La Torre di Veglia n.2 marzo - aprile 2021

parrocchiadisangiacomodiveglia

marzo - aprile 2021

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Anno LX - n° 2

marzo/aprile 2021

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46)

art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

LA TORRE DI VEGLIA


Redazionale

Carissime lettrici e carissimi lettori di Torre di Veglia,

Eccoci con il secondo numero del nuovo anno. La copertina è

sempre all’insegna dei festeggiamenti per il sessantesimo anniversario

della nascita di Torre e ci accompagnerà per tutto quest’anno per

sottolineare l’importanza di questa ricorrenza per noi tutti.

Ci siamo lasciati alle spalle le feste natalizie che abbiamo vissuto in

modo particolarmente essenziale a causa delle normative necessarie

a contrastare la diffusione del Covid, e ci ritroviamo nel periodo della

preparazione alla Pasqua. Troverete infatti delle riflessioni interessanti

su questo tema, a cura di don Giulio, unite anche a degli spunti su

come è strutturato il Vangelo di Giovanni. Speriamo siano di vostro

gradimento.

Inoltre, troverete alcuni articoli che danno un po’ il polso della

situazione delle attività che la comunità è riuscita a realizzare e si

propone di realizzare in questo periodo. Si pensi ad esempio al

Gruppo Giovani che ha ripreso gli incontri di gruppo, in modalità

online e in presenza, nel rispetto della sensibilità di ciascuno sul tema

della sicurezza. Oppure, come sta andando la riflessione sull’enciclica

Laudato Sì e come stanno procedendo i diversi gruppi coinvolti.

Possiamo dire che in un momento come questo facciamo il possibile

per realizzare ciò che desideriamo nei modi più rispettosi delle norme

vigenti, e al tempo stesso cerchiamo di guardare avanti, e porre le

basi per il futuro, perché siamo fiduciosi che anche se ci vorrà tempo,

le cose miglioreranno e potremo piano piano tornare ad una vita

“normale”.

Da parte della Redazione un carissimo augurio per la preparazione

alla Pasqua e la Pasqua stessa, speriamo sia un momento prezioso e

fruttuoso per ciascuno di voi!


www.sangiacomoapostolo.it

e-mail: sangiacomodiveglia@libero.it

sito a cura di: Federica Spinazzè

Per Richiesta Certifi cati Storici inviare email a:

archivio.sangiacomo@libero.it

Per scaricare il modulo di richiesta

visitare il sito della parrocchia La rilessione pagina 2

ANNO LX – N. 2

MARZO - APRILE 2021

“Poste Italiane spa sped. abb. post. D/L 353/2003

(conv. in L.27/2/2004 n° 46) art. 1. comma 2, dcb tv”

PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA

DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

Come leggere il Vangelo pagina 4

Vita della Comunità pagina 5

Settimana Santa pagina 6

Presepio e missioni pagina 7

Il Covid c'è pagina 8

Carlo Acutis pagina 10

Direttore responsabile:

don Giampiero Moret

Coordinatore redazione:

Angelo Turbian

Redazione:

Maria Teresa Cesa,

Stefania Chies,

Bruno Dall’Anese,

Raffaella Marcon,

don Giulio Fabris,

Elisa Frare,

Angelo Turbian,

Marta Zanette

Impaginazione:

Elisa Frare

Ricordi pagina 11

Largo ai giovani pagina 12

Laudato Si' pagina 14

I primi sessant'anni di Torre pagina 17

Bilancio pagina 21

Terra fertile pagina 22

Cucina pagina 23

L'angolo del benessere pagina 24

Sport pagina 25

Dall’archivio parrocchiale pagina 28

Stampa: Tipse

Redazione e Amministrazione:

Piazza Fiume, 58

San Giacomo di Veglia TV

tel. 0438.500295

redazione.torrediveglia@gmail.com

Finito di redigere

il 12 – 2 – 2021

Didascalia di prima pagina:

2021: Sessantesimo anno di “Torre di Veglia”

Copertina del gennaio 1966

Hanno collaborato a questo numero:

Imelda BORNIA

Carla e Fortunato DAL CIN

Marta DA DALT

Andrea DE NADAI

Animatori GRUPPO GIOVANI

Giulia MAIUTTO

Fernanda MARINELLO

Elisa MATTIA

Padre Angelo ESPOSITO

Assunta OSSI

Pietro OSSI


Marzo•Aprile 2021

2 La riflessione

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Quaresima

6 °

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA

LA TORRE DI VEGLIA

Il centro di tutta l’opera di redenzione compiuta da

Gesù Cristo è il mistero pasquale, ossia la sua crocifissione,

morte e risurrezione. Ogni anno la liturgia celebra

questo mistero a Pasqua, fondamento dell’anno

liturgico, e ne prolunga il significato per tutto l’anno.

Per preparare i fedeli ad un evento così importante e

che li coinvolge talmente in profondità da trasformare

la vita, è stata istituita la quaresima.

Essa è caratterizzata da un duplice aspetto, che occorre

ogni anno rivivere perché raggiunga il suo scopo:

un aspetto battesimale e uno penitenziale

Battesimo

La preparazione al battesimo, sacramento che si

amministrava solo durante la grande veglia pasquale,

veniva intensificata nell’ultimo periodo. E’ così sorta

l’occasione per tutti i fedeli di ricordare e riscoprire il

sacramento che sta a fondamento della vita cristiana,

perché ci unisce a Cristo e alla Chiesa. A tale scopo

nella quaresima si intensificava l’istruzione religiosa

attraverso un più frequente ascolto della Parola di

Dio, e si dedicava più tempo alla preghiera. Nel nostro

tempo non sono più in uso i “quaresimali”, le

solenni predicazioni di quaranta giorni che un tempo

si facevano nelle parrocchie. Si è perso, credo, moltissimo

ad abbandonare questa pratica. Oggi si sente

il bisogno di una “nuova evangelizzazione”, perché

l’ignoranza religiosa ha pervaso tutte le classi sociali.

Penitenza

Il secondo aspetto della Quaresima è quello “penitenziale”,

che viene espresso pubblicamente fin dal

primo giorno, mercoledì delle ceneri, con l’imposizione

delle ceneri sul capo.

La quaresima è sempre stata caratterizzata dalla pratica

del digiuno e di opere di penitenza, quali il pentimento

e la riparazione dei peccati, attraverso le opere

di carità. Oggi le pratiche sono limitate all’astinenza

dalle carni tutti i venerdì di quaresima a cui si aggiunge

il digiuno vero e proprio il mercoledì delle ceneri

e il Venerdì Santo. Questi obblighi possono incoraggiare

e possono stimolare a compiere opere di carità

come segno di serietà nell’impegno di conversione.

Tutto è finalizzato a giungere alla Pasqua attraverso

un cammino di purificazione.

La conversione nella vita del cristiano

La vita del cristiano deve essere un continuo cammino

di conversione e di purificazione, tendente all’ideale

proclamato dal Signore Gesù: “Siate perfetti

come il Padre vostro celeste”. Perciò non è gravoso

ciò che la quaresima ci invita a fare.

L’ascolto più frequente della Parola di Dio, la preghiera

più intensa e prolungata, il digiuno, le opere

di carità sono dei mezzi, non il fine; ma sono mezzi

efficaci per giungere al fine.


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6 °

Marzo•Aprile 2021 La riflessione

3

LA TORRE DI VEGLIA

La Pasqua come meta

La Quaresima è un cammino che

porta ad una meta: la Pasqua del Signore,

Morte e Vita, Croce e Risurrezione. L’esito finale

è appassionante: essere uomini nuovi identificati con

Cristo Risorto, si tratta di morire al nostro “uomo

vecchio”. In questo cammino non facile Cristo ci accompagna

e ci incoraggia con il suo annuncio inconfutabile:

“il terzo giorno risorgerà”.

LA NOSTRA PASQUA

Le donne portano gli aromi alla tomba, ma temono

che il tragitto sia inutile, perché una grossa pietra

sbarra l’ingresso del sepolcro. Il cammino di quelle

donne è anche il nostro cammino; assomiglia al cammino

della salvezza che dobbiamo ripercorrere. Una

frase scuote le donne e cambia la storia: “perché cercate

tra i morti colui che è vivo?”; perché pensare

che sia tutto inutile? Perché cedere alla rassegnazione

o al fallimento? Dio rimuove le pietre più dure

contro cui vanno a schiantarsi speranze e aspettative.

Spesso ad impedire la speranza è la sfiducia. Quando

si fa spazio l’idea che tutto va male e che al peggio

non c’è mai fine, arriviamo a credere che la morte sia

più forte della vita e diventiamo cinici e beffardi, portatori

di scoraggiamento. Pietra su pietra costruiamo

dentro di noi un muro di insoddisfazione che è il sepolcro

della speranza. Lamentandoci della vita, rendiamo

la vita dipendente dalle lamentele. Dio invece

ci chiede di guardare la vita come la guarda Lui, che

vede sempre in ciascuno di noi un nucleo di bellezza.

Nel peccato, vede figli da rialzare, fratelli

da risuscitare, cuori da consolare. Dunque

non possiamo temere perché il Signore

ama questa nostra vita anche quando noi

abbiamo paura di guardarla e prenderla in mano.

A Pasqua Dio ci mostra quanto ci ama: al punto da

attraversarla tutta, da provare l’angoscia, l’abbandono,

la morte e gli inferi per uscirne vittorioso e dirci:

“Non sei solo confida in me”. Gesù è specialista nel

trasformare le nostre morti in vita, i nostri lamenti

in danza. Con Lui possiamo compiere anche noi la

Pasqua, cioè il passaggio: passaggio dalla chiusura alla

comunione, dalla paura alla fiducia.

Questa è la certezza non negoziabile della vita: il

suo amore non cambia. Chiediamoci: “nella vita dove

guardo? Contemplo i sepolcri o cerco il Vivente?”.

Chiediamoci ancora: “nella mia vita verso dove cammino?”.

A volte ci dirigiamo sempre e solo verso i nostri

problemi, che non mancano mai, e andiamo dal

Signore solo perché ci aiuti. Ma allora sono i nostri

bisogni, non Gesù, a orientarci. E’ sempre un cercare

il Vivente tra i morti. Quante volte, poi, dopo aver

incontrato il Signore, ritorniamo tra i morti, aggirandoci

dentro di noi a rivangare rimpianti, rimorsi, ferite

e insoddisfazioni, senza che il risorto ci trasformi,

Carissimi fratelli e sorelle della comunità tutta, diamo

al Vivente il posto centrale della vita. Chiediamogli

la forza di non farci trasportare dalla corrente, dal

mare di problemi. Cerchiamo invece Lui, lasciamoci

cercare da Lui, cerchiamo Lui ancora in tutto e prima

di tutto. E con Lui risorgeremo.

don Giulio


Marzo•Aprile 2021

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Come leggere la Bibbia

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Il Vangelo di Giovanni

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

Vi sono due modi di suddividere il Vangelo di Giovanni.

Possiamo leggerlo alla luce delle celebrazioni che

culminano nella festa della Pasqua di Gesù, l’Agnello di

Dio. In questa prospettiva, il piano globale del Vangelo

presenta un nuovo “esodo” inaugurato da Gesù; la nuova

creazione portata a termine da Gesù nel momento

di ritornare al Padre.

Noi prendiamo l’opinione più comune, che divide il

Vangelo in due parti:

1) Libro dei segni: l’ora di Gesù non è ancora arrivata;

2) Libro dell’esaltazione: è arrivata l’ora di Gesù.

1. La prima parte è chiamata “Libro dei segni”. Nel

vangelo di Giovanni i “segni” sono i miracoli che confermano

la missione di Gesù, l’inviato di Dio, come accadeva

con i profeti dell’antico testamento. I sette segni

narrati nel quarto vangelo sono una manifestazione del

tempo messianico che si realizzerà in pienezza nell’ora

di Gesù, che è anche l’ora del Padre.

• Nozze di Cana = mancanza di vino – abbondanza di

vino = nuova alleanza;

• Guarigione del figlio di un funzionario del re = malattia

- salute / vita;

• Guarigione di un infermo nella piscina di Betsaida =

paralisi – libertà;

• Moltiplicazione dei pani = fame – pane in abbondanza;

• Gesù cammina sulle acque = paura, assenza – coraggio,

incontro;

• Guarigione del cieco nato = cecità, tenebre – visione,

luce;

• Guarigione di Lazzaro = morte – vita, risurrezione.

I segni sono quasi sempre completati da discorsi, per

mettere in evidenza la forza della parola di Gesù che

è l’incarnazione della Parola del Padre. Il principale

obiettivo dei segni è dare gloria a Dio e portare alla

fede in Gesù, suo Figlio, inviato per realizzare l’opera

del Padre. Dopo il segno della risurrezione di Lazzaro

abbiamo una “transizione” che chiude la prima parte

del Vangelo e introduce alla seconda.

I segni che in Giovanni sono narrati per portare alla

fede, per assurdo, sono anche la causa del rifiuto e della

condanna di Gesù. I segni da Lui realizzati non portano

i giudei a credere in Gesù, il Figlio inviato dal Padre.

2. La seconda parte è quasi una realizzazione e completamento

della prima. È arrivata “l’ora”!. Gesù rivela

il vero volto di Dio, che è Amore, in opposizione

all’immagine di un Dio legislatore e severo di alcuni

giudei. L’opera di Gesù, che è opera del Padre, è portata

a compimento come opera di amore: “sapendo che era

giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,

dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino

alla fine”. Questa seconda parte del vangelo si divide in

tre sezioni ben distinte.

- La prima sezione comprende i capitoli 13-17 ed è

conosciuta anche con il nome di “Libro della comunità”.

I discorsi di addio costituiscono lo spazio in cui

la comunità rivive la memoria orale e scritta del suo

leader che li ha lasciati. Prima di donare la vita, Gesù

riunisce i suoi per una cena di addio e in essa realizza

un gesto simbolico e profetico: la lavanda dei piedi.

Poi fa un lungo discorso di addio:

• Dà ai “suoi” il comandamento dell’amore vicendevole;

• Promette il Paraclito, lo Spirito di Verità;

• Fa una revisione della sua vita e della sua missione e

prega il Padre per l’unità.

- La seconda sezione è il racconto della Passione,

nei capitoli 18 e 19, che culmina con l’ultima parola di

Gesù: “Tutto è compiuto”.

- La terza sezione presenta le scene della Risurrezione.

Giovanni privilegia il racconto dell’incontro di

Gesù con Maria Maddalena; Gesù risorto la chiama

per nome ed essa lo riconosce come suo maestro. Riceve

da Lui un compito: “Va a dire ai miei fratelli che

io torno al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e al Dio

vostro.

Il prologo e l’epilogo di questo vangelo sono stati

aggiunti in un secondo momento; sono come una cornice

di tutto il libro.

don Giulio


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Come leggere la Bibbia

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LA TOR

TORRE RE DI

VEGLIA

VITA DELLA COMUNITA'

Nel mese di gennaio, e precisamente il giorno dell’Epifania,

alle ore 10:30 abbiamo invitato i bambini e le

bambine che avevano fatto la prima Comunione l’8 dicembre

a partecipare all’Eucaristia. I Bambini erano 19

ma 3 non hanno potuto essere presenti. È stata una

bella Santa Messa, partecipata. I bambini indossavano

la loro vestina bianca come il giorno della loro Prima

Comunione e hanno cantato con gioia i canti che già

avevano imparato. Buona è stata la partecipazione anche

dei Genitori e dei Familiari.

Abbiamo ricordato loro che i “Magi” erano venuti da

lontano per conoscere e adorare il Bambino nato a Betlemme.

Poi se ne sono ritornati ai loro paesi annunciando

chi avevano visto e che avevano intuito essere il Re

del mondo: il Dio venuto ad abitare tra noi. Anche per

noi c’è l’invito ad annunciare Gesù che si è fatto uno di

noi ed è pane che allieta la nostra vita.

Martedì 2 febbraio: presentazione di Gesù al tempio.

Gesù è la luce che illumina il mondo, proprio per questo

abbiamo, come ci ricorda la tradizione, acceso e

benedetto le candele della “ceriola”. Anche qui buona

la partecipazione.

Mercoledì 3 febbraio: San Biagio.

E’ il protettore contro le malattie della gola. In sua memoria

abbiamo pregato per tutti gli ammalati di gola.

Anche qui, secondo la tradizione, abbiamo benedetto

quanto si prende per alleviare il mal di gola.

Giovedì 11 febbraio: Beata Vergine Maria di Lourdes e

29^ giornata mondiale del Malato.

Alle ore 15:00 in chiesa abbiamo celebrato la Santa

Messa per ricordare l’apparizione

della Madonna a Lourdes

l’11 febbraio 1858.

Nel contempo abbiamo invitato

ad essere presenti a

questa celebrazione gli Anziani

e gli Ammalati. Insieme

a loro, come ogni anno, abbiamo

pregato Maria perché

sia di aiuto, sostegno, consolazione

per tutti, in modo particolare

per chi soffre.

Mercoledì 17 febbraio: le Ceneri.

Con questo austero segno penitenziale abbiamo iniziato

la Quaresima.

Infi ne, nel mese di gennaio, abbiamo ripreso l’attività del

Catechismo per le classi elementari in presenza.

Ecco alcune proposte dell’Ufficio Catechistico

per questo periodo:

Abbiamo di fronte un periodo liturgicamente intenso: la

Quaresima, il Triduo pasquale, il Tempo di Pasqua. Che

cosa è possibile prospettare? Sicuramente non possiamo

far passare inosservato questo tempo di grazia, con

tutta la ricchezza che esso porta con sé. E a noi non è

consentito tacere il vangelo. Sempre risuona il monito

paolino ”Guai a me se non annuncio il vangelo!”.

Cosa è pensabile realizzare allora? Ecco alcuni suggerimenti,

che possono valere anche nelle parrocchie

dove la catechesi è stata sospesa:

• Invitare i ragazzi ad iniziare solennemente la Quaresima

il Mercoledì delle Ceneri: creare apposite celebrazioni

per loro (eventualmente

anche senza la Messa) al

mattino o al pomeriggio. Si tenga

presente che per le scuole

primarie e secondarie è giorno

di vacanza, così come il Carnevale.

• Invitare i ragazzi ad alcuni momenti in chiesa nelle

settimane di quaresima: per dei momenti di preghiera

(l’Uffi cio catechistico preparerà uno schema di celebrazione

di Via Crucis), oppure per una Messa dei

ragazzi o anche semplicemente per un incontro di

catechesi in presenza, in cui il parroco o le catechiste

tengono un momento formativo. Non si escluda di

invitare qualcuno a tenere una piccola testimonianza.

• Creare lo spazio per una celebrazione penitenziale

durante la Quaresima. Magari dividendo il gruppo dei

ragazzi a seconda dell’età.

• Sfruttare il lavoro predisposto dall’Uffi cio Catechistico

con il percorso “Paesaggi & Passaggi”, attraverso

l’invio di alcuni messaggi social che tengono il fi lo

con i ragazzi e le famiglie.

• Curare particolarmente il gruppo dei catechisti, talora

fragile e a volte demotivato. Un aiuto può venire

dall’Uffi cio Catechistico (incontro di spiritualità online

sabato 6 marzo, cui segue un incontro per parrocchia

o Unità Pastorale). Approfi ttare di questo tempo

per incontrare almeno i catechisti in presenza: se non

si possono fare grandi programmazioni, si può sempre

incontrarli per la preghiera e la formazione. Vedi

il breve chirografo donato dal papa ai catechisti lo

scorso 30 gennaio 2021:

“Cari catechisti,

vi chiedo di non perdere entusiasmo. Come gli artigiani,

anche voi siete chiamati a plasmare l’annuncio

con creatività. Non cedete allo scoraggiamento e

allo sconforto. Puntate sempre in alto, sostenuti dalla

misericordia del Padre.

Il Papa v’incoraggia e vi sostiene”.


Marzo•Aprile 6 Vita della Comunità

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2021

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Oo della Sei Sta

°

LA TOR

TORRE RE DI

VEGLIA

DOMENICA DELLE PALME (28 marzo)

Ore 08.30: Celebrazione dell'Eucaristia.

Ore 10.20: Benedizione dei rami d’olivo nel

piazzale e di seguito S. Messa.

Ore 16.00 in Monastero: Vespro e adorazione

eucaristica fino alle ore 18.00.

VENERDÌ SANTO (2 aprile)

NEL RICORDO

DELLA MORTE

EL SIGNORE

LUNEDÌ, MARTEDÌ, MERCOLEDÌ SANTI

(28-30-31 marzo)

Ore 07.30: In Monastero recita di Lodi, S. Messa

ed esposizione del Santissimo.

Ore 17.45: Chiusura dell’Adorazione.

TRIDUO PASQUALE

GIOVEDÌ SANTO – (01 aprile)

Giorno di Digiuno e Astinenza

Ore 15.00: Celebrazione della Passione del

Signore e bacio della Croce.

Ore 20.30: Via Crucis animata dalle varie realtà

e gruppi parrocchiali.

N.B. In caso di maltempo la funzione si svolgerà in chiesa.

SABATO SANTO – (3 APRILE)

SOLENNE

VEGLIA

PASQUALE

nel ricordo

della risurrezione

del Signore

NEL RICORDO DELLA CENA

DEL SIGNORE

Ore 08.30 in Cattedrale: S. Messa e benedizione

degli oli; presiede il Vescovo con tutti i sacerdoti

della diocesi.

Ore 20.00 in parrocchia: S. Messa solenne in

“Coena Domini” e lavanda dei piedi.

Invitiamo tutta la comunità, i gruppi operanti

in parrocchia, i ragazzi di catechismo delle elementari

e delle medie, giovani in modo particolare

la quarta elementare e tutti gli operatori

pastorali

Si portano in chiesa i salvadanai della colletta

quaresimale “UN PANE PER AMOR DI DIO”.

N.B. Subito dopo la celebrazione la Commissione

Liturgica guiderà un’ora di adorazione davanti

all’Altare della Reposizione.

Ore 20.30: Benedizione del

fuoco,

annunzio pasquale, canto del

Gloria,

liturgia della Parola, Litanie ie dei

Santi,

Benedizione dell’acqua, Liturgia,

Eucaristica.

DOMENICA DI PASQUA – (4 aprile)

Sante Messe secondo l’orario festivo

In Parrocchia ore 08.30 e 10.30.

0

In Monastero ore 9.30.

LUNEDÌ DELL’ANGELO (5 APRILE)

Sante Messe secondo l’orario festivo

in Parrocchia ore 08.30 e 10.30.

in Monastero ore 9.30.

CELEBRAZIONE DELLA RICONCILIAZIONE

IN PARROCCHIA tutti i giorni dopo le

celebrazioni. In modo particolare tutto

il giorno del Venerdì Santo e del Sabato

Santo, ci sarà la possibilità di accostarsi al

Sacramento della Riconciliazione


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6 °

Marzo•Aprile 2021 Vita della Comunità

7

LA TORRE DI VEGLIA

Guatemala - Missione

di Hermana Tierra di Tacanà

IL PRESEPE:

Gesù luce nella luce

Quest’anno il Santo Natale è passato in silenzio fra le

pareti delle nostre abitazioni. Non poteva certo mancare

il tradizionale presepe costruito in un angolo della

nostra chiesa. Ho sostato davanti a quella povera

scena e mi è sembrato quasi di ritrovarmi nel buio di

quella Santa Notte. Forse ancora qualche lume era acceso

e traspariva dalle finestre di qualche casetta. Lassù

nell’ampio cielo s’erano infittite miriadi di tremule

luci che davano un senso di straordinario contrasto

con il buio della notte sulla terra. Ad un tratto mi è

parso di vedere staccarsi dal firmamento un astro, il

più lucente, volare nell’aria lasciando dietro di sé una

chiara scia e poi posarsi su quella povera dimora. Mi

è apparso il volto mesto di mamma Maria che si compiace

del suo piccolo nato e il viso di papà Giuseppe

che con tenerezza guarda il bambinello. Gesù sembra

felice di trovarsi steso su quella manciata di paglia

mentre un festoso canto di angeli si leva intorno.

Godo di essere presente a quella stupenda natività e

penso: Gesù, piccolo re, c’è tanta tristezza che avvolge

l’umanità, ma ti sentiamo vicino più che mai; perché

non sperare in giorni migliori?

M.F.

P.S.: chi ha realizzato il presepio dedica una parola

di ringraziamento a tutti coloro che hanno prestato

spontaneamente l’opera per realizzarlo.

Cari amici,

come ben sapete, stiamo attraversando

tutti un periodo

molto complesso a causa della

pandemia da coronavirus. Nonostante

tutto, la Missione di

Hermana Tierra continua ed io e

i miei collaboratori stiamo facendo

di tutto per non far mancare

nulla alla popolazione locale di

Tacanà, soprattutto in questo

momento così diffi cile: l’ospedaletto

Los Angelitos è sempre

aperto e pronto ad accogliere e

curare gratuitamente tutti coloro

che ne hanno bisogno, così

come prosegue, d’altro canto,

il nostro lavoro di pastorale sociale, dedicato alle

famiglie più povere, con un occhio di riguardo per

donne e bambini. Proprio in questi giorni abbiamo

dato avvio ai lavori di ampliamento dell’ospedaletto,

poiché in questo periodo le richieste di assistenza

sono aumentate, in quanto, a causa delle

ripercussioni economiche legate alla pandemia,

molte famiglie non hanno di che dare da mangiare

ai loro fi gli e il fenomeno della denutrizione infantile,

grande piaga sociale di questi luoghi, si è

inasprito: la nostra missione è sempre, ed ora più

che mai, in prima linea per cercare di arginare il

fenomeno.

A tal proposito, vorrei ringraziare la Parrocchia

di San Giacomo di Veglia, don Giulio Fabris e il

Gruppo Animazione Missionario per averci offerto

supporto e aiutato a rendere viva la Missione

in questo momento tanto delicato: donne, uomini,

bambini e vecchi che non hanno un volto sono

oggi meno oppressi, anche grazie a voi.

Coraggio, con Dio al fi anco, tutti usciremo da

questa pandemia.

Siete tutti nelle mie preghiere, che Dio vi benedica.

Padre Angelo Esposito

Dal Mercatino Missionario

RINGRAZIAMENTO PER LE OFFERTE DAL VILLAGGIO DELLA SPERANZA in TANZANIA

Nonostante la diffi coltà di comunicazioni a causa della pandemia, sono riuscita a far arrivare la generosa offerta

del mercatino missionario ai bambini orfani del Villaggio della Speranza al momento dell’apertura scolastica.

Nell’emisfero australe le scuole cominciano in gennaio fi nito il grande caldo. Così i vostri 500 euro si sono

trasformati in quaderni, libri, materiale scolastico, scarpe e in tanta gioia nel ricevere questi regali. C’è tanta

voglia di studiare, imparare cose nuove e aprirsi a una nuova società.

“ASANTE SANA” cioè “GRAZIE MILLE” è stata la risposta che trasmetto a Voi con il mio personale ringraziamento.

Assunta Ossi


Marzo•Aprile 2021

8 Vita della Comunità

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6 °

LA TORRE DI VEGLIA

IL COVID C’È… e dopo?

Ho letto con piacere alcune riflessioni di un filosofo

e professore alla Oxford University, che condivido.

Cerco di comunicarvi il contenuto in modo semplice,

spero non semplicistico. Il Covid ci ha posto grandi

sfide, ma anche grandi opportunità grazie alle tecnologie

digitali e alle politiche ambientali. Il digitale e

l’ambiente c’erano già, ma è soltanto con la pandemia

che sono diventati fattori comuni. Quando dico “verde”

intendo ecologia nel senso greco della parola. È il

verde di tutti gli ambienti, di ogni

casa che noi abitiamo: dell’ambiente

umano, di quello economico, sociale,

lavorativo, politico. È anche il

verde di una casa comune in Europa.

Le tecnologie digitali sono una

rivoluzione profonda, comparabile

a quella agricola e a quella industriale.

È uno dei grandi momenti

di trasformazione della vita umana

nel nostro pianeta.

È un passaggio epocale

Nel secolo scorso ci è voluta una guerra mondiale

per voltare pagina, questa volta è la pandemia che ci

fa voltare pagina. Abbiamo oltre un milione di morti,

intere popolazioni che hanno sofferto, continuano a

soffrire e muoiono, e su questa cosa non si può scherzare.

Ma in prospettiva, se questa sofferenza è stata

necessaria per poter voltare pagina e salvare la nostra

società e il nostro pianeta, possiamo almeno guardare

con fiducia al cambiamento. Per questo, quando

sento dire “non vedo l’ora di tornare a come eravamo

prima”, io risponderei di no. Ciò che abbiamo

passato e stiamo passando, se fosse così, sarebbe stata

una sofferenza inutile. Una sofferenza diventa meno

insopportabile se almeno porta con sé una maggior

maturazione, un cambiamento nei cambiamenti. Allora

il mio augurio è per un cambiamento che faccia

la differenza; cioè che dal dolore emerga un mondo

nuovo, migliore.

Rischio manipolazione

C’è il rischio che le nostre emozioni vengano manipolate

non solo a fini commerciali ma anche politici.

Questo purtroppo c’è già e possiamo vederlo

dal pasticcio che è successo negli Stati Uniti, con la

Brexit, con l’uso deprecabile di questi media fatto da

forze politiche per avvelenare la comunicazione contro

i più deboli e gli indifesi. Certe forze politiche

hanno fatto un uso perverso di strumenti che avrebbero

potuto renderci la vita molto

più semplice, produttiva, piacevole,

umana, ma che noi invece usiamo

per darci martellate sulle dita.

Le tecnologie digitali non sono di

per sé cattive: creano e facilitano la

comunicazione, ci permettono fare

cose straordinarie, tanto di più con

tanto di meno. La nostra paura non

è che le aziende ci manipolino per

vendere un altro paio di scarpe o

che lo Stato ci controlli per scoprire

che non abbiamo pagato le tasse; la nostra paura è che

questi due fattori si saldino tra di loro, che la grande

potenza del mondo commerciale si metta al servizio

della forza dello Stato. Se il business e lo Stato si alleano

contro la società civile, questa sta proprio male,

come accade oggi purtroppo in qualche grande Stato.

Torniamo al verde

Noi comunemente pensiamo in termini un po’

retrogradi; pensiamo che il consumo è dannoso per

l’ambiente. La conseguenza quindi è che se voglio

salvare l’ambiente devo consumare di meno. Sembra

un’equazione intuitiva ma non è così. Pensiamo

all’illuminazione casalinga: ci siamo illuminati con il

fuoco e con la legna, poi con candele, lampade ad

olio, quindi abbiamo inventato le lampadine e oggi

abbiamo il Led. Abbiamo moltiplicato la qualità e il

valore di ciò che abbiamo, abbattendo il consumo.

Una lampadina oggi vale 60 candele di ieri, un led


d

6 °

Marzo•Aprile 2021 Vita della Comunità

9

LA TORRE DI VEGLIA

consuma una frazione dell’energia di una lampadina

incandescente. Per questo diciamo che la nostra

economia deve diventare un’economia del consumo

dello spreco. Quante candele dovremmo accendere

per vedere come vediamo adesso? Una quantità enorme...dal

fuoco alla candela, alla lampadina, al led noi

stiamo molto meglio con tanto di meno. Abbiamo un

bacino di spreco praticamente illimitato. Pensiamo

soltanto al sole. Una gigantesca esplosione nucleare

che, si calcola, produce ogni ora energia sufficiente

per tenere accese 2880 trilioni di lampadine. Proviamo

ad immaginarci ora quante ore sono passate

da quando ci siamo evoluti sul nostro pianeta… fa

girare la testa l’energia che non utilizziamo. Un’economia

del consumo dello spreco è una possibilità di

sviluppo straordinario. Pensiamo al valore letterale

dei rifiuti urbani, che sono una miniera non solo per

quello che si può recuperare, ma anche in termini di

energizzazione (non per niente sono un grande business

per le organizzazioni mafiose). Ogni discarica

che costruiamo è sviluppo che non stiamo ottenendo,

ogni volta che bruciamo tutto per generare quel

poco di energia, abbiamo consumato candele invece

di usare il led.

Chi viene prima: politica, economia, tecnologia…

Semplificando molto, oggi quella che noi chiamiamo

politica economica è in realtà l’economia, dettata

dal business del digitale, che dirige la politica.

Se dovessimo mettere in fila, la nostra impressione,

è che il digitale decida l’economia e che l’economia

decida sulla politica. Invece dovrebbe essere l’esatto

contrario. Sto semplificando molto, ma la politica

dovrebbe determinare l’economia

che a sua volta dovrebbe determinare

la tecnologia. È estremamente

importante decidere che società vogliamo

costruire, capire i meccanismi

economici per realizzarla e mettere il

digitale al servizio di quell’economia

e quella politica. Questo si può fare,

quello che manca forse è la volontà

politica di cambiare strada. Perché?

Perché è rischioso, perché è lungimirante; e la politica

oggi purtroppo non guarda dove sta andando,

ma si guarda i piedi. Purtroppo abbiamo grandissime

opportunità sprecate, abbiamo chiesto e stiamo

chiedendo grandi sacrifici ma che forse non sappiamo

valorizzare adeguatamente. Quando diciamo che

questo è l’ultimo treno da non perdere, è vero, speriamo

che la politica faccia la sua parte perché le opportunità

sono sempre di meno e i rischi sempre di più.

E il Vangelo?

“Se non diventerete come bambini”… Il Vangelo

dice “diventerete” e non “resterete”, questo è fondamentale.

Bisogna tornare ad essere capaci di vedere

il mondo con la bontà, l’ingenuità e la fiducia degli

occhi di un bambino e di una bambina. Per fare questo

ci vuole uno sforzo non comune, è l’esercizio della

ragione. È il maratoneta che arriva all’esatto punto di

partenza ma dopo decine di chilometri, è stremato si,

ma vittorioso.

don Giulio


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LA TOR TORRE RE DI

VEGLIA

CARLO ACUTIS

TUTTI NASCONO COME

ORIGINALI, MOLTI

MUOIONO COME

FOTOCOPIE

Sempre più frequente sentiamo dire attorno a noi che i giovani

non hanno punti di riferimento solidi, affidabili, capaci di dare

una prospettiva e un valore al loro cammino di crescita e questo

perché la società è sempre più disgregata, schizofrenica, capace

di condizionare la vita offrendo solo prospettive di vita collegate

al piacere, al divertimento e al culto di ideali di vita effimeri

quanto inappaganti.

Se questa riflessione è vera è perché non sappiamo far vedere

ai nostri ragazzi quanto di bello la vita offre, non riusciamo a trasmettere loro valori duraturi e appaganti,

non li incoraggiamo ad apprezzare quanto sia gratificante la semplicità di un bel gesto di

altruismo. Li lasciamo credere che ogni azione volta all’altro possa essere oggetto di derisione fino

ad essere interpretato come semplice debolezza, invitandoli così verso un cammino di vita egoista

e arido.

Non così la pensava il giovane Carlo Acutis, morto a 15 anni nel 2006 e recentemente proclamato

beato, che ha vissuto la sua breve ma intensa vita all’insegna di un amore profondo per Gesù,

scandito dal servizio come catechista in parrocchia, dall’impegno come volontario alla mensa dei

poveri, dal sostegno dato alle persone povere e sole del suo quartiere, dal fare apostolato servendosi

di internet e aiutare i bambini a fare i compiti a casa. Ma Carlo era anche un giovane che amava

stare in compagnia, suonare il sassofono, divertirsi con i videogiochi e guardare la televisione.

Era, quindi, un ragazzo come ne conosciamo tanti, sensibile agli altri, disponibile, generoso ma

soprattutto capace, come lui ha lasciato scritto di “essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma

di vita”.

Vita breve, troppo breve, la sua, ma capace di seminare il bene con un gesto, un sorriso, con l’amicizia

data soprattutto alle persone emarginate, arricchita dalla preghiera e dall’eucaristia vissute

come esperienze di completamento della propria persona.

Oggi Carlo è guardato con interesse perché incarna un modello di santità giovane, capace di

coniugare la fede e i gesti profondi da essa generati con lo stare nel proprio tempo, vivere con le

passioni e i desideri tipici dei giovani.

Carlo ha vissuto una vita ordinaria ma ha saputo renderla straordinaria perché ha concretizzato il

messaggio evangelico di dedicare la propria vita agli altri.

L’augurio è che lo stile di vita di Carlo possa contaminare i giovani della nostra comunità a fare

gesti di generosità nella semplicità, senza temere il giudizio degli sciocchi ma anzi traendo forza e

gioia dall’essere in connessione con il messaggio di Gesù.

SC


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LA TORRE DI VEGLIA

Mauro

Da Dalt

n. 29.10.1993 - m. 22.01.2021

aro Mauro, fratello mio,

“C sei stato e sarai sempre

un figlio, fratello, compagno,

amico fantastico.

Hai lottato contro questo brutto

male, scoperto troppo tardi,

con tutto te stesso. Purtroppo ha vinto lui. Mi piace

pensare che abbia vinto lui e non che tu abbia perso,

perché la tua non è una sconfitta Mauro-Polo mio. Ho

visto in te una forza disarmante, ho visto la tua voglia di

vita, di amore, di famiglia. Quella forza ti prometto che

cercherò di metterla in ogni mio giorno, in ogni mio

nuovo traguardo e in ogni mia difficoltà, dove so che ci

sarai tu a sostenermi e a proteggermi.

Sei sempre stato gentile, pronto ad aiutare, altruista,

generoso e coraggioso. Ho scoperto, solo dopo che te ne

sei andato, che sostenevi l’associazione “Costruisci un

sorriso”. Un’organizzazione no profit che contribuisce

all’istruzione dei bambini del Congo, costruendo per

loro delle scuole, e insegna alle ragazze il “taglio&cucio”

in modo che imparino un mestiere.

Noi, la tua famiglia, abbiamo voluto conoscere chi

ne fa parte per poter donare ciò che i tuoi amici hanno

raccolto in tua memoria. Si,

perché eri così tanto amato che

hanno fatto una raccolta fondi in

tuo onore. So che sei felice della

scelta che abbiamo fatto, che

anche tu avresti fatto lo stesso visto

quanto ci tenevi ad aiutare il

prossimo.

Ci manchi come l’aria, ti amiamo

tanto “

Tua sorella Marta

Vi lasciamo anche qualche parola

che Mauro ha lasciato scritto

per la sua famiglia:

“Voglio solo che sappiate che vi amo, vi ringrazio

per tutto quello che avete fatto per me. Per combattere

con me. Vivete una vita piena di gioia, al massimo,

fate tutto ciò che desiderate, purchè vi renda

liberi e felici. Io sarò sempre al vostro fianco.”

Ricordiamo anche i nonni di Mauro

DA DALT AUGUSTO (n. 28.05. 1911 – m. 02.10.2001)

DI DANIEL LEONILDA (n. 18.04.1915 – m. 02.93.2000)

RICORDO di Iset ta (r 15.03.2010)

Sono ormai passati undici anni dalla scomparsa della nostra cara amica e vicina di casa Isetta,

ma il suo ricordo e il nostro affetto verso di lei è immutato. Ha avuto una vita alquanto travagliata.

È stata per diversi anni emigrante per lavoro in Belgio con il marito minatore. Tornata

in Italia, la sua vita è stata rallegrata dalla nascita del suo unico figlio Roberto, dopo dodici anni

di matrimonio. Ha condotto una vita semplice ma molto attiva in famiglia e in parrocchia. Anche

Roberto era molto legato alla parrocchia, ma pochi mesi prima del matrimonio già fissato,

un male spietato se lo è portato via. Animato dalla fede trasmessa dalla madre, qualche tempo

prima di morire per consolarla le disse: “Mamma, non è importante quanto viviamo, ma come

viviamo”. E Isetta ha vissuto il resto della sua vita consolata da queste parole. Poi è venuto a mancare anche il

marito Piero, la silicosi ha minato la sua salute. Neanche quest’ultimo lutto ha potuto scalfire la sua fede né le ha

tolto il sorriso. La serenità che manifestava quando si andava a farle visita era genuina. Era sempre accogliente e

generosa, pronta ad ascoltarti, magari a consolarti, proprio lei che per prima avrebbe avuto bisogno di consolazione.

Neanche in punto di morte si è smentita e ha fatto dono della sua casa alla tanto amata comunità parrocchiale

che le sarà sempre riconoscente. In questo tempo di pandemia caratterizzato da insicurezza e sconforto, Isetta,

con il suo vissuto, rimane una luce che può orientare la nostra vita.

Carla e Fortunato Dal Cin


Marzo•Aprile 2021

12 Largo ai giovani

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BUONE NUOVE

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Il nuovo anno ha portato novità anche per il Gruppo Giovani della nostra parrocchia: al termine del 2020, infatti,

siamo stati coinvolti nel progetto di Don Andrea riguardante l’enciclica “Laudato Si’”, volto ad elaborare

ed integrare il messaggio di Papa Francesco nella vita quotidiana della comunità. Abbiamo accettato con

entusiasmo l’iniziativa desiderosi di includere la collettività nelle nostre iniziative e coinvolgere più persone nelle

attività annuali del gruppo.

Consapevoli della diffi coltà di riuscire a portare avanti tale progetto in questo periodo con limitate occasioni

di incontro, abbiamo deciso di cominciare ugualmente la preparazione: seguiremo quindi un percorso che

prenderà in esame i temi discussi nell’enciclica dal pontefice e, se le normative lo permetteranno, potrà essere

ulteriormente arricchito da laboratori più pratici che ci verranno proposti.

Poiché il contenuto della Laudato Si’ è ricco ed elaborato, il gruppo si è a dato alla guida di Don Andrea: sabato

30 Gennaio, noi animatori abbiamo partecipato ad un incontro formativo per introdurci al testo. La mattinata è

stata fruttuosa: la spiegazione dell’enciclica ci ha fornito notevoli spunti e idee da sviluppare nelle nostre serate

con i ragazzi. Il valore aggiunto della riunione è stato il confronto finale che ha coinvolto i vari gruppi partecipanti

al progetto (il Gruppo Giovani, il Consiglio Pastorale, il gruppo Torre di Veglia): la discussione creatasi è stata

una notevole e stimolante occasione ed un punto di inizio per creare maggiore dialogo all’interno delle varie

realtà della comunità.

Inoltre, l’enciclica è particolarmente coinvolgente perché tratta concetti cari a noi ragazzi: l’ambiente e la crisi

climatica in corso, proseguendo poi con l’ecologia, la società e il bene comune. In veste di animatori abbiamo

deciso di iniziare proprio dal primo tema, cercando di fornire degli spunti ai ragazzi: comprendere il preoccupante

momento storico che stiamo vivendo e avviare con loro una discussione sull’argomento a ché possano, a loro

volta, parlarne con cognizione di causa; conoscere gli strumenti da utilizzare per informarsi con notizie, articoli e

fonti attendibili; essere consapevoli che viviamo in una “rete” in cui ogni nostra azione può avere ripercussioni,

anche indesiderate, sul prossimo.

Poiché il Gruppo Giovani è formato da ragazzi di diverse età, c’è inoltre la necessità di una diversa preparazione

ed un diverso approccio alle tematiche; ad ogni modo, sia il gruppo di prima superiore sia il gruppo dei più

grandi (dalla seconda alla quinta superiore) seguiranno un percorso che integra a discussioni e rifl essioni anche

attività più pratiche e coinvolgenti.

A gennaio, a causa della pandemia, le tradizionali serate del venerdì sera in presenza sono state sostituite dagli

incontri online, dove possibile. Nonostante alcune diffi coltà tecniche, i ragazzi hanno partecipato con entusia-

smo e in buon numero, complice la possibilità di lavorare con i mezzi tecnologici: quiz online, giochi e video.

Ora abbiamo ripreso gli incontri in presenza, con cautela e dando la possibilità di seguire anche online

da casa, rispettando scelte e necessità diverse. Noi rimaniamo ottimisti e, nell’attesa che l’incontro

e il dialogo faccia a faccia tornino ad essere la normalità, proseguiamo i nostri progetti con entusiasmo

e fi ducia in tempi migliori, rassicurati dal sostegno di tutta la comunità e di coloro che,

per avviare e promuovere un cambiamento comunitario, hanno pensato a noi.

LA TORRE DI VEGLIA


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Largo ai giovani

13

LA

TOR

TORRE RE DI VEGLIA

senza filtri

Giovani i e futuro

Come ben saprete, se non ci state leggendo per

la prima volta, questa rubrica è stata fi nora prevalentemente

utilizzata dal Gruppo Giovani per riportare

aggiornamenti sulle attività in corso all’interno

della comunità di San Giacomo. Fermo restando

che continueremo a proporle (sempre rispettando

i limiti dei dpcm), recentemente ci siamo trovati a

rifl ettere su come sfruttare questo spazio per avere

un impatto maggiore su tutti coloro che leggono

queste pagine e al contempo portare contenuti di

spessore.

Ci siamo resi conto da tempo di come la società

spesso e volentieri abbia una visione distorta e fi l-

trata della nostra generazione. Veniamo considerati

“solo ragazzini”, “privi di esperienza” e quindi

non autorizzati ad avere un’opinione valida, nonostante

intelligenza, rispetto e competenza non siano

necessariamente proporzionali all’età di una

persona. Nella migliore ipotesi ci viene delegato il

ruolo di “eroi” che dovrebbero salvare il mondo da

tutti i mali, speranza del futuro a cui affi darsi, anche

se in primo luogo non è compito nostro ma delle

istituzioni e in secondo luogo, nel momento in cui

vogliamo metterci in gioco, ci vengono precluse

le posizioni di potere per attuare un cambiamento

(soprattutto qui in Italia).

Molto spesso ci sentiamo lasciati allo sbando,

come è successo con la didattica a distanza, invece

di essere aiutati tramite interventi politici, economici

e sociali adeguati. La verità è che abbiamo

troppo spesso la sensazione di essere visti dallo

stato come dei soprammobili, da lasciare sullo

scaffale fi nchè non diventa conveniente. Quindi,

perchè non sfruttare tutto lo spazio che ci viene

offerto per amplifi care la nostra voce?

Pensiamo che portare anche su Torre di Veglia alcuni

degli argomenti che ci stanno più a cuore sia

una buona opportunità per togliere alcuni di questi

fi ltri che generano erano divisioni anziché ponti, per portare

a una comunità più consapevole e in progresso,

anche nel nostro piccolo. c Abbiamo tantissime idee e speriamo tanto che

gradirete e gli articoli che pubblicheremo bl

in futuro,

nel frattempo t vi auguriamo u di passare questo Carnevale

mangiando ando

crostoi oi e fritoe con i vostri cari!

Elisa Mattia

In Giardino Con Elisa

LA ROSA

il fiore dalle mille specie

Rosa, rossa, bianca, gialla: la rosa è un fi ore

meraviglioso in grado di decorare giardini e

balconi e regalare allegria e buonumore. Originaria

dell’Europa e dell’Asia, la rosa appartiene

alla famiglia delle Rosaceae di cui fanno

parte oltre 150 specie differenti, una più bella

dell’altra. Circa 30 invece le specie spontanee

che crescono in Italia.

Signifi cato del fi ore

Simbolo di amore, bellezza, gioia e perfezione,

la rosa è uno tra i fi ori maggiormente regalati

in qualunque occasione: un fi ore delicato

ma, allo stesso tempo resistente, in grado di

adattarsi facilmente a diverse tipologie di terreno

e clima.

Quando coltivare

Le stagioni giuste in cui piantare le rose

sono l’autunno e la primavera. Le diverse piante

devono essere interrate ad una profondità

di circa 4-5 centimetri e ad una distanza di

almeno 60 centimetri tra una e l’altra.

Se invece volete coltivare le rose a partire

dal seme, ricordate che la semina deve avvenire

tra dicembre e gennaio. Posizionate in

un vaso i semi della stessa varietà, ad una distanza

di almeno 5 centimetri l’uno dall’altro,

e interrateli.

Potatura

La potatura è importante per

le rose in quanto permette

alla pianta di crescere in maniera

più vigorosa. I periodi

in cui effettuarla variano a seconda

delle diverse condizioni oni

climatiche:

iche: febbraio-marzo

nelle e regioni in cui fa molto

freddo, do, a fi ne autunno nellee

zone

a clima mite. Ricordate

di eliminare sempre i fi ori appassiti

in modo da permettere e ai

nuovi boccioli di svilupparsi

bene.


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LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

IL GRIDO DELLA TERRA.

UNA CONDIVISIONE PERSONALE A PARTIRE DAL PRIMO CAPITOLO DI LAUDATO SI’

di Imelda Bornia, già volontaria missionaria in Brasile per 29 anni

Dall’enciclica alla vita

Il primo capitolo dell’enciclica Laudato Si’ prende in

analisi alcuni gravi aspetti che segnano importanti ferite

nel creato. In tal modo papa Francesco cerca di

dare un nome concreto a quel “grido della terra” intimamente

connesso al “grido dei poveri” (cfr. n. 49)

che rende urgenti decisi passi di conversione.

Il rischio però è quello di rimanere sulle teorie. In

questo mio intervento, invece, vorrei portare la mia

personale esperienza del “grido della terra” e del dl“ “grido

dei poveri”, così come l’ho percepito negli anni in

cui sono stata missionaria in Brasile. È vero, è passato

qualche anno da allora: ora sono stabilmente rientrata

in Italia. Tuttavia i problemi e le fatiche di allora,

adesso non sono venute meno. E per di più, in un

mondo globalizzato e interconnesso, mi pare di ritrovare

anche qui le radici di quelle ingiustizie che

in Brasile ho potuto toccare con mano, talvolta con

risvolti drammatici.

Le sfide nel Brasile “rurale”

Nei 29 anni in cui sono stata in Brasile come volontaria

ho vissuto tre esperienze diverse: una in un ambiente

rurale, le altre due condividendo i problemi

della gente della città.

Il primo periodo, quello dell’ambiente rurale dei piccoli

proprietari, dei grandi latifondisti che inquinavano

l’acqua e cercavano di rubare la terra ai contadini,

è quello che ha dato più spunti di riflessione.

Leggendo l’enciclica Laudato Sì, ho fatto un tuffo nel

passato e ho visto riaffiorare i volti e le storie di tante

persone, cui sono debitrice, con cui ho condiviso

gioie e dolori e mi sono arricchita di umanità e valori.

Mi sono riaffiorate le problematiche e le sfide che mi

hanno visto impegnata dal 1982 al 1991.

Arrivando a Guanambi, in Bahia, uno stato del Nord-

Est del Brasile, sono andata ad integrare un gruppo

di lavoro pastorale composto da tre preti, tre suore e

quattro laici. Tutti italiani e arrivati in tempi diversi.

L’equipe era responsabile di cinque parrocchie, cioè

cinque comuni sparsi nel raggio di un centinaio di

chilometri. L’immensa diocesi di Caetité, per affrontare

i problemi che la gente viveva, poteva contare su

poche forze. Assieme ad un’altra collega volontaria,

sono andata ad abitare in un paese a Palmas de Monte

Alto, ad una cinquantina di chilometri da Guanambi,

dove invece aveva sede il gruppo di lavoro.

L’impegno di noi cristiani

Qui il prete veniva una volta al mese, mentre andava

due o tre volte all’anno nelle comunità di campagna

che erano piccole parrocchie, che potevano distare

anche decine di chilometri l’una dall’altra.

Questa era la realtà di tutto il territorio. La gente,


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Rubriche 15

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

senza il

prete, nella maggioranza a analfabeta, alfa

colti-

vava

la propria ri

fede

con

rosari, litanie ie e vari canti,

tramandati ti da generazioni. i. Come chiesa, eravamo

amo

tutti impegnati ad aiutare le popolazioni ad affrontare

i problemi che si presentavano: il furto della terra

da parte dei grandi proprietari terrieri, la mancanza

d’acqua, l’inquinamento, l’avanzare dei latifondi con

conseguente esodo rurale e quindi la crescita smisurata

delle grandi città, dove la violenza era costantemente

presente: di sottofondo esisteva purtroppo una

ingiustizia endemica.

Il lavoro nelle piantagioni e il dramma dei poveri

La zona in cui operavamo era la porta d’ingresso delle

grandi piantagioni di cotone che richiamavano stagionalmente

manodopera. Arrivavano così dalle regioni

vicine centinaia di uomini, donne e bambini:

famiglie intere che venivano sistemate in ricoveri improvvisati

dentro la piantagione, fatti di pali e rami

intrecciati e ricoperti di foglie o di plastica.

Le piantagioni si trovavano lontane decine di chilometri

dai paesi, per cui le persone erano completamente

isolate. Periodicamente gli aerei con i pesticidi

passavano sulle grandi distese di cotone, sulle baracche

delle famiglie, sui bambini e sui loro genitori e,

naturalmente, sulle pozze d’acqua che la gente continuava

ad usare.

Un giorno, arrivando in una di queste piantagioni,

le persone mi hanno portato a vedere i pesci morti

in una delle pozze d’acqua a cui accedevano. I pesci

erano morti per il veleno, ma la gente continuava a

usare quell’acqua. Questa situazione si riferisce agli

anni 1980-1990 quando io ero là; ora le piantagioni

di cotone non esistono più; sono state portate altrove,

per avere più vantaggi economici. Attualmente al posto

del cotone ci sono allevamenti bovini di enormi

estensioni.

La terra rubata ai poveri, in mano a pochi ricchi

Tutta la regione in cui l’equipe era impegnata era abitata

nella maggioranza da piccoli proprietari terrieri

che praticavano una cultura di sussistenza: fagioli,

mais, manioca e pascoli. Queste piccole proprietà

erano però circondate da latifondi che avevano bisogno

di espandersi per la monocoltura del cotone.

I grandi proprietari terrieri non esitavano a rubare la

terra dei poveri, i quali la lavoravano da generazioni,

ma non avevano nessuna documentazione che ne

comprovasse la proprietà. p Mettendo endo

del

filo spinato e

bruciando le

coltivazioni on

i obbligavano blig

ano così

gli

abitanti

i

ad andarsene. ar

ne

Davano fuoco anche a tutti t i boschi. Il

nostro sforzo per difendere i poveri era spesso senza

frutto.

Così era, e purtroppo continua ad essere in tutto il

Brasile, con la conseguente perdita della biodiversità

nelle migliaia e migliaia di ettari di terreno andati a

fuoco e per l’inquinamento delle fonti d’acqua e dei

fiumi.

La concentrazione della terra nelle mani di pochi ha

avuto come conseguenza l’esodo rurale: popolazioni

che lasciano i campi per andare ad ammassarsi nelle

periferie delle grandi città dove la qualità della vita è

molto bassa.

Le sfide nelle grandi metropoli

Nel 1991 ho lasciato Palmas de Monte Alto per andare

a Joao Pessoa, la capitale dello Stato di Paraiba, per

collaborare in un progetto educativo per minori che

stava nascendo in quella città.

Joao Pessoa in quel tempo aveva circa 600 mila abitanti,

situata nel delta di un fiume, e distante una

decina di chilometri dal mare con le sue bellissime

spiagge.

Nuova esperienza, nuovi colleghi di lavoro, nuove

sfide. Se nella povertà della campagna il povero ha

comunque una identità e una dignità, nelle periferie

e nelle favelas delle grandi città non è più nessuno.

Tra le vittime di questa situazione di degrado, i primi

sono i bambini e gli adolescenti, di cui noi dovevamo

occuparci.

La favela in cui abitavo risentiva del flusso delle maree,

essendo localizzata al margine del fiume: per alcune

ore il letto del fiume era pieno d’acqua, mentre


Marzo•Aprile 16

Rubriche

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LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

per altrettante ore era una distesa nauseabonda di

fango, con tutti gli scarichi cittadini che finivano là.

A poca distanza c’era la grande discarica, dove confluivano

tutti i rifiuti del circondario e dove maiali, avvoltoi,

corvi e figli di Dio di tutte le età si contendevano

le immondizie della metropoli. La presenza dei

ratti era una triste realtà e si diceva che mangiassero

perfino le orecchie dei bambini nel sonno.

Il piano di Dio

Un inno popolare brasiliano, che cantavamo spesso

in quegli anni, diceva: Eis o plano de Deus, plano da

salvação: a terra è para todos, e todos somos irmãos. Ossia:

“Ecco il piano di Dio, piano di salvezza: la terra è

di tutti, e tutti siamo fratelli”.

Viaggiando in pullman per il Brasile, si ha la sensazione

di una terra che non finisce più. Terra e ancora

terra. Territori sconfinati usati per la speculazione,

proprietà nelle mani di pochi.

Il canto dice che il Signore ha dato la terra a tutti gli

uomini e tutti dovrebbero viverci bene. Ma quando

ci avviciniamo alle grandi metropoli e cominciamo

a vedere abitazioni improvvisate e baracche nei posti

più impensabili, in mezzo al fango, senza nessun

servizio, e le persone che si trascinano in una vita di

stenti e di sopravvivenza, allora capiamo che qui il

piano di Dio non è ancora realizzato.

Ho cercato con la mia vita di dare una risposta alla

domanda: “E io cosa posso fare?”. Sarebbe bello, per

il Brasile, per l’Italia, per il nostro territorio, coltivare

la stessa domanda. E metterci quel pizzico di buona

volontà che, almeno di un po’, renda meno utopico

quel piano di Dio.

Imelda Bornia

Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature,

che sono uscite dalla tua mano potente.

Sono tue, e sono colme della tua presenza

e della tua tenerezza.

Laudato si’!

Figlio di Dio, Gesù,

da te sono state create tutte le cose.

Hai preso forma nel seno materno di Maria,

ti sei fatto parte di questa terra,

e hai guardato questo mondo con occhi umani.

Oggi sei vivo in ogni creatura

con la tua gloria di risorto.

Laudato si’!

Spirito Santo, che con la tua luce

orienti questo mondo verso l’amore del Padre

e accompagni il gemito della creazione,

tu pure vivi nei nostri cuori

per spingerci al bene.

Laudato si’!

Signore Dio, Uno e Trino,

comunità stupenda di amore infinito,

insegnaci a contemplarti

nella bellezza dell’ universo,

Preghiera cristiana con il creato

dove tutto ci parla di te.

Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine

per ogni essere che hai creato.

Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti

con tutto ciò che esiste.

Dio d’amore, mostraci il nostro posto

in questo mondo

come strumenti del tuo affetto

per tutti gli esseri di questa terra,

perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.

Illumina i padroni del potere e del denaro

perché non cadano nel peccato dell’ indifferenza,

amino il bene comune, promuovano i deboli,

e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.

I poveri e la terra stanno gridando:

Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,

per proteggere ogni vita,

per preparare un futuro migliore,

affinché venga il tuo Regno

di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.

Laudato si’!

Amen.


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17

LA TORRE DI VEGLIA VEGLIA

I PRIMI

60 ANNI

DE “LA TORRE DI VEGLIA”

Gentili lettrici e lettori, continuiamo la nostra rassegna di ricordi che parte dall’anno

1966 e arriva al 1970 per festeggiare i nostri primi sessant’anni di “La Torre di Veglia”

Anni 1966 • 1970

• Un cittadino che fa

onore a San Giacomo.

Tarcisio Paludetti entrò

nell’Ordine dei Francescani

assumendo il nome

di Padre Carmelo. Iniziò

la sua vita apostolica e

missionaria che lo portò

in Cina. Per ben 14 anni

fu un trascinatore di fedeli

e quindi inviso al regime

comunista. Venne arrestato

e poi espulso dal paese

maoista. Riprese la strada

delle missioni partendo

per le Filippine dove arrivò

ad insegnare nell’Università da lui diretta. Tutti lo ricordano come uomo di personalità e di grande cultura.

Eccolo con alcuni parrocchiani, davanti al Monastero, in occasione della sua ultima visita al paese natale.

• Nello stesso periodo viene inaugurato il

rinnovato “Ristorante da Carlo” con un banchetto,

cui prendono parte le Autorità cittadine

ed un largo stuolo di abitanti. L’ampliamento

ha portato alla creazione di due vasti

saloni capaci di 200 coperti ciascuno e di

una terrazza estiva per i banchetti all’aperto

dotata di tutti i più moderni impianti.


Marzo•Aprile 18

d

2021

°

LA

TOR TORRE RE E

DI VEGLIA

• Ecco i nostri bravi chierichetti davanti alla chiesa, in

una foto ricordo.

• A San Giacomo ritorna il calcio con

la ripresa dell’attività calcistica e con l’iscrizione

di una nuova squadra al campionato

di terza categoria, dopo più

di dieci anni di assenza. Ecco la prima

squadra che gioca nel campo sportivo

di Cordignano, perché a San Giacomo

il campo ancora non c’è, ma è avviato

in quel periodo dalla parrocchia l’iter

per l’acquisto.

• Ennesimo e grave incidente sul Menarè, la tragica strada sulla quale hanno perso la vita tanti giovani. Graziano

Da Re, giovane bello e generoso viene stroncato all’età di venti anni in un incidente in moto. Toccanti le

parole pronunciate dal parroco al suo funerale ed altrettanto straziante il ricordo e l’elenco fatto in quel giorno

per ricordare i giovani del paese morti in analoghi incidenti in soli pochi anni: Milanese Anna Maria di anni

18, Varaschin Elisa di anni 15, e Zaros Gianluigi di soli 11 anni.


d

°

Marzo•Aprile 2021

19

LA TORRE ORRE DI VEGLIA

• Padre Gabriele Maso è Sacerdote dei Missiona-

ri della Consolata. Viene consacrato e celebra la

sua Prima Messa nella nostra Chiesa parrocchiale:

partirà poi per l’Argentina sua terra di missione.

• I Giovani della Parrocchia vanno in gita a Roma:

tre giorni di grande divertimento e la visita alla capitale

d’Italia; per la quasi totalità dei partecipanti,

era la prima volta.

• Per la prima volta in assoluto il San Giacomo ha

un vero campo di calcio. Una grande folla ha assistito

all’inaugurazione del campo con la benedizione

del Vescovo Albino Luciani e il taglio del nastro

del sindaco Aldo Toffoli. E’ seguita la prima gara

amichevole con il Fbc Vittorio.

• Continua l’attività della nostra compagnia teatrale

nel nuovo salone parrocchiale: l’ultima commedia

“Sette botte in testa” è apparsa briosa e coinvolgente

grazie alle indovinate battute dei personaggi. Le

cronache riportano che i singoli attori venivano così

descritti: tonante ed imperioso il maresciallo dei carabinieri

Luigino Villanova, dinamico Guglielmo

Scarabel, con cadenze molleggiate Dario Canzian,

ammalato di fegatite Gabriele Fabbro, fidanzatine

graziose e tranquille nonché disinvolte le due Anna

Maria: De Nadai e Perin, mentre la vecchia

zitella e la vedova allegra erano impersonate dalle

due Maria Teresa, De Nadai e Zanchetta. A completare

lo spettacolo la bella macchietta Gianfranco

Dal Ben. Calorosissimi gli applausi finali tributati al

gruppo e a Guido Piccin, loro regista.


Marzo•Aprile 20

d

2021

°

LA

TORRE DI

VEGLIA

• Anche un altro giovane sangiacomese è consacrato Sacerdote:

è don Mario Fabbro.

• Capi-famiglia a convegno

Ricordiamo in quei tempi

la riunione dei capi famiglia

di San Giacomo,

raccolti in una atmosfera sere-

na e familiare per discutere, nel nuovo salone parrocchiale,

dei problemi di quei tempi come la sistemazione

di alcune strade con la realizzazione di tubazioni e scarichi

delle acque piovane, l’insufficienza della fornitura

di ghiaia da parte del Comune per rattoppare le buche e

la scarsa manutenzione, la necessità di integrare urgentemente

la segnaletica stradale e la richiesta di disponibilità

di tombe e colombaie per il cimitero appena

ampliato.

• E sempre nel salone si proiettano i grandi film che

fanno accorrere intere famiglie.

Qualche titolo: Don Camillo e Peppone; Attila con

Sofia Loren; I nipoti di Zorro, comico con Franco

Franchi e Ciccio Ingrassia.

Altri tempi! Ma sempre grandi risate e divertimento!

• Il nostro ex cappellano Don Vittore De Rosso, partito missionario in Africa nello stato del Burundi, è ritornato

in parrocchia accolto e festeggiato da tante famiglie della nostra comunità che ricordano con piacere gli

anni passati e trascorsi con i nostri giovani.

• E’ morto il Cavalier Ernesto Ossi. I giovani, gli atleti e gli sportivi tutti, ricordano colui

che fu l’ideatore, il promotore ed il principale artefice del nuovo impianto sportivo

di San Giacomo. Un pensiero sincero alla cara memoria.

INVITO AL LETTORE: Se riconosci qualcuno nelle foto pubblicate, comunicaci i nominativi. Grazie


d

6 °

Marzo•Aprile 2021 Vita Della Comunità 21

LA TORRE DI VEGLIA

BILANCIO DELLA PARROCCHIA DI SAN GIACOMO 2020

ENTRATE

GESTIONE ORDINARIA anno 2020

Elemosine feriali e festive € 10.374,78

Offerte per servizi religiosi € 13.490,00

Offerte per benedizione famiglie € 4.740,00

Offerte ordinarie per la chiesa € 137,50

Offerte per candele votive € 3.797,07

Offerte per uso oratorio € 2.780,00

Entrate varie € 1.015,84

TOTALE € 36.335,19

GESTIONE STRAORDINARIA

Offerte per lavori straordinari € 33.946,30

Contributo Statale x lavori Chiesa € 149.400,10

GSE per fotovoltaico € 6.598,30

Da Assicurazione per fulmine € 6.800,00

Dal Comune per Grest € 3.380,34

Eredità € 3.000,00

Varie € 14.070,86

TOTALE € 217.195,90

TOTALE ENTRATE 2020 € 253.531,09

USCITE

GESTIONE ORDINARIA anno 2020

Spese di culto € 2.625,36

Spese per il personale € 5.480,00

Spese per utenze € 11.460,52

Spese per ufficio parrocchiale € 3.202.28

Spese per sussidi pastorali € 2.936.04

Imposte, tasse, assicurazioni € 4.900,19

Tributo ordinario alla curia diocesana € 1.885,00

Spese per manutenzione ordinaria € 1.144,17

Varie € 2.996,41

TOTALE € 36.629,97

GESTIONE STRAORDINARIA

Spese manutenz. straordinaria € 15.735,58

Spese per restauro campanile € 86.130,26

Riparazione varie per fulmine € 6.654,54

Spese per acquisti Grest € 852,55

Oneri e spese bancarie € 461,66

Architetto € 4.483,50

Rata fotovoltaico € 9.482,25

Varie € 988,31

TOTALE € 124.788.65

TOTALE USCITE 2020 € 161.418,62

PROSPETTO RIASSUNTIVO

TOTALE ENTRATE 2020 € 253.531,09

TOTALE USCITE 2020 € 161.418,62

DIFFERENZA A CREDITO 2020 € 92.112,47

SALDO PASSIVO AL 31/12/2019 € 26.801,07

SALDO ATTIVO AL 31-12-2020 € 65.311,40

OFFERTE

in occasione di giornate particolari

Versate in Curia anno 2020

Infanzia Missionaria € 50,00

Per i malati di lebbra € 50,00

Un pane per amor di Dio € 424,00

Terra Santa € 100,00

Università Cattolica € 50,00

Per la carità del Papa € 462,00

Solidarietà Chiesa diocesana € 268,00

Giornata Missionaria mondiale € 917,00

Migranti € 50,00

Giornata per il Seminario € 785,00

Un posto al tuo pranzo di Natale € 1.200,00

Bollettino ecclesiastico € 30,00

Per atti amministrativi € 300,00

TOTALE OFFERTE € 4.686,00

BILANCIO TORRE DI VEGLIA 2020

ENTRATE:

Adesioni € 12.710,00

Altre entrate € 1.075,00

TOTALE ENTRATE € 13.785,00

USCITE:

Stampa € 9.309,75

Spedizione € 1.495,39

Varie € 50,00

TOTALE USCITE € 10.855,14

SALDO ATTIVO 2020 € 2.929,86

Elargizione parrocchia € 2.929,86

SALDO A PAREGGIO 2020 € ==

QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL BILANCIO 2020

Anche quest’anno, con soddisfazione, sorpresa e gioia verifi co l’andamento

positivo del Bilancio. Rispetto allo scorso anno sono molto diminuite

le entrate dalla visita e benedizione alle famiglie. Mi auguro, salute

e pandemia permettendo, di riprendere quest’anno la visita alle famiglie

e terminare tutte le vie.

Abbiamo ancora da avere la metà del contributo CEI che è di 30.000

Euro però questo ci verrà erogato al termine dei lavori di ristrutturazione

del nostro caratteristico campanile che comporta ancora per quest’anno

un impegno fi nanziario per la nostra comunità.

L’impianto fotovoltaico ha reso un po’ meno dello scorso anno ma

ugualmente importante.

Abbiamo ricevuto fi nalmente, dopo tredici anni, il contributo dello Stato

per la ristrutturazione della Chiesa: €149.400,00 Questo ci ha permesso

di far fronte alle spese sostenute per il nuovo campanile. Ci sarà,

speriamo presto l’inaugurazione uffi ciale. Speriamo che la pandemia ce

lo permetta.

Per quanto riguarda la pubblicazione del libro “Storia di una torre” ci

sono state alcune generose sponsorizzazioni, per cui con le offerte che

riceviamo per la consegna del libro alle singole persone certamente copriremo

le spese. Se eventualmente ci saranno dei ricavi l’autore del

libro ha predisposto che restino tutti alla Parrocchia. Grazie.

Ringrazio il Gruppo Missioni che anche quest’anno sul ricavato dal mercatino

ha lasciato un contributo per l’uso dell’oratorio e di altre stanze.

Ringrazio infi ne tutti coloro che in qualsiasi modo hanno contribuito a

questo risultato.

Se qualcuno desidera avere maggiori dettagli può consultare direttamente

i registri che sono a disposizione in parrocchia, abbiamo fatto

tutto in trasparenza.

Sono fiducioso che possiamo continuare a collaborare come

abbiamo fatto, anche se questi sono tempi duri e difficili. Tante

piccole gocce possono affrontare gli impegni e rendere più bella

e accogliente la nostra comunità.


Marzo•Aprile 22 Rubriche

d

r

2021

21

°

LA

TOR

TORRE RE

DI

VEGLIA

TERRA FERTILE

UNA NUOVA SEDE PER I DUE NEGOZI

Nel mese di marzo il punto vendita di San Giacomo di Veglia si è trasferito, insieme all’erboristeria di Serravalle,

in una nuova sede. La cooperativa ha deciso di riunire i due negozi in un unico spazio e ha realizzato

un punto vendita ampio e accogliente in Via del Gelsolino, vicino alla palestra Bobadilla. La nuova collocazione

è in una zona centrale di Vittorio Veneto, vicino ad altri supermercati e facilmente raggiungibile

dalle principali direttrici del traffico: da Via Celante e da Via del Cansiglio. Ci sono alcuni ulteriori vantaggi

in termini di accessibilità: il negozio si raggiunge facilmente dalla pista ciclabile e beneficia ampi parcheggi

pubblici nelle immediate adiacenze.

Il nuovo punto vendita offrirà una gamma più ampia di prodotti biologici e di eccellenze del territorio: sarà

valorizzata la gastronomia locale di alta qualità, frutto di collaborazioni preziose con alcuni professionisti del

territorio, come Daniele Norcen del Raviolo d’oro e Giuppy Renata Tusset, cuoca esperta di cucina naturale.

Sarà dato finalmente maggiore spazio agli ortaggi biologici di produzione propria coltivati nel brolo a San

Giacomo di Veglia. Una vasta scelta di erbe officinali, in parte provenienti dal brolo, arricchirà l’offerta dell’erboristeria,

che sarà un vero e proprio “negozio nel negozio”.

Accanto al negozio bio & erboristeria c’è poi l’officina cosmetica: il laboratorio dove vengono realizzati i

fitocosmetici della linea Rugiada Mediterranea di Terra Fertile. Qui si producono in modo artigianale e con ingredienti

di altissima qualità creme viso e corpo, detergenti e altri trattamenti per la cura della persona. Anche

questa è un’attività che ha molteplici ricadute positive sul territorio. Coinvolge attivamente una persona

svantaggiata nella produzione e si integra con le attività educative-laboratoriali del centro di lavoro guidato di

San Giacomo di Veglia, dove avviene il processo di confezionamento. E anche nei cosmetici di Rugiada Mediterranea,

come in altri trasformati della cooperativa, entreranno presto ingredienti locali, coltivati proprio nel

campo di San Giacomo!

Per maggiori informazioni, tel. 0438 501744 - Fb: @terrafertileprodotti @terrafertilecoop

FARMACIE DI TURNO IN CITTÀ

FARMACIE DI TURNO MARZO – APRILE 2021

il reparto del fresco del vecchio negozio di San Giacomo…venite a scoprire la nuova sede!

03 MARZO – COMUNALE n.3 – Via L. De Nadai (Costa) – 0438 556628

12 MARZO – ZAMPERLINI – Via Da Ponte, 26 - 0438 53958

19 MARZO – MARSON – Via Garibaldi,114 (ai Frati) - 0438 53378

26 MARZO – COMUNALE n.1 – V. Brandolini, 111 (Centro) - 0438 53198

02 APRILE – PALATINI – Via Cavour, 114 - 0438 53274

09 APRILE – COMUNALE 2 – Piazza Fiume, 29 - 0438 500351

16 APRILE – PANCOTTO – P.zza Flaminio, 10 – 0438 53365

23 APRILE – COMUNALE n.3 – Via L. De Nadai (Costa) – 0438 556628

30 APRILE – ZAMPERLINI – Via Da Ponte, 26 - 0438 53958

Guardia Medica risponde al n. 0438 553708

La Guardia Medica pediatrica al n. 0438 668243 (Conegliano)


d

6 °

Marzo•Aprile 2021

23

LA TORRE DI VEGLIA

La renga

In Cucina con Giulia

Ricette Salutari Facili & Veloci

CRUMBLE DI MELE

p g p

Il mercoledì delle ceneri, che è anche il primo

giorno di Quaresima, la tradizione veneta vuole

che si mangi la renga…e come tutte le buoni

tradizioni anche questa viene portata avanti e

tenuta viva.

Infatti con la cena della renga si saluta il Carnevale

e si va verso la Pasqua.

Ma cos’è la renga?

L’aringa è un pesce lungo circa 30 cm, che vive

in banchi enormi nelle acque fredde dell’Atlantico

settentrionale e dell’Oceano Artico. È l’esemplare

femmina quello che si è subito rivelato

adatto alle esigenze delle tavole contadine venete,

soprattutto in tempo di Quaresima: era un

cibo povero ma nutriente e facile da conservare

anche senza gli odierni mezzi di refrigerazione.

Un po’ di storia

La storia raccontata dai nostri avi dice che fi no

alla fi ne dell’800, la piccola località di Parona

era un importante scalo fl uviale dove risiedevano

attività commerciali e una dozzina di osterie.

Essendo la navigazione in città vietata nei fi ne

settimana, i marinai-commercianti conduttori di

imbarcazioni e chiatte di legname che discendevano

l’Adige, attraccavano e sostavano nel

porticciolo di Parona. Ristorandosi quindi nelle

locande spesso il pagamento alle “parona”

delle medesime avveniva offrendo in cambio

merce dal loro carico, tra cui i barili di aringhe

affumicate sotto sale. Fu così che le persone

impararono a cucinare la renga e quindi a riproporre

in tavola questo pesce proveniente dai

lontani mari del nord Europa unito ai sapori tipici

della cucina veneta come la polenta.

Tradizione

L’imperativo dei giorni di Quaresima era mangiare

di magro e la lista delle cose da portare

in tavola non dava grandi possibilità di scelta:

pesce fresco o salato, affumicato o marinato.

Oggi vediamo insieme una ricetta facilissima e super

veloce che ha come protagonista le mele, frutto dalle

molteplici proprietà e benefi ci: una mela al giorno

favorisce la riduzione del 40% del colesterolo LDL,

quello “cattivo” e riduce il

rischio di asma del 32%

grazie ai polifenoli, fi tosteroli

e alla vitamina C, che

contiene in abbondanza.

Le mele inoltre sono ricche

di acqua, quindi molto

idratanti, e contengono

calcio, fosforo, potassio e

betacarotene, folati e ben

2 grammi di fi bra per 100

grammi di prodotto. Proprio

le fi bre, presenti sia

nella polpa che nella buccia,

favoriscono un buon funzionamento del transito

intestinale e tengono sotto controllo la glicemia.

Non mi resta che augurarvi… Buon appetito!

CRUMBLE DI MELE

PORTATA: DOLCE (IDEALE A COLAZIONE)

TEMPO DI PREPARAZIONE: 15 minuti

INGREDIENTI:

60 g zucchero di canna

50 g farina di tipo 2 o integrale

40 g burro

600 g mele (corrisponde a circa 5 mele)

Succo di 1 limone

Cannella a piacere

Procedimento:

Frullate zucchero, burro, farina e cannella. Trasferite il

crumble in una ciotola e tenetelo da parte.

Tritate le mele in pezzi piccoli e cospargete il tutto

con succo di limone. Mescolate bene. Prendete una

pirofi la e riempitela con il trito di mele. Spargeteci

sopra il crumble senza premere. Infornate a 200°C

(forno ventilato già preriscaldato) per 30 minuti circa.

Servite il crumble tiepido e... i vostri ospiti ne saranno

conquistati!


LE 10 ABITUDINI PER…

MIGLIORARE LA NOSTRA VITA!

Carissimi Amici,

Nello scorso episodio abbiamo parlato di abitudini:

cosa sono, quanto tempo ci vuole per instaurarne

di nuove e quali sono i passi pratici per costruirle e

raggiungere così gli obiettivi che ci siamo prefi ssati.

Oggi invece scopriremo insieme dieci abitudini

che possiamo mettere in atto fi n da

subito per migliorare la nostra vita.

Pronti?

1. Svegliarsi prima. Dopo aver

dormito almeno 7-8 ore (il tempo

ideale per stare bene e non sentirsi

stanchi), una buona abitudine

è svegliarsi prima, idealmente

verso le 5.30-6 del mattino.

Questo ci permetterà di sentirci

più motivati poiché “creeremo» il

tempo necessario per raggiungere

i nostri traguardi e avremo

a disposizione un momento privo

di distrazioni o urgenze.

2. Ringraziare. Una bellissima abitudine è quella di

prenderci del tempo, bastano 5 minuti al giorno,

per ringraziare per tutto ciò che abbiamo. Ci sono

tanti, tantissimi motivi per cui ringraziare il Signore,

primo fra tutti la vita, la salute, i

nostri affetti e tutte le piccole grandi

cose che ci succedono durante una

giornata. Non dimentichiamocelo

mai!

1. Mangiare meglio. É importantissimo

fare ogni giorno 5 pasti sani

e genuini: cerchiamo di evitare di

mangiare cibi troppo elaborati o

con zuccheri/grassi saturi e prediligiamo

alimenti più semplici e ricchi

di nutrienti.

2. Fare attività fisica. Bastano 30

minuti al giorno per sentirci subito meglio: possiamo

fare una passeggiata o dell’esercizio fi sico

(anche a casa) e avremo da subito una maggior

capacità di concentrazione e motivazione, una

miglior qualità del sonno, un senso di benessere

diffuso e perfi no maggior creatività. La sedentarietà

è pericolosa per la nostra salute, quindi oltre

a praticare sport cerchiamo dei piccoli accorgimenti

per fare un po’ di fatica ogni giorno: possia-

mo ad esempio parcheggiare l’auto più lontano o

fare le scale invece di usare l’ascensore.

3. Pensare sempre agli obiettivi che vogliamo

raggiungere. Focus e Azione sono i due ingredienti

per raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo

prefi ssati: ogni giorno è importante ricordarcene,

poiché così avremo la possibilità

di fare un passo in avanti verso la nostra

meta.

4. Completare 3 attività importanti

prima delle 11 del mattino. Sembrerà

un’abitudine “strana” ma dare la

giusta priorità ad attività ad alto valore

aggiunto, che magari tendiamo a rimandare

continuamente, ci permetterà di

aumentare di molto la nostra produttività.

5. Registrare le spese superiori a

10 euro. In questo modo avremo consapevolezza

dei nostri fl ussi fi nanziari e

potremo capire quali spese inutili tagliare o diminuire,

iniziando così a risparmiare.

6. Scrivere il diario. L’abitudine del diario caratterizza

moltissime persone di successo: si tratta di

scrivere quotidianamente (bastano poche righe)

i propri pensieri, idee, problemi e risultati.

La scrittura ci mette di fronte alle

nostre paure, ambizioni e necessità, ci

fa capire che cosa abbiamo sbagliato

in una determinata situazione e a ricordare

cosa è importante per noi.

7. Dedicare almeno un’ora solo a

noi stessi. Per dare il massimo, abbiamo

bisogno di ricaricarci quotidianamente.

Cerchiamo di dedicare almeno

un’ora al giorno ad un hobby o ad uno

svago solo nostro.

8. Leggere 30 minuti prima di addormentarti.

Lettura signifi ca crescita, e oltre

ad allenare la nostra mente, leggere ci permette

di migliorare la nostra comunicazione scritta e

parlata.

Non mi resta che augurarvi allora… una buona lettura

della nostra amata Torre!

Alla prossima!

Giulia


d

6 °

Marzo•Aprile 2021 Sport 25

LA TORRE DI VEGLIA

Ritornano

le gare!

Con l’inizio del nuovo anno solare è cominciata

uffi cialmente la nuova stagione agonistica, dopo

la pausa autunnale dovuta alla situazione pandemica.

Le diffi coltà sono state molte, sia per atleti

e allenatori per garantire una preparazione senza

interruzioni, sia per gli organizzatori, capaci di organizzare

queste gare rispettando i rigidissimi protocolli

anti contagio vigenti. In assenza di grandi

manifestazioni, soprattutto su strada, l’attività si è

quindi divisa in tre fi loni principali, con numeri relativamente

bassi di atleti e totale assenza di pubblico.

In particolare, si sono svolte corse campestri,

con prima tappa nei prati dell’Area Fenderl di Vittorio

Veneto (in attesa della seconda tappa a Grumolo

delle Abbadesse (VI), competizioni “in sala”

al Palaindoor di Padova e i lanci lunghi invernali,

con prima tappa a Mestre.

Veniamo ora ai risultati, partendo proprio dalla

corsa campestre, valevole per la qualifi cazione ai

Campionati Italiani, in programma a Campi Bisenzio

a marzo. Triplete sfi orato per i nostri allievi, con

Francesco Cao (1°), Alvise Bona (2°) e Andrea

Botteon (4°), ovviamente vincendo la prova anche

come squadra. Ottime prove anche per Maddalena

Pin (12° allieva), Alice Biz (3° tra le Juniores) e,

infi ne, Alderico Tonin e Marco Meneghel, rispettivamente

24° e 35° nella gara Senior.

Le gare dell’indoor hanno previsto sempre la partecipazione

di un numero ulteriormente ridotto di

(Foto di Eduard Ardelean per Fidal Veneto e Atl-Eticamente Foto)

partecipanti, dato il loro svolgersi in spazi chiusi.

Nonostante le pesanti limitazioni, hanno potuto

gareggiare nei concorsi in particolar modo Nicola

Roma (12.48 m nel getto del peso 5 kg) e Filippo

Peruch (9”35 nei 60 hs e 12.48 m nel getto del

peso 6 kg). Nelle prove di corsa nell’ovale invece

hanno gareggiato Elena Busetti, migliorata a

62”64 nei 400 m e 2’28”07 negli 800 m, Alice Biz,

Kevin Casagrande e Samuele Voltolina, rispettivamente

a 2’27”13, 2’01”17 e 2’01”41 negli 800 m,

e infi ne Andrea De Nadai con 9’34”98 nei 3000

m. Anche qui le prove erano valevoli per la qualifi -

cazione ai rispettivi campionati italiani di categoria,

in programma nei weekend di febbraio.

Chiudiamo infi ne con i lanciatori, che con le 2

prove di Mestre e Vittorio Veneto, hanno cercato di

ottenere il pass per le fi nali nazionali in programma

a Molfetta. In particolare, hanno scagliato a lunga

distanza i loro attrezzi Angela Carrer (39.27 m nel

lancio del giavellotto), Elena Sartori (37.68 m nel

getto del disco) e Martina Rebellato (42.08 m nel

lancio del martello).

Seguiteci sui nostri social per rimanere aggiornati

sull’atletica vittoriese e vedere i nostri ragazzi in

azione! Stay tuned!

Facebook: Vittorio Atletica

Instagram: @vittorioatletica

Andrea De Nadai

Cellulare: +393452402914

Mail: andrea.denadai.1@gmail.com

Skype: dna.de.nadai

“Train insane or rimane the same”


26

d

Marzo•Aprile 2021

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

calcio

VITTSANGIACOMO

VERSO UN’ALTRA

CHIUSURA ANTICIPATA

DELLA STAGIONE?

Al momento di scrivere questo articolo non abbiamo

alcuna certezza di poter riprendere la stagione, e

se non ci sarà il via libera entro il 5 marzo, è possibile

che venga annullato il campionato 2020/2021 della

seconda categoria. Qualche spiraglio c’è per l’attività

del settore giovanile, prolungando la stagione fi no a

giugno. Speriamo anche di poter disputare l’8° Torneo

Natale Biason per Esordienti, rinviato lo scorso anno.

Per mantenere un minimo di attività motoria abbiamo

continuato gli allenamenti “individuali” due volte

alla settimana. Ma senza le sfi de delle

partite è tutt’altra cosa.

Cogliamo l’occasione della scarsità

della cronaca per dare conto dell’organigramma

attuale del Vittsangiacomo.

Si può così capire la complessità

della struttura e quanti siano i volontari

che partecipano alle vicende della società

sportiva, oltre ai giocatori tesserati,

agli allenatori e agli accompagnatori delle

undici squadre iscritte.

Presidente: Pietro Ossi; Presid.

onorari: Carlo Marin, Battista Michelin;

VicePresidenti: Elvi Minet, Vito Battistuzzi,

Guido Cancian Casoni; Rev.

dei conti: Valter Tonon; Segretario:

Luigi Taborelli; Tesoriere: Mauro Poldelmengo; Direttore

Sportivo: Walter Russolo; Responsabile

Settore Giovanile: Massimo Marcon; Psicologa:

Francesca Corocher; Riabilitazione: Marco Fabris;

Relazioni esterne e formazione:

Devis Boscaro; Resp. Gestione Bar:

Tiziano Quacchio; Ristorazione: Nadia

Frare, Roberto Tardivo; Materiali: Fabio

Perin, Cristina Vecellio Olivier; Impianti:

Paolo Santantonio, Fabio Celot, Giuseppe Zaros;

Campi sportivi: Paolo Gaiot, Marco Canzian, Alberto

Da Dalt, Luigi De Zan; Pulizie e logistica: Mara

Casagrande, Livio Tonel, Luciano Da Ros; Comunicazione:

Marco Vanzella; Fotografia: Paolo Viotto;

Consiglieri: Daniele Alessi, Luca Corocher, Alberto

Giust, Massimo Ravagnolo, Mirco Segat, Fabio Sordon,

Antonio Tardo, Stefano Tomasella e Franco Zanet.

Sede e campo principale: San Giacomo di Veglia

– via Margogne,6. Tel./fax 0438 500250. Campo

sussidiario: Vitt ’66 - via P. Amalteo,5 - email: vittsangiacomo@libero.it.

Pubblichiamo le foto delle nostre due squadre di

Esordienti, che sperano ancora che si possa riprendere

a giocare, sono i nostri ragazzi nati nel 2008 e

nel 2009.

Pietro Ossi

ESORDIENTI MISTI in piedi da sx: Marco Da Re (dirig.

acc.), Federico Anselmi, Matteo Guerra, Andrea Zanin, Enrico

Pagot, Marco Canzian (allenatore), Kevin Marradi, Nicolas

Zanet, Filippo Da Re, Anas El Hachimi, Franco Zanet (dirig.

acc.); seduti da sx: Matteo Ramponi, Shermin Mihindukulasuriya

Arachchige, Luigi Ferrara, Gabriel Montiel,

Daniele Sonego, Samuele Cazzaniga, Marco Marin,

Filippo Braido, Martino Damiani.

ESORDIENTI 1°ANNO in piedi da sx: Luca

Corocher (dirig. acc.), Nicola Biz, Saimon Mamica,

Simone Tabacchi, Riccardo Frare, Stefano Fava (allenatore),

Riccardo Tonel, Filippo Vienna, Gabriele

Contarino, Cristina Vecellio Olivier (dirig. acc.), Lorenzo

D’Arsiè; seduti da sx: Alessandro Tomè, Mattia

Russolo, Danilo Donati, Edoardo Carlet, Alessandro

Agrizzi, Nicolas Corocher, Giovanni Pagot,

Alessandro Commone; mancano nella foto: Nico

Payne, Elia Tavano, Alessandro Varnier.

DE


d

°

Marzo•Aprile 2021 21

Dall'Archivio Parrocchiale 27

LA TOR

TORRE RE

DI VEGLIA

E’ uscito il libro

STORIA DI UNA TORRE

n emozionante e lungo viaggio della comunità di San Giacomo di Veglia: il primo

che riporta un po’ di storia del nostro paese, con il toccante ricordo a cento

anni dalla fine della prima guerra mondiale dei nostri giovani soldati sangiacomesi

caduti: c’è la descrizione della loro vita, delle loro famiglie e del conflitto in cui loro

perirono.

Infine la lunga storia della nostra tor-

re romana, il nostro campanile, co

n

tuttete le sue vicissitudini di quasi due

e-

mila anni concluse con il ritorno alle

STORIA DI

UNA TORRE

funzioni SPECIALE di cam anile do DEL o 98 ann

PERIODICO iE BIMESTRALE

dall’abbattimento.

DELLA PARROCCHIA DI SAN GIACOMO DI VEGLIA

ciale Torre di Veglia

Chiedilo in Parrocchia o in

Canonica, leggilo e fai un bel

regalo a tutti i sangiacomesi

nel mondo, soprattutto a

quelli che hanno lasciato il

nostro paese: sarà per loro

una bella sorpresa e un

piacevole ricordo del luogo

e della comunità in cui sono

nati.

Chi lo leggerà e lo riceverà

ti ricorderà con affetto.

Il ricavato raccolto sarà

destinato alle opere

della nostra comunità.

La comunità di San Giacomo di Veglia

1915-18: il ricordo e la gratitudine

La rinascita del campanile

a cura di Bruno Dall’Anese

SPECIALE DEL PERIODICO BIMESTRALE

DELLA PARROCCHIA DI SAN GIACOMO DI VEGLIA


28 Dall'Archivio Parrocchiale

Le famiglie ricordano

d

6 °

LA TORRE DI VEGLIA

DAL TIO GIUSEPPE

n. 05.08.1934 m. 28.02.2012

DEFUNTI

MORET ERNESTO

n. 04.07.1922 m. 07.03.2015

CANZIAN PIETRO

n. 26.03.1918 m. 28.02.2012

TOMASELLA ALBINA

ved. Canzian

n. 12.01.1921 m. 08.05.2012

PIASENTIN DOMENICO

10.04.1925 02.04.1997

LE VOSTRE OFFERTE

dall’1/01/2021 al 05/02/2021

01 – FIORIN GUIDO

di anni 86 – (l’11.01.2021)

Via Mezzavilla, 33

02 – LONGO ANTONIA

ved. De Nadai

di anni 97 – (il 23.01.2021)

Via Isonzo, 76

03 – DA DALT MAURO

di anni 27 – (il 22.01.2021)

Via Sant’Antonio da Padova

04 – MARCHIONI ALFREDO

di anni 78 – (il 23.01.2021)

Via Monte Piana, 19

BET CRISTIANO

09.04 2009 – 09.04.2021

PERUCH TEODORA ved. Bet

09.04.2019 – 09.04.2021

POLENTES LUIGI

12.10.1944 21.04.2011

N.N. 3; N. 2 sottoscrizioni;

Per una preghiera per Aurelio

e Guido; Per Sangio da Longo

Antonia,In memoria di Zaros

Mario, dalla famiglia; In memoria

di Cenedese Giuseppina,

dalla famiglia; In memoria di

Fiorin Guido, dai parenti, In

memoria di Longo Antonia,

dalla famiglia; In memoria di Da

Dalt Mauro, dalla famiglia, In

memoria di Marchioni Alfredo,

dalla famiglia, In memoria di

Barel Stella, dai nipoti, Offerte

San Fermo dicembre, Offerte

Sant’Antonio, Dal presepio.

TOTALE €. 1.549,60

ORARIO INVERNALE (inizio ora solare)

DELLE SANTE MESSE FESTIVE

Chiesa Prefest. Festiva

SAN GIACOMO 18.30 08.30 10.30

Ss. PIETRO e PAOLO 18.00 08.30 10.30

SAN FRANCESCO 18.30 07.30 09.00 18.30

CATTEDRALE 19.00 8.30 10.30 19.00

MESCHIO 8.30 10.00

SANTA GIUSTINA 18.30 11.00 18.30

SAN FLORIANO

Val Lapisina

9.00

SANT'ANDREA 19.00 9.45

SERRAVALLE 17.30

S. Giovanni

COSTA 18.30

S. Silvestro

8.30

10.00

S. Giovanni

9.30

S. Giuseppe

11.00

SALSA 18.30 11.00

CARPESICA 18.00 10.30

FORMENIGA 10.00

COZZUOLO 9.00

CASA S. RAFFAELE 8.00

OSPEDALE 9.00

ORARIO S.te MESSE FERIALI

IN PARROCCHIA

DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ IN CHIESA

ORE 16.30

SABATO

IN CHIESA

ORE 18.30


Agenda Pastorale

MARZO 2021

Domenica 7:

Martedì 9:

Domenica 14:

Venerdì 19:

Domenica 21:

Giovedì 25:

Sabato 27:

3ª DOMENICA DI QUARESIMA

Beata Vergine Maria dei Miracoli di Motta di Livenza

4ª DOMENICA DI QUARESIMA

SAN GIUSEPPE sposo della B.V. Maria

5ª DOMENICA DI QUARESIMA

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

Questa notte ha inizio l’ora solare

Domenica 28:

Lunedì 29:

Martedì 30:

Mercoledì 31:

APRILE 2021

Giovedì 1:

Venerdì 2:

Sabato 3:

Domenica 4:

Domenica 11:

Domenica 18:

Domenica 25:

Giovedì 29:

DOMENICA DELLE PALME

o della Passione del Signore

Set timana Santa

Giovedì Santo: Al mattino messa del Crisma in Cattedrale.

Alla sera In parrocchia: messa “In Coena Domini”.

Venerdì Santo: Celebrazione della Passione del Signore.

(oggi tutti i fedeli dal 18° al 60° di età sono tenuti ad osservare il

precetto generale della Chiesa del digiuno; sono altresì tenuti

all’astinenza dalle carni tutti i fedeli dal 14° anno di età).

Sabato Santo: Veglia Pasquale nella Notte Santa

PASQUA : RISURREZIONE E DEL SIGNORE

Da lunedì 5 a Sabato 10: settimana fra l’ottava

di pasqua

2ª DI PASQUA

o “della Divina Misericordia”

3ª DI PASQUA

4ª DI PASQUA

S. Caterina da Siena,

vergine e dottore della Chiesa,

patrona d’Italia e d’Europa


Imgi poco cciute

di S Gio

L’Oratorio di S. Antonio: la veduta posteriore

presenta elementi architettonici fra i più interessanti.

Si noti il particolare sostegno alla base del campanile.

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