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GEOmedia_5_2020

La prima rivista italiana di Geomatica

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Rivista bimestrale - anno XXIV - Numero - 5/<strong>2020</strong> - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma<br />

TERRITORIO CARTOGRAFIA<br />

GIS<br />

CATASTO<br />

3D<br />

INFORMAZIONE GEOGRAFICA<br />

FOTOGRAMMETRIA<br />

URBANISTICA<br />

EDILIZIA<br />

GNSS<br />

BIM<br />

RILIEVO TOPOGRAFIA<br />

CAD<br />

REMOTE SENSING SPAZIO<br />

WEBGIS<br />

UAV<br />

SMART CITY<br />

AMBIENTE<br />

NETWORKS<br />

LiDAR<br />

BENI CULTURALI<br />

LBS<br />

Set/ott <strong>2020</strong> anno XXIV N°5<br />

IdroGEO:<br />

la piattaforma<br />

italiana sul<br />

dissesto<br />

idrogeologico<br />

VOLARE ALTO CON<br />

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE<br />

PIANIFICAZIONE<br />

COSTIERA COMUNALE<br />

GNSS REPORT <strong>2020</strong>


MicaSense<br />

Altum<br />

700


Oltre le nuvole di punti,<br />

l’Intelligenza Artificiale.<br />

È curioso constatare che, mentre la maggior parte delle aziende si presenta per il rilievo<br />

di edifici con la creazione di nuvole di punti, o con la realizzazione di tour virtuale di<br />

edifici, una startup tedesca, la Voxelgrid, si differenzia utilizzando i propri algoritmi di<br />

Intelligenza Artificiale per generare rapidamente modelli BIM del costruito esistente.<br />

E’ quanto emerge nell’articolo di Marc. B. Delgado che vi riportiamo in questo<br />

numero, per gentile concessione dell’autore, che lo aveva già pubblicato sulla rivista<br />

americana xyHt in inglese. Un articolo nel quale si sottolineano le grandi promesse<br />

dell’Intelligenza Artificiale applicata alle immagini della geomatica e non con analisi<br />

di possibili sviluppi futuri, ma con esempi di realizzazione molto avanzati, realizzati<br />

nell’ultimo triennio.<br />

Del digitalizzare il mondo reale con i processi di machine learning ne abbiamo parlato<br />

nel nostro piccolo qui su <strong>GEOmedia</strong> qualche tempo fa, ma gli esempi che ci porta<br />

Delgado sono grandiosi, come quello che ha realizzato l’azienda canadese Ecopia che<br />

creò un certo scalpore nel 2018 quando rilascò il primo dataset ad alta precisione del<br />

costruito totale degli Stati Uniti, ed è ora impegnata nella realizzazione della prima<br />

mappa digitale dell’intera Africa subsahariana. La tecnologia di base di Ecopia è<br />

stata sviluppata durante un dottorato di ricerca presso l'Università di Waterloo, da<br />

uno studente che aveva notato che ogni giorno sono milioni le immagini geospaziali<br />

acquisite da satelliti, aeroplani,<br />

droni e altri veicoli. Questo gli ha dato un'opportunità per fare qualcosa di significativo<br />

nel 2015 e con una borsa di studio dell’Università e del Governo Canadese, lanciò<br />

Ecopia, oggi operativa a livello mondiale.<br />

Altro singolare esempio viene da Mapillary, il più grande database di immagini libere al<br />

mondo, usate per migliorare le mappe, sempre grazie all'Intelligenza Artificiale.<br />

La computer vision di Mapillary è stata addestrata a rilevare oggetti come segnaletica<br />

stradale, idranti, pali della luce e molti altri oggetti nelle immagini a livello stradale<br />

georeferenziando queste informazioni su una mappa globale.<br />

Giocando sulle parole "mappa" e "capillare", l'azienda mira a raggiungere le estremità<br />

più piccole del mondo e portare questa scalabilità alla mappatura. Recentemente<br />

Mapillary ha lanciato la propria mapping dashcam con l'obiettivo di aiutare le società<br />

di logistica ad ottenere mappe e dati geolocalizzati quasi in tempo reale tramite la<br />

piattaforma.<br />

Sono storie da cui dobbiamo apprendere e che stanno facendo la vera innovazione<br />

andando oltre, ad esempio, a quel tipo di mobile mapping a cui siamo ormai abituati,<br />

ove pure se presente una tecnologia di acquisizione laser e di immagini di altissima<br />

qualità, il trattamento successivo del dato è demandato a vecchie tecnologie CAD.<br />

E’ deludente pensare che dopo aver immagazzinato grandissime quantità di dati in<br />

pochissimo tempo si debba spendere una quantità enorme di risorse per acquisire le<br />

informazioni vettoriali annaspando tra milioni di punti con software completamente<br />

privi di intelligenza.<br />

Certo è necessario insegnare ai computer a lavorare, ed il machine learning dovrebbe<br />

diventare una applicazione continua di tutti gli operatori che, durante le loro attività<br />

di acquisizione classica, potrebbero insegnare alle macchine che diventando intelligenti<br />

potranno alleviarci in seguito dalle operazioni di routine.<br />

Queste storie sono positive e ci danno l’incoraggiamento per continuare a credere<br />

nella potenza delle idee e dell’innovazione. Il mondo della geomatica sta rapidamente<br />

cambiando e dobbiamo credere nell’innovazione per rinnovarci prendendo al volo le<br />

possibilità offerte dalle nuove tecnologie.<br />

Buona lettura,<br />

Renzo Carlucci


FOCUS<br />

In questo<br />

numero...<br />

FOCUS<br />

REPORT<br />

Volare alto con<br />

l'Intelligenza<br />

Artificiale<br />

di Marc M. Delgado<br />

6<br />

LE RUBRICHE<br />

24 Immagine ESA<br />

32 AUGMENTED REALITY<br />

36 MERCATO<br />

44 AEROFOTOTECA<br />

46 AGENDA<br />

12<br />

Dati territoriali<br />

e metodi di<br />

governance digitale<br />

in un’esperienza<br />

di pianificazione<br />

costiera comunale<br />

di Pasquale Balena,<br />

Alessandro Bonifazi e<br />

Carmelo M. Torre<br />

In copertina il rilievo della<br />

parte sommersa dei piloni di<br />

un ponte con drone idrografico<br />

equipaggiato con multibeam.<br />

Elaborazione MTS Engineering -<br />

strumenti Codevintec”<br />

geomediaonline.it<br />

4 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong><br />

<strong>GEOmedia</strong>, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.<br />

Da più di 20 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei<br />

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,<br />

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.<br />

In questo settore <strong>GEOmedia</strong> affronta temi culturali e tecnologici<br />

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi<br />

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,<br />

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e<br />

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


INSERZIONISTI<br />

3Dtarget 41<br />

Codevintec 43<br />

Epsilon 37<br />

ESRI 11<br />

18<br />

IdroGEO: la<br />

piattaforma italiana<br />

sul dissesto<br />

idrogeologico<br />

di Carla Iadanza, Alessandro<br />

Trigila, Paolo Starace,<br />

Alessio Dragoni, Marco<br />

Roccisano, Tommaso Biondo<br />

Geomax 35<br />

GIS3W 22<br />

Gter 45<br />

Planetek Italia 48<br />

Sokkia 39<br />

Stonex 47<br />

StrumentiTopografici 2<br />

Teorema 46<br />

Topcon 31<br />

GNSS User<br />

Technology<br />

Report <strong>2020</strong><br />

di Marco Lisi<br />

26<br />

In questa immagine catturata<br />

dalla missione Copernicus<br />

Sentinel-2 è mostrata la base<br />

dell’Aeronautica Militare di<br />

Vandenberg, in California<br />

(USA). La contea include la<br />

città costiera di Santa Barbara,<br />

parzialmente visibile in<br />

basso a destra nell’immagine.<br />

L'agglomerato urbano sorge<br />

orge tra le ripide montagne<br />

di Santa Ynez - visibili subito<br />

sopra in verde scuro – e l’Oceano<br />

Pacifico. Le montagne<br />

si elevano rapidamente dietro<br />

la città con diverse cime che<br />

superano i 1200 m.<br />

Altri sistemi montuosi all’interno<br />

della contea sono le<br />

montagne di San Rafael,<br />

visibili subito sopra, e le vette<br />

della Sierra Madre. Gran<br />

parte delle aree montagnose<br />

fanno parte del Los Padres<br />

National Forest, la seconda<br />

foresta nazionale più grande<br />

della California.<br />

La città più popolosa della<br />

contea è Santa Maria, visibile<br />

in alto a sinistra nell’immagine,<br />

circondata da un mosaico<br />

di appezzamenti agricoli.<br />

Come molte altre città della<br />

California, Santa Monica<br />

sperimenta un clima di tipo<br />

mediterraneo.<br />

Appena sotto Santa Maria<br />

sorge la base dell’Aeronautica<br />

Militare di Vandenberg, visibile<br />

lungo la costa.<br />

Credits: ESA<br />

una pubblicazione<br />

Science & Technology Communication<br />

<strong>GEOmedia</strong>, la prima rivista italiana di geomatica.<br />

ISSN 1128-8132<br />

Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03<br />

Direttore<br />

RENZO CARLUCCI, direttore@rivistageomedia.it<br />

Comitato editoriale<br />

Vyron Antoniou, Fabrizio Bernardini, Mario Caporale,<br />

Roberto Capua, Luigi Colombo, Mattia Crespi, Luigi Di<br />

Prinzio, Michele Dussi, Michele Fasolo, Marco Lisi, Flavio<br />

Lupia, Luigi Mundula, Beniamino Murgante, Aldo Riggio,<br />

Mauro Salvemini, Domenico Santarsiero, Attilio Selvini,<br />

Donato Tufillaro<br />

Direttore Responsabile<br />

FULVIO BERNARDINI, fbernardini@rivistageomedia.it<br />

Redazione<br />

VALERIO CARLUCCI, GIANLUCA PITITTO,<br />

redazione@rivistageomedia.it<br />

Diffusione e Amministrazione<br />

TATIANA IASILLO, diffusione@rivistageomedia.it<br />

Progetto grafico e impaginazione<br />

DANIELE CARLUCCI, dcarlucci@rivistageomedia.it<br />

Editore<br />

MediaGEO soc. coop.<br />

Via Palestro, 95 00185 Roma<br />

Tel. 06.64871209 - Fax. 06.62209510<br />

info@rivistageomedia.it<br />

Stampa: System Graphics Srl<br />

Via di Torre Santa Anastasia 61 00134 Roma<br />

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qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i<br />

sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore.<br />

Rivista fondata da Domenico Santarsiero.<br />

Numero chiuso in redazione il 14 dicembre <strong>2020</strong>.


REPORT FOCUS<br />

Volare alto con<br />

l'Intelligenza Artificiale<br />

di Marc M. Delgado<br />

Il ruolo<br />

dell'Intelligenza<br />

Artificiale nei<br />

prossimi dieci<br />

anni tra computer<br />

vision, BIM e<br />

digitalizzazione.<br />

Le esperienze di<br />

alcune start-up di<br />

eccellenza come<br />

Mapillary, VoxelGrid<br />

ed Ecopia a<br />

confronto.<br />

Fig. 1 - Il dispositivo di registrazione di VOXEL-GRID può acquisire fino a 10.000 metri quadrati<br />

di superficie in un giorno.<br />

Le Start-up nel Regno<br />

AEC sono salite alle stelle<br />

nell’ultimo decennio.<br />

L'accessibilità di tecnologie innovative<br />

- GPS, satelliti, UAV,<br />

lidar e fotogrammetria - ha<br />

guidato il loro successo e, di<br />

conseguenza, ha reso disponibili<br />

a tutti i professionisti che<br />

usano tecnologie geospaziali<br />

più strumenti e dati. Quindi,<br />

se gli anni 2010 sono stati il ​<br />

decennio delle startup, gli anni<br />

<strong>2020</strong> saranno guidati dall'intelligenza<br />

artificiale (AI). Basta<br />

pensare ai big data e questo assume<br />

immediatamente un senso.<br />

Il diluvio di big data senza<br />

precedenti, prodotto dai nuovi<br />

dispositivi geospaziali, può essere<br />

organizzato ed elaborato in<br />

modo efficiente solo utilizzando<br />

algoritmi di intelligenza artificiale.<br />

Le aziende stanno ora<br />

impiegando l'intelligenza artificiale<br />

per estrarre oggetti dal<br />

mondo reale: dalle nuvole di<br />

punti alle immagini satellitari.<br />

Con l’Intelligenza Artificiale, le<br />

case possono essere facilmente<br />

distinte da foreste, le finestre<br />

dai muri, i tubi dalle condutture.<br />

Il tutto con eccezionale<br />

velocità e precisione.<br />

Tuttavia, l'Intelligenza<br />

Artificiale deve prima addestrare<br />

i suoi algoritmi alla ricerca<br />

di data-pattern significativi e<br />

per farlo richiede terabyte di<br />

dati accurati.<br />

Anche questo non è più un<br />

problema. Man mano che le<br />

tecnologie di localizzazione e<br />

imaging sono diventate più<br />

accurate, anche la capacità di<br />

archiviazione dei chip è aumentata<br />

esponenzialmente e le<br />

soluzioni di cloud storage sono<br />

diventate così onnipresenti<br />

che i professionisti del settore<br />

geospaziale possono facilmente<br />

acquisire e archiviare elevati<br />

volumi di dati.<br />

Oggi giorno, la quantità di informazioni<br />

che si possono raccogliere<br />

con devices di dimensioni<br />

compatte è strabiliante.<br />

6 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


FOCUS<br />

Basti pensare ai nanosatelliti,<br />

ai micro UAV o agli scanner<br />

3D portatili, che alimentano il<br />

bisogno di dati dell'Intelligenza<br />

Artificiale.<br />

Pertanto, nel prossimo decennio,<br />

la vera rivoluzione dell'industria<br />

geospaziale sarà dettata<br />

da chi utilizzerà l'Intelligenza<br />

Artificiale applicata ai big data,<br />

col fine ultimo di realizzare<br />

prodotti utili all’utente finale.<br />

Queste startup stanno aprendo<br />

la strada.<br />

Migliorare la mappatura<br />

a livello stradale con<br />

la computer vision<br />

Cosa si fa quando ci si rende<br />

conto che la mappa di cui si<br />

ha bisogno non viene aggiornata<br />

abbastanza velocemente<br />

dalle grandi aziende? Si crea<br />

un azienda ad hoc proprio per<br />

questo.<br />

Nel 2013, Jan Erik Solem e<br />

altri tre soci hanno co-fondato<br />

Mapillary, una startup svedese<br />

che utilizza la tecnologia di<br />

computer vision per estrapolare<br />

dati preziosi da immagini<br />

stradali. Il loro approccio<br />

innovativo al mapping è arrivato<br />

all’orecchio di investitori<br />

e società di prim'ordine; ora<br />

collaborano con aziende globali<br />

come HERE, Volkswagen e<br />

Amazon.<br />

I computer sono in grado<br />

di individuare e posizionare<br />

oggetti dalle immagini ad un<br />

ritmo molto più elevato e dettagliato<br />

di quanto qualsiasi essere<br />

umano potrebbe fare. Oggi<br />

giorno Mapillary è diventato il<br />

più grande database di immagini<br />

libere al mondo usate per<br />

migliorare le mappe, tutto grazie<br />

all'Intelligenza Artificiale.<br />

“AI technology has been the<br />

cornerstone of Mapillary from<br />

the very beginning,” afferma<br />

Solem CEO di Mapillary<br />

“With computer vision, a form<br />

of artificial intelligence, machines<br />

could see and, in the best<br />

case, understand what they are<br />

seeing .”<br />

La tecnologia computer vision<br />

di Mapillary è stata addestrata<br />

a rilevare oggetti come segnaletica<br />

stradale, idranti, pali della<br />

luce e molti altri oggetti nelle<br />

immagini a livello stradale e di<br />

posizionare queste informazioni<br />

su una mappa globale.<br />

Giocando sulle parole "mappa"<br />

e "capillare", l'azienda mira a<br />

raggiungere le estremità più<br />

piccole del mondo (simili ai<br />

vasi sanguigni più piccoli del<br />

corpo) e portare questa scalabilità<br />

alla mappatura.<br />

“We work mainly with three<br />

sectors: mapping, automotive,<br />

and players who need maps to<br />

be able to operate but don’t necessarily<br />

have their own mapping<br />

team,”afferma Solem.<br />

Ad esempio, Mapillary aiuta<br />

le aziende ad catturare immagini<br />

mentre svolgono le loro<br />

operazioni quotidiane e quindi<br />

a utilizzare quest’ultime per<br />

ridurre il tempo che dedicano a<br />

cose come trovare parcheggio o<br />

l'ingresso giusto di un edificio.<br />

Li aiuta anche con l'ottimizzazione<br />

del percorso. Ad ottobre<br />

2019, Mapillary ha lanciato la<br />

propria dashcam per il mapping<br />

con l'obiettivo di aiutare<br />

le società di logistica ad ottenere<br />

mappe e dati geolocalizzati<br />

quasi in tempo reale tramite la<br />

piattaforma.<br />

Sebbene la tecnologia AI possa<br />

sembrare fuori dalla portata<br />

dell’utilizzatore medio di<br />

mappe, quasi chiunque può<br />

visitare il sito Web di Mapillary<br />

e visualizzare immagini e dati<br />

senza alcun costo. Tutte le immagini<br />

sono disponibili sotto<br />

la licenza CC-BY-SA, il che significa<br />

che possono essere condivise,<br />

utilizzate e aggiornate. I<br />

dati ottenuti dalla mappa sono<br />

liberamente disponibili per<br />

l-editing in OpenStreetMap.<br />

JOHN MCCARTHY, informatico presso la<br />

Stanford University, ha coniato per primo il<br />

termine "Intelligenza artificiale" nel 1955,<br />

definendolo come "la scienza e l'ingegneria<br />

capace di creare macchine intelligenti, soprattutto<br />

programmi per computer intelligenti.<br />

" Le macchine sono intelligenti quando sono<br />

in grado di replicare le capacità cognitive<br />

umane come la creazione di categorie, il<br />

riconoscimento di modelli e la risoluzione dei<br />

problemi.<br />

Affinché le macchine ottengano un'intelligenza<br />

artificiale, i programmatori di computer<br />

devono creare algoritmi in grado di<br />

scansionare, organizzare e inserire i dati per<br />

addestrare e insegnare alla macchine come<br />

eseguire i compiti. Questo metodo si chiama<br />

machine learning, il più basilare di tutte le<br />

tecniche di intelligenza artificiale. Dal lontano<br />

1955 sono stati sviluppati molti altri<br />

metodi di intelligenza artificiale, ad esempio<br />

il neural network, un processo che imita il<br />

modo in cui il il cervello umano apprende<br />

dal mondo circostante, mediante lo scambio<br />

di informazioni che avviene nei neuroni per<br />

elaborare i dati. E la versione più sofisticata è<br />

chiamato Deep learning, processo che utilizza<br />

vari livelli del neural network in modo che i<br />

computer possano analizzare enormi dataset.<br />

Con l'avvento dei Big data geospaziali, ci<br />

sono molti più input disponibili su cui poter<br />

addestrare le macchindi AI e migliorare la<br />

loro precisione. Ed è proprio grazie a questa<br />

capacità dell'Intelligenza Artificiale di gestire<br />

enormi dataset che la computer vision sta diventando<br />

una delle applicazioni geospaziali<br />

più importanti. Grazie a questa tecnologia<br />

di computer vision, le macchine possono<br />

imparare a "vedere" oggetti del reale, come<br />

le immagini, consentendo cosi ad aziende<br />

come Mapillary di identificare strade dalle<br />

foto, ad Ecopia di estrarre aree edificate dalle<br />

immagini satellitari e a VOXELGRID di<br />

riconoscere i materiali di costruzione da una<br />

nuvola di punti.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 7


FOCUS<br />

thinks about maps.”<br />

Per ora, il successo dell'azienda<br />

dipende dalla piattaforma di<br />

mapping che Mapillary ha costruito.<br />

“As more images are contributed<br />

by users, the more training<br />

data we can use to improve<br />

our AI algorithms, eventually<br />

resulting to the best mapping<br />

data available for everyone,”<br />

aggiunge Solem. “As we say at<br />

Mapillary, collaboration wins.”<br />

Fig. 2 - Questo nuvola di punti di una scala proviene da un grande complesso residenziale in<br />

Norimberga ed è stata creata utilizzando la tecnologia VOXELGRID.<br />

Mapillary ritiene che gli utenti<br />

possano trarre vantaggio<br />

dalla tecnologia di computer<br />

vision non solo perché i dati<br />

delle mappe sono liberamente<br />

fruibili, ma anche grazie alla<br />

velocità e scalabilità che la loro<br />

tecnologia offre.<br />

“The need for map data is<br />

booming as map companies<br />

scramble to access up-to-date<br />

data in a growing number of<br />

markets. At the same time,<br />

the combination of increasing<br />

pressure on delivery firms and<br />

the rise of last-mile and micromobility<br />

solutions means that<br />

more players than ever before<br />

need access to map data,” dice<br />

Solem. “Mapillary addresses<br />

this growing need of keeping<br />

maps up- dated by allowing<br />

everyone to map what is important<br />

to them just by capturing<br />

images.”<br />

Consentire a chiunque di<br />

contribuire con immagini potrebbe<br />

avere i suoi svantaggi,<br />

inclusi problemi di privacy e<br />

accuratezza dei dati. E Allora<br />

come affronta Mapillary questi<br />

problemi?<br />

“Accuracy is something we will<br />

always strive to improve, and<br />

as our dataset grows, our computer<br />

vision algorithms improve<br />

along with it,” dice Solem.<br />

“We also use a technique<br />

known as ‘human in the loop’<br />

or HOOP, where community<br />

members help us improve the<br />

accuracy of our detections by<br />

verifying whether the detections<br />

are correct or not.”<br />

Secondo Solem, proteggere<br />

la privacy degli utenti è una<br />

priorità assoluta per l'azienda.<br />

“From the beginning, it was<br />

clear that we needed a way to<br />

anonymize sensitive information<br />

like faces and license plates<br />

in the images on our platform.<br />

Today privacy blurring<br />

is something we do with 99%<br />

accuracy, an industry best”,<br />

afferma.<br />

Con la crescita delle aziende<br />

che si affiderano alle tecnologie<br />

di localizzazione nel prossimo<br />

decennio, ci si aspetta che l'uso<br />

dell’Intelligenza Artificiale nel<br />

settore del mapping diventi un<br />

mainstream.<br />

“These days it’s not just humans<br />

that need maps; it’s<br />

cars, delivery robots, last-mile<br />

solutions, and much more,”<br />

afferma Solem. “The market<br />

for maps for autonomous vehicles<br />

alone is set to grow from<br />

$2.2bn in <strong>2020</strong> to $24.5bn<br />

by 2050, so it’s safe to say that<br />

we’re just at the beginning of<br />

a big shift in how the world<br />

Realizzazione di planimetrie<br />

2D e BIM a costi contenuti<br />

con il deep learning<br />

“It’s our magic sauce,” afferma<br />

Christian Wetzel, l'uomo<br />

dietro la start-up tedesca<br />

VOXELGRID, riferendosi a<br />

come crede che la sua azienda<br />

possa creare planimetrie 2D<br />

e BIM degli edifici migliori e<br />

ad un prezzo più contenuto<br />

rispetto ad altre società.<br />

Questa riduzione dei costi è<br />

fondamentale per i clienti,<br />

in particolare per le agenzie<br />

governative e gli urbanisti.<br />

L'approccio economico di<br />

VOXELGRID è già stato testato<br />

con l'agenzia governativa<br />

tedesca che gestisce le proprietà<br />

del paese (The Institute for<br />

Federal Real Estate), nonché<br />

con diversi comuni del paese,<br />

per fornire planimetrie degli<br />

edifici e informazioni sui materiali<br />

dei pavimenti a basso<br />

costo.<br />

“As an example, we did the<br />

whole façade of a large residential<br />

unit in Nuremberg, proving<br />

that with our methodology<br />

we can go from the quick<br />

estimation of the building’s<br />

area using deep learning up to<br />

its very detailed 3D reconstruction,”<br />

afferma Wetzel. “And we<br />

did it at a cheap price.”<br />

Fondata nel 2016, la tecnologia<br />

di VOXELGRID utilizza<br />

nuove tecniche di Intelligenza<br />

Artificiale, tra cui il riconosci-<br />

8 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


FOCUS<br />

mento automatico delle aree e<br />

il deep learning, le quali vengono<br />

impiegate per processare<br />

la nuvola di punti e l'analisi<br />

iper-spettrale. Gli algoritmi<br />

della startup sono così robusti<br />

da poter distinguere automaticamente<br />

le zone delle finestre<br />

dalle facciate con un margine<br />

di errore inferiore all'1% in 1<br />

secondo, un livello di precisione<br />

molto elevato per gli standard<br />

del settore.<br />

“Existing buildings without<br />

reliable planning documents<br />

account for around 95% of<br />

the entire global real estate<br />

portfolio,” dice Wetzel. “The<br />

company’s focus is to supply<br />

combined hardware and software<br />

as a service (H&SaaS)<br />

in order to create layouts<br />

and material information for<br />

existing buildings which are<br />

way cheaper than traditional<br />

approaches.”<br />

VOXELGRID ha inoltre<br />

introdotto sul mercato il<br />

proprio device di cattura<br />

della realtà, consentendo ai<br />

professionisti di acquisire<br />

fino a 10.000 metri quadrati<br />

di superficie di un edificio<br />

esistente in un giorno. Con<br />

un lavoro di post-elaborazione<br />

minimale, è possibile generare<br />

automaticamente piante 2D o<br />

un modello 3D di un ediificio,<br />

anche con informazioni sui<br />

materiali.<br />

“Compatible and accurate<br />

building data is a prerequisite<br />

for creating BIMs. Our goal is<br />

to provide building information,<br />

including room number,<br />

height, and its materials, inside<br />

and out,”, afferma Wetzel.<br />

Il cuore pulsante del processo<br />

VOXELGRID è composto<br />

dall’Intelligenza Artificiale.<br />

“Using hundreds of annotated<br />

building images as training<br />

datasets, we teach computers<br />

to do what comes naturally to<br />

humans: learn by example and<br />

experience. The outcome is a<br />

remarkable progress in image<br />

recognition of building geometries,<br />

especially in identifying<br />

different materials and components,”<br />

afferma Wetzel.<br />

Ma questa tecnologia non è<br />

utilizzata anche da altri?<br />

“I think that there is currently<br />

no other company offering to<br />

create 2D Plans and 3D models<br />

using this set of imaging<br />

technologies,” dice Wetzel.<br />

E potrebbe avere ragione.<br />

Mentre la maggior parte delle<br />

aziende si presenta con la<br />

creazione di nuvole di punti o<br />

il tour virtuale di un edificio,<br />

VOXELGRID si differenzia<br />

““WE TEACH<br />

COMPUTERS TO<br />

DO WHAT COMES<br />

NATURALLY<br />

TO HUMANS:<br />

LEARN BY<br />

EXPERIENCE.”<br />

“<br />

utilizzando i propri algoritmi<br />

di Intelligenza Artificiale,<br />

così da generare rapidamente<br />

modelli BIM del costruito<br />

esistente. La combinazione di<br />

innovazione e velocità - più<br />

conveniente nel lungo periodo<br />

-, consente loro di offrire prodotti<br />

a basso costo rispetto ai<br />

loro competitors.<br />

Oltre a ricevere premi, l'azienda<br />

è stata investita dal Gruppo<br />

CalCon, una delle più grandi<br />

società IT in Germania e del<br />

mercato immobiliare austriaco.<br />

VOXELGRID ha ora uno<br />

staff di 16 dai tre originali e<br />

continua a operare da Monaco,<br />

l’hub della startup nel sud del<br />

paese.<br />

Quindi, con i progetti pilota e<br />

le fasi di finanziamento in corso,<br />

qual è il prossimo passo per<br />

l'azienda?<br />

“The long-term goal is to<br />

develop realistic 3D building<br />

models that contain all the<br />

information about the geometries<br />

and structural elements, ”<br />

condivide Wetzel.<br />

“But we have to be really aware<br />

that proper AI only works with<br />

proper training, and this means<br />

really an awful lot of suitable<br />

information of training for the<br />

machine. ”<br />

Digitalizzare il mondo con i<br />

processi di machine learning<br />

L'azienda canadese Ecopia ha<br />

creato un certo scalpore nel<br />

settore geospaziale nel 2018<br />

quando ha rilasciato il primo<br />

dataset ad alta precisione del<br />

costruito totale degli Stati<br />

Uniti. Molte persone restarono<br />

a bocca aperta, infatti credevano<br />

che non si potesse fare a<br />

quella scala, velocità e precisione.<br />

Per raggiungere questo obiettivo<br />

l'azienda, grazie ai suoi algoritmi<br />

di Intelligenza Artificiale<br />

ha setacciato il database di immagini<br />

satellitari DigitalGlobe<br />

di Maxar, estraendo oltre 169<br />

milioni di planimetrie (footprint)<br />

di edifici negli States<br />

aggiornandole annualmente.<br />

L'azienda ha intrapreso una<br />

sfida più grande quest'anno:<br />

creare la prima mappa digitale<br />

completa di tutta l'Africa<br />

subsahariana.<br />

Questa mappa digitale includerà<br />

circa 342 milioni di edifici,<br />

il doppio di quella che hanno<br />

creato negli Stati Uniti “Ecopia<br />

leverages AI to mine geospatial<br />

big data. This data is used to<br />

create up-to-date, highly accurate<br />

digital representations of<br />

the Earth that are being used<br />

by decision-makers around the<br />

world,” afferma Emily Jackson,<br />

vicepresidente dell'azienda.<br />

“We produce millions of kilo-<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 9


FOCUS<br />

meters worth of commercialgrade<br />

high-definition maps of<br />

the Earth every month.”<br />

Per sostenere la loro iniziativa<br />

per l'Africa subsahariana,<br />

Ecopia ha ricevuto un finanziamento<br />

di 6,7 milioni di dollari<br />

dalla Sustainable Development<br />

Technology Canada (SDTC),<br />

una fondazione creata dal governo<br />

canadese.<br />

La tecnologia di base di Ecopia<br />

è stata sviluppata durante<br />

il Dottorato di ricerca di<br />

Yuanming Shu presso l'Università<br />

di Waterloo, un leader<br />

del computer engineering.<br />

Durante la sua ricerca, Shu ha<br />

notato che ogni giorno sono<br />

milioni le immagini geospaziali<br />

acquisite da satelliti, aeroplani,<br />

droni e altri veicoli. Questo<br />

gli ha dato un'opportunità per<br />

fare qualcosa di significativo<br />

con i dati e i pixel disponibili.<br />

Nel 2015, Shu ha co-fondato<br />

e lanciato Ecopia con Jon<br />

Lipinski e Shuo Tan, rispettivamente<br />

presidente e CTO<br />

dell'azienda. Una borsa di studio<br />

dell'Università di Waterloo<br />

e del governo canadese ha<br />

permesso al team fondatore di<br />

iniziare a esplorare le opportunità<br />

di business.<br />

In meno di un anno, hanno<br />

avuto il loro prototipo iniziale<br />

e il primo cliente. Alla domanda<br />

se la location iniziale<br />

dell'azienda fosse anche un<br />

catalizzatore per la crescita di<br />

Ecopia, la risposta di Jackson è<br />

stata positiva.<br />

“The Accelerator Centre in<br />

Waterloo allowed us to grow as<br />

a business with access to other<br />

startups to talk about growth<br />

and best practices. We also had<br />

strong mentorship from industry<br />

experts, and as a growing<br />

startup, that expertise was invaluable.”<br />

Come molte altre startup,<br />

Ecopia ha affrontato diverse<br />

sfide per poter crescere, tra l’accesso<br />

ai professionisti di talento,<br />

a risorse sostenibili e al cliente.<br />

“These are the three biggest<br />

challenges for any new startup<br />

company, but we believed in<br />

our team, our business model,<br />

and our product”, afferma<br />

Jackson.<br />

Società di telecomunicazioni,<br />

governi, ONG, compagnie<br />

di assicurazione e logistica<br />

utilizzano le loro mappe per<br />

determinare dove si trovano<br />

building footprint, strade, aree<br />

verdi e altre feature.<br />

“There is an inadequate<br />

amount of accurate, up-to-date<br />

information of the Earth,” dice<br />

Jackson. “Current sources do<br />

not provide adequate solutions<br />

for enterprise analysis and decision<br />

making.”<br />

La tecnologia di intelligenza<br />

artificiale dell'azienda è attualmente<br />

una delle più innovative<br />

del settore, specializzata nell'estrazione<br />

di informazioni da<br />

big data geospaziali.<br />

“We are leading the charge in<br />

how AI can be used to create<br />

high-definition vector maps at<br />

scale,” afferma Jackson.<br />

I loro progressi nell'apprendimento<br />

automatico possono<br />

convertire le immagini satellitari<br />

in alta risoluzione in<br />

mappe vettoriali con una capacità<br />

di produzione di oltre 40<br />

milioni di building footprint al<br />

mese, una capacità ineguagliata<br />

che mantiene una precisione<br />

del 95%. Oltre ai loro prodotti,<br />

Emily ci dice cos'altro li<br />

rende orgogliosi di essere una<br />

startup.<br />

“We have doubled in size and<br />

revenue year over year since<br />

incorporating as a business, all<br />

while being primary bootstrapped<br />

and not taking on any<br />

outside funding,” she says. “We<br />

have big plans for international<br />

expansion and product-line<br />

growth.”<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Intelligenza Artificiale; machine<br />

learning; deep learning; computer<br />

vision; mapping; immagini<br />

satellitari; nuvole di punti<br />

ABSTRACT<br />

JOHN MCCARTHY, computer<br />

scientist at Stanford University, first<br />

coined the term “artificial intelligence”<br />

in 1955, defining<br />

it as, “the science and engineering<br />

of making intelligent machines,<br />

especially intelligent computer<br />

programs.”<br />

Machines are intelligent when<br />

they can replicate human cognitive<br />

skills such as forming categories,<br />

recognizing<br />

patterns, and solving problems.<br />

For machines to achieve artifi cial<br />

intelligence, computer programmers<br />

must create algorithms that<br />

can scan and organize input data<br />

to train and teach the machines to<br />

perform tasks. This method is called<br />

machine learning, the most basic of<br />

all AI techniques. Several other AI<br />

methods have since been developed,<br />

including neural network, a process<br />

that mimics how the human brain<br />

learns by using interconnected<br />

nodes to process data. Its more<br />

sophisticated version is called deep<br />

learning, which uses multiple layers<br />

of neural networks so that computers<br />

can analyze bigger datasets. With<br />

the advent<br />

of big geospatial data, there are far<br />

more inputs for AI machines to<br />

train on and improve their accuracy.<br />

And due to AI’s ability to handle big<br />

datasets such as imagery, computer<br />

vision is currently one of the hottest<br />

geospatial applications. With computer<br />

vision technology, machines<br />

can be taught to “see” real-world<br />

objects from images, thus allowing<br />

companies like Mapillary to identify<br />

roads from street photos, Ecopia to<br />

extract built-up areas from satellite<br />

imagery, and VOXELGRID<br />

to recognize construction materials<br />

from a point cloud.<br />

AUTORE<br />

Marc M. Delgado<br />

marcmdelgado@yahoo.com<br />

Questo articolo è stato tradotto<br />

dall'originale scritto<br />

per l'American geospatial<br />

magazine xyHt (xyht.com)<br />

10 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


FOCUS<br />

10 – 14 maggio<br />

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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 11


REPORT<br />

Dati territoriali e metodi di<br />

governance digitale in un’esperienza<br />

di pianificazione costiera comunale<br />

di Pasquale Balena, Alessandro Bonifazi e Carmelo M. Torre<br />

Fig. 1 - Inquadramento territoriale di Rodi<br />

Garganico nel promontorio del Gargano (in<br />

basso a sinistra), morfologia del territorio<br />

comunale e distribuzione delle principali aree<br />

urbanizzate al 2011 in un estratto di cartografia<br />

tecnica (in basso a destra) e in una immagine<br />

satellitare (dettaglio, in alto).<br />

Il rilevo crescente assunto dall’informazione geografica nel governo del<br />

territorio si colloca in un quadro più ampio di lenta affermazione di nuovi<br />

modelli di governance – trainati dall’evoluzione tumultuosa delle tecnologie<br />

dell’informazione e della comunicazione, sia nell’innovazione scientifica sia nei<br />

nuovi mercati della digital economy (Ash et al. 2016; Fang 2015).<br />

Nel confrontarsi con le sfide poste dal decentramento amministrativo – avviato<br />

con la legge 15 marzo 1997, n. 59 (cosiddetta “Bassanini”) e culminato nella<br />

riforma del Titolo V della Costituzione (l. cost. n. 1/2001) – i Comuni sembrano<br />

mostrare aspettative elevate sulla capacità dell’informatizzazione di migliorare<br />

l’organizzazione interna e la qualità dei servizi offerti all'utenza esterna<br />

(riducendone i costi) ma continuano a imputare i ritardi nella transizione<br />

digitale alla scarsità di risorse e all’inadeguatezza della formazione del<br />

personale (Banca d’Italia 2017).<br />

In questo contesto, l’ambiente<br />

costiero rappresenta<br />

un campo di applicazione<br />

estremamente stimolante, in<br />

quanto zona di transizione tra<br />

terra e mare – lungo la quale<br />

si susseguono e si intrecciano<br />

diversi ecosistemi, con i benefici<br />

che ne derivano alla società<br />

(Siikamäki et. al. 2013; Willaert<br />

et al., 2019). Tuttavia, il processo<br />

di decentramento della<br />

gestione del demanio marittimo<br />

ha determinato una scomposizione<br />

delle competenze sugli<br />

usi pubblici del mare, con la<br />

titolarità delle funzioni amministrative<br />

che risulta conferita<br />

perlopiù a regioni e comuni e la<br />

proprietà dei beni che rimane<br />

attribuita allo Stato (Casanova,<br />

2007). Persiste quindi l’esigenza<br />

di sperimentare modelli metodologici<br />

e organizzativi efficaci<br />

nel realizzare il potenziale senza<br />

precedenti delle informazioni<br />

geografiche disponibili, a condizione<br />

che ne sia al contempo<br />

garantita l’accessibilità agli operatori<br />

tecnici e amministrativi<br />

responsabili della gestione del<br />

demanio marittimo – in termini<br />

sia di competenze richieste, sia<br />

di fattibilità tecnico-economica.<br />

L’applicazione presentata si pone<br />

in questa prospettiva, riassu-<br />

12 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

mendo i punti salienti di una<br />

collaborazione fra l’amministrazione<br />

comunale di Rodi<br />

Garganico (FG) e il Politecnico<br />

di Bari, finalizzata alla formazione<br />

del Piano Comunale<br />

delle Coste.<br />

Il contesto territoriale<br />

e amministrativo<br />

Il Piano Regionale delle Coste<br />

della Puglia (PRC), approvato<br />

definitivamente nel 2011,<br />

opera una classificazione<br />

dell’intero demanio marittimo<br />

secondo i due criteri della criticità<br />

all’erosione e della sensibilità<br />

ambientale, e detta le regole<br />

per l’approvazione dei Piani<br />

Comunali delle Coste (PCC).<br />

Questi, nel promuovere usi<br />

sostenibili dei territori costieri<br />

e un’equa distribuzione dei<br />

vantaggi connessi alle attività<br />

economiche, sono chiamati<br />

ad assicurare il rispetto della<br />

capacità rigenerativa degli ecosistemi<br />

marino-costieri e il riequilibrio<br />

morfodinamico della<br />

fascia costiera, rendendo effettiva<br />

la libera partecipazione dei<br />

cittadini agli usi pubblici del<br />

mare. A titolo di esempio delle<br />

scelte strategiche compiute<br />

in Puglia, la legge regionale<br />

17/2015 (che ha sostituito la<br />

l.r. 17/2006 conservandone<br />

l’impianto) riserva il 60% del<br />

demanio marittimo all’uso<br />

pubblico, pur consentendo<br />

che nel 40% di questa spiaggia<br />

libera (SL) siano rilasciate<br />

concessioni per servizi legati<br />

alla balneazione (art. 14). Per<br />

confronto, si consideri che<br />

l’analoga soglia di riferimento<br />

(con lievi differenze) in Veneto<br />

e nell’Emilia Romagna è stata<br />

fissata al 20% 1.<br />

Rodi Garganico si estende<br />

per circa 13 km 2 sul versante<br />

settentrionale del promontorio<br />

del Gargano, sviluppando una<br />

fascia costiera di quasi 10 km,<br />

orientata lungo una linea qua-<br />

Fig. 2 - Analisi e interpretazione dei fenomeni di erosione costiera. Dal confronto fra le linee di costa rappresentate<br />

nel riquadro in alto (al 2005 in nero, al 2017 in rosso) è stata operata una classificazione dei tratti<br />

di costa in avanzamento (in celeste nel riquadro al centro), in erosione (in arancione) o stabili (trasparenti,<br />

qui non mostrati), che ha rappresentato un criterio chiave per la valutazione dell’ammissibilità della deroga<br />

all’insufficiente profondità della spiaggia, non riconosciuta per la concessione vigente rappresentata dal poligono<br />

marrone a sinistra nel riquadro in basso. Si osservi la “migrazione” verso la battigia degli ombrelloni<br />

nell’ampio tratto in marcato avanzamento a ridosso del molo di sottoflutto.<br />

si retta in direzione sud-ovest/<br />

nord-est (Fig. 1). Collocandosi<br />

a cavallo di una discontinuità<br />

nel contesto geologico di riferimento,<br />

il territorio comunale<br />

presenta una piana costiera a<br />

debole pendenza (legata alla più<br />

ampia dinamica del Lago di Varano),<br />

a ovest, e una morfologia<br />

caratterizzata da versanti acclivi<br />

fisicamente delimitati verso il<br />

mare da un asse viario (la S.S.<br />

89), a est. A fronte di una popolazione<br />

residente che si attesta<br />

intorno ai 3.500 abitanti, Rodi<br />

è una importante località turistica<br />

– con oltre 50.000 arrivi e<br />

circa 325.000 presenze registrate<br />

nel 2018 nelle strutture ufficiali<br />

(Osservatorio del turismo della<br />

Regione Puglia, 2019). L’elevata<br />

densità degli stabilimenti balneari<br />

(SB) è il segno più evidente<br />

della specializzazione dell’economia<br />

locale.<br />

Il Piano Comunale delle Coste<br />

di Rodi Garganico<br />

La condizione del demanio<br />

marittimo appare emblematica<br />

della domanda di dati territoriali<br />

accurati espressa dalla pianificazione<br />

territoriale: una fascia<br />

costiera, di profondità variabile,<br />

delimitata a terra dalla dividente<br />

demaniale (la linea di demarca-<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 13


REPORT<br />

zione fra la proprietà pubblica<br />

afferente al demanio marittimo<br />

e altre proprietà pubbliche o<br />

private) e a mare dall’inviluppo<br />

del lido. Conseguentemente, da<br />

un lato si presentano problemi<br />

di incertezza che affliggono<br />

lo stato di diritto, dall’altro ci<br />

si confronta con la variabilità<br />

intrinseca della zona di transizione<br />

fra terre emerse e mare<br />

territoriale.<br />

Le criticità riscontrate nella<br />

redazione del PCC di Rodi<br />

Garganico hanno riguardato<br />

alcune discontinuità rilevate<br />

nella polilinea fornita dal Sistema<br />

Informativo del Demanio 2<br />

– armonizzate sulla base di una<br />

ricognizione della cartografia<br />

catastale locale (messa a disposizione<br />

della Regione Puglia con<br />

Sistema di Riferimento WGS84<br />

UTM 33 N) e verificate con<br />

visure sulle particelle interessate<br />

(effettuate in cooperazione<br />

applicativa). Analogamente, è<br />

stato necessario ricostruire la<br />

titolarità demaniale di una serie<br />

di particelle che, in seguito alla<br />

riorganizzazione del tessuto<br />

urbano (in particolare, a ridosso<br />

dell’area portuale), si erano<br />

ritrovate frammiste nel demanio<br />

stradale e in aree di proprietà<br />

privata.<br />

È stata tuttavia l’analisi (e la<br />

conseguente rappresentazione)<br />

del “confine ultimo tra terraferma<br />

e mare” (Barbano et al.,<br />

2005) a costituire la sfida più<br />

rilevante. La definizione normativa<br />

di linea di costa adottata<br />

nel PRC (mistilinea che segue<br />

l’andamento reale della costa<br />

comunale) si rifà all’anglosassone<br />

coastline, potendosi ritenere<br />

coerente con le analisi alla scala<br />

relativamente piccola imposta<br />

dal calcolo di parametri aggregati<br />

a livello comunale, come la<br />

ripartizione fra aree concedibili<br />

e zone da destinare a SL. Tuttavia,<br />

sia le analisi diacroniche<br />

che hanno condotto in sede<br />

di elaborazione del PRC alla<br />

classificazione normativa del<br />

demanio marittimo secondo<br />

un criterio di criticità all’erosione,<br />

sia la determinazione della<br />

profondità di spiaggia (definita<br />

come la distanza media tra il<br />

limite interno del bagnasciuga<br />

e il limite esterno dell’arenile)<br />

evocano piuttosto il monitoraggio<br />

della shoreline, intesa come<br />

linea di riva, una linea mobile<br />

che fluttua continuamente con<br />

il moto dell’acqua, a causa delle<br />

onde o delle maree (Milli e Surace,<br />

2011).<br />

In effetti, lo strato informativo<br />

della linea di costa al 2010<br />

messo a disposizione dell’amministrazione<br />

comunale attraverso<br />

il Geoportale regionale<br />

(sit.puglia.it) e attualizzata al<br />

2017 dal gruppo di lavoro 3 per<br />

fotointerpretazione sulla base<br />

di una più recente ortofoto<br />

(con risoluzione geometrica di<br />

0,2 m), è ascrivibile in termini<br />

approssimativi al novero delle<br />

linee di riva istantanee, digitalizzate<br />

a partire da immagini aeree<br />

o satellitari (con l’eventuale<br />

ausilio di altri dati telerilevati)<br />

secondo procedimenti manuali<br />

o semiautomatici (ibid.). La sua<br />

validità ai fini normativi è stata<br />

dunque assicurata dal ricorso a<br />

specifici metodi di valutazione<br />

e supporto alla decisione (Fig.<br />

2). Per quanto riguarda l’erosione<br />

costiera, e in continuità<br />

con l’impostazione adottata dal<br />

PRC, la discriminazione fra i<br />

tratti in avanzamento e quelli<br />

in erosione è stata subordinata<br />

alla rilevazione di una variazione<br />

minima di 10 m nell’analisi diacronica<br />

pluriennale (in almeno<br />

un punto nel tratto compreso<br />

tra due punti di intersezione<br />

successivi), in difetto della<br />

quale la costa risulta classificata<br />

come stabile. Analogamente, si<br />

è cercato di evitare di tradurre<br />

l’incertezza dell’informazione<br />

geografica in sperequazione<br />

dello stato giuridico del demanio<br />

marittimo, inserendo come<br />

criterio chiave per la valutazione<br />

della concedibilità in deroga di<br />

tratti di spiaggia con profondità<br />

(istantanea) inferiore a 15 m<br />

proprio il trend di avanzamento<br />

nel medio periodo.<br />

Criticità nella generazione degli<br />

scenari del Piano Comunale delle<br />

Coste<br />

Al cuore dell’attività di pianificazione<br />

costiera prefigurata<br />

dal PRC vi è una classificazione<br />

amministrativa del demanio<br />

marittimo che, escluse le aree<br />

che non rientrano nell’ambito<br />

di applicazione del PCC (ad<br />

esempio, i porti di rilevanza<br />

nazionale), separa la “costa utile”<br />

ai fini della concessione di<br />

beni del demanio marittimo da<br />

quella “non concedibile” (per<br />

condizioni soggette a individuazione<br />

e determinazione nel<br />

PCC) o “non fruibile” (nella<br />

quale i fattori ostativi si sottraggono<br />

a qualsiasi intervento<br />

conformativo da parte delle amministrazioni<br />

comunali). In Fig.<br />

3 è riportato uno schema logico<br />

che illustra i principali criteri di<br />

classificazione della costa, introducendo<br />

anche il meccanismo<br />

attraverso cui la facoltà di deroga<br />

alla insufficiente profondità<br />

della spiaggia può rendere concedibile<br />

un tratto di costa, nel<br />

rispetto di specifiche condizioni.<br />

L’attribuzione delle aree del demanio<br />

marittimo a ciascuna delle<br />

tre macro-categorie ha comportato<br />

un utilizzo non banale<br />

dell’informazione geografica. La<br />

non fruibilità, ad esempio, può<br />

essere connessa all’applicazione<br />

delle disposizioni del d.lgs.<br />

116/2008: in assenza di aree<br />

oggetto dei divieti di balneazione<br />

per forme di inquinamento<br />

accertato, si è comunque fatto<br />

14 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

riferimento al “Portale Acque”<br />

del Ministero della Salute 4 per la<br />

perimetrazione di due aree permanentemente<br />

non adibite alla<br />

balneazione in corrispondenza<br />

delle foci di due corsi d’acqua<br />

a carattere torrentizio. Le immagini<br />

delle aree sono state<br />

acquisite dal portale, georefenziate<br />

in modalità map to map,<br />

riportate sulle tavole progettuali<br />

e utilizzate per classificare le aree<br />

demaniali sottostanti come non<br />

fruibili.<br />

Tuttavia, l’inibizione alla balneazione<br />

può verificarsi anche in<br />

via temporanea, in corrispondenza<br />

dei recapiti a mare di<br />

opere di collettamento di acque<br />

meteoriche di dilavamento superficiale<br />

(provenienti da attività<br />

non pericolose). Per favorire<br />

l’applicazione del regolamento<br />

regionale n. 26/2013, nel PCC<br />

si è provveduto a mappare delle<br />

Zone di rispetto (con raggio<br />

di 200 metri attorno al punto<br />

di scarico), sottoponendole a<br />

norme tecniche che impegnano<br />

l’amministrazione comunale e<br />

i titolari di concessioni demaniali<br />

a contribuire – secondo il<br />

principio delle responsabilità<br />

comuni ma differenziate – alla<br />

piena efficacia delle procedure<br />

di allertamento e di gestione<br />

operativa del rischio chimicobiologico<br />

(Fig. 4).<br />

Sul fronte dei divieti assoluti<br />

che comportano la non concedibilità<br />

dei beni demaniali, i<br />

cordoni dunari hanno rappresentato<br />

l’occasione per un’integrazione<br />

delle fonti regionali<br />

disponibili con indagini sul<br />

campo. Adottando un doppio<br />

criterio per la perimetrazione<br />

dei sistemi dunari (geomorfologico<br />

ed ecologico), il lavoro è<br />

proseguito su due binari paralleli,<br />

sotto la responsabilità degli<br />

specialisti 5 :<br />

4 partendo da operazioni<br />

di geoprocessing (map<br />

overlay) riguardanti gli<br />

ulteriori contesti paesaggistici<br />

identificati nel Piano<br />

Paesaggistico Territoriale<br />

Regionale (PPTR) e la<br />

Carta Idrogeomorfologica<br />

della Regione Puglia –<br />

nonché la redigenda Carta<br />

Geologica d’Italia in scala<br />

1: 50.000 e l’Atlante delle<br />

Spiagge Italiane (1981) –,<br />

sono stati perimetrati i depositi<br />

eolici anche attraverso<br />

rilievi mirati sul campo.<br />

4 assumendo a riferimento<br />

la Carta tematica<br />

di Habitat e Specie vegetali<br />

e animali di interesse<br />

comunitario nella regione<br />

Puglia 6 , sono stati effettuati<br />

dei sopralluoghi sistematici<br />

per mappare le aree del<br />

demanio marittimo interessate<br />

da habitat naturali<br />

riferibili ai sistemi dunari,<br />

classificati ai sensi dell’Allegato<br />

I alla Direttiva 92/43/<br />

CEE (in particolare, Dune<br />

embrionali mobili, Dune<br />

mobili del cordone litorale<br />

con presenza di Ammophila<br />

arenaria, Dune costiere con<br />

Juniperus ssp).<br />

Entrambe le componenti dei<br />

sistemi dunari sono state successivamente<br />

riperimetrate su<br />

ortofoto (aggiornate al 2017),<br />

distinguendo l’ingombro territoriale<br />

diretto (in cui vige il<br />

divieto assoluto di concessione)<br />

da una fascia di rispetto della<br />

profondità di 3 metri nella quale,<br />

in presenza di habitat costieri<br />

di interesse comunitario, sono<br />

state applicate ulteriori prescrizioni<br />

e raccomandazioni.<br />

Nel PCC, la definizione delle<br />

aree che ricadono nella “costa<br />

utile” ai fini turistico-balneari<br />

assume un ruolo cruciale. È in<br />

questa fase che le aspettative dei<br />

Fig. 3 - Schema logico del processo di individuazione<br />

della costa utile ai fini della concessione di beni<br />

demaniali marittimi, secondo le disposizioni della<br />

l.r. 17/2015 e del Piano Regionale delle Coste della<br />

Puglia. Lo schema comprende un richiamo alle regole<br />

per la deroga all’insufficiente profondità della<br />

spiaggia, stabilite nel PCC di Rodi Garganico.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 15


REPORT<br />

Fig. 4 - Nel riquadro a sinistra, una delle due aree permanentemente non adibite alla balneazione segnalate sul<br />

Portale Acque del Ministero della Salute (in corrispondenza dello scarico a mare delle acque reflue trattate dal<br />

depuratore di Vico del Gargano); a destra, una zona di rispetto connessa ai recapiti a mare di opere di collettamento<br />

di acque meteoriche di dilavamento superficiale.<br />

diversi portatori di interessi si<br />

intrecciano e si scontrano con<br />

le limitazioni imposte dalla<br />

complessa normativa cui il PCC<br />

deve sottostare per assicurare<br />

le condizioni di equilibrio fra<br />

convenienza privata e interesse<br />

collettivo nella gestione del<br />

demanio e del patrimonio pubblico<br />

(Tajani e Morano, 2017):<br />

in questa situazione, il supporto<br />

di tecniche di analisi territoriale<br />

con strumenti GIS si è rivelato<br />

fondamentale per contemperare<br />

i principi di precauzione<br />

e proporzionalità (Orlando et<br />

al., 2005). Adottando in modo<br />

sistematico e radicale uno dei<br />

principali criteri progettuali<br />

stabiliti nel PRC, si è optato<br />

per un approccio modulare,<br />

suddividendo l’intero demanio<br />

marittimo in elementi caratterizzati<br />

da ampiezza costante e<br />

corrispondente (al netto della<br />

variabilità delle morfologie più<br />

complesse) a un fronte mare di<br />

circa 20 metri.<br />

La scelta di un passo regolare ha<br />

introdotto una maggiore rigidità<br />

progettuale, discretizzando<br />

le dimensioni degli oggetti territoriali<br />

concedibili. Tuttavia,<br />

lo studio delle forme e delle<br />

dimensioni delle concessioni<br />

esistenti ha consentito di valutare<br />

la sostanziale coerenza delle<br />

regole adottate con le preferenze<br />

degli operatori economici, per<br />

come si manifestano nello stato<br />

di diritto del demanio marittimo<br />

– al netto dei vincoli territoriali<br />

(ad esempio, i divieti assoluti)<br />

e progettuali (un numero<br />

molto esiguo di concessioni presentava<br />

un’estensione superiore<br />

a 150 m, il massimo consentito<br />

dal PRC). Inoltre, di gran lunga<br />

prevalente sui disagi appare la<br />

facoltà acquisita dal Comune di<br />

emanciparsi dall’inerzia imposta<br />

al layout territoriale dall’attuale<br />

disposizione delle aree in concessione<br />

e, soprattutto, di disaccoppiare<br />

le scelte sulle singole<br />

concessioni dalla tenuta complessiva<br />

degli assetti pianificati.<br />

L’impostazione geometrica della<br />

sequenza modulare ha tenuto<br />

conto del regolare andamento<br />

della costa – ad eccezione del<br />

promontorio su cui sorge il centro<br />

urbano (interamente non<br />

fruibile) e dell’area portuale, che<br />

ha innescato marcati fenomeni<br />

di avanzamento dell’arenile a est<br />

del molo di sottoflutto. In particolare,<br />

il passo regolare di 20<br />

metri è stato calcolato su rette<br />

mediane di quadrilateri composti<br />

dalla segmentazione di tratti<br />

omogenei rettificati della linea<br />

di costa e del relativo tratto di<br />

dividente demaniale, e dalle<br />

perpendicolari alla dividente<br />

rettificata.<br />

Oltre a rispettare il parametro<br />

di concedibilità a livello comunale<br />

– il rapporto 60/40 fra SL,<br />

in parte con servizi (SLS) e SB<br />

–, il demanio marittimo è stato<br />

suddiviso in 6 Ambiti Costieri,<br />

all’interno dei quali sono stati<br />

introdotti ulteriori parametri<br />

per prevenire il dumping territoriale<br />

degli usi meno ricercati<br />

dal mercato (SL mai inferiore al<br />

40% e, al suo interno, SLS mai<br />

superiore al 60%). Ricorrendo a<br />

un’analogia con la pianificazione<br />

urbanistica, il sistema di gestione<br />

proposto (Fig. 5) prevede<br />

una destinazione di zona (SL o<br />

SB) predefinita nel PCC, e una<br />

serie di regole (riguardanti il numero<br />

minimo e massimo di moduli<br />

concedibili) che orientano<br />

la discrezionalità tecnico-amministrativa<br />

nella destinazione degli<br />

usi, esercitata dal Comune nelle<br />

procedure a evidenza pubblica<br />

di selezione dei beneficiari di<br />

concessioni.<br />

Conclusioni e prospettive<br />

future<br />

L’evoluzione di forme mature<br />

di e-government per migliorare<br />

i servizi pubblici e i processi<br />

democratici comporta, accanto<br />

all’uso intensivo di tecnologie<br />

dell’informazione e della comunicazione<br />

nelle pubbliche<br />

amministrazioni, l’introduzione<br />

di innovazioni organizzative e<br />

l’acquisizione di nuove competenze<br />

7 . Questa posizione risuona<br />

con le prospettive più mature<br />

sul paradigma della smart city<br />

– e per estensione dei territori<br />

intelligenti – secondo cui le<br />

infrastrutture digitali svolgono<br />

un ruolo di catalisi della condivisione<br />

creativa di conoscenze,<br />

a beneficio del capitale sociale e<br />

intellettuale (Murgante e Borruso,<br />

2013).<br />

I limiti osservati nell’applicazione<br />

qui presentata riguardano<br />

proprio la necessità, da un lato,<br />

di consolidare processi di sussi-<br />

16 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

diarietà verticale, per evitare che<br />

il processo di decentramento<br />

che ha interessato il demanio<br />

marittimo negli ultimi decenni<br />

ponga sui Comuni un carico<br />

amministrativo insostenibile.<br />

Di pari passo, è auspicabile che<br />

l’amministrazione comunale<br />

esplori percorsi di sussidiarietà<br />

orizzontale (Murgante et al.,<br />

2011) coinvolgendo portatori di<br />

interessi diretti – in particolare i<br />

titolari di concessioni demaniali<br />

marittime e gli imprenditori in<br />

settori dipendenti dalle risorse<br />

marine e costiere, anche grazie<br />

alla mediazione dei propri<br />

consulenti tecnici – e diffusi<br />

(le organizzazioni del sistema<br />

della conoscenza e della società<br />

civile).<br />

Questa sperimentazione sull’uso<br />

di dati territoriali e tecnologie<br />

geospaziali a supporto della pianificazione<br />

costiera comunale<br />

sembra confermarne il grande<br />

potenziale innovativo ma lascia<br />

aperte alcune delle questioni più<br />

dibattute, genericamente ascrivibili<br />

al consolidamento di reti<br />

dinamiche per la condivisione<br />

e l’aggiornamento delle basi di<br />

conoscenza e alla riduzione dei<br />

costi d’investimento (Bartlett &<br />

Fig. 5 - Rappresentazione dell’approccio modulare alla pianificazione costiera comunale nel tratto corrispondente<br />

ai primi 360 m di fronte mare a ovest del territorio comunale - attraverso il confronto fra lo stato<br />

giuridico delle concessioni vigenti (in alto), la ricognizione delle condizioni di limitazione alla fruibilità o<br />

alla concedibilità (al centro) e lo scenario di pianificazione (in basso), in cui i moduli gialli sono destinati a<br />

Spiaggia Libera e quelli azzurri possono ospitare Stabilimenti Balneari (i moduli rossi segnalano i tratti di<br />

costa non fruibile o non concedibile).<br />

NOTE<br />

1Rispettivamente, al punto A.11 dell’Allegato<br />

S1 alla l.r. n. 33/2002 e all’ art. 10, punto 5,<br />

lettera e (della l.r. 9/2002).<br />

2 Il SID o Portale integrato per la pianificazione<br />

del demanio e dello spazio marittimo è<br />

accessibile all’indirizzo web: www.sid.mit.gov.it.<br />

3 In particolare, dall’ing. Maria Francesca<br />

Bruno.<br />

4 http://www.portaleacque.salute.gov.it/Portale-<br />

AcquePubblico/mappa.do<br />

5 Rispettivamente, il geologo Alfredo Pitullo e<br />

il biologo ambientale Rocco Labadessa.<br />

6 Approvata con deliberazione della Giunta<br />

regionale della Puglia n. 2442 del 21/12/2018.<br />

7 Si veda la Comunicazione della Commissione<br />

delle Comunità Europee “Il ruolo<br />

dell’eGovernment per il futuro dell’Europa”,<br />

Bruxelles, 26/09/2003 COM(2003) 567.<br />

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fmars.2019.00199.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

dati territoriali; governance digitale;<br />

coste<br />

ABSTRACT<br />

Contemporary practices in Integrated<br />

Coastal Zone Management (ICZM) show<br />

trends of co-evolving digital technologies<br />

and organizational learning. Within this<br />

framework, spatial data infrastructures are<br />

proving key, on the one hand, in enabling<br />

ecosystem-based management approaches<br />

while, on the other hand, in supporting<br />

the growing role that local authorities<br />

play in coastal governance. In this paper,<br />

we report on the preliminary outcomes of<br />

a research and innovation collaboration<br />

between the municipality of Rodi Garganico<br />

(located in Southern Italy) and the<br />

Polytechnic University of Bari (Italy). The<br />

work concerned the application of geospatial<br />

technologies to the local coastal planmaking<br />

process and helped shed lights on<br />

both persisting challenges to, and promising<br />

prospects of, ICZM.<br />

AUTORE<br />

Pasquale Balena<br />

pasquale.balena@poliba.it<br />

Alessandro Bonifazi<br />

alessandro.bonifazi@poliba.it<br />

Carmelo M. Torre<br />

carmelomaria.torre@poliba.it<br />

Politecnico di Bari<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 17


REPORT<br />

IdroGEO: la piattaforma italiana<br />

sul dissesto idrogeologico<br />

Il nuovo applicativo multi device, multilingua, open source<br />

e open data per la consultazione, la condivisione e il<br />

download di dati, mappe e report su frane e alluvioni<br />

di Carla Iadanza, Alessandro Trigila, Paolo Starace, Alessio Dragoni, Marco Roccisano, Tommaso Biondo<br />

Fig. 1 - Interfaccia utente IdroGEO - Sezione Pericolosità e indicatori di rischio.<br />

La nuova Piattaforma web nazionale di IdroGEO consente la<br />

navigazione, la condivisione sui social e il download di dati,<br />

mappe e report dell'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia<br />

delle mappe nazionali di pericolosità e degli indicatori di<br />

rischio. È uno strumento di comunicazione e diffusione delle<br />

informazioni, a supporto delle decisioni per le politiche di<br />

mitigazione del rischio, la pianificazione<br />

territoriale, la progettazione preliminare di infrastrutture,<br />

la programmazione e la definizione delle priorità degli<br />

interventi, la gestione delle emergenze di protezione civile<br />

e le valutazioni ambientali. La piattaforma è progettata<br />

per un facile utilizzo e per l'accesso con più dispositivi<br />

(smartphone, tablet, desktop), utilizza standard aperti ed è<br />

rilasciata come software open source.<br />

La diffusione delle informazioni<br />

ambientali<br />

costituisce un obiettivo<br />

strategico per ISPRA e più in<br />

generale per la PA. Informare<br />

i cittadini sui rischi che interessano<br />

il proprio territorio favorisce<br />

una maggiore consapevolezza<br />

e decisioni informate<br />

su dove acquistare la propria<br />

casa o ubicare nuove attività<br />

economiche e ha pertanto un<br />

importante risvolto sociale<br />

ed economico, contribuendo<br />

alla riduzione dei danni e dei<br />

costi.<br />

La nuova piattaforma nazionale<br />

IdroGEO (https://<br />

idrogeo.isprambiente.it) è un<br />

sistema informativo integrato<br />

che consente la gestione<br />

e la consultazione di dati,<br />

mappe, report, foto, video e<br />

documenti dell’Inventario dei<br />

Fenomeni Franosi in Italia -<br />

IFFI, delle mappe nazionali<br />

di pericolosità e degli indicatori<br />

di rischio idrogeologico.<br />

Nel suo uso pubblico è uno<br />

strumento di comunicazione<br />

e diffusione delle informazioni,<br />

a supporto delle decisioni<br />

nell’ambito delle politiche di<br />

mitigazione del rischio, della<br />

pianificazione territoriale, della<br />

progettazione preliminare<br />

delle infrastrutture, della pro-<br />

18 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

grammazione degli interventi<br />

strutturali di difesa del suolo,<br />

della gestione delle emergenze<br />

idrogeologiche e delle valutazioni<br />

ambientali. Gli utenti<br />

autorizzati nei moduli di gestione<br />

del patrimonio informativo<br />

presente nella piattaforma, partecipano<br />

ai processi gestionali<br />

ed approvativi dei dati dell’Inventario<br />

dei Fenomeni Franosi<br />

- IFFI. La piattaforma è quindi<br />

rivolta alle amministrazioni<br />

pubbliche centrali e locali, ai<br />

decisori, alle Autorità di bacino<br />

distrettuali, ai soggetti che gestiscono<br />

le reti infrastrutturali, alle<br />

università e agli enti di ricerca,<br />

ai professionisti che lavorano<br />

nel settore della difesa del suolo<br />

e ai cittadini.<br />

La piattaforma si inserisce appieno<br />

negli obiettivi di innovazione<br />

tecnologica e di digitalizzazione<br />

della PA ed è stata progettata<br />

con l’obiettivo di essere<br />

facilmente utilizzabile, fornire<br />

un’informazione chiara e completa,<br />

consentire la condivisione<br />

sui social e il download dei dati,<br />

essere accessibile con i diversi<br />

tipi di dispositivo (smartphone,<br />

tablet, desktop) ed essere sviluppata<br />

come open source. È stata<br />

realizzata tenendo conto della<br />

Direttiva EU 2019/1024, delle<br />

norme del Codice dell’Amministrazione<br />

Digitale (D.Lgs.<br />

82/2005), delle Linee Guida<br />

AgID su acquisizione e riuso di<br />

software per le pubbliche amministrazioni,<br />

del D.Lgs. 33/2013<br />

per l’accesso, la trasparenza e<br />

la diffusione dei dati della PA,<br />

e delle Linee guida AgID di<br />

design per i servizi digitali della<br />

PA. È stata realizzata con il contributo<br />

del PON Governance<br />

e Capacità istituzionale 2014-<br />

<strong>2020</strong> nel Progetto “Statistiche<br />

ambientali per le politiche di<br />

coesione 2014-<strong>2020</strong>” a supporto<br />

delle politiche pubbliche.<br />

L’applicativo IdroGEO è una<br />

soluzione modulare, multilingua<br />

(IT, EN, FR, DE) e integrata<br />

con due sezioni: una relativa<br />

all’Inventario dei Fenomeni<br />

Franosi in Italia (IFFI), l’altra<br />

alle Mosaicature nazionali di<br />

pericolosità per frane e alluvioni<br />

e agli indicatori di rischio idrogeologico<br />

(PIR). L’Inventario<br />

IFFI, realizzato dall’ISPRA e<br />

dalle Regioni e Province autonome,<br />

ha censito ad oggi oltre<br />

620.000 frane sul territorio italiano<br />

(https://www.progettoiffi.<br />

isprambiente.it); le mosaicature<br />

nazionali di pericolosità, realizzate<br />

sulla base dei dati forniti<br />

dalle Autorità di bacino distrettuali,<br />

individuano il 16,6% del<br />

territorio nazionale classificato<br />

a pericolosità da frana elevata<br />

e molto elevata o a pericolosità<br />

idraulica media con tempo di<br />

ritorno tra 100 e 200 anni.<br />

Fig. 2 - Pannello informativo Sezione Pericolosità e<br />

indicatori di rischio.<br />

Accesso alla piattaforma,<br />

principali funzionalità<br />

e esperienza per l’utente<br />

L’accesso alla piattaforma avviene<br />

con due modalità: accesso<br />

libero e accesso registrato.<br />

L’accesso registrato consente l’utilizzo<br />

della funzione di segnalazione<br />

di una frana attualmente<br />

riservato ai funzionari delle<br />

Amministrazioni Pubbliche (es.<br />

Uffici tecnici comunali, Servizi<br />

Forestali) e ai professionisti<br />

della Rete delle professioni tecniche<br />

(geologi, ingegneri, ecc.).<br />

L’accesso con login è anche necessario<br />

per accedere alla sezione<br />

gestionale della piattaforma<br />

IdroGEO per l’aggiornamento<br />

dei dati alfanumerici e cartografici<br />

dell’Inventario IFFI effet-<br />

Fig. 3 - Interfaccia utente IdroGEO - Sezione Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 19


REPORT<br />

Fig. 4 - Mappa e pannello informativo relativi alla singola frana IFFI.<br />

tuato dai funzionari regionali<br />

IFFI e da ISPRA.<br />

Nella modalità di accesso libero,<br />

l’utente può navigare sulla<br />

mappa, consultare e scaricare<br />

i dati di pericolosità e rischio<br />

(sezione PIR). Al passaggio del<br />

mouse sopra la mappa (funzione<br />

mouseover) su desktop<br />

o mediante un breve tocco su<br />

smartphone, l’utente può visualizzare<br />

sul pannello informativo<br />

i dati aggregati su base nazionale,<br />

regionale, provinciale o comunale,<br />

in funzione della scala<br />

Fig. 5 – Architettura di sistema.<br />

corrente. Questi ultimi sono<br />

presentati attraverso infografiche<br />

dinamiche che, in modo<br />

originale rispetto ad applicazioni<br />

analoghe, sono associate a<br />

mappe tematiche, offrendo così<br />

immediatezza al contenuto e un<br />

notevole impatto comunicativo.<br />

Nella sezione IFFI vengono<br />

visualizzati i dati relativi al<br />

numero di frane, eventi, segnalazioni,<br />

frane con foto, video,<br />

documenti e l’istogramma con<br />

la distribuzione per tipo di<br />

movimento, contestualizzati<br />

sul confine amministrativo<br />

selezionato. A livelli di zoom<br />

opportuni e cliccando sulla<br />

singola frana IFFI, l’utente può<br />

visualizzare una scheda sintetica<br />

contenente una selezione degli<br />

attributi associati alla frana:<br />

ID-Frana, Regione, Provincia,<br />

Comune, Autorità di Bacino<br />

Distrettuale, Tipo di movimento,<br />

Descrizione, Attività,<br />

Litologia, Uso Suolo, Metodo,<br />

Danni, Area Frana, Data<br />

Osservazione, Data Attivazione,<br />

Causa, Interventi e gli eventuali<br />

file multimediali allegati (foto,<br />

video, documenti).<br />

Le principali funzionalità disponibili<br />

nella piattaforma<br />

IdroGEO sono il calcolo dello<br />

scenario, la creazione di report,<br />

la condivisione delle mappe, il<br />

download dei dati, la segnalazione<br />

di nuove frane sul territorio,<br />

la visualizzazione di file<br />

multimediali: 1) Stampa Report<br />

frana. Il report contiene lo stralcio<br />

della mappa della frana selezionata<br />

e tutte le informazioni<br />

associate contenute nella banca<br />

dati dell’Inventario IFFI e<br />

strutturate in sezioni (Generale,<br />

Classificazione, Attività,<br />

Datazione, Danni, ecc.). 2)<br />

Stampa Report Pericolosità e<br />

Rischio. Il report contiene, oltre<br />

alla mappa automaticamente<br />

dimensionata sull’entità correntemente<br />

visualizzata, i dati di<br />

contesto e i dati di pericolosità<br />

per frane e alluvioni e di rischio<br />

relativi a popolazione, famiglie,<br />

edifici, imprese e beni culturali.<br />

3) Calcolo scenario. Il tool<br />

“Calcolo scenario” restituisce<br />

la stima degli elementi esposti<br />

su una porzione del territorio<br />

circoscritta a piacere attraverso<br />

un poligono disegnato dall’utente.<br />

4) Segnalazione frana. La<br />

segnalazione di una nuova frana<br />

viene effettuata mediante il posizionamento<br />

di un punto sulla<br />

mappa, l’inserimento delle principali<br />

informazioni e il carica-<br />

20 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

mento di foto/video/documenti<br />

o di un web link riguardante<br />

la frana. Le informazioni delle<br />

Segnalazioni sono utilizzate per<br />

finalità conoscitive e per l’aggiornamento<br />

della banca dati<br />

dell’Inventario IFFI e non per la<br />

gestione di emergenze di protezione<br />

civile.<br />

In coerenza con il principio di<br />

Openness & transparency definito<br />

nell’EU eGovernment Action<br />

Plan 2016-<strong>2020</strong> (1)<br />

è stata predisposta una pagina<br />

Open data dalla quale è possibile<br />

scaricare, sulla base di quanto<br />

riportato nella licenza e condizioni<br />

d’uso dei dati:<br />

4le mosaicature nazionali della<br />

pericolosità da frana e idraulica;<br />

4i dati relativi alle superfici a<br />

pericolosità e agli indicatori<br />

di rischio su base nazionale,<br />

regionale, provinciale e comunale<br />

(formato XLS, CSV,<br />

JSON), con il relativo file di<br />

Metadati (CSV);<br />

4le frane dell’Inventario<br />

IFFI per Regione/Provincia<br />

Autonoma (formato shapefile;<br />

geometrie puntuali, lineari<br />

e poligonali);<br />

4i dizionari dell’Inventario<br />

IFFI (formato JSON).<br />

L’area gestionale della piattaforma<br />

IdroGEO consente a ISPRA<br />

e alle strutture tecniche delle<br />

Regioni e Province Autonome<br />

il caricamento multiutente<br />

via web dei dati delle frane<br />

dell’Inventario IFFI, semplificando<br />

notevolmente le attività<br />

di aggiornamento. Il processo<br />

prevede un protocollo di qualità<br />

dei dati basato su tre figure:<br />

data entry regionale, validatore<br />

regionale e validatore ISPRA.<br />

Architettura di sistema e API<br />

La piattaforma è stata implementata<br />

utilizzando lo stack<br />

applicativo PEAN (PostgreSQL,<br />

Fig. 6 - Infografica con decalogo piattaforma IdroGEO.<br />

Express, Angular, Node.js),<br />

uno standard per lo sviluppo<br />

di moderne applicazioni web<br />

aperte che prevedono la gestione<br />

di dati geospaziali. Tra le<br />

principali peculiarità di PEAN<br />

ha particolare rilevanza il fatto<br />

che l’architettura risultante è<br />

scalabile e predisposta per un<br />

deployment sia in ambiente a<br />

nodo singolo che in cluster. Il<br />

linguaggio di programmazione<br />

utilizzato è lo stesso per la parte<br />

server e client, permettendo il<br />

riuso del codice tra i due layer<br />

applicativi.<br />

Nell’ottica di privilegiare standard<br />

tecnologici aperti che soddisfino<br />

l’esigenza di assicurare<br />

le interazioni tra PA e di queste<br />

con i cittadini e le imprese (2),<br />

tutte le tecnologie e librerie<br />

coinvolte sono open source, con<br />

un’ampia comunità di utenti a<br />

supporto.<br />

Secondo quanto definito dalle<br />

Linee guida di design per i servizi<br />

digitali della PA (3), l’interfaccia<br />

utente della piattaforma (layer<br />

“WebGIS UI”) è stata implementata<br />

utilizzando come base<br />

lo UI kit (4) e il Web Kit (5)<br />

forniti da Agid. In particolare<br />

per lo sviluppo è stata utilizzata<br />

la libreria Bootstrap Italia (6),<br />

derivata dalla libreria Bootstrap<br />

4 (7). Questi framework sono<br />

stati estesi e adattati per una<br />

consultazione ottimale dei dati<br />

su mappa, funzionalità questa<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 21


REPORT<br />

assente in entrambi i kit preesistenti.<br />

Per garantire una fruizione<br />

ottimale su dispositivi mobile<br />

l’applicazione è stata implementata<br />

come Progressive Web App<br />

(PWA) (8), una soluzione per<br />

fornire un’esperienza utente pari<br />

a quella offerta da applicazioni<br />

native, ma che non comporta<br />

lo sviluppo di codice dedicato<br />

e garantisce una fluidità nella<br />

navigazione anche in caso di<br />

temporanea disconnessione dalla<br />

rete.<br />

Il modello per l’implementazione<br />

del layer “Data Services”<br />

è basato sul Modello di interoperabilità<br />

definito dal Piano<br />

triennale per l’informatica nella<br />

pubblica amministrazione 2019<br />

– 2021 (9) che a sua volta è in<br />

linea con il nuovo European<br />

Interoperability Framework (EIF)<br />

(10). In particolare nella sezione<br />

4, The conceptual model for integrated<br />

public services provision,<br />

viene identificato nella riusabilità<br />

il fattore fondamentale per<br />

l’interoperabilità. Più nello specifico<br />

i criteri che vanno seguiti<br />

nell’implementazione di servizi<br />

condivisi vengono identificati<br />

nel (i) Riuso, (ii) Pubblicazione<br />

e (iii) Aggregazione: riuso nelle<br />

fonti dati che vengono incluse<br />

all’interno della piattaforma<br />

IdroGEO; pubblicazione dei<br />

servizi che compongono la piattaforma;<br />

aggregazione nella fornitura<br />

di un servizio integrato a<br />

livello nazionale.<br />

In coerenza con il principio<br />

di Interoperability by default<br />

definito nell’EU eGovernment<br />

Action Plan 2016-<strong>2020</strong> (11),<br />

al fine di promuovere l’adozione<br />

dell’approccio “API first”<br />

e semplificare le procedure di<br />

scambio di dati e servizi tra le<br />

pubbliche amministrazioni e<br />

tra Pubblica Amministrazione e<br />

privati, per l’implementazione<br />

dei servizi di accesso ai dati è<br />

stato adottato lo standard REST<br />

(Representational State Transfer)<br />

(12), che consente di accedere<br />

e manipolare rappresentazioni<br />

testuali di risorse web usando<br />

un insieme predefinito di operazioni<br />

stateless e consentendo<br />

una facile integrabilità praticamente<br />

da qualsiasi linguaggio<br />

di programmazione e che è<br />

stato progettato per un impiego<br />

diffuso nel dialogo applicativo<br />

tra ISPRA, Regioni e Province<br />

Autonome e Autorità di Bacino<br />

Distrettuali.<br />

La componente geografica del<br />

layer “Data Services” è fornita da<br />

GeoServer (13), un applicativo<br />

server che permette la consultazione<br />

e la modifica di dati<br />

geospaziali utilizzando i formati<br />

e servizi standard pubblici<br />

mantenuti dall’Open Geospatial<br />

Consortium (OGC) (14).<br />

L’API e il GeoServer attingono i<br />

dati dal layer “Data Store”, composto<br />

dal DBMS PostgreSQL<br />

(15) al quale è stato applicato il<br />

plugin PostGIS (16) per aggiungere<br />

il supporto alle componenti<br />

geografiche e l’esecuzione delle<br />

query spaziali sugli oggetti.<br />

L’intero deployment è basato<br />

su tecnologia Docker (17), una<br />

piattaforma per la gestione di<br />

container con lo scopo di eseguire<br />

i singoli processi in ambienti<br />

isolati. Per garantire un’adeguata<br />

affidabilità e scalabilità<br />

in ambiente di produzione la<br />

soluzione adottata permette<br />

l’esecuzione attraverso una piattaforma<br />

di orchestrazione quale<br />

Kubernetes (18) o Swarm (19).<br />

Al fine di garantire il flusso di<br />

validazione e pubblicazione<br />

delle modifiche apportate dalle<br />

fasi di sviluppo alla produzione<br />

e per una verifica continua dei<br />

progressi nelle fasi di implementazione<br />

è stato utilizzato<br />

l’approccio di Continuous<br />

Integration & Continuous<br />

Delivery (CI/CD) disponibile<br />

nella piattaforma di collaborazione<br />

GitLab (20).<br />

22 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

RIFERIMENTI<br />

(1) Sezione 2 - Visione e principi di base, le pubbliche amministrazioni dovrebbero scambiarsi le informazioni e i dati e permettere a cittadini<br />

e imprese di accedere ai propri dati, di controllarli e di correggerli; permettere agli utenti di sorvegliare i processi amministrativi che li vedono<br />

coinvolti; coinvolgere e aprirsi alle parti interessate (ad esempio imprese, ricercatori e organizzazioni senza scopo di lucro) nella progettazione e<br />

nella prestazione dei servizi<br />

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52016DC0179<br />

(2) Linee Guida Modello Interoperabilita: https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/lg-modellointeroperabilita-docs/it/bozza/doc/doc_01_<br />

cap_01.html<br />

(3) User interface (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/designers-italia/designlinee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface.html<br />

(4) Il disegno di un’interfaccia e lo UI Kit (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/<br />

designers-italia/design-linee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface/il-disegno-di-un-interfaccia-e-lo-ui-kit.html<br />

5) Lo sviluppo di un’interfaccia e i Web Kit (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/<br />

designers-italia/design-linee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface/lo-sviluppo-di-un-interfaccia-e-i-web-kit.html<br />

(6) Bootstrap Italia: https://italia.github.io/bootstrap-italia/<br />

(7) https://getbootstrap.com/docs/4.4/getting-started/introduction/<br />

(8) https://web.dev/progressive-web-apps/<br />

(9) https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/pianotriennale-ict-doc/it/2019-2021/04_modello-di-interoperabilita.html<br />

(10) https://ec.europa.eu/isa2/sites/isa/files/eif_brochure_final.pdf<br />

(11) sezione 2 - Visione e principi di base, i servizi pubblici dovrebbero essere progettati in modo da funzionare senza problemi e senza soluzione<br />

di continuità in tutto il mercato unico e al di là dei confini organizzativi, grazie alla libera circolazione dei dati e dei servizi digitali nell'Unione<br />

europea https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52016DC0179<br />

(12) https://www.ics.uci.edu/~fielding/pubs/dissertation/rest_arch_style.htm<br />

(13) http://geoserver.org/about/<br />

(14) https://www.ogc.org/<br />

(15) https://www.postgresql.org/docs/12/intro-whatis.html<br />

(16) https://postgis.net/<br />

(17) https://www.docker.com/products/container-runtime<br />

(18) https://kubernetes.io/docs/home/<br />

(19) https://docs.docker.com/engine/swarm/<br />

(20) https://about.gitlab.com/stages-devops-lifecycle/continuous-integration/<br />

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA<br />

Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Ed. 2018. ISPRA,<br />

Rapporti 287/2018.<br />

Trigila A. (ed) (2007) Rapporto sulle frane in Italia. Il Progetto IFFI - Metodologia, risultati e rapporti regionali. APAT, Rapporti 78/200<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Dissesto idrogeologico; progressive APP; open data; open source; API<br />

ABSTRACT<br />

The new national IdroGEO web Platform allows navigation, social sharing and download of data, maps, reports of the Italian Landslide Inventory, national<br />

hazard maps and risk indicators. It is a tool for communication and dissemination of information, to support decisions in risk mitigation policies, land<br />

use planning, preliminary design of infrastructures, prioritization of mitigation measures, management of civil protection emergencies and environmental<br />

impact assessment. The platform is designed for ease of use and universal access on multiple devices (smartphones, tablets, desktops) using open standards<br />

and libraries and is release as open source software.<br />

AUTORE<br />

Alessandro Trigila<br />

alessandro.trigila@isprambiente.it<br />

Carla Iadanza<br />

carla.iadanza@isprambiente.it<br />

ISPRA - www.isprambiente.it<br />

Paolo Starace<br />

paolo@sciamlab.com<br />

Alessio Dragoni<br />

ad@sciamlab.com<br />

Tommaso Biondo<br />

tbiondo@sciamlab.com<br />

Marco Roccisano<br />

mroccisano@sciamlab.com<br />

SciamLab - www.sciamlab.com<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 23


MERCATO<br />

Kiruna (29 novembre <strong>2020</strong>)<br />

Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, è mostrata in questa immagine<br />

innevata catturata dalla missione Copernicus Sentinel-2.<br />

Kiruna, che appare di una tonalità più scura appena a sinistra del centro<br />

dell’immagine, sorge nella contea di Norrbotten e si trova a circa 145 km a nord del Circolo<br />

Polare Artico. La città conta una popolazione approssimativamente di 22000 abitanti e si trova<br />

sulla costa orientale del lago Luossa (Luossajärvi), tra i sistemi montuosi ricchi di ferro di Kiruna<br />

(Kiirunavaara) e Luossa (Luossavaara). A circa 20 km ad est di Kiruna si può riconoscere la piccola città<br />

di Jukkasjärvi, che è ben conosciuta per il suo hotel di ghiaccio costruito annualmente utilizzando neve e<br />

blocchi di ghiaccio prelevati dal vicino fiume Torne. Le linee scure e sottili che tagliano l’immagine sono strade<br />

che collegano le città con altre località della Svezia. Ad una latitudine di quasi 68°, a circa 40 km ad est di Kiruna,<br />

si trova la stazione di terra dell’ESA di Kiruna, che nel mese di settembre del <strong>2020</strong> ha celebrato 30 anni di eccellenza<br />

nel settore spaziale. La stazione è difficile da individuare, ma è collocata nella parte centrale destra dell’immagine,<br />

appena sopra un lago di colore scuro. Opportunamente posizionata per supportare le missioni in orbita polare, la<br />

stazione è un ingresso cruciale per gran parte dei dati che ci permettono di studiare gli oceani del nostro pianeta, l’acqua<br />

e l’atmosfera, le previsioni del tempo e conoscere il rapido avanzamento del cambiamento climatico.<br />

La stazione di terra di Kiruna fa parte della rete delle stazioni di inseguimento dell’Agenzia – la Estrack – una rete su<br />

scala mondiale che college i satelliti sia in orbita che attraverso il Sistema Solare grazie allo Space Operations Centre<br />

ESOC dell’ESA, a Darmstadt, in Germania. La stazione si caratterizza per la presenza di due sofosticati terminali muniti<br />

di antenne di 13m e 15m di diametro utilizzate per comunicare con i satelliti in orbita terrestre, tra cui il Cryo-<br />

Sat, lo Swarm, il Copernicus Sentinel-1 ed il satellite Sentinel-6 ‘Michael Freilich’ che è stato lanciato di recente.<br />

Mentre la stazione satellitare del Polo Nord in Alaska ha acquisito i primi segnali della navicella dallo spazio<br />

subito dopo la sua separazione dal lanciatore, la stazione di terra di Kiruna ha effettuato il tracking del satellite<br />

nei primi giorni di missione. Eumetsat ha quindi completato la ‘acquisizione orbitale’ finale, assumendo<br />

la responsabilità della messa in servizio, delle operazioni di routine della distribuzione dei dati vitali di<br />

missione. Mentre Sentinel-6 appartiene alla famiglia delle missioni Copernicus dell’Unione Europea,<br />

tuttavia la sua implementazione è il risultato della speciale collaborazione tra ESA, NASA,<br />

Eumetsat e NOAA, con il contributo della Agenzia Spaziale Francese del CNES.<br />

Questa immagine è stata acquisita il 27 maggio <strong>2020</strong>.<br />

Crediti: European Space Agency.<br />

Traduzione: Gianluca Pititto.<br />

24 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


MERCATO<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 25


REPORT<br />

GNSS User Technology Report <strong>2020</strong><br />

di Marco Lisi<br />

Un riferimento<br />

indispensabile<br />

per tecnici<br />

ed operatori<br />

del settore<br />

geomatico<br />

È stata recentemente pubblicata dalla European Global Navigation Satellite<br />

Systems Agency (GSA), che cambierà presto il suo nome in EuSPA (European<br />

Space Programme Agency), la terza edizione dello “GNSS User Technology<br />

Report” (<strong>2020</strong>). Il documento è liberamente scaricabile dal sito della GSA: https://<br />

www.gsa.europa.eu/sites/default/files/uploads/technology_report_<strong>2020</strong>.pdf<br />

Il rapporto è un’autentica miniera di informazioni, sia sui sistemi GNSS attualmente<br />

in operazione (con i loro più recenti sviluppi) che sulle tecnologie dei ricevitori, nei<br />

vari mercati (governativo, professionale, “consumer”). Più di cento pagine dense<br />

di aggiornamenti tecnici, statistiche sui differenti mercati, informazioni sui fornitori<br />

di circuiti integrati, ricevitori e servizi ad essi associati, distinti per tipologia di<br />

applicazione e di settore merceologico.<br />

Questo documento era nato nel 2016 per complementare un precedente rapporto,<br />

il “GSA GNSS Market Report”, pubblicato per la prima volta nell’ormai lontano<br />

2010 ed attualmente alla sua sesta edizione (anche questo rapporto è scaricabile<br />

gratuitamente dal sito GSA: https://www.gsa.europa.eu/system/files/reports/<br />

market_report_issue_6.pdf).<br />

I due documenti vengono aggiornati ad anni alterni, per cui il prossimo Market<br />

Report sarà emesso nel 2021.<br />

Nati per documentare lo sviluppo delle applicazioni Galileo ed EGNOS in Europa,<br />

le due pubblicazioni sono di fatto diventate un riferimento a livello internazionale<br />

sullo stato dei sistemi GNSS e dell’infrastruttura mondiale PNT (“Positioning,<br />

Navigation and Timing), nonché delle tecnologie ad esse collegate.<br />

L’<br />

anno <strong>2020</strong>, seppur tragicamente<br />

segnato dalla<br />

pandemia, è stato caratterizzato,<br />

per quanto riguarda il<br />

mondo GNSS, da eventi importanti,<br />

sia a livello di sistemi globali<br />

che di nuovi, fondamentali<br />

servizi.<br />

Il rapporto della GSA inizia appunto<br />

con visione d’insieme dei<br />

più recenti sviluppi e delle tendenze<br />

future. È ormai consolidata<br />

la situazione dei quattro sistemi<br />

globali: GPS, GLONASS,<br />

Galileo e Beidou (figura 1).<br />

Sia Galileo che Beidou sono di<br />

fatto entrati nella piena operatività<br />

e con essi ci sono attualmente<br />

più di 100 satelliti GNSS<br />

in orbita MEO (“Medium<br />

Earth Orbit”), con la conseguente<br />

disponibilità per ciascun<br />

utente ovunque nel mondo di<br />

un numero elevato di satelliti in<br />

visibilità.<br />

Questa situazione non è tuttavia<br />

statica: mentre i due GNSS storici,<br />

GPS e GLONASS, proseguono<br />

la loro modernizzazione<br />

(GPS con il lancio dei satelliti<br />

GPS-III di terza generazione,<br />

GLONASS con il dispiegamento<br />

dei satelliti GLONASS-K,<br />

funzionanti anche in modalità<br />

26 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

CDMA e quindi maggiormente<br />

compatibili con le altre costellazioni),<br />

la Commissione Europea<br />

e l’ESA hanno intrapreso gli sviluppi<br />

della seconda generazione<br />

di Galileo, G2G (per “Galileo<br />

Second Generation”).<br />

Fanno parte essenziale dell’infrastruttura<br />

PNT (“Positioning,<br />

Navigation, and Timing”) mondiale<br />

anche i sistemi regionali<br />

(l’indiano NavIC ed il giapponese<br />

QZSS) ed i numerosi<br />

sistemi SBAS (“Satellite-Based<br />

Augmentation Systems”), cioè<br />

quei sistemi che trasmettono<br />

da satellite su base regionale<br />

informazioni atte a migliorare<br />

le prestazioni (accuratezza, continuità,<br />

integrità) dei ricevitori<br />

GNSS (figura 2).<br />

Per quanto riguarda I servizi,<br />

una prima affermata tendenza,<br />

ben sottolineata nel rapporto,<br />

è quella di fornire, da parte di<br />

ciascun GNSS, almeno due<br />

segnali “Open” (cioè accessibili<br />

a tutti e gratuiti), permettendo<br />

quindi la diffusione di ricevitori<br />

multi-frequenza per applicazioni<br />

civili, anche “mass market”,<br />

con notevoli vantaggi in termini<br />

di accuratezza e di resistenza<br />

alle interferenze. Molti degli<br />

smartphone di classe medioalta<br />

di ultima generazione già<br />

oggi funzionano in modalità<br />

multi-frequenza e multi-costellazione<br />

(“Dual-Frequency,<br />

Multi-Constellation”, DFMC),<br />

offrendo accuratezze di posizionamento<br />

dell’ordine del metro.<br />

Si parla a ragione di una “democratizzazione”<br />

della “High<br />

Accuracy”, una volta riservata<br />

solo al mondo militare e ad alcune<br />

applicazioni civili molto di<br />

nicchia.<br />

Ma la richiesta per una sempre<br />

maggiore accuratezza, motivata<br />

da nuove applicazioni<br />

(per esempio, l’agricoltura di<br />

precisione) e da nuove tecnologie<br />

(veicoli a guida autonoma,<br />

robot mobili, “outdoor<br />

Fig. 1 - Evoluzione nel tempo delle costellazioni GNSS.<br />

augmented reality”), ha anche<br />

giustificato l’introduzione di<br />

nuovi servizi a livello di sistema,<br />

quali il servizio Galileo HAS<br />

(“High Accuracy Service”) ed<br />

il servizio CLAS (“Centimeter-<br />

Level Augmentation Service”<br />

del sistema QZSS.<br />

Il servizio HAS di Galileo è<br />

di fatto basato sul concetto<br />

di “Precise Point Positioning”<br />

(PPP), cioè sulla distribuzione<br />

Fig. 2 - Situazione aggiornata dei sistemi SBAS.<br />

di correzioni di sistema agli<br />

utenti (essenzialmente sulle<br />

orbite e sugli orologi di bordo).<br />

La novità è che queste correzioni<br />

saranno distribuite dai satelliti<br />

Galileo stessi e non da altre<br />

costellazioni come nei servizi<br />

PPP commerciali, attraverso il<br />

segnale E6-B. Il servizio, completamente<br />

gratuito, complementerà<br />

l’“Open Service” di<br />

Galileo, permettendo accuratez-<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 27


REPORT<br />

Fig. 3 - Le possibili minacce (non di origine naturale) ai sistemi GNSS<br />

ze sul posizionamento assoluto<br />

dell’ordine di 20 centimetri.<br />

Insieme alla richiesta di maggiore<br />

accuratezza, è anche sempre<br />

più pressante l’esigenza di<br />

Fig. 4 - Architettura del servizio OS-NMA<br />

sistemi GNSS più resistenti al<br />

“jamming” (interferenze, intenzionali<br />

e non) ed allo “spoofing”<br />

(diffusione di segnali contraffatti),<br />

nonché in grado di autenticare<br />

sé stessi (figura 3).<br />

Quest’ultima esigenza è particolarmente<br />

sentita nel mondo delle<br />

transazioni commerciali, delle<br />

operazioni finanziarie e nelle<br />

applicazioni istituzionali.<br />

Da qui l’introduzione in Galileo<br />

di due nuovi servizi, l’“Open<br />

Service Navigation Message<br />

Authentication” (OS-NMA) ed<br />

il “Commercial Augmentation<br />

Service” (CAS).<br />

Il servizio OS-NMA (figura 4)<br />

opera sul segnale E1-B (“Open<br />

Service”) ed è basato su una<br />

protezione a livello dei dati (il<br />

messaggio di navigazione) e sulla<br />

distribuzione di chiavi pubbliche<br />

ai ricevitori degli utenti.<br />

Il servizio di autenticazione<br />

CAS opererà invece sul segnale<br />

E6-B (“Commercial Service”)<br />

ed è basato su una protezione<br />

(“encryption”) a livello del segnale,<br />

permettendo non solo la<br />

autenticazione del messaggio<br />

ma anche quella della misura di<br />

“ranging” (distanza dell’utente<br />

dal satellite).<br />

Un’ampia parte del rapporto<br />

GSA è compresibilmente dedicato<br />

alla tecnologia dei ricevitori<br />

GNSS, sempre più specializzati<br />

sulla base del tipo di applicazione<br />

e sulla integrazione con<br />

altre piattaforme di navigazione<br />

(per esempio quelle basate sulla<br />

navigazione inerziale, “Inertial<br />

Mobile Unit”, IMU – figura 5)<br />

o con altri sistemi (5G, eLoran).<br />

Non deve essere poi sottovalutata<br />

la grande varietà di sensori<br />

attualmente disponibili in ogni<br />

smartphone, i quali possono<br />

tutti potenzialmente contribuire<br />

ad integrare e rendere più affidabili<br />

le informazioni del ricevitore<br />

GNSS (figura 6).<br />

I ricevitori GNSS, miniaturizzati<br />

e spesso compresi in un unico<br />

circuito integrato (“chip”), si<br />

basano sempre più sul processamento<br />

digitale del segnale<br />

(“Digital Signal Processing”,<br />

DSP) per la decodifica e la de-<br />

28 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


REPORT<br />

modulazione (figura 7).<br />

Il rapporto dedica un’approfondita<br />

analisi alle caratteristiche<br />

tecniche dei vari ricevitori<br />

disponibili in funzione delle<br />

loro applicazioni e del settore<br />

industriale al quale sono diretti<br />

che, a seconda sei casi, richiedono<br />

maggiore enfasi al requisito<br />

di basso consumo, ovvero<br />

a quello di accuratezza o di<br />

resistenza alle interferenze.<br />

Una sezione dedicata viene<br />

riservata al mondo sempre più<br />

strategico delle applicazioni<br />

che utilizzano i sistemi GNSS<br />

come riferimento di Tempo<br />

Universale (UTC), che si<br />

estendono dalle telecomunicazioni<br />

alle reti di distribuzione<br />

dell’energia elettrica, dalle reti<br />

finanziarie ai trasporti.<br />

Due dei sistemi attualmente<br />

più utilizzati per la sincronizzazione<br />

di stazioni (ad esempio,<br />

due nodi di una rete 5G)<br />

nel tempo e nella frequenza<br />

sono basati sulla ricezione di<br />

segnali da satelliti GNSS: il<br />

metodo “One-Way” (figura 8a)<br />

ed il più complesso metodo<br />

“Common View” (figura 8b).<br />

Fig. 5 - Integrazione del ricevitore GNSS con piattaforme di navigazione inerziale.<br />

Fig. 6 - varietà di sensori disponibili in uno smartphone.<br />

Fig. 7 - Architettura di un ricevitore GNSS.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 29


REPORT<br />

Fig. 8 -Metodo di sincronizzazione del tempo “One-Way”(a)e “Common View” (b).<br />

Da notare che, con l’introduzione<br />

del servizio HAS di<br />

Galileo, che fornisce correzioni<br />

accurate sui vari parametri di<br />

riferimento del sistema, il metodo<br />

“One-Way”, più semplice,<br />

ma finora considerato meno<br />

accurato, potrebbe diventare<br />

molto interessante in varie applicazioni.<br />

L’ultima sezione del rapporto<br />

GSA è dedicata al futuro<br />

dell’Agenzia stessa, cioè al suo<br />

nuovo ruolo di gestore di tutti i<br />

programmi spaziali dell’Unione<br />

Europea. La sfida principale<br />

sarà quella di sviluppare una<br />

sempre maggiore integrazione<br />

e sinergia fra i due programmi<br />

principali, Copernicus e<br />

Galileo (figura 9).<br />

PAROLE CHIAVE<br />

GNSS; GSA User Technology<br />

Report; EUSPA; GPS; GLO-<br />

NASS;<br />

Galileo; Beidou; QZSS;<br />

NavIC; HAS; OS-NMA<br />

ABSTRACT<br />

The article introduces and<br />

summarizes the GNSS User<br />

Technology Report - 3rd<br />

Edition, recently issued by the<br />

European GNSS Agency<br />

(GSA). The report is a true<br />

mine of information about<br />

the Global Navigation<br />

Satellite Systems presently<br />

operational, their major<br />

services and applications, and<br />

the state-of-the-art of the user<br />

receivers.<br />

AUTORE<br />

Marco Lisi<br />

ingmarcolisi@gmail.com<br />

Independent Consultant<br />

Aerospace & Defense<br />

Fig. 9 -Ipilastri dell’iniziativa spaziale dell’Unione Europea.<br />

30 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


FAST & SIMPLE<br />

REPORT<br />

VERIFICA DELLE<br />

COSTRUZIONI<br />

Presentazione del GTL-1000<br />

TRACCIAMENTO/<br />

SCANSIONE<br />

ELABORAZIONE<br />

VERIFICA<br />

Un dispositivo rivoluzionario per i tracciamenti di cantiere e la scansione, in una singola<br />

configurazione. In combinazione con MAGNET Collage e ClearEdge3D Verity, il nuovo GTL-1000 fissa un<br />

nuovo standard nella verifica delle costruzioni, assicurando maggiore rapidità e qualità ai processi costruttivi.<br />

The Intersection of Infrastructure and Technology <br />

Scopri come possiamo aiutarti ad accelerare il processo di verifica:<br />

topconpositioning.com/GTL-1000<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 31


AUGMENTED REALITY<br />

INTERACTIVE VISUAL TECHNOLOGIES<br />

FOR RESTORATION AND<br />

CONSERVATION RESTORATION<br />

XR <strong>2020</strong>:<br />

News & Events<br />

a cura di<br />

Tiziana Primavera<br />

Innovative Tech<br />

Evangelist - AR/VR<br />

senior expert<br />

Augmented Reality, a young<br />

computer discipline that deals<br />

with the superimpression of<br />

digital content to the observed<br />

real world, has the appropriate<br />

requirements to guarantee a<br />

good threshold of interactivity<br />

to applications dedicated to<br />

the design and use of spaces in<br />

general, whether they are designed<br />

or virtually rebuilt, completely<br />

distorting the usual<br />

and limited paradigm, now<br />

consolidated, of the classic<br />

desktop configuration, mouse,<br />

keyboard.<br />

Augmented Reality is a computer<br />

discipline that studies<br />

projective systems able to<br />

increase reality with digital<br />

content, it could be defined as<br />

the ability to superimpose on<br />

reality observed by the subject<br />

a set of information related to<br />

the context.<br />

In summary, the perception<br />

of an Augmented Reality user<br />

is implemented, “Augmented”<br />

by the presence of digital<br />

objects in its field of view,<br />

enriching the observed view<br />

with additional information<br />

of any complex contents of<br />

3D graphics (three-dimensionalobjects-<br />

3D animations)or<br />

more elementary(two-dimensional<br />

type: video - infographic<br />

data).<br />

It should be pointed out<br />

that, in more advanced applications,<br />

not of Augmented<br />

reality, but of Mixed Reality,<br />

with the integration into the<br />

system of appropriate sensors,<br />

sensory overrun can be extended<br />

not only to the view to<br />

the simulated touch, or the<br />

user active in the experience,<br />

can not only visually inspect<br />

the three-dimensional digital<br />

object placed in real-time mode<br />

in the desired Real Space,<br />

but also move it as he pleases,<br />

raising the level of potential<br />

interactivity.<br />

Immersive technologies such<br />

as Virtual Reality and interactive<br />

such as Augmented reality,<br />

have found happy application<br />

in multiple and heterogeneous<br />

contexts of use, both at the<br />

entreprise level and in the<br />

various professional application<br />

areas(training on the job,<br />

maintenance context, site ,management,<br />

communicationinteractive<br />

presentation of<br />

projects on a planimetric basis<br />

at the desired scale or on-site<br />

at the real scale, enhancement<br />

of archeological heritage<br />

The display of these “three-dimensional<br />

digital holograms”<br />

can take place via tablet/<br />

smartphone or wearable device<br />

(technological headsets).<br />

32 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


AUGMENTED REALITY<br />

The orientation of the type of<br />

restoration to be undertaken<br />

clearly depends on a series of<br />

factors that go to frame in detail<br />

the structure on which to intervene,<br />

its conditions, the type of<br />

intervention and its complexity,<br />

Augmented Reality Technology<br />

allows a particular and more<br />

exhaustive verification, thanks<br />

to the accurate interactive visualization,<br />

since it takes place directly<br />

on the building organism<br />

subject to the intervention.<br />

By innovatively introducing the<br />

“third dimension” and where<br />

necessary the photorealistic rendering<br />

of the materials, it guarantees<br />

the technician and the<br />

client to be able to implement<br />

a critical-evaluation analysis<br />

of the most accurate and more<br />

exhaustive intervention in terms<br />

of technical and perceptual<br />

verification. This clearly repre-<br />

augmented reality for INTER-<br />

ACTIVE ON-SITE FORESHAD-<br />

OWINGS and digital plastics<br />

The powerful representative<br />

potential of AR technology<br />

therefore allows, also in professional<br />

contexts oriented to<br />

the restoration and restoration<br />

of bodies of high historical architectural<br />

value, to be able to<br />

offer an exact three-dimensional<br />

foreshadowing of the various<br />

predefined intervention concepts<br />

directly on-site and in<br />

real-time mode, as if they were<br />

photorealist holograms perfectly<br />

consistent with seniority, constantly<br />

recorded from the observer’s<br />

point of view, in order to<br />

be able to evaluate with greater<br />

accuracy the design or technical<br />

aesthetic solution that is considered<br />

optimal and more responsive<br />

to the essential specifies of<br />

the historical-architectural context<br />

of intervention.<br />

Therefore, in a sensory overcoming made possible thanks to the computer<br />

system implemented, Real and Virtual apparently coexist in the observed scene<br />

and the user of the interactive visual experience thus conceived, can move quietly<br />

in the real space, thus comfortably observing virtual objects from various points<br />

of view, on the desired scale, therefore also on the natural scale 1 :1.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 33


AUGMENTED REALITY<br />

sents a substantial progress and<br />

a dialectical overcoming of the<br />

previous visual communication<br />

methods of the previous<br />

generation project (rendering,<br />

post-production video photomontages,<br />

desktop-walktrough)<br />

characterized by the simple<br />

two-dimensional nature and the<br />

constrained view of use.<br />

Immersive technologies to support<br />

the knowledge and diagnosis<br />

of the building organism<br />

Potential and further application<br />

contexts of contemporary<br />

visual technologies are also foreshadowed<br />

to support the different<br />

phases of the design process<br />

characteristic of restoration<br />

interventions, such as those related<br />

to the knowledge and diagnosis<br />

of the building organism.<br />

In fact, the project of the recovery<br />

/restoration interventions<br />

requires, as a preliminary step,<br />

the qualification and evaluation<br />

of the morpho-typological,<br />

material-constructive, technicaltechnological<br />

characteristics,<br />

the state of conservation and<br />

residual performance, as a<br />

result of relief, investigations<br />

and analysis in situ. Thanks to<br />

Virtual Reality techniques it is<br />

also possible to systematize the<br />

various information / data /<br />

data sheets etc identifying a tool<br />

that collects and shares accurate<br />

representations of the state of<br />

the places and documents of<br />

multiple origin.<br />

The technology is able to support<br />

the development of virtual<br />

tours thanks to interactive<br />

hotspots that geoloize spherical<br />

photos. In immersive display<br />

mode, available through VR<br />

headsets.<br />

It is possible to configure a virtual<br />

tour of 360° panoramas, to<br />

simulate in an immersive way,<br />

the direct use and visual survey<br />

of the state of the places, returning<br />

the intuitive-immersive<br />

perception of the spatiality and<br />

materiality of the building. In<br />

more advanced and interactive<br />

VR systems, with a view<br />

to systematizing a complete<br />

knowledge framework, with<br />

an important transversal role<br />

with respect to the design of<br />

the realization and control of<br />

conservative actions of architectural<br />

heritage, it is also possible<br />

to relate to the aforementioned<br />

digital environment the various<br />

multiple and heterogeneous<br />

survey data produced in advance,<br />

making them accessible and<br />

easily accessible.<br />

Autore<br />

Tiziana Primavera<br />

arch.tiziana.primavera@gmail.com<br />

Parole chiave<br />

Augmented Reality; AI; Virtual<br />

Reality; vision technologies;<br />

restoration; conservation<br />

34 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


GeoMax Zenith40<br />

Direttamente al punto<br />

Zenith40 rappresenta il vero fiore all’occhiello dei<br />

ricevitori GNSS GeoMax. Equipaggiata con il motore<br />

di misurazione di ultima generazione NovAtel e<br />

supportando il Precise Point Positioning (PPP) a<br />

convergenza rapida, questa antenna offre il più elevato<br />

livello di tecnologia e soddisfa i più severi standard<br />

militari. Zenith40 garantisce un flusso di lavoro su misura<br />

per le vostre esigenze grazie al software da campo<br />

X-PAD Ultimate incentrato sull’utente o alla flessibilità<br />

di eseguire il vostro software su qualsiasi controller da<br />

campo. La combinazione di tutto questo in una smart<br />

antenna GNSS crea una soluzione che non ha rivali.<br />

geomax-positioning.it<br />

©2019 Hexagon AB and/or its subsidiaries<br />

and affiliates. All rights reserved.<br />

Per trovare un distributore nella vostra zona, visitate il nostro sito web: geomax-positioning.it


MERCATO<br />

"DRONE AS A SERVICE" TESTATO DA<br />

TELESPAZIO CON LA PIATTAFORMA<br />

T-DROMES<br />

Una piattaforma innovativa, pensata per gestire le flotte<br />

di droni e coprire ogni fase di una missione: si tratta di<br />

T-DROMES, testata con successo durante i voli di prova<br />

in collaborazione con Leonardo e l'Ospedale Pediatrico<br />

Bambino Gesù. Consegna di campioni biologici e prodotti<br />

biomedicali lungo percorsi non facilmente percorribili<br />

dalla viabilità ordinaria mediante droni a decollo<br />

verticale dotati di propulsione elettrica a bassissimo<br />

impatto ecologico ed acustico. È questo lo scopo del<br />

test, recentemente concluso con successo, progettato e<br />

realizzato da Leonardo, Telespazio e Ospedale pediatrico<br />

Bambino Gesù, in collaborazione con ENAC (Ente<br />

Nazionale Aviazione Civile).<br />

Le prove si sono svolte tra il 19 e il 22 ottobre. Il drone<br />

ha trasportato materiale sanitario in volo nei pressi<br />

di Roma, tra due siti dell'Ospedale Pediatrico Bambino<br />

Gesù distanti tra loro più di 32 km: dal centro di raccolta<br />

S. Marinella al centro di analisi Palidoro e viceversa, tramite<br />

una modalità di controllo automatico oltre la linea<br />

visiva dell'operatore (BVLOS).<br />

Il test ha previsto l'utilizzo della piattaforma digitale<br />

T-DROMES cloud-based di Telespazio, che consente l'erogazione<br />

di servizi end-to-end: dalla pianificazione alla<br />

conduzione della missione di un drone, fino all'elaborazione<br />

dei dati acquisiti dal bordo sensori.<br />

Con T-DROMES, Telespazio ha implementato un modello<br />

di business “Drone as a Service” (DaaS) che copre,<br />

attraverso un approccio integrato, attività di progettazione,<br />

pianificazione, gestione ed esecuzione di missioni<br />

Unmanned Aircraft Systems (UAS) per operazioni dedicate<br />

e specifiche esigenze applicative.<br />

Le missioni dei droni possono essere<br />

gestite automaticamente da<br />

T-DROMES durante tutte le fasi<br />

operative. In particolare, la piattaforma<br />

fornisce il monitoraggio dello<br />

stato dei droni nella fase preoperativa,<br />

durante la missione e al termine<br />

della missione; pianificazione della<br />

missione che copre tutte le funzionalità<br />

di progettazione della missione,<br />

inclusa l'interfaccia con i sistemi<br />

delle autorità di regolazione e le necessarie<br />

valutazioni dei rischi. Inoltre,<br />

T-DROMES può fornire l'esecuzione<br />

della missione, per la gestione remota<br />

automatica della missione UAS attraverso<br />

funzioni di tracciamento e<br />

comando e controllo; monitoraggio<br />

e analisi della missione, sia durante l'esecuzione della<br />

missione che per scopi post-analisi, inclusa la telemetria<br />

del carico utile; sfruttamento e gestione dei dati, fino<br />

all'esperienza utente più adatta alla missione specifica,<br />

comprese le applicazioni AI per l'estrazione e la generazione<br />

di informazioni fruibili (da video e qualsiasi tipo di<br />

sensore di immagine).<br />

Nell'ambito dell'esperimento, gli operatori di droni hanno<br />

testato i servizi di geo-awareness e deconfliction strategico<br />

di U-Space forniti dalla piattaforma D-FLIGHT,<br />

istituita nel 2018 da ENAV (la società che gestisce il traffico<br />

aereo civile in Italia) insieme a Leonardo e Telespazio.<br />

Grazie ai servizi che saranno progressivamente messi a<br />

disposizione da D-FLIGHT, sarà possibile per l'aviazione<br />

tradizionale e migliaia di droni coesistere nello spazio<br />

aereo italiano in quanto ai droni saranno affidati in futuro<br />

i compiti più disparati.<br />

D-FLIGHT si conferma come uno dei primi U-Spaces<br />

operativi in ​Europa.<br />

(Fonte Telespazio)<br />

36 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


MERCATO<br />

RILIEVI CON PRECISIONE CENTIMETRICA<br />

La precisione e l’accuratezza sono due tasselli imprescindibili<br />

dei rilievi fotogrammetrici. Nonostante ciò,<br />

risulta davvero complesso ottenerli senza gli strumenti<br />

adatti. Per questo motivo il team di www.strumentitopografici.it<br />

ha continuato il suo lavoro di ricerca e<br />

sviluppo relativo agli Upgrade RTK/PPK per i droni<br />

DJI Mavic 2 Pro e Phantom 4 Pro.<br />

C’è vita nel nostro mondo.<br />

In cosa consiste un Upgrade RTK/PPK?<br />

L’Upgrade non è altro che un potenziamento del proprio<br />

drone attraverso l’aggiunta di un componente<br />

hardware; più precisamente, viene installato a bordo<br />

del drone un piccolo ricevitore GNSS multicostellazione<br />

( GPS, GLONASS, BeiDou, Galileo, SBAS), a<br />

doppia frequenza, capace di 186 canali.<br />

Tale operazione non è per nulla invasiva in quanto<br />

non vengono apportate modifiche al design del drone<br />

che mantiene la garanzia originaria e resta leggero e<br />

facile da trasportare.<br />

Come funziona l’Upgrade RTK/PPK?<br />

L’antenna GNSS, dotata anche di un alloggiamento<br />

per la scheda SD, viene sincronizzata con la camera<br />

del drone, per cui, per ogni scatto effettuato in volo,<br />

sarà in grado di memorizzare la posizione satellitare<br />

accurata. Questi dati, poi, potranno essere elaborati in<br />

post processing.<br />

Trasformazione e pubblicazione di dati<br />

territoriali in conformità a INSPIRE<br />

Assistenza su Hight Value Datasets,<br />

APIs, Location Intelligence, Data Spaces<br />

Quali benefici e quali risultati si ottengono?<br />

I benefici derivanti dall’utilizzo del PPK sono davvero<br />

tanti. Eccone alcuni:<br />

• Possibilità di operare senza posizionare Ground<br />

Control Point (target);<br />

• Capacità di rilevare anche in aree inaccessibili o<br />

pericolose;<br />

• Accuratezza centimetrica (3-6 cm XYZ con voli tra<br />

i 60-80m)<br />

Inoltre l’Upgrade supporta applicazioni come UgCS e<br />

Pix4Dcapture per il volo ed è compatibile con i migliori<br />

software di fotogrammetria come: Pix4Dmapper,<br />

Metashape, ...<br />

Il team di strumentitopografici.it è pronto a soddisfare<br />

tutte le tue curiosità sull’Upgrade RTK/PPK. Sarà<br />

sufficiente chiamare allo 0825-1912258 oppure inviare<br />

una mail a stopografici@gmail.com<br />

INSPIRE Helpdesk<br />

We support all INSPIRE implementers<br />

Epsilon Italia S.r.l.<br />

Viale della Concordia, 79<br />

87040 Mendicino (CS)<br />

Tel. e Fax (+39) 0984 631949<br />

info@epsilon-italia.it<br />

www.epsilon-italia.it<br />

www.inspire-helpdesk.eu<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 37


MERCATO<br />

RICEVITORI GNSS E STAZIONI<br />

TOTALI TOPCON DIRETTI IN<br />

AFRICA IN FAVORE DELL’OR-<br />

GANIZZAZIONE "BRIDGES TO<br />

PROSPERITY"<br />

Un container con strumentazione otticotopografica<br />

e GNSS è partito per l'Africa<br />

orientale, e più precisamente per<br />

il Ruanda. Le apparecchiature, donate<br />

da Topcon Positioning Group, verranno<br />

impiegate per supportare Bridges to<br />

Prosperity, un'organizzazione dedita a costruire<br />

ponti sospesi pedonali per migliorare<br />

la vita delle persone che vivono nelle<br />

aree rurali di tutto il mondo.<br />

Secondo Bridges to Prosperity (B2P),<br />

circa un miliardo di persone nel mondo<br />

non ha accesso sicuro a risorse essenziali<br />

come l’assistenza sanitaria, l'istruzione e<br />

un’occupazione, a causa di un fiume non<br />

attraversabile. La costruzione di ponti pedonali<br />

sicuri e strutturalmente solidi per le<br />

persone che si spostano a piedi, in bicicletta<br />

o in moto, ha un effetto immediato e<br />

di grande impatto sulla vita di chi abita<br />

in quelle zone.<br />

"Siamo fortunati poiché, nonostante i<br />

problemi derivanti dalla pandemia di<br />

COVID-19, siamo riusciti a implementare<br />

nuove misure di sicurezza, con conseguenze<br />

limitate sulla nostra programmazione<br />

dei lavori", ha raccontato Devin<br />

Connell, Corporate Program Director<br />

di B2P. "Attualmente eseguiamo rilievi<br />

topografici prevalentemente con apparecchiature<br />

semplici, come autolivelli<br />

e telemetri, che spesso però si rivelano<br />

scarsamente efficienti quando è necessario<br />

ottenere informazioni topografiche<br />

complesse. Le apparecchiature di Topcon<br />

aumenteranno le nostre potenzialità di<br />

rilievo, semplificheranno il processo di<br />

progettazione e ci aiuteranno a costruire<br />

un maggior numero di ponti sospesi per<br />

le comunità isolate."<br />

Oltre agli strumenti (una coppia di ricevitori<br />

GNSS, due stazioni totali e sistemi<br />

per l'acquisizione dati), B2P potrà<br />

accedere alla suite di prodotti software di<br />

Topcon, che gli sarà di supporto sia per<br />

la progettazione che per il trasferimento<br />

dei file da remoto, dal campo all'ufficio<br />

o al team di tecnici che lavora con loro.<br />

Secondo Ron Oberlander, Vicepresidente<br />

di Topcon Global Professional Services<br />

group, il ruolo dell'azienda va ben oltre la<br />

fornitura di apparecchiature.<br />

"Siamo entusiasti di partecipare attivamente<br />

a questo programma", racconta.<br />

"Però, affinché B2P possa usare al meglio<br />

queste soluzioni e aumentare la produttività<br />

complessiva, serviranno corsi di<br />

formazione e stiamo già preparando dei<br />

piani affinché ciò avvenga. Oltre a corsi di<br />

formazione online con il personale di B2P,<br />

favoriamo l'eLearning offrendo l'accesso a<br />

myTopcon, il nostro portale aziendale di<br />

contenuti formativi multimediali. Con<br />

questi strumenti potranno acquisire dimestichezza<br />

con il ricevitore o la stazione totale,<br />

oppure usare il software Topcon per<br />

imparare a rilevare i punti, e tutto ciò senza<br />

la nostra presenza sul posto. Vogliono<br />

mettersi subito al lavoro non appena arriveranno<br />

le apparecchiature, e questo lo<br />

renderà possibile."<br />

Connell ha affermato che la loro aumentata<br />

potenzialità di rilievo topografico contribuirà<br />

ad accelerare le capacità di costruzione<br />

di ponti. "Andiamo e ispezioniamo<br />

con un anno di anticipo, esaminando fino<br />

a un centinaio di siti diversi e, per quanto<br />

sia difficile, stabiliamo le priorità insieme<br />

ai governi locali. Siamo ansiosi di continuare<br />

a crescere nel 2021 e, grazie alla<br />

generosità di aziende come Topcon, il processo<br />

sarà decisamente migliore."<br />

Per maggiori informazioni sull'organizzazione,<br />

visita il sito: bridgestoprosperity.org<br />

ESRI ANNUNCIA IL LANCIO DI<br />

ARCGIS FIELD MAPS<br />

Esri ha annunciato il lancio dell'app mobile<br />

ArcGIS Field Maps, un'app all-in-one<br />

che utilizza mappe basate sui dati per aiutare<br />

gli operatori sul campo a raccogliere<br />

e modificare dati, trovare informazioni e<br />

segnalare le loro posizioni in tempo reale.<br />

ArcGIS Field Maps risolverà molte sfide<br />

del flusso di lavoro per le organizzazioni<br />

che hanno dato la priorità alla trasformazione<br />

digitale.<br />

"In passato, qualcuno che lavorava sul<br />

campo necessitava di diverse app individuali<br />

su un dispositivo, ognuna con il<br />

proprio scopo mirato per visualizzare le<br />

mappe dell'organizzazione, per modificare<br />

e raccogliere dati e per registrare tracce<br />

di posizione", ha affermato Scott Ball,<br />

responsabile principale di Esri field app.<br />

"ArcGIS Field Maps fa tutto questo e altro<br />

ancora, in un unico posto con un solo<br />

accesso."<br />

Le organizzazioni che utilizzano personale<br />

mobile trarranno vantaggio da un'unica<br />

e potente applicazione che semplifica le<br />

operazioni e i flussi di lavoro mobili riducendo<br />

il numero di strumenti e ottimizzando<br />

l'efficienza sul campo con la posizione<br />

in tempo reale.<br />

Questa nuova soluzione risolve anche un<br />

problema comune: le squadre mobili utilizzano<br />

un set di mappe mentre il personale<br />

della sede lavora da un altro. Inoltre,<br />

è un onere per un reparto IT mantenere<br />

e gestire più app in un'ampia forza lavoro<br />

sul campo. Con ArcGIS Field Maps,<br />

tutte le persone coinvolte possono vedere<br />

e lavorare dagli stessi dati contemporaneamente,<br />

risparmiando tempo, riducendo<br />

gli errori, supportando i flussi di lavoro<br />

sul campo e aumentando l'efficienza complessiva.<br />

Questa nuova app combina anche tre<br />

delle attuali applicazioni mobili di Esri:<br />

ArcGIS Collector, ArcGIS Explorer e<br />

ArcGIS Tracker, in un unico strumento.<br />

ArcGIS Field Maps è ora disponibile per<br />

il download su Apple App Store e Google<br />

Play.<br />

Per acquistare una licenza per ArcGIS<br />

Field Maps, è necessario disporre di un<br />

account ArcGIS con almeno una licenza<br />

di tipo utente Creator.<br />

Per saperne di più, visita<br />

esri.com/fieldmaps.<br />

38 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


MERCATO<br />

CELEBRATING<br />

100 YEARS<br />

FORNITURA DATI CAR-<br />

TOGRAFICI AGLI ENTI<br />

LOCALI<br />

Il nuovo sistema della Piattaforma<br />

proposta da società Autostrade traccia<br />

e gestisce, tutti i vari step necessari<br />

alla cura delle infrastrutture:<br />

dalla organizzazione e conduzione<br />

delle ispezioni, fino alla programmazione<br />

e realizzazione delle attività<br />

di manutenzione o adeguamento,<br />

secondo criteri di priorità chiari<br />

e condivisi con il Ministero delle<br />

Infrastrutture e Trasporti. Il sistema<br />

sta introducendo inoltre tecnologie<br />

avanzate come la possibilità di<br />

analizzare un'opera attraverso un<br />

"gemello digitale" tridimensionale<br />

(Digital Twin), che ne riproduce<br />

fedelmente tutte le caratteristiche.<br />

La realizzazione di Digital Twins di<br />

un ponte richiede effort notevoli<br />

per l’acquisizione delle informazioni<br />

necessarie alla ricostruzione<br />

del modello digitale dello stesso<br />

che nelle tecnologie proposte da<br />

Autostrade sarebbero tutte basate<br />

su acquisizione di nuvole di punti<br />

laser. Tecnologia che necessita poi<br />

di modellazione solida per avere un<br />

modello geometrico utilizzabile. La<br />

modellazione, introdotta anni fa,<br />

serviva per la fase di progettazione e<br />

non per quella di ricostruzione successiva<br />

del modello.<br />

Se le strutture di cui si parla in<br />

Autostrade sono quelle realizzate recentemente<br />

(almeno dagli anni ’60<br />

in poi), di certo abbiamo i progetti<br />

preliminari, i rilievi del territorio,<br />

le valutazioni geologiche, i progetti<br />

esecutivi e le eventuali varianti realizzate<br />

in fase di costruzione.<br />

Un rilievo eseguito oggi non serve<br />

per realizzare un modello digitale<br />

che potrebbe essere realizzato velocemente<br />

con i materiali già disponibili.<br />

E’ invece necessaria una analisi<br />

dello stato di conservazione della<br />

struttura, dei movimenti eventuali<br />

subiti nello strato fondale, dello stato<br />

eventuale di fessurazione.<br />

La proposta di rilievo Lidar da<br />

Drone non serve a tutto ciò. Quello<br />

che serve è una analisi degli eventuali<br />

movimenti con strumenti di<br />

indagine topografici e interferometrici.<br />

Il ponte di Genova ne è l’esempio<br />

più lampante: l’analisi lidar da drone<br />

non avrebbe mai potuto monitorare<br />

lo stato di conservazione dei<br />

cavi nascosti all’interno della struttura<br />

di cemento armato.<br />

E’ comunque una piattaforma ottimale<br />

per una tale gestione, che può<br />

assistere un operatore durante una<br />

fase di ispezione avendo a disposizione<br />

su un tablet ad esempio tutte<br />

le informazioni sul progetto iniziale,<br />

interventi effettuati ed altro.<br />

Ma non parliamo però di impiego<br />

di droni equipaggiati con laserscanner<br />

topografici e telecamere ad<br />

altissima risoluzione, che realizzano<br />

vere e proprie "tac" delle superfici,<br />

come compare sul sito della società<br />

Autostrade che annuncia l’investimento<br />

di 60 milioni di Euro per<br />

questa tecnologia (https://tinyurl.<br />

com/y6spdcs8).<br />

La TAC per definizione è Tomografia<br />

Assiale Computerizzata, basata sulla<br />

penetrazione di particolari raggi o<br />

onde all’interno dei corpi.<br />

E i droni ad oggi non sono attrezzati<br />

ancora per attraversare i corpi,<br />

neanche tramite i loro spettacolari<br />

sensori!<br />

www.eu.sokkia.com/it<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 39


MERCATO<br />

LASER SCANNER RIEGL SERIE VZ:<br />

INNOVATION IN 3D<br />

La società austriaca Riegl da oltre 40 anni si distingue per la produzione<br />

di sistemi LiDAR sia terrestri sia aerei (UAV, aerei ed<br />

elicotteri) di altissima qualità. La mission è quella di adempiere<br />

perfettamente alle attività di misurazione soddisfacendo pienamente<br />

le aspettative dei clienti in tutto il mondo.<br />

La combinazione hardware all'avanguardia con la parte software<br />

altrettanto innovativa, infatti, si traduce nella produzione di potenti<br />

soluzioni per molteplici campi di applicazione nell’ambito<br />

del rilevamento.<br />

Nella sezione dei Laser Scanner terrestri, la Riegl ha prodotto<br />

strumenti robusti e completamente portatili, testati in condizioni<br />

rigorose per prestazioni affidabili anche in condizioni ambientali<br />

estremamente impegnative.<br />

La serie VZ-i degli Scanner terrestri Riegl, ad esempio, nasce<br />

per soddisfare le esigenze di quegli operatori che hanno bisogno<br />

di uno strumento che sia allo stesso tempo veloce ed accurato.<br />

Il Riegl VZ-400i, in particolare, è un sistema di scansione laser<br />

3D che combina un'innovativa architettura di elaborazione<br />

e una suite di sensori MEMS con l'ultima tecnologia Laser<br />

Scanning Engine di Riegl.<br />

Con il suo giroscopio, l'accelerometro, la bussola e il barometro,<br />

il VZ-400i può essere utilizzato in quasi tutti gli ambienti garantendo<br />

l'orientamento. Il sistema, inoltre, consente una gamma<br />

incredibile di flessibilità, fornendo il supporto per numerose periferiche<br />

e accessori esterni attraverso le sue porte USB integrate<br />

e punti di fissaggio stabili. Di seguito, alcuni punti per cui il<br />

Riegl VZ-400i si distingue dagli altri Laser Scanner sul mercato.<br />

Ambiti applicativi<br />

Il Riegl VZ-400i non si pone limiti. La Riegl, infatti, si è sempre<br />

impegnata a fornire le massime prestazioni, qualità e affidabilità<br />

a prescindere dall’ambiente in cui i loro strumenti operano.<br />

Scegliere Riegl, quindi, significa non scendere mai a compromessi<br />

e di lavorare anche in condizioni estreme. Gli ambiti applicativi<br />

tipici riguardano:<br />

• Topografico;<br />

• Minerario;<br />

• Architettonico;<br />

• Archeologico e Beni Culturali;<br />

• Rilevamento As-Built;<br />

• BIM;<br />

• City Modeling;<br />

• Tunnel;<br />

• Monitoraggio<br />

Integrazione fotocamera professionale<br />

Una buona parte di Laser Scanner in commercio dispongono<br />

all’interno dello strumento di una o più fotocamere coassiali tra<br />

di loro o con il raggio laser. Tuttavia, la colorazione delle nuvole<br />

di punti Laser Scanner con la fotocamera integrata in certe situazioni<br />

non offre un risultato all’altezza.<br />

Nel caso del VZ-400i, la Riegl dà la possibilità agli operatori di<br />

integrare al proprio Laser non una qualsiasi macchina fotografica,<br />

ma una DSLR (Digital Single-Lens Reflex) professionale. La<br />

combinazione del Laser Scanner, del software a bordo, e della<br />

fotocamera consente di ottenere risultati fotorealistici 3D unici.<br />

E non solo: una<br />

nuova funzionalità<br />

consente l'acquisizione<br />

di immagini<br />

simultaneamente<br />

durante la scansione,<br />

riducendo drasticamente<br />

i tempi<br />

di acquisizione.<br />

Connessione<br />

Cloud con rete 4G<br />

La serie RIEGL<br />

VZ-i fornisce connettività cloud tramite rete 3G / 4G LTE,<br />

rete Wi-Fi o LAN. I dati acquisiti vengono quindi trasferiti nel<br />

cloud al termine di ogni scansione. La sincronizzazione istantanea<br />

permette agli operatori di poter scaricare ed elaborare in<br />

tempo reale i dati appena acquisiti. L'archiviazione cloud supportata<br />

attualmente include Amazon S3 e Microsoft Azure.<br />

Il Riegl VZ-400i è smart<br />

L’app RIEGL VZ-i Series permette il controllo remoto dello<br />

scanner. Otterrai il potentissimo mondo Riegl nel palmo della<br />

tua mano. L’app è disponibile sia per iOS, Android e Windows.<br />

Registrazione automatica sul campo<br />

Una delle attività più dispendiose in termini di tempo che i<br />

professionisti si trovano ad affrontare è la registrazione delle<br />

nuvole di punti. Oltre alla già citata sincronizzazione Cloud,<br />

il VZ-400i, grazie a due processori a bordo, è in grado di effettuare<br />

contemporaneamente l’acquisizione dati e la registrazione<br />

automatica.<br />

Il primo processore è infatti dedicato all’acquisizione dati ed<br />

all’analisi del segnale Multi-Target e a tutte le operazioni di<br />

sistema, mentre il secondo si dedica al calcolo in tempo reale<br />

dell’allineamento.<br />

Capacità multi-target<br />

Senza dubbio una delle peculiarità del VZ-400i è la capacità<br />

multitarget. Cosa s’intende? Durante l’acquisizione ogni impulso<br />

laser emesso fornisce diverse informazioni di tutti i bersagli<br />

che ha incontrato.<br />

Queste informazioni possono essere utilizzate per migliorare<br />

in modo significativo il contenuto informativo delle nuvole di<br />

punti. Quindi, a differenza di molti Laser Scanner sul mercato<br />

che non generano echi di ritorno e quindi perdono buona parte<br />

del dato, con il VZ-400i è possibile personalizzare il programma<br />

di misurazione e il numero massimo di target da utilizzare,<br />

conservando la maggior parte del dato.<br />

La caratteristica di generare echi di riflessi, ad esempio, permette<br />

al VZ-400i di leggere il terreno al di sotto della vegetazione.<br />

Vuoi sperimentare le potenzialità del VZ-400i?<br />

Contatta Microgeo per organizzare una dimostrazione gratuita<br />

sia online sia di persona: info@microgeo.it<br />

Per maggiori informazioni sul Laser Scanner Riegl VZ-<br />

400i: www.microgeo.it<br />

40 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


MERCATO<br />

SOLUZIONE COMPLETA STONEX PER I TUOI<br />

RILIEVI CON DRONE E GNSS<br />

Stonex ha da poco rilasciato il software Cube-fly, un software<br />

che permette di eseguire pianificazioni di volo avanzate ed elaborare<br />

calcoli fotogrammetrici di immagini digitali. Cube-fly è<br />

stato progettato per essere semplice ed intuitivo, ed è dotato di<br />

funzioni avanzate che lo rendono uno dei migliori pianificatori<br />

di volo presenti sul mercato.<br />

Cube-fly: pianificazioni avanzate<br />

Stonex Cube-fly supporta modelli 3D da più sorgenti incluso<br />

Google e permette di pianificare missioni adattandosi all’andamento<br />

del terreno e alle variazioni di pendenza. È anche possibile<br />

importare il proprio DTM, scaricato da siti regionali o<br />

proveniente da missioni precedenti.<br />

Specificando la sovrapposizione laterale e frontale, la quota di<br />

volo o la distanza e l’altezza dell’oggetto da rilevare, il tool di<br />

pianificazione permette di definire diversi tipi di missione:<br />

• normale<br />

• circolare<br />

• verticale<br />

• griglia<br />

• lineare<br />

Integrazione con Cube-a<br />

Grazie all’integrazione con Stonex Cube-a è possibile misurare i<br />

GCP (Ground Control Point) con un GPS Stonex e importarli<br />

direttamente in Cube-fly.<br />

Integrazione con Metashape<br />

Cube-fly permette di effettuare una ricostruzione fotogrammetrica<br />

SfM (Structure from motion) utilizzando il motore di calcolo<br />

interno. Inoltre, Cube-fly può integrarsi con il motore di<br />

calcolo di Agisoft Metashape.<br />

Utilizzando Cube-fly, con la sua interfaccia semplice ed intuitiva,<br />

è possibile eseguire le proprie elaborazioni in maniera facile<br />

e veloce senza rinunciare alla potenza di Metashape che verrà<br />

fornito da Stonex se necessario.<br />

Integrazione con Droni<br />

Cube-fly è compatibile con diversi modelli di drone, in particolare<br />

i modelli DJI. Stonex ha preparato una Soluzione<br />

Fotogrammetrica che prevede un drone DJI a scelta tra DJI<br />

Mini 2, DJI Phantom 4 Pro v2.0 e DJI Mavic 2 Pro. Tre modelli<br />

diversi pensati per coprire esigenze differenti in base al livello<br />

dei progetti che si intende realizzare.<br />

STONEX<br />

Viale dell'Industria 53 | 20037 Paderno Dugnano (MI) - Italy<br />

+39 02 78619201<br />

info@stonex.it<br />

www.stonex.it/it/<br />

LASER SCANNER, SENSORI PER DRONI, IMU,<br />

LIDAR, MOBILE MAPPING, FOTO 360°<br />

WWW.3DTARGET.IT INFO@3DTARGET.IT CENTRALINO +39 0200614452<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 41


MERCATO<br />

IL PRIMO PERSONAL LOCATION BEACON PER<br />

IL SOCCORSO DI GALILEO A DICEMBRE<br />

Il primo Galileo Return Link Service Personal Location Beacon<br />

(PLB), sviluppato nell'ambito del progetto Helios finanziato da<br />

H<strong>2020</strong>, sarà rilasciato nel dicembre <strong>2020</strong> in 19 paesi europei.<br />

Nell'ambito del progetto H<strong>2020</strong> HELIOS, Orolia ha lavorato<br />

per dotare i beacon SAR del Galileo Return Link Service che<br />

venne dichiarato operativo nel gennaio <strong>2020</strong>. Il servizio Galileo<br />

Return Link è una caratteristica particolare di Galileo - il sistema<br />

europeo di navigazione satellitare globale - che consente alle persone<br />

in difficoltà di ricevere un riconoscimento automatico che<br />

il loro segnale è stato ricevuto e la loro posizione è nota.<br />

Il PLB trasmette l'ID univoco dell'utente e la sua posizione<br />

GNSS tramite la rete globale dei satelliti di ricerca e soccorso<br />

Cospas-Sarsat. Quando una persona in difficoltà attiva il segnale<br />

di emergenza, i satelliti Galileo catturano il segnale e lo<br />

trasmettono a una serie di strutture del segmento di terra, che<br />

a Tolosa costituiscono il Galileo Return Link Service Provider<br />

(RLSP). Una volta determinata la posizione della persona in<br />

pericolo, viene inviato un messaggio automatico attraverso i satelliti<br />

Galileo che conferma all'utente che la sua posizione è stata<br />

rilevata e che le informazioni sono state inoltrate alle autorità<br />

governative competenti. Con il PLB la persona in difficoltà, sia<br />

a terra che in mare, vedrà una luce blu lampeggiante sul proprio<br />

beacon, circa 10-15 minuti dopo la conferma che il segnale di<br />

emergenza e la posizione sono stati rilevati.<br />

Inviando una conferma all'utente che il segnale di soccorso<br />

dal radiofaro è stato localizzato dal sistema Cospas-Sarsat e le<br />

informazioni sono state trasmesse alle autorità di ricerca e soccorso<br />

competenti, il servizio di collegamento di ritorno fornisce<br />

fiducia e rassicurazione alle persone in difficoltà che l'aiuto sta<br />

arrivando.<br />

Lo sviluppo di Galileo fa parte dei preparativi dell'Unione<br />

Europea per il potenziamento dell'ecosistema di ricerca e salvataggio<br />

(SAR) dell'organizzazione internazionale di localizzazione<br />

dei segnali di pericolo Cospas-Sarsat nell'ambito del programma<br />

MEOSAR, che richiede una nuova antenna terrestre e<br />

una rete di 72 satelliti GNSS, che unisce gli Stati Uniti GPS, i<br />

sistemi Galileo dell'UE e Glonass russo.<br />

Il servizio Galileo Return Link aumenta i tassi di sopravvivenza<br />

dando un importante impulso psicologico alle persone in difficoltà.<br />

Si stima da Cospas-Sarsat che il sistema SAR internazionale,<br />

con il contributo del servizio Galileo Search and Rescue,<br />

salvi più di 2000 vite all'anno.<br />

La funzione RLS (Return Link Service) è già disponibile come<br />

opzione nell'ultimo ELT aeronautico di Orolia, il Kannad<br />

ULTIMA-S e sarà anche rilasciato più tardi nel <strong>2020</strong> come<br />

EPIRB con una versione aggiornata dell'esclusiva gamma AIS<br />

SmartFind e SafePro di Orolia Maritime.<br />

La funzionalità RLS di Galileo sarà disponibile per qualsiasi<br />

produttore di beacon che aggiorni il proprio design per incorporare<br />

l'hardware necessario, ma sfortunatamente, i componenti<br />

e le specifiche richieste per fornire RLS non sono compatibili<br />

con le versioni precedenti e richiederanno un beacon abilitato<br />

per RLS.<br />

ALLEANZA PER COMBINARE ROBOT E TEC-<br />

NOLOGIA GNSS PER LE COSTRUZIONI<br />

Trimble e Boston Dynamics hanno raggiunto un accordo per<br />

integrare una varietà di tecnologie di raccolta dati con la piattaforma<br />

Spot (il cane robot) nell'ambito delle costruzioni e altre<br />

applicazioni sul campo. La soluzione, sviluppata congiuntamente,<br />

combinerà la mobilità autonoma del robot Spot con i<br />

sensori di raccolta dati di Trimble e il software di controllo sul<br />

campo per consentire l'automazione di attività ripetitive come<br />

scansioni di siti, rilevamento e monitoraggio dei progressi nella<br />

costruzione, sfruttando al contempo<br />

le capacità uniche del robot per<br />

navigare in ambienti potenzialmente<br />

non sicuri.<br />

L'accordo conferisce a Trimble i<br />

diritti esclusivi di vendita e supporto<br />

del robot Spot con tecnologie<br />

integrate di scansione, stazione<br />

totale e GNSS per il mercato delle<br />

costruzioni. La soluzione chiavi in ​<br />

mano semplificherà il funzionamento<br />

del robot e fornirà il controllo di qualità per le missioni,<br />

consentendo ai responsabili dei progetti di costruzioni di ottenere<br />

facilmente un quadro chiaro dei progressi in cantiere su<br />

base continuativa. Le tecnologie Trimble integrate con il robot<br />

consentiranno un'acquisizione di dati precisa, scalabile e rapida,<br />

mentre le piattaforme di collaborazione per le costruzioni<br />

di Trimble forniscono un flusso continuo di informazioni tra il<br />

campo e l'ufficio.<br />

Le prime sperimentazioni sono state avviate attraverso il programma<br />

Early Experience di Trimble, nell'ottica di eliminare<br />

gli sprechi nei cantieri e aumentare l'efficienza. A Minneapolis<br />

un team ha sperimentato il robot Spot con le soluzioni GNSS<br />

Trimble SPS986 per navigare autonomamente in ambienti di<br />

costruzione esterni impegnativi, come i parchi solari, documentando<br />

continuamente le condizioni del sito.<br />

La soluzione integrata dovrebbe essere disponibile entro il secondo<br />

trimestre del 2021 negli Stati Uniti, Canada, Regno<br />

Unito, Unione Europea, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.<br />

Attraverso il programma Early Experience di Trimble, i clienti<br />

selezionati avranno l'opportunità di visualizzare in anteprima lo<br />

sviluppo della soluzione prima della disponibilità generale.<br />

42 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


MERCATO<br />

ZONE COSTIERE EUROPEE:<br />

LA NUOVA MAPPA EEA IN OPEN DATA<br />

L'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) annuncia<br />

la pubblicazione dei dati aggiornati sulle zone costiere<br />

in Europa per gli anni di riferimento 2012 e<br />

2018 e la relativa mappa dei cambiamenti.<br />

Planetek Italia ha lavorato in stretta collaborazione<br />

con EEA e coordinando il consorzio formato<br />

da GeoVille GmbH (Austria), Telespazio Ibérica<br />

(Spagna) e Planetek Hellas (Grecia), per supportare<br />

Copernicus Land Monitoring Service (CLMS)<br />

e Copernicus Marine Environment Monitoring<br />

Service (CMEMS) sulla loro soluzione completa di<br />

monitoraggio delle zone costiere in grado di affrontare<br />

le situazioni complesse e dinamiche che si trovano<br />

negli ambienti costieri.<br />

I dati pubblicati coprono il 50% delle aree costiere europee.<br />

I dati completi saranno disponibili entro la fine del<br />

primo trimestre del 2021.<br />

I servizi e i prodotti CLMS e CMEMS per il monitoraggio<br />

delle Aree Costiere<br />

Per saperne di più sui servizi Copernicus Land, esplorare<br />

i dataset complete di nomenclature e mapping guidelines,<br />

e conoscere il progress dei lavori di mappatura dei<br />

prodotti CZ, visita il sito https://land.copernicus.eu/<br />

local/coastal-zones<br />

Sottocontrollo<br />

CK-14, il drone idrografico<br />

progettato e prodotto<br />

da Codevintec.<br />

Payload personalizzabile:<br />

multibeam, singlebeam, SBP…<br />

Anche a Noleggio.<br />

Dati: MTS Engineering<br />

CODEVINTEC<br />

Tecnologie per le Scienze della Terra e del Mare<br />

tel. +39 02 4830.2175<br />

info@codevintec.it<br />

www.codevintec.it<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 43


AEROFOTOTECA<br />

L’AEROFOTOTECA<br />

NAZIONALE<br />

RACCONTA....<br />

il gen. Petronio Malagoli<br />

(1933-<strong>2020</strong>)<br />

di Stefano Gusmano<br />

Il 30 settembre <strong>2020</strong> è scomparso<br />

il Gen. Garat (Genio<br />

aeronautico assistenti tecnici)<br />

Petronio Malagoli.<br />

L’Aerofototeca Nazionale<br />

lo ricorda con affetto, affidando<br />

alle parole del T.Col.<br />

Stefano Gusmano (Scuola<br />

di Aerocoooperazione di<br />

Guidonia) il ricordo di una<br />

persona davvero unica.<br />

La “folgorazione cartografica”<br />

Forse, come amava dire il<br />

Generale, non sarà citato<br />

nei futuri testi di cartografia a<br />

fianco di Tolomeo, Mercatore<br />

o Gauss, anche se andrebbe,<br />

comunque, ricordato.<br />

La sua carriera cartografica è<br />

stata casuale, come lo è stata<br />

quella militare. Non discendeva<br />

in effetti, come la maggior<br />

parte dei generali che si<br />

rispettano, da una famiglia di<br />

militari di professione. I suoi<br />

antenati “rimasero a Modena<br />

ad insaccare zamponi per gli<br />

avi dei generali che si rispettano,<br />

che partivano al seguito<br />

di Goffredo di Buglione per la<br />

Santa Crociata.”<br />

Il Maestro frequentò in Francia<br />

le scuole primarie di cui ricordava<br />

solo l’ottimo testo di geografia<br />

che ancora conservava, forse<br />

un presagio.<br />

La folgorazione cartografica<br />

invece avvenne non sulla polverosa<br />

via di Damasco, ma<br />

sulla Croisette a Cannes, il 29<br />

luglio 1942. Il Console italiano,<br />

informato che quello era il<br />

giorno del suo compleanno, gli<br />

regalò “una carta dell’Europa<br />

per seguire le - allora ancora fortunate<br />

- vicende belliche in cui<br />

il nostro Paese era impegnato<br />

su diversi fronti. Si trattava di<br />

una bellissima carta in due fogli<br />

a scala 1:3.000.000 edita dalla<br />

Consociazione Turistica Italiana,<br />

italianissima versione del TCI.<br />

La colorazione sapientemente<br />

dosata consentiva la lettura dei<br />

numerosissimi toponimi, l’idrografia<br />

e l’orografia avevano un<br />

dettaglio sorprendentemente<br />

superiore a quello schematizzato<br />

del mio testo di geografia.”<br />

Rientrato in Patria senza la carta,<br />

perché incamerata con tutti i<br />

Fig. 1 – Il giovane Petronio Malagoli, seduto su<br />

una macchina fotografica da ripresa aerea (foto<br />

cortesia CIGA)<br />

beni personali come preda bellica<br />

dal vincitore, trascorse una<br />

felice giovinezza da profugo,<br />

studente-lavoratore, lavoratore.<br />

I mestieri, svolti in Italia ed<br />

all'estero, furono i più disparati:<br />

pastore, interprete, minatore.<br />

Un giorno di aprile del 1954,<br />

alla frontiera svizzera di Ponte<br />

Chiasso, fu arrestato da un carabiniere<br />

per renitenza alla leva.<br />

Gli fu risparmiata la carcerazione<br />

preventiva ma non la denuncia<br />

per un reato che prevedeva<br />

da due a sei anni di reclusione,<br />

ovviamente da scontare dopo i<br />

18 mesi.<br />

L’unica alternativa era arruolarsi<br />

nelle Forze Armate.<br />

Vinse il concorso in Aeronautica<br />

Militare come specialista nel<br />

campo della fotografia aerea,<br />

come equipaggio di volo e cartografia<br />

(fig. 1). Primo del suo<br />

corso, dopo una breve parentesi<br />

romana fu trasferito a Linate.<br />

Sempre entusiasta del suo<br />

lavoro frequentò il corso di<br />

fotointerpretazione presso la<br />

Scuola di Aerocooperazione<br />

di Guidonia. Dopo due anni<br />

come ufficiale del genio fu promosso<br />

Comandante dell’APID<br />

(Distaccamento Interpretazione<br />

Fotografie Aeree) del 132°<br />

Gruppo a Villafranca Veronese.<br />

Stimato da colleghi e superiori è<br />

sempre stato un punto di riferimento<br />

per i suoi dipendenti: un<br />

amico oltre che un comandante.<br />

Infatti veniva affettuosamente<br />

chiamato ‘’Il Maestro’.<br />

Estroverso e goliardico, gran<br />

mangiatore e bevitore, coniò<br />

l’urlo liberatorio del fotointerprete<br />

ed il salto a piè pari sulla<br />

scrivania.<br />

Anche se non completò gli studi<br />

al Politecnico non smise mai di<br />

studiare nuove soluzioni nel<br />

campo cartografico e promuovere<br />

lo strumento della fotointerpretazione<br />

in ogni ambito<br />

istituzionale.<br />

Nel 1971 fu inviato a Cervia<br />

per riorganizzare un gruppo di<br />

ricognizione. Il pregevole lavoro,<br />

anche con incredibili ritorni<br />

in ambito internazionale, ed il<br />

rapporto che riusciva ad instaurare<br />

con tutti lo candidarono<br />

per un nuovo incarico a Firenze:<br />

SDIGA, Sezione Distaccata<br />

Informazioni Geotopografiche<br />

Automatizzate, per poi andare<br />

a Saint Louis, Missouri<br />

alla DMA, Defence Mapping<br />

Agency, la Mecca della cartografia,<br />

per un training sul<br />

DLMS, Digital Land-Mass<br />

System. Il primo passo di quello<br />

che ai primi anni ’80 diverrà il<br />

44 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>


TELERILEVAMENTO<br />

AEROFOTOTECA<br />

CIGA (Centro Informazioni<br />

Geotopografiche Aeronautiche)<br />

presso la base di Pratica di<br />

Mare.<br />

All’estero nei consessi<br />

Internazionali era lo spirito dei<br />

convegni conviviali. A Stoccarda<br />

durante la biennale settimana<br />

fotogrammetrica oltre ad essere<br />

una forte presenza critica<br />

tecnica apriva sempre le danze<br />

durante la serata di gala.<br />

La costruzione dell’edificio che<br />

ospitava il CIGA determinò<br />

la chiusura della SDIGA ed il<br />

conseguente trasferimento di<br />

tutto il personale a Pratica di<br />

Mare. Il Generale Malagoli<br />

rimase a Firenze nella veste di<br />

coordinatore IGM (Istituto<br />

Geografico Militare)-CIGA<br />

per risolvere tutti i problemi<br />

relativi alla collaborazione tecnica<br />

tra i due Enti di Ricerca,<br />

Programmazione e Produzione,<br />

paritetici secondo la legge<br />

n. 68 del 1960 sugli Organi<br />

Cartografici dello Stato, ma<br />

molto differenti per età e per<br />

“temperamento”.<br />

Ogni settimana e durante momenti<br />

ludici veniva a Pratica di<br />

Mare, sempre atteso con trepidazione<br />

per conoscere nuovi<br />

aneddoti del Maestro (fig. 2).<br />

Ci diceva sempre di ricordarlo<br />

con un bicchiere di vino ed un<br />

sorriso e così io ho fatto.<br />

Addendum<br />

Nel 2013 il gen. Malagoli fece<br />

dono all’Aerofototeca Nazionale<br />

della sua ricca biblioteca “tecnica”<br />

privata. ICCD e AFN gli<br />

sono riconoscenti per questo<br />

attestato di stima e di affetto.<br />

L’elenco delle pubblicazioni<br />

è consultabile sul sito ICCD,<br />

http://www.iccd.beniculturali.<br />

it/it/raccolte-testi-documenti<br />

BIBLIOGRAFIA<br />

G. Vianello, P. Malagoli, Cartografia e fotointerpretazione,<br />

CLUEB, 1998<br />

P. Malagoli, Le vie della cartografia sono infinite,<br />

CIGA, Pratica di Mare, 2002 (da cui<br />

sono tratti i brani citati nel testo).<br />

ABSTRACT<br />

General P. Malagoli was a founding father of<br />

modern defence aerial mapping in Italy. He<br />

also had a very distinctive personality and<br />

was a generous, bon vivant friend for many.<br />

Fig. 2 – Petronio Malagoli in anni recenti<br />

(foto cortesia fam. Malagoli).<br />

In 2013 he made a gift to Aerofototeca<br />

Nazionale of his extraordinary professional/<br />

scientific library: a great asset, for which<br />

AFN is truly grateful.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Fotografia aerea; Geotopografia;<br />

Cartografia; Fotointerpretazione; CIGA.<br />

AUTORE<br />

T. Col. Stefano Gusmano<br />

stefano.gus65@gmail.com<br />

MONITORAGGIO 3D<br />

GIS E WEBGIS<br />

www.gter.it<br />

info@gter.it<br />

GNSS<br />

FORMAZIONE<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 45<br />

RICERCA E INNOVAZIONE


AGENDA<br />

26 – 28 Aprile 2021<br />

ARQUEOLÓGICA 2.0 &<br />

GEORES<br />

Valencia (Spain)<br />

www.geoforall.it/kfcxf<br />

5 – 7 Maggio 2021<br />

DRONITALY - Working<br />

with Drones<br />

Bologna (Italy)<br />

www.geoforall.it/kfy44<br />

19 – Maggio 2021<br />

GEO Business <strong>2020</strong><br />

London (UK)<br />

www.geoforall.it/kf4yh<br />

19 – 23 Luglio 2021<br />

30th International<br />

Cartographic Conference<br />

Firenze (Italy)<br />

www.geoforall.it/kfurw<br />

27 – 30 Settembre<br />

GIScience 2021<br />

2021 Poznan (Poland)<br />

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