GEOmedia_5_2020
La prima rivista italiana di Geomatica
La prima rivista italiana di Geomatica
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Rivista bimestrale - anno XXIV - Numero - 5/<strong>2020</strong> - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma<br />
TERRITORIO CARTOGRAFIA<br />
GIS<br />
CATASTO<br />
3D<br />
INFORMAZIONE GEOGRAFICA<br />
FOTOGRAMMETRIA<br />
URBANISTICA<br />
EDILIZIA<br />
GNSS<br />
BIM<br />
RILIEVO TOPOGRAFIA<br />
CAD<br />
REMOTE SENSING SPAZIO<br />
WEBGIS<br />
UAV<br />
SMART CITY<br />
AMBIENTE<br />
NETWORKS<br />
LiDAR<br />
BENI CULTURALI<br />
LBS<br />
Set/ott <strong>2020</strong> anno XXIV N°5<br />
IdroGEO:<br />
la piattaforma<br />
italiana sul<br />
dissesto<br />
idrogeologico<br />
VOLARE ALTO CON<br />
L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE<br />
PIANIFICAZIONE<br />
COSTIERA COMUNALE<br />
GNSS REPORT <strong>2020</strong>
MicaSense<br />
Altum<br />
700
Oltre le nuvole di punti,<br />
l’Intelligenza Artificiale.<br />
È curioso constatare che, mentre la maggior parte delle aziende si presenta per il rilievo<br />
di edifici con la creazione di nuvole di punti, o con la realizzazione di tour virtuale di<br />
edifici, una startup tedesca, la Voxelgrid, si differenzia utilizzando i propri algoritmi di<br />
Intelligenza Artificiale per generare rapidamente modelli BIM del costruito esistente.<br />
E’ quanto emerge nell’articolo di Marc. B. Delgado che vi riportiamo in questo<br />
numero, per gentile concessione dell’autore, che lo aveva già pubblicato sulla rivista<br />
americana xyHt in inglese. Un articolo nel quale si sottolineano le grandi promesse<br />
dell’Intelligenza Artificiale applicata alle immagini della geomatica e non con analisi<br />
di possibili sviluppi futuri, ma con esempi di realizzazione molto avanzati, realizzati<br />
nell’ultimo triennio.<br />
Del digitalizzare il mondo reale con i processi di machine learning ne abbiamo parlato<br />
nel nostro piccolo qui su <strong>GEOmedia</strong> qualche tempo fa, ma gli esempi che ci porta<br />
Delgado sono grandiosi, come quello che ha realizzato l’azienda canadese Ecopia che<br />
creò un certo scalpore nel 2018 quando rilascò il primo dataset ad alta precisione del<br />
costruito totale degli Stati Uniti, ed è ora impegnata nella realizzazione della prima<br />
mappa digitale dell’intera Africa subsahariana. La tecnologia di base di Ecopia è<br />
stata sviluppata durante un dottorato di ricerca presso l'Università di Waterloo, da<br />
uno studente che aveva notato che ogni giorno sono milioni le immagini geospaziali<br />
acquisite da satelliti, aeroplani,<br />
droni e altri veicoli. Questo gli ha dato un'opportunità per fare qualcosa di significativo<br />
nel 2015 e con una borsa di studio dell’Università e del Governo Canadese, lanciò<br />
Ecopia, oggi operativa a livello mondiale.<br />
Altro singolare esempio viene da Mapillary, il più grande database di immagini libere al<br />
mondo, usate per migliorare le mappe, sempre grazie all'Intelligenza Artificiale.<br />
La computer vision di Mapillary è stata addestrata a rilevare oggetti come segnaletica<br />
stradale, idranti, pali della luce e molti altri oggetti nelle immagini a livello stradale<br />
georeferenziando queste informazioni su una mappa globale.<br />
Giocando sulle parole "mappa" e "capillare", l'azienda mira a raggiungere le estremità<br />
più piccole del mondo e portare questa scalabilità alla mappatura. Recentemente<br />
Mapillary ha lanciato la propria mapping dashcam con l'obiettivo di aiutare le società<br />
di logistica ad ottenere mappe e dati geolocalizzati quasi in tempo reale tramite la<br />
piattaforma.<br />
Sono storie da cui dobbiamo apprendere e che stanno facendo la vera innovazione<br />
andando oltre, ad esempio, a quel tipo di mobile mapping a cui siamo ormai abituati,<br />
ove pure se presente una tecnologia di acquisizione laser e di immagini di altissima<br />
qualità, il trattamento successivo del dato è demandato a vecchie tecnologie CAD.<br />
E’ deludente pensare che dopo aver immagazzinato grandissime quantità di dati in<br />
pochissimo tempo si debba spendere una quantità enorme di risorse per acquisire le<br />
informazioni vettoriali annaspando tra milioni di punti con software completamente<br />
privi di intelligenza.<br />
Certo è necessario insegnare ai computer a lavorare, ed il machine learning dovrebbe<br />
diventare una applicazione continua di tutti gli operatori che, durante le loro attività<br />
di acquisizione classica, potrebbero insegnare alle macchine che diventando intelligenti<br />
potranno alleviarci in seguito dalle operazioni di routine.<br />
Queste storie sono positive e ci danno l’incoraggiamento per continuare a credere<br />
nella potenza delle idee e dell’innovazione. Il mondo della geomatica sta rapidamente<br />
cambiando e dobbiamo credere nell’innovazione per rinnovarci prendendo al volo le<br />
possibilità offerte dalle nuove tecnologie.<br />
Buona lettura,<br />
Renzo Carlucci
FOCUS<br />
In questo<br />
numero...<br />
FOCUS<br />
REPORT<br />
Volare alto con<br />
l'Intelligenza<br />
Artificiale<br />
di Marc M. Delgado<br />
6<br />
LE RUBRICHE<br />
24 Immagine ESA<br />
32 AUGMENTED REALITY<br />
36 MERCATO<br />
44 AEROFOTOTECA<br />
46 AGENDA<br />
12<br />
Dati territoriali<br />
e metodi di<br />
governance digitale<br />
in un’esperienza<br />
di pianificazione<br />
costiera comunale<br />
di Pasquale Balena,<br />
Alessandro Bonifazi e<br />
Carmelo M. Torre<br />
In copertina il rilievo della<br />
parte sommersa dei piloni di<br />
un ponte con drone idrografico<br />
equipaggiato con multibeam.<br />
Elaborazione MTS Engineering -<br />
strumenti Codevintec”<br />
geomediaonline.it<br />
4 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong><br />
<strong>GEOmedia</strong>, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.<br />
Da più di 20 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei<br />
processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,<br />
in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.<br />
In questo settore <strong>GEOmedia</strong> affronta temi culturali e tecnologici<br />
per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi<br />
geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,<br />
della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e<br />
spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.
INSERZIONISTI<br />
3Dtarget 41<br />
Codevintec 43<br />
Epsilon 37<br />
ESRI 11<br />
18<br />
IdroGEO: la<br />
piattaforma italiana<br />
sul dissesto<br />
idrogeologico<br />
di Carla Iadanza, Alessandro<br />
Trigila, Paolo Starace,<br />
Alessio Dragoni, Marco<br />
Roccisano, Tommaso Biondo<br />
Geomax 35<br />
GIS3W 22<br />
Gter 45<br />
Planetek Italia 48<br />
Sokkia 39<br />
Stonex 47<br />
StrumentiTopografici 2<br />
Teorema 46<br />
Topcon 31<br />
GNSS User<br />
Technology<br />
Report <strong>2020</strong><br />
di Marco Lisi<br />
26<br />
In questa immagine catturata<br />
dalla missione Copernicus<br />
Sentinel-2 è mostrata la base<br />
dell’Aeronautica Militare di<br />
Vandenberg, in California<br />
(USA). La contea include la<br />
città costiera di Santa Barbara,<br />
parzialmente visibile in<br />
basso a destra nell’immagine.<br />
L'agglomerato urbano sorge<br />
orge tra le ripide montagne<br />
di Santa Ynez - visibili subito<br />
sopra in verde scuro – e l’Oceano<br />
Pacifico. Le montagne<br />
si elevano rapidamente dietro<br />
la città con diverse cime che<br />
superano i 1200 m.<br />
Altri sistemi montuosi all’interno<br />
della contea sono le<br />
montagne di San Rafael,<br />
visibili subito sopra, e le vette<br />
della Sierra Madre. Gran<br />
parte delle aree montagnose<br />
fanno parte del Los Padres<br />
National Forest, la seconda<br />
foresta nazionale più grande<br />
della California.<br />
La città più popolosa della<br />
contea è Santa Maria, visibile<br />
in alto a sinistra nell’immagine,<br />
circondata da un mosaico<br />
di appezzamenti agricoli.<br />
Come molte altre città della<br />
California, Santa Monica<br />
sperimenta un clima di tipo<br />
mediterraneo.<br />
Appena sotto Santa Maria<br />
sorge la base dell’Aeronautica<br />
Militare di Vandenberg, visibile<br />
lungo la costa.<br />
Credits: ESA<br />
una pubblicazione<br />
Science & Technology Communication<br />
<strong>GEOmedia</strong>, la prima rivista italiana di geomatica.<br />
ISSN 1128-8132<br />
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Rivista fondata da Domenico Santarsiero.<br />
Numero chiuso in redazione il 14 dicembre <strong>2020</strong>.
REPORT FOCUS<br />
Volare alto con<br />
l'Intelligenza Artificiale<br />
di Marc M. Delgado<br />
Il ruolo<br />
dell'Intelligenza<br />
Artificiale nei<br />
prossimi dieci<br />
anni tra computer<br />
vision, BIM e<br />
digitalizzazione.<br />
Le esperienze di<br />
alcune start-up di<br />
eccellenza come<br />
Mapillary, VoxelGrid<br />
ed Ecopia a<br />
confronto.<br />
Fig. 1 - Il dispositivo di registrazione di VOXEL-GRID può acquisire fino a 10.000 metri quadrati<br />
di superficie in un giorno.<br />
Le Start-up nel Regno<br />
AEC sono salite alle stelle<br />
nell’ultimo decennio.<br />
L'accessibilità di tecnologie innovative<br />
- GPS, satelliti, UAV,<br />
lidar e fotogrammetria - ha<br />
guidato il loro successo e, di<br />
conseguenza, ha reso disponibili<br />
a tutti i professionisti che<br />
usano tecnologie geospaziali<br />
più strumenti e dati. Quindi,<br />
se gli anni 2010 sono stati il <br />
decennio delle startup, gli anni<br />
<strong>2020</strong> saranno guidati dall'intelligenza<br />
artificiale (AI). Basta<br />
pensare ai big data e questo assume<br />
immediatamente un senso.<br />
Il diluvio di big data senza<br />
precedenti, prodotto dai nuovi<br />
dispositivi geospaziali, può essere<br />
organizzato ed elaborato in<br />
modo efficiente solo utilizzando<br />
algoritmi di intelligenza artificiale.<br />
Le aziende stanno ora<br />
impiegando l'intelligenza artificiale<br />
per estrarre oggetti dal<br />
mondo reale: dalle nuvole di<br />
punti alle immagini satellitari.<br />
Con l’Intelligenza Artificiale, le<br />
case possono essere facilmente<br />
distinte da foreste, le finestre<br />
dai muri, i tubi dalle condutture.<br />
Il tutto con eccezionale<br />
velocità e precisione.<br />
Tuttavia, l'Intelligenza<br />
Artificiale deve prima addestrare<br />
i suoi algoritmi alla ricerca<br />
di data-pattern significativi e<br />
per farlo richiede terabyte di<br />
dati accurati.<br />
Anche questo non è più un<br />
problema. Man mano che le<br />
tecnologie di localizzazione e<br />
imaging sono diventate più<br />
accurate, anche la capacità di<br />
archiviazione dei chip è aumentata<br />
esponenzialmente e le<br />
soluzioni di cloud storage sono<br />
diventate così onnipresenti<br />
che i professionisti del settore<br />
geospaziale possono facilmente<br />
acquisire e archiviare elevati<br />
volumi di dati.<br />
Oggi giorno, la quantità di informazioni<br />
che si possono raccogliere<br />
con devices di dimensioni<br />
compatte è strabiliante.<br />
6 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
FOCUS<br />
Basti pensare ai nanosatelliti,<br />
ai micro UAV o agli scanner<br />
3D portatili, che alimentano il<br />
bisogno di dati dell'Intelligenza<br />
Artificiale.<br />
Pertanto, nel prossimo decennio,<br />
la vera rivoluzione dell'industria<br />
geospaziale sarà dettata<br />
da chi utilizzerà l'Intelligenza<br />
Artificiale applicata ai big data,<br />
col fine ultimo di realizzare<br />
prodotti utili all’utente finale.<br />
Queste startup stanno aprendo<br />
la strada.<br />
Migliorare la mappatura<br />
a livello stradale con<br />
la computer vision<br />
Cosa si fa quando ci si rende<br />
conto che la mappa di cui si<br />
ha bisogno non viene aggiornata<br />
abbastanza velocemente<br />
dalle grandi aziende? Si crea<br />
un azienda ad hoc proprio per<br />
questo.<br />
Nel 2013, Jan Erik Solem e<br />
altri tre soci hanno co-fondato<br />
Mapillary, una startup svedese<br />
che utilizza la tecnologia di<br />
computer vision per estrapolare<br />
dati preziosi da immagini<br />
stradali. Il loro approccio<br />
innovativo al mapping è arrivato<br />
all’orecchio di investitori<br />
e società di prim'ordine; ora<br />
collaborano con aziende globali<br />
come HERE, Volkswagen e<br />
Amazon.<br />
I computer sono in grado<br />
di individuare e posizionare<br />
oggetti dalle immagini ad un<br />
ritmo molto più elevato e dettagliato<br />
di quanto qualsiasi essere<br />
umano potrebbe fare. Oggi<br />
giorno Mapillary è diventato il<br />
più grande database di immagini<br />
libere al mondo usate per<br />
migliorare le mappe, tutto grazie<br />
all'Intelligenza Artificiale.<br />
“AI technology has been the<br />
cornerstone of Mapillary from<br />
the very beginning,” afferma<br />
Solem CEO di Mapillary<br />
“With computer vision, a form<br />
of artificial intelligence, machines<br />
could see and, in the best<br />
case, understand what they are<br />
seeing .”<br />
La tecnologia computer vision<br />
di Mapillary è stata addestrata<br />
a rilevare oggetti come segnaletica<br />
stradale, idranti, pali della<br />
luce e molti altri oggetti nelle<br />
immagini a livello stradale e di<br />
posizionare queste informazioni<br />
su una mappa globale.<br />
Giocando sulle parole "mappa"<br />
e "capillare", l'azienda mira a<br />
raggiungere le estremità più<br />
piccole del mondo (simili ai<br />
vasi sanguigni più piccoli del<br />
corpo) e portare questa scalabilità<br />
alla mappatura.<br />
“We work mainly with three<br />
sectors: mapping, automotive,<br />
and players who need maps to<br />
be able to operate but don’t necessarily<br />
have their own mapping<br />
team,”afferma Solem.<br />
Ad esempio, Mapillary aiuta<br />
le aziende ad catturare immagini<br />
mentre svolgono le loro<br />
operazioni quotidiane e quindi<br />
a utilizzare quest’ultime per<br />
ridurre il tempo che dedicano a<br />
cose come trovare parcheggio o<br />
l'ingresso giusto di un edificio.<br />
Li aiuta anche con l'ottimizzazione<br />
del percorso. Ad ottobre<br />
2019, Mapillary ha lanciato la<br />
propria dashcam per il mapping<br />
con l'obiettivo di aiutare<br />
le società di logistica ad ottenere<br />
mappe e dati geolocalizzati<br />
quasi in tempo reale tramite la<br />
piattaforma.<br />
Sebbene la tecnologia AI possa<br />
sembrare fuori dalla portata<br />
dell’utilizzatore medio di<br />
mappe, quasi chiunque può<br />
visitare il sito Web di Mapillary<br />
e visualizzare immagini e dati<br />
senza alcun costo. Tutte le immagini<br />
sono disponibili sotto<br />
la licenza CC-BY-SA, il che significa<br />
che possono essere condivise,<br />
utilizzate e aggiornate. I<br />
dati ottenuti dalla mappa sono<br />
liberamente disponibili per<br />
l-editing in OpenStreetMap.<br />
JOHN MCCARTHY, informatico presso la<br />
Stanford University, ha coniato per primo il<br />
termine "Intelligenza artificiale" nel 1955,<br />
definendolo come "la scienza e l'ingegneria<br />
capace di creare macchine intelligenti, soprattutto<br />
programmi per computer intelligenti.<br />
" Le macchine sono intelligenti quando sono<br />
in grado di replicare le capacità cognitive<br />
umane come la creazione di categorie, il<br />
riconoscimento di modelli e la risoluzione dei<br />
problemi.<br />
Affinché le macchine ottengano un'intelligenza<br />
artificiale, i programmatori di computer<br />
devono creare algoritmi in grado di<br />
scansionare, organizzare e inserire i dati per<br />
addestrare e insegnare alla macchine come<br />
eseguire i compiti. Questo metodo si chiama<br />
machine learning, il più basilare di tutte le<br />
tecniche di intelligenza artificiale. Dal lontano<br />
1955 sono stati sviluppati molti altri<br />
metodi di intelligenza artificiale, ad esempio<br />
il neural network, un processo che imita il<br />
modo in cui il il cervello umano apprende<br />
dal mondo circostante, mediante lo scambio<br />
di informazioni che avviene nei neuroni per<br />
elaborare i dati. E la versione più sofisticata è<br />
chiamato Deep learning, processo che utilizza<br />
vari livelli del neural network in modo che i<br />
computer possano analizzare enormi dataset.<br />
Con l'avvento dei Big data geospaziali, ci<br />
sono molti più input disponibili su cui poter<br />
addestrare le macchindi AI e migliorare la<br />
loro precisione. Ed è proprio grazie a questa<br />
capacità dell'Intelligenza Artificiale di gestire<br />
enormi dataset che la computer vision sta diventando<br />
una delle applicazioni geospaziali<br />
più importanti. Grazie a questa tecnologia<br />
di computer vision, le macchine possono<br />
imparare a "vedere" oggetti del reale, come<br />
le immagini, consentendo cosi ad aziende<br />
come Mapillary di identificare strade dalle<br />
foto, ad Ecopia di estrarre aree edificate dalle<br />
immagini satellitari e a VOXELGRID di<br />
riconoscere i materiali di costruzione da una<br />
nuvola di punti.<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 7
FOCUS<br />
thinks about maps.”<br />
Per ora, il successo dell'azienda<br />
dipende dalla piattaforma di<br />
mapping che Mapillary ha costruito.<br />
“As more images are contributed<br />
by users, the more training<br />
data we can use to improve<br />
our AI algorithms, eventually<br />
resulting to the best mapping<br />
data available for everyone,”<br />
aggiunge Solem. “As we say at<br />
Mapillary, collaboration wins.”<br />
Fig. 2 - Questo nuvola di punti di una scala proviene da un grande complesso residenziale in<br />
Norimberga ed è stata creata utilizzando la tecnologia VOXELGRID.<br />
Mapillary ritiene che gli utenti<br />
possano trarre vantaggio<br />
dalla tecnologia di computer<br />
vision non solo perché i dati<br />
delle mappe sono liberamente<br />
fruibili, ma anche grazie alla<br />
velocità e scalabilità che la loro<br />
tecnologia offre.<br />
“The need for map data is<br />
booming as map companies<br />
scramble to access up-to-date<br />
data in a growing number of<br />
markets. At the same time,<br />
the combination of increasing<br />
pressure on delivery firms and<br />
the rise of last-mile and micromobility<br />
solutions means that<br />
more players than ever before<br />
need access to map data,” dice<br />
Solem. “Mapillary addresses<br />
this growing need of keeping<br />
maps up- dated by allowing<br />
everyone to map what is important<br />
to them just by capturing<br />
images.”<br />
Consentire a chiunque di<br />
contribuire con immagini potrebbe<br />
avere i suoi svantaggi,<br />
inclusi problemi di privacy e<br />
accuratezza dei dati. E Allora<br />
come affronta Mapillary questi<br />
problemi?<br />
“Accuracy is something we will<br />
always strive to improve, and<br />
as our dataset grows, our computer<br />
vision algorithms improve<br />
along with it,” dice Solem.<br />
“We also use a technique<br />
known as ‘human in the loop’<br />
or HOOP, where community<br />
members help us improve the<br />
accuracy of our detections by<br />
verifying whether the detections<br />
are correct or not.”<br />
Secondo Solem, proteggere<br />
la privacy degli utenti è una<br />
priorità assoluta per l'azienda.<br />
“From the beginning, it was<br />
clear that we needed a way to<br />
anonymize sensitive information<br />
like faces and license plates<br />
in the images on our platform.<br />
Today privacy blurring<br />
is something we do with 99%<br />
accuracy, an industry best”,<br />
afferma.<br />
Con la crescita delle aziende<br />
che si affiderano alle tecnologie<br />
di localizzazione nel prossimo<br />
decennio, ci si aspetta che l'uso<br />
dell’Intelligenza Artificiale nel<br />
settore del mapping diventi un<br />
mainstream.<br />
“These days it’s not just humans<br />
that need maps; it’s<br />
cars, delivery robots, last-mile<br />
solutions, and much more,”<br />
afferma Solem. “The market<br />
for maps for autonomous vehicles<br />
alone is set to grow from<br />
$2.2bn in <strong>2020</strong> to $24.5bn<br />
by 2050, so it’s safe to say that<br />
we’re just at the beginning of<br />
a big shift in how the world<br />
Realizzazione di planimetrie<br />
2D e BIM a costi contenuti<br />
con il deep learning<br />
“It’s our magic sauce,” afferma<br />
Christian Wetzel, l'uomo<br />
dietro la start-up tedesca<br />
VOXELGRID, riferendosi a<br />
come crede che la sua azienda<br />
possa creare planimetrie 2D<br />
e BIM degli edifici migliori e<br />
ad un prezzo più contenuto<br />
rispetto ad altre società.<br />
Questa riduzione dei costi è<br />
fondamentale per i clienti,<br />
in particolare per le agenzie<br />
governative e gli urbanisti.<br />
L'approccio economico di<br />
VOXELGRID è già stato testato<br />
con l'agenzia governativa<br />
tedesca che gestisce le proprietà<br />
del paese (The Institute for<br />
Federal Real Estate), nonché<br />
con diversi comuni del paese,<br />
per fornire planimetrie degli<br />
edifici e informazioni sui materiali<br />
dei pavimenti a basso<br />
costo.<br />
“As an example, we did the<br />
whole façade of a large residential<br />
unit in Nuremberg, proving<br />
that with our methodology<br />
we can go from the quick<br />
estimation of the building’s<br />
area using deep learning up to<br />
its very detailed 3D reconstruction,”<br />
afferma Wetzel. “And we<br />
did it at a cheap price.”<br />
Fondata nel 2016, la tecnologia<br />
di VOXELGRID utilizza<br />
nuove tecniche di Intelligenza<br />
Artificiale, tra cui il riconosci-<br />
8 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
FOCUS<br />
mento automatico delle aree e<br />
il deep learning, le quali vengono<br />
impiegate per processare<br />
la nuvola di punti e l'analisi<br />
iper-spettrale. Gli algoritmi<br />
della startup sono così robusti<br />
da poter distinguere automaticamente<br />
le zone delle finestre<br />
dalle facciate con un margine<br />
di errore inferiore all'1% in 1<br />
secondo, un livello di precisione<br />
molto elevato per gli standard<br />
del settore.<br />
“Existing buildings without<br />
reliable planning documents<br />
account for around 95% of<br />
the entire global real estate<br />
portfolio,” dice Wetzel. “The<br />
company’s focus is to supply<br />
combined hardware and software<br />
as a service (H&SaaS)<br />
in order to create layouts<br />
and material information for<br />
existing buildings which are<br />
way cheaper than traditional<br />
approaches.”<br />
VOXELGRID ha inoltre<br />
introdotto sul mercato il<br />
proprio device di cattura<br />
della realtà, consentendo ai<br />
professionisti di acquisire<br />
fino a 10.000 metri quadrati<br />
di superficie di un edificio<br />
esistente in un giorno. Con<br />
un lavoro di post-elaborazione<br />
minimale, è possibile generare<br />
automaticamente piante 2D o<br />
un modello 3D di un ediificio,<br />
anche con informazioni sui<br />
materiali.<br />
“Compatible and accurate<br />
building data is a prerequisite<br />
for creating BIMs. Our goal is<br />
to provide building information,<br />
including room number,<br />
height, and its materials, inside<br />
and out,”, afferma Wetzel.<br />
Il cuore pulsante del processo<br />
VOXELGRID è composto<br />
dall’Intelligenza Artificiale.<br />
“Using hundreds of annotated<br />
building images as training<br />
datasets, we teach computers<br />
to do what comes naturally to<br />
humans: learn by example and<br />
experience. The outcome is a<br />
remarkable progress in image<br />
recognition of building geometries,<br />
especially in identifying<br />
different materials and components,”<br />
afferma Wetzel.<br />
Ma questa tecnologia non è<br />
utilizzata anche da altri?<br />
“I think that there is currently<br />
no other company offering to<br />
create 2D Plans and 3D models<br />
using this set of imaging<br />
technologies,” dice Wetzel.<br />
E potrebbe avere ragione.<br />
Mentre la maggior parte delle<br />
aziende si presenta con la<br />
creazione di nuvole di punti o<br />
il tour virtuale di un edificio,<br />
VOXELGRID si differenzia<br />
““WE TEACH<br />
COMPUTERS TO<br />
DO WHAT COMES<br />
NATURALLY<br />
TO HUMANS:<br />
LEARN BY<br />
EXPERIENCE.”<br />
“<br />
utilizzando i propri algoritmi<br />
di Intelligenza Artificiale,<br />
così da generare rapidamente<br />
modelli BIM del costruito<br />
esistente. La combinazione di<br />
innovazione e velocità - più<br />
conveniente nel lungo periodo<br />
-, consente loro di offrire prodotti<br />
a basso costo rispetto ai<br />
loro competitors.<br />
Oltre a ricevere premi, l'azienda<br />
è stata investita dal Gruppo<br />
CalCon, una delle più grandi<br />
società IT in Germania e del<br />
mercato immobiliare austriaco.<br />
VOXELGRID ha ora uno<br />
staff di 16 dai tre originali e<br />
continua a operare da Monaco,<br />
l’hub della startup nel sud del<br />
paese.<br />
Quindi, con i progetti pilota e<br />
le fasi di finanziamento in corso,<br />
qual è il prossimo passo per<br />
l'azienda?<br />
“The long-term goal is to<br />
develop realistic 3D building<br />
models that contain all the<br />
information about the geometries<br />
and structural elements, ”<br />
condivide Wetzel.<br />
“But we have to be really aware<br />
that proper AI only works with<br />
proper training, and this means<br />
really an awful lot of suitable<br />
information of training for the<br />
machine. ”<br />
Digitalizzare il mondo con i<br />
processi di machine learning<br />
L'azienda canadese Ecopia ha<br />
creato un certo scalpore nel<br />
settore geospaziale nel 2018<br />
quando ha rilasciato il primo<br />
dataset ad alta precisione del<br />
costruito totale degli Stati<br />
Uniti. Molte persone restarono<br />
a bocca aperta, infatti credevano<br />
che non si potesse fare a<br />
quella scala, velocità e precisione.<br />
Per raggiungere questo obiettivo<br />
l'azienda, grazie ai suoi algoritmi<br />
di Intelligenza Artificiale<br />
ha setacciato il database di immagini<br />
satellitari DigitalGlobe<br />
di Maxar, estraendo oltre 169<br />
milioni di planimetrie (footprint)<br />
di edifici negli States<br />
aggiornandole annualmente.<br />
L'azienda ha intrapreso una<br />
sfida più grande quest'anno:<br />
creare la prima mappa digitale<br />
completa di tutta l'Africa<br />
subsahariana.<br />
Questa mappa digitale includerà<br />
circa 342 milioni di edifici,<br />
il doppio di quella che hanno<br />
creato negli Stati Uniti “Ecopia<br />
leverages AI to mine geospatial<br />
big data. This data is used to<br />
create up-to-date, highly accurate<br />
digital representations of<br />
the Earth that are being used<br />
by decision-makers around the<br />
world,” afferma Emily Jackson,<br />
vicepresidente dell'azienda.<br />
“We produce millions of kilo-<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 9
FOCUS<br />
meters worth of commercialgrade<br />
high-definition maps of<br />
the Earth every month.”<br />
Per sostenere la loro iniziativa<br />
per l'Africa subsahariana,<br />
Ecopia ha ricevuto un finanziamento<br />
di 6,7 milioni di dollari<br />
dalla Sustainable Development<br />
Technology Canada (SDTC),<br />
una fondazione creata dal governo<br />
canadese.<br />
La tecnologia di base di Ecopia<br />
è stata sviluppata durante<br />
il Dottorato di ricerca di<br />
Yuanming Shu presso l'Università<br />
di Waterloo, un leader<br />
del computer engineering.<br />
Durante la sua ricerca, Shu ha<br />
notato che ogni giorno sono<br />
milioni le immagini geospaziali<br />
acquisite da satelliti, aeroplani,<br />
droni e altri veicoli. Questo<br />
gli ha dato un'opportunità per<br />
fare qualcosa di significativo<br />
con i dati e i pixel disponibili.<br />
Nel 2015, Shu ha co-fondato<br />
e lanciato Ecopia con Jon<br />
Lipinski e Shuo Tan, rispettivamente<br />
presidente e CTO<br />
dell'azienda. Una borsa di studio<br />
dell'Università di Waterloo<br />
e del governo canadese ha<br />
permesso al team fondatore di<br />
iniziare a esplorare le opportunità<br />
di business.<br />
In meno di un anno, hanno<br />
avuto il loro prototipo iniziale<br />
e il primo cliente. Alla domanda<br />
se la location iniziale<br />
dell'azienda fosse anche un<br />
catalizzatore per la crescita di<br />
Ecopia, la risposta di Jackson è<br />
stata positiva.<br />
“The Accelerator Centre in<br />
Waterloo allowed us to grow as<br />
a business with access to other<br />
startups to talk about growth<br />
and best practices. We also had<br />
strong mentorship from industry<br />
experts, and as a growing<br />
startup, that expertise was invaluable.”<br />
Come molte altre startup,<br />
Ecopia ha affrontato diverse<br />
sfide per poter crescere, tra l’accesso<br />
ai professionisti di talento,<br />
a risorse sostenibili e al cliente.<br />
“These are the three biggest<br />
challenges for any new startup<br />
company, but we believed in<br />
our team, our business model,<br />
and our product”, afferma<br />
Jackson.<br />
Società di telecomunicazioni,<br />
governi, ONG, compagnie<br />
di assicurazione e logistica<br />
utilizzano le loro mappe per<br />
determinare dove si trovano<br />
building footprint, strade, aree<br />
verdi e altre feature.<br />
“There is an inadequate<br />
amount of accurate, up-to-date<br />
information of the Earth,” dice<br />
Jackson. “Current sources do<br />
not provide adequate solutions<br />
for enterprise analysis and decision<br />
making.”<br />
La tecnologia di intelligenza<br />
artificiale dell'azienda è attualmente<br />
una delle più innovative<br />
del settore, specializzata nell'estrazione<br />
di informazioni da<br />
big data geospaziali.<br />
“We are leading the charge in<br />
how AI can be used to create<br />
high-definition vector maps at<br />
scale,” afferma Jackson.<br />
I loro progressi nell'apprendimento<br />
automatico possono<br />
convertire le immagini satellitari<br />
in alta risoluzione in<br />
mappe vettoriali con una capacità<br />
di produzione di oltre 40<br />
milioni di building footprint al<br />
mese, una capacità ineguagliata<br />
che mantiene una precisione<br />
del 95%. Oltre ai loro prodotti,<br />
Emily ci dice cos'altro li<br />
rende orgogliosi di essere una<br />
startup.<br />
“We have doubled in size and<br />
revenue year over year since<br />
incorporating as a business, all<br />
while being primary bootstrapped<br />
and not taking on any<br />
outside funding,” she says. “We<br />
have big plans for international<br />
expansion and product-line<br />
growth.”<br />
PAROLE CHIAVE<br />
Intelligenza Artificiale; machine<br />
learning; deep learning; computer<br />
vision; mapping; immagini<br />
satellitari; nuvole di punti<br />
ABSTRACT<br />
JOHN MCCARTHY, computer<br />
scientist at Stanford University, first<br />
coined the term “artificial intelligence”<br />
in 1955, defining<br />
it as, “the science and engineering<br />
of making intelligent machines,<br />
especially intelligent computer<br />
programs.”<br />
Machines are intelligent when<br />
they can replicate human cognitive<br />
skills such as forming categories,<br />
recognizing<br />
patterns, and solving problems.<br />
For machines to achieve artifi cial<br />
intelligence, computer programmers<br />
must create algorithms that<br />
can scan and organize input data<br />
to train and teach the machines to<br />
perform tasks. This method is called<br />
machine learning, the most basic of<br />
all AI techniques. Several other AI<br />
methods have since been developed,<br />
including neural network, a process<br />
that mimics how the human brain<br />
learns by using interconnected<br />
nodes to process data. Its more<br />
sophisticated version is called deep<br />
learning, which uses multiple layers<br />
of neural networks so that computers<br />
can analyze bigger datasets. With<br />
the advent<br />
of big geospatial data, there are far<br />
more inputs for AI machines to<br />
train on and improve their accuracy.<br />
And due to AI’s ability to handle big<br />
datasets such as imagery, computer<br />
vision is currently one of the hottest<br />
geospatial applications. With computer<br />
vision technology, machines<br />
can be taught to “see” real-world<br />
objects from images, thus allowing<br />
companies like Mapillary to identify<br />
roads from street photos, Ecopia to<br />
extract built-up areas from satellite<br />
imagery, and VOXELGRID<br />
to recognize construction materials<br />
from a point cloud.<br />
AUTORE<br />
Marc M. Delgado<br />
marcmdelgado@yahoo.com<br />
Questo articolo è stato tradotto<br />
dall'originale scritto<br />
per l'American geospatial<br />
magazine xyHt (xyht.com)<br />
10 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
FOCUS<br />
10 – 14 maggio<br />
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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 11
REPORT<br />
Dati territoriali e metodi di<br />
governance digitale in un’esperienza<br />
di pianificazione costiera comunale<br />
di Pasquale Balena, Alessandro Bonifazi e Carmelo M. Torre<br />
Fig. 1 - Inquadramento territoriale di Rodi<br />
Garganico nel promontorio del Gargano (in<br />
basso a sinistra), morfologia del territorio<br />
comunale e distribuzione delle principali aree<br />
urbanizzate al 2011 in un estratto di cartografia<br />
tecnica (in basso a destra) e in una immagine<br />
satellitare (dettaglio, in alto).<br />
Il rilevo crescente assunto dall’informazione geografica nel governo del<br />
territorio si colloca in un quadro più ampio di lenta affermazione di nuovi<br />
modelli di governance – trainati dall’evoluzione tumultuosa delle tecnologie<br />
dell’informazione e della comunicazione, sia nell’innovazione scientifica sia nei<br />
nuovi mercati della digital economy (Ash et al. 2016; Fang 2015).<br />
Nel confrontarsi con le sfide poste dal decentramento amministrativo – avviato<br />
con la legge 15 marzo 1997, n. 59 (cosiddetta “Bassanini”) e culminato nella<br />
riforma del Titolo V della Costituzione (l. cost. n. 1/2001) – i Comuni sembrano<br />
mostrare aspettative elevate sulla capacità dell’informatizzazione di migliorare<br />
l’organizzazione interna e la qualità dei servizi offerti all'utenza esterna<br />
(riducendone i costi) ma continuano a imputare i ritardi nella transizione<br />
digitale alla scarsità di risorse e all’inadeguatezza della formazione del<br />
personale (Banca d’Italia 2017).<br />
In questo contesto, l’ambiente<br />
costiero rappresenta<br />
un campo di applicazione<br />
estremamente stimolante, in<br />
quanto zona di transizione tra<br />
terra e mare – lungo la quale<br />
si susseguono e si intrecciano<br />
diversi ecosistemi, con i benefici<br />
che ne derivano alla società<br />
(Siikamäki et. al. 2013; Willaert<br />
et al., 2019). Tuttavia, il processo<br />
di decentramento della<br />
gestione del demanio marittimo<br />
ha determinato una scomposizione<br />
delle competenze sugli<br />
usi pubblici del mare, con la<br />
titolarità delle funzioni amministrative<br />
che risulta conferita<br />
perlopiù a regioni e comuni e la<br />
proprietà dei beni che rimane<br />
attribuita allo Stato (Casanova,<br />
2007). Persiste quindi l’esigenza<br />
di sperimentare modelli metodologici<br />
e organizzativi efficaci<br />
nel realizzare il potenziale senza<br />
precedenti delle informazioni<br />
geografiche disponibili, a condizione<br />
che ne sia al contempo<br />
garantita l’accessibilità agli operatori<br />
tecnici e amministrativi<br />
responsabili della gestione del<br />
demanio marittimo – in termini<br />
sia di competenze richieste, sia<br />
di fattibilità tecnico-economica.<br />
L’applicazione presentata si pone<br />
in questa prospettiva, riassu-<br />
12 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
mendo i punti salienti di una<br />
collaborazione fra l’amministrazione<br />
comunale di Rodi<br />
Garganico (FG) e il Politecnico<br />
di Bari, finalizzata alla formazione<br />
del Piano Comunale<br />
delle Coste.<br />
Il contesto territoriale<br />
e amministrativo<br />
Il Piano Regionale delle Coste<br />
della Puglia (PRC), approvato<br />
definitivamente nel 2011,<br />
opera una classificazione<br />
dell’intero demanio marittimo<br />
secondo i due criteri della criticità<br />
all’erosione e della sensibilità<br />
ambientale, e detta le regole<br />
per l’approvazione dei Piani<br />
Comunali delle Coste (PCC).<br />
Questi, nel promuovere usi<br />
sostenibili dei territori costieri<br />
e un’equa distribuzione dei<br />
vantaggi connessi alle attività<br />
economiche, sono chiamati<br />
ad assicurare il rispetto della<br />
capacità rigenerativa degli ecosistemi<br />
marino-costieri e il riequilibrio<br />
morfodinamico della<br />
fascia costiera, rendendo effettiva<br />
la libera partecipazione dei<br />
cittadini agli usi pubblici del<br />
mare. A titolo di esempio delle<br />
scelte strategiche compiute<br />
in Puglia, la legge regionale<br />
17/2015 (che ha sostituito la<br />
l.r. 17/2006 conservandone<br />
l’impianto) riserva il 60% del<br />
demanio marittimo all’uso<br />
pubblico, pur consentendo<br />
che nel 40% di questa spiaggia<br />
libera (SL) siano rilasciate<br />
concessioni per servizi legati<br />
alla balneazione (art. 14). Per<br />
confronto, si consideri che<br />
l’analoga soglia di riferimento<br />
(con lievi differenze) in Veneto<br />
e nell’Emilia Romagna è stata<br />
fissata al 20% 1.<br />
Rodi Garganico si estende<br />
per circa 13 km 2 sul versante<br />
settentrionale del promontorio<br />
del Gargano, sviluppando una<br />
fascia costiera di quasi 10 km,<br />
orientata lungo una linea qua-<br />
Fig. 2 - Analisi e interpretazione dei fenomeni di erosione costiera. Dal confronto fra le linee di costa rappresentate<br />
nel riquadro in alto (al 2005 in nero, al 2017 in rosso) è stata operata una classificazione dei tratti<br />
di costa in avanzamento (in celeste nel riquadro al centro), in erosione (in arancione) o stabili (trasparenti,<br />
qui non mostrati), che ha rappresentato un criterio chiave per la valutazione dell’ammissibilità della deroga<br />
all’insufficiente profondità della spiaggia, non riconosciuta per la concessione vigente rappresentata dal poligono<br />
marrone a sinistra nel riquadro in basso. Si osservi la “migrazione” verso la battigia degli ombrelloni<br />
nell’ampio tratto in marcato avanzamento a ridosso del molo di sottoflutto.<br />
si retta in direzione sud-ovest/<br />
nord-est (Fig. 1). Collocandosi<br />
a cavallo di una discontinuità<br />
nel contesto geologico di riferimento,<br />
il territorio comunale<br />
presenta una piana costiera a<br />
debole pendenza (legata alla più<br />
ampia dinamica del Lago di Varano),<br />
a ovest, e una morfologia<br />
caratterizzata da versanti acclivi<br />
fisicamente delimitati verso il<br />
mare da un asse viario (la S.S.<br />
89), a est. A fronte di una popolazione<br />
residente che si attesta<br />
intorno ai 3.500 abitanti, Rodi<br />
è una importante località turistica<br />
– con oltre 50.000 arrivi e<br />
circa 325.000 presenze registrate<br />
nel 2018 nelle strutture ufficiali<br />
(Osservatorio del turismo della<br />
Regione Puglia, 2019). L’elevata<br />
densità degli stabilimenti balneari<br />
(SB) è il segno più evidente<br />
della specializzazione dell’economia<br />
locale.<br />
Il Piano Comunale delle Coste<br />
di Rodi Garganico<br />
La condizione del demanio<br />
marittimo appare emblematica<br />
della domanda di dati territoriali<br />
accurati espressa dalla pianificazione<br />
territoriale: una fascia<br />
costiera, di profondità variabile,<br />
delimitata a terra dalla dividente<br />
demaniale (la linea di demarca-<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 13
REPORT<br />
zione fra la proprietà pubblica<br />
afferente al demanio marittimo<br />
e altre proprietà pubbliche o<br />
private) e a mare dall’inviluppo<br />
del lido. Conseguentemente, da<br />
un lato si presentano problemi<br />
di incertezza che affliggono<br />
lo stato di diritto, dall’altro ci<br />
si confronta con la variabilità<br />
intrinseca della zona di transizione<br />
fra terre emerse e mare<br />
territoriale.<br />
Le criticità riscontrate nella<br />
redazione del PCC di Rodi<br />
Garganico hanno riguardato<br />
alcune discontinuità rilevate<br />
nella polilinea fornita dal Sistema<br />
Informativo del Demanio 2<br />
– armonizzate sulla base di una<br />
ricognizione della cartografia<br />
catastale locale (messa a disposizione<br />
della Regione Puglia con<br />
Sistema di Riferimento WGS84<br />
UTM 33 N) e verificate con<br />
visure sulle particelle interessate<br />
(effettuate in cooperazione<br />
applicativa). Analogamente, è<br />
stato necessario ricostruire la<br />
titolarità demaniale di una serie<br />
di particelle che, in seguito alla<br />
riorganizzazione del tessuto<br />
urbano (in particolare, a ridosso<br />
dell’area portuale), si erano<br />
ritrovate frammiste nel demanio<br />
stradale e in aree di proprietà<br />
privata.<br />
È stata tuttavia l’analisi (e la<br />
conseguente rappresentazione)<br />
del “confine ultimo tra terraferma<br />
e mare” (Barbano et al.,<br />
2005) a costituire la sfida più<br />
rilevante. La definizione normativa<br />
di linea di costa adottata<br />
nel PRC (mistilinea che segue<br />
l’andamento reale della costa<br />
comunale) si rifà all’anglosassone<br />
coastline, potendosi ritenere<br />
coerente con le analisi alla scala<br />
relativamente piccola imposta<br />
dal calcolo di parametri aggregati<br />
a livello comunale, come la<br />
ripartizione fra aree concedibili<br />
e zone da destinare a SL. Tuttavia,<br />
sia le analisi diacroniche<br />
che hanno condotto in sede<br />
di elaborazione del PRC alla<br />
classificazione normativa del<br />
demanio marittimo secondo<br />
un criterio di criticità all’erosione,<br />
sia la determinazione della<br />
profondità di spiaggia (definita<br />
come la distanza media tra il<br />
limite interno del bagnasciuga<br />
e il limite esterno dell’arenile)<br />
evocano piuttosto il monitoraggio<br />
della shoreline, intesa come<br />
linea di riva, una linea mobile<br />
che fluttua continuamente con<br />
il moto dell’acqua, a causa delle<br />
onde o delle maree (Milli e Surace,<br />
2011).<br />
In effetti, lo strato informativo<br />
della linea di costa al 2010<br />
messo a disposizione dell’amministrazione<br />
comunale attraverso<br />
il Geoportale regionale<br />
(sit.puglia.it) e attualizzata al<br />
2017 dal gruppo di lavoro 3 per<br />
fotointerpretazione sulla base<br />
di una più recente ortofoto<br />
(con risoluzione geometrica di<br />
0,2 m), è ascrivibile in termini<br />
approssimativi al novero delle<br />
linee di riva istantanee, digitalizzate<br />
a partire da immagini aeree<br />
o satellitari (con l’eventuale<br />
ausilio di altri dati telerilevati)<br />
secondo procedimenti manuali<br />
o semiautomatici (ibid.). La sua<br />
validità ai fini normativi è stata<br />
dunque assicurata dal ricorso a<br />
specifici metodi di valutazione<br />
e supporto alla decisione (Fig.<br />
2). Per quanto riguarda l’erosione<br />
costiera, e in continuità<br />
con l’impostazione adottata dal<br />
PRC, la discriminazione fra i<br />
tratti in avanzamento e quelli<br />
in erosione è stata subordinata<br />
alla rilevazione di una variazione<br />
minima di 10 m nell’analisi diacronica<br />
pluriennale (in almeno<br />
un punto nel tratto compreso<br />
tra due punti di intersezione<br />
successivi), in difetto della<br />
quale la costa risulta classificata<br />
come stabile. Analogamente, si<br />
è cercato di evitare di tradurre<br />
l’incertezza dell’informazione<br />
geografica in sperequazione<br />
dello stato giuridico del demanio<br />
marittimo, inserendo come<br />
criterio chiave per la valutazione<br />
della concedibilità in deroga di<br />
tratti di spiaggia con profondità<br />
(istantanea) inferiore a 15 m<br />
proprio il trend di avanzamento<br />
nel medio periodo.<br />
Criticità nella generazione degli<br />
scenari del Piano Comunale delle<br />
Coste<br />
Al cuore dell’attività di pianificazione<br />
costiera prefigurata<br />
dal PRC vi è una classificazione<br />
amministrativa del demanio<br />
marittimo che, escluse le aree<br />
che non rientrano nell’ambito<br />
di applicazione del PCC (ad<br />
esempio, i porti di rilevanza<br />
nazionale), separa la “costa utile”<br />
ai fini della concessione di<br />
beni del demanio marittimo da<br />
quella “non concedibile” (per<br />
condizioni soggette a individuazione<br />
e determinazione nel<br />
PCC) o “non fruibile” (nella<br />
quale i fattori ostativi si sottraggono<br />
a qualsiasi intervento<br />
conformativo da parte delle amministrazioni<br />
comunali). In Fig.<br />
3 è riportato uno schema logico<br />
che illustra i principali criteri di<br />
classificazione della costa, introducendo<br />
anche il meccanismo<br />
attraverso cui la facoltà di deroga<br />
alla insufficiente profondità<br />
della spiaggia può rendere concedibile<br />
un tratto di costa, nel<br />
rispetto di specifiche condizioni.<br />
L’attribuzione delle aree del demanio<br />
marittimo a ciascuna delle<br />
tre macro-categorie ha comportato<br />
un utilizzo non banale<br />
dell’informazione geografica. La<br />
non fruibilità, ad esempio, può<br />
essere connessa all’applicazione<br />
delle disposizioni del d.lgs.<br />
116/2008: in assenza di aree<br />
oggetto dei divieti di balneazione<br />
per forme di inquinamento<br />
accertato, si è comunque fatto<br />
14 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
riferimento al “Portale Acque”<br />
del Ministero della Salute 4 per la<br />
perimetrazione di due aree permanentemente<br />
non adibite alla<br />
balneazione in corrispondenza<br />
delle foci di due corsi d’acqua<br />
a carattere torrentizio. Le immagini<br />
delle aree sono state<br />
acquisite dal portale, georefenziate<br />
in modalità map to map,<br />
riportate sulle tavole progettuali<br />
e utilizzate per classificare le aree<br />
demaniali sottostanti come non<br />
fruibili.<br />
Tuttavia, l’inibizione alla balneazione<br />
può verificarsi anche in<br />
via temporanea, in corrispondenza<br />
dei recapiti a mare di<br />
opere di collettamento di acque<br />
meteoriche di dilavamento superficiale<br />
(provenienti da attività<br />
non pericolose). Per favorire<br />
l’applicazione del regolamento<br />
regionale n. 26/2013, nel PCC<br />
si è provveduto a mappare delle<br />
Zone di rispetto (con raggio<br />
di 200 metri attorno al punto<br />
di scarico), sottoponendole a<br />
norme tecniche che impegnano<br />
l’amministrazione comunale e<br />
i titolari di concessioni demaniali<br />
a contribuire – secondo il<br />
principio delle responsabilità<br />
comuni ma differenziate – alla<br />
piena efficacia delle procedure<br />
di allertamento e di gestione<br />
operativa del rischio chimicobiologico<br />
(Fig. 4).<br />
Sul fronte dei divieti assoluti<br />
che comportano la non concedibilità<br />
dei beni demaniali, i<br />
cordoni dunari hanno rappresentato<br />
l’occasione per un’integrazione<br />
delle fonti regionali<br />
disponibili con indagini sul<br />
campo. Adottando un doppio<br />
criterio per la perimetrazione<br />
dei sistemi dunari (geomorfologico<br />
ed ecologico), il lavoro è<br />
proseguito su due binari paralleli,<br />
sotto la responsabilità degli<br />
specialisti 5 :<br />
4 partendo da operazioni<br />
di geoprocessing (map<br />
overlay) riguardanti gli<br />
ulteriori contesti paesaggistici<br />
identificati nel Piano<br />
Paesaggistico Territoriale<br />
Regionale (PPTR) e la<br />
Carta Idrogeomorfologica<br />
della Regione Puglia –<br />
nonché la redigenda Carta<br />
Geologica d’Italia in scala<br />
1: 50.000 e l’Atlante delle<br />
Spiagge Italiane (1981) –,<br />
sono stati perimetrati i depositi<br />
eolici anche attraverso<br />
rilievi mirati sul campo.<br />
4 assumendo a riferimento<br />
la Carta tematica<br />
di Habitat e Specie vegetali<br />
e animali di interesse<br />
comunitario nella regione<br />
Puglia 6 , sono stati effettuati<br />
dei sopralluoghi sistematici<br />
per mappare le aree del<br />
demanio marittimo interessate<br />
da habitat naturali<br />
riferibili ai sistemi dunari,<br />
classificati ai sensi dell’Allegato<br />
I alla Direttiva 92/43/<br />
CEE (in particolare, Dune<br />
embrionali mobili, Dune<br />
mobili del cordone litorale<br />
con presenza di Ammophila<br />
arenaria, Dune costiere con<br />
Juniperus ssp).<br />
Entrambe le componenti dei<br />
sistemi dunari sono state successivamente<br />
riperimetrate su<br />
ortofoto (aggiornate al 2017),<br />
distinguendo l’ingombro territoriale<br />
diretto (in cui vige il<br />
divieto assoluto di concessione)<br />
da una fascia di rispetto della<br />
profondità di 3 metri nella quale,<br />
in presenza di habitat costieri<br />
di interesse comunitario, sono<br />
state applicate ulteriori prescrizioni<br />
e raccomandazioni.<br />
Nel PCC, la definizione delle<br />
aree che ricadono nella “costa<br />
utile” ai fini turistico-balneari<br />
assume un ruolo cruciale. È in<br />
questa fase che le aspettative dei<br />
Fig. 3 - Schema logico del processo di individuazione<br />
della costa utile ai fini della concessione di beni<br />
demaniali marittimi, secondo le disposizioni della<br />
l.r. 17/2015 e del Piano Regionale delle Coste della<br />
Puglia. Lo schema comprende un richiamo alle regole<br />
per la deroga all’insufficiente profondità della<br />
spiaggia, stabilite nel PCC di Rodi Garganico.<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 15
REPORT<br />
Fig. 4 - Nel riquadro a sinistra, una delle due aree permanentemente non adibite alla balneazione segnalate sul<br />
Portale Acque del Ministero della Salute (in corrispondenza dello scarico a mare delle acque reflue trattate dal<br />
depuratore di Vico del Gargano); a destra, una zona di rispetto connessa ai recapiti a mare di opere di collettamento<br />
di acque meteoriche di dilavamento superficiale.<br />
diversi portatori di interessi si<br />
intrecciano e si scontrano con<br />
le limitazioni imposte dalla<br />
complessa normativa cui il PCC<br />
deve sottostare per assicurare<br />
le condizioni di equilibrio fra<br />
convenienza privata e interesse<br />
collettivo nella gestione del<br />
demanio e del patrimonio pubblico<br />
(Tajani e Morano, 2017):<br />
in questa situazione, il supporto<br />
di tecniche di analisi territoriale<br />
con strumenti GIS si è rivelato<br />
fondamentale per contemperare<br />
i principi di precauzione<br />
e proporzionalità (Orlando et<br />
al., 2005). Adottando in modo<br />
sistematico e radicale uno dei<br />
principali criteri progettuali<br />
stabiliti nel PRC, si è optato<br />
per un approccio modulare,<br />
suddividendo l’intero demanio<br />
marittimo in elementi caratterizzati<br />
da ampiezza costante e<br />
corrispondente (al netto della<br />
variabilità delle morfologie più<br />
complesse) a un fronte mare di<br />
circa 20 metri.<br />
La scelta di un passo regolare ha<br />
introdotto una maggiore rigidità<br />
progettuale, discretizzando<br />
le dimensioni degli oggetti territoriali<br />
concedibili. Tuttavia,<br />
lo studio delle forme e delle<br />
dimensioni delle concessioni<br />
esistenti ha consentito di valutare<br />
la sostanziale coerenza delle<br />
regole adottate con le preferenze<br />
degli operatori economici, per<br />
come si manifestano nello stato<br />
di diritto del demanio marittimo<br />
– al netto dei vincoli territoriali<br />
(ad esempio, i divieti assoluti)<br />
e progettuali (un numero<br />
molto esiguo di concessioni presentava<br />
un’estensione superiore<br />
a 150 m, il massimo consentito<br />
dal PRC). Inoltre, di gran lunga<br />
prevalente sui disagi appare la<br />
facoltà acquisita dal Comune di<br />
emanciparsi dall’inerzia imposta<br />
al layout territoriale dall’attuale<br />
disposizione delle aree in concessione<br />
e, soprattutto, di disaccoppiare<br />
le scelte sulle singole<br />
concessioni dalla tenuta complessiva<br />
degli assetti pianificati.<br />
L’impostazione geometrica della<br />
sequenza modulare ha tenuto<br />
conto del regolare andamento<br />
della costa – ad eccezione del<br />
promontorio su cui sorge il centro<br />
urbano (interamente non<br />
fruibile) e dell’area portuale, che<br />
ha innescato marcati fenomeni<br />
di avanzamento dell’arenile a est<br />
del molo di sottoflutto. In particolare,<br />
il passo regolare di 20<br />
metri è stato calcolato su rette<br />
mediane di quadrilateri composti<br />
dalla segmentazione di tratti<br />
omogenei rettificati della linea<br />
di costa e del relativo tratto di<br />
dividente demaniale, e dalle<br />
perpendicolari alla dividente<br />
rettificata.<br />
Oltre a rispettare il parametro<br />
di concedibilità a livello comunale<br />
– il rapporto 60/40 fra SL,<br />
in parte con servizi (SLS) e SB<br />
–, il demanio marittimo è stato<br />
suddiviso in 6 Ambiti Costieri,<br />
all’interno dei quali sono stati<br />
introdotti ulteriori parametri<br />
per prevenire il dumping territoriale<br />
degli usi meno ricercati<br />
dal mercato (SL mai inferiore al<br />
40% e, al suo interno, SLS mai<br />
superiore al 60%). Ricorrendo a<br />
un’analogia con la pianificazione<br />
urbanistica, il sistema di gestione<br />
proposto (Fig. 5) prevede<br />
una destinazione di zona (SL o<br />
SB) predefinita nel PCC, e una<br />
serie di regole (riguardanti il numero<br />
minimo e massimo di moduli<br />
concedibili) che orientano<br />
la discrezionalità tecnico-amministrativa<br />
nella destinazione degli<br />
usi, esercitata dal Comune nelle<br />
procedure a evidenza pubblica<br />
di selezione dei beneficiari di<br />
concessioni.<br />
Conclusioni e prospettive<br />
future<br />
L’evoluzione di forme mature<br />
di e-government per migliorare<br />
i servizi pubblici e i processi<br />
democratici comporta, accanto<br />
all’uso intensivo di tecnologie<br />
dell’informazione e della comunicazione<br />
nelle pubbliche<br />
amministrazioni, l’introduzione<br />
di innovazioni organizzative e<br />
l’acquisizione di nuove competenze<br />
7 . Questa posizione risuona<br />
con le prospettive più mature<br />
sul paradigma della smart city<br />
– e per estensione dei territori<br />
intelligenti – secondo cui le<br />
infrastrutture digitali svolgono<br />
un ruolo di catalisi della condivisione<br />
creativa di conoscenze,<br />
a beneficio del capitale sociale e<br />
intellettuale (Murgante e Borruso,<br />
2013).<br />
I limiti osservati nell’applicazione<br />
qui presentata riguardano<br />
proprio la necessità, da un lato,<br />
di consolidare processi di sussi-<br />
16 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
diarietà verticale, per evitare che<br />
il processo di decentramento<br />
che ha interessato il demanio<br />
marittimo negli ultimi decenni<br />
ponga sui Comuni un carico<br />
amministrativo insostenibile.<br />
Di pari passo, è auspicabile che<br />
l’amministrazione comunale<br />
esplori percorsi di sussidiarietà<br />
orizzontale (Murgante et al.,<br />
2011) coinvolgendo portatori di<br />
interessi diretti – in particolare i<br />
titolari di concessioni demaniali<br />
marittime e gli imprenditori in<br />
settori dipendenti dalle risorse<br />
marine e costiere, anche grazie<br />
alla mediazione dei propri<br />
consulenti tecnici – e diffusi<br />
(le organizzazioni del sistema<br />
della conoscenza e della società<br />
civile).<br />
Questa sperimentazione sull’uso<br />
di dati territoriali e tecnologie<br />
geospaziali a supporto della pianificazione<br />
costiera comunale<br />
sembra confermarne il grande<br />
potenziale innovativo ma lascia<br />
aperte alcune delle questioni più<br />
dibattute, genericamente ascrivibili<br />
al consolidamento di reti<br />
dinamiche per la condivisione<br />
e l’aggiornamento delle basi di<br />
conoscenza e alla riduzione dei<br />
costi d’investimento (Bartlett &<br />
Fig. 5 - Rappresentazione dell’approccio modulare alla pianificazione costiera comunale nel tratto corrispondente<br />
ai primi 360 m di fronte mare a ovest del territorio comunale - attraverso il confronto fra lo stato<br />
giuridico delle concessioni vigenti (in alto), la ricognizione delle condizioni di limitazione alla fruibilità o<br />
alla concedibilità (al centro) e lo scenario di pianificazione (in basso), in cui i moduli gialli sono destinati a<br />
Spiaggia Libera e quelli azzurri possono ospitare Stabilimenti Balneari (i moduli rossi segnalano i tratti di<br />
costa non fruibile o non concedibile).<br />
NOTE<br />
1Rispettivamente, al punto A.11 dell’Allegato<br />
S1 alla l.r. n. 33/2002 e all’ art. 10, punto 5,<br />
lettera e (della l.r. 9/2002).<br />
2 Il SID o Portale integrato per la pianificazione<br />
del demanio e dello spazio marittimo è<br />
accessibile all’indirizzo web: www.sid.mit.gov.it.<br />
3 In particolare, dall’ing. Maria Francesca<br />
Bruno.<br />
4 http://www.portaleacque.salute.gov.it/Portale-<br />
AcquePubblico/mappa.do<br />
5 Rispettivamente, il geologo Alfredo Pitullo e<br />
il biologo ambientale Rocco Labadessa.<br />
6 Approvata con deliberazione della Giunta<br />
regionale della Puglia n. 2442 del 21/12/2018.<br />
7 Si veda la Comunicazione della Commissione<br />
delle Comunità Europee “Il ruolo<br />
dell’eGovernment per il futuro dell’Europa”,<br />
Bruxelles, 26/09/2003 COM(2003) 567.<br />
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fmars.2019.00199.<br />
PAROLE CHIAVE<br />
dati territoriali; governance digitale;<br />
coste<br />
ABSTRACT<br />
Contemporary practices in Integrated<br />
Coastal Zone Management (ICZM) show<br />
trends of co-evolving digital technologies<br />
and organizational learning. Within this<br />
framework, spatial data infrastructures are<br />
proving key, on the one hand, in enabling<br />
ecosystem-based management approaches<br />
while, on the other hand, in supporting<br />
the growing role that local authorities<br />
play in coastal governance. In this paper,<br />
we report on the preliminary outcomes of<br />
a research and innovation collaboration<br />
between the municipality of Rodi Garganico<br />
(located in Southern Italy) and the<br />
Polytechnic University of Bari (Italy). The<br />
work concerned the application of geospatial<br />
technologies to the local coastal planmaking<br />
process and helped shed lights on<br />
both persisting challenges to, and promising<br />
prospects of, ICZM.<br />
AUTORE<br />
Pasquale Balena<br />
pasquale.balena@poliba.it<br />
Alessandro Bonifazi<br />
alessandro.bonifazi@poliba.it<br />
Carmelo M. Torre<br />
carmelomaria.torre@poliba.it<br />
Politecnico di Bari<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 17
REPORT<br />
IdroGEO: la piattaforma italiana<br />
sul dissesto idrogeologico<br />
Il nuovo applicativo multi device, multilingua, open source<br />
e open data per la consultazione, la condivisione e il<br />
download di dati, mappe e report su frane e alluvioni<br />
di Carla Iadanza, Alessandro Trigila, Paolo Starace, Alessio Dragoni, Marco Roccisano, Tommaso Biondo<br />
Fig. 1 - Interfaccia utente IdroGEO - Sezione Pericolosità e indicatori di rischio.<br />
La nuova Piattaforma web nazionale di IdroGEO consente la<br />
navigazione, la condivisione sui social e il download di dati,<br />
mappe e report dell'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia<br />
delle mappe nazionali di pericolosità e degli indicatori di<br />
rischio. È uno strumento di comunicazione e diffusione delle<br />
informazioni, a supporto delle decisioni per le politiche di<br />
mitigazione del rischio, la pianificazione<br />
territoriale, la progettazione preliminare di infrastrutture,<br />
la programmazione e la definizione delle priorità degli<br />
interventi, la gestione delle emergenze di protezione civile<br />
e le valutazioni ambientali. La piattaforma è progettata<br />
per un facile utilizzo e per l'accesso con più dispositivi<br />
(smartphone, tablet, desktop), utilizza standard aperti ed è<br />
rilasciata come software open source.<br />
La diffusione delle informazioni<br />
ambientali<br />
costituisce un obiettivo<br />
strategico per ISPRA e più in<br />
generale per la PA. Informare<br />
i cittadini sui rischi che interessano<br />
il proprio territorio favorisce<br />
una maggiore consapevolezza<br />
e decisioni informate<br />
su dove acquistare la propria<br />
casa o ubicare nuove attività<br />
economiche e ha pertanto un<br />
importante risvolto sociale<br />
ed economico, contribuendo<br />
alla riduzione dei danni e dei<br />
costi.<br />
La nuova piattaforma nazionale<br />
IdroGEO (https://<br />
idrogeo.isprambiente.it) è un<br />
sistema informativo integrato<br />
che consente la gestione<br />
e la consultazione di dati,<br />
mappe, report, foto, video e<br />
documenti dell’Inventario dei<br />
Fenomeni Franosi in Italia -<br />
IFFI, delle mappe nazionali<br />
di pericolosità e degli indicatori<br />
di rischio idrogeologico.<br />
Nel suo uso pubblico è uno<br />
strumento di comunicazione<br />
e diffusione delle informazioni,<br />
a supporto delle decisioni<br />
nell’ambito delle politiche di<br />
mitigazione del rischio, della<br />
pianificazione territoriale, della<br />
progettazione preliminare<br />
delle infrastrutture, della pro-<br />
18 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
grammazione degli interventi<br />
strutturali di difesa del suolo,<br />
della gestione delle emergenze<br />
idrogeologiche e delle valutazioni<br />
ambientali. Gli utenti<br />
autorizzati nei moduli di gestione<br />
del patrimonio informativo<br />
presente nella piattaforma, partecipano<br />
ai processi gestionali<br />
ed approvativi dei dati dell’Inventario<br />
dei Fenomeni Franosi<br />
- IFFI. La piattaforma è quindi<br />
rivolta alle amministrazioni<br />
pubbliche centrali e locali, ai<br />
decisori, alle Autorità di bacino<br />
distrettuali, ai soggetti che gestiscono<br />
le reti infrastrutturali, alle<br />
università e agli enti di ricerca,<br />
ai professionisti che lavorano<br />
nel settore della difesa del suolo<br />
e ai cittadini.<br />
La piattaforma si inserisce appieno<br />
negli obiettivi di innovazione<br />
tecnologica e di digitalizzazione<br />
della PA ed è stata progettata<br />
con l’obiettivo di essere<br />
facilmente utilizzabile, fornire<br />
un’informazione chiara e completa,<br />
consentire la condivisione<br />
sui social e il download dei dati,<br />
essere accessibile con i diversi<br />
tipi di dispositivo (smartphone,<br />
tablet, desktop) ed essere sviluppata<br />
come open source. È stata<br />
realizzata tenendo conto della<br />
Direttiva EU 2019/1024, delle<br />
norme del Codice dell’Amministrazione<br />
Digitale (D.Lgs.<br />
82/2005), delle Linee Guida<br />
AgID su acquisizione e riuso di<br />
software per le pubbliche amministrazioni,<br />
del D.Lgs. 33/2013<br />
per l’accesso, la trasparenza e<br />
la diffusione dei dati della PA,<br />
e delle Linee guida AgID di<br />
design per i servizi digitali della<br />
PA. È stata realizzata con il contributo<br />
del PON Governance<br />
e Capacità istituzionale 2014-<br />
<strong>2020</strong> nel Progetto “Statistiche<br />
ambientali per le politiche di<br />
coesione 2014-<strong>2020</strong>” a supporto<br />
delle politiche pubbliche.<br />
L’applicativo IdroGEO è una<br />
soluzione modulare, multilingua<br />
(IT, EN, FR, DE) e integrata<br />
con due sezioni: una relativa<br />
all’Inventario dei Fenomeni<br />
Franosi in Italia (IFFI), l’altra<br />
alle Mosaicature nazionali di<br />
pericolosità per frane e alluvioni<br />
e agli indicatori di rischio idrogeologico<br />
(PIR). L’Inventario<br />
IFFI, realizzato dall’ISPRA e<br />
dalle Regioni e Province autonome,<br />
ha censito ad oggi oltre<br />
620.000 frane sul territorio italiano<br />
(https://www.progettoiffi.<br />
isprambiente.it); le mosaicature<br />
nazionali di pericolosità, realizzate<br />
sulla base dei dati forniti<br />
dalle Autorità di bacino distrettuali,<br />
individuano il 16,6% del<br />
territorio nazionale classificato<br />
a pericolosità da frana elevata<br />
e molto elevata o a pericolosità<br />
idraulica media con tempo di<br />
ritorno tra 100 e 200 anni.<br />
Fig. 2 - Pannello informativo Sezione Pericolosità e<br />
indicatori di rischio.<br />
Accesso alla piattaforma,<br />
principali funzionalità<br />
e esperienza per l’utente<br />
L’accesso alla piattaforma avviene<br />
con due modalità: accesso<br />
libero e accesso registrato.<br />
L’accesso registrato consente l’utilizzo<br />
della funzione di segnalazione<br />
di una frana attualmente<br />
riservato ai funzionari delle<br />
Amministrazioni Pubbliche (es.<br />
Uffici tecnici comunali, Servizi<br />
Forestali) e ai professionisti<br />
della Rete delle professioni tecniche<br />
(geologi, ingegneri, ecc.).<br />
L’accesso con login è anche necessario<br />
per accedere alla sezione<br />
gestionale della piattaforma<br />
IdroGEO per l’aggiornamento<br />
dei dati alfanumerici e cartografici<br />
dell’Inventario IFFI effet-<br />
Fig. 3 - Interfaccia utente IdroGEO - Sezione Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia.<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 19
REPORT<br />
Fig. 4 - Mappa e pannello informativo relativi alla singola frana IFFI.<br />
tuato dai funzionari regionali<br />
IFFI e da ISPRA.<br />
Nella modalità di accesso libero,<br />
l’utente può navigare sulla<br />
mappa, consultare e scaricare<br />
i dati di pericolosità e rischio<br />
(sezione PIR). Al passaggio del<br />
mouse sopra la mappa (funzione<br />
mouseover) su desktop<br />
o mediante un breve tocco su<br />
smartphone, l’utente può visualizzare<br />
sul pannello informativo<br />
i dati aggregati su base nazionale,<br />
regionale, provinciale o comunale,<br />
in funzione della scala<br />
Fig. 5 – Architettura di sistema.<br />
corrente. Questi ultimi sono<br />
presentati attraverso infografiche<br />
dinamiche che, in modo<br />
originale rispetto ad applicazioni<br />
analoghe, sono associate a<br />
mappe tematiche, offrendo così<br />
immediatezza al contenuto e un<br />
notevole impatto comunicativo.<br />
Nella sezione IFFI vengono<br />
visualizzati i dati relativi al<br />
numero di frane, eventi, segnalazioni,<br />
frane con foto, video,<br />
documenti e l’istogramma con<br />
la distribuzione per tipo di<br />
movimento, contestualizzati<br />
sul confine amministrativo<br />
selezionato. A livelli di zoom<br />
opportuni e cliccando sulla<br />
singola frana IFFI, l’utente può<br />
visualizzare una scheda sintetica<br />
contenente una selezione degli<br />
attributi associati alla frana:<br />
ID-Frana, Regione, Provincia,<br />
Comune, Autorità di Bacino<br />
Distrettuale, Tipo di movimento,<br />
Descrizione, Attività,<br />
Litologia, Uso Suolo, Metodo,<br />
Danni, Area Frana, Data<br />
Osservazione, Data Attivazione,<br />
Causa, Interventi e gli eventuali<br />
file multimediali allegati (foto,<br />
video, documenti).<br />
Le principali funzionalità disponibili<br />
nella piattaforma<br />
IdroGEO sono il calcolo dello<br />
scenario, la creazione di report,<br />
la condivisione delle mappe, il<br />
download dei dati, la segnalazione<br />
di nuove frane sul territorio,<br />
la visualizzazione di file<br />
multimediali: 1) Stampa Report<br />
frana. Il report contiene lo stralcio<br />
della mappa della frana selezionata<br />
e tutte le informazioni<br />
associate contenute nella banca<br />
dati dell’Inventario IFFI e<br />
strutturate in sezioni (Generale,<br />
Classificazione, Attività,<br />
Datazione, Danni, ecc.). 2)<br />
Stampa Report Pericolosità e<br />
Rischio. Il report contiene, oltre<br />
alla mappa automaticamente<br />
dimensionata sull’entità correntemente<br />
visualizzata, i dati di<br />
contesto e i dati di pericolosità<br />
per frane e alluvioni e di rischio<br />
relativi a popolazione, famiglie,<br />
edifici, imprese e beni culturali.<br />
3) Calcolo scenario. Il tool<br />
“Calcolo scenario” restituisce<br />
la stima degli elementi esposti<br />
su una porzione del territorio<br />
circoscritta a piacere attraverso<br />
un poligono disegnato dall’utente.<br />
4) Segnalazione frana. La<br />
segnalazione di una nuova frana<br />
viene effettuata mediante il posizionamento<br />
di un punto sulla<br />
mappa, l’inserimento delle principali<br />
informazioni e il carica-<br />
20 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
mento di foto/video/documenti<br />
o di un web link riguardante<br />
la frana. Le informazioni delle<br />
Segnalazioni sono utilizzate per<br />
finalità conoscitive e per l’aggiornamento<br />
della banca dati<br />
dell’Inventario IFFI e non per la<br />
gestione di emergenze di protezione<br />
civile.<br />
In coerenza con il principio di<br />
Openness & transparency definito<br />
nell’EU eGovernment Action<br />
Plan 2016-<strong>2020</strong> (1)<br />
è stata predisposta una pagina<br />
Open data dalla quale è possibile<br />
scaricare, sulla base di quanto<br />
riportato nella licenza e condizioni<br />
d’uso dei dati:<br />
4le mosaicature nazionali della<br />
pericolosità da frana e idraulica;<br />
4i dati relativi alle superfici a<br />
pericolosità e agli indicatori<br />
di rischio su base nazionale,<br />
regionale, provinciale e comunale<br />
(formato XLS, CSV,<br />
JSON), con il relativo file di<br />
Metadati (CSV);<br />
4le frane dell’Inventario<br />
IFFI per Regione/Provincia<br />
Autonoma (formato shapefile;<br />
geometrie puntuali, lineari<br />
e poligonali);<br />
4i dizionari dell’Inventario<br />
IFFI (formato JSON).<br />
L’area gestionale della piattaforma<br />
IdroGEO consente a ISPRA<br />
e alle strutture tecniche delle<br />
Regioni e Province Autonome<br />
il caricamento multiutente<br />
via web dei dati delle frane<br />
dell’Inventario IFFI, semplificando<br />
notevolmente le attività<br />
di aggiornamento. Il processo<br />
prevede un protocollo di qualità<br />
dei dati basato su tre figure:<br />
data entry regionale, validatore<br />
regionale e validatore ISPRA.<br />
Architettura di sistema e API<br />
La piattaforma è stata implementata<br />
utilizzando lo stack<br />
applicativo PEAN (PostgreSQL,<br />
Fig. 6 - Infografica con decalogo piattaforma IdroGEO.<br />
Express, Angular, Node.js),<br />
uno standard per lo sviluppo<br />
di moderne applicazioni web<br />
aperte che prevedono la gestione<br />
di dati geospaziali. Tra le<br />
principali peculiarità di PEAN<br />
ha particolare rilevanza il fatto<br />
che l’architettura risultante è<br />
scalabile e predisposta per un<br />
deployment sia in ambiente a<br />
nodo singolo che in cluster. Il<br />
linguaggio di programmazione<br />
utilizzato è lo stesso per la parte<br />
server e client, permettendo il<br />
riuso del codice tra i due layer<br />
applicativi.<br />
Nell’ottica di privilegiare standard<br />
tecnologici aperti che soddisfino<br />
l’esigenza di assicurare<br />
le interazioni tra PA e di queste<br />
con i cittadini e le imprese (2),<br />
tutte le tecnologie e librerie<br />
coinvolte sono open source, con<br />
un’ampia comunità di utenti a<br />
supporto.<br />
Secondo quanto definito dalle<br />
Linee guida di design per i servizi<br />
digitali della PA (3), l’interfaccia<br />
utente della piattaforma (layer<br />
“WebGIS UI”) è stata implementata<br />
utilizzando come base<br />
lo UI kit (4) e il Web Kit (5)<br />
forniti da Agid. In particolare<br />
per lo sviluppo è stata utilizzata<br />
la libreria Bootstrap Italia (6),<br />
derivata dalla libreria Bootstrap<br />
4 (7). Questi framework sono<br />
stati estesi e adattati per una<br />
consultazione ottimale dei dati<br />
su mappa, funzionalità questa<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 21
REPORT<br />
assente in entrambi i kit preesistenti.<br />
Per garantire una fruizione<br />
ottimale su dispositivi mobile<br />
l’applicazione è stata implementata<br />
come Progressive Web App<br />
(PWA) (8), una soluzione per<br />
fornire un’esperienza utente pari<br />
a quella offerta da applicazioni<br />
native, ma che non comporta<br />
lo sviluppo di codice dedicato<br />
e garantisce una fluidità nella<br />
navigazione anche in caso di<br />
temporanea disconnessione dalla<br />
rete.<br />
Il modello per l’implementazione<br />
del layer “Data Services”<br />
è basato sul Modello di interoperabilità<br />
definito dal Piano<br />
triennale per l’informatica nella<br />
pubblica amministrazione 2019<br />
– 2021 (9) che a sua volta è in<br />
linea con il nuovo European<br />
Interoperability Framework (EIF)<br />
(10). In particolare nella sezione<br />
4, The conceptual model for integrated<br />
public services provision,<br />
viene identificato nella riusabilità<br />
il fattore fondamentale per<br />
l’interoperabilità. Più nello specifico<br />
i criteri che vanno seguiti<br />
nell’implementazione di servizi<br />
condivisi vengono identificati<br />
nel (i) Riuso, (ii) Pubblicazione<br />
e (iii) Aggregazione: riuso nelle<br />
fonti dati che vengono incluse<br />
all’interno della piattaforma<br />
IdroGEO; pubblicazione dei<br />
servizi che compongono la piattaforma;<br />
aggregazione nella fornitura<br />
di un servizio integrato a<br />
livello nazionale.<br />
In coerenza con il principio<br />
di Interoperability by default<br />
definito nell’EU eGovernment<br />
Action Plan 2016-<strong>2020</strong> (11),<br />
al fine di promuovere l’adozione<br />
dell’approccio “API first”<br />
e semplificare le procedure di<br />
scambio di dati e servizi tra le<br />
pubbliche amministrazioni e<br />
tra Pubblica Amministrazione e<br />
privati, per l’implementazione<br />
dei servizi di accesso ai dati è<br />
stato adottato lo standard REST<br />
(Representational State Transfer)<br />
(12), che consente di accedere<br />
e manipolare rappresentazioni<br />
testuali di risorse web usando<br />
un insieme predefinito di operazioni<br />
stateless e consentendo<br />
una facile integrabilità praticamente<br />
da qualsiasi linguaggio<br />
di programmazione e che è<br />
stato progettato per un impiego<br />
diffuso nel dialogo applicativo<br />
tra ISPRA, Regioni e Province<br />
Autonome e Autorità di Bacino<br />
Distrettuali.<br />
La componente geografica del<br />
layer “Data Services” è fornita da<br />
GeoServer (13), un applicativo<br />
server che permette la consultazione<br />
e la modifica di dati<br />
geospaziali utilizzando i formati<br />
e servizi standard pubblici<br />
mantenuti dall’Open Geospatial<br />
Consortium (OGC) (14).<br />
L’API e il GeoServer attingono i<br />
dati dal layer “Data Store”, composto<br />
dal DBMS PostgreSQL<br />
(15) al quale è stato applicato il<br />
plugin PostGIS (16) per aggiungere<br />
il supporto alle componenti<br />
geografiche e l’esecuzione delle<br />
query spaziali sugli oggetti.<br />
L’intero deployment è basato<br />
su tecnologia Docker (17), una<br />
piattaforma per la gestione di<br />
container con lo scopo di eseguire<br />
i singoli processi in ambienti<br />
isolati. Per garantire un’adeguata<br />
affidabilità e scalabilità<br />
in ambiente di produzione la<br />
soluzione adottata permette<br />
l’esecuzione attraverso una piattaforma<br />
di orchestrazione quale<br />
Kubernetes (18) o Swarm (19).<br />
Al fine di garantire il flusso di<br />
validazione e pubblicazione<br />
delle modifiche apportate dalle<br />
fasi di sviluppo alla produzione<br />
e per una verifica continua dei<br />
progressi nelle fasi di implementazione<br />
è stato utilizzato<br />
l’approccio di Continuous<br />
Integration & Continuous<br />
Delivery (CI/CD) disponibile<br />
nella piattaforma di collaborazione<br />
GitLab (20).<br />
22 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
RIFERIMENTI<br />
(1) Sezione 2 - Visione e principi di base, le pubbliche amministrazioni dovrebbero scambiarsi le informazioni e i dati e permettere a cittadini<br />
e imprese di accedere ai propri dati, di controllarli e di correggerli; permettere agli utenti di sorvegliare i processi amministrativi che li vedono<br />
coinvolti; coinvolgere e aprirsi alle parti interessate (ad esempio imprese, ricercatori e organizzazioni senza scopo di lucro) nella progettazione e<br />
nella prestazione dei servizi<br />
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52016DC0179<br />
(2) Linee Guida Modello Interoperabilita: https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/lg-modellointeroperabilita-docs/it/bozza/doc/doc_01_<br />
cap_01.html<br />
(3) User interface (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/designers-italia/designlinee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface.html<br />
(4) Il disegno di un’interfaccia e lo UI Kit (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/<br />
designers-italia/design-linee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface/il-disegno-di-un-interfaccia-e-lo-ui-kit.html<br />
5) Lo sviluppo di un’interfaccia e i Web Kit (Linee guida di design per i servizi web della Pubblica Amministrazione): https://docs.italia.it/italia/<br />
designers-italia/design-linee-guida-docs/it/stabile/doc/user-interface/lo-sviluppo-di-un-interfaccia-e-i-web-kit.html<br />
(6) Bootstrap Italia: https://italia.github.io/bootstrap-italia/<br />
(7) https://getbootstrap.com/docs/4.4/getting-started/introduction/<br />
(8) https://web.dev/progressive-web-apps/<br />
(9) https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/pianotriennale-ict-doc/it/2019-2021/04_modello-di-interoperabilita.html<br />
(10) https://ec.europa.eu/isa2/sites/isa/files/eif_brochure_final.pdf<br />
(11) sezione 2 - Visione e principi di base, i servizi pubblici dovrebbero essere progettati in modo da funzionare senza problemi e senza soluzione<br />
di continuità in tutto il mercato unico e al di là dei confini organizzativi, grazie alla libera circolazione dei dati e dei servizi digitali nell'Unione<br />
europea https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52016DC0179<br />
(12) https://www.ics.uci.edu/~fielding/pubs/dissertation/rest_arch_style.htm<br />
(13) http://geoserver.org/about/<br />
(14) https://www.ogc.org/<br />
(15) https://www.postgresql.org/docs/12/intro-whatis.html<br />
(16) https://postgis.net/<br />
(17) https://www.docker.com/products/container-runtime<br />
(18) https://kubernetes.io/docs/home/<br />
(19) https://docs.docker.com/engine/swarm/<br />
(20) https://about.gitlab.com/stages-devops-lifecycle/continuous-integration/<br />
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA<br />
Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018) Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio. Ed. 2018. ISPRA,<br />
Rapporti 287/2018.<br />
Trigila A. (ed) (2007) Rapporto sulle frane in Italia. Il Progetto IFFI - Metodologia, risultati e rapporti regionali. APAT, Rapporti 78/200<br />
PAROLE CHIAVE<br />
Dissesto idrogeologico; progressive APP; open data; open source; API<br />
ABSTRACT<br />
The new national IdroGEO web Platform allows navigation, social sharing and download of data, maps, reports of the Italian Landslide Inventory, national<br />
hazard maps and risk indicators. It is a tool for communication and dissemination of information, to support decisions in risk mitigation policies, land<br />
use planning, preliminary design of infrastructures, prioritization of mitigation measures, management of civil protection emergencies and environmental<br />
impact assessment. The platform is designed for ease of use and universal access on multiple devices (smartphones, tablets, desktops) using open standards<br />
and libraries and is release as open source software.<br />
AUTORE<br />
Alessandro Trigila<br />
alessandro.trigila@isprambiente.it<br />
Carla Iadanza<br />
carla.iadanza@isprambiente.it<br />
ISPRA - www.isprambiente.it<br />
Paolo Starace<br />
paolo@sciamlab.com<br />
Alessio Dragoni<br />
ad@sciamlab.com<br />
Tommaso Biondo<br />
tbiondo@sciamlab.com<br />
Marco Roccisano<br />
mroccisano@sciamlab.com<br />
SciamLab - www.sciamlab.com<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 23
MERCATO<br />
Kiruna (29 novembre <strong>2020</strong>)<br />
Kiruna, la città più settentrionale della Svezia, è mostrata in questa immagine<br />
innevata catturata dalla missione Copernicus Sentinel-2.<br />
Kiruna, che appare di una tonalità più scura appena a sinistra del centro<br />
dell’immagine, sorge nella contea di Norrbotten e si trova a circa 145 km a nord del Circolo<br />
Polare Artico. La città conta una popolazione approssimativamente di 22000 abitanti e si trova<br />
sulla costa orientale del lago Luossa (Luossajärvi), tra i sistemi montuosi ricchi di ferro di Kiruna<br />
(Kiirunavaara) e Luossa (Luossavaara). A circa 20 km ad est di Kiruna si può riconoscere la piccola città<br />
di Jukkasjärvi, che è ben conosciuta per il suo hotel di ghiaccio costruito annualmente utilizzando neve e<br />
blocchi di ghiaccio prelevati dal vicino fiume Torne. Le linee scure e sottili che tagliano l’immagine sono strade<br />
che collegano le città con altre località della Svezia. Ad una latitudine di quasi 68°, a circa 40 km ad est di Kiruna,<br />
si trova la stazione di terra dell’ESA di Kiruna, che nel mese di settembre del <strong>2020</strong> ha celebrato 30 anni di eccellenza<br />
nel settore spaziale. La stazione è difficile da individuare, ma è collocata nella parte centrale destra dell’immagine,<br />
appena sopra un lago di colore scuro. Opportunamente posizionata per supportare le missioni in orbita polare, la<br />
stazione è un ingresso cruciale per gran parte dei dati che ci permettono di studiare gli oceani del nostro pianeta, l’acqua<br />
e l’atmosfera, le previsioni del tempo e conoscere il rapido avanzamento del cambiamento climatico.<br />
La stazione di terra di Kiruna fa parte della rete delle stazioni di inseguimento dell’Agenzia – la Estrack – una rete su<br />
scala mondiale che college i satelliti sia in orbita che attraverso il Sistema Solare grazie allo Space Operations Centre<br />
ESOC dell’ESA, a Darmstadt, in Germania. La stazione si caratterizza per la presenza di due sofosticati terminali muniti<br />
di antenne di 13m e 15m di diametro utilizzate per comunicare con i satelliti in orbita terrestre, tra cui il Cryo-<br />
Sat, lo Swarm, il Copernicus Sentinel-1 ed il satellite Sentinel-6 ‘Michael Freilich’ che è stato lanciato di recente.<br />
Mentre la stazione satellitare del Polo Nord in Alaska ha acquisito i primi segnali della navicella dallo spazio<br />
subito dopo la sua separazione dal lanciatore, la stazione di terra di Kiruna ha effettuato il tracking del satellite<br />
nei primi giorni di missione. Eumetsat ha quindi completato la ‘acquisizione orbitale’ finale, assumendo<br />
la responsabilità della messa in servizio, delle operazioni di routine della distribuzione dei dati vitali di<br />
missione. Mentre Sentinel-6 appartiene alla famiglia delle missioni Copernicus dell’Unione Europea,<br />
tuttavia la sua implementazione è il risultato della speciale collaborazione tra ESA, NASA,<br />
Eumetsat e NOAA, con il contributo della Agenzia Spaziale Francese del CNES.<br />
Questa immagine è stata acquisita il 27 maggio <strong>2020</strong>.<br />
Crediti: European Space Agency.<br />
Traduzione: Gianluca Pititto.<br />
24 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
MERCATO<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 25
REPORT<br />
GNSS User Technology Report <strong>2020</strong><br />
di Marco Lisi<br />
Un riferimento<br />
indispensabile<br />
per tecnici<br />
ed operatori<br />
del settore<br />
geomatico<br />
È stata recentemente pubblicata dalla European Global Navigation Satellite<br />
Systems Agency (GSA), che cambierà presto il suo nome in EuSPA (European<br />
Space Programme Agency), la terza edizione dello “GNSS User Technology<br />
Report” (<strong>2020</strong>). Il documento è liberamente scaricabile dal sito della GSA: https://<br />
www.gsa.europa.eu/sites/default/files/uploads/technology_report_<strong>2020</strong>.pdf<br />
Il rapporto è un’autentica miniera di informazioni, sia sui sistemi GNSS attualmente<br />
in operazione (con i loro più recenti sviluppi) che sulle tecnologie dei ricevitori, nei<br />
vari mercati (governativo, professionale, “consumer”). Più di cento pagine dense<br />
di aggiornamenti tecnici, statistiche sui differenti mercati, informazioni sui fornitori<br />
di circuiti integrati, ricevitori e servizi ad essi associati, distinti per tipologia di<br />
applicazione e di settore merceologico.<br />
Questo documento era nato nel 2016 per complementare un precedente rapporto,<br />
il “GSA GNSS Market Report”, pubblicato per la prima volta nell’ormai lontano<br />
2010 ed attualmente alla sua sesta edizione (anche questo rapporto è scaricabile<br />
gratuitamente dal sito GSA: https://www.gsa.europa.eu/system/files/reports/<br />
market_report_issue_6.pdf).<br />
I due documenti vengono aggiornati ad anni alterni, per cui il prossimo Market<br />
Report sarà emesso nel 2021.<br />
Nati per documentare lo sviluppo delle applicazioni Galileo ed EGNOS in Europa,<br />
le due pubblicazioni sono di fatto diventate un riferimento a livello internazionale<br />
sullo stato dei sistemi GNSS e dell’infrastruttura mondiale PNT (“Positioning,<br />
Navigation and Timing), nonché delle tecnologie ad esse collegate.<br />
L’<br />
anno <strong>2020</strong>, seppur tragicamente<br />
segnato dalla<br />
pandemia, è stato caratterizzato,<br />
per quanto riguarda il<br />
mondo GNSS, da eventi importanti,<br />
sia a livello di sistemi globali<br />
che di nuovi, fondamentali<br />
servizi.<br />
Il rapporto della GSA inizia appunto<br />
con visione d’insieme dei<br />
più recenti sviluppi e delle tendenze<br />
future. È ormai consolidata<br />
la situazione dei quattro sistemi<br />
globali: GPS, GLONASS,<br />
Galileo e Beidou (figura 1).<br />
Sia Galileo che Beidou sono di<br />
fatto entrati nella piena operatività<br />
e con essi ci sono attualmente<br />
più di 100 satelliti GNSS<br />
in orbita MEO (“Medium<br />
Earth Orbit”), con la conseguente<br />
disponibilità per ciascun<br />
utente ovunque nel mondo di<br />
un numero elevato di satelliti in<br />
visibilità.<br />
Questa situazione non è tuttavia<br />
statica: mentre i due GNSS storici,<br />
GPS e GLONASS, proseguono<br />
la loro modernizzazione<br />
(GPS con il lancio dei satelliti<br />
GPS-III di terza generazione,<br />
GLONASS con il dispiegamento<br />
dei satelliti GLONASS-K,<br />
funzionanti anche in modalità<br />
26 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
CDMA e quindi maggiormente<br />
compatibili con le altre costellazioni),<br />
la Commissione Europea<br />
e l’ESA hanno intrapreso gli sviluppi<br />
della seconda generazione<br />
di Galileo, G2G (per “Galileo<br />
Second Generation”).<br />
Fanno parte essenziale dell’infrastruttura<br />
PNT (“Positioning,<br />
Navigation, and Timing”) mondiale<br />
anche i sistemi regionali<br />
(l’indiano NavIC ed il giapponese<br />
QZSS) ed i numerosi<br />
sistemi SBAS (“Satellite-Based<br />
Augmentation Systems”), cioè<br />
quei sistemi che trasmettono<br />
da satellite su base regionale<br />
informazioni atte a migliorare<br />
le prestazioni (accuratezza, continuità,<br />
integrità) dei ricevitori<br />
GNSS (figura 2).<br />
Per quanto riguarda I servizi,<br />
una prima affermata tendenza,<br />
ben sottolineata nel rapporto,<br />
è quella di fornire, da parte di<br />
ciascun GNSS, almeno due<br />
segnali “Open” (cioè accessibili<br />
a tutti e gratuiti), permettendo<br />
quindi la diffusione di ricevitori<br />
multi-frequenza per applicazioni<br />
civili, anche “mass market”,<br />
con notevoli vantaggi in termini<br />
di accuratezza e di resistenza<br />
alle interferenze. Molti degli<br />
smartphone di classe medioalta<br />
di ultima generazione già<br />
oggi funzionano in modalità<br />
multi-frequenza e multi-costellazione<br />
(“Dual-Frequency,<br />
Multi-Constellation”, DFMC),<br />
offrendo accuratezze di posizionamento<br />
dell’ordine del metro.<br />
Si parla a ragione di una “democratizzazione”<br />
della “High<br />
Accuracy”, una volta riservata<br />
solo al mondo militare e ad alcune<br />
applicazioni civili molto di<br />
nicchia.<br />
Ma la richiesta per una sempre<br />
maggiore accuratezza, motivata<br />
da nuove applicazioni<br />
(per esempio, l’agricoltura di<br />
precisione) e da nuove tecnologie<br />
(veicoli a guida autonoma,<br />
robot mobili, “outdoor<br />
Fig. 1 - Evoluzione nel tempo delle costellazioni GNSS.<br />
augmented reality”), ha anche<br />
giustificato l’introduzione di<br />
nuovi servizi a livello di sistema,<br />
quali il servizio Galileo HAS<br />
(“High Accuracy Service”) ed<br />
il servizio CLAS (“Centimeter-<br />
Level Augmentation Service”<br />
del sistema QZSS.<br />
Il servizio HAS di Galileo è<br />
di fatto basato sul concetto<br />
di “Precise Point Positioning”<br />
(PPP), cioè sulla distribuzione<br />
Fig. 2 - Situazione aggiornata dei sistemi SBAS.<br />
di correzioni di sistema agli<br />
utenti (essenzialmente sulle<br />
orbite e sugli orologi di bordo).<br />
La novità è che queste correzioni<br />
saranno distribuite dai satelliti<br />
Galileo stessi e non da altre<br />
costellazioni come nei servizi<br />
PPP commerciali, attraverso il<br />
segnale E6-B. Il servizio, completamente<br />
gratuito, complementerà<br />
l’“Open Service” di<br />
Galileo, permettendo accuratez-<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 27
REPORT<br />
Fig. 3 - Le possibili minacce (non di origine naturale) ai sistemi GNSS<br />
ze sul posizionamento assoluto<br />
dell’ordine di 20 centimetri.<br />
Insieme alla richiesta di maggiore<br />
accuratezza, è anche sempre<br />
più pressante l’esigenza di<br />
Fig. 4 - Architettura del servizio OS-NMA<br />
sistemi GNSS più resistenti al<br />
“jamming” (interferenze, intenzionali<br />
e non) ed allo “spoofing”<br />
(diffusione di segnali contraffatti),<br />
nonché in grado di autenticare<br />
sé stessi (figura 3).<br />
Quest’ultima esigenza è particolarmente<br />
sentita nel mondo delle<br />
transazioni commerciali, delle<br />
operazioni finanziarie e nelle<br />
applicazioni istituzionali.<br />
Da qui l’introduzione in Galileo<br />
di due nuovi servizi, l’“Open<br />
Service Navigation Message<br />
Authentication” (OS-NMA) ed<br />
il “Commercial Augmentation<br />
Service” (CAS).<br />
Il servizio OS-NMA (figura 4)<br />
opera sul segnale E1-B (“Open<br />
Service”) ed è basato su una<br />
protezione a livello dei dati (il<br />
messaggio di navigazione) e sulla<br />
distribuzione di chiavi pubbliche<br />
ai ricevitori degli utenti.<br />
Il servizio di autenticazione<br />
CAS opererà invece sul segnale<br />
E6-B (“Commercial Service”)<br />
ed è basato su una protezione<br />
(“encryption”) a livello del segnale,<br />
permettendo non solo la<br />
autenticazione del messaggio<br />
ma anche quella della misura di<br />
“ranging” (distanza dell’utente<br />
dal satellite).<br />
Un’ampia parte del rapporto<br />
GSA è compresibilmente dedicato<br />
alla tecnologia dei ricevitori<br />
GNSS, sempre più specializzati<br />
sulla base del tipo di applicazione<br />
e sulla integrazione con<br />
altre piattaforme di navigazione<br />
(per esempio quelle basate sulla<br />
navigazione inerziale, “Inertial<br />
Mobile Unit”, IMU – figura 5)<br />
o con altri sistemi (5G, eLoran).<br />
Non deve essere poi sottovalutata<br />
la grande varietà di sensori<br />
attualmente disponibili in ogni<br />
smartphone, i quali possono<br />
tutti potenzialmente contribuire<br />
ad integrare e rendere più affidabili<br />
le informazioni del ricevitore<br />
GNSS (figura 6).<br />
I ricevitori GNSS, miniaturizzati<br />
e spesso compresi in un unico<br />
circuito integrato (“chip”), si<br />
basano sempre più sul processamento<br />
digitale del segnale<br />
(“Digital Signal Processing”,<br />
DSP) per la decodifica e la de-<br />
28 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
REPORT<br />
modulazione (figura 7).<br />
Il rapporto dedica un’approfondita<br />
analisi alle caratteristiche<br />
tecniche dei vari ricevitori<br />
disponibili in funzione delle<br />
loro applicazioni e del settore<br />
industriale al quale sono diretti<br />
che, a seconda sei casi, richiedono<br />
maggiore enfasi al requisito<br />
di basso consumo, ovvero<br />
a quello di accuratezza o di<br />
resistenza alle interferenze.<br />
Una sezione dedicata viene<br />
riservata al mondo sempre più<br />
strategico delle applicazioni<br />
che utilizzano i sistemi GNSS<br />
come riferimento di Tempo<br />
Universale (UTC), che si<br />
estendono dalle telecomunicazioni<br />
alle reti di distribuzione<br />
dell’energia elettrica, dalle reti<br />
finanziarie ai trasporti.<br />
Due dei sistemi attualmente<br />
più utilizzati per la sincronizzazione<br />
di stazioni (ad esempio,<br />
due nodi di una rete 5G)<br />
nel tempo e nella frequenza<br />
sono basati sulla ricezione di<br />
segnali da satelliti GNSS: il<br />
metodo “One-Way” (figura 8a)<br />
ed il più complesso metodo<br />
“Common View” (figura 8b).<br />
Fig. 5 - Integrazione del ricevitore GNSS con piattaforme di navigazione inerziale.<br />
Fig. 6 - varietà di sensori disponibili in uno smartphone.<br />
Fig. 7 - Architettura di un ricevitore GNSS.<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 29
REPORT<br />
Fig. 8 -Metodo di sincronizzazione del tempo “One-Way”(a)e “Common View” (b).<br />
Da notare che, con l’introduzione<br />
del servizio HAS di<br />
Galileo, che fornisce correzioni<br />
accurate sui vari parametri di<br />
riferimento del sistema, il metodo<br />
“One-Way”, più semplice,<br />
ma finora considerato meno<br />
accurato, potrebbe diventare<br />
molto interessante in varie applicazioni.<br />
L’ultima sezione del rapporto<br />
GSA è dedicata al futuro<br />
dell’Agenzia stessa, cioè al suo<br />
nuovo ruolo di gestore di tutti i<br />
programmi spaziali dell’Unione<br />
Europea. La sfida principale<br />
sarà quella di sviluppare una<br />
sempre maggiore integrazione<br />
e sinergia fra i due programmi<br />
principali, Copernicus e<br />
Galileo (figura 9).<br />
PAROLE CHIAVE<br />
GNSS; GSA User Technology<br />
Report; EUSPA; GPS; GLO-<br />
NASS;<br />
Galileo; Beidou; QZSS;<br />
NavIC; HAS; OS-NMA<br />
ABSTRACT<br />
The article introduces and<br />
summarizes the GNSS User<br />
Technology Report - 3rd<br />
Edition, recently issued by the<br />
European GNSS Agency<br />
(GSA). The report is a true<br />
mine of information about<br />
the Global Navigation<br />
Satellite Systems presently<br />
operational, their major<br />
services and applications, and<br />
the state-of-the-art of the user<br />
receivers.<br />
AUTORE<br />
Marco Lisi<br />
ingmarcolisi@gmail.com<br />
Independent Consultant<br />
Aerospace & Defense<br />
Fig. 9 -Ipilastri dell’iniziativa spaziale dell’Unione Europea.<br />
30 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
FAST & SIMPLE<br />
REPORT<br />
VERIFICA DELLE<br />
COSTRUZIONI<br />
Presentazione del GTL-1000<br />
TRACCIAMENTO/<br />
SCANSIONE<br />
ELABORAZIONE<br />
VERIFICA<br />
Un dispositivo rivoluzionario per i tracciamenti di cantiere e la scansione, in una singola<br />
configurazione. In combinazione con MAGNET Collage e ClearEdge3D Verity, il nuovo GTL-1000 fissa un<br />
nuovo standard nella verifica delle costruzioni, assicurando maggiore rapidità e qualità ai processi costruttivi.<br />
The Intersection of Infrastructure and Technology <br />
Scopri come possiamo aiutarti ad accelerare il processo di verifica:<br />
topconpositioning.com/GTL-1000<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 31
AUGMENTED REALITY<br />
INTERACTIVE VISUAL TECHNOLOGIES<br />
FOR RESTORATION AND<br />
CONSERVATION RESTORATION<br />
XR <strong>2020</strong>:<br />
News & Events<br />
a cura di<br />
Tiziana Primavera<br />
Innovative Tech<br />
Evangelist - AR/VR<br />
senior expert<br />
Augmented Reality, a young<br />
computer discipline that deals<br />
with the superimpression of<br />
digital content to the observed<br />
real world, has the appropriate<br />
requirements to guarantee a<br />
good threshold of interactivity<br />
to applications dedicated to<br />
the design and use of spaces in<br />
general, whether they are designed<br />
or virtually rebuilt, completely<br />
distorting the usual<br />
and limited paradigm, now<br />
consolidated, of the classic<br />
desktop configuration, mouse,<br />
keyboard.<br />
Augmented Reality is a computer<br />
discipline that studies<br />
projective systems able to<br />
increase reality with digital<br />
content, it could be defined as<br />
the ability to superimpose on<br />
reality observed by the subject<br />
a set of information related to<br />
the context.<br />
In summary, the perception<br />
of an Augmented Reality user<br />
is implemented, “Augmented”<br />
by the presence of digital<br />
objects in its field of view,<br />
enriching the observed view<br />
with additional information<br />
of any complex contents of<br />
3D graphics (three-dimensionalobjects-<br />
3D animations)or<br />
more elementary(two-dimensional<br />
type: video - infographic<br />
data).<br />
It should be pointed out<br />
that, in more advanced applications,<br />
not of Augmented<br />
reality, but of Mixed Reality,<br />
with the integration into the<br />
system of appropriate sensors,<br />
sensory overrun can be extended<br />
not only to the view to<br />
the simulated touch, or the<br />
user active in the experience,<br />
can not only visually inspect<br />
the three-dimensional digital<br />
object placed in real-time mode<br />
in the desired Real Space,<br />
but also move it as he pleases,<br />
raising the level of potential<br />
interactivity.<br />
Immersive technologies such<br />
as Virtual Reality and interactive<br />
such as Augmented reality,<br />
have found happy application<br />
in multiple and heterogeneous<br />
contexts of use, both at the<br />
entreprise level and in the<br />
various professional application<br />
areas(training on the job,<br />
maintenance context, site ,management,<br />
communicationinteractive<br />
presentation of<br />
projects on a planimetric basis<br />
at the desired scale or on-site<br />
at the real scale, enhancement<br />
of archeological heritage<br />
The display of these “three-dimensional<br />
digital holograms”<br />
can take place via tablet/<br />
smartphone or wearable device<br />
(technological headsets).<br />
32 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
AUGMENTED REALITY<br />
The orientation of the type of<br />
restoration to be undertaken<br />
clearly depends on a series of<br />
factors that go to frame in detail<br />
the structure on which to intervene,<br />
its conditions, the type of<br />
intervention and its complexity,<br />
Augmented Reality Technology<br />
allows a particular and more<br />
exhaustive verification, thanks<br />
to the accurate interactive visualization,<br />
since it takes place directly<br />
on the building organism<br />
subject to the intervention.<br />
By innovatively introducing the<br />
“third dimension” and where<br />
necessary the photorealistic rendering<br />
of the materials, it guarantees<br />
the technician and the<br />
client to be able to implement<br />
a critical-evaluation analysis<br />
of the most accurate and more<br />
exhaustive intervention in terms<br />
of technical and perceptual<br />
verification. This clearly repre-<br />
augmented reality for INTER-<br />
ACTIVE ON-SITE FORESHAD-<br />
OWINGS and digital plastics<br />
The powerful representative<br />
potential of AR technology<br />
therefore allows, also in professional<br />
contexts oriented to<br />
the restoration and restoration<br />
of bodies of high historical architectural<br />
value, to be able to<br />
offer an exact three-dimensional<br />
foreshadowing of the various<br />
predefined intervention concepts<br />
directly on-site and in<br />
real-time mode, as if they were<br />
photorealist holograms perfectly<br />
consistent with seniority, constantly<br />
recorded from the observer’s<br />
point of view, in order to<br />
be able to evaluate with greater<br />
accuracy the design or technical<br />
aesthetic solution that is considered<br />
optimal and more responsive<br />
to the essential specifies of<br />
the historical-architectural context<br />
of intervention.<br />
Therefore, in a sensory overcoming made possible thanks to the computer<br />
system implemented, Real and Virtual apparently coexist in the observed scene<br />
and the user of the interactive visual experience thus conceived, can move quietly<br />
in the real space, thus comfortably observing virtual objects from various points<br />
of view, on the desired scale, therefore also on the natural scale 1 :1.<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 33
AUGMENTED REALITY<br />
sents a substantial progress and<br />
a dialectical overcoming of the<br />
previous visual communication<br />
methods of the previous<br />
generation project (rendering,<br />
post-production video photomontages,<br />
desktop-walktrough)<br />
characterized by the simple<br />
two-dimensional nature and the<br />
constrained view of use.<br />
Immersive technologies to support<br />
the knowledge and diagnosis<br />
of the building organism<br />
Potential and further application<br />
contexts of contemporary<br />
visual technologies are also foreshadowed<br />
to support the different<br />
phases of the design process<br />
characteristic of restoration<br />
interventions, such as those related<br />
to the knowledge and diagnosis<br />
of the building organism.<br />
In fact, the project of the recovery<br />
/restoration interventions<br />
requires, as a preliminary step,<br />
the qualification and evaluation<br />
of the morpho-typological,<br />
material-constructive, technicaltechnological<br />
characteristics,<br />
the state of conservation and<br />
residual performance, as a<br />
result of relief, investigations<br />
and analysis in situ. Thanks to<br />
Virtual Reality techniques it is<br />
also possible to systematize the<br />
various information / data /<br />
data sheets etc identifying a tool<br />
that collects and shares accurate<br />
representations of the state of<br />
the places and documents of<br />
multiple origin.<br />
The technology is able to support<br />
the development of virtual<br />
tours thanks to interactive<br />
hotspots that geoloize spherical<br />
photos. In immersive display<br />
mode, available through VR<br />
headsets.<br />
It is possible to configure a virtual<br />
tour of 360° panoramas, to<br />
simulate in an immersive way,<br />
the direct use and visual survey<br />
of the state of the places, returning<br />
the intuitive-immersive<br />
perception of the spatiality and<br />
materiality of the building. In<br />
more advanced and interactive<br />
VR systems, with a view<br />
to systematizing a complete<br />
knowledge framework, with<br />
an important transversal role<br />
with respect to the design of<br />
the realization and control of<br />
conservative actions of architectural<br />
heritage, it is also possible<br />
to relate to the aforementioned<br />
digital environment the various<br />
multiple and heterogeneous<br />
survey data produced in advance,<br />
making them accessible and<br />
easily accessible.<br />
Autore<br />
Tiziana Primavera<br />
arch.tiziana.primavera@gmail.com<br />
Parole chiave<br />
Augmented Reality; AI; Virtual<br />
Reality; vision technologies;<br />
restoration; conservation<br />
34 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
GeoMax Zenith40<br />
Direttamente al punto<br />
Zenith40 rappresenta il vero fiore all’occhiello dei<br />
ricevitori GNSS GeoMax. Equipaggiata con il motore<br />
di misurazione di ultima generazione NovAtel e<br />
supportando il Precise Point Positioning (PPP) a<br />
convergenza rapida, questa antenna offre il più elevato<br />
livello di tecnologia e soddisfa i più severi standard<br />
militari. Zenith40 garantisce un flusso di lavoro su misura<br />
per le vostre esigenze grazie al software da campo<br />
X-PAD Ultimate incentrato sull’utente o alla flessibilità<br />
di eseguire il vostro software su qualsiasi controller da<br />
campo. La combinazione di tutto questo in una smart<br />
antenna GNSS crea una soluzione che non ha rivali.<br />
geomax-positioning.it<br />
©2019 Hexagon AB and/or its subsidiaries<br />
and affiliates. All rights reserved.<br />
Per trovare un distributore nella vostra zona, visitate il nostro sito web: geomax-positioning.it
MERCATO<br />
"DRONE AS A SERVICE" TESTATO DA<br />
TELESPAZIO CON LA PIATTAFORMA<br />
T-DROMES<br />
Una piattaforma innovativa, pensata per gestire le flotte<br />
di droni e coprire ogni fase di una missione: si tratta di<br />
T-DROMES, testata con successo durante i voli di prova<br />
in collaborazione con Leonardo e l'Ospedale Pediatrico<br />
Bambino Gesù. Consegna di campioni biologici e prodotti<br />
biomedicali lungo percorsi non facilmente percorribili<br />
dalla viabilità ordinaria mediante droni a decollo<br />
verticale dotati di propulsione elettrica a bassissimo<br />
impatto ecologico ed acustico. È questo lo scopo del<br />
test, recentemente concluso con successo, progettato e<br />
realizzato da Leonardo, Telespazio e Ospedale pediatrico<br />
Bambino Gesù, in collaborazione con ENAC (Ente<br />
Nazionale Aviazione Civile).<br />
Le prove si sono svolte tra il 19 e il 22 ottobre. Il drone<br />
ha trasportato materiale sanitario in volo nei pressi<br />
di Roma, tra due siti dell'Ospedale Pediatrico Bambino<br />
Gesù distanti tra loro più di 32 km: dal centro di raccolta<br />
S. Marinella al centro di analisi Palidoro e viceversa, tramite<br />
una modalità di controllo automatico oltre la linea<br />
visiva dell'operatore (BVLOS).<br />
Il test ha previsto l'utilizzo della piattaforma digitale<br />
T-DROMES cloud-based di Telespazio, che consente l'erogazione<br />
di servizi end-to-end: dalla pianificazione alla<br />
conduzione della missione di un drone, fino all'elaborazione<br />
dei dati acquisiti dal bordo sensori.<br />
Con T-DROMES, Telespazio ha implementato un modello<br />
di business “Drone as a Service” (DaaS) che copre,<br />
attraverso un approccio integrato, attività di progettazione,<br />
pianificazione, gestione ed esecuzione di missioni<br />
Unmanned Aircraft Systems (UAS) per operazioni dedicate<br />
e specifiche esigenze applicative.<br />
Le missioni dei droni possono essere<br />
gestite automaticamente da<br />
T-DROMES durante tutte le fasi<br />
operative. In particolare, la piattaforma<br />
fornisce il monitoraggio dello<br />
stato dei droni nella fase preoperativa,<br />
durante la missione e al termine<br />
della missione; pianificazione della<br />
missione che copre tutte le funzionalità<br />
di progettazione della missione,<br />
inclusa l'interfaccia con i sistemi<br />
delle autorità di regolazione e le necessarie<br />
valutazioni dei rischi. Inoltre,<br />
T-DROMES può fornire l'esecuzione<br />
della missione, per la gestione remota<br />
automatica della missione UAS attraverso<br />
funzioni di tracciamento e<br />
comando e controllo; monitoraggio<br />
e analisi della missione, sia durante l'esecuzione della<br />
missione che per scopi post-analisi, inclusa la telemetria<br />
del carico utile; sfruttamento e gestione dei dati, fino<br />
all'esperienza utente più adatta alla missione specifica,<br />
comprese le applicazioni AI per l'estrazione e la generazione<br />
di informazioni fruibili (da video e qualsiasi tipo di<br />
sensore di immagine).<br />
Nell'ambito dell'esperimento, gli operatori di droni hanno<br />
testato i servizi di geo-awareness e deconfliction strategico<br />
di U-Space forniti dalla piattaforma D-FLIGHT,<br />
istituita nel 2018 da ENAV (la società che gestisce il traffico<br />
aereo civile in Italia) insieme a Leonardo e Telespazio.<br />
Grazie ai servizi che saranno progressivamente messi a<br />
disposizione da D-FLIGHT, sarà possibile per l'aviazione<br />
tradizionale e migliaia di droni coesistere nello spazio<br />
aereo italiano in quanto ai droni saranno affidati in futuro<br />
i compiti più disparati.<br />
D-FLIGHT si conferma come uno dei primi U-Spaces<br />
operativi in Europa.<br />
(Fonte Telespazio)<br />
36 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
MERCATO<br />
RILIEVI CON PRECISIONE CENTIMETRICA<br />
La precisione e l’accuratezza sono due tasselli imprescindibili<br />
dei rilievi fotogrammetrici. Nonostante ciò,<br />
risulta davvero complesso ottenerli senza gli strumenti<br />
adatti. Per questo motivo il team di www.strumentitopografici.it<br />
ha continuato il suo lavoro di ricerca e<br />
sviluppo relativo agli Upgrade RTK/PPK per i droni<br />
DJI Mavic 2 Pro e Phantom 4 Pro.<br />
C’è vita nel nostro mondo.<br />
In cosa consiste un Upgrade RTK/PPK?<br />
L’Upgrade non è altro che un potenziamento del proprio<br />
drone attraverso l’aggiunta di un componente<br />
hardware; più precisamente, viene installato a bordo<br />
del drone un piccolo ricevitore GNSS multicostellazione<br />
( GPS, GLONASS, BeiDou, Galileo, SBAS), a<br />
doppia frequenza, capace di 186 canali.<br />
Tale operazione non è per nulla invasiva in quanto<br />
non vengono apportate modifiche al design del drone<br />
che mantiene la garanzia originaria e resta leggero e<br />
facile da trasportare.<br />
Come funziona l’Upgrade RTK/PPK?<br />
L’antenna GNSS, dotata anche di un alloggiamento<br />
per la scheda SD, viene sincronizzata con la camera<br />
del drone, per cui, per ogni scatto effettuato in volo,<br />
sarà in grado di memorizzare la posizione satellitare<br />
accurata. Questi dati, poi, potranno essere elaborati in<br />
post processing.<br />
Trasformazione e pubblicazione di dati<br />
territoriali in conformità a INSPIRE<br />
Assistenza su Hight Value Datasets,<br />
APIs, Location Intelligence, Data Spaces<br />
Quali benefici e quali risultati si ottengono?<br />
I benefici derivanti dall’utilizzo del PPK sono davvero<br />
tanti. Eccone alcuni:<br />
• Possibilità di operare senza posizionare Ground<br />
Control Point (target);<br />
• Capacità di rilevare anche in aree inaccessibili o<br />
pericolose;<br />
• Accuratezza centimetrica (3-6 cm XYZ con voli tra<br />
i 60-80m)<br />
Inoltre l’Upgrade supporta applicazioni come UgCS e<br />
Pix4Dcapture per il volo ed è compatibile con i migliori<br />
software di fotogrammetria come: Pix4Dmapper,<br />
Metashape, ...<br />
Il team di strumentitopografici.it è pronto a soddisfare<br />
tutte le tue curiosità sull’Upgrade RTK/PPK. Sarà<br />
sufficiente chiamare allo 0825-1912258 oppure inviare<br />
una mail a stopografici@gmail.com<br />
INSPIRE Helpdesk<br />
We support all INSPIRE implementers<br />
Epsilon Italia S.r.l.<br />
Viale della Concordia, 79<br />
87040 Mendicino (CS)<br />
Tel. e Fax (+39) 0984 631949<br />
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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 37
MERCATO<br />
RICEVITORI GNSS E STAZIONI<br />
TOTALI TOPCON DIRETTI IN<br />
AFRICA IN FAVORE DELL’OR-<br />
GANIZZAZIONE "BRIDGES TO<br />
PROSPERITY"<br />
Un container con strumentazione otticotopografica<br />
e GNSS è partito per l'Africa<br />
orientale, e più precisamente per<br />
il Ruanda. Le apparecchiature, donate<br />
da Topcon Positioning Group, verranno<br />
impiegate per supportare Bridges to<br />
Prosperity, un'organizzazione dedita a costruire<br />
ponti sospesi pedonali per migliorare<br />
la vita delle persone che vivono nelle<br />
aree rurali di tutto il mondo.<br />
Secondo Bridges to Prosperity (B2P),<br />
circa un miliardo di persone nel mondo<br />
non ha accesso sicuro a risorse essenziali<br />
come l’assistenza sanitaria, l'istruzione e<br />
un’occupazione, a causa di un fiume non<br />
attraversabile. La costruzione di ponti pedonali<br />
sicuri e strutturalmente solidi per le<br />
persone che si spostano a piedi, in bicicletta<br />
o in moto, ha un effetto immediato e<br />
di grande impatto sulla vita di chi abita<br />
in quelle zone.<br />
"Siamo fortunati poiché, nonostante i<br />
problemi derivanti dalla pandemia di<br />
COVID-19, siamo riusciti a implementare<br />
nuove misure di sicurezza, con conseguenze<br />
limitate sulla nostra programmazione<br />
dei lavori", ha raccontato Devin<br />
Connell, Corporate Program Director<br />
di B2P. "Attualmente eseguiamo rilievi<br />
topografici prevalentemente con apparecchiature<br />
semplici, come autolivelli<br />
e telemetri, che spesso però si rivelano<br />
scarsamente efficienti quando è necessario<br />
ottenere informazioni topografiche<br />
complesse. Le apparecchiature di Topcon<br />
aumenteranno le nostre potenzialità di<br />
rilievo, semplificheranno il processo di<br />
progettazione e ci aiuteranno a costruire<br />
un maggior numero di ponti sospesi per<br />
le comunità isolate."<br />
Oltre agli strumenti (una coppia di ricevitori<br />
GNSS, due stazioni totali e sistemi<br />
per l'acquisizione dati), B2P potrà<br />
accedere alla suite di prodotti software di<br />
Topcon, che gli sarà di supporto sia per<br />
la progettazione che per il trasferimento<br />
dei file da remoto, dal campo all'ufficio<br />
o al team di tecnici che lavora con loro.<br />
Secondo Ron Oberlander, Vicepresidente<br />
di Topcon Global Professional Services<br />
group, il ruolo dell'azienda va ben oltre la<br />
fornitura di apparecchiature.<br />
"Siamo entusiasti di partecipare attivamente<br />
a questo programma", racconta.<br />
"Però, affinché B2P possa usare al meglio<br />
queste soluzioni e aumentare la produttività<br />
complessiva, serviranno corsi di<br />
formazione e stiamo già preparando dei<br />
piani affinché ciò avvenga. Oltre a corsi di<br />
formazione online con il personale di B2P,<br />
favoriamo l'eLearning offrendo l'accesso a<br />
myTopcon, il nostro portale aziendale di<br />
contenuti formativi multimediali. Con<br />
questi strumenti potranno acquisire dimestichezza<br />
con il ricevitore o la stazione totale,<br />
oppure usare il software Topcon per<br />
imparare a rilevare i punti, e tutto ciò senza<br />
la nostra presenza sul posto. Vogliono<br />
mettersi subito al lavoro non appena arriveranno<br />
le apparecchiature, e questo lo<br />
renderà possibile."<br />
Connell ha affermato che la loro aumentata<br />
potenzialità di rilievo topografico contribuirà<br />
ad accelerare le capacità di costruzione<br />
di ponti. "Andiamo e ispezioniamo<br />
con un anno di anticipo, esaminando fino<br />
a un centinaio di siti diversi e, per quanto<br />
sia difficile, stabiliamo le priorità insieme<br />
ai governi locali. Siamo ansiosi di continuare<br />
a crescere nel 2021 e, grazie alla<br />
generosità di aziende come Topcon, il processo<br />
sarà decisamente migliore."<br />
Per maggiori informazioni sull'organizzazione,<br />
visita il sito: bridgestoprosperity.org<br />
ESRI ANNUNCIA IL LANCIO DI<br />
ARCGIS FIELD MAPS<br />
Esri ha annunciato il lancio dell'app mobile<br />
ArcGIS Field Maps, un'app all-in-one<br />
che utilizza mappe basate sui dati per aiutare<br />
gli operatori sul campo a raccogliere<br />
e modificare dati, trovare informazioni e<br />
segnalare le loro posizioni in tempo reale.<br />
ArcGIS Field Maps risolverà molte sfide<br />
del flusso di lavoro per le organizzazioni<br />
che hanno dato la priorità alla trasformazione<br />
digitale.<br />
"In passato, qualcuno che lavorava sul<br />
campo necessitava di diverse app individuali<br />
su un dispositivo, ognuna con il<br />
proprio scopo mirato per visualizzare le<br />
mappe dell'organizzazione, per modificare<br />
e raccogliere dati e per registrare tracce<br />
di posizione", ha affermato Scott Ball,<br />
responsabile principale di Esri field app.<br />
"ArcGIS Field Maps fa tutto questo e altro<br />
ancora, in un unico posto con un solo<br />
accesso."<br />
Le organizzazioni che utilizzano personale<br />
mobile trarranno vantaggio da un'unica<br />
e potente applicazione che semplifica le<br />
operazioni e i flussi di lavoro mobili riducendo<br />
il numero di strumenti e ottimizzando<br />
l'efficienza sul campo con la posizione<br />
in tempo reale.<br />
Questa nuova soluzione risolve anche un<br />
problema comune: le squadre mobili utilizzano<br />
un set di mappe mentre il personale<br />
della sede lavora da un altro. Inoltre,<br />
è un onere per un reparto IT mantenere<br />
e gestire più app in un'ampia forza lavoro<br />
sul campo. Con ArcGIS Field Maps,<br />
tutte le persone coinvolte possono vedere<br />
e lavorare dagli stessi dati contemporaneamente,<br />
risparmiando tempo, riducendo<br />
gli errori, supportando i flussi di lavoro<br />
sul campo e aumentando l'efficienza complessiva.<br />
Questa nuova app combina anche tre<br />
delle attuali applicazioni mobili di Esri:<br />
ArcGIS Collector, ArcGIS Explorer e<br />
ArcGIS Tracker, in un unico strumento.<br />
ArcGIS Field Maps è ora disponibile per<br />
il download su Apple App Store e Google<br />
Play.<br />
Per acquistare una licenza per ArcGIS<br />
Field Maps, è necessario disporre di un<br />
account ArcGIS con almeno una licenza<br />
di tipo utente Creator.<br />
Per saperne di più, visita<br />
esri.com/fieldmaps.<br />
38 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
MERCATO<br />
CELEBRATING<br />
100 YEARS<br />
FORNITURA DATI CAR-<br />
TOGRAFICI AGLI ENTI<br />
LOCALI<br />
Il nuovo sistema della Piattaforma<br />
proposta da società Autostrade traccia<br />
e gestisce, tutti i vari step necessari<br />
alla cura delle infrastrutture:<br />
dalla organizzazione e conduzione<br />
delle ispezioni, fino alla programmazione<br />
e realizzazione delle attività<br />
di manutenzione o adeguamento,<br />
secondo criteri di priorità chiari<br />
e condivisi con il Ministero delle<br />
Infrastrutture e Trasporti. Il sistema<br />
sta introducendo inoltre tecnologie<br />
avanzate come la possibilità di<br />
analizzare un'opera attraverso un<br />
"gemello digitale" tridimensionale<br />
(Digital Twin), che ne riproduce<br />
fedelmente tutte le caratteristiche.<br />
La realizzazione di Digital Twins di<br />
un ponte richiede effort notevoli<br />
per l’acquisizione delle informazioni<br />
necessarie alla ricostruzione<br />
del modello digitale dello stesso<br />
che nelle tecnologie proposte da<br />
Autostrade sarebbero tutte basate<br />
su acquisizione di nuvole di punti<br />
laser. Tecnologia che necessita poi<br />
di modellazione solida per avere un<br />
modello geometrico utilizzabile. La<br />
modellazione, introdotta anni fa,<br />
serviva per la fase di progettazione e<br />
non per quella di ricostruzione successiva<br />
del modello.<br />
Se le strutture di cui si parla in<br />
Autostrade sono quelle realizzate recentemente<br />
(almeno dagli anni ’60<br />
in poi), di certo abbiamo i progetti<br />
preliminari, i rilievi del territorio,<br />
le valutazioni geologiche, i progetti<br />
esecutivi e le eventuali varianti realizzate<br />
in fase di costruzione.<br />
Un rilievo eseguito oggi non serve<br />
per realizzare un modello digitale<br />
che potrebbe essere realizzato velocemente<br />
con i materiali già disponibili.<br />
E’ invece necessaria una analisi<br />
dello stato di conservazione della<br />
struttura, dei movimenti eventuali<br />
subiti nello strato fondale, dello stato<br />
eventuale di fessurazione.<br />
La proposta di rilievo Lidar da<br />
Drone non serve a tutto ciò. Quello<br />
che serve è una analisi degli eventuali<br />
movimenti con strumenti di<br />
indagine topografici e interferometrici.<br />
Il ponte di Genova ne è l’esempio<br />
più lampante: l’analisi lidar da drone<br />
non avrebbe mai potuto monitorare<br />
lo stato di conservazione dei<br />
cavi nascosti all’interno della struttura<br />
di cemento armato.<br />
E’ comunque una piattaforma ottimale<br />
per una tale gestione, che può<br />
assistere un operatore durante una<br />
fase di ispezione avendo a disposizione<br />
su un tablet ad esempio tutte<br />
le informazioni sul progetto iniziale,<br />
interventi effettuati ed altro.<br />
Ma non parliamo però di impiego<br />
di droni equipaggiati con laserscanner<br />
topografici e telecamere ad<br />
altissima risoluzione, che realizzano<br />
vere e proprie "tac" delle superfici,<br />
come compare sul sito della società<br />
Autostrade che annuncia l’investimento<br />
di 60 milioni di Euro per<br />
questa tecnologia (https://tinyurl.<br />
com/y6spdcs8).<br />
La TAC per definizione è Tomografia<br />
Assiale Computerizzata, basata sulla<br />
penetrazione di particolari raggi o<br />
onde all’interno dei corpi.<br />
E i droni ad oggi non sono attrezzati<br />
ancora per attraversare i corpi,<br />
neanche tramite i loro spettacolari<br />
sensori!<br />
www.eu.sokkia.com/it<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 39
MERCATO<br />
LASER SCANNER RIEGL SERIE VZ:<br />
INNOVATION IN 3D<br />
La società austriaca Riegl da oltre 40 anni si distingue per la produzione<br />
di sistemi LiDAR sia terrestri sia aerei (UAV, aerei ed<br />
elicotteri) di altissima qualità. La mission è quella di adempiere<br />
perfettamente alle attività di misurazione soddisfacendo pienamente<br />
le aspettative dei clienti in tutto il mondo.<br />
La combinazione hardware all'avanguardia con la parte software<br />
altrettanto innovativa, infatti, si traduce nella produzione di potenti<br />
soluzioni per molteplici campi di applicazione nell’ambito<br />
del rilevamento.<br />
Nella sezione dei Laser Scanner terrestri, la Riegl ha prodotto<br />
strumenti robusti e completamente portatili, testati in condizioni<br />
rigorose per prestazioni affidabili anche in condizioni ambientali<br />
estremamente impegnative.<br />
La serie VZ-i degli Scanner terrestri Riegl, ad esempio, nasce<br />
per soddisfare le esigenze di quegli operatori che hanno bisogno<br />
di uno strumento che sia allo stesso tempo veloce ed accurato.<br />
Il Riegl VZ-400i, in particolare, è un sistema di scansione laser<br />
3D che combina un'innovativa architettura di elaborazione<br />
e una suite di sensori MEMS con l'ultima tecnologia Laser<br />
Scanning Engine di Riegl.<br />
Con il suo giroscopio, l'accelerometro, la bussola e il barometro,<br />
il VZ-400i può essere utilizzato in quasi tutti gli ambienti garantendo<br />
l'orientamento. Il sistema, inoltre, consente una gamma<br />
incredibile di flessibilità, fornendo il supporto per numerose periferiche<br />
e accessori esterni attraverso le sue porte USB integrate<br />
e punti di fissaggio stabili. Di seguito, alcuni punti per cui il<br />
Riegl VZ-400i si distingue dagli altri Laser Scanner sul mercato.<br />
Ambiti applicativi<br />
Il Riegl VZ-400i non si pone limiti. La Riegl, infatti, si è sempre<br />
impegnata a fornire le massime prestazioni, qualità e affidabilità<br />
a prescindere dall’ambiente in cui i loro strumenti operano.<br />
Scegliere Riegl, quindi, significa non scendere mai a compromessi<br />
e di lavorare anche in condizioni estreme. Gli ambiti applicativi<br />
tipici riguardano:<br />
• Topografico;<br />
• Minerario;<br />
• Architettonico;<br />
• Archeologico e Beni Culturali;<br />
• Rilevamento As-Built;<br />
• BIM;<br />
• City Modeling;<br />
• Tunnel;<br />
• Monitoraggio<br />
Integrazione fotocamera professionale<br />
Una buona parte di Laser Scanner in commercio dispongono<br />
all’interno dello strumento di una o più fotocamere coassiali tra<br />
di loro o con il raggio laser. Tuttavia, la colorazione delle nuvole<br />
di punti Laser Scanner con la fotocamera integrata in certe situazioni<br />
non offre un risultato all’altezza.<br />
Nel caso del VZ-400i, la Riegl dà la possibilità agli operatori di<br />
integrare al proprio Laser non una qualsiasi macchina fotografica,<br />
ma una DSLR (Digital Single-Lens Reflex) professionale. La<br />
combinazione del Laser Scanner, del software a bordo, e della<br />
fotocamera consente di ottenere risultati fotorealistici 3D unici.<br />
E non solo: una<br />
nuova funzionalità<br />
consente l'acquisizione<br />
di immagini<br />
simultaneamente<br />
durante la scansione,<br />
riducendo drasticamente<br />
i tempi<br />
di acquisizione.<br />
Connessione<br />
Cloud con rete 4G<br />
La serie RIEGL<br />
VZ-i fornisce connettività cloud tramite rete 3G / 4G LTE,<br />
rete Wi-Fi o LAN. I dati acquisiti vengono quindi trasferiti nel<br />
cloud al termine di ogni scansione. La sincronizzazione istantanea<br />
permette agli operatori di poter scaricare ed elaborare in<br />
tempo reale i dati appena acquisiti. L'archiviazione cloud supportata<br />
attualmente include Amazon S3 e Microsoft Azure.<br />
Il Riegl VZ-400i è smart<br />
L’app RIEGL VZ-i Series permette il controllo remoto dello<br />
scanner. Otterrai il potentissimo mondo Riegl nel palmo della<br />
tua mano. L’app è disponibile sia per iOS, Android e Windows.<br />
Registrazione automatica sul campo<br />
Una delle attività più dispendiose in termini di tempo che i<br />
professionisti si trovano ad affrontare è la registrazione delle<br />
nuvole di punti. Oltre alla già citata sincronizzazione Cloud,<br />
il VZ-400i, grazie a due processori a bordo, è in grado di effettuare<br />
contemporaneamente l’acquisizione dati e la registrazione<br />
automatica.<br />
Il primo processore è infatti dedicato all’acquisizione dati ed<br />
all’analisi del segnale Multi-Target e a tutte le operazioni di<br />
sistema, mentre il secondo si dedica al calcolo in tempo reale<br />
dell’allineamento.<br />
Capacità multi-target<br />
Senza dubbio una delle peculiarità del VZ-400i è la capacità<br />
multitarget. Cosa s’intende? Durante l’acquisizione ogni impulso<br />
laser emesso fornisce diverse informazioni di tutti i bersagli<br />
che ha incontrato.<br />
Queste informazioni possono essere utilizzate per migliorare<br />
in modo significativo il contenuto informativo delle nuvole di<br />
punti. Quindi, a differenza di molti Laser Scanner sul mercato<br />
che non generano echi di ritorno e quindi perdono buona parte<br />
del dato, con il VZ-400i è possibile personalizzare il programma<br />
di misurazione e il numero massimo di target da utilizzare,<br />
conservando la maggior parte del dato.<br />
La caratteristica di generare echi di riflessi, ad esempio, permette<br />
al VZ-400i di leggere il terreno al di sotto della vegetazione.<br />
Vuoi sperimentare le potenzialità del VZ-400i?<br />
Contatta Microgeo per organizzare una dimostrazione gratuita<br />
sia online sia di persona: info@microgeo.it<br />
Per maggiori informazioni sul Laser Scanner Riegl VZ-<br />
400i: www.microgeo.it<br />
40 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
MERCATO<br />
SOLUZIONE COMPLETA STONEX PER I TUOI<br />
RILIEVI CON DRONE E GNSS<br />
Stonex ha da poco rilasciato il software Cube-fly, un software<br />
che permette di eseguire pianificazioni di volo avanzate ed elaborare<br />
calcoli fotogrammetrici di immagini digitali. Cube-fly è<br />
stato progettato per essere semplice ed intuitivo, ed è dotato di<br />
funzioni avanzate che lo rendono uno dei migliori pianificatori<br />
di volo presenti sul mercato.<br />
Cube-fly: pianificazioni avanzate<br />
Stonex Cube-fly supporta modelli 3D da più sorgenti incluso<br />
Google e permette di pianificare missioni adattandosi all’andamento<br />
del terreno e alle variazioni di pendenza. È anche possibile<br />
importare il proprio DTM, scaricato da siti regionali o<br />
proveniente da missioni precedenti.<br />
Specificando la sovrapposizione laterale e frontale, la quota di<br />
volo o la distanza e l’altezza dell’oggetto da rilevare, il tool di<br />
pianificazione permette di definire diversi tipi di missione:<br />
• normale<br />
• circolare<br />
• verticale<br />
• griglia<br />
• lineare<br />
Integrazione con Cube-a<br />
Grazie all’integrazione con Stonex Cube-a è possibile misurare i<br />
GCP (Ground Control Point) con un GPS Stonex e importarli<br />
direttamente in Cube-fly.<br />
Integrazione con Metashape<br />
Cube-fly permette di effettuare una ricostruzione fotogrammetrica<br />
SfM (Structure from motion) utilizzando il motore di calcolo<br />
interno. Inoltre, Cube-fly può integrarsi con il motore di<br />
calcolo di Agisoft Metashape.<br />
Utilizzando Cube-fly, con la sua interfaccia semplice ed intuitiva,<br />
è possibile eseguire le proprie elaborazioni in maniera facile<br />
e veloce senza rinunciare alla potenza di Metashape che verrà<br />
fornito da Stonex se necessario.<br />
Integrazione con Droni<br />
Cube-fly è compatibile con diversi modelli di drone, in particolare<br />
i modelli DJI. Stonex ha preparato una Soluzione<br />
Fotogrammetrica che prevede un drone DJI a scelta tra DJI<br />
Mini 2, DJI Phantom 4 Pro v2.0 e DJI Mavic 2 Pro. Tre modelli<br />
diversi pensati per coprire esigenze differenti in base al livello<br />
dei progetti che si intende realizzare.<br />
STONEX<br />
Viale dell'Industria 53 | 20037 Paderno Dugnano (MI) - Italy<br />
+39 02 78619201<br />
info@stonex.it<br />
www.stonex.it/it/<br />
LASER SCANNER, SENSORI PER DRONI, IMU,<br />
LIDAR, MOBILE MAPPING, FOTO 360°<br />
WWW.3DTARGET.IT INFO@3DTARGET.IT CENTRALINO +39 0200614452<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 41
MERCATO<br />
IL PRIMO PERSONAL LOCATION BEACON PER<br />
IL SOCCORSO DI GALILEO A DICEMBRE<br />
Il primo Galileo Return Link Service Personal Location Beacon<br />
(PLB), sviluppato nell'ambito del progetto Helios finanziato da<br />
H<strong>2020</strong>, sarà rilasciato nel dicembre <strong>2020</strong> in 19 paesi europei.<br />
Nell'ambito del progetto H<strong>2020</strong> HELIOS, Orolia ha lavorato<br />
per dotare i beacon SAR del Galileo Return Link Service che<br />
venne dichiarato operativo nel gennaio <strong>2020</strong>. Il servizio Galileo<br />
Return Link è una caratteristica particolare di Galileo - il sistema<br />
europeo di navigazione satellitare globale - che consente alle persone<br />
in difficoltà di ricevere un riconoscimento automatico che<br />
il loro segnale è stato ricevuto e la loro posizione è nota.<br />
Il PLB trasmette l'ID univoco dell'utente e la sua posizione<br />
GNSS tramite la rete globale dei satelliti di ricerca e soccorso<br />
Cospas-Sarsat. Quando una persona in difficoltà attiva il segnale<br />
di emergenza, i satelliti Galileo catturano il segnale e lo<br />
trasmettono a una serie di strutture del segmento di terra, che<br />
a Tolosa costituiscono il Galileo Return Link Service Provider<br />
(RLSP). Una volta determinata la posizione della persona in<br />
pericolo, viene inviato un messaggio automatico attraverso i satelliti<br />
Galileo che conferma all'utente che la sua posizione è stata<br />
rilevata e che le informazioni sono state inoltrate alle autorità<br />
governative competenti. Con il PLB la persona in difficoltà, sia<br />
a terra che in mare, vedrà una luce blu lampeggiante sul proprio<br />
beacon, circa 10-15 minuti dopo la conferma che il segnale di<br />
emergenza e la posizione sono stati rilevati.<br />
Inviando una conferma all'utente che il segnale di soccorso<br />
dal radiofaro è stato localizzato dal sistema Cospas-Sarsat e le<br />
informazioni sono state trasmesse alle autorità di ricerca e soccorso<br />
competenti, il servizio di collegamento di ritorno fornisce<br />
fiducia e rassicurazione alle persone in difficoltà che l'aiuto sta<br />
arrivando.<br />
Lo sviluppo di Galileo fa parte dei preparativi dell'Unione<br />
Europea per il potenziamento dell'ecosistema di ricerca e salvataggio<br />
(SAR) dell'organizzazione internazionale di localizzazione<br />
dei segnali di pericolo Cospas-Sarsat nell'ambito del programma<br />
MEOSAR, che richiede una nuova antenna terrestre e<br />
una rete di 72 satelliti GNSS, che unisce gli Stati Uniti GPS, i<br />
sistemi Galileo dell'UE e Glonass russo.<br />
Il servizio Galileo Return Link aumenta i tassi di sopravvivenza<br />
dando un importante impulso psicologico alle persone in difficoltà.<br />
Si stima da Cospas-Sarsat che il sistema SAR internazionale,<br />
con il contributo del servizio Galileo Search and Rescue,<br />
salvi più di 2000 vite all'anno.<br />
La funzione RLS (Return Link Service) è già disponibile come<br />
opzione nell'ultimo ELT aeronautico di Orolia, il Kannad<br />
ULTIMA-S e sarà anche rilasciato più tardi nel <strong>2020</strong> come<br />
EPIRB con una versione aggiornata dell'esclusiva gamma AIS<br />
SmartFind e SafePro di Orolia Maritime.<br />
La funzionalità RLS di Galileo sarà disponibile per qualsiasi<br />
produttore di beacon che aggiorni il proprio design per incorporare<br />
l'hardware necessario, ma sfortunatamente, i componenti<br />
e le specifiche richieste per fornire RLS non sono compatibili<br />
con le versioni precedenti e richiederanno un beacon abilitato<br />
per RLS.<br />
ALLEANZA PER COMBINARE ROBOT E TEC-<br />
NOLOGIA GNSS PER LE COSTRUZIONI<br />
Trimble e Boston Dynamics hanno raggiunto un accordo per<br />
integrare una varietà di tecnologie di raccolta dati con la piattaforma<br />
Spot (il cane robot) nell'ambito delle costruzioni e altre<br />
applicazioni sul campo. La soluzione, sviluppata congiuntamente,<br />
combinerà la mobilità autonoma del robot Spot con i<br />
sensori di raccolta dati di Trimble e il software di controllo sul<br />
campo per consentire l'automazione di attività ripetitive come<br />
scansioni di siti, rilevamento e monitoraggio dei progressi nella<br />
costruzione, sfruttando al contempo<br />
le capacità uniche del robot per<br />
navigare in ambienti potenzialmente<br />
non sicuri.<br />
L'accordo conferisce a Trimble i<br />
diritti esclusivi di vendita e supporto<br />
del robot Spot con tecnologie<br />
integrate di scansione, stazione<br />
totale e GNSS per il mercato delle<br />
costruzioni. La soluzione chiavi in <br />
mano semplificherà il funzionamento<br />
del robot e fornirà il controllo di qualità per le missioni,<br />
consentendo ai responsabili dei progetti di costruzioni di ottenere<br />
facilmente un quadro chiaro dei progressi in cantiere su<br />
base continuativa. Le tecnologie Trimble integrate con il robot<br />
consentiranno un'acquisizione di dati precisa, scalabile e rapida,<br />
mentre le piattaforme di collaborazione per le costruzioni<br />
di Trimble forniscono un flusso continuo di informazioni tra il<br />
campo e l'ufficio.<br />
Le prime sperimentazioni sono state avviate attraverso il programma<br />
Early Experience di Trimble, nell'ottica di eliminare<br />
gli sprechi nei cantieri e aumentare l'efficienza. A Minneapolis<br />
un team ha sperimentato il robot Spot con le soluzioni GNSS<br />
Trimble SPS986 per navigare autonomamente in ambienti di<br />
costruzione esterni impegnativi, come i parchi solari, documentando<br />
continuamente le condizioni del sito.<br />
La soluzione integrata dovrebbe essere disponibile entro il secondo<br />
trimestre del 2021 negli Stati Uniti, Canada, Regno<br />
Unito, Unione Europea, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.<br />
Attraverso il programma Early Experience di Trimble, i clienti<br />
selezionati avranno l'opportunità di visualizzare in anteprima lo<br />
sviluppo della soluzione prima della disponibilità generale.<br />
42 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
MERCATO<br />
ZONE COSTIERE EUROPEE:<br />
LA NUOVA MAPPA EEA IN OPEN DATA<br />
L'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) annuncia<br />
la pubblicazione dei dati aggiornati sulle zone costiere<br />
in Europa per gli anni di riferimento 2012 e<br />
2018 e la relativa mappa dei cambiamenti.<br />
Planetek Italia ha lavorato in stretta collaborazione<br />
con EEA e coordinando il consorzio formato<br />
da GeoVille GmbH (Austria), Telespazio Ibérica<br />
(Spagna) e Planetek Hellas (Grecia), per supportare<br />
Copernicus Land Monitoring Service (CLMS)<br />
e Copernicus Marine Environment Monitoring<br />
Service (CMEMS) sulla loro soluzione completa di<br />
monitoraggio delle zone costiere in grado di affrontare<br />
le situazioni complesse e dinamiche che si trovano<br />
negli ambienti costieri.<br />
I dati pubblicati coprono il 50% delle aree costiere europee.<br />
I dati completi saranno disponibili entro la fine del<br />
primo trimestre del 2021.<br />
I servizi e i prodotti CLMS e CMEMS per il monitoraggio<br />
delle Aree Costiere<br />
Per saperne di più sui servizi Copernicus Land, esplorare<br />
i dataset complete di nomenclature e mapping guidelines,<br />
e conoscere il progress dei lavori di mappatura dei<br />
prodotti CZ, visita il sito https://land.copernicus.eu/<br />
local/coastal-zones<br />
Sottocontrollo<br />
CK-14, il drone idrografico<br />
progettato e prodotto<br />
da Codevintec.<br />
Payload personalizzabile:<br />
multibeam, singlebeam, SBP…<br />
Anche a Noleggio.<br />
Dati: MTS Engineering<br />
CODEVINTEC<br />
Tecnologie per le Scienze della Terra e del Mare<br />
tel. +39 02 4830.2175<br />
info@codevintec.it<br />
www.codevintec.it<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 43
AEROFOTOTECA<br />
L’AEROFOTOTECA<br />
NAZIONALE<br />
RACCONTA....<br />
il gen. Petronio Malagoli<br />
(1933-<strong>2020</strong>)<br />
di Stefano Gusmano<br />
Il 30 settembre <strong>2020</strong> è scomparso<br />
il Gen. Garat (Genio<br />
aeronautico assistenti tecnici)<br />
Petronio Malagoli.<br />
L’Aerofototeca Nazionale<br />
lo ricorda con affetto, affidando<br />
alle parole del T.Col.<br />
Stefano Gusmano (Scuola<br />
di Aerocoooperazione di<br />
Guidonia) il ricordo di una<br />
persona davvero unica.<br />
La “folgorazione cartografica”<br />
Forse, come amava dire il<br />
Generale, non sarà citato<br />
nei futuri testi di cartografia a<br />
fianco di Tolomeo, Mercatore<br />
o Gauss, anche se andrebbe,<br />
comunque, ricordato.<br />
La sua carriera cartografica è<br />
stata casuale, come lo è stata<br />
quella militare. Non discendeva<br />
in effetti, come la maggior<br />
parte dei generali che si<br />
rispettano, da una famiglia di<br />
militari di professione. I suoi<br />
antenati “rimasero a Modena<br />
ad insaccare zamponi per gli<br />
avi dei generali che si rispettano,<br />
che partivano al seguito<br />
di Goffredo di Buglione per la<br />
Santa Crociata.”<br />
Il Maestro frequentò in Francia<br />
le scuole primarie di cui ricordava<br />
solo l’ottimo testo di geografia<br />
che ancora conservava, forse<br />
un presagio.<br />
La folgorazione cartografica<br />
invece avvenne non sulla polverosa<br />
via di Damasco, ma<br />
sulla Croisette a Cannes, il 29<br />
luglio 1942. Il Console italiano,<br />
informato che quello era il<br />
giorno del suo compleanno, gli<br />
regalò “una carta dell’Europa<br />
per seguire le - allora ancora fortunate<br />
- vicende belliche in cui<br />
il nostro Paese era impegnato<br />
su diversi fronti. Si trattava di<br />
una bellissima carta in due fogli<br />
a scala 1:3.000.000 edita dalla<br />
Consociazione Turistica Italiana,<br />
italianissima versione del TCI.<br />
La colorazione sapientemente<br />
dosata consentiva la lettura dei<br />
numerosissimi toponimi, l’idrografia<br />
e l’orografia avevano un<br />
dettaglio sorprendentemente<br />
superiore a quello schematizzato<br />
del mio testo di geografia.”<br />
Rientrato in Patria senza la carta,<br />
perché incamerata con tutti i<br />
Fig. 1 – Il giovane Petronio Malagoli, seduto su<br />
una macchina fotografica da ripresa aerea (foto<br />
cortesia CIGA)<br />
beni personali come preda bellica<br />
dal vincitore, trascorse una<br />
felice giovinezza da profugo,<br />
studente-lavoratore, lavoratore.<br />
I mestieri, svolti in Italia ed<br />
all'estero, furono i più disparati:<br />
pastore, interprete, minatore.<br />
Un giorno di aprile del 1954,<br />
alla frontiera svizzera di Ponte<br />
Chiasso, fu arrestato da un carabiniere<br />
per renitenza alla leva.<br />
Gli fu risparmiata la carcerazione<br />
preventiva ma non la denuncia<br />
per un reato che prevedeva<br />
da due a sei anni di reclusione,<br />
ovviamente da scontare dopo i<br />
18 mesi.<br />
L’unica alternativa era arruolarsi<br />
nelle Forze Armate.<br />
Vinse il concorso in Aeronautica<br />
Militare come specialista nel<br />
campo della fotografia aerea,<br />
come equipaggio di volo e cartografia<br />
(fig. 1). Primo del suo<br />
corso, dopo una breve parentesi<br />
romana fu trasferito a Linate.<br />
Sempre entusiasta del suo<br />
lavoro frequentò il corso di<br />
fotointerpretazione presso la<br />
Scuola di Aerocooperazione<br />
di Guidonia. Dopo due anni<br />
come ufficiale del genio fu promosso<br />
Comandante dell’APID<br />
(Distaccamento Interpretazione<br />
Fotografie Aeree) del 132°<br />
Gruppo a Villafranca Veronese.<br />
Stimato da colleghi e superiori è<br />
sempre stato un punto di riferimento<br />
per i suoi dipendenti: un<br />
amico oltre che un comandante.<br />
Infatti veniva affettuosamente<br />
chiamato ‘’Il Maestro’.<br />
Estroverso e goliardico, gran<br />
mangiatore e bevitore, coniò<br />
l’urlo liberatorio del fotointerprete<br />
ed il salto a piè pari sulla<br />
scrivania.<br />
Anche se non completò gli studi<br />
al Politecnico non smise mai di<br />
studiare nuove soluzioni nel<br />
campo cartografico e promuovere<br />
lo strumento della fotointerpretazione<br />
in ogni ambito<br />
istituzionale.<br />
Nel 1971 fu inviato a Cervia<br />
per riorganizzare un gruppo di<br />
ricognizione. Il pregevole lavoro,<br />
anche con incredibili ritorni<br />
in ambito internazionale, ed il<br />
rapporto che riusciva ad instaurare<br />
con tutti lo candidarono<br />
per un nuovo incarico a Firenze:<br />
SDIGA, Sezione Distaccata<br />
Informazioni Geotopografiche<br />
Automatizzate, per poi andare<br />
a Saint Louis, Missouri<br />
alla DMA, Defence Mapping<br />
Agency, la Mecca della cartografia,<br />
per un training sul<br />
DLMS, Digital Land-Mass<br />
System. Il primo passo di quello<br />
che ai primi anni ’80 diverrà il<br />
44 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong>
TELERILEVAMENTO<br />
AEROFOTOTECA<br />
CIGA (Centro Informazioni<br />
Geotopografiche Aeronautiche)<br />
presso la base di Pratica di<br />
Mare.<br />
All’estero nei consessi<br />
Internazionali era lo spirito dei<br />
convegni conviviali. A Stoccarda<br />
durante la biennale settimana<br />
fotogrammetrica oltre ad essere<br />
una forte presenza critica<br />
tecnica apriva sempre le danze<br />
durante la serata di gala.<br />
La costruzione dell’edificio che<br />
ospitava il CIGA determinò<br />
la chiusura della SDIGA ed il<br />
conseguente trasferimento di<br />
tutto il personale a Pratica di<br />
Mare. Il Generale Malagoli<br />
rimase a Firenze nella veste di<br />
coordinatore IGM (Istituto<br />
Geografico Militare)-CIGA<br />
per risolvere tutti i problemi<br />
relativi alla collaborazione tecnica<br />
tra i due Enti di Ricerca,<br />
Programmazione e Produzione,<br />
paritetici secondo la legge<br />
n. 68 del 1960 sugli Organi<br />
Cartografici dello Stato, ma<br />
molto differenti per età e per<br />
“temperamento”.<br />
Ogni settimana e durante momenti<br />
ludici veniva a Pratica di<br />
Mare, sempre atteso con trepidazione<br />
per conoscere nuovi<br />
aneddoti del Maestro (fig. 2).<br />
Ci diceva sempre di ricordarlo<br />
con un bicchiere di vino ed un<br />
sorriso e così io ho fatto.<br />
Addendum<br />
Nel 2013 il gen. Malagoli fece<br />
dono all’Aerofototeca Nazionale<br />
della sua ricca biblioteca “tecnica”<br />
privata. ICCD e AFN gli<br />
sono riconoscenti per questo<br />
attestato di stima e di affetto.<br />
L’elenco delle pubblicazioni<br />
è consultabile sul sito ICCD,<br />
http://www.iccd.beniculturali.<br />
it/it/raccolte-testi-documenti<br />
BIBLIOGRAFIA<br />
G. Vianello, P. Malagoli, Cartografia e fotointerpretazione,<br />
CLUEB, 1998<br />
P. Malagoli, Le vie della cartografia sono infinite,<br />
CIGA, Pratica di Mare, 2002 (da cui<br />
sono tratti i brani citati nel testo).<br />
ABSTRACT<br />
General P. Malagoli was a founding father of<br />
modern defence aerial mapping in Italy. He<br />
also had a very distinctive personality and<br />
was a generous, bon vivant friend for many.<br />
Fig. 2 – Petronio Malagoli in anni recenti<br />
(foto cortesia fam. Malagoli).<br />
In 2013 he made a gift to Aerofototeca<br />
Nazionale of his extraordinary professional/<br />
scientific library: a great asset, for which<br />
AFN is truly grateful.<br />
PAROLE CHIAVE<br />
Fotografia aerea; Geotopografia;<br />
Cartografia; Fotointerpretazione; CIGA.<br />
AUTORE<br />
T. Col. Stefano Gusmano<br />
stefano.gus65@gmail.com<br />
MONITORAGGIO 3D<br />
GIS E WEBGIS<br />
www.gter.it<br />
info@gter.it<br />
GNSS<br />
FORMAZIONE<br />
<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2020</strong> 45<br />
RICERCA E INNOVAZIONE
AGENDA<br />
26 – 28 Aprile 2021<br />
ARQUEOLÓGICA 2.0 &<br />
GEORES<br />
Valencia (Spain)<br />
www.geoforall.it/kfcxf<br />
5 – 7 Maggio 2021<br />
DRONITALY - Working<br />
with Drones<br />
Bologna (Italy)<br />
www.geoforall.it/kfy44<br />
19 – Maggio 2021<br />
GEO Business <strong>2020</strong><br />
London (UK)<br />
www.geoforall.it/kf4yh<br />
19 – 23 Luglio 2021<br />
30th International<br />
Cartographic Conference<br />
Firenze (Italy)<br />
www.geoforall.it/kfurw<br />
27 – 30 Settembre<br />
GIScience 2021<br />
2021 Poznan (Poland)<br />
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