalla musica del compositore pugliese Diego Morga, oltre ad alcuni scatti

fotografici.

“Second Act | Red Motion Bonaveri”, una di tali opere, viene inviata,

quando possibile, ai festival di video, danza e cinema. Amare il soggetto che

si fotografa è la base della fotografia. Amare come innamorato, amare come

amante, sentirsi attratto e curioso.

Uno spazio in cui si creano vite senza vita, in cui le persone ‘curano’ con

amore esseri che non possono ringraziarli.

Una sensazione di vera NASCITA. Vi è, all’interno della produzione dei

manichini Bonaveri a Cento (FE), questa costante sensazione di vita:

qualcosa che nasce, qualcosa che dimostra più vita nel prendere forma, più

che nel momento in cui diviene adulta.

Narrare la vita che nasce. Tradurne attraverso la danza l’essenza vitale.

Lasciare che la musica sia UTERO di questa unione.

La VITA diviene filo conduttore di un unico pensiero, in cui la PLASTICA

prende forma modellata e dipinta, crea eserciti di esseri immobili.

La DANZA li racconta, dà loro nuova vita, diventano SPETTATORI della

rappresentazione della loro stessa esistenza.

Eva con la dinamica dei suoi movimenti ed i lineamenti del suo viso, sembra

raccogliere l’essenza di queste creature, dando loro vita, nei movimenti che

rievocano anche il tempo con il quale essi prendono vita.

Entra in contatto, ed in singolare gioco, con lo spazio bianco in cui i

manichini nascono.


F OI ST OC GO R E A F BI A LE LBO

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Il progetto “Second Act | Red Motion Bonaveri” di Luca Di Bartolo può essere visionato su Vimeo

https://vimeo.com/213580673


F OI ST OC GO R E A F BI A LE LBO

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“Second Act | Red Motion Bonaveri”

3 opere video, accompagnate dalla musica

del compositore pugliese Diego Morga, con

la ballerina Eva Calanni.

Foto Luca Di Bartolo

https://www.lucadibartolo.it/


T U T T O B A L L O 2 0 | N O V E M B R E 2 0

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Un modo nuovo di

vivere la natura

e la danza

Natusumba©

è la vita nel benessere sia

fisico che mentale.

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e meditazione per

l'armonia psico-fisica.

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B E N E S S E R E E B A L L O

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dott.sa Valeria Ferrara

Tutti coloro che praticano un’attività fisica conoscono bene l’importanza dello stretching, di mantenere

una muscolatura allungata ed elastica, azione che ci permette di ridurre le tensioni muscolari, migliora la

coordinazione e la propriocezione, migliora l’escursione articolare e previene traumi muscolari e tendinei.

Tuttavia ci sono delle raccomandazioni cui attenersi e piccoli trucchi che non tutti sanno per renderlo più

efficace e produttivo. Innanzitutto, deve essere considerato come un completamento dello sport e

deve essere fatto al termine dell’attività motoria, in quanto un allungamento prolungato di un muscolo

genera un’assuefazione del fuso neuromuscolare (particolari recettori meccanici che si trovano all'interno

dei muscoli striati del corpo umano, disposti in parallelo e strettamente connessi con le fibre del muscolo

in cui si trovano). Queste fibre trasmettono in continuazione impulsi al midollo spinale e al cervello per

informarli della lunghezza dei muscoli (e quindi della posizione del corpo nello spazio) riducendo il riflesso

miotatico (segnale che genera il riflesso di accorciamento muscolare), aumentando la potenziale

possibilità di favorire strappi muscolari; dunque, prima di iniziare l’attività fisica, scaldarsi si, allungarsi no.

Inoltre è importante come tutte le cose non esagerare nella flessibilità: uno studio dell’esercito

statunitense, infatti, ci dimostra che sportivi troppo flessibili e sportivi poco elastici hanno una

probabilità più che doppia di incorrere in infortuni rispetto a chi ha una flessibilità nella media.

Dunque si raccomanda di fermarsi di “stirare” il muscolo quando si percepisce un leggero fastidio

e non arrivare mai ad avvertire un dolore franco, mantenere lo stiramento per 10 secondi,

rilassare, e ripetere lo stesso esercizio due o tre volte per muscolo, per evitare eccessive

elasticità. Scendiamo un pochino più nello specifico e vediamo come allungare parte della nostra

muscolatura e a cosa fare attenzione.

Partendo dal basso, allunghiamo ed elasticizziamo i muscoli di gambe e cosce. In piedi, di fronte a una

parete, sollevare la punta di un piede e far poggiare il più possibile la pianta del piede al muro, anche

piegando un pochino il ginocchio; se si avverte, tirare nella parte posteriore della gamba (polpaccio)

rimanere 10 sec e poi lasciare, altrimenti scendere verso il basso piegando l’altro ginocchio

(allungamento del tricipite surale).

Parte anteriore della gamba e della coscia (tibiale anteriore, quadricipite, retto femorale): mettersi

in ginocchio con i glutei poggiati sui talloni, piedi possibilmente stesi e scendere con la schiena verso il

pavimento fino a che non si sente tirare la parte anteriore della gamba e della coscia, tenere 10 secondi,

lasciare e ripetere l’esercizio 3 volte per gamba.

Parte posteriore della coscia (ischio-crurali): sedersi a terra, stendere una gamba con il piede ben

rivolto verso di sè (flessione dorsale) e portare l’altra verso di sé, scendere con il corpo verso la gamba

stesa il più possibile, molto lentamente e senza avvertire dolore sulla schiena; tenere 10 secondi, lasciare

e ripetere l’esercizio 3 volte per gamba.

Zona interna della coscia (adduttori): seduti a terra, piegare e portare verso di sé una gamba, stendere

lateralmente l’altra, ginocchio ben steso e per i più elastici, inclinare il corpo dal lato della gamba stesa,

tenere la posizione per 10 secondi, lasciare e ripetere l’esercizio per 3 volte, poi cambiare gamba.

Fascia esterna della coscia e gluteo (tensore fascia lata e piriforme): seduti a terra, portare una

gamba tesa verso l’interno e accavallare l’altra gamba su quella tesa, scendere con il busto il più

possibile verso le gambe, mantenere la posizione 10 secondi, lasciare e ripetere l’esercizio 3 volte da un

lato e dall’altro.

Colonna vertebrale: stesi a terra, con le gambe il più possibile aderenti a una parete tenute a squadra

(90°), glutei contro la parete, scapole ben vicino alla colonna e braccia aperte, mento basso verso lo

sterno e colonna il più possibile adesa al pavimento. Questa posizione si può tenere anche qualche

minuto interrompendo l’esercizio piegando le gambe oppure muovendo braccia e collo.

Avambraccio: portare un braccio in avanti, palmo della mano rivolto verso l’alto, piegare la mano verso il

basso aiutandosi con l’altra mano, tenere 10 sec e rilassare. Ripetere 3 volte per lato.

Parte posteriore del braccio (tricipite brachiale): portare un braccio verso l’alto, piegare il gomito

portando l’avambraccio dietro la testa e con l’altra mano spingere il gomito verso il basso.

Collo (porzione laterale): stendere un braccio portandolo lateralmente e poggiando la mano al muro,

piegare la testa sul collo dall’altro lato e portare delicatamente la testa sulla spalla aiutandosi con l’altra

mano, tenere 10 secondi e poi lasciare. Ripetere 3 volte per lato.

Ovviamente questi sono solo alcuni degli esercizi di stretching possibili, poi, ogni disciplina solleciterà più

o meno alcune parti del nostro corpo e, magari, è consigliabile soffermarsi su quelle zone con ulteriori

esercizi, ma questo compito lo lascio ad ognuno di voi in base ai vostri lavori fisici.

E come sempre: buon allenamento!!!


B E N E S S E R E E B A L L O

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di Giovanni Battisita Gangemi Guerrera

Coming out significa che, a certi gradi e per certi

motivi, una persona con tendenze omosessuali o

bisessuali, si rivela all'inizio a se stesso e poi ad

un'altra persona o a più di una. Certamente, le

persone gestiscono questo processo in modi diversi.

Alcuni si rivelano in modo provocatorio, richiedendo

una reazione dagli altri. Altri ancora ne parlano in

famiglia o all'amico del cuore e non si aprono agli altri,

fuori nel mondo.

Molto spesso e' proprio una certa realizzazione o

integrazione della sfera fisico/emotiva che può non

essere accettata dall'individuo. Gay e lesbiche, anche

se vivono apertamente con il loro orientamento per

anni, possono non raggiungere mai una reale

accettazione di se stessi. Il coming out può includere

persone che si sono rivelate prima di aver avuto

un'esperienza omosessuale. Poche persone hanno

avuto l'opportunità' di esplorare il loro sviluppo

sessuale in un contesto caldo e comprensivo, dove

l'omosessualità' rappresenta una scelta ragionevole

per tutti. Ognuno di noi tende nella propria vita, ad

emergere per quello che e' e vuole in questo senso

sviluppare le proprie potenzialità dapprima latenti poi

sempre più manifeste.

Questo aprirsi, questo definirsi, che poi e' sempre

relativo, questo auto manifestarsi, in circostanze e

tempi che sono dettati unicamente dalle scelte e dalle

decisioni maturate individualmente, fornisce un

importante stimolo per la crescita psicologica,

contribuisce al rispetto di se stessi ed e'

un'opportunità' per acquisire padronanza e stima di sé.

Così, ritornando alle questioni di cui stiamo trattando,

il gay che si trova, non senza difficoltà, ad essere

sempre più consapevole delle proprie pulsioni

sessuali, ad accettarle e ad averne infine una

sensazione di "normalità", sperimenta un mutamento

dell'identità' sessuale; le esigenze si fanno sempre più

chiare, il desiderio di sperimentare, nel senso di fare

esperienza, contribuisce alla strutturazione di

un'identità' più solida, più definita e per questo la

persona e' maggiormente capace di identificare propri

bisogni e tentare di soddisfarli, o di confrontarli con

l'altro, con l'ambiente.


B E N E S S E R E E B A L L O

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P I T T O R A E B A L L O

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...TRA SOGNO E RAZIOCINIO...

... LA NOTTE INCONTRA IL MATTINO

ALBERTO MUSSI


P I T T O R A E B A L L O

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Alberto Mussi nasce a Pisa il 13 marzo 1981, da Massimo Mussi e

Clarissa Gherarducci, e vive a Collesalvetti, residenza della famiglia. Il

padre, nativo di Livorno, trasmette al figlio l’amore e l’attaccamento alla

città labronica. Vive in un ambiente familiare permeato da cultura,

musica e arte. Forte e intenso è il rapporto con il nonno materno, Vito

Gherarducci, medico, scrittore, amante dell’arte e appassionato di

fotografia. Introdotto dal padre, maestro d’arte in arti grafiche, ma

soprattutto adottato come l’allievo prediletto dallo zio paterno, Ernesto

Mussi, famoso pittore, ceramista, musicista e poeta, cresce nella

sensibilità di un mondo per lui ancora sconosciuto. Situazioni familiari e

soprattutto la morte del nonno e la morte del caro zio, provocano ad

Alberto, un forte e lungo stato depressivo difficile e tormentato. Da qui la

rinascita, l’incredibile, la necessità di esprimere sentimenti, tormenti e

passioni, attraverso tutto quel bagaglio intellettuale ricevuto, e come

l’eruzione di un vulcano si concretizza in quella vena artistica prigioniera

finalmente liberata. “La mia mente – spiega Alberto Mussi – nasce da

una ricerca introspettiva nelle più remote e profonde ambiguità della

nostra anima. Inizialmente, spinto da un forte desiderio di creare, mi

diletto nello scrivere poesie ed aforismi, ma il mio cuore ancora vergine,

non era appagato e chiedeva qualcosa di più”.

“La mia mente è nata in un giorno opaco, tra sogno e raziocinio dove la

notte incontra il mattino.”

“Ed è proprio in un giorno opaco, – prosegue Mussi – che decido di

riprendere il mio percorso artistico, abbandonato anni prima, e come

svegliato da un sogno profondo, inizio a far volare la mente in un vortice

di sogni ed emozioni.

L’astrattismo, il surrealismo, sono le correnti artistiche in cui più mi

contraddistinguo, ma la mia pittura è in una continua ricerca, cambia,

prova e ricambia, fino a trovare qualcosa di mio con l’uso delle spatole.

Con le spatole riesco ad esprimermi, a tirare fuori la mia passione, la

mia forza, la mia profondità. Così la ricerca continua, le profondità sono

sempre più infinite, l’anima non ha confini, e le emozioni prendono

forma nella mia mente, le vedo, le immagino, le amo e le tele sono parti

di esse. I materiali da usare sono sempre più innovativi, come spugne,

solventi, oli e le mie mani stesse”.

Valerio De Vita


L I B R I E B A L L O

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GAETANO SAFFIOTI DIVENTA UN PERSONAGGIO DELLE

FAVOLE E RACCONTA AI BAMBINI LE STORIE DI CHI HA

LOTTATO NEL NOME DELLA GIUSTIZIA E DELLA LIBERTA’

“ G l i E r o i d i L e u c o l i z i a ”

A n g e l a I a n t o s c a

c a s a e d i t r i c e : H i n c J u n i o r

P a g i n e : 1 4 4

P r e z z o : 1 5 e u r o

I s b n : 9 7 8 - 8 8 - 6 0 0 4 - 5 4 9

L’antimafia è un esercizio quotidiano, fatto di scelte, di memoria, di impegno. Un esercizio che

implica anche la narrazione, perché è importante ricordare sempre che ci sono state e ci sono

persone che hanno avuto e hanno la forza di sacrificare le proprie vite in nome della giustizia,

della legalità e del fresco profumo di libertà. Li chiamano eroi dell’antimafia: uomini e donne

che hanno fatto il proprio dovere e che noi, ogni giorno, dobbiamo ricordare e onorare

attraverso le nostre scelte e le nostre azioni. Anche raccontando ai più piccoli chi erano, cosa

hanno fatto, come hanno tentato quotidianamente di rendere più pulita la Terra sulla quale

viviamo.

Come farlo con i bambini se non attraverso le favole?

Nel libro “Gli Eroi di Leucolizia” (Hinc Junior Pagine: 144 Prezzo: 15 euro Isbn: 978-88-6004-

549) la giornalista Angela Iantosca narra sette storie, nelle quali si intrecciano altre storie,

altri eroi, nell’intento di lasciare a chi legge o ascolta un patrimonio di valori e soprattutto di

amore verso l’altro.

Ad aprire la raccolta la storia di Gaetano Saffioti che, testimone vivo del nostro tempo,

diventa poi la voce narrante delle favole successive in cui si raccontano Padre Pino Puglisi,

Annalisa Durante, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giancarlo Siani, Peppino Impastato,

Don Peppe Diana.

Una agiografia laica, in cui gli eroi diventano trampolieri, stelle nel cielo, sogni da realizzare,

alberi di pace e speranza, poeti e innocenti abitanti di “Leucolizia, che fa rima con liquerizia,

ma che liquerizia non è”. Una raccolta destinata ai bambini, ma anche agli adulti che,

leggendo, troveranno i grandi valori troppo spesso dimenticati: la Natura, la Costituzione, il

rispetto delle regole, la Democrazia… il tutto condito dall’ingrediente segreto!

Un testo nato dall’attenzione che Angela Iantosca da anni rivolge al mondo dei giovanissimi e

dal suo impegno contro le mafie e contro le ingiustizie e i pregiudizi che contraddistingue la

sua produzione letteraria.


Le poesie di Lola

L I B R I E B A L L O

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@ photo NYC Dance Project


PERSONAL CHEF

CUCINA A DOMICILIO

C I B O E B A L L O

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C I B O E B A L L O

La figura del Personal Chef nasce nei paesi anglosassoni circa 20 anni fa e, negli

ultimi anni, si è diffusa anche da noi in Italia; egli è il professionista che elabora un

pranzo particolare, curandone anche la mise en place e la scenografia, e che

mette la sua arte a disposizione di un committente (privato, azienda o Ente

pubblico che sia) per un evento, una cerimonia o uno show cooking.

A ben vedere è fondamentalmente un ritorno all’antico e precisamente ai tempi

precedenti la Rivoluzione Francese. Infatti, fino a quel tempo il cuoco personale

era un personaggio dedicato all’alimentazione del nobile al cui servizio si dedicava,

preparandogli i pranzi quotidiani o, cosa assai più impegnativa, grandi cene che

egli voleva offrire ai suoi ospiti.

Ma non dobbiamo confondere il servizio di Personal Chef come in molti fanno con

il catering, poiché sono due lavori completamente diversi. Il Personal Chef è il

professionista che si reca dal cliente e prepara e cucina il tutto in loco in modo

espresso.

Il suo ambiente di lavoro può variare da una cucina casalinga tradizionale alla

cucina di uno yacht o all’area di preparazione del cibo di un aereo privato, ad una

allestimento aziendale.

Solitamente il Personal Chef incontra il potenziale cliente per discutere i dettagli

del lavoro, del tipo di servizio e del menù. Lo chef di solito chiede di fare un

sopralluogo preventivo nella cucina del cliente prima di accettare un lavoro, per

accertarsi che essa sia dotata degli elettrodomestici e delle stoviglie di cui ha

bisogno per svolgere adeguatamente il suo lavoro.

La capacità di interagire con persone di età e personalità diverse è importante

perché si entra in un luogo intimo del cliente, quale la sua casa e la sua cucina..

Lavorare nelle case delle persone espone spesso uno chef privato a situazioni

personali che richiedono discrezione e pazienza. L’attenzione ai dettagli è

importante, così come le buone capacità organizzative, per lavorare in modo

efficiente e professionale, perché non si sa mai in quali condizioni ci si trova a

lavorare, per via degli spazi o di esigenze particolari.

In questo periodo difficile per tutti, anche noi Personal chef ci siamo adeguati alle

normative anti Covid. Tramite un collegamento skype, facetime, whatsapp,

seguiamo e assistiamo il cliente in ogni fase: dalla mise en place, apparecchiatura,

alla preparazione di singoli piatti...

Iniziamo con la ricetta che ho preparato per tutti voi lettori di TuttoBallo20.

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C h e f I v a n C r i b i Ú


C I B O E B A L L O

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Arrosticini di lumaca aspersa muller , speck Alto

Adige, pomodorino piennolo del vesuvio essiccato,

fiammeggiato alla grappa di moscato.

La ricetta che vi presento è realizzata esclusivamente con i prodotti italiani. Le lumache del Pollino

allevate a ciclo naturale completo, il pregiato speck dell' Alto Adige, i pomodrini del Piennolo del

Vesuvio e la grappa piemontese.

Ingredienti per 2 persone:

20 lumache aspersa Muller

100 gr di speck Alto Adige

12 pomodorini Piennolo del Vesuvio

burro

sale

pepe

grappa di moscato 30ml

Procedimento:

Spurgare e pulire le lumache. Farle bollire per 1

ora in acqua salata. Scolare e tirare fuori dal

guscio.

Preparare i pomodorini essiccati tagliandoli a

metà e posizionarli in una teglia con carta forno,

cuocere a 80 °C fino a quando avranno perso

tutta l’acqua. Tagliare a tocchetti lo speck.

A questo punto formare gli arrosticini alternando

speck, lumache e pomodorini.

Saltare gli arrosticini con poco burro e sfumare

con la grappa.

Servire ben caldi.


B E V A N D E E B A L L O

TuttoBallo20

di Danilo Pentivolpe

Bartender

Per essere il primo, devi prima essere il secondo.

Parole dure come la roccia che fu in vita.

Gary “Gaz” Regan. Un mentore, un maestro, un

pioniere.

È passato un anno dalla sua scomparsa e

sicuramente è impossibile dimenticarlo, per il suo

lavoro e contributo nel mondo del bartending.

Sempre alla ricerca più approfondita e ”maliziosa” del

buon momento per tutti.

Si dice avesse la capacità di influenzare un intero

settore, di confrontarsi sempre, di non conoscere la

parola impossibile.

Questo modo di fare da rockstar che ha fatto sentire

speciale chi leggeva i suoi testi, specificava sempre

che “sebbene fosse importante essere un buon

barista, era più importante essere una brava

persona.

Ha ispirato ed incoraggiato migliaia di Baristi e li ha

sempre invitati all’approccio positivo e gentile verso i

clienti, mettendo al centro dell’attenzione

l’interazione umana come una legge suprema.

Meglio spiegato nella sua “Lettera a un giovane

Barista” al Tales of the cocktail.

Poche e semplici righe non bastano per descrivere

quanto fosse unico ed estroverso Gaz, tanto è vero

che l'11 ottobre del 2012, al Savoy hotel di Londra,

mescolò un Negroni con il suo dito indice usando

prodotti risalenti agli anni'50, spiegando l’importanza

del suo gesto e di quanto fosse importante avere un

eye-contact con il proprio cliente.

Direttamente e indirettamente ha formato tanti

Barman e, ad oggi, la sua eredità ha migliorato il

modo di bere bene grazie alle sue perle di saggezza,

ed anche se molti non lo hanno mai sentito nominare

è giusto “vedere” il volto dell’emblema del Bartending.

Credo che ogni Bartender invidi anche il tuo di

cammino.

Rest in peace Mr.Regan

Bevi

con

Cautela

Bevi con

con

Cautela


FB IE SL LC EO Z ZE A BE ABL AL LOL O

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Tatoo

di Alessia Pentivolpe

Modella: Ilaria Pentivolpe

make up: Alessia Pentivolpe

Photo: © MC


FBI ES LC LO E ZE Z A B E A LB LA OL L O

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È piacevole immaginare le mani di chi

creava miscele tra estratti naturali ed

elementi, giusto mix per dar forma

all’intreccio d’alchimia tra passione, eros e

sensualità che danno luce alla natura della

Donna. Nero accostato al colore della

passione da sempre hanno valorizzato i

lineamenti di una donna. In un’epoca

moderna sul corpo di una donna, un

tatuaggio affiancato ad una rosa o un

brillantino che incornicia l’occhio, creano

un ponte tra vecchie e nuove tradizioni e

tecniche di trucco.

Modella: Ilaria Pentivolpe

make up: Alessia Pentivolpe

Photo: © MC

La luce diurna, un faro naturale per

illuminare il soggetto la scenografia

naturale che sviluppa l’energia necessaria

per coccolare l’occhio di chi vede, come un

pittore che immagina il suo quadro prima

di temperare e miscelare i colori. Classico

ed astratto, mistico ed esoterico, donna ed

animale, rappresentato da una civetta,

tanto tenera di giorno, tanto misteriosa di

notte. Luna che aspetta il cambio del sole

per la notte, presente con echi dal

passato, una donna che mantiene la sua

bellezza in continua evoluzione,

mantenendo salda la natura primordiale,

portando con sé l’essenza che si

arricchisce col tempo.


F BI SE LC LO E ZE Z A B E A LB LAO

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A piedi scalzi per rispettare la terra, fertile e feconda,

unione tra gravità e calore che proviene dal nucleo.

Un trucco semplice e raffinato, può svelare ai nostri

occhi l’esistenza di un disegno ben preciso tra corpo,

anima ed energie, custodito dalla donna.

Modella: Ilaria Pentivolpe

make up: Alessia Pentivolpe

Photo: © MC


M A K E - U P E B A L L O

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O g n i

d o n n e v o r r e b b e r o i n d o s s a r e , p e r u n a v o l t a , u n m a q u i l l a g e d a

c o p e r t i n a , p e r s e n t i r s i p i ù s e d u c e n t e , a m m i r a t a e s i c u r a d i s e . . .

S e g u i i c o n s i g l i d e l n o s t r o p e r s o n a l e M a k e - u p a r t i s t .

A l l a f i n e a n c h e t u o t t e r r a i l o s t e s s o r i s u l t a t o d e l l a n o s t r a m o d e l l a

A n g e l i c a , i n q u e s t a p r i m a f o t o s e n z a t r u c c o c o n l a p e l l e n u d a .


Si pensa che i colori ad alto contrasto, infatti, se accostati gli uni agli altri possano essere, eccessivi o

volgarità.

Ma come per ogni cosa non importa cosa si indossa, ma come lo si indossa. Basta adeguare, dunque, un

pesanti.

ad un'occasione per una serata in abito lungo dove l'eleganza e un briciolo di protagonismo sono

make-up

d'obbligo.

certamente

l'aiuto di un pennello o di una spugnetta applicate un fondotinta

Con

possibilmente una o due tonalità più chiare rispetto alla

chiaro,

applicate il fondotinta abbiate cura di stenderlo

Quando

su tutto il viso e farlo aderire con i polpastrelli per

accuratamente

l'aiuto di un pennello applicate un correttore chiaro dove cade

Con

scura dell'occhio fino ad arrivare alle tempie.

l'ombra

un pennellone applicate una cipria trasparente su tutto il viso

Con

opacizzare e fissare il fondo.

per

del colore delle vostre sopracciglia. Vi aiuterà ad infoltirle o

secondo

a vostro piacimento. Importantissimo, mai usare un

modificarle

l'aiuto di un fard scuro andate a delineare l'osso zigomatico per

Con

lo zigomo e snellire il viso.

alzare

ad usare un eyeliner per delineare l'occhio e renderlo più

Andremo

potremmo andare a creare un piccolo triangolino creando

intenso,

famosa "codina" che ricorda gli anni '60. Se vogliamo, inoltre, con

la

scuro possiamo delineare la rima inferiore dell'occhio

un'ombretto

a delineare l'incavo dell'occhio per dare apertura e

andremo

allo stesso.

profondità

M A K E - U P E B A L L O

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make-up realizzato per la nostra modella è certamente poco ordinario, deciso e raffinato, per nulla casuale.

Il

che tutte le donne vorrebbero indossare, per una volta, un maquillage da copertina, per sentirsi ancora

Credo

seducenti, ammirate e sicure in modo da far colpo. Ho scelto una combinazione di elementi, labbra naturali,

più

alabastro e trucco dai toni scuri, che raggiungono facilmente questo effetto senza far cadere nella

pelle

vostra pelle. Ricordatevi di sfumarlo sul collo e sul decolté.

avere un effetto più naturale possibile.

Ritoccate le vostra sopracciglia con l'aiuto di una matita per

sopracciglia o con un ombretto biondo cenere (chiaro o scuro) a

colore nero per le sopracciglia.

Applicate sulla parte mobile dell'occhio un ombretto chiaro (bianco,

beige, rosa chiaro, perlato o opaco a vostro piacimento).

creando un effetto di intensità sullo sguardo.Con un ombretto scuro

una matita per le labbra andiamo a delineare le stesse,

Con

su tutta la mucosa labiale per avere una maggior durata

sfumandola

del rossetto e poi andremo ad applicare un rossetto oppure un

lucida labbra.


M A K E - U P E B A L L O

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I n p o c h i s s i m i s t e p i l m a k e -

u p a r t i s t M a u r i M e n g a è

r i u s c i t a a r e n d e r e u n i c a l a

n o s t r a m o d e l l a A n g e l i c a .

P r o v a t e a n c h e v o i e f a t e c i

s a p e r e . . .


O R O S C O P O E B A L L O

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AMORE

Il vostro cuore non si aprirà facilmente alle bufere dell’amore, ma una volta che Cupido entra, sarete

passionale più di chiunque altro! E le emozioni saranno sempre più forti del vostro solito. Avrete voglia

di dare massimo sfogo alla vostra energia.

LAVORO

Marte e Luna vi consigliano prudenza. Non siate frettolosi, non cedete alle distrazioni, rileggete quello

che scrivete e verificate i conti, soprattutto se riguardano preventivi di spesa in vista di un impegno

economico. Il periodo risulta essere impegnativo e pieno di faccende da brigare

AMORE

Vi aspetta un buon periodo, per rendere più vivace l’atmosfera, per vivere situazioni fuori dalla norma,

per superare la vostra timidezza. Potrebbe aumentare la gelosia ma, nello stesso tempo, anche esaltare

la vostra bollente passionalità! Il cambiamento è sempre dietro l’angolo

LAVORO

Sarete intuitivi, iperattivi e solerti come non mai, tutti protesi verso il raggiungimento di obiettivi e mete,

che vi sembrano prioritarie. Tutto ciò sarà positivo, naturalmente, qualunque sia la vostra personale

condizione professionale. Chi è autonomo nel lavoro potrà concludere ottimi affari.

AMORE

Non vi aspettano situazioni semplicissime, ricordatevi che con la quadratura di Venere potrete decifrare

gli stati d’animo altrui, oltre che i vostri, sempre un po’ turbolenti. L’erotismo e la passione vivranno

momenti travolgenti e altri meno eccitanti. Sarete comunque tutto un fuoco!!!

LAVORO

Siate prudenti negli investimenti e aspettate qualche giorno, quando la fortuna inizierà a girare, senza

nessun ripensamento, dalla vostra parte. Se lavorare in gruppo, occhio ai colleghi un tantino invidiosi. I

giorni neri stanno pian piano andando via.

AMORE

Vi attende un periodo bellissimo. Vi sentirete rapiti da una marea inarrestabile di sensazioni ed

emozioni, potenti ma non inquietanti. Capirete di aver costruito un rapporto solido con la persona

amata, un rapporto fatto per resistere nel tempo.

LAVORO

Valutate tutto con attenzione, anche i dettagli, ma soprattutto non siate precipitosi ed irruenti: servirà

calma e lucidità. Per progetti ed iniziative, la prima parte del mese sarà più scorrevole. Il trigono Sole

Mercurio è dalla vostra parte e non smetterà di proteggervi.

AMORE

Tornerà a farvi visita una persona del passato, scatterà un’immediata attrazione e la tentazione di

ricominciare la vostra storia sarà fortissima, perché avvertirete nuovamente tutta la passione, l’energia e

la sensualità ad essa associata.

LAVORO

Nel lavoro le soddisfazioni saranno tante, grazie alla vostra tenacia e costanza.

Il grande trigono di Marte sarà il vostro asso nella manica, l'angelo custode e il coach di impegno,

astuzia, lucidità, abilità. Non dimenticate l’energia solare che riscalda il vostro temperamento e che vi

rende vincenti


O R O S C O P O E B A L L O

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AMORE

Potrà succedere davvero di tutto. Travolti da una grande passionalità, sull'onda di un'esuberanza

incontenibile, vi lascerete trascinare da una gioiosa bufera di sensazioni e di sentimenti. Se siete

innamorati e ricambiati, la settimana sarà quanto mai consolante, anzi esaltante a dirla tutta.

LAVORO

Qualche problemino non mancherà, vi sentirete sotto pressione, costretti a vivere in un certo modo, o

secondo una certa immagine, la cosa non vi piace, e lo direte apertamente. Dopo alcune negoziazioni,

raggiungerete un compromesso e tutto andrà bene.

AMORE

Vi lascerete tentare dal gusto pungente dell'avventura, qualunque sia la vostra condizione sentimentale.

La settimana sarà maliziosa, nei vostri confronti! Alimenterà, polemiche e malumori di coppia, giusto

quanto basta per darvi la giustificazione che aspettate.

LAVORO

L'intraprendenza sarà al massimo, magari anche troppo, in talune circostanze, al punto di agire

affrettatamente, senza aver valutato tutti gli aspetti della situazione. Potreste trovarvi di fronte a ostacoli

imprevisti. Venere vi aiuterà e favorirà i vari sincronismi, utili per il vostro lavoro.

AMORE

Buon compleanno cari amici, vi attende un mese caldo e luminoso, la passione farà palpitare i vostri

cuori e riempirà gli animi di dolcezza. Riuscirete a essere perfettamente in sintonia con chiunque, pronti

a dimostrare solidarietà e comprensione e figuriamoci con la persona che amate!

LAVORO

Sarete determinati e volenterosi,vi renderete conto che il vostro lavoro è proprio ciò che volete, vi

sentirete soddisfatti giorno dopo giorno anche quando la sera non vedete l’ora di sdraiarvi sul divano.

Mercurio sarà sempre pronto a darvi una grande mano, rendendo il cervello molto attivo.

AMORE

Un momento intrigante non è bastato a farvi prendere fuoco ma non rimpiangetelo troppo, c’è già

qualcos’altro all’orizzonte, forse avevate semplicemente mal calcolato l’intensità del rapporto che stavate

vivendo, siate più riflessivi. L’irascibilità spesso vi prende la testa e vi fa sfumare grandi occasioni.

LAVORO

Sarete estremamente critici anche nei confronti del vostro lavoro, sarà forse la situazione che state

momentaneamente vivendo o il dubbio che siate poco soddisfatti del vostro lavoro. Non vi agitate

troppo poi prenderete una decisione importante.

AMORE

Farete incontri interessanti ma nessuno vi sconvolgerà il cuore. Forse l’amore ora è l’ultima cosa a cui

state pensando, attenti però a non renderlo troppo noto al vostro partner altrimenti finirete il mese da

single. Il troppo interesse alla professione allontana gli affetti.

LAVORO

Ci saranno opportunità di carriera a cui vorrete dare seguito e avrete in programma di posizionarvi due

o tre gradini più in alto sulla scala del successo. Deciderete di mettere al primo posto il lavoro e, solo nel

caso avanzasse un po’ di tempo, vi concederete a nuove emozioni.

AMORE

A volte la passione può essere così forte da lasciare senza parole, oppure si può essere così

intensamente coinvolti, da non riuscire a descrivere. Vi state impegnando al massimo per migliorare le

cose tra voi e il partner. Eros di primissima qualità!

LAVORO

Vi ritroverete inaspettatamente molto soddisfatti del vostro lavoro; forse avete trovato la giusta chiave

per viverlo in mondo positivo e renderlo interessante.

Apprezzeranno la vostra creatività e sarà anche ben retribuita. Per Voi sta iniziando un periodo molto

prospero e ricco di opportunità

AMORE

Libertà ed entusiasmo sono due concetti fondamentali! Vi piace poter fare quello che volete, con una

storia d’amore che sarà appassionata e, al tempo stesso impulsiva, ma quando minaccerà la vostra libertà,

ecco che suonerà subito il campanello d’allarme.

LAVORO

Se lavorate in gruppo e avete un'attività che vi mette a contatto con il pubblico, tenete saldi i nervi e non

cedete alla tentazione dell'ira. Qualcuno sta cercando di provocarvi, non fate il suo gioco! La settimana è

complicata anche per chi ha un'attività a conduzione familiare.


G A D G E T E B A L L O

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Pensiero del mese

DI FRANCESCA MEUCCI - DIRETTRICE DI SOLOMENTE

WWW.SOLOMENTE.IT

L'arrivo di novembre porta con sé giornate più corte, colori

ambrati, foglie che cadono, aroma di caldarroste, odore di

legna che arde, tramonti che si tingono di rosso, temperature

che inducono a scaldarsi. Tutto sembra rallentare. Avresti

voglia di andare a vedere un bel film, o uno spettacolo, un

concerto. Avresti voglia di una cena fuori. Oppure avresti

voglia di fare due chiacchiere con gli amici davanti a un

camino acceso con un bicchiere di vino rosso e qualcosa da

spizzicare. Avresti voglia di accendere candele e ascoltare

buona musica in compagnia. Magari poi anche ballare.

Avresti voglia di abbracci, ah quanto ti mancano gli abbracci!

Questo è quello che hai sempre fatto, questo è quello che

speravi potessero anche fare i tuoi figli. Ma gli amici puoi

vederli o sentirli solo via smartphone e comunque se li

incontri dal vivo mezza faccia è coperta. Fuori, dopo il

tramonto, al massimo puoi frequentare il supermercato. E

che fai? Cosa ti resta? Arrivi a casa, togli la mascherina,

accendi le candele, bevi il tuo drink e ascolti la tua canzone

preferita a tutto volume, per rimanere in tema potresti

scegliere November Rain.... Improvvisamente torna il buon

umore, ritrovi il tuo tempo e dimentichi il mondo sospeso che

c'è fuori. E sai che prima o poi potrai abbracciare senza

paura.

https://www.solomente.it/


N o v e m b e r 2 0 2 0

F R E E P R E S S O N L I N E n o n r e g i s t r a t a D I R E T T A D A F A B R I Z I O S I L V E S T R I - S E G R E T E R I A D I R E D A Z I O N E P I N A D E L L E S I T E - T U T T O B A L L O 2 0 @ G M A I L . C O M - e d i z i o n e " S t e f a n o F r a n c i a E n j o y A r t "

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