Giornale dei Navigli n. 40 - 13 novembre 2020

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Giornale dei Navigli n. 40 - 13 novembre 2020

Anno 8 •numero 36 • 13 Novembre 2020

gior naledeinavigli.it

Centro Veicoli

Commerciali e Industriali

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merbag.it

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Venerdì 13 Novembre 2020

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Venerdì 13 Novembre 2020 LA TERZA 3

SPUNTI DI SOPRAVVIVENZA

Coronavirus | L'esperto Bonanni: impariamo dalla

Spagnola, e fermiamo i veri diffusori

Una famiglia alle prese con l'epidemia di Spagnola

del 1918 - Wikimedia commons

(dad) Cosa si deve aggiungere? Nulla.

C’è proprio tutto in questa ottima intervista

uscita su Avvenire.it, di cui vi

riportiamo alcuni passaggi. Mentre le

città tornano in silenzio, e proprio il

“suono di quel silenzio” alimenta la

nostra angoscia o, in alcuni casi, l’ulteriore

voglia di negare tutto quanto,

noi possiamo capire innanzitutto il

nocciolo del problema, e successivamente

fare molto. Tutto quel che è

necessar io.

Andrea Demarchi

“Un po’ è colpa anche di voi giornalisti,

che volete il virologo con la

sfera di cristallo. In realtà sul futuro

di questo virus sappiamo ben poco,

per prevedere cosa avverrà è più

utile buttare l’occhio al passato”. Capovolge

la prospettiva, Paolo Bona

n n i , professore ordinario di Igiene

all’università di Firenze, esperto

proprio nelle dinamiche di diffusione

dei virus che hanno incrociato

i destini dell’umanità. Insomma, andare

a vedere “c o m’è andata”le altre

volte ci può (poteva) insegnare come

agire in tempi di Covid, magari

senza ripetere gli stessi errori.

Invece di cercare di indovinare, meglio

quindi guardare le antiche pandemie?

Con tutte le dovute differenze,

molte indicazioni il passato le dà. Sul

Sar-CoV2 sappiamo ancora troppo

poco, io resto sempre colpito quando

vedo buttare lì certezze granitiche,

tipo in che giorno raggiungeremo

il picco: sono così tanti i

fattori che non conosciamo, che

ogni previsione può essere smentita

clamorosamente, e purtroppo lo abbiamo

visto. Ecco perché è importante

non dare false certezze e imparare

dal passato: lo dicevamo quasi

tutti che ci sarebbe stata una seconda

ondata, e chi tra i miei colleghi

lo ha negato... ora fa una conversione

a 180 gradi.

La Spagnola di cento anni fa era l’ul -

tima grande pandemia ad aver colpito

l’Occidente. Ci sono analogie?

Intanto sono impressionanti le

corrispondenze dei mesi: la prima

ondata della Spagnola in Italia infuriò

proprio in aprile e maggio, poi a

ottobre/novembre si affacciò la seconda

ondata, peggiore della prima.

Da qualche parte arrivò anche una

terza ondata più debole, ad esempio

in Spagna. È molto istruttivo anche

vedere che le strategie efficaci per

difendersi dal contagio erano le stesse

di oggi: se guardiamo le foto sui

giornali dell’epoca medici e infermieri,

ma anche la gente comune,

indossavano la mascherina, tenevano

il distanziamento e usavano

disinfettanti in abbondanza,

proprio le tre

regole che tuttora, se le

avessimo rispettate, ci

avrebbero protetti perfettamente.

Inoltre era proibito

andare in giro e tantissime

attività furono

chiuse, il lockdown lo hanno

inventato un secolo fa.

Allora gli scienziati non

avevano cognizione di cosa

fosse un virus, quello

influenzale sarebbe stato isolato solo

dieci anni dopo, negli anni ’30,

però avevano capito come si trasmetteva

e quindi le modalità per

rallentarlo o bloccarlo.

Anche nei movimenti di massa

ci furono analogie con quanto

accade oggi?

È interessante: pure un secolo fa

c’erano negazionisti, terrorizzati e

complottisti. Era appena finita la prima

guerra mondiale e i complottisti

de ll’epoca sostenevano con forza

che a diffondere il morbo erano stati

i tedeschi, che con le loro navi avrebbero

spruzzato lungo le coste degli

Stati Uniti la malattia.

Sembrano proprio le bufale odierne

delle “scie chimiche”e di altri

complottismi…

È molto più rassicurante ritenere

che la colpa sia di qualcuno che

agisce per cattiveria piuttosto che

pensare che la natura crea fenomeni

imprevedibili e incontrollabili. Tutti

i negazionisti –del Covid come della

peste nel Manzoni – in realtà incarnano

l’estremizzazione della

paura: il terrore è tale che fa più

comodo pensare che il fatto non

esista, è un meccanismo ben noto

agli psicologi. Ed è però anche segno

della stanchezza delle persone di

fronte a una seconda ondata: all’inizio

va bene anche fare l’i m ma n e

sacrificio del lockdown, ma poi il

ripetersi della stessa situazione psicologicamente

sconvolge, quando la

cosa sembrava finita è ripartita.

Qual è il compito dei media in

un momento in cui tanto dipende

dai comportamenti della gente?

Fare un’informazione corretta e

non sensazionalistica. Per mesi abbiamo

sentito dare una conta quotidiana

dei nuovi positivi, 1.000,

3.000, 10.000, con magico calo nei

fine settimana e rialzo il lunedì: il

dato dei positivi se è avulso dal numero

dei tamponi fatto quel giorno

non ci dice se l’epidemia si sta

espandendo, crea solo semplificazioni

controproducenti. Altro errore

è volere a tutti i costi i virologi tuttologi.

Io sono medico di sanità pubblica

ed epidemiologo, non studio

c o m’è fatto il virus ma come si diffonde

e quali sono le misure per

metterlo sotto controllo. Ho visto

una gustosa vignetta con la raccolta

di figurine dei “virolo gi” su l l’a l bu m

Panìni al posto dei calciatori, questo

la dice lunga. Infine l’infor mazione

non deve decontestualizzare, altrimenti

travisa. Un esempio? Ha ragione

il virologo Palù quando dice

che su 100 contagiati il 95% sono

positivi asintomatici o paucisintomatici,

però manca il passaggio più

importante, cioè quel 5% che finisce

in ospedale e in terapia intensiva:

non ci preoccupano i positivi,

ci preoccupa che più aumentano

loro più aumenta la frazione di

chi viene ricoverato, così la tenuta

del sistema sanitario crolla e i decessi

crescono. Se quel 5% viene

minimizz ato, il risultato è quello

che vediamo ovunque: gruppi di

adulti che fumano davanti al bar con

la mascherina abbassata! Da epidemiologo

mi fa rabbrividire, vorrei

vedere la polizia dare multe: ma come,

mandiamo sul lastrico ristoratori

o negozianti corretti che hanno

applicato i protocolli e non hanno

trasmesso il contagio, e poi manca la

repressione dei veri diffusori? Pensando

a quali sono le modalità di

trasmissione del coronavirus, è chiaro

che chi non ha seguito alla lettera

le tre regolette sufficienti a fermarlo

è stato la causa di questa ricaduta.

Le vogliamo ripetere, allora?

Mani costantemente disinfettate,

distanziamento, e mascherina sul

naso: è così difficile capire che respiriamo

col naso, e quindi è dal

naso che il virus entra ed esce?

La Spagnola scomparve improvvisamente

da sola, possiamo sperarlo

per il Covid?

Il Covid per ora ha fatto poco più

di un milione di morti nel mondo, la

Spagnola ne fece 40/50 milioni e

proprio a causa di tanta mortalità si è

esaurita: non possiamo permettercelo.

I virus sono talmente imprevedibili

che c’è sempre la possibilità

che il Covid scompaia per cause naturali,

ma la speranza più concreta è

che arrivi un vaccino capace di dare

un’immunità abbastanza lunga nel

tempo. Però ci vorranno molti mesi

… sempre che tutto vada bene.

Il virus della Spagnola era diverso

dal Sars-CoV2?

Completamente, non era un coronavirus

ma un virus influenzale,

come tutte le pandemie del ‘900.

Anche per questo il Covid ci ha presi

alla sprovvista, perché noi pensavamo

che le pandemie fossero tutte

da influenza. Il Sars-CoV2 invece è

un cugino della Sars del 2003, meno

cattivo ma si adatta molto meglio

alla specie umana e questo lo rende

più pericoloso. La Sars quelli che

colpiva li uccideva nel 10% dei casi

però si trasmetteva difficilmente, così

infettò 10mila persone in tutto; il

Covid ha già infettato almeno 50

milioni di persone: è vero che ha una

letalità bassa, ma una percentuale

piccola su un numero grande fa un

numero di morti enorme. Va detto

poi che la Sars incontrò sulla sua

strada l’infettivologo eroe Carlo Urbani

che, pur di impedire a quel

coronavirus di diffondersi nel pianeta,

ha dato la vita e lo ha davvero

fermato: con quel 10% di mortalità,

prima di auto esaurirsi la Sars avrebbe

fatto strage.

Il tracciamento di tutti i contatti fatto

immediatamente da Urbani a partire dal

“caso zero”è un’altra lezione che questa

volta il mondo ha dimenticato?

Ci vorrebbe sempre un’atte n z i o n e

preventiva a questo tipo di fenomeni,

ma purtroppo anche il nostro

Paese per venti anni ha smantellato

la sanità territoriale, il vero presidio

che ci permette di controllare la situazione.

Occorre avere in campo

professionisti in numero sufficiente

– sto parlando di dipartimenti di

prevenzione e medici di medicina

generale – che possano fare i tracciamenti,

mettere le persone in isolamento

e verificare tutto quello che

succede, se no la gente si riversa

su l l’ospedale: non a caso la Lombardia

che li ha depotenziati più

degli altri si è trovata con un guaio

grosso. Guardiamo invece cosa succede

in Estremo Oriente: lì il sistema

di controllo è capillare e infatti ne

sono usciti.

A gennaio abbiamo anche fatto orecchie

da mercante a un passato molto

recente, quell’epidemia che in Cina faceva

già enormi danni.

Sarebbe bastato guardare cosa avveniva

lì per capire che sarebbe accaduto

anche qui. Invece ci siamo

illusi, basti dire che all’inizio era

dato come criterio di fare i test solo a

chi fosse andato in Cina, così il virus

è arrivato sotto traccia e quando è

esploso a Codogno ormai era tardi.

La stessa Oms diceva che non c’e ra

alcuna emergenza, insomma, si era

tutti presi da una sorta di pregiudizio

ottimistico perché è difficile aprire

gli occhi su una realtà che non si

vuole guardare. Questa crisi ci ha

fatto capire che anche l’O ccidente

supertecnologico e superscientifico

soggiace a cose che ci sfuggono totalmente

ed è in balìa della natura…

La storia ce l’aveva insegnato, ma

appena una bufera è passata si fa

presto a dimenticare. Psicologicamente

è normale, negli Stati Uniti

degli anni ’20, finita la terribile Spagnola,

c’era un’euforia incredibile e

si fecero festeggiamenti lunghissimi,

come dopo ogni guerra. Sicuramente

succederà anche a noi quando

potremo tornare a socializzare e a

rivedere le persone!

Noi siamo la società della pillola per

avere tutto e subito: successo, memoria,

efficienza, salute. La pandemia ci

costringe invece a lunghe rinunce, persino

a sacrifici utili agli altri. Anche per

questo ci mette in crisi?

Siamo un po’diseducati a un comportamento

che sia socialmente utile,

siamo molto individualisti, dire

che tu per tutelare gli altri devi sottometterti

a determinati comportamenti

è politicamente scorretto.

D’altra parte l’educazione civica è

stata espulsa da scuola, e per paradosso

ci si disinteressa del prossimo

al punto da arrecare danno

anche a se stessi, il discorso delle

mascherine abbassate o degli assembramenti

serali è emblematico.

La conseguenza? Tutti costretti a

nuove chiusure per il comportamento

di pochi.

Intervista completa

di Lucia Bellaspiga su avvenire.it

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Venerdì 13 Novembre 2020

Per partecipare attivamente alla rubrica scrivi a: renato.comunicazione@gmail.com

CRONISTA IN LIBERTÀ

Alessandra: “Da grande farai grandi cose...

E tu cosa ne sai ?

(rec) Per chi conosce Ale s-

sandra Avantaggiati sa già

che "tradurla" è simpaticamente

impossibile. Per chi

non la conosce, dico che

almeno una volta nella vita

dovreste incontrarla per scoprire

che con lei tutto è

contrario di tutto, ovvero tutto

è possibile… o no?

Anticonformista con i

conformisti e conformista

con gli anticonformisti, una

nuova categoria umana del

"fai da te" e, per restare in

famiglia, si potrebbe classificare

come parte degli

AVANTAGGIATI (ma ancora

non lo sa). Ecco, c'è chi

sceglie, sempre per te. Alessandra,

29 anni, vive con

una forte e dirompente personalità,

vive con la malinconia,

compagna fedele

della sua vita. Vive in tempi

moderni come in un'altra

epoca: quella del romanticismo.

Nel frattempo si

lascia alle spalle un passato

pieno, delle scelte che altri

hanno fatto per lei, cerca un

futuro, il suo

futuro ideale:

quello dove

nessuno le dica

cosa fare o

non fare.

Questo desiderio

ha una

verità nascosta.

Non male.

Non male?

Laureata in economia gestione

d'azienda, le risorse

umane sono il suo mondo

e, per raccontarlo, si prende

continuamente in giro. Iniziamo

l'intervista con il suo

sguardo da sociologa ma

poi la mascherina (Covid

permettendo) viene giù. Incontriamo

il suo vero volto

umano in tutta la sua disarmante

e voluta incomprensione

di sè.

Allora, Alessandra hai

fatto per caso il liceo?

Sì, mi hanno fatto fare il

liceo scientifico. Io avrei voluto

fare l'artistico, visto che

però ero una capra (da intelligente)

preferivo la compagnia

allo studio. Mia madre,

consigliata da un'amica,

certamente consigliata

da altra amica, ha deciso

per me. Hanno scelto una

scuola privata, dicevano

che quella scuola era adatta

agli introversi come me. Capito?

Introversa?! Non ero

di certo malata, nel mio

angolino stavo bene. Perché

alzarmi dal mio "angolino

di vita" che mi rendeva me

stessa? E poi, per andare

dove? Dove tutti erano

identici? Se mi dovevo alzare

dal mio angolino, non

volevo finire nella mischia

generale. Non volevo quella

scuola, in realtà da sempre

non volevo che gli altri decidessero

per me e alla fine

per troppi anni li ho lasciati

vincere sulla mia idea. Tutto

questo non mi piaceva

per niente. Ritornando al

liceo, ho fatto i primi tre

anni da incubo ma poi è

scattato qualcosa, quella

scuola ha cominciato a piacermi

e, ti dirò, mi sono

scoperta pure brava. Ho

scoperto la letteratura e gli

ultimi anni li ho fatti volentieri.

Certo, sono stata

pure brava a resistere ai

primi tre. Dopo il liceo,

eccomi all'università, ancora

una volta qualcosa e

qualcuno decide per me,

speriamo che non sia così

per tutta la vita... Volevo

fare Scienze e Tecnologie

ambientali e mi sono ritrovata

a fare Sociologia del

Lavoro, facoltà di Economia

e Sociologia dove c'era di

mezzo la gestione delle risorse

umane.

Alessandra, a caso o non

a caso, com'è andata all'univ

ersità?

Diciamo non a caso. Tre

anni di sociologia del lavoro

sono stati bellissimi, nel

frattempo facevo tantissime

altre cose: lavoravo, non a

tempo pieno, in un call

center, in pizzeria tutte le

sere facevo la cameriera,

poi nella formazione. Anni

bellissimi, ero contenta, facevo

già una vita da adulta

perché con i miei coetanei

non ci stavo mai, ero tranquilla

e contenta, ma, visto

che non mi bastava mai, ho

detto: “Vabbè, ormai Sociologia

del Lavoro la mastico

bene, andiamo a fare

qualcos'altro e mi sono

iscritta alla magistrale in

Economia a Piacenza (faticosamente

da pendolare)

perchè a Milano il numero

era già chiuso. Poi per fortuna

il secondo anno ho

trovato lavoro e quindi andavo

lì solamente a fare gli

esami. La cosa positiva è

che se io non fossi mai

andata a Piacenza non avrei

mai iniziato a lavorare in

Micros oft...

Intervista completa su

giornale deinavigli.it

C ro n i s t a I N L i b e rt à

a cura di Renato Caporale

Le nostre sedi e i nostri orari

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Venerdì 13 Novembre 2020 C RO N AC A 5

EMERGENZA CORONAVIRUS

Cala solo l’incremento settimanale, ma ancora tanti i casi in

tutto il sud Milano: la situazione aggiornata al 10 novembre

SUD MILANO (dad) La crescita

anche sul nostro territorio

prosegue impetuosa, anche

se ci sono timidi segnali di

rallentamento dell’i n c remento

settimanale dei nuovi

casi. Non ha più andamento

esponenziale, ci dicono gli

esperti, ma la crescita è ancora

robusta, e questo causa

una fortissima pressione sugli

ospedali. Se infatti è vero

che solo un 5% circa dei contagiati

richiede un ricovero

ospedaliero, appare abbastanza

lampante che questa

percentuale, su numeri così

grandi, metta in seria difficoltà

il sistema sanitario. E,

vogliamo ricordare l’ov v i o,

non ci si ammala solo di

Covid, gli ospedali servono

per tante altre patologie.

I Comuni del sud Milano

proseguono quindi nella

brusca impennata di nuovi

casi e, di conseguenza, numeri

impressionanti di ricoverati.

Ecco i dati, aggiornati

all’ultima ora rispetto

a l l’invio in stampa del giornale,

ben consci che già saranno

numeri “sup erati”

una volta che il giornale finirà

nelle vostre mani.

I numeri nel sud Milano, Comune

per Comune:

Assag o: 147 attualmente

positivi, di cui, 135 positivi al

domicilio, 9 ricoverati, 3 dec

e ssi

Basig lio: 133 attualmente

positivi a domicilio, 4 ricoverati.

13 decessi da inizio

pa n d e m ia.

Binas co: 104 attualmente

positivi, 9 ricoverati.

Buccinas co: 391 attualmente

positivi, 17 ricoveri.

18 decessi totali. 241 le persone

in quarantena a casa

per avuto un contatto strett

o

Ċas arile: 46 casi accertati,

54 in quarantena domiciliare

(“stretto contatto”)

Cesano Boscone: 417 casi,

di cui 1 ricoverati.

Corsic o: 536 casi attualmente

positivi, di cui 48 ricoverati

e 440 in quarantena

domiciliare. Da inizio pandemia

si contano 1.141 casi

totali e 540 guariti. Purtroppo

sono 65 i decessi.

Cusag o: 86 contagi, 12

guariti, 72 persone in quarantena

domiciliare, 2 ricove

rat i .

Gagg iano: 139 contagiati

di cui 4 ricoverati, 15 decessi

da inizio pandemia.

Lac chiarella: 200 persone

positive al domicilio, 48

guariti e 13 ricoverati.

Locate di Triulzi: 90 nuovi

casi, di cui 5 ricoverati

Meleg nano: 379 positivi,

di cui 16 ricoverati, 33 dimessi,

8 decessi dal 15 otto

b re.

Nov ig lio: 64 positivi, 107

persone in quarantena domiciliare

(“stretto contatto”)

e 1 nuovo decesso.

Op era: 72 positivi in quarantena,

13 ricoverati, 18 decessi

da inizio pandemia.

Pieve Emanuele: 133 positivi,

di cui 8 ricoverati, 17

decessi da inizio pandemia.

Rozz ano: 449 contagiati,

51 persone guarite, 38 dimessi

dalle strutture ospedaliere,

33 ricoverati, 290

persone in isolamento domiciliare,

38 decessi.

San Donato Milanese:

373 in cura o in quarantena

al domicilio, 27 ricoverati e

43 decessi totali.

San Giuliano Milanese:

attualmente 568 casi positivi

(di cui 35 ricoverati) e 64

decessi totali.

Trezzano sul Naviglio:

423 positivi, di cui 79 guariti,

15 ricoverati, 320 al domicilio,

9 decessi.

Zibido San Giacomo (al 2

nov embre): 55 attualmente

positivi, di cui 2 ricoverati e

199 in quarantena da “st re t -

to contatto”.

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CRONACA Venerdì 13 Novembre 2020

SUD MILANO

Studenti dell’hinterland esclusi da alcuni

licei milanesi, i sindaci protestano

TREZZANO SUL NAVIGLIO (ces)

La decisione della dirigente

s colastica Milena Mammani

del liceo classico Manzoni

di Milano aveva sollevato

proteste e polemiche.

La preside, infatti, in risposta

alla diminuzione

delle classi prime a causa

del covid, aveva deciso, pochi

giorni fa, di limitare le

iscrizioni solo ai residenti

nel centro di Milano con la

media del 9. Una lesione del

“diritto allo studio”, hanno

protestato i comitati studenteschi,

tanto che la preside

è stata costretta a rivedere

la decisione. I criteri

di ammissione saranno

quindi rivisti.

Dalle iscrizioni restano esclusi

gli studenti dell’hinterland

Ma il criterio

territoriale, con

ogni probabilità,

rimarrà lo stesso

che vige da tempo:

sono esclusi

gli studenti

d e l l’h i nte rla n d

che hanno la

possibilità di

iscriversi al blasonato

liceo

classico solo se ci saranno

posti liberi nelle graduatorie

finali. Una scelta che

non piace ai sindaci del Sud

Milano che hanno deciso di

mandare una lettera alla dirigente

scolastica e di sollevare

l’attenzione su

un’esclusione che vige anche

in altri istituti.

La lettera dei sindaci

“Condividiamo la ferma

contrarietà alla limitazione

della libertà di scelta e di

opportunità nei confronti di

studenti residenti al di fuori

di un certo ambito territoriale.

La diffusione

d e l l’individuazione di criteri

di tipo territoriale e

meritocratico basati su giudizi

soggettivi preoccupano

i nostri Enti e le nostre

c o mu n i t à ”, scrivono i sindaci

Rino Pruiti ( Co mu n e

di Buccinasco), Simone Negri

(Comune di Cesano Boscone),

Stefano Ventura

(Comune di Corsico), S ergio

Perfetti (Comune di

Gaggiano) e Fabio Bottero

(Comune di Trezzano sul

Naviglio). “Riteniamo fondamentale

che sia garantito

un reale diritto al percorso

di studi per le ragazze e i

ragazzi dei nostri comuni

secondo la loro personale

vocazione, così come sancito

dalla Costituzione”.

La presa di posizione del Consiglio

comunale di Trezzano

sul Naviglio

Anche il Consiglio comunale

di Trezzano sul Naviglio

si è espresso in merito

con un apposito ordine del

giorno discusso e approvato

a l l’unanimità nella seduta

dello scorso 3 novembre.

Nella lettera i sindaci esprimono

anche la loro assoluta

gratitudine nei confronti

della dirigenza, dei professori,

di tutto il personale

scolastico e dei genitori per

il lavoro fondamentale svolto

nell’ambito scolastico.

CESANO BOSCONE

Funghi velenosi: “Un caso di

avvelenamento che ha richiesto

il trapianto di fegato”

CESANO BOSCONE (dfg) La comunicazione

arriva direttamente

dal sindaco Sim on e

Ne gri: “Mi segnalano il caso

di un grave avvelenamento

da funghi al quartiere Tessera

che ha richiesto il trapianto di

fegato. Stando a quanto mi

hanno riportato, i funghi sarebbero

stati raccolti proprio

in quartiere”. Funghi non

commestibili, velenosi, che si

trovano spesso nelle aiuole

pubbliche.

Simili agli champignon

Alla vista, assomigliano a

grandi champignon, ma celano

dietro il loro aspetto rassicurante

la certezza di essere

velenosi e pericolosi. Non è

infatti raro, in periodo autunnale,

che la causa di avvelenamenti

e, purtroppo, di

alcuni decessi, sia l’incauta

operazione di raccogliere

funghi e mangiarli senza avere

la certezza che siano commestibili

.

Il monito del sindaco

“Mi spiace molto per la

persona coinvolta e mi auguro

di cuore che possa uscire

da questa brutta avventura

al più presto”, aggiunge il sindaco

che sottolinea “l’estre -

mo pericolo legato ai funghi:

comprateli da rivenditori sicuri

e certificati, evitate di

raccoglierli a meno che non

siate grandi esperti. Di certo,

non raccoglieteli a Cesano”.

Anche altri sindaci hanno fatto

lo stesso appello, per scoraggiare

i raccoglitori di funghi

improvvisati.

E c’è anche, sui social, chi

propone un’altra riflessione:

“Non è solo rispetto per la

propria salute e vita, ma anche

per quella degli altri –

commentano gli utenti –. Un

gesto sconsiderato può privare

di un trapianto chi

aspetta da tanti anni un orga

n o”. Esiste un Servizio di

ispettorato micologico alla

Ats, ma considerata la situazione

epidemiologica e le difficoltà

del sistema, il controllo

dei funghi deve essere effettuato

esclusivamente previo

appuntamento. Meglio,

per chi non è esperto, evitare

di raccogliere funghi potenzialmente

mortali.

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Venerdì 13 Novembre 2020 7

L’INTERVISTA

Lo shopping mall stava preparando un Black Friday importante, ma ci saranno nuove sorprese

«Resistiamo e guardiamo al futuro»

Pizzagalli: «Oriocenter è uno dei pochi luoghi in cui in questi mesi si è respirata aria di normalità. Una città deve infondere serenità»

BERGAMO (rmj) Periodo strano, in

cui fare progetti è diventato difficile,

in cui ogni tentativo di riorganizzarsi

e di rilanciarsi corre il

rischio di naufragare a seconda

delle notizie in arrivo da Palazzo

Chigi. Un periodo in cui però ci si

aggrappa ai risultati degli anni passati

e alle intuizioni per sfruttare i

pochi margini che la situazione concede.

Oriocenter in questo senso

ha saputo fino a ora reggere l'urto.

Gli sforzi accumulati negli anni hanno

permesso di cadere sul morbido,

la progettualità l'ha fatta nuovamente

da padrone, con iniziative

mirate a attutire la caduta e in

alcuni casi a rilanciare le attività nei

mesi di relativa tregua tra un'ondata

e l'altra. Prima del decreto di

mercoledì notte, che ha di fatto

tagliato le gambe a qualunque iniziativa

in Lombardia, Oriocenter si

apprestava ad annunciare una

grande operazione di rilancio, che

avrebbe dovuto trasformare novembre

in una sorta di black friday

perenne.

L'obiettivo era quello, ovviamente,

di foraggiare quelle attività, tra le

280 presenti in galleria, che più di

altre stanno sentendo gli effetti di

lockdown, chiusure anticipate e restrizioni

varie. La situazione dei

contagi, comunque già sotto gli

occhi di tutti, ha in ogni caso imposto

a Oriocenter di preparare un

piano alternativo, nel caso – come

poi è accaduto –arrivassero nuove

chiusure o limitazioni. Di questo se

ne parlerà nei prossimi giorni. Nel

frattempo il direttore Ruggero Pizz

a ga l l i ci ha raccontato, complessivamente,

la situazione di Orioc

e n t e r.

Direttore, come sta il centro

c o m m e rc i a l e ?

«Continuiamo a resistere, anche

se così è abbastanza frustrante,

nel senso che non si fa in tempo a

pensare a operazioni di rilancio che

già si deve fare i conti con un nuovo

decreto. Penso sia così per tutti,

ma questo significa molto spesso

lavorare senza raccogliere nulla. In

ogni caso è giusto che la salute

pubblica sia prioritaria in questo

momento, anche se la pioggia di

decreti prima di arrivare alla chiusura,

a nostro avviso, non ha giovato

a nessuno».

Come avete affrontato la prima

ri a p e rtu ra ?

«Innanzitutto investendo molte

forze per fare in modo che la struttura

fosse pronta a gestire un flusso

di persone che, senza adeguati

controlli, eravamo consapevoli potesse

rappresentare un rischio. Gli

spazi sono costantemente igienizzati,

c'è gel disinfettante a disposizione

di tutti praticamente ovunque,

ci sono addetti alla sicurezza

che hanno il compito di controllare che

tutti rispettino le misure di sicurezza,

distanziamenti, mascherine. Poi abbiamo

cercato di venire incontro ai nostri

commercianti e ai nostri clienti con

alcune iniziative e concorsi a premi che

un po' hanno contribuito a rilanciare le

attività in difficoltà. Prima della seconda

ondata e delle nuove chiusure ci

Una proposta di matrimonio in galleria

B E RG A M O (rmj)Un momento di

serenità tra un uragano e l'altro:

Alessandro Nota, medico di Treviolo

originario di Salerno, ha chiesto

a Monica, la sua fidanzata, di

sposarlo. E lo ha fatto con un

flashmob organizzato di fronte al

cinema Uci di Oriocenter, nel pomeriggio

di sabato 17 ottobre.

Una proposta in grande stile, organizzata

in collaborazione con

una scuola di ballo milanese, la

Contaminart di via Pestalozzi: «Mi

sono messo in contatto con loro a

luglio - racconta Alessandro - e ho

organizzato tutto in questi mesi. È

stato molto faticoso e ho dovuto

raccontare bugie su bugie a Monica».

Per esempio: «Per fare in

modo che lei non sospettasse

nulla - spiega divertito Alessandro

- mi inventavo di dover andare a

fare delle ecografie o di dover

passare intere giornate in ambulatorio,

oppure di dover andare

all’Ikea a comprare i mobili per la

Sono ore complicate, in cui a Oriocenter come nel resto di Italia si

inseguono le disposizioni in arrivo da Palazzo Chigi e bisogna dedicare

innumerevoli sforzi a interpretare i decreti e capire quali misure dovranno

essere attuate, quali orari seguire e quali decisioni prendere in generale

per capire i negozi che potranno rimanere aperti. L'unico modo per

rimanere aggiornati in tempo reale e essere sicuri è affidarsi

al sito ufficiale di Oriocenter e ai canali Facebook e Instagram, dove

verranno riferite tutte le comunicazioni legate a chiusure e eventuali

eccezioni. Al momento l’unica certezza sembra essere che

l’Ipermercato, la parafarmacia e i negozi di prima necessità rimarranno

aperti a prescindere, come del resto era accaduto a marzo

nostra casa. Poi magari tornavo

davvero con i mobili, però nel

frattempo passavo da Milano per

fare le prove del flashmob».

E così, sabato 17, Monica è arrivata

a Oriocenter accompagnata

da un’amica, complice dello sposo

ovviamente, e giunta nei pressi

del cinema si è imbattuta, ancora

ignara, nei ballerini della

scuola, che hanno iniziato a fare

freestyle, avvicinandosi sempre

di più a lei. A un certo punto,

alcuni ballerini hanno cominciato

a danzarle attorno e dalle casse

allestite nel punto del flashmob è

partita Marry You di Bruno Mars.

Durante la canzone Monica è stata

raggiunta da Alessandro prima,

e dalla sorella Chiara, che Monica

non vedeva da agosto; infine sono

arrivati anche i genitori di lei, e a

quel punto Alessandro si è inginocchiato.

La risposta è la più

ovvia: i due dovrebbero sposarsi il

prossimo 30 luglio.

stavamo riprendendo molto bene, e

vale anche per i negozi che si sono

trovati ad aprire tra maggio e settembre,

che hanno avuto un buon

inizio nonostante il periodo. In generale

quindi questo ci spinge a essere

fiduciosi nonostante le incertezze di

questo momento. Stiamo lavorando

tanto per fare in modo che le disposizioni

del governo vengano rispettate

e per fare in modo che questo pesi

il meno possibile sulla vita futura del

centro. Quello che abbiamo costruito

in questi anni ci sta molto a cuore e

siamo sicuri che riusciremo a uscire da

questo brutto momento tutti insiem

e ».

Qual era stata la risposta dei clienti

dopo la riapertura di maggio?

«Noi dobbiamo solo dire grazie perché

dopo i primi giorni in cui naturalmente

c'era un po' di diffidenza i nostri clienti

hanno sempre dato risposte importanti.

Ci sono state meno persone che

sono venute in questi mesi per fare i

giri dei negozi come eravamo abituati a

osservare, ma il vantaggio di avere così

tante attività diversificate tra loro è che

molti venivano da noi per andare nei

singoli negozi. Anche in questi ultimi

weekend in cui sono rimaste aperte

molto meno della metà delle nostre

attività c'è stata una risposta importante.

Significa che nelle persone è

radicata l'idea che Oriocenter non sia

solo un luogo di svago, ma anche un

luogo molto comodo in cui è facile

trovare quello che si cerca. Tutto questo

ci incoraggia a resistere in questa

situazione difficile, perché se noi riusciamo

a stare in piedi è ovviamente

grazie a chi ha fiducia in noi, clienti e

commercianti in primis».

Oriocenter riuscirà a tornare quella

“città nella città” di cui si è tanto

parlato negli ultimi anni?

«Non ha mai nemmeno smesso di

esserlo. Una cosa che ci hanno detto in

molti è che Oriocenter è uno dei pochi

luoghi in cui in questi mesi si è respirata

aria di normalità. Una città deve

infondere serenità, deve far sentire le

persone accolte. Poche settimane fa

c'è stata una proposta di matrimonio di

fronte all'Uci. Era la prima volta che

succedeva. Lo sposo, un medico, ha

detto che ha scelto di farlo da noi anche

perché Oriocenter era per lui un luogo

di serenità e di pace, in cui è venuto

spesso con la sua fidanzata anche

dopo le fatiche di marzo. Per noi è stata

una bellissima conferma del fatto che

stiamo costruendo qualcosa che va

molto oltre al centro commerciale, e

quello che sta succedendo da noi e nel

mondo in generale non intaccherà

quello che abbiamo fatto fino ad ora»

v


8

CRONACA Venerdì 13 Novembre 2020

NELLA “N U OVA”ZONA ROSSA

Parchi pieni, gente in giro: “Nessun rispetto per le regole”

SUD MILANO (dfg) La situazione

è grave e continuano

a dircelo i numeri, i contagi,

gli ospedali pieni e il

personale affaticato, il 118

che allestisce punti visita

esterni per non affollare gli

ospedali, medici che chiedono

di chiudere tutto perché

allo stremo. Lo dicono

gli esperti, lo dice la realtà

dei fatti.

Ma c’è ancora chi sottovaluta

Eppure, c’è ancora chi

sottovaluta, chi incoraggia

a uscire per

una passeggiata,

chi non

ha ancora capito

che le regole

vanno rispettate

per

la nostra e altrui

salute

(senza neanche

sottolineare

il danno

economico

di un secondo

lockdown).

La domenica di

Milano e hinterland non è

stata così rispettosa delle

regole. La senatrice Lic ia

Ronzull i ha pubblicato sui

social foto e video di “pa r-

chi e piazze piene di imbecilli

non curanti dei divieti

e dei danni che deriverebbero

da un ulteriore

aumento dei contagi. Irresponsabili

poco rispettosi

di tutti coloro che stanno

male e delle attività

economiche costrette a

chiudere. Il sindaco Sala

deve farsi un giro per Milano.

dove sono i controlli?”,

ha sottolineato la vicepresidente

di Forza Italia

al Senato.

Regole poco rispettate anche

nei nostri comuni

Le regole non sono state

rispettate neanche nel Sud

Milano, almeno dalle testimonianze

fotografiche

che immortalano i parchi

pieni di famiglie, ragazzini

in gruppo spesso senza

neanche la mascherina, assembramenti

da evitare insomma.

Le segnalazioni

arrivano da Cesano, da

Corsico, in particolare da

via Cavour piena di gente

che sosta sulle panchine e

si raggruppa vicino alla

fontana; a Buccinasco dalla

zona di via Manzoni, con

i ragazzini fermi sui muretti

e i bambini sui giochi

mentre le mamme si fermano

a parlare sulle panch

i n e.

Il mancato rispetto delle

norme anti covid

C’è anche chi difende i

giovani, “perché costretti

tutta la settimana a casa”,

senza comprendere che la

violazione delle norme penalizza

chi le rispetta e la

tutela della salute collettiva.

C’è chi posta foto di

lunghe passeggiate, incontri,

attività che sono da

evitare perché, secondo il

decreto “si deve uscire solo

per stretta necessità”.

Evitare tutte le uscite

non strettamente necessarie

Si ricorda, infatti,

che nel rispetto della

salute di tutti e della

legge, è concesso fare

una passeggiata vicino

casa, e l’att i v i t à

sportiva è consentita

solo in forma individuale

e sempre nei

pressi della propria

abitazione. Non ci si

può muovere se non

per motivi urgenti, di

salute o di lavoro.

Non si può sostare

CAOS VACCINI

I sindaci della Lombardia scrivono al Presidente Fontana e

all’assessore Gallera: “Intervenire subito, grave disservizio”

MILANO (ces) Una lettera firmata

dai sindaci della Città

metropolitana indirizzata al

presidente della Regione

L ombardia Attilio Fontana

e all’assessore al Welfare

Giulio Gallera. Al centro

della questione, il caos della

somministrazione dei vaccini

antinfluenzali.

Il documento firmato da

numerosi sindaci lombardi

“Vi esortiamo a intervenire

apportando adeguati

correttivi che permettano

l’accesso a questo presidio

sanitario da parte di migliaia

di cittadini, soprattutto

anziani e fragili, della

nostra Città Metropolitana –

scrivono i sindaci –. La vaccinazione,

oltre ad essere

offerta gratuitamente come

di consueto agli anziani, alle

persone appartenenti a

categorie a rischio di complicanze

e affette da patologie

croniche (cardiovascolari,

respiratorie, diabete),

alle donne in gravidanza

e agli addetti ai servizi

essenziali, raccomandata,

in virtù della situazione

emergenziale legata al Covid-19,

anche alla popolazione

pediatrica tra i 6 mesi

e i 6 anni e a tutte le persone

a partire dai 60 anni di età

(anziché i consueti 65). Purtroppo

registriamo che, diversamente

da quanto previsto

dalla circolare ministeriale

non solo la campagna

vaccinale –imp ostata

dalla Direzione Generale

Welfare di Regione Lombardia

ma poi scaricata in

toto sull’Ats – non è partita

ad inizio ottobre, ma risulta

essere incredibilmente in

ritardo, avendo, a distanza

di un mese, coinvolto una

infinitesima porzione dei

possibili destinatari”.

Il rischio

“Negli ultimi giorni, abbiamo

toccato con mano

lacune, anche organizzative,

che a nostro sentire potrebbero

purtroppo inficiare

l’azione vaccinale diffusa

che è richiesta per godere

dei benefici di protezione al

livello vasto della popolazione.

Rischiamo che gran

parte dei pazienti non riesca

a vaccinarsi, mettendo a

repentaglio la salute della

parte più fragile dei nostri

cittadini, creando nuova

confusione per via della

co-circolazione con il Covid-19,

appesantendo il già

gravoso carico dei medici e

delle strutture sanitarie,

proprio nel mezzo della seconda

ondata pandemica”.

L’insufficienza delle dosi

del vaccino

“Da un confronto con i

medici di medicina generale

e suffragati dalle ultime

comunicazioni pubbliche

d e l l’Ordine dei Medici, abbiamo

verificato che tali figure

dispongono al momento

di 50 dosi al massimo

di vaccino, neanche

sufficienti per le categorie

dei pazienti cosiddetti “su-

per fragili”, a fronte di richieste

mediamente di

400-500 dosi a testa. Gli

stessi non hanno inoltre

certezze rispetto alle forniture

delle successive dosi,

rendendo impossibile una

pianificazione adeguata

delle attività connesse e una

gestione ordinata dei paz

i e nt i”. A questo si aggiunge

la “penuria dei medici, aggravata

dai tanti pensionamenti

senza sostituzione

d el l’ultimo periodo e

da l l’indisponibilità di alcuni

di loro. Inoltre, i calendari

vaccinali risultano

“risicati ed è decisamente

limitato il coinvolgimento

delle sedi proposte da noi

sindaci. Il risultato di tale

carente organizzazione è

che molti cittadini non riusciranno

a fissare un appuntamento

e possiamo già

certificare che, nel ristretto

novero di chi è riuscito a

prenotare, a diversi sono

stati prospettati spostamenti

notevoli, in alcuni casi

addirittura in sedi fuori dalla

Città Metropolitana e

molti anziani e fragili non

possono muoversi dal comune

di residenza”.

“Estendere la campagna vaccinale”

I sindaci chiedono quindi

di estendere la campagna

vaccinale alle sedi comunali

individuate e

di prevedere

ulteriori sedute.

Ci sono

inoltre “i n c redibili

difficoltà

che tanti

cittadini stanno

incontrando

durante la

prenot azione,

sia telefonica

che attraverso

nei parchi né fermarsi a

chiacchierare con gli amici.

Il premier Conte ha precisato

che nelle zone rosse,

come la Lombardia, sono

da evitare tutte le uscite

non strettamente necessarie,

per fare in modo che il

virus non si propaghi in

un’area già piegata dall’au -

mento esponenziale dei

pazienti positivi e dei ricover

i.

credit ph. pagina Facebook Nessun Dorma

la piattaforma dedicata. Auspichiamo

che tale problema,

che ci è stato indicato

come “problema tecnico

del portale”dai responsabili

di Asst durante l’Ass emblea

dei Sindaci dell’Asst Melegnano-Martesana,

venga

risolto quanto prima”. In

ultimo, si pone il problema

delle dosi:

“Nelle scorse settimane,

in risposta ai primi dubbi

che abbiamo avanzato rispetto

all’avvio della campagna,

siamo stati tranquillizzati

dalla dirigenza di Ats

Milano Città Metropolitana

che ci ha riferito che a

fronte di 600-650mila pazienti

potenzialmente interessati,

verranno messe a

disposizione circa un milione

di dosi, ma in diverse

tranche. Chiediamo chiarezza

e di conoscere la programmazione

aggiornata

della consegna delle dosi

per meglio supportare i medici

del territorio e dare

indicazioni precise ai citt

a d i n i”.

v


L’

Italia ha cambiato (solo temporaneamente) il proprio

tricolore: solo il rosso è resistito al nuovo

Dpcm e, per chi come noi vive in quelle zone, è

bene che la tv, la copertina e una bella serie tv sia adottata

come norma da decreto, a cui si può sostituire, per chi ne

ha la possibilità, il coccolare e giocare con i propri figli,

l’affetto dei propri cari (di persona solo se conviventi), la

lettura di un buon libro o una videochiamata su Zoom dove

tutto si sente tranne chi parla. Armiamoci di santa pazienza,

ma soprattutto di rigore e nessuna “negazione protettiva”.

Siamo in una sorta di guerra, ma abbiamo diverse armi: un

telecomando, ad esempio… ;-)

UNDERCOVER – stagione 2, dal 9 novembre su Netflix

Serie ispirata a eventi reali, in cui due agenti sotto copertura

indagano su un boss della droga fingendosi una coppia

nel campeggio dove lui trascorre i weekend. Tra i 10 titoli

di nove paesi selezionati per il festival Canneseries 2018

e coprodotta da Jan Theys, arriva la seconda stagione su

Netflix.

THE LIBERATOR – miniserie, dall’11 novembre su

Netflix

Merita soprattutto perché

è realizzata con

un’innovativa tecnica

d’animazione che fonde

riprese live-action

ed effetti in computer

grafica. Ispirata alla

vera storia del colonnello

statunitense Felix

Venerdì 13 Novembre 2020 9

questo Piccolo grande schermo

Da Bianco, Rosso e Verdone a… Giallo, Rosso e Arancione

Sparks e del suo battaglione del 157° Reggimento di Fanteria

composto da discendenti di guerrieri texani, messicani

e nativi americani, ripercorre lo sbarco in Italia nel

1944 per poi risalire fino alla liberazione di Dachau.

ALEX RIDER – stagione 1, dal 12 novembre su Amazon

Prime Video

Nuova serie in casa

Amazon, tratta dai

libri di Anthony

Horowitz. Racconta

del giovane Alex in

cerca di verità: lo zio

non è morto in un

incidente stradale,

ma è stato ucciso in

quanto spia del governo britannico. Lo stesso protagonista

scopre di essere stato inconsapevolmente allenato fin

dall’infanzia allo spionaggio.

Per domande

e suggerimenti:

digital@keydea.net

BECOMING YOU – docuserie, dal 13 novembre su Apple

Tv+

Incredibile quanto entusiasmante produzione di Apple Tv+,

che mostra cosa significhi essere piccoli e poi ragazzi e

dopo ancora adulti a ogni latitudine del globo: 100 bambini

e bambine di tutto il mondo sono stati seguiti per oltre

duemila giorni. La voce narrante dei sei episodi è l’attrice

premio Oscar Olivia Colman (la “nostra” queen in The

Crown).

E, a questo proposito…

THE CROWN – stagione 4, dal 15 novembre su Netflix

Proprio Olivia Colman è ancora la protagonista dei nuovi

episodi inediti della quarta stagione di The Crown, serie

senza precedenti sulla monarchia britannica. Con questa

quarta stagione ci si avvia agli anni ’80 e sulla scena emergono

due figure destinate a passare alla storia: la premier

Margaret Thatcher, interpretata da Gillian Anderson, e

la futura Lady Diana, a cui dà il volto l’esordiente Emma

Corrin. Questa è una di quelle serie dove i gusti non contano

nulla: è bella. Punto.

FARGO – stagione 4, dal 16 novembre su Sky Atlantic

Ritorna la serie antologica creata da Noah Hawley e ispirata

al film cult dei fratelli Coen. Questo nuovo ciclo, che

assume diverse tinte tricolori, poi vedremo il perché, si

svolge nella Kansas City del 1950: due fazioni criminali,

quella italiana e quella afroamericana, decidono per la

prima volta di collaborare. Nel cast: Chris Rock, Jason

Schwartzman, Ben Wishaw, Salvatore Esposito (Gomorra),

Tommaso Ragno (Il Miracolo, Lazzaro felice),

Gaetano Bruno (Martin Eden) e Francesco Acquaroli

(Suburra).

Direi che è tutto per questa settimana, e che “tutto”!

Andrea Demarchi

v


10

Venerdì 13 Novembre 2020

ACCADEVA OGGI...

11 NOVEMBRE 1983 La fabbrica del gelato pensa solo a tagliare

C

on questo titolo il quotidiano “L’Unità” racconta

gli ultimi sviluppi della Besana di Corsico.

L’azienda si insedia a Corsico nel 1963 quando i

nuovi proprietari rilevano la storica pasticceria del sig. Besana

in via Calatafimi a Milano e cercano nuovi spazi per

ampliare la produzione.

Negli anni successivi allo storico panettone si aggiungono

numerose altre specialità e un intero comparto dedicato ai

gelati. L’azienda nel tempo assorbe anche la produzione di

storici marchi concorrenti e tutto sembra procedere nel

migliore dei modi. Difatti per la popolazione di Corsico e

dintorni lavorare alla Besana è sinonimo di sicurezza.

Mentre la crisi negli anni ’70 coinvolge altri marchi storici

milanesi del settore come Motta e Alemagna, la Besana

nel 1977 amplia invece la produzione con la nascita di uno

stabilimento a Marcianise (Caserta) per produrre gelati

in meridione.

I dipendenti che lavorano nello stabilimento di Corsico sono

ormai 600 quando nei primi anni ’80 iniziano i problemi

e si ricorre alla cassa integrazione. Da

quel momento la strada sembra tracciata

e le difficoltà aumentano, l’azienda

ritarda i pagamenti delle retribuzioni

ai dipendenti, chiede ripetutamente

la cassa integrazione e alla fine la proprietà

annuncia che una finanziaria è

disposta a intervenire purché si chiuda

lo stabilimento di Marcianise e a

Corsico venga ridotto drasticamente

il numero delle maestranze. chiusura della Besana di Corsico.

Anni ’80. Manifestazione sindacale contro la

Seguono scioperi, manifestazioni e riduzione della produzione,

ma tutto finisce con il fallimento riportato sulla

Gazzetta Ufficiale del 17 luglio 1987.

Se novembre è un mese triste per questa grande azienda

che ha operato nel nostro territorio è invece un felice anniversario

per un’altra produzione che ha lavorato a Corsico.

L’11 novembre del 1935 a Corsico si insedia un’azienda

danese, la Chr. Hansen (la Caglio, come verrà chiamata

dai corsichesi). Comprano un edificio fino as allora

destinato alla Bisleri, marchio famoso per la produzione

di liquori, e lo adattano alla nuova produzione alimentare.

La struttura si trova in una zona ricca di tradizioni casearie

e quindi con i clienti “vicini”. Nelle adiacenze del nuovo

stabilimento c’è anche la stazione ferroviaria attrezzata per

il carico e scarico dei treni merci, l’ideale per le spedizioni

in Danimarca. Le attrezzature arrivarono a Genova via

mare, e raggiunsero Corsico a bordo di un treno merci. Si

avviò così la produzione nel nuovo stabilimento.

Durante la guerra la ditta non subisce

né danni né restrizioni: la produzione di

caglio era fondamentale per produrre i

formaggi e non si voleva (in epoca di

grandi restrizioni alimentari) far mancare

questo importante alimento sulla tavola

degli italiani.

Agli inizi degli anni ’50 viene eletto un

nuovo direttore generale, Peter Fink,

A cura di Noi di Corsico - Via L. Salma 37

20094 Corsico - noidicorsico@yahoo.it

per gestire il piccolo opificio di Corsico

che contava allora 7 dipendenti. L’utilizzo

degli stomaci congelati, anzichè essiccati, è una vera

rivoluzione in questo settore ed è proprio da questo stabilimento,

grazie al nuovo direttore, che questo nuovo modo

di lavorare arriva alla casa madre in Danimarca. Altre

importanti innovazioni che hanno migliorato i tempi e la

qualità dei prodotti in questo ambito sono frutto dell’inventiva

e degli esperimenti effettuati proprio nello stabilimento

di Corsico.

La produzione di caglio ricavata da stomaci di bovini prosegue

fino al 1992 e per qualche anno ancora continua

quella da stomaci di capretto: con l’aumento della produzione

crescono anche gli occupati.

Nel 2003, però, chiude lo stabilimento di Corsico, ma non

l’attività dell’azienda, leader nel settore, che concentra le

sue lavorazioni italiane a Parma (un ritorno alle origini

nella storia del formaggio).

La Chr. Hansen è oggi una multinazionale che fattura più

di un miliardo all’anno e si occupa di biotech per l’alimentazione

con più di 3000 dipendenti. Nel 2019, nella

speciale classifica che valuta 7500 aziende nel mondo, è

risultata la più sostenibile al mondo.

Siamo orgogliosi di aver dato un piccolo contributo a questa

grande azienda, ma anche tristi per non essere riusciti a

trattenerla sul nostro territorio. Due importanti possibilità

di occupazione che il nostro territorio ha perso.

Tarcisio Sanzani

VIVA

FMILY

WEEKEND REVOLUTION SAB - DOM 14:00 - 22:00

radio_vivafm Radio Vivafm

www.vivafm.it

v


v

Venerdì 13 Novembre 2020 11


12

CRONACA Venerdì 13 Novembre 2020

Cinema Teatro CRISTALLO

dove il cinema costa meno e il prezzo è dinamico

IL CINEMA TEATRO CRISTALLO

RIMARRÀ CHIUSO FINO AL 3 DICEMBRE

Ringraziamo tutti coloro che hanno scritto

un messaggio o il proprio commento

sulla pagina Facebook del Cinema Teatro

Cristallo, in risposta alla campagna:

BUCCINASCO/SUD MILANO

Vestiti in vendita su Instagram:

maxi truffa, raggirati 1500 ragazzi

BUCCINASCO (ces) Cinque persone arrestate

e 12 denunciate. La sinergia

tra polizia postale di Bologna e quella

di Milano ha consentito di scoprire

un’associazione a delinquere finalizzata

alla truffa aggravata. Nell’ope -

razione della polizia postale, denominata

Safe social, sono 2.400 gli

utenti risultati truffati dalla banda, di

cui 1.600 adolescenti. La banda organizzava

raggiri mettendo su internet

capi di abbigliamento in vendita a

prezzi appetibili, utilizzando in particolare

Instagram.

Esperti di internet e social, i componenti

della banda erano tutti

d e l l’hinterland milanese, tra Buccinasco,

Rozzano, San Donato e Lacchiarella.

In un anno, sono riusciti a

guadagnare dalle truffe oltre 250mila

euro. L’attività criminale, iniziata nel

2018 e proseguita fino al 2020, speculando

anche sull’emergenza sanitaria

che ha costretto alla chiusura

numerosi esercizi commerciali al dettaglio,

ha sfruttato l’uso massivo della

rete per lo shopping online. Principali

vittime delle truffe online sono stati i

più giovani che trascorrendo le ore in

casa a causa del lockdown, si sono

dedicati agli acquisti in rete, attirati

dalla proposta di capi d’abbigliamen -

to alla moda a prezzi convenienti.

Profili Instagram con migliaia

di followers per rendersi affidabili

Per tendere meglio la trappola, i

truffatori utilizzavano profili Instagram

con migliaia di followers, in

modo da rendersi più affidabili agli

occhi delle vittime. Gli utenti, accuratamente

selezionati, venivano

contattati su Instagram e indotti al

pagamento mediante ricariche di carte

prepagate. Successivamente, i truffatori,

con altri profili social, ricontattavano

le vittime persuadendole a

effettuare un nuovo pagamento, adducendo

giustificazioni pretestuose

come spese di dogana o problemi

fis cali.

L’analisi dei movimenti di denaro

sulle 15 carte prepagate utilizzate per

raccogliere i proventi dell’attività, incrociati

con i tabulati telefonici dei

sodali e ulteriori riscontri investigativi,

hanno consentito di identificare

2.400 vittime di cui 1.600 minori.

A l l’interno dell’associazione ognuno

aveva il suo ruolo specifico: c’era il

promotore, titolare di quattro carte

utilizzate per ricevere i proventi poi in

parte monetizzati mediante prelievi

presso sportelli bancomat, altri coinvolti

nella gestione dei profili social e

dei contatti con le vittime (avvenuti

anche tramite WhatsApp), oltre ai

diversi prestanome intestatari di carte

prepagate su cui venivano trasferiti gli

illeciti profitti.

Tutti gli indagati sono stati sottoposti

a perquisizione personale e

domiciliare. Cinque componenti della

banda, con un ruolo ben definito

a l l’interno dell’associazione, sono finiti

agli arresti domiciliari, con il divieto

di utilizzo di apparecchiature

telefoniche e informatiche. Inoltre,

sono stati sequestrati i profili Instagram

truffaldini, le carte prepagate e i

conti corrente dove venivano riversati

i proventi illeciti.

Abbiamo registrato poco meno di 80 commenti,

55 like o cuoricini, 10 condivisioni.

Abbiamo raggiunto oltre 2.400 persone.

La campagna, promossa dall’Associazione

Cattolica Esercenti Cinema ACEC della

diocesi di Milano, ci rafforza e consolida

il forte legame con il pubblico della sala.

Sono giunti numerosi attestati di stima e

di incoraggiamento per (r)esistere.

Grazie!

PRENOTAZIONI E ACQUISTI ON LINE SUL SITO www.cristallo.net

Prenotazioni telefoniche e info:

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v


Venerdì 13 Novembre 2020 C RO N AC A 13

presentazione rivolti solo ad Aziende no vendita prodotti, ottima

ROZZANO

Cura del verde, al via l’iniziativa

“Adotta un’aiuola di Rozzano”

ROZZANO (ces) Non solo aiuole ma

anche fioriere, rotatorie, spazi nei

parchi e nei giardini. Singoli cittadini,

associazioni e aziende private possono

contribuire concretamente a

migliorare la quantità e la qualità del

sistema del verde su scala cittadina

prendendo in gestione alcuni spazi e

provvedendo alle opere di pulizia e di

sfalcio ma anche di piantumazione e

posa di decorazioni rimovibili.

“Con questa iniziativa tutti possono

portare il proprio contributo al

miglioramento del verde pubblico

nella consapevolezza che le aree verdi

comunali sono un patrimonio della

c ol le tt iv it à”, commenta il sindaco

Gianni Ferretti. Coloro che sono interessati

a questa iniziativa potranno

far richiesta di affidamento delle aree

verdi e delle aiuole presenti nel territorio

comunale.

Gli spazi assegnati per 3 anni

Verranno assegnati gli spazi indicati

nella domanda di adozione per

un periodo di 3 anni. L’Amministra -

zione comunale premierà, ogni anno,

l’aiuola o lo spazio verde più bello con

una targa di riconoscimento. Nel frattempo,

per tutta la durata dell’ado -

www. casefunerariedomuspacis.it

zione, sarà possibile esporre nello

spazio verde un cartello informativo

con il proprio nome, quello dell’as -

sociazione o il logo aziendale.

“L’iniziativa sta già riscuotendo un

grande apprezzamento – spiega Lu -

cia Galeone, assessore alla Cura del

verde e decoro urbano –. Intendiamo

coinvolgere tutti nella gestione, tutela

e valorizzazione dei beni comuni,

favorendo la sensibilizzazione di ogni

singolo cittadino sull’importanza di

questi temi”.

A chi è rivolta l’iniziativa

Potranno prendersi cura delle aree

verdi: società, imprese, esercizi commerciali,

studi professionali, enti, associazioni,

artigiani, condomini, comitati

di frazione ed anche singoli

cittadini .

Per informazioni è possibile contattare

il numero del Comune

0282261 oppure scrivere una email

a l l’assessore al verde e decoro urbano

lucia.gale one@comune.rozzano.mi.it.

Il progetto deve essere presentato

all’ufficio protocollo e indirizzato

alla Direzione tecnica del Comune

oppure via Pec alla mail protocollo@pec.comune.rozzano.mi.it

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Aut. Tribunale di Milano n. 478 del 14/09/2011

Fabio Fagnani

direttore responsabile

direttoresiono@hotmail.it

Condirettore

Andrea Demarchi

Direttore sviluppo

Luca Brunello

Editore

Keydea! s.r.l. Tel. 02.83553315

In compagnia della storia

di Fulvio Scova

Pubblicità Commerciale

Andrea Demarchi

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a.demarchi@keydea.net

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di riprodurre - in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo - le opere

giornalistiche contenute e pubblicate sul presente giornale. La proprietà ed

i diritti di sfruttamento delle opere ivi contenute sono riservate all’editore.

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A CURA DI FRANCESCO LEONARDI Venerdì 13 Novembre 2020

ENIGMISTICA E NON SOLO

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ORIZZONTALI: 1. Ascoli Piceno

- 4. La studia il damista - 7.

Lugubre - 9. Scrisse Lord Jim - 10.

Città della Florida (vedi foto) -

11. Gino della canzone - 12. Mitico

sacerdote di Apollo - 15. I

due di Vespasiano - 17. Significa

vita - 18. Curva di un fiume - 20.

La stella più luminosa dopo il sole

- 22. Cantilena - 23. Insenatura

marina - 24. Ex possedimento dei

Paesi Bassi - 25. Governò la Cina

- 26. Un principio di Temistocle.

VERTICALI: 1. L’Americio - 2.

Attraversa Washington - 3. Propri

dei corpi celesti - 5. Opposto a junior

- 6. Un amico di Athos - 8. Le

barbare di Carducci - 13. Prigione

a vita - 14. Capoluogo umbro

- 16. Scritta di negozi - 17. Recipienti

di legno - 19. Riunione del

clero - 21. Un figlio di Noè - 24.

Iniziali di Montanelli.

SI

o

NO

“Amelia, il tuo toast è pronto? Il mio è a

buon punto!”. “E la cliente?”. “Non si è accorta

di nulla, sta leggendo SIoNO!”.

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ORIZZONTALI: 1. La pupa ne ha due - 5. Colpevolezza

- 8. Produce la Micra - 9. Un colore - 10.

Frottole - 11. Circa sessanta minuti - 13. Inizio del

secolo - 14. L’Aria di Graf - 15. Despota - 17. Poco

di poco - 18. Al contrario... lo bevi - 19. Contengono

parole - 20. Tendenza esotica - 23. Fastidioso - 24. La

città col San Carlone (vedi foto) - 25. Infiammazione

della mucosa nasale - 27. Antica pittrice veneta.

VERTICALI: 2. Togliere a una persona ciò che gli

spetta - 3. Svelata dal solutore enigmistico - 4. Noto

romanzo di Zola - 6. Smilzo - 10. La parte dove ci si

siede - 12. Un potente veleno - 16. Divi - 17. Non

improvvisati - 19. Pianta ornamentale con arbusto -

21. Quartieri periferici - 22. Anticamente si chiamava

ut - 23. Fori nasali - 26. Le vocali del Real.

PERSONAGGIO QUIZ

Personaggio

mitologico che

si distinse liberando

Tebe dalla

persecuzione

della “Sfinge”.

Per questo motivo

fu eletto re unendosi poi in matrimonio

con Giocasta, la leggenda di questo

monarca è una delle più terribili e

più artisticamente elaborate dal mito

greco. Infatti per una serie di indizi, si

scoprì uccisore del padre e sposo della

propria madre. Il rimorso lo attanagliò

inducendolo ad accecarsi e camminare

ramingo fino al resto dei suoi giorni.

Di chi stiamo parlando? ....................................................

SOLUZIONE: Edipo.

COME SI CHIAMA? Conoscete i nomi

di questi 12 storici personaggi italiani?

1) VESPUCCI .........................................................................

2) DE AMICIS ........................................................................

3) COLOMBO .......................................................................

4) LEONCAVALLO ................................................................

5) TURATI .............................................................................

6) GIOBERTI ..........................................................................

7) SAURO .............................................................................

8) MANIN .............................................................................

9) DONIZETTI .....................................................................

10) PELLICO ...........................................................................

11) FOSCOLO ........................................................................

12) BOTTEGO ........................................................................

Quando ero piccolo mia nonna mi portò a mangiare in una trattoria all’aperto.

Cominciò a piovere. Ci misi ore a finire il brodo

Due libri su uno scaffale di una libreria. Dice il primo: “Che caldo che fa”.

Risponde il secondo: “Per forza, tu dormi con la copertina!”.

La maestra dice agli alunni: “Chi risponde alla prossima domanda andrà

a casa!”. Un alunno butta lo zaino dalla finestra e la maestra chiede: “Chi

è stato??”. E l’alunno risponde: “Io!!! Vado a casa!!!”.

SOLUZIONE: 1. Amerigo - 2. Edmondo - 3. Cristoforo - 4. Ruggero - 5. Filippo - 6. Vincenzo - 7. Nazario - 8. Daniele - 9. Gaetano -

10. Silvio - 11. Ugo - 12. Vittorio.

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Venerdì 13 Novembre 2020 C RO N AC A 15

CORSICO

Le chiusure che penalizzano i ragazzi disabili:

niente terapia in acqua

CORSICO (dfg) La preoccupazione

per la chiusura delle piscine non

investe solo gli amanti del nuoto,

i gestori e i lavoratori impiegati

negli impianti. All’angolo, ci sono

anche decine di famiglie con

bambini e ragazzi disabili che

seguivano la Tma, Terapia Multisistemica

in Acqua che utilizza

l’acqua come attivatore emozionale,

sensoriale, motorio, capace

di spingere chi soffre di disturbi

della comunicazione, relazione,

autismo e disturbi generalizzati

dello sviluppo, a una relazione

significativa, come spiegano gli

spe cialisti.

La lettera al Premier Conte

Penalizzati dalla chiusura delle

piscine sono quindi tanti bambini

e ragazzi che aspettano tutta

la settimana per seguire il corso

con il proprio educatore,

“ormai un

punto di riferimento,

come Ivan –ra c c o nt a

Roberta Caporale,

mamma di Cristiano,

14 anni –. Cristiano

non vedeva l’ora di

andare a fare il corso

e ora che hanno

chiuso le strutture è

difficile dirgli che

non potrà fare lezion

e”. Roberta ha scritto una missiva

indirizzata al premier G iuseppe

Conte per chiedere di

rivedere la decisione della chiusura

totale delle piscine e consentire

ai ragazzi disabili, seguendo

tutte le normative di

sicurezza, di continuare a frequentare

la Tma.

La storia di Cristiano

“Cristiano quando è in acqua è

un’altra persona, si sente libero,

capace di esprimersi, di lasciarsi

andare – racconta Roberta – i

limiti che sente di avere rispetto

ai coetanei in acqua spariscono.

Un senso di libertà e comunicazione

che non riesce ad avere

con altre attività”. Insomma, la

Tma è utile e importante per

tantissimi ragazzi, come spiega

anche Emanuele Ciocia, responsabile

Tma Lombardia che

ha cercato, insieme agli altri professionisti

che promuovono la

terapia del metodo Caputo-Ippolito,

di trovare durante il primo

lockdown soluzioni alternative

per i ragazzi, come passeggiate

e attività all’aria aperta,

molto più difficili da applicare

ora, con le temperature più rig

i d e.

Sulla vicenda anche

il sindaco Ventura

Sulla questione è intervenuto

anche il sindaco Stefano Ventu

ra che ha contattato la mamma:

“Comprendo difficoltà ed

esigenze delle famiglie – c o m-

menta il primo cittadino –, stiamo

cercando possibili soluzioni,

tenendo conto di un periodo

molto critico e provando a coinvolgere

anche i gestori delle piscine

del territorio – Cr istiano

frequentava la struttura comunale,

gestita da privato, del parco

Giorgella, ndr –. È necessario

prima di tutto garantire le massime

condizioni di sicurezza per

tu tt i”. Ma con l’ultimo decreto

che dispone misure ancora più

stringenti la possibilità di riaprire

le piscine, anche solo in

parte e una volta a settimana,

risulta complesso. Le famiglie,

MILANO

Ruba il pane al supermercato,

il direttore gli paga il cibo e

non lo denuncia

MILANO (ces) Gesto di solidarietà al supermercato

Carrefour di corso Lodi. A

riportarlo, una cliente che sul gruppo

Facebook “Corvetto, viale Lucania e piazza

Bologna” ha pubblicato un post che ha

ricevuto decine di condivisioni, commenti

e apprezzamenti.

Il fatto raccontato in un post su Facebook

Il post inizia con i complimenti al

direttore del punto vendita e prosegue

con il racconto di quanto avvenuto lunedì

al supermercato: “La security ha sorpreso

un ladro, aveva rubato del pane e poco

altro. Ero presente.

Il direttore ha pagato la merce di tasca

su a”. Il direttore ha quindi deciso di

pagare il cibo di cui aveva bisogno l’uomo

e di non denunciarlo per il tentato furto.

Prima di lasciarlo andare, si è rivolto

a l l’uomo: “Se hai fame, la prossima volta

vieni da me, non rubare”.

Tanti applausi dal popolo social

Un comportamento che è piaciuto al

popolo social: decine di commenti per

ringraziare il direttore del supermercato,

che vuole rimanere anonimo. “Per fortuna

al mondo ci sono ancora i giusti”, scrive

una signora; “Una persona con tanto

cuore e umanità, bravo”, scrivono altri.

“In questo momento di crisi –aggiunge un

altro utente – è bello sapere che esistono

ancora persone buone capaci di piccoli

ma significativi gesti”.

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Venerdì 13 Novembre 2020

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