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prima parte
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− era stato così colpito dal tono, dal fervore, dal rapimento, da
quello che preferite, o forse dalla sua incongruenza che aveva
raccontato il fatto a più di una persona.
«Un tipo strano, quello svedese», fu il suo unico commento;
ma questa è l’origine del nome “Heyst l’incantato” che alcuni
compagni affibbiarono al nostro uomo.
Aveva anche altri nomi. Nei suoi primi anni, molto prima
che diventasse così calvo sulla parte alta della testa, andò a consegnare
una lettera di presentazione al Sig. Tesman della Tesman
Brothers, una ditta di Sourabaya – una ditta di prim’ordine. Bene,
il signor Tesman era un vecchio gentiluomo affabile e benevolo.
Non sapeva cosa pensare di quel visitatore. Dopo avergli detto
che desideravano rendere il suo soggiorno tra le isole il più piacevole
possibile, e che erano pronti ad aiutarlo nei suoi piani, e
così via, e dopo aver ricevuto i ringraziamenti di Heyst − il solito
tipo di conversazione che ben conoscete – cominciò a chiedergli
con un tono lento e paterno: «E voi siete interessato a…?».
«Fatti», interruppe Heyst con la sua voce cortese. «Non c’è
niente che valga la pena sapere se non fatti. Fatti concreti! Solo
fatti, signor Tesman».
Non so se il vecchio Tesman fosse d’accordo con lui o no,
ma deve averne parlato in giro, perché, per un certo periodo, il
nostro uomo si guadagnò l’appellativo di “Fatti concreti”. Ebbe
la singolare fortuna che i suoi detti gli rimasero attaccati e divennero
parte del suo nome. Successivamente navigò attorno
al Mar di Giava in alcune golette commerciali dei Tesmans, e
poi sparì a bordo di una nave araba, in direzione della Nuova
Guinea. Rimase così a lungo in quella parte periferica del suo
cerchio magico che fu quasi dimenticato prima di prendere di
nuovo la via del mare in una piroga 1 indigena piena di vagabondi
Goram, bruciato di nero dal sole, magrissimo, con i capelli
assai radi e una cartella di disegni sotto il braccio. Li mostrava
volentieri, ma era molto riservato per qualsiasi altra cosa. Aveva
avuto un «periodo divertente», diceva.
1 Praho nel testo.