La Subfornitura - N°6 Novembre/Dicembre 2020

Comunico

www.interprogettied.com


Bimestrale - anno XI - n°6 novembre/dicembre 2020

la ubfornitura

Pag. 10

ATTUALITÀ

Macchine utensili

pronte a ripartire

Pag. 32

UTENSILI

La sostenibilità economica

nella lavorazione dei metalli

Pag. 36

LUBRIFICANTI

Fluidi e micro-emulsioni

per il metalworking


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SOMMARIO

anno XI - n. 6 Novembre/Dicembre 2020

06

10

26

Solidità, sicurezza e nuove tecnologie:

così MEC-NOVA prepara il rilancio

Le macchine utensili

pronte a ripartire

Taglio metalli, la ripresa punta

sull’automazione

32

La sostenibilità economica

nella lavorazione dei metalli

36

Fluidi e micro-emulsioni

per il metalworking

44

Semplificare l’analisi dei dati raccolti

dai sensori

Editoriale

• Verso l’anno della ripartenza (A. Bignami) ...............4

Storia di copertina

• Solidità, sicurezza e nuove tecnologie:

così MEC-NOVA prepara il rilancio (A. Bignami) ....6

Attualità

• Le macchine utensili pronte a ripartire ...................10

• Notizie attualità ............................................................14

• A sostegno dell’automotive .......................................20

Appuntamenti

• EMO Milano 2021 vuole segnare il ritorno

alla “normalità” ............................................................24

Macchine Utensili

• Taglio metalli, la ripresa punta sull’automazione ...26

Utensili

• Aria compressa nella produzione

di utensili di precisione ..............................................28

• Notizie utensili ..............................................................30

La sostenibilità economica nella lavorazione

dei metalli (P. de Vos) ..................................................32

Lubrificanti

• Fluidi e micro-emulsioni per il metalworking .........36

Attrezzature e Componenti

• Riscaldatori e soffianti in pole position ...................38

• Notizie componenti ......................................................40

Sicurezza

• Notizie sicurezza ..........................................................43

Automazione/Strumentazione

• Semplificare l’analisi dei dati raccolti

dai sensori (E. De Vecchis) ........................................44

• Notizie automazione/strumentazione .......................47

Rubriche

• Elenco inserzionisti .....................................................48

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EDITORIALE

di Alessandro Bignami

VERSO L’ANNO DELLA RIPARTENZA

Le previsioni per il 2021 lasciano intravedere l’inizio di una

decisa risalita per il settore meccanico, dopo la caduta del

2020 sotto i colpi micidiali inferti dalla pandemia. Diversi

fattori dovrebbero concorrere a puntellare una robusta ripresa:

anzitutto una gestione del virus accorta e non più improvvisata

come accadde all’imprevista comparsa, all’inizio di quest’anno,

della malattia. Una maggiore conoscenza del nemico, la

diffusione delle pratiche anti-contagio, l’organizzazione delle

strutture sanitarie, ma soprattutto la campagna di vaccinazione

fanno ben sperare verso un graduale miglioramento della salute

pubblica e quindi dell’economia. Anche il settore meccanico, fra

le industrie più segnate dalla crisi sanitaria, godrà probabilmente

di condizioni meno avverse, tornando a numeri più confortanti,

sebbene non ancora in linea con quelli pre-Covid. Determinante

sarà l’attesa e progressiva liberalizzazione degli spostamenti

internazionali delle persone: per sostenere il proprio export,

le Pmi meccaniche italiane hanno bisogno di poter mandare

per il mondo le loro figure tecniche e commerciali, oltre che di

partecipare alle principali fiere internazionali.

Il piano Transizione 4.0, che sarà inserito nella Legge di Bilancio

2021, dovrà contribuire a orientare la ripresa non verso un

ritorno al passato, ma verso nuovi modelli produttivi, cogliendo

la portata del grande cambiamento che stiamo già vivendo e

che il coronavirus ha fortemente accelerato. La presidente di

Ucimu - Sistemi per produrre Barbara Colombo ha mostrato di

apprezzare questo strumento e la sua estensione fino al 2022,

pur ribadendo che sarebbe necessario rendere strutturale, o

almeno quinquennale, il pacchetto di misure. Solo così, ha

spiegato, si può offrire alle aziende un terreno solido su cui

pianificare gli investimenti. Quello che manca oggi, purtroppo –

e non solo a causa di alcune decisioni di corto respiro da parte

del governo – è la possibilità di scorgere l’orizzonte, nascosto dai

picchi e dai precipizi della pandemia, oltre che dalle foschie dello

scenario economico internazionale. Per quanto programmare sia

sempre più difficile, paradossalmente le imprese sono chiamate

più che mai in questa fase ad esprimere una propria visione del

futuro, alla luce della quale compiere oggi le scelte strategiche

per favorire il cambiamento.

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STORIA DI COPERTINA

LAVORAZIONI MECCANICHE

Protagonista nella

meccanica di precisione,

l’azienda regge all’urto

del Covid-19 grazie anche

alle solide basi finanziarie

e a un’attenzione estrema

alla sicurezza sanitaria.

Ora punta a sfruttare

le potenzialità messe

a disposizione dagli

investimenti tecnologici

sostenuti negli ultimi anni.

Solidità, sicurezza e nuove

tecnologie: così MEC-NOVA

prepara il rilancio

di Alessandro Bignami

La solidità finanziaria, una rigorosa

applicazione dei protocolli anti-contagio

e il temporaneo utilizzo degli

ammortizzatori sociali hanno consentito

a MEC-NOVA di superare la fase più dura

del lockdown e di porre le basi per la

ripartenza. L’azienda lombarda, specializzata

nella meccanica di alta precisione,

produce componenti torniti e fresati su

commessa e disegno del cliente. Nel

2021 compirà il suo Cinquantesimo anno

di attività.

Con Silvia Novali, che rappresenta la

seconda generazione alla guida dell’azienda

di famiglia, abbiamo parlato delle

strategie attuate in questa fase delicata

e dei prossimi obiettivi.

Qual è stato l’impatto della pandemia

sulla vostra attività?

A marzo e aprile gli effetti sono stati

pesanti. Abbiamo chiuso per diverse settimane,

con un inevitabile calo di fatturato,

ma fortunatamente in azienda non abbiamo

avuto situazioni critiche né registrato

contagi. A fine aprile abbiamo ripreso

a lavorare, seppure a ritmo ridotto, per

alcuni clienti che operano in filiere essenziali.

In estate abbiamo poi ripreso la

Sopra:

componenti

torniti e fresati.

A destra:

Silvia Novali,

che rappresenta

la seconda

generazione

alla guida

di MEC-NOVA

produzione con maggiore intensità. Non

siamo mai stati a pieno regime anche

perché i massicci investimenti tecnologici

degli anni scorsi hanno fortemente incrementato

la nostra capacità produttiva. La

pandemia non ci ha consentito di saturare

i nuovi macchinari a disposizione e ci ha

portato a ricorrere alla cassa integrazione

Covid-19 per circa il 30% del monte

ore totale.

Ora come sta andando?

Nonostante la seconda ondata abbia

colpito ancora duramente la Lombardia,

il nostro personale è rimasto per ora

indenne dal virus. In autunno finalmente

siamo tornati a lavorare a pieno

ritmo. Abbiamo scelto di accelerare il

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processo di lavorazione degli ordini già

a portafoglio, anche se con consegne

differite, al fine di prevenire eventuali

momenti di rallentamento, se si dovessero

presentare ulteriori restrizioni o

quarantene del personale. Riteniamo

che questa sia una strategia necessaria,

per quanto a fine anno ci troveremo a

gestire rimanenze di magazzino leggermente

più alte del desiderato. Si tratta

chiaramente anche di un impegno sotto

il profilo finanziario, che abbiamo però

deciso di sostenere con spirito di lungimiranza.

L’aspetto più positivo è che,

dopo mesi difficili, da ottobre il flusso

degli ordini ha ripreso consistenza. Di

questo passo prevediamo di chiudere

l’anno con una diminuzione di fatturato

meno ingente rispetto alla media

del nostro settore di riferimento e un

risultato d’esercizio con segno positivo,

grazie al piano di contenimento dei

costi che abbiamo messo in atto.

“Il primo obiettivo resta la preservazione

della salute dei nostri collaboratori.

Stiamo applicando

con estremo rigore tutti i protocolli

di sicurezza anti-contagio”

Ascoltandola si ha l’impressione

che rispetto a questa primavera

le prospettive del settore stiano

diventando finalmente, seppur lentamente,

meno drammatiche…

La situazione ora è molto diversa

rispetto al primo lockdown, quando

non si vedevano luci all’orizzonte. Le

programmazioni dei clienti per il 2021

tratteggiano uno scenario persino incoraggiante.

Resta però difficile capire

cosa accadrà davvero a partire da gennaio.

Per quanto ci riguarda, abbiamo

cercato di non rimanere fermi, di lavorare

insieme al personale per migliorare

le competenze strategiche, di dedicare

tempo allo studio di soluzioni produttive

più performanti, oltre che alle

attività di manutenzione preventiva. E

l’anno prossimo ci auguriamo di sfruttare

finalmente i recenti investimenti

in tecnologie.

Accanto alla tradizionale attività

di tornitura, recentemente avete

potenziato il reparto di fresatura.

State ottenendo i risultati sperati?

La scelta si è dimostrata vincente, tanto

che la fresatura è stato il reparto che

quest’anno ci ha dato i migliori risultati.

Nonostante il periodo e gli investimenti

già sostenuti, stiamo pensando di compiere

un ulteriore passo in questa direzione,

inserendo un altro centro di lavoro

di fresatura con automazione integrata,

sostanzialmente identico a quello già

presente. Questo ci consentirà di prevenire

imprevisti dovuti a eventuali guasti

o a sovraccarichi dell’impianto esistente.

Crediamo importante assecondare la

crescita di questa lavorazione, che si sta

rivelando trainante.

Siete ancora molto legati al settore

produttivo delle armi sportive?

Per noi resta un comparto fondamentale,

benché non smettiamo di muoverci anche

in altre direzioni. Stiamo lavorando per

proporre le lavorazioni di fresatura sia nei

mercati dove siamo già forti e conosciuti,

sia in nuovi settori. Bisogna però considerare

che non è certo un momento facile

per farsi strada su mercati poco esplorati.

Che obiettivi vi siete posti per i

prossimi mesi?

Il primo obiettivo è la preservazione

della salute dei nostri collaboratori. Stiamo

applicando con estremo rigore tutti

i protocolli di sicurezza anti-contagio:

dai dispositivi di protezione individuale

al distanziamento, dalla turnazione alla

sanificazione degli ambienti. Ogni operatore

indossa sempre la mascherina

che forniamo loro, anche se si trova a

una distanza superiore al famoso metro

raccomandato. La mascherina viene

tolta esclusivamente durante il consumo

del pasto, in sala mensa gli ingressi

sono contingentati e il personale pone

molta attenzione a distanziamento e

sanificazione.

Per quanto riguarda i progetti in corso,

per il prossimo anno abbiamo in programma

la certificazione UNI ISO 45001

“Sistemi di gestione per la salute e la

sicurezza sul lavoro”, la formalizzazione

del Modello 231 e un’intensa campagna

di marketing strategico.

Qual è l’umore che si respira oggi

in azienda?

Per molti collaboratori è stato un anno

segnato da ore di cassa integrazione.

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Pubb_F

STORIA DI COPERTINA

Una grande esperienza nel settore delle armi sportive

Fondata nel 1971 da Virginio e Aldo Novali, MEC-NOVA è un’officina meccanica di precisione conto

terzi che produce componenti torniti e fresati su commessa e disegno del cliente. Situata a Gardone

Val Trompia, importante distretto industriale nel settore delle armi sportive, l’azienda nasce e si

specializza in questo settore di nicchia per poi espandere la produzione ad altri mercati quali

l’oleodinamica, la sensoristica e la pneumatica.

Lo scorso anno MEC-NOVA ha concluso un importante ciclo di investimenti. Dopo l’installazione

di due magazzini automatici, una seconda macchina di misura a telecamera con tastatore e

scansione continua e nuovi torni a fantina mobile nel 2018, nel 2019 ha introdotto un nuovo tornio

INDEX G200 e un centro di lavoro DMG MORI a 5 assi con sistema di automazione. L’azienda è

storicamente più concentrata sulle lavorazioni di tornitura che realizza con 23 torni CNC a fantina

mobile e fissa, ma ora sta ampliando lo spettro delle lavorazioni e potenziando il servizio di

fresatura con un reparto costituito da centri di lavoro FANUC con quarto asse e DMG MORI con

quinto asse e automazione integrata.

M







L






Siamo consapevoli che questo è stato

un grande sacrificio e che qualcuno ha

trascorso mesi di incertezza e paura.

Si è trattato purtroppo di una scelta

necessaria che ci ha permesso di

mantenere i conti in ordine e che ci

fa trovare pronti e solidi per ripartire.

Come proprietà abbiamo fatto il possibile

per andare incontro alle richieste

dei lavoratori ascoltando e accogliendo

nel possibile le esigenze di ognuno, e

sostenendo le retribuzioni tramite l’anticipo

della cassa integrazione prima

di ricevere l’erogazione Inps. Siamo

consapevoli che in un anno come questo

l’imprenditore deve prendersi più che

mai le sue responsabilità, muoversi con

rigore, andare in profondità nell’analisi

di tutti i processi aziendali in modo

da tenere la situazione monitorata in

tempo reale e mantenere solida la situazione

finanziaria. Queste attività sono

state il nostro impegno quotidiano e ci

hanno permesso di farci trovare pronti

a reagire tempestivamente ai continui

rallentamenti e accelerazioni che, mai

come quest’anno, caratterizzano l’andamento

della domanda nel nostro

settore. Certo, sul futuro regna incertez-

“Dobbiamo guardare al futuro

con positività, anche perché

nel 2021 ci aspettano le celebrazioni

per il 50esimo anno di MEC-NOVA.

Speriamo che la ricorrenza sia la base

di partenza per l’auspicato rilancio”

za, ma credo ci siano le condizioni per

avere fiducia. Non siamo legati a settori

in forte sofferenza come l’automotive o

le commodity di prima necessità. Lavoriamo

in mercati di nicchia che sono

caratterizzati da dinamiche slegate dai

prodotti di massa, destinati a subire di

più la contrazione dei consumi. Dobbiamo

guardare al futuro con positività,

anche perché nel 2021 ci aspettano le

celebrazioni per il Cinquantesimo anno

di attività di MEC-NOVA. Speriamo che

questa ricorrenza ci porti fortuna e sia la

base di partenza per l’auspicato rilancio.

Noi ci stiamo impegnando al meglio per

rendere onore a chi in cinquant’anni

di impegno, lavoro e lungimiranza ha

contribuito a costruire e far crescere la

nostra azienda.

F

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Componenti

per il settore

oleodinamico

Assieme

premontato

per il settore

oleodinamico

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ATTUALITÀ

I DATI DEL CENTRO STUDI UCIMU

Il Covid-19

ha compromesso

produzione ed export

nel 2020. Grandi

aspettative sono riposte

nel 2021, che secondo

le previsioni vedrà un

cambio di scenario

e una decisa ripresa.

Anche se non ancora

sufficiente a recuperare

il terreno perduto.

Le macchine utensili

pronte a ripartire

a cura di Eva De Vecchis

Siamo già quasi ad un anno dall’inizio

della crisi sanitaria e per l’industria

delle macchine utensili molte cose

sono cambiate. Come emerge dai dati di

preconsuntivo elaborati dal Centro Studi &

Cultura di Impresa di Ucimu - Sistemi per

produrre, presentati nel corso della conferenza

stampa di fine anno, nel corso del

2020 la produzione è scesa a 4.970 milioni

di euro, segnando un calo del 23,7%

rispetto all’anno precedente. La diffusione

del virus Covid-19 ha profondamente com-

La presidente

di Ucimu - Sistemi

per produrre,

Barbara Colombo:

“Siamo lontani

dal ritorno ai

livelli di attività

del periodo preemergenza

ma

le previsioni

per il 2021 sono

positive e fanno

ben sperare per

il futuro prossimo

del settore”

promesso i risultati dell’industria italiana

di settore che ha registrato, nel 2020,

cali a doppia cifra per tutti i principali

indicatori economici. Il 2021 si annuncia

però di tenore diverso e, anche se non sarà

possibile recuperare tutto il terreno perso

in questi dodici mesi, le previsioni sono

positive. Per l’industria italiana costruttrice

di macchine utensili, robot e automazione,

ad esempio, il 2021 coinciderà con la

ripresa dell’attività e secondo le previsioni

la produzione crescerà a 5.795 milioni

(+16,6% rispetto al 2020).

Altro dato positivo rilevato da Ucimu è

stato quello della crescita del numero

di imprese associate che, a fine 2020,

risulteranno essere 231.

Persino il governo sembra aver capito

l’importanza di investire sulle aziende

del settore (e non solo) portando avanti

la faticosa decisione di inserire il Piano

Transizione 4.0 all’interno della Legge

di Bilancio 2021. E poi ci sono le fiere

milanesi, eventi fondamentali per dare

uno slancio al mondo delle macchine

utensili. Lamiera si terrà dal 26 al 29

maggio 2021 con tanti importanti progetti

e applicazioni 4.0, mentre EMO (dal

4 al 9 ottobre di quest’anno) si presenta

dopo sei anni e dopo il successo senza

precedenti dell’edizione 2015 con due

novità di partecipazione.

“Il lockdown ha paralizzato le aziende

del comparto macchine e utensili, il movimento

del personale tecnico e commerciale

e gli investimenti in azioni mirate di

marketing che permettevano di seminare

per poi raccogliere a tempo debito”. Ha

iniziato così il suo intervento nel corso

della conferenza stampa di fine anno

Barbara Colombo, presidente di Ucimu

- Sistemi per produrre, associazione dei

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costruttori italiani di macchine utensili,

robot e automazione.

Come emerge dai dati di preconsuntivo

elaborati dal Centro Studi & Cultura di

Impresa di Ucimu, nel 2020 la produzione

è scesa a 4.970 milioni di euro, segnando

un calo del 23,7% rispetto all’anno precedente.

Il risultato è stato determinato

sia dall’arretramento delle consegne dei

costruttori italiani sul mercato interno,

scese a 2.090 milioni di euro (-28,2%),

sia dal negativo andamento delle esportazioni

crollate a 2.880 milioni di euro

(-20%).

Secondo l’elaborazione Ucimu sui dati

Istat, nei primi nove mesi dell’anno

(ultima rilevazione disponibile), il calo

dell’export di sole macchine utensili è

stato pesante e generalizzato. Le vendite

negli Stati Uniti, risultato primo paese

di destinazione del made in Italy di settore,

sono scese a 229 milioni di euro

(-21,4%). Seguono: Germania 185 milioni

(-31,2%); Cina 162 milioni (-28,2%);

Francia 115 milioni (-34,3%); Polonia 92

milioni (-30,8%).

L’emergenza sanitaria ha fatto sentire i

suoi effetti in modo ancora più incisivo

sul fronte interno. Nel 2020, il consumo

di macchine utensili, robot e automazione

in Italia è sceso del 30,3% arrivando a

toccare i 3.385 milioni di euro e penalizzando

sia le consegne dei costruttori

italiani, sia le importazioni ridottesi del

33,4%, che in cifre sarebbero 1.295

milioni.

La forte riduzione del consumo domestico

di macchine utensili ha determinato

l’incremento del rapporto export su produzione,

passato da 55,3% del 2019 a

57,9% del 2020.

L’ANNO DELLA RIPRESA?

Di tenore completamente diverso sarà

invece il 2021 che per l’industria italiana

costruttrice di macchine utensili, robot e

automazione coinciderà con la ripresa

dell’attività.

Secondo le previsioni elaborate dal Centro

Studi Ucimu, la produzione crescerà a

5.795 milioni di euro (+16,6% rispetto al

2020), trainata dal recupero delle esportazioni

che si attesteranno a 3.220 milioni

di euro (+11,8%) e dall’incremento delle

Nel 2020 la

produzione è

scesa a 4.970

milioni di euro,

segnando un

calo del 23,7%.

Le consegne dei

costruttori italiani

sul mercato

interno sono

diminuite a 2.090

milioni di euro

(-28,2%), mentre

le esportazioni

sono crollate a

2.880 milioni di

euro (-20%)

consegne dei costruttori sul mercato

interno che saliranno a 2.575 milioni di

euro (+23,2%).

Il consumo riprenderà dinamicità registrando

un incremento, del 23,3%, a

4.175 milioni di euro. Anche le importazioni

torneranno a crescere attestandosi

a 1.600 milioni di euro pari al 23,6% in

più rispetto all’anno precedente. Il dato

di export su produzione tornerà al 55,6%

per effetto del bilanciamento dell’attività

dei costruttori italiani tra mercato interno

ed estero.

“Siamo lontani dal ritorno ai livelli di

attività del periodo pre-emergenza ma

le previsioni per il 2021 sono positive e

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ATTUALITÀ

fanno ben sperare per il futuro prossimo

del settore”, ha commentato Barbara

Colombo. “La disponibilità e la diffusione

graduale dei vaccini contribuiranno in

modo determinante alla ripresa dell’attività

anche oltre confine, facilitando il

ritorno alla normalità della mobilità delle

persone, indispensabile per il business

delle nostre imprese da sempre impegnate

sui mercati esteri”.

IL PIANO TRANSIZIONE 4.0 E LA

SCELTA DEI CREDITI D’IMPOSTA

Anche il governo sembra aver messo a

fuoco la gravità della situazione e per

questo l’idea di inserire il Piano Transizione

4.0 nella Legge di Bilancio 2021 che,

per agevolare le aziende che investono

in innovazione, dirà addio a iperammortamento

e superammortamento in favore

dei crediti di imposta.

Inoltre, “con la conferma del Piano Transizione

4.0, le autorità di governo hanno

dimostrato di aver ben compreso il valore

di questo programma anche perché

hanno previsto il potenziamento delle

misure in esso contenute, alzando le

aliquote, i tetti di spesa e la durata dell’operatività

fissata a fine 2022”. Detto

ciò, il piano è certamente perfettibile, ha

spiegato Barbara Colombo.

“In particolare, pur apprezzando l’estensione

fino al 2022 della validità

delle norme, crediamo che un biennio

sia ancora un periodo troppo breve per

assicurarne la piena efficacia. Come già

più volte abbiamo segnalato occorrerebbe

trasformare il credito di imposta per

Secondo il Centro

Studi Ucimu,

nel 2021 la

produzione di

macchine utensili

crescerà a 5.795

milioni di euro

(+16,6% rispetto

al 2020)

gli investimenti in macchinari, siano essi

tradizionali o interconnessi/4.0, in misure

strutturali o almeno con una durata quinquennale,

così da permettere realmente

alle imprese una corretta pianificazione

degli investimenti nel tempo”.

Sempre la presidente sostiene che, con

riferimento alla scelta dei provvedimenti a

disposizione delle imprese, il credito d’imposta

rappresenti la misura più adeguata

perché di semplice utilizzo e applicabile

anche alle imprese che non hanno utili.

“Avremmo però preferito che il piano

prevedesse una doppia via, aggiungendo

al credito di imposta le misure già conosciute

di super e iperammortamento (che

garantiscono un beneficio fiscale simile

a quello del credito di imposta), con

l’obiettivo di lasciare le imprese libere di

scegliere il provvedimento più adatto alla

propria situazione”.

“Al netto di queste considerazioni di

aggiustamento – ha concluso Barbara

Colombo – il Piano Transizione 4.0 presenta,

a nostro avviso, una grande lacuna

che deve essere colmata al più presto. Per

essere un vero e proprio piano di politica

industriale, esso deve considerare non

soltanto gli aspetti relativi all’innovazione

di prodotto e processo ma anche la crescita

dimensionale. Soprattutto in questo

nuovo scenario competitivo internazionale

il potenziamento delle aziende, anche

tramite fusioni e/o incorporazioni, diviene

una indifferibile necessità. La difficoltà di

realizzare queste operazioni non è solo

psicologica, ma ben connessa al valore

dell’importo che va versato per i plusvalori

che si dovranno realizzare nel momento

dell’aggregazione. Per incentivare queste

operazioni, i risultati economici delle

fusioni e/o incorporazioni devono essere

resi neutri rispetto alle imposte”.

AUMENTANO LE IMPRESE

ASSOCIATE

Ma non sono tutte negative le notizie

che riguardano il 2020: nonostante la

complessità del contesto, o forse anche in

ragione di ciò, nell’anno appena passato

Ucimu - Sistemi per produrre ha visto

crescere il numero di imprese associate

che, a fine 2020, risulteranno essere 231.

Il numero testimonia la grande attrattività

dell’associazione dei costruttori italiani di

macchine utensili, robot e automazione

per gli operatori del settore.

Secondo i dati aggiornati a fine novembre,

nel 2020 sono stati 1.455 i servizi

erogati da Ucimu rispetto alle domande

delle singole imprese associate, per una

media di 6 servizi personalizzati richiesti

da ciascuna impresa associata.

Nel periodo del lockdown l’associazione

ha creato uno sportello di assistenza,

operativo sette giorni su sette, attraverso

il quale ha diffuso le comunicazioni

governative di interesse per le aziende

e risposto a quesiti specifici, erogando

oltre 500 servizi di consulenza. Nel corso

dell’anno sono state 26.302 le attività

svolte in area riservata di ucimu.it dalle

imprese associate e 3.600 i download di

documenti. Nei primi 11 mesi del 2020,

hanno effettuato operazioni (in area riservata)

di consultazione di informazioni e

download di documenti 163 aziende, pari

a circa il 70% del totale delle associate.

“L’associazione non si è mai fermata

in questi mesi di difficoltà e, anzi, ha

intensificato la sua attività con l’obiettivo

di fornire supporto concreto alle imprese

che dovevano fronteggiare situazioni e

problematiche davvero inaspettate”, ha

aggiunto la presidente. “Le tecnologie

digitali, utili per il prosieguo dell’operatività

delle nostre aziende, sono state di

grande aiuto anche per un’organizzazione

come Ucimu”.

CHE FINE HANNO FATTO LE FIERE?

Le due fiere protagoniste di questo 2021

saranno Lamiera ed EMO. Per quanto

riguarda la prima, prosegue la raccolta di

adesioni a Lamiera 2021, manifestazione

internazionale dedicata all’industria delle

macchine utensili per la deformazione

della lamiera e delle tecnologie innovative

legate al comparto che andrà in scena

a fieramilano Rho dal 26 al 29 maggio

2021. Lamiera sarà in concomitanza con

Made in steel, fiera della siderurgia.

A più di sei mesi dalla manifestazione,

tutti i principali player del comparto

hanno già confermato la propria partecipazione

alla mostra che sarà il primo

appuntamento per il mondo della deformazione

della lamiera dopo circa un anno

12 La Subfornitura - n.6 2020

www.interprogettied.com

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e mezzo. Promossa da Ucimu - Sistemi

per produrre e organizzata da CEU -

Centro Esposizioni Ucimu, Lamiera 2021

punta a riconfermare il successo delle

edizioni passate. Inoltre, visti i risultati

positivi della passata edizione, la fiera

abbinerà alla dimensione espositiva

quella di approfondimento culturale

tematico sviluppato attraverso l’iniziativa

“lamialamiera”: un programma di

convegni su temi specifici ed eventi

collaterali che ospiteranno confronti

tra opinion leader ed esperti, oltre a

presentazioni specifiche di tecnologie

innovative curate degli espositori.

A questa iniziativa gli organizzatori della

fiera aggiungeranno il progetto speciale

LamieraDigital”, dedicato alle applicazioni

4.0 e alla loro integrazione sulle

macchine utensili per la lavorazione della

lamiera: elementi sempre più rilevanti

anche per questo comparto.

“I player del settore hanno due grandi

appuntamenti nel 2021: oltre a Lamiera,

che ha un taglio più nazionale, c’è EMO

Milano 2021, la mondiale della lavorazione

dei metalli che torna a fieramilano, dal

4 al 9 ottobre 2021, dopo sei anni dalla

precedente edizione, ha commentato nel

corso della conferenza stampa Alfredo

Mariotti, direttore generale di Ucimu -

Sistemi per produrre.

“Per incentivare l’adesione ad entrambe

abbiamo predisposto il ticket Lamiera-

EMO Milano 2021, che prevede uno

sconto sulla spesa sostenuta per esporre

a Lamiera per quanti invieranno la

domanda di adesione a EMO Milano

2021 entro il 17 marzo 2021”.

Prosegue quindi spedita la raccolta delle

adesioni a EMO Milano 2021, un evento

atteso dagli operatori dell’industria manifatturiera

mondiale, che la considerano

l’appuntamento che segnerà definitivamente

il ritorno alla “normalità” dell’attività

delle imprese. Promossa da Cecimo,

l’associazione europea delle industrie

della macchina utensile, la manifestazione

è organizzata dalle strutture operative

di Ucimu - Sistemi per produrre. Eppure,

sebbene siano già molte le imprese che

hanno confermato la presenza alla mondiale

di settore, il commissario generale

Luigi Galdabini ha firmato la comunicazione

ufficiale che annuncia l’entrata

in vigore di due importanti novità. La

prima è legata all’allungamento del

periodo di validità dello sconto Early

Bird, spostato dal primo dicembre 2020

al 14 febbraio 2021. La seconda riguarda

invece le penali, che risultano mitigate

prevedendo la possibilità di rinuncia

alla partecipazione all’esposizione entro

il 31 marzo 2021 con la sola perdita del

deposito cauzionale, senza obbligo di

corrispondere, a titolo di penale, anche

l’intero canone, come invece previsto

precedentemente.

“Il momento storico che stiamo vivendo

rende complicato lo svolgimento

dell’attività di impresa”, ha spiegato

Alfredo Mariotti. “Complicato ma

non impossibile a giudicare dall’andamento

della raccolta adesioni e anche

dall’attenzione che il pubblico riserva

a EMO Milano 2021. Sono numerose

le domande ricevute e crediamo che,

già a partire dalle prossime settimane,

la raccolta accelererà, complici le positive

notizie relative alla diffusione dei

vaccini che permetterà la ripresa della

mobilità di merci e persone, favorendo

la ripresa di tutte le attività e anche

la partecipazione alle manifestazioni

fieristiche, particolarmente penalizzate

dall’emergenza sanitaria”.

A Milano

quest’anno si

terranno Lamiera

(dal 26 al 29

maggio), con

tanti importanti

progetti e

applicazioni 4.0,

ed EMO (dal 4 al

9 ottobre), che

torna in Italia

dopo sei anni

COMPETENZE AL SERVIZIO

DELL’INDUSTRIA DELLA MACCHINA

UTENSILE

Sotto l’egida di Fondazione Ucimu nasce

Ucimu Academy, organizzazione creata per

favorire e sostenere la formazione delle persone

che opereranno nell’industria costruttrice

di macchine utensili.

La preparazione del personale impiegato

nelle imprese è il fattore chiave di competitività

soprattutto in un settore ad alto

contenuto tecnico-tecnologico quale è quello

dei sistemi di produzione.

Purtroppo ancora oggi in Italia le imprese

del settore della macchina utensile incontrano

grandi difficoltà nel trovare personale

preparato ad operare su tecnologie

di ultima generazione. Ucimu Academy

nasce proprio con l’intento di ridurre questa

problematica.

La partenza di Ucimu Academy rappresenta,

infatti, il primo passo per lo sviluppo di un

piano organico che permetterà al settore di

poter contare su persone con skill adeguate

alle necessità delle aziende e dei loro clienti.

Il progetto, fortemente voluto dalla neopresidente

di Fondazione UCIMU, Barbara

Colombo, per il primo step sarà gestito

dal Centro Studi e Cultura d’Impresa della

Fondazione in collaborazione con Energheia

Impresa Sociale Srl, società che da anni

opera nel campo della formazione giovanile.

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ATTUALITÀ

GESTITO DA CDP VENTURE CAPITAL SGR

Un fondo da 200 milioni di euro per startup e PMI innovative

È online il portale dedicato al Fondo da 200 milioni di euro stanziato

dal Ministero dello Sviluppo economico a favore di startup

e PMI innovative, la cui gestione è affidata a CDP Venture Capital

Sgr - Fondo Nazionale Innovazione, partecipato a maggioranza

da Cassa depositi e prestiti attraverso CDP Equity. Uno strumento

che contribuirà a supportare e rafforzare il raccordo tra gli

operatori dell’ecosistema del Venture Capital italiano.

Dal portale del Fondo, gli investitori qualificati e regolamentati

che operano sul territorio potranno segnalare le startup e le

PMI innovative in cui stanno per investire o hanno investito negli

ultimi mesi. I finanziamenti saranno realizzati in matching con

gli investitori accreditati. Il capitale investito da CDP Venture

Capital Sgr attraverso il Fondo ammonterà ad un massimo di 4

volte il valore di quanto da essi investito, nel limite complessivo

di 1 milione di euro per singola startup o PMI investita.

Gli investimenti, realizzati attraverso lo strumento finanziario

del convertendo, saranno rivolti a startup e PMI innovative che

stiano effettuando round di investimento o che l’abbiano già

effettuato, attraverso la mediazione degli investitori qualificati

o regolamentati.

Le start-up e le PMI destinatarie degli investimenti da parte del

Fondo dovranno avere sede legale in Italia e svolgere in Italia

le loro attività e i programmi di sviluppo futuri, nonché rientrare

nei requisiti stabiliti dal decreto attuativo.

LAVORAZIONI

Weerg raddoppia il reparto 3D

Nuovo record per Weerg, che a un

anno esatto dall’installazione di 6 industrial

printer 3D HP Jet Fusion 5210,

raddoppia in un solo colpo la capacità

produttiva mettendo a segno l’acquisto

di altre 6 stampanti della stessa serie.

E se quello del 2019 era stato il più

grande ordine singolo mai effettuato

a livello EMEA, ora l’e-commerce italiano

che offre online lavorazioni CNC

e 3D raggiunge il primato europeo per

numero di sistemi installati. Non solo.

Weerg è una delle prime realtà a livello

mondiale ad implementare all’interno

della propria linea produttiva per il 3D

printing anche l’innovativo sistema di

unpacking automatico sviluppato da

HP con la tedesca Rösler AM Solutions.

Il service italiano ha infatti collaborato

come beta tester alla messa

a punto di questa esclusiva soluzione,

che sarà presentata in anteprima

mondiale durante la digital edition di

Formnext.

“Nel corso dell’ultimo anno abbiamo

assistito a una crescita esponenziale

della domanda di stampe 3D, soprattutto

per grandi tirature, tanto da

rappresentare oggi circa il 70% della

nostra attività produttiva”, ha affermato

Matteo Rigamonti, fondatore di Weerg.

Un incremento che ribalta completamente

gli equilibri tra CNC e 3D e

che l’imprenditore attribuisce ai plus

sempre più apprezzati della produzione

additiva, quali l’estrema

praticità e la velocità di

realizzazione. “A fronte di

un prezzo pur leggermente

più alto, il 3D printing

permette di ottenere grandi

quantitativi di pezzi in

tempi estremamente rapidi,

senza i vincoli progettuali

che caratterizzano

invece lavorazioni tradizionali

come la stampa

a iniezione”, ha spiegato

Rigamonti. “Le prestazioni industriali di

HP Jet Fusion 5210 sono oggi ulteriormente

incrementate dall’utilizzo della

nuova Automatic Unpacking Station,

che abbiamo avuto la possibilità di

testare in anteprima per tre mesi e

che è già in funzione presso la nostra

sede di Gardigiano (VE)”, ha proseguito

Rigamonti. Questa soluzione permette

di automatizzare il processo di rimozione

della polvere dai pezzi stampati. Una

lavorazione che in precedenza veniva

svolta manualmente dagli operatori

con dispendio di tempo e risorse.

“Siamo orgogliosi di questa partnership

con Weerg. La loro crescita è

stata costante e il numero di pezzi

stampati mensilmente è più che triplicato

negli ultimi dodici mesi”, ha

commentato Davide Ferrulli, Country

Manager 3D Printing HP Italy. “Le

macchine aggiuntive, due delle quali

già installate, e le restanti quattro in

arrivo entro fine anno, potranno supportare

questa crescita ma anche

permettere di offrire ai clienti produzioni

con nuovi materiali”. Tra le novità

in arrivo su weerg.com c’è infatti la

stampa 3D in Polipropilene, un supporto

versatile che andrà ad affiancare il

già apprezzato Nylon PA12 ampliando

ulteriormente le possibilità applicative

di questa tecnologia.

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ATTUALITÀ

FASTENERS

Carlo Salvi: buoni riscontri in fiera a Shanghai

Nonostante il Covid-19, anche

quest’anno Carlo Salvi, impresa di

riferimento nella produzione di fasteners

e soluzioni per lo stampaggio del

filo, è riuscita a partecipare a International

Fastener Show China dal 3 al

5 novembre e a China International

Import Expo dal 5 al 10, entrambe a

Shanghai.

A presenziare alle due manifestazioni

i colleghi della filiale di Carlo Salvi

Guangzhou, attiva dal 2011, e un collega

della Hatebur Shanghai.

“Ci è dispiaciuto molto di non poter

partecipare personalmente alla International

Fastener Show China, ma

d’altronde stiamo vivendo momenti

duri che non ci consentono di poter

operare come sempre abbiamo fatto

fino ad oggi”, ha spiegato Marco Pizzi,

Chief commercial officer Carlo Salvi.

“Grazie all’espansione della Carlo

Salvi degli anni scorsi e alla nostra

presenza a livello internazionale con

le nostre filiali estere, possiamo fare

affidamento sugli stimati colleghi che

rappresentano la realtà della nostra

azienda in modo ineccepibile. I colleghi

cinesi ci riferiscono che sia il

numero degli espositori sia quello

dei visitatori è stato inferiore rispetto

alle passate edizioni a causa della

pandemia. Tuttavia – ha proseguito

Pizzi – grazie al lavoro di espansione

del mercato e alla ricerca di potenziali

clienti fatta dalla nostra filiale in Cina,

e grazie anche alla ripresa dell’economia

cinese, il numero di potenziali

clienti è stato migliore rispetto

agli anni passati. Quindi ci possiamo

ritenere soddisfatti e fiduciosi per il

futuro, infatti abbiamo già pianificato

la nostra presenza alla prossima

edizione”.

“I nostri delegati cinesi ci hanno fatto

sapere che alla terza edizione della

CIIE, a cui abbiamo partecipato per il

secondo anno consecutivo, la Carlo

Salvi era l’unico rappresentante di produttori

di macchinari per l’industria

dei fasteners”, ha aggiunto Germano

Pandiani, Chief operating officer

di Carlo Salvi. “Possiamo valutare la

nostra presenza anche a questa fiera

in modo positivo perché estende le

nostre possibilità di business non solo

nel campo dei fasteners, e accresce la

reputazione della Carlo Salvi in Oriente,

poiché la CIIE è considerata in Cina una

manifestazione di altissimo profilo”.

SVILUPPO TECNOLOGICO

ABB e Politecnico Milano consolidano la collaborazione

Gianluca Lilli, amministratore

delegato di ABB Italia, e

Ferruccio Resta, rettore del

Politecnico di Milano, hanno

siglato il rinnovo della Convenzione

tra ABB e PoliMI fino al

2023 rafforzando per un ulteriore

triennio il loro legame.

Un sodalizio di lunga data che,

con questo rinnovo, continua

la collaborazione a 360° con

tutti i Dipartimenti del Poli-

MI finalizzata allo sviluppo di

nuove tecnologie, soprattutto

digitali, nei settori dell’energia

e dell’automazione. Queste

attività si contraddistinguono

per il contenuto multidisciplinare.

In funzione di ciò, tramite

il Joint Research Center, ABB

collabora con diversi gruppi di

ricerca del Politecnico, dotati

di competenze approfondite in

settori come metrologia, automazione,

robotica, statistica,

intelligenza artificiale, sistemi

elettrici per l’energia.

La collaborazione di ABB con

il Politecnico, attiva ormai da

oltre dieci anni, ha consentito

lo sviluppo e la condivisione

efficace di attività comuni

con numerosi progetti internazionali.

Le aree di ricerca su cui

ABB e PoliMI collaborano

riguardano le nuove tecnologie

digitali avanzate applicate

ai settori dell’energia e

dell’automazione nel contesto

dell’Industria 4.0.

Alcune delle applicazioni più

promettenti sono:

• diagnostica in tempo reale

delle apparecchiature industriali,

orientate alla manutenzione

predittiva;

• reti elettriche con protezioni

adattative che permettano alle

apparecchiature di protezione

di adattarsi a condizioni di funzionamento

diverse;

• ottimizzazione energetica

attraverso sistemi di raccolta

e analisi dei dati, primo passo

per migliorare l’efficienza

energetica.

ABB è una società tecnologica

globale che infonde energia

alla trasformazione della

società e dell’industria per

realizzare un futuro più produttivo

e sostenibile. Coniugando

il software con il suo

portfolio nei campi dell’elettrificazione,

della robotica,

dell’automazione e del motion,

ABB amplia i confini della tecnologia

per portare le prestazioni

a nuovi livelli.

16 La Subfornitura - n.6 2020

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ATTUALITÀ

AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Alsiter, un polo dedicato alla system integration

Il progetto di Sadas Group e Sei

Sistemi si è definitivamente concretizzato

ed è nata Alsiter_The

automation mover. L’azienda, polo

dedicato alla system integration

nel mondo dell’automazione

industriale e dell’elettrificazione

degli impianti con profilo di livello

internazionale, offre molteplici

servizi dedicati ai settori cartario,

filo metallico, siderurgico, distribuzione

elettrica, energie alternative,

gomma e plastica. L’idea alla base

di Alsiter è quella di coniugare la

flessibilità e il know-how di processo

di Sadas Group con l’approccio

tailor-made e la grande esperienza

che Sei Sistemi ha sviluppato in

tutti i settori industriali e manifatturieri,

allo scopo di creare un grande

player dell’automazione industriale

in grado di soddisfare i bisogni dei

clienti e rispondere alle esigenze

di un mercato in continua evoluzione.

Alsiter_The automation

mover si rivolge a numerosi settori

industriali: cartario, con soluzioni

“chiavi in mano” dall’installazione

alla progettazione dell’impianto,

anche on-site, fino alla manutenzione

e al monitoraggio; filo

metallico, con la progettazione di

apparecchiature e sistemi utilizzabili

in campo automobilistico,

elettrico, edile, medicale, tessile

e della saldatura; siderurgico;

gomma e plastica; distribuzione

elettrica; energie alternative.

Alsiter_The automation mover è in

grado di offrire un’ampia gamma

di servizi: realizzazione di impianti

industriali; revamping; strumentazione

di processo; misurazione

dell’energia; manutenzione predittiva;

riparazione e revisione dei

motori.

“Il vasto know-how confluito in

Alsiter ci permette di posizionarci

sul mercato come un interlocutore

a 360 gradi per la progettazione,

la realizzazione, la messa in servizio

e la manutenzione di qualsiasi

impianto di automazione industriale”,

ha commentato Roberto

Altieri, presidente di Alsiter_The

automation mover.

“Alsiter mette a disposizione dei

propri clienti un team esperto e

qualificato composto da ingegneri

e progettisti hardware e software

in grado di offrire sistemi ad hoc

per impianti per il trattamento della

carta e del cartone, impianti di

trafilatura dei metalli, laminatoi,

soluzioni di risparmio energetico e

recupero dell’energia, supervisione

e coordinamento di processo”,

ha aggiunto Giuseppe Simonini,

CEO di Alsiter_The automation

mover.

TRATTAMENTI TERMICI

Carbotempra è una azienda di trattamenti

termici, con impianti di ultima

generazione, dotata di laboratorio per

prove metallurgiche e tecnologiche.

L’azienda è specializzata nella tempra

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INTER

ATTUALITÀ

VALVOLE E RUBINETTERIA

Andrea Villa vicepresidente di AVR

Andrea Villa, Managing Director di

Auma Italiana, è stato eletto vice

presidente di AVR l’associazione,

federata Anima Confindustria, che

rappresenta le aziende italiane

del settore valvole e rubinetteria.

Quest’ultimo nel 2019 ha raggiunto

un fatturato di 7,5 miliardi di euro

di cui circa il 65% proveniente dalle

esportazioni; in seguito alla crisi di

quest’anno, i dati dell’Ufficio Studi

Anima hanno previsto un calo nel

2020 del -10,3%, per un fatturato a

fine anno di 6,75 miliardi.

“Ringrazio tutti gli associati della

fiducia accordatami”, ha dichiarato

Andrea Villa a seguito dell’elezione.

“Sono lieto di poter contribuire in

prima persona a rafforzare il ruolo

di AVR quale punto di riferimento

per le aziende del comparto industriale

e nei principali tavoli tecnici,

normativi ed istituzionali”.

Andrea Villa, oltre ad affiancare il

nuovo presidente Sandro Bonomi

fino al 2022 nel Consiglio Direttivo, è

membro della nuova commissione

marketing dell’associazione. La

duplice carica rappresenta sicuramente

un’opportunità per l’azienda,

leader nella produzione di attuatori

elettrici e valvole industriali, di supportare

l’associazione nel raggiungimento

degli obiettivi del prossimo

biennio, tra cui l’internazionalizzazione

delle expertise italiane e il

miglioramento dei rapporti con le

associazioni di settore nel mondo

e con gli associati.

Tra le sfide dei prossimi due anni, vi

sono inoltre la green economy e la

digitalizzazione, driver fondamentale

per la trasformazione del settore

del valvolame e della rubinetteria.

INDAGINE CONGIUNTURALE DI FEDERMECCANICA

Metalmeccanica: calano domanda interna ed export

La pandemia da coronavirus si è abbattuta

sull’economia mondiale e sulle catene globali

del valore con un’intensità senza precedenti

colpendo, anche se in misura diversa, tutte le

principali economie sia dei paesi industrializzati

che di quelli emergenti. In Italia il prodotto

interno lordo nel 2020 dovrebbe registrare una

contrazione media pari a circa il 10% ma con

un’evoluzione nell’ultima parte dell’anno strettamente

legata all’entità dell’aggravamento

della pandemia in corso.

Per quanto riguarda l’attività produttiva, dopo

i pesanti crolli registrati nei mesi di marzo e

aprile, si sono avuti parziali recuperi fino a tutto

il mese di agosto ma il bilancio relativo ai primi

otto mesi dell’anno si conferma pesantemente

negativo. L’attività produttiva nel suo complesso

risulta diminuita del 15,4% nel confronto con

l’analogo periodo dell’anno precedente mentre

le aziende metalmeccaniche che hanno subito

in misura maggiore il lockdown nello stesso

arco temporale (gennaio-agosto 2020) hanno

registrato una contrazione della loro attività

mediamente pari al 19,8%.

Nell’ambito dell’aggregato metalmeccanico i

cali sono risultati diffusi a quasi tutte le attività

con perdite del 20,4% per i prodotti in metallo,

del 19,1% per le macchine ed apparecchi

meccanici e del 34,7% per gli autoveicoli e

rimorchi. Il forte calo dell’attività metalmeccanica

è stato determinato oltre che dalla

caduta della domanda interna anche da una

contrazione della componente estera. Il settore,

nei primi sette mesi dell’anno in corso,

ha registrato una riduzione media dei valori

del fatturato esportato pari al 16,7% mentre

le importazioni sono diminuite del 19,3%. La

flessione osservata risulta diffusa a tutti i principali

paesi di destinazione del nostro export,

in particolare, preoccupa il crollo dei flussi di

prodotti metalmeccanici diretti verso i nostri

principali partner europei quali la Germania

(-15,8%), la Francia (-21,0%), ma anche il Regno

Unito (-21,2%) e la Spagna (-26,6%). I risultati

dell’indagine congiunturale Federmeccanica,

pur mostrando parziali segnali di recupero

rispetto alla precedente rilevazione svolta in

piena pandemia, evidenziano ancora nel 39%

delle imprese un portafoglio ordini negativo.

Il 27% prevede una contrazione dei volumi di

produzione ed il 19% un ridimensionamento

dei livelli occupazionali. Il 14% dichiara una

situazione di liquidità cattiva o pessima.

18 La Subfornitura - n.6 2020

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innovazioni, con i contributi dei massimi

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La Subfornitura, la rivista che presenta

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La Plastica Oggi e Domani rivista

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Italia: ❏ spedizione ordinaria 61,00 €

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ATTUALITÀ

INVESTIMENTI

Con nuove iniziative

e operazioni, si consolida

l’impegno di Sace per la

competitività della filiera

automobilistica, tra le più

colpite dall’emergenza

sanitaria e che rappresenta

da sola il 6,2% del Pil

e il 7% dell’occupazione

del manifatturiero

nazionale.

A sostegno dell’automotive

Sace prosegue e consolida l’impegno

a sostegno delle aziende del

settore automotive, con nuove iniziative

e operazioni dedicate alla filiera

che si sono tradotte in circa 7,5 miliardi

di euro di risorse mobilitate nei primi 9

mesi del 2020, destinati a export, processi

di internazionalizzazione, sostegno

alla liquidità e investimenti in Italia.

Una filiera, riconosciuta a livello globale,

composta da oltre 5.500 imprese,

strategica non solo per i numeri

che rappresenta – il 6,2% del Pil, il

7% degli occupati del settore manifatturiero

del Paese – ma anche per

gli importanti investimenti in ricerca e

sviluppo che risultano determinanti per

la competitività in questo contesto di

rapidi cambiamenti tecnologici. Tra i settori

più impattati dall’emergenza Covid-

19, negli ultimi anni l’automotive ha

dovuto ripensare il proprio modello di

business, affrontando le sfide poste

dal mercato per restare competitivi: la

transizione energetica, la mobilità, la

guida autonoma.

In questa logica, Sace affianca, oltre ai

grandi champion che trainano la filiera,

anche le tante Mid-cap e Pmi accompagnandole

nei loro progetti e contribuendo

ad accelerare il loro percorso

di crescita. Tra queste Eurotranciatura,

Dayco Europe, Sparco, Gnutti Carlo.

Non solo risorse finanziarie ma anche

Tra i settori

più impattati

dall’emergenza

Covid-

19, negli ultimi

anni l’automotive

ha dovuto

ripensare il

proprio modello di

business,

affrontando le

sfide della

transizione

energetica, della

mobilità e della

guida autonoma

iniziative di accompagnamento e di

confronto, due delle quali si sono svolte

a novembre.

Si è tenuto il 5 novembre il secondo

evento di business matching organizzato

da Sace, a cui hanno partecipato, insieme

ad Anfia (Associazione nazionale filiera

industria automobilistica), 50 imprese

italiane della componentistica e Ford

Otosan – joint venture turca fondata

da Ford Motor Company e KOC – attiva

nella produzione, assemblaggio e commercializzazione

di veicoli commerciali e

ricambi. Ford Otosan ha beneficiato nel

2019 di una linea di credito a medio

lungo termine di 62,5 milioni di euro

garantita da Sace nell’ambito dell’operatività

Push Strategy, il programma

attraverso il quale Sace facilita il posizionamento

delle imprese italiane nelle

catene di fornitura di primari buyer esteri.

Gli eventi di business matching sono

una parte integrante del programma,

e consentono alle imprese italiane –

soprattutto PMI – di incontrare i procurement

team delle controparti estere

e di accreditarsi come possibili fornitori.

Ford Otosan ha dimostrato particolare

interesse a incontrare produttori di

componenti elettromeccaniche, batterie

e relativi sistemi di raffreddamento e le

aziende che realizzano componenti e

tecnologie per three wheelers.

Il 6 novembre si è tenuto un confronto

a porte chiuse tra SACE e Anfia in cui

il Direttore di Anfia Gianmarco Giorda

ha affrontato il tema delle sfide e delle

prospettive per la filiera italiana dell’automotive

aprendo riflessioni sulle possibili

soluzioni per la ripresa del settore

anche alla luce del futuro contesto in cui

mobilità, elettrificazione e guida autonoma

assumeranno un ruolo centrale.

Tali iniziative confermano l’impegno di

20 La Subfornitura - n.6 2020

www.interprogettied.com

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Sace nell’accompagnare e sostenere le

aziende dell’automotive italiano sia nella

fase di scouting di nuove opportunità

commerciali all’estero sia nell’offrire un

adeguato supporto finanziario in questo

momento di forte cambiamento di paradigma

in cui le imprese sono chiamate

a investire ancora di più in tecnologia,

innovazione e sostenibilità.

Un’azione che si espande ulteriormente

con il nuovo mandato affidato a SACE

con il Decreto Semplificazioni di luglio.

Sace potrà infatti intervenire, con il rilascio

di garanzie su finanziamenti, a

favore dei progetti rientranti nel Green

New Deal, in particolare i progetti che

promuovono lo sviluppo di una nuova

mobilità a minori emissioni inquinanti,

che agevolano la transizione verso un’economia

a minor impatto ambientale e

che integrano i cicli produttivi con tecnologie

a basse emissioni per la produzione

di beni e servizi sostenibili.

Sace affianca,

oltre ai

grandi champion

che trainano

la filiera,

anche Mid-cap e

Pmi, contribuendo

ad accelerare

il loro percorso

di crescita,

non solo con

finanziamenti

ma anche

con iniziative di

confronto

Un polo per l’internazionalizzazione delle Pmi italiane

Sace Simest è specializzata nel sostegno alle imprese italiane, in particolare le Pmi,

che vogliono crescere nel mercato globale. Attraverso la sinergia di competenze

integrate e servizi assicurativi e finanziari, costituisce il polo dell’export e

dell’internazionalizzazione e guida le imprese italiane nella scelta dei mercati e nella

gestione dei rischi connessi all’operatività in geografie nuove e spesso poco conosciute.

-25,5% (gen-ago 2020 vs. gen-ago

2019), mentre al di fuori del mercato

unico, il calo si è assestato a un -22,3%

nello stesso periodo. Il primo mercato di

destinazione di automezzi italiani sono

gli Stati Uniti, che hanno mantenuto una

domanda più alta della media (-17,4%).

L’export verso il Giappone e Turchia,

invece, ha visto una crescita, rispettivamente,

dello 0,3% e del 7,5%.

Negli ultimi dati disponibili relativi ad

agosto 2020 si evidenzia comunque un

primo segnale positivo: +7,9% dell’export

di autoveicoli rispetto allo stesso mese

dell’anno scorso. Secondo le previsioni

del Rapporto Export di Sace, l’export del

settore dei mezzi di trasporto segnerà

quest’anno una riduzione del 10,2%,

mentre è attesa una buona ripresa già

dall’anno successivo (+11,9%), dovuta al

fatto che il mercato potrà contare su parte

della domanda rimasta inespressa nel

2020 e anche ad una maggiore propensione

dei consumatori ad acquistare nuovi

veicoli, considerati più sicuri dei trasporti

pubblici in un frangente di diffusi contagi,

optando eventualmente anche per veicoli a

minore impatto ambientale sfruttando gli

incentivi agli acquisti offerti in alcuni Paesi.

ALCUNI ESEMPI

Eurotranciatura, azienda di Baranzate

(Milano), attiva nel settore della tranciatura

e nella lavorazione dei lamierini

magnetici che trovano applicazione

nell’elettrificazione dell’automotive, ha

ottenuto un finanziamento da 7 milioni

di euro garantito da Sace nell’ambito di

Garanzia Italia.

Moretto, azienda vicentina specializzata

nei settori dello stampaggio industriale,

tranciatura, lavorazione a freddo delle

lamiere e assemblaggio applicati al settore

dell’automotive, ha ottenuto un finanziamento

da 5 milioni di euro garantito

da Sace nell’ambito di Garanzia Italia.

Tasso, azienda abruzzese attiva nel

settore della lavorazione delle materie

plastiche e dei metalli applicati anche

al settore automotive, ha ottenuto un

finanziamento da 900 mila euro garantito

da Sace per la sua crescita internazionale.

FASE ANCORA CRITICA,

MA RISALE L’EXPORT

Il comparto dell’auto, per il quale l’anno

si prospettava difficile già prima dello

scoppio della pandemia, continua ad

attraversare una fase critica, complici le

decisioni attendiste di famiglie e imprese

nel sostenere acquisti e investimenti di

importi rilevanti, come ad esempio gli

autoveicoli. In questo senso è possibile

leggere il calo del 24% evidenziato da

Istat per le vendite all’estero di autoveicoli

nei primi otto mesi del 2020 rispetto

allo stesso periodo del 2019, mentre la

componentistica italiana registra un calo

delle vendite del 26% nei primi sette

mesi del 2020.

In particolare, verso i Paesi Membri

dell’Unione Europea il calo dell’export

nel settore automotive ha segnato un

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ATTUALITÀ

NOMINE

Pancolini presidente del gruppo metalmeccanico di Assindustria Venetocentro

Filippo Pancolini

L’Assemblea del Gruppo Metalmeccanico di Assindustria

Venetocentro ha eletto Filippo Pancolini nuovo

presidente per il triennio 2020-2023. Padovano, 48 anni,

Pancolini è presidente e amministratore delegato di

CIB Unigas Spa di Campodarsego, azienda leader nella

produzione di bruciatori industriali e residenziali, è

stato vicepresidente del Gruppo Metalmeccanico nei

bienni 2016-2018 e 2018-2020. Il presidente Pancolini

sarà affiancato dai vicepresidenti: Massimo Tonello,

vicario (presidente di Tonello Servizi Srl), Federico Decio

(amministratore delegato di ZF Padova Spa).

Insieme alla squadra di presidenza è stato eletto il

comitato del Gruppo Metalmeccanico, primo gruppo

merceologico di Assindustria Venetocentro, con 1.034

imprese e oltre 59.600 addetti.

“Sono onorato per la fiducia ricevuta dai colleghi

imprenditori del Gruppo Metalmeccanico”, ha dichiarato

il neopresidente. “Sento tutta la responsabilità di

rappresentare il primo comparto di AVC, cuore pulsante

della nostra economia, in un momento così difficile.

Questo se possibile mi motiva ancora di più a dare il

massimo insieme a tutta la squadra, anche nell’ambito

della nuova delega alle Politiche industriali che accolgo

con entusiasmo e che sono un punto nevralgico per la

ripartenza. Nel segno della solida continuità e necessaria

innovazione, dovremo ancor più accrescere la

capacità di interagire tra settori, ragionare per filiere

anche attraverso specifici progetti. L’industria metalmeccanica

ha reagito meglio delle attese alla fine del

lockdown, grazie alla vivacità e capacità di adattamento.

Ma la seconda ondata ha frenato la ripartenza e ci

attendiamo una chiusura d’anno negativa. Il 2021 può

essere un anno di rilancio, a patto che operiamo tutti

con coesione, concentrando gli sforzi su pochi punti

chiave: innovazione e transizione 4.0, promuovendo gli

investimenti nelle Pmi, energia e sostenibilità puntando

sulla produzione circolare. Pilastri del rilancio saranno

relazioni industriali innovative, ispirate a produttività,

qualità del lavoro e condivisione di obiettivi. Così come

un impegno a 360 gradi su istruzione e formazione

continua, per preparare il capitale umano che animerà

l’industria del futuro”.

INTERNET OF THINGS

Tim e Comau insieme per la digitalizzazione del manifatturiero

TIM e Comau hanno siglato un accordo

di collaborazione tecnologica con

l’obiettivo di accelerare l’adozione di

soluzioni Internet of Things nell’industria

manifatturiera. Le due aziende

supporteranno la trasformazione

digitale delle imprese del settore

sfruttando, nei rispettivi ambiti di

eccellenza, le potenzialità offerte

dalle tecnologie di connettività 5G,

Edge cloud, analisi dei dati, robotica

e intelligenza artificiale, anche in

ambito internazionale.

Primo risultato della collaborazione

è il lancio dell’innovativa soluzione

‘Industrial IoTIM powered by Comau’

che permette il monitoraggio e la

diagnostica anche da remoto dei

macchinari industriali di produzione,

evidenziando esigenze di manutenzione

e assistenza, attraverso sistemi

previsivi e predittivi. Il tutto grazie

alla connettività ultrabroadband, ai

servizi Edge cloud e Industrial IoT

di TIM e alle tecnologie digitali della

piattaforma in.Grid unite alle elevate

competenze nell’automazione di fabbrica

e robotica di Comau.

Inoltre, Olivetti, digital farm del Gruppo

TIM, metterà a disposizione le

competenze specialistiche maturate

nell’ambito dell’IoT garantendo il supporto

e l’assistenza tecnica in tutte le

fasi, da remoto e sul campo.

La completa digitalizzazione dei macchinari,

resa possibile dalla nuova

soluzione, permetterà a tutte le persone

coinvolte – dai manager agli operatori

di linea – di pianificare, gestire e

monitorare il flusso produttivo avendo

a disposizione tutte le informazioni

necessarie per prendere decisioni

strategiche e operative nella gestione

dell’attività. Questo in linea peraltro

con quanto previsto dalla strategia

nazionale in tema di “Industria 4.0” e

con la possibilità di accedere anche

ai relativi benefici fiscali.

TIM e Comau puntano a estendere

la propria leadership nelle soluzioni

industriali per il mercato dell’Internet

of Things (IoT), che nel 2019 in Italia

ha raggiunto il valore di 6,2 miliardi

di euro, con un incremento del 24%

rispetto al 2018.

22 La Subfornitura - n.6 2020

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ATTUALITÀ

MICRO-LAVORAZIONI

Geartec investe in un impianto di microfresatura a 5 assi

Il comparto delle microlavorazioni

rappresenta un fiore all’occhiello

per Geartec, che vanta una lunga

esperienza in questo ambito.

Infatti, è dal 2016 che la società

ha deciso di dedicare alle microlavorazioni

un reparto separato e

appositamente climatizzato, dotato

di macchine utensili, attrezzature

di controllo dedicate e gestito da

tecnici specializzati.

Grazie a un know-how specifico

la società di Legnano ha potuto

guadagnare un vantaggio tecnologico

e competitivo in comparti

industriali di eccellenza, poiché la

produzione di micro-componenti

Agazzi PUB_AGAZZi 06/09/11 09.45 Pagina 1

realizzati con materiali polimerici

trovano applicazione soprattutto in

industrie ad elevato valore aggiunto

come quella dei semiconduttori,

medicale, automobilistica e aerospaziale.

“Questi processi richiedono competenze

specifiche, personale altamente

formato e macchine attrezzate

proprio per lavorazioni che

vengono effettuate con tolleranze

ristrettissime su componenti che

spesso misurano pochi millimetri”,

ha spiegato Giancarlo Piatti, direttore

generale di Geartec.

Il nuovo impianto di microfresatura

a 5 assi acquisito da Geartec è

dotato di mandrino ad alta velocità

in grado di aumentare ulteriormente

la capacità produttiva, il che

ha determinato l’assunzione di

nuovo personale specializzato nel

controllo qualità e nelle operazioni

manuali di verifica e finitura dei

microcomponenti.

Il sistema gestionale già in dotazione

all’azienda è stato inoltre dotato

di un apposito modulo interfaccia

in grado di dialogare, scambiando

informazioni direttamente con le

macchine utensili e il reparto produttivo

in modo da tenere sotto

controllo in maniera semplice

e continua l’avanzamento delle

lavorazioni e la tracciabilità delle

materie prime e dei prodotti finiti.

“A nostro parere la situazione

contingente del mercato impone

– anche in questo momento così

particolare e delicato – investimenti

mirati al miglioramento continuo

e all’espansione della capacità

produttiva nei settori più promettenti

e dove siamo in grado di

distinguerci rispetto ai concorrenti,

fornendo un prodotto di alta qualità

contribuendo così a un vantaggio

competitivo molto importante sia

per noi che per i nostri clienti,” ha

concluso Piatti.

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22_23_NEWS_ATTUALITA.indd 23 19/01/21 17:07


APPUNTAMENTI

DAL 4 AL 9 OTTOBRE

Nonostante l’emergenza

sanitaria, partono bene

le adesioni alla fiera

internazionale della

lavorazione dei metalli, che

torna in Italia dopo 6 anni.

Due novità per stimolare

la partecipazione: lo sconto

Early Bird allungato fino

a febbraio e le penali

attenuate per le disdette

entro fine marzo.

EMO Milano 2021

vuole segnare il ritorno

alla “normalità”

In fiera sarà ampia

l’esposizione

di macchine

utensili, robot,

automazione,

tecnologie

abilitanti, sistemi

per la fabbrica

interconnessa e

digitale, additive

manufacturing,

tecnologie

ausiliarie,

soluzioni per

l’efficientamento

produttivo e

la sostenibilità

industriale

Prosegue la raccolta delle adesioni a

EMO Milano 2021, la manifestazione

mondiale dedicata alle macchine

utensili per la lavorazione del metallo, che

torna in Italia dopo sei anni ed il successo

dell’edizione 2015.

In programma a fieramilano Rho dal 4

al 9 ottobre prossimi, EMO Milano 2021

è l’evento atteso dagli operatori dell’industria

manifatturiera mondiale che la

considerano l’appuntamento che potrebbe

segnare definitivamente il ritorno alla

“normalità” dell’attività delle imprese.

Promossa da Cecimo, l’associazione europea

delle industrie della macchina utensile,

la manifestazione è organizzata dalle

strutture operative di Ucimu - Sistemi per

produrre che in queste settimane sono

impegnate nella gestione delle pratiche

di adesione e nel prosieguo di tutta la

campagna di promozione.

Nonostante la raccolta delle domande

di adesione sia partita in un momento

di particolare incertezza dovuto all’emergenza

sanitaria, sono molte e note

le imprese che hanno già confermato

la presenza alla mondiale di settore in

rappresentanza di gran parte dei paesi

e dei settori che da sempre sono tra i

protagonisti di EMO.

Detto questo, considerata l’eccezionalità

della situazione, è stata prevista una revisione

del Regolamento generale di EMO

Milano 2021, con l’obiettivo di agevolare

le imprese nel processo decisionale di

partecipazione.

La comunicazione ufficiale a firma del

Commissario Generale, Luigi Galdabini,

annuncia due importanti novità: la prima

è legata all’allungamento del periodo di

validità dello sconto Early Bird, spostato

dall’1 dicembre 2020 al 14 febbraio

2021; la seconda riguarda invece le penali

che risultano mitigate, prevedendo la

possibilità di rinuncia alla partecipazione

all’esposizione entro il 31 marzo 2021

con la sola perdita del deposito cauzionale,

senza obbligo di corrispondere, a

titolo di penale, anche l’intero canone,

come invece previsto precedentemente.

“Il momento storico che stiamo tutti

vivendo rende complicato lo svolgimento

dell’attività di impresa”, afferma Alfredo

Mariotti, direttore generale di Ucimu-

Sistemi per produrre. “Complicato, ma

non impossibile, a giudicare dall’andamento

della raccolta adesioni e anche

dall’attenzione che il pubblico riserva

all’evento. Sono numerose le domande

ricevute e crediamo che, già a partire

dalle prossime settimane, la raccolta

accelererà, complici le positive notizie

24 La Subfornitura - n.6 2020

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24_25_ART EMO.indd 24 19/01/21 11:08


elative alla diffusione dei vaccini che

permetterà la ripresa della mobilità di

merci e persone”.

La campagna vaccinale su scala mondiale

attesa già a partire dall’inizio del 2021

per il fronte estero, il piano di incentivi

Transizione 4.0, per il fronte interno, rendono

decisamente favorevole il contesto

nel quale si svolgerà EMO Milano 2021,

come d’altra parte confermano le previsioni

di Oxford Economics che indicano

una ripresa della domanda già a partire

dall’anno prossimo.

A fronte di un incremento del consumo

mondiale, del 18,4%, a 70 miliardi di

euro, nel 2021 il consumo in Europa

crescerà del 23,5%, a 16,6 miliardi.

Germania e Italia registreranno tassi di

incremento decisi. La domanda tedesca

salirà a 5,6 miliardi di euro, il 21% in

più rispetto al 2020, quella italiana a

3,1 miliardi, pari al 38,2% in più rispetto

all’anno in corso.

UN AMPIO SGUARDO

SULLE EVOLUZIONI INDUSTRIALI

E MANUFATTURIERE

In scena sarà l’ampia esposizione di

macchine utensili, robot, automazione,

tecnologie abilitanti, sistemi per la fabbrica

interconnessa e digitale, additive

manufacturing, tecnologie ausiliarie, soluzioni

per l’efficientamento produttivo e la

sostenibilità industriale, in risposta alle

più attuali esigenze di produzione di tutti

i principali settori utilizzatori, a conferma

dell’unicità di EMO, capace come nessuna

altra manifestazione di essere interprete

dello “zeitgeist” industriale. Quello “spirito

del tempo” che caratterizza EMO

fin dalla sua nascita offrendo ai suoi

visitatori uno sguardo profondo su tutte

le evoluzioni industriali e manifatturiere

avvenute, non solo a livello tecnologico,

ma anche rispetto a prodotti, processi

produttivi, materiali, linguaggi, relazioni,

consumi e costumi.

Nei padiglioni di fieramilano sarà allestita

la più grande fabbrica digitale mai ospitata

all’interno di un quartiere fieristico, a

dimostrazione dell’evoluzione del settore

sempre più legato a doppio filo al tema

dell’interconnessione, in grado di abilitare

tutte le funzioni ad altissimo valore

aggiunto di cui il manifatturiero non può

più fare a meno.

Manutenzione predittiva, assistenza da

remoto, sensorizzazione, data analisi,

robotica collaborativa, automazione,

servitizzazione, interconnessione, intelligenza

artificiale saranno alcuni dei

temi tecnologici presenti nei padiglioni

della manifestazione, che dedicherà un

progetto speciale al mondo digitale.

Area espositiva e dimostrativa, EMO

Digital illustrerà le potenzialità della

fabbrica digitale e le grandi opportunità

offerte da queste tecnologie a tutta la

produzione manifatturiera, rivolgendo la

propria attenzione non solo al mondo

delle macchine utensili ma anche ai

principali settori utilizzatori.

L’AGENDA

Hannover Messe (digital)

12-16 aprile 2021

www.hannovermesse.de

Aluminium

18-20 maggio 2021

Düsseldorf, Germania

www.aluminium-messe.com/en

Fastener Fair Stuttgart

18-20 maggio 2021

Stoccarda, Germania

www.fastenerfair.com

Lamiera

26-29 maggio 2021

Milano

www.lamiera.net

Litmash Russia

8-10 giugno 2021

Mosca, Russia

www.litmash-russia.com

SPS Italia

6-8 luglio 2021

Parma

www.spsitalia.it

PMTS

10-12 agosto 2021

Cleveland, Ohio, Usa

www.pmts.com

Global Industrie

7-10 settembre 2021

Lione, Francia

www.global-industrie.com

Subcon

14-16 settembre 2021

Birmingham, UK

www.subconshow.co.uk

AMB

15-19 settembre 2021

Stoccarda, Germania

www.messe-stuttgart.de/amb/en/

Micronora

21-24 settembre 2021

Besançon, Francia

www.micronora.com

EMO Milano

4-9 ottobre 2021

Milano

www.ucimu.it

IZB

5-7 ottobre 2021

Wolfsburg

www.izb-online.com

Nortec

25-28 gennaio 2022

Amburgo, Germania

www.nortec-hamburg.de

Samuexpo

3-5 febbraio 2022

Pordenone

www.samuexpo.com

SHK Essen

8-11 marzo 2022

Essen, Germania

www.shkessen.de

Autopromotec

25-28 maggio 2022

Bologna

www.autopromotec.com

IMTS

12-17 settembre 2022

Chicago

www.imts.com

33.BI-MU

12-15 ottobre 2022

Milano

www.bimu.it

EuroBLECH

25-28 ottobre 2022

Hannover, Germania

www.euroblech.com

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MACCHINE UTENSILI

INTERVISTA

Per il settore è stato un

anno difficile, ma gli ultimi

mesi hanno dato qualche

segnale incoraggiante,

soprattutto per i sistemi

di taglio automatici.

Il bilancio e le previsioni

di ISTech, azienda che offre

segatrici standard

e su misura.

Il 2020 è stato un anno decisamente anomalo

per tutti i settori industriali, compreso

il taglio metalli. Anche per ISTech,

azienda attiva da oltre 25 anni nell’offrire

soluzioni di taglio automatizzate all’avanguardia,

è il momento di tirare le somme

riguardo gli eventi degli ultimi 12 mesi e

di fare qualche previsione, sempre tenendo

presente la possibilità di rapide modifiche

degli scenari, come l’anno passato insegna.

Ne abbiamo parlato con l’amministratore

delegato Alessandro Rescaldani.

Taglio metalli, la ripresa

punta sull’automazione

Sistema di taglio

Power 360 NC

ISTech nello

stabilimento di

Top Automazioni

si sta consolidando: abbiamo già diversi

ordini in portafoglio per il 2021.

Oltre alla crescita dei sistemi automatizzati,

ci sono stati altri fattori

positivi che hanno controbilanciato

le difficoltà di quest’anno?

Notevoli soddisfazioni sono state derivate

dalla messa a regime dell’attività di Klaeger,

il marchio tedesco di segatrici che abbiamo

recentemente acquisito. I macchinari Klaeger,

prodotti nel nostro stabilimento, sono

venduti prevalentemente in Germania, dove

il brand ha un secolo di storia alle spalle

e un consistente numero di affezionati

clienti. Le vendite hanno potuto contare su

un mercato tedesco relativamente stabile,

senza particolari picchi né periodi di stasi: il

settore in Germania non ha mai conosciuto

chiusure totali. Grazie ai prodotti Klaeger la

nostra quota di esportazione ha conosciuto

una crescita a doppia cifra, dando un buon

contributo al fatturato complessivo.

Un altro fronte positivo è stato quello delle

segatrici per il taglio dei pannelli coibentati,

una nicchia di mercato nella quale

abbiamo confermato la nostra posizione di

eccellenza. Siamo infatti gli unici a fornire

un prodotto che garantisce tagli di qualità

incomparabilmente più elevata rispetto a

quanto ottenibile con le soluzioni tradizionali

presenti sul mercato: gli operatori del

settore hanno cominciato ad apprezzare

la differenza e gli ordini, notevolmente

Come è andato il 2020 per ISTech?

Si è trattato innegabilmente di un anno

molto difficile per tutti. Il nostro segmento

non ha fatto eccezione, ma siamo riusciti

a reagire con determinazione: alla fine

dell’anno possiamo dire che una contrazione

c’è stata, ma decisamente meno importante

di quanto le drammatiche avvisaglie di

inizio anno avrebbero potuto far presagire.

Dopo il primo lockdown la ripresa è

stata rapida; ancora più marcata l’accelerazione

nell’autunno. Si può dire che

è aumentata in modo significativo, da

parte degli imprenditori nel settore del

taglio metalli, l’attenzione per sistemi

automatizzati in grado di operare sena

l’intervento dell’operatore o comunque

controllabili da remoto: il vantaggio di

poter lavorare senza recarsi in azienda

ha rivelato una sua nuova dimensione

in questi tempi di circolazione limitata.

L’interesse per i sistemi di taglio automatico

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Alessandro

Rescaldani,

amministratore

delegato

di ISTech

Un’altra segatrice

Power 360 NC,

installata in

Nuova Bassani

Cosa prevede per il 2021?

I principali cambiamenti saranno conseguenti

a un investimento che abbiamo

appena concluso: l’acquisto di un nuovo

capannone di fronte a quello dove hanno

sede attualmente la nostra produzione e gli

uffici. Gli spazi dedicati alla nostra attività

aumenteranno del 50%, passando dagli

attuali 1600 a 2400 metri quadri coperti.

Nei novi spazi troveranno più adeguata

collocazione gli uffici commerciali e ammnistrativi,

uno showroom dove sarà possibile

per i clienti vedere le nostre macchine in

funzione, la produzione delle lame, che

rispetto a quella delle segatrici si avvale

di macchinari e attrezzature dall’ingombro

minore, e le attività di manutenzione;

aumentati nel 2020, hanno confermato

la validità delle nostre scelte progettuali

e di marketing.

E l’esportazione dei prodotti con il

vostro marchio?

Inutile negare che si è trattato di un

anno particolarmente duro per l’export

dei prodotti ISTech: fortunatamente l’ottimo

lavoro svolto negli anni precedenti

ha consentito di continuare a seguire i

clienti acquisiti e di rafforzare il rapporto

con i distributori, lasciando ben sperare

per un futuro in cui sarà possibile tornare

a visitare i potenziali clienti.

Aggiungerei che, mentre la pandemia ha

decisamente avuto un effetto frenante sulle

esportazioni, non ci sono state particolari

ripercussioni a seguito della Brexit, se non

dovute a un generale rallentamento delle

attività industriali britanniche. Si tratta di

un mercato piccolo ma con un discreto

potenziale di crescita, dove abbiamo recentemente

completato l’installazione di un

impianto completamente automatizzato:

dopo aver caricato le barre l’operatore può

lasciar fare tutto al macchinario che svolge

in autonomia tutte le fasi della lavorazione,

fino alla pallettizzazione del prodotto finito.

Complessivamente il rapporto fra esportazioni

e vendite sul mercato nazionale è

pari a circa 40:60, ma questo tiene conto

anche delle lame, prevalentemente vendute

in Italia. Le nostre lame sono molto apprezzate

per il rapporto fra prezzo e qualità e

la rapidità di consegna su tutto il territorio

nazionale, tanto da averci consentito di

mantenere la nostra buona quota del mercato

italiano, anche a fronte dell’agguerrita

concorrenza estera; le esportazioni sono

però penalizzate dai tempi di consegna e

dai costi di spedizione, che ne frenano la

competitività rispetto ad alternative “a chilometro

zero” o alle soluzioni economiche

dell’estremo oriente. Escludendo le lame, il

rapporto fra esportazioni e vendite Italia si

avvicina a 50:50.

l’attuale sede sarà risistemata per dare

maggior spazio alla produzione di segatrici

e impianti di taglio, agli uffici tecnici e

produttivi e al magazzino ricambi.

Possiamo iniziare l’anno nuovo con la

consapevolezza che i disagi di quello trascorso

non hanno comportato riduzioni

dell’organico o della capacità produttiva

impiegata; il nostro obiettivo è proseguire

con determinazione la strada della ripresa,

affrontando con fiducia il 2021.

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UTENSILI

CASE STUDY

Granlund Tools si affida a

una serie ELGi EG

per l’aria compressa

ad alta efficienza

energetica allo scopo di

soddisfare le esigenze

critiche dello stabilimento

di Eskilstuna, in Svezia.

Aria compressa

nella produzione di utensili

di precisione

ELGi Compressors Europe, una

consociata di ELGi Equipments

Limited, uno dei principali produttori

di compressori d’aria al mondo,

annuncia che Granlund Tools AB, uno

dei principali produttori mondiali di

utensili di precisione, si è affidata a

un compressore a vite ELGi EG37 VFD

(Variable Frequency Drive) per soddisfare

le esigenze critiche di aria compressa

(24 ore su 24, 7 giorni su 7) per la loro

produzione.

“Affidabilità, efficienza energetica e

bassa rumorosità sono stati fattori

decisionali critici per noi nella scelta

di un nuovo compressore d’aria per

le nostre esigenze di produzione”,

afferma Roger Scherberg, responsabile

della produzione di Granlund Tools AB.

“I nostri processi di produzione sono

attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e

richiedono aria compressa affidabile

per funzionare e creare soluzioni strumentali

di alta qualità e convenienti

per le industrie di tutto il mondo.

L’EG37 VFD ha soddisfatto tutte le

nostre aspettative da aprile 2020. L’unità,

insieme alla sua garanzia estesa

e all’esperienza del Channel Partner

regionale ELGi - Segelborgs Industries

Service AB, offre la massima tranquillità

permettendo di concentrare le

nostre attenzioni sulla soddisfazione

delle esigenze dei nostri clienti”.

Con oltre 75 anni di esperienza e rappresentanti

in oltre 30 paesi in tutto

il mondo, Granlund fornisce soluzioni

tecniche comprovate, tra cui un’ampia

gamma di utensili da taglio di alta

qualità, in metallo duro e acciaio ad

alta velocità (HSS), come utensili lamatori,

svasatori, utensili con inserti e

alesatori indicizzabili. I prodotti Granlund

sono certificati ISO 9001 e ISO

14001, garantendo un forte supporto

locale, rispondono a un’ampia varietà

di richieste dove sono necessarie alta

qualità e precisione.

“Abbiamo notevolmente migliorato le

condizioni di lavoro in officina per i

nostri colleghi, sostituendo il nostro

vecchio e piuttosto rumoroso compressore

con la serie EG di ELGi. Inoltre,

una maggiore efficienza e un minore

consumo di energia hanno contribuito

a ridurre il nostro impatto ambientale.

Tutto sommato, una decisione aziendale

molto valida da parte nostra”, conclude

Roger Scherberg.

“Per oltre 60 anni, ELGi ha sviluppato

prodotti di livello mondiale fornendo ai

clienti i migliori costi del ciclo di vita e

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Oltre 400 prodotti

per numerosi settori

ELGi Compressors è un produttore globale di

compressori d’aria che opera in quasi tutti i

paesi europei, con un’ampia linea di sistemi di

aria compressa innovativi e tecnologicamente

avanzati. Offre una gamma completa di soluzioni

per l’aria compressa: compressori rotativi a

vite lubrificati e oil-free, compressori alternativi

lubrificati e oil-free e compressori centrifughi,

essiccatori, filtri e accessori a valle. Il portafoglio

dell’azienda di oltre 400 prodotti trova applicazione

in molti settori.

tempi di attività più elevati”, afferma

Tord Sandberg, Regional Manager

Nordics presso ELGi Europe. “I compressori

d’aria a vite della serie EG di

ELGi sono ‘sorgente di vita’ dell’industria

ad alta efficienza energetica.

Queste unità sono state sviluppate

pensando alle esigenze degli utenti

finali. Il gruppo vite altamente efficiente

con i suoi precisi giochi del

rotore e la separazione a 3 stadi OSBIC

(Oil Separation by Impact and Centrifugal

action) forniscono la migliore

efficienza energetica della categoria.

Inoltre, la robustezza e l’affidabilità

dell’unità in condizioni estreme sono

ottimizzate con uno dei pacchetti di

garanzia più completi del settore. I

Granlund fornisce

un’ampia gamma

di utensili da

taglio di alta

qualità, in metallo

duro e acciaio

ad alta velocità

(HSS), come

utensili lamatori,

svasatori, utensili

con inserti

e alesatori

indicizzabili

nostri programmi di garanzia offrono

ai clienti la massima tranquillità in

modo che possano concentrarsi su ciò

che sanno fare meglio”.

Per oltre 20 anni, la gamma di compressori

d’aria a vite della serie EG

ha aiutato i gruppi industriali globali

a raggiungere i propri obiettivi di produttività

garantendo una riduzione dei

costi operativi.

Il gruppo vite

dei compressori

d’aria della serie

EG di ELGi, con

i suoi precisi

giochi del rotore,

e la separazione

a 3 stadi OSBIC

(Oil Separation

by Impact and

Centrifugal action)

consentono

di aumentare

l’efficienza

energetica

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UTENSILI

SENSORI PIEZOELETTRICI

Portautensili con elevate prestazioni

Big Kaiser, esperta nella realizzazione

di utensili e soluzioni per lavorazioni

meccaniche di altissima qualità e

precisione, ha eseguito una serie di

test della forza di taglio utilizzando

strumentazione di misura fornita da

Kistler, fornitore globale di riferimento

nelle tecnologie di misura dinamica.

La forza di taglio viene misurata

nell’arco di un certo periodo di tempo

e quindi fornisce ai clienti informazioni

reali sulla stabilità delle lavorazioni,

consentendo una valutazione precisa

riguardo il miglioramento dei processi

di produzione. Per ottenere risultati

oggettivi di prova comparativa del

portautensili, Big Kaiser ha utilizzato

la soluzione di misura della forza

di taglio Kistler che comprende un

dinamometro multicomponente Kistler

9119AA, un amplificatore di carica da

banco LabAmp ed il software di analisi

DynoWare. Big Kaiser ha misurato e

confrontato attributi quali lo squilibrio

e la concentricità di ogni portautensile

testato e caratteristiche di lavorazione

quali la qualità dei trucioli, lo sviluppo

di vibrazioni e la qualità della superficie

lavorata.

L’azienda ha messo alla prova il suo

portapinze MEGA New Baby Chuck

e ha confrontato i risultati dei tagli

di fresatura a spallamento con quelli

di tre portautensili della concorrenza.

Il mandrino era accoppiato ad un

utensile da taglio in metallo duro con

diametro da 12 mm impegnato nel

taglio di acciaio temperato (C45E) ad

una velocità di 100 m/min con una profondità

assiale (Ap) di 12mm. Per un

confronto significativo, la profondità

radiale di taglio misurata (valore Ae)

è iniziata ad una profondità di passata

di 0,5 mm, aumentando gradualmente

in incrementi di 0,5 mm ad ogni step.

I risultati del test hanno dimostrato

che il portapinze MEGA New Baby

Chuck ha permesso di ottenere profondità

radiale di taglio con valori

Ae più alti, mantenendo comunque

i valori relativi alle vibrazioni a livelli

accettabili. I risultati del test hanno

dimostrato in modo oggettivo che i

portautensili dei concorrenti hanno

raggiunto appena il 50-70 % delle prestazioni

dei portautensili Big Kaiser,

indicando che il mandrino testato di

Big Kaiser consente tassi di rimozione

più elevati e, quindi, una maggiore

produttività e un’efficienza dei costi

superiore, insieme ad una maggiore

durata dell’utensile.

“Utilizzando i sensori piezoelettrici

per misurare con precisione la forza

di taglio, si ottiene un intervallo di

dati relativamente più ampio di quello

ottenibile con gli estensimetri standard

e, cosa più importante, queste

misurazioni sono indipendenti dalla

lunghezza dell’utensile, quindi rivelano

oggettivamente le effettive prestazioni

di un portautensili”, ha commentato

David Stucki, Divisional Marketing

Manager Kistler.

“Questi test hanno dimostrato che i

mandrini Big Kaiser possono essere

utilizzati a valori Ae più elevati

rispetto ai prodotti della concorrenza,

mantenendo comunque al minimo

i livelli di vibrazione”, ha aggiunto

Marco Siragna, Product Manager

Big Kaiser. “Poiché i sensori sono

sempre più integrati negli utensili,

notiamo una tendenza crescente

verso l’interconnessione dei sistemi

e dei componenti che compongono

l’ambiente di produzione, cosa che

rende essenziale per i nostri clienti

poter fare affidamento su dati affidabili

relativi a prestazioni reali”.

ALTE PRESTAZIONI DI TAGLIO

Forbici versatili e resistenti

Le forbici della serie Cutfox di Phoenix Contact

sono versatili nell’uso e garantiscono

una lunga durata di vita. Grazie alla microdentellatura

delle lame, le forbici offrono

alte prestazioni di taglio e risultati di lavoro

ottimali. Le nuove forbici sono adatte per

rame (flessibile), alluminio (flessibile), fibre di

vetro e kevlar, plastica e schermi intrecciati.

Inoltre, sono disponibili varianti delle forbici

con zone di spelatura e crimpatura. Le

impugnature a 2 componenti appositamente

sagomate con zona morbida antiscivolo

nonché la forma ergonomica garantiscono

un utilizzo comodo e sicuro nella rispettiva

applicazione. Le forbici leggere e compatte

sono dotate di giunti a vite e possono essere

riadattate. Le forbici della serie Cutfox

sono realizzate in acciai temprati speciali

per utensili e plastica resistente agli urti.

Convincono grazie all’elevata resistenza

alla corrosione e alla durata. Questo rende

le forbici compagne affidabili nell’ambiente

di lavoro professionale.

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UTENSILI

CON 3 TIPI DI INSERTI

Fresa a spallamento retto

Jongen ha presentato la fresa UNI-MILL

a spallamento retto del tipo B32. Questo

innovativo sistema di fresatura è stato sviluppato

specialmente per la lavorazione in

scanalatura, spallamento retto e spianatura

in sgrossatura e in finitura per acciai, acciai

inossidabili, materiali difficili da lavorare,

come anche metalli non ferrosi e alluminio.

Questi utensili offrono una alta economicità

attraverso inserti con 6 taglienti effettivi.

(ribaltabili da „3 a 6“).

Sono a disposizione tre tipi di inserti. JMB32-

713H e JMB32-713S sono inserti sinterizzati

di precisione con piano tagliente rettificato.

Entrambi hanno una fase negativa e lo spigolo

del tagliente arrotondato. A seconda

del tipo scelto questi inserti sono adatti per

acciaio, acciaio inox, materiali da colata,

titano e superleghe. Il tipo JMB32-713A è

un inserto rettificato di precisione con piano

truciolo lappato. Lo spigolo tagliente è vivo.

Questo inserto è per impiego su alluminio e

materiali non ferrosi.

Attraverso la fascia rettificata dell’inserto

sinterizzato si crea una ottima superficie di

precisione e nel contempo sono permesse

alte durate dell’utensile tramite l’ottimizzazione

della geometria del tagliente e il

materiale di taglio. Questi utensili offrono un

alto volume di truciolo con un impiego AP

assiale possibile fino a 6 mm non lasciando

quasi nessuna traccia di gradini anche con

pieno impiego assiale fino 6 mm.

LAVORAZIONE ALLUMINIO

Linea di utensili rotanti in PCD

Kennametal ha introdotto una linea di utensili

rotanti in PCD per la lavorazione dell’alluminio,

che offre una produttività fino a

dieci volte superiore rispetto agli utensili in

metallo duro. La linea di punte, alesatori e

frese a candela offre una durata dell’utensile

e una resistenza all’usura eccezionali, anche

per la lavorazione di leghe di alluminio molto

abrasive; gli utensili sono disponibili con

tempi di consegna molto brevi.

La nostra linea di utensili in PCD consente

ai clienti di lavorare l’alluminio molto più

velocemente, per ottenere una maggiore

produttività in officina”, ha commentato

Michael Hacker, Product Manager di Kennametal.

“Nelle lavorazioni di foratura e

alesatura, questi utensili funzionano costantemente

a velocità di taglio fino a 3.000 SFM.

Le operazioni di fresatura possono essere

eseguite a un’incredibile velocità di 20.000

SFM, di gran lunga superiore a quella degli

utensili non in PCD”.

Con capacità di adduzione interna del refrigerante

e un codolo pronto per la lubrificazione

MQL, questi utensili rotanti in PCD

sono ideali sia per la lavorazione di sgrossatura

che per la finitura. I taglienti affilati e le

superfici di spoglia a basso attrito eliminano

le preoccupazioni sul tagliente di riporto. La

lavorazione a basso attrito produce anche

superfici di qualità superiore nelle operazioni

di finitura, come l’alesatura. È possibile

ottenere una rugosità superficiale che va da

0,6 a 1,2 µm (da 20 a 47 µ-in), una qualità di

gran lunga superiore a quella che si ottiene

con gli utensili in metallo duro convenzionali.

Il PCD di grado KD1410 garantisce una maggiore

durata dell’utensile ed è particolarmente

vantaggioso con l’alluminio ad alto

contenuto di silicio utilizzato per realizzare

componenti automobilistici, come blocchi

motore o testate dei cilindri.

Caratteristiche della linea di frese in PCD:

utensili di diametro da 6 a 50 mm; profondità

di taglio fino a 50 mm; geometrie con taglio

al centro, di sgrossatura e di finitura; vari

angoli di spoglia.

Caratteristiche dell’offerta delle punte in

PCD: diametri da 6 a 20 mm con incrementi

di 0,5 mm; fino a 5 x D; dimensioni in pollici

e metriche.

L’offerta di utensili per l’alesatura in PCD

offre: diametri da 6 a 20 millimetri con incrementi

di 1 mm; versioni per foro passante e

cieco; per diametri maggiori fino a 42 mm, è

disponibile il sistema di alesatura modulare

in PCD con l’accoppiamento KST.

“Molti di questi utensili rotanti in PCD possono

anche essere modificati per soddisfare

le esigenze specifiche dei clienti, pur

mantenendo brevi tempi di consegna”, ha

aggiunto Hacker. “Kennametal sfrutta la

sua decennale esperienza con gli utensili in

PCD nel settore automobilistico per rendere

questa tecnologia prontamente disponibile

a qualsiasi produttore alla ricerca

di una soluzione competitiva

e produttiva per la lavorazione

dell’alluminio”.

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UTENSILI

APPROFONDIMENTI

Il tema della sostenibilità

non riguarda solo

i grandi temi ambientali,

ma anche gli elementi

di base come prezzo,

costo, soddisfazione del

cliente, conoscenza dei

processi e affidabilità.

Effettuare lavorazioni

economicamente

competitive di prodotti

di qualità permette

ai produttori di avere

un profitto e quindi di

sostenere la propria attività.

di Patrick de Vos*

Oggi le aziende associano il termine

“sostenibile” a prodotti e attività

che vanno dalla pesca alla realizzazione

di mobili, al consumo energetico e

all’architettura. Il loro obiettivo dichiarato,

parlando di produzione sostenibile, è quello

di preservare le risorse naturali e proteggere

l’ambiente. Tuttavia, in un certo senso, le

lavorazioni dei metalli hanno sempre ricercato

una forma di sostenibilità. Effettuare

lavorazioni competitive in termini economici

di prodotti di alta qualità permette ai produttori

di avere un profitto e di conseguenza

sostenere la propria esistenza come business.

Nel corso della storia, le aziende metalmeccaniche

hanno cercato di rendere i processi

di lavorazione più efficienti e produttivi. Tali

sforzi implicano lo sviluppo continuo di macchinari

avanzati e precisi, utensili da taglio

migliorati e l’ottimizzazione complessiva dei

sistemi di taglio. Le strategie, nello specifico,

includono lavorazioni ad alta velocità, lavorazioni

ad alta potenza, lavorazioni ad alte

prestazioni e lavorazioni digitali.

La recente iniziativa chiamata “lavorazione

sostenibile” punta a ridurre il consumo di

La sostenibilità economica

nella lavorazione dei metalli

*Business

Development Manager

e Technical Education

Manager Seco

Consultancy

materie prime, il consumo energetico e la

produzione di scarti durante tutto il ciclo

di vita del prodotto ad un livello che sia

almeno pari a quanto può sostenere il nostro

pianeta. Spesso, la discussione generale sulla

sostenibilità si concentra su grandi problemi

ambientali a livello globale, ma trascura gli

elementi di base di prezzo, costo, soddisfazione

del cliente, conoscenza dei processi e

affidabilità. Per quanto riguarda la sostenibilità

delle lavorazioni, il vero successo inizia

con passi e analisi semplici e diretti.

IL PREZZO DEVE ESSERE

COMPETITIVO MA ANCHE

GARANTIRE IL PROFITTO

Ogni azienda deve affrontare la sfida di

stabilire prezzi sostenibili per i propri beni o

servizi. Il prezzo deve essere sufficientemente

alto da coprire i costi e produrre un profitto,

ma sufficientemente basso da non spingere

i clienti verso la concorrenza. Un produttore

può fissare un prezzo più alto se il cliente

percepisce che il prodotto fornisce un valore

sufficiente rispetto a quanto pagato.

D’altro canto, se la pressione da parte di

clienti e concorrenti obbliga a un prezzo

troppo basso, i margini di profitto ne

risentono. Quando il prezzo è inferiore

al costo di produzione del prodotto, ne

derivano delle perdite. Se le pressioni

concorrenziali obbligano ad un prezzo

troppo basso, coloro che progettano e

lavorano il prodotto devono trovare come

produrlo in modo più economico, rapido

e migliore per ridurre i costi di produzione

e mantenere un margine di profitto

sostenibile.

ALLA RICERCA DEI COSTI NASCOSTI

In molte attività, tuttavia, il punto in cui

finiscono i costi e iniziano i profitti non è

chiaro. Questo poiché anche i costi reali non

sono compresi fino in fondo. Fattori nascosti,

ignorati o sconosciuti non entrano nel calcolo

dei costi. I costi nascosti tipici includono

tempi di inattività non pianificati, pezzi in

lavorazione scartati e utensili rotti. Questi

costi non sono considerati rappresentativi

o “reali”. L’atteggiamento, anche mentale,

che nasconde alcuni fattori di costo non si

limita al personale di produzione; può esser

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presente in tutta l’azienda. Per ottenere una

struttura di costo sostenibile è necessario rendere

visibile ciò che è nascosto. Il personale

addetto alla produzione deve esaminare e

valutare il processo di lavorazione, nonché la

struttura e il flusso delle attività dell’azienda

in generale per scoprire i costi nascosti.

RISPETTO DEI TEMPI DI CONSEGNA

La soddisfazione del cliente è un elemento

chiave della sostenibilità economica.

Un cliente vuole sapere quando arriverà

il suo ordine. I tempi di consegna, nella

mente del cliente, iniziano quando l’ordine

viene effettuato. E i tempi di consegna

non sono solamente rappresentati dai

tempi di produzione. Se lavorare una

parte comporta tre settimane di tempo

di processo, ma le attività amministrative

possono richiedere altre due settimane,

un’officina meccanica deve essere onesta

con sé stessa e con i suoi clienti e

indicare un tempo di consegna di cinque

settimane. I fornitori di attrezzature per la

lavorazione dei metalli, tra cui Seco Tools,

forniscono sistemi di gestione dell’inventario

degli utensili, identificazione degli

utensili e monitoraggio delle macchine

che consentono al personale dell’officina

di monitorare i lavori dei clienti e massimizzare

la capacità di raggiungere gli

obiettivi in termini di tempi di produzione

e mantenere la soddisfazione dei clienti.

MISURAZIONI PRECISE E RIDUZIONE

DEGLI SPRECHI

Una produzione efficiente riduce al minimo

gli sprechi di tempo, energia e materie prime.

I problemi relativi ai prodotti di scarto della

lavorazione quali trucioli, oli da taglio e

liquido di raffreddamento sono complessi.

I produttori considerano tradizionalmente

i prodotti di scarto come un risultato inevitabile

del processo e ritengono che un

cambiamento sia difficile da realizzare, di

conseguenza esso è stato minimo.

L’atteggiamento che ha gran parte del

mondo delle lavorazioni meccaniche è: “le

cose vanno così, è solo qualcosa con cui

avere a che fare”.

Ridurre veramente al minimo gli sprechi e

preservare le risorse richiede una conoscenza

approfondita delle caratteristiche del materiale

del pezzo e dei processi di lavorazione.

Figura 1

Soluzioni per asportazione truciolo

Con sede centrale a Fagersta, in Svezia, e presente

in oltre 75 Paesi, Seco Tools è un fornitore globale di

soluzioni per lavorazioni ad asportazione di truciolo

di fresatura, tornitura e filettatura, lavorazione fori e

sistemi di utensili. Da più di 80 anni l’azienda offre ai

propri clienti le tecnologie, i processi e l’assistenza

necessari per elevare produttività e redditività. La

filiale italiana si trova a Guanzate, in provincia di Como.

Solo una misurazione accurata dei fattori in

gioco nel processo per determinare esattamente

cosa viene fatto e quali sono i

risultati reali può creare questa conoscenza.

Essere veramente precisi significa evitare

l’uso di cifre arrotondate, che indicano in

genere una conoscenza incompleta del processo

e ostacolano la reale valutazione dei

risultati ottenuti apportando modifiche. Se

un’officina sostiene che l’efficienza produttiva

è “superiore al 60%”, significa che è

il 61% o il 95%? Entrambi sono superiori

al 60%. Analogamente, la velocità di taglio

descritta come “circa 200 m/min” non è

un’informazione affidabile. La velocità sarà

probabilmente di 195 m/min o 206 m/min

piuttosto che una stima arrotondata.

In un caso, il proprietario di un’officina era

convinto che il suo stabilimento utilizzava il

70% (numero arrotondato) del tempo disponibile

per la lavorazione. Un’attenta misurazione

ha determinato che l’utilizzo effettivo

era solo del 34%. In termini semplificati, su

ogni tre macchine di tale stabilimento, una

lavorerebbe e le altre due saranno inattive.

Quindi, la misurazione non disciplinata (tirando

a indovinare) del proprietario del negozio

si rivela praticamente inutile.

IL VALORE DELLA MANODOPERA

Nell’analisi della sostenibilità in relazione ai

costi globali della manodopera, la valutazione

della produttività della manodopera

deve escludere i costi salariali. La produttività

della manodopera equivale al fatturato della

produzione, meno i costi di beni e servizi

acquistati, diviso per il numero di dipendenti,

diviso per un’unità di tempo.

Questa formula misura la produttività della

manodopera senza l’influenza del costo

della stessa e consente confronti validi della

produttività della manodopera tra paesi o

aziende con diverse scale salariali. Lo stipendio

di un operatore di macchine qualificato

in una nazione occidentale, ad esempio, può

essere dieci volte superiore a quello di un

operatore in un paese con salario inferiore,

ma tale differenza non indica la produttività

effettiva. È possibile che i 10 operatori di un

paese con uno stipendio basso producano

meno parti, con una qualità inferiore, rispetto

a un operatore nella regione occidentale.

Tuttavia, se la produttività effettiva del personale

(misurata come sopra) nel paese

con salario inferiore è allo stesso livello del

paese occidentale, il raggiungimento di una

sostenibilità economica nel paese occidentale

richiede investimenti in tecnologie e metodi

di produzione innovativi e formazione continua

del personale addetto alla produzione.

Un’elevata produttività della manodopera

indica che il personale possiede una conoscenza

approfondita di ciò che sta facendo

e dispone di conoscenze e competenze

complete. Ciò consente loro di lavorare più

velocemente, di sviluppare appieno le loro

competenze e di ottenere una maggiore

soddisfazione sul lavoro.

Per un operatore esperto, può essere frustrante

fare una lavorazione quando si verificano

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UTENSILI

eventi imprevisti. Ciò accade spesso negli

scenari odierni di produzione ad alto mix e

basso volume (HMLV), in quanto i prodotti e

le dimensioni dei piccoli lotti cambiano molto

rapidamente. Tuttavia, gli operatori esperti e

polivalenti possono rapidamente modificare

le operazioni per superare i colli di bottiglia

e altri fattori di disturbo.

AFFIDABILITÀ DEL PROCESSO

Un processo di lavorazione sostenibile è

affidabile, prevedibile e riduce al minimo gli

sprechi di energia. Un processo inaffidabile

comporta la rilavorazione o lo scarto di

pezzi e lo spreco di materie prime, energia

e manodopera utilizzati per produrre il pezzo

scartato. Allo stesso modo, dal punto di vista

della sostenibilità, i semilavorati (WIP) sono

essenzialmente uno spreco. Da un punto di

vista economico, i WIP rappresentano una

perdita di denaro, tempo perso e spreco di

spazio. Inoltre, esiste sempre la possibilità

che un pezzo stoccato semilavorato possa

essere danneggiato durante lo spostamento

attraverso la logistica interna. Di conseguenza,

un’officina deve avere il minor numero

di WIP possibile.

OTTIMIZZAZIONE DEL CONSUMO

ENERGETICO

Nel corso della storia, la produzione ha

trovato modi per ottenere risultati migliori

con meno energia. Ad esempio, all’inizio

degli anni ‘80 molte officine disponevano di

macchine con 70 o più kilowatt di potenza.

Oggi, le fresatrici con 7 kilowatt di potenza

forniscono una produttività che può essere

superiore rispetto a quelle macchine dieci

volte più potenti. Un processo di lavorazione

sostenibile riduce al minimo il consumo di

energia per mm cubico o pollice cubico di

materiale rimosso. La riduzione al minimo

del consumo energetico si traduce automaticamente

in un minor spreco di energia,

rendendo la lavorazione un’operazione più

ecologica. La figura 3 mostra il consumo di

energia elettrica di un centro di lavorazione a

cinque assi per un giorno lavorativo. (Questi

dati sono stati raccolti da una sola macchina

e rappresentano un riferimento generale).

Sorprendentemente, il mandrino principale

non consuma la maggior parte dell’energia

utilizzata dalla macchina. I motori principali

di azionamento dell’asse e del mandrino in

Figura 2

genere utilizzano solo il 30% dell’energia,

mentre i vari sistemi di raffreddamento impiegano

il 44% e le pompe, i trasformatori, i

sistemi di controllo e altri sistemi consumano

il resto. Di conseguenza, quando la macchina

non esegue operazioni di taglio, la maggior

parte dei suoi altri sistemi continua a utilizzare

energia.

L’uso efficiente dell’energia può incrementare

significativamente la produzione

con un aumento minimo del consumo

energetico complessivo. In uno scenario,

la lavorazione effettiva di una parte

richiede un’ora. Se la programmazione,

la configurazione e il tempo di attesa

complessivamente richiedono sei ore,

la macchina produce due parti in una

giornata lavorativa di otto ore. Quando

la macchina esegue operazioni di taglio,

il consumo di energia può essere considerato

al 100% o di un’unità nominale.

L’operazione di taglio utilizza il 20%

dell’energia, quindi quando la macchina

non esegue operazioni di taglio, consuma

l’80% di un’unità energetica. Pertanto, il

consumo energetico totale per la giornata

è di 6,8 unità, mentre la macchina produce

due parti.

Un secondo scenario segue l’analisi

del processo con particolare attenzione

all’eliminazione degli sprechi di tempo.

L’analisi consente di ridurre il tempo

di inattività a 5 ore, una riduzione del

16,5%. Ora sono disponibili tre ore di

tempo di taglio, che consentono la produzione

di tre parti. Il consumo energetico

giornaliero totale è di 7 unità, o del 3%

in più rispetto allo scenario uno.

La produzione di un pezzo nello scenario

uno richiede 3,4 unità di energia, mentre

nello scenario due la produzione di ciascun

pezzo richiede 2,2 unità di energia. Il consumo

di energia per pezzo nello scenario 2

diminuisce del 36% con un solo aumento

del 3% del consumo energetico giornaliero.

La produzione di tre pezzi nello scenario

uno richiederebbe un tempo di lavorazione

più lungo e un maggiore consumo

energetico. La lavorazione sostenibile non

significa necessariamente consumare meno

energia, ma significa fare di più con l’energia

consumata.

LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA

FAVORISCE UN MINORE IMPATTO

SULL’AMBIENTE

I produttori hanno da tempo cercato la sostenibilità

economica lavorando prodotti di alta

qualità a prezzi competitivi in modo da poter

supportare e mantenere le proprie attività. La

sostenibilità economica è costituita da molti

componenti, ma in generale questi sono

semplici e diretti. La maggior parte di essi

comporta una valutazione realistica, onesta

e accurata e l’eliminazione dei fattori che

portano ad avere scarti in tutti gli aspetti del

processo di produzione. Nel raggiungimento

della sostenibilità economica, i produttori si

occupano anche di questioni che consentono

loro di affrontare e ridurre l’impatto delle loro

operazioni sull’ambiente e di raggiungere

una sostenibilità a livello globale.

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LA MISURAZIONE DEI FATTORI

DI PROCESSO

L’organizzazione e la misurazione dei

vari fattori di processo e relativamente

alle attrezzature costituiscono un passo

importante verso l’eliminazione degli

sprechi e il raggiungimento di lavorazioni

sostenibili. Per sapere esattamente

dove si verificano gli sprechi di tempo

e di energia, il personale dell’officina

deve lavorare con numeri e fatti definiti

piuttosto che con speculazioni e stime

arrotondate.

Al livello più basilare, il personale addetto

alla produzione deve sapere quali utensili

sono disponibili e dove si trovano nello

stabilimento di produzione. Quando queste

informazioni non sono disponibili, il personale

dell’officina inizia a fare tentativi e

supposizioni e a vagare alla ricerca degli

utensili. La situazione può essere descritta

come un safari in officina. I membri del personale

sanno che gli utensili sono in officina,

ma non sanno esattamente dove si trovano.

Seco Tools fornisce sistemi di identificazione

e gestione degli utensili volti a eliminare il

safari in officina. Il sistema di gestione delle

scorte di utensili Seco, ad esempio, è un

sistema versatile di distributori automatici di

livello industriale che può essere completamente

interfacciato tramite rete con il flusso

di produzione di uno stabilimento. Dopo la

configurazione con le esigenze specifiche di

uno stabilimento, la gestione delle scorte

fornisce automaticamente report completi

per tenere traccia dell’utilizzo degli utensili e

individuare eventuali irregolarità che potrebbero

indicare problemi.

Inoltre, è fondamentale identificare correttamente

gli utensili durante il processo di

produzione. L’identificazione visiva e tattile

potrebbe non essere sufficiente quando sono

Figura 3

Figura 4

coinvolti numerosi utensili simili.

Seco Tools ha collaborato con IDEM per

offrire un sistema di identificazione digitale

degli utensili che utilizza tag RFID (Radio

Frequency Identification) e un lettore di

tag Bluetooth. Il sistema consente agli

operatori di collegarsi immediatamente

a un database di oltre 900.000 utensili

tramite un’applicazione iOS o Android

nativa. Le informazioni complete includono

le specifiche degli utensili e la gestione

della cronologia degli utensili, nonché

altre funzioni quali la capacità di comunicazione

di gruppo per la condivisione

di commenti e dettagli di progetto tra più

partecipanti. Il personale dell’officina può

anche utilizzare la stessa tecnologia RFID

per identificare gli strumenti di misura e

altri articoli dell’officina.

Il monitoraggio delle macchine in tempo reale

aiuta la sostenibilità economica, consentendo

il monitoraggio continuo dei processi di

lavorazione. Dal lato della soddisfazione

del cliente, inquadrata nella sostenibilità

economica, il monitoraggio offre al personale

dell’officina la possibilità di comunicare

immediatamente a un cliente dove si trova

il suo ordine nel processo di produzione e

quando verrà consegnato.

Per il monitoraggio delle macchine, Seco

Tools ha collaborato con MachineMetrics,

un fornitore di piattaforme macchina IIoT

(Industrial Internet of Things). Il monitoraggio

delle macchine facilita la comunicazione

Ethernet, Wi-Fi e tramite cellulare

mentre si collega direttamente ai PLC e

ai comandi delle macchine utensili. L’I/O

digitale e analogico viene configurato

e gestito tramite un’interfaccia Web. Il

sistema basato su cloud è facile da usare,

completamente personalizzabile e veloce

da installare. Esso acquisisce i dati di

lavorazione e fornisce analisi di produzione

che aiutano gli utenti a conoscere le

loro operazioni e a migliorare l’utilizzo e

la capacità delle macchine utensili. Consente

inoltre l’interazione con il database

contenente informazioni sugli utensili da

taglio e l’esperienza Seco, in modo che gli

utenti possano migliorare i propri processi

e utilizzare tutti i dati relativi alla durata

dell’utensile, all’ottimizzazione della velocità

e dell’avanzamento e riguardanti la

rottura degli utensili.

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LUBRIFICANTI

NUOVI PRODOTTI

Total amplia l’offerta per le

lavorazioni meccaniche con

fluidi di origine biologica

ad alte prestazioni

e micro-emulsioni

per applicazioni esigenti.

Nel rispetto di elevati

standard ambientali

e di sicurezza.

Fluidi e micro-emulsioni

per il metalworking

Total Italia ha presentato alla

scorsa 32.BI-MU tre gamme di

prodotti per il metalworking in

linea con l’obiettivo climatico “Net

Zero by 2050” del Gruppo: Folia, Spirit

X e Valona Bio.

Folia è un fluido bio-derivato, privo

di oli minerali ed emulsionanti, con

elevate proprietà di raffreddamento e

lubrificazione, per un’ampia varietà di

operazioni nel settore delle lavorazioni

meccaniche. La gamma si rafforza

con Folia G5000, un fluido versatile

proveniente da fonti biologiche progettato

per la rettifica e le lavorazioni di

ghise e acciaio, con elevate proprietà

di lubricità e detergenza.

I vantaggi di Folia G5000 sono la maggior

durata della vasca, il minor spreco

di fluido e i trucioli più asciutti, la

maggior pulizia e la visibilità dell’area

di lavoro, meno cicli di ravvivatura

durante le lavorazioni di rettifica,

eliminazione del pulviscolo e minor

corrosione della ghisa.

I benefici di Folia G5000 riguardano,

inoltre, queste tre importanti aree di

interesse:

• benefici per la salute: materie prime

a basso rischio, tecnologia esente da

boro, donatori formaldeide e biocidi.

Il prodotto non contiene pittogrammi

e quindi è più sicuro per gli operatori

perché previene eventuali irritazioni

della pelle;

• vantaggi per la sicurezza: nessun

odore, né fumi, non provoca dermatiti,

mantiene l’area di lavoro pulita e senza

residui oleosi;

• performance: durata del fluido più

lunga, riduzione dei consumi, maggior

durata dell’utensile, incremento della

produttività.

Inoltre, Folia G5000 è realizzato in

conformità alle disposizioni previste

dalla normativa Reach, che mirano

ad assicurare un maggiore livello

di protezione della salute umana e

dell’ambiente, e alla direttiva RoHS

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Total ha

presentato

le tre gamme di

prodotti Folia,

Spirit X e Valona

Bio, dedicate

al metalworking

in linea

(Restriction of Hazardous Substances

Directive) che impone restrizioni sull’uso

di determinate sostanze pericolose.

Accanto a Folia, l’offerta Total per il

metalworking comprende anche la

gamma Valona Bio, la gamma di oli

da taglio di origine biologica e biodegradabili

di Total.

Valona Bio è la gamma di Total composta

da oli interi di origine biologica

e biodegradabili ad alta prestazione,

senza PNA (Poli Nucleo Aromatici) o

benzopirene.

La gamma si compone di prodotti ottenuti

da risorse rinnovabili specifici per

le diverse lavorazioni, tra cui Valona

MS 7022 BIO – per le operazioni di

taglio, tornitura, fresatura, perforazione,

maschiatura e brocciatura, su

metalli ferrosi e non, incluso titanio

e leghe gialle – e Total Valona MS

7010 BIO per le operazioni di tornitura,

foratura, maschiatura e rettifica su

metalli ferrosi e non. Completano la

gamma Valona GR 7007 BIO e Valona

MS 7016 BIO.

I prodotti della gamma Valona Bio

possono essere utilizzati per la lubrificazione

tradizionale e contribuiscono a

ridurre la quantità di lubrificante utilizzata

durante le operazioni, migliorando

la qualità dell’ambiente di lavoro.

Tra i vantaggi derivanti dall’uso della

gamma Valona Bio:

• i rischi per la salute sono limitati

essendo prodotti di origine vegetale,

senza composti aromatici policiclici

(PAH) né benzoapirene (BaP);

• a confronto con gli oli minerali, si

riduce il rischio di incendio grazie all’elevata

temperatura di flash point;

• formulati con materie prime di alta

qualità, permettono di evitare fenomeni

di polimerizzazione e di rancidità

dell’olio.

A ciò si aggiungono i benefici negli

ambienti di lavoro e le elevate prestazioni

nei processi di lavorazione, che

si concretizzano in:

• eccellenti proprietà a pressioni estreme

e di anti-usura, che consentono di

aumentare la durata dell’utensile;

• una limitata formazione di fumi e

nebbie d’olio durante la lavorazione;

• nessun odore, né ceneri, eccezionali

proprietà di bagnabilità, un ambiente

di lavoro e macchinari più puliti.

Spirit 5000 X e 7000 X sono, invece, le

micro-emulsioni multifunzionali sviluppate

dai laboratori Total per rispondere

a una varietà di esigenze degli addetti

ai lavori del metalworking, perché

adatte all’applicazione in diversi tipi

di operazioni e per ottenere risultati

eccellenti nelle lavorazioni più severe

dei metalli.

Con una costante attenzione alla salute

degli addetti alle lavorazioni e alla qualità

dell’ambiente di lavoro da parte di Total,

Spirit 5000 X e 7000 X sono stati, inoltre,

formulati con le molecole più sicure sul

mercato e sono compatibili per la protezione

degli operatori in quanto esenti

da boro, da donatori di formaldeide, da

biocidi e da ammine secondarie.

In particolare, Spirit 5000 X è stato

ottimizzato, mentre Spirit 7000 X è

una micro-emulsione senza olio minerale

specifica per le lavorazioni più

difficili sui metalli, nato per rispondere

alle richieste più severe da parte del

mercato in fatto di lavorabilità e resa

sui materiali non ferrosi e sue leghe.

La gamma Spirit contiene additivi EP

per aumentare la resa ed è stata elaborata

per garantire le più elevate

prestazioni in termini di:

• multifunzionalità (in base ai materiali,

ai tipi di operazioni e durezza

dell’acqua);

• aumento della durata di vita degli

utensili, che permette una riduzione

dei costi;

• migliore finitura superficiale dei pezzi

lavorati;

• aumento della vita del bagno, grazie

all’ottima resistenza della gamma

SPIRIT allo sviluppo di batteri e funghi;

• protezione efficace dalla corrosione

dei pezzi lavorati e delle macchine;

• idoneità per un ampio range di

durezza dell’acqua, da 10 a 40°F;

• assenza di etichettature.

I prodotti Total per il metalworking

nascono dall’impegno dell’azienda di

fornire energia affidabile e pulita, in linea

con i più elevati standard di sicurezza e

ambientali, per soddisfare i più severi

criteri di qualità, così come le leggi, le

norme e i regolamenti governativi. Tutto

ciò nel rispetto di una performance elevata,

ma anche sostenibile e responsabile,

all’insegna del suo claim “committed to

better energy”.

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ATTREZZATURE

APPLICAZIONI SPECIALI

Le soluzioni Leister trovano

impiego in svariati settori

industriali e non solo. Gli

Hotwind vengono utilizzati

da diversi team di Formula

1 per il pre-riscaldo dei

cestelli dei freni e per

riscaldare indirettamente

ruota e pneumatico delle

monoposto prima della

partenza del Gran Premio.

Riscaldatori e soffianti

in pole position

Da oltre 70 anni la multinazionale

svizzera Leister produce

e commercializza riscaldatori

industriali e macchinari per la saldatura

della plastica. La divisione Process Heat

si concentra su soffianti e riscaldatori,

utilizzati nei numerosi processi industriali

dove l’aria calda – una forma

di riscaldamento pulita, efficiente e

che non altera i prodotti trattati – può

esprimere i suoi vantaggi.

La combinazione di soffianti e riscaldatori

in un impianto può portare a un

consistente risparmio energetico con il

riciclo dell’aria calda e questo è possibile,

nei processi in cui l’aria rimane

pulita, senza residui, polveri o vapori,

se le soffianti hanno tubi isolati, tenuta

garantita, flange adeguate e sono

progettate per far fronte a temperature

che in certi casi possono arrivare fino

a 350°C. Reimmettere l’aria già calda

nell’impianto, anziché introdurvi aria

a temperatura ambiente, consente un

minor dispendio di energia, tempo e

denaro.

DAGLI IMPIANTI AI CIRCUITI

I riscaldatori industriali e le soffianti

Leister trovano impiego in svariate

industrie, dalla produzione alimentare

al confezionamento di cibi e bevande,

dall’industria medicale a quella

automotive, dalla finitura tessile alle

macchine per imballaggio, dalla lavorazione

di materiali plastici all’industria

del legno. In tutti questi ambiti le

soluzioni Leister si distinguono sempre

per efficienza, praticità e affidabilità.

Ma la versatilità delle soluzioni Leister

le porta a farsi apprezzare anche al di

fuori dei confini dell’industria.

Nelle gare di Formula 1, tra i mille protagonisti

del paddock, in ogni weekend

troviamo anche i riscaldatori firmati Leister.

L’ingegno dei tecnici che lavorano

in Formula 1 è universalmente riconosciuto

e una delle “invenzioni” da loro

escogitate per curare la performance

delle gomme in gara prevede proprio

l’utilizzo di riscaldatori per migliorare le

prestazioni delle monoposto nei primi

minuti di corsa. I riscaldatori Leister,

in particolare i riscaldatori autonomi

Hotwind, sono la soluzione usata da

diversi Team. Molti di voi avranno certamente

notato degli insoliti dispositivi

collegati con tubazioni ai mozzi delle

ruote di Formula 1 nei minuti che precedono

la partenza dei Gran Premi.

Questi dispositivi non sono altro che dei

riscaldatori che convogliano aria calda

all’interno dei cestelli dei freni, cioè

all’interno degli involucri generalmente

in fibra di carbonio che contengono il

portamozzo e i componenti di attrito.

Questo pre-riscaldo dei cestelli dei freni

non solo serve ad accelerare l’entrata

in temperatura dei freni delle monoposto

di Formula 1 ma serve soprattutto

a riscaldare indirettamente ruota

e pneumatico. L’aria all’interno dello

pneumatico si espande grazie al calore

accumulato dal cestello e fa salire la

pressione portandone il valore giusto al

livello prescritto da FIA e casa costruttrice.

La maggiore o minore pressione

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Riscaldatore

Hotwind di Leister

I riscaldatori

Leister

contribuiscono

a migliorare le

prestazioni delle

automobili in

Formula 1 nei

primi giri della

gara

po frenante è un ottimo viatico per la

prontezza e l’efficienza della frenata,

con evidenti ripercussioni positive sulla

sicurezza dei piloti, in caso si debbano

trovare a frenare improvvisamente nei

primi attimi dopo la partenza.

Quel che è certo è che una marca di

riscaldatori apprezzata dai tecnici dei

principali team di Formula 1 è proprio

Leister, come si può vedere in numerose

foto e riprese e realisticamente continuerà

ad esserlo in considerazione dei

pregi di queste soluzioni, compatte,

performanti ed affidabili.

UNA GAMMA COMPLETA

Leister propone soffianti adatte a ogni

riscaldatore. Fra i modelli più interessanti

si possono ricordare la soffiante

Mono 6 System, che racchiude in un

chilo di peso una portata d’aria fino a

600 litri al minuto, dal motore brushless

Foto Mercedes

degli pneumatici determina una minore

o maggiore impronta a terra degli stessi

e quindi influisce sulle prestazioni delle

vetture. Ed è così che i riscaldatori

Leister contribuiscono a migliorare le

prestazioni delle automobili in Formula

1 nei primi giri della gara. Dalle nuove

regole della Formula 1 sembrerebbe che

la misurazione della pressione debba

essere fatta prima del montaggio della

ruota sul porta-mozzo, e questo potrebbe

limitare l’uso degli Hotwind nei

concitati momenti che precedono la

partenza di un GP. In realtà a detta di

tanti ingegneri continueremo a vedere

questi strani oggetti sulle piste di tutto

il mondo; il preriscaldamento del grupche

non richiede manutenzione e può

funzionare in continuo.

Poi va segnalata Robust, con soli 8 kg

di peso e una portata d’aria di 1200

litri al minuto, silenziosa, robusta e

utilizzabile anche in continuo o in

condizioni ambientali difficili. E ancora

Silence, compatta e performante (9

kg di peso, 6000 litri al minuto) che

si distingue per la rumorosità bassa

e funziona con temperatura aria in

entrata fino a 200° C e ASO,15 kg

di peso, che può alimentare più di

un riscaldatore simultaneamente e

genera un flusso d’aria di 15900 litri

al minuto, in grado di funzionare con

temperature aria in aspirazione fino

a 200°C. Senza dimenticare RBR, che

può gestire temperature dell’aria in

entrata fino a 350°C e sviluppa un

flusso d’aria di ben 20.000 litri al

minuto e Airpack, indicata per gli

impianti di grandi dimensioni, potente

(2200W) e performante (3900 litri al

minuto), che può alimentare anche più

di un riscaldatore alla volta.

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COMPONENTI

INDUSTRIA FERROVIARIA

Valvola livellatrice meccanica

Con tre nuovi prodotti, Norgren

ha ampliato il suo portafoglio di

soluzioni dedicate alle sospensioni

secondarie, specifiche per il ferroviario.

La proposta è costituita da una valvola

livellatrice meccanica e dalle soluzioni

complementari Average Load Valve e

Double Check Valve. Tutto ciò fornisce

prestazioni ottimali durante il ciclo di vita,

installazione flessibile, manutenzione continua

e riduzione dei costi, contribuendo a

migliorare l’efficienza operativa.

La valvola livellatrice meccanica robusta e

ad alte prestazioni, con una ripetibilità affidabile

lungo tutto il suo ciclo di vita, è comprovata

da test approfonditi e da relative

validazioni, che consentiranno all’operatore

di calendarizzare gli interventi di manutenzione

in periodi più lunghi. La valvola è

una soluzione per il controllo della

pressione dei soffietti, garantendo che il

vagone sia mantenuto a livello ottimale in

condizioni variabili di carico e rotaia.

Entrambi i prodotti presentano funzionalità

aggiuntive attualmente non presenti sul

mercato:

• la presenza di connessioni per rilevare la

pressione pneumatica sulla Double Check

Valve è una funzione di sicurezza che consente

di effettuare controlli di manutenzione

rapidi e sicuri;

• l’aggiunta di un sensore di pressione elettronico

sulla Double Check Valve è in grado

di fornire un feedback istantaneo sullo stato

della pressione, consentendo di modificare

rapidamente i parametri di

gestione degli impianti frenant;

• la fornitura di versioni flangiate

o con attacchi diretti per la

Average Load Valve.

“Lo sviluppo di questi tre

nuovi prodotti nel nostro portafoglio

ci consente di offrire una gamma

completa di componenti per sospensioni

secondarie che includono anche la nostra

gamma di valvole a sfera VT, il sensore di

pressione 19S e la valvola di regolazione

proporzionale LVP50”, ha dichiarato Chris

Showering, Global Product Manager Rail

di Norgren.

La valvola livellatrice, robusta, collaudata

e che permette di programmare regimi

di manutenzione più efficienti, insieme

alle Average Load e Double Check Valves,

fornisce soluzioni cost-effective, sicure,

durature e affidabili per una parte essenziale

del funzionamento dell’impianto e aiuta

fattivamente a garantire ai passeggeri una

comoda esperienza di viaggio”.

SOLUZIONI “PLUG & USE”

Connettività da indossare

Fischer Connectors migliora l’integrabilità

delle soluzioni “plug & use” della sua versatile

gamma Fischer Freedom Series.

La gamma è stata ampliata con nuovi

prodotti e accessori che consentono

agli ingegneri progettisti di ottimizzare

la gestione dei cavi, risolvere i problemi

di spazio, peso e potenza (applicazioni

“SWaP”) e integrare in modo facile

connettori miniaturizzati, soluzioni di

cablaggio e dispositivi attivi in qualsiasi

materiale, inclusi i tessuti più flessibili.

La robusta giunzione del nuovo Quick

Detach System Fischer Freedo permette

di trasformare facilmente i materiali

flessibili in pannelli più rigidi (ad esempio

tele/tende cerate resistenti, vele, borse

porta ruote, zaini intelligenti). L’adattatore

e l’anello di sicurezza del sistema

rendono più facili e veloci le operazioni

di inserimento e sostituzione dei connettori.

La presa cablata Fischer FreedoM, con

diametro 08, è la versione ridotta della

presa introdotta nel mercato lo scorso

anno. Alloggiamento in metallo, quattro

contatti di segnali e potenza, tenuta

stagna IP68 e schermatura EMI sono

le caratteristiche principali di questa

presa cablata pronta a essere usata in

qualsiasi condizione, facile da integrare,

sia nei tessuti sia nei dispositivi rigidi, e

da inserire e rimuovere rapidamente.

La piattaforma tecnologica Fischer Freedom,

vincitrice di diversi premi, consente

agli ingegneri progettisti di integrare più

tecnologia e funzionalità nei dispositivi

fissi, portatili e indossabili, in

settori quali la difesa e la sicurezza,

l’ambito medico, la strumentazione,

l’ingegneria civile e

industriale, la robotica, i sistemi

indossabili, l’Internet delle Cose

(IoT). Il giubbotto tecnologico di

Wearin’ (vincitore Platinum ai

Technology Innovators Awards

2020) è una soluzione di connettività

centralizzata e integrata,

che si avvale di sei connettori a

7 contatti Fischer Freedom, dotati

del nuovo Quick Detach System.

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COMPONENTI

PRODUZIONE

Fai Filtri riorganizza l’incollaggio e la plissettatura

Ridurre gli spostamenti di

materiale e razionalizzare i

processi produttivi: con questi

obiettivi Fai Filtri, produttore

italiano di elementi filtranti

e componenti per i settori

aftermarket, oleodinamica,

elettroerosione, separazione

aria/olio e impiantistica industriale,

ha deciso la fusione di

due reparti aziendali riorganizzando

il proprio schema

produttivo. La novità interessa

le fasi di incollaggio e di

plissettatura dei filtri: le due

linee restano separate, ma

adesso si trovano nello stesso

reparto.

“Lo studio su forma e dimensioni

del materiale da movimentare

ci ha consentito

di diminuire il numero degli

spostamenti dei semilavorati

verso l’operazione successiva

e di ridurre del 50% il volume

di materiale spostato”, ha

spiegato Antonino Sabatino,

Production Manager di Fai

Filtri. “Grazie agli studi condotti

dall’azienda, il processo

di produzione è ora in grado

di adattarsi in modo più efficace

anche alle richieste di

un mercato che chiede lotti

sempre più frequenti, ma di

dimensioni contenute”.

Sulle linee interessate dalla

novità scorrono i semilavorati

dei prodotti in microfibra e

carta e rete, quindi tutti i settori

di destinazione Fai Filtri,

ad eccezione di quello della

disoleazione, sono stati coinvolti

nella riorganizzazione.

“Il nuovo schema – prosegue

Sabatino – porta anche altri

due benefici: da una parte

diventa molto facile variare

la tipologia di filtro prodotta

a seconda della pianificazione,

dall’altra la produzione

diventa modulare e lascia

spazio all’introduzione di

nuove macchine per aumentare

il volume della produzione”.

In questa direzione

è allo studio l’inserimento di

nuove macchine per migliorare

le performance di processo.

“Attualmente la produttività

nel reparto interessato dalla

riorganizzazione è cresciuta

del 20% e, con l’introduzione

dei nuovi macchinari per

l’incollaggio delle giunte,

vedrà un ulteriore passo in

avanti del 15%”, ha concluso

Sabatino.

Per l’introduzione di questi

cambiamenti è stato determinante

il contributo del

reparto Lean Manufacturing

di Fai Filtri attraverso

l’analisi della Value Stream

Mapping, ovvero la mappatura

grafica dell’insieme di

processi e attività che concorrono

alla realizzazione

dei prodotti.

“Con queste novità la nostra

azienda lancia un nuovo

progetto di Industria 4.0”, ha

dichiarato il CEO di Fai Filtri

Roberto Pasotto. “A questo

momento storico così complesso

abbiamo risposto

cercando di razionalizzare

e migliorare le performance

produttive. La fusione

dei reparti comporta lo spostamento

di alcuni addetti

ai reparti di incollaggio e

di plissettatura, ma non ha

nessuna ricaduta negativa

sull’occupazione”.

CON CHIUSURA AD AGGANCIO

Connettore originale push-pull

La famiglia di connettori circolari multipolari

modulari Lemo Serie B comprende modelli

molto affidabili ed ergonomici per applicazioni

che necessitano di un meccanismo di chiusura

ad aggancio rapido e sicuro di tipo Push-Pull.

Rappresentano una scelta ideale per i settori

della strumentazione, misura, collaudo, dispositivi

medici, ricerca scientifica e audio/video.

La configurazione modulare degli inserti prevede

un’ampia gamma di contatti elettrici

multipolari o ibridi ad alta densità. I contatti

possono essere di diverso tipo a saldare, a

crimpare, dritti o a 90° per PCB, con fibre ottiche,

cavi coassiali, termocoppie, pneumatica,

fluidotecnica e applicazioni ad alta tensione.

I connettori della Serie B di Lemo comprendono

modelli di diversi formati da 00 a 5B e hanno la

configurazione Lemo “chocolate design” del

guscio esterno.

Il sistema di codifica con chiavi polarizzate di

Lemo permette di ottenere una maggiore densità

dei contatti evitando l’errato accoppiamento dei

connettori.

Questi connettori Lemo di alta qualità sono

certificati UL e possono essere forniti anche

con cavi già assemblati.

Lemo è un produttore di connettori elettronici e

in fibra ottica, con sede a Écublens, Svizzera. È

noto per la produzione dei connettori push-pull.

I connettori Lemo sono utilizzati in applicazioni

mediche, industriali, audiovisive, di telecomunicazione,

militari, di ricerca scientifica e di

misurazione.

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COMPONENTI

SICUREZZA

L’omologazione UL 300V ottimizza i sistemi portacavi

Grazie all’aumento di tensione a 300 V, ora gli utenti igus possono

posare i cavi bus chainflex direttamente accanto ai cavi

con un livello di tensione maggiore. Prima, secondo le direttive

dell’organizzazione preposta alle verifiche UL, i cavi con diverse

classi di tensione dovevano essere posati separatamente. Con

la nuova classe di tensione aumentata e approvata UL, l’utente

ottimizza la sua tecnologia, riducendo sia i costi sia il tempo per

la progettazione dei suoi sistemi di catene portacavi.

Underwriters Laboratories (UL) è un’organizzazione indipendente

americana, che testa vari prodotti per verificarne la

sicurezza. È utile ricordare anche che, negli USA, le disposizioni

in materia di protezione antincendio sono molto severe. Solo

i prodotti verificati ricevono l’omologazione UL, che permette

di semplificare la distribuzione di macchine e impianti in tutto

il mondo. Per quanto riguarda i cavi, UL stabilisce che tutti i

cavi con diverse classi di tensione in una guida cavi devono

essere sempre separati meccanicamente l’uno dall’altro. Per

questo motivo finora la fase di progettazione e costruzione di

una catena portacavi richiedeva tempo e poteva comportare

importanti costi. Ed è proprio con l’intento di far risparmiare

tempo e denaro e di migliorare la tecnologia che igus propone

ora i suoi cavi bus chainflex CF888, CFBUS.PVC, CF898 e

CFBUS.PUR con la tensione UL maggiorata da 30 V a 300 V, con

l’omologazione UL. In questo modo i cavi con gli stessi livelli

di tensione possono essere posati direttamente uno accanto

all’altro. Ora non è più necessario separare i cavi. “E così è

possibile diminuire le dimensioni delle catene e ridurre i costi

di installazione dei traversini”, ha spiegato Rainer Rössel,

responsabile della divisione cavi chainflex presso igus.

I cavi bus sono disponibili in quattro varianti con rivestimento

esterno in PVC o in PUR. Questo permette all’utente di scegliere,

per la sua applicazione, il cavo migliore dal punto di vista

tecnico che sia anche il più economico, con la garanzia che

funzioni in movimento. I cavi bus UL 300 V hanno dimostrato la

loro durata anche nel laboratorio di prova igus, il più grande del

genere con i suoi 3.800 metri quadrati. È lì, nel suo laboratorio

aziendale, che l’esperto in motion plastics testa tutti i suoi

prodotti fino alla rottura. In un esperimento il cavo bus CFBUS.

PUR.049, con un raggio di curvatura di 10,3 x d, ha superato

17 milioni di cicli. Grazie alle numerose serie di test igus è in

grado di offrire su tutti i cavi chainflex una garanzia unica di

36 mesi. Il calcolatore della durata d’esercizio chainflex aiuta

a scegliere in modo facile e veloce il cavo migliore dal punto

di vista delle prestazioni al prezzo più conveniente. Qui l’utente

può immettere i parametri ambientali della sua applicazione,

ricevere – in tempo reale – informazioni sulla durata d’esercizio

e confrontare i prezzi delle diverse qualità di cavi.

PER FORATURE INDUSTRIALI STANDARD

Passacavo divisibile basato sul sistema KEL-U

Il nuovo passacavo EMC divisibile

EMC-KEL-DS si basa sul sistema

KEL-U di icotek. L’EMC-KEL-DS

garantisce la tenuta IP e allo stesso

tempo attenua in modo affidabile le

interferenze legate alla schermatura

del cavo e al campo.

Il telaio divisibile permette di inserire

cavi precablati e di sigillarli secondo

IP55. Il telaio divisibile e i gommini di

tenuta, anch’essi apribili, evitano di

tagliare e ricablare i cavi precablati.

I sistemi EMC-DS hanno un doppio

alloggiamento. Il passacavo apribile

è dotato di un gommino in ciascun

alloggiamento: il gommino EMC è un

passacavo completamente conduttivo

per il contatto con lo schermo

del cavo su 360° al fine di deviare le

interferenze relative alla linea. Il cavo

viene spelato e quindi la schermatura

del cavo esposta. Il contatto avviene

sul passacavo EMC-KT e quindi

sul telaio conduttivo metallizzato. Il

gommino di tenuta KT aggiuntivo ha

una pura funzione di sigillatura IP e

scarico della trazione. La guarnizione

piatta conduttiva è inclusa nella

fornitura e stabilisce il contatto tra

il passacavo EMC e la parete conduttiva

del quadro elettrico. Il nuovo

passacavo EMC è disponibile in tre

versioni ed è adatto per forature

industriali standard di dimensioni

112x36 mm. L’EMC-KEL-DS è privo di

alogeni e silicone.

42 La Subfornitura - n.6 2020

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SICUREZZA

IDENTIFICAZIONE DI FILI E CAVI

Materiale a strappo stampabile

Specializzata nei sistemi e nelle soluzioni di

stampa industriale e di sicurezza, Brady ha

lanciato un innovativo materiale a strappo

stampabile pensato per identificare fasci di

fili e cavi.

Con l’aumento delle dimensioni e della complessità

dei data center, la necessità di

identificare correttamente i fasci di cavi,

in modo efficiente, è diventata sempre più

pressante. Durante l’installazione e la sostituzione

dei cavi, un cavo non identificato

correttamente può causare l’interruzione del

flusso di dati e la sospensione del servizio,

nonché rendere più difficile la risoluzione

dei problemi, limitando la produttività nel

suo complesso. Poiché le soluzioni a strappo

sono già molto utilizzate nel settore datacom

(perché è meno probabile che danneggino

l’isolamento dei cavi), Brady ha iniziato a

collaborare con Velcro ® Brand per creare

una soluzione innovativa: la soluzione stampabile

BradyGrip con materiale a strappo

Velcro Brand. Questo prodotto esclusivo

combina materiali Brady ad alte prestazioni

con la tecnologia di Velcro Brand. Può essere

stampato e poi posizionato su fascette

Velcro Brand ONE-WRAP ® per identificare

fasci di fili o cavi.

“Puntiamo a una maggiore efficienza nei

settori in cui si utilizzano fili e cavi”, ha affermato

Adam Meaux, Senior Global Product

Manager di Brady. “E un’applicazione e un’identificazione

più rapide sono fondamentali.

Abbiamo sviluppato BradyGrip per migliorare

l’identificazione sul campo, risparmiando

tempo e denaro. Offrendo un prodotto che

possa essere stampato e applicato, abbiamo

risposto esattamente a tali esigenze”.

Questo rivoluzionario materiale permette

a Brady di raggiungere tutta una serie di

mercati che si affidano ai marcatori per

identificare fasci di fili e cavi: datacom, telecomunicazioni,

impiantistica elettrica, sanità

ed edilizia. Una caratteristica fondamentale

di BradyGrip è la sua stampabilità. Codici a

barre, testo, grafica, tutto può essere stampato

su questo materiale durevole e di alta

qualità. In questo modo, si sostituiscono i

marcatori scritti a mano, soggetti a errori o

illeggibili, con un’identificazione stampata

più rapida e chiara.

BANCO DI PROVA

Laboratorio per test in atmosfera esplosiva

Lefae è il laboratorio del Gruppo

Emitech specializzato nell’esecuzione

di test ambientali rigorosi

che prevedono prove antincendio

e test climatici combinati.

Con sede principale in Francia,

vicino a Lione, il laboratorio ha

recentemente qualificato una

nuova camera di prova per la

verifica della conformità delle

apparecchiature installate in

zone potenzialmente esplosive

(in conformità ai requisiti

ATEX) per la presenza di idrocarburi

liquidi o dei loro vapori.

Le condizioni di esplosività si

riscontrano spesso nell’industria

aeronautica, ma anche

nell’industria automobilistica e

in quella navale.

Il nuovo banco di prova realizzato

da Lefae è stato progettato

per l’esecuzione di test in atmosfera

esplosiva. Questi test specificano

i requisiti da rispettare

e le procedure da eseguire con

apparecchiature per aeromobili

che potrebbero venire a contatto

con liquidi e vapori infiammabili.

Tali apparecchiature sono generalmente

utilizzate in impianti

di rifornimento, quali serbatoi,

pompe, valvole, strumenti di

monitoraggio e controllo ecc.

Questo tipo di prova comprende

sia la verifica delle funzionalità

in condizioni normali, sia in caso

di guasto potenzialmente presenti

in zone che sono o potrebbero

venire a contatto con fluidi

e vapori infiammabili durante le

operazioni di volo.

Le condizioni di esplosività si

ottengono producendo una

miscela stechiometrica aria/carburante

in proporzioni sufficienti

a superare il limite di esplosività

inferiore (L.E.L.) della miscela

stessa. Occorre considerare

la natura dei componenti della

miscela, nonché le condizioni

di temperatura e di pressione

in base alle quali viene creata

la miscela. Fluidi, vapori o

gas infiammabili utilizzati nelle

prove simulano quelli normalmente

utilizzati negli aeromobili

convenzionali e che richiedono

ossigeno per la combustione.

I test effettuati da Lefae sono

conformi ai requisiti degli standard

EUROCAT-ED-14D, RTCA

DO-160 e MIL-STD-810. Tali

requisiti consentono di effettuare

prove funzionali sull’apparecchiatura

in un’atmosfera

esplosiva senza provocare l’esplosione

della miscela stechiometrica

aria/carburante.

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43_43_news sicurezza .indd 43 19/01/21 11:49


AUTOMAZIONE

SOLUZIONI DIGITALI

Saper convertire i dati

in informazioni utili

all’azienda è l’obiettivo

di Sick che amplia il suo

portafoglio prodotti

e semplifica la creazione di

applicazioni in grado

di interrogare i sensori.

di Eva De Vecchis

Èstata presentata durante la conferenza

online Go Beyond (“andare

oltre”) il nuovo portafoglio di soluzioni

digitali Sick, filiale italiana di Sick

AG, società affermata a livello mondiale

per la produzione di sensori, fotocellu-

Semplificare l’analisi dei

dati raccolti dai sensori

le e prodotti dedicati all’automazione

industriale e di processo. Nel corso della

press-call online sono state esposte le

nuove soluzioni grazie alle quali i clienti

potranno accedere con facilità ai loro

dati, attraverso l’utilizzo di sensori: un

sistema che da valore aggiunto ai loro

processi aziendali. I due prodotti principali

Sick AppSpace e Sick IntegrationSpace

sono nati dall’esperienza applicativa della

società e consentono un’integrazione

verticale dei dati dal sensore fino al

cloud. Attraverso le due gamme inoltre,

gli utenti possono collegarsi a tutti i

servizi digitali aziendali.

È una delle nuove sfide della digitalizzazione

delle aziende di produzione logistica

quella di saper trasformare i dati in informazioni

che risultino utili al business. Prima

di tutto però questi dati devono essere

raccolti e, ancora prima di questa fase, c’è

una domanda fondamentale da porsi: come

creare delle applicazioni che siano in grado

di interrogare i sensori e di acquisire i dati

nel modo più semplice possibile?

Sick ha dato la sua risposta annunciando,

in occasione della conferenza stampa

online, la nascita di un nuovo portfolio

di prodotti digitali: un complesso di

software che semplifica la creazione di

Sick AppSpace

consente di

realizzare

applicazioni

avanzate con

sensori di visione:

la videocamera

elabora le

immagini con

algoritmi specifici,

senza dover

conoscere il

linguaggio di

programmazione

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applicazioni per la lettura e l’analisi dei

dati provenienti dai sensori.

“Negli anni passati abbiamo fatto molto

per semplificare l’utilizzo dei dati acquisiti

tramite i sensori”, ha dichiarato Christoph

Müller, Senior Vice President Product

Management di Sick AG. “Sono nate tante

soluzioni di sensori che consentono di

configurare, in modo ancora più efficiente,

il funzionamento di impianti e processi”.

di fornire informazioni utili. Solo così

gli utenti saranno in grado di affrontare

molteplici sfide passando per un tipo di

approccio Industry 4.0.

TRASPARENZA COMUNICATIVA

Entrando più nel dettaglio, Sick AppSpace

permette di creare dei sensori e dispositivi

periferici programmabili attraverso

SensorApp, l’applicazione dedicata e

utenti sempre maggiore Sick AppSpace,

incrementando nel frattempo la disponibilità

di applicazioni di sensori nuove o

già esistenti.

PeopleCounter e DistanceGuard sono

integrate nei sensori 2D e 3D LiDAR di

Sick: una prova ulteriore della velocità

con cui le app sono disponibili: entrambe

create per abilitare l’uso dei sensori Sick

utilizzati in modalità “anti-Covid” per

INTEGRAZIONE DEI DATI DAL

SENSORE AL CLOUD

Sick ha voluto coniugare l’intelligenza

dei sensori con un profondo know-how

settoriale e applicativo, fornendo diverse

soluzioni e percorrendo nuove strade

nel campo delle applicazioni basate sui

sensori. L’offerta dell’azienda è articolata

su due gamme: Sick AppSpace e Sick IntegrationSpace,

nate grazie all’esperienza

applicativa dell’azienda, che consente

un’integrazione versatile e verticale dei

dati dal sensore al cloud. In entrambi i

casi sono utilizzate non solo le componenti

dedicate all’OT, ma anche software

destinati alla parte IT (dell’equazione

IOT), attraverso strutture flessibili, servizi

digitali e consulenza esperta in grado

Sick ha presentato

un nuovo

portfolio di

prodotti digitali

che semplificano

la creazione

di applicazioni

per la lettura e

l’analisi dei dati

provenienti dai

sensori

scaricabile da Sick AppPool. La novità

maggiore, che si orienta nel senso della

trasparenza comunicativa, è la nuova

interfaccia grafica di Sick AppStudio in

grado di guidare gli utenti nella creazione

delle proprie SensorApp. Se prima

dunque era necessario avere un bagaglio

di conoscenza base del linguaggio di

programmazione, adesso, con questa

nuova versione aggiornata del portale,

gli utenti saranno in grado di risolvere

con i sensori applicazioni specifiche anche

senza le conoscenze di programmazione:

collegando e configurando blocchi

funzione predefiniti in un flusso di dati

che danno vita alle app. Ecco, è proprio

grazie a questo strumento innovativo che

l’azienda sta offrendo ad un gruppo di

garantire il distanziamento sociale (come

raccomandato nei luoghi pubblici) e la

tutela delle norme di sicurezza igieniche

senza l’interferenza di alcuna informazione

personale, garantendo così una

efficace protezione dati.

“Al momento della creazione di Sick

AppSpace eravamo ignari dell’esistenza

del Covid-19, eppure ci siamo trovati con

la possibilità di utilizzare questa applicazione

anche in favore di una situazione

come questa, che mette al primo posto

il distanziamento sociale”, ha spiegato

Robert Bauer, presidente del Consiglio

di amministrazione. “Ad esempio, per i

negozi può essere fondamentale calcolare

il numero di ingressi, o garantire il metro

e mezzo di distanza tra le persone per

www.interprogettied.com n.6 2020 - La Subfornitura 45

44_46_ART sick.indd 45 19/01/21 11:51


AUTOMAZIONE

prevenire il contagio. Sick AppSpace è in

grado di fare tutto questo permettendo

inoltre di monitorare su uno schermo

lo spazio tra le persone e avere così un

controllo dell’area a 360°”.

A poter sfruttare una soluzione semplice

come questa saranno soprattutto i gestori

di strutture turistiche, gastronomia, retail

o gli appartenenti ad altri settori specifici,

per ottimizzare lo spazio loro disponibile

garantendo, al contempo, la sicurezza e

la salute dei propri clienti.

OLTRE L’AUTOMAZIONE CLASSICA

Se volessimo spiegarlo in parole semplici,

potremmo dire che la piattaforma Sick

Integration Space serve per accedere alla

rappresentazione virtuale del sensore e

dei suoi dati.

“Oggi i clienti vengono da noi con problemi

che non hanno nulla a che fare con

l’ingegneria dell’automazione classica”,

ha commentato Christoph Müller. “Piuttosto,

le tematiche poste riguardano la

configurazione del processo aziendale in

modo sostanzialmente più efficiente. A tal

proposito, il sensore raccoglie i dati che

aiutano a risolvere il problema”.

Entrando più nello specifico, grazie a

questa nuova piattaforma, Sick apre una

Sick AppSpace

è in grado

di monitorare,

all’interno

di un’area,

il numero delle

persone

e la distanza fra

di loro, allo scopo

di controllare

il rispetto delle

norme anticontagio

nuova dimensione nel mondo dei sensori.

Una dimensione in cui i dati sono inseriti

all’interno di servizi digitali intelligenti

costantemente perfezionati e basati su

Sick AssetHub e Sick LiveConnect.

La trasparenza acquisita dai dati dei

sensori fornisce una base per l’ulteriore

ottimizzazione dei processi aziendali.

La piattaforma Sick Integration Space

rappresenta per il cliente un mezzo di

facile utilizzo e indipendente per ottenere

e gestire i servizi digitali.

CONNESSIONE SICURA

LiveConnect è in grado di fornire una connessione

verso il sensore ai servizi web e

alle applicazioni dell’Industria 4.0 e rende

possibile nuove applicazioni aziendali

(monitoraggio delle emissioni delle navi

come prova del rispetto dei requisiti legali).

La raccolta vera e propria sul campo è

invece affidata al software FieldEcho in

grado di raccogliere i dati da qualsiasi

dispositivo IO-Link, e sfruttare per questo

un client OPC UA connesso al bus e poi

ai PLC e ai sensori veri e propri.

LiveConnect è utilizzato per accedere alla

rappresentazione virtuale del sensore e

dei suoi dati, per fornire una connessione

standardizzata e sicura da un gateway

periferico, come SIM1012, a Sick Asset

Hub o altre applicazioni. Il servizio Web

LiveConnect collega l’hardware, una SensorApp

e un’istanza cloud. In modo da

creare una connessione tra l’ambiente

OT, orientato ai sensori (Sick AppSpace),

e l’ambiente cloud Sick IntegrationSpace.

Asset Hub è invece un sistema di gestione

delle risorse aziendali (EAM) digitale basato

sul web. La trasparenza di cui è dotato,

grazie alla vista ricca e interattiva che fornisce

– dai singoli sensori e macchine fino

all’impianto completo – crea più trasparenza

all’interno della catena lungo l’intero

ciclo di vita. Una trasparenza necessaria per

consentire maggiore disponibilità dell’impianto

ed efficienza del processo tramite

immagini virtuali, gemelli digitali e risorse.

I dati sono valutati in Asset Hub per fornire

informazioni di vario tipo: sugli inventari

richiesti, la manutenzione, gli aggiornamenti

del software o la disponibilità dei dispositivi.

La nuova offerta digitale di cui si sta

dotando Sick è supportata da una nuova

apertura nel 2021 di una training academy

basata su un’infrastruttura allo

stato dell’arte, al servizio di nuovi metodi

di apprendimento anche via web, per

restare in sintonia con l’attuale situazione

sanitaria.

46 La Subfornitura - n.6 2020

www.interprogettied.com

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AUTOMAZIONE/STRUMENTAZIONE

TRASDUTTORI DI POSIZIONE

Sensori magnetostrittivi con interfaccia IO-Link

Gefran – multinazionale italiana specializzata

nella progettazione e produzione di sensori,

strumentazione per il controllo di processi

industriali, azionamenti elettrici e sistemi per

l’automazione – potenzia la gamma di trasduttori

di posizione senza contatto Hyperwave,

con il lancio della serie WPL (HyperWave

Profile IO-Link) dotata di interfaccia IO-Link

1.1, che ne assicura un’integrazione e una

comunicazione ottimizzata con le nuove architetture

4.0.

La costante evoluzione delle tecnologie in

ambito Industry 4.0 e IoT sta incentivando l’adozione

di protocolli standard di comunicazione,

come IO-Link nell’automazione industriale,

grazie ai numerosi vantaggi offerti rispetto alle

connessioni analogiche

classiche”, ha dichiarato Edoardo

Zilioli, Sensors Marketing Manager

di Gefran. “La serie WPL si configura come

la risposta ideale alle esigenze di OEM ed

End user alla ricerca di soluzioni altamente

performanti e compatibili con la maggior parte

dei bus di campo industriali”.

Gli smart sensor WPL si distinguono per la

capacità di raccogliere una maggior quantità di

dati di processo e per la loro trasmissione rapida

e sicura in modalità digitale, con bit di errore

e byte di controllo di coerenza (checksum). Il

master IO-Link riconfigura i parametri, rendendoli

idonei al nuovo sensore mentre i cavi di

connessione IO-Link, standardizzati, facilmente

reperibili in commercio e ready-to-use, sono

garanzia di un’installazione semplificata.

I trasduttori magnetostrittivi WPL sono gli unici

sul mercato in grado di fornire sia dati ciclici

relativi a posizione, sia velocità di spostamento

del cursore, disponibili anche in versione con

2 uscite SSC (Switching Signal Channel), utili

per l’impostazione di soglie di controllo o di

allarme.

DISPOSITIVI

Kit per testare le soluzioni motion control

Vipa Italia, che produce e commercializza

sistemi e componenti

di automazione industriale, propone

Vipa Starter Kit Motion 4.0, il

pacchetto che consente all’utente

di testare le soluzioni dedicate al

motion control.

Vipa Starter Kit Motion 4.0 è costituito

da:

• M13-CCF0000 CPU

• GA700 400 V 1,5kw con filtro

emcC3 & Software Posizionatore

di VIPA Italia Assoluto oppure

Incrementale

• PG-X3 Scheda Encoder linedriver

• SI-EP3 Scheda Profinet

• SmartPanel 7’’

• SPEED7 Studio Software

• DSM5.32.2047 Servomotore 400V,

3500rpm, 2,9Nm, 1kw, Enc. Inc

• SPOC17HFRON169 Connettore

Potenza, Encoder motore.

M13-CCF0000 è una CPU compatta,

con tecnologia SPEED7 integrata,

dotata di una memoria base

di 64kB estendibile fino a 128kB.

Impiegando 60ns per le operazioni

Bit/Word a virgola mobile

e solo 10ms per quelle a virgola

fissa, questa CPU ha una velocità

di elaborazione molto rapida,

caratteristica che la rende il fiore

all’occhiello della sua categoria.

In un unico alloggiamento, può

ospitare ingressi/uscite analogici

e digitali e canali dedicati a

speciali funzioni tecnologiche. La

CPU è in grado di accogliere fino

a 8 moduli IO aggiuntivi. Il bus di

comunicazione rende lo scambio

di dati tra la CPU e i moduli IO

molto rapido.

Ulteriori caratteristiche di questo

dispositivo sono la comunicazione

tramite 2 porte Ethernet e fino a

8 slave Profinet IO Controller, la

presenza di OPC UA Server e la

programmabilità tramite SPEED7

Studio/Simatic Manager/TIA.

GA700 è un inverter di Yaskawa,

dall’innovativo design, con tastierino

centrale e anello a LED che

indica lo stato di funzionamento

del dispositivo. Attraverso l’applicazione

posizionatore di VIPA,

l’inverter può essere utilizzato per

posizionamenti semplici senza

interpolazioni. GA700 supporta

le funzioni “Homing”, “Modalità

di posizionamento” e “Modalità

inverter standard”.

Lo SmartPanel da 7” dispone di

una RAM di 512MB e una Flash di

4GB, una protezione frontale IP66

e un processore ARM Cortex-A8

1000MHz.

Configurato con un sistema operativo

WEC7, ha preinstallato

runtime Movicon da 4096 tags,

gestisce allarmi, ricette, datalogger,

tred e altre funzioni. Lo

SmartPanel comunica tramite una

porta Ethernet, una porta seriale

configurabile e una porta USB-A.

SPEED7 Studio è un software

facile da utilizzare, che permette

di accedere alle funzioni: S7-Programs

Migration, Integrated

WebVISU, Movicon Synchronization,

Live view, Diagnostic e

Simulation.

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47_47_news automazione.indd 47 19/01/21 11:52


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Bimestrale - anno XI - n°6 novembre/dicembre 2020

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CARBOTEMPRA 17

CARLO SALVI 16

CDP VENTURE CAPITAL 14

CHIARI BRUNO 1

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ELGI 28

EMITECH 43

EMO MILANO 2021 24

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SICK 44

TIM 22

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UCIMU 10

UNDERWRITERS LABORATORIES 42

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